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Calciomercato Napoli, la priorità a gennaio è un centrocampista: torna di moda un vecchio obiettivo di Manna. I dettagli

Calciomercato Napoli: si lavora a un rinforzo a centrocampo, torna di moda Miretti. La Juventus potrebbe aprire alla cessione del centrocampista.

Il calciomercato Napoli entra già nel vivo in vista della sessione invernale di gennaio. La società partenopea, guidata dal direttore sportivo Giovanni Manna, sta infatti valutando diverse mosse per rinforzare la rosa a disposizione di Luciano Spalletti, soprattutto in un reparto che nei prossimi mesi sarà inevitabilmente indebolito dalle assenze.

Il nodo principale riguarda la partenza di Zambo Anguissa, che a dicembre volerà in Costa d’Avorio per disputare la Coppa d’Africa con il Camerun. Un’assenza pesante per il Napoli, che perderà uno dei suoi pilastri di centrocampo nel momento cruciale della stagione. A questo si aggiunge l’indisponibilità di De Bruyne, ancora alle prese con i postumi dell’infortunio muscolare che lo terrà fuori almeno fino a febbraio. Due vuoti difficili da colmare, che costringono il club azzurro a muoversi con anticipo sul mercato.

Secondo le ultime indiscrezioni di calciomercato.com, il Napoli starebbe valutando un ritorno di fiamma per Fabio Miretti, centrocampista classe 2003 della Juventus. Il giovane talento bianconero piace da tempo alla dirigenza partenopea e già la scorsa estate era stato oggetto di trattative tra i due club. Allora, però, l’accordo non fu raggiunto a causa delle divergenze economiche sulla valutazione del cartellino.

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Ora la situazione potrebbe cambiare: il calciomercato del Napoli guarda con rinnovato interesse a Miretti, che finora ha trovato spazio solo a sprazzi con la maglia della Juventus, collezionando pochi minuti anche nell’ultima sfida di Champions League. La società azzurra ritiene il centrocampista ideale per caratteristiche tecniche e dinamismo, capace di garantire qualità e intensità in mezzo al campo durante l’assenza di Anguissa.

Molto, però, dipenderà dalle decisioni di Luciano Spalletti e dal nuovo corso bianconero. La Juventus dovrà infatti valutare se trattenere il giocatore come alternativa in mediana o se aprire alla cessione, magari in prestito con diritto di riscatto, una formula gradita al Napoli.

Il calciomercato del Napoli, dunque, si prepara a un gennaio caldo: Manna e Conte lavorano per rinforzare la squadra senza stravolgerla, puntando su profili giovani ma già pronti per la Serie A. Miretti rappresenta una delle piste più concrete, ma non è l’unica: nei prossimi giorni potrebbero emergere anche altre opzioni, con l’obiettivo di mantenere alto il livello competitivo del centrocampo azzurro.

Sampdoria, testa alla sfida contro il Venezia: il report dell’allenamento odierno e le ultime sui doriani

Sampdoria, lavoro intenso a Bogliasco in vista della trasferta di Venezia. I ragazzi di Gregucci trascorreranno qualche giorno in ritiro.

Prosegue senza sosta la preparazione della Sampdoria in vista della delicata trasferta di Venezia, in programma sabato 8 novembre alle ore 19:30 allo stadio “Penzo” e valida per la dodicesima giornata del campionato di Serie B. La squadra blucerchiata si è ritrovata questa mattina al centro sportivo “Mugnaini” di Bogliasco per una nuova seduta di allenamento agli ordini di Angelo Gregucci e del suo staff tecnico.

La sessione si è aperta con il tradizionale discorso dell’allenatore, che ha radunato il gruppo al centro del campo principale per analizzare gli aspetti tattici e motivazionali in vista della prossima sfida. Successivamente, i giocatori della Sampdoria hanno svolto una fase di attivazione atletica e una serie di esercitazioni tecnico-tattiche ad alta intensità, con particolare attenzione al possesso palla e alle transizioni offensive. La mattinata si è poi conclusa con alcune partitelle a tema su spazi ridotti, mirate a migliorare ritmo e reattività.

Buone notizie per il tecnico: Fabio Depaoli e Alex Ferrari hanno lavorato regolarmente con il gruppo, segnale incoraggiante in vista della convocazione per la gara contro il Venezia. Proseguono invece i programmi personalizzati per Giorgio Altare, Estanislau Pedrola e Nicola Ravaglia, che hanno svolto lavoro differenziato di recupero. Seduta di sole terapie per Oliver Abildgaard, Lorenzo Malagrida e Victor Narro, ancora alle prese con i rispettivi infortuni.

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Al termine dell’allenamento, come da tradizione, la squadra ha condiviso il pranzo presso il centro sportivo prima di prendere parte a un incontro formativo con un rappresentante della CAN (Commissione Arbitri Nazionale). L’arbitro Davide Ghersini, della sezione AIA di Genova, ha illustrato a giocatori e staff le ultime novità del regolamento e le relative interpretazioni, un momento utile per chiarire dubbi e aggiornarsi sulle direttive arbitrali.

La giornata della Sampdoria si è poi conclusa con la partenza in pullman verso Veronello, sede del ritiro anticipato. Lì la squadra continuerà la preparazione in vista della sfida contro il Venezia, un match importante per consolidare il percorso di crescita e risalire ulteriormente in classifica. Domani è in programma una nuova seduta di lavoro, con Gregucci deciso a mantenere alta la concentrazione e la competitività del gruppo.

La Sampdoria, dunque, punta a presentarsi al Penzo nelle migliori condizioni possibili, con l’obiettivo di tornare a casa con un risultato positivo.

Milan, buone notizie per Allegri: quel giocatore ha smaltito l’infortunio e sarà disponibile contro il Parma. Le ultimissime

Milan, Allegri ha recuperato un giocatore in vista della sfida contro il Parma. Una notizia sicuramente positiva in ottica anche futura.

Arrivano ottime notizie direttamente da Milanello, un segnale di grande fiducia per Massimiliano Allegri in vista del prossimo impegno di campionato.

Il Milan, dopo la seduta di scarico di ieri, ha iniziato a preparare la prossima gara contro il Parma, in programma sabato sera alle 20.45.

Il protagonista della giornata è senza dubbio Christian Pulisic. L’esterno statunitense, assente nelle ultime settimane per un problema muscolare rimediato in Nazionale durante la sosta di ottobre, ha compiuto il passo decisivo verso il recupero. LEGGI LA NOTIZIA COMPLETA SU MILANEWS24.COM

Inter, Chivu su Prime: «Attenzione a sottovalutare il Kairat. Su Thuram dico una cosa…»

Inter, Chivu a poche ore dalla sfida contro il Kairat ha parlato ai microfoni di Prime. Ecco le parole del tecnico nerazzurro su diversi temi.

A poche ore dalla sfida contro il Kairat, il tecnico dell’Inter, Cristian Chivu, ha parlato ai microfoni di Prime.

CHAMPIONS LEAGUE – «La Champions è questa, se sei arrivato nella fase a gironi vuol dire che qualcosa hai e bisogna rispettare questo. Una squadra che per arrivare in Champions ha fatto 4 turni preliminari e qualcosa di buono ha. Ha eliminato Slovan, Celtic, bisogna stare sempre con le antenne dritte, le partite non sono mai semplici».

THURAM – «Umanamente ci è mancato tanto perché abbiamo perso un bravissimo ragazzo oltre all’attaccante che ci serviva in queste partite ogni tre giorni. Purtroppo non era a disposizione, ci ha messo un po’ di più delle aspettative, siamo felici di rivederlo coi compagni. Poi è ancora da valutare quanto e se ne ha qualcosa. Ha pochi allenamenti col gruppo, lo abbiamo gestito gradualmente. Abbiamo questa cura particolare di non forzare, è stato fermo un mese, è andato giù di condizione».

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POST NAPOLI? – «Ho visto la voglia di reagire, di prendersi la sconfitta di Napoli come un episodio, come una cosa che capita durante la stagione. La cosa importante è come reagisci. Dopo 3 giorni abbiamo giocato con la Fiorentina, poi a Verona, la reazione c’è stata ed è quello che avevamo chiesto. Ora vogliamo vedere continuità». LEGGI LE DICHIARAZIONI COMPLETE SU INTERNEWS24.COM

Ancelotti, il Brasile lo difende dalle critiche di un ex allenatore. La posizione della Federazione è molto chiara. Il comunicato

Ancelotti è finito nel mirino di un ex allenatore brasiliano. E la Federazione ha deciso di prendere le sue difese respingendo le accuse.

La Federazione Brasiliana degli Allenatori di Calcio (FBTF) ha rilasciato una nota ufficiale martedì sera (4 novembre) per ripudiare le dichiarazioni dell’ex allenatore Oswaldo de Oliveira sugli allenatori stranieri, le quali hanno messo in imbarazzo il tecnico della nazionale brasiliana, Carlo Ancelotti. L’ente ha presentato le sue scuse al tecnico italiano.

Le dichiarazioni controverse di Oswaldo de Oliveira
In precedenza, martedì mattina, Oswaldo de Oliveira aveva partecipato al 2º Forum Brasiliano degli Allenatori di Calcio, presso la sede della CBF a Rio de Janeiro. L’ex allenatore aveva espresso il suo pensiero sugli allenatori stranieri nel calcio brasiliano, creando una situazione di forte disagio per Ancelotti, presente all’evento. «Spero che noi torniamo ad avere allenatori brasiliani che brillano, che dirigono i club e, quando, naturalmente, Ancelotti andrà via dopo essere campione l’anno prossimo, che torni un brasiliano», aveva detto Oswaldo de Oliveira dal palco, alla presenza del tecnico italiano.

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La condanna della FBTF e le scuse ufficiali
In un comunicato, la FBTF ha classificato la posizione di Oswaldo de Oliveira come “inaccettabile” e ha preso le difese di Ancelotti, citando la lunga e fortunata carriera del tecnico italiano. «La FBTF considera inammissibile che un professionista che, nel corso della sua carriera, ha occupato spazi rilevanti nel panorama nazionale e internazionale, utilizzi la sua parola in modo sbilanciato e offensivo per squalificare colleghi di professione e propagare discorsi che mancano di rispetto allo sforzo collettivo di una categoria», ha scritto l’ente.
L’organizzazione ha inoltre espresso il suo profondo rammarico per l’episodio e ha rivolto le sue scuse al presidente della CBF, Samir Xaud, al tecnico Carlo Ancelotti e all’alta dirigenza della confederazione. Già in precedenza, il direttore della FBTF, Alfredo Sampaio, aveva condannato le dichiarazioni di Oswaldo de Oliveira definendo l’episodio un “oltraggio”. «So che questo gli arriverà e ci tengo che arrivi. Qui è il mio ripudio alla postura inadeguata che ha avuto in un evento così importante», aveva detto il dirigente.

Il messaggio della FBTF: «Il calcio non ha confini»
La nota completa della FBTF, datata Rio de Janeiro, 4 novembre 2025, riafferma la propria missione di rappresentare i professionisti che dignificano e costruiscono quotidianamente la storia del calcio brasiliano. La Federazione ha manifestato il suo più veemente ripudio per le dichiarazioni e la postura inaccettabile di Oswaldo de Oliveira, le quali hanno colpito la CBF e, soprattutto, Carlo Ancelotti. La FBTF ha ribadito che «Noi, allenatori di calcio, sappiamo che il calcio non ha frontiere. Il Tecnico Carlo Ancelotti è un professionista estremamente competente, con enormi conquiste e che merita tutto il rispetto della categoria degli allenatori». La Federazione ha concluso esprimendo profondo rammarico per l’accaduto, che ha macchiato lo spirito di unione e dialogo dell’evento, e ha ribadito ammirazione, rispetto e riconoscimento per il lavoro di tutti coloro che valorizzano il calcio.

Upamecano, il difensore al centro di una polemica dopo la sfida contro il PSG: cosa ha fatto il difensore del Bayern e la sua reazione sui social

Upamercano è finito al centro di una polemica per un gesto fatto dopo il grave infortunio di di Hakimi. Il difensore ha spiegato tutto sui social.

Dayot Upamecano, difensore del Bayern Monaco, è finito al centro di una bufera mediatica e social dopo la vittoria per 2-1 contro il Paris Saint-Germain in Champions League. Il centrale francese, autore di una prestazione impressionante sul campo, si è reso protagonista di un gesto controverso che ha oscurato in parte il successo bavarese.

Il gesto incriminato e l’infortunio di Hakimi
Mentre i medici soccorrevano Achraf Hakimi, vittima di un violento tackle da dietro di Luis Díaz che gli è costato l’espulsione, un’immagine ha mostrato Upamecano mimare delle lacrime. Un gesto di scherno, giudicato irrispettoso, soprattutto considerando che il terzino marocchino era costretto a lasciare il campo senza poter appoggiare il piede, con la caviglia dolorante.

La reazione social e le scuse di Upamecano
L’episodio ha scatenato l’indignazione sui social network, in particolare tra i tifosi del Marocco, che hanno preso di mira il difensore del Bayern. Upamecano ha sentito il bisogno di rispondere prontamente tramite il suo account Instagram, cercando di spegnere l’incendio: «Non cercate la polemica dove non ce n’è. Mi dispiace per il tuo infortunio. Buona guarigione».

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Un episodio che oscura la vittoria del Bayern
Il gesto di Upamecano, unito ad altre reazioni talvolta sorprendenti di alcuni giocatori del Bayern (come Stanisic), ha quasi fatto passare in secondo piano la bella vittoria della squadra di Kompany al Parc des Princes, un risultato fondamentale per consolidare il primo posto nel girone di Champions League. L’episodio solleva ancora una volta il dibattito sull’etica sportiva e sul rispetto tra avversari, anche nei momenti di alta tensione agonistica. In attesa di eventuali ulteriori sviluppi o prese di posizione, resta l’amaro in bocca per un gesto che ha macchiato una serata di calcio europeo di alto livello, focalizzando l’attenzione non sulla prestazione sportiva, ma su un episodio di scarso fair play.

Vendita San Siro, lo stadio è ufficialmente di Milan ed Inter: la nota ufficiale dopo la firma delle scorse ore

Vendita San Siro, Milan ed Inter sono entrati in possesso dello stadio. Un passaggio fondamentale per ricostruire dopo un periodo non facile.

Milan ed Inter sono ufficialmente i proprietari dello stadio di San Siro. Ecco il comunicato subito dopo la firma:

«Milano, 5 novembre 2025 – FC Internazionale Milano e AC Milan rendono noto di aver siglato oggi l’atto di vendita con il Comune di Milano per l’acquisto della Grande Funzione Urbana San Siro, comprensiva dello stadio Meazza e dell’area circostante.

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La realizzazione del nuovo stadio e dell’intervento di rigenerazione urbana per l’area di San Siro rappresentano un nuovo capitolo per la città di Milano e per entrambi i Club. Questo importante traguardo riflette le ambizioni condivise da Inter e Milan e dalle rispettive proprietà, fondi gestiti da Oaktree e RedBird, per un successo sportivo a lungo termine e per un investimento che permetterà di creare valore a supporto della crescita sostenibile di entrambe le Società.

I Club hanno affidato a Foster + Partners e MANICA il percorso progettuale e di sviluppo di un nuovo impianto di livello mondiale e del masterplan per l’area circostante. Lo stadio risponderà ai più alti standard internazionali ed è destinato a diventare una nuova icona architettonica per la città di Milano. Nell’ambito del progetto sorgerà un nuovo polo di eccellenza che rifletterà la vocazione sportiva e culturale del quartiere di San Siro e dell’intera città, rigenerando uno spazio urbano nel segno di innovazione, sostenibilità e accessibilità.

L’operazione, perfezionata tramite la società Stadio San Siro S.p.A., è supportata da un finanziamento disposto dagli istituti bancari internazionali Goldman Sachs e J.P. Morgan in qualità di coordinatori principali, insieme ai partner bancari dei Club, Banco BPM e BPER Banca»

Parma, tegola per Cuesta: finito il 2025 per un giocatore. Cosa è successo e quando lo rivedremo in campo

Parma: l’infermeria si riempie, stop lungo per Circati. Il giocatore difficilmente rientrerà a disposizione prima del 2026.

In casa Parma continua a tenere banco la questione infortuni. L’infermeria crociata resta particolarmente affollata, e l’ultimo nome ad aggiungersi alla lista è quello di Alessandro Circati, uscito malconcio dall’ultima gara di campionato. Il giovane difensore italo-australiano ha riportato una distorsione alla caviglia destra, un problema che, secondo le prime valutazioni mediche, potrebbe rivelarsi più serio del previsto.

Gli esami strumentali svolti nelle ore successive alla partita avrebbero infatti evidenziato un sospetto interessamento del tendine, con tempi di recupero stimati attorno ai due mesi. Una notizia che preoccupa non poco l’ambiente gialloblù, visto il ruolo sempre più importante che Circati stava ricoprendo nella retroguardia del Parma. Il rischio concreto è che il difensore debba dire addio al campo per il resto del 2025, chiudendo così in anticipo la sua annata agonistica.

Un’assenza pesante per la squadra di Cuesta, che già nelle scorse settimane aveva dovuto fare i conti con diversi problemi fisici tra i suoi titolari. Il Parma dovrà quindi ridisegnare la propria linea difensiva.

Circati, classe 2003, si era imposto come uno dei prospetti più interessanti del club emiliano grazie a personalità, senso della posizione e capacità di impostare l’azione dal basso. Il suo infortunio arriva nel momento meno opportuno, proprio quando stava trovando continuità e maturità nelle prestazioni. Lo staff medico del Parma monitorerà costantemente la situazione, con l’obiettivo di recuperarlo completamente senza rischiare ricadute.

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Intanto a Collecchio si lavora per recuperare anche altri elementi chiave della rosa. Pecchia spera di poter contare presto su un gruppo più completo per affrontare il prossimo ciclo di partite, particolarmente intenso. La gestione dell’emergenza sarà fondamentale per mantenere alta la competitività del Parma, che fin qui ha mostrato solidità e ambizione nel proprio percorso verso la promozione.

L’infortunio di Circati è dunque un duro colpo, ma anche un test di maturità per tutto l’ambiente gialloblù. Il Parma dovrà dimostrare di saper reagire alle difficoltà, confermando il carattere e la determinazione che hanno finora contraddistinto il cammino della squadra di Cuesta.

Vinicius Jr Real Madrid: è finita! Rottura tra le parti e cessione in estate! I blancos piombano su un bianconero

Vinicius Jr Real Madrid, il rapporto con il tecnico di Xabi Alonso è praticamente ai ferri corti. Possibile partenza e assalto ad un giocatore della Juventus.

Una clamorosa indiscrezione dalla Germania sta scuotendo il mondo del calcio e in particolare il Real Madrid. Secondo quanto riportato da Sport-BILD, i dirigenti blancos avrebbero deciso di non rinnovare il contratto di Vinicius Jr, in scadenza nel 2027, aprendo così concretamente alla possibilità di una cessione del talento brasiliano già nella prossima finestra di mercato estiva. La decisione del club madrileno sembra essere stata accelerata dall’episodio avvenuto durante l’ultimo Clasico contro il Barcellona: Vinicius Jr avrebbe manifestato apertamente il proprio disappunto per l’ennesima sostituzione, creando tensioni con la squadra tecnica e alimentando voci su un rapporto difficile con l’allenatore Xabi Alonso.

Il legame tra Vinicius Jr e Xabi Alonso non è mai stato dei più tranquilli. La gestione del brasiliano da parte dell’ex centrocampista spagnolo è stata spesso al centro di discussioni, soprattutto per quanto riguarda la gestione dei minuti di gioco e il ruolo in campo. Dopo l’ultimo episodio al Clasico, Florentino Perez avrebbe deciso di prendere le parti del tecnico, ritenendo che il comportamento di Vinicius sia stato eccessivo e non in linea con la disciplina interna del club. Questa scelta, se confermata, potrebbe segnare una svolta importante nella carriera di Vinicius Jr, che negli ultimi anni era diventato uno dei pilastri dell’attacco dei blancos.

La possibile partenza di Vinicius Jr apre scenari interessanti anche sul mercato. Secondo le ultime indiscrezioni, il Real Madrid potrebbe muoversi per individuare un sostituto all’altezza del brasiliano. Tra i nomi più caldi spicca quello di Kenan Yildiz, giovane talento turco della Juventus molto apprezzato da Xabi Alonso. Con l’addio di Vinicius Jr, il tecnico potrebbe insistere per portare a Madrid il giovane numero 10 bianconero, considerato ideale per prendere il posto lasciato vacante dal brasiliano.

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Se confermata, questa operazione rappresenterebbe una vera e propria rivoluzione nell’attacco del Real Madrid e segnerebbe la fine di un’era per Vinicius Jr, protagonista di stagioni importanti e di momenti indimenticabili con la maglia blanca. Resta da capire come reagirà il mercato alle possibili richieste dei madrileni e se il brasiliano troverà una nuova destinazione capace di valorizzarne il talento. In ogni caso, le prossime settimane saranno decisive per il futuro di Vinicius Jr, con tifosi e addetti ai lavori pronti a seguire ogni sviluppo di questa vicenda.

Fiorentina, che svolta per la carriera di Galloppa! Da allenatore della Primavera ad interim sulla panchina della prima squadra

Fiorentina, Galloppa chiamato a sorpresa: da tecnico dei giovani a guida della prima squadra. Tutti i dettagli

Le date dal 4 al 6 novembre 2025 segnano un’improvvisa svolta nella carriera di Daniele Galloppa. Dalla panchina della Primavera, che avrebbe dovuto guidare in Youth League contro il Legia Varsavia, il tecnico romano si ritrova ad interim sulla panchina della prima squadra della Fiorentina, per affrontare la sfida di Conference League contro il Mainz in Germania. Ne ha scritto oggi il Corriere della Sera.


Un’ascesa fulminea in un momento di crisi
Galloppa, 40 anni, è stato chiamato a dirigere il gruppo dopo un vero e proprio terremoto che ha scosso il club viola: le dimissioni del DS Pradè, l’ultimo posto in Serie A e l’esonero di Stefano Pioli. Il suo primo allenamento è avvenuto sotto lo sguardo del DG Ferrari, mentre alcuni giocatori chiave come Gosens e Sabiri svolgevano lavoro a parte e Gudmundsson era in Islanda per un’udienza processuale.


La carriera di calciatore e allenatore
Cresciuto calcisticamente nella Roma ai tempi di Totti, Montella e Batistuta, Galloppa ha avuto una carriera da calciatore condizionata dagli infortuni, ma che lo ha visto protagonista soprattutto a Parma e gli ha permesso di collezionare due presenze in Nazionale. Ritiratosi nel 2018, ha subito iniziato ad allenare il Santarcangelo in Serie D, la sua unica esperienza finora con una prima squadra. Successivamente, si è dedicato al settore giovanile, prima con la Vis Pesaro e dal 2020 con la Fiorentina. Con l’Under 17 ha raggiunto una semifinale scudetto, mentre con la Primavera ha conquistato una Coppa Italia nel 2023-24 e ha sfiorato lo scudetto l’anno successivo, ottenendo il pass per la Youth League.


Filosofia di gioco e sfida a Magonza
Galloppa si distingue per essere un tecnico “poco legato ai moduli”, tipico della nuova generazione di allenatori. Adotta sia la difesa a 4 (nel 4-3-3 o 4-2-3-1) sia a 3, con una forte identità e una chiara organizzazione di gioco. In prima squadra ha ritrovato alcuni calciatori già passati sotto la sua gestione, come Comuzzo, Fortini, Kouadio e Martinelli. Affiancato dal suo staff, che include il vice Luca Antonelli (ex Parma, Genoa e Milan), Galloppa dovrà cercare di isolare il gruppo e pretendere una reazione immediata nella difficile atmosfera della Mewa Arena, con oltre 33 mila posti a sedere. La sfida contro il Mainz presenta curiose analogie: entrambe le squadre erano seste nei rispettivi campionati nel 2024-25 ed entrambe si trovano all’ultimo posto in questa stagione di Bundesliga.


Un presente da riassestare
Martedì mattina, Galloppa aveva pubblicato una storia su Instagram con la citazione «spegnere il fuoco aggiungendo la legna», una strategia paradossale per confondere logica e apparenza. Questo sembra riflettere perfettamente il presente della Fiorentina, un presente (intanto di campo) da riassestare al più presto, perché, come ha imparato a proprie spese la società viola, di doman non c’è certezza.

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Torino, il giovane Luongo si racconta: «Esordio al Mondiale? È stata un’emozione fortissima. Ricci il mio punto di riferimento. Ecco chi sono i miei idoli…»

Torino, il giovanissimo Andrea Luongo si racconta a Tuttosport: «Il mio punto di riferimento è Ricci. Vi racconto chi sono i miei idoli…»

Andrea Luongo, centrocampista del Torino e protagonista della Nazionale Under 17, racconta a Tuttosport l’emozione del suo esordio al Mondiale in Qatar (vittoria per 1-0 contro la nazionale del paese organizzatore) e i sogni per il futuro, con uno sguardo al suo club e ai suoi idoli.


L’ESORDIO – «È stata un’emozione fortissima. Se penso da dove sono partito, l’idea di essere a un Mondiale mi tocca nel profondo. Ho pensato alla mia famiglia, sapevo che mi stavano guardando e a fine gara li ho chiamati, non avrebbero mai pensato che il loro figlio potesse giocare un Mondiale. La prestazione è stata buona, forse avremmo dovuto concretizzare di più, ma il Qatar era molto chiuso».
EMOZIONE – «A 17 anni non avevo mai vissuto un’atmosfera così. Mi ricorderò per sempre l’ingresso in campo, però siamo all’inizio e spero di avere altri ricordi belli da portare a casa».
LA FORZA DELLA NAZIONALE – «La forza principale della squadra sta proprio nella coesione del gruppo. Corriamo l’uno per l’altro, ci aiutiamo tutti: è importante».
IL PUNTO DI RIFERIMENTO – «Sicuramente Ricci, quando era ancora al Toro è capitato che facessimo degli allenamenti con la prima squadra e ho sempre cercato di rubargli qualcosina. Lo ammiro, mi piace la serenità che esprime in campo».
I SUOI IDOLI – «Mi piacciono i giocatori che fanno divertire, come Messi e Neymar. In Italia oltre a Ricci mi ispiro a Barella».
LE DUE MAGLIE – «Con la maglia granata c’è tanta responsabilità, si sente tanto il calore dei tifosi. Poi c’è una storia da onorare che abbiamo ben presente. La maglia azzurra è un onore indescrivibile, non ci sono parole per raccontare le mie emozioni».

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Serie A, sono ufficiali le designazioni arbitrali dell’11ª giornata di campionato: tutti i dettagli

Serie A, ufficiali le designazioni arbitrali dell’undicesima giornata di campionato: tutti i dettagli e l’elenco completo

Con la Serie A ormai nella sua piena attività, l’attenzione si sposta già al prossimo turno di campionato. L’11ª giornata si preannuncia ricca di emozioni, con partite di grande fascino e big match che promettono spettacolo. Ecco le designazioni arbitrali per le sfide:

SERIE A – DESIGNAZIONI 11° GIORNATA

PISA – CREMONESE    Venerdì 7/11 h.20.45

MARCENARO

ALASSIO – GARZELLI

IV:      BONACINA

VAR:     SERRA

AVAR:       PRONTERA

COMO – CAGLIARI    Sabato 8/11 h. 15.00

PEZZUTO

TEGONI – CAVALLINA

IV:      PERRI

VAR:     AURELIANO

AVAR:       FOURNEAU

LECCE – H. VERONA    Sabato 8/11 h. 15.00

ABISSO

LAUDATO – BIFFI

IV:       SACCHI J.L.

VAR:      CAMPLONE

AVAR:        GARIGLIO

JUVENTUS – TORINO     Sabato 8/11 h. 18.00

ZUFFERLI (foto)

COSTANZO – PASSERI

IV:     DOVERI

VAR:     LA PENNA

AVAR:     DI PAOLO

PARMA – MILAN   Sabato 8/11 h.20.45

DI BELLO

ROSSI M. – SCATRAGLI

IV:      DI MARCO

VAR:     MAGGIONI

AVAR:     MARINI

ATALANTA – SASSUOLO    h. 12.30

CREZZINI

MOKHTAR – CECCON

IV:     MARINELLI

VAR:    PATERNA

AVAR:      LA PENNA

BOLOGNA – NAPOLI    h. 15.00

CHIFFI

BERCIGLI – YOSHIKAWA

IV:       SOZZA

VAR:     MERAVIGLIA

AVAR:     MASSA

GENOA – FIORENTINA    h. 15.00

GUIDA

MELI – ZINGARELLI

IV:     FELICIANI

VAR:      GARIGLIO

AVAR:       SERRA

ROMA – UDINESE    h. 18.00

COLLU

CIPRESSA – TRINCHIERI

IV:       MUCERA

VAR:      DIONISI

AVAR:      FABBRI

INTER – LAZIO    h. 20.45

MANGANIELLO

BERTI – CECCONI

IV:     BONACINA

VAR:     DI PAOLO

AVAR:      AURELIANO

Juve, hai il tuo nuovo condottiero: cuore e anima dei bianconeri! Con Spalletti è tornato ad avere il fuoco dentro! – VIDEO di Andrea Bargione

Juventus, l’analisi di Andrea Bargione: gol e rabbia trasformano Vlahovic nel nuovo leader della Vecchia Signora

Una prestazione da leader vero, un gol pesantissimo che tiene accese le speranze europee. Juventus e Sporting Lisbona chiudono sull’1-1, ma la notizia più importante è la rinascita di Dusan Vlahovic. L’attaccante serbo, autore della rete che ha risposto al vantaggio iniziale di Araujo, si è imposto come simbolo della ripartenza bianconera. Nel suo ultimo video, Andrea Bargione ha analizzato la metamorfosi del bomber, incoronandolo come il nuovo punto di riferimento della squadra.

La Juve ritrova grinta e carattere

Secondo Bargione, nelle ultime due uscite contro Cremonese e Sporting Lisbona la Juventus ha mostrato tre qualità decisive: grinta, rabbia e forza. A incarnarle è proprio Vlahovic, reduce da mesi difficili tra critiche e panchine, ma ora tornato a trascinare con i fatti. Contro i portoghesi ha lottato su ogni pallone, ha fatto salire la squadra e ha trovato la zampata giusta su assist di Thuram: il suo nono gol in 20 presenze di Champions, un dato che lo colloca dietro soltanto a CR7 e Higuain nell’era moderna bianconera.

Il cambio di mentalità con Spalletti

Non è solo la rete a renderlo leader, ma l’atteggiamento. La rabbia agonistica chiesta da Luciano Spalletti è diventata la sua cifra stilistica. La standing ovation ricevuta, la fiducia incondizionata del tecnico e la determinazione mostrata anche fuori dal campo (emblematica la frase “Keep going” postata su Instagram) lo hanno trasformato nel nuovo faro della squadra.

Da finalizzatore a trascinatore

Vlahovic non è più soltanto un terminale offensivo: è un trascinatore emotivo. La Juventus prova a uscire dal suo “buco nero” con il lavoro quotidiano, ma anche con le scintille dei suoi campioni. In questo contesto, il serbo è il leader perfetto: forza fisica, carattere e determinazione lo rendono il simbolo della Juve che vuole tornare a lottare. La Vecchia Signora ha ritrovato il suo condottiero: ora la palla, e la leadership, passano dai suoi piedi.

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Bologna, operato Remo Freuler: quanto influisce il lungo stop del centrocampista rossoblu?

Il mediano rossoblù si è sottoposto a un intervento chirurgico alla clavicola destra dopo l’infortunio rimediato contro il Parma.

Brutte notizie per il Bologna e per Thiago Motta, che dovrà fare a meno di uno dei suoi pilastri di centrocampo per diverse settimane. Ieri mattina Remo Freuler è stato operato per la stabilizzazione della clavicola destra, dopo la frattura scomposta subita nella partita contro il Parma. L’intervento, eseguito con successo dall’equipe del Dottor Zaffagnini presso la clinica Villa Toniolo, è andato come previsto, ma i tempi di recupero non saranno brevi.

Il Bologna, attraverso una nota ufficiale, non ha ancora comunicato la durata precisa dello stop, ma secondo le prime stime il centrocampista svizzero resterà lontano dal campo per circa due mesi. Freuler inizierà nei prossimi giorni le terapie di riabilitazione, con un programma di recupero personalizzato che lo accompagnerà fino al ritorno in gruppo.

Si tratta di una perdita pesante per il Bologna, che in questa stagione ha costruito il proprio equilibrio anche grazie all’esperienza e alla leadership del mediano ex Atalanta. La sua assenza costringerà Motta a rivedere alcune soluzioni tattiche a centrocampo, dove le alternative non mancano, ma nessun giocatore possiede le stesse caratteristiche di Freuler in termini di ordine, copertura e capacità di lettura del gioco.

L’infortunio del numero 8 arriva in un momento delicato per il Bologna, impegnato nella doppia corsa tra campionato e competizioni europee. Proprio in vista degli impegni continentali, la società dovrà ora riflettere sulla lista UEFA: la lunga assenza del centrocampista potrebbe portare a una modifica dell’elenco, per consentire a un altro giocatore di essere inserito e dare maggiore profondità alla rosa.

Nel frattempo, lo staff medico e tecnico seguiranno da vicino l’evoluzione del recupero di Freuler, che ha già ricevuto numerosi messaggi di affetto da parte dei tifosi rossoblù e dei compagni di squadra. La speranza è di rivederlo in campo entro l’inizio del nuovo anno, pronto a riprendersi il suo posto nel cuore del centrocampo.

Nonostante l’imprevisto, il Bologna resta compatto e determinato a proseguire la propria marcia positiva. La squadra dovrà ora dimostrare ancora una volta il suo spirito collettivo, affrontando l’emergenza con la stessa mentalità che ha permesso ai rossoblù di sorprendere tutti in questa stagione.

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Pio Esposito, quale sarà il futuro dell’attaccante interista? Il ragazzo fa subito chiarezza

Il giovane attaccante nerazzurro Pio Esposito, fresco vincitore del premio “Best Italian Golden Boy”, parla del suo percorso e del legame con l’Inter.

Nel Matchday Programme dedicato alla sfida di Champions League tra Inter e Kairat Almaty, a prendersi la scena è stato Pio Esposito, il talentuoso centravanti nerazzurro che sta attirando sempre più attenzioni. A soli 19 anni, il giovane attaccante — fresco vincitore del prestigioso premio Best Italian Golden Boy — ha raccontato la sua crescita dentro e fuori dal campo, offrendo uno sguardo sincero sul suo percorso e sui valori che lo guidano ogni giorno.

Parlando del suo debutto e dei primi insegnamenti ricevuti, Pio Esposito ha voluto ricordare con gratitudine il suo primo allenatore all’Inter, Davide Aggio:

«Credo che la lezione più importante sia stata quella di capire cosa significhi far parte di un club come l’Inter. Fin da subito ci è stato insegnato quanto sia fondamentale comportarsi con rispetto e professionalità, perché vestire questa maglia è qualcosa di speciale.»

Uno dei legami più forti della sua giovane carriera è quello con Cristian Chivu, tecnico con cui ha condiviso diverse tappe della crescita professionale. Pio Esposito ha raccontato:

«Con Chivu ho un rapporto bellissimo. Siamo cresciuti insieme, ognuno nel proprio ruolo. Dalla mia esperienza nell’U14 fino alla Primavera e poi in Prima Squadra, ci siamo ritrovati più volte. Mi ha responsabilizzato molto, anche con la fascia da capitano. È una persona che stimo profondamente.»

Durante l’intervista, Pio Esposito ha parlato anche del legame con i fratelli Sebastiano e Salvatore, entrambi calciatori professionisti, rivelando cosa ammira di loro:

«Da Salvatore prenderei la visione di gioco, da Sebastiano la facilità del primo controllo orientato.»

Il giovane attaccante nerazzurro ha poi sottolineato l’importanza della determinazione nel suo percorso:

«La voglia di lavorare è ciò che ha fatto la differenza per me. Non mi sono mai fermato, e la crescita fisica avuta durante l’esperienza allo Spezia mi ha aiutato moltissimo.»

Determinazione, umiltà e senso di appartenenza sono i tratti che contraddistinguono Pio Esposito, oggi considerato una delle promesse più brillanti del calcio italiano. La sua storia all’Inter è solo all’inizio, ma il suo atteggiamento e la maturità dimostrata lasciano presagire un futuro luminoso.

Con la sua grinta e la sua dedizione, Pio Esposito rappresenta perfettamente lo spirito dell’Inter: lavorare in silenzio, credere nei propri mezzi e non smettere mai di sognare.

Benoit Cauet sicuro: «Polemiche sul Golden Boy? Ecco come funziona. Su quella squadra dico che…»

L’ex Benoit Cauet, ex Inter e Torino, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione

Benoit Cauet, ex centrocampista tra le altre di Torino e Inter, spiega il segreto del successo francese nella produzione di talenti come certifica la vittoria del Golden Boy da parte di Mathys Doué e analizza il calcio contemporaneo, con un occhio al prossimo derby di Torino. Ecco le sue parole al quotidiano organizzatore del premio, Tuttosport.

IL GOLDEN BOY: VINCONO SPESSO I FRANCESI – «Per trovare la risposta bisogna tornare indietro, agli anni ‘70: è lì che la Francia ha iniziato progettare davvero, con l’istituzione dei primi centri di formazione. Nel decennio successivo, poi, sono cambiate le modalità di insegnamento: si è cercato di insistere perché i nostri giovani diventassero autonomi tecnicamente, con programmi di allenamento individuali. I giocatori dovevano imparare a essere indipendenti, a saper leggere ogni situazione. Completi, insomma. E oggi ne stiamo traendo i frutti. Doué è un ragazzo incredibile: lo ha dimostrato negli ultimi mesi, specie nella finale di Champions dove si è rivelato per distacco il migliore in campo. Si meritava questo premio».

IN FRANCIA C’É UN CALCIO SEMPRE UGUALE – «No, ora è da noi il calcio è completamente diverso, e il merito va attribuito alla globalizzazione. Prima ogni paese europeo aveva la sua cultura calcistica. Oggi non ci sono grosse differenze tra come si gioca in Italia, in Spagna o in Inghilterra… I principi di gioco ormai sono fondamentalmente gli stessi».

PARIGI – «Lì si gioca ancora per strada. Sta tutto lì. Il calcio è sempre stato uno degli sport più popolari e utili in termini di aggregazione. In Italia oggi sotto questo punto di vista ci sono delle mancanze: sono sempre di meno i ragazzini che scelgono di rincorrere un pallone. E questo incide tantissimo. Per strada i ragazzi, misurandosi quotidianamente, sviluppano delle qualità individuali notevoli».

LA GENERAZIONE 2008 – «Beh, la generazione francese del 2008 è già pronta. Stanno spingendo tantissimo nei rispettivi club. Ce ne sono davvero tanti di talenti. Deschamps, o chi verrà dopo di lui, avrà un bel bacino da cui pescare…».

IN ITALIA POCHI GIOVANI – «Ma in realtà questo avveniva di più negli anni ‘90, quando la Serie A era il campionato più prestigioso del mondo e attraeva tantissimi talenti. Lì sì che per i giovani era difficile trovare spazio. Oggi penso alla Juventus che sta dando fiducia a Yildiz: un ragazzo dalle qualità indescrivibili. O all’Inter che sta facendo crescere Pio Esposito. Piano piano in Italia stiamo vedendo sempre più tecnici giovani ed è un’ottima cosa, perché hanno tutti il coraggio di puntare su questi ragazzi».

IL DERBY: IL 2-2 Del 2003 E QUELLO DI SABATO – «Non mi dimenticherò mai quel pomeriggio: abbiamo dominato in lungo e largo. Eravamo certi di portare a casa quella vittoria. Poi ha segnato Maresca ed è andata come è andata. Sabato penso che vedremo una gara aperta e combattuta: la differenza tecnica è evidente, ma la storia ci insegna che in serate così può succedere di tutto. Spalletti è appena arrivato: non sarà facile preparare in così poco tempo il derby. Baroni mi piace molto, ha messo su una squadra tosta, a sua immagine e somiglianza. I granata, poi, hanno uno come Simeone, un giocatore che sa essere decisivo. È bravissimo in area di rigore, la Juve dovrà stare molto attenta. Come finisce? Dico 1-1».

KEPHREN THURAM – «Parliamo di un giocatore fortissimo, che sposta gli equilibri. Penso che con Luciano possa diventare più incisivo sotto porta».

Diego Fuser: «Mi ricordo quando arrivai al Milan. Andai in quella squadra grazie a Zoff e sul Toro…»

Diego Fuser si racconta su quella che è stata la sua carriera. La situazione con tanto di dichiarazioni

Diego Fuser ha giocato in molte squadre importanti dopo essere cresciuto nel Torino e con la Nazionale ha collezionato 25 presenze. Oggi su La Gazzetta dello Sport sfoglia l’album dei ricordi, tra calcio e vita privata.

LA PASSIONE PER IL CALCIO TRASMESSA DAL PADRE – «Sì, mi portava lui allo stadio. Fino agli allievi sono andato tutte le domeniche, poi ho smesso. Il mio idolo era Tardelli, mi piaceva da matti come stava in campo».

UN TIFOSO JUVE DIVENTATO GRANATA – «Già dalla Primavera. Del resto, quando giochi contro la Juve ti accorgi di tante cose e non puoi tifarla più».

L’ARRIVO AL MILAN – «Il primo anno forse non ero al livello giusto. Il secondo, invece, dopo il prestito alla Fiorentina tornai a Milano convinto di potermi giocare le mie carte. Capello, però, in ritiro provò Gullit esterno destro e funzionò, così giocò Ruud quasi tutto l’anno. E a giugno chiesi di andare via».

ZOFF LO VOLEVA ALLA LAZIO – «Scelsi i biancocelesti per quello. Sono stati quattro anni bellissimi, ho avuto l’onore di indossare la fascia da capitano e sollevare coppe. Dispiace per come è finita…».

SI ASPETTAVA UN TRATTAMENTO DIVERSO – «Dopo tutte le soddisfazioni che ci siamo tolti sì, credo che lo avrei meritato. Sono stato lasciato andare come fossi uno dei tanti. Diciamo che il suggerimento arrivò da chi non faceva l’allenatore ma era come se lo facesse».

MANCINI – «Non è un segreto che Mancini avesse molto potere in quella Lazio. Eriksson lo ascoltava molto. Mandarono via me, Signori e altri. Avevano altri piani».

COSA GLI DISSE ERIKSSON – «Mi disse che se a Parma mi davano più soldi sarei dovuto andare. La Lazio non fece nulla per tenermi».

LA ROMA – «Ero al Parma, prima di una sfida con la Roma, Capello mi avvicinò durante il riscaldamento e mi chiese se l’anno successivo sarei andato a giocare con loro. Io dissi di sì immediatamente. Poi, qualche settimana dopo, formalizzammo tutto».

UNO SMACCO PER I LAZIALI – «Ripeto, non mi aspettavo un trattamento del genere. Sono legato ai biancocelesti, insieme abbiamo passato stagioni bellissime e non sarei mai andato direttamente alla Roma. Ma avevo fatto tre stagioni a Parma, non immaginavo di scatenare tante reazioni negative. Spesso i tifosi non capiscono che per noi è un lavoro. Rispetto e capisco la passione, però ritengo che ogni tanto ci voglia un po’ di rispetto per chi ti ha dato tutto. Pensi che la Lazio non mi ha mai invitato all’Olimpico…».

RIMPIANTI – «Legato alle mie scelte no. Ne ho uno sulla nazionale: la mancata convocazione all’Europeo del 2000 mi ha fatto male».

IL CT ERA ZOFF – «Avevo giocato tutte le partite delle qualificazioni, come con Maldini due anni prima. Però con Zoff il rapporto era diverso. Mi ero infortunato, ma stavo recuperando e glielo dissi, lui decise comunque di non portarmi. È una ferita che non si è mai del tutto rimarginata».

LE STAGIONI IN GIALLOROSSO – «La prima annata fu molto positiva. Sfiorammo il secondo scudetto consecutivo e giocammo la Champions. La stagione successiva, invece, ci furono un po’ di incomprensioni con la società. Giocai poco, ma avevo già la testa altrove. Iniziavo ad avere problemi più grandi del calcio».

LA MALATTIA DEL FIGLIO – «Sì, scappavo dagli allenamenti per correre da mio figlio. Uscivo e passavo la serata in ospedale con mia moglie. Abbiamo lottato tanto. Anche Matteo lo ha fatto. Purtroppo ci sono circostanze in cui nessuno può farci niente».

IN COSA L’HA CAMBIATA LA MORTE DI MATTEO – «In tantissime cose, mi creda. È stato un evento che ha stravolto la nostra vita, devastandola per sempre. Ti segna dentro, è difficile da spiegare. Provi ad accettarlo ma cerchi risposte che non esistono. Non penso ci sia un dolore grande come la perdita di un figlio. Niente è stato più come prima. Allo stesso tempo, però, il suo esempio mi ha dato tanta forza, viviamo per lui ogni giorno».

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Inter, oggi la sfida contro il Kairat Almaty: una sfida particolare dalla posta in palio molto alta (e tanti chilometri)

Una sfida molto importante per l’Inter: partita fatta di chilometri, storia e ovviamente una grande posta in palio

Questa sera a San Siro, Inter e Kairat Almaty si sfidano in Champions League, un incontro che va oltre il semplice match calcistico, rappresentando un vero e proprio scontro tra mondi. La distanza tra Milano e Almaty, città kazaka vicina al confine cinese, è enorme: 5.225 chilometri in linea d’aria, circa 6.735 in volo diretto, per un viaggio di 8 ore che per il Kairat è il coronamento di un sogno. Ecco cosa ha scritto Tuttosport

Un sogno e l’orgoglio di esserci

Il Kairat, squadra campione del Kazakistan, ha superato ben quattro turni preliminari di Champions, eliminando avversari come l’Olimpija Lubiana, il Kuopion Palloseura, lo Slovan Bratislava e, soprattutto, il Celtic Glasgow con un epico 3-2 ai rigori dopo un doppio 0-0. Un percorso che dimostra “forza”, “coraggio” e “potere”, come suggerisce il significato del nome stesso “Kairat”.

La rosa del Kairat è un mix internazionale con otto nazionalità diverse, tra cui russi, bielorussi, serbi, israeliani, georgiani, portoghesi e brasiliani, oltre ai giocatori locali. Il sorteggio estivo contro un top team come l’Inter è stato accolto con grande esultanza, rappresentando un punto di partenza e non di arrivo per il club kazako.

San Siro e la sfida a un “rivale mastodontico”

Questa sera, tra i 66 mila spettatori del Meazza, ci saranno circa 1.600 tifosi kazaki e una ventina di giornalisti accreditati, pronti a raccontare questa “storia” a familiari e amici. Nonostante il rischio di un punteggio “di tanto a poco” (come già accaduto con lo Sporting 4-1 o il Real Madrid 0-5), l’orgoglio è esserci e non partire sconfitti.

Il tecnico Urazbakhtin ha dichiarato: «Non avrei mai pensato di giocare qui con una rivale mastodontica come l’Inter. Sarà un bel banco di prova, cercheremo di difendere come il Verona». Occhio al giovane attaccante Dastan Satpaev, 17enne, che ha già fatto la differenza in Europa. Assente il capitano Martynovich. La differenza di fuso orario (4 ore) rende l’idea di quanto siano distanti i due contesti: quando l’arbitro portoghese Godinho fischierà l’inizio, in Kazakistan sarà già l’una di notte.

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Matteo Brunori sicuro: «Palermo, il bello deve ancora arrivare! Miccoli? Lo sento e penso a questa cosa»

Matteo Brunori, capitano del Palermo, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione

Matteo Brunori, capitano e bomber del Palermo, ha festeggiato il suo compleanno con il primo gol stagionale, coronando una “serata perfetta” che ha coinciso anche con il compleanno del club. In un’intervista al Corriere dello Sport, Brunori racconta il suo legame profondo con Palermo, i sacrifici per raggiungere gli obiettivi e il ruolo fondamentale di Pippo Inzaghi nella gestione della squadra.

PALERMO – «Con questi colori ho vissuto gli ultimi 5 anni, fra momenti bellissimi e altri negativi che abbiamo superato insieme. Storia che continua, sono stati anni intensi e lo saranno ancora. Il meglio deve arrivare e la strada per coronare i nostri sogni è quella del lavoro che indica il mister».

LA SERIE C – «Allora partivamo per le trasferte in nave 2 giorni prima; i risultati e le strutture di oggi li potevamo solo sognare Ma è vivendo quei momenti che capisci quanto sia difficile mantenere ciò che abbiamo ora. Bisogna dare sempre di più per migliorare e rispondere a una città che ci dà tanto e pretende tanto».

UNA PIAZZA ESIGENTE – «Vero, l’ho vissuta in prima persona ma ogni giocatore quando firma per Palermo sa bene l’importanza della piazza che comporta anche pressioni. Ciascuno di noi deve essere bravo a trovare un equilibrio interno, i più esperti a far capire come gestire certe situazioni soprattutto nelle difficoltà. Ma l’attesa ti fa sentir vivo e spinge a dare il massimo. In più avere un panchina uno come Inzaghi aiuta: con la carriera che ha fatto, un suo consiglio ti fa riflettere e ti trasmette nuova carica». Inzaghi “premia” la continuità, confermando il 3-5-2 come modulo di base.

A SECCO PER 6 MESI – «Oggi ho una maturità diversa rispetto a qualche anno fa quando l’astinenza la soffrivo di più; certo, il gol è fondamentale, ti libera mentalmente ma non la stavo vivendo come un assillo. Sono contento di essermi sbloccato, c’ero già andato vicino, mi erano stati annullati 2 gol». Brunori sottolinea l’importanza del collettivo, ma sa che “un attaccante che segna aiuta a realizzare quell’obiettivo».

A POCHI GOL DA MICCOLI – «Sento spesso Fabrizio, ho con lui un bellissimo rapporto ma per me questo record non è la cosa principale. Diciamo che sarebbe un modo per entrare ancora di più in questa storia fantastica che sto vivendo. Ma sarei pronto a rinunciare ai miei gol per arrivare al sogno di tutti…».

NESSUN SCONTRO DIRETTO VINTO – «Dobbiamo alzare il livello e lo facciamo durante la settimana col lavoro; però abbiamo affrontato subito le più forti, e perso solo col Monza. Abbiamo la consapevolezza del nostro valore. È qualcosa che forse ci è mancato negli altri anni».

De Rossi-Genoa, affare fatto: sarà lui il nuovo allenatore rossoblu. I dettagli sul tecnico ex Roma

De Rossi-Genoa: il nuovo inizio del Grifone. Tutto fatto per l’approdo in rossoblu del tecnico ex Roma

L’ex capitano della Roma sbarca a Genova per rilanciare la squadra rossoblù: debutto previsto contro la Fiorentina.

Il sodalizio De Rossi-Genoa è ormai realtà: il club rossoblù ha scelto ufficialmente Daniele De Rossi come nuovo allenatore. Dopo giorni di riflessioni e contatti, il Genoa ha deciso di puntare sull’ex capitano della Roma, che arriva con entusiasmo e sarà subito in panchina per la sfida contro la Fiorentina. Secondo quanto riportato da Sky Sport, l’accordo è stato raggiunto nelle ultime ore, e De Rossi ha accettato con convinzione la proposta del club ligure.

L’approdo di De Rossi al Genoa rappresenta una svolta importante per la stagione rossoblù. La squadra, in difficoltà in classifica e reduce da risultati deludenti, cerca una scossa per invertire la rotta. L’obiettivo è chiaro: dare una nuova identità e un’anima combattiva al gruppo. Il binomio De Rossi-Genoa nasce proprio da questa esigenza di carattere e di leadership, due qualità che hanno sempre contraddistinto l’ex centrocampista giallorosso.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, il contratto prevede un accordo fino a fine stagione, con opzione di rinnovo automatico in caso di salvezza. De Rossi, che in passato ha già mostrato la sua determinazione e la sua voglia di mettersi in gioco da allenatore, sa che la sfida non sarà semplice, ma la considera un’occasione per dimostrare il proprio valore in Serie A.

Il progetto De Rossi-Genoa è costruito su basi solide: fiducia, identità e passione. Il club ha deciso di affidarsi a un tecnico giovane ma carismatico, capace di trasmettere la mentalità vincente che lo ha reso un simbolo della Roma e della Nazionale. La piazza genoana, tra le più calde d’Italia, ha accolto la notizia con entusiasmo e curiosità, sperando che il nuovo mister riesca a restituire alla squadra grinta e continuità.

La partita contro la Fiorentina, in programma al “Ferraris”, sarà dunque il primo banco di prova per il nuovo tecnico. L’esordio ufficiale segnerà l’inizio dell’era De Rossi-Genoa, un progetto che unisce tradizione, passione e voglia di rinascita. La società crede fortemente nel carisma e nelle capacità del suo nuovo allenatore, convinta che possa essere l’uomo giusto per guidare la rimonta.

In sintesi, il Genoa riparte da Daniele De Rossi: una scelta di cuore e di coraggio. La parola chiave “De Rossi-Genoa” diventa simbolo di una nuova speranza, pronta a trasformarsi in risultati concreti sul campo.

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De Zerbi, una sfida particolare Marsiglia-Atalanta: dal passato con il derby fino alla Champions League

Sfida importante per Roberto De Zerbi: dal Marsiglia al derby con l’Atalanta visto il suo passato a Brescia

Roberto De Zerbi, tecnico del Marsiglia, si appresta a vivere una serata particolarmente significativa in Champions League contro l’Atalanta. Non è solo una questione di qualificazione europea, ma anche una sfida personale contro un vero e proprio “tabù” nella sua carriera di allenatore.

La “bestia nera” bergamasca: un record negativo da sfatare

L’Atalanta, infatti, rappresenta la vera “bestia nera” per De Zerbi. Il tecnico bresciano ha affrontato i bergamaschi per ben 9 volte in carriera, tra Serie A e coppe, collezionando un bilancio pesantemente negativo: 7 sconfitte. Questo score negativo è un record per De Zerbi, che non ha mai perso così tante volte contro un singolo avversario, ad eccezione della Juventus, anch’essa storicamente indigesta per le sue squadre. Sfatare questo tabù non sarebbe solo un passo cruciale per il Marsiglia in Europa, ma anche un’importante liberazione personale per l’allenatore.

Un bilancio favorevole contro Juric, ma l’avversario è un altro

Curiosamente, se De Zerbi ha un rapporto difficile con l’Atalanta, il suo bilancio contro l’attuale tecnico del Torino, Ivan Juric (ex allenatore dell’Hellas Verona e, per un breve periodo, anche al Genoa, squadra che De Zerbi ha affrontato in Serie A), è nettamente a suo favore: 3 successi su 4 incontri.

Il Vélodrome, un fortino inespugnabile (in Europa)

A dare speranza a De Zerbi e al Marsiglia è il fattore campo. Lo Stade Vélodrome si è rivelato un vero e proprio fortino nelle competizioni europee. Il Marsiglia è rimasto imbattuto nelle ultime 8 partite casalinghe nelle coppe. Superare l’Atalanta permetterebbe di raggiungere quota 9 gare senza sconfitte interne per la prima volta negli Anni Duemila, un dato che testimonia la forza del pubblico e l’atmosfera che si crea nello storico impianto francese. Questo calore, unito alla necessità di ribaltare un trend negativo personale, rende la sfida di stasera ancora più carica di significati per Roberto De Zerbi.

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Infortuni Juventus, Spalletti deve continuare a fare i conti con l’emergenza: i giocatori che salteranno il derby di sabato con il Torino

Infortuni Juventus: emergenza totale in vista del Derby della Mole. Le ultimissime sui bianconeri dopo la partita di Champions League.

La Juventus si prepara al Derby della Mole contro il Torino, in programma sabato alle 18:00, ma l’infermeria continua a rappresentare un grosso problema per Luciano Spalletti. Nonostante il ritorno di Yildiz in Champions League e segnali di ripresa per alcuni giocatori, il tecnico bianconero dovrà fare a meno di ben cinque pedine fondamentali, con la difesa in particolare sotto assedio.

La notizia più preoccupante riguarda Lloyd Kelly, che secondo La Gazzetta dello Sport non sarà disponibile per la sfida contro il Torino. Il difensore inglese continua a soffrire di un affaticamento muscolare alla coscia, lo stesso problema che lo aveva costretto a saltare l’esordio di Spalletti in campionato contro il Cremona e la successiva sfida di Champions League contro lo Sporting Lisbona. La sua assenza rappresenta un grave problema per la Juventus, visto che Kelly era rimasto fino a pochi giorni fa l’unico centrale della squadra immune dai problemi fisici.

L’infortunio di Kelly costringe Spalletti a confermare soluzioni d’emergenza in difesa. Il tecnico dovrà infatti adattarsi alle assenze già note dei lungodegenti Gleison Bremer, Juan Cabal, Arkadiusz Milik e Carlo Pinsoglio. Cinque indisponibili tra titolari e giocatori chiave rappresentano un vero e proprio allarme per la squadra in vista di una sfida così sentita come il derby.

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Per affrontare il Torino, Spalletti punterà su una difesa improvvisata, simile a quella già sperimentata contro lo Sporting Lisbona: Rugani al centro, Kalulu a destra e l’esperimento Koopmeiners come braccetto di sinistra. Un assetto coraggioso, ma che dovrà reggere all’intensità e alla pressione di un derby che per i granata rappresenta “la partita della vita”.

La lista degli infortuni della Juve mette in evidenza quanto il tecnico bianconero sia costretto a lavorare con le risorse disponibili, enfatizzando il ruolo della tattica, dell’intelligenza di gioco e, soprattutto, del cuore dei giocatori. In un derby, infatti, contano anche la determinazione e la grinta: due elementi che Spalletti spera di vedere espressi al massimo da chi sarà in campo.

In conclusione, la Juventus si avvicina al Derby della Mole tra mille difficoltà fisiche, con una difesa da inventare e una squadra chiamata a compensare le assenze con passione, organizzazione e spirito di squadra. Gli infortuni della Juve diventano così una prova di resilienza per Spalletti e i suoi giocatori, in una sfida che va oltre il semplice risultato sul campo.

Inter, contro il Kairat ritorna Thuram. Chivu sta pensando ad una grande novità per questa sera. Ecco le ultimissime sulla squadra nerazzurra

Inter: Chivu motiva Lautaro, torna Thuram e spunta la coppia Bonny-Esposito. Il tecnico potrebbe pensare ad una coppia in attacco inedita.

Ancora una volta, è l’Inter a regalare il momento più curioso della giornata calcistica. Durante la conferenza stampa pre-Champions, Cristian Chivu ha attirato su di sé l’attenzione dei media con un gesto tanto semplice quanto significativo. Il tecnico nerazzurro, come riportato dal Corriere della Sera, ha tracciato con le dita un sorriso sul volto del suo capitano, Lautaro Martínez, per ricordargli l’importanza di ritrovare serenità e leggerezza.

Secondo Chivu, il leader dell’Inter sta pagando il peso delle responsabilità e la pressione di essere il punto di riferimento assoluto della squadra. “Lautaro, sorridi di più” – è stata la sua frase simbolo. Un invito a ritrovare la gioia di giocare, la passione e la spontaneità che da sempre caratterizzano il bomber argentino. L’allenatore romeno ha ribadito quanto il capitano sia fondamentale non solo per i gol, ma anche per la mentalità e l’equilibrio del gruppo.

L’Inter questa sera affronta i kazaki del Kairat Almaty in una partita decisiva per il primo posto nel girone e per la certezza della qualificazione ai playoff della League Phase. Buone notizie arrivano dall’infermeria: Marcus Thuram torna tra i convocati dopo un mese di stop per infortunio. L’attaccante francese partirà probabilmente dalla panchina, ma la sua presenza rappresenta un importante rinforzo per l’attacco nerazzurro.

Nonostante il rientro di Thuram, Chivu dovrà gestire con attenzione le energie di Lautaro, a secco di gol dalla scorsa gara di Champions League. L’idea è quella di non sovraccaricare il “Toro”, ma allo stesso tempo di permettergli di ritrovare fiducia e sorriso. Per questo, non è esclusa una sorpresa nella formazione titolare dell’Inter.

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Infatti, il tecnico sta valutando l’ipotesi di lanciare dal primo minuto una coppia d’attacco inedita e giovanissima: Ange-Yoan Bonny e Pio Esposito. Entrambi hanno impressionato nelle ultime uscite – l’italiano è reduce dal suo primo gol europeo contro l’Union SG, mentre il francese ha dimostrato affidabilità in campionato. Una scelta coraggiosa, ma in linea con la filosofia di un’Inter che guarda al futuro senza rinunciare all’ambizione di vincere subito.

Con Chivu in panchina, Lautaro pronto a ritrovare il sorriso e Thuram vicino al rientro, l’Inter si prepara a un nuovo capitolo della sua stagione europea, tra entusiasmo, gioventù e voglia di confermarsi protagonista.

Gimenez Milan, l’attaccante messicano esce allo scoperto: svelati motivi del suo calo di rendimento con la maglia rossonera. I dettagli!

Gimenez Milan: l’attaccante spiega i motivi del suo calo di rendimento. Il messicano continua a fare i conti con un problema fisico.

Negli ultimi giorni, il nome di Santiago Gimenez è tornato al centro dell’attenzione dei tifosi rossoneri. L’attaccante del Milan ha infatti utilizzato il proprio profilo Instagram per fare chiarezza sulle cause del suo rendimento al di sotto delle aspettative in questo inizio di stagione. Con un messaggio sincero e diretto, il centravanti messicano ha rivelato di aver giocato a lungo in condizioni fisiche tutt’altro che ottimali, confessando di aver sofferto per un infortunio che lo ha limitato più del previsto.

Nel suo post, Gimenez ha scritto:

«Da diversi mesi sto giocando con un infortunio alla caviglia che non mi ha permesso di essere al 100%, né di sentirmi a mio agio in campo».

Una confessione che getta nuova luce sulle recenti prestazioni del giocatore, spesso al centro di critiche per la sua scarsa incisività sotto porta. L’attaccante del Milan ha voluto però sottolineare come, nonostante il dolore, abbia continuato a dare il massimo per la squadra:

«Con voglia ho continuato ad aiutare la squadra, ho continuato a giocare, ma il dolore è cresciuto».

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La determinazione e il senso di responsabilità di Gimenez sono stati apprezzati da compagni e tifosi, ma il protrarsi del problema fisico ha reso inevitabile una scelta più drastica. Come lui stesso ha ammesso, è arrivato il momento di fermarsi per recuperare pienamente e tornare al meglio delle proprie condizioni.

L’infortunio di Gimenez rappresenta un ostacolo importante per il Milan, che in questa fase della stagione ha bisogno di tutti i suoi uomini offensivi. L’attaccante era arrivato a Milano con grandi aspettative dopo le prestazioni brillanti offerte al Feyenoord, e il suo adattamento al calcio italiano stava proseguendo gradualmente. Tuttavia, il dolore alla caviglia ha condizionato il suo rendimento, impedendogli di esprimere il suo potenziale e la sua tipica esplosività sotto porta.

Ora, l’obiettivo di Gimenez e del Milan è quello di pianificare un percorso di recupero che consenta al giocatore di tornare in campo senza rischi. Lo staff medico rossonero monitorerà con attenzione la sua condizione, con la speranza di riaverlo presto a disposizione.

Il messaggio di Gimenez è anche un atto di trasparenza e maturità: un modo per spiegare ai tifosi che dietro le difficoltà di un atleta si nasconde spesso la forza di chi non vuole arrendersi.

Infortunio Romagnoli, Lazio in attesa degli esami strumentali. C’è un timore in casa biancoceleste: le ultime sul centrale di Sarri

Infortunio Romagnoli: nuovi guai muscolari per il difensore della Lazio. Per il centrale di Sarri possibile uno stop di circa venti giorni.

Lazio in ansia per l’infortunio di Alessio Romagnoli, costretto a lasciare il campo all’intervallo della sfida contro il Cagliari. Il difensore biancoceleste ha avvertito un fastidio al flessore della coscia, un problema che ha spinto lo staff tecnico a non rischiarlo nel secondo tempo. Nelle prossime ore il giocatore si sottoporrà agli esami strumentali per capire l’entità del problema e stabilire i tempi di recupero.

L’infortunio di Romagnoli rappresenta un’ulteriore tegola per Maurizio Sarri, che già in questa prima parte di stagione ha dovuto fare i conti con una lunga lista di stop muscolari. Quella del centrale ex Milan sarebbe infatti la decima lesione muscolare della stagione biancoceleste, a cui si aggiunge la pubalgia che da settimane tiene fermo Nicolò Rovella.

Secondo quanto riportato da Il Corriere dello Sport, Romagnoli è al momento in forte dubbio per il big match contro l’Inter, in programma nel prossimo turno di campionato. Tutto dipenderà dall’esito dei controlli medici: la speranza del club e del giocatore è che si tratti solo di un semplice affaticamento, che consentirebbe al difensore di rientrare in gruppo già nei prossimi giorni.

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Nel caso in cui gli esami dovessero invece evidenziare una lesione muscolare, i tempi di recupero si allungherebbero sensibilmente. Si parla di almeno venti giorni di stop, il che metterebbe a rischio anche il ritorno di Romagnoli subito dopo la sosta per le nazionali. Il rientro potrebbe così slittare alla gara contro il Lecce, in programma il 23 novembre.

Un’assenza prolungata sarebbe una brutta notizia per la Lazio, che già sta faticando a trovare continuità difensiva. Romagnoli è infatti uno dei pilastri del reparto arretrato, punto di riferimento per compagni e allenatore. La sua eventuale indisponibilità obbligherebbe Sarri a rivedere ancora una volta le gerarchie difensive, affidandosi probabilmente alla coppia formata da Casale e Patric.

La speranza dell’ambiente biancoceleste è che l’infortunio di Romagnoli non sia grave e che il difensore possa tornare presto a disposizione. Dopo un avvio di stagione complicato, la Lazio ha bisogno di ritrovare compattezza e solidità, qualità che con il suo leader difensivo in campo diventano sempre più evidenti.

Calciomercato Napoli, Manna ha individuato il primo rinforzo di gennaio: questo giocatore lo ha chiesto Conte. I dettagli della trattativa

Calciomercato Napoli, Conte chiede rinforzi: nel mirino Kobbie Mainoo del Manchester United. Manna proverà a regalarlo al tecnico.

Il calciomercato del Napoli si prepara a entrare nel vivo in vista della sessione di gennaio. Nonostante la squadra di Antonio Conte si trovi al primo posto in campionato, il vantaggio sulle inseguitrici è minimo, appena un punto, e le prestazioni non hanno convinto pienamente né il tecnico né la dirigenza. Se in Serie A il Napoli è riuscito a mantenere la vetta grazie alla solidità difensiva, in Europa le difficoltà sono state evidenti: soltanto quattro punti conquistati in quattro partite di Champions League e un percorso ancora tutto da definire.

A complicare ulteriormente la situazione, ci si è messo l’infortunio di Kevin De Bruyne, stella della squadra e punto di riferimento assoluto nello scacchiere di Conte. Il centrocampista belga dovrà restare fermo per diversi mesi, costringendo l’allenatore a rivedere i propri piani tattici. Come se non bastasse, a gennaio la squadra dovrà fare a meno anche di Frank Zambo Anguissa, impegnato con il Camerun in Coppa d’Africa. Da qui nasce la necessità di intervenire sul mercato con almeno un rinforzo di spessore per il centrocampo.

Obiettivo Kobbie Mainoo

Secondo quanto riportato da La Repubblica, il direttore sportivo Giovanni Manna ha già individuato il profilo ideale per rinforzare la mediana azzurra: Kobbie Mainoo, talento classe 2005 del Manchester United. Il giovane inglese ha stregato gli osservatori del club partenopeo per la sua maturità tattica e la capacità di interpretare più ruoli a centrocampo. Sarebbe il sostituto perfetto di De Bruyne, ma anche un’alternativa credibile ad Anguissa, in grado di dare equilibrio e dinamismo alla squadra.

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Il calciomercato del Napoli potrebbe dunque regalare un colpo a sorpresa, ma non sarà semplice. Il Manchester United valuta il giocatore molto positivamente e difficilmente si priverà di lui a titolo definitivo. Tuttavia, la dirigenza azzurra potrebbe tentare la formula del prestito con diritto di riscatto, contando sulla volontà di Mainoo di trovare più spazio in un contesto competitivo come quello di Serie A.

Le mosse di Conte

Conte ha già dato il suo via libera all’operazione, consapevole che per mantenere alto il livello della squadra serviranno rinforzi di qualità. Il tecnico pugliese punta su un centrocampista completo, in grado di inserirsi subito nei meccanismi tattici del gruppo. Il calciomercato del Napoli, dunque, si annuncia intenso e strategico: l’obiettivo è consolidare il primato in campionato e rilanciare le ambizioni europee degli azzurri.

Genoa, decisione presa sul post Vieira: domenica in panchina la coppia Murgita-Vieira. Da lunedì si pensa al nuovo allenatore e c’è un favorito

Genoa, Murgita e Criscito ancora in panchina contro la Fiorentina: il club valuta il futuro. De Rossi resta il candidato numero uno per il post Vieira.

Allenatori vincenti e dal cuore genoano non si cambiano, almeno per ora. La Gazzetta dello Sport conferma che Roberto Murgita e Mimmo Criscito resteranno alla guida del Genoa anche nella prossima sfida di campionato contro la Fiorentina, in programma domenica al Ferraris. Sarà dunque una partita tra tecnici ad interim, con il Grifone affidato ai due ex giocatori rossoblù e i viola guidati da Galloppa, tecnico della Primavera promosso temporaneamente in prima squadra.

La decisione della dirigenza del Genoa non è soltanto un premio per il successo ottenuto lunedì scorso contro il Sassuolo, ma una scelta di continuità logica e strategica. Murgita e Criscito, profondamente legati all’ambiente e ai colori rossoblù, hanno saputo trasmettere entusiasmo e compattezza a una squadra che aveva bisogno di ritrovare fiducia. Il gruppo ha risposto con determinazione, e la società ha preferito proseguire su questa linea almeno fino alla sosta per le nazionali.

Preparazione e scelte tattiche

Questo pomeriggio il Genoa tornerà ad allenarsi al centro sportivo di Pegli per preparare la delicata sfida contro la Fiorentina dell’ex Gudmundsson. Lo staff tecnico lavorerà ancora sul collaudato modulo 3-5-2, cercando di mantenere l’equilibrio che ha portato ai tre punti contro il Sassuolo. L’unica vera incognita riguarda la sostituzione dello squalificato Malinovskyi: le opzioni principali restano Masini e Stanciu, mentre Messias rappresenta un’alternativa offensiva più creativa.

De Rossi resta il candidato principale

Nonostante la fiducia momentanea a Murgita e Criscito, la dirigenza del Genoa continua a lavorare per individuare il nuovo tecnico. Il nome più caldo è quello di Daniele De Rossi, che piace per carisma e personalità, oltre che per la voglia di misurarsi in Serie A dopo le esperienze in panchina con la SPAL. L’ex capitano della Roma è il candidato numero uno, ma la società non ha fretta di decidere: ogni valutazione verrà fatta con calma durante la pausa per le nazionali.

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L’idea del club rossoblù è quella di affidare un incarico fino al termine della stagione, con possibilità di conferma in caso di salvezza. Intanto, la panchina del Genoa resta saldamente nelle mani di due simboli del Grifone, pronti a difendere con orgoglio i colori della squadra che li ha cresciuti.

Panchina Fiorentina: non solo Mancini, Palladino e D’Aversa: spunta anche un altro nome. La scelta definitiva sarà fatta entro lunedì

Panchina Fiorentina, spunta il nome di Alessandro Nesta: pronto un contratto fino a giugno. L’ottimo rapporto con Goretti semplifica l’accordo.

La panchina della Fiorentina è diventata uno dei temi più caldi del momento. Dopo le ultime settimane altalenanti, la dirigenza viola sta valutando diverse opzioni per dare una svolta alla stagione, e tra i nomi che stanno circolando con insistenza c’è quello di Alessandro Nesta. L’ex difensore di Milan e Lazio, oggi allenatore, è stato inserito nella lista dei possibili candidati per subentrare e guidare la squadra almeno fino al termine della stagione.

Secondo quanto riportato da fonti vicine al club, la Fiorentina starebbe prendendo in considerazione l’idea di offrire a Nesta un contratto a breve termine, con scadenza a giugno e un’opzione di rinnovo in caso di buoni risultati. L’ex campione del mondo sarebbe disponibile ad accettare una formula di questo tipo, desideroso di mettersi alla prova in Serie A dopo le esperienze in panchina con Reggiana e Perugia.

Rapporti forti con Goretti

Uno degli elementi che potrebbe facilitare l’approdo di Nesta sulla panchina della Fiorentina è il suo ottimo rapporto con Roberto Goretti, attuale direttore tecnico del club viola. I due hanno già lavorato insieme in passato, sia al Perugia che alla Reggiana, costruendo un’intesa professionale solida e basata sulla fiducia reciproca. Goretti conosce bene il metodo e la filosofia di lavoro di Nesta, e ritiene che il suo profilo possa adattarsi alle esigenze tecniche e caratteriali della squadra.

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Una scelta di continuità e carattere

La panchina della Fiorentina richiede in questo momento un tecnico capace di ridare equilibrio e motivazione a un gruppo che ha mostrato segnali di fatica. Nesta, noto per la sua disciplina tattica e per la capacità di valorizzare i giovani, rappresenterebbe una scelta in linea con il progetto viola, fondato su gioco, organizzazione e crescita graduale.

La dirigenza, tuttavia, non ha ancora preso una decisione definitiva. Sul tavolo restano anche altri nomi di profili più esperti, ma l’idea di affidare la panchina della Fiorentina a un allenatore emergente come Nesta affascina per il mix di competenza, entusiasmo e conoscenza diretta del calcio italiano.

Nelle prossime ore sono attesi nuovi contatti: se tutto dovesse procedere nel verso giusto, Alessandro Nesta potrebbe presto sedersi sulla panchina della Fiorentina, inaugurando così una nuova pagina della sua carriera da allenatore.

Roma, ancora una tegola per Gasperini dopo Dybala: quel giocatore si è fermato per un problema muscolare. Tempi di recupero da valutare

Roma, nuova emergenza in attacco per Gasperini: si ferma anche Leon Bailey. I tempi di recupero per il giocatore sono ancora da valutare.

Momento complicato per la Roma, che deve fare i conti con una vera e propria emergenza offensiva. Gian Piero Gasperini perde un altro elemento importante in vista dei prossimi impegni. Dopo gli infortuni di Evan Ferguson e Paulo Dybala, anche Leon Bailey è costretto a fermarsi. Come riportato da Il Tempo, l’attaccante giamaicano ha accusato un problema muscolare durante l’allenamento di ieri a Trigoria, gettando ulteriore preoccupazione nello staff tecnico giallorosso.

Le prime sensazioni non sono positive: oggi lo staff medico della Roma effettuerà gli esami strumentali per capire l’entità del nuovo infortunio, ma la certezza è che Bailey non sarà disponibile per la delicata sfida di Europa League contro i Glasgow Rangers, in programma domani sera alle 21. Una defezione che riduce ulteriormente le soluzioni offensive di Gasperini, costretto a rivedere piani e formazioni proprio nel momento cruciale della stagione.

Una stagione tormentata per Bailey

L’avventura di Leon Bailey con la maglia della Roma non è iniziata nel migliore dei modi. Arrivato nella Capitale la scorsa estate in prestito dall’Aston Villa, l’esterno classe 1997 si era fermato quasi subito a causa di una lesione miotendinea al retto femorale destro. Un infortunio serio che lo ha tenuto lontano dal campo fino ai primi di ottobre 2025. Il suo ritorno, avvenuto nella sfida contro l’Inter, aveva riacceso l’entusiasmo dei tifosi romanisti, curiosi di vedere all’opera la velocità e l’imprevedibilità dell’ex Premier League.

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Dopo aver ritrovato minuti preziosi contro Sassuolo, Parma e Milan, Bailey sembrava finalmente pronto a prendersi un ruolo da protagonista nella Roma di Gasperini. Tuttavia, proprio quando la condizione fisica sembrava in crescita, è arrivato questo nuovo stop muscolare che rischia di comprometterne la continuità.

Gasperini in difficoltà

Per il tecnico giallorosso la situazione in attacco diventa sempre più complicata. Con Dybala e Ferguson ai box e Bailey fermo ai box, le alternative a disposizione sono ridotte al minimo. Gasperini dovrà inventarsi nuove soluzioni, magari puntando su giovani del vivaio o adattando alcuni centrocampisti in ruoli più offensivi.

In attesa di notizie più precise sugli infortuni, l’obiettivo della Roma resta quello di non perdere terreno sia in campionato che in Europa. La speranza dell’ambiente romanista è che l’emergenza duri poco e che presto Gasperini possa contare nuovamente su tutto il suo reparto offensivo.

Le prime pagine sportive nazionali – 5 novembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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