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Infortunio Bastoni: forfait in vista per Fiorentina Inter? Quali sono le sue condizioni tra rientro in Serie A o ai playoff Mondiali

Infortunio Bastoni: il difensore salterà Fiorentina Inter? Le sue condizioni tra rientro in Serie A o ai playoff Mondiali con l’Italia

Il momento cruciale della stagione impone la massima cautela. Alessandro Bastoni continua a sudare ad Appiano Gentile per smaltire l’infortunio subito nel derby dell’8 marzo. La forte contusione alla tibia, rimediata in un duro scontro con Rabiot, continua a farsi sentire a tredici giorni di distanza. Per questo motivo, domani l’azzurro difficilmente sarà a Firenze per l’attesa sfida di campionato contro i viola. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

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La prudenza di Chivu e le scelte in difesa: tocca a Carlos Augusto

Nonostante il rientro parziale in gruppo nell’ultima seduta, serve altro tempo per permettere al giocatore di muoversi agevolmente e senza fastidi. La linea guida tracciata dal tecnico Cristian Chivu non ammette deroghe: in campo scende solo chi è pienamente recuperato, poiché in questa fase cruciale nessuno vuole permettersi rischi o recidive. La convocazione per Firenze è dunque in fortissimo dubbio e si va abbondantemente verso il no, aprendo le porte alla sicura titolarità di Carlos Augusto. Una prudenza trasversale che coinvolge anche il capitano Lautaro Martinez, rimasto a riposo per non forzare la mano dopo i recenti acciacchi.

L’Italia a Bergamo: il sogno Mondiale e le sirene di mercato

Il vero appuntamento cerchiato in rosso sul calendario di Bastoni è il playoff in Nazionale per cuori forti. Il difensore non vuole mancare per niente al mondo: è troppo importante agguantare il primo Mondiale della vita. Giocare giovedì a Bergamo, il suo porto sicuro e la “fabbrica della Dea” dove è cresciuto calcisticamente, aggiunge un tocco di grande romanticismo. Un prezioso bagno alle origini per ritrovare energie fisiche e mentali.

Sullo sfondo, intanto, si agitano le sirene del calciomercato. Il club nerazzurro riflette seriamente se accettare eventuali assegni da top club interessati a lui. Bastoni, però, vuole solo silenziare il rumore di fondo per concentrarsi sul campo: il suo obiettivo è esplodere di gioia prima per il Mondiale con l’Italia e poi per lo scudetto con l’Inter.

Stadio Flaminio Lazio, la rivelazione: «Presto un’operazione verità». Che cosa sta succedendo per l’impianto biancoceleste!

Stadio Flaminio Lazio, la rivelazione sull’impianto biancoceleste! Cosa sta succedendo attraverso questi ultimi aggiornamenti di Alessandro Onorato

Alessandro Onorato, assessore allo Sport, ai Grandi Eventi, alla Moda e al Turismo di Roma, ha inquadrato la situazione relativa allo stadio Flaminio nel corso di un’intervista al Corriere dello Sport. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

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STADIO FLAMINIO – «Sul Flaminio arriveremo presto a un’operazione verità. Saranno gli uffici delle tante istituzioni coinvolte, in conferenza dei servizi, a dire se il progetto di Lotito può andare in porto. È stato presentato un dossier molto serio e ambizioso. Parliamo di un investimento da oltre 400 milioni che si inserisce in un quadrante dove mobilità, urbanistica e vincoli giocano un ruolo decisivo».

MALCOTENTO TIFOSI LAZIO – «Mi auguro che si ricomponga la frattura tra società e tifosi. Ma lasciatemi dire che il mondo del calcio, in generale, è in grande crisi. Tutti vogliono i grandissimi campioni, ma non si capisce chi dovrebbe pagarli: la Serie A ha perso troppo appeal nel mondo».

Milan chiamato a rispondere al Napoli: contro il Torino per il controsorpasso. Allegri prepara una novità di formazione, ecco la sua mossa

Milan vuole rispondere al Napoli e controsorpassarlo al secondo posto: contro il Torino Allegri ha in mente una novità di formazione, la sua mossa

Oggi, sabato 21 marzo alle ore 18:00, lo stadio di San Siro si prepara ad accogliere la delicata sfida tra il Milan e il Torino guidato da Roberto D’Aversa. I rossoneri sono chiamati a una prova di forza: l’obiettivo è rispondere alla vittoria del Napoli a Cagliari e mantenere viva la pressione sull’Inter, capolista fuggita a +8 in classifica.

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La recente e dolorosa sconfitta subita contro la Lazio ha di fatto ridimensionato le ambizioni scudetto del Diavolo, relegando la squadra al terzo posto. Come evidenziato dall’analisi de La Gazzetta dello Sport, serve una reazione immediata per evitare pericolose sorprese nella cruciale lotta per la qualificazione alla prossima Champions League.

La reazione agli errori di Roma: le parole di Allegri

Mister Massimiliano Allegri è stato perentorio in conferenza stampa, fissando i paletti per un pronto riscatto della squadra: «Il contraccolpo psicologico dopo il ko contro la Lazio non ci deve essere – ha dichiarato il tecnico alla vigilia della partita – perché abbiamo commesso errori da non ripetere e abbiamo sbagliato dei gol che non dovevamo sbagliare. Contro il Torino serve una gara difensivamente più solida.»

Il focus dell’allenatore si è poi concentrato su un preoccupante blackout tattico emerso nella capitale, un campanello d’allarme da spegnere immediatamente: «All’Olimpico abbiamo preso nove ripartenze in 45’ minuti; nelle precedenti giornate non era mai successo neppure in 90’.»

L’obiettivo Champions League e le novità tattiche

Con la corsa al vertice che vede l’Inter padrona del proprio destino, la priorità assoluta in casa rossonera diventa blindare l’Europa che conta. Un traguardo che richiede massima continuità: «Finché non avremo i punti necessari a essere matematicamente tra le prime quattro, dovremo dare il massimo. I 60 punti attuali non bastano per arrivare in Champions e ne servono altri», ha spiegato Allegri, richiamando il gruppo alla massima concentrazione.

Per superare l’ostacolo granata, si profilano alcune novità tattiche nell’undici di partenza. In mezzo al campo, Youssouf Fofana è in vantaggio su Ricci, con l’ex di turno destinato a partire dalla panchina. Si rivede tra i convocati anche Gimenez: l’attaccante tornerà a sedersi in panchina, pur non essendo ancora pronto per partire titolare. Il Milan dovrà sfoderare grande solidità difensiva per scacciare i fantasmi e blindare il piazzamento d’onore.

Juventus Sassuolo a rischio rinvio? Cosa filtra dopo i casi di pertosse riscontrati tra i neroverdi. Le ultimissime verso il match dello Stadium

Juventus Sassuolo a rischio rinvio? Gli ultimissimi aggiornamenti sul match dell’Allianz Stadium dopo i casi di pertosse tra i neroverdi

Una vigilia di campionato decisamente anomala e ricca di imprevisti fa da cornice all’attesa sfida di questa sera. La Juventus si prepara ad affrontare un Sassuolo decimato da un’improvvisa emergenza sanitaria, che rischia di alterare sensibilmente gli equilibri della partita.

Le ore di preparazione della squadra emiliana sono state pesantemente agitate dallo scoppio di un focolaio di pertosse. Una situazione imprevista che ha costretto lo staff medico ospite a rivoluzionare i piani a pochissime ore dal fischio d’inizio, privando Grosso di pedine importanti in vista della delicata trasferta di Torino.

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I dettagli clinici: un positivo e cinque sintomatici in isolamento

Le informazioni mediche trapelate nelle ultime ore delineano un quadro clinico complesso. Al momento, è stato accertato un caso di positività conclamata all’interno del gruppo squadra neroverde. A destare maggiore preoccupazione, tuttavia, è la condizione di altri 5 tesserati che, pur essendo risultati negativi ai tamponi di controllo, presentano una sintomatologia perfettamente compatibile con l’infezione batterica.

Per arginare la diffusione del batterio ed evitare ulteriori contagi, la società ha agito con tempestività seguendo rigidi protocolli. Tutti i giocatori direttamente o indirettamente coinvolti sono stati prontamente staccati dalla formazione e posti in isolamento precauzionale, riducendo drasticamente le rotazioni a disposizione per il match di stasera.

Nessun rinvio del match: le direttive di Spalletti

Nonostante la palese emergenza e la complessità del quadro generale, la regolarità della partita non è assolutamente a rischio secondo La Gazzetta dello Sport. La compagine neroverde, pur palesando un palpabile e comprensibile disappunto, ha scelto di non forzare la mano per richiedere un rinvio della gara.

Sul fronte opposto, l’ambiente bianconero resta fortemente focalizzato sull’obiettivo. Il tecnico Luciano Spalletti ha chiesto ai suoi ragazzi la massima concentrazione per non farsi distrarre dalle problematiche esterne. L’imperativo in casa Juventus è pensare esclusivamente a dominare le dinamiche del campo: l’obiettivo primario rimane conquistare la vittoria, approfittando anche del momento di grave difficoltà numerica vissuta dai rivali.

Moviola Cagliari Napoli, l’analisi del CorSport: dal rigore negato ai rossoblù al gol di McTominay. Così è stato giudicato l’operato di Mariani

Moviola Cagliari Napoli, l’analisi del Corriere dello Sport sugli episodi dubbi del match diretto da Mariani

Puntuale arriva la moviola del Corriere dello Sport per analizzare nel dettaglio la prestazione dell’arbitro Mariani nella combattuta sfida di campionato Cagliari Napoli. Il fischietto della sezione di Roma si è trovato a dover tenere saldamente in mano una partita fisica, caratterizzata da ben 28 falli fischiati e da innumerevoli contatti spigolosi da valutare con la massima attenzione.

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La gestione disciplinare: mancano due ammonizioni

Sul piano prettamente disciplinare, secondo il quotidiano sportivo, il direttore di gara lascia qualcosa per strada. Nel corso del primo tempo, infatti, l’arbitro avrebbe potuto ammonire Dossena a causa di una spinta evidente al limite dell’area di rigore ai danni di Hojlund. Una svista ripetuta poi nella ripresa: al 9′ minuto, anche Gutierrez meritava il giallo per una trattenuta prolungata ai danni di Palestra. In quell’occasione l’arbitro aveva correttamente concesso il vantaggio per favorire lo sviluppo dell’azione, ma avrebbe dovuto tornare sul provvedimento alla prima interruzione utile. Sono stati giudicati corretti invece i quattro cartellini gialli effettivamente estratti, equamente distribuiti tra le due formazioni (due per parte).

Proteste sarde: il tocco di Buongiorno non è da rigore

L’episodio più caldo si registra al 18′ del primo tempo, quando i padroni di casa hanno protestato vibratamente invocando un penalty per un presunto tocco di braccio di Buongiorno in area. In questo frangente, Mariani ha lasciato correre e ha fatto bene. L’analisi delle immagini conferma che il contatto avviene appena sotto la spalla; inoltre, il difensore del Napoli è a stretto contatto con l’avversario Folorunsho e il movimento del braccio è assolutamente naturale su un pallone del tutto inaspettato. In sintesi: nessun rigore, nessuna irregolarità e decisione di non interrompere il gioco che risulta pienamente condivisibile.

Il gol del Napoli e la lucidità del VAR Marini

L’ultimo momento decisivo riguarda l’azione dello 0-1 partenopeo. Sul gol del vantaggio azzurro, il VAR Marini è stato tempestivamente chiamato in causa per verificare un ulteriore possibile tocco di mano di Buongiorno in occasione della rete. Le telecamere non hanno mostrato alcuna anomalia: non c’è nulla di punibile e la rete viene giustamente convalidata. La situazione si è rivelata cristallina fin da subito, con un intervento del VAR rapido e preciso che è valso un meritato voto 6 per Marini.

Pizarro crede nella Roma: «Sorpreso dall’eliminazione ma può arrivare quarta! Gasperini grandissimo allenatore che va tenuto stretto»

Pizarro, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato queste dichiarazioni sul momento che stanno attraversando i giallorossi. Le sue parole

Intervistato da Il Tempo, David Pizarro ha offerto questa panoramica sul momento vissuto dalla Roma. Cosa ha detto l’ex centrocampista giallorosso.

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SORPRESO DALL’ELIMINAZIONE IN EUROPA LEAGUE«È stata inaspettata, ero molto fiducioso sul fatto che potesse andare diversamente. La Roma ha trovato un Bologna che non ci aspettavamo, anche perché in campionato sta dimostrando altro. Dispiace perché i tifosi hanno dimostrato ancora una volta di essere tra i migliori d’Italia».

USCIRE DAL MOMENTO DELICATO – «È difficile perché in venti giorni sono accadute tante situazioni inaspettate. Adesso bisogna riposare, dare la possibilità ai giocatori di non pensarci troppo. Basta una vittoria e ti rimetti in gioco subito».

QUARTO POSTO – «La Roma può assolutamente arrivare quarta e qualificarsi in Champions League. Se la deve giocare fino alla fine. La zona Champions è ancora alla portata, basta una vittoria e si rimette in gioco tutto».

GIOCARE UNA VOLTA A SETTIMANA – «A volte le situazioni mentali sono più importanti del fisico. Sicuramente il fatto di non aver chiuso la partita con la Juventus conta, magari è solo una coincidenza. Nel calcio quando non chiudi le partite, poi ti ritrovi a leccare le ferite».

GASPERINI «La Roma ha un grandissimo allenatore e se lo deve tenere stretto. Lo ha dimostrato in passato e anche in questa stagione. È il suo primo anno e anche lui deve conoscere la piazza di Roma, completamente diversa da quella di Bergamo. Io mi auguro sempre il massimo bene per la Roma. Ci sarà da parlare questa estate perché l’allenatore ha già dimostrato di saper fare un grande lavoro con quello che ha a disposizione. La sua esperienza è importantissima, lo sarà anche in questa settimana complicata».

Kayode e Zaniolo, Gattuso finisce sotto accusa: la Nazionale è già un caso

Il ct ha diramato la lista dei convocati ma scoppia la polemica: a dare linfa alle critiche le assenze di Kayode e Zaniolo

Il dado è tratto. Dopo un’attesa spasmodica, il ct Gattuso ha diramato ieri la lista dei convocati per i playoff contro l’Irlanda del Nord. Una lista con qualche sorpresa come la presenza di Federico Chiesa, chiamato nuovamente in Nazionale nonostante il poco impiego al Liverpool.

Una scelta dovuta all’esperienza dell’ex Juventus che è abituato ad appuntamenti importanti e già conosce il clima azzurro. Ci sarà anche il debuttante Palestra, ma tra le sorprese figura anche Coppola, difensore ex Verona attualmente al Paris FC. Una lista che vede qualche assenza che sta facendo discutere: non ci sono Bernardeschi, ad esempio, ma anche Zaniolo, protagonisti di un buon campionato con Bologna e Udinese.

Proprio la non convocazione dell’ex Roma fa discutere, così come quella del terzino del Bratford Kayode: apprezzano in ottica mercato anche da Inter e Juventus, il 22enne non è stato convocato neanche con l’Under 21, finendo per alzare una polemica sui social.

Gattuso nel mirino: tutta colpa di Zaniolo

Molti tifosi su X stanno criticando alcune delle scelte del commissario tecnico Rino Gattuso e il motivo è da ricercare proprio nell’assenza di Kayode e Zaniolo soprattutto.

Kayode Gattuso
Kayode non convocato in Nazionale (Instagram michael Kayode) – Calcionews24.com

Così si può leggere un utente che scrive: “Buongiorno, Spinazzola e Chiesa dentro. Kayode, Bernardeschi e Zaniolo fuori. Convocazioni di difficile comprensione”. Per l’esterno del Brantford la critica nasce anche per la mancata convocazione nell’Under 21: “Sì Kayode non convocato da Gattuso ma qui si sorvola sul fatto che non l’ha chiamato neanche Baldini in U21, ripetutamente per altro. In una finestra dove gli interpreti si chiamano Mannini (Juve Stabia) e Favasuli (Catanzaro). Livelli di incomprensibilità estremi“.

Il 22enne è quello che riceve i maggiori apprezzamenti, complice un’ottima stagione disputata da titolare inamovibile in un campionato difficile come la Premier League: “Kayode, titolare con buone prestazioni al Brentford – scrive un altro utente – , non solo non è stato convocato da Gattuso in Nazionale maggiore, ma non è stato convocato neanche da Baldini in Under 21. Quanto accaduto non ha una spiegazione razionale, voglio pensare che ci siano motivi extra-calcistici perché sicuramente l’Italia non è assolutamente nella situazione di potersi permettere di non convocare Kayode”.

Il coro di critiche è quasi unanime e, come detto, tira in ballo anche Zaniolo: “Non portarlo agli spareggi è un errore” si legge ancora su X e si rimarca l’assist effettuato in Genoa-Udinese proprio ieri sera. Polemiche inevitabili, ma ora tocca al campo: il giudizio inappellabile lo darà, come al solito, il terreno di gioco.

Calafiori si racconta: «Appresi da un SMS di essere fuori rosa alla Roma. Con Mourinho ricevetti questa batosta»

Calafiori, difensore dell’Arsenal, ha ripercorso la sua storia tra Roma, Basilea e non solo. Ecco il racconto del calciatore italiano

A Sportweek, Riccardo Calafiori si è raccontato attraverso questa lunga intervista.

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NOSTALGIA DI CASA«Mi manca il sole e vorrei vedere più spesso amici e parenti, però non mi lamento. E poi in Italia siamo abituati a osservare, giudicare e criticare. Mi piace che qui non sia così».

MOURINHO – «Pazzesco. Avevo staccato il telefono per un paio d’ore e, quando l’ho acceso, avevo 300 notifiche da leggere. La gente mi inviava il video con le mie statistiche pubblicato da Mou. Ero contentissimo, poi probabilmente l’ho deluso e dopo il Bodo è cambiato tutto. Doveva andare così, è stata una batosta ma mi ha aiutato a crescere».

SPARITO DAI RADAR«Avevo l’autostima sotto i piedi. Sono tornato alla Roma e ho appreso da un SMS che ero fuori rosa. Mi chiedevo se il mio destino fosse nelle Serie minori, però ero fiducioso: non ho mai sognato di essere un calciatore normale, volevo lavorare per arrivare dove sono ora».

BLESSIN LO CHIAMAVA ITALIAN BASTARD – «Io tendo sempre a giustificare i comportamenti degli altri e sicuramente ho sbagliato qualcosa. Anche a distanza di anni, però, non ho sensazioni positive su di lui. Il Genoa retrocesse e noi litigammo: penso che, anche se mi avesse fatto giocare un po’ di più, la mia carriera non sarebbe cambiata».

INCOMPRESO DALLA SERIE A – «Con Roma e Genoa non è andata bene, ma me ne sono fatto una ragione, perché ero davvero molto giovane. La scelta di ripartire dal Basilea è stata perfetta, appena sono arrivato lì ho capito che era il posto giusto per me: i compagni non si vedevano fuori dal campo, in città c’era poco da fare. Era il contesto ideale per trovare continuità e maturare in fretta. Tornato in Italia, penso di essermi riscattato con il Bologna».

TORNARE INDIETRO NEL TEMPO«Le cose belle hanno un inizio e una fine. Sono dipendente dalle sensazioni che ho provato quell’anno e vorrei tanto farle di nuovo mie. Lucidamente, però, capisco che è più bello custodire quel ricordo così com’è: perfetto. A Thiago Motta devo tantissimo: lui, Spalletti e Arteta mi hanno cambiato».

BOVE – «Abitiamo nello stesso palazzo. I centri sportivi di Arsenal e Watford sono adiacenti, quindi Edo ha cercato casa nella mia stessa zona. Credo sia destino: una vita insieme nelle giovanili della Roma, ora vicini di casa a Londra. Qualche giorno fa l’ho abbracciato e ho toccato il defibrillatore sottocutaneo, mi ha fatto un po’ strano. Invece, lui è sereno e ha voglia di spaccare il mondo. Sono contento per Edo».

Zhang Jindong, fine dell’impero dell’ex proprietario dell’Inter e fondatore Suning: patrimonio azzerato. La ricostruzione

Zhang Jindong, è finito l’impero dell’ex proprietario dell’Inter e fondatore Suning: il suo patrimonio è stato azzerato. La ricostruzione

La crisi del magnate asiatico affonda le radici in una serie di investimenti fallimentari, tra cui spicca la massiccia partecipazione nel gruppo Evergrande per oltre 20 miliardi di yuan. Nel gennaio del 2026, la situazione è precipitata: Zhang Jindong è stato costretto al trasferimento senza compenso delle sue azioni e dei suoi beni personali per coprire un debito mostruoso pari a 238,712 miliardi di yuan (circa 31 miliardi di euro). Si tratta di un precedente storico in Cina, dove per la prima volta il fondatore di un colosso privato perde completamente le sue ricchezze attraverso una ristrutturazione aziendale.

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Il piano di ristrutturazione e l’azzeramento dei beni

Il 26 febbraio, il Tribunale Intermedio Popolare di Nanchino ha annunciato il completamento del piano di ristrutturazione del debito. Zhang ha visto tutti i suoi beni personali, inclusi immobili, attività finanziarie e oggetti da collezione, alienati tramite aste giudiziarie o trasferimenti negoziati. Parallelamente, il valore delle società legate a Suning si è ridotto a 41 miliardi di yuan (circa 5,3 miliardi di euro), una cifra lontanissima dalla capitalizzazione degli anni d’oro.

Il compromesso: controllo limitato e azioni legali sospese

Nonostante il tracollo, Zhang ha evitato la liquidazione fallimentare per tutelare investitori e fornitori. Questo gli ha permesso di mantenere un controllo operativo limitato, conservando il diritto di nominare cinque membri nel consiglio di amministrazione del gruppo Suning ristrutturato. Come riferito da Epoch Times, i creditori hanno sospeso temporaneamente le azioni legali nei suoi confronti. Tuttavia, se la gestione del trust non dovesse rispettare le aspettative, Zhang perderebbe i diritti di nomina e il rischio di nuove azioni giudiziarie tornerebbe altissimo.

La fine di un’era per l’economia cinese

Il collasso segna la fine di una carriera trentennale iniziata nel 1990 con un piccolo negozio di condizionatori a Nanchino. La parabola di Zhang Jindong, culminata con la quotazione in Borsa nel 2004, non rappresenta solo il dramma di un singolo imprenditore, ma è il chiaro segnale del difficile contesto economico in cui versano le grandi aziende in Cina, travolte dalla crisi del settore immobiliare.

Torino, un tabù lungo 41 anni contro il Milan a San Siro. D’Aversa a caccia dell’impresa

Torino, dura da 41 anni il tabù contro il Milan a San Siro. D’Aversa cerca l’impresa nel match odierno in Serie A

Il calendario offre un incrocio suggestivo, ricco di fascino e di pesanti tabù da sfatare. Il 24 marzo del 1985, quasi esattamente 41 anni fa, si consumava l’ultimo successo in Serie A del Torino contro il Milan a San Siro. Una coincidenza temporale quasi perfetta con la sfida di oggi, che riporta inevitabilmente la memoria a quel Toro capace di chiudere il campionato al secondo posto, a soli due punti dal Verona scudettato di Osvaldo Bagnoli. Lo riporta Tuttosport.

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L’ultimo trionfo: il sigillo di Schachner e la classe di Junior

Quella lontana vittoria esterna per 1-0 portò la firma del bomber Walter Schachner, abile a sfruttare un intelligente assist in profondità di Pileggi. «Gol molto importante il mio, sì. Ma sono importantissimi soprattutto questi 2 punti conquistati contro il Milan. I rossoneri erano a pari punti con noi, adesso li abbiamo lasciati indietro ed è un risultato molto importante per qualificarci in Coppa Uefa», dichiarò soddisfatto l’attaccante austriaco a fine gara, ricordando come all’epoca la vittoria valesse ancora due punti.

Era un Torino formidabile, forgiato dallo spirito del tecnico Gigi Radice e illuminato dalla classe cristallina di campioni assoluti come Junior, Zaccarelli e Dossena. Una squadra intrisa di quel “tremendismo” che i tifosi, oggi sempre più distanti dalla gestione societaria e critici verso l’attuale identità del club, invocano a gran voce.

La maledizione di San Siro: la sfida di D’Aversa

Da quel giorno, la maledizione che dura da 41 anni non è mai stata spezzata in campionato, trovando una parziale consolazione solo nel blitz di Coppa Italia del gennaio 2023 firmato da Adopo. L’attuale tecnico granata, Roberto D’Aversa (cresciuto proprio nel vivaio rossonero e mai vittorioso in carriera né contro il Milan né contro Massimiliano Allegri), non si nasconde dietro la cabala: «Un motivo in più per cercare di vincere», ha commentato alla vigilia.

Oggi, i tifosi granata chiedono prima di tutto di ritrovare quell’identificazione e quello spirito combattivo smarriti, per espugnare uno stadio storicamente ostico e lanciare un segnale forte non solo per la classifica, ma per l’intera progettualità futura del club.

Juventus, slitta il rientro di Vlahovic? Cosa è successo in allenamento e quando può tornare davvero il serbo. Ultimissime novità

Juventus, il rientro di Dusan Vlahovic potrebbe slittare. Cosa è accaduto in allenamento e quando può tornare l’attaccante. Le ultime verso Sassuolo

La Juventus si prepara a scendere in campo questa sera, ma lo fa portandosi dietro pesanti dubbi legati all’infermeria. Il percorso verso il pieno recupero fisico di Dusan Vlahovic si sta rivelando più accidentato del previsto: un fastidio avvertito in allenamento ha fatto scattare il campanello d’allarme. Lo riferisce Tuttosport.

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Infortunio Vlahovic: rientro a rischio, sosta fondamentale

Lo staff medico bianconero predica la massima prudenza. La priorità assoluta è evitare che la fretta di tornare in campo rovini il delicato lavoro svolto per smaltire il brutto infortunio muscolare patito contro il Cagliari lo scorso 29 novembre. La rifinitura di questa mattina scioglierà gli ultimi dubbi, ma il ritorno nella lista dei convocati per Vlahovic rischia di slittare ulteriormente. In questo senso, la mancata convocazione da parte della Nazionale serba consentirà all’attaccante di restare a Torino durante la sosta per lavorare alla ricerca della forma migliore.

L’attacco anti-Sassuolo: Boga in pole su Jonathan David

Con Vlahovic in dubbio, Luciano Spalletti deve ridisegnare il reparto offensivo per affrontare un Sassuolo profondamente rimaneggiato dal caso pertosse. All’andata (vinta 3-0 a gennaio), il protagonista assoluto fu Jonathan David, ma il canadese ha poi vissuto una preoccupante involuzione tecnica.

Per questo motivo, in vista della partita di questa sera, si piazza in netta pole position Jeremie Boga. La candidatura dell’ivoriano per il ruolo di punta centrale è rafforzata da uno straordinario stato di forma: per lui un filotto di tre reti consecutive messe a segno contro Pisa, Roma e Udinese.

Le scelte di Spalletti: tridente leggero con Yildiz e Conceicao

L’allenatore di Certaldo sembra intenzionato a confermare l’attacco “leggero” visto all’opera contro l’Udinese. Il piano tattico prevede Boga centrale, schierato come falso nove per non dare punti di riferimento fisici alla retroguardia avversaria e aprire spazi invitanti per gli inserimenti dei compagni. A completare il reparto ci saranno Conceicao a destra per la consueta normale amministrazione sulla fascia, e Kenan Yildiz a sinistra, a cui verrà garantita totale libertà di muoversi, inventare e strappare palla al piede.

Calciomercato Milan: incontro Tare-Modric, sul piatto il futuro in rossonero. La decisione del croato in vista della prossima stagione

Calciomercato Milan: Luka Modric ha incontrato Igli Tare per parlare del suo futuro in vista della prossima stagione. Ecco la sua decisione

Come riferito da Tuttosport, giovedì sera è andato in scena un importante rendez-vous tra Igli Tare e Luka Modric nel cuore di Milano. Un’apericena informale che testimonia il feeling fortissimo nato lo scorso giugno a Zagabria, quando il fuoriclasse croato scelse il Milan per la sua last dance. Le prestazioni in campo sono talmente brillanti da far dimenticare che il giocatore viaggia verso i 41 anni (che compirà a settembre). Dirigenza e compagni sono in pressing sul metronomo affinché decida di guidare la squadra anche nella prossima stagione, per fare da alfiere nell’anno del ritorno in Champions dei rossoneri.

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I dettagli del possibile rinnovo e l’elogio di Allegri

Per convincere l’ex Real Madrid, la società ha già pronto un annuale da 4,5 milioni più bonus. L’aspetto economico, tuttavia, è secondario: Luka deve soltanto decidere se proseguire la sua carriera dopo il Mondiale, ma da Milanello filtra grande ottimismo.

A benedire l’operazione c’è anche Massimiliano Allegri, che ha dichiarato: «Modric è un esempio per tutti. Vedere un uomo di 40 anni, con questa passione e amore per quello che fa, è incredibile. Crea entusiasmo e positività. Futuro? Non ho parlato con lui di questo, lo fanno la società e il direttore, dipenderà da Luka».

Cardinale e il progetto stadio: “Non sono il nuovo Berlusconi”

Parallelamente alle questioni di campo, tengono banco le dichiarazioni del patron Gerry Cardinale, rilanciate dal Financial Times. Il numero uno di RedBird si è lasciato andare a uno sfogo sul clima vissuto in Italia e sulle strategie aziendali:

«Negli ultimi 3 anni in Italia ho affrontato qualcosa che non avevo mai visto. Non riesco nemmeno a prendere parola senza che mi chiedano: la squadra è davvero tua o di Elliott? È assurdo e frustrante. Vorrei che mi venisse riconosciuta fiducia. Tutti mi vedono come il nuovo Berlusconi e si aspettano che spenda senza limiti. Sto costruendo uno stadio e voglio che sia un prodotto italiano. Banche italiane che lo finanziano, aziende italiane che competono per i naming rights, commercio e hospitality italiani intorno. Negli Usa potrei farlo ad occhi chiusi. Qui non è il mio ecosistema: ci sono barriere linguistiche, politiche e culturali. Mi piacerebbe arrivare al punto in cui potrò andare a Roma, sedermi con Meloni o con chiunque altro e dire: guardate, costruiamo un piano per rilanciare la Serie A. Facciamo della Serie A una delle più grandi esportazioni dell’Italia».

Inter, 7 giocatori da ritrovare per la volata Scudetto: missione rilancio da parte di Chivu per questi nerazzurri. Il punto caso per caso

Inter, missione importante per Cristian Chivu: il tecnico nerazzurro deve ritrovare questi 7 calciatori per la volata Scudetto. L’analisi completa

Il finale di stagione si infiamma e l’Inter di Cristian Chivu si prepara allo sprint decisivo per la conquista del tricolore. Secondo l’analisi odierna de La Gazzetta dello Sport, le speranze nerazzurre passano dal recupero psico-fisico di alcune pedine cruciali. Ci sono infatti 7 giocatori da rigenerare.

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C’è chi ha deluso le aspettative, chi si è smarrito tatticamente, chi sta faticosamente tornando ai suoi livelli standard e chi, purtroppo, è stato fermato a più riprese dal fisico. Questi elementi più sottotono della rosa rappresentano ora il vero ago della bilancia: il tecnico sa perfettamente che i loro colpi e la loro ritrovata condizione atletica servono a Chivu per la volata scudetto.

L’attacco: ritrovare i gol e l’imprevedibilità

Il reparto avanzato è quello che necessita di un cambio di marcia immediato. Marcus Thuram ha perso lucidità sotto porta, smarrendo quel cinismo vitale per risolvere le sfide più bloccate. Discorso simile per Ange-Yoan Bonny, che non sempre si è integrato nei meccanismi della squadra. Sulle corsie esterne, c’è l’assoluto bisogno della rapidità di Luis Henrique: il brasiliano si è acceso solo a sprazzi.

Il centrocampo: i motori Barella e Calhanoglu

Il cuore nevralgico del gioco interista necessita di un pronto tagliando. Nicolò Barella è stato spesso limitato da fastidi muscolari, che ne hanno frenato il proverbiale dinamismo. Accanto a lui, stesso discorso per Hakan Calhanoglu. Il regista turco è fondamentale per dettare i tempi della squadra e rigenerare la sua visione di gioco è la priorità assoluta per lo staff tecnico di Viale della Liberazione.

La difesa: certezze e solidità da ricostruire

Infine, le fondamenta della retroguardia. Yann Bisseck ha alternato ottimi interventi difensivi a preoccupanti cali di concentrazione, mostrando un processo di maturazione altalenante. Tra i pali, l’esperto Yann Sommer è incappato in qualche incertezza di troppo rispetto ai suoi standard. In un finale di campionato che non ammette passi falsi, ritrovare la compattezza e la sicurezza del pacchetto arretrato farà tutta la differenza del mondo.

Calciomercato Juventus: pazza idea Rudiger per la difesa. Fattore Spalletti decisivo, così i bianconeri possono riportarlo in Serie A. Le cifre e i dettagli del possibile colpo

Calciomercato Juventus: i bianconeri hanno allacciato i contatti per riportare in Italia Antonio Rudiger. I dettagli del possibile colpo in difesa

Un feeling speciale, nato nel gennaio 2016 all’Olimpico, potrebbe clamorosamente riaccendersi alla Continassa. Quando Luciano Spalletti prese in mano la Roma subentrando a Garcia, Toni Rüdiger era spesso bersagliato dalle critiche dei tifosi. Sotto la guida del tecnico toscano, il tedesco si è trasformato in un assoluto totem difensivo, spiccando il volo verso una carriera sfolgorante che lo ha visto trionfare con le maglie di Chelsea e Real Madrid, conquistando innumerevoli trofei internazionali tra cui Champions League, Mondiali per Club e campionati nazionali.

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Rinnovo col Real o ritorno in Serie A?

Oggi, a 33 anni da poco compiuti, il centrale berlinese si conferma integro e performante ai massimi livelli del calcio mondiale. Le recenti prestazioni in Champions League, dove ha completamente annullato lo spauracchio Haaland nella sfida contro il Manchester City, hanno spinto il Real Madrid a interrogarsi sull’opportunità di offrirgli un rinnovo dopo mesi di incertezze. Tuttavia, il difensore è in scadenza di contratto e le pretendenti sono in agguato.

Oltre alle ricche sirene dell’Arabia Saudita e agli interessamenti provenienti dalla Premier League, prende quota l’ipotesi di un clamoroso ritorno in Italia. Come riferito da Tuttosport, la Juventus ha infatti avviato i primi contatti per sondare il terreno. Ad agevolare l’operazione c’è l’ingresso nell’entourage del giocatore dell’agente Hasan Cetinkaya, che vanta ottimi rapporti con il ceo bianconero Damien Comolli.

L’obiettivo scudetto e il nodo dell’ingaggio

La strategia di mercato di mister Spalletti è chiara: la Juventus necessita di innesti mirati e di grande esperienza internazionale per costruire un “instant team” capace di lottare subito per lo scudetto. Un leader abituato a vincere come Rüdiger andrebbe a comporre con Bremer una coppia centrale senza eguali in Serie A.

Per realizzare questo ambizioso colpo, la dirigenza torinese sta valutando attentamente la fattibilità economica. L’idea è quella di proporre un contratto biennale per provare a soddisfare le alte pretese del giocatore, abituato in queste stagioni in Spagna a percepire stipendi in doppia cifra.

Napoli, «perché Conte ora può credere nello Scudetto». Pressione psicologica e mind games, l’analisi di Gazzetta

Napoli, per quale motivo ora Antonio Conte può credere nello Scudetto. L’analisi de La Gazzetta dello Sport dopo il sorpasso sul Milan

L’analisi di Sebastiano Vernazza a La Gazzetta dello Sport. Il momento d’oro del Napoli, reduce da quattro successi consecutivi contro Verona, Torino, Lecce e Cagliari, ha permesso agli azzurri di scavalcare momentaneamente il Milan al secondo posto. Il distacco dall’Inter capolista, impegnata al Franchi contro la Fiorentina, si è ridotto a soli sei punti. Con otto giornate al termine e 24 punti a disposizione, Antonio Conte non si nasconde. Le sue parole nel post-partita sono state inequivocabili: «Nessuno può impedirci di guardare avanti, mettiamo pressione a chi ci precede».

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La “comfort zone” di Conte e l’esplosione di Hojlund

Uscito prematuramente da Champions League e Coppa Italia, il Napoli ha ritrovato la sua continuità. Senza impegni infrasettimanali, Conte ha potuto impostare regolarmente il lavoro a Castel Volturno, azzerando gli infortuni da stress. Il recupero di pedine fondamentali come Kevin De Bruyne e Frank Anguissa ha restituito solidità alla mediana, mentre in attacco Hojlund si è ormai imposto come centravanti titolare, relegando Lukaku in panchina. Storicamente, il “metodo Conte” esalta le squadre libere dagli impegni europei, rendendo gli azzurri una minaccia concreta.

Il crocevia di Pasqua e l’insidioso calendario dell’Inter

Il weekend di Pasqua si preannuncia come lo spartiacque decisivo. Domenica 5 aprile, l’Inter affronterà a San Siro una Roma guidata da Gian Piero Gasperini, disperatamente a caccia di punti Champions. Il lunedì di Pasquetta, invece, lo scontro diretto Napoli-Milan decreterà l’anti-Inter ufficiale.

A pesare sulle sorti del campionato sarà anche la gestione delle energie. I nerazzurri di Cristian Chivu sono gli unici ancora impegnati su un doppio fronte: dovranno affrontare il Como sia in campionato che nella semifinale di ritorno di Coppa Italia, per poi chiudere il torneo affrontando lo spettro dell’ultima e storicamente fatale giornata a Bologna.

Pressione psicologica e mind games

Le dichiarazioni del tecnico del Napoli si configurano come veri e propri mind games. Avendo la qualificazione in Champions ormai blindata, la squadra campana non ha nulla da perdere, ma tutto da guadagnare. Spetterà a Inter e Milan dimostrare freddezza per non cedere all’ansia in queste ultime, decisive, curve del campionato.

Roma, dall’Europa League arrivano “solo” 22 milioni: incassi lontani dagli standard Champions

Roma, premi europei ridotti: dall’Europa League appena 22 milioni di ricavi. Tutti gli aggiornamenti e le ultime

La Roma saluta l’Europa League 2025/2026 dopo la sconfitta nel doppio confronto con il Bologna, che chiude il derby europeo e interrompe il cammino dei giallorossi in una competizione in cui partivano tra le favorite. Il 4‑3 ai supplementari del ritorno sancisce non solo l’eliminazione, ma anche la fine del percorso economico legato ai premi UEFA.

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Secondo l’analisi di Calcio e Finanza, la Roma ha raccolto cifre nettamente inferiori rispetto ai club impegnati in Champions League. La sola partecipazione ha garantito 4,31 milioni, mentre bonus risultati, piazzamento nella League Phase e qualificazione diretta agli ottavi hanno portato ulteriori entrate. Tra vittorie, pareggi e premi di avanzamento, il totale di queste voci ha superato i 7 milioni di euro.

A completare il quadro ci sono le quote “Europee” e “Non Europee”, introdotte al posto del vecchio market pool, che hanno fruttato rispettivamente 7,38 e 2,88 milioni. Il totale complessivo si attesta intorno ai 22 milioni, leggermente superiore alla stagione precedente ma lontanissimo dai ricavi dei club italiani eliminati dalla Champions, con il Napoli — fuori già nella League Phase — capace comunque di incassare circa 48,5 milioni.

Genoa, De Rossi sicuro: «Abbiamo fatto un gran primo tempo. Sono consapevole che era un match point, ne avremo altri. Sulla Nazionale…»

Genoa, il tecnico degli rossoblù De Rossi ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo la gara contro l’Udinese. Le sue parole

Nel post‑partita della sfida tra Genoa e Udinese valida per la 30ª giornata di Serie A 2025‑2026, il tecnico dei rossoblù, De Rossi, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole:

PAROLE – «Abbiamo fatto un gran primo tempo oggi, ma anche contro Torino e Roma.. siamo qui a commentare una sconfitta che ferma un po’ questo cammino che ci aveva allontanato dalla zona più calda. La partita è stata fatta, ma il calcio è anche questo, sono consapevole che era un match point, ne avremo altri.. se continueremo a giocare così non avremo problemi».

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

MOVIOLA – «Mano di Kabasele? Rigore o non rigore, dall’episodio in poi abbiamo perso un po’ di lucidità, non ci ha fatto bene. »

RAPPORTO GIOCATORI – «Lavoriamo su tutto, cerchiamo di dargli delle nozioni che possono aiutarli a giocare insieme. Quando c’è bisogno di una parola, una motivazione extra ci fermiamo e parliamo con loro. Gli attaccanti se stanno rendendo così bene è anche perchè probabilmente si sentono apprezzati e sentono la fiducia che abbiamo in loro»

NAZIONALE «Il team Italia è unito.. il messaggio lo mando a tutto il resto dell’Italia, non so quanto tutti siano così dispiaciuti se non ci qualificheremo, forse solo i bambini. Oggi sono uscite le convocazioni e ci sono state un mare di chiacchiere, un mare di polemiche. I giocatori che sono in lista per me sono più che sufficienti per battere le squadre che dobbiamo affrontare. Io sono stato protagonista di uno dei momenti più belli ma anche di quelli duri.. un po’ di sostegno da fuori in più può solo che fare bene».

Udinese, Runjaic: «Siamo stati fortunati, mi sono congratulato con De Rossi, il Genoa ci ha messo in grande difficoltà»

Udinese, Runjaic: «Noi abbiamo sofferto e resistito ed alla fine abbiamo fatto due gol. Questo è il calcio». Le parole

Runjaic ha commentato la gara ai microfoni di DAZN nel post‑partita di Genoa Udinese, soffermandosi sui momenti chiave del match e sulle prestazioni dei suoi giocatori. Le sue dichiarazioni:

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PAROLE – «Siamo stati fortunati, mi sono congratulato con Daniele De Rossi, il Genoa ci ha messo in grande difficoltà nel primo tempo, noi abbiamo sofferto e resistito ed alla fine abbiamo fatto due gol. Questo è il calcio»

ZANIOLO E DAVIS – «Zaniolo si aspettava la Nazionale, era un pò nervoso, dispiaciuto, lui ha lavorato tanto e non è assolutamente un cattivo ragazzo. Lui sa che non può farci nulla, decide il C.T., adesso speriamo che l’Italia vada ai Mondiali. Davis? Ci mancherà, abbiamo diverse soluzioni offensive, vedremo dopo la sosta»

MOMENTO – «In queste ultime otto giornate cercheremo di raggiungere i 50 punti, che sarebbero un buonissimo risultato. Pensiamo partita per partita. Bisogna lavorare e stare tutti bene, non abbiamo tempo di fare esperimenti».

Pagelle Genoa Udinese: Zaniolo e Davis si accendono, male Colombo e Malinovskyi! I VOTI

Pagelle Genoa Udinese: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 30a giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Genoa Udinese: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 30a giornata di Serie A 2025/26. Ecco le valutazioni:

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PAGELLE GENOA UDINESE

GENOA – Bijlow 5; Marcandalli 5.5, Ostigard 5.5, Vasquez 5.5 (84′ Martin sv); Ellertsson 5.5, Frendrup 5.5 (84′ Amorim sv), Malinovskyi 7, Messias 6.5 (60′ Baldanzi 5.5), Norton-Cuffy 6; Colombo 6.5 (72′ Ekhator sv), Vitinha 5 (72′ Ekuban sv).

UDINESE – Okoye 7; Kristensen 6.5, Kabasele 6, Solet 6.5; Ehizibue 6 (87′ Bertola sv), Ekkelenkamp 7 (87′ Miller sv), Karlstrom 5.5, Atta 5 (46′ Piotrowski 6), Kamara 5.5 (84′ Arizala sv); Zaniolo 6.5 (94′ Zarraga), Davis 6.5

Napoli, McTominay svela: «De Bruyne? Lui è un ottimo giocatore, per me è semplice giocare con lui»

Napoli, McTominay non ha dubbi e commenta: «De Bruyne? Lui è un ottimo giocatore, per me è semplice giocare con lui»

Scott McTominay, centrocampista del Napoli, ha commentato nel post‑gara la sfida della 30ª giornata di Serie A 2025‑2026 contro il Cagliari di Pisacane. Intervenuto ai microfoni di DAZN, il giocatore azzurro ha analizzato prestazione, ritmo e momenti chiave del match. Le sue parole:

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DE BRUYNE  «Kevin è un ottimo giocatore, con me è semplice giocare per lui. Oggi era importante vincere contro una grande squadra con il Cagliari in casa.

La sensazione è che non è facile questo campionato quindi l’obiettivo è quello di vincere il numero più alto di partite sperando anche in diversi rientri degli infortunati. L’obiettivo rimane quello di arrivare più avanti possibile».

Moviola Genoa Udinese, gli episodi dubbi del match di Serie A diretto da Collu. Ecco cosa è successo

Moviola Genoa Udinese: gli episodi dubbi del match di Serie A diretto da Collu, valido per la 30ª giornata 2025/26

La sfida tra Genoa e Udinese ha richiesto grande attenzione e polso fermo da parte del direttore di gara Collu. Ecco cosa è successo:

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Il Genoa protesta a inizio ripresa per un presunto fallo di mano di Kabasele su un pallone alzato in area da Colombo. L’arbitro Collu indica inizialmente il dischetto, ignorando le contestazioni dell’Udinese, ma dopo il richiamo al monitor cambia decisione e annulla il rigore. La revisione mostra infatti che il difensore friulano tocca sì il pallone con il braccio, ma in una dinamica ritenuta regolare.

Rientrato in campo, Collu spiega al pubblico del Ferraris che la posizione del braccio di Kabasele è stata giudicata “naturale”, motivo per cui il penalty non è stato concesso. Il secondo anticipo della 30ª giornata si accende così con le prime polemiche del turno, lasciando il Genoa a recriminare per un episodio rapidamente ribaltato dal VAR.

Cassano si racconta senza filtri: dalla Sampdoria al mancato passaggio alla Fiorentina, fino alle critiche a Pioli

Cassano dice tutto: la Sampdoria, la cessione alla Fiorentina e il commento su Pioli… Le dichiarazioni dell’ex fantasista

Antonio Cassano è tornato a parlare del mancato trasferimento alla Fiorentina nel gennaio 2010, raccontando i retroscena ai microfoni di Radio Bruno durante la presentazione di un evento con Adani e Ventola al Teatro Verdi. L’ex attaccante della Sampdoria ha ricordato di aver raggiunto un’intesa con il direttore sportivo Pantaleo Corvino e di aver fissato un incontro per definire il passaggio a Firenze, salvo poi vedere l’operazione bloccarsi all’improvviso.

Secondo Cassano, tutto si fermò quando il presidente della Sampdoria, Riccardo Garrone, scoprì le trattative e intervenne direttamente, chiedendo al giocatore di chiarire le sue intenzioni. L’ex fantasista ha raccontato il malinteso con il club e, con la consueta ironia, ha aggiunto che per restare a Genova avrebbe voluto “la cacciata di Marotta e Delneri”, trasformando un momento di tensione in un aneddoto dal sapore leggero.

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LA TRATTATIVA CON LA FIORENTINA – «Giocavo nella Sampdoria ma avevo trovato l’accordo con Corvino: il giorno dopo avrei dovuto incontrarlo in hotel a Firenze. Ero entusiasta, perché i fiorentini sono dei pazzi scatenati come me e sono sicuro che avrei fatto impazzire la città e magari ci avrebbero arrestati tutti (scherza, ndr).»

L’INTERVENTO DI GARRONE – «La mattina presto, però, mi chiamò l’allora presidente della Sampdoria, Garrone che non sapeva nulla e mi disse che era stato Marotta a fare tutto il casino. Mi chiese perché volessi andarmene e gli risposi che dovevo firmare con la Fiorentina. Allora venne a casa mia e mi disse di non muovermi da Genova e di chiedergli quello che volessi. Io allora gli risposi: ‘Rimango, ma se arriviamo quarti mandate via sia Marotta che Delneri».

BATISTUTA – «In campo era un goleador strepitoso, ma fuori non ha lasciato buone impressioni: era tirchio, aveva la puzza sotto al naso e mi stava molto antipatico. In realtà poi lo pensano in molti, ma lo dico solo io.»

PIOLI IN ARABIA – «Se un allenatore va in un paese dove il calcio non esiste e lo fa solo per soldi, in automatico stacca la spina. È successo anche ad altri tecnici, ossia Benitez, Jorge Jesus e Gallardo. Pioli al Milan aveva fatto un grande lavoro ma andando in Arabia ha chiuso la sua carriera.»

IL CAMPIONATO DELLA FIORENTINA – «Il campionato della Fiorentina anche se si salverà resta altamente insufficiente.»

Calciomercato Juve, Moretto svela alcuni dettagli sulla situazione Senesi: ecco cosa sta succedendo

Calciomercato Juve, Moretto rivela nuovi dettagli sulla situazione Senesi: ecco come si sta muovendo il club bianconero

Il futuro di Marcos Senesi sembra avvicinarsi a un punto di svolta, con la Juventus che segue da vicino l’evoluzione della situazione. Il difensore del Bournemouth, in scadenza di contratto, rappresenta un’occasione interessante per il mercato bianconero, anche se la concorrenza estera — forte di risorse economiche superiori — rende l’operazione tutt’altro che semplice per i club italiani.

Secondo quanto riportato da Matteo Moretto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, la Juventus monitora il profilo dell’argentino già da tempo. Tuttavia, l’interesse proveniente da Premier League e Bundesliga potrebbe complicare la corsa al centrale, attirato dalle offerte e dal livello competitivo dei campionati stranieri.

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MORETTO «A proposito di aggiornamenti di mercato, occhio a Marcos Senesi, difensore del Bornemouth, in scadenza. Perché ci stiamo avvicinando alla decisione finale da parte del calciatore per quanto riguarda il suo futuro. Voglio dare un aggiornamento. Allora, è vero che la Juventus, soprattutto in primo piano, poi anche la Roma in sottofondo stanno provando a capire le condizioni, vogliono provare a presentare un’offerta all’altezza, stanno cercando di convincere il giocatore e il suo entourage, soprattutto la Juventus, ribadisco, perché la Juventus, come vi ho sempre detto, ci sta lavorando da tempo, il calciatore, sì, è attratto dalla possibilità di andare alla Juve, ma la parte economica in questa storia è importantissima, se non fondamentale.

È un calciatore comunque Senesi che va verso un certo tipo di finale di carriera, 29/30 anni, insomma questo potrebbe essere anche il suo ultimo grande contratto a livello proprio calcistico e di carriera. Ecco perché, come vi ho sempre detto, i club di Premier che offrono più soldi sia in stipendio, sia in commissioni, sia in bonus alla firma, insomma sono in questo momento leggermente più avanti. Le squadre che stanno spingendo di più sono Tottenham da una parte, occhio chiaramente al Tottenham dovrebbe restare in Premier League per poi affondare il colpo. Aston Villa e poi c’è il Borussia Dortmund. Quindi, insomma, queste tre sono davanti e poi dopo ci sono le altre soprattutto la Juventus in seconda linea».

Udinese, Inler svela: «Abbiamo parlato con Zaniolo oggi, tutti volevamo che andasse in Nazionale. Ecco cosa gli abbiamo detto»

Udinese, Inler: «Abbiamo parlato con Zaniolo oggi, tutti volevamo che andasse in Nazionale». Le dichiarazioni del dirigente

Prima di Genoa Udinese, ai microfoni di DAZN è intervenuto il responsabile dell’area tecnica Gokhan Inler, introducendo temi e sensazioni in vista della sfida. Le sue parole:

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PAROLE «Le assenze di giocatori forti si fanno sentire, ma abbiamo una squadra che può sopperire a queste assenze. Noi vogliamo fare bene ogni partita, soprattutto in questo finale di stagione. Lo scorso anno le cose non sono andate bene sul finale, quindi vogliamo dimostrare carattere e mentalità. I ragazzi lo sanno e lavorano ogni giorno, già oggi possono dimostrarlo sul campo.


Abbiamo parlato con Zaniolo oggi, tutti volevamo che andasse in Nazionale. Io vedo ogni giorno il suo lavoro, magari da fuori la gente non lo sa, ma fa tanti sacrifici. Gli abbiamo detto che non è finita qui, deve lavorare e soffrire ogni giorno e da questa partita in poi ha la possibilità di dimostrare di meritarsi la convocazione. In stagione ha fatto grandi passi avanti, noi gli daremo tutto il nostro supporto per aiutarlo a raggiungere questo obiettivo
Non è mai facile giocare a Genova, serve testa. Bisogna essere sempre pronti e concentrati, senza commettere errori. La tattica è sempre fondamentale, ma oggi la mentalità di più, la partita si deciderà anche su quello
».

Lobotka Folorunsho, scontro durissimo nel corso di Cagliari Napoli! Mariani opta per il giallo: polemiche alla Unipol Domus

Lobotka Folorunsho, scontro durissimo in Cagliari Napoli: l’arbitro Mariani dà il giallo e scoppiano le polemiche

Il Napoli di Antonio Conte prosegue la sua corsa, imponendosi alla Unipol Domus grazie a un avvio immediatamente incisivo. Dopo poco più di un minuto, McTominay sfrutta una disattenzione della difesa rossoblù e firma il gol che decide la sfida.

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Pur senza brillare nell’arco dei novanta minuti e soffrendo nel finale, gli azzurri conquistano la quarta vittoria consecutiva. Il successo consente il sorpasso momentaneo sul Milan al secondo posto, con il Napoli che sale a 62 punti in attesa della gara dei rossoneri contro il Torino.

Da segnalare un episodio nel primo tempo: Lobotka interviene in modo scomposto su Folorunsho, colpendo prima il pallone e poi l’avversario con il piede a martello. Mariani valuta l’azione da giallo, decisione che lascia qualche discussione in campo.

Napoli, parla Conte: «Abbiamo sbagliato un po’ troppo. Prendiamo altri tre punti per la zona Champions. Mancano 8 partite e…»

Napoli, Conte: «Abbiamo sbagliato un po’ troppo. Prendiamo altri tre punti per la zona Champions». Le dichiarazioni

Conte, allenatore del Napoli, ha analizzato nel post‑partita la sfida della 30ª giornata di Serie A 2025‑2026 contro il Cagliari di Pisacane. Il tecnico azzurro, intervenuto ai microfoni di DAZN, ha commentato prestazione, atteggiamento e sviluppi della gara:

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CAGLIARI – «Abbiamo sbagliato un po’ troppo, siamo stati un po’ sporchi. Potevamo fare sicuramente meglio anche perché comunque il Cagliari aspettava il nostro errore per poi ripartire, Non ha creato chissà cosa ma noi potevamo fare meglio in fase di costruzione. Poi abbiamo cercato il secondo gol perché sappiamo che può succedere di tutto. Vedi una partita dominata e ci saremmo mangiati le mani. Intanto prendiamo altri tre punti per la Zona Champions. Dobbiamo essere bravi a rimanere nelle prime posizioni ora quello che serve è puntare alla zona Champions, guardiamo chi c’è davanti per stimolo ma non fare delle battute a vuoto che non ci vuole nulla ad essere risucchiati da chi c’è dietro»

FINALE DI STAGIONE  «Mancano 8 partite e sicuramente il rientro di alcuni calciatori che ancora non sono al 100%, come Frank Anguissa, lo stesso Scott, ho visto molto bene De Bruyne che è rimasto per tutta la partita. Lo stesso Lobotka oggi ha faticato un pochettino dopo due settimane di sosta. Noi dobbiamo recuperare Rahmani e Di Lorenzo ma credo sia difficile. Però dobbiamo continuare così a fare ciò che abbiamo fatto fino ad esso e tenere botta alle prime disposizioni della classifica. Ora dobbiamo qualificarci in Champions, la competizione più importante ma nessuno ci deve impedire di guardare davanti. Noi vincendo così mettiamo loro pressione!».

CLEAN SHEET – «Si è importante perché la porta inviolata dopo 11 partite dove abbiamo preso gol è importante. Il Cagliari oggi non ha mai tirato in porta questo deve essere importante perché mantenere la porta inviolata e difendere bene serve grande applicazione e grande voglia. I ragazzi hanno fatto una buona partita. Se facciamo il secondo gol riusciamo anche a concretizzare e non crearci ansie gli ultimi cinque minuti».

Cagliari, Pisacane analizza: «Sicuramente è stata diversa da Pisa. Serve qualcosa in più per portare punti a casa»

Cagliari, Pisacane parla nel post partita: «Sicuramente è stata diversa da Pisa. Serve qualcosa in più per portare punti a casa»

Pisacane, tecnico del Cagliari, è intervenuto nel post‑partita della sfida della 30ª giornata di Serie A 2025‑2026 contro il Napoli guidato da Antonio Conte. L’allenatore rossoblù ha analizzato la prestazione ai microfoni di DAZN, soffermandosi su ritmo, atteggiamento e momenti chiave del match:

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PARTITA – «Sicuramente è stata diversa da Pisa. Là non abbiamo giocato da Cagliari. Questa sera lo siamo ritornati e nella prestazione abbiamo sbagliato poco. Non posso andare a casa soddisfatto senza punti ma sicuramente è una partita diversa dalle ultime, anche contro il Como l’atteggiamento era giusto. A Pisa c’è stato un corto circuito. Serve qualcosa in più per portare punti a casa»

SCELTE TATTICHE  «Penso che al netto del piano gara quando ti ritrovi contro dei giocatori simili, anche dando il 100%, è dura. Più che per demeriti nostri i meriti erano loro. Dispendio energetico importante per questo Kilicsoy è entrato dopo per avere anche più qualità nell’ultimo terzo di campo. Abbiamo fatto quello che serviva ma non è bastato per portare punti a casa. Avevamo fatto una buona partita ma persi gli ultimi 15 secondi e quindi ci rendiamo le cose positive che, rispetto a Pisa, ci sono, e concentriamoci su questo finale che sicuramente sappiamo cosa c’è bisogno».

LEGGI LE PAROLE INTEGRALI DI PISACANE SU CAGLIARINEWS24

Pagelle Cagliari Napoli: bentornato De Bruyne, Politano inventa e McTominay decide VOTI

Pagelle Cagliari Napoli: i voti ai protagonisti del match, valido per la 30ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Cagliari Napoli: i voti ai protagonisti del match, valido per la 30ª giornata di Serie A 2025/26

CAGLIARI: Caprile 6; Zé Pedro 5.5 (73′ Mendy 6), Mina 6, Dossena 5.5; Palestra 6, Adopo 5.5 (73′ Deiola 6), Gaetano 6, Sulemana 6, Rodriguez 5 (84′ Raterink SV); Folorunsho 5.5 (65′ Kilicsoy 6); Esposito 6 (84′ Trepy SV). All. Pisacane 6

NAPOLI: Milinkovic-Savic 6; Beukema 6.5, Buongiorno 6, Olivera 5.5 (84′ Juan Jesus SV); Politano 7 (77′ Spinazzola SV), Gilmour 5.5 (77′ Anguissa SV), Lobotka 6 (55′ Alisson Santos 6), Gutierrez 6; De Bruyne 6.5, McTominay 6.5; Hojlund 5.5. All. Conte 6.5

Moviola Cagliari Napoli: gli episodi dubbi del match di Serie A diretto da Mariani. Cosa è successo all’Unipol Domus

Moviola Cagliari Napoli: gli episodi dubbi del match di Serie A diretto da Mariani, valido per la 30ª giornata 2025/26

La sfida tra Cagliari e Napoli ha richiesto grande attenzione e polso fermo da parte del direttore di gara Maurizio Mariani. In una partita frammentata e caratterizzata da un elevato tasso di agonismo, l’arbitro ha saputo mantenere saldo il controllo del match, ma una decisione è apparsa molto dubbia.

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Il check del VAR: gol di McTominay regolare

L’episodio più importante ai fini del risultato si verifica in apertura, al 2′ minuto. Il Napoli sblocca subito la gara con un tap-in ravvicinato di Scott McTominay. I festeggiamenti dei partenopei vengono però interrotti da Mariani, che richiama l’attenzione per un necessario check del VAR. L’obiettivo è verificare una probabile posizione di fuorigioco nell’azione che ha portato alla rete. Dopo un rapido e silenzioso confronto con la sala video, al 3′ l’arbitro indica il centro del campo: non c’è irregolarità, il gol è perfettamente valido. Una gestione lucida e rapida della tecnologia.

La gestione disciplinare: severità e coerenza

Dal punto di vista disciplinare, la partita si è rivelata decisamente spigolosa. Mariani ha adottato un metro di giudizio severo per stroncare sul nascere il gioco duro.

I provvedimenti disciplinari:

  • 17′ – Giallo per Lobotka: Il centrocampista del Napoli interviene in modo molto ruvido su Folorunsho (costretto poi alle cure mediche). Mariani è vicino all’azione e non esita a estrarre giustamente il primo cartellino del match. Poteva starci anche qualcosa in più in questo caso…
  • 35′ – Giallo per Jose Pedro: Il giocatore del Cagliari si rende protagonista di un fallo plateale per interrompere una trama offensiva. Ammonizione sacrosanta.
  • 69′ – Giallo per Olivera: Il terzino azzurro, già avvisato per una precedente scivolata pericolosa al 48′, incappa in un brutto contrasto. Anche in questo caso, decisione automatica e senza alcun dubbio per il direttore di gara.

Il controllo sui contrasti fisici

Per tutto l’arco dei novanta minuti, l’arbitro è stato bravo a non far degenerare la gara, fischiando con puntualità le trattenute (come quella di Hojlund al 34′), le infrazioni di mano (Folorunsho al 33′) e i numerosi interventi decisi. Mariani non ha fatto sconti a nessuno, sanzionando il gioco pericoloso di Beukema (55′), l’entrata dura di De Bruyne (58′) e gli interventi irruenti dei difensori del Cagliari come Yerry Mina (60′), Kilicsoy (66′) e Dossena (77′).

Zaccardo ‘scopre’ due futuri talenti, uno ha un cognome molto familiare: «Potenzialmente possono diventare dei grandi calciatori»

Zaccardo ha rilasciato un’intervista, nella quale ha parlato del momento del calcio italiano ma anche del fatto di scoprire nuovi talenti

Intervistato a Sky Calcio Unplugged, Cristian Zaccardo ha rilasciato queste dichiarazioni.

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ITALIANO «È un grandissimo allenatore. A livello offensivo è uno dei migliori in Italia, attacca molto. Deve però trovare l’equilibrio per essere solido anche dietro. Così può essere letale per qualsiasi squadra affrontarlo. Ha fatto tanto bene, è arrivato dopo Motta quando nessuno pensava che il Bologna potesse confermarsi negli anni successivi. Ieri è stata una bellissima partita, intensa ed emozionante e alla fine ha portato a casa il risultato e il passaggio del turno. Speriamo che il Bologna riesca andare più avanti possibile. Ora c’è una squadra ostica, una delle più forti rimaste che è l’Aston Villa che sta lottando per il posto Champions in Inghilterra».

IL MOMENTO DEL CALCIO ITALIANO«In Italia culturalmente l’unica cosa che conta è il risultato. Se giochi male e vinci siamo tutti felici e nessuno analizza la partita o gli errori. Il Milan è molto concreto con Allegri però forse non gioca un calcio spumeggiante. Il Como di Fabregas probabilmente gioca un calcio migliore e sta dando i risultati. Le altre squadre giocano a tratti. All’estero per quanto riguarda il Barcellona stai lì incollato dal primo al 95′ e guardi tutta la partita. In Italia purtroppo o per fortuna è molto tattico. A fine anno però contano i risultati e quello che conta è chi raggiunge gli obiettivi».

SCOPRIRE NUOVI TALENTI «Già quando ero calciatore con Gianluca (Di Marzio, ndr) si scherzava dicendo che avevo le bombe di mercato. Io vedevo bene degli scambi che potevano essere anche logici e qualcuno prendeva queste idee. Kvaratskhelia io l’ho visto nel 2020, avevo degli amici georgiani che avevano visto alcuni giocatori e mi hanno nominato lui. Su 5 o 6 giocatori georgiani che mi avevano detto lui era già fenomenale, aveva tante qualità. Mi sono informato, poi sono andato a conoscere il suo agente a Mosca nel febbraio 2021, ho conosciuto il ragazzo e dopo l’ho consigliato al Napoli ed è nata poi tutta la trattativa. Il giocatore è arrivato a Napoli e ha contribuito a vincere lo Scudetto. Grazie agli azzurri lui è diventato un grandissimo giocatore e ora è al PSG. Il Napoli intanto ha fatto una grande plusvalenza e lui è andato a vincere la Champions quindi tutti felici e contenti».

FRATELLO KVARA DEL 2010 – «Essendo extra comunitari non possono spostarsi dalla Georgia fino ai 18 anni. Poi dopo possono spostarsi nei campionati europei. Tornike ha delle movenze del fratello, gioca nello stesso ruolo, ha un bel dribbling e tiro. La Georgia negli ultimi anni è cresciuta molto e tanti giocatori giocano in Europa. C’è lui e c’è anche Andria Bartishvili, un esterno trequartista 2009 che potenzialmente potrebbe diventare un grandissimo calciatore».

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