Pagina 280 – Calcio News 24

Tottenham, altro ko per i ragazzi di Tudor e incubo retrocessione ancora vivo. Il crollo dgli Spurs sotto gli occhi di… Giuntoli

Tottenham, nuovo crollo per la squadra di Tudor: incubo retrocessione e ko sotto gli occhi di Giuntoli

Il Tottenham sprofonda in una crisi sempre più profonda e la sconfitta interna per 1-3 contro il Crystal Palace, quinta consecutiva in Premier League, alimenta lo spettro della retrocessione. Gli Spurs non vincono dal 28 dicembre e anche l’arrivo di Igor Tudor, subentrato a metà febbraio, non ha invertito la rotta. La gara sembrava essersi messa bene dopo il gol di Solanke, ma l’espulsione di Van de Ven e il rigore trasformato da Sarr hanno ribaltato l’inerzia, con il Palace capace di colpire due volte nei minuti di recupero del primo tempo. Il crollo, avvenuto sotto gli occhi di Cristiano Giuntoli presente sugli spalti, ha scatenato la frustrazione dei tifosi, molti dei quali hanno lasciato lo stadio già all’intervallo.

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Il quadro generale è desolante: Tudor ha ereditato una squadra già in difficoltà dopo l’esonero di Thomas Frank, ma i risultati non sono migliorati. Tre sconfitte su tre per il tecnico croato, che si aggiungono a un 2026 iniziato con appena quattro punti raccolti. Il Tottenham è ora fermo a 29 punti, appena uno sopra la zona retrocessione occupata da Nottingham Forest e West Ham. Oltre ai risultati, preoccupano le prestazioni: scelte tattiche discutibili, posizionamenti sbagliati e una squadra che sembra aver perso fiducia e identità. Le parole dure di Tudor dopo il ko con il Fulham, in cui aveva criticato atteggiamento e personalità dei suoi, hanno ulteriormente incrinato un ambiente già teso.

In questo contesto, la posizione dell’allenatore è sempre più in bilico. La stampa inglese aveva già indicato la sfida con il Crystal Palace come un possibile spartiacque e la sconfitta potrebbe accelerare una decisione drastica da parte della dirigenza, soprattutto in vista dei prossimi impegni contro Liverpool, Aston Villa, Chelsea e Atlético Madrid in Champions League. Sui social cresce il malcontento dei tifosi, molti dei quali chiedono l’esonero del croato e l’arrivo di un tecnico più esperto di Premier League. La spirale negativa non accenna a fermarsi e il timore di una stagione disastrosa, con il rischio concreto di retrocessione, è ormai più vivo che mai: il Tottenham riflette sul futuro di Tudor.

Infortunio Savona, operato al ginocchio l’ex Juve: intervento riuscito, stagione ai titoli di coda

Infortunio Savona, l’ex Juve sotto i ferri per un problema al ginocchio: operazione riuscita, stop fino a fine stagione

La stagione di Nicolò Savona si è chiusa in anticipo, ma l’intervento al ginocchio è perfettamente riuscito. Il difensore classe 2003, passato la scorsa estate dalla Juventus al Nottingham Forest, ha dovuto fermarsi a causa di un problema che ne aveva limitato il rendimento nelle ultime settimane, rendendo inevitabile l’operazione. Uno stop che interrompe un’annata in cui il giovane azzurro si stava imponendo in Premier League: 20 presenze, oltre 1.500 minuti, due gol e due assist a testimoniare una crescita costante.

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L’ultima partita risale al 3 gennaio e l’ultima convocazione al 25 gennaio contro il Brentford, prima che il dolore lo costringesse ai box e al consulto specialistico. Dopo l’intervento, Savona ha rassicurato tutti con una foto su Instagram e un messaggio chiaro: «Ci rivediamo presto in campo». Il Nottingham Forest ha subito rilanciato il post, confermando pieno sostegno al giocatore.

Nonostante l’amarezza per la chiusura anticipata della stagione, la continuità mostrata prima dell’infortunio lascia ottimismo per il suo rientro: il club inglese sembra intenzionato a puntare ancora forte su di lui nella prossima annata.

Cagliari, Albarracin spiega: «I primi giorni sono stato molto seguito, non è stato così difficile come si potrebbe pensare»

Cagliari, Albarracin: «I primi giorni sono stato seguito. Lavoro per esordire! A Cagliari la gente è fantastica». Le parole

Agustín Albarracín, attaccante del Cagliari, ha raccontato ai microfoni dell’emittente uruguaiana Sport 890 le sensazioni dei suoi primi mesi in Italia, soffermandosi sull’impatto con la Serie A e sull’adattamento alla vita in Sardegna. L’attaccante ha descritto le difficoltà iniziali, il livello competitivo del campionato e l’accoglienza ricevuta dal club, spiegando come questa esperienza stia rappresentando per lui un passaggio fondamentale nella crescita professionale e personale.

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AMBIENTAMENTO – «Beh, la verità è che i primi giorni sono stato molto seguito, quindi non è stato così difficile come si potrebbe pensare. C’erano due dei miei rappresentanti qui con me, mi hanno aiutato con tutto, specialmente con la questione della casa, quindi mi hanno reso le cose molto più semplici».

IMPATTO CON IL CALCIO ITALIANO – «Per quanto riguarda l’aspetto calcistico, l’adattamento è stato rapidissimo. Sono arrivato e dopo soli due giorni ero già in panchina contro l’Hellas Verona, quindi non ho avuto molto tempo per pensare. Ma sono felice e sto lavorando duramente per esordire il prima possibile».

DIFFERENZA CAMPO DA GIOCO- «Credo che ci sia una grande differenza nel terreno di gioco. L’ho già detto in altre interviste: per me che gioco davanti, sono un attaccante e mi piace avere la palla tra i piedi, qui è tutto più facile. In Uruguay a volte la palla rimbalza ovunque, questa è la realtà. Qui invece scorre in modo spettacolare e questo rende anche il ritmo di gioco più veloce, credo sia tutto collegato alla qualità dei campi».

Paolo Berlusconi racconta così il fratello Silvio: «I giocatori che avrebbe voluto? Forse Maradona e Totti. Li ammirava»

Paolo Berlusconi sul fratello Silvio: «I giocatori che avrebbe voluto? Forse Maradona e Totti. Li ammirava». Le sue parole

Le origini del successo mondiale del Milan affondano in un legame profondo e antico, come ha ricordato Paolo Berlusconi in un’intervista ad AS, ripercorrendo i momenti che spinsero suo fratello Silvio a rilevare il club e a trasformarlo in una potenza europea: non fu soltanto una scelta imprenditoriale, ma il compimento di un sogno nato nell’infanzia, tra le strade di Milano, dove la passione rossonera prese forma molto prima che diventasse un progetto destinato a cambiare la storia del calcio.

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Sull’arrivo di Berlusconi nel mondo Milan«Il club stava attraversando un periodo difficile. Il presidente Giuseppe Farina era praticamente in procinto di andarsene nel 1986, e Silvio pensò che fosse giunto il momento di restituire alla città ciò che il Milan gli aveva dato. La nostra candidatura era naturale. Avevamo questo piano ben chiaro in mente. C’era l’opzione di collaborare con una compagnia petrolifera italiana, ma non funzionò».

Sulle ambizioni di Berlusconi«Un’altra cosa che ossessionava Silvio era che dovevamo vincere, a prescindere da tutto, ovunque giocassimo. Attaccare, dominare, zero speculazioni. Niente calcoli, niente formule matematiche… Prima, per esempio, la logica imponeva di vincere in casa e pareggiare in trasferta. Questo garantiva la vittoria del campionato, ma per noi non bastava. Era superato. Un’altra idea era dimostrare al mondo che l’Italia non era un catenaccio costruito su difesa e contropiedi. Voleva rompere schemi e luoghi comuni. Il nostro Milan non ha mai smesso di attaccare. Ricordate le nostre partite contro il Real Madrid in Coppa dei Campioni? Non c’era differenza tra San Siro e il Bernabéu. A Madrid ci applaudivano anche loro, perché erano abituati al bel calcio».

Sui suoi sogni calcistici proibiti«Forse Maradona e Totti. Li ammirava. Non abbiamo mai provato a ingaggiarli perché Silvio credeva e difendeva gli stemmi dei club. Sapeva che erano rispettivamente gli stemmi di Napoli e Roma. Ma diceva che erano intoccabili».

Bale svela: «Mi sono rotto un disco nella schiena a 18 anni. Ho giocato con quella distorsione per tutta la carriera»

Bale si racconta: «Mi sono rotto un disco nella schiena a 18 anni. Ho giocato con quella distorsione in carriera»

Gareth Bale resta uno dei calciatori gallesi più vincenti e iconici di sempre, secondo solo a Ryan Giggs per palmarès e longevità, ma con una parabola altrettanto straordinaria: dagli inizi al Tottenham come terzino dirompente, capace di trasformarsi al Real Madrid in una delle ali più devastanti d’Europa per velocità, tecnica e attacco dello spazio, fino a diventare uno dei protagonisti del ciclo vincente dei Blancos negli anni 2010.

Il suo percorso è segnato da momenti destinati a rimanere nella memoria collettiva, su tutti la finale di Champions League 2018 contro il Liverpool, quando entrò dalla panchina e firmò una rovesciata che ancora oggi è considerata una delle reti più spettacolari nella storia della competizione. Ritiratosi a 33 anni dopo una carriera chiusa con 22 trofei, Gareth Bale ha rivelato alla BBC un dettaglio finora rimasto nascosto: per gran parte della sua vita professionistica ha convissuto con un’ernia del disco, comparsa già a 18 anni quando vestiva la maglia del Tottenham. Una condizione che non gli ha impedito di diventare uno dei giocatori più decisivi della sua generazione, ma che oggi offre una nuova prospettiva sulle difficoltà fisiche affrontate lungo tutto il suo percorso.

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PAROLE – «Mi sono rotto un disco nella schiena quando avevo 18 anni al Tottenham. Ho giocato con quella distorsione per tutta la carriera. Ho avuto molti infortuni ai polpacci (gastrocnemio e soleo) a causa della schiena . Non ne ho mai parlato apertamente quando giocavo perché alcuni dicevano: ‘Si sta inventando delle scuse’. Era gestibile, ma alla fine mi ha lasciato il segno»

LE CURE «Non sapevo mai quando mi avrebbe potuto colpire, e ovviamente la gente diceva: ‘Oh, non si prende cura di sé’, ma mi sono assicurato che i miei polpacci e i muscoli solei fossero a prova di proiettile. Ma, ripeto, quando qualcosa andava storto, non potevo fare altro che farmi un’iniezione nella schiena per calmarmi».

Lautaro Martinez non ha dubbi: «Il sogno che voglio realizzare? Conquistare la Champions League»

Lautaro Martinez, attaccante dell’Inter, sicuro: «Il sogno che voglio realizzare? Conquistare la Champions League»

Il capitano dell’Inter, Lautaro Martínez, ha risposto alle curiosità dei tifosi durante una live chat sui canali di Dazn, offrendo uno spaccato diretto e informale sul suo rapporto con il club e sulla vita da leader nerazzurro. L’argentino ha toccato vari temi, dalle ambizioni personali ai momenti più significativi vissuti con la maglia dell’Inter.

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Alla domanda sul momento più difficile della sua carriera, ha spiegato che ne ha affrontati diversi, spesso più legati alla sfera personale che al campo, citando l’infortunio al metatarso e quello alla caviglia durante i Mondiali. Riguardo al sostegno dei tifosi dell’Inter, ha parlato di orgoglio, raccontando di essersi sentito amato sin dal primo giorno. Sul recupero ha rassicurato tutti: “Benissimo, giorno dopo giorno meglio”. Quando gli è stato chiesto cosa significhi giocare con Messi, ha risposto senza esitazioni: “È il migliore in assoluto”. Al giovane Lautaro del Racing direbbe di continuare sulla stessa strada, con lavoro, umiltà e rispetto. Il suo ricordo più bello è la Coppa del Mondo, mentre gli stadi che sente come seconde case sono El Cilindro e San Siro. La prima volta con la fascia al braccio a San Siro? “Emozione pura, inspiegabile”. Il suo idolo d’infanzia è il padre, e alla domanda se sarà presente al derby ha risposto semplicemente: “Sì, sempre”.

Parlando dei traguardi personali, Lautaro ha ammesso che non avrebbe mai immaginato di entrare nel podio dei marcatori all‑time dell’Inter, ma che con lavoro e sacrificio tutto è possibile. Se dovesse descrivere l’Inter con una sola parola, sceglierebbe “Pasion”. Guardare la squadra dagli spalti, invece, gli provoca un’unica sensazione: “Vuoi essere in campo!”. Il difensore più forte affrontato in Serie A è Bremer, mentre il miglior giocatore contro cui abbia mai giocato resta Messi. Ha ancora sogni da realizzare, e uno in particolare: la Champions League. Infine, a chi gli chiedeva quale squadra allenerebbe un giorno, ha risposto con sincerità: non ha alcuna intenzione di diventare allenatore.

Nainggolan svela: «Icardi? Era una persona chiusa: il capitano dell’Inter ma fuori dal campo non era presente con tutti quanti»

Nainggolan spiazza tutti e parla di Icardi: «Era una persona chiusa: il capitano dell’Inter ma fuori dal campo non era presente»

Radja Nainggolan, in una lunga intervista in cui ha ripercorso vari momenti della sua carriera, è tornato anche sulla parentesi vissuta all’Inter e sul caso che coinvolse Mauro Icardi, allora capitano nerazzurro. L’ex centrocampista di Roma e Inter ha raccontato la sua versione dei fatti, soffermandosi sul clima di quei mesi e sulle dinamiche che portarono l’argentino a essere messo ai margini dal club.

Parlando a Sportium.FUN, il belga ha spiegato come visse dall’interno quella situazione, offrendo uno sguardo diretto su uno dei capitoli più discussi della recente storia interista.

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SU ICARDI – «Era una persona molto chiusa: era il capitano dell’Inter ma fuori dal campo non era molto presente con tutti quanti. Per come lo conoscevo in spogliatoio, era un bravissimo ragazzo: poi ognuno ha i suoi problemi a casa e magari non ne vuole parlare, ma con me è sempre stato corretto e bravo. Io non credo mai a quello che si scrive, io devo conoscere la persona: se la persona è cattiva, ma con me è sempre buona e rispettosa, per me non è cattiva. Io ragiono cos»

QUEL CAOS CON SPALLETTI… – « C’era Lautaro che non giocava, Icardi era il capitano dell’Inter e aveva fatto un sacco di goal: ma Spalletti non aveva accettato il fatto che, secondo lui, avesse finto un infortunio per non giocare contro il Francoforte. E poi da lì la sua avventura è finita: penso sia quello il vero motivo per cui non andassero più d’accordo».

Sassuolo, Carnevali sicuro: «Mi è spiaciuto vedere l’accanimento dei grandi club nei confronti degli arbitri, una cosa esagerata»

Sassuolo, Carnevali: «Dispiace l’accanimento dei grandi club nei confronti degli arbitri, una cosa esagerata». Le parole

Le tensioni tra club di Serie A e classe arbitrale continuano a crescere in una stagione particolarmente complessa per il gruppo guidato da Gianluca Rocchi. Le prestazioni dei direttori di gara sono finite nuovamente al centro del dibattito, alimentando critiche e malumori da parte di dirigenti e addetti ai lavori.

In questo clima agitato è intervenuto Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, che ai microfoni di Radio Sportiva ha voluto prendere posizione sul tema. Le sue parole arrivano come un segnale distensivo in un momento in cui l’AIA è sotto pressione e il confronto tra club e arbitri appare sempre più acceso.

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PAROLE – «Mi è spiaciuto vedere l’accanimento dei grandi club nei confronti degli arbitri, è stata una cosa esagerata. Gli arbitri sbagliano come i giocatoti e i dirigenti. Il VAR va migliorato, deve intervenire solo nelle occasioni evidenti per sanare errori importanti. Le decisioni devono essere degli arbitri, nel bene e nel male. Il gioco deve essere più scorrevole, più divertente. Quando ci sono situazioni in cui i giocatori fanno degli errori, come nel caso di Bastoni, è chiaro che il VAR debba intervenire anche sugli atleti stessi»

FUTURO – «Ho la fortuna di lavorare in un grande club, con una grande proprietà. Poi, chiaramente, tutti abbiamo delle ambizioni, è normale che prima di fare determinate scelte devi pensarci mille volte».

Nuovo stadio Flaminio, il progetto della Lazio accelera: struttura dei fondi e investimenti nel dettaglio

Nuovo Stadio Flaminio, il progetto della Lazio adesso fa sul serio: investimenti e fondi entrano nella fase decisiva

Il progetto di riqualificazione del Flaminio e la costruzione del nuovo stadio della Lazio stanno entrando nella fase decisiva, sostenuti da un forte contributo di banche e fondi. Sono già stati garantiti 284 milioni di euro, pari al 59,17% dell’investimento complessivo, provenienti da investitori istituzionali e coordinati dallo studio Fiori, incaricato di seguire l’intera operazione . Il costo totale dell’intervento ammonta a 480 milioni di euro, mentre la parte restante sarà gestita tramite una Newco che nascerà dopo il via libera del Campidoglio: avrà un capitale di circa 10 milioni e un finanziamento dei soci tra 75 e 80 milioni, con fondi da erogare entro il 2027 e un rimborso previsto tra il 2086 e il 2114 . Nonostante gli eventi extra‑sportivi non rappresentino una voce determinante nei primi anni, il piano prevede comunque 37,5 milioni di ricavi nel primo esercizio, con un contributo limitato da convegni e concerti.

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Il prossimo passaggio formale sarà la Conferenza dei Servizi, necessaria per ottenere l’autorizzazione definitiva. Una volta approvato il progetto, l’avvio dei lavori è previsto nel primo semestre del 2027, con conclusione stimata per l’inizio del 2031, così da rendere l’impianto disponibile in vista degli Europei 2032 ospitati da Italia e Turchia. Durante la fase di costruzione saranno impiegate circa 500 persone, confermando la portata dell’intervento e il suo impatto sul territorio. Parallelamente, il progetto punta a trasformare il Flaminio in un’infrastruttura moderna e multifunzionale, mantenendo però il rispetto per la struttura storica originaria di Pier Luigi Nervi, come già illustrato nelle linee guida architettoniche presentate dal club.

Una parte significativa dell’investimento — circa il 25% del totale — sarà destinata alla riqualificazione urbanistica del quartiere. Tra gli interventi previsti figurano una ZTL attiva nei giorni di gara, la ristrutturazione del ponte Bailey per migliorare il collegamento con Tor di Quinto, una nuova illuminazione con 1.200 pali, un incremento del 30% delle aree verdi e la rigenerazione delle zone degradate, come l’area sotto il viadotto di viale Francia. Sul fronte della mobilità, il piano punta a potenziare il trasporto pubblico e prevede anche una nuova fermata dedicata al Flaminio, con l’obiettivo di integrare lo stadio nel tessuto urbano in modo più efficiente e sostenibile.

Rinnovo Vlahovic, cresce l’ottimismo in casa Juve: proposto al Barcellona, ma il futuro adesso sembra chiaro

Rinnovo Vlahovic, cresce l’ottimismo in casa Juve: offerto al Barcellona, ma il futuro ora sembra tracciato

Il futuro di Dusan Vlahovic sembra orientarsi sempre più verso la permanenza alla Juventus, complice un clima di crescente ottimismo all’interno del club. Secondo quanto riportato da Matteo Moretto sul canale YouTube di Fabrizio Romano, l’attaccante serbo si è mostrato disponibile a rivedere al ribasso le proprie richieste economiche, favorendo così il dialogo con la dirigenza bianconera. La Juventus, impegnata in una politica di riduzione del monte ingaggi, vede in questa apertura un passo decisivo verso il rinnovo.

Il contesto europeo gioca a favore dei bianconeri: le alternative per Vlahovic non appaiono particolarmente solide e il recente sondaggio del Barcellona non ha prodotto sviluppi concreti, spingendo il centravanti a considerare Torino come la soluzione più stabile per il proprio futuro. La combinazione tra esigenze societarie, disponibilità del giocatore e mancanza di offerte convincenti dall’estero alimenta così la fiducia della Juventus nel raggiungere un accordo definitivo. Le parole di Moretto:

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PAROLE – «Perché abbiamo raccontato di come la Juventus avrebbe fatto un tentativo per rinnovare Vlahovic, in virtù del fatto che che il calciatore comunque diciamo che a certe cifre ci avrebbe anche pensato e per certe cifre sicuramente non sono quelle attuali. A me parlano comunque di un ingaggio anche tra i 6 e i 7 milioni di euro netti a stagione. Adesso vediamo poi quale sarà l’offerta finale della Juventus. Una Juventus che comunque vorrebbe abbassare il monte ingaggi in generale. E ti dico che da quello che ci dicono, quello che filtra è che la Juventus è davvero molto ottimista di arrivare diciamo al rinnovo di Vlahovic. Il calciatore nelle ultime settimane è stato proposto ancora una volta al Barcellona, ma per il Barcellona non è una prima scelta per adesso, quindi ad oggi io terrei la linea che lo porterebbe eventualmente a rinnovare».

Milan Inter, sold out storico a San Siro: il derby vola al primo posto nella classifica degli incassi rossoneri

Derby da record: San Siro verso un sold out storico per Milan Inter. Rossoneri in vetta alla classifica degli incassi

Mancano tre giorni a un derby che può cambiare il destino della Serie A 2025/26. Milan‑Inter non è solo una sfida di prestigio: per i nerazzurri di Chivu rappresenta l’occasione per un allungo potenzialmente decisivo nella corsa scudetto, mentre per il Milan di Allegri è l’ultima chiamata per rilanciare le proprie ambizioni. L’attesa è altissima e trova conferma anche nei dati economici: il Meazza registrerà il record d’incasso per una gara casalinga rossonera in campionato, superando quota 5,9 milioni e battendo il primato del 2019.

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L’evento ha attirato un pubblico imponente in ogni settore dello stadio, con tutte le aree hospitality esaurite da settimane e 5.000 presenze nelle zone esclusive, segnando un nuovo massimo storico per il Club 1899. Un successo commerciale che si estende anche alle attività esterne al Meazza e che conferma la portata eccezionale del derby dell’8 marzo 2026. Pur restando lontano dai vertici assoluti delle notti europee — come il derby di Champions del 2023 oltre i 10 milioni — la sfida si colloca comunque tra gli eventi più redditizi della storia rossonera.

Con oltre 5,9 milioni di euro, Milan‑Inter entra infatti nella top 5 degli incassi di sempre del club, subito dietro ai grandi match europei contro Inter, Tottenham, Napoli e PSG. Un contesto che amplifica la pressione su Allegri e Chivu: oltre ai tre punti, in palio c’è l’onore davanti a un pubblico da record e a un incasso che certifica l’importanza di un derby che può segnare la stagione.

Gigi Fresco lascia la panchina della Virtus Verona dopo 40 anni: chi è il “Ferguson d’Italia” e perché ha deciso di fermarsi

Virtus Verona, svolta storica: Gigi Fresco lascia dopo 40 anni. Ritratto e motivi dell’addio del “Ferguson d’Italia”

Luigi “Gigi” Fresco ha deciso di rinunciare al ruolo di allenatore della Virtus Verona dopo oltre quarant’anni in panchina, pur restando presidente e affiancando la squadra come vice. La scelta, ufficializzata il 5 marzo, arriva al termine di una stagione estremamente complicata, con i rossoblù terzultimi e distanti undici punti dalla zona salvezza effettiva. Una situazione critica che ha spinto lo storico tecnico a fare un passo indietro per dare una scossa all’ambiente.

La guida tecnica passa così a Tommaso Chiecchi, vice dal 2022 ed ex difensore con trascorsi in Serie A e B. La società ha spiegato che il cambio nasce dall’esigenza di ritrovare energie e motivazioni in un momento decisivo del campionato. Chiecchi eredita una squadra in grande difficoltà: quindici sconfitte in trenta partite, un solo successo negli ultimi tre mesi e una difesa che ha incassato venti reti nelle ultime dodici gare.

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La missione salvezza si presenta dunque ardua, con la Virtus costretta a recuperare almeno tre punti per rientrare in zona playout e giocarsi la permanenza in Serie C. Fresco, figura simbolo del club e artefice della storica promozione tra i professionisti nel 2018/19, seguirà ora la squadra dalla tribuna, lasciando a Chiecchi il compito di provare a salvare una stagione che rischia di riportare i veronesi in Serie D.

L’uomo che aveva attribuito la sua straordinaria longevità in panchina al doppio ruolo di presidente e allenatore ha scelto ora di farsi da parte. Paragonato negli anni a figure come Alex Ferguson e Guy Roux, e passato anche attraverso qualche vicenda giudiziaria, Gigi Fresco seguirà la Virtus Verona dalla tribuna, osservando la squadra che ha guidato per 44 anni e portato tra i professionisti. Resta però il compito più difficile: contribuire, anche senza essere in panchina, a tenere in vita la sua creatura in una stagione che richiede un’altra salvezza al limite.

Calcagno (AIC) tuona: «Caso Bastoni? Credo che la reazione sia stata esagerata. Nonostante abbia ammesso l’errore…»

Calcagno (presidente AIC) non ha dubbi: «Caso Bastoni? Credo che la reazione sia stata esagerata. Nonostante abbia ammesso l’errore…»

Sull’onda delle polemiche che in questi giorni hanno investito Alessandro Bastoni, è intervenuto anche il presidente dell’AIC, Umberto Calcagno. Nel corso della presentazione di Women4Football, il numero uno dell’Associazione Calciatori ha espresso una solidarietà netta al difensore dell’Inter, sottolineando come la contestazione nei suoi confronti abbia ormai superato i confini del semplice episodio di campo.

Calcagno ha condannato apertamente il comportamento di alcune tifoserie avversarie, ricondicendo l’accanimento alla crescente esposizione pubblica del giocatore e alla sua centralità nel panorama calcistico attuale.

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PAROLE – «Caso Bastoni? Credo che la reazione sia stata decisamente esagerata. Purtroppo viviamo in un mondo che tende agli eccessi. Nonostante Alessandro abbia ammesso l’errore, continua a subire un accanimento eccessivo, dovuto probabilmente alla sua grande esposizione mediatica. Lui è uno dei nostri calciatori più importanti e gioca nella squadra attualmente in testa alla classifica. Situazioni simili si sono verificate anche in passato con altri ragazzi, ma sono convinto che l’integrità dimostrata nella sua intera carriera sia il valore principale che, alla lunga, prevarrà sulle polemiche».

Rossettini racconta: «Il passaggio dal calcio maschile a quello femminile? Si parte da un preconcetto, da una chiusura. Molti pensano sia unidirezionale ma…»

Rossettini: «Il passaggio dal calcio maschile a quello femminile? Si parte da un preconcetto, da una chiusura»

Luca Rossettini, ex difensore con oltre 300 presenze in Serie A, sta realizzando una vera e propria impresa con la formazione femminile della Roma. La classifica dice che mancano cinque partite (su sette) da vincere per centrare il titolo. Ecco le sue parole al Corriere dello Sport.

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IL CALENDARIO «Non fa paura, ma non deve essere il nostro pensiero principale. Abbiamo un marzo durissimo: due gare con l’Inter in semifinale Coppa Italia, la Fiorentina, il derby con la Lazio e il Como che dà fastidio alle grandi. A fine mese avremo la situazione più chiara».
LA VITTORIA SULL’INTER «Importantissima. L’Inter veniva da 11 vittorie consecutive. Abbiamo sofferto, siamo state compatte, abbiamo tirato fuori qualità nuove. Storicamente la Roma non vince partite così».
ROMA-INTER DI COPPA ITALIA «Ma ci arriviamo con fiducia dopo il successo in campionato. Sarà una doppia sfida durissima di Coppa Italia, con una finale in palio. Entrambe ci teniamo. Giochiamo il ritorno fuori, ma non è un problema».
L’IMPATTO CON ROMA «Strutture ottime, uno staff coeso e competente. Tutto ciò ha facilitato il mio passaggio dalle giovanili. A Roma c’è fame di calcio, voglia di crescere. E poi l’esperienza europea è impagabile. Comunicare in inglese con 15-16 straniere mi ha messo in discussione e sento di essere cresciuto».
IL PASSAGGIO MASCHILE-FEMMINILE «Si parte da un preconcetto, da una chiusura. Molti pensano sia unidirezionale. Io credo che ciò che sto imparando mi aiuterà ovunque, anche in un eventuale prima squadra maschile. Alleno sempre allo stesso modo».
SOGNO «Darò una risposta politicamente corretta: non ho preclusioni. Ma se penso in grande dico in Inghilterra».
MANUELA GIUGLIANO «Sono di parte, ma forse non è un caso se è stata la prima italiana a essere nominata per il Pallone d’Oro. Ha la qualità per cambiare le partite in ogni momento. Ama la Roma, trasmette dei valori».
LO SGUARDO AL MERCATO ESTIVO «Certamente. Abbiamo già individuato dei profili per alzare il livello, soprattutto in vista della prossima Champions».

Mercato Napoli, Mittelstadt dello Stoccarda è l’ultima idea per la difesa! La mossa degli azzurri

Mercato Napoli, Mittelstadt dello Stoccarda è l’ultima idea per la difesa! La mossa degli azzurri per avvicinarsi al terzino tedesco

Il Napoli, guidato dall’attento ds Manna – dirigente a capo dell’area sportiva campana – si muove già in vista della prossima estate con il chiaro obiettivo di rinforzare la propria difesa.

Secondo quanto riportato da Matteo Moretto, noto giornalista ed esperto di trattative internazionali, l’ultima idea dei partenopei per il reparto arretrato porta direttamente a Maximilian Mittelstadt. Il profilo individuato è un esperto terzino sinistro tedesco classe 1997, laterale di spinta attualmente in forza allo Stoccarda.

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Il cronista ha precisato come gli azzurri stiano seguendo con grande interesse le prestazioni del difensore e ha svelato che ci sono già stati i primissimi contatti esplorativi tra le parti.

PAROLE – «Il Napoli segue con interesse Maximilian Mittelstädt dello Stoccarda. Primi contatti».

Cuadrado in vista del match con la Juve: «Adesso sto meglio, tornare in quello stadio sarà speciale»

Cuadrado in vista del match con la Juve: «Adesso sto meglio, tornare in quello stadio sarà speciale». Le parole dell’esterno del Pisa

Nel prossimo turno Serie A, una delle partite più interessanti è Juventus Pisa. La conferenza stampa di Juan Cuadrado in vista della sfida di sabato, queste le parole dell’ex della gara.

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SULLE SUE CONDIZIONI – «Ho avuto un problema fisico, qualcosa legato al mio corpo, e insieme alla società abbiamo deciso di affrontarlo nel miglior modo possibile, affidandomi a una persona di fiducia. Credo che la scelta fatta sia stata la migliore, sia per me che per il club, perché l’obiettivo era tornare a stare bene. Adesso mi sento molto meglio e sto cercando di dare il massimo per la squadra, per raggiungere il nostro obiettivo. Nonostante il problema, sono sempre stato presente: vicino ai ragazzi, coinvolto nel lavoro quotidiano, cercando di aiutare in ogni modo possibile anche quando non ero al 100%» .

SUL MATCH CON LA JUVE – «Sabato sarà una partita bellissima e piena di emozioni. Tornare in uno stadio che per me ha significato tantissimo sarà speciale. È un club che mi ha aiutato non solo come calciatore, ma anche come persona: lì sono cresciuto, lì sono cresciuti i miei figli, lì ha vissuto la mia famiglia. Sarà davvero particolare tornare a respirare quell’atmosfera, pur sapendo che ci aspetta una partita difficile. In settimana abbiamo lavorato bene per prepararci nel modo migliore, per andare lì e provare a fare una grande partita. Abbiamo bisogno di punti, e cercheremo di prenderli con tutte le nostre forze. Per quanto riguarda il mio futuro… non lo so, davvero. In questo momento non ho una risposta. L’unica cosa certa è che sono molto felice di essere qui. Sento l’affetto della gente ogni volta che vengo allo stadio: i tifosi ci sostengono con il cuore, e questo è qualcosa di bellissimo. È vero, non mi sono sentito sempre bene fisicamente in questo periodo, ma quando arriverà il momento di decidere, lo farò io. Adesso penso solo a dare tutto per la squadra» ,

SULLA CITTA’ – «Il rapporto con la città è bellissimo. Pisa mi piace tantissimo: è una città tranquilla, accogliente, con persone splendide. La cosa più bella è proprio questo: puoi vivere la città in modo sereno, sentendo l’affetto della gente e una cultura davvero speciale. Nonostante io sia colombiano, ho passato gran parte della mia vita qui: per questo Pisa per me è casa. È speciale per me e per la mia famiglia, ci piace davvero molto. Per quanto riguarda la mia condizione fisica, adesso mi sento molto meglio. Direi di essere intorno all’80%, e ogni giorno lavoro per arrivare al 100%. Mi alleno con l’obiettivo di dare sempre il massimo, sia che giochi 10, 15, 40 o 50 minuti. Sono sempre stato a disposizione: cerco di dare non solo il 100%, ma anche il 200% per aiutare la squadra e per raggiungere il nostro obiettivo, anche se sappiamo che è difficile. Credo molto in questa squadra: siamo forti, e ci sono state partite che abbiamo perso nel finale, come l’ultima, che è stata davvero dura da accettare. Ma sappiamo chi siamo e continuiamo a lottare» .

Bonaventura si ritira dal calcio: «Non sento più il fuoco dentro, vorrei essere ricordato con quella maglia»

Bonaventura si ritira dal calcio: «Non sento più il fuoco dentro, vorrei essere ricordato con quella maglia». Le parole dell’ex centrocampista

Giacomo Bonaventura si ritira a 36 anni. L’ex centrocampista di Atalanta, Milan e Fiorentina chiude ufficialmente la carriera. Dopo l’ultima annata in Arabia Saudita con l’Al-Shabab e aver rifiutato le offerte del Wrexham, l’italiano ha annunciato la decisione sui social.

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Spiegando di non avere più le giuste motivazioni per continuare, ha ricordato con affetto i 6 anni in rossonero e il grande traguardo della Nazionale. Senza alcun rimpianto, l’ex calciatore si prenderà ora un periodo di riflessione per valutare il proprio futuro.

IL MESSAGGIO – «Quando non senti più il fuoco dentro, secondo me è arrivato il momento. È inutile che poi uno continui a giocare e trascinarsi, rischi di non divertirti più e secondo me non ha senso. Quando ho iniziato a sentire questo ho preso questa decisione. Con che maglia vorrei essere ricordato? Sicuramente più di tutti sono stato al Milan, sono stato sei anni forse il Milan, è quella con cui ho fatto più partite, quella con cui sono più legato, però non posso dire anche l’Atalanta e la Fiorentina, ognuno a modo loro sono state esperienze che mi hanno dato tanto e mi hanno fatto crescere tanto. Come voglio essere ricordato? Non lo so, nel calcio dopo che non giochi per due settimane già si dimenticano tutti, quindi non lo so. Uno appassionato di calcio che ha lavorato tanto e ha cercato di dare il meglio senza scorciatoie, senza furbizia. Ho sempre creduto nel lavoro e cercato di dare sempre del mio meglio. La più grande soddisfazione? La più grande soddisfazione giocare per la Nazionale sicuro, il sogno di ogni ragazzo quando inizia a giocare a calcio. Il più grande rimpianto? Non lo so, rimpianti non ne ho perché ho sempre dato tutto e anche le cose che magari durante una carriera capitano che non sono come vorresti, comunque anche da lì poi prenderle e fare un tesoro e crescere, diventare un giocatore una persona migliore».

Senesi Juve, ore calde per il futuro del difensore: quanta concorrenza per i bianconeri!

Senesi Juve, ore calde per il futuro del difensore: quanta concorrenza per i bianconeri! Ecco gli altri club interessati a lui

Il futuro di Marcos Senesi entra nella fase decisiva. Il giocatore del Bournemouth, con il contratto ormai in scadenza, è da tempo un concreto obiettivo della Juventus. Secondo Matteo Moretto, sono previsti nuovi contatti con diverse società, tra cui Borussia Dortmund, Tottenham, Aston Villa e Barcellona.

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PAROLE – «Il futuro di Marcos Senesi, il cui contratto sta per scadere, entra nella sua fase decisiva.
Sono molti i club interessati a lui: sono previsti nuovi contatti con Juventus, Borussia Dortmund, Tottenham e Aston Villa.
Anche Barcellona è in lizza, considerata una buona opzione low-cost
».

Rog riparte dalla Croazia: ufficiale la nuova avventura per l’ex Cagliari! Ecco dove giocherà

Rog riparte dalla Croazia: ufficiale la nuova avventura per l’ex Cagliari e Napoli! Ecco dove giocherà il centrocampista, c’è l’annuncio

Nuova avventura sportiva per Marko Rog. Dopo aver recentemente rescisso il proprio contratto con il Cagliari, il centrocampista ha ufficialmente firmato per la Lokomotiva Zagabria. Il giocatore ha espresso grande soddisfazione per il trasferimento, elogiando la costante crescita del club e il suo approccio calcistico propositivo. Pienamente motivato e in ottima condizione fisica, l’atleta non vede l’ora di scendere in campo per aiutare i compagni a raggiungere i traguardi stagionali.

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LE SUE PRIME PAROLE – «Sono felice di essere qui. Il Lokomotiva è un club in crescita da anni, noto per il suo calcio coraggioso e aperto. Sono motivato,  mi sento bene e non vedo l’ora di scendere in campo con i miei nuovi compagni di squadra e aiutare il club a raggiungere i migliori risultati possibili nel resto della stagione».

Konate Liverpool, occhio al futuro! Ci pensa anche il Real Madrid: su di lui si dice che…

Konate Liverpool, occhio al futuro! Ci pensa anche il Real Madrid: su di lui si dice che… La rivelazione sulla volontà del difensore francese

Il futuro di Ibrahima Konaté potrebbe presto allontanarsi in maniera definitiva dal Liverpool. Secondo le ultime indiscrezioni di mercato confermate da Matteo Moretto, l’atleta rappresenta un’opzione estremamente concreta per il Real Madrid. Il giocatore avrebbe infatti superato mentalmente l’esperienza in Inghilterra, aprendo le porte a una cessione spagnola.

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PAROLE – «🤔@BILD riporta che Ibrahima Konaté è ora in cima alla lista dei candidati del Real Madrid. Si dice che il giocatore abbia già superato mentalmente il periodo trascorso in Inghilterra.
[ 🟢 ]@MatteMoretto riporta che Ibrahima Konate resta un’opzione per il Real Madrid
».

Desideri racconta: «Liedholm e Zaccheroni due mastri, ecco come andò la lite con Luis Suarez all’Inter. Ho due rimpianti»

Desideri racconta: «Liedholm e Zaccheroni due mastri, ecco come andò la lite con Luis Suarez all’Inter. Ho due rimpianti». Le sue parole

Nel centrocampo della Roma (e non solo) Stefano Desideri si è fatto notare. Oggi a La Gazzetta dello Sport apre l’album dei ricordi, compresi quelli maturati in casa Inter.

L’ESORDIO – «Esordire all’Olimpico è un’emozione difficile da spiegare per uno tifoso come me. Ho sempre dato tutto per Roma e per la Roma, infatti qualcuno mi chiamava “il legionario”. Devo un grazie particolare a Eriksson che ha avuto fiducia e mi ha fatto esordire. E pensare che la notte prima del debutto stavo per rovinare tutto… In squadra in tanti sapevano fare l’imitazione del mister, Impallomeni su tutti. Io quella sera ero in camera e mi arrivò una chiamata di Eriksson che mi diceva di andare a dormire perché il giorno dopo sarei partito dal 1’ al posto di Ancelotti. Io quasi lo mandai a quel paese, pensavo fosse uno scherzo. Invece era davvero lui, grazie a Dio…».

LIEDHOLM E ZACCHERONI – «Maestri, più che allenatori. Il Barone [Liedholm, ndr] era incredibile. Un personaggio tanto assurdo quanto bizzarro. Pensi che ogni volta che giocavamo al nord ci faceva alloggiare a Busto Arsizio, così potevamo essere “testati” dal suo stregone. Ci valutava e ci infondeva energia positiva. Stava con noi in ritiro, come fosse un nostro compagno. E Liedholm si confrontava con lui prima di fare la formazione. Zaccheroni, invece, arrivava da Cosenza. Ricordo che il suo adattamento alla Serie A fu un po’ complicato. Noi a Udine eravamo un gruppo pieno di giocatori d’esperienza: Borgonovo, Calori, Poggi, Balbo. Gente che sa come ci si prepara a una partita. Lui voleva fare un po’ il sergente di ferro, ma piano piano abbiamo trovato la quadra. E da lì abbiamo preso il volo e non ci siamo più fermati».

IL LITIGIO CON LUIS SUAREZ ALL’INTER – «Io ero una persona diretta, dicevo le cose in faccia a tutti. Non mi sono mai nascosto. In alcune situazioni, poi, sei nervoso e inesperto, può capitare di perdere la brocca. Soprattutto se giochi poco. Dopo un gol al Napoli mi girai e gli dissi [a Suarez, ndr]: “È per te stronzo”. Venni punito e finii fuori rosa. Ho passato due settimane ad allenarmi con la Primavera. Poi mi hanno reintegrato, ma non mi sono mai scusato».

VOLEVA ANDARE ALL’INTER – «Non è così, vorrei spiegarmi bene. Io non volevo andare via da Roma, è molto diverso. Mi dissero che la società aveva bisogno di soldi e che io ero uno di quelli con più mercato. Non mi fu data scelta».

I DUE GRANDI RIMPIANTI – «Sta toccando un tasto dolente, quel Roma-Lecce è una ferita ancora aperta. Ma non solo per me eh, per tutti miei compagni di allora. Quando ci vediamo a cena ancora ne parliamo e sono passati quarant’anni. Ognuno ha qualcosa che cambierebbe. Io avrei vinto uno scudetto con la squadra che amo. Posso dirle che è uno dei due rimpianti più grandi della mia vita. L’altro è la finale di Coppa Uefa contro l’Inter. Facemmo una partita spettacolare all’Olimpico. Avremmo meritato di vincere la coppa. È un’altra delusione che mi porto dentro».

GLI IDOLI – «Direi Agostino Di Bartolomei. Era il mio idolo, ne studiavo i movimenti e ne ammiravo la grande professionalità. Però era uno spettacolo anche vedere i dribbling di Bruno Conti e i colpi di testa di Pruzzo. In ogni allenamento c’erano almeno due o tre prodezze da ammirare. Chi mi ha insegnato di più? Qui è facile: Carlo Ancelotti senza dubbio. È stato un maestro per me. In campo era un vero duro, ti insegnava come entrare e come posizionarti correttamente. Poi, invece, fuori dal campo era uno spasso. Quante cene e quante risate ci siamo fatti».

IL LAVORO NEL SETTORE GIOVANILE CON BRUNO CONTI – «È stato fantastico, quanti ragazzi abbiamo tirato su. Facevamo un conto con Bruno, più di cento sono diventati professionisti. Un numero incredibile. È molto bello vederli arrivare bambini e seguirli nel percorso. Penso a Florenzi, Pellegrini, Frattesi fino ad arrivare a Calafiori, Zalewski e tanti altri».

Marocco, Regragui non è più il ct della nazionale! L’annuncio stasera in conferenza: il motivo della decisione

Marocco, Regragui non è più il ct della nazionale! L’annuncio stasera in conferenza: il motivo della decisione presa dalla federazione africana

Clamoroso scossone per il Marocco. Walid Regragui lascia l’incarico con effetto immediato. L’indiscrezione è stata pienamente confermata da Fabrizio Romano, anticipando la decisione inaspettata presa in vista dell’imminente Coppa del Mondo.

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Al suo posto, Mohamed Ouahbi risulta essere il grande favorito per sedersi sulla panchina e guidare la squadra verso i prossimi impegni. L’annuncio ufficiale di questa separazione tecnica arriverà questa sera, nel corso di una conferenza stampa appositamente organizzata dalla dirigenza per chiarire ogni dettaglio.

PAROLE – «🚨🇲🇦 Walid Regragui lascia con effetto immediato l’incarico di allenatore del Marocco.
Decisione presa in vista della Coppa del Mondo, con Mohamed Ouahbi favorito per la panchina.
L’annuncio ufficiale seguirà in una conferenza stampa stasera, come riportato da
@Santi_J_FM.
».

D’Ambrosio rientra in Italia: il difensore ex Inter e la famiglia tornano nel nostro Paese dopo la paura vissuta negli Emirati Arabi

D’Ambrosio torna in Italia, il giocatore ex Inter rientra nel nostro Paese mettendosi alle spalle le vacanze negli Emirati Arabi

L’incubo è finalmente giunto alla sua conclusione. Danilo D’Ambrosio e la sua famiglia hanno fatto ritorno in Italia, chiudendo una parentesi drammatica della loro vita. Il rientro ha permesso di mettersi alle spalle le paure vissute negli scorsi giorni a Dubai. Il viaggio si è trasformato in un’esperienza poco piacevole, ma la complessa situazione si è risolta nel migliore dei modi nelle ultime ore.

Il calciatore si trovava a Dubai per trascorrere un periodo di vacanza in compagnia della moglie e dei loro due figli piccoli (i quali compivano gli anni in quei giorni). Purtroppo, la serenità del viaggio è stata interrotta dalla recente escalation militare che ha coinvolto gli Emirati Arabi Uniti. Tali tensioni sono scaturite in risposta ai raid congiunti portati avanti da Stati Uniti e Israele su Teheran. Alla famiglia resteranno solamente i ricordi contrastanti di questa avventura. Adesso l’aspetto fondamentale è che tutti i membri si trovano al sicuro, sani e salvi all’interno della propria abitazione.

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Per proteggersi dalle minacce esterne, il gruppo è stato costretto a trovare rifugio all’interno di un sottoscala situato nella casa di alcuni amici in zona. Ai microfoni di Sky Sport, Danilo D’Ambrosio aveva raccontato: «Abbiamo ricevuto tanti alert dai telefonini, in questo momento ci troviamo in casa di un nostro amico. Tre droni ci sono scoppiati praticamente in testa. Abbiamo preso l’occorrente dopo che ci hanno consigliato di spostarci da qualche struttura. Fino a qualche ora fa la situazione era abbastanza tranquilla, ora c’è preoccupazione. Da quello che so, l’aeroporto è stato chiuso. Non c’è allarmismo totale, comunque, ma è preoccupante per chi non è abituato a queste situazioni»

Osimhen verso l’addio? Il presidente del Galatasaray fa chiarezza sulla clausola: Juventus gelata!

Osimhen verso l’addio? Il presidente del Galatasaray fa chiarezza sulla clausola: Juventus gelata! Le parole di Dursun Ozbek

Victor Osimhen continua a essere il fulcro del progetto sportivo del Galatasaray per il secondo anno consecutivo. Dopo l’acquisizione a titolo definitivo avvenuta in estate per oltre 70 milioni di euro, l’attaccante ha attirato nuovamente l’attenzione di grandi club, in particolare della Juventus, alimentando costanti voci di mercato durante gli impegni di Champions League.

A fare chiarezza sulla situazione è intervenuto direttamente il presidente del club turco, Dursun Ozbek. Attraverso un’intervista rilasciata a Fanatik, il massimo dirigente ha espresso enorme entusiasmo per le prestazioni e la professionalità del ragazzo, elogiandone l’intensità in campo e il legame instaurato con i compagni.

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Inoltre, ha categoricamente smentito l’esistenza di una clausola di rescissione nel contratto, ribadendo la ferma convinzione che l’atleta resterà in Turchia per moltissimi anni. Non è stato fatto alcun riferimento a una presunta penale per limitare il trasferimento verso formazioni italiane. Infine, la dirigenza ha sottolineato come, sebbene l’investimento iniziale di 75 milioni potesse sembrare elevato, oggi il valore reale del cartellino sia nettamente superiore, confermando la bontà dell’operazione.

PAROLE – «Tra i centravanti passati dal Galatasaray, Osimhen è il giocatore che mi entusiasma di più dopo Metin Oktay… È straordinario! Lo seguiamo ovunque con interesse e ammirazione. Lotta con un’intensità altissima senza fare distinzioni tra le partite, persino negli allenamenti sembra di essere in gara. A volte temiamo che possa infortunarsi, ma è un grande professionista e si prende cura di sé meticolosamente. Ha anche un ottimo rapporto con i compagni. Non esiste una clausola di uscita nel contratto di Osimhen. È un calciatore di enorme successo che servirà il Galatasaray per molti anni. Forse il giorno in cui lo abbiamo acquistato si è parlato di una cifra elevata (75 milioni, ndr), ma oggi nell’opinione pubblica calcistica prevale l’idea che il prezzo del cartellino pagato sia rimasto basso e che il valore del giocatore sia molto più alto».

Malen giocatore del mese di febbraio in Serie A! L’attaccante della Roma vince il premio EA SPORTS FC Player Of The Month: ecco su chi ha avuto la meglio

Malen giocatore del mese di febbraio in Serie A! L’attaccante giallorosso è stato eletto EA SPORTS FC Player Of The Month attraverso questo premio

Il premio EA SPORTS FC Player Of The Month del mese di febbraio è stato assegnato a Donyell Malen. La consegna del trofeo avverrà nel pre-partita della gara interna contro il Lecce, in programma per domenica 22 marzo 2026 alle ore 18 presso lo stadio Olimpico. I voti dei tifosi online, combinati con i dati statistici individuali, hanno decretato come vincitore Donyell Malen. L’attaccante della Roma ha superato colleghi di altissimo livello come Berardi, Carnesecchi, Dimarco, Kean e McKennie.

La sestina finale era stata selezionata tenendo conto delle analisi evolute elaborate da Kama Sport, realizzate a partire dai dati di tracking registrati tramite il sistema Hawk-Eye. L’avanzato sistema di rating considera non soltanto i dati statistici e gli eventi tecnici sul terreno di gioco, ma ingloba anche i dati posizionali. Tutto ciò permette di analizzare nel dettaglio aspetti cruciali per lo sviluppo della manovra, come il movimento senza palla, le scelte di gioco nei momenti di pressione e il contributo all’efficienza tecnica e fisica dell’intero gruppo. Questo metodo garantisce una valutazione oggettiva e qualitativa della prestazione fornita. Per il calcolo finale sono state considerate le sfide disputate dalla ventitreesima alla ventiseiesima giornata del campionato.

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In merito a questo importante riconoscimento, sono arrivate le dichiarazioni ufficiali di Luigi De Siervo: «L’impatto di Donyell Malen nel campionato italiano è stato semplicemente perfetto. Il nazionale olandese si è calato subito negli schemi tattici di Mister Gasperini, dimostrandosi un attaccante implacabile sotto porta, ma anche capace di legare il gioco offensivo della squadra. Arrivato nel mercato invernale Malen ha impiegato qualche settimana a imporsi come protagonista, ottenendo subito il premio di miglior giocatore del mese di febbraio con quattro reti realizzate in altrettante partite e dimostrandosi subito all’altezza delle ambizioni Champions League della Roma».

Como, Fabregas in conferenza in vista del Cagliari: «Mi aspetto una partita simile all’andata, con Pisacane abbiamo parlato di un aspetto»

L’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha voluto dire la sua in conferenza stampa in vista della sfida contro il Cagliari del 28° turno di Serie A 2025/26

Nel prossimo turno Serie A, una delle partite più interessanti è Cagliari Como. La conferenza stampa di Cesc Fabregas, tecnico dei lariani, a due giorni dal match valevole per la 28^ giornata del campionato di Serie A 2025/26.

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MOMENTO DELLA SQUADRA, PROSSIMA SFIDA E PISACANE – «Non parlo più dell’ultima partita, è già passata. Ora si mette da parte, aspettiamo quando arriva il momento. Per il Cagliari partita molto importante per noi. Noi siamo in crescita, vogliamo continuare così, con il Cagliari ultima partita di un percorso dove non ci si aspettava di giocare una partita ogni 4 giorni per 63 giorni. Non ce l’aspettavamo quando abbiamo preparato la squadra. Nove vittorie, 4 pareggi e 2 sconfitte, quella che abbiamo meritato di perdere contro la Fiorentina. Per il resto con il Cagliari mi aspetto una partita molto simile all’andata. lo conosco molto bene Pisacane, sta facendo un grandissimo lavoro al Cagliari. Speriamo di giocare con le nostre carte, proviamo a portare a casa tre punti».

VALORIZZAZIONE DEI GIOVANI – «Con Pisacane abbiamo parlato di come approcciare con i giovani. Ne abbiamo parlato al corso a Coverciano. Dinamiche e mondi nuovi per noi, si parla, lui aveva fatto molto bene in Primavera, io anche ho allenato la Primavera. È una questione particolare, questa nuova generazione è un po’ diversa. Continuiamo sempre a parlare per confrontarsi e prendere nuove idee».

APPROCCIO ALLA GARA – «Noi vogliamo preparare e vincere la partita con il calendario che ci han dato. Vogliamo trovare sempre la soluzione, io mi fido di tutti: possono giocare tutti o entrare. Poi magari c’è chi è più pronto, con le caratteristiche giuste. Abbiamo dimostrato ciò con le nostre capacità, son convinto che possiamo farlo ancora sabato».

Ma quale Juventus, Marotta mette la freccia: “È vicino all’Inter”

Si infiamma già il calciomercato e il duello è tra Juventus e Inter: Marotta è in vantaggio, può chiudere anticipando i bianconeri

Il campo chiama, ma il mercato non può aspettare. Serve capire i risultati di questa stagione per programmare il futuro, ma i bravi dirigenti lavorano già adesso per la squadra del prossimo anno.

Lo stanno facendo anche Inter e Juventus, a caccia dei rinforzi giusti da inserire in un’estate che si preannuncia scoppiettante per entrambe. Tanti i movimenti in entrata e in uscita che attendono nerazzurri e bianconeri ed allora non sorprende certo che qualche nome in comune tra gli obiettivi dei due club possa esserci.

Anzi, qualcuno è già uscito fuori e la sfida è lanciata a viso aperto: Guglielmo Vicario, ad esempio, è il portiere che l’Inter vorrebbe per sostituire Sommer tra i pali, ma è lo stesso calciatore che la Juventus ha messo nel mirino per rimpiazzare l’eventuale partenza di Di Gregorio. La sfida è lanciata e Marotta sembrerebbe aver già accumulato un discreto vantaggio con il giocatore del Tottenham che il prossimo anno potrebbe vestirsi di nerazzurro e difendere i pali della Beneamata.

Inter vicina a Vicario: la conferma di Moretto

Due motivi diversi, lo stesso obiettivo: un nuovo portiere. Inter e Juventus sono accomunate dalla necessità di trovare un estremo difensore affidabile per la prossima stagione e, come detto, entrambe pensano all’estremo difensore degli Spurs.

Vicario Juve Inter
Inter vicina a Vicario (Instagram Guglielmo Vicario) – Calcionews24.com

I nerazzurri avrebbero però un vantaggio non di poco conto, almeno stando a quanto affermato dall’esperto di mercato Matteo Moretto, parlando sul canale Youtube di Fabrizio Romano. “Si è parlato di Vicario alla Juventus – le sue parole – ma con forza dico che la squadra più vicina è sicuramente l’Inter“.

Nerazzurri in vantaggio dunque, anche perché l’interesse si è palesato qualche mese prima rispetto a quello della Juventus. Moretto su questo aggiunge: “In questo mesi sono previsti nuovi contratti tra le parti per provare ad avanzare ulteriormente nella trattativa. La pista Vicario-Inter – ha quindi concluso – è quella più forte e preponderante rispetto ad altre indiscrezioni”.

I nerazzurri dovranno convincere il Tottenham a cedere il 29enne portiere italiano, cosa che non sarà particolarmente difficile visto che Vicario sta attraversando non un momento facile e gli Spurs saranno oggetto di una profonda rivoluzione il prossimo anno. Per Marotta un’occasione per chiudere subito l’affare ed evitare il sorpasso della Juventus.

Alisson, futuro in bilico: Juventus e Inter sullo sfondo. Svelata la volontà del portiere

Alisson potrebbe lasciare il Liverpool con Juventus e Inter alla finestra per il prossimo mercato. Le due società hanno già pronto il piano di riserva

Il futuro di Alisson potrebbe essere lontano dal Liverpool. Con il contratto in scadenza nel 2027 e l’arrivo di Mamardashvili, si intensificano le voci su un possibile ritorno nel campionato di Serie A. Le attenzioni si concentrano su Inter e Juventus, due formazioni alla ricerca di un titolare affidabile per blindare la porta in vista della prossima stagione.

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Il costo del cartellino non appare proibitivo per le società italiane, ma l’ostacolo principale è rappresentato dallo stipendio. Attualmente percepisce 5 milioni di euro netti, una cifra che le dirigenze proverebbero inevitabilmente a limare durante la contrattazione. A ottobre, quando compirà 34 anni, la sua esperienza internazionale potrebbe fare molto comodo. In casa nerazzurra, Sommer potrebbe concludere il suo ciclo, mentre il club bianconero guidato da Damien Comolli nutre forti dubbi sulla tenuta a lungo termine di Michele Di Gregorio dopo le recenti incertezze.

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Sulla questione legata alle intenzioni del tesserato è intervenuto Fabrizio Romano: «Alisson al Liverpool è una leggenda, si sta parlando molto di Inter e Juve. Cercano entrambe un portiere per l’estate, risulta che il giocatore voglia stare un altro anno a Liverpool, non vuole andare via. Lo mettesse il club sul mercato, lo vedremo, lui vorrebbe però finire il suo contratto là e salutare nell’estate del 2027».

Se la permanenza in Inghilterra dovesse confermarsi, le pretendenti dovranno obbligatoriamente virare su piste alternative più dispendiose. Per il sodalizio bianconero il nome principale resta Marco Carnesecchi, ma l’Atalanta chiede 45 milioni. Sul fronte opposto, la dirigenza meneghina valuta attentamente Guglielmo Vicario, che ha una valutazione di 30 milioni in una fase complessa.

Sal Da Vinci, il figlio Francesco racconta l’incontro con Spalletti: «Momento bellissimo, il mister ci teneva a congratularsi con mio padre»

Sal Da Vinci, il figlio Francesco racconta l’incontro con Spalletti e il video registrato insieme al tecnico della Juventus

Francesco Sorrentino (in arte Francesco Da Vinci) è il figlio di Sal, il trionfatore dell’ultimo Festival di Sanremo. Tuttosport lo ha incontrato, partendo da una cena milanese che lo ha visto insieme a Spalletti.

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L’INCONTRO CON SPALLETTI A MILANO – «In realtà ero a cena con Nicolò De Devitiis. Ad un certo punto, in un tavolo non lontano dal mio, noto la presenza di Spalletti con la sua famiglia e lo saluto. Lui subito non mi riconosce, ma appena si ricorda chi sono viene subito da me. Così scattiamo una foto e giriamo insieme il video, che ovviamente mi ha molto divertito: lo mandiamo subito a mio padre. Il mister ci teneva a congratularsi con lui e con tutta la nostra famiglia per il successo a Sanremo: è stato un bellissimo momento, ma Spalletti è un amico di vecchia data di mio papà. Poi in queste ore ci siamo scritti, è stato bello ricevere il suo sostegno. E sono contento che il video su Instagram sia diventato virale».

IL LEGAME NATO A NAPOLI – «Sì, in diverse serate l’abbiamo incontrato. È una grande persona, lo porteremo sempre nel cuore. E sono sicuro che anche lui abbia ancora Napoli tra i suoi pensieri: si è tatuato lo scudetto, ha trascorso dei grandi momenti da noi e sono sicuro che non dimenticherà mai l’impresa che è riuscito a compiere».

IL RICORDO PIÙ EMOZIONANTE DELL’ARISTON – «Mio padre che scende dalle scale dell’Ariston e dal pubblico intonano “Rossetto e caffè”. Penso che a papà tremassero le gambe in quel momento. E poi il verdetto finale: è stata una liberazione, un istante di felicità che speriamo di rivivere, ma che di sicuro porteremo con noi per tutta la vita».

IL PASSAGGIO DI SPALLETTI ALLA JUVENTUS – «Dobbiamo essere prima persone e poi tifosi. Diciamoci la verità: ma come si fa a rinunciare alla Juve? Noi lo ricorderemo sempre con piacere Spalletti, anche i fischi e l’odio sportivo che ha ricevuto non è altro che una grande dimostrazione d’amore nei suoi confronti. Mi dispiace vederlo sulla panchina bianconera, certo, però resta una profonda gratitudine per ciò che ha fatto per Napoli».

SPALLETTI DIRÀ “PER SEMPRE SÌ” AI BIANCONERI – «Ecco, spero non lo dica, ma non per augurargli qualcosa di negativo. In cuor mio sogno ancora che un giorno possa tornare a Napoli e che abbia la possibilità di far pace col presidente De Laurentiis. Ma se ciò non accadesse, spero comunque che Spalletti sia felice ovunque: lo merita la persona prima ancora dell’allenatore, che ha dimostrato di essere ancora determinante».

ANTONIO CONTE – «È un grandissimo, quest’anno il Napoli ha avuto tanta sfortuna. Gli infortuni e le decisioni arbitrali hanno condizionato il cammino della squadra, ma nonostante tutto siamo lì, al terzo posto, con una qualificazione in Champions League per il momento blindata».

IL RIENTRO A NAPOLI E LA FESTA AL MARADONA – «Oggi torneremo a Napoli e riceveremo il calore di un intero popolo: non vediamo l’opera. Abbiamo posticipato il nostro rientro per permettere i funerali del piccolo Domenico: non era il momento adatto per festeggiare, il dolore della famiglia ci ha colpito molto. Domani, poi, faremo un giro di campo prima di Napoli-Torino voluto fortemente dalla società: sarà magico essere al Maradona. L’11 marzo, invece, saremo premiati al Maschio Angioino dalla Città, ma prima andremo nel quartiere dove è cresciuto papà: partiremo da piazza Torretta a Mergellina per ricevere l’abbraccio dei napoletani. Ci tenevamo particolarmente».

LA DEDICA DELLA VITTORIA – «Alla nostra famiglia, a chi ci è stato sempre vicino. E poi alla nostra città: senza il calore di Napoli non ce l’avremmo mai fatta. Leggo tante critiche nei nostri confronti, tanta supponenza riferita alla canzone portata da papà sul palco. Sento un’ondata che somiglia molto al razzismo, ma vogliamo andare oltre. Rappresenteremo l’Italia, tutta l’Italia, al prossimo Eurovision. Per cui sarebbe bello essere tutti uniti. In ogni caso, ci godiamo ogni istante: è un premio per il percorso di mio padre, è una ricompensa enorme per i tanti sacrifici della mia famiglia, di cui sarò sempre orgoglioso».

Napoli, Conte prepara la sfida contro il Torino: senza Anguissa e De Bruyne, ecco chi sarà il sostituto di Lobotka

Napoli, la sfida al Torino si avvicina e Conte, senza Lobotka, affiderà le chiavi del centrocampo a Gilmour che non parte titolare da novembre

Il Napoli si prepara ad affrontare il Torino in un incontro fondamentale per la continuazione della stagione calcistica. Con giocatori come Anguissa e De Bruyne ormai vicini al rientro tra i convocati, il focus principale di Antonio Conte è orientato sulla gara contro la formazione guidata da D’Aversa, reduce da un importante successo casalingo contro la Lazio. Come appare evidente dalle dinamiche settimanali, per il rientro dal primo minuto degli infortunati non è ancora giunto il momento ideale. L’unico centrocampista di ruolo pienamente a disposizione dello staff è Billy Gilmour, che non disputa 90 minuti in campo dalla trasferta del 28 ottobre, terminata con il risultato di 0-1 contro il Lecce.

Il suo ultimo stop fisico è arrivato contro il Como, quando ha dovuto alzare bandiera bianca dopo appena 38 minuti di gioco. La maglia da titolare gli manca ufficialmente dal mese di novembre. Esattamente tre giorni prima di quell’infortunio, aveva disputato l’intera gara nella prestigiosa vittoria sull’Inter, e ancora prima aveva giocato 82 minuti proprio contro la squadra granata nella partita di andata. In quell’occasione, da un suo tocco involontario nacque l’azione del gol decisivo siglato da Simeone.

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Ora, con l’assenza prolungata di Lobotka, l’allenatore chiederà allo scozzese di assumere un ruolo da leader indiscusso in cabina di regia e di affermarsi come un punto fermo sul versante tecnico e tattico. Nel corso di questa annata, l’atleta ha collezionato 24 presenze in campionato per un totale di 1856 minuti giocati complessivamente. Il suo bilancio stagionale conta attualmente due reti realizzate e quattro assist forniti ai compagni. La mediana partenopea si affiderà completamente alle sue geometrie per dettare i tempi di gioco e scardinare la resistenza difensiva degli avversari nel prossimo delicatissimo impegno.

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