Pagina 620 – Calcio News 24

Thiago Motta contattato da un club: ma lui non è convinto

Thiago Motta contattato da un club: ma lui non è convinto. L’ex allenatore della Juventus vorrebbe aspettare il progetto giusto

Panchina rovente nel Principato. La dirigenza del Monaco sta seriamente valutando l’esonero del tecnico Adi Hütter e, secondo le ultime indiscrezioni, si sarebbe già mossa concretamente per trovare un sostituto. Dopo un avvio di stagione al di sotto delle aspettative, l’avventura dell’allenatore austriaco, arrivato nel 2023, sembra essere giunta al capolinea.

Come riportato dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, il primo nome sulla lista del club monegasco era quello di Thiago Motta. I dirigenti avrebbero contattato l’ex allenatore di Bologna e Juventus per sondare la sua disponibilità a prendere in mano la squadra. La risposta del tecnico italo-brasiliano, tuttavia, è stata un secco e immediato no.

Alla base del rifiuto di Motta ci sarebbe una duplice motivazione. In primo luogo, la volontà di non avere fretta e di scegliere con estrema cura il suo prossimo progetto tecnico, dopo aver chiuso la sua ultima, difficile parentesi sulla panchina della Juventus. L’esperienza a Torino ha lasciato il segno e l’allenatore non intende tuffarsi in una nuova avventura senza le dovute garanzie e una piena convinzione.

In secondo luogo, Motta è determinato a prendersi il giusto tempo per studiare e aggiornarsi, in attesa della chiamata giusta da un club che sposi in pieno la sua filosofia di calcio. Il suo “no” rappresenta un primo, importante intoppo per i piani del Monaco, che ora dovrà virare su altri profili per la successione di Hütter. Per il tecnico austriaco, il rifiuto di Motta potrebbe significare qualche giorno in più di tempo, ma il suo destino appare ormai segnato. La caccia al nuovo allenatore nel Principato è ufficialmente aperta.

Xavi, la rivelazione: «Sono stato vicino a Inter e Milan»

Xavi, la rivelazione: «Sono stato vicino a Inter e Milan». Le dichiarazioni dell’ex centrocampista del Barcellona. Svelato il retroscena

Una leggenda del calcio, un’icona del Barcellona che ha scritto la storia del calcio mondiale. Xavi Hernández, in una lunga e rivelatrice intervista a Cronache di Spogliatoio, ha aperto il cassetto dei ricordi, svelando due clamorosi retroscena di mercato che avrebbero potuto portarlo in Serie A, e ha incoronato quello che considera il suo vero erede: Lamine Yamal.

Un Destino quasi Italiano: Milan e Inter

Xavi, simbolo del tiki-taka e del Barça, ha confessato di essere stato a un passo dal lasciare la Catalogna in ben due occasioni, per vestire le maglie delle due grandi rivali di Milano. «Sono stato vicino due volte a lasciare il Barcellona. La prima per il Milan, parlai con Galliani dopo il Mondiale Under 20 con la Spagna, i rossoneri mi volevano fortemente, ma decisi di restare al Barcellona».

Se l’ipotesi rossonera risale agli inizi della sua carriera, quella nerazzurra è arrivata in un momento cruciale, poco prima dell’inizio del ciclo più vincente della storia del club. «Nel 2008, quando venivamo da un periodo negativo al Barcellona e tanti mi addossavano le colpe di non far girare la squadra, mi voleva l’Inter. C’era anche il Bayern Monaco, ma alla fine arrivò Guardiola sulla panchina della prima squadra e lì cambiò tutto».

L’incoronazione di Lamine Yamal: “È un Eletto”

Da allenatore, Xavi ha avuto il merito di lanciare nel grande calcio il talento cristallino di Lamine Yamal. Le sue parole per il giovane attaccante sono un’investitura potentissima, un paragone che non ammette repliche. «Come Messi, no? È un calciatore ‘eletto’, potrebbe essere uno dei geni della storia del calcio, dipende da lui e dalla sua ambizione, dalla sua passione. A 15-16 anni dribblava professionisti e anche in allenamento spesso noi dello staff ci chiedevamo chi fosse il migliore e praticamente ogni giorno o quasi era lui. Faceva cose speciali, che vedevi fare solo a Neymar, a Messi, a calciatori di quel calibro. L’ho visto pronto e non avevo paura. Lui nemmeno, non aveva complessi, può fare la differenza, è meraviglioso ciò che fa alla sua età».

Un racconto che svela i retroscena di una carriera leggendaria che poteva essere molto diversa, e che allo stesso tempo accende i riflettori sul futuro, su un talento che, secondo il suo primo maestro, ha tutte le carte in regola per seguire le orme dei più grandi di sempre.

Uefa a Serie A: «Approviamo Milan-Como all’estero in via eccezionale. Ma siamo contrari»

Uefa a Serie A e Liga: «Approviamo partite all’estero ma siamo contrari». Il comunicato ufficiale che riguarda Milan-Como

Milan-Como a Perth e Villarreal-Barcellona a Miami: alla fine è sì. Sofferto, ma sì. Sono state approvate “in via eccezionale” le trasferte di Serie A e Liga in Australia e negli Usa. Anche se un comunicato ufficiale la UEFA ha ribadito la sua ferma opposizione rispetto alle partite dei campionati nazionali disputati all’estero.

‘Oggi, la UEFA ha ribadito la sua ferma opposizione allo svolgimento di partite di campionato fuori dalle rispettive nazioni.

Dopo la riunione del Comitato Esecutivo del mese scorso a Tirana, la UEFA ha avviato ulteriori consultazioni con le parti interessate per esaminare le ricadute del caso in seguito alle richieste ricevute dalle federcalcio spagnola e italiana. 

Tale consultazione ha confermato la diffusa mancanza di sostegno già espressa da tifosi, altre leghe, club, giocatori e istituzioni europee al trasferimento all’estero delle partite di campionato. 

Tuttavia, poiché la struttura normativa FIFA (attualmente in fase di revisione) non è sufficientemente chiara e dettagliata, il Comitato Esecutivo UEFA ha deciso, seppur con riluttanza, di approvare le due richieste in via straordinaria. La UEFA contribuirà attivamente ai lavori in corso della FIFA per garantire che le future regole rispettino l’integrità delle competizioni nazionali e lo stretto legame tra club, tifosi e comunità locali.

Parallelamente, tutte le federazioni europee hanno confermato l’impegno a collaborare con la UEFA prima di presentare richieste simili in futuro. In tal modo, hanno espresso la determinazione collettiva a tutelare gli interessi più ampi del calcio europeo.

A proposito della decisione, il presidente UEFA, Aleksander Čeferin, ha dichiarato: 

“Le partite di campionato devono essere giocate nella nazione corrispondente; qualsiasi altra soluzione priverebbe i tifosi più fedeli e introdurrebbe potenzialmente elementi di distorsione nelle competizioni. La nostra consultazione ha confermato la portata di queste preoccupazioni. Voglio ringraziare le 55 federazioni nazionali per l’impegno costruttivo e responsabile su una questione così delicata”.

“Sebbene sia deplorevole dover rinunciare a queste due partite, questa decisione è straordinaria e non deve essere considerata un precedente. Il nostro impegno è chiaro: tutelare l’integrità dei campionati e fare in modo che il calcio rimanga saldamente ancorato al suo ambiente nazionale”.

Coppa Italia, il tabellone completo: date e orari degli ottavi di finale

Coppa Italia, il tabellone completo: date e orari degli ottavi di finale. La corsa verso la finale dello Stadio Olimpico di Roma entra nel vivo

Il tabellone è completo, la corsa verso la finale di Roma entra nel vivo. Conclusi i sedicesimi di finale, la Coppa Italia 2025/26 si prepara a infiammarsi con gli ottavi, dove diverse squadre di Serie A, e non solo, sono pronte a darsi battaglia.

Di seguito, il quadro completo degli accoppiamenti e il percorso che porterà all’ultimo atto dello Stadio Olimpico.

Coppa Italia 2025-26, i preliminari

  • Virtus Entella-Ternana: 4-0
  • Padova-Vicenza: 0-2
  • Pescara-Rimini: 1-0
  • Avellino-Audace Cerignola: 0-1

Coppa Italia 2025-26, i 32esimi di finale

  • Empoli-Reggiana 4-1 (d.c.r.)
  • Sassuolo-Catanzaro 1-0
  • Lecce-Juve Stabia 2-0
  • Genoa-Vicenza 3-0
  • Venezia-Mantova 4-0
  • Como-Sudtirol 3-1
  • Cagliari-Virtus Entella 6-5 (d.c.r.)
  • Cremonese-Palermo 4-5 (d.c.r.)
  • Monza-Frosinone 0-1
  • Parma-Pescara 2-0
  • Cesena-Pisa 1-2 (d.c.r)
  • Milan-Bari 2-0
  • Audace Cerignola-Hellas Verona 2-4 (d.c.r.)
  • Spezia-Sampdoria 4-2 (d.c.r.)
  • Udinese-Carrarese 2-0
  • Torino-Modena 1-0
  • Coppa Italia, i 16esimi di finale
  • Cagliari-Frosinone 4-1
  • Udinese-Palermo 2-1
  • Milan-Lecce 3-0
  • Parma-Spezia 3-2 (d.c.r.)
  • Hellas Verona-Venezia 0-1 (d.c.r.)
  • Como-Sassuolo 3-0
  • Torino-Pisa 1-0

Coppa Italia, i 16esimi di finale

  • Cagliari-Frosinone 4-1
  • Udinese-Palermo 2-1
  • Milan-Lecce 3-0
  • Parma-Spezia 3-2 (d.c.r.)
  • Hellas Verona-Venezia 0-1 (d.c.r.)
  • Como-Sassuolo 3-0
  • Genoa-Empoli 3-1
  • Torino-Pisa 1-0

Coppa Italia, gli ottavi di finale

  • Juventus-Udinese, martedì 2 dicembre ore 21:00
  • Atalanta-Genoa, mercoledì 3 dicembre ore 15:00
  • Napoli-Cagliari, mercoledì 3 dicembre ore 18:00
  • Inter-Venezia, mercoledì 3 dicembre ore 21:00
  • Bologna-Parma, giovedì 4 dicembre ore 18:00
  • Lazio-Milan, giovedì 4 dicembre ore 21:00
  • Roma-Torino, martedì 13 gennaio ore 21:00
  • Fiorentina-Como, martedì 27 gennaio ore 21:00

Bailey, il padre: «Farà tornare la Roma a vette inimmaginabili. Preparate i pop corn…»

Bailey, il padre: «Farà tornare la Roma a vette inimmaginabili. Preparate i pop corn…». Si avvicina il rientro dell’ala giamaicana

L’attesa è quasi finita. Dopo un avvio di stagione da fantasma, fermato da un infortunio muscolare rimediato al suo primo allenamento, Leon Bailey è pronto a prendersi la Roma. L’esterno giamaicano, arrivato in prestito dall’Aston Villa a fine agosto, ha finalmente smaltito la lesione al retto femorale e in settimana tornerà a disposizione di Gasperini. L’obiettivo è la convocazione per il big match contro l’Inter, in programma il 18 ottobre dopo la sosta.

Un recupero atteso con ansia dai tifosi e, soprattutto, dal suo padre adottivo, Craig Butler, che sui social ha suonato la carica con un messaggio che è una vera e propria dichiarazione di guerra al campionato. «Presto tornerà l’instancabile ricerca dell’eccellenza. Leon tornerà presto in campo per dare il massimo per la Roma e farla tornare a vette che nessuno avrebbe mai sognato possibili. Io ci credo e conosco mio figlio. Occhio, preparate i pop corn».

Parole cariche di fiducia, che si basano su un talento cristallino. Bailey, classe 1997, è un esterno offensivo dal curriculum internazionale. Dopo essersi messo in mostra con Genk e Bayer Leverkusen, è esploso in Premier League con l’Aston Villa. La sua migliore stagione è stata quella del 2023/24, in cui ha messo a referto ben 10 gol e 9 assist in 35 partite, numeri da top player.

È questa la qualità che Gasperini attende per dare un’ulteriore dimensione al suo attacco. La sosta per le nazionali arriva al momento perfetto per permettere a Bailey di completare la sua integrazione nel gruppo e ritrovare il ritmo partita. La Roma ha un’arma in più nel suo arsenale, e a giudicare dalle parole del padre, è un’arma pronta a fare il botto.

Serie A, anticipi e posticipi fino a fine gennaio: date e orari con scelte a sorpresa

Serie A, anticipi e posticipi fino a fine gennaio: date e orari con scelte a sorpresa dalla 13esima fino alla 22esima giornata di campionato

Un inverno di fuoco per la Serie A. La Lega Calcio ha ufficializzato il calendario con anticipi e posticipi dalla 13ª alla 22ª giornata, delineando un periodo ricco di big match che indirizzeranno la corsa allo scudetto.

Si parte subito forte a fine novembre con un weekend da brividi: sabato 29 spicca Milan-Lazio, seguita domenica 30 da Roma-Napoli. Per il Napoli di Conte sarà un vero tour de force, che proseguirà la settimana successiva con la supersfida al Maradona contro la Juventus (7 dicembre).

Dicembre si chiuderà con un altro scontro di cartello, Juventus-Roma, in programma sabato 20. Gennaio non sarà da meno, con Inter-Napoli l’11 e un’incredibile domenica 25 che vedrà in campo prima Juve-Napoli (spostata alle 18:00) e poi Roma-Milan.

Da segnalare, infine, che le partite di Inter, Napoli, Bologna e Milan che verranno saltate per la Supercoppa Italiana saranno recuperate in un turno infrasettimanale straordinario a metà gennaio.

13ª giornata

  • Como-Sassuolo: Venerdì 28 novembre 2025, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Genoa-Verona: Sabato 29 novembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Parma-Udinese: Sabato 29 novembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Juventus-Cagliari: Sabato 29 novembre 2025, 18:00 (Dazn)
  • Milan-Lazio: Sabato 29 novembre 2025, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Lecce-Torino: Domenica 30 novembre 2025, 12:30 (Dazn)
  • Pisa-Inter: Domenica 30 novembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Atalanta-Fiorentina: Domenica 30 novembre 2025, 18:00 (Dazn/Sky)
  • Roma-Napoli: Domenica 30 novembre 2025, 20:45 (Dazn)
  • Bologna-Cremonese: Lunedì 1 dicembre 2025, 20:45 (Dazn)

14ª giornata

  • Sassuolo-Fiorentina: Sabato 6 dicembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Inter-Como: Sabato 6 dicembre 2025, 18:00 (Dazn)
  • Verona-Atalanta: Sabato 6 dicembre 2025, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Cremonese-Lecce: Domenica 7 dicembre 2025, 12:30 (Dazn)
  • Cagliari-Roma: Domenica 7 dicembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Lazio-Bologna: Domenica 7 dicembre 2025, 18:00 (Dazn/Sky)
  • Napoli-Juventus: Domenica 7 dicembre 2025, 20:45 (Dazn)
  • Pisa-Parma: Lunedì 8 dicembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Udinese-Genoa: Lunedì 8 dicembre 2025, 18:00 (Dazn)
  • Torino-Milan: Lunedì 8 dicembre 2025, 20:45 (Dazn/Sky)

15ª giornata

  • Lecce-Pisa: Venerdì 12 dicembre 2025, 20:45 (Dazn)
  • Torino-Cremonese: Sabato 13 dicembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Parma-Lazio: Sabato 13 dicembre 2025, 18:00 (Dazn)
  • Atalanta-Cagliari: Sabato 13 dicembre 2025, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Milan-Sassuolo: Domenica 14 dicembre 2025, 12:30 (Dazn)
  • Fiorentina-Verona: Domenica 14 dicembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Udinese-Napoli: Domenica 14 dicembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Genoa-Inter: Domenica 14 dicembre 2025, 18:00 (Dazn/Sky)
  • Bologna-Juventus: Domenica 14 dicembre 2025, 20:45 (Dazn)
  • Roma-Como: Lunedì 15 dicembre 2025, 20:45 (Dazn/Sky)

16ª giornata

  • Lazio-Cremonese: Sabato 20 dicembre 2025, 18:00 (Dazn)
  • Juventus-Roma: Sabato 20 dicembre 2025, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Cagliari-Pisa: Domenica 21 dicembre 2025, 12:30 (Dazn)
  • Sassuolo-Torino: Domenica 21 dicembre 2025, 15:00 (Dazn/Sky)
  • Fiorentina-Udinese: Domenica 21 dicembre 2025, 18:00 (Dazn/Sky)
  • Genoa-Atalanta: Domenica 21 dicembre 2025, 20:45 (Dazn)
  • Napoli-Parma: Mercoledì 14 gennaio 2026, 18:30 (Dazn)
  • Inter-Lecce: Mercoledì 14 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)
  • Verona-Bologna: Giovedì 15 gennaio 2026, 18:30 (Dazn)
  • Como-Milan: Giovedì 15 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)

17ª giornata

  • Parma-Fiorentina: Sabato 27 dicembre 2025, 12:30 (Dazn)
  • Lecce-Como: Sabato 27 dicembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Torino-Cagliari: Sabato 27 dicembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Udinese-Lazio: Sabato 27 dicembre 2025, 18:00 (Dazn)
  • Pisa-Juventus: Sabato 27 dicembre 2025, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Milan-Verona: Domenica 28 dicembre 2025, 12:30 (Dazn)
  • Cremonese-Napoli: Domenica 28 dicembre 2025, 15:00 (Dazn)
  • Bologna-Sassuolo: Domenica 28 dicembre 2025, 18:00 (Dazn/Sky)
  • Atalanta-Inter: Domenica 28 dicembre 2025, 20:45 (Dazn)
  • Roma-Genoa: Lunedì 29 dicembre 2025, 20:45 (Dazn/Sky)

18ª giornata

  • Cagliari-Milan: Venerdì 2 gennaio 2026, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Como-Udinese: Sabato 3 gennaio 2026, 12:30 (Dazn)
  • Genoa-Pisa: Sabato 3 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Sassuolo-Parma: Sabato 3 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Juventus-Lecce: Sabato 3 gennaio 2026, 18:00 (Dazn)
  • Atalanta-Roma: Sabato 3 gennaio 2026, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Lazio-Napoli: Domenica 4 gennaio 2026, 12:30 (Dazn)
  • Fiorentina-Cremonese: Domenica 4 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Verona-Torino: Domenica 4 gennaio 2026, 18:00 (Dazn/Sky)
  • Inter-Bologna: Domenica 4 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)

19ª giornata

  • Pisa-Como: Martedì 6 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Lecce-Roma: Martedì 6 gennaio 2026, 18:00 (Dazn/Sky)
  • Sassuolo-Juventus: Martedì 6 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)
  • Bologna-Atalanta: Mercoledì 7 gennaio 2026, 18:30 (Dazn/Sky)
  • Napoli-Verona: Mercoledì 7 gennaio 2026, 18:30 (Dazn)
  • Lazio-Fiorentina: Mercoledì 7 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)
  • Parma-Inter: Mercoledì 7 gennaio 2026, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Torino-Udinese: Mercoledì 7 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)
  • Cremonese-Cagliari: Giovedì 8 gennaio 2026, 18:30 (Dazn)
  • Milan-Genoa: Giovedì 8 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)

20ª giornata

  • Como-Bologna: Sabato 10 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Udinese-Pisa: Sabato 10 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Roma-Sassuolo: Sabato 10 gennaio 2026, 18:00 (Dazn)
  • Atalanta-Torino: Sabato 10 gennaio 2026, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Lecce-Parma: Domenica 11 gennaio 2026, 12:30 (Dazn)
  • Fiorentina-Milan: Domenica 11 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Verona-Lazio: Domenica 11 gennaio 2026, 18:00 (Dazn/Sky)
  • Inter-Napoli: Domenica 11 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)
  • Genoa-Cagliari: Lunedì 12 gennaio 2026, 18:30 (Dazn)
  • Juventus-Cremonese: Lunedì 12 gennaio 2026, 20:45 (Dazn/Sky)

21ª giornata

  • Pisa-Atalanta: Venerdì 16 gennaio 2026, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Udinese-Inter: Sabato 17 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Napoli-Sassuolo: Sabato 17 gennaio 2026, 18:00 (Dazn)
  • Cagliari-Juventus: Sabato 17 gennaio 2026, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Parma-Genoa: Domenica 18 gennaio 2026, 12:30 (Dazn)
  • Bologna-Fiorentina: Domenica 18 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Torino-Roma: Domenica 18 gennaio 2026, 18:00 (Dazn/Sky)
  • Milan-Lecce: Domenica 18 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)
  • Cremonese-Verona: Lunedì 19 gennaio 2026, 18:30 (Dazn)
  • Lazio-Como: Lunedì 19 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)

22ª giornata

  • Inter-Pisa: Venerdì 23 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)
  • Como-Torino: Sabato 24 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Fiorentina-Cagliari: Sabato 24 gennaio 2026, 18:00 (Dazn)
  • Lecce-Lazio: Sabato 24 gennaio 2026, 20:45 (Dazn/Sky)
  • Sassuolo-Cremonese: Domenica 25 gennaio 2026, 12:30 (Dazn)
  • Atalanta-Parma: Domenica 25 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Genoa-Bologna: Domenica 25 gennaio 2026, 15:00 (Dazn)
  • Juventus-Napoli: Domenica 25 gennaio 2026, 18:00 (Dazn/Sky)
  • Roma-Milan: Domenica 25 gennaio 2026, 20:45 (Dazn)
  • Verona-Udinese: Lunedì 26 gennaio 2026, 20:45 (Dazn/Sky)

Buffon non ha dubbi: «Gli Scudetti sono 13 e non 11, perché ci sono anche quelli vinti sul campo con la Juve e poi revocati»

Buffon non ha dubbi e mette in chiaro «Gli Scudetti sono 13 e non 11, perché ci sono anche quelli vinti sul campo con la Juventus». Le parole

Gianluigi Buffon, icona intramontabile della Juventus e della Nazionale, continua a far sentire la sua voce anche dopo l’addio al campo. A Frabosa Sottana, dove ha ricevuto la prestigiosa “Castagna d’Oro”, premio che celebra le eccellenze dello sport, l’attuale capo delegazione degli Azzurri ha colto l’occasione per riflettere sulla propria carriera, ricordare i suoi maestri e riaccendere un tema mai sopito: Calciopoli.

PAROLE– «Gli Scudetti sono tredici e non undici, perché ci sono anche quelli vinti sul campo con la Juve e poi revocati con Calciopoli. Comunque, alla fine, più dei numeri contano le frasi che li hanno accompagnati, quindi grazie di cuore».

È la difesa di un’eredità sportiva che, secondo lui e milioni di tifosi, non può essere cancellata da una decisione presa fuori dal rettangolo di gioco. Un discorso che conferma, ancora una volta, il suo status di leggenda assoluta e capitano eterno per il popolo bianconero.

Lobotka Napoli, parla il ct Calzona: «Si sottoporrà a un esame e vedremo come sta». Le ultimissime

Lobotka Napoli, parla il ct Calzona: «Si sottoporrà a un esame e vedremo come sta». Le ultimissime sulle sue condizioni

La Slovacchia guidata da Francesco Calzona si avvicina alle qualificazioni per il Mondiale 2026 con un’incognita pesante: la possibile assenza di Stanislav Lobotka. Il regista del Napoli, considerato il vero faro tecnico della nazionale, ha riportato un problema fisico durante la sfida di campionato contro il Genoa. A confermare le sue condizioni non ottimali è stato lo stesso commissario tecnico, che in conferenza stampa ha espresso preoccupazione per la disponibilità del centrocampista nelle prossime gare decisive.

PAROLE – «Stanislav Lobotka si sottoporrà a un esame e vedremo come sta. Anche Ivan Schranz si sottoporrà a esami. Restiamo in contatto con David Hanck, rispettiamo la sua decisione e incrociamo le dita affinché tutto vada per il meglio. Se possibile, faremo tutto il possibile per renderlo disponibile e aiutare la squadra».

Lobotka rappresenta il vero faro tecnico della nazionale slovacca e la sua eventuale assenza peserebbe in vista delle sfide del 10 e 13 ottobre contro Irlanda del Nord e Lussemburgo. Intanto, anche Antonio Conte – commentando l’accaduto dopo Napoli-Genoa – ha confermato che il centrocampista ha avvertito una fitta nella zona pubalgica e che serviranno ulteriori valutazioni nei prossimi giorni.

Cagliari, sarà lui l’arma in più per i rossoblù dopo la sosta: ecco di chi si tratta

Cagliari, sarà lui l’arma in più per i rossoblù di Pisacane dopo la sosta: ecco di chi si tratta e il punto della situazione

Il pareggio del Bluenergy Stadium contro l’Udinese ha regalato al Cagliari non solo segnali incoraggianti dal campo, ma soprattutto un momento dal forte valore emotivo: il ritorno di Leonardo Pavoletti. A sette minuti dal termine, il tabellone ha annunciato l’ingresso del numero 30, sancendo la fine di un lungo calvario per il capitano rossoblù.

L’ultima apparizione ufficiale dell’attaccante livornese, celebre per la sua abilità nel gioco aereo, risaliva al 10 maggio scorso. Un grave infortunio lo aveva costretto a mesi di riabilitazione, tra lavoro solitario, terapie e sacrifici. Il suo ingresso, seppur breve, ha avuto un valore simbolico enorme: la chiusura di un incubo e l’inizio di una nuova sfida, quella di tornare protagonista in campo con la sua leadership e la sua presenza fisica.

Il rientro di Pavoletti arriva in un momento cruciale per la squadra di Fabio Pisacane, colpita duramente dall’infortunio di Andrea Belotti, che resterà fuori fino al termine della stagione. La sua disponibilità rappresenta quindi una vera boccata d’ossigeno per l’attacco rossoblù: esperienza, carisma e doti aeree che nessun altro elemento della rosa può garantire.

La sosta per le Nazionali sarà fondamentale per permettergli di aumentare i carichi di lavoro e ritrovare il ritmo partita. L’obiettivo è chiaro: rimettere benzina nel motore e tornare a essere il trascinatore e uomo-gol che i tifosi attendono da mesi.

Il cammino verso la salvezza del Cagliari passa anche dai piedi – e soprattutto dalla testa – del suo capitano più rappresentativo.

Mercato Juve, dalla Germania l’indiscrezione: possibile occasione a parametro zero in estate

Mercato Juve, occhi in Germania: un parametro zero può diventare l’affare dell’estate. Le ultimissime notizie

Il calciomercato della Juventus resta vigile sulle migliori occasioni internazionali e un nuovo nome potrebbe presto finire sul taccuino della dirigenza bianconera. Secondo quanto riportato da Bild, l’avventura di Raphael Guerreiro al Bayern Monaco sarebbe ormai vicina alla conclusione. Il terzino portoghese, classe 1993, potrebbe lasciare la Baviera già al termine della stagione.

Arrivato a parametro zero nell’estate 2023 dopo gli anni al Borussia Dortmund, Guerreiro non è riuscito a convincere pienamente il nuovo tecnico dei bavaresi, Vincent Kompany. Nonostante la sua duttilità – capace di agire sia da esterno basso che da mezzala – e l’esperienza maturata in Bundesliga, il giocatore non rientra tra le prime scelte del progetto tecnico. Con un contratto in scadenza nel 2026 e senza segnali di rinnovo, il Bayern potrebbe aprire alla cessione già nella prossima finestra estiva, così da non rischiare di perderlo a parametro zero.

Una situazione che lo rende un’occasione appetibile per diversi top club europei, tra cui la Juventus, sempre alla ricerca di profili in grado di alzare il livello tecnico e internazionale della rosa. Guerreiro, nel pieno della maturità calcistica, rappresenterebbe una pedina preziosa per Igor Tudor, grazie alla sua capacità di interpretare più ruoli e garantire qualità sia in fase di costruzione che di spinta offensiva.

La dirigenza della Continassa segue con attenzione gli sviluppi: se ci saranno i margini per affondare il colpo, l’esterno portoghese potrebbe diventare un rinforzo di assoluto valore per la prossima stagione bianconera.

Dumfries Inter, Chivu spegne le polemiche: nessun caso dopo la sostituzione

Dumfries Inter, reazione di carattere: per il tecnico Cristian Chivu i nerazzurri restano uniti. Il punto della Gazzetta

La stagione 2025/2026 dell’Inter, come sottolineato da La Gazzetta dello Sport, rappresenta un chiaro esempio di resilienza e adattamento. Dopo un avvio complicato, segnato da due sconfitte consecutive, Cristian Chivu è riuscito a imprimere alla squadra una nuova identità, non solo tattica ma soprattutto mentale. Il tecnico rumeno ha trasformato i nerazzurri in un gruppo organizzato, determinato e capace di lottare su ogni pallone, liberandoli dai fantasmi del passato e restituendo loro la leggerezza necessaria per esprimere anche un calcio spettacolare.

In questo contesto di rinnovata fiducia, uno dei giocatori più in crescita è Denzel Dumfries. L’esterno olandese ha mostrato una mentalità vincente, evidente anche nell’episodio della sostituzione contro la Cremonese: uscito contrariato, ha dato prova di passione e attaccamento alla maglia. Per Chivu, reazioni di questo tipo – purché nei limiti – sono il segnale di una squadra che vuole sempre dare di più.

Il lavoro del tecnico ha mantenuto alta la motivazione del gruppo, nonostante le difficoltà ereditate dalla scorsa stagione. Dumfries, con la sua energia e la capacità di incidere sia in fase difensiva che offensiva, è diventato un elemento chiave: la sua velocità, la copertura dell’intera fascia e il contributo in termini di assist e gol sono ormai fondamentali nel nuovo assetto nerazzurro.

L’Inter di oggi, pur partendo dal solido impianto lasciato da Simone Inzaghi, ha saputo rinnovarsi, portando freschezza e una mentalità vincente che si riflette nelle prestazioni dei singoli. Con gli scontri diretti ormai alle porte, la squadra dovrà confermare questo percorso di crescita e trasformare la solidità mostrata finora in una costante.

La mano di Chivu è evidente: con leader come Dumfries a dare l’esempio, l’Inter sembra pronta a lottare fino in fondo per i propri obiettivi.

Lazio, parla Isaksen: «Malattia? Sono stato in isolamento per due settimane nel centro sportivo della Lazio. Il mio sogno è questo»

Lazio, Isaksen: «Malattia? Sono stato in isolamento per due settimane. Vi racconto il mio sogno». Le parole del calciatore della Lazio

Dopo settimane complicate, Gustav Isaksen è pronto a lasciarsi alle spalle il periodo più difficile della sua giovane carriera. L’attaccante danese della Lazio, fermato a lungo dalla mononucleosi, ha raccontato a sport.tv2.dk i mesi trascorsi in isolamento, che lo hanno costretto a saltare l’intera preparazione estiva con i biancocelesti.

MALATTIA – «Stavo impazzendo a stare sdraiato e a guardare il soffitto per quattordici giorni senza sapere quando sarei potuto tornare. All’improvviso ho sentito che il mio corpo era distrutto, così sono andato a farmi fare un massaggio nella speranza che potesse rilassarmi. Ma mentre ero sdraiato sul lettino, ho iniziato a sentire freddo. All’inizio il medico pensava che fosse solo un mal di gola, ma poi mi sono sentito ancora peggio. Quando è arrivato l’esito degli esami, sono stato messo in isolamento per due settimane nel centro sportivo della Lazio, dove sono stato monitorato. Sono stati tutti attenti perché temevano che potessi contagiare i miei compagni, quindi non hanno voluto correre rischi. Sono stati giorni duri, durante i quali mi è venuta anche la febbre e mi si è gonfiata la gola, tanto che quasi non riuscivo a deglutire».

RIENTRO IN CAMPO – «È stato un conto alla rovescia, perché vedevo che la stagione si avvicinava e le amichevoli venivano giocate senza di me. Si pensano tante cose quando si sta a casa da soli a guardare. Alcuni giorni mi mettevo sul balcone e salutavo Provstgaard, che ogni tanto si avvicinava per parlare con me. Tornare a giocare è stato bello. Il mio sogno è quello di partecipare con la Danimarca a una fase finale di una competizione internazionale, mi ha fatto male vedere le prime due partite di qualificazione ai Mondiali che si avvicinavano sempre di più. La Lazio a settembre ha pensato fosse meglio rimanere a Roma durante la sosta e sfruttare il tempo per recuperare e lavorare dal punto di vista tattico. È stato il club a dirmi cosa fare, non potevo fare molto anche se volevo tornare prima a giocare con la Danimarca. Ovviamente con la Lazio in queste partite avrei voluto giocare di più: adesso mi sento in forma, negli ultimi giorni ho fatto tutto il possibile per tornare al meglio. Non vedo l’ora di tornare in Nazionale»

LEGGI L’INTERVISTA COMPLETA DI ISAKSEN SU LAZIONEWS24

Marsiglia, il difensore Aguerd aggredito in aeroporto prima della partenza per la nazionale

Aggressione in aeroporto a Marsiglia: colpito il difensore Aguerd prima del viaggio con la nazionale. Cosa è successo

Momenti di paura lunedì all’aeroporto di Marignane per Nayef Aguerd, difensore marocchino dell’Olympique Marsiglia. Il giocatore è stato aggredito mentre attendeva il suo volo per raggiungere il ritiro della Nazionale del Marocco. Secondo quanto riportato da BFM Marseille Provence, un individuo dal “comportamento instabile” si è avvicinato al giocatore nella lounge VIP.


L’uomo ha inizialmente chiesto al calciatore un selfie e il suo numero di telefono. Di fronte al rifiuto o alla reticenza di Aguerd, l’individuo si è visibilmente alterato, tentando di schiaffeggiare il difensore.


Il servizio di sicurezza dell’aeroporto è intervenuto prontamente per bloccare l’aggressore, che è stato poi fermato e interrogato dalla polizia. Aguerd, con l’urgenza di unirsi ai “Leoni dell’Atlante” per gli impegni della Nazionale, non ha ancora formalizzato una denuncia.

Il difensore 29enne, arrivato quest’estate dal West Ham, si è già imposto come un elemento chiave nell’OM di Roberto De Zerbi, firmando un ottimo inizio di stagione con un gol in sette presenze. L’episodio, pur non avendo avuto gravi conseguenze fisiche per il giocatore, sottolinea ancora una volta i rischi a cui possono essere esposti i personaggi pubblici, anche in contesti apparentemente sicuri come un’area VIP aeroportuale.

Gravina senza dubbi: «Riteniamo che la partita con Israele si debba giocare e la giocheremo»

Gravina non usa giri di parole e afferma: «Riteniamo che la partita con Israele si debba giocare e la giocheremo». Le sue parole

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, è intervenuto nel podcast “Sette vite” e ha affrontato con chiarezza i temi caldi che attendono la Nazionale italiana nelle prossime quattro sfide di qualificazione al Mondiale. Il numero uno della Federcalcio ha parlato senza mezzi termini, partendo da un retroscena significativo.

Al centro del dibattito, ovviamente, la delicata situazione internazionale che coinvolge la partita contro Israele. Gravina non ha lasciato spazio a dubbi o interpretazioni: “Riteniamo che la partita con Israele si debba giocare e la giocheremo. Questo è un dato di fatto per noi”, ha affermato con decisione, sottolineando la ferma intenzione di procedere come da calendario, nel rispetto degli impegni internazionali e della regolarità delle competizioni.

La sua posizione ferma riflette la linea della FIGC di mantenere saldi i principi sportivi anche in contesti complessi, evitando rinvii o cambiamenti che potrebbero alterare l’andamento delle qualificazioni.

Oltre alla questione Israele, Gravina ha ovviamente toccato il cammino generale dell’Italia verso il Mondiale. Il presidente ha espresso fiducia nella squadra e nel lavoro del commissario tecnico, delineando un percorso che si preannuncia impegnativo ma alla portata degli Azzurri. Le prossime quattro gare saranno cruciali per definire le ambizioni mondiali della Nazionale, e la Federazione intende supportare al massimo il gruppo, garantendo le migliori condizioni possibili per affrontare le sfide che si presenteranno.

Le parole di Gravina trasmettono un messaggio di solidità e determinazione, sia sul fronte organizzativo che su quello sportivo, in un momento in cui l’Italia calcistica guarda al futuro con rinnovata speranza e la consapevolezza delle proprie forze.

Grealish tace, Tuchel dice no: l’incanto dell’Everton che non conquista l’Inghilterra

Tra il silenzio di Jack Grealish e il rifiuto di Thomas Tuchel: l’eroe dell’Everton che l’Inghilterra continua a ignorare

Jack Grealish, il fantasista che sta facendo sognare i tifosi dell’Everton con le sue giocate e, ultimamente, con gol pesantissimi, si ritrova ancora una volta a fare i conti con un’amara verità: la maglia dell’Inghilterra sembra essergli preclusa. La notizia della sua ennesima esclusione dall’ultima rosa dei Three Lions, decisa da Thomas Tuchel, ha lasciato perplessi molti addetti ai lavori e, senza dubbio, lo stesso Grealish. Un “no” che risuona ancora più forte alla luce della sua performance scintillante di domenica, dove ha siglato il gol vittoria contro il Crystal Palace allo scadere.


L’ex Manchester United, attualmente in prestito ai Toffees, sta vivendo un periodo di rinascita, ritrovando la gioia di giocare e una continuità che gli era mancata in passato. Un percorso di redenzione che lo sta portando a esprimere il suo calcio migliore, dimostrando maturità e una vena realizzativa inaspettata. La rete contro il Palace, arrivata in pieno recupero, non è stata solo un gol, ma un urlo liberatorio, la conferma di un talento che, dopo aver attraversato momenti difficili, è finalmente tornato a godersi il calcio. Un’affermazione che rispecchia le recenti parole di un altro ex Liverpool, che ha dichiarato di aver “attraversato l’inferno” ad Anfield e di “godersi finalmente il calcio” dopo aver lasciato il club.


Nonostante le sue prodezze sul campo e la sua capacità di infiammare le partite, Grealish sembra non riuscire a rientrare nei piani del CT inglese. La decisione di Tuchel, ancora una volta, appare difficile da digerire per chi osserva le sue prestazioni settimanali. Il suo silenzio, in questo contesto, parla più di mille parole. Non c’è stata una dichiarazione polemica, nessuna esternazione di rabbia o frustrazione. Solo la risposta sul campo, domenica dopo domenica. Una scelta di stile che, forse, mira a far riflettere il commissario tecnico più con i fatti che con le parole.


L’esclusione di Grealish apre un dibattito acceso sulla meritocrazia e sulle strategie di Tuchel. È un chiaro messaggio al giocatore, o una scelta dettata da equilibri tattici complessi? Intanto, l’Everton si gode il suo fuoriclasse in prestito, che continua a incantare e a dimostrare di essere un elemento capace di fare la differenza. Per Grealish, l’obiettivo primario resta l’Everton, ma il sogno di vestire la maglia dell’Inghilterra, nonostante le continue porte chiuse, continua a brillare, in attesa che le sue prestazioni irresistibili non possano più essere ignorate. La sua prossima occasione, forse, sarà già nella gara contro il Fulham, ma l’attenzione mediatica si sposta già alla successiva convocazione, con la speranza che il “no” di Tuchel si trasformi finalmente in un “sì”.

Cannavaro riparte dall’Uzbekistan: è ufficialmente il nuovo commissario tecnico della nazionale

Cannavaro torna in panchina: l’ex Juventus riparte dall’Uzbekistan: è il nuovo commissario tecnico della nazionale, i dettagli

Per il Pallone d’Oro 2006 ed ex colonna difensiva della Juventus, Fabio Cannavaro si apre così una sfida inedita e stimolante, con l’obiettivo di guidare un progetto internazionale ambizioso. L’annuncio è arrivato direttamente dalla federazione calcistica uzbeka, che attraverso un comunicato ufficiale ha confermato la scelta senza lasciare spazio a dubbi.

COMUNICATO – «L’Associazione Calcistica dell’Uzbekistan ha firmato un contratto con Fabio Cannavaro — rinomato specialista, partecipante a tre Coppe del Mondo FIFA, campione del mondo nel 2006 e uno dei migliori difensori dell’era moderna. L’allenatore italiano guiderà la nostra nazionale nella preparazione per la Coppa del Mondo FIFA che si terrà negli Stati Uniti, in Canada e in Messico. Cannavaro sarà affiancato dal seguente staff tecnico: — Eugenio Albarella — Allenatore in Seconda (ha precedentemente lavorato con la nazionale giapponese, la Juventus, l’Udinese e il Dinamo Zagabria); — Francesco Troise — Preparatore Atletico (in passato con Benevento, Udinese e Dinamo Zagabria); — Antonio Chimenti — Preparatore dei Portieri (ha lavorato con le nazionali giovanili italiane, Sampdoria e SPAL)».

La decisione di affidare la panchina a Fabio Cannavaro rappresenta un chiaro segnale delle grandi ambizioni della federazione uzbeca. L’obiettivo è dichiarato senza mezzi termini: centrare per la prima volta nella storia la qualificazione alla Coppa del Mondo del 2026. Per raggiungerlo, la scelta è ricaduta sull’ex capitano della Nazionale italiana, il cui carisma e la cui esperienza internazionale sono considerati elementi decisivi per guidare la squadra in un percorso di crescita e maturazione. Cannavaro porta con sé non soltanto competenze tecniche di altissimo livello, ma anche una mentalità vincente, plasmata sui palcoscenici più prestigiosi del calcio mondiale.

Per affrontare questa nuova sfida, il tecnico napoletano ha deciso di circondarsi di uno staff interamente italiano, composto da professionisti di grande esperienza. Il ruolo di vice sarà affidato a Eugenio Albarella, allenatore con un curriculum di spessore che include esperienze con la nazionale giapponese e diversi club di primo piano. La preparazione atletica sarà curata da Francesco Troise, mentre la responsabilità dei portieri ricadrà su Antonio Chimenti, ex estremo difensore con una lunga carriera in Serie A.

Tra i collaboratori, agli occhi dei tifosi juventini spicca proprio il nome di Albarella, che in passato ha lavorato anche con la Juventus: un dettaglio che aggiunge un tocco di familiarità e di legame con l’Italia a questa nuova avventura internazionale.

David Juventus: quando vedremo il vero bomber? Altra partita da dimenticare per l’ex Lille, servono più gol e cattiveria! – VIDEO di Andrea Bargione

David Juventus: il vero JD ancora non si vede. Un’altra prova opaca, senza gol né incisività – VIDEO di Andrea Bargione

Ancora un’occasione mancata, ancora una serata senza gol. Lo 0-0 tra Juventus e Milan non solo sancisce il quinto pareggio consecutivo dei bianconeri, ma mette nuovamente in evidenza la crisi di Jonathan David. L’attaccante canadese, schierato a sorpresa da titolare da Igor Tudor, ha mostrato impegno e generosità, ma la sua prestazione è rimasta evanescente, con un’altra chance sprecata per sbloccarsi.

Volontà senza incisività

Arrivato in estate per dare nuova linfa all’attacco juventino, David si è mosso molto, ha cercato il dialogo con i compagni e ha provato qualche giocata interessante. Tuttavia, quando è arrivato il momento di incidere, è mancata la concretezza. L’episodio simbolo è al 28’: servito perfettamente dalla destra, si è trovato a due passi dalla porta, ma il suo tocco è stato debole e impreciso. A questo si è aggiunta anche un po’ di sfortuna, come nell’occasione in cui è scivolato al momento del tiro, vanificando un’altra potenziale opportunità.

La sostituzione e i segnali di involuzione

Al 68’, Tudor ha deciso di richiamarlo in panchina per inserire Vlahovic. Sessantotto minuti di corsa e sacrificio, ma senza mai dare la sensazione di poter realmente far male. Il classe 2000 sembra oggi l’ombra del giocatore ammirato ai tempi del Lille.

Dopo la prova opaca in Champions, un’altra prestazione deludente alimenta i dubbi sul “caso centravanti” in casa Juve. La squadra continua a collezionare pareggi, e il suo bomber designato non riesce a trovare la via del gol. Una situazione che Tudor dovrà affrontare con urgenza.

Portogallo, il ct Martínez sostituisce João Neves: convocato Nuno Tavares della Lazio

Portogallo, il ct Martínez ha preso una decisione: sostituisce João Neves, convocato Nuno Tavares della Lazio

Roberto Martínez, commissario tecnico del Portogallo, ha annunciato quest’oggi un cambio nella lista dei convocati in vista delle prossime partite di qualificazione al Mondiale 2026. Al posto di João Neves del PSG, è stato chiamato Nuno Tavares della Lazio.

Il centrocampista del Paris Saint-Germain, infatti, non è in condizioni fisiche idonee per partecipare agli impegni della Seleção Nazionale. Questa valutazione è stata effettuata dalla Direzione di Salute e Performance della Federazione Portoghese di Calcio, in collaborazione con il dipartimento medico del PSG, e per tale motivo il giocatore è stato dispensato.

Il Portogallo affronterà l’Irlanda l’11 ottobre e l’Ungheria il 14 ottobre. Entrambi gli incontri sono in programma alle 19:45 (ora locale) e si disputeranno allo Stadio José Alvalade.

Che difficoltà ha riscontrato la Juve? L’analisi di Pedullà non lascia dubbi

Pedullà sicuro sulla situazione attuale in casa Juve: ecco la situazione attuale dei bianconeri

Alfredo Pedullà, nel suo video su YouTube, analizza la situazione attuale della Juventus, sostenendo che le difficoltà non derivano tanto dal mercato, quanto da un problema di gestione e di approccio del tecnico Tudor.

  1. Il Mercato non C’entra. Pedullà esordisce affermando che il mercato c’entra poco con le attuali problematiche della Juventus. Spesso i giudizi sul mercato sono influenzati dai risultati, ma se un allenatore non sa o non vuole utilizzare il materiale a disposizione, la colpa non è della campagna acquisti. Ribadisce che l’organico della Juventus è “più che sufficiente” per ottenere un profitto nettamente diverso in termini di qualità di gioco, nonostante alcune lacune.
  2. Atteggiamento insufficiente e talento non sviluppato. Secondo Pedullà, l’atteggiamento della squadra nell’ultima partita è stato “insufficiente”. Sottolinea come il talento debba essere sviluppato e tradursi in “fame” in campo, non in “aria di sufficienza”. Questa mancanza di atteggiamento, purtroppo, sembra una costante.
  3. Tudor sul banco degli imputati. La critica principale è su Tudor, non solo per ciò che ha fatto, ma soprattutto per ciò che ha detto. Le sue spiegazioni “pre, durante e post” partita non sono state convincenti. Pedullà cita come esempio la dichiarazione di Tudor a pochi minuti da Juve-Milan, in cui affermava di scegliere il centravanti “in base alle opportunità”. Pedullà lo critica duramente, sostenendo che l’allenatore della Juventus deve avere un’idea di centravanti chiara, a prescindere dall’avversario, altrimenti dimostra di avere “poche idee chiare o idee poco chiare”.
  4. Due gol figli del caso e l’imbuto del terrore. Ancora peggio, secondo Pedullà, la dichiarazione post-partita di Tudor: “sarebbero bastati due gol in più per essere perfetti”. Il giornalista la definisce una ricerca di “due gol figli del caso” per giustificare risultati che avrebbero dovuto essere migliori. Invece, Tudor avrebbe dovuto parlare dell’atteggiamento rinunciatario, dei cambi che hanno trasformato la Juventus in una squadra “timida, timorosa, impaurita e anzi dentro un imbuto del terrore”. Giocare per lo 0-0 nell’ultima azione “è contro il DNA della Juventus, una squadra che deve giocare per vincere, deve attaccare, non deve essere paurosa”.
  5. La confusione di Tudor. Pedullà accusa Tudor di grande confusione e lo avverte: “gli altri non sono stupidi e se continua così gli presentano il conto”. Il conto non sarà per la “pareggite”, ma per la “poca chiarezza di idee sul materiale che gli hanno consegnato”. Lamenta inoltre l’esclusione o il posizionamento errato di giocatori chiave come Conceicao e Yildiz, che non sono stati messi nelle condizioni di esprimere il loro potenziale.
  6. La sosta come opportunità: In conclusione, Pedullà esorta Tudor a usare la sosta per “mettere a posto delle idee su un organico che non è così rinunciatario come lui ha fatto vedere in qualche circostanza”, troppo spesso. Non è un problema di organico, ma di come il “sarto che ha la stoffa, la utilizza male”.

Preziosi elogia il Genoa: «Diventerà un grande allenatore. Obiettivi? I rossoblu posso arrivare…»


Genoa, Preziosi elogia Vieira: «Diventerà un grande allenatore. Salvezza? Nessun dubbio»

Il Genoa attraversa un momento complicato in classifica, ma secondo Enrico Preziosi, ex presidente rossoblù, non c’è motivo di preoccuparsi. L’ex patron ha infatti elogiato il lavoro del tecnico Patrick Vieira, sottolineando come l’allenatore francese abbia tutte le qualità per diventare uno dei grandi del panorama calcistico.

Guardando alla recente sconfitta contro il Napoli, Preziosi ha evidenziato la solidità della squadra e il carattere dimostrato in campo. Nonostante il risultato negativo, il Genoa ha messo in difficoltà una delle squadre più forti del campionato, segnale che la squadra è viva e competitiva. Mancano ancora alcuni tasselli, in particolare un regista in mezzo al campo e un centravanti capace di garantire continuità sotto porta, ma la base della rosa è considerata valida e ben costruita.

Vieira è stato il centro delle dichiarazioni più calorose. Preziosi lo considera un allenatore destinato a una carriera importante. La sua capacità di leggere la partita, la leadership nello spogliatoio e la calma nella gestione delle difficoltà sono caratteristiche che stanno già emergendo, nonostante la giovane età e l’esperienza ancora limitata nei grandi campionati.

In termini di classifica, il Genoa si trova in una posizione delicata, ma l’ex presidente non è preoccupato. Ritiene che la squadra sia in grado di risalire e conquistare la salvezza senza troppi affanni. A suo dire, le prestazioni offerte finora non rispecchiano il reale valore del gruppo, spesso penalizzato da episodi sfortunati o cali di concentrazione nei momenti chiave.

Preziosi ha anche evidenziato come, nonostante i risultati altalenanti, il Genoa stia mantenendo una sua identità precisa. La squadra gioca con determinazione, mostrando un atteggiamento positivo e combattivo in ogni partita. Questo spirito sarà fondamentale nel corso della stagione, soprattutto quando si entrerà nella fase più calda della lotta per la salvezza.

Il messaggio finale è chiaro: il Genoa ha tutte le carte in regola per restare in Serie A. Con Vieira in panchina, una rosa motivata e una tifoseria storicamente vicina alla squadra anche nei momenti più duri, il cammino può ancora essere positivo. Nonostante le difficoltà, il Grifone è vivo. E guarda avanti con fiducia.

Como, Hernanes elogia gli azzurri: «Hanno giocato alla pari e possono fare qualcosa di importante»

Como, Hernanes elogia così i comaschi dopo la buona prova fatta a Bergamo: con occhi verso il futuro


Il Como continua a sorprendere in questa stagione, dimostrando di essere una squadra solida e capace di competere ad alti livelli. A confermare questo giudizio è stato anche il Profeta Hernanes, intervenuto ai microfoni di DAZN dopo la sfida contro l’Atalanta. Le sue parole hanno evidenziato quanto il Como stia guadagnando sempre più fiducia e consapevolezza, diventando una vera e propria certezza nel campionato.

Hernanes ha sottolineato come il Como non si limiti a difendersi o a gestire il risultato, ma provi sempre a fare la partita. Contro l’Atalanta, una delle squadre più forti del campionato, il Como ha mostrato un atteggiamento coraggioso e determinato, riuscendo a imporsi sul piano del gioco e a conquistare un prezioso punto in trasferta. Secondo l’ex centrocampista, questa è una qualità che rende il Como una squadra temibile e rispettata dagli avversari.

Il Como, infatti, nonostante l’Atalanta abbia iniziato la partita con maggior intensità e sia riuscita a trovare il gol, non si è mai disunito. Al contrario, ha continuato a giocare con lucidità e determinazione, cercando di mantenere il controllo del gioco e di costruire azioni offensive. Questo equilibrio tra difesa e attacco è stato uno dei punti di forza del Como, che ha saputo gestire bene le fasi del match e non ha mai perso la propria identità.

Un altro aspetto importante evidenziato da Hernanes riguarda il contributo di Morata. Il giocatore ha tentato di dare fluidità al gioco del Como, un elemento fondamentale per il successo della squadra. Grazie a questa capacità di adattarsi e di creare gioco, il Como riesce a imporsi anche contro avversari di grande calibro, dimostrando una maturità tattica che cresce partita dopo partita.

Il pareggio conquistato a Bergamo contro l’Atalanta conferma il buon momento del Como, che si conferma imbattuto contro una formazione di alta classifica e dimostra di poter ambire a risultati importanti. Questo successo morale è un’ulteriore prova della qualità della squadra e della sua determinazione nel raggiungere gli obiettivi stagionali.

In definitiva, il Como si sta guadagnando un posto di rilievo nel campionato grazie a una filosofia di gioco coraggiosa e a una squadra ben organizzata. Le parole di Hernanes ne sono la conferma: il Como è già una certezza, pronto a stupire ancora in questa stagione.

Nuovo stadio San Siro, le dichiarazioni del sindaco Sala fanno riflettere. Il punto


Nuovo stadio San Siro: Sala si espone, ma la scelta resta ai club

Il progetto per il nuovo stadio San Siro continua a tenere banco nel dibattito pubblico milanese. A parlarne è stato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, intervenuto durante una cerimonia ufficiale, dove ha espresso un’opinione personale sul possibile nome del nuovo impianto che dovrebbe accogliere Inter e Milan in un futuro non troppo lontano.

Sala, da sempre legato sentimentalmente al nome “San Siro”, ha ammesso di non essere mai riuscito a chiamarlo “Meazza”, pur nel rispetto della figura storica di Giuseppe Meazza. Secondo il primo cittadino, il nome “San Siro” è parte integrante dell’identità del calcio milanese, un simbolo radicato nella memoria collettiva di tifosi e cittadini.

Tuttavia, ha precisato che la decisione finale spetterà alle società, lasciando aperta anche l’ipotesi di naming rights legati a sponsorizzazioni, pratica ormai comune negli stadi internazionali. Questo significherebbe che il nome “San Siro” potrebbe essere affiancato o sostituito da un brand commerciale, in linea con le strategie moderne di marketing sportivo.

Il tema del nuovo stadio San Siro resta comunque ancora in fase di definizione. Sala ha sottolineato come ci sia ancora del lavoro burocratico da completare, in particolare per arrivare alla stipula del rogito notarile, un passaggio fondamentale per dare ufficialità al progetto. Il sindaco ha riferito di aver avuto rassicurazioni sulla possibilità di concludere questo passaggio entro il 10 novembre, ma ha invitato alla cautela, sottolineando che servirà “lavorare seriamente” per rispettare le tempistiche.

Il progetto del nuovo stadio, che dovrebbe sorgere al posto del Meazza o in una nuova area (a seconda delle decisioni finali dei club), è considerato strategico per rilanciare il calcio milanese sul piano europeo. Tuttavia, non mancano le polemiche tra nostalgici del vecchio impianto e sostenitori della modernizzazione.

Il dibattito sul nuovo stadio San Siro prosegue quindi su più livelli: emotivo, tecnico e commerciale. Mentre le squadre valutano la strada migliore da seguire, il Comune si limita a facilitare il percorso, senza imporre decisioni.

Una cosa però è chiara: qualunque sarà il nome ufficiale, per molti tifosi quel luogo si chiamerà sempre e soltanto San Siro.


Esonero Pioli, aumentano le quote in casa Fiorentina? Ecco cosa dicono i bookmakers


Esonero Pioli, la Fiorentina crolla e l’ombra dell’addio si fa sempre più concreta

La crisi della Fiorentina sembra ormai inarrestabile, e tra i principali indiziati c’è l’allenatore Stefano Pioli, la cui posizione è diventata sempre più fragile. Con la sconfitta nell’ultima gara contro la Roma, i viola sono scivolati al terz’ultimo posto in classifica, con appena 3 punti conquistati in 6 giornate. Una partenza disastrosa che ha lasciato la squadra immersa nella zona retrocessione, e che apre ufficialmente il dibattito sull’esonero di Pioli.

La Fiorentina arriva alla sosta con il morale a terra, dopo tre sconfitte casalinghe consecutive e una serie di prestazioni che hanno deluso profondamente tifosi e dirigenza. Il progetto tecnico affidato a Pioli, pensato per far crescere la squadra e consolidarla stabilmente tra le prime della Serie A, si sta rivelando ben al di sotto delle aspettative.

Il tecnico emiliano, che era stato richiamato con l’obiettivo di dare un’identità chiara e continuità ai risultati, oggi appare in evidente difficoltà nel gestire un gruppo che sembra disorientato e privo di reazioni. I problemi sono visibili su tutti i fronti: dalla fragilità difensiva alla mancanza di idee offensive, passando per l’inconsistenza mentale nei momenti decisivi delle partite.

A fotografare meglio di chiunque altro la situazione è l’indicazione dei bookmakers, che hanno drasticamente abbassato le quote sull’esonero di Pioli. La possibilità che venga sollevato dall’incarico è attualmente bancata a 1.50, la più bassa di tutta la Serie A. In altre parole, per le agenzie di scommesse, Pioli è l’allenatore più vicino al licenziamento, più ancora di tecnici già in bilico come Gilardino al Pisa, Cuesta al Parma e Di Francesco a Lecce.

Se i numeri non migliorano, sarà difficile per la dirigenza della Fiorentina continuare a sostenere l’allenatore. La pausa per le nazionali potrebbe essere l’ultima occasione per riflettere sul futuro della panchina. Al momento non ci sono annunci ufficiali, ma si moltiplicano le voci su possibili contatti con allenatori liberi, pronti a subentrare in caso di esonero di Pioli.

Il destino dell’allenatore si deciderà a breve: la prossima partita potrebbe rappresentare un vero e proprio dentro o fuori. La tifoseria comincia a chiedere un cambio di rotta, e il tempo per le giustificazioni sembra finito.

Calciomercato Milan, Vlahovic sempre un grande obiettivo della squadra rossonera. Il punta


Calciomercato Milan, occhi su Vlahovic per potenziare l’attacco. La situazione attuale

Il calciomercato Milan potrebbe intrecciarsi con quello della Juventus in vista della sessione di gennaio. Il nome caldo è quello di Dusan Vlahovic, attaccante serbo al centro delle voci di addio dai bianconeri. In rotta con il club per il mancato rinnovo e con un ingaggio considerato troppo alto dai nuovi parametri societari, l’ex Fiorentina potrebbe essere ceduto già nella finestra invernale.

La Juventus valuta offerte concrete, soprattutto da Premier League, ma non è escluso un clamoroso inserimento del Milan. In casa rossonera, infatti, si ragiona sul comprare una punta, e il nome di Vlahovic non può essere ignorato, anche in ottica futura.

I rossoneri hanno da tempo messo nel mirino un attaccante giovane ma già abituato ai grandi palcoscenici. Vlahovic, che conosce bene la Serie A, rappresenterebbe una soluzione ideale. Tuttavia, il costo dell’operazione resta elevato: la Juventus non intende svendere il suo numero 9, soprattutto in caso di cessione a una diretta concorrente per i vertici del campionato.

Nel frattempo, la Juventus lavora sul proprio fronte: il sostituto di Vlahovic potrebbe essere Gabriel Jesus, attaccante brasiliano dell’Arsenal, che i bianconeri seguono con attenzione. Il costo stimato è di circa 35 milioni di euro, una cifra che la Juve potrebbe investire solo in caso di partenza del serbo. Se il Milan decidesse di affondare il colpo su Vlahovic, potrebbe quindi scatenarsi un vero e proprio effetto domino sul mercato italiano e internazionale.

Il calciomercato del Milan resta comunque attivo anche su altri fronti. Tra centrocampo e difesa, il club rossonero continua a monitorare diversi profili, ma è chiaro che il nodo attaccante sarà centrale nei prossimi mesi. L’occasione per arrivare a un profilo come Vlahovic, il Milan potrebbe decidere di anticipare i tempi, sfidando anche club esteri.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se l’intreccio Milan-Juve-Vlahovic diventerà realtà o resterà solo una suggestione da calciomercato invernale.


Calciomercato Bologna, rinnovo vicino per tre giocatori. Ciliegina sulla torta dopo una grande vittoria


Calciomercato Bologna: rinnovo vicino per Skorupski, trattative anche per Orsolini e Freuler

Il Calciomercato Bologna non si ferma, nemmeno lontano dalle sessioni ufficiali. In queste settimane il club rossoblù è al lavoro per blindare alcuni dei suoi giocatori chiave, a partire dal portiere Lukasz Skorupski, uno dei protagonisti assoluti di questo avvio di stagione. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, la società emiliana ha intensificato i contatti con l’agente del numero uno polacco, Federico Pastorello, per definire i dettagli del rinnovo contrattuale.

Skorupski, il cui contratto attuale scade nel giugno 2024, è considerato un elemento imprescindibile all’interno del progetto tecnico. Le sue prestazioni, sempre affidabili e spesso decisive, hanno convinto la dirigenza a muoversi con decisione per trattenerlo ancora a lungo. L’obiettivo è quello di prolungare il contratto fino al 2028, con una formula che prevede un anno di rinnovo certo più un’opzione automatica legata al numero di presenze.

Questa operazione rientra in un più ampio disegno strategico del calciomercato Bologna, che punta alla continuità tecnica e alla valorizzazione delle risorse già presenti in rosa. In parallelo al dossier Skorupski, il club sta infatti portando avanti i rinnovi di altri due elementi fondamentali: Remo Freuler e Riccardo Orsolini.

Nel caso dello svizzero Freuler, arrivato in estate dal Nottingham Forest, l’intesa sembra più vicina. Le parti sono già in sintonia su gran parte dei termini economici, e si lavora ora sulla durata dell’accordo. Più complessa, invece, la situazione legata a Orsolini: l’esterno offensivo, legato al club da anni, è al centro di valutazioni tecniche ed economiche più articolate, ma la volontà del Bologna è chiara, ovvero trattenere anche lui come punto fermo del progetto.

Con il rinnovo di Skorupski ormai in dirittura d’arrivo e gli altri due tavoli di trattativa ben avviati, il calciomercato Bologna conferma la sua linea di stabilità e programmazione. In un campionato sempre più competitivo, blindare i propri leader è la strategia scelta dalla dirigenza per garantire continuità di rendimento e costruire basi solide anche per le prossime stagioni.

Il club emiliano dimostra così di voler consolidare la propria crescita senza stravolgimenti, puntando su identità, gruppo e qualità: tre pilastri che passano anche dal lavoro fuori dal campo.


Calciomercato Juve, Gabriel Jesus rimane un grande obiettivo per i bianconeri. Il punto


Calciomercato Juve: Gabriel Jesus nel mirino, ma tutto ruota attorno a Vlahovic

Il calciomercato Juve torna al centro delle attenzioni, complice un reparto offensivo che continua a non convincere del tutto. Le prestazioni altalenanti di alcuni nuovi acquisti come Jonathan David e Loïs Openda, unite all’incertezza legata al futuro di Dusan Vlahovic, hanno spinto la dirigenza bianconera a guardarsi intorno in vista della sessione invernale.

Secondo quanto riportato da fonti inglesi e rilanciato da TeamTalk, la Juventus avrebbe messo gli occhi su un nome di assoluto rilievo internazionale: Gabriel Jesus, attaccante brasiliano attualmente in forza all’Arsenal. Il classe 1997, legato ai Gunners da un contratto in scadenza nel 2027, non è più considerato un elemento imprescindibile nella rosa di Arteta. Proprio per questo motivo, il club inglese si sarebbe detto disposto ad ascoltare offerte già a gennaio.

La valutazione del cartellino si aggirerebbe intorno ai 35 milioni di euro: una cifra importante, ma ritenuta sostenibile per la Juventus solo a una condizione precisa. Il possibile arrivo di Gabriel Jesus dipenderebbe infatti dalla cessione di Vlahovic, il cui futuro è ancora tutto da scrivere. Il centravanti serbo, pur restando un punto fermo in rosa, continua a essere corteggiato da diverse big europee, soprattutto in Premier League.

L’eventuale addio di Vlahovic a stagione in corso rappresenterebbe la chiave per sbloccare l’operazione: da un lato, libererebbe spazio salariale per gestire l’ingaggio elevato di Gabriel Jesus; dall’altro, garantirebbe alla Juventus la liquidità necessaria per trattare con l’Arsenal.

In quest’ottica, il calciomercato Juve potrebbe vivere settimane caldissime già da dicembre. Il club bianconero sta monitorando l’evolversi della situazione con attenzione, pronto a farsi trovare preparato qualora si aprissero spiragli concreti. L’arrivo del brasiliano ex Manchester City sarebbe un colpo di spessore, utile non solo a rafforzare l’attacco ma anche a rilanciare le ambizioni del club in vista del girone di ritorno.

Tutto però ruota attorno a una sola, fondamentale variabile: la volontà di Vlahovic. Se il serbo dovesse accettare un trasferimento, la Juventus avrebbe già pronto il profilo ideale per raccoglierne l’eredità. I prossimi mesi saranno cruciali per delineare il futuro offensivo bianconero e capire se questa suggestione potrà davvero trasformarsi in realtà.

Infortuni Parma, ansia per quel giocatore. Oggi esami importanti per lui


Infortuni Parma, ansia per Valeri: attesa per gli esami decisivi

In casa Parma scatta l’allarme per le condizioni di Emanuele Valeri, uscito malconcio dalla sfida contro il Lecce. Il terzino sinistro, punto fermo della formazione gialloblù, ha riportato un colpo alla caviglia che desta non poche preoccupazioni. L’infortunio è arrivato nel corso del primo tempo: Valeri ha provato a stringere i denti, ma il dolore lo ha costretto ad alzare bandiera bianca. Al suo posto è entrato Lovik, ma l’attenzione ora è tutta rivolta agli esami strumentali previsti in queste ore.

La situazione è ancora da valutare nel dettaglio, ma il timore è che non si tratti di un semplice trauma. Il Parma spera si possa trattare solo di una leggera distorsione, ma non si esclude un possibile stop più lungo. In un momento già delicato della stagione, gli infortuni Parma iniziano a diventare un tema ricorrente e potenzialmente determinante per le ambizioni del club.

Valeri non è un giocatore qualunque: è uno degli elementi più continui della rosa, prezioso sia in fase difensiva che nelle sortite offensive. La sua spinta sulla fascia ha rappresentato finora una delle principali armi del Parma, e perderlo ora significherebbe togliere dinamismo e profondità al gioco di squadra.

L’eventuale assenza di Valeri complicherebbe la gestione delle prossime gare, soprattutto in un calendario fitto come quello autunnale. Gli uomini di Pecchia dovranno fare i conti con un reparto arretrato già messo alla prova, e l’allenatore potrebbe essere costretto a ridisegnare l’assetto tattico, magari dando spazio a soluzioni alternative o adattando altri giocatori al ruolo.

Gli infortuni Parma rischiano quindi di diventare una vera emergenza. Non si tratta solo di una questione numerica, ma di equilibrio in campo: perdere un titolare fisso e affidabile come Valeri in un momento così critico potrebbe compromettere la continuità di risultati che il club sta cercando di costruire.

L’attesa per gli esami è carica di tensione: il Parma incrocia le dita, i tifosi restano in apprensione. Il responso medico dirà se si tratterà solo di qualche settimana di stop o di qualcosa di più serio. In ogni caso, la gestione dell’emergenza sarà fondamentale per non perdere terreno in classifica e tenere viva la corsa agli obiettivi stagionali.

Capello su Italia-Israele: «Giocare serve per questo motivo. Ammiro molto Gattuso su…»


Italia-Israele, Capello: «Si deve giocare. Gattuso ha avuto coraggio»

Il match Italia-Israele continua a far discutere non solo dal punto di vista sportivo, ma anche per le implicazioni che lo circondano. A prendere posizione è stato Fabio Capello, uno dei volti più autorevoli del calcio italiano, che ha commentato la situazione ai microfoni di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1.

Capello è stato chiaro: secondo lui la partita Italia-Israele si deve giocare, senza lasciarsi condizionare da questioni politiche o esterne al campo. «Bisogna lasciare da parte la politica. Lo sport deve unire, non dividere», ha detto l’ex allenatore di Milan, Roma, Juventus e Real Madrid. Le sue parole arrivano in un momento delicato, in cui il dibattito pubblico è molto acceso e l’organizzazione dell’amichevole è diventata un tema non solo sportivo.

Oltre alla questione legata al confronto Italia-Israele, Capello ha parlato anche del nuovo commissario tecnico Rino Gattuso, recentemente subentrato in panchina. «Ha avuto il coraggio di accettare una situazione difficile, non come chi molla a metà percorso», ha sottolineato, in una chiara stoccata a chi ha lasciato l’incarico tecnico nelle ultime settimane.

Sul piano del gioco, Capello ha riconosciuto alcuni aspetti positivi visti nella recente prestazione dell’Italia, sottolineando l’agonismo e l’impegno dei giocatori: «L’Italia si è battuta su ogni pallone, ha giocato con il cuore. Ma manca ancora qualcosa sul piano della qualità e della velocità.» Per l’ex tecnico, il match contro Israele potrà diventare un test importante non solo per verificare la condizione fisica, ma anche per comprendere la reale consistenza del progetto tecnico avviato da Gattuso.

Il match Italia-Israele, previsto nelle prossime settimane, non è solo un’amichevole sul calendario: è un’occasione per vedere all’opera una Nazionale in fase di transizione, alle prese con cambiamenti tattici e nuove gerarchie. Allo stesso tempo, è anche un evento che chiama in causa la responsabilità del calcio come strumento di dialogo, in un contesto internazionale complicato.

La posizione di Capello è netta: niente rinvii, niente esitazioni. Il campo deve parlare. E l’Italia, in un momento cruciale per la propria identità sportiva e istituzionale, ha l’obbligo di esserci.

Lookman-Inter, possibilità concrete a gennaio? Le parole di quell’agente fanno riflettere


Lookman-Inter, l’agente Canovi: «L’Atalanta non se ne priverà a gennaio»

Il nome di Ademola Lookman continua a essere accostato all’Inter, ma almeno per il momento un suo trasferimento sembra destinato a rimanere solo una suggestione di mercato. In un’intervista concessa a TuttoMercatoWeb, l’agente Dario Canovi ha fatto il punto sulla situazione dell’attaccante nigeriano dell’Atalanta, tornato in grande forma nelle ultime settimane sotto la guida di Ivan Juric.

Durante l’ultima sessione estiva di calciomercato, il profilo di Lookman era stato fortemente seguito dalla dirigenza interista. La formula ideale per portarlo a Milano sembrava potersi trovare, ma alla fine la trattativa tra l’Inter e il club bergamasco non è mai decollata del tutto. La società nerazzurra (quella di Milano) ha preferito puntare su altri obiettivi nel reparto offensivo, mentre l’Atalanta ha scelto di trattenere uno dei suoi giocatori più decisivi.

Secondo Canovi, l’ipotesi “Lookman-Inter” potrebbe tornare d’attualità solo nella prossima estate. Il motivo? L’Atalanta considera il classe 1997 troppo importante per privarsene a gennaio, soprattutto considerando il peso specifico che l’attaccante sta avendo nella manovra offensiva della squadra.

«Credo che l’Atalanta se lo terrà stretto, almeno fino all’estate. È un calciatore importante, è rimasto. Penso che la Dea non ne farà a meno a gennaio», ha dichiarato Canovi.

Il rendimento di Lookman, autore già di diverse prestazioni di alto livello in campionato e in Europa, ha infatti rafforzato la posizione del club bergamasco, deciso a non smantellare il gruppo durante la sessione invernale. Juric punta forte sull’estro dell’ex Leicester e RB Lipsia, ritenendolo centrale nel progetto tecnico.

L’Inter, dal canto suo, continuerà a monitorare da vicino la situazione. L’interesse per Lookman non è mai del tutto tramontato e, in caso di cessioni o necessità nel reparto avanzato, il suo nome potrebbe tornare nella lista dei potenziali obiettivi per la stagione 2025/26.

In sintesi, la pista Lookman-Inter resta viva, ma per ora in stand-by. Le prossime settimane potrebbero essere decisive per capire se ci saranno nuovi sviluppi, anche se tutto lascia pensare che ogni discorso sarà rimandato alla prossima estate.

Torino, per Baroni esonero rimandato o permanenza sicura? Cosa filtra davvero sul futuro. E col Napoli…

In casa Torino tiene banco il possibile esonero (ammesso che sia mai stato davvero vicino) di Marco Baroni, ecco cosa filtra dopo il pareggio con la Lazio. Mentre col Napoli…

Esonero Baroni: un accostamento di parole che nelle ultime settimane in quel di Torino ha trovato terreno fertile: che si tratti di quotidiani cartacei, testate online o pagine social. Insomma, tutti ne hanno parlato – talvolta senza mezze misure – “motivati” da un avvio di stagione oggettivamente complicato per il tecnico toscano sulla panchina del club granata. Che mister Baroni sia stato davvero ad un passo da lasciare il Piemonte? Difficile dirlo, come anticipato sulle colonne di Calcionews24 in data primo ottobre (l’articolo è ancora consultabile), il club di Via Viotti ha sempre nutrito grande fiducia nei mezzi del proprio allenatore, così come in quelli della squadra a sua disposizione. Pur – manco a dirlo – mettendo sotto critica osservazione i risultati negativi inanellati nelle prime apparizioni in campionato.

Poco importa comunque, il pareggio ottenuto nell’ultima partita contro la Lazio (a fronte di una prestazione decisamente convincente) sembra aver placato le acque in tempesta. La società di Urbano Cairo ha confermato come il classe 1963 resterà a capo della delegazione sabauda, di certo fino in occasione del prossimo incontro con il Napoli. Lo stesso tecnico – intervenuto in conferenza stampa ai margini dell’incontro con i capitolini – ci ha tenuto a fornire alcune delucidazioni sul suo futuro: «Non sentivo i fucili puntati addosso. Ieri abbiamo avuto un pranzo sereno (con la dirigenza prima della partita, ndr)». E ancora: «Sapevo delle difficoltà di costruire un percorso nuovo e credo ne fosse cosciente anche la società, così come il direttore».

Sia chiaro, come spiegato Baroni – per quanto rinfrancato da una nuova dose di fiducia – non potrà dormire tra due guanciali. Il match in programma tra dodici giorni contro i campani targati Antonio Conte si palesa come un nuovo crocevia per la stagione del suo Torino (e, per proprietà transitiva, della sua carriera). Vincere o pareggiare (magari a fronte di una performance altrettanto effervescente) lo confermerebbe ulteriormente anche per le sfide a venire, una sconfitta – specie se rovinosa – lo andrebbe invece a posizionare ancora una volta sul banco degli imputati. La classifica non lascia spazio a troppe interpretazioni: dopo sei giornate (e tante big affrontate) i granata occupano la quindicesima casella della graduatoria a sole due lunghezze dalla zona retrocessione. Urge una reazione, urge un cambio di rotta immediato.

LEGGI QUI LA NOSTRA ANTICIPAZIONE DEL PRIMO OTTOBRE, LA SMENTITA SULL’ESONERO DI MARCO BARONI IN CASA TORINO

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