Pagina 76 – Calcio News 24

Calciomercato Inter: Marotta corre ai ripari dopo la beffa Palestra! Pronti tre colpi per far tornare il sorriso ai nerazzurri

Calciomercato Inter: chi acquisteranno ora i nerazzurri dopo il clamoroso affare sfumato per Palestra? Il piano di Marotta

La dirigenza dell’Inter non perde tempo e reagisce con fermezza dopo il mancato arrivo di Marco Palestra, promesso sposo al Chelsea. Nonostante il dispiacere per una trattativa che sembrava ormai definita in ogni dettaglio e sfumata sul più bello, gli uomini mercato nerazzurri si sono imposti una precisa linea guida: nessuna distrazione e massima concentrazione sulle altre operazioni di una sessione in pienissima evoluzione. Se da una parte è iniziato il casting per individuare il nuovo innesto sulla corsia laterale destra, dall’altra i profili da regalare al tecnico Cristian Chivu per completare gli altri reparti sono già stati individuati. Sullo sfondo rimangono anche le recenti dichiarazioni dei vertici societari, che ricordando le scorse finestre di mercato hanno svelato che «Dumfries voleva andare», confermando la necessità di rimodellare costantemente l’organico. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

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Solet per la difesa del futuro e Provedel in porta

I prossimi giorni si preannunciano decisivi sul fronte degli acquisti. In cima alla lista dei desideri per la retroguardia c’è Oumar Solet, centrale di proprietà dell’Udinese. Il francese, ventiseienne moderno e duttile, viene considerato il profilo perfetto per caratteristiche tecniche e anagrafiche per avviare il ricambio generazionale in un reparto che saluterà sia Francesco Acerbi che Stefan de Vrij.

I contatti con la dirigenza friulana sono avanzati: a fronte di una richiesta iniziale compresa tra i 25 e i 30 milioni di euro, l’Inter si è spinta fino a circa 23 milioni. La forbice è ridotta e la fiducia resta alta, complice il forte gradimento dell’ex Salisburgo che, durante le vacanze in Brasile, ha persino confidato alla leggenda Adriano la sua voglia di Milano. Parallelamente, la società è a un passo dal blindare la porta: in settimana si conta di definire gli ultimi dettagli con la Lazio per il trasferimento di Ivan Provedel, pronto a sostenere le visite mediche e firmare come vice-Martinez.

Centrocampo: l’Inter stringe i tempi per Curtis Jones

L’altro grande obiettivo per la mediana risponde al nome di Curtis Jones. Gli uomini di mercato interisti sono convinti di poter piegare la resistenza del Liverpool. Al momento la distanza economica rimane importante: i Reds continuano a chiedere circa 30 milioni di sterline, a fronte di una proposta milanese che si aggira intorno ai venti.

A giocare a favore del club di Viale della Liberazione è però la situazione contrattuale della mezzala inglese, legata al club britannico da un accordo in scadenza nel giugno del 2027. Il fattore tempo, unito alla ferma volontà del centrocampista di trasferirsi in Italia per iniziare un capitolo del tutto inedito della propria carriera, spinge l’Inter ad attendere il momento propizio per sferrare l’affondo vincente.

Pulisic tentato dagli USA? C’è l’offerta shock del New York City, ecco la posizione del Milan sulla sua cessione!

Pulisic ha ricevuto questa offerta dal New York City, svelata la posizione del Milan sulla sua possibile partenza

L’entusiasmo travolgente che circonda la nazionale degli Stati Uniti durante la Coppa del Mondo si riflette perfettamente nel sorriso ritrovato di Christian Pulisic. Dopo il successo ottenuto contro l’Australia al Lumen Field di Seattle, l’esterno offensivo ha intonato a gran voce “Take me home”, accompagnato dagli oltre 65 mila spettatori presenti. Un canto liberatorio per il leader statunitense, reduce da mesi difficili al Milan tra digiuni realizzativi e la delusione per la mancata qualificazione in Champions League. Tuttavia, quel “portami a casa” rischia di trasformarsi in un serio motivo di preoccupazione per i tifosi rossoneri: il New York City FC è pronto a fare follie per riportarlo in patria. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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L’offerta monstre della MLS e i dubbi del giocatore

Il club di proprietà del City Group ha avanzato una proposta contrattuale faraonica: 10 milioni di dollari a stagione per cinque anni. Cifre da capogiro che hanno spinto il calciatore a riflettere sul proprio futuro, soprattutto dopo una seconda parte di stagione opaca in maglia rossonera. A Milano, l’attaccante ha vissuto un brusco stop sotto porta a partire da gennaio, coinciso con il congelamento delle trattative per il suo rinnovo contrattuale.

Sebbene l’accordo attuale con il Diavolo sia valido fino al 30 giugno 2027 (con un’opzione di prolungamento per un’ulteriore stagione a favore della società), i dialoghi per estendere il matrimonio fino al 2030 a 5 milioni di euro annui si sono interrotti. Un’incertezza che ha spinto l’agente del giocatore a guardarsi intorno subito dopo la fine del campionato, trovando terreno fertile oltreoceano.

La linea di Gerry Cardinale e il fattore Ruben Amorim

Dal punto di vista societario, la posizione del Milan resta rigida. Il numero uno di RedBird, Gerry Cardinale, considera l’americano un elemento incedibile e un pilastro sia sportivo che commerciale. Anche il nuovo allenatore, Ruben Amorim, lo reputa fondamentale per il suo scacchiere tattico futuro.

Il nodo principale della vicenda è però legato alle consuetudini della MLS, dove i club raramente spendono cifre astronomiche per i cartellini dei giocatori. Per convincere la dirigenza di via Aldo Rossi a privarsi del proprio gioiello servirà un’offerta scritta decisamente pesante, poiché l’intenzione primaria resta quella di trattenerlo a Milano.

Il rischio parametro zero e il super ingaggio

La dirigenza milanista si trova di fatto davanti a un bivio strategico. Trattenere il calciatore con un contratto a breve scadenza esporrebbe la società al rischio concreto di perderlo a parametro zero. Qualora decidesse di rimanere, il Milan sarebbe “obbligati” a ridiscutere i termini dell’accordo con il suo entourage.

Forti del corteggiamento multimilionario da New York, le pretese economiche del giocatore sono destinate a lievitare: l’idea dell’attaccante sarebbe ormai quella di percepire un ingaggio superiore a quello di Rafael Leao, attualmente il più pagato della rosa con uno stipendio che tocca i 7 milioni all’anno. Sulla pressione mediatica legata al suo status di stella, lo stesso Pulisic ha recentemente glissato dicendo: “Non so come rispondere“, ma il suo futuro resta sospeso tra l’Europa e un clamoroso ritorno a casa.

Conte nuovo ct dell’Italia, Malagò spinge e l’aiuto arriva anche dalla Serie A! L’ultima mossa dell’allenatore non lascia dubbi

Conte nuovo ct dell’Italia, Antonio ha aperto alla destinazione e l’aiuto può arrivare dagli altri club di Serie A. Cosa sta succedendo

L’insediamento di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC è iniziato subito a ritmi serratissimi. Diviso tra gli impegni istituzionali a Losanna come membro del Cio e le urgenti questioni del calcio nostrano, il neo numero uno federale ha percepito immediatamente l’enorme carico di aspettative da parte dell’intero movimento, attualmente alle prese con una profonda crisi strutturale. La priorità assoluta, come annunciato subito dopo l’elezione, riguarda la totale riorganizzazione dell’area sportiva di Casa Italia: il primo passo sarà blindare la casella di direttore tecnico — con Paolo Maldini sempre in cima alla lista — per poi definire la successione sulla panchina dell’Italia.

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La spinta dei club di Serie A per il ritorno di Antonio Conte

Per il ruolo di nuovo Commissario Tecnico, secondo La Gazzetta dello Sport, il nome di Antonio Conte sta guadagnando una centralità assoluta ora dopo ora. Sebbene Malagò abbia frenato spiegando di non aver ancora avviato i contatti ufficiali, l’idea di riportare il tecnico salentino alla guida degli Azzurri sta assumendo una concretezza inaspettata.

A spingere con forza verso questa soluzione è soprattutto la maggioranza dei club di Serie A, la stessa componente politica che ha sostenuto la candidatura dell’ex capo del Coni. I patron del massimo campionato vedono nell’allenatore leccese la figura ideale per carisma, pragmatismo e mentalità vincente, preferendolo nettamente a profili come quello di Roberto Mancini, che riscuote decisamente meno consensi tra i presidenti.

La svolta economica: l’alleanza tra Federazione e società

L’ostacolo principale della trattativa rimaneva l’ingaggio economico dell’ex mister di Juventus e Inter, giudicato inizialmente fuori portata per le casse di via Allegri. Tuttavia, la svolta potrebbe arrivare proprio grazie a un’inedita sinergia con i club di massima serie.

I presidenti sono convinti che il rilancio della selezione azzurra funga da perfetto volano commerciale per la valorizzazione dei calciatori italiani, motivo per cui sarebbero disposti a contribuire finanziariamente alla copertura dello stipendio del tecnico tramite l’apporto di nuovi sponsor. Questa inedita alleanza strategica porterebbe un ulteriore beneficio: azzerare le storiche resistenze delle società nel concedere spazi e raduni alla squadra nazionale durante la stagione.

La disponibilità del tecnico e la decisione finale

Dal canto suo, lo stesso ex allenatore di Napoli e Tottenham ha manifestato un’importante apertura. Il tecnico è pronto a rivedere al ribasso le proprie pretese finanziarie rispetto ai parametri dei club, conscio dell’unicità del legame con la maglia azzurra. Una disponibilità che si sposa alla perfezione con la linea tracciata da Malagò, convinto che la guida del gruppo debba basarsi su una "scelta di cuore" e su una dedizione totale alla causa, gettando le basi per l’atteso ritorno della Nazionale ai vertici del calcio mondiale.

Modric semplicemente eterno: 200 presenze con la Croazia nel successo contro Panama. È sempre più nella leggenda

Modric ha raggiunto quota 200 presenze con la Croazia nella vittoria per 1-0 contro Panama ai Mondiali

Riscatto immediato e notte di celebrazioni storiche per la Croazia nella fase a gironi dei Mondiali 2026. Dopo il passo falso del debutto, caratterizzato dalla dolorosa sconfitta patita all’esordio contro l’Inghilterra, la selezione balcanica ritrova il sorriso e tre punti di vitale importanza per il proprio cammino. Sul rettangolo verde la sfida contro Panama si è conclusa con il risultato di 1-0 in favore della compagine europea, un punteggio che rimette pienamente in carreggiata i biancorossi per la corsa alla qualificazione agli ottavi di finale.

Budimir decide il match: Panama saluta i Mondiali

La partita ha vissuto momenti di forte intensità agonistica, con la Croazia intenzionata a sbloccare subito il risultato per scacciare i fantasmi della prima giornata. A firmare il gol decisivo che ha spezzato l’equilibrio è stato Ante Budimir. La rete della punta croata ha avuto un peso specifico enorme non solo per la classifica del raggruppamento, ma ha anche sancito il verdetto definitivo per gli avversari. Con questo KO, infatti, Panama viene ufficialmente eliminata dalla competizione planetaria con un turno d’anticipo, rendendo vani gli sforzi profusi e i sacrifici fatti nelle prime due uscite del torneo.

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Luka Modric nella leggenda: la festa per le 200 presenze

Nonostante la firma pesante di Budimir sul tabellino dei marcatori, la scena principale del post-partita è stata interamente monopolizzata da un traguardo leggendario. Il capitano e simbolo assoluto del calcio croato, Luka Modric, ha tagliato lo storico traguardo delle 200 partite in Nazionale. Un record clamoroso di longevità, fedeltà e amore per la propria maglia che pochissimi atleti nella storia del calcio mondiale sono riusciti a raggiungere.

Al triplice fischio finale dell’arbitro, la tensione per il risultato del campo ha lasciato immediatamente spazio alla celebrazione e alla commozione. Modric è stato osannato sia dai propri compagni di squadra, che lo hanno circondato in un grande abbraccio collettivo sul prato verde, sia dal pubblico presente sugli spalti. Grazie a questo successo la Croazia sale a quota tre punti nel girone e si proietta con rinnovata fiducia verso il terzo e decisivo scontro diretto, dove cercherà il pass per la fase a eliminazione diretta.

Palestra Chelsea, è fatta: sorpasso definitivo sull’Inter! Cifre e dettagli del clamoroso affare con l’Atalanta

Palestra Chelsea, Inter sorpassata e accordo trovato: l’esterno classe 2005 vola a Londra. Cifre e dettagli dell’operazione

Clamoroso ribaltamento di fronte nelle dinamiche del mercato. Quando tutto sembrava ormai apparecchiato per il suo trasferimento a Milano, si è consumato un sorpasso definitivo e inaspettato: Marco Palestra vola a Stamford Bridge. Il Chelsea ha infatti piazzato il blitz decisivo, superando al fotofinish la concorrenza dell’Inter e assicurandosi uno dei profili giovani più promettenti del panorama calcistico attuale. La trattativa ha subito un’impennata improvvisa che ha letteralmente modificato gli equilibri della corsa al difensore.

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Le cifre dell’affare: investimento da record per i Blues

L’offensiva della dirigenza londinese si è concretizzata attraverso una proposta economica fuori mercato, impossibile da pareggiare per le casse del club nerazzurro. Come riferito da Fabrizio Romano, l’intesa tra i club è stata raggiunta sulla base di un’operazione da oltre 55 milioni di euro come quota fissa. A questa cifra decisamente importante andrà poi sommata una serie di bonus strutturati.

Anche sul fronte dell’accordo con l’entourage del ragazzo, la ricca proprietà britannica ha deciso di rompere gli indugi. Per il talento italiano è pronto un ricchissimo contratto a lungo termine che garantirà ben 5 milioni netti a stagione. Un salto di categoria ed economico straordinario, che ha spazzato via le speranze di Viale della Liberazione di trattenere il classe 2005 all’interno dei confini della Serie A.

Scambio di documenti e via libera legale: oggi le formalità

Dopo aver raggiunto un accordo totale tra tutte le parti in causa, la macchina burocratica si è messa immediatamente in moto per ratificare il trasferimento. La giornata odierna sarà interamente dedicata alla risoluzione della parte formale della pratica. I rispettivi uffici legali sono già in contatto per il definitivo scambio dei documenti, passaggio strettamente necessario per ottenere il formale via libera legale prima delle canoniche visite mediche a Londra.

Il sorpasso all’Inter è dunque ufficialmente completato. Mentre il Chelsea si gode l’ennesimo innesto di altissimo livello per rinforzare la rosa e guardare al futuro, l’Inter accusa il colpo ed è costretta a ridisegnare rapidamente i propri piani strategici, dovendo andare alla ricerca di un’alternativa sul mercato per completare la propria corsia laterale.

Inghilterra Ghana, la partita di Kane: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Inghilterra Ghana, la partita di Kane: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante nella seconda gara del Mondiale 2026

Uno dei protagonisti annunciati di Inghilterra Ghana, la gara del secondo turno del gruppo L al Mondiale 2026, è senza dubbio Harry Kane anche se non è riuscito a colpire.

La partita di Kane

PRIMO TEMPO

Primo pallone toccato dal rinvio al calcio d’inizio da parte di Pickford, vedremo se sarà una soluzione ripetuta oltre questo specifico momento. Al 7’ Kane si sfila e da sinistra cambia il gioco con un lancio di 50 metri perfetto per Madueke: l’Inghilterra cerca di trovare spazi nel 5-4-1 compatto del Ghana. Al 10’ scambio stretto al limite con Bellingham, il madridista non riesce a trovare il modo per tirare appena dentro l’area.

Al 14’ su un duello aereo riceve una testata da Partey, il capitano inglese pretende un provvedimento da parte dell’arbitro senza ricevere soddisfazione. Al 25’ perde palla, a conferma di una prima parte dove sta facendo molta fatica ad entrare in partita, spazi soffocati e ritmi troppo lenti stanno condizionando il suo rendimento e quello dei compagni. Pochi palloni toccati, addirittura solo 6 in 45 minuti.

Nel recupero diventano qualcuno in più. Viene a fare una sponda sulla trequarti e poi entra in possesso al limite, fa un passo dentro l’area e scarica il sinistro, il muro ghanese devia il tiro in angolo: primo piccolo acuto dell’attaccante del Bayern, che non serve comunque a sbloccare una gara bloccatissima e senza occasioni vere quando si arriva all’intervallo.

SECONDO TEMPO

Primo pallone toccato e perso nella propria metà campo.Continua la sua latitanza all’interno della manovra inglese. Al 62′ sulla trequarti prende un fallo da Partey, bravo Kane a spostargli il pallone e a determinare una punizione interessante. Al 69′ fiammata dell’inglese con un diagonale rasoterra dai 20 metri, Asare blocca con sicurezza una conclusione non forte. Poco dopo un cross di Madueke trova all’impatto di testa Saka, in realtà Kane sarebbe stato piazzato meglio del compagno che indirizza il pallone alto sulla traversa.

Un po’ di frustrazione nella spinta alle spalle ai danni di Senaya, che ne approfitta per perdere un po’ di tempo. All’86’ clamoroso il gol fallito dal capitano: traversa dell’Inghilterra su deviazione di O’Reilly, Harry si avventa e spara alto sulla traversa, una giocata non certo da lui. Su una ripartenza del Ghana torna indietro e riconquistata la palla prova subito un lancio per rialzare la squadra. Prestazione decisamente insufficiente quella di Kane, per partecipazione al gioco – solo 19 i palloni toccati – e per la macchia dell’occasione nel finale gettata al vento: lo 0-0 si spiega anche con la sua gara.

Pagelle Inghilterra Ghana: i TOP E FLOP della sfida valida per la seconda giornata del Mondiale

Pagelle Inghilterra Ghana: i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Inghilterra Ghana, i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

I TOP

  • Oppong (Ghana). Il suo ingresso in campo all’87’ vale quanto un gol segnato. In pieno recupero (90’+4′), durante un mischione furibondo nell’area ghanese e sotto il forcing disperato degli inglesi, si inventa un salvataggio miracoloso di testa esattamente sulla linea di porta, blindando lo 0-0 finale. Eroe di giornata.
  • Asare (Ghana). Il portiere ghanese è l’ultimo decisivo baluardo del “catenaccio” eretto dalla sua nazionale. Attento e sicuro per tutto il match, si supera all’86’ con una grandissima parata in allungamento per disinnescare una pericolosa conclusione da fuori area di Saka.
  • Jude Bellingham (Inghilterra). In una partita dove l’Inghilterra tiene il pallone (88% nel primo tempo) ma fatica a concretizzare, il centrocampista del Real Madrid merita una menzione. Festeggia il record come giocatore più giovane di sempre a raggiungere le 50 presenze con la nazionale inglese e si rende protagonista di una chiusura difensiva monumentale al 47′ su una pericolosa ripartenza di Semenyo.

I FLOP

  • Harry Kane (Inghilterra). Serata da dimenticare per il centravanti inglese. Spesso ingabbiato e murato dalla compatta retroguardia avversaria nel primo tempo, ha sulla coscienza la palla gol più colossale del match. All’86’, sulla ribattuta dopo la traversa colpita da O’Reilly, si ritrova il pallone sul sinistro a pochissimi metri dalla porta ma spara incredibilmente alto, sprecando il match point.
  • Adu (Ghana). Subentra ad Ayew al 67′ e al 79′ getta al vento la ripartenza perfetta che avrebbe potuto regalare una vittoria storica al Ghana. Lanciato splendidamente in profondità da Fatawu verso la porta di Pickford, si allunga troppo il pallone in corsa e calcia malissimo. Un errore così grave da spingere il CT a sostituirlo nuovamente in pieno recupero.
  • Anthony Gordon (Inghilterra). Prestazione opaca, condita da un brivido freddo corso a inizio ripresa. Al 50′ commette una grave ingenuità lasciandosi rubare il tempo da Senaya, che per sua fortuna sbaglia tutto graziando la difesa inglese. Viene sostituito al 65′ per far posto a Saka, che si dimostra immediatamente più incisivo di lui.

Lutto per Didier Deschamps: lascia il ritiro della Francia dopo la scomparsa della madre

Lutto in casa Francia: Didier Deschamps lascia il ritiro dopo la notizia della morte della madre. Non ci sarà con la Norvegia

Giornata dolorosa per Didier Deschamps. Il commissario tecnico della Francia ha appreso oggi, martedì 23 giugno, la notizia della scomparsa della madre. Come comunicato dalla Federazione francese, l’allenatore ha lasciato immediatamente il ritiro della Nazionale per rientrare in patria e raggiungere la propria famiglia.

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Deschamps assente contro la Norvegia

La sua assenza è già ufficiale: Deschamps non sarà in panchina per la terza e ultima gara del girone, Francia‑Norvegia, in programma venerdì alle 21:00 italiane. La squadra sarà affidata allo staff tecnico che lo sostituirà per l’occasione.

Il cordoglio della Nazionale francese

La Federazione ha espresso pubblicamente la propria vicinanza al ct. Durante l’allenamento odierno, la squadra si è fermata per un momento di raccoglimento dedicato al suo allenatore. «Il nostro pensiero va fortemente al nostro selezionatore e a tutta la sua famiglia», ha scritto la Nazionale sui propri canali social, accompagnando il messaggio con un post su Instagram.

FIGC, la linea di Malagò: prima il dt poi il ct. Maldini difficile, spuntano Ranieri e Buffon

Malagò, la strategia per il futuro è chiara: scegliere il dt prima del ct. Maldini si allontana, piste Ranieri e Buffon

Dopo le elezioni del 22 giugno, che hanno portato Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC con il 68,58% dei voti, per la Federazione è già il momento delle prime decisioni operative. La priorità del nuovo numero uno riguarda la nomina del direttore tecnico, figura che verrà individuata prima di procedere alla scelta del prossimo commissario tecnico.

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La strategia è chiara: definire un responsabile dell’area tecnica che possa poi partecipare in modo diretto alla selezione del nuovo ct. Tra i nomi sul tavolo c’è quello di Paolo Maldini, anche se al momento non emergono segnali concreti sulla possibilità che accetti l’incarico.

Restano in considerazione anche profili come Claudio Ranieri e Gigi Buffon, già parte del mondo azzurro e valutati come opzioni credibili per contribuire alla ricostruzione del progetto tecnico della Nazionale.

Moviola Inghilterra Ghana, tutti gli episodi dubbi del match diretto da Said Martinez

Moviola Inghilterra Ghana: gli episodi dubbi del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Moviola Inghilterra Ghana: gli episodi dubbi del match diretto da Said Martinez, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO

Al 6′ Sibo accusa Madueke di tuffarsi, Martinez lo contraddice fischiando il fallo.
Al 14’ su un duello aereo Kane riceve una testata da Partey, il capitano inglese pretende un provvedimento da parte dell’arbitro che non arriva. Al 21′ scontro testa contro testa tra James e Ayew, impatto forte ed entrambi restano a terra, l’inglese più del ghanese, che però ha bisogno di una fasciatura. Al 41′ primo cartellino del match: giusta la decisione, nel tentativo di fare pressione Rice arriva nettamente in ritardo su Mensah. I minuti di recupero sono 6. Panchina ghanese richiamata due volte per le proteste fatte su una serie di contrasti. Non pochi in effetti i falli nella prima frazione di gioco, sono ben 17 e forse, data la rudezza di certi interventi, avrebbero potuto anche essere di più.

SECONDO TEMPO

Al 55′ Bellingham trova un blocco in area di rigore, l’intervento di Opoku è assolutamente regolare. Secondo giallo del match: il colpevole è Williams, che entra in scivolata e colpisce nettamente Gordon. Rischia Partey, che colpisce Kane anche se non alza molto il piede. Davvero tante le interruzioni, lo 0-0 e la scarsità di occasioni stanno creando una partita scorbutica, dove si hanno molti contrasti duri. Al 66′ Adu lanciato verso la porta buca l’aggancio e va contro Pickford uscito fuori dall’area, l’arbitro ha visto bene decretando il fallo del ghanese. Al 76′ Martinez smentisce il suo assistente su un corner a favore dell’Inghilterra. Nel finale enfatica protesta di Rashford per un fallo decretatogli su un’elevazione. Come nel primo tempo 6 i minuti di recupero. Direzione di gara insufficiente: 38 i falli fischiati, un’enormità, con ben 24 da parte del Ghana. Inconcepibile che a fronte di questa sistematica intenzione nel bloccare il gioco ci siano stati solo due cartellini gialli, uno per squadra.

Atalanta a sorpresa su Alajbegovic: contatti avviati per bruciare la concorrenza

Kerim Alajbegovic, accelerata improvvisa dell’Atalanta: contatti già avviati per arrivare prima degli altri

L’Atalanta irrompe a sorpresa nella corsa a Kerim Alajbegovic, uno dei giovani più richiesti di questo mercato estivo. Il club bergamasco ha avviato i contatti con l’entourage e con il padre dell’esterno classe 2007, protagonista con la Bosnia contro l’Italia ai playoff e ora impegnato ai Mondiali. Il giocatore è di proprietà del Bayer Leverkusen e nell’ultima stagione ha vestito la maglia del Salisburgo. Lo riporta Di Marzio.

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L’obiettivo della società nerazzurra è chiaro: provare a muoversi in anticipo rispetto alla concorrenza, consapevole dell’interesse di diversi club europei. L’Atalanta vuole capire margini e condizioni per un’eventuale operazione, puntando sul talento del classe 2007 prima che il suo valore cresca ulteriormente.

Tra le squadre che seguono con attenzione il ragazzo c’è anche la Roma, che aveva già avviato i contatti dopo l’ok di Gasperini. I giallorossi restano in corsa, ma ora i bergamaschi hanno deciso di accelerare per provare a bruciare tutti sul tempo.


Cardinale ridisegna il Milan ma il nodo resta: rivoluzione solo apparente – VIDEO di Alberto Petrosilli

Milan, cambiamenti senza rottura: Cardinale rivoluziona l’organigramma ma non il progetto – VIDEO di Alberto Petrosilli

Per mesi si è parlato di rifondazione, di una nuova governance capace di correggere gli errori accumulati negli ultimi anni. Dopo una stagione segnata da contestazioni, risultati deludenti e una distanza crescente tra società e tifosi, molti si aspettavano una svolta netta da parte di Gerry Cardinale.

E invece, osservando il nuovo assetto societario, la sensazione è quella di una rivoluzione incompleta: un cambiamento parziale che rischia di lasciare irrisolti proprio i nodi più delicati.

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Cardinale più presente: scelta strategica o mancanza di alternative?

La principale novità è il maggiore coinvolgimento operativo di Gerry Cardinale. Una decisione che può essere letta in due modi:

  • volontà del proprietario di assumersi più responsabilità
  • difficoltà del club nel trovare una figura dirigenziale forte e centrale

Il punto resta lo stesso: chi comanda davvero al Milan?

Un organigramma affollato, una leadership poco definita

Nel nuovo quadro societario compaiono:

  • Cardinale più presente
  • Rúben Amorim con un ruolo rilevante nelle scelte tecniche
  • Bobby Gardiner e Hendrik Almstadt nel team strategico RedBird
  • Massimo Calvelli con potere di firma
  • Jovan Kirovski alla guida della seconda squadra

Tante figure, ma una catena di comando che resta sfumata.

Le domande chiave rimangono aperte:

  • Chi sarà il referente dell’area sportiva?
  • Chi risponderà degli errori di mercato?
  • Chi prenderà le decisioni nei momenti critici della stagione?

Le grandi società moderne possono funzionare in modo collegiale, ma hanno sempre un punto di riferimento chiaro. Il Milan, oggi, sembra non averlo.

L’unica vera discontinuità: Amorim

Se c’è un elemento che segna un cambio rispetto al passato, è l’arrivo di Amorim.

Il tecnico portoghese avrà un peso significativo nella costruzione della squadra. Una scelta che può essere vista come un’opportunità, ma che apre un interrogativo: è una strategia precisa o una necessità dovuta all’assenza di una figura dirigenziale forte?

Affidare molto all’allenatore può funzionare nel breve periodo, ma una società vincente deve mantenere una linea anche oltre il ciclo di un singolo tecnico.

Una rivoluzione annunciata che sa di continuità

Dopo settimane di attese e indiscrezioni, molti immaginavano l’arrivo di nuovi dirigenti e una struttura più chiara.

Invece il Milan ha scelto di riorganizzare risorse già presenti nell’universo rossonero e RedBird, senza introdurre quel vero elemento di rottura che una parte della tifoseria riteneva indispensabile.

Ed è qui che nasce la critica più forte a Cardinale: aveva l’occasione per una scelta netta, riconoscibile. Ha preferito una soluzione distribuita, più prudente, meno coraggiosa.

Il nodo irrisolto

Forse il tempo darà ragione a questa impostazione. Forse la struttura si rivelerà moderna ed efficiente.

Ma oggi, con le informazioni disponibili, resta una sensazione chiara: il Milan ha cambiato molte caselle dell’organigramma senza sciogliere il nodo principale.

Chi guida davvero il progetto sportivo rossonero?

Finché questa risposta resterà indefinita, sarà difficile parlare di una vera rivoluzione.

Pagelle Portogallo Uzbekistan – I Top e i Flop della manita dei lusitani

Pagelle Portogallo Uzbekistan: i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Portogallo Uzbekistan termina 5-0. Ecco i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

I TOP

  • Cristiano Ronaldo (Portogallo). Serata assolutamente epocale per CR7. Sblocca il match al 6′ su assist di Cancelo e concede il bis al 39′ capitalizzando un filtrante perfetto di Bruno Fernandes. Con questa doppietta zittisce le polemiche della prima giornata e riscrive la storia del calcio: diventa il primo e unico giocatore a segnare in sei edizioni differenti dei Mondiali e supera una leggenda come Eusébio, diventando il miglior marcatore solitario del Portogallo nella storia della Coppa del Mondo (toccando quota 10 gol nella competizione). Sfiora persino la tripletta in più occasioni, vedendosi negare la gioia da un salvataggio sulla linea e dai riflessi di Nematov. Pensare che uno col suo orgoglio si fosse fatto deprimere dalla brutta partita d’esordio è stato un atto di cecità critica di molti.
  • Nuno Mendes (Portogallo). Una spina nel fianco costante sulla fascia sinistra. Al 16′ firma il raddoppio sorprendendo tutti: mentre la difesa uzbeka si aspettava la battuta di Ronaldo, il terzino del PSG scaglia un siluro di sinistro su punizione che buca Nematov. Poco dopo (al 37′) compie un recupero difensivo provvidenziale su G’aniev e nella ripresa continua a sfornare cross al bacio per i compagni. Fondamentale iniezione di energia e di qualità.
  • João Cancelo (Portogallo). Nel primo tempo è devastante sulla corsia di destra. Suo l’assist perfetto per il gol d’apertura di Ronaldo, seguito poco dopo da uno slalom spettacolare in cui salta due avversari in bello stile. Al 45’+6′ innesca nuovamente CR7 con un cross millimetrico, prima di lasciare il campo a inizio ripresa per rifiatare. Sarà pure naif, non sempre riesce a portare termine tutte le intenzioni, però avercene di esterni con la sua mobilità.

I FLOP

  • Abduvokhid Nematov (Uzbekistan). Serata da incubo per il numero uno uzbeko, nonostante alcune parate nella ripresa su Bruno Fernandes e Ronaldo abbiano evitato un passivo ancora peggiore. Nel primo tempo si fa bucare sul suo palo dalla punizione di Nuno Mendes. Al 51′ rischia di regalare un gol a Ronaldo temporeggiando troppo sul rinvio e al 60′ completa la frittata: su un calcio d’angolo di Bruno Fernandes, propiziato da un tacco di João Félix, la palla carambola su Khusanov e poi proprio addosso al portiere, che la devia goffamente nella propria porta per il definitivo autogol del 4-0.
  • Odiljon Hamrobekov (Uzbekistan). Completamente travolto dal dinamismo del centrocampo lusitano. Al 14′ si fa saltare nettamente da Pedro Neto al limite dell’area ed è costretto al fallo tattico: ammonizione inevitabile e punizione dal limite che porterà, appena due minuti dopo, al raddoppio di Nuno Mendes. Viene sostituito da Cannavaro all’intervallo.
  • Sherzod Nasrullayev (Uzbekistan). Soffre le pene dell’inferno in fase difensiva, costantemente preso in mezzo dalle discese di Cancelo e dalle spizzate dei centrocampisti portoghesi. L’unico timido squillo arriva al 17′ con un sinistro debole e centrale, facile preda di Diogo Costa. Anche lui viene bocciato da Fabio Cannavaro, che lo lascia negli spogliatoi dopo i primi 45 minuti.

Inter, avanti tutta per Palestra: incontro con l’agente e offerta! Ma ora spunta il Chelsea

Palestra, Inter e Chelsea in corsa: dopo l’incontro con l’agente pesa la decisione del giocatore. Le ultime

L’Inter continua a spingere forte su Marco Palestra, ma sulla corsa al talento dell’Atalanta si è inserita una concorrente di peso. Nella giornata di oggi, 23 giugno, il presidente nerazzurro Giuseppe Marotta e il ds Piero Ausilio hanno incontrato a Milano l’agente del giocatore, Alessandro Lucci.

Durante il summit, la dirigenza interista ha presentato una proposta contrattuale ritenuta coerente con il valore dell’operazione e con l’importanza del profilo. Sul tavolo c’è un’offerta da 50 milioni complessivi, bonus inclusi, già recapitata all’Atalanta.

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Il Chelsea entra in scena: Xabi Alonso vuole Palestra

La novità di giornata riguarda il Chelsea: Xabi Alonso considera l’ex Cagliari un giocatore ideale per il nuovo progetto tecnico e ha chiesto al club di valutare un affondo.

La palla passa ora al calciatore, che nei prossimi giorni parlerà con il suo agente e con l’Atalanta per definire la propria volontà. Nel frattempo, si attende il possibile rilancio dei Blues rispetto alla proposta dell’Inter, oppure un tentativo dei nerazzurri di chiudere prima che Londra acceleri.

La stagione di Palestra: numeri e crescita

Reduce da un’annata straordinaria, Palestra è stato uno dei migliori esterni dell’ultimo campionato. Con la maglia del Cagliari, in prestito dall’Atalanta, ha collezionato:

  • 37 presenze
  • 1 gol
  • 4 assist

Prestazioni che hanno attirato l’interesse dei top club europei e che hanno convinto l’Inter a muoversi per prima.

Dumfries al Real, Palestra l’erede designato

L’Inter vede in Palestra il sostituto naturale di Denzel Dumfries, che dopo cinque stagioni ha salutato Milano per trasferirsi al Real Madrid. L’olandese, protagonista di un ottimo Mondiale, è stato uno dei primi colpi annunciati da Florentino Pérez dopo la sua rielezione alla presidenza dei Blancos.

Cristiano Ronaldo nella storia: va in gol e diventa il primo di sempre a riuscirci in 6 Mondiali

Cristiano Ronaldo unico nella storia, scrive un altro record: timbra ancora e diventa il primo a segnare in 6 Mondiali

Mancava solo lui. Dopo Kane, Mbappé, Messi e Haaland, anche Cristiano Ronaldo si iscrive alla lista dei big andati in gol al debutto in questo Mondiale.

Contro la RD Congo non aveva trovato la rete e le critiche erano state pesanti, ma con il gol segnato oggi il capitano del Portogallo riscrive ancora una volta la storia: è il primo calciatore a segnare in sei edizioni diverse della Coppa del Mondo, un traguardo mai raggiunto da nessuno. Messi, per esempio, si è fermato a cinque.

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Un record senza precedenti: 2006 → 2026, sempre in gol

Il numero 7 portoghese ha timbrato il cartellino in tutte le edizioni a cui ha partecipato:

  • Germania 2006
  • Sudafrica 2010
  • Brasile 2014
  • Russia 2018
  • Qatar 2022
  • USA‑Canada‑Messico 2026

Un arco di vent’anni che certifica longevità, continuità e una capacità unica di incidere sul palcoscenico più importante.

Moviola Portogallo Uzbekistan, tutti gli episodi dubbi del match diretto da Jalal Jayed

Moviola Portogallo Uzbekistan: gli episodi dubbi del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Moviola Portogallo Uzbekistan: gli episodi dubbi del match diretto da Jalal Jayed, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PRIMO TEMPO

Al 9′, dopo l’1-0 del Portogallo, rude intervento di Karimov su un sombrero di Joao Felix, giallo più che possibile e giocatore perdonato. Proteste di Cancelo per un raddoppio che lo fa cadere, l’arbtro lascia correre. Al 16′ trattenuta con cartellino per Khamborekov su Neto al limite dell’area, decisione inevitabile: da qui nasce il 2-0. Karimov allarga il braccio e colpisce Nuno Mendes, il difensore dell’Uzbekistan viene nuovamente perdonato. Nella prima fase di gara diversi i falli della formazione di Cannavaro, in chiara difficoltà anche dopo il 2-0. Non ha torto Shomurodov a chiedere un’ammonizione per il fallo tattico di Cancelo. Anche Vitinha subisce un semplice richiamo, il metro di direzione arbitrale appare decisamente permissivo. Sul 2-1 uzbeko Jalal Jayed viene richiamato al Var perché c’è uno sgambetto piuttosto evidente di Fayzullaev su Cancelo, gol annullato anche se era di splendida fattura. I minuti di recupero sono 6. Un tentativo del Portogallo di spazzare via il pallone va a colpire il direttore di gara. Si va al riposo con una situazione di 8 falli da parte del Portogallo e uno in meno per l’Uzbekistan, che ha raccolto l’unico cartellino della prima frazione di gioco.

SECONDO TEMPO

Abbastanza inspiegabile la decisione di non punire una trattenuta di Vitinha, che stava per prendere un pallone in pressione offensiva al 55′. Sull’uscita di Nematov su Cristiano Ronaldo c’è un check Var, non c’è nulla e sull’angolo conseguente nasce il 4-0. Al 66′ Kharimov afferma di avere preso il pallone, il realtà colpisce sulla tibia Nuno Mendes. Giallo per Renayo Veiga si Ganiev, intervento sicuramente evitabile a punteggio così acquisito. Sono 5 i minuti di recupero. In questo tempo l’arbitro va a sgridare Leao, apparso nervoso. Gara con non pochi falli, 29 nel complesso, ma non cattiva, come attesta un solo cartellino per squadra.

Portogallo Uzbekistan, la partita di Cristiano Ronaldo: il focus sulla sua prestazione

Portogallo Uzbekistan, la partita di Cristiano Ronaldo: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante nella seconda gara del Mondiale 2026

Uno dei protagonisti annunciati di Portogallo Uzbekistan, la gara del secondo turno del gruppo K al Mondiale 2026, è senza dubbio Cristiano Ronaldo.

La partita di Cristiano Ronaldo

PRIMO TEMPO

Nei primi minuti lo si vede non rientrare velocemente dal fuorigioco a palla lontana, quasi non volesse sciupare la minima energia. Al 4′ gran traversone in corsa di Nuno Mendes, CR7 non ci arriva per poco lisciando un possibile impatto al volo. Due minuti dopo arriva il suo momento dopo tante critiche: su un cross da destra di Cancelo grande girata di prima e così CR7 diventa il primo a segnare in 6 Mondiali. Un’esecuzione perfetta, un’esultanza rabbiosa a sfogare la tensione del momento: Portogallo in vantaggio! Al 12′ boato dello stadio per un suo semplice tocco sulla trequarti. Minuto 16: punizione dal limite, CR7 si spazientisce per il troppo tempo che passa prima di batterla, la lascia a Nuno Mendes che trova l’angolo giusto e porta al 2-0. Una bella risposta a chi ritiene che Ronaldo non sia un uomo squadra. Sul 2-0 la squadra lusitana si ritira un po’ indietro, c’è molto meno coinvolgimento nel gioco per gli attaccanti di Martinez. Al 37′ subisce un blocco, l’arbitro lascia correre. Al 39′ il Portogallo va sul 3-0 e l’autore è proprio CR7: ripartenza perfetta nei tempi, assist calibrato di Bruno Fernandes, a tu per tu l’attaccante dell’Al Nassr finge la botta forte e piazza d’interno sul secondo palo. E stavolta sì, festeggia con il suo tradizionale Siuuu! Al 42′ tocco al limite per Joao Felix che in area trova un muro. Al 46′ dialoga con i compagni sulla sinistra e si fa anticipare. A pochi secondi dal termine riceve da Cancelo, cucchiaio magico sul portiere con un effetto particolare, prima che la sfera finisca dentro Khusanov salva sulla linea.

SECONDO TEMPO

Il primo pallone toccato è il tradizionale scambio nel breve in zona trequarti. Al 50′ tacco per servire Joao Neves, palla intercettata. Rischio di Nematov al 50′ con i piedi, Ronaldo lo aggredisce e va vicino a prendergli palla. Al 56′ CR7 ottimo in difesa a respingere di testa un cross. Pochi secondi dopo si guadagna un fallo facendo una sponda con un anticipo di esterno destro: punizione dalla lunga distanza che si prepara a battere, è una finta, Bruno Fernandes lo serve con un pallonetto preciso, Nematov è tempestivo nell’uscire a valanga sul destro del capitano. Dopo il 4-0 ha una parte in una ripartenza che non sfrutta a dovere e successivamente è troppo frettoloso in un appoggio di prima che non va a buon fine. Dopo l’Hydration break CR7 parla con l’arbitro con grande serenità. Alla ripresa riceve da Nuno Mendes, girata di sinistro senza trovare lo specchio della porta. Un minuto dopo, al 74′, Nematov sbaglia con i piedi colpendo proprio Ronaldo, controllo di destro e gran botta di sinistro, ancora una volta va vicino alla tripletta negatagli da una buona parata. Al 78′ un aggressione corretta di Khusanov su di lui origina un capovolgimento di fronte dell’Uzbekistan. All’85’ riceve palla sulla sinistra, è in fuorigioco. Al minuto 91 va in tackle a cercare un recupero palla nella sua metà campo, il pubblico sottolinea il gesto a favore della squadra. A pochi secondi dal fischio finale va a fare fallo, successivamente si fa trovare da solo, non riesce a tirare ma in ogni caso è in fuorigioco. Si chiude per lui una gara storica, molto positiva per la doppietta personale incastonata nella manita del Portogallo: Cristiano c’è, pienamente iscritto al Mondiale 2026.

Javier Zanetti sicuro: «Triplete? Credo che quella squadra lì rimarrà per sempre nella storia del nostro club»

Javier Zanetti si racconta al podcast «Zero Possibilità»: Dai segreti del Triplete e i sogni futuri con l’Inter di domani

Javier Zanetti, storico capitano e attuale vice presidente dell’Inter, è stato l’ospite d’onore dell’ultima puntata del podcast «Zero Possibilità». Durante l’intervista, la leggenda nerazzurra ha aperto il cassetto dei ricordi, regalando ai tifosi un viaggio emozionante attraverso le tappe più significative della sua straordinaria carriera calcistica e dirigenziale.

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PAROLE – «Una decisione difficile presa da capitano? Tante. Quando sei capitano, la cosa più importante è l’empatia con i tuoi compagni, il rispetto, la credibilità. Ho avuto la fortuna che tutti i compagni mi hanno rispettato. Quando sono diventato capitano, l’unica differenza è che avevo più responsabilità. Ci sono stati momenti belli, altri difficili: non è semplice, ma l’ho sempre fatto con grande responsabilità».

SU BAGGIO – «Quale compagno mi ha lasciato qualcosa? Ho avuto la fortuna di giocare con grandissimi campioni, e questo mi ha aiutato a crescere anche come persona. Se devo dire un nome, dico Roberto Baggio: tutti conosciamo il campione, come persona abbiamo costruito un grandissimo legame. Ama l’Argentina, la nostra amicizia inizia in una cena: mi fece vedere un filmato dove giocava in Argentina, c’erano i suoi labrador… Dopo un paio di settimane mi invita a cena, in un ristorante vicino a Pavia, e in macchina c’era un cucciolo di labrador. “Questo è per te”, mi disse. Da lì, a casa mia ci sono sempre stati dei labrador. Questo è Robi, una persona molto semplice, sempre sorridente e positivo».

IL DISCORSO DI MOU – «Cosa ci ha detto Mourinho all’intervallo della finale di Champions League del 2010? Stavamo già vincendo 1-0, ma si trattava comunque di una finale contro un avversario di tutto rispetto come il Bayern Monaco. La Champions è la competizione dei dettagli, il margine di errore è piccolo. José ci ha detto di restare concentrati: lui era convinto che, se fossimo rimasti così compatti, avremmo avuto la possibilità di fare il secondo gol. A me, visto che Chivu era ammonito, dice che avrebbe fatto il cambio dopo 10 minuti e che io sarei andato a sinistra a marcare Robben. Aveva paura di restare in 10, l’avevamo già vissuta in semifinale col Barcellona quella situazione. Eravamo convinti che stavamo per scrivere una pagina di storia importante per l’Inter. Aver superato quel Barcellona lì, secondo me la squadra migliore in assoluto, ci ha dato la consapevolezza dell’adesso o mai più. Si poteva fare. Per me è stata speciale perché a Madrid facevo 700 partite con l’Inter. Tornare a Milano con la Coppa, facendo il Triplete, è stata una cosa unica: credo che quella squadra lì rimarrà per sempre nella storia del nostro club. Per tutti noi è stato un momento indimenticabile. Un mese fa sono tornato per la partita delle Legends in quello stadio, e il cuore e la mente sono tornati a quel momento lì. Se avevo pensato a come alzare la Coppa? No, se tu vedi la mia faccia non sono io. La mia faccia era trasformata talmente era grande l’emozione di vedere l’allegria dei tifosi. Volevo solo tenerla tra le mani e alzarla».

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Mercato Juve: asse bollente con il PSG, oltre a Kolo Muani spunta anche Thuram nei discorsi. Cosa sta succedendo

Mercato Juve: non si parla solo di Kolo Muani con il Psg. Nei discorsi tra i due club c’è anche il nome di Thuram

La sessione estiva dei trasferimenti entra subito nel vivo e i riflettori sono tutti puntati sulle grandi manovre in uscita della Juve. Il nome più caldo sul piede di partenza è senza dubbio quello di Thuram. Il centrocampista francese, approdato all’ombra della Mole nel 2024 a fronte di un investimento vicino ai 20 milioni di euro, è stato protagonista di un’importante maturazione nelle ultime stagioni. Oggi, la dirigenza bianconera valuta il suo cartellino circa il doppio, fiutando l’opportunità di mettere a segno una ricca plusvalenza, fondamentale per raddrizzare le casse societarie entro la cruciale scadenza di bilancio del 30 giugno.

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Il blitz del Paris Saint-Germain e le ambizioni del francese

Nonostante le sirene della Premier League continuino a corteggiarlo con insistenza, nelle ultime ore il Paris Saint-Germain ha effettuato un inserimento prepotente. Secondo Gazzetta.it, i contatti tra la Continassa e la dirigenza parigina si sono intensificati rapidamente, gettando le basi per una trattativa serrata.

Dal canto suo, il mediano transalpino accoglierebbe con grande entusiasmo un trasferimento sotto la Tour Eiffel. L’obiettivo del giocatore è legarsi a un club stabilmente vincente per arricchire la propria bacheca e conquistare una maglia da titolare nella nazionale francese, raggiungendo così il fratello Marcus. La destinazione parigina, a scapito delle lusinghe d’oltremanica, offre quegli stimoli ideali per compiere il definitivo salto di qualità.

La pista Kolo Muani e l’intreccio finanziario tra i due club

Parallelamente, i dialoghi sull’asse Torino-Parigi si arricchiscono con il nome di Randal Kolo Muani. L’attaccante ha manifestato apertamente l’intenzione di vestire il bianconero, anche se l’affare presenta diversi nodi economici. Il centravanti pesa sul bilancio del PSG per circa 36 milioni e il club di casa non intende privarsene per una cifra inferiore ai 40 milioni di euro. La chiave di volta per sbloccare l’operazione potrebbe essere un prestito con obbligo di riscatto incondizionato per la stagione successiva, formula utile a bypassare i vecchi ostacoli che in passato lo avevano allontanato dal nostro campionato.

Sebbene i due tavoli rimangano formalmente separati, le diplomazie potrebbero incrociare i flussi finanziari per far quadrare i rispettivi conti. Per il tecnico Luis Enrique, l’innesto di Thuram garantirebbe quella fisicità necessaria alla mediana parigina, individuando in lui il perfetto erede di Fabian Ruiz, il cui contratto scadrà nel 2027. La Juventus, dal canto suo, pur riconoscendo il valore del proprio centrocampista, è pronta al sacrificio pur di finanziare la propria campagna acquisti.

Aurelien Guernier nuovo giocatore del Milan Futuro, ufficiale l’arrivo del classe 2007: il comunicato e tutti i dettagli

Aurelien Guernier è ufficialmente del Milan Futuro: il comunicato e tutti i dettagli sull’esterno classe 2007

La dirigenza del Milan prosegue senza sosta la propria linea verde sul mercato, blindando un altro tassello di grandissima prospettiva per gli anni a venire. Il club di Via Aldo Rossi ha infatti formalizzato e reso noto l’ingaggio di Aurelien Guernier, promettente ala offensiva nata nel 2007, prelevata a titolo definitivo dal Birmingham. Il giovanissimo calciatore d’oltremanica ha posto la propria firma su un contratto triennale, all’interno del quale la società rossonera ha inserito una clausola di opzione per estendere il vincolo per ulteriori due stagioni sportive, a testimonianza della forte fiducia riposta nelle sue potenzialità.

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L’inserimento strategico nel progetto Milan Futuro

Il percorso di inserimento dell’esterno d’attacco britannico nel mondo della galassia rossonera avverrà per gradi. Aurelien Guernier verrà infatti aggregato inizialmente all’organico del Milan Futuro, la seconda squadra del Diavolo nata con l’obiettivo specifico di far maturare i migliori profili del vivaio in un contesto competitivo.

All’interno di questo torneo, l’ex talento del Birmingham avrà l’opportunità ideale per affinare le proprie doti tecniche e la comprensione tattica del calcio italiano. L’obiettivo tracciato dall’area tecnica milanista è chiaro: consentire al ragazzo di accumulare minutaggio ed esperienza sul rettangolo verde, mettendosi in luce per meritarsi, nel corso del tempo, la grande chiamata in prima squadra.

Battuta la forte concorrenza di Chelsea e Strasburgo

La chiusura di questa operazione di mercato rappresenta un autentico colpaccio per gli uomini di mercato del Milan, capaci di muoversi con grande tempismo e lungimiranza. Per assicurarsi le prestazioni sportive del classe 2007, infatti, il club milanese ha dovuto superare la folta e agguerrita concorrenza di svariate società di primo piano del calcio continentale.

Sulle tracce del giocatore c’erano da tempo club del calibro del Chelsea in Premier League e dello Strasburgo in Ligue 1, oltre ad altre scuderie europee che avevano effettuato sondaggi esplorativi. La ferma volontà del calciatore di sposare il progetto rossonero ha però fatto saltare il banco, confermando l’appeal internazionale del club nel lanciare i talenti emergenti.

Il comunicato ufficiale del club rossonero

A sancire la conclusione dell’affare è giunta la nota ufficiale diramata dalla stessa società, che ha accolto così il nuovo innesto:

“AC Milan è lieto di comunicare di aver tesserato il calciatore Aurelien Guernier, il quale farà parte del Progetto Milan Futuro, dedicato alla crescita e allo sviluppo dei giovani talenti. L’attaccante, nato nel 2007, ha giocato nel Birmingham City FC e adesso ha scelto di legarsi ai colori rossoneri“

Con questa operazione, la proprietà milanista ribadisce la centralità della propria filosofia societaria incentrata sulla valorizzazione dei giovani di talento, ponendo solide basi per lo sviluppo e la costruzione della squadra del domani.

Le mani sul nuovo Pogba: chi è Demi Akarakiri, colpo classe 2007 del Cagliari sulle orme dell’ex Juventus – VIDEO di Elia Serra

Chi è Demi Akarakiri, la storia e l’identikit del classe 2007 del Cagliari paragonato a Pogba – VIDEO di Elia Serra

Cagliari news calcio: i sardi si apprestano a perfezionare un innesto di grande fascino e prospettiva per la propria linea mediana. Manca ormai soltanto il definitivo annuncio ufficiale per lo sbarco in Sardegna di Demi Akarakiri, giovanissimo centrocampista anglo-nigeriano seguito da tempo con enorme attenzione dagli addetti ai lavori. I vertici del sodalizio isolano si sono mossi con eccellente tempismo, approfittando della imminente conclusione del legame contrattuale che univa il classe 2007 all’Everton. I rossoblù si assicurano così un talento purissimo a parametro zero, anticipando una fitta concorrenza internazionale.

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Duttilità e geometrie: l’identikit tattico per Fabio Pisacane

Le doti principali del nuovo acquisto della compagine sarda risiedono in una straordinaria polivalenza sul rettangolo verde. Il diciannovenne cresciuto nel settore giovanile dei Toffees è il prototipo del centrocampista moderno, in grado di muoversi agilmente in più zone della metà campo. Akarakiri sa infatti disimpegnarsi con ottimi risultati sia come schermo protettivo davanti alla retroguardia in una mediana a due, sia nel ruolo di mezzala d’inserimento in un reparto a tre elementi. All’occorrenza, l’ormai ex gioiellino della squadra di Liverpool possiede lo stretto necessario e la visione di gioco per agire sulla trequarti, muovendosi a ridosso delle punte per orchestrare le transizioni offensive. Sarà compito dello staff tecnico guidato da Fabio Pisacane plasmare ed evolvere questo diamante grezzo.

La stazza fisica e quel suggestivo paragone con Paul Pogba

A colpire particolarmente gli osservatori del club di Tommaso Giulini è stato l’impatto atletico del ragazzo. Forte dei suoi 190 centimetri d’altezza, il neonato rinforzo del Cagliari abbina una dirompente prestanza fisica a un’ottima progressione palla al piede e a una pulizia tecnica di base non comune per la sua stazza. Non a caso, nell’ambiente calcistico d’oltremanica sono nati spontanei i primi accostamenti con il miglior Paul Pogba ammirato nelle sue stagioni d’oro alla Juventus. Come il fuoriclasse francese, il diciannovenne eccelle nella riconquista del pallone e nella successiva progressione centrale, sradicando possessi agli avversari per ribaltare istantaneamente l’azione difensiva in ripartenza.

I numeri nelle giovanili inglesi e la vetrina della Serie A

Il percorso di crescita del mediano nel calcio britannico è certificato da una solida base di esperienza accumulata nei tornei giovanili con la maglia dei Blues. Tra le selezioni Under 18 e Under 21 della compagine inglese, il classe 2007 ha collezionato ben 53 presenze ufficiali, impreziosite da 3 reti e 5 assist serviti ai compagni. Lo sbarco nel calcio italiano rappresenta ora il definitivo trampolino di lancio per la sua carriera. La Serie A si profila come il palcoscenico ideale per permettere al nuovo innesto rossoblù di completare la propria maturazione tattica, regalando alla tifoseria sarda un pilastro futuribile di sicuro affidamento.

Como, ufficiale il rinnovo di Smolcic. Accordo fino al 2031: «Spronato da Fabregas in uno spogliatoio fantastico e multiculturale»

Como, Ivan Smolcic ha rinnovato ufficialmente il contratto fino al 2031. Il comunicato e le sue prime parole dopo la firma

Como news calcio: i lariani mettono al sicuro uno dei pilastri della propria retroguardia per le prossime stagioni. La società lariana ha infatti annunciato formalmente il prolungamento contrattuale di Ivan Smolčić, il quale ha sottoscritto un nuovo vincolo a lungo termine che scadrà ufficialmente a giugno 2031. Il solido difensore croato, diventato un elemento di spicco nello scacchiere del tecnico Cesc Fàbregas, si lega così in modo duraturo al club lombardo proprio alla vigilia di una stagione che si preannuncia storica.

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L’avventura del centrale con la maglia dei biancoblu era iniziata nel gennaio del 2025. Da quel momento in poi, lo stopper ex Rijeka ha vissuto una crescita costante, collezionando ben 41 presenze e fornendo due assist vincenti tra le gare di Serie A e i match di Coppa Italia. La continuità di rendimento, la solidità nei duelli fisici e la naturale predisposizione al sacrificio lo hanno reso un tassello prezioso per l’allenatore spagnolo, contribuendo in modo determinante alla clamorosa e storica qualificazione dei comaschi nella prossima Champions League.

Le parole di Cesc Fàbregas: l’elogio del tecnico

La firma sul nuovo contratto è stata accolta con enorme entusiasmo dal tecnico del Como, che ha voluto sottolineare la crescita caratteriale e l’attitudine al lavoro mostrata dal calciatore nativo di Gospić:

«Ivan si è guadagnato questo rinnovo grazie al suo lavoro, al suo atteggiamento e alla costanza che ha dimostrato ogni giorno. Fin dal suo arrivo, ha compreso ciò che chiediamo ai nostri difensori, sia con la palla che senza, e ha continuato a crescere con grande umiltà. Come allenatore, giocatori come Ivan ti infondono fiducia. È affidabile, competitivo e sempre pronto per la squadra, ed è esattamente il tipo di mentalità che vogliamo continuare a costruire qui al Como».

L’entusiasmo di Smolčić: focus sulla Champions League

Subito dopo la formalizzazione dell’accordo nella sede del club, anche lo stesso difensore ventottenne ha espresso tutta la sua felicità per la prosecuzione del matrimonio sportivo con la compagine lariana, proiettandosi già verso i prestigiosi palcoscenici europei:

«A Como mi sono sentito subito a casa, e il rinnovo significa che siamo entrambi felici di costruire il nostro futuro insieme. Sono migliorato dal punto di vista tattico e difensivo, spronato dall’allenatore in uno spogliatoio fantastico e multiculturale. La scorsa stagione è stata incredibile. Sono sicuro che la prossima lo sarà altrettanto, se non di più, perché giocheremo in Champions League. Daremo il massimo».

Calciomercato Bologna: tutti pazzi per Cambiaghi! Fenucci spara alto, ecco il prezzo fissato per lasciarlo partire

Calciomercato Bologna: Claudio Fenucci ha fissato il prezzo per lasciar partire Cambiaghi, ecco la cifra richiesta per l’esterno rossoblù

Bologna news calcio: il calciomercato in uscita dei felsinei entra in una fase di forte dinamismo. Attraverso l’amministratore delegato Claudio Fenucci, il club rossoblù ha recentemente chiarito la propria linea strategica, specificando che nell’attuale rosa non figurano elementi considerati assolutamente incedibili. Questa dichiarazione ha inevitabilmente acceso i riflettori su diversi gioielli della formazione felsinea, attirando le attenzioni di svariati club italiani ed esteri. Tra i nomi più caldi del momento c’è senza dubbio quello di Nicolò Cambiaghi, talentuoso esterno offensivo finito prepotentemente al centro di un vero e proprio intrigo internazionale che vede coinvolte società di Serie A e importanti realtà oltreconfine.

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Il Como e l’ipotesi Besiktas: Vincenzo Italiano chiama il suo pupillo

L’ala d’attacco dei rossoblù ha destato un forte gradimento nel panorama nazionale, dove il Como sta studiando la fattibilità del colpo per regalare un innesto di assoluto spessore alla propria batteria di trequartisti. Tuttavia, la concorrenza più insidiosa per i lariani arriva dalla Turchia: il Besiktas si è infatti iscritto con decisione alla corsa per il calciatore.

La spinta decisiva per il club di Istanbul arriva da Vincenzo Italiano, ex tecnico dei felsinei e attuale allenatore della compagine turca, il quale spinge per riavere alle proprie dipendenze il laterale già valorizzato sotto le due torri. La dirigenza del Bologna, però, non ha alcuna intenzione di svendere l’ex giocatore dell’Atalanta. Secondo quanto rivelato dal Corriere dello Sport, la richiesta economica per il cartellino è stata fissata a 30 milioni di euro, una valutazione imponente che riflette la grandissima stima riposta dalla società nelle qualità del ragazzo.

I numeri della stagione e il sogno azzurro di Cambiaghi

La pesante valutazione di mercato stabilita dagli emiliani trova riscontro nell’ottimo rendimento offerto dal classe 2000 durante l’ultima annata. Nel corso della stagione, Cambiaghi ha collezionato ben 42 presenze complessive, arricchite da 4 gol e 6 assist vincenti per i compagni.

Prestazioni di alto livello che, nello scorso mese di ottobre, gli avevano spalancato le porte della Nazionale italiana con la prima storica convocazione in azzurro, prima che un problema fisico lo costringesse ad abbandonare il ritiro a marzo. Nella memoria dei tifosi resta soprattutto la spettacolare marcatura siglata allo stadio Olimpico contro la Roma, decisiva per lo storico trionfo per 3-4 in Europa League, un acuto pesantissimo in una seconda metà di campionato caratterizzata da qualche alto e basso di troppo. Le pretendenti continuano a bussare alla porta del Bologna, ma la linea societaria resta inflessibile: per strappare Cambiaghi alle Due Torri servirà un assegno vicinissimo alla richiesta originaria.

Paganini: «Maldini ottimo per la Nazionale ma si riparta prima dai settori giovanili. Milan nelle mani di Ibrahimovic, Vlahovic Juve ancora possibile» – ESCLUSIVA

Paolo Paganini ha analizzato in esclusiva a Calcionews24 i principali temi tra Nazionale e mercato: le sue dichiarazioni

In esclusiva ai microfoni di Calcionews24, il giornalista Paolo Paganini ha analizzato i principali temi che stanno animando il calcio italiano: dal futuro della Nazionale dopo l’elezione del nuovo presidente federale alle possibili scelte per il ruolo di commissario tecnico, passando per le strategie di mercato di Milan, Juventus, Inter e Lazio. Ecco le sue dichiarazioni.

Ciao Paolo. Dopo l’elezione del nuovo presidente federale Malagò, quali dovrebbero essere le priorità della Federcalcio per rilanciare il calcio italiano? E come valuta le ipotesi di Roberto Mancini o Antonio Conte come nuovo commissario tecnico, con Paolo Maldini possibile direttore tecnico della Nazionale?

«Indubbiamente ieri è stato un passaggio comunque importante per quanto riguarda la Federcalcio, ma in generale il calcio italiano. Adesso è chiaro che noi siamo bravi, soprattutto, parlo di noi giornalisti, a concentrarci sui nomi, sui ballottaggi, prima è stato Abete Malagò, adesso Mancini Conte, però è chiaro che il discorso deve essere guardato più in profondità ai settori giovanili e a tutte le disposizioni, le regole che dovranno essere introdotte per realmente riportare il livello del calcio italiano, almeno a livello nazionale, in alto. Lo stanno già facendo a livello giovanile, poi è chiaro che lì diventa un problema più dei club, perché i giovani che fanno bene in nazionale purtroppo non trovano poi spazio nelle squadre di club. Questa è una premessa, perché poi comunque, sì è vero, adesso Mancini o Conte, sono due ottimi allenatori entrambi, Maldini ha dimostrato come dirigente di essere non solo stato un grande campione, ma anche un grande dirigente, in compagnia di Massara ha vinto lo Scudetto e ha programmato il Milan, è chiaro che in questo momento salgono forse di più le quotazioni di Conte rispetto a Mancini, perché Mancini paga fondamentalmente il suo strappo con la nazionale quando lui se ne andò in Arabia Saudita. Stiamo parlando di due ottimi allenatori, c’è un problema anche legato all’ingaggio, perché comunque sia Mancini ma soprattutto Conte hanno ingaggi importanti e quindi la Federcalcio non è che si può indebitare, di conseguenza saranno fondamentali anche gli sponsor in questa situazione, in questa chiusura di trattativa».

Che idea si è fatto del nuovo corso del Milan? Quanto pesa il ruolo di Ibrahimovic e quale futuro vede per giocatori come Leao, Pulisic e Modric?

«Sicuramente il discorso del Milan è un discorso secondo me piuttosto chiaro, il Milan è Ibrahimovic dipendente, quindi fa tutto lui, lo ha dimostrato prima con Pioli, lo ha ridimostrato con Allegri, andando allo scontro con Allegri, con Tare, quindi Ibrahimovic non è un dipendente del Milan, è socio di Cardinale, quindi di conseguenza è lui che ha la gestione vera, l’uomo determinante nel bene e nel male è lui, quindi bisogna capire se questa scelta di Cardinale, di affidarsi in toto a Ibrahimovic sarà premiata oppure no, a oggi i risultati dicono il contrario, però adesso è stata fatta una rivoluzione vera e propria, vedremo se alcuni giocatori rimarranno, perché comunque Rabiot pare tentato nuovamente da Allegri al Napoli una volta che verrà ufficializzato l’acquisto e l’ingaggio di Allegri. Gli altri sono in una situazione di punto interrogativo, Pulisic sta trattando il rinnovo, però vuole capire anche i programmi del Milan e vuole capire anche il tipo di collocazione che può avere nel nuovo Milan di Amorim, per quanto riguarda Modric si va verso un contratto part time, ammesso che lui abbia ancora gli stimoli dopo il mondiale deciderà di continuare oppure no, poi c’è il discorso di Leao che è vero che è portoghese come Amorim, ma secondo me Leao sarà uno di quei giocatori che sicuramente andrà via, quindi questa è un po’ la situazione, l’altra situazione da non sottovalutare, per questi giocatori non c’è soltanto un discorso di programma, c’è anche un discorso che il Milan non fa la Champions, fa l’Europa League e quindi il palcoscenico della Champions comunque per un giocatore di un certo livello è fondamentale».

Come valuta l’arrivo di Carnevali alla Juventus e quali potrebbero essere le prossime mosse di mercato, tra Vlahovic e il nuovo portiere?

«Ma intanto la Juventus secondo me ha fatto un’ottima operazione prendendo Carnevali. Sicuramente è un dirigente capace, è un dirigente che comunque ha dimostrato al Sassuolo di avere anche un discorso, una visione generale non soltanto di conoscenza dei giocatori ma anche di conduzione finanziaria, quindi secondo me ha fatto un ottimo acquisto innanzitutto a livello dirigenziale la Juventus, perché altrimenti c’era un blocco vero tra una mancanza di identità di vedute tra Comolli e Spalletti, la Juventus ha fatto una scelta chiara, ha mandato via Comolli e ha tenuto Spalletti prendendo Carnevali. Per quanto riguarda il discorso del mercato, il discorso dell’avvicinamento di Vlahovic, secondo me c’è, anche perché non c’è tutta questa corsa a Vlahovic da parte degli altri club, ricordiamo che lui è a parametro zero, quindi si può accasare in qualsiasi momento e a oggi a parte qualche richiesta da parte del Besiktas e squadre turche e qualche sondaggio da parte della Premier, ma soprattutto da Manchester United non c’è questa corsa a Vlahovic, quindi siccome il serbo sa benissimo che Spalletti è un suo grande estimatore, Carnevali farà un ulteriore tentativo, lì il problema soprattutto non è tanto l’ingaggio suo, perché comunque stiamo parlando di cifre importanti, 8 milioni di euro, quanto le commissioni che deve percepire il padre o comunque i suoi agenti, quindi lì bisogna limare quello. E poi è anche vero che per la Juventus sarebbe comunque un problema qualora non trovasse l’accordo con Vlahovic, perché comunque deve andare a prendere 1/2 attaccanti di livello e gli attaccanti di livello costano. Per quanto riguarda il portiere, io credo che la priorità di Spalletti sia il Dibu Martinez, perché il Dibu Martinez è un portiere con grande personalità e alla Juventus mancano giocatori di personalità, quindi lui è uno in grado di dirigere, oltre ad essere un ottimo portiere, anche in grado di dirigere bene la difesa, l’alternativa è Vicario che è comunque un ottimo portiere, però secondo me se la Juve può, in questo momento dà la priorità a Dibu Martinez».

L’Inter sta lavorando su diversi profili come Palestra e Nico Paz. Credi che il doppio colpo sia possibile?

«Io credo che l’Inter chiuderà per Palestra, anche se sinceramente è un ottimo profilo, però pagare un laterale destro, un terzino, 50 milioni di euro è tanta roba, però sono le regole del mercato, sono queste. Poi quando vai a trattare con l’Atalanta, cosa che è successa l’anno scorso per Lookman, l’Atalanta ti dice questo giocatore costa tot e devi pagare tot, non ci sono margini di trattativa. Per quanto riguarda Nico Paz, secondo me resterà al Como, uno perché comunque il Como è in Champions, come l’Inter è vero, però il Como è una società forte, i proprietari del Como sono i più ricchi del calcio italiano, quindi non hanno problemi in qualche modo a blindare Nico Paz, anche per gli ottimi rapporti che hanno con il Real Madrid, lo stesso Fabregas mi sembra che sia stato molto chiaro nei confronti dell’Inter, in particolare di Zanetti che stava facendo una corte serrata per Nico Paz, facendo capire che lì non c’è trippa per gatti, quindi io credo che rimarrà al Como e l’Inter farà degli altri movimenti tipo Jones del Liverpool, anche se sarà fondamentale la cessione di Frattesi».

In casa Lazio si parla della cessione di Gila e di un possibile interesse per Zaniolo. Quanto c’è di concreto e quali scenari si possono aprire?

«Ma la situazione della Lazio è tutta in divenire, perché secondo me il mercato della Lazio ruota tutto intorno alla cessione di Gila, che dovrebbe andare al Napoli, e quindi di fatto vorrebbe con la cessione di Gila rifinanziare il mercato. Zaniolo è curioso il fatto, se davvero la Lazio va su di lui, su indicazioni di Gattuso, che Gattuso non lo aveva convocato per la Nazionale, lo vorrebbe alla Lazio, ma io credo che non la vedo così semplice la possibilità che Zaniolo firmi coi biancocelesti. C’è anche la Juventus ad esempio che sta parlando con il suo procuratore e anche il Milan, quindi sinceramente la vedo come una situazione, sarebbe clamorosa, ne abbiamo viste altre di situazioni così clamorose, è chiaro che per Zaniolo che comunque ha disputato un’ottima stagione, si è rilanciato all’Udinese, quindi venire a Roma, questa volta sponda Lazio anche a livello ambientale non è che sarebbe nelle condizioni più serene per giocare, è un professionista chiaramente, però penso che l’ipotesi Lazio la prenderebbe in considerazione qualora non andassero in porto altre situazioni che sono in ballo».

SI RINGRAZIA PAOLO PAGANINI PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Gennaro Gattuso è il nuovo allenatore della Lazio, ora è ufficiale: il comunicato e tutti i dettagli

Gennaro Gattuso nuovo allenatore della Lazio, è stata ufficializzata la sua nomina attraverso questo comunicato. I dettagli

Ora non ci sono più dubbi: la Lazio ha scelto la sua nuova guida tecnica per aprire un ciclo inedito. Con una nota ufficiale apparsa sui canali ufficiali, la società capitolina ha annunciato l’ingaggio di Gennaro Gattuso per la panchina biancoceleste. Finisce così una lunga fase di speculazioni e casting di mercato, che ha visto il presidente Claudio Lotito valutare attentamente diversi profili prima di affondare il colpo decisivo su un allenatore di forte carisma e comprovato temperamento.

Ecco il comunicato stampa integrale diffuso attraverso i portali societari della compagine romana:

“La S.S. Lazio S.p.A. comunica di aver affidato l’incarico di allenatore responsabile della Prima Squadra al sig. Gennaro Gattuso.

La Società accoglie con soddisfazione il nuovo allenatore, nella convinzione che la sua esperienza, professionalità e determinazione possano contribuire al raggiungimento degli obiettivi sportivi del Club.”

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Il profilo di Gattuso: esperienza e leadership per Formello

L’ingaggio dell’ex centrocampista campione del mondo rappresenta una decisione strategica che va ben oltre la semplice pianificazione della lavagna tattica. La dirigenza della Lazio si affida a un manager abituato a gestire pressioni elevate e piazze storicamente esigenti, avendo già guidato in passato formazioni del calibro di Milan e Napoli, oltre alla prestigiosa parentesi nel ruolo di commissario tecnico.

La sua fama di leader carismatico lo precede: il mister è considerato l’uomo ideale per ricostruire la mentalità vincente all’interno dello spogliatoio e dare un’anima definita a un gruppo chiamato a riscattarsi dopo una stagione complessa.

Le prossime tappe: calciomercato e rivoluzione tattica

Con l’arrivo del nuovo allenatore, l’attenzione si sposta inevitabilmente sulle imminenti strategie di calciomercato. Il tecnico incontrerà a brevissimo i vertici societari per definire le linee guida della campagna acquisti e cessioni, individuando gli elementi funzionali alla sua idea di calcio.

Dal punto di vista del campo, l’allenatore intende proporre una manovra verticale, aggressiva e compatta, basata principalmente sul modulo 4-2-3-1 o su un dinamico 4-3-3. La dirigenza dovrà quindi muoversi tempestivamente per garantire innesti di gamba e qualità, specialmente sulle corsie esterne offensive e nella cerniera di centrocampo.

La grande sfida del neo-tecnico sarà anche quella di ricompattare l’intero ambiente circostante e ritrovare una forte sinergia con la tifoseria, un fattore che si preannuncia fondamentale per spingere la squadra verso il posizionamento europeo e il raggiungimento di tutti i traguardi prefissati nel prossimo campionato di Serie A.

Calciomercato Torino: fari puntati su Ben Nelson del Leicester e idea Giorgini per la difesa. Ultimissime sulle mosse dei granata

Calciomercato Torino: fari puntati su Ben Nelson del Leicester e idea Giorgini per la difesa. Ultimissime sulle mosse dei granata

Toro news: le grandi manovre in casa Torino per ridisegnare l’assetto arretrato sono ufficialmente cominciate. La dirigenza granata si sta muovendo con grande determinazione sul mercato per regalare alla squadra innesti di prospettiva, capaci di coniugare freschezza atletica e futuribilità. I radar degli osservatori granata si sono attivati sia sul fronte internazionale sia nei campionati italiani, individuando due profili ideali per iniziare la pianificazione del nuovo ciclo sportivo all’ombra della Mole.

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La pista inglese: contatti avviati per Ben Nelson

L’indiscrezione più calda delle ultime ore porta direttamente in Premier League. Secondo Gianluca Di Marzio, il Toro ha manifestato un forte interesse per il giovane centrale difensivo nato nel 2004, attualmente di proprietà del Leicester. Le due società calcistiche hanno già aperto un canale di comunicazione per esplorare la fattibilità del trasferimento a titolo definitivo.

Tuttavia, i primi approcci diplomatici hanno evidenziato una distanza significativa sul piano economico. La richiesta del club britannico per privarsi del proprio gioiello oscilla infatti tra i 6 e i 7 milioni di euro. Si tratta di una valutazione ritenuta fin troppo elevata dal management del Torino, che non ha intenzione di investire una simile somma per il cartellino del calciatore. A causa di questo divario finanziario, la negoziazione si trova al momento in una fase di studio: la società del presidente Urbano Cairo non ha ancora presentato alcuna offerta ufficiale sul tavolo della dirigenza inglese, preferendo valutare con prudenza l’evoluzione della situazione.

Opzione low-cost: l’idea Giorgini per la retroguardia

Parallelamente alle complicate trattative d’oltremanica, gli uomini mercato del club granata mantengono gli occhi aperti sulle opportunità offerte dal panorama calcistico nazionale. Una delle piste alternative più concrete conduce ad Andrea Giorgini, difensore di ventidue anni di proprietà del SudTirol, che nell’ultima annata agonistica ha militato a titolo temporaneo tra le fila della Juve Stabia, mettendosi in mostra come uno dei prospetti più interessanti del torneo.

Questa operazione di mercato potrebbe subire un’improvvisa accelerazione a causa di un importante fattore interno. Il neotecnico granata, Ignazio Abate, conosce infatti alla perfezione le doti tecniche e umane del ragazzo, avendolo già guidato e valorizzato nel corso delle sue precedenti avventure professionali. Lo sbarco del centrale sotto la Mole permetterebbe all’allenatore di riabbracciare un suo vero e proprio fedelissimo, un elemento che faciliterebbe la trasmissione dei nuovi concetti di gioco all’intero spogliatoio. I prossimi giorni saranno decisivi per capire quale asse di mercato si sbloccherà per primo.

Calciomercato Juventus: maxi intreccio per Gila e Lobotka, Carnevali esce allo scoperto su Kolo Muani

Calciomercato Juventus: che intreccio per Gila e Lobotka, Carnevali ha fatto questa rivelazione su Kolo Muani. Gli aggiornamenti

Juventus news: si preannuncia un’estate infuocata sull’asse Torino-Roma-Napoli, con un clamoroso inserimento a sorpresa che rischia di stravolgere gli attuali equilibri della Serie A. La Juventus è pronta a sfidare apertamente i partenopei nella corsa per assicurarsi Mario Gila, difensore centrale in forza alla Lazio. Fino a pochi giorni fa il centrale iberico sembrava a un passo dal vestire l’azzurro, ma l’irruzione della dirigenza bianconera ha improvvisamente sparigliato le carte in tavola. Come riportato dal quotidiano La Repubblica, i bianconeri stanno recuperando il terreno perduto con straordinaria rapidità.

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La strategia difensiva e la contromossa del Napoli

Alla base del blitz piemontese c’è una precisa intuizione di Giovanni Carnevali. L’amministratore delegato considera lo spagnolo classe 2000 un obiettivo di mercato decisamente più accessibile e concretizzabile rispetto a piste estere tortuose, come quella che porta a Kim Min-jae del Bayern Monaco. La valutazione complessiva dell’affare si aggira tra i 15 e i 20 milioni di euro, una cifra sostenibile per le casse societarie. Per difendere il proprio vantaggio e convincere la dirigenza laziale, i campani stanno però preparando una contromossa strategica, offrendo a Claudio Lotito i cartellini di Rafa Marin e Lucca con la formula del prestito temporaneo.

Nel frattempo, un recente summit di mercato andato in scena a Forte dei Marmi tra Carnevali e il tecnico Luciano Spalletti ha tracciato i binari della nuova Juventus. Secondo quanto svelato da La Gazzetta dello Sport, il grande desiderio del mister di Certaldo è Stanislav Lobotka, pilastro del suo storico scudetto in Campania. L’obiettivo è affidargli le chiavi della cabina di regia per avanzare Manuel Locatelli nel ruolo di mezzala-incontrista. La strada si preannuncia però in forte salita: con l’arrivo di Massimiliano Allegri sulla panchina azzurra e una clausola rescissoria valida solo per l’estero, Aurelio De Laurentiis valuta il regista non meno di 30 milioni di euro.

Le manovre in attacco: Carnevali scopre le carte

Prima di affondare i colpi da novanta, la Juventus dovrà concentrarsi sulle cessioni e sulla ricerca di un portiere, con Guglielmo Vicario ed Emiliano Martinez in prima fila. Per il reparto avanzato, l’osservato speciale resta la stella del Paris Saint-Germain, Randal Kolo Muani. Sulle pagine di Tuttosport, il dirigente juventino ha confermato ufficialmente lo stato della trattativa con una dichiarazione chiarissima: «Kolo Muani? Ci stiamo lavorando».

Il transalpino, che freme per sbarcare a Torino e mantiene contatti costanti con l’ambiente, si sposa a meraviglia con il calcio fluido di Spalletti, che sogna di affiancarlo a Dusan Vlahovic (con Alexander Sorloth come solida alternativa). Dopo il trasferimento sfumato a gennaio a causa del muro eretto dal Tottenham prima dell’esonero di Thomas Frank, l’operazione con il PSG potrebbe ora concretizzarsi sulla base di 40 milioni di euro, riducendo la quota fissa attraverso l’inserimento di mirati bonus strutturati.

Maldini Direttore Tecnico dell’Italia: perché è davvero l’uomo giusto per la FIGC di Malagò

Maldini Direttore Tecnico dell’Italia: i motivi per cui l’ex Milan è la figura giusta per la nostra Nazionale. L’analisi completa

L’elezione di Giovanni Malagò ai vertici di via Allegri ha attivato un immediato effetto domino all’interno della Federcalcio. La primissima mossa strategica del neonato corso riguarda l’istituzione di un ruolo inedito per il nostro calcio, ma di fondamentale importanza istituzionale: il Direttore Tecnico della Nazionale. Per ricoprire questa carica delicata, che farà da collante tra lo spogliatoio e i vertici dirigenziali, il neo presidente ha messo al primo posto della sua agenda un nome leggendario secondo La Gazzetta dello Sport: Paolo Maldini. L’ex capitano del Milan si trova ora davanti a un bivio decisivo e scioglierà le riserve nelle prossime ore, valutando l’incarico come una vera e propria missione per il Paese.

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Il ritorno alle radici: perché Maldini è l’uomo ideale per l’Italia

Affidare la gestione dell’area tecnica a una figura come quella di Maldini non rappresenta una semplice operazione d’immagine, bensì una scelta di pura sostanza sportiva. Esiste un filo invisibile ma indissolubile che lega l’ex difensore alla maglia azzurra, un discorso interrotto in modo brusco e doloroso in quel Mondiale del 2002 a Daejeon, sotto i controversi fischi dell’arbitro Byron Moreno. Dopo 126 battaglie affrontate con la fascia al braccio, Maldini ha salutato la Nazionale senza aver sollevato un trofeo internazionale, sfiorato nei Mondiali del 1990 e 1994 e nell’Europeo del 2000. Il suo ritorno a Coverciano, a distanza di anni, non sarebbe solo un atto di romanticismo calcistico, ma la naturale chiusura di un cerchio e il punto di partenza per una totale rifondazione.

Paolo possiede le doti perfette per guidare il nuovo corso: una straordinaria leadership, una conoscenza profonda delle regole non scritte dello spogliatoio e un carisma innato. Le sue doti manageriali sono già state ampiamente certificate dai traguardi raggiunti con il Milan, dove con intuito e coraggio ha saputo blindare il ritorno in Champions League e firmare la conquista dello Scudetto nel maggio del 2022. Nella nuova struttura federale, il Direttore Tecnico avrà l’onere di scegliere il futuro CT; un uomo con la competenza di Maldini saprebbe fare scudo alle pressioni esterne, garantendo totale autonomia alla squadra. In una fase di ricostruzione come quella attuale, la sua figura diventa la guida ideale per lanciare i giovani talenti e, al contempo, per aiutare i “senatori” a trovare l’immediato riscatto.

Un accordo fondato sul senso di appartenenza

Il dialogo tra la presidenza e l’ex capitano non si limiterà a freddi parametri contrattuali, ma cercherà un punto di equilibrio basato sulla dedizione totale alla causa. Una Nazionale “ferita” dagli ultimi insuccessi ha bisogno di ritrovare con urgenza il proprio senso di appartenenza e il proprio orgoglio. La decisione finale spetta ora a Paolo, ma la nuova FIGC ha dimostrato che l’ora del coraggio è finalmente scattata.

Chi è Schjelderup? A gennaio ci pensò il Parma, ora è diventato un nome per Como e Milan

Chi è Schjelderup? A gennaio ci pensò il Parma, ora è diventato un nome per Como e Milan. Caratteristiche tecniche e numeri

Andreas Schjelderup torna a far parlare di sé anche in chiave calciomercato in Serie A. L’esterno offensivo norvegese è entrato al 61’ nella sfida vinta dalla Norvegia contro il Senegal, successo per 3-2 che ha permesso alla nazionale scandinava di staccare il pass per i sedicesimi di finale della Coppa del Mondo 2026. Il classe 2004, subentrato ad Antonio Nusa, continua così a raccogliere minuti e visibilità in un contesto internazionale di alto livello.

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Cresciuto calcisticamente tra Bodø/Glimt e Nordsjælland, Schjelderup si è imposto giovanissimo in Danimarca prima del trasferimento al Benfica nel gennaio 2023 per circa 14 milioni di euro. A gennaio era già stato vicino alla Serie A, con il Parma interessato al suo profilo, ma il club più vicino al colpo era stato il Club Brugge, arrivato a impostare un’operazione da circa 15 milioni. Poi la doppietta contro il Real Madrid ha cambiato tutto, convincendo il Benfica a toglierlo dal mercato.

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Schjelderup Milan e Como, valutazione in crescita e interesse europeo

Oggi il valore del norvegese è salito in modo significativo. Manuel Rui Costa lo valuta intorno ai 30 milioni di euro, cifra che racconta la crescita del giocatore e l’interesse sempre più ampio attorno al suo nome. Come spiegato da TMW, in Inghilterra lo seguono Liverpool e Tottenham, in Spagna piace all’Atletico Madrid, mentre in Italia sono soprattutto Milan e Como a monitorare la situazione.

Il profilo è particolarmente interessante per età, margini di crescita e caratteristiche tecniche. Schjelderup è un destro naturale, alto 1,77 metri, utilizzato principalmente da ala sinistra, ma capace di agire anche da trequartista, seconda punta o esterno offensivo in sistemi più fluidi.

Schjelderup, numeri e caratteristiche tecniche

Schjelderup applaude
Pre Madrid 25/02/2026 – Champions League / Real Madrid-Benfica / foto Pressinphoto/Image Sport
nella foto: Andreas Schjelderup

Nella stagione 2025/26 ha trovato maggiore continuità con il Benfica, mettendo insieme 7 gol e 5 assist in 1.733 minuti in campionato. Numeri importanti per un giocatore ancora giovane, soprattutto considerando il livello competitivo del contesto portoghese e la pressione di un club abituato a lottare per vincere.

Dal punto di vista tecnico, Schjelderup è il classico esterno sinistro a piede invertito: parte largo, riceve tra fascia e mezzo spazio, poi cerca l’accentramento per calciare o rifinire. Ha un primo controllo pulito, buona rapidità nello stretto, qualità nel dribbling e capacità di creare superiorità numerica. Non è soltanto un’ala da strappo: ama legare il gioco, entrare dentro al campo e partecipare alla manovra.

Schjelderup Milan e Como, come potrebbe inserirsi

Nel Como di Cesc Fabregas, Schjelderup avrebbe una collocazione molto naturale. Potrebbe giocare da esterno sinistro nel tridente, da trequartista laterale o da seconda punta in un sistema tecnico e associativo. Il progetto lariano, costruito su giovani di talento e calcio propositivo, gli garantirebbe probabilmente maggiore centralità e continuità.

Nel Milan, invece, l’inserimento sarebbe diverso. Con Ruben Amorim, il norvegese potrebbe diventare un profilo da rotazione alta, utile sia da esterno offensivo sia da trequartista in una struttura più fluida. In rossonero troverebbe più concorrenza e maggiore pressione, ma anche una vetrina superiore. Per talento, età e caratteristiche, Schjelderup resta uno dei nomi più intriganti per il mercato italiano.

Malagò spiega il suo piano per la Nazionale: «Il prossimo ct deve avere entusiasmo, non deve farlo solo per soldi. Straniero? Mai dire mai»

Malagò spiega il suo piano per la Nazionale: «Il prossimo ct deve avere entusiasmo, non deve farlo solo per soldi». Le parole del presidente FIGC

Giovanni Malagò apre ufficialmente la sua nuova fase alla guida della FIGC. Dopo l’elezione con il 68,58% dei voti, il nuovo presidente federale ha rilasciato a la Repubblica le sue prime parole da numero uno del calcio italiano, tracciando le priorità di un mandato che dovrà affrontare questioni profonde: rilancio della Nazionale, valorizzazione dei giovani, rapporto con la politica, infrastrutture e riforme strutturali.

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Il primo pensiero, subito dopo l’applauso dell’assemblea, è stato personale e familiare: «Il primo pensiero è andato a mio padre». Da lì Malagò ha ricordato anche il suo legame originario con il pallone, nato all’Olimpico accanto al padre: «Ricordo che a sei, sette, otto anni mio padre mi portava all’Olimpico, in Tribuna Monte Mario, tutte le domeniche alle 14.30, ma intendo proprio tutte. Si fatica a crederci, ma ero contemporaneamente un lupetto della Roma e un aquilotto della Lazio: era l’unico modo che avevamo per vedere il calcio. A casa ho ancora quelle tessere».

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Malagò FIGC, giovani e talento italiano: il nodo dello ius soli sportivo

Tra i temi più urgenti c’è la difficoltà del calcio italiano nel produrre nuovi talenti. Malagò ha indicato una questione normativa e culturale da affrontare: «Mi ha scioccato leggere che un giocatore su quattro del Mondiale non giochi per la nazionale in cui è nato: in Italia non sarebbe possibile. Non parlo dello ius soli perché è una questione politica, ma sostengo lo ius soli sportivo. Oggi poi se un club compra un giocatore italiano, in Italia, paga il 22% di Iva, se lo prende all’estero no. È normale?».

Il nuovo presidente ha sottolineato anche la necessità di ripensare il sistema calcio in chiave moderna, partendo dalle infrastrutture. A suo giudizio, tra fine anni Novanta e inizio Duemila molti grandi club avrebbero potuto trasformare la forza economica del campionato in investimenti sugli stadi, anziché concentrare risorse soprattutto sugli ingaggi dei calciatori.

Malagò FIGC, la Nazionale e il profilo del nuovo ct

Il dossier più immediato resta quello della Nazionale italiana. Il nome del prossimo commissario tecnico sarà una delle prime scelte del nuovo corso federale. Malagò ha escluso veti su Roberto Mancini, ma ha chiarito quale dovrà essere l’identikit del ct ideale: «Condizione imprescindibile è vedere subito l’entusiasmo, la convinzione di sposare un’idea. Non deve farlo solo per soldi. Sicuramente la componente economica esiste, ma se una persona comincia a mettere troppi paletti sugli orari o sulle disponibilità, può essere la più brava del mondo ma non mi interessa. Ho bisogno di qualcuno convinto almeno per i prossimi due anni. Straniero? Mai dire mai».

L’orizzonte sarà l’Europeo 2028, anche perché tra due anni ci saranno nuove elezioni federali. Per il ruolo di direttore tecnico, invece, Malagò ha aperto alla possibilità di coinvolgere un ex calciatore di grande prestigio, citando i contatti avuti con Paolo Maldini, Alessandro Del Piero, Roberto Baggio e Gianluigi Buffon, pur precisando che nulla è stato ancora deciso.

Malagò FIGC, rapporto con politica e futuro della Federazione

Altro tema centrale sarà il rapporto con la politica, in particolare con il ministro Andrea Abodi. Malagò ha spiegato di voler superare le tensioni degli ultimi mesi: «È stato la seconda persona che mi ha chiamato, lo vedrò in settimana. Che non fosse felice della mia candidatura si è visto già nelle moltissime dichiarazioni sulla volontà di commissariare, anche quando non c’era la possibilità politica o giuridica. Ma voglio mettere tutto alle spalle».

Il nuovo presidente vuole riportare la FIGC a essere un modello credibile e riconosciuto. La missione finale è chiara: «Se avremo una Federazione che, come l’Aniene, il Coni o Milano Cortina, sia considerata un modello invidiato nel mondo, molto competitiva, rispettata e che rende gli italiani orgogliosi».

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