Pagina 225 – Calcio News 24

Totti scherza: «Dybala lo rimpiazzo io? Ragazzi, mi preparo a fare i 50 anni… ma qualcosina in campo posso ancora darla!»

Totti ironico: «Dybala? Lo rimpiazzo io? Ragazzi, mi preparo a fare i 50 anni… ma qualcosina in campo posso ancora darla!»

Nel giorno esatto in cui ricorre il suggestivo anniversario del suo esordio assoluto con la maglia giallorossa, Francesco Totti torna a far sentire la sua voce. Intervenuto ai microfoni di Radio Romanista a margine dell’evento “Operazione Nostalgia” al PalaEur, lo storico capitano ha tracciato un bilancio a tutto tondo sul momento della Roma guidata da Gian Piero Gasperini, proiettandosi verso la delicata ripresa del campionato e le incognite del mercato estivo.

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L’ESAME SAN SIRO
Al rientro dalla sosta, la Roma è attesa da un crocevia fondamentale per le sue ambizioni europee: la supersfida contro l’Inter.
Totti fotografa perfettamente il peso specifico del match: «È una partita difficilissima. Da un lato c’è l’Inter, che ha l’obbligo assoluto di vincere per conquistare il campionato; dall’altro c’è la Roma, che deve fare risultato per restare in scia al Como e alla Juventus. Sappiamo tutti che giocare a San Siro non è mai una passeggiata, ma i ragazzi devono andare a Milano a viso aperto e senza alcuna paura. Devono fare la partita per riprendere il Como e conquistare punti vitali per la zona Champions».


IL REBUS DYBALA
Le sirene di mercato che ipotizzano un addio di Paulo Dybala a fine stagione preoccupano non poco l’ex numero 10,
che riconosce nell’argentino l’assoluto faro tecnico della squadra: «Non conosco le reali intenzioni del club. Certo è che, tecnicamente, con una sua partenza perderesti tantissimo. Come ho sempre detto, Paulo è senza dubbio il giocatore più talentuoso di questa rosa. Non so se la società prenderà davvero questa decisione, ma se dovesse succedere, mi auguro vivamente che venga rimpiazzato nel modo giusto».


L’ETERNA IRONIA SUL RITORNO IN CAMPO
A smorzare la tensione ci ha pensato la proverbiale ironia di Totti. Incalzato dai cronisti su un suo romantico ritorno in società o sulle difficoltà nel trovare un degno sostituto della Joya, l’eterno capitano ha chiuso l’intervento con il sorriso: «Lo rimpiazzo io? Ragazzi, mi preparo a fare i 50 anni… ma qualcosina in campo posso ancora darla!».

Fiorentina, stagione da montagne russe: flop in Serie A, slancio in Europa. L’analisi dell’ex viola Banchelli

Fiorentina, annata da ottovolante sportivo! Male in Serie A, bene in Europa: l’analisi dell’ex giocatore viola Banchelli

In un’annata calcistica che si sta rivelando un vero e proprio ottovolante sportivo per la Fiorentina, intrappolata in una logorante lotta per non retrocedere in Serie A ma ancora orgogliosamente in corsa in Europa, le parole di chi conosce a fondo l’ambiente assumono un peso specifico notevole. A Fiorentinanews.com l’ex attaccante viola Giacomo Banchelli ha analizzato con estrema lucidità due temi cruciali del momento: il percorso della squadra in UEFA Conference League e la spinosa questione dei lavori di ammodernamento dello stadio Artemio Franchi.

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La Conference League
Affrontando il delicato dualismo tra le fatiche di coppa e l’urgenza vitale di fare punti in campionato, Banchelli sgombra il campo dagli equivoci: l’Europa non è un intralcio. «Questa competizione rappresenta una vetrina fondamentale – ha spiegato l’ex bomber gigliato – specialmente per quei giocatori che trovano meno spazio in Serie A. È un palcoscenico utilissimo per accumulare minuti preziosi nelle gambe». Il tecnico Paolo Vanoli ha dimostrato di saper dosare bene le energie, varando un turnover mirato contro il Rakow senza però compromettere il passaggio del turno.


Ora, però, l’asticella si alza in modo vertiginoso:
ad attendere la Viola c’è il Crystal Palace, solida realtà della Premier League inglese. Nonostante le immense difficoltà in campionato, l’ambizione europea resta intatta: «Sono convinto che società e calciatori tengano moltissimo a questo torneo. Se così non fosse, considerando che lottano disperatamente per salvarsi da inizio stagione, avrebbero già mollato la presa».


Il “cantiere” Franchi
Un altro fattore che sta pesantemente frenando la rincorsa della Fiorentina è l’attuale conformazione dell’Artemio Franchi, inevitabilmente mutilato dai cantieri.
Banchelli non usa mezzi termini per descriverne l’impatto psicologico sui giocatori: «Giocare in queste condizioni è un vero e proprio handicap. Parliamo di un impianto storico da quarantamila posti che oggi ne può accogliere a malapena quindici o sedicimila».


I seggiolini vuoti in Maratona e, soprattutto, l’assenza del calore travolgente della Curva Fiesole hanno temporaneamente spento il proverbiale “dodicesimo uomo” di Firenze, finendo per ribaltare il fattore campo a sfavore dei padroni di casa: «Oggi chi gioca in trasferta a Firenze è ampiamente avvantaggiato. È normalissimo che uno stadio popolato solo a metà non riesca più a fare paura a nessuno».

Vlahovic Milan, pista ancora aperta: tutto passa dalla trattativa di rinnovo con la Juventus. Le ultimissime

Vlahovic Milan: l’interesse sull’attaccante aumenta mentre si attende la decisione sul rinnovo bianconero. I dettagli

Il calciomercato del Milan potrebbe infiammarsi attorno a uno dei nomi più pesanti della Serie A: Dusan Vlahovic. Come riportato da Sport Mediaset, la dirigenza rossonera sta seguendo con grande attenzione l’evoluzione del rapporto tra il centravanti serbo e la Juventus. La ricerca di un nuovo attaccante per il Diavolo avrebbe infatti subito un rallentamento strategico: il club vuole prima capire se l’ex Fiorentina rinnoverà o meno il proprio contratto.

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Un ruolo chiave in questo possibile scenario lo avrebbe Massimiliano Allegri. Il tecnico, che conosce Vlahovic alla perfezione per averlo già allenato, sarebbe il principale sponsor del suo eventuale arrivo a Milanello. Con lui, il serbo troverebbe un contesto ideale per rilanciarsi e competere ai massimi livelli, provando anche a superare la concorrenza dell’Inter nella corsa ai prossimi obiettivi stagionali.

Il nodo economico e la strategia rossonera L’ostacolo principale resta l’ingaggio: Vlahovic percepisce circa 12 milioni netti, cifra che la Juventus vorrebbe ridurre nel nuovo accordo. Ed è proprio qui che il Milan potrebbe inserirsi, proponendo un contratto più lungo e strutturato per diluire i costi. La decisione sul futuro dell’attaccante è attesa entro un paio di settimane: se il rinnovo non dovesse arrivare, il club di via Aldo Rossi è pronto a tentare l’affondo per consegnare ad Allegri il rinforzo offensivo più atteso.

Messico, tifoso precipita dagli spalti e muore durante l’amichevole con il Portogallo allo Stadio Azteca

Messico Portogallo, serata segnata da un grave lutto: un tifoso muore dopo una caduta allo Stadio Azteca

L’amichevole tra Messico e Portogallo, terminata 0-0 nella notte all’Azteca di Città del Messico, è stata segnata da una tragedia che ha oscurato completamente l’evento sportivo. Nel giorno della riapertura del rinnovato stadio Banorte – il leggendario Azteca, rimesso a nuovo in vista del Mondiale 2026 – un tifoso è precipitato dagli spalti, perdendo la vita. Le autorità locali hanno confermato il decesso e avviato immediatamente un’indagine.

La dinamica dell’incidente Poco prima del calcio d’inizio, poi comunque disputato tra molte polemiche, un uomo è caduto dal palco VIP dell’impianto, precipitando nel parcheggio sottostante. Nonostante i soccorsi, per lui non c’è stato nulla da fare.

Una tragedia nel giorno della festa L’incidente è avvenuto proprio nel giorno in cui l’Azteca riapriva ufficialmente dopo anni di lavori di ristrutturazione, pensati per adeguare lo stadio agli standard del Mondiale 2026. L’impianto ospiterà la gara inaugurale tra Messico e Sudafrica, diventando il primo stadio al mondo a inaugurare tre edizioni della Coppa del Mondo dopo quelle del 1970 e del 1986. Una serata che doveva essere di celebrazione si è così trasformata in un momento di dolore per tutto il calcio messicano.

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“La Procura di Città del Messico (Fiscalía CDMX) esprime profondo rammarico per la morte di una persona avvenuta sabato 28 marzo all’interno dello stadio Banorte, prima dell’inizio dell’amichevole della nazionale messicana.Inoltre, è in corso l’analisi dei filmati delle telecamere di sorveglianza dello stadio e dei suoi ingressi, nonché la raccolta delle testimonianze delle persone presenti sul posto, al fine di ricostruire con precisione la sequenza degli eventi e accertare eventuali responsabilità.

Analogamente, è attualmente in corso la procedura autoptica prevista dalla legge per accertare con certezza la causa del decesso, nonché le condizioni fisiche dell’individuo al momento della caduta. La Procura di Città del Messico proseguirà le indagini in modo approfondito e terrà informato il pubblico sugli sviluppi rilevanti, nel rigoroso rispetto dei principi del giusto processo”.

Zoff sicuro: «Tonali è certamente uno dei punti di forza di questa squadra, ma Tardelli era un’altra cosa»

Zoff non ha dubbi «Non sarà facile giocarsi la qualificazione in trasferta e su un campo caldo come il loro». Le parole

Dino Zoff è intervenuto ai microfoni de Il Giornale, offrendo il suo punto di vista da ex portiere della Juventus e della Nazionale italiana. Di seguito i passaggi principali delle sue dichiarazioni

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ITALIA – «Resto fiducioso perché abbiamo elementi di caratura superiore, anche se non sarà facile giocarsi la qualificazione in trasferta e su un campo caldo come il loro»

TONALI – «Non lo vedo ancora al livello di Marco, anche se stiamo parlando di un ottimo giocatore che contro l’Irlanda del Nord ha dato un contribuito notevolissimo. Tonali è certamente uno dei punti di forza di questa squadra, ma Tardelli era un’altra cosa»

PIO ESPOSITO – «Pio ha potenzialità importanti e può giocare in Nazionale per tanti anni. in questi mesi Esposito mi ha colpito molto come attaccante. Non solo dal punto di vista tecnico, ma a trecentosessanta gradi: Pio è un giocatore forte e già maturo anche nei comportamenti in campo, nonostante la giovane età. Qualità che possono accompagnarlo verso un percorso importante»

KEAN – «Direi Kean, l’ho visto molto bene contro l’Irlanda del Nord e ha fatto davvero un bel gol. Kean ha grandi potenzialità e finalmente le sta tirando fuori: potrebbe essere lui l’uomo decisivo per riportare l’Italia al Mondiale»

DIMARCO – «Non è un atteggiamento che mi è piaciuto. Non è stata una cosa nè buona e neppure positiva, dato che oltretutto caricherà ulteriormente gli avversari in vista della sfida contro di noi. Mi sarei comportato diversamente».

Mercato Inter, la pista Koné si scalda: intreccio con Carlos Augusto e una deadline che può sbloccare tutto

Mercato Inter, accelerata su Koné: spunta l’incastro con Carlos Augusto e c’è una data chiave per chiudere

Mentre l’Inter di Cristian Chivu prepara l’assalto finale allo scudetto, l’asse Milano‑Roma si infiamma non solo in vista della sfida di Pasqua, ma anche per un intreccio di mercato destinato a far discutere. La proprietà Oaktree ha infatti messo nel mirino Manu Koné, il centrocampista potente e dinamico che il tecnico rumeno chiede dallo scorso anno per completare la mediana nerazzurra.

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Calciomercato Inter, l’incastro Koné–Carlos Augusto

Secondo Il Corriere dello Sport, l’operazione potrebbe prendere quota grazie alle esigenze economiche della Roma, chiamata a generare plusvalenze entro il 30 giugno per rispettare i parametri UEFA. In questo contesto, Koné è il principale indiziato a partire, con una valutazione che supera i 35 milioni di euro.

L’Inter osserva con grande attenzione: il francese rappresenterebbe il profilo ideale per aggiungere corsa, fisicità e strappi al centrocampo, soprattutto in vista del ritorno nelle grandi competizioni europee nel 2026. A facilitare il dialogo tra i club potrebbe essere l’inserimento di Carlos Augusto. Il laterale brasiliano, il cui rinnovo al 2028 è ancora lontano, piace molto a Gasperini, pronto a garantirgli un ruolo da titolare fisso.

I nerazzurri valutano l’ex Monza almeno 20 milioni, mentre la Roma sarebbe disposta a spingersi fino a 15‑16. Si tratterebbe comunque di due operazioni distinte: Koné in nerazzurro entro giugno per esigenze di bilancio giallorosse, e Carlos Augusto in giallorosso a partire da luglio. Nel frattempo, Chivu attende il rientro di Lautaro Martínez il 5 aprile, proprio contro la Roma, per provare a blindare definitivamente lo scudetto.

Gatti suona la carica: «La cosa più importante era vincere e arrivare in finale, ora ci giocheremo tutto!»

Gatti carica l’ambiente azzurro: «La cosa più importante era vincere e arrivare in finale, ora ci giocheremo tutto!». Le dichiarazioni

Federico Gatti, difensore della Juventus e della Nazionale italiana, ha parlato ai microfoni di RaiSport a due giorni dalla sfida cruciale contro la Bosnia. Le sue dichiarazioni arrivano in un momento delicato, con l’Italia chiamata a conquistare il pass per la prossima Coppa del Mondo. Le parole:

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IRLANDA DEL NORD – «Sì. La cosa più importante era vincere e arrivare in finale, ora ci giocheremo tutto. Ci stiamo preparando per questo»

FANTASMI DEL PASSATO – «Non li ho vissuti personalmente ma c’è il peso di un paese sulle spalle, ci vuole leggerezza a volte, sarà importante approcciarla al massimo e non sprecare troppa energia nei giorni prima»

MOMENTO – «Adesso veramente la partita è fondamentale e bisogna trovare tutte le energie possibili da metterci. Sono certo che se ci sarà lo spirito di morire per il compagno avremo sicuramente dei buoni risultati poi parlerà il campo ma ci vuole quello spirito lì su ogni pallone. Io non ho mai giocato in Bosnia ma mi hanno detto che il campo è piccolo e sarà difficile»

GRUPPO – «Il mister Gattuso ha portato brillantezza ed energia, i risultati poi aiutano a consolidare il gruppo, deve essere un percorso»

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Politano parla chiaro: «Il nostro unico pensiero è andare al Mondiale. Agli italiani chiedo di starci vicini»

Politano: «Il nostro unico pensiero è andare al Mondiale. Agli italiani chiedo di starci vicini». Le sue dichiarazioni

A due giorni dalla sfida decisiva contro la Bosnia, Matteo Politano ha dato voce al sentimento di un’intera nazione. Intervistato da Vivo Azzurro, l’esterno del Napoli ha sottolineato quanto sia fondamentale il sostegno collettivo per affrontare al meglio la gara di Zenica, che mette in palio un posto alla prossima Coppa del Mondo. Le parole:

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PAROLE – «È da un paio di mesi che il nostro unico pensiero è andare al Mondiale, ce lo meritiamo, ma dobbiamo dimostrarlo in campo. Sappiamo tutti quello che ci giochiamo. Per me e per qualcun altro non più giovane sarà probabilmente l’ultima occasione, ci teniamo a sfruttarla. Agli italiani chiedo di starci vicini, devono sapere che daremo il massimo per andare a questo Mondiale»

IRLANDA DEL NORD – «Era fondamentale liberarci da questo peso che avevamo durante la partita, soprattutto nel primo tempo vedevamo qualche mostro. Appena siamo riusciti a fare il gol dell’1-0 ci siamo sbloccati. Siamo felici di aver raggiunto questo primo traguardo. Siamo concentrati e adesso abbiamo fortunatamente qualche giorno per recuperare le forze e per prepararci a quest’altra battaglia»

BOSNIA – «Dobbiamo partire forte e non farci condizionare né dagli avversari né dal clima. Siamo abituati a giocare con le pressioni. La nostra forza sta nell’aiutarci sempre, in qualsiasi circostanza. Anche nell’ultima partita credo si sia visto che andiamo tutti dalla stessa parte»

GATTUSO – «L’ho ritrovato ancora più carico rispetto al Napoli. Il mister è uno che ci tiene tantissimo al gruppo, non vuole egoismi. È un grande motivatore e chiede sempre il massimo a tutti, sia in partita sia in allenament.

Mercato Lazio, si raffredda la pista Milik? Costi, dubbi fisici e strategia del club spiegano lo stop di Formello

Mercato Lazio, frenata su Milik: l’attaccante piace ma l’operazione non parte. Ecco cosa blocca l’idea a Formello

La Lazio si sta già muovendo in vista della prossima sessione estiva di mercato, con la dirigenza impegnata a valutare diversi profili per rinforzare un reparto offensivo che potrebbe essere profondamente rivisto. Tra i nomi circolati nelle ultime ore figura anche quello di Arkadiusz Milik, attaccante polacco della Juventus. Una pista suggestiva, ma che al momento non rientra tra le più calde né tra le più semplici da concretizzare.

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A frenare l’operazione sono soprattutto due fattori. Il primo riguarda l’affidabilità fisica del classe ’94, reduce da un lungo stop che non offre garanzie totali sul piano atletico. Il secondo è di natura economica: Milik è legato alla Juventus da un contratto fino al 2027, il che comporterebbe per la Lazio un investimento significativo sia per il cartellino sia per l’ingaggio. Un’operazione tutt’altro che economica, soprattutto considerando età, costi e incognite fisiche del giocatore.

Per questo motivo, il nome di Milik resta più un’idea che una reale priorità. La strategia biancoceleste sembra orientarsi verso profili più sostenibili e con prospettive tecniche e fisiche più solide nel medio periodo. A Formello si continua a lavorare su diverse alternative per l’attacco, con l’obiettivo di individuare un giocatore funzionale al sistema di Sarri e allo stesso tempo compatibile con le esigenze economiche del club. Milik, al momento, resta soltanto un nome monitorato sullo sfondo.

Mourinho non ha dubbi: «Se togli Cristiano Ronaldo il Portogallo sembra una qualunque squadra nella media»

Mourinho la tocca piano sul Portogallo: «Se togli Cristiano Ronaldo sembra una qualunque squadra nella media». Le parole

Il Portogallo torna dal prestigioso test contro il Messico con uno 0-0 deludente, maturato nella notte all’Azteca di Città del Messico. Una gara in cui Roberto Martínez ha schierato molti dei talenti più brillanti della rosa — da Nuno Mendes a Bruno Fernandes, passando per Vitinha, Joao Neves, Cancelo e Chico Conceição — ma senza la presenza più attesa: Cristiano Ronaldo, rimasto a riposo.

Un’assenza che, paradossalmente, ha riacceso il dibattito interno al Paese. Se una parte del tifo continua a chiedere un ricambio generazionale e una Nazionale meno dipendente da CR7, José Mourinho ha espresso un’opinione diametralmente opposta. Commentando la partita, l’allenatore del Benfica ha sottolineato come il Portogallo perda incisività proprio quando Ronaldo non è in campo, ribadendo il peso specifico del fuoriclasse anche in questa fase avanzata della carriera. Le parole:

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PAROLE – «Togli Cristiano Ronaldo e il Portogallo sembra una qualunque squadra nella media. La gente continua a chiedere di non convocarlo. Beh, oggi non ha giocato e avete visto il risultato. Nessun pericolo, nessuna paura negli avversari. Semplicemente una squadra che viene pressata dal Messico. Quando Ronaldo è in campo, gli avversari ci pensano due volte. Senza di lui non pensano affatto».

Calciomercato Milan, è Gila il prescelto per la difesa: trattativa ai dettagli con Lotito e novità pesanti in arrivo

Calciomercato Milan, Gila può diventare il primo mattone dellla nuova difesa rossonera: accordo con Lotito ormai vicino

Il Milan ha individuato in Mario Gila il rinforzo ideale per alzare il livello tecnico e fisico della difesa in vista della stagione 2026/27. Come riportato da Netweek Calcio Show, i contatti tra la dirigenza rossonera e la Lazio si sono intensificati nelle ultime ore, avvicinando le parti a un’intesa definitiva. Il centrale spagnolo classe 2000, ormai punto fermo della squadra biancoceleste con oltre 27 presenze e un impressionante 92% di precisione nei passaggi, ha il contratto in scadenza nel 2027 e ha già fatto sapere di non voler rinnovare, spingendo per un salto in una big.

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La trattativa, valutata tra i 20 e i 25 milioni di euro, è resa più complessa da una clausola particolare: il Real Madrid, club in cui Gila è cresciuto, mantiene il 50% sulla futura rivendita. Un dettaglio che ha costretto il Milan a un lavoro diplomatico costante per garantire alla Lazio un incasso netto adeguato e convincere Claudio Lotito ad aprire alla cessione. Nonostante ciò, i rossoneri restano fiduciosi e continuano a premere sull’acceleratore.

Per Massimiliano Allegri, Gila rappresenta un tassello fondamentale nella costruzione della difesa a tre: rapido, aggressivo in marcatura e abile nell’uscita palla al piede, è considerato uno dei difensori più completi della Serie A 2025/26. Un profilo che il Milan ritiene perfetto per consolidare il nuovo assetto tattico e dare continuità al progetto tecnico.

Dzeko, ultima grande sfida all’Italia per il sogno Mondiale: tra record, rinascita allo Schalke e l’ombra del ritiro

Dzeko guida la Bosnia verso il Mondiale e sfida l’Italia: ma in estate potrebbe dire addio al calcio. Tutti i suoi numeri

La Bosnia‑Erzegovina è a un passo da un nuovo capitolo di storia. La nazionale balcanica, già qualificata ai Mondiali una sola volta nel 2014, si giocherà contro l’Italia l’accesso alla prossima edizione del torneo. Ancora una volta, gran parte delle speranze dei Dragoni passa dai piedi del loro simbolo assoluto: Edin Dzeko. È stato proprio un suo gol, l’ennesimo della carriera, a piegare il Galles e a trascinare la squadra di Barbarez alla finale playoff quando tutto sembrava indirizzato verso i britannici. A 40 anni, il “Cigno di Sarajevo” resta un totem del calcio europeo, ancora decisivo ma con un futuro tutto da scrivere: non è escluso che, a fine stagione, possa valutare il ritiro.

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Dzeko sarà il principale pericolo per gli azzurri nella sfida di Zenica. Presentando il match, il capitano ha sottolineato il peso dell’occasione: «Non so chi sia favorito. Possiamo farcela. Sarebbe significativo non solo per me, ma per tutta la nuova generazione del nostro movimento». Parole da leader vero, consapevole di guidare un gruppo che mescola giovani talenti e giocatori affermati. Il suo gol al Galles, decisivo per arrivare ai rigori, è entrato di diritto nella storia: 73 reti in 146 presenze, 31 solo nelle qualificazioni mondiali, e almeno un gol all’anno con la Bosnia dal 2007 al 2026. Numeri che lo collocano tra i grandi del calcio moderno. Nelle qualificazioni ai Mondiali solo cinque giocatori hanno segnato più di lui, e restringendo il campo all’Europa è terzo dietro Cristiano Ronaldo e Lewandowski. Dal 2000 in avanti, solo Messi, Ronaldo, Lewandowski, Suarez, Ibrahimovic e Benzema hanno fatto meglio.

Il suo rendimento resta altissimo anche a livello di club. Dopo una parentesi opaca alla Fiorentina, Dzeko è tornato in Germania a gennaio, allo Schalke 04, ritrovando immediatamente brillantezza e continuità. Con i tedeschi, primi in Zweite Bundesliga e in piena corsa per la promozione, ha firmato 6 gol e 3 assist in 8 partite, diventando subito un punto di riferimento. Un impatto opposto rispetto all’esperienza viola, dove in 18 presenze non era mai riuscito a segnare in campionato e aveva vissuto momenti di tensione con tifosi e media.

Il futuro resta un’incognita. Molto dipenderà dalla sfida con l’Italia: una qualificazione ai Mondiali potrebbe spingerlo a proseguire, mentre un’eliminazione riaprirebbe il discorso ritiro. In caso di partecipazione alla Coppa del Mondo, Dzeko entrerebbe in un club ristrettissimo: tra i giocatori di movimento, solo Roger Milla ha giocato un Mondiale a 42 anni. E non sarebbe solo: anche Modric e Cristiano Ronaldo, più anziani di lui, puntano alla loro sesta partecipazione. Un altro fattore decisivo potrebbe essere la promozione in Bundesliga con lo Schalke: un’ultima stagione ai massimi livelli, in un campionato che conosce bene, rappresenterebbe un epilogo romantico e coerente con la sua carriera straordinaria.

Infortunio Rabiot, non si allena con la Francia! L’annuncio di Deschamps: allarme Milan?

Infortunio Rabiot, non si allena con la Francia! L’annuncio di Deschamps: allarme in casa Milan? Cosa filtra sulle condizioni del centrocampista

Arrivano aggiornamenti sulle condizioni di Adrien Rabiot, centrocampista francese del Milan, fermatosi nell’ultima rifinitura della Francia. A fare chiarezza è stato il commissario tecnico Didier Deschamps, che ha spiegato come il giocatore non si sia allenato con il resto del gruppo per semplice precauzione dopo un colpo subito al ginocchio. Il ct francese, nella stessa conferenza stampa, ha rassicurato anche sulle condizioni generali del gruppo, lasciando intendere che il problema del rossonero non desta particolare preoccupazione.

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Possibile forfait contro la Colombia, ma il quadro resta tranquillo

L’assenza di Rabiot dall’allenamento fa pensare a una gestione prudente in vista dell’amichevole contro la Colombia, in programma nelle prossime ore negli Stati Uniti. La sensazione, anche alla luce delle parole di Deschamps, è che il centrocampista difficilmente verrà rischiato, soprattutto per evitare qualsiasi aggravamento in un momento delicato della stagione. Al momento, però, non emergono segnali di particolare allarme in casa rossonera: si tratta di un colpo, non di una lesione già confermata o di un problema strutturale.

Il Milan resta in attesa, ma con moderato ottimismo

Il Milan segue naturalmente la situazione con attenzione, anche perché Rabiot rappresenta uno degli elementi più importanti del centrocampo di Massimiliano Allegri. Tuttavia, le indicazioni arrivate dal ritiro della Francia spingono verso un moderato ottimismo. Se non ci saranno complicazioni nelle prossime ore, il francese dovrebbe tornare a disposizione senza particolari conseguenze per la ripresa del campionato.

Caputo convinto: «Contro la Bosnia sarà una partita completamente diversa da quella con l’Irlanda del Nord, ecco chi può essere il giocatore decisivo per l’Italia»

L’ex attaccante dell’Empoli, Francesco Caputo, ha voluto dire la sua in vista di Bosnia Italia, finale playoff per l’accesso ai Mondiali

Intervenuto ai microfoni di Sportitalia, l’ex attaccante di Sampdoria, Empoli e della Nazionale, Ciccio Caputo, si è espresso così in vista dell’importantissimo impegno che attende martedì sera l’Italia guidata dal ct Rino Gattuso contro la Bosnia per la finale dei playoff Mondiali.

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SU BOSNIA ITALIA – «Secondo me quella con la Bosnia sarà una partita completamente diversa rispetto a quella contro l’Irlanda del Nord, il pubblico di casa spingerà la Bosnia per raggiungere una qualificazione storica. A Bergamo ho rivisto però un’Italia finalmente unita e compatta, con attaccamento e voglia di andare al Mondiale. Abbiamo tutte le carte in regola per qualificarci».

IL GIOCATORE DECISIVO PER L’ITALIA? – «Oggi in attacco formerei la coppia Kean-Pio Esposito. Quando è entrato con l’Irlanda, Esposito ha dato quel qualcosa in più che mancava. Sta crescendo, è in fiducia e potrebbe essere l’uomo giusto nel momento giusto».

Lukaku Napoli, l’ultimatum di De Laurentiis: rientro in 48 ore o va fuori squadra! La guerra fredda

Lukaku Napoli, l’ultimatum di De Laurentiis: rientro in 48 ore o va fuori squadra! La guerra fredda tra l’attaccante belga e il club

Il caso Romelu Lukaku scuote il Napoli e, secondo la ricostruzione de Il Mattino, il rapporto tra il club azzurro e l’attaccante belga è entrato in una fase di fortissima tensione. Il nodo resta il mancato rientro in Italia dopo gli impegni con il Belgio, una scelta che avrebbe irritato profondamente la società. Sempre secondo il quotidiano napoletano, Aurelio De Laurentiis avrebbe fatto sapere con chiarezza che, in caso di mancato ritorno entro martedì, il giocatore rischierebbe il fuori rosa a tempo indeterminato, con la possibilità di valutare anche un’azione per danni d’immagine.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Bruxelles, il gelo con il club e il tentativo di ricucire

La situazione viene descritta come una vera guerra fredda, con Lukaku fermo a Bruxelles e deciso, almeno per ora, a non fare passi indietro. Il quotidiano aggiunge però che il clima potrebbe ancora cambiare rapidamente e che, in queste ore, sarebbero in corso contatti continui tra il ds Manna e l’entourage del giocatore, con Pastorello al lavoro per evitare una rottura definitiva. Il punto centrale è semplice: se Lukaku tornerà a Castel Volturno, il Napoli potrebbe anche scegliere una linea più morbida; in caso contrario, la frattura rischia di diventare insanabile.

Lucescu, che paura! Malore in ritiro con la Romania, ma arrivano rassicurazioni

Lucescu, che paura! Malore in ritiro con la Romania, ma arrivano rassicurazioni sulle sue condizioni di salute. Ecco come sta il tecnico

Momenti di forte apprensione in Romania per Mircea Lucescu, commissario tecnico della nazionale rumena, colto da un malore durante il ritiro della selezione. Secondo le ricostruzioni pubblicate oggi dai media rumeni, il tecnico di 80 anni si è sentito male prima dell’allenamento, ha perso conoscenza ed è stato trasportato d’urgenza allo Spitalul Universitar di Bucarest dopo l’intervento dei soccorsi. Le fonti locali parlano di un intervento rapido dello staff medico presente sul posto e dell’arrivo di due equipaggi SMURD, che hanno consentito di stabilizzare il tecnico poco dopo il malore.

La federazione rumena rassicura, ma Lucescu resterà sotto osservazione

Le notizie più importanti riguardano però il quadro clinico immediato. Secondo quanto riportato da Digi Sport e da altri media rumeni che citano fonti federali e ospedaliere, le condizioni di Lucescu sono considerate stabili, anche se il tecnico resterà sotto osservazione per alcuni giorni e non seguirà la squadra nel prossimo impegno.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Un momento delicato dopo il recente record e con il futuro già in discussione

Il malore arriva pochi giorni dopo un altro passaggio simbolico della sua carriera: la stampa internazionale e romena ha infatti ricordato che Lucescu è appena diventato il commissario tecnico più anziano ad aver guidato la Romania in una gara ufficiale, a 80 anni. Intanto, sullo sfondo, continuano a circolare anche voci sul possibile futuro della panchina rumena, con il nome di Gheorghe Hagi spesso evocato come possibile successore, anche se su questo punto non risultano annunci ufficiali della federazione

Infortunati Roma, novità importanti su Wesley e Celik: Gasperini può tirare un sospiro di sollievo per uno dei due!

Infortunati Roma, novità importanti su Wesley e Celik: Gasperini può tirare un sospiro di sollievo per uno dei due! Le ultime dalla sosta nazionali

La Roma aspetta di conoscere con precisione le condizioni di Wesley, esterno brasiliano fermatosi durante il ritiro della nazionale verdeoro. Secondo il Corriere dello Sport, il giocatore ha accusato un problema muscolare nella recente amichevole tra Brasile e Francia disputata negli Stati Uniti e sta facendo rientro in Italia per sottoporsi agli accertamenti del caso sotto la supervisione dello staff medico giallorosso. Il quotidiano parla di una possibile lesione alla coscia destra, ipotesi che verrebbe chiarita definitivamente dagli esami in programma al suo arrivo. In casa giallorossa cresce quindi la preoccupazione, perché il calendario nelle prossime settimane propone impegni pesantissimi e la sua eventuale assenza rischierebbe di pesare subito. Il primo pensiero porta inevitabilmente alla sfida contro l’Inter, in programma alla ripresa del campionato, ma il timore è che lo stop possa allungarsi anche oltre.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Inter, Pisa, Atalanta e Bologna: i dubbi sui tempi di recupero

Lo scenario resta tutto da definire, ma il margine d’incertezza è alto. Sempre secondo il Corriere dello Sport, nella peggiore delle ipotesi Wesley potrebbe saltare non solo il big match di San Siro, ma anche le gare contro Pisa, Atalanta e Bologna, rientrando soltanto verso la fine di aprile. La speranza della Roma è naturalmente diversa: che il problema si riveli meno grave del previsto e che il brasiliano possa rientrare già nei primi impegni successivi o, comunque, in tempo utile per le sfide chiave nella corsa europea. In questo momento, però, parlare di tempi certi sarebbe prematuro. L’unica certezza è che la situazione verrà valutata nelle prossime ore e che la gestione del recupero sarà decisiva per evitare ricadute in un punto così delicato della stagione.

Celik sorride: niente lesione e ritorno vicino per il turco

Sul fronte opposto arrivano invece segnali più incoraggianti per Zeki Celik, esterno turco della Roma. Dopo aver saltato la semifinale playoff tra Turchia e Romania, il giocatore è stato sottoposto a controlli che hanno escluso lesioni muscolari. Le fonti disponibili indicano che il problema resta circoscritto a un fastidio al polpaccio, senza danni strutturali, e che il laterale può tornare a disposizione del ct Vincenzo Montella per la finale contro il Kosovo. Per la Roma è un piccolo ma importante sospiro di sollievo, perché il rientro di Celik a Trigoria appare molto meno preoccupante rispetto al caso Wesley e lascia spazio a un moderato ottimismo in vista della partita con l’Inter

Tardelli consiglia: «Barella faccia le cose semplici, l’Inter gli dia una vacanza! Una volta dissi a Gattuso che era fuori di testa»

L’ex centrocampista della Juve e della Nazionale, Marco Tardelli, ha voluto dare un consiglio a Nicolò Barella in vista di Bosnia Italia

Intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Marco Tardelli si è espresso così sul momento di forma di Nicolò Barella e sulla sfida di martedì dell’Italia contro la Bosnia.

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UN CONSIGLIO PER BARELLA – «Barella è giù di questi tempi? Non si può mica essere sempre al massimo. Ci sono stagioni o momenti più difficili. Succedeva anche a me. Stanchezza fisica e mentale, altre motivazioni, e non sempre sai il perché. Tre mesi negativi, però, non cambiano una carriera. Devi soltanto avere pazienza e ricordare quello che mi disse Bearzot in Argentina. Non lo dimenticherò mai. Era fine maggio ’78, io ero letteralmente a pezzi. Non mi riuscivano neanche le cose più facili. Bearzot mi sostituì in un’amichevole prima del Mondiale in Argentina. Io, depresso, gli dissi: “Mister, capisco che lei non ha più fiducia in me. Mi lasci fuori, se vuole…”. Rispose subito: “Marco, non dire cazzate. Se non riesci a fare altro, passa la palla al compagno”. Voleva dire: fai le cose semplici, non strafare. Poi è andata come sappiamo, con la Nazionale anche più bella di quella dell’82. Con i nordirlandesi ha fatto le cose facili perché è un giocatore intelligente. E poi, se fossi l’Inter, dopo il Mondiale gli darei un mese di vacanza assoluta. Basta per recuperare»

SUI MONDIALI – «Al Mondiale ci andiamo, sono sicuro. La Bosnia non è all’altezza dell’Italia. E anche se non abbiamo una Nazionale forte, sento che faremo grandi cose. L’avevo detto anche prima del 2006: quella di Lippi mi ricordava l’Italia di Bearzot nell’82, calciopoli, il pessimismo, tutti contro, una situazione difficile. Quest’Italia mi piace e mi piace Gattuso. Ha creato un gruppo unito. Chiama i giovani, da Esposito che non è più una novità, a Pisilli a Palestra. Ricordiamoci di Rossi e Cabrini in Argentina. Chi lo vince il Mondiale? Io ho paura del Brasile di Ancelotti».

SU GATTUSO – «Gattuso è stato un mio giocatore nell’Under 21. Era com’è oggi: un ragazzo serio, generoso, sempre a disposizione della squadra. Anche lui mi fece quel discorso che io avevo fatto a Bearzot dopo una sostituzione in un’amichevole. “Mister, devo parlarle…”. E poi: “Se lei non ha fiducia in me…”. Non lo lasciai finire: “Sei fuori di testa, Rino!”, gli risposi. Dava tutto, aveva la maglia azzurra addosso, carattere, personalità, nella squadra era importantissimo. Aggiungo che la sua generosità, il fatto che fosse dovunque, a inseguire tutto e tutti, nascondeva le sue qualità che non erano male. Tecnicamente era meglio di quanto si pensasse. Un Gattuso in una squadra ci vuole sempre».

Khephren Thuram via dalla Juve? Il futuro passa dalla Champions: Premier League in agguato!

Khephren Thuram via dalla Juve? Il futuro passa dalla Champions: Premier League in agguato! Sarebbe una maxi plusvalenza per i bianconeri

Il destino di Khéphren Thuram, centrocampista francese della Juventus, si intreccia in modo diretto con il finale di stagione dei bianconeri. Secondo La Gazzetta dello Sport, le prossime otto giornate saranno decisive per capire se il figlio d’arte resterà al centro del progetto juventino oppure diventerà uno dei nomi caldi del mercato estivo. Il punto di svolta è rappresentato dalla qualificazione alla prossima Champions League: raggiungere il quarto posto significherebbe blindare il giocatore e accelerare i discorsi per un rinnovo, mentre un mancato accesso alla coppa più importante potrebbe aprire scenari diversi, anche in chiave cessione. La rosea sottolinea infatti che il club considera Thuram un pilastro del gioco di Luciano Spalletti, ma allo stesso tempo sa che senza gli introiti europei potrebbe essere costretto a fare scelte pesanti sul piano economico.

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Acquistato dal Nizza nel 2024 per circa 20 milioni di euro, oggi Thuram viene descritto come uno degli elementi più cresciuti nella stagione juventina. Come ricorda La Gazzetta dello Sport, il centrocampista percepisce attualmente circa 2,3 milioni di euro, uno degli stipendi più bassi tra i titolari della rosa, e ha già messo insieme 38 presenze, 3 gol e 4 assist. Numeri che spiegano perché alla Continassa si ragioni su un possibile adeguamento contrattuale. Allo stesso tempo, proprio questa crescita lo rende un profilo molto appetibile all’estero: in particolare dalla Premier League arrivano segnali di interesse, con il Manchester United indicato come il club più attento e il Liverpool sullo sfondo.

Il discorso, quindi, è doppio. Sul piano tecnico, Spalletti vorrebbe ripartire da lui per costruire una Juve più forte e più fisica. Sul piano economico, però, il club sa che Thuram garantirebbe anche una plusvalenza molto pesante in caso di vendita. In quest’ottica, la qualificazione alla Champions non vale soltanto prestigio sportivo: vale la possibilità di trattenere uno dei giocatori più preziosi della rosa e continuare a costruire il nuovo ciclo senza sacrifici eccellenti.

Arbitro Bosnia Italia, designato il fischietto del match: ecco chi dirigerà la finale playoff

Arbitro Bosnia Italia, designato il fischietto del match: ecco chi dirigerà la finale playoff di Zenica per accedere ai Mondiali

L’Italia si gioca tutto martedì 31 marzo 2026 allo Stadion Bilino Polje di Zenica, dove affronterà la Bosnia-Erzegovina nella finale dei playoff che mette in palio l’accesso al Mondiale 2026. Dopo il 2-0 rifilato all’Irlanda del Nord a Bergamo, la squadra di Gennaro Gattuso dovrà superare anche l’ultimo ostacolo rappresentato da Edin Dzeko e compagni. In queste ore la UEFA ha ufficializzato anche la designazione arbitrale del match, affidando la direzione della sfida al francese Clément Turpin. L’informazione compare nel media kit ufficiale della partita pubblicato dalla federazione europea.

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La squadra arbitrale scelta dalla UEFA

Secondo la documentazione ufficiale UEFA, la squadra arbitrale sarà interamente di alto profilo internazionale. A dirigere sarà dunque Clément Turpin, uno dei fischietti più noti del panorama europeo, affiancato dagli assistenti Nicolas Danos e Benjamin Pages, entrambi francesi. Il quarto ufficiale sarà invece lo spagnolo José María Sánchez, mentre al VAR ci sarà il francese Jérôme Brisard, supportato dall’AVAR Willy Delajod. Si tratta di una designazione pesante per una partita da dentro o fuori, in cui ogni episodio potrebbe avere un peso enorme sul destino delle due nazionali.

Un precedente amaro per gli azzurri

La nomina di Turpin riporta inevitabilmente alla mente un ricordo poco piacevole per la Nazionale italiana. Il direttore di gara francese era infatti l’arbitro della sfida contro la Macedonia del Nord che quattro anni fa segnò una delle eliminazioni più dolorose della storia recente azzurra, nel precedente percorso playoff verso il Mondiale. Non è un dettaglio da campo, ma è inevitabile che il suo nome riapra un collegamento emotivo con quella notte amarissima. Martedì, però, conterà soprattutto la capacità dell’Italia di trasformare la pressione in energia positiva, per evitare che il passato torni a pesare anche sul presente.

Calciomercato Inter, Bastoni via? È Gila il primo nome nella lista per la difesa, ma non mancano le alternative

Calciomercato Inter, Bastoni via? È Gila il primo nome nella lista per la difesa, ma non mancano le alternative: i nomi sul taccuino dei nerazzurri

L’Inter si prepara a un’estate che potrebbe cambiare profondamente il volto della propria difesa. Il quadro raccontato da La Gazzetta dello Sport parte da un presupposto molto chiaro: gli addii di Francesco Acerbi e Stefan de Vrij vengono considerati ormai probabili, mentre sullo sfondo resta anche il futuro di Alessandro Bastoni, difensore centrale della Nazionale italiana finito nel mirino del Barcellona. Proprio da questa possibile uscita nascerebbe la necessità di intervenire con decisione sul mercato, alla ricerca di almeno un centrale di alto livello e di altri profili pronti a completare la rivoluzione del reparto. La rosea collega direttamente questo scenario al nome di Mario Gila, difensore spagnolo della Lazio, che piace anche al Milan e che per i nerazzurri rappresenterebbe una soluzione di qualità, esperienza in Serie A e margini di crescita ancora importanti.

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Gila piace anche all’Inter, ma la trattativa con Lotito si annuncia complicata

La pista che porta a Gila resta una delle più intriganti. La rosea sottolinea infatti che non è ancora il momento di parlare di vero e proprio derby di mercato con il Milan, ma che anche l’Inter sta pensando seriamente al centrale biancoceleste. Il contratto del difensore con la Lazio scade nel 2027, e proprio questo aspetto rende complessa un’eventuale trattativa con il presidente Claudio Lotito. Il gradimento del club nerazzurro, però, è concreto e si inserisce in una riflessione più ampia sul futuro della retroguardia. In sintesi, Gila viene visto come un profilo pronto, affidabile e già adattato ai ritmi del campionato italiano, ma l’operazione si annuncia tutt’altro che semplice sul piano economico e negoziale.

Ordonez, Solet e Muharemovic: le tre alternative seguite dai nerazzurri

Accanto a Gila, la lista dell’Inter comprende anche altri tre nomi. Come scrive La Gazzetta dello Sport: Ordonez del Bruges (valutato sui 20-25 milioni), Solet dell’Udinese e l’ex Next Gen Muharemovic, ora certezza del Sassuolo di Grosso. Joel Ordoñez, centrale ecuadoriano del Club Brugge, viene descritto come un profilo giovane ma già pronto, con una valutazione compresa tra i 20 e i 25 milioni di euro. Oumar Solet, difensore dell’Udinese, resta un’opzione di esperienza fisica e presenza, mentre Tarik Muharemovic, ex Juventus Next Gen oggi al Sassuolo, viene considerato una possibile soluzione interna al mercato italiano. L’idea di fondo è chiara: se davvero la difesa nerazzurra perderà alcuni dei suoi uomini più esperti, il club dovrà farsi trovare pronto con più alternative già studiate nel dettaglio.

Rinnovo Modric, il croato e il Milan al bivio finale: Allegri spinge per la permanenza ma c’è un’incognita!

Rinnovo Modric, il croato e il Milan al bivio finale: Allegri spinge per la permanenza ma c’è un’incognita! Il punto sul futuro del centrocampista

Il futuro di Luka Modrić, centrocampista croato del Milan e simbolo della sua generazione, continua a essere uno dei temi più caldi in casa rossonera. Il quadro di partenza è chiaro: il club aveva annunciato ufficialmente nell’estate 2025 un contratto fino al 30 giugno 2026 con opzione per un’ulteriore stagione fino al 2027, clausola che può essere attivata soltanto con il consenso del giocatore. In queste settimane, secondo il Corriere dello Sport, la società ha già fatto capire di voler andare avanti insieme, mentre il giocatore non ha ancora sciolto le riserve e sta valutando con attenzione il proprio futuro.

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Il nodo è personale e fisico, non la volontà del club

Il punto centrale, secondo le ricostruzioni più recenti, è che Modrić vuole prendersi il tempo necessario per capire se proseguire ancora ad alti livelli dopo il Mondiale 2026, che con la sua Croazia dovrebbe rappresentare un altro appuntamento centrale della sua carriera. Proprio il Corriere dello Sport sottolinea che il croato sta riflettendo e che il club rossonero attende una decisione, senza forzare i tempi. A rafforzare questa lettura ci sono anche altre ricostruzioni provenienti dall’ambiente milanista, secondo cui il giocatore non ha ancora deciso se attivare l’opzione presente nel contratto.

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Le parole di Dalic e il peso di Modrić nel Milan di Allegri

A fare ulteriore chiarezza è intervenuto anche Zlatko Dalic, commissario tecnico della Croazia, che dopo l’amichevole vinta contro la Colombia ha ribadito pubblicamente un concetto semplice: Modrić è il primo a sapere quale sarà il proprio futuro. La stampa che segue il Milan ha rilanciato proprio questa posizione del ct croato, interpretandola come un invito a rispettare i tempi del capitano. Intanto, sul campo, il croato resta una pedina fondamentale nello scacchiere di Massimiliano Allegri: il peso tecnico e carismatico dell’ex Real Madrid continua a essere altissimo, ed è per questo che l’ambiente rossonero spera ancora di poter contare sulla sua esperienza anche nella prossima stagione. Oggi, però, la situazione resta questa: il Milan vuole il rinnovo, ma la decisione finale spetta soltanto a Modrić.

Casemiro, altro che Inter! C’è apertura totale ad un trasferimento in MLS: ecco chi lo vuole

Casemiro, altro che Inter! C’è apertura totale ad un trasferimento in MLS: ecco chi vuole il centrocampista brasiliano

Il futuro di Casemiro, centrocampista brasiliano ex Real Madrid, sembra indirizzarsi più verso gli Stati Uniti che verso la Serie A. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, l’Inter Miami avrebbe già avviato i contatti con l’entourage del giocatore e presentato una prima proposta concreta.

Inter Miami avanti, ma tutto dipende dall’offerta

Il centrocampista sarebbe aperto a un trasferimento in Florida, sia per il progetto sportivo sia per ragioni personali. La trattativa, però, non è ancora definita: la scelta finale dipenderà soprattutto dai numeri economici, anche perché sul brasiliano restano vive altre offerte provenienti da club europei e sauditi.

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PAROLE – «🚨🇺🇸A quanto pare, l’Inter Miami ha avviato i colloqui con l’entourage di Casemiro, avendo già inviato la prima proposta. Casemiro è aperto a un trasferimento a Miami per via del suo ambizioso progetto e dei suoi impegni personali. L’accordo dipenderà dalla proposta economica, dato che ha ricevuto diverse offerte da club europei e sauditi».

Tonali, pronto il salto in una big della Premier League? Non solo il Manchester United su di lui!

Tonali, pronto il salto in una big della Premier League? Non solo il Manchester United su di lui! Il nodo economico per il futuro del centrocampista

Arrivano novità importanti sul futuro di Sandro Tonali, centrocampista del Newcastle e della Nazionale italiana. Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, il Manchester United avrebbe messo il giocatore in cima alla lista dei desideri per rinforzare il centrocampo nella prossima estate.

Manchester United in vantaggio, ma c’è anche il City

Sempre secondo l’aggiornamento rilanciato, nelle prossime settimane si capirà la reale fattibilità dell’operazione. Su Tonali, però, non ci sarebbe soltanto lo United: anche il Manchester City starebbe monitorando con grande attenzione la situazione del centrocampista azzurro.

Valutazione altissima: servono circa 100 milioni

Il nodo principale resta economico. La valutazione del giocatore si aggirerebbe infatti intorno ai 100 milioni, cifra che rende l’eventuale trattativa molto complessa. Il futuro di Tonali resta quindi da seguire con attenzione, ma la Premier League si conferma già al centro delle indiscrezioni.

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PAROLE – «In cima alla lista dei desideri del Manchester United per rinforzare il centrocampo c’è Sandro Tonali.
Nelle prossime settimane si capirà la reale fattibilità dell’operazione.
Anche il Manchester City è molto attento alla situazione del calciatore italiano, valutato intorno ai 100 milioni.
».

Doccia gelata per Conte, niente Milan: un mese di stop

Brutte notizie per il tecnico del Napoli Antonio Conte che contro il Milan dovrà fare a meno di due calciatori: il ritorno solo a fine aprile

Il momento della verità: dentro o fuori, non ci sono altre possibilità. A Pasquetta Napoli e Milan si guarderanno negli occhi e decideranno chi dovrà provare a lottare per lo scudetto con l’Inter. Molto dipenderà anche dal risultato dei nerazzurri contro la Roma (la domenica di Pasqua), ma al Maradona andrà di scena la sfida da ‘fuori i secondi’.

Una sfida che il Napoli non sta certo preparando nel migliore dei modi. Gli azzurri sono alle prese con il caso Lukaku: il belga non è tornato a Castelvolturno preferendo restare in Belgio per allenarsi in un centro privato, facendo infuriare Conte e la società. La speranza è che l’attaccante si ripresenti martedì, in questo modo potrebbe ‘cavarsela’ con una semplice multa. Se, invece, dovesse marcare visita anche all’inizio della prossima settimana, i provvedimenti potrebbero essere più pesanti, fino ad arrivare all’esclusione dalla rosa e, quindi, alla rottura totale.

Ad aggiungere problemi a problemi anche l’ormai consueto aggiornamento dall’infermeria. Nonostante il recupero di diversi calciatori, il Napoli fa i conti ancora con numerose assenze e in molti non giocheranno contro il Milan.

Niente ritorno: amara sorpresa per Di Lorenzo e Vergara

In particolare tutto lasciava presagire una piacevole sorpresa alla ripresa del campionato. Si è parlato a lungo di un possibile ritorno contro il Milan del capitano Giovanni Di Lorenzo, con qualche possibilità che fosse accompagnato anche da Antonio Vergara.

Vergara Milan
Vergara out contro il Milan (Instagram Antonio Vergara) – Calcionews24.com

Nulla di tutto questo, come anticipato dall’agente dei due calciatori, Mario Giuffredi, nel corso di un’intervista a Stile Tv. Per il terzino il ritorno può essere fissato soltanto a fine aprile, sperando che non ci siano poi complicazioni ad allungare ulteriormente lo stop. Proprio per proseguire la riabilitazione, Di Lorenzo non dovrebbe seguire la Nazionale in Bosnia (come invece fatto a Bergamo) e guardare la partita soltanto in tv.

Cose simili per Vergara: per lui Giuffredi ha parlato di un ritorno per le ultime 2-3 partite di campionato, quindi a maggio. Non una buona notizia per Conte che dovrà fare i conti ancora con le assenze dei due calciatori. Out contro il Milan anche Rrahmani e Neres, oltre probabilmente a Lukau che alla ripresa del campionato potrebbe ritrovarsi fuori dai convocati.

Italia, occhio a Nikola Vasilj: la Bosnia ha il miglior pararigori d’Europa! Il dato

Italia, occhio a Nikola Vasilj: la Bosnia ha il miglior pararigori d’Europa! Ecco chi è l’estremo difensore che sfiderà gli Azzurri martedì

L’Italia si prepara a una delle partite più pesanti della sua storia recente. Martedì sera a Zenica, nella finale playoff contro la Bosnia-Erzegovina, gli azzurri si giocheranno l’accesso al Mondiale 2026 dopo aver mancato le edizioni del 2018 e del 2022. Il regolamento è chiaro: trattandosi di una finale secca, in caso di parità al 90’ si andrà ai supplementari e, se l’equilibrio dovesse persistere dopo 120 minuti, la qualificazione verrebbe decisa ai calci di rigore. È proprio questo lo scenario che l’Italia vuole evitare, anche perché tra i pali della Bosnia ci sarà Nikola Vasilj, portiere dello St. Pauli e specialista dagli undici metri.

Bosnia già promossa ai rigori col Galles, decisiva anche una parata di Vasilj

Il rischio non è teorico. La Bosnia-Erzegovina ha raggiunto la finale proprio superando il Galles ai calci di rigore dopo l’1-1 maturato a Cardiff. I bosniaci erano stati a un passo dall’eliminazione, ma hanno pareggiato all’86’ con Edin Dzeko e poi hanno resistito fino alla lotteria finale. Nella serie dal dischetto sono stati decisivi l’errore alto di Brennan Johnson e soprattutto una parata di Vasilj su Neco Williams, prima del penalty conclusivo segnato da Kerim Alajbegovic. La Bosnia ha quindi già dimostrato di sapersi muovere bene dentro una partita sporca, lunga e nervosa, proprio il tipo di contesto che l’Italia dovrà cercare di gestire meglio possibile.

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Nikola Vasilj, chi è il portiere che può diventare un fattore a Zenica

Vasilj, classe 1995, è alto 193 centimetri ed è figlio d’arte: suo padre Vladimir Vasilj è stato a sua volta un portiere professionista. Dopo gli inizi con lo Zrinjski Mostar, il portiere bosniaco ha giocato anche con Igman Konjic e Branitelj, prima del passaggio in Germania al Norimberga, delle due stagioni allo Zorya in Ucraina e del trasferimento allo St. Pauli nel 2021, club con cui si è costruito la fama di pararigori. Con la nazionale maggiore bosniaca ha superato quota 20 presenze e, secondo Transfermarkt, in carriera ha già neutralizzato 9 rigori. Per gli azzurri, quindi, il messaggio è semplice: meglio chiuderla prima, perché dagli undici metri la Bosnia ha davvero un’arma in più.

Mercato Juve, Spalletti detta la linea per l’estate: 5 i profili individuati dal tecnico per alzare il livello!

Mercato Juve, Spalletti detta la linea per l’estate: 5 i profili individuati dal tecnico per alzare il livello della squadra! Gli obiettivi dei bianconeri

La Juventus sta già impostando le strategie per la prossima estate con un obiettivo chiarissimo: consolidare la base attuale e poi intervenire con decisione sul mercato. Secondo Tuttosport, il primo passaggio sarà la definizione del rinnovo di Dusan Vlahovic, attaccante serbo e riferimento offensivo dei bianconeri, prima di dare il via a una mini rivoluzione da quattro o cinque colpi mirati. Il progetto nasce da una richiesta precisa di Luciano Spalletti, deciso a riportare la squadra a vincere nel più breve tempo possibile. Per farlo, serviranno giocatori di grande livello, profili capaci non solo di alzare il tasso tecnico della rosa, ma anche di sostenere mentalmente il peso della maglia juventina. La qualificazione alla prossima Champions League potrà incidere sui margini economici, ma non cambierà la volontà del club di intervenire in modo importante.

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Alisson, Rudiger e il fascino di Spalletti per i top player

Sempre secondo Tuttosport, ogni reparto ha già le sue priorità. Per la porta, il grande sogno porta ad Alisson Becker, portiere brasiliano già allenato da Spalletti ai tempi della Roma e considerato uno dei migliori interpreti del ruolo. In difesa, il nome più accessibile resta quello di Marcos Senesi, ma l’eventuale arrivo di Antonio Rudiger, difensore tedesco del Real Madrid, darebbe un altro spessore alla retroguardia, sia sul piano tecnico sia su quello della personalità. In questo scenario, la figura di Spalletti viene descritta come una calamita per i grandi giocatori. Tuttosport cita anche le recenti parole di Mohamed Salah, che lo ha definito «il miglior tecnico mai avuto», a conferma di un appeal che potrebbe diventare decisivo nel tentativo di convincere altri campioni a prendere in considerazione Torino.

Vlahovic da blindare, poi l’assalto a Kolo Muani

Il cuore del progetto resta però l’attacco. Tuttosport spiega che da un momento all’altro potrebbe arrivare la chiusura definitiva per il rinnovo di Vlahovic, soddisfatto dell’intesa raggiunta con il club e intenzionato a restare per continuare a scrivere la propria storia in bianconero. Accanto a lui, la Juventus vuole poi inserire Randal Kolo Muani. L’attaccante francese mette d’accordo tutti: dirigenza, allenatore e persino lo stesso Vlahovic, con cui si sarebbe creato un ottimo rapporto. L’idea della Juve, dunque, è chiara: blindare il proprio bomber e affiancargli un altro attaccante di alto livello per costruire un reparto offensivo ancora più forte e completo.

Infortunio Norton-Cuffy, nuovo stop con l’U21 inglese: Genoa in ansia! Cosa filtra

Infortunio Norton-Cuffy, nuovo stop con l’U21 dell’Inghilterra: Genoa in ansia! Il calciatore rientra in Italia: cosa filtra sulle sue condizioni

Brutte notizie per il Genoa dalla sosta delle nazionali. Brooke Norton-Cuffy, laterale destro inglese classe 2004, si è fermato di nuovo durante il ritiro dell’Inghilterra Under 21 e ha fatto rientro anticipato in Liguria. Il giocatore, convocato regolarmente dal ct Lee Carsley, non era nemmeno andato in panchina nella sfida contro Andorra, primo segnale di un problema fisico che si è poi chiarito nelle ore successive.

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Problema muscolare al flessore della coscia destra

Stando a quanto filtra, il calciatore avrebbe rimediato un risentimento muscolare al flessore della coscia destra, ma in un punto differente rispetto al precedente fastidio accusato nelle scorse settimane. Proprio per questo lo staff medico ha deciso di richiamarlo immediatamente a Genova, dove è arrivato oggi per essere seguito più da vicino. Il nuovo stop impone quindi cautela attorno a un giocatore che aveva già dovuto fare i conti con problemi simili di recente.

Salta la Moldavia, sarà rivalutato dalla prossima settimana

La conseguenza immediata è chiara: Norton-Cuffy non sarà disponibile per la gara di martedì 31 marzo contro la Moldavia con la selezione inglese. Il Genoa attende ora di capire con maggiore precisione l’evoluzione del quadro clinico, ma secondo la fonte citata il giocatore verrà rivalutato dalla prossima settimana. Per Daniele De Rossi, tecnico rossoblù, si tratta di una nuova situazione da monitorare in vista della ripresa del campionato.

Torino, Cairo ora apre alla cessione societaria? Dal dossier aperto allo scenario per lo stadio

Torino, Cairo ora apre alla cessione societaria? Dal dossier aperto allo scenario per lo stadio: occhio alla pista che porta negli USA!

Il futuro societario del Torino torna al centro dell’attenzione dopo le indiscrezioni rilanciate da Tuttosport, che riprende quanto pubblicato nei giorni scorsi da Il Sole 24 Ore a firma di Carlo Festa. Il quotidiano economico ha raccontato della circolazione, negli ambienti delle banche d’affari, di un dossier relativo al club granata, oggi di proprietà di Urbano Cairo, con il nome di Bank of America accostato all’operazione. Secondo la ricostruzione, non risulterebbero al momento acquirenti già pronti a farsi avanti in modo concreto, ma l’area geografica osservata con maggiore interesse sarebbe quella nordamericana, in continuità con il forte attivismo statunitense e canadese già visto nel calcio italiano.

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Cairo ribadisce la linea: disponibilità a vendere, ma nessuna offerta sul tavolo

Il tema non è nuovo e lo stesso Cairo ha più volte chiarito la propria posizione pubblicamente. Alla presentazione di Roberto D’Aversa del 24 febbraio 2026, il presidente granata aveva infatti confermato di essere disponibile a valutare un passaggio di proprietà, ma solo davanti a un compratore ritenuto più forte e più adatto a portare avanti il club. In quella circostanza aveva spiegato di non aver ricevuto offerte concrete, ribadendo un concetto già espresso in altre occasioni. È proprio questo punto a continuare a dividere l’ambiente granata, soprattutto in un contesto segnato da una contestazione molto dura da parte della tifoseria.

Stadio, contestazione e investitori Usa: perché il momento è delicato

Il contesto, infatti, rende la questione ancora più sensibile. La protesta del tifo organizzato, riaccesa con forza negli ultimi mesi, si intreccia con il tema dello stadio Olimpico Grande Torino e con la prospettiva di una possibile alienazione dell’impianto da parte del Comune di Torino, guidato dal sindaco Stefano Lo Russo. In parallelo, la presenza sempre più ampia di capitali nordamericani nel calcio italiano rende plausibile che un club come il Torino possa diventare oggetto di attenzione finanziaria. Ad oggi, però, la situazione resta ferma a questo punto: un dossier che circola, indiscrezioni sempre più insistenti e la disponibilità dichiarata di Cairo a farsi da parte, ma nessuna offerta ufficiale sul tavolo.

Bastoni Barcellona, segnali inequivocabili da parte del difensore: l’allarme di Moretto che gela l’Inter!

Bastoni Barcellona, segnali inequivocabili da parte del difensore: l’allarme di Moretto che gela l’Inter! Il punto sulla trattativa coi Blaugrana

Il futuro di Alessandro Bastoni, difensore dell’Inter e della Nazionale italiana, torna al centro delle indiscrezioni di mercato proprio mentre i nerazzurri sono impegnati nel momento più delicato della stagione. Dalla Spagna, e in particolare da Marca, rimbalza la notizia di una disponibilità concreta del centrale azzurro a valutare un trasferimento al Barcellona dalla prossima estate. La stessa ricostruzione viene collegata anche agli aggiornamenti di Matteo Moretto, che da tempo segue il dossier e conferma l’interesse forte del club blaugrana per il difensore interista.

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Il gradimento del giocatore ci sarebbe, ma l’Inter non è ancora entrata nella trattativa

Secondo quanto filtra, il Barcellona avrebbe già mosso passi preliminari con l’entourage del giocatore per capire se esistano davvero i margini per costruire l’operazione. Il punto più rilevante è proprio questo: Bastoni avrebbe aperto alla possibilità di una nuova esperienza professionale in Liga, dando quindi un segnale positivo al club catalano. Allo stesso tempo, però, non risultano ancora trattative formali tra il Barcellona e l’Inter, che per ora resta in una posizione di attesa. La situazione, dunque, è calda sul fronte del gradimento personale, ma non ancora avanzata sul piano del negoziato tra società.

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Servono almeno 70 milioni, ma il vero ostacolo resta il Fair Play Finanziario

L’eventuale affare si preannuncia comunque molto complicato. Le indiscrezioni più insistenti fissano la valutazione di Bastoni attorno ai 70 milioni di euro, cifra che il Barcellona dovrebbe mettere sul tavolo per convincere l’Inter a privarsi di uno dei suoi pilastri difensivi. A rendere ancora più difficile la pista c’è poi il tema del Fair Play Finanziario, che continua a limitare i margini operativi del club blaugrana. Per questo motivo, nonostante l’apertura del giocatore e l’interesse concreto del Barça, l’operazione resta tutta da costruire e dipenderà soprattutto dalla capacità del club catalano di trovare lo spazio economico necessario per affondare davvero il colpo

PAROLE – «Il Barcellona sta già negoziando i dettagli del contratto di Alessandro Bastoni. Il giocatore, come ho detto in più occasioni, è aperto a firmare per il Barcellona. Ancora non ci sono negoziazioni ufficiali tra i club».

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