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Kolo Muani sceglie la Juve come priorità: il PSG non punta più su di lui, mentre dall’estero arrivano proposte…

Kolo Muani, priorità alla Juve nonostante le maxi offerte estere: il PSG lo ha già messo fuori dal progetto. Le ultime

La Juventus si prepara a un’estate di mercato particolarmente intensa sul fronte offensivo. I nomi monitorati sono di primissimo livello: da Jonathan David a Lois Openda, passando per Dusan Vlahovic, Robert Lewandowski e, soprattutto, Randal Kolo Muani. Nessuno degli attaccanti attualmente in rosa ha la certezza di restare e lo scenario che porta a due nuovi centravanti alla Continassa non è affatto remoto.

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La dirigenza bianconera sta lavorando su più tavoli, in attesa di capire il futuro dei giocatori in scadenza come Vlahovic e Lewandowski. Nel frattempo è tornato d’attualità il dossier Kolo Muani, oggi al Tottenham in prestito dal PSG e considerato a Torino un’occasione sfumata. Secondo Fabrizio Romano, il francese avrebbe deciso di attendere una proposta da Comolli e Chiellini. Dopo il primo arrivo nel gennaio 2024/25, il tentativo di confermarlo nell’estate successiva e il nuovo assalto nell’ultima finestra invernale, la Juventus ha bussato nuovamente alla sua porta, trovando stavolta un’apertura concreta.

A fine stagione l’attaccante rientrerà al Paris Saint-Germain, ma né il club né il giocatore intendono proseguire insieme. Il PSG, che la scorsa estate valutava il cartellino 70 milioni, dovrà abbassare le pretese: la formula del prestito con obbligo di riscatto, simile a quella usata per Openda, è oggi la più compatibile con le possibilità bianconere. Kolo Muani, che a Torino si era ambientato alla perfezione e che a gennaio aveva spinto per tornare, considera la Juventus la sua priorità assoluta. Alcuni giocatori bianconeri, inoltre, si sarebbero già messi in contatto con lui per incoraggiarlo.

Il vero ostacolo potrebbe però essere l’ingaggio. Dall’estero sono arrivate proposte molto più ricche rispetto ai 6-7 milioni che la Juventus può garantire, cifra già riconosciuta a Yildiz e offerta a Vlahovic. La scelta finale sarà quindi del francese: accettare un campionato meno competitivo per un contratto più pesante, oppure seguire il desiderio di tornare a Torino, rimasto vivo dallo scorso gennaio e rilanciato in vista della prossima stagione.

Protti si racconta: «Da dieci mesi sono in lotta con questo avversario subdolo. Nazionale? Al tempo avevamo dei fuoriclasse che oggi mancano»

Protti: «Da dieci mesi sono in lotta con un avversario subdolo. Nazionale? Al tempo avevamo dei fuoriclasse che oggi mancano»

Intervistato da Sky Calcio Unplugged, il podcast di Sky condotto da Gianluca Di Marzio, Lisa Offside e Stefano Borghi, Igor Protti ha ripercorso il proprio passato, la battaglia contro la malattia e, soprattutto, ha parlato del film dedicato alla sua storia che presto arriverà nelle sale.

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MALATTIA – «Da dieci mesi sono in lotta con questo avversario subdolo, purtroppo questo percorso mi ha già creato diverse complicazioni che mi fanno tornare un po’ indietro. Poco tempo fa sono stato di nuovo operato e dopo 20 giorni a letto sto ricominciando a camminare, cerco di recuperare. Ringrazio tutti per la vicinanza. Non mi aspettavo delle risposte così dalle città dove sono stato e in cui ho avuto un grande rapporto nei miei anni di calcio. Sono arrivate poi manifestazioni da posti inaspettati dove giocavamo le partite più sentite, i derby ai quali tenevamo di più. Tanti tifosi mi hanno mandato messaggi di vicinanza e solidarietà chiedendomi di lottare e non mollare. Questo dimostra che il calcio è una grossa comunità che a volte sembra dividere ma invece ci accomuna tutti sotto la bandiera per una stessa squadra. Poi per fortuna le squadre sono tante perché se fossimo tifosi di una sola squadra sarebbe una noia mortale».

CONVOCAZIONE ITALIA – «Di questo si parla spesso. Quell’anno non sono arrivato a essere capocannoniere subito, nell’ultimo periodo di stagione ho fatto l’ultimo mese e mezzo alla grande che mi ha permesso di arrivare primo. Sicuramente è una cosa strana ma bisogna dire che c’erano grandissimi giocatori, attaccanti e campioni. Al tempo avevamo dei fuoriclasse che oggi mancano molto e creano invece difficoltà soprattutto quando si affrontano squadre chiuse e organizzate come ieri sera (riferimento a Italia-Irlanda del Nord, ndr). In quegli anni la concorrenza era spietata»

FILM – «Stasera ci sarà la prima a Bari. Questo docufilm è nato come idea poco più di un anno fa. Tra l’altro abbiamo finito le riprese 10 giorni prima che venissi a conoscenza della mia malattia, quasi come se fosse una cosa che doveva essere fatta. Parla della mia carriera fin da quando ero ragazzino, quando ho iniziato nelle giovanili del Rimini, fino alla mia ultima giornata in campo a Livorno contro la Juventus in cui ho lasciato definitivamente il calcio. La cosa della quale mi sono raccomandato anche con il regista quando mi ha contattato era di non volere una celebrazione del personaggio ma far passare il messaggio di chi come me è partito con grandi speranze, passione, voglia e qualche mezzo e che ogni giorno ha lavorato per migliorarsi, mettere mattoncino su mattoncino fino ad arrivare al massimo di quelle che erano le sue possibilità»

INIZIO CARRIERA – «Quando ero ragazzino avevo Sacchi come allenatore e lui disse che per le mie caratteristiche avrei potuto giocare al massimo in Serie C, però lavorando giorno dopo giorno sono riuscito a diventare capocannoniere in Serie A. Sacchi in quel momento lì aveva ragione perché guardando quel calciatore più della Serie C non poteva fare. Questo è la dimostrazione che con la passione, volontà e spirito di sacrificio si può arrivare oltre a quelli che possono sembrare i nostri limiti»

Lotta Scudetto, Bergomi sicuro: «Il Napoli le può vincere tutte. Inter? Calhanoglu e Lautaro Martinez sono fondamentali»

Lotta Scudetto, Beppe Bergomi: «Il Napoli le può vincere tutte. Inter? Calhanoglu e Lautaro Martinez sono fondamentali». Le parole

Giuseppe Bergomi, presente alla “Yes Cup”, ha commentato la corsa Scudetto che coinvolge la sua ex squadra, l’Inter, insieme a Milan e Napoli. Le parole:

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PAROLE – «Chi lo sa cosa succederà in questo finale di campionato. È tutto aperto, vedremo chi starà meglio mentalmente e fisicamente. Guardando il calendario il Napoli le può vincere tutte, ha il Milan in casa e il Como in trasferta. Se dovessi costruire una squadra per come è il nostro campionato, sceglierei centrocampisti fisici, attaccanti veloci e difesa strutturata. Il Napoli ha tutto questo, ha la rosa più completa. Ma ha avuto tanti infortuni. Se il Milan non perdesse a Napoli sarebbe ancora lì. Bisogna capire l’Inter come reagisce, come recuperano certi giocatori. Sarà decisiva la partita contro la Roma»

INTER – «Credo che Calhanoglu e Lautaro Martinez siano fondamentali per una questione di personalità, soprattutto Lautaro. Nel 3-5-2 dell’Inter dove arrivi in porta attraverso il gioco, innescare le punte è molto importante e come ti fa giocare Lautaro non ti fanno giocare gli altri attaccanti in rosa. Averlo fuori per così tanto tempo è stato determinante. Chi al suo fianco? Thuram era partito bene, poi si fa male con lo Slavia Praga e da quando è rientrato non è stato più lui. Non so se è una questione fisica o mentale. Pio Esposito c’è e si combina bene con Lautaro».

Parma, conti in forte risalita: nel 2025 il rosso scende a 1,4 milioni e il pareggio di bilancio si avvicina

Parma, svolta nei conti sotto la gestione Krause: solo 1,4 milioni di rosso nel 2025 verso il traguardo del pareggio

Migliorano in modo significativo i conti del Parma targato Kyle Krause. Nella giornata di ieri il consiglio di amministrazione del club ducale – guidato dall’imprenditore statunitense dal 2020 e salito al 99,9% delle quote nel 2024 – ha approvato il progetto di bilancio consolidato relativo all’esercizio chiuso il 31 dicembre 2025, seguendo il modello dell’anno solare già adottato in Serie A da Sassuolo e Torino.

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Il documento contabile, come riportato nella nota ufficiale, evidenzia un risultato ante imposte positivo di 0,17 milioni e una perdita consolidata di 1,4 milioni, dato in netto miglioramento rispetto ai -63,3 milioni registrati al 31 dicembre 2024. Il patrimonio netto consolidato risulta positivo per 31,1 milioni, confermando un deciso cambio di passo nella gestione economica del club. «Il Consiglio ha registrato positivamente il risultato di esercizio e ringrazia la proprietà per il costante impegno che rende possibile l’attuazione dei piani societari», si legge nel comunicato.

Il trend, dunque, mostra un percorso di risanamento ormai evidente, frutto degli investimenti della proprietà e di una gestione più sostenibile. Un segnale importante per il futuro del Parma, che punta a consolidare la propria struttura economica mentre prosegue il progetto di crescita avviato con l’arrivo della famiglia Krause.

Torino, si muove la finanza internazionale: il dossier sul club rilancia lo scenario di una possibile accelerazione verso la vendita

Torino, il dossier circola tra le banche d’affari: si accelera davvero sulla possibile vendita del club granata?

Da alcune settimane negli ambienti della finanza circola un nuovo dossier legato a un club storico del calcio italiano: il Torino, oggi nelle mani dell’imprenditore Urbano Cairo. Come riportato da Il Sole 24 Ore, tra gli operatori del settore è emerso il nome di Bank of America, colosso statunitense che avrebbe iniziato a muoversi con una certa attenzione sul dossier granata.

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Secondo le indiscrezioni, la banca americana starebbe monitorando la situazione forte della propria esperienza come consulente nel calcio europeo. Al momento non risultano acquirenti concretamente interessati al Torino, anche se il mercato di riferimento resta quello statunitense. Nel frattempo, fonti vicine a Cairo ribadiscono quanto dichiarato più volte dal presidente: «Sono aperto a vendere il Torino a uno più bravo e disponibile di me a fare investimenti. Non ho ancora ricevuto offerte». Segnali, però, indicano che qualcosa potrebbe iniziare a muoversi sul piano finanziario.

Un elemento chiave nella possibile partita della cessione riguarda lo stadio Olimpico Grande Torino. Un eventuale accordo con il Comune per la vendita dell’impianto, ora che le ipoteche sono cadute, potrebbe rappresentare un passaggio strategico. Cairo avrebbe così l’opportunità di rafforzare il patrimonio del club, rendendo la società più solida e appetibile in vista di eventuali trattative future.

Esposito racconta l’arrivo al Cagliari: «C’era veramente tanta gente ed è stato un bel abbraccio tra me e la gente»

Esposito, attaccante del Cagliari, è stato il protagonista dell’ultima puntata di “PodCasteddu”, il podcast ufficiale del club sardo

Sebastiano Esposito sta vivendo una stagione di piena maturazione con il Cagliari, dopo aver accumulato esperienze in diverse piazze italiane ed europee. L’attaccante classe 2002 si è raccontato senza filtri ai microfoni di PodCasteddu, il podcast ufficiale del club rossoblù, ripercorrendo il suo percorso e le tappe della sua crescita. Le parole:

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TERRA NATIA – «Sì, sì. Ho i brividi. Diciamo quando si parla un po’ della mia città, della mia infanzia, ho sempre i brividi. È una cosa favolosa per me. Fa parte di quella zona lì, perché per me è una zona spettacolare. Vengo da una città per me bellissima, non sfruttata appieno come un po’ dalle nostre zone abbiamo un po’ questo difetto, però per me è bellissimo».

L’ADDIO A CASA E IL CALCIO IN FAMIGLIA – «Siamo andati via, io avevo 8 anni e come dicevi tu, non so, il calcio l’abbiamo sempre respirato, abbiamo sempre mangiato pane e pallone e ad oggi fortunatamente mangiamo grazie al pallone. Siamo dei privilegiati per questo, però sicuramente ci manca perché noi fin da piccoli abbiamo dato tutto per diventare calciatori e ad oggi diciamo che un po’ ce l’abbiamo fatta».

IL NONNO E LA PASSIONE PER IL CALCIO – «Diciamo che era un’epoca diversa da quella d’oggi, un’altra era. Ok. Sì, perché ad oggi i genitori spingono i figli a giocare a calcio a tutti i costi, anche se magari i figli non vorrebbero. Eh, prima si doveva studiare. Mio nonno non ha giocato a calcio perché la mamma non voleva. E lui faceva di tutto per giocare a calcio, nascondeva i suoi vestiti a casa di compagni per andare a giocare».

L’INTER E IL SALTO DI CARRIERA – «Ti racconto due cose. Quando andammo all’Inter noi potevamo già andare prima. Quando andammo a Brescia, andai a fare il provino, dopo era arrivata l’Inter, aveva fatto l’offerta a me principalmente per andare a fare un torneo con loro a Praga. Solo che ritorniamo al discorso dei genitori, mio padre disse “No, abbiamo già dato la parola a Brescia, non possiamo fare brutta figura con loro, anche se l’Inter è l’Inter, però noi abbiamo già dato la parola a Brescia”. Quindi andiamo a Brescia».

L’ARRIVO A CAGLIARI E L’ACCOGLIENZA DEI TIFOSI – «Allora, ti dico la verità, un po’ me l’aspettavo. Poi c’era il mio procuratore che mi prendeva in giro, mi diceva “Vabbè, non c’è nessuno, ho già controllato”. Allora c’ho avuto quell’attimo di titubanza, poi quando si sono aperte le porte ho visto veramente tanta gente. È stato bellissimo per me perché è la prima volta che mi è capitato, c’era veramente tanta gente ed è stato un bel abbraccio tra me e la gente che è un po’ quello che cercavo, cercavo questa coesione».

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Infortunio Wesley, che tegola per la Roma! Lascia subito il ritiro col Brasile: ecco come sta

Infortunio Wesley, che tegola per la Roma! Lascia subito il ritiro col Brasile: ecco cosa filtra sulle condizioni fisiche dell’esterno

Arrivano notizie poco incoraggianti per la Roma dalla sosta delle nazionali. Wesley, esterno brasiliano dei giallorossi, è stato costretto a fermarsi durante il ritiro del Brasile. Il giocatore ha già lasciato il gruppo verdeoro per un problema muscolare e farà rientro in Italia, dove verrà valutato dallo staff medico romanista.

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Il problema emerso dopo la gara con la Francia

Nell’ultima amichevole giocata dal Brasile contro la Francia, Wesley era uscito dal campo al 71’, ma inizialmente non erano emersi dettagli particolari sulle sue condizioni. Ora, invece, la situazione cambia e impone prudenza in vista della ripresa del campionato. Anche in passato il laterale brasiliano aveva accusato fastidi fisici durante gli impegni con la nazionale, ma in una circostanza precedente Gasperini aveva spiegato che non si trattava di una vera lesione muscolare. Stavolta, però, la scelta di farlo tornare subito a Roma rende inevitabile l’attesa per gli esami.

Le condizioni saranno valutate al rientro a Trigoria

Per la Roma si tratta quindi di un nuovo caso da monitorare con attenzione. Il club attende il rientro del giocatore per sottoporlo agli accertamenti del caso e capire se potrà essere disponibile già alla ripresa oppure se sarà necessario uno stop più lungo. Le sue condizioni resta dunque da valutare, con il timore di un fastidio muscolare che potrebbe complicare i piani giallorossi nei prossimi giorni.

Calciomercato Roma, pazza idea Salah! Il ritorno in giallorosso dell’egiziano è complicato ma c’è uno spiraglio

Calciomercato Roma, pazza idea Salah! Il ritorno in giallorosso dell’egiziano è difficile ma c’è uno spiraglio: occhio al futuro dell’attaccante

Il futuro di Mohamed Salah, attaccante egiziano che ha appena annunciato l’addio al Liverpool al termine della stagione 2025/26, continua ad alimentare ipotesi di mercato in tutta Europa. Il dato certo è che il numero 11 lascerà i Reds dopo nove stagioni, con un bilancio straordinario da 255 gol in 435 presenze e un posto ormai consolidato nella storia del club inglese. In questo contesto, tra le tante possibili destinazioni, è tornata a circolare anche la suggestione di un ritorno alla Roma, club in cui Salah ha già giocato dal 2015 al 2017 prima del salto definitivo in Premier League. A parlare dell’ipotesi di un ritorno in giallorosso per l’egiziano è la Gazzetta dello Sport.

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Arabia Saudita e MLS restano le piste più forti, ma Roma conserva un fascino speciale

Sul piano economico, la candidatura della Roma parte inevitabilmente da molto lontano rispetto alla concorrenza. Diverse fonti internazionali indicano infatti nella Saudi Pro League e nella MLS le opzioni oggi più credibili per il futuro di Salah, con club sauditi già da tempo interessati al fuoriclasse egiziano e con il San Diego FC che, secondo recenti dichiarazioni del proprio proprietario, segue il giocatore con attenzione. Proprio per questo l’eventuale ritorno nella capitale italiana appare più come una scelta di cuore che come un affare lineare sul piano finanziario. La Roma, inoltre, lavora su parametri economici molto diversi da quelli garantiti oggi a Salah o potenzialmente offerti dai club sauditi. Eppure il legame costruito negli anni con la piazza giallorossa, unito al ricordo di due stagioni molto positive, continua a mantenere viva una suggestione che, pur rimanendo complicatissima, non viene del tutto esclusa da chi segue il caso.

Oggi è solo una pista romantica, ma il mercato di Salah resta apertissimo

Il punto centrale, quindi, è questo: l’ipotesi Roma-Salah oggi è una possibilità romantica che si appoggia più sulla storia e sul gradimento ambientale che su elementi economici e negoziali già definiti. La decisione di Salah sul prossimo club non è ancora stata resa pubblica e il suo mercato resta completamente aperto. Per questo la pista giallorossa, pur avendo un fascino evidente, va trattata con prudenza. L’ex attaccante della Roma continuerà ad attirare l’interesse di club ricchissimi e progetti molto diversi tra loro, ma finché non emergeranno sviluppi più concreti, l’idea di rivederlo all’Olimpico resterà soprattutto una suggestione estiva capace di accendere la fantasia dei tifosi.

Immobile racconta: «Inzaghi il migliore allenatore che abbia mai avuto, mi sarebbe piaciuto chiudere la carriera alla Lazio. Io in Nazionale? A inizio anno Gattuso mi disse una cosa»

L’ex attaccante di Lazio e Bologna, ora al Paris FC, Ciro Immobile, si è raccontato così affrontando anche diversi temi legati alla Nazionale

Ciro Immobile torna a parlare di Lazio, di Nazionale italiana e del suo possibile futuro da allenatore in un’intervista concessa a SkyCalcio Unplugged.

LAZIO E FUTURO – «Mi sarebbe piaciuto chiudere la carriera alla Lazio, avrei finito il contratto e mi sarei ritirato salutando i tifosi come si deve. La squadra ha sempre bisogno della gente, che quando è dentro lo stadio è uno spettacolo e ti dà una spinta in più quindi spero che si riavvicini il prima possibile alla squadra. Il saluto ai tifosi della Lazio? L’ho avuto in parte con il Bologna, mi devo accontentare di quello. È stato emozionante, però dopo tanti gol, titoli, vittorie insieme mi sarebbe piaciuto qualcosa di più emozionante».

IL LEGAME CON INZAGHI – «Inzaghi, con lui ho vinto tanto. Vorrei rubargli la capacità di gestire il gruppo, credo sia veramente la chiave in questo mestiere e girando tanto ho trovato conferme in merito»

PIO ESPOSITO – «Ho un debole per Pio Esposito. Già in passato dicevo che tra i giovani in crescita era quello che mi piaceva di più. Sono felice del progresso che sta facendo, gioca in una grande squadra con ottimi giocatori e questo lo avvantaggia. Quando è entrato con l’Italia l’ho visto bene. Sono felice per lui».

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SPOGLIATOIO E TRASCINATORI IN NAZIONALE – «Conoscendo Gigio, Barella, Bastoni il peso della prima partita se lo sono tolti, la mente è più libera e sanno che hanno le stesse possibilità di andare al Mondiale della Bosnia. Se i ragazzi non accusano così tanto la pressione non c’è partita, la squadra l’ho vista giocare. Il peso della maglia della Nazionale, però, deve essere scrollato. Trascinatore? Punto sui giocatori dell’Inter, su Gigio, visto che conta molto l’esperienza».

IO IN NAZIONALE? – «Un Ciro Immobile in condizioni diverse ci sarebbe stato bene. A inizio anno Gattuso venne a Bologna e mi disse che avevo le stesse possibilità di essere convocato».

LA SERIE A AL GIORNO D’OGGI E IL PARIS FC – «Sulla velocità della palla, l’Italia è indietro rispetto agli altri. La Serie A di adesso è molto più tattica rispetto a prima. Per me c’erano più occasioni per segnare, le mie Lazio di Inzaghi e Sarri erano molto offensive, verticalizzavano molto più facilmente. Il primo gol con il Paris FC è stato bello. Vivere un’esperienza come questa in un club importante e giovane. Quando sono arrivato si aspettavano il solito presuntuoso, invece sono rimasti colpiti dalla mia dedizione in allenamento».

SU INSIGNE AL PESCARA – «Quando Insigne si è trasferito al Pescara ho incontrato Verratti, ma non c’è mai stata una chiamata da parte del Pescara per prendermi. Sarei andato se non avessi firmato per il Paris FC? Per iniziare la carriera da allenatore è la piazza perfetta»

FUTURO DA ALLENATORE – «Quando mi ritirerò non lascerò il calcio, mi piacerebbe rimanere all’interno e dare il mio contributo per fare qualcosa di bello. Mi piacerebbe allenare. Il migliore che abbia mai avuto è stato Inzaghi, gestisce il gruppo meglio di chiunque altro».

Mercato Genoa, il ritorno di El Shaarawy non è solo un sogno! Occhio allo scenario col rinnovo in stallo con la Roma

Mercato Genoa, il ritorno di El Shaarawy non è solo un sogno! Occhio allo scenario col rinnovo in stallo con la Roma: la situazione per l’attaccante

Il futuro di Stephan El Shaarawy, attaccante esterno della Roma, potrebbe riportarlo nel club in cui tutto è cominciato. A rilanciare questa suggestione è Tuttosport, secondo cui il Genoa starebbe seriamente pensando a un ritorno del Faraone, cresciuto proprio nel vivaio rossoblù prima dell’esplosione definitiva tra Padova e Milan. Il quotidiano torinese parla di una pista che può riaccendersi con forza in vista dell’estate, anche perché il legame tra il giocatore e l’ambiente genoano non si è mai davvero spezzato. La sua storia con il Genoa parte infatti dalle giovanili e dallo Scudetto Primavera 2010, anche se il salto vero in prima squadra e nel grande calcio è arrivato altrove. Oggi, però, lo scenario di un ritorno romantico in rossoblù viene raccontato come tutt’altro che impossibile.

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Contratto con la Roma in scadenza e nodo rinnovo ancora aperto

Alla base dell’ipotesi c’è soprattutto la situazione contrattuale del giocatore. El Shaarawy ha un accordo con la Roma valido fino al 30 giugno 2026. Tuttavia, le indiscrezioni rilanciate oggi parlano di un rinnovo che al momento non decolla e di una permanenza in giallorosso tutt’altro che scontata. Questo è l’elemento che alimenta il sogno del Genoa, già accostato al giocatore anche durante il mercato di gennaio. Non posso confermare che la separazione dalla Roma sia già certa o definita, ma posso confermare che il suo contratto è vicino alla scadenza naturale e che la mancanza di segnali forti sul prolungamento tiene aperti diversi scenari.

Il progetto del Genoa e il ruolo di Daniele De Rossi

Un altro elemento che rende credibile la pista è la presenza di Daniele De Rossi sulla panchina del Genoa. Il tecnico rossoblù, ex compagno di squadra di El Shaarawy sia alla Roma sia in Nazionale, rappresenterebbe un fattore importante nel tentativo di convincerlo. Anche qui, però, resta un ostacolo evidente: l’ingaggio. Le fonti che riprendono l’indiscrezione di Tuttosport concordano sul fatto che il club ligure potrebbe pensare a un biennale ma solo a cifre più basse rispetto a quelle attuali. Per questo motivo, più che un’operazione di semplice mercato, il ritorno del Faraone al Genoa avrebbe soprattutto il sapore di una scelta di cuore. Ad oggi è ancora una pista da costruire, ma il quadro raccontato da Tuttosport è chiaro: il sogno rossoblù è tornato concreto.

Capello rivela: «Ieri Donnarumma mi ha fatto venire un colpo! Gattuso era teso, Pio Esposito è un giocatore vero e vi spiego perché»

L’ex allenatore Fabio Capello ha voluto dire la sua sulla vittoria ottenuta ieri sera dall’Italia contro l’Irlanda del Nord: le sue parole

Intervenuto sulle colonne della Gazzetta dello Sport, Fabio Capello ha analizzato così la prestazione offerta ieri sera dall’Italia nel successo ottenuto nella semifinale dei playoff Mondiali contro l’Irlanda del Nord per 2 a 0.

SU ITALIA IRLANDA DEL NORD – «I ragazzi sono stati bravi. Ho urlato come un pazzo sul divano. Per me la Nazionale è molto più di una squadra. Cosa mi ha impressionato? La nostra mancanza di velocità. Noi eravamo lenti di testa e di piedi. Poca intensità. L’Irlanda del Nord è una selezione modesta, però ci ha messo fisico e attenzione, a lungo non ci ha permesso di avere lucidità negli ultimi 30 metri e così abbiamo faticato a creare pericoli. Gli unici che ci davano ritmo erano Calafiori e Tonali, entrambi giocatori della Premier, uno dell’Arsenal e l’altro del Newcastle. Gli altri andavano alla velocità della nostra Serie A. Ma ripeto, non è solamente una questione di gambe, quanto di testa e di abitudine».

SU TONALI E SULL’OCCASIONE SPRECATA DA RETEGUI – «Ha fatto un gran bel goal, da centrocampista vero. Tiro secco, potente. Lo ammetto, mi ha fatto alzare dal divano. L’occasione di Retegui sullo 0-0? Lasciamo stare, quando il nostro attaccante si è allungato la palla ho cacciato un urlo… Però capita, guardiamo avanti».

PIO ESPOSITO – «Giocatore vero. Sa difendere palla, fare da sponda, saltare di testa. Kean e Retegui sono due tipi di attaccanti simili, mentre Pio può completare sia uno che l’altro. E infatti siamo andati meglio con lui in campo. Anche se il raddoppio lo ha firmato Kean con un bellissimo goal: controllo e diagonale perfetti. Sulla prossima coppia d’attacco da schierare lascio decidere Rino, ci mancherebbe. Mi limito a osservare che Esposito è un complemento ideale sia per Retegui che per Kean»,

LA TENSIONE DI GATTUSO – «Il nostro ct l’ho visto teso, come è normale che sia, ma anche parecchio carico in panchina. Ecco, al di là di difetti e difettucci, si è vista una Nazionale che ci ha messo l’anima e ha lottato. Da italiano so bene che abbiamo avuto squadre più forti in passato, ovviamente, ma quello che non posso tollerare è la mancanza di orgoglio, di agonismo, al di là delle qualità tecniche. Fu la ragione per cui mi arrabbiai all’ultimo Europeo. Quella partita con la Svizzera agli ottavi di finale… Così moscia da farmi vergognare».

DIFESA E DONNARUMMA – «Per quanto riguarda la difesa, di sicuro in questo momento storico non abbiamo grandi marcatori. I nostri difensori se la cavano tutti bene con la palla, ma mi resta qualche dubbio sul resto. Donnarumma è uno dei migliori al mondo, se non il miglior portiere al mondo. Ma quando ha passato la palla agli avversari nel secondo tempo mi ha fatto venire un colpo. Ecco, immaginatevi un Kane o un Haaland al posto dell’attaccante dell’Irlanda del Nord in quella situazione. La Bosnia ha una buona tecnica e sono sicuramente superiori all’Irlanda del Nord. Però devo essere onesto: per spirito e ritmo, il Galles sarebbe stato un ostacolo più complicato, specialmente in casa loro. Peccato la finale sia in trasferta. Anche se un cartellino giallo a chi urla “m….” quando rinvia il portiere avversario devo darlo per forza. Una brutta abitudine».

De Zerbi Tottenham, pista ancora in piedi ma ad una sola condizione! Le altre alternative per il dopo Tudor

De Zerbi Tottenham, pista ancora in piedi ma ad una sola condizione! Le altre alternative per il dopo Tudor: i nomi per la panchina degli Spurs

Il Tottenham vive una fase drammatica della propria stagione e il pesantissimo 3-0 incassato in casa contro il Nottingham Forest ha aggravato ulteriormente la situazione. Gli Spurs sono oggi appena un punto sopra la zona retrocessione e danno l’impressione di una squadra incapace di reggere il peso di uno scontro diretto così delicato. La sconfitta contro il Forest ha lasciato il club londinese in 17ª posizione, alimentando dubbi profondi sulla tenuta tecnica e mentale del gruppo nel finale di campionato.

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Il dolore personale di Tudor complica tutto, De Zerbi aspetta l’estate

La posizione di Igor Tudor, tecnico croato arrivato in corsa sulla panchina del club londinese, è resa ancora più delicata dal lutto familiare che lo ha colpito dopo la partita: il Tottenham ha confermato ufficialmente la morte del padre Mario Tudor, circostanza che ha spiegato anche la sua assenza nel post partita. Sul piano sportivo, la pressione sul tecnico resta fortissima. In parallelo, il Telegraph riferisce che il primo nome seguito per il futuro resta Roberto De Zerbi, ex allenatore del Marsiglia, che sarebbe disposto a prendere in considerazione il progetto solo a partire dalla prossima stagione e a condizione che il club resti in Premier League.

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Spunta Sean Dyche come soluzione d’emergenza per la salvezza

Proprio per questo, il Tottenham starebbe valutando anche una soluzione immediata e pragmatica per salvare la categoria. Sempre secondo il Telegraph, il nome emerso nelle ultime ore è quello di Sean Dyche, allenatore inglese considerato un vero specialista delle lotte salvezza grazie al lungo lavoro fatto con il Burnley. Per gli Spurs, insomma, il tempo stringe e la priorità assoluta è una sola: evitare una retrocessione che avrebbe del clamoroso.

Mondiali 2026 in chiaro su YouTube? In UK è possibile! C’è il via libera dalla FIFA: tutti i dettagli

Mondiali 2026 in chiaro su YouTube? In UK è possibile! C’è il via libera dalla FIFA: tutti i dettagli su dove verranno trasmesse le partite

Nel Regno Unito cambia il modo di seguire i prossimi Mondiali 2026. Secondo quanto riportato da The Times, la BBC e l’emittente privata ITV, che detengono i diritti televisivi del torneo, hanno ricevuto dalla FIFA il via libera per trasmettere sui propri canali YouTube i primi 10 minuti di ogni partita e fino a cinque gare complete ciascuna. Si tratta di una novità assoluta, pensata per intercettare un pubblico sempre più giovane e abituato a consumare sport e intrattenimento sulle piattaforme digitali. La trasmissione dei contenuti su YouTube sarà comunque limitata al solo mercato britannico attraverso sistemi di geo-blocco, così da proteggere gli accordi con gli altri detentori dei diritti nel resto del mondo.

FIFA, YouTube e TikTok: la strategia per conquistare i più giovani

L’operazione rientra in una strategia più ampia della FIFA, che ha scelto YouTube come “preferred platform” in vista della Coppa del Mondo del 2026. L’accordo consente alle emittenti partner di pubblicare anche highlights estesi, interviste, contenuti on demand e materiali aggiuntivi legati al torneo. In parallelo, la federazione internazionale ha attivato anche un’intesa con TikTok, seppur più limitata, che permetterà soltanto dirette parziali di alcuni momenti delle partite. Al momento, sia BBC sia ITV stanno ancora valutando internamente come sfruttare al meglio questa possibilità: in caso di adesione definitiva, dovranno scegliere quali match mostrare integralmente su YouTube e sottoporre poi la selezione all’approvazione finale della FIFA. In teoria, potrebbero chiedere l’autorizzazione anche per la finale.

La divisione delle 104 partite tra BBC e ITV

Il torneo del 2026, che si giocherà tra Stati Uniti, Messico e Canada, prevede un totale di 104 partite. La loro suddivisione nel mercato britannico è già stata definita: ITV trasmetterà 34 gare della fase a gironi, inclusi l’esordio dell’Inghilterra contro la Croazia e la terza gara contro Panama; la BBC mostrerà invece le altre 38 partite della fase a gironi, tra cui Inghilterra-Ghana e Scozia-Brasile. La BBC avrà inoltre la prima scelta per i sedicesimi e gli ottavi di finale, mentre ITV avrà le prime due scelte dai quarti in avanti. La finale del 19 luglio 2026 sarà trasmessa da entrambe le emittenti.

Bosnia Italia, l’avvertimento di Pjanic: «Giocare in casa nostra non è mai facile per nessuno»

Bosnia Italia, l’avvertimento di Pjanic: «Giocare in casa nostra non è mai facile per nessuno». Le parole dell’ex Juve e Roma

L’Italia si prepara alla finale playoff per il Mondiale 2026, in programma martedì sera alle 20.45 a Zenica contro la Bosnia Erzegovina. Gli azzurri ci arrivano dopo il successo per 2-0 contro l’Irlanda del Nord, mentre i bosniaci hanno eliminato il Galles ai rigori e si giocheranno in casa l’accesso alla Coppa del Mondo.

Pjanic lancia un messaggio alla squadra di Gattuso

Nei giorni scorsi anche Miralem Pjanic, ex centrocampista di Roma e Juventus con 115 presenze e 17 gol con la Bosnia, aveva parlato della possibile sfida contro l’Italia in un intervista concessa al Corriere dello Sport, sottolineando quanto sia complicato affrontare la sua nazionale in casa e quanto il pubblico bosniaco possa incidere in una partita da dentro o fuori.

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Una finale da brividi per un posto al Mondiale

La Bosnia ha già vissuto una storica qualificazione al Mondiale 2014 e sogna di ripetersi. Per l’Italia di Gennaro Gattuso, invece, sarà una notte ad altissima tensione, contro un avversario esperto e in uno stadio che promette un clima molto caldo.

PAROLE – «Ci sono stati molti cambiamenti nella Nazionale. Sappiamo che non è mai semplice giocare un match di play-off. Bisognerà saper gestire al meglio le fasi positive e quelle di difficoltà. Credo nella mia Nazionale e nel mio Paese. Il Paese e tutto lo stadio faranno un tifo indemoniato. Giocare in Bosnia è complicato, per chiunque. Sfidarci in casa, sapendo che in palio c’è il pass per la Coppa del Mondo, sarà davvero un’impresa ostica per i nostri avversari».

Colpo di scena, nessuno se l’aspettava: “Salah all’Inter”

Momo Salah ha annunciato l’addio al Liverpool ed è ora aperta la caccia alla nuova squadra: c’è anche l’Inter, è un colpo di scena

L’addio al Liverpool ha chiuso una lunga parentesi per Salah, ma ha anche aperto la caccia al nuovo club. Ne parlano tutti, lo corteggiano in tanti e chissà che qualcuno non possa riuscire anche a convincerlo: l’attaccante egiziano è in cerca di una nuova esperienza, ma non ha ancora preso la decisione – almeno ufficialmente – su quel che farà il prossimo anno.

La prima scelta da fare è relativa al tipo di carriera che vede ancora davanti a sé Salah: cerca un’ultima tappa da protagonista assoluto nel calcio europeo o, al contrario, una chiusura in un campionato minore, prestando attenzione soprattutto all’aspetto economico? Nel secondo caso è chiaro che la destinazione più probabile diventi la Saudi Pro League, mentre nel primo gli occhi andrebbero puntati su uno dei principali campionati europei, Italia inclusa.

E proprio in Italia, in particolare all’Inter, lo immagina un grande ex del Liverpool: Jamie Carragher. L’ex difensore ha parlato a ‘The Overlap’ e ha indicato nella squadra nerazzurra la scelta più giusta per Salah.

Salah all’Inter, il suggerimento di Carragher

L’ex calciatore ha analizzato le possibili scelte di Momo Salah riguardo al futuro ed ha escluso un approdo in un campionato ‘secondario’ come Arabia Saudita e Stati Uniti.

Salah Inter
Carragher vede Salah all’Inter (Instagram Momo Salah) – Calcionews24.com

Secondo Carragher, infatti, Salah non farà la stessa scelta di Ronaldo, andando a giocare in Arabia Saudita: “Non ce lo vedo ancora in Arabia Saudita, credo che pensi di poter fare altre 3 o 4 stagioni al top, magari in un campionato fisicamente inferiore alla Premier”. Un campionato come la Serie A, ad esempio, dove l’intensità è certamente più bassa rispetto all’Inghilterra: “Lo vedrei in Italia, in uno dei grandi club. Forse in partite dal ritmo più lento – spiega l’ex difensore – lui potrebbe giocare in una squadra come l’Inter“.

Questa l’idea di Carragher che, al momento, non trova però riscontro in reali trattative di mercato. Salah è un nome accostato in qualche caso alla Juventus, mentre l’Inter sta valutando altri profili. Certo non è detto che Marotta non possa poi approfittare di una eventuale occasione Salah, ma dal punto di vista anagrafico ed economico, l’egiziano non è certo in linea con i parametri Oaktree. Nel caso per lui si dovrebbe fare un’eccezione e considerato il talento dell’egiziano forse sarebbe giusto pensarci.

Fagioli sincero: «Non mi aspettavo la convocazione, chi è in Nazionale lo merita! C’è solo da tifare Italia, con la Bosnia…»

Il centrocampista della Fiorentina, Nicolò Fagioli, ha risposto così in merito alla sua esclusione dai convocati di Gattuso per l’Italia

Intervistato da Sky Sport, il centrocampista della Fiorentina, Nicolò Fagioli ha ammesso di non esser rimasto sorpreso per l’esclusione dai convocati dell’Italia del ct Rino Gattuso per i playoff Mondiali.

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SULLA MANCATA CONVOCAZIONE CON L’ITALIA – «Non mi aspettavo di essere chiamato sinceramente, penso che chi è stato chiamato se lo sia meritato. Se fossi stato io e non un altro di loro ci sarebbe stata la stessa polemica. C’è solo da tifare per la finale in Bosnia. Sappiamo tutti che giocatore è Dzeko, servirà fare particolarmente attenzione».

KEAN – «È fenomenale, quest’anno magari ha fatto un po’ più di fatica rispetto alla stagione scorsa, perché in Italia quando un giocatore ha un’annata importante, l’anno successivo viene studiato molto di più. Per lui questa stagione era sicuramente più difficile, inoltre alcuni infortuni hanno limitato la sua condizione fisica e quindi non era al massimo durante le partite. Però piano piano ci darà una mano a uscire da queste situazioni. È un giocatore fortissimo, lo sta dimostrando anche in Nazionale»

Italia Irlanda del Nord, boom di ascolti in tv: il dato sui telespettatori sintonizzati per la semifinale playoff

Italia Irlanda del Nord, boom di ascolti in tv: il dato clamoroso sui telespettatori sintonizzati per la semifinale playoff per i Mondiali

La semifinale playoff tra Italia e Irlanda del Nord, vinta dagli azzurri per 2-0, ha fatto registrare numeri eccezionali in televisione. La gara trasmessa in diretta su Rai 1 è stata seguita da 10.036.000 telespettatori, con uno share del 43,82%, risultando il programma nettamente più visto della prima serata. Il dato è stato rilanciato dalla FIGC e confermato anche da altre testate nazionali nelle ore successive al match di Bergamo.

Un dato che conferma il richiamo della Nazionale

Il successo degli uomini di Gennaro Gattuso, commissario tecnico dell’Italia, ha quindi richiamato davanti alla tv oltre dieci milioni di spettatori, a conferma del forte coinvolgimento del pubblico nei confronti della Nazionale in una gara da dentro o fuori. Il risultato ottenuto contro l’Irlanda del Nord ha garantito agli azzurri l’accesso alla finale playoff, ultimo passaggio verso il Mondiale 2026.

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Martedì c’è Bosnia-Italia, ancora in diretta su Rai 1

Anche la finale playoff tra Bosnia ed Erzegovina e Italia, in programma martedì 31 marzo alle 20.45 a Zenica, sarà trasmessa in diretta su Rai 1. La partita metterà in palio l’ultimo biglietto del percorso azzurro verso la Coppa del Mondo e si annuncia come uno degli appuntamenti televisivi più seguiti di questa fase della stagione.

Kessié, che bagarre per il possibile ritorno in Serie A dell’ivoriano! Si inserisce anche la Juventus

Kessié, che bagarre per il possibile ritorno in Serie A dell’ivoriano! Si inserisce anche la Juventus: ecco tutti i club interessati all’ex Milan

La Juventus continua a guardare al centrocampo in vista del mercato estivo e tra i nomi seguiti con maggiore attenzione torna quello di Franck Kessié, mediano ivoriano classe 1996 oggi all’Al Ahli. A rilanciare lo scenario è Tuttosport, che racconta di un giocatore attratto dall’idea di tornare protagonista in Serie A dopo l’esperienza in Arabia Saudita. Secondo il quotidiano torinese, l’ex Milan proverebbe una forte nostalgia per il calcio italiano e starebbe valutando con attenzione l’ipotesi di lasciare il club saudita, nonostante sul tavolo ci sia anche la possibilità di discutere un rinnovo. Al momento, però, non risultano accordi definitivi o trattative già avanzate: la situazione viene descritta come concreta sul piano dell’interesse, ma ancora tutta da sviluppare.

Il contatto con l’agente e il nodo economico da sciogliere

Sempre secondo Tuttosport, a fine gennaio ci sarebbe stato a Torino un incontro tra la dirigenza bianconera e George Atangana, agente del centrocampista, per capire la fattibilità dell’operazione. È questo il dettaglio che rafforza la pista Juve, più strutturata rispetto a un semplice sondaggio superficiale. Il grande ostacolo resta però economico. Kessié percepisce oggi circa 14 milioni di euro a stagione in Arabia Saudita, una cifra fuori portata per i club italiani. Proprio per questo, il quotidiano ipotizza una proposta bianconera basata su un contratto biennale da circa 5 milioni annui più bonus, formula che potrebbe riaprire davvero il discorso solo in caso di forte disponibilità del giocatore a ridurre le proprie pretese.

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Roma e Inter sullo sfondo, ma la Juve appare avanti

La Juventus viene descritta come il club attualmente più avanti sul giocatore, anche se la concorrenza non manca. La Roma di Gian Piero Gasperini, allenatore che lo aveva lanciato all’Atalanta, resta una possibilità concreta, mentre sullo sfondo viene citata anche l’Inter. Tuttavia, il quotidiano sottolinea come la Vecchia Signora abbia mosso passi più chiari e più tempestivi. Un ruolo decisivo, in tutto questo, lo avrà la qualificazione alla prossima Champions League: per i bianconeri il quarto posto non vale solo prestigio sportivo, ma anche la possibilità di costruire operazioni economicamente pesanti come questa. Oggi la pista Kessié-Juve non è ancora una trattativa chiusa, ma è una delle più forti tra quelle emerse attorno al centrocampo bianconero.

Mercato Milan, occhi su Castro ma il Bologna fa muro: il messaggio recapitato alle pretendenti

Mercato Milan, occhi su Castro ma il Bologna fa muro: il messaggio recapitato alle pretendenti! La mossa del felsinei che gela i rossoneri

Il Milan continua a seguire con grande attenzione Santiago Castro, centravanti argentino classe 2004 del Bologna, individuato come uno dei profili più interessanti per rinforzare l’attacco in vista della stagione 2026/27. La pista, però, si annuncia complicata. Secondo il Corriere dello Sport, il club emiliano considera oggi il giocatore praticamente incedibile, almeno nelle intenzioni iniziali della dirigenza. Il quotidiano parla di un vero e proprio muro alzato da Claudio Fenucci, amministratore delegato rossoblù, e da Giovanni Sartori, direttore tecnico che aveva portato l’argentino in Italia nel gennaio 2024. La linea del Bologna sarebbe chiara: trattenere il proprio attaccante e costruire attorno a lui una parte importante del futuro immediato della squadra.

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I numeri di Castro spiegano la posizione del club rossoblù

La rigidità del Bologna si spiega anche attraverso il rendimento stagionale del giocatore. Castro ha già messo insieme numeri molto importanti tra campionato e coppe. In Serie A è arrivato a 7 gol e 2 assist, mentre nelle competizioni europee e nazionali ha aggiunto altre reti pesanti, confermando una crescita costante sotto la guida di Vincenzo Italiano. Le statistiche UEFA certificano inoltre la sua incidenza anche in Europa League, dove ha collezionato 2 gol e 2 assist. Per questo il club emiliano ritiene il suo centravanti una pedina fondamentale, soprattutto in un’estate in cui potrebbero già aprirsi riflessioni su altri elementi di primo piano della rosa.

Solo un’offerta fuori scala può cambiare lo scenario

Il quadro, quindi, è abbastanza definito: il Milan apprezza moltissimo Castro, ma il Bologna non vuole aprire la porta a una trattativa ordinaria. Sempre secondo Corriere dello Sport, solo una proposta davvero fuori mercato potrebbe spingere il club rossoblù a prendere in considerazione una cessione. Le indiscrezioni recenti parlano di una valutazione intorno ai 40 milioni di euro, cifra che rende l’operazione molto pesante anche per un club come il Milan, già impegnato a pianificare con attenzione le priorità dell’estate. Intanto, sul giocatore continuano a esserci attenzioni anche dall’estero, con sondaggi provenienti da Premier League e Liga. Ad oggi, però, il messaggio del Bologna resta netto: Castro è considerato uno dei pilastri del progetto e il club vuole trattenerlo almeno per un’altra stagione.

Calciomercato Inter, Moretto agita l’ambiente: Thuram non è più intoccabile e resta il nodo difesa. I dettagli

Calciomercato Inter, le parole di Moretto adesso pesano: Thuram a rischio e difesa da decifrare. Le ultimissime

Il mercato dell’Inter torna a far discutere dopo le dichiarazioni rilasciate da Matteo Moretto, noto esperto di calciomercato, intervenuto ai microfoni di Radio Sportiva. Le sue parole hanno immediatamente acceso il dibattito tra i tifosi nerazzurri, soprattutto su due fronti particolarmente sensibili: il rendimento di Marcus Thuram e il futuro di Alessandro Bastoni, considerato uno dei cardini della difesa di Simone Inzaghi.

Moretto ha infatti sottolineato come la stagione dell’attaccante francese classe 1997 non stia rispettando del tutto le aspettative iniziali. Una valutazione che, secondo il giornalista, potrebbe aprire scenari inattesi in vista della prossima estate.

Un’analisi che rimette l’Inter al centro delle dinamiche di mercato e che alimenta interrogativi su possibili movimenti in entrata e in uscita, proprio mentre il club lavora per consolidare la propria struttura tecnica in vista del futuro.

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THURAM – «Thuram non sta facendo una stagione esaltante. Marcus è un calciatore che all’estero ha mercato. L’Inter non direbbe no qualora l’offerta fosse interessante».

DIFESA – «Per il dopo Bastoni sono stati citati diversi difensori. Il nome forte a livello mediatico non è ancora trapelato. Ci sono calciatori come De Vrij e Acerbi, che sono a fine corsa. Ci sarà una rivoluzione in difesa».

Hasa dice addio all’Italia: ha scelto l’Albania per la sua carriera internazionale! Le ultimissime

Luis Hasa ha deciso! Cambia bandiera: niente Azzurri, il centrocampista sceglie l’Albania di Sylvinho. I dettagli

Luis Hasa non vestirà più la maglia della Nazionale italiana. Il centrocampista della Carrarese, in prestito dal Napoli, ha infatti scelto di rispondere alla chiamata dell’Albania. La decisione è diventata ufficiale mercoledì 26 marzo, quando la piattaforma FIFA dedicata ai cambi di federazione ha registrato il suo passaggio alla Football Association of Albania.

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Considerato uno dei talenti più interessanti dell’attuale Serie B, Hasa potrà ora essere convocato dal commissario tecnico Sylvinho. Una scelta significativa, soprattutto alla luce del percorso svolto con le selezioni giovanili italiane, dove aveva collezionato numerose presenze e mostrato un potenziale importante.

Il suo cammino nelle Nazionali giovanili è stato infatti articolato: dopo le prime apparizioni con l’U15 albanese, Hasa ha indossato l’azzurro in tutte le categorie, dall’U18 all’U21. Sei presenze con l’U18, quindici con l’U19 di Carmine Nunziata, cinque con l’U20 e tre con l’U21. Ora, però, il centrocampista ha scelto di rappresentare il Paese d’origine dei suoi genitori, chiudendo definitivamente il capitolo Italia.

Infortunio Hien, stop in Nazionale per il difensore della Dea! Ecco l’esito degli esami, le ultimissime

Infortunio Hien, stop in Nazionale per il difensore dell’Atalanta: l’esito degli esami e le ultimissime notizie

Nella semifinale dei playoff Mondiali tra Ucraina e Svezia si è fermato Isak Hien, costretto a lasciare il campo al 37’ per un problema muscolare. Il difensore dell’Atalanta ha immediatamente fatto scattare l’allarme, considerando l’importanza della sfida e la vicinanza della finale.

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Come riportato da Massimiliano Nebuloni su Sky Sport, Hien si è sottoposto oggi – 27 marzo – a nuovi esami che hanno evidenziato un risentimento muscolare alla coscia sinistra. Un quadro che conferma il fastidio accusato in partita e che richiede prudenza nella gestione dei prossimi giorni.

La sua presenza nella finale contro la Polonia, in programma martedì 31 alle 20:45, resta dunque in forte dubbio. Lo staff medico valuterà l’evoluzione del problema, ma al momento la Svezia rischia seriamente di dover rinunciare al centrale nerazzurro nel match decisivo per l’accesso al Mondiale.

Bonetti in esclusiva su Sampnews24: «Italia? Sicuramente andremo al Mondiale. Prendere Lombardo è stata una scelta molto valida»

Bonetti ha rilasciato alcune dichiarazioni in esclusiva ai microfoni di Sampnews24: «Italia? Sicuramente andremo al Mondiale»

Ivano Bonetti ha scritto pagine importanti nella storia della Sampdoria prima di proseguire la sua carriera tra Bologna, Torino, Brescia e altre piazze prestigiose. L’ex centrocampista blucerchiato ha parlato in esclusiva ai microfoni di SampNews24, offrendo la sua lettura sul momento vissuto dalla squadra di Attilio Lombardo. Le sue dichiarazioni:

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Da Gregucci a Lombardo, come valuta la scelta della società di affidarsi ad un vero cuore blucerchiato come il suo?

«Diciamo che purtroppo la società l’estate scorsa ha avuto l’opportunità di confermare Lombardo, ma non l’ha fatto. Questa è la dimostrazione che la società ogni due per tre continua a cambiare, non ha un programma e una sicurezza, una competenza tale da poter gestire una società per arrivare ad alti livelli e per vincere il campionato. Quella di prendere Lombardo è una scelta molto valida, lui è uno che conosce l’ambiente, è determinato, ha tutte le caratteristiche per far sì che la Sampdoria esca da questa situazione. Il problema è che l’aveva fatta anche l’anno scorso, e il problema è che se la Sampdoria quest’anno riesce a salvarsi di nuovo, la preoccupazione è sempre quella: l’anno prossimo ripartono ancora questi? Perché sento i giornali che è ancora riconfermato anche il danese (Fredberg n.d.r.)… non riesco a vedere una via d’uscita. La squadra adesso, compattata da Attilio, vedrai che riuscirà a salvarsi. E il problema poi, dopo, sarà che però la Sampdoria non può accontentarsi di salvarsi, la Sampdoria deve andare in Serie A, e deve giocare per i vertici. E purtroppo i fatti dicono che non hanno veramente il senso, non sanno neanche da dove partire, perché vanno sempre a fare esperimenti su situazioni nuove. Per esempio adesso come collaboratori di Lombardo hanno messo due danesi, ma io se dovessi essere l’allenatore di una società, i collaboratori li sceglierei io perché devono collaborare con me. Devo sapere quello che pensano del calcio, perché il calcio non è una scienza esatta, ci sono delle scelte da fare. E devo prendere persone che conosco bene e che sposano la mia causa. È una roba che non si sa… non si riesce a capire da dove emergono certi pensieri e certe scelte, è veramente una cosa molto preoccupante. Questo è un dato preoccupante perché, ribadisco, si arriverà alla fine, se abbiamo la fortuna di salvarci, ma poi dopo siamo punto a capo eh».

Qual è il ricordo più bello che le viene in mente ripensando ai suoi anni alla Sampdoria?

«Ne ho tantissimi perché è stato un periodo bello. Il mio primo anno alla Sampdoria ho avuto la fortuna di vincere lo Scudetto per cui per me la Samp è stata una bellissima esperienza. Io arrivavo anche dall’averlo vinto anche con la Juventus, ho trovato un ambiente di giovani perché eravamo tutti giovani la maggior parte, e di talento, talentuosi, ma anche che volevano vivere e divertirsi. Per cui il ricordo più bello è proprio questo: aver vinto uno Scudetto con l’entusiasmo della giovinezza dove non avevamo mai avuto le ansie o le paure, ma avevamo il coraggio e l’entusiasmo per giocare le partite. Noi in campo cantavamo con i tifosi, per cui quando sentivo appunto dire che c’era la pressione del Ferraris… la pressione dello stadio la devono avere gli avversari. Tutti gli anni che abbiamo fatto sono stati anni vissuti proprio giornalmente con entusiasmo, per cui il ricordo è fantastico perché infatti siamo rimasti legatissimi insieme a tutti quanti, ma anche ai tifosi dell’epoca. Ancora oggi ci sentiamo spesso, ne sento tantissimi e credimi che sono tutti legati a quel periodo lì, perché l’hanno vissuto con entusiasmo, come bisognerebbe vivere in realtà la vita giornaliera in tutti i sensi».

L’Italia ieri sera ha battuto l’Irlanda del Nord a Bergamo. Che ne pensa del primo spareggio dei playoff di come vede la partita contro la Bosnia?

«L’Italia paga lo scotto delle due non qualificazioni al Mondiale, ieri c’era più che altro il peso di questa situazione inizialmente, nel primo tempo in particolare. Poi dopo, avendo creato un paio di occasioni, si è sbloccata un po’ da quell’ansia dovuta proprio a questo fattore. La tensione e la paura sono cose che non dovrebbero mai esistere perché non ti fanno dare e tirar fuori quello che hai. E una volta trovato il gol è stato tutto più facile, e fortunatamente si gioca velocemente anche l’altra partita così questa vittoria aiuta molto. Io credo che l’Italia questa volta, non cascasse il mondo, ce la dovrebbe fare. Lo dico soprattutto perché sotto il profilo tecnico siamo nettamente più forti. Non siamo bellissimi, ci manca purtroppo un dieci che possa inventare calcio, che possa fare poesia, che possa far gol nel momento difficile della gara dove è sbloccata. Senza questo tipo di giocatori diventa tutto più complicato perché è tutto più manovrato e compassato, per cui è diventato più difficile per questo motivo. Però sicuramente andremo al Mondiale, dopodiché poi là ci saranno squadre vere e noi tiferemo da tifosi. Purtroppo però l’Italia non la vedo ai livelli delle solite nazionali che abbiamo avuto in passato e che ci sono attualmente, vedi la Francia, il Brasile, l’Argentina. A quel punto per noi inizierà il campionato vero».

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Infortunio Holm, come sta il terzino della Juve? Le ultimissime dalla Continassa non lasciano dubbi! I dettagli

Infortunio Holm, novità importanti in casa Juve: come sta davvero il terzino? Le indicazioni dalla Continassa sono chiarissime

La Juventus ha ripreso a lavorare a pieno regime alla Continassa, dove Luciano Spalletti ha diretto la seconda seduta dopo la pausa per le Nazionali. Nonostante le numerose assenze dei titolari, il clima è di grande concentrazione, con diversi giovani della Next Gen aggregati per mantenere alta l’intensità. La notizia più rilevante della giornata riguarda però il fronte infortuni, con segnali finalmente positivi sul recupero di Emil Holm.

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Il terzino svedese, fermo da oltre un mese, è tornato a calcare il campo insieme ai compagni svolgendo parte dell’allenamento in gruppo. Un passo avanti significativo dopo settimane di lavoro personalizzato, che rappresenta una svolta nella gestione della lesione al soleo rimediata nel Derby d’Italia contro l’Inter. Lo staff medico monitora con attenzione ogni progresso, consapevole della delicatezza del muscolo coinvolto e del rischio di ricadute.

La pausa per le Nazionali sta offrendo a Holm il tempo necessario per aumentare gradualmente i carichi senza forzare. L’obiettivo è chiaro: riportarlo tra i convocati per la sfida di lunedì 6 aprile contro il Genoa. Se i prossimi giorni confermeranno le sensazioni positive emerse oggi, Spalletti potrà contare nuovamente su una pedina preziosa per le rotazioni difensive nel rush finale della stagione.

Neymar divide il Brasile: la torcida lo vuole al Mondiale, Ancelotti fa i conti con un reparto offensivo sterile

Brasile, esplode il caso Neymar: i tifosi lo invocano per il Mondiale mentre Ancelotti cerca un attacco che segni

Il tormentone che accompagna il Brasile in vista del Mondiale (Neymar) continua a tenere banco, e Carlo Ancelotti si ritrova a pochi mesi dal torneo a dover sciogliere uno dei nodi più delicati della sua gestione. Mentre la Seleção affrontava la Francia in amichevole – match poi vinto 2-1 dai Bleus di Deschamps – l’assenza dell’attaccante del Santos è tornata al centro del dibattito.

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Non convocato dal ct, Neymar è stato però protagonista sugli spalti del Gillette Stadium di Foxborough. A poco meno di mezz’ora dal termine, subito dopo il raddoppio francese firmato da Ekitiké, dalle tribune si sono levati cori in suo favore, un chiaro messaggio dei tifosi brasiliani che continuano a invocare il suo ritorno in Nazionale nonostante le scelte tecniche di Ancelotti.

Il tema resta dunque apertissimo: tra la necessità di costruire un gruppo solido e l’enorme peso mediatico del numero 10, il Brasile si avvicina al Mondiale con un dilemma che rischia di accompagnarlo fino all’ultimo giorno utile per le convocazioni. Le parole dl ct Ancelotti:

PAROLE – “I cori per Neymar? In questo momento dobbiamo parlare dei giocatori che sono presenti con noi, che si allenano, che danno tutto per la squadra, che lavorano duro ogni giorno. Sono soddisfatto di ognuno di loro“.

Dalla Serie A alla Premier: Fiorentina, Tottenham, Siviglia, Wolfsburg e Nizza vivono stagioni da incubo e rischiano la B. L’analisi

Non solo la Fiorentina: in Europa è allarme rosso per Tottenham, Siviglia, Wolfsburg e Nizza, tutte a rischio retrocessione

La stagione 2025/26 rischia di passare alla storia come una delle più complicate per diverse realtà tradizionalmente legate all’Europa. Non solo la Fiorentina, oggi a due punti dalla zona retrocessione dopo mesi di crisi culminati con l’esonero di Pioli e il lavoro di ricostruzione affidato a Vanoli, ma anche club di primo piano nei principali campionati europei stanno vivendo un’annata da incubo. In Premier League, Liga, Bundesliga e Ligue 1 ci sono infatti squadre abituate a ben altri palcoscenici che ora lottano per non retrocedere.

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Tottenham, crisi senza fine

Il Tottenham, reduce da una stagione paradossale chiusa con la vittoria dell’Europa League ma anche con un sofferto 17º posto in campionato, non è riuscito a invertire la rotta. L’arrivo di Thomas Frank, dopo gli anni difficili con Conte, Mourinho, Espirito Santo e Postecoglou, non ha portato stabilità nonostante un mercato di alto livello con Simons, Kudus, Palhinha e Kolo Muani. L’esonero del danese ha aperto la porta a Igor Tudor, reduce dall’addio alla Juventus, ma i risultati sono peggiorati: sconfitte pesanti, errori clamorosi come quelli di Kinsky contro l’Atletico Madrid e un 3-0 subito dal Nottingham Forest che ha fatto precipitare gli Spurs a un solo punto dal terzultimo posto.

Siviglia, contestazione e paura

In Liga il Siviglia è tre punti sopra la zona retrocessione e vive un clima incandescente. La piazza chiede la cessione del club a Sergio Ramos, mentre la squadra fatica a trovare continuità. Gli ex Inter Agoumé e Alexis Sanchez non stanno incidendo e l’esonero di Almeyda ha portato in panchina Luis Garcia Plaza, fermo da quasi due anni ma esperto di lotta salvezza. Il Maiorca terzultimo è vicinissimo e il rischio descenso è più concreto che mai.

Wolfsburg, crollo inatteso

In Bundesliga il Wolfsburg sta vivendo una delle peggiori stagioni della sua storia recente. Nonostante il quinto monte ingaggi del campionato e quasi 70 milioni investiti in estate, la squadra è penultima e a tre punti persino dalla zona play-out. Arnold, Majer, Wimmer, Grabara e gli altri nazionali non sono riusciti a invertire la rotta. Dopo Simonis e Bauer, la dirigenza ha richiamato Dieter Hecking, l’allenatore della Coppa di Germania 2015 e dell’ottavo di Champions contro il Real Madrid. Il suo ritorno basterà per evitare la prima retrocessione dopo 29 anni?

Nizza, progetto in caduta libera

In Francia il Nizza è quindicesimo, a +5 dalla zona play-out, ma il contesto è esplosivo. Il progetto ambizioso targato INEOS non ha portato i risultati sperati e la squadra ha deluso anche in Europa League. Il clima è diventato tossico: proteste continue, tifosi al centro sportivo e persino aggressioni ai giocatori, con Boga che ha sporto denuncia prima di trasferirsi alla Juventus. Dopo l’esonero di Haise, la panchina è stata affidata a Puel, ma la parabola del club sembra in discesa. La salvezza, però, resta alla portata.

Calciomercato Milan, Pavlovic cardine dei rossoneri del futuro: c’è un retroscena decisivo, Allegri pone il veto e un top club…

Calciomercato Milan, Pavlovic perno del progetto rossonero: spunta un retroscena decisivo, Allegri impone il veto e un top club resta alla porta…

Il calciomercato del Milan entra nel vivo sul fronte delle conferme, e uno dei dossier più sensibili riguarda Strahinja Pavlovic. Come riportato da Antonio Vitiello, il Chelsea avrebbe avviato i primi contatti con l’entourage del difensore serbo, attirato dalla sua crescita esponenziale sotto la guida di Massimiliano Allegri. I Blues, alla ricerca di fisicità e leadership per rifondare il reparto arretrato in vista della stagione 2026/27, hanno individuato nel centrale rossonero un profilo ideale.

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Da via Aldo Rossi, però, la risposta è stata immediata e categorica: Pavlovic non è sul mercato. Il Milan considera il serbo un pilastro assoluto del progetto tecnico, un elemento su cui costruire la difesa del futuro insieme a Matteo Gabbia. La continuità di rendimento mostrata in questa stagione e l’intesa con il compagno di reparto lo rendono un punto fermo nelle ambizioni scudetto e nel percorso europeo del club.

La dirigenza ha già fatto sapere agli intermediari che non intende aprire alcuna trattativa, blindando di fatto il “gigante serbo” a Milanello. Per il Milan, Pavlovic rappresenta molto più di un semplice titolare: è una certezza attorno alla quale costruire la squadra del prossimo anno.

Roy Hodgson, nuovo capitolo in panchina a 78 anni: è lui l’allenatore scelto dal Bristol City. I dettagli

Roy Hodgson torna in panchina a 78 anni: il tecnico guiderà il Bristol City fino al termine della stagione. Le ultimissime

Roy Hodgson è stato ufficialmente nominato nuovo allenatore ad interim del Bristol City, chiamato dal club per raccogliere l’eredità di Gerhard Struber dopo una lunga serie negativa culminata in sei gare senza vittorie. La squadra, scivolata a metà classifica e lontana dalla zona playoff, ha scelto di affidarsi all’esperienza del 78enne tecnico inglese, che torna proprio nel club dove aveva mosso i primi passi nel calcio britannico nel 1982.

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La dirigenza ha puntato su un profilo capace di portare stabilità immediata e di impostare una cultura tecnica più solida in vista del futuro. “La nomina di Roy ci aiuterà a definire gli standard e i valori necessari per avere successo”, ha dichiarato l’amministratore delegato Charlie Boss. Dopo le recenti esperienze con Watford e Crystal Palace, Hodgson torna dunque in panchina forte del suo pragmatismo tattico e della riconosciuta capacità di gestione del gruppo, qualità che in passato lo hanno accompagnato anche nelle sue parentesi italiane con Inter e Udinese.

Il debutto è fissato per il 3 aprile contro il Charlton Athletic, primo di una serie di impegni complessi che includono sfide con Sheffield United, Norwich City e Southampton. Pur essendo lontano dalla zona retrocessione, il Bristol City punta a chiudere la stagione con un rendimento più convincente, gettando basi più solide per il prossimo campionato.

PAROLE HODGSON – “Ho avuto ottime sensazioni, ho parlato con la dirigenza e sono davvero felice dell’opportunità di poter aiutare la squadra in queste giornate”.

Allenamento Milan: Leao ancora in Portogallo per gli esami, Gabbia continua il recupero verso la sfida con il Napoli

Allenamento Milan: Leao prosegue i controlli in Portogallo, novità importanti sul recupero di Gabbia in vista del Napoli

Il Milan è tornato ad allenarsi questa mattina a Milanello, sfruttando la sosta per le nazionali per proseguire il lavoro con i giocatori rimasti a disposizione di Massimiliano Allegri. La seduta è servita sia a mantenere ritmo e intensità, sia a monitorare da vicino lo stato degli infortunati, elemento centrale in questa fase della stagione. Lo riporta Milannews24.

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Tra coloro che hanno svolto lavoro personalizzato c’è Matteo Gabbia, ancora impegnato nel recupero dopo l’operazione per ernia inguinale subita a inizio marzo. Il difensore ha seguito anche oggi un programma differenziato. Assente invece Rafael Leao, volato in Portogallo per ulteriori controlli dopo il riacutizzarsi del fastidio all’adduttore: l’attaccante proseguirà il percorso di recupero lontano da Milanello e rientrerà a Milano la prossima settimana, con la gestione del suo rientro che resta sotto osservazione in vista del finale di stagione.

Il resto del gruppo ha lavorato regolarmente sul campo, tra esercitazioni tecniche e conclusioni in porta, mantenendo alta l’intensità nonostante le numerose assenze dovute alle convocazioni internazionali. Il programma prevede un’altra seduta domani, dopodiché lo staff concederà tre giorni di riposo. La ripresa è fissata per mercoledì 1 aprile nel pomeriggio, quando la squadra tornerà al completo per preparare gli impegni decisivi che attendono i rossoneri.

Infortunio Motta, problemi per il portiere della Lazio con l’Italia U21: le sue condizioni e gli aggiornamenti

Infortunio Motta, si ferma il portiere biancoceleste impegnato con l’Italia Under 21: rientro anticipato! Le ultime

In vista della delicata sfida di martedì contro la Svezia, l’Italia Under 21 deve fare i conti con due assenze dell’ultima ora che complicano la preparazione alla trasferta. Lo staff tecnico è stato costretto a intervenire rapidamente per rimpiazzare i giocatori indisponibili e garantire a Nunziata un organico completo per un match fondamentale nel percorso di qualificazione.

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Le defezioni riguardano Edoardo Motta, portiere della Lazio, e Antonio Raimondo, attaccante del Frosinone: entrambi sono stati costretti al forfait e non prenderanno parte alla gara. Due perdite pesanti per gli Azzurrini, che si ritrovano privati di profili importanti sia tra i pali sia nel reparto offensivo.

Per colmare i vuoti, la Federazione ha convocato d’urgenza due giovani in crescita nel panorama nazionale. In porta arriva Diego Mascardi dello Spezia, mentre in attacco è stato scelto Alvin Okoro della Juve Stabia, inizialmente destinato all’amichevole odierna della Nazionale. Per lui, l’avventura con l’Under 21 inizia prima del previsto, spinto dalle necessità tattiche del momento.

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