Pagina 810 – Calcio News 24

Calciomercato Parma, tifosi crociati preoccupati per il futuro di Leoni. Tre big nuovamente su di lui!

Calciomercato Parma: Giovanni Leoni al centro delle trattative con ben tre big del calcio italiano. Tifosi crociati preoccupati per il futuro

Il nome di Giovanni Leoni continua a far parlare nel panorama del calciomercato Parma. Il giovane difensore centrale, tra i prospetti più interessanti della Serie A, è finito nel mirino di diverse big del calcio italiano. Su di lui si sono mossi con decisione Inter, Juventus e Milan, ma i nerazzurri sembrano in vantaggio grazie a una corsia preferenziale costruita con il club emiliano.

Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’Inter starebbe accelerando per anticipare la concorrenza e assicurarsi Leoni: ad oggi chiave del calciomercato Parma. Tuttavia, l’operazione non escluderebbe una permanenza del calciatore in Emilia ancora per una stagione. L’idea è quella di concludere l’affare ora, ma lasciarlo al Parma per favorire continuità di crescita e minuti importanti in campo.

Il calciomercato Parma si sta rivelando strategico anche sotto il profilo delle collaborazioni con i grandi club. Il dialogo continuo con l’Inter ha già portato a confronti su altri nomi, come Bonny, ma la situazione di Leoni è quella che tiene banco con maggiore intensità. Proprio nei giorni scorsi, prima della partenza dell’Inter per la tournée americana, le due dirigenze si sono incontrate a Milano per fare il punto della situazione.

Il difensore classe 2006 è considerato un gioiello su cui puntare per il futuro. Il calciomercato Parma sa bene che trattenere Leoni a lungo sarà difficile, ma intende capitalizzare il più possibile dalla sua cessione. Una delle ipotesi sul tavolo è quella di inserire una contropartita tecnica, soluzione che potrebbe convincere entrambe le parti a chiudere con rapidità.

La Juventus e il Milan restano alla finestra, consapevoli del valore del giocatore e della difficoltà di superare l’Inter sul piano dei rapporti societari. Tuttavia, nel calciomercato Parma nulla è da escludere, soprattutto in un periodo in cui i giovani italiani sono sempre più ricercati.

In conclusione, Giovanni Leoni è il protagonista di uno dei dossier più caldi del calciomercato Parma. I gialloblù vogliono valorizzarlo al massimo, sia tecnicamente che economicamente, mentre i grandi club cercano di assicurarselo prima che il suo prezzo salga ancora. L’Inter parte in vantaggio, ma la trattativa è ancora aperta e i prossimi giorni potrebbero essere decisivi per definire il futuro del giovane talento emiliano.

Calciomercato Juve, Cambiaso rimane in bianconero? Quella big potrebbe mollare addirittura la presa

Calciomercato Juve, Cambiaso resta al centro del progetto. Quella squadra potrebbe allontanarsi dal terzino

Il calciomercato Juve entra nel vivo e uno dei nomi più discussi in queste ore è quello di Andrea Cambiaso. Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, il terzino bianconero sarebbe finito nel mirino del Milan. I rossoneri, alla ricerca di un possibile sostituto per Theo Hernandez, avrebbero individuato proprio in Cambiaso il profilo ideale per colmare l’eventuale vuoto sulla corsia sinistra.

A spingere per l’esterno ex Genoa ci sarebbe Massimiliano Allegri, grande estimatore del giocatore e protagonista della sua esplosione durante la stagione 2023-2024. L’ex allenatore della Juventus, ora al Milan dopo l’addio ai bianconeri, sarebbe favorevole a un’operazione che vedrebbe Cambiaso come erede di Theo, mentre quest’ultimo potrebbe fare il percorso inverso, finendo alla Juventus come possibile contropartita in uno scambio con Dusan Vlahovic.

Tuttavia, le ultime notizie sul calciomercato Juve vanno in tutt’altra direzione. La società bianconera, infatti, non sembra intenzionata a privarsi di uno dei giovani più promettenti del proprio organico. Anzi, l’intenzione della dirigenza è quella di blindare il classe 2000, confermando la sua centralità nel progetto tecnico del futuro.

A rafforzare questa volontà è l’indiscrezione del giornalista Daniele Longo, che parla di un imminente rinnovo contrattuale per Cambiaso. Attualmente legato alla Juventus fino al 2029, l’esterno potrebbe presto firmare un prolungamento fino al 2030, con relativo adeguamento dell’ingaggio. Lo stipendio, che oggi si aggira intorno ai 2 milioni di euro più bonus, verrebbe portato a 3 milioni più bonus, riconoscendo così l’importanza crescente del giocatore all’interno della rosa bianconera.

Il calciomercato Juve, quindi, non si limita a operazioni in entrata o uscita, ma passa anche attraverso la valorizzazione dei propri talenti. La trattativa per il rinnovo di Cambiaso è già stata avviata, con contatti diretti tra la dirigenza juventina e l’agente del giocatore, Giovanni Bia. L’obiettivo è chiaro: blindare uno dei punti fermi della squadra prima dell’inizio della nuova stagione.

In un’estate che si preannuncia caldissima per il calciomercato Juve, la conferma di Cambiaso rappresenterebbe un segnale di continuità e progettualità. Il Milan può anche osservare con interesse, ma al momento la Juventus fa muro e rilancia, puntando tutto sulla crescita interna dei suoi talenti.

Marotta sicuro: «Mercato? L’Inter è intenzionata ad agire in quella maniera. Sull’addio di Inzaghi…»

Marotta parla del futuro dell’Inter tra mercato e addio di Inzaghi: considerando anche nel mezzo l’inizio del Mondiale per Club

In occasione della sfida tra Monterrey e Inter, gara d’esordio dei nerazzurri nel Mondiale per Club, il presidente Beppe Marotta è intervenuto ai microfoni di Sport Mediaset per affrontare diversi temi caldi che ruotano intorno al mondo interista. Le sue parole hanno toccato il calciomercato, il recente addio di Simone Inzaghi e le prospettive future del club.

Marotta ha commentato con fermezza le dichiarazioni provenienti dall’Arabia Saudita, dove il CEO dell’Al Hilal ha confermato l’interesse per Inzaghi, ex tecnico dell’Inter ora diretto verso una nuova avventura professionale. «Questi tipi di dichiarazioni si susseguono, così come arrivano puntuali anche le smentite – ha spiegato Marotta –. Abbiamo preso atto della volontà dell’allenatore, ormai è una vicenda chiusa che fa parte del passato. Non vogliamo entrare in ulteriori analisi o polemiche. Ora siamo concentrati sul presente, e questa partecipazione al Mondiale per Club è motivo di grande orgoglio per tutti noi, soprattutto grazie alla guida di Cristian Chivu».

Il presidente interista ha poi parlato della fase di transizione che sta vivendo il club: «Questa competizione rappresenta un punto di congiunzione tra la vecchia e la nuova stagione. È un’occasione straordinaria, e ci permette di mostrare il valore del gruppo anche su un palcoscenico internazionale».

Sul fronte calciomercato, Marotta ha confermato che il lavoro della dirigenza è in pieno svolgimento. Con lui, il direttore sportivo Piero Ausilio e il braccio destro Dario Baccin stanno già lavorando da tempo per costruire l’Inter del futuro. «Da mesi analizziamo i profili giusti per rinforzare la squadra – ha dichiarato Marotta –. Alcune operazioni sono già state concluse, come sapete, mentre altre verranno finalizzate entro il prossimo mese. È fondamentale ribadire che la volontà nostra, e soprattutto della proprietà, è quella di mantenere lo zoccolo duro di questa squadra. La stabilità è alla base dei successi futuri».

Con queste dichiarazioni, Marotta ha mostrato ancora una volta la sua visione manageriale lucida e orientata alla continuità. La sua figura resta centrale nella costruzione dell’Inter del domani, una squadra che vuole restare protagonista in Italia e in Europa.

Tra passato e futuro, Marotta guida l’Inter con la sua consueta determinazione, e i tifosi sanno di poter contare su una dirigenza forte, competente e ambiziosa.

Monterrey-Inter, Sergio Ramos in gol: tutti i precedenti dello spagnolo contro i nerazzurri

I precedenti delle sfide giocate da Sergio Ramos contro l’Inter dopo il gol realizzato al Mondiale per Club. Tutti i dettagli

Ci sono giocatori che, indipendentemente dalla maglia che indossano o dalla fase della loro carriera, sembrano legati a un destino. Un destino che li porta a ripresentarsi, come un fantasma puntuale, per ricordare al mondo la loro legge non scritta. Il gol di testa segnato stanotte da Sergio Ramos con la maglia del Monterrey, che ha portato in vantaggio i suoi per l’1-1 contro l’Inter nel Mondiale per Club, non è solo una rete, ma l’ultimo capitolo di una saga personale, breve ma intensa, tra il difensore spagnolo e il mondo nerazzurro. Una storia fatta di battaglie feroci, traguardi storici e un conto che, forse, non si è mai del tutto saldato.
Per comprendere il legame tra Ramos e l’Inter bisogna riavvolgere il nastro all’autunno del 2020. Champions League, fase a gironi, un calcio ancora segnato dall’atmosfera surreale della pandemia. Real Madrid e Inter, due giganti in difficoltà nel loro gruppo, si affrontano in una sfida che ha già il sapore di un’eliminazione diretta. La partita di andata a Valdebebas, vinta 3-2 dai Blancos, è un’altalena di emozioni e, per Ramos, diventa una notte da iscrivere nella leggenda personale.

È il 33° minuto, il risultato è sull’1-0 per il Real. Calcio d’angolo battuto da Toni Kroos. In area di rigore si scatena la solita lotta selvaggia, ma come spesso gli è accaduto in carriera, Ramos sembra avere un copione già scritto in testa. Si libera della marcatura di Stefan de Vrij con un movimento da attaccante navigato e, con uno stacco imperioso, incrocia di testa un pallone che si insacca alle spalle di Handanovic. Non è un gol qualunque: è la sua centesima rete con la maglia del Real Madrid. Un traguardo monumentale per un difensore, celebrato con la sua solita esultanza rabbiosa, da leader maximo: «I traguardi personali fanno piacere, ma vengono sempre dopo la squadra», dichiarò nel post-partita, con la consueta umiltà di facciata: «Essere un capitano significa farsi trovare pronti quando il gioco si fa duro. E contro attaccanti come quelli dell’Inter, ogni pallone è una battaglia».
E quella notte fu una vera battaglia, soprattutto con il suo dirimpettaio argentino, Lautaro Martínez. Il “Toro” fu un cliente scomodissimo, riuscendo a sua volta a segnare il gol del momentaneo 1-2 con un movimento fulmineo che sorprese la difesa madridista. Il loro fu un duello rusticano, fatto di sportellate, sguardi di sfida e quella tensione agonistica che solo la Champions League sa regalare. Ramos vinse ai punti grazie al gol e alla vittoria finale, ma Lautaro gli fece capire che la difesa del Real non era invalicabile.
Il destino, però, ha negato il secondo atto di questa sfida. Per la gara di ritorno a San Siro, un infortunio muscolare mise fuori causa il capitano del Real. L’Inter di Antonio Conte, che sognava la rivincita contro il suo grande nemico, non lo trovò in campo. Il Real Madrid vinse ugualmente per 2-0, ma ai tifosi nerazzurri rimase l’amaro in bocca per non aver potuto sfidare di nuovo, sul proprio prato, quel leader carismatico e a tratti spietato.
Stanotte, a quasi cinque anni da quella sfida, con una maglia e un contesto completamente diversi, Sergio Ramos si è ripresentato. Ancora con un colpo di testa, il suo marchio di fabbrica. Un gol che non è valso una vittoria, ma che ha il sapore di un promemoria. Un messaggio all’Inter e al mondo del calcio: le maglie passano, gli anni anche, ma la legge del Capitano, specialmente in area di rigore, rimane eterna.

Monterrey-Inter: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Rose Bowl Stadium di Pasadena andrà in scena la sfida di Mondiale per Club e Monterrey-Inter: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Rose Bowl Stadium di Pasadena si giocherà la gara valevole per Mondiale per Club tra Monterrey–Inter. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

MONTERREY (4-3-3): Andrada; Medina, Chavez, Sergio Ramos, Arteaga; Deossa, Fimbres, Canales; Corona, Berterame, Ocampos. All. Torrent.

INTER (3-5-2): Sommer; Pavard, de Vrij, Bastoni; Dumfries, Sucic, Barella, Mkhitaryan, Dimarco; Lautaro, Thuram. All. Chivu.

Orario e dove vederla in tv

Monterrey-Inter si gioca alle ore 3:00 di mercoledì 18 giugno per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club. Verrà trasmessa in chiaro per tutti su Italia 1. Per vedere la partita in streaming, sarà disponibile su DAZN per gli abbonati tramite il sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Calciomercato Lazio, occhi su Fabbian: è il primo obiettivo di Sarri, le cifre

Le ultime sulle mosse di calciomercato della Lazio, con l’obiettivo Giovanni Fabbian del Bologna. Tutti i dettagli in merito

È una Lazio ancora in fase di studio quella che sta muovendo i primi passi verso il mercato estivo. Come riportato dal Corriere dello Sport, nelle scorse ore Maurizio Sarri ha avuto un incontro con il direttore sportivo Angelo Fabiani per analizzare sia gli aspetti organizzativi che quelli operativi del prossimo mercato. La priorità individuata dal club è il rinforzo a centrocampo, in particolare nel ruolo di mezzala sinistra.

Mentre si attende l’ufficialità del rinnovo di Matias Vecino e si valuta con attenzione il profilo di Fisayo Dele-Bashiru, il nome caldo è quello di Giovanni Fabbian del Bologna. L’Inter, che detiene una clausola di recompra da 12 milioni di euro attivabile a luglio, potrebbe lasciarlo partire, rendendo quella cifra una possibile base per l’offerta biancoceleste. Fabbian, 23 anni, ha chiuso una stagione positiva con 70 presenze, 9 gol e una Coppa Italia vinta. Costi troppo alti, invece, per Loftus-Cheek del Milan.

Calciomercato Milan, il Bayern Monaco non molla Leao: possibile offerta shock, cosa filtra sull’addio

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Milan, con l’interesse del Bayern Monaco nei confronti di Rafael Leao. I dettagli

Matteo Moretto ha fornito un importante aggiornamento sul calciomercato del Milan, con il ritorno di fiamma del Bayern Monaco nei confronti di Rafael Leao.

BAYERN MONACO SU LEAO – «Vi aggiorno su Leao: Nico Williams è sempre più vicino al Barcellona, Barcola alla permanenza al PSG e vi dico che il Bayern Monaco non ha mollato Leao. Il club tedesco guarda con attenzione al portoghese, non ci sono state offerte o passi concreti, vi aggiungo però che verso la fine di giugno o inizio luglio il Bayern capirà se avanzare concretamente con un’offerta ufficiale per Leao o no. Qualora facessero all-in, potrebbe toccare cifre attorno a 75/85 milioni, da capire i bonus. Il Bayern non molla questa pista. In Arabia Saudita ci sono comunque squadre interessate e la seconda cosa è che per Allegri e Tare è importante. Non posso dirvi incedibile, nessuno lo è, ma il Milan non vorrebbe privarsi di lui. Vedremo se arriverà l’offerta del Bayern e di quanto sarà».

Calciomercato Bologna, occhi su Pinamonti: è una richiesta di Italiano per l’attacco, la situazione

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Bologna, con l’obiettivo Andrea Pinamonti per l’attacco dal Sassuolo. I dettagli

Andrea Pinamonti è stato proposto al Bologna e il club rossoblù ci sta riflettendo con attenzione. A riportarlo è La Gazzetta dello Sport, che sottolinea come, a differenza del caso Edin Dzeko, l’intera dirigenza bolognese sembri concorde sul profilo dell’attaccante. Il più convinto è Vincenzo Italiano, che ricorda bene il gol spettacolare subito proprio dall’ex Inter al Ferraris: un colpo di testa da fuori area per il 2-2 tra Genoa e Sassuolo.

Con Thijs Dallinga fuori fino ad agosto a causa di un’ernia sportiva, il Bologna ha bisogno di un attaccante subito pronto. Pinamonti, rientrato al Sassuolo dopo il prestito al Genoa, rappresenta una soluzione affidabile: ha esperienza in Serie A e una media realizzativa costante (10 gol al Genoa, 11 al Sassuolo, 13 all’Empoli). Il Sassuolo non sembra volerlo trattenere, e per l’attaccante l’Europa potrebbe essere una motivazione in più. Resta da trovare la formula giusta per l’operazione, mentre si monitorano anche Ioannidis e Ivanovic.

Torino, ancora lavori al Robaldo: a che punto è il centro sportivo granata – VIDEO 

Torino, ancora lavori all’impianto del Robaldo, vediamo a che punto è e cosa manca al futuro centro sportivo dei granata.  Il video

(Lorenzo Bosca – Inviato al centro sportivo Robaldo). Continuano i lavori al Robaldo. Parliamo, naturalmente, del futuro centro sportivo del Torino: destinato ad accogliere le formazioni giovanili granata dall’Under 12 fino alla Primavera. A poco più di un anno e mezzo dalla presentazione del progetto (era il 15 dicembre del 2023) l’impianto di Strada Castello di Mirafiori si presenta ormai in una fase avanzata, per quanto manchino ancora all’appello diversi elementi.

La data del 4 maggio 2025, inizialmente fissata come traguardo per l’inaugurazione completa, è ormai superata. Alcuni aspetti tecnici inattesi hanno richiesto tempi maggiori del previsto, causando uno slittamento nei lavori. Il Torino confida ora di poter rendere operativo il centro in tempo per l’inizio della prossima stagione, seppure come spiegato restano da ultimare parti fondamentali della struttura.

Se i quattro campi in erba sintetica – tre dei quali a misura regolamentare – sono pronti (così come le due tribune principali a bordo degli stessi), il corpo edilizio collocato all’ingresso del centro, che ospiterà spogliatoi, infermeria, palestra, uffici e sale tecniche, è ancora in fase di costruzione. La struttura si presenta attualmente con ponteggi a vista, segno dei lavori ancora in corso e necessari per completare lo stesso edificio in muratura, appunto.

Solo con quella parte ultimata sarà infatti possibile trasferire stabilmente le varie squadre del vivaio piemontese in un’unica sede, come previsto peraltro dal piano tecnico e organizzativo. Il Robaldo rappresenta dunque un progetto importante in casa Torino, con l’obiettivo di offrire un ambiente funzionale per la crescita delle future promesse granata. Dopo inspiegabili anni di attesa (il club di Via Viotti, pensare, ha il terreno in concessione da quasi un decennio), sarà quindi necessario pazientare ancora qualche mese prima di vedere finalmente l’impianto pienamente operativo. Il video esclusivo di CalcioNews24.

Monza, ad un passo la cessione societaria: ecco chi saranno i nuovi proprietari

Le ultime sulla possibile cessione societaria del Monza, con l’addio sempre più vicino della famiglia Berlusconi. I dettagli

Il Monza è sempre più vicino a un passaggio storico: il cambio di proprietà. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, la trattativa con un gruppo di investitori americani ha raggiunto uno stato molto avanzato, e si stanno limando gli ultimi dettagli legali e societari per chiudere l’operazione.

Rappresentati in Italia da Mauro Baldissoni, ex dirigente e CEO della Roma, gli investitori puntano a firmare l’accordo prima dell’inizio del ritiro estivo. Dopo mesi di contatti e sondaggi, l’ottimismo è crescente e la chiusura sembra imminente. Nel nuovo progetto tecnico è previsto un ruolo chiave per Nicolas Burdisso, pronto a diventare direttore sportivo del club brianzolo. Per l’argentino sarebbe un ritorno nel calcio italiano, dopo le esperienze con Boca Juniors e Fiorentina. Adriano Galliani, attuale amministratore delegato ed ex Milan, potrebbe mantenere un incarico istituzionale per garantire continuità nella delicata fase di transizione post-Berlusconi.

Zazzaroni sicuro: «Ranieri e Gasperini sono quello che mancavano alla Roma, vederli insieme è un piacere»

Le parole di Ivan Zazzaroni, direttore del Corriere dello Sport, sul nuovo progetto della Roma con Ranieri e Gasperini. I dettagli

Nel suo editoriale odierno, Ivan Zazzaroni sul Corriere dello Sport ha analizzato il nuovo progetto della Roma con Ranieri e Gasperini.

NUOVO PROGETTO ROMA – «Non so quanto siano costati a ‘Sterminator’ Dan e Ryan i tanti tentativi falliti e in fondo mi frega il giusto, visto che i milioni bruciati non erano i miei. Penso tuttavia che la Romamericana, due eurofinali e una coppa sempre e solo con JM, sia approdata con fatica alla sintesi definitiva e che possa sviluppare un progetto serio fidandosi di due vecchie volpi che conoscono il nostro calcio come pochi altri e per di più non sono il prodotto delle indicazioni algoritmiche di qualche head hunter».

RANIERI E GASPERINI – «Vedendo uno di fianco all’altro Claudio e Gian Piero ho provato un certo piacere. Nei loro occhi e nelle parole che hanno pronunciato c’era e c’è tutto ciò che in questi anni è mancato alla Roma e all’intero movimento: sostanza e un linguaggio e dinamiche di calcio comprensibili. L’allenatore in pensione e quello in missione si compensano, integrano: Gian Piero ha un carattere che è l’opposto di quello di Claudio il quale ha peraltro ammesso di averlo trovato antipatico. In passato, naturalmente. Gian Piero è fin troppo schietto e diretto (suggerisco all’abilissimo new ceo Jason Morrow di acquistare altre sedie e altri tavoli), Claudio è furbo e malizioso, ne ha viste tante ed è capace di farti credere con il sorriso che la terra è piatta».

Vaciago: «Se Gasperini ha preferito la Roma c’è un problema per la Juve. Comolli e Chiellini devono far capire una cosa»

Le parole di Guido Vaciago, direttore di Tuttosport, sulla scelta di Gasperini di rifiutare i bianconeri per la Roma. Tutti i dettagli in merito

Guido Vaciago ha analizzato su Tuttosport il rifiuto di Gasperini alla Juve per la Roma.

RIFIUTO DI GASPERINI ALLA JUVE – «Servirà del tempo per sapere se Gian Piero Gasperini ha avuto la «sensazione» giusta, ma per la dirigenza e la squadra della Juventus, non è questo il punto. Il punto è quale idea il mondo del calcio ha, oggi, del club. Che percezione ha della sua solidità e della credibilità delle sue ambizioni. Se un allenatore preferisce la Roma alla Juventus e lo fa – badate bene – su base razionale e non emotiva, la Juventus ha un problema. E questo senza che la Roma e i suoi tifosi si offendano (anzi dovrebbero essere orgogliosi), perché negli ultimi quindici anni la Juventus ha vinto 9 scudetti, 6 Coppe Italia, 5 Supercoppe Italiane, disputato due finali di Champions e avuto in rosa campioni di livello planetari; la Roma ha vinto una Conference League. Le parole di Gasperini devono, però, far capire a Damien Comolli e Giorgio Chiellini e tutti quelli che stanno sotto (e, perché no, sopra) da “dove” devono ripartire e “cosa” devono costruire».

DIFFERENZE CON IL PASSATO – «Fino a qualche anno fa, giocare allo Stadium metteva soggezione e agli avversari. Ultimamente, l’impianto dei nove scudetti consecutivi sembra mettere coraggio, spingendo all’impresa anche le più piccole provinciali.
Sarà un compito duro per la nuova Juventus tornare a essere la vecchia Juventus, ma serve molta, moltissima umiltà. E non c’è niente di disdicevole: la storia bianconera è già passata di lì tante volte. Per esempio, neanche troppo tempo fa, nell’estate del 2010, Totò Di Natale disse no alla Juventus, restando all’Udinese. Otto anni dopo, mica un secolo quindi, alla Juventus diceva sì un certo Cristiano Ronaldo. In quegli otto anni, la dirigenza bianconera puntò solo su chi credeva orgogliosamente nell’idea di Juventus, ma soprattutto face ogni cosa possibile per restaurarla, quell’idea. Ieri, mentre Gasperini, a Roma, spiegava le sue scelte, negli Stati Uniti, Tudor ribadiva il suo ottimismo sulla forza della rosa bianconera, dimostrando una fiduciosa e solida juventinità».

Boninsegna: «Inzaghi non è stato un professionista nell’addio all’Inter. Chivu dovrà sistemare una cosa»

Le parole di Roberto Boninsegna, ex attaccante dell’Inter, sull’addio di Simone Inzaghi alla panchina del club nerazzurro. I dettagli

Roberto Boninsegna ha parlato a La Gazzetta dello Sport della situazione dell’Inter dopo l’addio di Simone Inzaghi in direzione Al Hilal.

INZAGHI E L’ACCORDO CON GLI ARABI – «Questa sull’accordo con Simone Inzaghi tirata fuori dagli arabi è una storia triste. Non da professionisti. Trovo ingiusto che il nostro allenatore alla vigilia di una partita così importante per il mondo nerazzurro avesse già un altro contratto, non è modo di comportarsi specialmente se il club tenuto all’oscuro di tutto si chiama Inter».
LA FIRMA NON ANCORA MESSA – «Ma è un dettaglio privo di peso, a mio parere. Conta che lui avesse raggiunto l’accordo e quindi a quel punto vincere o perdere la finale non aveva più alcuna importanza: se ne sarebbe andato in ogni caso».
UN’OFFERTA IRRIFIUTABILE – «Offerta faraonica, senza dubbio e quindi nessuno si scandalizza che abbia accettato. Aggiungo che nel calcio moderno Inzaghi non è il primo e non sarà l’ultimo a definire un trasferimento ad altro club prima della fine della stagione. Ma questo è un altro discorso».
DA DOVE RIPARTE CHIVU – «Ci sono già in rosa ottimi giocatori, ci sono pure delle cose da sistemare sia sul piano tattico che delle individualità».
DA COSA BISOGNA COMINCIARE – «Dal centrocampo: manca un regista. Inzaghi ha arretrato nel ruolo Calhanoglu, ricavandone a volte buone prestazioni ma alla distanza si è capito come l’allenatore si sia dovuto un po’ arrangiare, perché il turco ha mostrato dei limiti, nel ruolo».
SULLA SITUAZIONE DI ASLLANI – «Ma sì, il ricorso a Calhanoglu spiega la situazione in maniera eloquente: non esisteva una valida soluzione di riserva. Del resto Barella è una bella mezzala e lo stesso Mkhitaryan un centrocampista affidabile, però nessuno di loro può fare il regista, nessuno può essere paragonato al mio Luisito Suarez. E l’Inter in mezzo al campo deve avere un orchestratore di quel livello».
IL GIUDIZIO SULLA DIFESA – «Sommer ha confermato di essere un portiere valido, ha fatto ottime parate e appare ancora integro. Inoltre Martinez sembra un vice affidabile, quindi confermiamoli. C’è da fare un innesto nel terzetto degli stopper, se restano tutti».
SULLA COPPIA LAUTARO-THURAM – «La coppia è giusta, mi piacciono molto. E promettono di replicare il rendimento di questa stagione. Oltretutto la fascia da capitano ha ulteriormente responsabilizzato Lautaro che quando interviene pubblicamente lo fa da trascinatore».
CHI COME PRIMA RISERVA – «Penso a un giovane, magari uno che si è formato nel nostro vivaio e che adesso ha bisogno di maturare vivendo una stagione dietro due bomber di razza. Insomma serve uno bravo che si accontenti però di fare il terzo giocando spezzoni di partita. Con i 5 cambi c’è gloria per tutti».

Roma, ufficiale l’addio di Ghisolfi: il comunicato

La decisione della Roma sull’addio di Florent Ghisolfi dal ruolo di direttore sportivo del club giallorosso. Tutti i dettagli in merito

La Roma ha comunicato l’addio di Florent Ghisolfi dal ruolo di direttore sportivo.

COMUNICATO – «L’AS Roma e il Direttore Tecnico Florent Ghisolfi hanno deciso di comune accordo di interrompere il loro rapporto. Nel corso dell’ultimo anno Florent ha dimostrato professionalità e dedizione in una fase cruciale per il Club. Lo ringraziamo per il contributo dato e gli auguriamo il meglio per la sua prossima sfida professionale. Grazie, Flo!».

Sabatini: «Il Napoli sta avviando un ciclo, De Bruyne è un messaggio chiarissimo. Dai nuovi allenatori in Serie A mi aspetto una cosa»

Le parole di Walter Sabatini, ex dirigente sportivo, sulle premesse per la prossima stagione di Serie A. Tutti i dettagli in merito

Walter Sabatini ha parlato a La Gazzetta dello Sport della prossima stagione di Serie A, con i tanti cambi di panchina che ci sono stati.

SABATINI SUL NUOVO CALCIO ITALIANO – «E il meglio deve ancora venire. Però un paio di cose le abbiamo già intuite».
IL NAPOLI DOMINANTE – «Il Napoli sta avviando un ciclo di medio-lungo termine e sarà complicato tenergli testa. Visto così, viene il sospetto che per un biennio, magari anche un triennio, si vada incontro a un dominio. Era già forte di fatto e lo sta diventando ancora di più».
DE BRUYNE È UN SEGNALE – «Se vinci lo scudetto e ti presenti subito con De Bruyne allora stai lanciando un messaggio chiarissimo e preoccupante per la concorrenza. È il calcio visionario di chi sa guardare dove nessuno oserebbe».


IL PROGETTO CONFERMATO – «Se sei, con il Bologna, tra i pochi a non aver cambiato allenatore con cui hai attraversato tutto il torneo, vuol dire che sei dentro un vero progetto. E non è retorica: è sostanza».
LA SORPRESA FIORENTINA – «Mi viene la tentazione di sapere cosa sia successo a Firenze, così all’improvviso, con Palladino, dopo aver appena rinnovato il contratto. C’è qualcosa di misterioso».
IL DISAGIO DIFFUSO – «Questo turbinio di panchine nasconde un disagio generale, con radici profonde. Non è solo una sensazione».
L’ADDIO DI INZAGHI – «Ogni storia ha una fine. Non ho diritto di avanzare ipotesi, ma è la logica delle cose».
CHIVU ALL’INTER – «Si è meritato l’Inter. Forse la scelta sembra precoce, ma ha chiuso bene la stagione a Parma senza trasmettere paura. Per me è pronto».
ALLEGRI AL MILAN – «È uno che non deve chiedere nulla. Conosce l’ambiente, e chi ha esperienza diretta salta ostacoli che altri dovranno affrontare».
GASPERINI A ROMA – «Trigoria non è Zingonia, Roma non è Bergamo. È una città meravigliosa ma “provocatoria”. Servirà tutta la serenità interiore che Gasperini ha».
SARRI E LA LAZIO – «Può fare quel che vuole: ogni decisione avrà motivazioni solide. E con Lotito ha già lavorato: un vantaggio notevole».
SPALLETTI, L’UOMO FERITO – «L’ho trovato terribilmente addolorato, ferito nell’orgoglio. Sentiva la Nazionale in modo totale. Ma Luciano è uscito da gigante, e so che si rialzerà».
SUL MONDIALE – «A Gattuso auguro la fortuna mancata a Spalletti. Il nostro movimento non può permettersi un’altra esclusione».
DIRIGENTI E STRUTTURE – «A volte si ha l’impressione che certi club abbiano eliminato la casella dei dirigenti. Ma ci sono eccezioni virtuose: Napoli, Roma con Ranieri, Bologna, Atalanta, anche la Lazio che ha richiamato Sarri».

Parma, scelto Cuesta come nuovo allenatore: chi è l’allievo di Arteta, stabilito un record storico

Tutto quello che c’è da sapere su Carlos Cuesta, scelto come nuovo allenatore del Parma dopo l’addio di Chivu. I dettagli

Il Parma ha scelto Carlos Cuesta come nuovo allenatore per la stagione 2024-25: trent’anni a luglio, spagnolo, poliglotta, arriva dall’esperienza triennale nello staff di Mikel Arteta all’Arsenal. In passato ha lavorato anche con l’Under 17 della Juventus. Il contratto, in fase di definizione, sarà valido fino al 2027 con un ingaggio vicino al milione annuo. La scelta ha suscitato curiosità e perplessità tra i tifosi: Cuesta non ha mai allenato una prima squadra, ma il presidente Krause, da sempre affascinato dai profili giovani e ambiziosi, ha deciso di puntare forte su di lui, come fece in passato con Enzo Maresca. Cuesta diventerebbe così l’allenatore più giovane nella storia della Serie A a girone unico.

Il progetto tecnico dovrebbe ispirarsi al calcio di Arteta e, indirettamente, a quello di Guardiola: possesso palla, gioco propositivo e attenzione ai giovani. La sua nomina è il frutto di una scelta ponderata dal management gialloblù, in particolare dall’amministratore delegato Cherubini e dal futuro direttore sportivo Pettinà. Ora la sfida sarà quella di conquistare un ambiente inizialmente diffidente, che immaginava nomi più noti come De Rossi, Palladino o Pirlo. L’obiettivo dichiarato di Krause è una salvezza serena, senza i patemi delle ultime stagioni. Per ottenerla, Cuesta dovrà trasformare il suo salto nel vuoto in un’opportunità vincente, partendo dal gioco per conquistare fiducia e risultati.

Al-Ain Juve: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Audi Field va in scena la sfida del Mondiale per Club Al-Ain Juve: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Audi Field di Washington si giocherà la gara valevole per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club tra Al-Ain Juve. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

AL-AIN (4-2-3-1): Khalid Eisa; Al Kaabi, Kouame, Shiotani, Radoi; Lee Myung-Joo, Fawzi; Laba, Rahimi, Ben Romdhane; Kaba. All. Ivic.

JUVE (3-4-2-1): Di Gregorio; Gatti, Bremer, Rugani; Cambiaso, McKennie, Locatelli, Kostic; Yildiz, Gonzalez; Vlahovic. All. Tudor.

Orario e dove vederla in tv

Al-Ain Juve si gioca alle ore 03.00 di giovedì 17 giugno per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club. Verrà trasmessa in chiaro per tutti su Italia 1. Per vedere la partita in streaming, sarà disponibile su DAZN per gli abbonati tramite il sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Roma, fatta per il ritorno di Massara come nuovo ds: a breve la firma, la scelta su Balzaretti

Le ultime sul possibile nuovo direttore sportivo della Roma dopo l’addio di Ghisolfi, con la scelta sul ritorno di Frederic Massara

La Roma è sempre più vicina al ritorno di Frederic Massara nel ruolo di direttore sportivo. Come riportato da Gianluca Di Marzio, nelle ultime ore i contatti tra la dirigenza giallorossa e l’ex ds del Milan sono stati continui e positivi, tanto che l’accordo è ormai definito.

Massara, che aveva già lavorato nella capitale fino al 2019, è pronto a tornare nella dirigenza romanista dopo l’esperienza vincente al Milan, culminata con la conquista dello scudetto nella stagione 2021-2022. La firma del contratto è attesa nelle prossime ore, e con lui entrerà nello staff anche Federico Balzaretti, inizialmente considerato come alternativa allo stesso Massara. La Roma punta su un profilo esperto per rilanciare il progetto tecnico e dare maggiore solidità all’area sportiva in vista della prossima stagione.

Pachuca Salisburgo: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al TQL Stadium va in scena la sfida del Mondiale per Club Pachuca Salisburgo: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al TQL Stadium di Cincinnati si giocherà la gara valevole per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club tra Pachuca Salisburgo. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

PACHUCA (4-2-3-1): Moreno; Rodríguez, Cabral, Barreto, Aceves; Pedraza, Bautista; Idrissi, González, Rodriguez; Rondón. All. Almada.

SALISBURGO (4-2-3-1): Zawieschitzky; Dedić, Gadou, Baidoo, Terzic; Bidstrup, Kawamura; Vertessen, Gloukh, Nene; Ratkov. All. Letsch.

Orario e dove vederla in tv

Pachuca Salisburgo si gioca alle ore 00.00 di giovedì 17 giugno per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club. Verrà trasmessa in chiaro per tutti su Italia 1. Per vedere la partita in streaming, sarà disponibile su DAZN per gli abbonati tramite il sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Roma, con i Friedkin già licenziati 17 dirigenti: fuori Ghisolfi, giallorossi pronti al nuovo ribaltone

L’analisi sulle mosse della Roma a livello dirigenziale dopo l’addio di Ghisolfi come direttore sportivo. Tutti i dettagli in merito

I Friedkin, proprietari della Roma, impongono ai propri dirigenti un rigido “protocollo” interno che, tra le altre cose, vieta ogni rapporto con i media. Eppure, questo non basta a garantire stabilità come riporta La Gazzetta dello Sport: con gli allontanamenti recenti di Florent Ghisolfi e Lorenzo Vitali, salgono a 17 i dirigenti epurati in cinque anni, una media di oltre tre l’anno. Ghisolfi, responsabile dell’area tecnica, ha pagato un mix di scarsa personalità e scelte di mercato discutibili (tra cui gli acquisti fallimentari di Le Fée, Dovbyk e Salah-Eddine, oltre alla gestione problematica del tesseramento extracomunitario di Ryan). Vitali, avvocato e figura con potere di firma in assenza di un CEO, è stato invece silurato per i suoi rapporti deteriorati con istituzioni e ambiente.

La lista degli addii eccellenti è lunga: dai CEO Lina Souloukou, Guido Fienga e Pietro Berardi, al direttore operativo Calvo, al responsabile stadio Scalera, fino al marketing, alla sicurezza e al settore giovanile. Persino figure esterne come Maurizio Costanzo (consulente per la comunicazione) sono state archiviate. Il nuovo CFO Jason Marrow sembra destinato a ricoprire un ruolo più centrale, forse anche nella ristrutturazione gestionale del club. Intanto, la Roma continua a cambiare volti e ruoli senza trovare una vera continuità dirigenziale. La strategia Friedkin resta chiara: massimo controllo, poca esposizione, ma turnover altissimo, con il rischio di compromettere la solidità a lungo termine.

Real Madrid Al-Hilal: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Hard Rock Stadium va in scena la sfida del Mondiale per Club Real Madrid Al-Hilal: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Hard Rock Stadium di Miami si giocherà la gara valevole per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club tra Real Madrid Al-Hilal. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

REAL MADRID (4-2-3-1): Courtois; Carvajal, Huijsen, Rudiger, Mendy; Ceballos, Valverde; Guler, Bellingham, Vinicius, Mbappé. All. Xabi Alonso.

AL HILAL (3-4-2-1): Bono; Koulibaly, Al-Bulaihi, Al-Shahrani; Cancelo, Milinkovic-Savic, Neves, Al Dawsari; Malcom, Marcos Leonardo; Mitrovic. All. Inzaghi.

Orario e dove vederla in tv

Real Madrid Al-Hilal si gioca alle ore 21.00 di mercoledì 16 giugno per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club. Verrà trasmessa in chiaro per tutti su Italia 1. Per vedere la partita in streaming, sarà disponibile su DAZN per gli abbonati tramite il sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Pisa, fatta per l’arrivo di Gilardino: c’è l’accordo come nuovo allenatore

Le ultime sul nuovo allenatore del Pisa dopo l’addio di Inzaghi, con la scelta su Alberto Gilardino. Tutti i dettagli in merito

Il Pisa ha trovato il sostituto di Pippo Inzaghi: come riportato da Sky Sport, sarà Alberto Gilardino a guidare la squadra toscana nella prossima stagione. La decisione è ormai definitiva e manca solo l’annuncio ufficiale del club. Per Gilardino si tratta di un pronto ritorno in panchina dopo l’esperienza al Genoa, terminata con l’esonero nella scorsa stagione. L’ex campione del mondo ha raggiunto un accordo economico con il Pisa e firmerà un contratto biennale, con opzione per un terzo anno.

Il club punta sull’esperienza e sul carisma dell’ex attaccante per la stagione del ritorno in Serie A. I tifosi nerazzurri sperano che Gilardino possa portare nuova energia e risultati positivi in una stagione che si preannuncia complicata e ricca di aspettative.

Manchester City-Wydad: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Lincoln Finacial Field di Philadelphia andrà in scena la sfida di Mondiale per Club e Manchester City-Wydad: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Lincoln Finacial Field di Philadelphia si giocherà la gara valevole per Mondiale per Club tra Manchester City-Wydad. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

MANCHESTER CITY (4-2-3-1): Ederson; Nunes, Dias, Akanji, Gvardiol; Rodri, Bernardo Silva; Cherki, Marmoush, Doku; Haaland. 

WYDAD (4-3-3): Benabid; Moufid, Boutouil, Harkass, Boucheta; Moubarik, Zemraoui, Mailula; Rahyi, Obeng, Lorch.

Orario e dove vederla in tv

Manchester City-Wydad si gioca alle ore 18:00 di mercoledì 18 giugno per la prima giornata della fase a gironi del Mondiale per Club. Verrà trasmessa in chiaro per tutti su Italia 1. Per vedere la partita in streaming, sarà disponibile su DAZN per gli abbonati tramite il sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

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Inchiesta ‘Doppia Curva’, ecco le prime sentenze: dieci a anni a Lucci e Beretta

Inchiesta ‘Doppia Curva’: le sentenze del tribunale di Milano sull’indagine sulle infiltrazioni mafiose nelle curve di Inter e Milan

Il tribunale di Milano ha condannato a quasi un secolo di carcere complessivo 16 imputati nel primo processo dell’inchiesta “Doppia Curva”, che ha portato alla luce un’associazione per delinquere tra ultras di Milan e Inter. Il giudice Rossana Mongiardo ha accolto in pieno le richieste della Procura, in alcuni casi infliggendo pene persino superiori. Dieci anni a Luca Lucci, capo della Curva Sud rossonera, ritenuto mandante del tentato omicidio di Enzo Anghinelli, e stessa pena a Daniele Cataldo, suo braccio destro. Dieci anni anche ad Andrea Beretta, ex capo della Curva Nord interista e oggi collaboratore di giustizia, condannato anche per l’omicidio Bellocco. Condanne tra i 2 e gli 8 anni per altri protagonisti dell’organizzazione, con aggravanti per metodo mafioso e diversi risarcimenti a persone offese e società: 520mila euro ai familiari di Bellocco, 50mila ciascuno a Inter e Milan, 20mila alla Lega Serie A.

La sentenza è stata accolta con soddisfazione dalla Lega e dai club coinvolti, che si sono costituiti parte civile. L’amministratore delegato Luigi De Siervo ha sottolineato l’impegno per un tifo più sano e l’introduzione di tecnologie biometriche ai tornelli degli stadi. Il Milan ha ribadito la propria linea dura, definendo la sentenza una conferma della correttezza della sua posizione. Di segno opposto il commento delle difese, che hanno annunciato ricorso in appello. Intanto, giovedì si attende la sentenza del filone parallelo con rito ordinario, che coinvolge tra gli altri il fratello di Luca Lucci.

Italia Under 21, pareggio a testa alta contro la Spagna: la squadra di Nunziata non teme nessuno e aspetta il prossimo avversario

Italia Under 21, pareggio contro la Spagna: gli azurrini rispondo con Pisilli al vantaggio di Jesus Rodriguez e sfiorano la rimonta

L’Italia Under 21 chiude il girone dell’Europeo al secondo posto dietro la Spagna, ma la sensazione è che gli Azzurrini non abbiano nulla da invidiare alla Rojita. La squadra di Nunziata gioca la miglior partita del torneo, controllando campo e possesso e costruendo più occasioni da gol. Dopo il vantaggio spagnolo con Jesus Rodriguez, arriva l’immediata risposta di Pisilli, migliore in campo e autore del pareggio. Nel finale l’Italia sfiora la vittoria con Casadei, Turicchia e ancora Pisilli, ma il portiere Cunat e un pizzico di sfortuna negano il sorpasso. A parità di differenza reti, la Spagna chiude al primo posto per maggior numero di gol segnati.

Merito a Nunziata, che rivoluziona la formazione puntando su giocatori meno impiegati e su un modulo (3-4-2-1) ben interpretato, con pressing uomo su uomo e un’intensità che mette in crisi la manovra spagnola. L’Italia si mostra organizzata, coraggiosa e pronta ad affrontare chiunque. Brillano Fazzini e Pisilli dietro ad Ambrosino, mentre Kayode e Doumbia spingono sulle fasce. Anche dopo il gol subito, la reazione è immediata, segno del carattere e della maturità del gruppo. La difesa tiene bene, con Coppola dominante su Roberto, e nel finale i subentrati Casadei e Gnonto provano l’assalto decisivo. Ora si attende l’esito di Germania-Inghilterra: saranno i tedeschi l’avversario se i Tre Leoni non vinceranno. Ma questa Italia non teme nessuno.

Mondiale per Club, primo successo africano: il Mamelodi Sundowns batte i coreani dell’Ulsan

Mondiale per club, i sudafricani del Mamelodi Sundowns battono i coreani dell’Ulsan Hyundai: primo successo per una squadra africana

Esordio vincente per i sudafricani del Mamelodi Sundowns al Mondiale per Club: a Orlando battono 1-0 i sudcoreani dell’Ulsan Hyundai al termine di una sfida movimentata, interrotta ancor prima di iniziare da un violento temporale. Alla ripresa, i sudafricani partono forte e sfiorano subito il vantaggio con Sales, fermato da Seo Myung-Gwan. L’Ulsan risponde con una clamorosa occasione sprecata da Farias, che manda alle stelle un rigore in movimento. Il Mamelodi cresce con il passare dei minuti e trova la rete con Rayners, abile a infilare Hyeon-Woo su assist di Ribeiro Costa: è il gol decisivo, dopo che lo stesso attaccante si era visto annullare una rete per mano e un’altra per fuorigioco. Nella ripresa il ritmo cala, ma la difesa sudafricana resiste agli ultimi assalti dei coreani, portando a casa i tre punti. Si tratta della prima vittoria di una squadra africana nella competizione, dopo il pareggio degli egiziani dell’Al-Ahly e la sconfitta dei tunisini dell’Esperance.

Tra i singoli, Rayners è il protagonista assoluto con una prestazione brillante e un gol convalidato su tre realizzati. Positivi anche Ribeiro Costa e Sales, bravi nel creare spazi e innescare i compagni. Meno incisivo invece Zwane, impreciso nelle giocate decisive. Per l’Ulsan, Farias è il grande rimpianto: l’errore sotto porta pesa come un macigno. In difesa si salva Seo Myung-Gwan, autore di buoni interventi prima dell’uscita per infortunio, mentre Kim Young-Gwon sbaglia la marcatura su Rayners nell’azione decisiva. I sudafricani guidano ora il girone e guardano con fiducia ai prossimi impegni.

Milan, suggestione Udogie: se parte Theo Hernandez è il preferito dei rossoneri

Milan, Destiny Udogie è il primo nome nel taccuino dei dirigenti del Milan per sotituire Theo Hernandez sulla corsia mancina

Il Milan è alla ricerca di un nuovo profilo per la fascia sinistra e il nuovo profilo riportato da la Gazzetta dello Sport porta il nome di Destiny Udogie. Il giovane terzino del Tottenham, classe 2002, ha già accumulato esperienze importanti tra Udinese, Premier League e una finale di Europa League giocata da titolare. La dirigenza rossonera è attratta dal suo talento e dalla prospettiva di crescita, anche se il prezzo fissato dagli Spurs – oltre 30 milioni – rappresenta un ostacolo significativo. In alternativa, resta sul taccuino anche Oleksandr Zinchenko, più esperto ma meno brillante nell’ultima stagione all’Arsenal. Il Milan osserva e valuta, consapevole che molto dipenderà da cosa accadrà con Theo Hernandez.

Il francese, un tempo simbolo delle ripartenze rossonere, ha perso brillantezza e spinta nelle ultime stagioni. Il club non intende più affidargli il ruolo da protagonista e attende di capire il suo futuro prima di affondare su altri nomi. L’interesse dell’Al Hilal non ha convinto Theo, più attratto da un ritorno tecnico che da un contratto milionario. Il possibile trasferimento all’Atlético Madrid si è arenato per motivi economici, ma non è da escludere un nuovo tentativo, mentre il possibile scambio con la Juve per Vlahovic al momento è più una suggestione che altro. In attesa di sviluppi, il Milan resta vigile: l’uscita di Hernandez è la chiave per sbloccare il mercato sulla sinistra e dare il via alla prossima rivoluzione in corsia.

Napoli, ora si fa sul serio per rimpiazzare Kvara: tutti i nomi nel mirino di Manna

Il Napoli ora cerca con maggiore concretezza il sostituto di Kvaratskhelia, partito a gennaio e non rimpiazzato in inverno: ecco i nomi

A sinistra esplode la fantasia del nuovo Napoli: è lì dove un tempo dominava Kvaratskhelia, che Giovanni Manna ha concentrato il suo ventaglio di opzioni. Come riportato da la Gazzetta dello Sport, dopo la difficoltà di sostituire il georgiano a gennaio, ora il club partenopeo ha costruito un piccolo impero di possibilità offensive. Il primo nome in lista è quello di Ademola Lookman, esterno dell’Atalanta autore di una stagione straordinaria: i bergamaschi chiedono 60 milioni, il Napoli ne offrirebbe meno di 50, ma l’interesse è concreto. Occhi puntati anche su Jadon Sancho, rientrato al Manchester United dopo il prestito al Chelsea: Manna ha già intrecciato rapporti con i Red Devils per altri affari e ora valuta se inserire anche l’inglese nel nuovo corso partenopeo targato Conte.

Ma il casting non finisce qui. Dan Ndoye del Bologna, già seguito a gennaio, è tornato nei radar del Napoli: all’epoca bastavano 25 milioni, ora ne servono almeno 40 per convincere Sartori a lasciarlo partire. I contatti con gli agenti sono fitti, e un incontro è previsto nei prossimi giorni. Sullo sfondo rimangono anche Noa Lang del PSV, profilo gradito e abbordabile, e Federico Chiesa, nome pesante che non avrebbe nemmeno bisogno di ambientamento. In un mercato sempre più orientato su esterni offensivi di qualità, il Napoli sta valutando attentamente quale sia il profilo più adatto per rinforzare la squadra: l’obiettivo è arrivare alla stagione con un giocatore in grado di fare la differenza in tutte le competizioni, dallo scudetto alla Champions, passando per Coppa Italia e Supercoppa.

Inzaghi Inter, la rivelazione sull’addio: decisione già presa settimane prima della finale

La rivelazione sulla fine del rapporto tra Simone Inzaghi e l’Inter: il tecnico aveva raggiunto un accordo con l’Al-Hilal settimane prima della finale

Il destino di Simone Inzaghi e dell’Inter sembra essersi separato ben prima dell’amara sconfitta nella finale di Champions League contro il PSG. A confermarlo è Esteve Calzada, CEO dell’Al Hilal, che ha raccontato come l’accordo con l’ex tecnico nerazzurro fosse in realtà stato raggiunto già da tempo, anche se formalizzato soltanto dopo la partita del 31 maggio. Inzaghi, come riportato da la Gazzetta dello Sport avrebbe chiesto di posticipare la firma per rispetto verso l’impegno con l’Inter, ma la trattativa era avviata almeno da metà aprile, con incontri ravvicinati anche in occasione della gara contro il Barcellona. La conferma dell’intesa anticipata lascia pochi dubbi: il lungo lavoro per un contratto milionario non può essere stato improvvisato nelle 72 ore successive alla sconfitta di Monaco.

Alla luce di questi sviluppi, emergono forti interrogativi su come l’allenatore abbia gestito le settimane precedenti alla semifinale. Le dichiarazioni pubbliche di Inzaghi, che pochi giorni prima della partita aveva ammesso l’interesse arabo e anche un contatto dall’Italia (riferimento alla Juventus), hanno creato un clima di confusione e destabilizzazione nello spogliatoio. Diversamente da Mourinho nel 2010, che pur sapendo del suo imminente passaggio al Real Madrid evitò dichiarazioni, Inzaghi ha affrontato il momento più delicato della stagione lasciando trapelare troppo. Le parole, si sa, pesano. E infatti il giorno prima della partita Lautaro e Barella si mostrarono visibilmente imbarazzati in conferenza stampa. A distanza di settimane, resta l’impressione che il crollo dell’Inter non sia stato solo tecnico, ma anche psicologico: un finale già scritto, forse inevitabile, come in quella vecchia canzone di Cocciante.

Lautaro Martinez: «Siamo solo all’inizio, contento e tranquillo; sul fattore campo dico questo»

Le parole di Lautaro Martinez, capitano dell’Inter, dopo il pareggio dei nerazzurri al mondiale per Club contro il Monterrey

Lautaro Martinez ha parlato ai microfoni di DAZN dopo il pareggio dell’Inter contro il Monterrey al mondiale per Club. Di seguito le sue parole.

SENSAZIONI – «Abbiamo fatto le cose bene. Il campo un po’ asciutto, abbiamo avuto difficoltà a far scorrere la palla. Dobbiamo adattarci tutti. Contento, era la prima partita, tranquillo».

LA PRESTAZIONE – «Sicuramente sì, abbiamo preso gol nelle palle inattive dove dobbiamo migliorare. Adesso abbiamo cominciato a difendere a zona, una cosa nuova per noi. Dobbiamo andare avanti. Questo è appena iniziato. Sono contento e tranquillo, dobbiamo migliorare tanto».

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