Pagina 69 – Calcio News 24

L’Inter volta pagina: addio ufficiale ad Acerbi e Sommer, eroi della Seconda Stella

I nerazzurri voltano pagina. Ma com’è andata l’ultima stagione del portiere svizzero? L’analisi

Inter news: il 30 giugno segna la fine di un’era per i nerazzurri. I contratti di Francesco Acerbi e Yann Sommer sono ufficialmente scaduti, e il club nerazzurro ha salutato con profonda gratitudine due pilastri fondamentali delle recenti vittorie, celebrandoli con lunghe e commosse lettere di ringraziamento.

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Il “patto di fede” di Francesco Acerbi

Quattro stagioni, sei trofei e un legame indissolubile con il popolo nerazzurro. L’Inter saluta Francesco Acerbi ricordando il suo “patto di fede”, un patto silenzioso sigillato a suon di prestazioni monumentali e chiusure provvidenziali. Arrivato tra lo scetticismo generale nell’estate del 2022, il difensore ha impiegato pochissimo per trasformare i dubbi in applausi, diventando una colonna inamovibile della retroguardia.

Ma Acerbi non è stato solo un arcigno marcatore. Il club ricorda con affetto i suoi blitz offensivi nei momenti cruciali: dal colpo di testa a sorpresa contro il Parma in Coppa Italia, alla firma indelebile nel derby Scudetto della Seconda Stella, fino al leggendario gol del 3-3 contro il Barcellona nella pazza notte di Champions del 2025. Chiude la sua avventura con 148 presenze, 5 reti e uno storico Double Nazionale nell’ultima stagione.

Yann Sommer: tra miracoli storici e un’ultima annata in chiaroscuro

Sommer 30 06
Yann Sommer: tra miracoli storici e un’ultima annata in chiaroscuro – CalcioNews24.com

L’addio a Yann Sommer, dopo tre anni e quattro titoli (due Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa), viene accompagnato dal ricordo vivissimo della sua prestazione in quell’Inter-Barcellona di Champions. Un flashback incancellabile: l’intervento impossibile sul tiro a giro di Lamine Yamal al 114′, “volando come un supereroe”, che ha fatto esplodere San Siro. Il club ne esalta la calma, la classe palla al piede e la straordinaria costanza, certificata da ben 66 clean sheet in 139 presenze totali.

Tuttavia, andando oltre il messaggio affettuoso del club, l’ultima stagione del portiere svizzero è stata caratterizzata da un rendimento altalenante. Se da una parte ha continuato a mettere in mostra sprazzi di assoluto talento – come l’ottima gara di Champions contro l’Ajax, le decisive parate nel derby d’Italia di ritorno contro la Juve e il commovente saluto di San Siro all’ultima in casa con il Verona (con tanto di super parata su Lovric nel giorno delle 100 presenze in A) –, dall’altra sono emersi passaggi a vuoto inattesi.

Errori pesanti hanno macchiato alcune sfide cruciali: le gravi incertezze nella rocambolesca sconfitta per 4-3 contro la Juventus all’andata, la timidezza nelle uscite costata cara contro l’Arsenal in Europa (1-3) e l’approccio disastroso nel clamoroso scivolone interno nel derby d’andata contro il Milan (0-1). Clamorosa anche la topica contro il Pisa (con un assist involontario a Moreo), segnale di un riflesso forse meno reattivo rispetto ai giorni migliori.

L’emozione di Gakpo: il gol, le lacrime per il figlio scomparso, l’abbraccio di compagni e avversari e l’eliminazione

L’emozione di Gakpo: il gol, le lacrime per il figlio scomparso, l’abbraccio di compagni e avversari e l’eliminazione dal Mondiale

Il dito puntato verso il cielo, alla ricerca di un raggio di luce in mezzo ai giorni più bui. Cody Gakpo ha ritrovato il gol con l’Olanda, ma il suo sorriso è durato soltanto un istante. La rete segnata contro il Marocco, nella sfida poi persa ai rigori dagli Oranje con conseguente eliminazione dal Mondiale, non può cancellare il dolore vissuto dall’attaccante nelle ultime ore: la perdita di un figlio durante la gravidanza della compagna Noa van der Bij.

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Un dramma privato, profondo, che Gakpo ha scelto di affrontare restando accanto alla sua Nazionale. Una decisione presa insieme alla compagna, con il calcio trasformato in una forma di rifugio, in un modo per provare ad andare avanti almeno per novanta minuti. L’attaccante non ha interrotto il lavoro con il gruppo e, alla prima occasione utile, ha lasciato il segno.

Gakpo Olanda, la rete contro il Marocco e il crollo emotivo

Il gol è arrivato con un movimento da grande attaccante: anticipo sul portiere Bounou, tocco decisivo e pallone in rete. Subito dopo, però, Gakpo è crollato a terra. Non una semplice esultanza, ma l’immagine di un dolore enorme venuto fuori tutto insieme.

Testa tra le mani, corpo raccolto, quasi in posizione di protezione. Un linguaggio del corpo immediato, forte, capace di raccontare più di qualsiasi parola. In quel momento il campo è diventato il luogo in cui il peso degli ultimi giorni si è mostrato davanti a tutti.

Gakpo Olanda, l’abbraccio dei compagni dopo il dolore

La scena più intensa è arrivata pochi secondi dopo, quando i compagni dell’Olanda hanno raggiunto Gakpo e lo hanno sommerso in un abbraccio collettivo. Un’immagine potente, alla quale si sono aggiunti anche i gesti di vicinanza degli avversari prima e dopo la partita.

L’eliminazione dal Mondiale resta una ferita sportiva per gli Oranje, ma per Cody Gakpo adesso inizia una partita ancora più difficile. Non la affronterà da solo: intorno a lui ci sono la sua famiglia, i compagni e un mondo del calcio che ha scelto di stringersi al suo dolore.

Fiorentina, il futuro di Moise Kean: il mistero del mercato viola e l’ombra della clausola

Tra i top club italiani frenati dai costi e le lusinghe inglesi, luglio sarà il mese della verità per il futuro di Moise Kean

Tra le innumerevoli indiscrezioni che accendono il mercato della Fiorentina – dalle suggestioni per De Gea fino ai rumors su Dodô e Gudmundsson – spicca un silenzio quasi assordante: quello che circonda Moise Kean. Un’ombra ingombrante secondo La Nazione, proprio per questo necessaria da decifrare con estrema lucidità per capire il reale destino dell’attaccante viola.

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I tre scenari del silenzio

  • Incedibilità non dichiarata? La prima spiegazione potrebbe essere che la Fiorentina lo abbia virtualmente tolto dal mercato. Tuttavia, se la decisione fosse definitiva, perché non annunciarla pubblicamente raccogliendo il plauso della piazza? Questa reticenza fa intuire che la porta per una cessione, in realtà, non sia del tutto chiusa.
  • L’ostacolo economico in Serie A. Il secondo nodo riguarda la carenza di pretendenti nel nostro campionato. Considerando il prezzo del cartellino e l’ingaggio elevato, le società italiane in grado di permettersi un “lusso” come Kean si contano sulle dita di una mano: Inter, Juventus, Napoli e, forse, Milan. Tutte piazze che, al momento, risultano peraltro già coperte in attacco. Difficile ipotizzare l’inserimento di club con paletti finanziari più rigidi, come la Roma.
  • Il peso della clausola. La terza opzione, forse la più concreta, è la pura e semplice attesa tattica. Da domani, 1° luglio, si attiverà la clausola rescissoria di 62 milioni di euro, valida fino al 15 del mese. È molto probabile che esista un tacito accordo tra club ed entourage: attendere questa finestra per capire se qualcuno si farà avanti con la cifra prefissata. L’unica discriminante, a quel punto, diventerebbe la volontà del giocatore.

L’incognita della Premier League

La sensazione è che si possa ripetere il “tormentone” della passata estate: una prima settimana di stallo, qualche sondaggio nella seconda e un frenetico countdown finale.

In questo quadro, il vero ago della bilancia risiede all’estero. Kean gode di grande stima in Inghilterra, e proprio dalla Premier League potrebbe materializzarsi una proposta irrinunciabile per le casse viola. Se ciò dovesse accadere, la palla passerebbe al centravanti: accetterà l’avventura in una squadra inglese di fascia media o pretenderà di sedersi al tavolo esclusivamente con un top club assoluto? Le prossime due settimane ci daranno la risposta.

Chi è Mathias Delorge? L’ultima idea del Bologna per il centrocampo

Chi è Mathias Delorge? L’ultima idea del Bologna per il centrocampo: il profilo moderno che può arrivare dal Gent

Il Bologna continua a lavorare sul mercato per rinforzare il centrocampo da consegnare al nuovo allenatore Domenico Tedesco. I dirigenti Giovanni Sartori e Marco Di Vaio stanno valutando diversi profili, anche alla luce della situazione di Remo Freuler, il cui contratto scade il 30 giugno e che sembra destinato a liberarsi a parametro zero.

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In cima alla lista rossoblù resta Peer Koopmeiners, centrocampista dell’AZ Alkmaar e fratello dello juventino Teun Koopmeiners. Il Bologna sarebbe pronto a mettere sul tavolo circa 10 milioni di euro più una percentuale sulla futura rivendita. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, tra le alternative piace però anche Mathias Delorge, centrocampista belga classe 2004 del Gent.

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Delorge Bologna, numeri e situazione contrattuale

Mathias Delorge-Knieper è nato a Sint-Truiden il 31 luglio 2004. Mancino, alto 1,89 metri, è sotto contratto con il Gent fino al 2028. Con il club belga ha già raccolto 75 presenze, con 2 gol, 8 assist e 5 cartellini gialli, numeri che confermano un percorso di crescita costante.

Il suo ruolo naturale è quello di centrocampista centrale, ma può agire anche da mediano davanti alla difesa. Una duttilità che lo rende un profilo interessante per il Bologna, alla ricerca di un giocatore capace di dare equilibrio, fisicità e qualità nella gestione del pallone.

Il suo ruolo naturale è quello di centrocampista centrale, ma può agire anche da mediano davanti alla difesa. Una duttilità che lo rende un profilo interessante per il Bologna, alla ricerca di un giocatore capace di dare equilibrio, fisicità e qualità nella gestione del pallone.

Delorge Bologna, carriera e caratteristiche tecniche

Delorge è cresciuto nel Sint-Truiden, dopo i primi passi nell’Heers VV. Ha firmato il primo contratto professionistico nel 2021 e ha debuttato in prima squadra nel 2022 contro lo Standard Liegi. Dopo un prestito al Lierse Kempenzonen, è tornato al Sint-Truiden, imponendosi da titolare prima del passaggio al Gent nel 2024.

Fisicamente è un centrocampista moderno: alto, longilineo, resistente e con buona presenza nei duelli. Tecnicamente, da mancino, dà qualità alla prima costruzione, gioca con ordine e sa resistere alla pressione. Non è una mezzala puramente offensiva, ma può accompagnare l’azione, inserirsi e garantire continuità nelle transizioni.

Nel casting rossoblù restano anche Ognjen Ugresic del Partizan Belgrado e Gustavo Puerta del Racing Santander, ma Delorge è un nome da seguire con attenzione.

Germania eliminata dal Mondiale, Nagelsmann sotto accusa: l’ombra di Klopp sulla panchina

Germania eliminata dal Mondiale, Nagelsmann sotto accusa: l’ombra di Klopp sulla panchina. Terremoto dopo il KO col Paraguay ai rigori

L’eliminazione della Germania ai sedicesimi di finale del Mondiale, arrivata ai rigori contro il Paraguay, ha aperto una profonda riflessione sul futuro della nazionale tedesca. Come riportato da La Gazzetta dello Sport, il ko viene considerato un vero fallimento e anche il commissario tecnico Julian Nagelsmann è finito inevitabilmente sotto osservazione.

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Il tecnico ha un contratto fino al 2028 e, subito dopo la partita, ha chiarito di non voler lasciare: non si considera «uno che scappa e deciderà la federazione». Al momento può contare sul sostegno di Rudi Voeller, direttore delle nazionali, ma la decisione definitiva passerà dal consiglio federale quando il clima sarà meno teso.

Germania, il nome di Klopp torna d’attualità

In Germania cresce intanto il richiamo a Jürgen Klopp, presente al Mondiale come commentatore televisivo e già ribattezzato il “Bundestrainer ombra”. Convincerlo non sarà semplice, ma il suo nome resta quello più forte per un eventuale cambio di guida tecnica.

Il precedente pesa: dopo le delusioni in Russia 2018 e Qatar 2022, la federazione aveva confermato prima Joachim Löw e poi Hansi Flick, scelte poi rivelatesi problematiche. Anche per questo la posizione di Nagelsmann appare fragile.

Germania, talento senza identità: il flop contro il Paraguay

La sconfitta contro il Paraguay ha cancellato ogni alibi. La Germania era già proiettata verso un possibile ottavo contro la Francia, ma non è riuscita a superare un avversario più basso nel ranking e organizzato in modo cinico. Voeller aveva avvertito: «Prima c’è il Paraguay». Poi aveva aggiunto: «Quando siamo al massimo possiamo battere chiunque».

Quel massimo, però, non si è visto. Da Wirtz a Musiala, da Neuer a Sané, il talento individuale non è diventato rendimento collettivo. La difesa ha concesso troppo, il portiere non è più riuscito a incidere come in passato e il rigore fallito da Havertz ha certificato il peso psicologico della serata.

Germania, gli errori di Nagelsmann

A pesare sono anche alcune scelte tecniche: l’insistenza su Kimmich terzino, la gestione delle energie e la formazione quasi titolare schierata contro l’Ecuador a primo posto già acquisito. Per La Gazzetta dello Sport, l’uscita contro il Paraguay, numero 41 del ranking FIFA, può diventare una sentenza per tutti.

Chi è Goncalo Inacio? Ecco perché Amorim lo vorrebbe nella sua difesa del Milan: caratteristiche e carriera

Chi è Goncalo Inacio? Ecco perché Amorim lo vorrebbe nella sua difesa del Milan: caratteristiche e carriera. Tutto sul centrale dello Sporting

Il Milan continua a lavorare sul mercato per rinforzare la difesa e tra i nomi finiti nei ragionamenti interni del club rossonero c’è anche quello di Gonçalo Inácio, centrale portoghese dello Sporting CP. A svelarlo è stato Fabrizio Romano, che ha fatto il punto sulla situazione e sulla lista dei profili valutati per il reparto arretrato.

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Fabrizio Romano ha spiegato: «🚨🔴⚫️ Il Milan ha aggiunto Gonçalo Inacio alla sua lista per la difesa nei discorsi interni con Rúben Amorim. L’operazione è complessa perché lo Sporting lo ritiene fondamentale, il Milan ha altri due nomi in lista come opzioni per il centrale da regalare ad Amorim».

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Il profilo di Inácio è particolarmente interessante per caratteristiche tecniche, età ed esperienza internazionale, ma l’operazione non si preannuncia semplice. Lo Sporting considera il difensore un elemento centrale del proprio progetto e non ha intenzione di lasciarlo partire facilmente.

Gonçalo Inácio Milan, carriera e crescita allo Sporting

Gonçalo Bernardo Inácio è nato ad Almada il 25 agosto 2001. Mancino, alto circa 1,85 metri, è cresciuto calcisticamente nello Sporting CP, dopo i primi passi nell’Almada AC. Entrato nel vivaio dei Leões nel 2012, ha completato tutto il percorso fino alla prima squadra.

La promozione stabile tra i grandi è arrivata nel 2020. Da quel momento Inácio è diventato uno dei difensori più importanti del club portoghese, superando quota 200 presenze e contribuendo a diversi successi nazionali.

Gonçalo Inácio Milan, ruolo e caratteristiche tecniche

Il suo ruolo naturale è quello di difensore centrale mancino. Può giocare sia in una linea a quattro sia in una difesa a tre, dove rende molto bene da braccetto sinistro. Questa duttilità lo rende un profilo adatto alle idee di Rúben Amorim, che cerca un centrale capace di impostare, difendere in avanti e partecipare alla costruzione.

Tecnicamente Inácio è un difensore pulito, elegante e abituato a gestire il pallone sottoInácio** è un difensore pulito, elegante e abituato a gest pressione. Sa verticalizzare, rompere le linee con il passaggio e accompagnare l’azione dal basso. Fisicamente non è un centrale dominante solo per struttura, ma abbina buona rapidità, coordinazione e senso della posizione.

Gonçalo Inácio Milan, un profilo moderno per la difesa

Nel suo palmarès figurano campionati portoghesi, coppe nazionali e la Nations League con il Portogallo. Per il Milan sarebbe un rinforzo di alto livello: giovane, già esperto e con qualità perfette per una squadra che vuole costruire da dietro.

Maldini, oggi nuovo confronto con Malagò: il ruolo da direttore tecnico dell’Italia resta il nodo centrale

Maldini, oggi nuovo confronto con Malagò: il ruolo da direttore tecnico dell’Italia resta il nodo centrale. Ecco cosa filtra

Prima di nominare il nuovo allenatore della Nazionale italiana, il presidente federale Giovanni Malagò vuole definire un passaggio considerato decisivo: la scelta del prossimo direttore tecnico. Sarà questa la figura a cui affidare il progetto di rilancio dell’Italia, reduce dal terzo Mondiale mancato consecutivamente e chiamata a ricostruire identità, struttura e credibilità.

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La prima scelta, ormai nota, resta Paolo Maldini. Con l’ex capitano del Milan è previsto un nuovo confronto nella giornata odierna, utile per capire se ci siano le condizioni per arrivare alla fumata bianca. Malagò considera il suo profilo ideale per guidare dall’alto il nuovo corso azzurro, grazie alla sua esperienza internazionale, alla conoscenza del calcio italiano e alla credibilità costruita sia da giocatore sia da dirigente.

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Maldini Italia, i dubbi da chiarire prima della decisione

L’obiettivo di Malagò è risolvere tutti i dubbi di Maldini prima di procedere. Sul tavolo ci sono diversi aspetti: lo stile di vita legato a un incarico federale, la piena chiarezza sul ruolo, i confini operativi e anche la parte economica.

L’idea della Federazione sarebbe quella di affidare a Maldini una supervisione completa del sistema azzurro. Non soltanto un ruolo simbolico, dunque, ma una posizione centrale nella gestione tecnica e nella programmazione del futuro della Nazionale italiana. Il primo Consiglio federale della nuova gestione Malagò, in programma domani, sarà anche l’occasione per fare il punto sul dossier relativo al direttore tecnico.

Italia, Conte resta affascinato: Mancini opzione meno costosa

Parallelamente resta aperta la questione del nuovo commissario tecnico. Antonio Conte è affascinato dall’azzurro e avrebbe già dato disponibilità a ridurre le proprie pretese economiche rispetto a quelle che solitamente si aspetta da un club, in particolare dalle ricchissime società arabe.

Secondo La Gazzetta dello Sport, Malagò sta valutando la disponibilità finanziaria della Federazione e le possibili soluzioni, a partire dagli sponsor, per arrivare a Conte.

L’alternativa resta Roberto Mancini, profilo economicamente meno impegnativo. Su di lui, però, pesa il malumore di molti, anche tra i tifosi, per il modo in cui aveva lasciato la Nazionale.

Sirene arabe per Conte, maxi offerta dall’Al-Ittihad: sul tavolo 20 milioni l’anno, ma lui pensa alla Nazionale

Sirene arabe per Conte, maxi offerta dall’Al-Ittihad: sul tavolo 20 milioni l’anno, ma lui pensa alla Nazionale. Il tecnico ex Napoli al bivio

Sirene dall’Arabia Saudita per Antonio Conte. Secondo quanto riportato dal Corriere dello Sport, l’Al-Ittihad starebbe pensando al tecnico leccese per sostituire Sergio Conceiçao in panchina. Per l’ex allenatore di Juventus, Chelsea, Inter, Tottenham e Napoli sarebbe pronta una proposta da circa 20 milioni di euro netti a stagione.

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Una cifra altissima, anche se inferiore di 5 milioni rispetto allo stipendio percepito da Simone Inzaghi, attualmente sotto contratto con l’Al-Hilal fino a giugno 2027. Il nome di Conte sarebbe stato indicato come prima scelta da Domingos Soares de Oliveira, dirigente portoghese ed ex Benfica, fresco di rinnovo contrattuale con il club saudita.

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Conte Al-Ittihad, Klopp ha detto no: ora il club guarda all’Italia

Prima di virare su Conte, l’Al-Ittihad avrebbe provato a convincere Jurgen Klopp, ma il tedesco avrebbe declinato la proposta per non lasciare il proprio incarico dirigenziale nella Red Bull e tornare subito in panchina.

Il progetto saudita resta comunque molto ambizioso. Sul mercato il grande sogno è Mohamed Salah, svincolato dal Liverpool, che a Gedda ritroverebbe Fabinho. In rosa ci sono già diversi nomi importanti, tra cui Moussa Diaby, acquisto record del club, Aouar, Simic, Bergwijn ed En-Nesyri.

Conte Al-Ittihad, la priorità resta la Nazionale

Nonostante l’offerta ricchissima, Conte avrebbe ancora come priorità la Nazionale italiana. Molto dipenderà dalle scelte del nuovo presidente federale Giovanni Malagò, che potrebbe valutare anche il ritorno di Roberto Mancini, libero dopo l’esperienza all’Al-Sadd.

In caso di mancata chiamata azzurra, Conte si troverebbe davanti a un bivio: restare senza panchina o accettare una nuova esperienza in un campionato ricco e in crescita, ma lontano dai contesti europei a cui è abituato.

Lo stesso tecnico, a Belve, aveva già parlato di offerte dall’Arabia: «Non voglio entrare nella vicenda Mancini, ma posso dire che stando ai giornali l’Arabia avrebbe fatto un’offerta a lui come ad altri e mi ci metto anche io. Che ho rifiutato».

Jordan Lukaku, duro attacco al Napoli: «Il club non ha avuto compassione con Romelu»

Jordan Lukaku, duro attacco al Napoli: «Il club non ha avuto compassione con Romelu». L’ex Lazio prende le difese del fratello

Parole pesanti di Jordan Lukaku nei confronti del Napoli e dell’ex tecnico azzurro Antonio Conte. Il fratello di Romelu Lukaku, attaccante del club partenopeo, ha parlato a Humo della stagione complicata vissuta da Big Rom, segnata dall’infortunio di agosto, dalla perdita del padre e da una gestione che, secondo l’ex Lazio, avrebbe inciso profondamente sul rapporto tra il giocatore e l’ambiente napoletano.

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Le dichiarazioni, riprese da TMW, raccontano un quadro molto delicato. Jordan Lukaku ha puntato il dito soprattutto contro la gestione del momento familiare vissuto dal fratello e contro le scelte tecniche successive al suo infortunio.

Lukaku Napoli, Jordan critica la gestione del club

Il passaggio più duro riguarda il comportamento del Napoli dopo la morte del padre dei fratelli Lukaku. Jordan ha raccontato così la situazione: «Quando è morto nostro padre il club ha gli chiesto di tornare in Italia, il Napoli non ha avuto compassione nei suoi confronti».

Secondo il fratello dell’attaccante, da quel momento il rapporto con il club si sarebbe incrinato. Poi il riferimento alla gestione tecnica dopo l’infortunio: «Il rapporto con il club si è incrinato. Quando Romelu si è fatto male il club acquistò un nuovo attaccante e Conte gli disse che sarebbe stato impiegato solo come suo sostituto. Rapporto incrinato con Conte? Probabilmente si».

Lukaku Napoli, la preoccupazione per Big Rom

Jordan Lukaku ha poi espresso preoccupazione per le condizioni mentali del fratello, reduce da mesi difficili e da un percorso che lo ha portato fino ai Mondiali senza, a suo dire, un vero momento di pausa.

Le sue parole sono molto chiare: «Ciò che mi preoccupa – prosegue l’ex Lazio – è che non ha avuto un momento di riposo mentale: prima o poi ne pagherà le conseguenze. Dopo il Mondiale, quando rimarrà da solo con i suoi pensieri. E’ allora che tutto verrà a galla, e forse è anche un bene».

Una presa di posizione forte, destinata a far discutere l’ambiente Napoli e a riaccendere l’attenzione sul futuro di Romelu Lukaku.

Liberali torna al Milan? Amorim pensa al ritorno del talento: rossoneri alla finestra

Liberali torna al Milan? Amorim pensa al ritorno del talento: rossoneri alla finestra. Il punto sulla trattativa col Catanzaro e sulla concorrenza

Il Milan guarda con attenzione al futuro di Mattia Liberali. Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, Ruben Amorim sarebbe particolarmente interessato al profilo del giovane talento italiano, oggi reduce da una stagione importante con il Catanzaro e protagonista anche con la Nazionale Under 19.

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L’attenzione ai giovani rappresenta uno dei punti centrali della filosofia del nuovo allenatore rossonero. Amorim non intende limitarsi ai profili già più conosciuti, come Francesco Camarda e Christian Comotto, ma vuole valutare anche altri ragazzi di prospettiva. Tra questi c’è proprio Liberali, cresciuto nel vivaio del Milan e già lanciato in prima squadra nel dicembre 2024 da Paulo Fonseca nella gara contro il Genoa.

Liberali Milan, l’addio e la crescita al Catanzaro

Dopo quel debutto a San Siro, il percorso di Mattia Liberali in rossonero non era proseguito come ci si aspettava. Il giocatore era tornato con la Primavera e, al termine della stagione, aveva scelto di lasciare il club per cercare continuità nel calcio dei grandi.

La decisione si è rivelata positiva. Con il Catanzaro, il classe 2005 ha raccolto 30 presenze tra Serie B, playoff e Coppa Italia, mettendo insieme 4 gol e 4 assist. Numeri che hanno confermato la sua crescita e hanno riacceso l’interesse del Milan, oggi pronto a valutare un possibile ritorno.

Liberali Milan, clausola e concorrenza in Serie A

La situazione contrattuale rende il dossier particolarmente interessante. Il Milan aveva ceduto Liberali a titolo gratuito, mantenendo però il 50% sulla futura rivendita. Con una clausola da 6 milioni di euro, i rossoneri potrebbero quindi riportarlo a Milano investendo circa 3 milioni.

Sul giocatore ci sono anche altre squadre di Serie A, in particolare il Como, che lo valuta anche in caso di permanenza di Nico Paz, e il Sassuolo di Alberto Aquilani, suo ex allenatore. Per Amorim, però, Liberali potrebbe diventare una risorsa interessante nel 3-4-2-1, con tre competizioni da affrontare e spazi da conquistare.

Chi è Orlando Gill? Dai sacrifici all’impresa contro la Germania: la storia del portiere eroe del Paraguay

Chi è Orlando Gill? Dalla storia del figlio malato all’impresa contro la Germania: la storia del portiere pararigori eroe del Paraguay

Orlando Gill è diventato il simbolo del Paraguay al Mondiale 2026. Il portiere dell’Albirroja ha parato i rigori di Havertz e Woltemade, trascinando la sua nazionale agli ottavi di finale ed eliminando la Germania nel pomeriggio di Boston. Un risultato enorme per il Paraguay, che non raggiungeva un traguardo simile dal Mondiale del 2010.

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Dietro l’impresa sportiva c’è però una storia personale segnata da sacrifici. Anni fa, quando il figlio Lautaro Daniel era appena nato e aveva problemi di salute, Gill fu costretto a vendere vestiti, scarpe, magliette e persino la divisa con cui aveva rappresentato il Paraguay al Sudamericano Under 20 del 2019. Giocava nelle giovanili del Club Sportivo San Lorenzo, ma le spese tra ospedali, bollette e necessità familiari erano diventate troppo pesanti.

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Orlando Gill Paraguay, il racconto della moglie Melissa

La moglie Melissa aveva raccontato tutto sui social dopo la qualificazione al Mondiale: «Quando è nato nostro figlio non avevamo nulla. Orlando vendeva i vestiti del suo vecchio club, le scarpe, persino la maglia dell’U20. Lauti ha combattuto per la vita, ma suo padre è sempre stato lì. Non è stato facile e non sarà mai facile, ma con amore e sacrificio tutto è possibile. Spero che il mondo intero sappia il grande cuore che hai».

Dopo il successo sulla Germania, il portiere ha dedicato la qualificazione al nipote: «Questa qualificazione è particolarmente speciale per mio nipote che sta attraversando un periodo molto difficile, è ricoverato in ospedale. Spero che si riprenda presto».

Orlando Gill Paraguay, carriera e svolta tra i pali

Orlando Daniel Gill Noldín, classe 2000, è nato a San Lorenzo, in Paraguay. Oggi difende la porta del San Lorenzo de Almagro, in Argentina, ed è alto quasi 2 metri: una struttura fisica che lo rende dominante tra i pali e nelle uscite alte.

Da ragazzo giocava in attacco, ma uno dei suoi primi allenatori gli cambiò la carriera con una frase netta: «O vai in porta o stai in panchina». Da quel momento Gill ha scelto i guantoni e non li ha più lasciati. Il suo percorso è passato dal calcio paraguaiano al salto in Argentina, fino alla crescita che lo ha portato a prendersi anche la nazionale.

Orlando Gill Paraguay, caratteristiche e rivincita mondiale

Gill è un portiere fisico, reattivo e concreto. Non è un estremo difensore particolarmente spettacolare nella costruzione dal basso, ma sa incidere con riflessi, presenza e personalità. Contro la Germania ha dimostrato freddezza mentale e capacità di leggere i rigori nei momenti decisivi.

Dopo le critiche di José Luis Chilavert, che lo aveva definito “un muto”, e la difesa social della moglie — «Quello che è successo a Orlando non è colpa sua, la verità è che gli hanno segnato dei ‘golazos’…» — ora Gill si gode la rivincita. Secondo i dati della FIFA, è stato il miglior portiere della fase a gironi con 17 parate totali. Il sogno del Paraguay continua, e passa soprattutto dai suoi guantoni.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 30 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

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Pagelle Germania Paraguay: i TOP e i FLOP della sfida vinta ai rigori dai sudamericani

Pagelle Germania Paraguay, i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Germania Paraguay, i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026 e vinto dal Paraguay ai rigori.

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I Top

I Top

  • Julio Enciso (Paraguay). Una prestazione da vero trascinatore. Al 42′ trova il tempo perfetto per incornare il cross di Galarza, firmando il primo storico gol del Paraguay in una fase a eliminazione diretta del Mondiale. A inizio ripresa intuisce il retropassaggio suicida di Kimmich e solo un miracolo di Neuer gli nega la doppietta. Imprevedibile.
  • Rodrigo Gill (Paraguay). Se l’Albirroja riesce a trascinare una corazzata come la Germania fino alla lotteria dei rigori, gran parte del merito va al suo portiere. Sicuro nelle uscite alte e miracoloso tra i pali: salva su Goretzka al 56′, dice di no ad Havertz al 78′ e disinnesca il colpo di testa ravvicinato di Anton al 119′. Una saracinesca, che poi si conferma ipnotizzando ben due tiratori tedeschi
  • Kai Havertz (Germania). Sicuramente il più pericoloso dei tedeschi. Al 54′ dimostra grande tempismo sfruttando il cross di Wirtz e segnando il gol che rimette in carreggiata la Germania. Anche quando i compagni calano, lui continua a lottare su ogni pallone aereo e a cercare la porta fino allo scadere dei tempi supplementari. Sbaglia il suo rigore, ma fanno molto peggio i compagni che arrivano dopo.

I Flop

  • Joshua Kimmich (Germania). Gara in chiaroscuro, pesantemente condizionata da un errore da matita blu. Al 50′ il suo retropassaggio per Neuer è corto e innesca Enciso, rischiando di condannare definitivamente i suoi. In fase offensiva, pur gestendo tantissimi palloni, i suoi calci d’angolo e le sue punizioni risultano spesso troppo lenti, imprecisi e facilmente preda della retroguardia sudamericana.
  • Leroy Sané (Germania). In una partita dove servivano i suoi strappi in velocità, si vede pochissimo. Sbatte costantemente contro l’ottima e densa organizzazione difensiva paraguayana. Le sue punizioni si infrangono regolarmente sulla barriera e si fa anche pizzicare in fuorigioco. Nagelsmann, insoddisfatto, lo sostituisce all’88′.
  • Jamal Musiala (Germania). Il suo ingresso in campo al 63′ al posto di Undav doveva essere la mossa vincente per scardinare il fortino del Paraguay. Al contrario, il talento del Bayern Monaco non riesce mai a trovare il guizzo giusto, finendo per farsi prendere dalla frustrazione. Il suo cartellino giallo al 115′ per un fallo di reazione su Galarza è l’emblema di una prestazione deludente e nervosa. Unico merito, non entra nella lista nera dei rigoristi che sbagliano.

Germania Paraguay, la partita di Musiala: il focus sulla prestazione del centrocampista

Germania Paraguay, la partita di Musiala: ecco l’analisi completa della prestazione del centrocampista ai sedicesimi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti annunciati di Germania Paraguay. la gara valida per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Jamal Musiala.

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La partita di Musiala

SECONDO TEMPO

Escluso non senza sorprese da Nagelsmann dalla formazione di partenza, il talento del Bayern fa il suo ingresso in campo al 63′ al posto di Undav, deludente nella prima ora di gioco. Il momento è delicato: Germania e Paraguay stanno pareggiando 1-1. Immediatamente viene accolto da un contatto di Galarza a palla lontana. Bravo poi a chiudere su un cross di Caceres. Al 75′ lo si vede venire incontro a cucire il gioco con diversi tocchi di prima, tra i quali uno libera Wirtz che dalla destra non mette un buon pallone al centro, l’azione sfuma. All’80’ il 10 muove bene la palla nello stretto e serve Brown, sta muovendosi da trequartista centrale e cerca di entrare in possesso a ridosso dell’area per determinare giocate decisive. All’83’ si sposta sul centrodestra e tenta senza successo un doppiopasso. Con l’ingresso di Woltemade, Musiala si sposta sulla destra e da lì prova a mettere subito un cross basso potente, la difesa sudamericana se la cava in qualche modo. Al 90′ riparte rubando palla, arrivato in area cerca Woltemade con un pallone debole. All’ultimo minuto mette ancora un pallone in mezzo, respinto dall’eroica difesa avversaria.

TEMPI SUPPLEMENTARI

Al minuto 100 vince un duello di forza con Galarza, la Germania è in un assalto continuo per trovare la rete della qualificazione. Buon servizio a premiare Goretzka che va in profondità: da qui nasce il gol del 2-1 di Tah, poi annullato dal Var. Per il resto un contributo senza acuti particolari nella manovra offensiva proposta senza interruzioni. Al 113′ prova uno spunto sulla destra, supera Galarza e non Alonso, che lo colpisce e determina una punizione laterale. Al 115′ dopo un duello prolungato si merita il giallo per un intervento di frustrazione molto deciso su Galarza. Pochi secondi dopo e il giocatore del Paraguay si vendica meritandosi anche lui un cartellino. All’ultimo minuto Musiala va a recuperare palla e porta avanti l’azione con un grande slalom e un invito a Goretzka, il compagno vanifica l’iniziativa. Ai rigori Musiala segna con sicurezza, Gill intuisce ma non basta. I compagni fanno molto peggio e la Germania va a casa.

Calciomercato Serie A: il Venezia ufficializza Berardi e Bella-Kotchap. Bologna su Ugresic, Joao Mario piace alla Fiorentina

Serie A, il Venezia piazza due colpi: Berardi e Bella‑Kotchap. Bologna su Ugresic, Joao Mario idea Fiorentina

Il Venezia continua a essere una delle squadre più attive della prossima Serie A 2026‑27. Il club arancioneroverde ha infatti chiuso due operazioni importanti: Bella‑Kotchap e Lorenzo Berardi. Ecco il punto sulle altre trattative:

Bella‑Kotchap firma… in videochiamata

Il difensore tedesco classe 2001 è ufficialmente un nuovo giocatore del Venezia. Dopo le visite mediche, la firma è arrivata in videochiamata con il direttore sportivo Filippo Antonelli. Durante la call, Antonelli ha commentato così l’operazione: «Sono contentissimo di questo ragazzo. Questo è un gran colpo».

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Berardi fino al 2031: il Venezia guarda al futuro

Il club ha annunciato anche l’arrivo a titolo definitivo di Lorenzo Berardi dal Pescara. Esterno sinistro classe 2006, Berardi ha firmato un contratto fino al 30 giugno 2031. Cresciuto nel vivaio biancazzurro, ha chiuso la Primavera con 65 presenze, 14 gol e 2 assist, esordendo poi in Serie B con 15 presenze e un assist, oltre a due apparizioni in Coppa Italia.

Juventus–Bologna: Holm e Joao Mario, intesa lontana

Sul fronte Juventus e Bologna, le due società continuano a lavorare su più tavoli, ma difficilmente troveranno un accordo entro martedì 30 giugno per definire il futuro di Emil Holm e Joao Mario. I due terzini avevano viaggiato in direzioni opposte a gennaio: Holm in prestito alla Juve, Joao Mario al Bologna.

Fiorentina su Joao Mario

La Fiorentina osserva la situazione e potrebbe inserirsi qualora Juventus e Bologna non riuscissero a trovare un’intesa.

Bologna, accelerata per Ugrešić

Il Bologna sta spingendo forte per Ognjen Ugrešić, centrocampista classe 2006 del Partizan Belgrado e della nazionale serba. Interesse concreto, con presupposti positivi per portarlo a disposizione di Domenico Tedesco. Il giocatore era stato seguito anche dal Torino, ma i rossoblù sembrano ora in vantaggio.

Il Milan torna su Liberali e sfida il Como! Settimana decisiva, richiesta diretta di Amorim

Sky Sport svela a sorpresa: Amorim chiede Liberali, il Milan rientra in corsa e mette pressione al Como

Il lavoro del Milan per costruire una rosa funzionale alle idee del nuovo tecnico Ruben Amorim prosegue senza sosta. Definito l’arrivo del nuovo attaccante Gonçalo Ramos dal PSG, la priorità sarà l’acquisto di un difensore centrale per completare la retroguardia rossonera. Parallelamente, il club di Via Aldo Rossi e il team strategico guidato da Gerry Cardinale stanno monitorando altre opportunità di mercato.

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Secondo Sky Sport, c’è un nome che potrebbe sorprendere: il Milan sta valutando il ritorno di Mattia Liberali, classe 2007 e prodotto del vivaio rossonero.

La richiesta di Amorim: il Milan prova a superare il Como

Come riportato da Gianluca Di Marzio e Sky, il Milan starebbe tentando di rimontare il Como e le altre concorrenti nella corsa al cartellino di Liberali. Per Sky, si tratta di una richiesta precisa di Amorim, che sta provando a convincere personalmente il giocatore. Il club rossonero, seguendo le indicazioni del proprio allenatore, sta spingendo per quello che sarebbe un ritorno a casa per il talento cresciuto nel settore giovanile.

Dieci anni di Milan: il possibile ritorno

Liberali ha infatti trascorso dieci anni nel vivaio rossonero, dal 2015 al 2025, passando per tutte le categorie: Under 17, Under 20, Primavera e Milan Futuro. Un percorso che gli ha permesso anche di esordire in Serie A, da titolare, contro il Genoa sotto la guida di Paulo Fonseca.

Ora il Milan valuta concretamente il suo ritorno, come confermato da Sky Sport.

Clausola, cifre e possibili formule

Liberali, oggi al Catanzaro, ha nel contratto una clausola rescissoria da 6 milioni di euro. Il Milan, grazie al 50% sulla futura rivendita che spetterebbe comunque al club meneghino, starebbe studiando un’operazione da 3 milioni, oppure una formula alternativa: nuovo accordo con il Catanzaro e l’inserimento di un giocatore rossonero in prestito.

Como avanti, ma la concorrenza è forte

Quella che si apre sarà una settimana decisiva: Liberali e il suo agente stanno valutando quale strada intraprendere per il futuro.

Il Como è in pressing da tempo: lo considera un profilo ideale per la trequarti, perfetto per caratteristiche, margini di crescita e per le esigenze delle liste, oltre che funzionale al sistema di Cesc Fabregas.

Ma la concorrenza non manca:

  • Milan, ora reinserito con forza
  • Sassuolo, che lo segue da tutta la stagione
  • Fiorentina
  • Juventus, che non ha mai smesso di monitorarlo

Liberali è uno dei talenti più richiesti della sua generazione, e il suo futuro potrebbe diventare uno dei temi caldi di questa sessione estiva.


Moviola Germania Paraguay, tutti gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro Jalal Jayed

Moviola Germania Paraguay: gli episodi dubbi del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Moviola Germania Paraguay gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro italiano Jalal Jayed, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO

Enciso ruba palla ai limiti del fallo nei primi minuti, l’arbitro non segnala nulla e la Germania è costretta a un recupero repentino, operazione che riesce. Molto duro un intervento su Almiron al 10, Jalal Jayed non va oltre l’assegnazione di un fallo. Wirtz allarga il braccio in protezione, Caceres resta a terra, però sembra accentuare molto il contatto e infatti il gioco continua a scorrere. Sono 5 i minuti di recupero. La difficoltà della Germania, sotto nel punteggio quando si va all’intervallo, è denunciata anche dalla nettissima differenza dei falli fatti, ben 9 contro i soli 2 del Paraguay, che si difende bene con blocco bassissimo e non ricorre neanche a irregolarità per resistere.

SECONDO TEMPO

Al 56′ l’arbitro ferma il gioco dopo un po’ di tempo vedendo che Enciso è rimasto a terra: l’autore del momentaneo vantaggio del Paraguay è costretto alla resa. Al 62′ Galarza contesta la punizione accordata per intervento su Havertz, il fallo è netto. Ugalmente poco convinto Brown immediatamente dopo per una cintura su Mauricio sanzionata. Al minuto 65 Havertz spalle alla porta viene colpito da Cubas, cartellino giallo dovuto. Nagelsmann si arrrabbia moltissimo perché non viene concessa la regola del vantaggio: Neuer viene ostacolato da Gomez su un rinvio, ma riesce a trovare lo spazio per servire a lunga gittata un compagno, soluzione inutile appunto per il fischio del direttore di gara. Abbraccio di Alonso all’82 su Goretzka, troppo lieve però per determinare una decisione punitiva. Blocco in area di Galarza su Havertz, il tedesco cade a terra, un gesto di malizia quello del paraguaiano. Sono 5 i minuti di recupero. Alla fine dei 90 minuti il dato dei falli vede i tedeschi averne commesso il doppio, 14 vs 7.

TEMPI SUPPLEMENTARI

Scintille tra Anton e il portiere Gill alla battuta di un corner, la tensione del match si fa sentire. La Germania chiede un mani di Gome sul tiro di Woltemade, il difensore del Paraguay si butta alla disperata, il tocco c’è ma il braccio non sembra così distante dal corpo. L’arbitro viene chiamato al Var per decidere sul blocco di Anton su Gill in occasione del 2-1 di Tah: la rete viene annullata, l’ostacolo effettivamente c’è, il portiere cade, anche se prontamente si rialza. Entrambi i Ct, Nagelsmann e Alfaro, vengono ammoniti in seguito alle proteste del momento. Sono 4 i minuti di recupero. Ulteriori lamenti tedeschi per un contatto in area su Woltemade, l’anticipo di Ojeda è netto e pulito. Il secondo tempo supplementare inizia con un fallo a palla lontana di Havertz che gli costa un cartellino. Giallo con tendenza arancione per Musiala che falcia Galarza, intervento molto pericoloso. Pochi secondi e parti invertite con giallo per Galarza che si vendica sul tedesco. Si va ai rigori con un bilancio di 30 falli complessivi nei 120 minuti: 18 da parte dei tedeschi, 12 quelli commessi dal Paraguay.

Parma, Krause Group guarda al Casa Pia: possibile svolta per il progetto multi-club

Parma, Krause Group guarda al Casa Pia: possibile svolta per il progetto multi-club. L’idea del proprietario statunitense dei ducali

Il Krause Group, proprietà del Parma, continua a lavorare alla costruzione di un network internazionale di società calcistiche. Dopo i tentativi portati avanti nei mesi scorsi con Paços de Ferreira e UD Leiria, senza arrivare alla chiusura definitiva, il gruppo americano avrebbe individuato nel Casa Pia il partner ideale per dare concretezza alla propria strategia di espansione.

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Secondo quanto riportato da Tuttosport, sarebbero in corso trattative avanzate tra il Krause Group e Robert Platek per rilevare la sua partecipazione nella SAD del club di Lisbona. L’operazione non è ancora definita e al momento non esiste un accordo finale, ma i contatti starebbero proseguendo con l’obiettivo di arrivare a una possibile intesa.

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Parma, il Casa Pia può diventare il primo tassello del network

Per il Parma, l’ingresso nel Casa Pia rappresenterebbe un passaggio significativo nella costruzione di un modello multi-club. Il progetto del Krause Group punta infatti a creare una rete internazionale capace di generare sinergie sul piano tecnico, sportivo e gestionale.

Il club portoghese potrebbe diventare una piattaforma strategica per lo sviluppo dei giovani, permettendo al gruppo proprietario dei ducali di valorizzare talenti in un campionato competitivo e sempre più osservato dagli operatori di mercato europei.

Parma, strategia internazionale per valorizzare i giovani

L’obiettivo del Krause Group sarebbe quello di creare un sistema integrato tra più società, favorendo scambi di competenze, percorsi di crescita condivisi e una gestione più ampia del patrimonio tecnico. In questo senso, il Casa Pia offrirebbe un contesto interessante per mettere alla prova giovani calciatori e costruire nuove opportunità di valorizzazione.

Il modello multi-club è ormai sempre più diffuso nel calcio internazionale e il Parma potrebbe compiere un passo importante per allinearsi a questa tendenza. La trattativa resta ancora aperta, ma l’interesse per il club di Lisbona conferma la volontà del Krause Group di espandere il proprio raggio d’azione oltre i confini italiani.

Pagelle Brasile Giappone: I TOP e i FLOP dei sedicesimi di finale vinti dai verde-oro

Pagelle Brasile Giappone, i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Brasile Giappone, i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026. Vince il Brasile 2-1, grazie a una rimonta maturata interamente nella ripresa.

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I Top

  • Gabriel Martinelli (Brasile). L’uomo della provvidenza per Carlo Ancelotti. Entra al 65′ al posto di Matheus Cunha per dare imprevedibilità all’attacco e centra l’obiettivo nel momento più critico. Al 95′, sfruttando un’imbucata di Bruno Guimarães, trafigge Suzuki sul palo lontano salvando il Brasile dallo spettro dei supplementari. Letale, con un interno di precisione e reattività.
  • Casemiro (Brasile). Il vero leader carismatico della squadra. Nonostante un’ammonizione rimediata dopo appena 15 minuti, non perde la lucidità anche se non mancano gli errori dki misura e talvolta di concetto. Al 56′ svetta di testa su assist di Gabriel Magalhães per il fondamentale gol dell’1-1, dopo che in precedenza il gol gli era stato negato solo da un salvataggio miracoloso sulla linea. Esce acciaccato, ma da dominatore capace di uscire dalle difficoltà.
  • Kaishu Sano (Giappone). Ruba l’occhio nel primo tempo con una percussione centrale travolgente. Al 29′ recupera palla, si invola verso il limite dell’area e fa partire un destro rasoterra chirurgico che gela il Brasile. Oltre al gol, tanto sacrificio in mezzo al campo.
  • Menzione d’onore – Zion Suzuki e Takehiro Tomiyasu (Giappone). L’estremo difensore nipponico compie interventi decisivi (su Vini Jr. e Bruno Guimarães), capitolando solo all’ultimo secondo. Il difensore dell’Arsenal, invece, si rende protagonista di un salvataggio clamoroso sulla linea di porta su Casemiro, tenendo in vita i suoi fino alla fine.

I Flop

  • Alisson Becker (Brasile). In una partita dove il Brasile ha tenuto il pallone per quasi l’80% del tempo nel primo quarto di gara, si fa trovare impreparato sull’unica vera sortita offensiva del Giappone. Il tiro di Sano è preciso, ma l’estremo difensore verdeoro appare in ritardo e non impeccabile nella spinta.
  • Lucas Paquetá (Brasile). Il Brasile del primo tempo è lento, prevedibile e sterile, e gran parte delle colpe ricadono sulla trequarti. Il giocatore del Flamengo non riesce mai ad accendere la luce, sbatte costantemente contro il muro nipponico e si prende pure una botta in avvio. Ancelotti lo boccia senza appello, sostituendolo all’intervallo per inserire Endrick: ci sono ragioni fisiche, ma forse sarebbe uscito lo stesso.
  • Daichi Kamada (Giappone). Dal trequartista nipponico ci si aspettava molta più qualità nelle transizioni offensive, fondamentali quando si gioca contro una squadra che domina il possesso palla. Invece, fatica a trovare la posizione e si fa notare principalmente per un fallo tattico a fine primo tempo che gli costa l’ammonizione. Esce al 78′ senza lasciare il segno.

Brasile Giappone, la partita di Endrick: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Brasile Giappone, la partita di Endrick: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante ai sedicesimi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Brasile Giappone. la gara valida per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Endrick, entrato nella ripresa.

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La partita di Endrick

SECONDO TEMPO

Sostituzione di Ancelotti all’intervallo: sulla situazione di 1-0 per il Giappone e con l’infortunio di Paqueta, entra in campo il giovane attaccante finora non considerato dal tecnico italiano e, invece, molto richiesto a furor di popolo, oltre che soggetto protagonista di innumerevoli meme ironici. Vinicius lo cerca con un cross verso il centro dell’area, zona che il nuovo entrato è andato a occupare, Endrick non riesce a controllare il pallone.

Poco dopo i due si scambiano le parti, sfera troppo lunga per il campione del Real. Al 63′ viene nella propria metà campo a gestire un pallone e ad allargare il gioco, lo si vede chiedere ai compagni di coinvolgerlo di più. Prima della pausa di metà tempo Tomiyasu anticipa di testa Endrick in area di rigore, intervento pulito. Giocata frettolosa al 76′: riceve palla ancora da Vinicius, stop e ricerca di Martinelli, soluzione precipitosa e imprecisa. All’80’ prova ad accendersi ma perde il primo contrasto. All’87’ filtrante verso Martinelli a campo aperto, palla che costringe Suzuki a uscire di piede fuori dall’area. Al 93′ Endrick prova a trovare spazio in area per calciare a rete, non va oltre la conquista di un angolo.

Sul gol del 2-1 che vale gli ottavi di finale l’attaccante 19enne ha una minima parte perdendo palla, che il Brasile riconquista e trasforma in oro. Prestazione modesta quella dell’attaccante del Lione: solo 12 i palloni toccati, metà dei quali persi. Nell’assalto del Brasile, riuscito nella ripresa, Endrick ha avuto poco peso.

Rimini, spunta l’ipotesi Del Piero: interesse concreto dell’ex capitano della Juventus

Del Piero pronto a tornare nel calcio italiano da proprietario? L’ex capitano della Juve guarda al Rimini

Il futuro del Rimini, club formalmente fallito lo scorso inverno e destinato a ripartire dall’Eccellenza, potrebbe prendere una direzione inattesa. Secondo quanto riportato da Il Resto del Carlino, il Comune avrebbe registrato l’interesse concreto di Alessandro Del Piero, oggi residente negli Stati Uniti, a pochi giorni dall’apertura delle manifestazioni d’interesse per il salvataggio della società.

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Il possibile progetto Del Piero

L’ex capitano della Juventus – che proprio a Rimini guidò la squadra bianconera nel debutto in Serie B post Calciopoli – si muoverebbe insieme a un imprenditore piemontese che da anni lo affianca in diversi progetti, anche se la sua identità non è stata ancora confermata. Negli Stati Uniti, Del Piero ha costruito una solida seconda carriera nel settore sportivo: a Los Angeles ha avviato accademie giovanili d’élite e fondato il La10 FC, club della United Premier Soccer League che richiama nel nome e nei colori il suo storico numero di maglia. Un bagaglio manageriale che, secondo le indiscrezioni, potrebbe averlo spinto a valutare un investimento sul club romagnolo.

Il segnale più concreto sarebbe un primo contatto telefonico tra il sindaco di Rimini, Jamil Sadegholvaad, e la leggenda bianconera.

La cordata locale apre alla collaborazione

Fino a pochi giorni fa, la corsa per salvare il Rimini sembrava una questione esclusivamente locale, con una cordata di imprenditori riminesi al lavoro da settimane per evitare la scomparsa della società. Sabato, il gruppo ha commentato così l’interesse di Del Piero: «La manifestazione di interesse di Alessandro Del Piero verso la Rimini Calcio non solo ci fa piacere ma ci inorgoglisce come riminesi e come appassionati di calcio. Significa che il valore della storia biancorossa, della città e della sua tifoseria continua ad essere riconosciuto e apprezzato. Per quanto ci riguarda, lo spirito che ci ha animato sin dall’inizio è stato esclusivamente l’amore per la nostra città e la passione per il calcio. Non vogliamo certo entrare in competizione con un progetto targato Del Piero, ma siamo a disposizione per una collaborazione che porti la Rimini Calcio sui palcoscenici che merita».

Pisa, Caracciolo rinnova fino al 2027: ufficiale il prolungamento del capitano

Pisa, Antonio Caracciolo rinnova fino al 2027: il difensore e capitano resta al centro del progetto nerazzurro

Il Pisa blinda il suo leader difensivo: è arrivata l’ufficialità del rinnovo di Antonio Caracciolo, capitano e punto di riferimento dello spogliatoio nerazzurro. Il club ha formalizzato il prolungamento del contratto, chiudendo una trattativa che andava avanti da settimane e che aveva già trovato un’intesa definitiva poco prima delle vacanze estive del giocatore.

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Con questo accordo, Caracciolo continuerà a guidare la retroguardia del Pisa anche nella prossima stagione, garantendo continuità tecnica e leadership in campo e fuori.

Il comunicato del club

«Il Pisa Sporting Club è lieto di comunicare il prolungamento del rapporto contrattuale in essere con il calciatore Antonio Caracciolo che resterà, dunque, in nerazzurro fino al 30 giugno 2027. Con l’auspicio di combattere e vincere insieme ancora tante battaglie sportive».

Un rinnovo che certifica la centralità del capitano nel progetto tecnico e societario, e che permette al Pisa di ripartire da una delle sue certezze più solide.

Moviola Brasile Giappone, tutti gli episodi dubbi del match diretto dal fischietto italiano Maurizio Mariani

Moviola Brasile Giappone: gli episodi dubbi del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Moviola Brasile Giappone: gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro italiano Maurizio Mariani, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO

Primo fallo del match è un’aggressione di Tomiyasu su Paqueta dopo meno di un minuto. Poco dopo proteste di Matheus Cunha, anche con l’assistente, Mariani lascia correre. Al 12′ Sano stoppa male, cerca di recuperare il pallone e finisce sulla caviglia di Vinicius: nasce così la prima ammonizione del match. Al 14′ il Brasile pareggia i conti: J.Ito se ne va via sulla trequarti, poco prima dell’ingresso in area Casemiro lo aggancia da dietro, giallo doveroso. Mani di Ueda al 18′, Mariani molto vicino all’azione lo segnala subito. Poco prima della pausa acqua Matheus Cunha reclama per uns scivolata a suo danno da parte del già ammonito Sano, il fischietto italiano lascia correre. Step on foot netto di Doan su Douglas Santos, decisione dell’arbitro leggermente in ritardo, come se volesse pensarci bene. Al 45′ classico fallo tattico di Kamada su Bruno Guimaraes: scatta così il terzo giallo del primo tempo. Extra-time di 4 minuti. Clamoroso il dato al riposo: il Brasile ha commesso un solo fallo ed è esattamente quello che è costato il cartellino a Casemiro!

SECONDO TEMPO

Altro cartellino per il Brasile nei primi minuti della ripresa: Danilo lo riceve perché Maeda stava andando via in zona centrale e lo atterra. Anche nella ripresa Ueda si fa “beccare” con un fallo di mano. Timidissime proteste per un intervento aereo in area di rigore di Tomiyasu su Endrick, assolutamente regolare. A 6 minuti dall’intervento J.Suzuki interviene in tackle falloso su un’incursione di Danilo, ammonizione giustissima. Martinelli rimane a terra per un gomito alto di Maeda, nulla di particolare però. I minuti di recupero sono 6, destinati ad allungarsi a 10 e 40 secondi perchè il Brasile effettua la sostituzione di Casemiro con Fabinho e il gol del 2-1 incide ulteriormente.

Caso Dossena Davis, il Giudice Sportivo archivia: «Nessuna prova inequivocabile»

Caso Dossena Davis, il verdetto del Giudice Sportivo: procedimento archiviato per assenza di prove

La controversia nata durante Cagliari–Udinese del 9 maggio si chiude ufficialmente: il Giudice Sportivo ha archiviato il fascicolo sul presunto scontro verbale tra Alberto Dossena e Keinan Davis, stabilendo che non esistono prove sufficienti per procedere con sanzioni disciplinari.

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Il referto arbitrale e l’accusa di razzismo

La tensione era esplosa in campo quando Davis aveva chiesto l’interruzione della gara, sostenendo di aver ricevuto espressioni discriminatorie. L’indagine della Procura federale era partita dopo aver «letto il referto del Direttore di gara ed il rapporto dei collaboratori», che segnalavano possibili frasi a sfondo razziale attribuite a Dossena.

Gli approfondimenti della Procura

Per chiarire l’episodio, gli organi giudiziari avevano disposto ulteriori accertamenti. Tuttavia, l’analisi della «documentazione pervenuta dalla Procura federale» non ha fornito elementi utili a confermare la presunta violenza verbale. Nessuna testimonianza, nessun audio, nessuna prova tecnica ha permesso di ricostruire con certezza il contenuto delle frasi contestate.

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Il verdetto finale

Il Giudice Sportivo ha quindi decretato l’archiviazione: dagli atti «non emergono elementi che chiariscano inequivocabilmente il contenuto delle frasi rivolte da Dossena a Davis». In assenza di riscontri oggettivi, il procedimento si chiude senza responsabilità disciplinari per i tesserati coinvolti.

Maresca City, tutti i retroscena dell’operazione: indennizzo al Chelsea e ritorno “a casa”

Manchester City, Maresca torna dove tutto era iniziato: accordo milionario col Chelsea e retroscena dell’operazione

L’ufficialità è arrivata e ora emergono anche i dettagli: Enzo Maresca è il nuovo allenatore del Manchester City, con un contratto triennale che lo legherà al club fino al 2029. Per portarlo a Manchester, i Citizens hanno dovuto versare al Chelsea un indennizzo significativo: secondo BBC Sport, la cifra si aggira attorno alle 17 milioni di sterline (circa 20 milioni di euro), somma separata da eventuali accordi personali tra il club londinese e il tecnico.

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Le trattative e il nodo delle dimissioni

L’arrivo di Maresca al City è stato preceduto da una lunga negoziazione tra le due società, necessaria per definire la compensazione economica. Il Chelsea ha chiarito che l’allenatore aveva rassegnato volontariamente le dimissioni lo scorso gennaio: inizialmente la separazione era stata presentata come condivisa, ma in seguito sia il club sia Maresca hanno confermato che si trattava di una scelta personale del tecnico.

Questa decisione ha aperto la strada al suo ritorno a Manchester, dove Maresca aveva già lavorato come vice di Guardiola nella stagione 2022-23, culminata con la conquista del Triplete. Il Chelsea ha definito la sua uscita come una “decisione di non continuare a svolgere le sue mansioni”, confermando l’esistenza di un accordo sul risarcimento dovuto.

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Le scuse di Maresca

In un messaggio pubblicato su Instagram, Maresca ha espresso rammarico per le modalità dell’addio ai Blues, scusandosi pubblicamente e riconoscendo che la sua scelta personale ha creato difficoltà alla società londinese.

Un passaggio obbligato prima di iniziare la nuova avventura: ora il City riparte da lui, e Maresca si prepara a raccogliere l’eredità di Guardiola con ambizioni altissime.

Monza, addio a U-Power: dal 1° luglio lo stadio torna a chiamarsi “Brianteo” e vince il premio di miglior impianto della Serie B

Novità in casa Monza: lo stadio abbandona il nome di U-Power Stadium e torna a chiamarsi Brianteo. Successo anche come miglior impianto della Serie B

A partire dal prossimo 1° luglio 2026, la casa del Monza si appresta a vivere una svolta epocale dal punto di vista dell’identità e della denominazione commerciale. Lo storico impianto calcistico biancorosso abbandonerà infatti il nome di “U-Power Stadium” per riappropriarsi ufficialmente delle proprie origini, tornando a chiamarsi “Stadio Brianteo”. Questo cambiamento giunge in un momento particolarmente felice e ricco di soddisfazioni per la società brianzola, che ha visto la propria struttura premiata come miglior stadio della Serie BKT 2025/26, un prestigioso riconoscimento assegnato ufficialmente dalla Lega Serie B.

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Si chiude in questo modo una felice parentesi commerciale durata quasi sei anni, iniziata il 4 settembre 2020 con la partnership siglata con l’azienda specializzata in calzature e abbigliamento da lavoro. Sotto il nome di U-Power Stadium, l’impianto di via Franco Tognini ha ospitato le pagine più gloriose della storia recente del club, inclusa la memorabile scalata verso la Serie A e le successive stagioni nel massimo campionato. Inaugurato alla fine degli anni Ottanta, il “Brianteo” riabbraccia ora il suo nome storico.

Il comunicato ufficiale dell’AC Monza

La società biancorossa ha formalizzato la doppia notizia attraverso una nota ufficiale colma di orgoglio per i traguardi gestionali raggiunti sul piano strutturale:

“Un nuovo importante riconoscimento per l’U-Power Stadium, che dal prossimo 1 luglio tornerà a chiamarsi ‘Stadio Brianteo'”

Nel prosieguo del documento, il club ha voluto esaltare il primo posto assoluto ottenuto nella speciale graduatoria della serie cadetta:

“AC Monza si è classificato al primo posto nella graduatoria del Premio ‘Miglior Stadio’ della Serie BKT 2025/26, iniziativa promossa dalla Lega Serie B per valorizzare gli impianti che si distinguono per qualità, organizzazione e cura dell’esperienza di gara”

Il testo del comunicato specifica inoltre i dettagli numerici del podio:

“La classifica finale ha visto lo stadio di Monza chiudere al vertice con 63,87 punti, precedendo gli stadi di Reggiana (63,25) e Palermo (62,40)”

Un traguardo che, si legge ancora, “viene assegnato sulla base delle valutazioni espresse nel corso della stagione dai rappresentanti delle società ospiti, dal Delegato della Lega Serie B, dalle aree competenti della Lega Serie B, dai referenti della produzione televisiva e dall’agronomo incaricato della valutazione del terreno di gioco”.

Eccellenza e continuità nella gestione dell’impianto

Il premio rappresenta la naturale conseguenza degli sforzi profusi quotidianamente dal management societario. Secondo la nota del club, si tratta di “Un successo che conferma l’attenzione che il Club dedica quotidianamente alla gestione del proprio impianto e all’organizzazione dell’evento gara”.

I vertici del Monza hanno infine ricordato come la qualità della manutenzione non sia affatto un exploit isolato, bensì un percorso consolidato nel tempo:

“Questo prestigioso risultato arriva inoltre a distanza di un anno dal riconoscimento ottenuto nella stagione precedente, quando il terreno di gioco dell’U-Power Stadium era stato premiato come miglior campo della Serie A, a testimonianza della continuità degli standard qualitativi raggiunti dal Club”

Calciomercato Venezia, colpo in attacco: vicino l’accordo per Albion Rrahmani dello Sparta Praga

Calciomercato Venezia, Albion Rrahmani dello Sparta Praga è pronto a diventare un nuovo giocatore dei lagunari. A che punto siamo nella trattativa

Il Venezia si conferma senza ombra di dubbio una delle società più attive, dinamiche e ambiziose di questa sessione estiva di calciomercato. La dirigenza lagunare sta pigiando con decisione sull’acceleratore per regalare al tecnico Giovanni Stroppa un tassello di primissimo livello per il reparto avanzato. L’obiettivo caldissimo, ormai a un passo dal vestire la maglia arancioneroverde, è Albion Rrahmani, talentuoso attaccante kosovaro attualmente in forza allo Sparta Praga. La trattativa ha subito una netta impennata, portando le parti a ridosso della fumata bianca definitiva. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

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I dettagli economici dell’operazione Rrahmani

Dal punto di vista contrattuale e strategico, l’operazione è ormai entrata nelle sue battute conclusive. Il Venezia ha già blindato un accordo totale con il calciatore, il quale ha espresso assoluto gradimento per il trasferimento in Italia e per il progetto tecnico prospettatogli.

In queste ore, i fitti contatti tra i vertici del club italiano e la dirigenza dello Sparta Praga servono esclusivamente a limare gli ultimissimi dettagli burocratici ed economici dell’intesa. L’affare, che secondo le indiscrezioni dovrebbe essere ufficialmente definito e formalizzato nel giro delle prossime 48 ore, prevede un investimento economico complessivo che si aggira intorno ai 7 milioni di euro. Una cifra importante che dimostra la solidità e le intenzioni della proprietà arancioneroverde.

Il primo tassello per l’attacco di Giovanni Stroppa

Per la formazione veneta si tratta del primo vero rinforzo offensivo di questa sessione estiva, una mossa fondamentale per garantire peso, verticalità e gol alla manovra della squadra. Rrahmani andrà a occupare una casella prioritaria nello scacchiere tattico di Stroppa, garantendo caratteristiche ideali per la massima serie.

La dirigenza del Venezia, tuttavia, non intende fermarsi qui: la pianificazione dell’area tecnica prevede infatti la concretizzazione di almeno un altro innesto importante sempre nel reparto d’attacco, così da completare e diversificare la batteria di punte a disposizione dell’allenatore prima dell’inizio del campionato.

Venezia regina del mercato: la mappa dei nuovi acquisti

L’imminente sbarco del centravanti kosovaro certifica la straordinaria e profonda rivoluzione strutturale intrapresa dal club in questa finestra di mercato. Il Venezia si sta muovendo con una velocità impressionante per allestire un organico competitivo in ogni reparto.

L’innesto di Rrahmani va infatti ad aggiungersi agli arrivi già definiti e completati di elementi del calibro di Basic, Helgason e del giovane e promettente esterno polacco Kornel Lisman. Le manovre in entrata della società sono tuttavia destinate a proseguire senza sosta: l’ambiente arancioneroverde attende infatti solo le rispettive ufficialità per altri tre colpi di assoluto rilievo internazionale, ovvero Correia, Berardi e il difensore centrale Bella-Kotchap.

Chi è Alessandro Romano, nuovo acquisto del Cagliari. Dagli inizi in Svizzera alle qualità perfette per Pisacane – VIDEO di Elia Serra

Chi è Alessandro Romano, la storia e le caratteristiche tecniche del nuovo acquisto del Cagliari di Pisacane. L’analisi VIDEO di Elia Serra

Il Cagliari accelera sul mercato e lancia un segnale chiaro sulla propria filosofia societaria: investire con decisione sulla linea verde senza rinunciare alla qualità immediata. Il club rossoblù è infatti a un passo dal chiudere l’acquisto a titolo definitivo di Alessandro Gianni Romano, talentuoso centrocampista svizzero classe 2006 di proprietà della Roma. La trattativa si sta concretizzando sulla base di una valutazione importante, che si aggira attorno ai cinque milioni di euro. Un investimento economico di assoluto rilievo che testimonia la grande fiducia che la dirigenza sarda ripone nelle doti del giovane mediano.

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Chi è Alessandro Gianni Romano: la trafila tra Svizzera, Roma e Spezia

Nato a Winterthur il 17 febbraio 2006, Romano ha iniziato a muovere i primi passi calcistici proprio nella formazione della sua città natale. Le sue spiccate doti atletiche e balistiche non sono passate inosservate agli osservatori della Roma, che lo hanno intercettato inserendolo nel proprio settore giovanile. Nella Capitale, il centrocampista svizzero ha compiuto un percorso di crescita lineare ed esponenziale, diventando in breve tempo uno dei pilastri più interessanti della formazione Primavera giallorossa.

Nella seconda parte della passata stagione, il club capitolino lo ha girato in prestito allo Spezia: un passaggio formativo e cruciale che ha permesso al ragazzo di confrontarsi con la fisicità e il pragmatismo del calcio dei grandi. Ora, per il nazionale giovanile elvetico, si prospetta il definitivo e più importante salto di carriera sul palcoscenico della Serie A.

Caratteristiche tecniche e duttilità tattica per la mediana di Pisacane

Con i suoi 180 centimetri di altezza, Alessandro Gianni Romano incarna alla perfezione l’identikit del centrocampista moderno. La sua dote principale risiede nella straordinaria duttilità tattica: un fattore che lo rende una risorsa preziosa per lo scacchiere dell’allenatore Fabio Pisacane.

Romano è in grado di agire indifferentemente come vertice basso davanti alla retroguardia in qualità di regista, come mezzala di inserimento in un reparto a tre o come mediano all’interno di una linea a due. Il giovane svizzero abbina una buona struttura fisica a ottime letture di gioco, qualità fondamentali per garantire dinamismo e geometrie fluide.

Una scelta strategica tra presente e futuro

L’ormai imminente sbarco in Sardegna di Romano conferma la chiara direzione intrapresa dal Cagliari. L’obiettivo del tecnico Pisacane è costruire un organico competitivo e sostenibile, inserendo gradualmente elementi futuribili di spessore nelle rotazioni della prima squadra. L’annuncio ufficiale del trasferimento è atteso a stretto giro di posta, ma la strada appare ormai tracciata: la Sardegna è pronta a diventare il terreno ideale per la definitiva consacrazione del talento elvetico.

Il Paris FC di Immobile cambia allenatore: via Kombouaré e dentro Rosenior dopo il flop con il Chelsea

Il Paris FC ha scelto Liam Rosenior come nuovo allenatore al posto di Kombouaré dopo il flop con il Chelsea. Tutti i dettagli

Il Paris FC si appresta a vivere una vera e propria rivoluzione tecnica in vista della prossima stagione. Secondo quanto rivelato da RMC Sport, la dirigenza del club parigino ha avviato una fitta serie di colloqui conoscitivi con Liam Rosenior, ex tecnico di Chelsea e RC Strasburgo. L’allenatore inglese è balzato improvvisamente in cima alla lista dei desideri dei francesi per raccogliere la pesante eredità di Antoine Kombouaré, ormai destinato a separarsi definitivamente dalla panchina della compagine capitolina.

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Il bilancio di Kombouaré: una salvezza tranquilla

Come precedentemente anticipato in settimana dal quotidiano Le Parisien, l’avventura di Kombouaré alla guida del Paris FC è ormai giunta ai titoli di coda. L’ex manager di Paris Saint-Germain e Nantes era approdato sulla panchina del club a fine febbraio, chiamato d’urgenza per raddrizzare un’annata che si stava facendo pericolosamente complicata sul piano dei risultati.

Subentrato a Stéphane Gilli in un momento in cui la squadra si trovava pienamente invischiata nella drammatica lotta per non retrocedere, il tecnico francese è stato capace di stabilizzare l’ambiente e traghettare il gruppo verso acque decisamente più tranquille. Sotto la sua sapiente gestione, i parigini hanno chiuso il campionato all’11° posto in classifica, con un rassicurante vantaggio di 12 punti sopra la zona calda degli spareggi retrocessione. Nonostante l’ottimo lavoro svolto per mantenere stabile la nave, il futuro del mister non sarà all’ombra dello Stade Jean Bouin.

La tentazione Liam Rosenior per il nuovo ciclo

Con l’imminente inizio del raduno per la preparazione pre-campionato, la dirigenza ha accelerato le grandi manovre per l’ingaggio del successore. La scelta della proprietà sembra ricadere proprio sul profilo internazionale di Rosenior. All’inizio di questo mese, la testata L’Équipe aveva riferito che il tecnico inglese manifestasse la chiara intenzione di prendersi un periodo di pausa totale dal rettangolo verde, in seguito alla conclusione della sua avventura sportiva con il Chelsea avvenuta nel corso della primavera.

Tuttavia, le ultime verifiche di mercato tracciano uno scenario ben differente: i contatti tra l’allenatore e i vertici del Paris FC sono reali, avanzati e già in corso. L’ex tecnico dello Strasburgo si starebbe lasciando affascinare dall’ambizioso progetto della società, decisa a strutturare un organico competitivo. Le prossime ore saranno decisive per capire se questi colloqui preliminari si trasformeranno nella firma di un contratto ufficiale.

Calciomercato Torino: cosa sta succedendo per il rinnovo di Vlasic e c’è la clamorosa idea Acerbi in difesa a zero

Calciomercato Torino: novità importanti su Vlasic e Acerbi in chiave granata. Ecco gli ultimi sviluppi su queste trattative

Il Torino sta pianificando con estrema lungimiranza la fisionomia della rosa in vista della prossima stagione calcistica. Tra i protagonisti assoluti di questi giorni c’è senza dubbio Nikola Vlasic, autore di un Mondiale 2026 in costante crescita con la maglia della Croazia. Dopo un inizio comprensibilmente in sordina contro l’Inghilterra e la panchina contro il Panama, il numero 10 granata ha trovato la svolta firmando il gol decisivo nel successo per 2-1 contro il Ghana, regalando alla sua nazionale il pass per i sedicesimi di finale contro il Portogallo.

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Al rientro in Italia, per il trequartista è già previsto un summit cruciale con la dirigenza. Vlasic, reduce da un’ottima stagione da 9 gol e 5 assist complessivi tra Serie A e Coppa Italia, è il leader tecnico e carismatico a cui il nuovo allenatore Ignazio Abate intende consegnare le chiavi del centrocampo. Il Torino, che vanta già un’opzione di prolungamento fino al 2028, è intenzionato a sedersi al tavolo per blindarlo con un accordo ancora più a lungo termine.

Occasione in difesa: spunta il profilo di Francesco Acerbi

Parallelamente alle manovre sulla trequarti, i fari dei dirigenti si sono accesi sul reparto arretrato per garantire un innesto di spessore. Secondo quanto rivelato dalle colonne di Tuttosport, al club piemontese sarebbe stata prospettata la ghiotta opportunità di ingaggiare Francesco Acerbi. Il centrale classe ’88 si separerà ufficialmente dall’Inter alla scadenza del contratto, fissata proprio per domani, dopo cinque stagioni vissute da assoluto protagonista all’ombra di San Siro.

Nonostante l’età anagrafica, l’affidabilità del difensore rimane di altissimo livello, come testimoniato dalla storica rete contro il Barcellona nella semifinale di Champions League del maggio 2025. L’obiettivo del centrale è giocare per altre due stagioni prima di appendere gli scarpini al chiodo; resta da capire se la società granata deciderà di affondare il colpo.

L’ostacolo Arabia Saudita e la concorrenza in Serie A

La corsa alle prestazioni del difensore svincolato si preannuncia tuttavia competitiva. Sullo sfondo si registra il forte pressing di Simone Inzaghi, storico mentore del calciatore, che lo vorrebbe nuovamente con sé all’Al-Hilal in Arabia Saudita con un ricco contratto biennale. Le motivazioni puramente economiche potrebbero però passare in secondo piano: Acerbi e la sua famiglia manifestano infatti la chiara preferenza di rimanere in Italia.

In Serie A le alternative non mancano. Il Monza aveva avviato i primi corteggiamenti prima del cambio societario legato all’addio di Burdisso, mentre il Genoa ha effettuato un sondaggio precauzionale per tutelarsi in caso di cessione di uno tra Vasquez e Marcandalli. Il Torino osserva attentamente l’evoluzione dello scenario, pronto a far valere i propri argomenti tecnici.

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