Pagina 291 – Calcio News 24

Formazioni ufficiali Cremonese Milan, le scelte di Nicola e Allegri per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Cremonese Milan: le scelte di Nicola e Allegri per la partita del 27° turno di Serie A 2025/26

Scendono in campo Cremonese Milan per la sfida valevole per il 27° turno di Serie A 2025/26. Di seguito le formazioni ufficiali scelte da Nicola e Allegri.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Le scelte ufficiali: le formazioni

CREMONESE (3-5-2): Audero; Folino, Luperto, Bianchetti; Zerbin, Thorsby, Maleh, Vandeputte, Pezzella; Bonazzoli, Vardy. Allenatore: Nicola

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, De Winter, Pavlović; Saelemaekers, Fofana, Modrić, Rabiot, Bartesaghi; Pulisic, Leão. Allenatore: Allegri

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Atalanta in marcia Champions: Palladino sfida il Sassuolo tra rivincita e infortuni. Il punto sul match di Serie A

Atalanta a Reggio Emilia contro il Sassuolo: trasferta decisiva per restare in corsa europea. I dettagli

Una trasferta insidiosa ma fondamentale per lanciare un segnale forte al campionato. L’Atalanta di Raffaele Palladino scende in campo a Reggio Emilia contro il Sassuolo con un duplice obiettivo: rispondere alle vittorie di Como e Napoli per restare in piena corsa europea a poche ore dal big match Roma-Juventus, e cancellare la macchia della gara d’andata. Quel netto 0-3 casalingo contro i neroverdi segnò infatti l’esonero di Ivan Juric e il via all’era Palladino. Da quel momento, la Dea ha cambiato marcia, viaggiando a medie da Champions e mantenendo l’imbattibilità in Serie A in questo 2026.

Probabili Formazioni Serie A 2025/2026, la guida alla 27ª Giornata


I bergamaschi arrivano in Emilia spinti dall’entusiasmo per la clamorosa rimonta all’ultimo respiro vissuta in Champions League contro il Borussia, ma devono fare i conti con inevitabili scorie fisiche e nervose. Sebbene mercoledì incomba la semifinale di Coppa Italia contro la Lazio, Palladino non vuole fare calcoli e guarda solo al presente: le scelte saranno fatte unicamente in funzione del Sassuolo, puntando su chi ha più energia. La lista dei convocati non è stata diramata per pretattica, ma restano quasi certe le assenze di De Ketelaere e Raspadori.


Per quanto riguarda l’undici titolare nerazzurro, davanti a Carnesecchi il terzetto difensivo dovrebbe essere composto da Kossounou, Djimsiti e Ahanor. A centrocampo è atteso il rientro dal primo minuto di Éderson, con la maglia di De Roon insidiata sia da Pasalic che da Musah. Sulle corsie esterne, Bellanova agirà a destra, mentre a sinistra Bernasconi è favorito su Zappacosta. Sulla trequarti, spazio a Sulemana e Samardzic (con l’opzione Pasalic sempre viva) a supporto del terminale offensivo: ballottaggio apertissimo tra Scamacca e Krstovic. Dall’altra parte, il Sassuolo di Fabio Grosso risponderà con un 4-3-3.


A spingere la squadra in questa fase cruciale che la vede ancora in corsa su tutti i fronti, ci saranno ben 1.788 tifosi bergamaschi nel settore ospiti. Una carica in più per un’Atalanta che vuole tenere botta e consolidare le proprie ambizioni.

Roma Juve, parla il doppio ex Fonseca: «Spalletti risente dell’assenza di Vlahovic. Yildiz non si discute. Uomo chiave di Gasperini? Sarebbe facile dire Malen, punto su Wesley»

Roma Juve, parla il doppio ex Daniele Fonseca: «Spalletti risente dell’assenza di Vlahovic. Uomo chiave di Gasperini…»

Daniel Fonseca, doppio ex della sfida, ha vissuto anni bellissimi alla Roma e ha vinto uno scudetto e una Supercoppa con la Juventus. In vista del big match dell’Olimpico, l’ex attaccante uruguaiano analizza il momento delle due squadre e ripercorre alcuni aneddoti indimenticabili della sua carriera. Le parole alla Gazzetta:

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IL PROBLEMA DEL NOVE
«Spalletti risente dell’assenza di Vlahovic, ma David non può aver disimparato come si segna: parliamo di un attaccante che al Lilla segnava 25 gol a stagione».
IL POST-GALATASARAY «I bianconeri si giocano tanto, in caso di sconfitta la corsa Champions si farebbe davvero difficile: 7 punti dalla Roma diventerebbero tanti. Un po’ di stanchezza è inevitabile dopo la Champions. Ma all’Olimpico è impossibile rilassarsi e la Juventus vorrà regalarsi un bel risultato per svoltare».
IL MOMENTO DI YILDIZ «Yildiz non si discute. L’ho detto e lo ripeto: a me ricorda un po’ Francescoli. Enzo è un fratello ed è stato il calcio, era anche l’idolo di Zidane. Magari Yildiz torna al gol contro la Roma, queste serate sono quelle che esaltano i campioni. Il paragone con Del Piero è pesante, però mi sembra che il turco stia indossando la maglia numero dieci con responsabilità e leggerezza. Il futuro è il suo».
FRANCESCOLI E ZIDANE «Siamo stati insieme a Cagliari e nell’Uruguay, è più che un amico. Zidane stravedeva per Enzo e così una volta, ai tempi della Juventus, organizzai una cena a Torino tutti insieme. Zizou era contento come un bambino».
LA SUA BESTIA NERA IN PORTA «Buffon. A Parma era giovane, ma già strepitoso».
L’UOMO CHIAVE DI GASPERINI «Sarebbe facile dire Malen. Io punto su Wesley. Non mi sorprende il suo impatto perché l’ho visto tante volte in Brasile quando giocava nel Flamengo. È un top player e con le sue sgasate può bruciare la Juventus. Spalletti dovrà trovare un modo per limitarlo».
CELIK ALLA JUVENTUS «Se è titolare nella Roma, sicuramente potrebbe dare una mano anche alla Juventus».
SPALLETTI VA RINNOVATO «Sì. La Juventus ha cambiato troppo negli ultimi anni e sono d’accordo sul fatto che abbia bisogno di stabilità. Spalletti ha dato un’identità chiara alla squadra e nell’ultimo periodo è stato anche sfortunato: alcune espulsioni mi sono sembrate esagerate. E poi c’è un altro aspetto…».
IL FATTORE TOSCANO «L’allenatore toscano porta bene alla Juventus: penso al mitico Lippi, il migliore di tutti. E anche ad Allegri».
IL COMO E LA CORSA CHAMPIONS «Favorito no, però il Como è lanciato. Fabregas si sta dimostrando un allenatore di livello e il ds Ludi è uno che capisce di calcio: lo conosco dai tempi del Novara. Sono sempre affezionato a Como: in campo non andò benissimo, ma ho ancora casa vicino allo stadio».
IL COMPAGNO PIÙ DIVERTENTE «Ferrara non ha rivali. Tra Napoli e Juventus, Ciro ha organizzato scherzi a tutti. Non a me però: io ero il suo complice».
GLI ANNI ROMANI «Cappioli era il numero uno e i suoi racconti di inizio settimana leggendari. Mazzone aveva un debole per lui, ma quando si arrabbiava… “Cappioli, svegliati: non pensare sempre alle donne”. Carletto è stato un papà. Come Ranieri, che mi volle a Napoli. Bellissima esperienza: dopo i cinque gol al Valencia in Coppa, andai a comprarmi un paio di mocassini sottovalutando l’amore della città. In dieci minuti si radunarono trecento ragazzi fuori dal negozio, per farmi uscire servirono due pattuglie della polizia».
PIU’ FACILE GIOCARE O LA VITA DA AGENTE «Fare gol, tutta la vita. L’agente deve trovare i giocatori bravi, quelli che facilitano gli affari. Penso a Caceres al Barcellona e alla Juventus, Muslera alla Lazio e al Galatasaray. E ovviamente De Arrascaeta al Flamengo. Il colpo più tosto? Lotito mi ha fatto sudare come un difensore per portare Muslera a Istanbul».
LA PAURA PER LA MALATTIA «Non ho avuto paura di morire, però me la sono vista brutta. Un intervento di venti minuti si è trasformato in un’operazione di due ore. Adesso sono già in forma: mi alleno tutte le mattine e ho perso 15 chili»
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Bologna, sei Lucumi dipendente? I dati non mentono! Italiano pronto al colpo di scena, le ultimissime notizie

Bologna, dipendenza da Lucumí? I dati lo confermano. Italiano studia il colpo a effetto. Ecco cosa può succedere

C’è un Bologna con Jhon Lucumi e un Bologna senza Jhon Lucumi. I dati parlano chiaro: dal suo rientro in gruppo dopo l’infortunio patito contro il Como, la retroguardia rossoblù ha letteralmente svoltato. Adesso però, dopo un tour de force dispendioso, Vincenzo Italiano sta seriamente valutando un’ipotesi tanto rischiosa quanto necessaria: concedere un turno di riposo al leader difensivo colombiano nella delicata trasferta di Pisa. Ecco cosa scrive il Corriere dello Sport.

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L’Effetto Lucumi e la saracinesca abbassata. Da quell’8 febbraio contro il Parma, Lucumi non si è più fermato, inanellando sei presenze consecutive tra Serie A, Coppa Italia ed Europa. Il suo impatto è stato totale: addio alle imbarcate dei mesi scorsi, mai più di un gol a partita concesso agli avversari e il ritorno al tanto agognato clean sheet in campionato contro l’Udinese (un traguardo che in Serie A mancava addirittura da novembre), bissato dall’ottima doppia tenuta europea contro il Brann (zero reti subite in 180 minuti).


Le gerarchie per l’Arena Garibaldi. Far rifiatare il “maestro” Lucumi in un catino infuocato come l’Arena Garibaldi – per il Pisa è una delle ultime spiagge stagionali – impone grande attenzione, ma offre un’occasione d’oro agli “allievi”. Per i due posti al centro della difesa è in lizza un quartetto, ma due profili sono nettamente in pole position:


• Emil Heggem:
Il norvegese ha messo alle spalle un febbraio complicato, segnato prima dalla lombalgia (che gli ha fatto saltare l’Udinese) e poi dalla panchina in Europa. Ora è fisicamente pronto a riprendersi una maglia da titolare che gli manca da circa un mese.
• Martin Vitik: Il difensore ceco è in piena rampa di lancio, forte di una crescita tecnica e tattica costante e ormai sotto gli occhi di tutti.


Le alternative in panchina Più defilati gli altri due contendenti.
Nicolò Casale si trova attualmente più indiet.ro nelle gerarchie del tecnico, mentre il ventenne norvegese (nato a Bergen) Markus Helland sta ancora completando il suo periodo di ambientamento nel calcio italiano. Per quest’ultimo, però, non è esclusa un’apparizione a gara in corso, ricalcando i dieci minuti finali già disputati in Coppa Italia contro la Lazio.
A Pisa toccherà a loro erigere il muro. La lezione di Lucumi è stata chiara, ora bisogna passare alla pratica.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

Pierluigi Collina svela: «L’obiettivo è eliminare, o limitare, le perdite di tempo. Su VAR, secondo giallo e le altre possibili novità dico questo»

Pierluigi Collina: «L’obiettivo è eliminare, o limitare, le perdite di tempo. Su VAR, secondo giallo e le altre possibili novità…». Le parole

Pierluigi Collina, presidente della commissione arbitrale Fifa, illustra alla Gazzetta dello Sport la crociata del calcio mondiale contro le interruzioni di gioco e i furbetti del cronometro.

Partite oggi, stasera e domani: guida alla Diretta TV

TOLLERANZA ZERO «L’obiettivo è eliminare, o limitare al massimo, le perdite di tempo che riducono la spettacolarità della partita. Lo scorso anno abbiamo introdotto la “8 seconds rule” per i portieri: un grande successo. Pochissimi i casi in cui è stato concesso un angolo, l’effetto deterrente ha funzionato. Considerato il tempo perso per i tanti calci di rinvio e falli laterali abbiamo pensato di trovare una soluzione».
IL COUNTDOWN PER LE RIMESSE «Diversamente dagli 8 secondi per il portiere, qui non c’è un tempo massimo perché i casi possono essere diversi: il pallone può non essere immediatamente disponibile, tipo dove non ci sono tanti palloni, oppure il fallo laterale deve essere eseguito da un giocatore capace di un lancio al centro dell’area. Perciò sarà l’arbitro a valutare se il ritardo mira a perdere tempo: a quel punto scatteranno i 5 secondi. Anche qui l’obiettivo non è punire, ma convincere i giocatori a non perdere tempo».
L’USCITA AL RALLENTATORE SUI CAMBI «Qualcosa era già stato fatto, obbligando il sostituito a lasciare il campo dal punto più vicino. Il tempo limite è un deterrente più efficace rispetto all’ammonizione che a volte potrebbe essere una sorta di “affare”. I risultati negli ultimi anni nella MLS lo dimostrano che la misura funziona».
IL MINUTO FUORI PER GLI INFORTUNI TATTICI «Non è solo quello. Stare fuori per un minuto, dopo aver ricevuto l’intervento dei sanitari, consente al giocatore infortunato di recuperare meglio dall’infortunio. E magari può convincere il giocatore a rialzarsi subito. I risultati nei test sono stati molto positivi. Alla Arab Cup 2025 siamo passati da 4/5 interventi dei sanitari in media per tempo a un paio di interventi in 8 partite».
VAR E SECONDO GIALLO «Quando nel 2016 venne decisa la sperimentazione del Var, la tecnologia era molto diversa. Il protocollo fu scritto da zero, prendendo spunto da altri sport, come il rugby, e i video match officials non avevano esperienza. Oggi la situazione è diversa. Un esempio è la seconda ammonizione chiaramente sbagliata: l’espulsione che ne deriva, oltre a essere ingiusta per il giocatore, può avere un impatto sul risultato della partita. Sono alcuni anni che ne stiamo discutendo e purtroppo finora qualcuno non l’aveva considerata come una priorità. Peccato…».
IL CONTROLLO SUI CORNER «Il calcio d’angolo è una ripresa del gioco che necessita di un certo tempo: solitamente si aspetta che i difensori centrali salgano e spesso chi calcia deve attraversare tutto il campo. In questo tempo può succedere che, semplicemente guardando un’immagine, ci si renda conto che la decisione sia sbagliata. Ha senso lasciar tirare l’angolo sperando che non venga segnato un gol? Molto meglio correggere la decisione iniziale e dare un rinvio. Il tutto senza che si perda ulteriore tempo».
UN BILANCIO SUL VAR DOPO DIECI ANNI «Nei prossimi panel dell’Ifab verrà fatta una valutazione complessiva per capire se, dopo dieci anni, il Var abbia bisogno di qualche cambiamento».
L’IPOTESI DEL VAR A CHIAMATA «Sta funzionando molto bene il Football Video Support, che però prevede l’utilizzo in partite con un numero limitato di telecamere. C’è la volontà di fare una valutazione complessiva di cosa potrebbe essere migliorato. Vedremo…».
VIETARE LA MANO DAVANTI ALLA BOCCA NELLE LITI «Maglietta o mano davanti alla bocca, quando due giocatori hanno un alterco, è qualcosa che nessuno vuole vedere. In questi momenti, se nascondi quello che dici c’è per forza un motivo, e non è positivo. Cercheremo una soluzione possibilmente prima del Congresso Fifa di Vancouver ad aprile».
ABBANDONO DEL CAMPO E RAZZISMO «Quello di cui abbiamo discusso è per protesta contro una decisione dell’arbitro e non è accettabile. Per i casi di razzismo esiste una procedura codificata che gli arbitri sono chiamati a seguire e lo hanno fatto molto bene. Nessun giocatore oggetto di razzismo verrà mai punito».
NOVITÀ SUL FUORIGIOCO «È stato deciso di portare avanti la sperimentazione di diverse soluzioni e fra queste il Canada testerà il day-light (la luce tra attaccante e difensore, ndr) nel suo campionato maggiore».

Convocati Juve verso la Roma: quattro assenze pesanti nella lista del tecnico Spalletti. I dettagli

Convocati Juve in vista della partita contro la Roma: Spalletti ne perde quattro per il big match dell’Olimpico, i dettagli

La Juventus arriva alla sfida dell’Olimpico con un carico di significato che va oltre i tre punti. La trasferta contro la Roma rappresenta uno snodo cruciale nella corsa ai piani alti della classifica, e l’attesa, ormai esaurita, è stata accompagnata dalla pubblicazione dell’elenco dei convocati: un quadro che conferma sia le certezze del gruppo sia alcune assenze pesanti già temute nei giorni scorsi.

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Le assenze che pesano

Il dato più rilevante riguarda i quattro giocatori indisponibili, tutti elementi centrali nello scacchiere bianconero.

  • Dusan Vlahovic e Arek Milik restano fuori per problemi fisici, privando l’attacco della sua coppia più esperta e strutturata.
  • Holm non ha ancora completato il recupero dall’infortunio recente.
  • Manuel Locatelli, pur partendo con la squadra, non potrà scendere in campo a causa della squalifica inflitta dal giudice sportivo.

Queste defezioni riducono le rotazioni a disposizione di Spalletti, ma il resto del gruppo ha risposto compatto alla chiamata, garantendo comunque alternative valide per costruire un piano gara competitivo.

Una prova di maturità

La Juventus è chiamata a una prestazione di carattere, in grado di compensare le assenze con organizzazione, intensità e spirito collettivo. Le buone sensazioni maturate negli allenamenti dovranno tradursi in solidità e lucidità nei momenti chiave, perché la corsa all’Europa non concede margini di errore, soprattutto negli scontri diretti.

La squadra è partita per la capitale con la consapevolezza che la sfida di questa sera può indirizzare la stagione. Ora che la lista dei convocati è ufficiale, resta solo il verdetto del campo a definire il peso reale di questa notte romana.

I CONVOCATI

1 Perin

3 Bremer

4 Gatti

6 Kelly

7 Conceicao

8 Koopmeiners

10 Yildiz

11 Zhegrova

13 Boga

15 Kalulu

16 Di Gregorio

17 Adzic

18 Kostic

19 Thuram

20 Openda

21 Miretti

22 McKennie

23 Pinsoglio

27 Cambiaso

30 David

32 Cabal

Biafora: «Roma Juve gara spartiacque per la Champions League, contatti fitti per il ritorno di Totti in giallorosso. Sulla corsa scudetto…» – ESCLUSIVA

Biafora, giornalista de Il Tempo, ha parlato in vista del big match di questa sera tra Roma e Juve e non solo: le sue dichiarazioni

Filippo Biafora, giornalista de Il Tempo, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24. Le sue dichiarazioni:

La Roma si appresta ad affrontare la Juve in quello che è un vero e proprio spareggio per la Champions dopo aver conosciuto il proprio avversario negli ottavi di finale di Europa League, ovvero il Bologna. Pensi che la sfida dell’Olimpico possa essere decisiva e quali prospettive vedi per la squadra di Gasperini in Europa?

«Il sorteggio di Europa League non è stato certamente benevolo per le italiane visto che questo derby riduce le chance, già basse, di un quinto posto in Champions League. Anche l’Atalanta peraltro non ha pescato bene e forse quella dei bergamaschi è la sfida decisiva per continuare a sperare in un eventuale quinto posto. La doppia sfida tra Roma e Bologne però arriverà il 12 marzo e 19 marzo quindi sono due sfide ancora lontane. Lo stesso Gasperini ieri in conferenza stampa ne ha parlato. Non dico che abbia quasi snobbato l’argomento ma la sua testa è totalmente concentrata sul campionato. Per lui l’Europa League è importante sì ma il campionato lo è molto di più. Se lui oggi potesse scegliere sceglierebbe una qualificazione alla Champions League senza dubbio rispetto all’andare avanti in Europa League perchè sa quanto sia importante arrivare in Champions per i ricavi e per fare un calciomercato importante la prossima estate per continuare a costruire la squadra che lui ha in testa per provare a vincere lo scudetto con la Roma. Di certo la partita contro la Juventus è una gara fondamentale, è quasi un match point per la Roma perchè eventualmente andare a +7 sulla Juventus sarebbe un solco quasi troppo difficile da colmare. Non manca tantissimo alla fine del campionato: vinceresti il primo big match della stagione e terresti la Juventus veramente lontana dovendo poi guardare anche alle altre tipo il Como che continua a fare bene nonostante si sia arrivati in un momento decisivo della stagione dove spesso le squadre che stanno facendo bene ma che non sono delle big si fermano un attimo. Il Como continua a macinare punti. Lo scontro diretto però ti dà la possibilità di eliminare quasi la Juventus».

Nella Roma potrebbero mancare sia Dybala che Soulé: quanto pensi che possano incidere sull’esito del match queste due assenze?

«Io penso che alla fine Dybala ci sarà mentre Soulé no. Ovviamente anche se venisse convocato Dybala non avrebbe tanto minutaggio. Eventualmente potrebbe essere una soluzione nel secondo tempo o comunque nel finale di partita. Sarebbero comunque due assenze pesanti. Non credo di sbagliarmi se dico che Gasperini nella sua testa ha come tridente ideale quello formato da Malen al centro e Dybala e Soulé ai suoi lati. La partita contro il Milan è stata molto indicativa in questo senso. Anche nella settimana che portava alla partita contro il Napoli Gasperini aveva provato questa soluzione poi per i problemi dei due ex Juve questo tridente non si è mai visto ma nella testa dell’allenatore è quello il trio d’attacco titolare. Soulé non è lontanissimo dal recupero però è una situazione che va monitorata piano piano perchè la pubalgia resta un infortunio abbastanza rognoso. Fino a che sente dolore è difficile fare previsioni. In ogni caso, ripeto, sarebbero due assenze molto pesanti per la Roma».

Sul fronte Dybala resta apertissimo anche il tema relativo al suo futuro visto il contratto in scadenza a giugno. Quali sono le tue sensazioni al riguardo?

«I fatti ci raccontano sempre la verità e fatti ci dicono fino ad adesso non c’è stato nessun incontro se non qualche chiacchierata in autunno giusto per un aggiornamento su questo rinnovo di contratto. La differenza la vediamo con le situazioni di Cristante e Mancini: la Roma ha voluto rinnovarli entrambi e l’accordo è stato trovato. La Roma ha fatto un’offerta a Celik e l’ha rifiutata però l’intenzione di rinnovare quel contratto c’era. Quindi se questi discorsi con Dybala non sono mai decollati finora la sensazione è che un addio sia la cosa più probabile. Però poi manca ancora una bella fetta di stagione: marzo e aprile sono i mesi decisivi e ti puoi giocare ancora tanto. Io credo che Dybala in cuor suo speri di rimanere alla Roma, sa che dal punto di vista economiche le richieste che può fare sono notevolmente più basse delle cifre attuali… Diciamo che per me Dybala difficilmente rinnoverà ma oggi come oggi non lo do ancora per certo».

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In casa Roma c’è anche da settimane il tema aperto del possibile ritorno di Totti: quanto c’è di vero e quale ruolo avrebbe in giallorosso?

«Ci sono dei discorsi approfonditi, le parti sono molto molto vicine. Non c’è ancora l’accordo su tutto quanto però sinceramente sarei molto stupito se alla fine Totti non rientrasse nella Roma. Per quanto riguarda il ruolo, ti dico che inizialmente non sarà un ruolo di primo piano dal punto di vista tecnico. Ci sarà un ingresso graduale nel mondo Roma soprattutto in vista di questo centenario e di tutte le celebrazioni che il club vorrà fare. Totti ci deve essere nell’anno dei festeggiamenti. Molto vicino però ancora non si sono dati la stretta di mano finale. Mi pare chiaro però che l’indirizzo della società sia quello di far tornare Totti e l’indirizzo di Totti sia quello di voler tornare all’interno della società».

Allargando il discorso, quali pensi che siano le squadre favorite per i primi 4 posti? E credi che il discorso scudetto sia chiuso?

«Per quanto riguarda lo scudetto penso che sia praticamente finita anche perchè poi l’unica speranza per il Milan poteva essere quella di un’Inter che andasse avanti in Champions League perdendo punti come poi è successo lo scorso anno e questa eliminazione per mano del Bodo magari è una cosa che avrà fatto piacere ai tifosi del Milan però poi sul lungo periodo l’Inter che deve giocare solo il campionato, a parte la Coppa Italia… Non penso quindi che la distanza sia colmabile. L’eliminazione in Champions magari rappresenta anche un monito per i giocatori e per l’allenatore per raggiungere l’obiettivo perchè poi finire la stagione senza vincere lo scudetto sarebbe un fallimento clamoroso e totale e probabilmente anche Chivu con questo scenario rischierebbe seriamente il posto. Però io questo scenario non lo vedo. Vedo un’Inter nettamente favorita. Per la Champions, Inter e Milan sono abbastanza sicure, il Napoli recuperando anche qualche infortunato lo vedo comunque dentro le 4. Per l’ultimo posto dipende tanto da stasera. Ti dico che se la Roma dovesse vincere un mezzo piede in Champions League ce lo mette. Però poi c’è anche una partita contro il Como che non è lontanissima quindi nel caso bisognerebbe aspettare fino a quella partita lì. Due posti mi sembrano molto sicuri, Napoli molto probabile, l’altro dipende tanto dalle prossime 3-4 partite».

Secondo te la Juve dovrebbe ripartire da Spalletti anche senza qualificazione alla prossima Champions League?

«Credo che dipenderà molto da come la Juve finirà questa stagione perchè se dovesse avere un crollo verticale probabilmente vorrebbe dire che qualcosa non ha funzionato. I segnali mi sembrano comunque quelli di una Juventus che voglia rinnovare il contratto di Spalletti prima della fine della stagione perchè comunque credo che abbiano visto delle cose interessanti anche nella rimonta mancata contro il Galatasaray dove sono comunque arrivate risposte importanti dal punto di vista del gruppo. Penso quindi che la Juve ripartirà da Spalletti però poi in queste situazioni devi anche essere bravo a leggere il momento. I dirigenti della Juve devono fare una scelta sicura pensando già al futuro. Non si può pensare solo all’oggi perchè così facendo la Juve è stata gestita in maniera abbastanza disastrosa. Non devono rischiare di fare l’errore che è stato fatto quest’anno con Tudor che è rimasto alla fine perchè Conte è rimasto a Napoli. Se sono convinti di Spalletti per me potrebbero rinnovare anche domani. Da quello che so sono previsti degli incontri già dopo la Roma quindi probabilmente l’intenzione è quella di andare avanti come ha detto anche Chiellini pubblicamente. La strada quindi è quella del rinnovo perchè credono nel suo lavoro».

Volevo chiudere con una considerazione sulla Nazionale che è attesa in questo mese dallo spareggio Mondiale: fossi in Gattuso punteresti sui tanti giovani che si sono affermati quest’anno come Palestra, Bartesaghi, Vergara e Pio Esposito già per il playoff?

«Io ci punterei. Ad esempio l’infortunio di Di Lorenzo apre la strada a Palestra che credo sia un calciatore importante, dal grande futuro e quindi non avrei dubbi. Non penso che rischiarsela sia un problema anche perchè non mi sembra che la stessa Italia di Gattuso nell’ultimo periodo abbia fatto chissà cosa vedendo le prestazioni con Israele o con la Norvegia. Inserire un pò di freschezza con qualche giovane emerso quest’anno ci può stare. Magari eviterei di metterli tutti insieme dall’inizio perchè poi ci può essere anche un pò di inesperienza e il rischio che tremino le gambe. Però qualche aggiustamento lo farei. Non credo che uno come Palestra non sia in grado di affrontare le squadre che dobbiamo battere per andare al Mondiale. Palestra non ha 15 anni: è un giovane sì ma è già un giocatore importante. Meglio puntare su un giocatore del genere piuttosto che andare a ripescare il Verratti di turno che ha smesso di giocare da diverso tempo. Non capisco perchè ostracizzare questi giocatori giovani. Ripeto, non tutti insieme ma qualche aggiuntina ad un gruppo che ha dimostrato delle difficoltà credo sia corretto farla anche perchè nel caso ti troveresti giocatori già testati anche proprio in vista del Mondiale».

SI RINGRAZIA FILIPPO BIAFORA PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Lingard, colpo a sorpresa del Corinthians! Contratto annuale con opzione di rinnovo, le ultimissime

Jesse Lingard, colpo a sorpresa del Corinthians: accordo annuale con opzione e ultime novità. Tutti i dettagli

Jesse Lingard è pronto a iniziare una nuova avventura in Brasile: come riportato da Fabrizio Romano, l’ex centrocampista del Manchester United ha raggiunto un accordo verbale con il Corinthians. L’intesa prevede un contratto annuale con opzione di rinnovo, una formula che permette al club paulista di valutare il rendimento del giocatore e allo stesso tempo garantisce al 31enne inglese la possibilità di rilanciarsi in un contesto competitivo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Nonostante le offerte arrivate dalla MLS, Lingard ha scelto il progetto del Timão, attirato dalla prospettiva di un ruolo centrale e dalla volontà del club di aggiungere esperienza internazionale alla rosa. Il trasferimento avverrà a parametro zero, un’opportunità che il Corinthians ha colto rapidamente per rinforzare la squadra senza costi di cartellino.

Il prossimo passo sarà il viaggio in Brasile, seguito dalle visite mediche che precederanno la firma ufficiale. Una volta completate le formalità, Lingard diventerà a tutti gli effetti un nuovo giocatore del Corinthians, pronto a mettersi a disposizione e a iniziare la sua prima esperienza nel calcio sudamericano.

Moviola Inter Genoa, caso Calhanoglu: perché il fallo non è da rosso secondo l’arbitro

Moviola Inter Genoa, il caso Calhanoglu divide tutti: perché l’arbitro ha escluso il rosso nel corso della sfida contro i rossoblù

Partita gestita senza particolari difficoltà dal direttore di gara di Ravenna, che si è trovato a prendere una decisione chiave al 69’. In quell’occasione l’Inter di Cristian Chivu ha ottenuto un rigore per un evidente tocco di mano: il cross di Luis Henrique proveniente dalla destra è stato infatti intercettato da Amorim con il braccio alto e lontano dal corpo. La scelta dell’arbitro è stata immediata e giudicata dalla Rosea come «rigore ineccepibile», un episodio che non lascia margini a interpretazioni alternative.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Sul piano disciplinare, il momento più discusso è arrivato al 62’, quando Hakan Calhanoglu ha fermato fallosamente Ekuban lanciato verso la porta. Sui social si è acceso il dibattito su un possibile cartellino rosso, ma la decisione di limitarsi all’ammonizione è risultata corretta: pur essendo l’ultimo uomo, la traiettoria del pallone non era diretta verso lo specchio e la posizione di Carlos Augusto avrebbe consentito un recupero difensivo. Da qui la valutazione tecnica che ha escluso l’espulsione del centrocampista turco.

La moviola della Gazzetta dello Sport ha ulteriormente chiarito la dinamica, respingendo ogni polemica sulla mancata espulsione: «Non è rosso perché la palla non era diretta verso la porta e perché Carlos Augusto aveva la possibilità di recuperare» si legge nel commento. Mancavano dunque i presupposti del DOGSO, evitando così una sanzione pesante per Calhanoglu, che potrà essere regolarmente a disposizione per il derby di domenica contro il Milan di Massimiliano Allegri.

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André Milan, il ds del Corinthians svela: «Tutti sanno che il club ha bisogno di vendere giocatori per far quadrare i conti. Vi spiego»

André Milan, il direttore sportivo del Corinthians: «Tutti sanno che il club ha bisogno di vendere per far quadrare i conti»

Dopo la partita contro il Novorizontino, il direttore sportivo del Corinthians, Marcelo Paz, ha confermato pubblicamente l’interesse concreto del Milan per il giovane André, rompendo il silenzio sulle trattative. Pur senza un accordo ufficiale, il dirigente ha chiarito i contorni economici dell’operazione e smentito l’inserimento di altri club italiani: «C’è un’offerta? Sì, dal Milan. Non dalla Juventus. In questa trattativa, il giocatore è valutato 24 milioni di euro e il Corinthians possiede il 70% del suo cartellino» ha dichiarato ai microfoni di ESPN.

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L’intesa tra le società prevederebbe una base fissa di 15 milioni di euro, con ulteriori 2 milioni di bonus legati a obiettivi da raggiungere prima del trasferimento. In caso di fumata bianca, il centrocampista resterebbe comunque in Brasile fino a metà anno, una scelta che si inserisce nella strategia del club paulista per riequilibrare i conti. La cessione, infatti, rappresenta un passaggio quasi obbligato per sostenere la situazione finanziaria del Corinthians.

La decisione finale sul futuro di André spetta ora alla presidenza del “Timao”. Paz ha ribadito la delicatezza del momento, tra la necessità di fare cassa e la consapevolezza del valore tecnico del giocatore: «Se André potrebbe valere di più? Sì. Ma potrebbe anche valere di meno. È una decisione difficile da prendere. Tutti sanno che il Corinthians ha bisogno di vendere giocatori per far quadrare i conti». La scelta del presidente Stabile è attesa a breve e potrebbe definire il primo rinforzo per il centrocampo di Massimiliano Allegri.

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Zoff: «Di Gregorio è un buon portiere e non deve stare ad ascoltare le critiche. Locatelli un punto di riferimento per i compagni»

Zoff non ha dubbi e svela: «Di Gregorio è un buon portiere e non deve stare ad ascoltare le critiche. Locatelli…»

Le recenti difficoltà di Michele Di Gregorio, la sfida di questa sera contro la Roma e l’assenza di Manuel Locatelli: sono questi i temi al centro delle riflessioni di Dino Zoff, che ieri ha compiuto 84 anni e questa mattina ha parlato a Tuttosport.

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ROMA-JUVE – «Quella tra Roma e Juventus sarà certamente una grande partita, ma è ancora presto per ritenerla decisiva nella corsa alla Champions. Indubbiamente è tanto importante per tutte e due le squadre, visto che la Juve con un successo si rilancerebbe mentre i giallorossi scapperebbero a più 7. Detto ciò dopo ci sono ancora 11 giornate da giocare; perciò la strada per arrivare tra le prime quattro resta ancora lunga e aperta a ogni tipo di soluzione»

ANALISI – «Stasera guaderò in tv Roma-Juve: speriamo sia una bella gara. Bella come il Galatasaray? Con il Galatasaray la Juventus ha fatto una grandissima partita. Bisogna stare attenti però: i bianconeri erano con le spalle al muro e non avevano nulla da perdere. Quando le cose stanno così, diventa più facile sfoderare prestazioni di alto livello. Pertanto non mi farei troppo incantare da quanto abbiamo visto mercoledì. Andiamoci piano con le celebrazioni e le esaltazioni. Per capire se la Juve è guarita e può fare davvero il salto di qualità serve continuità, a partire da stasera»

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POST SCONFITTA CHAMPIONS – «Non è facile. La delusione di aver sfiorato l’impresa senza raggiungerla ti rimane addosso. Hai fatto un grande sforzo che purtroppo alla fine è servito a poco e quindi ti rimane la sensazione di aver faticato per nulla. Quella è la cosa peggiore di tutte, perché significa che l’aver dato il massimo non è bastato. I giocatori della Juve devono essere bravi a resettare e voltare pagina subito senza ripensare troppo a quello che poteva essere e non è stato»

DI GREGORIO – «Direi di stare tranquillo e soprattutto di non pensarci più. Io facevo così. Il giorno dopo ripartivo da zero, come se nulla fosse successo. Gli errori li abbiamo fatti tutti: bisogna essere consapevoli del fatto che possono capitare nel calcio. A maggior ragione ai portieri. L’importante è non portarseli dietro. Il giorno dopo un episodio negativo si rincomincia daccapo e si riparte con maggior determinazione di prima. Stop. Di Gregorio è un buon portiere e non deve stare ad ascoltare le critiche o a mettersi a rimuginare su quanto accaduto dicendo ‘se avessi fatto così…’. Non serve a nulla»

LOCATELLI – «Tanto. È diventato un punto di riferimento per i compagni. È il leader della squadra e ultimamente ha sfoderato prestazioni davvero notevoli. Indubbiamente la sua mancanza si farà sentire molto per i bianconeri»

JUVE-YILDIZ DIPENDENTE– «Stiamo parlando di un ragazzo cresciuto tantissimo e che si sta avviando a diventare un grande giocatore. È normale che possa e debba fare la differenza, ma non ho dubbi sul suo talento. Piuttosto servirebbe qualcuno che gli desse una mano…A cosa mi riferisco? Al resto dell’attacco che non sta fornendo l’apporto desiderato e ci si attendeva. In questo senso la mancanza di Vlahovic è pesante; perché i goal li ha sempre fatti e si integrava molto bene con Yildiz come caratteristiche. Erano una bella coppia»

SPALLETTI – «Luciano ha fatto ottime cose e ha raddrizzato la squadra. Adesso serve continuità nelle prestazioni e soprattutto nei risultati. Senza dubbio non ha senso cambiare tecnico ogni 6 mesi e Spalletti si merita la piena fiducia»

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Lazio, zona Cesarini da urlo: nessuno segna quanto i biancocelesti nel finale. Il dato

Lazio, vietato mollare per i biancocelesti: i numeri non mentono! Dicono che il bello arriva alla fine delle sfide

La sfida tra Torino e Lazio si preannuncia come un delicato equilibrio tra errori nella costruzione e vulnerabilità difensiva. Da un lato, la formazione di Sarri detiene il primato negativo per recuperi offensivi concessi agli avversari (ben 197), evidenziando una gestione del pallone spesso rischiosa nelle zone calde del campo. Dall’altro, i granata si dimostrano particolarmente fragili proprio in queste situazioni, essendo la squadra che ha subito il maggior numero di reti (cinque) nate da un pallone perso in fase di uscita.

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Il paradosso del contropiede

Un ulteriore elemento di contrasto riguarda le ripartenze. Secondo i dati del Corriere dello Sport, il Torino è la squadra più letale del campionato quando può colpire in contropiede, avendo già messo a segno sette gol in questa modalità. Tuttavia, la difesa biancoceleste rappresenta un ostacolo inedito: la Lazio è infatti l’unica compagine della Serie A a non aver ancora concesso nemmeno una rete su azione di rimessa, annullando di fatto l’arma principale dei piemontesi.

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Approccio iniziale e tenuta alla distanza

L’analisi del cronometro rivela infine due andamenti opposti nel corso dei 90 minuti. Il Torino fatica a entrare in partita, confermandosi come la squadra più colpita durante la prima frazione di gioco. Al contrario, la Lazio mostra una straordinaria capacità di restare lucida fino al termine: con il 35% dei gol totali realizzati nell’ultimo quarto d’ora (9 su 24), i capitolini sono i più pericolosi del torneo nei minuti finali, trasformando il recupero in una vera e propria “zona Sarri”.

Probabili formazioni Roma Juventus: ecco le possibili scelte di Gasperini e Spalletti per il la sfida dell’Olimpico

Probabili formazioni Roma Juventus: tutte le possibili dei due allenatori in vista della super sfida dell’Olimpico

La Juventus si appresta ad affrontare la trasferta di Roma adottando la “linea Spalletti”: viaggio nella capitale il giorno stesso del match e focus sul recupero fisico per smaltire le fatiche di coppa. Per il tecnico bianconero si tratta di un incrocio dal sapore speciale, una sfida decisiva che mette in palio punti pesanti per la qualificazione alla prossima Champions League.

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Le scelte tattiche e il centrocampo

Rispetto al match d’andata, la formazione subisce variazioni forzate: l’assenza dello squalificato Locatelli apre le porte a Teun Koopmeiners nel ruolo di regista. Ad affiancarlo saranno Thuram e McKennie, mentre in difesa si lavora al recupero lampo di Bremer per contenere la minaccia Malen. In attacco, David sarà supportato dal trio composto da Yildiz, Conceicao e dallo stesso McKennie in proiezione avanzata.

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L’importanza del momento

Questo bivio stagionale non ammette errori d’approccio, poiché un passo falso rischierebbe di compromettere il morale per il finale di stagione. L’obiettivo della squadra è imporre un gioco fluido e un possesso palla efficace, cercando di sfruttare ogni varco nella difesa giallorossa per ottenere una vittoria che darebbe certezze definitive al progetto tecnico.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, Koné, Wesley; Zaragoza, Pellegrini; Malen

JUVENTUS (4-2-3-1): Perin; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Koopmeiners, Thuram.; Conceicao, McKennie, Yildiz; David

Dimarco non ha dubbi: «Da qui alla fine saranno tutte pesanti le vittorie. Continuiamo a fare quello che stiamo facendo, manca poco»

Federico Dimarco prende la parola dopo il successo sul Genoa: l’esterno dell’Inter commenta la vittoria in campionato

Intervenuto nel post‑partita di Inter‑Genoa, Cristian Chivu ha analizzato così il successo nerazzurro nel 27° turno di Serie A, commentando la prestazione della squadra ai microfoni di Dazn.

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SULL’IMPORTANZA DELLA VITTORIA – «Da qui alla fine saranno tutte pesanti le vittorie. Questa squadra dopo ogni sconfitta ha sempre reagito da grande squadra. Oggi era importante vincere e mantenere il distacco».

SUL MIO MOMENTO DI FORMA – «Questo è il lavoro, il lavoro paga sempre. Come dico sempre, se portano ad un titolo sono ancora più contento, se sono fini a sé stessi contano poco»

Queste, invece, le sue parole ai microfoni di Sky Sport.

VITTORIA – «Non è mai semplice ripartire dopo una sconfitta, ma questa squadra è stata sempre unita ed è ripartita sempre più forte e si è visto anche oggi: magari un po’ di fatica dopo il Bodo, però bene così, continuiamo a fare quello che stiamo facendo perché manca poco».

DERBY? – «C’è poco da mandare messaggi, prima pensiamo al Como».

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Yamal travolge il Villarreal: prima tripletta in blaugrana. «Prima non ero felice, le persone mi chiedono 100 gol a partita»

Yamal stende il Villarreal: prima tripletta in carriera. «Non ero felice, mi chiedono 100 gol. Il pallone? A mia madre»

Non poteva esserci celebrazione migliore per le 100 panchine di Hans‑Dieter Flick al Barcellona: il 4‑1 rifilato al Villarreal vale un momentaneo +4 sul Real Madrid, atteso lunedì 30 febbraio dal posticipo contro il Getafe nella 26ª giornata di Liga. Ma il vero titolo della serata non è la 21ª vittoria blaugrana in 26 partite: è la prima, scintillante tripletta della carriera di Lamine Yamal.

Il classe 2007, mai così decisivo, archivia la pratica in dieci minuti tra il 28’ e il 37’, firmando tre gol che lo proiettano in una nuova dimensione. A inizio ripresa Gueye prova a riaprire la gara, ma a venti minuti dal termine è ancora Yamal a chiuderla definitivamente, dopo che Robert Lewandowski aveva già contribuito al tabellino. Una notte speciale per il Barça, ma soprattutto per il suo talento più luminoso.

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PAROLE «Qualche mese fa non mi sentivo bene mentre giocavo, non era solo un discorsi di pubalgia perché non ero proprio felice; ora, invece, sto davvero bene e mi diverto molto – racconta Yamal – La gente vuole sempre che io faccia 100 gol a partita, a 18 anni… piacerebbe anche a me, ma è molto difficile. Non è importante che io faccia una, due o tre reti, quello che conta è aiutare la squadra a vincere. Pedri? I suoi passaggi sono semplicemente incredibili. Il pallone della tripletta andrà a mia madre».

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A 18 anni Lamine Yamal sta producendo numeri da autentico leader tecnico: alla sua terza stagione in prima squadra ha già messo insieme 18 gol e 13 assist in 34 partite complessive, un rendimento da veterano più che da ragazzo del 2007. Flick lo considera imprescindibile: sempre titolare, quasi mai sostituito, fuori solo nelle cinque gare iniziali per un fastidio all’inguine.

Il risultato è un talento che, appena diventato maggiorenne, trascina il Barcellona nella corsa al primo posto, tenendo il Real Madrid a distanza anche grazie alla sua continuità sotto porta. E tutto questo con un contratto blindato fino a giugno 2031, segno di quanto il club creda nel suo futuro.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 1 marzo 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Inter, Chivu nel post partita: «Era importante reagire. Mi prendo questi tre punti, non era semplice»

Inter, il tecnico degli nerazzurri Chivu ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo la gara contro il Genoa. Le sue parole

Nel post‑partita della sfida tra Inter e Genoa valida per la 27ª giornata di Serie A 2025‑2026, il tecnico dei nerazzurri, Chivu , è intervenuto ai microfoni di Dazn, offrendo le sue impressioni sulla gara e sul momento della squadra.

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REAZIONE – «Era importante reagire. Sapevamo dell’importanza di questa partita. Mi prendo questi tre punti, non era semplice, perché abbiamo affrontato una squadra in salute, che sa fare e sa mettere in difficoltà. Era importante dare continuità a quello che stiamo facendo.»

VINCIAMO SEMPRE CONTRO LE PICCOLE? – «Facciamo sempre del nostro meglio, abbiamo un approccio mentale e fisico trattando gli avversari sempre alla stessa maniera».

SCUDETTO – «Siamo consapevoli che le partite si possono vincere o perdere, ma l’importante è dare il massimo. Lo scudetto ancora non è vinto, mancano ancora 11 partite e c’è ancora da fare. Dobbiamo continuare a marciare e dare continuità. Stiamo tutti bene, tutti si mettono in mostra e si allenano bene, non hanno mai il muso lungo e accettano la realtà dei fatti. Si va avanti con questa squadra, abbiamo l’ambizione e la voglia di essere competitivi. Thuram sta bene, hanno tutti dei numeri importanti i miei attaccanti».

DERBY? – «Sto pensando al Como, che c’è una semifinale di Coppa. Per me il Milan è troppo lontano».

COME STA BONNY? «Ancora non lo sappiamo. Mi dicono nulla di che ma non mi fido più, me lo hanno detto mille volte ma poi è successo qualcosa dove ho dovuto aspettare molto tempo per vederli in campo. Aspettiamo domani e speriamo non sia nulla di grave».

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Genoa, De Rossi nel post gara: «Non sono soddisfatto: l’Inter è più forte e non abbiamo fatto il massimo per metterla in difficoltà»

Genoa, il tecnico degli rossoblù De Rossi ha rilasciato alcune dichiarazioni dopo la gara contro l’Inter. Le sue parole

Nel post‑partita della sfida tra Inter e Genoa valida per la 27ª giornata di Serie A 2025‑2026, il tecnico dei rossoblù, De Rossi, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue parole:

ANALISI DELLA PARTITA – «Abbiamo preso il secondo gol quando stavamo provando ad avanzare. Non sono soddisfatto: l’Inter è più forte e non abbiamo fatto il massimo per metterla in difficoltà. Ha avuto predominio nel primo tempo e non siamo riusciti a pungerli quando potevamo. Sono più forti di noi e hanno meritato di vincere all’andata e al ritorno. Classifica? È brutta, ma è ancora lunga. Non prendo solamente gli ultimi minuti come aspetto positivo. Sapevo che avremmo dovuto fare una partita perfetta per portare a casa punti. Non siamo partiti per venire qui a perdere, ma va accettato il verdetto del campo».

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PASSI PER TROVARE CONTINUITÀ – «La squadra che voglio costruire non può richiedere più tempo perché non c’è tempo. Abbiamo valore per toglierci da questa zona. Credo che siamo comunque sulla strada giusta, basti pensare alle partite fatte con Lazio e Napoli. Oggi c’era una squadra che è al momento tanto più forte di noi e non dobbiamo farci prendere da questa sconfitta. Dobbiamo continuare a lavorare, i ragazzi mi danno buoni contributi facendoci ben sperare».

Cagliari, Pisacane recupera il suo leader per la sfida chiave contro il Como. Gli aggiornamenti

Cagliari Como, Mina torna al centro della difesa: Pisacane riabbraccia il suo leader per una gara chiave all’Unipol Domus

Il percorso del Cagliari verso la salvezza entra nella fase decisiva, con le prossime gare che iniziano a pesare in modo diverso nella corsa alla permanenza. Come riportato da L’Unione Sarda, il confronto interno con il Como è considerato importante, ma negli ambienti rossoblù lo sguardo è già rivolto alla trasferta di Pisa, ritenuta il vero snodo della stagione: uno scontro diretto che potrebbe indirizzare in modo netto la lotta per non retrocedere.

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Il ritorno di Mina contro il Como

Per la sfida del 7 marzo alla Unipol Domus, Pisacane ritrova un pilastro della difesa. Yerry Mina, squalificato a Parma, è pronto a riprendere il suo posto al centro della retroguardia. La sua presenza garantisce leadership, fisicità e ordine in un reparto che, nelle ultime uscite, ha mostrato qualche fragilità. Contro un Como organizzato e pericoloso nelle transizioni, il rientro del colombiano rappresenta un’iniezione di sicurezza.

Problemi in mediana

Le buone notizie non cancellano però l’emergenza a centrocampo. Luca Mazzitelli dovrà restare fermo almeno altre due settimane, privando il Cagliari di un riferimento tecnico e tattico fondamentale. La sua assenza costringerà lo staff a ricalibrare gli equilibri della mediana, valutando alternative e condizioni fisiche dei disponibili per evitare ulteriori complicazioni nel momento più delicato della stagione.

Uno sguardo più ampio sulla corsa salvezza

La gestione delle energie e delle priorità diventa cruciale: il Como è un passaggio obbligato, ma Pisa rappresenta un vero spartiacque. La capacità di arrivare a quella gara con la squadra più completa possibile — soprattutto in mezzo al campo — potrebbe fare la differenza.

Pagelle Inter Genoa, Dimarco e Calhanoglu da sogno. Amorim da incubo. I nerazzurri scappano in classifica- I VOTI

Pagelle Inter Genoa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 27ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Inter Genoa: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 27ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco le valutazioni:

PAGELLE INTER GENOA

INTER – Sommer 6; Akanji 6, De Vrij 6 (67′ Bisseck 6), Carlos Augusto 6.5; Luis Henrique 6, Barella 6.5, Zielinski 6.5 (76′ Frattesi 6), Mkhitaryan 6.5 (59′ Calhanoglu 6.5), Dimarco 7.5; Bonny 6.5 (76′ Diouf 6), Thuram 5.5 (59′ Pio Esposito 6).

GENOA – 7; Marcandalli 6, Ostigard 6.5, Vasquez 6; Ellertsson 5.5, Malinovskyi 5 (46′ Amorim 5), Frendrup 6, Martin 5.5 (85′ Sabelli sv); Baldanzi 6 (66′ Messias 6); Vitinha 5.5 (60′ Ekuban 6), Colombo 6 (66′ Ekhator 6)

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Moviola Inter Genoa: Calhanoglu sfiora l’espulsione, mani di Amorim è rigore. I dettagli

Moviola Inter Genoa: l’episodio arbitrale chiave del match di San Siro valido per la 27ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Inter Genoa, valido per la 27ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Fabbri.

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LA MOVIOLA

Çalhanoğlu sfiora l’espulsione al 62’: con l’Inter scoperta dopo la ripartenza del Genoa, il turco stende Ekuban in una situazione potenzialmente devastante. L’intervento è falloso e Fabbri estrae il giallo, ma Çalhanoğlu era ultimo uomo e l’attaccante rossoblù avrebbe avuto metà campo libera per puntare Sommer. Episodio al limite, che avrebbe potuto pesare molto di più.

Rigore per l’Inter dopo un tocco di mano di Amorim: al 69’ Fabbri assegna senza esitazioni il penalty per il braccio largo del difensore sul cross di Luis Henrique. Fallo evidente e decisione ineccepibile, poi Calhanoglu dal dischetto firma il 2-0.

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Calciomercato Milan, intesa raggiunta per André del Corinthians: operazione da 17 milioni per il nuovo talento brasiliano

Calciomercato Milan, accordo totale per André: dal Corinthians arriva il sì del centrocampista. Affare da 17 milioni

Il Milan ha compiuto un passo importante verso l’acquisto di André, centrocampista classe 2006 del Corinthians, avvicinandosi alla chiusura di un’operazione dal valore complessivo di circa 17 milioni di euro. Secondo ESPN, l’accordo prevederebbe 15 milioni fissi più 2 milioni di bonus per il 70% dei diritti economici del giocatore. Il ragazzo, 19 anni, avrebbe già dato il proprio via libera al trasferimento, rinunciando anche alla sua quota personale del 30% dei diritti. Le bozze contrattuali sono già state inoltrate agli uffici legali e, in caso di approvazione definitiva, André potrebbe arrivare in Italia nei prossimi giorni per le visite mediche, con ingresso in rosa previsto da giugno.

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L’intesa c’è, ma manca l’ultimo sì

Nonostante l’accordo tra il Milan e il giocatore sia ormai definito, la trattativa non può ancora considerarsi chiusa. A rallentare l’operazione è il presidente del Corinthians, Osmar Stabile, che non ha ancora concesso l’ok finale alla cessione. La dirigenza rossonera resta comunque fiduciosa, forte della volontà del calciatore e dell’intesa economica già raggiunta con il club brasiliano.

Un talento in piena ascesa

André è considerato uno dei profili più promettenti del vivaio del Corinthians. Dopo essersi messo in mostra nel finale della scorsa stagione, è diventato titolare sotto la guida di Dorival Júnior, attirando l’attenzione di diversi club europei. La sua crescita, unita alle qualità tecniche e alla giovane età, lo rende un investimento strategico per il Milan, che continua a puntare su prospetti di grande potenziale.

Liverpool, bilancio in volo: nel 2025 superati gli 800 milioni di ricavi e utile vicino ai 10 milioni

Liverpool, bilancio in forte crescita: nel 2025 superati gli 800 milioni di ricavi e utile vicino ai 10 milioni di sterline

Il Liverpool ha chiuso la stagione 2024/25 con risultati economico‑finanziari in forte crescita, registrando ricavi per 703 milioni di sterline (circa 835 milioni di euro) e un utile di 8 milioni, in netto contrasto con il pesante rosso pre‑tasse di 69 milioni dell’esercizio precedente. L’aumento di quasi 100 milioni rispetto al 2023/24 riflette un miglioramento generalizzato delle principali aree di business del club, che ha beneficiato sia dei risultati sportivi sia dell’espansione delle attività commerciali. Lo riporta Calcio & Finanza.

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Ricavi in crescita e costi in aumento

Nel dettaglio, i diritti media hanno rappresentato la voce più dinamica, crescendo di 60 milioni e raggiungendo quota 264 milioni di sterline, grazie soprattutto al percorso in Champions League che ha portato la squadra fino agli ottavi di finale. I ricavi da stadio sono saliti a 116 milioni (+14 milioni), sostenuti dalla piena operatività della nuova tribuna di Anfield Road e dal successo sportivo culminato nel secondo titolo di Premier League in cinque anni. I ricavi commerciali, arrivati a 323 milioni, confermano la solidità del brand Liverpool. Parallelamente, però, i costi amministrativi sono aumentati fino a 657 milioni (+57 milioni), trainati soprattutto dai costi del personale, cresciuti di 42 milioni e arrivati a 428 milioni di sterline. Anche altre voci operative hanno registrato incrementi a doppia cifra, incidendo sui margini delle attività legate ai matchday.

L’impatto di Champions, Anfield e partnership globali

L’analisi del fatturato evidenzia come la crescita dei diritti tv sia stata favorita dal ritorno in Champions League, più remunerativa rispetto all’Europa League disputata l’anno precedente. L’intera stagione con la nuova tribuna di Anfield Road ha inoltre ampliato la capacità dello stadio, contribuendo all’aumento dei ricavi da matchday. Sul fronte commerciale, il Liverpool ha continuato a espandere la propria rete globale di partnership e attività extra‑calcistiche: tra gli eventi più rilevanti figurano i concerti di Taylor Swift e P!NK ad Anfield, che hanno generato introiti significativi. Nel corso dell’anno sono stati firmati nuovi accordi con Japan Airlines, Engelbert Strauss, Lucozade e Husqvarna, oltre a due rinnovi strategici, tra cui spicca l’estensione decennale con Carlsberg, destinata a diventare la partnership più longeva della storia della Premier League con 42 anni complessivi.

Il Bayern Monaco domina il “Der Klassiker”: doppietta di Kane e zampata di Kimmich, Dortmund battuto 3-2 e fuga a +11

Bayern Monaco inarrestabile: Kane trascina, Kimmich decide nel finale. Dortmund ko 3-2 e Bundesliga sempre più in fuga

Il Bayern Monaco si aggiudica anche il Der Klassiker e mette una seria ipoteca sul titolo, allungando a 11 punti il distacco dal Borussia Dortmund quando mancano dieci giornate alla fine. La squadra di Kompany, inizialmente sotto per il gol di Schlotterbeck, si è affidata ancora una volta a Harry Kane, decisivo nel ribaltare una partita tutt’altro che semplice. L’inglese ha firmato una doppietta — prima su assist di Gnabry, poi dal dischetto — raggiungendo quota 30 gol in Bundesliga e confermando la sua infallibilità dagli undici metri da quando è arrivato in Germania.

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La reazione del Dortmund e il finale infuocato

Il Borussia Dortmund, reduce dalla delusione europea, ha offerto una prestazione di grande orgoglio. Dopo il vantaggio iniziale, la squadra di casa ha saputo reagire anche alla doppietta di Kane, trovando il 2-2 con Svensson e alimentando l’entusiasmo del pubblico, che ha intonato il celebre coro “Zieht den Bayern die Lederhosen aus”. Ma all’87’, un sinistro al volo di Joshua Kimmich ha spento le speranze giallonere, regalando al Bayern un successo pesantissimo.

Numeri da dominio e un messaggio all’Europa

Il cammino del Bayern in Bundesliga parla da sé: 2,625 punti di media, 88 gol segnati e solo 23 subiti in 24 partite. Con questo ritmo, immaginare una rimonta del Dortmund appare quasi impossibile. E il dominio non si limita al campionato: in Champions League, i bavaresi hanno ottenuto 7 vittorie su 8 nella League Phase, confermando la crescita della squadra nella seconda stagione con Kompany in panchina. Un segnale chiaro anche per l’Atalanta, prossima avversaria agli ottavi: il Bayern è più vivo che mai e il Triplete non è più un sogno, ma un obiettivo concreto.

Spalletti sconvolto dopo il ko col Galatasaray: ha lasciato Torino per ritrovare lucidità. Spunta il retroscena

Spalletti provato dall’eliminazione: fuga da Torino dopo il Galatasaray. Il retroscena racconta il suo stato d’animo

L’eliminazione contro il Galatasaray ha lasciato un segno profondo, al punto da spingere Luciano Spalletti a prendersi una pausa necessaria per rimettere ordine tra emozioni e pensieri. Il tecnico ha scelto di isolarsi per ventiquattro ore nella quiete di Montaione, nella sua “Rimessa”, per smaltire la delusione e recuperare energie mentali dopo una notte che lo aveva svuotato completamente. Un ritiro breve ma rigenerante, rivelato da Tuttosport, utile a ritrovare lucidità e concentrazione in vista del rush finale.

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Il peso psicologico del momento era apparso evidente già all’Allianz Stadium: Spalletti, provato e scosso, aveva preferito non parlare dopo la partita, lasciando a Giorgio Chiellini il compito di presentarsi ai microfoni. Una scelta insolita, che si ripete anche oggi con Pierre Kalulu designato per la conferenza stampa. Un segnale chiaro di come il tecnico stia dosando le proprie energie comunicative, come già accaduto nei momenti più delicati della stagione, ad esempio alla vigilia della sfida con l’Inter quando toccò a Locatelli intervenire.

Rientrato a Torino, Spalletti ha ora un obiettivo preciso: conquistare la qualificazione alla prossima Champions League. Davanti alla Juventus si apre un mini campionato di dodici partite, a partire dalla trasferta all’Olimpico contro la Roma, che vale molto più di tre punti. In gioco ci sono prestigio, risorse economiche e la possibilità di costruire un mercato all’altezza delle ambizioni del tecnico. Nonostante la ferita europea sia ancora fresca — e nonostante gli elogi ricevuti per la prestazione contro i turchi — Spalletti è apparso determinato a trasformare la delusione in carburante per un finale di stagione che può ancora cambiare il destino bianconero.

Camolese: «Per Baroni difficoltà tecniche e ambientali. D’Aversa? Ecco cosa gli servirà! E vi racconto il mio ricordo di Superga» – ESCLUSIVA

Giancarlo Camolese, ex allenatore del Torino, fotografa il cambio in panchina dei granata, da Baroni a D’Aversa e i ricordi del passato

Sembra trascorsa una vita, ma non è passata nemmeno una settimana. La sconfitta maturata a Genova contro il Genoa è costata caro a Marco Baroni, esonerato dalla panchina del Torino lo scorso lunedì. Al suo posto il club di Via Viotti ha scelto Roberto D’Aversa che – dopo la canonica conferenza stampa di presentazione – domani scenderà già in campo per il suo debutto contro la Lazio. Ne abbiamo parlato con chi, la panchina granata, l’ha vissuta da protagonista: Giancarlo Camolese. Un percorso che unisce il presente al passato, tra i ricordi (dell’ex tecnico) e l’avventura che mister D’Aversa si appresta a cominciare. 

Buongiorno Giancarlo. Iniziamo dalla stagione attuale del Torino, ha avuto modo di seguire i granata da spettatore? E nel caso, che idea ha maturato a riguardo?
«Ho visto diverse partite del Toro. È una buona squadra, che però ha dei momenti in cui si perde un po’ nel gioco. Alcune cose le ha anche fatte, in alcune partite anche contro squadre molto forti, però poi cade spesso in errori che compromettono le partite. Questi alti e bassi – questi blackout – che non sono mai positivi».

E proprio dopo l’ultimo di questi errori, contro il Genoa, le strade del Torino e di Marco Baroni si sono divise. Cosa non ha funzionato?
«Baroni è un ottimo allenatore ed è una persona per bene. Però si è trovato di fronte a delle difficoltà che evidentemente anche per lui erano inaspettate. Questo può capitare perché l’allenatore è importante certo, ma poi possono esserci anche delle condizioni intorno…»

La interrompo: con ‘condizioni’ intende dire di tipo ambientale o tecnico?
«Credo un po’ tutte e due. Sono partiti con un’idea di gioco e poi come spesso capita il campo ti fa capire che quell’idea magari non va bene. Poi qualche giocatore che è arrivato non è stato proprio all’altezza della situazione. Però, voglio dire, quando le annate funzionano e perché indovini un po’ tutto già dall’inizio. Poi il Toro ha avuto un inizio di campionato complicato contro tante squadre forti incontrate già all’inizio. A questo si aggiunge un ambiente che, insomma, è un po’ scontento della situazione di classifica degli ultimi anni e che vorrebbe vedere qualcosa in più. Tutto questo non aiuta. Tutto ciò crea queste situazioni. Ora spetterà a D’Aversa e al suo staff cercare di venirne fuori nel modo migliore possibile». 

Il malumore dei tifosi è figlio delle difficoltà vissute dal Torino negli ultimi anni ed è legittimo per come viene espresso, crede però che possa influenzare l’andamento della squadra in campionato?
«Nella mia esperienza da calciatore credo che le contestazioni non mi abbiano mai aiutato. Sia chiaro, è giusto che le persone esprimano il loro parere, specie dopo una partita dove la squadra non ha giocato bene. Penso ai fischi ad esempio. Però, io sarò un romantico… ma penso che bisogna sempre tifare per la maglia e per quelli che scendono in campo. È poi è chiaro che se le cose non vanno è anche giusto contestare… al termine della partita è anche giusto fischiare. Ma, ripeto, in questo momento vedo una curva vuota… e non credo aiuti la squadra». 

Oltre alle prestazioni e ai risultati D’Aversa in conferenza stampa ha individuato gli allenamenti a porte aperte come un possibile incentivo per riavvicinarsi ai tifosi. Lei cosa ne pensa?
«Mah… io penso che quello che fa cambiare l’umore siano sempre i risultati. Credo che ora l’importante sia concentrarsi su tutte le cose tecniche che servono per raggiungere un risultato. Poi il resto verrà di conseguenza».

A proposito di risultati: il Torino naviga a pochi punti dalla zona retrocessione. Crede che la classifica granata rispecchi fedelmente il valore della squadra? 
«Una delle prime cose che serviranno per fare i punti è proprio non pensare di meritare di più o, ad esempio, non pensare che si è bersagliati dalla sfortuna o quant’altro. Ora bisogna fare i punti, anche perchè dopo tante partite di campionato i valori dimostrati più o meno sono quelli. Però… il calcio custodisce una bella cosa: la possibilità di far cambiare idea a chi ti sta guardando. Tutte le partite che mancano fino alla fine del campionato saranno l’occasione per i giocatori del Torino per dimostrare di valere di più della classifica attuale».

Prima ha detto di essere un ‘romantico’ del calcio. Tra due mesi D’Aversa vivrà la sua prima cerimonia in ricordo dei caduti di Superga. Ci può raccontare come ha vissuto quel momento nelle sue varie esperienze in granata?
«Io ci sono andato attraversando stati d’animo diversi (sorride, ndr). È chiaro che molto dipende dalla classifica della squadra in quel momento. Anche se, naturalmente, quello è un momento molto bello dove la memoria prende il sopravvento. Il ricordo di quella grandissima squadra… patrimonio dell’Italia. È chiaro che però proprio su quella giornata ricordo come la posizione in classifica spesso faccia un po’ la differenza. Quindi l’ho vissuta un po’ in tutti i modi diciamo. Ci sono stato quando magari eravamo messi bene in classifica, o quando i tifosi ti ricordavano che non stavi facendo troppo bene». 

Il trasporto cambia quindi…
«Esatto, però rimane un momento davvero toccante. Quando il capitano legge i nomi sotto la lapide, è un momento in cui tutti i tifosi del Torino ricordano una grande squadra e rinnovano il rispetto per chi ha dato tanto per quella maglia».

È questo il momento più bello che ha vissuto nei suoi anni al Torino?
«Io sono stato molto fortunato, perché ho vissuto tanti bei momenti. Tra questi ci metto la gratitudine per tutti gli allenatori che ho avuto nel settore giovanile e tutto quello che mi hanno insegnato. E poi, insomma… allenare la prima squadra, la squadra della propria città, la squadra dove si è cresciuti è stata una bella cosa. Poi – nel particolare – magari ricordo di alcuni bellissimi derby, oppure la promozione. Tante situazioni insomma, ma soprattutto tanta gratitudine verso alcune persone che erano con me. E poi verso i giocatori che erano con me e che mi hanno permesso di vivere queste situazioni». 

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Si ringrazia Giancarlo Camolese per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.

Verona, Sammarco: «Dispiace, oggi la squadra ha dato tutto. Faccio fatica a parlare perché ci abbiamo creduto»

Verona, parla Sammarco nel post gara: «Dispiace, la squadra ha dato tutto. Faccio fatica a parlare, ci abbiamo creduto»

Paolo Sammarco, tecnico del Verona, si è espresso in conferenza stampa dopo il ko contro il Napoli nella 27ª giornata di Serie A, analizzando la prestazione della squadra e i temi principali emersi dalla partita.

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PAROLE – «Sicuramente è un dispiacere grande, oggi la squadra ha dato tutto, lo ha dimostrato per tutta la partita. Faccio fatica a parlare perché ci abbiamo creduto, ho visto una squadra che ha lottato unita, questo non deve mai mancare, poi i dettagli in questa categoria fanno la differenza. Abbiamo avuto la risposta dal gruppo e dai singoli. Volevo gente che lottasse su ogni pallone e che non mollasse un centimetro. L’ho visto, la missione è difficilissima, ma ci proveremo dando il massimo»

SUSLOV «Bisogna essere bravi a capire che in ogni partita bisogna guardare gli errori e quanto fatto di buono, mettendo da parte tutto per guardare alla partita successiva. Questa prestazione deve essere la base, poi i dettagli fanno la differenza. Quanto serviva Suslov? Con i se e i ma si fa poco, è tecnicamente molto forte, unico per questa squadra. Ci aiuterà. Bella-Kotchap ha sentito un fastidio, non sappiamo ancora molto, speriamo non sia nulla di serio, vedremo».

Mercato Milan, assalto al gioiello brasiliano: Romano conferma i rossoneri in pole per quel giovane talento

Mercato Milan, pista brasiliana sempre più calda: secondo Romano i rossoneri sono davanti a tutti per il talento classe 2006

Il Milan sta accelerando per assicurarsi Andrè, centrocampista classe 2006 del Corinthians. Come riportato da Fabrizio Romano sul suo canale YouTube, i rossoneri hanno già trovato un’intesa con il giovane talento brasiliano e la trattativa con il club paulista è entrata in una fase avanzata.

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Milan davanti alla concorrenza

Sul giocatore si sono mosse anche società di Bundesliga e Liga, oltre alla Juventus che ne ha monitorato la crescita. Nonostante l’interesse diffuso, il Milan resta in posizione privilegiata: secondo Romano, il dialogo con l’entourage del ragazzo è ormai ben avviato e il club rossonero è considerato in netto vantaggio.

Investimento importante per un prospetto di alto livello

L’operazione richiederà un esborso significativo: il costo del cartellino dovrebbe superare i 13-14 milioni di euro. Una cifra rilevante per un classe 2006, ma che il Milan è pronto a mettere sul piatto per assicurarsi un profilo ritenuto di grande prospettiva e potenziale impatto futuro.

Con l’accordo personale già definito, il club rossonero punta ora a chiudere l’intesa con il Corinthians e mettere a segno un altro colpo strategico in vista delle prossime stagioni.

Napoli, parla Conte: «Questa stagione me la porterò dentro come esperienza di carriera. Ho tre anni di contratto, pensiamo al presente per regalarci il miglior futuro possibile!»

Napoli, Antonio Conte ha parlato così dopo la vittoria contro il Verona a DAZN. Le sue dichiarazioni

Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha parlato ai microfoni di DAZN dopo la vittoria contro il Verona, decisa da una rete di Lukaku al 96′.

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STAGIONE – «Questa è una stagione che mi porterò dentro come esperienza di carriera, mi sta dando veramente tanto a livello di insegnamento e a livello di gestione che non mi erano mai capitate. Bisogna dare peso anche al valore umano, bisogna cercare le parole giuste, con il classico bastone e la classica carota. Mi sta migliorando sotto tantissimi aspetti: gestire tutte queste situazioni non è una cosa semplice. Mi sento un allenatore più forte: rimaniamo in piedi e troviamo la situazione giusta, non solo dal punto di vista calcistico ma dal punto di vista umano. Lukaku ha avuto un infortunio grave: so benissimo quanto lui soffre, vorrebbe aiutare il Napoli e direttamente me, per il rapporto che abbiamo. Lo stiamo coccolando e ci stiamo lavorando, non è ancora quello che conosco ma ci stiamo lavorando: questo gol deve dargli fiducia, ha i Mondiali e vorrei che lui e De Bruyne li giocassero».

LUKAKU «Aveva avuta già altre due occasioni, una con la Juventus e una in casa. Sappiamo che in area si fa rispettare e pesa. Se stai attaccando e metti la squadra avversaria a difendere la porta, Lukaku ti diventa fondamentale. Se invece si attacca lo spazio fa un po’ di fatica. L’abbiamo messo dentro e ha fatto il suo. Spero gli dia fiducia, abbiamo bisogno di tutti».

CORSA CHAMPIONS – «Partiamo dal presupposto che ho tre anni di contratto e ho l’ultimo l’anno prossimo. Pensiamo al presente per regalarci il miglior futuro possibile. Anche nelle difficoltà, dobbiamo reagire e lottare per un posto tra le prime quattro. Tanti non sono nelle nostre situazioni ma in alcune migliori. Vogliamo lottare fino alla fine: bisogna giocare sempre per il massimo. Se vai in Champions é tutto un altro discorso, stiamo raschiando il fondo del barile per portare a casa punti. Oggi avevamo tutto da perdere, siamo stati bravi a portarla a casa. Precedentemente meritavamo qualcosa in più a livello di prestazione, oggi ci portiamo tre punti a casa sapendo di poter fare meglio».

Inter, Chivu a DAZN prima del Genoa: «Eliminazione? Il passato non lo possiamo cambiare, abbiamo voltato pagina già il giorno dopo. Pensiamo agli obiettivi rimasti»

Inter, Cristian Chivu ha parlato a Dazn prima del match contro il Genoa, valido per la 27ª giornata di Serie A 2025/26

A Dazn prima di Inter Genoa, Cristian Chivu ha presentato così il match di San Siro. Queste le sue dichiarazioni.

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PRIMA DEL MATCH – «Non abbiamo tempo di pensare, giochiamo ogni tre giorni. Dobbiamo ritrovare le energie, questa è un’altra competizione dove finora abbiamo fatto abbastanza bene. Dobbiamo dare continuità e marciare con la stessa mentalità».

L’OPPORTUNITÀ PER BONNY – «Abbiamo quattro attaccanti e i numeri parlano di una stagione pazzesca. Si mettono a disposizione, hanno fatto delle belle cose e dobbiamo continuare così perché ora non abbiamo Lautaro».

ENERGIA POST-ELIMINAZIONE – «Il passato non lo possiamo cambiare, abbiamo voltato pagina già il giorno dopo. Pensiamo agli obiettivi rimasti e ad essere competitivi fino alla fine».

L’INTERVISTA COMPLETA DI CHIVU

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