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Altro che Juve, 85 milioni: l’Inter vende davvero Thuram

Marcus Thuram può lasciare l’Inter a fine stagione e si era parlato di Juventus: la destinazione però potrebbe essere un’altra più sorprendente

Pericolo scampato per l’Inter. Dopo il pareggio interno con l’Atalanta, i nerazzurri hanno visto i rivali del Milan cadere sul campo della Lazio, riuscendo dunque ad aumentare il proprio vantaggio in testa alla classifica.

A nove giornate dal termine della Serie A, la squadra di Chivu ha otto lunghezze dalla seconda, un distacco rassicurante nonostante un calendario non certo agevole. Dall’Olimpico è arrivata quindi una buona notizia dell’Inter che ne aveva bisogno in un periodo dove sembra girare poco. L’infortunio di Lautaro Martinez (potrebbe rientrare almeno per la panchina con la Fiorentina) ha fermato la cavalcata nerazzurra e Chivu non è riuscito a trovare negli altri attaccanti l’alchimia giusta per sopperire all’assenza del capitano.

In particolare ha deluso Marcus Thuram, protagonista di una stagione sottotono. Il francese è finito al centro delle critiche e si parla anche di una sua possibile cessione in estate. Le ultime indiscrezioni facevano riferimento anche ad un interesse della Juventus, ma potrebbe essere tutt’altra la destinazione dell’attaccante.

Offerta importante per Thuram: non c’è la Juve nel futuro di Marcus

Ottantacinque milioni di euro: questa la proposta che, secondo TuttoSport, sarebbe arrivata all’Inter dall’Arabia Saudita.

Thuram Juve Arabia
L’Arabia si fa avanti per Thuram (Instagram Marcus Thuram) – Calcionews24.com

Non si fa riferimento ad una squadra in particolare, ma un interesse del campionato saudita per l’attaccante nerazzurro. Un interesse che troverebbe formalizzazione in una proposta economica particolarmente allettante: 85 milioni di euro sarebbero sicuramente sufficienti a convincere l’Inter a cedere il calciatore. Ricca sarebbe anche l’offerta economica al calciatore, con un ingaggio in linea con quelli proposti ai calciatori che dai principali campionati europei hanno deciso di trasferirsi nella Saudi Pro League.

Proprio la poca attrattività del campionato saudita potrebbe però rendere vano qualsiasi offerta per Thuram: il francese vorrebbe giocare ancora in un campionato di alto livello e non valuterebbe, almeno per il momento, il trasferimento in Arabia Saudita, neanche avanti a proposte davvero allettanti.

Certo il tempo per convincerlo non manca, ma ad oggi appare complicato immaginare un Thuram che 28 anni, nel pieno della maturità calcistica, decida di trasferirsi in un club della Saudi Pro League. Il suo futuro comunque è tutto da decidere e un addio all’Inter è da mettere in conto: per andare in Arabia o per restare in Europa, con la suggestiva ipotesi Juventus sullo sfondo, è ancora tutto da vedere.

Serie B, rinviata a data da destinarsi Catanzaro-Modena: il motivo

Serie B, rinviata a data da destinarsi Catanzaro-Modena: la motivazione della decisione e il comunicato ufficiale del club padrone di casa

Catanzaro-Modena, gara valida per la 31ª giornata di Serie B, non si giocherà domani alle 20. La partita è stata infatti rinviata a data da destinarsi a causa dell’allerta meteo che sta interessando il territorio calabrese e che ha portato il Comune a prendere misure straordinarie per ragioni di sicurezza. Il provvedimento è arrivato dopo il nuovo bollettino diffuso dalla Protezione Civile regionale, che ha segnalato il perdurare di condizioni atmosferiche particolarmente critiche, con piogge intense e fenomeni temporaleschi previsti anche per la giornata del 17 marzo.

L’ordinanza del sindaco blocca gli impianti sportivi

Alla luce del quadro meteorologico, il sindaco di Catanzaro ha firmato un’ordinanza con cui è stata disposta la chiusura di tutti gli impianti sportivi pubblici presenti sul territorio comunale, compresi quelli affidati in gestione a terzi. Una decisione che ha avuto conseguenze immediate anche sul programma del campionato cadetto, rendendo impossibile lo svolgimento regolare della sfida tra la formazione giallorossa e quella emiliana.

La Lega Serie B dispone il rinvio a data da destinarsi

Preso atto dell’ordinanza comunale, la Lega Serie B ha ufficializzato il rinvio del match, che sarà recuperato in una data ancora da definire. Per il Catanzaro e il Modena, quindi, cambia il calendario in una fase importante della stagione, con entrambe le squadre costrette ora ad attendere nuove comunicazioni per conoscere quando verrà riprogrammato l’incontro.

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IL COMUNICATO DEL CATANZARO – «Il Sindaco di Catanzaro, con apposita ordinanza N. 32 del 1603/2026, preso atto del bollettino MAU – Messaggio di Allertamento Unificato della Protezione Civile Regionale n. 94 del 16.03.2026 che prevede il perdurare delle avverse condizioni meteorologiche sul territorio comunale, caratterizzate da precipitazioni intense e fenomeni temporaleschi, anche per la giornata del 17/03/2026, ha disposto “la chiusura di tutti gli impianti sportivi pubblici di ogni ordine e categoria, ivi inclusi quelli affidati in concessione o gestione a terzi, presenti sul territorio comunale per la giornata del 17 marzo 2026”. In virtù di tale ordinanza la Lega Serie B ha decretato il rinvio della partita Catanzaro-Modena a data da destinarsi».

Leao esce dal campo polemizzando con Allegri in Lazio Milan, il labiale di Tare dalla tribuna

Leao esce dal campo polemizzando con Allegri in Lazio Milan, il labiale di Tare dalla tribuna: la reazione del ds rossonero

Il ko contro la Lazio ha lasciato strascichi pesanti in casa Milan, non soltanto per il risultato ma anche per quanto emerso sul piano dell’atteggiamento. Al centro dell’attenzione c’è Rafael Leao, attaccante portoghese e numero 10 rossonero, protagonista di una serata complicata sia dal punto di vista tecnico sia da quello comportamentale. Come racconta La Gazzetta dello Sport all’interno della sua ricostruzione, il talento lusitano non avrebbe gradito alcune scelte di Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, lasciando trasparire tutto il proprio malumore in momenti chiave della partita. In particolare, il quotidiano sottolinea un episodio che avrebbe acceso ulteriormente la tensione: «Dopo aver mandato a quel paese Pulisic qualche minuto prima per non averlo servito al limite dell’area, il numero 10 rossonero si è lamentato con il tecnico livornese per la sostituzione (“Mister ma lasciami dentro!”)». Una reazione che ha inevitabilmente attirato l’attenzione di tutti, in campo e fuori.

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Il nervosismo in tribuna e il labiale di Tare

A rendere il quadro ancora più delicato è stato poi quanto colto dalle telecamere in tribuna. Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, anche Igli Tare, direttore sportivo rossonero, avrebbe mostrato in modo evidente il proprio disappunto di fronte all’atteggiamento dell’attaccante. Il dirigente albanese, presente per seguire la sfida, sarebbe apparso visibilmente contrariato, lasciandosi andare a un commento che il quotidiano riporta in modo piuttosto chiaro: «Ma guarda che roba, come fa…». Un labiale che sembra non lasciare spazio a troppe interpretazioni e che conferma quanto il comportamento di Leao non sia passato inosservato ai vertici del club. In momenti così delicati della stagione, infatti, ogni dettaglio viene osservato con ancora maggiore attenzione, soprattutto quando riguarda uno dei giocatori più rappresentativi della rosa.

Il cambio contestato e un segnale che Allegri dovrà governare

L’episodio che ha irritato maggiormente l’ambiente milanista riguarda il modo in cui Leao ha lasciato il terreno di gioco. La rosea evidenzia infatti che il portoghese non solo avrebbe contestato apertamente la sostituzione, ma avrebbe anche abbandonato il campo senza la necessaria rapidità, nonostante il Milan fosse ancora sotto nel punteggio. Un gesto che, in una fase così delicata della partita, è stato letto come un segnale negativo sotto il profilo della gestione emotiva. Toccherà ora ad Allegri, tecnico esperto e abituato a governare situazioni complesse dentro lo spogliatoio, evitare che il caso Leao si trasformi in una frattura più profonda. Per il Diavolo, infatti, il rischio più grande non è soltanto perdere punti, ma anche equilibrio interno.

Lecce, Sticchi Damiani: «Campionato difficile, ma abbiamo chance importanti di salvarci. Sui 118 anni di storia del club…»

Lecce, Sticchi Damiani: «Campionato difficile, ma abbiamo chance importanti di salvarci. Sui 118 anni di storia del club…». Le parole del presidente

Intervenuto in conferenza stampa, il presidente del Lecce, Saverio Sticchi Damiani, ha parlato così.

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118 ANNI DI STORIA – «Il club compie 118 anni di storia, negli ultimi 11 anni io e i soci ce l’abbiamo messa tutta per gestire il club. E’ una società ultracentenaria, che non annovera fallimenti nella sua storia, per questo vanno salutate e ringraziate tutte le proprietà che si sono succedute negli anni. Penso alle ultime proprietà, Savino Tesoro negli anni della C ha tenuto in vita il club, gli anni importanti della famiglia Semeraro, gli anni straordinari di Franco Iurlano che per la prima volta portò il club nell’olimpo del calcio. Non mi avventuro nel citare i calciatori che sono stati bandiere di questo club, ma permettetemi di citare quelli che in questi 118 anni di storia, soprattutto guardando la storia recente, hanno donato la vita al club, perdendola nell’arco della loro militanza. Penso a Lorusso e Pezzella. Voglio citare Antonio De Giorgi, il magazziniere scomparso nel 2007, colpito da un fulmine. Penso ad Antonio Camastra, allenatore delle squadre femminili giovanili. Cito ovviamente Graziano Fiorita, venuto a mancare ormai quasi un anno fa. Graziano lo portiamo con noi in tutte le partite, in casa e fuori».

SUI TIFOSI – «I tifosi hanno caratterizzato da sempre la storia del club. Negli ultimi anni stanno facendo qualcosa di unico, c’è un seguito importante, un coinvolgimento totale del territorio. Abbiamo sempre parlato dei 23 mila abbonati, ma fuori casa abbiamo sempre presenze nutrite. Sono dispiaciuto di restrizioni incomprensibili che ci stanno privando della presenza dei nostri tifosi in trasferta. Sta venendo un po’ meno l’essenza del calcio, immaginavamo scenari diversi. Ci sono restrizioni che faccio fatica a comprendere. C’è stato un cambio culturale a Lecce, c’è una tifoseria presente con numeri impressionanti. Siamo la settima tifoseria d’Italia, questo ci rende ancora più autorevoli. E’ stato bello il lavoro fatto dal club sulle nuove generazioni. Siamo sistematicamente presenti nelle scuole. Oggi siamo stati invitati in un liceo a Casarano, un po’ un’anomalia, è stata una giornata bellissima. C’è poi un effetto collaterale che deriva da tutta l’attività sociale che fa il club, quotidianamente su tutto il territorio».

Infortunio Buksa, c’è lesione! L’esito degli esami strumentali: il comunicato dell’Udinese

Infortunio Buksa, c’è lesione! L’esito degli esami strumentali: il comunicato dell’Udinese e i tempi di recupero per l’attaccante

Non arrivano buone notizie per l’Udinese e per il tecnico Kosta Runjaic. L’allenatore friulano perde per infortunio Adam Buksa, già assente contro la Juventus. La società ha comunicato ufficialmente che il giocatore ha riportato una fastidiosa lesione miofasciale al soleo del polpaccio sinistro.

Il centravanti ha immediatamente iniziato l’iter riabilitativo con il supporto dello staff medico. Le condizioni fisiche saranno valutate settimana per settimana, ma il rientro in campo avverrà solamente dopo la sosta per le nazionali. Lo stop previsto per la punta non sarà inferiore a 3 settimane complessive.

L’assenza prolungata peserà sulle scelte offensive: finora l’atleta ha collezionato due reti in ventuno presenze. Salterà sicuramente l’imminente sfida contro il Genoa e quasi certamente il match contro il Como. L’obiettivo della squadra è riaverlo a disposizione per la trasferta contro il Milan del 12 aprile.

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IL COMUNICATO – «Udinese Calcio comunica che Adam Buksa ha riportato una lesione miofasciale al soleo del polpaccio sinistro. Il calciatore ha iniziato l’iter riabilitativo e sarà valutato settimana per settimana e rientrerà dopo la sosta nazionali».

Jankto spara a zero su Di Francesco: «Pensava di essere un fenomeno, parlava con disprezzo totale! Una volta umiliò anche il magazziniere»

L’ex centrocampista della Sampdoria, Jakub Jankto, non usa mezzi termini nel descrivere il rapporto costruito dall’ex tecnico Eusebio Di Francesco

Con un video pubblicato sul proprio profilo personale di TikTok, l’ex centrocampista della Sampdoria, Jakub Jankto, risponde così alla domanda di un tifoso che gli chiedeva di raccontargli com’era Eusebio Di Francesco da allenatore.

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PAROLE«Dopo la semifinale della Champions League, straordinario, complimenti: Roma-Barcellona 3-0, Di Francesco a quel punto pensava di essere un fenomeno. I primi giorni eravamo contenti, pensavamo che fosse arrivato un buon allenatore, un buon uomo. I primi allenamenti sembravano andare bene, fino al ritiro. Durante l’allenamento un magazziniere ha avuto bisogno di un aiuto. Ha detto: “Mister, ti ho bisogno”. Però il mister si è incazzato e con disprezzo totale ha risposto: “Ma vai a prendere il coccolino, mettimi la roba per lavare, stai zitto”. Sette giornate, una vittoria. Dopo le prime tre sconfitte abbiamo fatto una riunione. Ci diceva: “Ma voi siete scarsi, cosa state facendo? Pensavo che facessimo Europa. Non possiamo fare così”. Parlava con un disprezzo totale. Quando sei un professionista e sei sotto contratto devi fare le cose che devi fare. Poi, quando non c’è il contratto, puoi dire quello che vuoi. Allora Di Fra, puoi prendere il coccolino e te ne vai a fanculo».

Boca Juniors, Riquelme lancia il piano per allargare la Bombonera: quarto anello e 80.000 posti

Boca Juniors, Riquelme lancia il piano per allargare la Bombonera: quarto anello e 80.000 posti. Tutti i dettagli sul progetto

Il Boca Juniors è pronto a muovere passi concreti verso il restyling della Bombonera, uno degli stadi più iconici del calcio mondiale. Come riportato da Calcio e Finanza, il presidente Juan Román Riquelme, ex fantasista e simbolo storico del club argentino, ha annunciato l’intenzione di portare la capienza dell’impianto dagli attuali 57 mila posti fino a quota 80 mila spettatori. Un progetto molto ambizioso, che nasce dal desiderio di rispondere a un’esigenza sentita da anni dai tifosi xeneizes. Riquelme ha spiegato che, per la prima volta, percepisce davvero la possibilità di realizzare questo obiettivo, anche grazie a un primo via libera arrivato da Ferrosur, la società che gestisce la linea ferroviaria che passa a ridosso dello stadio. Si tratta di un passaggio importante, perché consente al club di avvicinarsi a un intervento rimasto a lungo soltanto sulla carta.

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Il progetto prevede nuove tribune, torri e copertura parziale

Sempre secondo Calcio e Finanza, il piano di ampliamento prevede una serie di modifiche strutturali rilevanti. L’idea principale è quella di realizzare una quarta tribuna superiore, oltre a due nuove aree di posti a sedere che prenderebbero il posto degli attuali palchi VIP, destinati alla demolizione. A questo si aggiungerebbe anche una copertura parziale sopra gli spalti, intervento pensato per migliorare comfort ed esperienza dei tifosi. Il progetto comprende poi la costruzione di quattro torri attrezzate con ascensori, necessarie per permettere l’accesso al futuro quarto anello. Prima di entrare nella fase esecutiva, però, il Boca dovrà ottenere ulteriori autorizzazioni sia da Ferrosur sia dalla Comisión Nacional Reguladora del Transporte, passaggi indispensabili per dare forma definitiva all’operazione.

Nessun trasloco: la Bombonera resterà dov’è

Riquelme, nel presentare il piano, ha anche escluso con forza l’ipotesi di spostare lo stadio o costruirne uno nuovo nelle vicinanze. La linea del presidente è chiara: la Bombonera non si tocca e non si sposta. In passato era stata valutata anche la possibilità di acquistare case e immobili alle spalle dei palchi VIP per aprire nuovi spazi, ma questa strada si è rivelata impraticabile a causa della presenza di edifici tutelati come patrimonio storico della città di Buenos Aires. Il Boca, quindi, punterà su un ampliamento interno e strutturato. Sullo sfondo resta anche il confronto con il River Plate, che ha già annunciato un piano per portare il Monumental da 85 mila a 101 mila posti entro il 2029. Una sfida che adesso si gioca anche fuori dal campo.

Como, Suwarso a sorpresa: «Abbiamo comprato la società per farne un set televisivo. Le vittorie le vivo con indifferenze, una vale l’altra»

Como, il presidente Mirwan Suwarso ha raccontato il suo acquisto della società nel 2019 e ha parlato degli obiettivi futuri del club

Intervistato da Rivista 11, il presidente del Como, Mirwan Suwarso, ha parlato così.

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COME VIVO LE GRANDI VITTORIE? – «Con totale indifferenza. Per me, una partita vale quanto un’altra».

IL NOSTRO PIANO DAL NOSTRO ARRIVO NEL 2019 – «In realtà no. Prima del Covid avevamo comprato la società solo per usarla come un set televisivo: volevamo girare dei documentari sul calcio italiano per la nostra TV indonesiana. Nient’altro».

POI COS’E’ CAMBIATO? – «In Serie B ci siamo resi conto che il progetto era diventato troppo grande e costoso per rimanere un semplice show televisivo. Fino a quel momento seguivo dall’Indonesia, ma non potevamo più andare avanti così. Per questo, nel 2023, mi sono trasferito a Londra, dove abbiamo una sede, per prendere in mano il club di persona. Oggi faccio la spola tra Como e il Regno Unito per trasformare definitivamente la squadra in un business redditizio».

COME SIAMO RIUSCITI A BRUCIARE LE TAPPE? – «Sinceramente non saprei. Noi lavoriamo con un business plan quinquennale e cerchiamo semplicemente di seguirlo passo dopo passo. Como è una città piccola, dove abbiamo sviluppato tutto da zero. Paradossalmente, questo ci ha aiutati. Ma il vero punto di svolta è stato l’arrivo di Cesc: seppur a fine carriera, ci ha proiettati su un livello superiore e ha accelerato l’intero processo».

COSA DI FABREGAS CI HA CONVINTI AD AFFIDARGLI LA PANCHINA? – «Non lo avevamo preso con quell’idea. Anzi, è arrivato quasi per caso: io non l’ho nemmeno incontrato di persona, è bastata una semplice telefonata. Poi, però, abbiamo scoperto come ragiona. Ci parlava di come costruire la squadra e creare una struttura sportiva con un metodo rigoroso. Pensava alla squadra proprio come noi facevamo a livello aziendale: il suo approccio al campo rifletteva perfettamente il DNA societario che stavamo creando. Unire le due cose è stato naturale, e i risultati ci stanno dando ragione».

Parma, Pellegrino il dominatore dell’aria: i colpi di testa dell’argentino sono l’arma in più! Il dato impressionante

Parma, Pellegrino il dominatore dell’aria: i colpi di testa dell’argentino sono l’arma in più! Il dato impressionante sul suo apporto offensivo

Il cielo sopra il Tardini ha un padrone assoluto. Se c’è un fondamentale che sta definendo la stagione del Parma, è senza dubbio il gioco aereo, e al centro di questo dominio c’è un solo nome: Pellegrino. L’attaccante crociato si è trasformato in una vera e propria sentenza ad alta quota, collezionando numeri che lo proiettano tra i migliori specialisti del campionato e attirando inevitabilmente le sirene del mercato.

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I NUMERI DEL DOMINIO AEREO

L’impatto di Pellegrino nel gioco aereo dei ducali rasenta la perfezione. Su 11 reti complessive realizzate di testa dal Parma in questa stagione (7 su azione manovrata e 4 da sviluppi di calcio d’angolo), ben 8 portano la sua firma. Un’incidenza devastante che lo incorona re incontrastato dell’area di rigore. Le statistiche parlano chiaro: cinque incornate vincenti sono arrivate su azione, tre da corner. Senza dimenticare l’indiretto ma prezioso contributo in occasione del gol di Sorensen contro la Fiorentina, nato proprio da una sua prima deviazione aerea.

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UN REPERTORIO COMPLETO: DALL’INTESA CON VALERI AL GOL COL CASCHETTO

Analizzando la mappa dei suoi gol, emerge un repertorio tecnico vastissimo e un’intesa d’oro con Emanuele Valeri, autore di ben tre assist al bacio per la sua testa. Pellegrino sa colpire di pura potenza, come dimostra il tracciante dai 12 metri contro il Pescara o la schiacciata che venerdì sera ha piegato le mani a Paleari contro il Torino su cross di Strefezza. Sa leggere perfettamente le traiettorie sui calci da fermo, svettando sia sul primo palo (contro il Lecce su invenzione di Bernabé) sia sul secondo (ancora contro il Torino). Non gli manca nemmeno il puro fiuto del gol da rapace d’area, palesato a Verona con un tap-in su ribattuta della traversa e nella rocambolesca mischia di Coppa Italia contro lo Spezia, risolta da due passi aiutandosi persino con il suo ormai inseparabile caschetto protettivo.

LE SIRENE DI MERCATO

Un giocatore dotato di uno strapotere fisico, un tempismo del genere e una simile ferocia agonistica è merce rarissima nel calcio moderno. In Serie A, il suo profilo è l’identikit perfetto per club come la Fiorentina o il Torino, storicamente alla ricerca di terminali offensivi capaci di dominare fisicamente l’area e valorizzare il gioco sulle catene laterali. Tuttavia, le caratteristiche di Pellegrino sembrano fatte su misura per la Premier League. Squadre inglesi che fanno dello sfruttamento delle palle inattive e dei duelli aerei una vera religione – come il West Ham, l’Everton o il Brentford – potrebbero presto bussare alla porta del Parma, mettendo sul piatto cifre importanti per garantirsi i servigi del bomber col caschetto.

Mercato Napoli, Di Gennaro svela: «Mi aspetto questi colpi per l’anno prossimo». A chi si è riferito

Mercato Napoli, Antonio Di Gennaro ha parlato così della situazione presente e futura degli azzurri. Ecco cosa ha rivelato

A Stile TV nel corso della trasmissione “Salite sulla giostra” di Raffaele Auriemma è intervenuto Antonio Di Gennaro, ex calciatore. Ecco le sue parole:

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PAROLE«Vergara quando era nella Reggiana non aveva la forza e la capacità mostrata a Napoli per cui è stato è bravo lo staff azzurro a farlo crescere poi Napoli è una squadra internazionale e bisogna avere gli attributi. Alcuni giovani hanno difficoltà ad aspettare e quindi non si fanno trovare pronti. Lang ad esempio non è entrato a livello tattico e di rendimento nei canoni che la società si aspettava, poi si lamenta. Anche su Lucca c’è stato un errore di valutazione economica perché 35 milioni sono una cifra spropositata. 50 milioni per Hojlund invece sono ben spesi anche perchè ha giocato in squadre importanti, lui è un giovane vecchio perchè è già pronto e lo ha dimostrato. L’unica cosa, mi aspetto di più l’anno prossimo in Champions League dal Napoli che va completato, un terzino destro e un vice Di Lorenzo sono necessari. De Bruyne l’ho visto meglio dopo l’infortunio. Nella corsa, nel pressing, sta meglio di quando è arrivato a luglio e questo è di buon auspicio per l’anno prossimo. Sabato ha fatto la differenza. McTominay è forte, è un giocatore completo, ma col suo rientro, De Bruyne può essere più libero di esercitare la sua qualità e la sua classe. Il Napoli col rientro di tutti può avere la forza per vincerle tutte, il Milan non credo, ma l’Inter ha ancora il 70% di possibilità di vincere lo scudetto. Questo nervosismo nerazzurro può contagiare, ma Chivu può essere determinante nel rigenerare la squadra dal punto di vista psicologico».

Cremonese, Vardy assente contro la Fiorentina: il motivo. Altri 3 out, i convocati e le possibili scelte di formazione di Nicola

Cremonese, Vardy non è stato convocato per la Fiorentina: il motivo. La lista di Nicola e le possibili scelte di formazione

Davide Nicola ha diramato ufficialmente la lista dei giocatori convocati per l’incontro casalingo contro la Fiorentina. La notizia che fa più rumore riguarda il reparto offensivo: spicca infatti l’assenza del centravanti Jamie Vardy, escluso dall’elenco e quindi indisponibile per questo fondamentale crocevia del campionato.

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Emergenza tra infortuni e squalifiche

La mancata convocazione dell’attaccante si aggiunge a una serie di defezioni pesanti che costringeranno lo staff tecnico a ridisegnare gran parte dello scacchiere, riducendo drasticamente le alternative a gara in corso. In difesa si registra l’assenza per infortunio di Baschirotto, mentre a centrocampo mancherà all’appello Collocolo, anch’egli fermo ai box. A queste criticità di natura fisica si somma l’indisponibilità dell’esterno Pezzella, costretto a scontare un turno di squalifica.

Le scelte tattiche: il 3-5-2 anti-Fiorentina

Per fronteggiare l’emergenza, Davide Nicola sembra orientato a confermare il collaudato modulo 3-5-2. Tra i pali ci sarà Audero, protetto da una retroguardia a tre composta da Terracciano, Luperto e Bianchetti, con quest’ultimo in netto vantaggio nel ballottaggio difensivo con Folino.

A centrocampo, le corsie esterne saranno affidate a Barbieri e a Zerbin, grande favorito per rimpiazzare lo squalificato Pezzella sulla fascia sinistra. Il cuore nevralgico della mediana vedrà invece l’impiego di Thorsby, Vandeputte e Maleh per garantire sostanza e qualità tecnica. In avanti, complice l’assenza di Vardy, le gerarchie sono tracciate: Djuric è nettamente avanti su Sanabria per scendere in campo dal primo minuto e fare coppia con Bonazzoli.

L’elenco dei convocati grigiorossi

  • Portieri: Audero, Silvestri, Nava
  • Difensori: Luperto, Bianchetti, Ceccherini, Terracciano, Faye, Folino
  • Centrocampisti: Thorsby, Barbieri, Zerbin, Floriani Mussolini, Vandeputte, Maleh, Payero, Grassi, Bondo
  • Attaccanti: Djuric, Moumbagna, Okereke, Bonazzoli, Sanabria

La probabile formazione

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Bianchetti, Luperto; Barbieri, Thorsby, Vandeputte, Maleh, Zerbin; Djuric, Bonazzoli. Allenatore: Davide Nicola.

Manchester City, Guardiola sul banco degli imputati: in Inghilterra non gli perdonano la gestione di…Cherki! La verità su quanto accaduto

Manchester City, Guardiola è finito al centro delle critiche in Inghilterra per quanto riguarda la gestione Cherki. Tutti i dettagli

Il miglior allenatore del mondo è finito sul banco degli imputati. La pesante sconfitta per 3-0 subita dal Manchester City in Champions League contro un Real Madrid rimaneggiato ha scatenato la stampa inglese contro le scelte tattiche di Pep Guardiola. A far discutere è soprattutto l’esclusione dai titolari di Rayan Cherki, talento prelevato in estate dal Lione, a vantaggio di profili come Savinho o Semenyo. Alla vigilia del decisivo ritorno all’Etihad Stadium, il caso del trequartista francese infiamma l’Inghilterra.

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L’OSSESSIONE PER L’EQUILIBRIO

Il tecnico catalano, accusato di complicarsi inutilmente la vita nei momenti chiave, ha risposto alle critiche difendendo le sue scelte. Sulla gestione di Cherki, relegato in panchina nelle ultime tre uscite, Pep è stato categorico: «È una questione di equilibrio. Con Erling, Cherki e Jeremy Doku in campo siamo sbilanciati. Abbiamo bisogno di stabilità. Adoro giocare con Rayan, il suo impatto è incredibile, ma non ha la stessa velocità di Antoine Semenyo o Nico O’Reilly quando attacca l’area. Cerco il modo migliore per garantire costanza alla squadra».

I NUMERI DELL’EX LIONE

Eppure, i numeri del ventiduenne parlano chiaro: 9 gol e 10 assist in 39 presenze stagionali. Abbastanza per spingere tabloid come il Daily Mail a invocare a gran voce il suo impiego dal primo minuto. «Pep Guardiola deve mettere fine al suo strano utilizzo di Rayan Cherki. Ha un impatto devastante negli spazi pericolosi attorno ad Haaland. Il talento del francese è innegabile e il momento è ideale per lanciarlo», ha tuonato il quotidiano britannico, sottolineando come la manovra offensiva dei Citizens cambi radicalmente volto con lui in campo.

LA SCOSSA CONTRO GLI HAMMERS

La dimostrazione pratica è arrivata nel weekend contro il West Ham. Entrato al 60′, Cherki ha letteralmente acceso la luce, servendo subito un pallone d’oro ad Haaland e sfiorando il gol. Il diretto interessato, intanto, non fa polemiche e a France Football ha spiegato il suo legame con il mister: «Forse è più duro degli altri allenatori, ma ama tutti i giocatori. Abbiamo un buon rapporto, ridiamo e parliamo spesso. È duro con me, ma lo sono anch’io con lui, ed è importante». Basterà questo per convincere Guardiola a schierarlo titolare contro il Real Madrid? Tutta l’Inghilterra se lo augura.

Padovan: «Il Milan ha perso un’occasione colossale. Polemiche arbitrali? Arbitri mediocri, serve il VAR a chiamata come in Serie C» – ESCLUSIVA e VIDEO

Padovan, noto giornalista, ha analizzato in esclusiva ai nostri microfoni l’ultimo turno di Serie A e non solo. Le sue dichiarazioni

Giancarlo Padovan, noto giornalista, è intervenuto in esclusiva ai microfoni di Calcionews24. Di seguito tutte le sue dichiarazioni.

Arriviamo da un turno di Serie A che ha visto l’Inter allungare a +8 sul Milan nonostante il pareggio dei nerazzurri contro l’Atalanta. Crede che il discorso scudetto sia blindato e crede che il Milan possa rischiare la qualificazione alla Champions League?

«Il discorso scudetto per me era definitivamente chiuso anche se l’Inter fosse stata a +5 e non a +8 sul Milan perchè io considero i nerazzurri la squadra più forte. Tuttavia devo dirti che mi fa riflettere il fatto che abbia guadagnato un punto giocando molto male con l’Atalanta e facendo un pareggio che non era nei voti perchè l’Atalanta veniva da una sconfitta bruciante in Champions, perchè era più stanca dei nerazzurri e perchè quando subisci una batosta come quella subita dall’Atalanta difficilmente ti rialzi subito. E invece l’Inter è riuscita a rianimare persino l’Atalanta, non ha centrato i tre punti e ha dato la possibilità al Mila di andare a -5. Buon per l’Inter che sia andata così. Vero che ha guadagnato un punto ma faccio due riflessioni: con un vantaggio del genere, anche di +7 o di +5, lo scudetto dovrebbe essere della squadra di Chivu ma se gioca così e se le scelte del tecnico sono quelle viste sabato contro l’Atalanta l’Inter rischia qualche rimonta. Da parte di chi? Il Milan non ha blindato il secondo posto perchè il Napoli è ad un solo punto ora però per il Milan va in Champions League perchè ha molti punti di vantaggio sul Como, e anche se rimontasse il Como il Milan sarebbe quarto, e sulla Juventus. Credo che il Milan vada in Champions e che l’Inter vinca lo scudetto a meno che i nerazzurri non vadano incontro a prestazioni come quella di sabato e a scelte cervellotiche come la sostituzione di Pio Esposito».

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Secondo te cosa sta impedendo al Milan di lottare punto a punto con l’Inter per lo scudetto?

«Secondo me la stanchezza. Vero che non ha avuto le coppe però è vero anche che andare al massimo sempre o comunque in questa fase finale cercando di rimontare punti all’Inter non è semplice. L’occasione che ha perso il Milan comunque è colossale perchè l’Inter aveva pareggiato, la Lazio è una squadra in grande difficoltà. Vero che aveva il suo pubblico ma non aveva tanti giocatori importanti come Rovella e Romagnoli. Quindi francamente era una partita da vincere. Il Milan però fa grossa fatica, fisica e mentale, quando arriva lì a un passo dal riprendere l’Inter. Per me la proposta di gioco del Milan è una proposta bassa, inferiore ad uno standard normale. Però, l’abbiamo sempre detto e non posso che ripeterlo, sappiamo che Allegri è un allenatore che non ti ruba l’occhio ma fa i risultati. Se mancano i risultati è chiaro che emerge anche la modestia della prestazione».

Ieri sera al Milan mancava anche Rabiot…

Ne mancavano di più alla Lazio».

La gara di sabato dell’Inter è balzata agli onori della cronaca per le tante polemiche arbitrali e per il rigore non dato su Frattesi. Come pensi possa migliorare il rendimento della classe arbitrale del VAR in generale? E quanto questo clima può condizionare l’Inter nonostante i punti di vantaggio?

«Facciamo un pò di ordine: il gol del pareggio dell’Atalanta è regolarissimo. Non solo lo dico io ma lo dice anche l’AIA e tutti gli osservatori arbitrali più qualificati quindi lì non c’è niente da protestare. Quello non è fallo. E’ fallo invece l’intervento di Scalvini su Frattesi ma lì doveva intervenire il VAR perchè lì l’arbitro non vede o non giudica congruo l’intervento e quindi gli episodi non sono due ma è uno. Tra l’altro Chivu era già stato espulso lamentandosi di un episodio sul quale non aveva ragione. Seconda cosa: gli arbitri italiani sono mediocri o scadenti. Se fanno degli errori anche i più bravi, cito Massa che ieri in Como-Roma ha sbagliato a comminare l’espulsione a Wesley, allora ci può salvare solo il VAR. Ma il VAR ieri non poteva intervenire perchè solo dal 1° giugno l’IFAB ha stabilito che si puà intervenire in caso di secondo giallo solo se sussiste una controversia. E ieri la controversia c’era perchè Wesley sembra non colpire il piede dell’avversario e quindi non meritare la seconda ammonizione. La terza cosa che dico: possiamo migliorare se il VAR aiuta il gli arbitri e non li ostacola. Faccio un esempio: sabato sera alla Juve è stato annullato un gol inconcepibile perchè Koopmeiners non ostacola e non impalla il portiere. E lì interviene il VAR e fa sbagliare l’arbitro. Dobbiamo fare due cose: creare una categoria di Varisti migliorale, di professionale, e dall’altra parte ridare agli arbitri migliori l’autorevolezza che hanno perso».

Saresti favorevole all’inserimento del VAR a chiamata?

«Non solo sono favorevole, sono anche convinto, non dico dalla prossima stagione ma da quelle successive, che verrà inserito il VAR a chiamata anche considerando il successo ottenuto da questa innovazione in Serie C. Sono quasi sparite le polemiche perchè il VAR a chiamata ti responsabilizza. L’allenatore può intervenire se vede qualcosa che non va. In quel caso l’arbitro va a vedere le telecamere e se c’è qualcosa bene, altrimenti ti sei giocato un bonus e lo hai perso. Viceversa, se invece hai sbagliato perdi l’opportunità come nel tennis o come nel Football americano. Tutte le innovazioni intelligenti devono essere mutuate e portate nel calcio».

Per quanto riguarda la zona Champions, brutta battuta d’arresto della Roma contro il Como. Chi vedi favorito per il quarto posto e se ti aspettavi il crollo improvviso dei giallorossi?

«Mi fa piacere che te dica crollo perchè la penso esattamente come te. La Roma sta crollando: dieci sconfitte in campionato. La Roma è poco brillante, la Roma è una squadra in difficoltà e sinceramente non me l’aspettavo. In Europa League mi aspetto invece che passi il turno, vada avanti in Europa League e che tramite l’Europa League possa andare in Champions League vincendola. Secondo me se lo meriterebbe. Per quello che sta facendo in campionato no, vedo favorito il Como. Il calendario migliore ce l’ha la Juve però la Juve è troppo discontinua, è una squadra schizofrenica. Fa 4 gol al Pisa, poi prende 5 gol dal Galatasaray e poi lo rimonta in 10. Non ci puoi fare affidamento nonostante, c’è da riconoscerlo, Luciano Spalletti gli ha dato una identità nuova, un gioco più piacevole e poi i tifosi della Juve finalmente apprezzano il bel gioco. Se andiamo a parlare dei risultati, la squadra più vicina all’obiettivo mi pare il Como. Anche se il Como ha un problema: deve giocare il ritorno di Coppa Italia e se va in finale, cosa non impossibile visto anche come sta l’Inter in questo momento, dovrà in qualche modo preservarsi perchè tra un quarto posto e una finale di Coppa Italia io scelgo la vittoria eventuale in Coppa Italia perchè mi dà un trofeo e lo farei a maggior ragione in questa circostanza perchè il Como è ricco, ha la proprietà più ricca della Serie A e quindi i soldi della Champions League sono sì un grande bonus ma non ne ha bisogno mentre di un trofeo sì. Però, per concludere, se te mi chiedi chi va in Champions io dico il Como».

Chiudiamo con uno sguardo sulla Nazionale: che scelte faresti nel reparto d’attacco e quali sono le tue sensazioni rispetto alla possibilità di qualificarsi per il Mondiale?

«Le sensazioni sono negative. Penso che passeremo il primo turno a Bergamo contro l’Irlanda del Nord. In finale tra Galles e Bosnia, pur giocando fuori casa, meglio il Galles, ha meno giocatori di qualità. Per quanto riguarda gli attaccanti, sicuramente Scamacca e lo farei anche giocare. Anche Kean se sta bene anche se non so nemmeno come stia visto che non si sa se giochi stasera contro la Cremonese però se sta bene sicuramente sì. Raspadori è infortunato e comunque non avrebbe risolto i problemi. Poi cercherei di dare spazio ai giovani. Pio Esposito? Sicuramente lo convocherei, farlo giocare non lo so perchè poi con Scamacca poco si abbina secondo me, sono attaccanti abbastanza simili fisicamente. Anche su Retegui non penso ci siano dubbi perchè continua a fare gol. Ecco, la coppia Retegui-Scamacca per me potrebbe essere una buona soluzione. Poi, visto che mancherà Di Lorenzo, penso che Palestra del Cagliari sia non solo da convocare ma anche da far giocare. E avendo visto la scarsa vena di Barella io francamente farei un pensiero a chiamare Pisilli ma anche a schierarlo in campo. Il centrocampo perfetto al momento sarebbe Tonali-Locatelli-Pisilli. Barella, anche se è il più esperto, mi pare un pò sgonfio e serve gente che abbia garra e fiato».

SI RINGRAZIA GIANCARLO PADOVAN PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Chelsea, maxi multa da oltre 10 milioni di euro per una serie di pagamenti sospetti! Stangata per i Blues e conseguenze anche sul mercato

Chelsea multato per oltre 10 milioni di euro a causa di una serie di pagamenti sospetti! Cosa cambia anche per il calciomercato

Un vero e proprio terremoto finanziario si abbatte sul Chelsea. La Premier League ha deciso di sanzionare duramente il club londinese per una serie di pagamenti illeciti e segreti risalenti alla precedente gestione societaria, tra il 2011 e il 2018. Una stangata che colpisce le casse e il mercato dei Blues, anche se l’immediata collaborazione della nuova proprietà americana ha evitato conseguenze sportive ben più drammatiche nell’immediato.

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LA MAXI MULTA

La sentenza delle autorità britanniche parla chiaro: il Chelsea dovrà pagare una multa salatissima di 10,75 milioni di sterline. A questo si aggiunge un blocco del mercato della durata di un anno, pena che tuttavia è stata sospesa con la condizionale per i prossimi due anni. Le sanzioni non risparmiano nemmeno il settore giovanile (l’Academy), colpito da un divieto di trasferimento di nove mesi. Il motivo del contendere riguarda almeno sei pagamenti sospetti a società offshore, legati alle commissioni di agenti e intermediari: cifre a sei zeri mai iscritte regolarmente a bilancio dai precedenti vertici del club e tenute nascoste alle autorità.

LE OPERAZIONI SOTTO INCHIESTA: DA HAZARD A ETO’O

Sotto la lente d’ingrandimento della Premier League sono finiti i trasferimenti di alcuni nomi illustri che hanno fatto la storia recente della squadra di Stamford Bridge. Le indagini si sono concentrate in particolare sulle operazioni che hanno portato a Londra campioni del calibro di Eden Hazard e Samuel Eto’o, oltre al difensore Andreas Christensen. Tutte transazioni avvenute in un periodo storico in cui le ferree norme sulla trasparenza finanziaria sarebbero state sistematicamente aggirate.

L’AUTODENUNCIA DEGLI AMERICANI

Il vaso di Pandora è stato scoperchiato nel 2022 durante il processo di due diligence portato avanti dalla nuova proprietà americana al momento dell’acquisto del club. I nuovi vertici hanno scelto la linea della totale trasparenza, autodenunciando le irregolarità a Premier League, FA e UEFA. Proprio la massima istituzione calcistica europea aveva già multato il Chelsea per 10 milioni di euro nel luglio 2023. A differenza dell’UEFA, che prevede una prescrizione di cinque anni (potendo indagare solo fino al 2017/18), la Premier League non ha alcun limite temporale per le indagini finanziarie, potendo così affondare il colpo con la maxi sanzione odierna.

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Abodi dice la sua sul caso Bastoni: «Si viene convocati in Nazionale anche per le qualità comportamentali e lui ha avuto la lucidità di ammettere di aver sbagliato!»

Abodi, Ministro per lo Sport, ha rilasciato queste dichiarazioni sul caso Bastoni. Cosa ha detto sulla sua convocazione in Nazionale

La discussione sul “caso Bastoni” non accenna a placarsi, arrivando a coinvolgere direttamente i massimi vertici delle istituzioni sportive italiane. Durante l’inaugurazione di un nuovo playground a Cologno Monzese, il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ha espresso il proprio punto di vista sulla complessa situazione che sta vivendo Alessandro Bastoni. L’approccio del Ministro è andato ben oltre il semplice dato agonistico, focalizzandosi sull’etica che deve necessariamente contraddistinguere i grandi sportivi.

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La maglia azzurra e l’ammissione di colpa

Secondo Abodi, la scelta degli atleti chiamati a rappresentare l’Italia non può essere dettata in via esclusiva dal talento mostrato sul rettangolo verde. Soffermandosi sulle scelte del commissario tecnico per la Nazionale, il Ministro ha chiarito la sua visione con queste parole:

«Io credo che si venga convocati in Nazionale non soltanto per le qualità tecniche ma anche per le qualità comportamentali. Il difensore ha avuto la lucidità di ammettere di aver sbagliato».

I fischi degli stadi e l’episodio con Kalulu

La riflessione istituzionale si è poi spostata sul clima di ostilità che il centrale interista sta affrontando in diversi stadi, segnato dai fischi incessanti del pubblico scaturiti dopo il discusso scontro di gioco con Pierre Kalulu. Il Ministro ha richiamato l’ambiente all’ordine e alla civiltà:

«Ognuno fa quello che ritiene più opportuno, io credo che il rispetto sia un fattore supremo e questo rispetto si manifesta nei comportamenti dei protagonisti e nei comportamenti di quelli che spesso prendono esempio dai protagonisti, considerando il pubblico parte del protagonismo sportivo».

Entrando nel merito delle responsabilità pubbliche di un professionista, Abodi ha aggiunto:

«Chi arriva a certi livelli ha la consapevolezza di giocare per il pubblico. A un livello professionale così alto si hanno anche dei doveri, oltre che dei diritti che contrattualmente vengono sempre sanciti e rispettati».

La frenata sul Premio Rosa Camuna

In chiusura, Abodi ha espresso una posizione molto cauta in merito alla proposta di candidare il giocatore al prestigioso Premio Rosa Camuna. Pur riconoscendo l’indiscutibile valore dell’atleta, il Ministro ha parzialmente gelato gli entusiasmi con una battuta diplomatica, ma ferma:

«Rispetto la decisione, ma c’è stata qualche distrazione»

Inaki Williams epicentro delle critiche all’Athletic Club: mirino puntato sull’attaccante, ecco cosa sta succedendo in Spagna!

Inaki Williams è bersaglio di tante critiche all’Athletic Club: mirino puntato sull’attaccante, cosa sta accadendo in Spagna

La stagione dell’Athletic Club sta assumendo i contorni di una profonda e inaspettata delusione. L’entusiasmo estivo che si respirava a San Mamés ha lasciato rapidamente il posto alla preoccupazione, complice un rendimento ben al di sotto degli standard a cui il club basco aveva abituato i propri tifosi. L’eliminazione precoce in Champions League e un cammino decisamente troppo altalenante in campionato hanno allontanato i rojiblancos dalla zona Europa, relegandoli a un anonimo decimo posto in classifica in Liga. Al centro del mirino della critica, oltre alle mancanze del collettivo, è finita inevitabilmente la stella più attesa: Iñaki Williams.

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IL FLOP

L’Athletic aveva approcciato la stagione con enormi ambizioni, galvanizzato dal ritorno sul prestigioso palcoscenico della Champions League. L’avventura europea, tuttavia, si è interrotta bruscamente: la squadra è crollata già nella prima fase del torneo, dimostrandosi incapace di reagire di fronte ad avversari di caratura internazionale e lasciando un profondo senso di amarezza in tutto l’ambiente. In patria, lo scenario non è purtroppo migliorato. La Liga ha evidenziato una cronica mancanza di continuità, con troppi punti banali lasciati per strada che hanno compromesso la rincorsa alle posizioni di vertice. A pesare maggiormente è stata l’assenza di guizzi individuali in grado di sbloccare i match più complicati.

IÑAKI WILLIAMS NELL’OCCHIO DEL CICLONE

In un contesto di palese difficoltà corale, il principale bersaglio delle critiche è diventato Iñaki Williams. L’attaccante della nazionale ghanese sta vivendo una delle annate più opache della sua intera carriera. Le statistiche sono a dir poco impietose per un titolare inamovibile del tridente basco: appena tre gol e due assist in ben 29 presenze stagionali tra tutte le competizioni. Un apporto offensivo quasi nullo che lo ha visto spesso estraniarsi dal gioco, scatenando il malumore e i dubbi di una tifoseria che da lui si aspetta la leadership tecnica assoluta.

IL PESO DI UN INGAGGIO DA 10 MILIONI

Ad alimentare ulteriormente il dibattito e l’insofferenza della piazza c’è il delicato fattore economico. Iñaki Williams percepisce uno stipendio annuo che supera i 10 milioni di euro, cifra che lo rende di fatto uno dei giocatori più pagati dell’intera rosa dell’Athletic. Un peso salariale di questa portata alza inevitabilmente l’asticella delle aspettative: da un profilo del genere si pretendono numeri da trascinatore, non certo statistiche da comprimario. La stagione non è ancora conclusa e il classe ’94 ha ancora il tempo materiale per invertire la rotta, ma il suo rendimento resta oggi il vero grande “caso” irrisolto di un’annata fin qui da dimenticare.

Infortunio Mkhitaryan: ufficiale l’esito degli esami dell’armeno. Le condizioni e quanto starà fuori

Infortunio Mkhitaryan: l’esito ufficiale degli esami del centrocampista nerazzurro. Le condizioni e quali sono i tempi di recupero

Henrikh Mkhitaryan è costretto a fermarsi. Come comunicato ufficialmente dall’Inter, nella mattinata odierna il giocatore si è sottoposto ad accurati accertamenti strumentali presso l’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano, per approfondire la natura del problema fisico accusato recentemente contro l’Atalanta.

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La diagnosi: problema al bicipite femorale

L’esito degli esami medici ha purtroppo confermato i timori della vigilia, non portando buone notizie per lo staff tecnico. I controlli hanno infatti evidenziato un risentimento al bicipite femorale della coscia sinistra. Si tratta di un infortunio muscolare insidioso che, sebbene non appaia di estrema gravità, necessita della massima cautela e di terapie specifiche per scongiurare pericolose ricadute durante il processo di guarigione.

Le mosse in mediana e le scelte di mister Chivu

Questo stop forzato rappresenta senza dubbio una defezione pesante per Cristian Chivu. Il tecnico dovrà ora ridisegnare le geometrie del proprio centrocampo in una fase cruciale della stagione sportiva, dovendo rinunciare temporaneamente all’equilibrio e alla qualità garantiti dal suo numero 22.

I tempi di recupero

Per quanto riguarda le tempistiche esatte per rivederlo in campo, la situazione clinica del calciatore sarà rivalutata nei prossimi giorni. Lo staff medico nerazzurro monitorerà quotidianamente i progressi dell’ex Roma: solo i nuovi test chiariranno con esattezza il periodo di lontananza dai campi da gioco.

Inter, Bisseck si racconta: «Questo percorso non è stato il più facile, ma col senno di poi ha portato con sé molti vantaggi»

Inter, Bisseck: «Questo percorso non è stato il più facile, ma col senno di poi ha portato con sé molti vantaggi». Le parole

Al quotidiano tedesco Kicker, Yann Bisseck ha parlato del suo momento con la maglia dell’Inter. Ecco, di seguito, tutte le sue dichiarazioni.

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Sul ruolo da difensore e la sua versatilità: «Un certo grado di adattabilità non guasta. Ne trai beneficio e cresci come giocatore. Ho imparato molto nell’ultimo anno e mezzo, sia a livello personale che tattico. Con Nagelsmann i contatti non si sono interrotti. Lavoro ogni giorno per diventare il miglior calciatore possibile. La mia altezza? Può rappresentare una certa minaccia sui calci piazzati. Il mio compito principale, però, è quello di non subire gol, ma segnarne uno ogni tanto non guasta».

Sulla vita a Milano: «Per un calciatore, ma anche per una persona, è una delle città più belle in cui si possa vivere. Giocare settimana dopo settimana a San Siro è una sensazione incredibilmente bella. I tifosi, qualunque cosa accada, sono sempre al nostro fianco. È sempre un grande piacere scendere in campo lì».

Sul suo arrivo all’Inter: «Col senno di poi è facile parlare, dopo essere arrivato qui. Nello sport certi alti e bassi purtroppo fanno probabilmente parte del gioco. Naturalmente avrei desiderato che la strada verso il successo fosse stata più lineare, ma tutte le fasi negative, con tutti gli infortuni, mi hanno reso il giocatore che sono oggi. Fortunatamente ho sempre avuto, grazie alla mia famiglia e ai miei amici, un ambiente che mi ha sostenuto e rafforzato. Questo è un aspetto che non si deve sottovalutare. Sicuramente questo percorso non è stato il più facile, ma col senno di poi ha portato con sé molti vantaggi. Credo che ormai ci siano poche cose che possano davvero farmi arretrare. Tutto questo mi ha reso mentalmente molto più forte».

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Fiorentina, Kean recupera ma non ci sarà dall’inizio: a Cremona spazio a Piccoli, l’azzurro pronto a subentrare

Fiorentina, Kean torna tra i convocati di Vanoli: partirà dalla panchina a Cremona, con Piccoli titolare. Le ultime

Moise Kean torna finalmente a disposizione della Fiorentina e sarà in panchina nella sfida decisiva di Cremona, pronto a subentrare dopo due gare saltate per una botta alla tibia rimediata contro l’Udinese. L’attaccante, fondamentale per la corsa salvezza e osservato speciale anche dal ct Gattuso in vista dei playoff Mondiali, ha lavorato a parte per tutta la settimana rientrando in gruppo solo alla vigilia. Non avendo i 90 minuti nelle gambe, Vanoli dovrebbe confermare Piccoli dal primo minuto, utilizzando Kean come arma nel finale.

Probabili Formazioni Serie A 2025/2026, la guida alla 29ª Giornata

Il ritorno dell’attaccante arriva nel momento in cui la Fiorentina cerca continuità dopo una rimonta iniziata proprio contro la Cremonese all’andata, quando Kean segnò il gol decisivo nei minuti di recupero. Pur vivendo una stagione complicata, condizionata dagli infortuni, il numero 9 resta il miglior marcatore viola con 9 reti complessive e i suoi gol hanno quasi sempre portato punti. Anche un impiego part‑time può dunque rivelarsi determinante in una gara che può indirizzare la stagione.

Piccoli, chiamato a sostituirlo nelle ultime settimane, non ha sfruttato appieno le occasioni e resta fermo a 6 gol stagionali. A Cremona torneranno invece i titolari risparmiati in Conference — da De Gea a Fagioli, da Dodo a Pongracic fino a Brescianini e Gudmundsson — per una Fiorentina che avrà bisogno della miglior versione possibile per compiere un passo fondamentale verso la salvezza. Lo riporta Gazzetta.it.

Feyenoord Ajax, tutto pronto per lo snodo cruciale in Eredivisie! Ma in casa biancorossa qualcuno lancia l’allarme…

Eredivisie, Feyenoord Ajax è il crocevia della stagione: tutto pronto, ma tra i Lancieri serpeggia un campanello d’allarme

Il conto alla rovescia per il De Klassieker è già iniziato e a Rotterdam l’aria si fa inaspettatamente pesante. La supersfida tra Feyenoord e Ajax, snodo cruciale per la conquista del secondo posto in Eredivisie, si preannuncia infuocata, ma sulla sponda biancorossa i dubbi iniziano a superare le certezze. A lanciare l’allarme ci ha pensato Pierre van Hooijdonk, indimenticato bomber che nel 2002 trascinò il club alla conquista della Coppa UEFA. Intervenuto ai microfoni della seguitissima trasmissione olandese Studio Voetbal, l’ex attaccante non ha usato mezzi termini per descrivere la delicata situazione della squadra allenata da Robin van Persie. Le crepe, mascherate a fatica dalla vittoria di misura (2-1) ottenuta domenica contro l’Excelsior, rischiano di allargarsi irreparabilmente sotto i colpi dei rivali storici.

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IL DE KLASSIEKER ALLE PORTE
A introdurre i timori per il big match è stato l’opinionista Wim Kieft: «Ora si va verso il De Klassieker. Cosa succederà se dovesse arrivare una sconfitta pesantissima? Ovviamente può succedere di tutto, la partita può prendere qualsiasi piega». Una riflessione che ha trovato l’immediata, e ben più drammatica, sponda di Van Hooijdonk, terrorizzato dall’effetto che un passo falso potrebbe avere sull’ambiente del De Kuip, ieri peraltro già abbastanza freddino in occasione del “derby” con l’Excelsior e non solo perché il primo tempo si era chiuso in svantaggio: «In caso di sconfitta, che sia di grandi proporzioni o meno in realtà conta poco. C’è il rischio di una vera esplosione».


IL RINASCIMENTO DELL’AJAX
«Nonostante la situazione della nostra squadra, a Rotterdam tre settimane fa tutti pensavano che l’arrivo dell’Ajax andasse benissimo. Dopo aver visto la loro partita di sabato scorso, credo che la situazione sia totalmente cambiata. Non sto parlando di un esonero di Van Persie, ma in questo momento c’è una sorta di bomba a orologeria innescata al Feyenoord». Il riferimento è al prepotente ritorno di fiamma dell’Ajax, capace di asfaltare lo Sparta per 4-0 e di ritrovare brillantezza sotto la guida tecnica di Oscar García.


LO SCETTICISMO DI KIEFT
Nonostante l’allarme rosso lanciato da Van Hooijdonk sulle macerie emotive del Feyenoord, il dibattito televisivo si è chiuso con un’ultima frenata da parte dello stesso Kieft. Le parole di fuoco dell’ex bomber non hanno infatti scalfito del tutto le perplessità del collega sulle reali ambizioni della formazione di Amsterdam in vista del faccia a faccia: «Devo ancora vederlo bene questo Ajax…».

Ederson ritrova il campo e l’Atalanta ritrova se stessa: come il suo rientro può trasformare il finale di stagione

Atalanta, il ritorno di Ederson cambia tutto: più equilibrio, intensità e idee nel cuore della squadra. I dettagli

Il ritorno di Ederson restituisce all’Atalanta senso, equilibrio e spinta, gli elementi che più erano mancati durante la sua assenza. I minuti disputati a San Siro contro l’Inter hanno permesso al brasiliano di riassaggiare il ritmo partita, preparando il terreno per una probabile titolarità nella sfida di Monaco contro il Bayern. Nonostante l’1‑6 dell’andata renda il passaggio del turno quasi impossibile, la gara servirà a ritrovare orgoglio e a reinserire gradualmente i big reduci dagli infortuni, come De Ketelaere e Raspadori. Tra Champions e la successiva sfida con il Verona, Ederson avrà finalmente continuità prima di sfruttare la sosta per ritrovare brillantezza.

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La sua assenza ha coinciso con un periodo complicato: sei partite fuori, due vittorie comunque arrivate ma 14 gol subiti senza di lui. Un dato che racconta quanto il brasiliano incida sull’equilibrio della squadra. A Dortmund era stato il migliore dei suoi, poi lo stop forzato; contro l’Inter, con lui in campo, l’Atalanta non ha subito reti. Palladino lo ha definito “fondamentale”, sottolineando come la mancanza di un uomo chiave per le rotazioni abbia pesato anche sul piano fisico e mentale. Il suo rientro rappresenta una vera boccata d’ossigeno per un centrocampo che vive di intensità e continuità.

Con Ederson di nuovo al centro del progetto, l’Atalanta ritrova un riferimento capace di dare ordine, aggressività e qualità nelle due fasi. Dopo la parentesi europea, i nerazzurri affronteranno un blocco di campionato decisivo — Verona, Lecce, Juventus e Roma — che potrebbe rilanciare la corsa verso un posto nelle coppe della prossima stagione. In questo scenario, il recupero del brasiliano diventa una delle notizie più incoraggianti per Palladino in vista del rush finale. Lo riporta Gazzetta.it.

Corsa Champions, volata a tre: analisi dei calendari di Como, Juve e Roma per capire chi può avere un vantaggio

Corsa Champions, il confronto decisivo: chi tra Como, Juventus e Roma ha il calendario più favorevole? I dettagli

La corsa alla qualificazione alla prossima Champions League entra nella fase decisiva e vede Como, Juventus e Roma impegnate in un duello a tre destinato a durare fino all’ultima giornata. Il successo dei lombardi nello scontro diretto con i giallorossi ha proiettato la squadra di Fabregas al quarto posto, ma il margine è minimo e ogni punto può cambiare gli equilibri. Le tre contendenti arrivano al rush finale con ambizioni diverse e con un calendario che, per due di loro, si intreccia anche con le fatiche delle coppe europee e nazionali.

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  • Il Como è la grande sorpresa della stagione e si trova davanti a un traguardo storico, ma il percorso è tutt’altro che semplice. Oltre alla semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l’Inter — con la possibilità di una finale in piena volata — i biancoblù affronteranno un calendario fitto di insidie: Pisa e Udinese prima dei test più duri contro Inter, Sassuolo, Genoa e Napoli. Il finale non concede tregua, con le trasferte di Verona e Cremona intervallate dalla sfida interna al Parma. Un cammino complesso che metterà alla prova la tenuta fisica e mentale della squadra.
  • La Juventus, libera dagli impegni europei, può concentrare tutte le energie sul campionato. Dopo due partite casalinghe alla portata contro Sassuolo e Genoa, i bianconeri affronteranno un trittico ad altissima difficoltà: Atalanta fuori casa, Bologna a Torino e poi la trasferta di San Siro contro il Milan. La parte finale sembra più morbida, ma il derby contro il Torino all’ultima giornata potrebbe trasformarsi in uno snodo emotivo e decisivo.
  • La Roma, invece, dovrà gestire il doppio fronte: il ritorno degli ottavi di Europa League contro il Bologna e un calendario di Serie A che alterna sfide abbordabili a ostacoli pesanti come Inter, Atalanta, Fiorentina e il derby con la Lazio. La chiusura a Verona potrebbe risultare determinante per il destino europeo dei giallorossi.

Vlasic trascina il Torino: numeri da leader e tre giocate chiave nel poker granata al Parma! Che numeri per il granata

Vlasic illumina il successo del Torino: prestazione totale e partecipazione diretta a tre delle quattro reti. I numeri

Nikola Vlasic è stato il protagonista assoluto del 4‑1 contro il Parma, accolto dall’Olimpico Grande Torino con una standing ovation che non aveva bisogno di gol per essere giustificata. Il numero 10 ha inciso su tutte le prime tre reti e ha offerto una prestazione completa, fatta di qualità, corsa, pressing e attenzione in entrambe le fasi. Un contributo da leader che arriva in un momento in cui il Torino respira una classifica più serena e si prepara alla sfida contro il Milan.

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La gara contro gli emiliani ha confermato la miglior versione di Vlasic da quando veste il granata, frutto anche della prima vera preparazione completa svolta in estate. Sei gol in campionato, continuità di rendimento e un ruolo più avanzato nella trequarti con D’Aversa gli hanno permesso di esprimere al meglio il suo potenziale. Le sue giocate hanno aperto tutte le azioni decisive: la percussione centrale che ha spaccato la difesa del Parma, il dribbling su Ordonez che ha liberato Adams per il raddoppio, la transizione che ha portato al terzo gol.

Le statistiche completano il quadro: tre tiri, tre occasioni create, due contrasti vinti, otto duelli, cinque palloni recuperati, due dribbling riusciti. Numeri che raccontano un giocatore totale, capace di incidere in ogni zona del campo. Vlasic, oggi, è il faro tecnico ed emotivo del Torino. Lo riporta Gazzetta.it.

Ancelotti si racconta: «Esonero alla Juventus? Mi ha colpito molto! Quando vieni esonerato per la prima volta…». Le parole

Ancelotti sfoglia l’album dei ricordi: «Esonero alla Juve? Mi ha colpito molto, quando vieni esonerato per la prima volta…»

La Juventus torna nei ricordi di Carlo Ancelotti, che in un’intervista a Marca ha ripercorso alcune tappe decisive della propria carriera. Tra queste, l’esperienza a Torino e soprattutto la fine del rapporto con il club bianconero, un passaggio che il tecnico — oggi alla guida del Brasile — considera ancora uno dei momenti più significativi del suo percorso professionale.

L’addio nell’estate del 2001 rappresentò infatti il primo esonero della sua carriera e segnò una svolta profonda nel suo modo di vivere la panchina. Ancelotti ha ricordato quel distacco come un punto di rottura ma anche come un’occasione di crescita, un passaggio che lo spinse a rimettersi in gioco e che avrebbe poi aperto la strada alle grandi esperienze internazionali che ne hanno definito la traiettoria.

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LE PAROLE DI ANCELOTTI – «Nel 2001 ero stato cacciato dalla Juventus e mi trovavo in vacanza in attesa del Milan.  Parlando con gli allenatori, è abbastanza comune che vengano esonerati qui. A volte, ti licenziano anche quando stai facendo un buon lavoro. Personalmente mi ha colpito molto, quando vieni esonerato per la prima volta, l’impatto è più forte» .

Real Madrid, buone notizie per Arbeloa! Tornano a disposizione Mbappé e Bellingham per la sfida contro il Manchester City

Real Madrid, doppio recupero pesantissimo: Mbappé e Bellingham tornano per la sfida al Manchester City

La trasferta del Real Madrid sul campo del Manchester City rappresenta un passaggio decisivo nella corsa ai quarti di Champions League. Forte del 3‑0 ottenuto al Bernabéu grazie alla tripletta di Fede Valverde, la squadra di Álvaro Arbeloa arriva all’Etihad con un margine che consente una gestione più lucida delle energie e delle rotazioni. Le notizie provenienti dall’infermeria sono incoraggianti: in un momento cruciale della stagione europea, il tecnico recupera pedine fondamentali e può contare su un gruppo quasi al completo per affrontare una delle sfide più delicate dell’anno.

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I rientri più attesi sono quelli di Kylian Mbappé e Jude Bellingham, due elementi chiave per qualità e peso specifico. Il francese, capocannoniere e riferimento offensivo, sarà gestito con prudenza: il vantaggio dell’andata suggerisce un impiego graduale, evitando rischi inutili in una gara che, almeno sulla carta, non dovrebbe richiedere forzature. Più complessa la situazione di Bellingham, che non sembra ancora in condizione ideale per sostenere un minutaggio elevato. In difesa, il quadro è più sereno rispetto alla gara d’andata: sulla sinistra Fran García resta favorito su Álvaro Carreras, mentre al centro torna a disposizione David Alaba, un recupero prezioso per solidità ed esperienza.

Nonostante i rientri eccellenti, Arbeloa deve comunque fare i conti con assenze pesanti: Militao, Asensio, Mendy, Rodrygo e Ceballos non saranno della partita. Per completare la rosa e mantenere equilibrio nei reparti, il tecnico ha deciso di attingere al settore giovanile, una scelta che conferma la volontà di preservare i titolari e allo stesso tempo dare spazio ai talenti emergenti. In questo contesto, la gestione delle energie e la capacità di leggere i momenti della gara saranno determinanti per blindare il passaggio del turno.

CONVOCATI REAL MADRID

Portieri: Courtois, Lunin, Fran Gonzaléz
Difensori: Carvajal, Alaba, Alexander-Arnold, Carreras, Fran García, Rüdiger, Huijsen, Aguado, Rivas
Centrocampisti: Bellingham, Camavinga, Valverde, Tchouameni, Arda Güler, Cester, Manuel Ángel, Palacios, Thiago
Attaccanti: Vinicius Jr., Mbappé, Gonzalo Garcia, Brahim Diaz, Mastantuono

Lazio Milan, coreografia censurata in Tevere: la denuncia dei tifosi e il caso scoppiato nel prepartita

Lazio Milan, coreografia vietata nel prepartita della sfida di Serie A: esplode la protesta dei tifosi biancocelesti

La serata dell’Olimpico ha offerto uno spettacolo imponente: oltre 50.000 tifosi biancocelesti hanno sostenuto la Lazio dal pre‑partita fino oltre il novantesimo, trasformando lo stadio in un’unica, compatta spinta emotiva. Indipendentemente dal risultato, la tifoseria aveva scelto di mostrare tutta la propria forza e identità, contribuendo a un’atmosfera che ha accompagnato ogni fase della gara.

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Accanto alla coreografia maestosa esposta in Curva e Distinti Nord, con la scritta “SCUDO E DIFESA DELLA LAZIO E DEI LAZIALI”, era prevista un’ulteriore scenografia in Tribuna Tevere: la parola LIBERTÀ, realizzata in caratteri cubitali. Secondo la ricostruzione, però, questa parte del progetto è stata bloccata all’ultimo momento. “A circa un’ora dal fischio d’inizio (con lo Stadio che già andava riempiendosi) è stato comunicato ai ragazzi del tifo organizzato di non poter esporre la scritta LIBERTÀ”. A riportarlo è la pagina Instagram dei tifosi MatchDay S.S. Lazio. Tutto era già predisposto, compresi i volantini con le istruzioni, ma è arrivato l’obbligo di rimuovere la scritta. A confermare ciò che sarebbe dovuto apparire restano i pochi cartoncini bianchi sollevati inconsapevolmente da alcuni spettatori seduti nei posti coinvolti.

La vicenda ha inevitabilmente lasciato un’ombra su una serata altrimenti perfetta. Se il divieto fosse effettivamente partito dalla società, si tratterebbe — secondo molti tifosi — dell’ennesimo affronto alla curva biancoceleste, alimentando un malcontento già presente e riacceso da un episodio percepito come una censura ingiustificata.

Finalissima annullata, l’AFA non ci sta: «Profondo rammarico. L’Argentina ha accettato l’idea senza obiezioni»

Finalissima tra Spagna e Argentina annullata, la nota dell’AFA: «Profondo rammarico. Abbiamo accettato l’idea senza obiezioni»

La nota diffusa dalla CONMEBOL e dall’AFA esprime un rammarico profondo: nonostante la disponibilità immediata a disputare la Finalissima in campo neutro e gli sforzi compiuti per trovare una soluzione condivisa, non è stato possibile evitare l’annullamento deciso dalla UEFA. La sfida tra i Campioni d’Europa 2024 e i vincitori della Coppa America, prevista per il 27 marzo in Qatar, è stata cancellata a causa dell’instabilità legata al conflitto in Medio Oriente, mettendo fine a un progetto che avrebbe riunito due potenze calcistiche in un evento di grande prestigio.

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 COMUNICATO – “La CONMEBOL e l’AFA hanno ribadito in ogni momento la loro volontà di disputare la Finalissima in campo neutro e hanno accettato la sede proposta dopo le ripetute insistenze da parte della UEFA affinché la partita si giocasse a Madrid. Purtroppo, non è stato possibile raggiungere un accordo definitivo per lo svolgimento della partita, poiché l’alternativa di data richiesta non è stata accettata a causa del poco tempo a disposizione“.
La CONMEBOL e la UEFA avevano concordato mesi fa che la Finalissima tra le nazionali di Argentina e Spagna si sarebbe disputata in Qatar, un paese che ha dimostrato capacità nell’organizzazione di eventi di questa portata e un fermo impegno nei confronti del calcio

 “Una volta scartata la possibilità di giocare in Qatar, entrambe le confederazioni – così come le federazioni di Argentina e Spagna – si sono dedicate alla ricerca di una soluzione soddisfacente per tutte le parti. In questo contesto, è evidente che l’idea di disputare un’unica partita a Madrid violerebbe il principio di equità sportiva, non trattandosi di una sede neutrale. In questa situazione, sabato 14 marzo è giunta all’AFA la proposta di disputare la partita in una sede neutrale, l’Italia, il 27 marzo. L’Argentina ha accettato l’idea senza obiezioni, tranne che per la data, suggerendo il 31 marzo“.

Purtroppo, la UEFA ha comunicato che lo svolgimento della partita il 31 – solo quattro giorni dopo la proposta originale – non era possibile, con conseguente annullamento della Finalissima. La CONMEBOL e l’AFA si rammaricano profondamente che, nonostante gli sforzi compiuti e la volontà manifestata di disputare questa partita in campo neutro sin dal primo momento, ciò non sia stato possibile. Da parte della CONMEBOL e dell’AFA non resta che ringraziare il Qatar per la consueta disponibilità e l’UEFA e la Real Federación Española de Fútbol (RFEF) per gli sforzi compiuti al fine di portare a termine questa partita di grande importanza

Banda, dimesso dal Cardarelli di Napoli, corre a Lecce e arriva in tempo per la nascita della sua prima figlia. Il racconto

Banda esce dall’ospedale e corre a Lecce: arriva giusto in tempo per abbracciare la sua prima figlia. La storia

Un weekend che resterà scolpito nella memoria di Lameck Banda: dopo la grande paura per il malore accusato durante Napoli‑Lecce, l’esterno giallorosso ha vissuto ore di apprensione e controlli all’Ospedale Cardarelli prima di poter tirare un sospiro di sollievo. Le dimissioni dall’ospedale hanno chiuso il capitolo più delicato, restituendogli serenità e la possibilità di rimettersi in viaggio.

Alla tensione sportiva e personale si è poi contrapposta la notizia più luminosa: l’arrivo della sua prima figlia. Un momento che ha ribaltato l’umore di un fine settimana iniziato nel peggiore dei modi e terminato con la gioia più grande, quella che va oltre il campo e ogni risultato.

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NOTA LECCE – “La meravigliosa storia di Banda: dimesso dall’ospedale Cardarelli di Napoli, raggiunge Lecce giusto in tempo per la nascita della primogenita Rumi Ezlyn. L’abbraccio di tutto il Club a Lameck e alla compagna in questa meravigliosa giornata!”

Leao nel mirino di Di Canio: «Ha rotto! Non puoi vedere un giocatore che cammina per 70 minuti mentre gli altri lottano»

Rafael Leao è finito nel mirino di Di Canio a Sky: «Ha rotto! Non puoi vedere un giocatore che cammina per 70 minuti…»

Il post‑partita di Lazio‑Milan si è acceso con le analisi di Paolo Di Canio negli studi di Sky Calcio Club. L’ex attaccante ha esaltato la prova della squadra di Maurizio Sarri, soffermandosi sull’impatto del pubblico dell’Olimpico e sulla rit ritrovata compattezza del gruppo. Secondo Di Canio, l’atmosfera ha trasformato la gara in una sorta di finale, spingendo la Lazio a un’intensità che sembra preparare il terreno anche per il ritorno di Coppa Italia, un obiettivo che in una stagione complicata assumerebbe un valore enorme.

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Il commentatore ha poi rivolto lo sguardo al Milan, individuando in Rafael Leao uno dei simboli delle difficoltà rossonere. La prestazione del portoghese, giudicata svogliata e poco incline al sacrificio, è stata per Di Canio il segnale di un problema più profondo: un atteggiamento che finisce per squilibrare la squadra e limitarne la capacità di reagire nei momenti chiave della partita.

La critica si è allargata all’intero collettivo milanista, descritto come un gruppo privo della personalità necessaria per affrontare le fasi più dure del match. Di Canio ha citato episodi e comportamenti individuali – da Leao a Pulisic – come esempi di una leadership insufficiente e di una squadra incapace di opporsi con carattere all’intensità della Lazio. Un giudizio severo, che mette in luce le fragilità strutturali dei rossoneri in una serata dominata dalla determinazione biancoceleste.

PAROLE «Leao cammina, che ti dà solo la soluzione della palla in contropiede. Non puoi vedere un giocatore che cammina per 70 minuti mentre gli altri si sacrificano e si arrabbia perché non lo servono. Questa cosa la deve risolvere Allegri. Oggi Max si arrabbia come una bestia perché vede questa diatriba, uno si impegna e cerca di legare il gioco (Pulisic, ndr), non facendolo con lui (Leao, ndr)…mi hai rotto. Io lo avrei tolto».

Roma Bologna, l’Olimpico prepara una coreografia show per il match di Europa League: cosa chiede la Curva Sud al resto dello stadio per spingere i giallorossi

Roma Bologna, i tifosi giallorossi preparano una coreografia show all’Olimpico per il match di Europa League. Tutti i dettagli

I tifosi della Roma si preparano per l’attesissima sfida casalinga contro il Bologna, valevole per il decisivo ritorno degli ottavi di finale di Europa League. Il match arriva in un momento cruciale e particolarmente delicato della stagione giallorossa. Reduce da due pesanti sconfitte consecutive in campionato (contro Genoa e Como) e dopo il sudato pareggio raggiunto nel secondo tempo della gara di andata al Dall’Ara, la competizione europea rappresenta un viatico fondamentale per svoltare l’annata.

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Il momento delicato e l’emergenza di Gasperini

La compagine guidata da Gian Piero Gasperini cercherà di ritrovare proprio sul palcoscenico europeo una risposta importante in vista del rush finale della stagione. La sfida contro i rossoblù allenati da Vincenzo Italiano vale non solo la qualificazione ai quarti di finale, ma anche una bella fetta di credibilità.

Gasperini sta preparando la gara tra numerose difficoltà tattiche e in piena emergenza, ma sa di poter contare sull’arma in più della Roma: i tifosi, pronti a stringersi intorno alla squadra e a trascinarla nel corso di tutti i novanta minuti.

L’appello dei tifosi e lo spettacolo sugli spalti

Come riferito dal Corriere dello Sport, i sostenitori giallorossi stanno ultimando i preparativi per una coreografia show che coinvolgerà l’intero impianto. L’obiettivo è chiaro: hanno invitato tutti i presenti a “far capire agli avversari cosa vuol dire il fattore campo“.

In un comunicato ufficiale apparso sui social nelle ultime ore, i tifosi della Roma hanno suonato la carica per la decisiva notte europea:

“giovedì ci attende un’altra sfida importante: contro il Bologna ci giochiamo una parte fondamentale della stagione. E’ il momento di tornare a far capire agli avversari cosa significa il fattore campo e cosa vuol dire venire a giocare all’Olimpico. Realizzeremo l’ennesimo spettacolo e ogni tifoso sarà protagonista… invitiamo quindi tutti i tifosi che assisteranno alla partita in Curva Nord, Distinti Nord, Tribuna Tevere e Monte Mario, a portare la propria bandiera. Insieme alla coreografia che verrà realizzata in Curva Sud e Distinti Sud, coloreremo tutto lo stadio e spingeremo la Roma verso la vittoria”

Un invito compatto che promette di regalare un colpo d’occhio mozzafiato e di spingere i giocatori oltre i propri limiti.

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