Pagina 374 – Calcio News 24

Como Torino, il CorSport ci va giù pesante: «Lariani macchina da calcio, granata squadra invertebrata! Baroni sta diventando IL problema»

Como Torino, il CorSport a firma Pippo Russo ha analizzato così il tennistico 6-0 con cui i lariani hanno spazzato via i granata

Come se fosse una sfida di alto livello tennistico, il Como risponde alla goleada dell’Inter con una prestazione altrettanto dominante. Sul Corriere dello Sport Pippo Russo racconta la gara e le conseguenze sulle due squadre. La formazione lariana si conferma ormai come “una nuova grande del calcio italiano”, capace di issarsi momentaneamente al quinto posto, guardando dall’alto la Juventus. Il 6-0 inflitto al Torino è la testimonianza di una crescita esponenziale, contro un avversario che, come argutamente osserva Russo, “fa tornare alla mente un’etichetta affibbiata a Mike Buongiorno dall’immenso Luciano Bianciardi: onestamente mediocre”. Il paragone scolastico è calzante: il Toro sembra quello studente che si accontenta del “5 in pagella fisso, contando che tanti altri faranno peggio”, sperando di evitare la bocciatura. Il doppio confronto stagionale, frutto di un calendario “crudele”, è impietoso: 11 gol subiti e solo uno segnato dai granata contro il Como in due mesi. Una superiorità tale che Russo ironizza: “Sarebbe bastato uno sforzo supplementare dei comaschi, lo scorso novembre, e adesso staremmo a parlare di vittoria in due set: 6-1, 6-0”.

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La goleada del Sinigaglia “fotografa questa distanza siderale“. Il Como di Cesc Fabregas “è un continuo upgrade”, ormai stabile “sul livello Europa League”. Il prossimo step per i lariani sarà superare quella “tara mentale” che ancora li frena contro le big, ma nel frattempo continuano a “prendere a pallonate le avversarie del campionato che si gioca dal sesto posto in giù”. I recenti successi esterni per 3-0 contro Lecce, Pisa e Lazio confermano che il Como è diventato “una macchina da calcio costruita su una rosa impressionante per qualità e quantità”.

Dall’altra parte, la situazione del Torino è desolante. Russo sottolinea che “parlandone si rischia di infierire”. Oltre alle quattro sconfitte consecutive e al margine ridotto sulla zona retrocessione, preoccupa l’atteggiamento di una squadra “invertebrata“. Il gol subito in contropiede sullo 0-0 è l’emblema di una formazione “che non ha la minima idea su come stare al mondo, non soltanto in campo”. Con questo spirito, il rischio di precipitare “da 5 al 4 in pagella è un attimo”. Anche la guida tecnica è sotto accusa: Marco Baroni sembra incapace di risolvere i problemi, anzi, forse “sta diventando IL problema“. Le sue “espressioni inermi” sono lo specchio di un “Toro eunuco”. Russo chiude con una pungente ironia: i primi piani dell’allenatore granata ricordano lo spot vintage con Sergio Endrigo: “«Bevo Jägermeister perché mi mette allegria». Volessero mai ripetere l’operazione, il testimonial sarebbe bell’e pronto”.

Inter, Chivu si ‘coccola’ il suo attacco ma…C’è un dato che fa riflettere: non passa inosservato in vista del Borussia Dortmund

Inter, l’attacco segna a raffica ma c’è un dato importante da tenere in forte considerazione verso il match col Borussia Dortmund

Cristian Chivu può metaforicamente puntare il cannocchiale verso l’élite del calcio continentale. Dopo la goleada tennistica rifilata sotto il diluvio al Pisa, la sua Inter vanta numeri impressionanti: 50 reti in 22 partite di campionato. Nei top 5 tornei europei, soltanto corazzate come Bayern Monaco e Barcellona hanno trovato la via del gol con più frequenza.

La Gazzetta dello Sport scrive che il tecnico nerazzurro sorride soddisfatto, ma è consapevole dell’enorme ostacolo imminente: il “Muro Giallo” di Dortmund. La sfida di Champions League contro il Borussia, che in casa ha perso una sola volta quest’anno, è decisiva per sperare negli ottavi diretti senza passare dai playoff. L’Inter proverà ad usare la sua arma migliore, l’attacco a raffica, che però vive un paradosso: devastante con le piccole, si inceppa clamorosamente nei big match.

I numeri sono chiari: nonostante i 69 gol totali stagionali, i nerazzurri hanno segnato appena 9 reti negli scontri diretti affrontati finora tra Serie A (contro le prime quattro più la Roma) e Champions (Atletico e Arsenal). Troppo pochi. In campionato, l’Inter è una macchina da guerra che domina ogni statistica offensiva (xG, tiri in porta, cross, tocchi in area), spinta da una catena mancina micidiale formata da Dimarco (5 gol e 7 assist) e Bastoni, e da una “cooperativa del gol” che ha mandato a rete già 15 giocatori diversi, con Lautaro capocannoniere.

In Europa, tuttavia, la versione nerazzurra è meno brillante: 13 gol in sette partite e tante, troppe occasioni sprecate (seconda per “big chance” mancate). Chivu parla di una squadra più matura che sta “chiudendo qualche cicatrice”. La più profonda resta proprio quel tabù negli scontri diretti. Sfondare il Muro di Dortmund sarebbe la cura definitiva.

Calciomercato Fiorentina: in quattro possono lasciare la Viola a gennaio! In entrata sono loro i grandi obiettivi. Ultimissime novità

Calciomercato Fiorentina: quattro giocatori potrebbero lasciare la Viola a a gennaio. Novità anche sul fronte entrate con due obiettivi in lista

La Fiorentina lavora instancabilmente sul mercato invernale, sondando sia il panorama italiano che quello estero alla ricerca del profilo difensivo ideale per rinforzare la rosa di Paolo Vanoli. Nonostante l’impegno, la situazione appare ancora fluida. Questa è l’analisi delle mosse che si stanno facendo proposta dal Corriere dello Sport.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Diogo Leite dell’Union Berlino si presenta come un’opportunità allettante, potenzialmente low-cost vista la scadenza imminente del suo contratto a giugno, ma la concorrenza per il portoghese non manca. Più complicata la pista che porta a Sikou Niakaté: il Braga, detentore del cartellino del 26enne, insiste per un prestito con obbligo di riscatto, formula che la dirigenza viola sta valutando attentamente. Con la finestra di mercato che chiude il 2 febbraio, i prossimi giorni saranno cruciali per sciogliere le riserve.

Parallelamente, il club è impegnato sul fronte delle uscite. La posizione di Luca Ranieri (contratto fino al 2028, ingaggio di 1,2 milioni) è legata a doppio filo agli arrivi: potrebbe essere messo sul mercato solo se la Fiorentina riuscirà a ingaggiare due nuovi difensori, e comunque per una cifra non inferiore agli 8 milioni di euro. Per quanto riguarda gli altri movimenti, Hans Nicolussi Caviglia attende un rilancio del Cagliari dopo il rifiuto del Venezia alla prima offerta. Abdelhamid Sabiri ha registrato un sondaggio da parte del Genoa, mentre per Christian Kouame l’interesse è ampio e internazionale (Pisa, Genoa, Sampdoria, Osasuna, Valencia, Girona), ma al momento non si registrano affondi concreti.

Pagelle Lecce Lazio, i giornali bocciano pesantemente tre giocatori! Nessun dubbio su chi sia l’MVP. I voti e l’analisi completa

Pagelle Lecce Lazio, i giornali hanno espresso questi giudizi dopo lo 0-0 maturato al Via del Mare. L’analisi completa e tutti i voti

Ecco un’analisi comparativa delle pagelle di Lecce Lazio dai tre principali quotidiani sportivi italiani: Corriere dello Sport, Tuttosport e La Gazzetta dello Sport.

LECCE
TOP:
Ramadani: Unanimità assoluta. Voto 7 per tutti e tre i giornali, che lo eleggono migliore in campo del Lecce (e in generale per Corriere e Gazzetta). La sua prestazione è lodata per la quantità (corsa, recuperi), la qualità (regia, impostazione) e la pericolosità offensiva (la traversa colpita). Un vero leader del centrocampo.
Falcone: Voto medio alto (6.5 per Corriere, 6 per Tuttosport e Gazzetta). La sua prova è giudicata positivamente, soprattutto per l’intervento decisivo su Dia. Nonostante una partita non troppo impegnativa, ha trasmesso sicurezza.
Tiago Gabriel: Voti costanti (6.5 per Corriere e Gazzetta, 6 per Tuttosport). Apprezzata la sua capacità di limitare Dia e la sua crescita generale.
Gallo: Voti solidi (6.5 per Corriere e Tuttosport, 6 per Gazzetta). Buona prova difensiva su Cancellieri e Isaksen, con qualche sortita offensiva.
Coulibaly: Voti positivi (6.5 per Corriere e Gazzetta, 6 per Tuttosport). Prestazione di sostanza, con tanta corsa, contrasti e anche un tentativo pericoloso verso la porta avversaria.

FLOP:
Stulic: Voti bassi (5.5 per Corriere, 6 per Tuttosport e Gazzetta). Non è riuscito a incidere in attacco, stretto nella morsa dei difensori della Lazio. Poco servito e mai pericoloso.
Banda: Voti insufficienti o appena sufficienti (5.5 per Corriere e Gazzetta, 6 per Tuttosport). Tanta voglia e velocità, ma poca concretezza e precisione nelle giocate. Si spegne presto.
Cheddira: Esordio non brillante (5.5 per Corriere, 6 per Tuttosport e Gazzetta). Ci prova, ma senza successo. Murato dalla difesa laziale.
Tete Morente: Senza voto per tutti e tre i giornali, entrato troppo tardi.

DIFFERENZE DI VOTO SIGNIFICATIVE (≥ 1 punto):
◦ Non ci sono differenze di voto pari o superiori a 1 punto tra i tre quotidiani per i giocatori del Lecce. La valutazione complessiva della squadra di Di Francesco è piuttosto omogenea.
ALLENATORE (Di Francesco):
◦ Giudizio positivo (6.5 per Corriere e Tuttosport, 6 per Gazzetta). La squadra ha giocato con personalità e aggressività, soprattutto nel primo tempo, meritando forse di più del pareggio. È mancato solo il gol.

LAZIO
TOP
:
Provedel: Il migliore della Lazio per distacco. Voto alto per tutti (7 per Gazzetta, 6.5 per Corriere e Tuttosport). Decisivo con le sue parate, ha tenuto a galla la squadra e ha raggiunto l’undicesima partita senza subire gol.
Romagnoli: Voti positivi (6.5 per Gazzetta, 6 per Corriere e Tuttosport). Buona prova difensiva, nonostante qualche difficoltà sugli inserimenti di Gandelman. Leader della retroguardia.
Basic: Voti sopra la sufficienza (6.5 per Corriere e Gazzetta, 6 per Tuttosport). Grinta, cuore e lotta a centrocampo. Si fa notare di più quando viene spostato in regia.

FLOP:
Vecino: Bocciato (5 per Gazzetta, 6 per Corriere e Tuttosport). Non riesce a prendere in mano le redini del centrocampo quando schierato in regia. Prestazione deludente.
Dia: Voti bassi (5 per Gazzetta, 6 per Corriere e Tuttosport). Non riesce a rendersi pericoloso, ben contenuto dalla difesa del Lecce. Si spegne presto dopo un inizio promettente.
Cancellieri: Insufficiente (5 per Gazzetta, 6 per Corriere e Tuttosport). Frenetico e impreciso, non riesce a incidere sulla sua fascia.
Zaccagni: Voti appena sufficienti (6 per tutti). Non il solito trascinatore. Ben marcato da Veiga, non riesce a creare pericoli.
Ratkov: Voto basso (5.5 per Gazzetta, 6 per Corriere e Tuttosport). Entra ma non trova il guizzo giusto.

DIFFERENZE DI VOTO SIGNIFICATIVE (≥ 1 punto):
◦ Non ci sono differenze di voto pari o superiori a 1 punto tra i tre quotidiani per i giocatori della Lazio. Le valutazioni sono piuttosto allineate, evidenziando una prestazione di squadra non brillante, salvata dalle parate di Provedel.

ALLENATORE (Sarri):
◦ Sufficienza (6 per tutti). La Lazio si è difesa bene, portando a casa un punto prezioso considerate le assenze. Di più non si poteva chiedere.

In sintesi, i giornali concordano nel vedere un Lecce più propositivo e una Lazio più sulla difensiva, con Ramadani e Provedel protagonisti assoluti del match. Le differenze di voto sono minime, a testimonianza di una lettura della partita piuttosto condivisa.

Roma-Milan streaming gratis? Dove vedere diretta tv live

Tra le partite di oggi, oltre al big match JuventusNapoli ce n’è un altro: stiamo parlando di Roma-Milan, che si giocherà questa sera alle ore 20.45 presso lo stadio Olimpico. Una sfida importante in ottica Champions League e Scudetto, per due squadre che attualmente sono distanziate da soli 4 punti.

I rossoneri devono rispondere al 6-2 dell’Inter contro il Pisa per tenere viva la speranza di agganciare i cugini, mentre i giallorossi hanno bisogno di una vittoria per rispondere allo straripante Como di Fabregas.

Di seguito ecco tutte le info per vedere Roma-Milan in diretta streaming live.

Roma-Milan streaming: tutte le info

Nella Serie A 2025-26 fa capolino la sfida fra Roma e Milan. Come per ogni gara del campionato di Serie A, anche questa sarà disponibile in esclusiva su DAZN (per abbonarti CLICCA QUI), la piattaforma che detiene i diritti di trasmissione della competizione. Il servizio mette a disposizione diverse formule di abbonamento, pensate per adattarsi alle necessità dei vari utenti. Ecco la tabella riepilogativa degli abbonamenti:

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L’attivazione del piano scelto può essere effettuata direttamente sul sito ufficiale di DAZN. Per quanto riguarda la possibilità di assistere gratuitamente all’incontro, va precisato che non esistono alternative legali per la visione free. I siti che offrono lo streaming senza autorizzazione violano la legge, e anche chi utilizza tali piattaforme incorre in sanzioni per uso illecito di contenuti protetti da copyright.

Roma-Milan: le probabili formazioni

Dopo le rotazioni massicce viste in Europa League, Gasperini sembra orientato a riproporre l’undici principale. Mancini, pur non al massimo della condizione, è atteso comunque in campo, mentre in mezzo tornano punti fermi come Koné e Cristante.

In difesa spazio a Ghilardi, chiamato a sostituire Hermoso. Sul fronte offensivo, Soulé e Dybala agiranno alle spalle di Malen, con Vaz inizialmente destinato alla panchina. Tsimikas è pronto a rientrare al Liverpool e non sarà della sfida.

Qualche interrogativo in più per Allegri, ma con spiragli positivi per un recupero lampo, quello di Saelemaekers, ma se l’esterno non dovesse recuperare, l’opzione dall’inizio sarebbe Athekame. Davanti prende quota il tandem Nkunku–Leão, mentre Pulisic e Füllkrug dovrebbero partire come alternative a gara in corso. Nel reparto arretrato, infine, De Winter appare in vantaggio nel ballottaggio con Pavlovic.

ROMA (3-4-2-1): Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Kone, Cristante, Wesley; Soulé, Dybala; Malen. All. Gasperini.

MILAN (3-5-2): Maignan; Tomori, Gabbia, De Winter; Saelemaekers, Ricci, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Leao. All. Allegri.

Cafù ‘gioca’ Roma Milan: «Partita Scudetto. I giallorossi possono andare lontano ma i rossoneri hanno questo vantaggio»

Cafù, ex terzino di Roma e Milan, ha parlato nel giorno del match di Serie A all’Olimpico. Queste le sue dichiarazioni

Con la Roma e il Milan ha scritto pagine indimenticabili della sua carriera e dei due club, visto che Marcos Cafu è stato protagonista dell’ultimo scudetto vinto dai giallorossi e dell’ultima Champions alzata dai rossoneri. Quella di stasera all’Olimpico sarà la “sua” partita, un derby del cuore… da scudetto. Ecco la sua intervista a La Gazzetta dello Sport.

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ROMA-MILAN GARA DA SCUDETTO «Senza dubbio sì. L’Inter è forte, ma giallorossi e rossoneri sono nelle prime quattro in classifica e devono puntare in alto. Anche al tricolore».

I MERITI DI GASPERINI «Molti perché è un grande tecnico e ha l’esperienza per far “girare” qualsiasi squadra. La sua carriera parla per lui: quando lo hanno lasciato lavorare, ha sempre fatto cose strepitose».

IL PERCORSO DELLA ROMA «Me lo aspettavo perché la squadra ha ricominciato fin dal ritiro con la giusta mentalità, con la voglia di fare sempre qualcosa di più. Io vedo sempre una squadra forte e concentrata, che vuole andare lontano. E secondo me ce la farà».

LOTTERA’ PER IL TITOLO «Perché no? Mai come quest’anno può lottare per il titolo. Adesso ricominceranno le coppe europee e, se l’Inter andrà ai playoff di Champions e la Roma si qualificherà direttamente per gli ottavi di Europa League, i nerazzurri potrebbero frenare».

WESLEY GLI PIACE «Tantissimo. Come sta giocando… Mi piace tantissimo sia a destra sia a sinistra. Di certo non ha avuto problemi di ambientamento in Italia e il calcio di Gasperini sta esaltando le sue qualità».

I MERITI DI ALLEGRI «Ha messo i giocatori nelle posizioni giuste e ha dato loro serenità. Non era scontato per un gruppo che veniva da una stagione difficile come la scorsa. Con lui la squadra ha iniziato a girare fin dal precampionato. Non potrà mica essere un caso…».

LEAO «Sul fatto che Leao è forte, non ho mai avuto dubbi. L’anno passato ha avuto degli alti e bassi, ma uno come lui non si discute. Meno male non è andato via durante il mercato».

L’ADDIO DI THEO «Da ex terzino, quando un terzino forte se ne va dal Milan, un po’ di rammarico è inevitabile. Chissà cosa avrebbe fatto con Allegri? A sinistra però Bartesaghi sta dimostrando di avere fisico, personalità e mezzi tecnici per arrivare lontano».

ANCHE IL MILAN PER LO SCUDETTO «Lo stesso. Perché è secondo in classifica e non ha le coppe europee. Lavorare tutta la settimana per preparare l’incontro del weekend è un bel vantaggio: ti permette di avere meno stanchezza nelle gambe e le idee più chiare complici gli allenamenti».

CHI É FAVORITO «I rossoneri saranno più riposati, ma i giallorossi hanno entusiasmo perché stanno andando forte. Sia in campionato sia in Europa».

PER CHI TIFERÀ STASERA «Mi godrò lo spettacolo».

IL RICORDO PIÙ BELLO ALLA ROMA «Senza dubbio lo scudetto vinto con compagni super come Totti, Batistuta, Aldair, Samuel, Montella, Emerson…».

QUELLA ROMA OGGI VINCEREBBE LO SCUDETTO «Al 100%».

IL RICORDO PIÙ BELLO AL MILAN «La Champions alzata ad Atene perché era una sfida molto particolare e sentita: per i miei compagni era soprattutto la rivincita della coppa persa contro il Liverpool a Istanbul; per me anche la possibilità di conquistare l’unico trofeo che mi mancava».

QUEL MILAN OGGI VINCEREBBE LA CHAMPIONS «Avrebbe ottime possibilità».

Veltroni esalta Spalletti però… «Ha trovato macerie e ha messo insieme una squadra. Ma come si fa a non avere nostalgia di Conte?»

Veltroni ha parlato così di Luciano Spalletti e Antonio Conte nel giorno di Juve Napoli. Queste le sue dichiarazioni

Walter Veltroni, politico, scrittore e grande tifoso bianconero, ha parlato nel giorno di Juve Napoli di Spalletti e Conte a Tuttosport. Queste le sue dichiarazioni.

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SPALLETTI – «Mi piace molto Spalletti: è uno istintivo e capisce di calcio. Diciamoci la verità: alla Juventus ha trovato macerie e ha messo insieme una squadra. Ha dato sicurezza a tutti. Ha fatto capire che esiste un undici titolare. Ha fatto le cose che fanno i grandi allenatori, quale lui è. Perché ha sempre fatto bene e sulla parentesi della Nazionale ci sarebbe da dire molto e se un giorno la racconteranno o si racconterà…»

CICLO – «Con lui e con una buona campagna acquisti, non fatta con le date di nascita e gli algoritmi, ma come la Juventus l’ha sempre fatta quando prendeva Scirea, Cabrini, Tardelli, ma anche Vignola, Caricola, Prandelli, Torricelli e Di Livio. Uomini prima che campioni. E poi andare a vederli, parlare loro, capire come sono. Non farsi guidare dai procuratori che ti fottono anche i pantaloni»

CONTE A TORINO – «Come fai a non avere nostalgia di lui, di Allegri, di Lippi, di Trapattoni? Si ha nostalgia di quelli con i quali si è vinto. Capisce tanto di calcio. Se tu pensi come Conte trovò la Juve e come la cambiò in un solo anno, ecco quello ti dà la misura dell’allenatore»

VIALLI – «Vialli è stato un calciatore abbastanza particolare. Per il suo cervello; per il modo in cui giocava, che era un misto di tecnica e di fantasia; per il suo carattere; per il suo sorriso e per il suo senso dell’umorismo. E anche per il modo in cui ha affrontato il cancro, sì cancro perché si chiama così. Quell’abbraccio con Roberto Mancini, poi, è nella memoria di tutti. È il simbolo dei Campionati europei del 2021, così come l’urlo di Tardelli è quello dei Mondiali del 1982. In quell’abbraccio c’è veramente tutto. Per questo Luca è ancora così tanto presente. Sono pochi i calciatori italiani che ci riescono, sicuramente Gigi Riva e pochi altri. Però, tra i due, Riva comunicava di meno rispetto a Vialli. Anzi Gigi non comunicava affatto: era un muro di silenzio, diciamo così. Ci sono dei calciatori che sono entrati nella poesia del mondo. Sicuramente Luca è tra questi. Non ce ne sono oggi come lui. Ma sa, oggi il calcio ha perso moltissimo. Ha perso molto sentimento, ha perso molta poesia».

YILDIZ – «Sì, molto. Della Juve di oggi ci sono solo due giocatori che avrebbero potuto giocare in quelle del passato vincente e sono Yildiz e Bremer. Yildiz è un talento, fuori discussione: salta l’uomo, tira a rientrare, fa cose meravigliose, come Dybala (ma avete visto che magia il passaggio di Paulo a Malen contro il Torino?). Bremer, invece, mi ricorsa Jurgen Kohler, il classico centrale della Juve possente e feroce».

Juventus-Napoli streaming gratis? Dove vedere la diretta tv live

Nel calendario delle partite di oggi per quanto riguarda il campionato di Serie A, spicca il big match delle 18 Juventus-Napoli. Si tratta di una partita molto importante in chiave Champions League, anche perché il Como che si è imposto a valanga contro il Torino ora fa veramente paura.

All’Allianz Stadium va dunque in scena una sfida che è già affascinante di suo, ma che nella pratica risulterà decisiva nella rincorsa all’Europa che conta da parte delle due squadre. Andiamo a scoprire nel dettaglio dove vedere Juventus-Napoli in streaming diretta tv live.

Juventus-Napoli streaming: tutte le info

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Juventus-Napoli: le probabili formazioni

Nonostante il passo falso inatteso di Cagliari, Spalletti trova motivi per essere soddisfatto grazie al successo europeo contro il Benfica guidato da Mourinho. In casa bianconera cresce la fiducia: la lista degli indisponibili è ridotta al minimo, con le sole assenze di Milik, Rugani e Vlahovic. Al di là della consueta elasticità tattica del tecnico, la gara dovrebbe svilupparsi su binari speculari, con un modulo di base 1-3-4-2-1 e poche incertezze di formazione.

Tra i pali spazio a Di Gregorio, mentre davanti a lui agirà una linea a tre composta da Kalulu, Bremer e Kelly. A centrocampo c’è il verdetto su McKennie: giocherà a destra. Cambiaso a sinistra, con Locatelli e Khephren Thuram nel cuore della manovra. Sulla trequarti Conceição parte favorito sul lato destro nel confronto con Miretti, mentre Yildiz presidierà la zona mancina. In attacco la prima scelta resta David, anche se Openda continua a mettere pressione al canadese.

Scenario decisamente più complicato, invece, per Conte. Anguissa è ancora in fase di recupero, De Bruyne e Gilmour restano ai box da tempo e si è aggiunto il serio stop di Neres, che rischia un intervento alla caviglia. A questi si sommano le perduranti assenze di Politano e Rrahmani. Come ulteriore imprevisto, altro forfait in casa Napoli: nell’ultima seduta Milinkovic-Savic ha accusato un fastidio muscolare che lo rende in dubbio, con Meret pronto a subentrare.

Con Lang e Lucca ceduti temporaneamente per esigenze di bilancio e in attesa che Giovanni Manna riesca a completare il mercato in entrata, le alternative sono limitate. Anche per questo appare difficile un cambio di sistema: il 1-3-4-2-1 sembra destinato alla conferma. In porta Meret se Milinkovic-Savic non verrà rischiato; difesa a tre con Beukema, Buongiorno e Juan Jesus; a centrocampo Di Lorenzo, Lobotka, McTominay e Spinazzola. Sulla trequarti Vergara ed Elmas agiranno alle spalle di Hojlund.

Conte valuta però anche un’aggiustamento difensivo, viste le difficoltà recenti di Buongiorno: Di Lorenzo potrebbe arretrare come braccetto destro, con Beukema centrale e Juan Jesus sul centrosinistra. In questo scenario si rivedrebbe Gutiérrez esterno a destra, soluzione già sperimentata a Copenaghen. Dalla panchina restano pronti Lukaku e il nuovo arrivato Giovane, appena tesserato e subito convocato, pronti a dare il loro contributo se necessario.

JUVENTUS (1-3-4-2-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly; McKennie, Locatelli, K.Thuram; Conceicao (Miretti), Yildiz; David (Openda). All. Spalletti.

NAPOLI (1-3-4-2-1): Meret (Milinkovic-Savic); Beukema, Buongiorno, Juan Jesus; Di Lorenzo, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara, Elmas; Hojlund. All.Conte.

Calciomercato Juventus: se saltasse En-Nesyri…Tre alternative al marocchino, ecco i nomi nell’agenda di Ottolini e Comolli

Calciomercato Juventus: se dovesse saltare En-Nesyri, i bianconeri in agenda avrebbero queste tre alternative. Di chi stiamo parlando

Doveva essere il fine settimana dei sorrisi e delle firme, si è trasformato in 48 ore di attesa spasmodica e tensione. Il futuro dell’attacco della Juventus è appeso a un filo sottilissimo. La trattativa per portare a Torino Youssef En-Nesyri, centravanti del Fenerbahçe, ha subito una brusca e inaspettata frenata proprio a un metro dal traguardo. Secondo quanto riportato dall’edizione odierna di Tuttosport, l’attaccante non ha ancora sciolto le riserve, bloccando di fatto un affare che i club avevano già definito in ogni dettaglio.

La tentazione Siviglia e l’ultimatum

A far vacillare il marocchino è l’inserimento prepotente del Siviglia, club con cui ha già vinto in passato e che sta facendo leva sui ricordi per riportarlo in Liga. Di fronte a questo stallo, la reazione della Juventus è stata ferma: nessuna asta emotiva. La dirigenza della Continassa ha fissato per domani, lunedì, il “dentro o fuori” definitivo. Il messaggio recapitato all’entourage è chiarissimo: Luciano Spalletti vuole in rosa solo giocatori convinti al 100% del progetto. Se En-Nesyri non mostrerà questa “fame”, l’affare salterà definitivamente.

Il Piano B: Zirkzee, Beto e il ritorno di Mateta

Ottolini non si è fatto trovare impreparato e ha già strutturato un piano alternativo di assoluto spessore internazionale. Se il marocchino dovesse rinunciare, la Juventus virerebbe immediatamente su tre profili:

  1. Joshua Zirkzee: Il talento olandese del Manchester United, attaccante di manovra dotato di una tecnica sopraffina e grande visione di gioco, è il sogno per alzare la qualità del palleggio offensivo.
  2. Beto: La punta dell’Everton rappresenta l’opzione “fisica”. Giocatore di rottura, conosce perfettamente la Serie A dai tempi dell’Udinese ed è pronto a garantire gol e profondità.
  3. Jean-Philippe Mateta: Il bomber del Crystal Palace, accantonato nelle scorse ore proprio per favorire En-Nesyri, tornerebbe prepotentemente in auge.

La strategia è fluida ma decisa: serve un numero nove entro poche ore. Non c’è più tempo per i dubbi.

Calciomercato Lazio: Romagnoli saluta, mentre Gila…Si apre questo scenario per il futuro dello spagnolo! Cosa bisogna aspettarsi

Calciomercato Lazio: Romagnoli ai saluti, per Gila si è aperto questo scenario per il futuro! Cosa sta succedendo

Il calciomercato riserva scossoni improvvisi sull’asse Roma-Milano, delineando una vera e propria rivoluzione per la difesa della Lazio. Se da un lato si pianifica il futuro estivo con una cessione eccellente, dall’altro si consuma un addio immediato e doloroso. Secondo quanto riportato dall’esperto di mercato Nicolò Schira, il destino di Mario Gila sembra ormai lontano dalla Capitale. Il difensore spagnolo classe 2000 sarebbe pronto a salutare i biancocelesti al termine della stagione. Su di lui si è fiondato con decisione il Milan.

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Il piano del Milan e l’intesa col giocatore

Il club rossonero ha individuato in Gila il rinforzo ideale per garantire velocità e aggressività al reparto arretrato del futuro. I primi contatti hanno dato esito positivo: c’è già un principio di intesa con l’entourage del calciatore, che vede nel progetto milanista la vetrina perfetta per la sua definitiva consacrazione. Tuttavia, convincere Claudio Lotito non sarà facile. Il presidente della Lazio valuta il cartellino circa 20 milioni di euro. Una cifra su cui non si accettano sconti, complice una clausola “scomoda”: il Real Madrid vanta infatti il 50% sulla futura rivendita. Incassare meno di 20 milioni significherebbe per la Lazio metterne a bilancio meno di 10, una cifra troppo bassa per sostituire un titolare.

Romagnoli: l’addio è adesso

Se per Gila se ne riparlerà a giugno, per Alessio Romagnoli i titoli di coda sono già scorsi. Il capitano ha salutato la sua gente al termine dell’ultima gara con la Lazio, regalando la maglia alla curva in un gesto inequivocabile. La trattativa con l’Al-Sadd è definita: Romagnoli volerà in Qatar per una nuova avventura ricchissima. Sui social, il club ha omaggiato il giocatore, che ha risposto con un messaggio d’amore: “Da sempre e per sempre nel mio cuore”. La Lazio perde il suo leader difensivo, preparandosi a mesi di grandi cambiamenti.

Mercato Roma, i giallorossi non si fermano! Ancora colpi da qui alla fine, 5 nomi sul taccuino di Massara. Chi potrebbe arrivare

Mercato Roma, i giallorossi sono scatenati sul fronte attacco. Massara ha 5 nomi sul taccuino per rinforzare la rosa da qui a fine gennaio

Il cantiere della Roma è ancora aperto, specialmente lì davanti. Il reparto offensivo resta uno dei nodi principali da sciogliere per la dirigenza giallorossa in queste ultime battute di mercato. La presenza del giovane Venturino come alternativa sugli esterni non lascia tranquillo Gian Piero Gasperini. Il tecnico ha chiesto un innesto capace di garantire profondità e soluzioni tattiche diverse. La caccia all’ala, dunque, non si ferma.

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Il sogno impossibile e la nuova priorità: Leo Sauer

Se fino a pochi giorni fa il nome caldo era quello di Mathys Tel, la pista che porta al gioiello del Bayern Monaco si è raffreddata drasticamente. I costi elevati dell’operazione e la resistenza dei bavaresi rendono l’affare quasi impossibile per questa sessione. Ecco perché, secondo quanto riportato da Il Messaggero, il mirino si è spostato in Olanda. Il nome che sta scalando le gerarchie è quello di Leo Sauer. Esterno offensivo del Feyenoord, slovacco classe 2005, Sauer è un profilo che piace moltissimo a Trigoria per la sua capacità di giocare su entrambe le fasce e per la facilità nel saltare l’uomo.

Il club di Rotterdam valuta il suo cartellino intorno ai 15 milioni di euro: una cifra importante, ma ritenuta sostenibile rispetto ai costi di Tel. Sul taccuino degli osservatori, come alternative “green”, restano monitorati anche Mika Godts (talento dell’Ajax) ed El Mala, profili di prospettiva da inserire gradualmente.

Il “Piano B”: l’usato sicuro Carrasco

Tuttavia, se le piste giovani non dovessero concretizzarsi, la Roma ha pronto un piano di riserva di assoluto spessore. Sul tavolo rimane l’opzione Yannick Ferreira Carrasco. L’esterno belga rappresenterebbe la soluzione “pronto uso”. Diverso per età e percorso rispetto a Sauer, Carrasco garantirebbe quella qualità immediata e quella malizia tattica che potrebbero servire subito alla causa di Gasperini per la corsa Champions.

Calciomercato Inter: via Sommer e Luis Henrique, decisione presa! Chi saranno i loro sostituti, ecco i due nomi

Calciomercato Inter: Sommer e Luis Henrique in partenza, scelta fatta! Chi saranno i loro sostituti, tutti i dettagli

Pubblicamente protetti, privatamente sul mercato. È questo il paradosso che vivono due dei protagonisti, in negativo, della recente e sofferta rimonta dell’Inter contro il Pisa. Cristian Chivu ha voluto alzare uno scudo difensivo davanti ai microfoni per tutelare la squadra. Tuttavia, come riporta l’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, il destino di Yann Sommer e Luis Henrique sembra ormai segnato. Seppur con tempistiche diverse, entrambi sono destinati a lasciare Milano, con la dirigenza di Viale della Liberazione già al lavoro per ridisegnare l’Inter del futuro.

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La porta: addio Sommer a giugno, tutto su Vicario

Per quanto riguarda la porta, la decisione è presa ma sarà operativa a fine stagione. L’esperto portiere svizzero saluterà a giugno. Il casting per l’erede ha un nome in cima alla lista: Guglielmo Vicario. L’estremo difensore attualmente al Tottenham è il prescelto. L’operazione non è economica: il costo del cartellino si aggira sui 30 milioni di euro, ma l’Inter lo considera un investimento decennale.

Il flop Luis Henrique: addio immediato?

Più urgente e spinosa la questione legata a Luis Henrique. L’esterno brasiliano, arrivato in estate dal Marsiglia per la cifra importante di 25 milioni di euro, non è mai riuscito a imporsi negli schemi di Chivu, apparendo spesso spaesato tatticamente. Per lui l’addio potrebbe consumarsi già in questa finestra di gennaio. Su di lui ci sono sirene dalla Premier League (Bournemouth) e dalla Turchia (Besiktas). La sua cessione libererebbe lo spazio per una suggestione romantica: il ritorno di Ivan Perisic. Il croato è il nome caldo per ridare solidità immediata alla corsia mancina.

Calciomercato Milan: retroscena Maignan. In tre sono stati ‘decisivi’ per il sì al rinnovo, cos’è successo nello spogliatoio

Calciomercato Milan: Mike Maignan verso il rinnovo con i rossoneri ma in tre sono stati decisivi per la firma del portiere.

La fumata bianca è finalmente arrivata, diradando le nubi di una trattativa che per mesi ha tenuto col fiato sospeso il mondo rossonero. Mike Maignan e il Milan andranno avanti insieme, legandosi con un accordo a lungo termine che blinda la porta del Diavolo fino al 2031. L’intesa definitiva è stata trovata in ogni dettaglio: mancano solo le formalità burocratiche prima dell’annuncio ufficiale, che sancirà la fine di una telenovela di mercato complessa e il nuovo inizio per il capitano rossonero.

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Le cifre: stipendio raddoppiato, al livello di Leao

Secondo quanto riportato questa mattina da La Gazzetta dello Sport, lo sforzo economico della società di Via Aldo Rossi è stato imponente, a testimonianza della centralità del giocatore nel progetto. L’ingaggio di “Magic Mike passerà dagli attuali 3,2 milioni a 5 milioni di euro più bonus a stagione. Con questo adeguamento, Maignan diventa uno dei calciatori più pagati della rosa, raggiungendo sul gradino più alto del podio Rafael Leao. Un riconoscimento doveroso per un atleta che indossa la fascia di capitano e che, con le sue parate spesso decisive, ha tenuto a galla la squadra nei momenti difficili.

Il fattore Allegri e lo staff

Se la trattativa, a un certo punto congelata, si è sbloccata, il merito va anche alla gestione umana e tecnica di Massimiliano Allegri. L’allenatore livornese ha lavorato ai fianchi del giocatore, ricostruendo un feeling che sembrava perduto. Fondamentale anche l’apporto di Claudio Filippi, il preparatore dei portieri arrivato con lo staff di Allegri, che ha saputo stimolare Maignan ritrovando l’alchimia perfetta sul campo d’allenamento.

Il pressing dello spogliatoio

Non solo dirigenza e allenatore: a convincere Maignan a sposare la causa rossonera sono stati anche i compagni. Nelle ultime settimane, il pressing affettuoso di leader come Matteo Gabbia e soprattutto di Adrien Rabiot è stato determinante. Il portiere, che in una fase delicata sembrava isolarsi, ha ritrovato il sorriso e la voglia di vincere con questa maglia. La firma è ormai una formalità: il Milan blinda il suo numero uno.

Napoli, rivoluzione Conte: sta pensando a questo cambio di formazione! Come sta Milinkovic-Savic e sul mercato…

Napoli, Antonio Conte starebbe pensando a questo cambio di formazione! Le condizioni di Milinkovic-Savic e le novità sul mercato…

A poche ore dal fischio d’inizio del big match contro la Juventus, in casa Napoli scatta l’allarme rosso tra i pali. La vigilia della supersfida di Torino si complica maledettamente per Antonio Conte, costretto a gestire un’emergenza dell’ultimo minuto che rischia di stravolgere i piani difensivi. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, Vanja Milinkovic-Savic ha accusato un problema fisico durante la rifinitura. Il portiere serbo ha avvertito un fastidio a una gamba che mette in forte dubbio la sua presenza per stasera.

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L’ora di Meret: ritorno dopo 4 mesi?

Lo staff medico valuterà le condizioni di Vanja con un provino decisivo nelle prossime ore, ma il pessimismo filtra. Conte ha già messo in preallarme Alex Meret. Per l’estremo difensore friulano, scivolato nelle gerarchie e reduce da mesi difficili tra scelte tecniche e infortuni, si tratterebbe di un ritorno in campo clamoroso e immediato. La sua ultima apparizione ufficiale risale addirittura al 28 settembre contro il Milan. Stasera, in uno stadio infuocato come quello della Juve, potrebbe toccare a lui difendere la porta azzurra, richiamato in causa proprio nel momento più delicato.

Rivoluzione tattica: addio ali, si passa al 3-5-2

Ma le novità non riguardano solo la porta. L’emergenza offensiva, aggravata dall’addio di Lang e dall’infortunio alla caviglia di David Neres, sta spingendo Conte e il Direttore Sportivo Giovanni Manna a rivedere le strategie di mercato e di campo. L’idea di acquistare un’ala pura sembra tramontata. Il tecnico salentino sta seriamente valutando il passaggio definitivo al 3-5-2, modulo che esalta la compattezza e le ripartenze.

Obiettivo Juanlu Sanchez

Questo cambio di rotta tattica impone un profilo diverso sul mercato: non più un attaccante esterno, ma un “quinto” di centrocampo capace di coprire tutta la fascia destra. Il nome tornato prepotentemente di moda è quello di Juanlu Sanchez. L’esterno spagnolo del Siviglia, già seguito in estate, è l’identikit perfetto per il nuovo assetto: gamba, resistenza e capacità di interpretare le due fasi. Se il Napoli stasera si schiererà a specchio o cambierà pelle, lo dirà il campo, ma la rivoluzione azzurra sembra appena iniziata.

Juventus, Thuram rivela: «Io mai all’Inter, posso diventare più forte con Spalletti! Ha affisso un foglietto nella sala video…»

Juventus, Khephren Thuram ha rilasciato un’intervista nella quale si è soffermato così sul momento attraversato in bianconero

Intervistato da La Gazzetta dello Sport, Khephren Thuram ha rilasciato queste dichiarazioni.

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REGALO PIU BELLO DI SUO PADRE«Non mi viene in mente, sono sincero. I nostri genitori hanno dato tanto amore a me e Marcus, ma senza viziarci. Non mi sono mai sentito raccomandato, solo fortunato. Il privilegio non è essere figlio di Lilian Thuram, ma avere un papà che mi vuole tanto bene. È scappato un complimento dopo il suo bel gol al Benfica? Mi ha detto bravo, ma subito dopo mi ha spiegato le situazioni in cui mi sarei potuto comportare meglio. Cose tra noi, segreti tra padre e figlio».

UNA SPALLETTATA«Nella sala video ha affisso tanti foglietti, sono informazioni utili. Ce ne è uno che ci ricorda di girare la testa in campo. Ho imparato da tutti gli allenatori, ma Spalletti è quello con più esperienza. È vero, è geniale: vede cose che altri neanche immaginano. Posso diventare un giocatore più forte grazie a lui».

PAURA DEL NAPOLI – «Il Napoli è forte e ha un grande allenatore, papà mi ha detto che Conte era uno di personalità anche da giocatore. Ma siamo la Juve e qui l’unico pensiero è vincere».

SCUDETTO «Mai dire mai. Alla Juventus giochi sempre per trionfare e poi si vedrà alla fine».E

ESULTANZA CON MCKENNIE, DAVID, KALULU E YILDIZ«Durante la settimana ne parliamo nello spogliatoio e ci facciamo venire qualche idea. Col Benfica volevamo farci fotografare insieme, ognuno doveva inventarsi una posa. Io il regista dei balletti? Lo siamo tutti (risata, ndr). Vediamo il prossimo…».

MATETA O KOLO MUANI LO HAN CHIAMATO? – «No, Mateta non mi ha chiamato. Randal sta bene al Tottenham, quando sei un giocatore devi cambiare pagina in fretta».

BENZEMA O KANTE’ ALLA JUVE «Certo, parliamo di giocatori ancora fortissimi e alla Juventus si sta bene. Il calcio sta cambiando, adesso i campioni arrivano a 40 anni. Benzema ne ha 38, ma è intelligente, sa fare gol e ha vinto il Pallone d’oro: farebbe la differenza alla Juve, in Serie A e in tutti i tornei del mondo. Vale lo stesso per Kanté».

MARCUS ALLA JUVE«Alla Juve no, Marcus ha la sua squadra. Giochiamo insieme nella Francia, basta quello».

INTER – «Non si può star dietro a tutte le voci, io sto bene alla Juve e non andrei mai all’Inter».

POGBA – «Spero di non essere ancora vicino al top, voglio migliorare. Pogba è inarrivabile, come lui ne nascono pochi: è il mio preferito. Ma lui è Pogba, io Khephren Thuram».

En-Nesyri alla Juve: bianconeri infastiditi, ultimatum all’attaccante! Perché la situazione sta spazientendo la dirigenza

En-Nesyri alla Juve: la dirigenza bianconera è infastidita per i tentennamenti dell’attaccante marocchino. Cosa sta succedendo

Quello che sembrava un affare in dirittura d’arrivo si è trasformato improvvisamente in una partita a scacchi che andrà ai tempi supplementari. Youssef En-Nesyri non è ancora sbarcato a Torino. Anzi, il pallone è scivolato pericolosamente in un mare di dubbi che rischia di far naufragare l’intera operazione proprio sul più bello. Lo scrive La Gazzetta dello Sport.

I dubbi del giocatore: formula e cuore

Il centravanti marocchino, atteso sotto la Mole nelle scorse ore, ha tirato il freno a mano. Due sono i motivi principali che hanno spinto il giocatore a “buttare la palla in tribuna”. Il primo è di natura contrattuale: En-Nesyri non è convinto fino in fondo della formula messa sul tavolo dalla dirigenza bianconera, ovvero un prestito senza obbligo di riscatto. Una soluzione che il giocatore percepisce come precaria, preferendo garanzie maggiori sul suo futuro. Il secondo ostacolo è sentimentale e porta il nome del Siviglia. Il club andaluso, dove la punta ha militato per quattro stagioni vincendo e segnando a raffica, si è rifatto sotto con prepotenza. Il richiamo della Liga e di un ambiente che lo considera un idolo sta facendo vacillare le certezze costruite con la Juve.

L’irritazione della Juventus

Dall’altra parte della barricata c’è una Juventus perplessa e, a tratti, infastidita. Il club bianconero, che aveva già incassato il via libera totale del Fenerbahçe (proprietario del cartellino), si sta interrogando sulla reale motivazione del ragazzo. La dirigenza non gradisce la mancanza di entusiasmo mostrata da En-Nesyri di fronte alla prospettiva di vestire la maglia bianconera. Per Spalletti l’atteggiamento è fondamentale tanto quanto la tecnica.

Lunedì di fuoco: ultimatum all’orizzonte

E allora? La situazione è di stallo totale, ma non durerà a lungo. La giornata di domani, lunedì 26 gennaio, diventa quella del “dentro o fuori” definitivo. La Juventus non ha intenzione di aspettare oltre: o i dubbi verranno sciolti immediatamente, o la trattativa salterà definitivamente. E visto il clima delle ultime ore, un clamoroso dietrofront non sarebbe più una sorpresa, costringendo Ottolini a cercare un piano C in extremis.

El Hadj Malick Cissé Milan: colpo rossonero, bruciata la concorrenza di Lipsia e Barcellona per il 2008. Chi è, storia e carriera

El Hadj Malick Cissé Milan: chi è colpo per cui i rossoneri han bruciato la concorrenza di Lipsia e Barcellona. La storia e la carriera

Mentre l’attenzione dei tifosi e della stampa è catalizzata dal calcio giocato e dall’imminente big match che attende la squadra nella Capitale, la dirigenza del Milan lavora a fari spenti per assicurarsi il futuro. Il club di via Aldo Rossi sarebbe a un passo da un colpo di prospettiva internazionale di assoluto rilievo. Secondo quanto riportato da Luca Bianchin sulle colonne de La Gazzetta dello Sport, i rossoneri sono vicinissimi all’acquisto di El Hadj Malick Cissé. Si tratta di un’operazione che porta la firma inconfondibile di Igli Tare.

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Chi è Malick Cissé: il gigante che ha stregato gli scout

Nonostante la carta d’identità reciti anno di nascita 2008, Cissé è già considerato uno dei profili difensivi più promettenti del panorama mondiale. Difensore centrale moderno, dotato di una struttura fisica imponente abbinata a una velocità di base notevole, il senegalese ha rubato l’occhio agli addetti ai lavori lo scorso novembre. Durante il Mondiale Under 17, infatti, ha guidato la retroguardia del Senegal con una leadership e una personalità fuori dal comune per un ragazzo della sua età, dimostrandosi dominante nei duelli aerei e nell’uno contro uno.

Beffate le big d’Europa

L’accelerazione del Milan è stata decisiva per vincere quella che si stava trasformando in una vera e propria asta internazionale. Su Cissé, infatti, avevano posato gli occhi club del calibro del Barcellona e del RB Lipsia. Tare ha giocato d’anticipo, convincendo l’entourage del ragazzo con un progetto tecnico chiaro.

La strategia: un percorso “alla Camarda” per Allegri

Il piano del club prevede un inserimento immediato di Cissé nel settore giovanile rossonero, per permettergli di ambientarsi al calcio italiano senza pressioni eccessive. L’obiettivo a medio termine, però, è quello di aggregarlo alla prima squadra di Massimiliano Allegri già per i prossimi ritiri pre-stagionali. Il tecnico livornese ha sottolineato la necessità di avere in casa i “garanti del futuro”. In un mercato dove difensori pronti costano cifre esorbitanti, investire sui classe 2008 permette al Milan di costruire un patrimonio inestimabile, seguendo la strada già tracciata con successo da talenti come Camarda e Comotto.

Sarri a Sky da cuore biancoceleste: «La Lazio è una storia grossa, lo faccio per l’amore dei tifosi. Ci stiamo ridimensionando»

Sarri, allenatore della Lazio, ha parlato a Sky così dopo il pareggio nel match contro il Lecce, valido per la 22ª giornata di Serie A 2025/26

Maurizio Sarri, allenatore della Lazio, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel post partita del match pareggiato per 0-0 contro il Lecce. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

MESSAGGIO AI TIFOSI – «Alla gente della Lazio ho promesso che avrei fatto di tutto e avrei accettato qualsiasi cosa, lo faccio per l’amore che mi stanno dando. La Lazio è qualcosa che non lo puoi capire, è una storia grossa, non lo capisci fin quando non ci sei dentro».

RIDIMENSIONAMENTO – «Fino a questo momento ci stiamo ridimensionando, poi facciamo i conti alla fine. La società dice che vuol fare una squadra giovane, a me dell’anagrafe non importa niente. Se c’è qualità c’è qualità a 20/30 anni».

I SINGOLI – «Nei primi 10/15 minuti non aveva fatto neanche male Dia, poi gli sono arrivate tutte palle sporche. Ratkov e Taylor li ho visti in crescita. Abbiamo degli attaccanti che fanno fatica a trasformare in occasione la mole di gioco. Ma forse non è colpa loro e magari è colpa nostra che non li mettiamo in condizione».

VEDI LA LUCE NELLA NOTTATA? – «Non so se la notte sta prendendo una direzione, in questo momento la tentazione di dirti di no è grossa. Poi magari nei prossimi giorni vengo smentito».

L’INTERVISTA COMPLETA DI SARRI DOPO LECCE LAZIO

Lecce, Di Francesco dopo il pareggio con la Lazio: «Nel primo tempo abbiamo dominato, meritavamo qualcosa in più!»

Lecce, Eusebio Di Francesco ha parlato così dopo il pareggio nel match contro la Lazio, valido per la 22ª giornata di Serie A 2025/26

Eusebio Di Francesco, allenatore del Lecce, è intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel post partita del match pareggiato per 0-0 contro la Lazio. Di seguito riportate le sue dichiarazioni.

PRESTAZIONE  «Oggi una grande prestazione, abbiamo cercato di vincere. Nel primo tempo abbiamo dominato, non abbiamo permesso alla Lazio di tirare in porta. Dispiace per il mancato gol, meritavamo qualcosina in più così come nelle altre sfide».

ASPETTI – «In questo periodo manca un po’ di fortuna, lo dimostra la traversa di Ramadani. Questo aspetto pesa, dobbiamo liberarcene dal punto di vista mentale. Mi complimento con la squadra. Sono alla ricerca di soluzioni per arrivare all’obiettivo, che è quello della salvezza».

Queste le sue parole a Dazn: «Ci è mancato un pizzico di fortuna, abbiamo dominato nel primo tempo, non abbiamo concesso niente alla Lazio che davanti può far male a tutti, ha giocatori di livello. Peccato, serviva fortuna e un pizzico di lucidità in più. Dobbiamo liberarci mentalmente dal problema dei gol. La Lazio faceva fatica a prenderci, arrivavano in ritardo. Mercato? Cheddira lo conoscevo, l’ho avuto a Frosinone, è bravo ad attaccare la profondità; Gandelmann mi ricorda Stefano Mauri, nel modo di attaccare la porta, è un giocatore interessante che deve conoscere il campionato, ma ha impattato molto bene».

Mlacic Inter: piede sull’acceleratore, nerazzurri pronti a chiudere! Ma c’è una novità: cambiano i piani di Marotta e Ausilio

Mlacic Inter: novità nell’operazione per il difensore dell’Hajduk Spalato. I nerazzurri hanno cambiato piani, cosa sta succedendo

L’Inter non guarda solo al presente e alla corsa Scudetto, ma getta le basi per la difesa del domani. La dirigenza di Viale della Liberazione è pronta a chiudere un’operazione di grande prospettiva in Croazia. Il nome cerchiato in rosso è quello di Branimir Mlačić, promettente difensore centrale dell’Hajduk Spalato. Secondo quanto confermato dall’esperto di mercato Gianluigi Longari attraverso il suo profilo X, il club nerazzurro sta spingendo sull’acceleratore per definire l’affare in queste ore e blindare il ragazzo.

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I dettagli economici e la formula

L’operazione è impostata su basi solide: l’Inter è pronta a mettere sul piatto circa 5 milioni di euro per assicurarsi il cartellino del classe 2007. Tuttavia, i tifosi non lo vedranno subito alla Pinetina. La strategia concordata prevede infatti che Mlačić rimanga in prestito all’Hajduk fino al termine della stagione attuale. Questa scelta permetterà al giovane difensore di completare il suo percorso di crescita in un ambiente familiare, accumulando esperienza preziosa prima del grande salto nel calcio italiano previsto per l’estate 2026.

Superati gli ostacoli: il nodo agente

La strada per arrivare al traguardo, però, non è stata priva di insidie. Negli scorsi giorni la trattativa ha rischiato di arenarsi a causa di alcune complicazioni burocratiche e professionali. Nello specifico, un improvviso cambio di agente da parte del giocatore aveva rallentato i dialoghi, aprendo una breccia per l’inserimento di altri club europei, ingolositi dalla situazione di stallo. Nonostante le difficoltà e la concorrenza, l’Inter ha mantenuto i nervi saldi. Il lavoro diplomatico della dirigenza nerazzurra ha riportato la trattativa sui binari giusti, ripristinando la corsia preferenziale acquisita inizialmente.

Un rinforzo per il ciclo futuro

L’acquisto di Mlačić si inserisce perfettamente nella nuova linea societaria, che mira a individuare i migliori talenti europei prima che le loro valutazioni diventino inaccessibili. Il difensore croato è considerato dagli addetti ai lavori uno dei prospetti più interessanti dei Balcani: l’Inter conta su di lui per rinforzare la propria retroguardia a lungo termine, affiancandolo in futuro ai pilastri della difesa attuale.

Pagelle Lecce Lazio: il solito Falcone, diga Ramadani-Coulibaly. Bene Provedel ma delude l’attacco VOTI

Pagelle Lecce Lazio: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 22ª giornata di Serie A 2025/26

Pagelle Lecce Lazio: i voti e i giudizi ai protagonisti del match, valido per la 22ª giornata di Serie A 2025/26

LECCE: Falcone 6.5; Danilo Veiga 6, Siebert 6.5, Tiago Gabriel 6.5, Gallo 6; Ramadani 6.5, Coulibaly 6.5; Pierotti 6 (89′ Morente SV), Gandelman 6, Banda 5.5 (64′ Sottil 6); Stulic 5.5 (64′ Cheddira 6). All. Di Francesco 6

LAZIO: Provedel 6.5; Lazzari 6 (73′ Pellegrini 6), Gila 6.5 (64′ Provstgaard 6), Romagnoli 6, Marusic 6; Taylor 5.5, Vecino 5.5 (64′ Dele-Bashiru 6), Basic 5.5; Cancellieri 5 (82′ Isaksen SV), Dia 5 (64′ Ratkov 6), Zaccagni 5.5. All. Sarri 6

QUI LE PAGELLE COMPLETE DELLA LAZIO

Moviola Lecce Lazio: gli episodi dubbi del match del Via del Mare. La direzione dell’arbitro Chiffi…

Moviola Lecce Lazio: gli episodi dubbi del match del Via del Mare, valido per la 22ª giornata di Serie A 2025/26

Il posticipo del sabato sera tra Lecce e Lazio si chiude con un pareggio a reti inviolate che muove poco la classifica ma racconta di una battaglia fisica intensa. Al “Via del Mare” finisce 0-0, in una gara dove il direttore di gara Daniele Chiffi è stato chiamato a gestire più il nervosismo e i contrasti che episodi da VAR in area di rigore. L’arbitraggio è apparso coerente, con un metro di giudizio severo il giusto per tenere in pugno ventidue giocatori molto agguerriti.

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Primo tempo: gestione verbale e il brivido Ramadani

La prima frazione vede Chiffi impegnato soprattutto a placare l’irruenza di Lameck Banda. L’esterno offensivo zambiano del Lecce commette una serie di infrazioni ravvicinate (al 3′ e al 24′) che costringono l’arbitro a un richiamo verbale molto duro, avvisandolo che il prossimo intervento sarebbe costato il giallo. Corretta la decisione al 32’ di fischiare un fallo in attacco proprio a Banda, che contesta ma aveva effettivamente commesso irregolarità. Nonostante il controllo arbitrale, l’episodio tecnico più rilevante non riguarda la moviola ma la sfortuna: al 39′, il terrificante tiro dalla distanza di Ylber Ramadani, si stampa clamorosamente sulla traversa, salvando un Ivan Provedel battuto.

Ripresa: arrivano i cartellini

Nel secondo tempo, con la stanchezza che aumenta e gli spazi che si chiudono, il match diventa più falloso e Chiffi è costretto a mettere mano al taschino. La prima ammonizione arriva al 52’: Danilo Veiga, terzino del Lecce, entra in ritardo con un contrasto brutto che non lascia scampo a interpretazioni. Giallo sacrosanto. La gestione disciplinare resta equa anche quando a commettere fallo è la Lazio. Al 73′, Provstgaard è costretto ad atterrare un avversario per fermare una ripartenza pericolosa. Anche in questo caso, la sanzione è definita “pienamente meritata”: ammonizione e punizione dal limite per il Lecce.

Il finale

Nel finale incandescente, con i tentativi di Riccardo Sottil e la “fucilata” fuori di poco di Walid Cheddira, Chiffi mantiene la calma, gestendo bene le perdite di tempo e i contatti in area che non hanno mai configurato estremi per il rigore. Una direzione sufficiente e priva di errori decisivi.

Manchester City, esordio per il nuovo acquisto Guehi: subito decisivo (ha ‘salvato’ Donnarumma) col Wolverhampton! Com’è andata

Manchester City, il nuovo acquisto Marc Guehi ha esordito contro il Wolverhampton ed è stato subito decisivo (ha ‘salvato’ Donnarumma)

Dopo una settimana da incubo, il Manchester City torna a respirare. La vittoria per 2-0 contro il Wolverhampton all’Etihad Stadium scaccia, almeno momentaneamente, le voci di crisi che aleggiavano sulla squadra di Pep Guardiola. I tre punti conquistati sono ossigeno puro per tenere accese le speranze di rimonta sull’Arsenal in ottica titolo, arrivati al termine di un periodo nero segnato dai pareggi in campionato e dalle pesanti sconfitte nel derby con lo United e in Champions League contro il modesto Bodo/Glimt.

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Marmoush e Semenyo: la firma dei “nuovi”

Il match si è deciso nel primo tempo, grazie alla freschezza dei nuovi innesti e ai ritorni eccellenti. Ad aprire le marcature ci ha pensato Omar Marmoush: l’attaccante egiziano, appena rientrato dagli impegni in Coppa d’Africa, ha subito timbrato il cartellino confermando la sua importanza tattica. Il raddoppio, arrivato in chiusura di frazione, porta la firma di Antoine Semenyo. L’esterno offensivo si sta rivelando un investimento prezioso, capace di garantire gol e strappi che erano mancati nelle ultime uscite.

Tensione Guardiola: polemiche col VAR

Nonostante la vittoria, il clima in casa City resta elettrico. Guardiola, che sta vivendo forse il momento più delicato della sua gestione inglese, è apparso visibilmente nervoso. La tensione è esplosa nel primo tempo su un episodio controverso: un presunto fallo di mano di Mosquera in area non sanzionato dall’arbitro Hallam, nemmeno dopo la review al monitor (On-Field Review). Il tecnico catalano ha dovuto essere calmato dal quarto uomo e, a fine gara, si è reso protagonista di una stretta di mano sarcastica con il direttore di gara, segno che la pressione per i risultati deludenti è ancora altissima.

Guehi protegge Donnarumma

Note positive arrivano finalmente dalla difesa. Gianluigi Donnarumma porta a casa il nono clean sheet della sua stagione in Premier League. La porta inviolata, però, deve molto all’esordio di Marc Guéhi. Il difensore centrale inglese, ultimo acquisto per blindare il reparto arretrato, si è reso protagonista di un salvataggio decisivo sulla linea, rimediando a un’uscita non perfetta del portiere azzurro. L’abbraccio liberatorio tra i due testimonia come, forse, il City abbia trovato la solidità che cercava.

Bayern Monaco, la sconfitta contro l’Augsburg ferma la striscia di 27 partite di imbattibilità! Ma c’è un precedente clamoroso in Bundesliga

Bayern Monaco, la sconfitta contro l’Augsburg porta con sé un precedente storico in Bundesliga. Ecco cosa è successo oggi

Corsi e ricorsi storici che hanno dell’incredibile. In Bundesliga, quando il Bayern Monaco sembra invincibile e le sue strisce di risultati utili consecutivi diventano chilometriche, c’è solo una squadra capace di riportare i giganti sulla terra: l’FC Augsburg. Nella giornata di oggi, il “piccolo” club bavarese ha compiuto l’impresa, sconfiggendo i campioni in carica e interrompendo bruscamente la loro marcia trionfale. Il Bayern non perdeva da ben 27 partite. Una serie impressionante, la seconda più lunga nella gloriosa storia del club, che si è infranta proprio contro i vicini di casa.

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Il precedente del 2015: la maledizione dei 53 match

Ciò che rende questa sconfitta una notizia da prima pagina non è solo il risultato odierno, ma il clamoroso precedente storico. Sembra che l’Augsburg possieda la kryptonite per fermare i superuomini di Monaco. Bisogna riavvolgere il nastro fino al maggio 2015. Anche in quell’occasione, il Bayern Monaco stava riscrivendo i libri di storia del calcio tedesco con una striscia di imbattibilità mostruosa: 53 partite senza sconfitte, il record assoluto per il club. Incredibilmente, fu proprio l’Augsburg, nella sua unica vittoria in trasferta all’Allianz Arena fino a quel momento, a mettere la parola fine a quel dominio incontrastato.

Augsburg, l’ammazza-record

Oggi come allora, Davide ha battuto Golia. L’Augsburg si conferma la vera “bestia nera” statistica dei cugini ricchi. Aver interrotto sia la striscia più lunga di sempre (53 gare) che la seconda (27 gare) proietta l’Augsburg in una dimensione statistica unica nel panorama calcistico tedesco. Per il Bayern resta l’amarezza di un record sfumato sul più bello; per l’Augsburg, la consapevolezza di essere l’unica squadra capace di scrivere la parola “fine” quando il monologo bavarese sembra infinito.

En-Nesyri Juventus, si complica improvvisamente l’affare! Irrompe il Siviglia, il marocchino ora prende tempo. Ultimissime

En-Nesyri Juventus, si complica l’operazione! Irrompe il Siviglia, l’attaccante ora prende tempo. Il retroscena della situazione

Sembrava tutto fatto per lo sbarco a Torino del nuovo bomber, ma il calciomercato ha regalato un colpo di scena proprio sulla linea del traguardo. Il trasferimento di Youssef En-Nesyri alla Juventus si è trasformato in queste ore in un vero e proprio “giallo”. Nonostante i club abbiano blindato un’intesa totale, manca ancora il tassello fondamentale: l’ultimo, definitivo “sì” dell’attaccante marocchino, che si trova ora di fronte a un bivio professionale ed emotivo cruciale per il prosieguo della sua carriera.

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Accordo blindato tra i club: le cifre

Sul fronte societario, la situazione è cristallina. Il blitz in Turchia del DS bianconero Marco Ottolini ha prodotto i frutti sperati: l’accordo con il Fenerbahçe è stato chiuso in ogni dettaglio. Le parti hanno sancito un’intesa sulla base di un prestito oneroso con diritto di riscatto (fissato a circa 20 milioni di euro), un pacchetto che include anche la copertura dell’ingaggio del giocatore. La società di Istanbul ha già comunicato ufficialmente al calciatore di aver accettato l’offerta della Vecchia Signora, dando il via libera alla partenza.

L’ostacolo del cuore: il blitz del Siviglia

A complicare i piani dei bianconeri e a congelare l’affare è stato l’inserimento prepotente del Siviglia. Il club andaluso, venuto a conoscenza della trattativa, sta esercitando un forte pressing sul giocatore, facendo leva sul profondo legame affettivo che lo unisce alla città e alla tifoseria. En-Nesyri a Siviglia ha vissuto le stagioni più esaltanti della sua vita sportiva, culminate con la conquista di due Europa League da protagonista. Gli spagnoli gli hanno chiesto di temporeggiare, prospettandogli un ritorno romantico in quella Liga dove si è sempre sentito un re.

Ottolini rientra solo: Spalletti attende

A causa di questo stallo improvviso, Ottolini è rientrato in Italia senza il giocatore. En-Nesyri è rimasto in Turchia per un confronto serrato con il proprio agente. Le prossime ore saranno decisive: l’attaccante deve scegliere se cedere alle lusinghe del passato andaluso o abbracciare la nuova sfida italiana e il progetto tecnico di Luciano Spalletti. L’allenatore toscano aspetta una risposta. La Juve resta fiduciosa, consapevole di aver fatto tutto il possibile, ma la palla passa ora esclusivamente alla volontà dell’uomo.

Palestra Cagliari, primo gol in Serie A per il gioiello classe 2005. Cosa è successo contro la Fiorentina, la ricostruzione

Palestra Cagliari, contro la Fiorentina l’esterno classe 2005 ha segnato il primo gol in Serie A. Cosa è successo, la ricostruzione

Ci sono momenti che segnano un “prima” e un “dopo” nella carriera di un calciatore. Per Marco Palestra, la sfida del “Franchi” contro la Fiorentina rappresenta esattamente questo spartiacque. Il giovane laterale del Cagliari ha scelto un palcoscenico prestigioso per mettere a segno la sua prima rete in campionato, un gol che resterà indelebile nella memoria dei tifosi sardi e dello stesso ragazzo.

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La dinamica: freddezza da veterano davanti a De Gea

La rete che ha di fatto chiuso i giochi a Firenze è arrivata in avvio di ripresa, al termine di una splendida azione corale che manifesta la salute tattica della squadra. Tutto nasce dall’intuizione di Sebastiano Esposito, che ha letto il taglio del compagno servendolo con i tempi giusti. Ricevuta palla sulla fascia, Palestra non ha tremato. Trovatosi a tu per tu con David De Gea il difensore ha sfoderato un diagonale rasoterra chirurgico. La palla si è insaccata all’angolino, rendendo vano qualsiasi tentativo di intervento dell’estremo difensore viola. Un’esecuzione impeccabile, che ha dimostrato un istinto da bomber di razza insolito per chi, di mestiere, dovrebbe preoccuparsi prima di difendere.

Un terzino moderno nel mirino delle Big

L’esultanza di Palestra non racconta solo la gioia personale, ma certifica la crescita esponenziale di un prospetto che sta bruciando le tappe. Nonostante ricopra un ruolo difensivo, il classe 2005 interpreta la fascia con la modernità richiesta dal calcio contemporaneo: spinta costante, inserimenti puntuali e, ora, anche concretezza in zona gol. Prestazioni di questo livello non passano inosservate. Non è un mistero che il suo profilo sia cerchiato in rosso sul taccuino dell’Inter e della Juventus. Questo gol, che unisce tecnica e personalità, non farà altro che aumentare le quotazioni del ragazzo in vista delle prossime sessioni di calciomercato. Per ora se lo gode il Cagliari, ma il futuro di Palestra sembra destinato a grandi palcoscenici.

Cagliari, Pisacane esalta Palestra: «Può diventare qualcosa di incredibile per il nostro calcio!»

Cagliari, Fabio Pisacane ha commentato così la vittoria in trasferta contro la Fiorentina. Queste le sue dichiarazioni a DAZN anche su Palestra

Fabio Pisacane, allenatore del Cagliari , ha commentato a DAZN la vittoria contro la Fiorentina. Le sue parole.

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PARTITA – «Sono contento in primis per i ragazzi perché hanno portato avanti il piano gara sin dal primo minuto. Oggi la classifica ci diceva che era uno scontro diretto ma solo sulla carta vista la qualità della Fiorentina. Doppi meriti ai miei ragazzi. Abbiamo messo sacrificio lo stesso sacrificio della partita passata, ma anche giocate e azioni di pregevole fattura, non voglio mancare il mancato 3-0. Abbiamo fatto un grande lavoro soprattutto quando c’era da soffrire. Sappiamo qual è il nostro percorso e dobbiamo andare avanti su questa strada e ripeto sono veramente contento per loro».

PALESTRA – «Sono felicissimo di parlare di Marcolino. Non c’è nessun problema! Ha fatto un assist e un gol, la sua è una generazione che vive di applausi e questa sera Marco deve sentire i miei e i vostri complimenti. Deve cavalcare quell’onda di entusiasmo rimanendo in campana. Io ribadisco ciò che ho detto alla Gazzetta: ha ancora un potenziale inespresso, deve capire tempi di inserimento ancora e Marco può diventare qualcosa di incredibile per il nostro calcio».

L’INTERVISTA COMPLETA DI PISACANE DOPO FIORENTINA CAGLIARI

Fiorentina, Vanoli non ha dubbi dopo la sconfitta col Cagliari: «Dobbiamo essere arrabbiati! È una lezione che bisogna saper assorbire»

Fiorentina, Paolo Vanoli ha commentato così la sconfitta in casa contro il Cagliari. Queste le sue dichiarazioni a DAZN

Paolo Vanoli, allenatore della Fiorentina , ha commentato a DAZN la sconfitta contro il Cagliari di Pisacane. Le sue parole.

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PARTITA – «Dobbiamo essere incaz**ti, arrabbiati. Perché dobbiamo capire come si affrontano questa pertite sull’aspetto del sacrificio e buttare via una partita. Siamo stati lenti, paura di giocarla e nelle scelte. Lo ho detto, non mi ero buttato giù prima, sono dispiaciuto perché era una partita importante. Dobbiamo tirarci su le maniche. E’ una lezione che dobbiamo sapere assorbire e capire».

GESTIONE GRUPPO  «La gestione della squadra? Io da quando sono arrivato ho sempre detto ai ragazzi che per uscire da questa situazione bisogna essere lucidi, saper soffrire, e non illudersi quando arriveranno i momenti positivi. Questa è una lezione. Negli scontri diretti con le squadre sotto li abbiamo sbagliati quindi c’è ancora strada per migliorare mentalmente su alcuni aspetti».

ANALISI MATCH  «Lo ho sempre detto che a volte lo abbiamo fatto bene e a volte no di rimanere sempre in partita! Lo avevo detto anche all’intervallo. Calma, bisogna rimanere in partita! Avere la pazienza però anche sul primo gol non possiamo prenderlo su un rinvio. Sarà stato bravo Palestra ma perdi l’uomo dentro l’area, rientri anche sul secondo gol. Eravamo quattro contro due e ci hanno fatto goal. Dobbiamo percepire un po’ più di cattiveria anche nel difendere. Poi penso sicuramente che la partita per come stavamo facendo la partita la abbiamo sempre fatta. Si vede anche attraverso il numero di occasioni poi è normale contro queste squadre che sono brave a difendere serve il guizzo, l’ultimo passaggio, la qualità del dribbling che nel secondo tempo qualcuno ha fatto un po’ meglio del primo ma dobbiamo evitare questi gol».

L’INTERVISTA COMPLETA DI VANOLI DOPO FIORENTINA CAGLIARI

Torino, Baroni in conferenza post Como: «Sento la fiducia del club, non penso alle dimissioni». Poi svela cosa ha detto ai tifosi

Baroni in conferenza post Como, ecco le dichiarazioni del tecnico del Torino ai margini della partita di Serie A, le parole del mister granata

Una cosa è certa: Marco Baroni, almeno fino alla prossima gara contro il Lecce, sarà il tecnico del Torino. Il club di Via Viotti ha infatti rinnovato la propria fiducia al mister di Firenze, malgrado l’ultima sconfitta dei granata per 0-6 in casa del Como. Si assume le proprie responsabilità il tecnico e fa mea culpa a più riprese nel corso della conferenza stampa post partita. Ma guarda con una cauta e timida fiducia (forse indispensabile per non scivolare nell’oblio della disperazione) alla forza del proprio gruppo per rimettere le cose in ordine. «Abbiamo tutte le risorse e le energie per venire fuori da questa situazione», spiega l’ex Lazio. Che sa di un ‘ora o mai più’ a meno di sette giorni dalla prossima – e decisiva gara con il Lecce.

Buonasera Baroni. Oggi mancavano dei giocatori, ma la sensazione è che non ci sia stata reazione…
«Non penso ai giocatori che mancavano, mi assumo la responsabilità di questa sconfitta. Abbiamo trovato una squadra più forte di noi, che ci ha superato dal punto di vista fisico e mentale. Abbiamo pagato questo soprattutto dopo il rigore, la squadra è uscita dal campo. Mi assumo io la responsabilità di questo. È chiaro che è un momento di difficoltà, solo attraverso la compattezza da parte nostra si trovano le soluzioni per uscire fuori da questa situazione». 

Quanto è deluso? E quanta speranza c’è di invertire la rosa?
«L’unica delusione è da me stesso, non dai giocatori. Sta a me, ora, trovare le soluzioni».

Sente la fiducia da parte della società? L’hanno rassicurata?
«C’è un rapporto… Non ho mai sentito così tanta fiducia intorno a me. Se mi hanno ribadito la fiducia? Me l’hanno ribadita». 

Buonasera mister Baroni. Lei sente di avere la squadra in mano?
«Assolutamente. Potrei elencare altre situazioni. Per gli anni e l’esperienza che ho, so come si esce da queste situazioni. Come ho detto prima, c’è da mettere la testa, tutti insieme, con grande compattezza e unione. E io devo trovare le soluzione». 

Buonasera Baroni, avete visto in che posizione siete in classifica?
«Assolutamente»

Pensa a dimettersi? E cosa vi hanno detto i tifosi?
«No, assolutamente. I tifosi hanno tutte le ragioni per dirci quello che dovevano dirci, dopo una sconfitta con questo punteggio… Io ho portato lì la squadra con il dolore nel petto e ci siamo presi giustamente la contestazione come è giusto che sia». 

Cosa avete detto ai tifosi e cosa dirà alla squadra?
«Scusa. Cos’altro si può dire in una situazione simile? Ti devi solo scusare, solo questo».

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Mercato Lazio, interviene Sarri: «Romagnoli è un giocatore irrinunciabile, punto!». Presa di posizione netta del tecnico

Mercato Lazio, Maurizio Sarri ha parlato di Romagnoli prima della partita contro il Lecce a Sky. Le sue dichiarazioni

Maurizio Sarri ha parlato a Sky nel pre-partita di Lecce Lazio, soffermandosi anche sulla questione Alessio Romagnoli (in procinto di lasciare i biancocelesti per sbarcare all’Al Sadd).

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

LA SETTIMANA – «Settimana difficile com’è normale dopo una partita difficile. La settimana dopo certe partite non è semplice. Non è il caso di farne un dramma, bisogna reagire in maniera lucida».

LE SCELTE DI ROMAGNOLI E DIA – «Romagnoli è un giocatore irrinunciabile e disponibile, punto. Dia è tornato dalla Coppa d’Africa, ha fatto tre allenamenti frizzanti e ho deciso di dargli fiducia».

COSA SI ASPETTA? – «Il Como è una squadre che ti toglie entusiasmo, rischi di correre sempre dietro a loro, mi aspetto una reazione bella tosta ma da squadra lucida».

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