Pagina 77 – Calcio News 24

Modric ancora al Milan? Amorim spera nella permanenza: il futuro si decide dopo il Mondiale

Modric ancora al Milan? Amorim spera nella permanenza: il futuro si decide dopo il Mondiale. Il piano del tecnico per convincerlo a restare

Il futuro di Luka Modric resta uno dei temi più delicati in casa Milan. Il centrocampista croato, impegnato al Mondiale con la sua nazionale, potrebbe vivere in queste settimane le ultime partite con la maglia a scacchi. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, la decisione di chiudere il percorso con la Croazia sembra ormai presa: il grande dubbio riguarda invece la stagione 2026-27 e la possibilità di continuare in rossonero anche con Ruben Amorim.

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Modric ha raggiunto quota 199 presenze con la nazionale croata e contro Panama toccherà il traguardo delle 200. Poi ci sarà la sfida con il Ghana, ma il contesto non consente celebrazioni troppo romantiche: dopo il pesante ko contro l’Inghilterra, la Croazia deve vincere per restare in corsa.

Modric Milan, il rapporto con il club e la città

Il discorso legato al Milan è diverso e coinvolge anche scelte personali. Modric a Milano si trova molto bene: la famiglia si è ambientata, la figlia Ema gioca nelle giovanili rossonere e il rapporto con compagni e tifosi è diventato subito forte. Anche la società, nonostante la stagione di cambiamento, gli ha fatto sapere di considerarlo ancora una presenza preziosa a Milanello.

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Il nodo principale sarà il confronto con Amorim. Con Massimiliano Allegri, il ruolo sarebbe stato più facilmente prevedibile: regista davanti alla difesa, uomo di gestione del ritmo e riferimento tecnico. Con il tecnico portoghese, invece, la storia deve ancora essere scritta.

Modric Milan, la Champions pesa sulla scelta

La volontà istintiva di Modric sarebbe quella di restare un altro anno, ma l’assenza della Champions League rappresenta un fattore pesante. I soldi e il minutaggio non sono considerati elementi decisivi, mentre il palcoscenico europeo avrebbe avuto un peso molto diverso nella riflessione finale.

Il possibile scenario porta verso un utilizzo mirato: partite selezionate, gestione delle energie, qualche trasferta di Europa League evitata e minutaggio calibrato. Amorim ci spera, il Milan attende e Modric ascolterà corpo, ambizione e progetto prima di scegliere se proseguire ancora in rossonero.

Il Como incontra il Real Madrid per Nico Paz: l’Inter aspetta e spera! Può abbandonare la pista Curtis Jones in quel caso

Il Como incontra il Real Madrid per Nico Paz: l’Inter aspetta e spera! Può abbandonare la pista Curtis Jones nel caso si aprisse uno spiraglio

Il calciomercato dell’Inter continua a seguire con grande attenzione la situazione legata a Nico Paz, talento argentino di proprietà del Real Madrid e protagonista con la maglia del Como. Le speranze nerazzurre dipendono soprattutto dal vertice in programma giovedì tra il club lombardo e la società spagnola, incontro che potrebbe chiarire definitivamente il futuro del giocatore.

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In casa Inter, intanto, resta complicata la pista che porta a Curtis Jones. Il club nerazzurro ha provato ad avvicinarsi al centrocampista del Liverpool con un rilancio fino a circa 25 milioni di euro, ma la richiesta dei Reds resta superiore ai 30 milioni, con l’aggiunta di una percentuale sulla futura rivendita. Una distanza ancora significativa, che potrebbe spingere la dirigenza interista a valutare con maggiore decisione scenari alternativi.

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Nico Paz Inter, il Como spera nel prestito ma il Real Madrid valuta la cessione

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, in Viale della Liberazione si attende l’esito del confronto tra Como e Real Madrid per capire se potrà aprirsi uno spiraglio concreto. Il club allenato da Cesc Fabregas vorrebbe trattenere Nico Paz per un’altra stagione, soprattutto dopo la qualificazione in Champions League, ma la posizione del Real Madrid appare diversa.

La società spagnola starebbe infatti valutando l’ipotesi di riportare subito il giocatore a Madrid per poi cederlo a titolo definitivo. In questo scenario, l’Inter potrebbe sentirsi chiamata a intervenire, pur sapendo che l’operazione richiederebbe uno sforzo economico importante. La valutazione del talento argentino si aggira intorno ai 60 milioni di euro, cifra che obbligherebbe i nerazzurri a lavorare prima sulle uscite.

Nico Paz Inter, il mercato in uscita può diventare decisivo

Frattesi 23 06
Nico Paz Inter, il mercato in uscita può diventare decisivo – CalcioNews24.com

Per provare a rendere concreta la pista Nico Paz, l’Inter dovrà costruire un margine economico rilevante. Il lavoro dei dirigenti nerazzurri sarà quindi concentrato anche sulle possibili cessioni, necessarie per finanziare un’operazione così ambiziosa senza compromettere gli equilibri di bilancio.

Al momento la pista resta complessa, ma non impossibile. Molto dipenderà dalla decisione del Real Madrid e dalla capacità del Como di ottenere una soluzione favorevole. Solo dopo quel passaggio l’Inter potrà capire se inserirsi davvero nella corsa.

Nico Paz Inter, Romano frena sugli scenari troppo affollati

Sul tema è intervenuto anche Fabrizio Romano, che ha ridimensionato l’idea di un mercato nerazzurro costruito su troppi nomi contemporaneamente: «Ho letto in queste ore di discorsi sull’Inter che prende Palestra, Curtis Jones, Solet e Nico Paz. Su questo scenario posso dirvi che, a meno che non succedano cose folli, non accadrà. Uno scenario in cui ci sono tutti questi nomi in fila, uno dietro l’altro, possiamo dimenticarlo. A prescindere da chi va via e da chi può arrivare, non mi risulta che la situazione sia questa».

Poi il punto specifico su Nico Paz: «Su Nico Paz, in questo momento e almeno fino a giovedì, l’Inter è spettatrice. L’incontro tra Como e Real Madrid non è una novità: ve ne ho parlato la settimana scorsa, spiegando che in settimana ci sarebbe stato un vertice. Giovedì sarà il giorno: ci sarà la dirigenza del Como, quella del Real Madrid, l’agente del giocatore Lisandro ‘Tata’ Pirosanto e tutti i protagonisti dell’operazione, per provare a prendere una strada definitiva».

Secondo Romano, il Real Madrid vorrebbe riprendere subito il giocatore e venderlo, al Como oppure a un altro club. L’Inter resta alla finestra, pronta a muoversi solo se il quadro diventerà realmente favorevole.

Haaland schietto: «Francia? Non me ne frega niente, probabilmente ci batteranno e vinceranno il Mondiale»

Haaland schietto: «Francia? Non me ne frega niente, probabilmente vinceranno il Mondiale». Le parole dell’attaccante della Norvegia

La Norvegia continua a vivere un Mondiale dal forte valore simbolico. Dopo 28 anni di assenza dalla fase finale, con l’ultima partecipazione datata 1998, la nazionale scandinava ha centrato la qualificazione ai sedicesimi di finale della Coppa del Mondo. Protagonista assoluto ancora una volta Erling Haaland, autore di una doppietta decisiva che ha trascinato la sua squadra al turno successivo.

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L’attaccante del Manchester City ha però scelto toni molto realistici in vista della prossima sfida contro la Francia, considerata da lui non solo favorita per il primo posto nel girone, ma anche tra le principali candidate alla vittoria finale del torneo.

Haaland Norvegia, le parole sulla Francia

Al termine della partita, parlando a Fox Sports, Haaland ha commentato con grande sincerità il prossimo incrocio contro la formazione francese: «Onestamente, non me ne frega niente di questa partita adesso (con la Francia ndr.). Siamo qualificati. Siamo riusciti a passare, il che è incredibile, quindi questa partita non mi interessa più di così. Probabilmente vinceranno contro di noi, probabilmente vinceranno tutto il torneo».

Una risposta diretta, quasi spiazzante, che fotografa bene lo stato d’animo del centravanti: soddisfazione enorme per l’obiettivo raggiunto, ma anche consapevolezza della forza dell’avversario.

Haaland Norvegia, orgoglio e classifica marcatori

Con la doppietta appena realizzata, Haaland ha raggiunto Kylian Mbappé al secondo posto della classifica marcatori del Mondiale, a quota quattro gol, uno in meno rispetto a Lionel Messi, leader con cinque reti.

In conferenza stampa, l’attaccante ha espresso tutto il proprio orgoglio per il percorso della sua nazionale: «Io faccio parte di qualcosa di speciale, la Norvegia fa parte di qualcosa di speciale. Sono estremamente orgoglioso di essere norvegese».

Interpellato da Reuters sulla possibilità di sognare addirittura il titolo mondiale, Haaland ha preferito abbassare i toni: «Lasciamo perdere completamente l’idea di vincere la Coppa del Mondo. Siamo realistici e felici oggi, tutti i norvegesi di tutto il mondo».

Greenwood è il grande obiettivo della Roma, il piano per convincere il Marsiglia

Greenwood è il grande obiettivo della Roma in vista della prossima stagione, il piano dei giallorossi per convincere il Marsiglia

La Roma prova ad accelerare per Mason Greenwood e studia una formula economica utile per sbloccare la trattativa con l’Olympique Marsiglia prima della fine del mese. Il fattore tempo potrebbe infatti diventare un elemento decisivo per il club giallorosso, intenzionato a sfruttare le esigenze di bilancio della società francese.

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Come riportato dal Corriere dello Sport, il Marsiglia deve sistemare i propri conti entro il 30 giugno e avrebbe bisogno di generare entrate importanti in tempi brevi. Una condizione che potrebbe influenzare la posizione dell’OM, oggi fermo su una valutazione complessiva di 55 milioni di euro, con 50 milioni garantiti e altri 5 milioni legati ai bonus.

Calciomercato Roma, la strategia economica per Greenwood

La Roma sarebbe pronta a mettere sul tavolo una proposta studiata proprio per andare incontro alle necessità del club francese. L’idea prevede un primo pagamento immediato, compreso tra 15 e 20 milioni di euro, da versare entro il 30 giugno.

La seconda parte dell’operazione, pari a circa 35 milioni di euro bonus inclusi, verrebbe invece corrisposta attraverso pagamenti dilazionati. Una struttura che permetterebbe al Marsiglia di contabilizzare l’intera cessione già nel bilancio 2026, rendendo la proposta giallorossa potenzialmente più interessante rispetto a un pagamento distribuito in modo meno favorevole.

Calciomercato Roma, i prossimi giorni possono essere decisivi

A Trigoria cresce la convinzione che questa finestra temporale possa rappresentare l’occasione giusta per provare l’affondo. Da luglio, infatti, scatterebbe una clausola destinata ad aumentare il prezzo del cartellino di Greenwood fino a 60 milioni di euro.

Per questo la Roma vuole muoversi rapidamente, evitando che la trattativa diventi ancora più onerosa. Il club capitolino può già contare sul gradimento del giocatore, considerato il profilo ideale per alzare il livello tecnico del reparto offensivo. Ora resta da trovare l’intesa definitiva con il Marsiglia, in un negoziato che può diventare uno dei colpi più ambiziosi dell’estate romanista.

Al via il nuovo corso del Milan targato Amorim: Camarda e Comotto verranno valutati in ritiro

Al via il nuovo corso del Milan targato Amorim: Camarda e Comotto verranno valutati in ritiro. Le prime mosse del neo tecnico rossonero

Il nuovo Milan targato Ruben Amorim inizia a prendere forma ancora prima del primo allenamento ufficiale. Il tecnico portoghese, scelto dal club rossonero per aprire un nuovo ciclo, arriverà presto a Milano per prendere confidenza con la città, con l’ambiente e soprattutto con Milanello, centro sportivo in cui vivrà gran parte della sua quotidianità.

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Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il primo contatto diretto con le strutture rossonere è previsto per lunedì 6 luglio. Amorim visiterà il centro sportivo insieme al suo staff, resterà qualche giorno in Italia e poi tornerà in Portogallo per completare le ultime pratiche personali. Il rientro definitivo è previsto in tempo per l’inizio della preparazione: visite mediche e test il 12 luglio, primo allenamento sul campo il giorno successivo.

Milan, Amorim al lavoro con la nuova area tecnica

L’arrivo a Milano sarà anche l’occasione per approfondire il confronto con la nuova struttura dirigenziale. Nei colloqui che hanno portato alla sua scelta, Amorim ha già dialogato con Gerry Cardinale, proprietario deciso a seguire più da vicino la squadra, con Zlatan Ibrahimovic, consulente della proprietà, con l’ad Massimo Calvelli e con Bobby Gardiner, figura centrale nell’area dati.

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Il tecnico entrerà poi in contatto diretto con Hendrik Almstadt e Donato Lomonte, rispettivamente coinvolti nelle operazioni di mercato e nell’area scouting. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva, con innesti mirati e coerenti con le esigenze dell’allenatore.

Milan, giovani e mercato: Camarda e Comotto osservati speciali

Amorim vuole prima valutare l’intera rosa, seguendo una linea tipica della scuola portoghese. Particolare attenzione sarà dedicata ai giovani rientrati dai prestiti o da Milan Futuro, da Emanuele Sala a Kevin Zeroli.

Gli osservati speciali saranno però soprattutto Francesco Camarda, reduce dall’esperienza al Lecce, e Christian Comotto, protagonista a La Spezia. Solo dopo questa fase di analisi il tecnico indicherà con precisione i ruoli su cui intervenire, anche se difensore e attaccante restano priorità evidenti per rinforzare il nuovo Milan.

Frattesi aspetta la Juve, ma l’Inter non lo farà a lungo! L’idea di scambio con i bianconeri

Frattesi aspetta la Juve, ma l’Inter non lo farà a lungo! L’idea di scambio con i bianconeri può coinvolgere altri due giocatori

Il calciomercato dell’Inter rischia di accendersi attorno al futuro di Davide Frattesi. Se la trattativa per Marco Palestra sembra avvicinarsi a una conclusione positiva, con ottimismo tra le parti, la situazione legata al centrocampista nerazzurro resta molto più complessa. L’ex Sassuolo considera chiusa la sua esperienza all’Inter e anche il club, da tempo, avrebbe scelto di aprire alla cessione.

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Il nodo principale riguarda però la volontà del giocatore. Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, Frattesi avrebbe deciso di aspettare la Juventus, consapevole del forte gradimento di Luciano Spalletti. Il tecnico bianconero avrebbe infatti indicato il suo nome al nuovo amministratore delegato Giovanni Carnevali, considerandolo un profilo adatto per dare inserimenti, intensità e gol alla mediana.

Frattesi Juventus, la scelta del centrocampista

Davide Frattesi sa bene quanto Spalletti lo abbia valorizzato anche in Nazionale, trasformandolo in uno dei centrocampisti più incisivi del suo ciclo in zona offensiva. Proprio per questo, almeno nella prima fase della sessione estiva, il giocatore non avrebbe intenzione di valutare altre proposte.

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L’idea sarebbe chiara: attendere una mossa concreta della Juventus e capire se i bianconeri riusciranno a presentare un’offerta in grado di soddisfare l’Inter. Solo in caso contrario, Frattesi prenderebbe in considerazione piste alternative.

Frattesi Juventus, valutazione e possibili contropartite

La richiesta dell’Inter resta alta: almeno 30 milioni di euro. Una cifra complicata per la Juventus, alle prese con una fase di spending review e con la necessità di sistemare il bilancio anche attraverso alcune cessioni. Per questo, stanno prendendo corpo ipotesi di scambio con giocatori graditi ai nerazzurri.

Per Beppe Marotta e Piero Ausilio, il nome più interessante sarebbe quello di Khephren Thuram. Sul tavolo sarebbero stati proposti anche i cartellini di Federico Gatti e Andrea Cambiaso, con quest’ultimo valutato dall’Inter soprattutto nel caso in cui dovesse sfumare l’operazione Palestra.

Frattesi Juventus, l’Inter non vuole aspettare

La posizione nerazzurra resta però chiara: l’Inter non intende attendere all’infinito. L’obiettivo sarebbe definire la cessione di Frattesi prima dell’inizio del ritiro estivo. Sullo sfondo resta il Nottingham Forest, considerato al momento l’opzione più semplice da percorrere, anche indipendentemente dall’inserimento di eventuali contropartite.

Esplode il caso Julian Alvarez! L’attaccante manifesta la volontà di andar via: l’Atletico Madrid risponde

Esplode il caso Julian Alvarez! L’attaccante manifesta la volontà di andar via: l’Atletico Madrid risponde e minaccia il Barcellona

Il futuro di Julian Alvarez torna ad agitare l’Atletico Madrid. Dopo la vittoria dell’Argentina contro l’Austria ai Mondiali 2026, l’attaccante argentino ha parlato in mixed zone lasciando intendere in modo netto la propria volontà di cambiare aria. Una presa di posizione che ha immediatamente riaperto il caso in casa Colchoneros, soprattutto per il possibile interesse del Barcellona.

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Il sogno evocato dal giocatore non è stato nominato direttamente, ma in Spagna viene collegato proprio al club catalano. Una prospettiva che ha irritato l’Atletico Madrid, deciso a non aprire una trattativa ordinaria per la cessione del suo centravanti.

Julian Alvarez, la richiesta di cessione dell’argentino

L’ex attaccante del Manchester City ha confermato pubblicamente di aver già parlato con la dirigenza dell’Atletico. Le sue parole hanno alimentato ulteriormente la tensione attorno al suo futuro.

FUTURO – «Futuro? La verità è che non lo so. Credo che non sia questo il momento di parlare, però non posso neanche nascondermi. Credo di essere una persona onesta. Ho parlato con le persone che dirigono il club, con quelle con cui dovevo essere certo di parlare. Credo che il meglio per tutti sia una cessione. E io vorrei realizzare il mio sogno».

Una dichiarazione chiara, arrivata in un momento delicato e destinata ad avere conseguenze importanti nei rapporti tra il giocatore e la società madrilena.

Julian Alvarez, l’Atletico chiude al Barcellona

Secondo quanto riportato da AS, l’Atletico Madrid non avrebbe alcuna intenzione di trattare con il Barcellona. La posizione del club sarebbe rigidissima: l’unico modo per arrivare a Julian Alvarez sarebbe il pagamento integrale della clausola rescissoria.

CLAUSOLA – «Non c’è cifra che il Barcellona possa pagare per Julián, e non verrà ceduto al Barcellona. O pagano la clausola rescissoria di 500 milioni di euro o niente».

Il portavoce dei Colchoneros avrebbe inoltre criticato duramente il comportamento del club catalano, lasciando aperta anche l’ipotesi di un’azione legale.

BARCELLONA – «Abbiamo visto come opera il Barcellona in passato. Tutti sanno che è un club disonesto. Ma si sono imbattuti in un club che non glielo permetterà».

Il caso è dunque ufficialmente riaperto: Alvarez vuole realizzare il proprio sogno, ma l’Atletico Madrid non intende fare sconti.

Risalgono le quotazioni di Conte come ct? Il piano di Malagò per rilanciare l’Italia: occhio al possibile coinvolgimento di Maldini

Risalgono le quotazioni di Conte come ct della Nazionale? Il piano di Malagò per rilanciare l’Italia: Maldini può essere il nuovo dt

Il futuro della Nazionale italiana entra in una fase decisiva. Dopo l’elezione di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC, il nuovo corso federale dovrà subito affrontare uno dei dossier più delicati: la scelta del prossimo commissario tecnico. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, nelle ultime ore sarebbero in risalita le quotazioni di Antonio Conte, mentre per il ruolo di direttore tecnico prende sempre più corpo l’ipotesi Paolo Maldini.

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L’elezione di Malagò è arrivata ieri all’Hotel Cavalieri Waldorf Astoria di Roma, dove il nuovo presidente federale ha superato Giancarlo Abete. L’ex numero uno del CONI ha ottenuto il 68,58% dei voti dei 266 delegati presenti, contro il 29,17% dello sfidante. Le schede bianche sono state il 2,25%.

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FIGC, Malagò pensa a Conte e Maldini

Paolo Maldini 23 06
FIGC, Malagò pensa a Conte e Maldini – CalcioNews24.com

La prima mossa del nuovo presidente potrebbe essere una vera rivoluzione azzurra. Il profilo di Conte viene considerato forte per esperienza, carisma e capacità di incidere subito su un gruppo da ricostruire dopo gli ultimi fallimenti mondiali. L’idea Maldini, invece, sarebbe già molto avanzata: l’ex dirigente del Milan potrebbe portare competenza, autorevolezza e visione tecnica in un ruolo centrale per il futuro della Nazionale.

Malagò ha voluto lanciare subito un messaggio di unità: «Da solo non posso fare niente, insieme possiamo fare tutto». Una frase che riassume il senso del suo mandato, breve ma denso di responsabilità: il prossimo voto federale arriverà infatti nel 2028.

FIGC, il risultato del voto e la nuova maggioranza

Il nuovo presidente ha commentato con soddisfazione l’esito dell’assemblea: «Certo che sono contento! Avevo detto che qualsiasi cosa sopra il 61% sarebbe stata importante: solo un presuntuoso poteva pensare che ogni componente mi appoggiasse all’unanimità, qualcuno penso si sia astenuto, anche in Serie A».

Il dato politico è chiaro: Malagò è andato oltre le previsioni, ottenendo consensi anche in aree considerate più vicine ad Abete, in particolare tra i Dilettanti. Proprio questa maggioranza ampia gli darà maggiore forza per affrontare le riforme del sistema calcio.

FIGC, riforme e rapporto con la politica

Tra i temi più urgenti ci sono il rilancio della Nazionale, la gestione dei vivai, il rapporto con la Serie A, la sostenibilità economica e il nodo delle riforme federali. Malagò ha anche lasciato intendere che il sistema dovrà superare blocchi e veti: «Se non si cambia, qualcuno ci metterà nelle condizioni di cambiare».

Resta caldo anche il rapporto con la politica, dopo le tensioni legate alla distribuzione delle risorse. Il nuovo presidente ha chiarito: «La politica deve rispettare lo sport, si può accettare tutto ma non che non si venga coinvolti in un provvedimento che ci riguarda. Sono dinamiche che non fanno bene a nessuno».

La nuova FIGC riparte dunque da una doppia missione: scegliere subito la guida tecnica dell’Italia e avviare una riforma profonda del calcio italiano.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 23 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Francia Iraq, la partita di Dembélé: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Francia Iraq, la partita di Dembélé: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante nella seconda gara del Mondiale 2026

Uno dei protagonisti annunciati di Francia Iraq, la gara del secondo turno del gruppo I al Mondiale 2026, è senza dubbio Dembelè

La partita di Dembelè

Nel 4-2-3-1 disegnato da Deschamps, Dembélé gioca sulla destra, con Olise centrale e Barcola a sinistra in appoggio a Mbappé. Dopo l’opaca prova d’esordio, l’asso del Psg è chiamato a un pronto riscatto. Al 3′ non riesce ad agganciare un pallone piuttosto problematico da gestire sull’out. Un minuto dopo non chiude bene un triangolo con Kounde e successivamente manca l’aggancio tra le linee su un servizio del compagno: non un buon inizio, insomma. E’ lui a battere un corner indiretto, prova un dribbling senza però riuscirvi. All’11’ bella accensione e triangolo con Kounde, cross di destro e difesa dell’Iraq che riesce a spazzare l’area. Al 13′ nuova combinazione e tiro smorzato sul quale il portiere Basil sta per combinare la frittata. Al 18′ tenta un’imbucata per Mbappé, verticalizzazione che viene intercettata. Al 19′ Mbappé fa un velo in area per lui, operazione non capita. Al 21′ ancora una volta prova a puntare Doski e non riesce a passare, fa fatica a ondeggiare come certamente sa fare. Al 31′ lo si vede agire sul centrosinistra, più volte finta il tiro e poi scarica sul compagno più vicino, evidente comunque quanto voglia cercare una giocata importante. Al 35′ riceve un cambio di gioco da Mbappé: ottimo stop, poi prova a partire da fermo e si porta la sfera in out. Al 38′ nuovo triangolo con Olise, il tocco del compagno è leggermente corto perché l’azione risulti incisiva. Bilancio della prima frazione di gioco non particolarmente esaltante per il Pallone d’Oro.

SECONDO TEMPO

Clamoroso Julian Alvarez: «La cosa migliore per me è il trasferimento, voglio realizzare il mio sogno»

Julian Alvarez spiazza tutti: «La cosa migliore per me è il trasferimento, voglio realizzare il mio sogno». E ora il futuro…

L’Argentina supera l’Austria per 2‑0 grazie alla doppietta di Lionel Messi, che con queste due reti diventa il miglior marcatore della storia dei Mondiali. Una serata da record, dunque, ma il post‑gara ha preso una piega inattesa.

A catalizzare l’attenzione sono state infatti le dichiarazioni di Julián Álvarez a ESPN, parole che aprono scenari pesantissimi sul suo futuro all’Atlético Madrid.

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Futuro – Álvarez non si nasconde

L’attaccante argentino è stato diretto e trasparente sul proprio destino: “La cosa migliore per me è un trasferimento, voglio realizzare il mio sogno. Non voglio nascondermi o non sembrare chiaro. Voglio essere il più onesto possibile”.

Un messaggio inequivocabile, che conferma la volontà di cambiare aria già in questa sessione di mercato.

Atletico Madrid – Pressione sui Colchoneros

Álvarez ha poi ribadito la sua posizione anche nei confronti dell’Atlético Madrid: “Ho parlato con l’Atletico e penso che sia meglio per tutti che io me ne vada, voglio realizzare il mio sogno”.

Una presa di posizione netta, che mette il club davanti a una scelta: aprire alla cessione o rischiare un caso interno.

Moviola Francia Iraq: tutti gli episodi dubbi del match. Gara sospesa per la presenza di fulmini

Moviola Francia Iraq: gli episodi dubbi del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Moviola Francia Iraq: gli episodi dubbi del match diretto da Drew Fischer, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO

Al 6′ viene già ammonito Al Ammari che stende Mbappé che lo punta lontano dalla porta. Contatto in area con Upamecano a terra, i francesi protestano timidamente. Al primo Hydration break si ha un parziale di soli 3 falli, la manovra francese è così tambureggiante anche dopo l’1-0 che l’iraq non si trova a commettere particolari scorrettezze. Al 40′ Fischer decide di utilizzare lo stesso permissivismo su una serie di contrasti, qualcuno apparso decisamente oltre il lecito. Solo 3 minuti il recupero, praticamente nulla tenendo conto che è il tempo della sosta di metà tempo. Si va al riposo sotto una forte pioggia: 5 i falli dei francesi, solo 2 da parte dell’Iraq. La gara viene sospesa per la presenza di fulmini, almeno per 30 minuti secondo le regole della Nooa.

Como Real, giovedì l’incontro decisivo: il futuro di Nico Paz è tutto da scrivere. E l’Inter…

Como Real Madrid, giovedì summit decisivo: il futuro di Nico Paz è tutto da scrivere. E l’Inter osserva interessato

Resta da definire il destino di Nico Paz. Giovedì 25 giugno è in programma a Madrid un summit tra Como e Real Madrid per capire se esistono i margini per trattenerlo ancora in Italia e a quali condizioni. Lo riporta Di Marzio.

Come emerso negli ultimi giorni, i Blancos stanno valutando l’ipotesi di una cessione con diritto di recompra, formula che permetterebbe al club di mantenere il controllo sul talento argentino.

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L’Inter osserva, ma prima servono uscite

In attesa dell’incontro, l’Inter rimane alla finestra: il profilo piace e viene monitorato, ma ogni eventuale affondo è subordinato a due condizioni precise:

  • completare alcune cessioni già programmate
  • attendere che il Real riporti il giocatore a Madrid e decida di non cederlo nuovamente al Como

Solo in quel momento i nerazzurri potrebbero valutare un ingresso concreto nella corsa.

Marotta: «Malagò? Un vincente, figura autorevole. Ndicka? Non lo stiamo trattando»

Beppe Marotta applaude Malagò nuovo presidente FIGC e aggiorna sulle mosse di mercato nerazzurre

A margine dell’elezione di Giovanni Malagò come nuovo presidente della FIGC, l’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta ha espresso grande soddisfazione per la scelta, sottolineando quanto l’esperienza e la credibilità del dirigente romano possano rappresentare un valore aggiunto per il sistema calcio.

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Marotta: “Un vincente, serviva una figura così”

Il dirigente nerazzurro ha elogiato apertamente il nuovo presidente federale: «Malagò? Rappresenta l’aver affidato il mondo del calcio a una persona che ha grande esperienza. Un vincente, come dimostrano la sua storia e i suoi risultati. Oggi ci vuole gente competente, abbiamo tanto da lavorare e un presidente così autorevole era necessario».

Marotta ha poi rimarcato il peso della Serie A nel processo elettivo, evidenziando il valore simbolico della candidatura espressa dalla massima lega dopo oltre vent’anni: «Era dal 2001 che la Serie A non presentava una candidatura. Averla fatta non significa avere un predominio sulle altre componenti ma è un dato importante perché aver avuto questa vittoria, anche con il supporto delle altre componenti, significa che la Serie A ha assunto il ruolo che le compete e può essere importante per il futuro».

Mercato Inter: Marotta frena su Palestra

Interpellato sul possibile arrivo di Marco Palestra, esterno dell’Atalanta accostato con insistenza ai nerazzurri, Marotta ha preferito mantenere il massimo riserbo: «Palestra? Non ci sono novità», ha dichiarato, senza aggiungere ulteriori dettagli.

Ndicka, nessuna trattativa: “Non lo stiamo cercando”

Decisa, invece, la smentita riguardo a un presunto interesse per Evan Ndicka, difensore della Roma. «Per ora non lo abbiamo cercato e non abbiamo fatto nulla. Se mi chiedete se lo stiamo trattando la mia risposta è no, di sicuro», ha concluso Marotta, chiudendo ogni spiraglio su un possibile affondo.

Dibu Martínez Juventus, trattativa ancora viva: contatti continui ma serve lo sconto dell’Aston Villa

Porta Juve, pista Dibu Martínez sempre calda: contatti frequenti e nodo prezzo con l’Aston Villa

L’asse tra Juventus e Dibu Martínez resta apertissimo. Il club bianconero continua infatti a mantenere un dialogo costante con l’entourage del portiere argentino, considerato uno dei profili prioritari per rinforzare la porta in vista della prossima stagione. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Nonostante l’interesse concreto, la trattativa non può avanzare senza un passo indietro dell’Aston Villa: gli inglesi chiedono 10 milioni più bonus, una cifra che la Juventus giudica ancora troppo alta per un’operazione che vorrebbe chiudere a condizioni più favorevoli.

Il filo resta comunque vivo, e i bianconeri attendono segnali da Birmingham per capire se esistono i margini per affondare il colpo.

Dialoghi in Vaticano, Cardinale ricevuto da Papa Leone XIV: focus su sport, identità e collaborazioni future

RedBird, Cardinale a colloquio con Papa Leone XIV: lo sport come ponte culturale e terreno di partnership

Mentre il nuovo Milan di Rúben Amorim prende forma, Gerry Cardinale continua a muoversi anche oltre il perimetro calcistico. Come riportato da Calcio e Finanza, il fondatore di RedBird e proprietario del club rossonero ha partecipato nei giorni scorsi ai “Dialogues” organizzati in Vaticano, un incontro di alto profilo che ha visto la presenza di Papa Leone XIV e di numerosi rappresentanti del mondo dello sport, delle istituzioni e dell’imprenditoria.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’evento — realizzato in collaborazione con il Centro di Alta Formazione Laudato Si’, Handshake Strategies, l’Università di Notre Dame e Deloitte Switzerland — ha riunito circa ottanta ospiti tra ex atleti, olimpionici, dirigenti sportivi e figure istituzionali.

Sport, IA e dimensione umana: i temi al centro del confronto

Nel dialogo con il Pontefice sono stati affrontati temi chiave come l’intelligenza artificiale, il rapporto tra innovazione tecnologica e dimensione umana e, soprattutto, il ruolo sociale dello sport.

Un argomento particolarmente caro a Papa Leone XIV, che per il mese di giugno ha dedicato la propria intenzione di preghiera proprio ai valori dello sport.

PAROLE – «Possano coloro che giocano, si allenano o fanno il tifo scoprire nello sport un linguaggio universale che avvicina le culture, unisce i popoli e semina rispetto, solidarietà e crescita personale».

Cardinale: “Lo sport è una forma di partenariato pubblico‑privato”

Nel panel dedicato all’impatto dello sport nella società contemporanea, Cardinale ha sottolineato l’apertura della Santa Sede verso nuove forme di collaborazione con il settore privato, purché coerenti con i principi del Vaticano.

PAROLE – «Lo sport, per definizione, è una forma di partenariato pubblico‑privato, che porta con sé un implicito dovere civico e responsabilità verso le comunità in cui si svolge».

Il proprietario del Milan ha poi evidenziato la sensibilità del Pontefice verso il mondo sportivo e il suo valore culturale.

PAROLE – «Il Papa è un noto appassionato di sport e riconosce l’importanza dei valori e dell’identità culturale per l’ecosistema sportivo. Sono intrigato da una potenziale collaborazione con il Vaticano per le squadre e i progetti sportivi di RedBird».

Lo sport come ponte culturale

Le parole di Cardinale si inseriscono in un contesto in cui il Vaticano mostra un interesse crescente verso il ruolo sociale dei club e delle proprietà sportive.

Durante i “Dialogues” si è discusso anche di leadership, responsabilità e invecchiamento dignitoso, ma secondo molti partecipanti è stato proprio lo sport il tema più coinvolgente.

Papa Leone XIV — cresciuto nel South Side di Chicago e tifoso dei Chicago White Sox — ha ricevuto diversi omaggi dal mondo sportivo, tra cui maglie e memorabilia donati da investitori e rappresentanti di franchigie internazionali.

Mondiali e attualità sportiva sullo sfondo

L’incontro ha incrociato anche l’attualità del Mondiale 2026, con molti partecipanti impegnati a seguire le partite del torneo in corso tra Canada, Messico e Stati Uniti.

Nei giorni precedenti, gli ambasciatori dei tre Paesi avevano fatto visita al Pontefice, consegnandogli in dono un pallone da calcio: un ulteriore simbolo di quel linguaggio universale che, secondo la Chiesa, continua a rappresentare uno strumento di dialogo e unione tra i popoli.

Pagelle Argentina Austria: Messi scrive la storia ai Mondiali, doppietta da record! – I Top e i Flop

Pagelle Argentina Austria: i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Pagelle Argentina Austria: i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

I TOP

Lionel Messi (Argentina). Al 9′ rischia di diventare il flop della serata calciando malamente fuori un calcio di rigore, ma la reazione è da alieno. Al 38′ sblocca la partita con un preciso sinistro e scrive una pagina incancellabile della storia del calcio: con il suo 17° gol nei Mondiali supera Miroslav Klose, diventando il miglior marcatore solitario in assoluto della rassegna iridata. E non finisce qui. A 39 anni suonati, al 95′ inventa dal nulla il contropiede perfetto e con una caparbietà fuori dal comune sigla la doppietta personale che chiude i giochi (2-0). Umano per un istante, immortale per il resto della gara. Giusto il cartello di una centenaria che si autodenuncia come sua fan, la signora ci ha visto giusto.

David Alaba (Austria) Il leader della difesa austriaca è l’ultimo ad arrendersi. Al 21′, nel tentativo di chiudere su Messi, rischia l’autogol salvato da Schlager, ma è al 34′ che compie un autentico miracolo: si immola e salva sulla linea, a porta vuota, un tiro a botta sicura sempre di Messi. Mantiene in piedi la squadra finché resta in campo (sostituito al 69′ da Friedl).

Facundo Medina (Argentina). Ottima prova sull’out di sinistra. Al 38′ è sua la sgroppata e il suggerimento rasoterra perfetto al centro, dal quale nasce l’azione dell’1-0 di Messi (con l’intelligente velo di Almada). Gioca con intensità, si guadagna un giallo per nervosismo al 76′ (scintille con Laimer) e rimedia anche i crampi, venendo sostituito da Tagliafico all’82’.

I FLOP

Stefan Posch (Austria) Inizio di partita da incubo. Al 5′ interviene fallosamente su Lautaro Martinez in piena area di rigore; l’arbitro va al VAR e assegna il penalty all’Argentina (poi fallito da Messi). Il difensore del Como non trova mai il ritmo giusto e si innervosisce: al 40′ colpisce Almada al volto a palla lontana, accende una mischia e si prende il cartellino giallo. Rangnick lo sostituisce al 68′ con Prass.

Romano Schmid (Austria) Un fantasma nel centrocampo austriaco. Mai nel vivo dell’azione, non riesce a incidere né in fase di impostazione né negli inserimenti. L’unico momento in cui viene notato è al 51′, quando l’Argentina (nella fattispecie Dibu Martinez) pasticcia dietro, ma il suo controllo risulta estremamente impreciso vanificando una potenziale occasione. Lascia il campo al 78′ per Wimmer.

Michael Gregoritsch (Austria) Praticamente annullato dalla coppia centrale argentina Romero-Medina. L’unica mezza occasione capita sulla sua testa al 67′, su cross di Sabitzer, ma non riesce a impattare bene e manda alto. Troppo poco per impensierire l’Albiceleste. Esce all’85’ senza lasciare traccia.

Turchia, eliminazione shock ma Montella resta: la TFF conferma il ct

Turchia, eliminazione shock ma Vincenzo Montella resta: la TFF conferma il ct e punta sulla continuità

Il ritorno della Turchia ai Mondiali, atteso da 24 anni, si è trasformato in un incubo: eliminazione aritmetica dopo appena due giornate, con una partita ancora da disputare.

Nonostante le critiche seguite ai ko contro Australia e Paraguay, la Federazione turca (TFF) ha scelto la linea della continuità, confermando — almeno per ora — Vincenzo Montella.

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La TFF blinda Montella: fiducia totale nel progetto

La nazionale era arrivata in Nord America con grandi aspettative, ma una fase a gironi disastrosa nell’edizione 2026 — ospitata da Stati Uniti, Canada e Messico — ha portato a una prematura eliminazione.

Il presidente federale Ibrahim Haciosmanoglu ha però spento ogni voce su un possibile ribaltone in panchina, ribadendo che Montella resta l’uomo giusto per guidare il percorso tecnico.

Lunedì ha confermato pubblicamente il sostegno al ct: “Sosterremo allenatore e giocatori. Questa non è una squadra di club: nei club si fallisce per mancanza di continuità. Qui non si possono cacciare 15 giocatori e sostituirli con 15 nuovi”.

Un Mondiale da dimenticare: due sconfitte e poche risposte

La delusione è iniziata con il 2‑0 subito all’esordio contro l’Australia. Le speranze di rilancio erano altissime contro il Paraguay, ma nonostante la lunga superiorità numerica la Turchia è caduta ancora (1‑0), compromettendo definitivamente il cammino.

L’ultima sfida contro gli Stati Uniti sarà ininfluente e servirà solo per chiudere con dignità una campagna mondiale fallimentare.

“Conta il processo”: la linea della stabilità

Haciosmanoglu ha ribadito che la federazione non intende prendere decisioni impulsive: “Non si può licenziare l’allenatore e assumerne uno nuovo. Non si può rimuovere il presidente e nominarne uno nuovo”.

Il numero uno della TFF ha ricordato che il giudizio deve considerare anche il percorso che ha portato la squadra a qualificarsi dopo 24 anni: “Proprio per questo restiamo al fianco dei nostri giocatori: non sostituiamo chi ha condiviso con noi questo percorso con chi incontriamo lungo la strada”.

Verso Euro 2028: ripartire dal gruppo

La federazione punta ora a spezzare il ciclo di scelte affrettate che ha spesso frenato il calcio turco. Nonostante le critiche, la TFF non vuole cedere alle pressioni mediatiche e crede che, con il tempo, squadra e staff possano correggere gli errori.

Lo sguardo è già rivolto al prossimo grande obiettivo: Euro 2028. Haciosmanoglu resta convinto del potenziale del gruppo: “Questi ragazzi ci regaleranno di nuovo gli stessi successi”.

Messi nella storia: 17 gol ai Mondiali, è il miglior marcatore di sempre

Leo Messi riscrive la storia: 17 gol ai Mondiali, l’argentino diventa il miglior marcatore di sempre

Lionel Messi riscrive ancora una volta la storia del calcio. Con la rete segnata all’Austria, il numero 10 dell’Argentina diventa il miglior marcatore di sempre ai Mondiali con 17 gol, staccando definitivamente Miroslav Klose, fermo a quota 16.

Il sorpasso arriva in una serata che sembrava stregata: al 9’ Messi aveva infatti calciato fuori un rigore, ma la Joya albiceleste si è subito rimessa in carreggiata.

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Il gol del record: mancino rasoterra su assist di Medina

Al 38’, su assist di Facundo Medina, Messi si è liberato al limite e ha colpito con un mancino rasoterra preciso, battendo il portiere austriaco e firmando il gol che lo proietta in vetta alla classifica marcatori di tutti i tempi del torneo.

Un traguardo che certifica, ancora una volta, la grandezza del capitano dell’Argentina, capace di lasciare un’impronta indelebile in ogni competizione disputata.


Moviola Argentina Austria: tutti gli episodi dubbi del match diretto da Amin Mohamed Omar

Moviola Argentina Austria: gli episodi dubbi del match, valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026

Moviola Argentina Austria: gli episodi dubbi del match diretto da Amin Mohamed Omar., valido per la seconda giornata dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO
Il primo episodio rilevante è molto importante. Al 4’ Lautaro riceve in area, al momento del tiro a tu per tu col portiere viene contrato dal ritorno di due avversari: Posch sembra entrare nettamente sulla gamba, Schlager forse tocca minimamente, l’interista resta a terra per la doppia tenaglia ricevuta. Check Var, l’arbitro va a rivedere l’episodio al monitor e decreta un penalty assolutamente giusto. A metà primo tempo si accende una fase di duri interventi a centrocampo, arriva il fischio per un fallo di Lautaro su Laimer e nessun provvedimento particolare. Al 30′ Mac Allister fa segno di volere un’ammonizione per un avversario, l’arbitro lo ignora. Sul gol del vantaggio argentino c’è un giocatore austriaco a terra – Schlager, contrastato da Mac Allister – nella metà campo opposta, quasi nulle però le proteste. Poco dopo cartellino giallo per Posch, che rifila un colpo di spalla su Almada, un chiaro gesto di nervosismo immediatamente susseguente all’1-0. Intervento in ritardo di Danso su Messi, il “colpevole” va a chiedere scusa al 10. La sfida si è incattivita alquanto dopo la rottura dell’equilibrio. Sono ben 7 i minuti di recupero. Calcetto sul tendine da parte di Lautaro a Laimer, poteva starci anche un giallo. Si va all’intervallo, finora 8 i falli degli argentini, 3 in meno quelli austriaci.

SECONDO TEMPO

Schlager inaugura la ripresa con un calcione sul piede destro di Messi, sanzionato il fallo senza l’aggravante di un cartellino. Ancora un grande spunto di Messi trova un fallo di Sewald che rischia un giallo, Omar continua a usare un metro di misura permissivo pur fischiando l’irregolarità. Identica protesta di Laimer per un atterramento da parte di Romero al limite dell’area. Pallonata sul costato per Danso che fa fermare per un attimo il gioco. Con il passare dei minuti la partita sembra incanalarsi su un andamento meno scorbutico. Al 76′ accenno di rissa, i due litiganti principali sono Laimer e Medina, escono fuori dalla mischia gravati entrambi da un cartellino giallo che ne accomuna le responsabilità. Extra-time esiguo, solo 5 minuti. In questo tempo si prende un cartellino il neo-entrato Paredes che va in scivolata su Chukwuemeka. Si chiude con un bilancio disciplinare paritario: 13 falli per ognuna delle due contendenti e 2 ammonizioni a testa.

Stefano Sensi riparte dalla Bulgaria: pagata la clausola, giocherà nel CSKA Sofia

Stefano Sensi giocherà nel CSKA Sofia: il club bulgaro ha pagato la clausola rescissoria dell’ex centrocampista dell’Inter

Una nuova ed esotica avventura calcistica si profila all’orizzonte per Stefano Sensi. Il centrocampista italiano, reduce da un’esperienza nel campionato cipriota, è ufficialmente pronto a cambiare maglia e nazione in questa sessione di trasferimenti. La trattativa lampo si è conclusa positivamente grazie al rapido esercizio di un’opzione d’uscita presente nel suo legame contrattuale, permettendo al talentuoso regista di trasferirsi a titolo definitivo nella massima serie bulgara per iniziare un capitolo inedito della sua tormentata ma prestigiosa carriera. Lo riporta Fabrizio Romano.

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Le cifre del trasferimento e il blitz di mercato

Nel dettaglio, l’intera operazione di mercato è stata sbloccata nelle ultime ore, dopo che è stata interamente pagata la clausola da 200mila euro stabilita nel precedente accordo del calciatore. Una cifra decisamente d’occasione per le casse della compagine acquirente, che ha intravisto l’opportunità di assicurarsi un profilo di assoluto spessore internazionale e di enorme qualità tecnica a un prezzo di saldo.

Grazie a questo blitz fulmineo, l’ex centrocampista dell’Inter e della Nazionale azzurra giocherà nel CSKA Sofia, uno dei club più gloriosi, storici e titolati del panorama calcistico dell’Est Europa. L’operazione è ormai definita in ogni singolo dettaglio burocratico, sancendo l’accordo chiuso con l’Anorthosis, società di Cipro che perde così il proprio faro di centrocampo ma incassa la somma prestabilita per la sua partenza.

Il percorso del regista: dal sogno Inter alla rinascita all’estero

Per il metronomo marchigiano si tratta di una svolta radicale. Salito alla ribalta in Serie A grazie alle splendide stagioni disputate con la maglia del Sassuolo, Sensi aveva toccato l’apice della propria parabola sportiva con il passaggio all’Inter. A Milano, specialmente nella prima parte della gestione di Antonio Conte, aveva incantato l’Europa intera con sprazzi di classe purissima, prima che una sfortunata e lunghissima serie di problemi di natura fisica ne frenasse bruscamente la continuità e la crescita.

Dopo i successivi prestiti con Sampdoria e Monza, il classe 1995 ha scelto di rimettersi in gioco lontano dai confini italiani, accettando la corte dell’Anorthosis Famagusta. L’esperienza nel campionato cipriota è servita al playmaker per ritrovare minutaggio, fiducia nei propri mezzi e soprattutto la tenuta atletica. Prestazioni che hanno spinto i dirigenti del CSKA Sofia a rompere gli indugi. Sensi si appresta a sbarcare in Bulgaria per le visite mediche di rito, pronto a prendere in mano le chiavi della nuova mediana.

Calciomercato Juve: Bremer infastidito dalle voci d’addio, vuole rimanere a Torino e chiudere la carriera in bianconero!

Calciomercato Juve: Bremer non vuole lasciare i bianconeri e vuole chiudere la carriera a Torino. L’indiscrezione sul suo futuro

La sessione estiva del calciomercato è da sempre il terreno ideale per la proliferazione di indiscrezioni e speculazioni che, tuttavia, spesso finiscono per infrangersi contro la realtà dei fatti. Secondo quanto rivelato dall’esperto di trattative Gianluca Di Marzio, la volontà del calciatore è d’altronde chiarissima: Bremer vuole restare alla Juventus. Nonostante i rumors internazionali che lo dipingevano desideroso di tentare una nuova avventura professionale lontano da Torino, lo scenario reale racconta una storia radicalmente opposta.

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Il mito di Chiellini e il desiderio di diventare una bandiera

Dietro questa ferma presa di posizione da parte del centrale bianconero non albergano motivazioni di natura puramente economica, bensì un legame profondo con l’identità del club piemontese. Il giocatore, infatti, nutre da sempre una viscerale ammirazione sportiva per l’ex capitano Giorgio Chiellini. Il suo grande obiettivo a lungo termine è proprio quello di ripercorrere le leggendarie orme del numero 3, con l’ambizione dichiarata di diventare una vera e propria bandiera del club e, se possibile, concludere la propria carriera a Torino.

Sia da parte del calciatore che del suo entourage non è mai trapelato alcun segnale di rottura o insoddisfazione nei confronti della dirigenza. Al contrario, l’ex pilastro del Torino si trova magnificamente all’interno del mondo della Vecchia Signora ed è focalizzato al cento per cento sui traguardi futuri della squadra.

Il fastidio per i rumors durante i Mondiali

Attualmente, l’attenzione del calciatore è totalmente assorbita dai doveri internazionali, essendo impegnato al Mondiale con il Brasile. Ciononostante, le notizie di mercato rimbalzate nelle ultime settimane non sono passate inosservate nel ritiro della Seleção, suscitando un evidente malumore nel difensore. Bremer ha manifestato un profondo fastidio per il proliferare di voci che non rispecchiano in alcun modo i suoi reali programmi.

Al momento non c’è spazio per un trasferimento nei suoi pensieri. È innegabile che le dinamiche delle trattative estive rimangano imprevedibili per definizione, ma la situazione odierna è lampante: non esistono trattative concrete in corso, né sono pervenute offerte faraoniche in grado di far vacillare il giocatore. La sua scelta è definitiva e la dirigenza juventina ne è pienamente consapevole, guardando alle prossime stagioni con la certezza di avere ancora Bremer come colonna portante della propria retroguardia.

Calciomercato Inter: Curtis Jones arriva se… Individuata la chiave per l’arrivo del centrocampista in nerazzurro

Calciomercato Inter: i nerazzurri hanno trovato la chiave per il possibile arrivo a Milano dal Liverpool di Curtis Jones

Le manovre dell’Inter per rinforzare la linea mediana entrano in una fase calda, seppur legata a tempistiche d’attesa ben definite. Il mirino della dirigenza di Viale della Liberazione è puntato con decisione su Curtis Jones, gioiello del Liverpool calcisticamente corteggiato fin dallo scorso gennaio. Il centrocampista inglese si gode attualmente il relax a Monte Carlo con la propria famiglia, consapevole dell’apprezzamento nerazzurro ma anche della complessità di un trasferimento che non si preannuncia lampo. Dal canto suo, il club milanese non mostra frenesia: l’agenda settimanale prevede infatti altre scadenze calde, come l’affondo per Palestra, la firma di Provedel e i dialoghi con l’Udinese per avvicinarsi a Solet. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

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Il muro del Liverpool e l’identikit di Curtis Jones

Per strappare il mediano ai Reds, i campioni d’Italia dovranno formulare una proposta economica decisamente robusta. Al momento, l’Inter ha incassato un primo “no” a fronte di una proposta esplorativa da 20 milioni di euro. Oltremanica, quotidiani autorevoli come il Times sostengono che le pretese del club inglese siano salite a 35 milioni di euro (ragionando sulle oscillazioni della sterlina), manifestando anche un certo irrigidimento per i tentativi milanesi di limare il prezzo.

La dirigenza interista considera Jones il profilo ideale per completare il reparto: giovane, di respiro internazionale e già svezzato in Champions League. Dal canto suo, il calciatore non intende vivere un’altra stagione da comprimario. Con l’approdo di Andoni Iraola sulla panchina del Liverpool, e le voci di un possibile innesto di Alex Scott dal Bournemouth, il venticinquenne inglese rischia di trovare uno spazio ridotto, motivo per cui gradirebbe la destinazione italiana.

L’intreccio Frattesi e il super budget del Nottingham Forest

La chiave di volta per finanziare l’acquisto di Jones risiede interamente nel futuro di Davide Frattesi. Per sbloccare l’operazione in entrata, i nerazzurri attendono la mossa ufficiale del Nottingham Forest. Il club inglese si appresta a cedere il proprio pezzo pregiato Elliot Anderson, attualmente impegnato ai Mondiali, al Manchester City per la cifra astronomica di 130 milioni di sterline.

Grazie a questo immenso tesoretto, il Nottingham avrebbe individuato proprio in Frattesi il sostituto perfetto di “Mister 150 milioni (in euro)”. L’Inter valuta il centrocampista romano — eroe della semifinale di Champions contro il Barcellona con la rete del 4-3 al 99′ — non meno di 30 milioni di euro. Una richiesta che la compagine britannica potrebbe assecondare senza problemi, attivando un perfetto effetto domino di mercato.

Malagò dopo la nomina di presidente FIGC: «Ecco quali sono le mie priorità ora. Nuovo CT? Non ho parlato con nessuno, dovrà sposare appieno la mia visione»

Malagò, nuovo presidente della FIGC, ha parlato in conferenza stampa dopo le elezioni odierne che lo han visto trionfare col 68% dei voti su Abete

Fresco di nomina al vertice di via Allegri, il nuovo presidente della FIGC Giovanni Malagò si è presentato davanti ai media per tracciare la rotta del suo mandato. Un intervento a tutto campo in cui il manager sportivo ha fissato gli obiettivi immediati, affrontato il nodo legato al futuro commissario tecnico della Nazionale e lanciato un chiaro avvertimento ai palazzi del potere istituzionale.

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Le tre priorità e il rapporto con le istituzioni

Il primo obiettivo del neoeletto vertice federale riguarda la coesione interna e la riapertura dei canali diplomatici con il Governo, rivendicando con forza l’indipendenza del movimento. Interpellato sulle sue linee d’azione strategiche, il presidente ha dichiarato:

“Compattare la squadra, hanno tutti una discreta personalità. C’è da impostare un discorso tecnico e sportivo, da ripristinare un rapporto con una parte della politica: sono sempre stato un convinto soggetto della managerialità sportiva. Oggi cos’è la politica? Con qualcuno di primaria importanza va ripristinare un discorso congiunto. Sono stato un quarto d’ora ad aspettare per una firma digitale che ancora non ho fatto. Per ora, almeno 5 personaggio dello Stato mi hanno chiamato ed erano persone che in queste settimane facevano il tifo per me. Questo deve essere una priorità: noi abbiamo poco tempo, loro meno. Ci sono due anni e mezzo soltanto di differenza. Poi, vanno date delle risposte ai problemi strutturali”.

La critica verso l’ingerenza del potere legislativo nel mondo del pallone è altrettanto netta. Secondo Malagò, serve un cambio di passo radicale:

“La politica deve rispettare lo sport, al di là di tutto il resto. Che uno si debba ritrovare dei provvedimenti legislativi per nostro conto significa che non si è interessati, non si è informati al completo e si innescano delle dinamiche che non fanno bene”.

Il successo nelle urne e l’identikit del nuovo allenatore

Il trionfo elettorale, che lo ha visto sfiorare il 69% dei consensi, rappresenta una solida base politica, ottenuta intercettando anche il voto dei dilettanti nonostante alcune defezioni nella massima serie. Sull’esito dello scrutinio e sulla scelta del CT, il patron ha chiarito:

“Ho detto chiaro che tutto ciò che ci sarebbe stato dopo il 60% era importante, sapete il peso della LND. Qualcuno in Serie A si è astenuto… Un dato di fatto è che l’incidenza dei dilettanti è di un terzo che ha votato per me. Come si fa a non essere contenti? Sono arrivato al 69%… un 12% era dalla LegaPro… Il risultato è importante. Sul CT, non ho parlato con nessuno. Da adesso ci pensiamo. Vanno viste anche alcune criticità, il bilancio”.

La guida tecnica per l’Italia dovrà sposare una filosofia ben precisa, legandosi a doppio filo al nuovo progetto di rifondazione:

“Ho fatto un atto d’amore e follia lucida: non ci pensavo. Non è stata una mia idea candidarmi, ma sono stato coinvolto. Il CT deve abbracciare questo discorso: se dopo un anno il Presidente eletto al 98% e un discorso del vicepresidente dell’AssoTecnici, sembra un bollettino di guerra. Non opterò per una figura diversa dalla mia visione, ma la deve sposare appieno”.

Consiglio federale e riforme di sistema

La prima scadenza operativa è fissata per l’inizio del prossimo mese, con l’analisi delle iscrizioni ai campionati professionistici. Malagò ha confermato la convocazione della prima giunta:

“Sarà il 1° luglio: tappa obbligata da statuto. Ci sarà la deadline per le iscrizioni ai campionati, sembra che per il primo anno non ci sono situazioni di non iscrizioni ai campionati professionistici. Sul discorso tecnico, se ci sono elementi da portare nel consiglio, si vedrà. Il tempo è clamoroso: c’è il CIO, c’è un fine settimana con San Pietro e Paolo, poi il 30 giugno è complicato… Ci lavorerò”.

Infine, il neo presidente ha ricordato che l’urgenza di una riforma del calcio nasce anche dai fallimenti sul campo, puntando il dito contro un sistema ingessato da scardinare per tutelare l’autonomia dello sport:

“Non è che ora si risolvono i problemi. Se avessero segnato i rigori contro la Bosnia, oggi non sarei qui. Serve disponibilità a cambiare, Gravina si è tolto qualche sassolino dalla scarpa e ha sottolineato che non ha portato nessuna riforma: qualcosa si deve fare. Ho delle priorità, sennò non si fa nulla”.

Sulla natura della crisi attuale, la diagnosi finale evidenzia colpe strutturali e umane:

“Entrambi. L’ha detto anche Gravina. Conoscete un altro settore in cui hai un mandato all’unanimità e non si riesce a fare nulla che tu hai proposto? La situazione è ingessata: difenderò l’autonomia dello sport. Se non si cambia, qualcuno ci metterà in condizioni di cambiare”.

Gattuso è il nome giusto per la Lazio? Carattere, voglia di rivalsa e un modulo preciso – VIDEO di Elia Serra

Gattuso nuovo allenatore della Lazio: ma è la figura giusta per guidare i biancocelesti? L’analisi VIDEO di Elia Serra

Il nuovo corso della Lazio si appresta a partire sotto il segno di Gennaro Gattuso. Una scommessa non priva di insidie, ma l’allenatore calabrese ha già ampiamente dimostrato in passato di saper navigare nelle tempeste più dure della sua carriera calcistica. Sul piatto c’è il rilancio definitivo del club capitolino, una missione fortemente voluta dal patron Claudio Lotito, intenzionato ad affidare la panchina all’ex commissario tecnico della Nazionale per inaugurare un ciclo inedito e mettersi definitivamente alle spalle un’annata condizionata da forti malumori e accese contestazioni della piazza.

La missione di Ringhio: ricompattare ambiente e spogliatoio

L’atmosfera attorno a Formello rimane rovente. Una fetta importante della tifoseria laziale mantiene una netta distanza dalla proprietà, mostrando scetticismo e pretendendo risposte concrete sul campo prima di concedere nuova fiducia. In quest’ottica, l’ingaggio del nuovo tecnico assume una rilevanza sociale che travalica i semplici confini della lavagna tattica.

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Gattuso si troverà immerso in un contesto elettrico, dove sarà chiamato a compiere una vera e propria opera di ricostruzione emotiva oltre che tecnica. Dopo la fine della sua avventura alla guida dell’Italia, il mister si ritrova davanti a un compito altrettanto stimolante e complesso. La Lazio necessita strutturalmente di ritrovare solidità, un’anima definita e una programmazione limpida. Ricreare una sinergia tra la tifoseria e i calciatori rappresenterà lo scoglio più arduo, specialmente a causa della fronda permanente nei confronti della presidenza.

Il progetto tattico: la svolta con il 4-2-3-1

Sul piano prettamente geometrico, l’ex tecnico di Napoli e Milan intende proporre una filosofia improntata sulla verticalità, sul pressing alto e su una forte aggressività. Il punto di partenza per ridisegnare la squadra sarà il 4-2-3-1, un assetto tattico ideale per garantire densità in mezzo al campo e concedere estro ai trequartisti tra le linee difensive avversarie.

Non è comunque da escludere un’evoluzione verso un più elastico 4-3-3, una variante flessibile che dipenderà strettamente dalle risposte del mercato e dalle caratteristiche dei nuovi innesti. L’imperativo categorico di Gattuso sarà plasmare un gruppo corto, intenso, votato al recupero immediato della sfera nella metà campo avversaria per scatenare transizioni rapide.

Carattere e leadership per sovvertire i pronostici

La decisione di virare sul profilo dell’allenatore calabrese non risponde esclusivamente a logiche di campo. In una piazza esigente e attualmente divisa, il temperamento e il carisma di Ringhio possono tramutarsi nel vero valore aggiunto per la sponda biancoceleste del Tevere.

Ai capitolini serve una guida di polso, impermeabile alle pressioni esterne e capace di infondere una nuova carica emotiva a una rosa bisognosa di riscatto. I margini di errore saranno ridotti al minimo in un clima così surriscaldato, ma proprio affrontando queste avversità Gattuso possiede le doti umane per ribaltare lo scetticismo iniziale, restituendo alla Lazio competitività, orgoglio e senso di appartenenza nel prossimo campionato di Serie A.

Giovanni Malagò è il nuovo presidente della FIGC: battuto Abete con il 68% dei voti

Giovanni Malagò nuovo presidente della FIGC: i risultati delle elezioni odierne e dei voti nel confronto con Giancarlo Abete

La svolta ai vertici del calcio italiano si è finalmente compiuta. Giovanni Malagò è stato eletto nuovo presidente della FIGC, inaugurando ufficialmente un nuovo corso per la governance. L’ex numero uno del Coni ha ottenuto una vittoria netta e schiacciante nelle urne, conquistando la maggioranza assoluta delle preferenze e superando lo sfidante Giancarlo Abete, attuale leader della Lega Nazionale Dilettanti.

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Il neoeletto presidente assume la guida della Federazione in un momento storico delicatissimo, succedendo a Gabriele Gravina, che ha guidato l’istituzione per quasi otto anni a partire dall’ottobre 2018. Il vecchio corso si era interrotto bruscamente nei mesi scorsi con le dimissioni dello stesso Gravina, rassegnate in seguito al terremoto sportivo della terza mancata qualificazione di fila dell’Italia ai Mondiali, un verdetto drammatico che ha imposto un totale azzeramento dirigenziale.

I numeri dell’assemblea e il quorum per l’elezione

La risposta dei grandi elettori è stata massiccia. Alla chiamata alle urne hanno risposto presente 266 delegati rispetto ai 273 che avevano teoricamente diritto di voto. Esaminando le defezioni, si registrano soltanto le assenze di un rappresentante della Lega Pro e di sei esponenti appartenenti alla quota degli atleti.

Questo quadro di presenze ha modificato leggermente il peso numerico della votazione: i punti espressi complessivamente si sono attestati a quota 502,946 voti, a fronte dei 516 inizialmente previsti dalle tabelle del regolamento assembleare. Di conseguenza, la soglia minima necessaria per blindare la vittoria al primo scrutinio era fissata a 252 voti, un obiettivo che il candidato vincente ha polverizzato fin dalle prime battute dello spoglio.

I risultati definitivi dello scrutinio FIGC

I dati definitivi validati dalla commissione elettorale mostrano un divario incolmabile tra i due sfidanti, consegnando a Malagò un mandato politico fortissimo:

  • Giovanni Malagò: trionfa ufficialmente conquistando 343,084 voti, equivalenti al 68,58% delle preferenze totali.
  • Giancarlo Abete: si ferma a quota 145,936 voti, raccogliendo il 29,17% dei consensi della platea.
  • Schede bianche: lo scrutinio ha registrato 11,272 voti, pari al 2,25% del peso assembleare.

Con questa netta legittimazione, il nuovo presidente della Federcalcio si appresta a varare il tanto invocato piano di riforme strutturali, con la priorità assoluta di ammodernare l’impiantistica, rivedere i decreti fiscali e rilanciare la competitività internazionale della Nazionale azzurra.

Maresca nuovo allenatore del Manchester City, ci siamo: intesa con il Chelsea per la risoluzione del contratto

Maresca pronto a diventare il nuovo allenatore del Manchester City: trovato l’accordo con il Chelsea per la risoluzione del contratto

Come riferito da Sky, Enzo Maresca è ormai a un passo dal diventare ufficialmente il nuovo allenatore del Manchester City. La svolta decisiva è arrivata nelle ultime ore, grazie al raggiungimento di un accordo verbale definitivo tra il tecnico italiano e la dirigenza del Chelsea per l’immediata risoluzione del contratto che lo legava al club londinese. Questa intesa cancella ogni vincolo burocratico, spianando definitivamente la strada a uno dei trasferimenti più caldi e strategici dell’intera stagione.

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Le cifre dell’affare e i dettagli dell’accordo triennale

I passaggi formali per completare il clamoroso passaggio sulla sponda dei Citizens si stanno consumando a ritmi serratissimi. Il tecnico è atteso a Manchester nelle prossime ore per sbrigare le ultime formalità burocratiche e siglare un ricco contratto triennale che lo legherà all’Etihad Stadium per le prossime stagioni.

L’operazione, tuttavia, ha richiesto uno sforzo diplomatico ed economico non indifferente da parte della dirigenza di Manchester. Per convincere i Blues a liberare prematuramente il tecnico, i vertici dei due club hanno imbastito una trattativa serrata che si è conclusa con il pagamento di un indennizzo milionario. L’intesa economica complessiva tra le due società si aggira infatti intorno ai 20 milioni di euro, una cifra iperbolica che testimonia la ferrea volontà del City di puntare senza indugi sul profilo del manager italiano.

Il ritorno a Manchester per raccogliere l’eredità di Guardiola

Questo indennizzo rappresenta un tassello fondamentale per sbloccare lo stallo, permettendo all’ex centrocampista di legarsi ufficialmente alla sua nuova squadra. Per Maresca si tratterà di un suggestivo ritorno in una piazza e in un ambiente che conosce alla perfezione, avendo già respirato l’aria di Manchester sia alla guida della formazione Under 23 che nel ruolo di prezioso collaboratore tecnico in prima squadra.

Questa volta, però, le responsabilità saranno decisamente superiori e il contesto totalmente inedito. Il tecnico italiano non tornerà all’ombra dell’Etihad da comprimario, ma avrà il compito monumentale di raccogliere l’eredità di Pep Guardiola. Una sfida affascinante e al contempo rischiosa, che vedrà Maresca impegnato in prima persona nel tentativo di inaugurare un nuovo ciclo vincente sulla prestigiosa panchina del Manchester City, cercando di mantenere il club ai vertici del calcio internazionale.

Malagò presidente FIGC: «Sono figlio della FIGC, lo scopo è fare grande l’Italia. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano»

Malagò, candidato alla presidenza della FIGC, ha rilasciato queste dichiarazioni nel giorno delle elezioni

Giornata cruciale per i destini della FIGC, chiamata a scegliere la sua nuova guida in un momento di profonda trasformazione istituzionale. Lo spoglio odierno decreterà chi erediterà il timone dell’organismo, delineando le strategie a lungo termine necessarie per superare la crisi strutturale del settore. A contendersi il ruolo di comando nell’urna troviamo Giovanni Malagò e Giancarlo Abete, due dirigenti di lungo corso e comprovata autorevolezza nel panorama sportivo nazionale, pronti a contendersi i voti dei delegati.

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Riconoscenza e identità: il discorso del numero uno del CONI

Nel corso del suo intervento davanti alla platea dei votanti, l’attuale capo del Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha aperto i lavori manifestando forte apprezzamento verso i vertici uscenti e nei confronti del suo diretto sfidante: “Grazie a Gabriele Gravina per quello che di importante è stato fatto e colgo l’occasione per ringraziare anche Giancarlo Abete per il suo stile”.

Subito dopo, il candidato alla presidenza ha voluto rimarcare il proprio legame storico con la galassia del pallone, richiamando i prestigiosi traguardi manageriali raggiunti nelle sue precedenti esperienze: “Sono figlio della FIGC, ho cercato solo uno scopo, fare grande l’Italia. Dal CONI a Milano-Cortina ho provato a costruire modelli vincenti, anche in contesti complessi. Sento il peso della responsabilità, che però vivo da sempre, ogni minuto”.

L’appello contro i personalismi e le riforme necessarie

Spostando il focus sulle riforme di sistema ritenute improrogabili per il rilancio del movimento, il manager romano ha esortato le diverse componenti della galassia calcistica a superare i conflitti interni per trovare una linea comune: “Vi supplico: se sarò eletto, mettiamo da parte i personalismi. Tutte le esperienze che ho vissuto erano torri di Babele, ma siamo sempre riusciti a trovare l’unanimità. Le problematiche sono note: impiantistica, sgravi fiscali, calcio femminile, scommesse, decreti crescita e dignità. La parola giovani resta centrale, così come la riforma Zola, a cui mi riferisco con convinzione”.

Sviluppo commerciale e lo sguardo rivolto al futuro

Secondo la visione strategica illustrata da Malagò, la crescita economica ed etica della federazione passa inevitabilmente attraverso l’ottimizzazione del brand e la ricerca di una maggiore indipendenza finanziaria: “La FIGC deve essere una fonte di ispirazione e io devo convivere con voi perché ciascuno si senta protagonista. Bisogna ottenere ricavi supplementari anche attraverso marketing e area commerciale. È una sfida complicatissima, ma tenendo la schiena dritta si può ottenere molto di più”.

In conclusione, l’aspirante presidente ha voluto lanciare un messaggio di forte ottimismo per inaugurare un nuovo corso: “Le nostre radici non sono nostalgia, ma devono diventare stimolo per il futuro. Vi farò sentire orgogliosi di andare verso una nuova epoca del calcio italiano”.

Chi è Pedro Gonçalves, oggetto del desiderio di Amorim per il suo Milan. La storia e l’identikit tecnico del ‘Pote’

Chi è Pedro Gonçalves, la storia e le caratteristiche tecniche del nuovo obiettivo del Milan di Amorim

Con l’approdo ufficiale di Ruben Amorim sulla panchina del Milan, le grandi manovre per ridisegnare la rosa rossonera sono già entrate nel vivo. Il primissimo nome cerchiato in rosso sul taccuino del tecnico e della dirigenza è quello di Pedro Gonçalves, noto in patria con il soprannome di “Pote”, stella assoluta dello Sporting CP e fedelissimo del nuovo mister lusitano.

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La Storia: dalle giovanili all’eredità di Bruno Fernandes

Nato nel 1998 a Chaves, Pedro Gonçalves ha vissuto una formazione calcistica ricca di tappe internazionali. Dopo i passaggi nei vivai di Braga e Valencia, si trasferisce giovanissimo in Inghilterra per fare esperienza nelle giovanili del Wolverhampton. La sua definitiva e fragorosa esplosione avviene però nel 2019, al suo ritorno in Portogallo con la maglia del Famalicão.

Le sue incredibili prestazioni convincono lo Sporting CP a investire pesantemente su di lui nel 2020, affidandogli un compito sulla carta impossibile: raccogliere l’eredità di Bruno Fernandes, appena ceduto al Manchester United. Sotto la sapiente guida di Amorim, Pote non solo non accusa la pressione, ma trascina i biancoverdi alla storica conquista del campionato dopo 19 anni di digiuno, laureandosi persino capocannoniere della Liga Portugal.

Caratteristiche Tecniche: il perfetto “tuttocampista”

Dal punto di vista tattico, Pedro Gonçalves è il prototipo del calciatore moderno, un vero e proprio jolly offensivo. Destro naturale, ma dotato di un ottimo utilizzo del piede debole, fa della duttilità estrema la sua arma migliore. Può agire come esterno d’attacco, trequartista puro o, all’occorrenza, come mezzala di inserimento.

Nel consolidato 3-4-2-1 di Amorim allo Sporting, ha ricoperto magistralmente il ruolo di trequartista d’attacco, muovendosi nello spazio alle spalle del centravanti. I suoi punti di forza principali sono:

  • Fiuto del gol: Vanta statistiche realizzative da centravanti aggiunto, grazie a un tiro preciso e a un tempismo perfetto negli inserimenti.
  • Intelligenza spaziale: Sa sempre come e dove posizionarsi tra le linee per ricevere palla e mandare in crisi le difese avversarie.
  • Qualità nella rifinitura: È un eccellente uomo assist, capace di inventare la giocata decisiva nello stretto.

Perché è l’obiettivo ideale del Milan? Pedro Gonçalves conosce a memoria ogni singolo dettame tattico del nuovo allenatore rossonero. Il suo eventuale sbarco a San Siro garantirebbe ad Amorim quell’usato sicuro ad altissimo rendimento, fondamentale per trasmettere rapidamente alla squadra i nuovi concetti di gioco e aggiungere una massiccia dose di gol e imprevedibilità alla trequarti del Milan.

Platini categorico: «Tether? Finché vivo nessuno deve toccare la Juventus» – VIDEO

Platini, leggenda della Juventus, ha parlato in conferenza stampa a margine della 21ª edizione della Golf Cup organizzata dalla Fondazione Vialli Mauro

(inviato al Royal Park I Roveri) – A margine della 21ª edizione della Golf Cup al Royal Park I Roveri di Fiano Torinese, evento benefico organizzato da La Fondazione Vialli e Mauro, Michel Platini ha rilasciato queste dichiarazioni in conferenza stampa.

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MONDIALE – «Ho visto pochissimo. Mi è piaciuta la presentazione dei giocatori con i 26 giocatori perché dà prestigio. Adesso siamo solo all’inizio poi l’importante è vincere l’ultima. Per me la Francia è la favorita e se gioca al 100% vince».

FORMULA MONDIALE – «È complicatissimo decidere perché anch’io volevo far qualcosa per il numero di squadre alla coppa del Mondo. Adesso non possono giocare 17 europee e 4 africane. Il problema è quante squadre devi mettere. È un po’ complicato ma era normale aprire al Mondo».

RIPARTENZA JUVE – «Penso sia l’Italia che debba partire a zero e non la Juventus. Non è possibile che l’Italia non faccia un Mondiale da tre edizioni. L’Italia deve riformare come ha fatto la Francia negli anni 50. Quando l’Italia ripartirà allora anche la Juventus tornerà grande. Non dimentichiamoci che l’Italia ha sempre fatto bene con un blocco della Juventus».

AFFETTO PER LA JUVENTUS – «Penso a tre cose: a tutti i tifosi che mi vogliono bene e che in questo momento sono delusi, poi alla famiglia Agnelli e infine ai grandi momenti che ho vissuto con i miei colleghi. Un ritorno? No ho già risposto lo scorso anno».

PARAGONE CON MARADONA – «Perché ha fatto due sport calcio e pallacanestro. Diego è stato più personaggio di me perciò ha fatto più notizie sui giornali di me. Io so che Diego è stato un bravissimo ragazzo e tutti gli volevano bene. In Italia la prima parola che ho imparato è stata sfida per Zico e Diego. In quel periodo era un momento meraviglioso per l’Italia perchè i più grandi campioni erano in serie A».

COME RIPARTIRE IN ITALIA – «Ripartire da zero vuol dire fare il bilancio del calcio e trovare le soluzioni per trovare buoni giocatori. Sono state delle decisioni politiche e non calcistiche. Noi in Francia l’abbiamo fatto tante volte».

DEL PIERO DI NUOVO ALLA JUVE – «Non lo so perché dipende da John Elkann. Io poi non lo conosco Alessandro e non posso dire altro».

YILDIZ – «Ha delle doti e delle possibilità come Olise e Yamal. Sono dei vecchi numeri 10 che ora giocano in fascia».

KALULU E THURAM NON AL MONDIALE – «Deschamps è molto più adatto di me a scegliere i giocatori».

COMOLLI – «Io non conosco la Juve e non sono dentro. Quindi posso parlare in generale. Ha perso una partita con la Fiorentina e vincendo quella poteva andare in Champions e cambiare tutto. Ci sono i cicli e la Juve non può vincere. Lasciamo anche qualcosa, non troppo, ad altri».

LA SUA JUVE – «Un bellissimo gruppo. Per me non è stato semplice perché sostituivo Brady che aveva vinto due scudetti ed era molto amato. Loro mi hanno sempre fatto sentire bene. Poi quando fai gol ti vogliono tutti bene».

DAVID – «È più facile essere un centrocampista perché tocca tanti palloni. Per l’attaccante dipende sempre dalla squadra. Io quando sono arrivato alla Juve giocavo in una Juve Trapattoniana. Quando segnavo dovevo fare 80 metri invece adesso Messi gioca negli ultimi 20 metri. Per questo ho smesso a 32: Trapattoni mi ha tolto la benzina».

NO DI ELKANN A TETHER – «Io sono per la famiglia Agnelli. Nessuno deve toccare la Juve finché vivrò. Difficoltà con le big Europee? Per questo ho creato il Fair Play finanziario ovvero devi vivere con quello che hai. Per me la Juve è la famiglia Agnelli».

VIALLI – «Non l’ho conosciuto molto ed ha fatto una bellissima carriera. Io ho un grande rapporto con Massimo e sono qui per lui. L’ho trovato molto forte nella sua malattia e ho sempre un pensiero per lui. Mi congratulo con tutta l’organizzazione e con Massimo per continuare a portare avanti il ricordo di Gianluca».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI MICHEL PLATINI

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