Pagina 375 – Calcio News 24

Torino, Baroni in conferenza post Como: «Sento la fiducia del club, non penso alle dimissioni». Poi svela cosa ha detto ai tifosi

Baroni in conferenza post Como, ecco le dichiarazioni del tecnico del Torino ai margini della partita di Serie A, le parole del mister granata

Una cosa è certa: Marco Baroni, almeno fino alla prossima gara contro il Lecce, sarà il tecnico del Torino. Il club di Via Viotti ha infatti rinnovato la propria fiducia al mister di Firenze, malgrado l’ultima sconfitta dei granata per 0-6 in casa del Como. Si assume le proprie responsabilità il tecnico e fa mea culpa a più riprese nel corso della conferenza stampa post partita. Ma guarda con una cauta e timida fiducia (forse indispensabile per non scivolare nell’oblio della disperazione) alla forza del proprio gruppo per rimettere le cose in ordine. «Abbiamo tutte le risorse e le energie per venire fuori da questa situazione», spiega l’ex Lazio. Che sa di un ‘ora o mai più’ a meno di sette giorni dalla prossima – e decisiva gara con il Lecce.

Buonasera Baroni. Oggi mancavano dei giocatori, ma la sensazione è che non ci sia stata reazione…
«Non penso ai giocatori che mancavano, mi assumo la responsabilità di questa sconfitta. Abbiamo trovato una squadra più forte di noi, che ci ha superato dal punto di vista fisico e mentale. Abbiamo pagato questo soprattutto dopo il rigore, la squadra è uscita dal campo. Mi assumo io la responsabilità di questo. È chiaro che è un momento di difficoltà, solo attraverso la compattezza da parte nostra si trovano le soluzioni per uscire fuori da questa situazione». 

Quanto è deluso? E quanta speranza c’è di invertire la rosa?
«L’unica delusione è da me stesso, non dai giocatori. Sta a me, ora, trovare le soluzioni».

Sente la fiducia da parte della società? L’hanno rassicurata?
«C’è un rapporto… Non ho mai sentito così tanta fiducia intorno a me. Se mi hanno ribadito la fiducia? Me l’hanno ribadita». 

Buonasera mister Baroni. Lei sente di avere la squadra in mano?
«Assolutamente. Potrei elencare altre situazioni. Per gli anni e l’esperienza che ho, so come si esce da queste situazioni. Come ho detto prima, c’è da mettere la testa, tutti insieme, con grande compattezza e unione. E io devo trovare le soluzione». 

Buonasera Baroni, avete visto in che posizione siete in classifica?
«Assolutamente»

Pensa a dimettersi? E cosa vi hanno detto i tifosi?
«No, assolutamente. I tifosi hanno tutte le ragioni per dirci quello che dovevano dirci, dopo una sconfitta con questo punteggio… Io ho portato lì la squadra con il dolore nel petto e ci siamo presi giustamente la contestazione come è giusto che sia». 

Cosa avete detto ai tifosi e cosa dirà alla squadra?
«Scusa. Cos’altro si può dire in una situazione simile? Ti devi solo scusare, solo questo».

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Mercato Lazio, interviene Sarri: «Romagnoli è un giocatore irrinunciabile, punto!». Presa di posizione netta del tecnico

Mercato Lazio, Maurizio Sarri ha parlato di Romagnoli prima della partita contro il Lecce a Sky. Le sue dichiarazioni

Maurizio Sarri ha parlato a Sky nel pre-partita di Lecce Lazio, soffermandosi anche sulla questione Alessio Romagnoli (in procinto di lasciare i biancocelesti per sbarcare all’Al Sadd).

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LA SETTIMANA – «Settimana difficile com’è normale dopo una partita difficile. La settimana dopo certe partite non è semplice. Non è il caso di farne un dramma, bisogna reagire in maniera lucida».

LE SCELTE DI ROMAGNOLI E DIA – «Romagnoli è un giocatore irrinunciabile e disponibile, punto. Dia è tornato dalla Coppa d’Africa, ha fatto tre allenamenti frizzanti e ho deciso di dargli fiducia».

COSA SI ASPETTA? – «Il Como è una squadre che ti toglie entusiasmo, rischi di correre sempre dietro a loro, mi aspetto una reazione bella tosta ma da squadra lucida».

Pagelle Fiorentina Cagliari: brilla Palestra, muro Caprile-Mina. Prima volta viola per Brescianini VOTI

Pagelle Fiorentina Cagliari: i voti ai protagonisti del match, valido per la 22ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Fiorentina Cagliari: i voti ai protagonisti del match, valido per la 22ª giornata di Serie A 2025/26

Fiorentina: De Gea 6.5; Dodò 6.5, Comuzzo 5, Pongracic 5, Gosens 5 (59′ Brescianini 7); Mandragora 5.5 (46′ Fabbian 5), Fagioli 5.5, Ndour 5 (59′ Harrison 5.5); Solomon 6 (83′ Fortini SV), Piccoli 5, Gudmundsson 6. All. Vanoli 5

Cagliari: Caprile 7; Zé Pedro 6, Mina 7, Luperto 6.5; Palestra 7.5 (81′ Zappa SV), Adopo 6.5, Mazzitelli 6 (80′ Prati SV), Gaetano 6, Obert 6.5 (80′ Idrissi SV); Esposito 6.5 (64′ Sulemana 6), Kilicsoy 7 (71′ Borrelli 6). All. Pisacane 7

Moviola Fiorentina Cagliari: proteste viola per un rigore non dato a Piccoli. Gli episodi dubbi del match, la direzione di Guida…

Moviola Fiorentina Cagliari: gli episodi dubbi del match, valido per la 22ª giornata di Serie A 2025/26

La sfida del Franchi Fiorentina Cagliari ha visto la direzione di gara affidata a Marco Guida. Una partita non eccessivamente cattiva, ma costellata di alcuni episodi chiave che hanno richiesto l’attenzione del direttore di gara e dei suoi assistenti. Nel complesso, l’arbitraggio è apparso coerente, sebbene con una gestione dei cartellini a due velocità tra primo e secondo tempo.

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L’episodio chiave: il contatto su Piccoli (32’) Il momento più caldo per la moviola arriva al 32’ del primo tempo. Roberto Piccoli entra in area di rigore viola e finisce a terra dopo un contatto con un difensore avversario. Le proteste della Fiorentina sono immediate, ma Guida è molto vicino all’azione e fa ampi cenni di proseguire: per l’arbitro non ci sono gli estremi per il penalty. La sensazione dal campo è che il direttore di gara abbia valutato l’intervento come un normale contrasto di gioco. Il VAR, in questi casi, supporta la valutazione di campo non ravvisando il “chiaro ed evidente errore”.

I gol e gli offside Regolari le due reti del Cagliari. Al 31’, sul gol dell’1-0, la posizione di Semih Kilicsoy è regolare al momento del tocco di Palestra; la deviazione successiva che beffa De Gea è fortuita ma l’azione nasce in modo pulito. Nessun dubbio nemmeno sul raddoppio al 47’: il contropiede fulmineo di Esposito per Palestra è gestito perfettamente sul filo del fuorigioco, con la difesa viola presa in controtempo. Corretta, invece, la chiamata dell’assistente al 34′ che ferma Palestra in offside, strozzando un’azione potenzialmente pericolosa. Ok anche il gol di Brescianini che ha riaperto la partita.

Gestione disciplinare: dall’inglese al giallo Nel primo tempo Guida adotta un metro “all’inglese”, graziando in due occasioni interventi al limite: al 17′ Pongracic commette un fallo duro ma viene solo richiamato verbalmente, così come Jose Pedro al 22′ per una scivolata rischiosa. Nella ripresa, il metro cambia inevitabilmente. Al 56’ arriva il giallo per Pongracic: questa volta l’entrata è troppo ruvida per essere ignorata e l’ammonizione è sacrosanta (definito “giallo giusto” dalla cronaca). Ineccepibile anche la sanzione al 63’ per il portiere del Cagliari, Elia Caprile: la sua perdita di tempo è palese e reiterata, costringendo Guida ad applicare il regolamento per comportamento antisportivo.

In definitiva, una direzione di gara sufficiente che ha saputo tenere in pugno la partita senza spezzettare troppo il gioco, azzeccando le decisioni disciplinari più importanti nella ripresa.

Formazioni ufficiali Lecce Lazio: le scelte di Di Francesco e Sarri per il match del Via del Mare. Novità importanti

Formazioni ufficiali Lecce Lazio: le scelte di Di Francesco e Sarri per il match del Via del Mare, valido per la 22ª giornata di Serie A 2025/26

Il sabato della ventiduesima giornata di Serie A si chiude con una sfida ad alta tensione allo stadio “Via del Mare”. Lecce e Lazio scendono in campo con obiettivi di classifica diversi ma con la medesima, disperata urgenza: ritrovare i tre punti per scacciare i fantasmi di un periodo nero. Il calcio d’inizio sancisce un confronto tra due filosofie di gioco che, nell’ultimo periodo, hanno faticato a produrre risultati. Da una parte c’è la voglia di riscatto dei padroni di casa, dall’altra l’orgoglio ferito di una big chiamata a reagire dopo un tonfo inaspettato.

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Qui Lecce: Di Francesco cambia, Cheddira parte fuori

Il momento dei giallorossi è critico. La squadra guidata da Eusebio Di Francesco è reduce da una striscia negativa preoccupante: quattro sconfitte consecutive. Le ultime due, maturate entrambe a San Siro contro Inter e Milan per 1-0, hanno mostrato solidità ma zero punti. Per invertire la rotta, l’allenatore si affida al collaudato 4-3-3. La notizia di giornata riguarda l’attacco: Walid Cheddira, l’ultimo arrivato dal mercato, parte inizialmente dalla panchina. Al centro del tridente spazio al fisico di Stulic, supportato dalla velocità di Banda e Pierotti.

Qui Lazio: Sarri lancia Romagnoli tra le voci di addio

Clima teso anche in casa biancoceleste. La Lazio arriva in Salento ancora scossa dalla pesante sconfitta interna subita contro il Como (0-3). Maurizio Sarri chiede ai suoi una reazione d’orgoglio immediata. La scelta più significativa di formazione riguarda la difesa: titolare dal primo minuto Alessio Romagnoli. Il centrale mancino, nonostante sia al centro di una serrata trattativa di mercato con l’Al-Sadd (club del Qatar pronto a ricoprirlo d’oro), scende in campo con la fascia di capitano, dimostrando professionalità in un momento delicato. In attacco, le chiavi sono affidate a Boulaye Dia.

Le formazioni ufficiali

Ecco le scelte definitive dei due allenatori per il match:

  • LECCE (4-3-3): Falcone; Danilo Veiga, Siebert, Tiago Gabriel, Gallo; Gandelman, Ramadani, Coulibaly; Pierotti, Stulic, Banda. Allenatore: Eusebio Di Francesco.
  • LAZIO (4-3-3): Provedel; Lazzari, Gila, Romagnoli, Marusic; Taylor, Vecino, Basic; Cancellieri, Dia, Zaccagni. Allenatore: Maurizio Sarri.

Torino, Vlasic in conferenza post Como: «Chiedo scusa ai tifosi». Poi la conferma sul ritiro

Nikola Vlasic in conferenza dopo Como Torino, ecco le dichiarazioni del numero 10 granata ai margini della sfida di Serie A

Scuse ai tifosi, conferma della fiducia nel proprio allenatore e difficoltà nel realizzare cos’è davvero accaduto. Sono pochi ma precisi gli ingredienti della conferenza stampa di Nikola Vlasic ai margini della sconfitta contro il Como. Il centrocampista granata si è trovato nel difficile compito di commentare la debacle maturata contro i lariani (un tennistico 0-6 per i ragazzi di Fabregas) e nell’ancor più difficile impresa di delineare gli scenari futuri. La conferenza stampa di Nikola Vlasic dopo Como Torino direttamente dal ventre dello Stadio Sinigaglia.

Buonasera Vlasic, come si spiega una sconfitta di questo tipo dopo una prestazione così?
«Loro sono una squadra forte. Nel primo tempo hanno fatto due gol, ma anche io avevo la sensazione che potevamo fargli del male. Nel secondo tempo dopo il rigore abbiamo mollato. Poi hanno fatto 3 tiri e 3 gol. Sappiamo tutti che sono forti, ma oggi era una brutta giornata per noi, eravamo lontani da loro. È stato facile per loro perché sono giocatori di grande qualità»

Come mai la mancanza di reazione nel secondo tempo?
«Sì, abbiamo detto nello spogliatoio che saremmo dovuti andare forte. Ma poi abbiamo preso rigore e dopo è difficile. Sul 3-0 possiamo fare battaglia, combattere con loro, sul giallo… io non posso prenderlo perché sarebbe il mio quinto e col Lecce era troppo importante. Voglio chiedere scusa ai tifosi, è stata una brutta giornata».

Avete ancora fiducia in Baroni e nel lavoro?
«Sì, ce l’abbiamo. Siamo tutti insieme, è un momento duro per noi. Ma dobbiamo guardare avanti, la società mi ha già detto e ha deciso che andremo in ritiro da lunedì. Così staremo tutti insieme e vediamo cosa abbiamo fatto male, proveremo a cambiare le nostre prestazioni».

Vlasic, cosa vi hanno detto i tifosi dopo la partita e cosa avete risposto?
«No, erano più insulti e queste cose da parte loro. Di solito quando perdi una partita così è giusto. I tifosi viaggiano in Italia per noi, spendono i loro soldi, ho giocato al Hajduk Spalato dove i tifosi sono veramente duri quando perdi. Sono un po’ abituato»

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Rinnovo Maignan, firma in arrivo: emerge un retroscena sorprendente su un big della Serie A

Rinnovo Maignan, firma vicinissima: clamoroso retroscena sorprendente su un big della Serie A. Tutti i dettagli

Il rapporto tra Mike Maignan e il Milan sembra ormai avviato a entrare nella storia. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Matteo Moretto, il rinnovo del portiere francese fino al 2031 è stato definitivamente messo al sicuro. Un accordo di enorme portata, che non solo chiude mesi di voci e incertezze, ma porta alla luce anche un retroscena sorprendente: il tentativo della Juventus di inserirsi nella trattativa

Cifre e dettagli del nuovo accordo

Un rinnovo che non ha solo valore simbolico, ma che consacra Maignan tra i giocatori più pagati della Serie A.

Stipendio da élite Il nuovo ingaggio sarà di circa 5 milioni di euro netti a stagione, con bonus che possono portare il totale vicino ai 7 milioni. Una cifra che lo allinea ai top del club, come Rafael Leão.

Questione commissioni risolta Uno degli ultimi nodi riguardava le commissioni per gli agenti, ma nelle ultime ore anche questo aspetto è stato definito senza intoppi, con soddisfazione di tutte le parti coinvolte.

Durata del contratto La nuova scadenza è fissata al 30 giugno 2031. Resta solo da stabilire se inserire un’opzione per l’ultimo anno o procedere con una chiusura “secca”, ma il punto fermo è chiaro: Maignan sarà il guardiano rossonero ancora per molti anni.

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Camarda, il futuro è ancora incerto: Milan e Lecce lontani dall’accordo. Le ultime indiscrezioni sul classe 2008

Camarda, rebus ancora irrisolto: nessuna intesa tra Milan e Lecce dopo il nuovo vertice. Cosa emerge sul futuro del gioiello 2008

Il 2026 di Francesco Camarda si apre con una notizia tutt’altro che positiva. Quello che sembrava un semplice trauma alla spalla, risolvibile in poche settimane, si è trasformato in un problema ben più serio, tale da mettere a rischio la sua permanenza al Lecce. Il giovane attaccante classe 2008, di proprietà del Milan, ha infatti scelto di sottoporsi a un intervento chirurgico per porre fine ai fastidi alla spalla destra che lo accompagnano dallo scorso 6 gennaio.

Infortunio, operazione e tempi di recupero

La decisione di ricorrere alla chirurgia, condivisa tra giocatore e staff medico, ha escluso definitivamente l’ipotesi di una terapia conservativa. L’intervento si è reso necessario per evitare ricadute in un’età in cui la crescita muscolare è ancora in pieno sviluppo. I tempi di recupero stimati vanno dai due ai tre mesi: l’obiettivo è rivedere Camarda in campo soltanto nelle ultime giornate di campionato, tra aprile e maggio, per poi presentarsi al ritiro estivo del 2026 nelle migliori condizioni. Prima dello stop, il giovane attaccante aveva collezionato 19 presenze con un gol e un assist, numeri che raccontano fiducia e minutaggio, ma non ancora la definitiva esplosione attesa in Salento.

Il caso di mercato tra Milan e Lecce

Parallelamente all’aspetto medico, il futuro immediato di Camarda è diventato un tema caldo di mercato. Come riportato da Luca Bianchin, Milan e Lecce si sono incontrati per discutere la possibile risoluzione anticipata del prestito. I rossoneri spingono per riportare subito il ragazzo a Milanello, così da seguirne direttamente la riabilitazione; il Lecce, dal canto suo, valuta costi, tempistiche e modalità della rescissione. Sul tavolo c’è anche la questione delle clausole: il prestito prevedeva un diritto di riscatto per i giallorossi fissato a 3 milioni e un controriscatto per il Milan a 4. Una risoluzione immediata farebbe decadere entrambe le opzioni, restituendo al club di via Aldo Rossi il pieno controllo del talento.

Attesa per il verdetto

La situazione verrà definita all’inizio della prossima settimana, quando le due società torneranno a confrontarsi per chiudere la pratica. L’impressione è che il Milan voglia accelerare per riportare Camarda alla base e tutelare uno dei prospetti più preziosi del proprio settore giovanile. Resta ora da capire se il Lecce accetterà le condizioni e se l’avventura salentina del classe 2008 si chiuderà con largo anticipo rispetto ai piani iniziali.

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Torino, Baroni confermato e squadra in ritiro. Cos’è successo dopo il Como

Il tecnico del Torino Marco Baroni va verso la conferma sulla panchina dei granata, ecco cosa è successo dopo il ko con il Como (e come si è scelto il ritiro)

«Ho parlato con Cairo e Petrachi e mi hanno ribadito la fiducia. Mai come adesso sento la fiducia», con queste precise parole mister Marco Baroni – intervenuto ai microfoni di Sky Sport dopo la partita con il Como – ha liquidato ogni possibilità di esonero da parte, appunto, del patron del Torino Urbano Cairo e del suo braccio destro: il direttore sportivo Gianluca Petrachi. E infatti, salvo clamorosi e repentini colpi di scena, di esonero per lui non si tratterà. Ma non è tutto.

Come raccolto da CalcioNews24 infatti, subito dopo la debacle maturata al Sinigaglia (i piemontesi hanno confezionato un sonoro 0-6 con i lariani, nonché la quarta sconfitta consecutiva in campionato), il club di Via Viotti ha intrapreso una chiara decisione: ribadire la propria fiducia al tecnico di Firenze. Una scelta verosimilmente figlia di una riunione, che avrebbe (il condizionale resta un fedele alleato) visto coinvolti proprio i diretti interessati subito dopo la sfida in terra lombarda. 

Più che un faccia a faccia fiume, si sarebbe trattato di un confronto rapido e pragmatico. Il tempo di guardarsi negli occhi e analizzare con lucidità il momento – impresa non facile data la situazione – prima di rinnovare, come spiegato, la fiducia al tecnico. Insieme alla conferma, la società avrebbe poi optato per il ritiro. Soluzione che dovrebbe partire da lunedì e prolungarsi (almeno) fino al prossimo impegno del Torino (domenica con il Lecce). In tarda serata e con ogni probabilità domani in mattinata sono previsti nuovi “multilaterali” tra le parti. Anche se la strada per Baroni e i suoi pare ormai, inesorabilmente, tracciata.

LEGGI ANCHE – Giovane Napoli, l’ex attaccante del Verona ha firmato! Conte lo avrà a disposizione contro la Juve di Spalletti

Juve Napoli, altro forfait in vista della super sfida! Tifosi con il fiato sospeso, tutti gli ultimi aggiornamenti

Juve Napoli, nuova tegola alla vigilia della super sfida: spunta un altro possibile forfait. Tifosi in ansia, ecco cosa filtra nelle ultime ore

Il Napoli di Antonio Conte si avvicina alla sfida con la Juventus con una preoccupazione crescente tra i pali. La rifinitura svolta questa mattina a Castel Volturno ha infatti portato in dote una notizia inattesa e tutt’altro che rassicurante: Vanja Milinkovic-Savic è in forte dubbio per il big match dello Stadium, gettando un’ombra sull’avvicinamento degli azzurri alla gara.

Milinkovic-Savic in dubbio: seduta interrotta e massima cautela

Il portiere serbo, punto fermo della retroguardia partenopea in questa stagione, sta facendo i conti con i postumi di alcuni fastidi fisici che già negli ultimi giorni ne avevano limitato il rendimento. Durante l’allenamento odierno non è riuscito a completare il lavoro programmato, mostrando segnali di sofferenza che hanno convinto lo staff medico a fermarlo immediatamente. La sua presenza a Torino è ora in bilico: le prossime ore saranno decisive per capire se il dolore potrà rientrare o se si andrà verso un forfait pesante.

Meret scalda i motori: possibile rientro lampo

In questo quadro di incertezza, come riportato da Radio Marte, Alex Meret si prepara a un possibile ritorno tra i pali. Il friulano è reduce da un infortunio che lo ha tenuto fuori nelle ultime settimane e, ironia della sorte, potrebbe essere chiamato a rientrare proprio nella partita più delicata dell’anno. Conte si trova così davanti a un bivio complicato: affidarsi a un Milinkovic-Savic non al meglio o puntare su un Meret ancora lontano dalla condizione ideale.

Scelta rinviata a domani

La decisione definitiva arriverà soltanto domani mattina, quando Milinkovic-Savic sosterrà un ultimo test nel ritiro torinese. Se il portiere non dovesse dare garanzie, il Napoli affronterà la Juventus di Spalletti senza il suo titolare, un’assenza che potrebbe pesare enormemente in una gara dove la tenuta difensiva sarà fondamentale per uscire indenni dall’Allianz Stadium.

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Giovane Napoli, ufficiale l’acquisto dell’ex attaccante del Verona! Il comunicato dei partenopei. Conte lo schiera subito con la Juve?

Giovane Napoli, ecco il nuovo giocatore azzurro: l’ex talento del Verona ha firmato e Conte lo porta subito con sé per la sfida alla Juve

Il Napoli inaugura il suo mercato di gennaio con un colpo di grande prospettiva, assicurandosi il talento di Giovane Santana al termine di un blitz rapidissimo che ha strappato il brasiliano all’Hellas Verona. L’attaccante classe 2003, protagonista di una prima parte di stagione brillante, è stato indicato da Antonio Conte come il profilo ideale per restituire imprevedibilità e qualità a un reparto offensivo rimasto scoperto dopo la cessione di Noa Lang al Galatasaray e l’infortunio di Neres.

Visite mediche, firma e trasferimento immediato

La giornata decisiva è stata quella di sabato 24 gennaio. Alle 16:40 circa, Giovane ha concluso con successo le visite mediche alla clinica La Madonnina di Milano, per poi recarsi in sede e firmare il contratto che lo lega ufficialmente al Napoli. L’operazione si è chiusa attorno ai 20 milioni di euro, cifra che conferma la forte convinzione del club nelle potenzialità del mancino brasiliano. Completati gli ultimi passaggi burocratici, il giocatore è partito subito per Torino, dove il gruppo azzurro è in ritiro in vista della sfida contro la Juventus.

Conte lo vuole subito: possibile debutto allo Stadium

L’obiettivo della società era chiaro: consegnare Giovane a Conte già per il big match di domani. Il tecnico, grande estimatore del ragazzo dopo i suoi 3 gol e 4 assist messi a referto con il Verona, potrà inserirlo immediatamente tra i convocati. Non è escluso che il nuovo acquisto possa esordire a gara in corso allo Stadium, rappresentando una soluzione tattica a sorpresa per provare a scardinare la difesa della Juventus in una partita che pesa moltissimo nella corsa alle prime posizioni.

COMUNICATO – La SSC Napoli comunica di aver acquisito, a titolo definitivo, le prestazioni sportive del calciatore Giovane Santana do Nascimento dall’Hellas Verona.

Nato il 24 novembre 2003, l’attaccante brasiliano ha giocato 21 partite in Serie A con il Verona, realizzando tre reti e quattro assist. Vanta 19 presenze nella nazionale U20, con la quale ha siglato due reti, e quattro presenze con il Brasile U23.

Benvenuto, Giovane!”

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Como, Fabregas: «Sappiamo chi siamo e da dove arriviamo. I ragazzi sono stati bravi. Nico Paz? Ha mentalità top»

Como, Fabregas nel post gara: «Sappiamo chi siamo e da dove arriviamo. I ragazzi sono stati bravi. Nico Paz? Ha mentalità top»

Dopo il largo successo contro il Torino di Baroni, Cesc Fabregas tecnico del Como ha parlato nel post gara ai microfoni di Dazn analizzando il momento dei lagunari:

PAROLE «Sappiamo chi siamo e da dove arriviamo. I ragazzi sono stati bravi perché hanno capito l’importanza della partita. Martedì in Coppa Italia abbiamo un’altra partita molto importante, non fermiamoci a questo. Oggi era una partita dove lasciavano tanto spazio nell’uomo a uomo, e la squadra ha fatto benissimo, stiamo crescendo tutti insieme, è così che si crea una squadra che vuole continuare a fare dei passi in avanti. Kuhn ha fatto tante volte questo gol in allenamento è la sua signature move, sta trovando spazio più lentamente di quello che ci aspettavamo ma ci stiamo lavorando. Non tutti abbiamo lo stesso carattere. Siamo pochi, abbiamo giocato sette partite con 16-17 giocatori, siamo pochi ma concentrati e sulla stessa strada».

NICO PAZ E BATURINA – «Nico Paz? Ha giocato bene, ha fatto giocare, difende benissimo, ha una mentalità top, non deve essere sempre un assist o un gol, è come si libera, come gestisce la palla. Sta crescendo tantissimo. Baturina può giocare trequartista, venendo da destra e da sinistra, voglio trovare la sua posizione migliore. Se si connette con Nico può fare gol e assist, spetta a me metterli insieme, ma lui non ha mai mollato.»

ADDAI E MORATA – «Addai? Oggi non l’ho rischiato perchè giochiamo martedì, Morata tornerà a disposizione penso già da martedì”»

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Napoli, Hojlund sicuro: «Se non segnassi più gol in questa stagione ma vincessimo un altro trofeo, sarei felice lo stesso»

Napoli, Hojlund non ha dubbi: «Se non segnassi più gol in questa stagione ma vincessimo un altro trofeo, sarei felice comunque»

Rasmus Hojlund si sta godendo la sua rinascita italiana. In prestito dal Manchester United, l’attaccante danese è diventato rapidamente un punto fermo del Napoli, collezionando già nove gol in tutte le competizioni. Le sue prestazioni sono state finora così convincenti che il club partenopeo sembra intenzionato a esercitare l’opzione per l’acquisto a titolo definitivo. Tuttavia, l’assetto offensivo degli azzurri sta per arricchirsi di un pezzo da novanta: Romelu Lukaku.


L’ex attaccante di Inter e Chelsea è reduce da un lungo stop per un infortunio subito nel pre-campionato, ma il suo rientro è imminente, con una possibile convocazione già per il big match contro la Juventus. L’arrivo di un gigante come Lukaku potrebbe preoccupare Hojlund per il minutaggio, ma il danese, parlando a DAZN Italia, ha mostrato grande entusiasmo per il ritorno del compagno, rivelando un ruolo quasi da mentore del belga durante la convalescenza: “Mi ha aiutato molto finora, da quando è tornato dal recupero in Belgio è stato molto vicino al gruppo”.
Il dilemma tattico per Antonio Conte sarà: alternanza o coppia d’attacco? Hojlund non ha dubbi sulla compatibilità:

PAROLE “Ci completiamo a vicenda in campo. Può essere una buona cosa sia come competizione per il posto, sia giocando insieme. Non sta a me decidere, ma se mi chiedono se possiamo giocare insieme, dico di sì. Non vedo perché non dovremmo riuscirci”.


Un altro fattore determinante nella crescita di Hojlund è proprio la guida di Conte. Il tecnico è noto per la sua capacità di esaltare gli attaccanti, e il danese è pronto ad assorbire ogni insegnamento:

“Voglio solo concentrarmi sull’imparare da lui e ascoltare tutto ciò che dice, perché è davvero un manager incredibile. Sono sicuro che può aiutarmi a diventare un giocatore migliore”.
Infine, Hojlund dimostra maturità parlando degli obiettivi stagionali, anteponendo il successo di squadra alle statistiche personali:

“Se non segnassi più gol in questa stagione ma vincessimo un altro trofeo, sarei felice lo stesso. Posso aiutare la squadra a vincere in modi diversi, come proteggere palla e pressare”.

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Mercato Lazio, si muove qualcosa in entrata: tentativo per il mediano dell’Everton: ecco di chi si tratta

Mercato Lazio, arrivano i primi segnali in entrata: il club biancoceleste valuta un affondo per il mediano dell’Everton

La Lazio continua a muoversi con grande attenzione sul mercato, mantenendo il focus su profili giovani, dinamici e con margini di crescita. In questo contesto, tra le opzioni valutate dalla dirigenza biancoceleste è emerso il nome di Tim Iroegbunam, centrocampista classe 2003 attualmente in forza all’Everton.

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, il direttore sportivo Angelo Fabiani avrebbe già avviato i primi contatti esplorativi con il club inglese per capire la fattibilità dell’operazione e verificare eventuali spazi di manovra. Un interesse concreto, che conferma la volontà della Lazio di anticipare la concorrenza su talenti in rampa di lancio.

Un profilo moderno: chi è Tim Iroegbunam

Iroegbunam rappresenta il prototipo del centrocampista moderno: fisico imponente, grande intensità e notevole capacità di coprire il campo. Nonostante la giovane età, ha già accumulato esperienza tra Premier League e Championship, collezionando 17 presenze in stagione con la maglia dell’Everton.

Le sue qualità principali – recupero palla, dinamismo e attitudine al gioco box-to-box – lo rendono un profilo particolarmente adatto a un campionato tattico e fisico come la Serie A, dove giocatori con queste caratteristiche possono trovare terreno fertile per crescere ulteriormente.

La strategia della Lazio e il dialogo con l’Everton

Il nome di Iroegbunam si inserisce perfettamente nella linea tracciata da Fabiani: investire su giovani già pronti per un salto di qualità, ma con prospettive di crescita importanti. La trattativa non si preannuncia semplice, anche perché l’Everton valuta con attenzione il futuro dei propri talenti. Tuttavia, la Lazio potrebbe tentare di imbastire un’operazione sostenibile, magari attraverso un prestito con diritto di riscatto, formula già utilizzata con successo in passato.

Perché sarebbe un’opportunità per la Lazio

L’eventuale arrivo del centrocampista inglese garantirebbe a Sarri un innesto di muscoli, corsa e intensità in mezzo al campo, ampliando le rotazioni e offrendo soluzioni utili in un reparto che necessita di freschezza e alternative.

I contatti proseguono e la situazione resta in evoluzione. L’interesse della Lazio per Iroegbunam è reale e i prossimi giorni potrebbero essere decisivi per capire se la trattativa potrà entrare nel vivo, trasformandosi da semplice idea a possibilità concreta.

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Moviola Como Torino, l’episodio chiave della sfida di Serie A: ecco cos’è successo

Moviola Como Torino, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 22ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Como Torino, valido per la 22ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Feliciani.

LIVE MOVIOLA

La sfida tra Como e Torino ha visto un grande protagonista: l’arbitro Ermano Feliciani, chiamato a gestire una gara che, nonostante il risultato larghissimo, ha offerto diversi episodi da moviola. Il primo momento chiave arriva al 16’, quando Marcus Pedersen interviene in ritardo e viene correttamente ammonito: un giallo inevitabile per un fallo evidente. Poco dopo, al 21’, il Torino perde Ismajli per infortunio, un episodio che non coinvolge la direzione arbitrale ma che incide sull’assetto dei granata. Nel complesso, la prima frazione scorre senza particolari polemiche, con Feliciani attento e sempre vicino all’azione, compreso il contatto al 29’ tra Douvikas e Paleari, giudicato regolare.

Il momento più delicato della partita arriva nella ripresa, quando al 55’ il Como protesta per un possibile tocco di mano in area di Maripan. L’arbitro lascia correre, ritenendo l’intervento non punibile, ma due minuti più tardi viene richiamato dal VAR per un altro episodio in area granata. Dopo un breve check, al 58’ arriva la decisione: rigore per il Como. La scelta appare corretta, frutto di una revisione attenta e di un’applicazione coerente del protocollo. Da quel momento in poi, la gara prende una direzione definitiva, con i padroni di casa che dilagano e Feliciani che gestisce senza difficoltà la lunga serie di sostituzioni tra il 66’ e il 73’.

Nel finale, non emergono ulteriori episodi controversi: i gol di Da Cunha, Douvikas, Kuhn e Caqueret sono tutti limpidi e privi di irregolarità, frutto di azioni pulite e conclusioni imparabili. L’arbitro mantiene sempre il controllo, fischiando la fine dopo un recupero senza tensioni. Nel complesso, la direzione di gara risulta positiva: pochi dubbi, decisioni chiare e un utilizzo del VAR puntuale e decisivo nei momenti chiave. Una prestazione solida in una partita che, per andamento e risultato, non ha mai rischiato di sfuggire di mano.

Pagelle Como Torino: i voti della sfida di Serie A! Lariani a valanga, brutto stop per i granata di Baroni

Pagelle Como Torino, i voti della sfida del Sinigaglia: analisi dei protagonisti della 22a giornata di Serie A! Ecco i top e i flop

Si chiude Como Torino con la vittoria dei lariani per 6-0 nella sfida valida per la 22a giornata di Serie A. Di seguito le nostre pagelle dedicate ai protagonisti scesi in campo al Sinigaglia.

I VOTI

COMO: Butez 6; Vojvoda 6.5, Ramon 6.5, Kempf 6.5, Valle 6.5; Perrone 6.5 (68′ Sergi Roberto 6), Da Cunha 7; Rodriguez 6.5 (68′ Kuhn 7), Nico Paz 7 (73′ Smolcic 6), Baturina 7.5 (68′ Caqueret 7); Douvikas 8 (74′ Moreno 6). 

TORINO: Paleari 4; Tameze 4 (68′ Obrador 5), Ismajli 5,5 (21′ Maripan 4), Coco 4; Pedersen 4.5, Casadei 4.5, Ilkhan 4 (67′ Anjorin 5), Lazaro 4; Vlasic 5; Ngonge 5 (67′ Zapata 5), Adams 5.

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Formazioni ufficiali Fiorentina Cagliari, le scelte di Vanoli e Pisacane per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Fiorentina Cagliari, gli schieramenti scelti da Vanoli e Pisacane per la partita valida per la 22esima giornata

Le formazioni ufficiali Fiorentina Cagliari, match delle 18:00 e valido per la 22esima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le scelte di Vanoli e Pisacane:

FORMAZIONI UFFICIALI LAZIO FIORENTINA CAGLIARI

FIORENTINA (4-3-2-1): De Gea, Dodo, Comuzzo, Pongracic, Gosens; Mandragora, Fagioli, Ndour; Solomon, Gudmunsson, Piccoli.

CAGLIARI (3-5-2): Caprile, Luperto, Mina (C), Zé Pedro; Palestra, Adopo, Mazzitelli, Gaetano, Obert; Esposito, Kilicsoy

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Calciomercato, salta il trasferimento di Zinchenko all’Ajax? Ecco cosa sta succedendo

Calciomercato, il trasferimento di Zinchenko all’Ajax salta definitivamente? Ecco cosa sta succedendo in queste ore

Il trasferimento di Oleksandr Zinchenko all’Ajax ha subito una brusca battuta d’arresto. Secondo quanto riportato sabato da Sky Sports, l’operazione è attualmente “on hold”, messa in attesa. Il motivo dello stop è legato alla necessità per il 29enne terzino sinistro ucraino di trovare ancora un accordo definitivo con l’Arsenal, club proprietario del suo cartellino, riguardo ai dettagli della sua uscita.


L’Ajax ha individuato in Zinchenko il rinforzo ideale per la fascia sinistra difensiva. Tra il club di Amsterdam e il giocatore l’intesa è totale: le parti hanno concordato un contratto della durata di sei mesi. La trattativa sembrava in dirittura d’arrivo, tanto che il nazionale ucraino si era già recato ad Amsterdam, pronto per sostenere le visite mediche. Tuttavia, l’affare è stato congelato in attesa che Zinchenko risolva le ultime pendenze burocratiche ed economiche relative al suo addio ai Gunners. Solo una volta raggiunta tale intesa, il club olandese potrà formalizzare l’ingaggio.


Attualmente, Zinchenko si trova in prestito al Nottingham Forest
. Sebbene non vi sia una clausola specifica per l’interruzione anticipata, il Forest è intenzionato a chiudere l’accordo di prestito. A differenza della situazione attuale, il piano dell’Ajax è quello di acquisire Zinchenko a titolo definitivo dall’Arsenal, dove il giocatore ha un contratto in scadenza. Non appena arriverà il via libera definitivo da Londra, l’Ajax completerà l’iter delle visite mediche e sistemerà la documentazione. Zinchenko firmerà inizialmente per sei mesi, con il suo futuro a lungo termine che verrà ridiscusso durante l’estate.

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Cremonese, la lettera d’addio di Vazquez: «Vi lascio con la certezza che custodirò nel mio cuore i colori grigiorossi. Grazie, Cremona, sarai per sempre casa mia»

Cremonese, la lettera di Vazquez: «Vi lascio con la certezza che custodirò nel mio cuore i colori grigiorossi». Le parole

Il futuro di Franco Vázquez sarà al Belgrano, in Argentina. Dopo tre stagioni alla Cremonese, il trequartista ha salutato il club e i tifosi con una lettera emozionante pubblicata sul sito ufficiale dei grigiorossi.

PAROLE – “Cari Cremonesi, in questi ultimi tre anni del mio lungo viaggio ho avuto la fortuna di scoprire una realtà che ha saputo accogliermi e rispettarmi, una società a dimensione umana che mi ha permesso di contribuire a realizzare un altro sogno, tornare in Serie A, e una città che ho il privilegio di chiamare casa. In questo periodo abbiamo condiviso emozioni intense: la vostra vicinanza, anche nei momenti più difficili, non è mai venuta meno e io ho cercato di ricambiarla dando tutto per questa maglia dai colori unici.

Dopo un’attenta riflessione che ha coinvolto anche la mia famiglia sono giunto ad una conclusione difficile ma consapevole: penso che sia arrivato il momento di chiudere quel cerchio che ho iniziato a disegnare quindici anni fa, quando da ragazzo lasciavo l’Argentina con una valigia piena di sogni da rincorrere e afferrare. La traiettoria oggi mi riporta là, dove tutto è nato, perché a prevalere è il desiderio di riavvicinarmi all’affetto dei miei cari.

Ci tengo a ringraziare profondamente il cavalier Giovanni Arvedi e tutta la dirigenza per la sensibilità dimostrata nell’assecondare questa mia scelta. La mia gratitudine va agli staff tecnici e medici, ai miei compagni, ai magazzinieri e a tutte le persone che, lavorando quotidianamente per la Cremo con professionalità e dedizione, assicurano a chi scende in campo le migliori condizioni possibili.
Voglio abbracciare tutti i tifosi grigiorossi che mi hanno applaudito dagli spalti entrandomi nel cuore con il loro amore.

Il sentimento di gratitudine nei confronti di coloro che durante il percorso mi hanno spronato con un consiglio o incoraggiato con una parola di supporto fa sì che stia scrivendo questo messaggio con malinconia e gli occhi pieni di riconoscenza per ciò che abbiamo vissuto insieme.
Vi lascio con la certezza che custodirò nel mio cuore i colori grigiorossi e ogni istante di questa meravigliosa esperienza vissuto indossando la maglia della Cremo.

Non sono di tante parole, lo sapete bene, ma queste sono dovute:
grazie, Cremona, sarai per sempre casa mia.

Per sempre,

Il mudo”.

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Juve, Conceicao svela: «La Juventus è un club gigantesco, un club che richiede il massimo da noi, perché è abituato a vincere»

Juve, Conceicao: «La Juventus è un club gigantesco, un club che richiede il massimo da noi, perché è abituato a vincere». Le parole

Francisco Conceicao si è raccontato in una lunga intervista ai microfoni di Sport TV. Ecco le sue dichiarazioni:

SU RONALDO – «Se ho parlato con Cristiano Ronaldo? No, non ho parlato con lui, non ci ho parlato prima, ci ho parlato dopo in Nazionale. È normale che le persone abbiano opinioni diverse, ma per noi Cristiano, per tutto quello che ha fatto e continua a fare, per i goal che segna, è senza dubbio un grande aiuto per la Nazionale» 

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LA JUVENTUS – «È chiaro che la Juventus è un club gigantesco, un club che richiede il massimo da noi, perché è abituato a vincere. In questo club devi vincere tutte le competizioni a cui partecipi ed è proprio questa esigenza che mi piace, in cui mi sento bene. Sono molto felice. Senza dubbio. In un club grande come la Juventus, un attaccante deve segnare. È su questo che sto lavorando: gol e assist sono fondamentali per un giocatore offensivo. Non faccio eccezione e sto cercando di migliorare sempre di più per essere sempre più decisivo» 

SERIE A – «Il campionato italiano è molto tattico e molto fisico. Qui per un attaccante è molto più difficile segnare, perché spesso si gioca contro linee a sei o sette difensori, squadre molto organizzate e fisiche. La difficoltà è molto alta. Non voglio dire che in Portogallo non lo sia, ma qui il livello è decisamente superiore» 

OBIETTIVI – «È vero che non vincere il titolo è sempre difficile per un club come la Juventus, dove l’obiettivo principale è lo Scudetto. Stiamo lavorando passo dopo passo per arrivarci. Abbiamo perso qualche punto all’inizio del campionato e ora stiamo recuperando. Spetta a noi dare il massimo per tornare a vincere il titolo che il club desidera tanto. L’obiettivo minimo è entrare tra le prime quattro per qualificarsi alla Champions League, ma in un club come questo devi pensare ai titoli. Siamo lontani, è vero, ma dobbiamo lavorare partita dopo partita» 

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Calciomercato, quel giocatore lascia l’Ajax? E’ finito nel mirino di diversi club europei e anche in Serie A! I dettagli

Calciomercato, addio all’Ajax? Il giocatore attira l’interesse di top club europei e di alcune squadre di Serie A: tutti i dettagli

Il futuro di Josip Sutalo potrebbe essere lontano da Amsterdam, e il trasferimento potrebbe concretizzarsi molto presto, già durante l’attuale finestra di mercato invernale. Secondo le indiscrezioni rilanciate da ESPN, il roccioso difensore centrale croato è finito nel mirino di diversi club europei, con un interesse particolarmente vivo proveniente dalla Germania e, soprattutto, dall’Italia. Sebbene non siano ancora stati svelati i nomi specifici delle pretendenti, si parla di società di Bundesliga e di Serie A pronte ad approfittare della sua situazione attuale per portarlo via dai Paesi Bassi.


La parabola di Sutalo all’Ajax ha subito una flessione piuttosto inaspettata.
Arrivato con grandi aspettative e un’etichetta di prezzo importante, il nazionale croato non è più considerato un titolare inamovibile nello scacchiere tattico della squadra che gioca alla Johan Cruijff ArenA. Se nelle sue prime due stagioni in Olanda, e in particolar modo sotto la gestione tecnica dell’italiano Francesco Farioli, Sutalo era un punto fermo indiscusso della retroguardia, in questo suo terzo anno le gerarchie sono cambiate radicalmente. La concorrenza interna si è fatta spietata: l’emergere di altri profili difensivi come Ko Itakura, Youri Baas e Aaron Bouwman ha progressivamente ridotto il suo spazio, con questi ultimi che vengono sempre più spesso preferiti a lui nelle scelte iniziali dell’allenatore.


Tuttavia, questa stagione complicata e la perdita del posto fisso non sembrano aver intaccato la stima di cui Sutalo gode all’estero
. Il suo profilo internazionale rimane attraente per molti direttori sportivi a caccia di rinforzi difensivi. Resta ora da capire se le sirene tedesche e italiane si trasformeranno in offerte concrete già entro la fine di gennaio o se il discorso verrà rimandato alla sessione estiva.


Una cosa appare certa: la dirigenza dell’Ajax non farà barricate per trattenerlo.
Il club di Amsterdam è assolutamente aperto a una cessione, a patto che arrivi un’offerta milionaria che permetta di rientrare, almeno in parte, dall’investimento fatto. L’Ajax, infatti, aveva puntato forte su Sutalo nell’estate del 2023, versando oltre venti milioni di euro nelle casse della Dinamo Zagabria. In questa stagione, il difensore, che vanta trenta presenze con la nazionale maggiore della Croazia, è sceso in campo solo undici volte con la maglia dei Lancieri; un rendimento al di sotto delle attese che sta spingendo entrambe le parti verso una separazione.

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Barcellona, preso uno dei migliori 2006 in circolazione! Colpo baby molto importante per i blaugrana, ecco chi è

Barcellona, definito l’acquisto di uno dei migliori 2006 in circolazione! Colpo baby per i blaugrana, chi è e i dettagli dell’affare

Il radar del Barcellona continua a scandagliare il globo alla ricerca dei campioni di domani. La celebre accademia blaugrana e l’area scouting catalana non smettono di lavorare per garantire un futuro roseo al club, puntando con decisione sul mercato sudamericano. L’ultimo nome finito sul taccuino della dirigenza spagnola è quello di Patricio Pacifico. Secondo quanto riportato in esclusiva dall’esperto di mercato Gianluigi Longari (Sportitalia), la società è ormai vicinissima alla chiusura dell’operazione, definita in fase di definizione.

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Il blitz: battuta la concorrenza internazionale

Il Barcellona, definito “scatenato” sul fronte dei giovani talenti, ha deciso di accelerare per bruciare le tappe. Pacifico, terzino sinistro classe 2006, è considerato uno dei prospetti più interessanti del calcio uruguaiano. Attualmente in forza al Defensor Sporting – club di Montevideo noto per il suo eccellente settore giovanile, capace di sfornare regolarmente giocatori pronti per l’Europa – il ragazzo ha attirato l’attenzione per la sua capacità di interpretare il ruolo in chiave moderna. Mancino naturale, Pacifico abbina una buona struttura fisica alla “garra” tipica della scuola charrúa.

La strategia: un investimento per il futuro

L’acquisto di Pacifico rientra nella precisa strategia del Barcellona di assicurarsi i migliori talenti prima che il loro valore di mercato esploda a cifre irraggiungibili. L’idea è quella di integrare il giocatore gradualmente, per fargli assorbire il DNA tattico del club, con la prospettiva di portarlo in prima squadra nel medio periodo. Le indiscrezioni di Longari confermano che la trattativa è alle battute finali: mancano solo gli ultimi dettagli burocratici per vedere un altro talento celeste vestire la maglia blaugrana.

Infortunio Ismajli: il Torino perde il difensore contro il Como. Le sue condizioni e quanto potrebbe stare fuori

Infortunio Ismajli: il difensore è uscito dal campo nel match tra Torino e Como. Le sue condizioni e quanto rimane fuori

La partita si trasforma in un incubo tattico per Marco Baroni dopo appena una manciata di minuti. Il match odierno lascia in eredità non solo il risultato del campo, ma una pesante incognita legata all’infermeria: Ardian Ismajli è stato costretto a lasciare il terreno di gioco anzitempo a causa di un infortunio che ha destato immediata preoccupazione nello staff tecnico e medico.

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La dinamica: stop al 21′

L’episodio chiave è avvenuto nel corso della prima frazione di gioco. Ismajli ha accusato un problema fisico che gli ha impedito di proseguire la gara. Nonostante un primo tentativo di stringere i denti, il giocatore ha dovuto arrendersi, chiedendo il cambio verso la panchina. Baroni non ha potuto far altro che operare una sostituzione forzata immediata. Al minuto 21, al posto dell’infortunato, ha fatto il suo ingresso in campo Guillermo Maripán.

Fiato sospeso per gli esami

L’uscita dal campo di Ismajli rappresenta una tegola non indifferente per le rotazioni della squadra. La mimica facciale del giocatore al momento dell’uscita non lasciava trasparire ottimismo. Nelle prossime ore, come da prassi, verranno fissati gli esami strumentali del caso. Solo dopo i controlli medici sarà possibile definire con esattezza l’entità dell’infortunio e, soprattutto, stabilire i tempi di recupero. Baroni spera di non dover rinunciare a lungo a uno dei suoi pilastri difensivi in questa fase cruciale della stagione.

Mateta, irrompe una nuova squadra sulle tracce dell’attaccante! Sfumata l’ipotesi Juve, ecco dove potrebbe trasferirsi

Mateta, si inserisce una nuova squadra nella corsa al francese! Sfumata l’ipotesi Juve, ecco dove può giocare

La Juventus ha rotto gli indugi, tracciando una linea netta sulla propria strategia per l’attacco. Il casting è giunto al termine: la dirigenza bianconera ha deciso di abbandonare definitivamente la pista che portava a Jean-Philippe Mateta. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Matteo Moretto sul suo profilo X, la scelta della Vecchia Signora è ormai irreversibile. Ottolini ha virato con decisione altrove, concentrando tutte le risorse ed energie per chiudere l’operazione Youssef En-Nesyri. L’attaccante marocchino del Fenerbahçe è stato ritenuto il rinforzo ideale per garantire gol immediati e sostenibilità economica all’operazione.

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Mateta, futuro in bilico: le sirene della Premier

Se la porta della Continassa si chiude, per Mateta si aprono altri portoni. Il futuro del possente centravanti francese, attualmente in forza al Crystal Palace, resta uno dei temi più caldi di questi ultimi giorni di mercato. Su di lui si è mosso con passi estremamente concreti il Nottingham Forest. Il club inglese, alla ricerca di una punta fisica per la salvezza, non si è limitato ai sondaggi ma è passato ai fatti, recapitando al giocatore una proposta di contratto importante per convincerlo a restare in Premier League ma cambiando casacca.

Il retroscena: il Milan alla finestra

Attenzione però al colpo di scena tricolore. L’uscita di scena della Juventus ha riattivato i radar del Milan. Negli ultimi giorni, infatti, la dirigenza rossonera è tornata a informarsi sulla situazione del francese. Mateta è un vecchio pallino del Diavolo: piaceva già la scorsa estate per la sua capacità di fare reparto da solo. Con la Juve ormai focalizzata esclusivamente sulla Turchia e su En-Nesyri, il Milan potrebbe approfittarne per monitorare l’evoluzione della trattativa e, magari, tentare un blitz last-minute se le condizioni economiche dovessero diventare favorevoli, sfidando la concorrenza del Forest.

Calciomercato Inter: è fatta per il passaggio del giocatore nerazzurro in Argentina. Trattativa definita, ecco le cifre e la formula dell’affare

Calciomercato Inter: è stato definito il trasferimento del giocatore nerazzurro in Argentina. Svelati tutti i dettagli

L’Inter muove le pedine anche in uscita per ottimizzare la rosa in vista della volata finale verso lo Scudetto. Dopo le valutazioni delle ultime settimane, la dirigenza di Viale della Liberazione ha deciso di cambiare strategia sul futuro di Tomás Palacios. Il giovane difensore argentino è pronto a fare le valigie per tornare in Sudamerica. Secondo quanto confermato dall’esperto di mercato Gianluca Di Marzio, la trattativa tra il club nerazzurro e l’Estudiantes è ormai ai dettagli finali. Le parti sono vicinissime alla fumata bianca che riporterà il ragazzo a calcare i campi della Primera División argentina.

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Chiuso dai big: la scelta di Chivu

Alla base della decisione c’è la necessità di garantire al ragazzo quel minutaggio che a Milano, in questo momento, è impossibile trovare. Cristian Chivu ha ormai definito gerarchie chiare. Per non rischiare di fargli perdere un anno cruciale di crescita seduto in panchina, la società ha optato per l’addio temporaneo.

La formula: prestito strategico

L’operazione è stata impostata con intelligenza da Beppe Marotta e Piero Ausilio. Non si tratta di una bocciatura definitiva: la formula scelta è quella del prestito con diritto di riscatto (fissato a 6/7 milioni). Una mossa strategica che permette all’Inter di mantenere il controllo totale sul cartellino del classe 2003, monitorandone i progressi in un campionato competitivo e “ruvido” come quello argentino, ideale per forgiare il carattere dei difensori.

Il sì del giocatore

Palacios ha dato il suo totale benestare al trasferimento. Il giocatore vede nell’Estudiantes la piazza ideale per ritrovare fiducia e ritmo partita, con l’obiettivo di tornare alla Pinetina più maturo e pronto per la Serie A. L’operazione rientra in un piano più ampio di sfoltimento e gestione della rosa, che permette all’Inter di concentrarsi sulla difesa del primato con un gruppo coeso e senza esuberi scontenti.

En-Nesyri alla Juve, Lopetegui lo racconta: «Ottimo acquisto, Spalletti saprà quali tasti toccare per farlo crescere ulteriormente»

En-Nesyri alla Juve, Julen Lopetegui – allenato da lui al Siviglia – si è espresso così sul nuovo arrivo dei bianconeri

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Julen Lopetegui ha parlato così di En-Nesyri, prossimo colpo della Juve. Le sue parole.

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L’ACQUISTO – «Per me, ottimo. Il margine di crescita e le caratteristiche tecniche e umane faciliteranno il suo adattamento al calcio italiano. E poi ha qualità».

TEMPI DEL SIVIGLIA – «Noi lo prendemmo al Siviglia dal Leganes. Eravamo una squadra molto aggressiva senza palla, facevamo un pressing altissimo e lui ci sembrava perfetto perché aveva ritmo e intensità bestiali. Non ci siamo sbagliati, e abbiamo scoperto altre qualità: è un attaccante aggressivo che lavora tantissimo per la squadra. Si rivelò perfetto per la nostra idea di pressione nella trequarti avversaria. E poi nel gioco aereo ha un timing preciso, sui cross dalle fasce attacca la palla in maniera coraggiosa e potente. E da ultimo va aggiunto che è molto rapido: nelle transizioni può essere sfruttato a meraviglia a campo aperto perché è forte e tecnico. Noi lavorammo per cercare di ordinare la sua innata ed esplosiva energia, al tempo selvaggia».

OLTRE IL CALCIATORE – «Fenomenale. Tranquillo, posato, bravissima persona, molto riservato e religioso. Rispetta alla lettera tutti i dettami legati al proprio culto, a cominciare dal ramadan. Bisogna essere molto rispettosi con lui in questo senso. Io per comunicare con Youssef nella maniera migliore e cercare di fargli arrivare il mio messaggio in modo adeguato mi appoggiavo tanto a Bounou, il portiere marocchino. Yassine gli faceva un po’ da padre e mi ha aiutato moltissimo con lui. Ma le parlo di 6 anni fa, al tempo aveva 22 anni. Dopo tanti anni tra Siviglia, Fenerbahce e Marocco parliamo di un’altra persona a livello di maturazione, e di un altro calciatore».

L’IMPATTO CON LA SERIE A – «L’Italia è molto meglio della Turchia per lui. Prima di tutto per la lingua. Parla perfettamente spagnolo e capirà tutto, e per una persona riservata come lui la cosa è molto importante, sarà decisamente più a suo agio. Poi è chiaro, il passaggio è grosso, la Juventus non è un club qualsiasi e su di lui ci saranno aspettative importanti».

SPALLETTI – «Lo spero, perché io a Youssef sono molto affezionato e mi auguro sempre il meglio per lui. Spalletti saprà che tasti toccare per farlo crescere ulteriormente, perché per me può farlo. Poi è chiaro, bisogna vedere come reagirà a un livello di esigenza che è altissimo, non c’è paragone con la Turchia. Per me ha le spalle sufficientemente larghe per reggere la pressione, ce la può fare, ma la risposta definitiva la dà sempre il campo».

L’INTERVISTA COMPLETA A LOPETEGUI

Conferenza stampa Cuesta pre Atalanta Parma: «Critiche? Non ci penso. Sul mercato voglio spendere parole per…»

Conferenza stampa Cuesta pre Atalanta Parma: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della 22ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Atalanta Parma, Carlos Cuesta ha rilasciato queste dichiarazioni.

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COME STA LA SQUADRA – «La squadra ha tanta volontà di far punti e anche una buona prestazione, la nostra ossessione è far di tutto per portare punti a casa, domani è un’opportunità. Ci sono stati dei fastidi a livello fisico, dobbiamo valutare queste situazioni».

ATALANTA «È una squadra forte, con un’identità chiara da anni al di là dei cambiamenti di allenatori. Fanno la Champions, conosciamo il loro livello. Vogliamo fare una bella prestazione per fare un buon risultato».

MERCATO – «Con la società siamo allineati sui movimenti, in questo caso spenderei parole per Vicente Guaita, che ci ha dato un contributo importante in questi mesi, così come Begic, Hernani, Lovik, hanno dato tanto e aiutato a creare un gruppo sano, una grande squadra che si aiuta costantemente uno per l’altro, provando a fare il massimo per creare i valori che si hanno in campo».

CRITICHE «Ho tanto lavoro che mi consente di concentrarmi su ciò che voglio fare e non sulle opinioni degli altri. Ho la possibilità di lavorare con grandi persone. Mi concentro sempre sul fare il massimo».

Calciomercato Bologna, è ‘giallo’ per questo giocatore: sembrava vicinissimo ma…Perché (per ora) è saltato questo colpo

Calciomercato Bologna, l’arrivo di questo giocatore in rossoblù sembrava vicinissimo ma ecco cos’è successo nelle ultime ore. I dettagli

Il calciomercato della Serie A si accende intorno a uno dei talenti più cristallini della “Next Gen” italiana. Al centro della scena c’è Matteo Prati, il metronomo del centrocampo del Cagliari che, nelle ultime ore, è diventato il protagonista di un vero e proprio giallo. Secondo quanto rivelato dall’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il giovane regista è finito prepotentemente nel mirino del Bologna. Il club emiliano segue il giocatore con estrema attenzione sin dai tempi della sua esplosione con la maglia della Spal, considerandolo il profilo ideale per geometria e intelligenza tattica.

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L’indizio: 90 minuti in panchina contro la Signora

A alimentare i sospetti di un addio imminente è stata l’ultima giornata di campionato. Prati è rimasto seduto in panchina per tutta la durata del match contro la Juventus. Una scelta che ha fatto rumore. Fabio Pisacane ha preferito affidarsi alla fisicità di Adopo e all’energia del nuovo arrivato Sulemana. Se ufficialmente si parla di scelta tecnica, molti addetti ai lavori leggono l’esclusione come un chiaro segnale di mercato: preservare il giocatore in vista di una cessione.

Il retroscena: affare a un passo martedì scorso

Il legame tra Prati e il Bologna, però, nasconde un retroscena clamoroso. Stando alla “Rosea”, il classe 2003 sarebbe stato vicinissimo al trasferimento già nella giornata di martedì scorso. Le parti sembravano aver trovato la quadra per un affare in dirittura d’arrivo, prima di subire uno stop improvviso e misterioso proprio sul rettilineo finale. Le ragioni della frenata non sono chiare: c’è chi ipotizza la volontà del Bologna di non distogliere l’attenzione dalla delicata sfida di Champions League contro il Celtic, e chi sospetta un ripensamento strategico sulle cifre. Tuttavia, la pista resta caldissima. Per Prati, l’approdo sotto le Due Torri significherebbe un ritorno in territori familiari (è romagnolo di nascita) e il salto in una squadra con ambizioni europee.

Lazio, Lotito fa chiarezza: «Mie parole distorte, non esistono giocatori contro Sarri! Gode della fiducia di società e squadra»

Lazio, il presidente Claudio Lotito ha fatto chiarezza circa le sue parole, smentendo quanto emerso in queste ore

Prende nuovamente la parola Claudio Lotito e lo fa attraverso questo chiarimento pubblicato dall’ANSA. Ecco il pensiero del presidente della Lazio.

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PAROLE – «Resto sinceramente sorpreso dalla lettura distorta e strumentale che è stata fatta di alcune mie parole, estrapolate e diffuse fuori da ogni contesto reale.

Voglio essere assolutamente chiaro una volta per tutte: alla Lazio non esistono giocatori contro l’allenatore. Maurizio Sarri gode della piena fiducia della Società, così come della totale disponibilità e del rispetto del gruppo squadra.

Nel calcio, come in qualsiasi organizzazione complessa, possono esistere momenti di confronto, di tensione o di difficoltà legati ai risultati. Trasformare però normali dinamiche professionali in presunti conflitti personali significa raccontare una realtà che non appartiene alla Lazio. Esiste invece chi, per interessi diversi, continua ad alimentare polemiche in modo strumentale.

Ciò che ritengo gravissimo è la pubblicazione di una telefonata privata, sottratta e diffusa senza alcuna autorizzazione, con l’unico obiettivo di generare clamore e danneggiare la Società. Per questo motivo, la S.S. Lazio e io personalmente provvederemo a segnalare l’accaduto al Garante per la protezione dei dati personali e alle autorità competenti, affinché vengano accertate tutte le responsabilità del caso.
Ho inoltre già richiesto, da tempo, alla Giunta competente del Senato di rendere pubblici i miei tabulati, proprio per garantire la massima collaborazione e trasparenza.

Ricevo quotidianamente migliaia di telefonate per il ruolo che ricopro. Non ho nulla da nascondere e rispondo sempre con disponibilità e correttezza, ma questo non autorizza nessuno a violare la privacy, a carpire conversazioni private o a manipolarle per costruire narrazioni false.

La Società è compatta, lo staff tecnico lavora con grande professionalità e i calciatori sono concentrati esclusivamente sul campo e sugli obiettivi sportivi. Nei giorni scorsi siamo stati insieme e abbiamo avuto un confronto lungo e costruttivo, a dimostrazione della compattezza e dell’unità che caratterizzano questo Club. Tutto il resto è rumore che non aiuta né la squadra né l’ambiente. Ne abbiamo attraversate molte in passato e ne attraverseremo altre, con la solidità e la consapevolezza di chi lavora ogni giorno, ciascuno per il proprio ruolo, per far crescere la Lazio.

In questo momento servono equilibrio, senso di responsabilità e unità. La Lazio è un patrimonio collettivo e va rispettata e tutelata, sempre.

Ora è il momento di mettere da parte ogni polemica e pensare esclusivamente alla partita di questa sera contro il Lecce.
La squadra e il mister hanno bisogno del sostegno di tutto l’ambiente laziale.

Ringrazio i tifosi che, in massa, hanno raggiunto Lecce e chiedo loro di stare vicino ai nostri colori, di sostenere i ragazzi dal primo all’ultimo minuto e di fare del loro sostegno una spinta positiva per la squadra.

È nei momenti che contano che la Lazio deve ritrovarsi unita, compatta e orgogliosa.

Pensiamo al campo, al lavoro quotidiano e all’obiettivo comune. Avanti insieme, con la squadra e con il mister»

Conferenza stampa Grosso pre Sassuolo Cremonese: «Torna Berardi, ecco come sta. Soddisfatto del mercato? Rispondo così»

Conferenza stampa Grosso pre Sassuolo Cremonese: le sue dichiarazioni alla vigilia del match della 22ª giornata di Serie A 2025/26

In conferenza stampa alla vigilia di Sassuolo Cremonese, Fabio Grosso ha presentato così la sfida.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

SASSUOLO CREMONESE – «È uno scontro diretto tra due squadre che sono tornate in Serie A in questa annata e hanno fatto un percorso simile, veniamo entrambe da un periodo in cui non si riesce a portare a casa la posta in palio per intera a casa, sono tutti ingredienti che alimentano questa sfida. Sono tutte considerazione che conosciamo e abbiamo fatto, abbiamo per voler e dover fare una grande prestazione».

CHI TORNA – «Indisponibili ormai per lunga data saranno ancora Pieragnolo e Candé, ko anche Boloca spero di recuperarlo presto. Pinamonti ha un’influenza e Cheddira ha cambiato maglia, gli altri sono dentro».

BERARDI – «Gli altri rientrano, da capire bene il minutaggio e l’utilizzo ma tutti i disponibili sono pronti per fare gara, ma è importante cominciarla bene e saperla anche finire bene. Troviamo delle nostre armi che ci permettono di riempire la gara».

CREMONESE «Questa è una squadra che ha un filo conduttore chiaro, Nicola è una brava persona e un bravissimo allenatore. La Cremonese si sa difendere bene, ricerca tanto gli inserimenti con queste corse che arrivano dagli esterni e dai centrocampisti, è una squadra che ti tiene sempre all’erta e ha caratteristiche che gli hanno permesso di fare un percorso importante. Siamo entrambi in una situazione bella e che entrambi vogliamo mantenere, per farlo bisogna avere grande ritmo, grande coraggio, la lucidità di saper riconoscere i momenti e la ‘follia’ di saper esprimere la propria qualità».

ATTEGGIAMENTO «Noi non ci dobbiamo snaturare, dobbiamo portare avanti la nostra modalità di gioco che ci ha permesso di fare belle cose, riconoscendo quello che serve dentro la partita e la bravura è quella di conoscere quello che succede e poi riesci a trovare la situazione migliore, diventi operativo e devi saper fare, quando non lo fai poi gli avversari ti mettono in difficoltà quindi bisogna cercare fare al meglio le cose che noi sappiamo fare bene e poi ovviamente c’è da saper riconoscere i pregi avversari e provare a limitarli».

RITORNO DI BERARDI – «I nostri giocatori importanti ci servono e ci serviranno sempre, senza nulla togliere a chi ha giocato in questa fase. Abbiamo avuto delle assenze pesanti, siamo contenti di riaverlo così come siamo contenti di avere gli altri e ci auguriamo».

SODDISFATTO DEL MERCATO«Ho fatto una riflessione. È due anni che sono qui e questa è una fase che ti crea sempre un po’ di turbolenze, ti toglie energie, anche a livello personale è uno spunto per essere migliori. Anche l’anno scorso è stato così. Per me è importante mantenere la lucidità, provare a fare al meglio il mio ruolo, in ogni società ci sono le varie competenze, io devo far esprimere al massimo gli interpreti a mia disposizione e la bravura che bisogna avere e voglio provare a fare sempre al meglio».

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