Pagina 93 – Calcio News 24

Fabregas tuona: «I social divorano il tempo dei bambini, bisogna smetterla di pensare che se arrivi secondo hai fallito!»

Lunga intervista all’allenatore del Como, Cesc Fabregas, che racconta la sua idea di calcio e di crescita dei giovani talenti: le sue parole

Cesc Fabregas si racconta a tutto campo in una lunga intervista concessa a Walter Veltroni per il Corriere della Sera. L’allenatore del Como affronta temi che spaziano dall’educazione dei giovani all’impatto dei social network, passando per il calcio moderno, il progetto del club lariano, la valorizzazione dei talenti italiani e le ambizioni in Champions League.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

L’infanzia e l’amore per il calcio

Fabregas ricorda i suoi primi anni con il pallone, vissuti tra strada e campetti di quartiere.

INFANZIA – «Ho imparato a giocare a calcio per strada sotto casa, mi divertivo a giocare tirando la palla contro il muro o la saracinesca dei negozi. Mi rivedo giocare in quelle partite monumentali venti contro venti sui campetti del paese, non avrei mai smesso. D’estate i miei mi lasciavano dai nonni, davanti alla loro casa c’era un campetto da cinque contro cinque e io stavo lì dalla mattina alla sera. Mi bastava sentire dalla finestra il rumore del pallone e scendevo di corsa, era una magnifica ossessione».

La battaglia contro i social e gli smartphone

Il tecnico spagnolo esprime forte preoccupazione per l’influenza della tecnologia sulle nuove generazioni e racconta anche la sua esperienza personale come padre.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

LA BATTAGLIA AI SOCIAL – «Mi piacerebbe che i miei figli provassero quella gioia, quella sensazione di libertà creativa. Ma ora il tempo è occupato dall’iPad, dai social, da tutta quella merda lì che divora il tempo dei bambini. Il pericolo della società digitale? L’illusione di vivere in un mondo che non è reale, non esiste. Tutta la gente che ti esalta o che ti insulta sui social, non esiste. Spesso sono dei robot, persone frustrate, rancorose, gente che abita dall’altra parte del mondo e dopo cinque minuti neanche si ricorda di essersi occupata di te. È difficile. Mia figlia di tredici anni è l’unica della sua classe che non ha telefono. Ma anche se lei si innervosisce per questo, io tengo duro. Fino a sedici o diciassette anni, l’età minima che dovrebbe essere prevista, non lo avrà. No Instagram, no Twitter, cerco di proteggere la sua adolescenza. Voglio che faccia di questo un uso consapevole, non che si faccia mangiare il tempo della sua vita da un telefono».

I giovani di oggi e la perdita della pazienza

Secondo Fabregas, i ragazzi stanno crescendo in una società che rende sempre più difficile concentrarsi e vivere le emozioni in maniera autentica.

MANCA LA PAZIENZA NEI RAGAZZI DI OGGI – «I ragazzi di oggi non hanno pazienza, non riescono più a concentrarsi per più di due minuti, devono cambiare sempre tema, non riescono a fare una cosa per volta. Se un giocatore sbaglia un passaggio sembra sia la fine del mondo, ma sbagliare è naturale, direi necessario. Chi debutta in prima squadra dovrebbe essere emozionato, legato al collettivo. Invece no, alcuni di loro stanno seduti con il telefonino in mano. Dov’è la gioia? Io li faccio festeggiare. Tutto. Un esordio, un compleanno, il primo goal. Devono percepire l’importanza di quello che fanno, di quello che sono. Bisogna vivere la gioia, celebrare ogni piccolo passo della vita. Non è tutto normale, tutto scontato. Il calcio è uno stile di vita. Un modo di essere. Il calcio è speciale, lo si può giocare sempre e ovunque. Spesso non serve neanche un pallone, basta immaginarlo».

Il calcio moderno e la pressione dei social

Fabregas ritiene che il calcio stia perdendo parte della sua poesia e della sua spontaneità.

LA PRESSIONE DEI SOCIAL – «Poesia che si sta un po’ perdendo? Sì per la pressione della gente che sta intorno al calcio, perché non è consentito sbagliare, non c’è pazienza per formare, per far migliorare i giocatori, ci sono pochi educatori nel calcio. E poi i social, che cercano sempre di gettare fango su ogni cosa, su ogni persona. Non si parla più di calcio, ci si insulta. Basta sbagliare una partita e sei una nullità. Tutto rapido e violento».

L’ex centrocampista di Arsenal, Barcellona e Chelsea analizza anche l’evoluzione tattica del gioco.

L’EVOLUZIONE DEL GIOCO – «Oggi il calcio è più veloce, tutti devono controllare tutto, programmare tutto. E questo finisce con l’imprimere un carattere robotico al gioco. Non c’è spazio per il talento, la creatività. Se uno cerca di fare una giocata complicata e sbaglia, viene massacrato. Tutti difendono bene, ma pochi attaccano. Come nella finale di Champions, in cui una squadra difendeva e l’altra cercava di fare gioco. Tutto ormai è più difensivo che offensivo».

Il lavoro nel settore giovanile del Como

Fabregas spiega quale sia la filosofia adottata nel vivaio del Como.

IL VIVAIO DEL COMO – «Nelle giovanili del Como si insegna soprattutto la tecnica, e questo mi piace molto. Costruire, dribblare, attaccare la profondità, questo fa divertire i ragazzi. Ma poi quando vado a vedere le partite, anche dei bambini, rimango deluso perché le altre squadre pensano solo a vincere, a fare falli, gli allenatori urlano ai bambini “Corri, attacca, mettiti 4-4-2!”. Il calcio, per i bambini, deve essere gioia. E comunicazione. Non c’è migliore tattica che parlarsi in campo, si vede meglio con gli occhi anche dei tuoi compagni».

Le regole nello spogliatoio

L’allenatore racconta anche alcune delle regole che ha introdotto all’interno del gruppo squadra.

REGOLE – «Quando siamo in ritiro a pranzo io metto il mio tavolo davanti ai giocatori per vedere le dinamiche tra i ragazzi e mi piace che parlino, scherzino, si capiscano. La nostra regola è che almeno a pranzo non si usi il cellulare. Io non capisco quando i giocatori, anche miei ex compagni, durante il riscaldamento, a due minuti dall’inizio della partita, usano il telefono. Con chi devi parlare? L’arbitro sta per fischiare».

Gli italiani, il mercato e la crescita del club

Fabregas affronta poi il tema della presenza di giocatori italiani nella rosa del Como.

POCHI ITALIANI IN SQUADRA – «Mi dispiace non aver giocatori italiani nel mio Como. Quando eravamo in serie B il 95% della squadra era composto da italiani e abbiamo vinto. Anche l’anno scorso ne avevamo molti. Quest’anno non abbiamo avuto la fortuna di trovare giocatori italiani funzionali al nostro modo di stare in campo. Ma mi rendo conto del problema. Io mi sento parte del calcio italiano e voglio dare una mano alla ripresa del calcio di questo Paese. A cominciare dal potenziamento del settore giovanile».

Sul mercato e sulla costruzione della squadra aggiunge:

SUL MERCATO – «Quest’anno a gennaio non abbiamo comprato nessuno. A me non piacciono le rose che col mercato invernale vengono rifatte da capo, alimentano instabilità nel gruppo. Se cambi dieci giocatori ogni sei mesi diventa impossibile costruire una squadra. Quest’anno siamo rimasti come eravamo e siamo andati in Champions. Acquistare sul mercato interno è difficile, in Italia o in Inghilterra è la stessa cosa. Alcuni giocatori buoni, ma non fuoriclasse, ormai sono valutati 40 milioni di sterline, il mercato è questo. Io cerco i giocatori funzionali al nostro modo di giocare. Mi arriva una lista e io scelgo quelli più organici alla nostra visione. Quest’anno spero di trovare anche giocatori italiani».

Champions League, Nico Paz e il futuro

Guardando alla prossima stagione, Fabregas invita a mantenere i piedi per terra.

CHAMPIONS? – «Dobbiamo migliorare tanto la squadra. La Champions non è uno scherzo, se non sei adeguato ti stroncano anche con punteggi tennistici. Una cattiva giornata o dieci minuti sbagliati possono compromettere tutto. Non basta dire che l’anno precedente è andato bene, bisogna fare un salto di qualità. Dobbiamo goderci, qui a Como, la Champions. Ma sapendo che spesso squadre che hanno fatto bene un anno come Girona, Leicester, Nottingham Forest poi hanno conosciuto un’involuzione. Bisogna essere pronti per il più importante torneo per club del pianeta. Non si può sbagliare. E tenendo d’occhio il campionato. In Italia è difficile. Noi abbiamo fatto 71 punti e siamo arrivati quarti, in altre leghe saremmo stati più in alto. Una rosa adeguata è necessaria per affrontare una stagione con tante partite di qualità».

Sul futuro di Nico Paz, uno dei talenti più seguiti della rosa, mantiene il massimo riserbo:

SUL FUTURO DI NICO PAZ – «Nico Paz rimarrà? Non si sa, lui è molto contento di stare con noi. Vediamo cosa succede».

L’Italia fuori dal Mondiale e il ruolo dei club

Fabregas commenta anche l’assenza dell’Italia dalla Coppa del Mondo.

ITALIA FUORI DAI MONDIALI – «Le sfide con Del Piero, Pirlo, Buffon erano storiche, per noi spagnoli. L’Italia è una grande nazione calcistica e la sua assenza dalla World Cup è un peccato. Tutti dobbiamo aiutare la ripresa formando gli italiani. Stiamo lavorando sul settore giovanile, questo è il mio contributo. Se poi ci saranno occasioni di mercato per calciatori italiani, li prenderemo».

Fiducia nei progetti e pazienza per crescere

Infine, il tecnico del Como lancia un messaggio al calcio moderno, spesso caratterizzato da risultati immediati e poca pazienza.

POCO TEMPO PER GLI ALLENATORI – «Quando tanti allenatori vengono esonerati dopo tre partite vuol dire che si è sbagliato a monte. Un allenatore deve avere autorità sui giocatori e la società deve aiutarlo. Se scegli un allenatore devi valutarlo dopo uno o due campionati, non puoi cacciarlo perché il pubblico fischia. Devi avere un progetto e tenere duro. Come ha fatto l’Arsenal con Arteta? Nelle prime tre stagioni erano arrivati due volte ottavi. Non per questo hanno cambiato guida tecnica. Poi, dopo sette anni, in questa stagione hanno vinto la Premier e sono arrivati in finale della Champions».

E conclude:

VINCERE – «Tutti vogliamo vincere, a cominciare dai giocatori. Noi siamo la terza squadra in Europa che ha giocato con più calciatori under 23. Io ho detto alla società che era un investimento sul futuro, ma che non si potevano aspettare subito tutto. Vogliamo fare una squadra giovane ma non vogliamo il tempo di farli crescere? Bisogna smetterla di pensare che se arrivi secondo in campionato hai fallito. Vince uno solo, tutti gli altri hanno fallito? Io non la penso così, il mio mondo è diverso».

Daniele Franceschini, ct Under 17: «Abbiamo fatto 9 gol con 8 marcatori diversi»

Il ct campione d’Europa, Daniele Franceschini: «Grande lavoro di formazione. Le convocazioni di Baldini sono un grande stimolo»

Daniele Franceschini è un uomo felice perché da Ct della Nazionale Under 17 ha trionfato all’Europeo di categoria battendo il Belgio in finale ai rigori. La Gazzetta dello Sport ha racconto le sue parole.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

IL VALORE DEL GRUPPO «Il valore morale di questo gruppo è veramente alto, ci sono momenti in cui abbiamo sentito il carico emotivo oltre al valore di avversari fortissimi. Del resto, abbiamo battuto la Francia e la Spagna ai rigori, prima del Belgio. Ho sempre chiesto ai ragazzi di non avere paura di sbagliare, di rimanere propositivi. Siamo stati bravi a non perderci d’animo e a non perdere la concentrazione, regalandoci un’emozione unica».

LA RICETTA ITALIANA DELLE NAZIONALI GIOVANILI «Non sta a me individuarla, ma quello che facciamo col Club Italia è sotto gli occhi di tutti. Aggiungo che il lavoro fatto fuori dal campo nel formare questi ragazzi è fondamentale, l’allenamento invisibile, puntiamo a farli migliorare anche individualmente».

Baldini Italia Armenia

I GIOVANI CON BALDINI NELLA NAZIONALE MAGGIORE – «E’ stato innegabilmente un grande stimolo, alimentato anche da tanti messaggi arrivati in questi giorni da Coverciano. Sappiamo che hanno seguito la nostra semifinale e hanno fatto il tifo per noi. La maglia azzurra ha un peso, ma sentirsi parte di un’unica grande famiglia aiuta a sognare in grande. E’ giusto che lo facciano, provando a seguire la strada di ragazzi che sono adesso poco più grandi loro».

HANNO GIOCATO TUTTI «Ma non erano rotazioni predeterminate, sono state strategiche partita per partita. Abbiamo ottimizzato la gestione delle energie e cercato sempre l’assetto migliore a seconda degli avversari. Chi è rimasto fuori volta per volta può aver fatto il muso lungo per qualche istante, ma poi si è fatto trovare sempre pronto in un gruppo in cui
tutti vanno d’accordo. Ed è un grande punto di forza. Anche le gioie sono state condivise, visto
che abbiamo segnato 9 gol con 8 marcatori diversi
».

COSA SERVE PER CRESCERE ANCORA «Avrebbero bisogno di giocare con un minutaggio maggiore, anche sotto età, in campionati più stressanti. Nel senso migliore del termine. Penso alla Primavera o dove possibile all’impiego nelle formazioni U23, che gli farebbe molto bene. A volte i nostri avversari sono più formati da questo punto di vista, si testano prima contro i più
grandi in tornei più competitivi
».

Il Galatasaray piomba su Vlahovic: offerta monstre per l’attaccante che andrà via a zero dalla Juve!

Il Galatasaray piomba su Vlahovic: offerta monstre per l’attaccante che andrà via a parametro zero dalla Juventus! I dettagli

Il futuro di Dusan Vlahovic potrebbe essere lontano dai principali campionati europei. L’attaccante serbo è infatti finito nel mirino del Galatasaray, pronto a mettere sul tavolo una proposta economica di altissimo livello per convincerlo a trasferirsi in Turchia.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Alla base dell’interesse del club di Istanbul c’è la situazione legata a Victor Osimhen. L’attaccante nigeriano starebbe infatti spingendo per lasciare il Galatasaray, costringendo la società giallorossa a individuare rapidamente un sostituto di primo piano per mantenere elevata la competitività della squadra.

Tra i profili valutati dalla dirigenza turca, quello di Vlahovic è considerato il più adatto per caratteristiche tecniche, esperienza internazionale e capacità realizzativa. Il centravanti che andrà via dalla Juventus a parametro zero rappresenterebbe un innesto di grande prestigio per il club, che punta a confermarsi protagonista sia in patria sia nelle competizioni europee.

La proposta del Galatasaray per Vlahovic

Per convincere il giocatore ad accettare il trasferimento, il Galatasaray sarebbe pronto a formulare un’offerta particolarmente ricca. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il club avrebbe preparato un contratto da 10 milioni di euro netti a stagione, una cifra superiore agli 8 milioni che il serbo aveva richiesto in passato alla Juventus durante le trattative per il rinnovo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

L’offerta non si limiterebbe però al solo stipendio. La società turca sarebbe infatti pronta ad aggiungere un importante bonus alla firma, pari a 5 milioni di euro per ogni stagione trascorsa a Istanbul. Una proposta che renderebbe l’operazione una delle più onerose dell’attuale sessione di mercato.

Galatasaray a caccia del nuovo bomber

L’eventuale partenza di Osimhen obbligherebbe il Galatasaray a intervenire con decisione sul mercato. Per questo motivo il club considera fondamentale assicurarsi un attaccante già affermato e capace di garantire immediatamente gol e leadership.

In questo contesto, Vlahovic rappresenta una soluzione ideale. Nonostante le difficoltà vissute nelle ultime stagioni, il serbo conserva una reputazione importante a livello internazionale e continua ad attirare l’interesse di numerose società.

Le prossime settimane saranno decisive per capire se il centravanti accetterà la proposta proveniente dalla Turchia oppure se attenderà altre opportunità. Intanto, il Galatasaray sembra deciso a fare sul serio, mettendo sul tavolo una delle offerte economiche più significative dell’estate per assicurarsi il suo nuovo numero nove.

Milan, settimana decisiva: Glasner e Rangnick al centro del nuovo progetto rossonero. Il colpo Alaba prende quota!

Milan, settimana decisiva per il nuovo corso: Glasner e Rangnick al centro del nuovo progetto rossonero. Il colpo Alaba prende quota!

Il Milan entra nella settimana più importante per la pianificazione della prossima stagione. Dopo una serie di incontri definiti dai vertici di via Aldo Rossi come «approfonditi e con elementi di alto livello», è arrivato il momento delle decisioni. Sul tavolo ci sono due scelte fondamentali: il nuovo direttore tecnico e il prossimo allenatore che guiderà il progetto sportivo rossonero.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Come conferma la Gazzetta dello Sport, tra i principali candidati per la panchina spicca Oliver Glasner, che avrebbe indicato il Milan come destinazione prioritaria per il proprio futuro. Il tecnico austriaco, reduce dalle esperienze con Eintracht Francoforte e Crystal Palace, ha avuto un lungo confronto con Gerry Cardinale e Zlatan Ibrahimovic, durante il quale ha illustrato la propria visione tecnica e tattica.

Glasner si è presentato all’incontro dopo aver studiato attentamente numerose partite disputate dai rossoneri nell’ultima stagione. L’allenatore ha così maturato una valutazione precisa della rosa e dei giocatori più adatti al suo sistema di gioco. La sua filosofia si basa su pressione alta, intensità e mentalità offensiva, caratteristiche che lo avvicinano molto alla visione calcistica di Ralf Rangnick.

Proprio Rangnick rappresenta l’altra figura chiave delle riflessioni del club. L’attuale commissario tecnico dell’Austria sarebbe disponibile a intraprendere una nuova esperienza come responsabile dell’area tecnica del Milan, ma a precise condizioni. Il dirigente tedesco vorrebbe infatti piena autonomia nella scelta dei collaboratori, del direttore sportivo, dell’allenatore e delle strategie di mercato.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Alaba 08 06

Tra i nomi graditi a Rangnick emerge quello di David Alaba, difensore centrale appena svincolatosi dopo l’esperienza al Real Madrid. Il capitano dell’Austria gode della totale fiducia del tecnico tedesco e potrebbe rappresentare un innesto di grande esperienza internazionale per il gruppo rossonero.

Nonostante alcuni interrogativi legati ai numerosi infortuni subiti nelle ultime stagioni, Alaba resta un profilo di assoluto livello. La sua leadership, l’abitudine a competere ai massimi livelli e il rapporto consolidato con Rangnick potrebbero favorire un suo approdo a Milano. Il difensore, che compirà presto 34 anni, è stato proposto a diverse squadre europee, compresa l’Inter.

Nel frattempo, Glasner attende una nuova convocazione da parte della dirigenza rossonera. L’allenatore considera il Milan l’opportunità ideale per compiere un ulteriore salto di qualità in carriera e competere per la vittoria dello scudetto. Le prossime ore saranno decisive per definire il futuro del club e dare forma al nuovo corso del Diavolo.

Florentino Perez resta presidente del Real Madrid, vinte le elezioni: ora ecco Mourinho, Konaté e Dumfries!

Florentino Perez resta presidente del Real Madrid, vinte le elezioni: ora ecco Mourinho, Konaté e Dumfries! Le sue parole dopo la vittoria

Niente sorprese: Florentino Perez, 79 anni, è stato rieletto alla presidenza del Real Madrid con circa il 62% dei voti, assicurandosi così l’ottavo mandato alla guida della Casa Blanca fino a giugno 2030. La giornata elettorale di ieri a Valdebebas, la Ciudad Deportiva del club, è stata storica: si trattava delle prime elezioni dal 2006, e l’avversario, l’imprenditore 37enne Enrique Riquelme, ha ottenuto quasi il 40% dei voti, nonostante fosse quasi sconosciuto ai soci fino a poche settimane fa.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Perez aveva indetto le elezioni anticipate il 12 maggio, certo che pochi avrebbero potuto sfidarlo. Riquelme, tuttavia, ha presentato la fideiussione da 193 milioni di euro richiesta e ha conquistato il supporto di figure storiche del madridismo come Raul, Fernando Hierro, Iker Casillas e Vicente Del Bosque. L’imprenditore ha criticato la volontà di Perez di privatizzare il 5% del club e ha promesso nomi altisonanti, come Rodri e Erling Haaland, suscitando grande attenzione tra i tifosi, anche se molti annunci sono stati smentiti.

Mourinho 08 06

Il voto riflette però una percezione chiara: il madridismo vede Perez come meno dominante rispetto al passato. Il Real non ha vinto titoli principali nel calcio negli ultimi due anni e ha chiuso la stagione di basket senza trofei per la prima volta dal 2011. Nonostante ciò, Perez ha già chiuso accordi importanti: il ritorno di José Mourinho sulla panchina, con pagamento della clausola di 15 milioni al Benfica, l’ingaggio del centrale francese Ibrahima Konaté a parametro zero dal Liverpool e del terzino olandese Denzel Dumfries dall’Inter per 20 milioni di euro.

Durante il discorso della vittoria, Perez ha ufficializzato il ritorno dello Special One: «Orgogliosi che torni uno dei migliori allenatori del mondo, un madridista come Mourinho». Il presidente ha confermato l’impegno su ulteriori acquisti: un campione ancora top, con un’offerta da 150 milioni di euro, definito il colpo di mercato più costoso della storia del club, proveniente da una lega europea diversa dalla Premier League.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Le elezioni, celebrate nel giorno in cui Papa Leone XIV ha officiato una messa a Plaza de Cibeles, hanno confermato la centralità di Perez nel futuro del Real. Nonostante il dominio consolidato, il risultato dimostra anche la nascita di un’alternativa credibile e appassionata, capace di mobilitare storici e nuovi tifosi. Il presidente resterà il riferimento massimo della Casa Blanca, mentre il mercato estivo sarà il banco di prova per consolidare il progetto tecnico e riportare il club ai vertici europei.

Il ritorno di Mourinho e i nuovi acquisti sono il segnale chiaro che Perez intende unire esperienza e ambizione per affrontare le prossime sfide, con l’obiettivo di riportare il Real Madrid al successo nei tornei nazionali e continentali.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 8 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Image
Image
Image

Baldini esulta dopo Grecia Italia: «Nel calcio si danno delle etichette ma non sono uno scappato di casa!»

Il commissario tecnico ad interim dell’Italia, Silvio Baldini, ha espresso tutta la propria soddisfazione dopo il successo in amichevole contro la Grecia

Al Pankritio Stadium l’Italia si impone sulla Grecia per 1-0, grazie al gol decisivo di Pio Esposito, confermando così la buona forma mostrata nella precedente amichevole contro il Lussemburgo. La vittoria rappresenta un ulteriore passo avanti per i giovani azzurri, che stanno trovando continuità e maturità sotto la guida del ct ad interim Silvio Baldini.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Al termine della sfida, Baldini ha commentato l’atteggiamento dei suoi ragazzi ai microfoni di Rai Sport: «Conosco il valore dei ragazzi. Quando dei ragazzi capiscono che avere delle regole è una risorsa e non è una punizione, vuol dire che acquisiscono un grado di maturità tale per essere una squadra importante. Ora devono solo crescere, però mi auguravo che anche stasera avessimo quel pizzico di fortuna, in modo che i ragazzi acquisissero questa consapevolezza»

Il tecnico ha poi aggiunto: «Mi interessa fare bene il mio lavoro, ma purtroppo nel mondo del calcio ci sono persone che ti danno delle etichette. Non sono uno scappato di casa, il destino mi ha portato qui, ma il percorso è stato lungo, tortuoso e difficile. Io ho voluto essere utile. Faccio parte della famiglia Italia, serviva che facessi queste partite e le ho fatte. Volevo che questi ragazzi fossero valorizzati per quello che loro mi danno ogni volta che si allenano con me».

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Infine, Baldini ha parlato del lavoro svolto dal vivaio italiano e del recente successo della Nazionali Under17: «La famiglia dell’Italia lavora con dei principi. Tutte le selezioni giovanili lavorano bene e ottengono dei risultati. Il problema è sempre stato questo salto, dall’Under21 alla Nazionale. Penso che questo scalino sia meno ripido dopo queste dimostrazioni che abbiamo dato»

La partita ha offerto spunti importanti sulla crescita dei giovani, con Esposito protagonista e il gruppo capace di reagire anche in situazioni di pressione. La Nazionale Under 21 di Baldini conferma così il percorso di valorizzazione dei talenti italiani, mostrando solidità, disciplina e capacità di gestire la partita in tutte le fasi.

Questa vittoria rafforza il morale del gruppo e consolida l’idea che la linea di continuità tra le giovanili e la nazionale maggiore stia dando risultati concreti, offrendo spunti positivi in vista dei prossimi impegni internazionali.

Pagelle Grecia Italia: Pio Esposito come Rivera, Reggiani sfortunato. I VOTI

Pagelle Grecia Italia, i voti agli azzurri guidati da Baldini dopo la vittoria in amichevole. Brilla la stella più di Pio Esposito

Ancora una vittoria per 1-0 per l’Italia di Silvio Baldini, che supera la Grecia con un gol decisivo di Pio Esposito, autore del suo terzo centro consecutivo da titolare. Rispetto all’amichevole con il Lussemburgo, Baldini cambia due elementi: Ahanor prende il posto di Favasuli in difesa ed Ekhator viene preferito a Cherubini in attacco.

Gli azzurri prendono subito il controllo del gioco e sbloccano il match al 18’ grazie a Esposito, che finalizza con grande tecnica e freddezza. La Grecia non crea occasioni rilevanti, mentre l’Italia conferma la chimica sviluppata dall’Under 21, giocando in maniera corale.

Nel secondo tempo, la traversa nega il gol a Koleosho, ma la partita cambia con l’espulsione di Reggiani per una trattenuta su Douvikas, confermata dal VAR. Nonostante l’inferiorità numerica, gli Azzurrini restano compatti: Comuzzo è un muro, Chiarodia impeccabile, Pisilli onnipresente, Lipani regista e Favasuli efficace in entrambe le fasi. Donnarumma guida il gruppo nel finale.

L’Italia Under 21 batte così due nazionali maggiori di fila, con conferme importanti dai giovani e un Pio Esposito ancora decisivo, che fa reparto da solo e dimostra tutta la sua qualità da bomber. Queste le nostre pagelle al termine dell’incontro.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

GRECIA (3-4-2-1): Vlachodimos 6; Retsos 6, Hatzidiakos 5,5, Koulierakis 5,5 (46′ Rota 6); Vagiannidis 6 (76′ Tetteh 6), Mouzakitis 5,5 (76′ Zafeiris 6), Triantis 6 (62′ Androutsos 6), Kyriakopoulos 6 (62′ Tsimikas 6); Tzolis 5,5 (87′ Pavlidis sv); Masouras 5,5 (62′ Kyziridis 6), Douvikas 6,5 (87′ Kostoulas sv). Ct: Jovanovic 

ITALIA (4-3-3): Donnarumma 7; Ahanor 6,5 (46′ Mané 6), Comuzzo 7 (55′ Reggiani 5), Chiarodia 6,5, Bartesaghi 6; Pisilli 7, Lipani 6,5 (74′ Dagasso 6), Ndour 6; Koleosho 6,5 (87′ Faticanti sv), Esposito 7,5 (87′ Camarda sv), Ekhator 6,5 (46′ Fini 6, 74′ Favasuli 6,5). Ct: Baldini

Moviola Grecia Italia: dubbi sul rosso a Reggiani

Moviola Grecia Italia, l’episodio arbitrale chiave del match amichevole di stasera, diretto dall’arbitro Igal Frid

L’episodio chiave della moviola del match Grecia Italia, seconda e ultima amichevole estiva per la Nazionale azzurra guidata dal ct ad interim Silvio Baldini. Dirige la sfida l’arbitro Igal Frid.

LEGGI ANCHE: Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

LA MOVIOLA

Nell’amichevole tra Grecia e Italia, vinta dagli azzurri per 0-1, l’arbitro Yigal Frid ha diretto una partita intensa. Il debutto di Reggiani, giovane difensore classe 2008 del Borussia Dortmund, è stato sfortunato: a 20 minuti dalla fine è stato espulso per una trattenuta su Douvikas. Secondo il VAR, si configurava una chiara occasione da gol, giustificando il cartellino rosso.

Il giocatore era subentrato solo 13 minuti prima a Pietro Comuzzo e ha dovuto lasciare la squadra in inferiorità numerica. Gli uomini di Silvio Baldini hanno comunque difeso il vantaggio, deciso dal secondo gol consecutivo di Francesco Pio Esposito nel primo tempo, che ha sbloccato il match e assicurato la vittoria agli Azzurrini.

Grecia Italia 0-1: la decide ancora una volta Pio Esposito, che cuore questi giovani Azzurri!

Appuntamento alle 21 allo Stadio Pankritio di Creta per Grecia Italia, seconda amichevole per la Nazionale guidata da Silvio Baldini

Tutto pronto allo stadio Pankritio di Creta per Grecia Italia, seconda amichevole per la Nazionale azzurra guidata dal ct ad interim Silvio Baldini, dopo il successo di pochi giorni fa contro il Lussemburgo per 0 a 1, grazie alla rete di Francesco Pio Esposito. Segui con noi la cronaca live testuale dell’incontro.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

CRONACA

FINE PARTITA – Triplice fischio, vittoria di squadra e con un pizzico di sofferenza per la giovane Italia!

84′ PALO DELLA GRECIA – Il legno salva Donnarumma e dice di no a Zafeiris.

68′ ITALIA IN 10 UOMINI – Cartellino rosso diretto per Reggiani, che trattiene per la maglia Douvikas in campo aperto.

47′ TRAVERSA ITALIA – Solo il legno dice di no a Koleosho nella sua conclusione col mancino sul secondo palo.

45′ INIZIA IL SECONDO TEMPO – Si ricomincia

45′ FINE PRIMO TEMPO – Squadre negli spogliatoi per l’intervallo.

18′ GOL DELL’ITALIA – Azzurri avanti grazie al gol di Francesco Pio Esposito! Cross dalla sinistra di Ekhator, l’attaccante dell’Inter controlla in area e batte Vlachodimos con una conclusione di destro, complice anche la deviazione di Hatzidiakos

1′ Fischio d’inizio – Si comincia


GRECIA ITALIA, IL TABELLINO: 0-1

Marcatori: 18′ Pio Esposito (ITA)

GRECIA (3-4-1-2): Vlachodimos; Retsos, Hatzidiakos, Koulierakis; Vagiannidis, Mouzakitis, Triantis, Kiriakopoulos; Tzolis; Masouras, Douvikas. CT: Jovanovic
A disposizione: Mandas, Tzolakis, Androutsos, Kontouris, Kostoulas, Kourbelis, Kyziridis, Mavropanos, Ntoi, Pavlidis, Rota, Tetteh, Tsimikas, Tzolakis, Zafeiris. 

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Ahanor, Comuzzo, Chiarodia, Bartesaghi; Pisilli, Lipani, Ndour; Koleosho, Esposito, Ekhator. CT: Baldini
A disposizione: Palmisani, Daffara, Reggiani, Favasulli, Fortini, Faticanti, Mane, Berti, Dagasso, Cacciamani, Fini, Inacio, Camarda.

La Lazio pensa a Gimenez: l’attaccante del Milan è il grande sogno di Gattuso!

La Lazio pensa a Gimenez: l’attaccante del Milan è il grande sogno di Gattuso! Occhio agli sviluppi nei prossimi mesi per i biancocelesti

La Lazio guidata da Gennaro Gattuso ha individuato nella ricerca di un nuovo centravanti la priorità assoluta per il prossimo calciomercato. La scelta del profilo ideale, spiegano fonti interne, dipenderà in primo luogo dal budget a disposizione della squadra biancoceleste, che dovrà conciliare esigenze tecniche e sostenibilità economica.

Secondo quanto riportato da Emanuele Baiocchini a Sky Sport, l’obiettivo principale del tecnico calabrese sarebbe Santiago Gimenez, attaccante messicano classe 2001 attualmente in forza al Milan. La pista per l’attaccante sudamericano rappresenta una delle opzioni più concrete, con Gattuso che valuta il giocatore come un rinforzo in grado di garantire presenza fisica, tecnica e capacità di finalizzazione in area di rigore.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Gimenez è arrivato al Milan nel mercato di gennaio 2025, ma la sua esperienza in rossonero non ha ancora decollato completamente. Complici problemi fisici nell’ultima stagione e la difficoltà di adattarsi immediatamente ai meccanismi della squadra, il centravanti messicano non è riuscito a incidere come sperato. I numeri di Gimenez con il Milan parlano chiaro: 7 gol e 2 assist in 37 partite tra tutte le competizioni, con una stagione in corso senza reti segnate.

Nonostante i dati poco esaltanti, il profilo di Gimenez convince Gattuso per alcune caratteristiche tecniche e tattiche. L’attaccante messicano possiede movimenti da punta centrale, buona fisicità e capacità di giocare spalle alla porta, elementi che potrebbero integrarsi bene nel 4-3-3 di Gattuso. Inoltre, il tecnico apprezza la volontà del giocatore di lavorare intensamente e il potenziale di crescita visto in passato con la maglia del Cruz Azul, dove Gimenez ha messo in mostra continuità realizzativa e istinto per il gol.

La Lazio, dal canto suo, dovrà valutare attentamente la cifra richiesta dal Milan e le condizioni contrattuali del giocatore. Il budget del club biancoceleste sarà il parametro determinante per capire se la trattativa potrà concretizzarsi o se si dovranno valutare alternative sul mercato. Gattuso, comunque, ha le idee chiare: serve un attaccante in grado di rinfrescare il reparto offensivo e dare garanzie sia in Serie A sia nelle competizioni europee, aumentando la competitività della squadra per la stagione 2026/2027.

Il futuro della Lazio passa quindi anche dalla scelta del nuovo centravanti, con Gimenez al centro delle strategie del tecnico e della dirigenza biancoceleste.

L’Ascoli torna in Serie B! Tris in finale playoff all’Union Brescia

L’Ascoli torna in Serie B dopo due anni! Tris in finale di ritorno dei playoff di Serie C all’Union Brescia: ecco com’è andata

L’Ascoli compie un’impresa straordinaria, conquistando la Serie B dopo la vittoria per 3-0 contro l’Union Brescia nella finalissima playoff. Un Del Duca gremito e festante ha spinto i bianconeri verso l’obiettivo più importante della stagione. Le reti decisive di Rizzo Pinna, Silipo e Milanese hanno sigillato il successo, coronando un percorso costruito con pazienza, carattere e determinazione, culminato in una rimonta che resterà nella memoria dei tifosi.

La stagione non era iniziata sotto i migliori auspici: per lunghi tratti, altre squadre avevano occupato le posizioni di vertice. La sconfitta contro la Juventus Next Gen a gennaio e quella contro il Campobasso all’ultima giornata della regular season avevano fatto temere il peggio. Nonostante i 77 punti e la beffa con l’Arezzo, l’Ascoli ha saputo reagire con grande maturità, trasformando la delusione in energia positiva.

Numeri e risultati testimoniano la forza dei marchigiani: dopo l’ultimo passo falso, i bianconeri hanno inanellato una serie di risultati utili che li ha condotti nelle migliori condizioni alla finalissima. La vittoria contro l’Union Brescia rappresenta il coronamento di un cammino lungo e impegnativo, costruito settimana dopo settimana, grazie a un gruppo che non ha mai perso fiducia nei propri mezzi.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il successo al Del Duca ha acceso l’entusiasmo di tutta la città: migliaia di tifosi hanno celebrato un traguardo inseguito per mesi, trasformando la notte della finale in una vera e propria festa per Ascoli Piceno. La promozione non è solo della squadra, ma di un’intera comunità che ha sostenuto i giocatori fino all’ultimo minuto.

La prova della squadra guidata da Tomei nei playoff ha confermato la maturità mentale e tecnica del gruppo, capace di affrontare ogni turno con la stessa determinazione del girone di ritorno, senza lasciarsi condizionare dalle difficoltà precedenti. L’Ascoli chiude così una stagione memorabile, tornando nella cadetteria dopo due anni e regalando a tifosi e città emozioni indimenticabili.

Un trionfo che resterà nella storia recente del club, testimoniando come la passione di una comunità possa fare la differenza e sostenere una squadra capace di scrivere pagine indelebili del calcio italiano.

Italia U17 sul tetto d’Europa! Impresa degli Azzurrini di mister Franceschini, battuto il Belgio in finale

Italia U17 sul tetto d’Europa! Impresa degli Azzurrini di mister Franceschini, battuto il Belgio in finale ai calci di rigore: ecco com’è andata

L’Italia Under 17 scrive una pagina storica del calcio giovanile italiano, vincendo il secondo Campionato Europeo di categoria nella sua storia. La finale contro il Belgio, disputata a Tallin, è stata una vera e propria battaglia, con gli Azzurrini costretti a superare avversari forti e determinati fino all’ultimo minuto.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Il match regolare si è concluso sull’1-1, con il Belgio che ha fatto soffrire l’Italia e sembrava vicino al trionfo quando, all’85’, Ojea ha inventato un gran gol partendo dalla sinistra e trafiggendo Lupo con un rasoterra velenoso da posizione defilata. I ragazzi guidati da Daniele Franceschini, però, non hanno mollato. All’ultimo minuto, un rigore per mani di Dierckx sulla girata di Ballarin ha dato nuova speranza all’Italia. Fugazzola, glaciale dal dischetto, ha segnato il pareggio, portando la sfida ai calci di rigore.

La lotteria dei penalty è stata un susseguirsi di emozioni e tensione. Dopo sei esecuzioni impeccabili da entrambe le squadre, proprio Ojea si è fatto ipnotizzare da Lupo, già decisivo nella semifinale contro la Spagna. Il belga Rocca ha poi calciato a lato, e la successiva traversa di Moorthamer ha spalancato le porte della vittoria al destro centrale di Perillo, autore del gol decisivo.

La prestazione di Lupo tra i pali è stata determinante, con interventi chiave che hanno respinto le conclusioni più pericolose dei Diavoli Rossi, confermandolo come uno dei protagonisti assoluti del torneo. La squadra italiana, guidata da Franceschini, ha dimostrato carattere, determinazione e capacità di reagire nei momenti più complicati.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il successo rappresenta un bis storico dopo il titolo conquistato nel 2024, consolidando la tradizione vincente delle nazionali giovanili italiane. L’impresa sottolinea il valore del lavoro dei tecnici, dello staff e dei ragazzi, che hanno saputo reagire alle difficoltà e ai momenti di tensione con lucidità e freddezza nei rigori.

Con questa vittoria, l’Italia Under 17 rafforza il proprio ruolo nel panorama europeo giovanile, mostrando talento, organizzazione e capacità di gestire la pressione nelle partite più importanti. Un successo che resterà negli annali e che segna un nuovo traguardo per il movimento giovanile italiano, dando un segnale chiaro sul futuro del calcio nazionale.

Gli Azzurrini celebrano quindi un risultato storico, grazie a gol decisivi, parate straordinarie e un gruppo unito che ha saputo affrontare e superare uno degli ostacoli più difficili: la tensione di una finale europea. La medaglia d’oro è arrivata al termine di un percorso fatto di grande impegno, talento e determinazione.

Paura in Danimarca Ucraina: Eriksen crolla a terra dopo un malore, match sospeso! Arrivano rassicurazioni sulle sue condizioni

Paura in Danimarca Ucraina: Eriksen crolla a terra dopo un malore, match sospeso! Arrivano rassicurazioni sulle sue condizioni: cos’è successo

Un momento di grande paura ha segnato la sfida tra Danimarca e Ucraina, quando Christian Eriksen ha accusato un malore al minuto 65. La partita, sospesa inizialmente per circa dieci minuti, è stata poi definitivamente interrotta. Il centrocampista danese, ex Inter e Manchester United, è stato immediatamente soccorso dagli staff medici delle due nazionali presenti in campo.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Pochi istanti fa, la Federazione Danese ha aggiornato i tifosi tramite i propri canali social: “Christian Eriksen è cosciente e sta proseguendo bene dopo l’accaduto”.

Successivamente sono arrivate le dichiarazioni del Dottor Morten Boesen, divulgate sempre dalla Federazione danese: “Christian sta bene ed è uscito dal campo camminando da solo. A quanto pare, il pacemaker funziona correttamente. Ha perso conoscenza per un breve istante, ma si è ripreso subito e lo abbiamo contattato immediatamente. Ora dovrà essere sottoposto ad ulteriori accertamenti in ospedale per capire cosa abbia causato l’incidente. Siamo in costante contatto con lui e con i medici dell’ospedale. Ma Christian sta bene e mi ha chiesto di salutare tutti i giocatori e di dire che sta bene”.

Per Eriksen si tratta di un incubo già vissuto: durante Euro 2020, nella sfida tra Danimarca e Finlandia, il calciatore aveva subito un arresto cardiaco in campo. Da allora gioca con un defibrillatore sottocutaneo, misura di sicurezza che lo ha aiutato a riprendere la carriera dopo quel terribile episodio.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

L’episodio di oggi ha inevitabilmente creato grande apprensione tra compagni, tifosi e addetti ai lavori. Nonostante la paura, la prontezza dello staff medico e la presenza del defibrillatore hanno permesso a Eriksen di riprendersi rapidamente. La sua condizione verrà monitorata nelle prossime ore attraverso accertamenti ospedalieri approfonditi, per capire le cause del malore.

La Danimarca e il mondo del calcio continuano a seguire con attenzione l’evolversi della situazione, mentre i tifosi hanno espresso solidarietà e incoraggiamento sui social. L’importanza della sicurezza e del pronto intervento in campo è nuovamente emersa come elemento cruciale per la tutela dei giocatori. Eriksen, secondo quanto riportato dai medici, sta bene e ha voluto tranquillizzare tutti: il ritorno a casa e le cure mediche saranno fondamentali per assicurare il pieno recupero e la sua futura partecipazione agli impegni internazionali.

Formazioni ufficiali Grecia Italia: le scelte di Jovanovic e Baldini per l’amichevole

Formazioni ufficiali Grecia Italia: le scelte di Jovanovic e Baldini per l’amichevole di stasera a Creta. Ecco i 22 in campo

Manca poco al fischio d’inizio della seconda amichevole internazionale dell’Italia guidata da Silvio Baldini, che affronterà la Grecia al Pankritio Stadium. Dopo il successo contro il Lussemburgo grazie al gol decisivo di Pio Esposito, i giovani azzurri cercano la seconda vittoria consecutiva. La Grecia, allenata da Ivan Jovanevic, arriva dalla deludente qualificazione ai Mondiali 2026 e dalle sconfitte nelle recenti amichevoli, rappresentando un test importante per misurare il carattere e la crescita dei ragazzi di Baldini.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

GRECIA (3-4-1-2): Vlachodimos; Retsos, Hatzidiakos, Koulierakis; Vagiannidis, Mouzakitis, Triantis, Kiriakopoulos; Tzolis; Masouras, Douvikas. CT: Jovanovic
A disposizione: Mandas, Tzolakis, Androutsos, Kontouris, Kostoulas, Kourbelis, Kyziridis, Mavropanos, Ntoi, Pavlidis, Rota, Tetteh, Tsimikas, Tzolakis, Zafeiris. 

ITALIA (4-3-3): Donnarumma; Ahanor, Comuzzo, Chiarodia, Bartesaghi; Pisilli, Lipani, Ndour; Koleosho, Esposito, Ekhator. CT: Baldini
A disposizione: Palmisani, Daffara, Reggiani, Favasulli, Fortini, Faticanti, Mane, Berti, Dagasso, Cacciamani, Fini, Inacio, Camarda.

Formazioni ufficiali Belgio Italia U17: le scelte di Vermant e Franceschini per la finale dell’Europeo

Formazioni ufficiali Belgio Italia U17: le scelte di Vermant e Franceschini per la finale dell’Europeo di categoria. Ecco i 22 in campo

L’Italia Under-17 sta sfidando il Belgio nella finale dell’Europeo di categoria, col fischio d’inizio alle 19:00 allo stadio Flora di Tallin, in Estonia. La squadra di Daniele Franceschini arriva all’appuntamento dopo aver chiuso il Gruppo B al primo posto, con 2 vittorie e 1 pareggio contro Francia, Danimarca e Montenegro.

In semifinale, l’Italia ha superato la Spagna Under-17 ai calci di rigore dopo l’1-1 nei tempi regolamentari. Per la selezione italiana si tratta dell’ultimo passo verso il titolo, con l’occasione di premiare un percorso eccellente nel torneo e confermare il grande lavoro svolto dai giovani azzurri. La finale rappresenta il momento culminante della competizione, con entrambe le squadre pronte a giocarsi il prestigioso trofeo europeo.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

BELGIO (4-2-3-1): Seghers; Moorthamer, Mbavu, Bloondeel, El Morabet; Van Gelder, Dierckx; Onia Seke, Driessen, Nga Kana; Benktib. CT Vermant

ITALIA (4-3-1-2): Lupo; Bonifazi, Diallo, Varali, Dattilo; Gasparello, Okon, Biondini; Corigliano; Perillo, Croci. CT Franceschini

Brasile, niente da fare per Wesley! Il suo sogno mondiale sfuma all’ultimo! Ancelotti chiama Ederson al suo posto

Brasile, niente da fare per Wesley! Il suo sogno mondiale sfuma all’ultimo a causa dell’infortunio di ieri! Ancelotti chiama Ederson al suo posto

Un infortunio ha compromesso la partecipazione di Wesley, terzino della Roma, ai prossimi Mondiali. Il giocatore ha accusato un problema all’inguine dopo pochi minuti dall’inizio dell’amichevole di preparazione a Cleveland, costringendolo a rinunciare alla rassegna iridata. La gravità del problema era apparsa evidente già dalla sua espressione al momento dell’infortunio.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Il commissario tecnico del Brasile, Carlo Ancelotti, ha fornito aggiornamenti nel post-partita: «Credo che domani (oggi, ndr) lo staff medico farà una diagnosi, deve sottoporsi a degli esami. Ha un problema muscolare e dobbiamo aspettare il risultato della diagnosi; possiamo solo attendere per vedere quale sarà il responso, ma io penso che avrà il tempo di recuperare ed essere con noi al Mondiale. Altrimenti, dovremo scegliere un altro giocatore e avremo il tempo per farlo».

La Confederação Brasileira de Futebol (CBF) ha confermato che Wesley è stato sottoposto a ulteriori valutazioni mediche e a un esame diagnostico domenica. La risonanza magnetica ha evidenziato una lesione al muscolo adduttore della coscia sinistra, costringendo il giocatore a rinunciare alla competizione. La federazione ha espresso rammarico per l’infortunio, sottolineando come Wesley sia molto apprezzato all’interno del gruppo e continuerà a essere considerato parte integrante della squadra impegnata nella corsa al sesto titolo mondiale.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Per sostituire Wesley, il commissario tecnico aveva diverse opzioni, tra cui Vanderson del Monaco, Dodò della Fiorentina e Luis Henrique. Alla fine, Ancelotti ha scelto di convocare Ederson, centrocampista dell’Atalanta attualmente al centro di una trattativa con il Manchester United, per completare la rosa.

La CBF ha ufficializzato la convocazione di Ederson, che si unirà alla delegazione brasiliana negli Stati Uniti a partire da lunedì: «Alla luce della diagnosi, la CBF annuncia la convocazione del giocatore Éderson, che si unirà alla delegazione questo lunedì negli Stati Uniti».

Con questa decisione, il Brasile mantiene piena copertura sulla fascia destra, garantendo un’alternativa pronta e affidabile per affrontare il girone mondiale e puntare al titolo iridato. La sostituzione avviene con tempestività, consentendo ad Ancelotti di preparare la squadra con la rosa completa prima dell’esordio contro le avversarie del gruppo. La gestione dell’infortunio e la scelta del sostituto dimostrano la capacità organizzativa della CBF nel tutelare la competitività della selezione.

Il Mondiale si avvicina e il Brasile dovrà affrontare la competizione senza uno dei suoi titolari in difesa, ma con un innesto di qualità pronto a dare il suo contributo sul campo.

Michu e lo Swansea: un amore che può riunirsi oltre il rettangolo verde

Michu potrebbe fare ritorno allo Swansea: un amore tra l’attaccante e il club che va oltre il rettangolo verde

Nelle ultime ore, secondo Gianluca Di Marzio, sta prendendo sempre più corpo una suggestione affascinante per i tifosi gallesi. Lo Swansea sta valutando concretamente la possibilità di riportare a casa Michu. L’ex attaccante spagnolo, amatissimo dalla piazza britannica, non tornerebbe ovviamente per scendere in campo, ma per assumere l’importante e delicato incarico di direttore sportivo. Una mossa che mira a riaccendere l’entusiasmo della tifoseria, puntando su una figura che conosce perfettamente l’ambiente e le dinamiche del club.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

L’esperienza manageriale al Burgos in LaLiga2

La potenziale scelta della dirigenza non sarebbe dettata esclusivamente da motivazioni nostalgiche o affettive, ma poggia su basi manageriali solide. Michu ha infatti appena concluso, ottenendo ottimi risultati, la sua esperienza formativa dietro la scrivania al Burgos, club militante in LaLiga2, la seconda divisione calcistica spagnola. Il suo ottimo lavoro in patria ha evidenziato notevoli capacità di scouting e gestione delle risorse umane e finanziarie, qualità che hanno immediatamente convinto la sua ex squadra a considerarlo come il profilo ideale per programmare il futuro societario e sportivo.

L’eroe dello Swansea: i numeri in Galles e la Coppa di Lega del 2013

Per l’ex centravanti iberico si tratterebbe a tutti gli effetti di un romantico ritorno. Durante la sua avventura da calciatore oltremanica, ha lasciato un segno indelebile, entrando di diritto nella hall of fame della società. Con la casacca gallese ha infatti vestito la maglia per 67 partite, mettendo a referto l’eccellente bottino di 28 reti. Il suo nome resterà per sempre scolpito nella storia della squadra: l’ex attaccante è stato infatti l’eroe assoluto dello Swansea che nel 2013 vinse la Coppa di Lega inglese, il trofeo più importante mai conquistato nella storia centenaria del club.

La breve parentesi in Serie A con il Napoli

La parabola calcistica del classe 1986 ha però incrociato anche i campi del nostro campionato. Michu è infatti transitato anche in Serie A. Nel luglio del 2014, cavalcando l’onda del successo britannico, ha lasciato l’Inghilterra per trasferirsi in Italia, firmando per il Napoli. Purtroppo, complici alcuni gravi infortuni che ne hanno minato il rendimento, l’esperienza con gli azzurri non è stata entusiasmante. La sua avventura partenopea si è chiusa con appena 3 presenze ufficiali e zero reti, sancendo il ritorno in Premier League un anno dopo. Oggi, nella sua nuova veste manageriale di direttore sportivo, è pronto a riprendere il filo del discorso interrotto in Galles.

Bernardo Silva riaccende le speranze delle sue pretendenti: «Non ho ancora preso una decisione definitiva. La mia scelta ricadrà su una squadra che mi vuole davvero»

Bernardo Silva non ha ancora preso una decisione definitiva per il suo futuro. Queste le dichiarazioni del portoghese

Il calciomercato estivo si preannuncia infuocato e il nome che stuzzica maggiormente le fantasie dei top club europei è senza dubbio quello di Bernardo Silva. Il talento lusitano rappresenta il vero rebus di questa sessione, con la Juventus fortemente intenzionata a mettere a segno un clamoroso e prestigioso colpo a parametro zero.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

L’addio al Manchester City e l’attesa per il Mondiale

Il trequartista classe 1994 ha ufficialmente chiuso la sua straordinaria avventura in Premier League, salutando il Manchester City dopo aver scritto un ciclo leggendario e ricco di trionfi durato ben 9 anni. Attualmente, il giocatore si prepara ad affrontare l’impegno sportivo più atteso: a meno di una settimana dall’inizio del Mondiale, l’attenzione del fuoriclasse è rivolta esclusivamente al rettangolo verde. La rassegna iridata sarà la vetrina perfetta per ritagliarsi un ruolo da assoluto protagonista e, al tempo stesso, rappresenterà il trampolino di lancio ideale per valutare con estrema serenità la prossima, importantissima tappa della sua gloriosa carriera.

Le dichiarazioni sul futuro: nessun accordo ancora preso

Interrogato direttamente dai media sulle continue indiscrezioni che lo avvicinano a corazzate come la Juventus di Luciano Spalletti e il Real Madrid guidato da José Mourinho, il fantasista ha voluto fare totale chiarezza. L’ex Citizens ha delineato in maniera inequivocabile i criteri della sua imminente scelta:

«Non ho ancora preso una decisione definitiva. Ho molte opzioni e ho rispetto per tutti i club che hanno presentato un’offerta. La mia scelta ricadrà su una squadra che mi vuole davvero, questa cosa per me è molto importante. Quando prenderò una decisione la comunicherò a tutti».

Il messaggio è limpido: non c’è nessuna fretta. Le proposte sul tavolo sono numerose, ma l’ago della bilancia per la firma decisiva sarà la centralità del progetto e il desiderio reale del club acquirente di puntare sulle sue qualità.

La strategia della Juventus per convincere il lusitano

Queste precise ammissioni lasciano intatte le grandi speranze della dirigenza della Continassa. La Juventus ha compreso che per sbaragliare l’agguerrita concorrenza internazionale dovrà spingere sulla leva del forte coinvolgimento emotivo e tecnico. Sebbene la Spagna e la casacca del Real Madrid esercitino un innegabile fascino geografico e storico, il club bianconero è pronto a giocarsi le proprie carte.

L’obiettivo è garantire a Bernardo Silva un progetto tecnico interamente cucito sulle sue straordinarie doti, affidandogli fin dal primo istante i galloni di leader indiscusso dello spogliatoio. Il rinvio di ogni annuncio ufficiale al termine del Mondiale concede ai vertici juventini il tempo necessario per lavorare ai fianchi l’entourage del calciatore, pronti a dimostrare che Torino è la piazza che lo desidera più di ogni altra.

Real Madrid su Joao Neves e Vitinha: la risposta del Psg sulla loro cessione non si è fatta attendere

Real Madrid sulle tracce di Joao Neves e Vitinha: la risposta del Psg sulla possibile partenza dei due fuoriclasse è chiara

Il calciomercato è in pieno fermento, ma da Parigi arriva un messaggio inequivocabile destinato a spegnere sul nascere i sogni delle dirette concorrenti europee. Nelle ultime giornate si erano rincorse numerose indiscrezioni riguardanti un presunto e forte interessamento del Real Madrid per i due gioielli del centrocampo parigino: Vitinha e João Neves. Tuttavia, la risposta dei vertici del Paris Saint-Germain è stata categorica e non ha lasciato il minimo spazio a libere interpretazioni o a future contrattazioni estive secondo Fabrizio Romano.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Intoccabili e fuori dal mercato: la posizione del PSG

Il club francese ha voluto fare chiarezza in modo tempestivo, ribadendo che entrambi i talenti lusitani NON sono in vendita. Per la società transalpina, i due centrocampisti sono considerati elementi intoccabili e parte chiave del progetto tecnico a lungo termine. La chiusura verso le big europee interessate, primo fra tutti il Real Madrid, è totale e assoluta. Il PSG ha infatti fatto trapelare in maniera decisa di non essere minimamente disposto ad ascoltare alcuna offerta, rifiutandosi persino di fissare un ipotetico prezzo di partenza per i cartellini. Una presa di posizione forte che blinda di fatto i due calciatori sotto la Torre Eiffel.

La strategia condivisa di Al Khelaifi, Campos ed Enrique

Questa rigidità sul fronte delle uscite eccellenti rispecchia fedelmente la nuova e rigorosa strategia societaria delineata dai vertici del club. Il piano d’azione condiviso dal presidente Nasser Al Khelaifi, dal direttore sportivo Luis Campos e dall’allenatore Luis Enrique è molto chiaro e ambizioso: l’intenzione è quella di tenere tutte le stelle a disposizione per costruire una rosa solida e in grado di aprire un lungo ciclo vincente dopo le due Champions League vinte. L’obiettivo non è più quello di stravolgere l’organico a ogni sessione di trasferimenti, bensì consolidare le certezze, tutelando i fuoriclasse che già vestono la maglia rossoblù.

L’assalto decisivo alla Champions League

Dietro la scelta di blindare i propri campioni si cela, come da tradizione, il grande sogno e la massima priorità della proprietà qatariota: provare a vincere un’altra UCL. Trattenere i pilastri della mediana significa garantire a Luis Enrique un reparto di livello mondiale, fondamentale per reggere l’urto e competere contro le altre superpotenze del calcio continentale. Il messaggio inviato al resto d’Europa è netto: il Paris Saint-Germain non smantella, ma serra i ranghi per dare l’assalto definitivo alla coppa più prestigiosa.

Leao rischia di saltare l’esordio ai Mondiali: possibile stangata per Rafa dopo il pugno a Ramon! Il precedente di Ronaldo

Leao può saltare l’esordio ai Mondiali: rischio stangata per Rafa dopo il pugno a Ramon! C’è un precedente che riguarda Ronaldo

Il nervosismo costa carissimo a Rafael Leão e getta un’ombra pesante sull’imminente cammino del Portogallo nella rassegna iridata. L’esterno offensivo lusitano è stato infatti protagonista in negativo nell’ultimo match disputato dalla sua selezione nazionale. Il cartellino rosso rimediato a causa di una rissa con Ivan Ramon ha complicato notevolmente i piani del commissario tecnico Martinez, mettendo seriamente a rischio l’esordio ai Mondiali del fuoriclasse in forza al Milan.

Cosa dice il regolamento FIFA: i match a rischio

Le conseguenze immediate dell’espulsione sono già delineate dalle carte federali. In base a quanto stabilito dall’articolo 69 del Codice Disciplinare della FIFA, il calciatore salterà la prossima amichevole contro la Nigeria. Il vero problema per i lusitani, tuttavia, è legato a ciò che potrebbe accadere subito dopo.

Calcio News 24 sempre con te su Google

Seguici su Google News per non perdere nemmeno una notizia di calciomercato e i risultati in tempo reale.

Seguici Ora

Sul giocatore pende la pesante aggravante della condotta violenta, dato che nel corso del parapiglia l’attaccante ha scagliato un pugno a Ramon. Nel caso in cui la Commissione Disciplinare dovesse catalogare il comportamento del portoghese come un gesto estremo, la sanzione verrebbe inasprita con altre 2 giornate di stop. Trattandosi di sanzioni da scontare nelle competizioni ufficiali successive, il verdetto costringerebbe il classe ’99 a guardare dalle tribune i primi due impegni della fase a gironi, saltando i match contro RD Congo e Uzbekistan.

I criteri delle sanzioni e la definizione di “gesto estremo”

Il quadro complessivo delle sanzioni potrebbe quindi tradursi in uno stop forzato di ben tre partite complessive. Ma quali sono i parametri della federazione internazionale? Storicamente, la FIFA reputa estreme soltanto le condotte di inaudita gravità, all’interno delle quali rientrano esplicitamente fattispecie ben precise:

  • Sputi nei confronti di avversari o ufficiali di gara.
  • Comportamenti discriminatori o di stampo razzista.
  • Aggressioni fisiche dirette agli arbitri.

Proprio la rigidità di questi standard lascia accesa una piccola speranza nell’entourage portoghese, che punta a derubricare l’accaduto a un semplice scontro di gioco ravvivato dall’adrenalina.

Il precedente illustre di Cristiano Ronaldo

Per comprendere come potrebbe muoversi l’organo giudicante, Sky ha riesumato un precedente interessante che riguarda Cristiano Ronaldo. Nel novembre del 2025, il cinque volte Pallone d’Oro fu punito con un rosso diretto per una gomitata a Dara O’Shea durante la sfida di qualificazione tra Portogallo e Irlanda.

All’epoca, la Commissione Disciplinare definì estremo l’intervento di CR7, ma applicò una forte mitigazione: l’attaccante subì una sola partita di stop effettivo – complice una fedina penale sportiva immacolata che lo aveva visto non ricevere cartellini rossi nelle precedenti 225 gare con la nazionale – beneficiando della condizionale. Le regole del provvedimento parlano chiaro: se il capitano dovesse rendersi colpevole di una nuova e grave infrazione entro novembre 2026, ai turni di stop canonici si sommeranno i due precedentemente congelati dopo la sfida contro gli irlandesi. Un cammino sul filo del rasoio che ora anche il suo giovane connazionale spera di poter ricalcare per evitare di compromettere l’avventura mondiale.

Nuovo allenatore Torino, caccia aperta. Lunedì giornata decisiva: da Abate a Juric, tutti i nomi

Nuovo allenatore Torino, lunedì sarà una giornata decisiva: tutti i nomi e cosa potrebbe succedere per la panchina granata

Il Torino entra nella sua fase più calda e delicata. La dirigenza granata è chiamata a prendere una decisione fondamentale per il futuro del club: individuare il nuovo allenatore che avrà il compito di raccogliere l’eredità lasciata da D’Aversa e sedersi sulla panchina per la prossima stagione. La scelta della nuova guida tecnica è uno snodo cruciale per programmare gli obiettivi futuri e delineare le strategie della società. In questo contesto denso di attese, la giornata di lunedì 8 giugno – secondo Gianluca Di Marzio – si preannuncia come uno spartiacque assoluto, un momento temporale che sarà estremamente importante per capire definitivamente su quale profilo sarà orientata la scelta finale per la panchina piemontese.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Ignazio Abate resta in pole position

Tra i vari candidati sondati dalla dirigenza del club, un nome spicca su tutti gli altri per continuità di gradimento. Resta saldamente in lizza il profilo di Ignazio Abate. L’attuale allenatore della Juve Stabia ha dimostrato qualità gestionali e idee tattiche intriganti, elementi che lo hanno reso il preferito all’interno degli uffici societari. Nonostante l’agguerrita concorrenza, il tecnico è sempre stato considerato in pole position per assumere la guida della formazione granata. Il suo nome, tuttavia, per quanto forte e apprezzato dai vertici, non è l’unico attualmente sondato in questa complessa fase di casting.

L’ipotesi di un clamoroso ritorno: valutazioni su Ivan Juric

Le dinamiche del mercato allenatori sono imprevedibili e impongono di esplorare molteplici piste per non farsi trovare impreparati. Proprio per questo motivo, la direzione sportiva mantiene aperte diverse soluzioni alternative di assoluta garanzia. In particolare, sono attualmente in corso delle attente valutazioni su una vecchia conoscenza dell’ambiente: Ivan Juric. Per l’esperto tecnico, infatti, si tratterebbe a tutti gli effetti di un clamoroso ritorno sotto l’ombra della Mole. La sua profonda conoscenza della piazza, unita al suo temperamento e a un sistema di gioco ben collaudato nel recente passato, rappresentano un’opzione sicura che la proprietà sta analizzando con grandissima attenzione.

Gli incontri recenti: Gilardino e Di Francesco sullo sfondo

Oltre al grande favorito e al possibile cavallo di ritorno, il ventaglio delle opzioni si arricchisce di ulteriori protagonisti di enorme spessore. Nelle segrete stanze del club si susseguono intense riflessioni anche su altri due profili molto stimati nel panorama calcistico nazionale. Il primo è Alberto Gilardino, un allenatore in forte ascesa che è stato affrontato direttamente dal Torino, essendo stato incontrato nelle scorse ore per un summit conoscitivo volto a sondare la reale fattibilità dell’operazione. Accanto a questa suggestiva pista, non tramonta l’ipotesi che conduce direttamente a Eusebio Di Francesco, figura di grande esperienza tattica pronta a sposare un nuovo e ambizioso progetto tecnico. Le prossime ore saranno quelle della verità.

Acerbi al centro dei desideri di due squadre di Serie A: dove potrebbe giocare dopo l’addio a zero dall’Inter

Acerbi potrebbe rimanere in Serie A dopo l’addio a scadenza di contratto dall’Inter. Ecco dove potrebbe giocare il difensore

Il calciomercato estivo si prepara ad accogliere tra i grandi protagonisti uno dei difensori più esperti e affidabili del panorama calcistico italiano. Il futuro di Francesco Acerbi sarà quasi certamente lontano da Milano. Il centrale difensivo è ormai pronto a iniziare una nuova avventura. Sulle sue tracce si sono già mosse con decisione due piazze importanti e ambiziose della nostra Serie A: il Monza e il Genoa, entrambe alla ricerca di un profilo di grande caratura per blindare le rispettive retroguardie in vista della prossima stagione. Lo riporta Matteo Moretto.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La scadenza di contratto il 30 giugno e l’addio all’Inter

L’avventura di Francesco Acerbi con la maglia dell’Inter è giunta ai titoli di coda. Il difensore lascerà il club nerazzurro il prossimo 30 giugno, data fatidica in cui andrà formalmente in scadenza di contratto. La dirigenza meneghina e l’entourage del calciatore hanno deciso di non prolungare l’accordo, chiudendo di fatto un ciclo sportivo intenso, caratterizzato da un rendimento di altissimo livello e da traguardi prestigiosi. L’addio a parametro zero trasforma il centrale in una delle occasioni più ghiotte e strategiche di questa sessione estiva, permettendo alle squadre interessate di assicurarsi un leader difensivo navigato senza dover sostenere costi legati al cartellino.

Il pressing del Monza: esperienza per la difesa

Tra le pretendenti più accreditate per assicurarsi le prestazioni dello svincolato di lusso spicca il Monza. La dirigenza brianzola ha individuato nell’ormai ex difensore dell’Inter il tassello perfetto per alzare il livello di maturità e solidità del proprio pacchetto arretrato. L’obiettivo del club biancorosso è quello di inserire in rosa un vero e proprio comandante della difesa, un elemento carismatico capace di guidare i compagni e di garantire affidabilità tattica nel corso di un campionato sempre più competitivo. I sondaggi per portare Acerbi in Brianza sarebbero già in una fase esplorativa avanzata.

La concorrenza del Genoa e le prospettive future

Il Monza, tuttavia, non corre da solo e dovrà guardarsi dalla forte concorrenza del Genoa. Il Grifone vuole compiere un ulteriore salto di qualità e la retroguardia ligure necessita di un innesto di grande spessore: Acerbi rappresenta l’identikit tecnico e caratteriale ideale per il progetto tecnico rossoblù. La prospettiva di giocare in una piazza storica e passionale come quella genovese potrebbe stimolare il difensore in questa fase della sua carriera. Le prossime settimane saranno assolutamente decisive per comprendere quale tra Monza e Genoa riuscirà ad affondare il colpo vincente in questo avvincente intreccio di mercato.

Calhanoglu Fenerbahce, il candidato alla presidenza Safi sgancia la bomba: «Il suo trasferimento è chiuso!»

Calhanoglu Fenerbahce, il candidato alla presidenza Safi ha annunciato la chiusura del trasferimento del centrocampista dell’Inter

Hakan Safi, candidato alla presidenza del Fenerbahçe, sta portando avanti con grandissimo vigore la sua intensa campagna elettorale e mediatica in vista delle imminenti votazioni per la guida del prestigioso club di Istanbul. Tra i punti salienti del suo programma, spicca una promessa di altissimo profilo: portare in Turchia Hakan Calhanoglu, attuale faro e regista del centrocampo dell’Inter.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le dichiarazioni shock: un’operazione già definita

Se nei giorni scorsi l’interesse per il fuoriclasse turco sembrava rientrare nell’alveo delle classiche suggestioni elettorali, nelle ultime ore la narrazione ha subito un’accelerazione drastica. Hakan Safi ha clamorosamente alzato il tiro, smettendo di definire l’affare come un semplice sogno e presentandolo, al contrario, come un’operazione di mercato ormai definita in ogni minimo dettaglio. Le sue dichiarazioni pubbliche, destinate a fare parecchio rumore, non lasciano alcuno spazio a libere interpretazioni: «Il trasferimento di Hakan Çalhanoğlu è chiuso, lo abbiamo anche annunciato!». Un’uscita perentoria che ha immediatamente infiammato i media sportivi internazionali.

Il ruolo dell’agente Gordon Stipic e l’accordo di base

Questa dichiarazione così dirompente non rappresenta una mossa isolata. A dare enorme consistenza alle affermazioni del candidato presidente ci ha pensato l’entourage stesso del giocatore. Nei giorni scorsi, infatti, Gordon Stipic, noto agente del centrocampista turco, ha spiegato pubblicamente di aver già raggiunto un accordo di base con la fazione politica di Safi. Tale intesa preventiva diverrebbe immediatamente operativa nell’eventualità di una vittoria alle urne durante questo fine settimana. La strategia dei “canarini gialli” è dunque chiarissima: dopo aver blindato il sì del calciatore e del suo entourage, hanno scoperto le proprie carte per forzare la mano.

L’Inter alle corde: a rischio i piani di Cristian Chivu

Adesso il peso della situazione ricade interamente sulle spalle dell’Inter. La dirigenza di Viale della Liberazione si ritrova improvvisamente in una posizione scomoda, messa con le spalle al muro dalle manovre turche. Sebbene il club meneghino sia tutelato da un contratto a lungo termine che lo vincola saldamente al proprio regista, gestire le ripercussioni psicologiche e ambientali di un’offensiva così mediatica non sarà affatto semplice. Questa improvvisa bufera rischia seriamente di stravolgere le geometrie e i piani tattici accuratamente preparati dal tecnico Cristian Chivu per l’immediato futuro. Il destino del perno nerazzurro si deciderà molto probabilmente subito dopo l’esito delle urne a Istanbul.

Ferrante speranzoso: «Al Torino deve arrivare un allenatore giovane che faccia un progetto. Altrimenti non si costruisce mai niente!» – VIDEO

Ferrante, leggenda del Torino, ha rilasciato queste dichiarazioni a proposito del momento che stanno vivendo i granata – VIDEO

La Partita della Leggenda Granata ha riempito lo stadio Filadelfia, donando gioia, magia e anche un po’ di nostalgia al popolo granata. A renderla ancora più indimenticabile sono stati i protagonisti che hanno colorato la serata: Pasquale Bruno, Willy Peyote, Clara Vercelli e il mitico massaggiatore Tony, Marco Ferrante, Gino Latino, Luca Voghera, Kiki, Rafael Martin Vasquez, Andrea Pavan, Domenico Beccaria. Ecco le parole di Marco Ferrante rilasciate a Sport+ TV:

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

PAROLE – «L’importante è che al Torino arrivi un allenatore giovane, che si faccia un progetto. Non deve essere di passaggio altrimenti non si costruisce mai niente. Va messo un tassello ogni anno per riavvicinare le persone allo stadio. Quanto successo quest’anno – che i tifosi disertassero lo stadio con ragione – è stato abbastanza grave e brutto a livello europeo e mondiale. Il Toro va seguito, amato, non seguirlo non dà la spinta ai giocatori. È stato un gesto in parte condiviso dal sottoscritto»

Brahim Diaz si complica? La Juve torna a pensare a Gudmundsson. Qual è la situazione per il fantasista della Fiorentina

Gudmundsson nei radar della Juventus nel caso in cui dovesse saltare Brahim Diaz. Ecco qual è la situazione

Le dinamiche del calciomercato della Juventus entrano nel vivo, con una strategia societaria ben definita per rinforzare qualitativamente il reparto offensivo. L’obiettivo primario per la trequarti rimane invariato, ma nelle ultime ore si è registrata una fisiologica frenata nei dialoghi per arrivare a Brahim Diaz. Secondo quanto riportato dal quotidiano Tuttosport, i vertici della dirigenza bianconera hanno recentemente avuto un nuovo contatto esplorativo con il padre-agente del fantasista marocchino per fare il punto della situazione.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le garanzie di Spalletti e il muro del Real Madrid

Il nuovo progetto tecnico della Juventus, saldamente guidato da Luciano Spalletti, attrae non poco il giocatore. L’allenatore toscano si è esposto in prima persona nella trattativa, garantendogli una titolarità indiscussa nel ruolo di trequartista e la promessa di un ruolo centrale in una squadra costruita per competere ai massimi livelli in ogni manifestazione della prossima annata. Nonostante queste forti lusinghe bianconere, Brahim Diaz sembra attualmente orientato a dare priorità assoluta al Real Madrid, convinto di potersi ritagliare uno spazio vitale e giocarsi le proprie carte sotto la nuova guida tecnica di José Mourinho.

Le variabili di mercato e le elezioni a Madrid

Il futuro dell’ex trequartista rossonero è inevitabilmente legato alle prossime mosse di mercato in entrata dei Blancos. Il rientro in pianta stabile del giovane talento Nico Paz o un eventuale affondo degli spagnoli per garantirsi le prestazioni di Olise andrebbero a intasare pesantemente l’ultimo terzo di campo. Di fronte a un simile sovraffollamento e a una concorrenza smisurata, potrebbe essere lo stesso Brahim Diaz a sollecitare la dirigenza per ottenere un trasferimento in prestito a Torino. Al momento, però, domina la cautela: le parti preferiscono non avere fretta, attendendo anche l’esito della delicata tornata elettorale a Madrid per la presidenza del club, che vede opposti Florentino Perez e Riquelme.

Il piano B in Serie A: Gudmundsson in uscita dalla Fiorentina

Mentre mantiene viva la speranza per il marocchino, la Juventus valuta attentamente percorsi alternativi. Nelle ultime ore, l’entourage del calciatore ha proposto ai bianconeri il profilo di Albert Gudmundsson, attualmente in uscita dalla Fiorentina. Questo piano B, tuttavia, non entusiasma pienamente Luciano Spalletti. I dubbi del mister non sono legati al vivace diverbio andato in scena all’Allianz Stadium a causa di alcuni atteggiamenti antisportivi dell’islandese, ma riguardano lo status internazionale. Per quella zolla di campo, l’allenatore desidera un elemento con maggiore esperienza europea.

Qualora la pista principale dovesse definitivamente sfumare, la Juventus dovrà comunque scendere a compromessi. L’operazione Gudmundsson sarebbe finanziariamente molto vantaggiosa: la Fiorentina è infatti disposta ad accettare un prestito oneroso con obbligo di riscatto condizionato, per una cifra complessiva molto abbordabile compresa tra i 15 e i 18 milioni di euro.

Calciomercato Atalanta, centrocampisti cercasi: Da Cunha sogno (quasi) irrealizzabile, Giuntoli ha già pronta l’alternativa

Calciomercato Atalanta, SOS centrocampo: Da Cunha sogno proibito, Giuntoli prepara l’alternativa

Il calciomercato dell’Atalanta si prepara a vivere una fase di profonda metamorfosi, specialmente per quanto riguarda la linea mediana. Con l’arrivo in panchina di Maurizio Sarri, la società orobica è pronta a modificare radicalmente la propria identità tattica. Secondo le indiscrezioni svelate dal Corriere di Bergamo, il nuovo corso tecnico prevede il passaggio definitivo al classico modulo 4-3-3, un sistema di gioco che richiede interpreti dalle caratteristiche calcistiche molto specifiche. Per completare questa transizione, il nuovo allenatore ha espresso la necessità di ricevere tre precisi tasselli: un regista classico in grado di dettare i tempi di gioco, una mezzala tecnica di qualità per la manovra e una mezzala fisica per garantire sostanza e dinamismo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La ricca cessione di Ederson al Manchester United

Le grandi manovre in entrata saranno finanziate da un’operazione in uscita di altissimo profilo economico. La compagine bergamasca ha infatti formalizzato l’addio di Ederson, ceduto a titolo definitivo al Manchester United a fronte di una cifra monstre di ben 45 milioni di euro. Una partenza dolorosa sotto il profilo tecnico, ma essenziale per dare liquidità alle casse del club. Con questo importante tesoretto a disposizione, il direttore sportivo Cristiano Giuntoli si è immediatamente messo al lavoro per setacciare il mercato e individuare i profili idonei a rinforzare lo scacchiere tattico richiesto.

Il sogno Da Cunha e l’ostacolo Coppe Europee

Il primo grande nome sul taccuino della dirigenza è una suggestione affascinante che porta dritta a Lucas Da Cunha, fantasista di proprietà del Como. Il giocatore è molto stimato per le sue doti tecniche e la sua duttilità, elementi che si sposerebbero alla perfezione con il calcio propositivo di stampo sarriano.

Tuttavia, la trattativa presenta un ostacolo non indifferente legato alle ambizioni personali del calciatore e al piazzamento europeo dei due club. Se da una parte l’Atalanta disputerà la prossima Conference League, dall’altra il Como ha conquistato uno storico pass per la Champions League. Un dettaglio cruciale, poiché l’intenzione primaria di Da Cunha è proprio quella di misurarsi sul palcoscenico della massima competizione continentale con indosso la maglia del club lariano.

L’alternativa di lusso: Arthur Atta dell’Udinese

Davanti alle difficoltà riscontrate per il gioiello del Como, Giuntoli ha tempestivamente attivato una pista alternativa nel campionato italiano. I fari sono puntati con insistenza su Arthur Atta, talentuoso centrocampista attualmente in forza all’Udinese. Il mediano è reduce da un’annata molto positiva in Friuli, impreziosita da un bottino personale di 6 gol stagionali che ne hanno evidenziato le ottime doti di inserimento. L’ostacolo principale in questo caso è rappresentato dalla bottega carissima dei bianconeri: la valutazione del cartellino fissata dall’Udinese è infatti di 40 milioni di euro. I contatti tra le parti proseguono per cercare di limare le richieste e regalare al più presto la nuova pedina a Maurizio Sarri.

Braida non se ne capacita: «Mi viene quasi da piangere a vedere il Milan in questa situazione»

Braida, storico ex dirigente del Milan, è profondamente deluso dalla situazione in cui verte il club rossonero al momento. Le sue parole

Il momento storico e le recenti dinamiche del Milan continuano a far discutere, suscitando reazioni forti specialmente in chi ha contribuito a rendere leggendario il club rossonero. A margine del Festival della Serie A andato in scena a Parma, lo storico dirigente Ariedo Braida, attuale vicepresidente del Ravenna, ha analizzato con estrema lucidità e palpabile amarezza la delicata situazione della società meneghina. Le sue parole, rilasciate ai microfoni di Sky Sport, fotografano un profondo disagio verso l’attuale gestione dirigenziale.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il peso della storia e la crisi d’identità rossonera

L’ex direttore generale e sportivo non ha utilizzato mezzi termini per descrivere lo stato d’animo che lo accompagna osservando le difficoltà della sua ex squadra: Mi viene quasi da piangere a vedere il Milan in questa situazione. Una dichiarazione schietta che racchiude l’affetto di chi conosce a fondo il DNA vincente del club.

Secondo l’esperto manager, la problematica principale non è solo tecnica, ma riguarda le fondamenta stesse del progetto sportivo: Diciamo una cosa: c’è una crisi d’identità. Bisogna ricostruire una storia. La storia è importante, senza quella non c’è futuro. Quindi auguro a chi ha la responsabilità di ricominciare da questo punto”.

Il nodo Rafael Leao e il talento da concretizzare

L’attenzione dell’intervista si è poi spostata sull’attualità e sul calciomercato, toccando il tema spinoso legato a Rafael Leao. L’attaccante portoghese ha recentemente aperto alla possibilità di valutare nuove sfide professionali all’estero. Sulle prospettive del numero 10, Braida ha espresso un giudizio tattico e mentale molto preciso, richiamando il giocatore alla continuità: Non voglio sostituirmi a chi ne ha la responsabilità. Io cerco di fare quello che so fare. Leao comunque ha delle qualità importantissime. È chiaro che se poi tu non le trasmetti sul campo tutto è vano”.

L’importanza di Maldini e il monito a Ibrahimovic

Un passaggio cruciale e nostalgico ha riguardato la figura di Paolo Maldini, il cui addio consumatosi tre anni fa continua a pesare sull’ambiente. Il richiamo alla tradizione è categorico: Maldini, a cominciare dal papà, ha scritto la storia del Milan. Prima il padre poi Paolo hanno vinto tutte le Champions League del Milan. Non si può non partire dalla storia”.

Infine, l’analisi si è conclusa con una riflessione incisiva sul nuovo ruolo operativo di Zlatan Ibrahimovic. Pur riconoscendo l’immensa caratura dello svedese, Braida ha voluto lanciare un chiaro avvertimento al neo-dirigente del Milan: Ibra non si discute, è stato un grande campione. Calcisticamente parlando chapeau. Però a volte deve avere l’umiltà di imparare”.

Ausilio rivendica: «Thuram strappato con orgoglio al Milan, ecco come è andata davvero la sua trattativa»

Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, è stato intervistato durante il Festival della Serie A a Parma. Queste le sue dichiarazioni

Il direttore sportivo dell’Inter, Piero Ausilio, ha parlato dal palco del Festival della Serie A a Parma. Queste le sue dichiarazioni.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

SULLA SUA ESPERIENZA DA CALCIATORE – «Non c’è traccia perché per fortuna a seguito di un grave infortunio ho smesso molto presto quindi dico per fortuna perché ho avuto la possibilità così di iniziare molto presto, rispetto magari agli altri, questo tipo di percorso, che è partito da segretario del settore giovanile per poi piano piano crescere e diventare negli anni il direttore sportivo».

IL MOMENTO IN CUI HA CAPITO DI VOLER DIVENTARE UN DIRIGENTE – «Non so il momento preciso in cui l’ho capito. So cosa volevo fare, cosa volevo diventare. Ho fatto un percorso molto lungo, sono orgoglioso di averlo fatto in questo modo perché non avendo giocato ad alti livelli avevo un’altra strada da percorrere. Il fatto di aver fatto tante cose, ho lavorato tanto nel settore giovanile prima come segretario e poi soprattutto come responsabile. C’è stato poi un periodo lungo, circa dieci anni, in cui ho fatto un lavoro secondo me bellissimo che era quello di fatto di vice direttore sportivo. Purtroppo gli anni che ho passato con Marco Branca, direttore dell’Area Tecnica, mi hanno permesso, non avendo la responsabilità diretta della squadra, di poter viaggiare molto e quindi stringere rapporti, relazioni, conoscere fuori il mondo del calcio, perché poi non è soltanto quello che succede la domenica, ma è tutto quello che c’è intorno che deve essere per forza conosciuto e diventa oggi la grande esperienza che mi porto dietro. Del momento in cui sono diventato poi direttore sportivo degli effetti nel 2014, avendo meno tempo di girare, perché comunque devi passare il tuo tempo con la squadra, devi essere molto più presente nella gestione, di fatto vivi le stesse attività che ha la prima squadra, quel percorso mi è mancato ma allo stesso tempo mi ha permesso oggi di essere probabilmente più completo».

SULLE TRATTATIVE COL PARMA: DA DIMARCO A BASTONI E BONNY – «Hai detto bene, noi abbiamo sempre avuto ottimi rapporti con la dirigenza del Parma in particolare poi negli ultimi anni, trovo che ci siano dei professionisti a Parma di grande qualità e competenza. Conosco personalmente Cherubini, conosco Pettinà e mi sento di dire che Parma Calcio è in buonissime mani. La proprietà è ambiziosa, è una proprietà che vuole investire sui giovani. Noi abbiamo sempre sfruttato questo canale. Abbiamo approfittato dell’anno di Parma in prestito per valorizzare Bastoni e e Dimarco e farli crescere di più. E poi nella stagione passata siamo riusciti a fare questa operazione con Bonny che è stata sicuramente molto positiva per noi. Il Parma quest’anno ha fatto qualcosa di incredibile con un bravissimo allenatore, giovane che ha portato risultati importanti, ha salvato la squadra con un certo anticipo anche attraverso dei bellissimi risultati soprattutto contro Milano e Napoli va bene. Dai allora giustamente un grazie a Parma e al Parma».

SULLE PERSONE DA RINGRAZIARE – «Direi che insomma ricordare tutte le persone che meriterebbero di essere citate è difficile. Quando penso all’Inter ne cito una che rappresenta un po’ tutti perché Massimo Moratti è stato il presidentissimo dell’Inter. La sua famiglia, lui, mi hanno permesso di iniziare questo percorso. Quindi nel momento in cui ricordo lui ricordo tutta l’Inter perché sono passati tantissimi dirigenti, allenatori, calciatori collaboratori, io ho un bellissimo ricordo di tutti questi. Ripeto, citarli uno per uno farei fatica intanto per il numero e soprattutto perché rischerei di dimenticarne qualcuno. Poi per uscire un po’ dalle dinamiche dell’Inter invece ci tengo a citarne uno che per me ha rappresentato tantissimo nel mio inizio e anche in quello che è stata poi la mia strada, che è Pierluigi Casiraghi, che è solo un omonimo dell’ex calciatore della Nazionale. Invece Casiraghi è un signore che adesso è scomparso che mi ha dato tanto perché è stato quello che mi ha mi ha formato dal punto di vista professionale, mi ha sempre sostenuto, mi ha dato sempre i consigli giusti, mi ha dato tutto quello che oggi mi porto dietro. Sto cercando anch’io di trasferire a quelli un po’ più giovani, visto che anch’io adesso comincio ad entrare nell’altra parte generazionale. Ho iniziato quando avevo 25 anni, oggi ne ho quasi 54, quindi oggi qualcosina da dare probabilmente ce l’abbiamo anche noi a quelli più giovani. E poi ovviamente dal punto di vista prettamente educativo e per i sacrifici che hanno fatto legato alla professione, nel senso che mi hanno permesso di farla anche in momenti in cui magari a casa serviva qualcos’altro, i miei genitori che mi hanno aspettato e mi hanno permesso di crescere piano piano senza farmi pesare il fatto che a casa fossi magari più un peso che non un’utilità dal punto di vista economico».

SULLA TRATTATIVA PIU’ DIFFICILE – «Nelle trattative le difficoltà ci sono sempre. Arrivano, in primis perché si parla sempre di calciatori di un certo livello e quindi la concorrenza è sempre molto, molto forte. Noi italiani, lo dico con orgoglio, Ariedo lo può confermare, abbiamo qualcosa in più a livello di fantasie, di strategie. È normale che quando vai a competere con con potenze quali sono diventate oggi le squadre inglesi, ci devi mettere qualcosa in più. Cioè dove non arriva il potere economico arriva l’ingegno. Noi ci arriviamo con la italianità, ci arriviamo magari a volte prima con strategie, cerchiamo di essere molto più empatici perché ci piace comunque conoscere il calciatore, conoscere le famiglie, cercare di arrivare a quel qualcosa che magari spesso e volentieri non ci si può arrivare soltanto con i soldi e quindi pagando di più. Ricordo operazioni di diversi calciatori, ma mi viene in mente su tutti Thuram, tanto per fare un esempio. Tra l’altro con orgoglio posso dire che è stato strappato anche al Milan. L’Inter, per un motivo molto preciso, perché oltre al Milan che comunque era una realtà che fosse su sul calciatore, c’erano anche altre squadre importanti europee e anche economicamente molto, molto forti e strutturate e straniere e lui scelse l’Inter per un motivo molto preciso. Noi già due anni prima lo avevamo individuato e lui scelse l’Inter. Giocava al ‘Gladbach, e per intenderci era l’anno in cui Lukaku si era trasferito al Chelsea, noi avevamo già preso Dzeko e ci serviva un terzo attaccante e avevamo pensato a lui. La cosa bella e particolare è che lui non giocava in attacco, noi giocavamo già col 3-5-2 e lui non era un attaccante, ma giocava esterno a sinistra. E invece eravamo convinti che Marcus invece avesse proprio le caratteristiche che servivano a noi per giocare in quel sistema di gioco quindi chiamai lui che alzò le mani e disse: ‘Parla con papà’. Tra l’altro Lilian penso che anche qui a Parma lo ricorderete tutti come un grandissimo campione e un grandissimo uomo. Mi chiese di spiegargli bene il progetto, era molto curioso e voleva capire perché pensavamo che Marcus potesse diventare un attaccante e quindi spostarlo dalla sua posizione più naturale, dove aveva sempre giocato. Gli spiegammo tutto, quali erano le nostre idee e perché doveva venire all’Inter e giocare in quel sistema di gioco. Mi diedero l’ok, si formalizzò praticamente tutto, se non fosse che si fece male ad un ginocchio in una partita contro il Leverkusen e ci fu questo impedimento e abbiamo dovuto ritardare di due anni l’operazione. Lo abbiamo perso per due anni, in realtà poi lo abbiamo recuperato praticamente a costo zero, quindi direi che è stato comunque un bene anche così».

L’INTERVISTA COMPLETA DI AUSILIO

Dionisi riparte dall’Inghilterra: sarà lui il nuovo tecnico del Watford

Watford, la scelta è fatta: l’ex tecnico del Sassuolo Alessio Dionisi è pronto a iniziare la sua avventura inglese

L’allenatore italiano è pronto a iniziare la sua nuova avventura in Inghilterra: l’accordo con il Watford è stato definito e la firma è attesa nel corso della settimana.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Alessio Dionisi, reduce dall’esperienza all’Empoli e rimasto senza panchina nell’ultima stagione, ha accettato la proposta del club inglese, che gli affiderà il compito più delicato: riportare gli Hornets in Premier League.

Il Watford, infatti, milita attualmente in Championship, dove nell’ultimo campionato non è riuscito ad andare oltre un deludente sedicesimo posto su 24 squadre. Una stagione ben al di sotto delle aspettative, che ha spinto la dirigenza a ripartire da un nuovo progetto tecnico.

Dionisi arriva con l’obiettivo di rilanciare il club e costruire una squadra competitiva per tornare subito nella massima serie inglese. La firma è ormai solo una formalità.

×