Pagina 32 – Calcio News 24

Dzeko, ma quale ritiro!? Ufficiale il rinnovo con lo Schalke 04 e la maglia numero 10. A 40 anni il bosniaco «ha ancora fame»

Edin Dzeko ha rinnovato ufficialmente il suo contratto con lo Schalke 04. Il comunicato e le parole dell’attaccante bosniaco

Il cammino nel grande calcio di Edin Džeko non si conclude con la partecipazione al Mondiale insieme alla sua Bosnia ed Erzegovina. L’esperto centravanti, dopo la difficile parentesi iniziale della scorsa stagione alla Fiorentina culminata con il trasferimento di gennaio allo Schalke 04, si attesta ancora una volta come figura centrale nel panorama europeo. La sua avventura nella seconda serie tedesca si è trasformata in un successo straordinario, culminato con la promozione e lo storico ritorno in Bundesliga del club di Gelsenkirchen.

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Un simbolo per i Royal Blues: rinnovo e maglia numero 10

Pronto ad affrontare la sua 23esima stagione da professionista, l’ex attaccante di Inter e Roma ha ufficialmente firmato un rinnovo di contratto annuale con i Royal Blues. La società ha scelto di fare del bomber bosniaco un simbolo per il ritorno nel massimo campionato, affidandogli per la nuova annata la prestigiosa maglia numero 10.

Džeko tornerà ad allenarsi con il gruppo a partire da martedì 4 agosto, pronto a rimettersi subito a disposizione dopo aver rappresentato la propria nazionale nella seconda rassegna iridata della sua carriera, dopo quella del 2014.

Le parole del direttore sportivo Mulder

A sottolineare l’importanza dell’accordo è stato il direttore sportivo dello Schalke 04, Mulder, che ha commentato con grande entusiasmo il prolungamento del rapporto:

“Edin ha portato qualcosa di speciale allo Schalke 04 durante i suoi primi quattro mesi e mezzo al club. È stato un giocatore chiave e uno dei beniamini dei tifosi, e la sua personalità lo ha sempre reso un esempio sia in campo che fuori. Le nostre conversazioni delle ultime settimane hanno chiarito che Edin ha ancora la stessa fame di successo di sempre. Crediamo quindi che possa aiutarci anche in Bundesliga. Edin resterà allo Schalke, e questa è una notizia fantastica”.

Džeko: “Ho ancora fame di successo”

Anche lo stesso Edin Džeko ha espresso profonda soddisfazione per la firma sul contratto, ringraziando l’ambiente per l’accoglienza e confermando le sue altissime motivazioni:

“Da quando sono arrivato allo Schalke in inverno, ho fatto parte di una squadra fantastica e ho potuto godere dell’incredibile supporto dei tifosi. La promozione in Bundesliga è tra i momenti più belli della mia carriera. È stato incredibile. Il calcio mi ha reso felice e mi ha motivato per tutta la vita. Ho ancora fame di successo e voglio aiutare la squadra anche in Bundesliga”.

Caso Lindstrom, tra Napoli e Schalke 04 è rottura totale! Azzurri pronti ad azioni legali dopo il trasferimento saltato

Lindstrom accende il caso tra Napoli e Schalke 04 dopo il trasferimento saltato! Gli azzurri minacciano azioni legali ora

Il calciomercato del Napoli si arricchisce di un caso diplomatico sull’asse tra Italia e Germania. La società azzurra è infatti intervenuta in maniera ufficiale per fare chiarezza sulla trattativa sfumata per il trasferimento di Jesper Lindstrøm allo Schalke 04. Attraverso una nota circostanziata, la dirigenza guidata dal presidente Aurelio De Laurentiis ha voluto rettificare le ricostruzioni giornalistiche circolate nelle ultime ore, smentendo categoricamente la presenza di ostacoli economici e attribuendo la fumata nera al repentino cambio di strategie del club tedesco.

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La ricostruzione della trattativa e la cronologia del Napoli

Secondo la ricostruzione fornita dalla società partenopea, i termini finanziari dell’operazione e le relative modalità di pagamento non sono mai stati messi in discussione tra le parti. La frenata sarebbe giunta esclusivamente a causa delle sopraggiunte necessità tattiche della compagine di Gelsenkirchen, condizionata dagli infortuni di due tesserati occorsi nel fine settimana.

Il club azzurro ha ricostruito nel dettaglio la cronologia dei contatti: alle ore 13:00 lo Schalke 04 avrebbe notificato l’inaccettabilità di alcune clausole per via delle nuove priorità di mercato. Nonostante la pronta risposta della società campana, inviata ad appena ventidue minuti di distanza per confermare la piena disponibilità ad accettare integralmente la versione contrattuale proposta dai tedeschi, alle 17:32 è giunta la comunicazione definitiva con cui il club della Bundesliga ha rinunciato all’affare.

Il comunicato ufficiale della SSC Napoli

Per chiarire definitivamente la propria posizione sul mancato trasferimento di Jesper Lindstrøm, la società ha diffuso la nota integrale:

“SSC Napoli intende fare chiarezza in ordine al mancato trasferimento del calciatore Jesper Lindstrom allo Schalke 04, a causa della inesattezza delle informazioni diffuse a mezzo stampa. Dopo che, nella giornata di ieri, ha avuto luogo uno scambio di corrispondenza sulle condizioni generali del contratto, senza che mai fossero messi in discussione i termini economici dell’accordo e le modalità di pagamento, alle ore 13:00 di oggi il club tedesco ci ha informato che alcune clausole proposte non erano accettabili, anche alla luce delle mutate esigenze tecnico-sportive conseguenti all’infortunio di due calciatori occorso nel fine settimana, che avrebbe necessitato la modifica delle strategie di mercato.

Alle 13:22 è stata inviata una comunicazione di risposta al club tedesco con cui, pur ribadendo che si trattava di modifiche di dettaglio rispetto alla struttura dell’affare, comprendendo le sopravvenute esigenze tecniche del club tedesco, SSC Napoli sarebbe stata disponibile ad accettare la versione del contratto come proposta da Schalke.

Nonostante ciò, alle ore 17:32 il club tedesco ha confermato di non essere più interessato in ragione delle mutate priorità nell’allestimento dell’organico, ad evidente dimostrazione delle effettive motivazioni sottese al mancato perfezionamento dell’operazione.

Nell’auspicio di avere chiarito definitivamente le reali responsabilità del mancato trasferimento del calciatore, SSC Napoli si riserva ogni azione avanti alle competenti autorità finalizzata alla tutela dei propri diritti.”

Adzic ufficiale al Sassuolo: le cifre e la formula dell’operazione con la Juventus. Cosa è cambiato nella trattativa!

Adzic è ufficialmente un nuovo giocatore del Sassuolo: le cifre e i dettagli dell’operazione con la Juventus. I comunicati

Vasilije Adzic è ufficialmente un nuovo giocatore del Sassuolo. Di seguito riportato il comunicato dell’operazione conclusa con la Juventus.

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COMUNICATO SASSUOLOPassaggio a titolo temporaneo per Vasilije Adzic al Sassuolo: il centrocampista montenegrino giocherà con il club emiliano fino al 30 giugno 2027.Arrivato a Torino nel luglio 2024, Vasilije ha giocato complessivamente 26 partite in Prima Squadra, segnando un gol decisivo in campionato nei minuti di recupero della sfida in casa contro l’Inter dello scorso settembre. Per lui anche dieci partite e quattro reti in Next Gen, oltre alle sei presenze raccolte con la Nazionale Maggiore del Montenegro, con cui ha trovato la via del gol in un paio d’occasioni. Il percorso di crescita del classe 2006 proseguirà dunque in prestito al Sassuolo: buona fortuna, Vasilije!

CIFRE Juventus Football Club S.p.A. comunica di aver raggiunto un accordo con la società U.S. Sassuolo per la cessione, a titolo temporaneo fino al 30 giugno 2027, dei diritti alle prestazioni sportive del calciatore Vasilije Adzic a fronte di un corrispettivo di € 0,5 milioni, pagabili in un singolo esercizio. Inoltre, l’accordo prevede:
– la facoltà da parte del Sassuolo di acquisire a titolo definitivo le prestazioni sportive del calciatore a fronte di un corrispettivo di ulteriori € 12 milioni, pagabili in quattro esercizi.
– la facoltà da parte della Juventus di esercitare un diritto di contro-opzione a fronte di un corrispettivo di € 1,7 milioni, pagabili in un singolo esercizio.

COMUNICATO SASSUOLOL’U.S. Sassuolo Calcio comunica di aver acquisito dalla Juventus, con la formula del prestito con diritto di opzione e controopzione, le prestazioni sportive del calciatore Vasilije Adžić (centrocampista, 2006). Originario di Nikšić, in Montenegro, il classe 2006 inizia a giocare a calcio nella sua città con la maglia del Polet Stars, prima di trasferirsi al Budućnost: con i biancazzurri esordisce, appena 16enne, e trova il gol dopo soli 9 minuti dal suo ingresso, diventando il secondo più giovane marcatore della storia della prima divisione montenegrina. Nella prima stagione Adžić scende in campo 23 volte aggiungendo 3 reti e 3 assist al suo campionato, terminato in prima posizione. L’annata successiva vede il centrocampista imporsi come titolare: 35 presenze in campionato con 6 gol e 3 passaggi vincenti, 5 presenze e un gol nella Coppa di Montenegro vinta e un assist anche nelle due presenze nelle qualificazioni di Conference League. Le prestazioni di Vasilije convincono la Juventus ad acquistare il giocatore ad agosto del 2024, e fin da subito i bianconeri lo utilizzano sia nella formazione Under 23 che per la prima squadra: esordisce in Serie A il 19 ottobre, poco dopo in Champions League e infine in Coppa Italia. Con la Next Gen segna 4 reti nelle 10 presenze raccolte nella stagione 24/25, e da quel momento entra in pianta stabile in prima squadra, con cui troverà la prima rete nei minuti di recupero del Derby d’Italia che la Juventus vinse 4-3 grazie a una conclusione dalla distanza del montenegrino. Fin dall’Under 15 parte delle selezioni giovanili del Montenegro, con cui segna 11 volte in 35 presenze totali, Vasilije esordisce con gol nella prima in Nazionale maggiore, il 9 giugno 2025, contro l’Armenia. Da tutta la famiglia neroverde, benvenuto Vasilije!

Primi contatti Liverpool Psg per Barcola: ma i francesi dicono no ad una cifra monstre per lasciarlo partire! Cosa sta succedendo

Liverpool Psg hanno dato vita ai primi contatti per Bradley Barcola: no ad una offerta monstre per la cessione! Cosa sta succedendo

Il calciomercato entra nel vivo con uno degli intrecci più clamorosi della sessione estiva. Sono infatti iniziate le trattative ufficiali tra Liverpool e Paris Saint-Germain per il trasferimento di Bradley Barcola. Secondo Fabrizio Romano, il club inglese ha deciso di rompere gli indugi per assicurarsi le prestazioni del talentuoso esterno offensivo francese, avviando i contatti diretti con la dirigenza parigina con l’obiettivo di trovare la quadra economica per un affare di proporzioni titaniche.

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L’offerta iniziale del Liverpool e la posizione del PSG

La prima mossa dei Reds sul tavolo delle negoziazioni testimonia la ferma volontà della società di Anfield di rinforzare la rosa con un profilo di livello assoluto. Il Liverpool ha indicato un valore dell’offerta iniziale superiore a 100 milioni di euro per strappare il calciatore alla società della capitale transalpina.

Nondimeno, la cifra da capogiro messa sul piatto dalla compagine britannica risulta ancora lontana dalle richieste del PSG, che attribuisce al proprio gioiello una valutazione economica superiore. Nonostante la distanza iniziale tra le parti, le trattative sono in corso e i canali diplomatici rimangono apertissimi per provare ad assottigliare il margine tra domanda e offerta. La sensazione è che il dialogo tra i due top club proseguirà ad oltranza, data la centralità che il talento classe 2002 riveste nei piani tattici della società inglese.

La volontà di Barcola: il fattore chiave per i Reds

A recitare un ruolo fondamentale nel possibile esito positivo dell’operazione è la presa di posizione del diretto interessato. Barcola vuole il Liverpool: l’attaccante ha espresso una chiara preferenza verso la destinazione britannica e il progetto sportivo prospettatogli ad Anfield.

La ferma determinazione dell’esterno d’attacco nell’abbracciare l’avventura in Premier League potrebbe esercitare una pressione rilevante sulla dirigenza del Paris Saint-Germain, spingendo il club francese a venire incontro alle proposte dei Reds. Consacratosi ai vertici del calcio europeo per la sua straordinaria velocità, l’abilità nel saltare l’uomo e la precisione nell’ultimo passaggio, Barcola rappresenta il profilo ideale per fare la differenza nel reparto avanzato. I prossimi contatti ufficiali tra le due società saranno decisivi per capire se l’operazione da oltre 100 milioni di euro troverà la definitiva fumata bianca.

Stati Uniti, ufficiale il rinnovo di Mauricio Pochettino: il ct resta in panchina fino al 2030

Stati Uniti, Mauricio Pochettino ha ufficialmente rinnovato il contratto fino al 2030 con la Nazionale degli USA

Gli Stati Uniti scelgono la via della stabilità e rinnovano la propria fiducia alla guida tecnica. È arrivata infatti la conferma ufficiale: Mauricio Pochettino proseguirà il suo incarico come ct della USMNT. Dopo la conclusione della recente rassegna iridata casalinga, la federazione statunitense ha formalizzato il prolungamento dell’accordo con l’allenatore argentino, ponendo le basi per un ambizioso progetto a lungo termine in vista delle prossime competizioni internazionali.

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L’accordo formale e l’orizzonte verso il Mondiale 2030

Il precedente contratto del selezionatore sudamericano era andato in scadenza naturale proprio con il termine della rassegna globale disputata negli Stati Uniti. Attraverso un comunicato ufficiale, la Federcalcio americana ha fugato ogni dubbio sul futuro della panchina, annunciando la firma sul nuovo contratto che legherà Pochettino alla guida della squadra fino al 2030.

Si tratta di una conferma strategica di primaria importanza, pensata per proiettare il collettivo statunitense verso la Coppa del Mondo 2030, l’edizione che vedrà la propria fase centrale disputarsi tra Spagna, Portogallo e Marocco. La dirigenza della federazione ha voluto scommettere sulla continuità per dare ulteriore forza al percorso di crescita intrapreso nell’ultimo biennio.

Il bilancio nel Mondiale 2026 e i progressi della squadra

Alla guida della nazionale dal 2024, Pochettino ha guidato gli USA attraverso una fase di consolidamento tattico, culminata con la partecipazione alla rassegna iridata di qualche settimana fa. Nel corso del torneo giocato in casa, la selezione americana ha mostrato segnali molto incoraggianti durante la prima fase.

L’avventura a stelle e strisce si è tuttavia conclusa agli ottavi di finale, con l’eliminazione maturata nel match contro il Belgio. La formazione belga ha poi proseguito il proprio cammino incrociando ai quarti di finale la Spagna, formazione che si è successivamente laureata campione del mondo. Nonostante l’uscita di scena agli ottavi, la bontà del lavoro svolto dal tecnico e la risposta del gruppo hanno convinto i vertici federali a rinnovare l’intesa.

Prospettive e obiettivi per il nuovo quadriennio

La riconferma di Pochettino rappresenta un segnale chiaro per il movimento calcistico americano. Nei prossimi anni, il commissario tecnico avrà il compito di valorizzare i giovani talenti a disposizione e affinare i meccanismi tattici, con l’obiettivo di presentarsi al Mondiale 2030 con una squadra matura, solida e in grado di competere ad altissimi livelli sulla scena internazionale.

Chalobah al Como, è fatta! Intesa trovata con il Chelsea, cifre e dettagli del gran colpo in difesa per Fabregas

Chalobah al Como, accordo trovato con il Chelsea per il trasferimento del difensore. Cifre e dettagli dell’operazione

Il calciomercato del Como mette a segno un altro colpo di spessore internazionale. La società lariana ha infatti raggiunto un accordo verbale definitivo con il Chelsea per il trasferimento a titolo definitivo di Trevoh Chalobah. Dopo un lungo e serrato corteggiamento portato avanti nelle scorse settimane, la trattativa è arrivata alla fatidica fumata bianca, confermando il club lombardo tra i grandi protagonisti della sessione estiva.

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L’intesa economica tra le parti e le cifre dell’affare

L’accordo di massima tra la dirigenza comasca e i vertici dei Blues è stato perfezionato sulla base di 30 milioni di euro. Una cifra importante che testimonia le ambizioni della proprietà nel voler strutturare un organico competitivo su tutti i fronti per affrontare al meglio la nuova stagione.

Sul fronte personale, la strada era già ampiamente spianata da tempo: Chalobah aveva infatti concordato un contratto a lungo termine con il Como già diverse settimane fa, dimostrando fin da subito enorme entusiasmo per la proposta economica e sposando senza esitazioni il progetto tecnico prospettatogli dal club.

La volontà del giocatore: la Serie A e la fame di Champions League

A fare la differenza nella buona riuscita dell’operazione è stata proprio la ferma determinazione del difensore centrale inglese. Chalobah voleva fortemente l’Italia come prossima tappa della sua carriera professionale, stimolato dal livello tattico della Serie A e dal fascino del nostro calcio.

Inoltre, il difensore britannico si sente assolutamente pronto per affrontare il palcoscenico della Champions League, forte della notevole abitudine alle sfide internazionali maturata negli anni con la maglia del Chelsea. La prospettiva di ricoprire un ruolo da perno difensivo nella massima competizione continentale con i comaschi è stata la chiave decisiva per spingerlo a rifiutare altre opzioni.

Un rinforzo di livello internazionale per la difesa

Cresciuto nel settore giovanile dei Blues, Chalobah porta in dote al Como grande forza fisica, senso della posizione e precisione nella fase di impostazione dal basso. La sua spiccata versatilità tattica gli consente di disimpegnarsi sia come centrale in una linea a quattro sia come braccetto in una difesa a tre.

Con l’accordo verbale ormai raggiunto a quota 30 milioni, si attendono soltanto gli ultimi passaggi burocratici per pianificare l’approdo in Italia del calciatore, atteso a breve per le consuete visite mediche di rito e la firma sul nuovo contratto tra mercoledì sera e giovedì.

Olanda, rebus ct: Van Gaal può tornare per la quarta volta alla guida della nazionale

Olanda, caccia al nuovo CT: Van Gaal pronto a un incredibile quarto mandato dopo i rifiuti dei candidati

L’ipotesi di un ritorno di Louis Van Gaal sulla panchina della nazionale olandese torna prepotentemente d’attualità. Secondo quanto riportato da De Telegraaf, il tecnico 74enne sarebbe disposto a riprendere il ruolo di commissario tecnico qualora la federazione decidesse di contattarlo. Per Van Gaal si tratterebbe della quarta esperienza alla guida degli Oranje, un record che testimonia la fiducia e il prestigio di cui gode nel calcio olandese.

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La federazione è infatti alla ricerca del successore di Ronald Koeman, dimessosi dopo l’eliminazione ai sedicesimi dell’ultimo Mondiale contro il Marocco. I primi nomi sondati — Arne Slot, Erik ten Hag e Peter Bosz — hanno declinato la proposta, preferendo proseguire la propria carriera nei club europei. Una serie di rifiuti che ha spinto la federazione a valutare nuovamente la pista Van Gaal, mai realmente tramontata.

Secondo indiscrezioni, l’ex allenatore di Barcellona e Bayern Monaco sarebbe oggi in buone condizioni di salute. Nel 2022 aveva reso pubblica la diagnosi di tumore alla prostata, interrompendo la propria attività per concentrarsi sulla guarigione. Oggi, però, Van Gaal sarebbe pronto a tornare in campo, consapevole che il ruolo di commissario tecnico comporta un impegno meno gravoso rispetto alla gestione quotidiana di un club.

Negli ultimi anni ha lavorato come consulente per l’Ajax, mantenendo un legame diretto con il calcio olandese. Conosce profondamente l’ambiente della nazionale, che ha già guidato in tre cicli diversi, l’ultimo dei quali culminato nei quarti di finale del Mondiale 2022, con l’eliminazione ai rigori contro l’Argentina.

Se la federazione dovesse decidere di chiamarlo, Van Gaal — come riportato — sarebbe pronto ad accettare la sfida e a rimettersi al timone degli Oranje.

Conference League, sorteggio playoff: l’Atalanta attende la vincente tra Hapoel Tel Aviv e Katowice

Sorteggio Conference: l’Atalanta conosce il suo incrocio, playoff contro la vincente Hapoel Tel Aviv‑Katowice

L’Atalanta conosce finalmente il percorso che dovrà affrontare per accedere alla Conference League, dopo il sorteggio dei playoff della terza competizione UEFA per club. L’esito della cerimonia ha definito l’avversaria della squadra guidata da Maurizio Sarri, che dovrà attendere il risultato del terzo turno preliminare per conoscere la propria sfidante.

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I bergamaschi affronteranno infatti la vincente tra Hapoel Tel Aviv e Katowice. Le due squadre, rispettivamente israeliana e polacca, si sfideranno nel doppio confronto del terzo turno preliminare: andata il 6 agosto, ritorno il 12 agosto. Solo dopo questo incrocio sarà chiaro chi si presenterà davanti alla Dea nel playoff decisivo per l’accesso alla fase a gironi.

Dove e quando giocherà l’Atalanta

La formazione nerazzurra disputerà il proprio playoff in un doppio confronto:

  • Andata il 20 agosto a Bergamo
  • Ritorno il 27 agosto in trasferta, sul campo della vincente tra Hapoel Tel Aviv e Katowice

Una settimana intensa, che vedrà la squadra di Sarri impegnata anche in campionato: tra le due gare europee, infatti, l’Atalanta scenderà in campo per la prima giornata della Serie A 2026/27 contro il Sassuolo.

Il sorteggio, dunque, delinea un quadro chiaro: la Dea dovrà prepararsi a una sfida insidiosa, contro un’avversaria che arriverà già rodato dalle qualificazioni. Sarri avrà il compito di gestire al meglio un calendario fitto e di trovare subito il giusto equilibrio tra impegni europei e campionato, con l’obiettivo di riportare l’Atalanta nella competizione continentale.

Sebastiano Rossi: «Baresi? Non faccio altro che pensare a lui. Non c’è più. L’ho anche sognato…»

Sebastiano Rossi ricorda Baresi: «Non faccio altro che pensare a lui. Non c’è più. L’ho anche sognato e mi ha detto che doveva andare»

Sebastiano Rossi non ha trattenuto la commozione di fronte alla scomparsa di Franco Baresi, il suo Capitano, il simbolo di un Milan che ha segnato un’epoca. L’ex portiere rossonero, protagonista di tanti trionfi accanto al numero 6, ha affidato alla Gazzetta dello Sport il suo ricordo, un tributo carico di affetto e gratitudine verso una figura che ha rappresentato molto più di un semplice compagno di squadra.

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PAROLE «Sto male, malissimo. Mi ha chiamato una radio e ho dovuto interrompere perché mi sono messo a piangere. Franco non c’è più, mi sembra impossibile, non faccio altro che pensare a lui. Non c’è più. L’ho sognato. Ho sognato che eravamo in campo e ridevamo. Poi mi ha sorriso e mi ha detto: ‘Ciao Seba, io devo andare‘. Mi sono svegliato e mi sono messo a piangere»

RICORDI DI BARESI «Un mio caro e fraterno amico. Il mio maestro, una persona di cuore, mi è stato vicino, era un idolo, un esempio. Il Capitano, il grande Capitano Franco. Sembrano parole retoriche ma, credimi, è così. Lui era il cuore del Milan. Umile, dolce, attento, trasmetteva serenità. Aveva sempre il sorriso, non l’ho mai visto senza. Sdrammatizzava tutto. A volte non riuscivi a capire, sembrava freddo e distaccato. Invece semplificava le cose difficili. Non alzava mai la voce. Bastava uno sguardo, un’occhiata. Non ha mai urlato, se non per chiamare e sistemare qualche posizione. Ma non c’era bisogno, avevamo tutti il pilota automatico»

«Con lui eravamo in una botte di ferro, di più: eravamo blindati. Lui era qualcosa di enorme, di superiore. Era un gigante. Adesso che non c’è più, che il tempo è passato, rivedo quei momenti e mi chiedo: ma come faceva a fare quelle cose? Era incredibile, gli ho visto fare certi recuperi che non si vedono nemmeno alla Playstation. Franco era nato per il calcio e dentro un campo di calcio. Non si arrabbiava mai. Non abbiamo mai litigato. Anzi, mi ha insegnato una cosa fondamentale. Io ero un po’ aggressivo con gli attaccanti. E lui mi diceva: ‘Seba, piano, rallenta, a volte fermati’. Aveva ragione: grazie ai suoi suggerimenti sono migliorato e ho fatto parate incredibili»

INCONTRO «L’ho incontrato la prima volta quando giocavo a Cesena. La mia prima partita contro il Milan è finita 0-0. La ricordo bene, era il 1987, eravamo in settembre, la terza giornata. La ricordo perché nel Milan c’era polemica fra Sacchi e Van Basten. Arrigo l’aveva mandato in panchina. Marco è entrato nel secondo tempo e non ha segnato. Nel campionato successivo abbiamo vinto 1-0 con un goal dello svedese Holmqvist. Entrando negli spogliatoi Baresi mi ha detto: ‘Bravo’»

RETROSCENA – «Ero il secondo di Andrea Pazzagli e Sacchi mi ha fatto debuttare nel derby. Il massimo. Abbiamo vinto 1-0, goal di Van Basten. Ho giocato le ultime 9 partite e perso solo contro il Bari. Ero molto giù, io non volevo mai perdere. Franco mi disse: ‘Stai tranquillo, ne vincerai tante. Noi siamo il Milan’. Franco aveva la sua parola d’ordine: mai mollare. Soprattutto quando si vince. Giocavamo sempre per vincere, io per non prendere goal, anche a Milanello. Non c’era seduta in cui uno di noi non uscisse con un’ammaccatura o un taglio: funzionava così ed era bellissimo. In allenamento Franco era il primo ad arrivare e andava giù deciso e duro. Io le prendevo, ma ero contento. Mi sono sempre impegnato e divertito, anche quando andavo in panchina. Franco non l’ho mai visto scontrarsi. Né con i compagni, né con gli avversari. Al massino discuteva perché si lamentavano per il suo braccio alzato. Lui sorrideva: ‘E cosa faccio? Non posso tagliarmelo’».

Napoli, Lindstrom non arriva: trattativa con lo Schalke 04 definitivamente naufragata

Lindstrom, affare saltato sul traguardo: lo Schalke 04 respinge le modifiche e il Napoli resta a mani vuote

La trattativa tra Napoli e Schalke 04 per Jesper Lindstrøm ha vissuto un inatteso colpo di scena proprio quando sembrava tutto definito. Le due società avevano raggiunto un accordo completo: prestito a titolo gratuito, diritto di riscatto fissato a 5 milioni di euro e ulteriori bonus legati al rendimento del giocatore. Una formula considerata ideale dal Napoli per rilanciare il danese e allo stesso tempo sostenibile per il club tedesco. Tuttavia, nelle ore successive qualcosa si è incrinato.

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Secondo quanto riportato dalla Bild, il Napoli avrebbe apportato alcune modifiche all’intesa verbale iniziale. Cambiamenti ritenuti “normali” dal club azzurro, ma percepiti come significativi dallo Schalke, che non ha gradito la variazione dei termini concordati. Da quel momento la trattativa si è improvvisamente complicata: il club tedesco si è irrigidito e non si è più riusciti a trovare un punto di incontro per mantenere in piedi l’operazione.

Il paradosso è che Lindstrøm aveva già sostenuto le visite mediche, passo che solitamente precede solo la firma e l’annuncio ufficiale. Il Napoli aveva persino inviato allo Schalke i documenti finali da firmare, convinto che si trattasse di un passaggio formale. Ma la risposta del club tedesco è stata netta: secondo la dirigenza non esistevano più le condizioni per chiudere l’affare.

La conseguenza è che l’operazione, ormai, può essere considerata saltata. Un epilogo sorprendente per una trattativa che sembrava destinata a concludersi senza intoppi e che invece si è arenata a causa di divergenze improvvise. Per il Napoli si tratta di un’occasione sfumata proprio sul traguardo, mentre lo Schalke dovrà ora decidere come gestire il futuro del giocatore dopo un episodio che ha cambiato radicalmente gli scenari.

Roma, ansia per Wesley: distorsione alla caviglia. Le sue condizioni

Roma: stop precauzionale per l’esterno brasiliano Wesley. Distorsione alla caviglia rimediata nell’amichevole contro il Cardiff City

Tornano a tremare i tifosi della Roma per le condizioni di Wesley. L’esterno brasiliano, fresco di rientro dopo aver saltato i Mondiali a causa di un infortunio, ha dovuto interrompere in anticipo la sessione d’allenamento. La causa è una lieve distorsione alla caviglia rimediata nell’amichevole contro il Cardiff City.

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Quadro clinico e gestione dei rischi

Il programma di recupero concordato con i medici prevede cautela assoluta per evitare ricadute prima del via al campionato. L’infortunio è di lieve entità e il rientro è atteso a breve.

Si tratta comunque di una gestione concordata con lo staff medico: l’infortunio non è grave e il giocatore dovrebbe riaggregarsi al gruppo già nei prossimi giorni. La parola d’ordine in casa giallorossa resta la prudenza per evitare ricadute a ridosso dell’inizio del campionato.

Ciononostante, lo stop riaccende un piccolo campanello d’allarme attorno a un calciatore condizionato da troppi problemi fisici nell’ultimo anno, tenuto sotto stretta osservazione anche da Gasperini, viste la preparazione atletica estiva.

La fragilità fisica mostrata nell’ultimo anno rende Wesley un profilo di grande talento ma da gestire con prudenza.

Bologna, affondo per Diego Carlos: si tratta con il Fenerbahce ma c’è un ostacolo

Idee chiare in casa Bologna: Diego Carlos è il nome forte per il dopo-Lucumi. Resta il nodo ingaggio, si tratta con il Fenerbahce

Il Bologna accelera sul mercato e punta con decisione su Diego Carlos. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, i dirigenti Sartori e Di Vaio individuate nel 33enne brasiliano il profilo ideale per raccogliere l’eredità di Lucumi: un difensore di esperienza e personalità, ma al tempo stesso agile e reattivo negli spazi stretti.

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Il centrale è di rientro al Fenerbahce dopo la parentesi della scorsa stagione al Como, ma non rientra più nei piani del club turco, pronto ad aprire alla cessione. La formula proposta dal Bologna è quella di un prestito con diritto o obbligo di riscatto, operazione che permetterebbe ai rossoblù di rinforzare il reparto senza un immediato impatto gravoso sulle casse del club.

L’unico vero ostacolo resta l’ingaggio elevato del giocatore: per chiudere l’affare servirà che il Fenerbahce accetti di contribuire a una parte dello stipendio, proprio come fatto un anno fa nella trattativa con il Como.

Diego Carlos garantisce quell’identikit che il Bologna cerca: leadership, carisma da vendere e un’ottima reattività sulle brevi distanze.

Chi è Kevin Carlos, nuovo colpo in attacco del Cagliari. La sua storia e il suo identikit tecnico

Chi è Kevin Carlos, la storia e l’identikit tecnico del nuovo arrivo in attacco per il Cagliari

Calciomercato Cagliari ultimissime: Kevin Carlos si avvia a diventare ufficialmente un nuovo rinforzo per l’attacco del Cagliari. La trattativa ha registrato ulteriori e decisivi riscontri nelle ultime ore. Il club presieduto da Tommaso Giulini è ormai sul punto di raggiungere l’accordo totale per assicurarsi le prestazioni del giovane centravanti, regalando allo staff tecnico un innesto di peso per la nuova stagione di Serie A. La dirigenza sarda ha impresso un’accelerazione significativa alle negoziazioni per definire i tempi dell’arrivo del giocatore in città per le consuete visite mediche di rito e la firma sul contratto.

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Chi è Kevin Carlos: caratteristiche e carriera del centravanti

Nato a Ceuta nel 2001, Kevin Carlos Omoruyi è un centravanti spagnolo di origini nigeriane dotato di una spiccata imponenza fisica e di notevoli qualità atletiche. Cresciuto calcisticamente nei settori giovanili spagnoli, con una tappa fondamentale nel vivaio dell’Huesca, l’attaccante si è progressivamente messo in luce grazie a una costante crescita realizzativa e a una presenza dominante all’interno dell’area di rigore.

La consacrazione per il classe 2001 è arrivata con il trasferimento nel campionato svizzero, dove con le maglie di Yverdon Sport e Basilea ha dimostrato di essere un attaccante d’area di rigore moderno e generoso. Particolarmente efficace nei duelli aerei grazie ai suoi quasi 190 centimetri d’altezza, Kevin Carlos fa della potenza fisica, della protezione del pallone e del senso della posizione i suoi principali punti di forza, risultando preziosissimo anche nel lavoro di raccordo per far salire la squadra.

Oltre alle doti atletiche, lo spagnolo possiede un buon tiro di prima intenzione e una spiccata determinazione sotto porta. Per il Cagliari, l’ingaggio di Kevin Carlos rappresenta una mossa strategica volta a inserire un profilo dinamico e affamato nel proprio reparto offensivo. Con la sua struttura fisica e la sua abilità nel gioco spalla alla porta, il centravanti appare perfettamente idoneo ai ritmi e alla ruvidezza tattica del campionato italiano, offrendo una soluzione d’attacco di assoluto valore sia dall’inizio sia a gara in corso.

Calciomercato Parma, intreccio per Pellegrino: duello tra Fiorentina e Juventus! Chi è avanti nella corsa per l’attaccante

Calciomercato Parma, Mateo Pellegrino è al centro di un duello tra Fiorentina e Juventus! Chi è in corsa per l’attaccante

Il calciomercato del Parma si accende non soltanto attorno alla figura del portiere Zion Suzuki, ma anche sul fronte del reparto avanzato. La dirigenza emiliana si aspetta infatti movimenti imminenti per Mateo Pellegrino, profilo finito nel mirino delle grandi del nostro campionato dopo le recenti prestazioni. Le qualità dell’attaccante hanno catturato l’attenzione di diverse società, dando vita a un intrigante duello che vede protagoniste soprattutto la Fiorentina e la Juventus.

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L’inserimento della Fiorentina: il ruolo dell’agente Pablo Sabbag

Come riferito da Fabrizio Romano, tra le compagini maggiormente determinate a spingere per il giocatore figura la Fiorentina, a caccia di un rinforzo per completare l’organico a disposizione del proprio staff tecnico. La società viola è infatti in contatto con il suo agente Pablo Sabbag, figura di primo piano del mercato internazionale.

A dare vigore a questa pista sono anche i canali di comunicazione privilegiati e i rapporti di grande stima reciproca che legano il procuratore a Fabio Paratici, consolidati sin dai tempi della sua militanza alla Juventus. L’idea di un trasferimento a Firenze sta così prendendo sempre più forza con il passare delle ore, con il club gigliato intenzionato a valutare una proposta concreta per bruciare la concorrenza.

La posizione della Juventus: la formula del prestito

Sullo sfondo resta comunque vigile la Juventus, che pensa a Pellegrino già da diverse settimane. Tuttavia, la posizione del club bianconero si è mantenuta finora più cauta rispetto a quella dei viola: la società torinese ha infatti valutato la pista considerando esclusivamente la formula del prestito.

Questa opzione non sembra al momento incontrare il pieno gradimento del Parma, che preferirebbe soluzioni a titolo definitivo o con garanzie economiche differenti per privarsi del proprio tesserato.

Prospettive per il futuro dell’attaccante

Con la Fiorentina pronta ad accelerare i contatti grazie al canale aperto con l’entourage del calciatore e una Juventus che continua a monitorare la situazione alla finestra, la posizione del Parma resta d’attesa. Le prossime giornate di trattative saranno fondamentali per comprendere se le prime manovre di approccio si trasformeranno in un’offerta ufficiale in grado di definire il futuro di Pellegrino.

Infantino, la presidenza FIFA ora traballa: UEFA pronta ad azioni legali sul progetto FFE

Aumenta il malcontento sul presidente della FIFA Gianni Infantino, cresce la protesta dopo il caso Fifa Forward Enterprise

La posizione di Gianni Infantino alla guida della FIFA appare sempre più delicata. La proposta di aprire a investitori privati quote legate ai Mondiali, attraverso il progetto Fifa Forward Enterprise, ha provocato una reazione durissima nel calcio internazionale. Anche la successiva marcia indietro del presidente, con l’abbandono dell’iniziativa, potrebbe non bastare a spegnere le polemiche.

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Secondo quanto riportato dal Telegraph, la UEFA avrebbe inviato una lettera a Infantino, comunicando di «stare valutando attivamente azioni legali, arbitrati e/o reclami normativi derivanti da e connessi al piano Ffe (Fifa Forward Enterprise, ovvero la suddetta cessione di quote dei Mondiali) proposto dalla Fifa».

Infantino FIFA, la richiesta della UEFA sui documenti

La tensione istituzionale resta altissima. Nella stessa comunicazione, la UEFA avrebbe chiesto anche «misure immediate per identificare, localizzare e conservare tutti i documenti e le informazioni archiviate elettronicamente descritti nel presente avviso che sono in suo possesso, custodia o controllo o in possesso della Fifa. Tali obblighi sorgono indipendentemente da qualsiasi politica interna di conservazione dei dati che lei o la sua organizzazione manteniate e prevalgono su qualsiasi politica di routine di distruzione o cancellazione dei documenti che altrimenti sarebbe applicabile».

Un passaggio molto forte, che conferma come la vicenda non sia chiusa nonostante il ritiro ufficiale del progetto. La battaglia, ora, potrebbe spostarsi su un piano legale e regolamentare.

Infantino FIFA, il Galles ritira il sostegno per il 2027

Nel frattempo, arriva anche un segnale politico pesante. Il Galles è diventato la prima nazione a ritirare pubblicamente il proprio sostegno alla candidatura di Infantino per la rielezione del 2027.

La federcalcio gallese ha motivato così la decisione: «I recenti fallimenti in materia di buona governance, processi, leadership, valori, gestione delle parti interessate, comunicazione e buon senso – si legge nel comunicato della federcalcio gallese – ci hanno portato a una situazione in cui il signor Infantino ha perso la nostra fiducia per rimanere alla guida del calcio mondiale. Non mettere al primo posto gli interessi del calcio è un fallimento che non possiamo accettare».

Il caso Fifa Forward Enterprise rischia dunque di trasformarsi in una crisi profonda per la governance mondiale del calcio.

Calciomercato Roma, non solo Endrick: Gasperini pensa anche a Nico Gonzalez per l’attacco

La Roma pensa a Nico Gonzalez! Il giocatore della Juventus può diventare un’opportunità se salta l’accordo con l’Atletico Madrid

Calciomercato Roma news ultimissime: i giallorossi continuano a lavorare per completare la rosa a disposizione di Gian Piero Gasperini. Il tecnico ha indicato chiaramente le priorità della campagna acquisti giallorossa: «Rispetto all’anno scorso ho chiesto un difensore, due esterni e un attaccante. Non mi sembra un obiettivo così difficile o insormontabile».

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Gli arrivi di Santiago Castro e Konstantinos Koulierakis hanno permesso alla società di sistemare il ruolo di centravanti e una casella al centro della difesa. Il direttore sportivo Tony D’Amico può dunque concentrarsi sugli esterni richiesti dall’allenatore.

Per la fascia difensiva il principale obiettivo resta Givairo Read, con la Roma che continua a trattare con il Feyenoord. Il casting per l’esterno offensivo, invece, comprende diversi profili e potrebbe offrire nuove opportunità nelle prossime settimane.

Endrick resta una pista viva per la Roma

Uno dei nomi più affascinanti porta a Endrick, attaccante brasiliano di proprietà del Real Madrid. Il classe 2006 si è rilanciato durante l’esperienza al Lione, ma rischia di trovare poco spazio nella formazione spagnola.

Nel ruolo di centravanti avrebbe davanti Kylian Mbappé e Carlos Espí, mentre sulle fasce la concorrenza potrebbe aumentare ulteriormente con l’eventuale arrivo di Yan Diomandé. La Roma resta quindi attenta e potrebbe proporre una formula simile a quella utilizzata dal Como per Nico Paz: prestito oneroso, diritto di riscatto e controriscatto in favore del Real Madrid.

Tra i giocatori seguiti dai blancos c’è anche Franco Mastantuono, ma il club spagnolo sarebbe disposto a lasciarlo partire soltanto in prestito secco.

Roma su Nico Gonzalez: l’indiscrezione

Secondo quanto riferito dalla Gazzetta dello Sport, Gasperini apprezza anche Nico Gonzalez, già seguito durante la sua esperienza sulla panchina dell’Atalanta.

L’argentino, di proprietà della Juventus, è reduce dal prestito all’Atletico Madrid e può essere utilizzato su entrambe le corsie offensive. La sua duttilità, unita all’esperienza maturata in Germania, Italia e Spagna, lo rende un profilo adatto al sistema dell’allenatore giallorosso.

La distanza tra Juventus e Atletico Madrid

L’Atletico Madrid vorrebbe trattenere Nico Gonzalez, ma non ha fatto scattare l’obbligo di riscatto fissato a 32 milioni di euro. Il club spagnolo sarebbe disposto a investire circa 23-24 milioni, mentre la Juventus ne chiede almeno 27.

In assenza di un accordo, il giocatore potrebbe cercare una nuova sistemazione. La Roma resta alla finestra, pronta a inserirsi qualora si aprissero condizioni economiche favorevoli.

Mercato Lazio, nuova pista per la difesa: chi è Ibe Hautekiet dello Standard Liegi

Il centrale belga è l’ultima idea del club biancoceleste dopo gli ostacoli incontrati per Dominguez e Markmann: alla scoperta di Hautekiet

Calciomercato Lazio news ultimssime: la società biancoceleste continua a cercare un nuovo difensore centrale e ha inserito nella propria lista Ibe Hautekiet, classe 2002 di proprietà dello Standard Liegi. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, la società biancoceleste avrebbe avviato un tentativo per portarlo a Roma attraverso la formula del prestito con diritto di riscatto.

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Il profilo del belga è emerso dopo le difficoltà incontrate nelle operazioni per Sergi Dominguez e Noah Markmann. La dirigenza sta quindi valutando campionati europei meno costosi alla ricerca di una soluzione sostenibile dal punto di vista economico, ma allo stesso tempo in grado di offrire garanzie tecniche a Gennaro Gattuso.

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Lazio, perché è spuntato il nome di Hautekiet

La Lazio aveva provato ad avvicinarsi a Dominguez con una proposta complessiva da circa 15 milioni di euro, costruita attraverso un pagamento dilazionato e condizioni di riscatto più accessibili. La Dinamo Zagabria, però, non avrebbe aperto a questa impostazione e preferirebbe incassare la cifra richiesta in tempi più rapidi.

Anche la pista Markmann non ha prodotto l’esito sperato. Il giovane difensore, ancora molto acerbo e considerato un investimento per il futuro, non avrebbe dato il proprio assenso al trasferimento. In questa situazione il club capitolino ha rivolto l’attenzione verso Hautekiet, calciatore valutato intorno ai 4 milioni di euro.

L’esigenza di intervenire è evidente. A pochi giorni dai primi impegni ufficiali, Gattuso può contare stabilmente soltanto su Danilho Doekhi e Oliver Provstgaard. Adam Marusic è stato adattato al centro della difesa, mentre Alessio Romagnoli è stato temporaneamente reinserito nel gruppo pur restando potenzialmente in uscita.

Chi è Ibe Hautekiet

Ibe Hautekiet è nato a Courtrai il 13 aprile 2002. È un difensore centrale di piede destro, alto 1,88 metri e dotato di una struttura fisica solida. La sua duttilità gli permette di giocare sia sul centrodestra sia sul centrosinistra, nonostante utilizzi prevalentemente il piede destro.

Ha mosso i primi passi nello Zulte Waregem, prima di entrare nel settore giovanile del Club Brugge. Con la formazione riserve del club ha debuttato tra i professionisti il 22 agosto 2020, raccogliendo esperienza e arrivando anche a indossare la fascia da capitano.

Nel gennaio 2023 è stato acquistato dallo Standard Liegi, con cui ha esordito nel mese successivo contro l’Union Saint-Gilloise. Dopo una prima fase di ambientamento, ha conquistato progressivamente un posto stabile nella formazione titolare.

Presenze, rinnovo e traguardi raggiunti

Hautekiet ha superato le 80 presenze complessive con lo Standard ed è diventato un elemento centrale della squadra soprattutto nell’ultima stagione. Nella fase regolare della Jupiler Pro League ha collezionato 26 apparizioni, realizzando anche 2 reti, alle quali si sono aggiunte le gare disputate nei playoff.

La crescita mostrata gli è valsa il rinnovo del contratto fino al 30 giugno 2029, sottoscritto nell’aprile 2026. Una scelta che ha permesso allo Standard di evitare il rischio di perderlo a condizioni sfavorevoli e di rafforzare la propria posizione in caso di cessione.

A livello internazionale ha vestito le maglie delle rappresentative giovanili del Belgio, arrivando fino all’Under 19. Non ha ancora debuttato con la nazionale maggiore e non possiede una significativa esperienza nelle competizioni europee senior.

Caratteristiche tecniche e fisiche

Hautekiet è un centrale ordinato, disciplinato e attento nel posizionamento. Le sue qualità principali riguardano la lettura delle situazioni, la capacità di difendere l’area e la solidità nei contrasti.

La struttura fisica gli consente di reggere il confronto con gli attaccanti e di essere competitivo nel gioco aereo. Può essere impiegato in una linea a quattro oppure come braccetto in una difesa a tre, caratteristica che garantirebbe diverse soluzioni tattiche alla Lazio.

Sul piano tecnico non è considerato un vero regista arretrato. Deve ancora migliorare nella costruzione sotto pressione, nella rapidità delle decisioni e nella ricerca dei passaggi verticali. Il passaggio dal campionato belga alla Serie A rappresenterebbe inoltre un salto importante per intensità, tattica e qualità degli avversari.

Per la Lazio sarebbe dunque un investimento di prospettiva e un rinforzo utile per completare numericamente il reparto. Resta da capire se lo Standard Liegi sarà disposto ad accettare il prestito con diritto di riscatto e se il tentativo biancoceleste potrà trasformarsi in una trattativa concreta.

FIFA, il Galles ritira il sostegno a Infantino: prima federazione a schierarsi contro la rielezione

La FAW apre il fronte contro Infantino dopo il caso FIFA Forward Enterprise: il Galles ritira il proprio sostegno all’attuale presidente della FIFA

La Federazione calcistica del Galles ha ritirato ufficialmente il proprio sostegno alla candidatura di Gianni Infantino per le elezioni presidenziali della FIFA del 2027. La FAW è così diventata la prima federazione nazionale a comunicare formalmente la propria contrarietà alla rielezione dell’attuale numero uno del calcio mondiale.

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La decisione rappresenta un segnale politico rilevante in un momento di forte tensione all’interno della governance calcistica internazionale. Infantino aveva annunciato il 1° maggio 2026 la volontà di candidarsi per un nuovo mandato, dopo essere stato rieletto nel 2023 per guidare la FIFA fino al 2027.

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FIFA Forward Enterprise, il progetto contestato

Al centro delle polemiche c’è il progetto FIFA Forward Enterprise, una nuova società controllata dalla FIFA nella quale sarebbero confluite alcune attività commerciali e operative dell’organizzazione, comprese quelle legate alle principali competizioni internazionali.

Il piano prevedeva la possibilità di cedere agli investitori esterni una partecipazione di minoranza, fino al 20%, con l’obiettivo di raccogliere oltre 4 miliardi di dollari. La FIFA aveva assicurato che avrebbe mantenuto il pieno controllo sulle competizioni, sul calendario e sulle decisioni sportive.

Il progetto, tuttavia, ha provocato una dura reazione da parte di federazioni e confederazioni, che hanno contestato soprattutto la mancanza di condivisione, trasparenza e adeguate garanzie sul futuro dei diritti commerciali dei Mondiali. Di fronte alla crescente opposizione, Infantino ha successivamente rinunciato al piano.

UEFA pronta allo scontro legale con la FIFA

La posizione del Galles arriva dopo il duro intervento della UEFA, che ha minacciato possibili iniziative legali, arbitrali o regolamentari contro la FIFA. La confederazione europea avrebbe inoltre chiesto di conservare tutti i documenti relativi alla nascita e allo sviluppo di FIFA Forward Enterprise.

La scelta della FAW potrebbe ora incoraggiare altre associazioni nazionali a ritirare il sostegno precedentemente garantito a Infantino. Il caso gallese rappresenta quindi il primo atto formale di una frattura che potrebbe allargarsi in vista delle elezioni del 2027.

Il futuro politico del presidente della FIFA resta ancora aperto, ma la compattezza costruita attorno alla sua candidatura appare meno solida rispetto alle settimane precedenti.

Roma, Gasperini non cambia modulo: Castro e Malen verso la staffetta in attacco. L’idea del tecnico

L’arrivo di Santiago Castro alla Roma non cambierà il modulo e il sistema di gioco, Gasperini chiarisce il piano tattico in vista del prossimo anno

Roma news calcio 24: nessuna rivoluzione tattica in vista per la Roma di Gian Piero Gasperini. Nonostante l’arrivo di Santiago Castro, l’idea del tecnico giallorosso resta quella di proseguire con il modulo già impostato: una punta centrale supportata da due trequartisti. A fare il punto è la Gazzetta dello Sport, che analizza le parole pronunciate dall’allenatore dopo il ko per 4-1 contro il Cardiff.

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Il messaggio di Gasperini è chiaro: Castro e Malen sono entrambi centravanti e, almeno nelle idee iniziali, dovrebbero alternarsi. La convivenza non è esclusa, ma non rappresenta la soluzione base. Più probabile, invece, una staffetta continua tra i due attaccanti nel corso della stagione.

Roma Castro, le parole di Gasperini

Proprio a Cardiff si è visto un primo esempio: Castro titolare dall’inizio, poi spazio a Malen nella ripresa. Una rotazione destinata a ripetersi spesso, anche a parti invertite. Gasperini ha spiegato: «Castro è un ottimo acquisto, la sua è stata una grande operazione, una di quelle che ti migliorano – ha detto a fine partita Gasperini -. Lui è essenzialmente un centravanti, esattamente come lo è anche Malen. Poi ci saranno altre situazioni in cui potranno giocare anche insieme».

Il riferimento è soprattutto a momenti specifici della partita, magari quando la Roma dovrà recuperare il risultato e aumentare il peso offensivo.

Roma Castro, perché l’investimento resta strategico

La domanda resta inevitabile: perché investire 35 milioni più il 10% sulla futura rivendita per un giocatore destinato ad alternarsi? La risposta è nella nuova dimensione della Roma, chiamata a disputare tante partite tra campionato e Champions League.

Gasperini lo ha chiarito: «Noi abbiamo la prospettiva di giocare tantissime partite, anche lo scorso anno abbiamo visto nel girone di ritorno che Malen a un certo punto lo abbiamo quasi “impiccato”: giocava tutte le partite, non aveva mai tregua. Se succede la stessa cosa quest’anno rischiamo di perdere la sua qualità. Quando giochi la Champions a certi livelli devi avere una rosa completa, competitiva, con un certo numero di giocatori che possono alternarsi senza perdere qualità. Castro è un 2004, ha voluto venire a tutti i costi alla Roma, quindi sarà un bell’acquisto».

Roma Castro e Malen, caratteristiche diverse per Gasperini

Malen offre velocità, profondità e attacco dello spazio. Castro, invece, può essere più utile quando serve legare il gioco, venire incontro e dialogare con i compagni. In casi estremi potranno giocare insieme, come successo in passato a Bergamo con coppie offensive più pesanti.

La linea di base, però, resta definita: niente cambio modulo, ma una Roma più completa e con alternative vere per affrontare una stagione lunga e ambiziosa.

Arsenal, Vinicius è il grande sogno di mercato: Arteta vuole il salto di qualità

I Gunners pensano all’attaccante del Real Madrid per costruire una squadra ancora più dominante

Calciomercato news: l’Arsenal guarda al futuro con ambizione e mette nel mirino un nome capace di cambiare gli equilibri del calcio europeo. Il grande sogno di mercato dei Gunners è infatti Vinicius Junior, attaccante del Real Madrid considerato il profilo ideale per compiere un ulteriore salto di qualità.

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Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, il brasiliano rappresenterebbe una priorità superiore rispetto ad altri obiettivi seguiti dal club londinese, tra cui Ezri Konsa dell’Aston Villa e Julian Alvarez dell’Atletico Madrid. Entrambi sarebbero rinforzi importanti, ma Vinicius avrebbe un peso differente sia dal punto di vista tecnico sia sotto il profilo mediatico.

Vinicius-Arsenal, il contratto con il Real Madrid

Il contratto del classe 2000 con il Real Madrid è in scadenza la prossima estate e le trattative per il rinnovo non sarebbero ancora entrate nella fase decisiva. Una situazione osservata con attenzione dall’Arsenal, che avrebbe già aperto un canale con l’entourage del giocatore.

L’idea dei Gunners sarebbe quella di affidare a Vinicius un ruolo centrale nel progetto tecnico. L’attaccante brasiliano diventerebbe il simbolo di una squadra intenzionata non soltanto a confermarsi ai vertici della Premier League, ma anche a imporsi stabilmente in Europa.

Arteta annuncia nuovi movimenti sul mercato

Il tecnico Mikel Arteta non ha nominato direttamente Vinicius, ma ha confermato la volontà della società di continuare a rinforzare la rosa nelle prossime settimane.

LE AMBIZIONI DELL’ARSENAL – «Stiamo cercando di migliorare e far evolvere la squadra – ha detto Arteta senza menzionare direttamente Vinicius – Ci aspettiamo movimenti nelle prossime settimane, perché vogliamo migliorare come chiunque altro. Non rimarremo a guardare gli altri: siamo molto ambiziosi in quello che vogliamo fare».

Le parole dell’allenatore spagnolo certificano la strategia dell’Arsenal, deciso a non limitarsi dopo i successi ottenuti e pronto a investire ancora per mantenere un vantaggio sulle principali rivali.

Il mercato dell’Arsenal può superare i 200 milioni

Finora l’Arsenal è stata una delle poche grandi società inglesi a spendere meno di 100 milioni di euro, considerando il riscatto di Piero Hincapié e l’arrivo di Christos Tzolis dal Bruges.

Il possibile acquisto di Bruno Guimarães porterebbe però l’investimento complessivo vicino ai 200 milioni. Per trasformare in realtà il sogno Vinicius servirebbe un ulteriore sforzo economico, ma il club sembra intenzionato a muoversi come una vera potenza europea: investire per restare davanti a tutti.

Napoli, affare Lindstrøm-Schalke 04 a rischio: operazione in bilico dopo le visite mediche! Cosa sta succedendo

Il trasferimento di Jesper Lindstrøm allo Schalke 04 potrebbe saltare nonostante gli accordi di massima: ecco cosa sta bloccando l’addio al Napoli

Napoli news calcio 24: si complica improvvisamente il futuro di Jesper Lindstrøm. Il centrocampista offensivo del Napoli sembrava ormai vicino al trasferimento allo Schalke 04, ma la trattativa avrebbe subito una brusca frenata proprio dopo lo svolgimento delle visite mediche.

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Il calciatore danese aveva ricevuto l’autorizzazione del club partenopeo per sottoporsi ai controlli con la società di Gelsenkirchen. Quando l’operazione appariva ormai indirizzata verso la conclusione, però, lo Schalke avrebbe rimesso in discussione le condizioni finali dell’accordo.

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Lindstrøm-Schalke, la stampa tedesca annuncia lo stop

A raccontare le difficoltà emerse nella trattativa è stata anche la testata tedesca BILD, che ha sottolineato il rischio concreto di una definitiva interruzione dei negoziati.

IL TITOLO DELLA BILD – «Il mega-trasferimento dello Schalke 04 è quasi certamente saltato».

Una ricostruzione che rappresenta una vera e propria doccia fredda per il Napoli, convinto di aver raggiunto almeno un’intesa di massima per la partenza di Lindstrøm. Nonostante fosse tutto pronto per il completamento dell’operazione, tra le due società non sarebbe stato trovato un accordo definitivo su tutti gli aspetti del trasferimento.

Napoli, l’operazione resta in bilico

Il danese si è regolarmente sottoposto alle visite mediche, ma questo passaggio non è stato sufficiente a sbloccare definitivamente l’affare. Lo Schalke 04 si sarebbe infatti tirato indietro in tarda serata, manifestando dubbi sulle condizioni concordate in precedenza.

A fare il punto sulla situazione è stato anche l’esperto di mercato Fabrizio Romano, che ha confermato il momento di forte incertezza.

LA RICOSTRUZIONE DI FABRIZIO ROMANO – «Napoli, a rischio l’affare Jesper Lindstrøm dopo le visite mediche. Lindstrøm ha fatto oggi le visite con lo Schalke 04 autorizzato dal Napoli ma in tarda serata il club tedesco si è tirato indietro sulle condizioni finali. Ad ora, operazione in bilico dopo gli accordi di massima».

Il futuro di Lindstrøm resta da definire

Al momento, quindi, il trasferimento di Jesper Lindstrøm allo Schalke 04 non può essere considerato chiuso. L’operazione resta sospesa e serviranno nuovi contatti tra le parti per capire se esistano ancora margini per ricomporre la frattura.

Il Napoli attende ora di conoscere la decisione definitiva del club tedesco. In caso di mancato accordo, la società azzurra dovrà valutare nuove soluzioni per il futuro del centrocampista danese.

Cairo tra Nazionale e Torino: «Se sarà l’ultima stagione voglio farla alla grandissima. Mancini è una scelta di Malagò, la Serie A voleva Conte»

Il presidente granata analizza la scelta di Mancini, il ruolo di Malagò e il futuro del Torino

Il futuro della Nazionale italiana, le recenti decisioni della Figc, il rapporto con Giovanni Malagò e le prospettive societarie del Torino. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Urbano Cairo ha affrontato alcuni dei temi più importanti del calcio italiano, soffermandosi anche sulla nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico.

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La prima domenica di agosto non è stata una giornata di riposo per il presidente granata. Dopo aver seguito a distanza l’amichevole del Torino, Cairo ha partecipato a un evento serale in Versilia, durante il quale ha parlato di calcio, politica sportiva, progetti imprenditoriali e futuro del club.

Cairo e le scelte per la Nazionale italiana

Cairo è tornato sulle vicende che hanno caratterizzato la recente riorganizzazione della Nazionale: dalla nomina e dal successivo addio di Paolo Maldini e Leonardo fino alla trattativa non andata a buon fine con Andrea Pirlo e alla scelta conclusiva di Roberto Mancini.

Il presidente del Torino ha ricostruito così quanto accaduto:

LA RICOSTRUZIONE DELLE SCELTE – «Sappiamo come sono andate le cose. Malagò ha voluto indicare prima il direttore tecnico, impegnandosi a convincere Maldini, e poi sulla scelta di Pirlo e il problema dello sponsor russo legato alle scommesse è caduto tutto. Malagò era il candidato a presidente federale della Lega di A, a cui poi si sono aggiunte altre componenti. Oggi è lui il responsabile delle scelte, da parte mia riceve un grande in bocca al lupo, è nell’interesse di tutti che le cose vadano bene. E fin da subito: la Nations League è impegnativa e importante per il ranking. Siamo reduci da tre mondiali mancati, un disastro».

Secondo Cairo, la priorità deve essere quella di rilanciare immediatamente una Nazionale reduce da risultati particolarmente deludenti. La Nations League rappresenterà già un banco di prova significativo, soprattutto in ottica ranking e qualificazioni internazionali.

Cairo avrebbe scelto Conte come commissario tecnico

Pur augurando buon lavoro a Mancini, il numero uno granata ha ammesso che la sua preferenza sarebbe ricaduta su Antonio Conte, già commissario tecnico dell’Italia tra il 2014 e il 2016.

LA PREFERENZA PER CONTE – «Lo avrei scelto perché è necessario dare un impulso forte all’attività, in modo da partire subito bene. Conte lo stimo, aveva già fatto bene in Nazionale, una Nazionale che non era chissà cosa, specie in attacco. Era motivato, poteva essere l’uomo giusto. Vero, in Lega c’era una propensione per Conte ct, Malagò ha scelto diversamente».

Cairo ha quindi confermato che all’interno della Lega Serie A esisteva una certa apertura nei confronti di un ritorno di Conte sulla panchina azzurra. La decisione finale, però, è stata differente e ha portato alla nomina di Mancini.

Le critiche alla Fifa di Infantino

Il presidente del Torino ha allargato il proprio intervento anche ai rapporti tra Fifa e Uefa, esprimendo alcune perplessità sulle recenti decisioni del presidente federale Gianni Infantino.

LE CRITICHE A INFANTINO – «Infantino ha fatto alcune buone cose, come sviluppare la raccolta dei diritti tv del Mondiale e della Coppa del Mondo per club, altre onestamente non le ho capite. A partire dalla squalifica tolta a Balogun: il calcio deve essere intoccabile. E poi l’idea di vendere quote del Mondiale a investitori esterni, una decisione presa così, quasi dall’oggi al domani. No, le scelte vanno condivise senza seguire una politica personalistica».

Secondo Cairo, le decisioni più importanti per il futuro del calcio internazionale dovrebbero essere maggiormente condivise, evitando iniziative individuali che rischiano di compromettere la credibilità e la trasparenza delle istituzioni sportive.

La fiducia del Torino in Ignazio Abate

In vista dell’inizio del nuovo campionato, Cairo ha espresso parole di grande apprezzamento nei confronti di Ignazio Abate, scelto per guidare il nuovo progetto tecnico del Torino.

LA FIDUCIA IN ABATE – «Abate mi piace, è un allenatore con idee, voglia, ambizione e temperamento. Mi piace molto».

Il presidente granata ha inoltre raccontato di aver parlato con Abate di Franco Baresi, figura centrale nella storia del Milan e allenatore dell’ex terzino durante la sua esperienza nel settore giovanile rossonero.

IL RICORDO DI BARESI – «Con lui, che ebbe Franco Baresi allenatore nella Primavera del Milan, abbiamo ricordato il grande uomo e grande campione che fu. Ignazio mi ha confermato che era una persona di poche parole, dava l’esempio con i fatti».

La società crede dunque nelle qualità e nella personalità del nuovo allenatore, considerato uno dei tecnici emergenti più interessanti del panorama italiano.

Cairo annuncia nuovi acquisti per il Torino

Il successo ottenuto in Inghilterra contro il Burnley ha rappresentato un segnale positivo, anche se Cairo ha invitato a non trarre conclusioni definitive dalle amichevoli estive.

IL MERCATO E LA NUOVA STAGIONE – «Siamo in un calcio d’agosto e sono felice della vittoria in Inghilterra contro il Burnley, ma è ancora troppo presto per dare giudizi. In squadra sono già stati fatti buoni innesti e altri ancora ne faremo. Anche se ho detto che magari venderò il club, non significa che mi impegnerò di meno nel costruire la squadra, anzi, lo farò a maggior ragione: se sarà l’ultima stagione voglio farla alla grandissima e poi dare un gruppo forte a chi arriverà. Magari poi si dirà che il mio Toro non era così male…».

Il calciomercato del Torino, quindi, non può ancora essere considerato concluso. Dopo i primi rinforzi, la dirigenza granata continuerà a lavorare per consegnare ad Abate una squadra competitiva.

Il futuro societario del Torino

Nel mese di settembre Cairo raggiungerà i 21 anni alla guida del Torino. Il presidente ha ripercorso la propria esperienza, ricordando di aver rilevato il club dopo il fallimento e di averlo riportato stabilmente in Serie A, ottenendo anche due qualificazioni europee.

LA POSSIBILE CESSIONE DEL TORINO – «A settembre saranno 21 anni di proprietà del Toro. Ho tenuto per più tempo la squadra di uno dei miei figli, che ne ha 20. Ho preso il club dal fallimento e fatto cose buone e altre meno. Per quindici anni abbiamo vissuto prevalentemente nella parte sinistra della classifica e per due volte in Europa, ma capisco che la gente vuole qualcosa in più. Tutti viviamo di sogni, io per primo. Se c’è qualcuno che arriva, che è abbastanza ricco da poter mantenere la squadra, tifoso perché bisogna esserlo, sono disponibile a vendere. Ognuno sa quello che può fare: il Como in tre anni ha investito 400 milioni, io non li ho, devo essere crocefisso per questo? Non ho avuto per ora offerte scritte, quando arriveranno le valuterò. A malincuore ma non voglio tarpare le ali a nessuno: mi farò da parte e resterò il primo tifoso».

Cairo ha dunque ribadito la propria disponibilità a valutare la cessione del club, a condizione che si presenti un investitore economicamente solido e realmente interessato al futuro del Torino. Al momento, tuttavia, non sarebbero arrivate offerte formali.

Cairo esclude una discesa in politica

Il presidente granata ha infine escluso un proprio ingresso diretto in politica. La priorità rimarrà la gestione delle aziende, del Torino e dei circa 4.500 dipendenti del suo gruppo.

L’IPOTESI POLITICA E I PROGETTI FUTURI – «Una mia discesa in campo? Potrebbe anche piacermi ma non lo farò. Devo tenere conto delle aziende che ho e dei nostri 4500 dipendenti. Leggo il Corriere della Sera a mezzanotte e la Gazzetta dello Sport subito dopo. La tendenza al digitale è ineluttabile ma i numeri della carta scendono meno velocemente di quanto preventivato. Serve però mantenere un livello alto. E poi ho altri progetti adrenalinici».

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 3 agosto 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Calciomercato Inter, tornano i contatti per Moussa Diaby: resta un ostacolo da superare con l’Al-Ittihad

Calciomercato Inter, riallacciati i contatti per Moussa Diaby: qual è la situazione nell’operazione con l’Al-Ittihad

Le manovre del calciomercato dell’Inter si arricchiscono di un nuovo e intrigante capitolo per il rafforzamento del reparto avanzato. Nelle ultime ore, la dirigenza nerazzurra ha riallacciato i contatti per Moussa Diaby, sondando nuovamente il terreno per l’esterno offensivo attualmente in forza all’Al-Ittihad. Un profilo di assoluto livello che la società milanese continua a monitorare con grande attenzione per regalare nuova imprevedibilità alle proprie offensive. Lo riporta Sky.

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Il retroscena di gennaio e il gradimento della dirigenza

Il club nerazzurro è tornato a informarsi sul classe ’99 francese per la prima volta dopo il lungo inseguimento andato in scena durante la scorsa sessione di calciomercato invernale. Il nome di Diaby sarebbe potuto infatti tornare fortemente di moda qualora i nerazzurri avessero deciso di puntare su un profilo dotato di quelle specifiche caratteristiche tecniche, basate su velocità, strappi palla al piede e spiccata capacità di creare superiorità numerica lungo le corsie esterne.

Il nodo ingaggio e la fattibilità economica dell’affare

Se l’apprezzamento da parte dello staff è ormai del tutto certificato, la concreta fattibilità dell’operazione resta tuttavia tutta da risolvere. L’ostacolo principale, come spesso accade quando si tratta con giocatori che militano nel campionato della Saudi Pro League, è di natura prettamente economica. Diaby percepisce infatti uno stipendio oneroso nel club arabo, con cifre del tutto fuori portata e del tutto incompatibili con i parametri finanziari stabiliti dal club di Viale della Liberazione.

La strategia per sbloccare la trattativa con il club arabo

Proprio per questa ragione, qualora la squadra di Chivu decidesse di trasformare il semplice sondaggio informativo in una vera e propria offensiva per affondare il colpo, sarà fondamentale la cooperazione della società proprietaria del cartellino. L’Inter dovrebbe prima trovare un accordo con il club arabo anche per la copertura di una parte sostanziale dell’ingaggio del calciatore, un passaggio propedeutico e fondamentale per facilitare la cessione e permettere al francese di rientrare nel calcio europeo.

Dani Parejo può lasciare il Villarreal: destinazione a sorpresa per il centrocampista! Ecco dove potrebbe giocare

Dani Parejo al passo d’addio con il Villarreal: ecco dove potrebbe trasferirsi il centrocampista spagnolo

Il calciomercato continua a regalare grandi suggestioni e colpi di scena nei principali campionati spagnoli. Tra le società maggiormente attive nella costruzione di un organico competitivo ed esperto per la nuova stagione figura il Real Racing Club de Santander, intenzionato ad alzare notevolmente l’asticella delle proprie ambizioni sportive. La dirigenza del club cantabrico sta infatti valutando con estrema attenzione l’acquisto di Daniel Parejo, veterano e perno del centrocampo del Villarreal. Lo riporta Marca.

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Un leader di esperienza per il centrocampo del Santander

L’interesse per Dani Parejo risponde alla volontà del Racing Santander di inserire nella propria mediana una figura di altissimo profilo internazionale, capace di guidare i compagni più giovani e di portare mentalità vincente all’interno dello spogliatoio. Il classe 1989, colonna fondamentale del Villarreal ed ex capitano storico del Valencia, si attesta da anni come uno dei registi più lucidi e raffinati dell’intero panorama calcistico iberico.

Dotato di una straordinaria visione di gioco, una rara precisione nei passaggi brevi e lunghi, oltre a una nota abilità nello specialismo sui calci piazzati, Parejo ha collezionato centinaia di presenze nel massimo campionato spagnolo e nelle coppe europee. La sua capacità di dettare i ritmi della manovra e di mantenere il controllo del pallone anche sotto pressione consentirebbe alla formazione di Santander di compiere un immediato e significativo salto di qualità a livello tattico.

Gli scenari della trattativa e il nodo ingaggio

L’ipotesi di vedere Parejo vestire la maglia del Santander è attualmente oggetto di attente riflessioni da parte dello staff dirigenziale. La società sta analizzando i margini finanziari dell’operazione, valutando le formule ideali per far coincidere le esigenze del calciatore e gli equilibri economici del club con i piani strategici del Villarreal.

Per il regista spagnolo, il trasferimento a Santander potrebbe rivelarsi una scelta di grande fascino, offrendogli la possibilità di ricoprire un ruolo da protagonista assoluto al centro di un progetto sportivo ambizioso. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se i primi sondaggi informativi si trasformeranno in una vera e propria offerta ufficiale da parte della dirigenza cantabrica per concretizzare quello che sarebbe uno dei colpi più a sorpresa della sessione estiva.

Xabi Alonso si presenta al Chelsea: «Il Real Madrid è una cicatrice, ma ora è guarita. Sono molto motivato e determinato a godermi questo nuovo capitolo!»

Xabi Alonso, nuovo allenatore del Chelsea, ha rilasciato queste dichiarazioni sulla sua nuova avventura con i Blues

Il nuovo corso del Chelsea parte ufficialmente sotto la guida di Xabi Alonso. Dal ritiro precampionato in Australia, il tecnico spagnolo ha concesso un’intervista approfondita a The Athletic, ripercorrendo la separazione con il Real Madrid avvenuta a inizio anno e tracciando le linee guida per la rinascita dei Blues dopo il decimo posto in Premier League.

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La parentesi al Real Madrid e la voglia di riscatto

Nonostante una percentuale di successi elevata, la parentesi con i Blancos si è conclusa a gennaio dopo soli 233 giorni. Un contrattempo che non ha intaccato le ambizioni dello spagnolo, determinato a dimostrare il proprio valore in Inghilterra:

“Per fortuna non ho troppe cicatrici nella mia carriera. Quindi, ok, ne ho presa una, ma guarisce. Ora è guarita e sono molto motivato e determinato a godermi questo nuovo capitolo. Guardandomi indietro, prendo gli aspetti positivi e le cose che non hanno funzionato. Sono stato molto critico con me stesso. Se questa delusione mi ha reso un manager migliore? Certo. Impari dalla delusione delle cose che non sono andate come dovevano e cerchi di pensare che in futuro farai meglio”.

Il progetto del Chelsea e la gestione del gruppo

Sulla panchina londinese, Alonso assume la veste di manager centrale nelle decisioni strategiche del club targato Boehly-Clearlake. L’arrivo di profili d’esperienza come Jordan Henderson e Danny Welbeck testimonia un’inversione di rotta rispetto al recente passato incentrato quasi esclusivamente sui giovani.

Sulle dinamiche che hanno portato alla firma, l’allenatore ha sottolineato la sintonia con la società:

“Ho analizzato il progetto dal di fuori, vedendo i lati positivi ma avendo anche le mie preoccupazioni. Le ho affrontate con il club e i direttori sportivi. Il punto decisivo è che abbiamo fatto la stessa analisi: se avessimo avuto visioni diverse, non sarebbe stato il giusto punto di partenza. Non è che io abbia il potere assoluto o la visione totale, le decisioni sono collettive”.

L’obiettivo primario per Alonso a Stamford Bridge riguarda la costruzione di una solida alchimia di spogliatoio:

“Serve il giusto equilibrio di personalità e di livelli di maturità: giocatori poco più che ventenni, ultratrentenni e vie di mezzo. Se c’è buona interazione, si creano legami e questo aiuta lo spirito di squadra. Questo aspetto è tanto importante quanto la tattica. Prima viene il gruppo, poi il bel gioco e le vittorie”.

L’influenza decisiva di Pep Guardiola

A plasmare la visione tattica del tecnico basco sono stati i grandi maestri incontrati da calciatore, in particolare Pep Guardiola ai tempi del Bayern Monaco:

“Eravamo molto legati. Ero in quel momento della carriera in cui potevo andare nel suo ufficio e chiedere ‘Pep, perché succede questo? Quale sarà il piano di gioco?’. Magari a 20 anni non ne avrei avuto il coraggio, ma in quel momento ne sentivo il bisogno. Ero curioso non solo di giocare, ma di capire perché accadevano certe dinamiche in campo”.

Calciomercato Fiorentina, fatta per Joao Mario: perché può essere il colpo perfetto per Grosso

Calciomercato Fiorentina, è fatta per il ritorno di Joao Mario: ecco perché può essere il colpo giusto per Fabio Grosso

Il calciomercato della Fiorentina mette a segno un innesto di grande spessore per rinforzare la corsia di destra. João Mário sarà infatti un nuovo giocatore viola: nella giornata di lunedì 3 agosto, il portoghese arriverà a Firenze per sostenere le consuete visite mediche di rito e apporre la firma sul contratto. La trattativa si è conclusa positivamente con la formula del prestito con diritto di riscatto. Chiusa la parentesi Bologna e sfumata la pista permanenza alla Juventus, il classe 2000 si appresta ora a ripartire con entusiasmo dalla Toscana.

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Perché João Mário è il profilo ideale per la Fiorentina di Grosso

L’ingaggio dell’esterno lusitano non rappresenta soltanto un rinforzo numerico, ma costituisce una mossa altamente strategica per la visione calcistica di Fabio Grosso. L’allenatore della Fiorentina necessitava di un interprete di ruolo capace di garantire un’elevata qualità nella fase di spinta senza penalizzare l’equilibrio difensivo, e João Mário incarna perfettamente queste caratteristiche.

Cresciuto come ala e successivamente arretrato a terzino destro, il ventiseienne fa della velocità, del dribbling e della precisione nei traversoni le sue armi principali. Nello scacchiere tattico di Grosso, da sempre incline a sviluppare la manovra attraverso l’ampiezza e le sovrapposizioni dei terzini, il portoghese potrà valorizzare al massimo la propria propensione offensiva. La sua abilità nel ribaltare rapidamente l’azione permetterà alla Fiorentina di alzare il baricentro e creare costante superiorità numerica lungo la fascia.

Inoltre, la modalità dell’operazione in prestito con diritto di riscatto garantisce al club gigliato una gestione finanziaria virtuosa, consentendo allo staff tecnico di testare l’impatto del giocatore in viola prima di procedere all’eventuale acquisto a titolo definitivo.

La solida esperienza maturata da João Mário in Italia e in Europa porta in dote alla rosa di Fabio Grosso quel surplus di mentalità vincitrice e personalità indispensabile per affrontare una stagione ricca di impegni. Con questo innesto, la dirigenza mette a disposizione del proprio tecnico una pedina moderna e completa, perfettamente coordinata con le ambizioni tattiche e qualitative della nuova Viola.

Como ad un passo da Yan Couto: accordo di massima con il Borussia Dortmund, ecco cosa manca per la fumata bianca

Como molto vicino a Yan Couto: accordo trovato con il Borussia Dortmund, i dettagli dell’operazione

Il calciomercato del Como continua a essere protagonista assoluto con trattative di alto livello internazionale per potenziare la rosa in vista della stagione. Dopo lunghe e complesse negoziazioni condotte sottotraccia, la società lariana si sta avvicinando a grandi passi verso l’accordo definitivo per l’ingaggio di Yan Couto, promettente terzino destro di proprietà del Borussia Dortmund. Un’operazione di notevole spessore che conferma le ambizioni del club lombardo nel massimo campionato. Lo riporta Fabrizio Romano.

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L’accordo di massima e i dettagli sulla clausola di riscatto

Il lavoro diplomatico portato avanti dalle due società ha fatto registrare progressi decisivi nelle ultime ore. Il Como ha infatti raggiunto un accordo di massima con il BVB per il trasferimento del laterale brasiliano, superando gli scogli principali dopo una fase di serrato confronto.

Attualmente, la trattativa è entrata nella sua fase finale e più delicata: le dirigenze stanno lavorando sui dettagli legati alla clausola di opzione d’acquisto. La discussione si concentra sulle cifre e sulle condizioni necessarie per la futura ed eventuale acquisizione a titolo definitivo del cartellino. L’intenzione è quella di trovare la formula finanziaria idonea a soddisfare le esigenze sia del club tedesco sia della società comasca, ma il clima positivo suggerisce che l’intesa totale sia ormai alle porte.

Le caratteristiche tecniche di Yan Couto e l’impatto sul Como

L’innesto di Yan Couto andrebbe a colmare con grande qualità la casella del terzino destro nello scacchiere tattico del Como. Il classe 2002, già noto al grande pubblico per le brillanti prestazioni fornite con le maglie di Girona e Borussia Dortmund, si distingue per essere un interprete moderno del ruolo, dotato di notevole spinta offensiva, velocità e abilità nei traversoni.

La sua capacità di coprire l’intera corsia laterale e di creare superiorità numerica nella metà campo avversaria rappresenta un fattore chiave per alzare il livello tecnico della squadra. Con la definizione della clausola di opzione d’acquisto in fase di perfezionamento, il Como si appresta a definire gli ultimi dettagli burocratici prima di organizzare l’arrivo in Italia del difensore per le consuete visite mediche di rito e la successiva firma del contratto.

Agustin Modica ‘alla Retegui’ per l’Italia? Chi è il nuovo oriundo che Mancini potrebbe convocare in azzurro. La sua storia e il suo identikit

Chi è Agustin Modica, nuovo oriundo che Mancini potrebbe convocare con la maglia dell’Italia

Il calcio argentino continua a offrire profili estremamente interessanti per la Nazionale azzurra. Dopo la parabola di Mateo Retegui, i riflettori della selezione italiana si spostano su Agustín Módica, attuale capocannoniere del campionato argentino con la maglia del Gimnasia de Mendoza. Il giovane centravanti possiede la doppia cittadinanza e ha dichiarato apertamente di sognare una chiamata dall’Italia.

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Le origini liguri e il legame con l’Italia

A differenza di altri oriundi, la storia di Módica è legata a doppio filo al nostro Paese: il calciatore è nato infatti il 12 gennaio 2003 a Pietra Ligure, in provincia di Savona, mentre il padre Pablo giocava come calciatore nell’Albenga. Dopo il rientro in Sudamerica nel 2005, la famiglia ha mantenuto ricordi nitidi della parentesi italiana.

Il padre Pablo ha raccontato in passato l’esperienza italiana:

“Nel 2000, dopo che ho smesso di giocare per il Central Cordoba, ci siamo trasferiti in Liguria – ha spiegato Pablo a Ovacion – È una regione bellissima perché ha sia mare che montagna. Ho giocato in quattro o cinque squadre delle serie inferiori. Quando è nato Agustin, giocavo nell’Albenga. Non siamo mai riusciti a tornare, ma conserviamo bei ricordi. Spero che un giorno potremo tornarci con Agustín”.

Un legame confermato dallo stesso attaccante:

“Mio padre mi ha mostrato dove vivevamo – disse qualche anno fa in un’intervista a ESPN Argentina – mi ha spiegato le cose che facevamo. Mi ha raccontato i suoi ricordi”.

Recentemente, a seguito della doppietta decisiva messa a segno contro l’Unión de Santa Fe, il calciatore ha ribadito le sue aspirazioni internazionali:

“Se sogno la convocazione da parte dell’Italia? Sì, senza dubbio, ovviamente è il sogno di qualsiasi giocatore poter giocare in Nazionale. Ma io sono molto concentrato qui, molto grato ai miei compagni. Sono felice”.

Dalla rinascita al Gimnasia alle sirene della Serie A

Dopo la formazione giovanile tra Newell’s Old Boys e Rosario Central, la carriera di Módica ha subito un duro colpo nell’agosto del 2024 a causa della rottura del legamento crociato e del menisco del ginocchio destro. Superata la lunga riabilitazione, l’inizio del 2026 ha rappresentato il punto di svolta grazie al passaggio al Gimnasia de Mendoza, club con cui sta viaggiando a medie realizzative altissime.

Fisicamente imponente grazie ai suoi 189 centimetri di altezza, Módica si distingue come un centravanti puro, dotato di un ottimo gioco aereo e grande abilità nell’attaccare la profondità. Le sue prestazioni hanno attirato le attenzioni del calciomercato di Serie A, con club come la Fiorentina che ne monitorano la crescita.

Lo stesso giocatore ha confermato l’interesse per il nostro campionato:

“Lo seguo, mi piacciono la Juventus e il Milan. Hanno giocatori molto forti”.

Udinese, Gino Pozzo tra passato, presente e futuro: «L’Europa? Facendo tutto al meglio si può fare»

Gino Pozzo, figlio del patron dell’Udinese Giampaolo, racconta i 40 anni di gestione familiare del club friulano: le sue parole tra passato e obiettivi futuri

L’Udinese celebra i 40 anni sotto la gestione della famiglia Pozzo. Un traguardo storico per il club friulano, che in questi giorni sta ripercorrendo le tappe più importanti di un percorso lungo, fatto di programmazione, scouting e continuità societaria. Dopo le parole del patron Giampaolo Pozzo, al Messaggero Veneto è intervenuto anche il figlio Gino Pozzo, oggi proprietario del Watford, l’altro club della galassia familiare.

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Il dirigente ha ricordato i primi momenti legati all’ingresso della famiglia nell’Udinese: «Nel 1986 avevo 21 anni, mio padre non disse nulla a casa. Poi quando ho cominciato a lavorare in società l’obiettivo è sempre stato di tenere tutto in ordine come in una azienda. Io ho cominciato ad operare nel 1993, noi siamo stati tra i primi a fare scouting».

Udinese Pozzo, le voci sulla cessione

Nel corso dell’intervista, Gino Pozzo ha affrontato anche il tema delle voci legate a una possibile cessione dell’Udinese. Negli ultimi anni il club friulano è stato spesso accostato all’interesse di gruppi stranieri, in un contesto calcistico sempre più segnato dall’ingresso di proprietà internazionali.

Pozzo ha spiegato: «Siamo abituati a continui contatti specialmente negli ultimi anni. Ormai sono sempre meno gli imprenditori locali e sempre più le proprietà straniere, non solo in Italia ma anche in Francia, Spagna e Inghilterra. L’interesse di alcuni gruppi verso l’Udinese è per noi è un riconoscimento al lavoro fatto. Non distogliamo l’attenzione dalla programmazione della stagione e siamo concentrati sul presente».

Parole che non chiudono del tutto lo scenario, ma ribadiscono la volontà della proprietà di restare focalizzata sulla gestione sportiva e sulla costruzione della nuova stagione.

Udinese Pozzo, il sogno Europa e il modello Watford

Guardando al futuro, Gino Pozzo ha parlato anche dell’ambizione di riportare l’Udinese in Europa, obiettivo che resta vivo nella visione del club: «Più che un sogno c’è la consapevolezza che facendo tutto al meglio si può fare. Obiettivi per la prossima stagione? Guidolin parlava di salvezza perché sapeva che l’euforia era una brutta bestia, ma puntava sempre in alto».

Infine, spazio anche al confronto tra Udinese e Watford: «Sono due progetti che lavorano in parallelo, è difficile fare calcio ovunque. Il fatto di cambiare spesso allenatore non è la risoluzione di un problema».

Il messaggio è chiaro: l’Udinese vuole continuare a crescere con equilibrio, mantenendo la propria identità e senza perdere di vista programmazione, sostenibilità e ambizione.

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