Pagina 59 – Calcio News 24

Okaka in esclusiva a Sampnews24: «La Sampdoria mi resterà nel cuore per sempre. Sul Mondiale dico questo»

Okaka ha parlato in esclusiva a Sampnews24: «La Sampdoria mi resterà nel cuore per sempre. Sul Mondiale…»

Stefano Okaka Chuka ricorda con affetto la sua parentesi felice a Genova e non ha mai smesso di sentirsi tifoso blucerchiato. Reduce da un periodo prolifico al Ravenna, oggi è svincolato e attende l’occasione giusta per rilanciarsi. In esclusiva, l’ex attaccante della Sampdoria ha ripercorso l’attualità del Doria, i suoi anni in Liguria e il rapporto speciale con Sinisa Mihajlovic.

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Dopo due anni senza squadra hai scelto il Ravenna, con il quale hai giocato su ottimi livelli in questa stagione. Che esperienza è stata?

«E’ stata un’esperienza nuova per me. Lo dico perché mi sono calato in una categoria che non conoscevo. Ho sposato il progetto il progetto del Ravenna e niente, devo dire che è stata un’esperienza davvero positiva. Si impara sempre!»

Alla Sampdoria hai vissuto dei grandi momenti trovando continuità a centralità nel progetto. Sei soddisfatto per quanto fatto a Genova?

«Per me la Samp è un club speciale! È una società in cui ho vissuto bellissimi momenti, ho vissuto belle cose a Marassi e ho trovato una società fantastica. E sì, sono soddisfatto perché sono stati due anni bellissimi dove abbiamo fatto cose importanti e in campo mi facevano sentire un leone. Ho cercato di ripagarli dentro il campo ed è davvero emozionante giocare per quella per quella maglia e quella gente lì. Abbiamo fatto benissimo, però con la squadra che avevamo potevamo fare qualcosa di straordinario. La Sampdoria mi resterà nel cuore per sempre!».

Quali sono i momenti che ti sono rimasti del Mondiale che si sta giocando tra USA, Messico e Canada? E chi vedi favorito?

«Allora, di momenti in generali non ce ne sono, però comunque risalta il fatto che i campioni nel calcio fanno sempre la differenza. Questo Mondiale lo sta proprio evidenziando, ci sono i vari campioni delle varie squadre che hanno già fatto sette o otto gol, è una cosa incredibile. Dopo una stagione intera arrivare lì e avere questa continuità di prestazione è veramente fantastico, sono da ammirare. Non so chi vincerà perché è un campionato del mondo equilibrato e può succedere di tutto. Lo standard delle squadre e delle partite si è livellato molto e vince chi ha il campione. Adesso di campioni ce ne sono tanti e dai quarti in poi vedremo quello che succederà. Io non faccio il tifo per una squadra nello specifico. Tifo sempre per questi grandi giocatori che con grande continuità, per tanti anni, tengono un livello incredibile e uno che ha giocato a calcio sa cosa costa tenere questo livello per tantissimi anni. E nonostante l’età che va avanti comunque continuano a tenerlo, sono tutti da ammirare. Parlo di Messi, ma parlo anche di Cristiano Ronaldo e di Harry Kane! Ma anche di gente come Haaland, Mbappé, Dembélé e Yamal, gente che gioca settanta, ottanta partite all’anno costantemente sotto pressione, ma fanno la differenza: tutta gente da ammirare».

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Italia 2006-2026: chi sarebbero oggi i convocati seguendo i club dei campioni del mondo? Dal Mondiale 2006 alla Nazionale italiana del 2026

Un gioco per capire com’è cambiato (in peggio) il calcio italiano

L’Italia campione del mondo nel 2006 non era soltanto una squadra piena di talento: era anche lo specchio della Serie A di quegli anni. La rosa di Marcello Lippi era costruita attorno ai grandi club italiani, con una distribuzione molto chiara: cinque giocatori della Juventus, cinque del Milan, quattro del Palermo, tre della Roma, due della Lazio e uno a testa da Livorno, Inter, Fiorentina e Udinese.

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Ma cosa succederebbe oggi, nel 2026, se si provasse a ricreare una lista di convocati dell’Italia seguendo lo stesso criterio? Non considerando più i ruoli, ma soltanto la squadra di provenienza, il valore di mercato e il rendimento recente, il confronto racconta molto del cambiamento del calcio italiano.

I possibili convocati dell’Italia 2026 club per club

Dalla Juventus arriverebbero cinque nomi: Michele Di Gregorio, Federico Gatti, Andrea Cambiaso, Manuel Locatelli e Fabio Miretti. Un blocco ancora abbastanza credibile, tra esperienza, valore e continuità, anche se nessuno dei componenti è minimamente accostabile a quello del Mondiale tedesco.

Il Milan, che nel 2006 portava Nesta, Gattuso, Pirlo, Gilardino e Inzaghi,oggi potrebbe proporre Samuele Ricci, Matteo Gabbia, Davide Bartesaghi, Francesco Camarda e Christian Comotto. Profili diversi, più giovani e meno affermati, ma coerenti con il criterio scelto.

Il Palermo avrebbe quattro slot: Niccolò Pierozzi, Filippo Ranocchia, Antonio Palumbo e Jacopo Segre. Qui il confronto è più simbolico che realistico: nel 2006 il club rosanero era una fabbrica di nazionali, oggi il livello è diverso e milita in Serie B.

Per la Roma i tre nomi sarebbero Daniele Ghilardi, Gianluca Mancini e Niccolò Pisilli. La Lazio ne porterebbe due: Nicolò Rovella e Mattia Zaccagni. Dall’Inter il nome più forte sarebbe Alessandro Bastoni o Federico Dimarco, mentre Fiorentina e Udinese sarebbero rappresentate da Moise Kean e Nicolò Zaniolo.

Resta vuoto il posto del Livorno: oggi non ci sono profili realmente convocabili. Ed è proprio questo il dato più interessante: l’Italia 2006 nasceva dai club italiani; quella del 2026 non ha dai club allora egemoni un blocco anche solo parzialmente convincente. Forse è proprio attraverso questo semplice gioco di accostamenti che ci si rende conto del tempo trascorso e di una mutazione genetica del calcio italiano

Francia Marocco: il filo rosso tra la semifinale del 2018 e la sfida di stasera

Da Theo Hernández a Kolo Muani: i protagonisti di allora si sfidano nuovamente ai quarti di finale

La sfida di stasera dei quarti di finale, evoca inevitabilmente i fantasmi, le magie e le emozioni della storica semifinale del 2018. In quell’occasione, la Francia superò il Marocco per 2-0, volando verso la seconda finale consecutiva grazie a un cinismo spietato. Stasera la posta in palio è altrettanto alta, e molti dei protagonisti che illuminarono la notte di Mosca sono ancora lì, pronti a guidare le rispettive nazionali.

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Il film di Mosca: l’illusione e il cinismo

Nel 2018 la Francia sbloccò la gara dopo appena cinque minuti. Fu Theo Hernández a firmare l’1-0 con una splendida mezza sforbiciata ravvicinata, nata da una serie di rimpalli propiziati dalle conclusioni di Kylian Mbappé. Nonostante il gol a freddo, il Marocco non si perse d’animo, assumendo un atteggiamento estremamente offensivo e mettendo in mostra la qualità dei suoi palleggiatori, guidati dalle geometrie di Ounahi e dagli strappi di Hakimi.

La partita visse di fiammate memorabili. Olivier Giroud colpì un palo clamoroso per i Bleus, ma il brivido più grande per i francesi arrivò al 43′, quando il marocchino El Yamiq sfiorò un gol leggendario con una rovesciata pazzesca che si stampò sul palo alla destra di Lloris. Nel secondo tempo, il Marocco mantenne una netta supremazia territoriale (chiudendo con il 61% di possesso palla), ma la difesa francese si dimostrò solidissima, guidata da un monumentale Ibrahima Konaté, capace di salvare un gol fatto in scivolata su En-Nesyri e, nel finale, di respingere sulla linea una conclusione ravvicinata di Hamdallah. Il sipario sull’incontro calò al 79′: una serpentina magistrale di Mbappé liberò sul secondo palo l’accorrente Randal Kolo Muani, che insaccò il 2-0 al primo pallone toccato.

I veterani sul rettangolo di gioco

La trama di stasera si intreccia indissolubilmente con i fili di quella semifinale. Tra i campioni della Francia non c’è più Antoine Griezmann, che nel 2018 fu capace di illuminare la manovra offensiva e, al contempo, di sacrificarsi in ripiegamenti difensivi fino alla propria area piccola. C’è l’incontenibile Mbappé — che pur senza segnare spaccò la difesa marocchina con i suoi dribbling —, mentre Theo Hernandez non senza sorpresa (e anche non senza ragione) è stato scavalcato nella gerarchia dall’ex Roma Lucas Digne.

Dall’altra parte, il Marocco ritrova l’orgoglio e la spinta di Achraf Hakimi, protagonista allora di un bellissimo duello sulla fascia proprio con l’amico Mbappé, mentre l’ex viola Sofyan Amrabat, titolare con Haiti e subentrato agli ottavi con il Canada, non è certamente più il motore della mediana marocchina. Stasera la storia si ripete, per il Marocco è l’occasione del riscatto.

Nessun giocatore della Juventus ai quarti dei Mondiali! Sorpresa o delusione? Non accadeva da 24 anni – VIDEO di Marco Baridon

Juventus, nessun giocatore ai quarti del Mondiale: un’assenza che pesa. Sorpresa o delusione? Non accadeva da 24 anni – VIDEO di Marco Baridon

La spedizione dei giocatori legati alla Juventus al Mondiale 2026 si è trasformata in un flop totale. Nessuno dei sei bianconeri convocati è riuscito a raggiungere i quarti di finale, certificando un bilancio negativo che non si vedeva da oltre vent’anni. L’unica eccezione è Nico González, ma solo dal punto di vista burocratico: pur essendo di proprietà della Juve, ha disputato la stagione in prestito all’Atlético Madrid ed è stato inserito nelle liste del torneo come giocatore dei Colchoneros. Escludendo questo caso, la Juve resta completamente assente tra le migliori otto nazionali del mondo, un evento che non si verificava dal Mondiale 2002 in Corea e Giappone.

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Europa e Sudamerica: numeri deludenti

Le statistiche individuali raccontano una partecipazione bianconera povera di minuti e di impatto tecnico. Il dato più clamoroso riguarda Gleison Bremer: il centrale brasiliano non ha giocato nemmeno un secondo nelle cinque partite del Brasile. Poco meglio Teun Koopmeiners, che ha raccolto appena 118 minuti in quattro apparizioni con l’Olanda, senza gol né assist.

Sulle corsie e sulla trequarti il copione non cambia. Francisco Conceição ha totalizzato 124 minuti in cinque gare con il Portogallo, senza lasciare traccia nelle statistiche. Kenan Yıldız, frenato anche da un’infiammazione al ginocchio, ha giocato 219 minuti in tre partite con la Turchia, senza riuscire a incidere.

Nord America: le uniche note positive

Le prestazioni più convincenti arrivano dalla zona CONCACAF, pur senza evitare l’eliminazione anticipata. Jonathan David è stato il giocatore juventino più prolifico: tre gol in cinque partite (tripletta al Qatar) e 421 minuti complessivi. Il primato di utilizzo spetta invece a Weston McKennie, che ha disputato 446 minuti in cinque incontri, impreziositi da un assist ma senza reti.

Bilancio finale

Nonostante qualche lampo individuale, il rendimento complessivo dei giocatori bianconeri al Mondiale 2026 è stato insufficiente. Nessun protagonista, nessun quarto di finale, pochissimi minuti e un impatto tecnico quasi nullo. La Juventus dovrà rimandare ancora l’appuntamento con la gloria iridata, mentre resta aperta la riflessione sul peso internazionale della rosa attuale.

Grosso si presenta: «L’obiettivo è ricostruire una Fiorentina competitiva e duratura»

Grosso: «L’obiettivo è ricostruire una Fiorentina competitiva e duratura. Atta? Complimenti al direttore per questa operazione»

Fiorentina news: Fabio Grosso si presenta con apertura dedicata ai ringraziamenti al Sassuolo, dove ha brillato soprattutto nella scorsa stagione. Le dichiarazioni in conferenza stampa:

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PAROLE – «Vorrei fare i ringraziamenti alla mia ex società, ho trascorso due anni bellissimi a Sassuolo insieme alla famiglia Squinzi e a Giovanni Carnevali»

MONDIALE – «Sono passati 20 anni dalla vittoria del Mondiale, penso che il livello che abbiamo toccato nel 2006 rimanga nelle pagine di storia. Poi è passata tanta acqua sotto i ponti, ho scelto di fare l’allenatore e ci sono percorsi che servono per provare a diventare sempre migliori. Fare oggi questa conferenza è sicuramente speciale»

FIORENTINA – «Sono contentissimo di questa grande opportunità. Ci metteremo al lavoro per portare questa proprietà a costruire qualcosa di bello. Ci confrontiamo tanto io e Ferrari, abbiamo trovato l’intesa e siamo consapevoli che la proprietà ha volontà di ricostruire. Tempo e lavoro fanno sì che si realizzino le cose. Il nostro obiettivo è ricostruire una Fiorentina competitiva e duratura»

ATTA – «Complimenti al direttore per questa operazione – ha dichiarato Grosso – Ho scritto a Fabio chiedendogli ‘Siamo sicuri?’. Ha un potenziale davvero grande, ha ancora una strada lunga da percorrere, me lo immagino nel ruolo di centrocampista. Un giocatore che ha qualità, tecnica, energia e quantità. Lo vedo come mezz’ala sinistra. Per ora non abbiamo pensato alle strategie sulle immagini»

Malagò spiazza tutti sul nuovo dt della Nazionale: «Potrebbe esserci una sorpresa»

Il presidente della FIGC, Giovanni Malagò svela sul nuovo dt della Nazionale italiana: «Potrebbe esserci una sorpresa»

Settimana decisiva per la scelta del nuovo direttore tecnico della Nazionale, ma il quadro resta tutt’altro che definito. A margine della cerimonia delle lauree honoris causa dell’ACS Asomi College of Science al Salone d’onore del Coni, Giovanni Malagò ha ammesso che il profilo giusto non è stato ancora individuato, lasciando aperta la porta a sviluppi inattesi: «Potrebbe anche esserci una sorpresa», ha dichiarato.

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Il presidente della FIGC ha poi aggiunto che il lavoro procede senza sosta e che l’obiettivo è arrivare al weekend con una situazione più chiara: «Siamo a giovedì e spero nel weekend di calmare l’agitazione. Sto lavorando molto, sono sul pezzo, ci può anche essere una sorpresa. Grande? Questo sta a voi giudicarlo».

Tra i nomi valutati, quello di Paolo Maldini resta sul tavolo, ma l’ex dirigente del Milan non ha ancora accettato la proposta. Una fase di stallo che potrebbe spingere Malagò a virare su altre soluzioni: «Magari si va facilmente su altre situazioni. Una volta superato questo primo argomento, vedo meno complicato il resto, paradossalmente».

Il clima è dunque di attesa e fermento: la Federazione vuole chiudere il dossier direttore tecnico prima di affrontare gli altri nodi della struttura azzurra, ma la scelta del profilo ideale si sta rivelando più complessa del previsto. E, come sottolineato da Malagò, non è escluso che la decisione finale possa arrivare da un nome finora rimasto lontano dai riflettori.

Germania, Jürgen Klopp verso la panchina: esplode la polemica per una sua battuta su Nagelsmann

Rachid Azzouzi critica Klopp in tv, ma promuove l’ex Liverpool come nuovo CT

Jürgen Klopp (59 anni) rimane il candidato numero uno per la panchina della Nazionale tedesca. Tuttavia, proprio mentre si avvicinano i colloqui decisivi per il suo futuro, piovono le prime critiche sull’ex allenatore del Liverpool. Klopp, attualmente legato alla Red Bull come Global Head of Soccer fino al 2029, ha recentemente manifestato a MagentaTV la sua totale disponibilità per un nuovo incarico: «Ho fatto il pieno di energia. Sono pronto».

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Nonostante l’entusiasmo dei tifosi, a storcere il naso è Rachid Azzouzi (55 anni), amministratore delegato dell’Alemannia Aachen, che ha criticato apertamente l’atteggiamento tenuto da Klopp durante l’ultimo Mondiale.

Quella frecciata di troppo a Nagelsmann

Intervistato da ran, Azzouzi ha riconosciuto il valore immenso del tecnico: «Conosco Jürgen da tempo, è davvero un top allenatore capace di mobilitare un intero Paese». A non essere andata giù al dirigente è stata però una dichiarazione rilasciata da Klopp nel suo ruolo di opinionista per MagentaTV. Commentando le preferenze di formazione di Thomas Müller, Klopp si era lasciato sfuggire una battuta sull’allora CT Julian Nagelsmann: «Per fortuna la formazione la fa Julian Nagelsmann… per ora, per ora».

Un’uscita che Azzouzi ha definito infelice: «Forse era una battuta scherzosa, ma non si fa. Ha lasciato un piccolo retrogusto amaro». Nonostante ciò, il dirigente ammette che Klopp sarebbe «senza dubbio una risorsa per la Federazione (DFB)».

La ricetta per rinascere

I nodi da sciogliere non mancano. Poiché il contratto di Klopp con la Red Bull non prevede clausole rescissorie, la DFB dovrà trovare un accordo economico per liberarlo. Nel frattempo, Azzouzi invoca una rivoluzione culturale dopo il fallimento mondiale della Germania: «Bisogna rimettere al centro i giocatori e non le 87 persone dello staff o le mogli e fidanzate che affollano gli hotel. Serve un cambiamento profondo, a partire dai settori giovanili». I colloqui per l’arrivo di Klopp sono pronti a entrare nel vivo: la rinascita della Germania passa da lui.

Lopes Cabral: «Marcelo mi ha detto che voterà per il mio gol. Capo Verde ha dimostrato la forza delle piccole»

Le parole di Lopes Cabral, giocatore dei Capo Verde e autore di uno dei gol più belli del Mondiale

A 23 anni Sidny Lopes Cabral ha segnato uno dei gol più belli del Mondiale 2026 con Capo Verde, nell’incredibile sfida che ha visto la nazionale africana perdere solo ai supplementari con i campioni del mondo dell’Argentina. Il Corriere dello Sport lo ha intervistato.

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IL GOL DEL MONDIALE «Marcelo mi ha detto che voterà per il mio gol, non ci potevo credere. Lui è il mio idolo da sempre».

SI ASPETTAVA UN EXPLOIT COSI’ «Conosco le mie qualità ma non me lo aspettavo per niente. Nemmeno pensavo di poter giocare il Mondiale e invece ho segnato un gol così e tutti lo hanno visto».

QUANTE VOLTE HA RIVISTO IL GOL ALL’ARGENTINA «Troppe, è così bello… L’ho rivisto da tutte le angolazioni, a velocità differenti, in slow motion: ogni giorno lo vedo e lo rivedo».

L’ESULTANZA «Prima della partita avevo detto alla mia famiglia che se avessi segnato sarei andato da loro ma in quel momento correvo per il campo che il mondo. Al fischio finale sono scoppiato a piangere e ora sono felice perché so che posso mantenere la promessa».

CAPOVERDE ADESSO É CONOSCIUTO «Sì. Prima della partita ci ha detto: “Ragazzi, non stiamo andando a giocare contro Messi ma contro l’Argentina. Giocheremo contro undici uomini, dobbiamo concentrarci su di noi senza pensare che sono i campioni del mondo in carica. Concentratevi sulla partita”. Ed è servito, abbiamo dimostrato che anche le piccole possono competere con le grandi».

HA PARLATO CON MESSI «No, in quel momento non ero dell’umore. Ma è il giocatore contro cui mi sono divertito di più, è bellissimo vederlo giocare. Sulla carta, per Capo Verde è un onore soltanto aver giocato contro l’Argentina ma per la partita che è stata meritavamo di più noi. Per questo eravamo tristi alla fine».

IL RITORNO A CAPO VERDE «Incredibile: penso che tutta l’isola fosse all’aeroporto ad aspettarci. Abbiamo preso un bus scoperto e poi siamo andati a una festa. Dopo la partita eravamo tristi ma all’inizio del torneo davano il nostro passaggio oltre i gironi all’1%: abbiamo dimostrato le nostre qualità, dobbiamo essere contenti della nostra prestazione».

IL SOGNO «Giocare in Premier con il Manchester City».

Juve, intrigo attacco: rilancio per Kolo Muani, ma spunta la pista Pellegrino

Il francese è sempre l’obiettivo principale, l’attaccante del Parma è il piano B: tutte le mosse della Juve per il reparto offensivo

Calciomercato Juventus ultimissime: la società bianconera non molla la presa e continua a muoversi su più fronti per regalare al proprio allenatore due prime punte di spessore internazionale. Tuttosport scrive oggi che il prescelto in cima alla lista dei desideri resta Randal Kolo Muani. I bianconeri si fanno forti dell’accordo totale già raggiunto con l’attaccante francese per un contratto quinquennale da 5 milioni di euro a stagione. La volontà del giocatore di vestire la maglia della Juve è un fattore importante, ma da sola rischia di non bastare, esattamente come accadde un anno fa.

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Il muro del PSG e la nuova offerta

L’ostacolo principale è rappresentato dalle pretese economiche del Paris Saint-Germain. Nelle ultime ore, l’amministratore delegato Giovanni Carnevali, nel corso di un colloquio con il ds parigino Luis Campos, ha modificato la strategia. La trattativa, inizialmente impostata su una base di 33 milioni, ha visto il rilancio della Juventus: sul piatto sono stati messi 35 milioni di euro fissi, a cui aggiungere una serie di bonus per far lievitare l’operazione a un totale di 37-40 milioni.

Una cifra vicina alle richieste iniziali, ma che i parigini — forti della ricca cessione di Gonçalo Ramos — non ritengono ancora sufficiente. Il PSG gioca con il tempo per far cedere i bianconeri, ma ha teso una mano aprendo alla formula del prestito con obbligo di riscatto. Nel frattempo, sul francese incombono le ombre della Premier League (piace al Tottenham di De Zerbi) e della Bundesliga.

Le alternative: il dossier Vlahovic e il nodo Pellegrino

Se la pista Kolo Muani dovesse arenarsi, la dirigenza bianconera ha già pronte le contromisure:

  • Dusan Vlahovic: è stato ufficialmente riaperto il dossier relativo al suo rinnovo contrattuale.
  • Alexander Sørloth: rimane un profilo gradito, ma si attendono segnali di sconto dall’Atletico Madrid.
  • Mateo Pellegrino: è il nome forte delle ultime ore. La Juve ha effettuato più di un sondaggio concreto con il Parma per il centravanti argentino. L’ex dirigente bianconero Federico Cherubini ha però fissato il prezzo del cartellino non sotto i 30 milioni di euro. Una cifra importante che rende l’affare tutt’altro che banale, sebbene meno dispendioso rispetto a Kolo Muani. Per la Juventus è giunto il momento delle scelte definitive.

Inchiesta arbitri, nuove intercettazioni su Rocchi: nel mirino altre due designazioni e gli arbitri “che portano sfiga”

Inchiesta arbitri, novità dalla Repubblica: nuove telefonate agli atti su Rocchi: le intercettazioni per le designazioni

Nuovo capitolo nell’inchiesta sulle presunte designazioni arbitrali pilotate. Secondo quanto riportato da Repubblica, la procura di Milano avrebbe acquisito nuove intercettazioni telefoniche riguardanti Gianluca Rocchi, ancora designatore di Serie A e Serie B, indagato per frode sportiva.

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La lettura degli inquirenti, secondo il quotidiano, sarebbe legata alla necessità di verificare se un arbitro fosse gradito o meno prima di procedere con una determinata designazione. Tra le telefonate finite agli atti ci sarebbe anche quella dell’aprile scorso, a ridosso di Torino-Inter del 26 aprile, quando Rocchi avrebbe parlato con un addetto ai lavori dell’ipotesi di affidare la gara a Maurizio Mariani.

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Nel dialogo, il senso del messaggio attribuito a Rocchi sarebbe: «Aggiorniamoci un attimo, fammi vedere se va bene poi ti do conferma». Mariani avrebbe poi effettivamente diretto quella partita, secondo la ricostruzione riportata, «ma solo dopo l’assenso dell’Inter perché da questa non gradito».

Rocchi inchiesta arbitri, il quadro accusatorio

Secondo Repubblica, le nuove intercettazioni rientrano nell’inchiesta condotta dal pm Maurizio Ascione e dall’aggiunto Paolo Ielo. Il nuovo capo di imputazione ipotizzerebbe designazioni frutto di interferenze, in concorso con esponenti dell’Inter e «previo concerto».

Nel testo riportato dal quotidiano viene citato anche Gabriele Gravina, all’epoca presidente della FIGC, indicato come figura esterna da compiacere. Gravina, però, non risulta indagato, così come non risultano indagati esponenti dell’Inter.

Inchiesta arbitri, le partite finite nel mirino

Le presunte pressioni riguarderebbero alcune gare già note: Inter-Milan di Coppa Italia del 23 aprile 2025, affidata a Daniele Doveri, ritenuto «poco gradito» all’Inter, e Bologna-Inter del 20 aprile 2025, diretta da Andrea Colombo, considerato invece «gradito».

A queste si aggiungerebbero due nuove partite: Inter-Verona del 3 maggio 2025, con la designazione di Gianluca Manganiello per evitare lo «sgradito» Simone Sozza, e Torino-Inter del 26 aprile, con il caso legato a Mariani.

Nelle intercettazioni, secondo la ricostruzione, si sarebbe parlato anche di arbitri «che portano sfiga», espressione riferita probabilmente a Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Inter e Milan.

Atta alla Fiorentina, colpo a sorpresa nella notte: anticipata la concorrenza di Milan, Inter e Juventus! Le cifre

Arthur Atta alla Fiorentina, accordo raggiunto con l’Udinese per il centrocampista classe 2003: i dettagli dell’operazione chiusa in sordina

Calciomercato Fiorentina news: Arthur Atta sarà un nuovo giocatore della Fiorentina. Come rivelato da Gianluca Di Marzio, il club viola ha trovato nella notte l’accordo con l’Udinese per il centrocampista francese classe 2003, protagonista nelle ultime settimane di numerose voci di mercato.

Il nome di Atta era stato accostato a più riprese a Juventus, Inter e Milan. Proprio i rossoneri, nella giornata di ieri, avevano avuto un incontro con la dirigenza friulana per provare ad approfondire l’operazione. A spuntarla, però, è stata la Fiorentina, con un blitz notturno del direttore sportivo Fabio Paratici, da tempo estimatore del giocatore.

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Paratici seguiva infatti Atta già negli anni passati e avrebbe voluto portarlo anche al Tottenham durante la sua esperienza in Premier League. Una mossa rapida e decisa, che ha permesso alla società viola di superare la concorrenza italiana e inglese.

Arthur Atta Fiorentina, le cifre dell’operazione

A fornire ulteriori dettagli sulla trattativa è stato Fabrizio Romano. L’operazione dovrebbe chiudersi su una base fissa da 30 milioni di euro, con l’aggiunta di bonus e una percentuale sulla futura rivendita in favore dell’Udinese.

Il centrocampista è ora atteso per visite mediche e firma sul contratto, passaggi decisivi prima dell’ufficialità. Per la Fiorentina, si tratta di un investimento importante in vista della stagione 2026/2027, con Fabio Grosso pronto ad accogliere un profilo giovane, fisico e già abituato al calcio italiano.

Arthur Atta Fiorentina, carriera e caratteristiche

Cresciuto tra Rennes e Metz, Atta era arrivato all’Udinese imponendosi progressivamente come uno dei centrocampisti più interessanti della Serie A. Con il club friulano ha raccolto 63 presenze, segnando 6 gol e servendo 4 assist tra campionato e Coppa Italia.

Di recente, il direttore sportivo dell’Udinese Gianluca Nani aveva espresso grande stima per il giocatore, definendolo per caratteristiche tecniche e tattiche «un mix tra Bellingham e Zidane».

Ora per Arthur Atta si apre una nuova fase della carriera. La Fiorentina ha deciso di puntare forte su di lui, anticipando la concorrenza e assicurandosi uno dei centrocampisti più corteggiati del mercato.

Dhorasoo ricorda Italia-Francia 2006: «Ogni tanto me la sogno ancora»

Dhorasoo ricorda Italia-Francia del 2006, il ricordo amaro della finale di Berlino a vent’anni di distanza: le parole dell’ex Milan

A vent’anni dalla finale del Mondiale 2006 persa dalla Francia contro l’Italia, Vikash Dhorasoo è tornato a raccontare quella notte di Berlino. L’ex centrocampista dei Bleus, passato anche dal Milan, ha parlato alla Gazzetta dello Sport dei ricordi, dei rimpianti e dei retroscena di una partita entrata nella storia del calcio.

Dhorasoo fu una presenza particolare in quel gruppo: giocò poco, ma visse da testimone privilegiato il percorso della Francia, documentando con una Super8 molti momenti del Mondiale. Da quelle riprese nacque il film The Substitute, selezionato anche alla Berlinale nel 2007.

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FINALE – «Quella finale – spiega l’ex rossonero in esclusiva alla Gazzetta – non l’ho più rivista, salvo qualche azione, per caso. Però ogni tanto me la sogno ancora. Sogno di entrare e cambiare il corso della gara».

Dhorasoo Italia-Francia, il rimpianto della sconfitta mondiale

Per Dhorasoo, la finale del 2006 resta una ferita ancora aperta. Diverso il rapporto con la finale di Champions League persa dal Milan a Istanbul nel 2005 contro il Liverpool, che l’ex centrocampista ha rivisto senza problemi.

RIMPIANTO – «Ho rivisto senza problemi la finale di Champions persa con il Milan nel 2005 a Istanbul, perché fu un momento intenso. Quella del Mondiale 2006 non ci riesco, avrei voluto vincerla. Vorrei tornare indietro, rigiocarla. Non è stata una bella sconfitta. Fu una partita particolare».

Il riferimento inevitabile è all’espulsione di Zinedine Zidane, dopo la testata a Marco Materazzi, episodio simbolo di quella finale.

ZIDANE – «Per l’espulsione di Zidane, con quella testata a Materazzi che nessuno vide. Ce ne rendemmo conto solo quando fu espulso. Perdere così non fu bello, eravamo convinti di vincere. Ce l’eravamo promesso, fin da quando Zidane, Makelele e Thuram tornando in nazionale diedero una svolta alle qualificazioni».

Dhorasoo Francia 2006, il momento della svolta

La Francia arrivò alla finale dopo un percorso complicato, ma secondo Dhorasoo ci fu un momento preciso in cui il gruppo capì di poter arrivare fino in fondo: la sfida contro la Spagna agli ottavi di finale.

SVOLTA – «Prima di affrontare la Spagna agli ottavi. I media spagnoli avevano titolato di voler mandare Zidane in pensione. Ci motivò ancora di più e compattò il gruppo che divenne squadra vera, solidale».

Il fatto che molti giocatori francesi conoscessero bene il calcio italiano non rese però più semplice la finale.

ITALIA – «Sapevamo che sarebbe stata dura, perché l’Italia è una grande nazione del calcio, gli azzurri li conoscevamo bene tutti. In più, io contro l’Italia avevo perso l’Europeo U21, sempre con Domenech. Ma eravamo fiduciosi, se fai questo di mestiere giochi per vincere. Ma non tutto fu perfetto».

Dhorasoo Italia-Francia, i problemi prima della finale

Tra i retroscena più interessanti raccontati dall’ex Milan ci sono anche le difficoltà organizzative vissute dalla Francia a Berlino prima della finale.

ORGANIZZAZIONE – «A Berlino, l’organizzazione non fu all’altezza. Eravamo in un hotel con altri clienti, passavamo per gli ascensori di servizio per salire in camera. Nella hall c’era un sacco di gente. Ricordo Spike Lee che chiacchierava con Henry e Thuram. Non si gestirono bene gli inviti per le famiglie e ciò creò tensioni, stress e distrazioni. Fu impossibile isolarsi e concentrarsi. Prima della partita, fu il presidente federale a parlare per primo alla squadra: non l’ideale. Domenech parlò dopo, ma non disse roba del tipo ‘andiamo a divorarci la pizza e la pastasciutta’».

Dhorasoo sperava anche di poter trovare spazio durante la partita, soprattutto dopo l’infortunio di Patrick Vieira.

MANCATO INGRESSO – «Si, soprattutto quando Vieira si infortunò. Invece Domenech fece entrare Diarra. Poi ha ammesso di essersene pentito».

Dhorasoo Italia-Francia, Zidane, Materazzi e i dettagli della finale

La finale fu segnata da episodi pesanti, tutti concentrati soprattutto sui colpi di testa: quello di Materazzi per l’1-1, quello di Zidane parato da Buffon e poi la testata dello stesso Zizou.

EPISODI – «Colpi di testa soprattutto: quello di Materazzi per pareggiare. Quello di Zidane parato da Buffon. E la capocciata di Zizou a Materazzi».

Nonostante il risultato finale, la Francia aveva la sensazione di essere superiore e di poter vincere quella partita.

RIMPIANTI – «Sì, ed è per questo che abbiamo rimpianti. Avevamo la sensazione che gli italiani fossero cotti. Molti sostengono che se Zidane non fosse stato espulso, avremmo vinto. Nulla lo prova. In ogni caso non è la sua espulsione, tra l’altro tardiva, che ci ha fatto perdere. Anche se il calcio si gioca sui dettagli».

Sul momento, però, nessuno tra i giocatori francesi si accorse davvero della testata di Zidane.

TESTATA – «No, tutti guardavamo l’azione e il pallone. Ma quando ho visto Zizou uscire in silenzio a testa bassa, era chiaro che fosse successo qualcosa. La testata l’ho vista solo il giorno dopo in tv. Non c’erano video sui telefonini».

Dhorasoo The Substitute, il film sul Mondiale 2006

Nel suo film The Substitute, Dhorasoo raccontò anche il clima della sconfitta e il dopo finale. Una gestione che, secondo lui, non fu impeccabile da parte della Francia.

PREMIAZIONE – «È stato poco sportivo da parte nostra non rimanere tutti in campo per la cerimonia di premiazione. In questo è stato molto più elegante Maldini che l’anno prima, dopo aver perso la Champions con il Liverpool, ci impose di restare fino all’ultimo. Mentre a Berlino, rimanemmo in pochi. E in spogliatoio Zidane si era già vestito».

Dopo la gara, Zidane si scusò con il gruppo.

SCUSE – «Si scusò, semplicemente. Davanti al presidente Chirac, Domenech volle ringraziare Zidane: provò a far partire un applauso, che fu molto timido».

Resta forte anche il ricordo del rigore sbagliato da David Trezeguet, entrato proprio per calciare dagli undici metri.

RIGORI – «Ricordo soprattutto quello sbagliato di Trezeguet. Era entrato proprio per calciarlo. Un regalo avvelenato per uno che aveva segnato il golden gol all’Europeo contro l’Italia. David piangeva negli spogliatoi e anche il giorno dopo a Parigi».

Dhorasoo e il film sul Mondiale: le riprese nello spogliatoio

Non tutti, però, gradirono la presenza della cinepresa nello spogliatoio dopo la sconfitta. Patrick Vieira, in particolare, reagì duramente.

SUPER8 – «Non tutti approvavano. Vieira mi insultò perché riprendevo con la mia Super8 lo spogliatoio dopo la finale. Aveva ragione, e me ne scusai. Ho ripreso gli italiani euforici. Ho tagliato solo qualche scena. Mi sarebbe piaciuto farne un film più gioioso, ma è valsa la pena raccontare la nostra storia».

Oggi, studiando da allenatore a Coverciano, Dhorasoo vede quel gesto con occhi diversi, anche alla luce dell’evoluzione tecnologica.

SPOGLIATOIO – «Credo di sì. Oggi è tutto più naturale con i telefonini. Il film poi uscì senza problemi».

E a Coverciano, almeno finora, nessuno gli ha ancora parlato della finale del 2006.

A COVERCIANO QUALCUNO MI HA PARLATO DI QUELLA FINALE? – «No, ma magari succederà in questi giorni».

Vent’anni dopo, Italia-Francia 2006 resta una partita scolpita nella memoria collettiva. Per gli Azzurri fu l’apoteosi, per i Bleus una ferita mai del tutto rimarginata. E per Dhorasoo, ancora oggi, il sogno ricorrente di entrare in campo e cambiare la storia.

Chi è Exequiel Zeballos? Il gioiello del Boca Juniors bloccato dal Napoli: la sfida che attende Allegri con lui

Zeballos verso il Napoli, gli azzurri bloccano il talento classe 2002 del Boca Juniors: chi è l’esterno che Manna vuole regalare ad Allegri

Calciomercato Napoli news: la società azzurra guarda al mercato sudamericano e prepara un possibile colpo di prospettiva. Come riferito da Sky Sport, il club azzurro ha bloccato Exequiel Zeballos, esterno offensivo argentino classe 2002 di proprietà del Boca Juniors.

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Il giocatore è finito fuori rosa dopo la scelta di non rinnovare il contratto con il club argentino, in scadenza a dicembre. Una situazione che può favorire il lavoro del Napoli, già attivo per trovare l’intesa definitiva con il Boca Juniors e anticipare eventuali concorrenti.

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Nonostante la giovane età, Zeballos ha già accumulato grande esperienza con la maglia xeneize: 140 presenze, 16 gol e 16 assist. Nel 2026, però, il mancato rinnovo ha inciso sulla sua continuità, limitandolo a sole 13 partite.

Zeballos Napoli, chi è l’esterno argentino

Oscar Exequiel Zeballos è nato il 24 aprile 2002 a La Banda, in provincia di Santiago del Estero. Alto 1,75 metri, destro naturale, è cresciuto nel settore giovanile del Boca Juniors, club con cui ha debuttato in prima squadra il 29 novembre 2020 contro il Newell’s in Copa Diego Maradona.

Il suo ruolo principale è quello di ala destra, ma può giocare anche a sinistra o, in situazioni particolari, da attaccante centrale adattato. È un profilo offensivo duttile, abituato a partire largo per puntare l’uomo e creare superiorità negli ultimi metri.

Con il Boca Juniors, Zeballos ha già conquistato diversi trofei: il campionato argentino 2022, la Copa Argentina 2019/20 e due Copa de la Liga Profesional. A livello giovanile, invece, ha vinto il Sudamericano Under 17 con l’Argentina nel 2019, partecipando anche al Mondiale di categoria.

Zeballos Napoli, caratteristiche tecniche e fisiche

Zeballos è un esterno rapido, tecnico e imprevedibile. La sua qualità principale è il dribbling in conduzione: ama ricevere palla sui piedi, isolarsi nell’uno contro uno e saltare il diretto avversario. A destra può andare sul fondo per crossare, mentre a sinistra può rientrare sul destro e cercare la conclusione.

Non è soltanto un giocatore da campo aperto. Ha buona sensibilità nel controllo, sa dialogare nello stretto e può servire l’ultimo passaggio. La sua struttura fisica, però, non è dominante: il baricentro basso e la rapidità di piedi lo rendono pericoloso nello stretto, ma deve crescere nei duelli, nella continuità atletica e nella resistenza ai contatti.

Il tema fisico resta uno degli aspetti da monitorare con più attenzione, considerando i diversi stop avuti negli ultimi anni. Il talento è evidente, ma la gestione del carico e dell’inserimento sarà fondamentale.

Zeballos Napoli, come può integrarsi con Allegri

Nel nuovo Napoli di Massimiliano Allegri, Zeballos sarebbe inizialmente un profilo da rotazione offensiva, più che un titolare immediato. Nel 4-3-3 potrebbe agire da ala destra per garantire ampiezza, dribbling e imprevedibilità. In un 4-2-3-1, invece, potrebbe essere utilizzato da esterno alto a piede invertito, libero di accentrarsi e combinare con trequartista e punta.

Per Allegri, la sfida sarebbe trasformarlo in un esterno più completo: più attenzione nella fase difensiva, maggiore disciplina tattica e più concretezza nell’ultima scelta. Il salto dal Boca Juniors alla Serie A richiederà tempo, ma Zeballos rappresenta un investimento intrigante: talento, margini di crescita e caratteristiche capaci di aggiungere fantasia al reparto offensivo del Napoli.

Inter, il ritorno di Aleksandar Stankovic: la scommessa di Cristian Chivu

Dal trionfo in Belgio alla recompra nerazzurra: il “figlio d’arte” pronto a prendersi il centrocampo. Un altro Stankovic all’Inter

«Lo ringrazierò a vita. Sono contentissimo di rivederlo». Con queste parole cariche di affetto e riconoscenza, pronunciate direttamente dalla sala trofei della sede dell’Inter, Aleksandar Stankovic ha salutato il suo mentore Cristian Chivu. Il legame tra i due, forgiato negli anni del settore giovanile, è pronto a rinnovarsi su un palcoscenico ben più prestigioso: la prima squadra nerazzurra campione d’Italia.

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Secondo La Gazzetta dello Sport il ventenne centrocampista non rientra in nessun piano di cessione. Per la dirigenza di Viale della Liberazione, Stankovic junior rappresenta un autentico capitale tecnico dal valore già stimato attorno ai 40 milioni di euro. Chivu lo sa bene e, a una settimana dalla partenza per il ritiro estivo in Germania, ha già stabilito che il ragazzo sarà un elemento centrale delle rotazioni per la prossima stagione, escludendo nuovi prestiti.

Un percorso di crescita internazionale

Il piano di inserimento è lineare: Aleksandar vivrà la preparazione estiva in totale serenità, partecipando alle tournée programmate tra Hong Kong e Australia, per poi giocarsi le sue carte nell’arco dell’intera annata. Nonostante l’affollamento in mezzo al campo, l’obiettivo è ricalcare l’exploit vissuto da Pio Esposito un anno fa. Stankovic porterà in dote anche un importante bagaglio europeo, avendo già collezionato 14 presenze in Champions League con il Club Bruges tra qualificazioni, gironi e playoff.

Identikit del talento nerazzurro

  • Ruolo: regista / Mezzala
  • Fisico: 185 cm per 82 kg (soprannominato “Il bestione” da papà Dejan)
  • La svolta: dopo il prestito al Lucerna, viene acquistato dal Bruges. In Belgio vince il campionato e il premio “Talento della stagione”. A giugno l’Inter esercita la recompra per 23 milioni.

Evoluzione tattica e numeri da top

Cresciuto calcisticamente come regista arretrato al Lucerna (scelta consigliata dall’amico Federico Dimarco), in Belgio Stankovic ha avanzato il proprio raggio d’azione. Questa evoluzione tattica ha fatto registrare un incremento netto nei palloni recuperati nella trequarti avversaria e nella media dei tiri in porta. I numeri dell’ultima stagione con il Bruges ne certificano la crescita: ben 9 gol e 5 assist in 55 presenze complessive.

Ora spetterà a Chivu plasmarlo nel suo 3-5-2. Le premesse sono eccellenti, supportate da quel DNA interista impossibile da ignorare: «Per noi come famiglia, avendo un padre che qui ha vinto tutto, è un sogno. Sono sicuro che papà sia fiero di me». Chivu, d’altronde, ha sempre creduto in lui, spendendo in passato parole profetiche: «Il mio desiderio è che un giorno si dica che Dejan è il padre di Aleksandar, e non viceversa».

Vent’anni da Berlino: Fabio Grosso riparte dalla Fiorentina e guida la “Generazione 2006”

Cosa fanno oggi gli eroi di Berlino? I nuovi mestieri degli azzurri campioni del mondo

Per quanta strada possa fare in panchina, il nome di Fabio Grosso rimarrà per sempre legato a un’immagine eterna: gli occhi chiusi, la corsa a perdifiato e quel dito indice teso a scuotere l’incredulità del mondo dopo aver trafitto la Germania a Dortmund. Poi, il rigore decisivo sotto l’incrocio contro la Francia, a compimento di una missione affidatagli da Marcello Lippi, che volle espressamente che l’ultimo a tirare fosse lui e non Del Piero che si era proposto. Oggi, a vent’anni esatti da quel trionfo mondiale, Grosso raccoglie la sfida della Fiorentina, con una piazza intera che spera di vederlo replicare quel destino vincente anche in maglia viola.

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La mappa degli eroi: dove sono oggi i campioni del mondo

Grosso è solo uno dei tanti membri di quel gruppo straordinario che ha scelto la via della panchina. La legge del pallone ha trasformato quasi tutti i 23 di Berlino in allenatori, portandoli a vivere alterne fortune in Italia e all’estero.

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I “Professori” della Panchina

  • Fabio Grosso: nuovo allenatore della Fiorentina.
  • Fabio Cannavaro: reduce dall’esperienza sulla panchina dell’Uzbekistan nel Mondiale americano.
  • Daniele De Rossi: autore di una brillante salvezza alla guida del Genoa.
  • Rino Gattuso: chiamato alla Lazio per riscattare le ultime delusioni.
  • Filippo Inzaghi: sfiorata la promozione in A con il Palermo, è pronto a riprovarci.
  • Alessandro Nesta & Alberto Gilardino: Nesta ha appena firmato con l’Avellino, mentre Gilardino è reduce dall’esonero di Pisa.

All’estero troviamo Andrea Pirlo negli Emirati Arabi Uniti (United FC) e Mauro Camoranesi all’Aek Larnaca, a Cipro. Nelle serie minori o nei quadri federali si muovono Massimo Oddo (fino a giugno al Milan Futuro), Andrea Barzagli (vice dell’Under 21), Simone Barone (vice alla Cremonese) e Marco Amelia (Sondrio, in Serie D).

Scrivanie, TV e business: chi ha rifiutato il fischietto

Non tutti hanno ceduto al fascino della panchina. Gigi Buffon, da capo-delegazione dell’Italia, ha vissuto la delusione della mancata qualificazione mondiale. Angelo Peruzzi è andato vicino al ritorno come club manager della Lazio, sfumato dopo il colloquio con Lotito.

Cristian Zaccardo ha intrapreso la carriera di procuratore, mentre Luca Toni e Marco Materazzi sono ormai volti e voci stimatissimi degli studi televisivi. Destino simile per Alessandro Del Piero, punto di riferimento per i commenti di Sky, mentre Francesco Totti gestisce se stesso come brand e imprenditore. Defilati Zambrotta e Perrotta, divisi tra ruoli tecnici e dirigenziali, mentre Iaquinta ha scelto di rimanere definitivamente lontano dal mondo del calcio.

Maldini-Conte, il piano di Malagò per rilanciare l’Italia: prima il dt, poi l’assalto al nuovo ct

Italia, Malagò attende il sì di Maldini per il ruolo di direttore tecnico e prepara il rilancio azzurro: poi tutto su Conte come ct

Il piano di Giovanni Malagò per ricostruire l’Italia passa da due nomi forti: Paolo Maldini e Antonio Conte. Come raccontato dalla Gazzetta dello Sport, il presidente della FIGC vuole ripartire da due figure simboliche del calcio italiano per riportare la Nazionale ai vertici dopo le ultime delusioni e le mancate qualificazioni al Mondiale.

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Il progetto è chiaro: prima la nomina del nuovo direttore tecnico, poi la scelta del commissario tecnico. Lo stesso Malagò ha ribadito più volte la linea: «prima si fa il direttore tecnico, quindi assieme a lui si deciderà il ct». Per questo il primo nodo da sciogliere resta quello legato a Maldini, individuato come profilo ideale per un ruolo di grande peso all’interno della nuova struttura azzurra.

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Maldini Italia, attesa per la risposta definitiva

Malagò attende la risposta dell’ex capitano del Milan e della Nazionale, ma il tempo stringe. L’auspicio del presidente federale era quello di chiudere il dossier entro pochi giorni, anche se con le giuste rassicurazioni potrebbe attendere fino al weekend.

La riflessione di Maldini viene considerata un segnale di serietà, non un rallentamento negativo. Malagò lo ha spiegato chiaramente, sottolineando che «chi si prende del tempo per riflettere dimostri serietà, non è certo un segnale negativo». Alla base dell’attesa ci sarebbe anche una proposta precedente ricevuta dall’ex dirigente rossonero, da chiarire prima di dare eventualmente il via libera alla FIGC.

A Maldini è stato proposto un incarico inedito e di grande rilievo: presidente del Club Italia e direttore tecnico dell’intera area azzurra. Un ruolo pensato per segnare una netta rottura rispetto al passato.

Conte Italia, il nome forte per la panchina

Una volta definita la casella del dt, la FIGC passerà alla scelta del nuovo ct. Il nome più caldo resta quello di Antonio Conte, pronto a tornare in azzurro. Le sirene arabe avrebbero perso forza e, anche grazie alla disponibilità della Serie A a contribuire al progetto, il nodo economico sembra meno complicato.

Roberto Mancini resta sullo sfondo, ma il piano principale porta a Conte. La prossima settimana potrebbe essere decisiva per completare la nuova struttura tecnica dell’Italia.

Manchester United e Chelsea chiudono l’accordo: 50 milioni di sterline per il talento brasiliano Andrey Santos

Manchester United e Chelsea trovano l’intesa: accordo da 50 milioni di sterline per portare il talento brasiliano Andrey Santos a Old Trafford

Il mercato inglese si infiamma: Andrey Santos sta per lasciare il Chelsea e diventare un nuovo giocatore del Manchester United. Secondo Sky Sports, i Red Devils hanno vinto la corsa per il talento brasiliano, chiudendo un’operazione da 50 milioni di sterline: 48 milioni subito, più 2 milioni di bonus. Il centrocampista, 22 anni, sosterrà a breve le visite mediche. L’accordo prevede anche una clausola del 10% sulla futura rivendita a favore del Chelsea.

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Per Santos si tratta di una svolta importante: dopo una stagione di alti e bassi a Londra, il trasferimento a Old Trafford gli offrirà un ruolo più centrale, proprio mentre lo United si prepara al ritorno in Champions League sotto la guida di Michael Carrick.

L’era Alonso e la rivoluzione del Chelsea

L’addio di Santos arriva nel momento in cui Xabi Alonso si prepara a iniziare il suo nuovo ciclo a Stamford Bridge. Il brasiliano ha comunicato al club la volontà di partire, temendo di non avere spazio nella stagione d’esordio del tecnico basco. La concorrenza nel ruolo è feroce e il rinnovo di Moisés Caicedo ha ulteriormente chiuso le porte a un suo impiego stabile.

Un percorso complicato

Da quando è arrivato al Chelsea nel gennaio 2023, la carriera di Santos è stata un continuo saliscendi: prestito al Vasco da Gama, poi al Nottingham Forest, esperienza breve per mancanza di minuti, quindi il ritorno a Londra. Non convocato da Carlo Ancelotti per il Mondiale, ha però mostrato segnali di crescita durante il prestito allo Strasburgo con Liam Rosenior, dimostrando di poter reggere il calcio europeo.

Le cessioni e il piano del Chelsea

La cessione di Santos rappresenta un’importante plusvalenza per il Chelsea, che lo aveva acquistato per circa 18 milioni di sterline. È il terzo addio della finestra di mercato dopo Marc Cucurella al Real Madrid (52 milioni) e Tyrique George all’Everton (24 milioni). Con queste operazioni, i Blues hanno già incassato circa 126 milioni di sterline, fondi che verranno reinvestiti nel processo di rinnovamento voluto da Alonso.

Pogba, il Monaco lo scarica: ora il futuro dell’ex Juventus è tutto da decifrare

Pogba, il Monaco lo mette ai margini: “Il progetto non ha funzionato”. Ora il futuro dell’ex Juventus è un rebus aperto

Il futuro di Paul Pogba è di nuovo in bilico. Dopo la fine della squalifica e la scelta di ripartire dal Monaco con un contratto biennale, l’avventura nel Principato sembra già vicina ai titoli di coda. A confermarlo, indirettamente, è stato il direttore generale Thiago Scuro, che in conferenza stampa – affiancato dal nuovo allenatore Filipe Luís – ha parlato dell’ex Juve al passato, lasciando intendere che il rapporto potrebbe interrompersi a breve.

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Il Monaco è costretto a muoversi entro i limiti imposti dal tetto salariale della DNCG, e questo potrebbe portare alla cessione dei giocatori con gli ingaggi più pesanti, tra cui Pogba ed Eric Dier. Una situazione che complica ulteriormente il percorso del francese, già reduce da anni difficili tra infortuni, squalifica e continuità mai ritrovata.

Scuro ha spiegato che il club nutre grande rispetto per Pogba, sottolineando come il suo impatto nello spogliatoio sia stato positivo, soprattutto nel supporto ai giovani. Tuttavia, il progetto tecnico non ha funzionato come sperato: le aspettative iniziali erano molto diverse e la scorsa stagione non ha offerto le risposte attese.

Per questo, la società valuterà settimana dopo settimana la sua condizione fisica e tecnica, lasciando a Filipe Luís la decisione finale sul suo impiego.

Sul futuro, il dirigente è stato chiaro: Pogba può partire, ma può anche restare. Il rapporto tra le parti è sempre stato trasparente e, se gli obiettivi del giocatore non dovessero più coincidere con quelli del club, si cercherà una soluzione. Saranno le prestazioni a determinare tutto: solo il campo dirà se Pogba potrà rilanciarsi a Monaco o se sarà costretto a cercare una nuova destinazione.

Portogallo, Jorge Jesus verso la panchina: accordo fino al 2030 per aprire un nuovo ciclo dopo l’era Martínez

Portogallo, Jorge Jesus pronto a raccogliere l’eredità di Martínez: accordo fino al 2030 per rilanciare la Seleção dopo il flop al Mondiale 2026

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, Jorge Jesus è pronto a diventare il nuovo commissario tecnico del Portogallo, raccogliendo l’eredità di Roberto Martínez. La Federazione, guidata dal presidente Pedro Proença, considera l’ex allenatore di Benfica e Sporting Lisbona la figura ideale per inaugurare un nuovo ciclo dopo la delusione del Mondiale 2026, torneo che ha segnato la fine dell’esperienza di Martínez sulla panchina della Seleção.

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Il Portogallo arrivava alla Coppa del Mondo con ambizioni elevate, ma il percorso si è rivelato ben al di sotto delle aspettative: prestazioni altalenanti, difficoltà nel proporre un’identità chiara e un’eliminazione precoce che ha lasciato un senso di incompiuto. La gestione di Martínez, già discussa nei mesi precedenti, è stata definitivamente messa in discussione dopo il flop mondiale, spingendo la Federazione a valutare un cambio di guida tecnica.

In questo contesto si inserisce la scelta di puntare su Jorge Jesus, tecnico esperto, carismatico e con una lunga storia nel calcio portoghese. Proença vuole incontrarlo nei prossimi giorni per definire gli ultimi dettagli di un accordo che dovrebbe essere valido fino al 2030, a testimonianza della volontà di costruire un progetto di lungo periodo. La firma è attesa entro il weekend, con annuncio previsto domenica.

Jesus porta con sé una visione tattica riconoscibile, una forte capacità di gestione del gruppo e un curriculum ricco di successi, sia in patria sia all’estero. La Federazione gli affiderà un compito complesso: ricostruire la fiducia, rilanciare una generazione di talento e riportare il Portogallo ai livelli che gli competono dopo una fase di evidente involuzione.

L’arrivo di Jesus rappresenta dunque un segnale chiaro: la Seleção vuole voltare pagina, lasciarsi alle spalle le incertezze del ciclo Martínez e ripartire con un progetto ambizioso e strutturato.

Bruno Guimaraes avvisa il Newcastle: la sua scelta è l’Arsenal

Bruno Guimarães spinge per l’Arsenal: il brasiliano ha scelto, ma il Newcastle resta ancora irremovibile

Secondo quanto riportato da David Ornstein di The Athletic, Bruno Guimarães – reduce dal Mondiale disputato con il Brasile – ha comunicato alla dirigenza del Newcastle la volontà di trasferirsi all’Arsenal. Una posizione chiara, che apre a un possibile scenario di mercato di primissimo piano in Premier League.

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I Gunners sono pronti a spingersi fino a un’offerta da 60 milioni di sterline per il centrocampista, segnale di quanto il brasiliano sia considerato centrale nel progetto tecnico di Mikel Arteta. Dall’altra parte, però, i Magpies continuano a mantenere una linea rigida: il club non intende accettare proposte e considera Guimarães un elemento fondamentale, nonostante la volontà del giocatore.

La situazione resta dunque in bilico: Arsenal determinato, Guimarães convinto, Newcastle fermo sulle proprie posizioni. Una trattativa che promette di diventare uno dei temi caldi del mercato inglese.

Insigne alla Sampdoria: un colpo di identità tra entusiasmo, leadership e una sfida da vincere – VIDEO di Dario Bartolucci Lupi

Insigne alla Sampdoria: un colpo di peso tra entusiasmo, leadership e una sfida tutta da vincere – VIDEO di Dario Bartolucci Lupi

La Sampdoria piazza uno dei colpi più affascinanti del suo mercato: Lorenzo Insigne è ufficialmente un nuovo giocatore blucerchiato. L’attaccante classe ’91 ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2027, con opzione di rinnovo fino al 2028, come comunicato dal club e riportato da Gianluca Di Marzio. Un innesto che va oltre il semplice valore tecnico: il direttore sportivo Americo Branco porta a Genova un profilo di personalità, esperienza e leadership, capace di incidere dentro e fuori dal campo.

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Insigne, qualità e carisma per il nuovo progetto blucerchiato

Secondo il nostro Dario Bartolucci Lupi, il valore dell’operazione non si misura solo in gol e assist. Insigne arriva alla Sampdoria con un bagaglio di esperienza maturato tra Napoli, Nazionale e avventura all’estero: un leader tecnico ed emotivo, un riferimento per i giovani e una figura capace di dare identità a una squadra che dovrà affrontare una stagione complessa, divisa tra entusiasmo e incognite.

I numeri della stagione a Pescara

Insigne è reduce da una parentesi positiva al Pescara, dove ha dimostrato di poter incidere anche in Serie B: 13 presenze, 5 gol, 3 assist e 949 minuti giocati nella stagione 2025/26, con una media voto di 7.48. Dati che confermano la sua capacità di fare la differenza negli ultimi metri, nonostante l’arrivo a stagione in corso e la successiva retrocessione del club abruzzese.

Una scommessa fisica, ma con logica

La vera incognita riguarda la tenuta fisica. Se Insigne garantirà continuità, la Sampdoria avrà tra le mani un colpo di livello assoluto per la categoria: un giocatore capace di alzare la qualità, creare superiorità e offrire soluzioni offensive. Il rischio, inevitabile per un profilo di 35 anni, esiste. Ma questa volta la scelta ha una logica chiara: non un colpo casuale, bensì un innesto pensato per dare peso, personalità e qualità al nuovo progetto tecnico.

Dopo anni di decisioni sbagliate, la Sampdoria riparte anche da un nome forte. Insigne non potrà risolvere tutto, ma può diventare il simbolo di una squadra che vuole ritrovare entusiasmo, identità e ambizione.

Cardinale risponde con i fatti, ma il vero giudizio arriverà solo più avanti – VIDEO di Alberto Petrosilli

Cardinale convince con le prime mosse, ma il vero banco di prova deve ancora arrivare – VIDEO di Alberto Petrosilli

Nel calcio c’è una regola che dovrebbe valere sempre: la coerenza. Se fino a poche settimane fa era legittimo criticare il Milan e Gerry Cardinale per un mese di giugno segnato da ritardi, incertezze e crescente malumore tra i tifosi, oggi è altrettanto corretto riconoscere che le prime risposte concrete stanno finalmente arrivando.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’arrivo di Gonçalo Ramos aveva già rappresentato un segnale forte. L’imminente approdo di Mario Gila rafforza ulteriormente la sensazione che il club abbia deciso di accelerare, intervenendo in modo mirato sulle lacune più evidenti della rosa. Le critiche erano fondate, così come oggi sono meritati i complimenti: per settimane il Milan sembrava immobile mentre le rivali si muovevano con decisione, lasciando l’impressione di un progetto privo di direzione. Cardinale era chiamato a dare risposte, e le prime – finalmente – sono arrivate.

Ramos porta peso offensivo, qualità e gol a un reparto che necessitava di un riferimento. Gila aggiunge solidità, tecnica e atletismo a una difesa che nella scorsa stagione aveva mostrato limiti evidenti. Sono mosse che trasmettono un messaggio chiaro: la società ha individuato dove intervenire e sta cercando di mettere Ruben Amorim nelle condizioni migliori per lavorare.



Due acquisti non bastano

Allo stesso tempo, sarebbe un errore cadere nell’eccesso opposto. Due operazioni, per quanto importanti, non trasformano automaticamente un mercato insufficiente in uno eccellente. Le lacune emerse nella passata stagione sono numerose: alcune sono state affrontate, altre attendono ancora risposte. Servono ulteriori innesti, una rosa più profonda e un organico realmente funzionale alle idee di Amorim.

Il nuovo allenatore dovrà guidare il Milan su tre fronti – campionato, Europa League e Coppa Italia – e non basterà un buon undici titolare. Serviranno alternative affidabili e continuità nelle rotazioni.

La vera valutazione arriverà a settembre

Le prime mosse meritano un giudizio positivo, ma rappresentano solo l’inizio. Il mercato non si valuta l’8 luglio né dopo due acquisti: la vera pagella arriverà a settembre, a mercato chiuso. Solo allora si capirà se il Milan avrà colmato le proprie lacune e costruito una squadra all’altezza delle ambizioni.

Il Frosinone rinnova il prestito di Calvani, si lavora per confermare anche Fini in Serie A. Ultimissime sulle mosse dei ciociari

Il Frosinone è attivissimo sul fronte calciomercato: rinnovato il prestito di Calvani, si cerca la conferma di Fini in Serie A

Il Frosinone è ufficialmente al lavoro per strutturare la rosa che dovrà affrontare il prossimo e impegnativo campionato di Serie A. La dirigenza ciociara si sta muovendo con grande determinazione sul mercato per garantire la giusta continuità tecnica al gruppo, concentrandosi sulla permanenza di elementi giovani ma già perfettamente integrati nei meccanismi tattici della squadra. Nelle ultime ore, il club giallazzurro ha perfezionato un’importante operazione nel reparto arretrato per blindare un profilo di assoluta prospettiva. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Frosinone, fumata bianca per Gabriele Calvani: resta in prestito

La società laziale ha chiuso definitivamente la trattativa per garantire la permanenza all’ombra dello stadio Benito Stirpe di Gabriele Calvani. Attraverso il rinnovo formale dell’accordo per il prestito del classe 2004, il sodalizio ciociaro ha voluto lanciare un segnale chiaro in vista della massima serie: il club vuole infatti puntare in modo convinto sulle sue qualità anche nella prossima stagione.

Il promettente difensore centrale si appresta così a vestire per la seconda stagione consecutiva la maglia gialloblù, dopo aver difeso con successo i colori del club laziale già nel corso dell’ultima annata agonistica, in cui era arrivato a titolo temporaneo dal Genoa, società proprietaria del cartellino. Questa conferma rappresenta un tassello cruciale per la retroguardia, assicurando freschezza atletica e una profonda conoscenza dell’ambiente giallazzurro.

Asse di mercato caldissimo con il Genoa: mirino puntato su Seydou Fini

Le manovre dei direttori di mercato del club non si limitano però al pacchetto difensivo. Il Frosinone spinge anche per Seydou Fini, un altro profilo di grandissimo talento che ha già saputo conquistare la fiducia dello staff tecnico e l’affetto della tifoseria. L’esterno offensivo è stato un protagonista di una stagione positiva con i giallazzurri in Serie B, offrendo un contributo qualitativo e di corsa fondamentale per il raggiungimento della promozione.

Anche in questo caso, il calciatore si trovava in Ciociaria in prestito dal Genoa. L’intenzione del management laziale è quella di riallacciare immediatamente i contatti con i rossoblù per definire un nuovo accordo a titolo temporaneo, così da permettere al ragazzo di misurarsi anche sul prestigioso palcoscenico della massima serie con la stessa maglia.

La strategia giallazzurra per il massimo campionato

La linea strategica del Frosinone appare limpida: valorizzare il blocco che ha ben figurato nella categoria inferiore, inserendo gradualmente i giovani più pronti. I colloqui continui con il club ligure dimostrano la volontà di dare fiducia ai migliori prospetti del calcio italiano, regalando alla tifoseria una squadra affamata e pronta a lottare per la salvezza nella prossima Serie A.

Mondiali 2026, arriva il verdetto della FIFA: respinto il ricorso della Francia, il cartellino giallo a Olise resta valido

Mondiali 2026, la FIFA ha respinto il ricorso della Francia per il cartellino giallo a Olise. La ricostruzione di quanto successo

Arrivano importanti e attese novità per la Francia in merito alla situazione disciplinare della rosa a disposizione del commissario tecnico Didier Deschamps. La FIFA ha esaminato e ufficialmente respinto il ricorso d’urgenza presentato nei giorni scorse dai vertici della federazione transalpina, confermando in via definitiva il cartellino giallo a Michael Olise. La Federcalcio francese si era mossa tempestivamente chiedendo l’immediato annullamento del provvedimento disciplinare, ma gli organi competenti del massimo organismo calcistico mondiale hanno ritenuto del tutto legittima la sanzione comminata sul terreno di gioco.

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Il motivo del ricorso: l’alterco nei quarti di finale

La vicenda sportiva affonda le sue radici nei concitati minuti agonistici del match valevole per gli ottavi di finale contro il Paraguay. In quell’occasione, il talentuoso esterno offensivo dei Bleus era rimasto coinvolto in un acceso e nervoso scontro con Matías Galarza, punito dall’arbitro con l’ammonizione.

Secondo la tesi difensiva esposta dettagliatamente dai legali francesi, il provvedimento era da considerarsi un evidente errore di valutazione: la tesi transalpina sosteneva infatti che il giocatore non avesse affatto colpito l’avversario, chiedendo così la cancellazione del provvedimento tramite la prova TV. Una linea che però non ha minimamente convinto la commissione disciplinare di Zurigo.

L’annuncio di Didier Deschamps in conferenza stampa

La conferma ufficiale del verdetto è arrivata direttamente da Didier Deschamps in conferenza stampa, durante il consueto incontro con i media alla vigilia del prossimo, decisivo turno iridato. Il selezionatore francese ha gelato le speranze dell’ambiente confermando la decisione della federazione internazionale:

“Abbiamo ricevuto la decisione della FIFA stamattina che il cartellino rimane valido”.

Nessuno sconto, dunque, per la stella della nazionale, che ora si troverà a dover gestire una situazione psicologica e di campo non semplice nelle prossime battute della manifestazione calcistica.

Le conseguenze per il match contro il Marocco

Nonostante la decisione negativa, la notizia presenta comunque un risvolto parzialmente positivo nell’immediato: Olise giocherà contro il Marocco nella cruciale sfida valevole per i quarti di finale dei Mondiali 2026.

Tuttavia, gravando sulle sue spalle la sanzione rimediata contro i sudamericani, il calciatore entra ufficialmente nella lista dei diffidati. Con un’altra ammonizione salterà l’eventuale semifinale, un’ipotesi che costringerà il giocatore a una gestione strategica ed estremamente prudente dei contrasti di gioco, per evitare di privare la Francia di una delle sue armi offensive più letali sul più bello dell’avventura iridata.

Calciomercato Atalanta, blindato il talento Sergej Levak: accordo per la firma fino al 2031 e promozione in Prima squadra

Calciomercato Atalanta, Sergej Levak rinnova fino al 2031 e viene promosso in Prima squadra. I dettagli sul suo futuro

L’Atalanta continua a pianificare il proprio futuro con estrema lungimiranza, confermandosi una delle società più attente e programmatiche nella valorizzazione dei giovani calciatori a livello internazionale. La dirigenza orobica ha definito un’operazione strategica di primaria importanza per blindare i propri gioielli. Secondo Fabrizio Romano, l’Atalanta ha raggiunto un accordo per un nuovo contratto quinquennale con Sergej Levak, legando il calciatore ai colori nerazzurri per le prossime stagioni. Il nuovo accordo fino a giugno 2031 certifica la totale e incondizionata fiducia che la società bergamasca ripone nei confronti del ragazzo, blindando il posizionamento del club rispetto alle possibili sirene di mercato.

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L’identikit di Sergej Levak e la promozione in prima squadra

Il talentuoso centrocampista si è messo in luce nelle passate stagioni grazie a una crescita esponenziale. Il rinnovo contrattuale non rappresenta soltanto un premio per quanto mostrato finora, ma funge da vero e proprio trampolino di lancio per la sua carriera professionistica.

Il centrocampista è infatti pronto per unirsi alla prima squadra, compiendo quel definitivo salto di qualità tanto atteso dall’ambiente nerazzurro. Il suo inserimento in pianta stabile nel gruppo dei grandi permetterà al ragazzo di misurarsi quotidianamente con ritmi di gioco elevati e con l’intensità tipica della massima serie, accelerando un processo di maturazione tattica e fisica che lo candida a essere una delle possibili sorprese del prossimo futuro a Bergamo.

Il progetto tattico sotto la guida di Sarri e la lungimiranza della Dea

Un fattore assolutamente decisivo nel percorso di crescita del giovane calciatore sarà l’aspetto della guida tecnica. Levak inizierà questo nuovo capitolo della sua carriera sotto la guida di Sarri. Il tecnico toscano, storicamente celebrato per la sua straordinaria capacità di valorizzare i centrocampisti dotati di tecnica sopraffina, rapidità di pensiero e pulizia nei passaggi, rappresenta il profilo ideale per esaltare le doti naturali del mediano. All’interno del rigido ma fluido scacchiere tattico sarriano, le caratteristiche del classe 2006 potrebbero presto trasformarsi in una risorsa preziosa per le rotazioni della squadra.

La scelta di blindare il calciatore con un contratto a così lunga scadenza rientra perfettamente nella filosofia societaria della famiglia Percassi. Garantirsi le prestazioni sportive del ragazzo per i prossimi cinque anni permette all’Atalanta di proteggere il proprio patrimonio tecnico e di lavorare senza l’assillo del mercato, inserendo gradualmente il talento all’interno delle rotazioni della Serie A e dei palcoscenici europei.

Il Lecce scalda i motori: al via il raduno estivo agli ordini di Di Francesco. Ufficiale l’elenco dei convocati!

Il Lecce ha ufficializzato l’elenco dei convocati per l’inizio del ritiro estivo. Ecco chi sarà a disposizione di Di Francesco

Il Lecce è pronto a ripartire per preparare la nuova stagione di Serie A. I giallorossi si ritroveranno domenica 12 luglio per dare il via ufficiale al raduno estivo sotto la guida tecnica del nuovo allenatore, Eusebio Di Francesco. Saranno settimane cruciali per mettere benzina nelle gambe e forgiare l’identità tattica di una squadra chiamata a confermarsi nel massimo campionato italiano.

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La logistica del raduno: squadra divisa in due blocchi

Per ottimizzare i carichi di lavoro e snellire le procedure dello staff medico e fisioterapico, l’area tecnica ha optato per una suddivisione dei convocati in due scaglioni temporali:

  • Il Gruppo 1 aprirà le danze nel tardo pomeriggio di domenica 12 luglio. I calciatori sosterranno le tradizionali visite mediche presso il Centro BioLab di Cutrofiano e i test atletici sul campo del Centro Sportivo di Martignano. Mercoledì 15 luglio è prevista la partenza per il ritiro austriaco di Bad Loipersdorf, con il primo allenamento fissato il giorno seguente sul complesso di Fürstenfeld.
  • Il Gruppo 2, composto prevalentemente da elementi che si aggregheranno in un secondo momento, raggiungerà il resto dei compagni la settimana successiva direttamente nella sede del ritiro.

L’entusiasmo della piazza e i numeri della salvezza

Il club salentino riparte dall’incredibile entusiasmo della propria tifoseria. Il legame viscerale con la piazza ha già polverizzato ogni primato storico, facendo registrare il record societario di ben 21.758 abbonati pronti a ruggire sugli spalti del Via del Mare. L’obiettivo è dare continuità alla scorsa stagione, conclusa al 17° posto con 38 punti (10 vittorie, 8 pareggi e 20 sconfitte), un cammino che ha permesso di centrare una preziosa salvezza a discapito delle retrocesse Cremonese e Verona.

I Convocati per la preparazione estiva

GRUPPO 1: Falcone, Früchtl, Lupo, Penev, Gallo, Gaspar, Jean, Ndaba, Pérez, Siebert, Tiago Gabriel, Veiga, Berisha, Coulibaly, Fofana, Gandelman, Gorter, Kaba, Maleh, Ngom, Banda, Burnete, Esteban, Laerke, N’Dri, Onyemachi, Pierotti, Štulić.

GRUPPO 2: Borbei, Samooja, Addo, Esposito, Kouassi, Pehlivanov, Scott, Ubani, Kovac, Marchwiński, McJannet, Sala, Delle Monache.

Allarme Norvegia, focolaio di virus prima del quarto ai Mondiali con l’Inghilterra! Cosa sta succedendo

Norvegia vittima di focolaio di virus prima dei quarti di finale dei Mondiali contro l’Inghilterra! La ricostruzione

La marcia trionfale della Norvegia ai Mondiali 2026 rischia di subire una brusca e inaspettata frenata a causa di un avversario invisibile. In attesa del match contro l’Inghilterra, valevole per i quarti di finale dei campionati del mondo, la selezione scandinava si trova a fare i conti con un’improvvisa emergenza medica interna. Un virus influenzale ha infatti colpito duramente lo spogliatoio, mettendo ko mezza squadra con sintomi debilitanti quali febbre, tosse, spossatezza e mal di pancia. Una situazione di massima allerta confermata direttamente dal commissario tecnico Stale Solbakken, il quale ha ammesso la gravità del momento spiegando: Diversi giocatori hanno la tosse, con un po’ di raucedine.

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Solbakken colpito dal virus: nessun festeggiamento dopo il Brasile

Lo stesso selezionatore della nazionale nordica è alle prese con una brutta influenza, che gli ha impedito di godersi appieno il traguardo più importante della storia recente del suo Paese. Dopo aver centrato lo storico successo agli ottavi contro il Brasile, l’allenatore non ha avuto le forze fisiche per celebrare l’impresa insieme al gruppo.

Lo sfogo di Solbakken fotografa perfettamente il clima di stanchezza che si respira nel ritiro: Ho lasciato che fosse lo staff a celebrare la vittoria. Ero troppo stanco, sono andato a letto, ho rivisto la partita, risposto a qualche messaggio. Ho dormito pochissimo e malissimo. La priorità assoluta per l’ambiente scandinavo è ora quella di favorire il recupero immediato degli elementi contagiati, in vista di una sfida ravvicinata che vale un posto tra le prime quattro selezioni del pianeta.

I giocatori coinvolti: ansia per Pedersen e Strand Larsen

Come riferisce il quotidiano Repubblica, lo staff sanitario norvegese sta monitorando con estrema attenzione l’evoluzione clinica di alcuni elementi chiave. Tra i giocatori seguiti con maggiore cura c’è Marcus Holmgren Pedersen, terzino di proprietà del Torino, che è stato costretto a saltare la gara contro i verdeoro proprio a causa del malanno. Prima del difensore granata, anche il centravanti Jorgen Strand Larsen era rimasto fermo per colpa della febbre.

Analizzando l’origine del contagio, il CT Solbakken ha individuato i fattori scatenanti nelle continue trasferte logistiche richieste dal torneo iridato: l’aria condizionata, gli aeroporti, gli spogliato. Con tutti questi spostamenti è normale che succedano certe cose. Siamo più di cinquanta persone e abbiamo viaggiato tanto. La corsa contro il tempo per presentarsi in condizioni accettabili contro gli inglesi è ufficialmente cominciata.

Mondiali 2026, “Ma che Mondiale hai visto?”: LIVE il commento degli ottavi di finale su Calcionews24 – VIDEO

“Ma che Mondiale hai visto?”: il commento LIVE degli ottavi dei Mondiali 2026 su CalcioNews24

Gli ottavi di finale dei Mondiali 2026 sono ormai in archivio e ora i riflettori si spostano sull’analisi. È LIVE il dopo‑gare sui canali YouTube, Instagram, Facebook e Twitch di Juventusnews24, insieme a Paolo RossiChiara AleatiMarco BaridonAndrea BargioneGiuseppe Colicchia e Francesco Calabrò per commentare tutto ciò che è accaduto nella fase ad eliminazione diretta della competizione.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Commenti, analisi, opinioni e tanto divertimento in diretta su quello che sono stati i match giocato dalle nazionali al Mondiale! E una chicca per i tifosi: lo spazio è anche – e soprattutto – vostro! Collegatevi per farci sentire la vostra voce: potrete intervenire in DIRETTA assieme a noi.

Asp Jensen, accordo Bayern Monaco Deportivo: gli spagnoli spingono per ottenere il sì del giocatore

Asp Jensen, intesa Bayern Monaco Deportivo: gli spagnoli accelerano per strappare il sì del danese

Il Deportivo La Coruña ha raggiunto un accordo con il Bayern Monaco per il trasferimento di Jonathan Asp Jensen, uno dei talenti più promettenti della sua generazione. Il classe 2006 ha già espresso apertura verso la Liga e il club galiziano sta accelerando per definire anche l’intesa con il giocatore, con l’obiettivo di chiudere l’operazione nel più breve tempo possibile.

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Nonostante ciò, la priorità del giovane danese resta la Lazio, che nei giorni scorsi ha avanzato una proposta formale ai bavaresi per un prestito con diritto di riscatto. Un’idea che, però, non ha trovato apertura: il Bayern continua a opporsi, intenzionato a monetizzare attraverso una cessione a titolo definitivo o, in alternativa, un prestito con obbligo garantito.

Jensen arriva da una stagione di grande crescita con il Grasshopper, dove ha collezionato 33 presenze nella Super League svizzera, segnando 8 gol e fornendo 6 assist. Numeri che confermano la sua capacità di incidere in diversi contesti e che hanno attirato l’attenzione di numerosi club europei. Cresciuto nel settore giovanile del Midtjylland, Jensen è poi esploso nelle giovanili del Bayern, dove ha affinato tecnica, visione di gioco e capacità di rifinitura.

Il nodo Lazio

La Lazio ha individuato Jensen come uno dei profili ideali per il nuovo progetto tecnico e ha già raggiunto un accordo di massima con il giocatore, che vede nei biancocelesti la destinazione preferita per proseguire la sua crescita. A mancare è però l’intesa tra i club: il Bayern non intende accettare formule che non garantiscano un ritorno economico immediato e questo sta rallentando la trattativa. Nel frattempo, il Deportivo prova a sfruttare la situazione, forte dell’accordo già raggiunto con i tedeschi e della volontà di chiudere rapidamente.

Kamada rinnova con il Crystal Palace: accordo raggiunto per la permanenza del giapponese

Daichi Kamada prolunga con il Crystal Palace: accordo raggiunto per la permanenza del giapponese

L’accordo per Daichi Kamada è stato definito e l’annuncio è atteso entro 24 ore, con il centrocampista giapponese destinato a restare al Crystal Palace fino a giugno 2027.

Una mossa considerata strategica dal club, che blinda uno dei suoi giocatori più brillanti proprio nel momento in cui l’ex Eintracht era tecnicamente svincolato dopo la scadenza del contratto il 30 giugno, circostanza che aveva alimentato l’interesse di diversi club, soprattutto dopo le ottime prestazioni offerte con il Giappone ai Mondiali 2026, conclusi con l’eliminazione contro il Brasile ai sedicesimi.

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Nonostante il pressing estero, Kamada ha sempre manifestato la volontà di restare a Londra e gli ultimi ostacoli burocratici sono stati superati grazie a un confronto diretto con Pierre Sage, nuovo tecnico subentrato a Oliver Glasner e deciso a farne un perno del suo progetto tattico.

Per il Palace si tratta di un’operazione intelligente: trattenere un centrocampista creativo, resistente alla pressione e già collaudato in Premier League con un contratto annuale rinnovabile evita di dover investire cifre importanti per un sostituto.

Kamada, protagonista della storica vittoria in UEFA Conference League, ha ormai lasciato un segno profondo nel Sud di Londra e la sua esperienza internazionale sarà fondamentale in vista di una stagione fitta di impegni tra campionato e coppe europee. Lo riporta Fabrizio Romano.

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