Pagina 90 – Calcio News 24

Barcellona, riscattato il talento egiziano Hamza Abdelkarim dall’Al Ahly. Ha stregato tutti dopo 6 mesi!

Barcellona, definito il riscatto del talento egiziano Hamza Abdelkarim dall’Al Ahly dopo 6 mesi in blaugrana

Il calciomercato del Barcellona non si ferma ai grandi nomi per la prima squadra, ma continua a lavorare incessantemente con lo sguardo rivolto al futuro e alla cosiddetta linea verde. La dirigenza catalana ha infatti deciso di rompere gli indugi e di attivare ufficialmente la clausola di opzione per l’acquisto a titolo definitivo di Hamza Abdelkarim, giovanissimo e cristallino talento egiziano che si è messo in grande mostra nell’ultimo periodo in Spagna. Lo riporta Fabrizio Romano.

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Le cifre dell’affare: i dettagli dell’accordo con l’Al Ahly

Il giocatore nordafricano era approdato in terra iberica in prestito dal prestigioso club egiziano dell’Al Ahly. Dopo un’attenta e scrupolosa valutazione da parte degli scout e dello staff tecnico blaugrana, la società ha scelto di non farsi scappare questa preziosa opportunità, trasformando il trasferimento temporaneo in un’acquisizione permanente a tutti gli effetti.

Per assicurarsi il cartellino del ragazzo, il Barcellona verserà nelle casse della formazione del Cairo una quota fissa pari a 1,5 milioni di euro, a cui andranno ad aggiungersi una serie di bonus. Si tratta di un investimento oculato e mirato, perfettamente in linea con la nuova politica economica imposta dai vertici del club spagnolo. La strategia della direzione sportiva è infatti sempre più orientata a scovare e valorizzare i campioni di domani prima che il loro prezzo esploda sul mercato internazionale, andando a pescare anche in bacini in fortissima espansione come quello africano.

Sei mesi per convincere tutti: il futuro a tinte blaugrana

La decisione di blindare Abdelkarim non è certamente arrivata per caso. L’impatto del ragazzo con la complessa e selettiva realtà calcistica spagnola è stato a dir poco sorprendente. In appena sei mesi di permanenza al club, il talento egiziano ha saputo mettere in mostra doti tecniche, fisiche e un’intelligenza tattica fuori dal comune, integrandosi alla perfezione nei meccanismi di gioco e nella filosofia di possesso palla tipici della rinomata cantera catalana.

Considerato da moltissimi addetti ai lavori come uno dei prospetti più interessanti e intriganti per il futuro, l’oramai ex gioiello dell’Al Ahly avrà ora la grande possibilità di completare il proprio percorso formativo all’interno de La Masia, la storica accademia del club. L’obiettivo della dirigenza del Barcellona è limpido: far maturare il giocatore senza eccessive pressioni, dotandolo di tutti gli strumenti per poter puntare, in un futuro non troppo lontano, al grande salto nella prima squadra.

Senesi è ufficialmente del Tottenham: l’argentino arriva a zero dal Bournemouth! Le sue prime parole e l’accoglienza di De Zerbi

Senesi è un nuovo giocatore del Tottenham: il difensore argentino arriva a parametro zero dal Bournemouth! La sua presentazione

Il Tottenham ha ufficializzato un importante colpo per la propria retroguardia: è fatta per l’ingaggio di Marcos Senesi. Il forte difensore centrale argentino si aggregherà ufficialmente alla squadra londinese a partire dal 1° luglio, una volta ottenuto il via libera internazionale e al termine naturale del suo contratto con il Bournemouth.

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Le prime parole di Senesi in maglia Spurs

Il centrale mancino ha subito espresso grande entusiasmo per la nuova avventura nel Nord di Londra. Non nascondendo le sue ambizioni, il giocatore ha dichiarato: “È una sensazione molto speciale essere un giocatore del Tottenham

L’argentino ha poi aggiunto: “Fin dal primo momento, il Club ha mostrato perché mi voleva e quanto voleva che io facessi parte di ciò che stanno costruendo. È emozionante e qualcosa in cui non vedo l’ora di partecipare.” Sulle prospettive future ha ribadito: “Ogni volta che metterò piede in campo, farò del mio meglio per rendere orgogliosi i tifosi e riportare il Club dove gli appartiene. Voglio vincere con il Tottenham e farò tutto il possibile per farlo accadere.

L’entusiasmo della dirigenza e di Roberto De Zerbi

L’acquisto del nazionale sudamericano ha soddisfatto a pieno i vertici societari. Il direttore sportivo Johan Lange ha commentato così l’operazione: “Marcos è un difensore che porta una combinazione di qualità, intelligenza e leadership nella nostra rosa.” Ha poi precisato: “La sua esperienza al massimo livello, la sua compostezza nel possesso palla e la voglia di competere per ogni palla lo rendono un perfetto adatto al nostro modo di giocare.” Per concludere con un augurio: “Siamo lieti di accoglierlo nel Club e crediamo che questo sia il posto perfetto per lui mentre entra in una grande fase della sua carriera.

Anche l’allenatore degli Spurs, Roberto De Zerbi, ha elogiato il nuovo innesto, fondamentale per il suo sistema tattico: “L’esperienza di Marcos, la qualità con il pallone e il carattere competitivo ci rafforzeranno in difesa, oltre a darci flessibilità nella formazione.” Il tecnico ha analizzato le sue doti: “Si sente a suo agio in una squadra basata sul possesso palla, legge molto bene il gioco e ha la personalità per prosperare in un ambiente impegnativo.” Infine, ha chiosato: “Amo anche la sua mentalità e il suo desiderio di continuare a migliorare e non vedo l’ora di lavorare con lui e vedere il grande contributo che potrà dare alla squadra.

Chi è Marcos Senesi: un leader difensivo moderno

Originario di Concordia, in Argentina, Senesi è un difensore fisico e mancino cresciuto nel San Lorenzo, dove ha debuttato nel 2016. Nel 2019 è sbarcato in Europa con il Feyenoord, raggiungendo la finale della prima edizione di Conference League nel 2022.

Nello stesso anno è passato in Premier League al Bournemouth, diventando una colonna portante dei Cherries e aiutando il club a raggiungere storici traguardi in classifica. Nell’ultima stagione ha registrato numeri impressionanti: oltre 2.300 passaggi completati e ben 182 lanci lunghi (record per i giocatori di movimento). Inoltre, si è piazzato nella top tre della Premier League per numero di intercetti, respinte e salvataggi, risultando anche il difensore centrale con più assist all’attivo. Un innesto di assoluto valore che porta solidità, tecnica ed esperienza alla corte del Tottenham.

Chi è Ljubo Puljic, il colpo messo a segno dall’Atalanta dal Bayern Monaco. La sua storia e il suo identikit tecnico

Chi è Ljubo Puljic, nuovo arrivo all’Atalanta dal Bayern Monaco. La storia e le caratteristiche tecniche del giocatore

Il calciomercato dell’Atalanta si conferma uno dei più attenti e lungimiranti a livello internazionale, sempre vigile sui migliori talenti emergenti. La dirigenza nerazzurra sta infatti definendo gli ultimissimi dettagli per mettere a segno un importante colpo per la retroguardia: è in via di chiusura l’intesa – secondo Fabrizio Romano – per il trasferimento di Ljubo Puljic, promettente prospetto attualmente in forza all’FC Bayern II. La società orobica si assicura così uno dei profili difensivi più ricercati del panorama europeo, superando una folta e agguerrita concorrenza.

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I dettagli dell’operazione: firma quadriennale e opzione

I dialoghi tra la compagine bergamasca e il club bavarese hanno subìto un’accelerata decisiva. Il difensore centrale croato, già nel giro della Nazionale Under 19, sposerà il progetto della Dea a lungo termine. L’intesa raggiunta tra le parti prevede la sottoscrizione di un contratto quadriennale. Inoltre, l’accordo pattuito include una specifica clausola a favore della società lombarda con un’opzione di prolungamento per un ulteriore anno, blindando di fatto il cartellino del calciatore per le prossime cinque stagioni.

Chi è Ljubo Puljic: caratteristiche fisiche e identikit tecnico

Ma chi è Ljubo Puljic e perché gli scout bergamaschi hanno puntato con tale decisione su di lui? Considerato in patria come uno degli astri nascenti della sua generazione calcistica (è un classe 2007), il balcanico è l’emblema del difensore centrale moderno. Dotato di una struttura fisica imponente e di leve lunghe, domina nel gioco aereo ed è un avversario formidabile nei duelli corpo a corpo e nel gioco d’anticipo.

Oltre alla stazza, spicca per un’eccellente tecnica di base: essendo mancino naturale, possiede l’abilità necessaria per impostare l’azione dal basso con enorme lucidità e precisione, una dote tattica considerata imprescindibile nel sistema di gioco di Sarri. Unisce a queste qualità una forte aggressività agonistica e una spiccata capacità di lettura delle traiettorie, che lo rendono un marcatore arcigno ma sempre pulito negli interventi.

Dall’Osijek alla Baviera, fino alla Serie A

La rapida ascesa del giovane talento è frutto di un percorso solido. Cresciuto nel florido vivaio dell’NK Osijek in Croazia, le sue prestazioni di altissimo livello spinsero il Bayern Monaco ad investire pesantemente su di lui per il proprio settore giovanile. Il periodo trascorso in Germania lo ha forgiato dal punto di vista della disciplina tattica e dell’intensità atletica.

Ora, lo sbarco all’Atalanta rappresenta lo snodo cruciale per il salto nel calcio dei grandi. Con ogni probabilità, il neo-acquisto verrà inizialmente inserito all’interno del collaudato progetto dell’Under 23 in Serie C, per permettergli un rapido adattamento ai ritmi del calcio italiano. L’obiettivo finale, però, è chiaro: prepararlo a diventare, in tempi brevi, un perno inamovibile della Prima Squadra nerazzurra.

Calciomercato Parma: Suzuki nel mirino dell’Aston Villa per il post Dibu Martinez. La posizione dei ducali

Calciomercato Parma: Suzuki piace all’Aston Villa per il dopo Dibu Martinez. Qual è la situazione

Il valzer dei portieri infiamma già le prime fasi del calciomercato estivo, e questa volta l’asse caldo collega direttamente la nostra Serie A ai ricchi palcoscenici della Premier League. Secondo Fabrizio Romano e Matteo Moretto, l’Aston Villa si sta muovendo con grande anticipo per cautelarsi in vista di una possibile e clamorosa partenza del proprio numero uno, Emiliano “Dibu” Martinez. Tra i profili individuati dalla dirigenza britannica per difendere la porta nella prossima stagione spicca con forza il nome di Zion Suzuki, talentuoso ed emergente estremo difensore attualmente in forza al Parma.

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L’Aston Villa e il piano per la successione in porta

La compagine di Birmingham, reduce da un’annata straordinaria che ha garantito la vittoria dell’Europa League, è perfettamente consapevole delle crescenti sirene di mercato attorno al suo Campione del Mondo argentino (vicino alla Juventus). Qualora il Dibu Martinez dovesse effettivamente cedere alle lusinghe dei bianconeri, i Villans non hanno alcuna intenzione di farsi trovare impreparati. Per questo motivo, la direzione sportiva del club inglese ha già stilato una ristretta e selezionatissima shortlist composta da soli tre nomi per l’eventuale successione. E proprio all’interno di questo esclusivo elenco figura in primissima linea il giovane talento di proprietà del Parma.

Il pressing su Zion Suzuki: mesi di attenta osservazione

L’interesse dell’Aston Villa per Suzuki non è affatto un’infatuazione passeggera o dell’ultimo minuto. Gli scout della formazione d’Oltremanica seguono e apprezzano le prestazioni del nazionale giapponese ormai da diversi mesi, redigendo report ampiamente positivi sulle sue enormi potenzialità di crescita. Classe 2002, il portiere nipponico si è messo in grande evidenza grazie a una fisicità imponente, a un’eccellente reattività tra i pali e a una notevole abilità nella costruzione del gioco con i piedi. Si tratta di caratteristiche tecniche ormai imprescindibili per gli elevatissimi standard richiesti dal calcio inglese e, in particolare, dal sistema tattico del manager Unai Emery.

La posizione del club emiliano per l’estate

Dal canto suo, il Parma osserva con grande pragmatismo gli sviluppi di questa potenziale trattativa internazionale. Il ragazzo ha dimostrato appieno il suo valore nel campionato italiano, ma di fronte alle inarrivabili risorse economiche provenienti dalla Premier League, una sua permanenza in Emilia-Romagna non è affatto garantita. Le voci confermano infatti che Suzuki potrebbe concretamente lasciare Parma già in questa estate. Un suo trasferimento garantirebbe alla società gialloblù un’importante iniezione di liquidità e una preziosa plusvalenza da reinvestire per completare la rosa. I prossimi giorni saranno cruciali per capire se l’effetto domino innescato dal possibile addio di Martinez porterà davvero il promettente guardiano giapponese a volare in Inghilterra.

Inter, futuro Darmian tra campo e dirigenza: il club gli offre una nuova opportunità

I nerazzurri vogliono trattenere Matteo Darmian anche dopo la carriera da calciatore: decisione attesa a breve

Il futuro di Matteo Darmian potrebbe continuare a essere legato ai colori nerazzurri, ma in una veste completamente diversa. Secondo quanto riportato da Sky Sport, diversi club di Serie A avrebbero manifestato interesse per l’esperto esterno, pronto a valutare le opportunità che potrebbero presentarsi nelle prossime settimane.

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Nonostante i sondaggi provenienti da altre società del massimo campionato italiano, l’Inter starebbe lavorando per convincere Darmian a rimanere all’interno del progetto del club. La proposta avanzata dalla dirigenza non riguarderebbe però un nuovo ruolo sul terreno di gioco, bensì una posizione da ricoprire fuori dal campo, all’interno dell’organizzazione nerazzurra.

Un attestato di stima importante nei confronti di un calciatore che, negli anni trascorsi a Milano, si è distinto per professionalità, affidabilità e spirito di sacrificio, diventando una figura molto apprezzata sia dallo spogliatoio sia dalla società.

L’Inter vorrebbe quindi valorizzare l’esperienza maturata da Darmian nel corso della sua lunga carriera, affidandogli un incarico che gli consentirebbe di restare nel mondo nerazzurro anche dopo l’eventuale conclusione del percorso da calciatore.

Al momento non è stata ancora presa una decisione definitiva. La risposta del giocatore è attesa nei prossimi giorni, quando verranno sciolte le riserve sul suo futuro e sulla possibilità di iniziare una nuova avventura all’interno dell’Inter.

5 curiosità sul Dibu Martinez che (forse) non conoscete! Alla scoperta dell’obiettivo numero uno della Juventus – VIDEO di Marco Baridon

Dal soprannome nato per caso alla guardia del corpo a quattro zampe: ecco alcuni retroscena sul Dibu Martinez

Emiliano “Dibu” Martinez è uno dei nomi più chiacchierati per la porta della Juventus. Campione del Mondo con l’Argentina, leader carismatico e specialista dei rigori, il portiere dell’Aston Villa nasconde anche diverse curiosità che raccontano molto della sua personalità e del suo percorso. Ecco cinque aneddoti che forse non conoscevate.

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1. “Dibu” non ha nulla a che vedere con Emiliano

Molti pensano che Dibu sia semplicemente un diminutivo del suo nome, ma la realtà è molto diversa. Il soprannome nasce quando era giovanissimo nelle giovanili dell’Independiente.

A causa dei suoi capelli rossicci e delle numerose lentiggini, i compagni notarono una forte somiglianza con un personaggio della celebre telenovela argentina degli anni ’90 “Mi familia es un dibujo”. Da quel momento iniziarono a chiamarlo “Dibu” e il soprannome è rimasto per sempre, al punto da diventare più famoso del suo vero nome.

2. Prima del successo ha vissuto dieci anni difficilissimi

Oggi è considerato uno dei migliori portieri al mondo, ma la sua carriera è stata tutt’altro che semplice.

Acquistato dall’Arsenal ad appena 17 anni, Martinez ha trascorso circa un decennio senza riuscire a trovare spazio con continuità. Durante quel periodo è stato mandato in prestito in numerose squadre inglesi, vivendo una lunga gavetta tra panchine e categorie inferiori.

La svolta arrivò solo a 28 anni, quando l’infortunio del titolare Bernd Leno gli spalancò finalmente le porte della prima squadra. Da lì iniziò la sua incredibile ascesa.

3. Il segreto della sua agilità? Pilates e yoga

Nonostante la sua struttura fisica imponente, Martinez riesce a essere estremamente rapido tra i pali.

Il merito è anche di un lavoro costante su elasticità e mobilità. Negli anni trascorsi in Inghilterra, complici alcuni problemi fisici, ha scoperto il Pilates e successivamente lo Yoga, discipline che ancora oggi fanno parte della sua routine quotidiana.

Grazie a questi allenamenti riesce a migliorare la flessibilità muscolare, ridurre il rischio di infortuni e mantenere riflessi straordinari.

4. Le provocazioni sui rigori non sono improvvisate

I suoi celebri balletti e le provocazioni agli avversari prima dei penalty non nascono dal caso.

Martinez lavora da tempo con uno psicologo sportivo e utilizza precise tecniche mentali per mettere sotto pressione chi si presenta sul dischetto. Ogni gesto, parola o movimento ha l’obiettivo di aumentare lo stress dell’avversario e ridurne la lucidità nei momenti decisivi.

Una strategia che gli ha permesso di diventare uno dei portieri più temuti nelle serie di rigori.

5. Dopo il Mondiale si è affidato a una “guardia speciale”

La curiosità più sorprendente riguarda ciò che è accaduto dopo la vittoria del Mondiale con l’Argentina.

Preoccupato per la sicurezza dei suoi trofei e delle sue medaglie, Martinez ha deciso di investire circa 20.000 sterline nell’acquisto di un Pastore Belga Malinois, una razza nota per essere utilizzata anche da unità militari e forze speciali in diverse parti del mondo.

Una scelta decisamente particolare che dimostra quanto tenga ai ricordi più importanti della sua carriera.

Tra personalità, mentalità vincente e una storia fatta di sacrifici, Dibu Martinez è molto più di un semplice portiere. E chissà che presto queste curiosità non possano accompagnarlo in una nuova avventura con la maglia della Juventus.

Glasner sul futuro: «Quando arriverà il momento, lo annuncerò»

L’allenatore austriaco Glasner rompe il silenzio sulle voci di mercato, ma non si sbilancia sull’ipotesi Milan

Le indiscrezioni che accostano Oliver Glasner alla panchina del Milan continuano a far discutere. Nelle ultime ore, il tecnico austriaco è stato avvicinato dai quotidiani austriaci Kronen Zeitung e Oberösterreichischen Nachrichten al termine di una partita di tennis disputata a Mehrnbach, in Alta Austria.

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Interrogato sulle numerose voci riguardanti il suo futuro professionale e sul possibile interesse del club rossonero, Glasner ha scelto la linea della prudenza, evitando conferme o smentite.

PAROLE – «È molto bello che, da quando ho annunciato la fine del mio contratto con il Crystal Palace, i media mi abbiano collegato con quasi tutti i club. Non ho mai commentato queste voci e non voglio farlo ora. Quando arriverà il momento, lo annuncerò. E per essere finalmente pronto per un nuovo club, tutto deve essere perfetto. Bisogna avere una buona sensazione: se non c’è, non si fa nulla», ha dichiarato l’allenatore.

Parole che lasciano aperti tutti gli scenari e che non chiariscono in modo definitivo il suo futuro. Glasner non ha infatti fatto alcun riferimento diretto al Milan, mantenendo il massimo riserbo sulle possibili trattative in corso.

Nonostante ciò, il suo profilo continua a essere considerato tra i più accreditati per la futura guida tecnica rossonera. Le prossime settimane potrebbero rivelarsi decisive per comprendere quale sarà la prossima destinazione dell’ex tecnico del Crystal Palace.

Lazio, ecco chi è Jonathan Asp Jensen: il talento danese nel mirino biancoceleste

Il giovane gioiello del Bayern Monaco Jonathan Asp Jensen piace ai biancocelesti: tecnica, versatilità e prospettive importanti per il futuro

La Lazio guarda al futuro e continua a monitorare giovani profili di prospettiva per rinforzare la rosa a disposizione di Gennaro Gattuso. Tra i nomi finiti sul taccuino della dirigenza biancoceleste c’è quello di Jonathan Asp Jensen, fantasista danese classe 2006 di proprietà del Bayern Monaco.

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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, il club capitolino avrebbe avviato i contatti per valutare la fattibilità dell’operazione, facendo leva sugli ottimi rapporti costruiti negli ultimi anni con il club bavarese.

Dialoghi aperti con il Bayern Monaco: la Lazio ci prova

I rapporti tra Lazio e Bayern Monaco sono già stati consolidati in passato, come dimostrato dall’operazione che aveva portato a Roma Arijon Ibrahimovic nel gennaio 2025. Un’esperienza che non ha lasciato il segno, ma che ha contribuito a mantenere aperto il canale tra le due società.

Per Asp Jensen, al momento, non esiste ancora un accordo definitivo, ma le sensazioni restano positive. Il Bayern valuta attentamente il futuro del giocatore e non è esclusa una nuova formula in prestito, anche se il valore del cartellino viene stimato attorno ai 5 milioni di euro.

Numeri importanti nell’ultima stagione

Il giovane danese arriva da una stagione particolarmente convincente con la maglia del Grasshopper, club svizzero dove ha giocato in prestito.

Il bilancio parla di 9 gol e 6 assist in 40 presenze, numeri che hanno attirato l’attenzione di numerose società europee. Nonostante la difficile annata del Grasshopper in campionato, Asp Jensen è riuscito a distinguersi grazie a prestazioni di alto livello e a una crescita costante.

Le caratteristiche di Jonathan Asp Jensen

Un giocatore offensivo moderno e versatile

Uno degli aspetti che rende Asp Jensen particolarmente interessante riguarda la sua duttilità tattica.

Il danese può essere impiegato come:

  • Trequartista
  • Esterno offensivo
  • Mezzala a vocazione offensiva

Pur essendo prevalentemente utilizzato sulla corsia sinistra, è in grado di muoversi su tutto il fronte offensivo grazie alle sue qualità tecniche.

Tecnica, dribbling e capacità di creare superiorità

Alto 1,82 metri e destro naturale, Asp Jensen si distingue per:

  • Ottima tecnica individuale
  • Spiccate doti nel dribbling
  • Buona capacità di conclusione
  • Visione di gioco e creatività negli ultimi metri

Si tratta di un profilo giovane ma già capace di incidere nella fase offensiva, sia come finalizzatore che come uomo assist.

Un percorso di crescita tra Danimarca, Germania e Svizzera

Il Bayern Monaco aveva investito su di lui nel 2022, acquistandolo dal Midtjylland quando aveva appena 16 anni. Dopo il percorso nel settore giovanile bavarese, Asp Jensen ha assaggiato anche il calcio della prima squadra, esordendo in Bundesliga il 12 maggio 2024 contro il Wolfsburg.

Successivamente è rimasto a disposizione della seconda squadra prima dell’esperienza in Svizzera, fondamentale per la sua maturazione calcistica.

Curiosamente, il talento danese condivide diversi punti in comune con altri calciatori già presenti nell’universo biancoceleste, come Gustav Isaksen e Oliver Provstgaard, sia per percorso formativo sia per la stessa agenzia di rappresentanza.

Lazio, tra prospettiva e necessità immediate

L’eventuale arrivo di Asp Jensen rappresenterebbe un investimento in linea con la strategia della Lazio, orientata verso profili giovani e sostenibili dal punto di vista economico.

Tuttavia, come sottolinea il Corriere dello Sport, il club dovrà trovare il giusto equilibrio tra la valorizzazione dei talenti emergenti e la necessità di fornire a Gattuso rinforzi già pronti per incidere immediatamente.

Asp Jensen rappresenta senza dubbio un profilo di grande prospettiva, ma il suo eventuale inserimento nel calcio italiano richiederà tempo, pazienza e un percorso di crescita graduale.

Barcellona rinuncia a Rashford, Sancho lascia lo United: il mercato italiano fiuta le opportunità

Rashford non viene riscattato dal Barcellona, il Manchester United saluta Sancho: doppia occasione per la Serie A

Due storie diverse, ma sorprendentemente parallele. Jadon Sancho e Marcus Rashford tornano a occupare le prime pagine del mercato estivo: uno era cercato da mezza Europa e oggi è senza squadra, l’altro sembrava aver trovato una nuova casa in Spagna prima di vedere sfumare tutto. Due percorsi che si intrecciano e che, per motivi differenti, possono riportarli nel mirino della Serie A.

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Rashford, il Barça si tira indietro: ora torna allo United

Il Barcellona ha deciso di non esercitare il riscatto da 30 milioni fissato con il Manchester United, nonostante una stagione da rilancio per Rashford: 14 gol e 14 assist in 49 partite. Troppo alta, secondo i blaugrana, la cifra pattuita.

L’attaccante classe 1997 rientra così allo United, con cui ha contratto fino al 2028. Ma restare non è scontato. La guida tecnica è cambiata e in panchina ora c’è Michael Carrick, grande estimatore del giocatore. Tuttavia, l’affollamento offensivo potrebbe spingere società e calciatore a valutare una nuova cessione.

Il Barcellona resta alla finestra, pronto a tornare alla carica se lo United aprirà a condizioni più morbide. In Italia, invece, la pista è complessa per Milan e Juventus, fuori dalla Champions. Più percorribile per la Roma, che sogna un colpo di livello e segue con forza Mason Greenwood, e per il Napoli se dovessero partire Lukaku e Lucca.

Due ostacoli pesanti:

  • il Mondiale, che può far lievitare il prezzo;
  • l’ingaggio, oltre 15 milioni lordi, anche se Rashford ha già dimostrato flessibilità accettando un taglio del 15% per favorire il Barça.

Sancho, un anno dopo è senza squadra

Il secondo volto di questa estate è quello di Sancho, che solo dodici mesi fa era nel mirino di mezza Europa, con Juventus e Roma pronte a trattare. Oggi, invece, è ufficialmente svincolato.

Il prestito all’Aston Villa non ha prodotto la rinascita sperata: 39 presenze e un solo gol, seppur decisivo in Europa League contro il Fenerbahce. Troppo poco per convincere il Manchester United a puntare ancora su di lui. Il club ha annunciato la separazione al termine del contratto, fissato al 30 giugno.

Chi può prenderlo?

A 26 anni, Sancho cerca una nuova sfida. Il Borussia Dortmund è intrigato dall’idea di riportarlo in Germania, mentre diversi club di Premier monitorano la situazione.

E poi c’è la Serie A, che Sancho ha sfiorato più volte senza mai toccare. La Champions non è un requisito imprescindibile, e questo apre scenari per Roma, Juventus e Milan.

  • In rossonero è tutto in evoluzione, tra nuovo allenatore e nuova dirigenza.
  • In bianconero la linea tecnica è chiara con Spalletti, ma le priorità sono altre.

Sul fondo restano le opzioni più ricche: Turchia e Arabia Saudita, pronte a mettere sul tavolo ingaggi molto elevati.

Inter, summit per Provedel: proseguono i contatti per il vice Martinez

Inter, passi avanti per Ivan Provedel: contatti continui per completare il reparto portieri dei nerazzurri. Le ultimissime notizie

L’Inter continua a lavorare per definire l’assetto della porta in vista della prossima stagione. Dopo aver scelto Josep Martinez come nuovo titolare, destinato a raccogliere l’eredità di Sommer, il club nerazzurro è ora concentrato sulla ricerca di un secondo portiere affidabile ed esperto.

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Nel pomeriggio, secondo Sky, è arrivato in sede Gianni Rava, rappresentante di Ivan Provedel e titolare della Keeper Football Agency. Un incontro atteso da giorni, considerato fondamentale per valutare la reale fattibilità dell’operazione che potrebbe portare l’estremo difensore della Lazio a Milano.

L’Inter vede in Provedel il profilo ideale per completare il reparto: esperienza in Serie A, continuità di rendimento e garanzie tecniche offerte nelle ultime stagioni. Per questo la dirigenza ha intensificato i contatti sia con l’entourage del giocatore sia con il club biancoceleste.

Provedel ha ancora un anno di contratto con la Lazio, elemento che rende necessario capire se esistano margini per un accordo sostenibile dal punto di vista economico e se il club capitolino sia disposto a concedere il via libera a condizioni favorevoli.

I dialoghi proseguiranno nelle prossime settimane: il portiere resta una delle opzioni più concrete per il ruolo di vice Martinez nel nuovo progetto nerazzurro.

Stankovic Inter, l’incredibile destino: il ritorno a casa del figlio d’arte che sogna il nerazzurro – VIDEO di Giuseppe Colicchia

Inter, riecco Aleksandar Stankovic: un ritorno scritto nel destino per il talento cresciuto in nerazzurro – VIDEO di Giuseppe Colicchia

Milano, per Aleksandar Stankovic, non è soltanto la città in cui è nato il 3 agosto 2005. È il luogo dei ricordi, della famiglia, dei primi palloni calciati e dell’amore per l’Inter, una passione trasmessa dal padre Dejan, simbolo di una delle epoche più vincenti della storia nerazzurra.

Per anni il giovane centrocampista ha inseguito un obiettivo chiaro: tornare un giorno a vestire la maglia dell’Inter. Quando la scorsa estate aveva lasciato Milano per trasferirsi al Club Brugge, il suo saluto ai tifosi era stato carico di emozione, con la speranza di poter ritrovare quei colori che hanno accompagnato la sua crescita.

La crescita in Belgio e la scelta dell’Inter

Quel momento è arrivato. L’Inter ha deciso di esercitare il diritto di recompra, riportandolo alla base dopo che il Brugge aveva investito 10 milioni per acquistarlo a titolo definitivo. Per riabbracciarlo, il club nerazzurro ha versato circa 23 milioni, un segnale forte della fiducia riposta nelle sue qualità.

Una scelta maturata grazie all’eccellente percorso del serbo negli ultimi due anni. Dopo l’esperienza positiva al Lucerna, Stankovic ha compiuto il salto definitivo in Belgio, brillando anche in Champions League. I numeri parlano da soli: 9 gol e 5 assist in 55 presenze, prestazioni che hanno attirato l’attenzione di diversi club europei.

Il futuro da decidere: decisivo il parere di Chivu

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Nonostante il ritorno sia ufficiale, il futuro del centrocampista resta aperto. La dirigenza interista valuterà tutto durante il ritiro estivo: spazio in rosa, equilibrio del centrocampo ed eventuali offerte dall’estero.

Un ruolo chiave lo avrà Cristian Chivu, l’allenatore che conosce Aleksandar meglio di chiunque altro. Lo ha seguito nel settore giovanile, lo ha visto crescere e non ha mai nascosto di considerarlo quasi un “figlio calcistico”.

Oggi il sogno si è avverato: Stankovic è tornato all’Inter. Resta da capire se il prossimo capitolo della sua storia sarà scritto ancora in nerazzurro o altrove. Ma una certezza rimane: il legame tra Aleksandar e l’Inter non si è mai spezzato.

Atalanta, ufficiale: Giuseppe Pompilio è il nuovo direttore dei processi sportivi

Nuovo innesto dirigenziale per l’Atalanta: Giuseppe Pompilio nominato direttore dei processi sportivi dei nerazzurri. Le ultimissime

L’Atalanta prosegue nella sua profonda riorganizzazione interna e ufficializza l’arrivo di Giuseppe Pompilio, nuovo direttore dei processi sportivi del club nerazzurro. Dopo l’annuncio di Cristiano Giuntoli come direttore sportivo e l’esonero di Raffaele Palladino, la società bergamasca aggiunge un altro tassello chiave alla nuova struttura dirigenziale.

Pompilio approda a Bergamo dopo 13 anni di lavoro al fianco di Giuntoli, un legame professionale consolidato che l’Atalanta ha scelto di ricomporre per rafforzare l’area sportiva. Come specificato nel comunicato ufficiale, il dirigente avrà il compito di coordinare tutti i processi legati al settore sportivo, diventando una figura centrale nell’organizzazione nerazzurra.

In attesa dell’annuncio di Maurizio Sarri come nuovo allenatore, il club continua dunque a ridisegnare la propria identità tecnica e gestionale, con Pompilio chiamato a svolgere un ruolo strategico nel nuovo corso.

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IL COMUNICATO DELL’ATALANTA – “Atalanta BC è lieta di comunicare l’inserimento all’interno del proprio organigramma societario – in qualità di Direttore dei Processi Sportivi – di Giuseppe Pompilio, dirigente che si è affermato negli anni per capacità, preparazione e competenze manageriali.

Laureato in Giurisprudenza, abilitato all’esercizio della professione di avvocato e già docente a contratto presso l’Università degli Studi di Urbino, Pompilio ha precedentemente svolto con notevole profitto incarichi dirigenziali di primo livello partendo dal Fano Calcio, per poi passare al Carpi, al Napoli e infine alla Juventus. Negli ultimi 13 anni ha lavorato a fianco del Direttore Sportivo Cristiano Giuntoli“.

Giuseppe Pompilio si occuperà di organizzare, coordinare e ottimizzare tutti i processi legati all’area sportiva. La famiglia Percassi, quella Pagliuca e tutto il Club nerazzurro rivolgono un caloroso benvenuto a Giuseppe Pompilio, augurandogli buon lavoro“.

Mourinho Real Madrid, è già tensione: la verità sull’offerta per Julián Álvarez

Cortocircuito totale sul mercato prima ancora dell’annuncio in panchina. Il club assicura di aver informato l’allenatore

José Mourinho non si è ancora seduto ufficialmente sulla panchina del Real Madrid, ma l’aria a Valdebebas sembra essere già elettrica. Prima ancora delle firme e dei comunicati di rito, tra il tecnico portoghese e i vertici del club blanco è esploso il primo, clamoroso cortocircuito di mercato. La pietra dello scandalo ha un nome e un cognome ben precisi: Julián Álvarez.

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Ecco quantro rivelato da Mundo Deportivo. La dirigenza madrilena ha presentato un’offerta formale per assicurarsi le prestazioni dell’attaccante argentino, una mossa che ha innescato un’immediata frizione con il futuro allenatore. Sulla dinamica dei fatti si contrappongono due versioni diametralmente opposte, le quali però convergono su un singolo, inequivocabile punto fermo: Mourinho non ritiene Julián Álvarez il profilo adatto per il suo scacchiere tattico e non lo vuole in squadra.

La versione del club. Da una parte c’è la posizione del Real Madrid. Secondo quanto trapela dalle stanze della dirigenza spagnola, lo “Special One” era perfettamente a conoscenza delle intenzioni della società.

Florentino Pérez e i dirigenti avrebbero preventivamente informato il portoghese della volontà di formulare una proposta per l’argentino, scontrandosi con il suo parere negativo. Nonostante il dissenso tecnico, il club avrebbe comunque deciso di procedere in autonomia con l’assalto al giocatore.

La furia dello Special One. Dall’altra parte, lo scenario dipinto dall’entourage di Mourinho è decisamente più teso. Le persone vicine al tecnico lusitano assicurano che quest’ultimo fosse totalmente all’oscuro della trattativa in corso.

Mourinho avrebbe appreso dell’offerta per Álvarez – e del conseguente netto rifiuto da parte dell’Atlético Madrid – solamente a cose fatte, leggendo il comunicato ufficiale diramato dalla stessa società madridista.

Questa totale mancanza di comunicazione ha mandato su tutte le furie l’allenatore. Il fatto che il Real Madrid abbia agito alle sue spalle, scavalcando la sua autorità tecnica per provare ad acquistare un giocatore che non rientra minimamente nelle sue grazie, è stato vissuto come una profonda mancanza di rispetto. Un inizio decisamente in salita per l’atteso ritorno di Mourinho al Santiago Bernabéu.

Juve PSG, emerge il nome di Chevalier: alternativa concreta a Dibu Martínez

Lucas Chevalier entra nei radar Juve durante i colloqui col PSG: possibile opzione in porta dietro all’affare Dibu Martínez

La Juventus continua a muoversi con grande attenzione nella ricerca del nuovo numero uno per la prossima stagione. Mentre alla Continassa si insiste per chiudere il colpo Emiliano “Dibu” Martínez — considerato la prima scelta assoluta per la porta di Luciano Spalletti — la dirigenza sta lavorando in parallelo su piani alternativi di alto profilo.

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Secondo la Gazzetta dello Sport, nei recenti colloqui esplorativi con il Paris Saint‑Germain è emerso a sorpresa il nome di Lucas Chevalier, profilo che ha subito attirato l’interesse bianconero per età, talento e margini di crescita.

A facilitare un eventuale inserimento della Juve sono gli ottimi rapporti con la dirigenza parigina, un asse di mercato che negli ultimi anni si è rivelato particolarmente fluido.

Il classe 2001 sta vivendo un momento complicato sotto la Torre Eiffel: dopo aver difeso la porta del PSG anche in contesti di prestigio, è scivolato nelle gerarchie, superato da Safonov nelle preferenze tecniche.

Una situazione che ha spinto il suo entourage a valutare nuove soluzioni, alla ricerca di una piazza che possa garantirgli minutaggio e fiducia.

L’operazione resta però tutt’altro che semplice. L’interesse della Juventus ha infatti acceso i riflettori di diversi club europei: il Besiktas sta spingendo forte per consegnare un colpo di livello al nuovo tecnico Italiano, mentre il Newcastle osserva con attenzione, pronto a sfruttare eventuali opportunità in uscita dai top club per rinforzare la rosa in Premier League.

La Juve resta alla finestra, consapevole di avere le carte in regola per inserirsi con decisione se dovesse scegliere di affondare il colpo.

Ghoulam: «Allegri al Napoli? Non vedo chi meglio di lui. Un’estate fa era ritenuto uno dei tre migliori in assoluto»

Ghoulam non ha dubbi: «La scelta mi convince: il Napoli vuole vincere ancora e credo che abbia puntato sul profilo perfetto»

Faouzi Ghoulam continua la sua vita a 100 all’ora. Ieri è arrivato a Rende da Parigi per raccontare la propria storia sportiva e personale all’Università della Calabria, poi è subito ripartito per la Francia.

Ora lo attende un nuovo viaggio: gli Stati Uniti, dove seguirà il Mondiale e il suo “fratello” Koulibaly, con tappe a New York, New Jersey e Miami.

Anche Ghoulam un Mondiale lo ha vissuto: Brasile 2014, pochi mesi dopo il suo arrivo al Napoli. La sua intervista al Corriere dello Sport:

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ALGERIA – «Per fare strada bisogna sognare, lottare, sacrificarsi e lavorare. Tanto, tantissimo: io ho sempre creduto di poter diventare un professionista perché guardandomi intorno mi accorgevo che nessuno si dedicava quanto me al lavoro e al calcio. Dai 12 ai 22 anni non ho mai messo piede in una discoteca. Soltanto studio e pallone»

GHOULAM OGGI – «Sì, specialmente di aver reso i miei genitori orgogliosi: ho realizzato il loro sogno sia diventando un calciatore sia e soprattutto scegliendo la nazionale algerina. Ma c’è anche un’altra cosa…»

CALCIO – «Riguarda il calcio, la vita e una città: comparire sul murale della Top 11 dei cento anni di storia del Napoli, dipinto all’esterno del Maradona. Mi emoziona pensare che un giorno porterò la mia famiglia e i miei figli a visitarlo»

ALLEGRI UOMO GIUSTO POST CONTE? – «E chi altrimenti? Non vedo chi meglio di lui. Un’estate fa era ritenuto uno dei tre migliori in assoluto, in Italia e non solo, e dopo un anno è un fallimento? Non è giusto, non è così che funziona. Tra l’altro, non è possibile ignorare i problemi che ci sono stati al Milan. La scelta mi convince: il Napoli vuole vincere ancora e credo che abbia puntato sul profilo perfetto»

SUL MERCATO – «Un terzino destro, una mezzala e un difensore centrale. Pochi ritocchi. La rosa è di qualità. A destra mi piace Dodo per più motivi: intanto ha una certa esperienza in Serie A, quattro stagioni alle spalle, e abbiamo visto quanto sia importante. E poi può fare sia il quinto, sia il terzino a quattro. Eventualmente puoi schierare lui e Giovanni insieme. Di Lorenzo? Sì, Dodo da quinto e il capitano da centrale, con i tre marcatori»

LUKAKU DA CONFERMARE? – «Certo, assolutamente, da titolare e anche da alternativa o in tandem con Hojlund. C’è penuria nel ruolo, non è facile trovare attaccanti così, e lui è un centravanti decisivo. Ha una storia, ha qualità e ha saputo fare la differenza anche a Napoli. Sta recuperando la condizione e lo vedremo all’opera al Mondiale insieme a De Bruyne. Con giocatori del genere, il Napoli può davvero puntare a vincere».

Inter, Provedel spinge per il trasferimento: la Lazio non apre sconti, summit con l’agente

Provedel vuole solo l’Inter: la Lazio però resta ferma sul prezzo, pronto un incontro con l’agente per definire la strategia

Non c’è solo Marco Palestra tra gli obiettivi dell’Inter per rinforzare la rosa a disposizione di Cristian Chivu. Nelle ultime settimane, infatti, la dirigenza nerazzurra ha accelerato anche su Ivan Provedel, individuato come il profilo ideale per ricoprire il ruolo di vice alle spalle di Josep Martinez.

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Il portiere classe 1994 ha già fatto la sua scelta: vuole una nuova esperienza in un top club come l’Inter. Resta però da superare l’ostacolo più complesso, ovvero trovare un accordo con la Lazio. E trattare con Claudio Lotito è notoriamente una delle operazioni più difficili del panorama italiano.

Per questo motivo è previsto tra oggi e domani un incontro con l’agente del giocatore. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, nel colloquio si discuterà anche della strategia da adottare con i biancocelesti per arrivare al prezzo giusto. L’Inter è pronta a mettere sul tavolo 2-3 milioni, mentre la richiesta della Lazio si aggira intorno ai 5 milioni.

Una trattativa che entra ora nella fase decisiva, con i nerazzurri determinati a consegnare a Chivu un secondo portiere affidabile e di esperienza.

Pulisic non è più una certezza per il Milan: il Mondiale può cambiare tutto, Cardinale resta deciso

Pulisic e il Milan, lo scenario è ancora aperto: il prossimo Mondiale può aprire nuove strade, Cardinale resta fermo

Uno dei dossier più delicati in casa Milan riguarda il futuro di Christian Pulisic. La società, una volta sistemati i tasselli fondamentali — allenatore, direttore sportivo e direttore tecnico — affronterà il tema legato all’attaccante statunitense, diventato uno dei nodi centrali della pianificazione estiva.

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Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Gerry Cardinale vorrebbe trattenere Pulisic anche per una questione d’immagine. L’ex Borussia Dortmund e Chelsea è infatti un’icona negli Stati Uniti, un elemento strategico per la visibilità del club sul mercato americano. Una vetrina che lo stesso giocatore cercherà di sfruttare nel prossimo Mondiale: l’obiettivo è rilanciarsi, attirare l’attenzione delle big europee e magari ottenere un’offerta importante all’età di 28 anni.

Il problema è che, almeno per ora, Pulisic ha deciso di non rinnovare il contratto con il Milan. Da un lato Cardinale spingerebbe per la sua permanenza, dall’altro il giocatore potrebbe aprire alla possibilità di ascoltare eventuali acquirenti.

Si prospettano settimane molto movimentate, con il Milan chiamato a gestire un equilibrio complesso tra esigenze tecniche, strategie di mercato e dinamiche d’immagine.

Juventus, possibile addio di Cambiaso: Spence torna in cima alla lista di Ottolini

Sirene di calciomercato per Cambiaso: la Juventus riapre la pista Spence e Ottolini prepara il colpo in difesa per Spalletti

Il mercato della Juventus si muove su più direttrici e la dirigenza continua a lavorare con largo anticipo per non farsi trovare impreparata di fronte ai possibili assalti ai propri gioielli. Sulla corsia mancina, in particolare, le sirene internazionali si fanno sempre più insistenti per Andrea Cambiaso.

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, l’esterno azzurro è finito nel mirino di alcuni dei top club europei: Barcellona e Chelsea sarebbero pronti a sfidarsi a suon di milioni pur di strapparlo alla Continassa.

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Per questo motivo la società bianconera ha iniziato a valutare una serie di alternative in caso di una sua eventuale — e dolorosa — cessione. Nelle ultime ore è emersa una nuova pista particolarmente interessante, che porta a Londra e che sta guadagnando sempre più consistenza.

A rendere questa opzione concreta c’è un elemento dirigenziale decisivo: l’attuale direttore sportivo bianconero, Ottolini, nutre un forte apprezzamento tecnico per Djed Spence. Fu proprio lui, nella precedente esperienza dirigenziale, a portare il laterale inglese in prestito al Genoa, intuendone il potenziale e rilanciandolo in Serie A.

Oggi Ottolini riabbraccerebbe volentieri il suo pupillo a Torino, convinto di poter sfruttare gli ottimi rapporti con l’entourage del giocatore per assicurarsi un rinforzo affidabile e funzionale alla nuova Juventus. Una pista che, alla luce delle manovre su Cambiaso, potrebbe presto diventare una delle più calde del mercato bianconero.

Torino, patto d’acciaio tra Abate e Petrachi. Cairo disegna la squadra del futuro con questi piani per il mercato

Torino, Abate e Petrachi hanno stretto un patto d’acciaio. Cairo ha in mente questi piani per il mercato

Il vertice di Milano ha sancito la definitiva fumata bianca e l’inizio del nuovo corso in casa Torino. Dopo ore di lunghi e intensi colloqui, Ignazio Abate e il direttore sportivo Gianluca Petrachi hanno appianato le divergenze sorte a fine maggio. Se inizialmente il ds spingeva per l’ingaggio di Alberto Aquilani (approdato poi al Sassuolo), il presidente Urbano Cairo si era imposto per portare in panchina proprio Abate, impressionato positivamente dalle sue idee e dal suo passato da terzino granata nel 2008-2009. Oggi, superate le frizioni, le parti hanno stretto un patto per pianificare con serenità il futuro del club secondo Tuttosport.

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La strategia tecnica: moduli e conferme dei big

Gianluca Petrachi ha avuto modo di apprezzare la forte personalità di Abate, che sarà il diciannovesimo allenatore (e il più giovane) della lunga era Cairo. Il neo-tecnico ha già tracciato le linee guida tattiche: il Torino ripartirà dalle certezze del 3-5-2, un sistema di gioco facilmente declinabile anche in un più offensivo 3-4-2-1.

Consapevole delle insidie dell’ambiente, l’allenatore ha chiesto precise garanzie sul calciomercato: la rosa non dovrà essere smembrata. Le rassicurazioni della dirigenza sono arrivate puntuali. Le priorità di mercato del presidente Cairo mirano a confermare l’ossatura della squadra, trattenendo pedine fondamentali come Giovanni Simeone e Nikola Vlasic, e lavorando attivamente al prolungamento di Duvan Zapata. Tra i big della rosa, l’unico profilo attualmente in bilico nei piani societari risulta essere Ché Adams.

Il nodo Juve Stabia e i dettagli del nuovo contratto

Per arrivare all’annuncio ufficiale, manca solo un ultimo step burocratico. Abate deve infatti risolvere il contratto che lo lega alla Juve Stabia fino al 2027. Sfruttando una clausola rescissoria dalle cifre molto basse, l’allenatore attende il necessario via libera degli amministratori giudiziari del club campano. Superato questo scoglio nel giro di pochi giorni, firmerà con il Torino un accordo biennale da circa 750-800 mila euro netti a stagione, con bonus legati a una difficile, ma sognata, qualificazione europea.

Il piano di contenimento costi e il caso Baroni

Il mercato dovrà conciliare le esigenze tecniche con la direttiva presidenziale di abbassare il monte ingaggi e ringiovanire l’organico, garantendo però una rosa altamente competitiva per non rivivere le sofferenze dell’ultima annata. In questo quadro finanziario, Urbano Cairo si augura una rapida sistemazione altrove per l’ex tecnico Marco Baroni, il cui contratto in scadenza nel 2027 pesa ancora per 1,2 milioni di euro netti (2,4 lordi) sulle casse della società piemontese.

Calciomercato Fiorentina, la rivoluzione di Paratici: taglio agli ingaggi e restyling in tutti i reparti! Cosa succederà in estate

Calciomercato Fiorentina, Fabio Paratici opererà una vera e propria rivoluzione in estate. Cosa aspettarsi dalle mosse viola

La Fiorentina si prepara a una vera e propria rivoluzione estiva secondo il Corriere dello Sport. Nel recente e cruciale incontro tra il direttore sportivo Paratici e il presidente Giuseppe Commisso, è emersa una linea guida chiarissima: nessun reparto sarà risparmiato e nessun nome è considerato incedibile a priori. L’obiettivo primario è cambiare radicalmente i connotati della squadra, attuando un netto taglio con il passato, in totale discontinuità persino con le scelte operate nel mercato invernale. L’opera di rifondazione, che andrà a definire il nuovo budget, inizierà ufficialmente non appena Ferrari e Paratici rientreranno dagli Stati Uniti.

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Il nodo monte-ingaggi: il destino di De Gea e la difesa

Il primo grande tema sul tavolo di Commisso riguarda l’abbattimento del monte-ingaggi, fattore che coinvolge direttamente De Gea. Nonostante lo spagnolo rappresenti un indiscusso valore aggiunto, il suo stipendio da tre milioni annui impone una profonda riflessione. Se Paratici, con il placet di mister Grosso, dovesse individuare un portiere giovane e dai costi più contenuti (un nome caldo è quello di Mandas, classe 2001 reduce dal prestito al Bournemouth ma di proprietà della Lazio), l’ex United potrebbe salutare. Il reparto arretrato ripartirà dai giovani e dalle risorse del Viola Park: Ranieri e Comuzzo sono confermati. Sul fronte uscite, Dodo è destinato a partire, mentre Pongracic e Gosens lasceranno Firenze solo in caso di offerte adeguate per alleggerire i bilanci. Intoccabile, invece, il giovane Fortini: la dirigenza lavora al rinnovo del contratto in scadenza nel 2027.

Centrocampo: conferme per Fagioli e il rebus Fazzini

Il centrocampo sarà il settore meno stravolto dalla rivoluzione della Fiorentina. Il nuovo progetto tecnico farà perno su certezze come Fagioli, Mandragora, Ndour e Parisi (pronto a tornare nel ruolo di terzino sinistro qualora partisse Gosens). I recenti riscatti di Fabbian e Brescianini (costati ventitré milioni complessivi) impongono una valutazione attenta in ritiro prima di qualsiasi mossa di mercato. Il grande punto interrogativo resta Jacopo Fazzini: dopo l’investimento di dieci milioni della scorsa estate, la società ha già messo in conto una potenziale minusvalenza, ma allenatore e ds valuteranno se concedergli una seconda chance.

Rivoluzione in attacco: Gudmundsson in uscita, Kean intoccabile

L’attacco della Fiorentina subirà modifiche sostanziali. Harrison e Solomon sono rientrati ai rispettivi club d’appartenenza. Per Piccoli, acquistato per venticinque milioni a luglio 2025, l’addio si concretizzerà solo in caso di uno scambio di prestiti favorevole alle casse societarie. Attiva anche la ricerca di un acquirente per Gudmundsson, ormai in uscita. In mezzo a tante rivoluzioni e cessioni illustri, Paratici e Grosso condividono però una certezza assoluta e inamovibile: la nuova Fiorentina non farà a meno di Kean e dei suoi gol per guidare il reparto offensivo.

Elezioni FIGC e norma pantouflage: il caso Malagò passa ufficialmente all’Anac

Elezioni FIGC e la verità sulla norma pantouflage: il caso Malagò è passato ufficialmente all’Anac

Il percorso verso le prossime elezioni della FIGC si arricchisce di un nuovo, fondamentale snodo istituzionale. La potenziale ineleggibilità di Giovanni Malagò alla presidenza federale, legata alla discussa applicazione della cosiddetta norma “pantouflage“, non verrà giudicata dal Collegio di Garanzia dello Sport. L’organo istituito presso il Coni ha infatti stabilito di non avere la competenza necessaria per deliberare in merito, trasferendo di fatto l’onere della decisione finale all’Anac, l’Autorità Nazionale Anticorruzione. Lo riporta Calcio e Finanza.

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Questa presa di posizione rappresenta la risposta formale alla richiesta di parere avanzata dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi. L’intervento del ministro era scaturito a seguito di una specifica interrogazione parlamentare, mirata a fare chiarezza sulle regole che governano i passaggi di ruolo nelle cariche apicali del nostro sistema sportivo.

Le motivazioni del Collegio di Garanzia

Attraverso un documento ufficiale, il Collegio ha chiarito i motivi del proprio passo indietro, delineando i confini della propria giurisdizione: «Parrebbe esorbitare dalla competenza del Collegio una pronuncia avente ad oggetto tale verifica preliminare – si legge nella pronuncia, relativa in particolare all’art.3 delle Norme organizzative interne federali (Noif) della FIGC –, anche sulla base della considerazione che il Collegio stesso potrebbe essere chiamato a pronunciarsi in ultimo grado sui provvedimenti di ammissione e/o diniego delle candidature in caso di impugnazione».

A ulteriore chiarimento della propria estraneità rispetto a questo specifico profilo giuridico e amministrativo, l’organo sportivo ha aggiunto: «se, da un lato, non è in discussione nel caso in esame ed in relazione alla procedura elettorale il possesso dei requisiti rilevanti ai fini dell’ordinamento sportivo previsti all’art. 29 dello Statuto FIGC, approvato dalla Giunta Nazionale del Coni, dall’altro, la valutazione di eventuali altri profili di candidabilità e/o eleggibilità, che non rientrano in questi ultimi, finirebbe per esulare dalla competenza di questo Collegio, attenendo eventualmente alla competenza funzionale dell’Autorità nazionale anticorruzione».

I tempi dell’istruttoria e le reazioni istituzionali

Il fascicolo su Giovanni Malagò passa quindi sulla scrivania dell’Anac. Resta ora da capire se l’Autorità riuscirà a esprimersi in maniera definitiva prima del 22 giugno, data in cui si terranno le elezioni FIGC. Il ministro Andrea Abodi ha espresso in merito una cauta speranza: «Mi auguro di sì. Il rispetto è assoluto, i tempi li valuterà l’Autorità perché è un tema che merita approfondimento. E l’approfondimento presuppone il tempo. L’Anac sa perfettamente quale è l’appuntamento».

Di tutt’altro avviso appare invece Luciano Buonfiglio, presidente del CONI e successore dello stesso Malagò, che non nasconde il proprio scetticismo sulle tempistiche procedurali: «Sono convinto che il parere non arriverà prima delle elezioni. Un’istruttoria l’Anac non la fa in un tempo così breve. Per quello che mi riguarda ho attivato il Collegio di Garanzia perché ritengo sacrosanto che ci sia una risposta tempestiva da parte del Coni».

Calciomercato Napoli: accordo con Khalaili ma l’Union SG spara alto. Resta in piedi un’alternativa mentre a centrocampo…

Calciomercato Napoli: è stato raggiunto un accordo con Khalaili ma l’Union Saint-Gilloise spara alto. Qual è l’alternativa

Il Napoli ha raggiunto un’intesa di massima con Anan Khalaili, talentuoso laterale destro di ventuno anni attualmente in forza all’Union Saint-Gilloise. Il promettente talento israeliano ha vissuto una stagione straordinaria, conquistando sia il campionato che la coppa in Belgio, e mettendosi in grande luce in Champions League con tre reti all’attivo, di cui una siglata contro l’Atalanta. Se l’affare dovesse concretizzarsi, il ragazzo diverrebbe in assoluto il calciatore più costoso della storia del suo Paese. Tuttavia, le richieste economiche del club belga sono attualmente molto alte: la valutazione iniziale per cederlo è di 25 milioni di euro. Una cifra che potrebbe scendere al massimo a 22,5-23 milioni, un importo giudicato comunque eccessivo dalla dirigenza partenopea. A complicare i negoziati c’è una clausola sulla futura rivendita del 20% spettante al Maccabi Haifa, ex squadra del giocatore (una dinamica finanziaria molto simile a quella affrontata dalla Lazio per Gila a causa delle percentuali del Real Madrid). Lo riporta il Corriere dello Sport.

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L’ostacolo economico e la pista che porta in Toscana

L’aspetto finanziario rappresenta dunque il freno principale per il direttore sportivo Giovanni Manna, che lavora sotto traccia da diverso tempo a questo colpo. Oltre al prezzo elevato, i campani devono guardarsi dalla pericolosa concorrenza proveniente dalla Premier League, con Tottenham, Newcastle e Bournemouth in pressing. Il ds azzurro, però, ha giocato d’anticipo incassando il pieno assenso del giovane esterno e della sua famiglia, strutturando un accordo da circa 1,3 milioni annui fino al 2031. Ora serve convincere la società di Bruxelles.

Nel frattempo, la formazione partenopea non resta ferma e valuta validi piani alternativi per completare la fascia destra. Il profilo più quotato rimane quello di Dodò. Il laterale brasiliano della Fiorentina, classe 1998, ha il contratto in scadenza nel 2027 e non ha mostrato intenzione di rinnovare. Il suo cartellino si aggira intorno ai 15 milioni di euro, un investimento decisamente più accessibile che permetterebbe agli azzurri di chiudere l’operazione in tempi rapidi, ancor prima dei risvolti del Mondiale.

Le strategie a centrocampo: il futuro del mediano

Oltre a puntellare la difesa, la dirigenza è molto attiva anche in mediana. Il fulcro del mercato in quella zona del campo ruota unicamente attorno al destino di Frank Anguissa. Il giocatore camerunese è legato al Napoli per un’ulteriore stagione, in virtù di un’opzione di prolungamento unilaterale esercitata recentemente dalla società. Tuttavia, il brusco stop ai negoziati invernali per un rinnovo più duraturo lascia un pesante alone di mistero sul suo futuro. Qualora le strade del centrocampista e del club di De Laurentiis dovessero inaspettatamente separarsi in questa finestra di mercato, il successore designato sarebbe già stato individuato: si tratta di Richard Rios. Il colombiano, di proprietà del Benfica, è infatti il nome in cima alla lista per garantire solidità al nuovo progetto tattico.

Sorloth ha le idee chiare: vuole definire il futuro prima del Mondiale! Intrigo Nico Gonzalez con l’Atletico Madrid

Sorloth e Nico Gonzalez intrecciano i destini di Juve e Atletico Madrid: definito il loro desiderio riguardante il futuro

Calciomercato news: la Juventus ha individuato con estrema chiarezza il proprio centravanti del futuro: si tratta di Alexander Sorloth. Il potente attaccante attualmente in forza all’Atletico Madrid è la priorità della dirigenza per rinforzare il reparto offensivo. Tuttavia, questa complessa operazione di mercato è destinata a intrecciarsi con il destino di un altro giocatore coinvolto sull’asse italo-spagnolo, ovvero Nico Gonzalez. L’esterno argentino, approdato alla corte di Diego Simeone in prestito proprio dal club torinese, ha infatti rifiutato categoricamente l’ipotesi di un ritorno in Piemonte, nonostante Spalletti si sia detto apertamente disposto a reintegrarlo nel progetto tecnico secondoLa Gazzetta dello Sport.

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Il norvegese vuole chiudere prima dei Mondiali

Il gigante scandinavo ha già manifestato un forte e totale gradimento per un eventuale trasferimento sotto l’ombra della Mole. Tuttavia, ha dettato una condizione temporale molto rigida: desidera che ogni dettaglio venga formalizzato prima dell’inizio del Mondiale, in modo da potersi focalizzare unicamente sulla spedizione negli Stati Uniti con la maglia della Norvegia. A complicare i piani dei bianconeri si è aggiunto l’inserimento di alcune ricche squadre della Premier League. Questo forte interesse britannico ha permesso ai Colchoneros di alzare le pretese economiche, portando la valutazione del giocatore da 30 a 35 milioni di euro.

La strategia economica della Vecchia Signora

Nonostante il rialzo del prezzo, la Juve non si lascia intimorire e punta a sfruttare l’asso nella manica. L’obiettivo della dirigenza della Continassa è quello di abbattere drasticamente i costi dell’operazione inserendo il cartellino definitivo dell’ala argentina come contropartita tecnica. I vertici juventini valutano l’ex Fiorentina intorno ai 22-25 milioni di euro, cifra comprensiva di bonus. Se questa formula dovesse andare in porto, la Juventus andrebbe a sborsare una parte cash stimata in non più di 10-12 milioni di euro.

Il gelo dell’argentino frena i tempi

L’ostacolo più grande per la felice conclusione dell’affare è rappresentato proprio dalle tempistiche imposte da Nico. Il classe 1998, infatti, non ha alcuna intenzione di affrettare le proprie scelte e vuole sfruttare la prestigiosa vetrina iridata per attirare nuovi acquirenti. Questa rigidità è figlia di una doppia delusione: da un lato, il risentimento verso i bianconeri per il trattamento ricevuto la scorsa estate, quando fu scaricato frettolosamente; dall’altro, l’amarezza nei confronti della società madrilena, che ha deciso di non esercitare il riscatto pattuito nel tentativo di rinegoziare al ribasso. Questa prolungata fase di stallo voluta dal giocatore sudamericano si scontra pesantemente con la fretta del centravanti di Trondheim, rischiando di complicare notevolmente i delicati piani di mercato del club italiano.

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Calciomercato Inter, fronte aperto con l’Udinese: più vicino Solet, spunta anche l’idea Atta. Ultimissimi sviluppi

Calciomercato Inter: doppio binario aperto con l’Udinese. I nerazzurri spingono per chiudere Solet e pensano ad Atta

Il calciomercato dell’Inter entra nel vivo con un importante e proficuo vertice dirigenziale. Nelle scorse ore, la direzione sportiva del club milanese, guidata da Piero Ausilio, ha incontrato a lungo la controparte dell’Udinese, rappresentata dal dirigente Gianluca Nani. Sul tavolo delle fitte contrattazioni sono finiti i profili di due talenti attualmente di proprietà della società friulana: il forte difensore Oumar Solet e il promettente centrocampista Arthur Atta. Un faccia a faccia cordiale che ha delineato in modo chiaro le strategie estive delle due squadre, portando alla luce le manovre finora tenute sotto traccia secondo le Inter news de La Gazzetta dello Sport.

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Difesa da blindare: l’accordo per il centrale transalpino

L’obiettivo prioritario dei nerazzurri è senza dubbio l’acquisto del baluardo difensivo francese. Il ventiseienne è diventato l’oggetto del desiderio dei campioni d’Italia, determinati a regalare a Cristian Chivu un innesto di spessore. Tra i due dirigenti, legati da una profonda conoscenza trentennale, l’intesa generale è ormai a un passo. Con l’entourage del ragazzo esiste già un patto blindato, basato su un contratto quadriennale da 2,5 milioni di euro a stagione.

La squadra bianconera valuta il proprio tesserato non meno di 25 milioni di euro, ma la dirigenza meneghina ha ridotto il gap, arrivando a una distanza di appena tre milioni. Le parti lavorano alacremente per limare gli ultimi dettagli e individuare la formula perfetta, che con ogni probabilità sarà quella di un prestito oneroso con diritto o obbligo di riscatto.

Il sondaggio per la mediana: riflettori sul talento classe 2003

Durante il summit non si è discusso esclusivamente della retroguardia. La formazione milanese ha mostrato un vivo interesse anche per il mediano ventitreenne, connazionale del difensore. I vertici di viale della Liberazione, a partire dal presidente Beppe Marotta fino al vice Dario Baccin, apprezzano enormemente le doti di questo centrocampista moderno. I friulani sanno bene di avere in rosa un talento prezioso, capace di unire fisicità imponente, pensiero rapido e dribbling. Al momento, l’Inter si è limitata a una semplice richiesta di informazioni, un sondaggio esplorativo che potrebbe trasformarsi in una trattativa vera e propria nel corso delle prossime settimane.

Rivoluzione nel reparto arretrato e il nodo esterni

L’urgenza del club di chiudere l’operazione in entrata nasce dai recenti, fisiologici addii. Il muro difensivo ha infatti salutato due veterani storici come Francesco Acerbi e Matteo Darmian, arrivati alla conclusione del loro percorso contrattuale. A questo si aggiunge la posizione tutt’altro che inamovibile di Yann Bisseck all’interno delle gerarchie di Appiano Gentile. Infine, a margine delle strategie per puntellare la rosa, Ausilio ha fatto il punto anche sulle importanti uscite sulle corsie laterali, rilasciando una dichiarazione netta: «Dumfries voleva andare». Parole che certificano definitivamente la chiusura di un ciclo e l’inizio di una nuova era sportiva.

Roma a rilento, vuoto nell’area tecnica e ritardi su vari tavoli: Gasperini è ora inquieto e vuole risposte

Roma, Gasperini aspetta risposte dal suo club in merito a diverse situazioni: cosa sta succedendo in casa giallorossa

Come riferito dal Corriere dello Sport, l’estate della Roma procede a rilento, un ritmo che mal si sposa con le ambizioni e l’esigenza di programmazione di Gian Piero Gasperini. L’allenatore ha già archiviato le vacanze e chiede un calciomercato all’altezza, esigendo risposte immediate sui paletti imposti dal Fair Play Finanziario. A meno di tre settimane dal 30 giugno, data chiave per la chiusura del bilancio societario, il tecnico vuole capire se il club dovrà effettuare sacrifici dolorosi ricorrendo alle plusvalenze top, o se basteranno le cessioni minori per mettere in sicurezza i conti. Sul tavolo resta l’ipotesi di posticipare la scadenza del settlement agreement. Al momento, Trigoria vive una fase di forte stallo operativo. In questo clima di incertezza si inserisce anche la forte preoccupazione che arriva direttamente dai Mondiali 2026: le immagini di Wesley infortunato fanno tremare sia il Brasile che lo staff giallorosso.

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La scelta del Direttore Sportivo: asse caldo per Tony D’Amico

Gasperini non vuole perdere tempo e sta pressando la dirigenza su tutti i fronti: logistica, conti e futuro della rosa. Non ha intenzione di sprecare la vetrina della Champions League e spinge per ricongiungersi al più presto con Tony D’Amico, il dirigente con cui ha condiviso recenti successi internazionali a Bergamo. L’allenatore in merito è sempre stato chiarissimo: «Sono sempre più convinto che tecnico e ds debbano lavorare in sinergia». Per riformare la coppia, però, Ryan Friedkin dovrà verosimilmente riconoscere un indennizzo all’Atalanta per liberare il dirigente. Dopo i recenti saluti in dirigenza, la società capitolina ha perso giorni preziosi, ma l’annuncio del nuovo direttore sportivo è ritenuto imminente.

Ritiri, rinnovi di contratto e il ruolo di Francesco Totti

Oltre al vuoto nell’area tecnica, la società è in ritardo su svariati dossier. Mancano ancora le conferme ufficiali sulle date del ritiro estivo e il quadro completo delle amichevoli pre-campionato. Il mercato in entrata non decolla, mentre restano in attesa i delicati rinnovi contrattuali di leader assoluti come Dybala, Pellegrini, Cristante, Mancini e Celik. Risultano in stand-by anche la riorganizzazione del settore giovanile e l’inserimento del nuovo medico sociale Del Vescovo, in arrivo anch’egli dal club bergamasco. Persino l’atteso ritorno di Francesco Totti come ambasciatore nell’anno del centenario sembra temporaneamente congelato. In questo quadro generale di attesa infinita, risuona più attuale che mai una precisa dichiarazione dello stesso allenatore: «Se la proprietà è presente tutto è più veloce e le decisioni si prendono in fretta». L’ambiente si chiede, ora, dove siano i vertici societari per sbloccare la situazione.

Glasner sempre più vicino al Milan: i dettagli del contratto del nuovo allenatore. Cosa manca per la fumata bianca finale

Glasner si avvicina al Milan: svelati i dettagli del contratto del nuovo allenatore. Cosa serve per la fumata bianca decisiva

Il Milan inizia a lanciare segnali operativi in vista della prossima stagione calcistica. Oltre all’annuncio ufficiale di due nuove amichevoli estive, la dirigenza rossonera sta accelerando in maniera decisa per definire la nuova guida tecnica. Il profilo prescelto per sedere in panchina è quello di Oliver Glasner, per il quale la società ha già superato la fase dei semplici sondaggi, strutturando un piano di rilancio estremamente concreto. Lo riportano le ultime news Milan de La Gazzetta dello Sport.

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I dettagli dell’accordo: pronto il contratto per Glasner

Sulla scrivania di via Aldo Rossi c’è già una proposta delineata in ogni minimo dettaglio: un contratto biennale con opzione per il terzo anno, con un ingaggio stagionale fissato tra i 3 e i 4 milioni di euro. Si tratta di una durata temporale identica a quella siglata la scorsa primavera da Allegri (il cui vincolo formale deve ancora essere risolto), ma con parametri economici inferiori. Nonostante l’entusiasmo reciproco, manca ancora l’ufficialità. Il proprietario Gerry Cardinale, a capo del processo decisionale, vuole rispettare un iter strategico ben preciso: prima verrà nominato il nuovo responsabile dell’area tecnica, e solo successivamente verrà annunciato l’allenatore. Un momento storico complesso per il club, ben riassunto dalla recente dichiarazione di Ariedo Braida: «Mi viene da piangere pensando al Milan, storia da ricostruire».

Il ruolo di Rangnick e i rallentamenti sul mercato

Il candidato ideale di Cardinale per prendere in mano l’area tecnica è Ralf Rangnick, che peraltro rappresenta il primo grande sponsor dello stesso Glasner. L’esperto manager tedesco, pur tentato dalla Federazione austriaca per un rinnovo come CT, rimane in cima alla lista per guidare il nuovo progetto, a patto di trovare una totale condivisione strategica con i vertici aziendali. Questo momento di attesa sta fisiologicamente frenando le operazioni di calciomercato: procuratori e addetti ai lavori lamentano l’assenza temporanea di un interlocutore operativo. A questo si aggiunge l’assenza fisica di Zlatan Ibrahimovic: lo svedese, pur agendo da stretto consulente della proprietà, è attualmente negli Stati Uniti come opinionista per Fox Sport in occasione del Mondiale.

Glasner determinato: nessuna paura di San Siro

Dal canto suo, Oliver Glasner non ha alcun dubbio sulla destinazione. I fitti dialoghi con il Milan lo hanno convinto al punto da fargli declinare svariate offerte, tra cui il recente pressing del Feyenoord. L’allenatore è pronto a lasciare il Crystal Palace—con cui, al netto di un quindicesimo posto in Premier, ha sollevato un clamoroso triplete formato da Community Shield, Coppa d’Inghilterra e Conference League—per sbarcare in Serie A. La mole di lavoro e la pressione di San Siro non lo spaventano: dopo aver allenato e vinto in Austria, Germania e Inghilterra, il tecnico è pronto ad abbracciare il suo quarto campionato europeo. L’incastro definitivo tra dirigenza e panchina dovrebbe arrivare nel giro di una settimana.

Mourinho saluta il Benfica: il club annuncia ufficialmente Marco Silva come nuovo allenatore

Cambio in panchina al Benfica: adesso è ufficiale la separazione da Mourinho, il nuovo tecnico sarà Marco Silva

Il Benfica ha ufficializzato una doppia svolta in panchina: l’addio a José Mourinho e l’arrivo di Marco Silva come nuovo allenatore.

Il club portoghese ha comunicato la separazione dallo Special One dopo che il Real Madrid ha versato i 15 milioni di euro previsti dalla clausola rescissoria, completando così l’operazione già impostata nei giorni precedenti con l’allenatore.

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Sarà dunque Marco Silva a raccogliere l’eredità di Mourinho sulla panchina delle Águias. Il tecnico lascerà il Fulham per iniziare una nuova avventura in patria e, come riportato dallo stesso Benfica sul proprio profilo X, ha firmato un contratto biennale con opzione per una terza stagione.

Una scelta che segna l’inizio di un nuovo ciclo tecnico, mentre il club saluta Mourinho dopo un passaggio breve ma intenso, concluso con l’interesse — e l’investimento — del Real Madrid.

Dibu Martínez Juve, accordo raggiunto! Adesso i bianconeri trattano con l’Aston Villa

Dibu Martínez Juve, c’è l’accordo tra i bianconeri e il portiere argentino: ora la Vecchia Signora deve trovare l’intesa con l’Aston Villa

La Juventus accelera in maniera decisa su Dibu Martínez e la trattativa entra in una fase sempre più calda. Secondo quanto riportato da Di Marzio, l’accordo con il portiere argentino è ormai praticamente definito: un passaggio fondamentale, considerando l’ingaggio elevato percepito all’Aston Villa.

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Martínez sarebbe infatti disposto ad accettare un contratto triennale a cifre inferiori rispetto a quelle attuali, convinto che la Juventus rappresenti la destinazione ideale per chiudere una carriera già ricca di trofei.

Il prossimo step sarà trovare un’intesa con l’Aston Villa. La Juventus punta a chiudere l’operazione senza versare alcun indennizzo, facendo leva sull’età del giocatore e sulla volontà del diretto interessato. Resta da capire se il club inglese deciderà di liberarlo alle condizioni proposte dai bianconeri.

Una trattativa che ora entra nella sua fase più delicata, con la Juve pronta a completare il primo grande colpo tra i pali.

Como, parla Ludi: «Lo scudetto? Non fa ancora per noi. Possiamo dire che il bello deve ancora venire»

Como, il ds Ludi non ha dubbi: «Lo scudetto? Non fa ancora per noi. Possiamo dire che il bello deve ancora venire». Le parole

Il direttore sportivo del Como, Carlalberto Ludi, ha scelto la linea della prudenza parlando a Palazzo Pirelli, allineandosi perfettamente alla visione di Cesc Fàbregas sul percorso di crescita del club. Di fronte alle domande sulle ambizioni tricolori, Ludi ha ribadito con chiarezza: “Lo scudetto? Non fa ancora per noi”, sottolineando come il progetto lariano sia ancora in una fase di consolidamento.

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Pur frenando gli entusiasmi, il dirigente ha però evidenziato la solidità e la prospettiva del club, che continua a investire e a guardare avanti con fiducia. Una filosofia riassunta perfettamente nelle sue parole: Ho la fortuna di lavorare in un club dove, tra la fine di una stagione e l’inizio della successiva, possiamo sempre dire che il bello deve ancora venire”.

Intanto, la società sta definendo i dettagli della preparazione estiva. Il ritiro partirà il 16 luglio a Mozzate, mentre il calendario delle amichevoli prevede un appuntamento di prestigio: il 16 agosto il Como affronterà il Liverpool ad Anfield, un test di altissimo livello per misurare la crescita della squadra.

Resta invece da fissare la data della seconda edizione della Como Cup, che vedrà la partecipazione di Alula, Crystal Palace, Famalicão, Lens e Villarreal, confermando la volontà del club di costruire un’estate internazionale e competitiva.

Sergio Conceicao: «Nazionale portoghese? Sono un professionista, sono pronto a tutto, ma ora non è il momento. Sul Milan…»

Sergio Conceicao: «Nazionale portoghese? Sono un professionista, sono pronto a tutto, ma ora non è il momento. Sul Milan dico questo»

Sérgio Conceição è tornato a parlare pubblicamente, concedendo un’intervista esclusiva ai media portoghesi TVI, CNN Portugal e Maisfutebol. L’ex allenatore di Al‑Ittihad, Milan e Porto ha ripercorso le sue ultime esperienze in panchina, soffermandosi sia sull’avventura in Arabia Saudita sia sul passaggio in rossonero.

Nel colloquio, Conceição ha parlato anche del proprio futuro, rivelando un retroscena legato al mondo delle Nazionali, oltre ad aprirsi su aspetti più personali riguardanti la sua famiglia. Un’intervista a tutto campo che riaccende i riflettori sul tecnico portoghese e sulle prossime tappe della sua carriera.

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MILAN – «Ripensando a quel recente passato, si è rivelato che i sei mesi che ho trascorso al Milan sono stati piuttosto interessanti. Ora le cose vanno peggio. La struttura è cambiata, i dirigenti se ne sono andati e anche l’allenatore, un tecnico esperto con un curriculum impressionante, già campione d’Italia… Massimiliano Allegri. Anche lui è stato esonerato ed è riuscito a ottenere meno punti di quanti ne avessimo conquistati noi.»

«Da quando siamo arrivati al Milan, siamo riusciti a conquistare abbastanza punti in campionato per qualificarci alle competizioni europee. Abbiamo raggiunto la finale di Coppa Italia, eliminando la Roma, che con Ranieri aveva probabilmente disputato il secondo miglior girone di ritorno della sua storia, una squadra molto forte.

E abbiamo eliminato l’Inter, che all’epoca era finalista di Champions League. Abbiamo giocato una partita straordinaria, vinto 3-0 e raggiunto la finale contro il Bologna, una finale disputata a Roma. Poi abbiamo perso 1-0 contro il Bologna. Abbiamo vinto la Supercoppa, raggiunto la finale di Coppa Italia e conquistato i punti necessari per qualificarci in Europa.

Ovviamente, se mi chiedete – considerando tutta la storia del Milan – se sia necessario fare di più, la risposta è senza dubbio sì. E non voglio sottrarmi alle mie responsabilità o dire che sia andato tutto estremamente bene. Non è così. In altre parole, durante questa breve esperienza al Milan, non credo nemmeno sia giusto dire che sia stata colpa del presidente.

Penso che la responsabilità sia stata di tutti noi; le cose non sono andate come avrebbero dovuto. Ma negli ultimi dieci anni il Milan ha vinto due trofei: lo scudetto nel 2022 con Pioli e la Supercoppa dello scorso anno con me. In quei sei mesi, credo sia stata creata una base interessante sulla quale dare continuità al progetto.

Loro non l’hanno vista in questo modo e hanno ritenuto necessario cambiare, ma ora è stato confermato che quel cambiamento non è stato così positivo come pensavano»

FUTURO – «Non molto tempo prima dell’Al-Ittihad, ho avuto l’opportunità di allenare una nazionale che parteciperà al Mondiale. Ho ricevuto un’offerta quando Tedesco ha lasciato la nazionale belga. E molto recentemente sono stato contattato anche da due club francesi. Il mio futuro è più probabilmente all’estero che in Portogallo. Nazionale portoghese? Sono un professionista, sono pronto a tutto, ma ora non è il momento di parlarne»

FIGLI – «Tengo le cose separate, come dico sempre. In realtà, non parlo di calcio. Ho allenato due dei miei figli, Rodrigo e Francisco, al FC Porto. A casa non mi hanno mai sentito parlare… della squadra sì, ma mai direttamente di loro o di qualcosa che avessero fatto o non fatto in allenamento.

Non l’ho mai fatto. Distinguo chiaramente il ruolo di padre da quello di allenatore. Francisco ha avuto un percorso davvero molto bello. È riuscito a ottenere successo. Al FC Porto, alla Juventus. Anche con la nazionale è riuscito a ritagliarsi un ruolo importante all’interno del gruppo, e questo mi rende molto felice per lui.

Non molto tempo fa sono andato a vedere Moisés in una partita dell’Amarante in cui ha giocato, e la squadra ha conquistato la promozione ed è diventata anche campione. Per me è tanto probabile andare a vedere una partita della nazionale quanto una partita di terza divisione.»

ARABIA – «Sono arrivato dopo un’annata positiva per il club perché, in termini di risultati, avevano vinto il campionato e la Coppa del Re. Tuttavia, c’erano problemi noti, soprattutto all’interno della struttura societaria.

E questo è diventato evidente con l’addio di Laurent Blanc qualche tempo dopo l’inizio della stagione. Ricordo che riuscì ancora a guidare la squadra in due partite di AFC Champions League. Mi sono quindi ritrovato in una realtà culturale completamente diversa, nella quale abbiamo cercato, in un certo senso, di sopravvivere attraverso i risultati fino a dicembre, quando abbiamo svolto un ritiro a Dubai e abbiamo avuto un po’ di tempo per lavorare con la squadra.

Fino a quel momento, infatti, avevamo avuto un calendario competitivo superiore alla media, con partite ogni tre giorni, il che rendeva difficile lavorare su alcuni aspetti che considero assolutamente essenziali affinché le mie squadre siano competitive. Abbiamo svolto quel lavoro a dicembre e successivamente ottenuto sette risultati positivi, tra cui sei vittorie in campionato.

Abbiamo conquistato anche cinque successi in AFC Champions League, che ci hanno permesso di recuperare una posizione non facile da recuperare e di qualificarci così per le Final Eight di Gedda. E ci siamo riusciti. In campionato, dopo quelle sette partite, è arrivata la finestra di mercato di gennaio. È stato un momento molto negativo per la squadra, che ha ridotto la nostra competitività, perché sono partiti giocatori molto importanti, in particolare Benzema e Kanté.»

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