Pagina 30 – Calcio News 24

Früchtl lascia il Lecce: il portiere passa al Red Bull Salisburgo

Christian Früchtl non è più del Lecce: cessione definitiva al Red Bull Salisburgo con percentuale futura

Christian Früchtl saluta ufficialmente il Lecce e diventa un nuovo giocatore del Red Bull Salisburgo. L’operazione, già in chiusura nella giornata di martedì 4 agosto, è stata confermata dal club giallorosso con una nota sul proprio sito.

NOTA CLUB – “L’U.S. Lecce comunica di aver ceduto, a titolo definitivo con percentuale sulla futura vendita, il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Christian Früchtl all’FC Red Bull Salisburgo”.

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Il Lecce manterrà dunque una percentuale sulla futura rivendita, elemento che consente ai salentini di restare legati economicamente al percorso del portiere tedesco.

Due stagioni in giallorosso

Früchtl lascia l’Italia dopo due stagioni in cui ha ricoperto il ruolo di secondo portiere. In maglia Lecce ha collezionato 2 presenze, entrambe in Coppa Italia, mostrando affidabilità quando chiamato in causa ma trovando poco spazio alle spalle del titolare.

Ora per lui si apre una nuova avventura nella Bundesliga austriaca, con il Salisburgo che punta su un profilo giovane, strutturato e con esperienza internazionale.

Newcastle, Jaissle è il nuovo tecnico: il tedesco era stato a un passo dal Milan prima di Amorim

Jaissle alla guida del Newcastle: il tedesco, vicino al Milan nei mesi scorsi, ora apre il nuovo ciclo dei Magpies

Matthias Jaissle è ufficialmente il nuovo allenatore del Newcastle, chiudendo un ciclo durato cinque stagioni sotto la guida di Eddie Howe, che a fine luglio ha concluso la propria avventura sulla panchina dei Magpies. Il club inglese ha scelto di ripartire dal tecnico tedesco dopo il lungo percorso costruito con Howe, segnato da una crescita costante ma culminato nel deludente dodicesimo posto della stagione 2025/26.

Jaissle arriva a Newcastle dopo l’esperienza all’Al‑Ahli, dove ha collezionato 138 partite con un bilancio di 92 vittorie, 21 pareggi e 25 sconfitte: numeri che hanno convinto la dirigenza inglese a puntare su di lui per rilanciare il progetto tecnico. La sua missione sarà chiara: riportare il Newcastle nelle zone alte della Premier League, consolidando un percorso che negli ultimi anni ha alternato ambizioni europee e momenti di frenata.

Il club gli affida una squadra giovane, strutturata e con margini di crescita, nella speranza che Jaissle possa dare continuità al lavoro impostato da Howe e imprimere una nuova identità tattica ai Magpies.

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COMUNICATO – Di seguito, il comunicato rilasIciato dal Newcastle sul proprio sito ufficiale: “Newcastle United è lieta di annunciare la nomina di Matthias Jaissle come nuovo allenatore del club. Ampiamente riconosciuto come uno dei migliori giovani allenatori europei, il tedesco trentottenne arriva a Tyneside dopo un notevole successo sia con la Red Bull Salzburg che con l’Al-Ahli.

Dopo un processo di reclutamento approfondito, rigoroso e riservato, Matthias è emerso come il candidato eccezionale per guidare il club in un nuovo capitolo entusiasmante. A soli 33 anni, Matthias fu nominato allenatore della Red Bull Salisburgo e ottenne un successo immediato in Austria, vincendo una doppietta nazionale nella sua prima stagione. Ha inoltre guidato il club alla UEFA. Per la prima volta nella loro storia, le fasi a eliminazione diretta di Champions League prima di conquistare un secondo titolo consecutivo di campionato e ulteriori progressi europei nella UEFA Europa League“.

Palestra: «Non vedo l’ora di iniziare a giocare in Premier League. Sarà bellissimo»

Chelsea, parla Palestra: «Non vedo l’ora di iniziare a giocare in Premier League. Sarà bellissimo». Le sue dichiarazioni

Marco Palestra ha commentato ai microfoni di Sky Sport la sua prestazione al termine di Chelsea‑Juventus, amichevole chiusa con la vittoria bianconera grazie al gol di Zhegrova al 68’. L’esterno, arrivato ai Blues in questa sessione di mercato per 60 milioni di euro, è stato impiegato per 65 minuti, mostrando le prime tracce di adattamento al nuovo contesto tecnico e tattico.

Il classe 2005 ha alternato iniziative personali e lavoro senza palla, cercando di inserirsi nei meccanismi di Maresca e di trovare continuità dopo il trasferimento record. La sua prova, pur in un contesto di precampionato, ha offerto indicazioni utili allo staff del Chelsea, che punta a valorizzarlo gradualmente nel corso della stagione.

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PAROLE – «La Premier League un bellissimo mondo perché c’è un’intensità altissima e c’è tanta fisicità. Mi sento bene. Devo ringraziare lo staff, il mister e i compagni perché fin dal primo giorno sono stati bravissimi ad aiutarmi in tutto sia dentro che fuori dal campo.

E’ stato tutto perfetto. Sto bene sono contento. Non vedo l’ora di iniziare a giocare in Premier League. Tutte le partite sono bellissime da giocare, contro qualisiasi squadra. Sarà bellissimo, non vedo l’ora di iniziare».

Offerta da 420 milioni respinta: il Siviglia pretende una clausola anti‑Sergio Ramos

Siviglia, niente accordo con RMG: i proprietari rifiutano 420 milioni e chiedono una clausola anti‑Sergio Ramos

Il Siviglia resta immerso in una fase di grande incertezza societaria: la ricerca di un nuovo acquirente non ha ancora portato a una soluzione concreta e l’ultima proposta arrivata sul tavolo è stata respinta dagli azionisti che controllano la maggioranza del club.

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Secondo quanto riportato da El Confidencial, le famiglie Carrión, Castro, Del Nido, Alés e Guijarro – che detengono complessivamente l’85% delle quote – hanno bocciato l’offerta da 420 milioni di euro presentata dal fondo statunitense Riverside Management Group (RMG). La valutazione includeva anche il debito del club; senza passività, la cifra sarebbe scesa a 337 milioni, con un prezzo per azione pari a 3,129 euro, molto vicino a quello proposto a maggio dal consorzio guidato da Sergio Ramos.

La clausola “anti‑Ramos” e il nodo della penale

Gli azionisti avrebbero chiesto a RMG l’inserimento di una clausola “anti‑Ramos”, volta a impedire qualsiasi coinvolgimento futuro dell’ex difensore nel progetto societario. Ma il vero punto di rottura sarebbe stato un altro: una penale da 5 milioni di euro prevista nel caso in cui l’accordo non fosse andato in porto. Tale clausola, imposta dal segretario generale Alberto Pérez‑Solano e dal consulente Gonzalo Avila (Goldman Sachs), è stata considerata eccessiva dagli americani, nonostante RMG ritenesse la propria proposta solida abbastanza da accettarla. Il braccio di ferro su questo aspetto avrebbe fatto naufragare definitivamente la trattativa.

RMG, inoltre, si era impegnata a concedere al Siviglia un prestito – importo non reso noto – per finanziare gli acquisti durante la finestra di mercato estiva, segnale di una volontà di investimento immediato che non è bastata a convincere i proprietari.

Riorganizzazione interna e taglio dei costi

Parallelamente alle trattative per la cessione, il Siviglia ha avviato una ristrutturazione del personale con l’obiettivo di ridurre i costi operativi. El Confidencial segnala il licenziamento di parte dello staff, una misura pensata per alleggerire il bilancio in un momento in cui il club sta cercando di presentarsi più solido agli occhi dei potenziali acquirenti.

Solo pochi giorni fa era emerso che il club aveva incaricato Goldman Sachs di trovare un compratore per l’85% delle quote, per un valore stimato attorno ai 450 milioni di euro, dopo che la trattativa era stata inizialmente seguita da JB Capital Markets.

Conti ancora in rosso

La situazione finanziaria resta delicata. Il bilancio 2024‑2025 si è chiuso con una perdita di 54,06 milioni di euro, in miglioramento rispetto agli 81,7 milioni dell’esercizio precedente ma comunque significativa. Il miglioramento è arrivato nonostante un forte calo dei ricavi, scesi del 34%: da 174,97 milioni a 115,18 milioni. A questi si aggiungono 5,69 milioni dalle cessioni dei giocatori e 4,27 milioni da altre entrate.

Il nodo stadio

Resta aperta anche la questione legata al Sánchez Pizjuán: il club sta cercando un acquirente per l’impianto, tassello fondamentale di un piano più ampio che punta a rimettere in ordine i conti in vista di un futuro cambio di proprietà.

Colpaccio del Parma, è fatta per El Bilal Touré! Via libera alla cessione di Pellegrino?

Calciomercato Parma, affare fatto per El Bilal Touré: l’arrivo del maliano può aprire la strada all’addio di Pellegrino

Il Parma è pronto a mettere a segno un nuovo colpo di mercato: dopo settimane di trattative serrate con l’Atalanta, il club gialloblù ha finalmente raggiunto una quadra definitiva per portare in Emilia l’attaccante maliano El Bilal Touré, uno dei profili più ricercati dell’estate.

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, l’intesa tra le parti non riguarda soltanto il prestito, ma include anche la possibilità per il Parma di acquistare il cartellino del giocatore. Uno scenario che potrebbe avere effetti immediati sul mercato in uscita, in particolare sulla posizione di Mateo Pellegrino, già seguito da Juventus e Fiorentina e da tempo considerato uno dei nomi caldi della sessione estiva.

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I dettagli dell’operazione

Il Parma ha chiuso l’arrivo di El Bilal Touré con la formula del prestito oneroso da 1,5 milioni di euro, accompagnato da un diritto di riscatto fissato a 10 milioni. La struttura dell’accordo, però, prevede una clausola che potrebbe trasformare il diritto in obbligo di riscatto: ciò avverrebbe nel caso di salvezza del club e del raggiungimento da parte dell’attaccante di un numero prefissato di presenze. L’Atalanta, inoltre, si è riservata un 15% sulla futura rivendita, a conferma della fiducia nel valore del giocatore e della volontà di mantenere una finestra sul suo percorso.

Addio a Pellegrino?

L’arrivo di un nuovo attaccante, pur con caratteristiche molto diverse da quelle di Pellegrino, potrebbe aprire la strada alla cessione dell’argentino. La Juventus si è mossa con anticipo, raccogliendo informazioni e valutando un affondo che al momento è in stand-by per motivi economici. Anche la Fiorentina resta vigile, ma prima di procedere vuole capire se riuscirà a piazzare uno tra Piccoli e Kean, così da liberare spazio e budget per un investimento importante.

Il Parma, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di fare sconti: per Pellegrino, considerato un talento di prospettiva, la richiesta resta non inferiore ai 30 milioni di euro. Una cifra che testimonia quanto il club creda nel valore del giocatore e che rende l’eventuale trattativa complessa ma non impossibile.

Il quadro è chiaro: El Bilal Touré è il nuovo rinforzo per l’attacco gialloblù, mentre attorno a Pellegrino il mercato potrebbe presto riaccendersi.

Mondiale 2030, per il Times Infantino avrebbe offerto la finale al Marocco in cambio di supporto

Mondiali 2030, rivelazione del Times: Infantino promette la finale al Marocco in cambio del sostegno alla sua candidatura

Il clima attorno alla posizione di Gianni Infantino continua a essere estremamente turbolento. Il presidente della FIFA ha convocato per oggi, mercoledì 5 agosto, una riunione del Consiglio Esecutivo a Rabat, con l’obiettivo di individuare una soluzione alla crisi politica e istituzionale che nelle ultime settimane ha messo in discussione la sua leadership.

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Secondo quanto riportato dal Times, Infantino avrebbe avanzato una proposta destinata a far discutere: offrire al Marocco la possibilità di ospitare la finale dei Mondiali 2030 a Casablanca, sottraendola così alla Spagna, che punta da tempo a organizzare l’atto conclusivo del torneo al Santiago Bernabéu di Madrid.

Gli scenari dietro la proposta

La proposta, secondo il quotidiano britannico, sarebbe fortemente politica. Infantino avrebbe promesso al Marocco la finale nel futuro stadio Hassan II, impianto progettato per ospitare circa 115.000 spettatori, in cambio del sostegno alla sua futura ricandidatura alla presidenza FIFA. Un passaggio non irrilevante: nel marzo 2027, proprio a Rabat, si terrà il prossimo Congresso FIFA, durante il quale verrà votato il presidente.

Il Marocco, già partner strategico di Infantino e parte della candidatura congiunta per il Mondiale 2030 insieme a Spagna e Portogallo, diventerebbe così un alleato decisivo nella partita politica che si sta aprendo all’interno della Federazione.

La posizione della Spagna

La Spagna, dal canto suo, non arretra. Continua a puntare con decisione sulla finale a Madrid, all’interno di un Mondiale che sarà condiviso con Marocco e Portogallo, e che vedrà le tre partite inaugurali disputarsi in Argentina, Uruguay e Paraguay. La federazione spagnola considera il Bernabéu la sede ideale per ospitare l’evento più prestigioso del torneo.

La decisione finale

L’ultima parola spetterà alla FIFA, ma la scelta non arriverà prima del Congresso del 2027. Molto dipenderà dall’esito delle votazioni e da chi guiderà la Federazione nei prossimi anni. Fino ad allora, gli equilibri politici continueranno a pesare quanto – se non più – quelli sportivi.

Torino-Vado 3-1, Kulenovic trascina i granata: doppietta e segnali positivi per Abate

Torino-Vado, quinta amichevole estiva per i granata: la squadra di Ignazio Abate si impone al Filadelfia grazie anche alla doppietta di Kulenovic

Il Torino di Ignazio Abate supera il Vado per 3-1 nella quinta amichevole della propria preparazione estiva. Al Filadelfia, davanti a una buona cornice di pubblico, i granata hanno controllato a lungo il test contro la formazione neopromossa in Serie C, mostrando alcuni progressi sul piano del gioco e della condizione fisica.

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Abate ha confermato il 3-4-2-1, cambiando diversi interpreti rispetto alle precedenti uscite. Tra i pali ha giocato Mascardi, con Comuzzo, Ismajili e Biraghi in difesa. In mezzo al campo spazio a Luongo e al nuovo acquisto Fitz-Jim, mentre Aboukhlal e Balcot hanno occupato le corsie esterne. Davanti, Adams e Casadei hanno agito alle spalle di Kulenovic.

Kulenovic firma una doppietta nel primo tempo

Il Torino ha iniziato con grande intensità. Dopo una prima occasione creata da Aboukhlal, il vantaggio è arrivato all’8’: Kulenovic ha approfittato di un’incertezza della difesa avversaria, trovando l’angolino con una conclusione precisa dall’interno dell’area.

I granata hanno continuato a gestire il possesso, concedendo pochissimo al Vado. Al 38’ è arrivato il raddoppio, ancora con Kulenovic. Il centravanti è stato il più rapido a intervenire sulla respinta generata da un tiro di Casadei, firmando così la propria doppietta personale.

Njie si ferma, Gabellini chiude la gara

Nella ripresa Abate ha aumentato le rotazioni. Alle spalle di Adams sono entrati Njie e Gaetano Oristanio, mentre Vlasic è stato provato a sorpresa in mediana accanto a Casadei.

Il Torino ha continuato a mantenere il controllo della partita, pur creando meno occasioni nitide. Al 72’ Njie è stato costretto a lasciare il campo dopo un colpo alla gamba sinistra. Le sue condizioni dovranno essere valutate nei prossimi giorni.

Il Vado ha accorciato le distanze al 78’ con Lischetti, bravo a superare Ismajili e battere Mascardi. Poco dopo Oristanio ha colpito il palo su assist di Simeone. Il definitivo 3-1 è arrivato all’88’, quando Tommaso Gabellini ha sfruttato un cross basso dalla sinistra.

Tra i segnali più positivi figurano la doppietta di Kulenovic, la prova di Fitz-Jim e gli ingressi di Gabellini, Simeone, Oristanio e Vlasic.

Chi è Daniel Jebbison, il nuovo obiettivo del Genoa per l’attacco: carriera e caratteristiche

Il Genoa mette gli occhi su Daniel Jebbison dopo lo stallo per Roberto Piccoli: alla scoperta del nuovo obiettivo per l’attacco rossoblù

Il Genoa guarda in Inghilterra per rinforzare il proprio reparto offensivo. Secondo quanto riportato da Sky Sport, l’ultima idea della società rossoblù porta a Daniel Jebbison, centravanti canadese classe 2003 di proprietà del Bournemouth.

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Il club ligure aveva effettuato un tentativo per Roberto Piccoli, ma la Fiorentina avrebbe momentaneamente messo in attesa i discorsi riguardanti l’attaccante. Il Genoa ha quindi iniziato a valutare soluzioni alternative e il nome di Jebbison è diventato uno dei profili più interessanti.

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Il nazionale canadese ha affrontato recentemente proprio la squadra allenata da Daniele De Rossi, segnando nell’amichevole vinta dal Bournemouth con il risultato di 10-1. Una prova che ha permesso alla dirigenza rossoblù di osservarne direttamente caratteristiche e condizione.

Chi è Daniel Jebbison: ruolo e struttura fisica

Nato in Ontario e cresciuto calcisticamente in Inghilterra, Jebbison è una punta centrale di circa 1,90 metri. Possiede una struttura longilinea, una falcata ampia e una mobilità superiore rispetto a quella di molti centravanti della sua altezza.

Non è un attaccante statico, abituato ad aspettare il pallone dentro l’area. Ama invece attaccare la profondità, muoversi lungo i canali e accompagnare le ripartenze con corse alle spalle della linea difensiva.

Può essere utilizzato da riferimento unico in un attacco a tre o nel 3-4-2-1, ma anche accanto a una seconda punta maggiormente portata al dialogo e alla costruzione della manovra.

La crescita nello Sheffield United

Jebbison si è trasferito con la famiglia in Inghilterra nel 2017, entrando successivamente nel settore giovanile dello Sheffield United. Il suo percorso verso la prima squadra è stato particolarmente rapido.

Il momento più importante della prima parte della sua carriera è arrivato il 16 maggio 2021. Alla prima presenza da titolare in Premier League, l’attaccante segnò il gol decisivo nella vittoria per 1-0 contro l’Everton a Goodison Park.

A soli 17 anni diventò così uno dei marcatori più giovani nella storia del campionato inglese. Per trovare maggiore continuità venne poi ceduto in prestito al Burton Albion, in League One, esperienza utile per abituarsi alla fisicità e al ritmo del calcio professionistico.

Tornato allo Sheffield United, nella stagione 2022/23 raccolse 19 presenze complessive e realizzò due reti.

Bournemouth, Watford e Preston

Nel 2024 Jebbison è passato al Bournemouth, società che ha deciso di investire sul suo potenziale. La prima parte dell’annata successiva è stata però trascorsa in prestito al Watford, dove non è riuscito a trovare grande continuità.

Rientrato ai Cherries nel gennaio 2025, ha segnato in FA Cup contro il West Bromwich Albion e ha trovato la prima rete in Premier League con il Bournemouth nella sfida contro il Manchester City.

Nella stagione 2025/26 è stato ceduto temporaneamente al Preston North End. In Championship ha disputato 38 partite di campionato, realizzando sei gol e ottenendo un minutaggio superiore rispetto alle esperienze precedenti.

Il successo con l’Inghilterra e la scelta del Canada

Prima di rappresentare il Canada, Jebbison ha giocato nelle selezioni giovanili dell’Inghilterra. Nel 2022 ha fatto parte della squadra vincitrice dell’Europeo Under 19, andando anche a segno durante il torneo.

Successivamente ha partecipato al Mondiale Under 20 del 2023. Nel 2025 ha scelto definitivamente la Nazionale canadese, iniziando il proprio percorso a livello internazionale con la selezione maggiore.

Caratteristiche tecniche di Jebbison

La qualità più evidente dell’attaccante è la capacità di attaccare lo spazio in velocità. Jebbison dispone di una buona progressione e può mettere in difficoltà i difensori quando trova campo davanti a sé.

È inoltre disponibile nel pressing, cerca di disturbare la prima costruzione avversaria e può offrire presenza fisica contro i centrali. Grazie alla propria altezza possiede anche potenziale nel gioco aereo, pur non risultando ancora dominante con continuità.

Deve migliorare nella protezione del pallone spalle alla porta, nella precisione delle sponde e nella scelta dell’ultima giocata. Anche la finalizzazione resta un aspetto da sviluppare: i sei gol segnati nell’ultima Championship descrivono un attaccante utile e dinamico, ma non ancora un realizzatore prolifico.

Cosa può portare Jebbison al Genoa

Nel Genoa di De Rossi potrebbe rappresentare un’alternativa atletica e di prospettiva. La sua capacità di allungare la squadra e attaccare la profondità si sposerebbe con la presenza di trequartisti tecnici alle spalle della punta.

Non arriverebbe come una certezza immediata in termini realizzativi, ma come un centravanti ancora modellabile, dotato di velocità, fisicità ed esperienza nei campionati inglesi. Prima di considerarlo un obiettivo concreto, però, bisognerà attendere eventuali sviluppi nei contatti tra il Genoa e il Bournemouth.

Mudryk torna in campo dopo 615 giorni: ovazione dei tifosi del Chelsea contro la Juventus

Mykhailo Mudryk rientra dopo la lunga squalifica per doping: l’attaccante ucraino torna in campo e lo fa durante l’amichevole tra Chelsea e Juventus

Mykhailo Mudryk è tornato a disputare una partita dopo 615 giorni di assenza. L’attaccante ucraino classe 2001 è entrato all’82’ dell’amichevole giocata a Hong Kong e persa dal Chelsea contro la Juventus, ritrovando ufficialmente il terreno di gioco dopo il lungo stop legato al caso doping.

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Il momento dell’ingresso in campo è stato accompagnato da una forte partecipazione emotiva. Tutti i componenti della panchina della squadra allenata da Xabi Alonso hanno applaudito Mudryk, mentre i numerosi sostenitori del Chelsea presenti sugli spalti gli hanno riservato una vera e propria ovazione.

Il caso doping e la squalifica di Mudryk

Il calciatore ucraino era stato sospeso alla fine del 2024, dopo essere risultato positivo al meldonium. All’inizio del 2026 era quindi arrivata una squalifica di quattro anni da parte della Football Association, provvedimento che avrebbe potuto condizionare pesantemente il prosieguo della sua carriera.

Mudryk ha sempre dichiarato la propria innocenza, sostenendo di non aver assunto consapevolmente alcuna sostanza proibita. Il suo caso ha però vissuto una svolta decisiva nel luglio del 2026, quando la WADA ha aggiornato i criteri utilizzati per la rilevazione del meldonium.

In base ai nuovi parametri, la concentrazione della sostanza riscontrata nell’organismo dell’esterno non sarebbe più stata considerata sufficiente per configurare una violazione delle norme antidoping.

L’accordo che ha permesso il ritorno al Chelsea

Dopo il cambiamento dei criteri, è stato raggiunto un accordo tra FA, WADA e il giocatore. La squalifica è stata così ridotta al periodo già scontato, pari a circa un anno e otto mesi, permettendo a Mudryk di tornare immediatamente a disposizione del Chelsea.

Il rientro è avvenuto nell’amichevole del 5 agosto 2026 contro la Juventus. Pur avendo giocato soltanto gli ultimi minuti, l’attaccante ha compiuto un passaggio particolarmente importante sul piano personale e professionale.

Adesso Mudryk dovrà recuperare gradualmente ritmo, condizione atletica e confidenza con la competizione. L’accoglienza ricevuta dalla squadra e dai tifosi rappresenta però un primo segnale positivo per l’inizio di una nuova fase della sua esperienza con il Chelsea.

Calciomercato Roma, è fatta per Nahuel Molina: accordo con l’Atletico Madrid

Nahuel Molina torna in Serie A con la Roma: l’ex Udinese è il nuovo rinforzo dei giallorossi. Accordo trovato per il trasferimento dall’Atletico Madrid

Nahuel Molina sarà un nuovo giocatore della Roma. Il club giallorosso ha definito gli ultimi dettagli dell’operazione con l’Atletico Madrid e attende ora l’arrivo in Italia dell’esterno argentino per completare visite mediche e firma sul contratto.

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L’accordo tra le società è stato raggiunto sulla base di circa 13 milioni di euro più 4 milioni di bonus. Anche l’intesa con il calciatore sui termini personali è stata definita: Molina si legherà alla Roma con un contratto a lungo termine, diventando un nuovo rinforzo per la squadra allenata da Gian Piero Gasperini.

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Roma-Molina, decisiva l’apertura dell’Atletico Madrid

L’Atletico Madrid aveva aperto alla partenza del terzino destro, permettendo alla dirigenza romanista di accelerare e arrivare alla chiusura dell’operazione. Restano soltanto gli ultimi passaggi formali prima dell’ufficialità.

La cessione dell’argentino, insieme a quella di Matteo Ruggeri all’Aston Villa, consentirà ai Colchoneros di liberare spazio e risorse per intervenire nuovamente sul mercato. Tra gli obiettivi del club spagnolo figura anche Cristian Romero, difensore del Tottenham seguito inoltre dall’Inter.

I numeri di Molina tra Udinese e Atletico Madrid

Per Molina si tratta di un ritorno nel campionato italiano. Il laterale aveva già vestito la maglia dell’Udinese dal 2020 al 2022, affermandosi come uno degli esterni più interessanti della Serie A.

Durante l’esperienza in Friuli ha realizzato 10 gol e 10 assist in 68 presenze, numeri che avevano convinto l’Atletico Madrid a investire sul suo cartellino. Con la formazione spagnola ha successivamente totalizzato 181 partite, mettendo a referto nove reti e 17 assist.

Esperienza internazionale per Gasperini

Molina porterà alla Roma esperienza, corsa e capacità di incidere nella metà campo avversaria. Le sue caratteristiche sembrano particolarmente adatte al sistema di Gasperini, che richiede agli esterni intensità, continuità nella spinta e presenza offensiva.

Il classe 1998 ha inoltre conquistato il Mondiale 2022 con l’Argentina e raggiunto la finale dell’edizione 2026. Dopo quattro anni trascorsi in Spagna, il terzino è ora pronto ad aprire un nuovo capitolo della propria carriera con la maglia giallorossa.

Giovanni Galli ricorda Franco Baresi: «Un uomo eccezionale, Maradona diceva che era difficilissimo saltarlo»

Giovanni Galli racconta il legame con Franco Baresi: l’ex portiere ricorda il proprio capitano in rossonero, scomparso pochi giorni fa

Giovanni Galli ha ricordato Franco Baresi, storico capitano e simbolo del Milan, nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport. L’ex portiere rossonero ha ripercorso gli anni condivisi con il difensore, soffermandosi sulle sue qualità umane, sulla leadership silenziosa e sull’incredibile capacità di interpretare il gioco.

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Il loro rapporto era iniziato con la maglia della Nazionale italiana, durante il Mondiale del 1982, prima di consolidarsi nel Milan capace di tornare sul tetto d’Europa alla fine degli anni Ottanta.

IL PRIMO INCONTRO IN NAZIONALE – «Conobbi Baresi in Nazionale, insieme vivemmo l’avventura dei Mondiali nel 1982, pur senza scendere in campo. Franco ha avuto la sfortuna di emergere mentre c’era un certo Scirea, altrimenti avrebbe chiuso a più di 100 partite con l’Italia. Ma già da avversario, quando lui era ancora un ragazzino, avevo capito di che pasta era fatto».

Baresi, leader attraverso l’esempio

Secondo Galli, Baresi non aveva bisogno di discorsi per conquistare il rispetto dello spogliatoio. Erano il comportamento quotidiano, la dedizione negli allenamenti e la continuità delle prestazioni a renderlo una guida naturale per i compagni.

LA LEADERSHIP SILENZIOSA – «Ebbi modo di conoscere a fondo la persona Baresi. Un uomo eccezionale e un esempio per tutti: con l’esempio. Fatti tanti, parole poche. Io non credo neppure che Baresi abbia voluto essere un leader, sono semmai gli altri che ne hanno riconosciuto il ruolo, anche attraverso gli sguardi e i silenzi. In quattro anni insieme avrà saltato sì e no tre allenamenti, parliamo di un giocatore fenomenale. Franco non era alto o muscoloso, anzi era magrolino, quasi minuto. Eppure io non ho mai visto nessuno avere quella forza nelle gambe. Poi era un maestro nelle letture tattiche, caratteristica che gli ha permesso di dominare nel calcio di Sacchi. Noi venivamo da Liedholm, che utilizzava la tattica del fuorigioco, ma in modo statico. Invece Arrigo voleva fossimo sempre aggressivi e dinamici, difendevamo andando in avanti e Baresi si esaltò ancora di più».

La Coppa dei Campioni del 1989

Tra i ricordi più emozionanti conservati da Galli c’è quello della finale di Coppa dei Campioni del 1989, vinta dal Milan contro la Steaua Bucarest a Barcellona. Un’immagine che racchiude la felicità di Baresi dopo gli anni difficili vissuti insieme al club.

LA FOTO DI BARCELLONA – «Custodisco gelosamente una foto. Barcellona 1989, abbiamo appena vinto la Coppa dei Campioni contro la Steaua. Il presidente della Uefa consegna il trofeo nelle braccia di Franco e io mi trovo lì, alle sue spalle. Mi viene spontaneo tirarlo su di peso proprio mentre lui solleva la Coppa al cielo. Uscì una foto di una purezza straordinaria. Riguardando quello scatto, vedo tutta la felicità del mondo negli occhi del Capitano. Lui che aveva sofferto tanto dentro e fuori dal campo, con e per il Milan, sacrificando un pezzo di carriera. Si meritava quella Coppa, perché dopo aver vissuto la Serie B aveva riportato il Diavolo dove deve stare, sopra tutto e tutti».

Il giudizio di Maradona su Baresi

Galli ha infine sottolineato la stima trasversale raccolta dal capitano rossonero anche tra avversari e tifosi rivali. A confermare il valore del difensore erano state anche le parole di Diego Armando Maradona, suo successivo compagno al Napoli.

LA STIMA DEGLI AVVERSARI – «Non ho mai sentito da un rivale una brutta parola su Baresi. Calciatori come lui o Paolo Maldini non hanno difetti, non si possono criticare o attaccare in alcun modo. Per questo immagino che pure tanti tifosi di altre squadre abbiano pianto in questi giorni di lutto. Maradona, con cui giocai poi a Napoli, mi diceva che era difficilissimo saltare Baresi. E se lo diceva Diego…».

Caso Abisso, ricorso vinto e dismissione sospesa dalla CAN: l’arbitro ammesso al raduno in sovrannumero

Rosario Abisso ottiene la sospensione del provvedimento della sospensione dalla CAN dopo aver presentato ricorso: a settembre la decisione finale

Primo passaggio favorevole per Rosario Abisso davanti al Tribunale Federale Nazionale. La Sezione Disciplinare, con un’ordinanza depositata il 4 agosto 2026, ha sospeso l’efficacia del provvedimento attraverso il quale l’arbitro palermitano era stato escluso dall’organico della CAN per la stagione 2026/27.

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Abisso era stato dismesso nel mese di luglio insieme a Marco Piccinini e Ivano Pezzuto per “limiti di permanenza nel ruolo”. Erano invece usciti dagli organici per “motivate valutazioni tecniche” Luca Massimi e Federico Dionisi. Tutti e cinque avevano successivamente partecipato al corso di qualificazione presso il Centro VAR di Lissone, venendo inseriti nel ruolo dei VMO.

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Il direttore di gara della sezione di Palermo non aveva però accettato la decisione, presentando ricorso contro l’Associazione Italiana Arbitri, la FIGC, Mario Peri e Paride Tremolada. La contestazione riguarda principalmente l’interpretazione utilizzata per calcolare la sua anzianità di servizio e, di conseguenza, il limite massimo di permanenza nella categoria.

Il TFN sospende la dismissione di Abisso

La decisione assunta dal Tribunale non rappresenta ancora un giudizio definitivo sulla legittimità del provvedimento. Si tratta infatti di una misura cautelare, adottata in attesa dell’esame completo del ricorso.

Nell’ordinanza, il TFN precisa di essere intervenuto «non definitivamente pronunciando, impregiudicata ogni valutazione sul rito e sul merito del ricorso».

Dopo l’udienza del 4 agosto, il Tribunale ha ritenuto presenti le condizioni per accogliere parzialmente la richiesta presentata dal legale dell’arbitro, l’avvocato Andrea Capone. Nel dispositivo viene infatti spiegato che il TFN, «ritenuti sussistenti i presupposti per l’accoglimento parziale della domanda cautelare», ha disposto la sospensione dell’efficacia del provvedimento impugnato.

Abisso parteciperà al raduno CAN di Cascia

L’effetto immediato dell’ordinanza riguarda la partecipazione di Abisso al raduno precampionato degli arbitri della CAN, in programma a Cascia a partire dal 6 agosto 2026.

Il Tribunale ha disposto «per l’effetto, l’ammissione del medesimo in sovrannumero al raduno precampionato degli arbitri della CAN».

Abisso potrà quindi prendere parte alla preparazione insieme agli altri direttori di gara, pur non essendo ancora stato formalmente reintegrato nell’organico. L’ammissione in sovrannumero impedisce che la dismissione produca immediatamente tutti i propri effetti prima della pronuncia definitiva.

Decisione rinviata al 3 settembre

La partita giudiziaria resta dunque aperta. Il TFN ha fissato l’udienza di merito per il 3 settembre 2026 alle ore 10, con svolgimento in videoconferenza. Soltanto in quella sede verrà stabilito se Abisso potrà essere reintegrato definitivamente tra gli arbitri a disposizione della CAN.

La segreteria dell’AIA dovrà inoltre notificare il ricorso e l’ordinanza a tutti i controinteressati, ovvero agli arbitri inseriti nella graduatoria finale di merito della CAN al 30 giugno 2026.

Per il momento, Abisso ha ottenuto un primo risultato significativo: la sospensione della dismissione e la possibilità di partecipare al raduno precampionato. La decisione definitiva sulla sua permanenza negli organici arbitrali arriverà però soltanto nel mese di settembre.

Obrador in pole per il Sassuolo sulla sinistra, Valeri l’alternativa: a destra c’è Darmian

Sassuolo, doppia ricerca sulle fasce: Obrador favorito a sinistra con Valeri in corsa, a destra spunta l’opzione Darmian

Il Sassuolo è al lavoro per rinforzare entrambe le corsie difensive, con l’obiettivo di consegnare a mister e dirigenza un reparto più completo e competitivo in vista della nuova stagione. La priorità riguarda il terzino sinistro, ruolo per cui il nome in cima alla lista resta Rafa Obrador.

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Il classe 2004, rientrato al Benfica dopo il prestito al Torino, è considerato il profilo ideale per caratteristiche tecniche e prospettiva. I dialoghi tra i neroverdi e il club portoghese sono già avviati e proseguono con continuità, nella speranza di trovare un’intesa che possa portare il giovane laterale in Emilia.

L’alternativa resta Emanuele Valeri del Parma, giocatore più esperto e già rodato in Serie A. Il suo nome rimane sul tavolo come soluzione concreta nel caso in cui l’operazione Obrador dovesse complicarsi o richiedere tempi più lunghi. Sassuolo valuta entrambe le piste, consapevole della necessità di chiudere almeno un innesto sulla fascia sinistra per completare la rosa.

Parallelamente, il club neroverde è attivo anche sulla fascia destra, dove si cerca un profilo di maggiore esperienza. In questo senso, una candidatura credibile è quella di Matteo Darmian, svincolato a 36 anni dopo la fine della sua avventura con l’Inter. La sua duttilità, la conoscenza del campionato e la capacità di ricoprire più ruoli difensivi lo rendono un’opzione valutata con attenzione, soprattutto per dare solidità immediata a un reparto che ha bisogno di certezze.

Il Sassuolo, dunque, si muove su un doppio binario: giovani di prospettiva per la corsia sinistra e esperienza per quella destra. Una strategia chiara, che punta a bilanciare freschezza e affidabilità, con l’obiettivo di costruire una linea difensiva più completa e competitiva.

Romero Inter, non si fa! Su di lui piomba l’Atletico Madrid di Simeone: gli scenari

Romero‑Inter, operazione in frenata: sull’argentino irrompe l’Atlético di Simeone, cambiano gli scenari di mercato

Simeone chiama, e Romero risponde: il difensore argentino è sempre più attratto dall’idea di trasferirsi all’Atlético Madrid, che sta preparando la prima mossa ufficiale per portarlo a Madrid. Secondo quanto riportato da Marca, il club rojiblanco è pronto a presentare al Tottenham un’offerta da 30 milioni di euro, puntando forte sul classe 1998 ex Atalanta e Genoa.

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Sull’argentino, però, non c’è solo l’Atlético. Anche l’Inter si è inserita con decisione nella corsa, proponendo una formula più ricca: 35 milioni di euro più 5 milioni di bonus. Una proposta che testimonia quanto il club nerazzurro consideri Romero un profilo ideale per rinforzare la difesa. Prima di affondare il colpo, però, l’Inter deve risolvere un passaggio fondamentale: trovare una nuova sistemazione a Benjamin Pavard, rientrato a Milano dopo il prestito al Marsiglia e destinato a lasciare nuovamente i nerazzurri.

Romero, intanto, resta sotto contratto con il Tottenham fino al giugno 2029, con uno stipendio da 6 milioni di euro netti a stagione. Un ingaggio importante, che rappresenta un ulteriore elemento da considerare nelle trattative in corso. Il club inglese, allenato da Roberto De Zerbi, non ha ancora preso una decisione definitiva, ma è consapevole dell’interesse crescente attorno al suo difensore.

Nel frattempo, l’Atlético Madrid si prepara a fare cassa con due cessioni in uscita che possono agevolare l’assalto a Romero. Il club sta infatti definendo la partenza dell’italiano Matteo Ruggeri (classe 2002, ex Atalanta) verso l’Aston Villa, mentre l’argentino Nahuel Molina (classe 1998, ex Udinese) è destinato alla Roma. Due operazioni che liberano spazio economico e tecnico, rendendo più agevole l’ingresso di un nuovo difensore centrale nel progetto di Simeone.

Il quadro è chiaro: l’Atlético spinge, l’Inter rilancia, il Tottenham attende. E Cuti Romero, chiamato dal Cholo, sembra sempre più pronto a rispondere.

Malagò annuncia il ritorno di Zola in azzurro: «Sarà il coordinatore dei progetti delle attività giovanili»

Nazionale, Malagò definisce il nuovo incarico di Zola: «Sarà il coordinatore dei progetti delle attività giovanili»

Gianfranco Zola è ufficialmente il nuovo coordinatore dei progetti delle attività giovanili azzurre. L’annuncio è arrivato direttamente dal presidente del CONI, Giovanni Malagò, che ha confermato il nuovo incarico del dirigente sardo all’interno della struttura federale. “Gianfranco Zola sarà il coordinatore dei progetti delle attività giovanili”: con queste parole Malagò ha presentato il ruolo che l’ex attaccante ricoprirà in Nazionale, come riportato dall’ANSA. L’attuale vicepresidente vicario della Lega Pro affiancherà dunque alle sue funzioni dirigenziali anche la guida dei programmi dedicati ai giovani.

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Il numero uno della FIGC ha sottolineato quanto questa scelta sia stata condivisa e fortemente sostenuta: “Io e Ranieri l’abbiamo fortemente voluto”. Una dichiarazione che evidenzia la fiducia riposta in Zola e la volontà di affidare a una figura di grande esperienza la crescita delle nuove generazioni azzurre.

Zola, che negli ultimi anni ha svolto un ruolo importante all’interno della Lega Pro, aggiunge così un nuovo tassello alla sua carriera dirigenziale. Malagò ha rimarcato le qualità che hanno portato alla sua nomina: “Il carisma di Zola, la sua preparazione e il suo impegno verso i giovani mostrato in questi anni in Lega Pro rappresentano la base migliore per costruire il nostro futuro”. Parole che confermano quanto il suo profilo sia considerato ideale per guidare un settore strategico come quello delle giovanili.

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Per Zola si tratta anche di un ritorno in Azzurro. L’ex bomber di Cagliari e Chelsea, tra le altre, ha già allenato l’Italia Under 21 tra il 2006 e il 2008, maturando un’esperienza significativa nel lavoro con i giovani talenti. Nel suo percorso dirigenziale figurano inoltre incarichi come rappresentante del Chelsea, vicepresidente vicario della Lega Pro e, da oggi, coordinatore delle giovanili azzurre.

Un profilo di prestigio che la Federazione ha scelto per dare continuità e visione al futuro del movimento calcistico italiano.

COMUNICATO Gianfranco Zola torna a vestire l’Azzurro ed entra nel Club Italia con il ruolo di coordinatore dei progetti delle attività giovanili. Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò, e quello del Club Italia, Claudio Ranieri, lo hanno fortemente voluto per completare i quadri della struttura federale che sovrintende alla gestione e allo sviluppo di tutte le rappresentative azzurre, condividendone la scelta con il presidente della Lega Pro, Matteo Marani, di cui Zola continuerà a essere vice presidente vicario“.

Lukaku assente dal ritiro del Napoli: nessun caso interno, concordati due giorni extra di permesso

Lukaku non ha raggiunto il ritiro azzurro: tutto concordato con Manna, due giorni di permesso e nessuno strappo con il club

Romelu Lukaku non ha ancora raggiunto i compagni nel ritiro di Castel di Sangro, ma in casa Napoli non si registra alcun caso disciplinare né tensione interna.

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L’assenza dell’attaccante belga, infatti, è legata esclusivamente a un permesso aggiuntivo concordato con la società e con il direttore sportivo Giovanni Manna, che gli ha concesso due giorni in più per risolvere alcune questioni personali dopo il periodo di vacanza seguito al Mondiale disputato con il Belgio.

Il club azzurro aveva inizialmente previsto l’arrivo di Lukaku nella giornata di oggi, ma la richiesta del giocatore è stata accolta senza problemi, proprio per evitare sovrapposizioni con impegni privati già fissati. Da Castel di Sangro filtra totale serenità: non ci sono strappi, incomprensioni o segnali di malcontento, e la società conferma che tutto procede secondo i nuovi accordi.

Lukaku è atteso nel ritiro tra due o tre giorni, tempistica che permetterà allo staff tecnico di inserirlo gradualmente nel programma di lavoro in vista della stagione 2026/27. Il Napoli considera l’attaccante un elemento centrale del progetto e non vuole creare pressioni inutili in una fase in cui la squadra sta costruendo la propria condizione fisica e mentale.

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La sua presenza sarà comunque fondamentale per completare il gruppo a disposizione dell’allenatore, che attende di poter lavorare con l’intero reparto offensivo. L’arrivo del belga, inoltre, consentirà di iniziare le prime prove tattiche con lui al centro dell’attacco, ruolo in cui il club punta a valorizzarlo dopo l’investimento fatto in estate.

In sintesi, nessun caso Lukaku: solo un permesso concordato, piena sintonia con la società e un rientro previsto a breve. Il Napoli attende il suo numero nove con tranquillità, pronto a inserirlo nel lavoro quotidiano non appena arriverà a Castel di Sangro.

Molina vicino alla Roma: intesa economica con l’Atlético Madrid, 13 milioni più bonus

Roma, intesa raggiunta per Nahuel Molina: accordo con l’Atlético Madrid da 13 milioni più bonus per il terzino argentino

La Roma è sempre più vicina a chiudere uno dei colpi più significativi della sua estate: Nahuel Molina si prepara a diventare un nuovo giocatore giallorosso. Il club ha infatti raggiunto un’intesa con l’Atlético Madrid per il trasferimento dell’esterno argentino, fissato su una base di 13 milioni di euro più 4 milioni di bonus, una cifra che conferma la volontà della società di rafforzare in modo deciso le corsie laterali a disposizione di Gasperini.

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Le due società stanno ora lavorando alla definizione degli ultimi dettagli dell’operazione, passaggi necessari prima di programmare le visite mediche e la firma del contratto. Si tratta di aspetti burocratici e tecnici che richiedono ancora qualche giorno, ma la trattativa è considerata sostanzialmente chiusa: salvo sorprese, Molina vestirà la maglia della Roma nella stagione 2026/27.

Per l’argentino si tratterebbe di un ritorno in Serie A, un campionato che conosce bene grazie all’esperienza con l’Udinese, dove si era imposto come uno dei terzini più completi e dinamici del torneo. Il passaggio all’Atlético Madrid gli aveva permesso di misurarsi a livelli più alti, ma nelle ultime stagioni il suo spazio si era progressivamente ridotto, spingendolo a valutare con interesse la possibilità di una nuova avventura.

La Roma, dal canto suo, considera Molina un profilo ideale per il progetto tecnico: duttilità, corsa, capacità di incidere in entrambe le fasi e un’esperienza internazionale che può elevare il livello della rosa. L’arrivo dell’argentino si inserisce in una strategia chiara, che punta a costruire una squadra più profonda e competitiva, capace di affrontare con ambizione la nuova stagione.

Con gli ultimi dettagli in via di definizione, l’operazione è ormai alle battute finali: Molina è pronto a lasciare Madrid e a riabbracciare il calcio italiano.

Zirkzee si avvicina alla Juventus: lo United apre alla possibilità del prestito

La Juventus punta forte su Zirkzee: apertura del Manchester United al prestito, si prepara il colpo per completare l’attacco

La Juventus continua a essere una delle protagoniste più attive di questo mercato estivo, decisa a costruire un reparto offensivo di altissimo livello per la stagione 2026/27. Dopo aver chiuso due operazioni di grande peso come gli arrivi di Kolo Muani e Alajbegovic, la dirigenza bianconera ha accelerato anche su un altro profilo di primissima fascia: Joshua Zirkzee. Lo riporta Di Marzio.

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Il club torinese ha intensificato i contatti con l’agente Kia Joorabchian e con il Manchester United, che ha già aperto alla possibilità di cedere l’attaccante olandese in prestito. Una disponibilità che ha dato ulteriore slancio alla trattativa, permettendo alla Juventus di posizionarsi in prima fila per un giocatore che, per caratteristiche tecniche e fisiche, si incastrerebbe perfettamente nel progetto di Spalletti.

Zirkzee è un profilo che Frederic Massara conosce bene: il dirigente bianconero aveva provato a portarlo alla Roma già in passato, quando l’attaccante era uno dei talenti emergenti più interessanti della Serie A. Oggi, con la Juventus, Massara ha finalmente la possibilità di affondare il colpo, forte di una strategia chiara e di un reparto offensivo che punta a un mix di qualità, profondità e soluzioni diverse.

L’arrivo dell’ex Bologna permetterebbe ai bianconeri di completare un attacco di livello europeo, con interpreti capaci di alternarsi, coesistere e garantire un ventaglio di opzioni tattiche molto ampio. Zirkzee, per stile di gioco, rappresenterebbe un complemento ideale a Kolo Muani: più associativo, più tecnico, più incline a muoversi tra le linee e a creare superiorità numerica. Una coppia che, sulla carta, potrebbe diventare una delle più intriganti del campionato.

Su Mateo Pellegrino, invece, la Juventus mantiene una posizione più defilata. L’attaccante del Parma resta un nome monitorato, un’opzione sullo sfondo che potrebbe tornare d’attualità solo nel caso in cui la trattativa per Zirkzee dovesse complicarsi. Al momento, però, la priorità è chiaramente l’olandese: la Juventus ha scelto di puntare forte su di lui e sta lavorando per chiudere l’operazione nel più breve tempo possibile.

La sensazione è che il club bianconero voglia costruire un reparto offensivo capace di fare la differenza non solo in Serie A, ma anche in Europa. L’arrivo di Kolo Muani ha già alzato il livello, quello di Alajbegovic aggiunge prospettiva e fisicità, mentre Zirkzee rappresenterebbe il tassello ideale per completare un puzzle offensivo ambizioso e moderno.

La trattativa prosegue con continuità, i dialoghi sono costanti e la Juventus appare determinata a portare a Torino uno dei talenti più ricercati del mercato. Il nome di Pellegrino resta lì, sullo sfondo, ma oggi il futuro dell’attacco bianconero sembra scritto: la strada porta dritta a Joshua Zirkzee.

San Paolo, Nicolas Bosshardt indagato per omicidio stradale e corsa clandestina: sospesa la patente

Nicolas Bosshardt accusato di omicidio stradale e corsa clandestina dopo un incidente mortale a Barueri nel quale ha perso la vita un anziano

Nicolas Bosshardt, terzino sinistro di 19 anni del San Paolo, è indagato per omicidio stradale in seguito alla morte di Paulo Rodrigues, uomo di 84 anni investito a Barueri, nell’area metropolitana della città brasiliana.

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Il giovane calciatore dovrà rispondere anche dell’ipotesi di partecipazione a una corsa clandestina su strada pubblica. L’accusa si basa, tra gli altri elementi, sulla testimonianza resa da una persona presente nella zona al momento dell’incidente.

Bosshardt è stato arrestato in flagranza nella notte di lunedì 3 agosto ed è stato rilasciato il giorno successivo, dopo l’udienza di convalida. La giudice Marilia Bonafe Froment ha ritenuto presenti elementi sufficienti per proseguire le indagini, ma ha escluso che la gravità della condotta contestata rendesse necessaria la custodia cautelare.

Le misure disposte dal tribunale

Il tribunale ha imposto al difensore alcune misure restrittive. Bosshardt dovrà comparire mensilmente davanti all’autorità giudiziaria, mantenere aggiornato il proprio indirizzo e non potrà allontanarsi dal luogo di residenza per più di otto giorni senza preventiva comunicazione.

È stata inoltre disposta la sospensione della patente di guida. Il test dell’etilometro effettuato dopo l’incidente ha dato esito negativo.

Il calciatore e i suoi avvocati negano la partecipazione a qualsiasi gara clandestina e sostengono che la vittima stesse attraversando la carreggiata fuori dalle strisce pedonali e in un punto non consentito. La difesa sottolinea inoltre che Bosshardt è rimasto sul posto, ha chiamato i soccorsi e si è successivamente recato alla stazione di polizia. Nella propria deposizione, il giocatore ha negato di procedere a velocità elevata.

La carriera di Nicolas Bosshardt al San Paolo

Bosshardt è entrato nel settore giovanile del San Paolo nel 2018, completando l’intero percorso fino all’Under 20. Ha vinto per due volte la Coppa del Brasile Under 20, nel 2024 e nel 2025, segnando anche nella finale contro l’América Mineiro.

Il terzino ha svolto un periodo di prova allo Stoccarda ed è stato seguito anche da osservatori del Barcellona. In possesso della doppia cittadinanza brasiliana e svizzera, è monitorato dalle selezioni giovanili elvetiche.

Nel 2025 ha totalizzato 40 presenze, 10 gol e 11 assist con l’Under 20, guadagnandosi la promozione in prima squadra sotto la guida di Hernán Crespo. Con la formazione professionistica del San Paolo ha finora raccolto sette presenze.

UEFA, cambiano squalifiche e recupero: le nuove regole dalla stagione 2026/27

UEFA, due importanti modifiche al regolamento a partire dalla prossima stagione: ecco cosa cambia per il 2026/27

La UEFA ha annunciato due novità regolamentari destinate a entrare in vigore a partire dalla stagione 2026/27. Le modifiche riguardano il funzionamento degli orologi negli stadi durante il recupero e il sistema delle squalifiche per cumulo di ammonizioni nelle competizioni europee per club.

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L’obiettivo è aggiornare norme considerate ormai superate e adattare i regolamenti al nuovo formato di Champions League, Europa League e Conference League.

Gli orologi continueranno durante il recupero

La prima novità interessa i cronometri presenti all’interno degli impianti. Fino a oggi, gli orologi si fermavano al 45’ e al 90’, senza mostrare agli spettatori il tempo trascorso durante i minuti di recupero.

La UEFA ha deciso di superare questa impostazione, nata quando i tifosi non disponevano degli strumenti tecnologici oggi utilizzati per controllare in tempo reale l’andamento della partita.

Dalla stagione 2026/27, il cronometro continuerà quindi a fornire indicazioni anche dopo la conclusione del tempo regolamentare. Sugli schermi saranno visualizzati i minuti aggiuntivi attraverso formule come 45’+X e 90’+Y. In questo modo, anche il pubblico presente sugli spalti potrà conoscere con maggiore precisione il tempo effettivamente disputato durante il recupero.

Squalifica dopo quattro cartellini gialli

La seconda modifica riguarda le squalifiche per cumulo di ammonizioni. Con l’introduzione della nuova fase campionato, il numero delle partite di Champions League ed Europa League è passato da sei a otto, aumentando il rischio di assenze determinate dai cartellini gialli.

In precedenza, un calciatore veniva fermato dopo la terza ammonizione. Le successive squalifiche scattavano al quinto, al settimo e al nono cartellino.

Con il nuovo regolamento, il primo turno di stop arriverà invece dopo quattro ammonizioni. Successivamente, la squalifica continuerà a scattare ogni due cartellini: il giocatore sarà quindi fermato al sesto, all’ottavo, al decimo e così via.

La UEFA ha esteso la modifica anche alla Conference League, nonostante la sua fase campionato preveda ancora sei partite. La decisione permette di uniformare il regolamento delle tre competizioni e di evitare complicazioni in caso di trasferimento di un calciatore durante il mercato invernale.

Chi è Jay Robinson, il talento inglese scelto dal Monza: carriera, ruolo e caratteristiche

Monza, accordo con il Southampton per l’arrivo di Jay Robinson: l’esterno 19enne è pronto allo sbarco in Serie A. Ecco chi è

Il Monza piazza un rinforzo a sorpresa per il proprio reparto offensivo. Il club brianzolo ha infatti raggiunto un accordo con il Southampton per l’arrivo di Jay Robinson, esterno inglese classe 2007 considerato uno dei giovani più interessanti cresciuti nell’Academy dei Saints.

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Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, l’operazione è stata definita con la formula del prestito secco. Il Monza potrà così inserire nella propria rosa un calciatore giovane, rapido e versatile, già capace di confrontarsi con il calcio professionistico inglese nonostante la giovane età.

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Chi è Jay Robinson: età, ruolo e caratteristiche fisiche

Il nome completo del nuovo rinforzo biancorosso è Jay Steven Robinson. Nato il 15 marzo 2007 a Hounslow, nell’area di Londra, è alto circa 1,76 metri ed è un calciatore di piede destro.

Il suo ruolo principale è quello di esterno offensivo sinistro, posizione dalla quale può rientrare sul piede forte e attaccare centralmente. Robinson può però essere utilizzato anche da trequartista, sulla fascia destra, come seconda punta oppure in uno dei due ruoli alle spalle del centravanti.

Non si tratta di un’ala legata esclusivamente alla linea laterale. Il giovane inglese ama entrare nei mezzi spazi, ricevere tra le linee e puntare frontalmente la difesa avversaria.

La crescita nel settore giovanile del Southampton

Robinson è entrato nell’Academy del Southampton all’età di 12 anni, bruciando rapidamente le tappe. Le sue qualità gli hanno permesso di debuttare con l’Under 21 a soli 15 anni, confrontandosi con calciatori più grandi e fisicamente più sviluppati.

Nel luglio del 2024 ha firmato il primo contratto professionistico. Nella stagione precedente aveva totalizzato 27 presenze e 6 gol con le varie formazioni giovanili del club, alternandosi tra il ruolo di esterno e quello di trequartista.

La crescita è proseguita nell’annata successiva, durante la quale ha realizzato 7 reti e 2 assist con l’Under 21. Nel febbraio del 2025 è stato inoltre inserito tra i candidati al premio di miglior giocatore del mese della Premier League 2.

Il debutto in Premier League e l’esperienza in Championship

Il primo importante traguardo della sua carriera è arrivato il 12 aprile 2025, quando ha esordito in Premier League contro l’Aston Villa. Pochi giorni dopo il Southampton gli ha fatto firmare un contratto fino al 2029, dimostrando di credere fortemente nelle sue potenzialità.

Nel finale di quella stagione Robinson ha raccolto quattro presenze nel massimo campionato inglese, trovando anche spazio da titolare contro l’Arsenal.

Nell’annata 2025/26 ha ottenuto maggiore continuità in Championship, disputando 44 partite e mettendo a referto 4 gol e 2 assist. La prima rete tra i professionisti è arrivata contro l’Ipswich Town, con un colpo di testa che gli è valso anche il riconoscimento di migliore in campo.

Le caratteristiche tecniche di Jay Robinson

La qualità più evidente di Robinson è la capacità di condurre il pallone ad alta velocità. Possiede un’accelerazione brillante, un buon controllo nello stretto e una notevole rapidità nei cambi di direzione.

Partendo da sinistra tende ad accentrarsi per combinare con i compagni o cercare la conclusione. Sa però anche andare sul fondo, caratteristica che gli consente di non diventare prevedibile. Mostra inoltre buone qualità nel gioco tra le linee e nel ricevere sul mezzo giro.

Tra i suoi punti di forza figurano il dribbling, la capacità di creare superiorità numerica, l’attacco dell’area e la versatilità tattica. Può ancora migliorare nella fase senza pallone, nei tempi del pressing e nella precisione dell’ultima giocata.

Dal punto di vista fisico dispone di agilità e buona falcata, ma dovrà aumentare forza e resistenza nei duelli per adattarsi completamente al calcio italiano.

Cosa può portare Robinson al Monza

Il Monza accoglie un calciatore di grande prospettiva, già abituato al calcio professionistico ma ancora dotato di ampi margini di miglioramento. Robinson può aggiungere velocità, imprevedibilità e qualità nel dribbling negli ultimi trenta metri.

Potrà essere impiegato da esterno sinistro in un 4-2-3-1, da trequartista laterale nel 3-4-2-1 o come seconda punta in un attacco mobile. Non va considerato immediatamente come un trascinatore, ma come un giovane talento da valorizzare attraverso continuità, fiducia e lavoro tattico.

Il prestito al Monza rappresenta quindi un’opportunità importante per entrambe le parti: il club brianzolo inserisce un elemento capace di accendere la manovra offensiva, mentre Robinson potrà misurarsi con un nuovo campionato e accelerare il proprio percorso di crescita.

Calciomercato Napoli, torna di moda Atubolu: sfida alla Juventus per il portiere del Friburgo

Napoli su Noah Atubolu: il portiere tedesco torna nella lista di mercato, con Milinkovic Savic in uscita dai partenopei. Il piano d’azione

Il Napoli torna a pensare a Noah Atubolu per rinforzare la porta. Il portiere classe 2002 del Friburgo, già seguito in passato dalla dirigenza partenopea, sarebbe nuovamente entrato nella lista degli obiettivi del club azzurro. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport, che evidenzia anche la possibile concorrenza della Juventus.

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La società campana si prepara ad accelerare sul mercato dopo la cessione di Gutierrez al Bayer Leverkusen, operazione che ha garantito una plusvalenza importante. Oltre al nuovo portiere, restano aperte le ricerche di un difensore centrale e di un’alternativa a Giovanni Di Lorenzo.

Atubolu-Napoli, possibile contatto con l’entourage

Il profilo di Atubolu era stato valutato già un anno fa, prima della scelta di puntare su Vanja Milinkovic-Savic. L’interesse, però, non sarebbe mai scomparso e ora potrebbe trasformarsi in una vera trattativa.

«Il centrale, il vice Di Lorenzo, ma non solo. Il via della stagione si avvicina e il Napoli ha deciso di tuffarsi seriamente sul mercato. La cessione di Gutierrez al Bayer Leverkusen ha permesso al club di fare una plusvalenza importante e di dare un po’ di respiro alle casse. Ora, però, Allegri e i tifosi aspettano rinforzi. A partire dal difensore centrale. Benoit Badiashile è sempre più vicino al Napoli: dopo aver aperto alla formula del prestito con diritto di riscatto, il Chelsea sembrerebbe pronto ad accontentarsi di incassare eventualmente 15 milioni la prossima estate, mentre 3 milioni saranno versati subito per il prestito oneroso. Insomma, la necessità dei Blues di vendere sta aiutando il Napoli a portare i Blues ad accogliere la proposta azzurra. Per il terzino, invece, non c’è fretta e Costantino Favasuli del Catanzaro resta in pole position. Ma la novità di queste ultime ore riguarda il portiere. Milinkovic Savic resta in uscita, nel frattempo il Napoli è tornato a sondare il mercato e a riaprire vecchi file: un anno fa, Manna mise gli occhi su Noah Atubolu, portiere del Friburgo. Conte gli preferì Milinkovic, ma l’interesse del Napoli è rimasto intatto. Tanto che adesso il portiere tedesco è tornato a essere un pensiero forte nel quartier generale del Napoli».

Il Friburgo chiede 15 milioni

L’entourage del portiere è atteso in Italia e potrebbe incontrare sia il Napoli sia la Juventus. Atubolu avrebbe già rifiutato più volte il rinnovo con il Friburgo e vorrebbe misurarsi con la Serie A.

Il club tedesco valuta il cartellino circa 15 milioni di euro, cifra che il Napoli potrebbe finanziare attraverso la cessione di Milinkovic-Savic. Atubolu rappresenterebbe inoltre un investimento a lungo termine, considerando anche la scadenza contrattuale di Alex Meret.

I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il ritorno di fiamma potrà trasformarsi in un affare concreto.

Modric esalta il Milan e ricorda Baresi: «Vincere un trofeo per Franco sarebbe un sogno. Voglio Leao nella mia squadra»

Luka Modric tra il ricordo di Franco Baresi e gli obiettivi del nuovo Milan: il centrocampista croato si esprime così nel giorno del derby con l’Inter

Nel giorno dell’amichevole estiva contro l’Inter, Luka Modric ha parlato per la prima volta dopo il rinnovo del contratto con il Milan. Intervistato da La Gazzetta dello Sport, il centrocampista croato ha affrontato numerosi argomenti legati al presente e al futuro della formazione rossonera.

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Il ricordo di Franco Baresi, la voglia di riscattare il deludente finale della scorsa stagione, le prime impressioni su Ruben Amorim e il giudizio sui compagni hanno caratterizzato le parole del Pallone d’Oro. Modric ha inoltre ribadito il proprio desiderio di conquistare finalmente un trofeo con la maglia del Milan.

Modric ricorda Franco Baresi

La scomparsa dello storico capitano rossonero ha colpito profondamente il centrocampista, da sempre legato al Milan e ai grandi campioni che ne hanno scritto la storia.

IL RICORDO DI BARESI – «Baresi per me rappresentava l’essenza del Milan. Era, se non il più grande, uno dei più grandi simboli di questo club, una persona molto umile, un leader che guidava con l’esempio. È una perdita enorme per il Milan, per tutti i milanisti. L’ho incontrato qualche anno fa, quando giocavo con il Real Madrid e a Los Angeles abbiamo sfidato il Milan. Non ho mai avuto l’opportunità di parlare con lui, ma è uno di quei giocatori che, quando da bambino ti innamori di un club, prendi come esempio. Anche se non giocava nel mio ruolo, lo ammiravo e pensavo: ‘È così che bisogna comportarsi e giocare a calcio’».

Modric ha poi spiegato quanto Baresi abbia contribuito alla sua passione per i colori rossoneri, insieme al connazionale Zvonimir Boban.

L’AMORE PER IL MILAN – «Mi è sempre piaciuto il Milan fin da bambino e l’ho seguito prima di tutto per Zvonimir Boban, ma anche per giocatori come Franco e altri grandi campioni rossoneri. Lui era il capitano ed era sicuramente un’ispirazione per tutti i tifosi del Milan».

La leadership silenziosa di Baresi

Il croato ha riconosciuto alcune somiglianze tra il proprio modo di vivere lo spogliatoio e quello dell’ex numero 6. Entrambi vengono descritti come leader poco inclini ai discorsi, ma capaci di trascinare attraverso il comportamento.

LEADER CON L’ESEMPIO – «Sì, Baresi era soprattutto un leader con l’esempio. Non parlava molto, era umile e per me ciò che lo descrive meglio è il modo in cui è tornato dall’intervento chirurgico al menisco per prendere parte alla finale del Mondiale contro il Brasile. Era quasi impossibile riuscire a recuperare e invece si prese anche la responsabilità di calciare uno dei rigori. Io mi sono trovato in una situazione simile: quando giochi per la tua nazionale e devi tirare un rigore, non è facile. Questo dice tanto su di lui, sulla sua personalità e sulla sua leadership».

La squadra rossonera avrà ora una motivazione ulteriore: provare a conquistare un titolo da dedicare al proprio storico capitano.

UN TROFEO PER FRANCO – «Sì, questo per noi può essere un grande obiettivo: vincere un titolo e dedicarlo a Franco. Per la sua eredità. Riuscirci sarebbe qualcosa di straordinario, meraviglioso, un sogno. Lavoreremo duramente per farcela».

Modric e il rinnovo con il Milan

Dopo una prima stagione intensa, ma conclusa senza la qualificazione alla Champions League, Modric ha scelto di proseguire la propria avventura in rossonero. L’infortunio gli aveva impedito di aiutare la squadra nei momenti decisivi, lasciandogli il desiderio di vivere un’annata differente.

LA SECONDA STAGIONE IN ROSSONERO – «Sono molto felice di essere tornato perché lo scorso anno mi sono divertito. Purtroppo non abbiamo finito bene e non abbiamo raggiunto il nostro obiettivo minimo che era la qualificazione alla Champions League, e questo è stato un po’ frustrante. Mi è dispiaciuto non poter aiutare la squadra nelle partite più importanti alla fine della stagione a causa dell’infortunio. Per questo avevo voglia di tornare e spero di fare un’annata migliore, di vincere con il Milan».

Il centrocampista ha precisato che la decisione di continuare non è stata determinata esclusivamente dalla volontà di cancellare le ultime delusioni. A convincerlo sono stati soprattutto l’affetto ricevuto e la fiducia mostrata dalla società.

I MOTIVI DELLA PERMANENZA – «No, sono qui prima di tutto perché sono stato benissimo. Il club e i tifosi mi hanno mostrato tanto affetto, mi sono stati davvero vicini sotto ogni aspetto e questa è stata la prima ragione per cui ho scelto di restare. La società, inoltre, ha mostrato di volermi fortemente ed è stato bello. Sento ancora la stessa passione, lo stesso desiderio di sempre e ho intenzione di continuare a divertirmi giocando a calcio. Questo è il posto migliore per me e spero sia di poter dare al Milan ciò che ho dato l’anno scorso sia di fare come squadra una stagione migliore. Anzi, un finale migliore. L’unico modo per riuscirci è imparare dagli errori commessi: fino alla partita persa contro la Lazio eravamo lì, a lottare per il campionato, poi quando abbiamo capito che sarebbe stato difficile vincere il titolo, forse siamo un po’ calati e ci siamo sentiti sicuri di essere già in Champions. Abbiamo sbagliato».

La decisione presa ascoltando il proprio corpo

Modric avrebbe potuto rinnovare già a dicembre, ma ha preferito attendere per verificare le proprie condizioni fisiche e soprattutto la presenza della stessa motivazione che lo ha accompagnato durante tutta la carriera.

LA SCELTA DI CONTINUARE – «Ho sempre avuto in testa di voler continuare un altro anno. Avrei potuto firmare il contratto già a dicembre, ma non l’ho fatto per ascoltare… il mio corpo: dovevo capire come stavo, se avevo ancora la stessa rabbia, lo stesso desiderio e la stessa passione per continuare a giocare. Questa era la cosa più importante e le risposte alla fine sono state quelle che mi aspettavo: sto ancora bene, ho passione e tutto ciò che serve per andare avanti. Quando ho visto che la dirigenza mi voleva ancora qui, non ho avuto molti dubbi. Perché quello che il Milan mi ha dimostrato l’anno scorso, durante il Mondiale e dopo la sua conclusione, è tutto ciò che un calciatore desidera: fiducia e affetto».

Modric promuove Amorim

La nuova stagione del Milan ripartirà dalle idee di Ruben Amorim. Il tecnico portoghese ha già avuto alcuni confronti con Modric e le prime sensazioni del centrocampista sono positive.

LE PRIME IMPRESSIONI SU AMORIM – «Ho parlato con lui un paio di volte durante l’estate e le sensazioni sono buone, molto positive. Spero che sia sempre così, che saremo sempre sulla stessa lunghezza d’onda e che continueremo a capirci. Probabilmente il mister porterà idee nuove e noi cercheremo di fare tutto quello che ci chiederà. Mi auguro davvero che vada tutto bene».

Il giudizio su Gonçalo Ramos

Tra i volti nuovi della formazione rossonera c’è Gonçalo Ramos, centravanti che Modric conosce bene anche per un precedente poco piacevole vissuto con la Nazionale croata.

L’ARRIVO DI RAMOS – «L’ho seguito molto ed è un grande attaccante. Forse è proprio quello di cui avevamo bisogno e che ci è mancato in passato. Spero che continui a fare le grandi cose che ha fatto in tutti i club dove è stato. Recentemente con lui ho avuto… una brutta esperienza, visto che ha segnato il gol che ha eliminato la mia Croazia dal Mondiale (Portogallo-Croazia 2-1 nei sedicesimi, ndr). Per quello che ho potuto percepire in questi giorni è anche un’ottima persona e mi auguro che regali tanta felicità al Milan».

Il croato ha scherzato anche sul confronto avuto con il nuovo compagno a proposito della rete segnata contro la Croazia.

IL GOL CONTRO LA CROAZIA – «No, gliel’ho già detto negli Stati Uniti. Non voglio più tornare su questo argomento perché non è un bel ricordo».

Il nuovo Milan convince Modric

Modric ha espresso un giudizio positivo anche sulla strategia seguita dalla società. La base della squadra è rimasta pressoché invariata, mentre i nuovi acquisti dovranno aumentare qualità e personalità.

IL MERCATO ROSSONERO – «Mi piace quello che sta facendo il club. Fondamentalmente ci sono tutti i giocatori dell’anno scorso, con alcuni nuovi arrivi che saranno importanti per noi. Ramos, Gila e Diawara porteranno ancora più qualità e carattere alla squadra, aiutandoci a raggiungere i nostri obiettivi».

Modric vuole Leao ancora al Milan

Un altro tema centrale riguarda il futuro di Rafael Leao. Modric non ha voluto dare consigli diretti al portoghese, ma ha sottolineato quanto la sua permanenza sarebbe importante per il gruppo.

IL FUTURO DI LEAO – «No, non voglio dargli consigli. Rafa è abbastanza maturo per sapere cosa sia meglio per lui. Sa quanto i tifosi e tutto il club gli vogliano bene. È un grande giocatore ed è bello averlo qui. Deve solo lavorare duro e dare il massimo per il Milan, come ha sempre fatto. Forse non è reduce da una grande stagione: ha avuto un paio di infortuni e non si sentiva bene, abbastanza forte fisicamente, ma resta un grande calciatore. Secondo me, se dovesse restare, sarebbe fantastico per noi perché quando è al massimo della forma è uno dei migliori al mondo. Spero che possa stare bene, ritrovare il suo calcio e aiutarci a fare una grande annata perché, lo ripeto, è un grande giocatore. Mi piacerebbe che restasse, ma vedremo cosa succederà. Come ho detto, lui e il club decideranno quale sarà la soluzione migliore, ma come calciatore, naturalmente, voglio Rafa nella mia squadra».

Il sogno di vincere con la maglia rossonera

Nonostante una carriera impreziosita da sei Champions League, un Pallone d’Oro e 34 trofei complessivi, Modric conserva ancora una grande ambizione: sollevare un titolo indossando la maglia del Milan.

IL SOGNO ROSSONERO – «Quando sono arrivato qui la prima volta, ho detto che volevo vincere con il Milan e questo resta il mio sogno: vorrei conquistare dei trofei con addosso la maglia rossonera. Vedremo se sarà lo scudetto o qualche altro titolo, ma il mio sogno non è cambiato. È per questo che sono venuto. Non per divertirmi o passare del tempo. Riparto con il mio sogno e il mio obiettivo ben chiari in testa».

Torino, Casadei cambia ruolo con Abate e torna alle origini: nuova vita sulla trequarti granata. Ecco come sta andando l’esperimento

Cesare Casadei più vicino alla porta nel nuovo Torino disegnato da Ignazio Abate: nuovo ruolo per il centrocampista ex Inter e Chelsea

Il nuovo Torino di Ignazio Abate potrebbe presentare una versione profondamente diversa di Cesare Casadei. Le prime quattro amichevoli estive hanno infatti evidenziato una precisa evoluzione tattica: il centrocampista classe 2003 viene impiegato più vicino alla porta, con l’obiettivo di valorizzarne le spiccate qualità offensive.

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Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, le prove contro Valrendena, Alcione, Cittadella e Burnley hanno fornito indicazioni univoche. Abate vede Casadei come uno dei due trequartisti del suo 3-4-2-1, posizione nella quale può sfruttare gli inserimenti, la capacità di leggere gli spazi e soprattutto la notevole efficacia nel gioco aereo.

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Casadei trequartista, un ritorno alle origini

L’idea di avanzare Casadei non rappresenta una novità assoluta. Il centrocampista aveva già mostrato una forte confidenza con il gol durante il proprio percorso nel settore giovanile dell’Inter.

«Nel 2021-22, quando vinse lo scudetto con la Primavera dell’Inter guidata in panchina da Cristian Chivu, il giovane Casadei segnò 15 gol in 32 partite giocando soprattutto trequartista. Nell’estate successiva fu il capocannoniere del Mondiale Under 20 con l’Italia, segnando 7 gol in 7 gare: partiva da centrocampo, ma aveva massima libertà di azione».

Dopo l’esperienza formativa in Inghilterra con il Chelsea, Casadei ha trovato continuità nel calcio italiano con il Torino. Nella scorsa stagione è stato utilizzato prevalentemente come mezzala nel 3-5-2, incontrando alcune difficoltà durante il girone d’andata.

I numeri di Casadei e la crescita nel 2026

Il rendimento è migliorato nella seconda parte della stagione, nonostante un impiego meno costante dal primo minuto. Nell’anno solare Casadei ha realizzato 6 gol, con una media di una rete ogni 143 minuti disputati.

Il centrocampista ha inoltre lasciato il segno nel derby, contribuendo alla rimonta con un colpo di testa e partecipando all’azione del pareggio firmato da Ché Adams.

Abate punta sulle qualità offensive di Casadei

Durante il precampionato, Abate lo ha provato alle spalle della punta insieme a Gaetano Oristanio, Alieu Njie e Nikola Vlasic. Le risposte sono state positive, ma il nuovo ruolo comporta anche maggiori responsabilità.

Il tecnico chiede infatti aggressività nel pressing, attenzione durante la costruzione avversaria e continuità in entrambe le fasi. Casadei dovrà quindi abbinare la propria presenza offensiva a un lavoro intenso senza pallone.

La promozione sulla trequarti potrebbe rappresentare una svolta importante. Grazie agli inserimenti, alla forza nel gioco aereo e alla capacità di attaccare l’area, Casadei può diventare una delle principali armi offensive del Torino di Abate.

Genoa su Piccoli, Lazio in scia: il futuro dell’attaccante passa da Kean

Il Genoa accelera per Roberto Piccoli: la Lazio resta in corsa, mentre il futuro dell’attaccante dipende dalle decisioni su Kean

Il Genoa continua a lavorare per rinforzare il reparto offensivo a disposizione di Daniele De Rossi e ha individuato in Roberto Piccoli uno dei profili più interessanti per completare l’attacco. Il classe 2001, attualmente alla Fiorentina, è reduce da una stagione positiva, chiusa con 43 presenze complessive, 8 gol e 2 assist, numeri che hanno attirato anche l’attenzione della Lazio di Gennaro Gattuso. Il suo futuro, però, è strettamente legato alle decisioni che riguardano Moise Kean.

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Il connazionale, infatti, è a sua volta al centro del mercato: piace molto al Como, che sta valutando un investimento importante per portarlo in riva al Lario. La Fiorentina, però, ha manifestato chiaramente la volontà di trattenerlo, considerandolo un elemento centrale per la prossima stagione. Proprio da questa scelta dipenderà la possibilità di liberare Piccoli: se Kean dovesse restare, il club viola potrebbe aprire alla cessione in prestito dell’ex Atalanta, permettendogli di trovare maggiore continuità altrove.

In questo scenario, il Genoa si è mosso con tempismo. Piccoli conosce già l’ambiente rossoblù, avendo vestito la maglia del Grifone nella stagione 2021/22, seppur con sole cinque presenze. Oggi, però, arriverebbe in un contesto diverso, con una squadra più strutturata e un allenatore che punta molto sulla profondità del reparto offensivo. Non a caso, Piccoli sente la fiducia di Fabio Grosso, elemento che potrebbe incidere sulle sue valutazioni personali.

La situazione resta in evoluzione: la Fiorentina deve decidere il futuro di Kean, il Genoa attende segnali e Piccoli valuta quale progetto possa garantirgli minuti, responsabilità e crescita. Una trattativa che potrebbe accendersi rapidamente, non appena la società viola chiarirà le gerarchie del suo attacco.

Fiorentina, affare Mastantuono in stand‑by: serve l’aiuto del Real per chiudere

Franco Mastantuono, trattativa in corso: la Fiorentina attende il contributo del Real Madrid per l’ingaggio

La Fiorentina, protagonista di una sessione estiva di mercato estremamente positiva, continua a muoversi in vista dell’inizio della stagione 2026/27. Dopo gli arrivi di Atta, Viery e Oulai, la dirigenza viola – guidata da Fabio Paratici – prosegue i contatti con il Real Madrid per Franco Mastantuono. Il nodo principale resta la ripartizione dell’ingaggio: solo con un contributo economico dei blancos l’operazione potrà essere chiusa.

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Il via libera definitivo non è ancora arrivato, ma la trattativa prosegue con l’obiettivo di portare in Italia il classe 2007, che non rientra nei piani tecnici di Mourinho per la nuova stagione.

Mastantuono, che tra pochi giorni compirà 19 anni, ha appena concluso la sua prima annata in Spagna con 35 presenze, 3 gol e 1 assist, dopo il trasferimento dal River Plate.

Un elemento decisivo per la Fiorentina è il doppio passaporto italiano del giocatore: grazie a questo status, Mastantuono non occuperebbe slot da extracomunitario, già esauriti con gli arrivi di Viery e Oulai.

Un dettaglio che rende l’operazione ancora più strategica per il club viola, intenzionato a completare la rosa con un talento di prospettiva.

Nuove pressioni su Infantino: le 11 città USA chiedono alla FIFA il milione promesso

FIFA, scoppia il caso USA: le 11 città ospitanti reclamano 1 milione ciascuna, Infantino in difficoltà

Le 11 città statunitensi che hanno ospitato il Mondiale 2026 stanno chiedendo alla FIFA il pagamento del milione di dollari promesso come “lascito” per l’organizzazione del torneo, fondi che però non sono ancora stati versati. Come riportato da The Athletic, prima del Mondiale per club 2025 Gianni Infantino aveva annunciato che ciascuna città ospitante avrebbe ricevuto 1 milione di dollari per finanziare mini‑campi e progetti sociali.

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Le città coinvolte – tra cui Seattle, San Francisco Bay Area, Los Angeles, Dallas, Houston, Kansas City, Atlanta, Philadelphia, New York/New Jersey, Miami e Boston – avevano poi chiesto se lo stesso contributo sarebbe stato garantito anche per il Mondiale 2026, che prevedeva un impegno molto più ampio: 39 giorni di partite e costi organizzativi decisamente superiori.

Secondo quattro dirigenti dei comitati locali, la FIFA avrebbe assicurato verbalmente che il contributo sarebbe stato confermato, pur senza alcuna comunicazione ufficiale. A oggi, però, nessun pagamento è arrivato e diverse città stanno sollecitando aggiornamenti, mentre la FIFA ha scelto di non commentare. La situazione è resa più complessa dal fatto che molti comitati organizzatori stanno chiudendo le attività ora che il torneo è terminato, rendendo incerta la destinazione dei fondi. Altri, invece, devono chiudere i bilanci senza sapere se includere o meno la cifra promessa.

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All’interno dei comitati non mancano le critiche: alcuni dirigenti sottolineano come sia difficile comprendere l’esitazione della FIFA, reduce da un ciclo economico 2023‑2026 con ricavi superiori ai 15 miliardi di dollari e un budget operativo di circa 2,7 miliardi per il torneo. La vicenda si aggiunge alle pressioni che Infantino sta affrontando dopo lo stop al progetto di cessione di quote delle competizioni FIFA a fondi privati.

Sul piano economico, il Mondiale 2026 ha visto i contribuenti americani sostenere gran parte dei costi diretti e indiretti: sicurezza, trasporti, logistica, gestione degli aeroporti, Fan Fest e infrastrutture. La FIFA, invece, ha incassato quasi integralmente gli introiti da biglietteria, diritti TV, sponsor, concessioni e parcheggi. Alle città sono rimaste spese vive significative, tra cui corsie riservate e scorte per gli ospiti VIP, l’allestimento dei “clean stadiums” privi di marchi non ufficiali e i 13 milioni di dollari necessari per preparare il terreno del MetLife Stadium per la finale del 19 luglio.

Già nei mesi precedenti al torneo, il tema dei costi crescenti e della loro ripartizione aveva generato tensioni. Ora, con il Mondiale concluso, le città chiedono alla FIFA di mantenere le promesse fatte.

Fiorentina, il numero 10 sarà ritirato: omaggio ad Antognoni per la stagione 2026/27

Fiorentina, arriva una decisione storica: la maglia numero 10 sarà ritirata nel 2026/27 per celebrare Giancarlo Antognoni

La Fiorentina ha annunciato una decisione storica in vista della prossima stagione: la maglia numero 10 sarà ritirata. A comunicarlo è stato il presidente viola Giuseppe B. Commisso, attraverso un lungo messaggio diffuso sui canali ufficiali del club. L’iniziativa nasce in occasione del centesimo anniversario della società e rappresenta un tributo a Giancarlo Antognoni, simbolo assoluto della storia viola e portatore del numero 10 per sedici stagioni, dal 1971 al 1987.

Nel comunicato, Commisso ha confermato che sarà presente a Firenze per le celebrazioni del centenario e ha dedicato ad Antognoni un messaggio particolarmente sentito, sottolineando il valore umano e sportivo di una delle figure più iconiche della storia della Fiorentina.

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COMUNICATO – “Il 29 agosto, in occasione della celebrazione del 100° Anniversario del Club, ci saranno molti momenti emozionanti e spettacolari che renderanno omaggio alla storia della Fiorentina, ma c’è un momento che abbiamo voluto porre al centro della serata: in onore di Giancarlo Antognoni e del suo posto unico nella storia della Fiorentina, ritireremo la maglia numero 10 esclusivamente per la stagione 2026/27 del 100° Anniversario della Fiorentina” 

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OMAGGIO A ANTOGNONI – “In questa storia, c’è un nome che appartiene a tutti noi: Giancarlo Antognoni. Giancarlo non è semplicemente un grande campione della Fiorentina. Giancarlo è la Fiorentina. È Firenze. È la maglia Viola. È il giocatore più iconico di sempre ad aver indossato la maglia numero 10 della Fiorentina. È talento, eleganza e fedeltà a un solo colore. È l’amore di un uomo che ha dato alla Fiorentina qualcosa che non può essere misurato soltanto in presenze, gol o trofei. Un Campione del Mondo che ha portato la Fiorentina nel cuore ovunque sia andato. È per questo che lo voglio con tutti noi. Lo vogliamo con tutti noi“.

Reijnders, assalto Nottingham: la Juve studia le mosse, il Milan spera nella cessione

Maxi‑offerta Nottingham Forest per Tijjani Reijnders: Juventus alla finestra, il Milan spera nei 14 milioni

L’11 giugno 2025 il Milan aveva ufficializzato la cessione di Tijjani Reijnders al Manchester City per 57,7 milioni più 14 di bonus. A poco più di un anno di distanza, il centrocampista olandese potrebbe cambiare nuovamente squadra: dall’Inghilterra filtrano conferme sul forte interesse del Nottingham Forest, pronto a formulare un’offerta concreta per anticipare il Newcastle.

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Secondo il Daily Mail, il Nottingham è pronto a mettere sul tavolo 55 milioni di sterline (circa 64 milioni di euro) per convincere il City a cedere il giocatore. L’interesse è stato confermato anche da Fabrizio Romano, che ha aggiunto come Reijnders sia favorevole al trasferimento alla corte di Oliver Glasner, dove diventerebbe un elemento centrale del progetto, a differenza dell’esperienza vissuta a Manchester.

Il Newcastle, reduce dalla cessione di Tonali e prossimo a salutare Bruno Guimarães destinato all’Arsenal, sta valutando Reijnders come possibile rinforzo. Il suo nome è stato accostato anche alla Juventus, ma i bianconeri – dopo gli investimenti per Kolo Muani e Alajbegovic – devono prima vendere e non sono nelle condizioni di presentare un’offerta superiore ai 60 milioni. Per la Juve, l’unica strada percorribile sarebbe un prestito, ipotesi che diventerebbe concreta solo se il Nottingham non riuscisse a chiudere.

In tutto questo, il Milan osserva con grande interesse. I rossoneri hanno già incassato la parte fissa da 57,7 milioni, ma sono in attesa di capire quanti dei 14 milioni di bonus matureranno. La cessione di Reijnders garantirebbe al Milan l’incasso totale dei bonus, poiché almeno una clausola (la qualificazione del City alla Champions League) è già scattata e il giocatore non verrebbe ceduto a parametro zero.

Nel contratto sono presenti bonus validi fino al 2030: 5 milioni per la qualificazione alla Champions, 1 per la vittoria della Premier League, 1 per il premio di miglior giocatore della stagione, 2 per il Pallone d’Oro, 2 per la Champions League, più una serie di bonus legati ai rinnovi annuali fino al 2032. L’unico scenario penalizzante per il Milan sarebbe una cessione a zero o il mancato verificarsi di qualsiasi condizione nei prossimi cinque anni, ipotesi considerate molto improbabili.

La situazione resta in evoluzione: Nottingham e Newcastle sono pronti a muoversi, la Juventus osserva, e il Milan tifa per una cessione che gli garantirebbe un incasso pieno.

Como scatenato: definito l’arrivo di Yan Couto dal Borussia Dortmund

Calciomercato Como, altro colpo internazionale: accordo fatto con il Borussia Dortmund per Yan Couto

Il Como continua a essere una delle realtà più dinamiche e ambiziose di questo mercato estivo, confermando una strategia aggressiva e internazionale. Dopo aver chiuso l’operazione che ha portato Trevoh Chalobah dal Chelsea in riva al Lario, il club ha definito anche l’arrivo di Yan Couto dal Borussia Dortmund, un colpo che aggiunge qualità e prospettiva alla rosa di Cesc Fàbregas. Gli ultimi dettagli dell’accordo sono stati sistemati e la trattativa è ormai considerata chiusa.

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Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il Como ha raggiunto un’intesa sulla base di un prestito oneroso da 2 milioni di euro, con diritto di riscatto superiore ai 20 milioni. Una cifra che testimonia la volontà della società di investire su profili giovani, già formati ad alto livello e capaci di garantire un salto di qualità immediato. Il terzino brasiliano classe 2002 è atteso in Italia domani, quando sosterrà le visite mediche e firmerà il contratto che lo legherà ufficialmente al club.

Con Couto e Chalobah, il Como raggiunge quota sette acquisti in questa sessione, costruendo una squadra che unisce talento, fisicità e profondità. Il mercato ha già portato Milla a centrocampo, Cuenca in difesa, Kaiki sulla corsia mancina e Liberali sulla trequarti, mentre la conferma di Nico Paz rappresenta la ciliegina sulla torta di un progetto che punta a consolidarsi ai massimi livelli.

Il Como, dunque, prosegue nella sua crescita con una campagna acquisti di grande spessore, pronta a rendere la squadra una delle più interessanti della prossima stagione.

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