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Pastore a LazioNews24: «La vittoria di Sarri col Milan è stata sorprendente, adesso i rossoneri devono fare attenzione ad una cosa»

Il noto giornalista Giuseppe Pastore ha detto la sua in merito alla corsa Champions ed Europa League e alla lotta salvezza in Serie A

Intervistato in esclusiva da LazioNews24, il noto giornalista ed opinionista Giuseppe Pastore ha fornito la propria analisi sul campionato di Serie A per quanto concerne la lotta salvezza e la corsa alla qualificazione per le coppe europee.

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SU LAZIO MILAN«La vittoria è sorprendente, la partita però no. Nel senso che è stata una partita simile a quella di Coppa Italia di dicembre e Allegri è ricaduto negli stessi errori. E’ caduto nella stessa trappola organizzata da Sarri che rimane un allenatore di altissimo livello nella preparazione delle singole partite. Ha portato il Milan dove voleva lui, in maniera anche un po’ sorprendente perché uno si poteva aspettare un Milan un po’ più basso, come al solito per non concedere alla Lazio la verticalità e la profondità, cosa che invece è successa tutte le volte nel primo tempo fino al gol della Lazio. Mi aspettavo una Lazio d’orgoglio, di cuore, anche per via del ritorno del pubblico, doveva aspettarselo anche il Milan che però è sembrato un po’ schiacciato dal nervosismo e dall’ansia di dover accorciare le distanze dall’Inter. Questo è un aspetto che tendiamo a non considerare… il vantaggio psicologico di poter accorciare dall’Inter, ma anche l’ansia e il peso di doverlo fare perché tutti i tifosi si aspettano che tu lo faccia. La Lazio invece era, per motivi anche un po’ tristi, più libera mentalmente, più serena e ha giocato come se fosse la partita della stagione. Cambia poco a livello di classifica, però si capisce che affrontare le grandi, come è successo anche contro la Juve quest’anno in campionato entrambe le volte, dà alla Lazio uno stimolo particolare».

CORSA CHAMPIONS ED EUROPA LEAGUE«Penso che il Napoli abbia risolto i suoi problemi e ha un calendario anche piuttosto semplice e soprattutto ha giocatori che stanno rientrando, come De Bruyne; cosa che porterà la squadra di Conte tra le prime quattro. Il Milan ha un ampio vantaggio ma deve fare attenzione a non rilassarsi troppo anche perché è una squadra che fa fatica a vincere tutte le partite, non ha partite facili. Il Milan ha sofferto anche Cremona e a Pisa. Dietro ha due squadre come Juve e Como che stanno andando fortissimo, potrebbero anche fare dei filotti e quindi riavvicinarsi. E’ molto importante il prossimo turno in cui c’è Milan-Torino: se i rossoneri non vincono si riapre completamente il discorso. E poi appunto ci sono Juve e Como, la Roma penso sia tagliata fuori per la Champions e avrà da giocarsi le sue chance in Europa League. Per l’Europa League direi la perdente della volata Champions tra Milan, Juve e Como, più la Roma. Non so se l’Atalanta e il Bologna hanno voglia e tempo di rientrare. L’Atalanta ha un obiettivo importante, può arrivare in Europa League attraverso la Coppa Italia e questo è un aspetto che bisogna ricordare».

LOTTA SALVEZZA«Guarda, io sono sempre stato un grande estimatore del Cagliari di Pisacane quest’anno, ma non mi è per niente piaciuta la sconfitta di Pisa per come è arrivata, per l’atteggiamento che la squadra ha mostrato, perché si sentiva già salva o si sentiva tranquilla contro una squadra che ha giocato la sua partita. La sconfitta del Cagliari ci dimostra che tutte le partite sono fonte di insidie, se non hai la testa giusta. Il Cagliari farà bene a ritrovarla. Il discorso che vale per Chivu che sta un po’ adesso soffrendo l’alta pressione della volata scudetto, vale anche per Pisacane, che non ha mai fatto una stagione intera da professionista e quindi non sappiamo come reagirà. Il Cagliari deve fare attenzione, perché ora che la Cremonese potrebbe cambiare allenatore, il che è una svolta che potrebbe anche restituirle smalto. Credo che la Fiorentina, per vari motivi, sia fuori dalla lotta per la salvezza. Alla fine, al novanta per cento sarà però una questione Lecce-Cremonese. Il Lecce ha un bruttissimo calendario, secondo me però è una squadra che ha una solidità e una fiducia nei suoi mezzi che potrebbe farle fruttare quei sei-sette punti che potrebbero bastare. La Cremonese ha tante partite importanti dove però deve muovere la classifica e fare sette-otto punti nelle prossime tre-quattro partite».

L’INTERVISTA COMPLETA A GIUSEPPE PASTORE SU LAZIONEWS24.COM

Infortunio Lautaro, sprint da capitano: cosa filtra sulle chance di rientro contro la Fiorentina?

Infortunio Lautaro, sprint da capitano: cosa filtra sulle chance di rientro contro la Fiorentina? Il punto sull’infermeria dell’Inter

Il centravanti dell’Inter, Lautaro Martínez, sta lavorando intensamente per recuperare dall’infortunio e spera di essere disponibile, anche solo per uno spezzone, nella sfida contro la Fiorentina in programma domenica sera al Franchi. Nonostante il dolore per l’infortunio subito in precedenza, il “Toro” ha messo nel mirino il ritorno in campo, anche se la sua presenza resta da valutare giorno dopo giorno.

Lavoro a parte per Lautaro e i suoi compagni

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, l’Inter ha cominciato a prepararsi per l’ultimo impegno di campionato prima della sosta, e Lautaro ha lavorato separatamente, continuando il suo recupero. Durante la sessione, il gruppo era al completo, compreso Hakan Çalhanoğlu, che è tornato disponibile dopo aver saltato alcune partite. Per Mkhitaryan, invece, continua il periodo di stop, e Bastoni ha svolto solo una parte dell’allenamento con il gruppo, concentrandosi sulla parte atletica e di attivazione muscolare.

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Recupero in vista della convocazione per l’Argentina

Il ritorno in campo di Lautaro sarebbe fondamentale non solo per l’Inter, ma anche per le sue ambizioni internazionali. Un impiego contro la Fiorentina, anche se limitato, sarebbe un passo importante verso una possibile convocazione con l’Argentina per le prossime sfide. Nonostante la Finalissima con la Spagna sia saltata, la nazionale argentina ha già programmato un’amichevole contro il Guatemala il 31 marzo a Buenos Aires. Questo rappresenta un altro obiettivo importante per Lautaro, che spera di essere pronto per quel match.

In ogni caso, l’Inter non ha intenzione di correre rischi inutili con il suo attaccante, preferendo un recupero graduale. La sua presenza, anche se limitata, contro la Fiorentina, potrebbe rappresentare una spinta positiva sia per il club che per la carriera internazionale di Lautaro.

Ilic Torino, missione rilancio con D’Aversa: c’entra anche il mercato!

Ilic Torino, missione rilancio con D’Aversa: c’entra anche il mercato! Dal rimpianto di Cairo alle prospettive future per il centrocampista

Il Torino di Roberto D’Aversa sta cercando di rilanciare uno dei suoi calciatori più discussi: Ivan Ilic, centrocampista serbo che, nonostante l’investimento da 17 milioni di euro, non ha ancora mostrato tutto il suo potenziale. Secondo quanto riportato da Tuttosport, la missione del club granata è recuperare il valore di Ilic, sia sul campo che sul mercato.

Le difficoltà del passato

L’acquisto di Ilic dal Verona aveva suscitato ottime aspettative, ma finora la sua esperienza a Torino è stata deludente. Nonostante le qualità fisiche e tecniche che gli permettono di giocare sia come mezzala che come regista, il serbo ha trovato difficoltà ad adattarsi al sistema di gioco granata. La sua stagione è stata caratterizzata da alti e bassi, oltre a una fastidiosa lombosciatalgia che lo ha tenuto fuori per diverse settimane. Anche in passato, Ilic ha avuto contrasti con gli allenatori, che lo hanno ripreso pubblicamente per le sue prestazioni.

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La nuova opportunità con D’Aversa

Ora, sotto la guida di D’Aversa, che lo ha descritto come un centrocampista con grande personalità, Ilic ha l’opportunità di dimostrare il suo valore. Nonostante i pochi minuti giocati finora nel 2026, l’allenatore del Torino ha sottolineato l’importanza di far rientrare il centrocampista in condizione per valorizzarlo al meglio nelle ultime nove partite della stagione. Se il Torino non riuscirà a cedere Ilic in estate, la sua partenza a parametro zero nel 2027 potrebbe rappresentare una grave perdita economica.

Il futuro di Ilic e il mercato

Le prossime settimane saranno decisive per il futuro di Ilic e per quello del Torino. La società granata, se non dovesse riuscire a valorizzarlo sul campo, potrebbe decidere di cederlo in estate, con alcune squadre già interessate al suo cartellino. Tuttavia, la priorità per D’Aversa è far rendere al massimo Ilic, così da giustificare l’investimento e migliorare le prestazioni della squadra. Il futuro del serbo dipenderà quindi dalle sue capacità di adattarsi al progetto del tecnico e dimostrare la sua utilità per il Torino nel finale di stagione.

Roma, Celik stringe i denti: vuole esserci a tutti i costi col Bologna! Novità anche su Dybala

Roma, Celik stringe i denti: vuole esserci a tutti i costi col Bologna! Novità anche su Dybala: il punto tra infortuni e calciomercato

La Roma sta vivendo giorni intensi, con attenzione rivolta soprattutto al recupero di Zeki Celik dall’infortunio. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, il terzino destro turco, dopo aver lavorato in modo specifico insieme a Mancini e Koné, è pronto a scendere in campo contro il Bologna. Si tratta di una gestione mirata per evitare infortuni, dato che questi tre giocatori sono tra i più utilizzati della stagione. Nessuna preoccupazione particolare, ma la volontà di proteggere i loro fisici da sovraccarichi, mantenendo alta la condizione atletica.

Durante l’allenamento, erano presenti anche Massara e Ranieri, mentre si prevede la presenza in tribuna di Ryan Friedkin, che seguirà da vicino la squadra in questo incontro cruciale. La partita contro il Bologna è particolarmente importante per i giallorossi, che sono alla ricerca di una vittoria fondamentale in vista della qualificazione alle competizioni europee.

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Purtroppo, non ci sono novità positive per quanto riguarda le condizioni degli altri infortunati. Resta fuori, infatti, l’attaccante Paulo Dybala e il centrocampista Soulè. Il primo, dopo il suo infortunio muscolare, tornerà a disposizione solo dopo Pasqua. Dybala, che ha vissuto una stagione travagliata, sarà anche nel suo ultimo mese da giocatore della Roma, visto che il suo contratto scadrà a breve. Il futuro dell’attaccante argentino potrebbe portarlo altrove, con il Boca Juniors che sta facendo sentire la sua pressione per il ritorno di “La Joya” in Argentina. Anche la moglie di Dybala, Oriana, ha mostrato il suo desiderio di tornare nel suo paese natale, il che potrebbe accelerare la partenza di Paulo.

Nel frattempo, Soulè spera di recuperare dopo la sosta, con la speranza di risolvere i suoi problemi alla pubalgia. La Roma, però, deve fare a meno di questi due giocatori per il momento, ma conta di avere il pieno potenziale della squadra già dopo la pausa.

Le prossime settimane saranno cruciali per la Roma, con il ritorno degli infortunati che potrebbe rivelarsi determinante per il finale di stagione.

Calciomercato Inter, Palestra sempre in cima ai pensieri: pronto il ringiovanimento in estate! Altri 2 profili sul taccuino

Calciomercato Inter, Palestra sempre in cima ai pensieri: pronto il ringiovanimento in estate! Altri 2 nomi dalla Serie A sul taccuino

L’Inter si prepara a un’estate di rinnovamento e pianifica la sessione di calciomercato per rinforzare la propria rosa, dando una spinta significativa al ciclo di Cristian Chivu. Il tecnico romeno è chiamato a gestire una fase di transizione, con la dirigenza pronta a garantirgli gli innesti giusti per continuare a vincere.

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Palestra, talento italiano per la fascia destra

Stando alla Gazzetta dello Sport, il primo nome sulla lista dei desideri dell’Inter per il settore laterale è Marco Palestra, giovane esterno destro che sta impressionando al Cagliari. Prodotto del vivaio dell’Atalanta, Palestra ha mostrato una progressione atletica straordinaria e una qualità nel cross che lo rendono perfetto per il sistema di gioco nerazzurro. Tuttavia, l’operazione non si preannuncia semplice. La valutazione del cartellino di Palestra si aggira intorno ai 50 milioni di euro, una cifra che riflette l’incredibile crescita del giocatore sotto la guida di Pisacane al Cagliari. Nonostante ciò, l’Inter lo considera l’erede ideale di Dumfries per garantire freschezza e spinta sulla fascia destra, anche in vista di un impiego nelle rotazioni di Chivu.

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Rinnovamento anche in difesa: Muharemovic e Solet nel mirino

Oltre a rinforzare le corsie esterne, l’Inter si concentra anche sulla retroguardia. I nerazzurri monitorano due profili fisici e moderni per rinforzare il cuore della difesa, cruciali per il progetto del tecnico romeno. Il primo è Tarik Muharemovic, centrale bosniaco in forza al Sassuolo. Il difensore mancino, elegante e roccioso, è apprezzato per il suo ottimo senso dell’anticipo e per una leadership naturale nonostante la giovane età. Il secondo profilo è Oumar Solet, il gigante francese dell’Udinese. Con una struttura fisica imponente e una velocità impressionante, Solet sarebbe l’ideale per i duelli uno contro uno, tipici del calcio moderno.

Ringiovanire il reparto difensivo e anticipare la concorrenza

L’obiettivo per l’Inter è ringiovanire il reparto difensivo, puntando su interpreti che siano capaci di impostare l’azione dal basso ma anche di difendere a campo aperto. Con l’arrivo della sessione estiva, la dirigenza nerazzurra è pronta ad intensificare i contatti con gli agenti e i club proprietari dei cartellini, mirando ad anticipare la concorrenza internazionale e a costruire una squadra competitiva per la stagione successiva.

Ribery convinto: «Atalanta senza rimpianti, il Bayern Monaco è la più forte al mondo! Ci tengo a dire una cosa»

L’ex attaccante di Bayern Monaco, Fiorentina e Salernitana, Frank Ribery, ha parlato così in vista del match tra i bavaresi e l’Atalanta

Tra le partite di oggi degli ottavi di Champions c’è Bayern Monaco Atalanta. A parlare della sfida che riguarda una sua ex squadra è Frank Ribery, il quale ha avuto un passato anche in Serie A nella parte conclusiva della propria carriera. Questa la sua intervista sulle colonne della Gazzetta dello Sport.

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L’ANDATA – «Troppo Bayern ma anche tanta Atalanta. Palladino e la sua squadra hanno fatto il massimo. Il punto è che questo Bayern è davvero troppo forte: sarebbe difficile da affrontare per chiunque».

CALCIO ITALIANO IN CRISI O IL SOLITO BAYERN? – «In questo momento sono la squadra più forte in circolazione, in assoluto. Sono al massimo livello in tutto: tecnicamente, tatticamente, fisicamente. Sono di un’altra categoria, lo hanno potuto vedere tutti».

BAYERN CANDIDATO ALLA VITTORIA FINALE – «Dico proprio di sì. Il Bayern non è solo tanto forte, sta anche bene. Per me sono favoriti per vincere la Champions».

QUESTO BAYERN COME QUELLO MIO? PUÒ RIPETERE LO STESSO CICLO? – «Lo spero perché il Bayern è casa. Vince perché ha una grande cultura, c’è un professionismo altissimo e allo stesso tempo è proprio come una famiglia. Sono felice di essere considerato una leggenda per la loro gente, abbiamo fatto la storia con tutto ciò che abbiamo vinto. Lo facemmo insieme perché allora come oggi avevamo grandi valori».

NESSUNA SORPRESA AL RITORNO? – «Ripeto, ho seguito attentamente anche la gara d’andata. L’Atalanta ha trovato tante difficoltà. Il Bayern ha dalla sua parte anche la grandissima esperienza. Possiamo parlare del loro gioco: sono una squadra abituata a gestire la palla e anche i momenti di non possesso, fanno un pressing altissimo per aggredire l’avversario e non lasciare mai agli altri il tempo per uscire. Anche a Bergamo è stato così: l’Atalanta non ha avuto spazi e tempi per giocare. Una cosa però ci tengo a dirla su di loro».

I COMPLIMENTI AI TIFOSI – «Complimenti ai tifosi dell’Atalanta per aver supportato la squadra in un modo bellissimo per lo sport, dando un’immagine importante per tutto il calcio italiano».

IL MIO PROSSIMO TRAGUARDO? – «Il mio obiettivo è quello di fare l’allenatore. Intanto studio: Coverciano è il posto ideale, si respira aria di casa. Sono contento di essere lì, mi sento a mio agio, ho incontrato tante brave persone con cui condividere il mio percorso».

SE MI PIACEREBBE ALLENARE IN SERIE A? – «Non so ancora dove: speriamo in Italia, un paese che amo. Ma accetterei anche l’opportunità di mettermi in gioco in altri paesi”. Franck ha giocato in Francia (in nazionale 81 partite, 16 gol segnati), in Turchia, Germania e Italia: potrà essere un’ottima guida sulla strada del successo».

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Gila Lazio, Lotito prova a blindarlo? Milan in agguato, ma la squadra in pole per il suo acquisto è un’altra!

Gila Lazio, Lotito prova a blindarlo? Milan in agguato, ma la squadra in pole per il suo acquisto è un’altra! Quanta concorrenza per il difensore

Il futuro di Mario Gila, difensore centrale spagnolo della Lazio, è diventato uno dei principali temi di mercato che sta scuotendo l’ambiente biancoceleste. Nonostante il contratto che lega il giocatore alla Lazio scada nel 2027, le trattative per un eventuale rinnovo sono ancora in corso e le principali squadre italiane hanno messo gli occhi sul difensore.

Inter in pole position per Gila

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, il Milan continua a monitorare con attenzione la situazione, ma al momento sarebbe l’Inter la squadra in vantaggio per il suo acquisto. I nerazzurri sono convinti di poter convincere Gila a trasferirsi, magari a cifre vantaggiose, dato che la scadenza del suo contratto con la Lazio è ancora distante. Il club di Viale della Liberazione vede in Mario Gila, classe 2000, un profilo interessante per il futuro della propria difesa, che potrebbe beneficiare della sua esperienza e solidità.

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Lazio pronta a blindare Gila

La Lazio non intende certo restare a guardare e si prepara a fare una mossa decisiva per trattenere il giovane difensore. La dirigenza biancoceleste, infatti, ha in programma nuovi incontri con l’entourage del giocatore per discutere il rinnovo del contratto. L’obiettivo è blindare Gila con un prolungamento e un adeguamento del suo stipendio, che al momento si aggira intorno agli 800.000 euro netti all’anno (circa 1,6 milioni lordi). Il club capitolino è determinato a mantenere il giocatore per il futuro, consapevole del valore che Gila ha acquisito nella squadra di Maurizio Sarri.

Le alternative: cessione all’estero?

Se, però, il rinnovo non dovesse andare in porto, la Lazio preferirebbe non rafforzare una diretta concorrente in Serie A e, di conseguenza, sarebbe disposta a valutare una cessione all’estero. Oltre ai club italiani, Leicester e Bournemouth in Premier League stanno monitorando la situazione e potrebbero tentare un’offerta per portare Gila in Inghilterra. Le prossime settimane si preannunciano decisive per il futuro del giovane difensore, con il mercato che potrebbe prendere una piega inaspettata.

Mercato Napoli, Manna guarda alla Premier: vuole riportare in Italia Tonali e non solo! ll piano d’azione

Mercato Napoli, Manna guarda alla Premier: vuole riportare in Italia Tonali e non solo! La strategia del ds dei partenopei per l’estate

Antonio Conte è sempre più deciso a ricevere garanzie sul mercato per restare al Napoli anche nella prossima stagione. Come riportato da Il Mattino, il tecnico campione d’Italia ha fatto sapere che le trattative estive dovranno prevedere rinforzi concreti per mantenere alta la competitività della squadra. La risposta del presidente Aurelio De Laurentiis sembra essere positiva, con diversi nomi in corso di valutazione.

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I profili di interesse: calciatori di spicco dalla Premier League e non solo

Nel mirino della dirigenza partenopea ci sono Riccardo Calafiori (classe 2002, ex Roma), difensore dell’Arsenal, e Sandro Tonali (classe 2000, ex Milan), centrocampista del Newcastle, che sarebbe richiesto anche dalla Juventus. Il tecnico dei Magpies, Eddie Howe, ha recentemente dichiarato di non preoccuparsi delle voci di mercato, confermando che Tonali è completamente concentrato sulla squadra.

Altri obiettivi provenienti dalla Premier League includono il centrocampista brasiliano Joao Gomes (classe 2001), del Wolverhampton, che interessa anche al Manchester United.

Il mercato si espande anche oltre i confini inglesi, con Juanlu Sanchez (terzino destro del Siviglia) che continua a piacere, con l’interesse anche del Real Madrid.

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Obiettivi di mercato in Italia e all’estero

Il Napoli è anche molto attivo in Serie A, con l’interesse per il difensore portoghese Tiago Gabriel del Lecce, il centrocampista argentino Maximo Perrone del Como, e l’attaccante Mateo Pellegrino del Parma, quest’ultimo anche nel mirino del Nottingham Forest. Per quanto riguarda gli attaccanti, l’argentino Exequiel Zeballos del Boca Juniors è un’alternativa a Baris Yilmaz del Galatasaray, con quest’ultimo che potrebbe entrare nella trattativa per il riscatto di Noa Lang.

Per quanto riguarda i centrocampisti, Stanislav Lobotka è un elemento fondamentale per il Napoli, ma se dovesse arrivare un’offerta importante, potrebbe esserci spazio per una cessione. Meno probabile, invece, la partenza di Anguissa, con il club intenzionato a rinnovare il contratto del camerunese per garantirgli un ingaggio e una durata maggiori.

In uscita ci sono anche Romelu Lukaku e Kevin De Bruyne. Il belga potrebbe essere ceduto, ma la situazione geopolitica potrebbe frenare anche le offerte da Arabia Saudita. Gli Stati Uniti, attraverso la MLS, sembrano tornare alla carica per De Bruyne.

Infine, il direttore sportivo Manna sta lavorando per soddisfare le richieste del tecnico e rendere il Napoli competitivo anche nella prossima stagione.

Lewandowski, quale futuro? Il punto tra i record col Barcellona e le trattative per il rinnovo

Lewandowski, quale futuro? Il punto tra i record col Barcellona e le trattative per il rinnovo: la palla è tra le sue mani

Il futuro di Robert Lewandowski al Barcellona sta per entrare in una fase cruciale. Con il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno, il bomber polacco dovrà decidere se continuare la sua avventura con i blaugrana o accettare l’offerta di uno dei club che monitorano la situazione, tra cui alcune big italiane. Dopo le difficoltà legate al processo elettorale, la rielezione di Joan Laporta ha finalmente sbloccato la situazione, aprendo la strada alle trattative per il rinnovo del giocatore. A parlarne è il Mundo Deportivo.

I numeri storici di Lewandowski al Barcellona

Nonostante una stagione non altrettanto devastante come quella passata sotto la guida di Hansi Flick al Bayern Monaco, a 37 anni (38 ad agosto), Lewandowski si conferma una punta di straordinaria qualità. La sua dedizione e cura del corpo gli hanno permesso di mantenere livelli eccellenti. Con il Barcellona, il polacco ha già segnato 114 gol in 182 partite ufficiali. Solo leggende come Samuel Eto’o, Luis Suárez e Laszlo Kubala hanno fatto meglio di lui a parità di partite giocate, dimostrando l’impatto decisivo che ha avuto nel club catalano.

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Dominio tra i bomber over 35 in Europa

A livello europeo, Lewandowski domina anche tra gli attaccanti over 35. Con 14 gol in tutte le competizioni stagionali, è il miglior marcatore di questa fascia d’età nei cinque maggiori campionati europei, davanti a Pierre-Emerick Aubameyang (12) e Danny Welbeck (11). Inoltre, il polacco guida la classifica della media realizzativa con 0,69 gol ogni 90 minuti, sottolineando la sua continua efficienza.

Le parole di Laporta e il futuro di Lewandowski

Il presidente Joan Laporta ha già fatto capire le intenzioni del club, dichiarando: «Ci piacerebbe che continuasse, ma dipenderà da quello che vorrà lui. È arrivato in un momento difficile, ci ha aiutato molto e vogliamo che resti». Ora, il futuro di Lewandowski è nelle sue mani, con il Barcellona che punta a prolungare un rapporto che si è rivelato fondamentale per il club.

Coppa d’Africa al Marocco? Che attacco a Infantino: «È il Trump del calcio africano!»

Coppa d’Africa al Marocco? Che attacco a Infantino: «È il Trump del calcio africano!». Le parole di Claude Le Roy e di Samir Nasri

Il calcio africano è travolto da uno scandalo senza precedenti. A due mesi di distanza dalla discussa finale della Coppa d’Africa 2026, la CAF (Confederation of African Football) ha deciso di stravolgere il verdetto, assegnando il trofeo a tavolino al Marocco. La motivazione risiede nell’abbandono del terreno di gioco da parte del Senegal durante l’atto conclusivo di gennaio, un’infrazione palese del regolamento. Tuttavia, le tempistiche surreali del provvedimento hanno scatenato un’ondata di indignazione, con figure di spicco come Samir Nasri e Claude Le Roy pronti a puntare il dito contro i vertici del calcio mondiale.

NASRI E IL DANNO D’IMMAGINE: «UNA SCELTA SENZA SENSO»

Ai microfoni di Canal+, l’ex stella dell’Arsenal Samir Nasri non ha usato mezzi termini per condannare la gestione della vicenda. «La CAF avrebbe potuto rilasciare una dichiarazione la sera stessa della partita, o al massimo il giorno dopo. In quel caso, tutti avrebbero capito», ha tuonato l’ex centrocampista francese di origini algerine. «Ma ora… Qual è la prossima mossa? Lo faranno nel 2035? Non ha assolutamente senso. I giocatori del Senegal sono tornati a casa con la coppa, hanno festeggiato. Cosa dovrebbero fare adesso? Tutto questo danneggia la credibilità della federazione africana. Di nuovo».

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LE ROY ALL’ATTACCO: «INFANTINO È IL TRUMP DEL CALCIO AFRICANO»

Ancora più pesanti le bordate lanciate da Claude Le Roy. Il 78enne allenatore, decano del calcio africano ed ex ct proprio del Senegal, è intervenuto a L’Equipe du Soir per smascherare quello che definisce un vero e proprio teatrino politico, attaccando il presidente della CAF, Patrice Motsepe, e il numero uno della FIFA, Gianni Infantino. «Non avrei mai pensato che la CAF potesse spingersi così lontano in questo teatro. Se guardo a come Motsepe guida questa federazione… È solo un fattorino di Gianni Infantino, che fin dall’inizio era intenzionato a consegnare questa Coppa d’Africa al Marocco».

LE OMBRE DEGLI ACCORDI SEGRETI DIETRO IL RIBALTONE

Per Le Roy, ribaltare il risultato di una finale a distanza di sessanta giorni è un atto inaccettabile, che nasconde dinamiche di potere ben più oscure. «Infantino si comporta come il Trump del calcio africano, pensa di potersi permettere qualsiasi cosa in Africa», ha concluso amaramente l’esperto tecnico transalpino, lanciando accuse durissime sui retroscena della decisione: «Ci sarebbero stati ogni sorta di affari loschi e accordi segreti pur di incoronare il Marocco campione».

David offre la soluzione: lo scambio fa contenti tutti alla Juventus

Jonathan David potrebbe diventare una pedina di scambio per la Juventus: l’affare regalerebbe a Spalletti una nuova punta

Parlare di delusione è legittimo: Jonathan David, protagonista soltanto un anno fa di 25 gol con la maglia del Lille, non ha reso secondo le aspettative. Le soli sette reti messe a tabellino in stagione sono troppo poche, così come poco è stato il contributo dato dal canadese anche dal punto di vista del gioco.

Ecco perché in casa Juventus si ragiona con sempre maggiore convinzione sulla cessione dell’attaccante in estate. Una cessione che converrebbe dal punto di vista economico: David è arrivato a Torino a parametro zero e qualunque sia la cifra della possibile vendita, diventerebbe una plusvalenza totale per i bianconeri. Dal punto di vista tecnico qualche dubbio permane: e se il canadese dovesse tornare a segnare a raffica una volta lasciata la Juventus?

Un interrogativo che potrebbe però essere spazzato via dalla possibilità di arrivare ad un vecchio pallino bianconero. È suggestivo lo scambio a cui si sta iniziando a pensare in seno alla dirigenza juventina, uno scambio che vedrebbe approdare a Torino un calciatore che da un anno è entrato nella testa (e nel cuore) della Juve e non ne è più uscito: Kolo Muani.

Scambio David-Kolo Muani: come può andare in porto la trattativa

L’attaccante francese è in prestito al Tottenham, ma considerando i soli quattro gol realizzati a stagione, una sua permanenza a Londra è da escludere.

Kolo Muani Juventus
Possibile scambio David-Kolo Muani (Instagram Kolo Muani) – Calcionews24.com

Il Psg non conta su di lui e vorrebbe ‘liberarsene’ in maniera definitiva. Così da Parigi è arrivata l’idea – secondo quanto riferisce la ‘Gazzetta dello Sport’- di imbastire uno scambio con la Juventus: Kolo Muani in bianconero, David a fare il percorso inverso. Anche perché al Psg c’è quel Luis Campos che ha portato il canadese in Francia dal Gent e lo ha fatto esplodere e conoscere a livello internazionale.

Il ds parigino vorrebbe riprovarci e magari consegnare a Luis Enrique la punta tecnica che lo spagnolo chiede. L’idea, qualcosa in più di una suggestione, potrebbe prendere corpo perché anche a livello economico i pezzi si incastrano tutti: stipendio simile e possibilità di decidere le cifre più consone per i cartellini di entrambi i calciatori. Con 40 milioni a Parigi sarebbero contenti di cedere Kolo Muani e una cifra del genere per David rappresenterebbe una importante plusvalenza per la Juve.

Così lo scambio nelle prossime settimane potrebbe decollare: Kolo Muani alla Juve, David al Paris Saint-Germain e tutti felici e contenti.

Calciomercato Milan, caccia al bomber: il nuovo sogno è Retegui! Primo incontro chiave di Tare, c’è anche il piano B

Calciomercato Milan, caccia al bomber: il nuovo sogno è Retegui! Primo incontro chiave di Tare, c’è anche l’alternativa: la strategia dei rossoneri

Il Milan sta preparando la propria strategia per la prossima sessione di calciomercato estivo, con un obiettivo chiaro: trovare un bomber che possa garantire almeno venti gol a stagione. Secondo quanto riportato da Tuttosport, il club rossonero ha già messo gli occhi su due centravanti di qualità, entrambi nel giro della Nazionale italiana. In cima alla lista c’è un vecchio obiettivo del club: Mateo Retegui, attualmente in forza all’Al-Qadisiya in Arabia Saudita.

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Il vertice con Tare e Moggi

La macchina del calciomercato è già partita. Recentemente si è svolto un incontro tra Igli Tare, dirigente del Milan, e Alessandro Moggi, membro dell’entourage di Retegui, per valutare la possibilità di portare l’attaccante in Serie A. Retegui sta vivendo una stagione da protagonista in Arabia Saudita, con 15 gol in 25 presenze. Tuttavia, il desiderio del giocatore di tornare in Europa, e in particolare in Italia, potrebbe facilitare l’operazione. Il principale ostacolo riguarda il suo contratto attuale da 16 milioni di euro netti all’anno, una cifra fuori portata per le casse del Milan. La proposta rossonera potrebbe essere un contratto quinquennale da 5 milioni di euro a stagione più bonus.

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L’alternativa Moise Kean

Nel caso in cui l’operazione Retegui non si concretizzi, il Milan sta monitorando anche Moise Kean, attaccante della Fiorentina, che piace molto alla dirigenza rossonera. Tuttavia, il costo del cartellino potrebbe essere un ostacolo, considerando che la Fiorentina non è nota per fare sconti. Per abbassare le pretese viola, il Milan sta valutando l’inserimento di Francesco Camarda, un giovane di grande talento. Nonostante l’interesse, però, le precarie condizioni fisiche di Kean, che da mesi soffre per un problema alla tibia, potrebbero frenare l’entusiasmo del Milan. La dirigenza rossonera non vuole correre rischi, considerando le esperienze passate con infortuni che hanno influenzato gli investimenti del club.

Infortunio Skorupski, problema più serio del previsto e stagione finita! Ecco come il Bologna sopperirà alla sua assenza

Infortunio Skorupski, problema più serio del previsto e stagione finita! Ecco come il Bologna sopperirà alla sua assenza: il suo sostituto

Il Bologna deve fare i conti con una brutta notizia: la stagione di Lukasz Skorupski, portiere polacco e punto di riferimento della squadra, è ufficialmente finita. Come riportato dal Corriere dello Sport, il numero 1 rossoblù si è sottoposto a esami che hanno confermato una lesione di medio-alto grado del bicipite femorale della coscia sinistra. Dopo aver giocato contro il Sassuolo nonostante il dolore, l’infortunio ha avuto conseguenze ben più gravi del previsto.

Il percorso di recupero e il peso dell’assenza

Skorupski ha iniziato il suo percorso di riabilitazione, ma il tempo di recupero necessario è tra le 6 e le 8 settimane. La sua assenza si fa pesante, non solo per il Bologna, ma anche per la Polonia, con il portiere che non potrà partecipare alle cruciali qualificazioni al Mondiale. Questo è un duro colpo per lui, che non potrà neppure supportare i suoi compagni durante gli appuntamenti decisivi. Nonostante ciò, il trentaquattrenne continua a fare il tifo per il suo gruppo e sarà presente al ritorno dell’ottavo di finale di Europa League contro la Roma.

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L’opportunità per Ravaglia

Con l’assenza di Skorupski, la responsabilità di difendere la porta del Bologna passa a Federico Ravaglia, che si prepara a prendere il posto da titolare. Il portiere, che non ha visto molto il campo nelle ultime settimane, ora ha l’opportunità di riscattarsi e dimostrare il suo valore. Ravaglia, pur essendo un secondo portiere, ha avuto l’opportunità di mettersi in mostra durante il periodo in cui Skorupski è stato infortunato, dimostrando di essere pronto. Ora, con il suo impegno in Europa League, Ravaglia ha davanti un banco di prova decisivo per il finale di stagione. La sua prestazione, soprattutto in vista delle sfide future, sarà cruciale per i risultati della squadra e per il suo futuro nel club.

Real Madrid, la vendetta (europea) di Alexander-Arnold ai danni del Manchester City

Real Madrid, la vendetta (europea) di Alexander-Arnold ai danni del Manchester City: com’è andato il ritorno degli ottavi di Champions League

La qualificazione ai quarti di finale della Champions League ha un significato speciale per Trent Alexander-Arnold, il terzino inglese che quest’anno gioca con il Real Madrid. Dopo una vittoria convincente per 5-1 contro il Manchester City di Pep Guardiola (composto da un 3-0 all’andata e un 2-1 al ritorno), Alexander-Arnold ha assaporato una vendetta sportiva che cancella, almeno in parte, le delusioni patite in passato in Premier League quando il Manchester City gli aveva negato più volte la gioia del titolo proprio all’ultimo respiro.

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Dominio assoluto del Real Madrid

Il Real Madrid ha mostrato la sua superiorità, a partire dal 3-0 in casa con una straordinaria tripletta di Federico Valverde. A Manchester, la squadra di Carlo Ancelotti ha gestito il match con tranquillità, vincendo 2-1 grazie a una doppietta di Vinicius Junior. L’espulsione di Bernardo Silva al 20′ ha ulteriormente favorito il Real Madrid, mentre Erling Haaland ha segnato l’unico gol per il City. Il trionfo contro la squadra di Guardiola ha avuto un significato speciale per Alexander-Arnold, il quale ha dichiarato: «Questa è la fase più importante della stagione. L’aspettativa al Real Madrid è quella di vincere la Champions League. È insito nell’essenza del club».

La fiducia di Arbeloa e il percorso verso i quarti

L’esperienza di Alexander-Arnold al Real Madrid non è stata priva di difficoltà. I problemi fisici lo hanno limitato a sole 20 presenze stagionali, ma ora sembra aver trovato una nuova dimensione sotto la guida dell’allenatore Álvaro Arbeloa. Il terzino inglese ha espresso gratitudine per la fiducia ricevuta: «Mi hanno fatto sentire a casa dal primo minuto», ha commentato, aggiungendo che la fiducia dell’allenatore lo ha aiutato a esprimersi al meglio.

Il Real Madrid, dopo aver archiviato il Manchester City, ora guarda con attenzione ai quarti di finale, dove probabilmente affronterà il Bayern Monaco, che ha dominato l’Atalanta con un tennistico 6-1 nel primo incontro.

Coppa d’Africa, non è ancora finita? Il Senegal annuncia un contro-ricorso dopo la vittoria a tavolino del Marocco! Le ultimissime

Coppa d’Africa, non è ancora finita? Il Senegal annuncia un contro-ricorso dopo la decisione di ieri di dare la vittoria a tavolino al Marocco

La controversa decisione della CAF di assegnare la vittoria della Coppa d’Africa a tavolino al Marocco ha scatenato una nuova ondata di proteste, in particolare da parte del Senegal, che ha vinto sul campo la finale. Come riportato dal Corriere dello Sport, il Senegal non ha intenzione di arrendersi e ha annunciato che presenterà un ricorso contro la decisione. Abdoulaye Seydou Sow, segretario generale della Federazione senegalese, ha espresso indignazione in merito: «Non ci tireremo indietro. La legge è dalla nostra parte», ha dichiarato in una intervista all’emittente pubblica Radiodiffusion Télévision Sénégalaise.

LEGGI ANCHE: Coppa d’Africa 2025, clamoroso ribaltone della CAF! Il Senegal perde a tavolino, Marocco campione. Cos’è successo

Sow ha definito la sentenza una “vergogna per l’Africa”, sottolineando che la decisione non poggia su basi giuridiche solide e che la commissione che l’ha emessa non avrebbe agito per applicare la legge, ma per eseguire un ordine. Il Senegal sta quindi valutando la possibilità di presentare ricorso al Tribunale Arbitrale dello Sport (TAS) di Losanna, in Svizzera. Tuttavia, questo procedimento potrebbe richiedere un anno per giungere a un verdetto, molto dopo che le due squadre avranno giocato i Mondiali del 2026.

La finale: il rigore controverso e la protesta del Senegal

La finale di Coppa d’Africa era già stata segnata da episodi controversi. Il risultato era fermo sullo 0-0 quando l’arbitro assegnò un rigore al Marocco. Il ct del Senegal, per protesta, aveva ordinato ai suoi giocatori di ritirarsi negli spogliatoi, ritenendo che l’arbitraggio fosse stato favorevole ai padroni di casa. Dopo una lunga interruzione, il gioco riprese e Brahim Diaz del Marocco fallì il rigore con un tentativo di cucchiaio mal riuscito. Nei supplementari, il Senegal vinse 1-0 grazie al gol di Pape Gueye, ispirato da una grande leadership di Sadio Mané, attaccante dell’Al-Nassr, che riuscì a convincere i suoi a rientrare in campo.

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Il ricorso e le sanzioni per il Marocco

In seguito alla controversia, il Marocco presentò ricorso, che fu accolto dalla CAF. La commissione disciplinare stabilì che il comportamento del Senegal, che aveva temporaneamente abbandonato il campo, dovesse essere considerato come un abbandono della partita, nonostante il ritorno in campo e la regolare disputa dei supplementari. Il Marocco fu comunque multato per il comportamento dei raccattapalle e per alcuni disordini intorno allo schermo del VAR, con sanzioni per un totale di 60.000 dollari. Nonostante ciò, il Marocco si è visto attribuire il trofeo, aumentando la tensione su un episodio che continuerà a far discutere.

Lotito Lazio, esplode una nuova polemica: tifosi furiosi per via della rimozione di un coro allo stadio!

Lotito Lazio, esplode una nuova polemica: tifosi furiosi per via della rimozione di un coro allo stadio! Nuovo caos nel mondo biancoceleste

La contestazione dei tifosi della Lazio nei confronti del presidente Claudio Lotito non sembra placarsi, anzi, sta guadagnando visibilità internazionale. Dopo il ritorno, temporaneo, allo stadio durante Lazio-Milan, i supporter biancocelesti sono tornati a farsi sentire, come riportato dal Corriere dello Sport. La causa scatenante delle nuove proteste riguarda la rimozione dell’inno “Sto qua per te” dalla lista delle canzoni pre-gara all’Olimpico. Secondo le ricostruzioni, la decisione sarebbe legata a un commento di uno degli autori del brano, Scrima, sotto un post social riguardante la contestazione da parte dei gruppi organizzati.

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Le polemiche sul divieto del messaggio “Libertà”

Non è la prima volta che la situazione sfocia in polemiche. Infatti, già durante la partita contro il Milan, i tifosi avevano sollevato critiche per il divieto da parte della società di esporre la scritta “Libertà” sul Tevere. Secondo quanto riportato da Adnkronos, la motivazione sarebbe stata legata alla valutazione della Questura, che aveva ritenuto la scritta incompatibile con le comunicazioni ufficiali fornite dalla Lazio alle autorità competenti.

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Il messaggio di solidarietà della Lazio e la viralità della protesta

Nonostante il divieto e le polemiche, i tifosi continuano a far sentire la loro voce. Oltre alla coreografia in Curva Nord e allo striscione esposto a Ponte Milvio con il messaggio: «Solo chi ha la forza di dire la parola fine, può scrivere la parola inizio», la protesta ha preso piede sui social. Il messaggio “Libertà” è diventato virale, con i tifosi che hanno continuato a protestare attraverso le piattaforme digitali. In risposta, la Lazio ha cercato di placare gli animi, pubblicando un video sui suoi account social: «Tutti insieme, per la nostra Lazio. Più forti che mai». Tuttavia, la parola “Libertà” è stata la più ripetuta nei commenti dei tifosi.

Yildiz svela: «Al Bayern zero fiducia, devo molto ad Allegri. Spalletti un uomo speciale, sul mio futuro vi dico questo»

L’attaccante della Juventus, Kenan Yildiz, si racconta in un’intervista e torna sul suo rinnovo con i bianconeri e sul suo addio al Bayern Monaco

Intervistato da Ivan Zazzaroni per il Corriere dello Sport, l’attaccante e numero 10 della Juventus, Kenan Yildiz, si è raccontato così.

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GIOCATORINO – «Non c’è problema, non guardo a queste cose, era la tua opinione, non hai detto che ero una merda di giocatore. È stato dopo la partita col Psv… Pochi calciatori riescono a mantenere lo stesso livello di prestazioni per 50 partite, è tutto un up and down… il tuo non è stato un errore, ma un’opinione, i giornalisti fanno questo».

INIZI AL BAYERN – «Per quattro anni, subito dopo la scuola, tornavo a casa, prendevo la borsa del calcio e mi facevo accompagnare a Monaco da mio padre. Rientravamo alle nove di sera, spesso anche più tardi, tre volte alla settimana. Duecentoquaranta chilometri tra andata e ritorno. Quando ho compiuto dieci anni ci siamo trasferiti a Monaco… Engin, mio padre, è l’allenatore col quale ho lavorato di più, minimo sei ore al giorno fin da piccolissimo… Due da solo, e poi tanti quattro contro quattro».

RINNOVO CON LA JUVE – «Non ho mai giocato per il denaro, ma per migliorare. Ho sempre pensato che il denaro fosse una conseguenza. Di questa parte del lavoro si occupa la mia famiglia. Io ho detto semplicemente ai miei che alla Juve stavo e sto benissimo. Sono qui da quattro anni e tutti mi hanno sempre mostrato grande fiducia, quella che era mancata al Bayern ad esempioHanno fatto tutto i miei genitori, questa è sempre stata la mia idea: io penso al mio lavoro, al resto provvedono loro. Se hanno deciso per me? No no no, non ho detto questo. La Juventus è sempre stato il mio primo pensiero e loro lo sapevano».

ADDIO AL BAYERN – «Non per soldi, non ce ne furono. Tanti problemi al Bayern. Ci sono stato undici anni e non ho mai avvertito la loro fiducia, c’era sempre qualcuno che era meglio di me. È stato facile, direi naturale andare via».

SPALLETTI – «È un grande tecnico e un uomo speciale, un uomo di emozioni».

RAGAZZO NORMALE – «Io sono molto normale. Non è semplice restare con i piedi per terra perché la mia vita non ha nulla di normale, ma ho una famiglia solida, il mio gruppo di amici è chiuso. Le persone le osservo, penso di saper distinguere gli incontri veri da quelli fake. Sono calmo, mi piace ridere e scherzare, non sono diverso da tanti ragazzi della mia età».

ALLEGRI – «Gli devo tanto, tutta questa vita, per come è cominciata. Provo gratitudine anche per Montella che mi ha portato in nazionale».

LA SCELTA DELLA NAZIONALE TURCA – «Perché in Germania non mi consideravano, non ero buono, chiamavano sempre un altro. Non ero soltanto io ad avere una certa consapevolezza delle mie capacità. Da ragazzino in tutti i tornei ai quali partecipavo venivo premiato come mvp. A otto anni giocavo contro quelli di 18, io piccolino».

NUOVO DEL PIERO – «Non mi piace questo genere di paragone perché io ho appena cominciato mentre lui è una leggenda mondiale, fa parte della storia della Juve e del calcio… Voglio costruirmi una storia tutta mia, lasciare qualcosa di mio. Anche alla nazionale dove ci sono tanti giovani di talento, Güler, Semih, Uzun».

POSIZIONE PREFERITA – «A sinistra, quando parto da sinistra e posso entrare nel campo. Mi piace questa libertà».

L’INTERVISTA INTEGRALE A YILDIZ.

Milan, scocca la pace tra Leao e Pulisic: il chiarimento dopo il diverbio avuto negli spogliatoi! Il retroscena

Milan, scocca la pace tra Leao e Pulisic: il chiarimento dopo il diverbio avuto negli spogliatoi! Ecco cosa si sono detti i due attaccanti

Il clima in casa Milan ha visto una sostanziale distensione dopo le polemiche scatenate dalla sconfitta contro la Lazio. Al centro della tempesta c’erano Rafael Leao e Christian Pulisic, che hanno avuto un episodio di frizione durante la partita. Il portoghese, visibilmente contrariato dalla mancata assistenza del compagno, ha reagito in modo acceso, non solo durante il match ma anche negli spogliatoi, dove si è lamentato per il comportamento di Pulisic. La reazione di Leao ha suscitato la preoccupazione di Massimiliano Allegri, che ha cercato di placare gli animi di entrambi i giocatori.

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La distensione in allenamento e la ripartenza

Nei giorni successivi alla partita, la situazione è stata gestita in maniera matura. Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, i due calciatori si sono chiariti durante l’allenamento, con una stretta di mano e un confronto diretto per risolvere le incomprensioni. È emerso che, nonostante le differenze, entrambi erano pronti a mettere da parte il litigio per concentrarsi sugli obiettivi comuni, con la consapevolezza che la squadra deve restare unita e focalizzata sulla qualificazione alla Champions League.

Il pensiero al Torino: riscatto necessario

Il Milan è reduce da una sconfitta pesante contro la Lazio, che ha messo in luce la difficoltà di Leao e Pulisic a trovare la rete nelle ultime partite. Il portoghese non segna da due partite, mentre Pulisic è ancora a secco nel 2026. Questi numeri non sono certo da una coppia che dovrebbe fare la differenza in attacco. Nonostante ciò, la speranza è che i due possano ritrovare la via del gol proprio nella sfida cruciale contro il Torino. La partita di sabato si preannuncia come un banco di prova fondamentale per i rossoneri, che dovranno risollevarsi dopo la sconfitta e riprendere la corsa verso l’Europa.

Lautaro ammette: «Il desiderio di tornare al Racing è sempre presente in me. Ho ancora 3 anni di contratto con l’Inter, vi svelo il mio sogno»

L’attaccante e capitano dell’Inter, Lautaro Martinez, preoccupa i nerazzurri con le sue dichiarazioni in merito al proprio futuro

Intervistato da Racing Radio, il capitano dell’Inter, Lautaro Martinez, gela tutti i tifosi interisti ammettendo che il suo sogno sia quello di tornare un giorno a giocare con il Racing di Avellanada.

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TORNARE AL RACING? – «Questo è un mio desiderio, sto cercando di convincere mia moglie e lei mi supporta. Ovviamente dipende da tante cose, famigliari ma anche come sto fisicamente. Il mio sogno è di tornare a giocare al Racing per almeno un anno, non so quando. Ho ancora 3 anni di contratto con l’Inter, mi piacerebbe stare a lungo nel calcio di alto livello, mi sento bene e sono ancora giovane ma in futuro mi piacerebbe tornare al Racing, così da far capire ai miei figli l’amore che la gente del Racing ha per me».

IL MIO RAPPORTO CON MILITO – «Parlo tutte le settimane con Milito, è stato sempre presente e vicino a me anche all’inizio della mia carriera. Ci sentiamo spesso, mi ha scritto dopo che mi sono fatto male e abbiamo parlato anche del Racing che non sta andando bene ma gli ho mandato un messaggio di sostegno al club».

IL FEELING COL RACING – «Un giorno ero al Tita (centro di allenamento del Racing, ndr), perché un amico di mio fratello stava giocando nella squadra riserve. Ero arrivato quel giorno in Argentina perché convocato dalla Nazionale e sono andato subito al campo. Ho incrociato Costas (allenatore del Racing, ndr) che mi ha detto: ‘Resta qui, ti aspettiamo, vieni, torna l’anno prossimo, gioca il Mondiale e vieni’. Il desiderio di tornare al Racing è sempre presente in me per i momenti vissuti, perché mi hanno permesso di fare quello che sto facendo oggi. Oltre ai sacrifici che ho fatto, loro mi hanno aiutato moltissimo»

GOL PIÙ IMPORTANTE IN CARRIERA? – «Posso dirne 3? Il primo col Racing, il primo con l’Inter e il primo con l’Argentina».

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 18 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Edoardo Bove torna a sorridere: primo gol con il Watford e l’abbraccio dei tifosi della Roma. Il racconto di una partita emozionante

Edoardo Bove ha segnato il suo primo gol con il Watford e c’è stato un abbraccio dei tifosi della Roma. Il racconto di una partita emozionante

Un momento di altissimo spessore sportivo ed emotivo ha illuminato l’ultimo turno del calcio inglese. Edoardo Bove ha trovato la sua prima rete in Inghilterra con la maglia del Watford. Il giocatore ha siglato il definitivo 3-1 nei minuti finali del match di campionato contro il Wrexham, compagine nota a livello internazionale per essere di proprietà del celebre attore Ryan Reynolds.

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La rinascita calcistica in Championship

Questo traguardo personale rappresenta il coronamento di un lungo e difficile percorso di rinascita. Trasferitosi oltremanica nel corso del mercato di gennaio, sottoscrivendo un contratto a lungo termine valido fino al 2031, il giocatore ha finalmente ritrovato la gioia e la confidenza con il rettangolo verde ad oltre un anno di distanza dal drammatico malore accusato durante la sfida tra Fiorentina e Inter.

L’inserimento dell’italiano è stato gestito in modo graduale. Dal suo effettivo ritorno in campo, avvenuto lo scorso febbraio, ha accumulato minuti con grande costanza, senza saltare alcun impegno dal 24 febbraio a oggi. Pur partendo sempre dalla panchina, proprio in questa serata del 17 marzo ha dimostrato tutto il suo valore, trovando la via del gol ad appena 11 minuti dal suo ingresso sul terreno di gioco. Un sigillo che pesa tantissimo anche in classifica: il Watford balza al nono posto, portandosi a -5 proprio dal Wrexham, attualmente sesto e in piena zona playoff.

La festa emozionante e lo striscione giallorosso

A rubare la scena è stata soprattutto la gioia liberatoria scaturita dopo la marcatura. L’ex Roma si è lasciato andare a una corsa sfrenata verso gli spalti, festeggiando con la curva di casa e venendo portato in trionfo sulle spalle di un compagno di squadra.

L’epilogo a Vicarage Road ha poi regalato un ulteriore sussulto al cuore del calciatore. Al termine dell’incontro, il centrocampista si è recato sotto il settore che ospitava un gruppo di tifosi della Roma, giunti fino in Inghilterra appositamente per sostenerlo. I sostenitori capitolini gli hanno dedicato un omaggio toccante, esponendo uno striscione con un messaggio davvero significativo:

“Anche se lasci Roma non sarai solo”

Arsenal Bayer Leverkusen 2-0: Gunners in scioltezza, Eze e Rice mettono la firma sui quarti di finale

Arsenal Bayer Leverkusen 2-0: com’è andata la sfida valida per gli ottavi di finale di Champions League. La cronaca

La notte di Champions League sorride ai colori londinesi. L’Arsenal stacca il prestigioso pass per le migliori otto d’Europa superando un ostico Bayer Leverkusen al termine di una gara gestita con cinismo e grande maturità tattica. Sotto la direzione dell’arbitro olandese Danny Makkelie, la squadra di casa ha saputo colpire nei momenti cruciali del match, rendendo vani i tentativi di reazione avversari.

Primo tempo: la perla di Eze rompe l’equilibrio

Fin dalle prime battute, la partita si è dimostrata vibrante e combattuta. L’Arsenal ha spinto forte sull’acceleratore, rendendosi pericoloso a più riprese con le iniziative di Bukayo Saka e le conclusioni di Leandro Trossard, sulle quali il portiere tedesco Janis Blaswich ha dovuto compiere veri e propri miracoli.

Il muro del Leverkusen crolla inevitabilmente al 36′. Ci pensa Eberechi Eze a sbloccare il tabellino con un capolavoro assoluto: l’inglese scaglia una staffilata violentissima da fuori area che si infila dritta nel sette di sinistra. Una conclusione micidiale che fissa il risultato sull’1-0 e indirizza pesantemente il doppio confronto.

Secondo tempo: il sigillo di Rice e la festa londinese

Nella ripresa, i tedeschi provano ad alzare il baricentro cercando la rete del pareggio, in particolare con le sortite offensive del subentrato Ibrahim Maza. Tuttavia, l’attenta difesa inglese e un reattivo David Raya sventano ogni potenziale pericolo.

Al 63′, arriva il colpo del definitivo ko. Declan Rice si coordina alla perfezione appena fuori area e fa partire un tiro potente e preciso che muore all’angolino basso di destra, portando i Gunners sul 2-0. L’Arsenal controlla agevolmente l’ultima mezz’ora di gioco, vedendosi anche annullare al 71′ il possibile gol del tris di Kai Havertz per un tocco di mano. Al 95′, il triplice fischio chiude le ostilità: l’Arsenal vola ai quarti di finale.

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Chelsea Psg 0-3: notte fonda per i Blues anche a Stamford Bridge. Dominio netto (e quarti) dei francesi nel segno di Kvara, Barcola e Mayulu

Chelsea Psg 0-3: come è andata la sfida valida per gli ottavi di finale di Champions League. La cronaca competa

Non c’è stata letteralmente storia sul prato di Stamford Bridge. Il Paris Saint-Germain, sapientemente guidato da Luis Enrique, ha impartito una severa lezione di calcio al Chelsea di Liam Rosenior. Sotto la direzione di Slavko Vincic, i parigini hanno dominato le operazioni dal primo all’ultimo minuto, blindando in scioltezza il passaggio del turno.

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Un primo tempo a senso unico

La gara si è messa subito in discesa per la formazione ospite. Al 6′ minuto, un rilancio perfetto di Matvey Safonov si è trasformato in un assist millimetrico per Khvicha Kvaratskhelia. Il giocatore ha controllato la sfera e l’ha piazzata con freddezza all’angolino basso di destra, siglando l’immediato 0-1.

Il raddoppio non si è fatto attendere ed è arrivato appena otto minuti più tardi (14′). Questa volta è stato Bradley Barcola a pescare il jolly: imbeccato da Achraf Hakimi, Barcola ha fatto partire un tiro chirurgico dal limite dell’area che si è infilato dritto nel sette. I Blues hanno tentato una timida reazione affidandosi agli spunti di Cole Palmer e Joao Pedro, ma Safonov ha eretto un muro insuperabile a difesa della propria porta.

Il tris nella ripresa e la gestione finale

Nella ripresa, il copione del match non ha subìto variazioni. Al 62′, il subentrato Senny Mayulu ha raccolto un pallone vagante al limite dell’area e ha fatto partire una splendida conclusione a giro per il definitivo 0-3.

L’unica nota stonata della trionfale serata parigina è stata l’uscita anticipata per infortunio dello stesso Barcola, costretto ad abbandonare il rettangolo verde al 59′ a causa di una forte botta. Nel finale, gli ingressi di forze fresche come Alejandro Garnacho e Liam Delap tra le file inglesi hanno portato solo a un paio di conclusioni pericolose, sventate ancora una volta dai tempestivi interventi in tuffo di Safonov. Al triplice fischio, è festa totale per il PSG.

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Coppa d’Africa 2025, clamoroso ribaltone della CAF! Il Senegal perde a tavolino, Marocco campione. Cos’è successo

Coppa d’Africa 2025, la CAF ribalta tutto! Il Senegal perde a tavolino, Marocco campione. Cos’è successo

Il mondo del calcio internazionale è sotto shock per una notizia che ha del clamoroso. Il Marocco è stato annunciato vincitore della Coppa d’Africa, ma non per quanto espresso dal gioco sul rettangolo verde durante l’atto conclusivo: il risultato finale è stato infatti clamorosamente ribaltato dalla CAF (Confédération Africaine de Football).

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I dettagli della decisione: 3-0 a tavolino

Attraverso un attesissimo e storico documento ufficiale, l’organo di governo del calcio africano ha deciso di intervenire con la mano pesante. È stato applicato l’Articolo 84 del Regolamento, dichiarando il forfait del Senegal, che aveva abbandonato per 15 minuti il campo come segno di protesta per una decisione arbitrale. Per questo motivo è stato dichiarato sconfitto a tavolino. A beneficiare di questa drastica sanzione disciplinare è la nazionale nordafricana: il Marocco è stato dichiarato vincitore per 3-0 da un comunicato ufficiale. Il verdetto ha immediatamente fatto il giro del mondo sollevando infinite discussioni.

I riflessi sulle panchine: gioia e disperazione

Questa sentenza riscrive in modo surreale il destino dei due commissari tecnici. A festeggiare questo insolito trionfo, seppur arrivato dagli uffici dirigenziali, è Walid Regragui. I suoi uomini si laureano campioni d’Africa al termine di una vicenda senza precedenti.

La scelta di assegnare una finale di Coppa d’Africa a tavolino rappresenta un unicum nella storia moderna della competizione. Mentre nelle piazze marocchine esplode la festa per la conquista del titolo, a Dakar regna l’incredulità. Si attendono ora le probabili contromosse legali della federazione senegalese, che potrebbe presentare un tempestivo ricorso agli organi di giustizia sportiva internazionali, come il TAS di Losanna, per provare a sovvertire nuovamente questo scioccante epilogo.

Manchester City Real Madrid 1-2, succede di tutto: espulso Bernardo Silva, Vinicius fa doppietta e regala i quarti ai blancos! Guardiola eliminato

Manchester City Real Madrid 1-2, i blancos volano ai quarti di finale di Champions League grazie alla doppietta di Vinicius

Una notte europea ad altissima tensione consegna al Real Madrid il meritato accesso ai quarti di finale. La formazione spagnola è riuscita a imporsi in trasferta per 2-1 contro un Manchester City costretto a giocare in inferiorità numerica per gran parte della gara, confermando il verdetto dopo il netto risultato del match di andata.

Primo tempo da brividi: rossi, rigore e botta e risposta

La partita si infiamma fin dai primissimi minuti. Dopo un clamoroso palo colpito da Rayan Cherki per i padroni di casa al 3′, l’episodio che spacca definitivamente il match arriva al 20′. L’arbitro Clement Turpin, richiamato dal VAR, sanziona un tocco di braccio in area di Bernardo Silva: cartellino rosso per il portoghese e calcio di rigore per gli ospiti. Dal dischetto si presenta Vinicius Junior, che al 22′ calcia nell’angolino basso e batte Donnarumma siglando lo 0-1.

Nonostante l’inferiorità numerica, il Manchester City trova la forza di reagire. Al 41′, il solito Erling Haaland si fa trovare al posto giusto nel momento giusto: raccoglie un pallone vagante in area e firma la rete dell’1-1 con un preciso rasoterra.

L’infortunio di Courtois e la zampata di Vinicius Junior

La ripresa si apre con una brutta notizia per il Real Madrid: Thibaut Courtois è costretto a uscire per infortunio, lasciando il posto ad Andriy Lunin. Il secondo tempo è un susseguirsi di emozioni, con reti annullate per fuorigioco da ambo le parti (Doku e Ait-Nouri per il City, Valverde per il Real) e grandi interventi difensivi.

Quando il pareggio sembra ormai il risultato finale, scocca l’ora dei Blancos. Nel primo minuto di recupero (90+1′), Vinicius Junior si avventa su un pallone in area e di rapina firma l’1-2 definitivo. Pochi istanti dopo, al 90+3′, lo stesso attaccante brasiliano si vede annullare dal VAR la rete della possibile tripletta per posizione di offside. Un dettaglio ininfluente per gli spagnoli, che al triplice fischio festeggiano l’approdo al turno successivo.

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Psg sulle ali di Kvaratskhelia, ancora decisivo in Champions: i dati di questa stagione del georgiano fanno paura. Cosa ha fatto!?

Psg trascinato da Kvaratskhelia, ancora decisivo in Champions: i numeri in questa stagione sono da incorniciare. Tutti i dettagli

Il Paris Saint-Germain continua la sua marcia trionfale in Champions League, cavalcando l’estro e la vena realizzativa del suo gioiello più luminoso. Nella prestigiosa e suggestiva cornice di Stamford Bridge, la formazione transalpina sta dominando il match di ritorno degli ottavi di finale contro il Chelsea con un perentorio 0-3 parziale, mettendo definitivamente in cassaforte una qualificazione già ben indirizzata.

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Il sigillo a Londra dopo lo show dell’andata

A marchiare a fuoco l’incontro in terra inglese è stato, ancora una volta, Khvicha Kvaratskhelia. Il giocatore ha trovato la via della rete anche a Londra, confermandosi l’autentico incubo della retroguardia dei Blues.

Il copione, di fatto, non è cambiato rispetto a quanto ammirato nel primo atto di questa doppia sfida. Nella gara di andata, disputata al Parco dei Principi, la compagine guidata sapientemente da Luis Enrique si era imposta con un rotondo 5-2. In quell’occasione, il talento ex Napoli era salito in cattedra mettendo a referto una splendida doppietta, fondamentale per scavare un solco incolmabile tra le due squadre in vista del ritorno.

Statistiche da fuoriclasse: 11 partecipazioni al gol in 10 gare

Al di là del clamoroso divario complessivo emerso sull’asse Parigi-Londra, a impressionare addetti ai lavori e tifosi sono le statistiche stagionali fatte registrare dall’attaccante. I dati certificano infatti un impatto devastante sul torneo continentale.

In questa specifica edizione della Champions League, Kvaratskhelia ha accumulato un bottino straordinario: ben 7 gol realizzati e 4 assist vincenti forniti ai propri compagni di reparto. Traducendo questi numeri, il classe 2001 ha partecipato attivamente a 11 reti in sole 10 partite disputate (11 G/A). Una media di oltre un bonus a gara che lo proietta di diritto tra i migliori giocatori in assoluto della competizione, consacrandolo come leader tecnico imprescindibile per le ambizioni europee del club.

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Arsenal, è la notte di Eze: primo gol in Champions League per il gioiello dei Gunners. Meraviglia pura contro il Bayer Leverkusen

Arsenal, Eze: ha segnato il primo gol in Champions League nel match contro il Bayer Leverkusen. Ecco com’è andata

La tensione era palpabile a Londra per questo fondamentale e attesissimo incrocio europeo. Dopo il sudato e combattuto pareggio per 1-1 maturato nella gara di andata disputata in Germania, l’equilibrio regnava sovrano tra Arsenal e Bayer Leverkusen. Le due squadre si stavano affrontando a viso aperto, ben consapevoli che un solo, singolo episodio avrebbe potuto indirizzare l’intera qualificazione ai quarti di finale.

La perla dal limite: Eze entra nella storia

A rompere l’equilibrio totale è arrivata una vera e propria gemma calcistica. Il grande protagonista della serata londinese è senza ombra di dubbio Eberechi Eze, che ha scelto il palcoscenico continentale più prestigioso in assoluto per scrivere un capitolo indimenticabile della sua carriera sportiva.

Il giocatore ha infatti segnato il suo primo gol in Champions League, e lo ha fatto in un modo che i tifosi ricorderanno a lungo. Ricevuta palla al limite dell’area di rigore avversaria, Eze si è coordinato in una frazione di secondo e ha lasciato partire un sinistro potentissimo che si è insaccato inesorabilmente proprio sotto l’incrocio dei pali. Una conclusione imparabile, che non ha lasciato alcuno scampo all’estremo difensore avversario.

Arsenal in vantaggio: la qualificazione pende verso Londra

Una rete di pregevole fattura che non solo impreziosisce il curriculum europeo del fantasista britannico, ma che assume un peso specifico enorme nell’economia del doppio confronto. Con questo meraviglioso acuto, l’Arsenal si è portato sul parziale di 1-0, inclinando a proprio favore il discorso qualificazione (poi 2-0 di Rice).

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Real Madrid, Vinicius Junior è una sentenza contro il Manchester City: i numeri non lasciano dubbi! E l’esultanza sui social diventa virale – FOTO

Real Madrid, Vinicius si conferma l’avversario più scomodo da fronteggiare per il Manchester City: i numeri non mentono e l’esultanza… FOTO

La Champions League si conferma da sempre il palcoscenico ideale per le giocate dei fuoriclasse internazionali. Nelle sfide di cartello tra le superpotenze del calcio continentale, al centro dei riflettori c’è ancora una volta la stella del Real Madrid, capace di incidere in maniera determinante nei match che contano e di alimentare il grande dualismo con i club della Premier League.

I numeri di un dominio assoluto

Il grande protagonista della scena sportiva è Vinicius Junior. Con l’ennesima giocata decisiva offerta sul rettangolo verde, il talento sudamericano ha aggiornato il suo personalissimo e straordinario ruolino di marcia contro la formazione guidata da Pep Guardiola.

Le statistiche aggiornate non lasciano spazio a interpretazioni: il Manchester City è diventato ufficialmente il suo avversario preferito nella massima competizione europea per club. Contro i Citizens, infatti, il giocatore ha ora raggiunto la clamorosa quota di 7 partecipazioni attive ai gol della propria squadra.

Ecco il dettaglio del suo impressionante bottino personale contro la compagine d’Oltremanica:

  • 3 gol realizzati scardinando la solida retroguardia avversaria.
  • 4 assist vincenti forniti con precisione chirurgica ai compagni.

La sua innata capacità di saltare l’uomo e di essere letale negli ultimi metri lo rendono una costante e inarrestabile minaccia.

L’esultanza provocatoria che accende il match

Oltre all’impatto devastante a livello tattico e realizzativo, l’esterno brasiliano ha fatto discutere e ha infiammato i tifosi anche per il suo atteggiamento agonistico subito dopo aver lasciato il segno. A coronamento della sua ennesima prestazione maiuscola, l’attaccante ha infatti scelto di festeggiare in modo decisamente pungente.

Come catturato in mondovisione dalle telecamere, il giocatore ha esultato con l’esultanza del “cry cry”, mimando in maniera evidente il gesto del pianto per provocare sportivamente gli avversari. Una scelta che ha inevitabilmente acceso gli animi sugli spalti e sui social network, confermando il carattere istrionico e carismatico di un calciatore che ama vivere le grandi sfide ad altissima tensione emotiva.

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Manchester City, Haaland sempre più nella storia della Champions League: il gol contro il Real Madrid gli vale questo grande traguardo

Manchester City, grazie al gol realizzato contro il Real Madrid Erling Haaland è entrato ancora di più nella storia della Champions League

Il Manchester City è chiamato a un’impresa ai limiti del possibile in questo delicatissimo ritorno degli ottavi di finale di Champions League. Dopo i primi quarantacinque minuti di gioco ad altissima intensità, il tabellone luminoso dell’Etihad Stadium recita un parziale di 1-1, un risultato che per ora sorride ampiamente al Real Madrid.

Botta e risposta nel primo tempo: Vinicius illude, Haaland pareggia

A sbloccare la gara e a gelare il pubblico di casa ci ha pensato Vinicius Junior, che ha trasformato con estrema freddezza un calcio di rigore, indirizzando ulteriormente il discorso qualificazione.

La reazione d’orgoglio dei padroni di casa, tuttavia, non si è fatta attendere ed è arrivata, come spesso accade, grazie al fiuto del gol di Erling Haaland, che ha gonfiato la rete riportando il punteggio in perfetto equilibrio prima del duplice fischio dell’arbitro.

Il traguardo: Haaland entra nell’Olimpo dei bomber storici

Proprio la rete siglata dall’attaccante dei Citizens rappresenta il momento più significativo della serata dal punto di vista meramente statistico e individuale. Con questa marcatura, infatti, il formidabile attaccante scandinavo ha raggiunto l’incredibile quota di 57 gol totali nella massima competizione calcistica europea per club.

Un numero impressionante che gli permette di tagliare un traguardo leggendario: Erling Haaland diventa ufficialmente il 7° miglior marcatore nell’intera storia della Champions League, superando icone assolute del passato e confermandosi come uno dei finalizzatori più letali e precoci di tutti i tempi.

La montagna da scalare: l’ombra del match di andata

Nonostante il record individuale e l’impegno profuso in campo, la strada per l’accesso ai quarti di finale resta una vera e propria montagna da scalare per la squadra inglese. Sul computo totale pesa come un macigno il risultato maturato nel match di andata disputato al Santiago Bernabeu.

In quell’occasione, il Real Madrid si era imposto con un perentorio 3-0, trascinato da una prestazione mostruosa di Federico Valverde, autore di una clamorosa e decisiva tripletta. Con il risultato aggregato fermo sull’1-4 a favore degli spagnoli, il City avrà a disposizione solo la ripresa per tentare un disperato e storico miracolo sportivo.

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Inter Atalanta, caos a Bordo Cam: l’espulsione di Chivu, la rabbia di Frattesi e la rissa finale! Tutti i retroscena da San Siro

Inter Atalanta, a Bordo Cam sono stati svelati tutti i retroscena relativi alla sfida di San Siro. Ecco cosa è successo

La nuova puntata del format sportivo Bordo Cam trasmesso su DAZN ha portato alla luce dettagli inediti e dialoghi carichi di adrenalina riguardanti il rovente pareggio tra Inter e Atalanta. Le immagini esclusive catturate a pochi passi dal terreno di gioco offrono una prospettiva drammatica della rabbia di Cristian Chivu e dei suoi giocatori, in una serata complicata che ha visto i nerazzurri frenare la propria corsa scudetto salendo a quota 68 punti in classifica.

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Il labiale di mister Chivu e il caso Dumfries

Il racconto curato da Davide Bernardi si sofferma in modo particolare sull’episodio controverso che ha portato al pareggio orobico. Mentre Ederson urlava all’arbitro Manganiello «”È scivolato, è scivolato”», Chivu indicava con insistenza la punta del piede di Dumfries, cercando di mostrare al quarto uomo i segni evidenti del presunto contatto subito.

Le telecamere hanno immortalato gli attimi esatti dell’espulsione del tecnico: nessun insulto rivolto alla terna, ma un plateale ingresso in campo a braccia aperte, esclamando ripetutamente: «”È fallo tutta la vita!”». Di fronte alla giustificazione del direttore di gara (“È scivolato, Denzel”), anche Mkhitaryan è apparso visibilmente incredulo, replicando con assoluta fermezza: «”Ma che è scivolato? Come scivolato?”».

Il rigore negato e le scintille nel post-partita

Il clima agonistico si è ulteriormente infiammato per un calcio di rigore reclamato da Frattesi. Le immagini mostrano un dialogo serrato tra i due compagni di Nazionale: «”M’hai preso, Scalvo. Te lo giuro su mia madre”», sono state le parole dell’interista, a cui Scalvini ha risposto scuotendo il capo. Al termine del check silente del VAR, Frattesi è esploso contro Manganiello: «”Neanche un controllo? Ma come fate?”».

Una tensione palpabile che è inevitabilmente sfociata in rissa dopo il triplice fischio finale. Protagonista del parapiglia Kolarov, artefice di un acceso diverbio prima con De Roon e poi con Djimsiti. I due sono arrivati a “promettersele” in mezzo al campo prima di essere faticosamente separati dai compagni.

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