Pagina 29 – Calcio News 24

La Federazione argentina si schiera con Infantino: «Esprimiamo il nostro sostegno»

Crisi FIFA, l’Argentina rompe gli indugi e sostiene Infantino: «Esprimiamo il nostro sostegno alla gestione degli ultimi 10 anni»

La Federcalcio argentina ha ufficializzato il proprio sostegno a Gianni Infantino, confermando con un comunicato la volontà di appoggiare l’attuale presidente della FIFA in vista delle elezioni del marzo 2027, che si terranno in Marocco. Nelle ultime ore si sono aggiunte anche le posizioni della Federazione messicana e della CONMEBOL, delineando con sempre maggiore chiarezza la spaccatura che sta attraversando il calcio mondiale.

Verso le elezioni del 2027

Le prossime elezioni FIFA, in programma in Marocco nel marzo 2027, vedono al momento Infantino come unico candidato annunciato. Il sostegno della Federazione argentina rappresenta un tassello importante nella costruzione del fronte che punta a confermarlo alla guida del calcio globale.

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COMUNICATO – Riportiamo di seguito la nota ufficiale pubblicata dalla Federcalcio argentina, firmata dal presidente dell’AFA Claudio Tapia, per ribadire il supporto e il sostegno all’operato di Gianni Infantino. “Di nostra massima considerazione, A nome dell’Associazione del Calcio Argentino (AFA) e del suo Comitato Esecutivo, ci rivolgiamo a Lei, caro Presidente, e, per il Suo autorevole tramite, alla dirigenza della FIFA, per esprimere il nostro sostegno all’operato svolto negli ultimi dieci anni, che ha avuto come principali obiettivi lo sviluppo del calcio in tutto il mondo e la solidità istituzionale, fondata su un modello di governance chiaro, stabile e trasparente“.

A tale proposito, in relazione ai recenti avvenimenti di pubblico dominio, dobbiamo riconoscere la decisione dell’Amministrazione di ritirare un progetto che, all’interno della famiglia del calcio e sin dal suo avvio, ha generato molte più incertezze che certezze. Per questo motivo, è doveroso sottolineare il riconoscimento degli errori commessi in tale processo e le scuse espresse nel significativo messaggio rivolto alle 211 federazioni affiliate alla FIFA. Dare priorità alle norme di governance è un pilastro fondamentale per il rafforzamento delle buone relazioni tra la FIFA, le sue associazioni affiliate e le confederazioni”.

Allo stesso modo, come abbiamo già espresso, Lei sta guidando un processo che ha promosso una profonda trasformazione della FIFA e che ha aperto le porte dell’organizzazione a tutte le associazioni affiliate e alle confederazioni, affinché, attraverso un dialogo franco e diretto, possiamo continuare, tutti insieme, a promuovere il calcio a ogni livello e in tutte le sue discipline“.

Dal nostro punto di vista, tale trasformazione si è fondata su un modello di governance trasparente, sul rispetto delle strutture statutarie e sul rispetto delle procedure democratiche: principi essenziali affinché la famiglia del calcio rimanga unita, solida e impegnata a continuare a generare miglioramenti sul piano sportivo e istituzionale, con ricadute positive sulla qualità della vita di milioni di persone che praticano il nostro amato sport. Di conseguenza, in vista dell’imminente Congresso della FIFA, l’Associazione che ho l’onore di presiedere crede fermamente e ribadisce che la strada da seguire è continuare a lavorare sotto la Sua leadership, al fine di proseguire nello sviluppo di un calcio migliore e ancora più inclusivo“.

Argentina con Infantino, l’AFA conferma il sostegno al presidente FIFA: «Continuare a lavorare sotto la sua guida»

L’Argentina si schiera al fianco di Gianni Infantino: il comunicato della federazione argentina a sostegno del presidente della FIFA

La Federcalcio argentina (AFA) prende posizione a sostegno di Gianni Infantino. Attraverso una lettera aperta indirizzata al presidente della FIFA, la federazione sudamericana ha ribadito la propria fiducia nell’attuale numero uno del calcio mondiale, sottolineando i risultati ottenuti durante i suoi dieci anni alla guida dell’organizzazione.

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L’AFA ha evidenziato in particolare il lavoro svolto sul fronte dello sviluppo internazionale del calcio e della governance, soffermandosi anche sulle recenti tensioni che hanno coinvolto la FIFA.

L’AFA riconosce il passo indietro della FIFA

Nel documento, la federazione argentina ha apprezzato la decisione di ritirare il progetto che aveva provocato forti perplessità all’interno del mondo del calcio.

«Esprimiamo il nostro sostegno alla gestione attuata negli ultimi 10 anni, che ha avuto come assi portanti lo sviluppo del calcio in tutto il mondo e la solidità istituzionale basata su un modello di governance chiaro, stabile e trasparente. A questo proposito, con riferimento ai recenti eventi di dominio pubblico, dobbiamo riconoscere la decisione dell’Amministrazione di ritirare un progetto che, all’interno della famiglia calcistica e fin dal suo esordio, ha generato molte più incertezze che certezze. Pertanto, è opportuno sottolineare il riconoscimento degli errori commessi in quel processo e le scuse espresse nel sentito messaggio inviato alle 211 federazioni affiliate alla Fifa. Dare priorità agli standard di governance è un pilastro fondamentale per rafforzare i buoni rapporti tra la Fifa, le sue federazioni affiliate e le confederazioni».

Il giudizio sulla presidenza Infantino

L’AFA ha poi sottolineato quella che considera una profonda trasformazione della FIFA sotto la gestione Infantino.

«Lei è alla guida di una dirigenza che ha portato a una profonda trasformazione della Fifa; che ha aperto le porte dell’organizzazione a tutte le federazioni e confederazioni affiliate, in modo che, attraverso un dialogo franco e diretto, possiamo tutti continuare a promuovere il calcio a tutti i livelli e in tutte le discipline. Dal nostro punto di vista, questa trasformazione si è basata su un modello di governance trasparente, sul rispetto delle strutture statutarie e sull’adesione alle procedure democratiche: principi essenziali affinché la famiglia del calcio rimanga unita, forte e impegnata a generare continui miglioramenti sia sul piano sportivo che istituzionale, che si traducono in una migliore qualità della vita per milioni di persone che praticano il nostro amato sport».

L’appoggio in vista del Congresso FIFA

La conclusione della lettera conferma in maniera netta la posizione argentina in vista del prossimo Congresso FIFA.

«Pertanto, vista la vicinanza del prossimo Congresso Fifa, l’Associazione che sono orgoglioso di presiedere crede fermamente e ribadisce che la strada da seguire è quella di continuare a lavorare sotto la sua guida, al fine di continuare a sviluppare un calcio migliore e ancora più inclusivo».

Una presa di posizione chiara che rafforza il fronte delle federazioni internazionali ancora schierate al fianco di Infantino.

Calciomercato Como, Franjo Ivanović è il grande obiettivo per l’attacco: chi è il talento del Benfica

Il Como su Franjo Ivanović: il centravanti scelto per completare la rosa può arrivare dal Benfica. Ecco chi è e perché piace a Fabregas

Il Como continua a costruire una squadra sempre più ambiziosa e, dopo aver rinforzato praticamente tutti i reparti, concentra ora le proprie attenzioni sull’attacco. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il grande obiettivo dei lariani è Franjo Ivanović, centravanti croato classe 2003 di proprietà del Benfica.

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La società ha già regalato numerosi innesti a Cesc Fàbregas, intervenendo in difesa, a centrocampo e sulla trequarti. Manca però ancora una punta capace di inserirsi perfettamente nella filosofia dell’allenatore spagnolo. Ed è proprio per questo che il profilo di Ivanović viene considerato particolarmente adatto.

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I primi contatti con il Benfica risalirebbero a circa un mese fa. Ora gli spazi per approfondire l’operazione sembrano aumentati, anche perché il club portoghese dispone di diverse alternative offensive e Ivanović è scivolato indietro nelle gerarchie.

Quanto può costare Ivanović al Como

Il Benfica ha investito molto sull’attaccante appena un anno fa, acquistandolo dall’Union Saint-Gilloise per circa 22,8 milioni di euro più bonus e facendogli firmare un contratto fino al 2030.

Per portarlo in Italia, il Como potrebbe dover mettere sul tavolo una cifra compresa tra 20 e 25 milioni di euro. Una valutazione importante ma comunque decisamente inferiore rispetto a quella necessaria per altri grandi obiettivi offensivi.

Sul croato ci sarebbe inoltre concorrenza internazionale, motivo per cui il Como dovrà eventualmente muoversi con decisione per anticipare gli altri club interessati.

Chi è Franjo Ivanović: carriera e numeri

Nato il 1° ottobre 2003 a Schwaz, in Austria, Ivanović è alto 1,85 metri ed è un centravanti destro naturale. Pur essendo nato in Austria e cresciuto calcisticamente tra Germania e Croazia, ha scelto di rappresentare la Nazionale croata.

La sua formazione passa soprattutto dall’Augsburg, dove entra nel settore giovanile nel 2016. Con la seconda squadra mette insieme 42 presenze e 18 gol, prima del trasferimento al Rijeka nel 2023.

La vera esplosione arriva però con l’Union Saint-Gilloise. In Belgio diventa uno dei protagonisti della squadra, segnando 16 gol in 34 partite di campionato e contribuendo in maniera determinante alla conquista di uno storico titolo nazionale. Proprio quella stagione convince il Benfica a investire pesantemente su di lui.

La stagione al Benfica e la Nazionale croata

L’esperienza in Portogallo è stata meno brillante sul piano realizzativo. Ivanović ha chiuso la sua prima stagione al Benfica con 8 gol complessivi, trovando però una continuità limitata anche a causa di un minutaggio non sempre elevato.

Il centravanti è intanto entrato stabilmente nel giro della Croazia, con cui ha già debuttato in Nazionale maggiore e trovato le prime reti. Un percorso che conferma come venga considerato uno dei profili più interessanti per il futuro offensivo della selezione croata.

Che tipo di attaccante è Ivanović

Il motivo principale per cui Ivanović piace a Fàbregas riguarda le sue caratteristiche. Non è infatti il classico numero nove statico che aspetta il pallone dentro l’area, ma un centravanti moderno, mobile e verticale.

Ama attaccare la profondità, muoversi tra le linee e allargarsi per creare spazio ai compagni. Possiede una buona accelerazione, sa accompagnare le transizioni offensive ed è aggressivo anche nella fase senza palla.

La sua mobilità potrebbe favorire giocatori come Nico Paz, Baturina, Diao e Jesus Rodriguez, permettendo al Como di mantenere un reparto offensivo dinamico e difficilmente leggibile dagli avversari.

Ivanović sa inoltre proteggere il pallone e reggere il contatto fisico, pur non essendo un centravanti costruito esclusivamente per il gioco aereo. Deve invece crescere ulteriormente nelle situazioni contro difese molto basse, nella gestione spalle alla porta e nella continuità sotto porta.

Perché Ivanović può essere ideale per Fàbregas

Il Como vede dunque nel croato un investimento sia per il presente sia per il futuro. A 22 anni, Ivanović ha già giocato in diversi campionati, disputato competizioni europee, vinto un titolo nazionale e raggiunto la Nazionale maggiore.

L’eventuale arrivo comporterebbe inevitabilmente anche una riflessione sugli attaccanti attualmente in rosa. Tasos Douvikas resta centrale nel progetto, mentre le posizioni di Alvaro Morata e Iván Azón potrebbero essere valutate.

Ivanović rappresenta comunque il profilo che più sembra rispondere all’identikit indicato da Fàbregas: un attaccante giovane, tecnico, intenso e capace di partecipare alla manovra. Il Como ha individuato il suo possibile ottavo colpo dell’estate e ora dovrà capire se esistono le condizioni per trasformare l’interesse in una vera trattativa.

Napoli, idea Gabriel Jesus per l’attacco: contatti con l’entourage del brasiliano

Il Napoli su Gabriel Jesus: non solo una suggestione ma una pista concreta per l’attacco! I partenopei avviano i contatti con l’entourage

Il Napoli valuta con attenzione il profilo di Gabriel Jesus per rinforzare il reparto offensivo. Il club azzurro avrebbe infatti avviato i primi contatti con l’entourage dell’attaccante brasiliano dell’Arsenal, profilo da tempo apprezzato da Massimiliano Allegri.

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L’indiscrezione, emersa inizialmente in Brasile attraverso Globo, è stata successivamente confermata anche da Sky Sport. Al momento non risulta ancora una trattativa avanzata, ma il nome dell’ex Manchester City è entrato concretamente nelle valutazioni della dirigenza partenopea.

Gabriel Jesus piace da tempo ad Allegri

Il classe 1997 rappresenterebbe una soluzione di grande esperienza internazionale per l’attacco del Napoli. Dal suo arrivo all’Arsenal nel 2022, Gabriel Jesus ha realizzato 32 gol in 123 presenze, mettendo a disposizione della squadra londinese qualità tecnica, capacità di muoversi su tutto il fronte offensivo e conoscenza delle competizioni europee.

Il suo eventuale arrivo sarebbe però strettamente collegato alle operazioni in uscita. Il Napoli deve infatti rispettare determinati equilibri economici e numerici prima di poter accelerare per nuovi rinforzi.

Il futuro di Lucca e Lukaku può cambiare il mercato

Tra i giocatori che potrebbero lasciare il club ci sono Lorenzo Lucca e soprattutto Romelu Lukaku. Il centravanti belga sembra intenzionato a proseguire la propria carriera in Europa, mentre alcune possibili destinazioni alternative non lo avrebbero convinto.

Lukaku era stato acquistato dal Chelsea per circa 30 milioni di euro, con il club inglese che conserva anche una percentuale del 40% sulla futura rivendita. Una sua eventuale partenza libererebbe spazio importante sia dal punto di vista tecnico sia economico.

Anche Lang può finanziare l’operazione

Un’altra situazione da monitorare riguarda Noa Lang, accostato all’Ajax. La possibile uscita dell’esterno olandese, insieme a quella di Lukaku, potrebbe fornire al Napoli le risorse necessarie per provare l’affondo su Gabriel Jesus.

Per il momento si tratta dunque di una pista da seguire, ma il gradimento di Allegri e i primi contatti con l’entourage rendono il brasiliano uno dei nomi più interessanti per il futuro dell’attacco azzurro.

Fiorentina-Antognoni, rottura totale sul centenario: «Quel comunicato mi ha fatto imbestialire»

Antognoni respinge l’invito della Fiorentina per i 100 anni del club e prende posizione in merito alla decisione del club di ritirare la maglia numero 10

Quello che doveva rappresentare un gesto distensivo rischia di trasformarsi in un nuovo motivo di tensione tra la Fiorentina e Giancarlo Antognoni. Dopo il comunicato del presidente Giuseppe Commisso, che aveva invitato lo storico numero 10 viola alle celebrazioni per il centenario del club del prossimo 29 agosto, annunciando anche la volontà di ritirare per un anno la sua maglia, è arrivata la dura risposta dell’ex calciatore.

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Intervenuto ad Arcola in occasione della consegna del premio Coriolano, Antognoni ha ribadito le ragioni della propria distanza dall’attuale proprietà.

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IL RAPPORTO CON LA PROPRIETÀ – «Sono andato via dalla Fiorentina per problemi con la proprietà. Dopo cinque anni leggo un comunicato in cui si parla del ritiro della mia maglia. O mi prendono in giro o pensano che sia bischero. Mi metto sempre a disposizione, ma queste situazioni non le accetto. Cinque anni fa mi ero ripromesso di non esserci. La proprietà è sempre la stessa e non cambio idea. Quel comunicato del presidente mi ha fatto imbestialire».

Parole che sembrano dunque chiudere, almeno per il momento, alla possibilità di vedere Antognoni partecipare alla grande festa organizzata per i 100 anni della Fiorentina.

Antognoni e l’amore per Firenze

Nonostante la frattura con la società, resta invece immutato il legame dell’ex numero 10 con Firenze, la tifoseria e la storia viola. Antognoni ha ricordato l’inizio della propria avventura e la scelta di restare nonostante altre importanti opportunità.

L’AMORE PER FIRENZE – «A 18 anni, arrivò la Fiorentina e fu la scelta migliore della mia vita. Ho trovato Liedholm, che poi mi voleva a tutti i costi alla Roma. Ma io mi sono innamorato di Firenze e della sua gente, che ancora oggi mi dimostra un affetto incredibile per essere sempre rimasto. Ho poche vittorie nel mio palmares, ma Firenze è il mio scudetto».

La lettera del figlio Alessandro Antognoni

La posizione della famiglia era emersa già nelle ore precedenti attraverso una lunga lettera aperta pubblicata su Facebook da Alessandro Antognoni, figlio di Giancarlo, e indirizzata al presidente viola Giuseppe B. Commisso.

L’ASSENZA AL CENTENARIO – «Caro Joseph, da figlio a figlio, tu credi realmente che il mio babbo rinuncerebbe alla festa del centenario della maglia per la quale ha rinunciato a tutto e rischiato la vita solo ed esclusivamente per amore, per un semplice capriccio? La risposta è no, non esserci per lui è un dolore profondo, ma sarebbe un dolore ancora più grande calpestare i suoi valori e ciò che ha rappresentato per Firenze nel mondo».

Alessandro ha poi ricordato quanto il nome di suo padre continui a essere identificato con quello della Fiorentina, raccontando anche un episodio personale.

IL LEGAME CON LA FIORENTINA – «Ti racconterò un piccolo aneddoto – prosegue Alessandro -, adesso sono in vacanza in un paesino della Campania ai più sicuramente sconosciuto e qui c’è una piccola comunità di tifosi della Fiorentina e il primo nome che collegano a questa squadra è quello di Antognoni. Io ti ho conosciuto 7 anni fa in tribuna autorità e la prima cosa che mi dicesti fu: “Your father is number 1”. Bene, queste parole dalla vostra società, tu non c’eri ma è lo stesso, non sono mai state sostenute dai fatti, mio babbo non è mai stato reso partecipe di nessuna scelta, non sono mai state sfruttate le sue doti di conoscitore profondo di calcio, fino ad essere lentamente accantonato e scaricato come l’ultima ruota del carro, in tutti questi anni non ha mai ricevuto un messaggio da nessuno della vostra società e adesso sai che sapore ha il tuo comunicato? Il sapore di ultima spiaggia per una ferita ormai insanabile».

Il no al ritiro temporaneo della maglia numero 10

La lettera si conclude con una presa di posizione molto netta anche sull’ipotesi di ritirare per un anno la maglia numero 10 in omaggio ad Antognoni.

LA MAGLIA NUMERO 10 – «Ritirare la maglia numero 10 per un anno sarebbe la giusta considerazione? Non lo fare dammi retta, quel numero rappresenta il sogno di ogni ragazzino che inizia a giocare. Pensi che Giancarlo Antognoni sia una marionetta da tirare fuori a piacimento? Non lo è stato mai e non lo sarà adesso. Un caro saluto da un figlio di Firenze».

Una posizione condivisa anche dalla madre Rita, intervenuta sotto il post del figlio.

IL COMMENTO DI RITA – «Caro Ale, bravo, hai usato le parole giuste. Siamo orgogliosi di te!».

La frattura tra Antognoni e la Fiorentina appare dunque ancora profonda. Il centenario avrebbe potuto rappresentare l’occasione per un riavvicinamento, ma le reazioni arrivate dopo l’invito del club hanno evidenziato come le ferite degli ultimi anni siano tutt’altro che rimarginate.

Juventus, Bremer allontana l’addio: «Non ho chiesto di essere ceduto». Poi fissa gli obiettivi

Gleison Bremer giura fedeltà alla Juventus e guarda al futuro: l’intervista del difensore brasiliano alla Gazzetta dello Sport

Gleison Bremer respinge con decisione le voci relative a un possibile addio alla Juventus. Nel corso di una lunga intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, il difensore brasiliano ha chiarito la propria posizione sul futuro, parlando anche delle ambizioni della squadra allenata da Luciano Spalletti e delle sue attuali condizioni fisiche.

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Dopo un periodo complicato, Bremer vuole tornare protagonista in bianconero e contribuire alla crescita di una Juventus intenzionata a riavvicinarsi ai massimi livelli.

Bremer esclude una richiesta di cessione

IL FUTURO ALLA JUVENTUS – «Io non ho chiesto alla Juve di essere ceduto, soprattutto in un momento di difficoltà sia per il club che per me. Non mi verrebbe mai in mente di farlo, sarebbe come scappare. Se un giorno mi separerò da questo club, magari quando sarò più in là con gli anni, uscirò a testa alta dalla porta principale».

Parole nette quelle del centrale brasiliano, che ha quindi escluso di aver manifestato alla società la volontà di cambiare squadra. Bremer vuole continuare il proprio percorso a Torino e lasciare eventualmente il club soltanto in futuro e alle giuste condizioni.

Gli obiettivi della Juventus secondo Bremer

Il difensore ha poi chiarito alcune dichiarazioni passate relative alle ambizioni personali e della squadra, sottolineando la volontà di tornare a competere per traguardi importanti.

LE AMBIZIONI – «Mi piace chiarire un punto, perché non ho mai detto certe cose cercando una scusa per andare via; al contrario, provavo a rappresentare la mia ambizione e non mi accontento di chiudere la carriera con una Coppa Italia in bacheca. Voglio di più e voglio che la Juventus torni ad alti livelli che le competono. Come ha detto Spalletti, siamo ancora un po’ lontani da questo obiettivo ma stiamo mettendo dei mattoncini importanti per il futuro: Kolo Muani, Alajbegovic… E scommetto anche sul mio amico Douglas Luiz, ha qualità da vendere e le dimostrerà».

Bremer ha quindi citato Kolo Muani, Alajbegovic e Douglas Luiz come elementi sui quali costruire il futuro bianconero.

Le condizioni fisiche di Bremer

Spazio infine al precampionato e alla situazione atletica del brasiliano, che ha iniziato la preparazione più tardi rispetto a diversi compagni.

LA CONDIZIONE FISICA – «Io sto bene, ovviamente non sono ancora al top della forma perché ho cominciato la preparazione più tardi rispetto agli altri – racconta il difensore a La Gazzetta dello Sport – ma tornerò presto in condizione e sento che abbiamo la squadra giusta per fare un campionato importante».

La fiducia, dunque, non manca. L’obiettivo di Bremer è recuperare rapidamente la migliore condizione e diventare nuovamente uno dei punti di riferimento della Juventus nella nuova stagione.

Fiorentina-Deportivo La Coruña 1-1, Ndour non basta: pari in extremis al Viola Park

Fiorentina raggiunta nel finale dal Deportivo La Coruña: in gol Ndour, brilla anche Atta. Ecco com’è andata l’amichevole al Viola Park

La Fiorentina chiude il proprio precampionato con un pareggio per 1-1 contro il Deportivo La Coruña, formazione neopromossa nella Liga spagnola. Al Viola Park la squadra allenata da Fabio Grosso ha controllato il gioco per lunghi tratti, passando in vantaggio con Cher Ndour, prima di essere raggiunta nei minuti conclusivi.

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I viola hanno mostrato buone trame offensive nonostante il caldo e una condizione atletica ancora da perfezionare. Il risultato, tuttavia, lascia qualche rimpianto per una partita condotta quasi interamente e sfuggita proprio nel finale.

Ndour sblocca la partita con una splendida conclusione

La Fiorentina ha trovato il vantaggio al 17’ grazie a una pregevole azione da calcio piazzato. Nicolò Fagioli ha disegnato una punizione morbida verso l’area, Radu Dragusin ha prolungato di testa e Ndour ha concluso con un potente destro al volo, mandando il pallone sotto la traversa.

Il centrocampista ex Paris Saint-Germain, utilizzato con continuità durante tutte le amichevoli estive, ha confermato di voler conservare un ruolo importante nelle rotazioni. Dopo la crescita mostrata nella parte finale della scorsa stagione, Ndour vuole evitare di scivolare in secondo piano nonostante gli arrivi di Christ Oulai e Arthur Atta.

Atta conquista gli applausi del pubblico viola

Tra i protagonisti della gara anche Atta, schierato insieme ad Albert Gudmundsson alle spalle di Moise Kean. L’ex centrocampista dell’Udinese non ha trovato gol o assist, ma ha impressionato per personalità, qualità tecnica e capacità di creare superiorità.

Nel secondo tempo una sua giocata in mezzo al campo ha strappato gli applausi del pubblico: controllo elegante, avversario superato e pallone consegnato a Fagioli per proseguire l’azione. La sua uscita dal campo, a circa dieci minuti dalla fine, è stata accompagnata da un’altra ovazione.

Nsongo firma il pareggio all’89’

Il Deportivo aveva già sfiorato il pareggio al 71’, quando Eddahchouri aveva colpito la traversa con un colpo di testa da distanza ravvicinata. Il gol dell’1-1 è arrivato all’89’: su una punizione a due in area, Nsongo ha sfruttato una deviazione della barriera viola e battuto il portiere.

La Fiorentina conclude così il proprio programma di amichevoli. L’ultimo test, inizialmente previsto per l’8 agosto contro il Modena, è stato infatti annullato.

Bayern Monaco su Gibbs-White: il talento del Nottingham Forest nel mirino dei bavaresi in caso di addio di Olise

Gibbs-White del Nottingham Forest piace al Bayern Monaco, i bavaresi pensano all’inglese in caso di addio di Michael Olise

Il Bayern Monaco continua a monitorare con attenzione la Premier League in vista delle prossime sessioni di mercato. Tra i profili finiti sul taccuino della dirigenza bavarese ci sarebbe anche Morgan Gibbs-White, centrocampista offensivo del Nottingham Forest reduce da una stagione particolarmente positiva.

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Secondo quanto riferito da FC Bayern Insider, il classe 2000 sarebbe considerato un possibile rinforzo per il futuro. Un trasferimento immediato appare però complicato, soprattutto per la posizione assunta dal club inglese, intenzionato a trattenere i propri giocatori più rappresentativi.

Il Nottingham Forest non ha bisogno di vendere

La recente cessione di Elliot Anderson al Manchester City, conclusa per circa 116 milioni di sterline, ha garantito al Nottingham Forest un’importante disponibilità economica. La società non avrebbe quindi la necessità di realizzare altre plusvalenze durante questa sessione.

Il proprietario Evangelos Marinakis e il nuovo allenatore Oliver Glasner vogliono anzi rafforzare ulteriormente la squadra, evitando di perdere un altro elemento centrale del progetto tecnico. Gibbs-White rappresenta infatti uno dei calciatori più importanti della rosa per qualità, continuità e capacità di incidere nella fase offensiva.

I numeri della stagione di Gibbs-White

Nell’ultima annata il centrocampista inglese ha totalizzato 18 gol e 7 assist considerando tutte le competizioni. Un rendimento di alto livello che, tuttavia, non gli è bastato per ottenere la convocazione nella Nazionale inglese.

Già nella scorsa estate il suo futuro era stato al centro di numerose indiscrezioni. Gibbs-White era stato vicino al Tottenham, prima di scegliere di rimanere a Nottingham e firmare un nuovo contratto triennale. L’accordo lo ha reso il giocatore più pagato nella storia del club, confermando la volontà del Forest di costruire la squadra attorno al proprio fantasista.

Il legame con il Bayern e il futuro di Olise

Sul possibile avvicinamento al Bayern Monaco potrebbe incidere anche il recente cambio di agenzia. Gibbs-White è infatti passato alla ROOF, società che intrattiene ottimi rapporti con il club tedesco.

Secondo il Daily Mail, il suo nome potrebbe diventare ancora più concreto qualora Michael Olise lasciasse il Bayern. L’esterno francese sarebbe seguito dal Real Madrid e un’eventuale partenza aprirebbe uno spazio importante nella rosa bavarese.

Per il momento non risulta però avviata una trattativa. Il Bayern osserva Gibbs-White soprattutto in prospettiva, mentre il Nottingham Forest resta determinato a respingere eventuali assalti e a trattenere uno dei principali protagonisti del proprio progetto.

Como, ufficiale Yan Couto dal Borussia Dortmund: prestito con riscatto da 20 milioni. Il comunicato e le sue prime parole

Yan Couto è un nuovo giocatore del Como: i lariani ufficializzato l’acquisto del terzino dal Borussia Dortmund. Le sue parole e quelle di Fabregas

Il Como continua a essere protagonista del mercato estivo e ufficializza un nuovo rinforzo di livello internazionale. Il club lariano ha annunciato l’arrivo di Yan Couto dal Borussia Dortmund, completando un’operazione in prestito con diritto di riscatto fissato a 20 milioni di euro.

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L’esterno brasiliano, classe 2002, metterà a disposizione di Cesc Fàbregas qualità tecnica, velocità e capacità di ricoprire più posizioni sulla fascia destra. Un innesto importante per una squadra intenzionata a consolidare il proprio progetto e ad alzare ulteriormente il livello della rosa.

Il comunicato ufficiale del Como

Il club ha presentato così il nuovo acquisto:

«Como 1907 è lieto di annunciare l’ingaggio in prestito dell’esterno destro della nazionale brasiliana Yan Couto dal Borussia Dortmund per la stagione 2026/27. Nato nel 2002, Couto ha iniziato la sua carriera al Coritiba prima di passare al Manchester City nel 2020. In seguito ha maturato esperienza con Girona, Braga e Borussia Dortmund, passando a titolo definitivo al club tedesco nel 2025. Giocatore dinamico e dotato tecnicamente, Couto può ricoprire diversi ruoli sulla fascia destra, portando a Como l’esperienza maturata in Bundesliga, Champions League, Europa League e Mondiale per Club. A livello internazionale, ha vinto la Coppa del Mondo FIFA U-17 del 2019 con il Brasile e ha esordito in Nazionale maggiore nel 2023».

Il curriculum di Couto testimonia la dimensione dell’operazione. Nonostante la giovane età, il brasiliano ha già maturato esperienze in diversi campionati europei e nelle principali competizioni internazionali.

Fàbregas accoglie il nuovo esterno

L’allenatore del Como ha sottolineato le caratteristiche che hanno spinto la società a puntare sul giocatore:

«Yan è un giocatore coraggioso e tecnicamente forte che ci offre diverse opzioni sulla fascia destra. Gli piace giocare in avanti, ha una grande energia e si adatta bene al nostro modo di giocare. È ancora giovane, ma ha già maturato un’esperienza importante e crediamo che possa continuare a crescere con noi».

Le prime parole di Yan Couto

Il brasiliano ha mostrato entusiasmo per l’inizio della nuova esperienza in Serie A:

«Sono molto felice di essere qui, mi piace molto il modo di giocare della squadra e la sua filosofia, spero di aiutare la squadra a migliorare ancora di più. Credo che questo sia uno step importante per la mia carriera, non vedo l’ora di cominciare».

L’arrivo di Couto conferma dunque le ambizioni del Como, deciso a costruire una squadra giovane, tecnica e adatta alle idee offensive di Fàbregas.

Sassuolo-Celta Vigo 1-4, rosso a Laurienté: l’espulsione cambia l’amichevole. L’attaccante neroverde perde la testa dopo un fallo subito

Sassuolo sconfitto dal Celta Vigo dopo un finale complicato: l’episodio del rosso a Laurienté per fallo di reazione cambia la partita

Il Sassuolo di Alberto Aquilani chiude con una pesante sconfitta per 4-1 l’amichevole contro il Celta Vigo, ma il risultato finale non racconta completamente l’andamento della partita. La formazione neroverde aveva infatti disputato una gara equilibrata e offerto diversi segnali positivi fino all’episodio che ha cambiato la sfida: l’espulsione di Armand Laurienté sul punteggio di 1-1.

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Con le due squadre ancora in parità, il Sassuolo stava provando a gestire il possesso e a costruire l’azione dalla propria metà campo. La gara è però cambiata al minuto 76, quando un duro intervento di Yoel Lago ha provocato la reazione dell’attaccante francese.

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Il duro intervento su Laurienté

L’azione si è sviluppata nei pressi della linea laterale, proprio davanti alle due panchine. Laurienté, pressato dal difensore spagnolo, aveva scelto di effettuare un retropassaggio verso il proprio portiere. Nel momento del calcio, però, Lago è intervenuto da dietro in maniera dura, facendo cadere rovinosamente a terra il calciatore neroverde.

Un contrasto giudicato eccessivo, soprattutto considerando il carattere amichevole della partita. Alcuni giocatori del Sassuolo si sono immediatamente avvicinati al difensore del Celta Vigo per protestare e chiedere spiegazioni.

La reazione e il cartellino rosso

La situazione è degenerata quando Laurienté si è rialzato. Il francese si è diretto verso Lago, mettendogli le mani all’altezza del collo e spingendolo con forza a terra. L’arbitro, vicino all’azione, è intervenuto immediatamente estraendo il cartellino rosso nei confronti dell’attaccante.

La reazione del giocatore ha lasciato il Sassuolo in inferiorità numerica proprio nella fase decisiva dell’incontro. Un episodio che ha compromesso quanto di buono costruito fino a quel momento dalla squadra di Aquilani.

Il Celta Vigo dilaga nel finale

Con un uomo in più, il Celta Vigo ha aumentato la pressione e approfittato degli spazi concessi dalla retroguardia neroverde. Il Sassuolo ha perso equilibrio e compattezza, subendo tre reti negli ultimi minuti.

A decidere definitivamente la sfida è stato Gonzalez, autore di una tripletta che ha fissato il risultato sul 4-1. Per Aquilani restano le indicazioni positive offerte nella prima parte della gara, ma anche la necessità di lavorare sulla gestione dei momenti di tensione.

Real Madrid, ufficiale il rinnovo di Vinicius Junior: contratto fino al 2032

Vinicius Junior rinnova con il Real Madrid: dopo una lunga trattativa i Blancos blindalo la propria stella con un prolungamento fino al 2032

Il Real Madrid blinda uno dei principali protagonisti del proprio progetto sportivo. Dopo aver ufficializzato l’acquisto di Ousmane Diomandé, il club spagnolo ha annunciato anche il rinnovo del contratto di Vinicius Junior, che continuerà a indossare la maglia dei Blancos fino al 30 giugno 2032.

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L’attaccante brasiliano prolunga così il proprio legame con la società nella quale è arrivato nel luglio del 2018, quando aveva appena 18 anni. Nel corso delle sue otto stagioni a Madrid, Vinicius è diventato un elemento fondamentale della squadra, contribuendo alla conquista di numerosi trofei nazionali e internazionali.

I numeri di Vinicius con i Blancos

Il brasiliano ha totalizzato 375 presenze e realizzato 128 gol con il Real Madrid. Nel suo palmarès figurano complessivamente 14 titoli, tra cui due Champions League, tre campionati spagnoli e una Coppa del Re.

Particolarmente importante è stato il suo contributo nelle finali di Champions vinte nel 2022 contro il Liverpool a Parigi e nel 2024 a Londra. In entrambe le occasioni Vinicius ha lasciato il segno, confermandosi decisivo nei momenti più importanti.

Il comunicato ufficiale del Real Madrid

Il club ha celebrato il rinnovo attraverso una nota ufficiale:

«Real Madrid C. F. e Vinicius Jr. hanno concordato l’aggiornamento del contratto del nostro giocatore, che rimane legato al club fino al 30 giugno 2032.

Vinicius Jr. ha raggiunto il Real Madrid a luglio 2018, all’età di 18 anni. Nelle sue otto stagioni difendendo la nostra maglia, ha giocato 375 partite, segnando 128 gol e vincendo 14 titoli: 2 Champions League, 3 Coppe del Mondo, 2 UEFA Super Cup, 3 League, 1 Copa del Rey e 3 Supercoppe di Spagna. La sua contribuzione a tutti questi titoli è stata fondamentale a causa della sua gioco, assist, e gol, inclusi quelli che ha segnato nelle ultime due finali della Champions League vinte dal Real Madrid: la 14ª (Parigi, 2022) e la 15ª (Londra, 2024).

Durante questa fase con il Real Madrid, Vinicius ha vinto il premio FIFA Best Player 2024, è stato nominato il Golden Ball della FIFA Intercontinental Cup 2024, Best Player della Champions League 2023-2024, Golden Ball della Coppe del Mondo 2022, e Best Young Player della Champions League 2021-2022, 2022-2023, e 2023-2024.

È stato incluso anche nella FIFA World XI (2024), due volte nella FIFA FIFPro World11 (2023 e 2024), e tre volte nella Best Team della Champions League 2021-2022, 2022-2023, e 2023-2024.

Vinicius Jr. è diventato uno dei giocatori più importanti di uno dei periodi più di successo nella nostra storia».

Il Real Madrid punta ancora su Vinicius

Con il rinnovo fino al 2032, il Real Madrid conferma la volontà di costruire il proprio futuro attorno a Vinicius Junior, ormai considerato uno dei simboli del club e uno dei calciatori più rappresentativi del panorama internazionale.

UEFA contro Infantino, confermato il boicottaggio delle competizioni FIFA: «Persa la fiducia»

UEFA-FIFA, lo scontro con Infantino continua: la nota di Cefarin conferma la fiducia persa nei confronti del presidente della FIFA

Lo scontro tra UEFA e FIFA entra in una nuova fase. Nonostante Gianni Infantino abbia ricevuto il «pieno appoggio» del consiglio direttivo della federazione internazionale, l’organismo europeo ha confermato la propria posizione critica nei confronti del presidente e ribadito l’intenzione di boicottare le competizioni organizzate dalla FIFA.

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Al centro della frattura resta il progetto, successivamente ritirato, che prevedeva la vendita a investitori privati di alcune quote di una società incaricata di gestire le principali competizioni mondiali. Il piano promosso da Infantino era stato respinto da tre confederazioni continentali, costringendo la FIFA a fare un passo indietro.

Per la UEFA, tuttavia, il semplice ritiro della proposta non è sufficiente. Attraverso una nota ufficiale, l’organismo europeo ha chiarito che non sono state ancora rispettate tutte le condizioni poste per tornare a partecipare alle competizioni FIFA.

Le condizioni poste dalla UEFA

Nel comunicato viene ribadita la contrarietà a qualsiasi ipotesi di privatizzazione dei principali tornei internazionali e viene chiesta una garanzia precisa affinché progetti simili non vengano riproposti in futuro.

«Le federazioni della UEFA sono state molto chiare riguardo alle condizioni legate alla non partecipazione alle competizioni FIFA. Innanzitutto, le proposte di privatizzare le principali competizioni dovevano essere ritirate e, in secondo luogo, bisognava garantire che tentativi di snaturare il gioco in questo modo non si ripeteranno mai più».

La UEFA ritiene quindi che la FIFA non abbia fornito rassicurazioni sufficienti per ricomporre la frattura. Il problema non riguarda soltanto il progetto economico ritirato, ma anche il rapporto di fiducia con la leadership di Infantino.

La UEFA conferma la sfiducia in Infantino

La parte più dura della nota riguarda direttamente il presidente della FIFA. L’organismo europeo ha infatti confermato di non aver modificato la propria posizione dopo il sostegno ricevuto da Infantino all’interno del consiglio direttivo.

«Queste condizioni non sono state soddisfatte. Inoltre, la UEFA ha chiarito in modo inequivocabile nella sua dichiarazione di sabato di aver perso fiducia nella presidenza di Gianni Infantino. Tale posizione rimane invariata. L’annuncio di ieri (mercoledì) secondo cui alcune persone impiegate dal presidente della FIFA (e le cui carriere dipendono dal suo favore) sono d’accordo con lui non cambia nulla».

La tensione tra le due principali istituzioni calcistiche internazionali resta dunque altissima. Senza nuove garanzie da parte della FIFA, il boicottaggio annunciato dalla UEFA è destinato a proseguire.

Nazionale italiana, chi sarà il nuovo capo delegazione? Ranieri e Oriali in corsa

Nuova Nazionale, manca ancora il capo delegazione: da Claudio Ranieri e Lele Oriali, tutti i profili in corsa per l’ultimo tassello del puzzle

Il nuovo organigramma della Nazionale italiana è ormai vicino al completamento. Dopo il ritorno di Roberto Mancini nel ruolo di commissario tecnico, la nomina di Claudio Ranieri come direttore tecnico e presidente del Club Italia e l’ingresso di Gianfranco Zola come coordinatore dei progetti dedicati alle attività giovanili, resta ancora da assegnare l’incarico di capo delegazione.

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La posizione è rimasta vacante dopo le dimissioni di Gianluigi Buffon. Si tratta di una figura particolarmente importante, chiamata a rappresentare la Nazionale nei rapporti con i calciatori e con le istituzioni, soprattutto quando il presidente federale non è presente.

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Il presidente della FIGC Giovanni Malagò avrebbe inizialmente pensato proprio a Zola, ma i numerosi impegni dell’ex fantasista lo avrebbero convinto a concentrarsi esclusivamente sul progetto giovanile.

Ranieri può assumere il doppio incarico

Secondo quanto riportato da Tuttosport, una delle soluzioni più immediate porterebbe a Claudio Ranieri. Il regolamento permette infatti al presidente del Club Italia di ricoprire anche il ruolo di capo delegazione in assenza di una nomina specifica.

Anche La Gazzetta dello Sport considera concreta questa possibilità. Ranieri potrebbe quindi assumere temporaneamente un doppio incarico, garantendo autorevolezza, esperienza e continuità alla nuova struttura azzurra. La sua posizione sarebbe particolarmente utile qualora la Federazione decidesse di rinviare la scelta definitiva.

Il primo appuntamento ufficiale della nuova Italia è previsto per il 25 settembre, quando gli azzurri affronteranno il Belgio in Nations League. Per quella data, Malagò vorrebbe aver completato l’intero organigramma.

Oriali resta una candidatura concreta

L’altra soluzione particolarmente credibile è rappresentata da Gabriele Oriali. Il ritorno dell’ex centrocampista a Coverciano, nuovamente al fianco di Mancini, non sembra in discussione. Inizialmente si era parlato per lui di un incarico da team manager, ma la Federazione potrebbe affidargli responsabilità maggiori.

Oriali conosce bene l’ambiente azzurro e ha già lavorato con Mancini durante il percorso culminato con la vittoria dell’Europeo. La sua esperienza e la capacità di gestire i rapporti all’interno del gruppo lo rendono un profilo adatto al ruolo.

Restano sullo sfondo anche i nomi di Beppe Bergomi e Bruno Conti, già accostati alla FIGC per altri incarichi. Il loro coinvolgimento appare però meno probabile, considerando la presenza di numerose figure autorevoli nella nuova struttura.

Lo staff di Mancini prende forma

Se la scelta del capo delegazione è ancora aperta, lo staff tecnico di Mancini appare invece quasi definito. Alberto Bollini, attuale selezionatore dell’Italia Under 19, è favorito per il ruolo di viceallenatore.

Dovrebbero entrare nello staff anche Leonardo Bonucci e Massimo Maccarone, già collaboratore di Mancini durante l’esperienza all’Al-Sadd. È previsto inoltre il ritorno di Antonio Gagliardi, già match analyst durante il trionfo di Euro 2020 e ora destinato a ricoprire il ruolo di tecnico di campo.

Il match analyst sarà Christian Venturini, mentre Giacomo Ceci si occuperà della preparazione atletica. Marco Roccati lavorerà invece con i portieri della Nazionale maggiore e avrà anche la responsabilità dell’area portieri delle selezioni giovanili.

La nuova Italia è dunque quasi completa. Ranieri e Oriali restano le principali opzioni per l’ultimo tassello, con una decisione attesa prima dell’inizio del nuovo ciclo internazionale.

Smalling: «Mourinho? Mi ha sempre dato fiducia, al punto da spingermi a giocare anche oltre il limite pur di esserci»

Smalling: «Futuro? Giovani? Una volta finita la mia carriera calcistica potrò dedicare più tempo a loro»

Chris Smalling è stato per anni una delle certezze assolute della difesa della Roma: leader silenzioso, riferimento per i giovani, professionista integerrimo e romano d’adozione. Con i colori giallorossi ha costruito un legame profondo, dentro e fuori dal campo, culminato nella vittoria della Conference League con José Mourinho, allenatore con cui ha sempre avuto un rapporto speciale.

Oggi, a 36 anni, Smalling è svincolato dopo la fine dell’esperienza all’Al‑Fayha, club della Saudi Pro League dove era approdato un paio d’anni fa lasciando Roma e l’Italia. È alla ricerca di una nuova avventura, ma il filo che lo lega ai giallorossi e ai suoi anni nella Capitale resta intatto.

In un’intervista concessa alla BBC, Smalling ha raccontato un aneddoto che testimonia quanto fosse forte il rapporto con Mourinho e quanto il tecnico portoghese abbia inciso sulla sua carriera e sulla sua esperienza romana. Un episodio che conferma la stima reciproca e la sintonia che ha accompagnato il loro percorso insieme, dentro uno spogliatoio che per Smalling è stato una seconda casa.

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PAROLE – «Mi ha sempre dato fiducia, al punto da spingermi a giocare anche oltre il limite pur di esserci. Un giorno mi stavano facendo delle iniezioni al dito del piede fratturato. avevo raggiunto il limite massimo di iniezioni che potevo ricevere ma non volevo deluderlo. Sarebbe stato facile per Josè scegliere un altro difensore centrale, lui però voleva me».

FUTURO – «Giovani? Una volta finita la mia carriera calcistica potrò dedicare più tempo a loro, per ora però sono completamente concentrato sul campo perché fisicamente sto bene e ho ancora la passione e determinazione necessarie che servono per andare avanti».

Ajax, pressing su Lang ostacolato dall’ingaggio il Napoli apre il dialogo per Atubolu

Ajax, assalto a Lang complicato da ingaggio e volontà del giocatore: il Napoli dialoga con l’entourage anche per Atubolu

L’Ajax ha intensificato il proprio interesse per Noa Lang, esterno offensivo cresciuto nel vivaio dei Lancieri ed esploso successivamente al PSV. Il direttore tecnico Jordi Cruijff vorrebbe riportarlo ad Amsterdam nel caso in cui Mika Godts, finito con forza nel mirino del Paris Saint‑Germain, dovesse essere ceduto. In Olanda sono convinti che Lang possa tornare a giocare in Eredivisie, anche perché viene considerato fuori dal progetto tecnico del Napoli di Max Allegri.

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Lang e il Napoli: la volontà del giocatore

Rientrato dal prestito al Galatasaray, Lang si è presentato nel ritiro del Napoli in condizioni impeccabili e con grande motivazione. Ama la città, l’ambiente e vuole finalmente ritagliarsi un ruolo centrale nella squadra azzurra. Le voci provenienti dall’Olanda parlano di una possibile cessione — a titolo definitivo o in prestito con obbligo di riscatto — per una cifra vicina ai 25 milioni più bonus, sostanzialmente l’investimento fatto dal Napoli un anno fa per acquistarlo dal PSV.

Ma la volontà del giocatore è chiara: Lang non è convinto di lasciare Napoli, anche perché il suo ingaggio da 2,8 milioni di euro rappresenta un ostacolo significativo per l’Ajax. La sua priorità è restare e giocarsi le proprie carte con Allegri.

Atubolu, nuovo nome per la porta

Parallelamente, il Napoli sta valutando un profilo per la porta: Noah Atubolu, classe 2002, portiere tedesco di origini nigeriane. Il giocatore ha rifiutato il rinnovo con il Friburgo, con cui ha un contratto in scadenza nel 2027. Il club tedesco chiede 15 milioni di euro per lasciarlo partire.

Atubolu è stato capitano della Germania Under 21 e condivide la stessa agenzia — Epic — con Lang. Proprio per questo, i contatti tra le parti sono intensi da giorni, con il Napoli che valuta se affondare il colpo per un portiere giovane, di prospettiva e già pronto per il salto in un campionato di alto livello.

Atalanta su Diao: il Como non apre, ma i nerazzurri osservano la situazione

Atalanta, occhi su Diao per rinforzare l’attacco: il Como non apre alla cessione ma valuterà eventuali proposte significative

L’Atalanta continua a muoversi con decisione sul mercato e, dopo aver chiuso l’arrivo di Gianluca Gaetano dal Cagliari per rinforzare il centrocampo, ha iniziato a guardare con attenzione in casa Como per potenziare anche il reparto offensivo.

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Tra i profili monitorati dalla dirigenza nerazzurra c’è infatti Assane Diao, uno dei giocatori più interessanti della rosa biancoblù e reduce da una stagione non facile sotto la guida di Fabregas.

Il club bergamasco sta valutando l’opportunità di affondare il colpo, ma la situazione non è semplice. Il Como, che ha investito per costruire una squadra competitiva e ambiziosa, non considera Diao in uscita.

La società lariana ritiene il giocatore un elemento importante per il progetto tecnico e non ha alcuna intenzione di privarsene, a meno che non arrivi una proposta ritenuta davvero conveniente. In altre parole, il Como non chiude la porta, ma la lascia socchiusa: solo un’offerta significativa potrebbe aprire una trattativa concreta.

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Dal canto suo, l’Atalanta sta valutando con attenzione i costi dell’operazione e l’impatto che Diao potrebbe avere nel sistema di gioco di Sarri. Il profilo piace per caratteristiche: è giovane, esplosivo, capace di giocare su più zone del fronte offensivo e di adattarsi a diversi contesti tattici. Un identikit che si sposa bene con la filosofia nerazzurra, da sempre orientata a valorizzare talenti in crescita.

La trattativa, al momento, è in una fase embrionale: non ci sono offerte ufficiali, ma solo un interesse concreto che potrebbe evolvere nei prossimi giorni. Molto dipenderà dalla volontà del Como di sedersi al tavolo e dalla strategia dell’Atalanta, che sta costruendo una rosa più profonda per affrontare una stagione ricca di impegni.

Crisi di Ceuta, la polemica arriva nel calcio! Le sinistre iberiche: «Il Marocco non ospiti i Mondiali»

Ceuta infiamma anche il Mondiale 2030: le sinistre iberiche contro il Marocco «Non può ospitare»

La crisi diplomatica legata ai recenti eventi di Ceuta sta travolgendo anche il mondo del calcio, trasformando l’organizzazione congiunta dei Mondiali 2030 — assegnati a Spagna, Portogallo e Marocco — in un potenziale caso politico internazionale. Come riportato da Repubblica, le tensioni tra Madrid e Rabat stanno alimentando un dibattito che va ben oltre lo sport, coinvolgendo partiti, governi e istituzioni calcistiche.

La posizione di Sumar

In Spagna, la miccia è stata accesa da Sumar, la coalizione di sinistra radicale guidata dalla vicepremier Yolanda Díaz. Il partito ha presentato al Congresso una proposta per chiedere che Madrid riconsideri la propria partecipazione all’organizzazione del torneo insieme al Marocco.

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Il deputato Nahuel González ha attaccato duramente Rabat, accusando il governo marocchino di utilizzare i flussi migratori come strumento di pressione politica: «Non si può organizzare un Mondiale con uno Stato che viola i diritti umani, opprime il popolo saharawi e utilizza la gente disperata per fare pressione politica». In un’intervista alla TV pubblica ha aggiunto: «lo sport deve servire a costruire la pace, non a legittimare la monarchia marocchina».

Sumar, pur avendo solo 26 seggi, gode di visibilità grazie al ruolo nell’esecutivo. Resta però un punto ambiguo: non è chiaro se chieda l’esclusione del Marocco o il ritiro della Spagna dal progetto.

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La linea di Livre

In Portogallo, la posizione è ancora più netta. Livre, formazione della sinistra verde ed europeista, ha inviato una lettera al premier Luís Montenegro e alla Federcalcio chiedendo l’estromissione del Marocco.

Nel documento, l’episodio di Ceuta viene definito un «attacco alla frontiera spagnola con conseguenze tragiche», richiamando anche le accuse storiche di violazioni del diritto internazionale e repressione del popolo saharawi.

La Federcalcio portoghese ha risposto affermando di monitorare la situazione, ma ha precisato che finora nessun ente coinvolto ha sollevato preoccupazioni formali. Fonti vicine al premier lasciano intendere che Montenegro non intenda accogliere la richiesta di Livre.

La posizione della FIFA

A osservare la vicenda da una prospettiva opposta è Gianni Infantino, attualmente in Marocco. Alcune ricostruzioni mediatiche — poi smentite dalla FIFA — sostenevano che il presidente stesse valutando di spostare la finale del Mondiale da Madrid a Rabat, in cambio dell’appoggio marocchino alla sua ricandidatura per il 2027.

Non solo Leao: il Galatasaray valuta anche Martinelli per l’attacco

Galatasaray, il casting per l’attacco è aperto! La pista Leao complicata: spunta anche Martinelli nella lista del club

Il Galatasaray continua a muoversi sul mercato degli esterni e, oltre a Rafa Leao, ha inserito nella propria shortlist anche Gabriel Martinelli. Il brasiliano dell’Arsenal rappresenta una possibile alternativa qualora il club turco non riuscisse ad affondare il colpo per il portoghese. Resta però da capire la posizione dei Gunners, che dovrebbero sostituire Martinelli prima di aprire a una sua cessione.

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Secondo Sky Sport, il Galatasaray ha già provato a prendere Leao con un’offerta a titolo definitivo, ma il Milan l’ha respinta perché ritenuta insufficiente. La proposta del club turco si aggirava intorno ai 30 milioni di euro più 5 di bonus, una cifra lontana dalle valutazioni rossonere.

Ora resta da capire se arriverà un rilancio e, soprattutto, se Leao prenderà in considerazione la destinazione. Al momento, infatti, il portoghese è sereno e soddisfatto del lavoro con il nuovo staff guidato da Ruben Amorim, elemento che rende più complessa qualsiasi apertura verso Istanbul.

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Il Galatasaray, dunque, tiene viva la pista Leao ma valuta anche alternative come Martinelli, consapevole che la trattativa con il Milan richiede cifre molto più alte e la volontà del giocatore di lasciare Milano. Per ora, però, nessuno dei due scenari appare semplice: i rossoneri non intendono svendere il loro talento, e Leao non mostra segnali di voler cambiare aria.

Pellegrini verso il sì: il rinnovo con la Roma è ai dettagli

Roma‑Pellegrini, la fumata bianca adesso è davvero vicina: secondo Sky Sport la trattativa sarebbe agli ultimi dettagli

Lorenzo Pellegrini e la Roma sono pronti a proseguire insieme: la storia, interrotta solo formalmente con la scadenza del contratto il 30 giugno, è destinata a continuare. Secondo quanto riportato da Sky Sport, il rinnovo è ormai a un passo, con le parti vicine alla definizione dell’accordo.

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Rinnovo Roma‑Pellegrini: fumata bianca vicina

Il club giallorosso e l’entourage del centrocampista stanno limando gli ultimi dettagli. Mancano soltanto alcuni passaggi formali, ma la volontà è chiara da entrambe le parti: chiudere il prima possibile e confermare Pellegrini come perno del nuovo progetto tecnico.

Durata del contratto: le opzioni sul tavolo

Il nodo principale riguarda la formula del nuovo accordo. Come riferito da Sky Sport, si lavora su due possibilità:

  • Un anno con opzione per un’ulteriore stagione;
  • Un biennale fino al 2028.

La scelta verrà definita nei prossimi giorni, ma la distanza tra le parti è minima.

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Le voci sulla Juventus

Il rinnovo imminente chiude anche il capitolo legato ai rumors di mercato. Negli ultimi mesi Pellegrini era stato accostato alla Juventus di Luciano Spalletti, ma la sua volontà non è mai cambiata: restare a Roma e mettersi a disposizione dell’allenatore Gian Piero Gasperini.

Il ruolo nel progetto di Gasperini

Il tecnico, oltre al ritorno del capitano, attende un altro esterno offensivo — con Nusa del Lipsia indicato come preferito — ma considera Pellegrini un tassello fondamentale per la sua Roma.

Archiviati i rumors, il classe 1996 potrà ora concentrarsi sul recupero fisico e sul rientro in campo nella nuova stagione, pronto a guidare ancora una volta i giallorossi.

Addio a Giuseppe Marchioro: il tecnico simbolo del Cesena europeo si è spento a 90 anni

Scomparso Giuseppe Marchioro, grandissimo protagonista della storica qualificazione europea del Cesena

Giuseppe Marchioro, una delle figure più significative del calcio italiano tra gli anni Sessanta e Novanta, è scomparso all’età di 90 anni, lasciando un’eredità sportiva profonda e riconosciuta in diverse piazze del Paese.

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Nato a Milano nel 1936, Marchioro iniziò la sua carriera da attaccante, distinguendosi nella straordinaria scalata del Varese dalla Serie C alla Serie A tra il 1962 e il 1964. Da calciatore visse anche un momento simbolico: il gol nella finale di Coppa Italia di Serie B con il Catanzaro nel 1966, uno dei ricordi più vivi della sua esperienza in campo.

La sua notorietà, però, si consolidò soprattutto in panchina. Marchioro fu un tecnico preparato, innovativo e capace di costruire cicli vincenti. Con il Como conquistò due campionati consecutivi (Serie C1 1978/79 e Serie B 1979/80), impresa replicata alla guida della Reggiana, con cui vinse la Serie C1 nel 1988/89 e la Serie B nel 1992/93. Nel 1973 aveva già portato l’Alessandria alla vittoria della Coppa Italia Semiprofessionisti, confermando la sua abilità nel valorizzare gruppi e contesti diversi.

Il legame più forte, però, Marchioro lo costruì con Cesena: nel 1976 guidò i romagnoli a una storica qualificazione in Coppa Uefa, uno dei momenti più luminosi nella storia del club e il traguardo che più ha definito la sua carriera da allenatore.

Nella stagione 1976/77 ebbe anche una breve esperienza al Milan, club nel quale era cresciuto nel settore giovanile senza mai debuttare in prima squadra. La sua avventura rossonera durò 15 partite, prima dell’esonero.

Marchioro lascia un’eredità fatta di idee, risultati e ricordi indelebili: un allenatore che ha saputo costruire imprese e che ha segnato la storia di più città, soprattutto quella di Cesena, dove il suo nome resterà per sempre legato a un sogno europeo diventato realtà.

Calciomercato Torino, idea Cajuste legata alle cessioni. Per la porta Perri in chiusura

Torino, valutazioni su Cajuste dopo eventuali cessioni. Perri vicino: definito il prestito con diritto di riscatto

Il Torino è vicino a definire l’arrivo di Lucas Perri, con l’operazione ormai agli ultimi dettagli. Il portiere brasiliano verrà liberato dal Leeds United, che ha praticamente chiuso per James Trafford in arrivo dal Manchester City: un incastro che permette ai granata di accelerare. La formula resta quella già impostata nei giorni scorsi, prestito con diritto di riscatto, con la dirigenza impegnata a limare gli ultimi aspetti prima della chiusura.

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Parallelamente, il Torino guarda anche al centrocampo. Nella lista dei profili monitorati è entrato Jens Cajuste, classe 1999 del Napoli, reduce dall’esperienza in Premier League con l’Ipswich Town. Il suo eventuale arrivo, però, dipende dalle uscite: il club valuta infatti possibili movimenti in mediana per liberare spazio e budget.

Due nomi che potrebbero lasciare Torino sono Ivan Ilić e Tino Anjorin, entrambi considerati cedibili in caso di offerte adeguate. Solo dopo una cessione il club potrebbe affondare il colpo per Cajuste, che rappresenta un profilo dinamico e fisico, coerente con le esigenze del reparto.

Il Torino, dunque, si muove su due binari: da un lato la definizione dell’operazione Perri per completare il pacchetto portieri, dall’altro la valutazione delle condizioni necessarie per tentare l’affondo su Cajuste.

Un mercato ragionato, che procede per incastri e priorità, con l’obiettivo di consegnare a Abate una rosa più profonda e competitiva.

Liverpool avvisato da Owen: prezzo «da capogiro» per il sostituto di Salah

Owen mette in guardia il Liverpool: valutazione «da capogiro» per Barcola, niente follie per il sostituto di Salah

Michael Owen lancia un avvertimento chiaro al Liverpool: attenzione a non farsi trascinare in una trattativa fuori scala per Bradley Barcola. Secondo l’ex attaccante dei Reds, la richiesta del Paris Saint‑Germain, pari a 145 milioni di sterline, rischia di diventare un ostacolo insormontabile per un club che deve sì sostituire Mohamed Salah, ma senza perdere lucidità sul mercato.

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Il Liverpool, reduce dall’addio del suo simbolo offensivo passato al Trabzonspor, è alla ricerca di un nuovo esterno di livello. Tra i profili valutati, Barcola è quello che convince maggiormente la dirigenza, nonostante siano stati accostati anche nomi come Yan Diomande e Ibrahim Mbaye. Il problema, però, resta il prezzo fissato dal PSG, considerato eccessivo da Owen.

In un’intervista concessa all’ECHO, l’ex bomber non ha nascosto la sua sorpresa per le cifre circolate attorno al talento francese. «Sembra una cifra esorbitante, vero? Per qualcuno che non ha ancora dato prova di sé in Premier League», ha affermato Owen, sottolineando come il PSG stia sfruttando l’urgenza del Liverpool di trovare un sostituto all’altezza di Salah. «Ovviamente ha giocato ai massimi livelli, ma, sì, a un certo punto bisogna dire di no, no? Se si arriva a 145 milioni di sterline, voglio dire, wow, è una cifra da capogiro».

Owen ha ricordato anche una sua precedente idea: «Un paio di mesi fa avevo detto che, se fossi il Liverpool, prenderei Jared Bowen dal West Ham per sostituire Salah: mi sembrava una scelta sensata». Oggi, però, quella pista non appare più praticabile, e il Liverpool si ritrova in una posizione delicata: «Tutti sanno che hai urgente bisogno di un top player, perciò ti chiedono una cifra esorbitante… resta una somma enorme: 145 milioni di sterline».

Il problema è amplificato dal peso dell’eredità lasciata da Salah: nove anni, 257 gol, 123 assist, trofei e un impatto tecnico difficilmente replicabile. «Una volta c’erano Salah, Mané e Díaz», ricorda Owen, evidenziando come oggi la rosa non offra la stessa profondità sugli esterni. «Probabilmente ne servono due, di sicuro uno… Barcola sembra avere le qualità giuste e pare che il Liverpool sia interessato, ma molto dipenderà dal prezzo».

Il Maradona è fuori dai piani del Napoli, De Laurentiis ribadisce: «Voglio un altro stadio»

Il numero uno del Napoli, Aurelio De Laurentiis chiude alla ristrutturazione del Maradona: «Voglio un altro stadio per il Napoli»

Il confronto tra Comune di Napoli e SSC Napoli sulla questione stadio continua a procedere su binari paralleli. Nonostante la costante apertura mostrata dal sindaco Gaetano Manfredi, che nei giorni scorsi ha illustrato il progetto di ristrutturazione del Diego Armando Maradona, la società di Aurelio De Laurentiis resta ferma sulla propria posizione: l’obiettivo è costruire un nuovo impianto di proprietà, non partecipare alla riqualificazione dell’attuale stadio. A riportarlo è Il Mattino.

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Il club ha ribadito con chiarezza la propria linea: «Noi non siamo interessati alla ristrutturazione del Maradona faremo il nostro stadio». Una posizione che spiega anche l’assenza di rappresentanti azzurri alla presentazione del progetto comunale. Dal quartier generale del Napoli filtra infatti che «È ovvio e ci sta che il Comune porti avanti il suo progetto. Il Napoli però vuole uno stadio moderno di sua proprietà… quindi a noi non ci interessa, non interessa nulla di quello che il Comune vuole fare».

La società sottolinea inoltre la propria condizione attuale: «noi siamo degli affittuari… non ci hanno dato i permessi per costruire il nostro stadio… e quindi andremo al Maradona. Ma il presidente De Laurentiis vuole costruire lo stadio». Il club contesta anche la cifra indicata dalla Regione per il finanziamento della ristrutturazione, ritenuta inferiore ai 200 milioni citati dal Comune, e pone un interrogativo cruciale: «Se il principale utilizzatore (il Napoli) non sarà più a Fuorigrotta come farà il Municipio a recuperare l’investimento?».

Il progetto del Napoli guarda all’area Q8 di San Giovanni, ma da ambienti societari emerge preoccupazione per possibili ostacoli istituzionali, come l’ipotesi che «quei terreni pur bonificati della Kuwait lo stadio non si può fare». Una situazione che, secondo il club, avrebbe ricadute dirette anche sul futuro sportivo: la proprietà «non potrà fare investimenti sulla squadra», ricordando che le società moderne ricavano «il 50-60% degli incassi dallo stadio mentre il Napoli è fermo al 5-10%».

Il nodo parcheggi e il rispetto dei parametri UEFA restano punti critici nei dialoghi con il Comune. Il club evidenzia le difficoltà del trasporto pubblico: «Il discorso dei parcheggi è fondamentale… muovere 60-70mila persone con i mezzi pubblici a Napoli è impossibile».

Per ora, il Napoli continuerà a giocare al Maradona, consapevole che non esistono alternative immediate. Ma la direzione è tracciata: individuare l’area e avviare l’iter per un nuovo stadio di proprietà, lasciando definitivamente Fuorigrotta.

Inter Miami, Messi torna da titolare e domina: doppietta e assist nel suo rientro

Leo Messi è tornato davvero: una doppietta e un assist illuminano il suo rientro da titolare con l’Inter Miami

Lionel Messi è tornato pienamente a disposizione dell’Inter Miami dopo il lungo percorso al Mondiale con l’Argentina e le settimane di vacanza che ne sono seguite. Il suo rientro in MLS era avvenuto già nei giorni scorsi, quando aveva giocato uno spezzone nel pareggio contro il Columbus Crew, tornando in campo a livello di club per la prima volta dal 25 maggio.

Ma la sua prima vera partita dopo il rientro ha mostrato immediatamente il Messi che tutti conoscono: decisivo, dominante, capace di cambiare il volto di una gara.

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Nella sfida di Leagues Cup contro il San Luis, competizione che mette di fronte club di MLS e Liga MX, il numero 10 ha trascinato l’Inter Miami con una doppietta e un assist, partecipando a tre dei quattro gol che hanno fissato il risultato sul 4‑2 per la squadra di Martino. L’impatto dell’argentino è stato evidente fin dai primi minuti: dopo il vantaggio iniziale dei messicani, Messi ha firmato il gol del pareggio con una conclusione chirurgica in area, sfruttando un inserimento perfetto e la solita freddezza davanti al portiere.

Il suo secondo gol, quello del momentaneo 3‑1, è arrivato in modo molto simile: movimento rapido nello spazio, controllo orientato e conclusione imparabile. Due reti che hanno ricordato la sua capacità di essere letale anche con pochi tocchi, trasformando ogni pallone in una potenziale occasione da gol.

A fine primo tempo, Messi ha aggiunto anche un assist: un corner battuto con precisione millimetrica che ha permesso a Micale di firmare la rete del 4‑1, quella che di fatto ha chiuso la partita. L’Inter Miami debutta così nel modo migliore nella competizione, ritrovando il suo leader tecnico e mentale proprio nel momento in cui la stagione entra nella fase più intensa.

Molina verso la Roma: l’Atlético Madrid dimezza la richiesta iniziale, spiegato il retroscena

Retroscena sull’operazione Molina: l’Atlético accetta di scendere dalla prima cifra, ecco cosa ha convinto il club

Matteo Molina è pronto a diventare il terzo acquisto della Roma in questa sessione estiva, dopo gli arrivi di Castro e Koulierakis. Una trattativa lampo, chiusa dal ds D’Amico con l’Atlético Madrid sulla base di un trasferimento a titolo definitivo per 13 milioni di euro più 4 di bonus.

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Il retroscena sulla trattativa

Secondo l’edizione romana del Corriere della Sera, la Roma aveva inizialmente provato a imbastire un’operazione in prestito con obbligo condizionato, ma l’Atlético ha preferito una cessione immediata. Per arrivare alla fumata bianca, il club spagnolo ha accettato di dimezzare la richiesta iniziale, scesa dai 25 milioni di partenza ai 17 complessivi dell’accordo finale.

I dettagli del contratto

Nelle prossime ore Molina sarà a Roma per le visite mediche, prima di firmare un contratto fino al 2030 da 2,7 milioni di euro a stagione. Un innesto di esperienza internazionale che va a completare la fascia destra giallorossa, aggiungendo qualità e profondità alla rosa di Trigoria.


Gianfranco Zola entra nel Club Italia: quale ruolo avrà e di cosa si occuperà. La sinergia con Viscidi e il progetto giovani

Gianfranco Zola è il nuovo coordinatore dei progetti giovanili del Club Italia: l’ex Cagliari entra in Nazionale. Ecco di che cosa si occuperà

Gianfranco Zola torna a far parte della struttura della Nazionale italiana a quasi 30 anni dalla sua ultima presenza in azzurro. L’ex fantasista è stato scelto come nuovo coordinatore dei progetti delle attività giovanili del Club Italia, con il compito di contribuire alla crescita dei talenti e alla costruzione di un percorso più efficace verso la Nazionale maggiore.

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Il suo ingresso completa la riorganizzazione avviata dal presidente federale Giovanni Malagò, dopo le nomine di Claudio Ranieri come direttore tecnico e presidente del Club Italia e di Roberto Mancini come commissario tecnico. Zola lavorerà al fianco di Maurizio Viscidi, responsabile delle selezioni giovanili azzurre, concentrandosi soprattutto sul rapporto tra la Federazione e le società professionistiche.

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Quali saranno i compiti di Zola

Il ruolo affidato a Zola sarà differente da quello di capo delegazione, incarico inizialmente accostato al suo nome e ricoperto in passato da figure come Gianluca Vialli, Gianluigi Buffon e Gigi Riva.

L’ex numero 10 dovrà ideare e coordinare nuovi progetti dedicati allo sviluppo dell’attività giovanile, favorendo una maggiore collaborazione tra il Club Italia e le società di Serie A, Serie B e Serie C. L’obiettivo è creare una vera filiera azzurra, riducendo le difficoltà incontrate dai giovani nel passaggio dal settore giovanile al calcio professionistico e, successivamente, alla Nazionale maggiore.

Zola metterà a disposizione l’esperienza maturata negli ultimi anni come vicepresidente vicario della Lega Pro, incarico che continuerà a ricoprire al fianco del presidente Matteo Marani.

La riforma dedicata ai giovani italiani

Durante il proprio percorso in Lega Pro, Zola ha partecipato alla realizzazione di una riforma finalizzata a incentivare la crescita dei vivai. Dalla nuova stagione, le società di Serie C dovranno tesserare almeno 6 calciatori cresciuti nel proprio settore giovanile. Il numero salirà a sette nel 2027/28 e a otto nell’annata successiva.

Il progetto non punta soltanto sul minutaggio dei giovani, ma sulla capacità delle società di costruire strutture e programmi realmente orientati alla loro formazione. Proprio il lavoro svolto in questo ambito avrebbe convinto Malagò e Ranieri a coinvolgere Zola nella nuova organizzazione federale.

LE PAROLE DI ZOLA – «Ringrazio il presidente Malagò per avere pensato a me in questo ruolo – ha spiegato Zola – a dimostrazione della bontà del progetto portato avanti in Lega Pro. Mi metto a disposizione del movimento azzurro con soddisfazione, slancio e senso del dovere, rivolto soprattutto allo sviluppo e alla crescita dei nuovi talenti italiani».

Malagò punta sul carisma di Magic Box

La Federazione ha scelto un ex calciatore dotato di grande esperienza internazionale e con una conoscenza diretta del calcio giovanile. Oltre alla carriera vissuta tra Napoli, Parma e Chelsea, Zola è stato assistente di Pierluigi Casiraghi nell’Italia Under 21 e ha successivamente allenato anche la selezione Under 16.

IL GIUDIZIO DI MALAGÒ – «Il suo carisma, la sua preparazione e il suo impegno verso i giovani mostrato in questi anni in Lega Pro rappresentano la base migliore per costruire il nostro futuro. Lo ringrazio perché ha accettato con entusiasmo, disponibilità e responsabilità. Con Ranieri, Mancini e Zola vogliamo costruire una nuova prospettiva per il calcio italiano».

Il ritorno di Zola in Nazionale

Zola ha collezionato 35 presenze e 10 gol con la maglia dell’Italia. Tra i momenti più importanti della sua esperienza azzurra resta la rete segnata a Wembley contro l’Inghilterra, oltre alla partecipazione al Mondiale del 1994.

La sua carriera in Nazionale fu condizionata anche dall’enorme concorrenza presente nel reparto offensivo, con campioni come Roberto Baggio e lo stesso Mancini. Oggi il suo compito sarà differente: non creare occasioni sul terreno di gioco, ma aiutare il calcio italiano a individuare, accompagnare e valorizzare i possibili campioni del futuro.

Il rilancio immediato della Nazionale spetterà a Mancini, mentre Zola dovrà lavorare sul lungo periodo. La missione sarà ricostruire una filiera capace di trasformare i risultati ottenuti dalle selezioni giovanili in risorse concrete per la squadra maggiore.

Calciomercato Genoa, Sow è arrivato: visite e firma. Jebbison e Piccoli per l’attacco

Genoa, Djibril Sow pronto a diventare rossoblù: le prossime mosse dei rossoblù sul mercato in vista della prossima stagione

Il Genoa accelera sul mercato dopo la pesante sconfitta rimediata nell’amichevole contro il Bournemouth. Il risultato del test disputato in Inghilterra, pur condizionato dall’impiego di numerosi giovani, ha spinto la dirigenza a intervenire per completare la rosa a disposizione di Daniele De Rossi.

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Secondo quanto riportato da Tuttosport, nella serata di ieri è arrivato in città Djibril Sow. Il centrocampista svizzero del Siviglia sosterrà le visite mediche prima di firmare il contratto che lo legherà al club rossoblù.

Sow porta esperienza internazionale al Genoa

Classe 1997, Sow arriva dopo aver partecipato al Mondiale con la propria Nazionale. Nel corso della carriera ha indossato le maglie di Young Boys, Borussia Mönchengladbach, Eintracht Francoforte e Siviglia.

Il traguardo più prestigioso resta la vittoria dell’Europa League conquistata con l’Eintracht. Il suo arrivo permetterà al Genoa di aggiungere esperienza, qualità e dinamismo al centrocampo.

Sow sarà il secondo svizzero acquistato durante questa sessione dopo Franz-Ethan Meichtry. Quest’ultimo dovrà però restare fermo per circa 15 giorni a causa di un trauma contusivo al ginocchio subito contro il Leicester. Salterà quindi la partita di Coppa Italia del 16 agosto e la prima giornata di campionato, fissata per il 22.

Genoa, aperto il canale per Jebbison

La dirigenza rossoblù sta lavorando anche sull’attacco. I contatti con il Bournemouth hanno permesso di aprire un dialogo per Daniel Jebbison, centravanti canadese reduce dal prestito al Preston North End.

Il classe 2003 rappresenta un profilo giovane, fisico e dotato di buona velocità. Il suo nome si aggiunge a quello dello scozzese Robbie Ure, pista che resta ancora viva.

Piccoli torna tra le idee rossoblù

Tra i giocatori seguiti figura anche Roberto Piccoli, attaccante della Fiorentina che aveva già vissuto una breve esperienza al Genoa durante la stagione 2021/22, conclusa con la retrocessione.

Il suo eventuale ritorno, tuttavia, non convince completamente la tifoseria. Nelle ultime tre stagioni Piccoli ha segnato soltanto due reti in più rispetto a Lorenzo Colombo, attuale riferimento offensivo rossoblù.

Intanto il Genoa ha superato quota 20.000 abbonamenti rinnovati. Alla ripresa degli allenamenti al centro sportivo Signorini tornerà inoltre a disposizione Leo Østigård, dopo le vacanze successive al Mondiale.

Napoli-Osasuna, Lucca convince Allegri: segnali positivi e nuove soluzioni tattiche

Il Napoli di Allegri cresce: Osasuna battuto in amichevole. Buone indicazioni per il tecnico ex Milan, ecco chi ha brillato

Il Napoli di Massimiliano Allegri continua a prendere forma. La vittoria ottenuta contro l’Osasuna ha regalato nuove indicazioni positive al tecnico azzurro, sia sul piano individuale sia sotto il profilo tattico. A fare il punto sulla prestazione è il Corriere dello Sport, che si sofferma soprattutto sulla prova di Lorenzo Lucca.

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L’attaccante ha risposto presente in un momento delicato, considerando il futuro sempre più incerto di Romelu Lukaku e la necessità di individuare un’alternativa affidabile a Rasmus Hojlund.

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Lucca segna e convince Allegri

Il centravanti ha trovato il gol e mostrato movimenti interessanti, candidandosi a un ruolo importante nel nuovo progetto tecnico.

«Nel giorno dell’addio virtuale di Lukaku, Allegri trova Lorenzo Lucca: un gol da centravanti di razza, buoni movimenti e una verve notevole. Max e il club attendevano risposte e lui le ha fornite nel momento più giusto, considerando la vicenda di Big Rom e l’atavica ricerca di un vice Hojlund degno di questo ruolo».

Oltre a Lucca, buone risposte sono arrivate da Matteo Politano, autore dell’altra rete azzurra, e da André-Frank Zambo Anguissa, protagonista di una prestazione completa nelle due fasi. Il Napoli ha controllato a lungo il gioco, concedendo agli spagnoli soltanto poche occasioni.

Pressing, verticalità e tre moduli provati

Dopo una prima fase più prudente, la squadra ha alzato il pressing e aumentato l’intensità nelle riaggressioni. Allegri ha ricevuto segnali positivi anche nella gestione dei diversi momenti della partita.

Il Napoli ha iniziato con il 4-3-3, impiegando Giovane come esterno sinistro. Successivamente il tecnico è passato al 4-2-3-1, con Vergara, Alisson e Noa Lang alle spalle di Lucca, prima di chiudere il test con il 3-5-2.

«Una bella furbizia, gioco in verticale e una buona capacità di lettura dei momenti e delle situazioni, ma soprattutto l’impressione di essere squadra. Sì, sta crescendo una squadra».

Napoli, prossimo test contro il Celta Vigo

Il risultato assume ulteriore valore considerando le assenze di Kevin De Bruyne, David Neres e Scott McTominay, oltre a quelle di Sam Beukema, Billy Gilmour e Rafa Marin.

Il prossimo appuntamento sarà contro il Celta Vigo, avversario chiamato ad alzare ulteriormente il livello della preparazione azzurra. Allegri potrà così verificare i progressi di un gruppo che sta iniziando ad assimilare identità, principi e nuove soluzioni tattiche.

Calciomercato Bologna, suggestione Sabitzer per il centrocampo: l’ingaggio resta l’ostacolo principale

Bologna su Marcel Sabitzer, idea ambiziosa per il centrocampo: possibilità e difficoltà dell’operazione per il talento del Borussia Dortmund

Il Bologna guarda con attenzione al futuro e valuta un profilo di grande esperienza per rinforzare il centrocampo. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, tra le idee emerse nelle ultime ore figura quella di Marcel Sabitzer, centrocampista austriaco classe 1994 di proprietà del Borussia Dortmund.

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Al momento non esiste ancora una trattativa concreta. I primi contatti avrebbero avuto soprattutto carattere esplorativo, mentre la priorità della dirigenza rossoblù rimane la definizione del futuro di Jhon Lucumí. Soltanto dopo l’eventuale cessione del difensore colombiano, il club potrà concentrarsi sul completamento della rosa con un nuovo centrale e un rinforzo in mezzo al campo.

Sabitzer in scadenza con il Borussia Dortmund

La situazione contrattuale del giocatore potrebbe aprire alcuni margini. Sabitzer è legato al Borussia Dortmund fino al 2027 e, secondo le indiscrezioni, le parti non sarebbero orientate a prolungare l’accordo.

«Usando sempre i piedi di piombo, ma la situazione dell’austriaco potrebbe aprire degli spiragli. Sabitzer è in scadenza con i gialloneri nel 2027 e le parti non sarebbero intenzionate a rinnovare l’accordo. Dunque è questa la finestra di mercato giusta per valutare un trasferimento dopo tre stagioni a Dortmund».

L’agenzia che cura gli interessi del centrocampista avrebbe effettuato un sondaggio anche con il Bologna. Il principale ostacolo è però rappresentato dall’ingaggio da circa 4 milioni di euro netti, nettamente superiore al tetto salariale del club emiliano.

Le possibili condizioni dell’operazione

Un’intesa con il Borussia Dortmund potrebbe risultare più semplice rispetto a quella economica con il calciatore. Sabitzer percepisce circa 7,5 milioni di euro lordi nell’ultimo anno di contratto e, alle condizioni attuali, l’operazione appare difficilmente sostenibile.

Una possibile soluzione potrebbe essere quella di distribuire l’ingaggio su un accordo biennale, avvicinandolo maggiormente ai parametri rossoblù. Il suo arrivo garantirebbe esperienza internazionale, qualità tecnica e duttilità tattica.

Nell’ultima stagione Sabitzer ha collezionato 34 presenze, realizzando un gol e quattro assist, nonostante un problema al polpaccio. Reduce dalle esperienze con Lipsia, Bayern Monaco e Borussia Dortmund, l’austriaco potrebbe rappresentare un elemento di alto livello per la Serie A.

Freuler resta l’alternativa più concreta

La pista Sabitzer rimane per ora una suggestione ambiziosa. Più praticabile appare invece il possibile ritorno di Remo Freuler, che avrebbe rifiutato alcune proposte provenienti dall’Arabia Saudita e vorrebbe continuare a giocare in Italia.

Il Bologna resta quindi in attesa di sviluppi: Sabitzer è un nome da monitorare, ma serviranno condizioni economiche particolarmente favorevoli per trasformare l’idea in una vera trattativa.

Lukaku-Napoli, futuro sempre più lontano: permesso prolungato e cessione sullo sfondo

Romelu Lukaku non si presenta al ritiro del Napoli: vacanze prolungate, rapporti tesi e il mercato incombe

Il futuro di Romelu Lukaku appare sempre più distante dal Napoli. L’attaccante belga non si è presentato al ritiro di Castel di Sangro, risultando l’unico assente del gruppo azzurro. Il club ha però precisato che l’assenza è stata concordata, comunicando ufficialmente alcuni giorni aggiuntivi di permesso.

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La nota della società chiarisce: «Di comune accordo con il club, Romelu Lukaku godrà di alcuni giorni di permesso prima di aggregarsi alla squadra».

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Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il centravanti potrebbe raggiungere i compagni nelle prossime ore, ma la situazione resta strettamente collegata agli sviluppi del mercato.

Lukaku fuori dal nuovo progetto del Napoli

L’arrivo di Massimiliano Allegri aveva inizialmente alimentato la speranza del belga di riconquistare un ruolo centrale. Le strategie della società sembrano però orientate in un’altra direzione, con il progetto offensivo costruito principalmente intorno a Rasmus Hojlund.

A pesare è anche l’ingaggio di Lukaku, pari a circa 11 milioni di euro lordi, considerato particolarmente oneroso per un calciatore che non accetterebbe un ruolo da alternativa. L’entourage dell’attaccante avrebbe già chiarito la volontà di cercare una sistemazione che gli permetta di giocare con continuità.

La cessione rappresenta quindi lo scenario più probabile, anche se servirà trovare un accordo soddisfacente sia per il giocatore sia per il Napoli.

Atlanta United interessato a Lukaku

Tra le società maggiormente interessate figura l’Atlanta United, alla ricerca di un centravanti di alto profilo per rilanciarsi nella MLS. Il club statunitense sarebbe disposto a garantire a Lukaku un contratto importante, ma resta una distanza significativa sulla valutazione del cartellino.

Il Napoli aveva acquistato l’attaccante per circa 30 milioni di euro e dovrebbe incassarne poco più di 10 per evitare una minusvalenza. La proposta americana si fermerebbe invece a 5 milioni più bonus, cifra al momento considerata insufficiente.

Anche Lukaku non sarebbe completamente convinto dalla destinazione, preferendo una squadra più competitiva. Restano quindi aperte altre possibilità, soprattutto in Turchia e Arabia Saudita, mercati nei quali il belga conserva numerosi estimatori.

Il permesso concesso dal Napoli potrebbe dunque servire a favorire i contatti e individuare una soluzione. La permanenza in azzurro appare sempre più complicata, ma prima della separazione serviranno un’offerta adeguata e una scelta condivisa tra tutte le parti.

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