Pagina 91 – Calcio News 24

Pio Esposito non si muove dall’Inter! Giuffredi: «È felice qui e credo che resterà per tanti anni»

Pio Esposito, ma quale cessione! Non si muove dall’Inter! Giuffredi sicuro: «È felice qui e credo che resterà per tanti anni»

Ai microfoni di Radio Crc, il procuratore di Francesco Pio Esposito, Mario Giuffredi, ha voluto fare chiarezza sulle voci circolate nelle ultime ore riguardo al futuro dell’attaccante dell’Inter.

Secondo l’agente, si tratta di rumours privi di fondamento: la volontà del giocatore è infatti quella di restare a lungo in nerazzurro, proseguendo il percorso di crescita iniziato in questa stagione.

Il giovane centravanti ha chiuso l’annata nel migliore dei modi, partecipando al ritiro della Nazionale guidata da Baldini per le amichevoli contro Lussemburgo e Grecia. In entrambe le gare, l’ex Spezia è andato a segno, confermando il suo ottimo momento e la sua crescente centralità nel progetto azzurro.

Un finale di stagione che rafforza ulteriormente la posizione del giocatore e la volontà comune — sua e dell’Inter — di continuare insieme il percorso intrapreso.

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MERCATO – «È inutile creare fantasmi, Pio è felice all’Inter e credo che resterà lì per tanti anni: la volontà del ragazzo è questa. Non creiamo finte aspettative di mercato. È un club che lo ha protetto, lo ha instradato bene nel suo percorso: Pio vuole migliorare i numeri fatti quest’anno. Ha 20 anni e ha fatto 10 gol e 6 assist con l’Inter e 5 gol in Nazionale. Non c’è club migliore dell’Inter per un giovane come Pio Esposito».

Mondiali, la denuncia dell’arbitro Artan: «Avevo i documenti giusti e tutto il resto. Ma credo che abbiano un problema con il mio Paese»

Mondiali, l’arbitro Artan non ci sta: «Avevo i documenti giusti e tutto il resto. Ma credo che abbiano un problema con il mio Paese»

Omar Artan ha deciso di rompere il silenzio e raccontare la sua versione dei fatti dopo quanto accaduto negli Stati Uniti. L’arbitro somalo, premiato lo scorso anno come miglior direttore di gara africano, ha spiegato in un’intervista al New York Times di essere stato respinto all’ingresso nel Paese, nonostante fosse in possesso di tutta la documentazione richiesta per il viaggio.

Una vicenda che pesa non solo sul piano personale, ma anche su quello professionale: Artan coltivava infatti il sogno di partecipare ai Mondiali 2026, un obiettivo che ora rischia di complicarsi dopo l’episodio avvenuto in aeroporto.

Secondo il suo racconto, le procedure di controllo si sono concluse con un respingimento immediato e il conseguente trasferimento su un volo di ritorno. Attualmente, il direttore di gara si trova a Istanbul, dove è stato rimandato al termine dell’intervento delle autorità statunitensi.

Una storia che continua a far discutere e che potrebbe avere ripercussioni anche sul fronte arbitrale internazionale, in attesa di ulteriori chiarimenti da parte delle istituzioni coinvolte.

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PAROLE «Sono davvero molto deluso. Sono semplicemente un arbitro che sta cercando di realizzare il suo sogno, il sogno più grande della mia vita: partecipare ai Mondiali 2026. Avevo i documenti giusti e tutto il resto, avevo il visto giusto. Ma credo che abbiano un problema con il mio Paese».

Omar Artan ha raccontato di essere stato sottoposto a un interrogatorio durato circa undici ore all’interno di una stanza dell’ufficio immigrazione statunitense, prima di essere trasferito in una cella di detenzione separata per altre diverse ore.

Nonostante avesse mostrato tutta la documentazione ufficiale, compresi i materiali forniti dalla FIFA e i riferimenti alla sua carriera arbitrale, i funzionari hanno approfondito la sua posizione con una serie di domande legate alla situazione politica della Somalia, con particolare attenzione al gruppo Al Shabab.

Al termine delle procedure, Artan è stato imbarcato su un volo diretto a Istanbul, dove si trova attualmente, e da lì farà successivamente rientro a Mogadiscio. Un episodio che continua a sollevare interrogativi e che rischia di avere ripercussioni sul suo percorso professionale e internazionale.



Solet Inter, primi contatti ufficiali: Udinese fredda, la distanza è ancora ampia

Solet Inter, trattativa avviata con l’Udinese: il dossier adesso entra nel vivo ma resta ancora un’importante distanza. I dettagli

L’operazione Solet‑Inter entra ufficialmente nel vivo. Come riportato da Fabrizio Romano, il club nerazzurro ha avviato i primi contatti formali con l’Udinese per il difensore francese, individuato come uno dei profili prioritari per rinforzare il reparto arretrato a disposizione di Cristian Chivu.

L’incontro andato in scena nelle ultime ore ha permesso alle parti di mettere sul tavolo le rispettive posizioni, evidenziando però fin da subito una distanza economica tutt’altro che marginale.

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Una forbice ampia: oltre dieci milioni di differenza

Nel primo colloquio, la dirigenza di Viale della Liberazione ha ribadito il proprio forte interesse per il centrale classe 2000, presentando una prima bozza di proposta. L’offerta dell’Inter si colloca tra i 15 e i 17 milioni di euro più bonus, cifra che però non ha convinto i vertici friulani.

L’Udinese parte infatti da una richiesta di 30 milioni di euro, valutazione che riflette sia la crescita del giocatore sia la volontà del club di non svendere uno dei propri asset più importanti.

La distanza tra domanda e offerta resta dunque ampia, e questo primo summit va letto come un passaggio esplorativo, utile a impostare la trattativa ma non ancora decisivo per un’accelerazione.

Le prossime mosse dell’Inter

L’obiettivo della società nerazzurra è chiaro: consegnare a Chivu i primi rinforzi prima dell’inizio del ritiro estivo. Per questo, i contatti con l’Udinese proseguiranno nei prossimi giorni, con l’Inter pronta a valutare diverse soluzioni per ridurre la distanza economica.

Tra le ipotesi sul tavolo:

  • inserimento di contropartite tecniche gradite ai friulani
  • rimodulazione dei bonus per avvicinarsi alla richiesta dei Pozzo
  • una struttura contrattuale più flessibile, che permetta di non sforare i budget prefissati

La trattativa è solo all’inizio, ma l’Inter ha scelto Solet come obiettivo concreto. Le prossime settimane diranno se esistono margini per un’intesa o se servirà un rilancio significativo per avvicinarsi alle richieste dell’Udinese.

Cremonese, ufficiale la nomina di Christian Botturi come direttore sportivo

Cremonese, ufficiale la nuova guida dell’area sportiva: Christian Botturi nominato direttore sportivo grigiorosso

La Cremonese apre un nuovo capitolo della propria area tecnica. A partire dal 1° luglio 2026, il club grigiorosso affiderà la direzione sportiva a Christian Botturi, che ha firmato un accordo valido fino al 30 giugno 2028.

Una scelta che segna l’inizio di un percorso rinnovato, orientato alla continuità progettuale e alla costruzione di una struttura dirigenziale sempre più definita. Con l’arrivo di Botturi, la società punta a rafforzare la propria identità sportiva e a consolidare le basi per le prossime stagioni.

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COMUNICATO “U.S. Cremonese comunica di aver affidato a Christian Botturi l’incarico di direttore sportivo del club grigiorosso con decorrenza 1° luglio 2026. Il dirigente sarà legato alla società fino al 30 giugno 2028.

Classe 1980, Botturi inizia la propria carriera dirigenziale nell’Atalanta in qualità di osservatore; nel 1999 ricopre il ruolo di direttore sportivo e responsabile del settore giovanile del Montichiari, incarico che manterrà per circa dieci anni. Conclusa la lunga parentesi rossoblù, seguono le esperienze con la prima squadra del Lumezzane e i settori giovanili di Mantova, Inter e Brescia.

Del Brescia è stato anche direttore sportivo nella stagione 2021-22. Successivamente passa alla Pro Sesto, dove è protagonista di un’ottima stagione conclusasi con il 4° posto in campionato nel 2022-23 e al Mantova: con i virgiliani il direttore sportivo centra prima la promozione in Serie B nel 2024 e poi la salvezza nel 2025.

Proprietà e società porgono il loro benvenuto al direttore Botturi e gli augurano buon lavoro.”

Real Madrid, ufficiale l’offerta da 150 milioni: presentata la maxi proposta per Julian Alvarez! Cosa sta succedendo

Si prova il colpo da 150 milioni, adesso è ufficiale: il Real Madrid ha formalizzato l’offerta per il grande obiettivo: Julian Alvarez

Il Real Madrid passa dalle parole ai fatti. Durante la campagna elettorale, Florentino Pérez aveva promesso un colpo da 150 milioni di euro per un grande giocatore, e ora quella promessa ha preso forma. Con un comunicato ufficiale, il club blanco ha reso noto che l’obiettivo è Julián Álvarez, attaccante dell’Atlético Madrid.

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La proposta, però, è stata immediatamente respinta dai Colchoneros, che hanno fatto riferimento alla clausola rescissoria del giocatore, come riportato dallo stesso Real nel documento diffuso alla stampa.

A uscire allo scoperto è stato direttamente il club madrileno: “Il Real Madrid C.F. comunica che, a seguito della riunione del CdA tenutasi oggi, ha presentato un’offerta di 150 milioni di euro al Club Atletico de Madrid per i diritti federativi del calciatore Julian Alvarez”.

Poche ore dopo è arrivata anche la posizione dell’Atlético, riportata sempre dai Blancos nel comunicato: “Dopo averla esaminata e valutata, il Club Atletico de Madrid ha ringraziato per l’offerta, presentata nel quadro delle buone relazioni esistenti tra i due club, e l’ha respinta facendo riferimento alla clausola di rescissione del giocatore”.

Una mossa che conferma la volontà dell’Atlético di non privarsi del suo attaccante a meno che non venga pagata per intero la clausola, mentre il Real Madrid ha ufficialmente aperto un fronte di mercato destinato a far discutere nelle prossime settimane.

Sorloth Juve, dalla Spagna: respinta la prima offerta. L’Atlético Madrid parla chiaro: vuole 40 milioni!

Dalla Spagna: l’Atlético Madrid respinge l’offerta della Juventus per Alexander Sorloth. La valutazione è di 40 milioni

L’asse di mercato tra Juventus e Atlético Madrid continua a scaldarsi, con contatti costanti tra i due club per valutare il futuro di diversi giocatori. Al centro delle discussioni c’è soprattutto Alexander Sørloth, individuato dalla dirigenza bianconera come uno dei profili più interessanti per rinforzare il reparto offensivo in vista della prossima stagione. Le prossime settimane saranno decisive per capire se esistono margini concreti per imbastire una trattativa.

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Una distanza economica ancora ampia

Secondo quanto riportato da AS, le posizioni dei due club restano distanti. Una situazione fisiologica, considerando che il dialogo è solo alle prime battute, ma che fotografa bene lo stato attuale dell’operazione:

  • Offerta Juventus — circa 22 milioni di euro
  • Richiesta Atlético40 milioni di euro

Per arrivare a una fumata bianca servirà un avvicinamento reciproco: la Juventus dovrà valutare se alzare la propria proposta, mentre i Colchoneros dovranno decidere se ammorbidire le loro pretese iniziali. Solo un punto d’incontro a metà strada potrebbe sbloccare la trattativa.

I numeri di Sørloth e l’interesse del Milan

La Juventus non è l’unica a muoversi. Anche il Milan ha effettuato sondaggi per il centravanti norvegese, che l’Atlético ha acquistato dal Villarreal nel 2024 per una parte fissa di 32 milioni. La valutazione attuale su Transfermarkt è di circa 18 milioni, con un contratto in scadenza tra due anni. Sørloth, dal canto suo, avrebbe già espresso gradimento per un trasferimento in Serie A.

Il suo rendimento nell’ultima stagione è stato più che positivo:

  • 13 gol in Liga
  • 6 reti in Champions League
  • 1 gol in Supercoppa di Spagna per un totale di 20 gol in 54 presenze. Numeri importanti, soprattutto considerando che non è stato un titolare fisso nel sistema di Diego Simeone, chiuso dalla concorrenza di Griezmann e Julián Álvarez. Ogni volta che è stato chiamato in causa, però, ha risposto presente.

Il nodo Nico González: trattativa separata

Sul tavolo dei dialoghi tra i due club resta anche il nome di Nico González. Tuttavia, come ribadito da AS, il dossier dell’esterno argentino viaggia su un binario completamente distinto rispetto a quello di Sørloth. L’Atlético, infatti, ha intenzione di continuare a puntare sul giocatore, ritenuto ancora centrale nel progetto tecnico.

Il tempo dirà se i due fronti si muoveranno in parallelo o se uno dei due potrà accelerare nelle prossime settimane. Per ora, Torino e Madrid restano in contatto, consapevoli che il mercato potrebbe aprire spiragli inattesi.

Everton in pole ma non solo: Bellanova piace in Premier e la cessione diventa possibile

Premier League sulle tracce di Raoul Bellanova: l’Everton c’è, Atalanta pronta a valutare la cessione. Tutti gli aggiornamenti

L’Atalanta, con l’arrivo di Maurizio Sarri in panchina, si prepara a ridisegnare profondamente gli equilibri che hanno caratterizzato gli ultimi anni del ciclo nerazzurro. Il nuovo allenatore porterà idee, principi e richieste specifiche, e per questo la società è pronta a rivedere gerarchie e valutazioni interne, anche su quei giocatori che fino a poco tempo fa sembravano intoccabili.

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Tra i profili che potrebbero diventare oggetto di mercato c’è Raoul Bellanova, uno dei giocatori più appetiti della rosa. L’esterno, reduce da una stagione di alto livello, ha attirato l’attenzione di diversi club europei. Come riportato da Longari su X, il classe 2000 è finito nel mirino dell’Everton, alla ricerca di rinforzi sulle corsie per la prossima Premier League.

Ma l’interesse non si ferma qui: in Inghilterra potrebbero muoversi anche altre società, pronte a sondare il terreno per un giocatore che unisce velocità, fisicità e margini di crescita.

La posizione dell’Atalanta sarà determinante: Sarri valuterà Bellanova nel nuovo contesto tattico, ma il mercato potrebbe accelerare e portare a scenari inattesi.

Mondiale, ecco le designazioni per le prime partite: c’è un po’ di Italia! Di Bello al VAR per Corea-Repubblica Ceca

Mondiale, ufficiali le prime designazioni delle partite: c’è anche un po’ Italia con Di Bello al VAR per Corea Repubblica Ceca

Il conto alla rovescia per il fischio d’inizio del Mondiale è ormai agli sgoccioli. Giovedì 11 giugno, alle 21:00, Messico–Sudafrica inaugurerà la competizione. La FIFA ha ufficializzato le designazioni arbitrali delle prime quattro gare: il match d’apertura sarà affidato al brasiliano Wilton Sampaio, uno dei fischietti più esperti del panorama sudamericano, già protagonista con quattro direzioni nell’ultima edizione, tra cui il quarto di finale Inghilterra–Francia.

Corea del Sud–Repubblica Ceca

Nelle prime ore del 12 giugno, alle 4:00, scenderanno in campo Corea del Sud e Repubblica Ceca. La direzione di gara è stata assegnata all’egiziano Amin Mohamed, al debutto in un Mondiale ma con una lunga esperienza in Coppa d’Africa. In questa sfida ci sarà anche un tocco italiano: come supporto VAR è stato scelto Marco Di Bello.

Canada e USA aprono il loro Mondiale

Le altre due nazioni ospitanti, Canada e USA, debutteranno il 12 giugno. La squadra di Jessie Marsch affronterà la Bosnia‑Erzegovina alle 21:00, gara inaugurale del gruppo B (completato da Qatar e Svizzera). A dirigere l’incontro sarà l’argentino Facundo Tello, arbitro di grande esperienza e già protagonista a gennaio 2026 nel campionato arabo.

USA–Paraguay

La quarta designazione riguarda USA–Paraguay, in programma nella notte del 13 giugno alle 3:00. Il match sarà diretto dall’olandese Danny Makkelie, fischietto internazionale reduce da direzioni di altissimo livello come la semifinale di Champions League Atletico Madrid–Arsenal e il playoff Mondiale Italia–Irlanda del Nord.

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Arbitro: Wilton Sampaio
Primo assistente dell’arbitro: Bruno Pires
Secondo assistente dell’arbitro: Bruno Boschilia
Quarto uomo: Juan Gabriel Benitez
Riserva dell’assistente dell’arbitro: Eduardo Cardozo
VAR: Nicolas Gallo
Assistente VAR: Juan Lara
Supporto VAR: Jerome Brisard

COREA DEL SUD-REPUBBLICA CECA

Arbitro: Amin Mohamed
Primo assistente dell’arbitro: Mahmoud Abouelregal
Secondo assistente dell’arbitro: Ahmed Hossam Taha
Quarto uomo: Juan Calderon
Riserva dell’assistente dell’arbitro: Joan Carlos Mora
VAR: Mahmoud Ashour
Assistente VAR: Joe Dickerson
Supporto VAR: Marco Di Bello (ITA)

CANADA-BOSNIA ERZEGOVINA

Arbitro: Facundo Tello
Primo assistente dell’arbitro: Juan Pablo Belatti
Secondo assistente dell’arbitro: Gabruel Chade
Quarto uomo: Khalid Alturais
Riserva dell’assistente dell’arbitro: Mohamed Alabrakrv
VAR: Hernan Mastrangelo
Assistente VAR: Antonio Garcia
Supporto VAR: Tatiana Guzman

USA-PARAGUAY

Arbitro: Danny Makkelie
Primo assistente dell’arbitro: Hessel Steegstra
Secondo assistente dell’arbitro: Jan De Vries
Quarto uomo: Yusuke Araki
Riserva dell’assistente dell’arbitro: Jun Mihara
VAR: Carlos Del Cerro Grande
Assistente VAR: Dennis Higler
Supporto VAR: Khamis Almarri

Padovan: «Sarà il Mondiale della rinascita. Inghilterra favorita, Norvegia e Giappone le possibili outsider» ESCLUSIVA VIDEO

Padovan, noto giornalista, ha parlato in esclusiva a Calcionews24 analizzando i Mondiali al via giovedì 11 giugno

Giancarlo Padovan, noto giornalista, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24 per parlare dell’imminente partenza dei Mondiali. Le sue dichiarazioni.

Ciao Giancarlo, i Mondiali sono alle porte: qual è la Nazionale che, secondo lei, arriva a questi Mondiali con il miglior equilibrio tra qualità individuale e organizzazione di gioco?

«Io è da qualche tempo che penso che la Nazionale che potrebbe vincere il Mondiale sia l’Inghilterra. Sia per quanto hanno fatto le squadre inglesi nelle coppe europee, due vinte e Arsenal che ha perso ai rigori la Champions League, sia perchè non è solo una Nazione con club importanti e munifici ma anche di giocatori. Inoltre ha un allenatore, Tuchel, che fa parte della scuola tedesca, una scuola che è in netta risalita con punte di eccellenza come Flick. Io penso che combinando questi due elementi, giocatori di qualità che giocano in squadre abituate a fare tornei di altissimo livello e a vincerli, con un allenatore tedesco che ha già vinto nei club e che conosce bene la tattica e l’organizzazione… Questa potrebbe essere una sorpresa. Se poi andiamo a parlare per valori assoluti, dobbiamo aggiungere senza dubbio Francia e Spagna e naturalmente il Brasile di Carlo Ancelotti e l’Argentina di Scaloni. Io credo che da queste potrebbe essere la vincente e per me, ripeto, potrebbe essere l’Inghilterra».

Ci sono per lei una o due squadre “outsider” che potrebbero sorprendere e arrivare più lontano del previsto? Perché?

«Sicuramente il Portogallo perchè ha moltissima qualità anche se è una squadra un pochino anarchica e un pochino dipendente da questa qualità. Non è una squadra organizzatissima, o quantomeno non è quella la caratteristica principale. Ronaldo è ultraquarantenne quindi non potrà fare la differenza ma ci sono molti altri giocatori, soprattutto a centrocampo, con moltissima qualità che potrebbero far diventare il Portogallo la sorpresa. E poi la Norvegia perchè Haaland è un giocatore straordinario che trasforma in gol quasi ogni palla che tocca. E’ una squadra complessivamente molto buona, ricordiamo che con l’Italia ha vinto in maniera netta sia all’andata che al ritorno, così come con altre squadre. Arrivano freschi, non hanno pressioni. Poi vado a cercare un’asiatica e dico Giappone perchè secondo me il Giappone è poco conosciuto calcisticamente e può fare molte cose buone. Le fece non al Mondiale in Coppa d’Asia con Zaccheroni. Da allora è cresciuto e quindi può diventare quell’outsider che comunque in questo momento è anche difficile da pronosticare perchè i Mondiali devono ancora iniziare. Con l’andare delle partite però queste squadre possono prendere entusiasmo e consapevolezza, cosa che non sempre capita alle grandi».

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Quale giocatore ritiene possa diventare la vera rivelazione della competizione, quello di cui tutti parleranno a fine torneo?

«Avrei detto Karl, il giovanissimo talento della Germania che purtroppo non ci sarà per infortunio. Io penso che Haaland possa dire la sua, possa diventare capocannoniere della manifestazione, possa fare tanti gol. Mi fermo qui perchè non ho un’idea precisa sui calciatori. Io presumo di conoscere il calcio ma dai calciatori mi lascio sorprendere anche perchè questa è una manifestazione che dura un mese, è breve, e nella sua sinteticità porta alla ribalta giocatori inattesi».

Negli ultimi anni il calcio internazionale è cambiato molto: quale tendenza tattica pensa sarà decisiva in questo torneo? E quanto pesa oggi l’esperienza nei grandi tornei rispetto al talento delle nuove generazioni? È un Mondiale dei veterani o dei giovani?

«Parto dalla seconda e dico no. Credo che il passaggio di consegne ci sarà ed avverrà proprio questa volta e avverrà in maniera netta. I grandi vecchi non decideranno la manifestazione e comunque si imporrà una generazione nuova. Per quanto riguarda l’impostazione calcistica, io non credo che un in un Mondiale di un mese possano emergere sistemi di gioco nuovi e innovativi. Successe solo con l’Olanda ma eravamo in anni molto diversi, in anni in cui la tattica non aveva la predominanza che aveva adesso. Io credo che calcisticamente sia stato quasi tutto scoperto e che un Mondiale non dica la verità a proposito del futuro. Ci si baserà su conoscenze già acquisite perchè è troppo importante fare bene, fare bella figura o vincere e quindi non è il posto dove fare laboratorio».

Guardando alla storia dei Mondiali che ha seguito da giornalista, vede delle analogie tra questa edizione e qualche torneo del passato? Se dovesse raccontare questi Mondiali con un solo titolo di giornale oggi, prima del calcio d’inizio, quale sarebbe?

«Le affinità che io vedo e suppongo ci siano sono quelle con l’edizione del 1994, un’edizione a cui ho partecipato come giornalista. Era il Mondiale negli Stati Uniti, l’Italia arrivò seconda perdendo la finale ai rigori con il Brasile. Il dato più rilevante di quella edizione fu il caldo e l’incidenza che il caldo aveva nelle partite e sulle prestazioni dei giocatori. Per quanto riguarda il titolo, è un pò scontato: è il Mondiale degli altri. Ma penso che sia anche il Mondiale della rinascita perchè secondo il mio punto di vista, l’ultimo Mondiale che si è disputato in Qatar ne aveva tolto sia le caratteristiche, si era disputato in inverno, sia i valori e le prerogative di un Mondiale vero che viene disputato alla fine della stagione calcistica. Chi più ne ha più ne metta: ecco, questo il titolo che potrebbe venire buono ma anche il Mondiale della rinascita perchè dopo il Qatar io mi aspetto un Mondiale di grande qualità anche se, lo ripeto, il caldo sarà fortemente condizionante».

SI RINGRAZIA GIANCARLO PADOVAN PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Icardi al River Plate? Presa una decisione sul futuro dell’attaccante, Coudet ha espresso il suo desiderio!

Icardi al River Plate? Il tecnico Coudet ha preso una decisione per quanto riguarda il futuro dell’attaccante argentino

Il calciomercato internazionale e sudamericano registra un clamoroso colpo di scena che cambia le carte in tavola per uno dei profili più discussi dell’estate. Mauro Icardi non vestirà la prestigiosa maglia del River Plate. Nonostante le recenti indiscrezioni avessero accostato con grande insistenza il nome dell’attaccante argentino alla formazione di Buenos Aires, l’affare è definitivamente sfumato. A porre il veto assoluto su questa suggestiva operazione è stato l’allenatore Chacho Coudet, il quale ha deciso di non integrare la punta all’interno del proprio scacchiere tattico. Il calciatore si ritrova dunque attualmente libero a parametro zero ed è attivamente alla ricerca di un nuovo club per la prossima stagione sportiva. A riportare questa importante indiscrezione è l’autorevole quotidiano sportivo Diario Olé.

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Il veto della panchina: le ragioni dell’esclusione

La scelta dell’allenatore dei Millonarios ha spiazzato molti addetti ai lavori, considerando l’indubbio spessore tecnico e l’esperienza dell’ex capitano dell’Inter. Tuttavia, il mister della squadra argentina sembra avere idee estremamente precise per lo sviluppo del proprio reparto offensivo. Evidentemente, le caratteristiche tecniche, atletiche o le dinamiche tattiche legate al bomber di Rosario non collimavano con la rigorosa visione strategica richiesta dal tecnico sudamericano. La società biancorossa ha quindi assecondato in pieno le indicazioni della propria guida tecnica, chiudendo di fatto e in maniera irrevocabile le porte del Monumental al centravanti.

Un’occasione a parametro zero: il mercato dello svincolato

Attualmente, il classe 1993 rappresenta un’occasione ghiottissima per numerose dirigenze in giro per il mondo. Essendo un vero e proprio svincolato di lusso, il trentatreenne argentino possiede il totale controllo del proprio destino professionale e contrattuale. Chiusa la lunga parentesi europea e asiatica delle ultime annate, Icardi e il suo entourage stanno valutando con estrema attenzione e pazienza tutte le proposte sul tavolo. La priorità assoluta del giocatore è chiaramente quella di sposare un progetto tecnico solido e stimolante, capace di valorizzare il suo innato fiuto del gol e di garantirgli quel ruolo da leader offensivo di cui ha bisogno.

I possibili scenari futuri per la punta

Resta ora da decifrare quale sarà la reale e prossima destinazione dell’ex attaccante del Galatasaray e del Paris Saint-Germain. Svanita la grande suggestione del ritorno in patria per difendere i colori della formazione di Núñez, si aprono molteplici scenari alternativi per il futuro del numero nove. Non è affatto da escludere un nuovo e forte interessamento da parte di alcune ricche franchigie della MLS nordamericana, o addirittura di club dell’emergente panorama calcistico arabo. Allo stesso tempo, rimane viva la speranza di una permanenza in Europa, qualora dovessero presentarsi offerte intriganti da campionati altamente competitivi. I prossimi giorni saranno dirimenti per svelare l’enigma legato alla nuova squadra dell’esperto attaccante.

Palladino non è più l’allenatore dell’Atalanta, il tecnico sollevato ufficialmente dall’incarico. Attesa per Sarri in nerazzurro

Palladino non è più l’allenatore dell’Atalanta, ufficiale il sollevamento dall’incarico. Attesa per Sarri in casa Dea

Il ribaltone tecnico è ora una certezza assoluta. Nelle scorse ore, la dirigenza dell’Atalanta ha diramato una nota per comunicare di aver sollevato dall’incarico l’allenatore Raffaele Palladino. Una separazione che stravolge totalmente gli equilibri in vista della fase di preparazione estiva. Tuttavia, il vuoto lasciato da questa forte decisione verrà colmato in tempi estremamente rapidi: la società, infatti, ha già bloccato e definito l’accordo con Maurizio Sarri, il quale verrà ufficializzato nei prossimi giorni come nuova e definitiva guida tecnica.

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Una rivoluzione totale: addio anche allo staff tecnico

La fine del rapporto professionale tra la Dea e il tecnico campano certifica la chiara volontà di cambiare radicalmente rotta. I vertici della squadra nerazzurra hanno optato per un’interruzione immediata del progetto sportivo, ritenendo necessario un cambio di marcia. Come precisato dai canali comunicativi del club orobico, la misura estrema non ha colpito esclusivamente la figura dell’allenatore principale, bensì ha coinvolto in modo totale l’intero blocco dei suoi collaboratori più stretti, azzerando di fatto la conduzione tecnica precedente.

Insieme all’ex mister del Monza, infatti, salutano in via definitiva la compagine bergamasca anche tutte le figure di supporto tattico e atletico. Nello specifico, lasciano l’ambiente nerazzurro gli assistenti Stefano Citterio, Federico Peluso, Fabio Corabi, Nicola Riva, Mattia Casella, Andrea Ramponi e Andrea Berti. Nonostante l’interruzione lavorativa, la dirigenza lombarda ha riservato i doverosi e consueti saluti formali all’allenatore uscente e a tutto il suo gruppo di lavoro, ringraziandoli per l’impegno profuso fino a questo momento e formulando i migliori e più sinceri auguri per il prosieguo delle rispettive carriere professionali.

L’inizio di una nuova era: l’attesa per il nuovo condottiero

Chiuso repentinamente questo capitolo, le attenzioni dell‘Atalanta sono ora totalmente rivolte all’inaugurazione di un ciclo calcistico inedito. L’uomo designato a prendere le pesanti redini del gruppo nerazzurro è Maurizio Sarri.

L’ex comandante di Napoli, Juventus e Lazio è ormai a un passo dalla firma sui contratti, con gli iter burocratici in via di rapida conclusione. Spetterà a lui l’arduo ma affascinante compito di plasmare un’identità forte e competitiva, ridando slancio alle ambizioni di vertice di una piazza caldissima e abituata, negli ultimi anni, a calcare i palcoscenici più prestigiosi d’Europa.

Brahim Diaz resta al Real Madrid: muro del club e del giocatore! Speranze che si esauriscono per Juventus e Roma

Brahim Diaz vuole rimanere al Real Madrid: il club e il giocatore alzano il muro sulla cessione! Speranze esaurite per Juventus e Roma

Il calciomercato estivo registra una repentina e inaspettata frenata per quanto riguarda il possibile ritorno in Serie A di Brahim Diaz. Dopo svariate settimane di intense speculazioni che lo vedevano sempre più vicino a un nuovo approdo in Italia, le piste che portavano alla Juventus e alla Roma sembrano essersi quasi del tutto raffreddate. L’esperto di mercato Matteo Moretto ha infatti fatto luce sulle reali intenzioni del trequartista marocchino, attualmente in forza al Real Madrid sotto l’attenta guida di José Mourinho, spegnendo sul nascere i facili entusiasmi delle piazze nostrane.

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Le esigenze delle big e la conferma dell’interesse

Le voci su un imminente trasferimento del classe 1999 avevano trovato terreno estremamente fertile vista la necessità, da parte di alcune big del nostro campionato, di inserire in rosa profili dotati di grande estro, agilità e visione di gioco. Le due formazioni tricolori seguivano il ragazzo con estrema attenzione, considerando un eventuale assalto perfettamente in linea con i rispettivi parametri tecnico-tattici. Tuttavia, Moretto ha ridimensionato drasticamente le aspettative generali. Pur riconoscendo la logica impeccabile dietro a questi affascinanti accostamenti, ha precisato:

«Io comprendo che per diverse squadre italiane Brahim Diaz sia un possibile obiettivo, sia un calciatore intrigante. È vero che la Juventus sta cercando quel tipo di giocatore lì, un fantasista. È vero che la Roma sta cercando quel tipo di calciatore lì».

Il muro della dirigenza iberica e la volontà del ragazzo

Nonostante il forte interesse manifestato dalle società italiane, ogni minimo tentativo di approccio negoziale è destinato, al momento, a sbattere violentemente contro un doppio e solido ostacolo. Da un lato, c’è la ferrea e inamovibile volontà del fantasista, che non ha alcuna reale intenzione di fare le valigie per cambiare aria. Dall’altro, si registra la posizione altrettanto rigida e chiara del club spagnolo, per nulla propenso a lasciar partire il proprio prezioso tesserato. A tal proposito, l’esperto di trattative ha sentenziato senza mezzi termini:

«Brahim Diaz è felicissimo al Real Madrid, è felicissimo a Madrid e vuole restare nel Real Madrid. E ti dico di più, ad oggi il Real Madrid non è nemmeno intenzionato a separarsi da Brahim Diaz».

Nessun margine operativo: l’unica variabile in gioco

Allo stato attuale delle contrattazioni, dunque, non sussistono i presupposti minimi per poter imbastire un reale dialogo ufficiale. L’unica, remota e clamorosa variabile in grado di stravolgere in corsa questo scenario apparentemente blindatissimo è unicamente legata alle future e imprevedibili scelte del mister lusitano. Solo un totale ribaltone delle gerarchie all’interno dello spogliatoio durante l’imminente fase di preparazione estiva potrebbe riaprire uno spiraglio di speranza. Come illustrato puntualmente dal giornalista:

«Poi se eventualmente dopo l’inizio della pre-stagione José Mourinho gli dirà: “Guarda, non conto su di te, trovati una squadra”, insomma lo cacceranno a pedate, allora magari lì si potrebbe iniziare a valutare qualcosa di diverso per lui. Ma io non vedo margini in questo momento per dirti che Brahim Diaz lascerà il Real Madrid».

Di conseguenza, il destino dell’ex trequartista rossonero pare saldamente e felicemente destinato a tingersi ancora dei colori della capitale iberica.

Calciomercato Roma: si pensa al ritorno di Venturino, decisivo l’intreccio con Genoa e Baldanzi. Cosa sta succedendo

Calciomercato Roma: i giallorossi pensano al ritorno di Venturino, la strategia che include Genoa e Baldanzi. Ultimissimi sviluppi

Il calciomercato della Roma entra in una fase cruciale. Come riferito da Di Marzio, l’obiettivo primario della dirigenza è quello di riportare nella Capitale Lorenzo Venturino, studiando una mossa a titolo temporaneo. Sulla strada dei giallorossi c’è la figura di Gasperini, determinato a ritrovare il calciatore. A rendere lo scenario ancora più articolato c’è un complesso asse finanziario che coinvolge il Genoa e il futuro di Tommaso Baldanzi. Inoltre, l’impatto del ragazzo in Serie A nell’ultima annata ha convinto tutti a tentare l’affare.

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Il desiderio dell’allenatore e le conferme sul campo

La volontà della società capitolina è chiarissima: assicurarsi nuovamente le prestazioni del giovane talento per un’altra intera annata. I vertici romanisti lavorano assiduamente per trovare un punto d’incontro, basandosi sulle ottime risposte fornite dal ragazzo sul rettangolo verde. Scendendo in campo per ben dieci apparizioni complessive nella massima divisione italiana con la casacca della Roma, Venturino ha dimostrato un enorme potenziale di crescita.

Un puzzle complesso: le sorti dell’ex Empoli

Per riuscire a sbrogliare questa intricata matassa, sarà fondamentale monitorare costantemente le dinamiche parallele. Il fulcro della questione, per sbloccare l’eventuale approdo alla corte dei capitolini, ruota attorno ai delicati dialoghi con il club ligure. In questo complesso rebus di mezza estate, la gestione di Baldanzi avrà un peso specifico enorme sull’intero scacchiere.

Gli sviluppi legati al trequartista, infatti, determineranno il reale spazio di manovra finanziario e le effettive chance di portare a compimento le contrattazioni tra la squadra romana e la società rossoblù. Se i pezzi di questo domino dovessero incastrarsi nel modo giusto, liberando risorse o creando i presupposti per sinergie fruttuose, le speranze di rivedere il talento calcare l’erba dell’Olimpico subirebbero una decisa accelerata. I prossimi giorni saranno l’ago della bilancia per l’esito dell’intera trattativa.

Nuovo contratto faraonico per il Real Madrid: le cifre del rinnovo con Emirates

Real Madrid ha rinnovato il contratto con Emirates: ecco le cifre del prolungamento della partnership del club di Florentino Perez

Il Real Madrid blinda il proprio futuro economico e si assicura un’autentica iniezione di capitali. Il club spagnolo ha ufficialmente rinnovato il proprio contratto di sponsorizzazione con Emirates, la compagnia aerea che continuerà a campeggiare come main sponsor sulle maglie dei Blancos fino al 2031.

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Le cifre di un accordo milionario

Questa mossa finanziaria proietta la società madrilena nell’olimpo assoluto dei club mondiali per ricavi commerciali. Grazie al prolungamento dell’intesa, infatti, gli introiti garantiti dallo sponsor subiranno un’impennata vertiginosa: il Real Madrid passerà dagli attuali 70 milioni di euro incassati annualmente a una cifra che sfiora la soglia dei 100 milioni di euro a stagione.

Un legame da record nella Liga

La firma sancisce il consolidamento di una partnership che, al termine del nuovo contratto, sfiorerà i vent’anni di durata. I primi accordi tra le parti risalgono infatti al 2011, con Emirates che è poi diventata lo sponsor principale a partire dal 2013. Come precisato dal club stesso, questa firma rappresenta una vera e propria pietra miliare: si tratta della sponsorizzazione di maglia più longeva nell’intera storia della Liga spagnola, un record che non ha precedenti nel calcio iberico.

L’espansione del brand: basket e giovanili

Il nuovo contratto porta con sé un’importante espansione territoriale del marchio all’interno della polisportiva. Il celebre logo della compagnia aerea vestirà non solo la prima squadra maschile di calcio, ma estenderà la sua presenza su altre prestigiose selezioni:

  • La prima squadra di pallacanestro, guidata dal tecnico Sergio Scariolo.
  • Il Real Madrid femminile.
  • Tutte le compagini delle categorie giovanili.

La soddisfazione dei vertici Entusiasta il commento del presidente Florentino Pérez, che ha definito l’accordo “un’alleanza che riflette una relazione molto speciale”, ricordando come il brand emiratino stia accompagnando la squadra “in una delle epoche più vincenti della nostra intera storia”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche Boutros Boutros, vicepresidente esecutivo di Emirates, che ha esaltato il potere aggregante del calcio: “Ciò che abbiamo costruito insieme al Real Madrid è un esempio brillante del nostro impegno: mettere i tifosi al centro del gioco, regalare momenti indimenticabili e ispirare la prossima generazione di giocatori e appassionati“.

Mondiali 2026, revocati i biglietti ai tifosi dell’Iran: scoppia il caso diplomatico

Mondiali 2026, è scoppiato il caso diplomatico dopo che sono stati revocati i biglietti ai tifosi dell’Iran. Cosa è successo

L’avventura dell’Iran ai Mondiali 2026 si trasforma in un intricato caso diplomatico ancor prima del fischio d’inizio. A pochi giorni dall’avvio del torneo co-ospitato da Canada, Messico e Stati Uniti, la federazione calcistica iraniana (FFIRI) ha annunciato la clamorosa revoca della propria quota di biglietti destinata ai tifosi per le gare della fase a gironi.

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Il nodo dei tagliandi

I regolamenti della FIFA prevedono che a ogni federazione spetti l’8% dei biglietti per le proprie partite. L’Iran, che aveva già avviato le procedure di vendita, non potrà più fornire i pass ai propri supporter, molti dei quali avevano già pianificato le trasferte.

La reazione della FFIRI è stata durissima:

  • Ha condannato l’azione definendola contraria allo spirito di uguaglianza delle competizioni internazionali.
  • Ha denunciato l’interferenza di ragioni puramente politiche ed extra-sportive nel più grande evento calcistico mondiale.
  • Ha rivolto un appello ufficiale alla FIFA per ripristinare i principi di equità e neutralità.

Un torneo a ostacoli

L’Iran affronterà Nuova Zelanda e Belgio a Los Angeles (il 15 e 21 giugno) per poi chiudere contro l’Egitto a Seattle (26 giugno). Tuttavia, l’avvicinamento al torneo è stato segnato dalle crescenti tensioni legate al conflitto in Medio Oriente, trasformando la logistica in un incubo:

  • Trasloco in Messico: il 25 maggio, la squadra ha dovuto spostare il proprio quartier generale da Tucson (Arizona) a Tijuana (Messico), accusando le autorità statunitensi di scarsa collaborazione.
  • Restrizioni sui voli: a causa delle rigide condizioni dei visti, la squadra sarà costretta a volare negli Stati Uniti esclusivamente nei giorni delle partite, per poi fare immediato rientro in Messico.
  • Visti negati: lo scorso 6 giugno, l’Iran ha denunciato il diniego del visto d’ingresso a 15 dirigenti e membri dello staff amministrativo.
  • Il caso militare: il Segretario di Stato USA, Marco Rubio, ha assicurato l’accoglienza per i calciatori, ma ha minacciato restrizioni per chiunque abbia legami con le Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC). Un tema caldissimo, considerando che l’Iran aveva chiesto garanzie alla FIFA proprio per i tesserati che vi hanno prestato servizio militare.

La tensione, peraltro, non coinvolge solo gli USA: già ad aprile l‘Iran fu l’unica nazione assente al congresso FIFA di Vancouver, a causa del respingimento della propria delegazione al confine canadese.

Il futuro di Belotti tra rinnovo e leadership: cosa farà la dirigenza del Cagliari? – VIDEO di Elia Serra

Il futuro di Belotti è un rebus al Cagliari: rinnovo o partenza? Ecco l’analisi sulle mosse dei rossoblù per l’attaccante – VIDEO di Elia Serra

Il futuro di Andrea Belotti al Cagliari rappresenta indubbiamente uno dei nodi più caldi e urgenti da sciogliere in vista dell’imminente apertura del mercato. Il contratto dell’attaccante scadrà ufficialmente il prossimo 30 giugno e la dirigenza, guidata in prima persona dal presidente Tommaso Giulini, è chiamata a prendere una decisione definitiva sul suo possibile prolungamento. Sul tavolo non ci sono soltanto questioni puramente tattiche, ma riflessioni profonde che abbracciano l’intero progetto sportivo della squadra.

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L’importanza del Gallo: carisma e recupero fisico

Nonostante un’ultima annata calcistica resa estremamente complicata dalla grave rottura del legamento crociato, il Gallo ha dimostrato una dedizione e una professionalità fuori dal comune. Anche nei momenti di stop forzato, l’attaccante classe ’93 si è confermato una presenza imprescindibile all’interno dello spogliatoio. Il club sardo dovrà ora soppesare con estrema attenzione se confermare il giocatore, valutando minuziosamente sia il potenziale rientro tecnico sul rettangolo verde, sia l’inestimabile leadership esercitata quotidianamente verso i talenti più giovani presenti nella rosa dei rossoblù.

Una chioccia fondamentale per le promesse isolane

Gli anni passano, ma l’ex Torino e Roma continua a essere considerato un faro e un punto di riferimento assoluto per tutti i compagni. La sua immensa esperienza può infatti risultare un fattore determinante per guidare le giovani promesse, specialmente in una stagione in cui la società punta fortissimo sulla valorizzazione della linea verde. La straordinaria capacità del centravanti di fare da chioccia, trasmettendo costantemente mentalità vincente e abnegazione, può pesare sulla bilancia tanto quanto i gol. I tifosi degli isolani, che non hanno mai fatto mancare il loro incondizionato e caloroso supporto al bomber anche nei mesi più bui della riabilitazione, spingono a gran voce affinché il suo percorso in Sardegna possa proseguire a lungo.

Le valutazioni strategiche per la stagione 2026/2027

In queste frenetiche settimane, i vertici dei sardi dovranno incastrare diverse e delicate variabili: il completo e definitivo recupero atletico del numero 9, i parametri economici legati all’ingaggio e la visione tecnica per il campionato che verrà. Siglare un nuovo accordo con il leader offensivo significherebbe blindare l’anima emotiva del gruppo, garantendo una preziosa stabilità. La scelta che il patron Giulini comunicherà nei prossimi giorni non andrà a modificare soltanto l’assetto del reparto avanzato, ma andrà a delineare in maniera profonda il vero volto, le ambizioni e il carattere del Cagliari 2026/2027.

Stroppa Venezia, il matrimonio continua: rinnovo fino al 2029 per l’allenatore e sinergia totale in vista del calciomercato

Stroppa Venezia, accordo per il rinnovo fino al 2029 per il tecnico e sinergia totale in estate per il calciomercato

Come riferito da Sky, la dirigenza del Venezia ha deciso di gettare le solide basi per il proprio futuro partendo esattamente dalla conferma della propria guida tecnica. Nelle scorse ore, infatti, è stato formalizzato e annunciato un nuovo accordo contrattuale che legherà in maniera duratura Giovanni Stroppa al progetto sportivo della squadra. Il nuovo vincolo prevede un’importante estensione con scadenza fissata al 30 giugno 2029. Si tratta di una mossa forte e decisa, che spazza via qualsiasi possibile speculazione e delinea un orizzonte di grandissima stabilità societaria per la compagine appena promossa.

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Un premio meritato per la cavalcata vincente

La decisione di blindare Stroppa rappresenta il massimo attestato di fiducia da parte dei vertici dei lagunari nei confronti del proprio mister. La proprietà della squadra veneta ha voluto ricompensare apertamente e concretamente i grandi meriti di una stagione calcistica entusiasmante, che ha visto la rosa superare con successo tutte le insidie tattiche del torneo cadetto. Al suo primissimo anno al timone degli arancioneroverdi, l’allenatore lombardo ha compiuto un vero e proprio capolavoro gestionale. Il tecnico è stato capace di plasmare un gruppo coeso, unito nelle difficoltà e mentalmente granitico, dominando la pressione sportiva e riuscendo a centrare il tanto sognato salto di categoria verso la Serie A al primo tentativo utile.

Un orizzonte strategico: stabilità e grande ambizione

Siglare un patto così esteso nel tempo rappresenta una vera e propria rarità nel frenetico e mutevole panorama calcistico odierno. Questa tempistica contrattuale evidenzia la chiara ed inequivocabile volontà del Venezia di edificare un ciclo virtuoso e profondamente coerente. L’obiettivo primario del club veneto non è certo quello di limitarsi a una comparsa fugace sul grande palcoscenico, bensì di mettere radici solide e profonde nell’élite del calcio italiano. Affidare il timone a lungo termine significa garantire a Stroppa tutto il tempo e la serenità necessari per sviluppare appieno la propria identità di gioco, valorizzando al massimo i talenti attualmente a disposizione della società lagunare e i futuri acquisti.

Sinergia totale in vista della campagna acquisti

Archiviata felicemente la pratica legata all’assetto della panchina, il focus operativo del Venezia si sposta ora inevitabilmente sul rafforzamento dell’organico nella finestra estiva. Affrontare le grandi corazzate italiane richiederà interventi mirati e intelligenti sul mercato, per inserire quel mix essenziale di esperienza e qualità tecnica che risulterà vitale alla causa della formazione arancioneroverde. Il condottiero ex Monza lavorerà a stretto contatto con l’area scouting e i direttori per individuare i profili ideali e più funzionali al suo scacchiere tattico. Se il traguardo fondamentale a breve termine sarà la difesa strenua della categoria, la firma di questo importante e lungo prolungamento da parte di Stroppa certifica che l’intero ambiente è prontissimo ad affrontare il domani con assoluta e totale compattezza.

Zola non ha dubbi: «Yamal si prende la responsabilità di dribblare, dobbiamo farlo fare anche ai nostri giovani»

Zola, vicepresidente di Lega Pro, ha rilasciato queste dichiarazioni sul momento attraversato dal calcio italiano

Vice presidente della Lega di Serie C, grande fantasista in un calcio che negli anni ’90 cominciava ad escluderli, Gianfranco Zola è interventuto su Tuttosport.

ITALIA UNDER 17 CAMPIONE D’EUROPA «La conferma del fatto che a livello giovanile siamo competitivi. È un grande risultato, non il primo: merito dei ragazzi e di mister Franceschini. Bravissimi».

ABBIAMO PERSO I NUMERI 10 «È conseguenza del modo di giocare. Prima c’era meno organizzazione, le squadre avevano un creativo che inventava e ci facevano affidamento. Oggi tutti giocano la palla, si costruisce da dietro e chi ha quelle qualità fa l’esterno o il centrocampista. Poi, dipende: Yamal, che un tempo sarebbe stato un 10 e oggi fa l’esterno, salta l’uomo e si prende delle responsabilità. È questo che dobbiamo trasmettere ai ragazzi: c’è un momento in cui la palla deve circolare e uno in cui bisogna accettare i rischi».

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LA NUOVA ITALIA DI BALDINI HA FATTO BENE «Sì, ma alla Nazionale dobbiamo dare sempre di più. Ha citato alcuni grandi del passato: non dimentichiamo che Mancini, fuoriclasse assoluto, non ha mai giocato i Mondiali. Uno come Morfeo aveva una classe straordinaria, per esempio. Dobbiamo alzare il livello dei giocatori che portiamo da sotto».

SERVONO PIU’ FORMATORI «Certo. Ma prima della Primavera. Devono essere veramente bravi e qualificati quelli che lavorano con i piccoli, dagli 8-9 anni. Una volta quelle categorie le saltavi: giocavamo per strada, a 11-12 anni sapevi già muoverti. Però i tempi sono cambiati, da tanti punti di vista».

GLI STRANIERI «Non ci possiamo fare niente, le regole europee sono chiare. Io, poi, non ho nulla contro: in Inghilterra ero io lo straniero, figuriamoci. Prima ancora, ho beneficiato della presenza di grandi campioni: Maradona, Alemao, Asprilla. Ben vengano. Però devono accrescere il livello: a me non stanno bene gli stranieri che arrivano per completare le rose. Meglio dare una chance ai nostri ragazzi».

LA RIFORMA DELLA SERIE C «Ci stiamo provando. Non è perfetta, ma nulla lo è: è un modo di iniziare, la differenza la fanno i club. Però già che una Lega premi società che investono nelle strutture, negli allenatori, nel far giocare i giocatori del settore giovanile è qualcosa. Ci vorrà tanto lavoro: non è un percorso di uno o due anni».

LE SECONDE SQUADRE «Esistono in Spagna da 40 anni, non sono una novità. Ma è importante il principio: se aiutano a migliorare il movimento azzurro, ok, se espressione di interesse dei soli club no. Intanto abbiamo chiesto un’attenzione particolare per le piazze storiche della C nelle riammissioni».

LAVORARE IN FIGC «Io sono contentissimo di aver dato la mia disponibilità a lavorare con Matteo Marani e tutto il suo gruppo. Stiamo cercando di lavorare per il sistema e il nostro percorso non è finito».

Zoff racconta: «Maradona il più forte contro cui ho giocato. La mia Juve ha fatto tre cicli vincenti»

Zoff, leggendario portiere della Juve e della Nazionale italiana, ha rilasciato questa intervista nella quale ha riavvolto il nastro della sua carriera

Impossibile avvicinarsi al Mondiale e non pensare a Dino Zoff, il capitano azzurro del trionfo del 1982. Il Corriere dello Sport lo ha incontrato alla vigilia del docufilm dedicato a lui che domani trasmetterà Rai1.

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IL DOCUFILM «Mi è sembrato fatto bene, mi è piaciuto, un po’ di ambizione c’è».

LA SCELTA DI FARE IL PORTIERE «Mi affascinava l’idea di prendere il pallone in tutti i modi, mi piaceva tuffarmi. Non ero molto alto prima dello sviluppo. Così nella falegnameria davanti casa mi misuravano sullo stipite della porta per vedere se crescevo. Mi aiutò mia nonna, facendomi mangiare tante uova. A quei tempi in una famiglia di contadini non c’era molta scelta e di uova ce n’erano molte».

LA CRISI DI OGGI «Perchè oggi non nascono campioni, il talento bisogna averlo, non si costruisce, magari si può affinare».

MARADONA IL PIU’ FORTE «Senza dubbio, un fenomeno, un artista. È fuorissimo da qualsiasi graduatoria».

L’EUROPEO «Aver vinto l’Europeo con le due finali del 1968 è stata una grande soddisfazione. Di fronte avevamo la Jugoslavia, formata da cinque, sei nazioni. E prima avevamo affrontato la Russia, composta da 17 repubbliche unite, sotto la Cccp. Davvero un europeo degno di nota. Le fiammelle accese a fine partite sugli spalti è il ricordo più bello».

IL SILENZIO STAMPA AL MONDIALE «Fu una decisione di noi giocatori. Bearzot non era neanche tanto propenso. Io mi sono preso la responsabilità come capitano di andare a parlare con i giornalisti. Ai compagni dissi: “Voi pensate a giocare, al resto ci penso io”».

IL FRANCOBOLLO CELEBRATIVO DEDICATO A LUI «Beh, ero stato l’unico che aveva vinto europeo e mondiale, è stato piacevole».

LO SCOPONE CON PERTINI «Il Presidente lasciò passare una giocata di Bearzot e perdemmo quel punto. Venne fuori una discussione se doveva prenderlo, io ero il mazziere, gli dissi che aveva sbagliato. Fu un battibecco divertente».

IL SUO SISTEMA DI GIOCO DA CT DELL’ITALIA «Facevo una zona mista, con tante possibilità di inserimenti, non ero così superato».

IL GIOVANE TOTTI «Aveva una bella concorrenza, c’erano Baggio, Del Piero, direi che si intravedeva che sarebbe diventato un campione. Sul cucchiaio contro l’Olanda non dissi niente. Ma se non l’avesse messa dentro l’avrei menato...».

LA SUA JUVE «Nel mio periodo ci furono tre cicli. Boniperti vedeva lontano. La squadra è stata sempre all’altezza della situazione».

LA CARRIERA DA ALLENATORE «Non ho mai avuto una grande spinta mediatica. Ma l’ultima esperienza è stata una delle più belle soddisfazioni. Salvare quella Fiorentina non fu facile, avevamo molta gente contro. Meriterei una medaglia».

Juventus, assalto a “Dibu” Martinez: il campione del mondo per la porta

I bianconeri cercano carisma e leadership. Incontro con l’agente di Emiliano Martinez per un quadriennale, ma c’è distanza economica

La Juventus ha individuato il profilo ideale per blindare la porta e, allo stesso tempo, per colmare la più grave lacuna emersa in questa stagione: la mancanza di personalità. Il prescelto è Emiliano “Dibu” Martinez, campione del mondo in carica. Attualmente, il portiere argentino è il primo nome sul taccuino della dirigenza della Continassa. Questa accelerazione è maturata in seguito alla sbandata legata ad Alisson: secondo Tuttosport, però, sul fronte Liverpool non si è mossa foglia, nemmeno dopo il recente arrivo di Iraola in panchina al posto di Slot.

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L’offerta al giocatore

Nelle scorse ore, il club bianconero ha incontrato Gustavo Goñi, agente dell’estremo difensore fresco vincitore dell’Europa League. La proposta messa sul tavolo dalla Vecchia Signora per convincere il giocatore è chiara:

  • Contratto: accordo quadriennale.
  • Stipendio: 5 milioni di euro netti a stagione.

Si tratta di un’offerta importante, sebbene inferiore ai 7 milioni annui che Martinez percepisce oggi all’Aston Villa. La Juventus non intende spingersi oltre per non alterare i sacri equilibri economici dello spogliatoio. L’apertura dell’entourage rappresenta comunque un segnale estremamente positivo, utile per stabilire un contatto in una trattativa non ancora decollata.

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La trattativa con l’Aston Villa

Il vero scoglio riguarda l’accordo con il club inglese. Da Torino l’offerta potrebbe ricalcare quella formulata per Alisson: poco più di 5 milioni di euro per il cartellino. Una cifra considerata irricevibile dai Villans, che ne pretendono almeno 15. La distanza tra domanda e proposta è momentaneamente siderale, ma la volontà del “Dibu” – che un anno fa aveva manifestato il desiderio di trasferirsi al Manchester United prima di essere blindato da Emery – può rappresentare una leva notevole per ammorbidire le posizioni britanniche. Il giocatore attende nuovi segnali.

Le alternative sul tavolo

Per non correre il rischio di rimanere scoperta, la dirigenza bianconera tiene vive diverse piste alternative. Tra i piani B figurano:

  • Guglielmo Vicario: profilo che resta sempre nei radar.
  • David De Gea: In uscita dalla Fiorentina.
  • Alexander Nubel: di proprietà del Bayern Monaco e reduce dal prestito allo Stoccarda.
  • Dominik Livakovic: il perno della Croazia verrà monitorato attentamente durante l’imminente Mondiale.

Tutti questi nomi restano candidati sullo sfondo, in rigorosa fila ad attendere gli sviluppi legati a Martinez.

Il Real Madrid pensa a Calafiori: è una richiesta di Mourinho! Primi sondaggi con l’Arsenal

Il Real Madrid pensa a Calafiori: il difensore azzurro è una richiesta di Mourinho! Primi sondaggi con l’Arsenal: il punto sulla trattativa

Il nome di Riccardo Calafiori torna al centro delle indiscrezioni di mercato internazionali. Il Real Madrid, infatti, avrebbe avviato i primi contatti esplorativi con l’Arsenal per raccogliere informazioni sul difensore azzurro, protagonista di una crescita costante nelle ultime stagioni e ormai considerato uno dei profili più interessanti del panorama europeo.

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Le indiscrezioni lanciate dalla stampa spagnola trovano conferme anche in Italia. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, i blancos hanno effettuato una prima telefonata ai Gunners per comprendere la posizione del club londinese riguardo a un’eventuale cessione del giocatore. Al momento non esiste ancora una vera e propria trattativa, ma il sondaggio rappresenta un segnale concreto dell’interesse madrileno.

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La dirigenza del Real Madrid starebbe valutando attentamente la situazione prima di decidere se affondare il colpo. Un ruolo centrale nell’eventuale negoziazione potrebbe essere ricoperto da Alessandro Lucci, agente del calciatore, che già in passato si è rivelato determinante per il trasferimento di Calafiori in Premier League.

Il difensore classe 2002 arriva da una stagione estremamente positiva con l’Arsenal, culminata con la conquista della Premier League, un successo storico per il club londinese, tornato sul tetto d’Inghilterra dopo oltre vent’anni. Le sue prestazioni hanno confermato il valore di un giocatore capace di abbinare qualità tecniche, duttilità tattica e personalità.

Mourinho 09 06

L’interesse del Real Madrid assume particolare rilevanza anche per il legame tra Calafiori e José Mourinho. I due hanno condiviso un periodo alla Roma, esperienza che ha rappresentato un passaggio importante nella crescita professionale del difensore. Nonostante alcune difficoltà vissute in giallorosso, tra il tecnico portoghese e il giocatore è sempre rimasto un rapporto di reciproca stima.

Proprio l’uscita dalla Roma si è trasformata in un punto di svolta per la carriera dell’azzurro. Dopo le esperienze nella capitale, Calafiori ha saputo rilanciarsi prima con il Basilea e successivamente con il Bologna, diventando uno dei protagonisti della storica qualificazione in Champions League conquistata dal club emiliano.

Le eccellenti prestazioni offerte in Serie A gli hanno spalancato le porte dell’Arsenal, dove ha continuato il proprio percorso di crescita fino a diventare uno degli elementi più affidabili della rosa londinese. Ora il possibile interesse del Real Madrid rappresenta un’ulteriore conferma della sua definitiva consacrazione a livello internazionale.

Per il momento tutto resta in una fase preliminare, ma il nome di Riccardo Calafiori è destinato a essere uno dei più seguiti nelle prossime settimane di mercato. L’Arsenal osserva, il Real Madrid valuta e il futuro del difensore italiano potrebbe presto diventare uno dei temi più caldi dell’estate calcistica europea.

Quagliarella: «Il Toro fa bene a puntare su un allenatore giovane»

L’ex attaccante del Torino, Fabio Quagliarella: «I granata ripartano da Ventura: sarà prezioso averlo anche da dirigente»

Fabio Quagliarella è stato un bomber capace di vincere scudetti con la Juventus, di vestire l’azzurro della Nazionale e di fare bene ovunque sia andato, nelle tante squadre in cui ha giocato, tra le quali il Toro occupa un posto speciale (è suo il gol che ha permesso nel 2015 di vincere l’ultimo derby). Tuttosport lo ha intervistato al termine di una gara evento con altri ex calciatori di Serie A.

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L’ADDIO DI VLAHOVIC «Pensavo che non andasse via e adesso sostituirlo non sarà affatto semplice per la società. Sarà un mercato difficile per la Juve. Va preso un attaccante importante e che sappia giocare alla Juventus».

IL TORO HA VINTO L’ULTIMO DERBY 11 ANNI FA «In effetti non sono pochi, ma non credo ci sia un psicosi da derby per l’ambiente granata. Va detto anche che la Juve ha sempre avuto grandi squadre in questi 11 anni e pertanto non era semplicissimo batterla, però il Torino nelle ultime stagioni si è riavvicinato facendo diversi pareggi. Ho visto segnali di crescita».

IL NUOVO MISTER GRANATA «Ci sono diversi allenatori italiani giovani e bravi. Mi piace questo input a livello di scelta. Sono convinti possa fare bene ed essere la scelta giusta per una piazza importante e calda come quella del Toro».

VENTURA «Il mister ha dato tanto al Toro e i tifosi lo ricordano con grande affetto. Una figura come lui può essere utile e preziosa per la società».

PUO’ SERVIRE ANCHE COME DIRETTORE TECNICO «In questi anni in cui non ha allenato ha però seguito tante partite e avrà affinato anche l’occhio da dirigente. Ventura può dare una mano ed essere un valore aggiunto per tutto l’ambiente Toro. Sono decisamente favorevole al suo ritorno».

CONTE O MANCINI PER LA NAZIONALE «Conosco bene entrambi. Conte è un martello e ha già dimostrato il suo valore in Nazionale. Idem Mancini che ha dimostrato di saperci fare, quando è stato sulla panchina della nazionale. Sono entrambi grandi allenatori: direi che dove si casca, si casca bene. Sarebbero ottime soluzioni».

IL PARTNER IDEALE IN ATTACCO «Potessi tornare indietro nel tempo, lo farei per giocare anche solo 5 minuti con Roberto Baggio. Sarebbe stato un sogno per me».

LA FIGC «Sono favorevole a figure come Baggio e Maldini in Figc. Devono stare nel mondo del calcio e dare dei consigli per fare crescere tutto il movimento».

Heskey: «Inghilterra da semifinale, ma Kane lo abbiamo solo noi. Per me vince la Francia»

L’ex attaccante del Liverpool, Emile Heskey: «La Spagna si giocherà il titolo contro i Bleus. Yamal e Doué eredi di Messi e CR7»

Emile Heskey ha partecipato a due edizioni del Mondiale, nel 2002 e nel 2010. Su La Gazzetta dello Sport l’ex attaccante del Liverpool fa il suo pronostico sull’edizione ormai vicina all’inizio.

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I TIFOSI CI CREDONO «La nostra è una nazione di ottimisti, ma ci sono tanti fattori che vanno pesati come condizioni climatiche, avversari e possibili infortuni. Io dico che per l’Inghilterra la semifinale sarebbe un bel risultato».

OBIETTIVO SEMIFINALE «Come tifosi non reagiamo mai bene quando l’Inghilterra esce da un torneo. Ci sono però tante altre nazioni forti, a cominciare da Francia e Spagna. Si gioca in Nord America, in un clima caldo-umido con cui è probabile le squadre sudamericane riescano a fare i conti meglio delle europee».

KANE-DIPENDENZA «Forse, ma non è per forza una brutta cosa. Non ci sono tanti altri per tirarti fuori da una situazione complicata. E non ci sono tanti in giro che possono segnare 8-10 gol nel torneo».

CHI VINCERA’ «La Francia, penso sia più forte delle altre. Se non vincono loro dico Spagna, nelle mie migliori quattro con Inghilterra e Argentina. Ma se non vince la Spagna punto su un’outsider. Non so chi, probabilmente una sudamericana che possa gestire bene il fattore climatico. Io ho giocato in America, in Australia, in Asia: non è facile con quell’umidità. Sudi comunque, anche camminando. Sarà durissima».

MESSI E CRISTIANO RONALDO «Possono dare un po’ di nostalgia, un po’ di gioia, i meravigliosi ricordi di cosa hanno fatto e di chi sono. C’è una grande generazione che se ne va e una nuova che arriva, con Lamine Yamal in testa: questo Mondiale può essere una sorta di passaggio di consegne».

CHI SARANNO GLI EREDI «Pericoloso parlare di nuovi Messi e Ronaldo, perché questi giocatori saranno diversi. Guardate Lamine Yamal, che sta facendo le cose a modo suo: è un giocatore fantastico, ma è diverso da Messi. Penso che sarà lui a definire cosa sarà questa nuova generazione, lui come Doué e tanti altri che ammiro».

Palestra Inter, dalla frenata al rilancio fino all’idea Cambiaso come piano B: tutto sulla trattativa

Palestra Inter, dalla frenata al rilancio fino all’idea Cambiaso come piano B: tutto sulla trattativa tra i nerazzurri e l’Atalanta

Il calciomercato dell’Inter entra in una fase decisiva sul fronte Marco Palestra, individuato dalla dirigenza nerazzurra come il principale sostituto di Denzel Dumfries, trasferitosi al Real Madrid. Nonostante la volontà comune di portare avanti l’operazione, le distanze economiche tra Inter e Atalanta continuano a rendere la trattativa particolarmente complessa.

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Le indiscrezioni provenienti dai principali media sportivi raccontano scenari differenti. Secondo Sky Sport, l’affare sarebbe momentaneamente in stand-by a causa della differenza tra domanda e offerta. Il Corriere dello Sport evidenzia invece come i parametri economici fissati da Oaktree rappresentino un ostacolo significativo. Di diverso avviso La Gazzetta dello Sport e Fabrizio Romano, che confermano contatti continui tra i due club e un imminente rilancio dell’Inter fino a 45 milioni di euro, bonus inclusi.

La volontà del club milanese è chiara. Come sottolinea la Gazzetta: “L’Inter di ogni ordine e grado, dai dirigenti nella stanza dei bottoni all’articolato staff tecnico già in vacanza, condivide lo stesso desiderio: vuole Marco Palestra in nerazzurro nel più breve tempo possibile“.

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L’Atalanta, tuttavia, resta ferma sulle proprie richieste economiche. Il club bergamasco continua a valutare il proprio gioiello oltre i 50 milioni di euro e non sembra intenzionato a concedere sconti. Per questo motivo il prossimo rilancio nerazzurro potrebbe rappresentare un passaggio fondamentale per capire l’evoluzione della trattativa.

Un elemento che potrebbe favorire l’Inter è la volontà dello stesso giocatore. Secondo quanto riportato dalla rosea, Palestra avrebbe già individuato Milano come destinazione ideale per il proprio futuro professionale, preferendo la prospettiva nerazzurra anche alle possibili offerte provenienti dalla Premier League. La Gazzetta sottolinea infatti: Palestra ha messo davanti l’Inter e l’Inter non ha intenzione di badare a spese per lui.

Sul fronte societario, però, resta da superare il nodo rappresentato dalle linee guida finanziarie imposte da Oaktree. Il Corriere dello Sport ricorda che la proprietà americana ha fissato parametri molto precisi per gli investimenti sul mercato, consentendo solo rare eccezioni. Proprio per Palestra sarebbe già stato autorizzato uno sforzo economico importante, con una proposta arrivata fino a 42 milioni più bonus, senza però ottenere il via libera dell’Atalanta.

L'esterno della Juventus, Andrea Cambiaso

Nel frattempo, l’Inter non vuole farsi trovare impreparata. Secondo Sportitalia, infatti, resta vivo l’interesse per Andrea Cambiaso, esterno della Juventus che potrebbe diventare il principale piano alternativo qualora la trattativa per Palestra dovesse definitivamente bloccarsi.

Le prossime settimane saranno decisive. L’obiettivo dell’Inter è chiudere il colpo prima dell’inizio del ritiro estivo, evitando inserimenti dall’estero e consegnando a Cristian Chivu uno dei talenti italiani più promettenti della nuova generazione.

Mondiali 2026, l’Inghilterra non si nasconde: tutto su Harry Kane per sognare il titolo Mondiale

Da Bellingham a Rice, una rosa ricca di talento a disposizione dell’Inghilterra du Tuchel. L’unico dubbio è il numero 10

It’s coming home“, cantano i tifosi dei Tre Leoni. E questa volta, in vista dell’imminente Mondiale 2026, l’Inghilterra ci crede per davvero. La Gazzetta dello Sport oggi dedica un focus a una delle grandi favorite che, a sessant’anni dall’unico trionfo iridato del 1966, non si nasconde più. Dopo le dolorose sconfitte nelle finali degli ultimi due Europei (nel 2021 contro l’Italia e due anni fa contro la Spagna), qualsiasi risultato diverso dalla conquista della coppa il prossimo 20 luglio verrebbe etichettato come un fallimento. Il talento a disposizione del ct Thomas Tuchel è così vasto da giustificare le esclusioni eccellenti di Foden, Palmer e Maguire. Il girone L, che partirà il 17 giugno con la Croazia per poi incrociare Ghana e Panama, non incute timore.

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Il faro indiscusso è capitan Harry Kane, a caccia del trionfo perfetto per festeggiare in anticipo i suoi 33 anni. L’attaccante ha dominato al Bayern Monaco (61 gol stagionali) ed è il primatista storico dell’Inghilterra con 79 centri, ruolino che lo lancia persino in ottica Pallone d’Oro. Questa vena realizzativa cela però un’insidia: una marcata Kane-dipendenza. Sotto la gestione Tuchel, il centravanti ha siglato il 45% delle reti inglesi in gare ufficiali. In un torneo estenuante le alternative sono cruciali, ma il reparto offensivo presenta incognite: Saka è reduce da guai fisici, Gordon è al debutto in un Mondiale, Rashford pecca di continuità, mentre Watkins e Toney restano riserve che non raggiungono i picchi di eccellenza del titolare.

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Il vero rebus per Tuchel si gioca sulla trequarti: chi sarà il numero 10 titolare? Il ballottaggio è serratissimo tra Jude Bellingham, fuoriclasse del Real Madrid, e Morgan Rogers, esploso con la maglia dell’Aston Villa e fresco del premio di miglior giocatore in Europa League. Tuchel, restio a schierare i calciatori fuori ruolo, difficilmente li farà coesistere.

Tra le certezze inglesi, oltre all’esperienza dello stesso Tuchel, spiccano la tenuta fisica, lo strapotere a centrocampo del vice-capitano Declan Rice e la forza sui calci piazzati. La difesa resta l’anello debole, ma la squadra sembra aver metabolizzato la pressione, tramutandola in motivazione insieme al coro incessante dei propri tifosi.

Bologna, inizia l’era Tedesco: mercato e continuità tattica al centro del progetto rossoblù

Bologna, oggi la firma: inizia l’era Tedesco! Mercato e continuità tattica al centro del progetto rossoblù, cosa aspettarsi

Bologna news calcio: i felsineri si preparano ad aprire ufficialmente un nuovo capitolo della propria storia con l’arrivo di Domenico Tedesco. Nella giornata odierna il tecnico firmerà il contratto che lo legherà al club emiliano fino al giugno 2028, con un’opzione per una stagione aggiuntiva. Dopo l’addio di Vincenzo Italiano, la dirigenza rossoblù ha individuato nell’ex commissario tecnico del Belgio il profilo ideale per proseguire il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni.

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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il lavoro di pianificazione è già iniziato attraverso numerose videochiamate tra il responsabile dell’area tecnica Giovanni Sartori, il direttore sportivo Marco Di Vaio e lo stesso Tedesco. Durante questi confronti sarebbero state gettate le basi del nuovo progetto tecnico, anche se le future operazioni di mercato dovranno fare i conti con precisi vincoli economici.

La linea dettata dal presidente Joey Saputo e dall’amministratore delegato Claudio Fenucci è chiara: le operazioni in entrata saranno strettamente legate alle cessioni e il mercato dovrà garantire un saldo positivo compreso tra i 30 e i 35 milioni di euro. Una necessità legata ai minori introiti derivanti dalla mancata partecipazione alle competizioni europee nella prossima stagione.

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Nonostante le indiscrezioni provenienti da Casteldebole parlino di colloqui ancora privi di nomi specifici per entrate e uscite, appare difficile immaginare che Sartori non abbia già illustrato a Tedesco la struttura dell’attuale rosa e le caratteristiche del Bologna costruito da Italiano. Il nuovo allenatore è infatti chiamato a dare continuità a un progetto tecnico che ha prodotto risultati importanti negli ultimi anni.

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Il futuro Bologna dovrebbe mantenere una base tattica simile a quella vista nelle recenti stagioni, pur con alcuni adattamenti legati alle idee del nuovo tecnico. Come evidenziato dal quotidiano sportivo, “Che sarà caratterizzato dalla continuità sia come sistema di gioco che come temi tattici, anche se è evidente come Tedesco apporterà accorgimenti e varianti al credo di Italiano“.

La sfida più complessa riguarderà però il mercato. Sartori e Di Vaio dovranno costruire una rosa competitiva senza conoscere con precisione le risorse che arriveranno dalle cessioni. In questo contesto, ogni trattativa rischia di trasformarsi in un puzzle fatto di equilibri economici e strategie finanziarie. L’obiettivo resta quello di mettere a disposizione di Tedesco un organico completo nel minor tempo possibile, permettendogli di iniziare al meglio la nuova avventura sulla panchina rossoblù.

Roma scatenata sul mercato: fari puntati su Greenwood per l’attacco

I giallorossi vogliono regalare a Gasperini un colpo da Champions. C’è già una base d’intesa tra la Roma e l’inglese, ma va convinto il Marsiglia

Calciomercato ultime news: la Roma fa sul serio. Quella che inizialmente sembrava solo una suggestione estiva si sta trasformando rapidamente in una trattativa concreta. Dopo la qualificazione in Champions League centrata con un anno di anticipo, la famiglia Friedkin è determinata ad alzare l’asticella, mettendo a disposizione di mister Gasperini un fantasista in grado di fare la differenza e infiammare la piazza. L’identikit perfetto porta il nome di Mason Greenwood. Ecco l’analisi odierna del Corriere dello Sport.

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L’intesa con il giocatore e il nodo cartellino

I contatti con l’entourage dell’attaccante, gestito direttamente dal padre, sono frequenti e proficui. Secondo le indiscrezioni, i giallorossi avrebbero già raggiunto una solida base d’accordo per l’ingaggio: si parla di una cifra di partenza superiore ai 4 milioni di euro netti a stagione, arricchita da bonus e destinata a lievitare negli anni.

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La volontà dell’inglese sorride alla Capitale. Affascinato dal progetto romanista, Greenwood ha già inviato un segnale inequivocabile: ha riconsegnato le chiavi del suo appartamento ad Aix-en-Provence, chiudendo virtualmente il suo capitolo con il Marsiglia.

Tuttavia, l’operazione rimane complessa sul fronte dei costi.

  • La richiesta: il club francese valuta il giocatore circa 55 milioni di euro (bonus compresi).
  • La strategia: la Roma, per evitare l’inserimento di concorrenti internazionali, è pronta a presentare una prima offerta esplorativa intorno ai 40 milioni.

Un pacchetto totale tra cartellino e stipendio quinquennale che sfiorerebbe i 100 milioni di euro lordi. Sul taccuino della dirigenza restano vive le alternative (nomi come Chiesa, Vlasic, Summerville o Antonio Nusa), ma l’inglese rappresenta l’assoluta priorità.

Favasuli in Italia Macedonia U21
Roma, non solo attacco: pressing su Favasuli – CalcioNews24.com

Non solo attacco: pressing su Favasuli

Parallelamente al grande colpo internazionale, il mercato romanista si muove anche sulle corsie esterne per allungare le rotazioni.

C’è un interesse concreto per Costantino Favasuli, talentuoso esterno destro di 22 anni messosi in grande evidenza in Serie B con la maglia del Catanzaro. Per assicurarsi le prestazioni del giovane laterale, la Roma sarebbe pronta a investire una cifra compresa tra i 5 e gli 8 milioni di euro. La trattativa dovrà tenere conto del fatto che il club calabrese deve riconoscere il 50% della futura rivendita alla Fiorentina, motivo per cui i giallorossi potrebbero inserire il prestito di qualche giovane per agevolare la chiusura dell’affare.

La ricetta Weah: «Milan, c’è troppa pressione. Tornerà grande, ci vuole pazienza»

L’ex rossonero, George Weah: «L’Italia ha una grande tradizione, non ho una spiegazione per la crisi»

Pallone d’Oro del 1995, primo extraeuropeo a vincere il premio, l’ex milanista George Weah come altre stelle partecipa da invitato al Mondiale. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato dopo una partita contro le leggende azzurre.

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ANCORA IN FORMA «Ma no! È che quando torni in campo e trovi vicino a te dei mostri simili come compagni di squadra ti tornano subito la voglia e lo scatto. Con loro ho giocato tantissime volte insieme o da avversari. Ho ritrovato dei grandi amici come Baggio e Panucci. E’ stato un bellissimo pomeriggio, sono molto felice».

L’ITALIA FUORI DAL MONDIALE «L’Italia è il paese del calcio. La vostra è una tradizione storica, la più grande. Ma il calcio, come tutti gli sport, funziona così. Ci sono i cicli. Non ho una spiegazione da dare sui motivi, ma so che ci sarà di nuovo una grande Italia».

IL MILAN DI OGGI «Come dicevo per la Nazionale italiana, il calcio è strano. Tutte le squadre si modificano, si evolvono. In generale è cambiato sicuramente il livello del campionato. Al Milan però resta una pressione enorme (e qui George agita le mani proprio per sottolineare il concetto…) e va dato tempo ai giocatori di ambientarsi. Oggi c’è una squadra giovane a cui servono lavoro e tanta pazienza. Ci vuole calma, ma tornerà grande».

MILAN E JUVE FUORI DALLA CHAMPIONS «Ripeto: serve un sistema che faccia crescere, certi successi non nascono in un giorno ma derivano da un lungo processo. La fiducia è alla base di tutto: incoraggiate i vostri ragazzi, accompagnateli. E’ quello che ho cercato di fare con mio figlio Timothy: prima di entrare nel settore giovanile del Psg è stato per anni al Gottschee, qui a New York. Poi sono arrivati i grandi club. Per emergere occorre avere più di una chance, questa è una generazione di calciatori e ragazzi che può avere una mentalità diversa».

LA LIBERIA «Quando ero alla guida ho fatto tutto il possibile per promuovere stabilità a pace. La cosa che mi fa più felice è che ancora oggi all’interno del nostro paese non ci siano guerre».

Italia, l’eredità di Baldini: giovani in rampa di lancio, identità e un progetto per il futuro azzurro

Italia, l’eredità di Baldini: giovani in rampa di lancio, identità, regole di gruppo e un progetto per il futuro azzurro. La strada per la Nazionale che verrà

La breve esperienza di Silvio Baldini alla guida della Nazionale italiana si è conclusa nel migliore dei modi, con due vittorie nelle amichevoli contro Lussemburgo e Grecia e con la sensazione di aver lasciato un segno importante. Il tecnico, chiamato come commissario tecnico ad interim, tornerà ora al suo percorso con l’Under 21, ma il lavoro svolto in questi giorni rappresenta una base significativa per il futuro del calcio azzurro.

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Come sottolineato dal Corriere dello Sport, Baldini ha saputo incidere non soltanto sotto il profilo tecnico, ma anche su quello umano e culturale. Il riferimento è a un modello che guarda alla crescita dei giovani talenti e alla costruzione di un’identità precisa. Emblematiche le sue parole al termine dell’esperienza in azzurro: “Non mi sono posto il problema. Volevo solo rendermi utile alla Federazione in queste due partite“.

L’allenatore ha lavorato su aspetti fondamentali come disciplina, preparazione atletica, organizzazione tattica e spirito di gruppo. Una filosofia che ha conquistato i giocatori, come dimostrano le dichiarazioni raccolte durante il ritiro. Tra queste spicca quella di Dagasso: Per noi è come un papà. Baldini ha inoltre raccontato il proprio rapporto con i ragazzi attraverso episodi significativi, come il sostegno dato a Reggiani dopo l’espulsione contro la Grecia.

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La sua gestione ha dimostrato che anche in Nazionale è possibile costruire un’identità di gioco in tempi ridotti. Lo stesso tecnico ha spiegato: Ho uno staff formidabile. I calciatori oggi sono evoluti. Dieci giorni bastano per provare quelle due o tre cose che ti servono in partita. Il 70% del lavoro tattico lo fai anche in Nazionale.

Esultanza squadra Grecia Italia

Guardando al futuro, l’Italia dovrà iniziare un nuovo ciclo con l’obiettivo di arrivare competitiva al Mondiale 2030. La missione sarà quella di valorizzare una generazione di giovani che ha mostrato qualità interessanti nelle recenti uscite internazionali. Tra i profili più promettenti figurano Comuzzo, Ahanor, Bartesaghi, Palestra, Pisilli e Koleosho, mentre grande attenzione è rivolta anche a Ndour, Fabio Chiarodia, Filippo Mane e Samuele Inacio.

A questi si aggiungeranno diversi giovani già affermati, come Scalvini, Ricci, Rovella, Coppola, Ruggeri, Udogie, Casadei, Savona e Kayode. Un gruppo destinato a rappresentare l’ossatura della Nazionale nei prossimi anni, insieme ad alcuni elementi di esperienza come Donnarumma e Tonali, considerati i principali punti di riferimento tecnici e caratteriali.

Il messaggio lasciato da Baldini va oltre i risultati ottenuti sul campo. L’Italia ha bisogno di una profonda rivoluzione culturale, capace di concedere spazio, fiducia e tempo ai giovani per crescere e sbagliare. Solo attraverso un progetto di lungo periodo sarà possibile costruire una Nazionale competitiva e moderna. La strada è stata tracciata: ora toccherà al nuovo commissario tecnico raccogliere l’eredità e trasformarla in un percorso vincente.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 9 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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