Pagina 408 – Calcio News 24

Moviola Como Bologna, Cambiaghi croce e delizia! Prima il gol poi l’espulsione, clima teso in campo

Moviola Como Bologna: Nicolò Cambiaghi protagonista assoluto, segna e poi lascia in dieci i rossoblù. Tutti i dettagli

In Como-Bologna si concentra tutto in una manciata di minuti, e al centro della scena c’è sempre Nicolò Cambiaghi. L’esterno rossoblù apre le danze al 49’, firmando il gol del vantaggio con una conclusione precisa che supera Butez e sembra indirizzare la gara.

Dieci minuti più tardi, però, l’inerzia cambia improvvisamente. Cambiaghi commette fallo su Van de Brempt e, dopo che il terzino del Como si rialza provocandolo, reagisce con un colpo al volto del belga. L’arbitro, richiamato alla revisione, decide per il doppio provvedimento: ammonizione al difensore lariano ed espulsione per l’autore del gol del Bologna.

La partita continua a vivere di scossoni. Dopo appena cinque minuti, un contatto in area tra Douvikas e Vitik porta Abisso a indicare il dischetto. Sembra l’ennesima svolta, ma il VAR interviene di nuovo: la trattenuta del centrale felsineo viene giudicata troppo lieve per essere sanzionata, e il rigore viene revocato, lasciando il match in un equilibrio sempre più teso.

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La Russa parla dei rossoneri: «Attenti al Milan, ragazzi, che quelli sono strafortunati. Ha un c…lo della…»

La Russa sui rossoneri di Allegri: «Attenti al Milan, ragazzi, che quelli sono strafortunati. Ha un c…lo della…». Le parole

La corsa al primo posto si fa sempre più avvincente: le prime della classe sono racchiuse in un fazzoletto di punti e ogni giornata può ridisegnare la vetta. L’Inter guida attualmente il campionato, ma il Milan resta in scia a sole tre lunghezze, con un Napoli determinato a non perdere contatto. In un contesto così equilibrato, anche Juventus, Roma e Como continuano a coltivare ambizioni d’alta quota.

Intervenuto ai microfoni di Radio TuttoNapoli, il Presidente del Senato Ignazio La Russa – da sempre tifoso nerazzurro – ha analizzato la sfida imminente con il Napoli , soffermandosi sulle insidie del match e lanciando un avvertimento sulle reali credenziali dei rossoneri nella lotta al titolo.

PAROLE «Attenti al Milan, ragazzi, che quelli sono strafortunati. Posso dire una parola elegante? Ha un culo della Madonna. «Ha una squadra con giocatori, per esempio a livello di portiere, ha il portiere più forte. Con un centravanti forte non è secondo a nessuno».

«Se guardi uno per uno i giocatori, senza dimenticare che ha forse il giocatore che negli ultimi anni è stato un faro del mondo, Modric, allora credo che anche il Milan ce la possa giocare».

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Moviola Udinese Pisa, succede di tutto a fine primo tempo! Rigore concesso ai bianconeri ma quante proteste…

Moviola Udinese Pisa: finale di primo tempo della sfida infuocato, rigore ai friulani tra mille proteste. Il racconto

La sfida della 20ª giornata di Serie A tra Udinese e Pisa si accende nel finale di primo tempo, quando in appena sessanta secondi arriva la svolta che cambia l’inerzia del match.

Al 39’, infatti, l’arbitro assegna un calcio di rigore ai friulani dopo un intervento irregolare di Leris, che nel tentativo di contendere il pallone finisce per ostacolare due giocatori dell’Udinese lanciati verso l’area. La decisione, confermata dal VAR, scatena le proteste dei toscani, ma il direttore di gara resta fermo nella sua valutazione.

Sul dischetto si presenta Davis, che al 40’ non trema: conclusione precisa, Scuffet spiazzato e Udinese che si porta in vantaggio sfruttando al massimo l’occasione. Un uno-due micidiale che indirizza la partita e infiamma il pubblico della Dacia Arena.

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Benitez non ha dubbi: «Inter e Napoli sono ancora e di nuovo le protagoniste. Sulla lotta Scudetto la penso così»

Benitez sicuro: «Inter e Napoli sono ancora e di nuovo le protagoniste. Sulla lotta Scudetto la penso così». Le parole

Dall’Acropoli di Atene, dove ora allena il Panathinaikos, lo sguardo di Rafa Benitez si rivolge verso San Siro. Su La Gazzetta dello Sport, tra ricordi e analisi tattiche, Benitez fa le carte al big match che può indirizzare la stagione.


L’AVVENTURA GRECA
«Giochiamo e inseguiamo quella continuità di risultati che deve aiutarci a migliorare. Il Panathinaikos è un club prestigioso e qui ho trovato un posto per sviluppare ulteriormente la mia curiosità. Sono felice di questa scelta e spero di riuscire a costruire nel tempo qualcosa che resti. Al “Pana” non manca il desiderio di riappropriarsi del proprio ruolo».
LA FAVORITA A SAN SIRO «La classifica e il fattore campo imporrebbero di dire che lo sia l’Inter, ma il Napoli è campione d’Italia e questo ci toglierebbe dall’imbarazzo di scegliere. Però, una cosa si può dire: alla partita arriva meglio Chivu, non fosse altro per avere 4 punti di vantaggio e per aver compiuto un percorso netto recentemente».
L’EMERGENZA DEL NAPOLI DI CONTE «Questo è un fattore. De Bruyne, Anguissa, Lukaku e anche Gilmour sono valori alti, Neres è ad alto rischio: ma un allenatore sa come fronteggiare certe situazioni al limite e chi ha vinto così tanto come Conte ha elementi per metterci le mani, come ha dimostrato in questi due anni».
IL DOMINIO RECENTE «Inter e Napoli sono ancora e di nuovo le protagoniste, come sta succedendo ormai da circa cinque anni, con il Milan. In questo periodo, non breve, due scudetti a testa rappresentano la testimonianza di quello che è stato realizzato. E non sembri un caso che il Milan, ora secondo, sia l’unica che abbia spaccato questo dominio recente. Avere aggiunto Allegri, dopo le disavventure della stagione scorsa, è stata una garanzia. Ma troppi punti persi diventano un problema».
LA CORSA SCUDETTO «È prestissimo per sbilanciarsi. La Juventus con Spalletti ha trovato la via; la Roma ha Gasperini e sta nel gruppo, con quel calcio che sta crescendo. Manca un intero girone e tra un po’ tornerà la Champions League che finirà per incidere. Però, l’Inter sta lievemente meglio: bisogna verificare come verrà gestito questo fine mese di gennaio, quando le tantissime gare ravvicinate potrebbero far perdere qualcosina».
COSA DECIDE INTER-NAPOLI «Definitivamente, nulla, anche se la distanza attuale tra Inter e Napoli lascia supporre che una vittoria di Chivu potrebbe escludere Conte. Per me, semplicemente, lo allontanerebbe: per recuperare eventualmente sette punti, possono bastare due pareggi di chi sta davanti e due successi di chi sta dietro. Non sarà decisiva ma pesante».
I PROTAGONISTI E I RISCHI «Dalla organizzazione nessuna squadra può prescindere. L’Inter, che mette assieme sei vittorie di seguito in campionato e sta lassù in classifica, ribadisce la sua potenza. Leader ce ne sono: i soliti Lautaro e Thuram, Calha e Barella, ora anche Zielinski dal lato interista; e dall’altra parte Lobotka e McTominay, Hojlund. I rischi? Per una questione aritmetica, una sconfitta metterebbe il Napoli in una situazione meno agevole. Ma insisto sui tempi a disposizione per recuperare, sulla possibilità che alcuni rientri possano poi aiutare Conte. Faccio fatica a pensare che una squadra forte come questo Napoli possa essere completamente fuori dalla lotta»
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Infortunio Neres: la decisione finale per Inter Napoli. Il brasiliano ci sarà? Scelta fatta per il big match

Infortunio Neres: decisione presa per Inter Napoli. Il brasiliano recupera? La scelta per il big match della 20ª giornata di Serie A 2025/26

La notizia che nessun tifoso partenopeo voleva leggere è arrivata: Antonio Conte dovrà affrontare la sfida scudetto di San Siro senza una delle sue frecce più appuntite. Secondo quanto riportato da Sky Sport, David Neres non sarà della partita. L’esterno brasiliano non ha smaltito il trauma distorsivo alla caviglia sinistra rimediato nella battaglia contro la Lazio. Nonostante i tentativi in extremis e la volontà del giocatore di stringere i denti, lo staff medico azzurro ha optato per la prudenza per evitare ricadute che potrebbero compromettere il resto della stagione.

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Le mosse di Conte: chance per Noa Lang

Senza la fantasia dell’ex Ajax, Conte è pronto a ridisegnare l’attacco. La soluzione più probabile vede l’impiego dal primo minuto di Noa Lang. L’olandese avrà l’occasione di completare il tridente insieme a Rasmus Højlund e a Elif Elmas. Resta viva, ma più defilata, l’opzione tattica che prevederebbe l’avanzamento di Matteo Politano sulla linea degli attaccanti, con Di Lorenzo alzato a centrocampo in un 3-4-3 più coperto.

Inter: Chivu ritrova le certezze

Sull’altra sponda del Naviglio, l’umore è decisamente diverso. Cristian Chivu può sorridere: l’emergenza è finita. Dopo il turnover applicato a Parma (dove ha brillato il giovane Pio Esposito), l’Inter rispolvera l’argenteria pesante. Davanti torna la “Thu-La”: Marcus Thuram farà coppia con il capitano Lautaro Martinez, il “Toro” argentino sempre letale in area di rigore.

Incroci pericolosi: Zielinski e l’ombra di Inzaghi

A centrocampo, i riflettori saranno puntati su Piotr Zielinski. Il centrocampista polacco, grande ex della sfida, è favorito per una maglia da titolare al fianco di Barella e Calhanoglu, pronto a sfidare il suo passato. In difesa, infine, resta un solo dubbio: il ballottaggio tra Bisseck e Francesco Acerbi. Proprio quest’ultimo è al centro di voci di mercato: il difensore ha appena rifiutato una ricca offerta dall’Al-Hilal, squadra ora allenata proprio da Simone Inzaghi, preferendo restare a Milano per giocarsi le sue carte in nerazzurro.

De Rossi sulla ‘buca’ di Pavlovic in Milan Genoa: «Per lo spessore maglia ti aspetteresti altri comportamenti. Era far west ma non non siamo gli ‘scemi del villaggio»

De Rossi, in conferenza stampa alla vigilia di Genoa Cagliari, è tornato sulla buca scavata da Pavlovic prima del rigore contro il Milan

Daniele De Rossi, tecnico del Genoa , interviene in conferenza stampa a due giorni dal match della 19a giornata del campionato di Serie A 2025-2026 contro il Cagliari. Le dichiarazioni.

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SFIDA DELL’ANDATA – «E’ un punto di riferimento perché le squadre non si allontaneranno dalla gara giocata un mese e mezzo fa. E’ vero che noi eravamo qua da dieci giorni. Il Cagliari lo seguiamo, lo studiamo e lo rispettiamo. Stanno facendo un ottimo percorso, e le squadre consapevoli sono quelle che fanno più paura ma noi abbiamo iniziato a giocare. Penso che sarà una bella partita».

SERVE FARE PUNTI PER LA SALVEZZA – «Serve fare qualche vittorie e fare punti. Lo abbiamo visto due giorni fa come siamo andati vicini a farne in una gara che sulla carta ce ne dava zero. Quando parti così a rilento devi fare punti su campi impensabili. Con il Cagliari vogliamo regalare una gioia ai nostri tifosi!».

MESSIAS – «Ieri si è allenato con noi Messias, l’ho visto bene e vediamo come sta dopo una settimana di allenamenti bene. Mi sembra nessun altro».

CALCIOMERCATO – «Il mercato lo trattiamo lo analizziamo e lo subiamo. Ieri col direttore siamo usciti alle 20.40. E’ doveroso essere concentrati sulla preparazione della gara e la partita col Cagliari è importante e l’affronteremo con i giocatori che abbiamo a disposizione».

PAVLOVIC – «L’arbitro deve fare qualcosa in più. Gliel’ho detto. Lui mi ha risposto che l’ha ammonito ma non basta. Secondo me non si può tirare un rigore 3 minuti e 50 dopo che è stato fischiato e confermato poco dopo. Stanciu poi non ha sbagliato per la buchetta, anche io ho sbagliato un rigore a Manchester che ho tirato alle stelle e non c’era nessuna buchetta. L’atteggiamento non mi è piaciuto. I giocatori del Milan hanno detto che volevano vincere giustamente e ti attacchi a tutto ma per lo spessore maglia ti aspetteresti altri comportamenti. L’arbitro poi ha arbitrato bene, in quei momenti era il far west e noi lo abbiamo solo fatto notare. Il Milan è una grandissima società, San Siro è un grandissimo stadio ma non non siamo gli ‘scemi del villaggio’».

Promo Genoa Cagliari

QUOTE GENOA CAGLIARI – Dopo il pareggio in trasferta contro la Cremonese, gli uomini di Pisacane sono chiamati ai tre punti in questo scontro diretto con il Genoa di De Rossi.
La quota OVER 0.5 (almeno un gol nel match) è data a 6.00 su Lottomatica e Goldbet grazie alla super quota maggiorata offerta ai nuovi clienti tramite link.
La stessa giocata è quotata 1.08 su Snai.

Calciomercato Cagliari: è lui l’obiettivo numero uno per gennaio! Occhio alla concorrenza di altri due club, novità importanti

Calciomercato Cagliari: ecco l’obiettivo numero uno per gennaio! Ma c’è la concorrenza di altri due club, tutti gli aggiornamenti

L’infermeria piena fa scattare l’allarme rosso e il Cagliari corre ai ripari. La dirigenza sarda è attivamente impegnata sul mercato per puntellare una linea mediana ridotta all’osso dagli infortuni che hanno colpito la rosa nelle ultime settimane. La priorità è trovare un giocatore pronto, fisico e capace di garantire qualità immediata: l’identikit porta dritto a Tino Anjorin. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Nicolò Schira, il club rossoblù ha avviato i primi contatti esplorativi con il Torino per il centrocampista anglo-nigeriano, individuato come il rinforzo ideale per ridare ossigeno al reparto.

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Il profilo: forza fisica e scuola Chelsea

Classe 2001, Anjorin è un centrocampista moderno, un “box-to-box” che abbina una struttura fisica imponente a una buona tecnica di base, affinata nel prestigioso settore giovanile del Chelsea, dove è cresciuto calcisticamente. Arrivato al Torino la scorsa estate (prelevato dall’Empoli con la formula del prestito con obbligo di riscatto), il giocatore non è riuscito a imporsi come titolare nelle gerarchie di Baroni. Con un minutaggio ridotto e la voglia di esplodere definitivamente, Anjorin vede di buon occhio un trasferimento che gli garantisca continuità e un ruolo centrale.

Bagarre di mercato: spuntano Atalanta e Udinese

La strada per portare Anjorin in Sardegna, però, non è priva di ostacoli. Il talento e la fisicità del giocatore non sono passati inosservati ad altri club di Serie A. Sulle tracce del granata c’è anche l’Atalanta: la Dea, sempre attenta ai profili atletici e intensi, ha effettuato un sondaggio per capire la fattibilità dell’operazione. Più defilata, ma vigile, c’è l’Udinese, società storicamente maestra nel valorizzare giocatori con queste caratteristiche fisiche.

La strategia del Cagliari

Nonostante la concorrenza, il Cagliari sta provando ad anticipare i tempi. La dirigenza lavora per strutturare un’offerta che soddisfi le richieste del Torino e convinca il ragazzo a sposare la causa dei sardi. I prossimi giorni saranno decisivi: Anjorin è pronto a fare le valigie, resta solo da capire quale maglia indosserà per il girone di ritorno.

Promo Genoa Cagliari

QUOTE GENOA CAGLIARI – Dopo il pareggio in trasferta contro la Cremonese, gli uomini di Pisacane sono chiamati ai tre punti in questo scontro diretto con il Genoa di De Rossi.
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Allegri alla vigilia di Fiorentina Milan: «Modric difficilmente giocherà. Il VAR più di tanto non credo che possa fare. Su quarto posto e Scudetto…»

Allegri, allenatore del Milan, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match di Serie A contro la Fiorentina. Le sue parole

Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, presenta in conferenza stampa la sfida di domani alle 15 contro la Fiorentina in trasferta. Le sue parole.

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FOFANA – «Abbiamo fatto gli auguri a Fofana. Aveva fatto pure una buona prestazione e purtroppo è scivolato. Sono cose che capitano, all’interno di una stagione possono capitare. Il valore del giocatore è importante, ha fatto bene finora e continuerà a farlo».

NKUNKU E MODRIC – «Nkunku è abile e arruolato: ho 4 giocatori davanti. Modric difficilmente giocherà, verrà in panchina con noi. Abbiamo recuperato abbastanza bene. Troveremo una Fiorentina che sta tornando in salute. La classifica non rispecchia il valore della squadra. Dopo la vittoria contro la Cremonese e il pari con la Lazio troveremo un ambiente difficile. Sarà importante fare una bella partita sotto l’aspetto tecnico e fisico. Dispiace non aver vinto col Genoa ma sarà un punto importante».

FIORENTINA – «La Fiorentina è una squadra di ottimo valore tecnico, ci sono alcune stagioni che si incartano ma loro ne stanno venendo fuori. Dobbiamo fare una bella partita per dare seguito ai risultati che stiamo facendo».

EPISODI ARBITRALI – «Abbiamo una buona squadra arbitrale in Italia. Non è facile arbitrare oggi. il VAR credo stia aiutando molto. Andare a trovare un equilibrio è difficile, vai ad esaminare situazioni soggettive e ognuno ha un’opinione diversa. Prima che non c’era il VAR allora decideva l’arbitro e forse era così o non era così. Ora le situazioni si sono spostate dal campo alla sala di Lissone. Il VAR tanti episodi li ha risolti, ma più di tanto non credo che possa fare. Le situazioni soggettive sono difficili. 2+2 in matematica fa 4, in italiano fai un tema e a qualcuno può piacere e ad altri può non piacere».

UNDICI PUNTI PERSI CONTRO LE PICCOLE – «La Fiorentina è una squadra che doveva stare non in quella posizione. Per quanto riguarda gli 11 punti dilapidati il calcio è questo. Se abbiamo questi punti vuol dire che meritiamo questi punti. Se, se, se. Se con la Roma Dybala segnava e Maignan non parava… Abbiamo 39 punti, dobbiamo analizzare quelli che abbiamo e migliorare nella prestazione. Col Genoa bisognava migliorare negli ultimi 20 metri. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte».

DOMANI INTER NAPOLI – «Il calcio è pieno di sorprese, abbiamo giocato dopo Napoli-Verona e abbiamo pareggiato. Dobbiamo fare una corsa su noi stessi. Il pareggio di giovedì è un pareggio importante. Sono due punti mancati ma quel punto lì ci permette di essere momentaneamente secondi in classifica. Dobbiamo rimanere sereni e tranquilli, sapendo che per l’obiettivo c’è da far fatica. C’è l’Inter, Milan, Juventus, Napoli, Roma e Como: due rimangono fuori dalla Champions. Bisogna rimanere in equilibrio, è un bene anche per il club».

CHI AL POSTO DI MODRIC – «Ricci e Jashari sono due ottimi giocatori. Ricci ha giocato 1000 minuti, è di grande affidabilità. Sono molto contento. Ora abbiamo 4 partite ravvicinate, magari ci saranno più cambiamenti. Quando giochi una partita a settimana è difficile andare a sostituire dei titolari. Jashari avrà un futuro roseo, Ricci si è reso molto utile. Domani non so chi giocherà dei due o magari giocheranno tutti e due».

ACCONTENTARSI DEL QUARTO POSTO – «Lottare per quell’obiettivo lì significa rimanere aggrappati dentro le prime 4 fino alla fine. O una squadra si stacca di 20 punti o il campionato può essere aperto fino alla fine, questo non si sa. Noi dobbiamo stare dentro le prime 4 altrimenti perdiamo la realtà delle cose. Il Milan ha cambiato il 55% dei giocatori in rosa, abbiamo avuto infortuni. Vediamo le cose in maniera positiva. Bisogna rimanere con i piedi per terra, avere equilibrio. Non eravamo fenomeni prima e non siamo brocchi per aver pareggiato con il Genoa».

COSA MANCA ALLA SQUADRA PER ESSERE ALLEGRIANA – «La squadra non deve essere Allegriana, deve essere in grado di fare bene le due fasi e dobbiamo migliorare. Potevamo fare meglio col Genoa negli ultimi 20 metri con più lucidità. Con questa fretta abbiamo sprecato tanti palloni dentro l’area. Lavoriamo con l’obiettivo chiaro di giocare la Champions l’anno prossimo».

PRESSIONE SUL MILAN E FULLKRUG TITOLARE – «Non è che domani si decide una stagione. Ecco perché dico che l’importante è dare continuità e stare dentro l’obiettivo. Bisogna pensare a lavorare partita per partita. Avremo un cammino difficile. Non dimentichiamoci, l’ho detto prima di Verona, nelle 9 dopo Verona abbiamo 6 trasferte e 3 in casa. Dobbiamo rimanere calmi e cercare di fare più punti possibile. Fullkrug? Domattina deciderò. Di questi quattro davanti stanno tutti bene, ne giocheranno due. Mi danno la possibilità di fare scelte e soluzioni diverse».

Chivu alla vigilia di Inter Napoli: «Gara che indirizza una stagione, da Conte c’è da imparare. Luis Henrique? Ho commesso un errore, ecco perché»

Chivu, allenatore dell’Inter, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Napoli. Queste le sue dichiarazioni

La conferenza stampa di Cristian Chivu alla vigilia di Inter Napoli, match valevole per la ventesima giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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INTER CRESCIUTA RISPETTO ALL’ANDATA, COM’È CRESCIUTA LA SQUADRA? – «Col lavoro, dando continuità a quello che di buono era stato fatto. Direi che che con alti e bassi, abbiamo fatto cose buone e meno buone, ma sempre con la consapevolezza di voler migliorare sempre».

COME CAMBIERA’ LA PARTITA RISPETTO ALL’ANDATA, CON UN NAPOLI TOTALMENTE DIVERSO? – «E’ passato poco tempo. Vero che nel frattempo hanno cambiato il sistema di gioco e che hanno qualche interprete in più o in meno. All’andata c’era Anguissa e non c’era Hojlujnd, stavolta al contrario. Hanno una rosa importante, un gruppo di giocatori forti. Sarà una partita difficile da affrontare, sia per noi che per loro. La massima attenzione sarà nella mente di tutti per cercare di fare meno episodi, sarà una partita che vivrà di episodi».

PREVALE LA VOGLIA DI ANDARE A +7 O IL TIMORE CHE IL NAPOLI SI AVVICINI A -1? CHI HA PIU’ PRESSIONE TRA NOI E LORO? – «Dipende sempre a chi viene rivolta la domanda. Noi vogliamo andare a + 7 e loro vorrebbero andare a -1. Però dalla voglia ai fatti c’è tanto, c’è l’impegno, l’ambizione, tutto quello che riesci a mettere in campo. Concentrazione, equilibrio. Sono cose che determinano l’andamento della partita. Ultimamente stiamo dando continuità di risultati e anche nell’interpretare le partite, ma non vuol dire che siamo sicuri di cosa accadrà domani. L’unica certezza è che in questo periodo abbiamo sempre lavorato bene per superare determinati momenti. L’ambizione la voglia di questa squadra c’è sempre stata, forse ora è aumentata visto tutto quello che è accaduto nell’ultimo mese. Saremo pronti a fare una grande gara, consapevoli del fatto che questa è una partita che può indirizzare veramente il cammino dentro una stagione».

QUANTO MI STIMOLA IL CONFRONTO CON CONTE? – «Ho una grande stima di Conte allenatore, ero ancora giocatore quando lui allenava alla Juve, l’ho affrontato un paio di volte. Gli ho fatto anche i complimenti, da giocatore, per quello che lui riusciva all’epoca a trasmettere alla squadra. Nel frattempo è evoluto, fa cose più adatte al calcio di oggi e le fa bene. Ha vinto tanto, noi giovani allenatori abbiamo tanto da imparare da lui, questa è la realtà. Per me non esiste il confronto Chivu-Conte, sono due allenatori che cercano di dare il massimo per la propria squadra. Ultimamente l’allenatore è diventato forse troppo rispetto a quello che deve rappresentare in questo sport, i protagonisti sono i giocatori e non vanno dimenticati i tifosi. Poi ovvio che incide, è il responsabile e il leader di un gruppo».

COSA MI ASPETTO IN PIU’ DALLA MIA SQUADRA DAL PUNTO DI VISTA MENTALE – «Non è che il Napoli è più importante di quello che è stato il Parma, perché per arrivare al Napoli in queste condizioni devi passare anche dal Parma, dal Bologna, dall’Atalanta. Abbiamo cercato di trasmettere la consapevolezza di trattare tutte le partite in maniera seria, senza venire a far proclami davanti a qualcuno. Non vorrei nemmeno farlo prima della partita contro il Napoli. Sappiamo che il campionato è una maratona, bisogna affrontare 38 partite e bisogna dimostrare che meriti di essere competitivo. Noi abbiamo avuto la forza di rialzarci da momenti un po’ meno fortunati, ci siamo messi sempre a lavorare, rimboccandoci le maniche, dimostrando che questo gruppo vuole ancora dimostrare qualcosa. Speriamo di far meglio di quanto fatto ad ottobre, anche se poi è stata un po’ condizionata da certi episodi dove credo che in questi 2 mesi siamo migliorati anche nel non pensare troppo alle ingiustizie».

QUANTO E’ STATO UTILE PERDERE LA FINALE COL PSG IN QUEL MODO PER RIPARTIRE? NE PARLIAMO ANCORA? – «Non auguro a nessuna squadra al mondo di vivere quello che questa squadra ha vissuto. Lo dico onestamente. Non è mai semplice presentarsi in finale di Champions e perdere. Ma con loro non ne parla, non mi sembra giusto. Devono essere consapevoli del fatto che l’anno scorso hanno provato in tutti i modi ad esser competitivi, non devono perdere quella cosa. Quella voglia di andare ad ottenere i risultati che sono al limite del pensiero a me fa piacere, non vanno a nascondersi dietro a qualcosa. Loro hanno perso, ma la cosa più importante è che sono riusciti a rialzarsi. I campioni, quelli forti, si mettono subito in gioco e non puntano il dito nel cercare errori o scuse».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI CHIVU PRE INTER NAPOLI

Bozhinov Pisa, è fatta per il difensore dell’Anversa: altro colpo per Gilardino! Ecco chi è, la sua storia e l’identikit

Bozhinov Pisa, accordo trovato per il difensore dell’Anversa: nuovo colpo per Gilardino! Chi è, la storia e l’identikit

Il Pisa fa sul serio e non bada a spese per difendere la Serie A. Dopo aver ufficializzato l’arrivo record dell’attaccante Durosinmi, la dirigenza nerazzurra ha chiuso un’altra operazione di spessore internazionale: è fatta per il trasferimento di Rosen Bozhinov dal Royal Antwerp (Anversa). Il club toscano ha trovato l’intesa totale con i belgi sulla base di 5 milioni di euro più bonus. Una cifra che rende il centrale bulgaro il secondo acquisto più oneroso nella storia della società, confermando la volontà della proprietà e del Direttore Generale Giovanni Corrado di puntare su profili giovani, futuribili e di grande talento per risalire la china in classifica. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Chi è Rosen Bozhinov: il gigante mancino

Classe 2005, Bozhinov è un prospetto che ha bruciato le tappe. Cresciuto nel CSKA Sofia e messosi in luce all’Anversa, in questa prima parte di stagione in Belgio è diventato un titolare inamovibile, collezionando 17 presenze e un gol (il primo tra i professionisti contro il Gent). Fisicamente imponente (è alto 193 centimetri), il bulgaro è un difensore centrale mancino moderno: forte nel gioco aereo, ma dotato di una tecnica che gli permette di impostare l’azione. La sua versatilità gli ha permesso in carriera di disimpegnarsi anche come terzino sinistro o mediano davanti alla difesa. Un’ascesa rapida che lo ha portato a esordire con la Nazionale maggiore della Bulgaria lo scorso settembre nella sfida contro la Spagna.

Il tassello perfetto per Gilardino

L’arrivo di Bozhinov sembra cucito su misura per le esigenze tattiche di Alberto Gilardino. L’allenatore del Pisa cercava disperatamente un centrale mancino naturale. Il nuovo acquisto andrà a completare il terzetto arretrato affiancando i pilastri Antonio Caracciolo e Simone Canestrelli, risolvendo l’alternanza vista finora in quel ruolo tra Albiol, Bonfanti e Lusuardi.

La filosofia del club

Questa operazione ribadisce la filosofia del DS Vaira: investire parte dei ricavi della Serie A non su “nomi” a fine carriera, ma su talenti internazionali ambiti anche in Bundesliga. Dopo la foto d’addio con la didascalia “Red forever! Amo questo club”, Bozhinov è pronto a sposare la causa nerazzurra, portando quella “voglia e ambizione” richiesta a gran voce da Gilardino dopo il ko di Como.

Formazioni ufficiali Como Bologna: le scelte di Fabregas e Italiano per il match. I lariani puntano su questo tridente…

Formazioni ufficiali Como Bologna: le scelte di Fabregas e Italiano per il match della 19ª giornata di Serie A 2025/26

La Serie A riparte dalle sponde del lago. Ad aprire la 20ª giornata di campionato, in contemporanea con Udinese-Pisa, è la sfida del “Giuseppe Sinigaglia” tra Como e Bologna. Una partita che profuma d’Europa, con una posta in palio altissima per ridefinire le gerarchie della zona nobile della classifica, in attesa del big match serale tra Inter e Napoli. Se all’andata vinsero i rossoblù per 1-0, oggi il vento è cambiato: il Como si presenta da sesto in classifica con 33 punti, forte di un vantaggio di ben 7 lunghezze sugli emiliani (fermi a 26), scivolati all’ottavo posto dopo il sorpasso dell’Atalanta.

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Qui Como: la macchina perfetta di Cesc

Il momento dei padroni di casa è magico. La squadra di Cesc Fàbregas arriva da tre vittorie consecutive senza subire gol. Un dato impressionante che consacra i lariani come la miglior difesa del torneo (al pari della Roma), grazie anche all’esperienza di leader come Diego Carlos. Per scardinare il Bologna, Fàbregas si affida alla fantasia pura: spazio al talento argentino Nico Paz e alla classe infinita del colombiano James Rodriguez, pronti a innescare il bomber greco Anastasios Douvikas.

Qui Bologna: Italiano cerca la svolta

Discorso opposto per il Bologna. La formazione guidata da Vincenzo Italiano sta vivendo il momento più difficile della stagione. I rossoblù non vincono in campionato da novembre e sono reduci dalla sconfitta interna contro l’Atalanta. Per invertire la rotta e accorciare il gap in classifica, Italiano ridisegna la trequarti puntando sulla vivacità di Nicolò Cambiaghi e sulla “garra” del giovane centravanti argentino Santiago Castro, chiamato a finalizzare la manovra. A centrocampo, muscoli e inserimenti affidati a Tommaso Pobega.

Le formazioni ufficiali

Ecco le scelte definitive dei due tecnici per il fischio d’inizio delle 15:00:

COMO (4-2-3-1)

  • Butez
  • Van Der Brempt, Diego Carlos, Kempf, Moreno
  • Perrone, Da Cunha
  • Vojvoda, Nico Paz, J. Rodriguez
  • Douvikas
  • Allenatore: Cesc Fàbregas

BOLOGNA (4-2-3-1)

  • Ravaglia
  • Zortea, Heggem, Lucumì, Miranda
  • Pobega, Freuler
  • Rowe, Fabbian, Cambiaghi
  • Castro
  • Allenatore: Vincenzo Italiano

Formazioni ufficiali Udinese Pisa: le scelte di Runjaic e Gilardino per il match. Diverse sorprese

Formazioni ufficiali Udinese Pisa: le scelte di Runjaic e Gilardino per il match della 20ª giornata di Serie A 2025/26

Non c’è tempo per rifiatare. Archiviato velocemente il turno infrasettimanale, la Serie A riaccende subito i motori per la 20ª giornata di campionato. I riflettori del pomeriggio (fischio d’inizio alle ore 15:00) sono puntati sul Bluenergy Stadium di Udine, dove i padroni di casa ospitano il fanalino di coda Pisa, in contemporanea alla sfida del Sinigaglia tra Como e Bologna.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

È una gara che mette in palio punti pesantissimi per obiettivi diametralmente opposti. Da una parte l’Udinese di Kosta Runjaic: l’obiettivo è dare continuità alla bella vittoria ottenuta contro il Torino e consolidare la posizione in classifica. Dall’altra c’è il Pisa di Alberto Gilardino. L’ex bomber campione del Mondo 2006 deve scuotere i nerazzurri toscani per abbandonare l’ultimo posto e riaccendere la speranza salvezza.

Le scelte: Zaniolo titolare, caso burocratico per il Pisa

Nelle scelte di formazione, Runjaic conferma il talento cristallino di Nicolò Zaniolo: il trequartista azzurro agirà a supporto della possente punta inglese Keinan Davis. In casa Pisa, Gilardino deve rinunciare al nuovo acquisto Durosinmi: l’attaccante nigeriano non è disponibile a causa del mancato arrivo del transfer internazionale. Spazio dunque a Meister in avanti. Ma la storia nella storia è quella di Simone Scuffet: il portiere friulano, cresciuto proprio nell’Udinese dove fu lanciato giovanissimo come “nuovo Buffon”, torna oggi a difendere i pali della squadra avversaria nel suo vecchio stadio.

Le formazioni ufficiali

Ecco le scelte definitive dei due allenatori per la sfida delle 15:00:

UDINESE (3-5-2)

  • Okoye
  • Bertola, Kabasele, Solet
  • Zanoli, Miller, Karlström, Ekkelenkamp, Kamara
  • Zaniolo, Davis
  • Allenatore: Kosta Runjaic

PISA (3-4-2-1)

  • Scuffet
  • Calabresi, Caracciolo, Canestrelli
  • Leris, Marin, Aebischer, Angori
  • Moreo, Tramoni
  • Meister
  • Allenatore: Alberto Gilardino

Xabi Alonso: «Non siamo kamikaze». Le parole su Mbappé non lasciano dubbi, cosa ha detto verso la finale di Supercoppa

Xabi Alonso ha parlato così del rientro di Kylian Mbappé verso la finale di Supercoppa del Real Madrid contro il Barcellona. Le sue parole

L’attesa per il Clásico che assegnerà la Supercoppa di Spagna è alle stelle e la notizia che tutti i tifosi del Real Madrid aspettavano è arrivata: Kylian Mbappé è atterrato in Arabia Saudita. Dopo aver saltato la semifinale vinta contro l’Atletico Madrid per una distorsione al ginocchio subita a fine dicembre, il fuoriclasse francese ha raggiunto i compagni a Jeddah venerdì. La sua presenza in campo per la finale di domenica contro il Barcellona resta però un rebus che verrà sciolto solo a ridosso del fischio d’inizio.

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Alonso: “Nessun rischio folle”

A fare chiarezza sulle condizioni del numero 9 è stato Xabi Alonso. L’allenatore del Real Madrid ha predicato prudenza, escludendo l’uso sconsiderato di infiltrazioni. «Dobbiamo misurare il rischio. Non siamo kamikaze quando prendiamo decisioni, sarà un rischio controllato», ha dichiarato Alonso in conferenza stampa. Il tecnico basco ha spiegato che Mbappé si sente molto meglio dopo il riposo contro Betis e Atletico, ma il verdetto definitivo arriverà solo dopo l’allenamento di rifinitura odierno: «Vedremo se è pronto a partire titolare o a giocare uno spezzone». Per Alonso, che a fine 2025 sembrava a un passo dall’esonero prima di infilare cinque vittorie consecutive, questa coppa potrebbe rappresentare la svolta definitiva per consolidare il progetto.

La sicurezza di Flick: “Il Barça non teme nessuno”

Sull’altra sponda, il Barcellona osserva con rispetto ma senza paura. Hansi Flick ha reso onore all’avversario ma ha anche rivendicato la forza dei suoi. «Al momento Mbappé è il miglior attaccante al mondo», ha ammesso Flick, ricordando però i precedenti favorevoli. Nella scorsa stagione, il Barça ha dominato i rivali vincendo quattro scontri diretti su quattro, compreso il 5-2 nella finale di Supercoppa. Nonostante l’unica sconfitta recente (un 2-1 in campionato per il Real di Alonso), Flick ostenta sicurezza: «Adatteremo qualcosa come sempre, ma non si tratta solo di Mbappé. Si tratta di come vogliamo giocare noi».

Nuno Tavares via dalla Lazio? L’annuncio fa tremare i tifosi biancocelesti: «Stiamo lavorando per acquistarlo!». Ultimissime

Nuno Tavares lascia la Lazio? L’annuncio sul suo futuro: «Stiamo lavorando per acquistarlo!». Cosa sta succedendo

Il futuro di Nuno Tavares sembra sempre più lontano dalla Capitale. Quello che inizialmente era sembrato un matrimonio perfetto tra la Lazio e l’esterno portoghese si è trasformato, negli ultimi dodici mesi, in un rapporto complicato, segnato da problemi fisici e discontinuità. Ora, una via d’uscita concreta sembra aprirsi sulle sponde del Bosforo: il Besiktas ha confermato ufficialmente l’interesse per il giocatore.

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L’involuzione del “treno” portoghese

Arrivato dall’Arsenal con le stimmate del potenziale campione, Tavares aveva impattato sul mondo Lazio in modo clamoroso. I primi sei mesi della scorsa stagione lo avevano consacrato come uno dei migliori assist-man del campionato, un vero “treno” sulla fascia sinistra. Tuttavia, l’ultimo anno ha raccontato una storia diversa. Una brusca involuzione tecnica, complice una serie di fastidiosi problemi di natura muscolare, ha minato le certezze del giocatore e dello staff tecnico, facendolo scivolare indietro nelle gerarchie e rendendolo di fatto un nome “sacrificabile” in questa finestra di mercato.

Adalı conferma la trattativa

A togliere il velo sulle manovre in corso è stato direttamente Serdal Adalı. Il presidente del Besiktas ha parlato senza filtri ai media turchi. Cercando di placare gli attacchi di stampa e tifosi per una gestione ritenuta poco incisiva, il numero uno del club bianconero ha ammesso i contatti con la dirigenza capitolina:

«Stiamo lavorando per prelevare dalla Lazio Nuno Tavares. I nostri tifosi non si fidano di noi, ma siamo al lavoro per trovare i giocatori giusti».

Strategia e polemiche

Adalı ha poi voluto sottolineare la linea strategica del club, difendendosi dalle accuse di immobilismo: «Non ci metteremo a pagare troppo dei calciatori solo perché 3-5 persone ci criticano in televisione e sui social». Il messaggio è chiaro: il Besiktas vuole Tavares per rilanciarsi, ma alle giuste condizioni economiche. La palla ora passa alla Lazio: cedere l’ex Arsenal potrebbe alleggerire il monte ingaggi e permettere di virare su un profilo fisicamente più integro per il prosieguo della stagione.

Pablo Marì lascia la Fiorentina: accordo raggiunto per l’addio del difensore. Dove giocherà e quanto incasserà la squadra viola

Pablo Marì lascia la Fiorentina: accordo trovato per la partenza del difensore. Dove andrà e quanto incasserà la Viola

Il mercato di gennaio entra nella fase calda e ridisegna gli assetti difensivi tra l’Italia e l’Arabia Saudita. La notizia del giorno riguarda l’addio al nostro campionato di Pablo Marí. Il difensore centrale ha detto sì alla ricchissima offerta dell’Al-Hilal. L’accordo è stato raggiunto nelle ultime ore: il club saudita, dominatore della Saudi Pro League, si assicura un rinforzo di esperienza internazionale per blindare la propria retroguardia. Per Marí si apre dunque un nuovo capitolo esotico, lasciando l’Italia dopo aver dimostrato di essere una garanzia nel gioco aereo e nell’impostazione dal basso.

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Inzaghi, ecco il rinforzo tanto atteso

Simone Inzaghi avrà finalmente a disposizione il nuovo difensore centrale richiesto alla società. La trattativa si è sbloccata definitivamente grazie all’intesa trovata con la Fiorentina. I dettagli economici dell’operazione rivelano un lavoro diplomatico certosino: l’accordo prevede un pacchetto complessivo che include 2 milioni di euro di bonus legati alle prestazioni e agli obiettivi di squadra, formula che ha convinto la dirigenza viola a dare il via libera.

Il programma: visite imminenti

Non c’è tempo da perdere: la macchina organizzativa è già in moto. Il nuovo acquisto è atteso per sostenere le visite mediche di rito, che sono state programmate entro le prossime 48 ore. Una volta superati i test fisici, arriverà la firma sul contratto e l’annuncio ufficiale. Inzaghi potrà così contare sul nuovo innesto già a partire dall’inizio della prossima settimana, integrandolo subito nei meccanismi tattici della squadra in vista del prossimo turno di campionato.

Benzema ha deciso il suo futuro! Bomba dalla Saudi Pro League, ecco dove giocherà il francese nella prossima stagione

Benzema ha preso una decisione per il suo futuro! Bomba dalla Saudi Pro League, ecco le parole del ds Ramon Planes dell’Al Ittihad

Il futuro di Karim Benzema sembra tingersi ancora dei colori gialloneri dell’Arabia Saudita. A pochi mesi dalla scadenza naturale del suo contratto, fissata per il 30 giugno 2026, arrivano segnali forti e chiari sulla volontà del fuoriclasse francese di proseguire la sua avventura nella Saudi Pro League. A fare chiarezza sulla situazione è intervenuto direttamente Ramon Planes, il direttore sportivo dell’Al-Ittihad. Il dirigente spagnolo ha rilasciato dichiarazioni importanti al quotidiano ABC, spegnendo sul nascere le speculazioni che vedevano l’attaccante pronto a un ritorno in Europa o a un cambio di maglia.

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“Ansioso di continuare”

Le parole di Planes non lasciano spazio a troppe interpretazioni e disegnano un quadro di totale armonia tra il club di Jeddah e il suo capitano. «Vuole restare, è ansioso di continuare in Arabia Saudita e con l’Al-Ittihad», ha confermato il DS. Una presa di posizione netta, che smentisce le voci di malumori ciclicamente emerse nel corso dell’ultimo anno. Benzema sembra aver trovato la sua dimensione ideale nel Golfo, non solo dal punto di vista economico ma anche sportivo.

Un progetto ambizioso

Secondo Planes, la chiave della felicità di “The Dream” risiede nella crescita strutturale del club. «Ha visto che c’è un progetto serio lì, con buoni giocatori», ha aggiunto il dirigente. L’Al-Ittihad, infatti, non si è limitato a collezionare figurine, ma ha costruito attorno al francese una squadra competitiva, circondandolo di talenti di livello internazionale per competere ai vertici del campionato e della Champions asiatica.

Rinnovo imminente?

Con il contratto in scadenza tra meno di sei mesi, Benzema sarebbe tecnicamente libero di accordarsi con altri club già da ora. Tuttavia, le dichiarazioni di Planes suggeriscono che le trattative per il prolungamento siano ben avviate o che, comunque, la volontà comune sia quella di mettere nero su bianco il rinnovo a breve. Per la Saudi Pro League, trattenere una delle sue stelle più luminose oltre il vincolo iniziale del 2026 rappresenterebbe un’ulteriore prova di forza e stabilità del movimento calcistico locale.

AIA, lunedì il giorno del giudizio per il presidente Zappi: le carte dell’inchiesta che scuote il mondo arbitrale e i possibili scenari

AIA, lunedì 12 gennaio sarà il giorno del giudizio per il presidente Zappi: le carte dell’inchiesta che sta sconvolgendo il mondo arbitrale e gli scenari

Il mondo arbitrale italiano trattiene il fiato. Lunedì 12 gennaio sarà il giorno del giudizio per Antonio Zappi, attuale presidente dell’AIA (Associazione Italiana Arbitri), chiamato a comparire davanti al Tribunale Federale. L’inchiesta che lo vede imputato per violazione dei principi di lealtà e probità rischia di decapitare i vertici della categoria, in uno scenario che mescola presunte minacce, crisi di pianto e intrighi politici.

Il “giallo” della denuncia disconosciuta

Tutto nasce da un’anomalia inquietante. L’indagine è scattata nell’estate del 2025 a seguito di un esposto firmato da Roberto Patrassi, ex arbitro della sezione di Macerata, che denunciava un “sistema aggressivo” volto a costringere alle dimissioni diversi dirigenti. Tuttavia, in un colpo di scena degno di un thriller, Patrassi ha disconosciuto il documento davanti alla Procura, negando di essere l’autore della firma e minacciando querela per falso. Nonostante il “giallo” sull’identità del denunciante, la macchina della giustizia sportiva non si è fermata.

Le accuse: dimissioni forzate per Orsato e Braschi

Al centro del dibattimento ci sono le presunte pressioni esercitate su Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi, rispettivamente responsabili della Can C e della Can D. Secondo l’accusa, Zappi li avrebbe indotti a dimettersi per liberare le poltrone a figure a lui più gradite, tra cui Daniele Orsato e Stefano Braschi. Se inizialmente Ciampi e Pizzi avevano negato costrizioni, nelle audizioni successive il quadro è mutato: Ciampi ha parlato di “crisi di nervi” e pianti al telefono, mentre Pizzi ha riferito di dimissioni presentate perché convinto che non ci fosse più la fiducia del presidente.

Lo scontro politico: l’ombra della PGMOL

L’inchiesta si inserisce in un contesto di fortissima tensione politica tra l’AIA e la FIGC. Sullo sfondo c’è il progetto federale della PGMOL, una nuova struttura d’élite (sul modello inglese) che ridurrebbe drasticamente il numero degli arbitri professionisti, estromettendo di fatto l’AIA dalla gestione diretta. Zappi si è opposto duramente a questa riforma, scatenando una guerra di potere che è arrivata fino in Parlamento con interrogazioni bipartisan indirizzate al Ministro dello Sport Andrea Abodi. Ora la palla passa ai giudici: se le accuse venissero confermate, per Zappi potrebbe scattare la decadenza, aprendo una nuova, imprevedibile crisi istituzionale. Lo riporta Calcio e Finanza.

Calciomercato Juventus: spunta un nome nuovo per rinforzare la difesa! Può arrivare dall’Inghilterra. Di chi si tratta e cosa sta succedendo

Calciomercato Juventus: c’è un nome nuovo per potenziare la difesa! Può arrivare dall’Inghilterra. Chi è e cosa sta succedendo

La Juventus ha rotto gli indugi. La priorità di questa sessione invernale è regalare a Luciano Spalletti un padrone assoluto per la corsia destra e il nome cerchiato in rosso sul taccuino di Comolli e Ottolini è quello di Noussair Mazraoui. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, la dirigenza bianconera ha impresso una brusca accelerata alla trattativa, fiutando l’occasione di mercato proveniente dall’Inghilterra. L’esperto laterale del Manchester United, attualmente impegnato in Coppa d’Africa con la maglia del Marocco, vive infatti una situazione da separato in casa a Old Trafford.

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Fuga per il Mondiale: i numeri della crisi

A spingere Mazraoui verso l’addio è lo scarso utilizzo riservatogli dalla gestione tecnica dei Red Devils. Sotto la guida di Ruben Amorim (esonerato), l’ex Ajax è finito ai margini del progetto. I numeri sono impietosi: appena 9 presenze e una miseria di 443 minuti giocati in stagione. Un minutaggio inaccettabile per un giocatore che ha messo nel mirino il prossimo Mondiale del 2026 e che necessita di continuità per arrivare all’appuntamento iridato al top della forma. La Juventus, che aveva già sondato il terreno a fine agosto, è pronta a sfruttare questo malcontento.

Il jolly perfetto per Spalletti

Dal punto di vista tattico, Mazraoui rappresenta l’innesto ideale per il calcio propositivo di Spalletti. Terzino tecnico, rapido e abile nel palleggio (scuola Ajax), il marocchino offre una duttilità straordinaria: pur essendo un destro naturale, in Nazionale ha imparato a dominare anche la fascia sinistra per convivere con Hakimi. Una doppia soluzione che permetterebbe al tecnico di Certaldo di avere un’arma in più nelle rotazioni difensive.

Le tempistiche e il piano B

La trattativa entrerà nel vivo solo al termine dell’avventura del Marocco in Coppa d’Africa. Nel frattempo, Comolli tiene calda una pista alternativa di lusso: Sacha Boey. Il terzino francese del Bayern Monaco, altro esubero eccellente di questa finestra di mercato, resta sotto stretta osservazione qualora l’affare con lo United dovesse complicarsi.

Caos arbitrale in Serie A: l’analisi di Fabio Caressa e le soluzioni possibili

Caos arbitrale in Serie A: l’analisi di Fabio Caressa sul momento che si sta vivendo nel nostro campionato e le soluzioni possibili

Il dibattito sugli arbitri è tornato centrale dopo la 19ª giornata di Serie A. Sul suo canale Youtube, Fabio Caressa affronta il tema con un’analisi profonda che va oltre il singolo episodio, toccando aspetti giuridici, strutturali e organizzativi del sistema arbitrale italiano.

Civil law e common law: il nodo giuridico che genera confusione

Secondo Caressa, il problema di fondo nasce da un cortocircuito tra modelli giuridici. Il calcio, come l’ordinamento italiano, si fonda sulla civil law: il regolamento è la fonte primaria e l’arbitro deve applicarlo senza modificarlo. Negli ultimi anni, però, si è scivolati verso una logica da common law, dove le decisioni settimanali degli arbitri finiscono per creare “precedenti”, cambiando di fatto l’interpretazione delle regole partita dopo partita.
Questo approccio, spiega Caressa, non è sostenibile: l’interpretazione non può trasformarsi in riscrittura della norma.

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Gerarchia delle fonti e il caso delle circolari interne

Altro punto critico è la gerarchia delle fonti. Comunicazioni o circolari interne non possono scavalcare il regolamento ufficiale, come avvenuto in alcune interpretazioni recenti sul fuorigioco. Le regole possono essere modificate solo dal legislatore del calcio, ovvero l’IFAB, eventualmente prendendo atto di una prassi consolidata, non di decisioni episodiche.

Commentatori arbitrali: competenza sì, ma serve esperienza video

Caressa distingue tra conoscenza del regolamento e capacità di leggere le immagini. Molti commentatori arbitrali conoscono le regole, ma non hanno l’esperienza televisiva necessaria per interpretare correttamente slow motion, prospettive e inquadrature. Il risultato è un aumento della confusione per il pubblico. La proposta è chiara: ruolo più consulenziale, maggiore formazione sulla lettura delle immagini e interventi soprattutto nel post-partita.

VAR: specializzazione, squadre fisse e nuova formazione

Sul VAR, Caressa propone una riforma netta:

  • creare varisti specializzati, formati non solo sul regolamento ma anche sull’analisi delle immagini;
  • affiancarli a professionisti della regia capaci di selezionare le inquadrature più utili;
  • introdurre squadre fisse arbitro–VAR–assistenti, valutate come unità unica, per ridurre problemi psicologici e di credibilità.

Assistenti e responsabilità

Gli errori dei guardalinee derivano anche da una deresponsabilizzazione progressiva. Restituire loro un ruolo attivo e responsabilizzante, secondo Caressa, è fondamentale per migliorare attenzione e qualità delle decisioni.

Meno orpelli, più tutela per gli arbitri

In una fase di forte tensione, Caressa suggerisce di sospendere annunci pubblici e telecamere sugli arbitri. Questi strumenti aumentano pressione e soggezione, soprattutto nei momenti decisivi, senza aiutare la qualità delle decisioni.

Il vuoto di leadership

Infine, il tema più delicato: la mancanza di una guida forte. In un momento di crisi, l’assenza di una voce chiara ai vertici dell’arbitraggio aumenta incertezza e insicurezza interna. Serve una leadership immediata, capace di dare direzione, protezione e avviare cambiamenti rapidi.

Le soluzioni immediate secondo Caressa

In sintesi, la ricetta proposta è pragmatica:

  • rispetto rigoroso del regolamento;
  • formazione specifica per VAR e commentatori;
  • squadre arbitrali stabili;
  • maggiore responsabilità per gli assistenti;
  • riduzione delle pressioni mediatiche;
  • una guida forte e presente.

Un’analisi che va oltre la polemica del weekend e punta a rimettere ordine in un sistema che, oggi più che mai, appare in difficoltà.

Balotelli Al Ittifaq, l’attaccante in partenza per Dubai: «Sono ancora più forte degli altri. Futuro da allenatore? Invecchiando ci sto pensando…»

Balotelli Al Ittifaq, l’attaccante in partenza per Dubai è stato intercettato dai cronisti e ha rilasciato queste dichiarazioni

È un Mario Balotelli sorridente e carico quello intercettato all’aeroporto di Bergamo Orio al Serio, pronto a imbarcarsi per Dubai e iniziare la sua nuova avventura con l’Al Ittifaq. L’attaccante classe ’90 lascia nuovamente l’Europa per sposare il progetto del club saudita, chiudendo – forse definitivamente – le porte al calcio italiano. “Bel progetto, fa caldo lì e qui invece fa freddo, non vedo l’ora”, ha esordito SuperMario, non rinunciando alla sua proverbiale ironia: “Sono ancora più forte degli altri”.

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Il “no” alla Serie A e il rimpianto Genoa

Prima del decollo, Balotelli ha svelato alcuni retroscena di mercato. Nonostante i 35 anni, le offerte dal Bel Paese non sono mancate: “Qualche chiamata dall’Italia è arrivata, ma non mi andava bene. Il calcio è cambiato, è giusto dare spazio ai giovani”. Un pensiero amaro va alla sua ultima esperienza al Genoa. Balotelli ha spiegato che il suo addio al Grifone è stato dettato da scelte tecniche non condivise: “Hanno deciso di prendere un allenatore con cui non c’era un gran rapporto. Se non avessero fatto questa scelta sarei ancora lì”. Parole di stima, invece, per Gennaro Gattuso a cui Mario ha augurato il meglio per la gestione di una “situazione difficile”.

Lotta Scudetto e l’erede designato

Impossibile non parlare della corsa al titolo che vede protagoniste le sue ex squadre. “Milan e Inter sono nel mio cuore, non posso scegliere”, ha ammesso Balotelli, citando anche il Napoli per “paura” della reazione della figlia, tifosa partenopea. “L’Inter ha qualcosa in più, ma il Milan non è da sottovalutare”. L’attaccante ha poi incoronato il suo possibile erede: Pio Esposito. Il giovane centravanti è secondo Balotelli uno dei pochi ventenni in grado di ripercorrere le sue orme: “Può fare molto bene, do tanta responsabilità a lui”. Elogi anche per Cristian Chivu, suo ex compagno del Triplete e oggi affermato allenatore dell’Inter: “Un ragazzo fantastico, sta dimostrando di essere un grande tecnico”.

Futuro in panchina?

In chiusura, una battuta sul futuro post-ritiro. Balotelli allenatore? “Invecchiando ci sto pensando”, ha confessato, prima di scoppiare a ridere: “Però se mi capita uno con il mio carattere… che faccio dopo?”.

Juventus Women, parla Lenzini: «Rispetto allo scorso anno siamo molto cresciute dal punto di vista mentale»

Juventus Women, Lenzini svela: «Rispetto allo scorso anno siamo molto cresciute dal punto di vista mentale». Le sue parole

Martina Lenzini, difensore della Juventus Women e della Nazionale, analizza l’imminente sfida di Supercoppa contro la Roma. Ecco le sue parole a Tuttosport.


RICOMINCIARE SUBITO PER UN TITOLO «Personalmente la vivo come una cosa molto stimolante perché impone di rientrare subito in gioco dopo la pausa natalizia e di ricominciare a lavorare fisicamente e mentalmente perché c’è subito una finale da giocare. E penso che questa valga anche per le altre ragazze».
IL PERCORSO ESALTANTE IN EUROPA «Avere una rosa ampia con tante caratteristiche diverse: questo ha permesso al tecnico di fare ogni volta le scelte migliori in base all’avversaria. Oltre al fatto che siamo un gruppo affiatato, anche questo ci ha aiutato tanto ad arrivare ai playoff».
LA CRESCITA MENTALE «Rispetto allo scorso anno siamo molto cresciute dal punto di vista mentale nell’affrontare le gare di Champions: ovviamente quel tipo di partite porta via più energie anche a livello emotivo. Ma non ho mai visto un atteggiamento sbagliato da parte di nessuna neanche nelle gare di campionato, quello che ha inciso forse su qualche passo falso in Serie A è stato più legato alla gestione delle energie».
IL PASSAGGIO ALLA DIFESA A QUATTRO «Dà più equilibrio perché permette di coprire meglio il campo, la scelta è stata ponderata a questo, soprattutto in virtù del fatto che, rispetto allo scorso anno, siamo passate da una difesa a uomo a una difesa a zona. In questo senso è un modo un po’ più semplice per difendere».
PREFERENZA TATTICA PERSONALE «Io preferisco giocare in una difesa a tre, ma anche in questo sistema va benissimo».
LA ROMA «Così pronta sinceramente no, ma conoscendo il gruppo delle italiane non mi ha sorpresa il fatto che siano riuscite a compattarsi in fretta. Conosco, per esempio, il valore che ha una giocatrice come Bergamaschi che in estate è passata da noi alla Roma, so che avrebbe fatto bene al gruppo prima ancora che alla squadra. Penso che la loro forza nel raggiungere questi risultati fino a ora in campionato sia stata anche quella di avere questo gruppo di italiane, alcune delle quali molto giovani».
SUPERCOPPA E AMBIZIONI SCUDETTO «Credo che questa gara, come ogni finale, sia una partita a sé, diversa rispetto a quelle di campionato. Sicuramente la vittoria potrebbe diventare un segnale forte per entrambe, ma non sarà questa partita a determinare quello che succederà in Serie A. Certo è che rispetto allo scontro in campionato entrambe abbiamo potuto prepararla in tempi normali di un calcio come era “una volta” e questo speriamo possa contribuire anche allo spettacolo».

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Barcellona, arriva la decisione sul futuro di Rashford: i blaugrana non hanno più dubbi, ecco cosa sta succedendo

Barcellona, svolta sul futuro di Rashford: i blaugrana hanno deciso, il punto sulla situazione. Tutti gli aggiornamenti

Il Barcellona ha comunicato a Marcus Rashford e al suo entourage la volontà di puntare su di lui anche oltre l’attuale stagione. Come riportato da Fabrizio Romano, il club catalano è molto soddisfatto del rendimento dell’attaccante inglese e ha espresso l’intenzione di trattenerlo, pur senza aver ancora deciso se attivare l’opzione di acquisto prevista nel contratto.

L’accordo include una clausola da 30 milioni di euro, ma al momento non ci sono certezze sul riscatto. La decisione definitiva verrà presa più avanti e dipenderà anche dalla situazione economica del Barça, un elemento che continua a influenzare in modo significativo le strategie di mercato della società.

Nonostante le valutazioni ancora in corso, all’interno della dirigenza blaugrana filtra un forte apprezzamento per l’impatto di Rashford. Il classe 1997 ha convinto tutti per atteggiamento e rendimento, elementi che potrebbero spingere il club a fare un passo decisivo nelle prossime settimane.

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Maspero svela: «Pavlovic ha fatto una furbata, ma il giocatore del Genoa è stato superficiale. Dopo quel derby…»

Maspero racconta: «Pavlovic ha fatto una furbata, ma il giocatore del Genoa è stato superficiale». Le sue parole

Riccardo Maspero, ex centrocampista del Torino e protagonista di un celebre episodio simile a quello di Pavlovic in un derby del 2001, commenta il gesto del rossonero che ha “scavato” il dischetto prima del rigore fallito da Stanciu.


PERCHÉ SI FA «È puro istinto, intuizione. Protestare non ha senso, “scavare” è l’unico modo per disturbare l’avversario. Ma l’errore è di Stanciu, come nel mio caso fu di Salas. Ed è grave. Perché un giocatore deve sempre controllare il dischetto. Pavlovic ha fatto una furbata, ma il giocatore del Genoa è stato superficiale».
IL RICORDO DEL DERBY «Mi hanno scritto in tantissimi, anche sui social. Io ero sul divano e sì, appena ho visto il difensore del Milan che faceva la buca ho pensato a quel derby di 25 anni fa. Ma, ripeto, io da casa vedevo il bianco del dischetto. Vuol dire che Stanciu proprio non l’ha sistemata. E se calci di collo con il pallone in una buca è ovvio che finisca alle stelle».
LA GENESI DEL GESTO «Ti comanda la rabbia, la frustrazione di poter perdere all’ultimo. Nel mio caso avevo appena segnato il 3-3 in un derby di Torino. Passano pochi minuti e l’arbitro dà un rigore alla Juve. Io ero furioso. Avevamo rimontato tre gol e stavamo per buttarla al 90’. Un po’ come il Milan ieri dopo la rete di Leao. Così tentai la mossa della disperazione e andò bene. Come ieri è andata bene al difensore serbo».
LA LUCIDITÀ DAL DISCHETTO «Non è facilissimo restare lucidi con uno stadio che fischia, sei comandato dalle emozioni. Però è impossibile non guardare. Non controllare il piede d’appoggio e non dare uno sguardo al pallone prima di battere. È fondamentale sistemare la sfera, averne cura. Come i portieri tracciano una linea a metà dell’area di rigore, così gli attaccanti devono fare dal dischetto. È una questione di riferimenti. Io, personalmente, l’ho sempre fatto prima di calciare e non ho mai preso buche. Meno male che Salas non controllò quel giorno…»

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Lecce, ora è ufficiale! Sadik Fofana è un nuovo calciatore giallorosso, il comunicato

Lecce, ufficiale l’arrivo di Sadik Fofana: il club pugliese annuncia il nuovo rinforzo giallorosso in una nota

Il Lecce mette a segno un nuovo colpo in prospettiva e guarda al futuro con ambizione. Il club giallorosso ha infatti ufficializzato l’arrivo di Sadik Fofana, centrocampista classe 2003 prelevato a titolo definitivo dal Grazer AK. Un investimento mirato su un profilo giovane e in crescita, che testimonia la volontà della società di continuare a costruire una rosa dinamica e ricca di potenziale. La nota del club:

COMUNICATO – “L’U.S. Lecce comunica di aver acquisito, a titolo definitivo, il diritto alle prestazioni sportive del calciatore Sadik Fofana dal Grazer AK.

Il centrocampista classe 2003 sarà a Lecce lunedì per sostenere le visite mediche“.

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Capello sicuro: «Non c’è dubbio che il mio Milan fosse più forte di quello attuale. Scudetto? L’Inter è la più attrezzata»

Fabio Capello non ha dubbi: «Non c’è dubbio che il mio Milan fosse più forte di quello attuale. Sullo Scudetto…»

L’ex tecnico Fabio Capello su La Gazzetta dello Sport analizza il momento del Milan dopo il pareggio contro il Genoa, confrontandolo con quello del suo storico “Diavolo” e valutando le prospettive scudetto, con un occhio alla rosa dell’Inter e al ruolo di Modric.


IL CONFRONTO COL PASSATO
«Non c’è dubbio che il mio Milan fosse più forte di quello attuale, anche se alla corretta analisi di Allegri manca qualcosina. In quei tempi, non c’erano ancora le cinque sostituzioni. Che significa? Semplice, le piccole a San Siro la mettevano sul piano fisico, ma dopo un’ora calavano e lì veniva fuori la qualità immensa di quel Milan. La squadra di oggi non ha quella qualità e le avversarie cambiando cinque undicesimi riescono a mantenere più a lungo un livello alto di intensità e di attenzione. Così, anche se ti chiami Milan succede che non fai risultato in casa contro formazioni meno attrezzate».
IL GIOCO «Io penso che le difficoltà dei rossoneri nel trovare continuità nel gioco non dipendano tanto dalle idee dell’allenatore, quanto dal livello e dalle caratteristiche dei giocatori. Ho sempre sostenuto che l’albero motore di una squadra sia la dorsale centrale composta da portiere-difensore centrale-regista-centravanti: l’Inter ne ha una di assoluto livello, il Napoli pure, il Milan molto meno. Quindi, il Diavolo dipende molto di più dai pochi singoli che fanno la differenza. Per esempio, quando Modric si spegne un po’, la luce si fa fioca e ne risente tutta la squadra. Più che sul gioco, Max può lavorare sull’aspetto psicologico, sulla mentalità. E magari cambiare qualcosina in alcuni momenti».
IL TRIDENTE OFFENSIVO «Una soluzione diversa che può essere riproposta, magari anche dall’inizio, quando Allegri avrà tre attaccanti che stanno bene. Finora non è praticamente mai successo. Leao è appena tornato da un infortunio, Pulisic ha sempre qualche problemino, Nkunku era fuori in queste ultime gare e Füllkrug non ha ancora una condizione tale da poter partire titolare».
LE FAVORITE PER LO SCUDETTO «L’ho detto e lo ripeto, l’Inter è la squadra più attrezzata di tutte in Serie A. C’è un dato poi che rende bene l’idea: il numero dei gol segnati. La squadra di Chivu è già a quota 40 in campionato, mentre nessun’altra arriva a 30. La differenza c’è e si vede, perché il tecnico romeno può anche ruotare i suoi uomini senza perdere qualità, mentre i suoi colleghi no. Nemmeno Conte può farlo in toto al Napoli…».
LA STRATEGIA DI ALLEGRI «Allegri è troppo esperto e furbo per cadere in una leggerezza del genere. Bisogna sempre distinguere quello che un allenatore dice pubblicamente da quello che poi racconta nello spogliatoio. Io penso che i giocatori del Milan sappiano benissimo il perché Max faccia certe dichiarazioni, probabilmente con lo scopo di alleggerire la pressione mediatica sulla squadra. È una forma di protezione, non certo un’ammissione di inferiorità, anche se poi sostenere che Inter e Napoli siano più forti non è di certo una falsità».

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Rino Foschi racconta: «Vi racconto quel ‘no’ a Ibrahimovic. Mino Raiola un fratello. Quell’aneddoto su Cavani…»

Rino Foschi non dimentica: «Vi racconto quel ‘no’ a Ibrahimovic. Mino Raiola un fratello. Quell’aneddoto su Cavani…»

Rino Foschi, storico direttore sportivo prossimo agli ottant’anni, si racconta a tutto campo su La Gazzetta dello Sport. Re del mercato capace di generare profitti miliardari e scoprire talenti mondiali, ripercorre la sua carriera costellata di rapporti intensi con presidenti vulcanici, su tutti Maurizio Zamparini.


LE RADICI
«Sono nato a Forlì e sono cresciuto a Cesena. Nel Cesena ho cominciato e il Cesena l’ho sempre aiutato, anche se lo stipendio me lo pagava un’altra società. Lo premettevo a ogni presidente: “Guardi, io al Cesena do sempre una mano”. Amo chi fa calcio con passione. Ripenso con nostalgia a Moratti e Berlusconi, a Boniperti e Ferlaino: che presidenti».
L’INTUIZIONE LIPPI «Con il Trento giocammo contro la Carrarese, allenata da Marcello Lippi. Chiama Edmeo Lugaresi, presidente del Cesena, e gli suggerii di contattarlo. Lui tentennava, voleva Bolchi, mi chiedeva: “Chi è ‘sto Lippi?”. Io gli rompevo le scatole, finché mi disse di fissare un appuntamento. Chiamai Lippi alle tre del mattino, lo feci incontrare con il Cesena al Molino Rosso di Imola, l’hotel di tanti affari».
IL NO A IBRAHIMOVIC «Andai a seguirlo per una settimana, nel ritiro invernale del Malmoe in Spagna. Non era male, ma all’epoca Ibra giocava mezza punta e noi avevamo bisogno di un attaccante, e non mi piacevano le sue serate. Io i giocatori li seguivo dentro e fuori il campo, li pedinavo. Notai che la notte andava nei bar con i compagni e per me beveva un po’ troppo, però non lo prendemmo per la mia relazione, ma perché costava troppo, e se lo comprò l’Ajax».
L’AMICIZIA CON MINO RAIOLA «È stato un fratello. Una volta, quando ero al Verona, mi trascinò a Praga, a vedere un altro biondo. L’avrei comprato, ma costava troppo, e andò alla Lazio: era Nedved».
IL PALERMO MUNDIAL «Un dato mi rende orgoglioso. Nell’Italia campione del mondo 2006, allenata da Lippi, c’erano cinque giocatori presi da me al Palermo. Toni, Grosso, Barzagli, Barone e Zaccardo. E a questa cinquina aggiungo Gilardino, Oddo e Camoranesi, altri tre campioni del mondo del 2006, con me all’Hellas».
IL “SEQUESTRO” DI CAVANI «Eravamo su Pato, ma il brasiliano costava 20 milioni di euro. Cavani soltanto tre, però su di lui “volteggiava” Sartori del Chievo. Dovevamo fare in fretta. Feci atterrare Cavani a Roma e lo spostai in un hotel a Milano. Lo rinchiusi lì per due giorni, gli dissi che non l’avrei lasciato andare finché non avesse firmato. Un sequestro di persona. Cavani firmò».
L’ULTIMO LITIGIO CON ZAMPARINI «Il giorno in cui mancò, sua figlia Silvana mi chiamò: “Rino, papà ha detto che della gente del calcio vuole soltanto te, alla camera mortuaria”. Andai e vidi il presidente nella bara, con la sua solita tenuta, aveva i jeans di velluto. Stetti in raccoglimento, ma Silvana mi disse: “No no, devi parlargli come se fosse vivo e come se foste incazzati l’uno con l’altro. Papà, prima di andarsene, ha detto che da te vuole questo”. Ero in imbarazzo, però mormorai due stupidaggini. Silvana mi fece voltare e vidi un televisore su cui scorrevano le immagini di Zamparini e di io insieme. Scoppiai a piangere. Con Zamparini litigavamo, ma ci volevamo bene: “Dai, Rino, scherzavo, tu sei il numero uno”. Anche da morto mi ha colpito al cuore!».

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Pandev analizza: «Inter Napoli è già fondamentale. Lautaro Martinez il più forte del campionato. Su Lazio e Genoa dico questo»

Goran Pandev parla della Serie A: «Inter Napoli è fondamentale. Lautaro il più forte del campionato. Su Lazio e Genoa…»

Goran Pandev, doppio ex della sfida, analizza l’attesissimo Inter-Napoli, snodo cruciale per la corsa scudetto all’alba del nuovo anno. Ecco le sue parole al Corriere dello Sport, dove spazia anche sulle altre squadre nelle quali ha giocato.


LA CORSA A TRE
«Questa partita è già fondamentale. Se l’Inter vince, fa un balzo verso il tricolore. Ma non dimentichiamo il Milan… Ha campioni che possono risolvere la partita in qualsiasi istante. E poi ha una partita a settimana, un aspetto che non possiamo trascurare. Con le piccole continua a zoppicare, ma ha tutto per poter insidiare la vetta fino all’ultima giornata. Allegri sa come si vince uno scudetto».
LA RIVOLUZIONE DI CHIVU «Il nuovo allenatore è entrato in punta di piedi e ha portato un metodo nuovo che si sta rivelando vincente. Inzaghi aveva i suoi tredici giocatori e si basava soltanto su quelli. Chivu invece ha un modo molto diverso di vedere il calcio, sta coinvolgendo tutti. Zielinski è l’esempio lampante: ha recuperato un giocatore importante, diventato la vera arma in più. Cristian è stato in grandi spogliatoi, allenato dai migliori, e avverte il dovere di fare affidamento sull’intero gruppo».
L’INTELLIGENZA DEL TECNICO «Io mi aspettavo questo impatto. Cristian è una persona intelligente e si è circondato delle persone giuste nello staff, lo stanno aiutando tanto. In carriera ha avuto grandi allenatori come Capello e Mourinho, è stato bravo a prendere qualcosa da ognuno di loro. Cristian è uno che non piange mai, questo è sempre stato un suo punto di forza. Da allenatore si sta proponendo di cambiare le cattive abitudini di tanti colleghi a livello comunicativo, per questo stupisce molte volte il suo modo di rispondere alle domande».
LE AMBIZIONI DEL NAPOLI DI CONTE «Conte ne è uscito grazie alla sua personalità dopo un momento complicatissimo a inizio stagione, è un grande allenatore. L’Inter è una grandissima squadra, ma anche il Napoli ha lavorato molto bene negli ultimi anni. Gli azzurri sono già Campioni d’Italia e hanno speso tanti soldi sul mercato, per cui Conte non si deve nascondere: deve puntare a vincere lo scudetto e deve andare avanti in Champions. C’è anche l’impronta forte di Conte. Sul mercato avrà avuto una importante voce in capitolo».
IL MIGLIOR CENTRAVANTI «Assolutamente Lautaro, il giocatore più forte del campionato, nella fase migliore della sua carriera. Ha esperienza e qualità».
IL RICORDO DEL CHIVU COMPAGNO «È sempre stato un ragazzo tranquillo, educato. Non ha mai fatto sciocchezze. A quei livelli non puoi permettertelo. Lui era sempre gentile. Eppure affrontò in quei mesi una situazione molto delicata. L’infortunio alla testa capitò proprio al mio esordio, a Verona, era in questo periodo dell’anno. Da lì furono settimane difficili per lui, ma ne venne fuori da grande campione e grande uomo, accompagnato dalla sua famiglia e da noi».
LE DIFFICOLTÀ DELLA LAZIO «Pensavo che con il ritorno di Sarri potessero far bene, poi abbiamo scoperto del mercato chiuso che ha impedito di dargli rinforzi. Ora sono andati via due giocatori fondamentali. Lotito è una persona molto particolare. Negli anni ci sono stati alti e bassi, non è riuscito a mantenere un’asticella sempre altissima. A Roma giustamente si aspettavano di fare un percorso come quello del Napoli. De Laurentiis continua a migliorare il suo club, questo purtroppo alla Lazio non succede».
LA SALVEZZA DEL GENOA «Lì la gente ti spinge a prescindere, ma l’arrivo di De Rossi ha dato molto entusiasmo. Hanno una squadra che può arrivare tranquillamente alla salvezza. Sono convinto che emergerà il loro valore».

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Jeda in esclusiva a CagliariNews24: «Cagliari? Penso che potrebbe fare un po’ di più, avere più concretezza. Sulla lotta scudetto…»

Jeda ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva a CagliariNews24: «Cagliari? Penso che potrebbe fare un po’ di più»

Jedaias Capucho Neves, per tutti semplicemente Jeda, conserva un legame profondo con Cagliari, maturato negli anni in cui ha difeso i colori rossoblù. L’ex attaccante ha rilasciato un’intervista esclusiva a CagliariNews24 in cui ha analizzato la squadra guidata da Fabio Pisacane, soffermandosi su profili come Alessandro Deiola e Semih Kilicsoy, ma non solo.

Nel corso della chiacchierata, Jeda ha affrontato anche i temi di mercato, commentando le mosse del direttore sportivo Guido Angelozzi e i nomi attualmente sul tavolo, tra cui Sandi Lovric e Hans Nicolussi Caviglia. Di seguito le sue parole.

Il Cagliari è reduce da alcune buone prestazioni con le big e da un pareggio con la Cremonese. Come valuti il momento dei rossoblù?

«Seguo abbastanza la squadra di Pisacane e penso che potrebbe fare un po’ di più, avere più concretezza. A volte dà l’idea di non avere la concentrazione giusta, soprattutto nei momenti decisivi della partita. Dico così del momento dei rossoblù perché poi che la squadra reagisce quando prende una sberla, com’è stato con la Cremonese. Loro poi stanno facendo un campionato straordinario con Nicola, danno fastidio a tutti, mettono in difficoltà big e non. E’ un Cagliari che a livello di risultati potrebbe fare meglio, ma tutto sommato la squadra è in linea con i suoi obiettivi. Si può chiedere qualcosa di più, come fanno i tifosi, perché è una squadra che comunque sta facendo il suo. Nonostante sia il primo anno, e abbia una grande responsabilità, Pisacane sta facendo un lavoro importante. Si può fare meglio, ma sta andando bene».

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Il calciomercato di gennaio regala sempre delle buone occasioni. Al di là del centrocampo, dove pensi che dovranno arriva degli innesti?

«Stavo per dire in attacco, ma alla fine in quella zona del campo la rosa del Cagliari è ben assortita. Se ci fosse la possibilità di prendere un bomber che fa tanti gol lo andrei a prendere, ma se non c’è allora punterei su un difensore. Alla fine anche in difesa siamo messi bene, ma se si infortuna qualcuno poi siamo un po’ scoperti a livello di esperienza. Prenderei un nuovo difensore se ci fosse la possibilità di prendere un giocatore importante e di peso. Non sempre è facile fare acquisti di livello, prendere tanto per prendere no. Al di là dell’infortunio di Belotti non ci sono grandi assenze, per cui prendere qualcuno in attacco e avere troppa abbondanza potrebbe creare confusione. Per cui si, ti dico che andrei a prendere un giocatore di livello per la difesa».

Si delinea una lotta a tre tra Inter, Milan e Napoli per lo scudetto. Chi vedi favorito? La Lazio invece riuscirà a inserirsi nella lotta per le coppe?

«Parlando di lotta per lo scudetto vedo favorito l’Inter e subito dietro Napoli e Milan. Dico questo sia per il gioco che per l’organico della squadra di Chivu, lo stesso per quanto riguarda il Napoli. Penso che ad ora i nerazzurri in campo abbiano dimostrato qualcosina in più, vedremo però come finirà lo scontro diretto con il Napoli. Al momento vedo il Milan come una squadra che potrà lottare fino in fondo per lo scudetto! Risalita Lazio? Dipende molto dal calciomercato che farà! Non capisco che tipo di idee abbia il presidente Lotito in questo senso date le cessioni di Castellanos e Guendouzi. Io non credo che da questo punto di vista ci sia stato il consenso da parte di Sarri. Gli acquisti diranno tanto perché la Lazio è una squadra che gioca delle buone partite però poi segna pochi gol. Per pretendere una risalita vanno dati gli strumenti giusti al tecnico e questi sono i giocatori, se non li prendi è dura. Al momento vedo la Lazio in grossa difficoltà, poi però c’è da dire che il calcio regala sempre delle grandi sorprese».

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI JEDA SU CAGLIARINEWS24

Napoli, nuovi contatti per Ferguson: ora si aspetta la mossa della Roma, i dettagli

Napoli, pressing sul giallorosso Evan Ferguson: in attesa del via libera della Roma. Tutti gli aggiornamenti e le ultime

Il Napoli di Antonio Conte continua a muoversi con decisione sul mercato per rinforzare il reparto offensivo. Con Lukaku sempre più vicino al rientro e Hojlund ormai una certezza, l’attenzione si sposta su Lorenzo Lucca, che potrebbe lasciare gli azzurri nelle prossime settimane. In caso di uscita dell’ex Udinese, il club partenopeo ha già individuato un possibile sostituto.

Gli occhi del Napoli sono infatti puntati su Evan Ferguson, classe 2004 attualmente alla Roma ma in prestito dal Brighton. L’attaccante irlandese, che finora non è riuscito a convincere Gasperini, rappresenta il profilo preferito per completare il reparto avanzato. La società azzurra osserva con attenzione gli sviluppi, in attesa di capire se i giallorossi decideranno di interrompere anticipatamente il prestito.

Nelle ultime ore ci sono stati nuovi contatti tra il Napoli e l’entourage del giocatore, segnale di un interesse concreto che potrebbe intensificarsi a breve. Parallelamente, il club guarda già al futuro: per giugno piace molto anche Joao Gomes del Wolverhampton, centrocampista considerato ideale per ampliare le soluzioni a disposizione di Conte.

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Calciomercato Torino, si scalda la pista Mandas: Baroni spinge, ecco la strategia del tecnico

Calciomercato Torino, Mandas diventa la pista calda in casa granata: Baroni accelera e definisce la sua strategia

Il calciomercato invernale 2026 entra nel vivo e uno degli assi più caldi è quello tra Roma e Torino. Al centro delle manovre granata c’è la questione portiere, con un nome che sta rapidamente diventando la prima scelta della dirigenza: Christos Mandas. Il giovane estremo difensore greco della Lazio è infatti considerato il profilo ideale per dare stabilità e continuità a un reparto che cerca certezze.

Torino su Mandas: contatto ufficiale con la Lazio

Come riportato da Nicolò Schira su X, il Torino ha avviato un sondaggio concreto per Mandas. Il portiere, protagonista lo scorso anno sotto la guida di Marco Baroni, sta trovando meno spazio in questa stagione e potrebbe valutare seriamente una nuova destinazione per non frenare la propria crescita. La Lazio, però, non intende svenderlo: Claudio Lotito lo valuta intorno ai 10 milioni di euro. I dialoghi tra i club restano costanti e non si esclude un’operazione creativa, come uno scambio di prestiti o l’inserimento di altri giocatori. La priorità di Urbano Cairo, comunque, è chiara: consegnare al proprio allenatore un portiere di assoluta fiducia.

Baroni spinge: Mandas è il suo prescelto

Il vero motore dell’operazione è Marco Baroni. Il tecnico granata stravede per Mandas, che ha lanciato e valorizzato durante la sua esperienza alla Lazio. Lo considera il portiere perfetto per il suo sistema: esplosivo, reattivo, capace di guidare la linea difensiva con personalità nonostante la giovane età.

L’idea dell’allenatore è precisa: affidargli la maglia da titolare già nella seconda parte di stagione, mettendo fine al dualismo che ha caratterizzato i primi mesi del campionato. Per Mandas, la possibilità di ritrovare il suo mentore rappresenterebbe un’occasione concreta per rilanciarsi ai massimi livelli della Serie A.

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