Pagina 67 – Calcio News 24

Italiano fa un favore al Napoli? Può sbloccare il mercato grazie a questo acquisto per il Besiktas! Manna ha già fissato il prezzo

Italiano può dare una grossa mano al Napoli, sbloccando il fronte uscite grazie all’offerta per questo giocatore azzurro. Tutti i dettagli

Le strategie estive del Napoli entrano nel vivo, intrecciando i destini dei protagonisti del campo con quelli delle trattative internazionali. In questo scenario, una vecchia conoscenza del club azzurro potrebbe, per uno strano gioco del destino, favorire in modo indiretto i piani finanziari della società partenopea. Si tratta di Vincenzo Italiano, tecnico che per un breve periodo è stato considerato il principale candidato alla panchina del Napoli prima della scelta definitiva di Aurelio De Laurentiis di puntare su Massimiliano Allegri. Oggi, l’allenatore rischia di sbloccare una delle cessioni più importanti in casa azzurra.

Come riportato nell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino, il Besiktas si è messo alla caccia di un nuovo portiere di caratura internazionale per rinforzare la propria rosa. Tra i profili maggiormente caldeggiati e valutati dalla dirigenza della compagine turca figura proprio Vanja Milinkovic-Savic.

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Un’opportunità per le uscite del Napoli

Questo forte interesse da parte del club di Istanbul potrebbe trasformarsi rapidamente in una grande opportunità per il Napoli. La società del presidente De Laurentiis è infatti fortemente impegnata a definire alcune delicate operazioni in uscita, con il chiaro obiettivo di alleggerire l’ampio organico e, soprattutto, di reperire risorse fresche da reinvestire tempestivamente durante questa sessione di calciomercato. I fondi raccolti da un’eventuale cessione dell’estremo difensore serbo verrebbero subito messi a disposizione per completare e puntellare la rosa a disposizione di Allegri.

La valutazione ufficiale: Manna non concede sconti

L’estremo difensore serbo, arrivato a Napoli dal Torino per una cifra vicina ai 21 milioni di euro, rimane un elemento apprezzato per doti fisiche e carisma, ma non è assolutamente considerato incedibile dalla nuova area tecnica. Le considerazioni di natura economica, d’altronde, favoriscono un addio senza traumi contabili. Dopo aver registrato il primo anno di ammortamento del costo del cartellino, il suo valore attuale a bilancio permette al club di evitare rischi di minusvalenza.

Per questa ragione, la dirigenza ha scelto di fissare una richiesta base attorno ai 15 milioni di euro, una cifra ritenuta congrua e non negoziabile. Il direttore sportivo Giovanni Manna ha già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di concedere sconti e presenterà la medesima valutazione a tutti i club europei che busseranno alla porta per il portiere. Il Besiktas è avvisato: per assecondare i piani per la porta, servirà presentare un’offerta ufficiale in linea con le pretese partenopee.

Serie A e Serie B, l’AIA ufficializza gli arbitri per la stagione 2026/2027: promossi e dismessi, ecco l’elenco completo!

Serie A e Serie B, l’AIA ha reso noti gli arbitri per la stagione 2026/2027: ecco chi sono i promossi e dismessi e la lista completa di tutti i fischietti

La prossima stagione calcistica di Serie A e Serie B inizia a prendere forma in modo concreto anche sotto il profilo della direzione di gara. L’Associazione Italiana Arbitri (AIA) ha infatti reso nota e ufficiale la tanto attesa lista dei direttori di gara che saranno impegnati nei due maggiori campionati nazionali nella stagione 2026/2027. Il comunicato federale traccia un quadro chiaro del rinnovamento in atto nei vertici arbitrali del nostro calcio, ufficializzando i passaggi di consegne, i direttori di gara promossi dalla Serie C e gli arbitri dismessi per la nuova annata sportiva.

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In totale, saranno 42 gli arbitri complessivi che avranno il delicato compito di dirigere le partite del prossimo anno. Il saldo delle variazioni vede un perfetto equilibrio numerico: sono infatti cinque i direttori di gara che faranno il grande salto e altrettanti quelli che, per diverse ragioni, abbandoneranno il ruolo.

I cinque fischietti promossi dalla Serie C

Il pass per l’eccellenza del calcio italiano è stato guadagnato sul campo da cinque profili emergenti, che si sono distinti per rendimento e continuità nell’ultimo campionato di terza serie. I nuovi volti che vedremo all’opera nei giochi di Serie A e Serie B sono:

  • Marco Di Loreto della sezione di Terni;
  • Mattia Drigo della sezione di Portogruaro;
  • Dario Madonia della sezione di Palermo;
  • Edoardo Manedo Mazzoni della sezione di Prato;
  • Alberto Poli della sezione di Verona.

A questo quintetto spetterà l’onere e l’onore di misurarsi con palcoscenici di massima pressione, portando freschezza a un organico chiamato a gestire una stagione che si preannuncia infuocata.

I dismessi: i nomi illustri e le motivazioni dell’AIA

Sul fronte delle uscite, la lista dei dismessi fa registrare nomi di assoluto rilievo e di lunghissima esperienza. Tra le decisioni che fanno più rumore spicca indubbiamente quella relativa a Rosario Abisso della sezione di Palermo. Insieme a lui, lasciano l’organico di massima serie anche Ivano Pezzuto della sezione di Lecce e Marco Piccinini della sezione di Forlì. Per questi tre profili, l’AIA ha sancito l’addio con una motivazione chiara: sono stati infatti "dismessi per limite di permanenza nel ruolo”.

Il quadro dei cinque addii si completa con l’esclusione di altri due arbitri noti al grande pubblico: si tratta di Federico Dionisi e Luca Massimi. Per loro la natura del provvedimento è di carattere prettamente meritocratico, essendo stati “dismessi per motivate valutazioni tecniche“. Si apre così una nuova stagione all’ennesimo capitolo del ricambio generazionale per la classe arbitrale italiana.

Ecco l’elenco completo

Claudio Giuseppe Allegretta (Molfetta)

Alberto Ruben Arena (Torre del Greco)

Giovanni Ayroldi (Molfetta)

Kevin Bonacina (Bergamo)

Andrea Calzavara (Varese)

Daniele Chiffi (Padova)

Giuseppe Collu (Cagliari)

Andrea Colombo (Como)

Valerio Crezzini (Siena)

Marco Di Bello (Brindisi)

Marco Di Loreto (Terni)

Davide Di Marco (Ciampino)

Daniele Doveri (Roma 1)

Mattia Drigo (Portogruaro)

Micael Fabbri (Ravenna)

Ermanno Feliciani (Teramo)

Maria Sole Ferrieri Caputi (Livorno)

Francesco Fourneau (Roma 1)

Simone Galipò (Firenze)

Marco Guida (Torre Annunziata)

Federico La Penna (Roma 1)

Dario Madonia (Palermo)

Gianluca Manganiello (Pinerolo)

Matteo Marcenaro (Genova)

Matteo Marchetti (Ostia Lido)

Fabio Maresca (Napoli)

Maurizio Mariani (Aprilia)

Livio Marinelli (Tivoli)

Davide Massa (Imperia)

Edoardo Manedo Mazzoni (Prato)

Giuseppe Mucera (Palermo)

Luca Pairetto (Nichelino)

Daniele Perenzoni (Rovereto)

Mario Perri (Roma 1)

Alberto Poli (Verona)

Antonio Rapuano (Rimini)

Juan Luca Sacchi (Macerata)

Simone Sozza (Seregno)

Paride Tremolada (Monza)

Niccolò Turrini (Firenze)

Andrea Zanotti (Rimini)

Luca Zufferli (Udine)

Calciomercato Milan, restyling in difesa: Tomori ai saluti, cosa sta succedendo per Van Dijk, Gonçalo Inacio e Tiago Gabriel

Calciomercato Milan, tutte le novità in difesa su Tomori, Van Dijk, Gonçalo Inacio e Tiago Gabriel

Il reparto su cui doveva fondarsi la ricostruzione dell’ultimo Milan, ovvero la difesa, è letteralmente crollato sotto i colpi di Cagliari, Sassuolo, Udinese e Atalanta. Questa evidente fragilità ha spinto la dirigenza di Via Aldo Rossi a un radicale cambio di rotta: la solidità difensiva tipica della precedente gestione di Allegri è stata rapidamente rinnegata in favore della filosofia di gioco spiccatamente offensiva di Rúben Amorim. Nella strategia del nuovo tecnico portoghese, il dogma principale prevede di andare all’assalto degli avversari, preferendo quasi segnare un gol in più rispetto al subirne uno in meno.

Questo rinnovamento radicale comporterà un volto completamente inedito per la linea arretrata rossonera, dove cambieranno con ogni probabilità due titolari su tre. Una percentuale di stravolgimento superiore a quella degli altri reparti della rosa, dove Rabiot e forse Modric garantiranno continuità a centrocampo, mentre Pulisic e Nkunku sono già pronti a innescare Gonçalo Ramos in attacco.

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Il destino dei centrali: Pavlovic confermato, Tomori verso la Premier

Secondo La Gazzetta dello Sport, del terzetto difensivo della scorsa stagione composto da Tomori, Gabbia e Pavlovic, soltanto uno manterrà saldamente il posto. Il superstite designato nello scacchiere tattico è Strahinja Pavlovic, considerato il profilo mancino perfetto per la linea a tre davanti a Mike Maignan.

Per gli altri protagonisti il futuro riserva scenari diversi: Matteo Gabbia rimarrà in rosa come fondamentale simbolo di italianità e milanismo, ma partirà senza la certezza del posto garantito. Chi è invece ormai destinato all’addio definitivo è Fikayo Tomori. Con un contratto in scadenza nell’estate del 2027, il Milan non ha intenzione di rinnovare il vincolo né di rischiare di perderlo a parametro zero. Questo viene individuato come il momento ideale per capitalizzare la sua cessione, con un probabilissimo ritorno in Premier League ormai alle porte.

Assalto a Gonçalo Inácio: cifre e concorrenza del Como

Per sostituire i partenti, i vertici di mercato rossoneri sono pronti a piazzare un investimento corposo. Registrato il muro invalicabile del Benfica per Antonio Silva, il Milan ha virato con decisione su Gonçalo Inácio dello Sporting Lisbona. Il centrale di 24 anni, che vanta già una grandissima esperienza internazionale, ha condiviso anni importanti con Amorim e ne condivide tuttora l’agenzia di procuratori.

Nonostante una clausola rescissoria fissa da 60 milioni, il prezzo realistico dell’operazione si attesta attorno ai 35-40 milioni di euro. Su Inácio, attualmente spettatore in panchina al Mondiale con il Portogallo, si registra tuttavia il forte e sorprendente inserimento del Como, pronto a dare battaglia ai rossoneri.

La suggestione Van Dijk e la linea verde

Più complessa e sullo sfondo rimane la suggestione legata a Virgil van Dijk. L’olandese, in scadenza nel 2027 e prossimo a compiere 35 anni la settimana prossima, avrebbe un costo di cartellino ridotto ma presenta lo scoglio di un ingaggio da top player, oltre alla necessità di dover accettare un progetto che attualmente non prevede la vetrina della Champions League. Più futuribile, invece, la pista che porta a Tiago Gabriel del Lecce, insieme ad altri profili sotto traccia che la dirigenza sta vagliando con la massima riservatezza.

Conte Italia, questione di ore per il suo ritorno sulla panchina azzurra. Il ruolo di Malagò e l’aiuto dalla Serie A: cosa c’è dietro il suo ingaggio!

Conte torna sulla panchina dell’Italia: ingaggio pronto per il nuovo ct azzurro. Quali saranno le cifre dell’ingaggio e la durata del contratto

È ormai questione di ore per il definitivo via libera al Conte bis sulla panchina della Nazionale azzurra secondo La Gazzetta dello Sport. I contatti frenetici degli ultimi giorni e le profonde riflessioni interne hanno portato alla svolta tanto attesa. La prima riunione ufficiale del nuovo corso del calcio italiano ha messo un punto fermo su un’idea che navigava da tempo, nata subito dopo la dolorosa eliminazione subita nel viaggio in Bosnia di fine marzo. Per rifondare il movimento, l’Italia ha bisogno di un commissario tecnico esperto, carismatico e capace di programmare una rinascita immediata, ricalcando lo spirito del biennio 2014-2016.

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Il ruolo di Malagò e il contributo dei club di Serie A

La scelta di puntare sull’ex tecnico del Napoli è ampiamente condivisa. La Serie A non ha indietreggiato di un millimetro e ha recapitato un messaggio chiarissimo a Giovanni Malagò, insediatosi al vertice della FIGC da appena dieci giorni: Antonio Conte è l’uomo giusto. Per l’investitura del nuovo condottiero, i club calcistici di massima serie si sono detti pronti a compiere uno sforzo economico sussidiario, ritenendo il tecnico un traino fondamentale per l’intero sistema.

Sulla questione è intervenuto direttamente il presidente dell’Inter, Beppe Marotta, che durante il primo consiglio federale del dopo Gravina ha blindato la scelta dichiarando: “Non è una questione di costi, ma di investimento...”. Di conseguenza, le società calcistiche si mostrano disposte a contribuire attivamente per soddisfare le richieste del tecnico. Le cifre sul tavolo parlano di circa quattro milioni di euro a stagione per quattro anni, un parametro in linea con il passato. Malagò punta anche sull’assist di importanti sponsor istituzionali per chiudere l’operazione in totale trasparenza e correttezza regolamentare.

Contratto a lungo termine e l’orizzonte del Mondiale 2030

La prospettiva di un contratto quadriennale rappresenta un’eccezione inedita per una federazione che tornerà al voto tra poco più di due anni, ma si rende indispensabile per blindare il percorso di rinascita. Il vero e grande obiettivo strategico del nuovo corso azzurro è chiaro: non fallire la qualificazione e scacciare i fantasmi in vista del Mondiale 2030, in programma tra Spagna, Portogallo e Marocco. Prima, però, ci sarà da affrontare l’appuntamento intermedio di Euro 2028, da vivere con rinnovata ambizione.

Conte, dal canto suo, desidera ardentemente completare quella che ha sempre vissuto come una vera e propria missione personale. Pronto ad accettare la sfida della grande ricostruzione, il tecnico salentino punta a ridare una dimensione internazionale all’Italia, sfruttando la sua comprovata abilità nel rigenerare squadre ferite dai risultati precedenti. La partita sulla panchina azzarra è ormai alle battute finali.

Stati Uniti Bosnia 2-0: Pochettino vola agli ottavi! Decisivi Balogun e Tillman, ma VAR protagonista con l’espulsione dell’attaccante. Cos’è successo

Stati Uniti Bosnia 2-0: come è andata la sfida valida per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026. Decisivi Balogun e Tillman

Gli Stati Uniti superano con successo il primo scoglio della fase a eliminazione diretta e volano ufficialmente agli ottavi di finale del Mondiale 2026. Davanti al proprio pubblico, la selezione guidata da Mauricio Pochettino si è imposta con un solido 2-0 ai danni della Bosnia, decretando l’estromissione definitiva della nazionale avversaria dalla competizione. Esce così di scena a testa alta la formazione del commissario tecnico Ergej Barbarez, l’allenatore che nell’ultimo e decisivo step delle qualificazioni europee aveva clamorosamente eliminato l’Italia, negando agli azzurri l’accesso alla fase finale del torneo iridato.

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Balogun gol e rosso, la sblocca il VAR

A decidere il match sono state le reti siglate dall’attaccante Folarin Balogun all’inizio del secondo tempo e dal talentuoso centrocampista del Bayer Leverkusen, Malik Tillman, abile a chiudere definitivamente i giochi. La vittoria degli americani assume un valore specifico ancor più rilevante se si considera l’andamento del match: la compagine statunitense ha infatti dovuto giocare in dieci uomini per l’ultima parte di gara.

Al 64′, lo stesso Balogun è stato punito con un cartellino rosso per un duro fallo di gioco su un avversario. L’arbitro aveva inizialmente estratto solo il cartellino giallo, ma l’immediato intervento del VAR ha spinto il direttore di gara a rivedere le immagini a bordo campo e a comminare l’espulsione diretta, costringendo gli USA a un finale di sofferenza.

Tanta Serie A in campo: gli “italiani” protagonisti

L’incontro ha offerto una vetrina importante anche per la Serie A, con ben quattro giocatori “italiani” in campo dal primo minuto, equamente distribuiti tra le due nazionali. Nello scacchiere tattico degli USA, Pochettino ha schierato dal fischio d’inizio la stella del Milan Christian Pulisic sulla corsia esterna di sinistra, confermando lo juventino Weston McKennie come mezz’ala nel centrocampo a tre; per entrambi la staffetta è arrivata solo nei minuti finali.

Dall’altra parte, Barbarez ha risposto affidandosi all’esperienza dell’atalantino Sead Kolasinac nel ruolo di terzino sinistro e confermando il giovane Tarik Muharemovic al centro della difesa. Il centrale bosniaco si sta confermando un uomo chiave del calciomercato, finito strettamente nei radar di Juventus, Inter e diverse società estere.

C’è il Belgio agli ottavi: appuntamento a Seattle

Superato l’ostacolo bosniaco, gli Stati Uniti si proiettano già verso il prossimo turno, dove affronteranno il temibile Belgio. I Diavoli Rossi hanno conquistato la qualificazione poche ore prima, eliminando il Senegal grazie a una spettacolare vittoria per 3-2 in rimonta. Una partita epica decisa dai gol di Romelu Lukaku e da una provvidenziale doppietta di Tielemans, a segno prima all’89’ e poi nell’ultimo minuto dei tempi supplementari su calcio di rigore.

L’attesissima sfida valevole per gli ottavi di finale tra USA e Belgio si disputerà sul prato del Lumen Field di Seattle, nella notte italiana tra lunedì 6 e martedì 7 luglio, con il calcio d’inizio fissato alle ore 2:00.

Pagelle Belgio Senegal, ecco i TOP e i FLOP della sfida valida per i sedicesimi dei Mondiali

Pagelle Belgio Senegal, i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Belgio Senegal, i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026. Che partita folle e al cardiopalma! Il Belgio riesce a ribaltare un match che sembrava ormai compromesso, strappando il pass per gli ottavi di finale grazie a una rimonta impensabile iniziata all’86’ e culminata con il rigore decisivo al 125′. Il Senegal domina per larghi tratti ma crolla sul più bello.

Ecco l’analisi dei protagonisti in positivo e in negativo di questa incredibile sfida.

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I Top

  • Youri Tielemans (Belgio). L’uomo del destino. Fino all’88’ rischiava di finire dietro la lavagna (si è reso protagonista anche di un principio di rissa con il compagno Trossard al 69′), poi si accende all’improvviso. Segna di testa il clamoroso 2-2 sfruttando un errore del portiere e, al 125′, si prende la pesantissima responsabilità di calciare il rigore decisivo. Palla nel sette e record per il gol più tardivo nella storia dei Mondiali, confezionato con una leggerezza e una precisione degni di menzione.
  • Ismaïla Sarr (Senegal). Una spina nel fianco costante per i difensori belgi, che non riescono mai a prendergli le misure. Colpisce un palo nel primo tempo, propizia la rete del vantaggio di Diarra (il suo colpo di testa si stampa sul legno prima del tap-in) e firma il momentaneo 0-2 con uno stop di petto in corsa seguito da un destro micidiale. Una prestazione mostruosa, vanificata solo dal crollo finale della sua squadra.
  • Romelu Lukaku (Belgio). Il suo ingresso all’intervallo cambia progressivamente il volto a un Belgio fino a quel momento in totale balia degli avversari. Fa da paciere per evitare che Tielemans e Trossard vengano alle mani e, all’86’, attacca il primo palo con ferocia segnando l’1-2 che risveglia i Diavoli Rossi dal torpore, innescando l’assalto finale. Ma Garcia può realmente pensare che sia un giocatore buono solo da mettere in situazioni disperate?

I Flop

Kevin De Bruyne (Belgio). Da un fuoriclasse del suo calibro ci si aspetta sempre che accenda la luce nei momenti difficili, ma in questa gara produce solo ombre. Insieme a tutto il centrocampo belga risulta lento e prevedibile in impostazione. Nel primo tempo spara un tiraccio in curva e non si rende mai pericoloso. Rudi Garcia lo boccia inesorabilmente, sostituendolo al 56′ per cercare una scossa.

Mory Diaw (Senegal). Una macchia imperdonabile sulla sua partita, che costa carissimo al Senegal. All’89’, sul punteggio di 1-2, calcola malissimo i tempi dell’uscita sul cross di Trossard, facendosi anticipare in modo netto dalla testa di Tielemans. Un errore che rianima un Belgio ormai alle corde e regala i supplementari agli avversari.

Lamine Camara (Senegal). Il suo ingresso in campo si rivela un vero e proprio disastro. Subentra a Gueye al 66′, si becca subito un cartellino giallo per un intervento falloso e, come se non bastasse, al 120′ commette l’ingenuo fallo in area proprio su Tielemans. Il VAR non perdona, e il rigore condanna gli africani all’eliminazione.

Belgio Senegal, la partita di De Bruyne: il focus sulla prestazione del centrocampista bocciato dopo meno di un’ora

Belgio Senegal, la partita di De Bruyne: ecco l’analisi completa della prestazione del centrocampista ai sedicesimi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Belgio Senegal, la gara valida per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Kevin De Bruyne.

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La partita di De Bruyne

PRIMO TEMPO

Rudi Garcia lo schiera come trequartista centrale nel 4-2-3-1. Primo pallone giocato dopo 5 minuti, un appoggio in uscita che De Ketelaere non riesce a tenere, situazione che si ripete anche poco dopo. Al 10′ si sposta sulla sinistra e col mancino mette in mezzo un cross che la difesa senegalese non ha difficoltà a respingere. Al 16′ si presenta indietro per contribuire all costruzione servendo sulla sinistra De Cuyper. Al 18′ avanza bene al centro e in corsa effettua un tiraccio altissimo, un’opportunità sprecata davvero malamente, ancor più tenendo conto della rarità finora di momenti di così grande libertà di azione. Al 20′ Doku lo serve per una ripartenza, il numero 7 prova a cambiare gioco rasoterra e viene intercettato. Bella giocata nello spazio da destra all’indirizzo di CDK al 35‘. Tre minuti dopo dialogo con Doku, scambi ripetuti e poi cross dell’ala che KDB non riesce ad agganciare per poco. Finezza con un cucchiaio da fermo a servire un compagno, però la manovra belga è troppo lenta per sortire effetti concreti. Molto bravo il fantasista del Napoli al 43’ nello stoppare un lancio di petto e nell’allargare subito per Doku, che ormai gioca stabilmente a destra. Nel recupero ancora un tentativo di dialogo con il compagno, l’imbucata è troppo lunga, De Bruyne sta facendo fatica a incidere sulla manovra in manier sostanziale. Significativamente a pochi secondi prova una conclusione al volo da fuori su una respinta e la mastica. Brutto primo tempo, sia per lui che per i Diavoli Rossi.

SECONDO TEMPO

Prima apparizione in difesa a respingere un tiro del Senegal. Dopo la rete del 2-0 del Senegal il CT lo cambia per Raskin, una bocciatura completa a indicare che la sua qualità non è riuscita a esprimersi finora e non viene considerata essenziale per una possibile rimonta.

Torino, idea Orlando Gill: il portiere del Paraguay entra nei radar granata

Orlando Gill nei radar del Torino: il portiere del Paraguay convince e si valorizza al Mondiale 2026

Il Torino sta valutando un rinforzo tra i pali e ha messo nel mirino Orlando Gill, estremo difensore del San Lorenzo e uno dei protagonisti del Paraguay ai Mondiali. Il classe 2000 si è messo in mostra con prestazioni di alto livello, attirando l’attenzione di diversi club europei e facendo lievitare il suo valore di mercato. Lo riporta Di Marzio.

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Il profilo di Gill e la crescita al Mondiale

Gill, portiere esplosivo e reattivo, è stato tra i migliori della sua nazionale nella competizione iridata. Le sue parate hanno contribuito a rendere il Paraguay una delle sorprese del torneo, aumentando la visibilità del giocatore e la percezione del suo potenziale.

Prima del Mondiale, il suo cartellino era valutato tra 5 e 6 milioni di euro, ma le prestazioni offerte hanno inevitabilmente spinto il prezzo verso l’alto. Il Torino, che sta monitorando il mercato sudamericano con attenzione, considera Gill un profilo interessante per età, margini di crescita e costo ancora accessibile.

Le strategie del Torino

La dirigenza granata sta ragionando su come strutturare l’operazione:

  • Gill come investimento per il futuro,
  • possibilità di inserirlo gradualmente nel progetto tecnico,
  • valutazione del nuovo prezzo post‑Mondiale, che potrebbe superare la soglia iniziale.

Il Torino vuole rinforzare la retroguardia con un portiere giovane, internazionale e già abituato a contesti competitivi. Gill risponde a tutte queste caratteristiche.

Scenario

La pista è concreta, ma dipenderà dai costi e dalla concorrenza. Il Mondiale ha acceso i riflettori su Gill, e il Torino dovrà muoversi con tempismo se vorrà portarlo in Serie A.


Moviola Belgio Senegal, tutti gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro Martinez

Moviola Belgio Senegal: gli episodi dubbi del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Moviola  Belgio Senegal: gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro Said Martinez, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO

Al 21′ Tielemans ferma Diarra trattenendolo, si lamenta del fischio, Martinez non va oltre e non lo punisce con un provvedimento più pesante. Fischi all’Hydration break, che arriva quando sono già passati 27 minuti: il Senegal, meritatamente in vantaggio, non ha ancora fatto un fallo, a dimostraziione di un palleggio e di un’organizzazione che stanno funzionando benissimo. Al 31′ il gioco viene interrotto per un’invasione di 3 spettatori che arrivano in campo, 2 vengono bloccati prima del terreno verde. Martinez va a sgridare Doku per un tuffo, senza però che venga sanzionato con un cartellino per simulazione. L’extra-time è di 5 minuti. Si va all’intervallo, finora 10 i falli fischiati (6 al Belgio, 4 al Senegal), non ci sono stati cartellini.

SECONDO TEMPO

Nella ripresa il Senegal raddoppia subito e commette qualche fallo di più sfoderando una determinazione diversa rispetto a quella del Belgio. Colpo alla schiena a Trossard piuttosto duro, Martinez continua a non prendere provvedimenti e preferisce andare a smorzare la proteste di Garcia. Pochi secondi dopo è il belga Mechele a ricevere un giallo per il blocco che fa su Sarr, astuto nel toccare palla e provare ad andarsene via. Si lamenta anche Trossard, che entra a gamba tesa e sottolinea come gli avversari stiano enfatizzando i contatti, oltre che rei di perdere tempo a suo giudizio. E’ cambiato il metro adesso da parte del direttore di gara: cartellino anche per Camara, appena entrato, nettamente in ritardo su Trossard. Quasi da record Meunier, commette subito un fallo appena entrato in campo, davvero pochi secondi. Come spesso succede in questo Mondiale, c’è troppo ritardo nel segnalare il fuorigioco. Sulla rete del 2-1 di Lukaku ci sono proteste del Senegal per un mani che non c’è. Ammonito Garcia dopo la rete del pareggio belga. Sono 7 i minuti di recupero per decidere se si andrà ai supplementari. Ostruzionismo di Mechele sul rinvio del portiere del Senegal, rischio perché il giocatore ha già preso un giallo. Si va ai supplementari, in quelli regolamentari i falli sono stati 24 (14 del Belgio, 10 del Senegal).

TEMPI SUPPLEMENTARI

Al 99′ un rimpallo porta la palla a colpire Martinez, ma l’arbitro si “assolve” fischiando un fallo precedente ai danni del Belgio. Gioco fluido e nessuna interruzione significativa, neanche un secondo da recuperare dopo i primi 15 minuti. Al minuto 116 Lukabakio centra la traversa: nell’azione Camara e Tielemans entrano in contatto, il giocatore del Senegal entra in scivolata, il piede destro sembra toccare il sinistro del belga che è davanti, c‘è un lungo check Var fino a quando l’arbitro viene chiamato al monitor per decidere: sono minuti di grande suspense, risolta con la decisione del penalty. Prima dell’esecuzione c’è molta tensione attorno al dischetto, protetto dai giocatori belgi per evitare che qualcuno lo manometta. Ciss lamenta una gomitata di Moreira, sembra in realtà ben poca cosa. Si giocherà fino al minuto 131 dopo la trasformazione del rigore, del resto si perso tantissimo tempo. Perdonato Moreira che merita il giallo per una vistosa ostruzione nell’assalto finale del Senegal.

Tresoldi, nuovo nome caldo del mercato: l’Atletico Madrid si muove

Atletico Madrid su Nicolò Tresoldi: il classe 2004 diventa un obiettivo concreto per il futuro. Cosa può succedere

Nicolò Tresoldi, attaccante italiano classe 2004, sta entrando con decisione nel radar del grande mercato europeo. Nonostante abbia più volte dichiarato di sognare un futuro al Milan, il suo percorso professionale sembra destinato a prendere una direzione diversa e molto più internazionale.

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L’Atletico Madrid fa sul serio

Secondo quanto riportato da Gianluigi Longari di SportItalia, l’Atletico Madrid ha già avviato i primi contatti con l’entourage del giocatore per sondare la fattibilità di un trasferimento. Tresoldi, oggi al Club Brugge, è considerato uno dei profili più interessanti della nuova generazione italiana: fisico, tecnica e una crescita costante che ha attirato l’attenzione dei Colchoneros.

Il club spagnolo vuole anticipare la concorrenza e sta valutando seriamente l’investimento, anche alla luce delle possibili uscite in attacco.

Valore in crescita: base da 30 milioni

Il valore di Tresoldi è già significativo: la base di partenza per una trattativa si aggira attorno ai 30 milioni di euro, cifra indicata da Longari. Non siamo ancora ai livelli dei top player, ma il talento del 2004 è considerato un prospetto di grande prospettiva, motivo per cui il suo prezzo è destinato a salire.

Una cifra comunque alla portata dell’Atletico, che sta pianificando un restyling offensivo.

Il nodo Julián Álvarez

Il club madrileno deve anche gestire la situazione legata a Julián Álvarez: il Barcellona lo segue con grande interesse per sostituire Lewandowski, e un’eventuale uscita dell’argentino aprirebbe ulteriormente la porta all’arrivo di Tresoldi.

Scenario

Tresoldi è uno dei nomi più caldi del momento: giovane, in crescita e con un mercato internazionale che si sta accendendo. Il Milan resta un sogno, ma la Liga potrebbe diventare la sua realtà imminente.

Tonali raggiunge De Zerbi: accordo totale tra Tottenham e Newcastle

Sandro Tonali cambia maglia, operazione monstre: il Tottenham lo prende per 116 milioni complessivi

Sandro Tonali è pronto a diventare un nuovo giocatore del Tottenham e a ritrovare Roberto De Zerbi alla guida degli Spurs. Il club londinese ha infatti raggiunto l’intesa definitiva con il Newcastle, chiudendo un’operazione destinata a entrare nella storia del calcio italiano.

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Una cifra da record per un giocatore italiano

Il Tottenham verserà 92 milioni di sterline per il cartellino del centrocampista, cifra che potrà salire fino a 99.5 milioni grazie ai bonus. In totale, l’operazione raggiungerà i 116 milioni di euro, rendendo Tonali l’italiano più costoso di sempre. Un investimento enorme, che certifica quanto gli Spurs considerino il classe 2000 un perno centrale del nuovo progetto tecnico.

De Zerbi, la chiave della trattativa

Il ruolo di De Zerbi è stato determinante: Tonali ha sempre avuto un rapporto eccellente con il tecnico italiano, e la prospettiva di lavorare con lui in Premier League ha pesato nella scelta. Il club londinese ha inoltre messo sul tavolo un ingaggio molto più ricco rispetto a quello percepito al Newcastle, rendendo l’offerta complessiva irresistibile.

Il ciclo al Newcastle

Con i Magpies, Tonali ha disputato 110 partite, segnato 10 gol e conquistato una Carabao Cup nel 2025. Ora è pronto a una nuova avventura, in una squadra che lo considera centrale per ambizioni elevate e un progetto tecnico di respiro europeo.


Romero vuole lasciare il Tottenham: Barcellona e Atlético alla finestra

Cristian Romero sempre più verso l’addio al Tottenham: Barcellona e Atlético pronte a muoversi. Niente da fare per l’Italia

Cristian “Cuti” Romero sta valutando seriamente l’addio al Tottenham, nonostante la forte stima che il nuovo tecnico Roberto De Zerbi nutre nei suoi confronti. Il difensore argentino, campione del mondo nel 2022, ritiene concluso il suo ciclo a Londra e guarda con interesse a nuove opportunità in Liga. La notizia arriva dalle news calciomercato di Gianluigi Longari, che ha delineato gli scenari attorno al futuro del centrale.

🇪🇸 Barcellona e Atlético Madrid seguono da vicino

Secondo Longari, il Barcellona e l’Atlético Madrid hanno già avviato i primi sondaggi: entrambi i club vedono in Romero un profilo ideale per rinforzare la difesa, grazie alla sua aggressività, alla capacità di anticipo e alla leadership maturata negli ultimi anni tra Premier League e nazionale argentina.

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Il Barça lo considera un difensore perfetto per il nuovo ciclo tecnico, mentre l’Atlético lo vede come un giocatore perfettamente compatibile con la filosofia di Simeone: intensità, duelli, verticalità.

Le italiane apprezzano, ma i costi sono proibitivi

In Serie A, diverse società — tra cui l’Inter — stimano Romero e ne apprezzano il profilo. Tuttavia, il costo dell’operazione è considerato troppo elevato: tra cartellino e ingaggio, l’affare richiederebbe cifre fuori portata per i club italiani, che al momento restano alla finestra senza possibilità concreta di affondare il colpo.

Scenario

Romero vuole una nuova sfida, la Liga lo corteggia e il Tottenham dovrà presto decidere come gestire una situazione che rischia di diventare uno dei temi caldi del mercato estivo.

EURO 2024, indagine sui biglietti: perquisita la sede della Federcalcio tedesca

Perquisizioni in Germania: la DFB finisce nell’inchiesta sui biglietti di EURO 2024. La ricostruzione dell’accaduto

Indagini e perquisizioni in diverse città della Germania nell’ambito di un’inchiesta su presunte irregolarità nella distribuzione di biglietti e pacchetti hospitality legati a EURO 2024, il torneo ospitato in dieci sedi tedesche. Secondo il quotidiano Bild, le verifiche avrebbero coinvolto anche gli uffici della DFB, la Federcalcio tedesca, anche se questo dettaglio non è stato confermato ufficialmente.

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La nota degli inquirenti

In un comunicato congiunto, la procura di Bochum e l’Ufficio criminale del Nord Reno‑Westfalia hanno confermato le perquisizioni, senza però citare esplicitamente la DFB. L’indagine riguarda il sospetto di vantaggi non autorizzati, tra cui la partecipazione a una partita internazionale ottenuta in modo irregolare.

Inviti, hotel e migliaia di biglietti: cosa si sospetta

Secondo la ricostruzione della stampa tedesca, il fascicolo ruoterebbe attorno all’assegnazione di inviti in hotel e migliaia di biglietti destinati ad ospiti privilegiati prima dell’inizio degli Europei. Le perquisizioni sarebbero collegate a indagini che coinvolgono un cittadino tedesco e uno francese.

Tra i soggetti al centro degli accertamenti figura anche un ex dipendente comunale di Gelsenkirchen, città che ha ospitato alcune gare del torneo. L’uomo è sospettato di aver ricevuto biglietti, viaggi e soggiorni per un valore di circa 2.400 euro, oltre ad avere precedenti per frode e appropriazione indebita. Perquisita anche la sua abitazione. Il cittadino francese coinvolto, invece, non risulta avere precedenti.

DFB e UEFA in silenzio

Al momento né la DFB né la UEFA hanno rilasciato commenti ufficiali. La procura di Bochum non ha fornito ulteriori dettagli, lasciando aperti molti interrogativi:

  • quale sia l’eventuale coinvolgimento diretto della Federcalcio tedesca,
  • quali responsabilità potrebbero emergere,
  • e quanto estesa sia stata la rete di favoritismi legata ai biglietti di EURO 2024.

La vicenda resta dunque in evoluzione, con nuovi sviluppi attesi nei prossimi giorni.

Pagelle Inghilterra Repubblica Democratica del Congo: uragano Kane, Gordon mossa vincente di Tuchel, Mpasi è un incubo – TOP E FLOP

Pagelle Inghilterra Repubblica Democratica del Congo: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Inghilterra Repubblica del Congo: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026. Vince Harry Kane, mattatore del match, con i 2 gol che ribaltano lo svantaggio del primo tempo.

I Top

  • Harry Kane (Inghilterra). Il salvatore della patria. Dopo aver sbattuto contro il muro eretto da Mpasi nel primo tempo, si carica la squadra sulle spalle e ribalta la partita da solo. Al 75′ trova lo stacco vincente di testa, e all’86’ si inventa un destro potentissimo sotto la traversa. Cecchino implacabile, numeri da Pallone d’Oro in pectore, se non ci fosse già qui al Mondiale una forte concorrenza
  • Lionel Mpasi (RD Congo). Per 75 minuti è un incubo per gli attaccanti inglesi. Compie almeno tre interventi miracolosi, disinnescando i colpi a botta sicura di Bellingham e Kane. Si arrende solo nel finale, ma la sua prestazione resta eroica. Poco prima del 2-1, salva l’ennesimo gol, sul tiro di Kane non può oggettivamente fare nulla.
  • Anthony Gordon (Inghilterra):.La mossa vincente di Thomas Tuchel. Entra al 62′ al posto di un opaco Rashford e spacca la partita cambiando marcia all’attacco inglese. Suo il cross perfetto per l’1-1 di Kane, ed è sempre lui ad avviare l’azione che porta al raddoppio.
  • Brian Cipenga e Aaron Wan-Bissaka (RD Congo). Il primo gela l’Inghilterra dopo soli 7 minuti con un destro fulmineo sul primo palo. Il secondo (vecchia conoscenza del calcio inglese) è autore di un salvataggio clamoroso sulla linea di porta su Rashford al 35′ e sfiora l’assist per il 2-0 servendo a Wissa la palla che si stampa sul palo al 42′.

I Flop

  • Marcus Rashford (Inghilterra): Serata da dimenticare per l’attaccante. Sbatte prima sul salvataggio sulla linea di Wan-Bissaka (35′), poi spreca una bella serpentina calciando sull’esterno della rete a inizio ripresa (51′). Mai davvero incisivo, viene giustamente sostituito al 62′. Talvolta abulico, non ha mai voglia di aiutare Spence in difesa e gli avversari ne approfittano.
  • L’approccio dell’Inghilterra. Un primo tempo da incubo. Gli inglesi scendono in campo lenti, impacciati e nervosi, subendo il gol dopo pochissimi minuti e rischiando addirittura di capitolare sul palo colpito da Wissa a fine frazione. Solo i cambi nella ripresa e la stanchezza congolese salvano la squadra da una clamorosa eliminazione.
  • Noni Madueke (Inghilterra). Non riesce quasi mai a saltare l’uomo o a creare superiorità numerica sulla trequarti. Quando lo fa, i cross sono prevedibili. Esce di scena zoppicando vistosamente al 61′, lasciando il posto a Saka senza aver lasciato alcuna traccia nel match.

Inghilterra Congo, la partita di Kane: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Inghilterra Congo, la partita di Kane: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante ai sedicesimi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Inghilterra Congo, la gara valida per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Harry Kane. Ecco la sua prestazione odierna nel dettaglio.

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La partita di Kane

Tocca subito il pallone sul lancio di Pickford, vedremo se sarà una soluzione frequente all’interno della gara. Al 3′ va ad aiutare Rashford sulla sinistra ma viene fermato subito. Al 4′ intercetta un pallone a metò campo e manda subito in profondità Madueke, che perde il passo e non riesce a essere particolarmente efficace. Al 15′, dopo lo shock del gol avversario, Kane applaude Bellingham nonostante il suo cross sia lungo. Due minuti dopo va ad appoggiare la manovra nella propria metà campo, non mancano però gli errori da parte dei compagni, troppo legati in questa fase. Blocco su Kane alla mezzora da parte di Mbemba, l’arbitro lascia correre. Al 32′ l’attaccante è costretto ad andare a spazzare l’area su un cross pericoloso della RD Congo. Rispetto ad altre gare il bomber del Bayern torna poco in quella posizione da trequartista che lo caratterizza spesso, sta cercando di occupare l’area e il problema è che non gli stanno arrivando palloni. Gliene arriva uno al 35′, al momento del tiro si trova però un muro rappresentato da Tuanzebe, tempestivo nel chiudere allungando la gamba ad annullare l’ottima preparazione di Kane. Al 43′ viene lanciato in profondità, prova a superare il portiere in velocità e cade a contatto con Mpasi: per l’arbitro non c’è né rigore né simulazione, effettivamente sembra lui a cercare le mani dell’avversario. Troppo lento nelle scelte al limite dell’area, Kane sta facendo fatica a incidere. A 5 secondi dal termine la grande occasione: corner sul secondo palo, Kane tira al volo e centra Mpasi.

SECONDO TEMPO

Prende subito fallo scendendo basso per aiutare la squadra al primo minuto. Al primo corner della ripresa raduna alcuni compagni per escogitare qualcosa di nuovo, sarà Bellingham a fare un taglio particolare. Su quello successivo l’arbitro ferma il gioco prima della battuta perché si allaccia con Mbemba. Al 59′ cerca di trovare con un lancio Rashford, trova l’opposizione di Tuanzebe. Al 72′ torna in possesso dopo molti minuti di assenza ricevendo un palloni in area da Rice, spostatosi più sulla destra. Al 75′ Gordon gli mette un cross finalmente ben calibrato e con grande movimento Kane si stacca dal marcatore, chiede palla con gesto evidente e infila di testa: è il gol del pareggio. Tra l’altro Mpasi tocca il pallone, stavolta non basta. Per il capitano è il quarto centro in altrettante gare del Mondiale. Al 79′ sponda all’indietro per Anderson che dai 20 metri non trova la porta. All’85’ si defila sul centro destra ma non riesce a passare tra le maglie della difesa africana. Un minuto dopo Kane inventa un gol capolavoro dopo che Bellingham si è fatto ipnotizzare da Mpasi: il 9 riceve palla da Gordon, è spalle alla porta dal limite, entra in area, carica il destro e senza guardare la porta mette il pallone sotto la traversa, semplicemente fantastico, è un tiro da 94 km/h. Al 90′ spinto dal pubblico spara altissimo dalla lunga distanza. Al 93′ prende un fallo su rinvio di Pickford, utilissimo per far trascorrere secondi preziosi. L’Inghilterra accede agli ottavi di finale grazie al suo straordinario leader. La sua doppietta, in una giornata difficile, ha fatto nuovamente la differenza.

Moviola Inghilterra Congo: gli episodi dubbi del match diretto da Makhadmeh

Moviola Inghilterra Congo: gli episodi dubbi del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Moviola Inghilterra Congo: gli episodi dubbi del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

PRIMO TEMPO

All’8′ caduta di Mpasi che si eleva in presa e il compagno Masuaku gli fa da catapulta, caduta dolorosa e gioco fermo per un po’ di tempo. Al 19′ ammonito Bellingham, molto nervoso per lo svantaggio e qualche errore di troppo, affonda il tackle su Mbuku, un giallo tendente all’arancione, un gesto forse anche per svegliare un po’ i compagni. Le difficoltà inglesi sono certiticate dal bilancio parziale alla pausa di primo tempo: su 6 falli, 5 li hanno commessi gli uomini di Tuchel. Dopo la pausa cade Madueke in area di rigore, effetto della sua sterzata più che del contatto lieve di Masuaku. Cartellino per Sadiki che sgambetta Spence, bravo in un’acelerazione sulla destra. Al 39′ l’Inghilterra chiede un mani in area di rigore di Sadiki, sfiora la palla in maniera fortuita. Al 43′ Kane lanciato in profondità, cade a contatto con Mpasi, per l’arbitro non c’è né rigore né simulazione, il check Var conferma la decisione di campo. I minuti di recupero sono 6. Si va al riposo con 13 falli complessivi.

SECONDO TEMPO

Non sanzionato a inizio ripresa un step on foot di Wissa su Spence, Makhadmeh non se ne accorge, travolto anche lui dal ritmo dell’azione. Al 66′ fallo tattico di Konsa che trattiene Wissa senza palla, stranamente non riceve un giallo che appare doveroso. Ripresa molto fluida, i minuti di recupero sono 6, giustificati dalla pausa di 3 e dalle sostituzioni. All’ultimo minuto Wissa si procura l’ultima occasione dal limite con una punizione determinata dal tamponamento di Bellingham. Si chiude una gara con una direzione arbitrale ben poco interventista, con 22 falli fischiati (10 inglesi, 12 della Repubblica Democratica del Congo)

Calciomercato Udinese: doppio colpo a centrocampo, mirino su Chakvetadze e Unai Gomez

Calciomercato Udinese: Chakvetadze e Unai Gomez sono i due nomi per rinforzare il centrocampo dei friulani. Cosa sta succedendo

News Udinese: la dirigenza friulana si muove con grande decisione sul fronte del calciomercato estivo per rinforzare l’organico in vista della prossima stagione sportiva. La dirigenza friulana, da sempre attentissima all’esplorazione dei talenti su scala internazionale, ha focalizzato le proprie attenzioni principalmente sul reparto di centrocampo. L’obiettivo della società bianconera è quello di regalare al proprio staff tecnico elementi di qualità, dinamismo e duttilità tattica, capaci di innalzare il livello complessivo della squadra.

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Nelle ultime ore sono emersi due profili caldissimi per i quali la dirigenza ha già avviato i primi contatti formali. Le operazioni impostate dagli uomini di mercato friulani confermano la storica volontà del club di unire profili di spessore internazionale a giovani di grandissima prospettiva calcistica.

L’assalto a Chakvetadze: fitti contatti con il Watford

Secondo Gianluca Di Marzio, la prima importante trattativa portata avanti dall’Udinese riguarda Giorgi Chakvetadze, talentuoso centrocampista classe 1999 attualmente in forza al Watford. Il calciatore possiede doti tecniche che si sposerebbero alla perfezione con il calcio moderno, intenso e fisico, da sempre ricercato dal club friulano.

Chakvetadze, che ha già accumulato un’importante esperienza nei campionati europei e nel competitivo contesto del calcio inglese, viene considerato il profilo ideale per garantire geometrie, visione di gioco e un contributo significativo in fase di transizione offensiva. I dialoghi tra le società sono in corso per cercare di trovare la quadra definitiva sulla formula del trasferimento e sulla valutazione economica del cartellino.

Linea verde dall’Athletic Bilbao: piace il talento Unai Gomez

Non solo giocatori pronti, ma anche un forte sguardo rivolto al futuro e alla linea verde. L’Udinese sta infatti spingendo con decisione per un altro colpo di prospettiva, questa volta in terra spagnola. La squadra friulana è in forte trattativa per Unai Gomez, giovanissimo centrocampista classe 2003 di proprietà dell’Athletic Bilbao.

Cresciuto nella prestigiosa e prolifica scuola del club basco, Gomez rappresenta uno dei profili più interessanti della nuova generazione di interni di centrocampo. Il classe 2003 si distingue per una spiccata intelligenza tattica, ottimi tempi di inserimento e una notevole freschezza atletica. Portare il calciatore in Italia rappresenterebbe un vero e proprio investimento strategico a lungo termine per l’Udinese.

Le strategie dei friulani per il nuovo campionato

La doppia operazione imbastita nelle ultime ore dimostra come la società voglia accelerare i tempi per consegnare i nuovi rinforzi all’allenatore prima dell’inizio ufficiale del ritiro pre-stagionale. La dirigenza bianconera conta di stringere i tempi sia per Chakvetadze che per Unai Gomez, provando a bruciare sul tempo la concorrenza di altre società europee interessate ai due centrocampisti. I prossimi giorni saranno decisivi per capire l’evoluzione delle due trattative.

Cresce la fiducia per il rinnovo di Dybala con la Roma, le cifre della nuova offerta e cosa ha fatto davvero la differenza per la firma

Rinnovo sempre più vicino per Dybala con la Roma, le cifre della nuova offerta e il ruolo di Gasperini

Roma news calcio: la Lupa può finalmente focalizzarsi sulle grandi manovre in entrata e in uscita. Superata la cruciale scadenza per la chiusura del bilancio e la presentazione delle plusvalenze necessarie per raggiungere la quota di 60 milioni di euro – una mossa fondamentale per scongiurare l’arrivo di nuove sanzioni da parte della UEFA – la dirigenza giallorossa ha iniziato ad affrontare i rinnovi contrattuali più urgenti della rosa.

In cima all’agenda della presidenza figurano i prolungamenti di elementi chiave come Gianluca Mancini, Zeki Celik, Bryan Cristante e Lorenzo Pellegrini. Tuttavia, l’attenzione mediatica è interamente catalizzata dalla situazione di Paulo Dybala, per il quale sono attese importanti novità a stretto giro di posta.

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Fiducia in aumento per la permanenza della Joya

Secondo Fabrizio Romano, l’ottimismo all’interno del club capitolino è in costante ascesa. La dirigenza confida di trovare l’intesa definitiva già nelle prossime ore per formalizzare la stesura del nuovo contratto.

I termini economici dell’accordo saranno sensibilmente differenti rispetto al vincolo precedente, scaduto formalmente soltanto poche ore fa. Nella sua passata esperienza contrattuale, la Joya percepiva un ingaggio che toccava gli 8 milioni annui, partendo da una base fissa di 6 milioni a cui si sommavano ricchi bonus legati al rendimento personale e alle vittorie di squadra. L’offerta iniziale prospettata dalla Roma nelle scorse settimane prevedeva un netto ribasso, attestandosi su un contratto biennale da 2 milioni di euro netti più bonus.

La controproposta e il ruolo decisivo di Gasperini

L’attaccante argentino, arrivato nella Capitale a parametro zero nell’estate 2022 dopo la fine della sua avventura alla Juventus, ha presentato una controproposta ai vertici societari. La forza contrattuale del giocatore è alimentata non solo dal forte interesse del Boca Juniors, che preme per riportarlo in Argentina, ma anche dal pressing costante del tecnico Gian Piero Gasperini. L’allenatore ha infatti ribadito alla famiglia Friedkin l’importanza del rinnovo del fuoriclasse, ritenuto imprescindibile per il reparto avanzato.

Le ultime indiscrezioni indicano che il punto d’incontro definitivo potrebbe essere siglato sulla base di un contratto con scadenza al 2028 a 3 milioni di euro netti a stagione.

I quattro anni di Dybala in maglia giallorossa

Il rinnovo premierebbe il grande impatto dell’argentino nella Capitale. In quattro stagioni con la maglia della Roma, Dybala ha collezionato ben 140 partite ufficiali, condite da 45 reti e 30 assist.

L’ex juventino è stato tra i grandi trascinatori della squadra verso la conquista del quarto posto nell’ultimo campionato di Serie A, un piazzamento valso il ritorno in Champions League dopo ben 7 anni di assenza. Prima di questo traguardo, il punto più alto della sua esperienza romana era stato il raggiungimento della finale di Europa League nel 2023 sul campo di Budapest.

Liberali al Como, è fatta! Il classe 2007 giocherà alla corte di Fabregas, battuto il rilancio del Milan. Cifre e dettagli dell’operazione

Liberali al Como, accordo trovato! Il classe 2007 ha scelto i lariani al posto del rilancio del Milan, ecco tutti i dettagli dell’operazione

Como news calcio: importante svolta nelle ultime ore di calciomercato per il futuro di uno dei talenti più cristallini del calcio italiano. Secondo Sky, Mattia Liberali ha scelto il Como, decidendo di sposare in via definitiva l’ambizioso progetto tecnico della compagine lariana. La scelta finale è maturata al termine di un’ultima, decisiva video call tra il calciatore, attualmente impegnato in Galles con la Nazionale Under 19, e il suo agente Alessandro Lucci. Nonostante il forte e rinnovato pressing del Milan, che aveva formulato un’offerta economica e professionale di primissimo livello sia per il ragazzo sia per l’agenzia WSA, il fantasista ha preferito legarsi al club azzurro.

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Il progetto tecnico di Fabregas batte il rilancio del Milan

La decisione poggia su un ragionamento squisitamente strategico legato alla carriera del giovane talento. Nelle ultime ore, la dirigenza del Milan e lo stesso staff tecnico si erano mossi in prima persona, alzando sensibilmente la posta per far capire quanto la proprietà credesse nel ritorno di Liberali.

Tuttavia, Lucci e l’entourage del giocatore sono convinti che il Como rappresenti in questo momento il contesto ideale per garantire un processo graduale di crescita. Nel club lombardo, infatti, il calciatore disporrà del tempo necessario per migliorare senza l’assillo di pressioni immediate, potendo lavorare sotto la guida ravvicinata di Cesc Fabregas, un allenatore da sempre straordinariamente attento alla valorizzazione dei giovani.

La centralità nel Como e i dettagli della clausola col Catanzaro

Se il Milan si è dimostrato un interlocutore serio e credibile, il tempismo e la determinazione del Como hanno fatto la differenza. Nel corso delle ultime settimane, la dirigenza comasca ha trasmesso a Liberali la certezza di una centralità assoluta nel nuovo scacchiere che Fabregas sta plasmando per affrontare in modo competitivo sia la Serie A sia la Champions League.

Sotto il profilo economico, l’operazione si sbloccherà attraverso il pagamento della clausola rescissoria da 6 milioni di euro valida con il Catanzaro. Il club calabrese era stato scelto lo scorso anno proprio per favorirne lo sviluppo sul campo, preferendolo a un forte inserimento del Torino. L’affare, infine, sorride parzialmente anche alle casse del Diavolo: in virtù dei precedenti accordi di mercato, il 50% della cifra della clausola (pari a 3 milioni di euro) entrerà comunque nelle casse del Milan. Con questo blitz, il Como si assicura una pedina di assoluta prospettiva per il proprio scacchiere europeo.

Palestra è ufficialmente un nuovo giocatore del Chelsea: «Sono davvero entusiasta di cominciare. Xabi Alonso fondamentale»

Marco Palestra ai Blues: il Chelsea conferma l’operazione e accoglie il difensore classe 2004: «Sono davvero entusiasta di cominciare»

Marco Palestra è ufficialmente un calciatore del Chelsea. Il club londinese ha annunciato l’arrivo del giovane talento dell’Atalanta, confermando un’operazione che rientra nella linea strategica dei Blues: investire su profili emergenti, tecnici e con prospettiva internazionale.

Il difensore classe 2004, cresciuto nel vivaio nerazzurro e già protagonista nelle selezioni giovanili italiane, approda così in Premier League per compiere un salto significativo nella sua carriera. Un trasferimento che testimonia la crescente attenzione del Chelsea verso il mercato italiano e verso i prospetti più promettenti del panorama europeo.

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COMUNICATO “Il Chelsea è lieto di annunciare l’acquisto del nazionale italiano Marco Palestra dall’Atalanta, club di Serie A. Il ventunenne ha firmato un contratto fino al 2033 e si unirà ai suoi nuovi compagni di squadra per il ritiro pre-campionato agli ordini del tecnico Xabi Alonso. Dopo un’impressionante stagione 2025/26 in prestito al Cagliari, Palestra arriva a Stamford Bridge con una solida reputazione nel panorama calcistico europeo. La scorsa stagione ha disputato 37 partite di campionato con il Cagliari, distinguendosi nella massima serie italiana per le sue prestazioni come terzino e ala, su entrambe le fasce. Palestra ha esordito in Nazionale maggiore all’inizio di quest’anno, seguito a breve da una seconda convocazione con gli Azzurri. Benvenuto al Chelsea, Marco!”.

PRIME PAROLE PALESTRA – “Sono davvero entusiasta di cominciare. Ho percepito questa energia dal primo giorno in cui il Chelsea mi ha cercato. Non vedo l’ora di iniziare, di incontrare tutti i tifosi, i miei compagni di squadra e l’allenatore. Qui ci sono tantissimi giocatori di talento, abbiamo una rosa molto forte e un grande allenatore come Xabi. Mi ha spiegato come vuole che giochiamo, il che è molto stimolante, e non vediamo l’ora di misurarci in Premier League. Xabi Alonso è stato molto importante. Percepisco molta energia da lui. Inoltre, è uno dei migliori allenatori al mondo [come si può vedere dal fatto che] ha vinto con il Bayer Leverkusen. Per me è importante avere Xabi Alonso come allenatore. Ho avuto due colloqui con lui e sono molto contento perché mi ha spiegato cosa si aspetta da me. Sono molto felice di conoscerlo e di iniziare ad allenarmi con il Chelsea”.

Tottenham scatenato: Tonali sempre più vicino, rilancio da 100 milioni

Sandro Tonali a un passo dal Tottenham : rilancio da 100 milioni convince il Newcastle. Le ultimissime notizie

Il Tottenham è entrato in una fase di mercato particolarmente aggressiva e nelle prossime ore punta a chiudere uno dei colpi più pesanti dell’estate: Sandro Tonali. Secondo quanto riportato da Sky Sport, gli Spurs sono convinti di poter perfezionare l’operazione a breve, dopo aver già investito cifre enormi negli ultimi giorni.

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Dopo Mateus Fernandes, nuovo assalto a Tonali

Il club londinese ha appena finalizzato l’acquisto di Mateus Fernandes dal West Ham, operazione da 92 milioni di euro, e ora ha deciso di accelerare in modo deciso anche sul centrocampista italiano. La prima offerta al Newcastle, compresa tra 80 e 90 milioni, era stata respinta. Ma il Tottenham è tornato alla carica con una nuova proposta da circa 100 milioni di euro, cifra che potrebbe finalmente soddisfare le richieste dei Magpies.

Il ruolo del Manchester City

Sul giocatore c’è anche il Manchester City di Enzo Maresca, che ha manifestato un forte gradimento per Tonali. Proprio la concorrenza dei Citizens ha spinto gli Spurs a un rilancio immediato, per evitare che la trattativa si complichi.

De Zerbi decisivo

Secondo Longari, Tonali non è mai stato così vicino al Tottenham. Un fattore chiave è la presenza di Roberto De Zerbi, con cui il centrocampista ha un rapporto eccellente. Gli Spurs hanno inoltre messo sul tavolo una proposta economica molto ricca: l’ingaggio salirebbe dagli attuali 8 milioni percepiti al Newcastle a 12 milioni di euro netti.

I numeri di Tonali al Newcastle

Con la maglia dei Magpies, Tonali ha collezionato:

  • 110 presenze
  • 10 gol
  • una Carabao Cup vinta nel 2025

Il Tottenham vuole farne il perno del nuovo progetto tecnico, e la chiusura dell’affare potrebbe arrivare già nelle prossime ore.

Arbitri, l’AIA pensa allo stop delle dismissioni: possibile congelamento nel 2026/27

AIA verso il congelamento delle dismissioni: valutato il blocco per la stagione 2026/27

Il mondo arbitrale italiano arriva al giro di boa dopo una delle stagioni più complesse degli ultimi anni. Le elezioni per il nuovo presidente dell’AIA, che assegneranno un mandato biennale, sono previste per metà settembre: secondo La Gazzetta dello Sport, la data più probabile al momento è il 19 settembre.

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1° luglio: promozioni sì, dismissioni no

Come ogni inizio di stagione sportiva, il 1° luglio è il giorno dedicato a promozioni e dismissioni. Quest’anno, però, la situazione è eccezionale: viste le tensioni e gli eventi che hanno segnato la stagione arbitrale, potrebbe andare in scena un congelamento totale delle dismissioni.

Nessuna esclusione, dunque: l’organico verrebbe ampliato solo con nuove promozioni, senza i consueti cinque fischietti dismessi. Una scelta richiesta dai rappresentanti degli arbitri della CAN e suggerita dal designatore ad interim Dino Tommasi.

I nuovi promossi

L’ufficialità è attesa tra oggi e domani, ma i nomi dei nuovi arbitri promossi sono già definiti:

  • Mattia Drigo – Sezione di Portogruaro
  • Marco Di Loreto – Sezione di Terni
  • Alberto Poli – Verona
  • Dario Madonia – Palermo
  • Edoardo Mazzoni – Prato

Le dismissioni congelate: slittano al 2027

Le cinque dismissioni che sarebbero dovute scattare quest’anno vengono rinviate al 2027, portando a dieci il totale previsto per quella stagione. I nomi coinvolti:

  • Rosario Abisso
  • Ivano Pezzuto
  • Marco Piccinini
  • Federico Dionisi
  • Luca Massimi

Messina nuovo direttore tecnico AIA

Da oggi Domenico Messina, ex designatore della CAN A e B dal 2014 al 2017, diventa ufficialmente direttore tecnico dell’AIA. Sarà lui a indicare i designatori dalla CAN A e B in giù, figure che verranno comunicate il 7 luglio.

Casa Milan, incontro con gli agenti di Camarda e Comotto: entrambi attesi in pre‑season

Casa Milan, summit in corso con gli agenti Riso e Mecacci: primi confronti con la nuova dirigenza rossonera

Milan news: visita significativa questa mattina a Casa Milan, dove gli agenti Giuseppe Riso e Marianna Mecacci hanno incontrato la nuova dirigenza rossonera. Un appuntamento definito interlocutorio, ma utile per tracciare le prime linee guida del mercato e per fare il punto sui giovani più promettenti del settore giovanile.

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L’incontro è servito soprattutto a instaurare un dialogo diretto con il nuovo management, in vista delle strategie che accompagneranno l’inizio dell’era Rúben Amorim. Il club ha confermato la volontà di portare Francesco Camarda e Christian Comotto in pre‑season con il tecnico portoghese: entrambi saranno valutati da vicino, con l’obiettivo di capire se potranno restare stabilmente nel gruppo o se sarà più utile un percorso di crescita esterno.

Un confronto che apre la strada alle prossime mosse

Il summit ha permesso di fare il punto anche su altri profili seguiti dagli agenti presenti, con il Milan intenzionato a muoversi con metodo e continuità sul fronte dei giovani. La società vuole evitare accelerazioni premature, preferendo una pianificazione graduale che consenta ad Amorim di conoscere da vicino i talenti già presenti in rosa.

La sensazione è che questo primo incontro rappresenti solo l’inizio di una serie di confronti programmati: la nuova dirigenza rossonera vuole costruire un rapporto stabile con gli agenti più influenti, così da impostare un mercato coerente con la filosofia tecnica del nuovo allenatore.

Chi è Pep Chavarría: l’obiettivo del nuovo Chelsea di Xabi Alonso

Non solo Palestra! Chi è Pep Chavarría: il terzino che piace al nuovo Chelsea allenato da Xabi Alonso

Pep Chavarría è un difensore spagnolo nato a Figueres il 10 aprile 1998. Secondo Fabrizio Romano è il nuovo obiettivo di mercato del Chelsea di Xabi Alonso.

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Carriera e tappe principali

Cresciuto nel settore giovanile del Figueres, ha mosso i primi passi tra i senior con la stessa squadra prima di trasferirsi all’Olot nel 2018. Nel 2020 è stato acquistato dal Real Zaragoza, dove ha esordito tra i professionisti e segnato il suo primo gol con la maglia aragonese. Nel 2022 è passato al Rayo Vallecano, club con cui si è affermato in Primera División.

Numeri recenti

Nelle stagioni successive al suo arrivo al Rayo ha accumulato presenze regolari in Liga, contribuendo anche con qualche rete e confermando continuità di rendimento a livello professionistico.

Stile di gioco e punti di forza

Chavarría è un terzino sinistro moderno: apprezzato per profondità e velocità sulle fasce, sa spingere in fase offensiva senza rinunciare al lavoro difensivo. Ha dimostrato buona capacità di inserimento e adattabilità tattica, qualità che lo rendono interessante per club alla ricerca di esterni dinamici.

Perché il Chelsea lo segue

A 28 anni, con esperienza in Segunda e in Liga, Chavarría unisce affidabilità difensiva e propensione alla spinta offensiva: caratteristiche che spiegano perché il suo nome sia finito tra i nuovi obiettivi del Chelsea. Se l’interesse dovesse concretizzarsi, il club inglese punterebbe su un profilo già rodato nel calcio spagnolo e pronto a inserirsi in un contesto ad alto ritmo.

Chi è Luigi Caccavo, il nuovo colpo a sorpresa del Bologna prelevato dal Lumezzane

Bologna, colpo a sorpresa sul mercato: chi è Luigi Caccavo, il centravanti arrivato dal Lumezzane

Bologna news calcio: negli ultimi dieci giorni il Bologna ha messo a segno un’operazione inattesa: l’ingaggio di Luigi Caccavo, attaccante classe 2004 prelevato dal Lumezzane. Un investimento da circa 400 mila euro, pensato per arricchire il reparto giovani e puntare su un profilo che nell’ultima stagione ha vissuto una crescita evidente.

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Origini e primi passi: da Bari al settore giovanile del Monza

Nato a Bari il 3 febbraio 2004, Caccavo si trasferisce presto al nord, entrando nel vivaio del Monza. Con l’Under 17 muove i primi passi nel calcio professionistico, poi esplode con l’Under 18, dove nel 2020/21 mette a segno 10 gol.

Il passaggio al Torino: buoni numeri in Primavera

Nell’estate 2021 approda al Torino, dove esordisce subito in Primavera. Pur non essendo titolare fisso, chiude due stagioni con 12 reti complessive, confermando un potenziale interessante. Dal 2023 iniziano i prestiti: Pergolettese, Trento, Caldiero, Ascoli. Esperienze difficili, con appena 3 gol in tre anni, che rallentano la sua crescita.

La rinascita al Lumezzane: 11 gol in Serie C

Libero a fine stagione, Caccavo sceglie il Lumezzane. È qui che cambia tutto:

  • 34 presenze
  • 11 gol
  • 2 assist

Il momento migliore arriva tra la 13ª e la 28ª giornata, quando segna 10 dei suoi 11 gol stagionali, diventando un riferimento offensivo costante.

Caratteristiche fisiche: un centravanti imponente

Caccavo è un attaccante dalla struttura fisica notevole:

  • 192 cm x 90 kg
  • corporatura snella ma potente
  • falcata ampia e grande velocità in progressione
  • forza negli appoggi inferiori e buona tonicità negli arti superiori

Un profilo che unisce fisicità e mobilità, ideale per attaccare la profondità e proteggere palla.

Caratteristiche tecniche: difesa del pallone e gioco di sponda

Destro naturale, Caccavo possiede una tecnica pulita e ordinata. Le sue qualità principali:

  • difesa del pallone efficace
  • capacità di smistare il gioco sugli esterni
  • sponde utili per far salire la squadra
  • buon fiuto del gol
  • movimenti intelligenti in verticale

Al Lumezzane è stato fondamentale per trasformare azioni difensive in offensive, permettendo alla squadra di respirare nei momenti di pressione avversaria.

Perché il Bologna ha scelto Caccavo

Il Bologna ha visto in lui un profilo in crescita, con margini di miglioramento e caratteristiche utili per il calcio moderno: fisico, profondità, capacità di legare il gioco. Un investimento contenuto, ma potenzialmente molto redditizio.

Koke e l’Atletico Madrid, la leggenda continua: cosa significa il rinnovo fino al 2027 per l’eterno capitano

Koke rinnova con l’Atletico Madrid fino al 2027: l’eterno capitano scrive un’altra pagina leggendaria con i Colchoneros

C’è chi giura che, se si scavasse sotto il prato del Civitas Metropolitano, si troverebbero le radici profonde di Jorge Resurrección Merodio, calcisticamente noto a tutto il mondo semplicemente come Koke. L’ufficialità del suo rinnovo di contratto fino al 2027 con l’Atletico Madrid non è una semplice formalità burocratica o una riga in più nell’organigramma dei Colchoneros. È la firma su un patto di fedeltà eterno, la conferma che nel calcio moderno esistono ancora le bandiere capaci di sventolare contro ogni tempesta.

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Una vita in Rojiblanco: dalle giovanili alla leggenda

Arrivato nel settore giovanile dell’Atletico a soli sei anni, Koke ha scalato ogni singola categoria con lo zaino pieno di sogni e il cuore tinto di bianco e rosso. Dal debutto in prima squadra nel lontano 2009, il centrocampista spagnolo ha saputo trasformarsi nel calciatore con più presenze in assoluto nella storia del club, frantumando record su record e superando miti del passato del calibro di Adelardo Rodríguez.

Estensore sul campo del credo di Diego Pablo Simeone, Koke è l’essenza stessa del Cholismo: sacrificio, intelligenza tattica, leadership silenziosa e una dedizione totale alla causa madrilena.

I numeri e i trionfi di un leader mitologico

Il prolungamento dell’accordo fino al 2027 permetterà di arricchire ulteriormente un palmarès già leggendario e di guidare lo spogliatoio verso le prossime, grandi sfide nella Liga e in Europa. Sotto la sua guida e con la sua straordinaria regia in mezzo al campo, l’Atletico ha vissuto l’era più gloriosa della sua storia contemporanea:

  • 2 Titoli di Liga (2013/14 e 2020/21), conquistati spezzando il duopolio di Barcellona e Real Madrid.
  • 2 Europa League e 2 Supercoppe UEFA, imponendo il marchio colchonero nel continente.
  • Oltre 600 battaglie giocate indossando un’unica maglia sulla pelle, un traguardo riservato a pochissimi eletti nella storia del calcio mondiale.

Il simbolo di un calcio romantico

In un’epoca contrassegnata da trasferimenti milionari e repentine fughe verso lidi economicamente più vantaggiosi, la scelta di Koke di legarsi all’Atletico Madrid fino al 2027 rappresenta una boccata d’ossigeno per i romantici di questo sport. Per lui non è mai stata una questione di cifre, ma di pura appartenenza.

“Voglio ritirarmi qui, questa è la mia casa”

Con questo rinnovo, i tifosi dell’Atletico possono continuare a essere fieri della propria identità: le chiavi del centrocampo e l’anima pulsante della squadra sono ancora custodite nelle mani sicure del loro eterno, intramontabile capitano.

Marsiglia, inizia una nuova era: Bruno Genesio è il nuovo allenatore

Inizia l’era Bruno Genesio per il Marsiglia: è lui il nuovo allenatore dell’OM. Tutti i dettagli

Ribaltone sulla turbolenta panchina dell’Olympique Marsiglia. Il club francese ha annunciato ufficialmente questo mercoledì di aver affidato la guida tecnica della prima squadra a Bruno Genesio. La nomina del cinquantanovenne allenatore arriva a sole ventiquattro ore di distanza dal comunicato che ha sancito la fine dell’avventura di Habib Beye, sollevato dall’incarico dopo una parentesi complessa e avara di soddisfazioni durata appena quattro mesi.

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La dirigenza marsigliese, delusa dall’esito dell’ultima annata, ha deciso di puntare su un profilo di assoluta affidabilità per rilanciare le ambizioni di una delle piazze più calde ed esigenti d’Europa. In una nota ufficiale, il club ha precisato la propria visione strategica: “Bruno Genesio assumerà le sue funzioni a partire da oggi. Questo ingaggio si inserisce perfettamente nel nuovo ciclo sportivo implementato dalla società, con il preciso intento di proseguire nel nostro sviluppo e rafforzare la competitività ai massimi livelli“.

Dal Lilla al Vélodrome: il pedigree del nuovo tecnico

Genesio approda a Marsiglia forte di un biennio estremamente positivo alla guida del Lilla. Proprio nell’ultima stagione di Ligue 1, il neo-tecnico dell’OM è riuscito a trascinare la sua ormai ex squadra fino a un eccellente terzo posto in classifica. Un risultato fondamentale che ha garantito l’accesso alla prossima edizione della prestigiosa UEFA Champions League; un traguardo che è invece sfuggito al Marsiglia, costretto ad accontentarsi di una quinta piazza finale che non ha soddisfatto le ambizioni dei tifosi.

Il curriculum di Genesio parla chiaro: dopo l’esordio nella massima serie transalpina con il Lione nella stagione 2015/16, ha accumulato preziosa esperienza guidando anche il Rennes e avventurandosi nel calcio asiatico con i cinesi del Beijing Guoan.

Le prime parole

L’entusiasmo per questa nuova prestigiosa tappa della sua carriera traspare chiaramente dalle prime dichiarazioni rilasciate ai canali ufficiali del club:

Ho scelto di unirmi all’Olympique Marsiglia perché sono stato profondamente attratto dall’alto livello della sfida che mi è stata presentata. L’OM è un club letteralmente unico, forte di una storia eccezionale, di un’identità marcatissima e di tifosi passionali, il cui immenso amore per questi colori si estende ben oltre i confini della città“.

Ora la palla passa al campo: a Genesio il difficile compito di blindare la difesa e riportare il Marsiglia nell’élite del calcio francese ed europeo.

Perché Peruzzi ha detto no alla Lazio. I motivi dietro al rifiuto dell’ex portiere per il ritorno in biancoceleste

I motivi dietro al rifiuto di Angelo Peruzzi di tornare alla Lazio. Cosa c’è dietro il no detto dall’ex portiere a Lotito

La Lazio perde l’opportunità di riportare a Formello una delle sue figure storiche più carismatiche. Secondo il Corriere dello Sport, Angelo Peruzzi ha detto no: l’ex portiere della Nazionale non succederà a se stesso nel ruolo di club manager, a cinque anni di distanza dal brusco addio consumatosi nel 2021. L’incontro decisivo tra il presidente biancoceleste Claudio Lotito e Peruzzi è avvenuto in segreto lunedì scorso, sfruttando la festività dei Santi Pietro e Paolo a Roma per evitare l’attenzione dei media. Un vertice a porte chiuse che, tuttavia, non è bastato a dissipare i profondi e resistenti dubbi dell’ex dirigente.

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I motivi del rifiuto: autonomia e perimetro d’azione

Le chance di un ritorno erano già considerate basse alla vigilia, ma il confronto diretto ha sancito la definitiva fumata nera. Sul tavolo c’erano nodi cruciali da sciogliere: l’operatività, il grado di autonomia decisionale, la chiarezza nel perimetro d’azione e, non ultimo, l’accordo contrattuale.

La figura del club manager era stata concepita come un fondamentale anello di raccordo quotidiano tra la società, lo staff medico, la squadra e lo staff tecnico. Peruzzi, che nel 2021 aveva interrotto il rapporto lamentando una forte subordinazione, chiedeva un progetto chiaro per accettare l’incarico. Non intenzionato ad accettare un invito a scatola chiusa, le distanze su vari aspetti gestionali hanno reso lo strappo ormai insanabile.

L’era Gattuso e la ricerca di nuove bandiere societarie

Il mancato rientro di Peruzzi si inserisce in un contesto societario particolarmente delicato. Dopo la risoluzione ufficiale del contratto di Maurizio Sarri, la panchina è stata affidata a Rino Gattuso, e l’innesto di una figura rassicurante per l’ambiente avrebbe potuto restituire la necessaria fiducia.

Incassato il rifiuto di Peruzzi, Lotito starebbe ora valutando l’inserimento di altre bandiere di riferimento all’interno dell’organigramma societario. Da giorni circola con insistenza il nome di Beppe Signori per un potenziale ruolo nell’Academy, sebbene siano filtrate smentite da lui stesso.

Tifosi in rivolta: Ponte Milvio e il nodo abbonamenti

La frattura tra la tifoseria e la presidenza appare sempre più profonda. Proprio domani prenderà il via da Ponte Milvio una maximanifestazione di dissenso organizzata dalla Curva Nord, annunciata come una delle più imponenti degli ultimi anni.

La protesta rischia di riflettersi pesantemente sulle presenze allo stadio Olimpico: i gruppi organizzati hanno infatti preannunciato un duro boicottaggio degli abbonamenti. Nella giornata di oggi, 1 luglio 2026, la società non ha ancora rilasciato comunicazioni ufficiali sull’apertura della campagna per la stagione 2026/27, alimentando un clima di forte incertezza e contestazione permanente attorno al mondo Lazio.

Klopp nuovo ct della Germania? Jurgen ha aperto alla panchina della Nazionale in caso di ribaltone con Nagelsmann

Klopp sulla panchina della Germania? Jurgen apre alla Nazionale in caso di addio con Nagelsmann dopo il flop ai Mondiali

Il futuro della guida tecnica della Nazionale tedesca potrebbe presto tingersi di clamoroso. Le ultime indiscrezioni di Fabrizio Romano aprono a uno scenario che, fino a poco tempo fa, sembrava una suggestione di difficile realizzazione. Jürgen Klopp sarebbe infatti disposto a valutare concretamente un ritorno alla guida tecnica qualora la DFB decidesse di chiamarlo formalmente per affidargli la panchina della squadra maggiore.

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Klopp e il fascino della Nazionale tedesca: il tecnico è pronto ad ascoltare

La notizia scuote i vertici del calcio teutonico e fa già sognare i tifosi della Mannschaft. Dopo aver concluso la sua epica epopea in Premier League e aver ricaricato le batterie nel corso degli ultimi mesi, Klopp non ha mai nascosto la profonda attrazione per il ruolo di commissario tecnico della propria terra natia.

Fonti vicine all’allenatore di Stoccarda confermano che l’ex tecnico dei Reds sarebbe assolutamente aperto ad ascoltare le proposte della Federazione, mostrandosi molto interessato al progetto di rifondazione e rilancio della selezione nazionale in vista dei prossimi impegni europei e mondiali. Per i vertici federali si tratterebbe dell’occasione perfetta per consegnare lo spogliatoio a un leader carismatico di caratura mondiale, unanimemente stimato e capace di ricompattare l’intero movimento sportivo del Paese.

Il nodo Nagelsmann: la decisione finale nelle mani della DFB

Dall’altra parte della barricata la situazione legata all’attuale gestione tecnica vive ore di profonda riflessione. Il commissario tecnico in carica, Julian Nagelsmann, ha espresso a più riprese la propria posizione: l’ex allenatore del Bayern Monaco vuole restare saldamente alla guida della Germania, nonostante il flop al Mondiale con l’eliminazione per mano del Paraguay.

Tuttavia, nel calcio di vertice le intenzioni dei singoli devono inevitabilmente misurarsi con i piani programmatici e strategici dei piani alti. La decisione finale rimane nelle mani della DFB, che nelle prossime settimane si riunirà per tracciare il bilancio definitivo e pianificare le mosse future. La disponibilità manifestata da Klopp rappresenta un’alternativa fin troppo ingombrante per essere ignorata, e potrebbe spingere i vertici della Federazione a compiere una scelta drastica pur di assicurarsi le prestazioni di uno dei tecnici più vincenti degli ultimi vent’anni. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se prevarrà la linea della continuità o se assisteremo al via ufficiale dell’era Klopp.

La Roma blinda tutti i big, Gasperini alza il muro e respinge tutte le offerte! Addio storico a Bruno Conti, è la fine di un’era

La Roma su dettame di Gian Piero Gasperini ha respinto le offerte per tenersi stretta tutti i big. Intanto, con l’addio di Bruno Conti è la fine di un’era

La sessione estiva del calciomercato della Roma si apre sotto il segno della continuità e della fermezza strategica. Per la terza volta nel giro di pochi mesi, la proprietà americana guidata da Dan e Ryan Friedkin ha sposato totalmente la linea dettata dal tecnico Gian Piero Gasperini. L’allenatore – secondo il Corriere dello Sport – ha ottenuto la conferma in blocco dello “zoccolo duro” della squadra arrivata terza nell’ultimo campionato, respingendo l’idea di cedere i pezzi pregiati per fare cassa. Durante i vertici societari, il mister era stato chiaro con la dirigenza: «Teniamoli tutti, solo così potremo costruire basi solide per il futuro e ambire davvero a vincere».

Il muro giallorosso: da Svilar a Koné e Soulé

Superata la delicata scadenza del 30 giugno, la Roma ha confermato l’incedibilità dei suoi campioni di fronte a numerosi sondaggi gestiti dai direttori sportivi Massara e D’Amico. Per il portiere Mile Svilar, finito nel mirino di Chelsea e Juventus, la valutazione è stata fissata ad almeno 60 milioni di euro. Discorso analogo per la difesa, dove l’Inter ha tentato l’affondo per N’Dicka e Gianluca Mancini. In merito, Gasperini è stato categorico: «Mancio non se ne va, gliel’ho già detto. Può fare quello che vuole l’Inter, ma se un giocatore vuole rimanere, rimane».

Anche a centrocampo e in attacco la linea societaria non cambia. L’Atletico Madrid si è visto rifiutare una proposta per Manu Koné, mentre per Donyell Malen e Matías Soulé sono stati rispediti al mittente i sondaggi provenienti dalla Germania e dalle ricche sirene arabe. A confermarlo è stato l’agente dell’argentino, Guastadisegno, che ha dichiarato: «Non ne sono mai arrivate». La forza del club poggia anche sul patto stretto dagli stessi calciatori nello spogliatoio: «Restiamo tutti». Tra questi ci sono anche Dybala, Pellegrini e Celik, i cui contratti sono in via di imminente rinnovo per dare l’assalto allo scudetto nel secondo anno dell’era Gasp.

Il caso Pisilli: la Roma fa muro contro il Porto

Tra i giovani talenti più protetti spicca il nome di Niccolò Pisilli. Il centrocampista classe 2004, cresciuto nel vivaio di Trigoria, è considerato un punto fermo intoccabile per il futuro del club. Nelle ultime ore, il Porto si era spinto a offrire ben 25 milioni di euro per il suo cartellino. I Friedkin hanno rifiutato fermamente l’offerta dei portoghesi, così come accaduto nei giorni scorsi per i tentativi effettuati da Como e Milan.

La fine di un’era: Bruno Conti saluta dopo 53 anni

La giornata ha fatto registrare anche un momento di profonda commozione extracalcistica. Bruno Conti ha dato ufficialmente l’addio alla Roma, chiudendo una leggendaria storia d’amore durata ben 53 anni. Giunto alla scadenza del contratto, l’ex campione del mondo ha svuotato il suo ufficio, salutando l’ambiente in lacrime:

“Grazie a tutti, io penso che a tutto c’è un inizio e a tutto c’è una fine. È chiaro che oggi, andando via da Trigoria e togliere tutto quello che era mio nell’ufficio, c’è stata tanta emozione, anche con tutti i dipendenti che erano presenti a Trigoria. Ho deciso questo perché a 71 anni siamo un po’ vecchi e voglio godermi un po’ la mia salute, mia moglie, la mia family”

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