Pagina 60 – Calcio News 24

Gaetano all’Atalanta, accordo totale: 12 milioni più 2 di bonus e visite mediche fissate per domani

Gianluca Gaetano all’Atalanta, accordo ormai chiuso: 12 milioni più 2 di bonus e visite mediche domani

L’Atalanta è pronta a chiudere il primo colpo del suo mercato estivo: Gianluca Gaetano diventerà un nuovo giocatore nerazzurro. Il club bergamasco ha raggiunto l’accordo con il Cagliari per il trasferimento del centrocampista offensivo classe 2000, individuato come uno dei profili più adatti per il progetto tecnico di Maurizio Sarri.

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Accordo definito: cifre e dettagli dell’operazione

L’intesa tra le società è totale:

  • 12 milioni di euro di parte fissa;
  • 2 milioni di bonus legati a obiettivi.

Le visite mediche sono già state programmate per giovedì 9 luglio, passo formale che precederà la firma sul contratto e l’annuncio ufficiale.

Un giocatore scelto da tutto il club

Gaetano è stato un obiettivo condiviso da tutte le componenti dell’Atalanta: dirigenza, area tecnica e staff di Sarri. Il club si è mosso con decisione, trattando da big e individuando nel centrocampista il primo rinforzo ideale per inaugurare il nuovo corso dell’allenatore.

La sua duttilità, la capacità di giocare tra le linee e la crescita mostrata negli ultimi mesi hanno convinto l’Atalanta a puntare su di lui come primo tassello del mercato estivo.

Greenwood, il Fenerbahce accelera: tentativo di sorpasso su Roma e Atletico Madrid

Greenwood, il Fenerbahçe tenta l’affondo decisivo: Roma e Atletico Madrid ora inseguono l’obiettivo. Le ultimissime

Mason Greenwood è uno dei nomi più caldi del mercato estivo. La stagione straordinaria vissuta con il Marsiglia — 44 presenze, 26 gol e 11 assist — ha riacceso l’interesse dei top club europei per l’attaccante inglese classe 2001.

La Roma segue il profilo da tempo, ma non ha mai presentato un’offerta ufficiale all’OM, preferendo prendersi margine per valutare la sostenibilità economica dell’operazione. All’estero, invece, l’Atletico Madrid ha mantenuto vivo il pressing, mentre il Fenerbahçe nelle ultime ore sta provando a bruciare la concorrenza.

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La situazione: Roma frenata dai costi

La Roma aveva iniziato a muoversi per capire se approfondire la trattativa, valutando una possibile offerta. I costi, però, sono rimasti altissimi:

  • ingaggio molto elevato per il giocatore;
  • richiesta dell’OM ferma a 50 milioni di euro.

Una cifra che il Marsiglia non intende abbassare, anche perché il Manchester United incasserebbe il 40% dell’eventuale vendita, rendendo l’operazione complessivamente onerosa. L’Atletico Madrid, dal canto suo, deve prima completare alcune uscite nel reparto offensivo prima di affondare il colpo, Julian Álvarez escluso.

Il Fenerbahçe prova il sorpasso

In questo momento di stand-by, il Fenerbahçe sta cercando di capitalizzare il vantaggio acquisito nelle scorse settimane. Il club turco aveva già individuato Greenwood come obiettivo prioritario durante la campagna elettorale del candidato alla presidenza — poi sconfitto — e negli ultimi giorni ha intensificato i contatti sia con il giocatore sia con il Marsiglia.

L’obiettivo è chiaro: trovare l’intesa finale e anticipare Roma e Atletico, assicurandosi uno dei talenti più esplosivi dell’ultima stagione europea.


Zlatko Dalić lascia la guida della Croazia: «Me ne vado con un cuore soddisfatto e orgoglioso»

Zlatko Dalić dice addio alla Croazia: «Me ne vado con un cuore soddisfatto e orgoglioso». Le sue dichiarazioni

Zlatko Dalić non è più il commissario tecnico della Croazia. La notizia è stata ufficializzata attraverso i profili social della Federazione, che ha comunicato la fine del rapporto con l’allenatore dopo un ciclo lunghissimo e ricco di risultati.

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COMUNICATO – “Un arrivo umile. Un viaggio indimenticabile. Un addio fiero. Dopo quasi nove anni, l’allenatore Zlatko Dalić ha deciso di chiudere la sua incredibilmente vittoriosa avventura con la Croazia

Allenatore, grazie di tutto – le vittorie, i successi, le qualificazioni, le medaglie, l’unità, il rispetto e il tuo impegno incrollabile nel combattere per la Croazia, sia in campo che fuori. I risultati parlano delle tue virtù di allenatore. Il rispetto che hai guadagnato dai tuoi giocatori, dallo staff e dagli avversari racconta la persona che sei“.

PAROLE DALIC –Grazie al Presidente Kustić per il suo eccezionale sostegno e ottima collaborazione, così come per avermi dato la fiducia di andare avanti. Il sostegno negli ultimi giorni mi ha spinto a riconsiderare la mia decisione di andarmene, ma… è ora. Anche se sento ancora l’ambizione e il desiderio di scrivere nuovi successi con la Croazia, sento che questo è il momento giusto per concludere questa incredibile era”.

“Me ne vado con un cuore soddisfatto, orgoglioso del mio contributo ai più grandi successi del calcio croato nella storia, e auguro al mio successore, alla squadra nazionale e al calcio croato molti nuovi successi in cui credo profondamente“.

Bayern Monaco, Lennart Karl torna in campo: inizia il percorso di recupero dopo il forfait mondiale

Il rientro del diciottenne Lennart Karl costretto a saltare la convocazione della Germania

A un mese di distanza dalla dolorosa rinuncia ai Mondiali, il giovane talento del Bayern Monaco, Lennart Karl, ha mosso i primi passi verso il rientro ufficiale. Il diciottenne calciatore tedesco è finalmente tornato a correre sul rettangolo verde del centro sportivo della Säbener Straße, inaugurando la prima fase del suo programma di recupero personalizzato.

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Il grave infortunio alla vigilia del torneo. Il sogno iridato del gioiello bavarese si era infranto bruscamente a ridosso del fischio d’inizio della competizione. Karl aveva infatti rimediato una lesione del fascio muscolare alla coscia sinistra anteriore; un grave infortunio muscolare occorsogli durante l’ultima sessione di allenamento con la Nazionale tedesca a Chicago, proprio alla vigilia dell’amichevole finale di preparazione contro i padroni di casa degli Stati Uniti. Un tempismo a dir poco sfortunato che lo ha costretto a salutare anzitempo la spedizione calcistica più importante dell’anno.

La cautela per il rientro con Kompany. Adesso, superata la fase acuta della riabilitazione, il trequartista proseguirà nelle prossime settimane un piano di lavoro individuale e differenziato a Monaco. L’obiettivo dello staff medico è quello di permettergli un reinserimento graduale e sicuro all’interno del gruppo guidato dal tecnico Vincent Kompany nel corso della preparazione estiva, senza forzare le tappe per evitare pericolose ricadute.

Lo stesso Lennart Karl ha espresso massima prudenza in merito ai tempi del suo effettivo rientro a pieno regime: «Ci vorrà ancora un po’ di tempo prima che io possa prendere parte alle sessioni collettive con i miei compagni di squadra. In questo momento la priorità assoluta è procedere con cautela e non affrettare minimamente i tempi del recupero».

Il Bayern Monaco attende con pazienza la sua stella del futuro: la filosofia del club è chiara, nessuna fretta per un talento che, una volta ritrovata la perfetta efficienza fisica, sarà fondamentale per le rotazioni offensive della squadra.

Ajax, clamoroso ritorno! Daley Blind firma per una stagione e ritrova Míchel

Daley Blind torna all’Ajax! Clamoroso ritorno per lo storico difensore olandese, che firma per una stagione e riabbraccia Míchel

L’Ajax ha ufficializzato il ritorno a casa di Daley Blind. Il difensore e centrocampista classe 1990, oggi trentaseienne, ha firmato un contratto annuale con i Lancieri. Blind si è messo immediatamente a disposizione della squadra, raggiungendo i compagni nel ritiro estivo di Garderen per sostenere la prima seduta di allenamento guidata dal tecnico.

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La quarta vita in maglia Ajax

Per l’esperto nazionale olandese (108 presenze con gli Oranje) si tratta della quarta parentesi della carriera ad Amsterdam. Cresciuto nel vivaio del club, Blind debuttò tra i professionisti prima del prestito al Groningen nel 2009/10. Nel 2018 fece il suo primo grande ritorno alla Johan Cruijff Arena dopo un quadriennio vincente al Manchester United.

Nel gennaio 2023 si era consumato il secondo addio, con il trasferimento a parametro zero al Bayern Monaco e la successiva avventura triennale in Spagna con la maglia del Girona. Con l’inizio di questa nuova avventura, Blind avrà l’opportunità di ritoccare il suo già impressionante bottino di 333 presenze ufficiali con la maglia dell’Ajax.

Il fattore Míchel e la benedizione di Cruijff

La scelta di Blind è legata a doppio filo alla guida tecnica dei Lancieri. Ad Amsterdam, infatti, il giocatore ritrova Míchel, lo stesso allenatore che lo ha calcato e valorizzato nell’incredibile epopea del Girona. Il tecnico spagnolo ha sempre nutrito una fiducia cieca nel figlio d’arte di Danny Blind, schierandolo titolare in ben 108 occasioni durante l’esperienza condivisa nella Liga.

Grande soddisfazione è stata espressa anche dal direttore tecnico dell’Ajax, Jordi Cruijff, che ha commentato così il colpo di mercato sul sito ufficiale della società: «È fantastico che Daley ritorni nel club in cui tutto è iniziato per lui. Porta esperienza, leadership e una qualità tecnica immensa, elementi che aiuteranno fin da subito il nostro gruppo. Per noi si tratta di un passo naturale: un giocatore con il suo background e la sua forte personalità sposa perfettamente l’identità e il progetto che vogliamo costruire qui».

Vozinha e Messi, da rivali ai Mondiali a compagni di squadra? Scenario inaspettato per l’estate!

Vozinha e Messi potrebbero passare da rivali ai Mondiali a compagni di squadra: ecco cosa potrebbe succedere in estate

La rassegna iridata si conferma, come da tradizione, una vetrina senza eguali per le storie più affascinanti del panorama calcistico globale. Tra le sorprese più luminose dei Mondiali 2026 c’è indubbiamente la favola sportiva della nazionale di Capo Verde, trascinata sul rettangolo verde dalle prestazioni monumentali del suo estremo difensore. Parliamo di Josimar José Évora Dias, calcisticamente noto a tutti come Vozinha, finito improvvisamente al centro dei desideri del mercato internazionale grazie a un rendimento a dir poco superlativo.

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L’exploit ai Mondiali e la sfida stellare contro Messi

Il cammino della selezione africana nella competizione ha stupito gli addetti ai lavori, e gran parte del merito va attribuito ai riflessi e alla leadership del proprio numero uno. Le parate miracolose sfoggiate da Vozinha contro avversari di primissimo livello hanno fatto rapidamente il giro del mondo, catturando l’attenzione dei media. In particolare, la straordinaria performance offerta nella proibitiva e affascinante sfida contro l’Argentina di Lionel Messi ha proiettato il portiere sotto la luce dei riflettori globali. Interventi prodigiosi e una sicurezza fuori dal comune che gli hanno permesso di guadagnare gli elogi unanimi della stampa specializzata e degli stessi avversari sul campo.

La tentazione Inter Miami e la visione di David Beckham

Questo improvviso e dirompente exploit non è affatto passato inosservato oltreoceano. Secondo quanto recentemente riportato dalla rete televisiva TVN, l’Inter Miami avrebbe messo concretamente nel mirino il portiere per rinforzare la propria rosa in vista della prossima stagione. Il club della Florida, la cui pianificazione sportiva è notoriamente guidata dalla visione lungimirante di David Beckham, sarebbe rimasto fortemente impressionato dal carisma e dalla reattività del numero uno di Capo Verde, individuato come il profilo ideale per portare esperienza internazionale all’interno dello spogliatoio di Fort Lauderdale.

Un affare a costo zero: il vantaggio dello status di svincolato

A rendere l’operazione di mercato estremamente concreta e appetibile per la dirigenza statunitense è soprattutto la situazione contrattuale dell’estremo difensore. Vozinha è attualmente svincolato dopo la naturale scadenza del suo accordo con il G.D. Chaves, club portoghese con cui il rapporto lavorativo si è concluso ufficialmente lo scorso 30 giugno 2026. Questa condizione di free agent rappresenta un vantaggio strategico ed economico notevole per l’Inter Miami: non dovendo trattare con nessuna società per il costo del cartellino, il club della Florida godrà di una maggiore libertà d’azione per presentare un’offerta d’ingaggio competitiva e convincere il giocatore a sbarcare in Major League Soccer.

Roberto Martinez non è più il ct del Portogallo! Chi sarà il suo sostituto, è il preferito di Cristiano Ronaldo

Roberto Martinez non è più il ct del Portogallo! Scelto il sostituto, è il preferito di Cristiano Ronaldo. Di chi si tratta

Si infrange bruscamente agli ottavi di finale il sogno del Portogallo ai Mondiali 2026. A decidere l’infuocato derby iberico è stata una rete del centrocampista spagnolo Mikel Merino, che ha condannato i lusitani a una dolorosa sconfitta per 1-0 contro la Spagna. L’eliminazione precoce spegne le speranze della vigilia e apre una profonda fase di rifondazione per la nazionale, sancendo l’addio del commissario tecnico Roberto Martinez e, con ogni probabilità, l’ultima apparizione sul palcoscenico iridato di Cristiano Ronaldo, il quale aveva già preannunciato l’intenzione di chiudere la sua avventura con la selezione del proprio Paese.

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Le dichiarazioni di Roberto Martinez: l’analisi del match e le dimissioni ufficiali

Nel post-partita, l’ormai ex allenatore della compagine portoghese ha analizzato la prestazione del gruppo con un pizzico di rammarico per le chance sprecate nell’area avversaria, ritenendo comunque i suoi uomini pienamente all’altezza delle Furie Rosse:

“Abbiamo giocato contro una delle favorite del Mondiale. E penso che siamo stati assolutamente alla loro altezza. Ci sarebbe servito solo un po’ più di fortuna nelle occasioni create nell’ultimo terzo di campo. Penso sia stata la migliore partita del torneo fino a questo momento. Sarebbe potuta andare almeno ai tempi supplementari, e questo avrebbe potuto cambiare molte cose”.

Subito dopo, il tecnico spagnolo – che guidava la selezione dal gennaio 2023, dopo essere succeduto a Fernando Santos all’indomani della rassegna in Qatar – ha ufficializzato la fine del proprio mandato, rimarcando la naturale scadenza del suo accordo con la federazione:

“È stata la mia ultima partita con la nazionale. Ringrazio il popolo portoghese. Porto con me un ricordo che durerà tutta la vita. Abbiamo ottenuto le migliori statistiche nella storia della Seleção e vinto la Nations League. Grazie a tutti per la professionalità. Ora è legittimo che il presidente scelga un altro allenatore. Credo che quando sono stato assunto dovevo vincere questo Mondiale. Il presidente poteva prendere un nuovo commissario tecnico, il mio contratto scade oggi e quindi è giusto che scelga in un’altra maniera”.

Il futuro del Portogallo: spunta Jorge Jesus e il possibile clamoroso retroscena su CR7

Mentre l’ambiente metabolizza la delusione sportiva, la Federazione portoghese capitanata dal presidente Pedro Proença ha già individuato la nuova guida strategica. Secondo quanto anticipato dal quotidiano A Bola, il prescelto assoluto per avviare il nuovo ciclo è il settantunenne Jorge Jesus. Il carismatico allenatore lusitano guiderà la transizione verso Euro 2028 e, soprattutto, verso i Mondiali 2030, manifestazione storica che il Portogallo ospiterà congiuntamente a Spagna e Marocco.

L’approdo del “Santone” sulla panchina della nazionale potrebbe però innescare un clamoroso colpo di scena legato al futuro di CR7. Il fuoriclasse ha appena concluso l’ultima stagione all’Al Nassr vincendo il titolo della Saudi Pro League proprio sotto la guida di Jorge Jesus, manager per il quale nutre una profonda stima professionale. Questa forte sintonia e la presenza del tecnico a Lisbona potrebbero spingere l’asso di Funchal a rivalutare i propri propositi di ritiro, aprendo le porte a un inaspettato ritorno in nazionale per le prossime sfide europee.

Caos Mondiali, l’Egitto presenta un esposto formale alla FIFA contro l’arbitro Letexier dopo il match con l’Argentina! La ricostruzione

L’Egitto ha presentato un esposto formale alla FIFA contro l’arbitro Letexier e i suoi assistenti dopo il match con l’Argentina! Cos’è successo

Il clamoroso e rocambolesco ottavo di finale dei Mondiali 2026, che ha visto l’Argentina trionfare per 3-2 sull’Egitto, continua a far discutere l’opinione pubblica ben oltre i novanta minuti di gioco. La cocente eliminazione non è affatto andata giù alla delegazione africana, fortemente convinta di aver subito un vero e proprio torto arbitrale sul rettangolo verde. Secondo quanto riportato dal giornalista Ismael Mahmoud, il Presidente della Federazione egiziana Hany Abo Rida ha ufficialmente depositato un esposto formale alla FIFA contro il direttore di gara francese François Letexier e l’intero corpo dei suoi assistenti di linea e del VAR. L’obiettivo esplicito della federazione è quello di ottenere un’indagine interna approfondita a causa di gravi errori e di un presunto doppio standard di giudizio.

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Le pesanti accuse di Ziko nel post-partita

La mossa ufficiale compiuta dai vertici del calcio egiziano arriva per dare seguito politico e istituzionale alle durissime dichiarazioni a caldo rilasciate ieri dai grandi protagonisti della spedizione. L’attaccante Ziko, autore della temporanea rete del doppio vantaggio per i Faraoni prima della controrimonta argentina, era esploso davanti ai microfoni a bordo campo manifestando un totale sconcerto per l’andamento della gara. Il calciatore aveva sollevato pesanti dubbi sulla trasparenza globale del torneo, sentenziando: Il torneo è stato chiaramente truccato. Congratulazioni all’Argentina per aver già vinto la Coppa del Mondo, è tutto pianificato”.

Il giocatore si era poi scagliato direttamente contro la gestione della contesa da parte del fischietto francese, accusandolo di aver scientemente indirizzato l’esito della qualificazione a favore dell’Albiceleste: L’arbitro, François Letexier, è stato decisamente di parte fin dall’inizio della partita. Ha cercato costantemente di fermarci e voleva neutralizzarci in campo. L’arbitro è stato ingiusto, ingiusto, ingiusto”.

Lo sfogo del CT Hassan in conferenza stampa

A fare eco alle parole sul campo era stato il commissario tecnico dell’Egitto, Hossam Hassan, che in conferenza stampa aveva rincarato la dose con un attacco frontale mirato ai presunti interessi commerciali della federazione internazionale, volti a proteggere il cammino delle grandi superstar globali. L’allenatore ha ribadito: Questa partita è stata truccata. Tutto riguarda i soldi. Vogliono che Messi rimanga nel torneo ed è ingiusto. Se vogliono così tanto che vinca l’Argentina, perchè hanno fatto venire tutte le altre squadre?.

Il ricorso ufficiale presentato da Hany Abo Rida si poggia su episodi specifici molto contestati, tra cui un secondo gol apparentemente regolare annullato ai Faraoni e la successiva mancata concessione di un calcio di rigore solare. Resta ora da capire come la FIFA deciderà di rispondere a questa imponente ondata di polemiche che rischia di agitare la fase calda del tabellone.

Perché il rinnovo (ufficiale) di Zapata è una notizia fondamentale per il Torino

Zapata ha rinnovato ufficialmente con il Torino: perché la sua firma fino al 2028 è una notizia fondamentale, i motivi

Il Torino ha annunciato ufficialmente di aver prolungato il contratto di Duvan Zapata fino al 30 giugno 2028. La firma del centravanti colombiano rappresenta una notizia di enorme spessore per tutto l’ambiente granata, blindando il punto di riferimento avanzato della squadra all’ombra della Mole per le prossime stagioni.

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Un pilastro imprescindibile: l’importanza del rinnovo per il futuro del Torino

Questo rinnovo contrattuale va ben oltre la semplice firma su un pezzo di carta, rappresentando una scelta di fondamentale e vitale importanza strategica per il club. Trattenere il centravanti garantisce in primo luogo una profonda stabilità tecnica e carismatica: Zapata è l’attuale capitano della squadra, prezioso punto di riferimento in campo e fuori. In uno spogliatoio che ha assoluto bisogno di certezze per crescere, la sua leadership silenziosa e la sua immensa esperienza internazionale si rivelano indispensabili per tracciare la via ai compagni più giovani e mantenere intatta l’identità del gruppo.

Sul piano squisitamente tattico, il peso specifico del colombiano è immenso, configurandosi come l’architrave indiscusso su cui si poggia l’intera fase offensiva granata. La sua straordinaria abilità nel fare reparto da solo, ripulire i palloni complessi e far salire il baricentro del gioco offre varianti strategiche uniche, esaltando gli inserimenti dei centrocampisti. I numeri registrati finora, d’altronde, certificano la sua totale centralità nel progetto: con la maglia del Toro il bomber vanta già 75 presenze, 19 reti e 5 assist.

Prolungare il contratto di un top di questo calibro fino al 2028 permette alla società di solidificare le proprie ambizioni di alta classifica, scongiurando il rischio di dover affrontare dolorose e costose rivoluzioni sul mercato. In un contesto calcistico in cui i centravanti capaci di abbinare una straripante potenza fisica a una spiccata intelligenza tattica sono ormai merce rarissima, la conferma di Duvan tutela il patrimonio del club, cementando al contempo l’entusiasmo della tifoseria granata.

La scheda del bomber: la gloriosa carriera di Zapata

Il percorso del classe 1991 testimonia uno spessore assoluto. Nato a Santiago de Cali il 1° aprile 1991, è cresciuto nell’América de Cali, per poi passare all’Estudiantes in Argentina. Nel 2013 sbarca in Italia al Napoli, vivendo poi tappe cruciali con Udinese, Sampdoria e Atalanta prima del trasferimento in granata nel settembre 2023. Per l’attaccante si contano anche 34 apparizioni e 4 gol con la nazionale della Colombia.

Il legame tra il bomber e la società prosegue dunque sotto i migliori auspici per il futuro: “Avanti insieme: buon lavoro, Sempre Forza Toro!”.

Chi è Kamil Grabara, il portiere polacco finito nel mirino dell’Atalanta. Storia e possibili incastri per la porta nerazzurra

Chi è Kamil Grabara, la storia e l’identikit tecnico del portiere polacco finito nel mirino dell’Atalanta. Tutto quello che c’è da sapere

L’Atalanta continua a muoversi con grande lungimiranza sul mercato internazionale per rinforzare la propria rosa in vista dei prossimi impegni tra campionato e coppe europee. I vertici della Dea hanno avviato i primi sondaggi esplorativi per un nuovo profilo tra i pali: secondo Matteo Moretto, la Dea ha chiesto informazioni per Kamil Grabara, portiere del Wolfsburg. Una mossa strategica che accende i riflettori su uno dei numeri uno più interessanti e carismatici del panorama calcistico europeo, ideale per i sistemi di gioco moderni.

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Identikit di Kamil Grabara: dagli inizi al Liverpool fino alla consacrazione

Nato in Polonia nel 1999, Kamil Grabara è un portiere moderno che abbina una imponente struttura fisica (è alto ben 195 centimetri) a una personalità carismatica e da leader vero. Cresciuto calcisticamente in patria, viene notato giovanissimo dagli osservatori del Liverpool, che decidono di portarlo in Inghilterra nel 2016. Con i Reds compie l’intera trafila delle formazioni giovanili, per poi iniziare un percorso di maturazione in prestito prima all’Huddersfield Town e successivamente ai danesi dell’Aarhus.

La vera e propria svolta della sua carriera arriva però con il trasferimento a titolo definitivo al Copenhagen nel 2021. In Danimarca, Grabara si consacra definitivamente come uno degli estremi difensori più affidabili e spettacolari d’Francia ed Europa. Diventa un idolo assoluto dei tifosi, mettendosi in mostra soprattutto nelle notti di Champions League, dove si rende protagonista di interventi prodigiosi contro i top club del continente. Un dettaglio iconico che lo contraddistingue è la maschera protettiva nera sul volto, indossata a seguito di un grave scontro di gioco e diventata ormai un suo autentico marchio di fabbrica.

Il passaggio al Wolfsburg e le caratteristiche tecniche

Nel recente passato, il Wolfsburg ha deciso di investire pesantemente su di lui per raccogliere la pesante eredità di Koen Casteels. Nella competitiva realtà della Bundesliga, l’estremo difensore polacco ha confermato tutte le sue straordinarie qualità: eccellente reattività tra i pali, grandissimo senso della posizione e un’abilità non comune nel guidare l’intero reparto difensivo con vocalità e decisione. Grabara è un portiere coraggioso nelle uscite, sia alte che basse, e possiede un temperamento d’acciaio che lo rende un ostacolo complesso per gli attaccanti avversari.

La strategia dell’Atalanta tra i pali

L’interessamento della dirigenza nerazzurra per il classe ’99 risponde alla volontà della società bergamasca di mantenere altissimo il livello di competizione interna nel ruolo. Con le competizioni continentali da affrontare, un profilo internazionale e di forte temperamento come quello di Grabara rappresenterebbe una garanzia assoluta per lo scacchiere tattico di Sarri. Al momento si tratta di un primo approccio per sondare i costi dell’operazione, ma la pista potrebbe decollare qualora si registrassero movimenti nell’attuale parco portieri degli orobici.

Caso arbitri, nuove intercettazioni su Rocchi: nel fascicolo entra anche Torino-Inter del 2026

La Procura amplia l’inchiesta su Rocchi: spunta una quarta partita e vengono ipotizzate interferenze nelle designazioni arbitrali

L’inchiesta della Procura di Milano sul presunto condizionamento delle designazioni arbitrali si arricchisce di un nuovo capitolo. Oltre alle gare già finite sotto la lente degli investigatori, nel fascicolo sarebbe stata inserita anche Torino-Inter del 26 aprile 2026, disputata appena pochi mesi fa.

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Secondo l’ipotesi degli inquirenti, il designatore arbitrale Gianluca Rocchi avrebbe scelto Maurizio Mariani come direttore di gara soltanto dopo un confronto con esponenti dell’Inter, nell’ambito di un presunto accordo legato ai rapporti con l’allora presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Al momento, tuttavia, né Gravina né dirigenti nerazzurri risultano indagati.

Rispetto alle contestazioni formulate nei mesi scorsi, la Procura avrebbe modificato l’impostazione dell’accusa, parlando di una presunta frode sportiva in concorso con soggetti riconducibili al club milanese. Dopo essersi inizialmente avvalso della facoltà di non rispondere, Rocchi avrebbe successivamente deciso di fornire la propria versione dei fatti davanti ai magistrati.

Nel frattempo emerge anche un elemento favorevole all’ex designatore: dall’ultimo atto d’indagine è infatti scomparsa l’ipotesi relativa alle presunte interferenze nella sala VAR di Lissone, inizialmente contestata e ora non più presente nel procedimento.

L’indagine prosegue e dovrà chiarire se le intercettazioni raccolte siano sufficienti a sostenere le accuse oppure se la posizione di Rocchi possa essere archiviata.

Modric verso il rinnovo col Milan: il croato avrebbe scelto di continuare in rossonero

Dopo le riflessioni successive al Mondiale, Modric sarebbe pronto a firmare per un’altra stagione con il Diavolo

Il Milan è sempre più vicino a trattenere Luka Modric anche per la stagione 2026-2027. Secondo le ultime indiscrezioni, il fuoriclasse croato avrebbe sciolto le riserve sul proprio futuro, decidendo di proseguire l’avventura in rossonero dopo essersi preso alcuni giorni di riflessione al termine del Mondiale.

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Attualmente Modric è svincolato, visto che il precedente contratto è terminato il 30 giugno, ma il club milanista non ha mai ritirato la proposta di rinnovo annuale. La volontà della società è sempre stata quella di confermare un calciatore considerato fondamentale non solo per le sue qualità tecniche, ma anche per la sua leadership all’interno dello spogliatoio.

A spingere per la permanenza del centrocampista sarebbero stati sia Gerry Cardinale sia il nuovo allenatore Ruben Amorim, che nelle scorse settimane avrebbero contattato personalmente il giocatore per illustrargli l’importanza del suo ruolo nel nuovo progetto tecnico.

Con un calendario più ricco di impegni rispetto alla passata stagione, il tecnico potrà gestire con attenzione il minutaggio del croato. Pur non essendo impiegato in ogni gara, Modric rappresenterebbe un punto di riferimento prezioso per la squadra, dentro e fuori dal campo, grazie alla sua esperienza internazionale e alla capacità di guidare il gruppo nei momenti più delicati.

Vlahovic riapre al dialogo con la Juve: Spalletti prova a ricucire, incontro decisivo in vista

Il nuovo corso bianconero lascia aperta la porta al serbo Dusan Vlahovic: la dirigenza valuta un possibile rilancio

La separazione tra Dusan Vlahovic e la Juventus potrebbe non essere definitiva. Nonostante la scadenza del contratto e le numerose indiscrezioni delle ultime settimane, alcuni segnali lasciano pensare che un riavvicinamento sia ancora possibile. Il mancato saluto ufficiale da parte del club e l’assenza di un messaggio d’addio del centravanti alimentano l’ipotesi che entrambe le parti abbiano preferito non chiudere completamente la porta.

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A cambiare il quadro è stato anche il nuovo assetto societario. Con Giovanni Carnevali alla guida della gestione e l’arrivo di Frederic Massara nell’area sportiva, la Juventus ha adottato una linea più attendista. La società non avrebbe cercato direttamente il giocatore, ma sarebbe pronta ad ascoltare un’eventuale disponibilità da parte del serbo.

Un ruolo importante potrebbe averlo avuto anche Luciano Spalletti, che avrebbe mantenuto i contatti con Vlahovic. Secondo le indiscrezioni, il tecnico avrebbe ribadito la propria stima nei confronti dell’attaccante, invitandolo però a sposare con convinzione il nuovo progetto tecnico, sia sotto il profilo economico sia dal punto di vista dell’atteggiamento.

Nei prossimi giorni è atteso un faccia a faccia tra il calciatore e la dirigenza. L’incontro servirà a capire se esistono davvero i margini per una nuova intesa o se le strade sono destinate a separarsi definitivamente.

Inter, pronto il rinnovo di Dimarco: il laterale nerazzurro chiede un adeguamento dell’ingaggio

Dimarco vuole restare a Milano, ma punta a uno stipendio in linea con gli altri big della rosa. La richiesta all’Inter

L’Inter guarda al presente senza perdere di vista il futuro e tra le priorità della dirigenza c’è il rinnovo di Federico Dimarco, uno dei protagonisti assoluti della scorsa stagione e considerato un elemento imprescindibile nello scacchiere di Cristian Chivu.

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L’esterno nerazzurro è legato al club da un contratto valido fino al 2027, con un’opzione che consente alla società di estendere unilateralmente l’accordo per un’ulteriore stagione. Nonostante ciò, le parti sarebbero intenzionate a proseguire insieme, perché Dimarco continua a vedere il proprio futuro con la maglia dell’Inter.

Negli ultimi giorni, però, è emersa una novità importante. Il calciatore, reduce da una stagione da 8 reti e 18 assist, ha deciso di cambiare rappresentanza, affidandosi all’agente spagnolo Arturo Canales, che segue anche diversi profili di livello internazionale.

Il nodo principale riguarda l’aspetto economico. Attualmente il laterale percepisce 4 milioni di euro netti a stagione, una cifra inferiore rispetto ad altri leader della rosa. Lautaro Martinez guadagna 9 milioni, Barella e Calhanoglu 6,5 milioni, Thuram 6 milioni e Bastoni 5,5 milioni. Per rendimento e importanza tecnica, Dimarco ritiene di meritare un riconoscimento economico in linea con gli altri punti di riferimento della squadra, motivo per cui il tema del rinnovo potrebbe presto entrare nel vivo. Lo riporta Il Giorno.

Pagelle Svizzera Colombia: Kobel eroe assoluto, Campaz si divora il gol qualificazione – TOP E FLOP

Pagelle Svizzera Colombia: i voti ai protagonisti del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Svizzera Colombia: le valutazioni dei protagonisti del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026, vinto dai rossocrociati 4-3 ai rigori dopo 120 minuti chiusi a reti bianche.

I Top

  • Gregor Kobel (Svizzera). L’eroe assoluto della qualificazione svizzera. Durante i tempi regolamentari salva il risultato volando sul tiro a giro di Puerta. Ai calci di rigore è glaciale: para la conclusione decisiva di Hernández che consegna il passaggio del turno agli elvetici.
  • Camilo Vargas (Colombia). Anche l’estremo difensore colombiano merita una menzione d’onore. Risponde presente con prontezza sulle occasioni di Rieder e Ndoye nel primo tempo, e nei tempi supplementari si supera per respingere il tiro di Amdouni, mantenendo viva la speranza dei Cafeteros fino all’ultimo istante.
  • Granit Xhaka (Svizzera. Il capitano svizzero guida il centrocampo con intelligenza tattica e temperamento (anche se a volte eccede e rimedia un giallo evitabile). Si prende la responsabilità di calciare il primo rigore della serie e non fallisce.
  • La tenuta difensiva della Svizzera. In una partita bloccata e povera di emozioni, la retroguardia elvetica (con Elvedi e Akanji in evidenza) ha il merito di chiudere tutti gli spazi e disinnescare giocatori estrosi come James Rodriguez e Luis Diaz.

I Flop

  • L’attacco della Colombia: Tantissimo possesso palla, ma pochissime idee. A parte un paio di conclusioni estemporanee, l’attacco dei sudamericani è risultato impreciso, lezioso e mai realmente pericoloso negli ultimi 16 metri. Un flop collettivo.
  • Jaminton Campaz (Colombia). Entra per dare freschezza, ma si divora la palla qualificazione. Sfrutta un rarissimo errore difensivo svizzero nei supplementari, si ritrova solo davanti a Kobel, ma angola troppo e spara clamorosamente alto. Un errore imperdonabile in una partita così chiusa.
  • Manuel Akanji (Svizzera). Nel complesso gioca una partita solida, ma il suo errore ai calci di rigore poteva costare carissimo. Calcia alto sopra la traversa il terzo rigore della serie, rischiando di condannare i suoi. Fortunatamente per lui, Kobel ha risolto la situazione.
  • Il ritmo e lo spettacolo. Entrambe le squadre sembravano più preoccupate di non prenderle che di provare a vincerla. Tantissimi errori in fase di costruzione, palleggio sterile e ritmi compassati, soprattutto nella seconda frazione di gioco. Una partita deludente dal punto di vista dello spettacolo.

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Moviola Svizzera Colombia: gli episodi dubbi del match diretto da Barton

Moviola Svizzera Colombia: gli episodi dubbi del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026

La moviola di Svizzera Colombia, con gli episodi dubbi della sfida valida per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026. Arbitro dell’incontro Ivan Barton.

PRIMO TEMPO

Al 4′ ginocchiata nella schiena di Mojica da parte di Freuler, il colombiano si lamenta per l’irruenza. Al 12′ Lucho Diaz chiede apertamente un cartellino per Elvedi, l’arbitro non gli dà retta. Al 32′ ancora Diaz cade in area, la sensazione è che si lasci cadere ed infatti lui stesso non protesta. Correttamente il Var cancella un corner per la Colombia per un tocco di Arias. Match senza interruzioni, il recupero sono i canonici 3 minuti della pausa per idratarsi. Falli nella norma, 6 a testa quando si va all’intervallo, nessuno cattivo, l’andamento per ora è molto tattico.

SECONDO TEMPO

A inizio ripresa Ndoye cade in area per una trattenuta lievissima di Nunoz, l’arbitro è vicino all’azione e giustamente lascia correre. Ammonito Xhaka per uno step on foot sullo stesso Nunoz al minuto 50. Cartellino anche per Zakaria poco prima dell’ora di gioco per un’entrata a forbice su Diaz. Primo cartellino anche per la Colombia: il colpevole è Luis Suarez, ingenuo nell’andare a disturbare il rinvio di Kobel. Manata di Diaz a Elvedi, niente di eccessivo e perciò non sanzionato. Nel secondo la sfida è più aperta e aumentano anche le irregolarità fischiate da Barton. Duro scontro dopo l’hydration break tra Vargas e Embolo, il portiere in uscita alta travolge l’attaccante che cammina all’indietro e non lo vede arrivare. All’80 scintille tra Sanchez ed Embolo, il tempestivo intervento di Barton li porta a stringersi la mano subito. Gioco decisamente spezzettato nell’ultima parte di gara. A due minuti dal termine Campaz chiede un rigore per una trattenuta di Ndoye, il direttore di gara lascia correre perché non c’è nulla di significativo. Il tabellone segnala 5 minuti extra-time. Incrocio in area di Rieder con Sanchez, sembra lo svizzero andare sul difensore colombiano nello slancio. Si va ai supplementari dopo una partita decisamente spigolosa, come denota il numero dei fischi complessivi, ben 28, superiori alla media di questa edizione del Mondiale.

TEMPI SUPPLEMENTARI

I tempi supplementari iniziano con una punizione per intervento di Widmer su Diaz, lo svizzero contesta la decisione. Sulla battuta c’è un contatto Campaz-Muheim, il colombiano chiede il rigore, Barton fa segno che è tutto regolare. Ammonito Sanchez al 95′ che si allaccia con Rieder per non farlo andare via lungo l’out destro. La sensazione è che non cambi il copione dei 90 minuti: tanti contrasti duri, altrettante interruzioni. Giallo per Munheim che va dritto su Campaz e impedirgli di andarsene via. Un minuto il recupero post-105′. All’ inizio del secondo tempo supplementare l’arbitro va a redarguire Sanchez troppo nervoso, peraltro il giocatore colombiano è già stato ammonito e non da molto tempo. Si dispera Elvedi per la caduta di Diaz, c’è un tocco leggero sul ginocchio dell’attaccante che non fa nulla per restare in piedi. Anche nel secondo tempo l’extra-time è di 60 secondi. Bilancio finale quasi pari nei falli: 23 per la Svizzera, 21 per la Colombia. Gli ammoniti vedono leggermente più “cattivi” gli svizzeri: 3 a 2. Direzione arbitrale senza gravi errori ma incapace di impedire alla gara di essere troppo spezzettata dalle continue interruzioni.

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Svizzera Colombia, la partita di Suarez: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Svizzera Colombia, la partita di Suarez: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante agli ottavi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Svizzera Colombia, la gara valida per gli ottavi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Luis Suarez, ancora a secco al Mondiale. Ecco la sua prestazione odierna nel dettaglio.

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La partita di Suarez

PRIMO TEMPO

Il primo episodio da segnalare è una pressione fallosa che Suarez compie su Elvedi, il tridente colombiano per ora fa un lavoro di attenzione per disturbare la costruzione della manovra della Svizzera. Al 12′ protesta molto per un intervento che gli ha tolto la scarpa. Al 19′ riceve palla all’altezza del centrocampo e prova a trovare Diaz di prima senza riuscirci. Nella prima opportunità della partita da parte della Colombia, partecipa con un tocco breve all’azione che Puerta conclude con un tiro parato da Kobel. Al 23′ Diaz sbaglia un filtrante per Suarez e chiede scusa al compagno. Implacabile Akanji nel fermare l’attaccante dello Sporting in profondità al 31′. Poco dopo va a disturbare Kobel su un retropassaggio di Elvedi, il portiere lo blocca. Al 35′ riceve, pulisce bene un pallone non semplice e fa salire i suoi resistendo a due avversari che provano a ostacolarlo. Al 38′ va a guadagnare un fallo a 40 metri dalla porta. Successivamente James Rodriguez lo serve bene, al limite lui carica il destro trovando un’opposizione, non è comunque riuscito a guadagnare molto spazio. Al 43′ fa un velo in area di rigore, la Colombia guadagna un corner per una deviazione di Freuler. Primo tempo di Suarez decisamente incolore in una gara comunque molto bloccata. Risibile la quota di palloni toccati: 7.

SECONDO TEMPO

Anche a inizio ripresa la partecipazione al gioco è praticamente inesistente, anche perché cresce la propensione offensiva della Svizzera. Sfoga poi un po’ di frustrazione andando a disturbare un rinvio del portiere Kobel e ne riceve un giallo assolutamenge evitabile. Poco dopo è bravo a difendere palla a metà campo, costringendo Akanji a cinturarlo e fargli fallo. Al 63′ ha finalmente un pallone buono per andare al tiro dai 20 metri: lo spazio e il tempo per inquadrare la porta ci sono, ne esce fuori un destro svirgolante e lui sembra accusare il terreno per un rimbalzo irregolare. Al 76′ va a cercare di contendere un pallone ad Akanji, l’interista lo ferma con assoluta semplicità. A 8 minuti dal 90′ viene richiamato in panchina ed entra Hernandez. Si chiude così una partita decisamente insufficiente, tradotta in soli 12 palloni toccati, un saldo a zero tra falli fatti e subiti (2), 2 conclusioni senza mai arrivare alla porta e un’ammonizione ricevuta. Il suo Mondiale senza soddisfazioni personali non ha avuto stasera nessuna svolta.

Egitto furioso dopo l’eliminazione dai Mondiali! Ziko e Hassan tuonano: «Match truccato, vogliono che vinca l’Argentina!»

Egitto su tutte le furie dopo l’eliminazione dai Mondiali! Le parole di Ziko e Hassan post sconfitta contro l’Argentina

L’incredibile ottavo di finale dei Mondiali 2026 tra Argentina ed Egitto si è chiuso con un rocambolesco 3-2 a favore della Selección, ma gli strascichi polemici del post-gara rischiano di oscurare il verdetto espresso dal campo. Sotto di due reti, la formazione sudamericana ha messo in atto una rimonta storica, capace di produrre tre gol in appena tredici minuti di gioco. La marcatura decisiva di Enzo Fernandez ha proiettato Lionel Messi e compagni direttamente ai quarti di finale, massimizzando l’intrattenimento e il valore dello spettacolo per la stragrande maggioranza degli spettatori globali. Tuttavia, l’esito della sfida ha generato una devastante frustrazione nella delegazione africana, sfociata in accuse pesantissime che mettono in discussione l’integrità stessa della competizione.

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La furia di Ziko: attacco frontale a Letexier

Nel post-partita, la tensione è esplosa a bordo campo tramite le dichiarazioni di Ziko, l’attaccante della formazione egiziana guidata dal commissario tecnico Hossam Hassan e autore del momentaneo doppio svantaggio argentino. Il calciatore non ha usato mezzi termini per esprimere il proprio sconcerto, sollevando un polverone mediatico che rischia di danneggiare la credibilità del torneo. Riguardo alla regolarità della kermesse iridata, il giocatore ha sentenziato senza mezzi termini: Il torneo è stato chiaramente truccato. Congratulazioni all’Argentina per aver già vinto la Coppa del Mondo, è tutto pianificato.

Le lamentele del giocatore si sono poi concentrate sulla direzione di gara dell’arbitro francese, ritenuta totalmente parziale e calcolata per penalizzare gli sforzi della sua nazionale: L’arbitro, François Letexier, è stato decisamente di parte fin dall’inizio della partita. Ha cercato costantemente di fermarci e voleva neutralizzarci in campo. L’arbitro è stato ingiusto, ingiusto, ingiusto”.

Il duro sfogo del CT Hassan in conferenza stampa

La linea della protesta egiziana è stata fermamente ribadita anche in sala stampa, dove l’allenatore Hassan ha rincarato la dose davanti ai media internazionali. Dal punto di vista della trasparenza sportiva, il tecnico ha contestato la sottomissione del merito sul campo ai grandi interessi economici globali, che tendono a favorire la permanenza delle superstar nei tornei a discapito delle nazioni meno blasonate. Il CT ha infatti sottolineato: Questa partita è stata truccata. Tutto riguarda i soldi. Vogliono che Messi rimanga nel torneo ed è ingiusto. Se vogliono così tanto che vinca l’Argentina, perchè hanno fatto venire tutte le altre squadre?”.

De Silvestri rinnova con il Bologna fino al 2027: perché il prolungamento del capitano è una mossa fondamentale

Il rinnovo di capitan Lorenzo De Silvestri con il Bologna fino al 2027 è una mossa fondamentale. Ecco i motivi

Il Bologna ha annunciato ufficialmente il prolungamento del contratto di Lorenzo De Silvestri fino al 30 giugno 2027. Una firma che non rappresenta semplicemente un normale atto burocratico di calciomercato, ma una vera e propria dichiarazione d’intenti da parte del club emiliano. In un calcio moderno sempre più rapido e privo di punti di riferimento stabili, blindare un veterano dello spessore del difensore romano significa garantire continuità, solidità e, soprattutto, una forte identità all’interno dello spogliatoio rossoblù per le prossime stagioni.

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Leadership e carisma: il pilastro dello spogliatoio rossoblù

L’importanza di questa conferma risiede innanzitutto nel valore umano e carismatico del calciatore. De Silvestri è da anni uno dei leader indiscussi del gruppo, un punto di riferimento capace di fare da collante tra la squadra, lo staff tecnico e la dirigenza.

La sua permanenza a Casteldebole fino al 2027 sarà fondamentale per la maturazione dei tanti giovani presenti in rosa. In un Bologna che continua a navigare in palcoscenici importanti e competitivi, avere un professionista esemplare, capace di trasmettere la cultura del lavoro quotidiano e il senso di appartenenza, è un valore aggiunto inestimabile che va ben oltre il semplice contributo sul rettangolo verde.

Affidabilità tattica e gestione delle risorse per la Serie A

Dal punto di vista prettamente tecnico, il rinnovo del laterale offre ampie garanzie a Tedesco. Il classe 1988 ha sempre dimostrato un’affidabilità fisica e tattica straordinaria, accettando ogni ruolo con totale dedizione.

De Silvestri rappresenta l’usato sicuro ideale: un jolly difensivo di enorme intelligenza, capace di farsi trovare pronto sia partendo dal primo minuto sia subentrando nei momenti di massima pressione del match. La sua profonda conoscenza della Serie A permette al Bologna di mantenere alto il livello delle rotazioni, garantendo un’alternativa d’esperienza preziosissima per affrontare i tantissimi impegni stagionali in calendario.

Enzo Fernandez nella storia! Il suo gol decisivo in Argentina Egitto è il numero 3000 nei Mondiali

Enzo Fernandez ha scritto la storia segnando il gol numero 3000 nei Mondiali nella sfida tra Argentina ed Egitto

L’Argentina vola ai quarti di finale dei Mondiali 2026 superando l’Egitto per 3-2 in un match pazzesco, valido per gli ottavi di finale e risolto soltanto nei minuti di recupero. La sfida di stasera consegna ufficialmente alla storia del calcio il centrocampista Enzo Fernandez, autore della rete decisiva ma soprattutto del gol numero 3.000 nella storia della Coppa del Mondo. Una serata memorabile e ricca di sofferenza per la Selección di Lionel Messi, che ha dovuto faticare oltre il previsto per piegare la resistenza della nazionale africana, passata in vantaggio con Ibrahim e capace di raddoppiare temporaneamente con Ziko, prima della clamorosa rimonta guidata da Romero, dal capitano e dal sigillo storico finale.

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La cronaca del match: il forcing dell’Egitto e il doppio svantaggio

La gara degli ottavi di finale ha regalato emozioni fortissime fin dai primi minuti di gioco, uscendo completamente dai binari del pronostico della vigilia. L’Egitto è sceso in campo senza alcun timore reverenziale, bloccando le fonti di gioco dell’Albiceleste e colpendo a sorpresa al 15′ minuto del primo tempo grazie a una splendida azione finalizzata da Ibrahim. L’Argentina ha accusato il colpo, faticando a trovare varchi nella retroguardia avversaria per tutta la prima frazione. Nella ripresa la situazione si è complicata ulteriormente per i campioni del mondo in carica: al 67′ minuto, infatti, la nazionale egiziana ha trovato il raddoppio con un contropiede micidiale di Ziko, gelato l’intero reparto difensivo argentino.

La grande rimonta della Selección: Romero e Lionel Messi riaccendono la luce

Sotto di due reti e a un passo dal baratro di una clamorosa eliminazione, l’Argentina ha mostrato l’orgoglio e il carattere dei giorni migliori. Il commissario tecnico Scaloni ha ridisegnato la squadra inserendo forze fresche per aumentare il peso offensivo e al 79′ minuto è stato il Cuti Romero a riaprire definitivamente i giochi con una zampata vincente all’interno dell’area di rigore. L’inerzia della sfida è cambiata totalmente in pochissimi istanti e appena cinque minuti più tardi, precisamente all’84′ minuto, è salito in cattedra il fuoriclasse assoluto: Lionel Messi ha firmato il gol del pareggio con una prodezza balistica che ha ristabilito l’equilibrio sul tabellone luminoso.

Enzo Fernandez scrive la storia: il gol numero 3.000 nella storia del torneo

Quando il match sembrava ormai definitivamente indirizzato verso i tempi supplementari, il destino calcistico ha baciato la squadra sudamericana in pieno recupero. Al minuto 90’+2′, sugli sviluppi di un’azione corale travolgente, Enzo Fernandez ha trovato lo spazio per incornare di testa su assist di Lautaro, siglando la rete del definitivo 3-2. Oltre a spalancare le porte per il turno successivo della competizione, la firma del centrocampista assume una rilevanza statistica leggendaria, trattandosi della pietra miliare del gol numero tremila nella storia della Coppa del Mondo. Un finale epico che proietta i campioni verso la fase calda del tabellone, mentre l’Egitto abbandona la rassegna iridata a testa altissima.

L’Udinese riabbraccia Alessandro Zanoli: l’esterno torna ad allenarsi in gruppo dopo il lungo infortunio

Alessandro Zanoli è tornato ad allenarsi in gruppo con l’Udinese dopo il lungo infortunio. Ecco le sue condizioni

L’inizio della nuova stagione sportiva regala subito un sorriso splendido in casa friulana. Nella giornata di lunedì 6 luglio, presso il centro sportivo Bruseschi, è scattato ufficialmente il raduno precampionato dell’Udinese in vista dei prossimi impegni ufficiali. Tra i tanti calciatori che hanno calpestato il rettangolo verde spicca senza dubbio il volto di Alessandro Zanoli, tornato finalmente a disposizione del tecnico Kosta Runjaic. Il laterale difensivo si è riaggregato ai compagni di squadra dopo aver superato un lunghissimo e complicato calvario medico dovuto alla rottura del legamento crociato, rappresentando un rinforzo interno di assoluto valore per la corsia destra friulana dopo l’ottimo impatto mostrato nella prima parte della scorsa annata.

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Il grave infortunio al Bentegodi e lo stop forzato

Le tappe di questo doloroso stop forzato affondano le radici nello scorso inverno, in una giornata che ha unito una gioia personale a un verdetto spietato. Il 28 gennaio, sul prato dello stadio Bentegodi nel corso del match contro il Verona, il classe 2000 era stato uno dei grandi protagonisti della splendida vittoria per 3-1 dell’Udinese, trovando persino la via della rete.

Intorno al 35′ minuto del primo tempo, tuttavia, l’articolazione del ginocchio destro ha ceduto improvvisamente. Nonostante l’acuto dolore, il calciatore era rimasto stoicamente sul terreno di gioco fino al termine della contesa, ma le visite strumentali svolte a ridosso del match hanno subito confermato le sensazioni più negative. Appena quarantotto ore dopo, il difensore si è sottoposto a un delicato intervento chirurgico di ricostruzione del legamento crociato anteriore, un’operazione che ha decretato la fine anticipata del suo campionato.

Zanoli vede la luce: focus sulla nuova stagione di Serie A

Dopo mesi trascorsi tra sedute di fisioterapia, infinite ore di palestra e tanta determinazione, il difensore ha finalmente concluso il proprio isolamento terapeutico. La sua presenza stabile durante le prime fatiche stagionali dimostra che la tabella di marcia per il rientro è stata rispettata in ogni minimo dettaglio dallo staff medico.

Zanoli ha svolto regolarmente l’intera sessione di allenamento insieme al resto della rosa, correndo con buona intensità e mostrando una risposta fisica decisamente confortante. Le prossime settimane di duro lavoro nel ritiro friulano saranno di fondamentale importanza per permettere al calciatore di ritrovare il ritmo partita e la brillantezza atletica dei giorni migliori, con l’obiettivo dichiarato di farsi trovare pronto al 100% della condizione per il fischio d’inizio del prossimo campionato di Serie A.

Chi è Sergi Dominguez, il possibile sostituto di Gila alla Lazio. La sua storia e le sue caratteristiche tecniche

Chi è Sergi Dominguez, la storia e le caratteristiche tecniche del difensore che potrebbe sostituire Mario Gila alla Lazio

Il calciomercato della Lazio subisce un’improvvisa accelerazione per quanto riguarda il reparto arretrato. Dopo aver formalizzato l’accordo definitivo con il Milan per la cessione del difensore Mario Gila, la dirigenza biancoceleste si è immediatamente riversata sugli obiettivi in entrata per completare l’organico. Il club capitolino ha riallacciato ufficialmente i rapporti con la Dinamo Zagabria per cercare di chiudere l’acquisto di Sergi Domínguez. I contatti per il centrale spagnolo, già cercato quando Gila sembrava promesso sposo al Napoli prima del blitz rossonero, sono ripresi intensamente per colmare il vuoto lasciato nella rosa. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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Identikit del talento: chi è Sergi Domínguez

Nato in Spagna nel 2005, il giovane calciatore rappresenta uno dei profili futuribili più interessanti nel panorama dei difensori centrali europei. Cresciuto calcisticamente nell’eccellenza dei settori giovanili iberici, dove ha sviluppato una spiccata sensibilità tecnica e un’ottima visione di gioco, Sergi Domínguez ha successivamente scelto di trasferirsi in Croazia alla Dinamo Zagabria. La decisione di sposare il progetto del club di Zagabria si è rivelata vincente, permettendo al diciannovenne di misurarsi precocemente con il calcio professionistico e di assaggiare il palcoscenico delle competizioni internazionali, un fattore che ha accelerato notevolmente il suo processo di crescita tattica e caratteriale.

Dal punto di vista prettamente fisico e atletico, lo spagnolo è un difensore centrale moderno, dotato di una struttura imponente che lo rende un cliente scomodissimo nei duelli aerei e all’interno della propria area di rigore. Nonostante la mole generosa, il classe 2005 vanta una buona velocità nei recuperi lunghi e una notevole reattività nell’uno contro uno. La caratteristica che più affascina gli scout della Lazio, tuttavia, è la sua pulizia in fase di impostazione: Domínguez possiede la personalità e il piede educato necessari per far ripartire l’azione dal basso, qualità fondamentale per i moderni sistemi difensivi. La sua costanza di rendimento lo ha portato a essere stabilmente inserito nel giro delle selezioni nazionali giovanili delle furie rosse.

La strategia della Lazio per la difesa

Il forte interesse del club biancoceleste per il centrale in forza alla Dinamo Zagabria non è affatto una mossa improvvisata dell’ultimo minuto. La dirigenza di Formello aveva già gettato le basi per una trattativa concreta nelle scorse settimane, individuando nel ragazzo il perfetto erede stilistico all’interno dello scacchiere difensivo. Ora che la partenza di Gila verso Milano è diventata ufficiale, la necessità di inserire un elemento fresco, motivato e di grande prospettiva è diventata una priorità assoluta per completare la rosa prima dell’inizio degli impegni ufficiali.

Pagelle Argentina Egitto: Messi alieno, Shobeir ai limiti della perfezione, Lautaro entra e cambia l’Albiceleste – TOP e FLOP

Pagelle Argentina Egitto: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Argentina Egitto: le valutazioni dei protagonisti del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026.

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I Top

  • Lionel Messi (Argentina). Ancora lui, sempre lui. Nonostante il rigore sbagliato nel primo tempo (il quarto in un Mondiale), si carica la squadra sulle spalle nel momento più buio. Inventa l’assist al bacio per l’1-2 di Romero, accendendo la scintilla della rimonta, e poi firma il pesantissimo gol del 2-2 con una splendida conclusione di controbalzo sotto l’incrocio. Leader indiscusso, anche e soprattutto quando le cose sono complicatissime.
  • Mostafa Shobeir (Egitto). Il portiere egiziano disputa una partita ai limiti della perfezione, cedendo solo nel finale sotto l’assedio argentino. Para il rigore a Messi nel primo tempo, compie un miracolo su Mac Allister e si supera su Julian Alvarez. Incolpevole sulle reti subite, è stato il baluardo che ha fatto sognare l’impresa ai Faraoni.
  • Lautaro Martinez (Argentina). Entra nel secondo tempo e cambia volto all’attacco dell’Albiceleste. Dà profondità, sfiora il gol di testa, lotta su ogni pallone e, al 94′, serve l’assist decisivo (un cross col goniometro) per l’incredibile gol vittoria di Enzo Fernandez. Ingresso devastante.
  • Mohamed Salah & Mostafa Zico (Egitto). Insieme ad Hassan, confezionano il contropiede perfetto che porta al 2-0. Salah guida la transizione con la consueta classe, mentre Zico finalizza con un destro implacabile. Hanno tenuto in costante apprensione la difesa sudamericana.

I Flop

  • Rodrigo De Paul (Argentina). Partita opaca e nervosa per il “motore” del centrocampo argentino. Commette diversi falli (tra cui un’entrata ruvida su Ashour), sbaglia le scelte nei tempi di inserimento e non riesce mai a dare ritmo alla manovra. Viene giustamente sostituito al 67′ da Scaloni, proprio quando l’Argentina inizia la sua formidabile rimonta.
  • Lisandro Martinez (Argentina). L’anello debole della difesa di Scaloni in questa partita. Si fa sovrastare clamorosamente da Yasser Ibrahim in occasione del gol dell’1-0 egiziano e fatica a contenere le ripartenze veloci di Salah e compagni. Una serata da dimenticare.
  • La tenuta mentale dell’Egitto (dal 75′ in poi): Per 75 minuti i Faraoni giocano una partita straordinaria, difendendosi con ordine e colpendo in contropiede. Dopo l’1-2 di Romero, però, la squadra crolla mentalmente e fisicamente, incapace di gestire la pressione dell’Argentina e finendo per subire un sorpasso clamoroso nei minuti di recupero, perdendo la lucidità e collezionando cartellini gialli a ripetizione (incluso l’allenatore).

Moviola Argentina Egitto: gli episodi dubbi del match diretto da Letexier

Moviola Argentina Egitto: gli episodi dubbi del match, valido per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026

La moviola di Argentina Egitto, con gli episodi dubbi della sfida valida per gli ottavi di finale dei Mondiali 2026. Arbitro dell’incontro il francese Francois Letexier.

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PRIMO TEMPO

Scontro di Enzo Fernandez con Hany, l’argentino rimane a terra per qualche secondo. Lo stesso centrocampista di Scaloni non accetta la decisione di un fallo commesso su Salah. Al 18′ pestone di Ibrahim ad Alvarez a 60 metri dalla porta, l’egiziano chiede scusa, l’arbitro non prende provvedimenti. Al 19′ calcio di rigore per l’Argentina: Tagliafico anticipa Hassan, contatto fatale. Si va alla pausa per idratarsi e il numero dei falli finora fatti denota la difficoltà e il nervosismo dell’Albiceleste sotto nel punteggio, sono 6 contro i soli 2 degli avversari. Ammonito un componente della panchina africana per una protesta su un fallo ai danni di Ashour. Completamente fuori tempo Lasheen al 33′ su Alvarez, il giallo sarebbe stato assolutamente giusto. Romero prende le gambe di Salah nel finale di tempo, protesta senza ragione. Sono 5 i minuti di recupero. Ponte di Alvarez su Rabia, l’egiziano resta a terra dolorante e devono entrare i soccorsi. Si va al riposo con questo tabellino: 8 i falli dell’Argentina, 3 in meno quelli dell’Egitto.

SECONDO TEMPO

La ripresa inizia con una protesta di Tagliafico, ma il fallo su Hassan c’è tutto. Dubbi su una pressione di Salah ai danni di Paredes, Letexier la considera irregolare. Al 54′ l’arbitro disturba il dribbling di Enzo Fernandez e, di conseguenza, ferma il gioco. L’Egitto trova il raddoppio con una ripartenza fenomenale, ma il Var scova un pestone di Attia su Lisandro Martinez a inizio azione, gol annullato. A un quarto d’ora dal termine il portiere Shobeir perde tempo, cosa che fa innervosire l’Argentina. Ovviamente data l’evoluzione del risultato il numero dei falli si incrementa col trascorrere dei minuti. Sono 7 i minuti dell’extra-time. Sul gol del 3-2 dell’Argentina, l’Egitto chiede di valutare due episodi nell’area argentina dalla quale nasce la controffensiva dell’AlbiCeleste. Finale con giallo per Shobeir, espulso un componente della panchina egiziana, nervi a fior di pelle. Ammonito Attia negli ultimi secondi su un’avanzata impetuosa di Lautaro. Continuano i cartellini anche per lo staff tecnico dell’Egitto che non accetta le decisioni di Letexier, compreso il tecnico Hassam. La gara termina al minuto 101. Gara dura, 24 falli (13 Argentina, 11 Egitto), non mancano le recriminazioni degli sconfitti.

Argentina Egitto, la partita di Messi: il focus sulla prestazione del fenomeno argentino

Argentina Egitto, la partita di Messi: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante agli ottavi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Argentina Egitto, la gara valida per gli ottavi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Leo Messi. Ecco la sua prestazione odierna nel dettaglio.

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La partita di Messi

PRIMO TEMPO

L’arbitro consegna a Messi il pallone: è lui a battere il calcio d’inizio per Paredes, che gli restituisce subito la sfera. Al 3′ tentativo di imbucata decisamente sbagliato, sinistro da regolare. Al 9′ riceve palla in area di rigore, stop non facile e Rabia arriva a fermarlo spazzando in fallo laterale. Priimo piano di un Messi ovviamente perplesso dopo il vantaggio egiziano. É lui ad arretrare dalla posizione di seconda punta e a iniziare così l’azione che porta al rigore per fallo su Tagliafico. Dopo l’errore con l’Austria si ripresenta al dischetto: la Pulce anche questa volta sbaglia, calcia incrociando il tiro e Shobeir para. Un rigore non da lui, forte ma senza guardare il portiere e a mezza altezza, neanche troppo angolato: si resta sullo 0-1. Al 23′ sponda sbagliata per De Paul, Leo è in difficoltà insieme a quella della squadra. Al 28′ ancora si riposiziona a centrocampo per dirigere l’orchestra, adesso c’è bisogno di questo. Poco dopo in area appoggia all’indietro per Enzo Fernandez, conclusione da fuori anestetizzata. Al 31′ punizione di Messi dalla lunghissima distanza, aggira la barriera e colpisce il palo, anche se va detto che il portiere era sulla traiettoria, tanto da togliere le mani per evitare il corner: in ogni caso, soluzione balistica fantastica. Al 34′ Romero gli serve un pallone. Messi non si accorge dell’avversario e viene nettamente anticipato. Tentativo di doppio triangolo con De Paul, al limite dell’area non c’è lo spazio per infilarsi. Al 38′ recupera bene un pallone su Lasheen, avanza e calcia altissimo. Al 41′ batte il corner, testa Alvarez che cerca invano il secondo palo. Al 44′ dopo un dribbling tocca di punta per un compagno e prende fallo: punizione dalla trequarti, uscita in presa sicurissima di Shobeir. Paredes cerca con un lancio a media gittata il numero 10, Hafez è bravo a non perdere le coordinate e ad anticipare. All’ultima azione del primo tempo disegna un corridoio per Tagliafico, l’esterno è oltre la linea della difesa. Ultimo lancio da lontano che non è preciso. Ovviamente pesa sul giudizione del primo tempo l’opportunità fallita dal dischetto, errore che pesa sul risultato.

SECONDO TEMPO

La ripresa inizia subito con un’imbucata per Alvarez in area senza che vada a buon fine. Al 47′ buoni scambi al limite, decide di non calciare avendo il pallone sul destro, appoggio per De Paul che calcia debolmente. Poi viene servito in profondità, non riesce però a tenerla in campo. Al 53′ stop raffinato, ma il dribbling su Fatih non riesce. Pochi secondi dopo l’aggressione dell’egiziano è fallosa: punizione sul centrodestra da mettere in mezzo, l’Argentina muove palla e sfuma l’azione. Ancora una volta, al 55′, prova a sfondare al centro ma il suo slalom trova una porta invalicabile. Al 61′ calcia una punizione da sinistra, ne nasce un altro corner, dopo lo spavento dello 0-2 annullato ovviamente l’Argentina incrementa il forcing. Al 65′ riceve palla in zona centrale, Messi è costretto a indietreggiare al cospetto di un’aggressione addirittura triplice. Al 65′ corner indiretto, sterzata per crossare di destro e viene nuovamente contrato in angolo: dalla battuta del quale nascerà la letale ripartenza del raddoppio egiziano. Al 77′ Messi perde palla a centrocampo, sembra in sfiducia. Successivamente prova una girata di destra a centro area, troppo debole e pertanto respinta. Un corner e un cross immediatamente successivo, in entrambi i casi vengono respinti. Ma non si scoraggia e al 79′ disegna una traiettoria perfetta per Romero che di testa accorcia le distanze: gara riaperta! Per Messi è il 9° assist nella storia dei Mondiali, nessuno come lui. Subito dopo prove di dialogo con Lautaro, il tocco dell’interista è corto. Corner con palla lenta, Shobeir di pugno. Poi azione strepitosa sulla destra, entra in area e palla per la testa di Lautaro che non trova la porta. Adesso è un assedio totale. All’84 è proprio lui a firmare di potenza il 2-2: riceve palla da Montiel e conclude di forza dall’alto verso il basso piegando le mani a Shobeir, sfera che tocca l’interno della traversa e finisce dentro. E con questo va a 8, in testa alla classifica cannonieri. Per quasi tutta la ripresa Leo ha giocato sulla destra. La combinazione vincente Lautaro-Fernandez non lo vede protagonista, ma lo è stato nel bene e nel male per tutto l’incontro. E al fischio finale scoppia in lacrime, la tensione è stata enorme.

Inchiesta arbitri, Rocchi si difende: «Nessuna combine a favore dell’Inter e nessuna pressione sul VAR!»

Inchiesta arbitri, l’ex designatore Gianluca Rocchi si è voluto difendere dalle accuse. Ecco le sue parole ai pm

L’ex designatore della CAN Gianluca Rocchi ha preso formalmente posizione respingendo i pesanti sospetti di illecito emersi nell’ambito della magistratura ordinaria. «Nessuna combine a favore dell’Inter e nessuna pressione sul VAR». Con queste precise parole – riportate da Calcio e Finanza – si è difesa la storica figura arbitrale, presentatasi nei giorni scorsi dinanzi alla Procura di Milano per chiarire la propria posizione e smontare le tesi relative a un presunto concorso in frode sportiva. L’ex fischietto figura infatti tra gli indagati nel fascicolo coordinato dal pubblico ministero Maurizio Ascione e dal procuratore aggiunto Paolo Ielo, teso a far luce sulle presunte opacità del sistema dei direttori di gara.

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Il cambio di strategia e i nodi delle designazioni

Il passo compiuto rappresenta una netta inversione di tendenza rispetto alla scorsa primavera. Convocato inizialmente per un interrogatorio a fine aprile, l’indagato aveva preferito avvalersi della facoltà di non rispondere, evitando il confronto con i militari della Guardia di Finanza. Di recente, invece, assistito dai propri legali Antonio Bana e Antonio D’Avirro, ha scelto di sottoporsi alle domande degli inquirenti per respingere ogni addebito.

Al centro delle verifiche della Procura figurano la pianificazione dei direttori di gara per due specifici match del 2025. Secondo lo schema accusatorio, ci sarebbe stato un tentativo di favorire i nerazzurri attraverso la scelta di Andrea Colombo per una trasferta a Bologna, contestualmente all’esclusione di Daniele Doveri dalle sfide di cartello e dalla finale di Coppa Italia della stagione 2024/2025. Oltre a ciò, i magistrati contestano il caso di un penalty non concesso all’Udinese nella gara contro il Parma, in cui l’allora designatore avrebbe effettuato pressioni sulla sala tecnologica attraverso le cosiddette “bussate”.

I testimoni ascoltati e la chiusura delle indagini milanesi

Il lavoro investigativo, partito nell’autunno del 2024 in seguito all’esposto di un legale veneto, coinvolge anche l’ex supervisore Andrea Gervasoni e i varisti Daniele Paterna, Luigi Nasca e Oreste Di Vuolo. Nelle scorse settimane l’attività istruttoria ha visto sfilare numerosi testimoni eccellenti, tra cui gli ex vertici dell’AIA Antonio Zappi e Alfredo Trentalange, oltre a Giorgio Schenone, club referee manager dell’Inter.

La Procura guidata da Marcello Viola si avvia ora a sigillare il fascicolo. Il verdetto definitivo sulla richiesta di rinvio a giudizio o sull’archiviazione è atteso a stretto giro, probabilmente prima del 15 luglio, data in cui il PM Ascione si trasferirà alla Procura Europea. In quella sede si deciderà anche il contestuale inoltro degli atti alla giustizia sportiva.

Messi, altro rigore sbagliato: contro l’Egitto arriva il secondo errore ai Mondiali

Messi, altro errore dal dischetto: contro l’Egitto arriva il secondo rigore fallito ai Mondiali e un record negativo mai visto

Un altro rigore sbagliato, il secondo in questi Mondiali 2026. Al 21’ di ArgentinaEgitto, Lionel Messi si è fatto ipnotizzare da Mohamed Shobeir: il portiere egiziano ha intuito la conclusione del numero 10, tuffandosi alla sua sinistra e respingendo un tiro potente ma poco angolato. Un episodio che segna un record negativo per Messi: mai nessun giocatore aveva fallito due rigori nella stessa edizione della rassegna iridata.

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Il penalty sbagliato contro l’Egitto arriva dopo quello calciato fuori contro l’Austria, rendendo ancora più pesante il bilancio dell’attaccante argentino. Shobeir, dal canto suo, firma la seconda parata dagli undici metri del torneo, dopo quella su Mehdi Taremi in Egitto–Iran, confermandosi uno dei protagonisti inattesi della competizione.

Tutti gli errori di Messi ai Mondiali

Il rigore fallito contro l’Egitto è il quarto errore complessivo di Messi ai Mondiali. Gli sbagli contro Austria ed Egitto si aggiungono infatti a due precedenti pesanti:

  • Argentina–Islanda 2018 — parata di Halldórsson in Russia.
  • Polonia–Argentina 2022 — parata di Szczęsny in Qatar.

Una serie di episodi che raccontano un rapporto complicato tra Messi e i rigori nelle grandi competizioni, e che hanno inciso anche sull’andamento della sfida contro l’Egitto, con l’Argentina costretta a inseguire dopo aver sprecato un’occasione d’oro.

Milan, ecco Gila: accordo chiuso con la Lazio e operazione definita nei dettagli

Milan, affare Gila completato: intesa totale con la Lazio e rinforzo decisivo per la difesa rossonera

Il Milan ha chiuso l’operazione Mario Gila. Dopo giorni di trattative e un confronto serrato con la Lazio, le parti hanno raggiunto l’accordo definitivo per il trasferimento del difensore spagnolo in rossonero, centrando uno degli obiettivi prioritari del mercato estivo.

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Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, la dirigenza milanista ha rispettato la tabella di marcia fissata nei giorni scorsi, riuscendo a definire l’operazione all’inizio della settimana.

Decisivo il rilancio del Milan

La svolta è arrivata dopo il rifiuto della prima proposta del Milan: 25 milioni di euro più 2 di bonus, cifra giudicata insufficiente dalla Lazio. Il club rossonero ha quindi rimodulato l’offerta, aumentando la parte fissa fino a raggiungere la valutazione richiesta dai biancocelesti. Un rilancio che ha permesso alle due società di trovare l’intesa e chiudere definitivamente la trattativa.

Il 50% dell’incasso al Real Madrid

Come previsto dagli accordi stipulati al momento del trasferimento di Gila alla Lazio, il Real Madrid incasserà il 50% della cifra derivante dalla cessione. In concreto, 15 milioni di euro finiranno nelle casse del club spagnolo, mentre la restante parte sarà destinata alla società biancoceleste.

Un rinforzo chiave per Amorim

Per il Milan si tratta di un innesto di grande importanza per il reparto arretrato: Ruben Amorim potrà contare su un difensore giovane, già abituato alla Serie A e considerato uno dei profili più adatti per completare la nuova linea difensiva rossonera. Gila arriva come elemento pronto, con margini di crescita e caratteristiche ideali per inserirsi nel progetto tecnico del Milan.

Caso Rocchi, l’inchiesta arriva alla stretta finale: l’ex designatore si difende e respinge tutte le accuse

Caso Rocchi, l’inchiesta della Procura entra nella fase decisiva: l’ex designatore si presenta e respinge ogni accusa

L’inchiesta della Procura di Milano sul presunto sistema arbitrale che coinvolge l’ex designatore Gianluca Rocchi si avvia alla fase conclusiva. Come riportato dall’ANSA, nei prossimi giorni i magistrati dovrebbero definire il fascicolo, decidendo se procedere con una richiesta di rinvio a giudizio oppure con l’archiviazione. Contestualmente verrà valutata anche la possibile trasmissione degli atti alla giustizia sportiva, che potrebbe aprire un procedimento parallelo.

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Rocchi respinge le accuse: “Nessun coinvolgimento”

Assistito dagli avvocati Antonio Bana e Antonio D’Avirro, Rocchi si è presentato sei giorni fa davanti al pubblico ministero Maurizio Ascione, affiancato dall’aggiunto Paolo Ielo, rispondendo alle domande degli inquirenti e respingendo ogni contestazione. L’ex designatore, che a fine aprile aveva scelto di non presentarsi all’interrogatorio avvalendosi della facoltà di non rispondere, ha questa volta fornito la propria versione dei fatti, negando qualsiasi ruolo nelle presunte irregolarità.

L’indagine: l’ipotesi di concorso in frode sportiva

L’accusa ipotizza un concorso in frode sportiva. Secondo la ricostruzione investigativa, Rocchi avrebbe influenzato alcune designazioni arbitrali relative a due partite del 2025:

  • evitando di assegnare all’Inter l’arbitro Daniele Doveri, ritenuto “non gradito” ai nerazzurri;
  • favorendo invece la designazione di Andrea Colombo per una trasferta della squadra milanese.

Tra gli episodi al centro dell’inchiesta figura anche il contestato rigore non concesso all’Udinese nella sfida contro il Parma del 2025. Per l’accusa, Rocchi avrebbe esercitato pressioni sulla sala VAR attraverso le ormai note “bussate”, circostanza che l’ex designatore ha negato davanti ai magistrati.

Le altre audizioni e la corsa contro il tempo

Sono stati ascoltati come persone informate sui fatti anche Antonio Zappi, ex presidente dell’AIA, e Alfredo Trentalange, anch’egli ex numero uno dell’associazione arbitrale. L’obiettivo della Procura è chiudere il fascicolo entro il 15 luglio, data del trasferimento del pm Ascione alla Procura Europea, che impone una tempistica serrata per la conclusione dell’indagine.

Collina risponde a Trump: «La FIFA riconosce Claus come uno dei migliori arbitri al mondo»

Collina risponde a Trump e difende il direttore di gara Claus: «La FIFA lo riconosce come uno dei migliori arbitri al mondo»

La tensione attorno all’arbitraggio dei Mondiali 2026 continua a crescere, e stavolta a intervenire è una delle voci più autorevoli del panorama internazionale: Pierluigi Collina, presidente della Commissione Arbitri FIFA. L’ex arbitro italiano ha difeso pubblicamente la reputazione del corpo arbitrale e, in particolare, quella del brasiliano Raphael Claus, finito nel mirino del presidente Donald Trump dopo l’espulsione di Folarin Balogun nella gara contro la Bosnia-Erzegovina.

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Collina difende Claus: “Figura di grande valore”

L’arbitraggio del torneo è entrato direttamente nel dibattito politico, con Trump che ha criticato apertamente Claus per il cartellino rosso mostrato a Balogun dopo lo scontro con Tarik Muharemovic. Una decisione confermata dal VAR come “grave scorrettezza di gioco”, ma che ha scatenato un caso mediatico culminato nella sospensione della squalifica dell’attaccante USA.

In una nota ufficiale, Collina ha ribadito la posizione della FIFA: “La FIFA riconosce Raphael Claus come uno dei migliori arbitri al mondo e un membro di grande valore del Team One ai Mondiali FIFA. Nel corso della sua carriera, ha costantemente dimostrato i più alti standard di professionalità e integrità. È al suo secondo Mondiale, dopo Qatar 2022, ed è un arbitro esperto e molto rispettato, di cui abbiamo piena fiducia”.

Le accuse di Trump

La polemica è esplosa dopo le telefonate di Trump al presidente FIFA Gianni Infantino, con cui il presidente USA ha contestato la decisione arbitrale e messo in discussione il passato di Claus: “Non era fallo: due atleti che andavano a tutta velocità e si sono urtati. Non puoi piantare il piede sull’altro. Erano solo due grandi atleti che si sono urtati. Questo arbitro è sospetto: se guardate il suo passato, capirete perché. Non voglio creare polemiche, ma se me lo chiederete vi dirò di più su di lui”

Le pressioni politiche hanno portato l’organo disciplinare indipendente a sospendere la squalifica di Balogun, permettendogli di scendere in campo negli ottavi contro il Belgio.

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