Pagina 47 – Calcio News 24

Mercato Torino, occhi in Bulgaria per la difesa: obiettivo Lucas Ryan del Lokomotiv Plovdiv. Chi è il possibile rinforzo dei granata

Mercato Torino: chi è Lucas Ryan del Lokomotiv Plovdiv, nuovo obiettivo dei granata per rinforzare la difesa

Il Torino continua a muoversi con grande dinamismo sul fronte del calciomercato per individuare i giusti rinforzi da inserire nel proprio reparto arretrato in vista della prossima stagione. La dirigenza granata ha deciso di intensificare le attività di scouting all’estero, rivolgendo la propria attenzione verso mercati meno esplorati ma ricchi di talenti emergenti. In particolare, gli osservatori del club piemontese hanno posizionato i propri radar sul campionato bulgaro, dove si è messo in grande evidenza Lucas Ryan, giovane pilastro difensivo di proprietà del Lokomotiv Plovdiv. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Profilo e caratteristiche: la crescita del centrale brasiliano

Il calciatore in questione è un centrale brasiliano classe 2002 che nell’ultima stagione ha disputato un’ottima annata con la maglia del club bulgaro, dimostrando grande personalità, ottime doti atletiche e una notevole continuità di rendimento. Il suo rapido percorso di crescita sul campo gli ha permesso di attirare le attenzioni di differenti club europei e sudamericani, trasformandolo in un profilo di notevole attrattiva per la sessione estiva di trasferimenti.

Il Torino, tuttavia, non è l’unica società ad aver posizionato i propri fari sul difensore. Su Lucas Ryan si registra infatti una fitta concorrenza da parte di squadre polacche e russe, pronte ad inserirsi nella corsa per il tesseramento del giocatore, oltre alle manifestazioni d’interesse giunte direttamente dalle compagini brasiliane.

Trattativa complessa ma il Toro punta sulla volontà del giocatore

Portare a termine l’operazione con il Lokomotiv Plovdiv non si preannuncia affatto una missione semplice per la società piemontese. L’affare presenta diverse insidie legate sia ai costi dell’operazione, complici le legittime richieste economiche della società proprietaria del cartellino, sia alla nutrita lista di pretendenti pronte a scatenare un’asta internazionale.

Nonostante le difficoltà strutturali e la forte concorrenza, il Torino resta pienamente in corsa ed è intenzionato a giocarsi fino in fondo le proprie carte. A fare la differenza in favore del club granata potrebbe essere l’elemento strategico più importante della trattativa: Ryan ha dato priorità all’Italia. La ferrea volontà del difensore brasiliano di approdare nel calcio italiano per misurarsi con la Serie A potrebbe rappresentare la chiave di svolta decisiva per superare le rivali e regalare alla rosa un rinforzo di prospettiva per la propria retroguardia.

Ceferin diserta la finale Spagna Argentina: alta tensione UEFA-FIFA! I motivi e i retroscena di quanto successo

Ceferin ha disertato la finale Spagna Argentina: UEFA-FIFA in forte tensione! Ecco cosa è successo

L’assenza del presidente della UEFA, Aleksander Ceferin, alla finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina disputata al MetLife Stadium rappresenta un segnale di frattura senza precedenti con la FIFA guidata da Gianni Infantino. Alla base di questo strappo clamoroso c’è innanzitutto la controversa gestione del caso legato all’attaccante statunitense Folarin Balogun, la cui squalifica è stata sospesa consentendogli di scendere in campo contro il Belgio. Una scelta che l’organismo europeo ha duramente stroncato, definendola «senza precedenti, incomprensibile e ingiustificabile» e accusando la federazione internazionale di aver «oltrepassato una linea rossa».

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Il rinvio della sanzione, firmato dal membro della commissione disciplinare Mohammad al-Kamali, ha alimentato forti polemiche sulle ingerenze politiche dopo che il presidente Donald Trump si è espresso pubblicamente definendo la scelta una «grande decisione».

Pressioni politiche, formato a 64 squadre e biglietti alle stelle

Le divergenze tra le due istituzioni calcistiche vanno tuttavia ben oltre il singolo episodio disciplinare. Il calcio europeo ha fatto muro contro la proposta avanzata dalla federazione internazionale di ampliare ulteriormente il torneo portandolo a 64 squadre, un’ipotesi che Ceferin aveva già bolla in passato come una «cattiva idea».

Parole durissime sono state pronunciate dal numero uno dell’UEFA anche nei confronti del caro biglietti e della commercializzazione sfrenata della Coppa del Mondo: «Non togliete il calcio ai tifosi. Se il biglietto per la finale costa 7.500 dollari, a cui bisogna aggiungere voli e hotel, non sono molti i tifosi veri e appassionati che possono permetterselo», aveva tuonato il dirigente sloveno. A questo scontro si aggiunge il netto rifiuto del calcio europeo di adottare le recenti modifiche regolamentari e arbitrali introdotte dalla FIFA.

Polemiche sull’intervallo da record per l’halftime show

A far precipitare definitivamente i rapporti è stata anche la gestione della serata conclusiva nel New Jersey. L’intervallo della finale è durato ben 27 minuti e 20 secondi — a fronte dei 15 minuti massimi previsti dalle regole ufficiali — per permettere l’esibizione musicale di popstar come Madonna, Justin Bieber, Shakira e Burna Boy.

La scelta di prolungare la pausa ha sollevato forti perplessità tra gli addetti ai lavori. La clamorosa diserzione di Ceferin certifica così una delle crisi diplomatiche più profonde della storia recente del calcio, divise su regolamenti, modelli economici e governance della disciplina.

La FIFA apre un’indagine dopo il caos post-finale Mondiali: rissa con la Spagna e possibili sanzioni per l’Argentina

La FIFA ha aperto un’indagine in seguito a quanto successo dopo la finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina

Il concitato e teso epilogo della finale dei Mondiali tra Spagna e Argentina continua a far discutere il mondo del calcio internazionale. Quanto accaduto sul terreno di gioco al triplice fischio del match non è infatti passato inosservato agli occhi attenti della Fifa. Il comportamento violento tenuto da alcuni tesserati della selezione Albiceleste ha suscitato forti critiche a livello globale, macchiando il momento dei festeggiamenti e trasformando il campo in un teatro di gravi scontri.

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Scontri in campo: nel mirino Paredes, Molina e il collaboratore Ayala

Al centro della bufera mediatica e disciplinare è finito, in particolar modo, il centrocampista Leandro Paredes. Già ammonito durante i tempi regolamentari della gara, l’ex calciatore della Roma è stato espulso dall’arbitro a causa di un acceso e duro scontro con Gavi, scoppiato proprio mentre i calciatori spagnoli stavano celebrando il successo.

La situazione è poi definitivamente precipitata in seguito al gesto di Nahuel Molina, colpevole di aver sferrato un colpo a Rodri mentre il capitano della Roja correva verso i propri compagni di squadra per abbracciarli. Da quell’episodio si è scatenato un gigantesco capannello di giocatori e dirigenti che ha visto coinvolti numerosi tesserati di entrambe le selezioni. Tra questi figurava anche un membro di spicco dello staff del ct Lionel Scaloni: secondo le ricostruzioni, l’ex difensore di Napoli e Milan Roberto Ayala avrebbe addirittura sferrato un pugno all’indirizzo di Dani Olmo.

Aperta un’indagine della FIFA: in arrivo stangate disciplinari

L’episodio ha generato enorme sgomento tra gli addetti ai lavori e i tifosi di tutto il pianeta. Secondo quanto riportato da diversi media esteri, i vertici della Fifa intendono fare piena luce sulla vicenda per individuare tutti i responsabili e avrebbero già provveduto ad aprire un’indagine ufficiale sull’accaduto.

Al momento, gli organizzatori della manifestazione non hanno ancora rilasciato dichiarazioni di conferma ufficiale riguardo a questi rumors, ma l’impressione generale è che la commissione disciplinare non intenda far passare inosservato quanto successo. A distanza di pochi giorni potrebbero dunque arrivare pesanti sanzioni e squalifiche, destinate a far discutere a lungo sia sul fronte sudamericano che su quello europeo.

Nuovo ct Belgio, caccia al post Rudi Garcia: Van Bommel balza in pole position. Ultimissimi sviluppi

Nuovo ct Belgio, Mark Van Bommel è salito in pole position per la panchina dei Diavoli Rossi dopo l’addio di Rudi Garcia. Ultimissimi sviluppi

Il Belgio inaugura un nuovo capitolo della propria storia calcistica e si proietta alla ricerca del futuro commissario tecnico. Dopo la conclusione dell’esperienza in panchina di Rudi Garcia, la federazione calcistica belga ha avviato ufficialmente le consultazioni per individuare la figura ideale a cui affidare la guida dei Diavoli Rossi. Tra i profili attenzionati dagli addetti ai lavori, il nome in prima fila per raccogliere l’eredità dell’allenatore francese, come riferiscono diverse fonti giornalistiche in patria, è quello di Mark van Bommel.

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La fine della gestione Rudi Garcia e la ricerca di una nuova guida

La separazione da Rudi Garcia segna la chiusura di una tappa di transizione per la selezione belga. Il tecnico transalpino ha guidato la squadra attraverso una fase cruciale caratterizzata da un progressivo ricambio generazionale, inserendo gradualmente giovani promesse al fianco dei senatori dello spogliatoio. Con il termine del contratto, la federazione ha optato per un cambio di rotta, mettendosi subito alla ricerca di un allenatore capace di portare nuova energia, motivazione e solidità tattica al gruppo.

Perché Van Bommel: il passato all’Anversa, al PSV e al Wolfsburg

A spingere con forza la candidatura di Mark van Bommel non è soltanto il suo blasone da ex calciatore di livello internazionale, ma soprattutto i risultati ottenuti durante la sua carriera da allenatore. Il tecnico olandese vanta una profonda e diretta conoscenza del movimento calcistico locale grazie alla trionfale parentesi vissuta sulla panchina dell’Anversa, dove è stato capace di guidare il club alla conquista dello scudetto e della Coppa nazionale.

Oltre all’esperienza vincente in Belgio, l’ex centrocampista ha maturato un importante bagaglio professionale sulle panchine di altri club europei di primissimo piano. In Olanda ha guidato la prima squadra del PSV, club in cui aveva mosso i primi passi da tecnico, mentre in Germania ha vissuto un’esperienza al timone del Wolfsburg in Bundesliga.

Trattativa e scenari per il futuro dei Diavoli Rossi

La capacità di gestione delle dinamiche di spogliatoio e la familiarità con il calcio locale rendono Van Bommel il profilo ideale agli occhi della dirigenza federale. Nelle prossime ore si attendono sviluppi significativi e possibili contatti diretti per verificare la fattibilità dell’accordo. Il Belgio intende chiudere la pratica nel minor tempo possibile per iniziare la programmazione dei prossimi impegni internazionali con un progetto tecnico solido e ben delineato.

Calciomercato Como, idea Kean per l’attacco di Fabregas: primi contatti con l’entourage! Cosa sta succedendo

Calciomercato Como, Moise Kean è una idea del club lariano. Primi contatti avviati con il suo entourage, tutti i dettagli

Il calciomercato del Como continua a regalare grandi suggestioni in vista di una stagione che si preannuncia a dir poco storica per la società lariana. In vista della prossima campagna, la squadra allenata da Cesc Fabregas si appresta a vivere un traguardo eccezionale, dal momento che parteciperà per la prima volta nella storia alla Champion. Per presentarsi ai massimi livelli del calcio europeo con un organico all’altezza della situazione, la dirigenza è costantemente al lavoro alla ricerca di profili di spessore. In questo contesto, l’ultimo nome finito sul taccuino dei dirigenti è quello di Moise Kean, un’idea per l’attacco su cui la società è tornata a ragionare con forte interesse da qualche giorno.

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Lo stato della trattativa: contatti con gli agenti e la posizione della Fiorentina

La ricerca di un centravanti in grado di garantire gol, fisicità ed esperienza sui palcoscenici internazionali ha spinto il club comasco a sondare con attenzione il terreno. Come raccontato da Sky Sport, al momento non c’è nessuna trattativa avanzata o formale avviata con la Fiorentina, società che detiene la titolarità del cartellino del calciatore. Ciononostante, la dirigenza lariana ha scelto di muoversi d’anticipo per studiare la fattibilità dell’operazione: si è infatti già registrato un contatto con l’entourage del calciatore per comprendere i margini di manovra e il gradimento dell’attaccante rispetto al progetto tecnico lombardo.

Sviluppi attesi: possibile trattativa diretta nei prossimi giorni

Nel breve periodo si comprenderà se questo iniziale interesse esplorativo saprà trasformarsi in qualcosa di fortemente concreto. Sarà fondamentale verificare se il gradimento mostrato porterà all’avvio di una vera e propria negoziazione con contatti diretti tra i due club nei prossimi giorni, così da valutare le formule e le richieste economiche della società viola. In ogni caso, quello di Kean figura come un profilo di grande attrattiva per un Como estremamente ambizioso, che continua a muoversi con determinazione dietro le quinte per rinforzare la rosa e mettere a disposizione di mister Fabregas una squadra pronta ad affrontare la doppia sfida tra campionato e massima competizione europea.

Kevin Keegan, leggenda del calcio inglese, è morto a 75 anni: il mondo del football piange “King Kev”

Kevin Keegan, leggenda del calcio inglese, è morto a 75 anni: il mondo del football saluta per sempre “King Kev”, simbolo intramontabile

Kevin Keegan, una delle icone più luminose del calcio inglese, è scomparso all’età di 75 anni, il giorno successivo alla conclusione del Mondiale. La famiglia ha annunciato la notizia, ricordando come l’ex campione stesse combattendo da tempo contro un tumore diagnosticato in fase avanzata lo scorso gennaio. La morte di Kevin Keegan segna la fine di un’epoca per il calcio britannico, che perde uno dei suoi simboli più amati e riconosciuti a livello internazionale.

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Una carriera leggendaria tra club e nazionale

Nato il 14 febbraio 1951 ad Armthorpe, Keegan iniziò la sua avventura professionistica con lo Scunthorpe United prima di approdare nel 1971 al Liverpool di Bill Shankly. Ad Anfield divenne rapidamente il volto della rinascita dei Reds, formando con John Toshack una delle coppie d’attacco più celebri degli anni Settanta.

Con il Liverpool conquistò tre campionati inglesi, due Coppe UEFA, una FA Cup, una Coppa di Lega e soprattutto la Coppa dei Campioni del 1977, contribuendo a trasformare il club in una potenza europea.

Nel 1977 scelse di trasferirsi all’Amburgo, una decisione rivoluzionaria per un calciatore inglese dell’epoca. In Germania vinse la Bundesliga 1978/79 e ottenne per due anni consecutivi il Pallone d’Oro (1978 e 1979), diventando uno dei pochi britannici a riuscire nell’impresa.

Rientrato in patria, vestì le maglie di Southampton e Newcastle, chiudendo la carriera nel 1984. In totale disputò quasi 750 partite, segnando oltre 250 gol. Con la nazionale inglese collezionò 63 presenze, 21 reti e 31 gare da capitano, prima di tornare come CT tra il 1999 e il 2000.

L’allenatore che ha cambiato il Newcastle

Negli anni Novanta Keegan tornò protagonista come allenatore del Newcastle United. Riportò i Magpies in Premier League e costruì una squadra spettacolare, capace di sfiorare il titolo nel 1995-96 contro il Manchester United di Alex Ferguson.

Allenò anche Fulham, la nazionale inglese e il Manchester City, riportando quest’ultimo in Premier League nel 2002. Nel 2008 tornò brevemente al Newcastle per una seconda esperienza.

Un’icona senza tempo

Carismatico, trascinatore e amatissimo dai tifosi, “King Kev” ha lasciato un segno indelebile nel calcio britannico. La sua energia, il suo stile di gioco e la sua capacità di ispirare compagni e sostenitori lo rendono ancora oggi una figura leggendaria, celebrata soprattutto a Liverpool e Newcastle.

L’ANNUNCIO DELLA FAMIGLIA – “È con immensa tristezza che annunciamo la scomparsa di Kevin Keegan all’età di 75 anni. L’ex calciatore e allenatore dell’Inghilterra stava combattendo contro il cancro ed è stato circondato dalla moglie e dalle figlie nei suoi ultimi momenti. Kevin, due volte vincitore del Pallone d’Oro, era un marito, un padre e un nonno molto amato. La famiglia desidera ringraziare l’eccezionale équipe medica che ha assistito Kevin per tutto il sostegno offerto. È un momento estremamente difficile e chiedono che venga rispettata la loro privacy

Rudi Garcia lascia la guida del Belgio: comunicato ufficiale e dichiarazioni del tecnico

Rudi Garcia non è più il CT del Belgio: comunicato ufficiale, retroscena e dichiarazioni dopo l’addio alla panchina

Rudi Garcia non è più il commissario tecnico del Belgio: la federazione ha ufficializzato la separazione con un comunicato che segna la fine di un ciclo iniziato nel 2025 e concluso dopo l’eliminazione ai quarti di finale del Mondiale contro la Spagna.

La decisione arriva in un momento delicato per i Diavoli Rossi, chiamati a ripensare strategia, identità e obiettivi dopo un percorso internazionale che non ha rispettato le aspettative. L’avventura di Rudi Garcia sulla panchina belga era iniziata con ambizioni elevate: rilanciare una generazione in transizione, valorizzare nuovi talenti e mantenere la competitività di una nazionale che negli ultimi anni aveva spesso sfiorato traguardi importanti.

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IL COMUNICATO –  “Da quando ha assunto l’incarico nel febbraio 2025, Rudi ha aiutato a guidare i Diavoli Rossi in un periodo difficile, assicurando la permanenza in Lega A della UEFA Nations League, la qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA 2026 e l’arrivo ai quarti di finale del torneo. Ringraziamo sinceramente Rudi Garcia e il suo staff per la dedizione, la professionalità e l’impegno dimostrati negli ultimi 18 mesi, e auguriamo loro ogni successo per il futuro”.

PAROLE GARCIA –Dopo i colloqui con la Federcalcio belga, abbiamo deciso di non prolungare l’eccellente percorso degli ultimi 18 mesi. Lascio il Belgio in Lega A di Nations League e tra le 8 migliori squadre del mondo. Solo la Spagna, nuovo campione del mondo, contro cui siamo stati gli unici a segnare un gol in 8 partite, non ci ha permesso di andare ancora più lontano nella più prestigiosa delle competizioni”.

“Voglio ringraziare il mio straordinario gruppo di giocatori, il direttore sportivo Vincent Mannaert e i tifosi che ci hanno sostenuto per tutto il Mondiale, anche nel cuore della notte in Europa. Sono di nuovo pronto, ora, per nuove ambizioni in nazionale o in club. Auguro il meglio al Belgio per continuare il ricambio generazionale che ho avuto il piacere di avviare“.

Fiorentina, Viery si presenta: «Il mio nome si pronuncia Vieri, come Christian Vieri. Mio padre era un suo grande fan»

Fiorentina, parla Viery: «Il mio nome si pronuncia Vieri, come Christian Vieri. Mio padre era un suo grande fan». Le parole

Prosegue la costruzione della nuova Fiorentina targata Fabio Grosso in vista della prossima stagione. La squadra viola, che rispetto allo scorso anno ha rivoluzionato sia la guida tecnica sia diversi elementi della rosa, continua ad aggiungere tasselli importanti. Dopo l’ufficialità arrivata ieri per Ouahi, che si unisce agli innesti Atta, Dragusin e Jiménez, oggi è il giorno della presentazione di Viery, difensore brasiliano prelevato dal Grêmio nelle scorse settimane. Le sue parole:

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PAROLE – «Sono cresciuto come terzino fino ai 17 anni, poi ho iniziato a giocare da centrale. Posso coprire entrambe le posizioni: da terzino sono più difensivo, mentre da centrale riesco a costruire qualcosa in più. Per me conta soprattutto giocare e farmi trovare pronto per il mister. Il mio nome si pronuncia Vieri, come Christian Vieri. Mio padre era un suo grande fan»

LA SCELTA Ho scelto Firenze perché mi sembra il progetto migliore per me. È una squadra giovane e c’è un brasiliano come Dodô che mi sta aiutando tantissimo. Poi la città è fantastica e sono sicuro che piacerà anche alla mia famiglia«»

IDOLO E NUMERO DI MAGLIA – «Mi ispiro a Sergio Ramos. Mi piace molto difendere in uno contro uno a campo aperto, perché esalta le mie caratteristiche. Ho scelto il numero 33. Mi piaceva il 44, con cui avevo cominciato in Brasile, ma qui era già occupato. La 33 era libera e mi piaceva, per questo l’ho scelta»

DRAGUSIN – «È un grande giocatore. In allenamento stiamo giocando sempre insieme. Parla portoghese e questo mi aiuta molto. È un calciatore esperto e spero di imparare ogni giorno da lui».

Dopo il trionfo della Spagna entra nel vivo la corsa al Pallone d’Oro 2026: i possibili candidati

Corsa al Pallone d’Oro 2026: il Mondiale alla Spagna spariglia le carte. Tra il bis di Rodri e la tentazione Messi

La notte del trionfo spagnolo nei Mondiali americani ha ufficialmente aperto il dibattito più acceso della stagione: chi alzerà il Pallone d’Oro 2026?

Se da un lato il Paris Saint-Germain ha calato il bis consecutivo in Champions League, dall’altro il verdetto del campo a New York rischia di ribaltare ogni pronostico. Nessun “asso pigliatutto” ha dominato la scena da inizio a fine anno, trasformando la corsa al trofeo individuale più ambito in un vero e proprio rompicapo per analisti e bookmaker.

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Le quote e i favoriti: da Messi all’incognita Mbappé

L’andamento del Mondiale ha stravolto i tabelloni delle scommesse sportive, riportando in cima alla lista nomi che sembravano ormai defilati.

  • Lionel Messi (2,25 – 2,50): Arrivato al Mondiale lontano dai primi dieci favoriti secondo i principali operatori, il capitano dell’Argentina ha trascinato l’Albiceleste fino alla finale a suon di record (8 gol nel torneo, 21 totali ai Mondiali). Nonostante il KO in finale contro la Roja, la Pulce resta il candidato numero uno alla successione di Ousmane Dembélé: la sua quota oscilla tra 2,25 (Snai) e 2,50 (AdmiralBet e StarCasinò).
  • Kylian Mbappé (5,00 – 9,00): Il titolo di capocannoniere del Mondiale conquistato con 10 reti lo tiene saldamente in corsa (5,00 su StarCasinò, ben 9,00 su Snai). Tuttavia, per la stella del Real Madrid si tratterebbe dell’unica consolazione in una stagione di club fallimentare, chiusa a zero titoli e culminata con la chiamata in panchina di José Mourinho per rifondare i Blancos.

L’outsider che scombina i piani: la tentazione Rodri

Attenzione però all’effetto-Spagna. Il trionfo della Roja ha incoronato Rodri come miglior giocatore del Mondiale: il metronomo del Manchester City, spinto dal successo per 1-0 in finale contro l’Argentina, punta con decisione a un clamoroso bis dopo il trionfo del 2024. Le sue quote, prima del match decisivo, gravitavano tra 10,00 e 12,00, ma la sua candidatura sta prendendo quota d’ora in ora.

Più defilato invece il compagno di squadra Lamine Yamal: pur essendosi laureato campione del mondo, la stellina del Barcellona non ha brillato abbastanza nelle fasi calde del torneo per strappare una nomination da prima fascia.

Tra il club e la patria, la resa dei conti è appena iniziata: la parola passa ora ai giurati.

Mondiali 2026, “Ma che Mondiale hai visto?”: LIVE il commento della finale su Calcionews24 – VIDEO

“Ma che Mondiale hai visto?”: il commento LIVE della finale dei Mondiali 2026 su CalcioNews24 – VIDEO

Il Mondialie 2026 è ormai in archivio e ora i riflettori si spostano sull’analisi. È LIVE il dopo‑gare sui canali YouTube, Instagram, Facebook e Twitch di Juventusnews24, insieme a Paolo RossiChiara AleatiMarco BaridonAndrea BargioneGiuseppe Colicchia e Francesco Calabrò per commentare quello che è successo nella fase ad eliminazione diretta della competizione.

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Commenti frizzanti, analisi pungenti, opinioni senza filtri e tanto divertimento in diretta sui match delle nazionali al Mondiale! E per i tifosi c’è una chicca imperdibile: lo spazio è anche – e soprattutto – vostro. Collegatevi e fate sentire la vostra voce: potrete intervenire in DIRETTA insieme a noi, commentare, discutere e vivere ogni emozione del torneo da protagonisti.

Malagò torna a parlare del ct: «Mancini e Pirlo? Sì, possono esserci anche altri nomi». Cosa può succedere

Malagò sul nuovo ct della Nazionale italiana: «Mancini e Pirlo? Sì, possono esserci anche altri nomi». Le ultimissime notizie

Giovanni Malagò ha affrontato una lunga serie di temi nel suo intervento in collegamento dagli studi di Sky Sport, spaziando dalla finale del Mondiale vinta dalla Spagna contro l’Argentina alle innovazioni introdotte durante la competizione, fino ad arrivare al rapporto tra politica e sport e alla scelta del prossimo commissario tecnico della Nazionale. Un intervento a tutto campo, utile per comprendere la direzione che la FIGC intende intraprendere nei prossimi mesi.

Interpellato sulla possibilità che la lista dei candidati al ruolo di CT non si limiti ai soli Roberto Mancini e Andrea Pirlo, Malagò ha lasciato aperta la porta ad altre soluzioni, confermando che la rosa dei nomi è più ampia di quanto inizialmente ipotizzato:

“Sì, possono esserci anche altri nomi”.

Una dichiarazione che amplia lo scenario e conferma come la nuova area tecnica stia valutando profili diversi per rilanciare il progetto azzurro.

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Il Mondiale appena concluso è stato anche un laboratorio di novità regolamentari e organizzative. Dagli hydration break pensati per tutelare i calciatori in condizioni climatiche estreme, fino all’intervallo prolungato della finale per consentire lo svolgimento dell’halftime show, la competizione ha introdotto elementi che hanno inevitabilmente generato discussione. Malagò non ha chiuso la porta a queste innovazioni, riconoscendone la portata e la necessità di un confronto:

“Sono aspetti innovativi, coraggiosi, diversi e anche discutibili. Hanno inevitabilmente aperto un dibattito. L’hydration break parte però da un presupposto sacrosanto, soprattutto quando si gioca con determinate temperature e un’umidità così elevata”.

Inevitabile, poi, il passaggio sul tema più atteso: la scelta del nuovo commissario tecnico dell’Italia. Malagò ha ribadito la piena sintonia con Paolo Maldini e Leonardo, sottolineando la serietà con cui i due dirigenti hanno deciso di abbracciare il progetto federale: “Ho impiegato due settimane per portarli a bordo. Sono persone molto serie e, pur essendo subito interessate al progetto, hanno voluto conoscere ogni dettaglio del ruolo e dell’organizzazione. Abbiamo fatto diverse chiamate e videoconferenze, dedicando pochissimo tempo alla parte economica”.

La scelta del CT dovrà essere condivisa da tutte le parti coinvolte, senza alcuna frizione interna.

“Non esiste alcun tipo di scontro. La condivisione deve essere totale e l’idea deve trovare tutti d’accordo. Stiamo entrando nel dettaglio di un profilo condiviso, ma ci sono ancora alcune variabili da valutare e carte da scoprire. Serve qualche altro giorno di pazienza, poi saprete tutto”. Un messaggio chiaro: la decisione è vicina, ma richiede ancora qualche passaggio prima di essere ufficializzata.

Tegola Buongiorno, il Napoli trema: oggi il responso da Barcellona. E Allegri pensa a Gatti

Napoli col fiato sospeso per Alessandro Buongiorno: oggi il verdetto spagnolo che attiva il piano Federico Gatti

Ore d’ansia in casa Napoli nell’immediato post-Mondiale: il futuro della difesa azzurra si decide interamente in Spagna. Alessandro Buongiorno si è recato a Barcellona per un consulto specialistico con il professor Ramon Cugat, eminenza della chirurgia ortopedica, nel tentativo di far luce sulle reali condizioni del ginocchio destro e del tendine compromesso.

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Dall’esito del blitz catalano non dipenderà soltanto la tabella di marcia del difensore torinese, ma l’intera strategia di mercato del club partenopeo.

Il bivio medico: stop da un mese e mezzo a tre mesi

L’unica certezza, al momento, è che il giocatore dovrà saltare anche la seconda parte del ritiro estivo a Castel di Sangro. Resta da capire, però, quale strada si deciderà di percorrere. Qualora il professor Cugat optasse per la terapia conservativa, Buongiorno potrebbe tornare a disposizione nel giro di un mese e mezzo.

L’ipotesi più temuta resta invece l’operazione chirurgica, un’eventualità che costringerebbe il centrale a uno stop forzato di almeno tre mesi, privando Max Allegri del suo pilastro difensivo per tutto l’avvio di stagione.

Le mosse d’emergenza: le opzioni di Allegri e il mercato

Un eventuale intervento chirurgico spingerebbe immediatamente la dirigenza azzurra a tornare sul mercato a caccia di un sostituto pronto all’uso. In cima alla lista dei desideri del tecnico livornese c’è Federico Gatti, già allenato ai tempi della Juventus e considerato il profilo ideale per impatto e caratteristiche.

Sul taccuino degli azzurri restano comunque vigili le piste che portano a Solet dell’Udinese e al giovane Tiago Gabriel del Lecce. Nel frattempo, in attesa di novità dal fronte spagnolo, Allegri sta valutando alcune soluzioni interne: mentre si monitorano le risorse giovanili come Marianucci e Obaretin, in campo si lavora all’adattamento di Rafa Marín nel ruolo di centrale puro.

Maldini e Leonardo vedono Guardiola a Barcellona: sul tavolo l’idea di affidargli il ruolo di ct

Nazionale, Maldini e Leonardo incontrano Guardiola a Barcellona: prende quota l’ipotesi di affidargli la panchina azzurra

Pep Guardiola non è più soltanto un nome evocato a mezza voce per la panchina della Nazionale italiana: la sua candidatura è entrata con decisione nel perimetro delle valutazioni della nuova area tecnica guidata da Paolo Maldini e Leonardo, che nel fine settimana hanno fatto tappa a Barcellona per incontrare direttamente l’ex tecnico del Manchester City. Un viaggio che, secondo quanto ricostruito da Peppe Di Stefano su Sky Sport, non è stato casuale né di cortesia, ma parte di un vero e proprio approfondimento sulla possibilità di affidare a Guardiola il futuro della squadra azzurra.

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Tutto è iniziato da alcuni selfie circolati sui social, che hanno fatto scattare le verifiche e hanno poi portato alla conferma dell’incontro. Secondo le informazioni raccolte, il confronto potrebbe essere proseguito per l’intero weekend, segno di un dialogo articolato e non limitato a un semplice saluto. Maldini e Leonardo stanno costruendo la nuova struttura tecnica della Nazionale e, nel quadro delle valutazioni, hanno deciso di sondare anche la disponibilità di Pep Guardiola, consapevoli che il suo profilo rappresenterebbe una svolta epocale per il movimento calcistico italiano.

Al momento non esistono certezze sulla possibilità che Pep diventi il prossimo commissario tecnico: non ci sono accordi, né promesse, né impegni formali. La novità, però, è che il suo nome non è più confinato alla sfera dei sogni irrealizzabili. È un tentativo concreto, un’opzione reale che la nuova dirigenza azzurra ha deciso di esplorare con serietà, in attesa di capire se esistano margini per trasformare il contatto in una trattativa.

Il quadro delle candidature resta ampio. Accanto ai profili già noti di Roberto Mancini e Andrea Pirlo, ora nella lista di Maldini e Leonardo c’è anche Guardiola, che diventa così uno dei nomi più affascinanti e ambiziosi per il futuro della panchina azzurra. Nessuna pista è esclusa, nessuna decisione è imminente: ma il solo fatto che Pep sia stato incontrato e valutato rappresenta un segnale forte della volontà di rilanciare il progetto tecnico dell’Italia con una figura di caratura mondiale.


Il Mondiale cede al modello Super Bowl: 27 minuti di intervallo per lo show, il calcio è cambiato per sempre?

Pausa da Super Bowl e regole completamente stravolte: così la FIFA ha cambiato la finale del Mondiale 2026

La FIFA ha segnato un punto di non ritorno, scegliendo la vetrina più importante in assoluto per una rivoluzione senza precedenti. Durante la finale del Mondiale al MetLife Stadium, l’intervallo tra primo e secondo tempo non è durato i classici 15 minuti previsti dal regolamento, ma si è prolungato fino a 27 minuti e 20 secondi.

Quasi mezz’ora di stop: il tempo necessario per trasformare il rettangolo verde in un imponente palcoscenico in pieno stile Super Bowl, rompendo definitivamente con la tradizione del pallone.

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Un Super Show a stelle e strisce: da Madonna a Pelé

Per oltre venti minuti il campo da gioco è scomparso sotto un enorme telone arcobaleno dominato da un pallone scenografico gigante. Lo spettacolo ha visto la partecipazione di alcune delle più grandi star della musica e del calcio globale:

  • L’ingresso da copertina: Madonna è arrivata nello stadio a bordo di un’auto con targa “Maestro”, scortata d’accezione da due leggende come Ronaldo e Ronaldinho.
  • Le esibizioni: Justin Bieber imbracciando la chitarra e Shakira con una performance travolgente in costume giallo-rosa hanno infiammato il pubblico di New York.
  • L’omaggio emozionale: Sugli schermi dello stadio è apparso un toccante contributo di Pelé che lanciava un messaggio universale d’amore prima di restituire la scena alla partita.

Un’atmosfera da Notte degli Oscar già respirata nel pre-gara, aperto dal discorso di Tom Cruise e dalle esibizioni di Laura Pausini, Robbie Williams e Nicole Scherzinger, sotto gli occhi di una tribuna VIP d’eccezione con Donald e Melania Trump, Gianni Infantino e numerosi capi di Stato.

Spettacolo globale o “americanizzazione” forzata?

Se dal punto di vista dell’intrattenimento lo show è stato impeccabile, la scelta di allungare l’intervallo di quasi il doppio ha riaperto una frattura profonda tra i tifosi e i vertici del calcio.

Per la FIFA si tratta dell’evoluzione naturale dell’evento sportivo più visto al mondo. Per i puristi, invece, è l’ennesimo passo verso una progressiva “americanizzazione” del gioco, dove i tempi tecnici, il ritmo della gara e la gestione atletica dei giocatori vengono subordinati alle esigenze delle emittenti televisive e degli sponsor.

Il verdetto della serata va oltre il risultato del campo: il confine tra evento sportivo e show aziendale si è fatto ancora più sottile. Resta ora da capire se questo esperimento rimarrà un’eccezione da finale americana o se diventerà la nuova norma del calcio del futuro.

Sampdoria, la ricetta di Branco tra occasioni e rilanci: prende forma la nuova creatura di Corradi – VIDEO di Dario Bartolucci

Mercato Sampdoria, scommesse e certezze per Corradi: l’analisi del progetto di Branco – VIDEO di Dario Bartolucci

Il cantiere blucerchiato continua a lavorare a pieno ritmo per dare forma e sostanza alla squadra affidata alle mani di Bernardo Corradi. Gli innesti già ufficializzati — Danel Sinani, Lorenzo Insigne, Tobias Lauritsen, Stefan Gartenmann e Stefano Ravanelli (prelevato a titolo definitivo dal Monza) — tracciano in maniera nitida la rotta intrapresa dal direttore sportivo Americo Branco.

La linea guida è chiara: contenere al minimo gli investimenti iniziali, cogliere al volo le occasioni che il mercato offre e scommettere su profili in cerca di riscatto.

“Minima spesa, massima resa”: il modello sostenibile

La filosofia della società si fonda su un principio tanto semplice quanto strategico: minima spesa e massima resa. L’obiettivo prioritario della dirigenza è allestire un organico altamente competitivo senza far vacillare i bilanci, puntando su calciatori arrivati a condizioni economiche favorevoli e con un potenziale margine di valorizzazione futura.

In casa Sampdoria, la stabilità economica viaggia di pari passo con quella sportiva: solo attraverso questa sostenibilità il club potrà ritrovare la solidità di un tempo.

L’incognita Serie B e la necessità di nuove certezze

Se l’entusiasmo non manca — confermato anche dalle prime uscite positive come il netto successo in amichevole contro il Taverne —, restano sul tavolo diversi interrogativi tattici e strutturali.

  • Il fattore categoria: Eccezione fatta per giocatori esperti come Lorenzo Insigne e Stefano Ravanelli, che conoscono a memoria le insidie del campionato cadetto, per gli altri volti nuovi l’impatto con la Serie B rappresenta un’incognita. Ritmi, intensità e fisicità della categoria richiedono un tempo di adattamento che il calendario potrebbe non concedere.
  • I tasselli mancanti: La rosa non è ancora completa. A Branco servono ancora interventi urgenti in ogni reparto: un nuovo portiere titolare, alternative valide sulle corsie esterne (con occhi puntati sul profilo di Lykogiannis), un ulteriore difensore centrale e un attaccante di peso capace di garantire gol, struttura fisica e profonda conoscenza del campionato.

Il verdetto spetta al campo

Non è più il tempo di affidarsi unicamente alle scommesse: per superare le trappole di una stagione lunga e logorante servono certezze immediate e uomini pronti a incidere fin dal primo minuto.

Le fondamenta della nuova Sampdoria iniziano a intravedersi, ma il cantiere resta aperto. Spetterà al rettangolo verde stabilire se le intuizioni del ds portoghese si riveleranno vincenti e se questa Samp sarà davvero pronta a recitare un ruolo da protagonista.

Messi, l’omaggio commosso di Adani dopo la finale: «Il dio del futbol ti benedica»

Lionel Messi dice addio alla Nazionale dopo la sconfitta con la Spagna: l’omaggio di Lele Adani in telecronaca durante la premiazione

La finale dei Mondiali 2026 si è chiusa con il trionfo della Spagna, vittoriosa per 1-0 contro l’Argentina, ma anche con l’immagine dolorosa di Leo Messi in lacrime dopo la premiazione. A 39 anni, il numero 10 argentino ha salutato la Nazionale con una sconfitta pesante, al termine di una partita che potrebbe aver segnato l’ultimo capitolo della sua straordinaria avventura con l’Albiceleste.

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Nel post partita è arrivato anche l’omaggio emozionato di Daniele Adani, commentatore di Raiuno e voce che negli ultimi anni ha accompagnato molte delle imprese di Messi e dell’Argentina. Le sue parole sono diventate un tributo intenso al fuoriclasse argentino, celebrato non solo per i trofei conquistati, ma per ciò che ha rappresentato per intere generazioni di appassionati.

Messi, le parole di Adani in diretta

Adani ha scelto un tono profondamente personale per salutare Messi, sottolineando l’onore di aver raccontato le sue giocate e le sue magie davanti al pubblico italiano.

«Volevo dire solo questo. E’ stato un onore e un privilegio accompagnare le tue magie col racconto, non controllare il battito del cuore e perdere la voce».

Il commentatore ha poi allargato il discorso al valore universale del calcio offerto da Messi in oltre vent’anni di carriera ad altissimo livello.

Messi, il tributo di Adani al numero 10 argentino

Le parole di Adani hanno assunto il valore di un saluto definitivo a uno dei più grandi calciatori della storia. Un ringraziamento rivolto a un campione capace di ispirare bambini, adulti e intere generazioni.

«Sono le ultime parole che userò come contono e supporto al calcio che hai offerto a tutti per più di 20 anni., Grazie perché sei stato ispirazioni per grandi e per bambini, per bambini che sono diventati grandi e grandi che sono tornati bambini. Tutti nel mondo ti dobbiamo qualcosa e noi italiani di più, dopo questo ventennio di miserie e frustrazioni ad eccezione del 2021. Io ti ringrazierò fino all’ultima volta che pronuncerò la parola calcio. Il dio del futbol ti benedica, Lionel Andrés Messi Cuccittini, per sempre».

L’Argentina lascia il Mondiale tra amarezza e lacrime, mentre Messi esce di scena accompagnato da un tributo che racconta il peso della sua leggenda.

Como, Fabregas ha il piano per Liberali: così può convivere con Nico Paz

Como, Liberali nuova soluzione per Cesc Fabregas: l’ex Milan è il jolly dei lariani e il tecnico spagnolo ha già un idea per farlo convivere con Nico Paz

Mattia Liberali è pronto a iniziare la sua nuova avventura al Como, con Cesc Fabregas che ha già in mente come inserirlo nel proprio progetto tecnico. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’allenatore spagnolo ha voluto fortemente il trequartista ex Milan, chiamandolo personalmente quando il club rossonero stava valutando la possibilità di riportarlo alla base dopo l’esperienza al Catanzaro.

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L’arrivo di Liberali ha un peso importante sotto più aspetti. Da una parte c’è il valore tecnico del giocatore, considerato un profilo creativo e adatto al calcio di Fabregas. Dall’altra c’è anche il tema delle liste UEFA, con il Como chiamato a riempire le caselle dedicate ai calciatori italiani.

Como, Liberali può giocare con Nico Paz

Nel 4-2-3-1 dinamico di Fabregas, Liberali può rappresentare sia un’alternativa a Nico Paz sia una soluzione complementare. Il mancino nato a Carate Brianza può partire da destra a piede invertito, accentrarsi e cercare la giocata tra le linee, proprio come richiesto dal tecnico spagnolo ai suoi esterni offensivi.

Il talento ex Milan può però offrire anche altre opzioni. In caso di passaggio alla difesa a tre, sistema non escluso da Fabregas, Liberali potrebbe agire da mezza punta nel 3-4-2-1, ruolo già interpretato nel Catanzaro di Alberto Aquilani.

Como, le parole di Fabregas su Liberali

Il tecnico del Como ha spiegato pubblicamente perché il club abbia deciso di puntare su Liberali, evidenziandone qualità tecniche e margini di crescita.

«Mattia è un giocatore creativo con eccellenti doti tecniche e sicurezza in fase di possesso. Lavora bene giocando negli spazi stretti, crea occasioni e contribuisce alla costruzione nell’ultimo terzo di campo. Crediamo che le sue qualità siano perfette per il nostro sistema, lavoreremo per far proseguire il suo percorso di crescita».

Como, Liberali sulle orme di Nico Paz

Il salto dalla Serie B alla Champions League sarà impegnativo, ma il Como può rappresentare l’ambiente ideale per accompagnare la crescita di Liberali senza pressioni eccessive. L’esempio di Nico Paz è significativo: arrivato dal Real Madrid come giovane promessa, è cresciuto rapidamente fino a diventare un profilo seguito dalle big internazionali.

Liberali arriva da una stagione positiva al Catanzaro, chiusa con 4 gol e 4 assist in Serie B. Ora Fabregas vuole trasformarlo in una risorsa preziosa per un Como sempre più ambizioso.

Spagna campione del mondo, De La Fuente esalta i suoi: «Sono un esempio per tutta la nazione»

Spagna campione del mondo, De La Fuente celebra il trionfo contro l’Argentina: le parole del commissario tecnico nel postpartita

La Spagna si gode il trionfo mondiale dopo la vittoria in finale contro l’Argentina. Nel post partita, il commissario tecnico Luis De La Fuente ha analizzato con lucidità il successo della Roja, sottolineando il valore storico del percorso compiuto dai suoi giocatori nel Mondiale 2026.

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Il tecnico spagnolo ha parlato con orgoglio di un gruppo compatto, cresciuto attorno a un’identità precisa e capace di confermarsi ai massimi livelli. Una generazione che, secondo De La Fuente, rappresenta un modello non soltanto per il calcio, ma per tutto lo sport spagnolo.

ORGOLIO – «Sono un esempio per lo sport spagnolo, per i giovani e per tutta la Spagna. Insieme siamo più forti e non lo dimenticheremo».

Spagna, De La Fuente: orgoglio per una generazione vincente

Il ct ha poi espresso tutta la propria emozione per aver guidato una squadra capace di vincere tutto, restando fedele alla propria filosofia di gioco e al proprio spirito collettivo.

GENERAZIONE – «Provo un orgoglio immenso per questa generazione di calciatori cresciuti seguendo questa filosofia: restare fedeli all’idea, affinarla e dare l’esempio di unità e spirito familiare. Sono uomini esemplari e grandi giocatori dal talento eccezionale… Sono orgoglioso. Sono profondamente commosso. Se mi guardo indietro e penso a loro… abbiamo vinto tutto, assolutamente tutto».

VALORI – «Questi giocatori sono un esempio per lo sport spagnolo, per i giovani e per tutta la Spagna. Insieme siamo più forti e non lo dimenticheremo».

Spagna campione, l’appuntamento con la storia

De La Fuente ha raccontato anche il messaggio trasmesso alla squadra prima della finale, spiegando come la Spagna fosse consapevole di avere davanti una grande occasione per entrare nella storia.

TRIONFO – «Ho detto loro: ‘Signori, abbiamo un appuntamento con la storia e dobbiamo essere i primi ad arrivarci’. Dopo la partita, alcuni giocatori mi hanno chiesto cosa restasse da vincere. Ho risposto ‘La partita di settembre’. Abbiamo ancora molto da vincere».

Parole che confermano l’ambizione del ct: il Mondiale è un punto altissimo, ma non viene considerato un traguardo finale. La Spagna vuole continuare a vincere e consolidare un ciclo già straordinario.

Spagna-Argentina, De La Fuente analizza la finale

Il tecnico ha poi commentato la partita contro l’Argentina, sottolineando come la Roja avrebbe potuto chiudere il match prima. De La Fuente ha riconosciuto il peso delle parate di Dibu Martinez, decisive nel tenere viva l’Albiceleste fino alla fine.

FINALE – «Credo che la gara si sarebbe potuta decidere molto prima; le parate di Dibu ci hanno impedito di vincere o di passare in vantaggio prima. Ma è una Finale mondiale e bisogna soffrire, anche contro dieci uomini; noi eravamo pronti a tutto».

De La Fuente su Scaloni: stima e rispetto

Non è mancato un passaggio su Lionel Scaloni, ct dell’Argentina. De La Fuente ha raccontato l’abbraccio con il collega e ha espresso grande rispetto per il lavoro svolto alla guida della Selección.

SCALONI – «Ci siamo abbracciati e l’ho ringraziato. Ho imparato tantissimo da lui e dalle conversazioni che abbiamo avuto. Gli ho detto che è giovane; ha davanti a sé un lungo cammino con la nazionale argentina. Oggi meritavamo di batterli, ma il lavoro che sta svolgendo è straordinario. Comprendo il suo stato d’animo attuale e capisco le sue lacrime».

Spagna, De La Fuente su Rodri, Ferran Torres e Yamal

Infine, spazio ai singoli protagonisti del trionfo mondiale. De La Fuente ha parlato di Rodri, Ferran Torres e Lamine Yamal, evidenziando talento, sacrificio e mentalità del gruppo.

PROTAGONISTI – «Rodri potrebbe vincere il Pallone d’Oro, ma lo stesso vale per altri giocatori che abbiamo in squadra. Ferran? La vita premia chi lavora sodo. Merita quello che gli è successo. Yamal Ha fatto un enorme sacrificio per la squadra, il che dimostra i valori che questo gruppo incarna».

La Spagna chiude così il Mondiale 2026 da campione, con un’identità forte e una generazione destinata a restare nella storia. Per De La Fuente, però, il percorso non è finito: il prossimo obiettivo è già la partita di settembre.

Tragedia in Spagna dopo la vittoria Mondiale: muore un ragazzo di 13 anni durante la festa

Spagna campione del mondo, la festa finisce in tragedia a Ciudad Rodrigo: morto un ragazzo di 13 anni. La ricostruzione

Quella che doveva essere una notte di festa per il secondo Mondiale conquistato dalla Spagna si è trasformata in tragedia. A Ciudad Rodrigo, nella provincia di Salamanca, un ragazzo di 13 anni ha perso la vita durante le celebrazioni organizzate dopo il successo della Nazionale spagnola nella finale contro l’Argentina.

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Secondo le prime ricostruzioni riportate dai media spagnoli, il giovane si trovava insieme a centinaia di coetanei nei pressi di una fontana, tradizionale punto di ritrovo per i festeggiamenti cittadini. Proprio lì si sarebbe verificato l’incidente che ha sconvolto la comunità locale.

Spagna, cosa è successo a Ciudad Rodrigo

Durante i festeggiamenti, alcuni ragazzi si sarebbero arrampicati sulla struttura della fontana. Alcuni elementi decorativi avrebbero ceduto sotto il peso delle persone presenti, precipitando all’interno della vasca e travolgendo diversi giovani.

Il ragazzo di 13 anni sarebbe rimasto intrappolato sotto le macerie. L’intervento degli altri presenti e degli agenti della polizia locale è stato immediato: il giovane è stato liberato rapidamente, ma quando è stato estratto era già privo di sensi.

I soccorritori hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma ogni intervento si è rivelato inutile. Per il ragazzo non c’è stato nulla da fare. Nell’incidente sono rimaste ferite anche altre due persone, trasportate in ospedale con lesioni giudicate non gravi.

Spagna, il cordoglio del Comune dopo la tragedia

La notizia ha rapidamente scosso Ciudad Rodrigo e l’intera Spagna, ancora immersa nei festeggiamenti per il trionfo mondiale. Il Comune ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia della vittima con un messaggio pubblicato sui social.

«Il Comune di Ciudad Rodrigo esprime il proprio cordoglio e porge le condoglianze per la morte del ragazzo di 13 anni (…)Quella che avrebbe dovuto essere una celebrazione della vittoria della Nazionale spagnola ai Mondiali di calcio si è trasformata in una tragedia».

Una serata nata per celebrare il successo sportivo della Spagna si è così chiusa nel dolore, lasciando spazio al lutto e alla commozione per la morte di un giovanissimo tifoso.

Summerville Roma, stretta finale per il colpo dal West Ham: D’Amico prova a chiudere

Summerville verso la Roma, trattativa alle battute decisive: adesso anche il West Ham è vicino a dire sì ai giallorossi

La Roma accelera per Crysencio Summerville. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il club giallorosso è entrato nella fase decisiva della trattativa con il West Ham per l’esterno offensivo olandese. Il tempo stringe, anche perché sul giocatore restano vivi gli interessi dell’Aston Villa, di alcuni club sauditi e, sullo sfondo, anche del Manchester United, qualora Rashford dovesse lasciare definitivamente i Red Devils.

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Il direttore sportivo Tony D’Amico vuole evitare nuovi sorpassi e sta provando a chiudere rapidamente l’operazione. La Roma può contare su un accordo di base con il giocatore, ormai orientato ad accettare la proposta giallorossa dopo aver abbassato le proprie richieste economiche.

Summerville Roma, il sì del giocatore avvicina l’accordo

Summerville avrebbe dato il proprio via libera al trasferimento, accettando un ingaggio da circa 4 milioni di euro più bonus, con possibilità di arrivare a 4,5 milioni a stagione. L’olandese spera ancora in un eventuale rilancio dalla Premier League, con offerte da 5-5,5 milioni annui, ma al momento nessun club inglese si sarebbe spinto fino a quelle cifre.

La Roma, dunque, resta avanti e conta di chiudere tra oggi e domani. Restano da definire gli ultimi dettagli con il West Ham, soprattutto sul costo del cartellino.

Summerville Roma, il nodo della clausola e le cifre

Negli ultimi giorni si è parlato di una clausola da 45 milioni di sterline, pari a circa 53 milioni di euro, ma D’Amico avrebbe smentito l’esistenza di questa condizione. Gli altri attori coinvolti, invece, continuerebbero a confermarla. Il giallo potrebbe dipendere da una clausola scaduta o da un gentlemen agreement legato alla retrocessione del West Ham in Championship.

A conti fatti, la Roma dovrebbe chiudere l’affare intorno ai 45 milioni di euro più 5 milioni di bonus, arrivando così alla richiesta complessiva da circa 50 milioni del club inglese.

Roma mercato, Summerville può diventare il colpo record

A queste condizioni, Summerville diventerebbe l’acquisto più caro nella storia della Roma, superando i 42 milioni investiti per Patrick Schick e i 40 milioni più bonus spesi per Tammy Abraham.

L’arrivo dell’olandese sarebbe anche un segnale forte alla piazza, in un momento in cui la tifoseria resta attenta alle mosse della società. La Curva Sud ha esposto uno striscione a Trigoria: «Fare un errore può succedere… Ripeterlo vuol dire approssimazione. Teniamoci stretti Lorenzo!». Il riferimento è al futuro di Lorenzo Pellegrini e alla necessità di evitare nuovi casi dopo l’addio di Celik.

Per la Roma, chiudere Summerville significherebbe dare qualità all’attacco e rilanciare con forza il mercato giallorosso.

La nuova Atalanta di Sarri: difesa a quattro, regia di Gaetano e primi segnali di Sarrismo

Atalanta, le prime indicazioni dall’amichevole in famiglia con l’U23: modulo, indicazioni tattiche e giocatori chiave per Sarri

La nuova Atalanta di Maurizio Sarri comincia a prendere forma. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la prima amichevole disputata contro l’Atalanta U23 ha offerto diversi spunti interessanti, a un mese esatto dall’andata del playoff di Conference League, in programma il 20 agosto.

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Il percorso è appena iniziato e servirà tempo per assimilare i principi del tecnico toscano. Sarri ha impostato una preparazione intensa, fatta di doppie sedute, lavoro fisico e continue esercitazioni tattiche. La rosa non è ancora completa per la “colpa” dei Mondiali, che hanno prolungato le vacanze di alcuni protagonisti, ma il materiale a disposizione resta già importante.

Atalanta, Sarri lavora sulla difesa a quattro

Il primo cambiamento evidente riguarda il passaggio dalla difesa a tre alla difesa a quattro. Un’evoluzione significativa per una squadra abituata a principi diversi negli ultimi anni. In questo senso, Giorgio Scalvini diventa uno degli esempi più chiari: meno libertà di avanzare palla al piede e posizione più bloccata al centro della retroguardia, anche durante la fase di possesso.

Diverso il discorso per Davide Zappacosta, che ha interpretato il ruolo da terzino con maggiore prudenza. Non più esterno a tutta fascia, ma laterale chiamato a spingere solo quando le coperture sono garantite.

Atalanta, Gaetano al centro del gioco di Sarri

Grande attenzione anche su Gianluca Gaetano, finora unico acquisto della Dea. Nel calcio di Sarri, il regista è una figura centrale: deve attrarre palloni, organizzare la manovra e dettare i tempi della squadra.

L’ex Napoli ha iniziato a muoversi dentro questi principi, alternando giocate orizzontali e verticalizzazioni. Dopo il “Sarriball” ai tempi del Chelsea e il “Sarrismo” visto a Napoli, l’Atalanta cerca ora una nuova identità fondata su ritmo, palleggio e occupazione razionale degli spazi.

Atalanta, Samardzic e Zalewski da mezzali

Curiosità anche per l’utilizzo di Lazar Samardzic e Nicola Zalewski da mezzali. Il primo è apparso più vicino a un regista aggiunto, mentre il secondo ha cercato inserimenti e strappi grazie alla sua rapidità.

In attacco servirà più tempo: Gianluca Scamacca e Nikola Krstovic devono adattarsi al compito di “riempire” l’area secondo le richieste di Sarri. Intanto, tra metà e fine settimana, sono attesi a Zingonia i rientri di Marten de Roon, Sead Kolasinac, Odilon Kossounou e Mario Pasalic.

Conte tra Napoli, Nazionale e VAR: «Da questo Mondiale bisogna imparare. Io ct dell’Italia? Non sono stato contattato»

Conte a DAZN dopo la finale del Mondiale tra Spagna e Argentina: le sue parole tra futuro, Nazionale, VAR e il rimpianto Lautaro

Antonio Conte è tornato a parlare negli studi di DAZN durante la serata della finale del Mondiale tra Spagna e Argentina. L’ex allenatore del Napoli, accostato anche alla panchina della Nazionale, ha affrontato diversi temi: dal suo futuro personale all’esperienza azzurra, passando per il lavoro di Massimiliano Allegri, il tema arbitrale, il mancato impiego di Lautaro Martinez e il percorso della Spagna di Luis De La Fuente.

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Alla domanda di Diletta Leotta su quanto gli mancherà allenare, Conte ha spiegato di vivere questa fase con serenità, consapevole della scelta fatta dopo l’addio al Napoli.

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FUTURO – «Non lo so quanto resisterò. Ma sono molto sereno, so di aver preso la decisione che sentivo di prendere. Sono molto sereno, poi vedremo il futuro cosa riserva ma senza particolari assilli».

Conte Napoli, il messaggio per Allegri

Al posto di Conte sulla panchina del Napoli è arrivato Massimiliano Allegri, che aveva parlato della fortuna di ereditare per la seconda volta, dopo la Juventus, una squadra allenata dal tecnico salentino. Conte ha risposto con parole di stima, ma ha anche spiegato il peso delle decisioni prese in carriera.

NAPOLI – «Belle parole. Spero vada tutto bene per Max e per il Napoli soprattutto. È stata un’esperienza bellissima, la porto dentro al mio cuore. Ma come ho sempre detto non si può ragionare con il cuore e le decisioni si prendono con la testa e si deve ragionare bene sul futuro su cosa è meglio mettendo i sentimenti da parte».

Conte Nazionale, il pensiero sul nuovo corso

Prima della finale Mondiale, Conte aveva parlato anche della possibile panchina della Nazionale, ribadendo di non essere stato contattato e sottolineando l’importanza di una scelta condivisa nella nuova struttura guidata da Giovanni Malagò e Paolo Maldini.

NAZIONALE – «Nazionale? Sono già stato Ct ed è stata sicuramente una bellissima esperienza. Se sono stato contattato? No. Penso siano state messe persone di valore a capo della struttura. Malagò lo conosciamo tutti, una figura di spessore. Paolo Maldini non poteva rimanere fuori dal calcio, per me è stato il difensore più forte italiano ma anche da dirigente ha fatto molto bene. Quello che posso dire è che la cosa più importante è che ci sia condivisione nella scelta, che si sposi questa scelta senza se e senza ma. È la prerogativa per costruire qualcosa di più importante».

Conte VAR, il confronto tra Mondiale e Serie A

Uno dei passaggi più forti ha riguardato il tema arbitrale. Conte ha evidenziato la differenza tra l’utilizzo del VAR al Mondiale e quello visto abitualmente in Italia, prendendo come esempio anche l’annullamento del gol di Ferran Torres nella finale.

VAR – «È stato lampante. Al Mondiale il VAR ha funzionato senza problemi e chiedevo a Marelli (esperto arbitrale di DAZN che il tecnico ha incontrato negli studi durante la sua partecipazione al tavolo dei commenti per la finale della Coppa del Mondo.ndr) perché in Italia non è così».

ARBITRAGGI – «Chiedevo perché in Italia diventa veramente difficile, bisogna fermarsi ad ogni situazione uno-due minuti. Al Mondiale hanno preso decisioni velocissime e spero che da questo Mondiale il campionato possa prendere qualcosa di positivo. Inutile negarlo, non rimaniamo contenti di tante situazioni che accadono. Di come si impiega il VAR, dalle interpretazioni che vengono date. Questo torneo ha dato l’esempio, la tecnologia aiuta, deve essere usata in maniera corretta e veloce e tutti siamo più tranquilli. Gli arbitri del Mondiale sono stati bravissimi. Anche l’annullamento del gol di Torres è arrivato in pochi secondi. In Italia avremmo aspettato minuti e comunque ci sarebbero stati problemi. Invece il gol è stato annullato in pochi secondi».

Conte su Lautaro Martinez e la finale dell’Argentina

Conte ha poi analizzato la finale persa dall’Argentina contro la Spagna, soffermandosi in particolare sul mancato utilizzo di Lautaro Martinez. Secondo l’ex tecnico, l’attaccante dell’Inter avrebbe potuto essere molto utile nei supplementari, ma gli episodi hanno complicato i piani di Lionel Scaloni.

LAUTARO – «Lautaro Martinez sarebbe servito. Sicuramente l’espulsione rimediata da Fernandez nel finale del secondo tempo ha complicato i piani di Scaloni. Nella mia idea avrebbe voluto far giocare Lautaro nei supplementari. Ma poi c’è stato un infortunio e si è giocato l’ultimo cambio. Dispiace perché Lautaro era in ottime condizioni psico-fisiche e poteva dare una mano».

ARGENTINA – «Diciamo che non è stata neanche fortunata l’Argentina perché ha avuto due infortuni importanti, quello di Martinez e quello di Romero e sono un po’ andati all’aria i piani del CT. In ogni caso l’Argentina è stato un po’ troppo remissiva. Non c’è motivo di rimanere in dieci, vai sotto e crei due occasioni lì quando prima non hai tirato in porta prima».

Conte esalta la Spagna di De La Fuente

Infine, Conte ha analizzato il lavoro di De La Fuente, mettendo in evidenza il percorso costruito dalla Spagna attraverso le giovanili e una struttura tecnica riconoscibile. Un modello che, secondo il tecnico, può garantire continuità anche nei prossimi anni.

SPAGNA – «De La Fuente è arrivato a fare il CT della Nazionale per gradi, parte dalle giovanili. Scaloni non ha un percorso particolare: è il secondo di Sampaoli e viene promosso in prima squadra. L’allenatore di una Nazionale deve avere dei requisiti: non hai tanto tempo per allenare, devi sintetizzare in pochissimo tempo le tue idee e devi essere capace di trasmetterle. La Spagna è avvantaggiata perché ha una cantera, una filiera, giocano tutti sotto una determinata struttura e oggi ha giocatori bravi. Deve preoccupare che sono giocatori bravi e giovani. Tranne Rodri sono tutti giocatori che ci ritroveremo a lungo contro. Le altre Nazionali si devono preoccupare perché la Spagna ha un percorso davanti».

Le parole di Conte fotografano una finale Mondiale letta da tecnico: attenzione ai dettagli, gestione dei cambi, peso degli episodi, ruolo della tecnologia e prospettive future. Con un messaggio chiaro anche per il calcio italiano: dal Mondiale si può e si deve imparare.

Napoli, prende forma la squadra di Allegri: pallone, dialogo e 4-3-3 nel nuovo corso azzurro

Napoli, Allegri cambia metodo nel ritiro in Val di Sole: tutte le indicazioni, tattiche e non solo, in vista dell’inizio della prossima stagione

Il nuovo Napoli di Massimiliano Allegri comincia a prendere forma nei primi giorni di ritiro in Val di Sole. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il lavoro dell’allenatore livornese ha già segnato una netta discontinuità rispetto al passato: meno carichi a secco, più pallone, esercitazioni continue e grande attenzione alla gestione tecnica della manovra.

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Nella seduta di ieri pomeriggio la squadra ha svolto il primo vero lavoro atletico, con circa 40 minuti tra corsa e ripetute. Nulla di paragonabile ai carichi visti nella scorsa estate. Il pallone, invece, è subito tornato centrale, tra esercitazioni, partitelle a pressione e indicazioni costanti da parte dello staff.

Napoli, Allegri punta sul 4-3-3

Il primo abito tattico scelto da Allegri sembra essere il 4-3-3, modulo molto legato alla storia recente del Napoli. Il tecnico sta lavorando soprattutto sulla difesa a quattro e sulla centralità di Stanislav Lobotka, destinato a tornare il punto di riferimento della costruzione azzurra.

Durante gli allenamenti, Allegri segue da vicino lo slovacco, correggendo movimenti e tempi di gioco. Dialogo continuo anche con Frank Anguissa, che il tecnico considera un elemento importante da rilanciare.

Napoli, Anguissa al centro del progetto

Uno dei primi obiettivi di Allegri è recuperare pienamente Anguissa, reduce da una stagione complicata anche a causa dell’infortunio di novembre. Il centrocampista camerunese sembrava vicino all’addio, ma l’accoglienza dei tifosi a Dimaro e il lavoro quotidiano dello staff potrebbero cambiare lo scenario.

Allegri, Manna e il vice Landucci stanno insistendo molto sul piano mentale, cercando di restituire fiducia e serenità a un giocatore ritenuto ancora fondamentale per equilibrio, fisicità e intensità.

Napoli, attesa per McTominay, De Bruyne e Lukaku

Il tecnico attende anche l’arrivo di McTominay e il confronto diretto con De Bruyne e Lukaku, che si uniranno al gruppo nel secondo ritiro di Castel di Sangro dal 5 agosto. Il loro futuro sarà decisivo per il progetto tecnico e per le strategie di mercato.

Intanto Allegri lavora sui presenti: vuole un Napoli aggressivo, ordinato e competitivo. L’obiettivo è chiaro: ricostruire identità, conquistare i tifosi e tornare a vincere.

Spagna campione del mondo, ma esplode la rissa: caos in campo dopo la finale con l’Argentina

Spagna campione del mondo, Ferran Torres decide la finale: Argentina in lacrime e rissa nel finale. La ricostruzione su quanto accaduto

La Spagna è campione del mondo. Un gol di Ferran Torres nei tempi supplementari ha consegnato alle Furie Rosse il Mondiale 2026, chiudendo una finale tesa e bloccata contro l’Argentina. La rete decisiva è arrivata al minuto 106, dopo una partita rimasta a lungo inchiodata sullo 0-0 e caratterizzata da poche vere occasioni da gol.

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Per la Spagna si tratta della seconda Coppa del Mondo della propria storia, un trionfo che conferma la forza di una generazione capace di arrivare fino in fondo. Dall’altra parte, invece, restano le lacrime dei giocatori argentini e i riflettori puntati su Leo Messi, che a 39 anni potrebbe aver disputato la sua ultima edizione del torneo iridato.

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Spagna-Argentina, tensione dopo il fischio finale

Il finale di gara è stato segnato da momenti di grande nervosismo. Al triplice fischio, infatti, è scoppiata una rissa al centro del campo. Tutto sarebbe nato da una manata di Molina a Rodri, mentre il centrocampista spagnolo stava andando a festeggiare con i compagni.

Rodri si è girato immediatamente per chiedere spiegazioni, andando faccia a faccia con l’avversario. In difesa del giocatore della Spagna sono arrivati anche Eric Garcia e Gavi, con quest’ultimo finito a terra dopo un intervento di Paredes. A quel punto la situazione è degenerata, con l’ingresso in campo di diversi giocatori e componenti degli staff tecnici.

Argentina, Paredes espulso e accuse nel post partita

Nel post partita, l’arbitro Slavko Vincic ha espulso Paredes per la sua reazione. Resta ora da capire quale sarà l’entità dell’eventuale squalifica, considerando la violenza del gesto e il clima acceso del finale.

Successivamente, Lisandro Martinez avrebbe raccontato che a provocare Paredes sarebbe stato Pedri, con una frase sul futuro dell’Argentina senza Messi. I giocatori argentini non si sono presentati in mixed zone e non sono passati in sala stampa, salendo direttamente sul pullman.

L’unico a parlare è stato il ct Lionel Scaloni, visibilmente commosso in conferenza stampa.

«Bisogna riconoscere che la Spagna era superiore».

La Spagna chiude così il Mondiale nel segno della gloria, mentre l’Argentina lascia il torneo tra amarezza, tensioni e il possibile addio mondiale di Messi.

Napoli, idea scambio con il Tottenham: Vicario per Milinkovic-Savic, Juve sorpassata?

Calciomercato Napoli, il nodo portieri può cambiare gli scenari: i partenopei hanno un piano per superare la Juve nella corsa a Vicario

Il Napoli continua a muoversi con cautela sul mercato, diviso tra il capitolo uscite ancora bloccato e la necessità di costruire margini economici per intervenire in entrata. La rosa resta molto ampia e Aurelio De Laurentiis ha chiesto all’“aziendalista” Massimiliano Allegri di gestire il gruppo in attesa di sviluppi più favorevoli.

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Un reparto, però, sembra già destinato a subire cambiamenti importanti: la porta. Allegri è stato chiaro sul tema, spiegando che «Ci sarà una gerarchia in porta». Una frase che apre alla possibilità di una scelta netta tra i profili attualmente presenti in rosa.

Al momento il Napoli può contare su Vanja Milinkovic-Savic e Alex Meret, due portieri che nell’ultima stagione si sono alternati senza riuscire a imporsi definitivamente. Prima con Antonio Conte, poi con Allegri, nessuno dei due ha dato la sensazione di poter diventare una certezza assoluta.

Napoli mercato, Milinkovic-Savic può partire

Il portiere serbo ha avuto più spazio con Conte, ma il suo valore di mercato potrebbe spingere il Napoli a valutare una cessione. Milinkovic-Savic piace in Premier League e tra i club interessati c’è anche il Tottenham di Roberto De Zerbi.

Gli Spurs hanno già inserito Dubravka, arrivato a parametro zero dal Burnley, ma restano dubbi sul reparto. Kinsky e Vicario non vengono considerati certezze assolute, mentre l’ex portiere dell’Empoli avrebbe fatto capire da tempo di voler cambiare aria.

Napoli-Tottenham, prende quota lo scambio Vicario-Milinkovic

Secondo il Corriere dello Sport, sta prendendo corpo l’ipotesi di uno scambio tra Guglielmo Vicario e Vanja Milinkovic-Savic. L’operazione potrebbe essere strutturata attraverso due trasferimenti a titolo definitivo da circa 20 milioni di euro ciascuno.

Una formula che garantirebbe effetti positivi sui bilanci di entrambe le società, generando plusvalenze e consegnando ai due allenatori un portiere potenzialmente titolare.

Juventus, rischio sorpasso per Vicario

L’eventuale accelerazione del Napoli rischierebbe di complicare i piani della Juventus, che considera Vicario la principale alternativa a Dibu Martinez. La pista legata al portiere dell’Aston Villa non si è ancora sbloccata, ma i bianconeri continuano a ragionare solo su formule conservative.

La Juve, infatti, non vorrebbe andare oltre un prestito con diritto di riscatto, eventualmente trasformabile in obbligo. Una proposta che non convince il Tottenham e che potrebbe lasciare spazio al sorpasso del Napoli.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 20 luglio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Pagelle Spagna Argentina: TOP E FLOP della finale dei Mondiali decisa da Ferran Torres

Pagelle Spagna Argentina: i voti ai protagonisti del match, valido per la finale dei Mondiali 2026

Pagelle Spagna Argentina: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la finale dei Mondiali 2026.

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Al MetLife Stadium di East Rutherford decide un gol di Ferran Torres all’inizio del secondo tempo supplementare. La Spagna conquista così il secondo Mondiale della sua storia, dominando un’Argentina apparsa senza energie, arroccata in difesa e rimasta in dieci uomini per l’espulsione di Enzo Fernández. I numeri certificano il monologo spagnolo: l’Albiceleste abdica senza essere riuscita a effettuare un solo tiro nello specchio della porta in circa 140 minuti di gioco complessivi.

Di seguito i protagonisti in positivo e in negativo della finalissima.

I TOP

Ferran Torres (Spagna)

  • L’uomo del destino. Entra a gara in corso e risolve una finale bloccata al minuto 106 con un destro potente sotto la traversa, capitalizzando al meglio la sponda aerea di Nico Williams. Firma il gol che vale la seconda stella sul petto per la Roja, del resto è tutto il Mondiale che fa vedere quanta adrenalina regali alla squadra appena fa il suo ingresso in campo.

Emiliano “Dibu” Martínez (Argentina)

  • Un muro invalicabile nei 90′. Se l’Argentina riesce a trascinare la gara oltre i tempi regolamentari, il merito è quasi interamente suo. Compie miracoli in serie su Lamine Yamal, Nico Williams, e respinge d’istinto i tentativi ravvicinati di Laporte e Dani Olmo, arrendendosi solo alla conclusione ravvicinata di Ferran Torres. Non mancano due prese incerte, però di fronte alla continua sollecitazione è quasi impossibile essere immuni da qualche errore.

Pau Cubarsí (Spagna)

  • Granito e precisione. Prestazione difensiva impeccabile del giovanissimo centrale. Annulla l’attacco argentino e compie una chiusura provvidenziale al 120′ anticipando Medina su un cross pericolosissimo di Messi, blindando di fatto il trionfo spagnolo a un passo dal fischio finale.

Nico Williams (Spagna)

  • Impatto devastante dalla panchina. Il suo ingresso al 75′ spacca in due la difesa stanca dell’Argentina. Suo l’assist aereo intelligente che permette a Ferran Torres di scaricare in rete il pallone del definitivo 1-0. Unica cosa: perché provare un numero in area con relativa brutta figura quando con meno ricerca della giocata a effetto avrebbe potuto anche firmare il 2-0?

I FLOP

Enzo Fernández (Argentina)

  • Rovina un grande Mondiale. Già ammonito all’82’ per proteste, commette un gravissimo errore di ingenuità e frustrazione al 93′ atterrando duramente Cubarsì. Il secondo giallo lascia l’Argentina in 10 uomini per tutti i tempi supplementari, condannando i suoi a un finale di pura sofferenza.

Leandro Paredes (Argentina)

  • Ingresso da incubo. Subentra all’inizio del secondo tempo e colleziona subito un errore sanguinoso che regala una chance a Baena. Pochi minuti dopo si innervosisce, commette un fallo a palla lontana su Rodri e spinge platealmente Dani Olmo davanti all’arbitro, rimediando un’ammonizione dopo neanche cinque minuti dal suo ingresso. Nel finale dei tempi regolamentari concede anche la pericolosa punizione dal limite alla Spagna. Al fischio finale riesce nel miracolo inglorioso di ricevere un cartellino rosso, abbondantemente cercato.

Giuliano Simeone (Argentina)

  • L’errore che spegne le speranze. Subentra nella ripresa per dare freschezza all’attacco. Al 121′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo di Messi prolungato dalla difesa spagnola, si ritrova sul destro all’altezza del dischetto la palla del clamoroso 1-1, ma calcia incredibilmente alto sopra la traversa.

Grazie di tutto, Leo

Lionel Messi è uscito sconfitto nella finale Spagna Argentina, sancendo con tutta probabilità la sua ultima partita ai Mondiali

Il calcio sa essere lo sceneggiatore più spietato e magnifico al tempo stesso. Nella notte del MetLife Stadium, il sipario sui Mondiali 2026 si è chiuso nel modo più doloroso e beffardo per l’Argentina, piegata al tramonto dei tempi supplementari da una zampata letale di Ferran Torres che ha consegnato la coppa del mondo alla Spagna. Ma al di là del verdetto del campo, al di là della festa delle Furie Rosse, gli occhi del pianeta si sono posati su un’unica, monumentale figura, rimasta immobile sul cerchio di centrocampo: Lionel Messi.

Vedere la Pulce con lo sguardo perso nel vuoto, rigato dalle lacrime, ha stretto il cuore di chiunque ami questo sport. Con tutta probabilità, quella di questa sera è stata la sua ultima recita su un palcoscenico mondiale. Un finale di partita che nessuno avrebbe voluto scrivere per il calciatore che ha ridefinito i confini del possibile.

Il peso della maglia e il vuoto del futuro

Messi ha lottato come un leone ferito, ha tracciato geometrie invisibili agli umani e ha trascinato l’Albiceleste con il peso di una nazione intera sulle spalle. Stavolta, però, gli dèi del pallone hanno scelto un finale diverso rispetto alla favola di Doha del 2022. Non c’è stata l’estasi, ma un addio colorato di malinconia.

Adesso, mentre l’eco della sconfitta brucia ancora, il mondo intero si interroga sul domani. Capiremo se si ritirerà dalla Nazionale, se questo argento così amaro segnerà il punto finale della sua leggendaria avventura con la selezione argentina. Il dubbio logora i tifosi, ma la verità è che il corpo e la mente di questo fuoriclasse hanno già offerto al gioco ogni singola goccia di energia disponibile.

Oltre la sconfitta: l’eredità di un mito eterno

Se questo è stato davvero il capolinea con la maglia dell’Argentina, non deve esserci spazio per i rimpianti. Il pianto finale di Leo non è quello di uno sconfitto, ma il tributo umano di un sovrano che ha abdicato dopo aver difeso il suo regno fino all’ultimo respiro, a 39 anni.

La fine di un’era non si misura con una medaglia d’argento, ma con la gratitudine di generazioni che hanno visto il calcio diventare arte grazie ai suoi piedi.

Le lacrime si asciugheranno, la ferita dei supplementari si rimarginerà, ma l’impronta di Lionel Messi sulla storia rimarrà intatta, eterna e irraggiungibile. La storia di Leo resterà per sempre.

Spagna Argentina 1-0: Roja campione del mondo, Ferran Torres decisivo ai supplementari per il trionfo iberico!

Spagna Argentina LIVE: sintesi, moviola, tabellino, risultato e cronaca del match, valido per la finale dei Mondiali 2026

Spagna campione del mondo! 1-0 in finale del Mondiale al MetLife Stadium di New York contro l’Argentina nel segno di Ferran Torres.


Spagna Argentina 1-0: sintesi e moviola

FISCHIO FINALE: SPAGNA CAMPIONE DEL MONDO!

114′ GOL ANNULLATO FERRAN TORRES – Yamal in profondità per Ferran Torres che non sbaglia nell’uno contro uno con Dibu. Bandierina su però poi, fuorigioco.

106′ GOL FERRAN TORRES – LA SPAGNA LA SBLOCCA! Traversone dalla destra, sponda di testa di Nico Williams per la conclusione chirurgica sotto la traversa di Ferran.

105′ Occasione Merino – Sfiora il gol il calciatore dell’Arsenal con il suo inserimento, ma senza successo. Altra grandissima chance per la Spagna.

101′ Tiro Yamal – Non gira abbastanza il mancino di Lamine. Pallone alle stelle.

96′ GOL ANNULLATO NICO WILLIAMS – Aveva insaccato nel tap-in Nico, ma l’arbitro ha fermato tutto! Ravvisato uno step on foot di Merino su Otamendi nell’azione.

94′ Occasione Nico Williams – Cross stupendo di Pedri, Nico prova ad arrivarci di testa ma viene anticipato ancora dal gran riflesso di Martinez.

SI VA AI SUPPLEMENTARI

90’+7′ Punizione Yamal – Sinistro a giro respinto in angolo da Martinez.

90’+4′ Espulso Enzo Fernandez – Follia del centrocampista argentino. Già ammonito, insegue e colpisce in netto ritardo Cubarsì: espulsione sacrosanta.

87′ Ci prova Ferran, c’è Dibu Martinez – Cross dalla destra, Ferran Torres gira verso la porta ma trova i guantoni dell’estremo difensore argentino.

81′ Colpo di testa Laporte – Incornata in area a colpo sicuro, Dibu arpiona senza troppi grattacapi ma altra grande occasione per la Spagna.

77′ Ancora Dibu Martinez! – Doppio intervento del portiere argentino, che sta reggendo solo lui la Nazionale sulle spalle. Prima su Pedri e poi su Cubarsì: non pulitissimo nelle parate ma efficace sicuramente nel mantenere il pareggio.

66′ Colpo di testa Ferran Torres – Yamal sguscia via a destra, cross per Ferran Torres che gira di testa ma trova la presa centrale di Martinez.

64′ Tiro Dani Olmo – Spagna in netto dominio del match. Arriva con pericolosità al tiro Dani Olmo in questo frangente: tentativo potente, in qualche modo Dibu Martinez respinge in calcio d’angolo.

47′ Occasione Baena – Lampo ad inizio ripresa. Baena scalda il mancino con una conclusione pericolosa dal limite: si allunga Dibu Martinez e dice di no.

FINE PRIMO TEMPO

43′ Tiro Cucurella – Sinistro in diagonale del terzino che esce di pochissimo.

40′ Occasione Oyarzabal – Grandissima chance per l’attaccante spagnolo. Sinistro violento dal limite ma troppo centrale, si allunga Emiliano Martinez e neutralizza.

35′ Cucurella velenoso con il suo traversone – Pericoloso quando si sgancia in avanti il neo terzino del Real Madrid. Cross basso respinto però nel cuore dell’area da Romero.

23′ Poche occasioni in questa fase – Le due squadre non si stanno scoprendo tanto. Ritmi alti e tanto possesso palla ma pochissime chances create in zona offensiva.

17′ Ancora Yamal e ancora il Dibu – Yamal sterza sul mancino e crossa con pericolosità al centro dell’area di rigore. Traiettoria tagliata per Oyarzabal e Dani Olmo ma Martinez in presa sicura bassa sventa tutto.

6′ Ribaltamento di fronte per Messi – L’azione viene subito capovolta, con Messi lanciato in campo aperto. Ma esce Unai Simon e allontana bene il pallone.

5′ Occasione Yamal – Ad un passo dal vantaggio la Spagna! Olmo imbuca per Yamal, che a tu per tu con Dibu Martinez apre l’interno ma spara addosso al portiere argentino.

1′ Cominciata Spagna Argentina


Migliore in campo: Ferran Torres PAGELLE


Spagna Argentina 0-0: risultato e tabellino

SPAGNA (4-2-3-1): Simon; Porro, Laporte, Cubarsi, Cucurella; Rodri, Fabian; Lamine Yamal, Olmo, Baena; Oyarzabal. Ct. De la Fuente

ARGENTINA (4-4-2): Emiliano Martinez; Montiel, Romero, Lisandro Martinez; Tagliafico, De Paul, MacAllister, Enzo Fernandez, Nico Gonzalez; Lionel Messi, Julian Alvarez. Ct. Scaloni

Moviola Spagna Argentina: gli episodi dubbi del match diretto da Vincic 

Moviola Spagna Argentina: gli episodi dubbi del match, valido per la finale dei Mondiali 2026

La moviola di Spagna Argentina, con gli episodi dubbi della sfida valida per la finale dei Mondiali 2026. Arbitro dell’incontro lo sloveno Vincic.

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PRIMO TEMPO

Il primo fallo è di Pedro Porro che entra in ritardo su Nico Gonzalez. Al 4′ protesta Montiel che fa un blocco su Alex Baena e viene sanzionato, si lamenta di una trattenuta reciproca. Al 15′ Mac Allister entra deciso su Dani Olmo, il giallo sarebbe stato giusto, primo intervento di una certa rilevanza non valutato come si deve da Vincic. Un minuto dopo Messi tocca il suo primo pallone e subisce l’aggressione alle spalle da parte di Alex Baena. Piccole scintille tra lo spagnolo e Romero, Dani Olmo poco dopo entra con decisione su Enzo Fernandez. Non poche le interruzioni: alla pausa idratazione sono già 8 i falli fischiati dal direttore di gara. Netto mani a centrocampo da parte di Enzo Fernandez. Va via Yamal a Tagliafico, ancora una volta la panchina iberica chiede qualcosa di più di un semplice fischio. E successivamente non approva il fallo decretato a Rodri su Enzo Fernandez. Al 41′ arriva il primo cartellino: il colpevole è Lisandro Martinez che va a bloccare sul nascere una ripartenza di Oyarzabal, un cartellino “assorbito” perché poco dopo è costretto alla resa per un infortunio muscolare che lo porta a essere sostituito da Otamendi. Extra-time di 4 minuti. Si va al riposo sullo 0-0: un ammonito, 16 i falli (non pochi): 7 spagnoli, 9 argentini.

SECONDO TEMPO

Proteste di Scaloni a inizio ripresa su un corner che non viene accordato all’Argentina. Due falli consecutivi da parte di Alex Baena nel giro di pochi secondi. Contatto a palla lontana a centrocampo di Paredes che colpisce alla schiena Rodri, si accende una mischia e il neo-entrato argentino riceve un cartellino. All’ora di gioco Paredes atterra Pedro Porro, si lamenta ma la punizione c’è. Poco prima dell’hydration break Romero resta a terra su un corner, Scaloni lo sostituisce. Al 78′ Vincic richiama i giocatori sull’ennesimo corner a favore della Spagna. All’81’ spinta di Simeone dura su Cucurella, che la “chiama” arrestando la sua corsa. All’82’ ammonito Enzo Fernandez per una protesta plateale: terzo cartellino, finora tutti per la squadra di Scaloni. Solo 4 i minuti di recupero, troppo pochi tenendo conto di cambi e interruzioni. Blocco di Laporte su Messi, anche in questo caso Vincic si dimentica il cartellino in tasca. Al 92′ secondo cartellino e conseguente espulsione per Enzo Fernandez che arriva in ritardo su Cubarsi con troppa veemenza: gli argentini chiedono una revisione del Var, il fallo è assolutamente netto e l’Argentina sarà costretta a giocare in inferiorità numerica i tempi supplementari. I tempi regolamentari terminano al minuto 98.

TEMPI SUPPLEMENTARI

Al 96′ Nico Williams va in gol su una respinta a porta vuota, rete annullata perché in precedenza c’è un corpo a corpo di Merino e Otamendi: Vincic interviene con sicurezza avendo visto un colpo dello spagnolo sull’argentino, le immagini non chiariscono perfettamente la situazione, dopo un po’ di replay si capisce che c’è stato un pestone sul piede del difensore. L’arbitro non concede un intervento di Cucurella su Simeone, il terzino si disinteressa del pallone, Scaloni protesta e riceve un giallo dal direttore di gara sloveno. Sono 3 i minuti di recupero, si va all’ultimo tratto di gara ancora sullo 0-0.Dopo l’1-0 della Spagna, ammonito Mac Allister per fallo su Cucurella. Al minuto 113 Ferran Torres va via da solo, mette dentro e l’assistente chiama un fuorigioco non semplice da vedere: gol non convalidato per una piccola porzione di spalla in avanti. Al 117′ gran sinistro di Messi che colpisce sul volto Merino, Vincic ferma subito e gli argentini si lamentano perché la sfera stava andando in corner. Sono ben 5 i minuti da giocare oltre il 120′. Al 122′ fallo a palla lontana di Otamendi su Cubarsi mentre l’Albiceleste sta cercando di fare l’assedio finale. Termina la finale con la vittoria della Spagna. Gara tosta da dirigere, come si vede anche dalla tensione al fischio finale che porta a un secondo rosso, lo merita Paredes, alquanto rissoso. Molti i falli: 21 quelli spagnoli, 25 quelli argentini e tutti sudamericani sono i 6 cartellini ricevuti.

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