Pagina 75 – Calcio News 24

Italia, Malagò continua a pensare a Maldini: l’ex capitano del Milan nel progetto di rilancio azzurro

La FIGC accelera per affidare a Paolo Maldini un ruolo chiave nel futuro del calcio italiano: Malagò in pressing

Dopo la recente elezione alla guida della FIGC, Giovanni Malagò è già al lavoro per costruire la squadra che dovrà accompagnarlo nella delicata missione di rilanciare il movimento calcistico nazionale. Il nuovo presidente federale è chiamato a fronteggiare una fase particolarmente complessa per il calcio italiano, tra risultati deludenti e la necessità di una profonda riorganizzazione.

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Tra le prime idee sul tavolo c’è quella di affidare un ruolo centrale a una figura di grande esperienza e prestigio. In cima alla lista dei desideri della Federazione c’è infatti Paolo Maldini, storico simbolo del Milan e della Nazionale italiana, considerato il profilo ideale per guidare l’area tecnica.

Secondo le indiscrezioni, la FIGC starebbe portando avanti un forte lavoro diplomatico per convincere l’ex difensore ad accettare l’incarico. L’idea sarebbe quella di affidargli la carica di direttore tecnico, con competenze estese sia sul settore tecnico sia sul settore giovanile.

La presenza di Maldini rappresenterebbe un segnale importante per tutto il movimento, grazie alla sua autorevolezza, alla sua esperienza dirigenziale e alla profonda conoscenza del calcio internazionale. Ora la palla passa all’ex capitano rossonero, chiamato a decidere se raccogliere una delle sfide più affascinanti della sua carriera.

Zaniolo Udinese, il rinnovo non arriva: Milan nel mirino dell’attaccante

Il futuro dell’ex Roma Nicolò Zaniolo resta in bilico nonostante una stagione positiva in Friuli. C’è il Milan

Dopo una stagione decisamente convincente con la maglia dell’Udinese, il futuro di Nicolò Zaniolo potrebbe tornare a essere argomento di mercato. Il club friulano ha infatti esercitato il diritto di riscatto dal Galatasaray, investendo 10 milioni di euro per assicurarsi definitivamente le prestazioni dell’attaccante.

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Il classe 1999 ha risposto sul campo con numeri importanti, mettendo a referto sei reti e sette assist, diventando uno dei protagonisti della stagione bianconera. Nonostante questo rendimento, però, il rapporto tra il giocatore e la società sarebbe attraversato da alcune tensioni legate all’aspetto contrattuale.

Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, Zaniolo non avrebbe gradito il mancato adeguamento del proprio ingaggio, rimasto fermo a 1,8 milioni di euro netti a stagione. L’attaccante chiederebbe un aumento fino a 3 milioni annui, oppure un’estensione del contratto di ulteriori due anni, fino al 2031, con una diversa distribuzione dell’ingaggio.

Per questo motivo non è da escludere una possibile separazione già durante l’attuale sessione estiva di mercato. Tra le destinazioni più gradite al calciatore ci sarebbe il Milan, club che lo affascina da tempo e contro il quale ha brillato nella scorsa stagione. Sullo sfondo resta anche l’interesse della Lazio, anche se alcune dinamiche extracalcistiche renderebbero l’operazione particolarmente complicata.

Pagelle Svizzera Canada: Manzambi predestinato, che impatto di Promise David! I TOP e i FLOP

Pagelle Svizzera Canada: i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per la terza giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Svizzera Canada, i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la terza giornata dei Mondiali 2026. Gara vinta dai rossocrociati per 2-1, che così guadagnano il primo posto nel girone lasciando alla nazionale di casa il secondo.

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I TOP

  • Johan Manzambi (Svizzera). Un predestinato. Assoluto mattatore della serata, l’attaccante elvetico si prende la scena al 46′ confezionando l’assist per il gol del vantaggio di Vargas (dopo una sgroppata sulla destra) e poi al 57′ si mette in proprio firmando il raddoppio con un destro potente che piega Crepeau. I numeri parlano per lui: è uno dei soli tre giocatori in questo secolo ad aver partecipato ad almeno 4 gol (3 reti, 1 assist) in un Mondiale prima di compiere 21 anni, unendosi a nomi del calibro di Mbappé e Müller. Ha fatto benissimo a dargli finalmente la titolarità.
  • Breel Embolo (Svizzera. Non segna, ma è fondamentale nell’economia del gioco svizzero. Dopo aver fallito un’occasione clamorosa a tu per tu con il portiere all’11’, si riscatta nella ripresa. Prima un velo chirurgico e geniale per spalancare la porta a Vargas in occasione dell’1-0, poi l’assist in profondità per la stoccata di Manzambi. Onnipresente, fatica e qualità.
  • Promise David (Canada). L’uomo della speranza per i padroni di casa. Subentra al 75′ per Buchanan e ci mette letteralmente pochi secondi per incidere: al 76′, sul primo pallone giocato, insacca in scivolata il gol del 2-1 su assist di Saliba. Riapre il match, accende il BC Place e fino all’ultimo secondo lotta su ogni pallone (sua la spizzata che fa quasi segnare Cornelius al 91′).

I FLOP

  • Derek Cornelius (Canada). Nel primo tempo è autorevole e salva il Canada immolandosi su Manzambi all’11’, ma nella ripresa affonda insieme all’intero reparto difensivo. Al 57′, in occasione del gol del raddoppio, si fa pescare altissimo e completamente fuori posizione, lasciando una prateria centrale a Embolo e Manzambi per il 2-0. Al 91′ manca l’inzuccata clamorosa del potenziale pareggio da una posizione più che favorevole. Sul piano della lotta non gli si può dire niente, sul resto sì.
  • Maxime Crépeau (Canada). Sebbene non possa fare miracoli sulla sassata di Vargas, la responsabilità è palese in occasione del secondo gol elvetico. Al 57′ il destro di Manzambi è sicuramente potente, ma lui si fa goffamente passare il pallone sotto le braccia. Un errore che costa caro e chiude le porte al primo posto nel girone.
  • Cyle Larin (Canada). Partita anonima e nervosa per l’attaccante canadese. Spreca una buona occasione al 35′ tirando in modo prevedibile e poco angolato tra le braccia di Kobel e si fa ammonire ingenuamente per aver allontanato il pallone a Xhaka. Non riesce a dare profondità all’attacco e viene sostituito da Marsch al 58′ dopo l’uno-due devastante degli elvetici.

Svizzera Canada, la partita di Manzambi: il focus sulla prestazione del centrocampista

Svizzera Canada, la partita di Manzambi: ecco l’analisi completa della prestazione del centrocampista nella terza gara del Mondiale 2026

Uno dei protagonisti annunciati di Canada Svizzera, la gara del terzo turno del gruppo B al Mondiale 2026, è senza dubbio Johan Manzambi. Il centrocampista del Friburgo ha già all’attivo due gol in questo torneo. Ecco la nostra analisi sulla sua partita.

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PRIMO TEMPO

Dopo avere spaccato la gara con il suo ingresso nel finale con la Bosnia, suggellato da una doppietta, oggi il CT Yakin ha deciso di puntare dall’inizio su Johan Manzambi, schierato sulla trequarti nel 4-2-3-1 (o 4-1-2-3 secondo la grafica proposta dalla Fifa). Primo intervento importante lo si ha in difesa, per liberare l’area in un angolo del Canada. All’8’ controlla male un lancio, ma riesce comunque a salvare il possesso ripiegando all’indietro. Nelle prime battute sembra muoversi prevalentemente sul centro-sinistra ma gode comunque di libertà. Al 9’ buon stop di spalle a sterzare velocemente, viene colpito sul piede d’appoggio e prende fallo. All’11 doppia grande occasione della Svizzera: Embolo centra il portiere, Manzambi colpisce Cornelius, lo specchio della porta era assolutamente libero. Al 17′ lo svizzero viene lanciato in profondità, entra in area e sul generoso recupero di Larin si lascia cadere, non c’è nulla di irregolare. Al 22′ scatta in zona centrale, sta giocando vicinissimo a Embolo: posizione di fuorigioco. Molto bene nella trasmissione veloce della palla per Vargas, l’azione sfuma ma la verticalizzazione del numero 9 è stata fatta come si deve. Non mancano le sponde girato di spalle per alimentare la manovra offensiva nel suo contributo odierno. Al 39′ si gira, taglia in diagonale il campo e viene fermato in rimessa laterale.

SECONDO TEMPO

Al primo minuto della ripresa la Svizzera passa: cross perfetto dalla destra proprio di Manzambi, palla che non aggancia Embolo, sul lato opposto c’è Vargas che stoppa e trova l’angolino. Al 50′ il giocatore del Friburgo riceve in area ma non riesce a reggere l’urto di un avversario. Al 55′ commette un fallo nel tentativo di guadagnare un pallone troppo corto per lui. Un minuto dopo la Svizzera raddoppia e l’autore è Manzambi: bravo Embolo a servirlo, il numero 9 arriva in corsa e calcia d’interno forte, piegando le mani a Crepeau. E con questo sono già 3 i gol in queste prime 3 gare del Mondiale, Johan sta diventando uno dei grandi protagonisti, oltre ad essere il capocannoniere della nazionale rossocrociata. Al 62′ tenta una fuga sulla fascia, irruenza e velocità, Cornelius riesce a fermarlo con un tackle vibrante, quasi disperato. Al 66′ rimane a terra per un contrasto con Laryea, il Canada con estremo fair-play mette la palla fuori. Al 77′ sul primo palo respinge un calcio d’angolo dei padroni di casa, rivitalizzati dalla rete del 2-1. All’82’ cerca di gestire un pallone sull’out senza successo, Yakin lo tiene in campo nonostante il grande dispendio fisico. Poco dopo se ne va da una rimessa laterale, cross dal fondo a mezza altezza che il portiere canadese anestetizza in due tempi. Finisce qui la sua partita: all’85 Fassnacht ne prende il posto. Una prestazione gigantesca quella di Manzambi, il migliore dei suoi e non solo per la partecipazione ai due gol come uomo-assist e realizzatore.

Palestra, niente Inter: la spunta il Chelsea! Cosa lascia l’affare sfumato: 3 considerazioni – VIDEO di Giuseppe Colicchia

Palestra, niente Inter: la spunta il Chelsea per l’esterno destro dell’Atalanta! Cosa lascia l’affare sfumato: 3 considerazioni – VIDEO

La lunga trattativa per Marco Palestra si è chiusa nel modo più amaro per l’Inter. Quando il talento dell’Atalanta sembrava ormai vicino al trasferimento in nerazzurro, l’inserimento del Chelsea ha cambiato completamente lo scenario. Il club londinese ha infatti presentato una proposta economicamente superiore, mettendo sul tavolo cifre difficili da pareggiare per qualsiasi società italiana.

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L’Inter si era spinta fino a un’offerta vicina ai 50 milioni di euro, ma i Blues hanno rilanciato arrivando a 60 milioni per l’Atalanta e a un contratto da circa 6-7 milioni di euro a stagione per il giocatore. Numeri che hanno pesato in modo decisivo, nonostante il Chelsea non parteciperà alle coppe europee nella prossima stagione.

Palestra Inter, una delusione ma anche un rischio evitato

Il mancato arrivo di Palestra rappresenta senza dubbio una delusione per l’Inter, che aveva individuato nel giocatore un profilo di prospettiva per rinforzare la rosa. Allo stesso tempo, però, l’operazione avrebbe comportato un investimento molto pesante.

Già la valutazione da 50 milioni appariva alta per un calciatore di enorme talento ma ancora da consolidare definitivamente ai massimi livelli. Spingersi fino a 60 milioni avrebbe significato concentrare una parte rilevante del budget su un solo giocatore, riducendo il margine operativo per altri reparti.

Palestra Inter, il mercato offre alternative e più libertà

Il vantaggio per i nerazzurri è ora quello di poter redistribuire le risorse su più operazioni. Il mercato europeo offre profili interessanti con caratteristiche simili e costi più sostenibili, permettendo all’Inter di costruire una rosa più completa senza legarsi a un investimento fuori scala.

C’è anche un altro aspetto rilevante: evitando un esborso così pesante, il club mantiene maggiore forza nelle trattative in uscita. Se l’Inter avesse chiuso l’acquisto di Palestra, sarebbe stata probabilmente costretta a vendere in tempi rapidi alcuni elementi della rosa, esponendosi a offerte al ribasso.

Palestra Inter, la lezione dell’Atalanta e il confronto con Nico Paz

L’Atalanta, ancora una volta, ha dimostrato grande capacità nel valorizzare i propri talenti e massimizzare il ritorno economico. Il caso Palestra conferma anche lo strapotere finanziario della Premier League, capace di muovere cifre difficilmente sostenibili in Serie A.

Il paragone con Nico Paz è inevitabile: i 60 milioni investiti dal Chelsea corrispondono alla valutazione richiesta dal Real Madrid per il talento argentino. Un confronto che alimenta il dibattito sul reale valore dell’operazione e sulle prossime mosse dell’Inter.

Moviola Svizzera Canada, tutti gli episodi dubbi del match diretto da Ramon Abatti

Moviola Svizzera Canada: gli episodi dubbi del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Moviola Svizzera Canada: gli episodi dubbi del match diretto da Ramon Abatti, valido per la terza giornata dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO

Primo fallo piuttosto ingenuo di Jaquet su Ahmed, che sembrava chiuso all’angolo: lo svizzero non è però d’accordo della decisione. Al 13′ Larin è in netto fuorigioco, l’arbitro lascia scorrere l’azione e solo dopo un bel po’ di tempo viene segnalata la posizione irregolare. Gara vivace e aperta, non mancano i contrasti e conseguentemente i fischi dell’arbitrr. Al 17′ lo svizzero Manzambi viene lanciato in profondità, entra in area e sul recupero di Larin si lascia cadere, non c’è nulla di irregolare. Richiamo solo verbale per Rodriguez che atterra nettamente Buchanan, bravo nel superarlo con un controllo orientato. Dopo la pausa per dissetarsi, scontro duro tra Vargas e Johnston, Abatti ci mette un po’ a decidere di fermare il gioco. Polemica tra Akanji e Buchanan, l’interista contesta all’ex nerazzurro di essersi buttato. Al 31′ su una punizione Larin sposta palla e Xhaka lo colpisce nettamente sullo stinco perché stava già calciando: l’arbitro decide che entrambi meritano il cartellino, nessuno dei due è diffidato. Al 36′ Embolo chiede un fallo in area di rigore su una piccola trattenuta di De Fougerolles, contatto lievissimo. Gara fluida, solo 4 i minuti di recupero. Si va al riposo con un numero di falli non basso: ben 11 quelli della Svizzera, 5 del Canada.

SECONDO TEMPO

Come nel primo tempo, Manzambi cade in area di rigore senza che la spinta appaia degna di essere considerata. Fischi del pubblico perché il Canada ferma il gioco vedendo proprio il 9 svizzero a terra, lo accusano di accentuare i danni di un normale contrasto. Anche nella ripresa si conferma un andamento vivace, i frequenti cambi di punteggio producono ancor più agonismo. A 3 minuti dal 90′ giallo doveroso per Millar che trattiene Ndoye per evitare che vada via a campo aperto. Extra-time di 6 minuti, normale tenendo conto dei cambi. Si chiude con un numero non banale di falli, 32: 19 sono della Svizzera, 6 in meno per la squadra di casa.

Calciomercato Inter e Como, novità su Solet e Chalobah: il punto di Romano

Calciomercato Inter e Como, novità su Solet e Chalobah: sia i nerazzurri che i lariani pensano al difensore del Chelsea, il punto di Romano

Arrivano aggiornamenti importanti sul fronte calciomercato, con due difensori finiti al centro delle valutazioni di Inter e Como in vista della prossima stagione. I nomi sono quelli di Oumar Solet, centrale dell’Udinese, e Trevoh Chalobah, difensore del Chelsea. A fare il punto è stato Fabrizio Romano sul proprio canale YouTube, chiarendo lo stato delle trattative e il livello reale degli interessamenti.

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Calciomercato Inter, Solet resta lontano dalla chiusura

Il primo tema riguarda Solet, accostato nelle ultime settimane all’Inter. Secondo Romano, però, la pista non sarebbe mai stata vicina alla chiusura, soprattutto per la distanza tra domanda e offerta con l’Udinese.

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SOLET – «Tante domande su Solet, era stato dato vicino all’Inter ma non lo era. C’era una differenza di valutazione con l’Udinese, inizialmente dai 17 proposti ai 30 richiesti. Le chiamate continuano ma non siamo assolutamente in chiusura. Voci sull’Atletico Madrid, che non si è fatto vivo con l’Udinese per ora. Vediamo se il club spagnolo scenderà in pista su Solet».

Il centrale resta dunque un profilo monitorato, ma al momento non ci sono segnali di svolta imminente. L’Udinese continua a valutare il giocatore in modo importante, mentre l’Inter non sembra intenzionata ad avvicinarsi alle richieste iniziali.

Calciomercato Como, offerta per Chalobah: occhio anche all’Inter

Chalobah 24 06
Calciomercato Como, offerta per Chalobah: occhio anche all’Inter – CalcioNews24.com

Diverso il discorso per Chalobah, che potrebbe lasciare il Chelsea davanti a un’offerta ritenuta adeguata. Il Como si è mosso in maniera concreta, mettendo già una proposta sul tavolo, anche se tra le parti resta ancora distanza.

CHALOBAH – «A proposito di difensori, Chalobah ha molta voglia di Italia, il centrale può lasciare il Chelsea se arriva l’offerta giusta. Il Como si è mosso e lo ha fatto in maniera forte, con una prima offerta sul tavolo. C’è comunque distanza per ora. Il Como cerca un difensore importante, era anche stato cercato dal Chelsea per Ramon (non in cima alla lista). Su Chalobah occhio perché può esserci anche un interesse da parte dell’Inter, è una possibilità per la difesa. I nerazzurri lo apprezzano da anni, vedremo se ci sarà una proposta al Chelsea. Il Como comunque un’offerta l’ha già fatta».

Il Como resta quindi il club più attivo, ma l’Inter osserva: Chalobah è un nome apprezzato da tempo e potrebbe diventare una possibilità concreta per rinforzare la difesa nerazzurra.

Jonathan David manda messaggio sul futuro alla Juventus: «Ho un contratto di cinque anni, voglio restare»

Jonathan David manda messaggio sul futuro alla Juventus: «Ho un contratto di cinque anni, voglio restare». Le parole dell’attaccante canadese

Jonathan David guarda al presente del Mondiale con il Canada, ma manda anche un segnale chiaro sul proprio futuro alla Juventus. Il centravanti canadese, atteso dalla sfida contro la Svizzera, ha parlato ai microfoni di RSI Sport a poche ore da una partita importante per il cammino della sua nazionale nella competizione.

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Tra i temi affrontati, inevitabile anche il riferimento alla sua permanenza in bianconero. David ha risposto senza esitazioni, ribadendo il proprio legame contrattuale con la Juve e allontanando così eventuali dubbi sul suo futuro.

Jonathan David Juventus, le parole sulla permanenza in bianconero

Sul tema futuro, l’attaccante è stato molto netto: «Resterò alla Juventus? Sì, sì, ho un contratto di cinque anni, quindi per quanto mi riguarda sono ancora qui».

Una dichiarazione breve ma significativa, che conferma la volontà del giocatore di restare concentrato sul progetto bianconero. In questa fase, però, la priorità resta il Canada, con David impegnato a trascinare la propria nazionale in un girone complicato e ricco di insidie.

Jonathan David, il Canada e la sfida alla Svizzera

Il centravanti ha poi spiegato le differenze tra il rendimento nel club e quello in nazionale: «Bene al Mondiale? È sempre diverso quando giochi nel club o nella nazionale. Sono squadre diverse e lo stile di gioco è diverso, quindi cambia tutto».

Infine, David si è soffermato anche su Manuel Akanji, difensore della Svizzera e possibile avversario diretto nella sfida mondiale: «Akanji? È un ottimo giocatore, un ottimo difensore. Ha giocato per club davvero importanti, ha molta esperienza. Difensivamente sarà difficile da affrontare. Sappiamo che la Svizzera è una squadra con esperienza nei grandi tornei. Sarà una sfida difficile ma siamo pronti».

Parole che confermano la concentrazione del canadese: testa al Mondiale, ma futuro ancora saldamente legato alla Juventus.

Romagnoli lascia la Lazio: accordo totale con l’Al-Sadd, nuova avventura in Qatar

Romagnoli saluta i biancocelesti dopo quattro stagioni: visite mediche imminenti e firma pronta con il club qatariota

Si chiude ufficialmente l’avventura di Alessio Romagnoli con la Lazio. Dopo settimane caratterizzate da indiscrezioni, contatti e trattative, è arrivata la svolta definitiva che sancisce la separazione tra il difensore centrale e il club biancoceleste. Il classe 1995 ha infatti raggiunto un accordo totale con l’Al-Sadd, formazione tra le più importanti del calcio qatariota.

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Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, le parti hanno definito ogni aspetto dell’intesa e il trasferimento è ormai nelle battute finali. Il giocatore è atteso nelle prossime ore in Qatar, dove sosterrà le consuete visite mediche prima della firma sul nuovo contratto.

Si chiude un ciclo importante in biancoceleste

L’addio di Romagnoli mette la parola fine a un percorso durato quattro stagioni, durante le quali il centrale si è imposto come uno dei punti di riferimento della retroguardia laziale grazie a leadership, esperienza e continuità di rendimento.

La società capitolina aveva provato a trattenere il difensore anche nei mesi scorsi, considerandolo un elemento fondamentale del progetto tecnico. Tuttavia, la volontà del giocatore di affrontare una nuova esperienza professionale e di misurarsi in un contesto diverso ha avuto un peso decisivo nella scelta finale.

Per Romagnoli si aprono ora le porte di una nuova sfida all’estero, mentre la Lazio dovrà individuare il profilo giusto per raccogliere l’eredità di uno dei suoi leader difensivi degli ultimi anni.

Dodo resta un nome caldo per l’Inter: i nerazzurri monitorano la situazione del brasiliano

Sondaggio approfondito del club milanese per l’esterno della Fiorentina: nessuna scelta definitiva, ma il profilo è tra quelli seguiti con attenzione

L’Inter continua a muoversi sul mercato alla ricerca di opportunità utili per rinforzare le corsie esterne e, tra i profili finiti sotto osservazione, c’è anche quello di Dodo, laterale brasiliano attualmente in forza alla Fiorentina.

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Secondo quanto rivelato da Alfredo Pedullà, il club nerazzurro avrebbe effettuato un approfondimento concreto sulla situazione del giocatore, valutandone caratteristiche tecniche, costi dell’operazione e possibili margini di sviluppo. Al momento, tuttavia, non sarebbe stata presa alcuna decisione definitiva e non esisterebbe una trattativa avanzata tra le parti.

L’esterno viola rappresenta però un profilo particolarmente apprezzato per la sua capacità di abbinare qualità offensiva, corsa e continuità di rendimento. Per questo motivo il suo nome resta inserito nella lista dei possibili obiettivi che l’Inter potrebbe prendere in considerazione nelle prossime settimane.

Non c’è soltanto il club milanese sulle tracce del brasiliano. Sempre secondo Pedullà, anche il Napoli starebbe monitorando la situazione del calciatore. In particolare, Dodo sarebbe stato individuato come una delle possibili alternative nel caso in cui non si concretizzasse l’operazione relativa a Khalaili.

Le prossime settimane potrebbero quindi risultare decisive per capire quale sarà il futuro dell’esterno della Fiorentina, con Inter e Napoli che restano alla finestra in attesa di eventuali sviluppi.

Coppa Italia 2026/27: ufficializzato il tabellone, ecco il percorso verso la finale

La Lega Serie A svela il cammino della prossima edizione di Coppa Italia 2026/2027: confermato il format

La Lega Serie A ha reso noto il tabellone della Coppa Italia 2026/27, aprendo ufficialmente la corsa al trofeo che nella scorsa edizione è stato conquistato dall’Inter. Con la pubblicazione degli accoppiamenti e del ranking, le squadre possono già iniziare a immaginare il proprio cammino fino all’atto conclusivo della competizione.

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Coppa Italia 2026/27: confermato il format

Nessuna novità sul fronte regolamentare. La Lega ha infatti deciso di mantenere il format utilizzato nelle ultime stagioni, confermando la presenza di 44 squadre partecipanti e la struttura del tabellone a eliminazione diretta.

Le formazioni ammesse saranno:

  • 20 club di Serie A
  • 20 club di Serie B
  • 4 società provenienti dalla Serie C

Anche per questa edizione resta invariata la formula che consente alle squadre con il ranking più elevato di entrare in gioco nelle fasi più avanzate del torneo.

Come funziona il ranking e l’accesso ai vari turni

Le 44 partecipanti vengono inserite in un tabellone tennistico numerato da 1 a 44, con l’ingresso nella competizione suddiviso in tre differenti momenti:

  • 8 squadre ai turni preliminari;
  • 28 squadre dai trentaduesimi di finale;
  • 8 teste di serie direttamente agli ottavi.

La graduatoria viene elaborata sulla base dei risultati ottenuti nella stagione precedente, tenendo conto del piazzamento in campionato, della vittoria della Coppa Italia e della qualificazione alle competizioni europee.

Le otto teste di serie della Coppa Italia 2026/27

Le squadre che entreranno direttamente dagli ottavi di finale saranno:

  1. Inter
  2. Napoli
  3. Roma
  4. Como
  5. Milan
  6. Juventus
  7. Atalanta
  8. Bologna

Grazie al loro ranking, queste formazioni avranno il vantaggio di debuttare più avanti nella competizione.

I possibili ottavi di finale

Se verranno rispettati i pronostici iniziali, gli ottavi potrebbero offrire questi confronti:

Parte sinistra del tabellone

  • Inter – Genoa
  • Bologna – Lazio
  • Milan – Torino
  • Como – Parma

Parte destra del tabellone

  • Roma – Cagliari
  • Juventus – Sassuolo
  • Atalanta – Udinese
  • Napoli – Fiorentina

Le possibili sfide dei quarti di finale

Guardando oltre gli ottavi, il tabellone potrebbe regalare incroci di grande fascino.

Parte sinistra

  • Inter – Bologna
  • Como – Milan

Parte destra

  • Roma – Juventus
  • Napoli – Atalanta

Semifinali da sogno: derby e big match all’orizzonte

Nel caso in cui le favorite rispettassero il ranking, la parte sinistra del tabellone potrebbe proporre un nuovo derby di Milano tra Inter e Milan, una sfida che ha già infiammato le recenti edizioni della competizione.

Sul lato opposto, invece, potrebbero andare in scena confronti di altissimo livello come Roma-Napoli oppure Juventus-Napoli, incontri che avrebbero il sapore di una finale anticipata.

La strada verso la Coppa Italia 2026/27 è ormai tracciata: il tabellone è definito e le pretendenti al trofeo conoscono già il percorso che potrebbe portarle fino alla finalissima.

Pronostici Mondiali 2026: Francia, Argentina, Spagna e Inghilterra sono nel gruppo delle favorite

48 nazionali, 12 gruppi e le quote che stanno già impazzando. La Francia è scesa fino a 4,00 su alcuni bookmakers, non è ancora chiaro chi dominerà ma è proprio questo il bello. Se sei appassionato di scommesse sportive, ti conviene tenere d’occhio i pronostici giorno dopo giorno sulle migliori lavagne.

Il nuovo formato allargato ha allungato la durata del torneo, quindi è anche più difficile prevedere l’andamento delle nazionali, comprese le big. Passano le prime due di ogni girone più le otto migliori terze, quindi una grande può inciampare e restare comunque in piedi, ma dai sedicesimi in poi ogni errore pesa il doppio. Se segui il torneo anche attraverso le quote, è utile osservare più mercati per capire come si muovono le quotazioni. Ci sono piattaforme che si occupano proprio di selezionare le migliori offerte e promozioni per le scommesse sportive, di confrontare i vari bookmakers e di filtrare le condizioni, le promozioni e le proposte disponibili. Certo, questo non è sufficiente per indovinare chi vincerà il Mondiale, ma è utile come strumento per capire quanto cambiano le valutazioni tra un operatore e l’altro, soprattutto in un torneo così mobile.

Le quote mostrano un Mondiale senza un vero leader

All’inizio si parlava di un testa a testa tra Francia e Spagna: i Bleus oscillavano tra 5,00 e 5,50, la Roja tra 5,50 e 6,00. Subito dietro c’erano Inghilterra, Argentina, Brasile e Portogallo, tutte abbastanza vicine.

Poi, però, qualcosa si è già mosso. Ora la Francia è tra 4,00 e 4,80, l’Argentina tra 6,00 e 7,70, la Spagna tra 6,50 e 7,20 e l’Inghilterra tra 7,00 e 9,25. Questi numeri dicono che la Francia resta in testa, mentre le altre nazionali oscillano in base ai risultati, alle impressioni e ai possibili incroci nel tabellone.

Perché la Francia e la Spagna restano in testa e non scendono

La Francia parte con un vantaggio che non riguarda solo Mbappé. Ha fisicità, profondità, esperienza e una rosa abituata a gestire le partite sporche. Già alla vigilia del torneo La Francia e la Spagna erano davanti nelle quote, entrambe attorno a 6,00 sulle lavagne.

La Spagna, dal canto suo, ha un’identità fortissima. Sa tenere la palla, abbassa il ritmo quando serve e ha dalla sua dei giovani di grande talento. Il limite, se proprio bisogna trovarne uno, è che un Mondiale allargato non premia solo chi gioca meglio: premia chi regge i viaggi, il caldo, le rotazioni e le partite ravvicinate. E qui la Francia, almeno sulla carta, sembra avere qualche soluzione in più.

Argentina, Brasile e Inghilterra hanno delle ottime possibilità

L’Argentina non è più solo “la squadra di Messi”, anche se nell’immaginario comune la gente la vede così. È campione in carica e ha quote in discesa dopo un buon avvio del girone. Questo non la rende automaticamente favorita, ma la rimette al centro della scena.

Il Brasile di Carlo Ancelotti è la variabile più affascinante. Prima del torneo, un italiano su quattro puntava idealmente sul Brasile del tecnico emiliano, anche se i bookmaker lo tenevano dietro la Francia e la Spagna. Il Brasile ha talento, ma deve dimostrare solidità nelle partite a eliminazione diretta.

L’Inghilterra, invece, è la nazionale più in dubbio. Ha una rosa incredibile, ha tanti giocatori offensivi e una quota da vera candidata. Però, c’è un grande peso che si porta appresso: non vince un titolo mondiale dal 1966. Se supera questo blocco emotivo, può arrivare fino in fondo.

Quindi, se si vuole fare una previsione la più accurata è questa:

  • Francia favorita più credibile, per profondità e continuità
  • Spagna e Argentina subito dietro
  • Inghilterra pericolosa se trova equilibrio
  • Brasile e Portogallo da tenere d’occhio, anche se sono meno lineari
  • Germania, Olanda e Norvegia come outsider di fascia alta

Le outsider che possono stravolgere il tabellone e sorprendere

Il nuovo formato a 48 squadre apre spazio anche a degli scenari inediti. Di solito la Coppa resta nelle mani delle big, è difficile che una nazionale piccola arrivi fino alla fine, però i sedicesimi aggiungono un turno secco in più, e un turno secco in più significa una serata storta in più da evitare.

La Norvegia incuriosisce per Haaland e per una quota da outsider vera. Non è nel primo gruppo, ma nessuna big vorrebbe incontrarla. Gli Stati Uniti, padroni di casa insieme a Canada e Messico, hanno il vantaggio ambientale, ma devono dimostrare maturità contro avversari europei e sudamericani di alto livello.

Un Mondiale che riserva tante sorprese e dove niente è scontato

Il pronostico più solido, oggi, dice che la favorita numero uno è la Francia. Non perché sia imbattibile, ma perché sa gestire bene le situazioni difficili e sa adattarsi. Dietro ci sono l’Argentina e la Spagna: la prima ha mentalità e inerzia, la seconda ha gioco e talento.

L’Inghilterra è la quarta grande candidata, forse quella con il margine più alto ma anche con più dubbi da sciogliere. In un Mondiale da 48 squadre, con 12 gironi e una fase a eliminazione diretta più lunga, il favorito ha un certo peso.

Serie A 2026/27: cosa cambia per le quote dopo l’uscita di Juve e Milan dalla Champions

La stagione 2025/26 si chiude con uno scenario che la Serie A non vedeva da decenni. Juventus e Milan, per la prima volta nella loro storia, mancano insieme la qualificazione alla Champions League. Sull’altro lato, l’Atalanta cambia panchina con un nome pesantissimo. È un riassetto che riscrive le quote antepost della stagione che sta per cominciare.

Le nuove gerarchie della Serie A 2026/27

Il dato sportivo è netto. Il fatto che Juventus e Milan finiscano insieme fuori dalla Champions League per la prima volta nella loro storia significa due squadre che storicamente assorbono la fetta più grande del traffico scommesse italiano costrette a ricalibrare l’intera stagione. Per la Vecchia Signora vuol dire mancati ricavi UEFA, rosa più corta, possibile rivoluzione tecnica. Per il Milan, oltre alla mancata vetrina europea, un’estate di mercato vincolata da bilancio e proprietà.

Allo stesso tempo, l’arrivo annunciato di Maurizio Sarri sulla panchina dell’Atalanta sposta il baricentro tattico del campionato. Una piazza che ha imparato a vincere col 3-4-2-1 di Gasperini e poi col Palladino-pensiero si prepara a passare a un 4-3-3 di scuola napoletana. Il calciomercato delle panchine, in Italia, conta sempre più di quello dei giocatori, e i bookmaker se ne accorgono prima della stampa.

Come cambiano le quote antepost

Sulle quote scudetto 2026/27, l’Inter resta riferimento naturale, ma il blocco delle inseguitrici si è scompaginato. Il Napoli conferma la posizione di candidato di lusso, mentre Roma e Lazio guadagnano spazio nella forbice di chi può inserirsi in zona Champions. La Juventus, su molti listini, perde la prima fila storica e si allinea alle quote di chi parte dietro per ammissione.

Le quote per la qualificazione alle prime quattro posizioni vivono la fase più interessante. Con Juve e Milan a doversi rifondare, due posti europei diventano in teoria contendibili. Atalanta, Bologna e la stessa Lazio sono i nomi che i mercati antepost stanno valorizzando di più nelle prime aperture. Per chi pensa di entrare in gioco ora, il vero tema è capire quando aprire le posizioni, troppo presto significa subire le notizie di mercato di luglio, troppo tardi vuol dire perdere il valore migliore.

Più nascoste, ma altrettanto significative, sono le quote sui marcatori. La partenza di un attaccante top in casa Juventus, o l’arrivo di un nuovo nove ad Atalanta sotto Sarri, può ribaltare il listino capocannonieri prima ancora del fischio d’inizio. Il consiglio è classico ma sempre valido, aspettare il chiuso del mercato di agosto prima di muovere giocate consistenti.

Bonus e regolamenti, leggere oltre l’importo nominale

In questa fase di pre-stagione il marketing dei bookmaker entra a regime. Le offerte di benvenuto per i nuovi iscritti tornano al centro della comunicazione, con importi crescenti, freebet e quote maggiorate sulle prime giocate. Si tratta della porta d’ingresso più frequentata per chi vuole iniziare a seguire la nuova Serie A piazzando le prime puntate.

Il punto, però, non è l’importo dichiarato in copertina. Il valore reale di un’offerta dipende da variabili tecniche che restano scritte in fondo al regolamento, in caratteri minuti. Conta il requisito di rigiocata, le quote minime accettate per sbloccare il credito, la scadenza temporale e le tipologie di scommessa ammesse. Due offerte da cento euro nominali possono valere, nella sostanza, una il doppio dell’altra.

Le condizioni di un’offerta promozionale, secondo le regole ADM, devono essere scritte in forma chiara e comprensibile. Nella pratica però i regolamenti restano densi, e l’utente medio non sempre coglie le clausole che spostano davvero il valore reale del bonus. In questo senso le comparazioni che traducono i regolamenti in voci omogenee, deposito minimo, quote richieste, requisiti di rollover, sono uno strumento più onesto di una semplice classifica per importo, e una rassegna ragionata dei bonus di benvenuto nei siti di scommesse parte proprio da lì.

Cosa aspettarsi nei prossimi mesi

Il quadro che esce dalla fine della stagione 2025/26 non si stabilizzerà prima di fine luglio. La nuova Juventus dovrà presentare il proprio progetto tecnico, il Milan chiarire perimetro economico e ambizioni, l’Atalanta di Sarri tradurre l’idea di gioco in mercato. Solo allora le quote scudetto e le offerte Champions assumeranno la forma definitiva.

Per chi segue le scommesse sportive con metodo, questo è un momento di osservazione più che di esposizione. Le posizioni più redditizie si aprono in queste settimane, ma solo se chi le prende sa già leggere oltre la copertina dell’offerta. Resta valido un principio che ogni regolamento ADM ribadisce, l’esercizio del gioco è riservato ai maggiorenni e va praticato in forma responsabile.

Donati: «Messi e Ronaldo possono trascinare Argentina e Portogallo, ma da soli non bastano. L’Olanda potrebbe faticare. Sul format ha ragione Infantino» – ESCLUSIVA e VIDEO

Mondiali 2026, l’analisi esclusiva di Massimo Donati: dalle favorite per il titolo alle outsider, passando per Messi, Ronaldo e il nuovo format allargato

Massimo Donati ha parlato in esclusiva a CalcioNews24 per analizzare quanto visto finora ai Mondiali 2026 in corso tra Stati Uniti, Canada e Messico. L’ex centrocampista e attuale allenatore si è soffermato sul peso di Lionel Messi e Cristiano Ronaldo, sulle nazionali favorite per la vittoria finale, sulla crescita delle cosiddette squadre minori e sul nuovo format della competizione. Non manca poi una riflessione sulle possibili sorprese del torneo e su una nazionale che, secondo lui, potrebbe incontrare qualche difficoltà nella fase a eliminazione diretta.

Ciao Massimo. Partiamo dal botta e risposta Cristiano Ronaldo Messi. Pensi che Portogallo e Argentina possano arrivare in fondo alla competizione trascinate da questi due fenomeni senza tempo?

«Iniziamo dicendo che Messi e Ronaldo sono ormai da parecchi anni al top, sono i numeri uno, anche se sono in due, sono i giocatori più rappresentativi, più forti, più determinanti sia per la nazionale che per le squadre di club per cui hanno giocato. Parliamo dei migliori giocatori di questa epoca ed è normale che si parli di loro, sia in positivo che in negativo, alla fine quando si è giocatori veramente importanti si si aspetta sempre un qualcosa di particolare, quando è positivo diventa quasi normalità, quando invece vengono un po’ a mancare si notano per l’altro aspetto. Quindi sono giocatori determinanti anche se alla fine nei giochi di squadra come è il calcio è il collettivo che diventa determinante perché poi vanno a supportare questi tipi di giocatori. Quindi possono arrivare in fondo, sì, sicuramente, senza dubbio, però poi sono i collettivi quelli che fanno la differenza e che ti permettono poi di arrivare fino in fondo. Da soli non ce la possono fare ma appunto devono essere accompagnati».

Guardando quanto visto finora, chi vedi oggi come favorita per arrivare fino in fondo?

«Ma allora diciamo che c’è stato qualche risultato anche un po’ sorprendente perché ci sono state nazionali chiamate minore, chiamiamole così, che si sono presentate molto organizzate e quindi certe partite sembravano scontate così scontate non lo sono state. Le squadre che possono vincere alla fine sono sempre le stesse, Francia, Argentina, Germania, poi ce ne sono altre che magari sono sulla carta un po’ sotto però come hai detto bene te più avanti arriveranno partite che poi verranno determinate da un episodio, da una giocata, da un qualcosa di particolare. Perché ripeto, il livello di organizzazione visto finora è, secondo me, molto importante, molto bello da vedere ed è bello anche vedere partite che non sono così scontate. Ecco, magari il Portogallo ieri ha fatto una vittoria più facile ma perché ha indirizzato subito la partita in una determinata maniera la partita si è resa più semplice. E quindi è un bel mondiale, è un bel mondiale da vedere, mi dispiace che non c’è l’Italia, ovviamente, però alla fine quello che si sta vedendo sono delle belle partite, delle squadre organizzate».

Finora abbiamo visto nazionali emergenti mettere in difficoltà squadre più quotate. Il livello del calcio internazionale si sta livellando oppure le grandi nazionali stanno attraversando una fase di ricambio generazionale?

«Ma non credo alla seconda cosa che hai detto, si crede che tutte le altre squadre si stanno preparando, si stanno evolvendo, hanno allenatori molto bravi, organizzati e preparati che portano le varie nazionali a crescere e a crescere di livello, a livello organizzativo, a livello difensivo, a livello di proposta di gioco. Quindi c’è una crescita, secondo me, globale di conoscenza del gioco, delle tattiche, di queste cose che poi ti permettono di competere con nazionali che sulla carta sono maggiori. E un altro dato importante, secondo me, sempre parlando delle squadre minori, sono la fame, la determinazione, la voglia di farsi vedere in una competizione, la competizione del calcio, la competizione più importante, perché ti dà una visibilità, un’opportunità incredibile per poi andare magari in squadre blasonate, che magari giocatori di nazionali minori non sono visti o sono in campionati con meno visibilità, hanno una determinazione, una voglia di far vedere che possono starci anche loro e di poter fare un salto importante e determinante. Questa cosa fa sì che appunto si presentano in campo anche contro giocatori veramente forti, nominati, famosi, che gli fa dare tutto ed è bello da vedere».

Sei quindi a favore del nuovo format allargato voluto da Infantino?

«Ma sì, nel senso più nazionali si vedono è meglio, sono nazionali che nella mia vita, ho sentito nominare poco, ma invece ci sono e sono anche bravi e quindi perché no, dare l’opportunità a più squadre di partecipare a un mondiale che è la competizione per eccellenza, secondo me è una cosa positiva. Dal punto di vista europeo, qua chiamo in gioco l’Italia che non è stata qualificata e alla fine è passata una squadra per girone, magari quello si poteva sistemare un po’ perché non è normale che alla fine l’Italia non ci sia. Poi è vero che ci sono stati i play-off e tutte quelle cose, però è stata un po’ limitante».

Da allenatore, qual è l’aspetto più difficile da gestire in un Mondiale?

«L’organizzazione senza dubbio, anche perché gli allenatori delle nazionali non hanno tantissimo tempo a disposizione durante l’anno per i campionati, per le tante competizioni che hanno i giocatori, però dare l’organizzazione e un’identità alle proprie squadre è fondamentale, questo vale per il nazionale ma vale per tutti gli allenatori. Cercare di dare più organizzazione possibile, dare identità, dare grande voglia, fiducia, determinazione di quello che si fa, poi quelle sono le cose che un allenatore può controllare, poi in campo se un giocatore sbaglia un gol, sbaglia un passaggio o il portiere sbaglia un intervento, quello ci può far poco, però quando riesci a dare queste cose riesci ad essere ben messo in campo e a fare la tua partita la maggior parte delle volte».

Quale nazionale potrebbe invece essere la vera outsider del torneo? A me viene in mente la Norvegia…

«Sì, anche io ho in mente quella, Norvegia e mi auguro anche la Scozia perché io ho vissuto la tanti anni, ho giocato lì e stasera è una partita complicata con il Brasile, se riesce a passare il turno secondo me ha dei giocatori, dei tifosi, un entusiasmo pazzesco per fare qualcosa di bello. Quindi queste due squadre, Norvegia e Scozia, mi auguro che possano fare qualcosa di importante perché mi stanno simpatici, sono gente dal grande cuore che danno tutto e queste cose le apprezzo».

C’è una nazionale che tutti stanno esaltando ma che, secondo lei, presenta limiti che potrebbero emergere nella fase a eliminazione diretta?

«Non mi viene in mente, però dico forse l’Olanda che ha fatto quattro punti fino adesso, però non sono sicuro sul proseguo di questa squadra, non chiedermi adesso di andare sullo specifico perché è un discorso un po’ più lungo, però secondo me l’Olanda presto potrebbe far fatica».

SI RINGRAZIA MASSIMO DONATI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Italia fuori dai Mondiali, il motivo? Un pool troppo ristretto con i non selezionabili che hanno giocato il 67,9% dei minuti in Serie A

Per la terza volta di fila gli azzurri sono fuori dai Mondiali, anche in questo nuovo formato allargato a 48 squadre. Ma non è tutto, il dato più critico arriva dalla FIGC: in Serie A i calciatori non selezionabili per l’Italia hanno giocato il 67,9% dei minuti complessivi.

Dopo il 2018 e il 2022, anche il 2026 i Mondiali si guardano dal divano e solo come spettatori. Tra i tifosi più che rabbia si percepisce una delusione consolidata. La passione per il calcio, però, non si spegne e milioni di italiani sono pronti a seguire le altre nazionali e a confrontare le quote. Le scommesse sportive hanno da sempre coinvolto migliaia di fan e ora più che mai data l’importanza dell’evento. Alcune piattaforme si sono specializzate proprio nel confrontare i vari siti scommesse senza deposito così da offrire agli utenti una panoramica aggiornata e precisa delle offerte, delle condizioni, delle licenze e dei criteri di valutazione che vengono usati dai bookmaker. Mentre tutti si disperano per l’Italia, le altre Nazionali se la stanno giocando alla grande e le quote cambiano giorno dopo giorno in base alle reti, alle previsioni e alle aspettative.

La notte di Zenica è stata il finale, non l’inizio del problema

La sconfitta contro la Bosnia ai rigori, dopo l’1-1 dei supplementari, ha chiuso la corsa al Mondiale nel modo più doloroso (il risultato finale ai rigori è stato 5-2 per i bosniaci). Ma non è stato solo questo il problema. L’Italia era già arrivata ai playoff perché aveva chiuso seconda nel girone, dietro la Norvegia che aveva dominato il raggruppamento vincendo tutte le sue partite.  Gli Azzurri avevano battuto l’Irlanda del Nord in semifinale per 2-0, con gol di Tonali e Kean a Bergamo, poi si sono fermati.

Il problema è che, anche se ogni eliminazione sembra diversa, il copione è circa sempre lo stesso: pressione enorme, pochi gol, poca serenità. La Nazionale approccia le partite decisive come se portasse sulle spalle tutto il peso degli ultimi dieci anni. E quando il margine è così sottile, basta un piccolo episodio per crollare.

Sono pochi gli italiani che giocano in modo decisivo nella Serie A

Il dato più pesante arriva dalla relazione FIGC, in Serie A i non selezionabili per l’Italia hanno giocato il 67,9% dei minuti. Questo vuol dire che, tra i 284 calciatori con almeno 30 minuti medi a partita, solo 89 erano italiani, e 10 di questi erano portieri.

Questo non significa che avere troppi stranieri in campo sia un problema, affatto, il punto è un altro: se i club italiani non danno spazio stabile ai giocatori italiani nei ruoli decisivi, la Nazionale è costretta a pescare da un bacino troppo stretto. Soprattutto se servono degli attaccanti abituati a reggere la pressione e l’area di rigore.

Com’è stata la situazione del calcio italiano in questi ultimi anni?

  • Pochi giovani italiani giocano in modo decisivo in Serie A
  • Molti talenti arrivano in prima squadra troppo tardi
  • Gli attaccanti italiani trovano meno spazio rispetto al passato
  • I club ragionano spesso sul risultato immediato, non sulla crescita

Così il commissario tecnico è costretto a scegliere tra pochi giocatori davvero pronti.

Il talento giovane esiste, ma spesso viene perso troppo presto

Dire che in Italia non ci sono più calciatori è falso. Il problema è farli crescere e dar loro un’opportunità. Il ReportCalcio 2025 dice che nel 2023-2024 gli Under 21 italiani hanno raccolto appena il 2,3% del minutaggio totale in Serie A, con gli attaccanti della stessa fascia d’età a numeri ancora più bassi.

Quindi, i ragazzi ci sono, ma il salto tra il settore giovanile e il calcio professionistico resta complicato tra prestiti, panchine, cambi di ruolo e poca fiducia. La Spagna e la Francia, negli ultimi anni, hanno dato più rilievo ai loro giovani.

Alla Nazionale manca continuità, non solo un grande centravanti

Ogni volta che l’Italia fallisce, parte la caccia al colpevole: il centravanti che non segna, il portiere, il ct, la guida federale, il modulo. Tutto ha un certo rilievo, è vero, ma la Nazionale ha soprattutto perso la continuità. Cambia la guida tecnica, cambia l’idea di gioco, cambia il gruppo, cambia l’umore. E ogni nuovo ciclo nasce già sotto processo.

Anche il ministro dello Sport Andrea Abodi, dopo l’eliminazione, ha parlato di “cambio di modello”, secondo lui le tre mancate qualificazioni sono date dalla difficoltà del sistema nel far esprimere il talento italiano.

Ripartire vuol dire cambiare abitudini, non i commissari tecnici

L’Italia non è fuori dal Mondiale 2026 per un colpo di sfortuna. La sfortuna può decidere un rigore, non tre cicli mondiali consecutivi. Il calcio italiano fatica a trasformare la passione in una Nazionale moderna, veloce, profonda e sicura di sé.

Servono più minuti agli italiani forti, più seconde squadre, più coraggio con i giovani e meno panico dopo ogni partita andata male. Il Mondiale a 48 squadre senza l’Italia fa impressione proprio per questo: non era mai stato così “facile” entrare, eppure gli Azzurri sono rimasti fuori.

Calciomercato Como: ore decisive per il futuro di Nico Paz, summit a Madrid con il Real. Cosa sta succedendo

Calciomercato Como: summit tra i lariani e il Real Madrid per il futuro di Nico Paz. Cosa sta accadendo in queste ore

Como news calcio: entra nella sua fase cruciale il calciomercato dei lariani, con i fari puntati interamente sul destino del suo gioiello più prezioso. Questa sarà infatti la settimana decisiva per definire il futuro di Nico Paz, autore di una crescita esponenziale nelle ultime due stagioni trascorse in riva al lago. Nella giornata di domani è previsto un importantissimo vertice a Madrid tra i dirigenti del club lariano e gli omologhi del Real Madrid per cercare di trovare una stabilità in un’altalena di indiscrezioni che dura ormai da settimane. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

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La strategia di Florentino Perez: controriscatto e super valutazione

Fino a qualche tempo fa, il Como sperava concretamente di poter trattenere il talento argentino per un’ulteriore stagione, provando a far slittare il diritto di controriscatto (recompra) a favore dei Blancos all’estate del 2027. Tuttavia, i piani della Casa Blanca sono radicalmente cambiati. Il presidente Florentino Perez manifesta l’intenzione di riprendersi il calciatore nell’immediato, esercitando la clausola da 10 milioni di euro attiva fino al prossimo 30 giugno.

L’obiettivo degli spagnoli non è quello di inserire il classe 2004 nella rosa della prima squadra, bensì quello di monetizzare subito attraverso una successiva cessione a titolo definitivo. La valutazione di mercato di Nico Paz è infatti schizzata alle stelle dopo le ottime prestazioni nel campionato italiano: per il suo cartellino si parte da una base minima di 60 milioni di euro, cifre che testimoniano lo status di top player internazionale raggiunto dal ragazzo, attualmente impegnato con la propria selezione nei Mondiali 2026.

Il fattore Fàbregas e il sogno della Champions League a Como

Molto dipenderà quindi dall’esito del faccia a faccia tra gli uomini di mercato. L’allenatore dei lombardi, Cesc Fàbregas, spera vivamente in una fumata bianca: il tecnico considera il trequartista un pilastro insostituibile in vista della storica avventura in Champions League, una vetrina in cui il calciatore avrebbe la certezza di un posto da titolare. Lo stesso Nico Paz, legato al Como da un contratto valido fino al 2028, non ha mai nascosto di trovarsi magnificamente in Italia e accoglierebbe con favore un altro anno in Serie A.

Il pallino del gioco rimane però saldamente in mano ai madrileni, che oltre al diritto di riacquisto possiedono il 50% sulla futura rivendita e la facoltà di pareggiare qualsiasi offerta presentata da altri club. Qualora il Real decidesse di non esercitare la prima clausola entro fine mese, resterebbe valida un’ultima opzione d’acquisto da 11 milioni di euro, opzione preferita dal Como per salvaguardare gli eccellenti rapporti commerciali tra le due società. Il summit di domani stabilirà se prevarrà la linea della continuità in Italia o l’immediata via della cessione milionaria all’estero.

Calciomercato Roma, la lista di Gasperini per la Champions: Greenwood, Tel e spunta anche Molina. Ma occhio all’extra-budget di Koné

Calciomercato Roma, i giallorossi preparano una rivoluzione in vista della prossima Champions League. Ecco i nomi nella lista di Gasperini

Roma news calcio: come riferisce La Gazzetta dello Sport, la pianificazione strategica dei giallorossi entra ufficialmente nel vivo con la definizione delle prossime mosse di mercato. Gian Piero Gasperini, dimostrandosi un allenatore rivoluzionario e un vero manager che tratta direttamente al telefono con i calciatori per convincerli della bontà del progetto, ha presentato una precisa lista di richieste al direttore sportivo Tony D’Amico e al vicepresidente Ryan Friedkin. Prima di concedersi qualche giorno di riposo ad Arenzano in vista del raduno fissato per il 13 luglio a Trigoria, l’allenatore ha delineato un piano ambizioso che prevede almeno quattro rinforzi di primo piano, con un occhio attentissimo alle scadenze finanziarie del Settlement Agreement stipulato con la UEFA.

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Greenwood e Tel: si infiamma il mercato degli esterni offensivi

Secondo le ultime calciomercato news, la priorità assoluta per il reparto avanzato della compagine capitolina risponde al nome di Mason Greenwood. L’operazione ha già incassato il definitivo benestare da parte della proprietà ed è stata blindata dai fitti colloqui intercorsi tra l’allenatore, l’ala dell’Olympique Marsiglia e il padre-agente del calciatore. L’inglese ha garantito una corsia preferenziale alla Roma, mettendo in secondo piano le ricche offerte provenienti dall’estero, a cominciare dal Fenerbahce.

Mentre la fascia destra sembra ormai opzionata, sul binario mancino si valutano valide alternative dopo che Crysencio Summerville è diventato inarrivabile a causa di un ingaggio monstre da 6,5 milioni di euro. Il sodalizio romano ha così virato con decisione su Mathys Tel, attaccante di proprietà del Tottenham seguito con attenzione già nella scorsa stagione.

La difesa e i nodi di bilancio: le piste Molina, Koné e Ndicka

Il restyling orchestrato a Trigoria coinvolge pesantemente anche la retroguardia. Sulle corsie basse il nome preferito è l’argentino Nahuel Molina dell’Atletico Madrid, attualmente impegnato nel Mondiale e in scadenza di contratto nel giugno 2027. Al centro, invece, si cercherà un vice-Hermoso sul centro-sinistra, un’operazione programmata per luglio inoltrato.

I veri scossoni potrebbero però arrivare a centrocampo, dove la permanenza di Manu Koné resta legata a esigenze di cassa e plusvalenze entro fine mese. Sul francese è forte il pressing di Paris Saint-Germain e club di Premier League: in caso di una sua cessione, l’obiettivo designato è Lamine Camara del Monaco, complice anche la contemporanea crescita interna di Neil El Aynaoui. Un sacrificio analogo potrebbe interessare il difensore Evan Ndicka; se l’ivoriano dovesse salutare la Capitale, il sostituto ideale per Gasp sarebbe Leo Ostigard del Genoa.

Margiotta nuovo responsabile del settore giovanile

Parallelamente alle manovre della prima squadra, la dirigenza è pronta a blindare l’organigramma della Cantera. Nei prossimi giorni verrà ufficializzato l’incarico di Massimo Margiotta nel ruolo di responsabile del settore giovanile. L’ex attaccante riprenderà la collaborazione con il ds D’Amico, con cui ha condiviso un proficuo quadriennio a Verona, con l’obiettivo di scovare e valorizzare nuovi talenti per il futuro del club.

Prandelli rivela: «Proposi la creazione di una Nazionale Under 23 da iscrivere in Serie C ma la politica del pallone si oppose!»

Prandelli, ex ct dell’Italia, ha voluto inquadrare il momento del calcio italiano attraverso queste dichiarazioni

A dodici anni esatti dall’infausto Uruguay-Italia del Mondiale 2014 in Brasile, il calcio italiano si ritrova a fare i conti con gli stessi, identici problemi strutturali di allora. Cesare Prandelli, l’ultimo commissario tecnico a guidare gli Azzurri in una fase finale iridata, fotografa a La Gazzetta dello Sport la crisi del movimento partendo da un aneddoto familiare doloroso ma emblematico:

«Il pianto di mio nipote Francesco che è nato nel 2015 e ha undici anni. Abbiamo visto Bosnia-Italia in tv e alla fine era in lacrime. “Nonno, non andiamo al Mondiale…”. Non potevo dirgli molto, ma so che continuando così ci saranno tanti altri bambini in lacrime in futuro. Dovremo muoverci subito, non c’è tempo».

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il progetto “Italia Futuro” e il muro della politica sportiva

Secondo l’ex allenatore della Fiorentina, questi dodici anni sono trascorsi completamente invano. Già nel 2013, insieme ad altri tecnici, Prandelli aveva avvertito la necessità di intervenire sul gap generazionale che colpisce i calciatori italiani subito dopo il ciclo delle giovanili, quando finiscono per non trovare più spazio nei club. La proposta di riforma, all’epoca, era chiarissima:

«Creare una Nazionale Under 23 come le squadre di Juve e Milan. Un’Italia Futuro da iscrivere in un campionato di Serie C. Con tutti giocatori che i club non vogliono utilizzare una volta finito il ciclo Under 21. A spese federali, senza chiedere premi di rivalutazione. Due anni in questo “club”. Risposta dei presidenti: sì, ma noi compriamo i giovani all’estero perché costano meno. Non è vero».

Quell’idea innovativa venne però bloccata dalle componenti politiche del pallone, che si opposero fermamente accusando il ct di aver invaso campi non suoi. Un’occasione persa non solo per lo sviluppo dei giovani atleti, ma anche per la crescita e la formazione dei quadri tecnici federali.

La panchina azzurra e l’elogio al modello Como

Mentre l’attualità del calciomercato della Nazionale si concentra sul futuro dualismo tra Mancini e Conte per la panchina azzurra, Prandelli esprime una preferenza netta e in controtendenza per la guida tecnica dell’Italia:

«Baldini. Ha visto come era la sua Italia? Umanità, valori. Sarebbe un riferimento non solo calcistico. Uno che lavora con i giovani, per bene, che sa di calcio. Ma devono farlo lavorare. Visto Gattuso?».

L’analisi finale si sposta poi sull’evoluzione tattica globale vista durante la rassegna mondiale, caratterizzata da ritmi altissimi, corsa e continue verticalizzazioni. Un calcio rapido in cui l’Italia odierna, troppo legata a schemi rigidi e passaggi orizzontali, soffrirebbe enormemente a causa di una manovra compassata. Nel panorama nostrano, secondo l’ex ct, l’unica eccezione virtuosa capace di abbinare organizzazione e inventiva è rappresentata dai lariani:

«Il Como. Non mi fraintenda, grande strategia ma libertà e imprevedibilità perché i giocatori hanno tante soluzioni. La libertà nell’organizzazione. La velocità. A noi manca la velocità. Perdi in organizzazione, ma diventi imprevedibile. Lasciamoli liberi di inventare nelle situazioni di gioco. Noi non vinciamo più per questo».

Chi è Daniel Munoz, il difensore goleador del Crystal Palace che sta trascinando la sua Colombia ai Mondiali 2026

Chi è Daniel Munoz, la storia del difensore del Crystal Palace che sta trascinando la Colombia a suon di gol ai Mondiali 2026

Il grande palcoscenico dei Mondiali 2026 sta consacrando definitivamente i profili più interessanti del calcio internazionale e, tra le sorprese più travolgenti di questa estate, c’è senza dubbio Daniel Muñoz. Il laterale destro del Crystal Palace si sta prendendo la scena assoluta con la maglia della Colombia, grazie a un rendimento realizzativo straordinario che ha proiettato i suoi compagni direttamente ai sedicesimi di finale del torneo iridato. Muñoz ha già messo a segno due gol pesantissimi in questa rassegna: il primo nel successo per 3-1 all’esordio contro l’Uzbekistan, e il secondo, ancora più cruciale, nel successo per 1-0 contro il Congo.

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Dalla Colombia alla Premier League: la scalata di Muñoz

Nato ad Amalfi, in Colombia, nel 1996, Daniel Muñoz rappresenta l’essenza del calciatore moderno che ha costruito il proprio successo attraverso la resilienza e il lavoro duro. Cresciuto in patria calcisticamente prima nelle file delle Águilas Doradas e poi consacratosi definitivamente con l’Atlético Nacional, il difensore ha attirato le attenzioni del calcio europeo nel 2020, quando il Genk ha deciso di scommettere sulle sue qualità.

In Belgio, Muñoz ha completato la sua maturazione tattica, trasformandosi in un autentico treno sulla fascia destra e migliorando sensibilmente la sua efficacia nella metà campo offensiva. La definitiva consacrazione è arrivata nel gennaio del 2024 grazie al trasferimento in Premier League al Crystal Palace, club nel quale si è imposto fin da subito come un titolare inamovibile grazie alla sua straordinaria intensità atletica (è fresco vincitore della Conference League quest’anno).

Caratteristiche tecniche: il prototipo del terzino moderno

Alto 181 centimetri, Muñoz non è affatto il classico difensore di contenimento. La sua dote principale risiede nella straordinaria capacità di inserimento senza palla, una caratteristica che lo rende un vero e proprio attaccante aggiunto nelle situazioni di transizione.

Destro naturale, è capace di coprire l’intera corsia laterale, abbinando una notevole solidità nei duelli fisici a un’ottima pulizia nei cross e a un fiuto del gol fuori dal comune per un elemento della linea arretrata. La sua attitudine a proporsi costantemente all’interno dell’area di rigore avversaria lo ha reso l’arma tattica letale della sua Nazionale in questa spedizione mondiale.

Le prospettive per i sedicesimi e i rumors di calciomercato

Con il pass per i sedicesimi di finale ormai blindato matematicamente, i riflettori del calciomercato internazionale sono inevitabilmente puntati su di lui. Le sue prestazioni da leader carismatico ne stanno facendo lievitare la valutazione economica in modo verticale, rendendolo uno dei pezzi pregiati della spina dorsale della sua selezione. La favola del terzino goleador è appena cominciata e la sua Nazionale si affida adesso alle sue corse e al suo entusiasmo per continuare a sognare in grande nelle fasi a eliminazione diretta del Mondiale.

Milan, Amorim e il mercato: rosa da allargare e reparti da rinforzare. Gli interrogativi per i rossoneri

Milan, Amorim e il mercato: rosa da allargare e reparti da rinforzare. Gli interrogativi per gli algoritmi dei rossoneri

Il nuovo Milan di Ruben Amorim dovrà rispondere presto a diversi interrogativi, tra campo e calciomercato. Con l’arrivo del tecnico portoghese, il club rossonero è chiamato a rimodellare una rosa che nella scorsa stagione è apparsa corta e non sempre equilibrata. A fare il punto è La Gazzetta dello Sport sulle sue ultime Milan news, soffermandosi anche sul ruolo della data analysis e della nuova area sportiva.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

In casa rossonera, l’uomo di riferimento per numeri, analisi e programmazione sarà Bobby Gardiner, direttore della Football Intelligence. I dati avranno un peso importante, ma non sostituiranno la valutazione tecnica di Amorim, il cui giudizio sarà centrale nelle scelte di mercato.

Milan, rosa più ampia per il ritorno in Europa

Uno dei primi nodi riguarda il numero di giocatori. La rosa ideale dovrebbe aggirarsi intorno ai 28 elementi, considerando il ritorno a una competizione europea e l’esigenza di gestire meglio impegni ravvicinati e rotazioni. Il gruppo della passata stagione, composto da 23 giocatori portieri compresi, è stato considerato troppo ridotto anche senza coppe.

Altro tema chiave sarà la gestione fisica. Con l’aiuto dei dati, dei sistemi GPS e dei metodi di lavoro dello staff di Amorim, il Milan proverà a prevenire meglio gli infortuni e a programmare recuperi e riposi, soprattutto per giocatori molto sollecitati come Leao e Pulisic.

Milan, i reparti da rinforzare per Amorim

Nel sistema di Amorim, orientato verso il 3-4-2-1 o il 3-4-3, serviranno interventi in quasi tutti i reparti. Escludendo la porta, il Milan dovrà valutare almeno un difensore centrale, un esterno sinistro, un interno di centrocampo, un trequartista e un centravanti.

Le priorità assolute restano però due: esterno e attaccante centrale. Il difensore ideale dovrà essere bravo nell’avvio dell’azione, perché il tecnico portoghese chiede centrali capaci di gestire il pallone con lucidità.

Milan, identikit dei nuovi acquisti

Sugli esterni, Amorim predilige giocatori capaci di dare ampiezza e profondità, spesso a piede invertito. Il centravanti, invece, dovrà avere struttura fisica, attacco della profondità e capacità di giocare di sponda per favorire gli inserimenti.

La fascia d’età più osservata dal Milan resta quella tra i 21 e i 24 anni, considerata ideale per individuare talenti non ancora esplosi e con margini di crescita importanti.

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La 2ª giornata dei Mondiali 2026 è ormai in archivio e ora i riflettori si spostano sull’analisi. È LIVE il dopo‑gara sui canali YouTube, Instagram, Facebook e Twitch di Juventusnews24, insieme a Paolo RossiChiara AleatiMarco BaridonAndrea BargioneGiuseppe Colicchia e Francesco Calabrò per commentare tutto ciò che è accaduto nella giornata inaugurale della competizione.

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Commenti, analisi, opinioni e tanto divertimento in diretta su quello che sono stati i match giocato dalle nazionali al Mondiale! E una chicca per i tifosi: lo spazio è anche – e soprattutto – vostro! Collegatevi per farci sentire la vostra voce: potrete intervenire in DIRETTA assieme a noi.

San Siro, ricorsi al TAR contro l’abbattimento del Meazza: decisione entro 60 giorni

San Siro, ricorsi al TAR contro l’abbattimento del Meazza: decisione entro 60 giorni. Gli aggiornamenti sul futuro dello stadio di Inter e Milan

Il progetto per il nuovo San Siro entra in una fase sempre più delicata. Mentre sono partiti i primi lavori propedeutici alla realizzazione del nuovo impianto destinato a Inter e Milan, davanti alla seconda sezione del TAR della Lombardia si è svolta un’udienza pubblica durata circa due ore sui ricorsi presentati contro l’abbattimento dell’attuale Meazza.

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Come riportato da Il Giornale, nella discussione sono stati riuniti diversi ricorsi presentati contro Comune di Milano e club da associazioni, comitati e cittadini contrari alla cessione e alla demolizione dello stadio. Al centro del confronto ci sono l’iter delle delibere, il contratto di vendita, l’applicabilità della Legge stadi e l’impatto ambientale dell’intervento urbanistico sull’area.

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San Siro, tre ricorsi riuniti davanti al TAR

I ricorsi esaminati sono tre: quello dei cittadini rappresentati dall’avvocato Veronica Dini, quello dei comitati del quartiere San Siro e quello del consigliere Enrico Fedrighini. Da una parte gli avvocati dei ricorrenti, dall’altra l’Avvocatura comunale e i legali di Inter e Milan. La decisione della Corte è attesa entro 60 giorni.

Fedrighini ha commentato così quanto accaduto: «Ho assistito – dichiara Fedrighini – all’udienza presso il TAR Lombardia. Nelle stesse ore in cui il TAR esaminava i ricorsi, veniva avviata la demolizione di una struttura di servizio del Meazza, la Biglietteria Sud: ovviamente senza affissione di procedure autorizzative, senza indicazione di appalto, di impresa operante. L’ennesimo segnale di sudditanza obbediente da parte dell’amministrazione comunale. Nel segno dell’impunità».

San Siro, Dini: «Non è pensabile applicare la Legge stadi in deroga»

Anche l’avvocato Dini ha spiegato le ragioni dei ricorrenti, contestando l’idea che l’opposizione al progetto abbia una motivazione esclusivamente politica: «È emersa una singolare propensione a buttarla in politica in materia di vendita del Meazza non da parte dei ricorrenti, bensì da parte delle difese, anche del Comune, accomunate nel vedere questo ricorso alla giustizia amministrativa motivato da ragioni di natura politica. Mentre invece ciò che ha mosso i ricorrenti sono le modalità di vendita repentina, senza bando, di un bene appartenente alla città – ha commentato l’avvocato Dini –. Si è cercato di sostenere che i cittadini, e anche il TAR, non siano legittimati a esprimersi sulla questione. Ma abbiamo insistito sul fatto che invece un intervento su un’area tanto estesa (non solo sul Meazza, ndr) riguarda di certo la cittadinanza. E sul fatto che non è pensabile che la Legge stadi possa essere applicata in deroga a qualunque altra norma».

Ora l’intera vicenda resta sospesa in attesa del pronunciamento del TAR, destinato a incidere su uno dei progetti più discussi del calcio italiano.

Ronaldinho Ravenna, Cipriani svela il progetto: tra campo, marketing e ambizione Serie A

Ronaldinho al Ravenna, il patron Ignazio Cipriani svela il progetto: tra campo, marketing e ambizione Serie A. Le sue parole

La notizia dell’arrivo di Ronaldinho al Ravenna ha fatto rapidamente il giro d’Italia e non solo. Il patron Ignazio Cipriani ha centrato un’operazione dal grande impatto mediatico, portando una leggenda del calcio brasiliano dentro il progetto del club romagnolo. Resta però la domanda principale: Ronaldinho giocherà davvero in Serie C a 46 anni?

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A spiegare i dettagli è stato lo stesso Cipriani a La Gazzetta dello Sport: «Il mio obiettivo, quando ho acquisito il club nel 2024, è stato quello di far innamorare i ragazzi di Ravenna al calcio. Ronaldinho è l’emblema del calcio-gioia, non credo esista un giocatore che inspiri amore per il pallone come lui per cui pensiamo sia davvero il massimo averlo con noi».

Ronaldinho Ravenna, il ruolo da giocatore e l’obiettivo dell’ultimo gol

Il progetto non sarà soltanto simbolico. Ronaldinho entrerà anche nella società, ma sarà considerato a tutti gli effetti un giocatore del Ravenna. Cipriani ha chiarito: «Ronaldinho entrerà anche in società con noi ma sarà a tutti gli effetti un giocatore. Il suo obiettivo è quello di realizzare il suo ultimo gol in carriera proprio con la maglia del Ravenna. Parteciperà alla presentazione della squadra il 21 agosto, non verrà in ritiro ma sicuramente prenderà parte ad almeno una gara di campionato, magari anche a qualcuna in più, staremo a vedere. Ancora non sappiamo quando scenderà in campo in campionato, dipenderà da diversi fattori, di certo sarà in una gara casalinga».

Ronaldinho Ravenna, marketing e marchio R10

L’operazione avrà anche una forte componente commerciale. La maglia del Ravenna con il nome di Ronaldinho è già disponibile online al prezzo di 129 euro e il club sarà la prima squadra a vestire il marchio tecnico R10.

Sul punto, Cipriani ha aggiunto: «Ci abbiamo lavorato molto. Io e Lorenzo Tonetti – racconta sempre Cipriani – abbiamo avuto diverse conversazioni con lui e con suo fratello e alla fine ha sottoscritto con entusiasmo il nostro progetto. Lui vuole lanciare anche il suo marchio tecnico, R10, in stile Michael Jordan per intenderci, il Ravenna sarà quindi la prima squadra a vestire questo brand».

Ronaldinho Ravenna, il paragone col Como e il futuro del club

Il patron guarda anche oltre l’effetto mediatico: «È sicuramente qualcosa che ci inorgoglisce ma la differenza sostanziale è che la nostra proprietà è locale e radicata nel territorio. Ravenna è casa mia e il mio sogno da sempre è quello di fare diventare tifosi del club della nostra città tutti i ragazzi appassionati di calcio della zona. Noi abbiamo tanto lavoro da fare, a cominciare dalle strutture. Il nostro direttore generale Paolo Scocco, che sta facendo un grandissimo lavoro, si sta occupando anche del nostro nuovo e moderno centro di allenamento che dovrebbe essere pronto per gennaio. Poi penseremo allo stadio. Adesso stiamo ultimando i lavori di ristrutturazione del Benelli, ma vorremmo costruirne uno nuovo con uffici e un Hotel Cipriani. Il progetto Ronaldinho è solo un punto di partenza, abbiamo tante idee e grandi ambizioni».

Preziosi stronca Malagò: «Abbiamo cambiato per non cambiare, avrei scelto Abete». Poi svela il retroscena su Lewandowski al Genoa

Preziosi stronca Malagò: «Abbiamo cambiato per non cambiare». Poi svela il retroscena su Lewandowski: le parole dell’ex presidente del Genoa

Enrico Preziosi torna a parlare del calcio italiano e lo fa senza giri di parole. L’ex presidente del Genoa, club ceduto nel 2021 dopo una lunga esperienza durata 18 anni, ha ripercorso la propria carriera dirigenziale tra Saronno, Como, Carrarese e rossoblù nel corso di una lunga intervista concessa a SportitaliaMercato, con il direttore Michele Criscitiello.

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Tra i temi affrontati, spazio alle recenti elezioni per la presidenza della FIGC, vinte da Giovanni Malagò. Preziosi ha spiegato che la sua preferenza sarebbe andata a Giancarlo Abete, commentando così il nuovo corso federale: «Abbiamo cambiato per non cambiare. Una persona che è stata nello sport per 65 anni può fare un passo indietro. Se avessi dovuto scegliere avrei scelto Abete non Malagò».

Preziosi Genoa, l’analisi sul calcio italiano e sul peso degli stranieri

L’ex patron rossoblù ha poi allargato il discorso allo stato del movimento italiano, soffermandosi sul rapporto tra investitori, club e valorizzazione dei giovani: «Il mondo del calcio non manca ad un certo punto è subentrata una sorta di stanchezza – ha analizzato Preziosi –, e ho pensato di fare un passo indietro. Questo calcio non mi appartiene più. C’è stato un cambio drastico negli ultimi 10 anni e credo che le società italiane rischino. Perché gli investitori sono tutti stranieri, il loro obiettivo è fare profitto. Nel nostro calcio è complicato. Ho paura che prima o poi qualcuno si possa annoiare, essendo qua diverso dagli USA e possa andare via. Dobbiamo capire perché siamo in questa situazione. Abbiamo consegnato il nostro calcio agli stranieri. Adesso per la terza volta non andiamo ai Mondiali. È tutto un sistema di cui noi siamo stati i primi responsabili. Noi gestiamo le società. Ci sono molte ragioni se si investe molto poco. I club hanno investito molto sugli stranieri. La Nazionale è fatta su quei pochi giocatori che hanno spazio. I migliori giocatori che giocano in Italia sono stranieri e noi i nostri non li facciamo crescere. Vedere l’Iraq ai Mondiali e non l’Italia fa riflettere. Lo sport deve rimanere sport, quando è impregnato di politica non si cresce. C’è qualcuno che tira la giacchetta».

Preziosi Genoa, i soldi spesi e i colpi Thiago Motta e Milito

Ampio spazio anche al tema economico e agli investimenti effettuati nel corso della sua esperienza da presidente: «Ho buttato circa 200 milioni, 40 nel Como, 160 nel Genoa. Il Genoa ha introiti per 40 milioni circa, i costi sono oltre 70 milioni, se non fai le plusvalenze e spesso non le fai vai sotto. Te parti già con un bilancio in difetto. È ovvio che ogni anno fai minusvalenze. È sempre stato così. Il colpo più importante? Milito? No, Thiago Motta. Gasperini non lo voleva. Aveva bocciato l’operazione. Lo incontrai a Desenzano del Garda. Mi chiese tre anni di contratto e promise che ci avrei fatto i soldi. Le prime gare non giocava, dopo l’infortunio di Milanetto iniziò a giocare e segnò subito. Milito? Lo pescai in Argentina, al Racing Avellaneda, lo portai in Serie B. Faceva queste sterzate che mi piacevano tantissimo. Dopo Genoa-Venezia lo mandai al Saragozza in Spagna e poi ci fu il caso del famoso contratto all’ultimo secondo. Milito messo a posto il discorso economico è stato un campione che negli spogliatoi era sempre merito della squadra e non merito suo. Così anche Thiago Motta faceva da perno in campo e nello spogliatoio. È stato semplice fare risultati con loro».

Preziosi Genoa, gli aneddoti su Lewandowski e Messi

Preziosi ha poi raccontato due retroscena di mercato legati a Robert Lewandowski e Lionel Messi, due operazioni sfumate che avrebbero potuto cambiare la storia dei club coinvolti: «Lewandowski aveva già firmato per il Genoa ed era venuto a vedere la partita, l’agente all’ultimo ha cambiato le carte in tavola, per una procura da 500mila euro. Per una questione di orgoglio alla fine annullai l’operazione. Speravo anche tornassero indietro, ma l’operazione saltò definitivamente. Messi al Como? Vidi un filmato, c’era questo ragazzino su un campo di patate che giocava, venne con il padre. Al ritorno da Hong Kong, avevo lasciato l’operazione a Claudio Gentile e a Ninni Imborgia. Mi dissero che era troppo basso e annullarono tutto. Probabilmente non passò le visite. L’anno dopo andò a Barcellona e su di lui fecero un gran lavoro. Io l’avrei preso, sarebbe costato 50mila dollari».

Preziosi Genoa, l’attacco sulla Sampdoria e la top 11 rossoblù

Non è mancato un passaggio sul derby e sulla situazione della Sampdoria, con parole molto dure sulla vicenda che ha coinvolto il club blucerchiato: «Quello che è successo l’anno scorso è stato vergognoso – commenta senza mezze misure Preziosi –. Cellino era malvisto dal sistema ed è dovuto scappare. Con lui ci ho lavorato, non è un amico. La Sampdoria in B è una vergogna, doveva fare la C. Evidentemente c’è stato qualcosa che non sappiamo».

In chiusura, Preziosi ha stilato anche la sua top 11 dei giocatori avuti nella sua esperienza da presidente, affidando la panchina a Gian Piero Gasperini: «Perin; Mesto, Papastathopoulos, Romero, Criscito; Miguel Veloso, Thiago Motta, Rossi; Palacio, Milito, Perotti».

Un’intervista ricca di ricordi, affondi e retroscena, con Preziosi che ha ripercorso senza filtri una parte importante della storia recente del Genoa e del calcio italiano.

Serie A 2026/2027, definiti giorni e orari: il calendario degli slot. Esordio spalmato su 3 giorni, poi le date dei turni infrasettimanali

Serie A 2026/2027, definiti giorni e orari: il calendario degli slot. Esordio su 3 giorni, le date dei turni infrasettimanali e delle soste nazionali

La Lega Serie A ha reso noto il quadro dei giorni e degli orari del campionato di Serie A Enilive 2026/2027. La struttura generale resterà sostanzialmente invariata rispetto alla passata stagione, con gare distribuite tra venerdì, sabato, domenica e lunedì.

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Come regola generale, ogni giornata prevede un anticipo il venerdì alle 20.45, tre gare il sabato alle 15, alle 18 e alle 20.45, poi la domenica con una partita alle 12.30, due gare alle 15, una alle 18 e una alle 20.45. Il turno si chiuderà infine con il posticipo del lunedì alle 20.45.

Serie A Enilive 2026/2027, le eccezioni legate a nazionali e turni infrasettimanali

Non mancheranno però alcune eccezioni. Nella , 11ª e 29ª giornata, che precedono le settimane dedicate alle gare delle Nazionali con rilascio obbligatorio dei calciatori, non sarà previsto il posticipo del lunedì. Lo stesso varrà per l’ e la 17ª giornata, collocate prima di un turno infrasettimanale.

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Al contrario, nella , 12ª e 30ª giornata, successive alle pause per le Nazionali, non sarà previsto l’anticipo del venerdì. La stessa regola riguarderà la 10ª e la 19ª giornata, che seguiranno un turno infrasettimanale.

I due turni infrasettimanali, fissati alla e alla 18ª giornata, saranno programmati tenendo conto delle esigenze sportive e televisive, con l’obbligo di trasmettere almeno una partita in prime time in ciascun giorno di gara.

Serie A Enilive 2026/2027, prima giornata e ultime due giornate

La 1ª giornata si disputerà domenica 23 agosto 2026, con due gare alle 20.45. Sono previsti quattro anticipi al sabato, due alle 18.30 e due alle 20.45, due gare domenica alle 18.30 e due posticipi al lunedì, uno alle 18.30 e uno alle 20.45.

La 2ª giornata si giocherà da venerdì 28 a lunedì 31 agosto 2026, esclusivamente negli slot delle 18.30 e delle 20.45. La 3ª giornata, invece, non prevede partite alle 12.30.

La 37ª e la 38ª giornata si disputeranno rispettivamente domenica 23 maggio 2027 e domenica 30 maggio 2027, con inizio alle 15 e dieci gare in contemporanea. Sarà però possibile dividere le partite in più blocchi, rispettando la contemporaneità tra squadre con lo stesso interesse di classifica.

Serie A Enilive 2026/2027, le regole per coppe europee e riposi

Tra due partite consecutive della stessa società dovranno intercorrere almeno due giorni di calendario senza gare. Nelle settimane che precedono le coppe europee, gli slot del sabato saranno prioritariamente riservati alle squadre impegnate il martedì successivo in Champions League.

Dopo le settimane europee, invece, il posticipo del lunedì sera sarà prioritariamente destinato alle squadre reduci da impegni del giovedì in Europa League o Conference League.

Genoa, importante vittoria legale per Dan Sucu: il tribunale respinge il ricorso di ACap sull’aumento di capitale

Genoa, sorride il presidente Dan Sucu: il tribunale ha respinto il ricorso di ACap sull’aumento di capitale

Svolta fondamentale sul fronte societario per il Genoa e per il presidente Dan Șucu. Il tribunale di Genova ha infatti respinto in modo definitivo il ricorso presentato da ACap contro la delibera di aumento di capitale, l’operazione finanziaria che era stata approvata nel corso dell’assemblea del club rossoblù il 14 dicembre 2024. La decisione dei giudici ha confermato l’assoluta e integrale legittimità della manovra.

La notizia è stata resa nota direttamente dalla società ligure attraverso una nota ufficiale, nella quale viene evidenziato come l’organo giudicante abbia pienamente accolto tutte le tesi e le argomentazioni difensive sostenute dal sodalizio di Villa Rostan, già ritenute ampiamente fondate nelle precedenti fasi cautelari del procedimento. La complessa sentenza, che si estende per oltre cinquanta pagine, azzera tutte le contestazioni avanzate da ACap, entità giuridica subentrata nella gestione delle quote precedentemente riconducibili alla galassia di 777 Partners in veste di creditore.

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Le motivazioni del tribunale e la condanna alle spese per ACM

Nel testo del ricorso respinto dai magistrati genovesi venivano sollevate diverse eccezioni di natura formale e sostanziale. Tra i motivi principali del reclamo figuravano la presunta mancata partecipazione di ACap ai lavori dell’assemblea, l’asserita illegittimità legata all’esclusione del diritto di opzione, oltre a ipotizzate irregolarità procedurali nella convocazione e a un presunto conflitto d’interessi espresso nella votazione da parte di 777 Genoa Holdings Srl.

Tutte queste eccezioni sono state giudicate completamente infondate dal tribunale di merito. Oltre al rigetto totale delle contestazioni, i giudici hanno condannato la società ACM, proprietaria di ACap, al pagamento integrale delle spese processuali, sanzionando di fatto la linea intrapresa contro il club ligure.

Resta il sequestro delle azioni: i risvolti sulla stabilità societaria

La sentenza odierna non modifica l’attuale assetto protettivo delle quote azionarie del club. Resta infatti pienamente in vigore il sequestro conservativo del 23% delle azioni che risultano ancora intestate ad ACap, per un controvalore economico stimato in circa 28,1 milioni di euro.

I titoli azionari in questione rimangono attualmente affidati alla custodia del dottor Ermanno Martinetto, nominato dal tribunale dopo il provvedimento cautelare scattato la scorsa primavera. Tale misura era stata predisposta nell’ambito di un contenzioso parallelo legato a un ingente debito che ACap non avrebbe saldato nei confronti dello stesso Genoa. Questo verdetto rappresenta un passo avanti di cruciale importanza per garantire la definitiva stabilità societaria e la continuità del progetto sportivo del Grifone sotto la gestione manageriale di Dan Șucu.

Calciomercato Juve: il ‘sacrificio’ di Thuram per arrivare a Goretzka? Cosa c’è dietro la possibile mossa di Carnevali a centrocampo

Calciomercato Juve: Thuram ai saluti per lasciare spazio a Goretzka? Il piano di Carnevali per rinforzare il centrocampo di Spalletti

Juventus news: il centrocampo bianconero potrebbe cambiare radicalmente volto nel corso dell’imminente sessione estiva di trasferimenti. La strategia dei vertici della Continassa si preannuncia tanto audace quanto complessa: finanziare un grandissimo colpo d’esperienza internazionale attraverso la cessione eccellente di uno dei gioielli più lucenti dell’organico bianconero. Secondo le ultime indiscrezioni di calciomercato riportate dalla Gazzetta dello Sport, la dirigenza è pronta a ridisegnare la linea mediana per consegnare al tecnico una rosa più solida, fisica e matura.

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La plusvalenza Thuram: da scommessa a tesoretto

Al centro dei discorsi di mercato c’è il destino di Khéphren Thuram. Il mediano francese, arrivato a Torino dal Nizza nell’estate del 2024 a fronte di un investimento complessivo di circa 20 milioni di euro, ha vissuto un’impennata verticale nel suo rendimento nell’ultima annata. Le sue prestazioni di altissimo livello hanno fatto schizzare la sua valutazione di mercato, attirando i radar di svariate big europee.

Di fronte a questo scenario, la Vecchia Signora intravede la possibilità concreta di mettere a referto una cospicua plusvalenza a bilancio. I proventi di questa eventuale cessione non servirebbero soltanto a blindare i conti societari, ma garantirebbero la liquidità immediata e indispensabile da reinvestire subito per un innesto di prima fascia nel reparto arretrato o centrale.

Obiettivo Leon Goretzka: carisma per l’Europa

Il prescelto per raccogliere l’eredità in mezzo al campo è Leon Goretzka, centrocampista tedesco attualmente in forza al Bayern Monaco ma dato ormai ufficialmente in uscita dal club bavarese. I canali di comunicazione tra la dirigenza torinese e l’entourage del possente mediano teutonico non si sono mai interrotti, mantenendo vivi i contatti per capire i reali margini di manovra dell’operazione.

Il profilo del calciatore piace moltissimo alla Juventus per doti fisiche, carisma e attitudine geometrica sul terreno di gioco, elementi ritenuti fondamentali per completare la rosa e innalzare il livello di competitività sia in Serie A sia nei prossimi impegni ufficiali in Europa League.

Il nodo ingaggio e la strategia contrattuale della Juventus

L’ostacolo più complesso che separa il centrocampista dal trasferimento in Italia è di natura puramente economica e riguarda il ricco stipendio che percepisce in Germania. Gli emolumenti attualmente garantiti dal Bayern Monaco all’ex Schalke 04 superano infatti i rigidi parametri finanziari interni fissati dal club torinese per il proprio monte ingaggi.

La strategia della Juventus prevede proprio di sfruttare i capitali intascati dal sacrificio del classe 2001 per coprire l’oneroso contratto del mediano di Bochum, magari proponendo un accordo a lungo termine per spalmare la cifra su più annualità. I contatti tra le parti proseguiranno intensamente nei prossimi giorni per cercare di limare le distanze e trovare la quadra definitiva.

Calciomercato Napoli: assalto a Vicario, è lui il prescelto di Allegri per la porta. Prima però c’è da risolvere questo nodo!

Calciomercato Napoli: Guglielmo Vicario è il primo nome per la porta di Allegri, ma prima c’è da risolvere questa questione. Ultimissime

Il ruolo del portiere nel calcio moderno ha subito una metamorfosi radicale, dividendo gli addetti ai lavori tra sostenitori della costruzione dal basso e nostalgici della pura reattività tra i pali. Sulla panchina del Napoli, la filosofia di Massimiliano Allegri predilige da sempre la concretezza: per il tecnico livornese, la priorità assoluta di un estremo difensore resta la capacità di blindare la porta e trasmettere totale sicurezza al reparto arretrato. Proprio per questo motivo, secondo le ultime news Napoli calcio de La Gazzetta dello Sport, il club partenopeo ha deciso di avviare una vera e propria rivoluzione nel ruolo, individuando in Guglielmo Vicario il profilo del calciomercato estivo perfetto attorno a cui edificare il nuovo ciclo sportivo azzurro.

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L’incontro Manna-Vicario e la strategia con il Tottenham

L’interesse del direttore sportivo Giovanni Manna per il numero uno di proprietà del Tottenham è ormai concreto. Un recente e curioso incrocio sul molo di Napoli, dove sia il dirigente che il calciatore erano in attesa di un traghetto per Capri, ha permesso ai due di dialogare a lungo sul futuro. Vicario ha manifestato una grandissima voglia di fare ritorno in Serie A dalla porta principale, desideroso di misurarsi in una piazza calorosa e ambiziosa per lottare per grandi traguardi.

L’operazione, tuttavia, presenta alcune complessità strategiche. Gli Spurs valutano il cartellino dell’ex portiere dell’Empoli intorno ai 20 milioni di euro, una cifra considerata congrua ma che richiede un’accelerazione per anticipare la fitta concorrenza della Juventus, da tempo vigile sul calciatore friulano. Più defilata l’Inter, che dopo i sondaggi esplorativi dello scorso autunno ha preferito virare su altri profili per la propria porta.

Meret e Milinkovic-Savic in uscita: il mercato del Napoli prima delle cessioni

La linea guida della società campana per l’imminente sessione estiva resta chiarissima: prima di acquistare, bisogna necessariamente cedere. Attualmente, entrambi i guardiani della porta azzurra si trovano in una posizione di profonda incertezza. Alex Meret, storico protagonista dei trionfi dell’era De Laurentiis, è legato da un solo anno di contratto residuo e valuta attentamente il proprio futuro dopo un’annata caratterizzata da troppi alti e bassi.

Ancor più complessa è la situazione di Vanja Milinkovic-Savic: prelevato la scorsa stagione per le sue doti specifiche nel palleggio, l’estremo difensore serbo non ha convinto l’ambiente e sembra già destinato a salutare Castel Volturno. Il Napoli si trova dunque davanti a un bivio di mercato: affondare subito il colpo decisivo per Vicario o attendere la partenza di uno dei due attuali portieri in rosa, con il rischio concreto di perdere il prescelto del nuovo corso tecnico.

Calciomercato Inter: Marotta corre ai ripari dopo la beffa Palestra! Pronti tre colpi per far tornare il sorriso ai nerazzurri

Calciomercato Inter: chi acquisteranno ora i nerazzurri dopo il clamoroso affare sfumato per Palestra? Il piano di Marotta

La dirigenza dell’Inter non perde tempo e reagisce con fermezza dopo il mancato arrivo di Marco Palestra, promesso sposo al Chelsea. Nonostante il dispiacere per una trattativa che sembrava ormai definita in ogni dettaglio e sfumata sul più bello, gli uomini mercato nerazzurri si sono imposti una precisa linea guida: nessuna distrazione e massima concentrazione sulle altre operazioni di una sessione in pienissima evoluzione. Se da una parte è iniziato il casting per individuare il nuovo innesto sulla corsia laterale destra, dall’altra i profili da regalare al tecnico Cristian Chivu per completare gli altri reparti sono già stati individuati. Sullo sfondo rimangono anche le recenti dichiarazioni dei vertici societari, che ricordando le scorse finestre di mercato hanno svelato che «Dumfries voleva andare», confermando la necessità di rimodellare costantemente l’organico. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

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Solet per la difesa del futuro e Provedel in porta

I prossimi giorni si preannunciano decisivi sul fronte degli acquisti. In cima alla lista dei desideri per la retroguardia c’è Oumar Solet, centrale di proprietà dell’Udinese. Il francese, ventiseienne moderno e duttile, viene considerato il profilo perfetto per caratteristiche tecniche e anagrafiche per avviare il ricambio generazionale in un reparto che saluterà sia Francesco Acerbi che Stefan de Vrij.

I contatti con la dirigenza friulana sono avanzati: a fronte di una richiesta iniziale compresa tra i 25 e i 30 milioni di euro, l’Inter si è spinta fino a circa 23 milioni. La forbice è ridotta e la fiducia resta alta, complice il forte gradimento dell’ex Salisburgo che, durante le vacanze in Brasile, ha persino confidato alla leggenda Adriano la sua voglia di Milano. Parallelamente, la società è a un passo dal blindare la porta: in settimana si conta di definire gli ultimi dettagli con la Lazio per il trasferimento di Ivan Provedel, pronto a sostenere le visite mediche e firmare come vice-Martinez.

Centrocampo: l’Inter stringe i tempi per Curtis Jones

L’altro grande obiettivo per la mediana risponde al nome di Curtis Jones. Gli uomini di mercato interisti sono convinti di poter piegare la resistenza del Liverpool. Al momento la distanza economica rimane importante: i Reds continuano a chiedere circa 30 milioni di sterline, a fronte di una proposta milanese che si aggira intorno ai venti.

A giocare a favore del club di Viale della Liberazione è però la situazione contrattuale della mezzala inglese, legata al club britannico da un accordo in scadenza nel giugno del 2027. Il fattore tempo, unito alla ferma volontà del centrocampista di trasferirsi in Italia per iniziare un capitolo del tutto inedito della propria carriera, spinge l’Inter ad attendere il momento propizio per sferrare l’affondo vincente.

Pulisic tentato dagli USA? C’è l’offerta shock del New York City, ecco la posizione del Milan sulla sua cessione!

Pulisic ha ricevuto questa offerta dal New York City, svelata la posizione del Milan sulla sua possibile partenza

L’entusiasmo travolgente che circonda la nazionale degli Stati Uniti durante la Coppa del Mondo si riflette perfettamente nel sorriso ritrovato di Christian Pulisic. Dopo il successo ottenuto contro l’Australia al Lumen Field di Seattle, l’esterno offensivo ha intonato a gran voce “Take me home”, accompagnato dagli oltre 65 mila spettatori presenti. Un canto liberatorio per il leader statunitense, reduce da mesi difficili al Milan tra digiuni realizzativi e la delusione per la mancata qualificazione in Champions League. Tuttavia, quel “portami a casa” rischia di trasformarsi in un serio motivo di preoccupazione per i tifosi rossoneri: il New York City FC è pronto a fare follie per riportarlo in patria. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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L’offerta monstre della MLS e i dubbi del giocatore

Il club di proprietà del City Group ha avanzato una proposta contrattuale faraonica: 10 milioni di dollari a stagione per cinque anni. Cifre da capogiro che hanno spinto il calciatore a riflettere sul proprio futuro, soprattutto dopo una seconda parte di stagione opaca in maglia rossonera. A Milano, l’attaccante ha vissuto un brusco stop sotto porta a partire da gennaio, coinciso con il congelamento delle trattative per il suo rinnovo contrattuale.

Sebbene l’accordo attuale con il Diavolo sia valido fino al 30 giugno 2027 (con un’opzione di prolungamento per un’ulteriore stagione a favore della società), i dialoghi per estendere il matrimonio fino al 2030 a 5 milioni di euro annui si sono interrotti. Un’incertezza che ha spinto l’agente del giocatore a guardarsi intorno subito dopo la fine del campionato, trovando terreno fertile oltreoceano.

La linea di Gerry Cardinale e il fattore Ruben Amorim

Dal punto di vista societario, la posizione del Milan resta rigida. Il numero uno di RedBird, Gerry Cardinale, considera l’americano un elemento incedibile e un pilastro sia sportivo che commerciale. Anche il nuovo allenatore, Ruben Amorim, lo reputa fondamentale per il suo scacchiere tattico futuro.

Il nodo principale della vicenda è però legato alle consuetudini della MLS, dove i club raramente spendono cifre astronomiche per i cartellini dei giocatori. Per convincere la dirigenza di via Aldo Rossi a privarsi del proprio gioiello servirà un’offerta scritta decisamente pesante, poiché l’intenzione primaria resta quella di trattenerlo a Milano.

Il rischio parametro zero e il super ingaggio

La dirigenza milanista si trova di fatto davanti a un bivio strategico. Trattenere il calciatore con un contratto a breve scadenza esporrebbe la società al rischio concreto di perderlo a parametro zero. Qualora decidesse di rimanere, il Milan sarebbe “obbligati” a ridiscutere i termini dell’accordo con il suo entourage.

Forti del corteggiamento multimilionario da New York, le pretese economiche del giocatore sono destinate a lievitare: l’idea dell’attaccante sarebbe ormai quella di percepire un ingaggio superiore a quello di Rafael Leao, attualmente il più pagato della rosa con uno stipendio che tocca i 7 milioni all’anno. Sulla pressione mediatica legata al suo status di stella, lo stesso Pulisic ha recentemente glissato dicendo: “Non so come rispondere“, ma il suo futuro resta sospeso tra l’Europa e un clamoroso ritorno a casa.

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