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Roma Bologna, l’Olimpico prepara una coreografia show per il match di Europa League: cosa chiede la Curva Sud al resto dello stadio per spingere i giallorossi

Roma Bologna, i tifosi giallorossi preparano una coreografia show all’Olimpico per il match di Europa League. Tutti i dettagli

I tifosi della Roma si preparano per l’attesissima sfida casalinga contro il Bologna, valevole per il decisivo ritorno degli ottavi di finale di Europa League. Il match arriva in un momento cruciale e particolarmente delicato della stagione giallorossa. Reduce da due pesanti sconfitte consecutive in campionato (contro Genoa e Como) e dopo il sudato pareggio raggiunto nel secondo tempo della gara di andata al Dall’Ara, la competizione europea rappresenta un viatico fondamentale per svoltare l’annata.

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Il momento delicato e l’emergenza di Gasperini

La compagine guidata da Gian Piero Gasperini cercherà di ritrovare proprio sul palcoscenico europeo una risposta importante in vista del rush finale della stagione. La sfida contro i rossoblù allenati da Vincenzo Italiano vale non solo la qualificazione ai quarti di finale, ma anche una bella fetta di credibilità.

Gasperini sta preparando la gara tra numerose difficoltà tattiche e in piena emergenza, ma sa di poter contare sull’arma in più della Roma: i tifosi, pronti a stringersi intorno alla squadra e a trascinarla nel corso di tutti i novanta minuti.

L’appello dei tifosi e lo spettacolo sugli spalti

Come riferito dal Corriere dello Sport, i sostenitori giallorossi stanno ultimando i preparativi per una coreografia show che coinvolgerà l’intero impianto. L’obiettivo è chiaro: hanno invitato tutti i presenti a “far capire agli avversari cosa vuol dire il fattore campo“.

In un comunicato ufficiale apparso sui social nelle ultime ore, i tifosi della Roma hanno suonato la carica per la decisiva notte europea:

“giovedì ci attende un’altra sfida importante: contro il Bologna ci giochiamo una parte fondamentale della stagione. E’ il momento di tornare a far capire agli avversari cosa significa il fattore campo e cosa vuol dire venire a giocare all’Olimpico. Realizzeremo l’ennesimo spettacolo e ogni tifoso sarà protagonista… invitiamo quindi tutti i tifosi che assisteranno alla partita in Curva Nord, Distinti Nord, Tribuna Tevere e Monte Mario, a portare la propria bandiera. Insieme alla coreografia che verrà realizzata in Curva Sud e Distinti Sud, coloreremo tutto lo stadio e spingeremo la Roma verso la vittoria”

Un invito compatto che promette di regalare un colpo d’occhio mozzafiato e di spingere i giocatori oltre i propri limiti.

Bayern Monaco, chi è Leonard Prescott: il quinto portiere 16enne pronto all’esordio contro l’Atalanta. La storia e l’identikit

Bayern Monaco, chi è Leonard Prescott: la storia e l’identikit del quinto portiere 16enne pronto all’esordio contro l’Atalanta in Champions League

Un sedicenne a difendere i pali in un ottavo di finale di Champions League. A Monaco di Baviera è scattato un vero e proprio allarme in porta. In vista del match di ritorno contro l’Atalanta (che riparte dal 6-1 dell’andata a favore dei tedeschi), il tecnico del Bayern Monaco Vincent Kompany si ritrova a dover gestire un’infermeria piena nel ruolo più delicato.

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La crisi infortuni: da Neuer a Klanac

L’emergenza tra i pali è totale. Mancheranno all’appello Manuel Neuer e Sven Ulreich. Anche Jonas Urbig è in fortissimo dubbio. Il tecnico non può pescare nemmeno dalla seconda squadra, poiché il diciottenne Leon Klanac è fermato da un problema muscolare.

L’opzione Leonard Prescott: fisico e talento

La scelta più probabile – come riferisce La Gazzetta dello Sport – ricade così su Leonard Prescott. Nato a New York, cresciuto a Berlino e arrivato al Bayern dall’Union nel 2023, il sedicenne difende solitamente i pali delle giovanili, ma dallo scorso maggio si allena regolarmente con i grandi. Gioca con la nazionale tedesca U17, ma possiede il doppio passaporto americano. I preparatori Michael Rechner e Andreas Rössl puntano fortemente sulle sue enormi doti fisiche e tecniche.

Mercato e prospettive: la stima di Gaydarov

Legato alla società bavarese fino al 2027, Prescott vive nel convitto del club per concentrarsi sul calcio e attira già le attenzioni di mezza Europa. Dopo un lungo infortunio al menisco, quest’anno è esploso, tanto da chiedere al club uno step tra i professionisti per la prossima estate, in seconda squadra o in prestito.

A confermare un talento fuori dal comune è Peter Gaydarov tecnico della Primavera del Bayern —, che lo elogia con queste esatte parole: “tecnicamente è talmente bravo che potrebbe anche giocare a centrocampo“. Contro l’Atalanta, però, dovrà accontentarsi di difendere la porta, sognando un debutto storico nell’Europa dei grandi.

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Inter Lautaro dipendente: esiste una squadra con e senza il Toro, la verità è nei numeri. Quando torna dall’infortunio

Inter Lautaro dipendente: i numeri con e senza l’attaccante argentino in campo. Quando torna dal suo infortunio, ecco la data cerchiata in rosso

Più che il minutaggio effettivo, in casa Inter conta il ritorno alla normalità, ovvero riavere il proprio leader in campo. Come riporta La Gazzetta dello Sport, tutto il mondo nerazzurro ruota attorno a Lautaro Martinez. Mai come nelle ultime settimane è parso evidente un teorema inconfutabile: esiste una squadra dominante con l’argentino sul terreno di gioco e una, molto più fragile, quando è costretto a guardare i compagni da fuori.

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I numeri della dipendenza dal “Toro”

Le statistiche sono talmente evidenti da turbare:

  • Con Lautaro in campo: Nelle 13 partite disputate, la percentuale di vittorie si attesta al 77%, con una media di 2,4 gol a partita.
  • Senza Lautaro: Nelle 6 gare saltate, i successi crollano al 33%, con le reti segnate che precipitano a una sola a gara.

La necessità di riaverlo a disposizione è acuita dal momento di forma alterno dei colleghi di reparto. Da un lato c’è Marcus Thuram attualmente in fase calante; dall’altro spicca il giovane Pio Esposito in grande ascesa. Nonostante un mese di stop, Lautaro domina la classifica marcatori con 14 reti, quattro in più del duo composto da Tasos Douvikas e Rasmus Hojlund.

Il piano di recupero e l’obiettivo Franchi

Il percorso di guarigione dall’infortunio muscolare al polpaccio destro, rimediato il 18 febbraio contro il Bodo Glimt, è ormai alle battute finali. I preparatori di Cristian Chivu stanno curando gli ultimi decisivi giorni di riatletizzazione. L’obiettivo dell’argentino è strappare una convocazione per la sfida di domenica sera contro la Fiorentina, pur con la consapevolezza che non verrà corso alcun rischio in ottica Scudetto.

Il nodo Nazionale: l’Albiceleste o Appiano Gentile?

Il “Toro” aveva inizialmente messo nel mirino la Viola come trampolino per la Finalissima contro la Spagna, evento ora cancellato per ragioni geopolitiche. L’Argentina sta però organizzando un’amichevole allo stadio “Marcelo Bielsa” di Rosario per salutare i campioni del mondo e Lionel Messi. Lautaro è combattuto tra il richiamo della patria e la necessità di restare ad Appiano Gentile per sprintare verso il finale di stagione, consapevole che il bisogno attuale dell’Inter è la priorità assoluta.

Boga ha stregato la Juventus: nessun dubbio sul riscatto! Da separato in casa al Nizza a trascinatore dei bianconeri, dentro al suo magic moment

Boga ha convinto tutti alla Juventus: il riscatto sarà una pura formalità. Ecco cosa sta succedendo dopo il suo approdo a Torino

La parabola sportiva vissuta da Jérémie Boga con la maglia della Juventus rappresenta il manifesto perfetto del celebre motto societario “Fino alla fine”. Nel giro di pochi, intensi mesi, il giocatore ha compiuto un’ascesa verticale letteralmente impressionante: è passato dall’essere un separato in casa, relegato ai margini del progetto tecnico del Nizza, a trascinatore indiscusso e idolo dei tifosi bianconeri.

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Il duro lavoro e la rinascita sotto la Mole

La sua straordinaria rinascita non è affatto figlia del caso, bensì il frutto di una tenacia d’altri tempi. Durante il difficile esilio forzato in terra transalpina, Boga non si è mai arreso, continuando ad allenarsi in totale solitaria. Ha lavorato duramente, in silenzio, con l’unico obiettivo di farsi trovare fisicamente e mentalmente pronto alla chiamata di Luciano Spalletti.

I numeri maturati sul rettangolo verde oggi gli danno ampiamente ragione: tre reti consecutive messe a segno in Serie A, di cui due pesantissime e decisive per la classifica contro Roma e Udinese. Un impatto devastante sul campionato che, per importanza e incisività, ricorda molto da vicino quello avuto da Randal Kolo Muani nel corso della passata stagione sportiva. Sotto la sapiente e attenta guida di Spalletti, l’ivoriano sembra aver finalmente trovato quella preziosa continuità di rendimento che in passato ne aveva bruscamente frenato il decollo, riuscendo a limare quei limiti di concentrazione che lo avevano spesso penalizzato durante le sue precedenti esperienze italiane al Sassuolo e all’Atalanta.

Un affare d’oro: le cifre e il futuro

Secondo La Gazzetta dello Sport, davanti a prestazioni così continue e decisive, il diritto di riscatto del cartellino fissato a soli 4,8 milioni di euro appare sempre di più come il colpo magistrale dell’era dirigenziale di Damien Comolli. Dalle parti della Continassa nessuno nutre più alcun dubbio: Boga rappresenta l’investimento più intelligente dell’anno per rapporto qualità-prezzo e la dirigenza è ormai convinta che il suo futuro a lungo termine debba essere ancora a tinte bianconere.

Spalletti non ne può più, è la prima cessione della Juventus

Per Luciano Spalletti non c’è altra alternativa che mandarlo via, la decisione è ormai presa: sarà la prima cessione della Juventus

Riecco la Juve: la vittoria sull’Udinese e la sconfitta della Roma in casa del Como, dà nuova linfa ai bianconeri in vista della corsa Champions. Il quarto posto dista ora soltanto un punto e tra Spalletti e il piazzamento europeo c’è di mezzo soltanto la squadra di Fabregas, con Gasperini staccato di due lunghezze.

Lo sprint finale decreterà chi potrà godere dei vantaggi della partecipazione alla Champions, ma intanto in casa Juventus il futuro è già arrivato. Comolli e Chiellini stanno lavorando al rinnovo di Spalletti e a quello di Vlahovic: si ripartirà, salvo sorprese, da loro due, provando poi con il mercato ad allestire una squadra in grado di poter ambire allo scudetto.

Per riuscirci servirà acquistare un altro attaccante di grande livello perché proprio il reparto avanzato sarà ricco di novità. In uscita soprattutto, visto che i calciatori presenti in rosa non hanno convinto. Due in particolare hanno le valigie già pronte, pur se con situazioni profondamente diverse. Per Openda si dovrà trovare un’offerta in grado di evitare minusvalenze ed allora la strada è quella del prestito con riscatto, considerato l’anno orribile del belga. Capitolo a parte David: Spalletti lo ha bocciato (sabato in campo soltanto nel recupero) e la Juve è pronto ad ascoltare offerte.

David prima cessione: la Juve aspetta la plusvalenza

Situazione diversa rispetto ad Openda, perché David è arrivato a parametro zero e quindi sarà più facile per la Juventus passare all’incasso e fare una plusvalenza completa.

David via dalla Juve
David via dalla Juve (Instagram @jodavid) – Calcionews24.com

Ma chi sono i club interessati al canadese? In Francia appare difficile un approdo al Lione di Fonseca (che lo ha avuto al Lille) perché tra i due i rapporti non sono più così buoni. Più probabile un interesse del Marsiglia, club con cui la Juve ha già fatto diversi affari. Non va però dimenticata la pista che porta in Premier League: qui alcuni club di seconda fascia si sono già fatti avanti a gennaio e potrebbero tornare alla carica in estate.

Il Nottingham Forest, ad esempio, che rispedirà al mittente Lucca potrebbe farci un pensierino in caso di salvezza. La Juve spera che la stagione negativa non abbia cancellato l’interesse inglese verso David: la sua cessione rappresenterà un tesoretto per regalare giocatori importanti a Spalletti, quello che il canadese non è mai stato per la Juve.

Conte Napoli, atto terzo: si delinea il futuro dell’allenatore. Piano d’azione nell’incontro con De Laurentiis e Manna: in che modo prenderà forma la squadra della prossima stagione

Conte Napoli, dall’incontro con De Laurentiis e Manna prenderà il via il piano d’azione per la prossima stagione. Ecco il futuro del tecnico azzurro

Antonio Conte e il Napoli sembrano destinati a proseguire il loro sodalizio per la terza stagione consecutiva, rispettando il contratto siglato nel giugno 2024. Un traguardo affatto scontato per il tecnico leccese. Per Aurelio De Laurentiis, invece, la continuità e la programmazione rappresentano la normalità: archiviata la disastrosa parentesi della stagione post-scudetto 2023, il presidente è tornato a blindare la guida tecnica del suo progetto, arricchendo un parterre di allenatori che ha già visto sfilare nomi del calibro di Benitez, Sarri, Ancelotti e Spalletti. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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L’obiettivo Champions League: la base per programmare

Attualmente terzo in classifica alla vigilia della trasferta di Cagliari e prossimo allo scontro diretto del 6 aprile al Maradona contro il Milan, il Napoli viaggia spedito verso il ritorno in Champions League. Forte di un vantaggio di 8 punti sulla Roma, 6 sulla Juventus e 5 sul Como, la squadra ha superato brillantemente i problemi fisici di inizio anno. Centrare l’accesso all’Europa che conta è vitale: trattandosi di un club che si autofinanzia, sprovvisto dei capitali dei fondi esteri e ancora in attesa di uno stadio di proprietà, gli introiti UEFA sono imprescindibili per mantenere intatte le ambizioni sportive.

Mercato: linea verde e acquisti mirati

Le strategie per la prossima estate ruotano attorno a un pilastro fondamentale: il ringiovanimento della rosa. Attualmente, il Napoli vanta la squadra più esperta della Serie A (età media di 28 anni), con i soli Gilmour, Gutierrez, Hojlund, Alisson, Vergara e Giovane a rappresentare il blocco under 25.

Il ds Manna dovrà gestire situazioni delicate:

  • I riscatti confermati: Resteranno in azzurro Hojlund e Alisson.
  • I nodi da sciogliere: Da valutare il futuro dei veterani Lukaku (33 anni) e Juan Jesus (35), la scadenza nel 2027 di Anguissa, e soprattutto le posizioni di Lucca e Lang, costati 70 milioni ma ceduti in prestito a gennaio per volontà dello stesso Conte.
  • Gli obiettivi in entrata: La società andrà alla ricerca di un terzino destro, un centrocampista, un esterno offensivo e, possibilmente, un difensore centrale.

Il piano d’azione definitivo prenderà forma durante il decisivo vertice tra De Laurentiis, Conte e Manna, previsto non appena la qualificazione in Champions sarà aritmetica.

Calciomercato Torino: lascerà i granata in estate. Futuro già definito, svelato il piano del club per questo giocatore. Tutti i dettagli

Calciomercato Torino: i granata hanno già pianificato il futuro di questo giocatore, che dovrebbe lasciare il club in estate. Ecco la strategia

Il Torino sta già pianificando con estrema attenzione le mosse per la prossima sessione estiva di calciomercato, con un occhio di riguardo non solo per i rinforzi della prima squadra, ma anche per la valorizzazione dei talenti più brillanti emersi dal proprio florido settore giovanile. Al centro delle dinamiche in uscita c’è senza dubbio il profilo di Tommaso Gabellini. Lo riporta Tuttosport.

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La strategia del Torino: prestito per fare esperienza

La dirigenza piemontese ha delineato un piano di sviluppo tattico e professionale molto chiaro per il suo gioiellino. Dopo aver messo in mostra ottime qualità tecniche, grande spirito di sacrificio e un fiuto del gol non indifferente nel campionato giovanile, il salto nel calcio professionistico è ormai considerato il passo naturale e necessario per la sua definitiva maturazione.

L’intenzione del club è netta: in estate il centravanti verrà ceduto in prestito. Questa formula contrattuale permetterà al ragazzo di fare preziosa esperienza in un campionato probante, giocando con continuità e misurandosi con difese arcigne ed esperte. Al contempo, il Torino manterrà il controllo totale sul cartellino del giocatore, potendolo così valutare attentamente per un eventuale inserimento futuro in prima squadra sotto la guida del proprio staff tecnico.

Sirene dalla Serie B: Juve Stabia e Cesena in pressing

Il profilo dell’attaccante non è certamente passato inosservato agli occhi attenti degli addetti ai lavori. Il suo prossimo palcoscenico sarà con ogni probabilità la Serie B, un torneo storicamente fondamentale per svezzare i giovani attaccanti italiani.

Attualmente, due club in particolare lo seguono con grande attenzione:

  • Juve Stabia: La formazione campana è alla ricerca di profili giovani e affamati per rinforzare il proprio reparto offensivo e garantire freschezza e imprevedibilità.
  • Cesena: I romagnoli, storicamente abilissimi nella valorizzazione dei prospetti, vedono nell’attaccante l’identikit ideale per completare il proprio scacchiere tattico.

I prossimi mesi saranno decisivi per definire i dettagli dell’operazione.

Napoli, niente mercato da 150 milioni! Strategia chiara per l’estate: riscatto di questi due giocatori e piano definito per i nuovi acquisti. Ultimissime

Napoli, non ci sarà un calciomercato da 150 milioni in estate! Strategia chiara, ecco cosa succederà nella prossima finestra dei trasferimenti

Il Napoli e il mercato: un binomio che nella prossima estate si baserà su logiche finanziarie decisamente diverse rispetto al recente passato. Sarà infatti impossibile assistere a un’altra sessione da 150 milioni di euro di spese per rinforzare la rosa. Come sottolinea un’attenta analisi de La Gazzetta dello Sport, la prossima finestra estiva non sarà caratterizzata da uscite spropositate. Il quotidiano evidenzia chiaramente che “un altro mercato da 150 e passa milioni appare impensabile”, soprattutto alla luce delle nuove e rigorose politiche economiche che il club intende adottare.

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Il piano societario: ringiovanimento e taglio al monte ingaggi

Tra gli obiettivi primari della dirigenza azzurra c’è quello di intervenire in modo strutturale sui costi di gestione. La Rosea spiega nel dettaglio che “c’è anche la volontà del club di rivedere e abbassare il monte ingaggi, col costo del lavoro schizzato sui 160 milioni l’anno”. Un segnale inequivocabile di una gestione aziendale più prudente e sostenibile, che mira a razionalizzare le uscite senza però rinunciare alla competitività ai vertici.

Liquidità e colpi mirati: il tesoretto azzurro

Nonostante la stretta sui conti e sugli stipendi, il Napoli mantiene comunque una posizione finanziaria estremamente solida, che consentirà di intervenire sul mercato con precisione. Come sottolinea ancora La Gazzetta dello Sport, “il Napoli ha la liquidità per fare mercato, per assestare i colpi giusti per rinforzare la squadra davvero”. Niente rivoluzioni numeriche, dunque, ma innesti funzionali.

Le certezze in entrata: i riscatti già definiti

In questo scenario, alcune operazioni fondamentali sono già praticamente definite. In particolare, restano solo da formalizzare i riscatti di due elementi chiave per il reparto offensivo. Il quotidiano ricorda infatti che “oltre ai riscatti di Hojlund e Alisson Santos già ‘garantiti’ dalle recenti parole del ds Manna, nella prossima estate basteranno pochi innesti”.

La permanenza di Rasmus Hojlund e di Alisson Santos rappresenterà la base su cui costruire il futuro. Le operazioni, confermate dalle rassicurazioni di Giovanni Manna, permetteranno al club di concentrare il budget rimanente su pochissimi, ma mirati, rinforzi.

Juventus, la reazione di Spalletti dopo Como Roma: retroscena dalla Continassa nel suo giorno libero e sul rinnovo di contratto

Juventus, arrivano retroscena dalla Continassa: nel suo giorno libero Spalletti era lì nel suo ufficio e ha reagito così a Como Roma. E sul rinnovo…

Il fondamentale blitz in terra friulana contro l’Udinese ha restituito a tifosi e addetti ai lavori l’immagine di una Juventus matura, solida e finalmente consapevole della propria forza. Nonostante l’entusiasmo per l’importanza del risultato ottenuto, l’allenatore non abbassa minimamente la guardia in vista del rush finale di campionato.

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Concentrazione massima: lo sguardo alle rivali

Come riportato da Tuttosport, Luciano Spalletti ha trascorso le scorse ore chiuso nel suo ufficio alla Continassa. Immerso in una concentrazione totale, l’allenatore ha seguito con estrema attenzione lo scontro diretto tra Como e Roma. Sebbene un pareggio tra le due rivali sarebbe stato il risultato più gradito per accorciare ulteriormente la classifica, il mister sa bene che il destino della sua squadra dipende esclusivamente dalla capacità di non commettere più passi falsi da qui al termine della stagione.

Il bunker della Continassa e il rinnovo in arrivo

In questi giorni di riposo concessi alla rosa, “Lucio” ha scelto di restare a Torino, rinunciando persino al totale relax del suo amato rifugio toscano di Montaione. Una decisione fortemente legata alla preparazione tecnica della volata finale, ma anche alle calde trattative per il suo rinnovo contrattuale. La fumata bianca appare infatti dietro l’angolo: la dirigenza e l’allenatore stanno limando gli ultimi dettagli burocratici per l’ufficialità. Il tanto atteso prolungamento rappresenta il “profumo di futuro” di un progetto ambizioso, che punta dritto alla qualificazione in Champions League per quest’anno e alla conquista del Tricolore nella prossima stagione.

Gestione delle energie verso la sosta Nazionali

Il tecnico potrà parzialmente rifiatare solamente durante l’imminente sosta per le Nazionali, quando i campi della Continassa si svuoteranno per il consueto “saccheggio” dei giocatori convocati. Quella pausa si rivelerà salvifica per ricaricare le energie mentali in vista delle ultime otto fondamentali fatiche che seguiranno il prossimo match contro il Sassuolo.

Spalletti è estremamente soddisfatto dell’atteggiamento del suo gruppo: a Udine la squadra ha saputo leggere i momenti cruciali della partita, riducendo i rischi al minimo e trasformando complicazioni tattiche in ostacoli irrisori. È la virtù di un collettivo affamato di successi, pronto a gettare le basi per tornare a dominare in Italia.

Moviola Lazio Milan, Athekame protagonista: giusto non concedere rigore e annullare il gol? Gli episodi analizzati dai giornali non lasciano dubbi

Moviola Lazio Milan: giusto non concedere rigore e annullare il gol di Athekame? Gli episodi sono stati analizzati così dai giornali

La moviola del Corriere dello Sport esalta la prestazione dell’arbitro Marco Guida nel delicato big match tra Lazio e Milan. Il fischietto campano porta a casa un lusinghiero 7 in pagella, meritato grazie a una “partita di grande spessore“. Le decisioni prese sul terreno di gioco si sono rivelate tutte corrette, accompagnate da un’ottima propensione al dialogo per spegnere sul nascere le tensioni. Un esempio emblematico è l’episodio con il giocatore biancoceleste Marusic, a cui Guida ha spiegato la decisione con grande naturalezza: «E’ fallo questo».

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Dal gol annullato al presunto rigore: gli episodi del Milan

Per quanto riguarda le offensive rossonere, la valutazione della carta stampata conferma in toto le scelte dell’arbitro. È stato giusto annullare la rete ad Athekame: nel cadere, il giocatore tocca il pallone con l’avambraccio destro prima di girarsi e calciare a rete nell’immediatezza.

Corretta anche la decisione di non concedere il calcio di rigore per il contatto in area tra lo stesso Athekame e Taylor. È infatti il giocatore della Lazio ad anticipare l’avversario toccando la sfera con la punta del piede; il successivo contatto tra i tacchetti e il collo del piede del rossonero, intento a tirare, è dettato dalla normale dinamica di gioco.

Il gol della Lazio e l’unico neo su Saelemaekers

Nessun dubbio sulla regolarità dell’azione che ha portato al decisivo 1-0 della Lazio. Sul lancio calibrato da Marusic, Isaksen è tenuto regolarmente in gioco da Estupiñan. Il successivo contatto che porta alla caduta dell’esterno rossonero è un contrasto di gioco lecito per la contesa del pallone, tanto che non si è registrata la minima protesta in campo.

L’unica sbavatura segnalata dal quotidiano nella conduzione di Guida è un cartellino mancato ad Alexis Saelemaekers: il rossonero interviene in maniera scomposta e imprudente su Zaccagni (che lo aveva anticipato), un fallo che avrebbe meritato l’ammonizione.

Il giudizio sul VAR Chiffi

Sufficienza di stima (voto 6) per l’addetto al VAR Chiffi. Il quotidiano sportivo chiude l’analisi sottolineando in modo pungente come, per sua fortuna, il fischietto al monitor non sia stato coinvolto direttamente dagli eventi del match, definendola senza mezzi termini “L’unica cosa buona che ha fatto in questo week end”.

Calciomercato Juventus: David e un futuro sempre più lontano da Torino. In estate si andrà in questa direzione, novità importanti!

Calciomercato Juventus: David potrebbe lasciare i bianconeri in estate. Non ha convinto, ecco le possibili destinazioni del canadese

Secondo quanto riportato sulle pagine di Tuttosport, l’avventura alla Juventus di Jonathan David sembra già giunta a un bivio decisivo. Rimandato con tendenza alla bocciatura dopo otto mesi deludenti, conditi da sole 7 reti complessive tra Serie A e Champions League, il numero 30 ha ormai perso il posto da titolare. Sebbene gli restino nove giornate per riscattare un’annata sofferta, il suo futuro appare sempre più lontano dalla Continassa.

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Il mercato in Francia: l’ostacolo Fonseca e la pista Marsiglia

Le prime sirene di mercato arrivano dalla Ligue 1. I rumors transalpini hanno accostato il giocatore al Lione, attualmente allenato da Paulo Fonseca. Un’associazione nata dai trascorsi comuni al Lille tra il 2022 e il 2024, ma che nasconde un feeling tutt’altro che speciale. Nell’estate 2024, infatti, David fu vicino al passaggio al Milan, ma la trattativa fu stoppata proprio dal veto del mister portoghese, che preferì puntare su Alvaro Morata. Un precedente che potrebbe spingere il canadese a rifiutare la destinazione.

Ben più concreta l’opzione Olympique Marsiglia. I francesi cercano un attaccante di peso per la prossima Champions League e per accorciare il gap con il PSG. I rapporti tra l’OM e la dirigenza juventina sono ottimi, come testimonia la passata operazione legata a Timothy Weah.

Il fascino della Premier League e l’obiettivo plusvalenza

Non va assolutamente esclusa la pista che porta in Premier League, campionato che ha sempre affascinato il canadese. Lo scorso gennaio ci aveva provato il Nottingham Forest, prima di virare e prelevare dal Napoli Lorenzo Lucca. Restano vigili anche Tottenham e West Ham.

La Juventus appare oggi pronta ad ascoltare le offerte per fare cassa. Essendo arrivato a parametro zero, la partenza di David produrrebbe una netta plusvalenza a bilancio. Denari freschi e utili per regalare a Luciano Spalletti un rinforzo offensivo molto più congeniale alle sue esigenze tattiche.

Inter furiosa, l’AIA riconosce l’errore con l’Atalanta: i nerazzurri ora hanno un forte sospetto. La ricostruzione di quanto successo!

Inter furiosa dopo quanto successo con l’Atalanta, con l’AIA che ha riconosciuto l’errore: i nerazzurri ora hanno un forte sospetto

Invece che placarsi, la rabbia dell’Inter nei confronti del mondo arbitrale continua a montare in maniera netta. Nelle ultime ore sono infatti emerse nuove e pesanti considerazioni legate alla turbolenta direzione di gara del match contro l’Atalanta. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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Il doppio caso in area e i dubbi sulle designazioni VAR

Tanto per cominciare, oltre al noto rigore non assegnato a Davide Frattesi, il club segnala che proprio nella stessa dinamica di gioco si è verificato un ulteriore scontro tra Ederson e Denzel Dumfries. Secondo la dirigenza di viale Liberazione, si tratterebbe a tutti gli effetti di un altro penalty ignorato e non valutato dalla sala video.

A proposito di tecnologia, desta profonda perplessità la gestione delle designazioni. Chiffi ha operato come AVAR per Inter-Atalanta e, il giorno seguente, come VAR per Lazio-Milan. L’ambiente si chiede se, da arbitro esperto, non avrebbe potuto “assistere” meglio Gariglio, ritenuto un fischietto dismesso e “riciclato” per stare davanti al monitor. Ci si interroga, inoltre, sulla logica di coinvolgere lo stesso direttore di gara per i match della prima e della seconda in classifica nella medesima giornata.

Il confronto a San Siro e l’ombra di un “conto da pagare”

Le immagini sono considerate talmente eloquenti che non ci sono state telefonate ufficiali verso i vertici istituzionali. Sabato pomeriggio, tuttavia, nella pancia dello stadio c’è già stato un confronto con i rappresentanti dell’AIA Gervasoni e De Marco, i quali hanno subito ammesso l’errore sul contatto ai danni di Frattesi. Un riconoscimento che, paradossalmente, ha solo aumentato il fastidio, tanto da non escludere un prossimo intervento pubblico della dirigenza.

Il sospetto che serpeggia nell’ambiente nerazzurro è che si voglia in qualche misura far “pagare” la forte eco mediatica scatenata dalla simulazione di Alessandro Bastoni in Inter-Juve. Il bilancio tracciato dalla società conta infatti 3 errori “ufficiali” a sfavore (contro Napoli, Atalanta e un rigore solare su Pio Esposito contro la Fiorentina) a fronte di uno solo a favore.

La grande paura per il tricolore: il ricordo della passata stagione

Il grande timore nerazzurro è quello di rivivere i fantasmi dello scorso campionato. È ancora caldo il ricordo del rigore negato a Yann Bisseck contro la Roma, con l’audio VAR misteriosamente scomparso e poi riapparso dopo un mese. A questo si aggiunge il discusso fallo di mano dello stesso Bisseck contro la Lazio, paragonato per dinamica all’episodio che ha coinvolto Samuele Ricci nell’ultimo derby, nonostante la “spiegazione” fornita dal designatore Rocchi. Il rischio di decisioni non uniformi è la vera, grande paura nella corsa per il tricolore.

Moviola Como Roma, il CorSport boccia Massa: «Disastro totale, l’espulsione di Wesley è inesistente!». L’analisi completa

Moviola Como Roma, il Corriere dello Sport boccia Massa per quanto riguarda l’espulsione di Wesley. Ecco l’analisi degli episodi

La moviola del Corriere dello Sport non fa sconti dopo Como Roma e boccia severamente l’operato dell’arbitro Davide Massa. Secondo il quotidiano sportivo, il fischietto ligure ha offerto due partite in una: inappuntabile e bravo fino al 64′ minuto, per poi trasformarsi nell’assoluto protagonista in negativo della sfida Champions. A pesare sul drastico voto in pagella (4.5) è soprattutto la gestione dei cartellini e la difformità del metro tecnico e disciplinare adottato nella ripresa rispetto alla prima frazione.

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Wesley, un rosso mai esistito: l’errore che cambia la gara

L’errore più grave, che di fatto ha inciso irrimediabilmente sull’andamento della partita, riguarda il secondo cartellino giallo mostrato a Wesley. Sull’1-1, il giocatore insegue Assane Diao, affiancato nella corsa di ripiegamento da Devyne Rensch.

Il brasiliano, già correttamente ammonito in precedenza, fa di tutto per non toccare l’avversario. A parte un leggerissimo e dubbio contatto (forse provocato dallo stesso Diao allargando la gamba destra), il fallo appare praticamente inesistente. Il quotidiano sottolinea come sia ben più decisa la trattenuta di Rensch: un VAR attento avrebbe potuto suggerire una revisione a bordo campo all’arbitro per uno “scambio di persona” sull’ammonizione.

Dal gol di Douvikas al rigore su El Shaarawy: le altre decisioni

Meno dubbi, invece, sulle altre decisioni cruciali del match:

  • La rete regolare: Nessuna infrazione sul gol messo a segno da Tasos Douvikas. Al momento del decisivo passaggio filtrante di Alex Valle, l’attaccante è tenuto regolarmente in gioco da Mario Hermoso e dallo stesso Rensch.
  • Il rigore concesso: Netto e indiscutibile il penalty fischiato in campo per l’entrata in evidente ritardo di Diego Carlos ai danni di Stephan El Shaarawy.
  • Il tocco in area: Su un tiro scagliato da Lucas Da Cunha, il pallone viene respinto da Hermoso, carambolando prima sulla pancia e poi sul braccio destro di Gianluca Mancini. Trattandosi di un pallone inaspettato a distanza ravvicinata, è corretto non fischiare il penalty.

Il giudizio sul VAR Fabbri

L’analisi si chiude con il voto a Michael Fabbri, l’addetto al VAR, che rimedia un 5,5 in pagella. Il quotidiano commenta in modo lapidario la sua prestazione silente in occasione del rosso di Wesley: “Può nascondersi nel protocollo. Ancora per poco”.

Lazio, Sarri esulta post 1-0 contro il Milan: «Rivedere l’Olimpico così è stato emozionante. Ma spero non abbia colpito solo me»

Lazio, Maurizio Sarri ha parlato così dopo la vittoria contro il Milan: queste le dichiarazioni del tecnico biancoceleste

Maurizio Sarri ha parlato ai microfoni di DAZN dopo Lazio Milan. Le sue dichiarazioni.

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EMOZIONE – «È stata tutta la serata emozionante perché rivedere l’Olimpico così, con la nostra gente, con un tifo spettacolare, è stata tutta la serata emozionante e bellissima. E sono veramente contento che la squadra abbia regalato la soddisfazione al popolo laziale anche della vittoria, ma la serata sarebbe stata da ricordare con un qualunque risultato».

IL FUTURO – «La stagione stiamo vivendo la più difficile, ma… Non ti voglio dire della carriera, perché in Serie C ne ho vissute di stagioni difficili, ma della Serie A, sicuramente è stata la più difficile per tantissimi motivi. Ha fatto un plauso anche alla squadra perché ci potevano essere presupposti per sfaldarsi, per mollare, invece vedo che la squadra continua ad allenarsi su buoni livelli, a volte sbaglia anche partita, però complessivamente a livello caratteriale c’è. Questo sinceramente non lo so. Leggendo il comunicato dei tifosi sembra che questa sia stata una presenza una, una tantum. Io spero che la bellezza dell’atmosfera di stasera non abbia colpito solo me ma anche loro in maniera particolare, e che ci sia un ripensamento, poi sai ci sono tanti motivi per cui c’è questa situazione e non lo so se è sanabile in breve tempo. Io le persone, le decisioni… solitamente tendo a rispettare le decisioni, è chiaro a me è una decisione che fa male però non posso avere neanche la presunzione di non rispettarla e quindi la rispetto».

L’INTERVISTA COMPLETA DI SARRI

Lazio, Isaksen dopo il gol vittoria col Milan: «Finalmente, ci era mancata questa atmosfera incredibile! È stato un bel giorno oggi»

Lazio, Isaksen ha parlato così dopo la vittoria e il gol decisivo contro il Milan: queste le dichiarazioni dell’esterno biancoceleste

Gustav Isaksen ha parlato ai microfoni di DAZN dopo Lazio Milan. Le sue dichiarazioni.

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ATMOSFERA INCREDIBILE – «Finalmente. Ci voleva davvero un’atmosfera incredibile. Ci è mancata questa atmosfera e sì, era bellissima oggi».

MI VOGLIONO TUTTI BENE – «Penso di sì, devi chiedere a loro, ma no, sono tutti bravi ragazzi e mi aiutano molto ogni giorno e sono grandi persone. Oggi era per loro e chiaramente anche per i tifosi. È stato un bel giorno oggi».

Milan, parla Allegri dopo la sconfitta con la Lazio: «Scudetto irrealistico, focalizziamoci sulla Champions. Ecco cos’è successo con Leao»

Milan, Massimiliano Allegri ha parlato così dopo la sconfitta con la Lazio: queste le dichiarazioni del tecnico rossonero

Massimiliano Allegri ha parlato ai microfoni di DAZN dopo Lazio Milan. Le sue dichiarazioni.

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ANALISI DELLA PARTITA – «Sapevamo delle difficoltà della partita. Per la Lazio era una partita molto importante perché giocavano contro il Milan. Hanno fatto una buona gara nel primo tempo, noi dovevamo essere più ordinati e non subire un gol del genere. Nel secondo sono calati e noi abbiamo fatto un buon secondo tempo ma purtroppo non abbiamo segnato. Il calcio è così. Tutti parlavano di scudetto ma dobbiamo essere realisti: focalizziamoci sull’obiettivo Champions perché altrimenti rischiamo di perdere la bussola».

LEAO E LA GESTIONE DELLA PARTITA – «Leao era nervoso perché poteva fare meglio ed essere servito meglio in due occasioni ed era arrabbiato ma sono cose che capitano all’interno di una partita. Volevamo vincere perché potevamo allungare su quelle dietro. Il campionato è ancora lungo e dobbiamo rimanere sereni per fare meglio».

L’INTERVISTA COMPLETA DI ALLEGRI

Elezioni presidente Barcellona: chi sarà il numero uno blaugrana. L’esito dopo le votazioni è ufficiale!

Elezioni presidente Barcellona: chi è stato votato per la carica di numero uno del club blaugrana, tutti i dettagli

La notizia tanto attesa dal mondo del calcio spagnolo è finalmente arrivata: Joan Laporta vince le elezioni da presidente del Barcellona! È questo il verdetto inequivocabile emerso dalle urne al termine della giornata odierna, che ha visto i soci del club blaugrana esprimere la propria preferenza per il futuro della società.

Dopo una campagna elettorale ricca di dibattiti sulle strategie economiche e sulle ambizioni sportive, l’ambiente catalano ha scelto di rinnovare la fiducia a lui, premiando il lavoro svolto negli ultimi anni.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Continuità tecnica e rinnovate ambizioni

Il presidente potrà così continuare a lavorare in stretta sinergia con Hansi Flick, con l’obiettivo dichiarato di riportare la squadra sul tetto d’Europa. La stabilità dirigenziale sarà inoltre cruciale per blindare i gioielli cresciuti nella Masia.

Le sfide del nuovo mandato: dal Camp Nou al bilancio

Il nuovo capitolo che si apre oggi per Joan Laporta sarà denso di sfide cruciali. Tuttavia, l’ampio consenso ricevuto dai soci dimostra che la rotta tracciata fino a questo momento è considerata quella giusta per garantire al Barcellona un futuro all’altezza della sua gloriosa storia.

Sostituzione Leao, rabbia del portoghese in Lazio Milan: la reazione di Maignan, il gelo con Allegri e quell’espressione di Tare in tribuna. Cos’è successo

Sostituzione Leao, cosa è successo dopo il cambio del portoghese avvenuto in Lazio Milan. La ricostruzione

Nel corso del match tra Lazio e Milan, i riflettori si sono spostati improvvisamente dalle dinamiche di gioco a quanto accaduto a bordo campo. Al 67′ minuto, Max Allegri ha deciso di rimescolare le carte in tavola per dare una scossa tattica alla propria squadra.

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Il doppio cambio e la reazione plateale

L’allenatore ha richiamato in panchina Rafael Leao insieme a Youssouf Fofana. Al loro posto sono stati gettati nella mischia Christopher Nkunku e Niclas Fullkrug.

La decisione tecnica, tuttavia, non è stata affatto digerita dal fantasista lusitano. Invece di una classica e professionale uscita dal campo, Leao ha optato per un vero e proprio capriccio agonistico, dirigendosi verso la panchina e protestando in maniera plateale sotto gli occhi di tutto lo stadio.

L’intervento di Maignan e i mancati abbracci

La tensione emotiva è salita a tal punto che Mike Maignan è scattato rapidamente dalla propria porta nel tentativo di riportare alla calma il compagno di squadra.

Arrivato a bordo campo, la situazione non è migliorata. Allegri ha cercato di spegnere sul nascere la polemica provando a consolare il giocatore con una serie di abbracci. Per tutta risposta, Leao si è divincolato e liberato dalla stretta del suo allenatore con molta più efficacia di quanto non fosse riuscito a fare in campo contro l’attenta retroguardia laziale.

Lo stupore in tribuna e l’epilogo in panchina

La scena non è passata inosservata. Le telecamere hanno indugiato anche sulle tribune, pizzicando l’espressione decisamente perplessa di Igli Tare, spettatore interessato dell’incontro.

Prima di accomodarsi definitivamente in panchina con un volto visibilmente imbronciato, l’attaccante ha rivolto qualche parola, in modo poco convinto, al proprio allenatore. Un siparietto amaro che oscura momentaneamente le curiosità dei tifosi e apre un inevitabile caso mediatico.

Pagelle Lazio Milan: Isaksen raffredda i sogni Scudetto di Allegri, Motta da veterano. Estupinan horror, Leao perde le staffe VOTI

Pagelle Lazio Milan: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 29ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Lazio Milan: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 29ª giornata di Serie A 2025/26

LAZIO: Motta 7; Marusic 6.5, Provstgaard 6.5, Gila 6.5, Nuno Tavares 7; Taylor 6.5 (90′ Belahyane SV), Patric 6, Dele-Bashiru 6.5; Isaksen 7.5 (69′ Dia 6), Maldini 6 (68′ Pedro 6), Zaccagni 6 (83′ Cancellieri SV). All. Sarri 7.5

MILAN: Maignan 6; Tomori 5.5 (57′ Athekame 6), De Winter 5.5, Pavlovic 6; Saelemaekers 6 (84′ Ricci SV), Fofana 5.5 (67′ Nkunku 6), Modric 5.5, Jashari 5, Estupinan 5 (57′ Bartesaghi 6); Pulisic 6, Leao 5 (67′ Fullkrug 6). All. Allegri 5.5

Moviola Lazio Milan: possibile rigore negato e gol annullato ai rossoneri. Gli episodi dubbi del match diretto da Guida

Moviola Lazio Milan: gli episodi dubbi del match diretto da Guida, valido per la 29ª giornata di Serie A 2025/26

La Lazio conquista tre punti pesantissimi davanti al proprio pubblico, superando di misura un Milan poco cinico sotto porta. A decidere la contesa, chiusasi sul punteggio di 1-0, è stata la prodezza balistica siglata nel corso della prima frazione di gioco da Gustav Isaksen.

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La direzione di Marco Guida: polso fermo e chiamate puntuali

A dirigere l’insidiosa sfida dell’Olimpico è stato designato Marco Guida. La sua è stata una conduzione di gara lucida e coerente, caratterizzata da un utilizzo parsimonioso ma ineccepibile dei cartellini, necessari per tenere a bada l’agonismo in campo.

Nel corso dei novanta minuti, il fischietto campano ha estratto complessivamente tre ammonizioni:

  1. Pervis Estupinan (55′): Giallo sacrosanto per il terzino rossonero, sanzionato a causa di un’entrata nettamente in ritardo e considerata troppo ruvida.
  2. Edoardo Motta (70′): Ammonizione per l’estremo difensore biancoceleste, reo di aver ritardato le operazioni di ripresa del gioco (perdita di tempo).
  3. Nuno Tavares (81′): Cartellino inevitabile per l’esterno laziale a seguito di un fallo di natura plateale per interrompere una ripartenza ospite.

Gli episodi chiave: rigore negato e gol annullato al Milan

I veri sussulti da moviola, che hanno richiesto la massima concentrazione da parte della squadra arbitrale, si sono concentrati nell’ultimo quarto d’ora del match.

Al minuto 71′, Zachary Athekame finisce a terra all’interno dell’area di rigore capitolina reclamando un contatto falloso. Guida, ben posizionato, fa subito ampi cenni di proseguire. Dopo un rapido ma attento Silent Check con la sala VAR, il direttore di gara conferma la sua decisione iniziale: non ci sono gli estremi per la massima punizione.

Appena quattro minuti più tardi (75′), l’episodio che avrebbe potuto riaprire il match. Lo stesso Athekame trova la via della rete scatenando l’esultanza del settore ospiti. Tuttavia, l’arbitro Guida gela immediatamente i festeggiamenti: il fischietto campano rileva tempestivamente e con grande prontezza un netto tocco di mano del giocatore rossonero durante lo sviluppo dell’azione, annullando giustamente la marcatura e mantenendo il risultato sull’1-0 finale.

Inter Atalanta, tragedia a San Siro dopo il match: morto un tifoso interista per un malore, aveva 52 anni

Inter Atalanta, tragedia a San Siro al fischio finale del match: morto un tifoso interista a causa di un malore, aveva 52 anni

La passione calcistica e l’amore per i propri colori si sono trasformati in una tragedia inaspettata. La Valsassina si stringe nel dolore e nello sgomento per la tragica e prematura scomparsa di Alessandro Combi, cinquantaduenne originario di Cremeno, vittima di un malore fatale che lo ha colpito all’esterno dello stadio di San Siro a Milano.

Il dramma si è consumato in pochi istanti, subito dopo il fischio finale della sentita sfida di campionato tra Inter e Atalanta, trasformando quella che doveva essere una spensierata giornata all’insegna dello sport in una ferita profondissima per l’intera provincia di Lecco.

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Il dramma al termine del match e la passione nerazzurra

Alessandro Combi era sceso a Milano per sostenere la sua squadra del cuore nell’atteso anticipo. Grande appassionato e fervente tifoso dei colori nerazzurri, aveva appena finito di seguire dagli spalti la formazione guidata da Cristian Chivu.

Purtroppo, il destino lo ha atteso in modo crudele proprio all’uscita dai cancelli del Meazza, dove un malore improvviso e letale non gli ha lasciato scampo, strappando per sempre il sorriso a un uomo conosciuto per la sua grande bontà d’animo. La sua perdita lascia un vuoto incolmabile tra i compagni di tifo con cui condivideva la genuina passione per il calcio.

Il cordoglio del territorio e le parole del sindaco

L’uomo non era solo un affezionato tifoso, ma anche un professionista esemplare. Dipendente storico della Bcc Valsassina presso la filiale di Premana, Alessandro rappresentava una figura di riferimento per molti cittadini, apprezzato quotidianamente per la sua dedizione sul lavoro e per il suo calore umano nelle relazioni interpersonali. La notizia del suo decesso ha scosso profondamente la comunità locale, all’interno della quale Combi era attivamente inserito.

A farsi portavoce del dolore collettivo è stato il primo cittadino di Cremeno, Pier Luigi Invernizzi. Il sindaco ha voluto esprimere pubblicamente il cordoglio di un intero territorio, ricordando con visibile commozione l’amico scomparso:

«Era una persona conosciuta in tutta la Valsassina e stimata da tutta la comunità. Sono profondamente dispiaciuto vista l’amicizia che avevo con lui»

Gasperini Fabregas, scintille alla fine di Como Roma: cosa è successo davvero tra i due tecnici, la ricostruzione

Gasperini Fabregas, scintille al termine di Como Roma: cosa è accaduto tra i due allenatori, la ricostruzione completa

Como Roma si è conclusa in un clima di palpabile e vibrante tensione. Le scorie di un match estremamente tattico e combattuto su ogni pallone si sono riversate a bordo campo nei concitati istanti successivi al fischio finale del direttore di gara. Al centro dell’attenzione mediatica, c’è stato il comportamento dei due condottieri in panchina: da una parte Cesc Fabregas, dall’altra Gian Piero Gasperini.

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La dinamica: dal mancato saluto al caos nel tunnel

Secondo le ricostruzioni di quanto accaduto a ridosso del rettangolo di gioco, il consueto saluto di fine partita tra i due tecnici è clamorosamente saltato, innescando una reazione a catena. Ecco i passaggi chiave che hanno acceso gli animi:

  • Il rientro anticipato: Subito dopo la fine delle ostilità, l’allenatore ospite ha imboccato rapidamente la via degli spogliatoi, rientrando nel tunnel senza concedere la canonica stretta di mano al collega avversario.
  • La reazione dello spagnolo: Il tecnico del Como si è visibilmente risentito per la mancata sportività. In segno di netto disappunto, ha indicato in modo plateale il collega che si stava ormai allontanando.
  • La rabbia degli staff: Questo gesto di stizza ha fatto infuriare alcuni collaboratori della panchina avversaria, generando attimi di vera e propria tensione a bordo campo.

Si sono vissuti momenti di nervosismo e caos vicino all’ingresso degli spogliatoi, prima che la situazione tornasse gradualmente alla normalità. Un epilogo amaro che testimonia l’enorme peso specifico e la pressione accumulata durante i novanta minuti di gioco.

Espulsione Wesley, Marelli chiarisce dopo Como Roma: «Il contatto non c’è, le gambe non si toccano mai! Il VAR può intervenire in caso di…»

Espulsione Wesley, Luca Marelli ha commentato così l’episodio controverso avvenuto durante il match di Serie A

La vibrante e combattuta sfida tra Como e Roma ha lasciato in dote non solo un risultato importante ai fini della classifica, ma anche pesanti strascichi legati alle decisioni arbitrali. L’episodio cardine che ha irrimediabilmente spostato gli equilibri del match è stata l’espulsione comminata dall’arbitro Davide Massa ai danni di Wesley.

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Per fare chiarezza sulla dinamica dei fatti, è intervenuto Luca Marelli. Sulle frequenze dell’emittente DAZN, l’esperto ha analizzato nel dettaglio i due cartellini gialli che hanno portato all’uscita anticipata dal campo del giocatore.

Il primo giallo: fallo tattico e la regola della SPA

La prima sanzione ruota attorno al concetto tecnico di “SPA” (Stop a Promising Attack), ovvero l’interruzione fallosa di un’azione potenzialmente pericolosa. L’intervento irregolare è stato commesso su Assane Diao. Marelli non ha dubbi sulla correttezza di questa prima decisione arbitrale:

“Nel caso del primo giallo Diao ha molto spazio, l’ammonizione per SPA è automatica, quello con Wesley è un contatto basso non di grande entità ma è SPA e non tanto imprudenza.”

Il secondo giallo: il contatto “fantasma” e l’incrocio con Rensch

I veri dubbi, che hanno poi scatenato le furiose proteste in campo e sugli spalti, si concentrano sulla seconda ammonizione. In questa circostanza, l’azione coinvolge nuovamente l’attaccante e vede l’intervento ravvicinato di Devyne Rensch. Secondo la moviola dell’opinionista, le immagini non giustificano la severa scelta del direttore di gara:

“Anche nel secondo caso, quello dell’espulsione, Diao ha tanto spazio per correre e di conseguenza ancora una volta l’ammonizione è automatica ma il problema è il fallo in sé. Da quello che si vede il contatto non c’è, le gambe non si toccano mai, Diao sente la mano sul fianco ma è di Rensch. Difficile ravvisare un fallo qua.”

L’interpretazione della sala video e i limiti dell’OFR

Il nodo cruciale dell’intera vicenda diventa quindi il mancato intervento della tecnologia. Marelli chiarisce i rigidi protocolli in vigore, ipotizzando il ragionamento fatto dagli addetti al monitor per non richiamare l’arbitro alla revisione a bordo campo:

“Il VAR può intervenire in caso di cambio di persona e si procede con overruling attraverso un OFR. Il braccio di Wesley probabilmente ha toccato la schiena di Diao e il VAR avrà pensato che quello potesse essere il contatto ravvisato da Massa. E’ un interpretazione poi ovviamente, non ci sono immagini chiarissime”

Un episodio interpretativo al limite, destinato a far discutere a lungo tifosi e addetti ai lavori nel corso della settimana.

Como, Fabregas post-vittoria con la Roma: «Dopo questa partita bisogna mantenere umiltà. Ecco cosa è successo alla fine con Gasperini»

Como, Cesc Fabregas ha commentato così la vittoria contro la Roma. Queste le sue dichiarazioni

A Sky dopo Como Roma, Cesc Fabregas ha rilasciato queste dichiarazioni.

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VITTORIA «Quando costruisci una squadra prepari un’idea. Ci sono tante partite dentro una partita, una partita può cambiare in cinque minuti, come è successo con noi oggi con il rigore, dopo deve cambiare un po’ di più. E ovviamente avere più alternative, che non avevamo avuto durante tutta la stagione, è importante ritrovarle nel momento importante, no? Però, ripeto, sono contento della voglia, della prestazione, della mentalità della squadra. Siamo molto felici. Oggi abbiamo toccato il rigore, no? Ma continuare a giocare come ha fatto la squadra è stato un ragionamento importante, non era il risultato meritato per niente, però abbiamo sbagliato. Se continuiamo ad andare avanti non dobbiamo perdere la nostra identità, quello che ti ha portato qua, e giocare in una certa maniera. Dobbiamo alzare il livello in questa maniera là. Lo abbiamo fatto e sono molto contento».

COSA E’ SUCCESSO CON GASPERINI«Io non so, magari è una cosa normale. Io, che sia quando perdo, quando vengo espulso, quando sono arrabbiato o contento, penso che in due anni non sia mai successo che io non andassi a dare la mano. Mi sembra una cosa sportiva, che ho visto per tutta la mia vita, per come sono cresciuto io. So che si possa sbagliare e qualche volta non si può condividere tutto, però quando finisce la partita si va a dare la mano all’avversario, anche se ti ha massacrato, se ti ha vinto, se ti ha battuto magari per una cosa in cui tu pensi che l’arbitro abbia sbagliato. Non lo so, però penso che sia una questione di rispetto. Quando è andato via, ok, mi ha intristito un po’. Però poi ho pensato che non fosse niente. Io sono andato di là perché pensavo che lui andasse verso il tunnel. L’altra cosa non l’ho vista, però posso parlare solo del mio episodio: io sono andato solo a salutare. Quando ho visto che andava via da quella parte, è andato via di là. Non so cosa sia successo dopo».

PARTITA BELLA – «Me la sono gustata, perché è stata una partita bella. Io sinceramente l’ho detto: si potrebbe dire che la vittoria è epica, ma è costata tanto. È stata una partita molto intensa con questa squadra. Però questo ha fatto sì che andassimo sempre a ricercare il gioco dal primo minuto e penso che questo dia grande merito alla squadra. Quando costruiamo una squadra cerchiamo di portare questo tipo di caratteristiche nei giocatori: gente con identità, con carattere, studiando bene i finali dei giocatori, che tipo di calciatori sono e quali caratteristiche hanno. Quindi saper sopportare il risultato e il gioco in una certa maniera, penso che sia una questione di solidità e di coraggio, di fiducia. Ovviamente tutto questo bisogna allenarlo, non in una settimana o in due, ma durante un periodo lungo, perché poi diventa molto più fluido e naturale, non è più qualcosa di forzato. E partite così ricche possono cambiare il piano gara in cinque o dieci minuti. Io semplicemente sono stato preso dalle emozioni della partita e da tutto il rumore dello stadio, e magari non era il momento di reagire in una certa maniera. Però questa è la caratteristica della fiducia: io invito la squadra a continuare a giocare così, perché siamo molto giovani e c’è ancora tanto da imparare. Soprattutto dopo questa vittoria bisogna mantenere naturalezza, umiltà, i piedi per terra e continuare a lavorare. Mancano nove partite, sono tante, più la coppa. Andiamo piano piano».

Roma, Gasperini non ci sta dopo il Como: «Espulsione Wesley? Questo non è niente! Non entra neanche, si sposta addirittura. Poi la partita cambia»

Roma, Gian Piero Gasperini ha commentato così la sconfitta contro il Como. Queste le sue dichiarazioni

A Sky dopo Como Roma, Gian Piero Gasperini ha rilasciato queste dichiarazioni.

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LETTURA DIFENSIVA SBAGLIATA, ASSIST SBAGLIATO DI MALEN E ROSSO WESLEY – «Sono tre situazioni tutte importanti, le prime due non siamo riusciti noi. Nella prima probabilmente in difesa c’è stata un po’ di fatica, stiamo recuperando i giocatori ma hanno avuto parecchi acciacchi e quando gli avversari mette gente fresca e di valore in attacco un po’ subiamo. Una situazione in cui dovevamo fare meglio. Quella di Malen è stata un peccato, poteva riportarci in vantaggio. Su Wesley preferisco sorvolare».

ESPULSIONE DI WESLEY – «Fatela rivedere… Questo non è niente. Ci sono altre immagini dove si vede che chiaramente non entra neanche, si sposta addirittura. La partita cambia, giocare in 10… Non è la prima volta che il Como ha di queste situazioni, sono situazioni anche molto cercate. Un po’ troppo. Questo è diventato il calcio, lo abbiamo detto tante volte e non è il caso di entrare nel merito da parte nostra, oggi che siamo coinvolti. Ho parlato in altri momenti, oggi non entro nel merito».

PREPARAZIONE DELLA PARTITA – «Questi ragazzi stanno dando il massimo anche in situazioni di difficoltà. El Shaarawy è stato fuori 40 giorni, Hermoso idem. Non posso rimproverare nulla. Non ci sta girando bene, a Genova c’era un rigore clamoroso per noi per poter vincere la partita. Giovedì sappiamo di avere una partita importantissima, poi il Lecce e la sosta. Speriamo di raccogliere quello che non siamo riusciti a raccogliere nelle ultime giornate».

Sarri prima di Lazio Milan: «Ritrovare la nostra gente è bellissimo! Patric ci può dare qualcosa»

L’allenatore della Lazio, Maurizio Sarri, ha voluto dire la sua poco prima dell’inizio del match di campionato contro il Milan

Intervenuto nel corso del prepartita di Lazio Milan, il tecnico dei biancocelesti, Maurizio Sarri, ha presentato così la sfida valevole per la 29^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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TIFOSI – «Per noi è determinante ritrovare la nostra gente: è bellissimo! E’ un popolo particolare e dall’esterno non ci si può rendere conto».

PATRIC – «Abbiamo Rovella, Cataldi e Basic fuori. Le caratteristiche ecco, bisogna arrangiarsi. Patric ha palleggio, qualcosa ci può dare».

MILAN E MALDINI – «Quando abbiamo palla dobbiamo stare attenti a non perderla in maniera banale, loro sono letali. Dobbiamo avere delle preventive fatte bene. Maldini sta crescendo, speriamo continui così».

Tare pre Lazio Milan: «Stasera è fondamentale vincere, sul futuro di Modric e sul pareggio dell’Inter vi dico questo»

Il direttore sportivo del Milan, Igli Tare, ha voluto dire la sua poco prima del calcio d’inizio del match di campionato contro la Lazio

Intervenuto nel corso del prepartita di Lazio Milan, il direttore sportivo dei rossoneri con un passato ai biancocelesti, Igli Tare, ha presentato così la sfida valevole per la 29^ giornata del campionato di Serie A 2025/26. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di Dazn.

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MERCATO E OBIETTIVI – «Inutile parlare adesso di queste cose. Per noi stasera è fondamentale vincere questa partita, vuol dire tanto per la classifica e per dare continuità alla vittoria di domenica scorsa. Concentriamoci su queste cose e poi quando sarà tempo di mercato ci sarà tanto di cui parlare».

CORSA SCUDETTO E INTER – «Sensazione che si riapra la corsa scudetto dopo il pareggio dell’Inter? Onestamente no. Noi dobbiamo fare quello che ci spetta. Dobbiamo cercare di vincere, la distanza è tanta. Ma vincendo stasera ci avviciniamo di un passo in più. Dobbiamo pensare partita dopo partita perché il campionato è pieno di sorprese».

L’AMBIENTE OLIMPICO – «Oggi la Lazio ritrova i suoi tifosi. Per noi è meglio giocare in uno stadio pieno, è bello vivere il calcio con tutte le emozioni che ti dà. La Lazio sta attraversando un momento di transizione, difficile, ma rimane sempre una squadra da temere che può battere chiunque. Sappiamo bene cosa ci aspetterà stasera ma siamo consapevoli e vogliamo vincere».

IL FUTURO DI MODRIĆ – «Una cosa è certa: Luka ama il Milan, ama tanto il Milan, e anche il Milan ama tanto Luka. Perciò penso che sarà una decisione facile per lui. Il contratto volendo c’è, abbiamo un anno di opzione. Però deve decidere lui con grande serenità. Se c’è una cosa che so bene è che a lui piace giocare in questa squadra».

Infortunio Celik, cambio forzato per la Roma contro il Como: cos’è successo

Infortunio Celik, cambio forzato per la Roma contro il Como: cos’è successo e cosa filtra sulle condizioni di salute del difensore turco

Non arrivano buone notizie per la Roma di Gian Piero Gasperini, allenatore giallorosso alle prese con un nuovo problema fisico emerso nel corso della sfida contro il Como, match valido per la 29ª giornata di Serie A. Durante la ripresa, infatti, Zeki Celik, difensore turco impiegato nella linea arretrata romanista, è stato costretto ad alzare bandiera bianca per un infortunio che ha immediatamente acceso l’allarme in panchina e tra i membri dello staff medico. Il giocatore ha accusato un fastidio che non gli ha permesso di proseguire l’incontro, obbligando così Gasperini a un cambio forzato in un momento delicato della partita.

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Cambio obbligato al 69’ e prime preoccupazioni

L’uscita di Celik è arrivata al 69’, quando al suo posto è stato inserito Ziolkowski, chiamato a prendere il suo posto nella retroguardia giallorossa. Il cambio non era previsto nei piani iniziali dell’allenatore e ha inevitabilmente modificato gli equilibri della squadra nel secondo tempo. Per la Roma si tratta di una situazione da monitorare con grande attenzione, anche perché il finale di stagione entra ora nella sua fase più intensa e ogni assenza può pesare in maniera significativa.

Esami nei prossimi giorni per capire i tempi di recupero

Nelle prossime ore il difensore sarà sottoposto agli esami strumentali e a tutte le visite del caso, fondamentali per chiarire l’entità del problema fisico. Solo dopo gli accertamenti sarà possibile stabilire con precisione i tempi di recupero e capire quante partite potrebbe saltare Celik. La speranza, in casa romanista, è che non si tratti di uno stop lungo.

Pagelle Como Roma, Douvikas e Diao cambiano la partita, male Koné ed Hermoso. I VOTI

Pagelle Como Roma: i voti e i giudizi ai protagonisti del match del Sinigaglia, valido per la 29ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Como Roma: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 29ª giornata di Serie A 2025/26

COMO (3-4-2-1): Butez 6; Diego Carlos 6,5, Ramon 6,5, Kempf 6 (dal 46′ Douvikas 7); Smolcic 6,5, Da Cunha 6,5 (dall’87’ Brempt s.v), Sergi Roberto 4,5 (dal 46′ Diao 7), Alex Valle 7; Nico Paz 5 (dal 77′ J.Rodriguez 6,5), Caqueret 6 (dal 67′ Perrone 6); Baturina 7. All. Fabregas. 7

ROMA (3-4-2-1): Svilar 6,5; Ghilardi 6, Mancini 5,5, Hermoso 5 (dal 70′ Ziolkowski 5,5); Celik 5,5 (dal 70′ Tsimikas 6), Koné 5, Cristante 5,5, Wesley 5,5; Pellegrini 6 (dal 67′ Pisilli 6), El Shaarawy 6,5; Malen 6 (dal 67′ Robinio Vaz 6). All. Gasperini. 5,5

Moviola Como Roma, dal rigore su El Shaarawy al rosso di Wesley: gli episodi dubbi

Moviola Como Roma, dal rigore su El Shaarawy al rosso di Wesley: tutti gli episodi dubbi della sfida del Sinigaglia. Cos’è successo

Al Sinigaglia è andato in scena uno scontro diretto pesantissimo tra Como e Roma, due squadre in piena corsa per un posto nella prossima Champions League. Per una partita così delicata è stato designato Davide Massa, arbitro internazionale, con Michael Fabbri in sala Var. La direzione di gara è finita inevitabilmente sotto osservazione per alcuni episodi chiave che hanno inciso sullo sviluppo del match. Il primo momento decisivo è arrivato dopo appena sei minuti, quando Massa ha assegnato un calcio di rigore alla Roma per un intervento di Diego Carlos, difensore centrale del Como, su Stephan El Shaarawy, attaccante giallorosso. La decisione è apparsa immediata e netta: il centrale lariano si è fatto anticipare e ha colpito in ritardo il giocatore romanista, lasciando pochi dubbi sulla correttezza del penalty poi trasformato da Donyell Malen, attaccante olandese della squadra di Gian Piero Gasperini.

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Nessun rigore per il Como sul tocco di Mancini: decisione confermata

Pochi minuti più tardi è arrivato anche un altro episodio discusso, questa volta nell’area della Roma. Il Como ha protestato per un tocco con il braccio di Gianluca Mancini, difensore centrale dei giallorossi, su una conclusione di Da Cunha, centrocampista offensivo della squadra di Cesc Fabregas. L’arbitro ha lasciato correre e la decisione è stata confermata anche dopo le valutazioni del Var. La lettura dell’episodio porta a considerare il tocco non punibile, sia per la dinamica ravvicinata sia per la posizione del braccio, che non sarebbe stata tale da giustificare l’assegnazione del calcio di rigore. È un episodio che ha comunque alimentato le proteste del pubblico di casa, ma che non ha portato a una revisione sul terreno di gioco.

Dubbi sul secondo giallo a Wesley, ma il Var non può intervenire

Il terzo grande episodio della partita è arrivato al 63’, quando Wesley è stato espulso per doppia ammonizione. Massa ha estratto il secondo giallo per un fallo da dietro su Diao, ala offensiva dei padroni di casa lanciata in campo aperto, valutando l’azione come una potenziale occasione pericolosa interrotta irregolarmente. Restano però dubbi sulla dinamica complessiva, perché dalla ricostruzione dell’azione sembra che sia soprattutto Rensch, esterno della Roma, a entrare in contatto con Diao trattenendolo anche per la maglia. Nonostante le perplessità, il Var non ha potuto intervenire: il protocollo, infatti, non consente la review per un’ammonizione, nemmeno quando questa produce un’espulsione per somma di cartellini. Ed è proprio su questo episodio che restano i dubbi più forti della moviola di Como-Roma.

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