Pagina 31 – Calcio News 24

FIFA, il principe Ali della Giordania accusa Infantino: «L’intera situazione equivale a un ricatto»

Nuove accuse contro Gianni Infantino e la leadership della FIFA

Si alza nuovamente la tensione intorno alla FIFA e al suo presidente Gianni Infantino. Dopo le indiscrezioni sulla possibile reazione legale della UEFA in merito al progetto di cedere a investitori privati alcune quote legate al Mondiale, è arrivato un durissimo intervento del principe Ali bin Al Hussein.

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Il presidente della Federazione calcistica della Giordania, già vicepresidente della FIFA nel 2011, ha pubblicato su X un lungo messaggio nel quale ha denunciato problemi economici, organizzativi e politici incontrati dalla propria federazione. Le accuse riguardano i visti negati ad alcuni tifosi, i costi fiscali imposti durante la partecipazione al Mondiale e il mancato pagamento dei premi relativi alla Coppa Araba.

Le difficoltà denunciate dalla Giordania

Il principe Ali ha ricostruito le principali criticità affrontate dalla selezione giordana, soffermandosi inizialmente sulle difficoltà incontrate dai sostenitori per raggiungere gli Stati Uniti.

«Non mancano certo le questioni problematiche che riguardano la FIFA. Vorrei partire chiarendo quali siano alcune di queste dal punto di vista di una federazione calcistica, in particolare quella della Giordania, che ha partecipato per la prima volta a un Mondiale.

Siamo un Paese piccolo, con un budget minimo e abbiamo dovuto affrontare ostacoli enormi. In primo luogo, far arrivare i nostri tifosi negli Stati Uniti: non a tutti è stato concesso il visto, nonostante fossero in possesso del biglietto, che, come sappiamo, è stato venduto anche a prezzi esorbitanti.

In secondo luogo, il governo statunitense ci sta imponendo, attraverso la FIFA, delle tasse legate alla nostra partecipazione. Si tratta di denaro che dovrebbe andare ai giocatori e allo staff. Non è stato così per le squadre che hanno giocato e stabilito il proprio quartier generale in Canada e in Messico. Noi, però, ci siamo trovati negli Stati Uniti e ora dobbiamo affrontare questi enormi costi fiscali per aver partecipato alla competizione».

Premi non pagati e l’accusa di ricatto

Nel proprio intervento, il dirigente giordano ha inoltre denunciato il mancato pagamento del premio destinato alla Nazionale per il percorso compiuto nella Coppa Araba.

«In terzo luogo, stiamo aspettando dallo scorso dicembre il premio in denaro destinato ai nostri giocatori per la Coppa Araba disputata in Qatar, un evento FIFA. Il denaro che la nostra squadra dovrebbe ricevere per aver raggiunto la finale non è ancora stato versato, mentre allo stesso tempo la FIFA si vanta di avere miliardi di dollari nelle proprie riserve.

È chiaro che il vero problema riguarda la leadership. Per mesi la FIFA si è rifiutata di aiutarci su queste e su altre questioni, fino a quando, durante il Mondiale, mi è stato comunicato verbalmente che, se avessi appoggiato Infantino, questo avrebbe contribuito in maniera significativa ad aiutare la nostra federazione.

In Giordania siamo orgogliosi di difendere valori etici. Non lo abbiamo appoggiato in precedenza e certamente non lo faremo ora. Ma l’intera situazione equivale a un ricatto e noi ci rifiutiamo di cedere».

Ricardo Rodriguez torna al Torino? Il bilancio delle quattro stagioni granata e cosa può dare ad Abate

Torino, Ricardo Rodriguez torna di moda per rinforzare la difesa: il difensore svizzero è l’ultima idea a parametro zero, il bilancio delle sue stagioni

Il successo ottenuto in Inghilterra contro il Burnley ha aumentato l’entusiasmo intorno al Torino, ma il lavoro della società sul mercato è ancora lontano dalla conclusione. Il direttore sportivo Gianluca Petrachi deve completare un organico che presenta alcune lacune, lavorando contemporaneamente sulle cessioni necessarie per liberare spazio e risorse economiche.

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Una delle priorità riguarda il nuovo portiere titolare. Il Torino avrebbe già raggiunto un’intesa con Lucas Perri, ma attende che il Leeds completi l’acquisto di James Trafford prima di autorizzare la partenza dell’estremo difensore brasiliano. Secondo quanto riportato da La Stampa, l’operazione sarebbe ormai vicina alla conclusione e potrebbe sbloccarsi nel giro di pochi giorni.

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La dirigenza granata è attiva anche per rinforzare la difesa a disposizione di Ignazio Abate. Servono un centrale mancino, considerando l’adattamento di Cristiano Biraghi in quella posizione, e un esterno destro da alternare a Marcus Pedersen. Tra i profili valutati è tornato quello di Ricardo Rodriguez, svincolato dopo la conclusione dell’esperienza con il Betis Siviglia.

Ricardo Rodriguez al Torino: 129 presenze dal 2020 al 2024

Rodriguez ha indossato la maglia del Torino per quattro stagioni, dal 2020 al 2024, collezionando complessivamente 129 presenze in tutte le competizioni. Il difensore svizzero arrivò dopo le esperienze con Wolfsburg, Milan e PSV, firmando un contratto quadriennale.

La prima stagione, quella 2020/21, fu complicata sia a livello personale sia per l’intera squadra. Il Torino concluse il campionato al 17º posto, ottenendo la salvezza soltanto nelle giornate finali. Rodriguez disputò 16 partite in Serie A e venne impiegato prevalentemente come terzino sinistro, trovando spazio anche da centrale.

Il suo rendimento fu ordinato, ma il contesto instabile non gli permise di diventare immediatamente un elemento imprescindibile del reparto arretrato.

La svolta da centrale nella difesa a tre

La situazione cambiò nella stagione 2021/22, quando Rodriguez trovò la propria collocazione ideale come braccetto sinistro di una difesa a tre. Lo svizzero disputò 34 partite di campionato, contribuendo al decimo posto ottenuto dai granata con 50 punti.

Giocando più vicino alla propria area, riuscì a sfruttare meglio il senso della posizione, l’esperienza e la qualità del piede mancino. Rodriguez divenne inoltre un elemento importante nella prima costruzione, occupandosi di aprire il gioco verso la fascia o di servire direttamente i centrocampisti.

Nel 2022/23 raccolse altre 35 presenze e assunse un peso sempre maggiore all’interno dello spogliatoio. La fascia da capitano rappresentò il riconoscimento della sua affidabilità e della leadership costruita nel corso degli anni. Pur senza essere un trascinatore particolarmente appariscente, lo svizzero garantiva continuità e capacità di guidare il posizionamento dei compagni.

Il gol al Milan nell’ultima stagione granata

La stagione 2023/24 fu probabilmente la migliore di Rodriguez al Torino. Il difensore disputò 35 partite di Serie A e contribuì al nono posto finale, ottenuto con appena 36 reti subite.

Il centrale era diventato uno dei principali riferimenti della manovra granata, partecipando con grande continuità all’impostazione dal basso. Il momento simbolico arrivò il 18 maggio 2024, quando realizzò contro il Milan la sua unica rete con il Torino: un potente sinistro dalla distanza per il momentaneo 3-0.

Quel gol rappresentò uno degli ultimi ricordi della sua prima esperienza piemontese, terminata poche settimane più tardi con la scadenza del contratto.

Cosa porterebbe Rodriguez al Torino di Abate

Un eventuale ritorno garantirebbe innanzitutto esperienza, conoscenza dell’ambiente e inserimento immediato. Rodriguez conosce il club, la città e il campionato italiano e potrebbe essere utilizzato come centrale sinistro in una difesa a tre o a quattro. All’occorrenza potrebbe inoltre occupare il ruolo di terzino con compiti prevalentemente difensivi.

La qualità del mancino permetterebbe al Torino di aggiungere ordine alla prima costruzione. Rodriguez sa cambiare fronte, gestire il possesso e scegliere soluzioni semplici senza forzare verticalizzazioni rischiose. Porterebbe anche leadership, personalità e capacità di accompagnare la crescita dei calciatori più giovani.

Il principale interrogativo riguarda l’età. Lo svizzero compirà 34 anni il 25 agosto 2026 e non rappresenterebbe quindi un investimento di prospettiva. Potrebbe inoltre soffrire quando chiamato a difendere in campo aperto contro avversari particolarmente rapidi.

Un ritorno a parametro zero avrebbe comunque una propria logica, soprattutto attraverso un contratto economicamente sostenibile. Rodriguez offrirebbe ad Abate un elemento affidabile per le rotazioni e, almeno nel breve periodo, una possibile soluzione da titolare sul centrosinistra della difesa.

Liga, nuova regola contro le perdite di tempo: il capitano uscirà dopo l’infortunio del portiere

La Liga sperimenta una nuova norma sugli infortuni dei portieri e le perdite di tempo: la nuova regola dell’IFAB per il campionato spagnolo

Anche la Liga introdurrà una nuova sperimentazione pensata per contrastare le perdite di tempo successive agli infortuni dei portieri. La novità, riportata dalla BBC, presenta alcune differenze rispetto alla regola che verrà applicata in Premier League e negli altri campionati inglesi a partire dalla nuova stagione.

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L’obiettivo è impedire che le interruzioni legate alle condizioni dell’estremo difensore possano trasformarsi in un vantaggio tattico per la squadra interessata. La proposta è stata elaborata dall’IFAB e prevede conseguenze temporanee per un calciatore di movimento quando il portiere necessita di cure.

In Liga dovrà uscire il capitano

Nel campionato spagnolo sarà sempre il capitano a lasciare il terreno di gioco per almeno un minuto dalla ripresa della partita. L’unica eccezione riguarda il caso in cui la fascia sia indossata proprio dal portiere: in quella situazione dovrà essere individuato un altro calciatore.

La scelta della Liga differisce quindi da quella adottata nel calcio inglese. In Premier League, infatti, sarà l’allenatore a indicare il giocatore costretto a uscire temporaneamente dal campo dopo l’infortunio del proprio estremo difensore.

La nuova norma intende scoraggiare eventuali interruzioni strategiche, soprattutto nei momenti più delicati delle partite. Nel comunicato diffuso dal massimo campionato inglese, la misura viene presentata con l’intento di «eliminare qualsiasi potenziale vantaggio sportivo in seguito a infortuni reali».

Le eccezioni previste dalla nuova regola

L’applicazione della norma non sarà automatica in ogni situazione. Sono state infatti previste alcune eccezioni, necessarie per tutelare i portieri in presenza di problemi fisici evidenti o potenzialmente seri.

La sanzione temporanea non verrà applicata quando l’estremo difensore avrà bisogno dell’intervento immediato dello staff medico. Saranno esclusi anche gli episodi nei quali l’infortunio sarà provocato da uno scontro con un compagno o con un avversario.

Nessuna conseguenza, inoltre, nei casi in cui il portiere presenti una ferita con perdita di sangue. La sperimentazione servirà a valutare l’efficacia della misura e il suo possibile impatto sullo svolgimento delle gare, prima di un’eventuale introduzione più ampia nel calcio europeo.

Bournemouth-Genoa 10-1, pesante ko nel test a porte chiuse: De Rossi schiera anche la Primavera

Bournemouth-Genoa 10-1, amichevole complicata per i rossoblù in terra inglese: in campo anche la Primavera per gran parte della gara

Pesante sconfitta per il Genoa nel test amichevole disputato a porte chiuse presso il centro sportivo del Bournemouth. La formazione allenata da Daniele De Rossi, reduce dal successo ottenuto contro il Leicester, è stata battuta con il risultato di 10-1 dal club inglese, protagonista di un’ottima stagione culminata con il sesto posto in Premier League e la qualificazione all’Europa League.

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La partita è stata suddivisa in quattro tempi da 30 minuti. Il risultato finale deve però essere contestualizzato, considerando che nelle ultime due frazioni il Genoa ha impiegato prevalentemente calciatori della Primavera, permettendo a numerosi giovani di confrontarsi con un avversario di alto livello.

Bournemouth-Genoa, le scelte iniziali di De Rossi

Nei primi 60 minuti il Genoa si è schierato con il 3-5-1-1. Tra i pali ha giocato Bijlow, protetto dalla linea difensiva composta da Marcandalli, Otoa e Vasquez. In mezzo al campo Amorim ha agito da regista, con Frendrup ed Ellertsson ai suoi lati, mentre Norton-Cuffy e il nuovo acquisto Mitaj hanno occupato le corsie esterne.

In attacco Baldanzi è stato utilizzato alle spalle di Colombo. Il Bournemouth ha sbloccato il risultato al 13’, quando Scott ha sfruttato una respinta di Bijlow per depositare il pallone in rete.

Ellertsson segna, poi il Bournemouth prende il largo

Il Genoa ha trovato il momentaneo pareggio nella seconda frazione. Colombo ha recuperato un pallone a centrocampo e servito in profondità Ellertsson, bravo a superare il portiere avversario con un preciso pallonetto.

L’equilibrio è durato poco. Il Bournemouth ha nuovamente accelerato grazie alla doppietta di Kluivert, entrambi i gol realizzati su calcio di rigore per due falli commessi da Mitaj e Marcandalli, e alla rete di Truffert. Dopo i primi due tempi, il punteggio complessivo era quindi di 4-1.

Bournemouth-Genoa, spazio ai giovani nella seconda parte

Negli ultimi 60 minuti De Rossi ha cambiato completamente la formazione, confermando il medesimo sistema tattico. In porta è entrato Stolz, con Doucouré, Klisys e Puczka in difesa.

A centrocampo hanno giocato Masini, Wiafe e Doumbia, affiancati sulle corsie da Sabelli e Martin. Davanti, Zulevic ha agito alle spalle di Vitinha.

Il Bournemouth ha sfruttato la maggiore esperienza e ha vinto entrambe le ultime frazioni per 3-0, fissando il risultato definitivo sul 10-1. Per il Genoa si è trattato soprattutto di un test utile per valutare condizione, principi tattici e giovani del vivaio.

Roma, pista Molina in salita: per Read non arrivano segnali positivi

Sono ore caldissime in casa Roma: si spinge con forza per Molina, Read resta un affare complicato

La Roma continua a lavorare sul fronte esterni, ma sul dossier Read non filtra ottimismo. Il club giallorosso ha presentato una seconda offerta al Feyenoord: 25 milioni di euro più 3 di bonus, una proposta importante che ora attende la risposta della società olandese.

Gli agenti del giocatore, che ha già espresso la propria priorità alla Roma, proveranno a mediare per abbassare le richieste del Feyenoord, ma al momento la sensazione è che la trattativa resti complicata.

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Proprio per questo la Roma mantiene aperta un’alternativa di alto livello: l’asse con l’Atlético Madrid per Nahuel Molina. Il club capitolino sta spingendo con decisione, mettendo sul tavolo un’offerta da 15 milioni più bonus, una cifra che potrebbe aprire spiragli concreti.

Molina è un profilo molto gradito a Gian Piero Gasperini, che lo aveva già individuato come obiettivo ai tempi dell’Atalanta e che lo considera ideale per il suo sistema di gioco.

Sono ore decisive per la Roma: il ruolo di esterno è una priorità assoluta e il club vuole farsi trovare pronto. Se il Feyenoord non abbasserà le proprie pretese per Read, i giallorossi sono pronti a chiudere rapidamente per Molina, accelerando su un giocatore che risponde perfettamente alle esigenze tecniche del nuovo allenatore.

Inghilterra, storia incredibile: un club di Eccellenza respinge 1 milione per il suo attaccante

Notizia clamorosa che arriva dall’Inghilterra: un club di quinta serie rifiuta un milione per Abdulmalik

Un’offerta da un milione di sterline per un attaccante che milita nel campionato di Eccellenza inglese: è questa la proposta avanzata dal Djurgårdens, club della massima serie svedese, al Boreham Wood per assicurarsi Abdul Abdulmalik.

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Una cifra importante per un giocatore che arriva dalla quinta divisione inglese, ma che non è bastata a convincere la società britannica. Come riportato da Sky Sports UK, il Boreham Wood ha infatti rifiutato l’offerta, così come aveva respinto la precedente proposta da 750 mila sterline presentata dagli stessi svedesi.

Il motivo di tanta resistenza è legato alla crescita esponenziale di Abdulmalik nell’ultima stagione. L’attaccante si è messo in grande evidenza segnando 17 gol in 54 partite complessive, comprese le apparizioni in FA Cup, mostrando continuità, fiuto del gol e una maturità superiore alla categoria.

Le sue prestazioni hanno trascinato il Boreham Wood fino alla finale playoff per la promozione in League Two, la quarta serie inglese, sfiorata solo ai rigori contro il Rochdale. In quella partita decisiva, Abdulmalik aveva anche trovato la rete del vantaggio, prima della sconfitta ai penalty.

Il Boreham Wood, consapevole del valore del suo attaccante e del potenziale economico che potrebbe generare, non sembra intenzionato a cederlo senza un’offerta davvero irrinunciabile. Il Djurgårdens resta alla finestra, ma per portare Abdulmalik in Svezia servirà un rilancio significativo.

Roma‑Torino, summit in arrivo: si parla di Cacciamani

Cacciamani nel mirino dei giallorossi di Gasperini: la Roma adesso prepara il faccia a faccia con il Torino

La Roma di Gian Piero Gasperini guarda con grande interesse ad Alessio Cacciamani, uno dei profili più seguiti in questa finestra di mercato. Il centrocampista classe 2008, di proprietà del Torino, arriva da una stagione positiva in Serie B con la Juve Stabia, dove ha giocato in prestito mettendo in mostra personalità, dinamismo e margini di crescita che hanno attirato l’attenzione di diversi club. Lo riporta Di Marzio.

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Nei prossimi giorni è previsto un incontro tra Roma e Torino per discutere la situazione del giovane talento. I giallorossi lo considerano un obiettivo concreto per rinforzare il reparto di centrocampo con un profilo giovane e modellabile secondo le idee di Gasperini, che apprezza molto le sue caratteristiche tecniche e la capacità di interpretare più ruoli nella zona nevralgica del campo.

Il Torino, però, non ha alcuna intenzione di lasciarlo partire facilmente. La società granata punta a trattenerlo e ha fissato una valutazione alta, proprio per scoraggiare eventuali assalti e ribadire la centralità del giocatore nel progetto tecnico. Una posizione chiara, che rende la trattativa complessa e tutta da costruire.

Cacciamani resta comunque uno dei nomi più caldi del mercato della Roma, con Gasperini pronto a spingere per portarlo nella Capitale e inserirlo nel nuovo ciclo giallorosso.

Nuovo incarico per Taylor: guiderà l’arbitraggio d’élite in Turchia

La nuova vita dell’ex arbitro Anthony Taylor: sarà il nuovo direttore degli arbitri d’élite in Turchia

Anthony Taylor intraprende una nuova fase della sua carriera: dopo aver annunciato il ritiro dall’arbitraggio, l’ex direttore di gara inglese è stato nominato direttore dell’arbitraggio d’élite presso la Federazione Calcistica Turca. La conferma è arrivata attraverso un comunicato ufficiale pubblicato dal Consiglio Arbitri Centrale (MHK) sui propri canali social, che ha formalizzato l’ingresso di Taylor nel nuovo ruolo.

La scelta della federazione turca rappresenta un segnale forte, soprattutto alla luce degli episodi che lo scorso autunno hanno coinvolto alcuni arbitri locali in uno scandalo legato alle scommesse. L’arrivo di Taylor, figura di grande esperienza internazionale, viene interpretato come un passo deciso verso la ricostruzione della credibilità e della trasparenza del settore arbitrale.

A 47 anni, con 831 partite dirette e una carriera ventennale alle spalle, Taylor aveva annunciato il ritiro solo poche settimane fa. La federazione inglese, nel comunicato che accompagnava la sua decisione, aveva sottolineato come il logorio derivante dall’esposizione mediatica e dalle enormi responsabilità del ruolo avesse inciso profondamente sulla scelta dell’arbitro.

Nel corso della sua carriera, Taylor ha diretto 668 partite professionistiche nazionali, oltre a essere stato protagonista in alcune delle competizioni più prestigiose del panorama internazionale: Euro 2020, i Mondiali 2022 e 2026, dove è stato uno degli arbitri più riconosciuti e discussi.

Ora, per lui, si apre una nuova avventura fuori dal campo ma ancora al centro del mondo arbitrale, con l’obiettivo di contribuire alla crescita e alla riforma del settore in Turchia.

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COMUNICATO MHK – “Il Comitato Centrale Arbitrale (MHK) della Federazione Turca di Calcio ha siglato un’importante collaborazione che contribuirà allo sviluppo dell’arbitraggio turco. Anthony Taylor, uno degli arbitri d’élite più esperti del calcio mondiale, ha assunto l’incarico di Direttore degli Arbitri d’Élite dell’MHK. Anthony Taylor, che per molti anni ha ricoperto il ruolo di arbitro di alto livello presso la Federcalcio inglese, è titolare del distintivo FIFA dal 2013. Considerato uno degli arbitri più costanti nella storia della Premier League, Taylor ha diretto nel corso della sua carriera numerose partite decisive in competizioni quali la Coppa del Mondo FIFA, il Campionato Europeo UEFA, la UEFA Champions League, l’UEFA Europa League, la UEFA Nations League e la Coppa del Mondo per club FIFA. Nella sua carriera internazionale, Anthony Taylor ha diretto la finale dell’UEFA Europa League 2022/2023, la finale della Coppa del Mondo per club FIFA 2023, la finale della UEFA Nations League 2021 e la finale della Supercoppa UEFA 2020; In Inghilterra, invece, ha diretto la finale della EFL Cup 2015, il Community Shield della FA 2015, le finali dell’Emirates FA Cup del 2017 e del 2020 e la finale dei play-off del Championship 2018. In qualità di Direttore degli arbitri d’élite della MHK, Anthony Taylor guiderà la pianificazione dei processi di sviluppo tecnico degli arbitri di alto livello, il rafforzamento dei sistemi di valutazione delle prestazioni, la preparazione dei programmi di formazione, lo sviluppo dei processi di analisi delle partite e di feedback, nonché l’elaborazione di strategie di sviluppo arbitrale in linea con gli standard UEFA e FIFA. La Federazione calcistica turca ritiene che le conoscenze internazionali e la vasta esperienza di Anthony Taylor apporteranno un contributo significativo allo sviluppo dell’arbitraggio turco e auspica che il suo nuovo incarico sia di grande beneficio per il calcio turco“.

Malen: «La Champions qui mancava da 7-8 anni, la cosa più importante è il gruppo. Lo Scudetto…»

Malen si racconta: «Stavo vedendo un filmato sui festeggiamenti dello scudetto del 2001, ripetere un’esperienza del genere sarebbe un sogno»

Donyell Malen si è raccontato in un’intervista rilasciata a Il Messaggero. L’attaccante della Roma ha affrontato diversi argomenti, svelandosi ai tifosi attraverso le sue dichiarazioni.

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PAROLE – «Voglio aiutare la squadra. Capocannoniere? Voglio guardare di settimana in settimana, ma poi in generale non si tratta di obiettivi personali ma di quelli di squadra. L’importante è creare opportunità, servire assist. Conosco comunque le mie qualità. La cosa più importante è aiutare la squadra. La Champions qui mancava da 7-8 anni, la cosa più importante è il gruppo»

ROMA – «Con la mia famiglia stiamo bene, sto segnando, con la squadra il rapporto è ottimo, la tifoseria è splendida. In questo momento non ci sarebbe nessuno motivo per pensare di cambiare aria. Qualche settimana fa, poi, stavo vedendo un filmato sui festeggiamenti dello scudetto del 2001 al Circo Massimo. Beh, ripetere un’esperienza del genere sarebbe meraviglioso, un sogno»

CHAMPIONS – «Soltanto giocare la Champions è speciale. Immaginate scendere in campo in una finale, hai gli occhi di tutto il mondo addosso. Dove possiamo arrivare? Non lo so ma se restiamo compatti e umili possiamo fare un buon cammino»

GASPERINI – «Gasperini ha fiducia in me, chiarezza nel modo in cui si esprime. Difficile non capire quello che chiede. Conosce le mie qualità e mi mette nelle condizioni migliori per finalizzare il lavoro della squadra»

GLI ATTACCANTI «Io con Castro? È l’idea dell’allenatore. In carriera ho giocato con tanti partner, per me cambia poco, sarà Gasperini a decidere cosa fare. La cosa importante è che se si vuole competere ad alti livelli servono giocatori forti e Santiago lo è. Chi ci aiuta a segnare è sempre il benvenuto. Dybala? Un mago. Summerville? Ci eravamo sentiti, purtroppo è andata male: gli auguro il meglio. Se ho sentito anche Read? No, lui no… (ride, ndr)»

Evani ricorda Baresi: «Franco rimase in un Milan sull’orlo del fallimento, fece qualcosa di eccezionale»

Evani parla di Baresi: «Franco rimase in un Milan sull’orlo del fallimento, lui era giovane, si prese il rischio di rovinarsi la carriera con quella scelta»

Alberigo Evani ricorda Franco Baresiì. Nelle sue dichiarazioni rilasciate a La Gazzetta dello Sport, l’ex centrocampista rossonero Alberigo “Chicco” Evani ha tracciato un ritratto profondamente emozionante di Franco Baresi, compagno di una vita e leggenda del Milan e del calcio italiano.

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PAROLE – «Io arrivai a Milano a 14 anni, lui era un po’ più grandicello di me e andava già ad allenarsi con la prima squadra. Si vedeva che aveva una marcia in più e tutti erano convinti che sarebbe diventato un calciatore da Milan. Ricordo Franco titolare a 18 anni nella squadra che ha vinto lo Scudetto della stella. Non era ancora il capitano, ma aveva la personalità del leader e per noi ragazzini delle giovanili era già un esempio»

MILAN IN SERIE B – «Franco fece qualcosa di eccezionale, perché le offerte non gli mancavano di certo. In particolare nel 1982, quando dopo la seconda retrocessione era diventato campione del mondo. Poteva andare ovunque in Serie A, ma si dimostrò per quello che è sempre stato: non solamente un gran giocatore, ma una persona straordinaria, con valori immensi. Il suo senso d’appartenenza al Milan era totale»

«Nel 2006 il contesto era assai diverso. I campioni della Juve avevano già vinto tanto in carriera e, comunque, potevano ben sperare che la squadra sarebbe tornata rapidamente a lottare per dei titoli, come infatti poi è stato, dato che la proprietà era forte. Franco, invece, rimase in un Milan sull’orlo del fallimento: in quel momento era più facile pensar male che sognare trofei. Lui era giovane, si prese il rischio di rovinarsi la carriera con quella scelta. E badi bene, non è che Baresi avesse da farsi perdonare nulla: lui saltò tre mesi per una brutta malattia nella stagione in cui retrocedemmo sul campo, altrimenti ci saremmo salvati. Semplicemente, l’amore per il rosso e il nero era più forte di tutto il resto»

TROFEI – «Poi tutti i trofei vinti nell’era Berlusconi furono la giusta ricompensa per il sacrificio che Franco aveva fatto anni prima. Baresi era già diventato il capitano, la fascia gliela affidò Ilario Castagner proprio in Serie B. Non che ce ne fosse bisogno, era già un leader riconosciuto da tutti»

SACCHI – «Arrigo Sacchi ebbe un grande merito: trasformò Franco dal campione a livello individuale quale già era al maestro di un reparto e di un collettivo leggendario. Ricordo che Arrigo a volte faceva questi allenamenti 10 contro 4 per testare la difesa e gli unici gol di cui ho memoria erano con conclusioni da fuori area, altrimenti non c’era verso. Franco era un vero direttore d’orchestra. Forse oggi non si capisce quanto fu innovativo quel modo di difendere, perché allora le avversarie erano completamente spiazzate quando si alzava la nostra linea. Il regolamento poi era diverso, bastava un giocatore al di là e veniva fischiato l’offside, non c’erano le specifiche di oggi. Baresi nel comandare il reparto era di una precisione chirurgica, pensate che alla partita di addio al calcio di Albertini (2006, ndr) ancora ricordava tutti i movimenti a memoria e faceva salire la difesa come ai vecchi tempi. Aveva 46 anni, eh. E vogliamo parlare di come giocò contro il Brasile di Romario? Fu leggendario»

Chi è Lilian Brassier, il difensore tornato nel mirino del Bologna per il dopo Lucumí

Bologna-Brassier, il francese torna in cima alla lista per la difesa in caso di addio di Lucumì: alla scoperta del difensore del Rennes

Calciomercato Bologna news: il futuro della difesa dei felsinei resta strettamente collegato alla situazione di Jhon Lucumí. Il centrale colombiano continua a considerare la Juventus come destinazione prioritaria, mostrando meno interesse verso le altre opportunità emerse sul mercato. Per questo motivo, la dirigenza rossoblù sta lavorando in anticipo per individuare un possibile sostituto.

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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, nelle ultime ore il Bologna avrebbe ripreso i contatti per Lilian Brassier, difensore francese di proprietà del Rennes. Il classe 1999 era già stato seguito quando giocava nel Brest, ma allora aveva preferito trasferirsi all’Olympique Marsiglia.

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Il club emiliano sta verificando se esistano le condizioni per riaprire concretamente la trattativa. Nel frattempo sarebbe stata accantonata la pista Diego Carlos, mentre si è raffreddata anche l’ipotesi Marc-Oliver Kempf, che il Como vorrebbe trattenere attraverso un rinnovo contrattuale.

Chi è Brassier: ruolo e caratteristiche fisiche

Nato ad Argenteuil il 2 novembre 1999, Brassier è alto circa 1,86 metri, pesa 78 chili ed è un difensore centrale di piede mancino. Predilige giocare sul centrosinistra in una linea a quattro, ma può essere utilizzato anche come braccetto in una difesa a tre o, in caso di necessità, come terzino sinistro maggiormente orientato alla fase difensiva.

La presenza di un mancino naturale rappresenta uno dei principali motivi dell’interesse del Bologna. In caso di partenza di Lucumí, il francese permetterebbe infatti di conservare equilibrio nella costruzione e nelle coperture sul lato sinistro.

La carriera tra Rennes, Valenciennes e Brest

Brassier è entrato nel settore giovanile del Rennes nel 2013, completando la propria formazione fino alla firma del primo contratto professionistico nel 2019. Per accumulare esperienza è stato successivamente ceduto in prestito al Valenciennes, con cui ha disputato 27 partite nella stagione 2019/20.

La vera affermazione è arrivata al Brest. Dopo un primo trasferimento in prestito, il difensore è stato acquistato definitivamente e ha progressivamente conquistato un posto da titolare. Con il club bretone ha totalizzato 117 presenze, cinque gol e un assist.

Il momento più importante della sua carriera è coinciso con la stagione 2023/24, quando il Brest ha concluso la Ligue 1 al terzo posto, ottenendo la prima qualificazione alla Champions League della propria storia. Brassier fu tra i protagonisti di quella sorprendente annata e realizzò anche il gol decisivo al 97’ nella vittoria per 5-4 contro il Rennes.

La parentesi al Marsiglia e il ritorno al Rennes

Nell’estate del 2024 Brassier ha scelto l’Olympique Marsiglia, ma l’esperienza non ha rispettato le aspettative. Il centrale ha collezionato soltanto 12 presenze, incontrando alcune difficoltà nell’adattarsi a un sistema basato su una costruzione dal basso particolarmente elaborata.

Nel gennaio 2025 è quindi tornato al Rennes attraverso un’operazione comprendente l’obbligo di acquisto. Con il club che lo aveva formato ha ritrovato maggiore continuità, superando il periodo complicato vissuto a Marsiglia. A livello internazionale ha inoltre rappresentato la Francia Under 19 e l’Under 20, senza però debuttare con la Nazionale maggiore.

Caratteristiche tecniche di Brassier

Brassier è un difensore fisico, aggressivo e forte nei duelli. Possiede una buona presenza nel gioco aereo, protegge efficacemente l’area e tende a seguire l’attaccante per cercare l’anticipo. Dispone inoltre di una discreta velocità nelle corse di recupero.

Con il pallone preferisce una gestione semplice e ordinata. Il mancino gli consente di aprire il gioco verso la fascia, ma non è un regista difensivo puro. Deve migliorare nei passaggi verticali, nelle letture con molto spazio alle spalle e nella gestione della pressione avversaria.

Perché Brassier può servire al Bologna

Brassier non possiede esattamente le stesse qualità di Lucumí. Il colombiano è più elegante in conduzione e più incisivo nell’avvio dell’azione, mentre il francese garantisce maggiore fisicità, aggressività e adattabilità tattica.

Nel Bologna potrebbe occupare il centrosinistra e offrire una soluzione affidabile in una difesa a tre o a quattro. Parallelamente, il club continuerà a valutare le risorse interne, concedendo spazio a Torbjørn Heggem e Eivind Helland. Brassier resta comunque uno dei profili più interessanti per l’eventuale dopo Lucumí, anche se al momento non risulta ancora definita una trattativa avanzata.

Chi è Giannis Konstantelias, il talento greco che ha stregato le big d’Europa: sulle sue tracce c’è anche la Juventus!

Juventus su Giannis Konstantelias, ma il Borussia Dortmund è in prima fila per il giovane talento greco del PAOK: ecco chi è

Giannis Konstantelias è uno dei talenti più interessanti del panorama europeo e il suo nome sta iniziando a circolare con insistenza in vista delle prossime sessioni di mercato. Secondo quanto riportato da Sky Sport, numerosi club prestigiosi stanno seguendo il trequartista del PAOK Salonicco, con il Borussia Dortmund particolarmente deciso a investire sul classe 2003.

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Il club tedesco ha costruito parte della propria strategia sulla valorizzazione dei giovani e avrebbe individuato nel greco un profilo ideale per il futuro. Konstantelias conosce già le attenzioni della Bundesliga: nell’estate del 2025 era stato vicino allo Stoccarda, prima della permanenza al PAOK e del successivo rinnovo contrattuale.

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Secondo le ultissime di calciomercato Juventus, alla corsa si sarebbe iscritta anche la società bianconera. Gli osservatori bianconeri avrebbero seguito il giocatore dal vivo in diverse occasioni, valutandone qualità, evoluzione e capacità di adattamento a un campionato più tattico come la Serie A. Il suo nome resta monitorato, anche se la società torinese ha già rinforzato il reparto dei trequartisti con l’arrivo di Kerim Alajbegovic.

Chi è Giannis Konstantelias: carriera e primi traguardi

Nato a Volos il 5 marzo 2003, Konstantelias è cresciuto nel settore giovanile del PAOK, nel quale è entrato nel 2013. Ha debuttato in prima squadra il 17 gennaio 2021, prima di compiere 18 anni, durante la vittoria contro l’OFI Creta.

Nel gennaio 2022 ha vissuto una breve esperienza in Belgio con l’Eupen, raccogliendo otto presenze. Tornato a Salonicco, si è imposto rapidamente come uno dei punti di riferimento della formazione greca. Nella stagione 2022/23 ha totalizzato 37 apparizioni, tre gol e sei assist, ottenendo anche il riconoscimento di miglior giocatore stagionale del club.

Il traguardo più importante è arrivato nell’annata 2023/24, quando ha contribuito alla conquista della Super League greca con nove reti in 34 partite di campionato. Nel suo palmarès figura inoltre la Coppa di Grecia 2020/21, oltre ai titoli ottenuti a livello giovanile con il PAOK.

I numeri e la crescita con il PAOK

Nell’ultima stagione Konstantelias ha confermato la propria crescita, chiudendo il campionato con sette gol e tre assist in 18 partite, secondo i numeri riportati da Sky Sport. Particolarmente significativo anche il rendimento nel primo turno dei playoff di Europa League contro la Dynamo Kyiv, nel quale ha realizzato tre reti e fornito un assist nel doppio confronto.

A esaltare il valore del giocatore era stata anche Maria Goncharova, vicepresidentessa del PAOK, nel corso di un’intervista concessa a Gianluca Di Marzio.

«Abbiamo un’Academy davvero grande con molti nomi già di successo. In Grecia, ma anche nei campionati europei più importanti. Da noi un ventenne come Konstantelias decide il ‘derby’ con il Panathinaikos. Questo crea un legame speciale e suscita emozioni particolari».

Caratteristiche tecniche e ruolo ideale

Alto circa 1,78 metri per 66 chili, Konstantelias è un trequartista rapido, creativo e particolarmente efficace nello stretto. Il suo ruolo ideale è quello di numero 10 alle spalle della punta, ma può partire anche dalla fascia sinistra, agire da seconda punta oppure essere impiegato come mezzala offensiva.

La sua qualità principale è la capacità di ricevere tra le linee e superare il primo avversario attraverso controllo orientato, finte di corpo e cambi di direzione. Ama accentrarsi, dialogare con i compagni e cercare la giocata decisiva negli ultimi metri.

Non possiede una struttura fisica dominante e può ancora migliorare nei contrasti, nel gioco aereo e nella continuità del pressing. La crescita realizzativa mostrata nelle ultime stagioni, tuttavia, ne ha aumentato sensibilmente il valore.

La valutazione e l’interesse della Juventus

Konstantelias è legato al PAOK fino al 30 giugno 2029 e la sua valutazione viene indicata intorno ai 20-22 milioni di euro. Il Borussia Dortmund appare al momento il club maggiormente interessato, ma la Juventus continua a osservarne l’evoluzione.

I bianconeri lo considererebbero un profilo futuribile per aumentare creatività e imprevedibilità sulla trequarti. Al momento, però, non si tratta di una trattativa avanzata: Konstantelias resta soprattutto un giocatore seguito con attenzione, sul quale potrebbe presto scatenarsi una vera asta europea.

Algeria, ufficiale l’addio a Vladimir Petkovic: risoluzione consensuale con la Federazione

Vladimir Petkovic non è più il commissario tecnico dell’Algeria: il comunicato ufficiale della Federazione sul tecnico ex Lazio

Si conclude ufficialmente l’esperienza di Vladimir Petkovic sulla panchina della Nazionale dell’Algeria. La Fédération Algérienne de Football, attraverso una nota pubblicata sui propri canali, ha comunicato la risoluzione consensuale del rapporto contrattuale con l’allenatore e con i componenti del suo staff tecnico.

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La separazione arriva dopo 29 mesi di collaborazione. Petkovic, ex commissario tecnico della Svizzera, aveva assunto la guida della selezione algerina con l’obiettivo di rilanciare la squadra e aprire un nuovo ciclo tecnico.

Il comunicato ufficiale della Federazione algerina

La Federazione ha ringraziato pubblicamente il tecnico per il lavoro svolto, sottolineandone l’impegno e la professionalità mostrati durante l’intero mandato.

«La Fédération Algérienne de Football (FAF) informa che il rapporto contrattuale che la lega al selezionatore nazionale, mister Vladimir Petkovic, così come al suo staff tecnico, è ufficialmente terminata ufficialmente oggi, di comune accordo. La FAF desidera esprimere la sua profonda gratitudine a mister Vladimir Petkovic e a tutto il suo staff per la loro professionalità, il loro impegno e la loro dedizione durante i ventinove (29) mesi trascorsi alla guida della squadra nazionale. La Federazione li ringrazia sinceramente per il lavoro svolto e augura loro pieno successo nel proseguimento della loro carriera professionale».

L’Algeria dovrà ora individuare un nuovo commissario tecnico al quale affidare il prossimo progetto sportivo.

Neymar apre al ritiro nel 2027: «Valuterò se restare, andare via o smettere»

Neymar, il futuro resta in bilico dopo il Santos: l’attaccante brasiliano rompe il silenzio in merito al suo possibile ritiro

Il futuro di Neymar continua a essere avvolto dall’incertezza. L’attaccante brasiliano, tornato al Santos dopo le esperienze con Barcellona, Paris Saint-Germain e Al Hilal, non ha escluso la possibilità di concludere la propria carriera nel 2027.

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Il fuoriclasse verdeoro ha affrontato il tema nel corso di un’intervista pubblicata sul proprio canale YouTube, spiegando di non aver ancora stabilito quanto a lungo continuerà a giocare. La priorità, almeno per il momento, resta quella di rispettare il contratto con il club che lo ha lanciato nel calcio professionistico.

Neymar non esclude il ritiro

Il brasiliano non sembra intenzionato a fermarsi nell’immediato, ma ha ammesso di non poter fornire certezze sul proprio futuro oltre la scadenza dell’accordo con il Santos.

IL FUTURO DELLA CARRIERA – «Non so per quanto tempo giocherò ancora. Non penso di fermarmi adesso, ma non so nemmeno quanto durerà. Ho un contratto con il Santos fino a dicembre».

Le parole di Neymar lasciano dunque aperti diversi scenari. L’attaccante potrebbe decidere di proseguire la propria avventura in Brasile, valutare una nuova esperienza all’estero oppure mettere fine a una carriera ricca di successi e momenti indimenticabili.

Neymar concentrato sul Santos

Prima di prendere qualsiasi decisione, il classe 1992 vuole però onorare fino in fondo l’impegno assunto con il Santos. Soltanto al termine del contratto verranno affrontate le valutazioni definitive.

LA DECISIONE DOPO IL CONTRATTO – «La mia intenzione è onorare il contratto e dare il massimo per questa maglia. Quando il mio accordo con il Santos sarà terminato, valuterò con calma cosa fare: se restare, andare via, smettere di giocare oppure continuare la mia carriera».

Tutti gli scenari sul futuro di Neymar

Il possibile ritiro nel 2027 rappresenta quindi soltanto una delle opzioni prese in considerazione dal brasiliano. Neymar non ha ancora compiuto una scelta definitiva e intende concentrarsi esclusivamente sul presente.

L’unica certezza, per ora, è il suo legame con il Santos. Nei prossimi mesi il rendimento in campo, le condizioni fisiche e le eventuali proposte ricevute potrebbero incidere sulla decisione finale del numero 10.

Maldini ed Esposito su binari separati: l’Atalanta riflette sull’attaccante. Occhio alla doppia operazione col Cagliari

Cagliari-Atalanta, non ci sarà nessuno scambio tra Maldini ed Esposito: le due trattative viaggiano su bianri separati. La situazione

Calciomercato news: le situazioni di Daniel Maldini e Sebastiano Esposito restano distinte. Nonostante nelle ultime settimane fosse emersa la possibilità di un’operazione collegata tra Cagliari e Atalanta, i contatti più recenti avrebbero confermato l’assenza di una vera trattativa che coinvolga contemporaneamente i due calciatori.

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Secondo quanto riferito da La Gazzetta dello Sport, le due operazioni continuano a viaggiare su binari differenti. L’ipotesi di uno scambio o di un affare più ampio non avrebbe mai trovato basi concrete, anche perché il club rossoblù sarebbe intenzionato a impostare l’eventuale operazione per Maldini esclusivamente a titolo definitivo.

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Maldini, il Cagliari mantiene la propria posizione

Il profilo di Daniel Maldini continua a essere seguito dal Cagliari, ma la società sarda non vorrebbe legare il suo possibile arrivo alla partenza di Esposito. Le valutazioni sul trequartista rimangono quindi indipendenti e dipenderanno dalle condizioni economiche poste dall’Atalanta.

La dirigenza rossoblù vuole evitare formule considerate poco vantaggiose e, proprio per questo motivo, non sarebbe stata approfondita l’ipotesi di un intreccio con l’attaccante classe 2002.

Esposito fuori dal progetto del Cagliari

Più delicata la situazione di Sebastiano Esposito, ormai ai margini del progetto tecnico dopo la rottura con il club. Il rapporto si è deteriorato in seguito al mancato accordo sul rinnovo contrattuale, fino all’abbandono del ritiro e ai successivi provvedimenti disciplinari adottati dalla società.

Nonostante la frattura, la positiva stagione disputata in Sardegna ha attirato l’attenzione di diverse squadre. Atalanta, Como e Napoli continuano infatti a monitorare gli sviluppi, valutando la possibilità di intervenire nelle prossime settimane.

L’Atalanta non ha ancora presentato un’offerta

L’Atalanta apprezza le caratteristiche di Esposito, ma non avrebbe ancora deciso di avviare una vera trattativa economica. Finora il club bergamasco si sarebbe limitato a un sondaggio esplorativo, senza presentare un’offerta ufficiale al Cagliari.

Resta sullo sfondo anche l’interesse dell’Hull City, pronto a valutare un’operazione per portare il giocatore in Inghilterra. Il Cagliari avrebbe fissato una valutazione vicina ai 20 milioni di euro, cifra che mantiene ancora aperti tutti gli scenari sul futuro dell’attaccante.

Calciomercato Roma, Nusa resta la prima scelta: ultima chiamata al Lipsia, Fofana l’alternativa

Roma-Nusa, la trattativa non è ancora tramontata! I giallorossi incontrano il Lipsia per l’esterno offensivo: è corsa a due tra lui e Fofana

Calciomercato Roma news: la società giallorossa continua a lavorare per regalare un nuovo esterno offensivo a Gian Piero Gasperini. Nonostante le difficoltà incontrate nelle ultime settimane, la pista che porta ad Antonio Nusa non sarebbe ancora definitivamente tramontata. Il talento norvegese classe 2005, attualmente di proprietà del Lipsia, rimane infatti il principale obiettivo della società giallorossa per rinforzare la corsia sinistra.

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A fare il punto sulla trattativa è stato Alfredo Pedullà, secondo cui la Roma sarebbe pronta a compiere un investimento particolarmente importante pur di arrivare al giocatore. I contatti tra i club proseguono ormai da diverse settimane, alternando aperture e improvvise frenate.

Nusa prima scelta della Roma

La dirigenza capitolina attende adesso una risposta definitiva dal Lipsia. Il calciatore non avrebbe mai escluso la possibilità di trasferirsi nella Capitale, mentre il club tedesco avrebbe modificato più volte la propria posizione.

Pedullà ha spiegato: «La Roma cerca un esterno offensivo sinistro forte ed è disposta a fare un grande investimento. Malgrado i silenzi e i depistaggi, la Roma non ha smesso di pensare ad Antonio
Nusa, classe 2005 del Lipsia e prima scelta assoluta. Tra una chiusura e una riapertura, siamo andati avanti così per circa tre settimane. Nelle prossime ore saremo all’ultima chiamata, senza ulteriori sfinimenti. Nusa non ha mai chiuso al trasferimento, il Lipsia – alle prese con la telenovela Diomande – ha cambiato spesso parere».

La Roma non sembra però intenzionata ad aspettare ancora a lungo. Le prossime ore potrebbero quindi risultare decisive per comprendere se esistano davvero le condizioni per arrivare alla fumata bianca.

Fofana alternativa a Nusa

Qualora l’operazione Nusa non dovesse concretizzarsi, la Roma sarebbe pronta a virare con decisione su Malik Fofana, esterno belga dell’Olympique Lione valutato almeno 45 milioni di euro.

«La Roma non andrà oltre, altrimenti cercherà di virare con forza su Malik Fofana, belga 2005 di proprietà dell’Olympique Lione, valutazione di almeno 45 milioni. Ne abbiamo parlato anche ieri, il gradimento giallorosso è forte e sono arrivate rassicurazione rispetto al serio infortunio alla caviglia di diversi mesi fa. Guarda caso Fofana è un obiettivo del Lipsia in caso di partenza di Nusa. E dalla lista ristrettissima della Roma per quel ruolo possiamo escludere Tel, accostato nelle ultime ore ai giallorossi. Chance minime».

Resta dunque aperto un vero e proprio intreccio di mercato: Nusa rappresenta la priorità, mentre Fofana è l’alternativa principale. Più defilata, invece, la candidatura di Mathys Tel.

Funerale Franco Baresi, oggi Milano saluta il Capitano: gli ex compagni e le autorità attese a Sant’Ambrogio

L’ultimo saluto a Franco Baresi nella basilica di Sant’Ambrogio: stamattina di terranno i funerali della storica bandiera del Milan

È il giorno dell’ultimo saluto a Franco Baresi. Milano si prepara ad accogliere migliaia di persone per i funerali dello storico capitano del Milan, in programma nella mattinata di martedì 4 agosto presso la basilica di Sant’Ambrogio. La camera ardente è stata allestita in forma privata, mentre in città è stato proclamato il lutto cittadino, con le bandiere comunali esposte a mezz’asta.

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Come sottolineato da La Gazzetta dello Sport, la figura di Baresi ha superato i confini del tifo rossonero, raccogliendo affetto e rispetto in tutto il mondo del calcio: «Il Capitano è stato un personaggio globale, un uomo di calcio capace di rendere trasversale la stima e l’affetto della gente, andando oltre la distinzione dei colori».

Il Milan rappresentato da Cardinale e dalla dirigenza

La prima squadra non potrà partecipare alle esequie a causa della tournée in Australia. Il tecnico Ruben Amorim e Matteo Gabbia hanno però reso omaggio a Baresi davanti al murale dedicato all’ex capitano e a Ruud Gullit, deponendo un mazzo di fiori.

Il Milan sarà rappresentato dal proprietario Gerry Cardinale, dal presidente Paolo Scaroni, dall’amministratore delegato Calvelli e dalla dirigenza. Saranno presenti anche Christian Pulisic e Santiago Gimenez, rimasti in Italia per recuperare dai rispettivi problemi fisici, oltre alle delegazioni delle squadre maschili, femminili e del settore giovanile.

Da Maldini a Van Basten: gli ex compagni presenti

Numerosi gli ex calciatori attesi a Sant’Ambrogio. Tra questi figurano Marco van Basten, Paolo Maldini, Dejan Savicevic, Demetrio Albertini, Sebastiano Rossi, Gianluca Zambrotta, Daniele Massaro, Alberigo Evani, Roberto Donadoni e Pietro Paolo Virdis.

Per l’Inter sarà presente il presidente Giuseppe Marotta, mentre sono attesi anche il sindaco Giuseppe Sala, rappresentanti della FIGC, della Lega Serie A, dell’AIC e dell’Assoallenatori. Il Real Madrid sarà rappresentato dal presidente onorario Pirri, mentre anche il Barcellona invierà una propria delegazione.

Funerale in diretta televisiva e omaggio nel derby

La cerimonia sarà trasmessa in diretta su Rete 4 dalle ore 10.50, all’interno di “Diario del giorno”. Nel derby di Perth del 5 agosto, il Milan giocherà con il lutto al braccio. Prima della partita sarà osservato un minuto di silenzio e sui maxischermi verranno mostrate immagini commemorative di Franco Baresi.

Mancini giura fedeltà alla Roma: «Al cuor non si comanda». Il sogno Champions e il rinnovo fino al 2029

Gianluca Mancini racconta il rinnovo con la Roma fino al 30 giungo 2029: le parole del difensore giallorosso sul suo profondo legame con la piazza

Gianluca Mancini ha scelto di legare ancora più saldamente il proprio futuro alla Roma. Il difensore giallorosso, fresco di rinnovo contrattuale fino al 30 giugno 2029, ha raccontato tutta la propria soddisfazione nel corso di un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport.

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Arrivato nella Capitale nel 2019, Mancini è diventato nel tempo uno dei principali punti di riferimento della squadra, sia per il rendimento mostrato sul terreno di gioco sia per il forte legame costruito con l’ambiente romanista.

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L’AMORE PER LA ROMA – «Roma a vita: sono felicissimo di aver rinnovato».

Mancini e il sogno della Champions League

La prossima stagione permetterà al centrale di vivere per la prima volta la Champions League indossando la maglia della Roma. Un traguardo particolarmente importante per il giocatore, che aveva già conquistato la qualificazione alla competizione europea durante la precedente esperienza con l’Atalanta, prima di trasferirsi nella Capitale.

IL SOGNO CHAMPIONS – «È il coronamento della carriera, da sempre un mio pallino. L’avevo conquistata anni fa a Bergamo, poi venni a Roma. Sentire finalmente la musichetta mi inorgoglisce. Per l’occasione mi sono tatuato la scritta SPQR: racchiude il legame che ho con la città e con il club».

Il rinnovo e le offerte ricevute

L’agente del difensore aveva definito quasi una follia la decisione di rinnovare con la Roma, considerando la possibilità di ottenere condizioni economiche più vantaggiose altrove. Mancini ha però ribadito come, nella scelta finale, abbiano prevalso il sentimento e la volontà di continuare il proprio percorso in giallorosso.

LA SCELTA DI RESTARE – «Ha detto ciò che pensava. Ma alla fine decide il calciatore e lui ha lavorato per i miei interessi. Io pazzo non lo sono, ma al cuor non si comanda. Quando ho firmato ci siamo abbracciati. E lui era felice nel vedermi felice. Squadre che mi hanno cercato? un club è noto… Ci sono stati vari approcci, ma non gli ho dato troppo peso. Certo, avevo un solo anno di contratto e le strade erano due: o rinnovare o salutarsi. Ma sapevo che volevano puntare ancora su di me».

Gli obiettivi della Roma di Gasperini

Mancini si è infine soffermato sulle ambizioni della squadra allenata da Gian Piero Gasperini. Il tecnico chiede quotidianamente ai propri calciatori di alzare il livello, ma il difensore invita a procedere gradualmente, senza trasformare immediatamente la corsa allo Scudetto in un obbligo.

LA CORSA AL VERTICE – «Ogni giorno ci dice che dobbiamo migliorarsi, in vetta però non ci si arriva con uno schiocco di dita. Intanto dobbiamo conquistare ogni anno la Champions per migliorarsi. Non arrivi a lottare per lo Scudetto dal giorno alla notte, serve un percorso».

Il Fulham è scatenato! Ufficializzato il doppio arrivo dal Real Madrid di Gonzalo Garcia e Cesar Palacios. I dettagli e le loro prime parole

Il Fulham accoglie ufficialmente Gonzalo Garcia e Cesar Palacios dal Real Madrid. I comunicati e le loro prime parole

Il Fulham ha ufficializzato un doppio, altisonante acquisto a titolo definitivo dal Real Madrid. La società londinese ha infatti annunciato l’ingaggio dell’attaccante ventiduenne Gonzalo García e del regista offensivo ventunenne César Palacios. Entrambi i giovani talenti hanno sottoscritto un contratto quinquennale con scadenza fissata a giugno 2031, con un’opzione a favore del club per un ulteriore prolungamento di 12 mesi. A Craven Cottage, Gonzalo indosserà la maglia numero 7, mentre Palacios vestirà la numero 8.

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Le parole dei protagonisti e la gioia di Tony Khan

Subito dopo la firma del contratto, Gonzalo García ha espresso così la sua gioia per l’approdo in Premier League:

“Sono molto grato, molto felice di essere qui.”

“Devo ringraziare il consiglio e Arbeloa per la fiducia che hanno riposto in me, e sono molto, molto entusiasta di iniziare.”

A fargli eco è stato il connazionale César Palacios, entusiasta di iniziare questo nuovo capitolo:

“Sono molto emozionato di essere qui. Credo che sia il passo perfetto nella mia carriera.”

“Il Club sta mostrando molta fiducia in me, e io lo dimostrerò in campo.”

La grande soddisfazione della dirigenza è stata sintetizzata dalle parole del presidente Tony Khan, che ha salutato con entusiasmo il doppio colpo:

“Questo è un giorno importante perché abbiamo ingaggiato due giovani talenti eccezionali per la squadra che crediamo entrambi faranno parte di un futuro brillante per il Club!”

“Forza Fulham!”

Il profilo dei due talenti cresciuti sotto la guida di Arbeloa

Entrambi i calciatori hanno condiviso un percorso di crescita fondamentale nella Cantera dei Blancos sotto la guida di Álvaro Arbeloa. Gonzalo García, vincitore della Scarpa d’Oro alla Coppa del Mondo per club FIFA e già autore di 8 reti in prima squadra con il Real Madrid, rappresenta un attaccante moderno e polivalente, capace di abbinare forza fisica e qualità tecnica.

César Palacios, giunto a Madrid dopo i primi passi nel Numancia, si è affermato nel Castilla come un centrocampista creativo e di grande rendimento, totalizzando 19 partecipazioni a rete (15 gol e 4 assist) prima di raccogliere 7 presenze in prima squadra con le Merengues. Con un solido passato nelle nazionali giovanili spagnole, i due nuovi acquisti promettono di alzare notevolmente il tasso qualitativo della rosa dei Blues.

Buffon svela: «Maldini e Leonardo due top che garantivano il massimo. Mio ritorno in Nazionale? Mi hanno messo in crisi ma…»

Buffon ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato così della situazione caotica che si è verificata con l’Italia.

Il mondo della Nazionale italiana è stato scosso da importanti stravolgimenti dopo le dimissioni di Paolo Maldini e Leonardo. Ai microfoni di Sky Sport, l’ex capo delegazione azzurro Gianluigi Buffon ha analizzato la complessa situazione, commentando anche la scelta del presidente Giovanni Malagò di riaffidare la guida della selezione a Roberto Mancini, senza trascurare uno sguardo al calciomercato della Juventus e al profilo di Guglielmo Vicario.

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L’addio di Maldini e Leonardo e il ritorno di Mancini

Commentando l’uscita di scena dei due dirigenti e l’avvicendamento operativo che ha coinvolto sia Claudio Ranieri sia la conferma di Mancini, l’ex portiere campione del mondo ha analizzato l’assetto dirigenziale e tecnico con grande equilibrio:

“Avevamo due top che garantivano il massimo, ma credo che lo stesso discorso vada fatto per un professionista come Ranieri e di un allenatore tecnicamente capace come Mancini”

Sollecitato sul percorso intrapreso dal movimento calcistico italiano e sulla possibilità di aver sprecato un’occasione preziosa per il futuro degli azzurri, Buffon ha risposto con schiettezza:

“L’Italia ha perso un’opportunità? Non lo so, dipende quale fosse l’obiettivo, le opportunità si perdono se si sa dove si vuole andare. Non ho idea della parabola e del percorso che doveva essere fatto, nessuno di noi sa se si sia persa un’opportunità”

I retroscena su Conte, Guardiola e la decisione personale

L’ex numero uno si è poi soffermato sui retroscena legati alla panchina della Nazionale, rivelando quali dinamiche abbiano orientato le valutazioni su profili come Antonio Conte e Pep Guardiola:

“Nella testa di queste persone Conte non era considerato il piano A, vanno fatte tante valutazioni. Quando uno sceglie il percorso e le persone funzionali deve vedere in termini di budget la disponibilità. Magari per Guardiola si è pensato che non avessimo problemi di budget come poteva sembrare all’inizio”

Buffon ha inoltre confermato di aver ricevuto una proposta diretta da Maldini e Leonardo prima del loro addio, spiegando le motivazioni che lo hanno spinto a rifiutare per motivi personali:

“Mi hanno messo in crisi sulla mia decisione ufficiale e ufficializzata in famiglia, ma ho voluto tenere coerenza con ciò che sentivo e di cui avevo bisogno. Ho ringraziato Paolo e Leonardo, non era dovuto e sono stati generosi con me insieme al presidente Malagò”

L’approvazione per Vicario in ottica Juventus

In chiusura d’intervento, il focus si è spostato sul calciomercato della Juventus e sulle manovre tra i pali. Chiamato a esprimere un parere su Guglielmo Vicario, accostato con insistenza ai bianconeri, Buffon ha speso parole di grande stima per l’estremo difensore:

“È stato in Nazionale per 3-4 anni, il portiere del Tottenham che ha vinto l’Europa League… Penso che sia un portiere che dà ampie garanzie”

De Bruyne resta al centro del Napoli: nessuna trattativa con l’Inter Miami

Kevin De Bruyne, il futuro resta azzurro: Massimiliano Allegri lo vuole leader del nuovo progetto del Napoli

L’Inter Miami non è in trattativa per Kevin De Bruyne. Le voci che nelle ultime ore avevano alimentato l’idea di un possibile trasferimento del belga in MLS vengono infatti smentite con decisione: nessun contatto, nessuna negoziazione, nessun passo concreto. Lo stesso discorso vale per Juan Fernando Quintero, altro nome accostato al club americano senza che vi fosse alcuna reale base. A chiarire la situazione è Fabrizio Romano, che conferma come l’Inter Miami non abbia aperto alcun dialogo per entrambi i giocatori.

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La smentita spegne così le numerose indiscrezioni che avevano iniziato a circolare attorno al futuro di De Bruyne, alimentando l’idea di un addio al Napoli dopo una sola stagione. In realtà, il belga resta al centro del progetto tecnico azzurro. Il nuovo allenatore, Massimiliano Allegri, considera De Bruyne un elemento fondamentale per costruire la squadra che affronterà la prossima annata, una stagione che vedrà il Napoli impegnato anche in Champions League.

Allegri vuole ripartire proprio da lui: dalla sua qualità, dalla sua esperienza internazionale, dalla capacità di incidere nei momenti decisivi. Il belga rappresenta una delle colonne portanti del nuovo ciclo e la società non ha alcuna intenzione di privarsene, soprattutto in una fase in cui si sta lavorando per consolidare la rosa e renderla competitiva su più fronti.

Per ora, dunque, nessun scenario americano e nessun trasferimento imminente: De Bruyne resta saldamente al centro del progetto Napoli, pronto a guidare la squadra nella stagione che verrà.

Pro Patria, ufficiale il ritorno di Sabatini: nuova sfida in Serie D dopo 40 anni

Clamoroso Walter Sabatini!Torna alla Pro Patria: dopo 40 anni nuovo ruolo istituzionale in biancoblù

Il grande ritorno è ufficiale: Walter Sabatini torna alla Pro Patria, la società con cui aveva chiuso la propria carriera da calciatore oltre quarant’anni fa. Il club biancoblù ha annunciato il suo ingresso in un ruolo istituzionale di primo piano, segnando una svolta significativa nel nuovo corso societario.

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Per Sabatini si tratta di un ritorno dal forte valore simbolico. Nella stagione 1983/84 aveva indossato proprio la maglia della Pro Patria prima di appendere gli scarpini al chiodo e intraprendere una carriera dirigenziale che lo avrebbe portato a diventare uno dei profili più influenti del calcio italiano. Roma, Inter, Bologna, Palermo, Sampdoria, Salernitana: un percorso ricco di esperienze, intuizioni e operazioni di mercato che hanno segnato un’epoca.

Ora, a distanza di poco più di due anni dalla sua ultima avventura alla Salernitana, Sabatini accetta una nuova sfida: contribuire alla rinascita della Pro Patria, reduce dalla retrocessione in Serie D e intenzionata a ricostruire con basi solide, competenza e visione. La scelta di affidarsi a un dirigente della sua caratura testimonia la volontà del club di rilanciarsi con ambizione e credibilità.

L’annuncio è arrivato attraverso un video pubblicato sui canali social della società, che ha celebrato il ritorno di uno dei suoi volti più rappresentativi. Sabatini, con la sua esperienza e il suo carisma, sarà chiamato a dare identità e direzione a un progetto che vuole riportare la Pro Patria ai livelli che le competono.

UEFA, Concacaf e AFC unite contro Infantino: nasce il fronte per bloccare la FIFA

Europa, Americhe e Asia si coalizzano: nasce l’asse anti‑Infantino per bloccare il quarto mandato

L’asse formato da Uefa, Concacaf e Afc sta prendendo forma e punta a una strategia comune per contrastare Gianni Infantino e, nelle intenzioni dei promotori, “paralizzare la Fifa”.

Secondo quanto riportato dal Times, i presidenti delle tre confederazioni sarebbero determinati a rimuovere l’attuale vertice della federazione mondiale, qualora Infantino decidesse di presentarsi per un quarto mandato alle elezioni previste per marzo 2027. Le prime mosse sarebbero già state studiate e pronte a essere attuate.

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Tra le iniziative più forti spicca l’ipotesi di un vero e proprio boicottaggio, che includerebbe il rifiuto di partecipare alle riunioni del Consiglio Fifa. Ma la misura più clamorosa sarebbe la creazione di tornei internazionali paralleli, una scelta che metterebbe in discussione l’attuale assetto del calcio mondiale e la centralità della Fifa nell’organizzazione delle competizioni.

Una fonte vicina ai promotori dell’iniziativa ha spiegato la posizione dei presidenti delle confederazioni: “Tutti sono fermamente convinti che debba andarsene e, se non lo farà, adotteremo tutte le misure necessarie per rimuoverlo dal potere. Questo include anche l’organizzazione di future competizioni internazionali: le grandi nazionali sudamericane preferirebbero affrontare Francia o Spagna, oppure Libano o Gibuti?”.

Un messaggio che fotografa la tensione crescente ai vertici del calcio internazionale e apre scenari che, se confermati, potrebbero cambiare radicalmente gli equilibri globali del movimento.

Ferran Torres: «Ho un contratto con il Barcellona, ma nel calcio non si sa mai»

Ferran Torres sul futuro: «Ho un contratto con il Barcellona, ma nel calcio non si sa mai. Ho un club dei sogni? Sì, essere felice»

Ferran Torres ha parlato ai microfoni della NBC, soffermandosi sul proprio futuro. L’attaccante spagnolo, protagonista assoluto dell’ultima finale dei Mondiali grazie al gol decisivo ai supplementari contro l’Argentina, non è affatto certo di restare al Barcellona.

Su di lui c’è infatti un forte interesse del Paris Saint‑Germain, che considera Torres uno dei profili ideali per rinforzare il reparto offensivo. Il Barça, dal canto suo, attende una proposta ufficiale dal club campione d’Europa prima di aprire una trattativa concreta.

Il contratto con i blaugrana scadrà il 30 giugno 2027, un dettaglio che rende la sua situazione particolarmente delicata: il Barcellona deve decidere se puntare ancora su di lui o valutare una cessione che possa generare una plusvalenza importante.

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PAROLE – «Ho un contratto con il Barcellona, ma nel calcio non si sa mai. Sto solo aspettando per prendere la decisione migliore per me».

«Ho un club dei sogni? Sì, essere felice. Voglio solo essere felice».

Cagliari, idea Maldini: il classe 2001 pronto a una nuova sfida

Maldini‑Cagliari, trattativa in corso tra i due club: l’Atalanta valuta il prestito, il giocatore cerca continuità

Il Cagliari è pronto a muovere un passo decisivo sul mercato: Daniel Maldini si avvicina sempre di più ai rossoblù. L’attaccante italiano classe 2001, di proprietà dell’Atalanta, è destinato a vivere un’altra esperienza in Serie A, ancora una volta con la formula del prestito, dopo i sei mesi trascorsi alla Lazio nella seconda parte della scorsa stagione. Al momento l’operazione è totalmente slegata dalla situazione di Sebastiano Esposito, che potrebbe comunque compiere il percorso inverso, ma senza che le due trattative siano vincolate tra loro.

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Un percorso recente ricco di cambiamenti

Gli ultimi anni di Maldini sono stati caratterizzati da continui spostamenti e nuove sfide. Dopo essere cresciuto nel Milan e aver esordito in prima squadra, nell’estate 2024 il trequartista si è trasferito al Monza, dove ha trovato continuità e minuti importanti. A gennaio 2025 è arrivato il passaggio all’Atalanta, club che ha deciso di puntare su di lui per il futuro, ma che ha preferito mandarlo subito in prestito per garantirgli spazio.

Gli ultimi sei mesi li ha vissuti alla Lazio, ritrovando fiducia e minuti sotto la guida di Maurizio Sarri. Con i biancocelesti Maldini ha mostrato lampi di qualità, confermando di essere un profilo capace di muoversi tra le linee, creare superiorità e interpretare più ruoli offensivi.

Perché il Cagliari punta su Maldini

Il Cagliari vede in Maldini un giocatore in grado di aggiungere tecnica, fantasia e soluzioni tra centrocampo e attacco. La sua duttilità — trequartista, seconda punta, esterno offensivo — lo rende un profilo ideale per un progetto che vuole crescere puntando su giovani di talento già abituati alla Serie A.

La società rossoblù è convinta che Maldini possa trovare continuità e responsabilità in un contesto che gli permetterà di esprimere al meglio le sue qualità. L’Atalanta, dal canto suo, considera il prestito una tappa utile per far maturare ulteriormente il giocatore, senza rinunciare alla possibilità di valorizzarlo in futuro.

Una nuova avventura alle porte

Per Maldini si profila dunque una nuova esperienza in Serie A, la terza consecutiva in prestito, ma forse quella più adatta per ritagliarsi un ruolo centrale. Il Cagliari è pronto a offrirgli spazio, fiducia e un progetto tecnico che punta a crescere attraverso giovani motivati e con margini di miglioramento.

La trattativa procede spedita: il club rossoblù vuole chiudere presto, mentre Maldini è pronto a raccogliere un’altra sfida per dimostrare di poter diventare un protagonista stabile del massimo campionato.

Il Palermo piazza il colpo: Strefezza firma e porta qualità, esperienza e gol

Rosanero ambiziosi: Strefezza arriva a titolo definitivo e diventa il nuovo uomo‑chiave di Inzaghi

Il grande colpo della Serie B porta la firma del Palermo. Il club rosanero ha infatti definito l’acquisto a titolo definitivo di Gabriel Strefezza dall’Olympiacos, confermando le indiscrezioni circolate nelle ultime ore e riportate da Matteo Moretto. Un’operazione di spessore, che eleva immediatamente il livello tecnico della squadra di Filippo Inzaghi.

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Strefezza rappresenta un innesto di assoluto valore per la categoria. L’esterno brasiliano, reduce dal prestito al Parma nella seconda parte dell’ultima Serie A, ha dimostrato di poter incidere anche ai massimi livelli: due gol e due assist in 14 presenze, numeri che hanno contribuito in maniera significativa alla salvezza della formazione guidata da Cuesta. La sua capacità di creare superiorità, la rapidità nelle transizioni e la duttilità tattica lo rendono un profilo ideale per il progetto rosanero.

Per il Palermo si tratta di un investimento mirato, che unisce qualità immediata e prospettiva. Strefezza arriva con la volontà di essere protagonista e con l’esperienza necessaria per guidare il reparto offensivo in un campionato complesso come la Serie B. Inzaghi guadagna così un giocatore capace di cambiare le partite, di garantire imprevedibilità e di aggiungere soluzioni offensive che finora mancavano.

L’operazione, oltre a rafforzare la rosa, manda anche un segnale chiaro alle concorrenti: il Palermo vuole competere ai vertici e lo fa puntando su profili che hanno già dimostrato di poter fare la differenza. Strefezza, con il suo talento e la sua personalità, è il simbolo di un mercato ambizioso e di una squadra che non intende nascondersi.

La Fiorentina ha preso una decisione su Moise Kean: ecco quale sarà il futuro dell’attaccante

La Fiorentina ha deciso il futuro di Moise Kean: quale sarà la prossima squadra dell’attaccante classe 2000

Le manovre di calciomercato della Fiorentina mettono al centro del progetto una conferma di primissima fascia per il reparto avanzato. Come riferito da Sky, la società gigliata ha infatti ribadito la propria ferma intenzione di trattenere Moise Kean, considerandolo un pilastro imprescindibile per la stagione ormai alle porte. Nonostante il costante susseguirsi di voci di mercato e la prospettiva che possano presentarsi offerte economiche di rilevante entità, la dirigenza viola appare pienamente determinata a blindare il proprio centravanti e a rispedire al mittente qualsiasi tentativo di inserimento da parte di club terzi.

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L’assalto del Como e la preferenza tattica di Cesc Fàbregas

L’attenzione attorno al bomber azzurro si è riaccesa in modo particolare dopo il forte gradimento espresso dal Como. La società lariana ha infatti individuato nell’attaccante la prima scelta assoluta per rinforzare il proprio reparto offensivo. Per l’allenatore Cesc Fàbregas, Kean rappresenta il profilo ideale a cui affidare le chiavi dell’attacco: un giocatore moderno, dotato di grande strapotere fisico, progressione palla al piede e spiccata capacità di attaccare la profondità.

Nondimeno, l’ambizioso pressing del club comasco si scontra direttamente con la posizione intransigente della Fiorentina. La dirigenza toscana è infatti decisa a resistere a ogni tipo di offerta, chiudendo a monte qualsiasi margine di trattativa per la cessione del calciatore.

La centralità nel progetto tattico di Fabio Grosso

A guidare la linea del rigore sulla permanenza della punta c’è anche la volontà del tecnico Fabio Grosso. L’allenatore della Fiorentina considera la presenza di Kean fondamentale per garantire peso specifico e continuità realizzativa all’intero scacchiere tattico. Grosso sarebbe infatti estremamente felice del fatto che l’attaccante rimanga a Firenze, ritenendolo l’elemento perfetto su cui edificare la manovra offensiva del nuovo corso viola.

Un segnale di continuità per le ambizioni viola

La decisione di fare muro attorno al proprio numero nove conferma la strategia della società di mantenere un elevato livello di competitività in vista delle imminenti sfide di campionato e coppe. Respinta la pressione del Como e ribadita la fiducia totale nel giocatore, la Fiorentina si proietta così verso il via ufficiale della stagione con la certezza di poter ancora fare affidamento sulle prestazioni di Kean al centro del proprio attacco.

Jordan Henderson è ufficialmente un nuovo giocatore del Chelsea! Le prime parole: «Questa era un’opportunità enorme che non potevo rifiutare»

Jordan Henderson è ufficiale al Chelsea! Il comunicato dei Blues e le prime parole del centrocampista inglese

Il Chelsea ha comunicato ufficialmente l’acquisto a titolo definitivo del centrocampista inglese Jordan Henderson. Il calciatore, forte di una carriera di assoluto prestigio culminata con la vittoria della Premier League e della UEFA Champions League, ha sottoscritto un contratto biennale con i Blues con scadenza fissata al 2028. Il mediano britannico si metterà immediatamente a disposizione di Xabi Alonso in vista della stagione 2026/27.

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Le prime parole di Henderson da giocatore dei Blues

Subito dopo la formalizzazione del trasferimento a Stamford Bridge, il nazionale inglese ha espresso enorme entusiasmo per l’inizio di questo nuovo capitolo della sua carriera:

“Considerando le dimensioni del club, l’allenatore, per il quale nutro grande ammirazione, e la qualità dei giocatori, questa era un’opportunità enorme che non potevo rifiutare”

Proseguendo nell’analisi della sua scelta, l’ex capitano del Liverpool ha evidenziato l’ambizione della dirigenza londinese:

“Sono rimasto molto colpito anche da quanto la proprietà desideri che il Chelsea abbia successo e si muova nella giusta direzione.”

Infine, l’esperto centrocampista ha definito la mentalità con cui affronterà l’avventura a Londra:

“Per me, si tratta di dare il massimo ogni singolo giorno, sia in campo che fuori, per aiutare il più possibile i giocatori intorno a me e la squadra. Sono molto entusiasta di iniziare.”

Un palmarès straordinario tra Liverpool e Nazionale

Cresciuto nel settore giovanile del Sunderland — club con cui ha esordito tra i professionisti proprio a Stamford Bridge nel 2008 prima di un prestito al Coventry City —, Henderson si è consacrato ai vertici del calcio internazionale con la maglia del Liverpool. Ad Anfield, ereditata la fascia di capitano da Steven Gerrard nel 2015, ha guidato i Reds alla vittoria di ben otto trofei, tra cui la Champions League del 2019 e la storica Premier League del 2020, affiancate da FA Cup, due Coppe di Lega, Community Shield, Supercoppa UEFA e Coppa del Mondo per club FIFA.

In seguito, la carriera del centrocampista ha visto tappe nella Saudi Pro League con l’Al-Ettifaq, per poi far ritorno in Europa tra le fila dell’Ajax e successivamente del Brentford, prima dell’approdo al Chelsea.

A livello internazionale, Henderson vanta 91 presenze con la Nazionale inglese, con cui ha conquistato il secondo posto agli Europei del 2020 e la medaglia di bronzo al Mondiale 2026 disputato nell’ultima estate. Con la sua leadership e l’inestimabile bagaglio d’esperienza, il mediano rappresenta un rinforzo carismatico fondamentale per lo spogliatoio dei Blues.

Dzeko, ma quale ritiro!? Ufficiale il rinnovo con lo Schalke 04 e la maglia numero 10. A 40 anni il bosniaco «ha ancora fame»

Edin Dzeko ha rinnovato ufficialmente il suo contratto con lo Schalke 04. Il comunicato e le parole dell’attaccante bosniaco

Il cammino nel grande calcio di Edin Džeko non si conclude con la partecipazione al Mondiale insieme alla sua Bosnia ed Erzegovina. L’esperto centravanti, dopo la difficile parentesi iniziale della scorsa stagione alla Fiorentina culminata con il trasferimento di gennaio allo Schalke 04, si attesta ancora una volta come figura centrale nel panorama europeo. La sua avventura nella seconda serie tedesca si è trasformata in un successo straordinario, culminato con la promozione e lo storico ritorno in Bundesliga del club di Gelsenkirchen.

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Un simbolo per i Royal Blues: rinnovo e maglia numero 10

Pronto ad affrontare la sua 23esima stagione da professionista, l’ex attaccante di Inter e Roma ha ufficialmente firmato un rinnovo di contratto annuale con i Royal Blues. La società ha scelto di fare del bomber bosniaco un simbolo per il ritorno nel massimo campionato, affidandogli per la nuova annata la prestigiosa maglia numero 10.

Džeko tornerà ad allenarsi con il gruppo a partire da martedì 4 agosto, pronto a rimettersi subito a disposizione dopo aver rappresentato la propria nazionale nella seconda rassegna iridata della sua carriera, dopo quella del 2014.

Le parole del direttore sportivo Mulder

A sottolineare l’importanza dell’accordo è stato il direttore sportivo dello Schalke 04, Mulder, che ha commentato con grande entusiasmo il prolungamento del rapporto:

“Edin ha portato qualcosa di speciale allo Schalke 04 durante i suoi primi quattro mesi e mezzo al club. È stato un giocatore chiave e uno dei beniamini dei tifosi, e la sua personalità lo ha sempre reso un esempio sia in campo che fuori. Le nostre conversazioni delle ultime settimane hanno chiarito che Edin ha ancora la stessa fame di successo di sempre. Crediamo quindi che possa aiutarci anche in Bundesliga. Edin resterà allo Schalke, e questa è una notizia fantastica”.

Džeko: “Ho ancora fame di successo”

Anche lo stesso Edin Džeko ha espresso profonda soddisfazione per la firma sul contratto, ringraziando l’ambiente per l’accoglienza e confermando le sue altissime motivazioni:

“Da quando sono arrivato allo Schalke in inverno, ho fatto parte di una squadra fantastica e ho potuto godere dell’incredibile supporto dei tifosi. La promozione in Bundesliga è tra i momenti più belli della mia carriera. È stato incredibile. Il calcio mi ha reso felice e mi ha motivato per tutta la vita. Ho ancora fame di successo e voglio aiutare la squadra anche in Bundesliga”.

Caso Lindstrom, tra Napoli e Schalke 04 è rottura totale! Azzurri pronti ad azioni legali dopo il trasferimento saltato

Lindstrom accende il caso tra Napoli e Schalke 04 dopo il trasferimento saltato! Gli azzurri minacciano azioni legali ora

Il calciomercato del Napoli si arricchisce di un caso diplomatico sull’asse tra Italia e Germania. La società azzurra è infatti intervenuta in maniera ufficiale per fare chiarezza sulla trattativa sfumata per il trasferimento di Jesper Lindstrøm allo Schalke 04. Attraverso una nota circostanziata, la dirigenza guidata dal presidente Aurelio De Laurentiis ha voluto rettificare le ricostruzioni giornalistiche circolate nelle ultime ore, smentendo categoricamente la presenza di ostacoli economici e attribuendo la fumata nera al repentino cambio di strategie del club tedesco.

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La ricostruzione della trattativa e la cronologia del Napoli

Secondo la ricostruzione fornita dalla società partenopea, i termini finanziari dell’operazione e le relative modalità di pagamento non sono mai stati messi in discussione tra le parti. La frenata sarebbe giunta esclusivamente a causa delle sopraggiunte necessità tattiche della compagine di Gelsenkirchen, condizionata dagli infortuni di due tesserati occorsi nel fine settimana.

Il club azzurro ha ricostruito nel dettaglio la cronologia dei contatti: alle ore 13:00 lo Schalke 04 avrebbe notificato l’inaccettabilità di alcune clausole per via delle nuove priorità di mercato. Nonostante la pronta risposta della società campana, inviata ad appena ventidue minuti di distanza per confermare la piena disponibilità ad accettare integralmente la versione contrattuale proposta dai tedeschi, alle 17:32 è giunta la comunicazione definitiva con cui il club della Bundesliga ha rinunciato all’affare.

Il comunicato ufficiale della SSC Napoli

Per chiarire definitivamente la propria posizione sul mancato trasferimento di Jesper Lindstrøm, la società ha diffuso la nota integrale:

“SSC Napoli intende fare chiarezza in ordine al mancato trasferimento del calciatore Jesper Lindstrom allo Schalke 04, a causa della inesattezza delle informazioni diffuse a mezzo stampa. Dopo che, nella giornata di ieri, ha avuto luogo uno scambio di corrispondenza sulle condizioni generali del contratto, senza che mai fossero messi in discussione i termini economici dell’accordo e le modalità di pagamento, alle ore 13:00 di oggi il club tedesco ci ha informato che alcune clausole proposte non erano accettabili, anche alla luce delle mutate esigenze tecnico-sportive conseguenti all’infortunio di due calciatori occorso nel fine settimana, che avrebbe necessitato la modifica delle strategie di mercato.

Alle 13:22 è stata inviata una comunicazione di risposta al club tedesco con cui, pur ribadendo che si trattava di modifiche di dettaglio rispetto alla struttura dell’affare, comprendendo le sopravvenute esigenze tecniche del club tedesco, SSC Napoli sarebbe stata disponibile ad accettare la versione del contratto come proposta da Schalke.

Nonostante ciò, alle ore 17:32 il club tedesco ha confermato di non essere più interessato in ragione delle mutate priorità nell’allestimento dell’organico, ad evidente dimostrazione delle effettive motivazioni sottese al mancato perfezionamento dell’operazione.

Nell’auspicio di avere chiarito definitivamente le reali responsabilità del mancato trasferimento del calciatore, SSC Napoli si riserva ogni azione avanti alle competenti autorità finalizzata alla tutela dei propri diritti.”

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