Pagina 94 – Calcio News 24

Ausilio rivendica: «Thuram strappato con orgoglio al Milan, ecco come è andata davvero la sua trattativa»

Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, è stato intervistato durante il Festival della Serie A a Parma. Queste le sue dichiarazioni

Il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, ha parlato dal palco del Festival della Serie A a Parma. Queste le sue dichiarazioni.

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SULLA SUA ESPERIENZA DA CALCIATORE – «Non c’è traccia perché per fortuna a seguito di un grave infortunio ho smesso molto presto quindi dico per fortuna perché ho avuto la possibilità così di iniziare molto presto, rispetto magari agli altri, questo tipo di percorso, che è partito da segretario del settore giovanile per poi piano piano crescere e diventare negli anni il direttore sportivo».

IL MOMENTO IN CUI HA CAPITO DI VOLER DIVENTARE UN DIRIGENTE – «Non so il momento preciso in cui l’ho capito. So cosa volevo fare, cosa volevo diventare. Ho fatto un percorso molto lungo, sono orgoglioso di averlo fatto in questo modo perché non avendo giocato ad alti livelli avevo un’altra strada da percorrere. Il fatto di aver fatto tante cose, ho lavorato tanto nel settore giovanile prima come segretario e poi soprattutto come responsabile. C’è stato poi un periodo lungo, circa dieci anni, in cui ho fatto un lavoro secondo me bellissimo che era quello di fatto di vice direttore sportivo. Purtroppo gli anni che ho passato con Marco Branca, direttore dell’Area Tecnica, mi hanno permesso, non avendo la responsabilità diretta della squadra, di poter viaggiare molto e quindi stringere rapporti, relazioni, conoscere fuori il mondo del calcio, perché poi non è soltanto quello che succede la domenica, ma è tutto quello che c’è intorno che deve essere per forza conosciuto e diventa oggi la grande esperienza che mi porto dietro. Del momento in cui sono diventato poi direttore sportivo degli effetti nel 2014, avendo meno tempo di girare, perché comunque devi passare il tuo tempo con la squadra, devi essere molto più presente nella gestione, di fatto vivi le stesse attività che ha la prima squadra, quel percorso mi è mancato ma allo stesso tempo mi ha permesso oggi di essere probabilmente più completo».

SULLE TRATTATIVE COL PARMA: DA DIMARCO A BASTONI E BONNY – «Hai detto bene, noi abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con la dirigenza del Parma in particolare poi negli ultimi anni, trovo che ci siano dei professionisti a Parma di grande qualità e competenza. Conosco personalmente Cherubini, conosco Pettinà e mi sento di dire che Parma Calcio è in buonissime mani. La proprietà è ambiziosa, è una proprietà che vuole investire sui giovani. Noi abbiamo sempre sfruttato questo canale. Abbiamo approfittato dell’anno di Parma in prestito per valorizzare Bastoni e e Dimarco e farli crescere di più. E poi nella stagione passata siamo riusciti a fare questa operazione con Bonny che è stata sicuramente molto positiva per noi. Il Parma quest’anno ha fatto qualcosa di incredibile con un bravissimo allenatore, giovane che ha portato risultati importanti, ha salvato la squadra con un certo anticipo anche attraverso dei bellissimi risultati soprattutto contro Milano e Napoli va bene. Dai allora giustamente un grazie a Parma e al Parma».

SULLE PERSONE DA RINGRAZIARE – «Direi che insomma ricordare tutte le persone che meriterebbero di essere citate è difficile. Quando penso all’Inter ne cito una che rappresenta un po’ tutti perché Massimo Moratti è stato il presidentissimo dell’Inter. La sua famiglia, lui, mi hanno permesso di iniziare questo percorso. Quindi nel momento in cui ricordo lui ricordo tutta l’Inter perché sono passati tantissimi dirigenti, allenatori, calciatori collaboratori, io ho un bellissimo ricordo di tutti questi. Ripeto, citarli uno per uno farei fatica intanto per il numero e soprattutto perché rischerei di dimenticarne qualcuno. Poi per uscire un po’ dalle dinamiche dell’Inter invece ci tengo a citarne uno che per me ha rappresentato tantissimo nel mio inizio e anche in quello che è stata poi la mia strada, che è Pierluigi Casiraghi, che è solo un omonimo dell’ex calciatore della Nazionale. Invece Casiraghi è un signore che adesso è scomparso che mi ha dato tanto perché è stato quello che mi ha mi ha formato dal punto di vista professionale, mi ha sempre sostenuto, mi ha dato sempre i consigli giusti, mi ha dato tutto quello che oggi mi porto dietro. Sto cercando anch’io di trasferire a quelli un po’ più giovani, visto che anch’io adesso comincio ad entrare nell’altra parte generazionale. Ho iniziato quando avevo 25 anni, oggi ne ho quasi 54, quindi oggi qualcosina da dare probabilmente ce l’abbiamo anche noi a quelli più giovani. E poi ovviamente dal punto di vista prettamente educativo e per i sacrifici che hanno fatto legato alla professione, nel senso che mi hanno permesso di farla anche in momenti in cui magari a casa serviva qualcos’altro, i miei genitori che mi hanno aspettato e mi hanno permesso di crescere piano piano senza farmi pesare il fatto che a casa fossi magari più un peso che non un’utilità dal punto di vista economico».

SULLA TRATTATIVA PIU’ DIFFICILE – «Nelle trattative le difficoltà ci sono sempre. Arrivano, in primis perché si parla sempre di calciatori di un certo livello e quindi la concorrenza è sempre molto, molto forte. Noi italiani, lo dico con orgoglio, Ariedo lo può confermare, abbiamo qualcosa in più a livello di fantasie, di strategie. È normale che quando vai a competere con con potenze quali sono diventate oggi le squadre inglesi, ci devi mettere qualcosa in più. Cioè dove non arriva il potere economico arriva l’ingegno. Noi ci arriviamo con la italianità, ci arriviamo magari a volte prima con strategie, cerchiamo di essere molto più empatici perché ci piace comunque conoscere il calciatore, conoscere le famiglie, cercare di arrivare a quel qualcosa che magari spesso e volentieri non ci si può arrivare soltanto con i soldi e quindi pagando di più. Ricordo operazioni di diversi calciatori, ma mi viene in mente su tutti Thuram, tanto per fare un esempio. Tra l’altro con orgoglio posso dire che è stato strappato anche al Milan. L’Inter, per un motivo molto preciso, perché oltre al Milan che comunque era una realtà che fosse su sul calciatore, c’erano anche altre squadre importanti europee e anche economicamente molto, molto forti e strutturate e straniere e lui scelse l’Inter per un motivo molto preciso. Noi già due anni prima lo avevamo individuato e lui scelse l’Inter. Giocava al ‘Gladbach, e per intenderci era l’anno in cui Lukaku si era trasferito al Chelsea, noi avevamo già preso Dzeko e ci serviva un terzo attaccante e avevamo pensato a lui. La cosa bella e particolare è che lui non giocava in attacco, noi giocavamo già col 3-5-2 e lui non era un attaccante, ma giocava esterno a sinistra. E invece eravamo convinti che Marcus invece avesse proprio le caratteristiche che servivano a noi per giocare in quel sistema di gioco quindi chiamai lui che alzò le mani e disse: ‘Parla con papà’. Tra l’altro Lilian penso che anche qui a Parma lo ricorderete tutti come un grandissimo campione e un grandissimo uomo. Mi chiese di spiegargli bene il progetto, era molto curioso e voleva capire perché pensavamo che Marcus potesse diventare un attaccante e quindi spostarlo dalla sua posizione più naturale, dove aveva sempre giocato. Gli spiegammo tutto, quali erano le nostre idee e perché doveva venire all’Inter e giocare in quel sistema di gioco. Mi diedero l’ok, si formalizzò praticamente tutto, se non fosse che si fece male ad un ginocchio in una partita contro il Leverkusen e ci fu questo impedimento e abbiamo dovuto ritardare di due anni l’operazione. Lo abbiamo perso per due anni, in realtà poi lo abbiamo recuperato praticamente a costo zero, quindi direi che è stato comunque un bene anche così».

L’INTERVISTA COMPLETA DI AUSILIO

Dionisi riparte dall’Inghilterra: sarà lui il nuovo tecnico del Watford

Watford, la scelta è fatta: l’ex tecnico del Sassuolo Alessio Dionisi è pronto a iniziare la sua avventura inglese

L’allenatore italiano è pronto a iniziare la sua nuova avventura in Inghilterra: l’accordo con il Watford è stato definito e la firma è attesa nel corso della settimana.

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Alessio Dionisi, reduce dall’esperienza all’Empoli e rimasto senza panchina nell’ultima stagione, ha accettato la proposta del club inglese, che gli affiderà il compito più delicato: riportare gli Hornets in Premier League.

Il Watford, infatti, milita attualmente in Championship, dove nell’ultimo campionato non è riuscito ad andare oltre un deludente sedicesimo posto su 24 squadre. Una stagione ben al di sotto delle aspettative, che ha spinto la dirigenza a ripartire da un nuovo progetto tecnico.

Dionisi arriva con l’obiettivo di rilanciare il club e costruire una squadra competitiva per tornare subito nella massima serie inglese. La firma è ormai solo una formalità.

Sartori: «Tedesco? Ci piace perché è moderno. Orsolini il contratto con la nostra proposta ce l’ha, deve solo firmarlo. Italiano? Speravo restasse»

Sartori: «Tedesco? Ci piace perché è moderno. Orsolini il contratto con la nostra proposta ce l’ha. Italiano? Speravo restasse»

Giovanni Sartori non ha dubbi e, intervistato da La Gazzetta dello Sport, spiega con chiarezza le ragioni che hanno portato il Bologna a scegliere Domenico Tedesco per la panchina. Il direttore tecnico rossoblù ha sottolineato come il profilo dell’ex Fenerbahçe rispondesse perfettamente alle esigenze del club in questa nuova fase del progetto tecnico.

Sartori ha poi rivelato un retroscena significativo: già due anni fa, prima di virare su Vincenzo Italiano, il Bologna aveva avviato contatti proprio con Tedesco. Un interesse mai sopito, tornato ora d’attualità e trasformato in una scelta concreta.

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TEDESCO– «Ci piace perché è moderno, propositivo, non integralista, lui faceva vari moduli, dalla difesa a cinque alla quattro, oltre agli accorgimenti in gara. A lui interessavano l’Italia e il Bologna. Ci eravamo lasciati due anni fa con un po’ di dispiacere ma con la speranza di ritrovarci dopo qualche anno. Il suo sangue italiano credo abbia influito molto sulla decisione: aveva anche altre richieste ma ha scelto noi»

ITALIANO – «Speravo restasse, personalmente, per proseguire sul nostro cammino e dare un seguito al nostro progetto, dopo due anni fatti molto bene. Il perché dell’addio? Pensava che un ciclo fosse finito e quando succede questo, anche se tu provi con insistenza a fargli cambiare idea, un tecnico va avanti su quella strada»

ORSOLINI – «Lui sa che è stimatissimo dalla società, dagli ultimi allenatori che ha avuto ed è stimato da chi arriverà. Il contratto con la nostra proposta ce l’ha nel suo cassetto, deve solo firmarlo. Se sono ottimista? Non so, dipende da lui: abbiamo fatto lo sforzo più grande che potevamo fare, con la speranza che lui possa diventare il Bulgarelli degli Anni 2000»

FUTURO ROWE – «Rowe non è sul mercato. Il telefonino è ‘off’».

Pasquale Bruno: «Cairo il problema, la soluzione è non abbonarsi e disertare lo stadio» – VIDEO

Pasquale Bruno non ha dubbi: «Cairo il problema, la soluzione è la stessa: non abbonarsi e disertare lo stadio» – VIDEO

La Partita della Leggenda Granata ha riportato magia e appartenenza al Filadelfia, riempiendo non solo gli spalti ma anche i cuori dei tifosi presenti. L’atmosfera vissuta ieri sera è stata di quelle difficili da descrivere: un misto di nostalgia, orgoglio e identità granata che solo il Fila sa generare.

A raccontarla, più delle parole, sono stati i protagonisti che hanno animato la serata, uno dopo l’altro, tra emozioni e ricordi: Pasquale Bruno, Willy Peyote, Clara Vercelli e il mitico massaggiatore Tony, Marco Ferrante, Gino Latino, Luca Voghera, Kiki, Rafael Martin Vasquez, Andrea Pavan, Domenico Beccaria. Ecco le parole di Pasquale Bruno rilasciate a Sport+ TV:

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PAROLE – «Il futuro prossimo sarà il passato perchè sarà la stessa storia di sempre, c’è poco da pensare al futuro»

ALLENATORE – «Baldini? Ma il problema non è l’allenatore… Quanti allenatori sono passati in vent’anni? Quanti direttori sportivi? Il problema è uno solo! E sapete qual è il problema… Quindi speriamo che qualcosa cambi, qualcosa succeda perche la gente sta aspettando. Io resto convinto che l’unico modo è non abbonarsi, non fare i biglietti e lasciare lo stadio vuoto. Questa è la mia idea, poi ognuno è libero di fare quello che vuole».

Cessione Samp, due figure in pressing sul club blucerchiato: ecco cosa filtra nelle ultime ore

Cessione Samp, spuntano due potenziali acquirenti per il club blucerchiato: ecco il punto sulla trattativa, cosa può succedere

La Sampdoria continua a vivere una fase di profonda incertezza. Nonostante l’addio di Matteo Manfredi abbia segnato un cambio formale ai vertici, la stabilità resta lontana. Oggi il controllo operativo del club è nelle mani di Joseph Tey e del suo braccio destro Nathan Walker, ma le dinamiche interne appaiono congelate.

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I potenziali acquirenti che hanno provato ad avvicinarsi alla società blucerchiata si sono scontrati con un silenzio totale, segnale di una proprietà che, almeno per ora, non sembra intenzionata a fare passi indietro.

L’obbligo dell’advisor e la strategia sulla cessione

Dietro questa apparente immobilità si nasconde però un vincolo preciso. Secondo gli accordi presi al momento delle dimissioni di Manfredi, la proprietà è obbligata a nominare un advisor entro il 30 giugno, primo passo formale per avviare un processo di vendita. Una clausola che rappresenta l’unico spiraglio per i soggetti interessati, finora rimasti ai margini nonostante vari tentativi di contatto.

La proprietà sta giocando una partita di attesa, consapevole che ogni apertura ufficiale dovrà seguire i binari stabiliti da quegli accordi. Fino ad allora, nessuna proposta verrà presa in considerazione.

Il rebus acquirenti

La lista dei soggetti che hanno bussato alla porta della Sampdoria è ampia ma, finora, inconcludente.

  • Intermediario italiano — aveva facilitato i contatti con un investitore del Sud‑Est asiatico: dopo un iniziale rifiuto e un successivo riavvicinamento, tutto è finito in stand‑by.
  • Fondi esteri — tra cui un gruppo svizzero già sondato ai tempi di Manfredi, non hanno trovato terreno fertile per proseguire il dialogo.
  • Proprietà attuale — Tey e Walker continuano a mantenere il controllo, respingendo ogni proposta non ritenuta in linea con le loro strategie.

Verso un’estate decisiva

Il tempo, però, stringe. La scadenza del 30 giugno si avvicina e con essa la necessità di definire un percorso chiaro per il futuro del club. La tifoseria, stremata da anni di turbolenze e risultati deludenti, osserva con crescente inquietudine.

L’advisor che verrà nominato avrà il compito di gestire una due diligence complessa, in un contesto in cui la ricerca di nuovi compratori non è più un’opzione, ma una necessità per garantire continuità e ambizioni a un club che vuole risalire dopo stagioni estremamente difficili.

Brasile in ansia per Wesley: stop muscolare e partecipazione al Mondiale in dubbio

Brasile in ansia, scatta l’allarme Wesley: il giocatore della Roma ha avuto un problema muscolare e ora il Mondiale sarebbe a rischio

L’allarme è scattato subito: Wesley rischia seriamente di saltare il Mondiale. Il difensore della Roma ha lasciato il campo al 15’ dell’ultima amichevole pre‑torneo del Brasile contro l’Egitto, vinta 2‑1 dalla Seleção, a causa di un problema muscolare che ha immediatamente messo in ansia lo staff di Carlo Ancelotti.

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Le sue condizioni saranno valutate nelle prossime ore attraverso gli esami strumentali, decisivi per capire l’entità dell’infortunio e le possibilità di recupero. L’immagine dell’uscita dal campo, con Wesley in lacrime, racconta tutta la paura di vedere sfumare il sogno Mondiale proprio a pochi giorni dal debutto.

Se gli esami dovessero dare esito negativo, Ancelotti sarebbe costretto a intervenire sulla lista dei convocati e chiamare all’ultimo minuto un sostituto del difensore giallorosso.

Il programma del Brasile

Il Brasile è inserito nel Gruppo C insieme a Marocco, Haiti e Scozia. L’esordio è fissato per domenica 14 giugno alle 00:00 italiane contro il Marocco di Hakimi.

A seguire, la seconda gara contro Haiti, programmata per il 20 maggio alle 2:30, e infine la terza sfida del girone contro la Scozia di McTominay, con calcio d’inizio alle 00:00 del 25 giugno.

Il Brasile attende risposte rapide: il destino di Wesley e l’equilibrio della difesa di Ancelotti passano dagli esami delle prossime ore.

Come cambia il Sassuolo con Aquilani: moduli, ballottaggi e la formazione tipo

Aquilani approda sulla panchina del Sassuolo: come giocherà? Rivoluzione col 3-4-2-1 o continuità nel segno del 4-3-3?

Il Sassuolo e Alberto Aquilani sono ormai pronti a legarsi ufficialmente. L’ex centrocampista è stato scelto come erede di Fabio Grosso, destinato a sostituire Vanoli sulla panchina della Fiorentina.

Dopo l’ottima stagione alla guida del Catanzaro, trascinato fino alla doppia finale dei playoff di Serie B, Aquilani si appresta a iniziare una nuova avventura al Mapei Stadium, aprendo di fatto un nuovo ciclo per il club emiliano.

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Il modello Catanzaro e il 3-4-2-1

In Calabria, Aquilani ha trovato la sua dimensione ideale e il successo tattico attraverso un dinamico 3-4-2-1. Questo sistema di gioco ha permesso al Catanzaro di raggiungere il quinto posto in classifica e di sfiorare la promozione in Serie A.

Il fulcro di questa evoluzione è stata la trasformazione dell’attaccante Pietro Iemmello, che Aquilani ha saputo arretrare nel ruolo di rifinitore per farlo coesistere efficacemente con la punta Pittarello.

La duttilità tattica nelle esperienze passate

La carriera da allenatore di Aquilani è tuttavia contraddistinta da una grande flessibilità, legata alle caratteristiche delle rose a disposizione. Durante gli anni sulla panchina della Fiorentina Primavera ha alternato la difesa a tre e quella a quattro, spaziando dal 3-5-2 al 4-2-3-1 e al 4-3-3.

Anche nella sua successiva esperienza a Pisa, nella stagione 2023/2024, ha confermato questa poliedricità, utilizzando principalmente il 4-2-3-1 ma variando l’assetto difensivo a seconda del momento.

Come giocherà il Sassuolo?

Il dilemma principale per la prossima stagione riguarda la scelta tra la continuità e la rivoluzione tattica rispetto alla gestione Grosso. Come confermato dallo stesso Aquilani in un’intervista alla Gazzetta dello Sport nel luglio 2025, la fluidità e l’adattamento sono le sue doti principali.

Resta da capire se il tecnico deciderà di mantenere la struttura che ha garantito stabilità al Sassuolo o se esporterà in Emilia i concetti tattici e la difesa a tre visti nell’ultima stagione a Catanzaro.

Calhanoglu, futuro in bilico all’Inter? L’agente svela: «Abbiamo un accordo con il Fenerbahce se Safi vince»

Calhanoglu Inter, il futuro è ancora un rebus? Il suo agente rivela: «Abbiamo un accordo con il Fenerbahce se Safi vince elezioni». Le parole

In Turchia torna a far rumore il nome di Hakan Calhanoglu, improvvisamente finito al centro delle cronache di mercato e del clima incandescente che precede il derby di Istanbul.

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Il regista dell’Inter, da sempre tifoso dichiarato del Galatasaray, resta uno dei sogni più ambiziosi del club giallorosso. Ma nelle ultime ore a scuotere il mercato sono stati gli storici rivali del Fenerbahçe, già accostati al giocatore lo scorso anno.

A riaccendere il caso è stato Hakan Safi, candidato alla presidenza del Fenerbahçe, che in piena campagna elettorale ha alimentato i sogni dei tifosi pubblicando un tweet con il logo del club e la canzone Made in Romania, brano ormai associato a Calhanoglu sia in Italia che in Turchia. Un messaggio criptico ma potentissimo, capace di incendiare il dibattito.

A rendere la situazione ancora più esplosiva sono però le parole arrivate dall’entourage del numero 20 nerazzurro.

Le parole dell’agente: confermati i contatti

Il procuratore del centrocampista, Gordon Stipic, ha parlato apertamente a Yağız Sabuncuoğlu, confermando l’esistenza di contatti reali e di una trattativa in corso con il club turco. Una presa di posizione che ha immediatamente amplificato il caso, trasformando un semplice rumor in un fronte caldo del mercato internazionale.

PAROLE «Non solo ho avuto lunghi incontri con Hakan Safi negli ultimi giorni, ma l’ho anche incontrato di persona. Siamo amici da molto tempo e le nostre conversazioni si basavano su una grande fiducia. Naturalmente, abbiamo trattato molti argomenti e alcuni giocatori, in particolare uno. Se Hakan Safi vince le elezioni che si terranno questo fine settimana, abbiamo raggiunto un accordo di base sul mio giocatore più importante».

Il futuro di Calhanoglu, simbolo dell’Inter campione d’Italia, torna così a essere un tema centrale: tra ambizioni personali, pressioni politiche e il fascino di un ritorno in patria, il suo nome è destinato a restare al centro della scena.

Sorloth Juve, c’è il sì: l’Atletico guarda alla Premier ma Spalletti vuole chiudere presto

Sorloth dice sì alla Juventus, ma l’Atletico punta all’asta con la Premier mentre il tecnico Luciano Spalletti aspetta…

Si prospetta un’estate lunga e piena di incastri da risolvere per la Juventus. L’amministratore delegato Damien Comolli ha iniziato a muovere i primi pezzi sulla scacchiera per consegnare a Luciano Spalletti i rinforzi richiesti, ma i primi “no” ricevuti e il tempo che scorre veloce stanno complicando la pianificazione.

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Con il mancato rinnovo e l’addio di Dusan Vlahovic, l’attacco è diventato la priorità assoluta: ad oggi, infatti, Spalletti non ha in rosa una punta centrale che lo convinca davvero. La coppia David‑Openda è ormai ai margini del progetto.

Il rebus Sørloth e le alternative nel mirino

La Juventus ha provato ad accelerare per Alexander Sørloth, ma il dossier si sta rivelando più complicato del previsto. L’Atlético Madrid, forte del grande interesse proveniente dalla Premier League, pregusta un’asta al rialzo e non ha alcuna fretta di cedere, anche perché il Mondiale alle porte potrebbe far lievitare ulteriormente il prezzo.

Nonostante il gradimento totale di Spalletti per il norvegese, l’operazione rischia di bloccarsi se i Colchoneros dovessero chiedere più di 30 milioni di euro. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

Mentre il tecnico attende con impazienza, Comolli continua a lavorare su piste parallele. Nei prossimi giorni è previsto un summit con il Paris Saint‑Germain per valutare la distanza economica tra domanda e offerta per Randal Kolo Muani, altro profilo molto apprezzato e considerato una delle alternative più credibili.

La Juventus, insomma, è nel pieno di un casting offensivo che potrebbe durare a lungo, con la necessità di trovare un centravanti titolare che possa guidare il nuovo ciclo targato Spalletti.


Leao si difende dopo il rosso con il Portogallo: «Volevo solo proteggere il mio compagno»

Leao parla dopo il cartellino rosso con la maglia del Portogallo: «Volevo solo proteggere il mio compagno». Le sue parole

“Volevo semplicemente proteggere il mio compagno di squadra, non ho mai avuto l’intenzione di ferire l’avversario”, ha dichiarato Rafael Leao tramite un post pubblicato sul proprio profilo Instagram.

L’esterno offensivo portoghese ha voluto chiarire così l’episodio che lo ha visto protagonista nel primo tempo del match contro il Cile, costatogli un’espulsione diretta per condotta violenta dopo un acceso diverbio con Ivan Roman.

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Nello spiegare la sua reazione, l’attaccante del Milan ha specificato che l’intenzione di “proteggere il mio compagno” era rivolta a Joao Cancelo. Il difensore del Barcellona era infatti rimasto a terra dopo un duro scontro di gioco con Faundez, provocando l’immediato intervento di Ivan Roman a difesa del connazionale.

A quel punto la situazione è degenerata con l’arrivo di Leao: dopo una serie di spintoni reciproci, il portoghese ha messo una mano sul collo dell’avversario. Un gesto che l’arbitro Zufferli ha sanzionato estraendo il cartellino rosso per entrambi i giocatori.

La partita

Dopo un primo tempo bloccato sullo 0-0, la ripresa è cominciata in condizioni di totale parità numerica, con le due Nazionali schierate in 10 contro 10.

Nonostante i numerosi cambi effettuati da entrambi i commissari tecnici per ridisegnare le squadre, è stato il Portogallo a prendere in mano il pallino del gioco.

La selezione guidata da Roberto Martinez è riuscita a imporsi per 2-1 grazie alle reti firmate da Guedes e Bruno Fernandes, mentre per i cileni è servito a poco il gol della bandiera siglato da Cepeda proprio allo scadere del match.

Sassuolo, scelto il successore di Grosso! La panchina affidata ad Alberto Aquilani

Sassuolo, scelto il successore in casa neroverde di Fabio Grosso! La panchina sarà affidata all’ex Catanzaro Alberto Aquilani

Il Sassuolo ha ufficialmente individuato il successore di Fabio Grosso, destinato a sedersi sulla panchina della Fiorentina. Dopo giorni di valutazioni e riflessioni per il dopo-Grosso, il club neroverde ha sciolto gli ultimi dubbi ed è ormai pronto ad annunciare la nuova guida tecnica che guiderà la squadra nel corso della prossima stagione.

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La scelta della dirigenza è ricaduta su Alberto Aquilani, reduce da un’ottima esperienza alla guida del Catanzaro. Come confermato da Sky Sport, l’allenatore è rimasto convinto dai piani e dalle ambizioni future del Sassuolo.

Aquilani ha attirato l’attenzione del club grazie alle sue ottime prestazioni in Serie B, campionato in cui ha persino sfiorato la promozione disputando i playoff.

Per sposare il progetto del Sassuolo, il tecnico ha preferito la proposta neroverde a quella del Torino, club che ora virerà su Ignazio Abate. A spingere Aquilani verso l’Emilia, oltre alla validità della rosa, è stata anche la prospettiva di una significativa crescita personale.

Nei prossimi giorni sono previste le firme sui contratti per sancire l’ufficialità dell’accordo.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 7 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Iran, contrattempo pre Mondiali: 15 membri dello staff bloccati prima del volo per gli USA! Visto negato

Iran, contrattempo pre Mondiali: 15 membri dello staff bloccati prima del volo per gli USA! Visto negato: cos’è successo

A meno di una settimana dall’inizio dei Mondiali, la delegazione iraniana si trova a dover affrontare un ostacolo inatteso: gli Stati Uniti hanno negato il visto a 15 membri dello staff della squadra. La notizia è stata riportata dall’ANSA, che cita la televisione di stato iraniana: «I visti sono stati rilasciati per la nazionale e lo staff tecnico, ma 15 membri dello staff amministrativo e di supporto stanno riscontrando problemi e non hanno ancora ricevuto i loro visti dagli Stati Uniti».

L’Iran esordirà nella Coppa del Mondo il 16 giugno alle ore 3:00 contro la Nuova Zelanda, aprendo il girone G. Le prime due partite, contro Nuova Zelanda e Belgio, si giocheranno al SoFi Stadium di Inglewood, in California, mentre l’ultima contro l’Egitto è prevista al Lumen Field di Seattle il 27 giugno. Nonostante il ritiro sia stato spostato in Messico, l’Iran dovrà disputare tutte le partite del girone negli Stati Uniti.

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La situazione sui visti si è complicata dopo che, il 5 giugno, l’agenzia Reuters aveva riportato la dichiarazione della Casa Bianca: «Ai giocatori dell’Iran sono stati concessi i visti per entrare negli Stati Uniti». Tuttavia, secondo quanto emerge dalle ultime comunicazioni, lo staff amministrativo dovrà attendere il via libera ufficiale prima di poter accedere negli USA.

L’ambasciatore iraniano Psandideh ha cercato di rassicurare sulle intenzioni americane, precisando che «gli USA non si sono mai detti esplicitamente contrari alla partecipazione dell’Iran alla Coppa del Mondo».

La questione rischia di creare tensioni logistiche per la squadra, visto che una parte dello staff è fondamentale per la preparazione, la gestione tecnica e organizzativa dei giocatori. La delegazione iraniana spera che le autorità statunitensi risolvano rapidamente la situazione, così da garantire la presenza completa di allenatori, medici, preparatori e dirigenti amministrativi in vista della competizione.

La gestione dei visti diventa quindi uno degli aspetti più delicati in vista dell’avvio del torneo, con implicazioni sul normale svolgimento del ritiro e delle sessioni di allenamento pre-Mondiale. L’Iran punta a partire con tutti i membri al completo per affrontare la Nuova Zelanda, il Belgio e l’Egitto con la massima organizzazione e supporto tecnico possibile.

La situazione resta in evoluzione e i tifosi e gli osservatori dovranno attendere aggiornamenti ufficiali prima della partenza della squadra per gli Stati Uniti.

Totti: «Senza l’Italia è un Mondiale diverso. Yildiz? Giocatore tecnico e moderno, ma i veri numeri 10 sono altri»

L’ex capitano ed attaccante della Roma, Francesco Totti, ha parlato così in vista dell’inizio dei Mondiali senza l’Italia: le sue parole

L’ex capitano della Roma, Francesco Totti, è intervenuto a un evento di padel organizzato dalla WLPT a Istanbul, parlando della carriera di Vincenzo come allenatore e del Mondiale, oltre a commentare la stagione dei giallorossi.

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Sulla carriera dell’ex compagno, Totti ha dichiarato: «Sicuramente Vincenzo è una persona di casa, una persona che conosco da tantissimo tempo. Ha intrapreso la carriera di allenatore e sta facendo grandi cose. Gli auguro il meglio perché questa è una grande esperienza: guidare una nazionale in un Mondiale così importante e rappresentare un Paese affascinante come la Turchia. Sono sicuro che farà tutto il possibile per portare la squadra il più avanti possibile. Le basi le aveva già quando giocava. Ogni tanto parlava della possibilità di diventare allenatore, ma un conto è dirlo e un altro è riuscire a farlo davvero. Io credo che abbia tutte le qualità per fare grandi cose e gli auguro sinceramente il meglio».

Totti ha poi commentato il talento dei giovani della Turchia: «È un ragazzo giovane sul quale tutti ripongono aspettative molto alte. È sempre pronto, dà tantissimo alla squadra. È un giocatore tecnico, moderno, evoluto. Penso che possa dare una grossa mano alla Turchia. Se è un numero 10? Diciamo un 9,5. I numeri 10 veri sono altri».

Riflessioni sul Mondiale e sull’assenza dell’Italia: «Senza l’Italia è un Mondiale diverso. Non soltanto per noi italiani, ma per tutto il mondo, perché l’Italia è una delle nazionali più affascinanti e importanti. È sempre bello vederla in una competizione di questo livello e quando manca viene meno un pezzo importante del Mondiale. Per noi è un grande dispiacere, soprattutto perché è la terza esclusione consecutiva. Quando non si vince, tante cose non funzionano. Oggi stare qui a dire che è mancato questo o quello serve a poco. Credo che in questi percorsi, quando le cose non vanno, ci siano tanti aspetti da analizzare».

Infine, il campione giallorosso ha parlato della stagione dei capitolini: «La qualificazione in Champions mi ha esaltato tantissimo. Sinceramente non pensavo che la Roma potesse arrivare in zona Champions, anche perché fino all’ultima giornata non dipendeva soltanto dai giallorossi, ma anche dai risultati di Milan e Juventus. In un certo senso sono state proprio loro a lasciare per strada l’occasione. La Roma però è stata bravissima a restare agganciata alle prime posizioni e a sfruttare ogni opportunità, riuscendo a ottenere un risultato che pochi si aspettavano».

Totti sottolinea così la continuità del lavoro dei giocatori e la crescita dei giovani, celebrando al contempo la resilienza della Roma e lodando la determinazione di Vincenzo nel nuovo percorso come tecnico internazionale.

Baldini in conferenza: «Un orgoglio rappresentare la mia Nazione, sono stato fortunato. La metodologia è uno stile di vita»

Il commissario tecnico ad interim della Nazionale, Silvio Baldini, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia dell’amichevole contro la Grecia

Il commissario tecnico ad interim della Nazionale italiana, Silvio Baldini, ha parlato in conferenza stampa da Creta alla vigilia dell’ultima amichevole estiva contro la Grecia, dopo il successo di misura contro il Lussemburgo. Il tecnico ha condiviso le sue aspettative sul gruppo e il metodo di lavoro che intende imprimere ai giovani azzurri: «La mia aspettativa non è quella di vedere una squadra che si trasforma dopo tre giorni di lavoro. Voglio vederli ordinati in campo come contro il Lussemburgo per rappresentare la Nazionale con serenità perché in primis rappresenteranno loro stessi. Ho sempre sensazioni positive perché sono ragazzi meravigliosi. Riescono a legare e socializzare fuori dal campo ma poi ad andare a mille in allenamento appena iniziano a lavorare. Io gli ripeto sempre: se farete così non perderete mai, potrete accettare il risultato del campo ma senza uscirne sconfitti».

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Baldini ha anche commentato il valore della sua esperienza alla guida della prima squadra della Nazionale, prima di tornare a settembre all’Under 21: «Ho rappresentato la mia Nazione, la mia cultura. Questo è un orgoglio. Con tutto il rispetto per gli altri Paesi ma sono stato sulla panchina di una Nazionale che ha vinto 4 mondiali. Sono stato fortunato a rappresentarla».

Il ct ha lanciato un monito sull’involuzione del calcio italiano, sottolineando l’importanza della metodologia e del lavoro quotidiano: «I calciatori si allenano due ore, due ore e mezza al giorno, gli altri sportivi molto di più: pensate alla Brignone o ai tennisti, sempre in pista per recuperare o sempre con la racchetta in mano. Quando parlo di metodo mi riferisco a questo: immaginate dove potrebbero arrivare i giocatori se avessero l’abitudine a lavorare come fanno altrove. La metodologia è uno stile di vita: Conte può stare simpatico o no, ma se non vince arriva secondo perché a proposito di metodologia è il numero uno».

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Tra i giovani talenti presenti, Baldini ha elogiato in particolare Davide Bartesaghi, difensore del Milan: «Se ci sono tra questi ragazzi giocatori pronti per la Nazionale A? Uno è qua vicino a me. In un anno ha fatto una maturazione incredibile giocando quasi sempre titolare al Milan in Serie A. Al di là delle qualità tecniche, è un giocatore che quando si sviluppa il gioco mette molti assist per come mette la palla con i tempi giusti. Ma ci sono anche altri ragazzi. La valutazione di quelli che domani possono giocare dipende sempre da chi arriva e da come intende il calcio».

Infine, Baldini ha sottolineato l’importanza di valorizzare i giovani senza caricarli di ansia da risultato: «Tutti vogliamo fare giocare i giovani, ma metterli in campo è un problema spesso perché magari sbagliano uno stop o un tiro. Bisogna capire che sono una risorsa e non un problema. Chi viene ovviamente sarà legato al risultato ma non deve avere l’ansia di ottenerlo, altrimenti non cambierà niente. Ognuno ha la sua ricetta, serve imprimere la giusta metodologia. In Italia c’è stata un’involuzione, non ci siamo accorti che il nostro calcio stava andando incontro a dei problemi. Non avevamo più campioni generazionali e non siamo riusciti a capire come intervenire nei settori giovanili, gestiti più per fare business che per far crescere i ragazzi».

Baldini conferma così la volontà di puntare sui giovani, lavorando su disciplina, metodo e crescita tecnica, gettando le basi per il futuro della Nazionale italiana.

C’è anche Gilardino in corsa per la panchina del Torino! Incontro già avvenuto, la situazione

C’è anche Gilardino in corsa per la panchina del Torino! Incontro già avvenuto, la situazione per la scelta del prossimo allenatore

Il futuro della panchina del Torino resta incerto, con la dirigenza granata ancora al lavoro per individuare il profilo più adatto per guidare la squadra nella prossima stagione. Secondo quanto riportato da Sky Sport, negli ultimi giorni si è registrato un incontro con Alberto Gilardino, ex attaccante di lungo corso e già allenatore nel settore giovanile, che ora si inserisce ufficialmente nella lista dei candidati per la guida tecnica del club piemontese.

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Il nome di Gilardino si aggiunge a una rosa di candidati già ampia e variegata. Al momento, infatti, non c’è una scelta definitiva, né una direzione chiara tracciata dalla società. La sua esperienza nel settore giovanile e la conoscenza del calcio italiano potrebbero rappresentare un valore aggiunto per il Torino, soprattutto considerando la necessità di un progetto di medio-lungo termine volto a valorizzare i giovani e a stabilizzare il rendimento della squadra in Serie A.

Restano in lizza anche Ignazio Abate, già monitorato nei giorni scorsi, Eusebio Di Francesco e l’ipotesi di un possibile ritorno di Ivan Juric, tecnico esperto con precedenti stagioni di successo in Serie A. La dirigenza granata sembra voler mantenere aperti tutti gli scenari, valutando attentamente i curricula, le esperienze e le idee tattiche di ciascun candidato prima di assumere una decisione definitiva.

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Secondo fonti interne, l’obiettivo del Torino è scegliere un allenatore che sappia combinare esperienza e capacità di lavorare con i giovani, garantendo continuità e competitività. Il club vuole evitare scelte affrettate e mira a costruire un progetto tecnico sostenibile, capace di affrontare le sfide della Serie A con equilibrio e ambizione.

Nei prossimi giorni, potrebbero arrivare nuovi contatti e incontri con i candidati, mentre la società continuerà a monitorare l’evoluzione del mercato e i movimenti delle altre squadre per valutare le migliori opportunità. Gilardino, con la sua esperienza e il legame con il calcio giovanile, resta uno dei nomi più interessanti, ma il Torino mantiene aperta ogni opzione fino a decisione ufficiale.

La panchina del Torino resta quindi uno dei dossier più seguiti dell’estate calcistica italiana, con la società pronta a ponderare ogni scelta per garantire stabilità e competitività alla squadra granata.

Bartesaghi racconta: «Il debutto con l’Italia un’emozione incredibile, Baldini ci trasmette serenità»

Bartesaghi racconta: «Il debutto con l’Italia un’emozione incredibile, Baldini ci trasmette serenità». Le parole del terzino del Milan

Il giovane esterno del Milan, Davide Bartesaghi, è intervenuto ai microfoni di Sky alla vigilia dell’amichevole dell’Italia contro la Grecia, esprimendo entusiasmo per il momento speciale che lo attende insieme ai compagni.

L’ex Primavera rossonera ha sottolineato l’importanza del debutto e la coesione del gruppo: «Innanzitutto emozione incredibile per me e molti compagni, per molti era il debutto. Molto bello farlo tutti insieme, credo sia un traguardo importante visto che ci conoscevamo tutti prima». Le parole di Bartesaghi mettono in luce come la squadra di Silvio Baldini stia puntando su giovani talenti pronti a crescere e integrarsi rapidamente nel progetto della Nazionale maggiore, nonostante la pressione e l’attenzione mediatica che accompagnano i giocatori in questa fase di transizione post-Mondiale.

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Sul rapporto con il commissario tecnico e lo staff, Bartesaghi ha spiegato: «Certo, è vicino come lo staff e il mister. Ci trasmette serenità, dice di entrare in campo e fare quello che sappiamo, liberi di testa. Gigio ho avuto modo di conoscerlo, ho fatto un allenamento con lui da piccolissimo, non credo si ricordi però è una persona d’oro, gli voglio bene». Il giocatore evidenzia così il ruolo fondamentale di Baldini nel creare un ambiente sereno e incoraggiante, dove i giovani possono esprimere al meglio le loro qualità senza il peso eccessivo della tensione.

Infine, Bartesaghi ha parlato della pazienza necessaria per ritagliarsi spazio: «Sì, darci spazio e aspettare, perché il tempo è importante e la pazienza fondamentale. Poi sta a noi dimostrare sul campo». Le sue parole riflettono la filosofia della nuova Italia U21/Under-Maggiore, che vuole valorizzare i giovani e costruire un gruppo solido e competitivo anche per le prossime competizioni internazionali.

Con l’amichevole di domani, Bartesaghi avrà l’occasione di confermare quanto di buono fatto nella stagione con il Milan, mettendo in mostra la sua velocità, tecnica e capacità di inserirsi in fase offensiva. La fiducia del tecnico e l’appoggio dei compagni saranno determinanti per trasformare il debutto in un’esperienza di crescita e conferma del suo talento.

L’Italia, con questo gruppo giovane e motivato, punta a dare continuità al lavoro svolto da Baldini, testando soluzioni tattiche e creando le basi per un futuro brillante nel panorama internazionale. Bartesaghi rappresenta uno dei punti chiave di questa strategia, pronto a giocarsi le proprie carte e dimostrare di essere pronto al salto di qualità.

Leao perde la testa! Colpo al volto ad un avversario in amichevole e rosso diretto! L’episodio

Leao perde la testa! Colpo al volto ad un avversario in amichevole e rosso diretto! L’episodio durante Portogallo Cile

Un momentaccio per Rafa Leao, l’attaccante del Milan in uscita, che si è reso protagonista di un episodio controverso durante l’amichevole tra Portogallo e Cile. La partita, giocata in modo equilibrato e con buone giocate da parte dell’ex Lille, ha preso una piega negativa allo scadere del primo tempo.

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Fino a quel momento, Leao si era messo in mostra con alcune giocate interessanti e un tiro potente che aveva colpito il palo. Ma al minuto 45, un contrasto tra Cancelo e Faundez ha acceso gli animi: i due giocatori si sono spintonati, coinvolgendo altri protagonisti, tra cui Roman per il Cile e Leao con Renato Veiga per il Portogallo. Il confronto tra Roman e Leao è rapidamente degenerato. Secondo quanto riportato dagli osservatori, il rossonero avrebbe colpito l’avversario con alcune manate, facendo cadere Roman a terra.

L’arbitro italiano Zufferli è intervenuto per sedare la rissa, ma dopo qualche secondo ha deciso di espellere sia Leao sia Roman. L’episodio ha scosso l’incontro, dando alla prima frazione un finale turbolento e creando apprensione in vista dei prossimi impegni del Portogallo, soprattutto per l’attaccante milanista.

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L’espulsione di Leao rischia di avere ripercussioni sul suo futuro, considerando che il giocatore è al centro di trattative di mercato e si avvicina a una possibile cessione dal Milan. L’episodio ha sollevato critiche da parte degli addetti ai lavori e dei tifosi, che sottolineano come l’ala portoghese abbia rovinato un primo tempo in cui aveva dimostrato qualità e incisività.

Resta da vedere se Leao sarà sanzionato ulteriormente dalle autorità calcistiche internazionali e come l’episodio influenzerà il rapporto con il club rossonero e le squadre interessate al suo cartellino. Intanto, il Portogallo dovrà fare i conti con un’assenza pesante nel match di ritorno, mentre il Cile può tirare un sospiro di sollievo, avendo ottenuto la parità numerica dopo il provvedimento dell’arbitro.

L’episodio conferma come anche nelle amichevoli, e nonostante la serietà del contesto internazionale, le tensioni sul campo possano esplodere rapidamente, mettendo alla prova la disciplina e la gestione emotiva dei giocatori in campo.

Cremonese, idea Tramontano per il ruolo di direttore sportivo: ecco chi è

Cremonese, idea Tramontano per il ruolo di direttore sportivo: ecco chi è il giovane dirigente con un passato alla Fiorentina

La Cremonese è attivamente alla ricerca del nuovo direttore sportivo e sta valutando la possibilità di affidare il ruolo ad Antonio Tramontano, dirigente giovane ma già con esperienza consolidata nel mondo del calcio. Tramontano ha maturato un percorso significativo nello scouting, con esperienze importanti alla Fiorentina e, attualmente, al West Ham.

Secondo fonti vicine al club grigiorosso, Tramontano possiede le competenze necessarie per strutturare un reparto tecnico e organizzativo in linea con la visione strategica della società. La scelta di puntare su un profilo come il suo risponde alla volontà di innovare, introducendo processi gestionali e metodologie differenti rispetto ai modelli tradizionali adottati in passato.

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Nonostante non sia l’unico club interessato al dirigente, la pista che collega Tramontano alla Cremonese appare al momento la più concreta. Il club lombardo punta a chiudere al più presto il dossier, individuando un ds capace di valorizzare il mercato e supportare la squadra nel raggiungimento degli obiettivi stagionali. La scelta del nuovo direttore sportivo sarà fondamentale per delineare le strategie future, sia nella gestione della rosa sia nella programmazione dei prossimi trasferimenti, in un campionato di Serie A sempre più competitivo.

L’interesse verso Tramontano segnala la volontà della Cremonese di innovare la propria struttura dirigenziale, con un profilo in grado di combinare visione tattica, conoscenza dei giovani talenti e capacità di gestione del mercato internazionale.

Baldini alla vigilia dell’amichevole con la Grecia: «Dai ragazzi mi aspetto di vedere qualità e le stesse cose fatte col Lussemburgo»

Il commissario tecnico ad interim della Nazionale, Silvio Baldini, ha voluto dire la sua alla vigilia dell’amichevole contro la Grecia

In vista della sfida amichevole contro la Grecia, il ct ad interim dell’Italia Silvio Baldini ha rilasciato un’intervista a Sky Sport, spiegando le aspettative per il gruppo azzurro dopo la prima uscita con il Lussemburgo. Baldini punta a consolidare quanto già visto nella precedente partita e a dare fiducia ai giovani talenti presenti in rosa.

«Mi aspetto di vedere le stesse cose fatte con il Lussemburgo. Vorrei che i ragazzi iniziassero la partita tranquilli, dimostrando che la loro libertà non vuol dire non essere presenti nella partita. Devono tirare fuori tutta la loro qualità tecnica», ha dichiarato il commissario tecnico, sottolineando l’importanza di combinare serenità e concentrazione sul campo.

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L’amichevole contro la Grecia rappresenta un’opportunità preziosa per testare l’Italia più giovane di sempre, dando spazio a giocatori dell’Under 21 e a chi ha già vissuto le prime esperienze con la Nazionale maggiore. Baldini vuole che la squadra esprima continuità di gioco, creatività e controllo della partita, ponendo le basi per il futuro della squadra azzurra.

La partita, in programma domenica 7 giugno, sarà un banco di prova per confermare le buone sensazioni della prima uscita e per consentire ai giocatori di dimostrare impegno, capacità tecnica e intesa di gruppo sotto la guida del tecnico toscano.

Papa Leone XIV: «Il Papa tifa per tutte le squadre, ma Prevost il Real Madrid». Da Benedetto XVI a Francesco e Giovanni Paolo II, il rapporto tra i Pontefici e il calcio

La frase di Papa Leone XIV sul suo tifo per il Real Madrid fa riaffiorare nella mente il rapporto tra gli ultimi Pontefici e il mondo del calcio

Il mondo del calcio ha spesso incontrato il Vaticano, con diversi Pontefici che hanno mostrato un legame particolare con lo sport più amato al mondo. L’ultima rivelazione arriva da Papa Leone XIV, che durante il volo papale verso Madrid ha confessato il proprio tifo: «Il Papa tifa per tutte le squadre, ma Prevost per il Real Madrid». La battuta è stata pronunciata mentre il Pontefice si avvicinava alla capitale spagnola. «Farò sicuramente il tifo per gli usa ai mondiali di calcio ma non so quante partite avrò modo di vedere», ha aggiunto il Pontefice salutando i giornalisti.

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Nel passato, Papa Francesco ha sempre manifestato il proprio amore per il calcio e per l’Argentina, tifando per il San Lorenzo de Almagro: «Il Papa possedeva la tessera ufficiale di socio del San Lorenzo», ricordano le cronache, sottolineando come il Pontefice abbia partecipato anche alla celebrazione della vittoria della Coppa Libertadores del club nel 2014. Il San Lorenzo, in seguito, ha reso omaggio a Francesco con patch sulle maglie e coreografie dedicate: «Papa Francisco – Juntos por la eternidad».

Schermo morte Papa Francesco stadio

Per Benedetto XVI, il calcio rappresentava più di un semplice gioco. Joseph Ratzinger, socio onorario del Bayern Monaco, rifletteva sulla disciplina e libertà insite nello sport: «Il fascino del calcio sta essenzialmente nel fatto che esso collega disciplina e libertà in una forma molto convincente. Costringe l’uomo a imporsi regole per ottenere, con l’allenamento, la padronanza di sé, e con essa, la superiorità e con la superiorità la libertà». Durante i Mondiali 2006, Benedetto XVI benedisse la nazionale tedesca e mostrò rispetto anche per la vittoria dell’Italia con diplomazia e fair play.

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Il Papa più sportivo di sempre resta Giovanni Paolo II, attivo in gioventù come portiere nella squadra della parrocchia di Wadowice. Ricevette tessere onorarie da Barcellona, Schalke 04 e Borussia Dortmund, e contribuì a consigliare l’arrivo di Zbigniew Boniek alla Juventus. Wojtyła vedeva nello sport «gioia di vivere, gioco, festa», sottolineando il valore umano e sociale dello sport.

Infine, Giovanni XXIII, bergamasco doc e tifoso dell’Atalanta, volle incontrare i giocatori della squadra nel 1962 a Roma per fare gli auguri in occasione della partecipazione della squadra alla Mitropa Cup. Nonostante la sconfitta contro la Roma, il club chiuse al sesto posto, dimostrando come anche nel passato il calcio fosse parte integrante della vita dei Pontefici e della società.

Questo lungo legame tra Vaticano e calcio testimonia l’universalità dello sport, capace di unire fede, cultura e passione in un unico racconto.

Argentina, tegola Balerdi: il difensore salta il Mondiale per infortunio! I dettagli

Argentina, tegola Balerdi: il difensore salta il Mondiale per un infortunio al polpaccio destro! L’entità del problema e il comunicato

Brutte notizie per l’Argentina a pochi giorni dall’inizio della Coppa del Mondo 2026: il difensore Leonardo Balerdi è costretto a saltare la competizione a causa di un infortunio al polpaccio della gamba destra.

La nazionale albiceleste ha comunicato l’assenza del centrale attraverso il proprio profilo ufficiale su X, specificando: «Il difensore Leonardo Balerdi ha subito un infortunio muscolare al polpaccio della gamba destra e non potrà far parte della rosa che disputerà la Coppa del Mondo. In bocca al lupo, forza e pronta guarigione, magro!».

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Balerdi, che negli ultimi anni ha consolidato la propria esperienza tra club europei e la nazionale maggiore, era atteso come elemento chiave nella difesa argentina. L’infortunio obbliga il commissario tecnico a ridisegnare il reparto arretrato, trovando un sostituto in grado di garantire affidabilità e solidità nelle fasi difensive del torneo.

L’assenza del difensore rappresenta un duro colpo per l’Argentina, reduce da grandi prestazioni in campo internazionale, e costringerà la squadra a riorganizzarsi rapidamente per affrontare il Mondiale senza uno dei titolari previsti.

Stagione pazzesca di Greenwood, il Marsiglia spara alto per la sua cessione! La risposta risiede nei numeri

Greenwood ha vissuto una stagione incredibile e il Marsiglia è una bottega cara ora per la sua cessione. Le cifre della partenza

Il calciomercato estivo si infiamma attorno al nome di Mason Greenwood. L’attaccante inglese è reduce da una stagione straordinaria e il suo futuro sembra destinato a essere uno dei temi più caldi e dibattuti delle prossime settimane. Attualmente di proprietà dell’Olympique Marsiglia, il talento britannico ha attirato le attenzioni di diversi top club europei. In prima fila per assicurarsi le sue prestazioni ci sono la Roma e il Fenerbahce, pronte a darsi battaglia per portare il giocatore all’interno delle rispettive rose. Tuttavia, le richieste economiche provenienti dalla Francia sono particolarmente elevate e richiederanno uno sforzo finanziario notevole per chiudere l’operazione.

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Le cifre dell’affare: quanto chiede l’Olympique Marsiglia

La dirigenza dell’Olympique Marsiglia ha le idee molto chiare sul valore del proprio gioiello offensivo e non ha alcuna intenzione di concedere sconti. La richiesta iniziale per lasciar partire Mason Greenwood in questa finestra di trasferimenti – secondo Fabrizio Romano – è stata formalizzata in modo netto: la società transalpina pretende 50 milioni di euro come base fissa, a cui andranno aggiunti ulteriori 5 milioni di euro di bonus. Questa valutazione complessiva da 55 milioni certifica l’assoluta centralità del giocatore e fissa un’asticella molto alta per le pretendenti. La Roma e il Fenerbahce sono avvisate: per sedersi concretamente al tavolo delle trattative bisognerà avvicinarsi sensibilmente a queste esose pretese economiche.

Il duello di mercato tra Roma e Fenerbahce

La corsa a Greenwood vede al momento due contendenti principali sfidarsi a distanza. Da una parte c’è la Roma, alla costante ricerca di un profilo offensivo di caratura internazionale capace di garantire gol, imprevedibilità e grandissima qualità tecnica nel reparto avanzato giallorosso. La dirigenza capitolina valuta attentamente l’investimento, conscia del profondo impatto che l’inglese potrebbe avere nel campionato di Serie A. Dall’altra parte c’è il Fenerbahce, club turco sempre molto ambizioso e storicamente pronto a investire cifre pesanti per dominare in patria e competere ad alti livelli in Europa. Il duello promette scintille.

Una stagione da protagonista: i numeri di Mason Greenwood

L’elevata valutazione fatta dal Marsiglia è ampiamente giustificata dal rendimento offerto dal giocatore nell’ultima annata calcistica. L’ex Manchester United si è caricato la squadra sulle spalle, dimostrando una continuità di prestazioni impressionante e un cinismo sotto porta assoluto. Il suo tabellino stagionale è di altissimo profilo:

  • 45 presenze totali collezionate tra campionato e coppe.
  • 26 gol realizzati, a dimostrazione di un fiuto della rete eccezionale.
  • 11 assist forniti ai compagni, che certificano la sua completezza tecnica e la visione di gioco periferica.

Sono proprio questi numeri a spiegare perfettamente perché le pretendenti siano così determinate a tentare l’assalto definitivo. Il futuro di Greenwood è ancora tutto da scrivere, ma l’OM detiene saldamente il pallino del gioco in questa affascinante trattativa.

Como, a tutto Suwarso: «Fabregas mi ha detto che rimane. Per Nico Paz dipende dal Real Madrid. Cambiaso e Chiesa? Fuori budget»

Como, il presidente Suwarso è uscito allo scoperto per parlare di diversi temi d’attualità che riguardano i lariani

Il progetto del Como continua a bruciare le tappe, puntando verso traguardi internazionali sempre più ambiziosi. Ospite d’eccezione al prestigioso Festival della Serie A andato in scena nella cornice del Teatro Regio di Parma, il presidente del club lariano, Mirwan Suwarso, ha fatto il punto della situazione sulle strategie societarie in vista della prossima stagione. Il numero uno della dirigenza lombarda ha affrontato a viso aperto tutti i temi più caldi, rassicurando immediatamente la piazza sulla continuità della guida tecnica: Fabregas mi ha detto che rimane”.

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Il nodo Nico Paz e gli obiettivi di calciomercato

In vista dei futuri impegni, la dirigenza è chiamata a costruire una rosa profonda e competitiva. Un punto di grande interesse riguarda il futuro del fantasista argentino Nico Paz, le cui sorti dipendono dalla Spagna. Su questo fronte, l’approccio lariano è attendista: Il suo futuro resta nelle mani del Real Madrid, noi aspettiamo. Non abbiamo parlato per molto tempo col Real Madrid. Non abbiamo parlato di giocatori o relazioni, non abbiamo iniziato le nostre trattative di mercato. Se ci saranno opportunità saremo pronti a fare il meglio per il Como.

Per quanto riguarda le operazioni in entrata, il calciomercato richiederà interventi mirati. Per rispettare i parametri imposti dalla UEFA, la squadra avrà bisogno di inserire in organico giocatori italiani. Nelle ultime settimane la società ha effettuato sondaggi per profili del calibro di Andrea Cambiaso e Federico Chiesa, ma il presidente frena sulle spese fuori budget, chiarendo anche la posizione sul Fair Play Finanziario: Sono oltre al prezzo che ci siamo dati. Cerchiamo opportunità non italiani per forza. FFP? I nostri proprietari sono stati molto chiari: i nostri obiettivi sono in linea, non è un problema per noi”.

Il Sinigaglia in Europa e la mentalità vincente

Un’altra grande partita si gioca sul fronte delle infrastrutture. Attualmente, lo stadio Sinigaglia necessita di interventi per essere omologato per l’Europa, ma i lavori di adeguamento sono già partiti. L’obiettivo della proprietà è chiarissimo: Proveremo a giocare anche la Champions al Sinigaglia”.

L’approccio alla massima competizione continentale sarà spavaldo e coraggioso, rispecchiando l’identità del proprio allenatore: Lo scopriremo insieme. Io so che Cesc, per come pensa e per come lavora, arriverà ad ogni partita con l’idea di vincere. Quando abbiamo giocato col Barcellona abbiamo provato ad attaccare: abbiamo perso 5-0 ma abbiamo imparato molto”.

A chiudere l’intervento, una battuta sul sogno Scudetto, affrontato con la consueta mentalità pragmatica che ha caratterizzato la straordinaria ascesa del club azzurro: “La gente diceva che era impossibile andare in Champions League. Continuiamo a ragionare partita per partita.”

Guardiola manda in frantumi il sogno dell’Italia: «Ora voglio fermarmi per un po’ e capire cosa fare»

Guardiola è uscito così allo scoperto dicendo la verità sulla possibilità di allenare una Nazionale. Queste le sue dichiarazioni

Dopo aver archiviato la sua trionfale epopea alla guida del Manchester City, Pep Guardiola è fermamente intenzionato a concedersi un periodo di riposo per ricaricare le batterie, prima di prendere qualsiasi decisione sul prosieguo della sua straordinaria carriera sportiva.

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La frenata sulla Nazionale e il bisogno di staccare

L’occasione per fare il punto della situazione è arrivata a Manresa, località non distante da Barcellona, dove il mister catalano ha presenziato a un evento celebrativo per l’inaugurazione di un campo sportivo a lui intitolato. Circondato dai cronisti, l’ex allenatore dei Citizens ha voluto smorzare immediatamente i recenti e insistenti rumor che lo volevano in procinto di accettare l’incarico di Commissario Tecnico per una selezione.

Rispondendo con estrema schiettezza a chi gli chiedeva lumi sul suo domani, il manager ha chiarito: Allenare una Nazionale? Adesso voglio fermarmi per un po’ e capire cosa fare. Non lo so nemmeno io. Una presa di posizione netta, che congela di fatto le speculazioni delle ultime settimane e chiude, per il momento, le porte anche a un eventuale sbarco nel nostro Paese.

La suggestione Italia e il pensiero del Ministro Abodi

Le parole del tecnico iberico arrivano a pochissima distanza dalle dichiarazioni intrise di speranza rilasciate da Andrea Abodi. Il Ministro per lo Sport e i Giovani aveva infatti acceso l’entusiasmo della piazza prospettando un possibile arrivo del genio catalano sulla panchina dell’Italia, definendo questa prestigiosa e affascinante eventualità come non un sogno impossibile. Secondo l’esponente politico, la chiave per convincere il pluridecorato allenatore non sarebbe tanto l’offerta economica, quanto l’assoluta necessità di sottoporgli un progetto tecnico solido e di altissimo spessore, capace di assecondare le sue ambizioni professionali e di fungere da volano per la rinascita dell’intero movimento calcistico tricolore.

La battuta sulla scuola e l’elogio a Bernardo Silva

Per alleggerire il carico di aspettative che da sempre lo circonda, Guardiola ha preferito dribblare le ulteriori pressioni mediatiche affidandosi a una risposta dal sapore decisamente ironico: Tornerò a studiare alla La Salle, dove ho studiato da bambino, e diventerò insegnante”. Un escamotage per ribadire la sua attuale assenza di piani a breve termine.

A margine dell’evento, c’è stato anche lo spazio per un’importante parentesi dedicata a uno dei suoi pupilli storici, Bernardo Silva. Il talentuoso centrocampista portoghese, i cui destini di mercato sono stati frequentemente incrociati con le maglie di Barcellona e Juventus, ha ricevuto un’investitura totale da parte del suo ex mentore: Bernardo si adatterebbe a qualsiasi squadra. È semplicemente troppo bravo. Un attestato di immensa stima che certifica il valore assoluto di una delle stelle più luminose delle sue ultime, vincenti stagioni.

La crisi non colpisce gli allenatori: il grande paradosso del calcio italiano – VIDEO di Andrea Bargione

Il calcio italiano sta vivendo una profonda crisi che non sembra però toccare gli allenatori emergenti. L’analisi – VIDEO di Andrea Bargione

Il calcio italiano sta attraversando uno dei periodi storici più complessi e drammatici per quanto riguarda i risultati sul campo, segnato da una ferita sportiva senza precedenti: le pesantissime tre mancate qualificazioni ai Mondiali di fila. Una vera e propria disfatta che certifica una profonda crisi strutturale e una preoccupante carenza di talento sul rettangolo verde. Eppure, in netto e sorprendente contrasto con la scarsità di fuoriclasse in maglia azzurra, il panorama nostrano sta assistendo alla prepotente affermazione di una nuova e brillante generazione di tecnici. È proprio questo il paradosso analizzato in profondità da Andrea Bargione nel suo recente video editoriale pubblicato per Calcionews24.

La crisi azzurra: un bacino di giocatori ai minimi storici

L’analisi proposta parte da una constatazione tanto evidente quanto amara: il materiale umano a disposizione del nostro movimento scarseggia. Le delusioni internazionali a ripetizione sono lo specchio di un sistema che fatica enormemente a formare calciatori in grado di competere ai massimi livelli europei e mondiali. Le continue esclusioni dalla Coppa del Mondo rappresentano la logica conseguenza di questa flessione tecnica che ha svuotato la Nazionale di profili di spicco. Nel riassumere questo scenario, la sintesi del giornalista è spietata: male i giocatori, i quali faticano a ritrovare la competitività di un tempo.

L’età dell’oro degli allenatori italiani

Tuttavia, se chi indossa gli scarpini vive un momento buio, chi siede in panchina brilla di luce propria. Il nucleo centrale del video sposta l’attenzione sull’altra faccia della medaglia, elogiando la clamorosa fioritura di allenatori italiani moderni, innovativi e pronti a dominare la scena. Si tratta di menti brillanti che stanno esportando il sapere tattico tricolore con enorme successo. A guidare questa vera e propria rivoluzione culturale troviamo Roberto De Zerbi, ormai consacrato a livello internazionale, e il rampante Francesco Farioli, capace di stregare le grandi piazze con le sue geometrie.

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I nomi del nuovo corso: da Palladino a Maresca

A questi pionieri si affianca una schiera di mister che stanno bruciando le tappe a suon di risultati. Tra i profili più forti e promettenti spiccano Raffaele Palladino, rivelazione assoluta delle ultime annate, ed Enzo Maresca, protagonista di progetti vincenti in campionati altamente competitivi. L’elenco delle eccellenze prosegue con Fabio Grosso, autore di pregevoli cavalcate, e si arricchisce con le fresche e coraggiose intuizioni tattiche di Ignazio Abate e Alberto Aquilani.

Il messaggio conclusivo del format è chiaro e riassume il momento storico: il nostro Paese continua a sfornare maestri di calcio in panchina, esportando idee di primissimo livello, ma deve urgentemente ritrovare la formula giusta per tornare a costruire i campioni da mandare in campo.

Decisione presa, Allegri ha scelto l’attacco del Napoli per la prossima stagione: c’è una sorpresa che i tifosi non si aspettavano

Allegri ha preso questa decisione per l’attacco del Napoli in vista della prossima stagione: c’è una sorpresa per i tifosi

Nonostante i forti approcci iniziali, lo scenario che vedeva Dusan Vlahovic trasferirsi al Napoli ha subito una drastica frenata, come riportato dalle recenti indiscrezioni del Corriere dello Sport. A sbarrare la strada al serbo sono state le precise direttive del nuovo allenatore della squadra campana, Max Allegri. Il tecnico livornese ha in mente un progetto tattico molto delineato per il suo nuovo attacco, nel quale Rasmus Hojlund viene considerato il perno centrale e il titolare inamovibile. Le strategie per l’attacco del Napoli, tuttavia, prevedono anche un’altra importante pedina.

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La valutazione su Romelu Lukaku blocca le entrate

Prima di lanciarsi alla ricerca di nuovi profili, infatti, Allegri ha espressamente richiesto di poter osservare e testare Romelu Lukaku durante il prossimo ritiro estivo della squadra. L’allenatore apprezza enormemente le doti fisiche e la potenza del gigante belga, ritenendolo un’alternativa di lusso e un elemento perfetto per completare il proprio sistema di gioco. Se Lukaku dovesse fornire le giuste garanzie atletiche e di rendimento durante la preparazione, la sua permanenza al Napoli diventerebbe certa. Questo incastro chiuderebbe definitivamente le porte all’arrivo di Vlahovic, allontanandolo una volta per tutte dal campionato italiano.

Sirene estere: Premier League, Barcellona e Bayern Monaco in corsa

Con l’opzione azzurra ormai tramontata, il futuro di Dusan Vlahovic sarà quasi certamente lontano dall’Italia. L’attaccante della Juventus mantiene comunque grande serenità, consapevole del proprio altissimo valore sul mercato internazionale. Sulle tracce del giocatore ci sono già diverse big della Premier League, pronte a darsi battaglia per portare in Inghilterra i suoi gol. Oltre alle corazzate britanniche, la situazione è monitorata con estrema attenzione anche da giganti europei del calibro di Barcellona e Bayern Monaco. Queste società sono pronte ad accontentare le importanti richieste economiche del centravanti, offrendogli un palcoscenico prestigioso per il prosieguo della sua carriera.

Bologna, Fenucci ‘spaventa’ i tifosi rossoblù: «Orsolini? È inevitabile che qualcuno partirà, già qualcuno dei nostri ha chiesto di andare»

Bologna, l’amministratore delegato Claudio Fenucci ha parlato così della situazione mercato del club rossoblù. Le sue dichiarazioni

Il calciomercato del Bologna si accende, con la dirigenza felsinea attivamente impegnata a gestire le delicate dinamiche tra entrate e uscite in vista di una stagione che si preannuncia ricca di sfide affascinanti. A fare chiarezza sulle strategie societarie e sugli scenari futuri ci ha pensato l’amministratore delegato rossoblù, Claudio Fenucci, intervenuto direttamente dal palco del rinomato Festival della Serie A. Il dirigente ha affrontato a viso aperto i temi più caldi dell’estate, rassicurando la piazza sulle ambizioni del club.

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La strategia sulle cessioni e le alternative pronte

L’eccellente vetrina conquistata durante l’ultima straordinaria annata ha inevitabilmente attirato le attenzioni dei grandi club europei sui gioielli emiliani. Tuttavia, il management appare sereno e preparato a ogni eventualità. Mantenendo grande lucidità, l’ad rossoblù ha voluto mandare un messaggio di massima tranquillità ai tifosi, sottolineando come la dirigenza abbia le idee chiare su come colmare ogni vuoto: Se dovesse partire qualche giocatore anche importante troveremo il modo di sostituirlo”, ha garantito il dirigente, confermando la volontà di mantenere altissimo il livello della rosa.

Il futuro di Orsolini e l’ossatura del gruppo

Uno degli argomenti più dibattuti sotto le Due Torri riguarda il destino dei senatori dello spogliatoio, tra cui figura il nome di Riccardo Orsolini. Interrogato specificamente sui movimenti in uscita, l’amministratore delegato non si è nascosto dietro frasi di circostanza. Analizzando la situazione, ha spiegato con assoluta trasparenza: “È inevitabile che qualcuno partirà, già qualcuno dei nostri ha chiesto di andare. Vedremo anche cosa succederà sul mercato. La volontà è di mantenere la maggior parte della squadra dell’anno. L’obiettivo primario del club rimane dunque quello di trattenere il blocco portante che ha fatto sognare la città, pur dovendo assecondare le normali ambizioni che caratterizzano la finestra estiva.

Domenico Tedesco: la scelta della continuità tattica

L’altra grande novità della stagione riguarda la panchina. La società ha dovuto individuare una nuova guida tecnica capace di raccogliere un’eredità pesante – quella di Italiano – e di proseguire il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni. La scelta finale è ricaduta su Domenico Tedesco, un profilo internazionale ritenuto ideale per valorizzare l’organico. Fenucci ha illustrato con precisione i motivi che hanno spinto il Bologna a puntare sul nuovo mister, ricercando un preciso filo conduttore con le recenti gestioni: Abbiamo cercato un allenatore con una proposta di gioco in linea con quella che abbiamo avuto nel recente passato, che proponesse un gioco offensivo e aggressivo. È stata una scelta basata sulla continuità tattica”.

I tifosi rossoblù possono quindi attendersi una squadra che continuerà a esprimere un calcio propositivo e votato all’attacco, veri e propri marchi di fabbrica di questo nuovo corso emiliano.

Calciomercato Como: caccia a Spertsyan per il dopo Nico Paz e muro da 50 milioni per Baturina

Calciomercato Como: Spertsyan potrebbe essere il sostituto di Nico Paz. No a 50 milioni per Baturina

Il calciomercato del Como entra nel vivo in vista della prossima stagione. La dirigenza lariana sta lavorando su molteplici tavoli per garantire una trequarti di altissimo livello qualitativo. Il nodo principale da sciogliere riguarda il futuro di Nico Paz: la speranza della società lombarda è quella di trovare un nuovo compromesso con il Real Madrid per trattenere il fantasista argentino. Tuttavia, essendo consapevoli delle insidie della trattativa con i Blancos, gli uomini mercato si stanno tempestivamente cautelando, sondando profili alternativi di caratura internazionale.

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L’alternativa sulla trequarti: i fari su Eduard Spertsyan

Qualora l’asso sudamericano dovesse fare ritorno in patria iberica, il club azzurro ha già individuato un potenziale erede. Secondo Gianluigi Longari di Sportitalia, le attenzioni si sono focalizzate su Eduard Spertsyan, brillante elemento offensivo classe 2000 attualmente di proprietà del Krasnodar. Il giocatore armeno rappresenta un’opzione tattica ideale per la costruzione del gioco, unendo un’ottima visione a una spiccata confidenza con la rete avversaria.

Formatosi interamente nel vivaio della compagine russa, il trequartista ne è diventato un pilastro assoluto. Le statistiche della sua carriera parlano chiaro: fino a questo momento ha messo a referto 185 apparizioni con la maglia della prima squadra, condite da uno straordinario bottino di 58 marcature e 50 passaggi vincenti. Tali prestazioni sono state determinanti per trascinare la sua squadra alla conquista del titolo nazionale durante lo scorso campionato. Attualmente vincolato ai russi da un accordo in scadenza il 30 giugno 2029, vanta anche 11 centri in 40 presenze con la maglia della nazionale maggiore. In passato, il suo profilo era stato a un passo dal vestire la maglia della Lazio, in un’operazione poi sfumata.

Sirene inglesi per Martin Baturina: il Como non cede

Mentre in entrata si studiano nuovi innesti, sul fronte delle uscite la società dimostra solidità economica, resistendo agli assalti internazionali. Ne è la prova la gestione di Martin Baturina, gioiello croato del 2003 che agisce sulla stessa mattonella del campo. Nelle ultime ore, i vertici lariani hanno infatti declinato categoricamente una faraonica proposta da circa 50 milioni di euro, formulata da un top club della Premier League.

Il giovane talento, blindato da un contratto valido fino all’estate del 2030, si è rivelato una scommessa ampiamente vinta. Prelevato un anno fa dalla Dinamo Zagabria a fronte di un importante esborso economico di 18 milioni di euro (più ulteriori 7 legati a specifici bonus), ha incantato tutti al suo primo impatto con l’Italia. Sotto l’attenta guida tecnica di mister Cesc Fabregas, l’incursore balcanico ha collezionato 34 scese in campo complessive, realizzando 8 reti e fornendo 4 preziosi assist. Un patrimonio tecnico e finanziario che la dirigenza intende trattenere saldamente in riva al lago.

Valigie in mano per Ruggeri? L’Atletico Madrid apre al suo addio dopo un solo anno: come è andata la sua stagione

Ruggeri potrebbe lasciare l’Atletico Madrid dopo una sola stagione. Come è andata in Liga e cosa potrebbe succedere per il suo futuro

Il calciomercato estivo si preannuncia particolarmente infuocato sul fronte degli esterni difensivi, con una clamorosa indiscrezione che arriva direttamente dalla Spagna. Matteo Ruggeri potrebbe già salutare l’Atletico Madrid dopo una sola stagione dal suo sbarco nella penisola iberica. Una notizia inaspettata, considerando l’importante impiego che il calciatore ha avuto nell’ultimo anno sotto la guida tecnica di Diego Pablo Simeone. Lo riferisce Matteo Moretto.

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I numeri della stagione in Spagna

Arrivato a Madrid con grandi aspettative, l’esterno italiano è riuscito a ritagliarsi uno spazio da assoluto protagonista all’interno delle rotazioni dei Colchoneros. Il suo rendimento costante lo ha portato a collezionare ben 47 presenze totali, arricchite da 7 assist decisivi per i propri compagni di squadra tra le varie competizioni nazionali e internazionali.

Nonostante un impatto così incisivo e una continuità difficile da trovare al primo anno all’estero, il futuro del laterale sembra ora lontano dal Metropolitano. I vertici societari spagnoli non ritengono il calciatore totalmente incedibile e, di fronte alla necessità di fare cassa per finanziare nuovi innesti, sarebbero disposti ad ascoltare offerte concrete per il suo cartellino durante le prossime settimane.

Ritorno di fiamma in Serie A: chi segue l’esterno

La decisione dell’Atletico Madrid ha immediatamente attivato i radar dei principali club del nostro campionato. Il profilo del classe 2002, infatti, vanta una grandissima stima in Italia grazie alle ottime stagioni disputate prima del suo trasferimento nella Liga. Attualmente, l’esterno ha molto mercato in Serie A, dove diverse big sono alla ricerca di un tassello affidabile, giovane e di spessore per presidiare la fascia sinistra.

I contatti esplorativi da parte di alcuni intermediari sono già partiti. Per le squadre italiane si tratta di un’occasione d’oro per riportare in patria un talento nel pieno della maturità calcistica, capace di agire sia come terzino in una linea a quattro che come tutta fascia in un centrocampo a cinque.

Strategie e scenari futuri

Nelle prossime settimane la trattativa potrebbe entrare nel vivo. La dirigenza dell’Atletico Madrid attende la prima proposta ufficiale per fissare il prezzo di partenza, ma la sensazione è che la volontà del giocatore di ritrovare la centralità assoluta in Italia possa fare la differenza. Il futuro di Matteo Ruggeri è pronto a tingersi nuovamente dei colori della Serie A.

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