Pagina 230 – Calcio News 24

Allenamento Milan: Leao ancora in Portogallo per gli esami, Gabbia continua il recupero verso la sfida con il Napoli

Allenamento Milan: Leao prosegue i controlli in Portogallo, novità importanti sul recupero di Gabbia in vista del Napoli

Il Milan è tornato ad allenarsi questa mattina a Milanello, sfruttando la sosta per le nazionali per proseguire il lavoro con i giocatori rimasti a disposizione di Massimiliano Allegri. La seduta è servita sia a mantenere ritmo e intensità, sia a monitorare da vicino lo stato degli infortunati, elemento centrale in questa fase della stagione. Lo riporta Milannews24.

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Tra coloro che hanno svolto lavoro personalizzato c’è Matteo Gabbia, ancora impegnato nel recupero dopo l’operazione per ernia inguinale subita a inizio marzo. Il difensore ha seguito anche oggi un programma differenziato. Assente invece Rafael Leao, volato in Portogallo per ulteriori controlli dopo il riacutizzarsi del fastidio all’adduttore: l’attaccante proseguirà il percorso di recupero lontano da Milanello e rientrerà a Milano la prossima settimana, con la gestione del suo rientro che resta sotto osservazione in vista del finale di stagione.

Il resto del gruppo ha lavorato regolarmente sul campo, tra esercitazioni tecniche e conclusioni in porta, mantenendo alta l’intensità nonostante le numerose assenze dovute alle convocazioni internazionali. Il programma prevede un’altra seduta domani, dopodiché lo staff concederà tre giorni di riposo. La ripresa è fissata per mercoledì 1 aprile nel pomeriggio, quando la squadra tornerà al completo per preparare gli impegni decisivi che attendono i rossoneri.

Infortunio Motta, problemi per il portiere della Lazio con l’Italia U21: le sue condizioni e gli aggiornamenti

Infortunio Motta, si ferma il portiere biancoceleste impegnato con l’Italia Under 21: rientro anticipato! Le ultime

In vista della delicata sfida di martedì contro la Svezia, l’Italia Under 21 deve fare i conti con due assenze dell’ultima ora che complicano la preparazione alla trasferta. Lo staff tecnico è stato costretto a intervenire rapidamente per rimpiazzare i giocatori indisponibili e garantire a Nunziata un organico completo per un match fondamentale nel percorso di qualificazione.

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Le defezioni riguardano Edoardo Motta, portiere della Lazio, e Antonio Raimondo, attaccante del Frosinone: entrambi sono stati costretti al forfait e non prenderanno parte alla gara. Due perdite pesanti per gli Azzurrini, che si ritrovano privati di profili importanti sia tra i pali sia nel reparto offensivo.

Per colmare i vuoti, la Federazione ha convocato d’urgenza due giovani in crescita nel panorama nazionale. In porta arriva Diego Mascardi dello Spezia, mentre in attacco è stato scelto Alvin Okoro della Juve Stabia, inizialmente destinato all’amichevole odierna della Nazionale. Per lui, l’avventura con l’Under 21 inizia prima del previsto, spinto dalle necessità tattiche del momento.

Lukaku Napoli, tensione sempre più alta: i partenopei pretendono il rientro immediato e minacciano l’esclusione dalla rosa! Le ultime

Lukaku Napoli, scontro aperto sul rientro in città: senza una svolta il belga rischia l’estromissione dalla rosa. i dettagli

Il braccio di ferro tra il Napoli e Romelu Lukaku continua a irrigidirsi. Come riportato da Ugolini di Sky Sport, l’attaccante belga non ha ancora fatto ritorno in città nonostante le indicazioni chiare del club, che lo attendeva per proseguire il programma di lavoro. Lukaku, invece, vorrebbe restare in Belgio per completare lì il percorso di riatletizzazione, una soluzione che la società non intende avallare.

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Le posizioni restano dunque molto distanti. Il Napoli ha già deciso di multare il giocatore e, qualora il centravanti non si presentasse a Castel Volturno nel più breve tempo possibile, la prospettiva di una sua esclusione dalla rosa diventerebbe concreta. Una data spartiacque è quella di martedì 31 marzo, ultimo giorno utile per unirsi agli allenamenti: un’ulteriore assenza potrebbe segnare la rottura definitiva.

La vicenda nasce dal rientro anticipato del giocatore dalla nazionale belga, che aveva scelto di rimandarlo al club per permettergli di ritrovare la miglior condizione fisica. Lukaku, però, aveva manifestato la volontà di restare in patria per proseguire il lavoro con il proprio staff, un programma che il Napoli non condivide. La società pretende la sua presenza immediata in città per monitorare direttamente il recupero e riportare ordine in una situazione sempre più tesa.

Bosnia Italia, l’analisi completa sul prossimo avversario degli azzurri in finale playoff: non solo Dzeko! Il focus

Bosnia Italia, analisi completa dell’avversaria degli Azzurri in finale playoff: non c’è solo Dzeko. Tutti i dettagli

La notte di Cardiff ha decretato l’avversaria dell’Italia nella finale playoff mondiale: sarà la Bosnia‑Erzegovina. La Nazionale di Sergej Barbarez ha superato il Galles ai rigori (4-2) dopo l’1-1 maturato nei 120 minuti, trascinata ancora una volta da Edin Dzeko, autore del gol del pareggio nel finale. Accanto al carisma del “Cigno di Sarajevo” si è vista anche la freschezza della nuova generazione: il rigore decisivo è stato trasformato dal diciottenne Alajbegović, simbolo di un movimento che sta cambiando volto.

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Guardando il ranking FIFA, l’Italia affronterà sulla carta la squadra meno quotata del percorso: la Bosnia è 71ª al mondo, molto distante dal Galles (35°). Un dato che però racconta solo metà della storia, perché la selezione balcanica unisce esperienza e talento emergente, rendendola un avversario tutt’altro che semplice. Il leader tecnico resta Dzeko, che continua a segnare anche con lo Schalke 04 in seconda divisione tedesca. Tra i veterani spiccano anche Kolasinac dell’Atalanta e Demirovic, uno degli attaccanti più prolifici della Bundesliga.

Attorno ai senatori ruota un gruppo di giovani molto interessanti. In difesa emergono Muharemovic, oggi al Sassuolo, e Dedic, terzino del Benfica classe 2002. A centrocampo c’è Benjamin Tahirovic, ex Roma e Ajax, ora in Danimarca. Sulle fasce brilla il 2005 Bajraktarevic, esterno del PSV dotato di grande abilità nel dribbling. Il talento più luminoso è però Alajbegović: ala sinistra del 2006, cresciuto nel Bayer Leverkusen e oggi al Salisburgo, dove ha già collezionato presenze in Champions ed Europa League. In panchina siede Barbarez, leggenda del calcio bosniaco e primatista di presenze straniere in Bundesliga: dal suo arrivo nel 2024 ha raccolto 7 vittorie, 4 pareggi e 8 sconfitte.

Sul piano tattico, la Bosnia si affida stabilmente alla difesa a quattro, alternando 4-4-2 e 4-2-3-1. La squadra punta sull’equilibrio e sulla fisicità, con imprevedibilità garantita dagli esterni e ricerca costante delle punte in area. Soffre la velocità degli avversari, ma resta competitiva nei momenti chiave: non perde da settembre, quando fu battuta dall’Austria. I precedenti storici sorridono all’Italia, avanti con 4 vittorie e 2 pareggi; l’unico successo bosniaco risale al 1996. L’ultimo incrocio ufficiale a Zenica, nel 2020, vide gli Azzurri imporsi 2-0. Proprio il Bilino Polje, stadio da 15.000 posti, sarà il teatro della finale: un impianto caldo e tradizionalmente ostico, pur senza l’effetto bolgia di Cardiff.

Esperienza, giovani di talento, vecchie conoscenze della Serie A e una buona dose di imprevedibilità: la Bosnia arriva alla sfida con un mix che l’Italia dovrà saper leggere e neutralizzare. In palio c’è un posto al Mondiale, obiettivo che gli Azzurri inseguono da dodici anni e due edizioni. Una partita da vincere, senza alternative.

Mercato Inter, rivoluzione in difesa per i nerazzurri: Solet guida la lista, ma i nomi caldi sono molti

Mercato Inter, tutte le idee per la difesa del futuro: Solet in cima e un vecchio pallino che torna d’attualità. La lista

L’Inter di Cristian Chivu si prepara a una rivoluzione nel reparto difensivo in vista della stagione 2026/27. Con la squadra saldamente in vetta a quota 69 punti, la dirigenza — guidata da Oaktree e dal DS Piero Ausilio — sta già programmando il ricambio generazionale. Acerbi, Darmian e De Vrij sono ormai a fine ciclo, mentre sullo sfondo resta la minaccia del Barcellona per Bastoni. Per questo il club ha stilato una lista di profili giovani e di prospettiva su cui costruire la nuova retroguardia.

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In cima alle preferenze ci sono Oumar Solet dell’Udinese e Tarik Muharemovic del Sassuolo. Il francese è un vecchio obiettivo di Ausilio, mentre per il bosniaco — su cui la Juventus mantiene il 50% sulla futura rivendita — i contatti sono già stati avviati. Entrambi garantirebbero fisicità, dinamismo e margini di crescita, qualità fondamentali per il progetto tecnico di Chivu, che punta a ringiovanire la rosa senza perdere competitività.

Accanto ai profili già pronti per la Serie A, l’Inter segue con attenzione due scommesse di grande prospettiva: Giovanni Leoni, classe 2006, molto stimato da Chivu nonostante il recente infortunio, e l’argentino Lautaro Rivero del River Plate, centrale del 2003 appena convocato dall’Albiceleste. Per Leoni si valuta un prestito che ne faciliti il rientro, mentre Rivero rappresenterebbe un investimento in perfetto stile Oaktree, orientato su giovani di valore internazionale.

Il mercato nerazzurro potrebbe così intrecciarsi con un curioso destino: con il ritorno in campo di Lautaro Martinez previsto per il 5 aprile contro la Roma, non è escluso che presto i “Toro” in maglia Inter possano diventare due. Una difesa nuova, più giovane e più fisica: la metamorfosi è già iniziata.

Pessotto mette in guardia tutti: «Hanno provato ad abbatterci, ma la Juventus non muore mai!»

Pessotto mette in guarda gli avversari: «Hanno provato ad abbatterci, ma la Juventus non muore mai!». Le sue parole

Gianluca Pessotto ha rilasciato un’intervista a Tuttosport, soffermandosi su numerosi argomenti di attualità calcistica. Di seguito i passaggi più significativi dell’ex difensore della Juventus:

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IL RIGORE SEGNATO – «Finita la rifinitura, Lippi disse: “Ma no, non proviamo i rigori, tanto la partita la vinciamo prima!”. Era un modo per caricarci, non presunzione. Dentro di me però mi ero detto di volerne fare almeno uno: ho preso il magazziniere – che era pure la metà di Van der Sar, però più largo – e ho tirato esattamente come ho fatto poi in partita. Sono stato bravo, sì. Però anche fortunato. E freddo. E incosciente.  Mai pensato di poterlo sbagliare. Giorni dopo ho pensato alla responsabilità che mi ero preso»

IL MOMENTO CHIAVE – «In quella stagione andavamo bene in Europa e meno in campionato. Mettevano sotto accusa la preparazione atletica, ma dicevo: siamo gli stessi di tre giorni fa! Per me era un discorso mentale. Molti l’avevano giocata, qualcuno l’aveva vinta. La vittoria sul Dortmund? Quella partita per me ci ha fatto capito che potevamo giocarcela: ha dato grande fiducia a tutto l’ambiente. Non si parlava di dover vincere la Champions, però inconsciamente c’era quella sensazione che tutti volessero riuscirci. Poi c’era la stella di Alessandro Del Piero: lì nasce il suo gol iconico, ha lasciato il segno. Non sbagliava mai»

LA SFIDA AL REAL MADRID – «Sì, ce la siamo fatta abbastanza sotto: avevamo perso 1-0 a Madrid, con il miracolo di Peruzzi all’ultimo. Qualcuno mi ha detto che sia il dottor Giraudo che Moggi hanno poi suggerito a Lippi di farmi giocare dall’inizio al ritorno. Siamo arrivati a quel match con qualche difficoltà: Lippi s’inventò un’amichevole a Carrara, nessuno aveva grandissima voglia. E infatti abbiamo perso, con il risultato di un bel ritiro a tre giorni dal match. E sui giornali si scrivevano già la liste dei promossi e bocciati per la stagione successiva…». 

IL PRIMO INCONTRO CON VIALLI – «Luca è stato tra le prime persone che ho incontrato a Torino: c’era un ristorante in cui, anche da calciatore del Toro, ero solito andare. Appena firmo per i bianconeri, incontro Vialli e Vierchowod. Quando loro giocavano e vincevano in A, io ero appena uscito dalla C2, al Varese»

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Bosnia Italia, i precedenti parlano chiaro: il bilancio sorride agli Azzurri. L’analisi completa di tutte le sfide tra le due Nazionali

Bosnia Italia, i precedenti sorridono agli azzurri: ecco come sono andate le sfide tra le due nazionali in passato. Il focus

L’Italia ha risposto presente: il 26 marzo gli Azzurri di Gennaro Gattuso hanno battuto 2-0 l’Irlanda del Nord e si sono guadagnati l’accesso alla finale playoff. Nello spareggio che assegna un posto per il Mondiale affronteranno la Bosnia‑Erzegovina, arrivata all’ultimo turno del mini torneo dopo aver eliminato il Galles ai calci di rigore. L’incontro si giocherà a Zenica il 31 marzo alle 20:45, allo stadio Bilino Polje.

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Il bilancio ufficiale tra le due Nazionali sorride all’Italia: quattro confronti, tre vittorie azzurre e un pareggio. Il primo incrocio recente risale a giugno 2019 all’Allianz Stadium di Torino (2-1 per l’Italia), seguito cinque mesi dopo dal 0-3 in trasferta a Zenica. A settembre 2020 la sfida di Nations League al Franchi di Firenze terminò 1-1, mentre a novembre dello stesso anno la Nazionale allora guidata da Mancini vinse 0-2 con le reti di Berardi e Belotti.

L’unica sconfitta italiana contro la Bosnia risale a un’amichevole del 6 novembre 1996, quando i gialloblù si imposero 2-1 con le reti di Bolić e dell’ex Juventus Salihamidžić; la rete italiana fu firmata da Enrico Chiesa. L’ultimo confronto amichevole tra le due squadre si concluse invece 1-0 per l’Italia.

Il commissario tecnico Gattuso può sorridere guardando i precedenti, ma la cabala non basta: la qualificazione per il Mondiale passa da una partita secca. L’Italia è chiamata a vincere a Zenica per volare in America e prolungare la striscia positiva contro la Bosnia.

Bosnia, Dzeko lancia la sfida all’Italia: «Loro i grandi favoriti, ma daremo il massimo e vedremo alla fine»

L’attaccante della Bosnia, Edin Dzeko, dopo la vittoria in semifinale playoff contro il Galles, manda un messaggio all’Italia per la finale

Edin Dzeko ha commentato l’importante successo ottenuto dalla propria nazionale della Bosnia contro il Galles. Il bosniaco ha ammesso la timidezza iniziale, elogiando però la reazione del gruppo per aver conquistato la meritata qualificazione in novanta minuti. In vista dell’Italia, ha riconosciuto gli avversari come grandi favoriti, garantendo comunque il massimo sforzo. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni di klix.ba.

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PAROLE – «I media li consideravano i favoriti. Noi siamo una squadra con molti giovani. Siamo entrati in partita un po’ timidi. Il pubblico ci ha trascinati e abbiamo commesso degli errori. Abbiamo iniziato a giocare davvero solo dopo il gol subito. Meritavamo di segnare anche nei novanta minuti il gol del raddoppio, ma alla fine ci siamo meritati la finale. Italia? Arriveranno in Bosnia da grandi favoriti, ma abbiamo 90 minuti per dimostrare quanto possiamo fare, daremo sicuramente il massimo e vedremo».

Mercato Inter, Frattesi può essere la chiave per arrivare a Manu Koné: occhio al possibile incastro con la Roma!

Mercato Inter, Frattesi può essere la chiave per arrivare a Manu Koné: occhio al possibile incastro con la Roma! Il piano d’azione di Ausilio

Il mercato dell’Inter potrebbe incrociarsi in modo diretto con quello della Roma in vista della prossima estate. Secondo La Gazzetta dello Sport, il club nerazzurro starebbe lavorando a una strategia per arrivare a Manu Koné, centrocampista francese dei giallorossi considerato molto adatto alle esigenze della squadra di Cristian Chivu. Il profilo dell’ex Borussia Mönchengladbach viene indicato come uno dei preferiti per aggiungere intensità, corsa e fisicità al centrocampo interista. Nella stessa ricostruzione, Davide Frattesi viene descritto come la possibile chiave per facilitare l’operazione, anche perché la sua permanenza a Milano viene considerata sempre più difficile. La pista, però, resta al momento una ipotesi di mercato e non una trattativa chiusa.

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Frattesi può diventare la pedina giusta, ma la richiesta della Roma resta alta

Sempre secondo La Gazzetta dello Sport, l’Inter valuta Frattesi circa 30 milioni di euro, cifra che potrebbe entrare nell’eventuale costruzione di un’operazione più ampia per arrivare a Koné. Il centrocampista francese, infatti, viene considerato un obiettivo di primo piano per il futuro della mediana nerazzurra, ma il costo dell’affare non sarebbe basso. Le ricostruzioni rilanciate in queste ore parlano di una disponibilità dell’Inter a spingersi oltre i 40 milioni, avvicinandosi alla soglia dei 50 milioni ritenuta necessaria per convincere la Roma a trattare.

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Chivu aspetta rinforzi, ma oggi si tratta ancora di uno scenario da sviluppare

Il ragionamento di mercato, dunque, è chiaro: sacrificare un centrocampista offensivo come Frattesi per inserire un giocatore di maggiore forza e dinamismo come Koné, profilo ritenuto più funzionale al progetto tecnico di Chivu. Il dato più solido è che l’Inter stia davvero pensando a Koné come rinforzo prioritario per il centrocampo e che il nome di Frattesi venga ritenuto spendibile nell’equazione. In parallelo, il club continua a pianificare anche il presente, con il rientro di Lautaro Martínez previsto come obiettivo per la sfida del 5 aprile proprio contro la Roma, altro incrocio che rende ancora più interessante questo asse di mercato tra Milano e la capitale.

Mlacic rivela: «Un onore essere contattato da una gigante come l’Inter, ma ecco perché ho scelto l’Udinese»

Mlacic rivela: «Un onore essere contattato da una gigante come l’Inter, ma ecco perché ho scelto l’Udinese». Le parole del difensore croato

Intervistato da Sportske Novosti, il difensore dell’Udinese, Branimir Mlacic, arrivato a gennaio ad Udine, ha raccontato cos’è realmente successo nelle trattative saltate con l’Inter e con la Roma.

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LA VERITA’ SULLE VOCI CHE MI VEDEVANO ALL’INTER O ALLA ROMA – «È un onore essere contattato da un gigante come l’Inter, ma non credo si debbano saltare delle tappe. Spero che arrivi il momento in cui sarò pronto per quel livello. Quanto alla Roma, in quel momento non si è concretizzato e ho optato per l’Udinese».

IL MIO AMBIENTAMENTO AD UDINE – «Mi sono ambientato bene e sto giocando. I miei compagni di squadra mi hanno accolto benissimo, quindi è tutto molto più semplice. Le condizioni sono eccellenti e l’allenatore mi aiuta molto e comunica costantemente con me. Mi hanno detto che non erano sicuri che avrei giocato subito in questa mezza stagione, ma che avrei avuto un’opportunità e un po’ di tempo. Ovviamente, mi sto preparando principalmente per la prossima stagione e sto usando questo periodo per adattarmi».

POSSIBILE PRESTITO IN ESTATE? – «Per ora non è nei miei piani. Mi alleno, lavoro e tutto verrà definito di comune accordo con il club al momento opportuno».

Lecce, che tegola! Intervento chirurgico e stagione finita per Berisha: il comunicato del club

Lecce, che tegola! Intervento chirurgico e stagione finita per Berisha: il comunicato del club sulle condizioni del centrocampista albanese

La stagione di Medon Berisha, centrocampista albanese del Lecce, si è chiusa in anticipo. Il club salentino ha infatti comunicato che il giocatore si è sottoposto nella mattinata di oggi, venerdì 27 marzo, a un intervento chirurgico dopo la lesione del tendine riflesso del retto femorale destro.

Operazione riuscita in Finlandia

L’intervento è stato eseguito dal professor Lasse Lempainen presso l’Hospital Pihlajalinna di Turku, in Finlandia, ed è perfettamente riuscito. La scelta di ricorrere alla chirurgia era emersa già nei giorni scorsi, dopo il consulto specialistico che aveva confermato la gravità del problema muscolare.

Ora inizia il percorso di recupero

Per il Lecce si tratta di una perdita importante in vista del finale di campionato, mentre per Berisha comincia adesso la fase di recupero. Al momento il club non ha indicato tempi ufficiali per il rientro, ma l’infortunio mette già la parola fine alla sua stagione.

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IL COMUNICATO – «L’U.S. Lecce comunica che il calciatore Medon Berisha è stato sottoposto nella mattinata odierna ad intervento chirurgico a seguito della lesione del tendine riflesso del retto femorale destro.
L’intervento, che è stato eseguito dal Prof. Lasse Lempainem presso l’Hospital Pihlajalinna di Turku (Finlandia), è perfettamente riuscito
».

Pagelle Italia Irlanda del Nord: Tonali gioiello, Retegui delude! I voti dei quotidiani

Pagelle Italia Irlanda del Nord: Tonali gioiello, Retegui delude! I voti dei principali quotidiani sportivi agli Azzurri in campo ieri

L’Italia supera il primo ostacolo nei playoff Mondiali e batte l’Irlanda del Nord con un 2-0 firmato da Sandro Tonali e Moise Kean. Per la squadra di Gennaro Gattuso è stata una partita divisa in due tronconi: più contratta e meno brillante nel primo tempo, più efficace e concreta nella ripresa. A fare la differenza sono stati soprattutto i due marcatori, protagonisti della serata azzurra, mentre non sono mancate valutazioni più severe per altri interpreti.

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Le pagelle dei quotidiani: promossi Tonali e Kean, bocciato Retegui

Le pagelle dei principali quotidiani sportivi premiano soprattutto Tonali e Kean, i migliori in campo insieme a un positivo Locatelli secondo alcune valutazioni. Più complicata invece la serata di Retegui, insufficiente per tutti e tre i giornali. Buoni riscontri anche per Mancini, Calafiori e Politano, mentre il giudizio su Dimarco, Bastoni e Barella resta tra la sufficienza piena e qualcosa in più.

I voti di Gazzetta, Corriere e Tuttosport

LA GAZZETTA DELLO SPORT – Donnarumma 6; Mancini 6.5, Bastoni 6 (63′ Gatti 6), Calafiori 6.5; Politano 6.5 (83′ Palestra sv), Barella 6.5, Locatelli 7, Tonali 7.5 (83′ Pisilli 6), Dimarco 6.5; Kean 7 (88′ Raspadori sv), Retegui 5 (63′ Pio Esposito 6.5). Ct: Gattuso 7.

CORRIERE DELLO SPORT – Donnarumma 6; Mancini 6.5, Bastoni 6.5 (63′ Gatti 6), Calafiori 6.5; Politano 6.5 (83′ Palestra sv), Barella 7, Locatelli 6, Tonali 7.5 (83′ Pisilli sv), Dimarco 6; Kean 7.5 (88′ Raspadori sv), Retegui 5 (63′ Pio Esposito 6.5). Ct: Gattuso 6.5.

TUTTOSPORT – Donnarumma 6; Mancini 6,5, Bastoni 6, (63′ Gatti 6), Calafiori 6,5; Politano 7 (83′ Palestra sv), Barella 6,5, Locatelli 6,5, Tonali 8 (83′ Pisilli sv), Dimarco 6,5; Kean 7,5 (88′ Raspadori sv), Retegui 5 (63′ Pio Esposito 6,5). Ct: Gattuso 6,5.

Infortunio Raphinha, Barcellona e Brasile in ansia: l’annuncio di Ancelotti sulle condizioni dell’attaccante

Infortunio Raphinha, Barcellona e Brasile in ansia: l’annuncio di Ancelotti sulle condizioni dell’attaccante dopo lo stop rimediato contro la Francia

Cresce la preoccupazione attorno a Raphinha, esterno offensivo del Barcellona e del Brasile, uscito all’intervallo dell’amichevole persa 2-1 contro la Francia al Gillette Stadium. Dopo la gara, il commissario tecnico Carlo Ancelotti ha spiegato che il giocatore ha accusato un fastidio muscolare alla fine del primo tempo e che, per questo motivo, lo staff ha preferito non correre rischi sostituendolo subito. Le prime ricostruzioni parlano di un problema alla coscia destra, con ulteriori accertamenti previsti nelle prossime ore per capire l’entità dello stop. Al momento non c’è ancora una diagnosi definitiva ufficiale, ma il timore del Barcellona è concreto, soprattutto perché il brasiliano arrivava a questa sosta in condizioni eccellenti.

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Barcellona in ansia: il momento della stagione rende tutto più delicato

L’infortunio arriva infatti in una fase pesantissima dell’annata blaugrana. Raphinha era uno degli uomini più in forma della squadra, reduce da un periodo molto brillante anche sotto porta. Proprio per questo il club spagnolo segue il caso con grande attenzione e mantiene un contatto costante con lo staff medico brasiliano. Sembrerebbe che si tratti di un nuovo problema muscolare simile a quelli già accusati in stagione, elemento che aumenterebbe ulteriormente la prudenza nella gestione del recupero.

Ancelotti difende la squadra, ma il caso Raphinha resta aperto

Sul piano tecnico, la serata contro la Francia non ha sorriso al Brasile. Né Raphinha nei suoi 45 minuti, né Vinícius Júnior sono riusciti a incidere davvero in avanti, mentre la nazionale di Didier Deschamps ha colpito con maggiore lucidità. Nonostante il ko, Ancelotti ha difeso la prova dei suoi, sottolineando l’impegno mostrato dalla squadra e il lavoro svolto dai suoi attaccanti anche senza palla. Il risultato, però, passa inevitabilmente in secondo piano davanti alle condizioni del numero 11 brasiliano: adesso l’attesa è tutta per gli esami, con Barcellona e Brasile che sperano di ricevere segnali rassicuranti nelle prossime ore.

Retegui Milan, la chiave per aggirare l’ostacolo stipendio: con questa formula può arrivare in estate!

Retegui Milan, la chiave per aggirare l’ostacolo stipendio: con questa formula può arrivare in estate! La strategia dei rossoneri

Il Milan è tornato a muoversi attorno a Mateo Retegui, centravanti della Nazionale italiana oggi in forza all’Al Qadsiah. A rilanciare la pista è stata una indiscrezione di Nicolò Schira, ripresa da più testate, secondo cui ci sarebbe stato a Milano un incontro tra Igli Tare, direttore sportivo rossonero, e Alessandro Moggi, agente dell’attaccante italo-argentino. Il club starebbe quindi raccogliendo informazioni per capire la fattibilità dell’operazione in vista dell’estate. Al momento, però, non risultano offerte ufficiali o una trattativa già avviata: il quadro resta quello di un sondaggio esplorativo, in una fase di valutazione interna sul futuro del reparto offensivo.

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L’ostacolo è economico: ingaggio altissimo e formula tutta da costruire

La complessità dell’eventuale affare è evidente soprattutto sul piano economico. Retegui ha lasciato l’Atalanta nel luglio 2025 per trasferirsi all’Al Qadsiah con un’operazione da circa 65-67 milioni di euro. Sul fronte ingaggio, l’attaccante percepisce uno stipendio fuori scala per i parametri della Serie A, compreso tra 16 milioni netti più bonus e circa 20 milioni annui complessivi. Per questo motivo, il Milan prenderebbe realmente in considerazione la pista solo davanti a condizioni molto particolari, come un eventuale prestito e un contributo sostanziale del club saudita sul pagamento dell’ingaggio. Senza un’apertura di questo tipo, l’operazione sarebbe difficilmente sostenibile.

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Allegri cerca un bomber, ma oggi Retegui è più una suggestione che una trattativa

Il profilo di Retegui piace per caratteristiche, esperienza e capacità realizzativa, e viene considerato adatto alle esigenze di Massimiliano Allegri, allenatore rossonero che per la stagione 2026/27 vuole un attaccante di peso e affidabile sotto porta. Sullo sfondo resta anche la difficoltà di arrivare a Santiago Castro, attaccante del Bologna, altro nome seguito ma considerato molto complicato. In questo contesto, Retegui torna quindi d’attualità come opportunità da monitorare. Non posso però confermare che il giocatore stia davvero forzando per tornare in Serie A. Oggi la realtà è questa: il Milan si informa, il nome piace, ma la distanza economica resta enorme.

De Gea ammette: «Quest’anno siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. Eravamo morti, Vanoli ci ha riportati in vita! La fascia da capitano…»

Il portiere della Fiorentina, David De Gea, racconta la stagione non priva di difficoltà con la Viola e come la squadra è cambiata con Vanoli

Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il portiere della Fiorentina, David De Gea, ha detto la sua sulla stagione tormentata che sta vivendo la squadra viola quest’anno.

LE DIFFICOLTA’ DI INIZIO STAGIONE – «Non c’è una spiegazione. Siamo partiti male e ci siamo messi addosso tanta pressione. E’ stata dura anche per me, che per la prima volta mi sono trovato a lottare per la salvezza. I giovani hanno patito di più, in queste situazioni bisogna essere forti mentalmente. Anche io non sono stato al top, ma non mi sono abbattuto: lavorare è l’unico modo per uscirne. Il momento più difficile è stato a fine 2025, quando eravamo ultimi, non vincevamo una partita e le statistiche dicevano che nessuno nella nostra situazione si era mai salvato. Lì ero preoccupato: mi sentivo dentro un incubo. Ora però siamo migliorati in tanti aspetti e siamo ancora in corsa in Conference, ma dobbiamo continuare a lavorare duro».

COSA E’ CAMBIATO CON VANOLI? – «Sono arrivati nuovi giocatori che ci hanno dato energia ma va sottolineato il grande lavoro del tecnico. Eravamo morti, era una situazione disperata e Vanoli ci ha riportato in vita. E Paratici è molto presente: ama parlare con noi e seguire gli allenamenti. Sta facendo un grande lavoro. Ringrazio anche il dg Ferrari, la società e Goretti che mi sono stati vicini».

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LA FASCIA DA CAPITANO – «Vanoli ha parlato con Luca e con me, mi ha detto che essendo il più vecchio s’aspettava molto. Io ero pronto, avevo già fatto il capitano allo United. Con Ranieri ho un ottimo rapporto, è molto importante per la squadra. E’ uno dei capitani».

OBIETTIVO CONFERENCE LEAGUE – «Siamo concentrati sulla A ma dobbiamo crederci. Il Crystal Palace è forte e per me sarà bello tornare in Inghilterra. Vincere un trofeo sarebbe stupendo per i tifosi, possiamo farcela».

SUL MIO FUTURO – «Ho ancora due anni di contratto e qui sto bene, ma non è il momento di pensare al futuro. Voglio salvare la Fiorentina e dare il meglio in Conference».

COSA MANCA A KEAN? – «Moise è un ragazzo speciale, parliamo tanto e cerco di aiutarlo. L’anno scorso ha fatto una grande stagione, la differenza tra un buon giocatore e un campione la fa la capacità di mantenere il rendimento costante negli anni, questa è la cosa più difficile ma penso che lui potrebbe essere in grado di farlo».

Mercato Juve, prende piede l’idea Ostigard per la difesa: contatti con l’entourage! C’è una rivale sullo sfondo

Mercato Juve, idea Ostigard per la difesa: contatti con l’entourage! C’è una rivale sullo sfondo. La concorrenza per il centrale del Genoa

La Juventus comincia a muoversi anche in difesa in vista del mercato estivo e tra i nomi seguiti spunta quello di Leo Ostigard, difensore centrale norvegese del Genoa. A rilanciare l’indiscrezione è Tuttosport, secondo cui il club bianconero avrebbe già avviato un primo contatto esplorativo con l’entourage del giocatore per capire margini di manovra e costi di un’eventuale operazione. Il profilo del centrale scandinavo piace per affidabilità, continuità fisica e capacità di leadership, qualità che avrebbero convinto la dirigenza torinese a inserirlo tra i difensori monitorati con attenzione in vista della prossima stagione.

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Spalletti lo conosce bene, il rendimento stagionale rafforza la candidatura

Sempre secondo Tuttosport, Ostigard rappresenta un nome tutt’altro che casuale anche per Luciano Spalletti, tecnico bianconero che lo ha già allenato ai tempi del Napoli. Il quotidiano sottolinea come l’allenatore ne apprezzi in particolare la forza nel gioco aereo, aspetto considerato prezioso per migliorare la resa della squadra sulle palle inattive e nelle situazioni da calcio piazzato. Sul piano dei numeri, il difensore norvegese sta vivendo una stagione molto solida: le statistiche disponibili lo accreditano di 25 presenze e 5 gol in campionato, dato notevole per un centrale difensivo, oltre a un minutaggio elevato che conferma la sua tenuta atletica.

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Sullo sfondo anche l’Inter, ma la Juve vuole muoversi in anticipo

Lo scenario, però, resta ancora in una fase iniziale.Tuttosport aggiunge inoltre che sul giocatore ci sarebbe attenzione anche da parte dell’Inter, dettaglio che spingerebbe i bianconeri a non perdere tempo. L’idea della società torinese sarebbe quella di approfondire presto il dossier per capire se esistano davvero le condizioni per anticipare la concorrenza e trasformare l’interesse in un’operazione concreta. Per adesso Ostigard è un nome caldo, ma ancora tutto da sviluppare.

Tonali a Sky: «Nel primo tempo eravamo impauriti, questo il gol più importante della mia carriera. Vi racconto il rapporto che ho con Gattuso»

Il centrocampista del Newcastle, Sandro Tonali, ha voluto dire la sua dopo la vittoria ottenuta con l’Italia contro l’Irlanda del Nord

Intervenuto nel corso del postpartita di Italia Irlanda del Nord, semifinale dei playoff Mondiali vinta dagli Azzurri per 2 a 0, il centrocampista del Newcastle, Sandro Tonali, ha commentato così il suo esordio in Nazionale maggiore. Queste le sue dichiarazioni a Sky Sport.

SENSAZIONI – «Abbiamo visto un po’ di mostri in settimana, perché ripensi a quello che ha fatto l’Italia negli ultimi anni… Non dico che hai paura, ma purtroppo può succedere. Chi tra Bosnia e Galles in finale? Contava solo l’Italia. Non abbiamo ancora pensato a questa partita, ora godiamoci questa vittoria e da domani ci penseremo. Non eravamo mai arrivati fin qui negli ultimi anni, questa è la verità».

PRIMO TEMPO – «Eravamo tesi, un po’ impauriti a tratti, ma nel secondo tempo ci siam liberati di tutto questo. Dovevamo vincere in qualsiasi modo, non importa come. Abbiamo un obiettivo e in qualsiasi modo ci dobbiamo arrivare».

SUL RAPPORTO CON GATTUSO – «Abbiamo un bel rapporto, ma lui lo ha con tutti. Siamo tutti collegati con un filo tramite il mister, questa è una delle cose più belle che abbiamo creato negli ultimi mesi. Il gol ha scacciato via un po’ di tensione. Doveva arrivare, secondo noi è arrivato tardi, ma lì ci siamo liberati. Siamo felici perché abbiamo concesso veramente poco ai nordirlandesi nei loro punti di forza, ovvero le palle inattive. Magari abbiamo concesso un po’ di falli stupidi nel primo tempo, ma siamo rimasti concentrati e siamo stati bravi».

IL MIO GOL – «È il goal più importante della mia carriera finora, insieme a quello segnato contro la Lazio quando ero al Milan. Lo dedico a tutti perché tutti si meritano di andare al Mondiale. Occhio però: non abbiamo ancora fatto niente, c’è ancora tanta strada da fare. Ora resettiamo questa partita, aggiungo purtroppo perché stasera è stato bello, ma dobbiamo recuperare e dare il 150% nella prossima per andare al Mondiale. Dovremo uscire dal campo senza farcela più, la gente merita di godersi un Mondiale, abbiamo questa responsabilità».

Carlos Augusto Inter, il brasiliano spiazza tutti! Rinnovo in stand-by e possibile addio in estate: un top club alla finestra

Carlos Augusto Inter, il brasiliano spiazza tutti! Rinnovo in stand-by e possibile addio in estate per l’esterno: ecco le squadre interessate

Il futuro di Carlos Augusto, esterno brasiliano classe 1999 dell’Inter, si carica di interrogativi proprio nella fase più delicata della stagione. Secondo Tuttosport, il giocatore avrebbe messo momentaneamente in stand-by la proposta di rinnovo fino al 2030 avanzata dal club nerazzurro. Il punto, però, non sarebbe di natura economica. A frenare il brasiliano sarebbe soprattutto la richiesta di maggiori certezze sul piano tecnico, con la volontà di capire quale spazio potrà avere in prospettiva all’interno del progetto guidato da Cristian Chivu. Una situazione che apre riflessioni importanti, considerando il valore tattico del giocatore e il momento chiave dell’annata interista.

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Il nodo non è l’ingaggio: Carlos Augusto vuole più garanzie

Sempre secondo Tuttosport, la dirigenza di Viale della Liberazione avrebbe già messo sul tavolo un sostanzioso adeguamento dell’ingaggio, portandolo dagli attuali 2,2 milioni a circa 3,3 milioni di euro a stagione. Nonostante questo sforzo, Carlos Augusto avrebbe dato mandato al suo agente, Beppe Riso, di prendere tempo. Il messaggio sarebbe chiaro: prima di legarsi ancora più a lungo al club, il brasiliano vuole comprendere meglio il proprio ruolo futuro. Una posizione che non chiude le porte all’Inter, ma che allo stesso tempo lascia aperti scenari differenti in vista della prossima estate.

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Roma e Atletico Madrid sullo sfondo: l’Inter riflette

Sul brasiliano si muove con interesse la Roma di Gian Piero Gasperini, tecnico che vedrebbe in lui l’interprete ideale per il suo calcio fatto di corsa, aggressione e inserimenti. Si tratterebbe di un interesse non nuovo, già emerso ai tempi del Monza, e che ora potrebbe riaccendersi nella Capitale. Nei prossimi giorni, l’incontro tra la Roma e Riso per le situazioni di Mancini e Cristante potrebbe diventare l’occasione giusta per sondare anche la disponibilità del laterale nerazzurro. Resta vivo pure il nome dell’Atletico Madrid, club che in passato aveva già mostrato attenzione per il giocatore. Per l’Inter, perdere un jolly come Carlos Augusto sarebbe un problema rilevante, ma la linea della proprietà resta chiara: niente aste e niente giocatori poco convinti del progetto.

Argentina, dramma Panichelli: stop in nazionale e addio Mondiali! L’infortunio è serissimo

Argentina, dramma Panichelli: stop in nazionale e addio Mondiali! L’infortunio è serissimo: cosa filtra sulle condizioni dell’attaccante

Colpo durissimo per lo Strasburgo e per l’Argentina: Joaquín Panichelli, attaccante argentino classe 2002, ha riportato un grave infortunio al ginocchio durante un allenamento con l’Albiceleste. Le prime ricostruzioni, rilanciate da più fonti nelle ultime ore, parlano di una lesione al legamento del ginocchio destro, con forte preoccupazione per una rottura del crociato anteriore. Le fonti al momento convergono su uno scenario molto serio, destinato a tenerlo fuori per diversi mesi.

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Lo Strasburgo perde il suo bomber nel momento chiave della stagione

Per il club francese si tratta di una perdita pesantissima. Panichelli si era imposto come uno dei protagonisti della stagione dello Strasburgo, diventando il riferimento offensivo della squadra in Ligue 1. I numeri confermano il suo impatto: in campionato aveva già raggiunto quota 16 gol, mentre il bilancio complessivo stagionale parla di 20 reti in 39 presenze, dati che ne avevano fatto uno dei profili più interessanti del calcio francese. Anche per questo il suo stop viene letto come un colpo enorme per una squadra ancora in corsa per obiettivi importanti nel finale di stagione.

Un déjà-vu amaro e il sogno Mondiale che si allontana

L’aspetto più amaro della vicenda è che per Panichelli si tratterebbe della seconda grave lesione del genere in pochi anni. Il calciatore, infatti, aveva rimediato un precedente problema ai legamenti già durante la sua esperienza in Spagna, elemento che rende ancora più delicato il percorso di recupero. Sul piano internazionale, il danno è doppio: il centravanti era appena rientrato nel giro dell’Argentina e sperava di giocarsi le proprie chance in vista del Mondiale 2026. Lo stop di lungo periodo, se confermato nei tempi ipotizzati, comprometterebbe seriamente questa prospettiva. Per adesso resta soprattutto la sensazione di una brusca frenata per uno dei giovani attaccanti più in crescita del momento.

Juve beccata, scoperto il blitz per il nuovo bomber

Un emissario della Juventus è stato visto nella città dove era in scena il bomber corteggiato dai bianconeri

Doveva probabilmente rimanere segreto, o almeno questo sperava la Juventus. Invece l’emissario bianconero è stato ‘beccato’ nella città dove era di scena il bomber corteggiato proprio dalla Vecchia Signora.

Tutto è venuto alla luce del sole dunque e i piani di Comolli sono ora chiari: va bene il rinnovo di Dusan Vlahovic, dato ormai come imminente; va bene anche il tentativo, l’ennesimo, di riportare a Torino Kolo Muani; ma il grande obiettivo di mercato per la prossima stagione è Robert Lewandowski.

Un emissario della Juventus, infatti, è stato visto a Varsavia dove la Polonia ha affrontato, e battuto, l’Albania nella semifinale dei playoff mondiali. Dopo l’iniziale vantaggio albanese, è stato proprio Lewandowski a rimettere in partita la nazionale di casa, prima che Zielinski firmasse il gol qualificazione. Ora la Polonia è attesa dalla finale contro la Svezia, il match che decreterà chi tra le due compagini approderà ai Mondiali di giugno.

La Juventus su Lewandowski: blitz a Varsavia

Mondiali a parte, Lewandowski è al centro del calciomercato. In scadenza con il Barcellona, il suo nome fa gola a molti club: i blaugrana pensano ad un rinnovo annuale, il Milan vorrebbe portarlo a San Siro, ma è la Juventus ad essersi mossa più di recente per prendere il bomber polacco.

Lewandowski Juventus
Missione Juventus per Lewandowski (Instagram _rl9) – Calcionews24.com

Come detto, ieri un emissario della società piemontese era a Varsavia proprio per Lewandowski: non certo per guardarlo dal vivo, visto la caratura del calciatore, ma più per capirne motivazioni e progetti futuri. Un futuro che potrebbe essere tinto di bianco e nero: Spalletti ha chiesto calciatori già pronti e di livello elevato per riportare alla vittoria la Juventus e Lewandowski, nonostante i 37 anni, sarebbe il profilo ideale da mettere al centro dell’attacco.

I gol sono stati il limite di quest’anno per la squadra bianconera e con la coppia Lewandowski-Vlahovic sarebbe facilmente risolto. Ecco perché a Torino stanno lavorando per far sì che il polacco scelga proprio la Juventus: l’idea è fare dell’attaccante del Barcellona il Modric bianconero. Il croato è stato decisivo nella stagione del Milan e Spalletti pensa che Lewandowski possa avere lo stesso peso per la Juventus il prossimo anno. Missione partita, dunque, con il blitz a Varsavia: nelle prossime settimane si capirà se sarà andato o meno a segno.

Lewandowski Juve, blitz in Polonia dei dirigenti! La riflessione sul colpo ‘alla Modric’ per l’estate

Lewandowski Juve, blitz in Polonia dei dirigenti! La riflessione sul colpo ‘alla Modric’ per l’estate: il piano d’azione dei bianconeri

La Juventus pianifica una vera e propria rivoluzione nel proprio reparto avanzato in vista della prossima stagione calcistica. Oltre alle lunghe discussioni per il contratto di Dusan Vlahovic e al forte interesse per Randal Kolo Muani, nelle ultime ore emerge con prepotenza la clamorosa suggestione legata a Robert Lewandowski. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, i vertici del club bianconero sono volati allo stadio per seguire da vicino il centravanti durante la recente e combattuta sfida della sua nazionale contro l’Albania. L’obiettivo principale della spedizione esplorativa era valutare attentamente e di persona la condizione atletica del fuoriclasse, sceso regolarmente in campo fin dal primo minuto per guidare il reparto offensivo della propria selezione.

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Il giocatore polacco ha dimostrato di possedere ancora uno stato di forma assolutamente invidiabile, scacciando qualsiasi dubbio legato alla carta d’identità. A trentasette anni, infatti, il bomber garantisce numeri d’oro e una continuità realizzativa impressionante, avendo già messo a segno 16 reti stagionali con la sua attuale compagine catalana. Le prestazioni offerte in area di rigore confermano come il fiuto del gol sia rimasto totalmente intatto nel corso del tempo. La dirigenza monitora la situazione con estrema e costante attenzione, pienamente consapevole che un profilo di questo altissimo calibro internazionale potrebbe elevare notevolmente il tasso tecnico e d’esperienza dell’intera rosa, garantendo un apporto fondamentale e decisivo sia in campionato che nelle impegnative sfide delle coppe europee.

Il contratto in scadenza dell’attaccante rappresenta indubbiamente una ghiotta e rara opportunità, sebbene resti da superare il considerevole scoglio economico legato all’ingaggio da 10 milioni di euro. La dirigenza sta valutando in maniera molto approfondita se l’investimento possa effettivamente rappresentare un colpo “alla Modric”, ovvero l’inserimento di un campione assoluto e carismatico capace di spostare concretamente gli equilibri anche nella fase conclusiva della propria luminosa carriera. Dopo i primissimi contatti esplorativi avuti con l’entourage del calciatore, la società intende capire a fondo se le motivazioni della punta siano ancora massime per affrontare una nuova e stimolante avventura in Serie A. Le prossime settimane di fitte trattative risulteranno quindi decisive per comprendere i reali margini di manovra di questa affascinante operazione di mercato.

Infortunio Lautaro, fissata la data per il rientro del capitano dell’Inter: è già clinicamente guarito!

Infortunio Lautaro, fissata la data per il rientro del capitano dell’Inter: è già clinicamente guarito! Il programma dello staff nerazzurro

Proseguono senza sosta le sessioni di allenamento sul campo di Appiano Gentile. I giocatori dell’Inter non convocati dalle rispettive selezioni nazionali si sono ritrovati per lavorare intensamente assieme ai giovani dell’Under 23. Questa scelta strategica permette allo staff tecnico di mantenere un ritmo adeguato durante questa particolare pausa. Molti elementi stanno sfruttando questi giorni privi di impegni ufficiali per seguire un iter personalizzato e ritrovare la migliore condizione fisica. Tra i profili maggiormente monitorati spicca senza dubbio Lautaro Martinez, ormai prossimo al tanto atteso rientro agonistico dopo quasi un mese e mezzo di sosta forzata ai box.

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Secondo il Corriere dello Sport, nel secondo giorno di fatiche alla Pinetina, il calciatore si è allenato in solitaria, imitando il compagno di squadra Henrikh Mkhitaryan. Il capitano è ormai considerato clinicamente guarito dal fastidioso guaio muscolare accusato lo scorso 18 febbraio nella trasferta di Bodo, ma sta seguendo un rigido protocollo di recupero. Il talento continuerà a faticare per conto proprio fino alla prossima settimana, quando inizieranno a rientrare i colleghi dalle nazionali. Il piano stilato dai preparatori prevede un doppio binario di esercitazioni, alternando costantemente le sedute tattiche sul terreno di gioco al potenziamento muscolare in palestra.

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L’obiettivo primario di questo intenso lavoro differenziato è rifinire al meglio la forma in vista del delicatissimo scontro contro la Roma. L’atleta punta con fortissima determinazione a riprendersi immediatamente un posto da titolare nello scacchiere tattico, tornando a pieno regime a distanza di svariate settimane dal trauma. La sfida contro la formazione rivale rappresenta uno snodo cruciale per gli equilibri dell’intera stagione calcistica, e poter contare sulle giocate del leader offensivo fornirà un’arma imprescindibile per l’imminente rush finale. I medici valuteranno minuziosamente ogni singolo progresso quotidiano per scongiurare qualsiasi pericolosa ricaduta. L’ambiente attende con estrema fiducia la fumata bianca definitiva.

Moviola Italia Irlanda del Nord, dubbi sul mani di Hume? Makkelie promosso a pieni voti

Moviola Italia Irlanda del Nord, dubbi sul mani di Hume? Makkelie promosso a pieni voti dai quotidiani sportivi italiani: la valutazione

La direzione di Danny Makkelie, arbitro olandese designato per Italia-Irlanda del Nord, è stata valutata in modo positivo dalla stampa sportiva italiana dopo il 2-0 degli azzurri a Bergamo, risultato che ha qualificato la squadra di Gennaro Gattuso alla finale playoff per il Mondiale 2026. Le moviole convergono su una prestazione complessivamente solida del direttore di gara, capace di tenere sotto controllo una partita non particolarmente sporca ma comunque delicata per peso specifico e tensione ambientale. Il quadro generale racconta di una gestione attenta, con pochi episodi davvero controversi e con un metro giudicato nel complesso coerente.

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Gli episodi principali: niente rigore su Kean, regolari i gol azzurri

Tra gli episodi più discussi c’è il sospetto tocco di mano in area di Trai Hume nel primo tempo, valutato come non punibile anche per la distanza ravvicinata del pallone, e il contatto tra lo stesso Hume e Moise Kean nella ripresa, considerato un normale scontro di gioco e non da calcio di rigore. Regolari anche le due reti dell’Italia: sul 2-0 di Kean, in particolare, è stato ritenuto corretto il vantaggio concesso dopo il fallo su Sandro Tonali. Tra i rilievi mossi a Makkelie c’è soprattutto il mancato cartellino a Shea Charles per il colpo alla nuca rifilato a Tonali, mentre è stata giudicata corretta l’ammonizione a Alessandro Bastoni per l’intervento su Donley.

Voto positivo, con qualche sbavatura ma senza errori pesanti

Nel complesso, la moviola premia quindi l’arbitro olandese. Il quale ha ricevuto come voto 6,5 assegnato da Gazzetta dello Sport, Corriere dello Sport e Tuttosport.

Infortunio Leao, la missione in Portogallo per riprendersi il Milan: il piano concordato con la società

Infortunio Leao, la missione in Portogallo per riprendersi il Milan: il piano concordato con la società. Ecco quando conta di rientrare

Dopo il consulto specialistico effettuato mercoledì, Rafael Leao ha scelto ufficialmente di proseguire il proprio percorso di recupero fisico lontano dal centro sportivo di Milanello. Il giocatore è volato in Portogallo, la sua terra natale, dove seguirà con attenzione un programma di allenamento altamente personalizzato. Il piano di lavoro sarà svolto sotto la stretta supervisione di preparatori atletici di sua totale fiducia, con l’intento di risolvere i recenti problemi fisici. Il Milan ha avallato la decisione, permettendo al numero dieci di intraprendere questa breve trasferta all’estero. La dirigenza meneghina monitora costantemente i progressi del talento, mantenendo un filo diretto con lo staff.

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L’attaccante sta combattendo con una fastidiosissima infiammazione all’adduttore destro, un problema muscolare che lo tormenta ininterrottamente dal mese di dicembre, limitando le sue accelerazioni in campo. Questa trasferta è stata concordata in armonia con la società rossonera, non solo per motivazioni cliniche, ma anche per consentirgli di ritrovare la serenità in vista del decisivo finale di stagione. Il soggiorno in patria non sarà infatti dedicato esclusivamente al duro lavoro individuale. Il lusitano approfitterà di questi preziosi giorni per trascorrere del tempo di qualità insieme ai propri figli, riuscendo così a ricaricare completamente le pile a livello mentale, allontanando le pressioni mediatiche.

Il rientro a Milano dell’esterno offensivo è attualmente previsto per l’inizio della prossima settimana, quando si riunirà al resto del gruppo. L’obiettivo principale di questo lavoro specifico resta invariato: smaltire definitivamente e in maniera totale il persistente dolore all’adduttore per poter tornare al cento per cento della condizione atletica. Il traguardo finale è quello di potersi candidare per una maglia da titolare ed essere regolarmente al centro del reparto avanzato a disposizione di Massimiliano Allegri. L’allenatore spera di poter contare sulle giocate decisive del suo pupillo in occasione dell’attesissimo big match di campionato contro il Napoli, in programma il 6 aprile.

Palestra dopo l’esordio in Nazionale maggiore: «Emozioni che resteranno a vita, vi racconto come sono stati questi giorni con Gattuso e col gruppo»

L’esterno del Cagliari, Marco Palestra, ha voluto dire la sua dopo il suo esordio con l’Italia arrivato nel successo di ieri contro l’Irlanda del Nord

Intervenuto nel corso del postpartita di Italia Irlanda del Nord, semifinale dei playoff Mondiali vinta dagli Azzurri per 2 a 0, l’esterno del Cagliari, Marco Palestra, ha commentato così il suo esordio in Nazionale maggiore. Queste le sue dichiarazioni alla Rai.

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VITTORIA E DEBUTTO – «Emozione unica, perché abbiamo vinto e perché è il giorno del mio debutto. Emozioni che resteranno per tutta la vita».

L’ESORDIO A BERGAMO – «Sicuramente, ho fatto tantissimi anni a Bergamo e sono contento anche di questo».

DOPO IL GOL TUTTO PIÙ FACILE – «Sicuramente l’Irlanda del Nord è una squadra attrezzata e concentrata. Erano abbastanza chiusi, abbiamo fatto il nostro meglio e dopo il gol ci sono stati più spazi».

COME SONO STATI QUESTI GIORNI CON GATTUSO? – «Fantastici, allenarmi con giocatori del genere e con un mister del genere fa un certo effetto. Dobbiamo continuare così».

FIDUCIOSO PER MARTEDÌ? – «Sicuramente dobbiamo essere fiduciosi. Sappiamo che abbiamo davanti squadre forti, ma anche quale sia il nostro valore. Se facciamo le cose per bene, possiamo passare».

Italia, Dimarco reagisce alla vittoria della Bosnia ai rigori con Vicario ed Esposito: piovono critiche per gli azzurri! Il VIDEO è virale

Italia, virale l’esultanza di alcuni azzurri alla vittoria della Bosnia ai rigori contro il Galles: nell’occhio del ciclone Dimarco

La prossima avversaria dell’Italia nella finale playoff per il Mondiale 2026 sarà la Bosnia-Erzegovina. La squadra guidata da Sergej Barbarez ha eliminato il Galles a Cardiff, imponendosi 4-2 ai rigori dopo l’1-1 maturato tra tempi regolamentari e supplementari. A decidere la serie è stato il giovane Kerim Alajbegovic, mentre il gol che aveva rimesso in corsa i bosniaci durante la partita era arrivato nel finale con Edin Dzeko, ex centravanti di Roma, Inter e Fiorentina. L’Italia, dal canto suo, aveva appena superato l’Irlanda del Nord per 2-0 a Bergamo, conquistando il pass per l’ultimo atto del Percorso A.

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Il video di Dimarco e Pio Esposito fa il giro dei social

Nel post partita di Italia-Irlanda del Nord, le telecamere della Rai hanno ripreso alcuni azzurri mentre seguivano i rigori di Galles-Bosnia. Il filmato, rilanciato da vari media italiani, mostra in particolare Federico Dimarco, esterno dell’Inter, Pio Esposito, giovane attaccante nerazzurro, e Guglielmo Vicario mentre assistono all’ultimo penalty della serie. Dopo il gol decisivo bosniaco, Dimarco si lascia andare a un gesto di esultanza, dettaglio che ha rapidamente acceso il dibattito online. La scena è stata ripresa e commentata anche da testate sportive italiane, che hanno sottolineato come all’interno del gruppo azzurro la qualificazione bosniaca non sia stata accolta con disappunto.

Il legame con Dzeko e la strada azzurra verso il Mondiale

La reazione di Dimarco viene letta anche alla luce del suo rapporto con Edin Dzeko, con cui ha condiviso due stagioni con lui all’Inter. In maglia nerazzurra, i due hanno conquistato insieme uno Scudetto e vissuto la finale di Champions League persa nel 2023. Ora, però, l’incrocio sarà da avversari in una notte da dentro o fuori. Martedì, nella finale playoff, l’Italia si giocherà tutto contro una nazionale solida, trascinata dall’esperienza di Dzeko e dall’entusiasmo di un gruppo che arriva da una qualificazione sofferta ma pesante. Per gli azzurri sarà un altro esame ad altissima tensione, con il Mondiale a un passo.

Alajbegovic l’eroe della Bosnia, martedì sfida l’Italia ma il futuro sarà in una big! Club di Serie A beffati?

Alajbegovic l’eroe della Bosnia, martedì sfida l’Italia ma il futuro sarà in una big! Club di Serie A beffati? La rivelazione sull’attaccante

C’è un nome che nelle ultime ore ha acceso ancora di più i riflettori attorno a Bosnia-Erzegovina-Italia: Kerim Alajbegovic, ala offensiva classe 2007 del Red Bull Salisburgo. Nella semifinale playoff vinta contro il Galles a Cardiff, il giovane talento bosniaco è entrato nella ripresa e ha lasciato subito il segno, firmando il rigore decisivo nella serie finale che ha spedito la sua nazionale all’ultimo atto contro gli azzurri. Il match si è chiuso sull’1-1 dopo i supplementari, con la Bosnia avanti 4-2 ai rigori, e che proprio Alajbegovic ha segnato il penalty che ha fatto esplodere la festa bosniaca. Questo basta già per capire il livello di personalità del ragazzo, che a soli 18 anni si prepara ora a incrociare l’Italia nella partita che vale il Mondiale 2026.

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Dal Bayer Leverkusen al Salisburgo, numeri da predestinato e clausola di recompra

Il percorso del talento bosniaco è già seguito con enorme attenzione in tutta Europa. Nato a Colonia il 21 settembre 2007, Alajbegovic ha lasciato giovanissimo il club della sua città per entrare nel settore giovanile del Bayer Leverkusen, prima del trasferimento estivo al Salisburgo. Si è trattata di un’operazione da circa 2-2,5 milioni di euro, con diritto di recompra in favore del club tedesco. E proprio nelle ultime settimane è emersa l’ipotesi che il Leverkusen sia pronto a riattivare quella clausola per l’estate 2026, con una cifra che viene indicata intorno agli 8 milioni di euro. Scenario confermato anche da Fabrizio Romano su X.

Sul piano statistico, il rendimento del ragazzo giustifica ampiamente l’interesse: Kerim è fin qui protagonista di una stagione da 11 gol e 3 assist in 36 presenze, con continuità crescente e impatto importante anche nelle gare più pesanti.

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Juventus, Milan, Roma e Bayern osservano: contro l’Italia un esame da grande palcoscenico

Attorno a Alajbegovic si muovono già diversi club di primo livello. Le indiscrezioni di mercato parlano del forte interesse di Bayern Monaco, Juventus, Milan e Roma, tutti molto attenti all’evoluzione del profilo del giovane esterno bosniaco. Anche il confronto tecnico comincia a pesare: per età, ruolo e margini di crescita è stato accostato a diversi talenti offensivi emersi negli ultimi anni, su tutti quello di Kenan Yilidz, e la sfida contro l’Italia rappresenterà per lui un banco di prova ulteriore. Per gli azzurri sarà una minaccia da monitorare; per il mercato, l’ennesima occasione per aggiornare il dossier di uno dei classe 2007 più interessanti del panorama continentale

Kean alla Rai: «Meno male che è arrivato il gol, vittoria che ci dà forza. La cosa importante è una sola»

L’attaccante della Fiorentina e della Nazionale, Moise Kean, ha voluto dire la sua dopo la vittoria ottenuta con l’Italia contro l’Irlanda del Nord

L’Italia ha battuto 2-0 l’Irlanda del Nord a Bergamo, conquistando l’accesso alla finale playoff per il Mondiale 2026. Dopo il vantaggio di Sandro Tonali, il sigillo è arrivato con Moise Kean.

L’attaccante guarda già alla prossima sfida

Nel post partita, Kean, attaccante della Fiorentina, ha spiegato che il gruppo è rimasto lucido nei momenti più delicati e che ora tutta l’attenzione è già rivolta alla finale. L’attaccante azzurro ha anche sottolineato l’importanza del sostegno del pubblico, decisivo per accompagnare la squadra in una serata pesante sul piano emotivo e tecnico. Queste le sue dichiarazioni ai microfoni Rai.

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L’IMPORTANZA DEL GOL – «Dovevamo restare lucidi. Ora puntiamo alla seconda partita, che è molto più importante. Questa vittoria ci dà la forza di andare avanti. L’importante è andare, anche se si sbaglia. Meno male che è arrivato il goal».

IL PUBBLICO – «Ci ha dato la spinta, ci serviva. Questa serata ci carica, siamo un ottimo gruppo e guardiamo alla finale con fiducia. Tra di noi ci troviamo bene e diamo il 100% l’uno per l’altro».

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 27 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Irlanda del Nord, O’Neill non ci sta: «C’è stato anche un possibile fallo di mano che vorrei rivedere…»

Irlanda del Nord, O’Neill spiazza in conferenza: «C’è stato anche un possibile fallo di mano che vorrei rivedere…». Le parole

Le parole di Michael O’Neill, commissario tecnico dell’Irlanda del Nord, nella conferenza stampa post‑partita:

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PAROLE – «Non potevo chiedere di più, il nostro piano di gioco nel primo tempo è stato ottimo. Abbiamo avuto anche una occasione nel primo tempo su un corner e c’è stato anche un possibile fallo di mano che vorrei rivedere.. Nella ripresa ci siamo fatti del male da soli, non è stato un buon colpo di testa sul goal di Tonali e abbiamo subito goal. L’età media di questa squadra è di 22 anni, mentre l’Italia è una squadra molto esperta. C’è carattere ed energia in questa squadra, ma ci sono anche tanti giocatori molto tecnici che cresceranno. Tutti i giovani sono stati ottimi, ma in generale sono fiero della prestazione».

PAROLE AI GIOCATORI – «Prima della gara che ci trovavamo in una buona posizione, che volevamo passare il turno. Però credo che stasera si sia fatto un passo avanti, è molto difficile venire qui anche con tutte le assenze che abbiamo avuto. Il fatto di dover giocare due partite in trasferta in uno spareggio è un fattore, sarebbe stato meglio affrontarle con tutti i giocatori a disposizione».

FUTURO – «E’ difficile quando si perde, la squadra è molto delusa. Certo, ci sono tante note positive ma non abbiamo una rosa lunga e quando mancano certi giocatori è dura. Quando analizzeremo la partita e tutto il percorso generale, troveremo tante note positive. Tanto lavoro era già stato svolto prima di arrivare al Blackburn, sarò ancora ct per la partita martedì sera e nelle prossime sette gare del Blackburn. Ho un contratto con la Federazione fino al 2028 e dopo le ultime gare da manager tornerò a fare il ct».

PERCORSO – «Vogliamo essere positivi sempre, ma per noi onestamente è molto difficile arrivare a un Mondiale. Dobbiamo arrivarci a discapito di una grande Nazionale. Per noi è stato molto positivo arrivare a questa gara, ne faremo tesoro in vista della qualificazione all’Europeo. Questa rosa diventerà sempre più profonda e forte».

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