Pagina 68 – Calcio News 24

La Roma blinda tutti i big, Gasperini alza il muro e respinge tutte le offerte! Addio storico a Bruno Conti, è la fine di un’era

La Roma su dettame di Gian Piero Gasperini ha respinto le offerte per tenersi stretta tutti i big. Intanto, con l’addio di Bruno Conti è la fine di un’era

La sessione estiva del calciomercato della Roma si apre sotto il segno della continuità e della fermezza strategica. Per la terza volta nel giro di pochi mesi, la proprietà americana guidata da Dan e Ryan Friedkin ha sposato totalmente la linea dettata dal tecnico Gian Piero Gasperini. L’allenatore – secondo il Corriere dello Sport – ha ottenuto la conferma in blocco dello “zoccolo duro” della squadra arrivata terza nell’ultimo campionato, respingendo l’idea di cedere i pezzi pregiati per fare cassa. Durante i vertici societari, il mister era stato chiaro con la dirigenza: «Teniamoli tutti, solo così potremo costruire basi solide per il futuro e ambire davvero a vincere».

Il muro giallorosso: da Svilar a Koné e Soulé

Superata la delicata scadenza del 30 giugno, la Roma ha confermato l’incedibilità dei suoi campioni di fronte a numerosi sondaggi gestiti dai direttori sportivi Massara e D’Amico. Per il portiere Mile Svilar, finito nel mirino di Chelsea e Juventus, la valutazione è stata fissata ad almeno 60 milioni di euro. Discorso analogo per la difesa, dove l’Inter ha tentato l’affondo per N’Dicka e Gianluca Mancini. In merito, Gasperini è stato categorico: «Mancio non se ne va, gliel’ho già detto. Può fare quello che vuole l’Inter, ma se un giocatore vuole rimanere, rimane».

Anche a centrocampo e in attacco la linea societaria non cambia. L’Atletico Madrid si è visto rifiutare una proposta per Manu Koné, mentre per Donyell Malen e Matías Soulé sono stati rispediti al mittente i sondaggi provenienti dalla Germania e dalle ricche sirene arabe. A confermarlo è stato l’agente dell’argentino, Guastadisegno, che ha dichiarato: «Non ne sono mai arrivate». La forza del club poggia anche sul patto stretto dagli stessi calciatori nello spogliatoio: «Restiamo tutti». Tra questi ci sono anche Dybala, Pellegrini e Celik, i cui contratti sono in via di imminente rinnovo per dare l’assalto allo scudetto nel secondo anno dell’era Gasp.

Il caso Pisilli: la Roma fa muro contro il Porto

Tra i giovani talenti più protetti spicca il nome di Niccolò Pisilli. Il centrocampista classe 2004, cresciuto nel vivaio di Trigoria, è considerato un punto fermo intoccabile per il futuro del club. Nelle ultime ore, il Porto si era spinto a offrire ben 25 milioni di euro per il suo cartellino. I Friedkin hanno rifiutato fermamente l’offerta dei portoghesi, così come accaduto nei giorni scorsi per i tentativi effettuati da Como e Milan.

La fine di un’era: Bruno Conti saluta dopo 53 anni

La giornata ha fatto registrare anche un momento di profonda commozione extracalcistica. Bruno Conti ha dato ufficialmente l’addio alla Roma, chiudendo una leggendaria storia d’amore durata ben 53 anni. Giunto alla scadenza del contratto, l’ex campione del mondo ha svuotato il suo ufficio, salutando l’ambiente in lacrime:

“Grazie a tutti, io penso che a tutto c’è un inizio e a tutto c’è una fine. È chiaro che oggi, andando via da Trigoria e togliere tutto quello che era mio nell’ufficio, c’è stata tanta emozione, anche con tutti i dipendenti che erano presenti a Trigoria. Ho deciso questo perché a 71 anni siamo un po’ vecchi e voglio godermi un po’ la mia salute, mia moglie, la mia family”

Calciomercato Napoli: Gila aspetta ma spuntano due alternative. Intanto Allegri elegge i suoi intoccabili, si riparte da loro!

Calciomercato Napoli: due alternative se non dovesse arrivare Gila. Allegri elegge i suoi intoccabili, non partono!

Il Napoli è pronto a dare il via a un nuovo e ambizioso ciclo tecnico. È ormai soltanto una questione di ore per l’ufficialità da parte del presidente Aurelio De Laurentiis: Max Allegri sarà il nuovo allenatore azzurro. Il tecnico livornese, dopo aver chiuso l’esperienza al Milan con la risoluzione del contratto, si lega al club partenopeo con un accordo triennale fino al 2029. Per Allegri si tratta di un curioso ricorso storico, dato che si troverà a raccogliere la pesante eredità di Antonio Conte, proprio come accaduto nel 2014 alla Juventus. L’obiettivo fissato dalla proprietà è chiaro: mantenere la squadra competitiva ai vertici in Italia e fare strada in Champions League nell’anno del centenario del club.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il programma del ritiro e le stelle della rosa

Di rientro dalle vacanze, Allegri è già al lavoro con il direttore sportivo Giovanni Manna per pianificare la preparazione estiva. I test atletici inizieranno a metà mese a Castel Volturno, per poi spostarsi nei tradizionali ritiri di Dimaro Folgarida (17-27 luglio) e Castel di Sangro (30 luglio – 13 agosto).

Sul piano tattico – secondo il Corriere dello Sport – si valuta il ritorno alla difesa a quattro, potendo contare su certezze come Meret, Di Lorenzo e Rrahmani. In mezzo al campo, oltre a Lobotka e McTominay, i riflettori sono puntati su Kevin De Bruyne, definito da Manna «centrale nel progetto tecnico». In attacco, Max ripartirà dai neo-riscattati Alisson (16 milioni dallo Sporting) e Rasmus Hojlund (44 milioni dallo United), oltre al sogno Romelu Lukaku, attualmente impegnato al Mondiale in America.

Fascia destra: l’assalto a Anan Khalaili e le alternative

Il mercato in entrata è subordinato a una regola chiara del club: sfoltire l’ampia rosa prima di acquistare. L’obiettivo numero uno per la corsia destra è Anan Khalaili, esterno ventunenne dell’Union Saint-Gilloise. Nonostante l’accordo quinquennale già raggiunto con il calciatore, c’è una distanza di circa 10 milioni tra i club: l’offerta azzurra è di 15 milioni di euro, ritenuta bassa dai belgi che devono versare il 15% al Maccabi Haifa. Sul giocatore c’è anche il forte interesse dell’Inter. Le prime alternative pronte sul taccuino di Manna portano a Dodo della Fiorentina e Brooke Norton-Cuffy del Genoa.

La difesa: il nodo Mario Gila e le altre piste

Per il reparto arretrato, salutato Juan Jesus, gli occhi sono puntati su Mario Gila della Lazio. C’è già l’intesa con lo spagnolo fino al 2031, ma la trattativa con Lotito non decolla a causa delle alte richieste della Lazio, condizionate dal 50% della rivendita destinato al Real Madrid. Su Gila si registra anche l’inserimento dell’Atalanta, pronta a offrire 25 milioni per sostituire l’infortunato Hien. Più sullo sfondo rimangono i profili di Kovar e Vicario per la porta, mentre a centrocampo l’arrivo di Rios del Benfica resta legato alla possibile cessione di Anguissa.

Juventus, colpo in prospettiva: accordo con il Genoa per Jeff Ekhator

Intesa raggiunta tra i due club: operazione da 16 milioni più bonus, nella trattativa entra anche David Puczka

La Juventus guarda al futuro e mette le mani su uno dei giovani attaccanti più promettenti del panorama italiano. Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, il club bianconero ha raggiunto l’accordo con il Genoa per l’acquisto di Jeff Ekhator, talento offensivo destinato a rinforzare il reparto avanzato della squadra.

LEGGI ANCHE: le ultime di calciomercato

L’operazione sarebbe stata definita sulla base di 16 milioni di euro, ai quali si aggiungono 2 milioni di bonus legati a obiettivi individuali e di squadra. Un investimento importante che conferma la volontà della Juventus di puntare su profili giovani, di qualità e con ampi margini di crescita.

L’affare prevede anche una contropartita tecnica. Nell’ambito dell’intesa, infatti, David Puczka lascerà il club bianconero per trasferirsi al Genoa, entrando così a far parte dell’accordo tra le due società.

Con questa operazione la Juventus aggiunge un altro tassello alla propria strategia di rinnovamento, assicurandosi un attaccante considerato tra i prospetti più interessanti del calcio italiano. Ora non resta che attendere gli ultimi passaggi burocratici e l’ufficialità, che dovrebbe arrivare nei prossimi giorni, per dare il via alla nuova avventura di Jeff Ekhator in maglia bianconera.

Inter, si raffredda la pista Solet: dubbi fisici frenano l’affare, il Como prova l’inserimento

I nerazzurri riflettono sul centrale dell’Udinese Solet, mentre i lariani si muovono con discrezione per anticipare la concorrenza

Il nome di Oumar Solet sembrava destinato a diventare il principale rinforzo difensivo dell’Inter in questa sessione di mercato. Dopo i primi contatti, però, la trattativa ha subito un brusco rallentamento e, al momento, il club nerazzurro ha deciso di non affondare il colpo.

LEGGI ANCHE: le ultime di calciomercato

Secondo le ultime indiscrezioni, la frenata sarebbe legata ad alcune valutazioni di natura fisica. La società milanese nutrirebbe dubbi sulla piena affidabilità del difensore francese a causa di un possibile problema cronico alla cartilagine di un ginocchio, considerato un fattore di rischio in vista di una stagione ricca di impegni tra Serie A e Champions League.

I numeri, tuttavia, raccontano una realtà diversa. Nell’ultimo anno e mezzo con l’Udinese, Solet ha collezionato quasi 5.000 minuti in campo, saltando soltanto poche gare e garantendo una presenza costante, con un rendimento che testimonia continuità e affidabilità.

Nel frattempo si registra l’inserimento del Como, che avrebbe avviato i primi contatti con l’entourage del calciatore. Dopo aver definito la situazione legata a Nico Paz, il club lariano starebbe lavorando sotto traccia per provare a superare la concorrenza. Se l’Inter dovesse tornare sui propri passi, potrebbe nascere un nuovo duello di mercato tra le due società per assicurarsi il centrale francese.

Milan, dopo Goncalo Ramos caccia al difensore: il sogno è Van Dijk, Inacio l’obiettivo concreto

I rossoneri lavorano per completare la rosa: il centrale è la prossima priorità del mercato estivo. Sogno Van Dijk

Il Milan ha già messo a segno il primo grande colpo dell’estate con l’ufficialità di Gonçalo Ramos, arrivato dal PSG e legato al club rossonero con un contratto fino al 2031. Per la dirigenza guidata da Gerry Cardinale e dal tecnico Ruben Amorim, l’acquisto del nuovo centravanti rappresentava la priorità assoluta, centrata in tempi molto rapidi.

LEGGI ANCHE: le ultime di calciomercato

Archiviata l’operazione in attacco, l’attenzione si sposta ora sulla difesa, reparto che necessita di un rinforzo di alto livello. Il nome che accende la fantasia dei tifosi è quello di Virgil van Dijk, leader del Liverpool e della nazionale olandese. Secondo le indiscrezioni, Zlatan Ibrahimovic avrebbe espresso già nei mesi scorsi il desiderio di portare un giocatore del suo calibro a Milanello. L’ostacolo principale resta l’elevato ingaggio, oltre alla volontà del difensore di affrontare una nuova esperienza.

Più percorribile, invece, la pista che conduce a Gonçalo Inacio, centrale dello Sporting CP e pupillo di Amorim ai tempi dell’esperienza in Portogallo. Il classe 2001 garantisce qualità, personalità e ampi margini di crescita, ma per convincere il club portoghese serviranno circa 30-40 milioni di euro. Un dettaglio che alimenta le speranze rossonere riguarda il procuratore del difensore, lo stesso dell’allenatore del Milan. Un particolare che potrebbe favorire i contatti nelle prossime settimane.

Il Messico vola agli ottavi: Ecuador battuto 2-0 davanti a un Azteca infuocato

Quinones e Raul Jimenez firmano il successo dei padroni di casa, ora c’è l’attesa per Inghilterra-Congo. Il Messico batte l’Ecuador

Il Messico continua a coltivare il proprio sogno iridato e conquista con autorità l’accesso agli ottavi di finale del Mondiale disputato in casa. Davanti a un Estadio Azteca gremito in ogni ordine di posto e trascinati da un tifo incessante, i padroni di casa hanno superato l’Ecuador con un convincente 2-0.

LEGGI ANCHE: le ultime di calcio estero

La sfida si è decisa già nella prima parte del match. A metà del primo tempo, infatti, la formazione centroamericana ha colpito due volte nel giro di pochi minuti, indirizzando definitivamente l’incontro. A sbloccare il risultato è stato Quinones, bravo a concretizzare una delle prime occasioni create dalla sua squadra. Poco dopo è arrivato anche il raddoppio firmato da Raul Jimenez, che ha confermato il suo ruolo di leader tecnico e offensivo della nazionale messicana.

L’Ecuador, nonostante il talento presente in rosa, non è riuscito a reagire con efficacia e ha dovuto arrendersi alla solidità e all’entusiasmo dei padroni di casa.

Con questa vittoria, il Messico prosegue il proprio cammino nella competizione e guarda con fiducia al prossimo turno. Agli ottavi di finale affronterà la squadra che uscirà vincitrice dalla sfida tra Inghilterra e Congo, con l’obiettivo di continuare a sorprendere davanti al proprio pubblico.

Pagelle Francia Svezia: ecco i TOP e i FLOP della sfida vinta 3-0 dalla squadra di Deschamps

Pagelle Francia Svezia, i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Francia Svezia, i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026, conclusosi con il netto punteggio di 3-0 a favore della Francia.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

I Top

Kylian Mbappé (Francia). È semplicemente devastante, una costante spina nel fianco della difesa svedese. Al 32′ colpisce un clamoroso palo a porta quasi sguarnita, ma si rifà con gli interessi al 45′, sbloccando la gara con un destro secco dopo essersi liberato in area con una splendida serpentina. Nella ripresa chiude i giochi firmando la doppietta (e il suo sesto gol in questo Mondiale) su un assist perfetto di Olise. Ogni giocata sembra l’espressione di una felicità incontenibile. Aggancio a Messi a quota 6 gol, in attesa della risposta di Leo.

Michael Olise (Francia). Nel primo tempo sfiora un gol pazzesco colpendo il palo con una sforbiciata spettacolare (36′). È il motore pulsante di quasi tutte le sortite offensive della Francia. Nella ripresa sale in cattedra e diventa l’uomo degli assist: prima imbuca per il gol del 2-0 di Barcola, poi confeziona l’illuminante passaggio per la doppietta di Mbappé. Sostituito all’85’ tra gli applausi, non ha ancora segnato e a questo punto c’è il legittimo sospetto che lo farà quando conterà davvero.

Bradley Barcola (Francia). Molto vivace fin dai primi minuti, prova diverse percussioni sull’out di sinistra. Al 53′ raccoglie l’assist di Olise, si sistema la palla e batte il portiere svedese Zetterstrom con un destro secco sul primo palo, siglando la rete del 2-0 che taglia le gambe agli avversari. Quando sterza è fantastico, talvolta sembra stupirsi persino lui di cosa faccia e si perde il tempo per essere più concreto.

I Flop

L’attacco della Svezia (Isak in primis). I gialloblù non pungono mai. Alexander Isak, il giocatore più atteso, è un fantasma: ci prova dopo tre minuti con un tiro telefonato e sfiora la rete al 28′, ma spreca clamorosamente da ottima posizione dopo l’assist di Ayari. Stesso copione per i compagni di reparto (Stroud calcia alto da buona posizione nel recupero del primo tempo), incapaci di impensierire seriamente Mike Maignan.

La difesa della Svezia. Non riesce mai a prendere le misure al tridente francese. In occasione dei tre gol incassati (e dei due legni colpiti dalla Francia nel primo tempo), i difensori gialloblù lasciano sistematicamente troppo spazio a Mbappé e compagni, risultando statici e poco reattivi. Unica consolazione: per la quantità di occasioni maturate dalla Francia, il divario poteva essere molto più ampio.

Victor Lindelöf (Svezia). Una prestazione da dimenticare per il centrale difensivo svedese. Nel primo tempo rischia grossissimo per un fallaccio su Olise (intervento che l’arbitro Makkelie valuta malissimo, non estraendo clamorosamente nemmeno il cartellino giallo). In perenne balia della velocità degli attaccanti transalpini.

Francia Svezia, la partita di Dembélé: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Francia Svezia, la partita di Dembélé: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante ai sedicesimi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Francia Svezia, la gara valida per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Ousmane Dembélé, già a quota 4 gol e reduce dalla tripletta nella gara con la Norvegia.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La partita di Dembélé

Dopo 4 minuti guadagna una punizione per un intervento deciso da parte di Ayari. Il primo tentativo di dialogo è per Mbappé che però viene anticipato. Al 9′ cerca un pallone in verticale per Olise lungo l’out, soluzione imprecisa. Al 12′ Dembélé punta Gudmundsson per trovare lo spazio per un cross, perde contatto con la sfera fino a trascinarsela fuori. Per sviluppare gioco l’attaccante del Psg viene più indietro e più interno, non staziona esclusivamente sulla destra. Al 18′ ancora una volta Gudmundsson lo ferma pulitissimo in tackle. Al 28′ si fa trovare sulla trequarti, prova un cross e guadagna un angolo. Al 32′ imbuca per Kounde che mette al centro dove Mbappé colpisce di prima e centra il palo. Al 34′ serve un po’ lungo Olise, costringendo comunque il portiere della Svezia Widell Zetterstrom a spazzare via di piede. Al 36′ la Francia colpisce il palo con una splendida rovesciata di Olise, sulla respinta Dembélé cerca l’incrocio dei pali, sfera di pochissimo fuori dallo specchio. Il gol del vantaggio nasce da un corner indiretto, con servizio di Dembélé a Mbappé, con il numero 10 che poi inventa uno slalom e un destro chirurgico.

SECONDO TEMPO

Primo acuto della ripresa è uno stop di petto su grande cambio di campo di Rabiot con sfera servita a Kounde per il suo puntuale inserimento. Al 58′, sul 2-0 e il pieno governo dell’incontro, si diverte a palleggiare nello stretto con Olise all’altezza del centrocampo, i tifosi fanno gli “olè” come se la qualificazione fosse cosa già fatta. Al 63′ scambio con Kounde, poi cerca un’imbucata per Olise ma la traiettoria è troppo profonda. Al 71′ avvia la ripartenza a campo aperto, palla a Mbappé per Olise che a tu per tu col portiere si fa ipnotizzare. A un quarto d’ora dal termine, appena dopo la realizzazione del 3-0 della Francia, Deschamps richiama Dembélé in panchina e manda in campo Doue. Le statistiche dicono che ha toccato 52 palloni, ha registrato il 90% di precisione nei passaggi, 2 le conclusioni. Non certamente il più brillante degli attaccanti, più per merito dei compagni che per demerito suo.

Koeman lascia la panchina dell’Olanda: l’annuncio dopo il ko col Marocco

Ronald Koeman si dimette: finisce la sua avventura alla guida dell’Olanda dopo il ko col Marocco ai Mondiali

Ronald Koeman si è dimesso da commissario tecnico della nazionale olandese. L’allenatore ha comunicato la decisione con un post pubblicato su Instagram in collaborazione con la federazione, ufficializzando così l’addio.

La scelta arriva dopo la sconfitta ai rigori contro il Marocco ai sedicesimi dei Mondiali 2026, risultato che ha segnato la fine della sua avventura sulla panchina della Olanda.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

LA LETTERA – Stanotte ho preso la decisone di concludere il mio periodo come ct dell’Olanda. Sognavamo un Mondiale in cui avremmo potuto fare la storia, ma non ci siamo riusciti e nessuno è più deluso di me. Ho sempre sentito una forte responsabilità come commissario tecnico, e continuerà a sentirla.

Gli ultimi anni mi hanno fatto comprendere che ci sono cose più importanti del calcio. La salute non ha prezzo. Mia moglie Bartina, nonostante il suo percorso di malattia, mi ha sostenuto ogni giorno e mi ha incoraggiato a completare il mio lavoro da commissario tecnico. Questo dimostra una forza incredibile. Le sarò più grato di quanto riesca a esprimere a parole”.

Voglio ringraziare tutti i calciatori con cui ho avuto il privilegio di lavorare. Il vostro impegno, il vostro carattere e la vostra fiducia mi hanno motivato ogni giorno. Grazie anche al mio staff, alla KNVB, a tutti i collaboratori e ai club in cui ho lavorato. Ma soprattutto frazie ai tifosi. Per il vosto sostegno anche nei momenti difficili. È stato un grande onore“.

Moviola Francia Svezia, tutti gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro Makkelie 

Moviola Francia Svezia: gli episodi dubbi del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Moviola  Francia Svezia: gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro olandese Danny Desmond Makkelie, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PRIMO TEMPO

Primo fallo dopo appena 20 secondi da parte di una Svezia aggressiva. Makkelie va a catechizzare Isak, anch’egli autore di un fallo in pressing nelle fasi iniziali del match. Match immediatamente spigoloso, le interruzioni sono frequenti. Al 18′ corpo a corpo tra Gyokeres e Saliba, l’arbitro punisce il difensore. Al 20′ Mbappè va in gol trovandosi da solo ma quando riceve palla è oltre la linea della difesa anche se di poco, rete annullata. La Francia non approva alcuni fischi dell’arbitro olandese e un mancato cartellino per un fallo duro su Olise, la tendenza finora è fischiare spesso senza però sanzionare ulteriormente. Al 48′ Elanga viene cinturato da Digne: sarebbe rigore probabilmente, se l’azione non fosse viziata da un fuorigioco. I minuti di recupero sono 3 vengoo prolungati di 60 secondi. Nel primo tempo Makkelie ha fischiato 14 falli: 8 della Francia, 6 della Svezia.

SECONDO TEMPO

Al 60′ Gyokeres prende un colpo al volto da parte di Upamecano, non se ne accorge nessuno della terna arbitrale. Il 2-0 della Francia ha spento un po’ gli ardori del match, ci sono molti meno contrasti rispetto al primo tempo quando la Francia aveva un ritmo superiore. Proteste vivaci di Ari che non si vede accordato un calcio d’angolo a suo giudizio a favore della Svezia: il replay gli dà pienamente ragione. Sulla rete del 3-0 Mbappé è tenuto in gioco dalla presenza di Gudmundsson sull’altro lato, il tempo del suo scatto è perfetto. Match senza alcuna perdita di tempo e il minutaggio dell’extra-time lo conferma, 240 secondi per una gara dall’esito ormaio definito.

Como, colpo Milla per Fabregas: chiuso l’accordo col Getafe. Liberali sempre più vicino

Calciomercato Como, colpo Luis Milla: accordo chiuso col Getafe. Liberali sempre più vicino a Fabregas

Buone notizie per Cesc Fabregas: come riportato da Fabrizio Romano, il Como ha definito l’arrivo di Luis Milla dal Getafe. Operazione da 6 milioni di euro, con il centrocampista spagnolo pronto a diventare una delle pedine chiave nelle rotazioni dei lariani, impegnati nella loro storica partecipazione alla Champions League.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Liberali: Como in vantaggio, Fabregas decisivo

Secondo Gianluca Di Marzio, il Como resta in pole per Mattia Liberali del Catanzaro. Nonostante il pressing del Milan, club in cui il classe 2007 è cresciuto, la squadra di Fabregas continua a essere la più vicina alla chiusura.

Un ruolo importante lo ha avuto proprio Fabregas, che ha già parlato con il ragazzo e ne ha rafforzato la volontà di scegliere Como. Il Milan, spinto da Amorim — grande estimatore del giocatore — ha provato a reinserirsi con insistenza, ma al momento è dietro.

I rossoneri avevano lasciato andare Liberali a zero la scorsa estate, riservandosi il 50% sulla futura rivendita. Il giocatore ha una clausola da 6 milioni.

Palacios non esclude Liberali: Como vuole entrambi

L’eventuale arrivo di Liberali non chiuderebbe le porte a Cesar Palacios, trequartista classe 2004 del Real Madrid. Sarebbe il terzo giovane dei Blancos a vestire la maglia del Como dopo Nico Paz e Jacobo Ramon.

Il club lariano vuole provare a chiudere entrambe le operazioni, confermando un progetto ambizioso e fortemente orientato sui giovani di qualità.

Lazio avanti per Asp: il giocatore dà priorità ai biancocelesti. Nuovo summit Gila Napoli

Lazio priorità per Asp Jensen: il classe 2006 aspetta i biancocelesti. Napoli mantiene corsia preferenziale per Gila

Asp Jensen ha ribadito la sua volontà: la Lazio è la destinazione prioritaria. Nonostante l’interesse di alcuni club esteri, il centrocampista classe 2006 continua a considerare i biancocelesti la scelta ideale.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il legame con il club è rafforzato anche da rapporti indiretti: Jensen è amico di Provstgaard ed è seguito dallo stesso agente, elemento che facilita il dialogo. La Lazio conta di chiudere l’operazione a breve.

Napoli in pressing su Gila: nuovo incontro a Milano

Parallelamente, il Napoli continua a muoversi con decisione per Mario Gila della Lazio. Oggi, martedì 30 giugno, a Milano si è tenuto un nuovo incontro tra il ds Giovanni Manna e l’entourage del difensore, con l’obiettivo di mantenere una corsia preferenziale sull’operazione.

Il club azzurro insiste per provare a chiudere, proseguendo il dialogo anche con la Lazio e cercando di anticipare la concorrenza di altri club interessati.

Una doppia trattativa che può accendersi

La Lazio lavora per portare Jensen a Roma, mentre il Napoli prova a strappare Gila ai biancocelesti: due operazioni intrecciate che potrebbero diventare uno dei temi caldi di questa fase di mercato. Lo riporta Di Marzio.

Neuer dice addio alla Germania dopo il ko col Paraguay: si chiude qui la sua carriera in Nazionale

Manuel Neuer lascia la Nazionale: l’eliminazione col Paraguay segna la fine della sua avventura con la Germania

La Germania non riesce ancora a spezzare la maledizione che la accompagna dal 2014. Da quando la Die Mannschaft ha sollevato la Coppa del Mondo in Brasile, non è più riuscita a superare un turno della fase a eliminazione diretta. Dopo le uscite ai gironi in Russia e Qatar, questa volta l’eliminazione è arrivata ai sedicesimi, per mano del Paraguay, e per la prima volta nella storia dei Mondiali ai calci di rigore.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Una fragilità difensiva che dura da dieci partite

La costante di questo decennio di delusioni è la tenuta difensiva insufficiente. La retroguardia tedesca ha subito gol in 10 partite consecutive ai Mondiali, un dato che porta Manuel Neuer a eguagliare il primato negativo di Antonio Carbajal, storico portiere del Messico.

L’ultimo clean sheet risale alla finale del 2014 contro l’Argentina. Da allora, dal gol di Lozano in poi, la Germania ha sempre incassato almeno una rete — perfino contro la matricola Curaçao. Un contrasto netto rispetto alla Germania di Löw: in Brasile, la squadra non subì gol in 4 partite su 7, finale compresa.

Neuer dice addio alla Nazionale: «È estremamente amaro finire così»

La sconfitta contro il Paraguay è stata l’ultima partita di Manuel Neuer con la Germania. Dopo due anni lontano dalla Nazionale, il portiere era tornato a sorpresa proprio per questo Mondiale.

Alla domanda se quella fosse stata la sua ultima gara, Neuer ha risposto: «Sì», aggiungendo poi: «È estremamente amaro finire così».

A 40 anni si chiude una carriera internazionale da 128 presenze, quinto posto nella classifica all‑time della DFB. Un percorso straordinario, macchiato però da un primato negativo che accompagna l’ultima pagina della sua storia con la Germania.


Pagelle Costa d’Avorio Norvegia: i TOP e i FLOP della sfida vinta da Haaland e compagni nel finale (1-2)

Pagelle Costa d’Avorio Norvegia, i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Costa d’Avorio Norvegia, i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

I Top

  • Erling Haaland (Norvegia). Il centravanti del Manchester City non è stato straripante nel gioco corale, ma ha fatto esattamente quello per cui è in campo: finalizzare. Dopo un paio di occasioni aeree non sfruttate a dovere nel primo tempo (di cui una salvata provvidenzialmente sulla linea da Sangaré), all’86’ raccoglie l’assist perfetto del neoentrato Berg e da vero rapace d’area non sbaglia, regalando ai suoi uno storico ottavo di finale. Più che un gran tiro, sembra un omaggio del pallone che va esattamente dove deve andare e significa passaggio agli ottavi,
  • Antonio Nusa (Norvegia). Il talento di proprietà del Lipsia cambia l’inerzia del match. In un momento (al 39′) in cui la Norvegia subiva tremendamente il pressing e le ripartenze ivoriane, si inventa una perla assoluta: riceve palla a sinistra, si accentra sul destro e dipinge una traiettoria imparabile sotto l’incrocio che sblocca psicologicamente i suoi compagni. Viene poi sostituito al 71′ dopo aver speso tanto. Nell’esultanza sembra polemico, accenna forse a chi fa troppe parole. Certo, sul suo capolavoro nessuno può azzardarsi a dire niente.
  • Amad Diallo (Costa d’Avorio). Probabilmente l’uomo più in forma (ed esplosivo) della partita. Il suo ingresso al 60′ spacca letteralmente il match in due. Al 74′ firma il pareggio con un’azione caparbia chiusa da un sinistro potente e preciso. Pochi minuti dopo è decisivo anche nella propria area, salvando sulla linea un gol fatto di Heggem. Infine, in pieno recupero (90’+6′), calcia una punizione telecomandata verso l’incrocio, costringendo Nyland al miracolo della partita. Impatto devastante.

I Flop

  • Franck Kessié (Costa d’Avorio). L’ex centrocampista di Milan e Barcellona non riesce a guidare la sua nazionale con l’autorità che ci si aspetterebbe da un leader del suo calibro. Soffre a larghi tratti l’impostazione norvegese e, soprattutto, sciupa una grandissima occasione al 57′ calciando centralmente tra le braccia del portiere Nyland. Forse un po’ stanco, anche se è sempre un bel vedere constatare quanta precisione ci sia nei suoi tocchi di prima.
  • Ange-Yoan Bonny (Costa d’Avorio). Il giovane attaccante dell’Inter si muove molto sul fronte offensivo, ma finisce spesso imbrigliato nella fitta morsa difensiva formata da Ajer e Heggem, che lo anticipano regolarmente. Una prestazione generosa ma poco concreta, che convince il ct a richiamarlo in panchina al 61′ per inserire Wahi.
  • Marcus Pedersen (Norvegia). Giornata di grande sofferenza per l’esterno norvegese. Sulla sua fascia la Costa d’Avorio trova un vero e proprio imbuto in cui lanciarsi a ripetizione, specialmente nel primo tempo e nei primi minuti della ripresa con le continue accelerazioni di Pépé, Doué e Konan. Finisce in debito di ossigeno e viene sostituito all’83’ da Aursnes.

Costa d’Avorio Norvegia, la partita di Diomande: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Costa d’Avorio Norvegia, la partita di Diomande: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante ai sedicesimi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Costa d’Avorio Norvegia, la gara valida per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Yan Diomande. Il Psg lo vuole, lui vuole il Psg e la quotazione è altissima: 100 milioni. Ecco la sua prestazione odierna nel dettaglio.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La partita di Diomande

PRIMO TEMPO

Primo pallone toccato solo al 5′, la Costa d’Avorio ha iniziato con un atteggiamento molto attendista. Sulla sua fascia spinge il torinista Pedersen con una certa frequenza, va contenuto. All’8′ si presenta in area, salta bene in terzo tempo ma riesce solo a sfiorare il pallone nonostante una più che discreta elevazione. Al 12′ va a partecipare in costruzione con più tocchi per entrare in una gara che finora lo ha visto poco coinvolto. Al 15′ è bravissimo ad avanzare, cade a terra su trattenuta di Pedersen, si rialza e va a conquistarsi un angolo. Poco dopo cross di Doue, prova ad andare in anticipo sbucando all’improvviso, non riesce però a tenere la palla in campo. Al 17′ ruba palla con una certa semplicità a Sorloth. Buona iniziativa interna per allargare il gioco verso Pepe sull’altro lato. Al 20′ contribuisce a un’interessante azione con un preciso filtrante, sta crescendo decisamente in partecipazione. Poco prima dell’hydraton break parte a campo aperto e viene stoppato da Nusa, un fallo da giallo se l’arbitro non dimenticasse il cartellino nel taschino. Al 28′ gran bella palla messa sul secondo palo, Pepe va a impattare al volo senza trovare la porta. E’ lui a incaricarsi della battuta dei corner da sinistra. Al 31′ entra in area e viene fermato dal compagno di club Nusa (che sarà colui che dopo porterà la Norvegia in vantaggio con un grande gol). Al 34′ strano calcio d’angolo battuto forte e rasoterra per trovare Bonny. Nella parte finale, con la squadra in svantaggio, diminuisce sensibimente la sua incidenza.

SECONDO TEMPO

La Costa d’Avorio inizia con un forcing per arrivare al pareggio. Un filtrante in area di Diomande provoca un corner che lui stesso batte senza che sortisca effetti. Al 59′ prova a muovere palla sull’angolo, nessuna soluzione però riesce finora ad essere efficace. Al 62′ cerca di passare in mezzo a due in area di rigore, non ha lo sprint necessario però. Successivamente cerca Wahi, la respinta determina l’ennesima battuta dalla bandierina. Ed in questo caso determina una situazione di discreto pericolo vicino alla porta norvegese. Bravissimo a recuperare metri e pallone al 73′ su un’avanzata di Pedersen. Sull’1-1, con una gara totalmente stappata, serve Diallo ma l’autore del pareggio è in offside. Molto efficace in difesa all’81’ in un disimpegno nello stretto con grande eleganza. A un minuto dal 90′, sulla nuova situazione di vantaggio della Norvegia, ha ancora la forza di portare avanti la palla. Nel recupero esce stremato, al suo posto Guessand. Si chiude una gara per lui di quantità e meno esplosiva rispetto alle previsioni e alle necessità della squadra.

Tottenham, colpo record: Mateus Fernandes arriva per 85 milioni. United fuori dalla corsa

Mateus Fernandes agli Spurs per 85 milioni: affare record, il Manchester United abbandona la pista

Il Tottenham di Roberto De Zerbi piazza uno degli affari più costosi della propria storia: come riportato da Fabrizio Romano, gli Spurs hanno raggiunto un accordo da 85 milioni di sterline (circa 98 milioni di euro) per Mateus Fernandes.

Il West Ham ha accettato la cifra richiesta sin dall’inizio, come confermato anche da David Ornstein, chiudendo così una trattativa che ha visto coinvolto anche il Manchester United, ora orientato verso altri obiettivi per il centrocampo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Chi è Mateus Fernandes

Centrocampista classe 2004, cresciuto nello Sporting Lisbona, Fernandes è in Premier League da due stagioni:

  • Southampton (2024‑25) — 42 presenze, 3 gol
  • West Ham (2025‑26) — 38 presenze, 4 gol

Un profilo giovane, dinamico e già abituato ai ritmi del calcio inglese, che De Zerbi considera ideale per il suo progetto tecnico.

UEFA, sanzione alla Juventus per violazioni FPF: multa fino a 20 milioni. Fiorentina oltre il 70% costo‑ricavi, ammenda da 6 milioni

Fair Play Finanziario: Juventus nel mirino UEFA con multa fino a 20 milioni. Fiorentina, Bologna e Napoli sopra il 70%

La Juventus ha ufficialmente chiuso un settlement agreement con la UEFA dopo le violazioni delle norme del Fair Play Finanziario, in particolare della football earnings rule, che impone un deficit aggregato massimo di 60 milioni nei tre esercizi precedenti al monitoraggio.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La decisione arriva dalla Prima Camera del Club Financial Control Body, al termine della valutazione sui club iscritti alle competizioni europee 2025/26. L’analisi ha riguardato i bilanci 2023, 2024 e 2025, valutati per la prima volta su base triennale aggregata. La Juventus è stata inserita nel gruppo dei club non conformi insieme a Newcastle, Nizza, Santa Clara, Astana e Partizan Belgrado.

Le sanzioni: 6 milioni certi, 14 condizionati

Il settlement agreement durerà tre anni, con l’obiettivo di riportare la Juventus pienamente nei parametri entro la stagione 2028/29. La multa complessiva può arrivare fino a 20 milioni di euro, così suddivisi:

  • 6 milioni incondizionati
  • 14 milioni condizionati

La parte condizionata potrà essere evitata se il club rispetterà gli obiettivi intermedi fissati dalla UEFA, come già accaduto alla Roma negli anni scorsi.

In una nota ufficiale, la Juventus ha precisato che «il potenziale pagamento di ulteriori importi “conditional”, pari al massimo a 14 milioni di euro, solo in caso di mancato rispetto dei parametri economici definiti con UEFA per l’esercizio in corso e per i prossimi 2 esercizi. La società stima – allo stato attuale – di poter rispettare con adeguato margine tali parametri e, pertanto, di non dover sostenere tali oneri in futuro».

Obiettivi e possibili limitazioni sportive

Il percorso concordato impone alla Juventus di raggiungere la piena conformità entro la fine del periodo di settlement, considerando gli esercizi 2026, 2027 e 2028. La UEFA ha inoltre previsto possibili restrizioni nella registrazione dei giocatori in Lista A per le competizioni europee, condizionali o automatiche a seconda del rispetto dei target.

Il mancato raggiungimento degli obiettivi potrebbe comportare:

  • riduzione della Lista A
  • limitazioni più severe
  • nei casi estremi, esclusione dalla competizione europea successiva

La Juventus potrà uscire anticipatamente dal settlement se rispetterà i parametri aggregati nei cicli 2024/25, 2025/26 e 2026/27. Il club ha inoltre comunicato di aver rispettato lo Squad Cost Ratio al 31 dicembre 2025, come già avvenuto nel 2024.

Non solo Juventus: irregolarità per Bologna, Fiorentina e Napoli

La UEFA ha concluso anche la valutazione su altri club italiani soggetti a settlement: Bologna, Fiorentina e Napoli. Tutti e tre hanno superato il limite del 70% nel rapporto tra costo della rosa e ricavi, previsto dalla squad cost rule.

  • Fiorentina: multa da 6 milioni
  • Bologna e Napoli: nessuna sanzione, grazie all’eccedenza degli utili calcistici registrati nel 2025 e 2026

Le altre sanzioni in Europa

La UEFA ha pubblicato anche le ammende per i club europei che hanno superato il limite del 70%:

  • Strasburgo – 25 milioni (12 condizionati)
  • Aston Villa – 22,5 milioni (15 condizionati)
  • Fenerbahçe – 7 milioni
  • Chelsea – 3 milioni (2 condizionati)
  • Newcastle – 3 milioni
  • Nottingham Forest – 2,5 milioni
  • AEK Atene – 500mila euro
  • Nizza – 450mila euro

Strasburgo e Aston Villa subiranno anche limitazioni nella Lista A per la stagione 2026/27.

Moviola Costa d’Avorio Norvegia, tutti gli episodi dubbi del match diretto da Jesús Valenzuela Sáez 

Moviola Costa d’Avorio Norvegia: gli episodi dubbi del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Moviola Costa d’Avorio-Norvegia: gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro  Jesús Valenzuela Sáez , valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PRIMO TEMPO

Si arriva alla pausa di metà tempo con un quadro chiaro: gara bloccata, direzione di gara permissiva, atteggiamento corretto delle due squadre come attesta il fatto che ci siano stati finora solo 3 falli. Perdonato Nusa che interrompe la corsa di Diomande, un intervento meritevole di giallo. Protesta di Ampadu a un minuto dal 45′ su una situazione di calcio d’angolo, non c’è nulla di rilevante. Ammonito Nusa che casca alla finta di Doue e lo colpisce al ginocchio. Sono 4 i minuti di recupero. Ci sarebbe un corner per la Costa d’Avorio per una deviazione di Sorloth, arbitro e Var non la vedono. Si va al riposo con la seguente situazione: un solo fallo della Costa d’Avorio, di più ma comunque molto pochi della Norvegia (4).

SECONDO TEMPO

Gara più aperta e conseguentemente con più occasioni di contrasto e cresce il numero di fischi da parte di Valenzuela. Al 60′ vivaci proteste di Odegaard all’indirizzo dell’assistente di linea che ne sanziona un intervento. Molto attento il direttore di gara sui corner: sia sul pallone che deve stare perfettamente dentro la lunetta, sia parlando spesso con i giocatori per evitare abbracci e scorrettezze varie. Com’è ormai consuetudine in diversi stadi, ci sono i fischi all’Hydration break. Al 78′ Pepe finisce giù in area su una ripartenza, l’arbitro è piazzato benissimo e lascia correre. L’extra-time è conteggiato in 7 minuti. Si chiude una gara a tratti avvincente, soprattutto nel finale, e anche molto corretta: solo 13 falli, un ammonito, nessun problema per la direzione arbitrale ispirata a mentenere fluido il gioco.

Monaco scatenato: riscattato Ansu Fati, colpo Nazinho e addio a Caio Henrique

Monaco ha riscattato Ansu Fati, ha piazzato il colpo Nazinho e ha detto addio a Caio Henrique. Il focus sulle trattative dei monegaschi

Calciomercato ultimissime: giornata di grandissimi stravolgimenti ufficiali e manovre di primissimo piano in casa Monaco. Il club del Principato ha letteralmente rivoluzionato la propria corsia sinistra e il reparto avanzato in vista delle prossime stagioni, completando un triplo incastro di mercato che sposta gli equilibri della rosa. La dirigenza ha blindato i propri talenti del futuro, salutando contemporaneamente un grande protagonista della storia recente del club.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Ansu Fati si lega al Monaco fino al 2030

La notizia più altisonante per il club del Principato riguarda il riscatto a titolo definitivo di Ansu Fati. Arrivato la scorsa estate con la formula del prestito secco dal Barcellona, l’attaccante spagnolo ha convinto pienamente l’area tecnica e la proprietà. Il calciatore ha sottoscritto un nuovo accordo a lungo termine che lo legherà ufficialmente ai colori monegaschi per le prossime quattro stagioni, ponendo la firma su un contratto valido fino al 30 giugno 2030.

Flávio Nazinho è il nuovo innesto sulla fascia sinistra

Per raccogliere l’eredità sulla corsia mancina, il Monaco ha annunciato ufficialmente l’acquisto di Flávio Nazinho dal Cercle Brugge. Il terzino sinistro portoghese, 22 anni, ha firmato un contratto quadriennale valido fino al 2030. Cresciuto calcisticamente nello Sporting CP – con cui ha debuttato in Champions League sotto la guida di Rúben Amorim – Nazinho ha vissuto una crescita esponenziale in Belgio.

Dopo aver accumulato ben 23 presenze con le nazionali giovanili del Portogallo, il laterale mancino è stato uno dei grandi protagonisti dello storico percorso del Cercle Brugge in Conference League, conclusosi agli ottavi di finale. Elemento di grande rigore difensivo e costante spinta offensiva, Nazinho ha chiuso l’ultima stagione con 32 partite, 3 gol e 8 assist, arrivando a un totale complessivo di 94 presenze e 16 assist con la squadra belga.

Caio Henrique saluta il Principato e vola all’Ajax

L’arrivo del giovane portoghese colma numericamente la pesante partenza di Caio Henrique. Dopo sei stagioni vissute da assoluto protagonista, il terzino sinistro brasiliano, 28 anni, saluta definitivamente la Francia per trasferirsi all’Ajax in Eredivisie.

Arrivato nel 2020 dall’Atlético Madrid, il difensore verdeoro lascia una traccia indelebile nella storia del club: con 39 assist in 211 presenze complessive, Caio Henrique si è consacrato come il secondo miglior uomo-assist del Monaco nel XXI secolo, alle spalle del solo Aleksandr Golovin (45). Le straordinarie prestazioni fornite in Ligue 1 gli hanno spalancato anche le porte della Seleção, con cui vanta cinque presenze con il Brasile. Il club ha voluto congedarlo ufficialmente dedicandogli un caloroso “Obrigado Caio!” per l’impegno e lo spirito condivisi in questi anni.

Grimaldo all’Atletico Madrid, è ufficiale: i Colchoneros piazzano un colpo importantissimo sulla fascia sinistra. I dettagli dell’operazione

Grimaldo all’Atletico Madrid, è stato ufficializzato il trasferimento dell’esterno spagnolo dal Bayer Leverkusen ai Colchoneros. Tutti i dettagli

Calciomercato news: l’Atletico Madrid mette a segno uno dei primi, grandi colpi di questa sessione estiva di calciomercato, rinforzando in maniera considerevole la propria corsia mancina. Alejandro Grimaldo è ufficialmente un nuovo giocatore dei Colchoneros. La dirigenza madrilena ha chiuso definitivamente l’operazione con il Bayer Leverkusen, bruciando la concorrenza di diversi top club europei e assicurandosi le prestazioni dell’esterno sinistro spagnolo, da tempo considerato uno dei migliori interpreti nel suo ruolo a livello internazionale.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

I dettagli del contratto e il ritorno in Spagna fino al 2030

Il laterale difensivo ha sottoscritto un accordo a lungo termine con la società del presidente Enrique Cerezo. Grimaldo ha infatti firmato un contratto fino al 2030 con l’Atletico: un vincolo quadriennale che blinda l’esterno e ne testimonia la centralità nel nuovo progetto tecnico guidato dalla dirigenza spagnola.

Per il calciatore si tratta di un suggestivo e atteso ritorno in Liga. Cresciuto calcisticamente nelle giovanili del Barcellona (la celebre Masia), Grimaldo aveva lasciato la penisola iberica molto presto per consacrarsi prima in Portogallo con la maglia del Benfica e successivamente in Germania. Ora, nel pieno della maturità agonistica, torna in patria per calcare i campi della Spagna da protagonista assoluto.

L’addio al Bayer Leverkusen dopo i trionfi in Bundesliga

Il classe 1995 si congeda così dal Bayer Leverkusen al termine di tre anni importanti, durante le quali è stato uno dei pilastri insostituibili dello scacchiere tattico di Xabi Alonso. L’avventura tedesca di Grimaldo rimarrà memorabile soprattutto per la storica e leggendaria Bundesliga vinta nel 2023/2024, arrivata al termine di una cavalcata trionfale senza precedenti nella storia del club tedesco.

Nelle ultime settimane, l’esterno è stato impegnato con la propria selezione nazionale. Adesso, proprio al termine del Mondiale con la Spagna, il calciatore è pronto a iniziare questa nuova ed elettrizzante avventura professionale nella capitale spagnola.

L’impatto tattico nello scacchiere di Diego Simeone

L’innesto dell’ex stella del Benfica rappresenta un’arma tattica di spessore per l’allenatore Diego Pablo Simeone. Grimaldo garantisce infatti una straordinaria spinta offensiva, qualità eccelsa nei cross, abilità balistica sui calci piazzati e una solida esperienza internazionale accumulata in anni di Champions League. Il tecnico argentino troverà in lui il profilo perfetto per interpretare sia il ruolo di terzino in una linea difensiva a quattro, sia quello di esterno a tutta fascia nel 3-5-2, modulo che esalta al massimo le doti di inserimento dello spagnolo.

Assalto del Manchester City per Bouaddi ma c’è una sorpresa nell’affare! Il piano d’acquisto col Lille nasconde questo retroscena

Il Manchester City spinge forte per Bouaddi, svelato il piano per l’acquisto del centrocampista marocchino dal Lille. Tutti i dettagli

Calciomercato ultime notizie: il Manchester City non smette mai di pianificare il proprio futuro e ha già individuato il prossimo grande obiettivo per rinforzare il proprio centrocampo a lungo termine. I vertici di mercato dei Citizens hanno infatti avviato i colloqui iniziali per bloccare Ayyoub Bouaddi, giovanissimo e talentuoso centrocampista di proprietà del Lille e autentica rivelazione di questi Mondiali con il Marocco. L’operazione rientra perfettamente nella filosofia strategica del club inglese, da sempre maestro nell’intercettare i migliori profili del calcio continentale prima che il loro valore di mercato diventi inaccessibile. Lo riferisce Fabrizio Romano.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La strategia del Manchester City: in Francia fino al 2027

La trattativa per il gioiello del club francese si preannuncia affascinante non solo per lo spessore tecnico del calciatore, ma soprattutto per la formula che la dirigenza dell’Etihad Stadium ha intenzione di proporre. L’interesse per Bouaddi è concreto e immediato, ma lo staff tecnico vuole evitare di bruciare le tappe della sua crescita.

Per questa ragione, il City ha studiato un percorso di maturazione controllato: l’idea della dirigenza britannica prevede un possibile prestito al Lille dopo il suo acquisto. In questo modo, il centrocampista potrebbe continuare a giocare con continuità in Ligue 1, accumulando minuti preziosi ed esperienza internazionale fino all’inizio della stagione 2027/28. Solo allora il ragazzo compirebbe il grande salto nel calcio inglese, pronto per essere inserito in pianta stabile nelle rotazioni della prima squadra.

Intrigo a quattro: la posizione delle rivali e il punto sul PSG

Assicurarsi le prestazioni del classe 2007 non sarà tuttavia una passeggiata, data la folta concorrenza internazionale. Le straordinarie doti fisiche e di palleggio messe in mostra dal ragazzo hanno attirato le attenzioni delle principali potenze europee. Al momento, la corsa al talento franco-marocchino è serrata e vede ben 4 club coinvolti e pronti a darsi battaglia per convincere l’entourage del giocatore.

In questo scenario così competitivo, si registra però un’importante defezione strategica. Il PSG non sta avanzando per il momento, avendo deciso di non affondare il colpo nell’immediato. La dirigenza parigina, pur monitorando il calciatore, si trova costretta a concentrare i propri sforzi finanziari su altri reparti, avendo diverse priorità da sistemare all’interno della propria rosa. Questa situazione di stallo concede al Manchester City un vantaggio temporale prezioso, che il club inglese intende sfruttare per chiudere l’accordo in tempi brevi.

Infortunio Hien, il difensore dell’Atalanta è stato operato dopo la lesione rimediata ai Mondiali. Le sue condizioni e i tempi di recupero

Infortunio Hien, intervento riuscito per il difensore dell’Atalanta dopo lo stop ai Mondiali. Le condizioni e i tempi di recupero

Atalanta news: gli orobici hanno rilasciato un comunicato ufficiale di fondamentale importanza riguardante le condizioni di salute del proprio difensore centrale. Nella giornata di oggi, martedì 30 giugno 2026, il calciatore Isak Hien è stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico per risolvere il grave problema muscolare accusato durante gli impegni internazionali. Si tratta di una notizia che scuote l’ambiente nerazzurro proprio alla vigilia della preparazione estiva, privando temporaneamente la retroguardia orobica di una delle sue colonne portanti.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

I dettagli dell’operazione e il ko nel match tra Svezia e Giappone

Il forte difensore svedese era stato costretto ad abbandonare anzitempo il rettangolo verde nel corso della rassegna iridata in Nord America. L’infortunio era stato infatti rimediato ai Mondiali, più precisamente durante la sfida ad altissima tensione che ha visto l’una di fronte all’altra la Svezia e il Giappone. I successivi ed approfonditi accertamenti diagnostici svolti dai medici avevano evidenziato un quadro clinico serio, che rendeva inevitabile il ricorso alla terapia chirurgica per garantire una completa guarigione.

Nello specifico, l’operazione si è resa necessaria per la riparazione della lesione del tendine prossimale del muscolo semimembranoso della coscia sinistra. Per gestire al meglio una situazione così complessa, la società bergamasca ha scelto di affidarsi a una vera e propria eccellenza medica nel settore della traumatologia dello sport. Il giocatore si è così trasferito in Finlandia, dove l’operazione è stata eseguita presso l’Hospital Pihlajalinna di Turku. A condurre l’intervento è stato il Professor Lasse Lempainen, luminare di fama mondiale e autentico specialista in chirurgia tendinea. Come confermato ufficialmente dall’Atalanta, l’intervento è perfettamente riuscito.

Il piano di riabilitazione e i risvolti per il calciomercato orobico

Il percorso verso il totale recupero del difensore scandinavo è già formalmente cominciato, con l’obiettivo di bruciare i tempi ma senza correre rischi inutili. La nota della società ha infatti precisato che il calciatore inizierà da subito il programma riabilitativo personalizzato sotto la stretta osservazione dei fisioterapisti del club. Trattandosi di una delicata ricostruzione tendinea, i tempi di recupero si preannunciano lunghi e richiederanno 2/3 mesi di stop prima del ritorno all’attività agonistica.

Questo stop forzato costringerà inevitabilmente l’Atalanta a rivedere le proprie strategie in vista dell’imminente sessione di calciomercato estivo. La necessità di mantenere l’organico altamente competitivo sia in campionato che nelle coppe europee spingerà i dirigenti a cercare un innesto di spessore in grado di colmare il vuoto temporaneo lasciato da Hien.

Plusvalenza Mandragora, chiesti due anni ai dirigenti dell’Udinese e 500mila euro di ammenda al club. Ultimissimi sviluppi!

Plusvalenza Mandragora, ai dirigenti dell’Udinese chiesti due anni di reclusione e 500mila euro di ammenda al club friulano

Si registra una clamorosa svolta giudiziaria nel mondo del calcio italiano. La Procura di Udine ha formulato una pesante richiesta di condanna a due anni di reclusione per i massimi vertici dell’Udinese: il presidente Franco Soldati e il vicepresidente Stefano Campoccia. Le istanze dei magistrati sono state presentate nell’ambito dell’udienza preliminare svoltasi davanti al Gup del Tribunale friulano. Al centro della complessa vicenda giudiziaria vi è la presunta plusvalenza fittizia legata al trasferimento del centrocampista Rolando Mandragora dalla Juventus al club friulano. Oltre alle sanzioni detentive per i singoli dirigenti, l’accusa ha richiesto un’ammenda da 500mila euro nei confronti della stessa società Udinese.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

L’operazione Mandragora e l’accusa della Procura

Le contestazioni si riferiscono specificamente all’operazione di mercato conclusa nell’estate del 2018. In quell’occasione, la Juventus cedette il cartellino di Mandragora all’Udinese, inserendo nel contratto una clausola di opzione di riacquisto prestabilita a 20 milioni di euro. Secondo l’impostazione della Procura, tuttavia, tale accordo non avrebbe rappresentato una semplice facoltà, bensì avrebbe mascherato un vero e proprio obbligo irrevocabile di riscatto a carico del club bianconero, dove infatti il calciatore fece ritorno due anni più tardi.

Questo schema contabile, secondo i magistrati, avrebbe permesso all’Udinese di registrare a bilancio una plusvalenza fittizia superiore ai 3 milioni di euro, producendo parallelamente un’evasione dell’Ires stimata in oltre 400mila euro.

I reati contestati e il ruolo nel Consiglio FIGC

A vario titolo, a Soldati, Campoccia e alla compagine friulana vengono contestati reati societari e fiscali particolarmente pesanti, tra cui falso in comunicazioni sociali, dichiarazione fraudolenta ed evasione dell’imposta sulle società. La posizione di Stefano Campoccia assume inoltre un rilievo politico-istituzionale non indifferente all’interno del panorama calcistico nazionale.

Il dirigente ricopre infatti la carica di membro del Consiglio federale della FIGC in rappresentanza della Serie A, all’interno di un organismo di vertice recentemente riconfermato che lo vede sedere accanto a figure del calibro di Giorgio Chiellini (per la Juventus) e Giuseppe Marotta (per l’Inter).

La strategia della difesa e la data della sentenza

Nel corso del dibattimento in aula, i legali di Campoccia hanno fermamente respinto l’impianto accusatorio della Procura, formulando una formale richiesta di assoluzione perché il fatto non sussiste.

La discussione approfondita riguardante le posizioni del presidente Franco Soldati e del club friulano è stata invece rinviata. Il prossimo snodo cruciale per il futuro dell’Udinese è fissato in calendario per il 15 settembre, data in cui si terrà la nuova udienza e in cui è prevista l’emissione della sentenza definitiva del Gup.

Bargiggia: «Brasile di Ancelotti deludente, più limiti che forza mentale. Mancini CT? Marotta e altri dirigenti non lo rivogliono in Nazionale» – ESCLUSIVA

Paolo Bargiggia ha parlato in esclusiva a Calcionews24: le sue dichiarazioni sul Mondiale e non solo

Paolo Bargiggia, noto giornalista ed esperto di mercato, è intervenuto in esclusiva a Calcionews24 analizzando sia il sofferto passaggio del Brasile di Ancelotti agli ottavi di finale del Mondiale sia le clamorose eliminazioni di Germania e Olanda per poi passare al futuro della Nazionale Italiana e alle ultime di mercato in casa Inter, Milan e Juve.

Il Brasile ha sofferto più del previsto contro il Giappone, riuscendo a ribaltare il risultato solo nel finale. Questo successo è il segnale della forza mentale della squadra di Carlo Ancelotti oppure mette in evidenza limiti che potrebbero pesare andando avanti nel Mondiale?

«Devo dire che il Brasile continua a deludermi. E’ una squadra che se togliamo ovviamente Vinicius e Gabriel dietro, ha una qualità media e soprattutto è una squadra avanti negli anni a parte qualche eccezione. Pensiamo a Casemiro… Anche se poi ieri è andato in gol e forse il merito di Ancelotti è quello di non averlo sostituito ma le sue difficoltà atletiche, quelle di Danilo… E’ una squadra che gioca sotto ritmo, ha un ritmo molto blando e ieri nel primo tempo è stato imbarazzante e meritava di essere sotto nel risultato. Devo dire che poi Ancelotti con i cambi, Martinelli, Endrick, ha migliorato la squadra ma anche con la complicità del Giappone perchè va bene sfruttare la rapidità degli attaccanti in ripartenza ma il Giappone si è chiuso e ha consegnato tutta la sua metà campo nel secondo tempo al Brasile. E’ una squadra che si è qualificata in extremis e sarebbe potuta uscire come la Germania e l’Olanda e secondo me è una squadra che mette in evidenza dei limiti più che una forza mentale. Anche se Ancelotti non sta azzeccando una formazione iniziale correggendole poi in corsa. Sicuramente ha dei meriti nel dare un pò di equilibrio e maturità ad una formazione che non ha grandi valori, un pò per infortuni, manca Wesley, un pò per le scelte di Ancelotti che non ha convocato qualche giocatore e un pò per lo stop di Raphinha. Però il Brasile continua a deludermi».

L’eliminazione della Germania ai rigori contro il Paraguay è una delle sorprese più clamorose del torneo. Secondo te è stato un incidente di percorso oppure è il punto d’arrivo di un declino che la nazionale tedesca si trascina da diversi anni? Dopo la Germania è caduta anche l’Olanda, eliminata ai rigori dal Marocco. Questi risultati raccontano un Mondiale sempre più equilibrato, in cui le cosiddette “piccole” hanno davvero colmato il divario con le grandi, oppure pensi che le favorite abbiano semplicemente sottovalutato gli avversari?

«La definizione di piccola per il Marocco non ci sta, forse più per il Paraguay. Devo dire però che ci sono delle ragioni nella sconfitta dell’Olanda e della Germania. L’Olanda ha giocatori di qualità ma ha un allenatore a mio avviso mediocre come Koeman. Difensivista, lo abbiam visto nella partita di ieri. Ha lasciato fuori Reijnders, si è protetto di più in difesa e alla fine se rinunci a giocare a calcio a tutte le latitudini, lo vediamo in Europa, in Champions, nel nostro campionato: chi non gioca, come il Milan, e aspetta solitamente patisce. La vittoria te la devi andare a prendere, non basta avere dei valori superiori e devo dire che il Marocco l’ha meritata. Anche nella Germania ci vedo la mano in negativo di Nagelsmann. Una formazione che ha continuato a prendere gol, una squadra che in ogni gara è partita con l’handicap. Poi nello specifico della gara di ieri, non è riuscita a scardinare quella difesa ermetica del Paraguay. Sicuramente una grande delusione ma io, come quando parlo delle squadre italiane dicendo che non dobbiamo essere provinciali perchè il calcio non finisce in Italia, non finisce nemmeno in Europa il calcio. Forse abbiamo una visione un pò troppo egoriferita in generale. Olanda e Germania sono uscite con merito. La Germania è un disastro perchè comunque negli ultimi due Mondiali è uscita ai gironi, vado a memoria, ora è uscita solo ai sedicesimi. Evidentemente è un campionato che non forma perchè eccetto il Bayern e qualche altra eccezione alla fine ai Mondiali fanno sempre male. Olanda e Germania non hanno trovato un valore aggiunto sulla panchina».

La grande assente al Mondiale è l’Italia. Chi è in vantaggio tra Conte e Mancini come nuovo CT e quante possibilità ci sono che Paolo Maldini diventi il nuovo DT?

«In questo momento Conte sembra tornato in vantaggio su Mancini perchè so che c’è una certa parte dell’establishment italiano che non vuole Mancini e uno di questi, da quello che so, è Marotta più altri dirigenti. Non lo vogliono per come ha lasciato la Nazionale e per altre ragioni quindi non c’è una risposta definitiva ma è una patata un pò bollente. Va considerato Conte in vantaggio a meno che Malagò, che aveva puntato su Mancini, in qualche modo lo imponga diciamo all’establishment del calcio italiano. Per il momento invece Maldini non ha detto sì quindi aspettiamo».

L’Inter ha perso Palestra, finito al Chelsea: quanto pesa questa operazione dal punto di vista strategico? È una sconfitta di mercato? C’è un nome sul quale, secondo le tue informazioni, i nerazzurri stanno lavorando sottotraccia e che potrebbe sorprendere?

«Che sia una sconfitta dal punto di vista del mercato, il mancato ingaggio di Palestra quando c’era la volontà del giocatore di trasferirsi, quando c’era un accordo di massima sullo stipendio, ma non c’era ancora un accordo sulla cifra che chiedeva l’Atalanta. E lì secondo me è stata una nota negativa per l’Inter, perché se tu vuoi un giocatore, hai il gradimento del giocatore, conosci l’Atalanta, non fai trattative, così con dei continui incontri, con dei piccoli rilancini, senza mai raggiungere la cifra che ti viene chiesta. E’ chiaro che sapevano tutti, perché sul mercato si sapeva che il Chelsea era vigile, poi quando l’Inter non si è affrettato a chiudere, chiaramente il Chelsea ha alzato la cifra sia per il cartellino, sia la percentuale sulla rivendita, ha alzato e ovviamente ha dato il doppio dei soldi al giocatore. Però che sia una sconfitta strategica è assodato, perché l’ha detto anche Piero Ausilio l’altro giorno in un’intervista, una bocciatura a scuola. Adesso penso che possano in qualche modo rifarsi, ripiegando su questo giocatore israeliano dell’Union San Gilloise, Anan Khalaili, che comunque è in trattativa con il Napoli, ma il Napoli non lo ha ancora chiuso, non è stata accettata l’offerta del club di De Laurentiis, che in questo momento ha un po’ fermato le operazioni in entrata. E’ un giocatore che rientra nei parametri dell’Inter, perché è della proprietà dell’Inter, è un giocatore giovane, con un salario contenuto e un costo del cartellino che sta sotto i 25 milioni. Quindi potrebbe essere lui in questo momento l’alternativa a Palestra, più di altre cose che erano state scritte, per esempio come Dodò della Fiorentina. Ad oggi io dico che sia questa la chiave di lettura».

Il Milan ha chiuso per Gonçalo Ramos: cosa aggiunge alla squadra rispetto agli attaccanti già presenti? La spesa così elevata ti ha sorpreso? Mattia Liberali potrebbe rientrare dall Catanzaro: è una possibilità concreta oppure il suo futuro è ancora lontano da Milanello? Sul fronte John Stones: quanto è concreta l’idea di prenderlo a parametro zero? È un’opportunità che il Milan sta seguendo con convinzione oppure è ancora un’ipotesi da monitorare?

«La cifra spesa dal Milan per Goncalo Ramos è sicuramente, a mio avviso, molto elevata, considerando che il giocatore negli ultimi tempi non ha mai fatto il titolare, né nel suo club né nella nazionale portoghese, è un po’ un’incognita in assoluto, ma è una chiave di lettura per capire che il Milan, dopo la debacle dello scorso anno per ripartire, si è messo un po’ nelle mani di Mendes, che è il procuratore di Gonzalo Ramos, e quando ti metti nelle mani di Mendes sicuramente spendi, paghi e non è detto che tu abbia dei riscontri positivi. Ovviamente Goncalo Ramos è un buon giocatore, quando giocava titolare faceva bene, non è un crack, ma come per tutti i giocatori, come dicevo anche prima sui Mondiali, conta molto il tipo di gioco, il sostegno che hai con le idee, se fai un calcio offensivo, l’input che hai dall’allenatore. Per quanto riguarda Liberali è chiaro che l’appetito viene mangiando, soprattutto alla luce del fatto che il Como si è mosso molto per prendere il giocatore, però da quello che sentiamo il Milan, e a mio avviso farebbe bene, avendo al 50% una percentuale sulla rivendita, con 3 milioni potrebbe portare a casa il giocatore, ed è una cosa fattibile da seguire, ma attenzione al Como. Su John Stones in questo momento non ho riscontri di una trattativa calda, anche lì sul difensore si sta parlando di Antonio Silva, anche lì siamo sempre a casa Mendes, quindi questa è un po’ la traiettoria da seguire».

Quanto è fiduciosa la Juventus di riuscire a riprendere Kolo Muani? Si parla anche di Ekhator: che tipo di investimento sarebbe?

«Per la Juve Ekhator mi sembra più un’operazione in cui due club si aiutano e soprattutto la Juve aiuta il Genoa a fare questo tipo di cessione per motivi di bilancio e quindi c’è un rapporto di collaborazione. Però è chiaro, è una cosa che va vista in questa ottica, comunque è un investimento su un giocatore giovane. Su Kolo Muani quanto è la fiducia? La fiducia c’è sempre nella volontà del giocatore, però il PSG non ha ancora dato una risposta sulla formula e sulla cifra, quindi è una cosa da seguire. Stanno facendo di tutto, c’è un moderato ottimismo, ma non è ancora chiuso in questo momento».

SI RINGRAZIA PAOLO BARGIGGIA PER LA DISPONIBILITA’ DIMOSTRATA IN QUESTA INTERVISTA

Il Parma ha il suo nuovo portiere: è fatta per Giovanni Daffara dalla Juventus, le cifre e i dettagli dell’operazione

Giovanni Daffara sarà il nuovo portiere del Parma. Operazione conclusa con la Juventus, ecco tutti i dettagli

Parma news calcio: i ducali mettono a segno un colpo di primissimo livello per il proprio futuro, assicurandosi uno dei profili più promettenti del calcio italiano per quanto riguarda il ruolo di estremo difensore. È ormai virtualmente conclusa, infatti, l’operazione di mercato che porterà Giovanni Daffara a vestire la maglia gialloblù. La dirigenza emiliana, da tempo alla ricerca di un rinforzo giovane ma di assoluto affidamento da inserire in prima squadra, ha rotto gli indugi nelle ultime ore, superando la concorrenza e definendo gli accordi con la Juventus.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Le cifre dell’affare e la strategia del Parma

La trattativa si è sbloccata definitivamente sulla base di un’operazione economica da 5 milioni di euro più bonus. Un investimento decisamente cospicuo per il club ducale, a testimonianza della ferma volontà di blindare la propria porta con un elemento di grande prospettiva. Il portiere, classe 2004, si trasferirà in Emilia a titolo definitivo, legandosi alla società gialloblù con un contratto a lungo termine dopo l’importante percorso di crescita completato all’ombra della Mole e in questa stagione in prestito all’Avellino.

Come avevamo anticipato nelle scorse ore, il Parma è sempre rimasto pienamente in corsa per il calciatore, conducendo la trattativa con pazienza e determinazione. La perseveranza degli uomini di mercato emiliani ha pagato i dividendi sperati, permettendo ai gialloblù di disporre di un nuovo, talentuoso portiere, cresciuto nella scuola d’élite della Juventus.

Separazione dall’asse Juventus-Genoa

Un dettaglio estremamente interessante emerso nelle ultime ore riguarda l’assoluta indipendenza di questo trasferimento rispetto ad altri caldi scenari di mercato che stanno vedendo protagonista la stessa Juventus. Daffara non rientrerà nell’affare tra Juventus e Genoa, una maxi-trattativa che vede attualmente coinvolti i profili dell’attaccante rossoblù Jeff Ekhator e del terzino sinistro austriaco David Puczka.

In un primo momento, infatti, si era ipotizzato che il cartellino del portiere classe 2004 potesse essere inserito nell’affare con il Grifone come parziale contropartita tecnica. Il blitz deciso e l’offerta economica del Parma hanno però cambiato le carte in tavola: il club emiliano ha slegato il destino del portiere dalle altre trattative parallele, assicurandosi il giocatore a titolo definitivo e consegnando alla piazza un acquisto di spessore. La Juventus non avrà una recompra ma una percentuale del 10% sulla sua futura rivendita.

Clamoroso dietrofront di Marco Turati! Salta il Catanzaro, allenerà lo Spezia. La ricostruzione di quanto successo

Marco Turati cambia idea, niente Catanzaro! Il tecnico allenerà lo Spezia, tutti i dettagli su quanto accaduto per la panchina dei calabresi

Una clamorosa sorpresa scuote i quadri tecnici del calcio italiano in questa movimentata sessione di calciomercato. A poco più di due settimane dal suo annuncio ufficiale, si registra infatti l’inatteso e repentino dietrofront di Marco Turati. L’allenatore, che sembrava ormai pronto a guidare il Catanzaro nella prossima stagione, ha cambiato radicalmente idea ed è ora vicinissimo a sedersi sulla panchina dello Spezia. Un vero e proprio colpo di scena che costringe i club coinvolti a ridisegnare i propri piani strategici in tempi record. Lo riporta Gianluca Di Marzio.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il nodo burocratico del contratto e la questione Coverciano

La situazione presenta risvolti burocratici e regolamentari non indifferenti. Il tecnico aveva infatti formalizzato il proprio accordo con la società calabrese lo scorso 13 giugno, con un contratto regolarmente depositato presso gli organi competenti. Di conseguenza, il legame giuridico con i giallorossi è a tutti gli effetti attivo. Per sbloccare la complessa situazione e consentire il suo trasferimento in Liguria, si renderà adesso necessario trovare un accordo bilaterale tra i due club o, in alternativa, andrà individuata una via d’uscita affinché il mister possa liberarsi e firmare con gli aquilotti.

C’è inoltre un dettaglio cruciale legato alla formazione professionale dell’allenatore. Proprio in virtù dell’accordo precedentemente stipulato con il sodalizio calabrese, Turati era riuscito a ottenere la necessaria deroga per frequentare il corso a Coverciano. Questo tassello regolamentare rende la transizione ancor più delicata, costringendo il management dello Spezia a muoversi con estrema cautela per non compromettere la posizione del mister.

Il fattore Guido Angelozzi e i ricordi dello Spezia

A fare la differenza e a far pendere l’ago della bilancia in favore della destinazione ligure è stato il fortissimo legame professionale e umano con Guido Angelozzi, attuale direttore dell’area tecnica dello Spezia. Il feeling tra Turati e Angelozzi affonda le proprie radici in una pagina gloriosa della storia recente del club bianconero.

I due hanno infatti già condiviso una trionfale esperienza lavorativa durante la memorabile stagione 2019/2020, culminata con la storica prima promozione in Serie A degli aquilotti. In quell’annata, Turati ricopriva il ruolo di collaboratore all’interno dello staff di Vincenzo Italiano, consolidando una stima reciproca con il dirigente che oggi si è rivelata il fattore decisivo per il suo cambio di rotta.

Catanzaro subito al lavoro per il sostituto

In casa giallorossa, incassato il colpo dell’addio a sorpresa, non c’è tempo per i rimpianti. I vertici del Catanzaro si sono immediatamente attivati sul mercato e stanno già sondando diverse piste per individuare un’alternativa in panchina nel più breve tempo possibile. Con il raduno estivo ormai alle porte, la dirigenza calabrese vuole trovare una guida tecnica determinata, capace di azzerare rapidamente questa inattesa parentesi e proiettare la squadra verso gli obiettivi del nuovo campionato.

Mondiali 2026: 3 sedicesimi su 4 con gol nei finali. Solo la Germania fa eccezione

Mondiali 2026: sedicesimi di finale decisi, fin qui, dai gol all’ultimo minuto. Solo la Germania come eccezione, ecco l’analisi completa

Sono stati giocate quattro gare dei sedicesimi di finale dei Mondiali 2026 e il livellamento di cui tanti parlano si è visto perfettamente. Non solo ci sono state due gare decise ai calci di rigore. Ben 3 sfide su 4 hanno visto maturare un esito diverso nei minuti conclusivi, in quella che una volta si chiamava Zona Cesarini dal nome del giocatore che sapeva segnare quando si avvicina la fine.

La tendenza è stata inaugurata con la gara del Canada, che pur avendo fatto di più e meglio di un Sudafrica molto arroccato, ha trovato la via della rete solo al minuto 92 con Stephen Eustaquio, bravo ad avventarsi su un pallone respinto centralmente dalla difesa avversaria e a trovare l’angolino con una conclusione dal limite, impossibile da intercettare per Williams. I padroni di casa, occasionalmente trasferiti a Los Angeles, hanno così trovato una vittoria storica, che consente di accedere agli ottavi, evento mai successo prima.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il giorno dopo è successa la stessa cosa al Brasile, seppur in forma diversa. Costretto a rimontare la rete di Sano maturata nel primo tempo, i verde-oro sono riusciti a uscire dalla grande paura abbastanza in fretta pareggiando con Casemiro all’undicesimo del secondo tempo. Poi, a parte un clamoroso palo colpito da Vinicius con un’azione bellissima, la pressione offensiva è stata tanto continua quanto sterile. Il Giappone non si è mai più visto dalle parti di Alisson, ma per evitare i supplementari si è dovuto aspettare il quinto minuto dell’extra-time, quando Bruno Guimaraes ha confezionato il suo quarto assist del Mondiale e Martinelli l’ha trasformato in gol, trovando un varco mai percepito lungo tutto l’incontro.

Al minuto 90 l’Olanda stava conducendo 1-0 sul Marocco. Pochi secondo dopo i nordafricani hanno trovato in Talbi, mossa dalla panchina, il giocatore in grado di mettere sulla testa di Diop il pallone del pareggio. Il resto è noto, 30 minuti con ben poco e poi la sequenza di rigori che ha spedito a casa Koeman.

L’unica gara che non ha visto gol negli attimi conclusivi è stata Germania-Paraguay, sfida terminata con un 1-1 confermato nei supplementari e che poi ha visto addirittura prolungare al sesto tiro la decisione dal dischetto. Non che le due squadre non ci abbiano provato, come attestano le conclusioni senza successo di Tah e Almiron. Evidentemente gli dei del calcio avevano previsto un epilogo diverso, di quelli che ricorderanno tutti: vincitori, sconfitti e anche neutrali.

Germania fuori dal Mondiale, scoppia la polemica sul gol annullato. Klopp: «Allora non sono regolari i gol dell’Arsenal…»

I tedeschi eliminati dal Paraguay ai rigori. Il blocco sul portiere fa infuriare Klopp e l’ex arbitro Gräfe, ma c’è chi difende la scelta del VAR

La clamorosa e inaspettata eliminazione della Germania ai calci di rigore contro il Paraguay continua a far discutere animatamente. Ad infiammare il dibattito in terra tedesca non è solo la dolorosa uscita anticipata dal Mondiale, ma soprattutto l’episodio chiave avvenuto durante i tempi supplementari: un gol annullato che avrebbe potuto riscrivere la storia del torneo.

L’episodio incriminato

Nel corso del primo tempo supplementare, Jonathan Tah era riuscito a trovare la via della rete, insaccando di testa il pallone del 2-1 sugli sviluppi di un calcio d’angolo. La gioia tedesca è stata però strozzata in gola dal provvidenziale intervento del VAR. Rivedendo l’azione, la terna arbitrale ha punito un blocco (giudicato irregolare) del difensore tedesco Waldemar Anton ai danni del portiere paraguaiano Orlando Gill.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

La rabbia di Klopp e dell’ex fischietto Gräfe

La decisione ha scatenato reazioni furiose tra gli opinionisti sportivi. Jürgen Klopp, analizzando il match per MagentaTV, non ha usato mezzi termini per esprimere il proprio disappunto: “Se questo non è gol, allora l’Arsenal non è campione d’Inghilterra. Loro hanno segnato il 60% delle proprie reti esattamente in questo modo. È una decisione che fa davvero male“.

Ancora più duro l’attacco di Manuel Gräfe. L’ex fischietto, con un curriculum di quasi trecento presenze in Bundesliga, ha affidato ai social il suo sfogo: “Annullare questo 2-1 è una grande barzelletta. Purtroppo, però, è perfettamente in linea con tutte le decisioni scandalose prese in questa Coppa del Mondo. Il contatto c’è, ma non è assolutamente un fallo“,

La difesa del VAR e l’amaro epilogo

Non tutti, però, si sono schierati contro il direttore di gara. Ai microfoni della ZDF, l’ex allenatore del Friburgo Christian Streich ha difeso la scelta tecnica: “Il portiere prova a uscire e Anton lo blocca. La domanda da farsi è: Gill sarebbe arrivato sul pallone senza quel blocco? Anton si gira deliberatamente verso l’estremo difensore, quindi per me è fallo“.

Un parere condiviso dalla sala VAR, che ha condotto il match fino alla spietata lotteria dei rigori. E il destino, alla fine, si è rivelato spietato: a fallire il penalty decisivo per la Germania è stato proprio Jonathan Tah, l’autore del “gol fantasma”. Il Paraguay vola così agli ottavi di finale, dove affronterà una tra Francia e Svezia.

Calciomercato, Enzo Fernández e il Real Madrid: nessun negoziato. Rashford: ecco il suo futuro

Le smentite di Fabrizio Romano ai rumors delle ultime ore. Cosa sta succedendo su Rashford e su Enzo Fernandez? Novità dal calciomercato

Sul suo canale Youtube, Fabrizio Romano respinge con fermezza le indiscrezioni circolate sui social media e su diversi organi di stampa riguardo a un imminente trasferimento di Enzo Fernández al Real Madrid. Molte fonti parlano di colloqui già avviati e di un affare lampo sul modello di quello che ha coinvolto Cucurella, ma l’esperto di mercato assicura che tra il Chelsea e il club spagnolo la situazione è totalmente ferma.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Il nome di Enzo Fernández è stato effettivamente preso in considerazione durante i summit interni dei Blancos per rinforzare il centrocampo, ma è solo uno dei tanti profili inseriti nella lista e non l’unico. Al momento non esiste alcuna trattativa ufficiale né contatti diretti tra le due società. Inoltre, prima di poter affondare il colpo per un nuovo centrocampista, il Real Madrid deve liberare spazio nella rosa. Con Dani Ceballos in uscita e il giovane Nico Paz promesso al Como, la dirigenza spagnola sta pianificando le proprie mosse, ma per ora su Fernández si può parlare solo di semplice gradimento e di “zero” trattative concrete.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il clamoroso scenario per Marcus Rashford al Manchester United

Un aggiornamento cruciale riguarda il futuro di Marcus Rashford. L’attaccante è rientrato al Manchester United dopo che il Barcellona ha deciso di non attivare l’opzione di riscatto prevista nel prestito concordato a giugno 2025. Nonostante le voci di un interesse del Tottenham, la pista degli Spurs non sta registrando progressi e il mercato attorno al giocatore è rimasto piuttosto tranquillo. Il Barcellona non escluderebbe un nuovo prestito, formula che però il Manchester United rifiuta categoricamente.

Nelle ultime 24 ore ci sono stati contatti diretti e molto positivi tra l’entourage di Rashford e i Red Devils. Entrambe le parti hanno aperto alla possibilità di reinserire il calciatore in rosa. Il Manchester United ha comunicato a Rashford che sarebbe felice di accoglierlo per il ritiro pre-stagionale sotto la guida del nuovo tecnico Michael Carrick (subentrato dopo la parentesi di Rúben Amorim). Rashford, legato al club da un contratto fino al 2028, non ha chiuso le porte a questa opzione e si dice pronto a ricominciare. Questo non garantisce la sua permanenza al 100%, poiché eventuali offerte importanti potrebbero comunque essere valutate in chiave di mercato, ma il suo rientro in gruppo rappresenta una svolta significativa.

L’Inter volta pagina: addio ufficiale ad Acerbi e Sommer, eroi della Seconda Stella

I nerazzurri voltano pagina. Ma com’è andata l’ultima stagione del portiere svizzero? L’analisi

Inter news: il 30 giugno segna la fine di un’era per i nerazzurri. I contratti di Francesco Acerbi e Yann Sommer sono ufficialmente scaduti, e il club nerazzurro ha salutato con profonda gratitudine due pilastri fondamentali delle recenti vittorie, celebrandoli con lunghe e commosse lettere di ringraziamento.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il “patto di fede” di Francesco Acerbi

Quattro stagioni, sei trofei e un legame indissolubile con il popolo nerazzurro. L’Inter saluta Francesco Acerbi ricordando il suo “patto di fede”, un patto silenzioso sigillato a suon di prestazioni monumentali e chiusure provvidenziali. Arrivato tra lo scetticismo generale nell’estate del 2022, il difensore ha impiegato pochissimo per trasformare i dubbi in applausi, diventando una colonna inamovibile della retroguardia.

Ma Acerbi non è stato solo un arcigno marcatore. Il club ricorda con affetto i suoi blitz offensivi nei momenti cruciali: dal colpo di testa a sorpresa contro il Parma in Coppa Italia, alla firma indelebile nel derby Scudetto della Seconda Stella, fino al leggendario gol del 3-3 contro il Barcellona nella pazza notte di Champions del 2025. Chiude la sua avventura con 148 presenze, 5 reti e uno storico Double Nazionale nell’ultima stagione.

Yann Sommer: tra miracoli storici e un’ultima annata in chiaroscuro

Sommer 30 06
Yann Sommer: tra miracoli storici e un’ultima annata in chiaroscuro – CalcioNews24.com

L’addio a Yann Sommer, dopo tre anni e quattro titoli (due Scudetti, una Coppa Italia e una Supercoppa), viene accompagnato dal ricordo vivissimo della sua prestazione in quell’Inter-Barcellona di Champions. Un flashback incancellabile: l’intervento impossibile sul tiro a giro di Lamine Yamal al 114′, “volando come un supereroe”, che ha fatto esplodere San Siro. Il club ne esalta la calma, la classe palla al piede e la straordinaria costanza, certificata da ben 66 clean sheet in 139 presenze totali.

Tuttavia, andando oltre il messaggio affettuoso del club, l’ultima stagione del portiere svizzero è stata caratterizzata da un rendimento altalenante. Se da una parte ha continuato a mettere in mostra sprazzi di assoluto talento – come l’ottima gara di Champions contro l’Ajax, le decisive parate nel derby d’Italia di ritorno contro la Juve e il commovente saluto di San Siro all’ultima in casa con il Verona (con tanto di super parata su Lovric nel giorno delle 100 presenze in A) –, dall’altra sono emersi passaggi a vuoto inattesi.

Errori pesanti hanno macchiato alcune sfide cruciali: le gravi incertezze nella rocambolesca sconfitta per 4-3 contro la Juventus all’andata, la timidezza nelle uscite costata cara contro l’Arsenal in Europa (1-3) e l’approccio disastroso nel clamoroso scivolone interno nel derby d’andata contro il Milan (0-1). Clamorosa anche la topica contro il Pisa (con un assist involontario a Moreo), segnale di un riflesso forse meno reattivo rispetto ai giorni migliori.

×