Pagina 373 – Calcio News 24

Chiellini a sorpresa: «En-Nesyri? Per noi è una trattativa chiusa! Dopo aver parlato con lui…»

Giorgio Chiellini, dirigente della Juventus, ha parlato a Sky Sport nel pre partita di Juve Napoli. Tutte le dichiarazioni tra campo e mercato

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport nel prepartita di Juventus-Napoli, il dirigente bianconero Giorgio Chiellini si è espresso così su alcuni temi legati anche al calciomercato.

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PARTITA – «C’è grande voglia di scendere in campo e provare a vincere. Sarà difficile, affrontiamo i campioni d’Italia. Ma stiamo costruendo qualcosa, la partita di mercoledì ha avuto un peso. Abbiamo vinto nonostante le difficoltà contro una squadra di livello europeo. Stiamo costruendo mattoncini dopo mattoncino una bella casa. Oggi abbiamo una bella occasione insieme a questo pubblico per goderci questa partita».

LA MOTIVAZIONE EXTRA CHE TRASMETTE CONTE – «Queste partite non hanno bisogno di motivazione extra, c’è sempre voglia di vincere le grandi partite. Se la giocheranno consapevoli delle loro qualità e della nostra forza. Dovremo stare attenti. Ma questa partita va oltre le motivazione aggiuntive».

EN-NESYRI – «Situazione abbastanza semplice, siamo andati a parlare col ragazzo che ha espresso alcuni dubbi sulla formula. Per noi è una trattativa chiusa, non vogliamo e possiamo acquistare a titolo definitivo. Vediamo cosa capiterà nei prossimi giorni, ma per noi questa è una trattativa chiusa».

L’INTERVISTA COMPLETA A CHIELLINI PRE JUVE NAPOLI

Pagelle Genoa Bologna, i voti della sfida di Serie A valida per la 22esima giornata

Pagelle Genoa Bologna, i voti della sfida di Marassi: ecco l’analisi dei protagonisti della 22a giornata di Serie A

Si chiude Genoa Bologna, sfida valida per la 22a giornata di Serie A. Di seguito le nostre pagelle dedicate ai protagonisti scesi in campo a Marassi.

I VOTI

GENOA – Bijlow 6; Marcandalli 6, Otoa 5, Vasquez 6 (73′ Cornet 6); Norton-Cuffy 6 (96′ Zatterstrom s.v.), Frendrup 6, Ellertsson 5.5, Martin 6 (55′ Messias 7.5); Vitinha 6.5 (73′ Ekuban 7), Colombo 5.5, Ekhator 5.5 (55′ Malinovskyi 7). 

BOLOGNA – Skorupski 5; Zortea 6.5, Casale 5.5, Heggem 5.5, Lykogiannis 5.5; Freuler 5.5, Ferguson 6.5; Rowe 6.5 (73′ Vitik 5.5), Odgaard 5.5 (73′ Dallinga 6), Dominguez 6.5 (61′ Ravaglia 5.5); Immobile 5 (73′ Sohm 6).

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Pagelle Atalanta Parma, i voti della sfida di Serie A valida per la 22esima giornata

Pagelle Atalanta Parma, i voti della sfida della Gewiss Stadium: analisi dei protagonisti della 22a giornata di Serie A

Si chiude Atalanta Parma,, sfida valida per la 22a giornata di Serie A. Di seguito le nostre pagelle dedicate ai protagonisti scesi in campo al Gewiss Stadium.

I VOTI

ATALANTA – Carnesecchi 6.5; Scalvini 6.5, Djimsiti 6.5 (46′ Hien 6.5), Ahanor 6.5; Zappacosta 6, de Roon 7 (78′ Lookman sv), Ederson 6.5, Zalewski 6.5 (60′ Bernasconi 6.5); De Ketelaere 7.5 (72′ Pasalic 6.5), Raspadori 7; Scamacca 7 (60′ Krstovic 7).

PARMA – Corvi 5.5; Circati 5 (46′ Valeri 5.5), Troilo 4.5, Valenti 5; Delprato 5.5, Estevez 5.5 (46′ Oristanio 5), Keita 5.5 (85′ Ordonez sv), Sorensen 5.5 (64′ Ondrejka 5.5), Britschgi 4.5; Bernabé 5.5; Benedyczak 5.5 (46′ Pellegrino 5).

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Moviola Genoa Bologna, l’episodio arbitrale chiave del match di Serie A: ecco cosa è successo

Moviola Genoa Bologna, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 22ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Genoa Bologna, valido per la 22ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Fabio Maresca, appartenente alla sezione A.I.A. di Napoli.

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La partita si apre con due episodi subito contestati dal Genoa: al 1’ una mischia in area non convince i rossoblù, ma Maresca lascia correre; al 17’ Vitinha cade in area dopo un contatto, ma anche in questo caso il direttore di gara giudica l’intervento regolare. Decisioni coerenti con la dinamica, entrambe al limite ma non tali da giustificare il rigore. Il primo vero episodio da moviola arriva però nella ripresa, quando al 58’ il fallo di Skorupski su un avversario induce l’arbitro a richiamare il VAR: dopo una lunga revisione, arriva il cartellino rosso per il portiere del Bologna, giudicato eccessivo dai felsinei ma sostenuto dal protocollo per SPA o DOGSO.

La gestione disciplinare diventa più complessa col passare dei minuti. Al 68’ Immobile viene ammonito per un intervento in ritardo, mentre al 71’ Malinovskyi entra durissimo e riceve solo il giallo: episodio che fa discutere, perché il contatto appare potenzialmente da rosso. Poco dopo, Ravaglia — appena entrato — viene ammonito per perdita di tempo, decisione corretta e in linea con il regolamento. Nel complesso, Maresca usa molto i cartellini, ma non sempre con uniformità.

Nel finale, la gara si accende ulteriormente ma senza episodi arbitrali decisivi: il giallo a Marcandalli al 90+8’ è sacrosanto, mentre i gol di Ekuban e Messias che ribaltano il risultato non presentano irregolarità. La moviola certifica una partita complessa da dirigere, con un VAR protagonista nell’episodio chiave dell’espulsione di Skorupski e qualche valutazione discutibile sulla gestione dei falli più duri. Tuttavia, nessuna decisione appare tale da stravolgere ingiustamente l’esito del match.

Moviola Atalanta Parma, l’episodio arbitrale chiave della sfida di Serie A

Moviola Atalanta Parma, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 22ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Atalanta Parma, valido per la 22ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Juan Luca Sacchi di Macerata .

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La partita del Gewiss Stadium si accende già al 14’, quando Sascha Britschgi interviene in ritardo in area su un avversario: Juan Luca Sacchi è ben posizionato e non ha dubbi nell’assegnare il calcio di rigore. La decisione appare corretta, sia per la dinamica del contrasto sia per l’impatto evidente sul giocatore atalantino. Dal dischetto Scamacca non sbaglia e porta avanti l’Atalanta, indirizzando subito la gara. Nel resto del primo tempo non emergono episodi dubbi: il direttore di gara gestisce con sicurezza i contatti e mantiene saldo il controllo del match.

Nella ripresa il momento più delicato arriva al 53’, quando Scamacca entra in maniera molto dura su un avversario. Sacchi opta per il cartellino giallo, scelta che fa discutere ma che rientra comunque nel limite della valutazione tecnica: l’intervento è scomposto, ma non sembra avere la pericolosità necessaria per il rosso diretto. Per il resto, la gara scorre senza particolari contestazioni arbitrali, con l’Atalanta che continua a spingere e il Parma costretto a difendersi.

Nel finale, i gol di Raspadori e Krstovic chiudono definitivamente la sfida, senza che la moviola debba intervenire su situazioni controverse. Le numerose sostituzioni e il ritmo ormai spezzato rendono semplice la gestione dei minuti conclusivi per Sacchi, che accompagna il match fino al 90+5’ senza ulteriori episodi da analizzare. Nel complesso, una direzione di gara solida, con l’unico vero snodo arbitrale rappresentato dal rigore iniziale, giudicato correttamente.

Esonerato per “eccesso di Intelligenza Artificiale”: il curioso caso di Robert Moreno al Sochi

Sochi, scoppia il caso Moreno: esonero motivato da un presunto “abuso di Intelligenza Artificiale”

La sua avventura sulla panchina dell’FC Sochi, club della prima divisione russa, è terminata lo scorso agosto non soltanto per i deludenti risultati sportivi (la squadra è retrocessa sotto la sua guida), ma per un motivo decisamente più insolito e moderno: un’eccessiva e dannosa dipendenza da ChatGPT. Robert Moreno, 48enne tecnico spagnolo noto per essere stato brevemente C.T. della Spagna nel 2019, è stato esonerato per aver delegato all’intelligenza artificiale decisioni cruciali, spaziando dalla pianificazione degli allenamenti fino alle scelte di calciomercato, ignorando spesso il buon senso umano.


A rivelare i retroscena di questa gestione “futuristica” è stato l’ex direttore sportivo del club, Andrei Orlov, in un’intervista al portale Sports Russia. Orlov ha descritto Moreno come un fervente adepto dell’IA, una fede cieca che lo ha portato a scelte al limite dell’assurdo. L’episodio più eclatante riguarda la pianificazione di una complessa trasferta a Khabarovsk. Moreno affidò a ChatGPT l’intero piano di viaggio e preparazione. Il risultato fu un programma surreale che prevedeva un allenamento alle 7 del mattino, due giorni prima della gara, e costringeva i giocatori a rimanere svegli per un periodo continuo di 28 ore.

«Guardai la presentazione e chiesi: “Robert, è tutto molto bello, ma quando dormono i ragazzi?”», ha raccontato Orlov, sottolineando l’incomprensione e il malessere generato nello spogliatoio.


La fiducia nella tecnologia ha influenzato negativamente anche il mercato. Dovendo scegliere un nuovo centravanti tra tre opzioni, Moreno inserì i dati dei giocatori nel chatbot. L’IA indicò il kazako Artur Shushenachev come la scelta migliore: acquistato dal club, l’attaccante non segnò nemmeno un gol in una decina di partite. Per Orlov, ChatGPT era diventato lo strumento principale di Moreno, soppiantando l’empatia necessaria con staff e giocatori. Questo approccio ha alienato lo spogliatoio, portando alla rottura del rapporto di fiducia e, inevitabilmente, all’esonero.

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Formazioni ufficiali Juve Napoli, le scelte di Spalletti e Conte per il big match di Serie A

Formazioni ufficiali Juve Napoli, gli schieramenti scelti da Spalletti e Conte per la partita valida per la 22esima giornata

Le formazioni ufficiali Juve Napoli, match delle 18:00 e valido per la 22esima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le scelte di Spalletti e Conte:

FORMAZIONI UFFICIALI JUVE NAPOLI

Juventus (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Thuram, Locatelli; Conceicao, McKennie, Yildiz; David. All. Spalletti. A disp. Perin, Huli, Gatti, Koopmeiners, Zhegrova, Adzic, Kostic, Openda, Miretti, Joao Mario, Cabal

Napoli (3-4-2-1): Meret; Di Lorenzo, Buongiorno, Juan Jesus; Gutierrez, Lobotka, McTominay, Spinazzola; Vergara, Elmas; Højlund. All. Conte. A disp. Contini, Ferrante, Lukaku, Olivera, Giovane, Beukema, Prisco, De Chiara

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Udinese, Runjaic: «Zaniolo è insostituibile per noi, è un giocatore unico. Bisogna dare tutto e la squadra deve funzionare nel suo insieme»

Udinese, Runjaic ha presentato in conferenza stampa la sfida di lunedì contro il Verona. Ecco le sue parole oggi

Kosta Runjaic, tecnico dell’Udinese, è intervenuto in conferenza stampa per presentare la sfida di lunedì contro il Verona, analizzando temi, insidie e stato di forma della squadra. Ecco le sue dichiarazioni riprese dal sito ufficiale del club:

L’assenza di Zaniolo e l’avversario
“Zaniolo è insostituibile per noi, è un giocatore unico che sul campo lascia il segno con la sua qualità e la sua forza, ma al momento è infortunato. Abbiamo altri giocatori e tutta la squadra è pronta a dare battaglia, dovremo giocare meglio che contro l’Inter, non l’avevamo preparata in quel modo la partita. Giocare contro il Verona non è semplice, non dobbiamo sottovalutarli, se sono in giornata possono dire la loro. Ci aspettiamo di avere di più il pallone, quindi dobbiamo giocare meglio in possesso. Sarà importante l’equilibrio con la fase difensiva, ma vogliamo costruire buone trame per arrivare nella loro trequarti e fare gol. Sappiamo cosa ci aspetta, non ci resta che scendere in campo”.

L’assetto del reparto offensivo e gli infortunati
“Potremmo giocare con un attaccante in più o con un centrocampista avanzato dietro la punta, sono entrambe soluzioni possibili. La situazione infortunati è quella che è, ma fa parte del calcio. Saremo senza Zaniolo e Piotrowski, Buksa starà fuori ancora un po’ e a Verona saranno assenti anche Kamara, che ha sentito fastidio ieri, e Modesto. Abbiamo comunque una squadra pronta a dare battaglia, in campo i giocatori dovranno trovare gli spazi e prendere le giuste decisioni. Davanti abbiamo Bayo e Gueye che hanno la nostra fiducia e potrebbero giocare dall’inizio. Possiamo variare la formazione e gli uomini in campo, ma dobbiamo portare lo stesso in campo i nostri principi, metterci disciplina, energia e coraggio. Dobbiamo approcciare la gara con intensità e portare la partita dalla nostra parte”.

La tenuta difensiva
“Per i gol che subiamo è difficile fornire una spiegazione, ogni episodio è diverso. Vanno considerate tante cose nell’analisi della fase difensiva, dietro abbiamo tanti giocatori giovani che stanno crescendo. In occasione del gol dell’Inter non abbiamo difeso bene su Lautaro ma vanno riconosciute le sue qualità. Abbiamo commesso diversi errori individuali in questa stagione, abbiamo causato tanti calci di rigore ma se guardiamo le statistiche è anni che per l’Udinese è così. La fase difensiva è solo una parte di una visione più ampia e noi stiamo lavorando per migliorare. Vogliamo difendere alti e a volte concediamo degli spazi e veniamo puniti, ma non voglio cambiare modo di giocare schierando una linea bassa come accadeva qui a Udine in passato, non mi piace quello stile di gioco. Stiamo crescendo, ci manca ancora stabilità difensiva, che dipende anche dall’equilibrio della squadra. Contro l’Inter abbiamo fatto troppi lanci e perso troppi palloni, poi loro sono in un grande momento e va riconosciuto. Domani dobbiamo mostrare di essere cresciuti, giocare in avanti, essere pericolosi e creare tanto, anche sui piazzati. Va tenuto a mente che il Verona è la squadra più pericolosa in contropiede, se commetteremo degli errori in costruzione subiremo sicuramente un rapido contropiede e dobbiamo essere preparati a questo. Dobbiamo migliorare negli uno contro uno, se saremo bravi in questi e non faremo errori individuali vedremo dei miglioramenti in fase difensiva”.

La fascia sinistra
“Zemura si è allenato bene e può giocare. Abbiamo anche Bertola che abbiamo visto che fare l’esterno sinistro e anche Ehizibue si può adattare. Abbiamo tante soluzioni nonostante le assenze, magari dalla partita successiva tornerà già Kamara ma intanto pensiamo al Verona. A prescindere da chi giocherà, bisogna dare tutto e la squadra deve funzionare nel suo insieme”.

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Scontri sull’A1 tra tifosi: fermati 80 laziali, sequestrate mazze e coltelli. Tensione con gli ultras del Napoli

Tafferugli sull’A1 tra tifosi: fermati 80 laziali, sequestrate mazze e coltelli. Alta tensione con gli ultras del Napoli

All’alba, la polizia ha intercettato ottanta tifosi laziali al casello di Monte Porzio Catone, poche ore dopo gli scontri avvenuti sull’A1 con alcuni ultras del Napoli. Una volta bloccati, i supporter sono stati identificati con il supporto della polizia scientifica. Durante le operazioni, da uno dei van diretti verso la barriera autostradale alcuni occupanti hanno tentato di disfarsi di oggetti atti a offendere e coltelli da cucina, gettandoli sul ciglio della strada. Tutto il materiale recuperato è stato immediatamente sequestrato.

Secondo quanto comunicato dalla Questura di Roma, dopo gli scontri è stato attivato un piano operativo che ha permesso di monitorare gli spostamenti dei tifosi lungo la grande viabilità. Quando il gruppo si è diretto verso la barriera di Monte Porzio Catone, gli agenti sono intervenuti bloccandoli. Un altro gruppo di sostenitori biancocelesti, in viaggio su un pullman, è stato intercettato nella zona di Piazza Don Bosco: alcuni hanno tentato di eludere i controlli, ma sono stati rintracciati e trovati in possesso di taglierini e petardi. All’interno del mezzo sono stati inoltre scoperti caschi, aste e altro materiale, anch’esso sequestrato.

La Questura ha fatto sapere che la posizione di ciascun tifoso sarà attentamente valutata, anche alla luce della ricostruzione dettagliata del contatto avvenuto tra le due tifoserie. Gli accertamenti serviranno a definire eventuali comunicazioni all’Autorità giudiziaria e a stabilire l’adozione di provvedimenti come il Daspo. Lo riporta Calcio & Finanza.

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Juve Napoli, Ardoino svela: «Vedrò il match tra le persone, tra il popolo juventino. Non c’è posto per noi invece lì…»

Juve Napoli, Paolo Ardoino a sorpresa: «Vedrò il match tra le persone, tra il popolo juventino. Non c’è posto per noi invece lì…»

La Juventus si prepara a vivere una domenica ad alta tensione emotiva, con un big match che va ben oltre il semplice peso della classifica. L’Allianz Stadium è pronto a trasformarsi in una bolgia per la sfida contro il Napoli e, tra le migliaia di tifosi bianconeri pronti a sostenere la squadra di Luciano Spalletti, spiccherà la presenza di un ospite particolare.

Paolo Ardoino, CEO di Tether, ha infatti annunciato su X la sua partecipazione alla partita, scegliendo però di farlo in modo tutt’altro che convenzionale: niente privilegi, niente tribune d’onore, ma la volontà di confondersi con il tifo comune, accompagnata da un messaggio che ha fatto discutere per i suoi toni appassionati e leggermente polemici verso l’establishment.

In un video condiviso sui social, tratto da una sua recente intervista, Ardoino ha spiegato dove assisterà alla gara, sottolineando con decisione la distanza – non solo fisica – che intende mantenere rispetto alla dirigenza del club. Un gesto simbolico che aggiunge ulteriore curiosità e colore alla vigilia di una sfida già carica di significati.

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ARDOINO – «Non so se sarà aperta o chiusa, ma domenica sarò molto contento perchè andrò a vedere la partita Juventus-Napoli tra le persone, tra il popolo juventino. Non c’è posto per noi nella tribuna della proprietà...».

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Tottenham, i piani del club sono chiarissimi! Il futuro di quel giocatore non si discute: ecco la situazione

Tottenham, linea tracciata sul futuro del giocatore: il club non ha dubbi e la situazione è definita. Le ultimissime

Il Tottenham Hotspur ha tracciato una linea netta e invalicabile riguardo al futuro di Micky van de Ven. Il messaggio che filtra dal quartier generale del nord di Londra è inequivocabile: il club non ha alcun piano né necessità di cedere il talentuoso difensore olandese. L’unica eccezione verrebbe fatta di fronte a un’offerta che rispecchi una valutazione astronomica, una cifra studiata a tavolino per scoraggiare sul nascere qualsiasi approccio, anche da parte delle superpotenze economiche del calcio.


Van de Ven, approdato agli Spurs dal Wolfsburg nel 2023 per un’operazione complessiva che potrebbe toccare i 43 milioni di sterline, è diventato rapidamente un elemento imprescindibile nello scacchiere tattico della squadra. Sebbene il suo percorso in Inghilterra sia stato a tratti frenato da infortuni, in particolare fastidiose noie muscolari ai tendini del ginocchio, il suo impatto quando è in condizione è stato evidente. In questa stagione, nonostante le difficoltà generali del Tottenham sotto la guida di Thomas Frank, l’olandese ha mantenuto una buona continuità, collezionando già 29 presenze in tutte le competizioni e vedendo la sua reputazione crescere costantemente.


Questa crescita non è passata inosservata ad Anfield. Il Liverpool, secondo molteplici fonti, sta sviluppando un interesse concreto e forte per il 24enne in vista della finestra estiva. I Reds hanno l’urgenza di pianificare il futuro della retroguardia: con Virgil van Dijk che entra nella fase conclusiva della sua carriera e le incertezze che circondano il futuro di Ibrahima Konaté, la priorità è un nuovo difensore centrale di alto livello.


Il Tottenham, tuttavia, opera da una posizione di forza negoziale assoluta. Forte di un contratto che lega il giocatore al club fino al 2029, la dirigenza non ha alcuna pressione per fare cassa.
Secondo quanto riportato da TEAMtalk, gli Spurs hanno fissato una valutazione shock di 100 milioni di sterline sul difensore. Una cifra che, se pagata, renderebbe Van de Ven il difensore più costoso nella storia del calcio. Resta da vedere se il Liverpool sarà disposto a un simile esborso, che potrebbe rivelarsi proibitivo soprattutto dopo le ingenti spese sostenute nel 2025.

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Mercato Palermo, rosanero scatenati! Tramoni sempre più vicino e spunta l’idea Thorsby per il centrocampo

Mercato Palermo, doppia mossa dei rosanero: trattativa avanzata per Tramoni e interesse concreto per Thorsby

Il Palermo continua a muoversi con decisione sul mercato in entrata, intensificando le operazioni in vista degli ultimi giorni della sessione invernale. La società rosanero è pronta a entrare nel vivo delle trattative, con l’obiettivo di rinforzare la rosa in più reparti e dare nuove soluzioni a Corini per la seconda parte di stagione.

Il nome più caldo resta quello di Matteo Tramoni del Pisa. I contatti tra i due club proseguono e il giocatore si sta avvicinando sempre di più al Palermo. La dirigenza rosanero ha già presentato un’offerta ai nerazzurri e, pur non essendo ancora arrivati alla chiusura definitiva, le parti stanno convergendo verso un’intesa. C’è ottimismo sulla possibilità di portare a termine l’operazione.

A centrocampo, invece, la novità riguarda l’inserimento del Palermo nella corsa a Morten Thorsby. Il classe ’96 del Genoa, seguito anche dalla Cremonese, rappresenta un profilo interessante soprattutto in ottica estiva, considerando la scadenza del suo contratto a giugno. I rosanero stanno valutando l’opportunità di anticipare i tempi e posizionarsi in vista di un possibile affondo nei prossimi mesi. Lo riporta Di Marzio.

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Calciomercato Torino, scatto a sorpresa per Tchoca del Corinthians: l’alternativa resta Jappert

Calciomercato Torino, sprint inatteso per Tchoca del Corinthians: sullo sfondo rimane l’opzione Jappert

Il Torino ha deciso di accelerare in maniera decisa per Tchoca, difensore brasiliano classe 2003 attualmente in forza al Corinthians. Il giovane centrale è diventato uno degli obiettivi prioritari per rinforzare il reparto arretrato, e nelle ultime ore la trattativa ha registrato passi avanti significativi.

Secondo quanto riportato da Di Marzio, le parti sarebbero ormai molto vicine a un accordo, anche se manca ancora il via libera definitivo da parte del club brasiliano. Il Torino attende l’ok formale del Corinthians per poter programmare il viaggio del giocatore in Italia e procedere con le visite mediche, step fondamentale qualora l’ultima offerta presentata dai granata venisse accettata.

Nel caso in cui l’operazione dovesse complicarsi o non andare a buon fine, il Torino ha comunque già predisposto un piano alternativo. Resta infatti viva l’opzione Jappert, mantenuta in stand-by proprio per non farsi trovare impreparati in vista degli ultimi giorni di mercato

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Pagelle Sassuolo Cremonese, i voti della sfida di Serie A valida per la 22esima giornata

Pagelle Sassuolo Cremonese, i voti della sfida del Mapei Stadium: analisi dei protagonisti della 22a giornata di Serie A

Si chiude Sassuolo Cremonese, sfida valida per la 22a giornata di Serie A. Di seguito le nostre pagelle dedicate ai protagonisti scesi in campo al Mapei Stadium.

I VOTI

SASSUOLO – Muric 6; Walukiewicz 6; Idzes 6; Muharemovic 6; Doig 6; Lipani 6 (59’ Thorstvedt 6); Matic 6; Koné 6 (84’ Iannoni s.v.); Fadera 7 (59’ Berardi 6); Moro 5,5 (71’ Pinamonti 5,5); Laurienté 6 (71’ Pierini 6,5).

CREMONESE – Audero 6,5; Terracciano 6 (81’ Folino s.v.); Baschirotto 6; Bianchetti 6 (81’ Faye s.v.); Barbieri 5,5 (45’ Johnsen 6); Grassi 5,5 (67’ Floriani Mussolini 5,5); Collocolo 5,5 (23’ Zerbin 6); Vandeputte 6; Pezzella 5,5; Bonazzoli 5,5; Vardy 6.

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Moviola Sassuolo Cremonese, l’episodio chiave della sfida di Serie A: ecco cos’è successo

Moviola Sassuolo Cremonese, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 22ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Sassuolo Cremonese, valido per la 22ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Collu.

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La sfida tra Sassuolo e Cremonese si apre subito con un episodio chiave: al 3’, Alieu Fadera porta in vantaggio i neroverdi ribadendo in rete un pallone vagante in area, convalidato senza esitazioni dall’arbitro Collu. La Cremonese prova a reagire e al 14’ Jamie Vardy sfiora il pareggio, ma Muric compie un intervento decisivo. Il momento più discusso del primo tempo arriva al 39’, quando Jari Vandeputte trova il gol del possibile 1-1: la rete viene però annullata per un fallo in attacco, decisione che lascia qualche protesta ma appare corretta alla luce del contatto ravvisato dal direttore di gara. Il primo tempo si chiude senza ulteriori episodi dubbi.

Nella ripresa il match resta acceso ma corretto, con diversi interventi arbitrali puntuali. Al 64’ arriva il giallo per Laurienté, sanzione inevitabile per un intervento in ritardo, mentre dieci minuti prima era stato ammonito Barbieri della Cremonese per un fallo tattico. Al 69’ Audero si supera su una punizione dello stesso Laurienté, deviando in corner: nessuna irregolarità nell’azione. Al 74’ Pezzella viene ammonito per un intervento duro, anche in questo caso decisione ineccepibile. Nel complesso, la gestione dei cartellini risulta coerente e mantiene il controllo della gara.

Nel finale il Sassuolo sfiora il raddoppio con Pierini, che al 90+3’ colpisce una clamorosa traversa dopo un’iniziativa personale. L’arbitro Collu gestisce bene anche i minuti conclusivi, caratterizzati da numerosi cambi e da un ritmo spezzettato. Nessun episodio da moviola negli ultimi istanti, e al 90+7’ arriva il triplice fischio. Una direzione complessivamente solida, con l’unico vero momento da VAR rappresentato dal gol annullato alla Cremonese nel primo tempo, valutato correttamente.

Romagnoli Lazio, clamoroso colpo di scena in casa biancoceleste! Adesso è incedibile: la nota del club

Romagnoli Lazio, svolta totale sul caso del difensore biancoceleste: il club lo dichiara incedibile con una nota ufficiale

La Lazio del presidente Claudio Lotito ha preso una posizione netta sul futuro di Alessio Romagnoli, pubblicando questa mattina una nota ufficiale destinata a chiudere ogni voce di mercato. Il difensore classe ’95 viene dichiarato assolutamente incedibile, nonostante il forte pressing dell’Al Sadd di Roberto Mancini.

Negli ultimi giorni i contatti tra l’entourage del giocatore e il club qatariota avevano portato a un principio di accordo: un contratto triennale da circa 6 milioni di euro a stagione, accompagnato da un’offerta vicina ai 10 milioni per convincere la Lazio a cedere il suo centrale. Una proposta importante, che sembrava poter aprire a un trasferimento imminente.

La risposta del club biancoceleste, però, ha ribaltato completamente lo scenario. La ferma volontà della società di trattenere Romagnoli ha fatto saltare l’operazione, rendendo sempre più probabile la permanenza del difensore in Italia. Di seguito il comunicato ufficiale.

“La S.S. Lazio ribadisce che Alessio Romagnoli non è mai stato inserito sul mercato e comunica che il difensore rimarrà un giocatore biancoceleste. Nonostante le diverse richieste pervenute nelle ultime settimane, la volontà del Club è ferma nel trattenere un calciatore ritenuto elemento centrale del progetto sportivo sotto il profilo tecnico, umano e di leadership all’interno del gruppo squadra”.

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Formazioni ufficiali Genoa Bologna, le scelte dei tecnici per la gara di Serie A: i dettagli

Formazioni ufficiali Genoa Bologna, gli schieramenti scelti da De Rossi e Italiano per la partita valida per la 22esima giornata

Le formazioni ufficiali Genoa Bologna, match delle 15:00 e valido per la 22esima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le scelte di De Rossi e Italiano:

FORMAZIONI UFFICIALI GENOA BOLOGNA

GENOA (3-5-2): Leali; Marcandalli, Otoa, Vasquez; Norton-Cuffy, Malinovskyi, Frendrup, Ellertsson, Martin; Vitinha, Colombo. All. De Rossi.

BOLOGNA (4-2-3-1): Skorupski; Zortea, Casale, Heggem, Lykogiannis; Freuler, Ferguson; Rowe, Odgaard, Dominguez; Immobile. All. Italiano.

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Formazioni ufficiali Atalanta Parma, le scelte di Palladino e Cuesta per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Atalanta Parma, gli schieramenti scelti da Palladino e Cuesta per la partita valida per la 22esima giornata

Le formazioni ufficiali Atalanta Parma, match delle 15:00 e valido per la 22esima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le scelte di Palladino e Cuesta:

FORMAZIONI UFFICIALI ATALANTA PARMA

ATALANTA (3-4-1-2): Carnesecchi; Scalvini, Djimsiti, Ahanor; Zappacosta, De Roon, Ederson, Zalewski; De Ketelaere; Scamacca, Raspadori. Allenatore: Raffaele Palladino.

PARMA (3-5-1-1): Corvi; Circati, Troilo, Valenti; Delprato, Sorensen, Estevez, Keita, Britschgi; Bernabé, Benedyczak. Allenatore: Carlos Cuesta

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Senesi Juventus, primi passi concreti: incontro positivo e offerta sul tavolo per anticipare la concorrenza

Senesi Juventus, pressing dei bianconeri: colloquio costruttivo con l’agente e proposta pronta per il difensore

La Juventus sta programmando con largo anticipo le strategie per la prossima stagione, puntando con decisione sulle occasioni offerte dal mercato dei parametri zero per rinforzare la difesa. In questo scenario, la dirigenza bianconera avrebbe individuato il profilo ideale per elevare il livello del reparto senza dover investire sul cartellino. Come riportato dall’edizione odierna di Tuttosport, il nome evidenziato in cima alla lista è quello di Marcos Senesi, centrale argentino del Bournemouth, apprezzato per solidità fisica, qualità tecnica e grande efficacia nel gioco aereo.

Secondo il quotidiano torinese, la Juventus avrebbe già mosso i primi passi concreti: nei giorni scorsi si sarebbe tenuto un incontro riservato con l’entourage del giocatore per valutare la fattibilità dell’operazione, considerando che Senesi andrà in scadenza a fine stagione. Il percorso, però, non è privo di insidie. Le sue prestazioni in Premier League hanno attirato l’interesse di club di primissimo piano: Barcellona, Atletico Madrid e Manchester United sarebbero da tempo sulle sue tracce, pronte a inserirsi nella corsa.

Proprio per questo, alla Continassa si vuole accelerare. L’obiettivo è chiaro: trovare un’intesa prima che la concorrenza internazionale possa complicare tutto. La Juventus avrebbe già preparato un’offerta importante, un contratto quadriennale da circa 3 milioni di euro a stagione. Una proposta ritenuta adeguata per assicurarsi un difensore mancino affidabile, che potrebbe diventare un tassello prezioso anche per migliorare la costruzione dal basso, un aspetto particolarmente apprezzato da Luciano Spalletti.

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Infortunio Neres, il brasiliano vola a Londra: l’attaccante sceglie l’intervento per risolvere il problema alla caviglia

Infortunio Neres, svolta decisiva: l’attaccante del Napoli è volato a Londra per operarsi e accelerare il rientro

David Neres ha deciso di sottoporsi a un intervento chirurgico per risolvere il problema alla caviglia che lo tormenta da settimane. La scelta, maturata nelle ultime ore, è diventata concreta all’alba, quando l’esterno del Napoli è partito alle 7.15 alla volta di Londra. L’obiettivo è chiaro: ridurre il più possibile i tempi di recupero e tornare a disposizione nel minor tempo utile. La notizia è stata riportata da Il Mattino.

La partenza del brasiliano non è passata inosservata. All’aeroporto di Capodichino, infatti, nello stesso momento si trovavano numerosi tifosi azzurri diretti a Torino per assistere a Juventus–Napoli. La presenza dell’attaccante ha attirato l’attenzione, alimentando curiosità e preoccupazione per le sue condizioni.

Secondo quanto riferito dal quotidiano, Neres avrebbe scelto il Wellington Hospital per l’operazione, una struttura londinese considerata un punto di riferimento per interventi di questo tipo e già selezionata in passato anche da Gilmour. Una decisione condivisa con il club per garantire un percorso di recupero il più lineare possibile, pur senza certezze sui tempi. Ed è proprio questo l’aspetto più delicato: il rientro non sarà immediato, lasciando il Napoli privo di un elemento importante in una fase cruciale della stagione.

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Calciomercato Lazio, nuovi contatti con quel giocatore della Fiorentina! Sarà lui a raccogliere quell’eredità pesante? Le ultime

Calciomercato Lazio, affondo per il calciatore viola: può essere lui l’erede di Romagnoli? Ecco le ultimissime notizie

Il calciomercato della Lazio sta vivendo momenti di grande fermento. Con il reparto difensivo al centro di una profonda rivoluzione, la dirigenza biancoceleste ha accelerato le manovre per individuare il sostituto di Alessio Romagnoli. Il centrale di Anzio, dopo il toccante saluto ai tifosi al termine della sfida contro il Lecce, è ormai pronto a volare in Qatar per unirsi all’Al Sadd guidato da Roberto Mancini. Il profilo in cima alla lista dei possibili eredi arriva da Firenze: si tratta di Luca Ranieri.

Ranieri in pole per raccogliere l’eredità di Romagnoli

La necessità di colmare il vuoto lasciato dal leader della retroguardia ha spinto la Lazio a intensificare i contatti per Ranieri. Come riportato su X dal giornalista Orazio Accomando, nelle ultime ore ci sarebbero stati nuovi dialoghi tra il club capitolino e l’entourage del difensore viola. Il giocatore, scivolato indietro nelle gerarchie con l’arrivo di Vanoli, vedrebbe di buon occhio il trasferimento a Roma per ritrovare continuità e un ruolo centrale in un progetto ambizioso.

Un’operazione economicamente sostenibile

Dal punto di vista finanziario, l’affare appare alla portata della Lazio: la valutazione del cartellino oscilla tra i 5 e i 7 milioni di euro, cifra che potrebbe essere coperta senza difficoltà grazie al risparmio derivante dall’uscita di Romagnoli e del suo ingaggio pesante. La Fiorentina non ha ancora aperto del tutto alla cessione, ma la volontà del giocatore di trovare più spazio potrebbe spingere i viola a trattare, favorendo una chiusura già nei prossimi giorni.

Ranieri e l’incastro tattico nel sistema di Sarri

L’eventuale arrivo di Ranieri rappresenterebbe una scelta intrigante per Maurizio Sarri. Pur essendo abituato a muoversi in una difesa a tre, il classe ’99 possiede qualità utili anche in una linea a quattro: buona impostazione, aggressività nei duelli e capacità di lettura. Caratteristiche che potrebbero renderlo un elemento prezioso nella nuova fisionomia difensiva che la Lazio sta costruendo.

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Repice: «Chi ha forza e possibilità restituisca gloria al Torino» – ESCLUSIVA

Francesco Repice in esclusiva, cosa rappresenta il ricordo del Grande Torino oggi e una riflessione sulla particolare condizione che vivono i tifosi granata 

Quella che, senza soluzione di continuità, da anni vivono i tifosi del Torino è una condizione particolare: una costante collisione tra la memoria dell’eccellenza e l’abitudine alla modestia. Il contrasto tra – l’immenso – ricordo del Grande Torino e la constatazione di un Toro oggi (apparentemente) bloccato in una normalità piatta senza ambizioni e possibilità di competere per i vertici. «C’è un prima e un dopo il Grande Torino nella storia italiana», ci dice Francesco Repice in riferimento alla squadra cinque volte campione d’Italia. Con il radiocronista voce di “Tutto il calcio minuto per minuto” – e che il 12 febbraio porterà proprio a Torino il suo spettacolo teatrale – abbiamo parlato di cosa rappresenti oggi il ricordo della squadra di Valentino Mazzola (non solo nel capoluogo piemontese) e dello stato d’animo che agita il presente dei tifosi granata. Seguendo un filo conduttore che, in una certa misura, lega tutto il calcio italiano. L’intervista di Francesco Repice a CalcioNews24.

Buongiorno Francesco Repice, lei a breve sarà a Torino per parlare – anche – del Grande Torino. Cosa rappresenta oggi per un giornalista, che non è torinese, quella squadra?
«Vuol dire che c’è un passato. E come dicono in tanti – e secondo me giustamente – non esiste un presente e non esiste un futuro senza il passato. E secondo me la maglia del Torino è il passato di tutti noi, anche di quelli che non hanno potuto viverla quella maglia. Anche di quelli che addirittura non hanno potuto vivere quella tragedia, perché non erano ancora nati o perché erano troppo piccoli. Probabilmente la tragedia di Superga è uno degli spartiacque nella nostra storia, tra l’Italia di un tempo e l’Italia per come poi è diventata dopo. Secondo me è uno dei tanti spartiacque della nostra storia. Ecco cosa significa la maglia del Torino». 

Quando parla della storia italiana immagino non intenda solo dal punto di vista calcistico…
«No no, non solo calcistico. Quella squadra lì, quel Torino, quei personaggi, quei calciatori sono riusciti io credo anche a lasciarsi alle spalle un determinato passato. Quello che era successo nel ventennio e durante la guerra. E’ stato un modo per dimenticare il brutto, la bruttezza di quella storia. Ecco perché io penso che – nella storia del nostro Paese – ci sia un prima e un dopo il Grande Torino».

Il pensiero non può che andare inevitabilmente al presente. Il calcio è senza dubbio cambiato da allora, c’è però una grande differenza tra ciò che è stato e ciò che è il Toro oggi…
«Non dico che mi addolori, perché sarei un falso. Ma che provo disagio… certamente sì. Dispiacere… sì. Se fossi un tifoso del Torino io sicuramente andrei a disturbare quelle persone che hanno manifestato la loro fede per la maglia granata e che hanno tante possibilità finanziarie ed economiche. E direi a queste persone “Fatemi tornare quello che ero”. Perché in fondo è un dovere morale.

Mi spiego: io non dico che il Presidente Cairo stia facendo bene o male, probabilmente sta facendo quello che può fare e magari lo sta facendo anche bene. Il problema è che una squadra come il Torino, con quella maglia, ha bisogno di gloria! E la gloria secondo me gliela possono restituire proprio quei personaggi che hanno tanta forza, tanto potere finanziario. E che io credo potrebbero fare anche qualcosa di più, potrebbero invertire la rotta! Se qualcuno che è molto forte economicamente ed è tifoso del Torino dichiarato – e noi sappiamo chi sono questi personaggi – prendesse quella storia e la restituisse alla sua grandezza farebbe un’opera importante. Non solo per il Torino, ma per il calcio italiano. E forse per tutto lo sport generalmente inteso: fare del calcio uno sport e non più soltanto una speculazione finanziaria come è adesso». 

Come anticipato, lei il 12 febbraio sarà a teatro a Venaria Reale. Avrà modo di esprimere anche questo pensiero?
«Sì, vorrei esprimere proprio questo concetto. Non è un caso che la famiglia Moratti abbia fatto grande l’Inter, la famiglia Agnelli la Juventus o la famiglia Sensi la Roma. E io credo sia giusto restituire il calcio a quelli che un tempo noi definivamo “magnati”, ma che avevano un’anima come il più “squattrinato” dei tifosi. Condividevano la stessa storia e lo stesso amore. Noi, secondo me, per uscire dall’impasse in cui ci siamo cacciati dobbiamo tornare a determinate tradizioni». 

Abbiamo allargato la lente da Torino all’Italia. A proposito di quanto detto, nel calcio italiano di oggi c’è un qualcosa colpisce piacevolmente Francesco Repice? Un aspetto che in qualche modo la fa emozionare?
«Mi sembra che in questo momento, in riferimento anche a quanto dicevo poc’anzi, ci sia una squadra – cioè il Napoli – con un presidente con un nome e cognome che sia riuscito a riportare il Napoli a ciò che gli spetta. Come aveva fatto Ferlaino, che era un sognatore, un visionario che riuscì nell’impresa secondo me più clamorosa di quegli anni: vale a dire portare il calciatore più grande di tutti i tempi e vestirlo con la maglia del Napoli. Ecco io credo che Aurelio De Laurentiis sia riuscito in questo magnifico sogno: fare di Napoli una capitale di calcio anche senza Maradona. E questo secondo me è un merito incredibile che va dato a quest’uomo. Che poi, voglio dire, è anche di origini napoletane, quindi sente come missione questo suo impegno all’interno del club e all’interno della città»

Questo è un fil rouge con la situazione del Torino che abbiamo esaminato. Se vogliamo anche la speranza dei tifosi?
«Esatto. Io penso che a Torino ci siano dei personaggi e degli imprenditori finanziariamente monumentali, che si sono dichiarati tifosi del Torino… Che ci pensino bene a questa cosa! Probabilmente una volta raggiunte determinate vette economiche e finanziarie io credo sia giusto anche occuparsi degli altri. Occuparsi magari togliendosi delle soddisfazioni che possono essere anche personali, specie se si è tifosi di una squadra». 

Questa fotografia che ha offerto del calcio di oggi, così apparentemente lontano rispetto a quello di cui invece abbiamo parlato, si riflette anche sulla Nazionale? Dunque sullo stato attuale di questo sport in Italia?
«Io credo che… tutta questa storia sia legata anche alla partecipazione di tutti noi alla maglia della Nazionale. Io sono tutt’altro che un sovranista. Però, credo che il valore della maglia della Nazionale in uno sport sia un valore importante. E credo che debba essere rispettato. E credo che se non torniamo a concepire questo gioco come uno sport, il pallone come uno sport… non arriveremo più da nessuna parte. Io poi capisco quando mi si dice “Eh ma la Premier…”. Certo, ma non guardiamo solo al massimo. Guardate anche come ogni sabato pomeriggio ci siano delle realtà in tutto il Regno Unito in cui le persone vanno a vedere la squadra del proprio paesino, del proprio piccolo borgo. Dove non è permesso filmare alcuna di queste partite. Guardate come sono tutti attaccati alle tradizioni. E cercate di capire come probabilmente… sì d’accordo la ricchezza, sì d’accordo chi viene dall’estero… però cerchiamo di amplificare anche come allo United vadano tanti tifosi con i vecchi colori per protestare con una proprietà che evidentemente sta passando sopra certi valori. Facciamo anche questo… probabilmente c’è anche un rovescio della medaglia»

Si ringrazia Francesco Repice per la disponibilità e la gentilezza mostrate in questa intervista.

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Giovane Napoli: alla scoperta del nuovo attaccante azzurro. Retroscena, storia, identikit e curiosità che (forse) non sapevate

Giovane Napoli: ecco l’identikit del nuovo attaccante degli azzurri. La sua storia e le curiosità sul colpo dal Verona di De Laurentiis

Sogna di diventare un supereroe per i tifosi del Napoli, e non è solo una metafora calcistica. Giovane Santana do Nascimento, il nuovo innesto offensivo prelevato dal Verona (dopo 3 gol e 4 assist nella prima metà di stagione), nutre una passione smodata per Spiderman, l’alter ego di Peter Parker, tanto da aver organizzato la sua festa per i 20 anni interamente a tema Uomo Ragno.

Il Mattino avverte che bisogna scordarsi lo stereotipo del calciatore brasiliano tutto samba, caipirinha e notti brave fino all’alba. ‘Gio’, come preferisce essere chiamato, è l’anti-divo per eccellenza: un ragazzo tranquillo, molto religioso (“casa e chiesa”), già sposato e padre devoto, che rifugge il caos della mondanità. Le sue valvole di sfogo sono singolari: oltre ai supereroi, ama costruire complessi set di Lego per scaricare lo stress e divora biografie di sportivi di successo per comprendere cosa renda grandi i campioni.

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In campo, il suo modello è Ronaldo il Fenomeno. Giovane è un attaccante atipico e versatile, un jolly capace di agire da centravanti puro, ma che si trova a suo agio anche come seconda punta o partendo dall’esterno. È arrivato in Italia dopo una rottura turbolenta con il Corinthians: il suo rifiuto di rinnovare il contratto scatenò un polverone mediatico e l’ira pubblica del tecnico Ramon Diaz. Un periodo difficile che però ne ha forgiato la tenuta mentale.

Il Verona lo pescò quasi per caso grazie all’intuizione di uno scout durante un Sub 20 con la nazionale verdeoro, e mister Zanetti lo definì subito un “diamante grezzo”. Ora quel diamante è nelle mani esperte di Antonio Conte, un allenatore che non teme di lanciare il talento puro nella mischia. A Napoli indosserà la maglia numero 23 e dovrà imparare a convivere tatticamente con i giganti Hojlund e Lukaku. La sfida è ardua, ma a ‘Gio’ il coraggio non manca.

Maradona Jr accende Juve Napoli: «Con mio papà la rivalità è cresciuta ancora. Spalletti un genio, ma vederlo su quella panchina non mi fa piacere…»

Maradona Jr ha parlato così nel giorno di Juve Napoli. Ecco le sue dichiarazioni e i suoi ricordi nell’intervista a Repubblica

Diego Maradona Jr, nel giorno del match tra Juventus e Napoli, su La Repubblica analizza una rivalità che va oltre il campo, segnata quest’anno dall’incredibile incrocio delle panchine, con Spalletti a Torino e Conte a Napoli.

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IL SUD CHE SFIDA IL NORD «Il Re tanti anni fa ci aveva già insegnato che il Sud poteva superare il Nord e ora nel campionato italiano sta diventando una dolce costante, con i due scudetti conquistati dal Napoli nelle ultime tre stagioni. Anche oggi gli azzurri si presentano a Torino con 4 punti di vantaggio sui bianconeri e il rammarico è per l’emergenza: per noi è una sfida molto dura».

UNA RIVALITÀ STORICA «Lo era storicamente da sempre, poi dall’epoca di mio padre la rivalità è ancora cresciuta. Ci sono state tante fasi, è stata la Juventus ad avere nella maggior parte dei casi qualcosa in più, tranne che ai tempi di mio padre e nelle ultime stagioni, in cui ha comandato il Napoli. Mia figlia India ha compiuto sei anni e non ha ancora mai visto i bianconeri vincere al Maradona…».

IL GOL DI KOULIBALY «Era il 22 aprile 2018 e avevo portato l’altro mio figlio maschio, Diego Mathias, nato da tre settimane, a conoscere il nonno in un albergo a Roma. Guardammo insieme la gara in tv, io e papà. Al gol di Koulibaly un boato, tre generazioni di Maradona in festa, ricordo che tremò anche la culla».

NON É MAI SOLO CALCIO «Senza dubbio. La sfida di oggi ne è l’ennesima riprova. Luciano Spalletti sulla panchina della Juve e Antonio Conte su quella del Napoli: è difficile immaginare un incrocio di sentimenti più speciale di questo, al di là del valore eccezionale di entrambi gli allenatori. Alla guida dei bianconeri c’è un vero e proprio genio, il condottiero azzurro è invece uno dei cinque tecnici più bravi del mondo, secondo me».

IL RAPPORTO CON SPALLETTI «Alleno pure io: ho fatto una grande esperienza in Spagna e ora sono vicino casa, al Portici. Con Luciano andai a cena, parlammo di calcio e di mio padre: imparai tanto e non dimenticherò mai quella serata. Spalletti è una persona vera, schietta, onesta. È impossibile non andare d’accordo con lui».

VEDERLO ALLA JUVE «Brutto, da tifoso del Napoli non mi ha fatto piacere. Poi però mi sono reso conto che il calcio è cambiato, la professione si è evoluta. Vale anche per Conte, che ha allenato oltre alla Juventus pure l’Inter».

LE DIFFERENZE TATTICHE «Conte a Torino ha fatto la storia, Luciano è legato a Napoli. Dura per entrambi, forse in modo diverso. A livello tattico mi sento più vicino alle idee di Spalletti, ma mi fa impazzire la capacità di Conte di non accontentarsi mai, di essere sempre così esigente nei confronti di sé stesso e degli altri».

I GIOCATORI CHIAVE DEL MATCH «McTominay per il Napoli: è un marziano, fondamentale. Nella Juve invece prendo Conceiçao».

I RICORDI PIÙ BELLI «Ne ho due. Il gol di Raspadori nel 2023, quello della vittoria-scudetto conquistata proprio a casa loro. E poi la punizione a due in area di papà contro la Juventus al San Paolo, nel 1985: per me è stato il gol più bello nella storia del Napoli».

Lazio, denuncia ai pm per sabotaggio sul mercato: tre operazioni nel mirino di ‘persone potenti’! La ricostruzione di quanto sta succedendo

Lazio, denuncia ai pm per pressioni e sabotaggio sul mercato in merito a queste tre operazioni. Trattasi di ‘persone potenti’, la ricostruzione

Il calciomercato della Lazio si sposta dalle sale dell’Hotel Sheraton alle aule di tribunale, tingendosi di giallo. Quello che sembrava un mese di gennaio difficile per le strategie biancocelesti si è trasformato in un caso giudiziario: il direttore sportivo Angelo Fabiani ha depositato una denuncia formale ai Carabinieri, facendo scattare un’indagine della Procura di Roma per i reati di diffamazione aggravata e aggiotaggio. Al centro dell’esposto, svelato da La Repubblica, c’è l’ipotesi di un vero e proprio sabotaggio orchestrato da “persone potenti” per impedire al club di concludere acquisti già definiti.

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I colpi sfumati: Loftus-Cheek e Samardzic

La denuncia nasce dai fallimenti su due obiettivi primari. Le trattative per Ruben Loftus-Cheek e per Lazar Samardzic erano considerate in dirittura d’arrivo. Invece, sono naufragate misteriosamente. Anche l’operazione per Kenneth Taylor, prelevato dall’Ajax, ha rischiato di saltare prima di concludersi positivamente il 9 gennaio. Secondo Fabiani, dietro questi intoppi non ci sarebbero motivi tecnici, ma l’interferenza illecita di Ylan Singer, un agente internazionale che avrebbe agito senza alcuna legittimazione.

I messaggi shock: “Stiamo bloccando tutto”

Il cuore dell’indagine risiede in una serie di messaggi WhatsApp, allegati agli atti, che Singer avrebbe inviato a Guido Albers (agente di Taylor). In uno di questi, datato 6 gennaio, si legge una frase dal tono intimidatorio: «Guido, stiamo evitando che firmino Loftus-Cheek dal Milan e Samardzic dall’Atalanta. Le persone con cui sono qui sono molto potenti e non posso dirgli che non rispondi al telefono». Un tentativo di pressione evidente che ha spinto la dirigenza capitolina a reagire legalmente per tutelare la propria operatività.

Clima teso a Formello

La vicenda include anche accuse personali gravissime rivolte a Fabiani, accusato falsamente di muovere affari per interessi privati. Il tutto esplode in un contesto ambientale già rovente. La Lazio, infatti, ha chiuso un mercato in entrata quasi nullo nonostante gli incassi record (circa 60 milioni) derivanti dalle cessioni di Valentin Castellanos e Mattéo Guendouzi. Con l’addio imminente anche del difensore Alessio Romagnoli, la piazza ribolle. Ora toccherà ai pm chiarire se dietro l’immobilismo laziale ci sia stata davvero una regia occulta.

Avram Grant Juve Stabia: l’ex Chelsea è il nuovo Head of Football Operations delle Vespe. Di cosa si occuperà il super colpo in dirigenza

Avram Grant Juve Stabia: l’ex Chelsea è diventato il nuovo Head of Football Operations del club campano. Il comunicato e tutti i dettagli

La Juve Stabia alza decisamente l’asticella delle proprie ambizioni e annuncia una ristrutturazione societaria dal sapore internazionale. Con una mossa che proietta il club campano in una nuova dimensione manageriale, è stata ufficializzata la nomina di Avram Grant come nuovo Head of Football Operations. Non si tratta di una semplice consulenza esterna, ma di un ruolo centrale e operativo: l’ex allenatore israeliano sarà il fulcro delle decisioni legate alla gestione, allo sviluppo e alla supervisione dell’intera area calcistica delle “Vespe”.

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Dalla panchina alla scrivania: i nuovi compiti

Grant, che già gravitava nell’orbita della società come advisor, compie ora il passo decisivo entrando nel cuore dell’organigramma. Il suo mandato è chiaro: ottimizzare l’efficienza operativa e razionalizzare i processi sportivi. Nel suo nuovo ruolo, il manager rileverà le responsabilità precedentemente affidate a Dan J. McClory e Alberto Libanori, diventando il punto di riferimento unico per le strategie sportive. Una scelta che segnala la volontà della proprietà di accentrare le competenze tecniche nelle mani di un uomo di calcio dalla comprovata esperienza.

Chi è Avram Grant: la finale di Champions e la Premier

La scelta della Juve Stabia ricade su un profilo leggendario. Avram Grant è un tecnico e dirigente che ha calcato i palcoscenici più prestigiosi d’Europa. La sua carriera ha toccato l’apice sulla panchina del Chelsea, club londinese che ha guidato fino alla finale di UEFA Champions League del 2008 (persa ai rigori contro il Manchester United). Oltre all’esperienza coi Blues, ha allenato squadre storiche della Premier League come West Ham e Portsmouth, oltre a guidare la Nazionale israeliana. È noto per il suo approccio pragmatico, la capacità di gestire spogliatoi complessi e una visione del calcio che unisce risultati sportivi e sostenibilità economica.

Un modello moderno e sostenibile

La nomina si inserisce nel percorso di crescita strutturale del club di Castellammare di Stabia, che punta a un modello organizzativo moderno. Entusiasta il commento del CEO Marco Santori: “Siamo felici di dare il benvenuto ad Avram. Porterà disciplina commerciale e competenze calcistiche di primo livello”. Con Grant al timone delle operazioni, la Juve Stabia lancia un messaggio forte al calcio italiano: l’obiettivo è costruire un progetto solido, capace di guardare al futuro con mentalità internazionale.

Formazioni ufficiali Sassuolo Cremonese: le scelte di Grosso e Nicola per il lunch match del Mapei. Tutte le novità

Formazioni ufficiali Sassuolo Cremonese: le scelte di Grosso e Nicola per il lunch match del Mapei, valido per la 22ª giornata di Serie A 2025/26

È un lunch match che sa di ultima chiamata per uscire dal tunnel. Al Mapei Stadium, fischio d’inizio alle 12:30, Sassuolo e Cremonese si affrontano nella 22ª giornata di Serie A con un obiettivo comune: scacciare la crisi. La sfida mette di fronte due formazioni che vivono un momento speculare e preoccupante: partite con ottime premesse, si ritrovano ora bloccate a metà classifica a pari punti, reduci entrambe da una striscia negativa di sette partite senza vittorie.

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Crisi gemelle: un digiuno lungo due mesi

I numeri non mentono: l’ultimo sorriso per entrambe risale al lontano 6 dicembre 2025. I neroverdi guidati da Fabio Grosso arrivano da un calendario terribile (sconfitte contro Torino, Juve, Roma e Napoli), ma devono ritrovare quella brillantezza smarrita. Dall’altra parte, la Cremonese di Davide Nicola ha il problema opposto: l’attacco si è inceppato. Dopo il 2-0 al Lecce di inizio dicembre, i grigiorossi hanno segnato appena 2 gol nelle successive sette gare. All’andata finì 3-2 per i lombardi allo “Zini”: oggi il Sassuolo cerca vendetta sportiva e punti salvezza.

Le scelte: Matic in regia, c’è Vardy

Per invertire la rotta, Grosso si affida al 4-3-3. A centrocampo le chiavi sono in mano a Nemanja Matic. Davanti, il tridente vede Luca Moro supportato dalla velocità e dai dribbling di Armand Laurienté. Nicola risponde col 3-5-2 e una coppia d’attacco suggestiva. Accanto a Federico Bonazzoli c’è Jamie Vardy.

Le formazioni ufficiali

Ecco le scelte definitive dei due allenatori per la sfida:

  • SASSUOLO (4-3-3): Muric; Walukiewicz, Idzes, Muharemovic, Doig; Lipani, Matic, Koné; Fadera, Moro, Laurienté.
    • Allenatore: Fabio Grosso.
  • CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Bianchetti; Barbieri, Collocolo, Grassi, Vandeputte, Pezzella; Vardy, Bonazzoli.
    • Allenatore: Davide Nicola.

Dybala a caccia di riscatto in Roma Milan: perché l’argentino può essere decisivo all’Olimpico. C’è un motivo, e sul futuro…

Dybala va in cerca di riscatto in Roma Milan: il motivo e cosa potrebbe succedere per il futuro dell’argentino. Il focus

Tuttosport propone un focus su Paulo Dybala, per il quale la serata ha un sapore speciale. L’argentino, autentica “bestia nera” del Milan con 10 gol realizzati in carriera (solo Udinese, Lazio, Genoa e Torino hanno subito di più), cerca il riscatto dopo la delusione dell’andata.

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A San Siro, lo scorso autunno, la magia di Dybala si spezzò bruscamente. Con il Milan in vantaggio e la Roma che spingeva per il pareggio, l’argentino fallì un rigore decisivo nei minuti finali, rimediando anche un infortunio muscolare che interruppe un periodo di forma brillante. Quell’errore e quel ko fisico rappresentarono una brusca frenata nella sua crescita, ma ora Dybala sembra aver ritrovato la condizione migliore. Le prestazioni in crescendo da Natale e il gol contro il Torino nell’ultimo turno sono segnali incoraggianti.

Stasera, Dybala sarà il fulcro dell’attacco giallorosso, affiancato probabilmente dal connazionale Soulé e dal nuovo arrivato Malen. Proprio l’olandese, all’esordio contro i granata, ha mostrato subito un’ottima intesa con la “Joya”, alimentando le speranze di una Roma che punta con decisione al ritorno in Champions League. Un obiettivo fondamentale per il progetto di crescita del club e per il futuro dello stesso Dybala, il cui contratto scadrà a giugno. Sebbene l’argentino abbia dichiarato di voler “godersi il momento”, la sua volontà di restare nella Capitale è nota, e un finale di stagione da protagonista potrebbe accelerare le trattative per il rinnovo.

Mentre si avvicina la sfida contro il Milan, Gasperini sorride per il recupero di Mancini, pronto a riprendersi il posto in difesa accanto a Ndicka e Ghilardi. Ferguson, uscito acciaccato dalla sfida contro il Torino, partirà dalla panchina, lasciando spazio a Malen. Il tecnico giallorosso può contare su una rosa in crescita, come dimostrato anche dalla “Roma B” in Europa League. Con il rientro di El Shaarawy previsto per la prossima settimana e la speranza di ulteriori rinforzi dal mercato, la Roma si prepara a un finale di stagione intenso, dove ogni partita sarà decisiva. E per Dybala, la sfida contro il Milan è l’occasione perfetta per lasciarsi alle spalle i fantasmi del passato e guidare la sua squadra verso traguardi ambiziosi.

Como Torino, il CorSport ci va giù pesante: «Lariani macchina da calcio, granata squadra invertebrata! Baroni sta diventando IL problema»

Como Torino, il CorSport a firma Pippo Russo ha analizzato così il tennistico 6-0 con cui i lariani hanno spazzato via i granata

Come se fosse una sfida di alto livello tennistico, il Como risponde alla goleada dell’Inter con una prestazione altrettanto dominante. Sul Corriere dello Sport Pippo Russo racconta la gara e le conseguenze sulle due squadre. La formazione lariana si conferma ormai come “una nuova grande del calcio italiano”, capace di issarsi momentaneamente al quinto posto, guardando dall’alto la Juventus. Il 6-0 inflitto al Torino è la testimonianza di una crescita esponenziale, contro un avversario che, come argutamente osserva Russo, “fa tornare alla mente un’etichetta affibbiata a Mike Buongiorno dall’immenso Luciano Bianciardi: onestamente mediocre”. Il paragone scolastico è calzante: il Toro sembra quello studente che si accontenta del “5 in pagella fisso, contando che tanti altri faranno peggio”, sperando di evitare la bocciatura. Il doppio confronto stagionale, frutto di un calendario “crudele”, è impietoso: 11 gol subiti e solo uno segnato dai granata contro il Como in due mesi. Una superiorità tale che Russo ironizza: “Sarebbe bastato uno sforzo supplementare dei comaschi, lo scorso novembre, e adesso staremmo a parlare di vittoria in due set: 6-1, 6-0”.

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La goleada del Sinigaglia “fotografa questa distanza siderale“. Il Como di Cesc Fabregas “è un continuo upgrade”, ormai stabile “sul livello Europa League”. Il prossimo step per i lariani sarà superare quella “tara mentale” che ancora li frena contro le big, ma nel frattempo continuano a “prendere a pallonate le avversarie del campionato che si gioca dal sesto posto in giù”. I recenti successi esterni per 3-0 contro Lecce, Pisa e Lazio confermano che il Como è diventato “una macchina da calcio costruita su una rosa impressionante per qualità e quantità”.

Dall’altra parte, la situazione del Torino è desolante. Russo sottolinea che “parlandone si rischia di infierire”. Oltre alle quattro sconfitte consecutive e al margine ridotto sulla zona retrocessione, preoccupa l’atteggiamento di una squadra “invertebrata“. Il gol subito in contropiede sullo 0-0 è l’emblema di una formazione “che non ha la minima idea su come stare al mondo, non soltanto in campo”. Con questo spirito, il rischio di precipitare “da 5 al 4 in pagella è un attimo”. Anche la guida tecnica è sotto accusa: Marco Baroni sembra incapace di risolvere i problemi, anzi, forse “sta diventando IL problema“. Le sue “espressioni inermi” sono lo specchio di un “Toro eunuco”. Russo chiude con una pungente ironia: i primi piani dell’allenatore granata ricordano lo spot vintage con Sergio Endrigo: “«Bevo Jägermeister perché mi mette allegria». Volessero mai ripetere l’operazione, il testimonial sarebbe bell’e pronto”.

Inter, Chivu si ‘coccola’ il suo attacco ma…C’è un dato che fa riflettere: non passa inosservato in vista del Borussia Dortmund

Inter, l’attacco segna a raffica ma c’è un dato importante da tenere in forte considerazione verso il match col Borussia Dortmund

Cristian Chivu può metaforicamente puntare il cannocchiale verso l’élite del calcio continentale. Dopo la goleada tennistica rifilata sotto il diluvio al Pisa, la sua Inter vanta numeri impressionanti: 50 reti in 22 partite di campionato. Nei top 5 tornei europei, soltanto corazzate come Bayern Monaco e Barcellona hanno trovato la via del gol con più frequenza.

La Gazzetta dello Sport scrive che il tecnico nerazzurro sorride soddisfatto, ma è consapevole dell’enorme ostacolo imminente: il “Muro Giallo” di Dortmund. La sfida di Champions League contro il Borussia, che in casa ha perso una sola volta quest’anno, è decisiva per sperare negli ottavi diretti senza passare dai playoff. L’Inter proverà ad usare la sua arma migliore, l’attacco a raffica, che però vive un paradosso: devastante con le piccole, si inceppa clamorosamente nei big match.

I numeri sono chiari: nonostante i 69 gol totali stagionali, i nerazzurri hanno segnato appena 9 reti negli scontri diretti affrontati finora tra Serie A (contro le prime quattro più la Roma) e Champions (Atletico e Arsenal). Troppo pochi. In campionato, l’Inter è una macchina da guerra che domina ogni statistica offensiva (xG, tiri in porta, cross, tocchi in area), spinta da una catena mancina micidiale formata da Dimarco (5 gol e 7 assist) e Bastoni, e da una “cooperativa del gol” che ha mandato a rete già 15 giocatori diversi, con Lautaro capocannoniere.

In Europa, tuttavia, la versione nerazzurra è meno brillante: 13 gol in sette partite e tante, troppe occasioni sprecate (seconda per “big chance” mancate). Chivu parla di una squadra più matura che sta “chiudendo qualche cicatrice”. La più profonda resta proprio quel tabù negli scontri diretti. Sfondare il Muro di Dortmund sarebbe la cura definitiva.

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