Pagina 209 – Calcio News 24

Pagelle Cremonese Bologna: magia Joao Mario, Rowe dominante. Maleh-Ferguson nel finale…VOTI

Pagelle Cremonese Bologna: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 31ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Cremonese Bologna: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 31ª giornata di Serie A 2025/26

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CREMONESE: Audero 6; Terracciano 5.5, Luperto 5, Bianchetti 5.5, Pezzella 5; Zerbin 5.5 (85′ Floriani SV), Grassi 5 (46′ Bondo 5.5), Maleh 4, Vandeputte 5 (46′ Thorsby SV) (53′ Payero 5.5); Djuric 5 (46′ Okereke 5.5), Bonazzoli 6.5. All. Giampaolo 5

BOLOGNA: Ravaglia 6.5; Joao Mario 7 (82′ Zortea SV), Vitik 6.5, Lucumì 6.5, Miranda 6; Freuler 6.5, Moro 6.5 (82′ Pobega SV); Bernardeschi 6.5 (61′ Orsolini 6), Sohm 6.5 (78′ Ferguson 4.5), Rowe 7.5 (78′ Cambiaghi SV); Castro 6. All. Italiano 7

PSV Eindhoven campione d’Olanda 2026: trionfo in Eredivisie per la 27ª volta nella storia

PSV Eindhoven si è laureato campione d’Olanda 2026: vittoria in Eredivisie per la 27ª volta nella storia per la squadra biancorossa

Il calcio europeo saluta la prima regina assoluta della stagione. In questa domenica di inizio aprile, nel giorno di Pasqua, il PSV Eindhoven si è laureato matematicamente campione d’Olanda per la 27ª volta nella sua gloriosa storia. Un traguardo straordinario che certifica il dominio incontrastato della formazione biancorossa in patria, regalando ai tifosi l’immensa gioia per il terzo titolo di Eredivisie consecutivo.

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L’incrocio decisivo: la vittoria sull’Utrecht e lo scivolone del Feyenoord

Il verdetto definitivo che ha fatto scattare la grande festa per le strade di Eindhoven è arrivato al termine di un weekend calcistico al cardiopalma. Le basi per la matematica certezza del trionfo sono state gettate nella giornata di ieri grazie allo spettacolare e pirotecnico successo del PSV contro l’Utrecht. Una fondamentale vittoria casalinga per 4-3, conquistata con grinta e determinazione in novanta minuti ricchi di emozioni.

L’ufficialità aritmetica per la conquista del titolo, tuttavia, è giunta questa domenica grazie all’inaspettato passo falso dei diretti inseguitori. Il Feyenoord, infatti, non è riuscito ad andare oltre un inaspettato pareggio a reti bianche sul difficile campo dell’FC Volendam. Questo scivolone esterno ha dilatato il divario in classifica in modo incolmabile, chiudendo definitivamente i giochi scudetto con grande anticipo rispetto alla conclusione naturale del campionato.

La filosofia di Peter Bosz e l’esperienza di Ivan Perisic

Dietro questo straordinario capolavoro sportivo c’è indiscutibilmente la mano e l’intelligenza tattica del tecnico Peter Bosz. L’allenatore è riuscito a forgiare un gruppo solido e altamente spettacolare, capace di imporre il proprio gioco su ogni campo.

Tra i grandi protagonisti di questa cavalcata trionfale spicca anche una nobile conoscenza del calcio italiano: Ivan Perisic. L’esterno ex Inter, forte della sua immensa esperienza internazionale e della consueta duttilità, si è rivelato un tassello preziosissimo per alzare la mentalità vincente all’interno dello spogliatoio olandese.

Il primo trofeo europeo del 2026

La vittoria dell’Eredivisie da parte della compagine olandese assume un significato ancora più prestigioso se osservata in una prospettiva continentale. Questo successo rappresenta, di fatto, il primo titolo assegnato in Europa nel 2026 tra le massime leghe calcistiche. Mentre negli altri grandi campionati del Vecchio Continente le battaglie per la vetta sono ancora apertissime, nei Paesi Bassi il verdetto è già scolpito nella pietra per celebrare una stagione indimenticabile.

Formazioni ufficiali Pisa Torino: le scelte di Hiljemark e D’Aversa per il match di Serie A

Formazioni ufficiali Pisa Torino: le scelte di Hiljemark e D’Aversa per il match, valido per la 31ª giornata di Serie A 2025/26

Nel suggestivo scenario calcistico della domenica di Pasqua, la Cetilar Arena è pronta ad accendere i riflettori per la delicatissima e cruciale sfida tra Pisa e Torino. I padroni di casa affrontano un vero e proprio dentro o fuori, chiamati a una disperata impresa sportiva davanti al proprio pubblico per alimentare le flebili speranze di una salvezza complicata. Attualmente, la compagine nerazzurra si trova a dover scalare una montagna, dovendo recuperare un pesantissimo distacco di ben nove punti dalla zona salvezza quando mancano soltanto otto giornate al termine del campionato.

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Sull’altro fronte, la formazione ospite naviga in acque più tranquille ma decisamente non appaganti: al quattordicesimo posto e distante sei lunghezze dalla decima posizione, la squadra piemontese ha l’assoluta necessità di macinare punti per centrare l’obiettivo di posizionarsi nella metà sinistra della classifica, traguardo raggiunto per quattro volte nelle ultime cinque stagioni.

Le scelte degli allenatori: rientra Aebischer, tegola Zapata per i granata

Per questa fondamentale sfida, le decisioni dei due allenatori sono state fortemente condizionate dalle rispettive assenze. Il tecnico dei toscani, Oscar Hiljemark, può sorridere per il prezioso recupero in mediana di Aebischer, che riprende il suo posto a centrocampo dopo aver scontato un turno di squalifica. Nel reparto offensivo nerazzurro, la maglia da titolare per supportare le giocate di Moreo è stata affidata a Meister, che ha superato la concorrenza nel serrato testa a testa della vigilia.

Molti più grattacapi, invece, per mister Roberto D’Aversa. L’allenatore granata ha infatti perso il suo bomber alla vigilia del match: per Zapata si tratta di una lesione parziale del retto femorale della coscia destra, un infortunio muscolare che lo costringerà a uno stop forzato di circa tre settimane. Per fronteggiare l’emergenza offensiva, l’attacco sarà interamente affidato alla fame di Simeone, affiancato dal primo minuto da Kulenovic, uscito vincitore dal ballottaggio dell’ultim’ora.

Le formazioni ufficiali di Pisa-Torino

PISA (3-4-2-1): Semper; Calabresi, Caracciolo, Canestrelli; Leris, Aebischer, Hojholt, Angori; Moreo, Tramoni; Meister. Allenatore: Oscar Hiljemark. A disposizione: Nicolas, Scuffet, Bozhinov, Cuadrado, Akinsanmiro, Touré, Stengs, Coppola, Loyola, Piccinini, Albiol, Bettazzi, Tojilkovic.

TORINO (3-4-1-2): Paleari; Coco, Ismajli, Ebosse; Pedersen, Gineitis, Prati, Obrador; Vlasic; Simeone, Kulenovic. Allenatore: Roberto D’Aversa. A disposizione: Israle, Siviero, Ilkhan, Ilic, Anjorin, Adams, Lazaro, Casadei, Nkounkou, Biraghi, Marianucci, Tameze, Njie.

Moviola Cremonese Bologna: gli episodi dubbi del match diretto da Abisso. Cosa è successo allo Zini

Moviola Cremonese Bologna: gli episodi dubbi del match diretto da Abisso, valido per la 31ª giornata di Serie A 2025/26

Il Bologna domina allo stadio “Zini” contro la Cremonese. La sfida, affidata alla direzione dell’arbitro Rosario Abisso, ha richiesto grande fermezza da parte del fischietto palermitano per la gestione dei cartellini e dei numerosi contrasti fisici in mezzo al campo, nonché per un finale concitato.

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L’analisi degli episodi arbitrali: la Moviola del match

Sotto la lente di ingrandimento della moviola finisce in primis l’attenta gestione disciplinare. Allo scadere del primo tempo (45′), il direttore di gara estrae un giallo sacrosanto per Youssef Maleh: il centrocampista della Cremonese si è reso protagonista di un’entrata in ritardo e decisamente ruvida, punita correttamente con l’ammonizione senza alcuna esitazione.

Poco prima, al 41′, si erano già scaldati gli animi per un intervento in netto ritardo di Grassi, sanzionato da Abisso solo con un calcio di punizione dal limite. Anche i felsinei, tuttavia, non si sono risparmiati sotto il profilo dell’agonismo: la moviola evidenzia un fallo pericoloso di Jhon Lucumi al 36′ per recuperare palla e una successiva scivolata rischiosa di Simon Sohm al 56′ ai danni di un avversario. In queste circostanze, l’arbitro ha preferito fischiare le irregolarità senza estrarre cartellini, adottando un metro di giudizio omogeneo che ha favorito la fluidità del gioco. Al 75′ giallo per il portiere rossoblù Ravaglia. Al 91′ rigore per la Cremonese per un fallo di Ravaglia: dal dischetto non ha sbagliato Bonazzoli. Girandola di cartellini negli istanti finali: rosso per Maleh al 94′ e Ferguson al 96′, ammonito anche Payero al 96′.

Il doppio colpo del Bologna e l’incubo di Giampaolo

Al di là degli interventi arbitrali, la gara si è sbloccata dopo soli tre minuti grazie a un capolavoro balistico di Joao Mario, che ha infilato la palla all’incrocio dei pali. Al 16′ è arrivato il raddoppio fulmineo firmato da Jonathan Rowe, abilissimo a insaccare rasoterra un perfetto assist in area di Juan Miranda. Nel finale la rete di Bonazzoli che ha accorciato le distanze ma non ha evitato il KO per i grigiorossi di Giampaolo.

Lucescu, peggiorano le sue condizioni: coma farmacologico indotto. Ore di ansia per l’allenatore, gli ultimi sviluppi

Lucescu, coma farmacologico indotto. Forte paura per l’allenatore, sono peggiorate le sue condizioni. Quali sono gli ultimi sviluppi

Il mondo del calcio internazionale è con il fiato sospeso: si vivono vere e proprie ore d’ansia per Mircea Lucescu. Le condizioni di salute dell’ottantenne ex allenatore di Inter e Brescia hanno subito un drastico e preoccupante peggioramento nel corso delle ultime ore. Attualmente, lo storico e amato tecnico si trova ricoverato in gravissime condizioni nel reparto di terapia intensiva all’Ospedale Universitario di Bucarest, dove l’équipe medica ha ritenuto necessario procedere con un coma farmacologico indotto per tentare di stabilizzare una situazione clinica che si è rivelata estremamente delicata.

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Il malore improvviso e il primo intervento chirurgico

Il dramma sportivo e umano ha avuto inizio domenica scorsa, quando il mister ha accusato un improvviso e severo malore mentre era impegnato in una consueta riunione tecnica prima di dirigere un allenamento. Trasportato immediatamente d’urgenza nella principale struttura sanitaria della capitale rumena per tutti gli accertamenti del caso, le sue condizioni avevano richiesto un’azione medica tempestiva. Dopo essere stato operato martedì scorso per un problema cardiaco, il tecnico sembrava aver superato la fase più acuta e pericolosa della patologia.

L’infarto in ospedale e il rapido aggravamento nella notte

Il percorso di guarigione, tuttavia, ha subito una drammatica e inaspettata battuta d’arresto. Proprio quando il paziente sembrava in netta via di recupero, tanto da essere fiducioso per il rientro a casa, venerdì ha poi avuto un infarto mentre era semplicemente in attesa delle imminenti dimissioni. A compromettere ulteriormente e in modo fatale il già fragile quadro clinico è stata una nuova insorgenza di gravi aritmie nella notte appena trascorsa, costringendo i dottori ad accelerare il trasferimento in rianimazione e procedere con la sedazione profonda.

L’addio alla Nazionale romena e l’ultima panchina contro la Turchia

Questa difficilissima battaglia clinica si inserisce a ridosso di un addio professionale molto sofferto. Soltanto di recente, infatti, Lucescu aveva lasciato l’incarico di commissario tecnico della Romania proprio a causa del deterioramento fisico e per specifici motivi di salute. Una scelta inevitabile, giunta dopo un ultimo immenso sforzo: l’allenatore era comunque orgogliosamente andato in panchina nella semifinale dei play-off mondiali persa contro la Turchia. Ora l’intero panorama calcistico, dai tifosi italiani a quelli dell’Est Europa, si stringe attorno a lui, facendo il tifo per la partita più importante della sua vita.

Manninger confessa su Conte: «Alla Juventus era l’unico a credere allo Scudetto all’inizio. Una volta mi prese da parte e mi disse questo»

Manninger, ex portiere della Juventus, ha riavvolto il nastro della sua avventura in bianconero. Queste le sue dichiarazioni

Alex Manninger, ex portiere della Juventus, ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport. Queste le sue dichiarazioni.

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DEL PIERO – «Quando ero il secondo di Gigi Buffon a fine allenamento mi teneva le ore. E quante sfide. Mi stupiva soprattutto nei rigori: un cecchino. E poi quante risate. Ale è pure un grande golfista, ogni tanto ci sentiamo per parlarne. Prima o poi ci sfideremo, come facevamo su rigori e punizioni alla JuventusChi vinceva? Lui, quasi sempre. Era di un’altra categoria. A golf forse ce la giochiamo».

RAPPORTO CON BUFFON – «Fantastico, davvero. Non mi ha mai fatto pesare la sua grandezza. Mi stupivo per la tranquillità che aveva. ‘Ma come fai Gigi?’, gli chiedevo sempre. Sono onorato di aver giocato con lui e in generale nella Juventus. Che poi, per me è stata un po’ la chiusura di un cerchio. I bianconeri mi avevano praticamente preso dieci anni prima. Feci anche un paio di allenamenti col gruppo, poi arrivò Van der Sar e io andai all’Arsenal. Tornarci era il mio obiettivo».

CONTE – «Antonio mi colpì già dal ritiro. Mi prese da parte e mi disse che apprezzava il mio modo di lavorare e che voleva già prendermi quando era a Siena. Ricordo che all’inizio era l’unico a credere nella vittoria dello scudetto. Noi venivamo da due settimi posti e da una serie di scelte societarie sbagliate e confuse. Lui ha rimesso la chiesa al centro del villaggio. Dite così voi italiani, no?».

DI NUOVO FALEGNAME – «Mi ha insegnato il sudore e la fatica. E oggi sono felice. Il calcio di oggi è solo moda e business, io invece non ho nemmeno Instagram, pensi un po’. Sono felice nella mia pace e nella semplicità. Adesso negli spogliatoi si pensa più ai capelli e ai post da fare che a lavorare sodo. Ah, come mancano figure come Del Piero, Buffon e compagnia…».

Loftus-Cheek giura amore al Milan: annuncio che non lascia dubbi sul suo futuro in rossonero! Cosa ha detto l’inglese

Loftus-Cheek, centrocampista del Milan, ha rilasciato queste dichiarazioni sul suo futuro in rossonero. Cosa ha detto

Il centrocampista inglese del Milan, Ruben Loftus-Cheek, è pronto a riprendersi il palcoscenico e scalda i motori in vista del prossimo e fondamentale impegno stagionale. La formazione rossonera si prepara infatti ad affrontare il Napoli in un accesissimo scontro diretto. Un vero e proprio confronto scudetto che promette scintille e che potrebbe ridefinire in maniera decisiva gli equilibri nei piani alti della classifica in questa volata finale.

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Verso la super sfida contro i partenopei

L’ex giocatore del Chelsea sta lavorando intensamente per farsi trovare nelle migliori condizioni atletiche possibili. L’obiettivo primario di Loftus-Cheek è quello di tornare in campo da assoluto protagonista, garantendo la sua consueta fisicità e qualità alla mediana milanista in una partita che non ammette passi falsi. La gara contro il Napoli rappresenta un crocevia vitale per le ambizioni del Diavolo, e il contributo dell’inglese sarà una pedina insostituibile nello scacchiere tattico preparato da Allegri per disinnescare gli avversari.

Il futuro in rossonero: in scadenza nel 2027

Oltre alle questioni strettamente legate al rettangolo verde e al presente, il giocatore inizia a riflettere seriamente anche sulle proprie prospettive professionali. Il contratto che lo lega al Diavolo scadrà il 30 giugno del 2027, una data che offre ancora margine ma che inevitabilmente richiama le attenzioni del mercato. Essendo ormai diventato un elemento cardine del progetto milanista, consolidare la sua posizione è diventata una priorità sia per lui che per l’ambiente sportivo milanese.

La chiamata alla dirigenza: pronto a trattare

Nel corso di una recente intervista concessa ai microfoni di SportMediaset, il centrocampista britannico si è soffermato proprio sul suo futuro in Italia. Il numero otto rossonero ha mandato un messaggio chiaro e rassicurante, dicendosi pronto a trattare con la dirigenza per valutare un prolungamento. Queste le sue precise e inequivocabili dichiarazioni: “Ho un contratto sino a fine 2027, credo che in estate ne parleremo con la società. Io amo il Milan e Milano, ora comunque sono concentrato sul finale di stagione”.

Parole importanti che certificano un legame solidissimo con la piazza: la testa è tutta rivolta al sogno tricolore, ma il futuro dell’inglese sembra destinato a tingersi ancora a lungo di rossonero.

Biglietti Mondiali 2026, la FIFA alza ancora i prezzi per la finale: cifre record e caos al MetLife Stadium. I dettagli

Biglietti Mondiali 2026, la FIFA ha aumentato nuovamente i prezzi per la finale: cifre record e caos al MetLife Stadium. Tutte le novità

Nonostante il diffuso malcontento e le recenti azioni legali da parte delle associazioni dei tifosi, la strada verso l’atto conclusivo della massima competizione iridata si fa sempre più in salita e dispendiosa. Nelle ultime ore, infatti, la FIFA ha alzato nuovamente i prezzi per l’acquisto dei tagliandi della finale dei Mondiali 2026, il match che assegnerà la coppa il prossimo 19 luglio al MetLife Stadium, nel New Jersey.

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I nuovi costi: aumenti vertiginosi in ogni settore

Come evidenziato in un approfondimento de La Gazzetta dello Sport, l’avvio della nuova fase di vendita ha fatto registrare rincari senza precedenti. Per i posti più esclusivi, il prezzo massimo ha raggiunto i 10.990 dollari (circa 9.540 euro). Considerando che, subito dopo la fase a sorteggio dello scorso dicembre, lo stesso identico seggio era offerto a 8.680 dollari (7.360 euro), si registra un aumento netto superiore ai 2.000 euro.

La stangata, purtroppo, non ha colpito esclusivamente le aree Vip, ma si è abbattuta trasversalmente su tutte le disponibilità. Il costo per un ingresso in Categoria 2 è salito a 7.380 dollari (partiva da 5.575), mentre l’accesso in Categoria 3 ha toccato quota 5.785 dollari (contro i 4.185 iniziali). Si tratta di rincari spaventosi, che segnano un incremento di circa 1.600 dollari se paragonati ai costi dell’ultima finale in Qatar nel 2022.

Disagi tecnici e l’attacco frontale del Congresso USA

Oltre al danno economico per le tasche degli appassionati, si è aggiunta la beffa organizzativa. La riapertura delle vendite è stata infatti caratterizzata da pesanti problemi tecnici e lunghe attese sul sito ufficiale, con numerosi utenti reindirizzati erroneamente verso sezioni riservate, prima che il sistema venisse finalmente corretto.

Questi clamorosi rincari andranno inevitabilmente a intensificare le critiche nei confronti dell’organo di governo del calcio mondiale e del presidente Gianni Infantino. La federazione era già finita nell’occhio del ciclone per aver scelto di implementare un controverso sistema di prezzi dinamici, capace di fluttuare al rialzo in base alla forte domanda. Una politica commerciale aggressiva che ha spinto 69 deputati del Congresso USA a schierarsi apertamente, criticando ufficialmente il modello, sostenendo a gran voce che tale approccio rischia di rendere il Mondiale «il più esclusivo e inaccessibile di sempre».

Vendita Torino: sirene da Londra, spunta Lloyds Bank e l’advisor Fassone. Dentro agli sviluppi per la cessione di Cairo

Vendita Torino: Londra chiama, ci sono sviluppi importanti. Da Lloyds Bank all’advisor Fassone. Quali sono le mosse di Cairo

Il futuro societario del club granata si intreccia sempre di più con i grandi salotti finanziari internazionali. Nelle ultime settimane, il dossier Torino è diventato un argomento di forte attualità nella City di Londra, destando un profondo interesse tra i gruppi che progettano nuovi investimenti nel settore sportivo. Il mercato italiano attrae capitali stranieri grazie a costi di acquisizione decisamente più abbordabili rispetto a quelli della Premier League, e le grandi manovre per rilevare la società piemontese sembrano essere già iniziate. Lo riferisce Tuttosport.

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Il ruolo di Lloyds Bank e le tempistiche dell’offerta

L’operazione per il passaggio di proprietà potrebbe vedere il coinvolgimento di un colosso come Lloyds Bank, chiamato a fungere da istituto garante per l’affare. L’obiettivo primario dei potenziali investitori è quello di studiare e strutturare una proposta ufficiale da presentare entro la fine del campionato. Questa tempistica permetterebbe agli acquirenti, qualora la trattativa andasse a buon fine, di affiancare l’attuale dirigenza nella costruzione della rosa in vista della prossima stagione, garantendo una transizione morbida e operativa.

L’apertura di Urbano Cairo e lo studio legale in azione

Pur trovandosi ancora in una fase embrionale, le basi della negoziazione appaiono estremamente concrete. Il presidente Urbano Cairo ha recentemente confermato la sua disponibilità ad ascoltare offerte per la cessione della società, ponendo però un veto imprescindibile: le proposte dovranno essere solide per lasciare il club in ottime mani. Per questo motivo, le cordate interessate avrebbero già incaricato un importante studio legale italiano per preparare e redigere l’offerta formale da sottoporre all’imprenditore.

Fassone in regia: valutazione da 200 milioni e fondi Usa

A tessere le fila di questa complessa architettura finanziaria ci sarebbe un manager di grande esperienza: Marco Fassone. L’ex dirigente di Juve, Napoli, Inter e Milan starebbe operando come vero e proprio advisor sottotraccia, con l’obiettivo di riunire i finanziatori capaci di far alzare l’asticella sportiva al club.

Sul fronte economico, le voci provenienti dalla capitale inglese indicano una base d’acquisto intorno ai 200 milioni di euro, cifra che testimonia la serietà del gruppo, seppur ancora oggetto di negoziazione. All’interno di questo fondo composito, infine, prende corpo l’ipotesi di un coinvolgimento di investitori statunitensi, da sempre molto affascinati dal nostro calcio. L’asse Londra-Torino si scalda: il futuro granata è in evoluzione.

Stadio Franchi, Sessa accelera i cantieri: asse decisivo tra Comune e Fiorentina. Arrivano novità importanti, cosa sta succedendo

Stadio Franchi, accelerazione da parte di Sessa dei lavori: asse tra il Comune e la Fiorentina. Ecco gli ultimi sviluppi della vicenda

La nomina formale di Massimo Sessa nel delicato ruolo di Commissario straordinario per le opere collegate a EURO 2032 promette di imprimere una svolta decisiva a tutta l’impiantistica sportiva italiana. Il dirigente, già da tempo operativo sui dossier più scottanti, avrà l’arduo compito di sbloccare e velocizzare l’iter dei cantieri, sia per la costruzione di nuove strutture ex novo, sia per le grandi ristrutturazioni, come la delicata trasformazione attualmente in atto allo stadio Artemio Franchi di Firenze.

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Poteri speciali e lavori in notturna al Franchi

Come evidenziato dalle pagine de Il Corriere Fiorentino, la figura del Commissario Sessa garantirà la preziosa possibilità di superare gli ostacoli burocratici, andando in deroga alle normative ordinarie. Entrando nel dettaglio legale, come recita testualmente l’art. 9 ter del decreto «Disposizioni urgenti per l’organizzazione e lo svolgimento di grandi eventi sportivi», gli impianti coinvolti sono considerati a tutti gli effetti «di interesse strategico nazionale». Per questa ragione, spettandogli «l’assunzione di ogni determinazione ritenuta necessaria per l’avvio o la prosecuzione dei lavori», il Commissario, qualora si rivelasse essenziale per le tempistiche, «può agire mediante ordinanza». Nel capoluogo toscano, questo si tradurrà concretamente nella possibilità di far proseguire i lavori anche nelle ore notturne, uno scenario fortemente auspicato il mese scorso anche dall’assessora allo sport Letizia Perini.

Il project financing e l’investimento della Fiorentina

I poteri commissariali si estenderanno anche per agevolare le indispensabili collaborazioni tra enti pubblici e soggetti privati. Un dettaglio cruciale per Palazzo Vecchio, dato che prende sempre più quota l’ipotesi di un intervento diretto della Fiorentina per coprire i fondi mancanti. L’idea sul tavolo dei colloqui tra il Comune e la famiglia Commisso è quella di un project financing: il club viola metterebbe sul piatto circa 85 milioni di euro per completare il secondo e ultimo lotto del restyling, assicurandosi come contropartita una concessione ultradecennale dello stadio a un canone agevolato che andrebbe ad ammortizzare l’investimento sostenuto.

La corsa contro il tempo e le scadenze UEFA

Il traguardo da mettere nel mirino è la scadenza del 31 luglio. Entro quella data, l’amministrazione comunale dovrà consegnare alla FIGC l’intera e perfetta documentazione per candidare formalmente Firenze tra le cinque città italiane destinate a ospitare il torneo continentale assieme alla Turchia, in attesa del verdetto ufficiale del Comitato Esecutivo UEFA atteso a ottobre. Come ribadito dal presidente Aleksander Ceferin, per non rischiare l’esclusione i progetti dovranno certificare chiaramente e totalmente le fonti di copertura finanziaria. Proprio per questo motivo, siglare rapidamente l’intesa con la Fiorentina per quegli 85 milioni risulta oggi un passaggio assolutamente vitale per la città.

Como, 7 anni di proprietà della famiglia Hartono: quanto hanno speso e gli straordinari investimenti per il club lariano

Como, la famiglia Hartono ha festeggiato i 7 anni di proprietà: quanto hanno speso e gli investimenti fatti per il club lariano

L’ascesa vertiginosa del Como rappresenta senza alcun dubbio una delle favole sportive e finanziarie più affascinanti degli ultimi decenni. Il 4 aprile 2019, la famiglia Hartono ha completato ufficialmente l’acquisizione della società. Se in quel periodo di profonda incertezza qualcuno avesse predetto ai tifosi che, nel giro di soli sette anni, la squadra sarebbe passata dai campi periferici della Serie D a lottare apertamente per un clamoroso piazzamento in Champions League (nel corso della seconda stagione consecutiva in Serie A dopo ventuno anni di dolorosa assenza), in pochissimi ci avrebbero scommesso.

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Da una scommessa in Serie D al sogno europeo

Questi inimmaginabili traguardi raggiunti stagione dopo stagione sono il frutto diretto della solida programmazione della proprietà calcistica più ricca d’Italia: i magnati indonesiani Robert e Michael Hartono (quest’ultimo purtroppo scomparso lo scorso marzo all’età di 86 anni). L’intera gestione operativa e strategica del club è stata sapientemente affidata al presidente Mirwan Suwarso, che ha recentemente celebrato questo importante anniversario societario con un toccante post sui propri canali social ufficiali: «4 aprile 2019. L’avventura è iniziata in Serie D. Che viaggio straordinario è stato». E, osservando le enormi ambizioni del progetto tecnico, l’avventura promette ulteriori colpi di scena.

I numeri del bilancio: un esborso record da oltre 297 milioni

Per alimentare in modo costante una scalata così rapida verso l’élite del calcio italiano, sono serviti ingenti investimenti economici. Come evidenziato dai documenti ufficiali analizzati da Calcio e Finanza, il bilancio della stagione 2024/25 si è chiuso con un passivo di 105 milioni di euro. Per ripianare tale squilibrio strutturale, tra il precedente esercizio e l’inizio della stagione 2025/26, la proprietà è intervenuta in maniera massiccia, iniettando capitali per oltre 202 milioni di euro.

Allargando l’orizzonte temporale, i dati diventano ancora più impressionanti. Dal 2019 al 2024/25, le casse della società hanno registrato entrate per 228,27 milioni di euro attraverso versamenti in conto capitale. A questo già imponente sforzo finanziario vanno sommati gli ulteriori 69,2 milioni di euro versati tra il 7 luglio e il 24 novembre 2025 per equilibrare l’assetto patrimoniale. Facendo i conti, dai soli 200mila euro spesi per l’acquisto iniziale della società, la proprietà ha garantito un flusso continuo di risorse: ad oggi, il totale degli investimenti per il Como ammonta alla clamorosa cifra di 297,43 milioni di euro.

Calciomercato Roma: deciso il futuro di Malen. Con o senza Champions, si concretizzerà questo scenario in estate! Ultimissime

Calciomercato Roma: la dirigenza giallorossa ha preso questa decisione per il futuro di Malen. Cosa succederà in estate

C’è un attaccante che si esalta quando la posta in palio diventa altissima e la pressione agonistica sale vertiginosamente. Donyell Malen ha ormai conquistato il cuore della tifoseria della Roma, dimostrandosi un vero e proprio specialista dei grandi appuntamenti. Le sue firme pesanti contro Juventus, Napoli e Como (quattro reti negli scontri diretti) confermano una dote rara e preziosa: l’attaccante olandese è decisamente l’uomo dei big match. Lo scrive il Corriere dello Sport.

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L’impatto in Serie A e la grande sfida di San Siro

Da quando è sbarcato nella Capitale a metà gennaio, l’ex giocatore del Borussia Dortmund ha letteralmente stravolto il volto dell’attacco giallorosso. Con sette reti in Serie A (otto complessive in dodici presenze stagionali), vanta una media realizzativa impressionante, paragonabile per impatto immediato a icone romaniste del passato come Montella ed El Shaarawy. Mister Gian Piero Gasperini ha compreso immediatamente il suo enorme potenziale, chiedendo alla squadra di giocare per lui e metterlo costantemente nelle migliori condizioni per colpire a rete.

Adesso, il mirino è puntato verso San Siro. Nella delicata trasferta contro l’Inter, la Roma ha un disperato bisogno del suo bomber per continuare a rincorrere il Como in classifica e mantenere il passo della Juventus, impegnata domani contro il Genoa di De Rossi. Al Meazza andrà in scena un affascinante duello a distanza con Lautaro Martinez. Un palcoscenico che Malen conosce già, avendoci giocato in passato con PSV e Dortmund, ma dove non ha ancora mai lasciato la sua firma: un tabù che è determinato a sfatare in questa giornata decisiva.

Il futuro: un investimento sicuro per i giallorossi

Le prestazioni eccellenti dell’attaccante hanno già tracciato le linee guida per il futuro e per le strategie societarie. A prescindere dalla qualificazione alla prossima edizione della Champions League, Malen sarà il punto di partenza del progetto romanista. A confermare in modo inequivocabile questa solida intenzione ci ha pensato lo stesso allenatore, blindando di fatto il suo gioiello. Le sue dichiarazioni sono state chiarissime: «Il ragazzo ha convinto tutti – ha detto Ieri Gasperini -. Poi è chiaro che ci sono valutazioni economiche che spettano alla società, ma sul valore del giocatore non ci sono dubbi». La Roma ha trovato il suo trascinatore assoluto e vuole costruire attorno a lui la squadra del domani per competere ai massimi livelli.

Messi nella storia dell’Inter Miami: cosa ha fatto il fuoriclasse argentino nella notte!?

Messi ha scritto la storia dell’Inter Miami: il gesto che ha visto protagonista il fuoriclasse argentino. Cosa ha fatto

In una notte magica e ricca di grandissime emozioni, l’Inter Miami ha ufficialmente inaugurato la sua nuovissima e modernissima casa. La franchigia della Florida ha aperto le porte del ‘Nu Stadium’ in occasione della sfida di MLS andata in scena contro la formazione dell’Austin FC. Una serata indimenticabile, arricchita da uno spettacolo a stelle e strisce e dalle immancabili prodezze dei campioni più attesi dal grande pubblico.

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Spettacolo, fuochi d’artificio e l’eterno tributo a Leo Messi

La cerimonia di apertura ha rispettato in pieno le altissime aspettative, regalando ai tifosi presenti sugli spalti un autentico show d’intrattenimento pre-partita. Dopo il tradizionale ed emozionante taglio del nastro, il cielo di Miami si è illuminato grazie a un maestoso spettacolo pirotecnico. A rendere l’atmosfera ancora più solenne ci ha pensato la straordinaria voce della popstar internazionale Marc Anthony, che ha incantato i presenti intonando l’inno nazionale. Il grande e indiscusso protagonista, però, è stato Leo Messi, al quale la dirigenza ha voluto rendere un omaggio storico: da oggi, infatti, all’asso sudamericano è stata ufficialmente intitolata una tribuna dell’impianto.

Il match: la prima firma nel nuovo tempio è della Pulce

Passando alle dinamiche del rettangolo verde, la partita ha regalato fin da subito grandissimi colpi di scena. La squadra ospite ha gelato i tifosi locali trovando un iniziale vantaggio, ma la reazione della compagine sapientemente guidata in panchina da Javier Mascherano non si è fatta minimamente attendere. Come nelle sceneggiature delle più belle favole calcistiche, il primo gol dei rosanero nel nuovo stadio è stato siglato proprio dalla Pulce: con una giocata d’autore, il capitano ha firmato il momentaneo 1-1 al 10′ del primo tempo, facendo esplodere di gioia il suo popolo.

Il graffio finale di Luis Suarez per il pareggio definitivo

La gara si è mantenuta in perfetto equilibrio e ha garantito continui e spettacolari capovolgimenti di fronte. Dopo un nuovo e insidioso allungo degli avversari, l’assedio finale dei padroni di casa ha dato i suoi frutti. Nel momento più delicato, a lasciare il segno è stato anche Luis Suarez. Il formidabile e letale attaccante uruguaiano ha segnato il 2-2 con cui si è chiuso il match, blindando un pareggio preziosissimo ed evitando la prima sconfitta nel giorno della grande festa del club.

Inter, dietro al duro sfogo di Chivu in conferenza stampa: i motivi del gesto del tecnico nerazzurro! La ricostruzione

Inter, perché Cristian Chivu si è reso protagonista di un duro sfogo in conferenza stampa alla vigilia della Roma. Tutta la verità

Alla vigilia del delicatissimo e attesissimo scontro diretto contro la Roma di Gasperini, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu alza le barricate in conferenza stampa. Nonostante l’Inter mantenga saldamente la vetta della classifica di Serie A (con 6 punti di vantaggio sul Milan e 7 sul Napoli), l’allenatore ha scelto di passare all’attacco per proteggere la propria rosa dopo una settimana ricca di polemiche e tensioni.

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Contro la gogna mediatica: l’attacco del mister

Per fare scudo attorno ai suoi ragazzi, l’allenatore rumeno non ha usato giri di parole, puntando il dito contro le aspre critiche ricevute: «Sento e ascolto delle cose che non hanno a che fare con i valori dello sport che possiedo – ha cominciato -. Solo con l’Inter si fanno certi drammi per un pareggio. Dopo la Juve si è scatenata una gogna mediatica, che poi non si è più vista per altri episodi. Accade solo quando ci siamo di mezzo noi, con la squadra, la società, i giocatori messi in piazza per tirare i sassi. Quando, invece, certe situazioni sono a sfavore dell’Inter, nessuno dice nulla».

Il caso Bastoni: zero riconoscenza e il nodo mercato

Al centro del ciclone c’è soprattutto Alessandro Bastoni, duramente contestato dopo l’espulsione subita in Nazionale. Chivu ne loda pubblicamente l’abnegazione: «Nel calcio non c’è riconoscenza. Aveva lasciato Appiano con le stampelle e dopo 3 giorni è sceso in campo. Ovvio che sia dispiaciuto, ma è contento, del sostegno dei compagni in Nazionale e all’Inter. Si è messo a disposizione con quello che aveva e ci ha messo la faccia».

Sulle insistenti sirene di mercato provenienti dal Barcellona, il tecnico aggiunge: «Non posso controllare il suo futuro. So solo che è contentissimo di essere qua. Poi sarà lui a decidere. La certezza è che, finché resterà, che siano 2 mesi o 2 anni, darà più del 100%. Sarei felice se lui rimanesse, ma sarei felice pure io di restare. Perché le incertezze del mondo del calcio per un allenatore sono queste…».

I Nazionali, l’errore di Esposito e la carica per la Roma

L’allenatore difende tutti i suoi giocatori reduci dalla delusione azzurra: «La colpa dell’eliminazione non è certo loro. Come non può essere una colpa che giochino nell’Inter. Anzi, noi siamo orgogliosi di avere calciatori che rappresentino l’Italia e che diano tutto per regalare gioie ai tifosi. Poi può capitare di perdere o di non raggiungere i traguardi desiderati». Nessun processo nemmeno per il Esposito, reo di aver sbagliato il penalty: «Mi interessava solo una cosa e gliel’ho chiesta. Ovvero se avesse chiesto lui di calciare. Mi ha risposto: “Sì”. E quello per me è stato sufficiente. A vent’anni si è preso una responsabilità enorme. Poi i rigori si sbagliano e a lui capiterà ancora».

Infine, la ricetta per battere la Roma e tornare ai tre punti: «Abbiamo grandi campioni a livello umano. Hanno sempre reagito alle amarezze. Poi, le delusioni fanno parte del calcio. Non sono preoccupato. Bisogna avere il coraggio, la personalità e l’ambizione giusti per portare a buon fine una gara complicata come lo sono quelle contro le squadre di Gasperini. Pensieri sulle designazioni arbitrali? Nessuno. Vorrebbe dire vedere fantasmi o avere paura».

Adani duro dopo il flop Mondiale: «Distruggere e rinascere. Nuovo ct? Guardiola, nessun altro!»

Adani ha analizzato così la crisi del calcio italiano dopo l’ennesimo flop Mondiale. Queste le sue dichiarazioni

L’ennesima clamorosa esclusione dell’Italia dai Mondiali continua a generare forti scossoni nell’ambiente sportivo. Sulle colonne del Corriere della Sera, l’ex calciatore e noto opinionista tv Lele Adani ha pubblicato un durissimo manifesto d’intenti, analizzando senza filtri la crisi profonda del calcio italiano. La sua non è una semplice disamina tecnica, ma un vero e proprio grido d’allarme che invoca una rivoluzione totale dell’intero movimento sportivo azzurro, ormai palesemente arretrato rispetto alle altre potenze.

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Azzerare il sistema: la fine delle vecchie logiche

L’analisi parte da una presa di coscienza amara e ineluttabile. Il nostro sistema ha dimostrato di essere incapace di competere ai massimi livelli internazionali. Per l’opinionista, le mezze misure o i semplici cambi di facciata non sono più sufficienti per curare i mali della Nazionale. Come evidenziato nel suo duro intervento, la diagnosi è spietata: «non è più tempo di ricostruire, bisogna distruggere: tutto». Un concetto radicale e di rottura totale, necessario per spazzare via le dinamiche che hanno portato l’intero movimento a «toccare il fondo».

Pep Guardiola: l’uomo per la rivoluzione culturale

Per guidare questa complessa e necessaria rifondazione, Adani individua un solo e unico profilo di respiro mondiale, capace di incidere sia dal punto di vista tattico che culturale: Pep Guardiola. Il tecnico catalano ha già lasciato un’impronta indelebile e vincente in Spagna, Germania e Inghilterra, e viene indicato come l’architetto ideale per l’Italia. Su di lui, le certezze dell’ex difensore sono inequivocabili: «La persona più credibile è lui, nessun altro».

Giovani, comunicazione e rinascita

L’obiettivo di questa drastica trasformazione strutturale non deve limitarsi alla ricerca affannosa di risultati immediati. Il focus strategico deve spostarsi sulla base, ovvero i settori giovanili, colmando il divario con le altre nazioni dove i talenti emergono e si impongono con enorme rapidità. La visione suggerita guarda lontano: il lavoro deve essere impostato «Non per il prossimo Europeo, ma per far germogliare un nuovo prodotto calcistico».

Oltre all’aspetto puramente tecnico, emerge la necessità di un netto rinnovamento mediatico, poiché nell’era moderna il calcio «va comunicato meglio». La sintesi perfetta del suo pensiero è racchiusa in una provocazione che suona come un imperativo per tornare competitivi: «Distruggere e rinascere».

Probabili formazioni Juventus Genoa: rivoluzione per Spalletti? Cosa ha in mente il tecnico all’Allianz Stadium, le sue mosse!

Probabili formazioni Juventus Genoa: le possibili scelte di Luciano Spalletti per il match della 31ª giornata di Serie A 2025/26

Non è ancora il momento delle grandi rivoluzioni tattiche per la Juventus di Luciano Spalletti. Pur potendo contare sul rientro di pedine fondamentali dopo la pausa per le nazionali, l’allenatore toscano sceglie la via della massima prudenza in vista del delicato incrocio di campionato contro il Genoa di Daniele De Rossi. La serrata rincorsa a un pass per la prossima Champions League non ammette passi falsi o forzature, spingendo il mister a confermare l’assetto tattico che ha garantito la migliore compattezza nelle recenti uscite stagionali.

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L’attacco bianconero: Yildiz falso nove e frecce sugli esterni

Senza i classici terminali offensivi schierati dal primo minuto, l’attacco della Vecchia Signora sarà ancora una volta guidato dalla qualità di Kenan Yildiz nel ruolo di falso nueve. A supporto delle sue giocate ci saranno le accelerazioni di Chico Conceiçao e di Jeremie Boga. Proprio in merito all’esterno ivoriano, il tecnico ha speso parole di grande elogio, sottolineando come la sua forza muscolare e le sue “vampate” risultino molto più letali partendo defilato, evitando così il traffico delle vie centrali.

Vlahovic e Milik: preziose armi a partita in corso

La notizia più incoraggiante proveniente dalla Continassa riguarda il totale recupero fisico di Dusan Vlahovic e Arkadiusz Milik, che hanno lavorato intensamente durante la sosta. Le gerarchie per questa sfida, tuttavia, sono chiare. In conferenza stampa, Spalletti è stato cristallino: «Dusan sta bene, si è allenato nella maniera giusta. È a disposizione ma la vedo dura che parta dall’inizio, più possibile che ci dia una mano a partita in corso. Discorso simile anche per Milik». Il mister ha comunque aperto alla futura possibilità di vederli giocare insieme, considerandoli complementari per forza e tecnica.

Difesa e centrocampo: Perin titolare, riposa Koopmeiners

Negli altri reparti si registrano scelte all’insegna della solidità. Tra i pali si consolida il sorpasso di Mattia Perin su Di Gregorio. La retroguardia sarà guidata dal muro centrale formato da Bremer e Kelly, con Cambiaso e Kalulu a presidiare le fasce. A centrocampo, nonostante gli ottimi segnali dal ritiro della nazionale olandese, Koopmeiners dovrebbe accomodarsi inizialmente in panchina. Spazio dunque alla diga formata da Thuram e Locatelli, con McKennie avanzato sulla trequarti nel ruolo di incursore tattico.

Probabile formazione Juventus (4-2-3-1): Perin; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Locatelli, Thuram; Conceiçao, McKennie, Boga; Yildiz.

Lautaro Martinez ha le idee chiare: «Abbiamo due obiettivi importanti sul nostro cammino. Risultati negativi non sono dipesi dalla mia assenza»

Lautaro Martinez, attaccante dell’Inter, ha rilasciato queste dichiarazioni sul momento che sta vivendo la squadra nerazzurra

Lautaro Martinez, in vista di Inter Roma, ha rilasciato questa intervista ai microfoni di DAZN. Le sue dichiarazioni.

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TESTA ALL’INTER – «Nazionali italiani delusi? Siamo qua sempre per essere vicini ai compagni, importante che loro abbiano già la testa tutta sull’Inter. Il calcio è così, bisogna voltare pagina. Abbiamo due obiettivi importanti sul nostro cammino, non c’è tempo per pensare a ciò che successo: bisogna pensare a ciò che viene, è troppo importante per noi».

CAMBIARE MARCIA – «Non credo i risultati siano dipesi dalla mia assenza, un calo in stagione può esserci. Ci sta, ma adesso bisogna cambiare marcia e mostrare un altro atteggiamento, come fatto finora. Siamo in testa alla classifica, vuol dire che abbiamo fatto le cose per bene finora».

LIVELLO DI SQUADRA – «In America non c’ero però (ride, ndr). Quando scende il livello di squadra, anche a livello individuale poi si fa più fatica. Bisogna tirare fuori qualcosa da dentro, ciò che ci è mancato nell’ultimo periodo, per continuare a fare ciò che ci chiede il mister e vincere le partite».

OBIETTIVI E FIDUCIA – «Nella scorsa stagione abbiamo vissuto momenti molto duri, ma dobbiamo lasciarci tutto alle spalle. Abbiamo iniziato un nuovo cammino, ora abbiamo due obiettivi di fronte e mi fido di tutti i compagni, dello staff e della gente che lavora intorno a noi. Insieme si va a prendere quegli obiettivi. Bisogna rilassarci, essere sereni e divertirci, questo ha portato successi all’Inter. L’atteggiamento è la cosa più importante per affrontare le partite nella maniera corretta».

Italia, la risposta di Gattuso alle critiche post eliminazione: e spunta il retroscena sul rigore di Pio Esposito!

Italia, la risposta di Gattuso alle critiche post eliminazione: e spunta il retroscena sul rigore di Pio Esposito! Tutte le verità dietro il KO con la Bosnia

Dopo la tremenda delusione per l’esclusione dal torneo, Rino Gattuso ha rassegnato le proprie dimissioni, rifugiandosi in Andalusia per ritrovare serenità. Il tecnico ha rinunciato agli stipendi del contratto valido fino al 20 luglio, agevolando la buonuscita dei collaboratori. Il Corriere della Sera riporta i pensieri del mister in questo delicato momento: Rino Gattuso sente di aver dato tutto quello che poteva, forse anche di più. E si sfoga con chi gli sta vicino in queste ore, in cui la presenza costante della moglie Monica e dei due figli è fondamentale. E le telefonate degli amici e di chi gli esprime solidarietà e rispetto, umano e professionale, sono un conforto”. All’interno dello staff prevale un enorme rammarico, unito però al forte orgoglio “per quello che era stato costruito in una Nazionale dove nessuno, a partire da altri allenatori, metteva piede volentieri“. L’ex ct ha respinto con profondo sdegno le maligne indiscrezioni sui presunti premi pretesi dal gruppo, bollando tali voci con una parola inequivocabile: Sciacallaggio.

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Analizzando a mente fredda la sfida decisiva sul campo, emergono pesantissimi rimpianti. L’espulsione comminata a Bastoni ha compromesso l’economia dei novanta minuti. Il selezionatore aveva impostato un sistema per difendere «all’indietro», ma l’intuizione non ha funzionato, sollevando perplessità sulla conduzione dell’arbitro Turpin. La beffa più crudele riguarda il pareggio di Tabakovic: se Donnarumma non avesse sfiorato la sfera dopo il tocco di mano di Dzeko, il gol della Bosnia sarebbe stato inevitabilmente annullato. Oltre all’estremo difensore, il volto della disperazione è senza dubbio Esposito. Il quotidiano ricostruisce l’errore dal dischetto del giovane centravanti: L’ultima verità riguarda proprio Pio: non era il primo rigorista, ma era stato designato come terzo e si è offerto lui di calciare subito. Un atto di coraggio, forse fatto con la frenesia dei vent’anni per ridurre la pressione dell’attesa: il ct e il suo staff non se la sono sentita di contraddirlo, per non alterare il delicato meccanismo psicologico che accompagna i rigoristi. È andata male. E Rino ha consolato il giovane centravanti ricordandogli che anche Roby Baggio ha sbagliato dal dischetto. Ma Pio ha tutta la carriera davanti per rifarsi”.

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La sofferta gestione delle sostituzioni ha sollevato interrogativi, ma le decisioni sono state dettate dalle precarie condizioni fisiche della rosa. Sulla questione dei cambi effettuati si chiarisce: Kean ha fatto capire alla panchina che non ne aveva più. Del resto anche lui non era al top. Senza contare che per Rino, Esposito ha avuto un impatto molto positivo. E per quanto riguarda il centrocampo anche Locatelli, sostituito da Cristante, era in riserva: in 10 tutti hanno speso di più. L’avventura sportiva si chiude con un bilancio amarissimo per la federazione, costretta nuovamente a ripartire da zero dopo l’ennesimo tonfo internazionale e a individuare un erede capace di risollevare le sorti di un movimento ferito.

Locatelli Juve, la missione del centrocampista dopo la delusione con l’Italia: pronto il rinnovo in bianconero!

Locatelli Juve, la missione del centrocampista dopo la delusione con l’Italia: pronto il rinnovo in bianconero! Trattativa lampo col club

Per Manuel Locatelli, il calcio sta seguendo una sorta di legge del karma: “per ricevere, bisogna essere pronti a sacrificare qualcosa“. Dopo la delusione per il Mondiale sfumato con la Nazionale, il centrocampista bianconero ha deciso di trasformare quella ferita in un motore di spinta per le ultime otto partite di campionato. L’obiettivo è chiaro: blindare la Champions League, fondamentale per la continuità del progetto di Luciano Spalletti, con cui, nonostante le incomprensioni in Nazionale, si è sviluppato un ottimo feeling tecnico.

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Il rinnovo e l’impegno con la Juventus

Il legame tra Locatelli e la Juventus è pronto a essere rafforzato da un rinnovo del contratto che si concretizzerà probabilmente già la prossima settimana. L’accordo estenderà la scadenza fino al 2030 e prevede un adeguamento dell’ingaggio, che supererà i 4 milioni di euro, una cifra che riflette il valore crescente del giocatore, che è ormai il perno insostituibile della mediana bianconera. Questo rinnovo è un passo importante per il giocatore, che ha saputo rispondere ai fischi iniziali con prestazioni impeccabili, diventando un esempio di dedizione per i suoi compagni.

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L’apprezzamento di Fabregas e il ruolo cruciale in campo

Il valore di Locatelli è stato riconosciuto anche all’estero. Cesc Fabregas, in conferenza stampa, ha elogiato il centrocampista bianconero, definendolo uno dei migliori talenti del calcio italiano: “Locatelli mi è sempre piaciuto. È ingiusto dire solo due nomi, se giocano lì è perché sono bravi“. Per Spalletti, Locatelli è un giocatore raro, capace di bilanciare qualità e quantità, e la sua assenza ha spesso coinciso con le prestazioni più opache della squadra. La sua presenza, invece, è stata il motore di serate orgogliose, come la rimonta contro il Galatasaray. Ora, Locatelli è pronto a riprendersi tutto, con un futuro che si tinge esclusivamente di bianconero.

Alisson Santos non ha dubbi: «Il Napoli è un sogno, mi piacerebbe restare a lungo! Conte mi ha aiutato così»

L’attaccante del Napoli, Alisson Santos, ha parlato di come sono andati i suoi primi mesi in Italia e della sua volontà di restare in azzurro

Intervistato da La Repubblica, l’attaccante brasiliano del Napoli, Alisson Santos, si è espresso così in vista della super sfida di domani al Maradona contro il Napoli di Allegri.

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NAPOLI – «Non mi aspettavo la chiamata del Napoli, giocavo poco allo Sporting. È una grande opportunità di vita e carriera. Sto facendo del mio meglio, imparo ogni giorno con un allenatore super e tanti campioni».

RAPPORTO CON CONTE – «Mi ha aiutato fin dal primo giorno, spiegandomi cosa fare per dare il massimo».

DOMANI NAPOLI MILAN – «Mi piacciono queste partite. Il Milan è forte, ma al Maradona è dura per tutti. Dobbiamo dare tutto per vincere».

FUTURO – «Napoli è un sogno, mi piacerebbe restare a lungo. Ho visto poco la città, ma mi piace e voglio conoscerla meglio».

Nuovo presidente FIGC, dal legame Malagò-Maldini alle voci su Del Piero e Albertini: occhio agli scenari!

Nuovo presidente FIGC, dal legame Malagò-Maldini alle voci su Del Piero e Albertini: occhio agli scenari! Cosa filtra sul nuovo corso dell’Italia

La candidatura di ex calciatori alla presidenza della FIGC continua a fare discutere, con nomi di grande rilievo che sono stati accostati alla figura di nuovo leader della Federazione. Tra i più discussi, come confermato dalla Gazzetta dello Sport, c’è Alessandro Del Piero, che ha già espresso le sue idee sulla riorganizzazione del calcio italiano. L’ex capitano della Juventus, infatti, ha sottolineato la necessità di una riforma strutturale dei settori giovanili e degli stadi, enfatizzando il gioco di squadra come metodo per far ripartire il movimento calcistico italiano.

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I favoriti per la presidenza: Malagò, Maldini e Albertini

Tra i nomi che circolano, c’è anche quello di Giovanni Malagò, l’ex presidente del Coni, che gode di numerosi sostenitori. Malagò, apprezzato per la sua esperienza nella gestione sportiva, è considerato da molti come la figura ideale per guidare la Federazione. Tuttavia, Paolo Maldini è anche un nome caldo, con la sua solida carriera e il possibile impegno nel rinnovare il calcio italiano. Anche Demetrio Albertini, ex calciatore della Nazionale e figura di spicco in Assocalciatori, è visto come una possibile opzione per la presidenza, con un forte background amministrativo.

Il futuro della FIGC e la sfida per la presidenza

L’incertezza sulla scelta finale per il presidente della FIGC rimane alta. Secondo le indiscrezioni, il nome che prenderà piede potrebbe emergere solo nelle ultime fasi, a ridosso della chiusura delle candidature, prevista per il 13 maggio. I prossimi giorni saranno cruciali, e la politica sportiva italiana potrebbe fare affidamento su un ex calciatore con un forte legame con il mondo calcistico. La campagna elettorale promette di essere intensa, con figure di alto profilo pronte a portare avanti un progetto di rinnovamento per il calcio italiano.

Napoli, il messaggio di De Laurentiis per Pasqua: «Le partite e le stagioni possono essere condizionate, ma faccio una promessa ai tifosi»

Il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis, manda un messaggio d’auguri di buona Pasqua, facendo una promessa ai propri tifosi

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha inviato un messaggio di auguri di Buona Pasqua ai tifosi attraverso il profilo X della società. Nel suo messaggio, ha esteso gli auguri a giocatori, staff tecnico, dirigenti, e collaboratori del club e della Filmauro, aggiungendo anche un pensiero per le famiglie. De Laurentiis ha poi sottolineato le difficoltà globali dovute alle guerre e le ripercussioni economiche, ma ha rassicurato i tifosi sulla gestione virtuosa del club. Il presidente ha promesso che la continuità e la competitività del Napoli saranno mantenute anche nei prossimi anni. Il messaggio si è concluso con un forte incoraggiamento: “Forza Napoli Sempre!”.

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IL MESSAGGIO – «Buona Pasqua ai nostri meravigliosi sostenitori, ai calciatori, allo staff tecnico, ai dirigenti, ai dipendenti e ai collaboratori del Napoli e della Filmauro, e alle loro famiglie.
Una Santa Pasqua che ricorre in un momento drammatico a causa delle guerre in corso e delle loro conseguenze sulle persone direttamente coinvolte, ma anche sulle ripercussioni economiche che dovremo affrontare. Ai nostri tifosi posso, però, assicurare che la nostra gestione continuerà a essere virtuosa per consentirci di restare competitivi ai massimi livelli, come abbiamo sempre fatto da quando ho rilevato il Napoli. Le partite e l’andamento di una stagione possono essere condizionati da fattori imprevedibili, ma ciò che importa è la continuità che abbiamo sempre avuto. Posso promettere che la manterremo. Forza Napoli Sempre!
».

Inzaghi spiega tutto: «Ecco perché ho lasciato l’Inter, non ho scelto l’Al Hilal per i soldi! Io come ct dell’Italia? Mi lusinga ma…»

L’allenatore dell’Al Hilal, Simone Inzaghi, torna a parlare delle ragioni del suo addio all’Inter e alla Serie A: le parole del tecnico

Intervistato da La Libertà di Piacenza, Simone Inzaghi commenta le voci che lo hanno visto accostato alla panchina della Nazionale ed è tornato sui motivi del suo addio all’Inter per l’Al Hilal.

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NOSTALGIA DELL’ITALIA? – «Ti assicuro di no: qui vivo non bene, ma di più. In Arabia Saudita ho trovato una situazione fantastica sotto tutti i punti di vista: lo stile di vita, le infrastrutture sportive e non, la serenità che riesce ad accompagnarti anche in un lavoro che può essere stressante come il mio».

CALCIO ITALIANO – «Mi fa un grande dispiacere che l’Italia non sarà ai Mondiali per la terza volta di fila, sono italiano al cento per cento, mio fratello un Mondiale lo ha anche vinto. Sono sicurissimo che lil calcio italiano si riprenderà molto presto, lo seguo sempre con la massima attenzione. Detto questo, ho lasciato l’Italia del calcio per una serie di motivi».

SOPRATTUTTO PER I SOLDI? – «Sbagliato. Guadagnare tanto fa piacere, è ovvio (è il più pagato del mondo, 27 milioni netti all’anno ndr), ma a spingermi qui sono state altre considerazioni, non avevo bisogno di denaro, per fortuna»

AD ESEMPIO? – «La voglia di provare un’esperienza completamente nuova in un ambiente completamente nuovo. Gli anni all’Inter sono stati molto soddisfacenti dal punto di vista professionale (uno scudetto, tre Supercoppe, due Coppe Italia, due finali Champions, ndr), ma anche molto stressanti. Ho sentito il bisogno di rivivere il calcio ad alto livello, ma staccando la spina da un carico di pressioni che era diventato molto pesante».

IO TRA I NOMI ACCOSTATI PER IL DOPO GATTUSO COME CT DELL’ITALIA? – «Lusingato, ma come ho detto, sto bene qui e ho un altro anno di contratto con l’Al Hilal».

50 ANNI – «Soddisfatto di avere una bellissima famiglia, di fare il lavoro che mi piace, di avere già vinto qualcosa in carriera, sia da calciatore che da allenatore. E anche di essere stato sempre capace di non farmi mai trascinare nelle polemiche».

FIGLI – «Lorenzo ha 13 anni ed è attaccante come me: giocava nell’Inter, ora è negli Allievi dell’Al Hilal e ha già segnato 21 gol in campionato. Pensa che alla sua età è alto quasi un metro e 80 e porta il 43 di piede. Andrea ha solo 5 anni, ma col pallone si diverte un mondo e mi sembra portato».

Inter-Roma streaming gratis? Dove vedere diretta stasera live

Dopo la sosta per i playoff dei Mondiali, è tornata la Serie A. Tra le partite di oggi, riflettori puntati su una sfida molto importante in ottica Scudetto e Champions League. Si tratta di Inter-Roma, match che si giocherà questa sera a San Siro alle ore 20.45.

I nerazzurri non possono commettere passi falsi: se una tra Napoli e Milan dovesse uscire vincitrice dallo scontro diretto di domenica, una sconfitta potrebbe veramente riaprire completamente la corsa al primo posto. Per quanto riguarda i giallorossi invece c’è da tenere viva la lotta Champions: in questo momento il Como è avanti di tre punti.

Nelle prossime righe andiamo a scoprire dove vedere Inter-Roma e le probabili formazioni della 31° giornata che schiereranno i due allenatori.

Inter-Roma streaming: dove vederla in diretta

Nella Serie A 2025-26 fa capolino la sfida Inter-Roma. Come per ogni gara del campionato, anche questa sarà disponibile in esclusiva su DAZN (per abbonarti CLICCA QUI), la piattaforma che detiene i diritti di trasmissione della competizione. Il servizio mette a disposizione diverse formule di abbonamento, pensate per adattarsi alle necessità dei vari utenti. Ecco la tabella riepilogativa degli abbonamenti:

PacchettoContenuti principaliPrezziCondizioni di visione
DAZN FULL (ex Standard)– Tutta la Serie A TIM (10 partite a turno)
– Serie BKT completa
– LaLiga spagnola e Liga portoghese
– Serie A femminile
– Annuale unico: 443,88 € (36,99 €/mese)
– Annuale rate: 36,99€/mese
– Mensile flessibile: 46,99€/mese
– 2 dispositivi sulla stessa rete internet
– Non condivisibile con persone fuori casa
DAZN FAMILY (ex Plus)– Tutti i contenuti del pacchetto FULL
– Visione su due reti internet differenti
– Annuale unico: 743,88 € (61,99 €/mese)
– Mensile flessibile: 71,99 €/mese
– 2 dispositivi su reti diverse
– Ideale per famiglie o chi guarda DAZN fuori casa
DAZN GOAL (ex Goal Pass)– Tutta la Serie BKT
– 3 partite per turno di Serie A TIM
– Serie A femminile eBay
– LaLiga spagnola e Liga portoghese
– Annuale unico: 167,88 € (13,99€/mese €/mese)
– Mensile flessibile: 19,99 €/mese
– 2 dispositivi sulla stessa rete internet
– Condivisione solo in ambito domestico
DAZN MYCLUB PASS– Tutte le partite della propria squadra in Serie A
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29,99 €/mese con pagamento in 12 rate– 2 dispositivi sulla stessa rete internet
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L’attivazione del piano scelto può essere effettuata direttamente sul sito ufficiale di DAZN. Per quanto riguarda la possibilità di assistere gratuitamente all’incontro, va precisato che non esistono alternative legali per la visione free. I siti che offrono lo streaming senza autorizzazione violano la legge, e anche chi utilizza tali piattaforme incorre in sanzioni per uso illecito di contenuti protetti da copyright.

Inter-Roma: le probabili formazioni

La carica della Curva Nord e il discorso da leader di Lautaro stanno infiammando il pre-gara dell’Inter. La conferenza stampa di Chivu ha voluto stemperare l’ambiente e soprattutto tirare su di morale quel blocco azzurro che non ha certo brillato nel doppio impegno dei playoff.

Nei nerazzurri non saranno disponibili Carlos Augusto, finito nel mirino della Roma in ottica mercato, e c’è l’infortunio di Bisseck, fermo ai box per un problema fisico. Buone notizie invece per Lautaro Martinez, che torna a disposizione e si prepara a riprendere una maglia da titolare accanto a Thuram. In difesa spazio a Bastoni, con Acerbi chiamato a guidare il reparto centrale.

Sul fronte opposto, la squadra di Gian Piero Gasperini dovrà fare a meno degli infortunati Manu Koné e Wesley. Arriva però una notizia positiva con il recupero di Soulé, candidato per partire dal primo minuto, anche se resta vivo il duello con Robinio Vaz, protagonista nelle ultime partite. Il francese potrebbe spuntarla e affiancare Malen nel reparto offensivo, con il supporto di Pellegrini.

A centrocampo, accanto a Bryan Cristante dovrebbe trovare spazio Niccolo Pisilli, favorito su Neil El Aynaoui. Sulle corsie esterne si candidano Celik a destra e Rensch a sinistra. Davanti al portiere Svilar, la linea difensiva sarà composta da Mancini, N’Dicka e Hermoso.

Napoli Milan, Modric sulle orme di Maradona: la missione nel suo stadio

Napoli Milan, Modric sulle orme di Maradona: la missione del centrocampista croato nello stadio della leggenda argentina. Ecco quale

Luka Modric si prepara a vivere una serata speciale calcando il campo dello stadio intitolato a Diego Armando Maradona. Pochissimi giocatori possono ripercorrere le orme del dieci senza restare schiacciati dalla sua enorme eredità. Il centrocampista rappresenta un’eccezione assoluta nel panorama moderno. A quaranta anni, alla sua prima esperienza nel campionato di Serie A, sta trascinando il Milan con estrema continuità. I numeri certificano la sua totale centralità: ventinove presenze collezionate in trenta giornate, con una media di circa ottantacinque minuti a partita. Il numero quattordici è stato sostituito quasi esclusivamente per ricevere le meritate standing ovation dal pubblico, dimostrando una condizione fisica davvero invidiabile.

L’impatto di Modric a Milanello è stato clamoroso anche dal punto di vista dell’atteggiamento. I compagni raccontano di un professionista esemplare, capace di allenarsi con l’umiltà di un debuttante, come se non avesse in bacheca ben trentaquattro trofei. Questa profonda passione e il desiderio insaziabile di conquistare vittorie lo rendono un leader fondamentale per lo spogliatoio. L’allenatore Massimiliano Allegri farà pieno affidamento su di lui per il decisivo incrocio, confermandolo saldamente al centro del sistema tattico. Il mediano avrà il delicato compito di dettare i ritmi della manovra, affrontando una mediana avversaria di altissimo livello, pronta a ingabbiarlo per limitare le sue geometrie.

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La sfida contro il Napoli metterà di fronte al croato l’ostica formazione guidata da Antonio Conte, impreziosita da Kevin De Bruyne. La marcatura a uomo non spaventa il regista, abituato a subire pressioni asfissianti per i novanta minuti. Anche Maradona subiva simili trattamenti tattici, riuscendo quasi sempre a determinare l’esito dei match con giocate uniche. Mentre l’argentino iniziava a costruire i suoi trionfi partenopei, il futuro faro milanista nasceva nel 1985. Il protagonista ha confessato di essersi ispirato proprio all’idolo sudamericano e oggi avrà il grande onore di esibirsi in quello stesso stadio per puntare al bottino pieno.

Serie A, un’estate australiana: Milan, Inter e Juve volano a Perth! Il programma per le amichevoli insieme al Palermo

Serie A, un’estate australiana: Milan, Inter e Juve volano a Perth! Il programma per le amichevoli insieme al Palermo. Tutti i dettagli

Dopo il rifiuto della AFC, la Confederazione asiatica di calcio, che ha impedito che il primo match di Serie A della storia si disputasse a Perth lo scorso 6 febbraio, l’estate del 2026 vedrà finalmente le squadre italiane tornare in Australia. Questa volta, però, non ci saranno veti, poiché le partite in programma saranno amichevoli, senza punti in palio. Come nel caso della scorsa estate, quando Milan e Perth si affrontarono in una sfida amichevole, il livello delle squadre è aumentato, con la partecipazione anche di Inter, Juventus e Palermo.

Il Programma delle amichevoli: data e squadre partecipanti

Il programma ufficiale delle amichevoli estive sarà reso pubblico a breve, ma le date sono già confermate. Il 5 agosto, a Perth, andrà in scena il derby di Milano, con il Milan di Allegri che affronterà l’Inter di Chivu nel famoso Optus Stadium. Dopo il successo di Allegri in Serie A, dove ha conquistato sei punti nelle sfide stracittadine, l’attesa per questa partita è altissima. L’8 agosto, sempre a Perth, si giocherà il big match tra Juventus e Inter, uno degli incontri più attesi della stagione estiva.

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Juventus e Palermo: un’ulteriore attrazione siciliana

Il Milan, invece, proseguirà il suo precampionato altrove e non avrà un match con la Juventus. In compenso, l’11 agosto ci sarà una terza amichevole tutta italiana: JuventusPalermo, un incontro che entusiasmerà la comunità siciliana in Australia. I rosanero, di proprietà del City Group, che possiede anche Melbourne City, saranno un’ulteriore attrazione per i tifosi emigrati, ansiosi di vedere i loro beniamini in campo. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, questi match estivi promettono di essere una grande vetrina per le squadre italiane e per i tifosi in Australia.

L’estate del 2026 sarà indimenticabile per i tifosi italiani in Australia, con le più grandi squadre di Serie A pronte a scendere in campo per amichevoli che promettono spettacolo. I match tra Milan, Inter, Juventus e Palermo non solo arricchiranno la preparazione estiva, ma offriranno anche l’opportunità di vedere dal vivo le squadre italiane più prestigiose.

Alajbegovic Roma, si inserisce una rivale in Serie A: c’è un fattore che può avvicinarlo in Italia!

Alajbegovic Roma, si inserisce una rivale in Serie A: c’è un fattore che può avvicinarlo in Italia! È lotta aperta per la stellina del Salisburgo

C’è anche il Milan tra le squadre interessate a Kerim Alajbegovic, il giovane talento bosniaco che ha brillato in Galles, attirando l’attenzione anche del Roma e del Napoli. A rivelarlo è il Corriere dello Sport, che sottolinea come, mentre il club rossonero è concentrato sul match di campionato contro il Napoli, la dirigenza abbia già iniziato a guardare al futuro, con l’invio degli scout per monitorare il giocatore del Salisburgo.

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Alajbegovic: Un Talento Emergente nel Calcio Europeo

Classe 2007, Alajbegovic ha dimostrato il suo valore non solo con il Salisburgo, ma anche con la Bosnia. La sua performance decisiva contro l’Italia, che ha incluso un rigore segnato nella qualificazione al Mondiale, ha confermato il suo enorme potenziale. Con un costo di circa 15 milioni di euro, il giovane attaccante rappresenta una possibilità interessante per i club alla ricerca di talento giovane a un prezzo relativamente contenuto.

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Il Milan e la Strategia di Futuro

Nonostante il Milan giochi con un 3-5-2 che potrebbe non essere ideale per le caratteristiche di Alajbegovic, il club rossonero sta pianificando la costruzione di una rosa che combini esperienza e freschezza. L’intenzione dell’area sportiva, compreso l’allenatore Allegri, è quella di preparare la squadra per la prossima stagione, e Alajbegovic potrebbe essere una pedina chiave nel loro progetto. Come dimostrato con Andrej Kostic, appena acquistato dal Partizan Belgrado, il Milan è sempre più orientato verso giovani di talento pronti a emergere nel panorama europeo.

Il futuro di Kerim Alajbegovic sembra essere sempre più vicino all’Italia. Con il suo enorme potenziale e il costo accessibile, potrebbe diventare una delle stelle del prossimo futuro, sia in Italia che in Europa. La Roma e il Napoli dovranno quindi affrontare una forte concorrenza per assicurarsi il talento bosniaco, mentre il Milan non sembra intenzionato a lasciarsi scappare l’occasione di aggiungere un talento così promettente alla sua rosa.

Bastoni Inter, che attacco da Tuttosport: «Il tackle su Memic che manda in frantumi i sogni azzurri, la caviglia malconcia non è un’attenuante! E ora il Barcellona…»

Bastoni Inter, che attacco da Tuttosport: «Il tackle su Memic che manda in frantumi i sogni azzurri. E ora il Barcellona…». Il punto

Il quotidiano Tuttosport ha messo nel mirino Alessandro Bastoni, criticando duramente l’espulsione del difensore interista nella partita contro la Bosnia, un episodio che, secondo il giornale, è stato la causa principale dell’eliminazione dell’Italia dal Mondiale 2026. “Nei giorni post-apocalisse brilla il silenzio di Alessandro Bastoni“, scrive il quotidiano, sottolineando che il fallo su Amar Memic ha compromesso le speranze della Nazionale.

Il Fallo e la Critica a Bastoni

Tuttosport descrive il fallo di Bastoni come una “entrata da karateka” per cercare di fermare Memic, un giocatore che non ha certo il calibro di Mbappé. Il giornale sottolinea che, nonostante il gol subito, la partita sarebbe potuta tornare in parità e la Bosnia avrebbe comunque regalato delle opportunità. Tuttavia, Bastoni ha rovinato tutto con una decisione affrettata, che ha “mandato in frantumi i sogni azzurri“.

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Le Scuse e la Reazione dei Tifosi

Nonostante giocasse con una caviglia malconcia e fuori ruolo, Tuttosport non giustifica l’errore, considerando che Bastoni ha l’esperienza per evitare simili imprecisioni. Inoltre, l’esultanza successiva al fallo durante Inter-Juve, dove simulò un contatto con Kalulu, ha sollevato ulteriori polemiche. Anche se Bastoni ha chiesto scusa, il giornale afferma che quelle scuse sembrano essere state “indotte” piuttosto che sincere, visto il silenzio seguito all’incidente.

Il Futuro di Bastoni: Verso il Barcellona?

Il giornale conclude il suo attacco indicando che Bastoni potrebbe essere destinato a lasciare l’Inter e approdare al Barcellona. Nonostante il difensore stia ancora combattendo per lo scudetto e la Coppa Italia, la sua reputazione tra i tifosi sembra compromessa. L’eliminazione dell’Italia e la controversa esultanza contro un giocatore della Juventus potrebbero pesare sul suo futuro in Nazionale, con la sensazione che i tifosi non possano perdonarlo fino a quando non lascerà la squadra azzurra.

Al momento, Bastoni dovrà affrontare la restante parte della stagione con il peso di una pesante critica che ha investito la sua carriera. La sua capacità di superare questa pressione sarà fondamentale per determinare il suo futuro sia a livello di club che con la Nazionale.

Napoli Milan, è Conte contro Allegri: i segreti della sfida del Maradona, con l’ombra della Nazionale

Napoli Milan, è Conte contro Allegri: i segreti della sfida del Maradona, con l’ombra della Nazionale sui due allenatori. L’analisi

Domani, al Maradona, si accenderà una sfida infuocata: Napoli contro Milan, una gara che vale ben più di tre punti. Con l’Inter salda al comando, il secondo posto è in palio tra queste due storiche rivali. Conte e Allegri, due dei tecnici più vincenti del nostro calcio, saranno protagonisti di una sfida che è diventata un “romanzo nazionale”. Entrambi con undici trofei vinti, sei per Allegri e cinque per Conte, la loro rivalità si intreccia con l’ambizione di riportare l’Italia ai vertici internazionali, nonostante le rispettive situazioni contrattuali.

La sfida di Pasquetta è ancora più interessante dopo il periodo di alti e bassi vissuto dalle due squadre. Il Milan, reduce da tre sconfitte in cinque gare, è secondo con 53 punti e cercherà di allungare sulla terza posizione, mentre il Napoli, che ha recuperato terreno vincendo quattro partite consecutive, punta a fare il sorpasso, con un obiettivo chiaro: il secondo posto e la qualificazione diretta alla Champions League.

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Il duello tattico tra le due squadre promette spettacolo. All’andata, il Milan ha sfruttato le transizioni rapide, mentre il Napoli ha vinto la Supercoppa in Arabia Saudita con una difesa impenetrabile e contropiedi fulminanti. Conte e Allegri preparano le rispettive formazioni con le assenze e i ritorni chiave. Il Napoli sarà senza Neres, ma schiererà la coppia di trequartisti McTominay e De Bruyne a supporto di Hojlund. In casa Milan, il piano è chiaro: sfruttare la qualità di Leao e il lavoro difensivo per gestire il gioco.

Un finale di stagione incandescente è pronto ad accendersi, con entrambe le squadre alla ricerca di una vittoria che potrebbe rivelarsi decisiva per la corsa al titolo e alla Champions League.

Klinsmann difende Bastoni: «Resti a Milano! Spero si salvi in Italia e con l’Inter, con Pio Esposito Gattuso ha commesso un errore»

L’ex attaccante dell’Inter, Jurgen Klinsmann, analizza il momento dei nerazzurri con i calciatori italiani rientrati delusi dalla sosta

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Jurgen Klinsmann analizza così il momento dell’Inter e affronta anche il tema dell’eliminazione dell’Italia dai Mondiali.

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SUL MOMENTO DELL’INTER – «È una situazione molto comune a chi è in fuga. Quando sei vicino al traguardo, può subentrare la paura. Vedi l’obiettivo e inizi a pensare a cosa puoi perdere, invece che a cosa puoi vincere. E questo genera tensione, soprattutto se poi in alcuni giocatori c’è il ricordo della delusione dell’anno passato. In momenti così, anche i difetti più piccoli diventano ingiustamente enormi. Serve solo semplicità: giocare facile, restare tranquilli, non complicarsi la vita. Amo il pensiero positivo, anche quando alleni: se perdi dando tutto, e mi è capitato a volte, va bene. Fa parte del gioco. Ma se giochi con paura, diventa un limite. Per questo con la Roma è quasi la gara dell’anno».

SU BASTONI – «Può uscire dal momento no lasciando l’Italia? Il contrario, io spero che si salvi in Italia, e quindi nell’Inter. E’ normale attraversare momenti difficili, anche difficilissimi, soprattutto quando si è esposti a un livello così alto. Fa parte della crescita, anzi si impara proprio dagli errori e dalle difficoltà. Se Bastoni riuscirà a superare questo periodo senza scappare e continuando a metterci la faccia qua, diventerà un giocatore ancora più forte. E un passaggio difficile, ma può diventare un punto di svolta. Serve, però, anche equilibrio da parte dell’ambiente italiano. Criticare va bene, ma distruggere no. Offese, attacchi personali, negatività: non aiutano nessuno».

CHIVU – «E uno di quei momenti in cui l’allenatore cambia mestiere e diventa in tutto e per tutto uno psicologo. Deve gestire le emozioni e creare un ambiente positivo. Il rientro di Lautaro aiuta, anzi è decisivo, ma non basta da solo se tutti non cambiano atteggiamento e contribuiscono a creare energia. Quando allenavo la Germania, parlavo con tutti ogni giorno. Chi non aveva un atteggiamento positivo, con noi non poteva stare»

IL RIGORE DI PIO ESPOSITO – «Se farei battere il primo rigore a Pio? No, e oggi penso che non lo rifarebbe neanche Gattuso: è stato uno sbaglio di valutazione, può capitare. Ma vale anche per Pio quanto detto per gli altri: questo momento può trasformarsi in un’opportunità. L’Italia ha un potenziale grande e proprio Esposito lo certifica, senza pensare ai tanti altri sport, dal tennis allo sci, dove è ai vertici mondiali. Con una giusta consapevolezza, si rialzerà Pio, si rialzerà Bastoni, si rialzerà l’Italia».

SUL BLOCCO INTER IN NAZIONALE – «Vadano avanti pensando al loro grande club e sapendo che non è giusto che siano loro i più criticati. Troppo semplice così. Certo, è vero che questa Nazionale aveva una forte base di interisti, ma quando le cose non funzionano bisogna guardare il gruppo nel complesso. Di certo, in questa generazione mancano dei veri leader, figure come era Chiellini solo qualche anno fa. Potevano essere Barella e Bastoni, ma non lo sono stati. È un problema molto più grande dell’Inter: i leader non nascono per caso, sono il prodotto di un ambiente. Se l’ambiente non li favorisce, è difficile che emergano».

QUALI SONO I PROBLEMI DELL’ITALIA? – «Non si tratta solo della partita persa ai rigori con la Bosnia, quella è la conseguenza finale di tutto un disastro precedente. Il problema è più profondo e nasce da lontano, direi da dopo il 2006. La vittoria dell’Europeo 2021, ottenuta con uno sforzo straordinario, ha fatto dimenticare le criticità che erano già presenti. Ma, ripeto, non si può puntare il dito solo contro i giocatori, interisti e no: loro non sono la causa, ma piuttosto il risultato di un sistema che negli anni ha avuto delle mancanze. Sono cresciuti dentro quel sistema, con allenatori, dirigenti, famiglie, contesti che hanno contribuito alla loro formazione. Alla fine, la responsabilità è collettiva, riguarda l’intero Paese, l’intera cultura calcistica».

COME INTERVENIRE? – «Le infrastrutture, prima di tutto: stadi, centri sportivi, organizzazione. Se vuoi organizzare un Europeo, devi investire davvero, non a metà. Poi la filosofia di gioco. In Italia, troppo spesso, si gioca per non perdere, più che per vincere. Questo incide sulla mentalità degli allenatori e dei giocatori. Gli allenatori, per esempio, sono spesso portati a cercare il pareggio per conservare il posto di lavoro, invece di rischiare per vincere. Questa paura si vede anche nelle categorie inferiori. E una mentalità diffusa. Ma il calcio deve essere il contrario: voglia di rischiare, entusiasmo, coraggio».

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