Pagina 218 – Calcio News 24

FIGC nel caos: lancio di uova contro la sede! Striscioni che chiedono le dimissioni di Gravina

Tensione a Roma: imbrattata la sede FIGC con un lancio di uova, mentre compaiono striscioni di protesta contro Gravina

Tensione altissima questa mattina davanti alla sede della Federcalcio in via Allegri, a Roma. Un gruppo di contestatori si è radunato davanti all’ingresso principale e ha lanciato diverse uova contro la facciata dell’edificio, trasformando la protesta in un vero e proprio atto di vandalismo.

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Accanto alle uova sono comparsi anche alcuni striscioni che chiedevano apertamente le dimissioni del presidente della FIGC, Gabriele Gravina. Un gesto simbolico ma eloquente, che riflette il crescente malcontento nei confronti della gestione federale degli ultimi anni.

Alla base della protesta c’è soprattutto la frustrazione per il fallimento sportivo più pesante: la terza esclusione consecutiva della Nazionale Italiana dai Mondiali. Un risultato che ha esasperato tifosi e opinione pubblica, alimentando un clima sempre più rovente attorno alla Federazione.

Mercato Inter, spunta l’idea Calafiori per il dopo Bastoni: le ultime indiscrezioni dall’Inghilterra

Mercato Inter, Calafiori è il primo nome per sostituire Bastoni! Dall’Inghilterra arrivano le ultime novità

Il futuro di Alessandro Bastoni si fa sempre più nebuloso e sembra allontanarlo da Milano. Tra le polemiche seguite al caso Kalulu, l’espulsione pesante in Bosnia–Italia e il forte interesse del Barcellona, il difensore azzurro sta vivendo un periodo di isolamento e incertezza. In vista di un possibile addio a fine stagione, l’Inter si sta già muovendo per non farsi trovare impreparata: secondo il portale inglese Caught Offside, il primo nome individuato per sostituirlo è quello di Riccardo Calafiori, oggi all’Arsenal.

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Il classe 2002, esploso nel Bologna prima del trasferimento a Londra per oltre 40 milioni, sta attraversando un momento delicato in Premier League. Nelle gerarchie di Mikel Arteta è stato scavalcato dall’ascesa di Piero Hincapie e dal recupero di Lewis-Skelly, e pur non avendo ancora chiesto la cessione, starebbe riflettendo sul proprio futuro. La prospettiva di ritrovare continuità e un ruolo centrale, unita alla tentazione di tornare in Serie A, potrebbe aprire spiragli. Per l’Inter, Calafiori rappresenterebbe il profilo ideale: mancino, tecnico, giovane e già pronto per un contesto di alto livello, perfetto per il progetto di Cristian Chivu.

L’operazione resta comunque complessa. L’Arsenal non intende svalutare un investimento importante, ma l’obbligo di riscatto per Hincapie potrebbe costringere i Gunners a fare cassa. I nerazzurri osservano con attenzione, pronti a inserirsi se dovessero aprirsi spiragli, ma la concorrenza è forte: Juventus e Napoli sono anch’esse sulle tracce del difensore romano. Le prossime settimane chiariranno se l’Inter potrà affondare il colpo e inaugurare il nuovo corso post-Bastoni riportando in Italia uno dei talenti più brillanti della nuova generazione azzurra.

Nuovo stadio Lazio, Lotito svela: «Non ci resta che aspettare gli esiti dell’esame del Campidoglio»

Nuovo stadio Lazio, Lotito: «Non ci resta che aspettare gli esiti dell’esame del Campidoglio». Le sue dichiarazioni

La Lazio ha consegnato al Campidoglio le integrazioni richieste per il progetto di riqualificazione dello Stadio Flaminio. Il dossier, un documento tecnico di circa 8.000 pagine, è ora nelle mani del sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessore allo Sport Alessandro Onorato, che si preparano ad avviare la Conferenza dei Servizi, passaggio decisivo per l’analisi formale del progetto. Il club biancoceleste attende ora i riscontri ufficiali da parte del Comune.

Il lavoro di approfondimento presentato dalla società ha coinvolto anche tre università, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la solidità tecnica del progetto e rispondere in modo puntuale alle richieste delle istituzioni. Secondo quanto riportato da La Repubblica, l’intero pacchetto documentale è stato regolarmente acquisito dal Campidoglio, che dovrà ora valutarne la completezza e la conformità.

La Lazio confida che l’esame delle integrazioni possa portare a un via libera preliminare, aprendo così la strada alla fase successiva dell’iter. Il presidente Claudio Lotito, interpellato dallo stesso quotidiano, ha commentato l’invio del materiale, ribadendo la volontà del club di procedere con determinazione verso la realizzazione del nuovo Flaminio.

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PAROLE – «Confidiamo che venga riscontrata la bontà delle nostre risposte puntuali. Quindi ora non ci resta che aspettare gli esiti dell’esame del Campidoglio. Ma si trattava solo di aspetti tecnici. Piccole integrazioni a cui abbiamo risposto anche grazie al lavoro coordinato sul progetto da ben tre università».

Bergomi non ha dubbi: «Bastoni sta vivendo un momento difficile! Se vuoi farlo giocare lo devi mettere nelle condizioni migliori»

Bergomi: «Bastoni sta vivendo un momento difficile! Se vuoi farlo giocare lo devi mettere nelle condizioni migliori». Le parole

Beppe Bergomi, intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali, ha analizzato così la situazione azzurra. Le parole

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CCASIONI – «Tre occasioni per fare il gol del due a zero l’Italia ce l’ha avute. Kean, Esposito e la palla di Barella per Dimarco e subito dopo quella è arrivata il pari. Salvo Gattuso, vedono un certo tipo di lavoro e poi non è sufficiente. Ma penso anche che devi ripartire con questi, non puoi cambiarli tutti. Siamo ripartiti bene con Mancini che ha avuto una visione. Ma riusciamo ad avere una visione con gli stessi giocatori? Non lo so»

BASTONI – «Sull’aspetto tecnico tattico penso che Bastoni stia vivendo un momento difficile, inutile negarlo e se vuoi farlo giocare lo devi mettere nelle condizioni migliori quindi non da centrale nella difesa a tre»

SQUADRA – «Quando deve correre in velocità può andare in difficoltà. Le sue qualità sono altre. Credo sempre nelle energie positive e ci sono giocatori che vivono situazioni complicate. Pensa a Ettore Messina che ha dovuto mollare per la pressione dei social, pensa cosa vivono questi ragazzi. È una responsabilità che si è preso Gattuso di farlo giocare, rischiosa, e ci è costata parecchio. Ma poi se vuoi avere due esterni in questa partita con Dimarco e Politano entrambi molto bassi possono andare in difficoltà e Kean era la stessa arma. Esposito ha avuto un’occasione».

Donnarumma a cuore aperto: «Ieri sera, dopo la partita, ho pianto. Bisogna trovare il coraggio di voltare pagina, ancora una volta» – FOTO

Donnarumma si racconta: «Ho pianto per la delusione di non essere riusciti a portare l’Italia dove merita di stare» – FOTO

Gianluigi Donnarumma, sui propri canali social, il giorno dopo la sconfitta ai rigori contro la Bosnia, ha scritto un messaggio:

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PAROLE – «Ieri sera, dopo la partita, ho pianto. Ho pianto per la delusione di non essere riusciti a portare l’Italia dove merita di stare. Ho pianto per la tristezza enorme che sto provando io, insieme a tutto il gruppo azzurro di cui sono fiero di essere capitano, e che so, in questo momento, state provando anche voi, tifosi della nostra Nazionale»

«Ora le parole servono a poco, è vero. Ma una cosa la sento forte dentro e voglio condividerla con voi: dopo una delusione così grande, bisogna trovare il coraggio di voltare pagina, ancora una volta. E per farlo servono tanta forza, passione e convinzione. Crederci sempre, questo è il motore per andare avanti. Perché la vita sa premiare chi dà tutto, senza risparmiarsi. Ed è da qui che dobbiamo ripartire. Insieme. Ancora una volta. Per riportare l’Italia dove merita di stare»

Nuovo ct Italia: si apre il post Gattuso! Tornano d’attualità due nomi clamorosi! E c’è anche una suggestione…

Nuovo ct Italia, scenario in evoluzione: Gattuso in uscita, due big tornano in corsa e c’è un’idea a sorpresa! Le ultimissime

La delusione per l’ennesima mancata qualificazione mondiale continua a pesare e il rischio è quello di restare immobili davanti a una ferita ancora aperta. L’Italia tornerà in campo solo a fine stagione e limitarsi a un paio di amichevoli senza valore sarebbe un’occasione sprecata: servono idee e un progetto che trasformi anche date apparentemente marginali in un’opportunità di ripartenza.

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In questo quadro, la permanenza di Rino Gattuso sulla panchina azzurra appare sempre meno probabile. La sua storia parla di scelte coerenti: quando non ha centrato gli obiettivi, ha sempre preferito farsi da parte. Gravina gli ha chiesto di restare, ma il silenzio di Ringhio è già un indizio. È possibile che sia lui stesso a rinunciare prima che il Consiglio Federale discuta un eventuale rinnovo, aprendo così una finestra temporale per individuare il successore.

Tra i nomi sul tavolo, secondo Sportmediaset, Roberto Mancini resta una pista concreta: i rapporti si sono ricuciti e il suo contratto con l’Al-Sadd è a breve termine, in attesa di un ritorno in Italia. Rimane anche la suggestione Antonio Conte, il cui futuro al Napoli è incerto e che potrebbe valutare un incarico meno logorante, sebbene l’ingaggio rappresenti un ostacolo. Più defilate le ipotesi interne: Silvio Baldini, stimato in Federazione, sta però guidando un’Under 21 nel pieno del ciclo; mentre tra i campioni del 2006 torna ciclicamente il nome di Fabio Cannavaro, destinato comunque a vivere il Mondiale da protagonista… con l’Uzbekistan, qualificato al contrario dell’Italia.

Simonelli svela: «Bisogna trovare delle forme di rilancio del calcio italiano, con Abodi ne stavamo già parlando da prima…»

Simonelli: «Bisogna trovare delle forme di rilancio del calcio italiano. Abodi? Noi ne stavamo già parlando prima». Le parole

Il presidente della Lega Serie A, Ezio Simonelli, come riportato dall’Ansa, è intervenuto sul futuro della Nazionale e sulla posizione del presidente federale Gabriele Gravina. Le parole:

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PAROLE – «Non faccio commenti sulle cose degli altri, so che c’è una grossa pressione, credo comunque ci saranno delle riunioni a breve su questo tema, quindi non mi voglio pronunciare»

«E’ chiaro che bisogna trovare delle forme di rilancio del calcio italiano, col ministro Abodi ne stavamo già parlando da prima perché è evidente che è un problema che esiste da anni – prosegue Simonelli, non è che ci siamo accorti all’improvviso di non essere più un calcio di vertice»

Capozucca in esclusiva a Cagliarinews24: «Italia? C’è del dispiacere, a parte il fatto che ho un buon legame con Gattuso. Su Palestra…»

Capozucca ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva a Cagliarinews24: «Italia? C’è del dispiacere… Su Palestra vi dico questo»

Stefano Capozucca ha vissuto due importanti esperienze al fianco del presidente Tommaso Giulini, ricoprendo ruoli chiave nel Cagliari tra il 2015 e il 2022. Nella sua lunga carriera spiccano anche incarichi dirigenziali in club come Genoa, Ternana, Varese, Pro Patria e Livorno, che ne hanno consolidato il profilo di dirigente esperto e navigato.

L’ex direttore sportivo rossoblù ha concesso un’intervista esclusiva a Cagliarinews24, nella quale ha analizzato l’andamento del Cagliari e diversi temi legati al presente e al futuro del calcio italiano.

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Il Cagliari si trova invischiato nella lotta per la retrocessione dopo l’ultimo periodo in calando. Si aspettava questa flessione dei risultati?

«In Serie A è sempre tutto possibile perché le partite sono sempre tutte difficili e quindi è normale che ci possa essere una flessione. Vediamo per esempio l’anno scorso l’Empoli, a fine andata era in paradiso e poi è retrocessa. Un po’ il percorso che ha fatto la Cremonese quest’anno, all’inizio andava benissimo e ora si trova a lottare anche lei per la zona retrocessione. Quindi è nella logica del campionato che deve fare il Cagliari, quello di chi deve mantenere la categoria».

Fabio Pisacane sta valorizzando molti giovani e allo stesso tempo sopperendo ai tanti infortuni della stagione dei rossoblù. Come valuta il suo lavoro a otto giornate dalla fine?

«Il mio giudizio è senz’altro positivo. Quando Giulini ha avuto questa intuizione di mettere Fabio in prima squadra, magari qualcuno ha pensato che era un azzardo, però Giulini è difficile che faccia degli azzardi senza riflettere bene. Quindi fino ad adesso è il mio giudizio positivo, senza dubbio».

C’è un giocatore del Cagliari che in questa stagione ha attirato particolarmente la sua attenzione?

«E’ normale che è troppo facile fare l’esempio di Palestra, ha anche esordito in Nazionale. E’ un giocatore che si è affacciato per la prima volta con una maglia da protagonista in Serie A, cosa che ha fatto con grandi risultati. Dopo si è anche meritato la Nazionale e, anche se purtroppo è finita male, anche ieri ha giocato una buona partita».

L’Italia è reduce da una sconfitta che porta gli Azzurri a saltare il terzo mondiale consecutivo. Qual è la sua opinione sulla gara giocata dalla squadra del CT Gennaro Gattuso in Bosnia?

«Sicuramente c’è del dispiacere perché ieri tifavo l’Italia, a parte il fatto che ho un buon legame con l’allenatore Gattuso. Lo stimo molto e ritengo che non abbia grosse colpe per questa eliminazione, ha fatto quello che poteva fare. E niente, è normale che gli episodi sono stati importanti perché l’espulsione di Bastoni ha influito sul prosieguo della gara. Nonostante si sia giocato in dieci, le due-tre occasioni clamorose le ha avute l’Italia per cercare di fare un secondo gol. Però purtroppo alla fine il risultato è questo, siamo ancora una volta eliminati e per la terza volta di fila non andiamo al Mondiale, questo è un danno non di poco conto».

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA COMPLETA A CAPOZUCCA SU CAGLIARINEWS24

Trevisani non ci sta e tuona: «La terza volta fuori dai Mondiali è troppo grave. Il sistema calcio va completamente ripensato. I club…»

Trevisani analizza il momento dell’Italia: «Terza volta fuori è troppo grave. Il sistema calcio va completamente ripensato»

Riccardo Trevisani è intervenuto a Sportmediaset, ha parlato della disfatta dell’Italia contro la Bosnia e l’accesso mancato ai Mondiali 2026. Le sue parole:

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PAROLE «E’  terza volta consecutiva che non andiamo ai mondiali, è troppo, troppo grave e non potrà dipendere soltanto dagli allenatori, prima Spalletti, ora Gattuso nel tempo e nelle non qualificazioni a questi mondiali.

Forse è il sistema calcio che va completamente ripensato, la formula del campionato, le squadre che potrebbero diventare 18, gli italiani da far giocare e di sicuro la nazionale che deve cercare di puntare di più sui giovani, un sistema che deve puntare di più sui giovani. Cambiano, sembrano non voler cambiare, Gravina ha detto che non si vuole dimettere, ma di sicuro una cosa la possiamo dire: sono passati 20 anni dall’ultima Italia in un mondiale, vent’anni e 12 dall’ultimo mondiale

Se andremo nel 2030 ne saranno passati 16, è troppo grave per non fare, non si vuole dimettere, se non si vogliono cambiare le figure, che si cambi quello che viene fatto, perché questo non è un modo per andare avanti, è chiarissimo il problema, è chiarissimo. Ed è chiarissimo anche a livello di squadre di club, perché stanno perdendo appeal per il mercato, perché stanno perdendo anche risultati.

C’è chiaramente un problema, come ci dice anche la Champions, nessuna italiana ai quarti di Champions, è la sesta volta negli ultimi 12 anni, troppo, sta succedendo troppo, non sta funzionando, la partita contro la Bosnia, è soltanto l’ennesima conferma che tutto il calcio italiano deve completamente ripensare a se stesso».

Ranking FIFA, Italia resta bloccata al 12° posto: ma senza Mondiali la classifica peggiorerà

Ranking FIFA, l’Italia ferma al 12° posto in classifica: la top 10 però sfuma e il crollo continuerà senza il Mondiale

La terza mancata qualificazione consecutiva dell’Italia ai Mondiali produce subito un effetto diretto: il peggioramento della posizione della Nazionale nel Ranking FIFA. Gli Azzurri restano formalmente al 12° posto, lo stesso ottenuto dopo la vittoria contro l’Irlanda del Nord, ma il distacco dalla top 10 mondiale si amplia sensibilmente. L’assenza dalla Coppa del Mondo, inoltre, renderà inevitabile un ulteriore arretramento, mentre le altre nazionali potranno accumulare punti grazie alle partite del torneo che inizierà l’11 giugno negli Stati Uniti, in Messico e in Canada.

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La mancata partecipazione pesa doppiamente perché, nelle competizioni internazionali, chi vince guadagna punti senza che chi perde ne venga penalizzato. Questo meccanismo favorirà tutte le squadre qualificate, mentre l’Italia resterà ferma, destinata a scivolare ancora più in basso. La sconfitta ai rigori contro la Bosnia-Erzegovina nella finale playoff ha già avuto un impatto concreto: gli Azzurri hanno perso 7,08 punti, consentendo alla Colombia — tredicesima — di avvicinarsi nonostante la sconfitta in amichevole contro la Francia, e impedendo un possibile sorpasso sulla Croazia, che resta davanti.

Nel frattempo, il Ranking registra anche un cambio al vertice: la Francia supera la Spagna e si prende la prima posizione mondiale in vista dei prossimi Mondiali, confermando il proprio ruolo di favorita. Per l’Italia, invece, si apre una fase complessa, con la necessità di ricostruire non solo risultati e identità, ma anche una credibilità internazionale ormai compromessa.

Ranking FIFA aggiornato:

  1. Francia – 1877,32 punti 
  2. Spagna – 1876,40 punti 
  3. Argentina – 1874,81 punti 
  4. Inghilterra – 1825,97 punti 
  5. Portogallo – 1763,83 punti 
  6. Brasile – 1761,16 punti 
  7. Olanda – 1757,87 punti 
  8. Marocco – 1755,87 punti
  9. Belgio – 1734,71 punti 
  10. Germania – 1730,37 punti 
  11. Croazia – 1717,07 punti 
  12. Italia – 1700,37 punti 
  13. Colombia – 1693,09 punti 
  14. Senegal – 1688,99 punti 
  15. Messico – 1681,03 punti 

FIGC, Gravina convoca per domani una riunione con tutte le componenti del calcio. Cosa può succedere

FIGC, summit convocato da Gravina: domani l’incontro con tutte le componenti. Tutti i dettagli e le ultimissime notizie

Il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, ha convocato per domani 2 aprile una riunione straordinaria con tutte le componenti del calcio italiano: Serie A, Serie B, Lega Pro, Lega Nazionale Dilettanti, Asso Allenatori e rappresentanti dei calciatori. La decisione arriva dopo la terza mancata qualificazione consecutiva della Nazionale alla Coppa del Mondo, un fallimento che impone una riflessione profonda sul futuro del movimento.

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La sconfitta decisiva è arrivata il 31 marzo nella finale playoff contro la Bosnia-Erzegovina. L’Italia era partita bene, trovando il vantaggio al 16’ con Moise Kean, ma l’espulsione di Alessandro Bastoni al 41’ ha cambiato radicalmente l’inerzia della partita. In inferiorità numerica per oltre un tempo, gli Azzurri hanno subito la pressione dei padroni di casa, che hanno trovato l’1-1 con Tabakovic al minuto 79, trascinando la sfida ai supplementari e poi ai rigori.

Dal dischetto, gli errori di Pio Esposito e Cristante hanno condannato l’Italia all’eliminazione, aprendo una nuova crisi sportiva e istituzionale. La riunione convocata da Gravina sarà quindi un passaggio cruciale per analizzare le cause del fallimento e valutare le prossime mosse della Federazione in un momento tra i più delicati degli ultimi anni.

Italia eliminata, il flop del calcio italiano arriva anche in politica: «Gravina si dimetta!». Cosa sta succedendo

Italia eliminata dai Mondiali 2026, la disfatta del calcio italiano sbarca in politica: «Gravina si dimetta!». Il dibattito

La disfatta della Nazionale irrompe alla Camera e scuote il mondo politico. Anche membri del Governo prendono posizione, chiedendo apertamente le dimissioni di Gabriele Gravina dalla presidenza della FIGC. Lo riporta Calcio & Finanza:

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Lollobrigida (Ministro dell’Agricoltura e della sovranità alimentare) – «Nel calcio italiano va tutto rifondato, questo è evidente: credo che qualcuno debba assumersi in queste ore delle scelte e delle responsabilità rispetto ai fallimenti che abbiamo visto e vissuto. Penso che sia per tutti noi italiani veramente una disdetta impressionante specie per quelli delle nostre generazioni, perché i ragazzi ormai non sono nemmeno più abituati a considerare i Mondiali un elemento della loro vita: per tutti noi che siamo cresciuti con i Mondiali dell’82 e gli altri grandi eventi che ci hanno contraddistinto come una nazione che nel calcio vedeva successi. Mi spiace davvero perché ho visto ieri anche un grande impegno del nostro allenatore Rino Gattuso, dei ragazzi: ma il problema, ovviamente, sta altrove».

Salvatore Caiata di FdI – «Noi ce l’abbiamo particolarmente con Gravina. Ha rubato un sogno ai nostri giovani . Le giovani generazioni ventenni non hanno mai assistito a una partita dei Mondiali, le “notti magiche”»

 Marco Grimaldi di Avs – «Vogliamo dissociarci dalla richiesta (di Caiata ndr). Non ci convince questa narrazione . Convocate pure Abodi, chiedete la testa di Gravina ma non vi assolvete dalle responsabilità che avete»

 Mauro Berruto del Pd – «Bisogna indagare sulle ragioni che hanno portato all’abisso del calcio italiano. Le dimissioni di Gravina non vanno richieste, dovrebbero essere un atto di dignità istituzionale. Per fare una nazionale servirebbe essere attrattivi su giocatori stranieri che alzano il livello. Mi interesserebbe ascoltare Abodi sulle ragioni e sui correttivi per invertire la tendenza»

Licia Ronzulli di FI «Per la terza volta l’Italia esclusa dai Mondiali. Nonostante la grinta degli azzurri e un grande capitano come Gattuso. E così, in totale, saranno 16 gli anni fuori dal torneo più importante del mondo. Una vergogna nazionale senza precedenti. Il sistema calcio è da azzerare, i vertici della FIGC dovrebbero avere la decenza di farsi da parte. Gravina, dopo questo disastro hai solo una cosa da fare: dimissioni immediate! Basta. L’Italia del calcio merita di meglio».

Italia fuori dai Mondiali, torniamo a 12 anni fa! Com’era il mondo nell’ultima partecipazione azzurra alla Coppa del Mondo – VIDEO di Chiara Aleati

L’ultima volta dell’Italia ai Mondiali: com’era il mondo (e come eravamo noi) nel 2014 – VIDEO di Chiara Aleati

Finalmente siamo tornati! Sembra ieri, ma è passata un’era geologica. L’ultima volta che l’Italia ha messo piede in un Mondiale di calcio era il 2014. Siete pronti a sentirvi vecchi? Ecco com’era il mondo l’ultima volta che abbiamo tifato azzurro in Coppa del Mondo.

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Partiamo dalla tecnologia. Netflix in Italia? Non c’era. TikTok? Non esisteva nemmeno nei nostri sogni. Tutti volevano comprare il nuovissimo iPhone 6 appena uscito, ma i video non potevamo metterli nelle Storie di Instagram, semplicemente perché… non le avevano ancora inventate!

In radio c’era un solo dittatore estivo: Bailando di Enrique Iglesias. Mentre a Sanremo aveva trionfato Arisa con Controvento. La sera, sul divano, guardavamo la primissima, storica edizione di Tu Sì Que Vales.

Nel mondo, le cose giravano diversamente: Barack Obama era il Presidente degli Stati Uniti, mentre a Palazzo Chigi c’era Matteo Renzi. Al cinema il film più visto in assoluto nel mondo era Transformers 4, tallonato dagli eccessi di DiCaprio in The Wolf of Wall Street. Ma fu anche l’anno in cui il mondo perse un genio assoluto, scomparso dopo poche settimane dal Mondiale: Robin Williams.

E lo sport? Un altro universo.
Sui motori, Lewis Hamilton vinceva “solo” il suo secondo mondiale di F1, mentre Marc Marquez si confermava il Re della MotoGP. Nel tennis, Novak Djokovic guardava tutti dall’alto del ranking ATP.

Ma veniamo al calcio, preparate i fazzoletti.
In Serie A incantavano ancora campioni come Francesco Totti e Kakà
(che tornerà in Brasile proprio quell’estate). Ed è proprio nel 2014 che leggende come Zanetti, Nesta e Seedorf decidono di ritirarsi per sempre.

Era un campionato romantico: in Serie A giocavano ancora il Catania, il Livorno e l’indistruttibile Chievo Verona. Sulle panchine c’erano le porte girevoli: Antonio Conte salutava la sua Juventus dominatrice per andare ad allenare proprio la Nazionale azzurra post-Mondiale, mentre Ringhio Gattuso – esatto, proprio l’attuale CT della nostra Nazionale! – si dimetteva dalla guida dell’OFI Creta.

E i palloni d’oro? Cristiano Ronaldo alzava al cielo il suo terzo trofeo, un giovanissimo Sterling vinceva il Golden Boy e Kylian Mbappé? Era solo un ragazzino che correva nelle giovanili del Monaco.

Gravina arriva in FIGC a Roma e commenta: «Come sto? Bene, bene». Ora l’attenzione si concentra sul prossimo Consiglio Federale

Gravina in FIGC a Roma risponde ai giornalisti: «Come sto? Bene, bene». Ora l’attenzione si concentra sul Consiglio Federale

Dopo la notte amara di Zenica, costata all’Italia l’eliminazione dai prossimi Mondiali, il presidente della FIGC Gabriele Gravina è rientrato a Roma in un clima di forte tensione. Atterrato nella capitale a notte fonda, si è diretto subito verso la sede federale di Via Allegri, come riportato dall’ANSA. Il suo ritorno segna l’inizio di ore decisive per il futuro della Federazione e per il percorso di ricostruzione del calcio italiano dopo una delle sue pagine più difficili.

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All’ingresso degli uffici federali, Gravina ha mantenuto un profilo di assoluta riservatezza, limitandosi a poche parole davanti ai cronisti che cercavano di capire il suo stato d’animo dopo la disfatta azzurra. Alla domanda su come stesse vivendo il momento, il presidente ha risposto soltanto: «Come sto? Bene, bene». Una dichiarazione breve che non chiarisce la sua posizione, ma che conferma il clima di silenzio e prudenza attorno alla FIGC.

Ora l’attenzione si concentra sul prossimo Consiglio Federale, la cui data ufficiale sarà definita nelle prossime ore. L’incontro, annunciato ieri in conferenza stampa, rappresenta un passaggio cruciale per analizzare il fallimento della Nazionale e valutare eventuali decisioni sui vertici federali. La riunione sarà determinante per capire quale direzione prenderà il calcio italiano nel tentativo di ripartire dopo l’eliminazione mondiale.

Abodi scarica Gravina: «Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC»

Abodi chiede un cambio ai vertici: «Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici»

Dopo la disfatta dell’Italia, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi chiede l’azzeramento dei vertici della FIGC. Le sue parole:

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PAROLE – «Il calcio italiano va rifondato e questo processo deve ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio. Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della Figc»

«Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano. I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale».

Bastoni pesantemente accusato dai giornali dopo Bosnia Italia: partita horror e rosso che condanna gli azzurri! Così han giudicato la sua prestazione

Bastoni è stato attaccato dai giornali dopo l’espulsione nella finale playoff Mondiali in Bosnia Italia. Ecco i giudizi

La notte nera della Nazionale azzurra lascia scorie pesantissime e apre ufficialmente il processo ai colpevoli della disfatta. Sul banco degli imputati ci finisce, inevitabilmente, il perno della retroguardia. Alessandro Bastoni certifica la propria crisi personale con un intervento scellerato contro la Bosnia che costa a lui il rosso e all’Italia i Mondiali. Il centrale sta attraversando un periodo di grande flessione psicofisica, culminato in una prestazione disastrosa nella sfida più delicata della stagione.

Il momento no del difensore e il ciclone mediatico

L’errore commesso a Zenica rappresenta il punto più basso di un periodo già teso. L’opinione pubblica e la stampa sportiva non hanno fatto sconti: tutti i quotidiani in edicola lo indicano come peggiore in campo. L’ingenuità commessa ha costretto la formazione azzurra a rincorrere l’avversario in inferiorità numerica, compromettendo il sogno iridato. La pressione attorno al giocatore, inoltre, era già alle stelle: dopo essere finito al centro del ciclone mediatico per la simulazione che ha portato all’espulsione di Kalulu, per il difensore interista si prospettano altri giorni molto complicati.

Le pagelle della stampa: bocciatura unanime per il centrale nerazzurro

Le analisi dei tre principali quotidiani sportivi italiani sono impietose, assegnando al difensore un grave 4 in pagella. Di seguito i giudizi esatti pubblicati questa mattina.

Il duro commento de La Gazzetta dello Sport (voto 4): “Non c’è copertura nel momento in cui il debole rinvio di Donnarumma trova la testa di Demirovic: Memic scappa via, l’entrata vale il rosso. Poteva frenare? Poteva farlo: sceglie male il tempo e la frittata è fatta. Fino a quando resta in partita, si attacca a Dzeko e Dzeko non dà particolari segnali di vita: rovina tutto in un attimo. Fatale”.

L’analisi del Corriere dello Sport (voto 4) si concentra sull’impatto decisivo del fallo (riportato testualmente): Non brilla ma si limita all’essenziale. L’entrata su Sunjic che gli costa il rosso è unn azzardo. Alla fine è la scelta che ci condanna.”

Infine, Tuttosport (voto 4) evidenzia un problema tattico e di posizione alla base del grave errore: Quello non è il suo ruolo e l’imprudenza che commette andando a stendere Memic da ultimo uomo ne è la prova”.

Calciomercato Atalanta, clamoroso Ahanor: il Real Madrid ha posato gli occhi sul difensore! Qual è la situazione e gli scenari per l’estate

Calciomercato Atalanta, Ahanor è finito nel mirino del Real Madrid. Svelata la situazione relativa al difensore. Cosa sta succedendo

Il mercato internazionale accende i riflettori sui migliori giovani talenti della Serie A e della fiorente cantera bergamasca. Secondo Gianluca Di Marzio, Il Real Madrid segue con attenzione Honest Ahanor, che sta letteralmente bruciando le tappe nel nostro campionato. Le eccellenti doti fisiche e atletiche mostrate sul terreno di gioco non sono passate inosservate, attirando l’interesse concreto di uno dei club più prestigiosi, ricchi e titolati al mondo.

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L’interesse dei Blancos e l’exploit a Bergamo

La dirigenza spagnola è sempre alla costante ricerca di nuovi prospetti di livello internazionale per rinforzare la propria rosa e blindare il futuro della linea difensiva. In quest’ottica mirata, il difensore dell’Atalanta ha colpito i blancos, che monitorano il giocatore protagonista di una grande stagione. Inserito nel rodato e complesso scacchiere tattico nerazzurro, il laterale ha dimostrato una crescita tecnica esponenziale, unendo un’imponente fisicità a una notevole propensione offensiva. Le relazioni redatte dagli scout madrileni sarebbero estremamente positive, confermando come il ragazzo abbia tutte le carte in regola per ambire a palcoscenici di altissima caratura europea. L’Atalanta, dal canto suo, si gode il proprio gioiello, ben consapevole che durante la sessione estiva potrebbero arrivare offerte difficili da rifiutare.

Il capitolo Nazionale: la gioia contro la Svezia

La definitiva consacrazione del talentuoso esterno non passa, però, solamente per le straordinarie prestazioni offerte con la propria squadra di club in campionato. Infatti, oltre agli ottimi numeri con i nerazzurri, Ahanor ha ottenuto la prima grande soddisfazione con la maglia della Nazionale. Una chiamata strameritata da parte del commissario tecnico Baldini, che certifica e premia il durissimo lavoro svolto durante l’intera annata agonistica.

Il momento clou di questo inarrestabile percorso di ascesa sportiva si è materializzato proprio nel corso dell’ultima sosta dedicata alle selezioni giovanili: il 31 marzo, il terzino ha fatto il suo esordio con l’Italia Under 21 nella sfida contro la Svezia. Poter scendere in campo con la prestigiosa maglia degli Azzurrini in un match di tale calibro rappresenta uno snodo cruciale per la sua giovane carriera. Un’iniezione di esperienza e fiducia che, inevitabilmente, non fa altro che far lievitare ulteriormente il suo valore sul mercato continentale. Le prossime settimane ci diranno se l’offensiva del Real si trasformerà in una vera trattativa.

Adani fa i nomi dopo il disastro Mondiale dell’Italia: «Ripartirei da queste tre persone!». Ecco a chi si è riferito

Adani, ex difensore ed attuale opinionista, ha commentato a Rai Sport l’eliminazione dell’Italia dai playoff Mondiali

L’ennesima delusione per la Nazionale italiana, rimasta clamorosamente fuori dai Mondiali, continua a generare un acceso dibattito tra addetti ai lavori e opinionisti. Nelle ultime ore, intervenuto ai microfoni della Rai, Daniele Adani ha commentato le parole di Gravina che ha usato termini come ridisegnare il calcio italiano. L’ex difensore e noto volto televisivo non ha usato mezzi termini per esprimere il proprio dissenso verso la gestione attuale, criticando aspramente l’approccio reattivo della dirigenza della FIGC di fronte all’ennesimo disastro sportivo.

La dura critica alle parole di Gravina e alla FIGC

Le recenti dichiarazioni del numero uno della Federcalcio non hanno affatto convinto Adani. L’idea di un rinnovamento scaturito unicamente da un risultato negativo sul campo o da un episodio sfortunato rappresenta, secondo l’opinionista, una palese ammissione di colpa sui ritardi strutturali del nostro movimento. A tal proposito, Adani ha dichiarato testualmente: Voi vedete il termine ‘ridisegnare’ detto da Gravina come una cosa positiva, io no. Se tu ridisegni perché hai preso un palo o perché non hai avuto un’espulsione vuol dire che dovevi ridisegnare anche prima.” Un’analisi estremamente lucida che sposta l’attenzione dagli episodi arbitrali alle reali falle sistemiche del nostro calcio.

I pilastri per la rifondazione azzurra

Ma come può rinascere il progetto tecnico e morale dell’Italia dopo questa ennesima caduta? Per Adani, la soluzione non risiede in tatticismi o manovre politiche, bensì nei valori umani e nella trasparenza. La ripartenza deve essere affidata a figure capaci di incarnare dedizione assoluta, senza nascondersi dietro ai successi del passato.

Il suo pensiero su chi dovrebbe guidare la rinascita è nettissimo: “Ripartirei da 3 persone: Buffon, Gattuso e Silvio Baldini perché sento i valori, sono tutti bravi a rivendicare cariche ma io sento i valori in quelle tre persone, mettono in campo l’umanità, non dicono quello che sono stati in campo da calciatori, hanno voglia di mettersi a nudo. 30 nazionali delle prime del ranking, Italia 12°, Danimarca 22° e Nigeria 26”

Il ranking FIFA e l’amara realtà

L’ultimo passaggio dell’intervento di Daniele Adani fa riflettere sulla reale dimensione del calcio tricolore a livello globale. Citando il ranking FIFA, sottolinea l’assurdità di un’esclusione per una squadra posizionata al 12° posto. La ricostruzione dovrà inevitabilmente ripartire da quelle basi di “umanità” evocate da Adani, mettendo da parte le scuse e affrontando la cruda realtà per tornare ai vertici del calcio mondiale.

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 31ª giornata. Chi è stato scelto per Inter-Roma e Napoli-Milan

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 31ª giornata. Chi è stato scelto per tutte le sfide

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 31ª giornata di Serie A.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

SASSUOLO – CAGLIARI Sabato 04/04 h 15:00

CHIFFI

CECCONI – GARZELLI

IV:      MASSIMI

VAR:  AURELIANO

AVAR:   DI VUOLO

H. VERONA – FIORENTINA Sabato 04/04 h. 18.00

GUIDA

MELI – PASSERI

IV:      BONACINA

VAR:   MERAVIGLIA

AVAR:    DI BELLO

LAZIO – PARMA Sabato 04/04 h. 20.45

MARCENARO

ROSSI M. – ROSSI C.

IV:       DI MARCO

VAR:  CAMPLONE

AVAR:    FABBRI

CREMONESE – BOLOGNA Domenica 05/04 h. 15.00

ABISSO

MOKHTAR – BIANCHINI

IV:     PICCININI

VAR:   MAGGIONI

AVAR:    MARIANI

PISA – TORINO Domenica 05/04 h. 18.00

ZUFFERLI

VECCHI – LAGHEZZA

IV:      TREMOLADA

VAR:   DI BELLO

AVAR:    GIUA

INTER – ROMA Domenica 05/04 h. 20.45

SOZZA

PERETTI – COSTANZO

IV:     COLOMBO

VAR:   DI PAOLO

AVAR:  AURELIANO

LECCE – ATALANTA Lunedì 06/04 h. 15:00

LA PENNA

FONTEMURATO – BARONE

IV:     RAPUANO

VAR:    MARINI

AVAR:     MAGGIONI

UDINESE – COMO Lunedì 06/04 h. 15:00

MARESCA

CECCON – BELSANTI

IV:     PERENZONI

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:      GHERSINI

JUVENTUS – GENOA Lunedì 06/04 h. 18:00

MASSA

LO CICERO – TRINCHIERI

IV:       MARCHETTI

VAR:     PATERNA

AVAR:  MERAVIGLIA

NAPOLI – MILAN Lunedì 06/04 h. 20:45

DOVERI

BACCINI – COLAROSSI

IV:       PAIRETTO

VAR:     MARIANI

AVAR:   DI PAOLO

Montella: «Senza Mondiale mi sarei assunto le mie responsabilità». Poi reagisce così in diretta all’eliminazione dell’Italia!

Montella, ct della Turchia, ha commentato così la qualificazione ai Mondiali ma anche l’eliminazione dell’Italia. Le sue dichiarazioni

La notte delle qualificazioni mondiali regala gioie incalcolabili e delusioni altrettanto profonde. Mentre l’intero movimento calcistico italiano piange l’ennesima débâcle, c’è un pezzo del nostro Paese che sorride e festeggia un traguardo eccezionale. Felice, felicissimo: così si è presentato Vincenzo Montella davanti ai microfoni, e non potrebbe essere altrimenti. Il tecnico campano, infatti, non solo ha portato la Turchia ai Mondiali, ma ha anche scritto una pagina indelebile della storia sportiva della nazione anatolica scrive il Corriere dello Sport.

Un record assoluto e l’amore del popolo turco

Il commissario tecnico è ufficialmente diventato il primo allenatore straniero nella storia della selezione turca a conquistare con i turchi la qualificazione all’Europeo e alla coppa del Mondo. Un traguardo prestigioso, raggiunto dopo una sudata vittoria sul Kosovo, un match che non è stata semplice ma alla fine contano i fatti. La realtà dei fatti dimostra che in Turchia gli vogliono bene e che i giocatori lo adorano. Grazie a lui, dopo Ancelotti, ci sarà un altro – piccolo – pezzo di Italia in America.

Le dichiarazioni in conferenza stampa

Con onestà, Montella in conferenza stampa ha ammesso: Sto provando emozioni incredibili, sto vivendo l’apice. Come allenatore straniero, sono diventato il primo a partecipare sia al Campionato Europeo che al Mondiale. Non riesco a trovare le parole. Se il risultato non fosse stato quello sperato, ero pronto ad assumermi tutte le responsabilità, sarei stato uno scudo per i miei giocatori. Perché hanno lottato con incredibile tenacia. Hanno sempre giocato con il cuore. Questa è una fonte di immenso orgoglio per me. Stiamo inseguendo questo sogno. Sono parole che, inevitabilmente, fanno da contraltare con la situazione che c’è in Italia.

La festa interrotta e il rispetto per Gattuso

L’entusiasmo ha raggiunto l’apice quando, mentre era in conferenza sono entrati i giocatori con casse e bottiglie per festeggiare. Inizialmente, il loro ct, giustamente, si è divertito a partecipare alla festa, essendo giustamente al settimo cielo.

Tuttavia, l’umore è cambiato drasticamente poco dopo. Spostatosi in zona mista, a Montella è sparito il sorriso. I giornalisti presenti gli hanno detto in diretta che l’Italia era stata eliminata dalla Bosnia ai rigori. L’Aeroplanino è rimasto basito nell’apprendere il dramma sportivo azzurro. Una vera doccia fredda: per rispetto nei confronti di Gattuso e di tutta l’Italia, Montella non ha voluto commentare. Ha compreso immediatamente che non era il momento per aggiungere altre parole.

La Russa stupito da Pio Esposito: «Lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?». A cosa ha fatto riferimento!

La Russa ha commentato così l’eliminazione dell’Italia dai playoff Mondiali. Questo il messaggio dopo il KO ai rigori con la Bosnia

L’amara e clamorosa eliminazione dell’Italia dalla corsa per i prossimi Mondiali di calcio continua a suscitare reazioni accese e dibattiti infuocati in tutto il Paese. Il dramma sportivo vissuto dalla Nazionale azzurra non ha lasciato indifferente il mondo della politica e delle istituzioni, che osserva con forte delusione il prolungato declino del nostro movimento calcistico. Tra le voci più critiche e risonanti delle ultime ore spicca quella di Ignazio La Russa, che ha affidato a X un commento tagliente e privo di filtri sull’esito disastroso della spedizione azzurra.

La delusione dei tifosi e le polemiche arbitrali

Il mancato accesso alla massima competizione internazionale rappresenta una ferita profonda per milioni di appassionati, costretti ancora una volta a guardare il torneo da semplici spettatori. L’intervento di Ignazio La Russa dopo l’eliminazione dell’Italia fotografa esattamente il sentimento di frustrazione collettiva, un mix di rabbia per l’epilogo e recriminazioni per come è maturata la sconfitta.

Le parole del politico racchiudono tutta l’amarezza di una serata da incubo: Non andiamo ai mondiali. Abbiamo tifato, abbiamo sperato, abbiamo inveito contro un paio di decisioni arbitrali discutibili, ci siamo persino stupiti che incredibilmente abbiano mandato il più giovane a tirare il PRIMO rigore (lo ha deciso Gattuso o forse un Bonucci presuntuoso?). Ma a ripensarci bene, in cuor nostro lo temevamo o meglio lo sapevamo. Ridire adesso come la pensiamo – e non da oggi – sarebbe inutile più che ingeneroso. Ma a tutto c’è un limite”.

Il caos dei calci di rigore: le responsabilità tecniche e il peso dei veterani

Il passaggio più emblematico della riflessione riguarda la gestione tattica ed emotiva dei tiri dal dischetto, momento fatale che ha condannato inesorabilmente gli Azzurri. La scelta di affidare la massima pressione del primo rigore al giocatore più giovane in campo – Pio Esposito – ha destato enorme stupore e perplessità. Un interrogativo pesante che chiama in causa direttamente la leadership e le scelte del commissario tecnico Gattuso.

Un fallimento calcistico annunciato?

Infine, l’analisi si sposta su un piano decisamente più ampio e sistemico. La consapevolezza di una crisi strutturale profonda emerge chiaramente dalla amara constatazione che questo tracollo sportivo fosse, in fondo, prevedibile e temuto da tempo. Un tracollo che certifica come si sia ormai superato ogni limite tollerabile per una nazione con quattro stelle sul petto, rendendo sempre più urgente una drastica rifondazione dell’intero assetto calcistico italiano.

Scholes ci va giù pesante con l’Italia dopo la mancata qualificazione ai Mondiali: «È come l’Arsenal delle Nazionali! Vi spiego il motivo»

Scholes, leggenda del Manchester United, ha attaccato l’Italia dopo l’eliminazione dai playoff Mondiali contro la Bosnia ai rigori

La terza clamorosa esclusione consecutiva dell’Italia dalla massima competizione calcistica internazionale continua a far rumoreggiare la stampa e gli addetti ai lavori in tutto il mondo. La dolorosa sconfitta incassata a Zenica contro la Bosnia, arrivata dopo la spietata lotteria dei calci di rigore, ha sancito il definitivo addio degli Azzurri al torneo. Tra le innumerevoli reazioni internazionali, spicca la dura e tagliente analisi di Paul Scholes, ex stella della nazionale inglese e leggenda del Manchester United, che non ha usato mezzi termini per descrivere e analizzare il clamoroso ko e la mancata qualificazione degli azzurri ai Mondiali.

Il paragone spietato: l’Italia come l’Arsenal

Il dramma sportivo vissuto dalla squadra guidata da Gennaro Gattuso è l’ultimo capitolo di una vera e propria maledizione. Dopo aver dolorosamente saltato i Mondiali del 2018 (a causa del ko con la Svezia) e quelli del 2022 (quando gli azzurri vennero sconfitti dalla Macedonia del Nord), le speranze del nostro Paese sono naufragate ancora una volta.

Commentando questo ennesimo fallimento, Scholes ha lanciato una provocazione molto forte: “L’Italia è come l’Arsenal delle nazionali. L’ex calciatore britannico ha poi approfondito il suo spietato punto di vista tattico e mentale: L’Italia è come l’Arsenal delle nazionali: piena di hype basato su glorie passate. Non giocano con una visione chiara come squadra; è tutto incentrato su tocchi individuali. Ci sono troppe prestazioni pigre.

La nostalgia per le leggende del passato

Oltre a criticare la mancanza di identità collettiva della rosa, l’ex centrocampista (che in carriera ha indossato per 66 volte la maglia dell’Inghilterra) ha messo a confronto l’attuale pochezza tecnica e caratteriale con la grandezza del calcio italiano di un tempo.

Secondo la sua visione agonistica, manca la leadership dei veri fuoriclasse: questa non l’Italia che conoscevamo negli anni novanta e nei primi anni duemila. Non portano lo spirito di giocatori come Paolo Maldini, Fabio Cannavaro, Andrea Pirlo, Gianluigi Buffon e Francesco Totti. Parole che suonano come una vera e propria sentenza e che invitano l’intero movimento calcistico italiano a una profonda riflessione per il futuro.

Caressa incredulo: «Mi sarei aspettato ieri sera le dimissioni di Gravina! È fantascienza che dopo un altro Mondiale saltato tutti rimangano ai loro posti. Ecco cos’è successo post-partita con Buffon e Gattuso»

Caressa, giornalista e telecronista di Sky, ha commentato così l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali ai rigori contro la Bosnia

Dopo l’eliminazione dell’Italia dai playoff Mondiali, Fabio Caressa ha attaccato Gabriele Gravina e il sistema del calcio italiano a Sky. Le sue dichiarazioni.

PAROLE – «Quello che abbiamo visto stasera, la partita e i rigori… non conta niente. Conta solo che per la terza volta non siamo qualificati a un Mondiale e quello che ho visto stasera con tutti i vertici ancora al loro posto mi sembra un film di fantascienza!. Se noi vogliamo andare ancora avanti senza fare delle riforme o cambiare delle cose, quello che dicevamo 12 anni fa lo ripeteremo per sempre. È accaduto e si è ripetuto: le persone che hanno vissuto quei tracolli così pesanti hanno deciso di rimanere e stiamo ancora a vedere un Mondiale in televisione. Adesso vogliamo prendere atto di questo o no? L’Italia non è inferiore alla Bosnia. L’ambiente è negativo perché vediamo il calcio che vediamo da anni e quindi è negativo perché non si è mai voluto cambiare niente».

Un presidente federale che vive due momenti così non può essere il presidente federale del prossimo quadriennio. Mi sarei aspettato che Gravina facesse come hanno fatto Abete e Tavecchio e desse le dimissioni stasera stessa, ma che riforme sono state fatte in questi anni? La riforma dei giovani è una cosa senza senso, non possiamo essere presi per i fondelli dopo tutti questi anni, dai! Mio figlio e mio nipote non hanno mai visto un Mondiale e il calcio è loro, non dei dirigenti che restano al loro posto dopo questi fallimenti. È fantascienza che dopo un altro Mondiale saltato tutti rimangano ai loro posti: ma in quale azienda del mondo potrebbe mai succedere una cosa del genere? Dopo uno scatafascio del genere in qualsiasi azienda salterebbero delle poltrone! Quando si esce in questo mondo si ringrazia e si va a casa tutti insieme, ognuno con la sua parte di colpa. Ripeto, a me sembra di vedere un film di fantascienza, una cosa indecente.

Vi dico io come è andata: Gattuso e Buffon sono andati da Gravina a rassegnare le dimissioni e Gravina gli avrà detto: ma aspettate, a caldo si fanno valutazioni sbagliate… perché altrimenti si sarebbe dovuto dimettere pure lui già stasera. Sta cosa era già successa con Mancini, ora basta!».

Criscitiello attacca Gravina in diretta tv: «Si deve vergognare, ha ammazzato da anni il calcio italiano!». La bordata contro il presidente FIGC

Criscitiello, direttore di Sportitalia, ha attaccato il presidente della FIGC Gabriele Gravina dopo l’eliminazione dell’Italia ai playoff Mondiali

In seguito all’eliminazione dell’Italia dai playoff Mondiali, il direttore Michele Criscitiello ha attaccato Gabriele Gravina e il sistema del calcio italiano. Le sue parole in diretta tv su Sportitalia.

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Le sue parole: «La nostra guerra al calcio italiano non è una guerra per amicizie, per simpatie o antipatie. Bisogna conoscere il calcio italiano, bisogna conoscere i personaggi. Contro Gabriele non abbiamo nulla, persona eccezionale. Ci vai a pranzo, simpaticissimo. Una persona d’oro, un grande imprenditore. Ma si deve vergognare perché ha ammazzato il calcio italiano, non questa sera. Lo ha ammazzato da anni. Chi oggi è nella Federazione Italiana Giuoco Calcio è da anni complice: da Brunelli in giù, dai Valentini in giù, coloro che pensano ai tornaconti personali.

Lo stiamo dicendo da anni, non ci avete chiuso la bocca, non ce la chiuderete. Ci divertiamo col calcio. Non ci interessa di quello che ci avete fatto e che ci farete. Ci potete portare in tribunale, dovete portarci in tribunale. Ci possiamo vedere davanti a in giudice ma l’Italia ha bisogno della verità. L’Italia non ha bisogno dei giornalisti che oggi vi parleranno e vi racconteranno che forse c’era un fallo o un’espulsione. Tutto vero ma non ce ne frega niente. Non è quello che sancisce la morte del calcio italiano. Il calcio italiano è morto da dieci anni. Si è fermato nel 2006. Non c’è stata un’evoluzione. Con i settori giovanili hanno ammazzato i campionati di Serie D, di Serie C, di Serie B e di Serie A. Lo squallore totale non è quello di stasera, non è neanche la punta dell’iceberg.

Non abbiamo neanche toccato il fondo. Il fondo lo avevano toccato quando ci hanno preso il culo per aver parlato di Adriano Galliani come nuovo presidente della FIGC a 81 anni. Ci vuole uno che domattina prenda in mano la situazione del nostro calcio e faccia una rivoluzione». 

Mondiali 2026, l’Italia eliminata fa il giro del mondo: le reazioni della stampa estera e le prime pagine!

Mondiali 2026, la notizia dell’eliminazione dell’Italia ha fatto il giro del mondo, suscitando queste reazioni dalla stampa estera

La clamorosa e dolorosa eliminazione dell’Italia dai prossimi Mondiali ha generato un’onda d’urto che ha superato rapidamente i confini nazionali. La clamorosa sconfitta maturata ai rigori contro la Bosnia non rappresenta soltanto una tragedia sportiva per i tifosi azzurri, ma un evento di portata storica che ha scosso l’intero panorama calcistico internazionale. La stampa estera ha dedicato ampissimo spazio alla débâcle azzurra, sottolineando la gravità di un fallimento sportivo epocale. Le reazioni dei media e delle prime pagine nel mondo fotografano in modo impietoso il declino del nostro movimento.

Dalla Francia alla Spagna: il racconto di un “dramma sportivo”

I principali quotidiani europei non hanno fatto sconti alla Nazionale, evidenziando l’incredibile striscia negativa di mancate qualificazioni. Oltre le Alpi, l’eco della disfatta è stata immediata e tagliente. In Francia, infatti, i media hanno salutato la compagine italiana con un laconico ma pesantissimo ‘Ciao Italia’, a testimoniare l’uscita di scena di una storica rivale dal palcoscenico più importante.

Ancora più accesi i toni usati nella penisola iberica. La stampa sportiva ha calcato la mano sulla reale portata della disfatta. In Spagna, i titoli a caratteri cubitali urlano: tres Mundiales seguidos sin Italia! El mayor drama del futbol Mondial. Una sintesi giornalistica perfetta per descrivere lo shock di un intero sistema sportivo.

L’analisi in Inghilterra e il triste primato evidenziato in Portogallo

Anche i tabloid britannici hanno analizzato la caduta degli Azzurri, concentrandosi sulle spietate modalità della sconfitta. In Inghilterra, le testate giornalistiche riportano la notizia evidenziando l’epilogo amaro della lotteria dal dischetto: Italy fail to qualify for third World Cup in a row after Bosnia shootout defeat’.

Tuttavia, è forse dalla penisola lusitana che arriva la constatazione statistica più dolorosa e umiliante per la storia della nostra Federazione, che vanta quattro stelle sul petto. In Portogallo, i giornali hanno rimarcato un record negativo assoluto, titolando: ‘A Itália é o primeiro país campeão do mundo a ficar de fora de três Copas do Mundo consecutivas’.

Una crisi strutturale sotto gli occhi di tutti

La rassegna stampa internazionale conferma come l’esclusione dell’Italia non sia più vista come un incidente di percorso, ma come l’apice di una grave crisi di sistema. La mancata qualificazione al Mondiale rende l’assenza azzurra una triste e consolidata consuetudine per il calcio globale.

Italia ripescata ai Mondiali? Quante probabilità ci sono e cosa dice l’articolo 6.7 della FIFA

Italia ripescata ai Mondiali? Le probabilità di una possibile partecipazione degli azzurri e cosa dice l’articolo 6.7 della FIFA

La clamorosa e dolorosa disfatta incassata in terra balcanica certifica un vero e proprio dramma sportivo: la terza mancata qualificazione di fila dell’Italia ai Mondiali. Dopo il triplice fischio, per cercare di alleviare la delusione di un intero Paese, ha iniziato a circolare con insistenza la remota e disperata speranza di un ripescaggio. L’ipotesi si basa sul possibile forfait dell’Iran, nazione attualmente coinvolta in un delicato conflitto bellico con gli Stati Uniti, uno dei tre Paesi ospitanti (nonostante l’annuncio di Infantino). Ma quante sono le reali possibilità per la Nazionale azzurra?

Cosa dice il regolamento: l’articolo 6 comma 7

A fare chiarezza sull’eventualità di colmare un posto vacante nel tabellone della competizione è il regolamento ufficiale del torneo, noto come Regulations for the FIFA World Cup 26.

Il testo, al comma 7 dell’articolo 6, non lascia spazio a interpretazioni: Se una federazione partecipante si ritira e/o viene esclusa dalla Coppa del Mondo FIFA 2026, la FIFA deciderà sulla questione a propria esclusiva discrezione e prenderà qualsiasi provvedimento ritenuto necessario. La FIFA potrà decidere di sostituire la federazione partecipante in questione con un’altra federazione”.

Come si evince in modo inequivocabile, non esiste alcun ripescaggio automatico basato sul ranking generale (dove l’Italia risulta la prima delle escluse, al 12esimo posto). La decisione finale spetta unicamente alla Federazione calcistica internazionale, che ha il potere di operare “a propria esclusiva discrezionalità.

Perché le probabilità per gli Azzurri sono nulle

Nonostante l’apertura teorica concessa dal regolamento, le probabilità di rivedere l’Italia ripescata sono di fatto inesistenti. In caso di esclusione dell’Iran, la FIFA opterebbe con quasi assoluta certezza per un’altra squadra asiatica, al fine di non alterare gli equilibri geografici e mantenere invariati gli 8 posti diretti assegnati all’Asian Football Confederation.

La candidata principale a subentrare sarebbe la nazionale degli Emirati Arabi Uniti, ultima eliminata nelle qualificazioni asiatiche. Subito dopo, avrebbero argomentazioni ben più solide dell’Italia anche le formazioni sconfitte nei playoff intercontinentali, come Bolivia e Giamaica. Non vi è alcun precedente storico che giustifichi l’inserimento di una squadra UEFA, federazione che ha già esaurito i suoi 16 slot a disposizione. Il verdetto del campo, dunque, resta amaro e definitivo: l’Italia resterà a casa a guardare.

De Laurentiis alza la voce: «Calcio italiano è dormiente da anni, con Malagò risalirebbe prestissimo! 20 squadre in Serie A son troppe, bisognerebbe azzerare tutto»

De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato queste dichiarazioni dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha parlato ai microfoni di Radio CRC dopo la mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026.

PAROLE – «Fatemi capire, qual è il vostro sentimento? Il mio è chiaro da dieci anni, mi viene solo da sorridere perché a Napoli abbiamo una bellissima espressione: a pazziell mman e criatur. Abbiamo sempre detto che si gioca troppo, e tutto ciò distrugge anche i nostri calciatori. Se torniamo al 1986, noi avevamo 16 squadre in Serie A, oggi continuiamo a volerne 20. Se tornassimo alle 16 risparmieremmo i giocatori che sono un patrimonio da noi pagato, non dalla FIFA o dalla UEFA. Dopodiché, avremmo tutto il tempo per poter dare alla Nazionale un tempo grossissimo per allenarsi. Trovare capri espiatori non serve a nulla, quando io accuso che nel calcio italiano sono anni che tutto è dormiente, e che nulla si sposta perché non spostando nulla tutti vivacchiano.

Il mondo dello sport è stato foriero di grandi successi: alle Olimpiadi ne abbiamo avuto riscontro, il signor Malagò ha lavorato molto bene. Questa ineccepibilità non la riscontro altrove: bisogna resettare senza aver paura e vergogna di ripartire da zero. Bisogna poter dire: si gioca troppo, sono troppe 20 squadre, dobbiamo essere 16, dobbiamo dare due mesi di tempo alla Nazionale per allenarsi come si deve. Questo deve essere chiarissimo, non possiamo giocare con i soldi degli altri. Adesso basta, ci hanno stancato, bisogna mettere i puntini sulle i. Sedici squadre, meno partite, più tempo per la Nazionale, pagare i giocatori che vengono convocati, assicurazioni totali in caso di infortuni. Questa è la ripartenza dovuta. Se Malagò prendesse in mano il calcio italiano, risalirebbe prestissimo. Bisognerebbe azzerare tutto e ripartire da domattina».

Italia eliminata, Zazzaroni duro: «Umiliante! Chi ha firmato il progetto non può reggere questo terzo fallimento, a casa». L’analisi post KO Mondiale

Italia eliminata, Ivan Zazzaroni ha commentato così il KO contro la Bosnia ai rigori che è costato l’assenza per la terza volta di fila dai Mondiali

Il Corriere dello Sport ha affidato alla firma del direttore Ivan Zazzaroni il commento sull’eliminazione dell’Italia dai Mondiali. Ecco il suo pensiero.

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PAROLE – «Non tornare mai dove sei stato felice. È una trappola di malinconia, tutto sarà cambiato e niente sarà più come prima, in verità siamo noi che non siamo più gli stessi. Ora fate quello che dovete fare e presto. Rimuovete tutti quelli che dicevano «ci vuole leggerezza; daremo la vita e l’anima; in guerra vado solo con questi».

Il nostro purtroppo non è solo un flop, il terzo di fila: è il fallimento plastico di un sistema. Appare come un insuccesso contingente, in realtà è una crisi strutturale. L’esito negativo non è dovuto all’errore di un singolo, a un gol sbagliato, a un rosso non dato o alla sfortuna (un fiasco passeggero). Indica che le fondamenta, le regole, le procedure o la mentalità alla base del progetto sono errate. Non è stato un solo elemento a non funzionare, ma l’intero meccanismo che lo sostiene. Le responsabilità sono chiare. Le cause anche, riconducibili a decisioni, negligenze o azioni specifiche di soggetti definiti con responsabilità personale e di politica sportiva. Il fallimento è un problema organizzativo, sociale o ideologico più ampio. Il passato non torna, ma la storia ci vede bene. C’era un tempo in cui vincevamo contro Zico, Socrates, Junior, Passarella, Maradona, Rummenigge, Stielike, adesso fatichiamo contro un quarantenne con molti chilometri nelle gambe e un gruppo di volonterosi.

[…]

La qualificazione era diventata una questione di dignità nazionale: non far parte di un torneo aperto a 48 nazioni è addirittura umiliante. Chi ha firmato il progetto, chi l’ha voluto e sostenuto non può reggere a questo terzo fallimento. A casa. Come noi. Ognuno si assuma la propria, di responsabilità. E lasci ad altri. Anche se il Paese, la politica e questo non-sistema non sembrano in grado di esprimere qualcosa di buono.Nella notte mi ha scritto un amico: «Domattina dovrò spiegare a mio figlio di dieci anni che siamo fuori». Di nuovo».

Gattuso resta ct dell’Italia? Cosa cambia per la panchina azzurra dopo il cocente KO Mondiale contro la Bosnia

Gattuso resta ct dell’Italia? Come cambia il futuro della panchina azzurra dopo l’eliminazione ai playoff Mondiali contro la Bosnia

Dopo la cocente e amara delusione legata alla clamorosa mancata qualificazione ai Mondiali 2026, l’incertezza regna sovrana attorno al destino della Nazionale italiana. L’eliminazione patita nel drammatico spareggio ha lasciato scorie profondissime, portando l’intero sistema calcistico a interrogarsi sulle prossime e immediate mosse. Al centro del dibattito mediatico e istituzionale, inevitabilmente, c’è la figura del commissario tecnico: Rino Gattuso sta ancora valutando il suo futuro e non ha ancora sciolto le riserve sulla sua permanenza sulla prestigiosa panchina azzurra. Lo riferisce Nicolò Schira.

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La posizione della FIGC e la richiesta di Gabriele Gravina

Nonostante il disastro sportivo che ha condannato l’Italia a guardare la rassegna iridata americana da casa per la terza volta consecutiva, i vertici federali sembrano aver scelto la via della continuità tecnica, almeno nell’immediato. Il numero uno del calcio italiano ha infatti espresso la sua linea guida. È emersa in maniera evidente la richiesta di Gabriele Gravina di rimanere in panchina nella Nazionale italiana, nel tentativo di blindare l’allenatore calabrese per fargli gestire la delicatissima fase di transizione e ricostruzione, in vista dei futuri impegni sportivi in Nations League.

Le riflessioni del CT: risposta definitiva nei prossimi giorni

Le rassicurazioni e la rinnovata fiducia da parte del presidente federale, tuttavia, non sembrano essere state sufficienti per fugare i dubbi dell’ex centrocampista. Colpito profondamente dal fallimento e consapevole del clima di forte tensione e sfiducia che si respira attorno all’ambiente azzurro, il mister ha preferito prendere tempo per riflettere a mente fredda. Secondo quanto filtra da Coverciano, l’allenatore darà una risposta definitiva nei prossimi giorni, dopo aver soppesato attentamente le proprie motivazioni personali, le energie residue e le reali garanzie del nuovo progetto tecnico.

L’ipotesi dell’addio: pronto il passo indietro?

Lo scenario che si profila all’orizzonte resta di assoluta incertezza. Qualora il commissario tecnico dovesse percepire la mancanza delle condizioni ambientali o strutturali ideali per proseguire il proprio complesso lavoro di rilancio del gruppo azzurro, non è affatto esclusa una scelta drastica. L’allenatore, infatti, potrebbe decidere di fare un passo indietro, rassegnando le proprie dimissioni e chiudendo in anticipo la sua avventura alla guida della selezione tricolore. Le prossime ore saranno cruciali per delineare le sorti della panchina dell’Italia.

Dimissioni Gravina, il presidente della FIGC fa dietrofront dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali? Svelati i possibili scenari

Dimissioni Gravina, i possibili scenari per il presidente della FIGC dopo l’eliminazione dell’Italia dai Mondiali. Ultimissime

La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiali 2026 per la terza volta consecutiva rappresenta una ferita profondissima per tutto il panorama calcistico nazionale. Al centro della bufera mediatica e istituzionale c’è il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, che in passato aveva dichiarato: Io sono un giunco e difficilmente mi spezzo. Dopo l’amara eliminazione ai rigori contro la Bosnia a Zenica, la pressione sull’intero vertice calcistico è ai massimi storici. Lo riporta La Gazzetta dello Sport.

Fiducia a Gattuso e la convocazione del Consiglio Federale

Nonostante il disastro sportivo, la dirigenza sembra intenzionata a proseguire con l’attuale guida tecnica. Riguardo al commissario tecnico Rino Gattuso, Gravina ha confermato: Gli ho chiesto di rimanere. Sulla propria posizione, invece, il numero uno della Federcalcio prende tempo e rimanda ogni decisione ufficiale ai tavoli istituzionali: Mi prendo le mie responsabilità, ma c’è una sede deputata a fare le valutazioni, il Consiglio federale che ho già chiesto di convocare per la prossima settimana. Lì verranno fatte approfondite valutazioni che riguarderanno anche l’intero sistema calcistico italiano, perché è evidente che stiamo vivendo una grande crisi. Purtroppo si pensa che la Federazione possa decidere, scegliere come costituire una squadra, ma qui c’è una riflessione molto ampia da fare e a questa ci dedicheremo la prossima settimana”.

La risposta alla politica e le perplessità arbitrali

Il presidente gode ancora di un ampio sostegno all’interno del Consiglio federale e respinge fermamente le ingerenze esterne: Capisco l’esercizio della richiesta di dimissioni, un esercizio a cui io sono particolarmente abituato negli ultimi tempi, ma le valutazioni spettano di diritto al Consiglio federale. Gravina lancia anche una chiara frecciata alle istituzioni: Capisco il coro ma vorrei capire quali dei provvedimenti che abbiamo chiesto per migliorare il calcio italiano siano stati agevolati dal mondo politico, come pensano di aver sostenuto il nostro movimento”.

Sulle feroci polemiche arbitrali che hanno caratterizzato la trasferta, ammette: “Qualche decisione lascia delle perplessità, qualcosa secondo me va ridisegnato. Ma anche noi abbiamo avuto tre palloni per chiudere la partita sul 2-0 anche in dieci uomini. A volte sono anche gli episodi a determinare le partite”.

Scenari futuri: l’ipotesi commissariamento del CONI

Gravina intende restare al comando per tutelare l’organizzazione dei futuri Europei 2032, potendo contare anche sul forte appoggio del presidente della UEFA Aleksander Ceferin. Quali sono dunque le reali alternative a un suo passo indietro? L’ipotesi di un commissariamento da parte del CONI di Giovanni Malagò è giuridicamente complessa: una sconfitta sul campo, seppur con danni economici enormi, non rientra tra i parametri previsti dallo Statuto per far decadere la governance. Resta da capire se il “giunco” Gravina riuscirà a resistere a questo macigno, di fronte a un Paese ormai stanco.

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