Pagina 281 – Calcio News 24

Napoli, Conte prepara la sfida contro il Torino: senza Anguissa e De Bruyne, ecco chi sarà il sostituto di Lobotka

Napoli, la sfida al Torino si avvicina e Conte, senza Lobotka, affiderà le chiavi del centrocampo a Gilmour che non parte titolare da novembre

Il Napoli si prepara ad affrontare il Torino in un incontro fondamentale per la continuazione della stagione calcistica. Con giocatori come Anguissa e De Bruyne ormai vicini al rientro tra i convocati, il focus principale di Antonio Conte è orientato sulla gara contro la formazione guidata da D’Aversa, reduce da un importante successo casalingo contro la Lazio. Come appare evidente dalle dinamiche settimanali, per il rientro dal primo minuto degli infortunati non è ancora giunto il momento ideale. L’unico centrocampista di ruolo pienamente a disposizione dello staff è Billy Gilmour, che non disputa 90 minuti in campo dalla trasferta del 28 ottobre, terminata con il risultato di 0-1 contro il Lecce.

Il suo ultimo stop fisico è arrivato contro il Como, quando ha dovuto alzare bandiera bianca dopo appena 38 minuti di gioco. La maglia da titolare gli manca ufficialmente dal mese di novembre. Esattamente tre giorni prima di quell’infortunio, aveva disputato l’intera gara nella prestigiosa vittoria sull’Inter, e ancora prima aveva giocato 82 minuti proprio contro la squadra granata nella partita di andata. In quell’occasione, da un suo tocco involontario nacque l’azione del gol decisivo siglato da Simeone.

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Ora, con l’assenza prolungata di Lobotka, l’allenatore chiederà allo scozzese di assumere un ruolo da leader indiscusso in cabina di regia e di affermarsi come un punto fermo sul versante tecnico e tattico. Nel corso di questa annata, l’atleta ha collezionato 24 presenze in campionato per un totale di 1856 minuti giocati complessivamente. Il suo bilancio stagionale conta attualmente due reti realizzate e quattro assist forniti ai compagni. La mediana partenopea si affiderà completamente alle sue geometrie per dettare i tempi di gioco e scardinare la resistenza difensiva degli avversari nel prossimo delicatissimo impegno.

Oliveira a CagliariNews24: «Nessuno dava grandi possibilità a Pisacane, ecco che partita mi aspetto con il Como»

Oliveira a CagliariNews24: «Nessuno dava grandi possibilità a Pisacane, ecco che partita mi aspetto con il Como». Le parole del doppio ex

Intervistato in esclusiva da CagliariNews24, l’ex calciatore di Cagliari e Como, Luís Airton Oliveira Barroso, si è espresso così in vista della sfida di questo 28° turno di Serie A tra le sue due ex squadre.

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SUL MOMENTO DEL CAGLIARI – «Noi come tifosi del Cagliari non ci aspettavamo la squadra in questa posizione di classifica. Questo perché il Cagliari in questi ultimi anni ci ha fatto soffrire tantissimo. Con l’arrivo di Pisacane, che lavorava nel settore giovanile, nessuno gli dava grandi possibilità. Molti pensavano che questo ragazzo sarebbe durato pochissimo, e invece credo che lui stia facendo un grandissimo lavoro. Ha una squadra ed un gruppo unito, se tu hai questa cosa, credo che la formula funziona. E credo che questa sia la cosa positiva del Cagliari oltre che per il suo allenatore. Il Cagliari ha lasciato qualche punto importante, questo per esempio in casa col Lecce, una partita dove si potevano allontanare ancora di più le squadre che stanno lottando per la retrocessione. Detto ciò i ragazzi stano meritando di avere questi punti e penso gliene sarebbero spettati quattro o cinque punti in più».

PRONOSTICO PER CAGLIARI COMO«Guardando classifica si capisce che il Como non è più una squadra di provincia, è uno squadrone. La società e il presidente Suwarso hanno dato la libertà a questo grande allenatore di fare tutto quello che lui vuole, soprattutto di cercare di avere giocatori talentuosi e giovani. E infatti ora si vedono i risultati! La società è la più ricca che che abbiamo qua in Italia e credo che loro stiano facendo veramente un grandissimo progetto a prescindere da questo. Sono lì a lottare tra il quarto e il sesto posto in classifica, giocano la semifinale di Coppa Italia, cosa mai accaduta. E’ bello il fatto che la società è vicina a Fabregas e alla città, e i risultati arrivano. Alla Domus sarà una partita molto difficile per il Cagliari, ma i rossoblù devono dimostrare la loro grande voglia come stanno dimostrando in queste ultime partite».

SULL’ITALIA E SULLE POSSIBILI CONVOCAZOINI PER CAPRILE E PALESTRA«Tutto è possibile perché Palestra sta facendo veramente un grandissimo campionato, è un giocatore veloce con una tecnica molto importante. Ho sentito anche che Gattuso è venuto a vedere qualche partita del Cagliari. La nazionale italiana è rimasta già per molti anni senza il mondiale, con l’arrivo di Gattuso credo che ci sia abbiamo una grande speranza in queste due partite fondamentali».

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Mauro su Bastoni: «Il caso si è ingigantito perché Kalulu è stato espulso. Poi che Bastoni abbia esultato… Non si fa ma non si può pagare tutta la vita»

Mauro parla del caso Bastoni: «Si è ingigantito perché Kalulu è stato espulso. Poi che Bastoni abbia esultato… Non si fa ma…»

Diciannove giorni dopo Inter-Juventus e quel fattaccio Bastoni-Kalulu, la vicenda continua a essere un caso attuale. I fischi sul difensore dell’Inter avvengono in tutti gli stadi. Massimo Mauro, ex calciatore e ora opinionista in tv, ne ha parlato a La Gazzetta dello Sport.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV


IL CASO BASTONI-KALULU «Il caso si è ingigantito perché Kalulu è stato espulso. Poi che Bastoni abbia esultato… Non si fa, è chiaro, ma non si può nemmeno pagare per tutta la vita, è ridicolo. Continuo piuttosto a sostenere che si è sbagliato nel non aver ammesso subito che era stato fatto un errore grave. E mi riferisco alle parole di Chivu in quel post partita. Ero un estimatore del Chivu allenatore e comunicatore perché fin dall’inizio ha provato ad avere un approccio diverso sulle cose che accadono in campo. Ha tentato di essere sportivo anche quando le decisioni arbitrali erano sfavorevoli ma con la vicenda Bastoni non ci è riuscito. E non so perché. Ci sono rimasto male quando ho sentito dirgli che il problema era Kalulu che aveva messo la mano addosso al suo giocatore».
OGGI SI SIMULA DI PIU’ «Molto di più. Prima lo si faceva per cercare un rigore, adesso si simula per qualsiasi cosa. E perché qualsiasi contatto alla moviola può essere fallo. I giocatori questo lo sanno e quindi a loro viene quasi istintivo provarci. Ovviamente è condannabile ma mentre si gioca i ragionamenti sono meno lucidi».
IL PROBLEMA DEL VAR E DELLA TECNOLOGIA SUI CONTATTI «Il punto è essere capaci di capire se un contatto è fallo o no. La moviola però non è la soluzione. È un’illusione che questa possa rendere più giusta una partita. Il calcio è uno sport di contatto, non esiste uno strumento che può decidere se un contatto è fallo o meno. Solo l’arbitro può. Ma siccome dell’arbitro non ci si fida è successo quello che è successo. Usiamo una tecnologia straordinaria come la Goal Line Technology e lì la macchina è utilissima perché non giudica un contatto. Come è utilissima sul fuorigioco, che piaccia o no. Vogliamo questo perché sono decisioni oggettive? A me non piace ma in questi casi dico che va bene. Per tutto il resto peggiora la partita, il gioco, il comportamento dei giocatori e l’arbitraggio. Un direttore di gara non può diventare un uomo incapace di prendere decisioni perché poi c’è la moviola che lo smentisce. E non si può aspettare questa per dire se c’è un fallo o no. Tutto questo non c’entra niente con il gioco del calcio».

Kalulu: «Quando ho firmato al Milan non giocavo all’inizio. Juve? Ho trovato un ambiente accogliente. Ruolo? Mi sento più a mio agio in difesa»

Kalulu: «Quando ho firmato al Milan non giocavo all’inizio. Juve? Ho trovato un ambiente accogliente. Sul ruolo…»

Pierre Kalulu ha rilasciato una lunga intervista a Young Reporter, offrendo diversi spunti interessanti. Di seguito le dichiarazioni del difensore francese.

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IL RUOLO – «Mi sento più a mio agio in difesa, ovviamente. Poi quando sul campo capita di attaccare ti diverti un po’, perché puoi fare gol o assist. Ma da quando sono in campo è sempre meglio, perché essere fuori fa un po’ più male»

DIFENSORE A CUI RUBEREBBE QUALCOSA – «Da tutti, penso. Non ne ho uno preciso.»

I FIGLI – «Non ho ancora figli. Peccato… ma spero che giochino a calcio. Poi se fanno qualcos’altro va bene lo stesso.»

AMICIZIA CON MCKENNIE E THURAM – «Siamo davvero molto vicini. Qualche volta ci vediamo anche fuori dal campo, ma per essere onesti stiamo già insieme tutti i giorni: dalla mattina al pomeriggio. Però uscire insieme ogni tanto ci sta.»

LE ESULTANZE – «All’inizio era solo uno scherzo durante la merenda prima della partita tra me, Kephren e David. Poi ci siamo detti: facciamolo anche in campo. Per caricarmi prima delle partite ascolto musica. Dipende dall’umore: se mi sento troppo tranquillo metto musica più cattiva se mi sento troppo carico metto musica più calma. Così arrivo alla partita nel modo giusto.»

PASSAGGIO DA MILANO A TORINO – «La cosa più difficile all’inizio è stata trovare casa. Ma è successo tutto velocemente perché sono arrivato alla fine del mercato e sono subito iniziate le partite. Non hai tanto tempo per pensare. Ho trovato un ambiente accogliente e anche persone che parlavano francese, quindi è stato più facile ambientarsi.»

MOMENTI DIFFICILI – «Ce ne sono stati diversi. Quando ho firmato al Milan non giocavo all’inizio: ho fatto cinque mesi solo di allenamenti. Era difficile. Poi c’è stato l’infortunio e l’operazione. Guardare gli altri giocare non è facile. In quei momenti devi avere un obiettivo: uno grande e uno per ogni giorno. Anche migliorare una piccola cosa. Perché tutto passa: le cose belle e quelle brutte. Sta a te decidere quanto farle durare.»

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Spagna Argentina, caos sulla sede della Finalissima! L’UEFA: «Decisione prevista entro la fine della prossima settimana»

Spagna Argentina, dove si giocherà la Finalissima? L’UEFA svela: «Decisione prevista entro la fine della prossima settimana»

La UEFA ha fatto chiarezza sulla situazione legata alla Finalissima tra Spagna e Argentina, in programma venerdì 27 marzo in Qatar, dopo le incertezze emerse negli ultimi giorni. L’evento, molto atteso a livello internazionale, resta confermato ma con alcune valutazioni ancora in corso.

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Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

La partita dovrebbe disputarsi al Losail Stadium, nella città situata poco a nord di Doha, impianto già noto per aver ospitato diverse gare dei Mondiali 2022. Tuttavia, il recente aggravarsi del conflitto in Medio Oriente ha aperto la possibilità di un cambio di sede, scenario che le autorità stanno monitorando con attenzione.

Al momento non è stata presa alcuna decisione definitiva, ma la UEFA continua a valutare l’evoluzione della situazione geopolitica per garantire sicurezza e regolarità dell’evento.

COMUNICATO UEFA – Siamo consapevoli delle speculazioni che circondano la Finalissima, data la situazione nella regione. Sono in corso discussioni con gli organizzatori locali, che hanno compiuto enormi sforzi per garantire il successo dell’evento. Una decisione definitiva è prevista entro la fine della prossima settimana“.

Infortunio Dybala, altro stop per la Joya giallorossa! Trasferta di Genova a rischio? Le ultimissime

Infortunio Dybala, nuovo stop per la Joya giallorossa: condizioni in bilico e trasferta di Genova a forte rischio. Le ultimissime sul caso

Ancora un intoppo per Paulo Dybala, che rischia seriamente di saltare la trasferta di Genova contro la squadra di De Rossi. L’attaccante giallorosso aveva preso parte all’allenamento odierno insieme al gruppo, lasciando inizialmente intravedere segnali incoraggianti in vista della prossima gara. Lo riporta Di Marzio.

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Al termine della seduta, però, l’argentino si è fermato a causa di un nuovo fastidio al ginocchio sinistro, lo stesso che già in passato gli aveva creato problemi. La situazione ha immediatamente acceso l’allarme nello staff tecnico e medico, che ora valuterà con attenzione l’evoluzione del dolore.

Nelle prossime ore potrebbe essere deciso di sottoporlo agli esami strumentali di rito per chiarire l’entità del problema e capire se potrà essere convocato. Resta da vedere quale sarà la scelta finale di Gasperini e se Dybala riuscirà o meno a essere disponibile per la sfida contro i rossoblù.

Milan Inter, Antonini sicuro: «Pronostico per il Derby? Metterei la firma col sangue per un 1-0 con gol di Modric»

Milan Inter, Antonini non ha dubbi: «Pronostico per il Derby? Metterei la firma col sangue per un 1-0 con gol di Modric». Le parole

Ex rossonero, campione d’Italia nel 2011, Luca Antonini ha detto la sua sul derby di domenica sera parlando a Tuttosport.

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PRONOSTICO «Pronostico per il Derby? Metterei la firma col sangue per un 1-0 con gol di Modric»
IL MILAN DI OGGI SOMIGLIA AL SUO «Direi di no La nostra squadra era di ben altro livello: basti pensare che in quel Milan un campione come Pirlo quell’anno faceva la riserva e ho detto tutto. Ora l’Inter è più forte, ma con Allegri i rossoneri sanno come preparare le partite importanti e possono giocarsela».
ALLEGRI IL VERO VALORE AGGIUNTO «Assolutamente sì. Max sa togliere la pressione ai giocatori ed è bravissimo a livello mentale nel preparare la gara. Da questo Derby il Milan non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare».
IL GAP OFFENSIVO «Manca un top player davanti. I nerazzurri hanno Lautaro che è l’anima della squadra e segna 20 gol all’anno. Al Milan non c’è uno così. Prenderei Lewandowski: basta mezze figure, per vincere servono i campioni e l’operazione Modric lo dimostra. Proverei il bis col polacco».
LA MANCANZA DI GIROUD «Olivier manca tantissimo al Milan, che non ha un finalizzatore del genere. Poi con la Champions serve più di un grande attaccante, vedi l’Inter che ha Lautaro, Thuram, Esposito e Bonny: vedrei bene Kean a crescere al fianco di Lewandowski. Questo sarebbe un attacco da vero Milan».
IL DUELLO SULLE FASCE: DIMARCO VS BARTESAGHI «Federico ormai è un top player e quest’anno che non esce sempre al sessantesimo è diventato ancor più micidiale. Bartesaghi mi piace da morire, è il prototipo del terzino moderno: ha gamba, una buona tecnica e fisicità. Se Max l’ha lanciato titolare nonostante i 20 milioni spesi per Estupinan, vuol dire che è davvero bravo».
LA VITA DA ALLENATORE A DUBAI «Ci sono tante fake news! Posso dirvi che non c’è paese migliore di Dubai per gestire una situazione del genere. Qui siamo tutti molto sereni e non c’è grande preoccupazione per ora».

Ranocchia non ha dubbi: «Se dovesse vincere il derby, l’Inter avrebbe in mano lo scudetto. Chivu? Non mi ha stupito»

Ranocchia sicuro: «Se dovesse vincere il derby, l’Inter avrebbe in mano lo scudetto. Chivu? Non mi ha stupito». Le parole

Andrea Ranocchia ha giocato 226 partite con la maglia dell’Inter. L’ex difensore, oggi un apprezzato commentatore sportivo, ha analizzato su Tuttosport il big-match della prossima giornata di campionato.

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IL DERBY DECISIVO PER LO SCUDETTO «Se dovesse vincere l’Inter sì, altrimenti non credo. La squadra di Chivu ha un grande vantaggio e mancano sempre meno partite alla fine del campionato, in più sono anche usciti dalla Champions League e possono concentrarsi solo sulla Serie A. Se dovesse vincere il derby, l’Inter avrebbe in mano lo scudetto».
LE PAROLE DI LEAO: UNA SETTIMANA DI “VITA O MORTE” «Penso che l’abbia descritta molto bene. È la partita più sentita a Milano, inoltre spesso, come in questa stagione, può indirizzare in maniera prepotente il campionato. È una gara sempre bella da giocare e da vivere per tutta la città. Mi auguro di assistere a un bello spettacolo per il calcio italiano».
STRASCICHI DALL’ELIMINAZIONE DALLA CHAMPIONS «Non credo. Parliamo di una squadra forte, solida, con un organico ampio e di alto livello. Non è un’Inter da ricostruire, penso anche al grande vantaggio che ha in campionato. Sicuramente la Champions è un obiettivo, per una squadra come l’Inter. Ma bisogna anche considerare che è una competizione complicata: non tutti gli anni si può pensare di arrivare in fondo come successo di recente».
CHIVU «Non ha stupito me, personalmente. Ho avuto la fortuna di giocare insieme a lui e di vederlo allenare la Primavera quando ero all’Inter: non ho mai avuto dubbi su di lui».
L’ASSENZA DI LAUTARO «Pesa. Però l’Inter ha una rosa così ampia e forte da poter trovare soluzioni. Esposito sta facendo un grandissimo campionato, è un ragazzo che sta esplodendo e che continuerà a crescere. Me lo auguro sia per l’Inter sia per la Nazionale. Senza Lautaro, come dicevo, dovranno trovare altre soluzioni».

Lazio, comunicato durissimo in vista delle sfide con Sassuolo e Milan: le decisioni del tifo biancoceleste

Lazio, comunicato del tifo organizzato in vista delle sfide con Sassuolo e Milan: tutte le decisioni annunciate dai gruppi biancocelesti

I gruppi del tifo organizzato biancoceleste proseguono la loro protesta contro il presidente della Lazio Claudio Lotito e, attraverso un lungo comunicato pubblicato su Instagram, hanno annunciato importanti aggiornamenti sulle iniziative previste in occasione delle prossime partite contro Sassuolo e Milan, ribadendo la continuità della contestazione e delineando le azioni che accompagneranno le due sfide.

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«ANCORA PER UNA VOLTA…

Il “Presidente” Lotito è riuscito a convincerci che la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta! L’immobilismo della società nel non aver permesso al pullman della squadra di passare a Ponte Milvio è l’ennesimo atto che dimostra la totale lontananza della società rispetto alla tifoseria. Ma rappresenta anche il totale disinteresse rispetto al volere della squadra e del mister che più volte hanno sollecitato un atto distensivo. Crediamo che chi sta consigliando il sig. Lotito, specialmente nell’ambito della comunicazione verso la tifoseria, sia oggi il male assoluto di questa società e, se si vuole cercare un minimo di dialogo, debba essere assolutamente allontanato dai posti decisionali perché sta portando ad un muro contro muro senza via di uscita!

In occasione della partita di lunedì 9 marzo Lazio – Sassuolo i gruppi del tifo organizzato hanno deciso di non entrare e, a differenza delle precedenti partite, non saranno presenti neanche a Ponte Milvio per dimostrare alla città intera ed alle sue istituzioni che lo svuotare lo stadio porta enormi riflessi anche sull’economia locale. Per la partita Lazio – Milan chiediamo a tutti coloro che vogliono liberamente seguirci di non acquistare i biglietti, daremo comunicazione in merito alla nostra decisione con un comunicato martedì 10 marzo alle ore 12:00. Siamo estremamente dispiaciuti per queste decisioni che ci allontanano dalla NOSTRA Lazio ma, a chi vuole ancora provare a cambiare le cose, chiediamo di seguirci in questo ulteriore ESTREMO ATTO D’AMORE!».

Vlahovic Juve, arrivano segnali confortanti: le novità dall’allenamento odierno dei bianconeri! Le ultimissime

Vlahovic Juve, l’attaccante viaggia verso il recupero: segnali incoraggianti dall’allenamento della Juventus, le ultimissime

La Juventus continua la preparazione verso la sfida casalinga contro il Pisa con segnali positivi dall’infermeria. Anche nell’allenamento odierno, Dusan Vlahovic ha svolto una parte della seduta insieme al gruppo, confermando i progressi già mostrati nella giornata precedente. Lo riferisce Juventusnews24.

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L’attaccante serbo ha seguito un programma misto, alternando lavoro personalizzato a momenti di partecipazione alle esercitazioni collettive. Un percorso che alimenta l’ottimismo in vista della convocazione e che potrebbe offrire a Luciano Spalletti un’arma importante a gara in corso.

L’obiettivo di Vlahovic è tornare a disposizione per contribuire alla conquista di tre punti pesanti allo Stadium. La decisione definitiva spetterà allo staff medico, ma il clima attorno al suo recupero è sempre più positivo.

Sassuolo, Koné si racconta: «Impresa della stagione? Il 3-0 a Bergamo. Grosso? Mi ha aiutato molto. A Marsiglia sono cresciuto molto».

Sassuolo, Ismaël Koné si racconta a Correre dello Sport: «Impresa della stagione? Il 3-0 a Bergamo. Grosso? Mi ha aiutato molto»

Ismaël Koné è diventato la vera anima del centrocampo del Sassuolo. Il Corriere dello Sport lo ha incontrato, ecco la sua intervista:

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VINCERE CON L’ATALANTA «Quando abbiamo perso Pinamonti dopo 16 minuti, per noi è stato un momento di presa di coscienza: sapevamo che sarebbe stato tutto molto difficile. Ognuno di noi ha dovuto andare oltre il proprio ruolo per coprire più campo. È emerso il grande carattere della squadra: volevamo i 3 punti e nessuno ha mai pensato che la partita fosse finita. Il vantaggio ci ha dato una spinta incredibile».
QUANDO SEGNA LUI IL SASSUOLO VINCE «Credo di esserne consapevole. Ogni giocatore deve capire qual è il proprio ruolo e quanto può dare al gruppo. Questa statistica mi piace».
L’IMPRESA DELLA STAGIONE
«Il 3-0 a Bergamo. Venivamo dalla sconfitta in casa con il Genoa e siamo riusciti a vincere una gara complicata, segnando 3 gol bellissimi e giocando da squadra di carattere».
LA CLASSIFICA «Personalmente mi aspettavo questa posizione. Quando alla fine del mercato abbiamo avuto tutta la squadra al completo, ho visto che avevamo qualità. Siamo molto attenti ai dettagli e questo può farci diventare una grande squadra. Credo che abbiamo il potenziale per competere con chiunque in questo campionato; con un po’ più di maturità in certi momenti potevamo ottenere risultati persino migliori».
LA FORZA DEL GRUPPO «C’è molta qualità individuale. Quando tutti siamo connessi e sulla stessa lunghezza d’onda è difficile batterci. Corriamo molto, lavoriamo tanto e vogliamo migliorare. Siamo giovani e non abbiamo paura di nessuno».
FABIO GROSSO «Mi ha aiutato molto a essere me stesso in campo. Non mi ha dato troppe regole rigide, solo alcune indicazioni, lasciandomi esprimere il mio gioco. È una persona molto calma, spinge la squadra nella direzione giusta. Avere un allenatore con questa mentalità è tutto quello che puoi chiedere».
LAZIO-SASSUOLO «Una partita molto dura. Loro hanno le spalle al muro e faranno di tutto per ottenere punti. Sarà una battaglia fisica e intensa, non ci regaleranno nulla. Serviranno carattere, presenza in campo e cattiveria».
L’AMBIENTAMENTO IN ITALIA «Molto più facile del previsto, con i compagni c’è stata subito una bella intesa. Cosa mi piace di più dell’Italia? Il cibo, sicuramente. In ogni ristorante è incredibile. E pure il clima: ho giocato in Inghilterra due anni e lì spesso il cielo è grigio, qui invece anche d’inverno c’è il sole e questo dà energia».
MARSIGLIA «A Marsiglia sono cresciuto molto come giocatore e come uomo, cercando di essere una spugna in mezzo a giocatori di grande esperienza. Al Sassuolo penso di avere ancora un altro livello nel mio gioco da sbloccare. La cosa più difficile è essere costante: in partita, in allenamento, nella cura del corpo, nell’alimentazione e nel sonno. Se sono disciplinato fuori dal campo, posso diventare migliore».
LA PARTITA PERFETTA «A San Siro col Milan, non solo per il gol ma per la presenza nei dettagli. Sono stato concentrato su tutto. Quella partita resta un riferimento per me».
IL MONDIALE 2026 «In passato ero molto concentrato su cosa verrà dopo, ora voglio vivere il presente per fare il meglio possibile. Spero di giocare il Mondiale con il Canada e fare una grande competizione. Da lì si vedrà. Il futuro lo dirà Dio».
INCONTRARE L’ITALIA «Magari non proprio (ride, ndr)… È una squadra molto forte. Se dovessimo affrontarla sarebbe probabilmente la prima partita e si giocherebbe a Toronto, dove c’è una grande comunità italiana. Gli Azzurri si qualificheranno? Penso di sì. Difficile immaginare un altro Mondiale senza l’Italia».

Tottenham, l’incubo retrocessione pesa anche sui giocatori: stipendi dimezzati in caso di caduta in Championship

Tottenham in piena crisi: la retrocessione fa paura e per i calciatori scatterebbe il taglio del 50% dello stipendio

Il Tottenham vive una serata ad altissima tensione: contro il Crystal Palace gli Spurs si giocano punti fondamentali in una corsa salvezza che, dopo gli ultimi risultati del turno infrasettimanale di Premier League, li riguarda ormai in pieno. La squadra di Igor Tudor è stata infatti risucchiata nella zona calda, con il terzultimo posto del West Ham distante appena un punto. A Londra la parola “retrocessione” evoca un incubo che manca dal 1977: dall’istituzione della Premier League nel 1992, il Tottenham non ha mai lasciato il massimo campionato.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La lotta per restare in Premier non è però solo una questione sportiva. Come riportato da The Athletic, molti contratti dei giocatori contengono clausole che prevedono pesanti decurtazioni dello stipendio in caso di retrocessione in Championship. Per la maggior parte della rosa si tratterebbe di un taglio vicino al 50%, una misura inserita nei contratti prima delle dimissioni dell’ex presidente esecutivo Daniel Levy, lo scorso settembre. Una sorta di paracadute societario pensato per un’eventualità considerata “apocalittica”, ma che già la scorsa stagione aveva rischiato di concretizzarsi e che oggi si ripresenta con un margine di sicurezza sempre più ridotto.

In un contesto così delicato, gli Spurs devono anche gestire l’impegno in Champions League: dopo aver centrato a sorpresa l’accesso alle prime otto della fase iniziale, ora li attende l’Atletico Madrid agli ottavi. Un palcoscenico europeo di grande prestigio che rischia però di essere offuscato dall’urgenza di fare punti in campionato. La priorità, per Tudor e i suoi giocatori, resta una sola: allontanarsi il prima possibile dalla zona retrocessione per evitare un disastro sportivo ed economico.

Podcast Calcio: nasce Audio Zone, l’hub multimediale di Calcionews24 tra notizie, mercato e approfondimenti

Podcast Calcio: nasce Audio Zone, con Calcionews24 allarga i suoi confini tra notizie, mercato e approfondimenti. Ecco di cosa si tratta

Nasce  Audio Zone, il nuovo hub multimediale di CalcioNews24 interamente dedicato ai contenuti audio sul mondo del calcio. La piattaforma propone notiziari flash quotidiani pensati per chi vuole restare aggiornato in pochi minuti: due appuntamenti fissi alle 12:00 e alle 18:00 con le ultime notizie, gli sviluppi di Serie A e i retroscena di calciomercato, confezionati in pillole rapide e fruibili ovunque.

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Vieri: «Inter ha un passo impressionante ma nel derby può succedere di tutto. Chivu allenatore preparato. Sorpreso da Allegri»

Vieri si racconta a La Repubblica a pochi giorni dal derby di Milano tra Milan Inter: «Chivu allenatore preparato. Sorpreso da Allegri»

Tra tutti gli opinionisti Christian Vieri spicca per originalità e schiettezza delle sue posizioni. Ne è una piacevole conferma l’intervista odierna a La Repubblica.

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LA CORSA SCUDETTO E IL DERBY «L’Inter ha dieci punti di vantaggio, partiamo da qui. Ha ottenuto una grande vittoria contro il Genoa dopo l’uscita dalla Champions, e non era facile. Il Milan ha vinto a Cremona e sta facendo una stagione incredibile. Quello di Max è un lavoro straordinario, bisogna dirgli bravo: ha riportato il Milan in alto. L’Inter però ha un passo impressionante in campionato. Sono due squadre forti e il derby resta sempre una partita speciale: può succedere di tutto».
LEAO E LA PARTITA DELLA VITA «La vita e la morte sono un’altra cosa. Ma sono partite che vuoi giocare. Sono quelle per cui fai il calciatore: San Siro pieno, ti guarda tutto il mondo. Io ho giocato derby contro i giocatori più forti del mondo. Vincere è fondamentale per la città, per i tifosi, per la squadra. Leao? È sempre imprevedibile: può sparire per cinque minuti e poi segnarti due gol in due minuti. È difficile da marcare, difficile da capire».
IL LAVORO DI CHIVU «Chivu era un difensore forte, serio, non era facile affrontarlo. Come allenatore è molto preparato, con idee chiare. Prendere una squadra come l’Inter dopo quello che è successo l’anno scorso, dopo una finale di Champions persa in quel modo, non era facile. In attacco l’Inter è messa molto bene. Pio Esposito è esploso quest’anno, Bonny sta facendo bene».
LA SORPRESA ALLEGRI «Se mi aspettavo un Allegri così decisivo? No, sinceramente no, anche perché volevo vedere che giocatori avrebbe avuto. Ha preso Rabiot, ha preso Modric, anche se ha quarant’anni. In Italia guardiamo sempre l’età, all’estero no: conta quanto sei forte. Modric ha giocato fino a quarant’anni al Real e nessuno diceva niente. È di una qualità incredibile, oggi potrebbe giocare ovunque e fare la differenza. Alcuni vizi li abbiamo solo qui».
IL CALCIO ITALIANO «La palla sta in gioco poco, non c’è dubbio. Ma non sono per il tempo effettivo. È un fatto di approccio dei calciatori. In Italia il gioco è più lento rispetto ad altri Paesi, si cade troppo, si perde tempo. Ai miei tempi non era così».
IL RITORNO A SAN SIRO CON RONALDO «Bellissima emozione. Siamo molto amici, abbiamo passato due giorni insieme a Milano. Dopo quasi 25 anni tornare a San Siro e vederlo ricevere un premio dall’Inter è stato emozionante. Con Ronnie siamo legatissimi e lo saremo per sempre».
LA KINGS LEAGUE «È un colpo geniale di Piqué. Io, lo ammetto, a volte non ci capisco niente, però bisogna essere sempre veloci e attenti. Diletta [Leotta, ndr] ha tirato un rigore col pancione e non era banale. Io non ho potuto calciarlo per il mal di schiena. Però è sempre un piacere vincere qui, contro Toni e soprattutto Brocchi che mastica amaro, trova scuse, è distrutto. Domenica me lo porto in studio a Dazn, sempre che si presenti».

Infortunio Lautaro Martinez, slitta il rientro: ecco quando tornerà a disposizione di Chivu

Il capitano dell’Inter si è fatto male durante l’andata dei playoff di Champions League contro il Bodo/Glimt

Mancano, ormai, pochi giorni all’attesissimo derby della Madonnina che vedrà affrontarsi la capolista nerazzurra e i cugini del Milan di Massimiliano Allegri. Se i rossoneri vorranno tenere ancora aperta la corsa per la conquista dello Scudetto dovranno necessariamente portare a casa i tre punti. In caso di pareggio, resterebbero a dieci lunghezze, con una sconfitta andrebbero a tredici chiudendo, di fatto, ogni tipo di discorso. Ma i due allenatori devono fare la conta degli infortunati. Mentre Cristian Chivu spera di recuperare Ange-Yoan Bonny, il suo omologo ha perso sicuramente Matteo Gabbia per almeno un mese, mentre Bartesaghi resta in dubbio.

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Chi certamente non sarà della partita è il capitano dell’Inter Lautaro Martinez. Il risentimento al soleo della gamba sinistra patito in Norvegia contro il Bodo/Glimt nell’andata dei playoff della Champions League, lo ha costretto a fermarsi e il suo ritorno in campo è destinato ad essere più lontano del previsto. Se, infatti, in un primo tempo si pensava potesse rientrare contro l’Atalanta di Raffaele Palladino il 14 marzo prossimo, adesso la data attesa per rivederlo guidare l’attacco nerazzurro è il 22 marzo quando affronteranno la Fiorentina di Paolo Vanoli, invischiata nella lotta per non retrocedere, allo stadio ‘Artemio Franchi’. Dunque, un attimo prima della sosta per le Nazionali, da capire se il commissario tecnico dell’Argentina Lionel Scaloni lo convocherà o meno per i prossimi impegni.

Milan Inter, arbitrerà Daniele Doveri: per lui è il quinto derby. Ecco i suoi precedenti nella stracittadina

Milan Inter, designato Doveri: sarà il suo quinto derby di Milano. Ecco come sono andati tutti i precedenti incroci arbitrati da lui

Tutto deciso per il derby di Milano: la direzione di gara sarà affidata a Daniele Doveri, 48 anni, della sezione di Roma 1. L’arbitro è alla sua 14ª partita stagionale tra Serie A e Serie B, con 47 cartellini gialli estratti e un solo rosso, mostrato a Nzola in Pisa‑Parma. Una designazione di grande esperienza per una sfida che può pesare sulla corsa scudetto.

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Per Doveri si tratta del quarto derby milanese in carriera. Ha già arbitrato Milan‑Inter 0-3 e Milan‑Inter 1-1 nel 2021, oltre a Inter‑Milan 0-3 nella semifinale di ritorno di Coppa Italia dello scorso anno. Il suo primo incrocio risale invece al 2019, con il 2-0 nerazzurro. In totale ha diretto l’Inter 39 volte, con un bilancio di 16 vittorie e 10 pareggi, mentre il Milan lo ha incrociato 34 volte, ottenendo 19 successi e sei sconfitte.

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 28ª giornata. Ecco la scelta per Milan Inter

I numeri confermano un arbitro abituato a gestire partite di alto livello e ad alto tasso emotivo, un profilo ritenuto idoneo per una sfida che richiede equilibrio, personalità e continuità di giudizio. Un derby che, come sempre, sarà osservato speciale anche dal punto di vista arbitrale.

Stadio Cagliari, interviene Abodi: «Mi auguro che in tempi brevi si possa chiudere il cerchio. Su Euro 2032 vi dico…»

Stadio Cagliari, Abodi commenta così: «Mi auguro che in tempi brevi si possa chiudere il cerchio. Su Euro 2032 vi dico…». Le parole

Prosegue l’iter amministrativo che dovrebbe portare in tempi relativamente brevi all’avvio dei lavori per il nuovo stadio del Cagliari, destinato a sorgere sulle ceneri del Sant’Elia e dedicato alla memoria di Gigi Riva, simbolo assoluto della storia rossoblù. Il progetto rappresenta un passaggio chiave per il futuro del club e per l’identità sportiva della città, che punta a dotarsi di un impianto moderno e all’altezza degli standard internazionali.

In questo contesto, La Nuova Sardegna ha intervistato il ministro dello Sport Andrea Abodi, che ha commentato il percorso intrapreso dalla società di Tommaso Giulini e ha collegato la realizzazione del nuovo stadio alla prospettiva dell’Europeo 2032. Alcune gare della competizione potrebbero infatti essere ospitate a Cagliari, rendendo ancora più strategico completare l’opera nei tempi previsti e trasformarla in un volano per lo sviluppo sportivo ed economico dell’isola. Le sue parole:

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PAROLE «Mi auguro che in tempi brevi, prima dell’estate, si possa chiudere definitivamente il cerchio per vedere aprire il cantiere con lo smantellamento del Sant’Elia e la nascita del nuovo impianto. Per quanto riguarda la priorità di Euro 2032 il nostro obiettivo è di arrivare a settembre mettendo la Figc nella condizione di indicare all’Uefa cinque impianti che abbiano le caratteristiche indicate dall’organismo internazionale. Subito dopo ci saranno altri progetti che avranno la stessa attenzione da parte nostra e faranno parte di un progetto di sistema».

Spalletti Juve, aria di rinnovo ma c’è un nodo da sciogliere: spunta una richiesta sul mercato! Tutti i dettagli

Spalletti Juve, rinnovo con i bianconeri vicino? Resta un nodo da sciogliere: spunta una richiesta sul mercato

L’assenza di impegni infrasettimanali, pur figlia delle eliminazioni da Coppa Italia e Champions League, concede alla Juventus un vantaggio prezioso: il tempo. Una settimana piena per riflettere, programmare e consolidare le basi del progetto tecnico. Al centro di tutto c’è il rinnovo di Luciano Spalletti, considerato il primo tassello imprescindibile. La durata dell’accordo non rappresenta un problema, forte della fiducia totale di Elkann e Comolli; il vero nodo riguarda invece il ruolo del tecnico nelle scelte di mercato. Spalletti vuole essere parte attiva di ogni decisione, in piena sinergia con Comolli, Chiellini e Ottolini. Non chiede nomi irraggiungibili, consapevole che il budget dipenderà dal ritorno in Champions, ma pretende 4-5 rinforzi di livello e profili con esperienza internazionale, anche a parametro zero come Bernardo Silva, come riportato da Tuttosport.

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Il tecnico ha già apprezzato la linea dei rinnovi avviata dal club: dopo Yildiz e McKennie, la priorità è blindare Locatelli e trovare un accordo definitivo con Vlahovic, considerato da Spalletti il centravanti ideale se riportato alla miglior condizione fisica. Parallelamente, l’allenatore ha posto un veto sulle cessioni eccellenti, chiedendo la conferma di pilastri come Bremer, Kalulu e Thuram, fondamentali per garantire continuità difensiva e solidità atletica.

La presenza costante dell’amministratore delegato Damien Comolli al JTC della Continassa testimonia la volontà di chiudere il rinnovo entro fine marzo. La Juventus non può più permettersi attese: questo mese senza coppe deve diventare il momento decisivo per sciogliere i nodi contrattuali e impostare i colpi estivi. Solo così il club potrà tornare a essere protagonista, in Italia e in Europa.

Arbitri Serie A: ufficiali le designazioni della 28ª giornata. Ecco la scelta per Milan Inter

Arbitri Serie A: sono state ufficializzate le designazioni della 28ª giornata. Chi è stato scelto per il derby Milan Inter

Attraverso il proprio sito ufficiale, l’AIA ha reso note le designazioni arbitrali per la 28ª giornata di Serie A.

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NAPOLI – TORINO    Venerdì 6/03 h. 20.45

FABBRI

BAHRI – POLITI

IV:      PERRI

VAR:     MAGGIONI

AVAR:      MAZZOLENI

CAGLIARI – COMO    Sabato 7/03 h. 15.00

MARINELLI

MORO – BIFFI

IV:      AYROLDI

VAR:      NASCA

AVAR:      GUIDA

ATALANTA – UDINESE     Sabato 7/03 h. 18.00

RAPUANO

COSTANZO – MASTRODONATO

IV:       FERRIERI CAPUTI

VAR:      DI BELLO

AVAR:       MERAVIGLIA

JUVENTUS – PISA    Sabato 7/03 h. 20.45

SACCHI J.L.

DI GIOIA – LAUDATO

IV:      TURRINI

VAR:     MARINI

AVAR:     GIUA

LECCE – CREMONESE    h. 12.30

SOZZA

COLAROSSI – ROSSI C.

IV:       PAIRETTO

VAR:      DI PAOLO

AVAR:    FOURNEAU

BOLOGNA – H. VERONA    h. 15.00

MUCERA

BINDONI – TEGONI

IV:     MASSA

VAR:     GIUA

AVAR:     MARINI

FIORENTINA – PARMA    h. 15.00

ZUFFERLI

IMPERIALE – CECCON

IV:     FELICIANI

VAR:     GARIGLIO

AVAR:     MARIANI

GENOA – ROMA     h. 18.00

COLOMBO

ROSSI M. – VECCHI

IV:     BONACINA

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:       MANGANIELLO

MILAN – INTER    h. 20.45

DOVERI (foto)

BACCINI – BERTI

IV:       MARCHETTI

VAR:     ABISSO

AVAR:     DI BELLO

LAZIO – SASSUOLO    Lunedì 9/03 h. 20.45

ARENA

MELI – ALASSIO

IV:     TREMOLADA

VAR:    PATERNA

AVAR:      ABISSO

Infortunio Lautaro, il rientro è vicino! Fissata la data per il ritorno in campo del capitano nerazzurro

Infortunio Lautaro, il ritorno del giocatore si avvicina ma la cautela resta massima. Lo staff medico ha fissato una possibile data per il rientro in gruppo

L’Inter deve fronteggiare un’assenza di assoluto rilievo per i prossimi impegni in calendario. Lautaro Martinez è fermo a causa di un infortunio muscolare che lo costringe a rimanere lontano dal gioco da circa due settimane. Secondo le informazioni divulgate da La Gazzetta dello Sport, il percorso clinico di Lautaro procede positivamente, ma richiede estrema attenzione quotidiana. Il giocatore salterà ufficialmente e definitivamente l’attesa sfida stracittadina in programma per questa domenica. L’attaccante non ha ancora raggiunto la totale condizione fisica necessaria per competere ad alti livelli. Per questo motivo, lo staff medico ha stabilito di non forzare in alcun modo le tempistiche del rientro. L’intenzione principale dei medici è quella di scongiurare preventivamente qualsiasi rischio di una ricaduta che allungherebbe ulteriormente i tempi di guarigione, compromettendo la volata finale. L’obiettivo del recupero è interamente finalizzato a riavere il calciatore a disposizione prima della sosta dedicata agli impegni delle Nazionali.

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Nel frattempo, Cristian Chivu sta attentamente valutando diverse soluzioni tattiche per cercare di compensare la mancanza nel reparto offensivo. La data fissata e segnata in rosso sul calendario per il rientro è quella del 22 marzo, giorno in cui si disputerà l’insidiosa trasferta contro la Fiorentina. Lautaro Martinez punta in maniera decisa a essere regolarmente inserito nella lista dei convocati per la gara che si giocherà al Franchi. Questo atteso match in terra toscana rappresenta indubbiamente uno snodo fondamentale per il percorso in campionato e per consolidare attivamente la posizione in classifica generale. La prolungata indisponibilità di Lautaro obbliga inevitabilmente il gruppo a riorganizzare lo sviluppo della manovra avanzata per mantenere invariata l’efficacia realizzativa sotto porta. Nelle prossime sessioni di allenamento nel centro di Appiano Gentile, il giocatore porterà avanti con costanza il proprio programma di lavoro strettamente personalizzato. L’auspicio concreto dello staff tecnico è quello di riaggregarlo al gruppo durante la settimana che precederà l’incontro con la formazione viola.

Allegri Real Madrid, altro che porta chiusa! Le richieste per il sì: vuole portarsi con sé quei due dal Milan!

Allegri Real Madrid, altro che porta chiusa! Le richieste per il sì: vuole portarsi con sé quei due dal Milan! Occhio al futuro del tecnico rossonero

Il futuro di Massimiliano Allegri, allenatore del Milan, potrebbe presto incrociarsi di nuovo con il Real Madrid, come riportato dalla Gazzetta dello Sport. Per la terza volta negli ultimi sette anni, il presidente Florentino Pérez sembra deciso a puntare sull’esperienza del tecnico livornese, dopo aver ricevuto due rifiuti precedenti. La prima volta, nel 2018, Allegri scelse di rimanere alla Juventus per continuare il suo ciclo vincente, mentre nel 2021, dopo aver ricevuto un’offerta concreta, rifiutò per sostenere il progetto della Vecchia Signora. Oggi, con un rapporto meno saldo con l’attuale dirigenza rossonera, l’allenatore potrebbe essere più incline ad aprire a una nuova opportunità.

Se Allegri decidesse di approfondire la trattativa, avrebbe già in mente due richieste fondamentali da sottoporre a Pérez. La prima riguarda Luka Modrić, centrocampista croato del Milan, che Allegri vorrebbe coinvolgere nel suo staff, qualora Modrić decidesse di ritirarsi dal calcio giocato. Il tecnico italiano stima il croato per la sua esperienza e abilità nella gestione dello spogliatoio, una risorsa che Allegri conosce bene grazie a questi mesi insieme in rossonero.

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La seconda richiesta riguarda Adrien Rabiot, centrocampista francese che ha giocato con Allegri sia alla Juventus che al Milan. Il tecnico vorrebbe portare il suo fedelissimo a Madrid come primo colpo di mercato dell’estate, aggiungendo qualità e solidità al centrocampo del Real Madrid.

Nonostante il derby imminente con l’Inter possa mettere da parte per il momento le trattative, il futuro di Allegri al Real Madrid appare sempre più probabile, e la squadra spagnola potrebbe finalmente trovare la giusta guida tecnica per la prossima stagione.

Varane svela: «Ecco cosa mi ha colpito del Como. Nico Paz deve stare dove si sente felice, sul futuro di Fabregas vi dico questo»

L’ex leggenda del Real Madrid, Raphael Varane, ha parlato del presente e futuro del Como con uno sguardo alla semifinale di ritorno contro l’Inter

L’ex giocatore del Manchester United, Raphael Varane, in un intervista al Corriere della Sera ha parlato del suo ruolo di dirigente nel Como, della visione della società, del suo allenatore e di Nico Paz. Ecco le sue parole.

LA VISIONE DEL COMO – «Mi ha colpito la visione del club. Mi hanno trasmesso la percezione che qui ogni cosa è possibile. La squadra sette anni fa giocava tra i dilettanti e ora è quinta in classifica. Quando ho smesso di giocare sono rimasto nel board del Como come ambassador, sfruttando la mia rete di contatti. Poi mi sono occupato del potenziamento del settore giovanile del club».

IL CALCIO IN ITALIA – «È fondamentale impostare una metodologia di lavoro e creare un’identità. Ecco perché per lo sviluppo del brand e a beneficio della comunità locale diventano fondamentali anche i summer camp. Vogliamo che i nostri siano i migliori al mondo. Il livello in Italia? Buono. Il problema spesso è che si punta a ottenere risultati a breve termine, mentre con i giovani si dovrebbe osare ma al contempo aspettare una loro crescita completa. Non credo che qui ci sia poco coraggio con i ragazzi ma il calcio è esasperato da tatticismi: la differenza fra vincere e perdere è minima».

I CONSIGLI AI RAGAZZI – «Bisogna avere pazienza. Per me il salto da una piccola squadra come il Lens al grande Real è stato enorme. Tutto viene amplificato, un mese sembra un anno. Non bisogna perdere la concentrazione. Nei momenti bui mi è stato accanto Zidane, che mi ha spiegato un concetto semplice: invece di disperdere energie prova ogni giorno nella sessione di allenamento a migliorare un singolo aspetto in cui ti senti carente. Si diventa resilienti».

LA SUA VITA – «Mi sposto molto. Vengo a Como più o meno ogni mese visitando i vari centri di allenamento dove lavorano le nostre squadre giovanili. Vivo in hotel però mi piace respirare l’aria da orgoglio comasco vedendo la partita nei pub quando la squadra gioca in trasferta. Quando sei un giocatore vivi nella bolla, ora apprezzo le vibrazioni tra la gente».

FABREGAS – «Prima di arrivare qui, come giocatore, ho parlato tanto con lui. Ha caratteristiche sue, sta facendo un lavoro enorme, creando un senso di appartenenza nei giocatori. È divertente veder giocare la sua squadra. Si vede che ha avuto ottimi maestri e che da ciascuno ha rubato qualcosa. Diciamo che giocare in Europa il prossimo anno potrebbe essere una motivazione extra per restare. Ma noi tutti siamo focalizzati sull’obiettivo, sul qui e ora. Preferirei la Coppa Italia o la Champions? Tutte e due, non scelgo».

NICO PAZ E IL REAL MADRID – «Non toccate la mia squadra, è sacra. A Nico direi di stare dove si sente più felice. Ma purtroppo né lui né noi abbiamo particolare voce in capitolo, tutto dipende dalla volontà del Real».

GLI OBIETTIVI FUTURI –«Trasformarci in una squadra che sia il punto di arrivo della carriera di un giocatore. Il mio sogno personale è portare anche in Italia il progetto Stages Varane che già è operativo e ha successo in Francia. Si tratta di football camp gratuiti e con finalità educative».

Italia, Gattuso stila la lista dei preconvocati per i playoff: c’è Verratti! Cosa filtra sulle scelte su Palestra, Chiesa e Zaniolo

Italia, Gattuso stila la lista dei preconvocati per i playoff: c’è Verratti! Il retroscena sulla mossa di Buffon e Bonucci per convincerlo a tornare

Il 26 marzo 2026 è una data sportiva che tutti i tifosi dell’Italia hanno inevitabilmente cerchiato in rosso. Insieme a quella, la speranza generale è che anche il 31 marzo 2026 possa rivelarsi altrettanto fondamentale per l’intero movimento. In quei due giorni andranno infatti in scena i delicatissimi playoff di qualificazione ai prossimi Mondiali, con il primo turno in programma a Bergamo contro l’Irlanda del Nord e, in caso di vittoria casalinga, lo scontro decisivo contro la vincente della sfida tra Bosnia e Galles.

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Gattuso è da tempo al lavoro per definire le scelte in maniera puntuale sui ragazzi che faranno parte di questa cruciale spedizione agonistica. In queste ultime ore sono state regolarmente inviate le pre-convocazioni ufficiali a molti atleti, regalando all’ambiente sportivo nazionale qualche importante sorpresa.

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Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, è già stata recapitata a Marco Verratti la lettera di pre-convocazione ed è praticamente certo di essere inserito all’interno della lista finale. Gattuso lo vuole fortemente come valida alternativa a Locatelli. Per convincerlo a rimettersi in gioco, si sono mossi in prima persona anche Gigi Buffon e Leonardo Bonucci, che nell’incontro avuto hanno ricoperto un ruolo rivelatosi davvero importantissimo.

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La comunicazione formale è arrivata anche a Liverpool a casa di Federico Chiesa, che Gattuso ha recentemente incontrato durante la cena raccontata da Sandro Tonali in quel di Londra. A differenza del passato, Federico Chiesa si è reso immediatamente disponibile, pur non avendo attualmente un minutaggio importante nelle gambe. Gattuso ne è pienamente consapevole, ha registrato l’apertura e ha concordato di riaggiornarsi a pochissimi giorni dalla scelta finale. Si va verso il sì, ma molto dipenderà dalla condizione atletica delle possibili alternative in rosa.

Secondo Tuttosport, infine, risulta certo della convocazione Marco Palestra, che sta facendo benissimo con la maglia del Cagliari. Al contrario, nonostante l’impatto positivo avuto a Udine, al momento non dovrebbe rientrare nell’elenco dei chiamati Nicolò Zaniolo, che va verso una dolorosa esclusione.

Marsiglia nel caos, il Tolosa lo elimina dalla Coppa di Francia e i tifosi si scatenano: lancio di fumogeni sui calciatori! Cos’è successo

Marsiglia nel caos, il Tolosa lo elimina dalla Coppa di Francia e i tifosi si scatenano: lancio di fumogeni sui calciatori! La ricostruzione

Non è bastata l’importante e attesa vittoria conquistata contro il Lione in campionato, fondamentale per riaprire ufficialmente la corsa al terzo posto, per placare gli animi all’interno dell’ambiente del Marsiglia. La pesantissima e inaspettata eliminazione ai quarti di finale della Coppa di Francia per mano del Tolosa ha fatto ripiombare la società nel caos assoluto. La situazione vissuta sugli spalti del Velodrome è risultata letteralmente impossibile da gestire per le autorità competenti.

Durante il match disputato sul rettangolo verde, la formazione padrona di casa è passata in vantaggio per ben due volte grazie alle reti siglate da Greenwood e da Paixao. Tuttavia, il Marsiglia è stato incredibilmente raggiunto per due volte dagli avversari, spinti dai gol messi a segno da Gboho e Cresswell. Questo incredibile e rocambolesco susseguirsi di emozioni ha costretto le compagini ad affrontare la sequenza dei calci di rigore per decretare il passaggio del turno. Il Tolosa ha sbagliato la propria esecuzione dal dischetto con Casseres, ma dall’altra parte hanno clamorosamente fallito il proprio tiro sia Balerdi che Nwaneri, sancendo di fatto l’amara eliminazione per Beye e i suoi compagni di squadra. Nel tabellone principale della prestigiosa competizione, il Tolosa affronterà lo Strasburgo, vittorioso per 2-1 sul Reims, in semifinale, mentre il Nizza attende la vincente tra Lione e Lens.

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Secondo quanto riportato con dovizia di particolari dal quotidiano L’Equipe, il clima al termine della gara è degenerato in maniera estremamente preoccupante per tutti. La rosa del Marsiglia è rientrata tristemente negli spogliatoi coperta dagli insulti pesanti dei propri ultras. I calciatori sono stati addirittura presi di mira con il lancio di diverse bombe fumogene. Per questo gravissimo e inaccettabile motivo legato alla sicurezza personale, gli atleti hanno preferito rinunciare all’idea iniziale di avvicinarsi alle reti dove si erano radunati moltissimi tifosi per arrivare ad un confronto diretto. Adesso, dopo l’eliminazione dalla Champions League per via del gol di Trubin contro il Real Madrid, il Marsiglia deve destinare tutte le proprie energie esclusivamente alla complicata rincorsa per la qualificazione alla prossima edizione del torneo continentale.

Collovati sul derby: «Non capisco le critiche ad Allegri, ma lo Scudetto è già assegnato. Sulla comunicazione di Chivu»

L’ex calciatore, Fulvio Collovati, ha commentato il derby di Milano tra aneddoti del passato, qualche frecciatina a Chivu e lo Scudetto

L’ex giocatore di Milan e Inter, Fulvio Collovati, in un’intervista alla Gazzetta dello Sport ha parlato del passato, del presente delle due formazioni, dei due allenatori e della sua fede calcistica. Ecco le sue parole.

PENTITO DEL PASSAGGIO ALL’INTER – «Mai. Per me era essenziale giocare in A per non perdere la Nazionale. Non dovete dimenticare che un anno di B già l’avevo fatto, proprio per il legame col Milan. Ma Bearzot era stato chiaro. O così, o ciao azzurri. Potevo andare anche in altre squadre, è vero, ma mi confrontai con mia moglie Caterina e valutammo che fosse meglio non spostarci da Milano. E poi l’Inter era l’Inter, un club prestigioso».

IL PRONOSTICO SUL DERBY – «Non sono un oracolo e non so dirti chi vincerà ma mi aspetto una partita di attacco da parte dell’Inter e di attenzione da parte del Milan. Come all’andata. Ma non è detto, ovviamente, che il risultato sia lo stesso. L’assenza di Lautaro pesa ma Chivu ha altre soluzioni. E il Milan può colpire con le sue frecce, a cominciare da Pulisic. Lo scudetto è assegnato comunque. Ormai è dell’Inter. Con pieno merito, tra l’altro».

I LAMENTI DI CHIVU – «Questo è incomprensibile. Non ho gradito il suo stile comunicativo delle ultime settimane, così come lo avevo apprezzato in precedenza. Prima la strenua difesa di Bastoni, che ha ammesso di suo l’errore. Ora sostiene che alla sua Inter non venga riconosciuto il valore di certi risultati. Ma cosa si aspettava, gli applausi dopo essere stato eliminato dal Bodo/Glimt in Champions? Dai, su».

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LA STAGIONE DELL’INTER – «Positiva. Molto positiva. Se porti a casa un trofeo, hai centrato comunque un obiettivo. E il campionato italiano non è mai scontato».

IL MILAN DI ALLEGRI STA OTTENENDO IL MASSIMO – «Certamente. Io certe critiche a Max le capisco poco. Forse i milanisti hanno dimenticato dove stavano prima che lui arrivasse. Magari il Milan è stato avvantaggiato rispetto alle concorrenti per la Champions League per non aver giocato in Europa. Ma sta facendo comunque un ottimo campionato».

L’APPELLO DI LEAO – «Divertente. Mi lascia pensare che di solito i giocatori facciano baldoria nelle altre, di settimane. Ai miei tempi non era così. Intendo affermare che il derby era davvero sentito, anche tra noi calciatori. Esisteva una rivalità forte che rendeva naturale qualche sacrificio. Se sbagliavi in quella partita eri marchiato a vita. Nessuno si faceva vedere in giro per la città, nemmeno per una cena fuori. E poi il ritiro… E’ una strategia che non comprendo e non approvo. A me piaceva andare in ritiro. Lo consideravo un elemento necessario per cementare il gruppo. Anzi io non vedevo l’ora di stare con i miei compagni, anche a costo di discutere con mia moglie. Tutto è meno umanizzato nel calcio moderno. Forse è un’evoluzione normale del business ma io preferivo i rapporti di prima. La goliardia, lo sfottò».

IL GOL DI HATELEY – «Ancora me lo rinfaccia Mark, quando mi incontra. Ci scherziamo da oltre quarant’anni, siamo anche andati insieme a una puntata di “Quelli che il Calcio” rivisitando il contrasto aereo a ruoli ribaltati. Ma è questo che dico quando parlo di sentimenti veri. Ci tenevamo tanto noi a battere i nostri avversari. E per i tifosi del Milan quel gol stimolò il senso di rivalsa. Loro si erano sentiti traditi da me anche se, ribadisco, io un anno in Serie B già l’avevo fatto proprio per lealtà nei loro confronti».

IL SUO GOL DA EX – «Ci fu un grande equivoco perché Aldo Serena, da attaccante attento ai numeri, si prese la paternità del gol nelle interviste. Ma avevo segnato io e negli archivi della Gazzetta puoi controllare: venne attribuito a me. Quel derby me lo porto nel cuore. Ai difensori non capita spesso di essere ricordati per una rete. Tanto più in una partita così sentita».

IL TIFO DA RAGAZZO – «Ma non farmi ‘sta domanda… Sono un commentatore Rai, secondo te posso non essere super partes? Da ragazzo tifavo Milan. Ma quello slancio, quando sei un professionista, nel tempo si perde. Avrai notato che cambiando maglia ho sempre dato il massimo per le squadre che rappresentavo. L’Inter e non solo».

Fiorentina, il flop del mercato estivo tra le cause della stagione da incubo: 90 milioni di rimpianti

Fiorentina, il flop del mercato estivo tra le cause della stagione da incubo: 90 milioni di rimpianti. L’analisi della Gazzetta dello Sport

La Fiorentina si trova a fare i conti con una stagione ben al di sotto delle aspettative, nonostante l’ingente investimento effettuato sul mercato estivo. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il club viola ha speso ben 90 milioni di euro per rinforzare la rosa, ma la situazione in classifica è tutt’altro che rassicurante. A 11 giornate dalla fine del campionato, la squadra si trova in terzultima posizione, a pari punti con Cremonese e Lecce, lottando per la salvezza.

L’investimento sul mercato ha visto l’acquisto di numerosi giocatori, tra cui Roberto Piccoli (arrivato dal Cagliari per 25 milioni di euro), Simon Sohm dal Parma per 15 milioni, e Jacopo Fazzini dall’Empoli per 9 milioni. Questi acquisti, insieme ad altri come Gudmundsson, Fagioli, e Gosens, dovevano essere i pilastri per il salto in Europa, ma finora i risultati non sono arrivati. Piccoli, per esempio, ha totalizzato solo 5 gol in 1600 minuti di gioco, con appena due reti in Serie A, a fronte di un costo elevato.

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L’allenatore Paolo Vanoli si è trovato a gestire una situazione difficile, con alcuni acquisti già ceduti a gennaio, tra cui Sohm al Bologna e Viti e Nicolussi Caviglia in prestito. L’infortunio grave di Tariq Lamptey, arrivato dal Brighton, ha complicato ulteriormente le cose.

Nonostante gli investimenti, la Fiorentina non sembra avere una squadra da retrocessione, e il valore di mercato degli acquisti lo conferma. Tuttavia, la salvezza non dipenderà solo dai milioni spesi, ma dalla forza del gruppo e dalla determinazione di giocatori come Kean e Mandragora. Ora, con il cambio di direzione in società e il passaggio a Fabio Paratici come direttore sportivo, la squadra dovrà cercare di invertire la rotta con una seconda parte di stagione da salvare.

Gasperini il trasforma bomber, Malen è la sua ultima creazione alla Roma: quanti attaccanti esplosi sotto la sua gestione!

Gasperini il trasforma bomber, Malen è la sua ultima creazione alla Roma: quanti attaccanti esplosi sotto la sua gestione! Da Milito a Retegui

Gian Piero Gasperini continua a dimostrarsi un maestro nel trasformare attaccanti in stelle. Dopo aver rivoluzionato il gioco offensivo in Italia, il tecnico ha trovato un nuovo gioiello in Donyell Malen, centravanti olandese della Roma, che sta vivendo un’esplosione di rendimento sotto la sua guida. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, Gasperini ha saputo valorizzare le sue caratteristiche, facendo crescere la media gol della squadra e potenziando la sua forza offensiva.

Malen, in questa stagione, ha realizzato 6 gol in 7 partite, migliorando notevolmente i numeri della Roma. Con lui in campo, la squadra ha passato una media di 2 gol a partita, un incremento significativo rispetto alla prima parte della stagione. Questi numeri lo pongono in testa per tiri totali (36), conclusioni in porta (13), e tocchi in area (70), statistiche che dimostrano quanto il centravanti stia diventando un punto fermo del gioco di Gasperini.

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La Roma non è l’unico club ad avere avuto esperienze positive con il tecnico di Grugliasco nel valorizzare attaccanti: da Borriello a Milito, passando per Zapata, Muriel, Lookman e tanti altri, Gasperini ha creato una vera e propria scuola di centravanti prolifici. La sua abilità nell’allenare le punte ha trovato, dunque, un nuovo capitolo con Malen, che sta finalmente trovando continuità dopo una fase iniziale più difficile.

La sfida per il tecnico ora sarà quella di gestire al meglio Malen nel calendario fitto che attende la Roma. Gasperini ha già in mente di ruotare i suoi uomini, concedendo qualche riposo all’olandese per mantenerlo fresco per le prossime sfide decisive, senza intaccarne però il suo impatto offensivo. Con il mondiale e le partite cruciali per la Roma in arrivo, Malen potrebbe diventare la chiave per il successo della stagione giallorossa.

Probabili formazioni Milan Inter: ballottaggio in attacco per affiancare Leao. Ecco il prescelto di Allegri

Probabili formazioni Milan Inter, le ultime novità sulla formazione titolare e il favorito in attacco per affiancare Leao nel derby

Il tanto atteso derby di Milano è ormai alle porte. Tra tre giorni (domenica sera) andrà in scena l’attesissima sfida che potrebbe riaprire definitivamente il discorso per lo scudetto, oppure di chiuderlo in modo irrevocabile. Per questo motivo, Massimiliano Allegri è chiamato a preparare la partita perfetta sotto ogni punto di vista. In queste ore, il tecnico, stando a quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, sarebbe alle prese con un dubbio legato all’attacco da schierare domenica contro la formazione avversaria. La certezza assoluta è la presenza dal primo minuto di Rafael Leao. Il giocatore, nella recente trasferta di Cremona, dopo aver sprecato due ottime occasioni da rete, ha comunque trovato il guizzo vincente siglando il suo nono gol in campionato.

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Per l’altra maglia disponibile nel reparto avanzato è in corso una corsa a due. Il serrato ballottaggio è ufficialmente aperto, con lo statutinense Christian Pulisic e il francese Christopher Nkunku che si giocano concretamente il posto da titolare in vista di Milan-Inter. Al momento attuale, secondo le ultime ricostruzioni fornite dal quotidiano, sarebbe il francese a partire leggermente favorito nelle gerarchie. Il mister vorrebbe infatti sfruttare al massimo le ripartenze veloci, cercando di replicare fedelmente la strategia già messa in atto nella gara di andata.

La scelta del partner offensivo risulterà determinante per scardinare la retroguardia avversaria e conquistare l’intera posta in palio. Le prossime sedute di allenamento saranno decisive per sciogliere le riserve definitive. L’intero ambiente sportivo attende con immensa trepidazione il fischio d’inizio di questa stracittadina, consapevole che il verdetto del campo influenzerà pesantemente le sorti della stagione agonistica e gli equilibri in classifica.

Lipani si racconta: «Cerco di rubare i segreti da Matic, la Nazionale è un sogno. L’obiettivo con il Sassuolo è quello»

Il giovane centrocampista del Sassuolo e dell’Italia, Luca Lipani, si è raccontato così sulle colonne della Gazzetta dello Sport

Luca Lipani ha già al suo attivo un Europeo Under 19 vinto, l’argento mondiale Under 20. Ora è capitano dell’Under 21 e al Sassuolo sta crescendo bene. La Gazzetta dello Sport lo ha intervistato.

GROSSO DICE CHE STA SBOCCIANDO – «Mi fa piacere. La consapevolezza sta crescendo di partita in partita. Piccoli step, ma continui che spero mi portino a raggiungere il mio livello massimo. Non so quando arriverà: uno, due, cinque anni. L’importante è crescere sempre col lavoro».

SENTE LA RESPONSABILITA’ DI RILANCIARE I GIOVANI ITALIANI – «La responsabilità no, la voglia sì. La sfida di dimostrare che il livello di certe nazioni è anche il nostro è uno stimolo forte e importante. I giovani ci sono anche da noi».

NEMANJA MATIC – «Sì, ho il privilegio di poterlo osservare e lo faccio ogni giorno. Cerco di rubargli i segreti del ruolo, capire le sue giocate, come rendere semplici situazioni che non lo sono. Gli ruberei il modo di stare in campo, come comanda la squadra. Le sue letture, la tranquillità con cui gestisce la palla e la sua capacità di governare le partite. Legge le situazioni due secondi prima degli altri».

IL SASSUOLO COME AMBIENTE IDEALE – «Sì. Per filosofia, organizzazione e programmazione. Una grandissima società che lavora con i giovani e crede nel loro sviluppo. Non mi aspettavo nulla, tutto è arrivato per gradi. Uno vuole sempre giocare, è chiaro, ma sei mesi prima o dopo non fanno differenza. Le qualità, se ci sono, alla lunga emergono. Non mi sono mai messo pressioni».

BERARDI – «Mimmo è importantissimo e non solo per gli italiani. La sua carriera parla da sola. È un campione da cui si può solo imparare, ce lo godiamo».

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QUANTO CONTA L’AZZURRO – «Tantissimo, mi ha segnato. Un mese e mezzo in Nazionale, una parentesi meravigliosa. Il Mondiale in Argentina è stato soprattutto un’esperienza di vita, l’incontro con altre culture mi ha lasciato tanto a livello umano. La vittoria dell’Europeo ha avuto una dimensione più calcistica, è stato il momento della felicità e della consapevolezza. Ora in Under 21 l’obiettivo è quello di andarci a giocare a viso aperto tutte le partite, sapendo che abbiamo una squadra forte come ci dice sempre il ct Baldini. Il nostro motto è credere in noi stessi».

IL SOGNO DELLA NAZIONALE MAGGIORE – «Chi non pensa alla Nazionale? È il sogno di ogni ragazzo che gioca a calcio. Lo vivo come un desiderio, un qualcosa da raggiungere, che dà grandi motivazioni».

GLI IDOLI D’INFANZIA E IL RUOLO – «Da bambino ero rapito da Gerrard. Io mi sento sia play che mezzala. Penso di poter fare entrambi i ruoli».

IL LEGAME CON IL GENOA – «Sono nato a Genova, sono legatissimo alla città e al club. Tutta la mia famiglia è genoana. Ora però non voglio guardare troppo avanti, penso solo al Sassuolo. Poi, certo, non aver potuto giocare una partita da titolare col Genoa a Marassi è un’emozione che mi manca».

GLI OBIETTIVI STAGIONALI DEL SASSUOLO – «Se siamo la sorpresa del campionato non lo so. Questo dovete giudicarlo voi. Vogliamo arrivare il più in alto possibile. Non c’è un obiettivo preciso, se non quello di giocarci tutte le nostre chance».

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Il futuro della Juventus è profondamente legato al ritorno sul palcoscenico continentale più prestigioso. Mentre Kenan Yildiz e Weston McKennie hanno già rinnovato per sposare il nuovo progetto sportivo, e Luciano Spalletti si appresta a compiere lo stesso passo, la programmazione della rosa rimane in gran parte vincolata a un obiettivo specifico: la qualificazione alla Champions League. Giocare il torneo internazionale non rappresenta semplicemente un vanto sportivo, ma costituisce un’esigenza economica fondamentale in grado di variare la disponibilità di spesa di circa sessanta-settanta milioni di euro, secondo le analisi riportate da La Gazzetta dello Sport.

Raggiungere il quarto posto in graduatoria, un piazzamento attualmente detenuto dalla Roma che mantiene un vantaggio di quattro punti, risulterebbe determinante. Questo traguardo concederebbe a Damien Comolli la libertà di manovra necessaria per trattare atleti di grandissimo livello internazionale. Attualmente, le preferenze per rafforzare la linea mediana ricadono su Sandro Tonali, Bernardo Silva e Leon Goretzka. Questi tre colpi di altissimo profilo aumenterebbero in maniera esponenziale il tasso tecnico della formazione a disposizione dello staff, ma ogni offensiva economica è rigorosamente legata alle entrate garantite dall’ente della Champions League.

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In caso di mancato accesso al torneo europeo, l’orizzonte del club bianconero muterebbe radicalmente, costringendo la dirigenza a scandagliare alternative decisamente meno sicure. Un simile scenario comporterebbe il pericolo concreto di incappare in investimenti non fruttuosi, ricalcando le difficoltà operative recentemente emerse nella gestione dell’affare Openda. Di conseguenza, il cammino di Spalletti nelle ultime undici giornate di campionato assume un duplice valore. Non è in ballo unicamente la posizione finale nel torneo nazionale, ma si decide in modo diretto il reale spessore della squadra della prossima annata agonistica, definendo con precisione le reali ambizioni di vertice dell’intero gruppo.

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