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Conferenza stampa Pisacane alla vigilia di Cagliari Como: «Mi auguro che Palestra vada al Mondiale, sarebbe la vittoria di tutti»

Conferenza stampa Pisacane alla vigilia di Cagliari Como: le dichiarazioni verso il match della 28ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Cagliari Como, Fabio Pisacane ha rilasciato queste dichiarazioni.

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INFERMERIA E SFIDA DELL’ANDATA – «Mina non è recuperato, si è fermato per un affaticamento e non sarà della gara. Siamo fermi a come ci eravamo lasciati la settimana scorsa da punto di vista dell’infermeria. Oggi non so dare neanche una data sui rientri. All’andata era partita fuori casa, ma sapevamo che squadra erano e che idee mettono nella partita. Domani sarà una gara diversa con un avversario consapevole delle proprie qualità».

COMO – «Mi piace che in poco tempo hanno dato continuità al progetto tecnico puntando sui giovani di qualità. Hanno speso tanto ma i soldi pesano fino a pagina 2, conta il lavoro di Cesc, meritano quello che si sono presi finora. Mi piace il fatto che sette anni fa erano in D ed ora si giocano la finale di Coppa Italia e hanno un ruolo importante in campionato, c’è un grande lavoro dietro».

RUOLO FOLORUNSHO – «Ci dà un’alternativa in attacco, se scegliamo un piano gara con l’attacco alla profondità può giocare lì dal primo minuto. A centrocampo dovrei chiedergli più compiti, è un dubbio che mi porto fino all’ultimo il dove e se schierarlo titolare».

FABREGAS – «C’è stima reciproca, ci sentiamo spesso e diamo tanto l’uno all’altro continuamente. E’ umile e aperto al dialogo, sono aperto e vicino alla sua filosofia perché sono per un calcio posizionale anche io. Sarà un piacere riabbracciarlo domani, questa settimana non ci siamo sentiti perché abbiamo pensato alle nostre squadre».

NAZIONALE E PALESTRA – «Mi auguro che vada al Mondiale, sarebbe la vittoria di tutti e non del singolo. Parlo per tutto lo staff e sentiamo di aver dato qualcosa al ragazzo, è arrivato in un ambiente sano e lui si è innamorato di questo club da subito. Dispiace doverlo salutare tra pochi mesi, avrebbe fatto comodo al Cagliari».

ASSENZA MINA – «La scelta di Mina non condiziona le scelte rattiche, abbiamo fatto bene anche con gli altri, da Obert e Zé Pedro a Rodriguez e Dossena. Speriamo di recuperarlo perché per noi è importante, speriamo smaltisca presto questo affaticamento. Abbiamo scelto il piano gara qualche giorno fa e lo portiamo avanti anche senza Mina».

BATTERE FABREGAS – «Vogliamo vincere e sappiamo quali sono le nostre armi, li reputiamo una big e contro di loro dovremo triplicare gli sforzi per portare l’episodio dalla nostra».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA A PISACANE

Coppa Italia, date e orari ufficiali delle semifinali di ritorno: quando si giocano Inter Como e Atalanta Lazio

Coppa Italia, sono stati resi ufficiali date e orari delle semifinali di ritorno: quando si giocheranno Inter Como e Atalanta Lazio

Il cammino verso l’ambita finalissima dello Stadio Olimpico di Roma entra finalmente nella sua fase più calda, emozionante e decisiva. Dopo la grande intensità agonistica che ha caratterizzato le gare di andata, sono state ufficialmente definite anche le date delle gare di ritorno di Coppa Italia Frecciarossa. Le quattro formazioni rimaste in corsa si preparano a vivere due notti di grandissimo fascino, pronte a dare battaglia sul rettangolo verde per conquistare il diritto di sollevare il prestigioso trofeo nazionale al cielo.

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Inter-Como: a San Siro il primo verdetto

Il tabellone della competizione prenderà il via con la prima delle due sfide decisive in terra meneghina. Esattamente come riportato dalle comunicazioni della Lega, martedì 21 aprile alle 21.00 si gioca Inter-Como. La suggestiva e imponente cornice dello stadio Giuseppe Meazza in San Siro si vestirà a festa per ospitare un vero e proprio derby lombardo dalle altissime poste in palio.

La formazione nerazzurra cercherà di far valere il fattore campo dopo lo 0-0 dell’andata. Dall’altra parte, però, troverà una squadra lariana agguerrita, pronta a sovvertire ogni pronostico affidandosi alle brillanti idee tattiche di Cesc Fàbregas.

Atalanta-Lazio: scontro totale a Bergamo

Il quadro delle finaliste si completerà a distanza di sole ventiquattro ore. Nella serata successiva, invece, è programmata Atalanta-Lazio, con il fischio d’inizio sempre fissato per le ore 21.00. Il caldissimo pubblico della New Balanca Arena di Bergamo è pronto a spingere la propria squadra in una sfida che si preannuncia vibrante ed equilibrata fino all’ultimo secondo di recupero.

I padroni di casa, allenati da Raffaele Palladino, puntano a confermare il proprio status dopo il 2-2 dell’Olimpico. Di fronte avranno la compagine capitolina guidata da Maurizio Sarri, che sbarcherà in terra lombarda con il chiaro obiettivo di imporre il proprio palleggio e staccare il pass per l’atto conclusivo.

Calendario Serie A, anticipi e posticipi della 31ª giornata: quando si giocherà a Pasqua e Pasquetta. Date e orari ufficiali

Calendario Serie A, anticipi e posticipi della 31ª giornata: date e orari ufficiali delle partite a Pasqua e Pasquetta. Il programma completo

La 31ª giornata di Serie A si aprirà ufficialmente sabato 4 aprile alle ore 15.00 con la delicata sfida tra Sassuolo e Cagliari. In contemporanea, da palinsesto, è in programma anche l’incrocio tra Lecce e Atalanta. Tuttavia, quest’ultima gara potrebbe subire variazioni: la partita verrebbe infatti spostata alle ore 15.00 di lunedì nel caso in cui i bergamaschi non dovessero riuscire ad accedere ai quarti di finale di Champions League. A seguire, il sabato calcistico proporrà Verona-Fiorentina alle ore 18.00, seguita in serata dal posticipo dell’Olimpico tra Lazio e Parma.

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La domenica di Pasqua: riflettori puntati su Inter-Roma

La giornata festiva di domenica 5 aprile comincerà alle ore 15.00 con la sfida tra Cremonese e Bologna, un match che precederà l’incontro delle 18.00 tra Pisa e Torino. Il piatto forte della giornata, però, arriverà in prima serata: alle ore 20.45 i riflettori illumineranno il primo vero big match di questo turno, con l’attesissima sfida d’alta quota tra Inter e Roma.

Il tabellone di Pasquetta e il gran finale con Napoli-Milan

Il programma del lunedì dell’Angelo dipenderà inevitabilmente dalla qualificazione dell’Atalanta in Champions League dopo la durissima doppia sfida contro il Bayern Monaco. Se i ragazzi guidati da Raffaele Palladino non dovessero passare il turno europeo, la gara Udinese-Como si giocherebbe alle 12.30, con la Dea impegnata a Lecce alle 15.00. In caso contrario, l’Atalanta resterebbe al sabato e Udinese-Como slitterebbe alle 15.00.

Le ultime due sfide, in programma tra le 18.00 e le 20.45, regaleranno un epilogo scoppiettante: prima andrà in scena Juventus-Genoa, seguita dal secondo spettacolare big match di giornata, Napoli-Milan, la gara perfetta per chiudere col botto la tre giorni di Pasqua.

Zazzaroni, rivelazione clamorosa sul VAR: cosa disse Tavecchio a Cucci «per fermare la Juventus». La confessione

Zazzaroni ha fatto questa confessione sul VAR, rispolverando una clamorosa rivelazione di Tavecchio a Italo Cucci

Ivan Zazzaroni nel suo editoriale sul Corriere dello Sport. Dieci anni fa il mondo del calcio subiva una rivoluzione tecnologica che prometteva di spazzare via ogni tipo di polemica e veleno dal rettangolo verde. Oggi, a distanza di un decennio esatto, il bilancio tra le grandi aspettative iniziali e la realtà dei fatti resta fortemente controverso. Come ricordato dalla stampa, «Il 5 marzo 2016 l’Ifab approvò l’uso del supporto tecnologico nel calcio». Tuttavia, l’evoluzione di questo prezioso strumento fatica ancora a compiersi. La sensazione diffusa, analizzando i campionati recenti, è che la tecnologia «è solo alle Elementari, commette ancora errori grossolani di grammatica calcistica e non sembra pronto per il salto alle Medie».

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Il retroscena su Tavecchio e l’obiettivo di frenare la Juventus

Le innovazioni, soprattutto nel panorama sportivo italiano, vengono spesso piegate alle ossessioni locali. Emerge infatti un retroscena clamoroso legato all’introduzione della moviola in campo. «Secondo il presidente federale che il 19 agosto 2017 avviò la sperimentazione in Serie A, Carlo Tavecchio, il Var serviva a frenare la Juve». Una confessione nuda e cruda da parte di Tavecchio a Italo Cucci.

L’aneddoto svelato nell’editoriale prosegue con dettagli precisi: «Lo disse a Italo Cucci e me lo ripetè qualche tempo dopo nella sala Freccia Club della stazione di Milano». In quell’occasione, il dirigente si lasciò sfuggire anche un’altra indiscrezione, «prima di aggiungere che il miliardario della moda Bernard Arnault si stava interessando al Milan». A conferma di questa accurata ricostruzione storica, si sottolinea che «di recente Cucci si è semplicemente limitato a riportare le parole del dirigente».

Le tensioni in tribuna a Carrara e le offese a Rocchi

L’anniversario della tecnologia non ha purtroppo placato gli animi roventi negli stadi italiani. «Per festeggiare in anticipo – nonostante porti sfiga – il compleanno del Var mercoledì sera, a Carrara, alcuni tifosi hanno riempito di offese, tante, e banconote, poche, il designatore Rocchi». Una reazione amara che evidenzia come il sistema cerchi costantemente un bersaglio fisico da colpire, perché, in fondo, «con qualcuno bisogna pur prendersela».

Il flop in Lega Pro e i dubbi sul futuro

Oggi il sistema si trova davanti a un bivio complesso. «Stabilito che non si torna più indietro», bisogna fare i conti con i controversi esperimenti attuali, avendo ormai «appurato che il Var a chiamata adottato in Lega Pro sta facendo più danni della grandine».

L’interrogativo finale resta sospeso e riguarda l’intero assetto calcistico: la critica si domanda «come si possa arrivare all’ottimizzazione della risorsa». La risposta è rassegnata e pungente, «dal momento che la crescita culturale e l’obiettività nel nostro Paese sono vietate per legge».

Bastoni, scoppia un altro caso: “È inaccettabile”

Dopo le polemiche per la simulazione in Inter-Juventus, il difensore nerazzurro è sempre al centro del dibattito

Sembra non avere pace Alessandro Bastoni. Dal giorno di Inter-Juventus sono passate ormai tre settimane, ma la sua caduta dopo l’intervento di Kalulu che ha portato all’espulsione del difensore bianconero, con tanto di esultanza dello stesso Bastoni, continua a far discutere.

Polemiche su polemiche, accuse e difese, neanche si fosse davanti ad un processo per chissà quale reato. Ora al centro del dibattito ci sono i fischi che piovono sulla testa del calciatore interista un po’ in tutti gli stadi. Ha iniziato il pubblico di Lecce, una settimana dopo il derby d’Italia, si è proseguito martedì scorso durante Como-Inter: i tifosi avversari non perdonano Bastoni e lo dimostrano ricoprendolo di fischi.

Un duplice episodio che sta facendo discutere, con diversi addetti ai lavori che hanno scelto di prendere le difese del calciatore. Tra questi anche il presidente dell’AIC, l’Associazione Italiana Calciatori, Umberto Calcagno. Sono dure le sue parole rilasciate durante l’evento Women4Football.

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L’AIC difende Bastoni: “Fischi inaccettabili”

Calcagno scende in campo in difesa di Bastoni, definendo inaccettabili i fischi e gli eccessi nei confronti del difensore dell’Inter.

Secondo il presidente dell’AIC “la reazione è stata decisamente esagerata, purtroppo viviamo in un mondo che tende agli eccessi”. Le dichiarazioni continuano sulla stessa lunghezza d’onda e vanno in difesa del calciatore: “Alessandro ha ammesso di aver sbagliato e nonostante ciò continua a subire un accanimento eccessivo, dovuto probabilmente alla grande esposizione mediatica”.

Calcagno quindi conclude: “Bastoni è uno dei giocatori più importanti e gioca nella squadra prima in classifica. Sono convinto che l’integrità dimostrata lungo la sua intera carriera sia il valore principale che, alla lunga, prevarrà sulle polemiche”. Parole che arrivano alla fine di una settimana in cui si è molto discusso dei fischi dei tifosi del Como e nella quale si è anche tornato a sollevare il tema della convocazione in Nazionale.

Gattuso da questo punto di vista non ha mai mostrato dubbi al riguardo: Bastoni fa parte dell’Italia e il ct non ha alcuna intenzione di rinunciarci, anzi punta anche su di lui per staccare il pass per i prossimi mondiali. A dimostrazione ci sono anche le parole di Gigi Buffon secondo cui il difensore dell’Inter “sta pagando molto più delle sue colpe”.

Torino, Schwoch approva questo colpo: «Mai avuto dubbi sulle sue qualità, i granata hanno fatto un bell’acquisto!». Di chi si tratta

Torino, Stefan Schwoch ha parlato nel giorno del match contro il Napoli. Queste le dichiarazioni dell’ex attaccante

Stasera si gioca Napoli-Torino e Stefan Schwoch, bomber indimenticato che a cavallo tra il 1999 e il 2001 firmò a suon di gol le promozioni in Serie A di entrambe le piazze, ha analizzato la sfida sule pagine di Tuttosport.

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LA NUOVA COPPIA ZAPATA-SIMEONE «Zapata e Simeone formano una delle coppie d’attacco più forti della Serie A. Devono giocare insieme e D’Aversa farà bene a insistere su questo tandem. Anche perché sono due punte che si completano ottimamente: il Cholito è micidiale nell’attaccare la profondità e può beneficiare dello strapotere fisico del colombiano, che rimane dominante nel gioco aereo. Con quei due là davanti, il Toro può togliersi diverse soddisfazioni. Duvan e il Cholito possono creare diversi grattacapi alla retroguardia del Napoli. Fossi negli azzurri presterei parecchia attenzione ai grandi ex della gara. Già all’andata Simeone ha messo in grande difficoltà i difensori partenopei, segnando e trascinando il Toro alla vittoria. Conte dovrà stare in guardia nei confronti della nuova coppia d’attacco granata: insieme mi piacciono moltissimo e sono convinto che il duo Simeone-Zapata potrà aiutare la squadra granata a risalire in classifica. Perché no? Quello di Napoli rappresenta un esame importante per capire se i granata hanno svoltato davvero o se il successo sulla Lazio è stato solamente un fuoco di paglia».

L’IMPATTO DI MISTER D’AVERSA «Stimo molto Roberto come allenatore: mi piace tanto per come lavora. D’Aversa ha le idee chiare, sa quello vuole e riesce a trasmettere velocemente le proprie caratteristiche tecnico-tattiche ai giocatori. In tal senso questa sua capacità la si è vista già nella gara vinta contro la Lazio. Per questo sono convinto, al netto di un pizzico di fortuna che serve sempre, che potrà riportare il Torino in posizioni di classifica che più competono al blasone del club».

IL RENDIMENTO DEL CHOLITO «Non ho mai avuto dubbi sulle qualità di Giovanni. Segna tanto, combatte e si sacrifica parecchio per la squadra. Il Toro ha fatto un bell’acquisto portandolo in granata: arriverà in doppia cifra e resto dell’idea che sarebbe potuto essere ancora utile allo stesso Napoli. In fondo il Cholito aveva soltanto bisogno di fiducia e continuità: quando le ha ricevute, poi i gol li ha sempre fatti ovunque».

MARIANUCCI «Parto da un presupposto: per me Marianucci è forte. L’ho visto diverse volte l’anno scorso nell’Empoli e aveva fatto davvero un grande campionato. Non a caso in estate l’ha comprato il Napoli. Coi giovani serve pazienza: hanno bisogno di giocare per emergere ed esplodere e Luca ha grosse potenzialità. Con Conte ha trovato poco spazio: al debutto ha fatto un mezzo errore contro il Milan, ma poi da quel momento aveva giocato bene a San Siro e nella gara in casa contro il Verona era stato tra i migliori, propiziando anche la rimonta del Napoli con l’assist del pareggio. Sono sicuro che sarà un’arma in più per il Toro nel girone di ritorno, perché Marianucci è bravo e farà molto bene non appena avrà l’occasione di giocare».

Roma, la verità sul ritorno di Totti! Candela ammette: «Cosa è successo alla cena con Gasperini e quale ruolo avrà». Cosa ha detto

Roma, Vincent Candela ha rilasciato queste dichiarazioni sul possibile ritorno di Francesco Totti in giallorosso e la cena con Gasperini

In questi giorni si è parlato molto di Vincent Candela, gran cerimoniere della cena avvenuta tra Francesco Totti e Gian Piero Gasperini. L’ex difensore della Roma ha raccontato cosa sia successo a La Gazzetta dello Sport.

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LA CENA TRA TOTTI E GASPERINI «Francesco lo conosco da 30 anni, il mister da qualche anno. Ho visto grande complicità tra i due. Ovviamente hanno due ruoli diversi, però di calcio ne capiscono tanto. Il mister è preparato e lo ringraziamo tutti per il lavoro che sta facendo. Con lui ci siamo incontrati già in passato visto che abbiamo amici in comune. E poi io da inizio anno lavoro per la Roma. Ora siamo più stretti, uniti».

IL POSSIBILE RUOLO DEL CAPITANO «Francesco è il simbolo di tutti i giocatori e dei tifosi. Ma sulla carica da ricoprire spetta alla società decidere. Si metteranno d’accordo loro, su questo non posso pronunciarmi».

LE TRATTATIVE CON LA SOCIETÀ «Francesco è un patrimonio del calcio e in un ruolo o nell’altro potrebbe solo fare bene, l’importante è che la sua figura trovi il favore di tutti. Noi abbiamo fatto una cena tra amici, le trattative spettano a loro e spero troveranno il giusto punto di incontro».

IL PROGETTO FRIEDKIN «Loro hanno speso e continueranno a investire per la Roma. Ci sono fondamenta solide con Ranieri, Massara e Gasp. Non si vedeva da tempo un quadro così ben coordinato. Non a caso la squadra sta andando bene. E la romanità unita alla professionalità, sì, è un valore aggiunto».

L’IMPATTO DI GASPERINI «La mentalità, il gioco e l’aspetto fisico. È uno che ci tiene e si vede, che porta un giocatore che vale 5 a 7 e uno che vale 7 a 9. Riesce a valorizzare tutti».

L’IMPORTANZA DI MALEN «Sta facendo grandi cose. Crea spazi, si attira sempre tanti avversari. Il problema è che abbiamo solo lui davanti soprattutto ora che Dybala è di nuovo ko. Ma la Roma è ancora lì e lotta su due fronti: quando c’è un progetto di squadra, un gioco e una mentalità si riesce anche a sopperire alle assenze importanti».

LA CORSA CHAMPIONS E L’EUROPA LEAGUE «Da un lato l’esperienza di Gasp a questi livelli e lo stato di forma del gruppo, dall’altro il calendario visto che ora c’è anche la doppia sfida di EL col Bologna. Bisogna non commettere più errori».

LE SORPRESE «Di sicuro Wesley, sin da quel gol all’esordio col Bologna. Poi è diventato una macchina che non si ferma e a sinistra mi piace di più perché rientra e va a cercare il dribbling. Pisilli è diventato importantissimo nonostante sia giovane. Di Malen parlano i gol».

IL SOGNO SCUDETTO «È un bel po’ che la Roma non va in Champions. Partiamo da qui, poi pian piano si può alzare l’asticella con la programmazione e la pazienza. Al momento Inter e Napoli hanno una rosa più importante, ma è bello sentire Gasp che rilancia e punta al top. Roma lo merita, parliamo di una città e di una tifoseria all’altezza degli obiettivi del suo tecnico».

LA SFIDA AL GENOA DELL’AMICO DE ROSSI «Sarà una bella partita, molto intensa. Loro devono salvarsi e la Roma non può perdere il ritmo Champions. Daniele De Rossi sta facendo un ottimo lavoro, non è facile subentrare. Io comunque tifo Roma anche se Daniele è un mio amico: penso che anche lui, con un po’ di esperienza in più, diventerà un grande allenatore».

Bonaventura dopo il ritiro dal calcio: «L’esordio in Serie A il momento più bello, sono un po’ più legato al Milan. Futuro? Magari farò il corso da allenatore…»

Bonaventura si è ritirato dal calcio giocato. Queste le dichiarazioni dell’ex centrocampista di Atalanta, Fiorentina e Milan

A 36 anni Giacomo Bonaventura, dopo 380 partite in Serie A con Atalanta, Milan e Fiorentina, dopo aver giocato anche in Arabia Saudita e vestito la maglia della Nazionale, dice addio al calcio. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport.

IL MOMENTO DI DIRE BASTA «Sapevo di aver smesso, ma ho cominciato a ricevere chiamate da amici, dal mio procuratore e da alcune società: mi sembrava giusto farlo sapere a tutti. Cosa fa capire a un calciatore di aver smesso? Quando non senti più il fuoco dentro. Quello è il momento. Inutile continuare a giocare, trascinandosi e non divertendosi più. Quando ho iniziato a sentire tutto questo ho preso la decisione. In campo mi sono sentito bene fino all’ultimo. Anzi, penso che potrei giocare ancora un anno o due. Allo stesso tempo però non vorrei abbassare il livello, magari giocare in una squadra che non mi sento. Preferisco così: ho tre figli, ho un bel da fare anche a casa».

GLI ANNI MIGLIORI «Penso il primo o il secondo anno col Milan. Sprazzi però ne ho avuti anche con Atalanta e Fiorentina. Difficile dire un periodo: magari quando sei più giovane sei più spregiudicato, anche fisicamente, ma poi con l’esperienza diventi un giocatore migliore. Io tra i 30 e i 32 anni ho sentito più sicurezza. Un maglia con cui essere ricordato? Ho giocato tanto con Atalanta, Milan e Fiorentina: dirne una è difficile. Al Milan sono stato di più: sei anni, forse ci sono un po’ più legato. Anche Atalanta e Fiorentina però, a modo loro, sono state esperienze che mi hanno fatto crescere tanto».

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IL MOMENTO PIÙ BELLO «L’esordio in Serie A. Non ci credevo più di tanto: giocavo in Primavera, ogni tanto mi allenavo in prima squadra, ma quando ho esordito in Serie A ho cominciato a credere che forse avrei potuto fare carriera. L’allenatore a cui sono più legato? Italiano e Colantuono sono quelli con cui sono stato per più tempo, 3 anni ciascuno: sono quelli che mi hanno insegnato tanto, che mi hanno dato di più in termini di conoscenze. Ma ho avuto circa 20 allenatori: ho cercato di prendere le cose buone da ognuno».

LA SUA CARRIERA «Non c’è stato un momento particolare che mi ha cambiato la carriera, ma tanti, belli o meno, che mi hanno insegnato qualcosa. In carriera non devi farti condizionare più di tanto: devi andare avanti per la tua strada, col tuo modo di lavorare e il tuo modo di pensare. Il risultato è una conseguenza di chi sei, come ti alleni e come fai il tuo lavoro. Jack in campo raccontato da Jack? Lavoratore. Nello sport riesci ad ottenere qualcosa solo se ci metti dedizione, impegno e tutto quello che hai. Altre strade non portano a niente».

IL CARATTERE «Uno abbastanza tranquillo. Quando ero più giovane cercavo di imparare dai più esperti. Dai 26-28 anni ho cominciato a sentirmi più sicuro di me stesso, anche per affrontare situazioni in spogliatoio e dare una mano ai più giovani. E nella seconda parte di carriera ho tirato fuori un po’ di più il mio carattere. Come voglio essere ricordato? Come un appassionato di calcio, che ha lavorato tanto cercando di dare il meglio, senza scorciatoie o furbizie. Ho sempre cercato di fare del mio meglio. Il miglior consiglio ricevuto? Nel calcio devi avere pazienza, avere fiducia nel processo perché non si diventa giocatori bravi in due secondi: ci vuole tempo. E poi magari arriva tutto all’improvviso, dopo anni di lavoro. Quando si è giovani magari si vuole tutto e subito e questo può essere un errore».

I CENTROCAMPISTI DI OGGI «Negli ultimi anni ho sempre parlato coi ragazzi più giovani, quelli che magari non sapevano ancora come reagire a certe situazioni. Quando si è più esperti, penso che la cosa più importante coi giovani più che parlare sia dare l’esempio giusto. Ci sono tanti giocatori bravi in Italia, giovani che stanno crescendo. A me piace guardare i centrocampisti, come giocano e come stanno in campo. Penso che in Italia ce ne siano diversi bravi, magari al momento al top della carriera. Penso a Tonali e Barella: sono giocatori straordinari che possono ancora dare tanto al calcio e alla Nazionale».

IL FUTURO «Ora voglio stare con la famiglia e capire cosa mi dà lo stimolo di fare qualcosa. Poi vediamo. Mentre giocavo mi sono detto spesso che appena smesso avrei fatto l’allenatore. Invece adesso che non gioco più non ho più la stessa voglia, anche se sento che piano piano mi sta tornando. Magari farò il corso da allenatore: mi sembra il ruolo più adatto a me, come carattere. Non mi vedo tanto come dirigente o procuratore. La più grande soddisfazione è stata giocare per la Nazionale: è il sogno di ogni ragazzo quando comincia a giocare a calcio. Rimpianti non ne ho, ho sempre dato tutto. E anche le cose che durante una carriera non vanno come vorresti, anche di quelle ho cercato di fare tesoro per crescere e diventare un giocatore e una persona migliore».

Bergomi ridimensiona l’Inter: «È forte ma non lo è in modo netto rispetto alla concorrenza. Non siamo nei 9 anni dominati dalla Juventus!»

Bergomi, leggenda dell’Inter, ha rilasciato queste dichiarazioni in vista del derby della Madonnina contro il Milan. Cosa ha detto

Beppe Bergomi ha parlato a Libero in vista del derby di Milano, della lotta Scudetto e in generale della stagione dell’Inter. Cosa ha detto.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

IL MILAN E’ LA SQUADRA PIU’ DIFFICILE PER L’INTER – «Per l’Inter, il Milan è la squadra più difficile da battere del campionato. L’Inter attacca, il Milan aspetta e riparte. Se fai un errore può punirti, è successo all’andata, quando l’Inter costruì molto di più, ma vinse il Milan. Quando Pioli provava a giocare uno contro uno, per Inzaghi era più facile. Come contro l’Atalanta di Gasperini, che faceva bene con tutti e poi perdeva con l’Inter».

L’INTER NON E’ NETTAMENTE PIU’ FORTE – «Quando il livello si è alzato, l’Inter ha fatto fatica. Ma in questi anni ha sempre avuto un grande rendimento, non ha mai sbagliato stagione, certamente non l’ha fatto lo scorso anno, anche se non ha vinto nulla. L’Inter è forte, ma non lo è in modo netto rispetto alla concorrenza, come a molti piace raccontare. Non siamo, per capirci, nei 9 anni dominati dalla Juventus».

I MERITI DI CHIVU – «E Chivu un po’ mi ha sorpreso. Al di là della brutta pagina di Champions, quello che sta facendo in campionato non era scontato. Credo che il suo più grande merito sia stato quello di riuscire a entrare velocemente nel cuore dei giocatori, li ha portati tutti subito dalla sua parte e in campo si vede».

Juventus, 0 gol e 0 assist per Yildiz da oltre un mese: cosa sta succedendo al numero dieci bianconero. L’analisi completa

Juventus, 0 gol e 0 assist per Kenan Yildiz da più di un mese: cosa sta accadendo al gioiello turco. L’analisi integrale

A vent’anni, molto spesso, non è la tenuta fisica a cedere, ma è la tenuta mentale a giocare brutti scherzi di fronte all’aumento vertiginoso delle responsabilità. È l’esatta fotografia del momento attraversato da Kenan Yildiz. Come evidenziato dall’analisi di Tuttosport, il giocatore è reduce da un mese di febbraio a dir poco logorante: un tour de force asfissiante di impegni ravvicinati, sommato alle tensioni emotive per il tanto atteso rinnovo contrattuale, ne ha prosciugato le energie psico-fisiche.

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Il calo fisiologico di Yildiz e l’importanza della sosta

Le fatiche accumulate hanno inevitabilmente presentato il conto. Dopo un’ottima prestazione contro il Parma, interrotta in anticipo, il turco ha dovuto stringere i denti. La botta subita con il Como non gli ha impedito di affrontare il Galatasaray in Europa, ma ha pesato sulla sua consueta lucidità, palesatasi in modo evidente con l’occasione sprecata nell’ultimo match contro la Roma.

Il bilancio di zero reti e zero assist nelle ultime sette uscite tra Serie A e Champions League fa rumore, e questo appannamento ha finito per condizionare anche le certezze del compagno di reparto Jonathan David. Adesso, potendo sfruttare una settimana di lavoro “tipo” per preparare la sfida contro il Pisa, Yildiz avrà finalmente modo di ritrovare l’ossigeno e la brillantezza in zona gol.

Verso il rientro: il piano per Vlahovic e le cifre del rinnovo

Nel frattempo, alla Continassa, Dusan Vlahovic scalpita per mettersi definitivamente alle spalle i tre lunghi mesi di stop trascorsi in infermeria. Il numero 9 si è parzialmente riaggregato al gruppo, ma la parola d’ordine societaria resta la massima prudenza.

Luciano Spalletti è in totale sintonia con i medici: non si correranno rischi di ricaduta. Salvo clamorose sorprese, Vlahovic non sarà convocato per la sfida al Pisa, con l’obiettivo mirato di riaverlo al 100% per la successiva trasferta di Udine.

Il recupero clinico si intreccia, inoltre, a filo doppio con il mercato. Il serbo è centrale nel progetto di mister Spalletti, che spinge fortemente per il rinnovo del contratto in scadenza a giugno. L’attaccante ha già lanciato un inequivocabile segnale d’amore: pur di continuare la sua avventura con la Juventus, sarebbe disposto a dimezzarsi lo stipendio. I presupposti per la fumata bianca ci sono tutti, ma ora la priorità assoluta resta il rientro sul rettangolo verde.

Genoa, Vitinha rivela: «Mi cercavano altri club italiani, ecco perché ho scelto il Grifone. Su De Rossi dico questa cosa»

Genoa, Victor Vitinha ha rilasciato queste dichiarazioni sulla stagione che sta vivendo con i rossoblù. Le sue parole

Victor Vitinha si racconta a cuore aperto al Corriere dello Sport. A quasi 26 anni, l’attaccante portoghese sembra aver trovato a Genova la sua dimensione ideale. Ecco le sue parole.

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IL MOMENTO DI FORMA «Mi sento bene fisicamente, forse come non mai. Il prof ci fa correre tanto, non ci lascia mai abbassare il livello, e a me piace faticare. Certo, non ho intenzione di accontentarmi, fare gol è la cosa che mi rende più felice. Lo vogliamo sia io sia l’allenatore».

IL RUOLO IN CAMPO «Se gioco, dove conta fino ad un certo punto. È vero che mi sono sentito sempre un numero 9, avere qualche responsabilità differente va bene. Per me l’importante è sapere di aver fatto il massimo e anche di più. Mi sento un giocatore importante che può dare una mano agli altri. Cerco di essere una presenza positiva nello spogliatoio, magari mi do da fare per aiutare i nuovi ad inserirsi. Sono un uomo squadra».

DE ROSSI «Passionale».

IL GENOA «Voglia di crescere sempre».

GENOVA «Amore. La mia fidanzata è genovese, ma anche prima di conoscere lei mi trovavo benissimo qui».

L’ARRIVO IN ITALIA «Mi avevano cercato altri club italiani, la proposta del Genoa però mi sembrava la migliore. Ne parlai con Gattuso, all’epoca mio allenatore al Marsiglia, e gli chiesi qualche consiglio. Mi parlò benissimo del club e della città e io accettai subito. Non mi sono, ovviamente, mai pentito. Se Rino ce la farà a portare l’Italia al Mondiale? Sì».

LA CORSA SALVEZZA «Stiamo bene, ci sentiamo leggeri, ma sappiamo benissimo che dobbiamo fare ancora tanti punti per stare tranquilli. Siamo un gruppo che vuole fare sempre di più, sono sicuro che anche quando la classifica sarà a posto noi vorremo continuare a vincere per crescere. Vogliamo arrivare al nostro obiettivo il più rapidamente possibile. Con De Rossi e Lopez ci sentiamo più forti, in campo le cose ci sembrano più semplici. E anche i nuovi hanno portato qualità».

LA SFIDA ALLA ROMA «La Roma è talmente forte che ha tanti giocatori di qualità, anche se onestamente dai piedi di Paulo escono sempre grandi giocate. Mi dispiace che non ci sia, avrei voluto scambiare la maglia con lui. Stiamo lavorando tanto e forte. Partita durissima, ma in casa nostra. E abbiamo tanta voglia di vincere».

Riforma Arbitri, svolta storica in Serie A: verso il professionismo dopo il caso Rocchi. I costi, il ruolo della Lega e il tramonto dell’AIA

Riforma Arbitri: si va verso il professionismo dopo il caso Rocchi. I costi, il ruolo della Lega e cosa succederà all’AIA

L’ennesimo episodio di tensione verificatosi a Carrara, con l’accerchiamento in tribuna di Gianluca Rocchi da parte di alcuni tifosi, certifica un’annata da dimenticare per l’intera classe arbitrale italiana. Una situazione resa ancor più complessa dall’inibizione di 13 mesi confermata in appello per Antonio Zappi, ormai a un passo dalla decadenza formale. In questo scenario turbolento si inserisce con forza il piano di riforma promosso da Gabriele Gravina, supportato anche da un recente e severo report della UEFA sulle falle dell’attuale sistema di formazione e valutazione.

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La rivoluzione: contratti, TFR e una nuova società FIGC

L’obiettivo della Federcalcio è l’introduzione del professionismo per i direttori di gara, ricalcando il collaudato modello inglese. L’impianto della riforma, che sarà discusso in un prossimo tavolo tecnico, prevede la creazione di una società partecipata al 100% dalla FIGC. Gli arbitri di Serie A e B firmeranno inizialmente contratti di lavoro autonomo che, dopo un determinato numero di presenze, si trasformeranno a tempo determinato, garantendo contributi e TFR.

La vera svolta riguarderà la governance. La selezione non dipenderà più dalle rigide graduatorie piramidali dell’AIA, ma sarà gestita da un nuovo Consiglio di Amministrazione. Questo CdA sarà composto da tre figure indipendenti (non tesserati, né calciatori in attività, né dirigenti) nominate dal Consiglio federale, che avranno il compito di eleggere un direttore generale e il nuovo designatore.

I costi, il ruolo della Lega e il tramonto dell’AIA

La nuova struttura avrà un costo stimato di circa 18 milioni di euro. I fondi deriveranno in parte dalle quote FIGC attualmente destinate all’AIA e in parte (circa 10 milioni) dal contributo delle Leghe di Serie A e B. I club, a fronte dell’investimento, chiedono peso politico nelle nomine, sebbene il rischio di forti conflitti interni spinga molte società verso una posizione di neutralità.

Sul fronte opposto c’è l’AIA, destinata a perdere il controllo gestionale e una grossa fetta di fondi. Nonostante la ferma opposizione, un eventuale sciopero appare improbabile: gli stessi direttori di gara, infatti, accoglierebbero con favore il passaggio al professionismo, allettati da nuove tutele contrattuali e dalla disponibilità di staff medici e fisioterapisti dedicati. La strada per la rivoluzione sembra ormai tracciata.

Fiorentina, De Gea nel caos! Galli rincara la dose: «Un capitano non dice mai una cosa del genere! Quest’anno è irriconoscibile»

Fiorentina, De Gea è finito nell’occhio del ciclone! Giovanni Galli è uscito allo scoperto parlando così del portiere spagnolo. Le sue parole

David De Gea è finito nell’occhio del ciclone. Le sue dichiarazioni post Udinese-Fiorentina («Anche se fossi riuscito a evitare il primo gol, lo avremmo preso più tardi») hanno sollevato un polverone. Sulle pagine del Corriere dello Sport, l’ex storico portiere Giovanni Galli ha stigmatizzato duramente l’uscita del portiere spagnolo.

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LE DICHIARAZIONI «La mancanza di padronanza della lingua può aver influito. Secondo me questa cosa lo ha portato a esprimere un concetto che, comunque, non va espresso. Soprattutto perché ha la fascia da capitano. No, un capitano non dice mai una cosa del genere. In una situazione simile, deve dire l’esatto contrario. Entra nello spogliatoio e dice ‘scusate, potevo fare qualcosa di più sul gol’. E allora lo spirito è diverso. Il primo gol lo ha preso dopo dieci minuti. Aveva già capito che la Fiorentina avrebbe perso? Vuol dire che c’è poca fiducia. Io stimo tanto De Gea, ma quest’anno è irriconoscibile».

I PERCHÉ DEL CALO «Bella domanda. Magari sono cambiati gli allenamenti. Ma se anche fosse, il portiere è il portiere. Se è forte, rimane forte. La scorsa stagione De Gea veniva da un’annata di stop, eppure i difensori fumavano una sigaretta perché c’era lui a salvare qualsiasi cosa. Quest’anno, invece, la retroguardia è sempre in apprensione».

VANOLI «Vanoli deve stare tranquillo, perché non può dire che “i giocatori si devono prendere la responsabilità, come ho fatto io con lo Jagiellonia”. Il turno coi polacchi lo ha passato, quindi intende dire che passa anche l’errore? Questa squadra dovrebbe andare a scuola di comunicazione. Non sento mai un’intervista dove si parla del “noi”. Ognuno pensa al proprio orticello».

Probabili formazioni Napoli Torino, ancora emergenza azzurra: le mosse di Conte e D’Aversa per il match. Ci sono delle sorprese!

Probabili formazioni Napoli Torino, le possibili scelte di Conte e D’Aversa per il big match del Maradona. Tutti i dettagli

Il venerdì sera del Maradona (ore 20.45) si accende con una sfida cruciale per l’Europa e ricca di intrecci personali. Da una parte il Napoli di Antonio Conte, saldamente al terzo posto e a caccia di punti pesanti per blindare la Champions; dall’altra il Torino di Roberto D’Aversa, reduce dal brillante successo sulla Lazio che ha inaugurato nel migliore dei modi il suo nuovo corso tecnico. Tra i due allenatori l’amicizia è profonda, ma in campo non ci saranno sconti.

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La Gazzetta dello Sport presenta così la sfida. Conte deve fare i conti con un’emergenza totale in mediana. Senza gli infortunati Lobotka e McTominay (per lo scozzese, intanto, si avvicinano le trattative per il rinnovo), le chiavi del centrocampo andranno a Gilmour ed Elmas. La grande notizia, però, è il ritorno in panchina di Kevin De Bruyne e Franck Anguissa, nuovamente a disposizione dopo quattro lunghissimi mesi di assenza: carte extralusso da giocarsi a gara in corso. In difesa, per arginare una preoccupante fragilità, si cambia: davanti al rientrante ex Milinkovic-Savic, Olivera è favorito su Beukema, con Buongiorno che tornerà a fare il centrale puro. Davanti, tutto il peso dell’attacco è sulle spalle di Rasmus Hojlund, a quota 9 reti e a un passo dal suo record personale, supportato da Alisson e Vergara.

Sponda granata, D’Aversa cerca continuità per scacciare i vecchi blackout. Il neo-tecnico si affida all’effetto nostalgia schierando dal primo minuto due attaccanti dal dente avvelenato: Duvan Zapata e Giovanni Simeone, quest’ultimo match-winner della gara d’andata. Tatticamente, il Toro si mostra fluido: Vlasic agirà in posizione più avanzata sulla trequarti per innescare le punte, mentre in mezzo al campo spicca l’impatto del lituano Gineitis, vero equilibratore e costruttore del gioco. L’arma a sorpresa potrebbe essere Cesare Casadei, che D’Aversa sta ridisegnando in un’inedita posizione da trequartista incursore.

Il Napoli, imbattuto in casa in campionato dall’8 dicembre 2024, punta sul fattore Maradona per scardinare le certezze di un Torino rigenerato. La volata finale per la Champions azzurra passa da qui.

Rampulla lo difende: «Di Gregorio deve tapparsi le orecchie e non pensare ai mugugni. Ma non mi pare abbia fatto errori enormi!»

Rampulla, ex portiere della Juve, ha rilasciato queste dichiarazioni su Di Gregorio, Perin e sui possibili portieri in arrivo in bianconero

Michelangelo Rampulla ha rilasciato un’intervista Tuttosport, parlando dei portieri della Juve e non solo. Le sue dichiarazioni.

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SU VICARIO – «Vicario è un grandissimo portiere. L’ha dimostrato nel tempo e lo sta facendo pure questa stagione. In più, gioca in Inghilterra e in una squadra importante: elementi che danno esperienza, qualcosa in più»

I PORTIERI CHE PREFERISCE – «Vicario mi piace. Un altro da prendere poi è Caprile, oggi al Cagliari. E naturalmente Carnesecchi: lui mi piace moltissimo, ma gioca nell’Atalanta, fa le coppe, lotta per posizioni importanti. Vicario potrebbe invece rientrare e ha più partite di tutte. Anche Meret potrebbe rientrare in questo discorso»

SUI PORTIERI DELLA JUVE – «Faccio una premessa: ho sempre pensato che la Juve abbia ottimi portieri. Ci sono momenti, all’interno della carriera di un giocatore, e anche in una singola stagione, in cui non ti senti a posto fisicamente o mentalmente. E bisognerebbe essere lì per capire le sensazioni provate. Da fuori si nota questo: non sono al 100%, almeno dal punto di vista mentale. E questa situazione, per tutta la squadra, è vissuta con un po’ di ansia. Partendo dall’idea che i bianconeri dispongano di due ottimi portieri, in un anno ci possono stare dei momenti in cui le cose non vanno bene. Poi ti auguri che la squadra ti dia una mano. O magari di incappare in una partita in cui non tirano mai in porta»

SU DI GREGORIO – «Deve tapparsi le orecchie e non pensare ai mugugni. Non siamo robot, ma esseri umani. Se i tuoi stessi tifosi ti dicono qualcosa e lo percepisci, è complicato rendere al massimo. Un consiglio? Tapparsi le orecchie. Mettersi il casco. Pensare solo al campo. Una buona prestazione lo potrebbe aiutare, magari un episodio fortunato. Ma è sbagliato a prescindere dare tutta questa colpa e importanza al portiere. Non mi pare che Michele abbia fatto degli errori enormi in queste settimane. E poi vale un vecchio discorso: hanno sbagliato tutti, persino i più grandi. E DiGre chiaramente non può far eccezione in alcun modo»

I GOL PRESI DA PERIN A ROMA – «Secondo me, invece, quel gol lì lo puoi pure prendere. Ho sentito davvero pareri diversi: c’è chi dice che abbia sbagliato, chi invece gli avrebbe dato colpe per lo slancio. No, non ha sbagliato. Anzi, rigiriamola: c’è un errore su ogni gol subito, ma solo perché altrimenti non verrebbe preso. Wesley è stato bravo a metterla lì, ma Perin ha fatto un’ottima prestazione. Mi ricollego a prima: non è tranquillo, è un discorso certamente più ampio. Magari sul terzo gol… Poteva anticipare l’uscita. Ma bisogna capire la percezione: sono decisioni che prendi in una frazione di secondo. Se tardi lì, allora hai sbagliato? Non è un errore chiaro»

L’INTERVISTA COMPLETA A RAMPULLA

Infortunio Dybala, tegola per la Roma di Gasperini: l’argentino si opera al ginocchio. Ultimissime novità sulle sue condizioni

Infortunio Dybala: l’attaccante argentino si sottoporrà ad un intervento al ginocchio. Ultimissimi aggiornamenti sulle sue condizioni

La notizia era nell’aria, ma adesso ha assunto i crismi della triste ufficialità, gettando nello sconforto tutto l’ambiente calcistico romano. Gian Piero Gasperini perde la sua stella più luminosa nel momento topico dell’annata sportiva. L’infermeria registra infatti il pesante stop forzato di Paulo Dybala.

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L’operazione in artroscopia: i dettagli clinici

Per risolvere un fastidioso e persistente problema articolare, nella mattinata di oggi, venerdì 6 marzo, il fuoriclasse sudamericano finirà sotto i ferri. Nello specifico, il giocatore si sottoporrà a un mirato intervento al ginocchio in artroscopia, una procedura minimamente invasiva ma fondamentale per pulire l’articolazione e ripristinarne la corretta funzionalità.

L’operazione chirurgica si svolgerà presso la rinomata struttura di Villa Stuart e sarà eseguita in prima persona dal Professor Pier Paolo Mariani.

L’impatto sulla squadra e i tempi di rientro

Questo imprevisto stop medico rappresenta un colpo durissimo per il club. L’assenza del numero 21 costringerà l’allenatore a rivedere profondamente i propri piani offensivi, dovendo fare a meno del giocatore più talentuoso della rosa, capace di creare superiorità numerica e inventare giocate decisive negli ultimi trenta metri. La sua indisponibilità peserà sul rettangolo verde, privando la manovra offensiva di imprevedibilità e cinismo.

Nelle prossime ore, a seguito dell’operazione e dei successivi controlli di routine, lo staff sanitario diramerà un bollettino ufficiale per confermare l’esito dell’intervento e, soprattutto, per delineare con precisione la tabella di marcia riabilitativa. La speranza di mister Gasperini e dell’intero popolo giallorosso è quella di poter riabbracciare il campione per lo sprint finale del campionato.

Padovano non ha dubbi: «Vlahovic deve tornare a essere il perno dell’attacco. Mercato? Alla Juventus servono questi calciatori!»

Padovano, ex attaccante della Juventus, ha rilasciato queste dichiarazioni sul momento che stanno vivendo i bianconeri

Michele Padovano ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport, facendo il punto sulla Juventus. Di seguito le sue parole.

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COSA SERVE ALLA JUVE – «Servono calciatori anche esperti, perché manca quella fascia d’età tra i 27 e i 30 anni. Giocatori forti che in campo trasmettano sicurezza e aiutino i più giovani. Tonali? È un giocatore eccezionale e alla Juventus servirebbe come il pane. Inoltre è italiano e conosce la storia del club. Non è facile prenderlo, ma provarci sarebbe obbligatorio».

ZOCCOLO DURO ITALIANO – «Noi che abbiamo vinto tanto avevamo uno zoccolo duro italiano. Chi arriva dall’estero conosce la Juventus solo attraverso la televisione, chi vive qui sa cosa significa davvero questa maglia».

SU SPALLETTI – «Ha sistemato molte cose. Rispetto a Igor Tudor è un’altra situazione. Ci sono stati alti e bassi, ma spesso è mancata esperienza più che la mano dell’allenatore. Non entro nelle scelte della società, ma non mi stupirei se nei prossimi giorni arrivasse anche il rinnovo».

SU VLAHOVIC – «Deve tornare a essere il perno centrale dell’attacco. I gol li ha sempre fatti, ma spesso è stato un po’ abulico. Da uno come lui mi aspettavo anche 30 reti a stagione, perché le ha nelle corde».

L’INTERVISTA COMPLETA A PADOVANO

Allegri Milan, la verità sul rinnovo e il piano della società per allontanare il Real Madrid. Ecco la richiesta dell’allenatore

Allegri Milan, il futuro dell’allenatore rossonero è incerto con il Real Madrid alla porta, ma la dirigenza sta pensando a un piano per blindarlo

Il Milan si prepara a vivere un incrocio cittadino decisivo sia per le residue speranze scudetto, sia per il fondamentale consolidamento del piazzamento utile per la qualificazione europea. In questo clima estremamente incandescente, la società cerca costantemente di arginare le insistenti voci di mercato che vedono Massimiliano Allegri nel mirino di Florentino Perez per il suo Real Madrid. Per la terza volta nella sua lunga carriera, l’allenatore attira le attenzioni del glorioso club spagnolo, ma la dirigenza rossonera ha già strutturato una strategia per blindarlo, attraverso un confronto diretto sulle ambizioni future e sulle gerarchie operative.

Attualmente, il dibattito principale non riguarda esclusivamente le questioni di campo, ma la permanenza del tecnico oltre la scadenza formale del suo accordo, fissata al 30 giugno 2027, con opzione attiva fino al 30 giugno 2028 a 5 milioni netti a stagione. L’ex tecnico bianconero è ora concentrato unicamente sui risultati immediati. Raggiungere gli obiettivi prefissati con la società rappresenta l’assoluta priorità, per poi sedersi al tavolo con Giorgio Furlani e definire tutte le mosse successive. A riportarlo è il Corriere della Sera.

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L’ambiente milanese offre ampie garanzie, inclusa la fondamentale vicinanza alla famiglia. Tuttavia, l’allenatore non desidera affatto ripetere una stagione caratterizzata da forti oscillazioni nei delicati rapporti con i vertici societari. La trattativa per il rinnovo contrattuale non verterà sulla richiesta di un ingaggio superiore, bensì sulla chiara pretesa di un ruolo decisionale più concreto. Il tecnico esige maggiore peso specifico nelle dinamiche del calciomercato rossonero. L’apertura ai giovani talenti rimane, a patto che vengano validamente affiancati da profili di comprovata esperienza nei ruoli nevralgici, come un solido difensore di altissimo livello e un numero nove perfettamente integrato nel campionato italiano.

Senza una vera intesa progettuale, lo scenario potrebbe mutare radicalmente in pochi mesi. Le insistenti sirene provenienti dalla Spagna potrebbero trasformarsi rapidamente in un’offerta concreta, oppure l’allenatore potrebbe optare per una separazione definitiva. Un simile addio rischierebbe di innescare una reazione a catena, scontentando i giocatori.

Vergara svela: «A gennaio potevo andare via, ma sapevo di avere la stima di Conte. Pio Esposito è il futuro dell’Italia, non chiamateci più…»

L’attaccante del Napoli, Antonio Vergara, racconta il suo exploit negli ultimi mesi con Conte e svela di quando era stato vicino all’addio a gennaio

Il talento Antonio Vergara, diventato titolare nell’undici del Napoli guidato da Conte causa infortuni, reclama spazio per il futuro. Questa la sua intervista concessa al Corriere della Sera.

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I GIOVANI IN ITALIA E PIO ESPOSITO – «In Europa i ragazzi a 17 anni giocano in Champions, in Italia si parla tanto di talenti ma forse non siamo pronti culturalmente a considerarli tali. Non chiamateci più giovani, per il calcio non lo siamo. Pio Esposito ha due anni meno di me, è fortissimo. Fisicamente e anche mentalmente. È il futuro dell’Italia».

NAZIONALE – «Non lo so, già essere andato a cena con Gattuso è stata una soddisfazione. In questo momento ci sono tanti giocatori che meritano la Nazionale. Ma ci credo, lavoro. Provo a migliorare. Mi ha detto di continuare così, mi ha chiesto di continuare così…».

IPOTESI ADDIO A GENNAIO – «Quando tornano i titolari? Ci penso tutti i giorni in realtà, ma non mi dà fastidio. Nel calcio accade e neanche di rado. Io ho avuto la tenacia di stare in questo spogliatoio pieno di campioni, con l’idea di fare una formazione. A gennaio potevo andar via, questi erano i programmi… Poi quello che è successo non era prevedibile, però mi sono fatto trovare pronto. Sapevo di avere la stima di Conte».

RESPONSABILITÀ E NOTORIETÀ – «Sono passato dall’essere il signor nessuno al signor qualcuno. Faccio le cose di sempre, mi vedo con i pochi amici che ho ai quali il calcio neanche piace. Ma non sono più un invisibile. Divertente da un lato. In campo tutto come prima. La responsabilità è un’altra cosa: so che devo dimostrare il triplo, certo. È un peso ma di quelli belli. Mi sono tolto parecchi sassolini dalle scarpe».

IL GOL IN CHAMPIONS E CONTE – «Al goal in Champions ho pianto, quel gol valeva poco. Siamo usciti dalla Champions. Potendo scegliere… zero gol, zero numeri e stare ancora in gioco. La gloria personale è relativa, il focus è la squadra, l’obiettivo. Conte Dice che ogni cosa ha il suo tempo, nessuno ti regala nulla. L’unica volta che mi ha detto bravo è stato dopo la partita con il Genoa, che però avevo giocato male. Ma il rigore al 95’ ci aveva fatto vincere. Conte vuole vincere sempre».

MODELLI – «Un modello? Da bambino Messi, inarrivabile. Ero e resto innamorato di Zielinski. Nello spogliatoio? Di Lorenzo. Ha giocato con un dito del piede rotto per mesi. Vince sempre lui».

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Vicario, la Juve e altre due squadre di Serie A sono alla finestra. Ecco la posizione del portiere italiano

Il portiere del Tottenham, Guglielmo Vicario, potrebbe ritornare in Italia con la Juve che ha già avviato i contatti. Sullo sfondo ci sono altri due club italiani

La Juve prepara una trasformazione radicale nel reparto portieri in vista della prossima stagione sportiva. Secondo quanto riferito da Tuttosport, il club bianconero e Guglielmo Vicario si stanno avvicinando con sempre maggiore insistenza. L’estremo difensore vive un’esperienza inglese diventata ormai complessa al Tottenham, dinamica accesa ulteriormente dal rapporto teso instauratosi con Igor Tudor. La forte nostalgia dell’Italia e le oggettive difficoltà della squadra londinese spingono inevitabilmente il giocatore verso un immediato ritorno in Serie A.

La dirigenza bianconera ha dunque già avviato i primi contatti esplorativi per valutare concretamente l’operazione. La necessità di intervenire sul mercato nasce dalle recenti incertezze mostrate da Michele Di Gregorio, ormai destinato a salutare il gruppo, e dalla situazione legata a Mattia Perin. Quest’ultimo, dopo il veto alla cessione posto da Luciano Spalletti nel mese di gennaio, cercherà durante l’estate una piazza che gli garantisca il posto fisso da titolare. L’unico punto fermo del reparto resta Carlo Pinsoglio, fresco di prolungamento contrattuale.

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Dal punto di vista puramente economico, l’operazione per arrivare a Guglielmo Vicario appare ampiamente sostenibile. Il Tottenham chiede una cifra intorno ai 20 milioni di euro, somma che la società guidata da Comolli conta di incassare interamente dalle imminenti cessioni. Anche l’ingaggio da 2,6 milioni netti a stagione rientra nei parametri finanziari. Tuttavia, la concorrenza è agguerrita: l’Inter di Christian Chivu monitora attentamente il profilo per sostituire Yann Sommer, mentre la Roma osserva la situazione in caso di addio di Mile Svilar.

Nonostante le fisiologiche insidie del mercato estivo, Guglielmo Vicario vede in questa destinazione l’occasione ideale per un rilancio definitivo ad altissimi livelli nel campionato italiano. La rivoluzione dei guantoni è ormai pronta a scattare: blindare la porta con il ritorno del giocatore azzurro rappresenta oggi la priorità assoluta per il futuro della Juve.

Infortunio Soulé, ecco come procede il recupero dalla pubalgia: la gestione dello staff e quel consiglio dato dai dottori

Infortunio Soulé, ecco come procede il recupero dalla pubalgia: la gestione dello staff e quel consiglio dato dai dottori. Le condizioni dell’argentino

Il Corriere dello Sport spiega dettagliatamente come procede il recupero di Matias Soulé dal fastidioso infortunio e l’attenta gestione quotidiana portata avanti dallo staff medico della Roma.

Attraverso terapie specifiche, riposo, massaggi ed esercizi in palestra, il calciatore cerca di superare il problema fisico. Da circa 3 settimane, l’atleta si è messo intensamente al lavoro per combattere in maniera definitiva la maledetta pubalgia, allontanandosi momentaneamente dal pallone per concentrarsi sulla guarigione. Il percorso terapeutico del ragazzo, ancora l’attuale miglior marcatore della squadra grazie ai suoi 7 gol messi a segno, si sta rivelando pieno di ostacoli. Prima di dare forfait contro la Cremonese, l’attaccante non aveva saltato neppure una gara delle 34 disputate dalla compagine in tutte le competizioni stagionali.

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Dopo lo spezzone giocato contro il Napoli lo scorso 15 febbraio, i medici hanno consigliato al giocatore di allontanarsi dal gruppo, che procede regolarmente con le sedute di allenamento. Il calciatore si è affidato alle cure dei fisioterapisti del club e del suo osteopata personale. Rinunciare alla sfida contro la Juventus gli è costato molto in termini emotivi, ma la pubalgia si è aggravata proprio a forza di stringere i denti e giocare sopra il dolore.

Fermarlo si è reso necessario, soprattutto in un mese in cui la Roma ha goduto del privilegio di disputare una sola partita a settimana. D’ora in avanti, con il ritorno del triplo impegno settimanale, il bisogno del talento tornerà a farsi sentire all’interno delle gerarchie offensive. Il piano di recupero stilato dallo staff prevede il ritorno in gruppo lunedì, per puntare con decisione verso Como, dove il 15 marzo la formazione capitolina giocherà l’ennesimo scontro diretto ad alta quota.

Marocco, sarà Iniesta il nuovo ct? Ecco tutta la verità sulle indiscrezioni

Marocco, sarà Iniesta il nuovo ct? Ecco tutta la verità sulle indiscrezioni per l’erede di Regragui sulla panchina della nazionale africana

Nonostante le voci che accostano Andres Iniesta al Marocco come erede di Walid Regragui, manca ancora l’ufficialità. Le trattative con la federazione sono in corso per il prestigioso ruolo di direttore tecnico, ma la decisione definitiva spetterà esclusivamente all’ex fuoriclasse spagnolo. A fare il punto sulla questione è Fabrizio Romano su X.

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LEGGI ANCHE: Marocco, Regragui non è più il ct della nazionale! L’annuncio stasera in conferenza: il motivo della decisione

PAROLE – «🚨🇲🇦 Nonostante le indiscrezioni, non c’è ancora nulla di ufficiale o firmato tra Andrés Iniesta e il Marocco per diventare il nuovo direttore tecnico.
Sono in corso trattative, la Federazione marocchina vuole Iniesta come direttore, ma l’accordo non è ancora concluso.
La decisione spetta ad Andrés. 🇪🇸
».

Milan Inter, San Siro sold-out e numeri record: nessuno come i tifosi rossoneri e nerazzurri!

Milan Inter, San Siro sold-out e numeri record: nessuno come i tifosi rossoneri e nerazzurri! Il confronto con le tifoserie europee

Il prossimo incontro tra Milan e Inter si preannuncia come un evento assolutamente epocale per la Serie A. La carta stampata ha analizzato minuziosamente i dati relativi alle presenze allo stadio, evidenziando una speciale classifica in cui il dominio cittadino si inverte rispetto all’andamento sul rettangolo di gioco. Se i nerazzurri guidano il campionato con 67 punti, mantenendo 10 lunghezze di vantaggio, i rossoneri primeggiano nettamente sugli spalti. La formazione vanta infatti una strabiliante media di 72.844 spettatori casalinghi, superando di 1.086 unità i rivali cittadini, fermi a quota 71.758. Complessivamente, la città lombarda garantisce ben 144.602 presenze medie settimanali.

L’impianto di San Siro aprirà i cancelli alle ore 18:45 per un derby che ha registrato il tutto esaurito da intere settimane. Nonostante nessuna delle due formazioni figuri attualmente tra le migliori 16 squadre europee, esse si piazzano rispettivamente al quarto e al sesto posto nella graduatoria continentale per affluenza. Il Milan supera persino i colossi del Real Madrid, fermi a 72.684 tifosi medi, dimostrando che il capoluogo italiano attrae molto più pubblico dell’intera capitale spagnola, la quale somma 133.855 fan considerando anche i sostenitori dell’Atletico.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Nella classifica europea generale, il Dortmund domina saldamente in vetta, seguito dai bavaresi del Bayern Monaco. Il podio viene completato dal Manchester United, capace di attirare 73.978 sciarpe rosse, surclassando nettamente i 52.223 sostenitori del Manchester City. La metropoli milanese si impone anche sulle compagini londinesi West Ham e Tottenham, e straccia i campioni del Psg, incredibilmente fuori dalla prestigiosa top ten. Persino piazze caldissime come il Benfica, che sfiora i 58.129 spettatori, o le agguerrite turche Galatasaray (41.661) e Fenerbahce (38.642) restano decisamente distanti.

L’interesse per la stracittadina assume una dimensione letteralmente globale. Le televisioni di tutto il mondo trasmetteranno la super sfida, accogliendo tifosi provenienti da quasi 100 nazioni diverse. Sugli spalti siederanno celebrità sportive del calibro di Dominik Paris, ex leggende storiche come Franco Baresi, Pato, Abbiati e Van Bommel, oltre a svariati volti noti dello spettacolo. Le lussuose aree ospitalità hanno polverizzato ogni primato assoluto, registrando oltre 5.000 ingressi esclusivi.

Italia, Gattuso chiamò! Da Palestra a Vergara fino al ritorno di Verratti: i possibili convocati. Cosa filtra dopo gli incontri

Italia, Gattuso chiamò! Da Palestra a Vergara fino al ritorno di Verratti: i possibili convocati. Cosa filtra dopo gli incontri avuti dal ct con 50 giocatori

Il futuro dell’Italia si gioca nei playoff per il prossimo Mondiale, e il commissario tecnico Gennaro Gattuso sta preparando la sua squadra con grande attenzione. La nazionale è pronta a sfidare l’Irlanda del Nord, il Galles e la Bosnia per un posto in Qatar, ma nonostante il passato recente di successi per squadre come Portogallo e Francia, le avversarie degli azzurri sono squadre di livello medio, come riportato dalla Gazzetta dello Sport.

Il lavoro di Gattuso si concentra non solo sulla preparazione tecnica ma anche psicologica dei giocatori. Il ct, insieme al suo staff, ha incontrato quasi 50 giocatori, studiando attentamente il loro stato di forma. Secondo quanto riferito, la lista per i playoff è quasi pronta e include alcune novità rispetto alla formazione precedente. Un possibile debutto potrebbe essere quello di Palestra, giovane talento del Cagliari, che ha impressionato con la sua corsa e capacità offensiva.

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La formazione prevede il solido 3-5-2, con giocatori come Donnarumma in porta, Mancini, Bastoni, e Calafiori in difesa, e il centrocampo formato da Locatelli, Barella, Tonali e Verratti. In attacco, Retegui e Kean sembrano essere confermati. Tuttavia, c’è anche un ballottaggio interessante in mediana con Frattesi, Ricci, e Pisilli pronti a dare il loro contributo.

Un altro punto cruciale è la scelta per l’attacco: il ct sta valutando Zaccagni, Vergara, e Chiesa per il ruolo di trequartista. Gattuso cerca qualcuno in grado di creare superiorità numerica e fantasia per supportare la coppia d’attacco.

La lista definitiva delle convocazioni arriverà il 20 marzo, mentre il raduno a Coverciano è previsto per il 22 marzo, con la Serie A ancora in corso. La sfida per il Mondiale è aperta e Gattuso è determinato a portare l’Italia alla gloria, con il supporto di una squadra motivata.

Gasperini Roma, sembravano due pianeti incompatibili: così il tecnico ha conquistato tutti!

Gasperini Roma, sembravano due pianeti incompatibili: così il tecnico ha conquistato tutti! L’analisi sull’impatto dell’ex Atalanta

Quello tra la Roma e Gian Piero Gasperini si è rivelato un idillio perfetto. La Gazzetta dello Sport evidenzia come il mister abbia conquistato la Capitale. Nel rapporto con la piazza, l’immedesimazione nel sentimento popolare rappresenta un successo assoluto. Sono bastati sei mesi per alzare l’asticella fino alla zona Champions e sprovincializzare l’ambiente sportivo, introducendo un gioco veloce e una mentalità vincente.

Il passo decisivo è stato preferire il progetto della Roma alla Juventus, dimostrando di amare le grandi sfide. Sul campo ha lavorato duramente, confrontandosi con la dirigenza per migliorare la rosa. Le sue precise richieste hanno portato all’esplosione di elementi come Donyell Malen, capace di siglare cinque gol in sette gare ufficiali.

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Durante un incontro all’Università La Cattolica, l’allenatore ha illustrato la sua visione. Ha spiegato di aver scelto questa piazza proprio per la sua storica difficoltà, sottolineando come i contesti più complessi e rischiosi offrano sempre le gratificazioni maggiori al termine del percorso.

I tifosi apprezzano questo approccio e lo sostengono, rivedendo nella squadra l’atteggiamento propositivo delle migliori epoche passate. L’uomo si è inserito con grande sincerità nel tessuto urbano, vivendo il quartiere Pinciano e mostrandosi costantemente disponibile verso la tifoseria locale.

Parlando del recente pareggio contro la Juve, il mister ha ribadito l’importanza di non farsi condizionare dalle critiche esterne. Ha ricordato che dalle gare non vinte si traggono le lezioni migliori, evidenziando che un ipotetico successo per 3-2 contro i bianconeri avrebbe solo mascherato gli errori tattici commessi dai ragazzi.

Infine, ha spiegato perché i giocatori si esaltino con le sue metodologie. Vestire questa maglia richiede enorme coraggio e zero timori. La regola assoluta del tecnico è eliminare la cultura degli alibi: pioggia, caldo o sviste arbitrali non giustificano i cali di prestazione, poiché bisogna sempre ripartire dalle proprie responsabilità.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 6 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Roma, il rebus Ferguson: stop alla caviglia e rischio operazione. Quando può tornare l’attaccante

Roma in ansia per Evan Ferguson: caviglia ko e valutazioni sull’operazione. Le prospettive per il rientro, le ultime

La Roma continua a fare i conti con un’emergenza offensiva sempre più pesante, affidandosi quasi esclusivamente ai gol di Donyell Malen per restare agganciata alla corsa Champions. Nel frattempo torna inevitabile la domanda che accompagna da settimane l’ambiente giallorosso: che fine ha fatto Evan Ferguson? L’attaccante irlandese è fermo dal 22 gennaio, bloccato da un persistente problema alla caviglia che lo ha costretto a saltare quasi tutto il 2026 e a un nuovo consulto specialistico a Brighton, dal quale non sono arrivate notizie incoraggianti.

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Il fastidio alla caviglia sinistra, lo stesso che già lo aveva tormentato ai tempi del Brighton, non gli permette di allenarsi né di essere a disposizione di Gasperini. Le sue presenze nel nuovo anno si fermano a quattro, con l’ultima apparizione proprio nella sfida di Europa League contro lo Stoccarda. La situazione, inizialmente considerata gestibile, si è complicata al punto da rendere necessario un approfondimento medico più accurato, che ha confermato la persistenza del problema e la difficoltà nel recupero.

Secondo quanto riportato da Sky Sport, la Roma sta ora valutando seriamente l’ipotesi di un intervento chirurgico per risolvere definitivamente il dolore alla caviglia. La decisione è attesa a breve e potrebbe risultare determinante non solo per il finale di stagione, ma anche per il futuro immediato del centravanti irlandese. In un reparto già ridotto all’osso, l’eventuale operazione priverebbe Gasperini di un’alternativa fondamentale, rendendo ancora più complesso il cammino verso l’obiettivo Champions.

Cessione Di Gregorio, il portiere verso l’addio alla Juve: tre club interessati! Ecco il prezzo fissato da Comolli

Cessione Di Gregorio, futuro incerto alla Juventus: adesso sono tre squadre interessate e la richiesta bianconera

Il futuro di Michele Di Gregorio alla Juventus si fa sempre più incerto: a due anni dal suo arrivo per raccogliere l’eredità di Szczęsny, il portiere ex Monza potrebbe essere inserito nella lista dei partenti già nella prossima sessione estiva. La sua permanenza dipende da un delicato domino dei portieri che coinvolge diverse squadre di Serie A, come riportato dal Corriere dello Sport, e che potrebbe spingerlo verso una nuova destinazione.

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Tra le piste più concrete c’è la Fiorentina, soprattutto nel caso in cui De Gea dovesse accettare offerte dall’estero. Restano vigili anche Bologna e Atalanta, quest’ultima alla ricerca di un profilo affidabile qualora Carnesecchi dovesse lasciare Bergamo. La Juventus valuta Di Gregorio tra i 10 e i 15 milioni di euro, cifra necessaria per evitare una minusvalenza e che rappresenta la base minima per aprire una trattativa.

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Con Comolli e Spalletti orientati verso portieri internazionali o giovani di prospettiva, il destino dell’estremo difensore sembra indirizzato lontano dalla Continassa. Per l’“Uomo del DiGre” potrebbe aprirsi un nuovo capitolo, alla ricerca di una maglia da titolare che a Torino non appare più garantita.

Tottenham, altro ko per i ragazzi di Tudor e incubo retrocessione ancora vivo. Il crollo dgli Spurs sotto gli occhi di… Giuntoli

Tottenham, nuovo crollo per la squadra di Tudor: incubo retrocessione e ko sotto gli occhi di Giuntoli

Il Tottenham sprofonda in una crisi sempre più profonda e la sconfitta interna per 1-3 contro il Crystal Palace, quinta consecutiva in Premier League, alimenta lo spettro della retrocessione. Gli Spurs non vincono dal 28 dicembre e anche l’arrivo di Igor Tudor, subentrato a metà febbraio, non ha invertito la rotta. La gara sembrava essersi messa bene dopo il gol di Solanke, ma l’espulsione di Van de Ven e il rigore trasformato da Sarr hanno ribaltato l’inerzia, con il Palace capace di colpire due volte nei minuti di recupero del primo tempo. Il crollo, avvenuto sotto gli occhi di Cristiano Giuntoli presente sugli spalti, ha scatenato la frustrazione dei tifosi, molti dei quali hanno lasciato lo stadio già all’intervallo.

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Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il quadro generale è desolante: Tudor ha ereditato una squadra già in difficoltà dopo l’esonero di Thomas Frank, ma i risultati non sono migliorati. Tre sconfitte su tre per il tecnico croato, che si aggiungono a un 2026 iniziato con appena quattro punti raccolti. Il Tottenham è ora fermo a 29 punti, appena uno sopra la zona retrocessione occupata da Nottingham Forest e West Ham. Oltre ai risultati, preoccupano le prestazioni: scelte tattiche discutibili, posizionamenti sbagliati e una squadra che sembra aver perso fiducia e identità. Le parole dure di Tudor dopo il ko con il Fulham, in cui aveva criticato atteggiamento e personalità dei suoi, hanno ulteriormente incrinato un ambiente già teso.

In questo contesto, la posizione dell’allenatore è sempre più in bilico. La stampa inglese aveva già indicato la sfida con il Crystal Palace come un possibile spartiacque e la sconfitta potrebbe accelerare una decisione drastica da parte della dirigenza, soprattutto in vista dei prossimi impegni contro Liverpool, Aston Villa, Chelsea e Atlético Madrid in Champions League. Sui social cresce il malcontento dei tifosi, molti dei quali chiedono l’esonero del croato e l’arrivo di un tecnico più esperto di Premier League. La spirale negativa non accenna a fermarsi e il timore di una stagione disastrosa, con il rischio concreto di retrocessione, è ormai più vivo che mai: il Tottenham riflette sul futuro di Tudor.

Infortunio Savona, operato al ginocchio l’ex Juve: intervento riuscito, stagione ai titoli di coda

Infortunio Savona, l’ex Juve sotto i ferri per un problema al ginocchio: operazione riuscita, stop fino a fine stagione

La stagione di Nicolò Savona si è chiusa in anticipo, ma l’intervento al ginocchio è perfettamente riuscito. Il difensore classe 2003, passato la scorsa estate dalla Juventus al Nottingham Forest, ha dovuto fermarsi a causa di un problema che ne aveva limitato il rendimento nelle ultime settimane, rendendo inevitabile l’operazione. Uno stop che interrompe un’annata in cui il giovane azzurro si stava imponendo in Premier League: 20 presenze, oltre 1.500 minuti, due gol e due assist a testimoniare una crescita costante.

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L’ultima partita risale al 3 gennaio e l’ultima convocazione al 25 gennaio contro il Brentford, prima che il dolore lo costringesse ai box e al consulto specialistico. Dopo l’intervento, Savona ha rassicurato tutti con una foto su Instagram e un messaggio chiaro: «Ci rivediamo presto in campo». Il Nottingham Forest ha subito rilanciato il post, confermando pieno sostegno al giocatore.

Nonostante l’amarezza per la chiusura anticipata della stagione, la continuità mostrata prima dell’infortunio lascia ottimismo per il suo rientro: il club inglese sembra intenzionato a puntare ancora forte su di lui nella prossima annata.

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