Pagina 58 – Calcio News 24

Spagna-Belgio: ai quarti di finale si rinnova la sfida 33 anni dopo Italia ’90

A Los Angeles la Roja cerca la semifinale, rievocando un incrocio mondiale nella fase a gironi: i precedenti tra Spagna e Belgio

Stasera a Los Angeles la Spagna affronta il Belgio per un quarto di finale che mette in palio un posto nell’Olimpo del calcio mondiale. Se l’attualità ci racconta di una Roja solida, reduce da cinque clean-sheet consecutivi e trascinata anche dalla forza della panchina (si veda il gol di Merino che ha deciso la sfida col Portogallo) e dai gol di Oyarzabal (segna ogni due partite, stasera dovrebbe rispettare la regola), la memoria storica riporta inevitabilmente gli appassionati all’ultimo precedente, giocato a Italia ’90 (4 anni prima, in Messico, proprio ai quarti finì 1-1 e fu il Belgio ad avere la meglio ai rigori).

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Verona, 21 giugno 1990: il calcolo e il destino

Era la terza giornata della fase a gironi, e lo stadio Bentegodi di Verona faceva da cornice all’ultimo scontro del Gruppo E. Quel 21 giugno, Spagna e Belgio scesero in campo già matematicamente qualificate agli ottavi di finale, ma con l’obiettivo di contendersi il primo posto nel raggruppamento per garantirsi un accoppiamento sulla carta più morbido.

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La partita si chiuse sul punteggio di 2-1 in favore degli iberici. La Spagna si portò in vantaggio grazie a un calcio di rigore trasformato da Míchel; il Belgio rispose con la rete del momentaneo pareggio firmata da Patrick Vervoort su una punizione potente e centrale, prima che il colpo di testa decisivo di Alberto Górriz regalasse il successo (sempre originato da una battuta da fermo) e il primato alla selezione guidata da Luis Suárez. Un risultato maturato intreramente in un vivace primo temmpo. Quella vittoria permise agli spagnoli di scavalcare in classifica i “Diavoli Rossi”, modificando radicalmente il tabellone della fase a eliminazione diretta. Un sorpasso che, ironia della sorte, non portò fortuna a nessuna delle due compagini.

La beffa dell’eliminazione simultanea

La Spagna, chiudendo al primo posto, pescò la Jugoslavia negli ottavi di finale a Verona; il Belgio, secondo, ereditò lo spauracchio Inghilterra nella sfida di Bologna. Entrambe le nazionali andarono incontro a un destino identico e drammatico, venendo eliminate nello stesso turno ai tempi supplementari: la Spagna cedette 2-1 sotto i colpi della stella jugoslava Dragan Stojković, mentre il Belgio venne beffato al 119′ da un gol leggendario di David Platt.

Stasera lo scenario è completamente diverso. Non si tratta di calcoli per il piazzamento nel girone, ma di un dentro o fuori senza appello e si sa già che il prossimo avversario sarà il più abbagliante del Mondiale, la Francia che ha un parziale di 7 gol fatti e 0 subiti dai sedicesimi in poi.

Francia-Marocco, tragedia dopo i festeggiamenti: muore una ragazza di 17 anni

Francia Marocco, festa francese per l’accesso in semifinale dei Mondiali rovinata da un incidente mortale: la ricostruzione

Una tragedia ha segnato i festeggiamenti per la vittoria della Francia contro il Marocco, successo che ha permesso ai transalpini di conquistare l’accesso alle semifinali del Mondiale. Ad Aulnoye-Aymeries, nel nord della Francia, una ragazza di 17 anni ha perso la vita in seguito a un drammatico incidente avvenuto durante le celebrazioni in strada.

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Al termine della partita, migliaia di tifosi sono scesi nelle vie della città per festeggiare il risultato della nazionale francese. Tra loro c’era anche l’adolescente, che secondo le prime ricostruzioni sarebbe salita sul retro di un camion insieme ad altre persone per partecipare al corteo improvvisato.

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Francia Marocco, la ricostruzione dell’incidente

Secondo quanto riportato da Le Parisien, che cita fonti vicine all’indagine, un uomo avrebbe fatto salire diverse persone sul proprio mezzo durante i festeggiamenti. Per cause ancora in fase di accertamento, la ragazza sarebbe caduta dal veicolo e sarebbe poi stata schiacciata dal camion.

L’autista del mezzo sarebbe stato fermato dalle autorità dopo essere risultato in stato di ebrezza. Gli investigatori stanno lavorando per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto e verificare eventuali responsabilità.

La notizia ha trasformato in dolore una serata che, per i tifosi francesi, era iniziata nel segno dell’entusiasmo per il passaggio del turno della nazionale.

Francia Marocco, disordini anche a Londra

Momenti di tensione si sono registrati anche a Londra, dove dopo la partita sono scoppiati disordini nella zona di Edgware Road. Secondo quanto riferito da Sky News, le forze dell’ordine sono intervenute per contenere un gruppo di tifosi che avrebbe lanciato oggetti e fatto esplodere fuochi d’artificio.

Durante gli scontri, un agente di polizia è stato colpito da una bottiglia di vetro ed è stato trasportato in ospedale. Le autorità britanniche analizzeranno ora i filmati degli incidenti per individuare i responsabili e procedere con eventuali provvedimenti.

Traoré verso il Genoa, affare a un passo: il club rossoblù vicino alla chiusura con il Marsiglia

Hamed Traoré verso Genoa, ultimi dettagli prima della fumata bianca: il centrocampista è vicino al ritorno in Serie A

Il Genoa è sempre più vicino a Hamed Junior Traoré. Come raccontato da Sky Sport, il club rossoblù è ormai a un passo dal centrocampista offensivo di proprietà dell’Olympique Marsiglia, con una trattativa arrivata alla fase decisiva dopo settimane di contatti.

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La società ligure conta di definire gli ultimi dettagli entro il weekend, così da chiudere definitivamente l’operazione e mettere a disposizione dello staff tecnico un rinforzo di qualità per il reparto offensivo. In casa Genoa filtra grande fiducia sulla buona riuscita dell’affare, una sensazione già emersa nei giorni scorsi e ora rafforzata dagli ultimi sviluppi.

Traoré Genoa, ritorno in Serie A sempre più vicino

Per Traoré si tratterebbe di un ritorno in Serie A, campionato che conosce molto bene grazie alle esperienze con Sassuolo e Napoli. Il classe 2000 ha già dimostrato in Italia qualità tecniche importanti, soprattutto nella capacità di muoversi tra le linee, attaccare lo spazio e dare imprevedibilità alla manovra.

Il Genoa ha individuato nell’ex Sassuolo un profilo adatto per aumentare il tasso tecnico della squadra. La sua duttilità può rappresentare un valore aggiunto: Traoré può agire da trequartista, mezzala offensiva o esterno, offrendo più soluzioni nella costruzione del gioco e negli ultimi metri.

Traoré Genoa, rinforzo di qualità per i rossoblù

L’operazione con l’Olympique Marsiglia è dunque vicina alla conclusione. Dopo una trattativa portata avanti con continuità, il Genoa si prepara ad accelerare per arrivare alla fumata bianca.

L’arrivo di Hamed Junior Traoré rappresenterebbe un innesto importante per il club rossoblù, intenzionato a costruire una rosa più competitiva e completa. Il giocatore, dal canto suo, è pronto a iniziare una nuova avventura in Italia e a rilanciarsi con una maglia che può garantirgli spazio, fiducia e continuità.

Diao, aumenta la concorrenza per la Roma: il Galatasaray prepara l’offerta al Como

Assane Diao si allontana dalla Roma, il Galatasaray si inserisce nella corsa: il club turco ha chiesto informazioni al Como

Aumenta la concorrenza per Assane Diao, esterno offensivo del Como finito anche nei radar della Roma dopo il tramonto della pista Mason Greenwood. Nelle ultime ore, infatti, sul classe 2005 si sarebbe mosso con decisione anche il Galatasaray, pronto a valutare un’operazione concreta per provare ad anticipare le altre pretendenti.

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Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, il club turco ha chiesto informazioni sul profilo di Diao e starebbe preparando una prima proposta al Como. La formula presa in considerazione sarebbe quella del prestito oneroso con obbligo di riscatto, una soluzione che potrebbe diventare interessante per la società lariana di fronte a condizioni economiche adeguate.

Il nome di Assane Diao continua quindi a muovere il mercato internazionale. Il suo rendimento e il suo potenziale hanno attirato l’attenzione di diversi club, con il Galatasaray ora pronto a entrare nella partita in maniera più concreta.

Assane Diao Roma, i giallorossi osservano ma non affondano

Per la Roma, al momento, Diao non rappresenta però la priorità assoluta per il reparto offensivo. Il club giallorosso ha effettuato un sondaggio per Alejandro Garnacho, in uscita dal Chelsea, e continua a valutare più opzioni per rinforzare l’attacco.

Il profilo dell’esterno del Como resta comunque monitorato, soprattutto per caratteristiche e margini di crescita. Diao è un giocatore rapido, verticale, abile nell’uno contro uno e potenzialmente adatto a una squadra che cerca imprevedibilità sugli esterni.

Roma mercato, D’Amico tiene aperte più piste

Il lavoro della dirigenza giallorossa resta orientato su più fronti. Per il ruolo di vice Malen, resta vivo anche il nome di Tresoldi, mentre la situazione legata a Garnacho potrebbe evolversi in base alle condizioni richieste dal Chelsea.

La Roma continua dunque a monitorare il mercato degli attaccanti senza forzare i tempi. Il possibile inserimento del Galatasaray su Assane Diao, però, potrebbe accelerare le valutazioni del club capitolino, chiamato a decidere se trasformare il sondaggio in un affondo concreto o puntare con decisione su altri obiettivi.

Abate si presenta come nuovo allenatore del Torino: «Voglio un Toro coraggioso, riconoscibile e con identità»

Ignazio Abate è il nuovo allenatore del Torino, il nuovo corso granata parte da identità e coraggio: le parole del tecnico in conferenza stampa

È il giorno della presentazione di Ignazio Abate come nuovo allenatore del Torino. Il tecnico granata, affiancato dal direttore sportivo Gianluca Petrachi, ha illustrato le linee guida del suo progetto: identità, coraggio, senso di appartenenza e una squadra capace di proporre gioco.

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A introdurre il nuovo corso è stato proprio Petrachi, che ha ribadito la convinzione della società nella scelta dell’ex allenatore della Juve Stabia.

SCELTA – «Sono contento di averlo scelto, in sinergia con il presidente. Mi aspetto che da questo momento si possa iniziare questo nuovo percorso, con questa voglia di cambiamento che è insita in me da quando sono arrivato a gennaio».

Abate Torino, il ritorno in granata e l’idea di gioco

Abate ha aperto la conferenza ringraziando la Juve Stabia e la dirigenza granata per l’opportunità ricevuta.

RINGRAZIAMENTI – «Ringrazio innanzitutto la Juve Stabia per l’anno trascorso insieme, senza non sarei stato qui. Ringrazio il presidente e il direttore per la grandissima occasione che mi hanno concesso».

Il tecnico ha poi ricordato il suo primo contatto con il mondo granata, sottolineando il peso della piazza e della maglia.

AMBIENTE – «Da giovanissimo avevo avuto la fortuna di toccare questo ambiente e indossare questa maglia. Oggi ho trovato una grandissima organizzazione e un bellissimo centro sportivo. Torino è una piazza enorme, avverti il peso della maglia ed è un onore essere qui».

Sul piano tattico, Abate vuole costruire una squadra riconoscibile e propositiva.

IDENTITÀ – «La base è un Torino riconoscibile. Vorrei un calcio propositivo, in cui si cerca di dominare e tenere il pallone. Non ho un modulo fisso, è riduttivo parlare di numeri. L’intenzione è partire impostando a tre, ma le squadre statiche sono prevedibili».

Abate Torino, mercato e obiettivi della stagione

Sul mercato, l’ex tecnico della Juve Stabia ha invitato alla pazienza, chiarendo che il Torino dovrà cercare profili realmente funzionali al progetto.

MERCATO – «Siamo consapevoli che ci siano delle priorità, ma sarebbe sbagliato prendere tanto per prendere. Serve gente funzionale. Ho massima fiducia in Petrachi, allestirà una squadra per il motivo per cui mi ha scelto: creare una squadra propositiva».

Quanto agli obiettivi, Abate non ha indicato una posizione di classifica, preferendo concentrarsi sulla costruzione di basi solide.

OBIETTIVI – «Non ho obiettivi di classifica. Il primo traguardo è creare fondamenta forti. Bisogna prendere gente che veda il Toro come se fosse il Real Madrid, poi vedremo dove arriveremo».

VALORI – «Senza un gruppo dai valori morali non si va avanti. Dobbiamo prendere gente che vede il Torino come se fosse il Real Madrid. Dove arriveremo lo vedremo strada facendo. I valori morali devono essere alti e in questi 40 giorni dobbiamo porci questo obiettivo».

Abate Torino, Zapata capitano e il futuro di Cacciamani

Duvan Zapata, attaccante e capitano del Torino
Abate Torino, Zapata capitano e il futuro di Cacciamani – CalcioNews24.com

Tra i singoli, Abate ha confermato la centralità di Duvan Zapata, indicato come probabile capitano del nuovo Torino.

ZAPATA – «Credo che sarà ancora il capitano. Non vengo qui a stravolgere le gerarchie. È un giocatore importante, ha rinnovato e mi aspetto tanto da lui».

Spazio anche a Cacciamani, giovane profilo su cui il tecnico vuole lavorare senza caricarlo di troppe responsabilità.

CACCIAMANI – «I giovani non vanno caricati di responsabilità. È un ragazzo serio, con qualità e margini di crescita. Ha un cambio passo notevole e non mi precludo nulla sul suo futuro».

POSIZIONE – «L’ho utilizzato come quinto di squilibrio vedremo dove lo porterà la sua evoluzione dal punto di vista tattico. Non mi precludo niente, ha un cambio di passo notevole».

Abate Torino, il messaggio ai tifosi granata

Il nuovo allenatore ha poi spiegato perché ha accettato la proposta del Torino, parlando di passione, ambiente e senso di appartenenza.

SCELTA – «È stato semplice dire sì al Torino. C’è una maglia che pesa e una città che vive di passione. Mi riconosco in questi valori, nel lavoro e nel senso di appartenenza. Da fuori il Toro è tanta roba. Serve positività e ricreare un legame forte, e ci riusciremo».

Ai tifosi, Abate ha mandato un messaggio diretto, senza slogan ma con un impegno chiaro.

TIFOSI – «Non faccio slogan e non vendo fumo. Posso promettere che, nelle vittorie e nelle sconfitte, la squadra metterà sempre orgoglio. Dirò ai ragazzi cosa significa indossare questa maglia».

Il tecnico ha poi aggiunto un passaggio sulla necessità di ritrovare energia intorno al gruppo.

POSITIVITÀ – «Si nota sempre il filo di vedere il bicchiere mezzo vuoto, ma da fuori il Torino è tanta roba. Noi abbiamo bisogno di ricreare energia, positività. Sono convinto che nelle difficoltà ci riusciremo».

Abate Torino, il debutto contro il Milan e il lavoro a Pinzolo

Il calendario metterà subito Abate davanti al suo passato, con la sfida contro il Milan nella prima giornata.

MILAN – «La partita col Milan speciale? Il Milan è la mia vita. Mi ha dato possibilità di giocare ad alto livello. Quando ho visto i calendari e c’era Torino-Milan speravo di diventare il nuovo allenatore del Torino. Sarà un piacere affrontare la prima giornata».

Infine, uno sguardo al ritiro di Pinzolo e al lavoro estivo che attende la squadra.

RITIRO – «Lavorerò soprattutto sui principi di gioco. Ci sono dei buchi in rosa, ma non ci piangiamo addosso: troveremo soluzioni cercando di chiudere qualche colpo il prima possibile».

Il nuovo Torino di Abate parte quindi da un’idea chiara: costruire una squadra coraggiosa, propositiva e riconoscibile, capace di riaccendere il legame con il popolo granata.

Bergomi direttore tecnico della Nazionale? L’idea a sorpresa di Malagò per la nuova Italia

Bergomi in Nazionale? Spunta il suo nome per il ruolo di direttore tecnico, con Maldini che rischia di allontanarsi: il punto

La rivoluzione del calcio italiano continua e, nelle ultime ore, emerge una nuova ipotesi a sorpresa per la Nazionale: Beppe Bergomi come possibile direttore tecnico del nuovo corso azzurro.

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A rivelarlo è l’edizione odierna del Corriere della Sera, che fa il punto sui lavori avviati da Giovanni Malagò dal 22 giugno, giorno del suo insediamento alla guida della FIGC. Il presidente federale sta lavorando su due caselle fondamentali per il rilancio dell’Italia: quella del commissario tecnico e quella del direttore tecnico.

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Il nome principale per il ruolo di dt resta da settimane quello di Paolo Maldini, indicato come prima scelta da Malagò. Tuttavia, nelle ultime ore, la pista avrebbe subito una frenata e il presidente federale ha aperto alla possibilità di una sorpresa.

Bergomi Nazionale, le parole di Malagò e il nodo Maldini

Proprio ieri Malagò ha spiegato lo stato dei lavori, lasciando intendere che la decisione sia ormai vicina: «Questa è la settimana decisiva, non cambio opinione. Spero nel weekend di calmare l’agitazione. Sto lavorando molto, sono sul pezzo, ci può anche essere una sorpresa. Grande? Questo sta a voi giudicarlo».

Parole che, secondo il Corriere della Sera, potrebbero nascondere un rallentamento sull’operazione Maldini. L’ex capitano del Milan resta il profilo preferito dal presidente, che vorrebbe affidargli responsabilità ampie all’interno della nuova struttura azzurra, ma il suo sì non è ancora arrivato.

Bergomi Nazionale, la pista può diventare concreta

Con le quotazioni di Maldini in apparente calo, salgono quelle dei profili alternativi. Tra questi ci sarebbe anche Beppe Bergomi, bandiera dell’Inter, campione del mondo nel 1982 e oggi commentatore per Sky.

Secondo il quotidiano, quella che porta a Bergomi è una pista accreditata nelle ultime ore e potrebbe rappresentare la vera sorpresa di Malagò. Nei corridoi romani è stato fatto anche il nome di Francesco Totti, ma come figura da inserire eventualmente nello staff del Club Italia.

Per il ruolo di dt restano in corsa anche Claudio Ranieri, Giorgio Chiellini e Gianfranco Zola. La decisione è attesa entro domani. Subito dopo, la FIGC passerà al nodo ct: secondo il Corriere della Sera, Roberto Mancini mantiene un certo vantaggio su Antonio Conte.

Anguissa e la ‘chiave’ Allegri per la permanenza al Napoli: potrebbe delinearsi questo futuro per il centrocampista azzurro

Il futuro di Anguissa potrebbe legarsi indissolubilmente a Massimiliano Allegri. Ecco lo scenario in casa Napoli

Il prossimo imminente ritiro di Dimaro si preannuncia caldissimo per il nuovo Napoli, e non soltanto per le canoniche questioni legate alla preparazione atletica. I riflettori dei media e dei tifosi saranno infatti puntati quasi interamente su Frank Zambo Anguissa. Il centrocampista camerunense è stato uno dei pilastri insostituibili del ciclo vincente azzurro, capace di conquistare due scudetti e una Supercoppa italiana dal 2023 a oggi. Tuttavia, la spedizione in Trentino metterà in copertina soprattutto il suo futuro professionale, tornato prepotentemente al centro dei rumors di mercato. Lo riporta il Corriere dello Sport.

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Il nodo del contratto e il rinnovo unilaterale fino al 2027

La parabola legata al rinnovo del centrocampista ha subito una brusca frenata dopo l’infortunio patito a novembre con la propria selezione nazionale. Da quel momento, i dialoghi per il prolungamento dell’accordo si sono arenati. Di fronte al concreto rischio di perdere il giocatore a parametro zero lo scorso 30 giugno, la dirigenza partenopea ha deciso di correre ai ripari esercitando l’opzione unilaterale di prolungamento per un anno, estendendo il vincolo fino al 2027.

Questa mossa strategica ha congelato le timide avance di mercato dei club rivali, ma ha generato una situazione di stallo: Anguissa e la sua famiglia si trovano magnificamente all’ombra del Vesuvio, ma la prospettiva di iniziare una nuova annata calcistica con un contratto a breve scadenza non riempie d’entusiasmo il forte mediano.

Il fattore Allegri e l’asse di centrocampo con Lobotka

A cambiare radicalmente le carte in tavola potrebbe essere l’avvento sulla panchina azzurra di Massimiliano Allegri, subentrato dopo il biennio targato Antonio Conte. Il tecnico toscano è da sempre un grandissimo stimatore del camerunense, di cui apprezza l’eccezionale completezza tattica e l’eleganza tecnica. Durante la gestione precedente, Anguissa aveva persino aumentato il proprio impatto realizzativo, una caratteristica che fa decisamente gola ad Allegri per strutturare una linea mediana di caratura internazionale.

Il primo vero confronto tra i due andrà in scena venerdì, quando il gruppo salirà a bordo del volo diretto a Dimaro. Un legame extra potrebbe facilitare la diplomazia di spogliatoio: Giovanni Branchini, storico agente dell’allenatore, è infatti anche il procuratore italiano del calciatore. A livello tattico, Frank è pronto a ricomporre il tandem collaudato con Stanislav Lobotka, in attesa del rientro di Scott McTominay dalle ferie post-Mondiale. Se per lo slovacco il club valuta un prolungamento fino al 2028, per Anguissa i chiarimenti decisivi arriveranno proprio nei boschi del Trentino.

Fine dell’era Corsi all’Empoli? Trattativa avanzata con un fondo americano per la cessione del club

L’Empoli potrebbe chiudere dopo 35 anni l’era Corsi: il club è in trattativa per la cessione ad un fondo americano. Tutti i dettagli

Il modello del calcio italiano a conduzione familiare sta per perdere uno dei suoi baluardi storici e più significativi. Dopo ben 35 anni di gestione esclusiva, radicata sul territorio e guidata con passione dalla famiglia Corsi, anche l’Empoli si appresta a cambiare pelle e ad aprire le porte ai capitali d’oltreoceano. Attraverso un comunicato ufficiale, la società toscana ha confermato i rumors delle ultime settimane: è formalmente in corso una trattativa con un fondo statunitense per il passaggio di proprietà del club.

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Accordo di esclusiva e dettagli del closing estivo

Secondo La Gazzetta dello Sport, i dialoghi tra le parti si trovano già in uno stato avanzato, tanto che è stato sottoscritto un accordo di esclusiva con l’interlocutore, un gruppo finanziario con sede a New York la cui identità resta al momento protetta dalla massima riservatezza. L’obiettivo della proprietà è quello di giungere a una formale fumata bianca entro la fine dell’estate.

Sul tavolo dei negoziati ci sono due macro argomenti da definire: l’entità economica dell’investimento complessivo e la struttura del nuovo organigramma. I piani prevedono la cessione della maggioranza assoluta delle quote, mentre resta da stabilire quale sarà il futuro posizionamento di Fabrizio Corsi e della figlia Rebecca (vicepresidente, amministratore delegato del club e recentemente eletta nel consiglio direttivo di Lega B). I nuovi investitori dovranno decidere se affidare loro un ruolo operativo o di rappresentanza, facendo leva sulla loro collaudata esperienza dirigenziale.

Infrastrutture e autofinanziamento: i motivi della svolta

La scelta di aprire ai capitali stranieri nasce dalla manifestata necessità della famiglia Corsi di trovare un partner solido per garantire la competitività futura dell’Empoli. Le risorse fresche serviranno a sostenere i progetti infrastrutturali: l’ampliamento del centro sportivo di proprietà a Monteboro e la ristrutturazione dello stadio, il cui piano di ammodernamento in concessione dal Comune è ormai prossimo all’approvazione definitiva.

Il calcio moderno ha messo in fisiologico affanno un modello virtuoso basato sulla provincia e sulle plusvalenze. La pressione finanziaria ha infatti costretto il club, entro la chiusura del bilancio dello scorso 30 giugno, a sacrificare prematuramente i giovani talenti Oliviero e Perillo, ceduti all’Atalanta per circa 4 milioni di euro totali per ragioni di cassa.

Al via il ritiro con Pagliuca: il mercato aspetta la proprietà

Nonostante le grandi manovre nell’alto comando societario, l’attività sportiva non si ferma. Lunedì prenderà ufficialmente il via la preparazione estiva agli ordini del tecnico Guido Pagliuca. Al momento il mercato in entrata è congelato: la priorità della dirigenza è vendere, con l’obiettivo di monetizzare sacrificando almeno due profili tra Guarino, Elia, Shpendi e Popov (attualmente in mostra all’Europeo Under 19). Un’eventuale accelerata decisiva nel closing con il fondo americano, tuttavia, potrebbe cambiare immediatamente le strategie della sessione estiva.

Calciomercato Juventus: le linee guida di Spalletti tra attacco e difesa

Calciomercato Juventus: Luciano Spalletti ha inquadrato le sue priorità in vista dell’estate. Cosa succede tra attacco e difesa

Con Luciano Spalletti la Juventus è stata chiarissima: la priorità assoluta del mercato è cedere. Il tecnico condivide pienamente la linea e la sintonia con la dirigenza è totale. Giovanni Carnevali e Frederic Massara hanno impostato una strategia rigida, dove ogni centesimo verrà calcolato per evitare sprechi alla Continassa. Dal punto di vista tattico, l’allenatore ha però richiesto due punte di peso, poiché appare improbabile la permanenza in rosa di Jonathan David, Lois Openda e Arkadiusz Milik, mentre il giovane Jeff Ekhator non ha ancora la statura per sostenere tali responsabilità.

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Uno dei due attaccanti potrebbe essere Dusan Vlahovic, tema centrale nel summit di mercato. La società viaggia a fuoco lento sul serbo: prima di prendere una decisione definitiva, vuole valutare i margini di manovra per Kolo Muani e Mateo Pellegrino. Tuttavia, se si troveranno le giuste condizioni economiche, le porte per un ritorno del centravanti restano spalancate. Ecco cosa scrive oggi Tuttosport.

L’opportunità Matic a centrocampo

Proprio durante l’ultimo incontro a Torino è emersa un’interessante opportunità nel rapporto qualità-prezzo: Nemanja Matic. Il centrocampista serbo, che compirà 38 anni il prossimo 1° agosto, percepisce un ingaggio di 2 milioni di euro netti al Sassuolo. Carnevali ne conosce il valore umano e tecnico, avendolo avuto in neroverde, e Massara lo stima da tempo.

Matic, gestito dalla stessa agenzia che cura gli interessi di Emiliano Dibu Martinez, è stato proposto alla dirigenza bianconera dal procuratore Vlado Lemic. La Juventus riflette sulla sua utilità per alzare il tasso di esperienza in mediana, ma prima di affondare il colpo deve liberarsi degli esuberi Arthur e Douglas Luiz, che rallentano le manovre a centrocampo nonostante restino vive le piste per Kessié e Goretzka.

I nodi in difesa: rallenta Muharemovic, spunta Lucumí

Il mercato dei difensori registra una frenata per Tarik Muharemovic. Da un lato la Juventus attende di capire se arriveranno 20 milioni dalla Premier League tramite il 50% sulla rivendita spettante al Sassuolo; dall’altro pesa la preferenza di Spalletti per Jhon Lucumí.

Il difensore, in scadenza a giugno 2027, dopo il 15 luglio avrà un prezzo decisamente inferiore rispetto ai 28 milioni dell’attuale clausola rescissoria. Lucumí piace molto come centrale di sinistra poiché è un marcatore più pronto rispetto a Muharemovic. La dirigenza monitora con attenzione questo fronte, considerando che non ci sono particolari offerte per Bremer, Gatti e Rugani, mentre per Lloyd Kelly (su cui vigila il Bournemouth) non ci sono reali alternative in rosa.

I Mondiali nel Midwest: Kansas City si trasforma in “Messilandia”

L’Argentina di Scaloni trova la sua tana ideale tra la cultura del barbecue, il mito della frontiera e la nostalgia per l’ultimo ballo del Diez

L’Argentina che strappa le vittorie a morsi piace all’America più profonda. La racconta in un bel reportage Giulia Zonca su La Stampa. Nel cuore del Midwest, la nazionale di Lionel Messi ha trovato una casa e un’inaspettata fonte di energia a Kansas City. Oggi la città si è trasformata in una vera e propria “Messilandia”. L’entusiasmo per l’Albiceleste supera persino il recente matrimonio della residente più celebre del posto, la popstar Taylor Swift, unita in nozze con Travis Kelce, stella dei Chiefs. Delle otto nazionali arrivate ai quarti di finale, due risiedono qui: oltre ai sudamericani c’è l’Inghilterra, che ha festeggiato l’eroica qualificazione in Messico con un concerto privato di Ed Sheeran. Inizialmente le squadre in città erano quattro, incluse Olanda e Algeria, per un totale di sei partite ospitate.

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L’anomalo quarto di finale Argentina-Svizzera svela un legame ancestrale. Questa nazionale che lotta e soffre riflette perfettamente lo spirito del Midwest: grandi pianure, dinamismo industriale e un forte tradizionalismo legato al mito della frontiera. Kansas City, storicamente un puntino blu democratico in una terra rosso repubblicana, ha unito il proprio tifo a quello argentino. Il sindaco Quinton Lucas, eletto nel 2019 e soprannominato “Mayor Q”, ha predisposto trasporti gratuiti per collegare il centro verticale all’aeroporto, agevolando il flusso del Banderazo, il coloratissimo corteo dei tifosi della Scaloneta.

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Radici, calcio e l’addio a Messi

Gli Stati Uniti, pur orfani della propria nazionale, hanno trovato nell’Argentina la storia perfetta a cui appassionarsi: campioni del mondo che sanno solo soffrire, salvati continuamente dall’eterno Messi. Un copione perfetto per le strade che diedero i natali al jazz di Charlie Parker. Il legame si alimenta anche a tavola, unendo l’identità collettiva del barbecue locale a quella della griglia argentina.

Il volto del numero dieci campeggia ormai sui grattacieli della città culla della MLS. Qui, dove nel 1977 il pioniere Bill Finn diede vita ai primi tornei giovanili, oggi il calcio è una realtà radicata. Davanti al maxischermo del CPKC Stadium, l’impianto delle KC Current dedicato al calcio femminile, la folla si raduna per spingere l’Argentina. Resta però un sottofondo di malinconia: comunque vada, questo sarà l’ultimo Mondiale di Messi. Sulle case del Midwest campeggia la scritta “Defending Champion in Town”; confermare il titolo sembra un’illusione, ma Kansas City preferisce crederci come a una benedizione.

Mondiali 2026, l’anomalia di una Norvegia che parla italiano: così la Serie A sta trascinando Solbakken

È una Norvegia trascinata da giocatori italiani quella che sta stupendo ai Mondiali 2026. L’analisi completa della squadra di Solbakken

Domani in campo a Miami ci sarà anche un pezzettino di calcio italiano. All’interno dei ventisei convocati dal commissario tecnico Ståle Solbakken, infatti, spiccano ben cinque calciatori norvegesi che hanno disputato l’ultima stagione in Serie A: Marcus Pedersen (Torino), Torbjørn Heggem (Bologna), Leo Østigård (Genoa), Kristian Thorstvedt (Sassuolo) e Morten Thorsby (Cremonese). Dopo l’imponente colonia della Premier League, che vanta ben nove elementi nella rosa, il massimo campionato italiano è il torneo più rappresentato all’interno della selezione scandinava. Un dato clamoroso, che supera persino la stessa Eliteserien (il campionato norvegese), la quale ha portato al Mondiale soltanto quattro giocatori. La Gazzetta dello Sport ha oggi dedicato un focus a questa anomalia.

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Il rendimento degli “italiani” al Mondiale

Il calciatore d’Italia più impiegato da Solbakken è stato finora il ventisettenne Torbjørn Heggem. Il difensore centrale del Bologna ha mostrato una discreta sicurezza, giocando sempre da titolare a eccezione della sfida contro la Francia, quando il CT ha concesso un turno di riposo a molti elementi chiave. Nonostante la delicatezza del ruolo, Heggem non ha collezionato alcun cartellino, confermando un ottimo rendimento.

Molto positivo anche l’impatto del terzino del Torino, Marcus Pedersen (25 anni). Sfruttando l’infortunio muscolare di Ryerson, Pedersen ha collezionato tre presenze (due da titolare) e ha realizzato un gol importantissimo contro il Senegal. Ha saputo confermare il proprio vizio del gol anche il genoano Leo Østigård (25 anni), andato a segno al debutto assoluto contro l’Iraq in una delle sue quattro apparizioni nel torneo.

Le parole di Thorsby e lo spazio per i centrocampisti

Più ridotto, finora, lo spazio per le mezzali. Kristian Thorstvedt (Sassuolo) è rimasto in campo per soli 62 minuti divisi in due ingressi a partita in corso, faticando a trovare spazio in un reparto chiuso da titolari del calibro di Ødegaard, Berge e Berg. Solo 45 minuti (un tempo contro la Francia), invece, per l’incursore della Cremonese Morten Thorsby.

Intercettato in zona mista, Thorsby ha voluto sottolineare con orgoglio la grande cavalcata della sua nazionale: «L’attenzione della gente nei nostri confronti è totalmente meritata, perché abbiamo mantenuto le promesse e siamo andati addirittura oltre le aspettative. Adesso dobbiamo solo goderci questo splendido momento».

Spagna Belgio: De La Fuente punta sulle certezze per i quarti di finale, svelate le scelte di formazione

Spagna Belgio: le probabili formazioni del match, valido per i quarti di finale dei Mondiali 2026

Squadra che vince non si cambia, a maggior ragione se si dimostra assolutamente impermeabile in difesa. In vista del quarto di finale contro il Belgio a Los Angeles, il commissario tecnico spagnolo Luis De La Fuente sembra intenzionato a riproporre la medesima formazione che ha straconvinto nei sedicesimi contro l’Austria e che si è poi imposta nel combattuto derby iberico degli ottavi contro il Portogallo.

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Proprio la sfida contro i lusitani ha evidenziato una volta di più la straordinaria profondità dell’organico a disposizione del successore di Luis Enrique, capace di risolvere le partite grazie a innesti mirati. Il gol vittoria è stato infatti confezionato da tre riserve di lusso: Fabian Ruiz, Ferran Torres e Mikel Merino, con quest’ultimo che ha firmato il passaggio del turno. Il centrocampista dell’Arsenal, utilizzato da Mikel Arteta anche come centravanti d’emergenza, è il secondo miglior marcatore della gestione De La Fuente con 11 reti complessive.

La legge di Oyarzabal e la cabala della doppietta

Nelle serate in cui la Spagna esprime la massima fluidità di gioco, il finalizzatore naturale della Roja resta però Mikel Oyarzabal. Con 23 gol totali — compreso quello storico all’Inghilterra che ha deciso Euro 2024 — il capitano della Real Sociedad è il calciatore più prolifico sotto l’attuale guida tecnica.

Nel corso di questo torneo Oyarzabal è già andato a segno 4 volte, seguendo una cadenza scaramantica che fa ben sperare i tifosi: rimasto a secco al debutto con Capo Verde, ha siglato una doppietta contro l’Arabia Saudita (4-0). Dopo il risicato 1-0 sull’Uruguay deciso da Alex Baena, l’attaccante basco ha calato un nuovo uno-due proprio contro l’Austria. Non avendo segnato nell’ultimo match contro il Portogallo, la rigida alternanza del gol vorrebbe stasera una nuova doppietta.

L’ostacolo Belgio e la caccia ai primati

Il rischio principale per gli iberici è quello di prendere sotto gamba il Belgio, considerato sulla carta inferiore rispetto alla squadra di Vitinha. Per evitare distrazioni, De La Fuente e il Pallone d’Oro 2024, Rodri, hanno chiesto ai compagni la massima concentrazione. Il gruppo punta con decisione al sesto clean-sheet di fila, un traguardo che permetterebbe a Unai Simon di estendere il suo record di imbattibilità a 699 minuti.

In avanti ci si attende molto da Lamine Yamal, in crescita esponenziale. Il gioiello spagnolo disputerà la sua ultima gara da diciottenne, desideroso di regalarsi la semifinale di Dallas del prossimo 14 luglio, che si giocherà all’indomani del suo 19° compleanno. De La Fuente affronta la sfida con tutti i 26 convocati a disposizione, compresi i convalescenti Yeremy Pino, Nico Williams e Victor Muñoz.

Trequartista cercasi, tre talenti europei per il Milan: chi sono i tre gioiellini nel mirino di Amorim

Il Milan è a caccia di un nuovo trequartista da regalare a Ruben Amorim: ecco i tre nomi nella lista dei rossoneri

Il Milan prosegue il proprio lavoro sotto traccia per iniettare dosi massicce di qualità, estro e fantasia sulla trequarti in vista della prossima stagione. La ricerca di un profilo futuribile, dotato di eccellenti qualità tecniche e ampi margini di miglioramento, rappresenta uno dei temi più caldi dell’estate rossonera. Come confermato sulle pagine del Corriere dello Sport, la dirigenza di via Aldo Rossi ha inserito nella propria lista di mercato tre astri nascenti del calcio europeo, destinati a infiammare le prossime sessioni di trattative.

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Konstantinos Karetsas: la gemma del Genk

Il nome che stuzzica maggiormente la fantasia degli osservatori milanisti è quello di Konstantinos Karetsas, gioiello classe 2007 di proprietà del Genk. Il fantasista di nazionalità greca si è imposto come una delle grandi rivelazioni del calcio belga nel corso dell’ultima annata.

Mancino naturale prestato al calcio d’élite, Karetsas ha messo in mostra una personalità fuori dal comune, abbinata a un dribbling fulmineo e a una nitida visione di gioco. I suoi numeri stagionali certificano una crescita spaventosa: ha chiuso il suo ruolino di marcia con 49 apparizioni, 3 gol e 18 assist distribuiti tra campionato, coppa nazionale ed Europa League, attirando inevitabilmente le attenzioni dei principali top club europei.

Karim Alajbegovic: imprevedibilità e verticalità

Nel ventaglio di opzioni monitorate dal Milan compare anche il profilo di Karim Alajbegovic, talento classe 2006 reduce da un percorso di altissimo livello con la maglia del Salisburgo prima del suo programmato rientro al Bayer Leverkusen.

Il trequartista bosniaco ha messo a referto ben 13 gol e 4 assist in 44 presenze totali, confermandosi tra i giovani profili offensivi più interessanti del panorama continentale. Alajbegovic incarna perfettamente l’identikit del trequartista moderno: è un calciatore versatile, capace di agire sia sulla corsie esterne sia nel ruolo di seconda punta, facendo della capacità di incidere negli ultimi trenta metri la sua arma migliore.

Can Uzun: l’opzione più pronta (ma costosa)

Più avanti nel percorso di crescita calcistica, seppur giovanissimo, si posiziona Can Uzun. Il fantasista turco dell’Eintracht Francoforte, nato nel 2005, rappresenta l’usato sicuro in termini di prontezza tattica.

Perfettamente ambidestro, Uzun è in grado di occupare virtualmente ogni slot alle spalle del centravanti, come dimostrano i 10 gol e 6 assist in 28 gettoni nell’ultima Bundesliga. Lo scoglio principale in questo caso è legato alla valutazione economica: la dirigenza tedesca chiede una cifra superiore ai 40 milioni di euro, parametro che rende l’affare decisamente più complesso rispetto alle piste alternative.

Le caratteristiche dei tre candidati tracciano la linea strategica del club: investire sulla creatività. Il tecnico Rúben Amorim ha le idee chiare e pretende fantasia in una zona nevralgica del campo, assecondando le linee guida del proprietario Gerry Cardinale, deciso a regalare ai tifosi un Milan divertente e futuribile.

Sfumato Greenwood, la Roma va a caccia del nuovo colpo in attacco: 5 nomi nella lista di D’Amico per soddisfare Gasperini

La Roma ha stilato una lista di nomi per rinforzare l’attacco dopo che è naufragata la trattativa per Greenwood. Chi sono i candidati giallorossi

La Roma volta definitivamente pagina e si proietta verso il futuro senza guardarsi indietro. Il capitolo relativo a Mason Greenwood è ormai da considerarsi ufficialmente archiviato a Trigoria: la dirigenza ha preso atto delle enormi complessità di una trattativa naufragata tra le richieste del Marsiglia, i problemi legati alle garanzie bancarie del Fenerbahçe e i continui ripensamenti dell’attaccante inglese, ora fortemente tentato dall’Atletico Madrid. La linea societaria imposta dai giallorossi è categorica: nessuna intenzione di partecipare ad aste al rialzo. L’obiettivo è muoversi rapidamente su profili alternativi di pari livello.

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Diego Moreira nel mirino: l’ostacolo BlueCo e la richiesta dello Strasburgo

Il direttore sportivo D’Amico lavora da tempo sottotraccia su obiettivi differenti, individuati ben prima che sfumasse la pista principale. Secondo il Corriere dello Sport, il profilo che mette d’accordo l’intera area tecnica per qualità e futuribilità è Diego Moreira, esterno d’attacco classe 2004 in forza allo Strasburgo. La Roma aveva già effettuato un primo approccio esplorativo prima del Mondiale disputato dal calciatore con la nazionale del Belgio, ma nelle ultime ore ha deciso di rompere gli indugi tornando alla carica in modo concreto.

Lo scoglio principale è rappresentato dalle pretese economiche del club francese, che valuta il proprio gioiello tra i 35 e i 40 milioni di euro. Una cifra importante che la Roma cercherà di negoziare. A spingere per il suo arrivo è anche l’allenatore Gian Piero Gasperini, affascinato dalla straordinaria duttilità tattica del ragazzo. Mancino naturale, Moreira ha dimostrato nell’ultima stagione di poter agire come quinto di centrocampo su entrambe le corsie esterne, ma anche come ala pura sul versante destro, posizione che gli permette di accentrarsi e calciare.

L’operazione presenta tuttavia un vincolo non da poco: il Chelsea conserva un diritto di recompra sul giocatore, ceduto ai francesi per circa due milioni di euro. Dal momento che entrambe le società orbitano all’interno della galassia BlueCo, i londinesi mantengono un controllo strategico e potrebbero decidere di riportarlo alla base, costringendo D’Amico a imbastire una trattativa su un doppio fronte.

Le alternative di lusso: fari puntati su Godts e Tzolis

La lista della spesa del direttore sportivo giallorosso non si ferma certamente al solo talento belga. Rimane caldissimo il nome di Mika Godts, esterno dell’Ajax ed autentica rivelazione dell’ultima stagione, impreziosita da un bottino personale di 17 gol e 12 assist. Numeri importanti che hanno scatenato l’interesse dei principali club europei, rendendo la concorrenza agguerritissima.

Sullo sfondo restano monitorati anche Christos Tzolis, seguito a lungo ma finito nel mirino dell’Arsenal, Alejandro Garnacho, dato in possibile uscita dal Chelsea, e il giovane prospetto Alajbegovic, visionato dagli osservatori della Roma fin dallo scorso mese di marzo. La caccia all’esterno è ufficialmente aperta.

Dopo il colpo Khalaili, l’Inter pensa alla difesa: Chalobah in pole position, ma resistono due alternative sullo sfondo

L’Inter torna a focalizzarsi sul colpo in difesa dopo la chiusura per Khalaili: Chalobah è il preferito ma occhio a queste due alternative

Chiuso definitivamente il colpo Khalaili e blindata la porta grazie all’innesto di Ivan Provedel, la dirigenza dell’Inter sta concentrando tutte le proprie energie sulla ricostruzione del pacchetto arretrato. Gli addii ufficiali di Francesco Acerbi e Stefan De Vrij, giunti alla scadenza naturale del loro vincolo contrattuale, hanno lasciato un vuoto numerico e di esperienza che costringerà la società milanese a intervenire sul mercato con due acquisti. La priorità assoluta del direttore sportivo Piero Ausilio è l’innesto di un centrale di caratura internazionale, pronto nell’immediato e capace di integrarsi rapidamente per affrontare al meglio gli impegni di Serie A e Champions League. L’identikit perfetto potrebbe rivelarsi una novità “Mondiale”, considerando che il primo obiettivo della lista è attualmente impegnato nella rassegna iridata. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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Il piano per Trevoh Chalobah: il Chelsea fa muro ma il giocatore vuole l’Inter

Il nome in cima ai pensieri di Beppe Marotta resta quello di Trevoh Chalobah, difensore ventisettenne di proprietà del Chelsea. Il centrale inglese ha già espresso il proprio totale gradimento al trasferimento a Milano, bloccando di fatto ogni altra destinazione. I Blues, guidati in panchina da Xabi Alonso, avrebbero voluto inserire il calciatore nell’affare Maxence Lacroix con il Crystal Palace, scontrandosi però con il secco rifiuto del ragazzo, per nulla intenzionato ad accettare le offerte di altre compagini britanniche come Fulham o Bournemouth.

Sullo sfondo si registra anche il definitivo passo indietro del Como: una telefonata cordiale dei vertici lariani a Marotta ha sancito una sorta di patto di non belligeranza, liberando la strada ai nerazzurri. Lo scoglio principale rimane la valutazione economica di 40 milioni di euro fissata dal sodalizio londinese, ma l’Inter conta di lavorare ai fianchi del club inglese, forte della volontà ferrea del calciatore di vestire solo il nerazzurro.

Le alternative di Ausilio: la suggestione Alaba e il duello con la Juve per Lucumí

In attesa di sferrare l’attacco decisivo sulla direttrice Milano-Londra, l’Inter valuta con attenzione le possibili alternative. Tra i profili proposti nelle ultime settimane spicca il nome dell’esperto svincolato David Alaba, ma la pista più calda porta a Jhon Lucumí del Bologna. Il centrale colombiano possiede una clausola rescissoria da 28 milioni di euro valida fino al prossimo 15 luglio, una cifra che successivamente diventerà “trattabile” con la dirigenza rossoblù. Sul difensore si registra però il forte interesse della Juventus, un fattore che potrebbe presto innescare un acceso derby d’Italia di mercato tra Milano e Torino.

Yildiz rischia l’operazione! Le condizioni del numero 10 della Juventus e cosa potrebbe accadere prima dell’inizio della stagione

Yildiz a rischio operazione dopo il persistente dolore al ginocchio. Quali sono le sue condizioni e gli scenari possibili prima dell’inizio della stagione

Dopo la precoce e dolorosa eliminazione della Turchia dai Mondiali 2026, il fantasista della Juventus, Kenan Yildiz, ha dato ufficialmente il via alle proprie vacanze estive. Il giovane talento bianconero ha deciso di staccare completamente la spina dal calcio giocato per rifugiarsi a Ratisbona, in Germania, la sua città natale. Questo ritorno alle origini rappresenta per il numero dieci un’opportunità per ritrovare gli affetti familiari, ma anche un momento di profonda riflessione. L’avventura iridata del calciatore è stata infatti fortemente condizionata da persistenti problemi fisici, in particolare da una fastidiosa tendinopatia rotulea al ginocchio che necessita di cure immediate. Lo riporta Tuttosport.

Il rientro alla Continassa e l’ipotesi operazione

Attualmente, l’obiettivo prioritario del giocatore è il riposo totale, evitando qualsiasi tipo di sforzo precoce. Già durante il soggiorno negli Stati Uniti, Yildiz ha portato avanti un fitto programma di terapie e trattamenti specifici mirati alla riduzione del dolore. Questo percorso riabilitativo continuerà nei prossimi giorni, in attesa del suo ritorno a Torino. Il raduno alla Continassa per il fantasista turco è previsto attorno al 20 luglio, a circa tre settimane di distanza dall’ultima sfida disputata contro la nazionale statunitense.

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Una volta rientrato alla base, lo staff medico piemontese valuterà attentamente lo stato dell’articolazione per pianificare i carichi di lavoro. Affrontare una stagione dispendiosa, che potrebbe superare i 50 impegni ufficiali, richiede una condizione ottimale. Per questo motivo, non viene scartata a priori la soluzione più drastica: un eventuale intervento chirurgico per risolvere definitivamente il problema. Al momento l’operazione resta un’ipotesi sullo sfondo, e la scelta definitiva verrà presa di comune accordo tra il calciatore e il suo entourage.

Calciomercato: blindato dalle avance di Florentino Perez

Nonostante i piccoli acciacchi e qualche isolata critica piovuta da una parte della tifoseria subito dopo il suo rinnovo contrattuale, Yildiz rimane un pilastro insostituibile per il futuro della Juve. In questi giorni di relax, trascorsi anche in compagnia del compagno di squadra Dean Huijsen (confermato al Real anche grazie alla stima di José Mourinho), sono tornate a farsi sentire le voci di mercato. L’ammirazione del Real Madrid e del presidente Florentino Perez è nota, ma la Juventus non ha alcuna intenzione di privarsi del proprio gioiello. Nelle prossime due settimane si capirà se il club potrà contare sul proprio numero dieci già per l’inizio del campionato o se si renderà necessaria una partenza più prudente.

Pagelle Francia Marocco – I Top e Flop del match

Pagelle Francia Marocco: i voti ai protagonisti del match, valido per i quarti di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Francia Marocco: le valutazioni dei protagonisti del match, valido per i quarti di finale dei Mondiali 2026.

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La Francia supera il Marocco per 2-0 e stacca il prestigioso pass per la terza semifinale mondiale consecutiva, un traguardo storico raggiunto in passato solo da Germania e Brasile. Dopo un primo tempo a reti bianche caratterizzato dal netto dominio transalpino e da un rigore fallito, la spinta dei ragazzi di Didier Deschamps si concretizza nella ripresa in appena sei minuti. Ecco i protagonisti in positivo e in negativo del match.

I Top

  • Kylian Mbappé (Francia). È l’assoluto dominatore della serata. Nel primo tempo si procura il rigore ma si fa ipnotizzare da Bono; nella ripresa sale in cattedra e sblocca la partita al 60′ con un destro a giro magistrale sotto l’incrocio dei pali, siglando il suo ottavo gol nel torneo. Pochi minuti dopo avvia l’azione del raddoppio scambiando con Dembélé. Esce anzitempo, ha una caviglia dolorante per un intervento durissimo di Diop, ma il ghiaccio lo rometterà in piedi certamente, impossibile fare a meno di lui.
  • Bono (Marocco). Se il Marocco resta in partita fino al sessantesimo è solo merito suo, vista la latitanza davanti se non a risultato ormai compromesso. Autore di quattro interventi miracolosi, compie un autentico colpo di reni al 28′ bloccando in tuffo il calcio di rigore di Mbappé. Nel finale nega il gol a Barcola e Mateta, evitando un passivo ben più pesante.
  • Manu Koné (Francia). Giganteggia a centrocampo per oltre settanta minuti. Recupera una quantità industriale di palloni, argina con precisione chirurgica le ripartenze di Brahim Diaz e detta i ritmi della transizione offensiva prima di lasciare il posto a Zaire-Emery. Fantastico anche per la lucidità delle scelte.

I Flop

  • Dayot Upamecano (Francia). La nota stonata nell’orchestra quasi perfetta di Deschamps. Al 73′ rischia un clamoroso autogol ciccando un pallone crossato da Talbi. Nel finale si fa anticipare con troppa facilità da El Aynaoui, palesando vistosi cali di concentrazione, come quando protegge un pallone destinato al fondo non accorgendosi che così regala un corner agli avversari.
  • Nasser Mazraoui (Marocco):.Soffre terribilmente le accelerazioni dei trequartisti francesi. Al 25′ si fa saltare secco da Mbappé e lo stende ingenuamente in scivolata, regalando il calcio di rigore alla Francia che l’arbitro concede senza esitazioni.
  • Ayyoub Bouaddi (Marocco). Troppo leggero in mezzo al campo. Al 35′ tenta un tunnel azzardato nella propria trequarti difensiva, regalando il pallone a Doué e innescando un pericoloso contropiede tre contro due che per poco non costa il gol del vantaggio francese. Viene sostituito nella ripresa per far spazio ad Amrabat. É sempre un bel vedere per come mostra giocate a testa alta e serenità nelle soluzioni adottate, ma stasera la Francia è apparsa ingiocabile e lui non l’ha capito subito, fidandosi un po’ troppo della propria sicurezza.

Francia Marocco, la partita di Mbappé: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Francia Marocco, la partita di Mbappé: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante ai quarti di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Francia Marocco, la gara valida per i quarti di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Kylian Mbappé.

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La partita di Mbappé

PRIMO TEMPO

Al 4′ Mbappè in posizione centrale accende la manovra allargando a destra, poco dopo riceve palla e impegna Bounou con conclusione da fuori area molto pericolosa, indirizzata all’angolino. Kylian sembra decisamente in fire, al 5′ prova l’allungo e si porta la sfera fuori dal campo. All’11 si disinteressa del pallone nella sua zona perchè immagina di essere in fuorigioco. Mbappé sta toccando diversi palloni per smistare il gioco, muovendosi lungo tutto l’asse orizzontale dell’attacco. Al 15′ riceve palla al limite, cerca un compagno e viene ingabbiato. Al 17′ parte da lontano, El Khannouss lo rincorre e lo rimonta con successo. Al 23′ Mbappé entra in possesso girato di spalle e non si rende conto dell’arrivo di Hakimi con decisione, l’ex compagno del Psg è tempestivo e pulito. Al 25′ ripartenza Francia, doppio passo di Mbappé, Mazraoui casca nella trappola e lo aggancia nettamente: rigore solare. Kylian si incarica dell’esecuzione, viene richiamato a sistemare con precisione il pallone sul dischetto. Tiro debole di piatto, alla sinistra di Bounou che addirittura lo blocca: grave errore. Dopo il penalty, il madridista va un po’ fuori dal gioco, la pressione offensiva della Francia ha sicuramente un calo d’intensità. Al 41′ prova ad allungare per Olise, passaggio sbagliato. Al 44′ riceve palla e riesce a servire i compagni nonostante tre marcatori addosso. Servito in profondità all’inizio del recupero, Bounou esce di piede ed allontana. Si chiude il primo tempo sullo 0-0 e qualche responsabilità il capitano ce l’ha…

SECONDO TEMPO

Inizio ripresa senza risultare coinvolto nella manovra. Al 55′ entra in azione con un appoggio per Doue, il compagno trova la porta senza riuscire a sorprendere Bounou. Un minuto dopo grande iniziativa di Olise, Mbappé spara alto davanti al portiere, c’è però una posizione abbastanza evidente di fuorigioco. Al 57′ si mette sulla sinistra e resiste a una serie di spinte di Hakimi. Al 58′ gioco di prestigio in area di rigore, tutto vanificato da un cross fuori misura. Capolavoro al 60′: palla vagante in area di rigore, praticamente da fermo tiro a giro prontissimo e Bounou non può arrivarci, Francia in vantaggio. Poco dopo l’1-0 si accascia a terra, si rialza e poco dopo va via con un tocco d’esterno e Diop lo falcia colpendo la caviglia e meritandosi l’ammonizione. Al 66′ appoggio per Dembélé, il Pallone d’Oro avanza e dal limite trova l’angolino firmando il 2-0. Al 76′ Mazraouoi con fair-play vede nuovamente Mbappé sedersi per terra, sembra molto stanco anche per il grande caldo, Deschamps opta logicamente per la sostituzione con Mateta, il numero 10 saluta il pubblico a braccia alzate. Impressionante vedere l’heat map della sua partita, Mbappé ha toccato palloni ovunque nella metà campo avversaria, sono stati 44 i palloni toccati. Il gol del vantaggio ha abbondamente cancellato il peso dell’errore dal dischetto.

Ederson, siamo ai dettagli: visite mediche in Inghilterra e firma con il Manchester United sempre più vicina

Ederson Manchester United, conto alla rovescia: ultime visite in Inghilterra e firma ormai dietro l’angolo

Il mercato dell’Atalanta vive ore di grande movimento: mentre in nerazzurro è atteso l’arrivo di Gaetano, si avvicina sempre di più il trasferimento di Ederson al Manchester United. Dopo l’eliminazione dal Mondiale con il Brasile, il centrocampista è pronto a salutare la Serie A e a compiere il grande salto in Premier League.

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Ultimi step: visite mediche e firma

Ederson si trova già in Inghilterra, dove ha iniziato il primo ciclo di visite mediche con lo United. L’iter proseguirà anche domani, venerdì 10 luglio, con ulteriori controlli programmati dal club inglese per completare la valutazione fisica del giocatore. Si tratta di passaggi standard ma fondamentali per un’operazione di questo livello, che rappresenta una delle più importanti cessioni dell’estate per l’Atalanta.

Se tutto procederà senza intoppi, il centrocampista brasiliano potrà mettere la firma sul nuovo contratto e il Manchester United potrà annunciare ufficialmente il suo arrivo. A quel punto, per Ederson inizierà una nuova avventura in un club che lo considera centrale nel progetto tecnico e che punta su di lui per rinforzare la mediana in vista della prossima stagione.

L’addio all’Atalanta e al calcio italiano

Il trasferimento segna la fine di un ciclo importante a Bergamo: Ederson è stato uno dei giocatori più continui e determinanti della gestione Gasperini, protagonista di una crescita costante che lo ha portato a imporsi anche a livello internazionale. La Premier League rappresenta ora la naturale evoluzione del suo percorso, con lo United pronto a offrirgli un palcoscenico di primissimo livello.

La Dea, dal canto suo, si prepara a voltare pagina: l’arrivo di Gaetano e le altre operazioni in corso delineano una nuova fase del progetto nerazzurro, che come sempre punta a rinnovarsi senza perdere competitività.

Moviola Francia Marocco: gli episodi dubbi del match diretto da Facundo Tello

Moviola Francia Marocco, gli episodi dubbi del match, valido per i quarti di finale dei Mondiali 2026

La moviola di Francia Marocco, con gli episodi dubbi della sfida valida per i quarti di finale dei Mondiali 2026. Arbitro dell’incontro Facundo Tello.

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PRIMO TEMPO

Al 12′ break di Brahim Diaz, arrivato a ridosso del limite dell’area, Koné rimonta e gli sottrae la palla senza fallo. Bravo Tello a dare la regola del vantaggio e poi a tornare indietro punendo l’entrata di Digne su Ounahi. Al 25′ ripartenza Francia, doppio passo di Mbappé, Mazraoui casca nella trappola e lo aggancia nettamente: rigore solare. Il Marocco reclamava un contatto su Hakimi in precedenza, Doue in realtà prende il pallone e il penalty viene confermato. Prima del tiro di Mbappé, Tello invita il giocatore a posizionare la palla sul dischetto e non qualche centimetro più avanti, il 10 francese lo sbaglia tirando debolmente. Gestione dell’arbitro in linea con l’atteggiamento del Mondiale, si accetta un livello abbastanza alto di agonismo nei contrasti. Extra-time di 5 minuti determinato soprattutto dal check sul rigore. Si va all’intervallo in perfetta parità di punteggio e cartellini (0-0) e anche di falli commessi (6-6).

SECONDO TEMPO

Il Marocco protesta sul gol di Mbappé reclamando per contrasti al limite che ci sono prima che il francese scocchi il tiro vincente, Tello lascia correre non registrando alcuna irregolarità ed effettivamente sembra tutto assolutamente lecito. Primo cartellino poco dopo: il colpevole è Diop che colpisce nettamente la caviglia di Mbappé, un giallo pesante perché il merocchino è diffidato. L’hydration break e il succedersi del cambi porta a un extra-time di 6 minuti. Partita non problematica da dirigere, un solo ammonito, 10 i falli dei francesi, 3 in più quelli del Marocco.

Garnacho, il Chelsea apre alla cessione: l’argentino può partire solo a titolo definitivo

Garnacho, il Chelsea apre alla separazione: l’argentino verso l’addio, ma solo con cessione definitiva

La situazione di Alejandro Garnacho è diventata uno dei temi più caldi del mercato estivo. L’argentino, protagonista di una crescita importante negli ultimi anni, potrebbe lasciare il Chelsea già in questa sessione, aprendo scenari inattesi attorno a uno dei profili più promettenti della Premier League. Lo afferma Fabrizio Romano.

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Il piano del Chelsea: separazione immediata

Il club londinese ha avviato una riflessione interna sul futuro del giocatore e, ad oggi, la strategia sembra chiara: l’intenzione è quella di separarsi entro l’estate. Garnacho, che ha vissuto una stagione altalenante tra lampi di talento e momenti di discontinuità, è considerato cedibile, ma solo a condizioni ben precise.

Il Chelsea, infatti, è disposto a trattare esclusivamente per una cessione a titolo definitivo. Nessun prestito, nessuna formula creativa: i Blues vogliono monetizzare e chiudere un’operazione pulita. Una posizione rigida che complica gli sviluppi, perché restringe il ventaglio di club in grado di sostenere un investimento importante per un giocatore ancora giovane ma dal potenziale elevato.

Le dinamiche di mercato: interesse, valutazioni e ostacoli

La richiesta del Chelsea, unita alla volontà del giocatore di trovare un contesto dove essere centrale nel progetto tecnico, ha acceso l’interesse di diversi club europei. Garnacho è un profilo che piace per caratteristiche, età e margini di crescita, ma la trattativa non è semplice: il costo del cartellino e la volontà dei Blues di non accettare formule alternative rappresentano ostacoli significativi.

In questo momento, il mercato attorno all’argentino è in una fase di attesa. Le società interessate monitorano la situazione, consapevoli che il Chelsea potrebbe rivedere le proprie posizioni solo più avanti, quando la sessione entrerà nel vivo e le necessità di cassa o di ristrutturazione della rosa diventeranno più pressanti.

Scenario da monitorare a mercato inoltrato

La sensazione è che il dossier Garnacho possa accendersi soprattutto nella seconda metà della finestra estiva. A mercato inoltrato, con le squadre più consapevoli delle proprie esigenze e dei budget disponibili, potrebbero emergere nuove opportunità e nuovi incastri. In quel momento, anche il Chelsea potrebbe mostrare maggiore flessibilità, aprendo spiragli per club che oggi non possono sostenere un’operazione a titolo definitivo.

Per ora, però, la linea è chiara: Garnacho può partire, ma solo alle condizioni fissate dai Blues. E la sua situazione resta una delle più intriganti da seguire nelle prossime settimane.

Calciomercato Barcellona: Karim Adeyemi dice sì ai blaugrana

Accordo totale con l’esterno tedesco: ora si cerca l’intesa economica con il Borussia Dortmund

Karim Adeyemi è sempre più vicino a diventare uno dei colpi più caldi del mercato del Barcellona per la stagione 2026-27. Il ventiquattrenne esterno tedesco ha infatti raggiunto un accordo totale con la dirigenza azulgrana sia per quanto riguarda la durata del contratto sia per i dettagli economici. Secondo quanto rivelato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, il calciatore ha già comunicato ufficialmente al Borussia Dortmund la sua ferma volontà di trasferirsi in Spagna in estate, chiedendo di far avanzare la trattativa.

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La posizione del Dortmund e la regia di Mendes

Con il sì del giocatore in tasca, il Barcellona ha rotto gli indugi inviando una prima offerta formale al club tedesco per avviare la trattativa. Il Borussia Dortmund si trova in una posizione di svantaggio negoziale: il contratto di Adeyemi scadrà a giugno 2027 e l’attaccante ha già rifiutato tutti i tentativi di rinnovo proposti negli ultimi mesi. Per evitare il rischio di perderlo a parametro zero tra un anno, i tedeschi sono costretti a cederlo subito.

Il prezzo fissato dal club teutonico si aggira intorno ai 40 milioni di euro, ma il Barça è già al lavoro per limare i costi della transazione. Un ruolo chiave nella fluidità dell’operazione è interpretato dal potente agente Jorge Mendes; la sua agenzia, la Gestifute, gestisce gli interessi del giocatore e vanta storici canali preferenziali con il club catalano.

L’identikit tattico per Hansi Flick

Sul piano sportivo, l’acquisto ha già ricevuto il definitivo via libera da parte di Hansi Flick. Il tecnico del Barcellona conosce alla perfezione il talento teutonico e sa quanto il suo profilo possa arricchire la rosa:

  • Velocità ed estro: Adeyemi è un attaccante moderno capace di spaccare le partite grazie a una formidabile accelerazione e all’abilità nell’uno contro uno.
  • Duttilità offensiva: può ricoprire diversi ruoli sul fronte d’attacco, giocando su entrambe le fasce, con una predilezione per la corsia di destra da cui ama accentrarsi.

Lamine Yamal carica la Spagna: «Mi sento benissimo, desideroso di dimostrare cosa siamo»

Lamine Yamal suona la carica per laSpagna, la Roja vola ai quarti contro il Belgio: le parole del fuoriclasse del Barcellona

La Spagna di Luis de la Fuente continua il proprio percorso da protagonista al Mondiale. Dopo aver eliminato il Portogallo di Cristiano Ronaldo agli ottavi di finale, la Roja ha conquistato l’accesso ai quarti, dove affronterà il Belgio in una sfida dal peso enorme.

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Tra i protagonisti della selezione spagnola c’è sicuramente Mikel Oyarzabal, già a quota quattro gol nel torneo. Ma gli occhi restano puntati anche su Lamine Yamal, esterno del Barcellona arrivato alla competizione non al massimo della condizione per un infortunio.

Finora il classe 2007 ha segnato un solo gol, contro l’Arabia Saudita, ma ai microfoni di Mundo Deportivo ha raccontato la propria voglia di incidere nella fase più importante del torneo.

Lamine Yamal Spagna, la motivazione per la fase decisiva

FASE DECISIVA – «Alla fine, la gente ricorda questi momenti, dagli ottavi di finale e dai quarti in poi. È in quei momenti che sono più motivato. Ho affrontato tutto questo percorso con calma per arrivare a questo punto in buona forma. Mi sento benissimo, desideroso di dimostrare cosa siamo come Spagna e di cosa sono capace».

Yamal ha spiegato di aver gestito con pazienza il proprio percorso fisico per arrivare pronto alle partite decisive. Ora l’obiettivo è alzare il livello e dare un contributo sempre più importante alla Spagna.

Lamine Yamal Spagna, il rapporto con il gol

ARABIA SAUDITA – «Proprio come all’allenatore, capita anche a te. Dopo la partita contro l’Arabia Saudita, la gente pensava fossi arrabbiato perché non avevo segnato. Dico sempre ai miei amici che non ho mai lasciato un campo arrabbiato per non aver segnato. Il mio obiettivo non è segnare, perché qualsiasi giocatore può segnare. Volevo di più. Volevo alzare il mio livello di gioco, essere più incisivo. Non si trattava di segnare un gol. Forse la gente nota che mi prendo molti rischi perché voglio segnare, ma no. Gioco così. Sono sempre stato così. Chi ha visto tutte le mie partite al Barça sa che affronto sessanta uno contro uno. Penso che sia questo il tipo di ansia a cui si riferisce l’allenatore».

L’esterno del Barcellona ha quindi chiarito che la sua priorità non è soltanto segnare, ma incidere sul gioco. La ricerca dell’uno contro uno e del rischio fa parte del suo modo naturale di interpretare la partita.

Lamine Yamal Spagna, fiducia dopo il Portogallo

PORTOGALLO – «Per me, il Portogallo era una delle tre migliori squadre del Mondiale, ed essere riusciti a eliminarli ci dà molta fiducia in vista della partita contro il Belgio. Ma sappiamo che ogni partita è diversa e che in un Mondiale le differenze sono minime».

La vittoria contro il Portogallo ha dato ulteriore consapevolezza alla Spagna, ma Yamal ha invitato a mantenere alta l’attenzione in vista del quarto di finale contro il Belgio.

Lamine Yamal Spagna, pronto ad alzare il livello

PARTITE IMPORTANTI – «Più ci avviciniamo alle partite importanti, alle semifinali o alla finale, meglio gioco. Non sono mai stato il miglior giocatore nella fase a gironi. Non mi preoccupa. So di avere l’opportunità di dimostrarlo e spero che la partita contro il Belgio sia una grande partita per tutta la squadra».

Il talento blaugrana si sente pronto per il salto di qualità nella fase più calda del torneo. Una dichiarazione di personalità, che conferma la sua ambizione e la fiducia nel gruppo spagnolo.

Lamine Yamal Spagna, il pensiero sui grandi campioni

MESSI, NEYMAR E CRISTIANO – «Nessuno si aspettava che Messi giocasse a un livello così alto. Sono felicissimo per lui. Sono felice anche per Neymar e Cristiano. Hanno segnato l’infanzia di tutti i giocatori di oggi. Qualsiasi cosa di buono accada a loro sarà un bene anche per me. E se arrivo in finale, voglio vincerla».

Yamal guarda ai grandi campioni con rispetto, ma anche con l’ambizione di costruire il proprio percorso. La Spagna si affida anche al suo talento per continuare a sognare il Mondiale.

Khalaili all’Inter, il padre racconta i retroscena della trattativa: «Mi sono venute le lacrime agli occhi»

Khalaili all’Inter, il retroscena del padre dell’esterno israeliano in arrivo dall’Union Saint-Gilloise sull’accordo con i nerazzurri

Anan Khalaili si avvicina sempre di più all’Inter. A raccontare i retroscena della trattativa è stato Madja Khalaili, padre del giovane esterno, intervenuto ai microfoni di 103FM. Il papà del calciatore ha spiegato l’emozione vissuta nel momento in cui è arrivata la notizia dell’accordo con il club nerazzurro.

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EMOZIONE – «Vengo dal mondo del calcio, quindi non mi emoziono così facilmente. Mi sono venute le lacrime agli occhi quando mi hanno detto che c’era l’accordo. È la prima volta che piango in vita mia. Questo ragazzo mi ha fatto piangere. Dovrebbe esserci la firma, deve volare dopodomani: gli mandano un aereo per portarlo da Bruxelles a Milano per le visite mediche e per firmare l’accordo».

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Khalaili Inter, la calma del giocatore e le tante offerte ricevute

Il padre ha poi raccontato anche la reazione sorprendentemente tranquilla di Khalaili, nonostante l’importanza del momento e le tante richieste arrivate nelle ultime settimane.

REAZIONE – «Non so di cosa sia fatto questo ragazzo, non esiste uno così imperturbabile. Oggi abbiamo portato avanti una trattativa di quasi tre ore, lo chiamiamo e lui dorme. Tutto tranquillo. Io non riesco a dormire e lui invece dorme. Poi si sveglia. Gli ho detto che c’era l’accordo e lui mi ha risposto: “Davvero? Dai, bene”. Ci sono state moltissime richieste da parte di squadre. Ora ve lo posso rivelare, perché se ne può parlare: Newcastle, Crystal Palace e Ipswich, che era arrivato a una valutazione di 30 milioni per prenderlo, ma lui non voleva. I belgi hanno insistito molto con noi, dicevano che il prezzo era alto. Poi all’improvviso sono entrate in scena Cagliari, Atalanta, Napoli e molte altre squadre».

Khalaili Inter, il ruolo della Champions League

La trattativa con l’Inter non è stata semplice, anche per le richieste elevate del club belga. Il padre di Khalaili ha però spiegato che i nerazzurri hanno sempre mostrato grande convinzione, spinti anche dalle prestazioni del giocatore in Champions League.

TRATTATIVA – «Loro hanno investito 7,5 milioni per prenderlo e adesso diventa il giocatore ceduto per la cifra più alta nella storia del club. È stata dura, davvero dura. Quando i belgi hanno chiesto una cifra molto alta, quasi tutto è saltato. Non è stato semplice. Però a un certo punto è arrivato un messaggio chiaro: “Stai tranquillo, andrai all’Inter. Se non sarà ora, sarà più avanti”. Anche il nuovo allenatore, quello che sta costruendo la rosa, lo voleva. Quello che ha dato all’Inter la forza di andare su di lui con decisione è stata la Champions League: lo hanno visto lì. Ha chiuso al secondo posto per tackle, al secondo posto nei duelli a terra e aerei, e al secondo posto per recuperi sui palloni in profondità e per passaggi chiave. Lì ha battuto tutti i record».

Per l’Inter, Khalaili rappresenta un investimento importante per la fascia e un profilo seguito con decisione nonostante la forte concorrenza di club italiani e inglesi.

Xabi Alonso al Chelsea, il nuovo tecnico si presenta: «Insieme possiamo raggiungere grandi traguardi»

Xabi Alonso al Chelsea, le prime parole del nuovo allenatore dei Blues: tra obiettivi e progetto ambizioso

Xabi Alonso ha rilasciato una lunga intervista ai canali ufficiali del Chelsea, raccontando le sensazioni legate alla nuova avventura sulla panchina dei Blues. Dopo l’esperienza al Real Madrid, il tecnico spagnolo riparte dalla Premier League con l’obiettivo di costruire un progetto forte, ambizioso e riconoscibile.

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Il messaggio dell’allenatore è chiaro: il Chelsea dovrà ritrovare compattezza, identità e spirito collettivo per tornare a competere ai massimi livelli. Alonso ha sottolineato l’importanza dell’unione tra squadra, club e tifosi.

MESSAGGIO – «Il messaggio è che vogliamo condividere la convinzione che arriveranno cose belle se restiamo uniti e creiamo questa forza, questo potere che il club ha. Deve venire da noi per portare questa energia, ma insieme possiamo raggiungere grandi traguardi».

Xabi Alonso Chelsea, il progetto tecnico dei Blues

Il nuovo allenatore del Chelsea ha poi spiegato la sua idea di lavoro. Per Xabi Alonso, il successo non nasce per caso, ma è il risultato di una cultura quotidiana fatta di scelte, disciplina e qualità.

PROCESSO – «Sappiamo che il successo è una conseguenza del buon lavoro, delle decisioni di qualità, della buona cultura che vogliamo costruire. Questa è la bellezza di un processo così complesso, ma piacevole con così tante persone coinvolte. Voglio tirare sempre fuori il meglio da tutti, impegnati con l’obiettivo finale che è essere i migliori che possiamo e dare il massimo. Se tutti condividiamo, giorno dopo giorno, questa sensazione, possiamo essere ottimisti sul futuro. Mi sono ambientato».

Xabi Alonso Chelsea, il momento giusto per la nuova sfida

Alonso ha evidenziato anche il peso del tempismo nella scelta di accettare la proposta del Chelsea. Il tecnico ha parlato di una grande occasione professionale e di un club con standard altissimi.

TEMPI – «I tempi sono sempre importanti. È arrivato al momento giusto per tutti. Credo che il potenziale e l’opportunità di venire in questo club fossero quelli giusti… È una sensazione fantastica, ma è un grande onore. Far parte di questo grande club, uno dei migliori al mondo, con grandi successi negli ultimi decenni. È un grande privilegio e ora non vedo l’ora di affrontare la sfida. Il potenziale della squadra e della rosa mi ha entusiasmato molto, ho trovato una squadra con cui lavorare, per creare un’idea di calcio e portare entusiasmo allo stadio e per entrare in contatto con i tifosi e a loro piace molto quello che stiamo facendo. L’ambiente è fantastico, meraviglioso. Gli standard sono di altissima qualità. La struttura è ottima, ma bisogna metterci l’anima. Bisogna dargli uno scopo. Bisogna portare un buon lavoro, una buona energia e positività, in modo da essere in un bel posto. Non vedo l’ora., domani sarò con i ragazzi».

Per il Chelsea inizia così una nuova fase tecnica, affidata a un allenatore giovane ma già abituato a contesti di altissimo livello. Xabi Alonso punta a riportare entusiasmo, idee e competitività a Stamford Bridge, costruendo un percorso fondato su lavoro, identità e ambizione.

Gosens via dalla Fiorentina, separazione sempre più vicina: niente ritiro e Schalke 04 sullo sfondo

Gosens via dalla Fiorentina, il futuro dell’esterno tedesco è sempre più lontano da Firenze: l’ex Inter e Atalanta non prenderà parte al ritiro

Nel giorno dell’accordo tra Fiorentina e Udinese per Arthur Atta, il club viola lavora anche sul fronte delle uscite. Tra i giocatori destinati a lasciare Firenze c’è Robin Gosens, sempre più lontano dal progetto tecnico di Fabio Grosso in vista della stagione 2026/2027.

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L’esterno tedesco non sarà convocato per il ritiro estivo della Fiorentina. Una scelta legata alla situazione di mercato che lo riguarda, con la società intenzionata a trovare una soluzione nelle prossime settimane. Su Gosens si registra l’interesse dello Schalke 04, pronto a valutare il ritorno del classe 1994 in Germania.

Gosens Fiorentina, la situazione con lo Schalke 04

La pista che porta allo Schalke 04 è concreta, ma non semplice. Tra club potrebbe anche essere trovato un accordo, ma il nodo principale resta quello legato alla volontà del giocatore e alle condizioni complessive dell’operazione.

Per Gosens si tratterebbe di un nuovo ritorno in Germania, dopo l’esperienza in prestito all’Union Berlino di due anni fa. Il rapporto con la Fiorentina, però, appare ormai vicino alla conclusione e la separazione durante questa sessione estiva di mercato sembra lo scenario più probabile.

Gosens Fiorentina, niente fuori rosa ma ritiro saltato

Va precisato che Robin Gosens non è stato messo fuori rosa. La mancata convocazione per il ritiro non rappresenta quindi una decisione disciplinare, ma una scelta legata esclusivamente al mercato e alla necessità di chiarire il suo futuro.

In attesa di sviluppi, l’esterno salterà almeno la prima parte del raduno agli ordini di Fabio Grosso. Oltre allo Schalke 04, ci sarebbero anche altri club interessati, soprattutto in Germania.

La sensazione è che la Fiorentina sia pronta a voltare pagina sulla corsia mancina. Dopo un rapporto ormai arrivato ai titoli di coda, Gosens si prepara a una nuova avventura lontano da Firenze.

Udinese, Keinan Davis rinnova fino al 2031: ufficiale il prolungamento dell’attaccante inglese

Il club bianconero blinda uno dei protagonisti dell’ultima stagione: confermato il progetto con Davis al centro

L’Udinese punta sulla continuità e mette al sicuro uno dei protagonisti dell’ultima stagione. Il club friulano ha infatti ufficializzato il rinnovo di contratto di Keinan Davis, che continuerà a vestire la maglia bianconera fino al 30 giugno 2031.

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L’attaccante inglese si è guadagnato il prolungamento grazie a un’annata di alto livello, chiusa con 10 gol in campionato, il miglior rendimento della sua carriera. Un percorso che ha convinto la società a confermare la piena fiducia nel giocatore, considerato un elemento centrale del progetto tecnico.

Di seguito il comunicato diffuso dall’Udinese:

«Nuovi capitoli da scrivere insieme a suon di gol: Udinese e Keinan Davis ancora insieme. L’attaccante inglese ha prolungato il suo contratto con il club fino al 30 giugno 2031.

Un rinnovo importante per il consolidamento del progetto sportivo che arriva al termine della miglior stagione della carriera vissuta dal bomber di Stevenage, autore nello scorso campionato di ben 10 reti.»

Le parole di Keinan Davis

Dopo la firma sul nuovo accordo, anche l’attaccante inglese ha espresso tutta la propria soddisfazione:

PAROLE – «Sono molto felice di proseguire l’esperienza in maglia bianconera. Sin dal mio arrivo e nei diversi momenti difficili che ho dovuto affrontare, l’Udinese e la sua gente mi sono sempre stati vicino. Questo per me è molto importante, qui mi sento amato e sento che ci sono tutte le condizioni per esprimermi al meglio ed aiutare la squadra a crescere sempre di più».

Mario Gila è pronto per il Milan: stasera l’arrivo a Milano, domani visite mediche

Accordo raggiunto con la Lazio: operazione complessiva da circa 30 milioni di euro. Domani le visite mediche di Gila col Milan

Mario Gila è ormai a un passo dal diventare un nuovo calciatore del Milan. Il difensore spagnolo è atteso questa sera a Milano, dove inizierà la sua avventura in rossonero, mentre nella giornata di venerdì 10 luglio sosterrà le visite mediche prima della firma sul contratto e dell’ufficializzazione del trasferimento.

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Per arrivare alla fumata bianca, il Milan ha dovuto rivedere la propria proposta economica. Dopo il rifiuto della prima offerta da 25 milioni di euro più 2 di bonus, la dirigenza rossonera ha aumentato la parte fissa dell’accordo fino a 27-28 milioni, raggiungendo così un’intesa con la Lazio.

L’operazione avrà un valore complessivo di circa 30 milioni di euro, considerando anche i bonus facilmente raggiungibili inseriti nell’accordo. Una cifra che ha convinto il club biancoceleste a dare il via libera alla cessione del centrale.

Dal trasferimento beneficerà anche il Real Madrid, che aveva mantenuto il 50% sulla futura rivendita del giocatore. Per questo motivo, circa 15 milioni di euro finiranno nelle casse del club spagnolo, in virtù della clausola concordata al momento della cessione di Gila alla Lazio.

Con questo acquisto il Milan aggiunge un nuovo tassello al reparto arretrato, assicurandosi un difensore che rappresenta uno degli innesti più importanti dell’estate rossonera.

Ansia per Pulisic in casa Milan: microfrattura al perone, recupero in 3-6 settimane

Lo statunitense Pulisic dovrà osservare un periodo di stop: obiettivo essere a disposizione per l’esordio in campionato contro il Torino

Arrivano aggiornamenti sulle condizioni fisiche di Christian Pulisic. Secondo quanto appreso dalla redazione di MilanNews24, l’attaccante del Milan avrebbe riportato una microfrattura al perone destro, accompagnata da un edema osseo, durante l’ultima gara disputata con la nazionale degli Stati Uniti al Mondiale.

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Le prime valutazioni indicano tempi di recupero compresi tra tre e sei settimane, anche se tutto dipenderà dall’evoluzione dell’infortunio nelle prossime settimane. Lo staff medico rossonero monitorerà costantemente la situazione, adattando il programma di recupero in base ai progressi del giocatore.

La tabella di marcia prevede, in una prima fase, un periodo di riposo assoluto, indispensabile per favorire la stabilizzazione della lesione. Successivamente, indicativamente tra tre settimane, Pulisic potrà iniziare il percorso di riatletizzazione, che prenderà il posto della tradizionale preparazione estiva con il resto della squadra.

L’obiettivo del Milan resta quello di recuperare il numero 11 in vista dell’inizio della nuova stagione. La speranza del club è infatti quella di avere Pulisic nuovamente a disposizione per la prima giornata di Serie A, quando i rossoneri affronteranno il Torino nel match d’esordio del campionato.

Inter, fatta per Anan Khalaili: accordo raggiunto, visite mediche nel weekend

I nerazzurri chiudono l’operazione: affare da 25 milioni più bonus, ora manca solo l’ufficialità per Khalaili all’Inter

L’Inter ha definito l’arrivo di Anan Khalaili, completando con successo la trattativa che porterà l’esterno a vestire la maglia nerazzurra. Come riportato da Fabrizio Romano, tra i principali esperti di calciomercato internazionale, l’accordo tra i due club è stato raggiunto al termine dell’incontro decisivo che ha visto la presenza del direttore sportivo Piero Ausilio.

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L’intesa prevede un investimento complessivo di 25 milioni di euro, ai quali si aggiungeranno eventuali bonus legati al rendimento del giocatore e agli obiettivi concordati. Dopo giorni di contatti e negoziati, il confronto faccia a faccia si è rivelato determinante per arrivare alla fumata bianca.

Per il club milanese si tratta di un rinforzo importante sulle corsie esterne, con Khalaili pronto a iniziare la sua nuova avventura in Serie A. Secondo quanto riferito da Fabrizio Romano, il calciatore svolgerà le visite mediche nel corso del weekend: l’iter partirà nella giornata di sabato, prima della firma sul contratto.

Successivamente il giocatore raggiungerà Milano, dove completerà gli ultimi passaggi burocratici che precederanno l’annuncio ufficiale. L’Inter mette così a segno un altro colpo di mercato, assicurandosi un profilo seguito da tempo e considerato ideale per rafforzare la rosa in vista della nuova stagione.

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