Pagina 376 – Calcio News 24

Lazio, Lotito fa chiarezza: «Mie parole distorte, non esistono giocatori contro Sarri! Gode della fiducia di società e squadra»

Lazio, il presidente Claudio Lotito ha fatto chiarezza circa le sue parole, smentendo quanto emerso in queste ore

Prende nuovamente la parola Claudio Lotito e lo fa attraverso questo chiarimento pubblicato dall’ANSA. Ecco il pensiero del presidente della Lazio.

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PAROLE – «Resto sinceramente sorpreso dalla lettura distorta e strumentale che è stata fatta di alcune mie parole, estrapolate e diffuse fuori da ogni contesto reale.

Voglio essere assolutamente chiaro una volta per tutte: alla Lazio non esistono giocatori contro l’allenatore. Maurizio Sarri gode della piena fiducia della Società, così come della totale disponibilità e del rispetto del gruppo squadra.

Nel calcio, come in qualsiasi organizzazione complessa, possono esistere momenti di confronto, di tensione o di difficoltà legati ai risultati. Trasformare però normali dinamiche professionali in presunti conflitti personali significa raccontare una realtà che non appartiene alla Lazio. Esiste invece chi, per interessi diversi, continua ad alimentare polemiche in modo strumentale.

Ciò che ritengo gravissimo è la pubblicazione di una telefonata privata, sottratta e diffusa senza alcuna autorizzazione, con l’unico obiettivo di generare clamore e danneggiare la Società. Per questo motivo, la S.S. Lazio e io personalmente provvederemo a segnalare l’accaduto al Garante per la protezione dei dati personali e alle autorità competenti, affinché vengano accertate tutte le responsabilità del caso.
Ho inoltre già richiesto, da tempo, alla Giunta competente del Senato di rendere pubblici i miei tabulati, proprio per garantire la massima collaborazione e trasparenza.

Ricevo quotidianamente migliaia di telefonate per il ruolo che ricopro. Non ho nulla da nascondere e rispondo sempre con disponibilità e correttezza, ma questo non autorizza nessuno a violare la privacy, a carpire conversazioni private o a manipolarle per costruire narrazioni false.

La Società è compatta, lo staff tecnico lavora con grande professionalità e i calciatori sono concentrati esclusivamente sul campo e sugli obiettivi sportivi. Nei giorni scorsi siamo stati insieme e abbiamo avuto un confronto lungo e costruttivo, a dimostrazione della compattezza e dell’unità che caratterizzano questo Club. Tutto il resto è rumore che non aiuta né la squadra né l’ambiente. Ne abbiamo attraversate molte in passato e ne attraverseremo altre, con la solidità e la consapevolezza di chi lavora ogni giorno, ciascuno per il proprio ruolo, per far crescere la Lazio.

In questo momento servono equilibrio, senso di responsabilità e unità. La Lazio è un patrimonio collettivo e va rispettata e tutelata, sempre.

Ora è il momento di mettere da parte ogni polemica e pensare esclusivamente alla partita di questa sera contro il Lecce.
La squadra e il mister hanno bisogno del sostegno di tutto l’ambiente laziale.

Ringrazio i tifosi che, in massa, hanno raggiunto Lecce e chiedo loro di stare vicino ai nostri colori, di sostenere i ragazzi dal primo all’ultimo minuto e di fare del loro sostegno una spinta positiva per la squadra.

È nei momenti che contano che la Lazio deve ritrovarsi unita, compatta e orgogliosa.

Pensiamo al campo, al lavoro quotidiano e all’obiettivo comune. Avanti insieme, con la squadra e con il mister»

Conferenza stampa Grosso pre Sassuolo Cremonese: «Torna Berardi, ecco come sta. Soddisfatto del mercato? Rispondo così»

Conferenza stampa Grosso pre Sassuolo Cremonese: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della 22ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Sassuolo Cremonese, Fabio Grosso ha presentato così la sfida.

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SASSUOLO CREMONESE – «È uno scontro diretto tra due squadre che sono tornate in Serie A in questa annata e hanno fatto un percorso simile, veniamo entrambe da un periodo in cui non si riesce a portare a casa la posta in palio per intera a casa, sono tutti ingredienti che alimentano questa sfida. Sono tutte considerazione che conosciamo e abbiamo fatto, abbiamo per voler e dover fare una grande prestazione».

CHI TORNA – «Indisponibili ormai per lunga data saranno ancora Pieragnolo e Candé, ko anche Boloca spero di recuperarlo presto. Pinamonti ha un’influenza e Cheddira ha cambiato maglia, gli altri sono dentro».

BERARDI – «Gli altri rientrano, da capire bene il minutaggio e l’utilizzo ma tutti i disponibili sono pronti per fare gara, ma è importante cominciarla bene e saperla anche finire bene. Troviamo delle nostre armi che ci permettono di riempire la gara».

CREMONESE «Questa è una squadra che ha un filo conduttore chiaro, Nicola è una brava persona e un bravissimo allenatore. La Cremonese si sa difendere bene, ricerca tanto gli inserimenti con queste corse che arrivano dagli esterni e dai centrocampisti, è una squadra che ti tiene sempre all’erta e ha caratteristiche che gli hanno permesso di fare un percorso importante. Siamo entrambi in una situazione bella e che entrambi vogliamo mantenere, per farlo bisogna avere grande ritmo, grande coraggio, la lucidità di saper riconoscere i momenti e la ‘follia’ di saper esprimere la propria qualità».

ATTEGGIAMENTO «Noi non ci dobbiamo snaturare, dobbiamo portare avanti la nostra modalità di gioco che ci ha permesso di fare belle cose, riconoscendo quello che serve dentro la partita e la bravura è quella di conoscere quello che succede e poi riesci a trovare la situazione migliore, diventi operativo e devi saper fare, quando non lo fai poi gli avversari ti mettono in difficoltà quindi bisogna cercare fare al meglio le cose che noi sappiamo fare bene e poi ovviamente c’è da saper riconoscere i pregi avversari e provare a limitarli».

RITORNO DI BERARDI – «I nostri giocatori importanti ci servono e ci serviranno sempre, senza nulla togliere a chi ha giocato in questa fase. Abbiamo avuto delle assenze pesanti, siamo contenti di riaverlo così come siamo contenti di avere gli altri e ci auguriamo».

SODDISFATTO DEL MERCATO«Ho fatto una riflessione. È due anni che sono qui e questa è una fase che ti crea sempre un po’ di turbolenze, ti toglie energie, anche a livello personale è uno spunto per essere migliori. Anche l’anno scorso è stato così. Per me è importante mantenere la lucidità, provare a fare al meglio il mio ruolo, in ogni società ci sono le varie competenze, io devo far esprimere al massimo gli interpreti a mia disposizione e la bravura che bisogna avere e voglio provare a fare sempre al meglio».

Formazioni ufficiali Como Torino: le scelte di Fabregas e Baroni per il match

Formazioni ufficiali Como Torino, ecco le scelte e i titolari di mister Cesc Fàbregas e Marco Baroni in vista del match di Serie A

Il Como per non smettere di sognare nella rincorsa verso le posizioni europee, il Torino per mettere fine all’emorragia di punti persi per strada. Alle 15 in punto, nella suggestiva cornice offerta dallo Stadio Sinigaglia, i lariani allenati da Cesc Fàbregas incontrano i granata seguiti da Marco Baroni. Lombardi e piemontesi stanno attraversando due periodi decisamente diversi.

Se i padroni di casa occupano il sesto posto in classifica (e vengono dalla prestigiosa vittoria di Roma con la Lazio), gli ospiti sono reduci da tre sconfitte consecutive in campionato. Riusciranno i granata a ribaltare i pronostici della vigilia o Diao e compagni potranno inanellare un altro mattoncino prezioso nel loro percorso? In attesa del calcio d’inizio diamo uno sguardo alle formazioni ufficiali Como Torino

FORMAZIONI UFFICIALI COMO TORINO:
COMO (4-2-3-1): Butez; Vojvoda, Ramón, Kempf, Valle; Perrone, da Cunha; Rodríguez, Paz, Baturina; Douvikas. All. Fabregas

TORINO (3-5-2): Paleari; Tameze, Ismajli, Coco; Pedersen, Vlašić, Ilkhan, Casadei, Lazaro; Ngonge, Adams. All. Baroni

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Calciomercato Parma: occhi su Bocat dello Stoke City. Chi è l’obiettivo dei ducali e cosa manca per la chiusura dell’affare

Calciomercato Parma: piace Bocat dello Stoke City. Chi è l’obiettivo dei ducali e cosa sta succedendo nell’affare

Il Parma non perde tempo e, dopo aver salutato Lovik, si tuffa immediatamente sul mercato per coprire la falla apertasi sulla corsia mancina. L’obiettivo numero uno per la difesa crociata ha un nome e un cognome precisi: Eric Bocat. La giornata di oggi, sabato 24 gennaio, potrebbe rivelarsi cruciale per il buon esito dell’operazione. È infatti previsto un nuovo, fitto contatto tra la dirigenza emiliana e lo Stoke City, club proprietario del cartellino, per cercare di limare le distanze e trovare la quadra definitiva.

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La trattativa: il nodo della formula e il prezzo

Secondo quanto riferito da Sacha Tavolieri, i dirigenti del Parma utilizzeranno il summit odierno per decidere se affondare il colpo. La richiesta degli inglesi è chiara: per lasciar partire il giocatore servono almeno 2 milioni di euro. L’ipotesi sul tavolo è quella di un prestito con diritto o obbligo di riscatto a fine stagione. La strategia dei ducali è prudente: l’obiettivo è valutare l’adattamento e le potenzialità di Bocat nel calcio italiano da qui a giugno, per poi prendere una decisione definitiva sull’investimento in estate.

Concorrenza e necessità tattica

L’urgenza di chiudere nasce da due fattori. Il primo è tattico: Mister Cuesta ha assoluta necessità di un esterno basso di ruolo per completare lo scacchiere difensivo. Il secondo è legato alla concorrenza: sulle tracce del francese c’è anche il Sassuolo. I neroverdi, pur non avendo ancora affondato il colpo, restano alla finestra pronti a inserirsi in caso di stallo nella trattativa con i gialloblù.

Chi è Eric Bocat: dalla Francia alla Championship

Terzino mancino di 26 anni, Bocat è un profilo di esperienza internazionale. Cresciuto nei vivai di Digione e Brest, ha esordito tra i professionisti con il Lilla nel 2020. La sua carriera è poi decollata in Belgio, prima con il Mouscron e poi con il Sint-Truiden, dove si è messo in luce dopo il fallimento del suo precedente club. Nel 2024 il salto in Inghilterra allo Stoke City, in Championship (la serie B inglese), dove in questa stagione ha collezionato 12 presenze. Ora la Serie A potrebbe essere la sua prossima tappa.

Mercato Inter: deciso il futuro di Pio Esposito. Qual è la posizione dei nerazzurri per l’attaccante, la rivelazione

Mercato Inter: è stato deciso il futuro di Pio Esposito. Ecco la posizione del club nerazzurro per l’attaccante, cosa sta succedendo

La notte di San Siro ha consacrato definitivamente il talento di Francesco Pio Esposito. Il peso specifico del classe 2005 all’interno delle gerarchie della Beneamata cresce di partita in partita, trasformandolo da promessa a certezza. Nel pazzo anticipo di venerdì sera contro il Pisa, il giovane centravanti è stato l’uomo della provvidenza per Cristian Chivu. L’ex difensore del Triplete ha trovato nel suo numero 9 la chiave per ribaltare l’inerzia di una sfida iniziata in modo drammatico.

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La rimonta: personalità da veterano

Dopo una prima mezz’ora da incubo, che vedeva i toscani di Alberto Gilardino clamorosamente avanti di due reti, la reazione dell’Inter è passata proprio dai piedi di Esposito. Sua la rete fondamentale che ha permesso ai nerazzurri di rientrare negli spogliatoi in vantaggio, completando la rimonta psicologica prima ancora che tecnica. Un gol pesante, che ha mostrato tutta la maturità di un ragazzo che non sente la pressione della “Scala del Calcio”, ma anzi la tramuta in energia agonistica.

Capitolo contratto: scadenza lunga e adeguamento

Le prestazioni scintillanti hanno inevitabilmente acceso i riflettori sulla situazione contrattuale. Sebbene l’attuale vincolo scada nel lontano 2030, l’intenzione del club di Viale della Liberazione è quella di premiare il ragazzo con un adeguamento economico dell’ingaggio, riconoscendogli lo status di titolare aggiunto. Tuttavia, ad Appiano Gentile regna una calma assoluta. La gestione del talento azzurro è un modello di lungimiranza: non ci sono frizioni né ultimatum.

Romano: “Rinnovo? Conseguenza naturale”

A confermare il clima idilliaco è intervenuto l’esperto di mercato Fabrizio Romano, che sul suo canale YouTube ha fatto chiarezza: «Oggi l’Inter fa trasparire, così come l’entourage di Pio Esposito, una grandissima serenità. Non c’è l’urgenza o l’ansia del rinnovo. Se continuerà così, adeguare il contratto sarà una priorità, ma non un’urgenza». Nessuna pressione dall’agente, nessuna fretta dalla società: il rinnovo arriverà come “conseguenza naturale” quando i tempi saranno maturi, permettendo a Esposito di concentrarsi solo sul campo e sulla corsa scudetto.

Mercato Como: no secco al Marsiglia! I lariani fanno muro per la cessione del loro big, ecco cos’è successo nelle ultime ore

Mercato Como: i lariani hanno detto no al Marsiglia, che era interessato a questo big della rosa di De Zerbi. Cosa è successo

Le sirene della Ligue 1 suonano forte sulle rive del lago, ma il Como non ha alcuna intenzione di ascoltarle. La società lariana ha alzato un muro invalicabile attorno a uno dei suoi talenti più cristallini, rispedendo al mittente un tentativo concreto arrivato dalla Francia nelle ultime ore. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Nicolò Schira, l’Olympique Marsiglia ha bussato alla porta del club biancoblu per cercare di strappare Lucas Da Cunha alla Serie A, ma la risposta della dirigenza è stata categorica: il giocatore non si muove.

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Il “no” a De Zerbi e l’importanza tattica

L’interesse del club francese si è scontrato con la volontà ferrea del Como di non privarsi dei suoi migliori elementi a stagione in corso. Per Cesc Fàbregas, Da Cunha è semplicemente intoccabile. Il fantasista francese classe 2001 è considerato un “giocatore chiave” per gli equilibri tattici dei lariani. La sua abilità nell’uno contro uno e la visione di gioco lo rendono l’interprete perfetto per il credo calcistico dell’ex campione del mondo.

Messaggio al campionato: il Como fa sul serio

La decisione di rifiutare l’offerta dell’Olympique Marsiglia non è solo una scelta tecnica, ma anche un segnale di forza societaria. Il Como, forte della solidità della proprietà Hartono, non ha necessità di vendere per fare cassa. Dichiarare Da Cunha “incedibile” significa voler consolidare il progetto sportivo e puntare a obiettivi ambiziosi. Fàbregas ha messo il veto alla cessione: per continuare a stupire in Serie A, il talento del numero 33 è imprescindibile. Il Marsiglia dovrà dunque guardare altrove: il gioiello francese resta a casa, pronto a continuare a illuminare il “Sinigaglia”.

Conferenza stampa Allegri pre Roma Milan: «La visita di Cardinale ha fatto piacere a tutti. Gasperini sta facendo un ottimo lavoro, ecco chi non ci sarà»

Conferenza stampa Allegri pre Roma Milan: le parole del tecnico rossonero alla vigilia del match della 22ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Roma Milan, Massimiliano Allegri ha presentato così il match della 22ª giornata di Serie A.

LA VISITA DI CARDINALE – «Ha fatto molto piacere a tutti, perché comunque è un momento molto importante della stagione, perché è un momento in cui ci giochiamo l’obiettivo finale della Champions. Noi al momento dobbiamo pensare al campo e domani avremo una partita contro una squadra che sta lottando con noi. Gasperini sta facendo un ottimo lavoro, la Roma in campo rispecchia l’allenatore».

IL PUNTO SUGLI INFORTUNATI – «Faremo l’ultimo allenamento e vedremo, ieri Saelemaekers stava molto meglio. Valuterò se farlo partire dall’inizio o portarlo in panchina. Gimenez sta procedendo ma è lontano dal rientro.Fullkrug e Leao convivono con un problema ma ci saranno».

SORPRESA PIU’ LA ROMA O IL MILAN – «Sapevo che la Roma con Gasperini ce la saremmo trovata lì. In questo momento siamo quattro squadre per tre posti, perché l’Inter sta facendo molto bene e ha una proiezione di 90 punti. Speriamo che le squadre in Europa vadano bene così ci saranno 5 posti, altrimenti vorrà dire che una resterà fuori».

GESTIONE DI LEAO – «Un po’ di dolore nella zona pubica, nell’applicazione lo vedo cresciuto, il talento non gli manca, gli manca la continuità di prestazione».

SUL MERCATO – «L’arrivo di Fullkrug all’inizio è stato un acquisto molto azzeccato perché ci ha dato subito una grossa mano, la società sta vedendo e lavorando, io sono contento della rosa. O miglioriamo la rosa o giustamente restiamo così. Abbiamo dei giovani che stanno crescendo come Athekame e Odogu anche se non l’avete visto. L’obiettivo resta uno dei primi quattro posti, ora sembra tutto facile, ma ci sono squadre agguerrite con allenatori che arrivano sempre tra le prime quattro».

DYBALA – «Ho avuto il piacere di allenarlo, arrivato alla Juve era un bambino, un giocatore di una qualità veramente importante, ce ne sono pochi in giro così».

INSISTE SULL’OBIETTIVO – «C’è una differenza se stai due anni senza Champions, il gap tra le squadre italiane e quelle inglesi, spagnole, è troppo diverso. Per forza una società deve cercare di andare in Champions, perché questo è il calcio italiano, un’iniezione importante di danari viene data dalla Champions. Bisogna stare coi piedi per terra, l’obiettivo è arrivare tra le prime quattro e per farlo serve molta fatica e quindi bisogna stare zitti».

SULL’INTER – «L’Inter per i primi quattro posti è candidata, penso sia andata, poi è favorita per lo Scudetto».

MERCATO DI GENNAIO – «A gennaio trovare giocatori che ti possano migliorare è difficile, poi ci sono delle eccezioni come Fullkrug. Il direttore è stato bravo a portarlo subito».

PARTITA CHIAVE? – «Da ora in avanti non sono partite chiave ma sono chiave i punti. Ti devi concentrare sui punti da fare».

QUANTO E’ STATO VICINO ALLA ROMA IN PASSATO? – «Diciamo che mi sono dimenticato tutto, la mia memory card è piena. Arriva fino al 2014, prima non mi ricordo».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI ALLEGRI PRE ROMA MILAN

Morto Nazzareno Canuti: il mondo del calcio piange la scomparsa dell’ex Inter e Milan. Aveva 70 anni

Morto Nazzareno Canuti: il mondo del calcio dice addio all’ex Inter e Milan. Aveva 70 anni, il cordoglio per la sua scomparsa

Milano si sveglia più triste. Il mondo del calcio italiano si stringe in un profondo cordoglio per l’improvvisa scomparsa, all’età di 70 anni, di Nazzareno Canuti. Difensore roccioso, marcatore implacabile ma corretto, “Nazza” – come veniva affettuosamente chiamato da compagni e tifosi – ha segnato un’epoca irripetibile a cavallo tra gli anni Settanta e Ottanta, entrando nella ristretta cerchia (appena quattordici all’epoca) dei doppi ex capaci di difendere i colori di entrambe le sponde del Naviglio.

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Il cuore nerazzurro: lo scudetto con Bersellini

La sua carriera resta indissolubilmente legata all’Inter, club in cui è cresciuto e con cui ha esordito nel 1975. Canuti è stato un pilastro della formazione plasmata da Eugenio Bersellini, il celebre “sergente di ferro”. Con la maglia nerazzurra ha collezionato 183 presenze, alzando al cielo due Coppe Italia e, soprattutto, lo Scudetto della stagione 1979-80. Un amore viscerale, mai nascosto nemmeno dopo l’addio, come aveva recentemente ribadito in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

La parentesi rossonera e il ricordo del Milan attuale

La storia di Canuti si intrecciò con il Milan nell’estate del 1982, all’interno del clamoroso scambio che portò all’Inter Fulvio Collovati. Nonostante lo scetticismo iniziale, Canuti onorò la maglia rossonera con professionalità esemplare, contribuendo alla vittoria del campionato di Serie B sotto la guida di Ilario Castagner, il “gentiluomo della panchina”.

Oggi, il ricordo di quell’impegno viene celebrato anche dalla nuova dirigenza del Diavolo. Igli Tare, insieme a Massimiliano Allegri, hanno espresso immediata vicinanza alla famiglia, ricordando Canuti come un avversario leale e un professionista serio.

Una vita oltre il campo

Dopo aver chiuso la carriera vestendo le maglie di Genoa, Catania e Solbiatese, Canuti aveva saputo reinventarsi con successo lontano dal rettangolo verde, diventando un apprezzato dirigente della Sony. Non aveva però mai tagliato il cordone ombelicale con il calcio: la sua presenza sorridente era una costante agli eventi degli Inter Club. Se ne va un pezzo di storia di San Siro, simbolo di un calcio fatto di passione, sudore e rispetto reciproco.

Giovane Napoli: visite mediche per l’attaccante a Milano, inizia l’avventura del brasiliano in azzurro – VIDEO

Giovane Napoli: visite mediche per l’attaccante in arrivo dall’Hellas Verona a Milano, via all’avventura in azzurro – VIDEO

L’avventura di Giovane con la maglia del Napoli è ufficialmente iniziata. Nella mattinata di oggi, sabato 24 gennaio 2026, il calciatore ha mosso i primi passi formali da nuovo tesserato azzurro, presentandosi a Milano per sostenere i consueti test fisici propedeutici alla firma sul contratto. Il brasiliano, arrivato dall’Hellas Verona dopo una trattativa che ha visto il DS Giovanni Manna bruciare la concorrenza, ha varcato la soglia della clinica “La Madonnina” pochi minuti fa, accolto da cronisti e curiosi.

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Le prime parole e l’entusiasmo

Visibilmente sorridente e rilassato, il classe 2003 non si è sottratto ai microfoni, rilasciando una breve ma significativa dichiarazione che testimonia la sua voglia di iniziare: Sono molto contento. Poche parole, dette prima di immergersi nella routine delle visite mediche, che confermano l’entusiasmo per il grande salto in una big del calcio italiano. Giovane è stato scelto da Antonio Conte proprio per la sua capacità di adattarsi a più ruoli e dare esplosività all’attacco.

I dettagli dell’operazione

L’arrivo di Giovane a Milano sancisce la chiusura di un’operazione di mercato complessa e brillante. Il Napoli ha trovato l’accordo con il Verona sulla base di un trasferimento a titolo definitivo per un pacchetto complessivo di circa 20 milioni di euro (composti da una parte fissa contenuta e numerosi bonus). L’acquisto è stato finanziato grazie alle cessioni perfezionate nelle ultime 48 ore: gli addii di Lorenzo Lucca (al Nottingham Forest) e Noa Lang (al Galatasaray) hanno liberato lo spazio salariale e le risorse necessarie per regalare a Conte il centrocampista desiderato, beffando sul tempo la Lazio che sembrava in vantaggio.

I prossimi passi

Una volta terminati gli esami strumentali e ottenuta l’idoneità sportiva, Giovane apporrà la firma sul contratto che lo legherà al club partenopeo. L’obiettivo è averlo tra i convocati per il big match di domani contro la Juventus.

Mercato Cagliari, colpo Albarracín: l’attaccante del Boston River è in arrivo. Svelati i dettagli

Mercato Cagliari, affare Albarracín ai dettagli: il talento uruguaiano pronto allo sbarco in Sardegna, le ultimissime

Il Cagliari accelera sul mercato e continua a puntare con decisione sui giovani talenti uruguaiani. Il club rossoblù è infatti a un passo dal chiudere l’operazione che porterà in Sardegna Agustín Albarracín, attaccante classe 2005 del Boston River, uno dei profili più interessanti emersi negli ultimi mesi. Una scelta che conferma la strategia della società di Giulini: investire su giocatori dinamici, futuribili e con margini di crescita importanti.

Albarracín, operazione ai dettagli

Secondo La Gazzetta dello Sport, l’accordo tra Cagliari e Boston River sarebbe stato definito attorno ai 2 milioni di euro, cifra significativa per un diciannovenne. Nel pacchetto è prevista anche una percentuale sulla futura rivendita a favore del club uruguaiano. Tutto lascia pensare che la trattativa sia ormai alle battute finali: Albarracín sarebbe già in viaggio verso l’Europa per sostenere le visite mediche e firmare il contratto. Un colpo rapido che anticipa la concorrenza di altre società europee interessate al giovane attaccante.

Un talento in crescita

I numeri parlano per lui: 7 gol in 15 partite in stagione e un percorso già avviato nelle selezioni giovanili dell’Uruguay, con 12 presenze e una rete nell’Under 20. Albarracín porta con sé qualità, fiuto del gol e un potenziale ancora tutto da esplorare. Il suo arrivo si inserisce perfettamente nella tradizione del Cagliari, da sempre terra accogliente per i calciatori uruguaiani, favorendo così un inserimento rapido e naturale nel nuovo ambiente.

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Vincenzo Grella racconta: «Arrivo in Italia? Un caso, un assist dello zio di Vieri. Ranieri un signore. Era già un manager»

Vincenzo Grella svela: «Arrivo in Italia? Un caso, un assist dello zio di Vieri. Ranieri un signore. Era già un manager». Le parole

Vincenzo Grella è stato centrocampista di lotta e grinta. Oggi è vicepresidente e amministratore delegato del Catania, in Serie C e si è raccontato a la Gazzetta dello Sport.


L’ARRIVO IN ITALIA «Fu un vero caso, diciamo un assist dello zio di Vieri. Mi spiego: giocavamo contro l’Argentina con l’U20 dell’Australia, io marcavo Riquelme, e feci una super partita. Così un osservatore chiamò lo zio di Christian: “Conosci questo Grella?”. Lui si frequentava con un amico di mio zio. Il collegamento fu semplice. Tempo un mese ero a Empoli a fare un provino. Sapete chi era quell’uomo in tribuna? Sergio Berti, che sarà il mio procuratore per una vita. Un bel giro, insomma dai».
IL SOGNO SERIE A «Scherza? Io a Melbourne da ragazzo mi svegliavo nel cuore della notte per vedere il grande Milan degli olandesi. Non le dico l’emozione di entrare poi a San Siro anni dopo per sfidare i rossoneri: mi passarono davanti tutte le sensazioni di quelle notti insonni».
L’IMPATTO A EMPOLI
«Facevo la spola tra prima squadra e Primavera, dove vincemmo lo scudetto. Eravamo io, Marchionni, Cribari, Del Nero. Una bella squadra. Oggi nel settore giovanile dell’Empoli gioca mio figlio, gli auguro di togliersi il doppio delle soddisfazioni del papà. Per ora è giusto che si diverta».
RICORDI DI SILVIO BALDINI «Ne avrei a bizzeffe, era un personaggio unico. Una volta ricordo che prima di una trasferta a Genova scendemmo in campo tutti coperti, faceva un freddo. Lui, di tutta risposta, vedendoci così bardati iniziò a spogliarsi a centrocampo. Piano piano iniziarono a farlo tutti: il primo fu Berti, un portiere pazzo almeno quanto il mister. Ci allenammo a petto nudo e il giorno dopo vincemmo 3-0. Lui arrivò in spogliatoio con uno sguardo tronfio e ci disse “Avete visto che siete più forti anche del freddo?”. Fu una lezione di vita».
GLI ANNI D’ORO A PARMA «Sì, assolutamente. Pioli mi ha fatto pure capitano ed è stato un onore. Eravamo una squadra davvero forte con tanti campioni. Uno su tutti? Morfeo. Faceva cose che ho visto fare solo a Totti e Zidane. Forse gli è mancata un po’ di continuità, aveva un piede che cantava».
RANIERI «Un signore. Era già un manager. Parlava poco, ma sapeva tutto di tutti: non si limitava ad allenare, andava oltre. Aveva un approccio internazionale, conoscerlo fu una scoperta molto bella. Con lui e Giuseppe Rossi ci salvammo, una cavalcata incredibile. Peccato, poi, per come è finita con certi personaggi…».
L’ADDIO AL PARMA «Non fu un problema di rinnovo, ma di parola data. Io avevo preso un accordo con la precedente società e mi erano state promesse determinate cose. Io sono rimasto, fidandomi. E venivo dal Mondiale in Germania, avevo richieste. Per me, però, una stretta di mano tra uomini vale come un contratto. Invece il club si rimangiò tutto. Voleva cambiare delle cose di forma e sostanza. E io andai via. Fu un peccato, ma sono personaggi che fanno male al calcio italiano. E la storia mi ha dato ragione col tempo».
PROFESSIONISTA FINO ALLA FINE «Certo, perché sono uno che ha sempre messo davanti gli interessi della squadra. Ranieri mi disse: “Vincenzo io so come stanno le cose, non è giusto quello che ti stanno facendo, ma mi servi”. E io mi misi a disposizione. Conquistare la salvezza è stato un momento straordinario, secondo solo all’esordio in A».
LE BIG SFIORATE «Braida, ogni volta che lo vedo, mi ricorda che mi seguiva. Per me sarebbe stato un sogno, anche se volevo giocare e sono consapevole che in quel Milan non avrei avuto spazio. Stesso discorso vale per l’Inter: ero onorato che si interessassero a me, però uno deve avere l’onestà di riconoscere il proprio livello. E dopo il Mondiale, c’era un interesse anche da parte della Roma di Spalletti».
IL SOGNO CATANIA IN SERIE A «Puntiamo in alto. Abbiamo un presidente come Pelligra che ci permette di alimentare un sogno: portare il Catania in Serie A. È veramente innamorato della squadra e della città. Quando siamo partiti, al primo allenamento non c’erano nemmeno i palloni, ora vogliamo costruire qualcosa di grande. Se lo merita la gente, qui hanno una passione unica. L’obiettivo è salire intanto in B e poi procedere step by step fino alla massima serie. Le parole chiave saranno equilibrio e ambizione».

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Napoli, parla McTominay: «Juve? Una sfida storica, dovremo dare tutto quello che abbiamo. Sugli infortuni…»

Napoli, McTominay non ha dubbi: «Juve? Una sfida storica, dovremo dare tutto quello che abbiamo. Sugli infortuni…». Le parole

Scott McTominay è ormai una delle certezze del Napoli targato Antonio Conte. Il centrocampista scozzese, sempre più centrale nel progetto azzurro, ha raccontato sensazioni e ambizioni in un’intervista rilasciata a Sky Sport:

SFIDA JUVE «È una sfida storica per la rivalità che c’è. I tifosi ce lo ricordano spesso, siamo a conoscenza del fatto che sarà durissima come lo è sempre. La loro squadra è molto forte, anche a livello offensivo. Dovremo dare tutto quello che abbiamo con concentrazione e massima applicazione, cercando di tornare a vincere con continuità. Contro la Juventus ho giocato la mia prima gara da titolare qui a Napoli, è stato emozionante. Ho dei bei ricordi, nonostante la sfortuna di non aver vinto quella gara»

PAROLE «Abbiamo tanta gente leader nel club, capace di aiutarci e di spingerci a migliorare. Critiche dopo la gara contro il Copenhagen? Io ho solo detto che era inaccettabile non aver vinto quella partita con un uomo in più, ma capita. Fino a ora abbiamo già vinto un trofeo e, nonostante tanti infortuni, siamo ancora lì»

INFORTUNI E NUMERI«È un periodo sfortunato, ma è il calcio e fanno parte del gioco. Chi è entrato ha fatto molto bene e dobbiamo trovare continuità come gruppo“. Per concludere con i suoi numeri: “Io entro in campo per dare il massimo e aiutare la squadra, non importa dove gioco. Bisogna adattarsi. Se preferisco segnare a Juve o Chelsea? A entrambe»

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Italia, spunta una clamorosa idea di Gattuso per il playoff! Ecco chi potrebbe tornare in Nazionale

Italia, il ct Gattuso prepara una mossa inattesa per il playoff: riemerge un nome storico per gli azzurri, le ultimissime

L’ipotesi di un ritorno di Marco Verratti in Nazionale non è più una semplice suggestione. Gattuso e Buffon, dopo una tappa in Arabia per incontrare Retegui, si sono spinti fino a Doha per parlare con l’ex PSG, segnale evidente che l’idea di reinserirlo nel progetto azzurro è concreta. L’Italia è da tempo priva di un vero regista e, con i playoff alle porte, il ct sta valutando ogni possibilità per colmare il vuoto lasciato dalla storica coppia Verratti‑Jorginho. Il centrocampista, in ottima condizione fisica, avrebbe già dato una disponibilità di massima: “se serve, ci sono”.

La mancata organizzazione dello stage federale ha spinto Gattuso a reinventarsi un percorso alternativo: un tour itinerante tra Italia ed Europa per incontrare personalmente i giocatori, parlarci, osservare da vicino la loro condizione e iniziare a costruire il piano playoff. Un lavoro più psicologico che tattico, pensato per creare connessione e trasmettere idee in un momento in cui il calendario non ha concesso alcun aiuto alla Nazionale. Il ct ha già visitato Retegui e Verratti, e continuerà a muoversi per colmare il vuoto lasciato dall’assenza di raduni ufficiali.

La prossima tappa sarà Londra, dove Gattuso incontrerà gli azzurri della Premier League, tra cui Calafiori, Donnarumma, Udogie, Vicario e soprattutto Chiesa, con cui vuole chiarire la disponibilità alle future convocazioni. A febbraio, il ct proseguirà il suo giro in Italia, passando da Milano, Bergamo, Roma e Napoli per vedere da vicino anche i giocatori di club come Bologna, Juventus, Fiorentina e Cagliari. In attesa della semifinale playoff contro l’Irlanda del Nord, l’Italia prova così a ritrovare un’identità, magari ripartendo proprio da un regista che sembrava ormai fuori dal giro.

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Voeller parla di Fullkrug: «Sono felice per Fülle, noi in nazionale lo chiamiamo solo così. Gasperini vs Allegri? Ecco cosa penso»

Rudi Voeller parla di Fullkrug: «Sono felice per Fülle, noi in nazionale lo chiamiamo solo così. Gasperini vs Allegri? Dico che…»

Rudi Voeller è pronto a gustarsi il big match Roma-Milan, una sfida che intreccia il suo cuore giallorosso e il suo ruolo di direttore della nazionale tedesca. Al centro dei suoi pensieri c’è Niclas Füllkrug, l’attaccante sbarcato in rossonero e già protagonista in Serie A. Ecco la sua intervista a La Gazzetta dello Sport.


FÜLLKRUG «Sono felice per Fülle, noi in nazionale lo chiamiamo solo così. La soddisfazione che ha fatto provare a tutti nello scorso weekend lo ripaga di tutte le difficoltà che ha avuto nei mesi precedenti con l’esperienza al West Ham, che non è stata fortunata anche a livello fisico».
NON SOLO GOL «Sì, che sia bravo di testa e che possa usare il fisico per imporsi sui difensori lo hanno già visto tutti anche in Italia. Però Niclas ha un’altra qualità, vale a dire la mancanza di egoismo, che per un attaccante non è un fattore scontato. Me lo ricordo quando giocava nel Werder Brema, lavorava sempre molto per chi gli stava vicino, per tutti i suoi colleghi di reparto. Quando magari tutti pensano che stia per tirare, lui serve i compagni. Anche in nazionale ricordo molte azioni di questo genere».
LA VOGLIA DI RISCATTO «Quella di un giocatore che può “segnare” anche negli spogliatoi, come diciamo noi, per come fa gruppo, perché è sempre positivo. In campo ha il senso della porta, è concreto e ha qualità per l’assist. Come direttore della nazionale non posso essere che molto felice per questa sua avventura a Milano. Gioca molto di più che al West Ham, va bene anche per noi. E poi ha un buon carattere: è estroverso, sempre di buon umore, se bevi un caffè con lui parla sempre bene di tutti».
LA MENTALITÀ «Non è solo una mentalità tedesca, conosco anche tanti calciatori italiani che volevano giocare sempre e per forza, anche se avevano qualche problema. Fülle arriva in un nuovo club, deve recuperare il tempo perduto, vuole esserci sempre e dare tutto: normale».
UN MATRIMONIO PERFETTO «Tutti due ne guadagneranno, era il momento giusto per questa unione. Il Milan ha pensato di prendere un centravanti puro perché serviva a Allegri anche un certo tipo di giocatore, ma per Fülle questo è stato un regalo. C’erano anche squadre di Bundesliga interessate, però il Milan è sempre il Milan. Passi dal West Ham che gioca per non retrocedere a una squadra di prestigio e che è in lotta anche per lo scudetto in Italia. E poi il gioco del Milan per lui è ideale».
IL GIOCO DI ALLEGRI «Ho visto la partita con il Lecce e gli ho anche mandato un messaggio per complimentarmi dopo il gol. Gli esterni giocano per lui, per la sua potenza di testa. Niclas può avere molte possibilità per segnare anche se resta in campo pochi minuti. Speriamo che continui così».
LA ROMA E MALEN «Malen è un bravissimo giocatore, lo ricordo quando era al Borussia Dortmund. Forse è più ala che centravanti, ma può fare bene ovunque davanti».
LE QUALITÀ «Malen è veloce, ha un buon dribbling e sa segnare. La Roma ha avuto una buona idea nell’acquistarlo. Sono proprio curioso di vederli domenica, perché mi aspetto belle cose».
LA RIVINCITA DEI VERI NOVE «Dipende. Sono sempre importanti i veri nove e quando ci sono fanno la differenza. Non c’è più una massa di attaccanti con queste caratteristiche come venti anni fa, chiaro, però quando vedi gente come Kane o Haaland ne capisci l’importanza».
GASPERINI VS ALLEGRI «Sono due grandi allenatori che da tanti anni hanno lasciato il segno anche con sistemi diversi sul calcio italiano. Mi aspetto una bella battaglia, con tanti significati».

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Calciomercato Inter, tutto pronto per quel ritorno? I tifosi nerazzurri si schierano, ecco gli aggiornamenti

Calciomercato Inter, quel possibile ritorno accende la piazza nerazzurra: il punto sulle ultime novità, le ultimissime

Il mercato invernale dell’Inter potrebbe chiudersi con un colpo dal forte valore simbolico e tecnico: il ritorno di Ivan Perisic. I nerazzurri continuano a coltivare il sogno di riportare a Milano il fuoriclasse croato, che compirà 37 anni proprio il 2 febbraio, giorno della chiusura della sessione. Per rendere possibile questo scenario, Cristian Chivu osserva con attenzione ciò che accadrà in Champions League.

Il nodo Champions e la volontà del giocatore

Il futuro dell’operazione dipende infatti dal percorso europeo del PSV, dove Perisic sta vivendo una stagione di altissimo livello: 5 gol, 10 assist e una condizione atletica ancora sorprendente. Il club olandese ha aperto alla cessione solo in caso di eliminazione dalla Champions, condizione necessaria per liberare l’esterno.

Secondo La Gazzetta dello Sport, Perisic ha già espresso il desiderio di tornare a Milano per una sorta di “ultima danza” con la maglia che più ha amato. Per favorire l’accordo, sarebbe persino disposto a rescindere il contratto in scadenza nel 2027, rinunciando a più annualità pur di rientrare alla Pinetina.

Mercoledì la partita decisiva

Il momento chiave arriverà mercoledì, quando il Bayern Monaco farà visita al PSV. Una vittoria dei tedeschi sancirebbe l’eliminazione degli olandesi e aprirebbe definitivamente la porta al ritorno del croato. In casa Inter l’auspicio è chiaro: Perisic sarebbe l’innesto di esperienza e qualità ideale per puntare con decisione allo scudetto.

Se il Bayern dovesse fare il suo, la dirigenza nerazzurra è pronta a muoversi negli ultimi istanti del mercato, consegnando a Chivu un rinforzo di primissimo piano per la volata finale.

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Kalulu si racconta: «Juve Napoli? Sarà una partita importante e decisiva, ma poi ne mancheranno altre 17…»

Kalulu non ha dubbi: il difensore mette in guardia sulle insidie del big match e richiama la lezione di Maignan…

Alla vigilia di uno dei confronti più attesi della stagione, Pierre Kalulu ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport, delineando le sue sensazioni in vista del big match contro il Napoli. Il difensore francese, ormai punto fermo della retroguardia di Luciano Spalletti, mantiene alta la guardia nonostante le assenze che condizioneranno la formazione di Antonio Conte. Per Kalulu, infatti, in sfide di questo livello a fare la differenza non è solo la strategia, ma soprattutto la tenuta mentale.

La sua riflessione parte proprio dalle insidie che lo attendono domani allo Stadium, dove ogni dettaglio può pesare. Nell’intervista c’è spazio anche per un passaggio sulle ambizioni scudetto, tema che il giocatore affronta con lucidità e realismo.

JUVE-NAPOLI – «Me l’aspetto tosta. All’inizio, magari, un po’ chiusa. Le loro assenze per noi contano poco: hanno una squadra che si conosce bene, hanno automatismi specifici. E quando è assente qualcuno, ce n’è un altro pronto a prendere il suo posto. Conta fare bene, non conta chi affronteremo. Sarà una partita importante e decisiva, ma poi ne mancheranno altre 17…».

SOGNO SCUDETTO – «La vittoria ci darebbe tre punti, a loro zero. Ci aiuterebbe solamente a stare meglio, ma sarebbe ugualmente lunga. L’ho sempre detto, anche in altri momenti: dobbiamo affrontare ancora febbraio e marzo. Saranno mesi più importanti e determinanti per il campionato».

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RISULTATI – «Mi alleno tutti i giorni con i miei compagni, ho sempre visto le possibilità che abbiamo. Voi, senza offesa, guardate solamente il risultato finale. Io ho sempre notato la nostra preparazione e quanto si produceva: alcune cose ci sembravano lontane dalla realtà che vivevamo. E alcune cose sono andate semplicemente storte, altre invece sono andate meglio. Comunque, domani, sarebbe solamente un tassello. Come mercoledì e come la partita successiva. Gennaio è importante per mettere a posto, però non decide».

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Mercato Lazio, emerge un retroscena sul difensore! Adesso cambia tutto, ecco cosa può succedere

Mercato Lazio, occhi su Gaspar! Il club osserva e valuta: spunta un retroscena e il punto aggiornato sulla trattativa

Il mercato di gennaio della Lazio entra nel vivo, con un’intensa attività tra operazioni già concluse e nuove piste che riguardano soprattutto il reparto difensivo. Tra i nomi circolati con maggiore insistenza nelle ultime ore spicca quello di Kialonda Gaspar, pilastro del Lecce e una delle sorprese più brillanti dell’attuale Serie A. Il centrale angolano, classe 1997, si è distinto per forza fisica, aggressività e continuità, qualità che hanno inevitabilmente attirato l’interesse di diversi club di fascia alta.

Gaspar osservato speciale, ma senza contatti concreti

Nonostante il crescente rumore mediatico, la situazione reale appare più prudente. Come riportato da Alfredopedulla.com, non ci sarebbe stato finora alcun contatto formale tra Lazio e Lecce per discutere del giocatore. Un dettaglio che assume un sapore particolare considerando che le due squadre si affronteranno a breve in campionato, rendendo il contesto ancora più delicato.

Il Lecce, dal canto suo, non ha alcuna intenzione di privarsi facilmente del proprio leader difensivo. Gaspar è considerato un titolare imprescindibile nella corsa salvezza, e una sua eventuale cessione verrebbe presa in considerazione solo davanti a un’offerta davvero irrinunciabile. Al momento, però, non esistono proposte concrete sul tavolo.

La strategia della Lazio e il nodo Romagnoli

L’interesse per un nuovo centrale nasce da una riflessione più ampia sul futuro di Alessio Romagnoli, la cui permanenza non è più così scontata. La dirigenza biancoceleste sta valutando diversi profili per farsi trovare pronta in caso di cambiamenti, senza però forzare operazioni che non offrano garanzie tecniche ed economiche.

Oltre a Gaspar, è stato proposto anche Luca Ranieri della Fiorentina, ma la Lazio non ha ancora preso una decisione definitiva. La fase attuale è quella dell’analisi e dell’attesa dell’occasione giusta, con l’obiettivo di intervenire solo se si presenterà un’opportunità realmente vantaggiosa.

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Volpi in esclusiva a Sampnews24: «Ecco il ricordo più bello del mio percorso a Genova. Sulla lotta scudetto in Serie A la penso così»

Sergio Volpi in esclusiva a Sampnews24: «Ecco il ricordo più bello del mio percorso a Genova. Sulla lotta scudetto in Serie A…»

Sergio Volpi ha affrontato diversi temi legati sia al presente della squadra di Angelo Gregucci sia ai ricordi della sua lunga esperienza in blucerchiato. Con quasi duecento presenze e sei stagioni da protagonista, l’ex centrocampista è rimasto una figura simbolo per la Sampdoria e per la piazza di Genova. In esclusiva su Sampnews24, ha condiviso con noi le sue impressioni sul calciomercato doriano e sul momento che sta attraversando la formazione ligure. Ecco le sue parole:

L’acquisto di Salvatore Esposito ha acceso l’entusiasmo dei tifosi, spento dall’infortunio muscolare che ha riportato. Che ne pensa di lui e quanto mancherà a Gregucci?

«Mancherà sicuramente a Gregucci, la sua è un’assenza importante! Nella sua breve carriera, dato che è ancora giovane, ha fatto dei campionati importanti come alla Spal e allo Spezia. E’ un giocatore di valore che dovrà recuperare prima possibile per il bene della Sampdoria, dovrà dare la sua esperienza e la sua personalità a questa squadra. Spero che torni prima possibile».

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Qual è il ricordo più bello che ha del suo percorso alla Sampdoria?

«Il primo ricordo che è legato al momento prima della partenza per il ritiro estivo nel 2002. Ero appena arrivato e ci fu la presentazione a Marassi, era la squadra che avrebbe dovuto affrontare il campionato di Serie B.. Pioveva ma c’erano 20 mila persone, è una cosa che ho sempre in testa. Sono stati sei anni tutti positivi, nel primo siamo tornati in Serie A e abbiamo vinto i tre derby. Quello è stato un anno fantastico e poi ci siamo confermati in Serie A, il tutto arrivando poi in Europa League da quinti e sfiorando lo spareggio per la Champions! Sono stati sei anni molti importanti e belli per la mia carriera».

Inter, Milan e Napoli si sta contenendo lo scudetto, chi vedi favorito dopo 11 partite? La Juve riuscirà a riavvicinarsi alle prime 4 posizioni? La Lazio è già esclusiva dalla corsa all’Europa?

«Per il livello della rosa io vedo l’Inter favorita e appena sotto il Napoli, poi c’è da dire che il Milan non dovendo fare le coppe europee può lavorare in una certa maniera. I rossoneri possono riposare un po’ di più rispetto a Inter e Napoli, le quali giocano ogni tre giorni e sono impegnate tra viaggi e cose simili. Detto ciò la favorita resta l’Inter sulla carta! La Juventus penso che in questo momento sia un gradino sotto rispetto a Napoli ed Inter, potrà lottare al massimo per un posto in Champions League. Per quanto riguarda la Lazio vedo un po’ di difficoltà a livello societario e pensando al calciomercato che stanno facendo. Molti giocatori se ne sono andati, ricostruire e ripartire da zero non è mai semplice. Il calcio è talmente strano che tutto può succedere, però tra Roma, Atalanta e la sorpresa Como – che gioca molto bene – vedo difficile che la Lazio possa qualificarsi per le coppe europee. Questo senza dimenticare il Bologna che è anch’essa una buona squadra, è tutto aperto in quella zona e per lo scudetto faccio ancora il nome dell’Inter».

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA A VOLPI SU SAMPNEWS24

Juventus, David non ha dubbi: «Non mi pento di aver scelto la Juve, datemi altro tempo»

Juventus, Jonathan David sicuro: «Non mi pento di aver scelto la Juve, datemi altro tempo». La sua intervista

Nell’edizione odierna de La Repubblica trova spazio una lunga intervista a Jonathan David, attaccante della Juventus e uno dei protagonisti più attesi del big match di domani all’Allianz Stadium contro il Napoli. Per il canadese non sarà una partita come le altre: proprio gli azzurri, infatti, avevano tentato seriamente di acquistarlo la scorsa estate. Un corteggiamento concreto, respinto però dalla determinazione del classe 2000, convinto fin dal primo momento che il progetto bianconero fosse la scelta migliore per la sua crescita. Nonostante un inizio di stagione segnato dal necessario periodo di adattamento ai ritmi della Serie A e alla nuova vita in Italia, David non ha mai vacillato nelle sue convinzioni e oggi guarda avanti con rinnovata fiducia.

David tra Juventus e un Mondiale da protagonista

Il 2026 rappresenta per lui un anno cruciale non solo in chiave Juventus. All’orizzonte c’è il Mondiale che si giocherà proprio in Canada, un appuntamento che il ventiseienne vive come una missione personale: guidare una generazione che ha rivoluzionato il calcio nel suo Paese, trasformandolo da sport marginale a fenomeno nazionale. Il suo percorso, dalle difficoltà dell’infanzia ad Haiti fino ai riflettori della Champions League con la maglia bianconera, racconta l’ascesa di un talento che non ha intenzione di fermarsi.

Domani, contro la squadra che lo aveva voluto senza riuscire a convincerlo, David cercherà di lasciare il segno e di confermare, una volta per tutte, che la Juventus era davvero la destinazione giusta. Il numero 30 sente che il momento per sbloccarsi definitivamente è vicino e il palcoscenico contro la formazione di Antonio Conte sembra perfetto per farlo. Le sue dichiarazioni:

PAROLE – «Non mi pento di aver scelto la Juve, datemi altro tempo. Quando ero piccolo chi faceva calcio era guardato strano e nessuno avrebbe mai immaginato che il Canada partecipasse a un Mondiale, figurarsi a uno in casa. Ma quando ho cominciato a mettere piede nelle nazionali giovanili si è capito che stava crescendo una generazione di calciatori che in Canada non c’era mai stata».

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Bucciantini in esclusiva a Milannews24: «Tutti sanno che la qualificazione alla prossima Champions League è un obiettivo vitale» 

Bucciantini parla in esclusiva a Milannews24: «Tutti sanno che la qualificazione alla prossima Champions è un obiettivo vitale» 

Marco Bucciantini, intervenuto in esclusiva ai microfoni di Milannews24, ha offerto la sua lettura sulla sfida tra Milan e Roma in programma domenica all’Olimpico, soffermandosi anche sulle strategie di mercato che il club rossonero potrebbe adottare nelle prossime settimane, Le sue parole:

Dopo l’importante vittoria contro il Lecce, il Mila si appresta ad affrontare la Roma nel big match dell’Olimpico. Qual è il tuo parere sulla sfida in ottica corsa scudetto e corsa alla prossima Champions League?

«Innanzitutto queste corse si somigliano. L’Inter ha un pò di vantaggio e in questa settimana potrebbe approfittarne allungando ulteriormente. Tuttavia è evidente dalla classifica che lottare per il secondo posto o per il quarto sia al momento la stessa identica cosa. Tutti sanno che la qualificazione alla prossima Champions League è un obiettivo vitale per tutte le squadre, soprattutto dal punto di vista economico. In questo senso Milan e Roma non hanno nulla da rimproverarsi. Se proietti la media punti di entrambe le squadre da qui al termine del campionato verrebbero fuori punteggi molto al di sopra di quelli conseguiti nello scorso campionato. Lo scorso anno è stato un anno atipico per il Milan mentre la Roma nel 2025 è la squadra che ha fatto più punti di tutti. Non trovo assolutamente sorprendente che i giallorossi lottino per lo scudetto. Entrambe le squadre devono sapere che Inter e Napoli sono le due più attrezzate ma niente è precluso. Devono sicuramente migliorare in personalità. Il Milan a inizio campionato ha giocato 2-3 gare di alto livello con un atteggiamento propositivo che poi ha perso per colpa degli infortuni, dell’alternanza degli attaccanti e per il fisiologico calo di Modric. Ora stanno giocando di più anche Jashari e Ricci. L’unica cosa che sappiamo è che a fine campionato una delle prime cinque andrà incontro ad un risultato fortemente deludente perchè stanno investendo tutte tantissimo per la Champions».

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Spalletti ha cambiato il volto della Juve…

«La Juve si vede palesemente che stia migliorando grazie all’arrivo del tecnico di Certaldo, il cui lavoro ha sempre migliorato i giocatori. Tuttavia è una squadra che ha dei limiti, parte da una base di 70 punti. Non è stata migliorata dal mercato, ha speso male i soldi. Questo è il cruccio. Lo scorso anno aveva speso male i soldi ma comunque gli acquisti erano buoni (vedi Nico Gonzalez e Koopmeiners) e hanno avuto la pecca di non integrarsi con le idee dell’allenatore, quest’anno si sono mossi senza criterio perchè non avevano piena fiducia in Tudor. Ora questa componente c’è, hanno un modo di giocare riconoscibile ed è più facile intervenire. Serve un vice Yildiz e un centravanti perchè lì ci gioca sempre qualcuno in attesa di qualcun altro e questa è una lacuna evidente. Le squadre che migliorano hanno forza ma il centravanti di queste squadre è una figura chiave e seria. Spalletti non lo chiede in conferenza ma nelle sedi opportune sì, non può metterci un giocatore qualsiasi. Non a caso l’Inter e il Napoli sono le più forti: hanno centravanti di livello, da Thuram a Lautaro a Lukaku e Hojlund. Il Milan lo scorso anno addirittura ne aveva 6!».

Per quanto riguarda il clima in casa Lazio, cosa ne pensi della situazione che si sta trovando ad affrontare Sarri?

«Sarri secondo me andrebbe abbracciato. Inizialmente ha provato a polemizzare ma poi l’ha buttata sullo scherzo dicendo che la situazione poteva essere anche peggiore se avessero venduto dei calciatori e puntualmente la società questo sta facendo. Dal punto di vista tattico Sarri deve abiurare molto rispetto al suo credo perchè sta praticamente allenando la squadra di Baroni. Senza mercato non ha potuto riconvertirla, lui non fa il calcio dell’attuale tecnico del Torino, ne fa un altro. Gli posso augurare il meglio ma sono tempi difficili e sicuramente, se questo mercato non avrà una svolta positiva, il clima negativo si accentuerà rendendo ancora più difficile lavorare e di conseguenza sognare in grande. Sarri contro il Como ha messo dentro due giocatori che allenava da 10 giorni, se ripensiamo alla sua esperienza a Napoli c’erano nuovi acquisti che videro il campo addirittura dopo 6 mesi. L’attaccante ha ammesso di non conoscerlo. Situazione tragicomica».

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Roma, adesso è ufficiale l’arrivo di Lorenzo Venturino dal Genoa! Il comunicato dei giallorossi

Roma, operazione chiusa: Lorenzo Venturino arriva dal Genoa. I giallorossi rendono ufficiale l’acquisto con un comunicato

La Roma aggiunge un nuovo tassello al proprio progetto tecnico. Il club giallorosso ha ufficializzato l’arrivo di Lorenzo Venturino dal Genoa, un’operazione mirata a rafforzare il reparto e a proiettare ulteriore qualità verso il futuro. Il giovane talento approda nella Capitale con la formula del prestito con diritto di riscatto, soluzione che consente alla società di valutarne crescita e potenziale nel corso dei prossimi mesi. La nota del club:

COMUNICATO – “L’AS Roma è lieta di annunciare l’arrivo di Lorenzo Venturino dal Genoa.

L’operazione si conclude in prestito con diritto di riscatto. 

Classe 2006esterno offensivo di piede destro, Venturino è un prodotto del settore giovanile del Genoa, avendo fatto l’intera trafila in rossoblù dai 7 anni al debutto in prima squadra.

Il 17 gennaio 2025 esordisce in gare ufficiali all’Olimpico proprio contro la Roma, mentre i primi gol in Serie A li realizza il 24 maggio nella sfida contro il Bologna al Dall’Ara.

In questa stagione, 2025-26, conta 5 presenze e un assist.

Ha scelto la maglia numero 20.

Benvenuto a Roma, Lorenzo!”.

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Calciomercato Cagliari, scambio in vista: Luvumbo e Cutrone pronti a cambiare maglia, accordo sulla formula raggiunto

Calciomercato Cagliari, svolta per l’attacco: Luvumbo e Cutrone ai dettagli per il cambio di maglia, definito tutto

Il calciomercato invernale entra nel suo momento più caldo con un’operazione che potrebbe incidere in modo significativo sulla corsa salvezza e sulla zona centrale della classifica. Come rivelato da Nicolò Schira sul proprio profilo X, Parma e Cagliari sono a un passo dal definire uno scambio di prestiti che coinvolge due giocatori diversi per caratteristiche, ma perfettamente complementari alle esigenze tattiche delle rispettive squadre.

Luvumbo, l’arma in più per il Parma

Al centro della trattativa c’è Zito Luvumbo, l’esterno angolano che in Sardegna ha alternato lampi di talento a giocate in velocità devastanti. Il Parma, alla ricerca di maggiore imprevedibilità sulle corsie e di un elemento capace di ribaltare l’azione in pochi metri, vede in lui il profilo ideale per arricchire il reparto offensivo di Cuesta. La sua duttilità — può agire da ala, seconda punta o attaccante di movimento — rappresenta un valore aggiunto per una squadra che vuole alzare il ritmo nella seconda parte di stagione. La formula scelta è quella del prestito con diritto di riscatto, soluzione che consente ai ducali di valutare l’impatto del giocatore prima di un eventuale investimento definitivo.

Cutrone, il finalizzatore che serve al Cagliari

In direzione opposta viaggerebbe Patrick Cutrone. L’attaccante comasco, oggi al Parma, è pronto a rilanciarsi in un ambiente passionale come quello rossoblù, dove Fabio Pisacane ha urgente bisogno di un centravanti d’area, capace di concretizzare le occasioni create dalla squadra. Cutrone porta esperienza, aggressività e un istinto da goleador che potrebbe rivelarsi decisivo nella lotta per la permanenza in Serie A. Anche per lui è previsto un prestito con diritto di riscatto, formula che permette al Cagliari di valutarne condizione e rendimento prima di un eventuale acquisto definitivo.

Accordo vicino: attesa solo per gli ultimi passaggi

Le due società avrebbero già trovato un’intesa di massima: restano da sistemare gli ultimi dettagli burocratici e programmare le visite mediche. Se tutto dovesse procedere senza intoppi, Luvumbo e Cutrone potrebbero essere a disposizione dei rispettivi allenatori già nella prossima giornata di campionato, con la possibilità di cambiare immediatamente gli equilibri tattici delle due squadre.

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Mercato Lazio, si apre un nuovo scenario per il centrocampo: dal Lione arriva il nome caldo per i biancocelesti

Mercato Lazio, spunta una nuova pista per la mediana: occhi puntati sul Lione secondo le ultime indiscrezioni

Il mercato della Lazio continua a muoversi con decisione. Dopo l’arrivo ufficiale di Kenneth Taylor dall’Ajax, la società biancoceleste è pronta a intervenire nuovamente per rinforzare il centrocampo, reparto rimasto scoperto dopo l’addio di Mattéo Guendouzi, che ha lasciato un vuoto importante in termini di personalità e dinamismo. Come riportato da Gianlucadimarzio.com, il nuovo obiettivo individuato dal club è Tanner Tessmann.

Un profilo internazionale per il centrocampo

Tessmann, statunitense classe 2001, incarna esattamente il tipo di giocatore che la Lazio sta cercando: giovane, fisico, moderno e con un bagaglio internazionale già significativo. Protagonista all’Olympique Lione sotto la guida di Paulo Fonseca, ha collezionato 16 presenze in Ligue 1 e 6 in Europa League, confermando affidabilità e continuità. Oltre alla struttura atletica, ha migliorato anche il senso dell’inserimento, come dimostrano le due reti messe a segno in stagione.

Per la Lazio sarebbe un investimento mirato su un centrocampista completo, capace di coprire campo, aggredire gli spazi e garantire equilibrio nelle due fasi.

Un ritorno in Italia che facilita l’inserimento

Il possibile trasferimento a Roma non rappresenterebbe una novità assoluta per Tessmann. Il giocatore conosce bene la Serie A grazie alle tre stagioni vissute con la maglia del Venezia, un periodo che ne ha accelerato la crescita prima del passaggio in Francia. Questa familiarità con il calcio italiano ridurrebbe al minimo i tempi di ambientamento, rendendolo immediatamente utilizzabile nelle rotazioni di centrocampo.

Trattativa in evoluzione

I contatti con l’Olympique Lione proseguono e le prossime ore saranno decisive per valutare la sostenibilità economica dell’operazione. Tessmann è uno dei nomi più caldi sul tavolo della dirigenza biancoceleste, pronta a tentare l’affondo per riportare in Italia il talento classe 2001.

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Roma Milan, spiragli positivi per i rossoneri: quel giocatore verso il recupero e Allegri valuta l’impiego dall’inizio

Roma Milan, i rossoneri ritrovano pezzi importanti: Saelemaekers quasi pronto al rientro, Allegri valuta le sue mosse

Il Milan può guardare con maggiore ottimismo alla sfida di campionato contro la Roma di Gasperini. Secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, Alexis Saelemaekers ha svolto ieri il primo allenamento completo con il gruppo, segnale importante dopo il fastidio all’adduttore sinistro accusato nella gara precedente. Il recupero del belga, apprezzato per intensità, duttilità e spirito di sacrificio, rappresenta una notizia confortante per lo staff tecnico.

La scelta sul suo eventuale impiego dal primo minuto verrà presa soltanto dopo la rifinitura del pomeriggio, prima della partenza per la Capitale. Allegri vuole valutare fino all’ultimo le sensazioni del giocatore, pur mantenendo pronta l’alternativa Athekame, più difensiva ma utile per bilanciare la spinta di Wesley sulla fascia destra.

Saelemaekers, ex della partita, è motivato a esserci e a dare continuità al buon momento, confermato dall’assist decisivo servito a Füllkrug nell’ultima gara casalinga.

Scelte tattiche e centrocampo in evoluzione

Il Milan dovrebbe partire con il 3-5-2, modulo che Allegri potrebbe trasformare in corsa in un 4-4-2, come già sperimentato a Como. A sinistra rientra Bartesaghi, che sostituirà Estupiñán, mentre Modrić è pronto a riprendere il suo posto in regia dopo il turno di riposo contro il Lecce.

Rabiot resta il perno del centrocampo, mentre sulla mezzala destra il ballottaggio è apertissimo: Ricci, reduce da una prova convincente, insidia Fofana e Loftus-Cheek per una maglia da titolare.

Difesa ritrovata e dubbi in attacco

Arrivano buone notizie anche da Pavlovic, che ha smaltito il colpo alla tempia rimediato a Firenze e si candida a completare il terzetto difensivo con Gabbia e De Winter, favorito su Tomori ancora non al meglio.

Davanti, Füllkrug non è ancora al top dopo la frattura al piede e dovrebbe partire dalla panchina. Leão guiderà l’attacco partendo da sinistra, mentre resta aperto il duello tra Pulisic e Nkunku per affiancarlo. Loftus-Cheek spera ancora in un impiego più avanzato, ma la decisione finale arriverà solo a ridosso del match.

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En-Nesyri Juventus, accordo definitivo raggiunto: oggi può essere la giornata decisiva per l’arrivo a Torino

En-Nesyri Juventus, operazione ormai in dirittura d’arrivo: intesa totale con il Fenerbahce e attaccante atteso a Torino

Youssef En-Nesyri ha finalmente sciolto ogni dubbio: la sua prossima destinazione sarà Torino, scelta preferita rispetto alle sirene della Premier League. Mentre a Istanbul andava in scena il secondo giorno di trattative serrate, la Juventus ha compiuto l’ultimo, decisivo passo verso la chiusura dell’operazione. Il DS Marco Ottolini era già atterrato sul Bosforo mercoledì sera, in contemporanea con il successo della squadra di Spalletti sul Benfica, dando la spinta finale per consegnare al tecnico quel centravanti di peso diventato indispensabile dopo il grave stop di Dusan Vlahovic.

En-Nesyri–Juve, tempi e dettagli dell’arrivo

La questione più delicata, quella della formula, è stata risolta con abilità negoziale: superata l’iniziale richiesta del Fenerbahce di inserire l’obbligo di riscatto, secondo La Gazzetta dello Sport l’intesa è stata raggiunta su un prestito oneroso con diritto di riscatto tra i 19 e i 20 milioni più bonus. L’AD Comolli, impegnato sul confine tra Europa e Asia, sta definendo gli ultimi aspetti burocratici insieme agli agenti del giocatore.

Non c’è urgenza per l’esordio, impossibile sia contro il Napoli sia contro il Monaco per ragioni legate alle liste UEFA. L’obiettivo è far arrivare l’attaccante marocchino a Torino nelle prossime ore, con visite mediche previste tra domenica e lunedì. Una trattativa lampo che ha permesso alla Juventus di superare la concorrenza di Aston Villa, Everton e Siviglia. E questo, nelle intenzioni del club, è solo il primo tassello di una profonda rivoluzione offensiva.

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Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 24 gennaio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Serie A: Juve vicinissima a En-Nesyri, duello col Napoli per Juanlu Sanchez. Doppio colpo Genoa mentre Parma e Cagliari lavorano a uno scambio

Calciomercato Serie A: le novità su En-Nesyri e Juanlu Sanchez. Doppio colpo Genoa mentre Parma e Cagliari pensano a uno scambio

A due giorni dal big match di campionato, Juventus e Napoli infiammano il mercato con colpi in entrata e duelli a distanza. Mentre le squadre preparano la sfida di domenica 25 gennaio, le dirigenze lavorano freneticamente per consegnare i rinforzi promessi.

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Juve: En-Nesyri ai dettagli, atteso l’ok presidenziale

La missione turca del DS Marco Ottolini ha dato i suoi frutti. La Juventus ha raggiunto un accordo verbale per l’acquisto di Youssef En-Nesyri. L’attaccante marocchino, reduce dalla finale di Coppa d’Africa persa con la sua nazionale, ha dato il benestare al trasferimento. L’intesa prevede un prestito oneroso (cifra alta poiché il Fenerbahçe coprirà l’intero stipendio) con diritto di riscatto fissato a 20 milioni. Manca solo l’ultimo via libera del presidente del club turco: se arriverà in mattinata, En-Nesyri volerà in Italia già domani, sabato 24, insieme a Ottolini. Tuttavia, per questioni burocratiche legate al visto, non sarà disponibile per la gara contro il Napoli.

Napoli: fatta per Giovane, visite a Milano

Risponde colpo su colpo il Napoli di Antonio Conte. Il club azzurro ha chiuso l’operazione per Giovane, superando la concorrenza della Lazio. Trovata l’intesa totale sia con l’Hellas Verona (operazione da 20 milioni complessivi tra parte fissa bassa e bonus) sia con il giocatore sull’ingaggio. Il classe 2003 sosterrà le visite mediche domani a Milano. Un acquisto reso sostenibile finanziariamente dalle uscite di Lucca e Lang. Con il suo arrivo e il recupero di Anguissa, Conte valuta il passaggio al 3-5-2.

Duello Juanlu e le mosse del Genoa

Juve e Napoli non si sfidano solo domenica in campo, ma anche per Juanlu Sanchez. L’esterno destro del Siviglia è il nuovo obiettivo comune: il Napoli lo tratta dall’estate scorsa, ma i bianconeri si sono inseriti prepotentemente. Infine, molto attivo il Genoa di Daniele De Rossi. Dopo aver puntellato la difesa, il Grifone cerca gol: nel mirino c’è Cédric Bakambu, esperto bomber congolese del Betis. A centrocampo si insiste a oltranza con il Tolosa per il venezuelano Cristian Cásseres Jr, nonostante i primi rifiuti francesi. Infine, Cagliari e Parma lavorano allo scambio Luvumbo Cutrone.

Inter, Chivu a DAZN dopo il 6-2 al Pisa: «Errore di Sommer? La colpa è mia, vi spiego perché»

Inter, Cristian Chivu ha parlato a DAZN dopo la vittoria per 6-2 con il Pisa: queste le sue dichiarazioni

A DAZN dopo Inter Pisa 6-2, Cristian Chivu ha rilasciato queste dichiarazioni.

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DA DOVE NASCE IL CAMBIO DIMARCO PER LUIS HENRIQUE? – «Niente, che una partita dura 100 minuti e si può ribaltare, che bisogna continuare a fare determinate cose, anche se l’approccio non è stato male. Abbiamo subito una ripartenza dove ci siam fatti gol da soli, ma la colpa è mia perché determinate richieste sono io a farle, per quanto riguarda il ruolo del portiere, e metto in difficoltà a volte Yann. Poi abbiamo subito gol su palla inattiva. Dopo abbiamo tirato fuori un po’ di orgoglio, abbiamo continuato a marciare su più qualità e intensità».

SVOLTA MENTALE CON I CAMBI – «Conta l’atteggiamento, la preparazione mentale ad una partita di calcio. Poi sei consapevole che puoi anche subire qualcosa, è importante come reagisci e oggi lo abbiamo fatto, la squadra ha continuato a fare quello che sa fare. Magari il rammarico è non aver fatto il 4-2 in quei frangenti del secondo tempo, siamo riusciti a farlo verso la fine della partita. Però tanto si cappello per questi ragazzi che mettono tutto ciò che hanno per fare una stagione competitiva e per far vedere che questa squadra lavora ancora per raggiungere obiettivi».

QUINDI NON VEDRO’ JUVE NAPOLI E ROMA MILAN? – «Ancora con questa domanda… Ho una passione per il calcio che va oltre le competenze o quello che uno può pensare. A volte sono stanco perché ne vedo tante partite giocando ogni 3 giorni, guardo la nostra, l’avversario. Sono consapevole che bisogna guardare le partite per imparare determinate cose. Se mi capiterà di guardarle magari riuscirò anche a farlo, ma la priorità questo fine settimana ce l’avrà la mia famiglia. Dedico troppo tempo a questi meravigliosi ragazzi e spesso trascuro il mio dovere da marito e da padre, la famiglia passa sempre al primo posto».

L’INTERVISTA COMPLETA DI CHIVU DOPO INTER PISA

Pisa, Gilardino a DAZN dopo la pesante sconfitta per 6-2 con l’Inter: «Risultato molto ampio per quello che si è visto in campo»

Pisa, Alberto Gilardino ha parlato a DAZN dopo la pesante sconfitta per 6-2 con l’Inter: queste le sue dichiarazioni

A DAZN dopo Inter Pisa 6-2, Alberto Gilardino ha rilasciato queste dichiarazioni.

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PAROLE – «Serata amara, molto amara e difficile il risultato perché è un risultato molto ampio per quello che la squadra ha fatto vedere nel primo tempo. L’inerzia della partita è cambiata sul rigore dell’Inter e il colpo di testa di Canestrelli di testa che poteva regalarci il 3 pari. Secondo tempo troppo poco noi e tantissimo l’Inter che è una squadra fortissima. Naturale che quando sei sul 3-2 devi cercare di mantenere l’equilibrio fino alla fine, purtroppo abbiamo fatto tanti errori

Chi è entrato, a parte Piccinini, non ci ha dato una grande mano rispetto alle altre partite. Dobbiamo archiviare questo risultato pesante e mantenere quel poco di buono in una serata amara. Marin l’ho tolto perché era ammonito. Tramoni? Avevo bisogno di più gamba in mezzo al campo come quella che di Akinsanmiro, è stata una scelta sbagliata mia, è arrivato da una settimana dalla Coppa d’Africa, pensavo potesse dare qualcosa in più».

Inter Pisa, la partita di Stefan de Vrij: dentro alla prestazione del difensore olandese

Inter Pisa, l’approfondimento su De Vrij che ha vissuto da protagonista la sfida valida per la 22^ giornata di Serie A 2025/26

Inter Pisa è la partita che apre la 22^ giornata di Serie A 2025/26. Ecco l’approfondimento su Stefan de Vrij.

PRIMO TEMPO

Al 3° minuto lo si apprezza subito per un’aggressione alta su Meister andata a buon fine. Da centrale difensivo spesso è lui l’uomo più indietro di tutti a dettare i tempi della prima circolazione, ma non mancano scivolamenti sul centro-destra. Al 5′ incursione palla al piede che alza il baricentro della squadra con successo. Al 14′ lo si vede attivo in due cross pericolosi: una volta respinge, nel secondo mette in corner. Al 16′ De Vrij va al tiro, deviato in corner: fondamentale il lavoro di preparazione di Esposito, il segnale è chiaro, l’Inter va all’assalto dopo la rete a sorpresa di Moreo. Al 20′ grande intervento di spalla su Meister che prova a puntarlo. Poco dopo, per la prima volta, è l’attaccante del Pisa a superarlo e ad avviare un’azione interessante, alla quale rimedia Bisseck. Anche in seguito Meister riesce a vincere un corpo a corpo nella sua metà campo. Al 29′ De Vrij viene nuovamente fatto fuori dall’avversario e a palla lontana lo butta giù, Meister rimane a terra e costringe l’arbitro a fermare il gioco: dopo un buon inizio l’olandese sta faticando non poco. Al 33′ De Vrij ferma bene Moreo, che si dispera considerando il suo spunto pericoloso. Al 45′ De Vrij molto deciso ad andare sulla destra a chiudere una ripartenza del Pisa, la prima uscita dopo il 2-2. Su un corner va a murare una conclusione al volo di Durosinmi, subentrato a Meister che si è infortunato.

SECONDO TEMPO

I nerazzurri iniziano alti per chiudere la gara, De Vrij spesso scambia palla con Zielinski. Al 57′ legge bene un movimento di Durosinmi e lo va a chiudere con autorevolezza. Al 59′ corpo a corpo con Durosinmi, il pisano resta a terra ma l’arbitro non fischia nulla. Brivido a un quarto d’ora dal termine quando su un corner Canestrelli salta più in alto di De Vrij, palla sopra la traversa di poco. Su un calcio d’angolo dalla parte opposta si impadronisce del pallone in mischia e gira verso la porta, Scuffet blocca. All’85’ perfetto un colpo di testa in anticipo su un cross dal limite di Leris. Nella ripresa, complessivamente, De Vrij ha dovuto lavorare molto di meno. Statisticamente da segnalare i 3 tackles vinti su altrettanti fatti.

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