Pagina 228 – Calcio News 24

De Zerbi Tottenham, ambiente Spurs già contro il suo possibile approdo in panchina! Non gli hanno perdonato quelle dichiarazioni, retroscena importante

De Zerbi Tottenham, il mondo Spurs si mobilita contro il possibile approdo in panchina del tecnico italiano. Svelato il motivo

Il Tottenham sprofonda in una gravissima crisi sportiva e ambientale. Senza ancora una singola vittoria in Premier League in questo disastroso inizio di 2026 e fermi a un solo punto dalla zona retrocessione dopo la pesante sconfitta interna per 3-0 contro il Nottingham Forest, l’avventura di Igor Tudor sulla panchina degli Spurs sembra già arrivata al capolinea dopo appena sei settimane.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Per tentare di raddrizzare la stagione, la dirigenza londinese ha individuato in Roberto De Zerbi, già apprezzato in Inghilterra alla guida del Brighton, il candidato ideale. Tuttavia, questa possibile scelta ha scatenato un’immediata e durissima sollevazione popolare. Ecco cosa ha scritto The Mirror.

La campagna “No to Roberto De Zerbi”

Tre importanti gruppi di tifosi si sono compattati contro l’allenatore italiano. Il motivo del rifiuto non riguarda l’aspetto tattico, ma una forte divergenza etica legata alle recenti dichiarazioni pubbliche di De Zerbi in difesa di Mason Greenwood, da lui allenato al Marsiglia. L’ex talento del Manchester United era stato arrestato in passato con pesanti accuse di stupro, aggressione e comportamento coercitivo (accuse poi ritirate). Al suo arrivo in Francia, De Zerbi lo aveva difeso definendolo un “bravo ragazzo” che aveva pagato un “caro prezzo“, sostenendo di conoscere “una persona totalmente diversa da quella descritta”.

La ferma condanna dei gruppi organizzati

Le parole del tecnico sono state percepite dai tifosi londinesi come un inaccettabile giustificazione delle accuse, portando alla diramazione di un duro comunicato congiunto:
• Women of the Lane: «I club dimostrano i propri valori attraverso le decisioni che prendono. L’allenatore detta la linea su ciò che è tollerato e su come le persone vengono trattate. Questa non è una nomina che il Tottenham dovrebbe fare: introduce un rischio culturale inutile, del tutto incompatibile con il nostro impegno per il rispetto, la sicurezza e l’inclusione».
• Proud Lilywhites: «Quando qualcuno in una posizione di rilievo difende pubblicamente un giocatore come Greenwood, minimizzando la gravità dell’accaduto, la cosa ha un peso enorme, non solo per il fatto in sé ma per il pericoloso segnale che lancia all’esterno».
• Spurs Reach: «A prescindere dalle reali intenzioni, prese di posizione di questa natura rischiano di normalizzare atteggiamenti dannosi, sminuendo le dolorose esperienze dei sopravvissuti agli abusi nel mondo del calcio».

Emiliano Sala, svolta nel caso tra Cardiff City e Nantes: sentenza attesa lunedì. Cosa succederà a 7 anni dalla morte dell’argentino

Emiliano Sala, lunedì è attesa la sentenza nel caso tra Cardiff City e Nantes. Cosa aspettarsi a 7 anni dalla morte dell’argentino

L’infinita battaglia legale che fa da triste strascico a una delle tragedie più dolorose del calcio moderno sta per giungere a uno snodo cruciale. A sette anni dalla scomparsa dell’attaccante argentino Emiliano Sala, il Tribunale Commerciale di Nantes si appresta a emettere la sua attesissima sentenza questo lunedì. Al centro del dibattimento c’è la complessa disputa finanziaria tra il Cardiff City e l’FC Nantes. Mundo Deportivo oggi ricostruisce l’intera vicenda.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La tragedia del 2019

Il dramma si consumò nel gennaio del 2019, quando l’aereo privato su cui viaggiava il ventottenne Sala precipitò tragicamente nelle acque del Canale della Manica. L’attaccante era in volo verso il Galles per unirsi al Cardiff City, club che ne aveva appena formalizzato l’acquisto dal Nantes per una cifra vicina ai 17 milioni di euro. Sala, purtroppo, non ebbe mai l’opportunità di indossare la maglia della sua nuova squadra.

La maxi-richiesta di risarcimento

Dal punto di vista puramente sportivo, il Tribunale di Arbitrato dello Sport (TAS) aveva già stabilito in passato che il trasferimento del giocatore era da considerarsi effettivo al momento dell’incidente. Tuttavia, la vertenza si è spostata in ambito civile ed economico: nel 2023, il Cardiff City ha intentato una causa chiedendo un massiccio risarcimento per la perdita di introiti e per gli ingenti danni subiti dalla società gallese a causa della morte del suo acquisto record.

Lo scontro sulle responsabilità

Le posizioni in aula sono diametralmente opposte.
• L’accusa del Cardiff. L’avvocato del club britannico, Olivier Loizon, punta il dito contro l’agente Willie McKay, sostenendo che abbia agito per conto del Nantes nell’organizzare il fatale volo. Secondo la tesi del Cardiff, McKay avrebbe agito con estrema negligenza e non poteva ignorare l’illegalità di quel viaggio. A prescindere dal guasto tecnico, sostengono, Sala non avrebbe mai dovuto trovarsi a bordo di quel velivolo.
• La difesa del Nantes. Il club francese respinge fermamente ogni addebito organizzativo. I suoi legali ricordano come l’unico soggetto penalmente condannato dai tribunali del Regno Unito sia stato David Henderson, l’organizzatore materiale del volo, ritenuto colpevole di aver ingaggiato un pilota privo delle necessarie qualifiche e autorizzazioni per il trasporto passeggeri.

La decisione di lunedì potrebbe mettere un punto a questa dolorosa disputa milionaria, o aprire la strada a nuovi ricorsi.

Jashari gasa il Milan: «Sono qui per vincere, Allegri è un maestro per me. Vi svelo cosa mi disse Ibrahimovic al telefono»

Jashari, centrocampista del Milan, ha rilasciato un’intervista nella quale ha parlato dei suoi primi mesi in rossonero. Le dichiarazioni

Ardon Jashari, arrivato al Milan dal Bruges, si racconta a tutto tondo in un’intervista concessa a Il Foglio.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

IL CARATTERE «Molti non conoscendomi pensano che io sia arrogante, ma è esattamente l’opposto. Sono un professionista umile, molto concentrato a dare il massimo in campo per la squadra, ma anche un ragazzo di 23 anni che ama sorridere e stare in compagnia. In spogliatoio c’è un bellissimo clima con i miei compagni, gli allenamenti sono intensi ma non mancano momenti di svago, specie a pranzo con Modric e Pavlovic. Mangiano accanto a me, dovreste conoscerli…».

LA TRATTATIVA «Me lo ricordo bene quel periodo. Avevo terminato la stagione con il Bruges, avevamo vinto la Belgian Cup, ed ero tra i calciatori più forti in rosa. Il club non voleva assolutamente cedermi, la sua posizione era chiara nei miei confronti. Io parlavo ogni giorno con il mio agente, sapendo del forte interesse del Milan. Ero in vacanza a Ibiza, con la mia fidanzata, mi stavo rilassando quando è suonato il mio cellulare. Il numero era italiano. Risposi subito, era Igli Tare».

IL MILAN «Ho capito immediatamente che il Milan avrebbe fatto di tutto pur di convincermi e questa cosa mi entusiasmava molto. Dall’altra avevo un rispetto enorme per il Bruges. Volevo solo trovare la soluzione migliore per entrambi. Certo, come fai a rifiutare un club così importante come il Milan».

COSA HA ACCELERATO L’ARRIVO A MILANO «Il lavoro di tutta la dirigenza, circa una decina di giorni dopo la chiamata del direttore è arrivata anche quella di Zlatan Ibrahimovic. Mi ha parlato del progetto. Ero emozionato al telefono, la voce quasi mi tremava, ma ero motivato e pronto dentro di me per iniziare una nuova sfida».

GLI INIZI IN SVIZZERA «La mia carriera, specie nel settore giovanile, non è stata semplice. C’è stato anche un periodo, prima di diventare un calciatore professionista, in cui ho pensato che il calcio potesse diventare un semplice hobby. Giocavo nel Lucerna e nel frattempo avevo iniziato un praticantato in ambito commerciale. Mi piaceva, avevo il mio ufficio e i miei colleghi erano simpatici, ma il destino aveva scelto altro per me. Dopo pochi mesi in squadra abbiamo cambiato allenatore e la mia vita si è trasformata».

ALLEGRI «Lui è un maestro per me, cerco di imparare moltissimo. Ha grande esperienza. Mi parla spesso, dice di inserirmi di più, di giocare con intensità e di andare anche al tiro se abbiamo l’occasione. Mi sprona a migliorarmi anche in allenamento, anche perché nel corso degli ultimi anni la mia posizione in campo è molto cambiata».

IL PARAGONE CON PIRLO «È vero, da trequartista a regista. Pirlo è stato il mio idolo da ragazzino. Mi ricordo le sue giocate, erano perfette. Lui e Redondo mi hanno ispirato molto, giocavano con una serenità e una lucidità in campo impressionante. Sapevano dettare i tempi del gioco in qualsiasi momento».

IL PRE-PARTITA «Sono musulmano, spesso durante il tragitto verso lo stadio ascolto il Corano, mi aiuta a concentrarmi spiritualmente prima di giocare. Il calore e il tifo dei nostri tifosi una volta arrivati a San Siro fanno il resto. E poi ogni volta che indossi la maglia rossonera l’adrenalina sale».

IL MITO MESSI «Io quando ero bambino e giocavo a pallone non ho mai avuto un ruolo. Guardavo Messi e mi bastava. Indossava la 30 e pensai che se mai fossi stato un calciatore avrei voluto lo stesso numero. Per la verità in quel periodo sapevo poco. Difensore, centrocampista o attaccante era la stessa cosa, volevo solo il pallone e divertirmi. Diversi anni dopo quando iniziai tra i professionisti in Svizzera mi dissero che avrei potuto scegliere il mio numero preferito ma solo dopo il 20, quindi chiesi il 30 con orgoglio».

IL NUMERO 30 «È stata una delle prime richieste, ancor prima ancora di firmare il contratto e andare in sede. Ho mandato un messaggio, chiedendo la numero 30 e sono stato accontentato».

LE LEZIONI DI ITALIANO «L’italiano lo sto studiando ogni settimana, mi impegno molto. Sto prendendo lezioni insieme a Füllkrug. Detto tra noi io sono più bravo, ma diamo entrambi il massimo, come in campo».

IL TEMPO LIBERO «Sono una persona molto calma e riflessiva. Mi piace passare il tempo libero con la mia famiglia, fare una cena fuori tutti insieme, il cibo italiano è molto buono. Mangio di tutto, pasta e riso nello specifico, anche se non ho un piatto preferito. Scelgo la moda alla cucina a dire la verità».

L’OUTFIT IDEALE «Mi vesto casual ma elegante. Mi piace apparire ordinato, con qualche colore acceso. In Italia ci sono moltissimi brand di alto livello, trovi sempre la soluzione ideale per ogni occasione».

GLI OBIETTIVI COL MILAN «Sono qui per vincere. Per me, per la squadra, per i tifosi. Voglio dare il massimo ogni giorno, con entusiasmo e professionalità. Mi auguro di vestire questa maglia ancora per tanti anni. Adesso però dobbiamo pensare partita dopo partita, il nostro obiettivo è tornare in Champions League tra le squadre più importanti di Europa. Sappiamo che dobbiamo lavorare duro, ma questo non ci spaventa».

Insigne in lacrime: «A Napoli sarei tornato a piedi! Tengo troppo a quella maglia ma non sono riuscito a farmi capire»

Insigne, attaccante del Pescara, ha riavvolto il nastro della sua carriera, scoppiando in lacrime nel parlare del Napoli. Cosa ha detto

Intervistato da Sportweek, Lorenzo Insigne ha rilasciato queste dichiarazioni.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

COME STA«Mi sento bene fisicamente. Sto rimettendo a punto il tiraggir. Ricomincio a divertirmi dopo tre anni in cui non ho espresso il mio calcio abituale».

TORNATO A PESCARA«A Toronto, in Canada, dove ho giocato dal 2022 a giugno, non sono mai stato al 100% fisicamente: mi infortunavo, pur di tornare in campo giocavo che non mi ero ancora ripreso del tutto e mi facevo male di nuovo. Poi, nel calcio nordamericano non esistono le retrocessioni: sono stato dodici anni nel Napoli, mi è mancata la pressione cui ero abituato. Più sono sotto pressione e più mi sento a mio agio. Infine, ero in una squadra poco competitiva e questo mi ha calcisticamente depresso. Nel momento in cui ho deciso di tornare qui, ho voluto mettermi a disposizione della squadra, al di là del mio nome e della carriera che ho fatto. I più giovani mi guardano in un certo modo; con ammirazione, diciamo. Cerco di dare l’esempio nel lavoro quotidiano».

SI CONSIDERA UN LEADER «Sono un punto di riferimento, è inevitabile. Alzo la voce solo nel momento in cui vedo cose che non mi piacciono, tipo un approccio un po’ molle alla partita. Ma ho trovato un gruppo unito e voglioso di rimettere le cose a posto. Ora sappiamo di poter dare fastidio a tutti. Ai miei inizi nel Napoli stavo ad ascoltare gli altri, anche perché ero molto giovane. Imitavo gesti e comportamenti dei più grandi e parlavo poco. Crescendo mi sono preso i miei spazi, la fascia di capitano ha fatto il resto. Ma quello spogliatoio aveva tanti campioni dalla forte personalità, il mio compito era più facile rispetto a oggi».

NAPOLI – «Se è per questo, qualche telefonata è arrivata pure dall’estero, ma i miei interlocutori erano preoccupati del fatto che da giugno a gennaio io mi fossi allenato da solo. Ho sempre detto che, col mio fisico, mi sarebbero bastati 15-20 giorni per tornare in forma, ma loro volevano un giocatore già pronto. A Napoli sarei tornato a piedi. Mi hanno contattato un paio di settimane prima di firmare per il Pescara, non ci dormivo la notte. Pur di vestire di nuovo quella maglia mi ero proposto al minimo dello stipendio, 1.500 euro al mese. ‘Se poi dimostro di star bene, rinnovo. Sennò smetto, ma con la squadra del mio cuore’, pensavo. Non ci sono rimasto male perché le scelte altrui vanno rispettate. E poi, dopo Napoli nel mio cuore c’è Pescara».

ZEMAN – «Ha sempre creduto in me, ha visto qualcosa che gli altri non vedevano, mi ha dato fiducia. Mi ha voluto al Foggia in C e ho fatto 19 gol; mi ha portato al Pescara l’anno dopo in B e ne ho fatti 18, con 14 assist e la promozione in A. Diceva: ‘Gioca spensierato’. Davanti, in quel Pescara, c’eravamo io largo a sinistra, Caprari a destra e Immobile al centro, alle spalle Verratti e poi i grandi vecchi che tanto aiutarono noi giovani: Cascione, Zanon, Balzano, Maniero…»

PRESSIONE DEI TIFOSI – «Ha pesato tanto. Andavo in campo con una responsabilità difficile da sopportare. Da giovane ho fatto qualche cavolata, ho litigato coi tifosi. Oggi me ne pento e dico che non lo farei più, perché ho capito che le critiche, anche le più dure, erano fatte per spronarmi. Sai il problema qual è? Che la gente non mi ha capito abbastanza, un po’ anche per colpa mia. Sono uno simpatico, mi piace scherzare. All’inizio però resto sulle mie, diffidente, tengo le distanze perché non puoi mai sapere se, chi ti avvicina, lo fa con qualche secondo fine. E così sono passato per presuntuoso. Ma io tengo troppo alla maglia del Napoli, e la cosa che mi fa rabbia è che non sono riuscito a dare tutto quello che avrei voluto. Non sono riuscito a farmi capire. Quando a gennaio il club mi ha chiamato, avevo le lacrime agli occhi. ‘Che fai, piangi?’, dice mia moglie. ‘Sì’, rispondo. ‘Piango perché io amo il Napoli’».

COSA DICE OGGI AI TIFOSI – «Che con il Napoli non è stato calcio. È stato amore. E l’amore non si pesa».

RIFAREBBE LA SCELTA DI ANDARE VIA – «Dopo 12 anni non avevo più energie fisiche e mentali. Separarsi è stata una cosa voluta da entrambe le parti, senza colpe da attribuire a una o all’altra. È stata una scelta che andava presa. Certo non mi aspettavo di finire in Canada».

SCEGLIE TRE COMPAGNI – «Hamsik, Koulibaly e Mertens».

PIU’ FORTE HIGUAIN O CAVANI«Non farmi ’ste domande… Ho fatto fare gol a tutti e due. Cavani attacca di più la profondità, lotta di più, però scelgo Gonzalo perché la sua qualità mi impressionava. Era un trequartista travestito da punta».

EURO 2020 – «Io che salto addosso a Donnarumma dopo l’ultimo rigore parato mentre penso: ‘Che abbiamo combinato!’. Posso giocare anche in D, ma alla Nazionale non rinuncio: se mi chiamano, corro».

Juventus, novità sul rinnovo di Spalletti: cambiano ingaggio e durata del contratto. Sul mercato ha già fatto questi nomi per l’estate

Juventus, cambiano ingaggio e durata del rinnovo di contratto di Luciano Spalletti. E sul mercato ha fatto questi nomi in vista dell’estate

La Juventus è pronta a mettere un punto fermo per il proprio futuro. La società blinda la sua guida tecnica in vista delle prossime sfide, confermando la ferma volontà di costruire un progetto tecnico solido e duraturo. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il matrimonio sportivo tra i bianconeri e il mister toscano è destinato a prolungarsi, gettando le basi per un nuovo ed entusiasmante percorso.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

I dettagli del prolungamento di Luciano Spalletti

Le ultime indiscrezioni confermano che Luciano Spalletti non firmerà un prolungamento annuale, ma estenderà il legame fino al 2028. Si tratta di un rinnovo di 2 anni che certifica la fiducia incondizionata riposta nel progetto societario. L’allenatore ha convinto tutti grazie al gioco espresso sul campo: i contatti sono in dirittura d’arrivo e la tanto attesa fumata bianca potrebbe giungere prima di Pasqua. Le parti devono solamente limare i dettagli finali sui corposi bonus, ma l’accordo di massima prevede uno stipendio vicino ai 6 milioni di euro, superando i 5 previsti in precedenza.

L’obiettivo Champions League e un mercato stellare

Il focus attuale, tuttavia, rimane il campo. L’obiettivo primario a breve termine resta la fondamentale conquista del quarto posto per garantire l’accesso alla prestigiosa Champions League. Questo preziosissimo traguardo sportivo servirà a finanziare adeguatamente le numerose operazioni in entrata suggerite dal mister. Le idee della società sono estremamente chiare e puntano a profili internazionali: per blindare saldamente i pali piace tantissimo Alisson, mentre per aumentare la qualità generale si punta forte su Bernardo Silva. In avanti, la dirigenza sogna l’assalto decisivo per Randal Kolo Muani ed è in continuo pressing per convincere Robert Lewandowski ad accettare il contratto.

L’inizio di un nuovo ciclo vincente

L’attesissima firma decisiva sui documenti ufficiali societari rappresenta l’ultimo passaggio burocratico per chiudere la pratica. Risolto questo delicato nodo legato alla panchina, il club bianconero potrà finalmente concentrare le proprie ingenti risorse finanziarie in maniera esclusiva sulle trattative necessarie per potenziare la rosa. I mesi estivi si preannunciano ricchissimi di grandissimi colpi per far sognare il caldo pubblico. Un nuovo e ambizioso ciclo vincente sta per nascere con il chiaro intento di dominare il futuro panorama sportivo.

Alajbegovic prova a spaventare l’Italia: «La Bosnia non si arrende mai. Sarà una partita “brutale” e ci sarà casino dentro e fuori dallo stadio»

Alajbegovic, talento della Bosnia, ha parlato così in vista della finale playoff contro l’Italia. Queste le sue dichiarazioni

Kerim Alajbegovic, talento della Bosnia decisivo contro il Galles con un assist e il rigore finale, ha parlato a La Gazzetta dello Sport in vista della finale playoff Mondiali contro l’Italia. Le dichiarazioni.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

DZEKO «Sono molto giovane, ho soltanto 18 anni, ma Edin è una leggenda veramente grande per noi. Siamo tutti orgogliosi di quello che fa qui, è anche una persona incredibile».

IL RIGORE E LA PAURA «No, sono andato sul dischetto senza avere troppi pensieri per la testa, volevo soltanto metterlo in rete ero convinto di farlo e così è stato».

L’ITALIA «Sappiamo che è una buona squadra, ma vinceremo. Dobbiamo vincere».

LA SICUREZZA «Giochiamo in casa, lo stadio sarà infuocato, sarà una partita “brutale”».

LO STADIO DI ZENICA «Sì, ma l’impianto è molto, molto rumoroso. Credo che sia uno dei più rumorosi d’Europa, per quanto riguarda le nazionali. E non ci sarà casino solo dentro l’impianto, ma anche fuori, nelle strade, ci sarà diciamo molta forza per noi».

I COMPAGNI “ITALIANI«Kolasinac, Edin, Muharemovic: i nostri “italiani” sono molto esperti, conoscono gli avversari, la squadra, questo ci darà sicuramente qualcosa in più».

LA FORZA DELLA BOSNIA «La mentalità, il carattere: siamo un gruppo che non si arrende mai, ciascuno corre per gli altri. Pensate che giovedì sera in Galles metà della nostra squadra aveva i crampi, però abbiamo continuato a correre, senza smettere mai».

LE QUALITA’ DEL GRUPPO «Le abbiamo dimostrate a Cardiff. Siamo felici di aver passato questo ostacolo. Abbiamo visto che anche in casa del Galles è stata una partita veramente difficile, ma siamo riusciti a rimetterla in parità, negli ultimi venti minuti prima dei tempi supplementari abbiamo fatto una pressione molto forte. Siamo uniti, sempre».

Nico Paz Real Madrid, ormai non sembrano esserci più dubbi sul destino dell’argentino: prevista questa mossa in estate, Como avvisato

Nico Paz Real Madrid, delineato il futuro del trequartista del Como. Ecco cosa succederà in estate

Il mercato estivo si avvicina e le grandi manovre dei top club europei iniziano a delinearsi con grande chiarezza. Al centro delle attenzioni internazionali c’è il cristallino talento di Nico Paz, attualmente in forza al Como in Serie A, ma il cui destino sembra essere già tracciato. Nonostante le ottime prestazioni offerte nel campionato italiano, la permanenza del giovane fantasista sulle sponde del Lario appare temporanea. Il Real Madrid – infatti – ha il controllo totale sul suo futuro.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

I dettagli del contratto svelati da Fabrizio Romano

A fare luce sulla complessa architettura contrattuale che lega il giocatore alla Casa Blanca è Fabrizio Romano. La dirigenza spagnola, guidata da Florentino Perez, non ha lasciato nulla al caso al momento della sua partenza verso l’Italia, tutelando al massimo il proprio patrimonio tecnico.

L’accordo stipulato tra i due club prevede infatti condizioni estremamente favorevoli per gli iberici, strutturate in tre punti fondamentali:

  • Clausola di riacquisto da 9 milioni per il 2026
  • Clausola di riacquisto da 10 milioni per il 2027
  • Clausola di rivendita del 50% e diritti di prelazione

La strategia dei Blancos: il primo colpo per l’estate

Queste cifre dimostrano inequivocabilmente come il trasferimento al Como sia stato concepito esclusivamente come un fondamentale percorso di maturazione. Il diritto di prelazione e l’altissima percentuale sulla futura rivendita garantiscono al club spagnolo una posizione di dominio assoluto rispetto a qualsiasi altra pretendente.

Le intenzioni per i prossimi mesi sono ormai delineate. “Il Real Madrid conta su Nico come parte del suo progetto a lungo termine”, considerandolo un tassello ideale per ringiovanire e rafforzare la rosa a disposizione di Arbeloa. A conferma di questa precisa volontà strategica, “si prevede che sarà il primo acquisto di questa estate, inaugurando così con un gradito ritorno la campagna trasferimenti dei Galacticos.

Eros Ramazzotti ‘consiglia’ la Juventus: «Punterei tutta la vita su Vlahovic, spero nel rinnovo. Sogno questi tre giocatori in bianconero»

Eros Ramazzotti, noto cantante tifoso della Juve, ha parlato così dei bianconeri e del momento attraversato dalla squadra

Eros Ramazzotti ha parlato a La Gazzetta dello Sport: le parole del cantante tifoso della Juventus.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

CONCERTO ALLO STADIUM – «Mi piacerebbe avere sul palco con me Del Piero e tutta la squadra di Spalletti – racconta – ma tra Mondiale e vacanze è impossibile. Sarà comunque fantastico: io mi emoziono sempre perché mi piace ripagare chi ogni volta spende soldi per ascoltarmi”. Eros arriverà allo Stadium lanciato, dopo aver girato l’Europa e il mondo. E soprattutto tiratissimo. “A 62 anni mi sento in gran forma, sono anche calato dieci chili recentemente: merito della dieta delle mele. Due a colazione e a volte pure a cena, pranzo normale però…»

QUANDO SI È ALLENATO AI TEMPI DI LIPPI CON LA JUVE – «Mi viene in mente Vialli. Gianluca era troppo divertente: purtroppo ci ha lasciato presto, ma è sempre nel mio cuore. L’anno in cui abbiamo trionfato in Champions League filmava tutto con la sua telecamera. Gli aneddoti sono tanti, mi vengono ancora i brividi se penso alle partitine con Del Piero e gli altri nel fango, come ragazzini di periferia. Nulla a che vedere con certi giocatori mediocri di oggi che guadagnano un sacco e fanno ridere. Ho visto anche Zidane nel fango: spettacolo puro. Uno come Zizou non esisterà più. Troppa classe, troppo fort»

YILDIZ COME DEL PIERO – «Ogni tanto mando dei messaggi a Kenan. È un bravo ragazzo: di Del Piero rivedo la tenacia e la determinazione, qualità che latitano sempre di più tra i giovani. Ale e Kenan hanno stili diversi, però vedono la porta allo stesso modo. Servirebbero undici Yildiz alla Juventus. Quale canzone canterei con lui? Un’emozione per sempre’. E speriamo di godercelo per sempre, Yildiz»

AVVOCATO AGNELLI – «Mi fece i complimenti per come giocavo in tribuna a Monaco di Baviera. Mi colpì, ma purtroppo è una serata che vorrei cancellare: mi brucia ancora oggi la finale di Champions persa contro il Borussia Dortmund»

TRENTENNALE DALL’ULTIMA CHAMPIONS – «Andrea Agnelli ha ottenuto grandi risultati nel ciclo dei 9 scudetti consecutivi e ripetere quegli anni mi sembra molto difficile. Che ultimamente siano state fatte scelte sbagliate è sotto gli occhi di tutti. Siamo la Juve, bisogna cambiare registro in fretta: serve gente competente di calcio e che ami la Juventus»

A COSA RINUNCEREBBE PER LA JUVE VINCENTE – «Dovreste chiederlo a mio figlio, che si sta appassionando come me. Vorrei vederlo felice»

SPALLETTI – «Conosco Luciano da quando allenava lo Zenit San Pietroburgo e veniva ai miei concerti in Russia. Ogni tanto ci sentiamo. Sta facendo un miracolo, non dimenticatevi come si era persa la Juventus a ottobre quando è arrivato lui. Adesso la squadra ha la sua personalità, però la strada è ancora lunga»

MERCATO – «Bernardo Silva è un ottimo giocatore. Ma se sogno… vorrei anche Doku o Savinho del City. O Valverde del Real Madrid. In realtà il colpo che più mi piacerebbe è un altro: vorrei vedere sbocciare dal vivaio qualche talento. Meglio se italiano»

ATTACCANTE JUVE – «Punterei tutta la vita su Vlahovic, spero che il rinnovo vada a buon fine. Degli altri non parlo: mi limito a dire che ci sono giocatori che si inseriscono subito e altri che non si adattano mai alla Serie A»

ALTRI ATTACCANTI – «Ho sentito che il grande Trezeguet, lui sì un vero bomber, ha consigliato Lewandowski a zero. Il polacco è il miglior nove insieme a Kane del Bayern, ma andrebbe costruita una squadra che giochi per lui»

QUARTO POSTO – «Il Como merita tanti complimenti: bella realtà, purtroppo senza italiani… Fabregas fa giocare la squadra in modo spettacolare. Io credo nella Juve, fino alla fine: conterà soprattutto la testa. Per lo scudetto dico ancora Inter, è la rosa più forte. Colgo l’occasione per mandare un messaggio a Gattuso in vista della Bosnia: ‘Azzurri, umiltà, grinta e rispetto»

Milan, Gimenez ‘nuovo acquisto’ per il finale di stagione: Allegri ha studiato un piano preciso per rilanciare il messicano. Il gesto dell’allenatore

Milan, Massimiliano Allegri ha studiato un preciso piano di rilancio di Santiago Gimenez per questo finale di stagione

Il ritorno di Santiago Gimenez rappresenta senza ombra di dubbio la notizia più attesa in casa rossonera per affrontare al meglio questo delicatissimo finale di stagione. Dopo un lungo e faticoso calvario, iniziato alla fine di ottobre a causa di un persistente e fastidioso problema alla caviglia, il centravanti messicano è finalmente tornato ad assaggiare il campo nel recente match di campionato giocato contro il Torino. Nonostante si sia trattato di un breve scampolo di partita, la sua grinta e la sua determinazione hanno subito colpito positivamente il tecnico Massimiliano Allegri, fermamente convinto che l’apporto in area di rigore dell’ex Feyenoord sarà decisivo per raggiungere gli obiettivi del club.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il programma di recupero per l’attaccante messicano

Secondo quanto evidenziato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, l’allenatore livornese ha studiato un programma specifico e dettagliato per reinserire il giocatore in modo graduale ma efficace nelle rotazioni della squadra. La priorità assoluta dello staff è far ritrovare al calciatore il ritmo gara e la necessaria confidenza con il gol. Questi sono infatti elementi fondamentali per affrontare con la giusta energia lo sprint conclusivo che deciderà le sorti del Diavolo, impegnato su più fronti nelle sfide determinanti di campionato e coppe.

Il test decisivo: in campo con il Milan Futuro

Per testare concretamente i progressi atletici del calciatore e mettergli minuti preziosi nelle gambe, Massimiliano Allegri ha organizzato per la giornata di oggi un allenamento congiunto con il Milan Futuro. Si tratta di una vera e propria partitella in famiglia dal significato profondo e strategico: dopo quasi cinque mesi di inattività forzata, Santiago Gimenez ha bisogno di ritrovare le giuste sensazioni agonistiche all’interno di un contesto protetto ma al tempo stesso probante.

Questo test servirà allo staff tecnico rossonero per valutare attentamente la tenuta della caviglia infortunata e la brillantezza nei movimenti, passi necessari verso il rientro al 100% della condizione fisica. Il bomber messicano freme dalla voglia di tornare a esultare e il club punta tutto sulla sua voglia di rivalsa per vivere un finale di stagione da protagonista assoluto.

Dimarco è un caso, non c’è alternativa: interviene la Figc

Il caos generato dall’esultanza per la vittoria della Bosnia costringe la Federazione ad intervenire: spiegato il motivo della gioia azzurra

Un errore che ha macchiato una serata di gioia. L’Italia vince contro l’Irlanda del Nord, approdando alla finale playoff per i Mondiali, ma c’è un video che mette un po’ in difficoltà gli azzurri.

Le immagini le hanno viste ormai tutti e sono quelle in cui Vicario, Dimarco ed Esposito mostrano felicità per la vittoria della Bosnia contro il Galles. Una mancanza di rispetto secondo i bosniaci, una dimostrazione di arroganza da punire a Zenica dove si giocherà martedì sera. Lo stadio sarà una bolgia, tutti contro l’Italia e i calciatori in campo avranno una motivazione in più: far rimangiare il sorrisino fatto dagli azzurri quando hanno capito che avrebbero sfidato la Bosnia e non il Galles.

Una situazione che sta facendo discutere molto, con gli stessi tifosi italiani che hanno ‘bacchettato’ i calciatori, temendo poi la punizione degli dei del pallone. Non certo il comportamento migliore per presentarsi poi in Bosnia e sperare in un’accoglienza non particolarmente bollente. Anche per questo, e per calmare anche le acque, la Federcalcio – come riferito dalla Gazzetta – ha fatto un passaggio ufficiale per spiegare quanto accaduto a Bergamo dopo la fine della partita.

Esultanza Dimarco, la Figc prova a smorzare il caso

Si cerca di smontare il caso in seno alla Figc ed è per questo che la Federcalcio ha voluto spiegare a Dzeko e compagni cosa è accaduto realmente nei frangenti immortalati dal video divenuto poi virale.

Figc Dimarco Bosnia
La spiegazione della Figc per l’esultanza di Dimarco (Instagram Azzurri) – Calcionews24.com

Secondo la Figc nell’esultanza di Vicario, Dimarco ed Esposito non deve essere rintracciata una mancanza di rispetto verso la Bosnia. Si sarebbe trattata soltanto di una reazione dovuta alla tensione del momento: dopo la partita qualcuno si è fermato a vedere gli ultimi minuti di Galles-Bosnia ed il pugnetto dopo il successo bosniaco è stato soltanto un gesto dettato dalla tensione.

Nessuna mancanza di rispetto, nessuna arroganza: questo è il messaggio che arriva dalla Figc e che si spera possa calmare un po’ le acque. Di certo, gli azzurri di Gattuso dovranno prepararsi ad una battaglia da giocare in uno stadio che sarà una bolgia e che non sarà certo dalla parte dell’Italia. Il ct ha ancora qualche dubbio di formazione con le condizioni di Bastoni da valutare e l’idea Esposito al posto di Retegui. Dubbi, ma una certezza c’è: a Zenica, spiegazioni a parte, tutti vogliono far rimangiare quell’esultanza inopportuna.

Abodi senza paura per Bosnia Italia: «Ci son tutte le condizioni per far bene. Esultanza per aver evitato il Galles? Non capisco questa cosa»

Abodi, Ministro per lo Sport, ha rilasciato queste dichiarazioni in vista della finale dei playoff Mondiali tra Bosnia e Italia

Andrea Abodi, Ministro per lo Sport e i Giovani, commenta a margine di un evento al Circolo Aniene le emozioni vissute in tribuna a Bergamo durante la sfida contro l’Irlanda del Nord per i playoff Mondiali. Ecco le sue parole su La Gazzetta dello Sport.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

LA GARA DI BERGAMO «Un primo tempo di tensione e di qualche comprensibile preoccupazione, all’intervallo deve esserci stato qualche messaggio inequivocabile di Gattuso e una volta tornata in campo la Nazionale si è lasciata andare e ha tirato fuori il meglio. Merito anche di qualche cambio che sicuramente ci ha agevolato: chi è entrato ha dato un po’ di sana freschezza della quale c’è bisogno sempre, tanto più in queste circostanze. E ce ne sarà bisogno naturalmente anche martedì».

BOSNIA-ITALIA «Credo ci siano tutte le condizioni, non soltanto per valori tecnici ma anche per gli aspetti psicologici, per far bene. Certo, giocheremo in uno stadio ostile, come è normale che sia, ma la presenza dei tifosi italiani sarà certamente appassionata e rumorosa. E milioni di cuori batteranno forte dall’Italia e sono certo che i ragazzi li sentiranno bene».

COSA SI DEVE FARE «Ormai c’è poco da imparare, c’è soltanto da recuperare le energie più profonde e i più profondi sentimenti, che poi fanno la differenza. Dovremo dare tutto e il materiale umano che abbiamo è migliore di quanto possiamo immaginare. Il risultato finale non può che essere uno: l’Italia il 12 giugno in Canada».

CHI HA SORPRESO «Sorpreso nessuno, ma Kean ha quel passo in più. Si vede che ha fame, che ha voglia. Abbiamo bisogno di ragazzi educati, ma anche sfacciati e appassionati. Lui incarna bene le due cose, così come Pio Esposito e qualcun altro».

L’ESULTANZA PER AVERE EVITATO IL GALLES «Non mi sembra ci sia stato un entusiasmo smodato, non so neanche che cosa abbiano pensato in quel momento. Non capisco perché sia stato dato eccessivo significato a quell’esultanza, parliamo di ragazzi che avevano appena finito la partita, non mi sembra ci sia niente di censurabile né di provocatorio. Cerchiamo di andare oltre, abbiamo già tante cose oggettivamente complicate, questa è una polemica che non ha senso».

L’ITALIA DI OGGI COME QUELLA DEL 2021 «Quel cuore c’è, quindi grande merito a Rino e a tutto lo staff che comprende anche figure che hanno fatto la storia del nostro calcio. E questo non è un fattore secondario, senza nulla togliere a chi c’è stato prima. Si può ricreare quel clima, ma quel clima si è determinato con una persona in più. E io mi auguro che Luca possa metterci qualcosa di suo, da lassù».

PRESENZA A ZENICA «Martedì mattina a Rozzano abbiamo l’evento per il 25° Anniversario del Servizio Civile Universale, una delle cose più importanti del mio mandato da ministro, e mercoledì mattina a Roma verrà assegnato il titolo di Città italiana dei giovani, altro appuntamento al quale non posso e non voglio mancare. D’altro canto, non posso cavarmela dicendo che farò il tifo da lontano, voglio essere a posto con la mia coscienza e soprattutto voglio essere lì a tifare Italia».

Calciomercato Inter: all-in in estate su Diaby! L’assist può arrivare…da Salah! Effetto domino per accontentare Chivu, tutti i dettagli

Calciomercato Inter: Diaby resta il profilo numero uno per rinforzare i nerazzurri in vista dell’estate. Ecco l’incastro studiato dalla dirigenza

La seconda Inter targata Cristian Chivu ha una parola d’ordine in vista della prossima stagione: imprevedibilità. Pur conservando attualmente un rassicurante margine di sei punti sulla seconda in classifica, il tecnico romeno chiede a gran voce una squadra meno ingessata, capace di garantire dribbling, strappi e accelerazioni. Per assecondare questa necessità, la dirigenza nerazzurra sta già pianificando le mosse per il calciomercato estivo, andando a caccia di profili con caratteristiche ben precise. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

Ultime notizie Calciomercato: le novità del giorno

Il pallino Moussa Diaby e il muro saudita

Il nome in cima alla lista dei desideri resta quello di Moussa Diaby. Il 26enne esterno offensivo francese, attualmente in forza all’Al Ittihad, possiede esattamente l’imprevedibilità e il talento richiesti dall’allenatore. L’Inter aveva già sfiorato il giocatore durante la sessione di gennaio per sopperire all’assenza di Dumfries, proponendo un prestito con diritto di riscatto fissato a 35 milioni. L’affare, tuttavia, è naufragato di fronte alla rigidità del club arabo, che solo nel 2024 aveva investito 60 milioni per prelevarlo dall’Aston Villa.

L’effetto domino: la chiave è Mohamed Salah

Lo scenario, però, potrebbe ribaltarsi a favore dei nerazzurri grazie a un clamoroso effetto domino legato a Mohamed Salah. L’Al Ittihad è infatti pronto a fare follie per assicurarsi l’egiziano del Liverpool, arrivando a proporre un ingaggio da 100 milioni di euro a stagione. Se il colpo andasse in porto, Diaby si ritroverebbe schiacciato dalla presenza di Salah, trasformandosi in un potenziale esubero a prezzo scontato. Una situazione ideale per l’Inter, pronta a riportare il francese in Serie A dopo la sua esperienza al Crotone nel 2018.

L’addio di Thuram e la rivoluzione tattica

Per finanziare questo colpo di mercato e avviare la rivoluzione, l’Inter valuta la cessione di Marcus Thuram. Il centravanti, protagonista di un’annata calante, potrebbe essere sacrificato al miglior offerente. L’innesto di un elemento atipico come Diaby porterebbe anche a un naturale cambio di modulo, abbandonando l’ortodossia del 3-5-2. L’ex Aston Villa potrebbe agire sulla fascia o muoversi in appoggio a Lautaro Martinez e al promettente Pio Esposito, regalando a Chivu un attacco del tutto rinnovato.

Lukaku Napoli ai ferri corti: può essere messo fuori rosa! Intanto Garcia svela le sue condizioni, cosa sta succedendo. La ricostruzione

Lukaku Napoli ai ferri corti: il belga, se non torna a Castel Volturno, può essere messo fuori rosa. Intanto Rudi Garcia parla così delle sue condizioni

Alta tensione all’ombra del Vesuvio: il rapporto tra Romelu Lukaku e il Napoli è ufficialmente ai ferri corti. L’attaccante belga, attualmente “rifugiato” in patria, ha ricevuto un aut-aut perentorio dalla dirigenza partenopea. Il messaggio è chiaro: se non si presenterà a Castel Volturno entro martedì, verrà messo fuori rosa, oltre a vedersi recapitare una pesante sanzione economica. Ecco cosa scrive oggi La Gazzetta dello Sport.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il braccio di ferro in Belgio

La situazione è precipitata quando Lukaku ha deciso di prolungare la sua permanenza ad Anversa, allenandosi da solo sotto la supervisione del suo procuratore. Di fronte a questo strappo, il Napoli ha eretto un muro. La triade composta dal presidente De Laurentiis, dal direttore sportivo Manna e dal tecnico Antonio Conte ha optato per la linea dura, rifiutando ogni tentativo di mediazione o “scorciatoia” diplomatica proposta dall’entourage del giocatore. Se “Big Rom” non rientrerà nei ranghi, verrà escluso dalle dinamiche di squadra, mettendo a serio rischio la sua presenza per l’imminente e delicatissimo scontro diretto contro il Milan.

Un copione già visto: i “voltefaccia” storici

Questo ammutinamento non rappresenta un’anomalia nella carriera del centravanti, considerato già nel passato un “traditore seriale”. La sua storia è infatti costellata di addii traumatici: dal burrascoso divorzio con il Manchester United, al trasferimento record al Chelsea per 113 milioni subito dopo aver giurato fedeltà all’Inter. L’apice si è raggiunto nella recente estate in cui, mentre l’Inter cercava di riacquistarlo dal Chelsea, Lukaku si rese irreperibile, trattando in segreto con la Juventus prima di accasarsi alla Roma e, infine, al Napoli nell’agosto 2024.

L’impatto sulla volata scudetto

Le bizze di Lukaku cadono nel momento peggiore per il Napoli, attualmente terzo a 62 punti e in piena lotta Scudetto contro Inter (69) e Milan (63). A complicare ulteriormente il quadro c’è il bilancio deludente della sua stagione attuale (solo 1 gol in 7 presenze quest’anno) a fronte di un contratto pesantissimo da 8,5 milioni a stagione fino al 2027. La pazienza del club è ormai esaurita.

Le parole di Garcia

Rudi Garcia ne ha parlato così in conferenza stampa: «Romelu non si sentiva al 100% e ha dovuto seguire un programma specifico. Quando non sei al massimo, anche l’aspetto mentale diventa fondamentale, soprattutto per la paura di ricadute. Questo tipo di infortunio richiede tempo, soprattutto senza intervento chirurgico. Spero che possa tornare presto al Napoli e giocare con continuità, è importante per il club e per la nazionale».

Pjanic avvisa l’Italia: «In Bosnia ambiente terribile. Faremo il fuoco a Zenica, non sarà piacevole per gli italiani essere lì…»

Pjanic, ex centrocampista di Juve e Roma, ha parlato così in vista dei playoff Mondiali tra Italia e Bosnia. Le dichiarazioni

Miralem Pjanic, grande ex del nostro campionato e figura storica della nazionale bosniaca, analizza su La Gazzetta dello Sport la caldissima sfida playoff tra la sua Bosnia e l’Italia.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

BOSNIA-ITALIA «Non mi sorprende, diciamo che è la sfida che speravo di vedere. La Bosnia è casa, ovviamente, ma l’Italia è nel mio cuore come se fosse il mio Paese d’adozione. Noi sogniamo di andare al Mondiale, anche voi. Vediamo come va a finire».

L’ATTESA IN BOSNIA «Come un evento storico. La Bosnia si fermerà per qualche ora: tre milioni di persone a spingere la nostra squadra. Sarà una bolgia mai vista allo stadio. Resterete scioccati dalla nostra passione».

IL CLIMA DI ZENICA «A Zenica faremo il fuoco. Non sarà piacevole per gli italiani essere lì, credimi. Ho visto i giocatori motivati e sicuri di sé. Per novanta minuti, o forse di più, non sarà semplicemente una partita di calcio: sarà una battaglia sportiva».

I FESTEGGIAMENTI AZZURRI «Non capisco sinceramente perché… La Bosnia li aspetta a braccia aperte (ride). Vedremo come andrà a finire. L’Italia è l’Italia e noi la rispettiamo molto. Ma chissà: dovranno essere bravi a gestire la partita in un ambiente terribile. Servirà personalità per uscire da Zenica con una vittoria».

IL GALLES ERA AVANTI «Ma il risultato ci sta. La Bosnia si è rilanciata attraverso una nuova generazione di giocatori che sta prendendo consapevolezza della propria forza. C’è un bel gruppo che il commissario tecnico Barbarez ha costruito. La coesione in questo momento è l’elemento più importante della nostra nazionale».

DZEKO «È incredibile quello che sta facendo. Nonostante l’età continua a segnare gol decisivi. E’ uno di quei fuoriclasse che all’improvviso ti possono risolvere le partite, come si è visto in Galles. Siamo molto felici di averlo ancora in campo, mi auguro che possa ripetersi martedì».

CONSIGLI AL CT BARBAREZ «Ma no, Sergej non ha bisogno dei miei suggerimenti. Mi fido di lui e della chimica che si è creata nel gruppo. La Bosnia non esprime un calcio spettacolare, si affida molto alle giocate individuali, ma ha ritrovato il gusto e il piacere di rappresentare il Paese».

I TALENTI PER LA SERIE A «Alajbegovic lo avete visto, è un 2007 con un grande futuro. Non solo perché tira i rigori… Segnalo anche Dedic, terzino del Benfica, e Bajraktarevic, ala destra di piede sinistro del Psv: è un 2005. Muharemovic invece lo conoscete. E anche io, visto che si allenava già con noi nei miei ultimi mesi alla Juve».

L’ITALIA DI GATTUSO «Secondo me siete ancora una delle squadre più forti in circolazione. E Rino ha lavorato molto bene. La sfortuna è stata incrociare nel girone la Norvegia, che ha fatto un percorso straordinario. Noi ci auguriamo che martedì sentiate la pressione di un eventuale fallimento: per voi non è accettabile stare lontano dal Mondiale per tre volte di fila».

I FAVORITI AL MONDIALE «La mia favorita è la Spagna, che con Pedri e Yamal ha davvero tanta qualità. Superiore alla media. Poi tengo dentro Brasile, Argentina e anche Portogallo, che può arrivare in fondo».

LA CORSA SCUDETTO «Vedo una competizione ancora aperta, anche se l’Inter ha guadagnato un bel vantaggio e può amministrarlo in questo finale di stagione».

ROMA E JUVE NELLA CORSA CHAMPIONS «Non è semplice, perché c’è anche il Como che sta andando forte. Di sicuro sarebbe fondamentale per entrambe risalire al quarto posto. Nel calcio moderno la Champions migliora tutto».

Ambrosini dopo Italia Irlanda del Nord: «Sono riuscito ad emozionarmi! Gattuso mi ha fatto questa promessa per i Mondiali»

Ambrosini ha commentato così la vittoria dell’Italia di Gennaro Gattuso nei playoff Mondiali contro l’Irlanda del Nord. Le sue dichiarazioni

Massimo Ambrosini, storico ex compagno di squadra al Milan e grande amico di Rino Gattuso, oggi è un talent tv e su La Gazzetta dello Sport in edicola commenta la situazione della Nazionale azzurra.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

ITALIA-IRLANDA «Devo ammettere che sono piacevolmente sorpreso dal fatto che sono riuscito ad emozionarmi. Prima da italiano e poi da amico di Rino. Visto quello che era successo in passato, un po’ tutti abbiamo vissuto con senso di disperazione il trovarci di nuovo agli spareggi, ma adesso abbiamo fatto il primo pezzettino di strada e siamo felici».

L’ANALISI «In difficoltà nel primo tempo perché si è portata in campo quello che speravamo di non portare ovvero un po’ di paura e di tensione. Era inevitabile visti i precedenti. Dopo il gol di Tonali a inizio ripresa c’è stata come… una liberazione e la squadra è stata più bella. Se il punteggio fosse rimasto ancora sullo 0-0, la frenesia sarebbe aumentata ulteriormente. In casi come questo rischi di perdere ordine e gli azzurri non lo hanno fatto. Anche se, a parte un paio di lampi nei primi minuti, l’Irlanda del Nord non ci ha mai messo in difficoltà».

LA BOSNIA «Affronteremo una squadra che è un mix tra esperienza e talento. Penso che la pressione di Bergamo possa essere gestita meglio nonostante la posta in palio sia la stessa visto che si tratterà di un altro incontro dentro o fuori».

L’AMICIZIA CON RINO «Nel 1999 lui è arrivato al Milan dalla Salernitana, l’estate dopo lo scudetto che avevamo vinto con Zaccheroni. Ci eravamo conosciuti durante un raduno dell’Under 21: lui mi chiedeva del Milan e io della Scozia, dove era stato prima di tornare in Italia».

IL GIOVANE GATTUSO «Affamato di conoscenza, pieno di entusiasmo e di sana voglia di emergere. E poi aveva umiltà e coraggio. Era contagioso… Non potevi non volergli bene».

IL CARATTERE «Gattuso ascolta sempre quello che gli viene detto, anche quando è arrabbiato. La sua testardaggine non gli impedisce di analizzare un consiglio».

SIMILITUDINI «Caratterialmente da giovani ci univa l’ambizione. Questo sentimento ci ha resi rivali per un posto in squadra: lui ha giocato più di me e con il tempo io ho capito che era giusto. Entrambi però eravamo famelici nell’amore per quello che facevamo e per la maglia che indossavamo».

IL RICORDO PIU’ BELLO «Inevitabile dire le vittorie perché quelle ti uniscono. E quindi la Champions alzata ad Atene è stata indimenticabile. Anche fuori dal campo però stiamo bene insieme: in montagna siamo vicini di casa e spero, prima o poi, di convincerlo a venire con me a fare una bella camminata. Perché per lo sci penso non sia molto portato… (ride, ndr)».

IL MOMENTO PIU’ DIFFICILE «Quando voleva conficcare una forchetta nella schiena di Pirlo per una battuta e mi sono messo in mezzo… (ride, ndr). No, dai, faccio il serio. Il momento più difficile è stato quando ho letto sui giornali che poteva lasciare il Milan, ma non ci credevo, così gli chiesi se era vero e lui mi disse di sì. Sentii dentro un grande dispiacere».

SAREBBE STATO BELLO AVERLO COME ALLENATORE «Certo. La più grossa battaglia che ha dovuto combattere e che ormai ha vinto è quella di far capire alla gente che come allenatore non ha solo le caratteristiche del Gattuso giocatore ovvero la generosità e le grandi motivazioni. Certe etichette sono ingiuste, soprattutto nel suo caso, e mi piacerebbe che si evidenziassero le sue idee tattiche e il lavoro che svolge sul campo, non solo le cene che ha organizzato per motivare e tenere unito il gruppo».

UN MESSAGGIO PER RINO «Che mi ha fatto una promessa e spero la mantenga. Mi ha detto che, in caso di qualificazione al Mondiale, avremmo brindato insieme. Lo aspetto in montagna, così poi… facciamo una camminata».

Bosnia Italia: ‘pazza’ idea Pio Esposito titolare? Gattuso ci pensa, ha una forte tentazione per la formazione titolare. Cosa ha in mente!

Bosnia Italia: Pio Esposito titolare? Gattuso ha questa forte tentazione per la finale playoff Mondiali. Cosa ha in mente

Archiviata con successo la semifinale play-off contro l’Irlanda del Nord, chiusa in modo rassicurante anche grazie alla rete liberatoria di Moise Kean, la Nazionale italiana si proietta verso l’atto decisivo. Il pass per i Mondiali 2026 passa ora per l’attesissima finale contro la Bosnia. Nel ritiro azzurro di Coverciano, il Commissario Tecnico Rino Gattuso si trova di fronte a un profondo e cruciale dilemma tattico, specialmente nel reparto offensivo.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

La Gazzetta dello Sport scrive oggi che se da un lato l’attacco ha proprio in Kean la sua intoccabile certezza, l’identità del suo partner è al centro di una vera e propria rivoluzione. Le gerarchie che sembravano consolidate alla vigilia dell’Irlanda del Nord stanno mutando. Mateo Retegui, finora punto fermo e autore di ben 5 reti nelle qualificazioni, appare in evidente affanno. I mesi trascorsi in Arabia Saudita all’Al Qadisiyah, uniti alla drammatica interruzione di quel campionato a causa della guerra, hanno inevitabilmente pesato sul suo ritmo partita e sulla sua brillantezza.

A insidiare prepotentemente il posto dell’italo-argentino c’è Pio Esposito, in uno stato di forma semplicemente straripante. Come sottolinea la stampa sportiva, il giovane attaccante classe 2005 “va a mille” e sta letteralmente decollando. Con 3 gol già all’attivo nel girone e una media realizzativa eccezionale (una rete ogni 76 minuti), l’interista rappresenta molto più di una semplice suggestione. Gattuso è fortemente tentato di promuoverlo titolare dal primo minuto. La sua freschezza atletica e la sua fame potrebbero essere le armi ideali per scardinare la fisica retroguardia bosniaca, presidiata da vecchie conoscenze della Serie A come Kolasinac.

Nel frattempo, la squadra è tornata a lavorare sul campo. Lo staff medico dovrà valutare attentamente le condizioni di Alessandro Bastoni, uscito stremato dall’ultimo match a Bergamo, ma la speranza è di averlo regolarmente a disposizione per la finale. Mentre il centrocampo si affiderà alle sue certezze, tutti gli occhi sono puntati sull’attacco: affidarsi all’esperienza di Retegui o cavalcare l’onda del travolgente Esposito? La decisione di Gattuso potrebbe delineare il destino mondiale dell’Italia.

Tonali trascina l’Italia e incanta anche l’Europa: un top club è pronto a strapparlo al Newcastle! Ritorno in Serie A sempre più difficile, ultimissime

Tonali brilla con l’Italia e accende le sirene di mercato dell’Europa: un top club lo vuole in estate! Ritorno in Serie A lontanissimo

La Juventus deve rassegnarsi ad abbandonare un grande obiettivo per rinforzare il proprio centrocampo in vista della prossima stagione. Le speranze dei tifosi bianconeri di rivedere il talento azzurro nel nostro campionato sembrano infatti essersi definitivamente spente. Secondo le ultime indiscrezioni rivelate dall’esperto di mercato Fabrizio Romano, l’ipotesi di vedere Sandro Tonali in Italia risulta essere praticamente impossibile per l’estate.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

L’ostacolo economico e le esigenze di Spalletti

La dirigenza piemontese cullava la seria speranza di riportarlo in patria, con il chiaro scopo di innalzare la qualità e l’intensità della rosa affidata a Luciano Spalletti. Tuttavia, i piani di mercato del club e l’intenzione di proporre un importante contratto si sono scontrati duramente con un ostacolo insormontabile: le inarrivabili valutazioni britanniche hanno di fatto spento sul nascere le residue speranze dei bianconeri. La dirigenza juventina è ora costretta a virare tempestivamente su altre opzioni europee per rafforzare adeguatamente il reparto.

L’offensiva spietata del Manchester United

Il destino del centrocampista azzurro sembra infatti essere ancora saldamente legato ai ritmi frenetici della Premier League. In questo preciso momento, la squadra che sta lavorando molto forte su di lui è il Manchester United. I dirigenti inglesi hanno individuato nel mediano il rinforzo perfetto per ricostruire la squadra e, per questo motivo, stanno intensificando i dialoghi con l’entourage del giocatore.

L’obiettivo primario dei Red Devils è chiaro: anticipare la concorrenza, presentando un’offerta economica irrinunciabile per assicurarsi le sue ottime prestazioni stagionali. Il pressing del club di Old Trafford si fa ogni giorno più insistente per chiudere rapidamente la complessa operazione sportiva, regalando così un tassello di assoluto valore al proprio allenatore.

Concorrenza defilata: porte chiuse per la Serie A

Sullo sfondo di questa maxi-operazione restano le altre big britanniche, le quali al momento si limitano a osservare l’evolversi della trattativa. Società come il Manchester City e l’Arsenal sembrano infatti decisamente più defilate in questa agguerrita corsa al cartellino, essendo concentrate su fronti di mercato totalmente diversi. Questo preciso scenario favorisce pesantemente l’assalto dello United e, di conseguenza, chiude di fatto le porte a un suo ritorno nella nostra penisola. La caccia della Juventus al rinforzo perfetto per la mediana continuerà inevitabilmente su altri tavoli operativi.

Muharemovic sfiderà l’Italia con la sua Bosnia, e poi? Cosa dovremo aspettarci in estate per il futuro: la strada sembra tracciata. Rivelazione

Muharemovic sarà il prossimo avversario dell’Italia con la sua Bosnia: il futuro del difensore del Sassuolo, però, rimane un rebus

Il destino dell’Italia di Gennaro Gattuso si deciderà tutto martedì 31 marzo, nell’attesissima finale dei playoff di qualificazione ai Mondiali 2026. Gli Azzurri non si qualificano a un Mondiale da 12 anni e la pressione è altissima: ora dovranno vincere a ogni costo contro la Bosnia Erzegovina per strappare un decisivo pass per la prossima Coppa del Mondo. L’avvicinamento al match è stato teso, in un clima in cui le reazioni degli Azzurri dell’Inter hanno fatto molto discutere. Sulla carta si tratta di una sfida alla portata, ma la Bosnia ha dimostrato tutto il suo valore superando il Galles e sarà spinta dal caldissimo tifo dei tifosi presenti a Zenica.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La minaccia Muharemovic e le parole di fuoco del difensore

La squadra di Gattuso dovrà prestare la massima attenzione a Dzeko e al giovane Alajbegovic in attacco, ma il vero scoglio sarà superare la retroguardia avversaria. Gli Azzurri dovranno infatti vedersela con Tarik Muharemovic (decisivo contro il Galles), arcigno talento cresciuto nella Juventus Next Gen ed ora al Sassuolo.

Intervistato al termine della trionfale semifinale, l’ex centrale bianconero ha caricato l’ambiente con dichiarazioni perentorie: Martedì andremo a divorare chiunque si presenti. Chiunque sia l’avversario, combatteremo fino alla fine per realizzare il nostro sogno. Zenica sarà infuocata. Crediamo in noi stessi, dallo staff tecnico ai giocatori. Non abbiamo paura di nessuno, abbiamo paura solo di Dio. Non festeggeremo troppo perché ci aspetta una partita importante già martedì”.

Calciomercato Juventus: il ruolo di Yildiz e lo sconto sul cartellino

Il percorso di crescita di Muharemovic è stato netto: passato in prestito al Sassuolo nell’estate del 2024, un anno dopo è stato acquistato per 2 milioni di euro. In maglia neroverde il difensore bosniaco ha trovato enorme fiducia, tanto che oggi il suo valore di mercato al momento è di ben 20 milioni di euro, anche se gli emiliani difficilmente lo lasceranno partire per meno di 30.

Molte big sono in agguato, ma i bianconeri stanno pensando a un suo ritorno, ad esempio l’Inter. Un’operazione che sarebbe facilitata dalla clausola sulla futura rivendita del 50% inserita al momento della cessione: in questo modo, la Juve lo pagherebbe di fatto la metà. A facilitare la trattativa può essere Yildiz, grande amico del difensore. Inoltre, dal punto di vista burocratico, l’acquisto avrebbe molto senso per la lista UEFA, andando a occupare lo slot fondamentale dei giocatori cresciuti nel vivaio del club.

Scaloni svela: «Messi al Mondiale? Farò tutto il possibile per assicurarmi che ci sia. Credo che lui debba esserci ma…»

Scaloni: «Messi al Mondiale? Farò tutto il possibile per assicurarmi che ci sia. Credo che lui debba esserci ma…». Le sue parole

Il Mondiale si avvicina e per le Nazionali già qualificate è tempo di test importanti. Tra queste c’è anche l’Argentina di Lionel Scaloni, attesa da due amichevoli contro Mauritania e Zambia. Alla vigilia del primo impegno, il commissario tecnico ha fatto il punto sui possibili convocati per la rassegna iridata, soffermandosi sui giocatori in corsa per un posto e sulle valutazioni che accompagneranno le sue scelte nelle prossime settimane. Le parole su Messi:

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

CONVOCATI MONDIALI «In linea di massima, i giocatori sono questi, ma siamo aperti a considerare anche altri calciatori che si sono uniti a noi di recente e che potremmo aver seguito negli ultimi mesi. Tutto dipenderà da come arriveranno e dalle loro condizioni fisiche. È importante che siano in una buona forma fisicaAbbiamo già chiarito con i ragazzi nel nostro primo incontro di lunedi. Sono consapevoli di cosa c’è in gioco. Saremo eternamente grati a coloro che ci hanno aiutato a vincere, ma abbiamo un altro Mondiale da affrontare e abbiamo bisogno di giocatori che siano in forma e capaci, ed è quello che cercheremo quando decideremo la rosa definitiva».

MESSI – «Sapete già come la penso. Farò tutto il possibile per assicurarmi che ci sia. Credo che lui debba esserci, ma non sono io a decidere. Dipende da lui, dalla sua condizione fisica e dalla sua condizione mentale. Tutti vogliono vederlo in campo. Non abbiamo fretta e sappiamo che la sua decisione sarà il meglio per la squadra e per lui».

Bernardo Silva svela: «Manchester non è ciò che idealmente desidero nella mia vita. A volte non sono felice»

Bernardo Silva spiazza tutti: «Manchester non è ciò che idealmente desidero nella mia vita. A volte non sono molto felice»

Bernardo Silva si è raccontato senza filtri nell’ultima puntata del podcast ufficiale del Manchester City. Il fuoriclasse portoghese ha ripercorso il suo legame profondo con il club e con la parte “blue” di Manchester, soffermandosi però anche sulle difficoltà personali e ambientali affrontate negli anni, un percorso che ne ha plasmato carattere e maturità. Le sue parole:

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

PAROLE – «Le culture del Portogallo e dell’Inghilterra sono un po’ diverse, il fuso orario è molto diverso, il cibo è molto diverso, lo stile di vita è un po’ diverso. Scherzo sempre dicendo che se il Manchester City fosse un po’ più a sud in Europa, resterei qui a vita, perché amo davvero questa squadra. Ma sì, se il Manchester City fosse a Lisbona, ci resterei fino a 40 anni».».

MANCHESTER – «L’altro lato della mia vita è diverso. Non dico che non mi piaccia, ma culturalmente Manchester non è ciò che idealmente desidero nella mia vita. A volte non sono molto felice. Prima di incontrare mia moglie, ero solo a Manchester e non mi sentivo molto bene con me stesso. Ho pensato spesso di andarmene, non perché non mi piacesse il club, ma per via dell’altro aspetto della mia vita».

VITTORIE –  «Alla fine non me ne sono andato e ne sono molto contento. Probabilmente mi sarei perso i ricordi della vittoria del triplete, delle quattro Premier League consecutive, e ora ho l’opportunità di essere capitano, trasmettere la mia esperienza ai giovani calciatori e cercare di riportare il club dove merita di essere».

Pagelle Inghilterra Uruguay, i top e i flop dell’amichevole internazionale! Ecco le valutazioni

Pagelle Inghilterra Uruguay: i migliori e i peggiori dell’amichevole internazionale. Ecco le valutazioni ai protagonisti

A Wembley è andata in scena un’amichevole di prestigio tra l’Inghilterra di Tuchel e l’Uruguay guidato da Bielsa. Ecco i top e i flop della sfida:

Un’amichevole viva ma senza emozioni fino al finale, quella che ha avuto luogo in un Wembley affollato di 80.000 spettatori tra Inghilterra e Uruguay. L’1-1 finale premia Bielsa più di Tuchel visto che i suoi sono riusciti solo nei minuti di recupero a evitare la sconfitta. Ecco il merito delle prestazioni individuali.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

I TOP

  • Marcus Rashford (Inghilterra) È senza dubbio il giocatore più ispirato e intraprendente della formazione inglese, specialmente nel primo tempo. Le sue accelerazioni palla al piede creano continui grattacapi alla retroguardia uruguaiana. Da sottolineare una sgasata clamorosa al 39′ e le numerose combinazioni palla a terra che dimostrano un’ottima condizione fisica e mentale.
  • Cole Palmer (Inghilterra). Il suo ingresso in campo nella ripresa dà una scossa alla trequarti britannica. Estremamente attivo e propositivo, si guadagna diversi calci piazzati pericolosi ed è dal suo piede – direttamente da calcio d’angolo – che nasce l’azione rocambolesca che porta al momentaneo vantaggio inglese firmato da White.
  • Federico Valverde (Uruguay). Il faro del centrocampo celeste. Anche in una partita in cui l’Uruguay pensa più a difendersi che ad attaccare, il talento del Real Madrid si fa sentire con chiusure preziose e inserimenti. La freddezza con cui trasforma il rigore decisivo al 94′, silenziando Wembley, certifica il suo spessore internazionale.

I FLOP

  • Dominic Calvert-Lewin (Inghilterra). Subentra nella ripresa con l’obiettivo di dare peso all’attacco, ma la sua prestazione è da dimenticare. Spreca clamorosamente un’occasione d’oro al 70′, deviando fuori di testa da pochi passi una punizione telecomandata di Palmer. Pochi minuti prima aveva tentato una conclusione al volo finita malamente. Un ingresso decisamente sottotono.
  • Ben White (Inghilterra). Una serata dai due volti, ma l’errore finale pesa come un macigno. Subentra al 68′ accompagnato dai fischi di Wembley (dopo il suo “esilio” volontario dalla Nazionale), e ha il merito di farsi trovare pronto per il tap-in dell’1-0. Tuttavia, rovina tutto al 91′, commettendo in area un fallo tanto ingenuo quanto fatale su Vinas, che costa il rigore del pareggio uruguaiano.
  • Agustin Canobbio (Uruguay). Tanto movimento, ma pochissima lucidità. Ha sui piedi un paio di buone occasioni in ripartenza, specialmente una potenziale situazione di superiorità numerica (3 contro 2) nel primo tempo, ma vanifica tutto scegliendo frettolosamente conclusioni dalla distanza che finiscono regolarmente altissime sopra la traversa.

Pellegrino spiazza tutti: «Futuro? Io sono tranquillo. Ancora non so quanto tempo sarò a Parma». Le sue parole

Pellegrino spiazza i tifosi del Parma: «Futuro? Io sono tranquillo. Ancora non so quanto tempo sarò qua». Le dichiarazioni

Mateo Pellegrino è una delle rivelazioni più brillanti tra le squadre impegnate nella lotta salvezza. Il centravanti argentino del Parma, passato in gioventù anche dal settore giovanile dell’Inter, sta vivendo una stagione di grande impatto sotto porta, tanto da attirare l’interesse di diversi top club europei, compreso il Milan.

Nonostante l’attenzione crescente, il classe 2001 non sembra però intenzionato a pensare al futuro. Lo ha ribadito a margine di un evento organizzato oggi allo stadio Tardini, dove ha espresso tutta la sua soddisfazione per il percorso in maglia crociata. Pellegrino ha però ammesso con sincerità che, prima o poi, un addio arriverà: un passaggio inevitabile nella carriera di un giocatore in piena ascesa.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

PARMA – «E’ passato già un anno dal mio arrivo, è passato molto veloce. Sono contento che in un anno sono riuscito a fare tutto quello che ho fatto, con l’aiuto dei miei compagni. I i tifosi mi vogliono bene ed è la cosa più bella che c’è nel calcio. So solo che sono molto contento e molto comodo qui a Parma».

FUTURO – «Quanto resto a Parma? Io sono tranquillo, non mi piace guardare lontano perché perdi la bellezza del momento. Oggi il mio focus è sull’allenamento di domani. Ancora non so quanto tempo sarò qua».

GOL – «Se possono arrivare più cross in migliori condizioni, per me è meglio perché è un punto in cui sono forte. Devo provare a fare i gol anche in altri modi. Strefezza ci ha dato creatività, penso che adesso creiamo un po’ più di occasioni, magari nelle ultime partite non si è visto, però in generale dal suo arrivo siamo migliorati in quell’aspetto».

Inghilterra Uruguay 1-1: Valverde nel finale risponde a White!

Inghilterra Uruguay LIVE: cronaca, sintesi, risultato e tabellino dell’amichevole tra le due nazionali

Amichevole di prestigio a Wembley tra l’Inghilterra di Tuchel e l’Uruguay di Bielsa. Le due nazionali, già qualificate al Mondiale, si sfideranno in un test di alto livello utile a misurare lo stato di forma e le idee di gioco in vista della competizione estiva che si disputerà tra Stati Uniti, Canada e Messico.

INGHILTERRA (4-2-3-1): Trafford; Livramento, Tomori (68′ White), Maguire, Spence (68′ Hall); Garner (68′ Mainoo), Henderson (45′ Wharton); Madueke (38′ Bowen), Foden (55′ Palmer), Rashford (68′ Barnes); Solanke (55′ Calvert-Lewin). All: T.Tuchel.

URUGUAY (4-3-3): Muslera; Varela, Olivera (86′ Sanabria), Araujo R., Piquerez (16′ Gimenez); Valverde, Ugarte (86′ Rodriguez), De Arrascaeta (86′ Nunez); Canobbio (86′ Martinez), Aguirre (63′ Vinas), M.Araujo (63′ Pellistri). All: M.Bielsa

MARCATORI: 81′ White (ING), 94′ Valverde rig. (URU)

Arbitro: Sven Jablonski (GER)

Ammoniti: Ugarte (URU)

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

SEGUI IL LIVE DI INGHILTERRA URUGUAY

96 L’Uruguay va all’assalto, l’Inghilterra sbanda in difesa ma regge. Finisce in parità una sfida accesasi nel finale

93 GOL URUGUAY 1-1! Valverde segna dal dischetto, tiro alla destra di Trafford, non basta al portiere intuire il tiro, il madridista esulta zittendo Wembley

91 OCCASIONE URUGUAY Vinas anticipa in area piccola White, c’è un contatto mentre la palla finisce alta, check Var, Jablonski va al monitor e decide: CALCIO di RIGORE, ammonito White

90 Sono 5 i minuti di recupero

89 Muslera esce di piedi per anticipare in area di rigore Bowen

86 Anche Bielsa propone 4 cambi insieme: entrano Nunez, Martinez, Sanabria, Rodriguez; fuori De Arrascaeta, Ugarte, Olivera, Canobbio

84 Ancora un po’ di panico sul corner, il tiro di Hall viene murato

83 Palmer attivissimo, si guadagna un altro calcio d’angolo

80 GOL INGHILTERRA: 1-0! Corner di Palmer, la palla passa, deviazione di Barnes parata da Muslera, sul palo Barnes mette dentro. L’Uruguay protesta per un blocco su Gimenez, il check Var lo conferma

79 Accelerazione di Palmer, Bowen riceve palla e non va oltre la conquista di un calcio d’angolo

77 Momento positivo per i sudamericani che restano davanti come non era mai successo prima

75 Lo speaker di Wembley annuncia che sono 80.000 gli spettatori presenti

73 Lungo traversone di Canobbio, blocca Trafford

70 OCCASIONE INGHILTERRA: punizione di Palmer, Calvert-Lewin devia di testa da pochi passi mette fuori, poteva fare decisamente meglio

69 Ammonito Ugarte per intervento duro su Palmer, primo giallo dell’incontro

68 Ben 4 ulteriori cambi di Tuchel: escono Rashford, Spence, Garner e Tomori, entrano Mainoo, Barnes, Hall e White

67 Diversi falli in questa fase, non ci sono ancora cartellini

66 Punizione alta di De Arrascaeta

65 Garner casca nella finta di De Arrascaeta, punizionre dai 20 metri per l’Uruguay

63 Cambi ancher di Bielsa: fuori Aguirre e dentro Vinas, fuori M.Araujo e dentro Pellistri

62 Rashford carica il sinistro da lontano, una deviazione ammortizza la conclusione

60 Ottimo disimpegno di Livramento che annulla un lancio a lunga gittata con grande sicurezza

59 Calvert-Lewin prova una conclusione al volo, ne esce fuori un tiro debolissimo

55 Sostituzione: Palmer per Foden e Calvert-Lewin per Solanke

54 Fase della partita con ritmi tutt’altro che intensi

53 Foden rientra con verve, fa due dribbling ma strozza il tiro dai 20 metri

52 Altro scontro duro a centrocampo, Wharton salta e fa cadere due avversari

49 R.Araujo colpisce il pallone e anche Foden, intervento durissimo sulla caviglia sinistra. Tuchel si infuria, Jablonski ferma il gioco senza prendere decisioni

47 Inizio ripresa con copione identico alla prima frazione di gioco, è l’Inghilterra a tenere palla

45 Wharton per Henderson: cambio per l’Inghilterra

SECONDO TEMPO

45+7 Si va al riposo sullo 0-0, con nessuna occasione vera per le due squadre

45+5 Cross di Varela in corsa, Trafford costretto a un’uscita di pugno per evitare problemi

45+4 Canobbio si accentra bene, stavolta va al tiro di sinistro ma la soluzione è identica a quella precedente, palla altissima sopra la traversa

45 Sono ben 7 i minuti di recupero date le due lunghe interruzioni per Piquerez e Madueke

43 Tunnel di un ispirato Rashford, fallo di Canobbio sulla trequarti

39 Valverde arriva a rimorchio in area ma viene murato. Ripartenza vertiginosa di Rashford che arriva fino in fondo, nessuno raccoglie il suo cross ma riceve applausi per la bella sgasata

37 Anche Tuchel costretto alla sostituzione: Madueke non può continuare, entra Bowen

36 Per la prima volta la nazionale di Bielsa alza il suo baricentro e conquista un po’ di campo

31 Madueke entra in area e al momento di calciare Aguirre lo anticipa: l’ala dell’Arsenal resta a terra, è lui a colpire l’avversario, giusta la scelta dell’arbitro di non intervenire. Anche per Madueke c’è bisogno del soccorso dei medici

30 Buon intervento di R.Araujo in area in anticipo su Solanke che va a commettere fallo

28 Colpo di testa di Solanke su cross di Garner, troppo debole per impensierire Muslera. Buona però la preparazione dell’azione sulla sinistra con l’attivismo di Rashford e Spence

26 Primo squillo dell’Uruguay: Canobbio vanifica una situazione di 3 vs 2 calciando molto alto dalla distanza

23 Gara in pieno controllo dell’Inghilterra: 68% il possesso palla, Uruguay che non è ancora riuscito ad affacciarsi nell’area avversaria

20 Inghilterra che sta collezionando diversi corner, senza però riuscire ancora a pungere

18 Solanke dal limite va al tiro dopo pressione alta dell’Inghilterra, conclusione debole bloccata dall’ex Lazio Muslera

17 Fallo di Madueke nei confronti del napoletano Olivera, intervento duro

15 Cambio obbligato per Bielsa: dentro Gimenez, difensore dell’Atletico Madrid che rileva anche la fascia da capitano, fuori Piquerez con le mani sul volto.

09 Madueke tra i più attivi, Piquerez lo mura a fondo campo: altra battuta dalla bandierina per la squadra di Tuchel, l’esterno sudamericano rimane a terra nello scontro con l’avversario per un colpo alla caviglia. Interruzione piuttosto lunga e giocatore costretto a uscire in barella.

07 Break inglese a metà campo. Solanke avanza e conclude dal limite, deviazione in corner, aveva lo spazio per prendersi ancora qualche metro prima della battuta

07 Buoni i ritmi di entrambe le squadre nelle prime battute dell’incontro

04 Prima avanzata dell’Uruguay, sul cross di Aguirre Trafford non ha problemi a far sua la sfera in presa

02 Sviluppo di una punizione battuta da Foden: M.Araujo anticipa Madueke in area di rigore e mette il pallone in corner

01 Muslera costretto a uscire di pugno su un cross pericoloso da sinistra: padroni di casa protagonisti di un buon avvio, ritmo e intensità

00 Calcio d’inizio dell’Inghilterra

PRIMO TEMPO

Pato racconta: «Nello spogliatoio, alla mia destra, c’era Maldini. Di fronte a me, vedevo Kaká e Ronaldo. Era una squadra di leggende»

Pato: «Nello spogliatoio, a destra avevo Maldini. Di fronte a me, Kaká e Ronaldo. Era una squadra di leggende». Le parole

In una lunga intervista concessa a The Athletic, Alexandre Pato è tornato con la memoria al suo arrivo al Milan nell’estate 2007. All’epoca appena diciassettenne, il brasiliano si ritrovò improvvisamente immerso in uno spogliatoio popolato da campioni e icone del calcio mondiale: un impatto che lo segnò profondamente, sia sul piano umano sia su quello professionale.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

PATO SUL MILAN – «Nello spogliatoio, alla mia destra, c’era Paolo Maldini. Poi, di fronte a me, vedevo Kaká e Ronaldo. Era una squadra di leggende: i ragazzi che facevo finta di essere sulla PlayStation da tutta la vita. Ancelotti disse a tutti di alzarsi in piedi quando entrai. Ogni giocatore venne a salutarmi.

Pensai: ‘Wow, questo è rispetto’. Puoi essere il miglior giocatore del mondo, ma devi rimanere umile. Devi avere rispetto per gli altri. Al Milan non si trattava solo di calcio, era una famiglia. Ecco perché quel Milan ha vinto tutto. Se andavi in campo e vedevi come si allenavano, pensavi: ‘Wow, devo fare lo stesso’».

Nuovo stadio Lazio, Onorato svela: «Sul Flaminio dire che è tutta fuffa, credo che sia estremamente offensivo»

Nuovo stadio Lazio, l’assessore Onorato: «Sul Flaminio dire che è tutta fuffa, credo che sia estremamente offensivo»

Alessandro Onorato, assessore allo Sport, ai Grandi Eventi, alla Moda e al Turismo di Roma, è tornato a commentare il progetto della Lazio per il nuovo stadio Flaminio. Intervenuto ai microfoni di Radio Radio, l’assessore ha fatto il punto sulla proposta biancoceleste e sulle prossime tappe dell’iter amministrativo.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

RAPPORTO TIFOSI LAZIO E STADIO FLAMINIO – «Sul Flaminio dire che è tutta fuffa, come se il Comune nascondesse qualcosa e se ci fosse un giochino in atto con la Lazio, credo che sia estremamente offensivo. Capisco che la Lazio viva un momento complesso nel rapporto tra tifosi e presidenza, ma vorrei dire che non stiamo qui a giocare. Siamo un’istituzione pubblica che deve vivere di trasparenza e io posso confermare che il progetto presentato dalla Lazio è approfondito, importante ed accurato, come ho già detto e riconfermo».

FATTIBILITA’ – «Il progetto c’è, ci sarà una conferenza dei servizi, non credo che ci voglia tutto questo tempo per arrivare ad un’operazione verità e saranno i tecnici preposti del Comune, della Regione Lazio, dei vari Ministeri e del Governo che diranno se il progetto dello stadio della Lazio al Flaminio è fattibile o no. Ma mettere in dubbio che ci abbiano mandato un paio di coriandoli, cioè 2000 pagine bianche, è veramente offensivo e molto scorretto. Questo mi sento di dire: non è accettabile».

POSSIBILE INTERVENTO COMUNE – «Se non dovesse farlo la Lazio? Chiaramente l’investimento lo farà il Comune, non per fare uno stadio con caratteristiche internazionali, ma non lasceremo che crolli. La sostenibilità finanziaria del progetto Flaminio presentato dalla Lazio? Non posso valutarlo io, ma gli uffici istituzionalmente preposti. Il progetto andrà nei prossimi giorni in conferenza dei servizi e la conferenza dei servizi sarà chiamata a dire se ha sostenibilità economica, se ha sostenibilità urbanistica, della mobilità e se, per esempio, il vincolo della Sovrintendenza dello Stato sarà superabile, oltre a mille altre questioni».

PREOCCUPAZIONE CITTADINI – «Io capisco se ci sono dei cittadini che abitano attorno al Flaminio e che sono legittimamente preoccupati da un’intervento come questo. Ci sarà un momento di confronto dove uno puntualmente parlerà con loro, ma se la conferenza dei servizi neanche è iniziata e si vuole dire che il progetto della Lazio è per forza negativo, è inaccettabile».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI SU LAZIONEWS24

Mercato Inter, strada in salita per Palestra: i nerazzurri studiano la mossa decisiva per superare la concorrenza sul mercato

Mercato Inter, obiettivo Palestra sempre più complesso: Marotta e Ausilio lavorano a una strategia per battere la concorrenza

Secondo La Gazzetta dello Sport, l’Inter avrebbe già iniziato a delineare una strategia precisa per provare a superare la concorrenza e convincere l’Atalanta a cedere Palestra, valutato circa 40 milioni di euro. Il club nerazzurro considera l’esterno uno dei profili più adatti al progetto tecnico futuro, grazie alla sua giovane età, alla capacità di coprire tutta la fascia e ai margini di crescita ancora molto ampi.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Per arrivare al talento della Dea, la dirigenza sta valutando la possibilità di una cessione importante che permetta di liberare spazio economico e finanziare l’operazione. In questo senso, il nome più caldo è quello di Luis Henrique: l’esterno brasiliano, arrivato solo la scorsa estate dall’Olympique Marsiglia, potrebbe lasciare Milano già nei prossimi mesi se dovesse arrivare un’offerta adeguata. Le proposte dall’estero, secondo le indiscrezioni, si aggirerebbero intorno ai 30 milioni di euro, cifra che consentirebbe all’Inter di reinvestire immediatamente su Palestra.

La linea del club è quindi tracciata, ma molto dipenderà dalle dinamiche delle prossime settimane: valutazioni economiche, tempistiche e soprattutto la concorrenza internazionale renderanno la trattativa tutt’altro che semplice. Il futuro del giovane esterno italiano resta aperto, con l’Inter pronta a muoversi con decisione appena si presenterà la finestra giusta.

Pjanic su Bosnia Italia: «Stadio? Sarà una vera bolgia, i tifosi faranno un tifo infernale fino al fischio finale»

Pjanic sulla sfida: «Stadio? Sarà una bolgia, i tifosi faranno un tifo infernale fino al fischio finale». Le dichiarazioni

Ospite di Sky Calcio Unplugged, il podcast di Sky condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi, Miralem Pjanić ha analizzato il momento della sua Nazionale in vista della sfida contro l’Italia nei playoff Mondiali:

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

PAROLE – «Sarà prima di tutto una bellissima partita tra due squadre che hanno fatto un percorso di qualificazione molto buono. La Bosnia ha finalmente ritrovato autostima. È un gruppo che suda molto, che si sacrifica in campo. L’allenatore ha fatto un grandissimo lavoro psicologico e tattico, e si percepisce un forte senso di appartenenza»

STADIO «I posti sulla carta sono 11.000, ma vi assicuro che quando sei là dentro sembra che ce ne siano 25.000 o 30.000. Lo stadio è un po’ vecchio, strutturalmente molto diverso dagli impianti moderni. Le squadre avversarie entrando si sentiranno forse un po’ scomode e impaurite; persino lo spogliatoio è molto rustico. C’è tantissima pressione e il pubblico è a ridosso del campo. Non c’è un vero e proprio settore VIP separato e tranquillo, anche le autorità stanno in piedi a cantare. Sarà una vera bolgia, i tifosi faranno un tifo infernale fino al fischio finale»

ITALIA «I giocatori dell’Italia sono tutti di livello top e sono abituati a gestire la pressione di queste partite. Gattuso ha ripreso la squadra in mano in modo eccellente e con il suo staff, dove ci sono figure come Gigi Buffon e Bonucci dietro le quinte, trasmettono un senso di appartenenza e una serietà incredibili».

SINGOLI – «Alajbegović? Conosco molto bene lui e la sua famiglia. È un ragazzo d’oro che ha fatto la scelta giusta andando a giocare in Austria per svilupparsi e prendere minuti veri in campo. È un talento puro, cristallino, su cui la Nazionale conterà sicuramente per i prossimi 15 anni. Quando riceve palla va subito a puntare l’uomo con personalità, non ha paura di crossare o di provare il tiro. Dzeko? Abbiamo diverse individualità che possono fare la differenza, ma Edin rimane il punto di riferimento assoluto. È l’uomo che sblocca la partita nei momenti più difficili, sa tenere la palla per far salire la squadra e sa segnare anche quei gol ‘sporchi’ che valgono tre punti. Risolve le partite da solo, la sua intelligenza calcistica è intatta nonostante l’avanzare dell’età».

Nesta si schiera: «Bastoni? Anche io ho simulato tantissime volte. La morale a lui non la farò mai, per me è super!»

Nesta: «Bastoni? Anche io ho simulato tantissime volte. La morale a lui non la farò mai, per me è super!». Le sue parole

Presente in tribuna a Bergamo per assistere alla vittoria dell’Italia contro l’Irlanda del Nord, Alessandro Nesta ha analizzato il momento degli azzurri ai microfoni di Sky Sport. L’ex difensore, oggi allenatore, ha commentato il percorso della Nazionale e le prospettive in vista della sfida con la Bosnia, appuntamento che può valere la qualificazione al Mondiale.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

BASTONI – «Bastoni da centrale sfrutta meno le sue caratteristiche offensive, ma devo fargli i complimenti perché gli hanno rotto un sacco le scatole per la simulazione e ieri, pur non essendo al meglio, è tornato facendo una grande partita. Io sono passato sempre per giocatore corretto, ma anche io ho simulato tantissime volte. La morale a Bastoni non la farò mai, per me è super».

SFIDA IRLANDA DEL NORD «Mi sono preoccupato anche io nel primo tempo. Se i valori escono fuori, non c’è partita con nessuna delle Nazionali impegnate nel playoff. Il problema però è la pressione che ti mette la maglia dell’Italia, che è superiore rispetto per esempio a quella di Bosnia o Irlanda del Nord. La gestione del primo tempo è stata il frutto della tensione che avevano gli azzurri. Bisogna essere consapevoli che ancora è dura, anzi che in Bosnia sarà ancora più dura. Ci aspetta un ambiente caldissimo, con un’avversaria che ha valori superiori rispetto all’Irlanda. Io e Zambrotta siamo dei cecchini. Eravamo a Wembley quando abbiamo vinto l’Europeo e c’eravamo anche ieri sera a Bergamo. Martedì? Io non posso andare, chiamate Zambrotta però»

MONDIALE – «Queste sono partite di nervi, il tarlo che non andiamo a fare il Mondiale è entrato ormai nel nostro cervello. Qualificarci non rappresenta un’impresa tecnica, perché noi siamo più forti degli altri, ma si gioca tutto sui nervi. Nel 2006 la vittoria del Mondiale ha aiutato il calcio italiano dopo Calciopoli, oggi il calcio italiano ha bisogno più che mai della Nazionale. Senza dimenticare poi il punto di vista individuale: fare bene un Mondiale, da calciatore, ti cambia vita e carriera. Conosco benissimo Rino Gattuso. Lui ci sta male, si sente responsabile di questa situazione e farà di tutto perché l’Italia vada al Mondiale. Nel primo tempo l’ho visto in tensione ieri, ha un senso di responsabilità davvero troppo grande»

Kolo Muani sceglie la Juve come priorità: il PSG non punta più su di lui, mentre dall’estero arrivano proposte…

Kolo Muani, priorità alla Juve nonostante le maxi offerte estere: il PSG lo ha già messo fuori dal progetto. Le ultime

La Juventus si prepara a un’estate di mercato particolarmente intensa sul fronte offensivo. I nomi monitorati sono di primissimo livello: da Jonathan David a Lois Openda, passando per Dusan Vlahovic, Robert Lewandowski e, soprattutto, Randal Kolo Muani. Nessuno degli attaccanti attualmente in rosa ha la certezza di restare e lo scenario che porta a due nuovi centravanti alla Continassa non è affatto remoto.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La dirigenza bianconera sta lavorando su più tavoli, in attesa di capire il futuro dei giocatori in scadenza come Vlahovic e Lewandowski. Nel frattempo è tornato d’attualità il dossier Kolo Muani, oggi al Tottenham in prestito dal PSG e considerato a Torino un’occasione sfumata. Secondo Fabrizio Romano, il francese avrebbe deciso di attendere una proposta da Comolli e Chiellini. Dopo il primo arrivo nel gennaio 2024/25, il tentativo di confermarlo nell’estate successiva e il nuovo assalto nell’ultima finestra invernale, la Juventus ha bussato nuovamente alla sua porta, trovando stavolta un’apertura concreta.

A fine stagione l’attaccante rientrerà al Paris Saint-Germain, ma né il club né il giocatore intendono proseguire insieme. Il PSG, che la scorsa estate valutava il cartellino 70 milioni, dovrà abbassare le pretese: la formula del prestito con obbligo di riscatto, simile a quella usata per Openda, è oggi la più compatibile con le possibilità bianconere. Kolo Muani, che a Torino si era ambientato alla perfezione e che a gennaio aveva spinto per tornare, considera la Juventus la sua priorità assoluta. Alcuni giocatori bianconeri, inoltre, si sarebbero già messi in contatto con lui per incoraggiarlo.

Il vero ostacolo potrebbe però essere l’ingaggio. Dall’estero sono arrivate proposte molto più ricche rispetto ai 6-7 milioni che la Juventus può garantire, cifra già riconosciuta a Yildiz e offerta a Vlahovic. La scelta finale sarà quindi del francese: accettare un campionato meno competitivo per un contratto più pesante, oppure seguire il desiderio di tornare a Torino, rimasto vivo dallo scorso gennaio e rilanciato in vista della prossima stagione.

Protti si racconta: «Da dieci mesi sono in lotta con questo avversario subdolo. Nazionale? Al tempo avevamo dei fuoriclasse che oggi mancano»

Protti: «Da dieci mesi sono in lotta con un avversario subdolo. Nazionale? Al tempo avevamo dei fuoriclasse che oggi mancano»

Intervistato da Sky Calcio Unplugged, il podcast di Sky condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi, Igor Protti ha ripercorso il proprio passato, la battaglia contro la malattia e, soprattutto, ha parlato del film dedicato alla sua storia che presto arriverà nelle sale.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

MALATTIA – «Da dieci mesi sono in lotta con questo avversario subdolo, purtroppo questo percorso mi ha già creato diverse complicazioni che mi fanno tornare un po’ indietro. Poco tempo fa sono stato di nuovo operato e dopo 20 giorni a letto sto ricominciando a camminare, cerco di recuperare. Ringrazio tutti per la vicinanza. Non mi aspettavo delle risposte così dalle città dove sono stato e in cui ho avuto un grande rapporto nei miei anni di calcio. Sono arrivate poi manifestazioni da posti inaspettati dove giocavamo le partite più sentite, i derby ai quali tenevamo di più. Tanti tifosi mi hanno mandato messaggi di vicinanza e solidarietà chiedendomi di lottare e non mollare. Questo dimostra che il calcio è una grossa comunità che a volte sembra dividere ma invece ci accomuna tutti sotto la bandiera per una stessa squadra. Poi per fortuna le squadre sono tante perché se fossimo tifosi di una sola squadra sarebbe una noia mortale».

CONVOCAZIONE ITALIA – «Di questo si parla spesso. Quell’anno non sono arrivato a essere capocannoniere subito, nell’ultimo periodo di stagione ho fatto l’ultimo mese e mezzo alla grande che mi ha permesso di arrivare primo. Sicuramente è una cosa strana ma bisogna dire che c’erano grandissimi giocatori, attaccanti e campioni. Al tempo avevamo dei fuoriclasse che oggi mancano molto e creano invece difficoltà soprattutto quando si affrontano squadre chiuse e organizzate come ieri sera (riferimento a Italia-Irlanda del Nord, ndr). In quegli anni la concorrenza era spietata»

FILM – «Stasera ci sarà la prima a Bari. Questo docufilm è nato come idea poco più di un anno fa. Tra l’altro abbiamo finito le riprese 10 giorni prima che venissi a conoscenza della mia malattia, quasi come se fosse una cosa che doveva essere fatta. Parla della mia carriera fin da quando ero ragazzino, quando ho iniziato nelle giovanili del Rimini, fino alla mia ultima giornata in campo a Livorno contro la Juventus in cui ho lasciato definitivamente il calcio. La cosa della quale mi sono raccomandato anche con il regista quando mi ha contattato era di non volere una celebrazione del personaggio ma far passare il messaggio di chi come me è partito con grandi speranze, passione, voglia e qualche mezzo e che ogni giorno ha lavorato per migliorarsi, mettere mattoncino su mattoncino fino ad arrivare al massimo di quelle che erano le sue possibilità»

INIZIO CARRIERA – «Quando ero ragazzino avevo Sacchi come allenatore e lui disse che per le mie caratteristiche avrei potuto giocare al massimo in Serie C, però lavorando giorno dopo giorno sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. Sacchi in quel momento lì aveva ragione perché guardando quel calciatore più della Serie C non poteva fare. Questo è la dimostrazione che con la passione, volontà e spirito di sacrificio si può arrivare oltre a quelli che possono sembrare i nostri limiti»

×