Pagina 277 – Calcio News 24

Lazio, l’inchiesta sui rapporti con gli ultras prosegue: Zaccagni convocato di nuovo dai pm

Lazio, indagine senza sosta sui legami con gli ultras: Zaccagni ascoltato ancora dai magistrati, le ultime

La Lazio attraversa una fase complessa, tra risultati altalenanti in campionato e un clima teso tra la presidenza di Claudio Lotito e una parte della tifoseria. A complicare ulteriormente il quadro ci sono le novità legate all’indagine dell’Antimafia, che continua a indagare sui presunti rapporti tra alcuni giocatori e le frange più calde del tifo organizzato.

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Probabili Formazioni Serie A 2025/2026, la guida alla 28ª Giornata

Nuovi sviluppi nell’indagine Antimafia

Secondo quanto riportato dal quotidiano Domani, gli inquirenti hanno deciso di ascoltare nuovamente Mattia Zaccagni, mentre è stato programmato un nuovo colloquio anche con Luca Pellegrini. L’obiettivo è chiarire alcune dichiarazioni ritenute non del tutto coerenti con le risultanze investigative. Nonostante l’attenzione mediatica, come evidenziato anche da Calcio & Finanza, i giocatori coinvolti — tra cui Ivan Provedel, Alessio Romagnoli e Nicolò Rovella — risultano estranei alle recenti contestazioni rivolte a Lotito da parte della tifoseria.

Lotito ascoltato dalla Commissione Antimafia

Nei giorni scorsi anche il presidente biancoceleste Claudio Lotito è stato audito dalla Commissione parlamentare antimafia. Il patron della Lazio si è detto soddisfatto dell’incontro, ribadendo la piena regolarità dei rapporti tra società e tifosi. Al momento, il legame tra giocatori e ultras sembrerebbe limitato a semplici scambi di maglie o saluti a fine partita, ma il monitoraggio da parte degli inquirenti resta molto alto.

Un clima pesante attorno alla squadra

Tra pressioni esterne, tensioni interne e un’indagine ancora aperta, la Lazio si trova a gestire un contesto delicato che rischia di riflettersi anche sul rendimento in campo. La società, intanto, prova a mantenere compatto l’ambiente in attesa di ulteriori sviluppi.

Milan Inter, Ibrahimovic parla del derby della Madonnina: ecco cosa ha detto sulla stracittadina

Milan Inter, Zlatan Ibrahimovic accende il derby della Madonnina: le sue parole sulla stracittadina

A poco più di un giorno dal fischio d’inizio della stracittadina, Zlatan Ibrahimovic ha voluto dire la sua su un derby che potrebbe riaprire la corsa Scudetto. Intervenuto a CBS Sport Golazo, l’ex fuoriclasse rossonero ha ricordato alcuni dei suoi momenti più iconici contro l’Inter di Cristian Chivu, citando in particolare una vittoria storica ottenuta lontano dall’Italia. Un ricordo ancora vivo nella memoria dei tifosi e che Massimiliano Allegri spera di trasformare in ispirazione per accorciare a –7 dalla vetta.

Secondo Ibrahimovic, San Siro sarà una bolgia, un ambiente capace di influenzare pesantemente l’andamento della partita. Rumore, pressione, entusiasmo e tensione: tutto si mescolerà in una serata che può cambiare la stagione. Lo svedese ha sottolineato come i giocatori del Milan dovranno essere pronti a reggere ogni tipo di emozione, dal sostegno travolgente della curva ai possibili fischi nei momenti più complicati.

Per la squadra di Allegri la missione è chiara: trasformare l’energia dello stadio in un risultato che rimetta in discussione il dominio nerazzurro. In un derby che vale molto più di tre punti, la gestione mentale potrebbe rivelarsi decisiva quanto la qualità tecnica.

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DERBY PREFERITO? – «Ho quello di quando abbiamo giocato in Supercoppa: non si giocava qui ma in Cina. Li abbiamo battuti e abbiamo avuto un bel viaggio di ritorno a casa».

«Si possono aspettare un sacco di rumori, un sacco di tifo, un sacco di fischi se le cose non vanno bene».

Tottenham, la crisi di risultati mette a rischio la panchina di Tudor: spunta un clamoroso nome per sostituirlo!

Tottenham in crisi profonda: sulla panchina di Tudor incombe sempre di più l’ombra di Thiago Motta

Il passaggio in panchina da Thomas Frank a Igor Tudor non sta producendo l’effetto sperato in casa Tottenham. L’ex tecnico della Juventus ha infatti iniziato la sua avventura in Premier League con tre sconfitte consecutive: 1-4 contro l’Arsenal, 1-2 con il Fulham e 1-3 sul campo del Crystal Palace, gara disputata sotto gli occhi di Cristiano Giuntoli presente in tribuna.

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La situazione in classifica è delicata: gli Spurs hanno appena un punto di margine sulla zona retrocessione e, secondo Tuttosport, sta prendendo quota l’ipotesi di un nuovo ribaltone tecnico. I nomi sul tavolo sono diversi: Sean Dyche, reduce dall’esperienza al Nottingham Forest, Ryan Mason del West Bromwich Albion e Robbie Kean, oggi al Ferencvaros. Restano però in corsa anche due profili di maggiore richiamo come Roberto De Zerbi e Thiago Motta.

Il calendario non aiuta Tudor: martedì il Tottenham affronterà l’Atletico Madrid al Wanda Metropolitano per l’andata degli ottavi di Champions League, poi sarà di scena ad Anfield contro il Liverpool prima del ritorno europeo con la squadra di Simeone. Successivamente arriverà un match cruciale per la salvezza, lo scontro diretto in casa contro il Nottingham Forest.

Udinese, Davis: «Alla mia famiglia piace stare qui. Quindi non ho fretta di andarmene. Zaniolo? È un calciatore di livello internazionale»

Udinese, parla Davis: «Alla mia famiglia piace stare qui. Quindi non ho fretta di andarmene. Zaniolo? Ecco cosa penso»

La felicità ritrovata a Udine, gli obiettivi personali e le ambizioni per il prosieguo della stagione: Keinan Davis ha raccontato il suo momento in un’intervista a Flashscore.it, soffermandosi sulle sensazioni vissute in Friuli e sul percorso che vuole costruire con l’Udinese.

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PAROLE – «Ho una figlia e la mia ragazza, quindi gioco con mia figlia. La porto al parco, ha appena iniziato la scuola. La mia vita è molto semplice. È molto incentrata sul calcio, quindi nel tempo libero mi dedico al recupero. Lo stile di vita italiano non è diverso da quello che avevo in Inghilterra»

TRASFERIMENTO – «La decisione è stata interamente mia. Quando l’Udinese mi ha chiamato sono venuto in città per visitarla ed è molto bella. Poi ho visto lo stadio, il campo di allenamento e cose del genere, mi è piaciuto tutto. Ciò ha rafforzato la mia decisione di venire qui“»

TOMORI E ABRAHAM – «Sono esempi molto positivi. Vedi Tomori che ha vinto lo scudetto con il Milan. Questo ha influenzato la mia decisione»

STAGIONE – «Prima di firmare con l’Udinese ho pensato a che tipo di impatto avrei potuto avere sul campionato. Nelle mie prime due stagioni qui mi sono infortunato spesso, quindi non ho potuto giocare e mettere in pratica le mie capacità come avrei voluto. Quest’anno, invece, ci sto riuscendo spero di poter continuare così. L’Udinese ha la ricetta giusta per continuare ad acquistare giocatori, formarli e poi venderli a un prezzo molto più alto. Se riesce a valorizzare i calciatori e a dare loro la possibilità di esprimersi al meglio significa che è un club che lavora bene. Mi sto godendo il fatto di giocare qui. Se fossi più giovane, forse mi chiederei: ‘Dove posso andare adesso?’. Ma mi sto divertendo a Udine. Alla mia famiglia piace stare qui. Quindi non ho fretta di andarmene»

ZANIOLO – « È un calciatore di livello internazionale. La sua carriera, le squadre per cui ha giocato parlano da sole. È bello averlo nella nostra squadra».

Thiago Silva: «Il Porto è una famiglia. Farioli è il nostro comandante, Sono sicuro che avrà una bellissima storia nel calcio»

Thiago Silva elogia Farioli: «E’ il nostro comandante, Sono sicuro che avrà una bellissima storia nel calcio». L’intervista

Thiago Silva, intervistato da TNT Sports Brazil, ha raccontato le sue prime settimane al Porto, soffermandosi sulle sensazioni iniziali, sull’impatto con il nuovo ambiente e sull’adattamento alla squadra.

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PAROLE «Io sono super felice del lavoro che stiamo facendo, di quello che Farioli sta facendo. È un tipo che ha un’energia incredibile, e sa molte cose. Sa molte cose. A trentasei anni, più giovane di me, e sono sicuro che avrà una bellissima storia nel calcio come allenatore. Farioli è il nostro grande comandante, è più giovane di me ma sa molte cose. Sono sicuro che avrà una bellissima storia nel calcio come allenatore»

FARIOLI «Io ho avuto buoni esempi nella mia carriera, come allenatori, e allenatori vincenti. E poi prendi un ragazzo di trentasei anni che riesce a portare, in una settimana, video, preparazione, allenamento e la parte mentale della partita stessa, capisci? E non è qualcosa di casuale. La preparazione durante la settimana è molto buona. La riunione prepartita è buona, gli allenamenti sono buoni. L’energia è incredibile, non solo la sua ma di tutto lo staff. Il Porto in sé è una famiglia, e quando sono arrivato ho trovato questo lato familiare. E abbiamo un grande comandante davanti, con un’età così giovane».

Torino, Casadei: «Abbiamo lottato contro una squadra forte di grande qualità. Siamo in una situazione delicata»

Torino, parla Casadei: «Abbiamo lottato contro una squadra forte. Siamo in una situazione delicata ma…». Le dichiarazioni

Al termine della sconfitta contro il Napoli, Cesare Casadei ha analizzato ai microfoni di DAZN la propria prestazione e quella del Torino, soffermandosi sulle difficoltà incontrate dalla squadra e sulle sensazioni maturate dopo il match.

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PAROLE – «Abbiamo lottato contro una squadra forte di grande qualità. La sconfitta rimane, perché alla fine abbiamo portato a casa 0 punti ma siamo consapevoli che abbiamo fatto una buona prestazione. Il primo gol ci ha dato un po’ di vita, purtroppo non abbiamo trovato il secondo ma ora dobbiamo concentrarci sulla prossima partita. Siamo in una situazione delicata, è stata una stagione complicata con tanti alti e bassi, è un momento complesso della nostra stagione»

D’AVERSA – «Ci ha chiesto l’atteggiamento per andare in campo con la cattiveria giusta. A me piace inserirmi e attaccare lo spazio, in situazioni come queste avere le possibilità per aiutare la squadra. Ci sono tanti momenti, tanti aspetti, quindi uno non può basarsi solo sul finalizzare. Cercherò di fare più gol possibili per aiutare la squadra a fare risultato. Speriamo che il prossimo gol arrivi con una vittoria».

Calciomercato Juve, spunta una clamorosa idea in vista della sessione estiva! Ecco di chi si tratta

Calciomercato Juve, spunta una pazza idea per l’estate! Ecco il nome ‘nuovo’ per i bianconeri: si tratta di un ex! Ultime

La Juventus ha acceso i riflettori su Michael Kayode in vista della prossima sessione estiva, preparando un possibile assalto per riportare in Italia il terzino del Brentford. Secondo quanto riportato, negli ultimi giorni uno scout bianconero ha seguito da vicino il classe 2004 in Inghilterra, dove il club londinese lo valuta almeno 30 milioni di euro. Il giocatore, cresciuto proprio nel settore giovanile juventino prima del passaggio al Gozzano e poi alla Fiorentina, è approdato al Brentford nel gennaio 2025 per 18 milioni, firmando un contratto fino al 2030.

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Da allora Kayode ha collezionato 46 presenze, mettendo a referto un assist e accumulando nove cartellini gialli, numeri che testimoniano la sua crescita in Premier League. La sua esplosione in Inghilterra non è passata inosservata nemmeno in ambito azzurro: italiano di origini nigeriane, il terzino è già finito nel mirino del ct Gattuso dopo le otto presenze con l’Under 21.

Il profilo di Kayode rappresenta una combinazione di prospettiva, fisicità e conoscenza del calcio italiano che intriga la Juventus, alla ricerca di rinforzi giovani e futuribili sulle corsie. Resta ora da capire se il club bianconero deciderà di affondare il colpo e se il Brentford sarà disposto a trattare una delle sue pedine più promettenti.

Fiorentina Parma, il doppio ex Morfeo: «La viola dovrà dare l’anima per vincere, mentre i ducali saranno mentalmente più tranquilli»

Fiorentina Parma, Morfeo analizza: «La viola dovrà dare l’anima per vincere, mentre i ducali saranno mentalmente più tranquilli». Le parole

Domenico Morfeo, ex fantasista di lusso di entrambe le squadre e oggi felice gestore di una pizzeria, legge la delicata sfida del Franchi su La Gazzetta dello Sport. Ecco la sua visione di Fiorentina-Parma.

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LA METAFORA DELLA PIZZA «Se fosse una pizza, Fiorentina-Parma sarebbe una capricciosa. Dentro c’è un po’ di tutto. Secondo me è impossibile fare un pronostico e il risultato, proprio come quando mangi una capricciosa, dipende da come gli ingredienti vanno ad amalgamarsi. Prevarrà di più il sapore dei carciofini o quello dei funghi? E chi lo sa?»
CHE GARA IMMAGINA «Una partita moderna, cioè con tanto ritmo, tanta corsa, tanta tattica, tanti schemi e poca fantasia. D’altronde, questa è l’evoluzione, o l’involuzione, del calcio: ai miei tempi, si badava alla tecnica, ora anche se non sai stoppare il pallone come Dio comanda giochi in Serie A. In ogni caso, mi aspetto una sfida nella quale la Fiorentina dovrà dare l’anima per cercare di vincere, mentre il Parma sarà mentalmente più tranquillo, con meno pressioni. E l’aspetto psicologico spesso fa la differenza».
LA CORSA SALVEZZA «La Fiorentina viene da due sconfitte di fila: in Conference League e a Udine. Ha incassato sette gol. Tanto tranquilli i viola non saranno, al primo passaggio sbagliato pioveranno fischi e contestazioni. Il Parma, invece, credo abbia in tasca la salvezza, e può giocare con l’animo più leggero».
IL CAMPIONATO VIOLA «E chi se lo aspettava? Se leggete i nomi della rosa non potete certo dire che è un gruppo da ultimi posti. De Gea, Ranieri, Kean, Fagioli, Brescianini, Piccoli: giocatori che possono stare in squadre della parte sinistra della classifica. Eppure, quando entri nel tunnel, fai fatica a uscirne. Inoltre, l’ambiente caldo, anzi bollente, di Firenze non aiuta».
LA FIORENTINA RESTERA’ IN A «Penso di sì. Lo dico da ex Viola e da appassionato: non si può immaginare una A senza la Fiorentina. Però ci sarà da soffrire, già domani contro il Parma. Ora bisogna alzare il livello della concentrazione e prendere tutte le sfide come finali. Il carattere conta più di tutto».
LA SORPRESA PARMA «Sono tra quelli che avevano qualche perplessità, lo ammetto senza paura. Il Parma ha venduto giocatori importanti come Leoni, Sohm, Man, Mihaila, Bonny, e per rimpiazzarli non ha acquistato fenomeni. Inoltre ha cambiato allenatore, è arrivato un giovanissimo che non aveva mai guidato una squadra da “primo”: qualche dubbio ce l’avevo. Poi, però… Tre fattori sono stati decisivi: un pizzico di fortuna negli attimi importanti. L’allenatore è sempre stato protetto dalla società senza tensioni o polemiche. Cuesta ha mostrato quel pragmatismo che, in A, paga sempre. Siccome era spagnolo, giovane e aveva lavorato con Arteta all’Arsenal, qui a Parma pensavano di vedere il calcio-champagne. Invece lui ha guardato il gruppo a disposizione, ha capito che certe cose non avrebbe potuto chiederle ai suoi ragazzi, ha organizzato bene la fase difensiva e ha cominciato a fare punti. Ah, dimenticavo: Cuesta è stato molto bravo a farsi accettare dallo spogliatoio, si vede che la squadra lo segue».
VANOLI «Non vorrei essere nei suoi panni, e la situazione in cui si trova è uno dei motivi per cui non sono rimasto nel calcio. Io farei fatica a gestire certe pressioni, non sarei riuscito a dare il massimo. Vanoli, invece, ci sta provando con tutte le sue forze e ci ha sempre messo la faccia, non si è mai tirato indietro. Questa è una qualità da sottolineare. Alla fine, il Parma sta bene sia fisicamente sia mentalmente. Se riesce a indirizzare la partita dove desidera, magari Pellegrino indovina la zuccata e poi diventa difficile superare la barriera che organizza Cuesta. Vanoli deve affidarsi al gruppo».

Vieri: «Lautaro è il centravanti più forte che c’è in Italia. Leao? Non deve pensare troppo. Sul caso Bastoni dico questo»

Vieri sicuro: «Lautaro Martinez il centravanti più forte in Italia. Leao? Non deve pensare troppo. Sul caso Bastoni la penso così»

Bobo Vieri, che in carriera ha vissuto le stracittadine di Milano con entrambe le maglie (sei stagioni in nerazzurro, una in rossonero), legge in esclusiva per La Gazzetta dello Sport i temi caldi del Derby della Madonnina.

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IL VANTAGGIO NERAZZURRO «Nessun interista dice niente perché non vuole portare sfortuna, ma a meno dieci con dieci partite da giocare, non ci sarebbe squadra in grado di raggiungere questa Inter. Che fra l’altro con le “piccole” vince praticamente sempre. E quando perdi uno scudetto, è perché perdi punti qua e là con le piccole».
L’INTER HA SNOBBATO LA CHAMPIONS «Mai pensato a una roba del genere: una squadra come l’Inter è obbligata a non fare certi ragionamenti. Ne parlavo da poco con Paolo Maldini: giochi un’intera stagione per arrivare in Champions e poi in Europa pensi “No, ma io devo concentrarmi sul campionato”? Dai… Oppure guardi al vantaggio che hai in classifica e ti metti a fare calcoli? A me di quello che facevano le mie avversarie non è mai fregato nulla».
LA FRASE DI LEAO «Ci sono altri problemi in giro per il mondo che hanno a che fare con la morte, ma lui l’ha detto per caricare tutti: squadra, ambiente. Ma non sono queste le partite per cui un presidente, un allenatore o un compagno ha bisogno di dire qualcosa: ti carichi da solo. Certe cose servono quando giochi partite “facili”, non per queste qui».
IL TABÙ DERBY PER L’INTER «Non capisco perché dovrebbe se è così forte: è casuale. Casuale nel senso che può essere dipeso dal momento in cui hanno affrontato certe partite: da come stavano loro e le avversarie. Ma è un po’ come quando si dice che Lautaro non segna nelle partite importanti, io non vedo pesi mentali: se sono l’Inter o Lautaro, che problema devo avere di testa? Il Milan ha vinto [all’andata, ndr] con un contropiede, perché è straforte in ripartenza rispetto all’Inter. L’Inter sa come gioca il Milan, dunque Chivu lavorerà forte sulle transizioni difensive: se necessario, anche con un bel fallo tattico, come piace dire ai sapientoni laureati in calcio che amano inventare espressioni nuove. Io dico: se perdi palla, anche una bella ranzata se necessario».
CHIVU E LE CRITICHE ECCESSIVE «Lui lo sa se sei l’Inter e vinci tanto, e a lungo, darai fastidio; se perdi una partita, inizierai a vivere fra le polemiche. Chivu è giovane però a me piace, perché si capisce che comunque è lui il comandante della squadra, nel bene e nel male, e decide lui: toglie chi deve togliere, mette chi deve mettere, fa turnover senza problemi e dà spazio a quasi tutti i giocatori, che è una cosa che alla fine pesa»
I MODULI «Questi sono numeri ne parliamo così tanto solo in Italia. Se vuole vincere il derby, il Milan dovrà attaccare: come farlo nel modo migliore con i giocatori che ha, nessuno meglio di Allegri può saperlo».
LEAO «Sa cosa deve fare Leao? Giocare più palloni possibili e andare in porta il più possibile. Pallone, porta, gol: non deve pensare troppo».
STA DIVENTANDO PIU’ CONTINUO «Non più di tanto, ma lui è questo: o ha tutti contro, o tutti stravedono per lui. Quando lo guardo mangiare il campo, mi scappa quasi da ridere e mi dico: “Peccato che non lo faccia in tutte le partite”. Avrebbe tutto per farlo, ma Leao è così, e va bene anche così»
MODRIC «Solo in Italia si parla così tanto dell’età dei giocatori. Era al Real, e giocava, solo l’anno scorso, mica dieci anni fa: se fossi nel Milan non gli rinnoverei il contratto, gli farei cinque anni di contratto»
MODRIC E RABIOT «Perché solo uno? Sono perfetti insieme. E bravo Allegri a far fruttare il rapporto che aveva con Rabiot per averli tutti e due».
IL “CASO BASTONI” «Quello che ha fatto lui lo fanno tutti, dai. Le telecamere non perdonano e i social sono tremendi, ritirano fuori qualunque cosa: abbiamo visto video di chi esulta, chi fa finta di schiattare in campo, chi si rialza appena l’avversario viene ammonito o espulso. Bastoni è andato in sala stampa, ha chiesto scusa, sa di aver sbagliato: può bastare. E i tifosi del Milan fischieranno tutti, mica solo lui.
LAUTARO E PIO «Lautaro è il centravanti più forte che c’è in Italia, è il turbo dell’Inter: qualsiasi cosa fa durante una partita ti manca, e te la può risolvere in qualunque momento. Forte come lui c’è solo Hojlund, ma gioca troppo spesso di schiena. Però l’Inter quest’anno ha quello che le mancava in passato: attaccanti “non titolari” all’altezza. Ma non è cambiato il fatto che, purtroppo, in Italia non sappiamo gestire i giovani: un giorno è fortissimo e il giorno dopo è deludente».
IL PESO DEL CALENDARIO E LA VOLATA FINALE «Io non parlo con i forse, i ma, i se. Peserebbero i sette punti di margine: l’Inter dovrebbe perderne tre e il Milan vincere sempre. E poi l’Inter deve giocare con Atalanta, Roma e Como; il Milan con Napoli, Juventus, Atalanta e pure il Sassuolo. Siamo lì, no?».

Milan Inter, il derby è anche sul mercato! Tra obiettivi e sogni, la lista di Allegri e Chivu

Milan Inter, sfida totale dentro e fuori dal campo: il derby si gioca anche sul mercato con i piani di Allegri e Chivu

Il derby tra Milan e Inter si gioca sul campo ma anche sul terreno del mercato, con Tuttosport che analizza le strategie delle due milanesi in vista della prossima estate. I rossoneri puntano a costruire un budget di circa 120 milioni di euro, frutto della qualificazione alla Champions League e delle possibili cessioni di diversi giocatori, tra cui Jimenez, Pobega, Colombo, Chukwueze, Bennacer, Musah e Terracciano. Le priorità riguardano un nuovo centravanti — con nomi come Kean, Retegui, Gabriel Jesus, Darwin Núñez e Jackson — e rinforzi in difesa, dove piacciono Gila, Gatti e Aké. A centrocampo resta vivo l’interesse per André del Corinthians, mentre il sogno proibito è Milinkovic-Savic. Sulla trequarti, fari puntati sul talento greco Karetsas.

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Sul fronte nerazzurro, l’Inter si prepara a salutare a parametro zero Sommer, Acerbi, De Vrij e Darmian, mentre Mkhitaryan potrebbe ottenere un rinnovo annuale. La priorità è il portiere: Vicario è il preferito, ma la concorrenza della Juventus complica i piani. Le alternative portano a Caprile, Hornicek, Atubolu, Bento e Lunin. In difesa si seguono Solet, Muharemovic e il romanista Celik, mentre sulla fascia destra il sogno resta Palestra, valutato oltre 40 milioni dall’Atalanta. In lista anche Norton-Cuffy del Genoa.

A centrocampo è certo il ritorno di Aleksander Stankovic dal Bruges per 23 milioni, mentre Marotta e Ausilio lavorano da tempo su Leon Goretzka, in scadenza con il Bayern. In attacco, il possibile addio di Thuram — che potrebbe ricevere offerte da 60 milioni — darebbe margine per un grande colpo: il sogno è Nico Paz, mentre restano graditi i profili di Moussa Diaby e Arda Güler.

Calciomercato Inter, il Barcellona insiste per Bastoni: la cessione può finanziare l’estate nerazzurra. Gli scenari

Calciomercato Inter, Bastoni nel mirino del Barcellona: i nerazzurri valutano una cessione pesante per costruire la squadra del futuro

Il futuro di Alessandro Bastoni torna a diventare un tema caldo di mercato dopo le tensioni del derby d’Italia. Se fino a oggi l’Inter di Cristian Chivu lo aveva considerato un pilastro intoccabile, le indiscrezioni provenienti dalla Spagna — dal quotidiano Sport — parlano di un Barcellona pronto a tentare l’assalto. La prossima estate potrebbe quindi trasformarsi in un crocevia delicato per i nerazzurri, già attesi da una serie di cambiamenti profondi nella rosa.

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Le voci raccontano di una possibile offerta da 80 milioni di euro, cifra che potrebbe incrinare il muro eretto dall’Inter attorno al suo difensore negli ultimi anni. Fino a poco tempo fa l’indiziato principale per una cessione eccellente sembrava essere Marcus Thuram, ma l’irruzione del Barça su Bastoni rischia di cambiare radicalmente gli scenari. La società nerazzurra si troverebbe così davanti a un dilemma: resistere o accettare un sacrificio doloroso ma economicamente rilevante.

A complicare il quadro c’è il nodo legato alla reale disponibilità economica del Barcellona, come sottolineato da Fabrizio Romano. Il club catalano, infatti, è impegnato anche nella ricerca di un nuovo centravanti e dovrà valutare con attenzione le proprie priorità di mercato. Solo allora sarà chiaro se l’assalto a Bastoni potrà trasformarsi in una trattativa concreta o resterà un’ipotesi destinata a spegnersi.

Pandev racconta: «Lotito non mi dava pace. Mi allenavo da solo. Vidi la Supercoppa vinta contro l’Inter da casa mia»

Pandev racconta: «Quella Lazio era una novità, per me e per i tifosi. Erano passati grandi campioni prima di me»

Goran Pandev, ex attaccante della Lazio, ha ripercorso la propria esperienza in biancoceleste in una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, soffermandosi su momenti chiave, ricordi e retroscena della sua avventura nella Capitale; di seguito alcuni passaggi significativi delle sue dichiarazioni.

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CHIAMATA LAZIO – «Avevo vissuto un’annata disastrosa ad Ancona, senza stipendio. Quella Lazio era una novità, per me e per i tifosi. Erano passati da Boksic, Salas, Mancini e Claudio Lopez a… Pandev e Rocchi. Scherzi a parte, lo scetticismo era comprensibile».

DELIO ROSSI – «Mi ha cresciuto. Palestra, forza, corse di 15 chilometri nei boschi, ritiri massacranti. Mi trattava bene perché non dicevo una parola. Anche se la domenica segnavo e magari lui mi spediva in panchina. Oggi lo posso dire: il miglior Pandev si è visto alla Lazio. Con lui».

GOL PIU’ BELLI – «Uno alla Juve al Delle Alpi, nel 2004. Saltai Cannavaro, Thuram e Zebina e segnai a Buffon. Il più bello della mia carriera. E poi a doppietta al Real dei Galacticos in Champions, nel 2007. Ho ancora la maglia di Van Nistelrooy: mi fece i complimenti».

PROCESSO – «Una premessa: ho dato tutto. E lasciare così mi fa ancora male. Ho giocato con le infiltrazioni e con uno stiramento. Nella finale di coppa del 2009 non mi reggevo in piedi, ma pur di esserci giocai infortunato. Detto questo, quei sei mesi fuori rosa furono un incubo. Mia moglie era incinta, io soffrivo come non mai».

RINNOVO – «Lotito non mi dava pace. Mi allenavo da solo. Vidi la Supercoppa vinta contro l’Inter da casa mia, incazzato nero. E poi mi metteva pressione per rinnovare alle sue condizioni. Ogni giorno veniva qualcuno a parlarmi del contratto. Non lo faceva solo con me, ma anche con altri. Insomma, mobbing puro. A giugno si presentarono Siviglia, Zenit, Juventus, Atletico, Inter. Anni prima mi aveva cercato anche il Bayern. Lotito mi mise fuori rosa e rifiutò ogni offerta. Non l’ho più incontrato, ma alla Lazio segnavo sempre…».

Spalletti Juve, intesa sempre più vicina: dopo il Pisa attesa la firma sul rinnovo, con dettagli e scenari delineati

Spalletti Juve, pronto il sì ai bianconeri: il rinnovo arriverà dopo il Pisa, con tutti i dettagli del nuovo progetto tecnico

Il clima di sintonia tra Luciano Spalletti e la dirigenza bianconera continua a rafforzarsi, al di là delle battute sul presunto trasferimento nel palazzo dove risiede l’ad Damien Comolli.

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La realtà, per ora, è un’altra: prima c’è da superare l’ostacolo Pisa, ultimo in classifica ma insidioso, poi arriverà la firma sul rinnovo. L’ex ct azzurro è infatti pronto a prolungare il contratto in scadenza a giugno, un accordo che fin dall’inizio non è mai stato legato alla posizione in classifica, quanto piuttosto a un rapporto fondato su empatia, armonia e voglia di continuità, elementi percepiti anche dallo Stadium.

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La sfida contro il Pisa rappresenta un passaggio cruciale in un periodo che può indirizzare la corsa Champions della Juventus, soprattutto considerando il calendario più favorevole rispetto alle dirette concorrenti. Spalletti affronta il momento con fiducia, forte del recupero delle energie mentali e fisiche della squadra e del rientro imminente di giocatori chiave come Vlahovic, atteso per la gara di Udine. Sul medio periodo, il tecnico ha già tracciato la sua rotta: Torino è la destinazione di un progetto che sente ancora all’inizio. «Del mio contratto abbiamo già parlato, ci incontreremo la prossima settimana», ha spiegato, sottolineando come la spinta dei tifosi sia un elemento decisivo nel suo percorso.

Alla Continassa si è ormai consolidata la convinzione che la vera ripartenza passi dalla continuità tecnica, con Spalletti figura centrale per identità, esperienza e sintonia con il gruppo. Dopo la gara con il Pisa, il tecnico riaprirà anche il capitolo mercato, in un confronto che finora non ha mai mostrato frizioni. Sul tavolo resta da definire la durata del nuovo accordo: l’ipotesi più probabile è un biennale, ma resiste anche la possibilità di un rinnovo di un solo anno, fino al 2027, lasciando ai risultati il compito di sancire il giudizio definitivo. Lo riporta Gazzetta.it.

Caprile Cagliari, futuro in bilico: un club di Premier segue il portiere rossoblù! I dettagli

Caprile Cagliari, il rossoblù nel mirino della Premier League: interesse concreto per il portiere. Tutti i dettagli

Il calciomercato è ancora lontano dall’aprire ufficialmente i battenti, ma in casa Cagliari l’attenzione è già altissima. Il nome al centro delle prime manovre è quello di Elia Caprile, portiere classe 2001 protagonista di una stagione di grande continuità e maturità. Le sue prestazioni non sono passate inosservate, soprattutto all’estero.

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L’Aston Villa osserva da vicino

Dall’Inghilterra arrivano segnali sempre più concreti. Come riportato da Nicolò Schira, l’Aston Villa avrebbe inserito Caprile nella lista dei profili da seguire con priorità. Gli scout del club di Birmingham stanno monitorando con attenzione la crescita del portiere, considerato un possibile investimento per il futuro e un rinforzo ideale per aumentare la competitività del reparto arretrato.

Tra Sardegna e Premier: un futuro da decifrare

Il rendimento del numero uno rossoblù lo ha trasformato in uno dei giocatori più preziosi della rosa. Per Caprile, la prospettiva di approdare in Premier League rappresenta un salto di qualità affascinante: prestigio, visibilità internazionale e un progetto tecnico ambizioso come quello dei “Villans” sono elementi difficili da ignorare.

La valutazione e il nodo Cagliari

Resta da capire quale sarà la posizione del Cagliari di fronte a un’eventuale offerta ufficiale. La società dovrà trovare un equilibrio tra:

  • l’esigenza di valorizzare economicamente un asset importante,
  • la volontà di trattenere un pilastro della squadra, soprattutto in un ruolo delicato come quello del portiere.

Quel che è certo è che l’estate di Caprile si preannuncia intensa e ricca di scenari da seguire con attenzione.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 7 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Napoli, Conte dopo la vittoria col Torino: «Prova magistrale di Gilmour, a Elmas dobbiamo fare una statua! Sui rientri di Anguissa e De Bruyne vi svelo questo»

Napoli, Antonio Conte ha parlato dopo la vittoria contro il Torino a Dazn. Queste le dichiarazioni del tecnico degli azzurri

Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha parlato ai microfoni di Dazn dopo la vittoria contro il Torino. Queste le sue dichiarazioni.

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VITTORIA «Quello che mi rende contento è il fatto che anche se non ci sono giocatori importanti, come oggi è capitato con Lobotka senza dimenticare gli altri, non perdiamo mai la nostra determinazione e di questo va dato merito ai nostri ragazzi. Oggi Gilmour ha fatto una prova magistrale, sono stati bravi tutti. Abbiamo dominato una partita, ce la siamo complicata alla fine con questo gol, ma sono molto soddisfatto della prova: sono tre punti importanti contro una buona squadra come il Torino che farà bene».

ANGUISSA E DE BRUYNE«Sembra che non se ne siano mai andati, ma se ne sono andati. Loro come Lukaku e tantissimi altri giocatori tipo Neres, però non abbiamo mai cercato l’alibi delle assenze vincendo una Supercoppa e restando nelle zone alte della classifica che non era scontato. Adesso speriamo di recuperare anche McTominay, è naturale che Anguissa e De Bruyne devono ritrovare la miglior condizione anche se Kevin è rientrato in discrete condizioni fisiche. In questo momento non possiamo fare regali a nessuno».

ALISSON SANTOS – «Sta entrando nei meccanismi di gioco, ha una grande velocità e quello che gli chiedo è di non essere timido: oggi non lo è stato. È un ragazzo che con lo Sporting non aveva fatto una partita da titolare, siamo contenti. Stiamo aspettando i progressi di Giovane e dobbiamo ringraziare sant’Elmas, quest’anno dovremo fargli una statua: è un ragazzo che sta sorprendendo, per fortuna che abbiamo trovato lui».

Torino, D’Aversa analizza la sconfitta contro il Napoli: «Recriminiamo perché le occasioni le abbiamo avute anche noi ma ecco cosa fa la differenza!»

Torino, Roberto D’Aversa ha parlato dopo la sconfitta contro il Napoli a Dazn. Queste le dichiarazioni del tecnico dei granata

Roberto D’Aversa, allenatore del Torino, ha parlato ai microfoni di Dazn dopo la sconfitta contro il Napoli. Queste le sue dichiarazioni.

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ANALISI «Nel primo tempo ci siamo trovati sotto, potevamo fare meglio sui gol del Napoli però la squadra non ha mai mollato. Prima del gol di Casadei abbiamo avuto un’occasione clamorosa, alla fine recriminiamo perché le occasioni le abbiamo avute anche noi ma la differenza la fa la determinazione con cui vai per fare gol o per non prenderlo».

PERCHE’ IL TORO HA SOLO 30 PUNTI«Il tasto su cui sto battendo molto è che dobbiamo andare in campo con coraggio, stasera giocavamo contro la squadra che l’anno scorso ha vinto lo scudetto. Poi ci soffermiamo sugli episodi che ti possono girare meglio o peggio, il potenziale non è da questa posizione di classifica e dobbiamo fare in modo di risalire».

COSA METTERE IN PIU’ – «Il secondo gol era evitabile, mantenere la partita in equilibrio è importantissimo soprattutto contro una squadra di valore. Non ci possiamo soffermare sul risultato finale senza valutare situazioni nelle quali potevamo fare meglio. Nelle circostanze in cui puoi fare gol devi essere più determinato. Sull’errore tecnico ci si può lavorare mentre su quello dell’atteggiamento meno e devo dire che i ragazzi stasera hanno dato tutto, per cui da questo punto di vista sono soddisfatto».

Napoli, Elmas ammette: «Era importante segnare, è stato un periodo difficile. La Supercoppa è il passato, dobbiamo raggiungere la Champions!»

Napoli, Elmas ha parlato dopo la vittoria contro il Torino a Dazn. Queste le dichiarazioni del centrocampista degli azzurri

Elmas, centrocampista del Napoli, ha parlato ai microfoni di Dazn dopo la vittoria contro il Torino. Queste le sue dichiarazioni.

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GOL «Per me era importante segnare, è stato un periodo difficile: giocavo mediano ma mi sono trovato bene: sono sempre pronto e do il massimo. Sono contento prima di tutto per i tre punti della squadra».

OBIETTIVO «Abbiamo vinto la Supercoppa, però questo è il passato. Adesso stanno tornando tutti, mancano McTominay e Lobotka, ci sono due partite prima della sosta per le nazionali e sappiamo quanto sono importanti. Dobbiamo raggiungere la Champions, speriamo di mantenere questo gruppo compatto per vincere e poi vedremo cosa succederà».

RUOLO «In questo momento mi sento più centrocampista, perché sto giocando più da mediano però tutti sanno che mi sento trequartista. Cerco di dare il massimo, per fare quello che mi chiede il mister: posso giocare anche terzino, non è un problema, però mi trovo meglio da trequartista o esterno».

Napoli, De Bruyne è finalmente tornato: luce in fondo al tunnel contro il Torino per il belga dopo il lungo infortunio

Napoli, De Bruyne è tornato dopo il lungo infortunio: luce in fondo al tunnel per il belga nel match contro il Torino

Napoli Torino si è fermata al minuto 79 per celebrare il tanto atteso ritorno all’attività agonistica di Kevin De Bruyne.

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Il minuto 79 e la fine di un lungo incubo

Il momento clou ed emotivamente più intenso della serata si è materializzato esattamente al 79′ minuto di gioco. L’attenzione di tutto lo stadio si è spostata improvvisamente verso la linea laterale, dove il fuoriclasse era finalmente pronto a fare il suo ingresso sul terreno di gioco dopo aver completato le fasi di riscaldamento. A cedergli il posto è stato Alisson Santos, che ha abbandonato il campo per lasciare spazio al compagno.

Questa sostituzione ha sancito ufficialmente la fine di un lunghissimo e tormentato periodo di infortunio per il centrocampista, un delicato calvario clinico che lo aveva tenuto lontano dai campi per tanti – troppi – mesi, privando i tifosi delle sue immancabili geometrie.

Un’ovazione del tifo azzurro

La reazione del pubblico partenopeo è stata letteralmente da pelle d’oca. Un’ovazione totale si è levata compatta da tutti i settori del Maradona. Come evidenziato dai presenti, si è trattato di un boato che ha sorpreso molti: un applauso scrosciante per rendere onore alla pura essenza del talento incarnata dall’ingresso del campione. Il pubblico di Napoli ha voluto così tributare il proprio “bentornato” a un leader tecnico assoluto.

Pagelle Napoli Torino: Alisson Santos continua a sorprendere, Elmas è una certezza. Casadei illude VOTI

Pagelle Napoli Torino: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 28ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Napoli Torino: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 28ª giornata di Serie A 2025/26

NAPOLI: Milinkovic-Savic 6,5; Juan Jesus 6, Buongiorno 6,5, Olivera 6,5; Politano 6,5 (83′ Mazzocchi SV), Elmas 7, Gilmour 6,5, Spinazzola 6,5 (69′ Gutierrez 5,5); Vergara 6 (46′ Anguissa 6), Alisson Santos 7 (79′ De Bruyne SV); Hojlund 6 (83′ Lukaku sv). All. Conte 7

TORINO: Paleari 6,5; Coco 5,5, Ismajli 5,5, Ebosse 5; Lazaro 5, Prati 6,5 (78′ Anjorin SV), Gineitis 6 (67′ Casadei 7), Obrador 5,5 (57′ Pedersen 5,5); Vlasic 6,5, Zapata 5 (57′ Adams 6,5), Simeone 5 (67′ Kulenovic 5,5). All. D’Aversa 6

Moviola Napoli Torino: gli episodi dubbi del match diretto da Fabbri. Cosa è successo al Maradona

Moviola Napoli Torino: gli episodi dubbi del match diretto da Fabbri, valido per la 28ª giornata di Serie A 2025/26. Cosa è successo al Maradona

Un match vibrante e ricco di ribaltamenti di fronte quello andato in scena allo stadio Maradona, che ha richiesto grande concentrazione da parte di Michael Fabbri. La direzione del fischietto romagnolo è stata nel complesso solida e attenta, seppur con qualche episodio specifico da analizzare sotto la lente d’ingrandimento della moviola, in particolare per quanto riguarda la gestione disciplinare nel secondo tempo.

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I cartellini granata: eccessiva severità su Lazaro

Il momento più intenso dal punto di vista disciplinare si è registrato nella ripresa, quando l’arbitro ha estratto tre cartellini gialli all’indirizzo dei giocatori del Torino nel giro di soli dieci minuti. Totalmente corrette e ineccepibili le ammonizioni per Gvidas Gineitis (al 63′) e per Ardian Ismajli (al 64′), sanzionati per interventi irregolari che interrompevano trame di gioco azzurre.

Lascia invece diverse perplessità la decisione presa al 73′ ai danni di Valentino Lazaro: il giallo sventolato al giocatore granata appare decisamente troppo severo e frettoloso per la reale entità e dinamica del contatto.

Falli in attacco e il tocco di mano di Zapata

Ottima e tempestiva, al contrario, la lettura di Fabbri nei contatti offensivi all’interno e al limite dell’area di rigore. Al 55′ il direttore di gara è in posizione perfetta per pizzicare Duvan Zapata, che nel tentativo di controllare un pallone complicato si aiuta in modo evidente con il braccio. Giusta e inevitabile l’interruzione del gioco.

Pochi minuti dopo, al 58′, l’arbitro si ripete vedendo benissimo un fallo in attacco commesso da Rasmus Hojlund: l’attaccante azzurro contesta vivacemente la decisione, ma l’irregolarità c’è, Fabbri non torna sui suoi passi e il fischio risulta inappuntabile.

La gestione dei contatti ruvidi e il lavoro degli assistenti

Fin dai primissimi istanti, l’arbitro ha cercato di imporre il proprio metro di giudizio. Al 2′ ha redarguito Billy Gilmour per un intervento piuttosto ruvido. Impeccabile, infine, il lavoro della squadra arbitrale e degli assistenti sulle chiamate di fuorigioco, con le trappole difensive ben rilevate al millimetro in diverse occasioni.

Neymar finisce nei guai! Denunciato dalla cuoca della sua villa a Rio de Janeiro, la ricostruzione di quanto successo

Neymar è stato denunciato dalla cuoca della sua villa a Rio de Janeiro, ecco cosa è successo al fuoriclasse brasiliano

Nuove e pesanti grane fuori dal rettangolo verde per Neymar. Il giocatore rischia infatti di finire seriamente nei guai a seguito della denuncia formale presentata da una donna che ha lavorato come cuoca nella sua lussuosa villa a Rio de Janeiro nel periodo compreso tra luglio 2025 e febbraio 2026.

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Come riportato dai principali media della stampa brasiliana, la lavoratrice ha deciso di denunciare sia il calciatore sia l’azienda responsabile della sua assunzione. Alla base dell’azione legale ci sarebbero lesioni fisiche derivanti da ritmi di lavoro insostenibili: la donna sostiene di aver faticato anche per 16 ore al giorno, arrivando a preparare pietanze per oltre 150 persone quotidianamente, a causa dei continui e numerosi amici invitati a casa dal campione.

I turni massacranti e i problemi di salute

Gli accordi contrattuali originali prevedevano un orario di lavoro dalle 7:00 alle 17:00, limitato ai soli giorni feriali. Tuttavia, la cuoca ha dichiarato di aver superato in moltissime occasioni l’orario concordato, terminando i propri doveri spesso tra le 23:00 e mezzanotte, e trovandosi frequentemente al servizio del giocatore anche la domenica.

A livello economico, lo stipendio base pattuito era di 654 euro mensili, che arrivavano a circa 1.200 euro contando i vari straordinari. Ma a preoccupare maggiormente è il quadro clinico: la donna ha lamentato gravi problemi alla schiena, in particolare alla colonna vertebrale e all’anca. Questi malanni fisici l’hanno spinta a chiedere a Neymar un risarcimento totale di 43mila euro per coprire le spese mediche, gli straordinari e una pensione. Una cifra oggettivamente irrisoria se rapportata ai contratti multimilionari e alle sponsorizzazioni incassate in carriera da O Ney.

Le dichiarazioni dei legali

A chiarire ulteriormente le pesanti dinamiche lavorative della vicenda è arrivata la nota dei legali della donna, che hanno precisato:

«Oltre all’eccessivo carico di lavoro, la nostra assistita ha sempre svolto attività che richiedevano un intenso sforzo fisico fin dall’inizio del contratto – hanno spiegato gli avvocati della donna –, trasportando in continuazione dei pezzi di carne del peso medio di 10 chili, oltre che caricare e scaricare la spesa al supermercato con borse pesanti. Restava in piedi per lunghi periodi durante la giornata lavorativa».

La parola passa ora ai tribunali brasiliani.

Cagliari, i convocati per il Como: doppia assenza pesante per Pisacane! Dovrà rinunciare a questi due big

Cagliari, i convocati per il Como: due assenze pesanti per Pisacane! La lista completa per il match della 28ª giornata di Serie A 2025/26

Domani pomeriggio, a partire dalle ore 15:00, la caldissima cornice della Unipol Domus farà da teatro a un incrocio delicatissimo: il Cagliari ospiterà il Como, in una gara valevole per la 28ª giornata di Serie A. Un appuntamento assolutamente da non fallire per la compagine isolana, chiamata a sfruttare il calore del proprio pubblico per tentare di conquistare l’intera posta in palio.

Le scelte del mister e la diramazione della lista

A poche ore dal fischio d’inizio, Fabio Pisacane ha diramato la lista ufficiale dei convocati. Il tecnico ha lavorato duramente in settimana sul campo d’allenamento per preparare la partita nei minimi dettagli, ma la lettura dell’elenco dei giocatori a disposizione ha immediatamente evidenziato alcune criticità.

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Difesa ed estro: i pesanti forfait in casa sarda

Per l’impegnativa sfida contro i lombardi, infatti, la rosa del Cagliari dovrà fare i conti con defezioni di assoluto rilievo. Non figurerà a referto Yerry Mina. L’assenza del baluardo sudamericano priverà la retroguardia rossoblù di preziosa leadership, grande fisicità e abilità nel gioco aereo, costringendo lo staff a ridisegnare la linea a protezione della porta.

Oltre al difensore, il mister dovrà rinunciare anche a Gianluca Gaetano. Un’assenza che si farà certamente sentire soprattutto nella trequarti avversaria, togliendo alla manovra sarda quell’estro, quella visione di gioco e quella capacità di inserimento che spesso si sono rivelati decisivi nel corso di questa annata.

Le contromisure per la gara

Nonostante i forfait di Mina e Gaetano, il resto del gruppo squadra è stato regolarmente precettato per la gara. L’allenatore è ora chiamato a varare le giuste contromisure tattiche, affidandosi allo spirito di sacrificio del collettivo per superare il Como.

Infortunio Vergara: si ferma l’attaccante in Napoli Torino. Le sue condizioni e quanto può rimanere fuori

Infortunio Vergara: le condizioni dell’attaccante del Napoli e quanto può rimanere fuori dopo lo stop contro il Torino

L’atteso anticipo del campionato di Serie A tra Napoli e Torino ha regalato emozioni sul campo, ma ha anche portato con sé pessime notizie per l’infermeria campana. Nel corso della sfida, infatti, Antonio Vergara è stato costretto a fermarsi a causa di un infortunio improvviso. Questo ennesimo stop fisico va purtroppo ad aggiungersi alla già lunga lista di indisponibilità subite in questa complessa stagione dalla compagine campana.

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La dinamica dello stop: problema alla pianta del piede

Secondo le prime ricostruzioni effettuate a bordocampo, l’esterno azzurro ha riportato un doloroso problema alla pianta del piede sinistro. Il fastidio si è manifestato in maniera acuta proprio alla fine della prima frazione di gioco, impedendo al calciatore di spingere e correre regolarmente sul terreno di gioco.

Questa situazione ha costretto Antonio Conte a prendere delle rapide contromisure tattiche all’interno degli spogliatoi. Valutata la situazione con lo staff medico e dopo essersi resi conto che Vergara non potesse più proseguire la gara in condizioni di sicurezza, il tecnico ha deciso per la sostituzione immediata. Al suo posto, a inizio secondo tempo, è infatti subentrato André-Frank Zambo Anguissa, chiamato a ridisegnare l’assetto della squadra.

Gli esami strumentali e i tempi di rientro

Ora l’attenzione si sposta interamente sulle strutture mediche del club. Nelle prossime ore saranno programmate le visite specialistiche e gli esami strumentali del caso, passaggi assolutamente necessari per far luce sulle reali condizioni del giocatore.

Solo l’esito della risonanza permetterà allo staff sanitario di stabilirne i tempi di recupero precisi. Nel frattempo, questo sfortunato evento lascia per il momento l’allenatore azzurro con un uomo in meno nelle rotazioni della rosa, complicando la gestione delle energie in vista dei prossimi e imminenti impegni ufficiali del Napoli.

Bayern Monaco, impatto clamoroso di Luis Diaz: numeri da urlo del colombiano alla sua prima stagione in Germania. Cosa ha fatto!?

Bayern Monaco, Luis Diaz si sta rendendo protagonista di una stagione clamorosa, la sua prima in Germania. Ecco i numeri del suo impatto

C’era grande attesa per misurare l’impatto di Luis Diaz con la prestigiosa e pesante maglia del Bayern Monaco. Arrivato in Germania con l’arduo compito di fare la differenza e creare costantemente la superiorità numerica sulla fascia sinistra, il giocatore ha saputo superare ogni più rosea aspettativa, diventando immediatamente un idolo per la tifoseria dell’Allianz Arena.

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Luis Diaz ha raggiunto quota 20 gol e 16 assist in tutte le competizioni. Un traguardo straordinario, toccato proprio durante la sua primissima annata con la corazzata bavarese.

L’adattamento perfetto e le scelte tattiche

L’inserimento nei rigidi ed esigenti meccanismi tattici della Bundesliga avrebbe potuto rappresentare un ostacolo complesso per chiunque, ma per il talento sudamericano l’adattamento è stato fulmineo. Sotto l’attenta e scrupolosa guida di Vincent Kompany, il colombiano ha trovato il contesto tattico ideale per esaltare le proprie doti palla al piede. Le sue accelerazioni brucianti, i dribbling secchi e una ritrovata freddezza sotto porta lo hanno reso una pedina assolutamente inamovibile.

La sinergia vincente con l’attacco bavarese

Gran parte del merito di questi 16 passaggi vincenti va indubbiamente condivisa con i compagni di reparto. Spicca, in particolare, la perfetta intesa nata con Harry Kane, vero e proprio terminale offensivo della squadra. L’attaccante britannico si è dimostrato abilissimo nel capitalizzare al massimo i cross tagliati e le repentine invenzioni del compagno.

La letale coppia offensiva si è rivelata un rebus irrisolvibile per gran parte delle difese affrontate finora, sia in campionato che nelle notti europee. Con la fase cruciale della stagione ancora tutta da vivere, il fenomenale bottino di Diaz è inesorabilmente destinato a crescere, confermando la bontà dell’investimento fatto dalla dirigenza tedesca.

Como, i convocati per il Cagliari: un rientro e un’assenza per Fabregas. La lista completa per il match dell’Unipol Domus

Como, i convocati per il Cagliari: la lista completa di Fabregas per il match della 28ª giornata di Serie A 2025/26

Il campionato di Serie A entra sempre più nel vivo e i punti iniziano a pesare tantissimo per gli obiettivi stagionali. Domani, con fischio d’inizio fissato alle ore 15:00, il Como scenderà in campo in trasferta per affrontare il Cagliari, in un match valido per la 28ª giornata del torneo.

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Le scelte tattiche per sbancare la Sardegna

A guidare la spedizione lombarda ci sarà Cesc Fabregas. L’allenatore ha lavorato intensamente durante la settimana per preparare le contromisure tattiche necessarie a scardinare la difesa avversaria e imporre il proprio palleggio. Prima della partenza, la società ha diramato ufficialmente la lista dei calciatori a disposizione per questa delicata sfida in terra sarda. Torna Kempf, assente invece l’infortunato Addai.

La lista ufficiale dei convocati del Como

Ecco l’elenco completo diramato dal mister:

Portieri: Butez, Tornqvist, Vigorito, Cavlina.
Difensori: Kempf, Alex Valle, Goldaniga, Jacobo Ramon, Alberto Moreno, Smolcic, Vojvoda, Diego Carlos, Van Der Brempt.
Centrocampisti: Caqueret, Sergi Roberto, Nico Paz, Lahdo, Baturina, Perrone, Da Cunha.
Attaccanti: Morata, Douvikas, Jesus Rodriguez, Kuhn, Diao.

Calciomercato Juventus: la verità su Schlager. Arriverà a Torino a zero in estate? L’ultima indiscrezione non lascia dubbi

Calciomercato Juventus: Schlager arriverà a parametro zero in estate? Ecco cosa succederà, tutta la verità sul centrocampista del Lipsia

Il calciomercato Juventus continua a far discutere incessantemente gli appassionati e gli addetti ai lavori, specialmente per quanto riguarda il delicato futuro e la ricostruzione del centrocampo. Nelle ultime ore, sono circolate con insistenza numerose indiscrezioni riguardanti un possibile approdo a parametro zero di Xaver Schlager.

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Le smentite degli esperti e lo stato della trattativa

Tuttavia, secondo quanto riportato dal noto esperto di mercato Fabrizio Romano, la situazione reale è molto diversa e decisamente meno avanzata rispetto a quella descritta di recente da alcune testate giornalistiche. La società bianconera, infatti, non ha ancora concluso né portato a termine alcun accordo definitivo per assicurarsi le prestazioni del calciatore per la prossima stagione sportiva.

Sebbene si siano effettivamente svolti dei normali colloqui esplorativi durante la passata sessione invernale di gennaio, questi contatti iniziali non hanno portato a sviluppi concreti o ad accordi vincolanti tra le parti in causa. La dirigenza juventina sta portando avanti una strategia di mercato caratterizzata da un’attesa molto ponderata. Di conseguenza, l’operazione per il centrocampista austriaco non può essere assolutamente considerata in uno stato avanzato.

Le priorità per la mediana e la prudenza della dirigenza

Al momento, la Vecchia Signora sta valutando attentamente diverse opzioni e molteplici profili alternativi per rafforzare la propria mediana, cercando di individuare l’innesto più funzionale possibile all’attuale progetto tecnico. La priorità assoluta per il club torinese è trovare un elemento di spessore, capace di garantire allo stesso tempo equilibrio tattico e visione di gioco, senza però affrettare i tempi focalizzandosi su un unico obiettivo.

La scelta di non affondare immediatamente il colpo dimostra la chiara volontà di analizzare nel dettaglio ogni scenario possibile, prima di impegnarsi finanziariamente per i prossimi anni. L’opportunità di tesserare un giocatore svincolato di grande caratura internazionale rimane certamente una via interessante e da monitorare, ma non rappresenta in alcun modo l’unico percorso battuto dalla dirigenza della Continassa. I tifosi attendono con ansia nuovi e decisivi sviluppi, ma la parola d’ordine all’interno della Juventus rimane rigorosamente una sola: massima prudenza.

Juventus, McKennie esce allo scoperto: «Lavorare con Spalletti è un’esperienza intensa. Così mi ha aiutato a crescere»

Juventus, McKennie ha rilasciato queste dichiarazioni su Luciano Spalletti e sulla sua crescita in bianconero. Cosa ha detto

Weston McKennie, centrocampista della Juventus, ha parlato a SBI  per inquadrare la sua stagione in bianconero. Le dichiarazioni.

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COMPLETO – «Raggiungere questi traguardi significa molto perché ogni partita è il risultato del lavoro che c’è dietro. Ogni club in cui ho giocato mi ha spinto in modo diverso, dalla crescita come giovane giocatore alla possibilità di lottare per vincere i titoli, e queste esperienze mi hanno plasmato in un professionista più completo»

SPALLETTI – «Lavorare con Luciano Spalletti è un’esperienza intensa per me. Richiede concentrazione e disciplina ogni giorno, e quella fiducia e quella comunicazione mi hanno aiutato a crescere e a giocare con maggiore sicurezza»

L’INTERVISTA COMPLETA DI MCKENNIE

Cessione Milan: la Procura chiede l’archiviazione. Il fondo Elliott fa chiarezza sui warrant, cosa sta succedendo

Cessione Milan: la Procura ha chiesto l’archiviazione. Il fondo Elliott chiarisce i warrant, cosa sta accadendo

Nella giornata odierna, 6 marzo 2026, si è registrata una svolta decisiva nell’inchiesta giudiziaria relativa alla cessione del club rossonero. Il fondo statunitense Elliott ha infatti espresso la propria formale soddisfazione per la richiesta di archiviazione avanzata direttamente dalla Procura di Milano, la quale stava indagando da mesi sulle dinamiche del passaggio di proprietà del Milan.

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Attraverso una nota ufficiale rilasciata all’agenzia di stampa ANSA, il fondo d’investimento fondato dalla famiglia Singer ha accolto positivamente l’esito del procedimento, cogliendo però l’occasione per puntualizzare alcuni dettagli cruciali. L’obiettivo primario del comunicato è stato quello di smentire in modo netto e definitivo le varie ricostruzioni circolate recentemente su alcuni organi di stampa.

Il nodo dei warrant: nessun diritto di governance nel club

Nonostante l’esito estremamente positivo e liberatorio del procedimento giudiziario, la dirigenza di Elliott ha voluto ribadire con assoluta fermezza la propria posizione finanziaria. Il fondo ha chiarito di non detenere più alcuna partecipazione azionaria all’interno del Milan fin dall’agosto 2022, data in cui è stato formalizzato il passaggio di consegne in favore di RedBird Capital Partners.

Il portavoce del gruppo ha precisato in modo trasparente che l’attuale coinvolgimento di Elliott si limita esclusivamente a una piccola quota mantenuta sotto forma di warrant. Si tratta, nello specifico, di un particolare strumento finanziario che, per sua stessa natura, non conferisce alcun diritto di voto, nessun potere di governance o altri privilegi amministrativi tipicamente associati al possesso delle azioni ordinarie.

La fine dei dubbi sul reale controllo societario

Con questa esplicita richiesta di archiviazione da parte dei pm milanesi, si chiude così — perlomeno sul delicato fronte penale — una complessa e lunga vicenda giudiziaria. Un’indagine che, nel corso degli ultimi anni, aveva inevitabilmente alimentato dubbi e speculazioni sul reale assetto di controllo del club calcistico. Ora l’ambiente milanista può guardare al futuro societario con rinnovata serenità e stabilità.

Napoli, Conte a DAZN pre Torino: «In queste 11 partite scriveremo il futuro dell’anno prossimo. Vi svelo come stanno Anguissa e De Bruyne»

Napoli, Conte ha parlato a DAZN prima del match contro il Torino. Queste le dichiarazioni del tecnico degli azzurri

Antonio Conte, tecnico del Napoli, ha rilasciato queste dichiarazioni a DAZN prima del match contro il Torino.

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ANGUISSA E DE BRUYNE «Da valutare quanti minuti hanno, sia Anguissa che De Bruyne si allenano con noi solo da una settimana. Diventa difficile fare valutazioni, perché ci sarebbe servito vederli prima in una partita amichevole però se li ho portati in panchina vuol dire che sono a disposizione. Vedremo come andrà la partita, per capire se ne avremo bisogno».

NAPOLI TORINO«Per noi sono tutte partite importanti da qui alla fine, in queste 11 scriveremo il futuro dell’anno prossimo: che tipo di competizione europea andremo a giocare. Non dobbiamo pensare chissà cosa ma dare il massimo in ogni partita per poi tirare le somme alla fine».

TRE CENTRALI DI PIEDE MANCINO«Sono scelte tecniche che vengono fatte, vedo chi è nella miglior condizione. Juan Jesus ha già giocato in quella posizione».

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