Pagina 66 – Calcio News 24

Germania, Nagelsmann verso le dimissioni: Klopp è il favorito per la panchina

Dopo il deludente Mondiale, la Federazione avrebbe già individuato il successore: decisivi i prossimi colloqui. Nagelsmann verso le dimissioni

Sono bastati appena quattro giorni dall’eliminazione della Germania ai sedicesimi di finale del Mondiale contro il Paraguay perché arrivasse una svolta destinata a cambiare il futuro della nazionale. Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, sulla base delle informazioni di Sky Deutschland, Julian Nagelsmann è pronto a rassegnare le dimissioni da commissario tecnico della selezione tedesca.

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La decisione sarebbe maturata anche dopo una riunione di circa tre ore e mezza tra i vertici della Federazione calcistica tedesca, durante la quale al tecnico sarebbe stato suggerito di interrompere anticipatamente il proprio incarico, nonostante un contratto valido fino agli Europei del 2028. Un epilogo difficile da accettare per Nagelsmann, profondamente deluso dall’esito della competizione.

Per la successione, il nome in cima alla lista è quello di Jürgen Klopp. L’ex allenatore del Liverpool ricopre attualmente il ruolo di Head of Global Soccer di Red Bull, ma tale incarico non rappresenterebbe un ostacolo. Nel contratto firmato con il gruppo, infatti, sarebbe presente una clausola che gli consentirebbe di accettare un’eventuale chiamata della Germania. Nelle prossime ore potrebbero quindi partire i contatti per cercare un’intesa e aprire un nuovo ciclo sulla panchina della Nazionale tedesca.

Modric sul futuro: «Non è ancora il momento di parlare. Lo saprete presto…»

Modric prende tempo dopo l’eliminazione della Croazia dal Mondiale, mentre resta aperta la possibilità di un’altra stagione con il Milan

Il futuro di Luka Modrić continua a essere avvolto nell’incertezza. Al termine dell’ultima esperienza con la nazionale croata, il centrocampista ha preferito non entrare nei dettagli sui prossimi passi della sua carriera, lasciando intendere che una decisione definitiva arriverà a breve.

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Le sue parole sono state chiare e hanno alimentato le inevitabili speculazioni: “Non è ancora il momento di parlare del mio futuro. Lo saprete presto…”. Un messaggio che non offre certezze, ma che conferma come ogni opzione sia ancora sul tavolo.

Tra queste c’è anche il Milan, dove l’ipotesi di una permanenza per un’altra stagione non può essere considerata tramontata. Ad oggi, infatti, le porte per un ulteriore anno in rossonero non sono ancora chiuse e il club continua a valutare la situazione in attesa della scelta definitiva del fuoriclasse croato.

Molto dipenderà dalle riflessioni dello stesso Modrić e dai programmi del Milan per la prossima stagione. Le prossime settimane saranno quindi decisive per capire quale direzione prenderà la sua carriera. Per il momento, l’unica certezza è che il numero 10 preferisce attendere prima di annunciare la propria decisione, rimandando ogni comunicazione ufficiale ai prossimi giorni.

Idea Dovbyk per il Genoa, De Rossi lo rivuole dopo l’esperienza alla Roma: tentativo in prestito dalla Roma

Idea Dovbyk per il Genoa, De Rossi lo rivuole dopo l’esperienza alla Roma: tentativo in prestito dalla Roma. Cosa filtra

Il Genoa guarda in casa Roma per rinforzare il reparto offensivo. Come rivelato da Sky Sport, Daniele De Rossi avrebbe messo nel mirino Artem Dovbyk, attaccante ucraino già allenato nella sua esperienza sulla panchina giallorossa.

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Il tecnico rossoblù conosce bene le caratteristiche del centravanti e vorrebbe ritrovarlo anche al Genoa, all’interno di un progetto che punta ad aumentare peso, fisicità e soluzioni in zona gol. L’idea del club ligure sarebbe quella di provare a impostare un’operazione in prestito, formula che potrebbe permettere al Grifone di tentare l’affondo senza investimenti immediati troppo pesanti.

Dovbyk Genoa, la posizione della Roma

Resta però da capire quale sarà la posizione della Roma e dello stesso Dovbyk. Prima del 30 giugno, infatti, anche il Real Betis aveva manifestato interesse per l’attaccante, con il club giallorosso che per una possibile cessione aveva chiesto circa 25 milioni di euro.

Il dossier resta quindi aperto: De Rossi spinge per riabbracciare Dovbyk, ma il via libera dipenderà dalle valutazioni della Roma.

Pagelle Spagna Austria: brillano Oyarzabal e Cucurella, stecca Posch. I TOP e i FLOP

Pagelle Spagna Austria: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Spagna Austria: i Top e Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026, stravinto dalle Furie Rosse con un 3-0 che non lascia margini di dubbi. La Spagna si candida ulteriormente alla vittoria della manifestazione.

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I Top

  • Mikel Oyarzabal (Spagna). L’assoluto MVP della serata di Los Angeles. Sblocca la partita al 36′ facendosi trovare pronto a centro area e la chiude definitivamente all’89’ con un piatto destro precisissimo, firmando una splendida doppietta personale. Crea costantemente pericoli e fa impazzire i centrali austriaci. La Spagna ha trovato il centravanti perfetto, quello che conosce bene che tipo di palloni gli possono arrivare.
  • Marc Cucurella (Spagna). Un treno inarrestabile sulla fascia sinistra e uomo-assist della serata. Fornisce i due passaggi vincenti per le reti di Oyarzabal e avvia l’azione che porta al gol del 2-0 di Pedro Porro. Gli viene anche annullata una rete per una carica di Cubarsi sul portiere, ma la sua prestazione resta dominante. Mourinho se la ride, il Real Madrid ha preso il meglio che c’è nel suo ruolo.
  • Lamine Yamal (Spagna). È il pericolo pubblico numero uno, tanto che l’Austria è costretta al raddoppio sistematico su di lui fin dai primi minuti. Dribbling (spettacolari un paio di tunnel nella prima mezz’ora), accelerazioni e tiri in porta. Gli manca solo il gol, negatogli da un salvataggio sulla linea di Alaba all’84’. La sensazione è che il meglio possa e debba ancora arrivare, se non si perde in qualche narcisismo di troppo.
  • Unai Simon (Spagna). Vive una serata relativamente tranquilla grazie all’ottimo lavoro della sua difesa, ma entra di diritto nella storia. L’estremo difensore spagnolo supera prima il record nazionale di Iker Casillas e poi, al 90′, fissa il nuovo record assoluto di imbattibilità nella storia dei Mondiali, superando i famosi 517 minuti di Walter Zenga del 1990 (ricordate Caniggia?)
  • Pedro Porro (Spagna). Attento in fase di copertura (concede pochissimo dalle sue parti) e letale quando si sgancia in avanti. Il suo colpo di testa al 66′, su perfetto cross di Baena, taglia le gambe agli austriaci e mette in ghiaccio la qualificazione.

I Flop

  • L’Atteggiamento dell’Austria: I ragazzi di Rangnick scendono in campo con un baricentro troppo basso e subiscono per tutta la gara il palleggio asfissiante degli spagnoli. Si rendono pericolosi solo a sprazzi (con un colpo di testa di Kalajdzic e un cross non sfruttato da Gregoritsch), mostrando una tenuta difensiva fragile contro le incursioni laterali di Cucurella e Yamal.
  • Ferran Torres (Spagna). È l’unica nota leggermente stonata nel concerto perfetto di Luis de la Fuente. Entra al 71′ ma appare un po’ fuori ritmo rispetto ai compagni. Tergiversa troppo col pallone tra i piedi e, in pieno recupero (95′), scatta bene sul filo del fuorigioco ma poi “mastica” malamente la conclusione a rete da ottima posizione.
  • Stefan Posch e David Alaba (Austria). La retroguardia austriaca va costantemente in apnea. Posch rimedia un’ammonizione evitabile ed è spesso in ritardo sulle sovrapposizioni spagnole. Alaba, pur salvando un gol fatto sulla linea su Yamal, appare nervoso (protagonista di una piccola lite con Merino e di un “placcaggio” non sanzionato su Oyarzabal a inizio gara) e non riesce a guidare la difesa come dovrebbe.

Spagna Austria, la partita di Cucurella: il focus sulla prestazione sontuosa del terzino

Spagna Austria, la partita di Cucurella: ecco l’analisi completa della prestazione del terzino ai sedicesimi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti di Spagna Austria, la gara valida per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Marc Cucurella. Ecco la sua prestazione odierna nel dettaglio.

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La partita di Cucurella

PRIMO TEMPO

Esterno basso di sinistra nel 4-2-3-1 di De La Fuente, alla vigilia della sfida Cucurella ha espresso profonda stima delll’Austria, definendola “una squadra pericolosa, organizzata e generosa“. Ci si aspetta pertanto una prestazione attenta contro un avversario da non prendere sotto gamba. All’8′ Alex Buena ne premia la sovrapposizione, Cucurella protegge palla e guadagna un corner. Richiamo dell’arbitro al neo-madridista per intervento deciso, nessuna sanzione però. Non troppo coinvolto nella prima fase, se non in normali appoggi al compagno di fascia Alex Buena. Al 29′ è proprio Cucurella a mettere dentro il pallone su una respinta da corner, gol annullato perché Cubarsì salta e va a sbilanciare il portiere Schlager. Al 32′ il terzino va ad alimentare l’azione offensiva recuperando un pallone appena fuori dall’area austriaca. Al 36′ la Spagna passa con azione impeccabile: Pedri allarga per un liberissimo Cucurella, stop e tracciante in orizzontale per Oyarzabal che gira di prima liberandosi perfettamente dalla marcatura. Al 43′ diagonale sulla trequarti, appoggia di testa a Cubarsi che pasticcia un po’, arriva Rodri a risolvere la situazione. Anche altre volte Cucurella tende a stringere molto al centro e lascia un po’ scoperta la sua fascia. Altro intervento di testa in ripiegamento importante nel recupero per evitare che l’Austria vada in profondità. Si chiude un primo tempo molto positivo, anche per le tante corse senza palla fatte per portare via un uomo alla fase difensiva avversaria.

SECONDO TEMPO

La ripresa inizia con uno stop non facile e gestione acrobatica del pallone da una costruzione dal basso alla quale lo invita Unai Simon. Anche nella ripresa lo si vede molto avanzato, come un centrocampista aggiunto ad agire a ridosso dell’area avversaria. Altra entrata dura di Danso, spesso i giocatori austriaci colpiscono con una certa irruenza un attimo dopo che gli spagnoli scaricano il pallone. Al 61′ Kalajdzic appena entrato si rende pericoloso saltando su Cucurella, colpo di testa alto. Al 66′ la Spagna raddoppia con un’azione ipnotica e insistente: anche stavolta Cucurella ha una parte, raccoglie palla in area e in spaccata la tocca per Alex Baena che la gira morbidamente per il colpo di testa di vincente di Pedro Porro. Al 75′ va in anticipo commettendo fallo su Chukwuemeka all’altezza del cerchio di centrocampo. All’81’ grande servizio per Ferran Torres che al centro dell’area di rigore cerca di allungare per Pedri senza successo. Poco dopo anche Posch salta sul neo-madridista, il colpo di testa è comunque molto lontano dalla porta. Proprio l’ex Como si guadagna il primo cartellino giallo dell’incontro intervendo da dietro su Cucurella. A un minuto dal 90′ crea il secondo assist-gol per Oyarzabal, un pallone rasoterra con i giri giusti che premia il taglio del compagno e chiude la partita per la squadra e sottolinea ancora di più la straordinarietà della sua prestazione.



Maldini dt Nazionale? Malagò apre: «Ha requisiti e caratteristiche. Ecco come sceglieremo il ct»

Paolo Maldini in Nazionale? Le parole del neo presidente FIGC Malagò sul possibile incarico da dt dell’ex Milan e sul prossimo ct

Il nome di Paolo Maldini continua a prendere quota per un ruolo centrale nella nuova Nazionale italiana. A parlarne è stato Giovanni Malagò, nuovo presidente della FIGC, intervenuto ai microfoni del TG2 Post per fare il punto sulle prossime scelte federali.

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Il tema più caldo riguarda proprio la figura del nuovo direttore tecnico, un incarico considerato strategico per la ripartenza del progetto azzurro. Su Maldini, però, Malagò ha preferito mantenere una linea prudente, senza confermare né smentire l’ipotesi: «Paolo Maldini nuovo dt della Nazionale? Non posso né confermare, né smentire…».

Una risposta che non chiude la porta, anzi. Il presidente federale ha poi aggiunto un passaggio significativo sull’ex dirigente del Milan, sottolineandone il profilo e la credibilità: «Posso dire che Paolo Maldini ha requisiti e caratteristiche che gli italiani si aspettano da chi deve svolgere questo incarico».

Maldini Nazionale, quotazioni in crescita per il ruolo di dt

Le parole di Malagò confermano come il profilo di Paolo Maldini sia considerato con grande attenzione all’interno della FIGC. L’ex capitano rossonero, simbolo del calcio italiano e figura riconosciuta anche a livello internazionale, rappresenterebbe una scelta di forte impatto per il nuovo corso della Nazionale.

Al momento, però, non è ancora stata presa una decisione definitiva. Le quotazioni di Maldini sono in crescita, ma il quadro resta aperto e la Federazione vuole muoversi con prudenza prima di formalizzare una scelta così delicata.

Ct Nazionale, Malagò non si sbilancia sul nome

Altro dossier fondamentale riguarda il nuovo Ct della Nazionale. Anche su questo punto Malagò non ha voluto anticipare nomi, spiegando la complessità del momento e la necessità di una decisione condivisa con una figura di riferimento tecnico.

Queste le sue parole: «Sono mortificato nel non poter dare un nome. In questi giorni mi sono reso conto dell’adagio secondo cui in Italia ci sono 60 milioni di allenatori. A torto o a ragione, il presidente della Federazione sceglieva in grande solitudine l’allenatore e magari all’interno. Oggi, data l’esigenza, si deve andare sul mercato. Non mi manca il coraggio ma voglio appoggiarmi a qualcuno che ne sa più di me, come il dt che può diventare il presidente del Club Italia. Sono molto vicino a questa persona e con questa persona iniziamo a fare la scelta del ct».

Il nuovo assetto della Nazionale italiana resta quindi in costruzione. La scelta del dt sarà il primo passaggio chiave, poi arriverà quella del commissario tecnico.

La Fiorentina accelera per Thorstvedt! Domani il primo incontro col Sassuolo

La Fiorentina accelera per Thorstvedt! Domani il primo incontro col Sassuolo per definire il passaggio del centrocampista danese

La Fiorentina accelera per Kristian Thorstvedt. Dopo i contatti positivi andati in scena la scorsa settimana a Milano tra il d.s. Paratici e l’agente del giocatore, il club viola è pronto a sedersi al tavolo con il Sassuolo per entrare nella fase più concreta dell’operazione.

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Secondo quanto riferito da Sky Sport, il centrocampista norvegese avrebbe già dato il proprio assenso al trasferimento alla Fiorentina. Un passaggio importante, che permette ai viola di muoversi con maggiore decisione nella trattativa con il club neroverde.

Thorstvedt Fiorentina, il sì del giocatore e l’incontro col Sassuolo

Thorstvedt, attualmente impegnato ai Mondiali, è considerato una priorità da Fabio Grosso, che lo conosce bene dopo averlo già allenato in Emilia. Il gradimento del tecnico rappresenta un fattore centrale nella scelta della Fiorentina, intenzionata a rinforzare il centrocampo con un profilo fisico, dinamico e già abituato al calcio italiano.

Domani è previsto il primo incontro diretto tra Fiorentina e Sassuolo. I neroverdi attendono la prima offerta ufficiale dei viola, con l’obiettivo di capire se ci saranno margini per ridurre le distanze e impostare una trattativa concreta.

Sassuolo, occhi su Ugresic ma c’è il Bologna

Intanto il Sassuolo guarda anche al mercato in entrata. I neroverdi restano pienamente in corsa per Ugresic, talento del Partizan, ma dovranno superare la concorrenza del Bologna.

Moviola Spagna Austria, tutti gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro Glenn Nyberg

Moviola Spagna Austria: gli episodi dubbi del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Moviola Spagna Austria: gli episodi dubbi del match diretto dall’arbitro Glenn Nyberg, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026.

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PRIMO TEMPO

Il primo intervento arbitrale arriva dopo soli 10 secondi per un mani di Dani Olmo. Al 9′ revisione Var che cancella un corner a favore della Spagna. All’11’ contatto Laimer-Yamal in area, contatto troppo lieve per prendere provvedimenti seri. Al 15′ blocco di Danso su Oyarzabal a palla lontana, nessuna decisione particolare da parte di Nyberg. Al 22′ Danso in area gestisce un pallone rimbalzante toccandolo anche un po’ di mani. Fischi copiosi per il cooling break com’è ormai tradizione in quasi tutti gli stadi. Al 29′ Cucurella va in gol da una respinta da corner, rete annullata prontamente dal direttore di gara e la motivazione è che Cubarsi salta e va a sbilanciare il portiere Schlager. Al 33′ Yamal si presenta da solo e sbaglia il pallonetto, errore vanificato perché è oltre la linea austriaca nel momento in cui viene servito. Il recupero è di 4 minuti. Partita vivace ma corretta: i falli sono stati 9, nessuno meritevole di cartellino per Nyberg, pochissime le contestazioni dei giocatori in campo.

SECONDO TEMPO

Al 52′ Dani Olmo viene spostato al limite dell’area da Danso mentre è in piena corsa, forse c’erano gli estremi per una punizione che non viene concessa. Proteste a voce alta di De La Fuente per un fallo da dietro di Posch su Alex Baena, l’arbitro sta fischiando davvero pochissimo e non ha ancora estratto un cartellino. Segnalato un fuorigioco a Yamal all’ora di gioco, probabilmente non c’era. Scontro di Arnautovic con Simon, l’ex Inter resta a terra per un po’. Al 75′ si ha un principio di rissa a centrocampo, anche in questo caso il fischietto svedese interviene per fare da paciere senza mettere mano ai cartellini. Polemico poco dopo Arnautovic per una leggera spinta di Cubarsi in area di rigore, sembra più un atteggiamento dettato dalla frustrazione dopo il 2-0. A 7 minuti dal 90′ si arriva il primo cartellino giallo dell’incontro: lo merita Posch intervendo da dietro su Cucurella a centrocampo. Sono 6 i minuti di extra-time a verdetto ormai deciso sul 3-0. Si chiude la partita con un solo ammonito e una situazione disciplinare che riproduce anche nel numero dei falli la differenza tra le due nazionali: la Spagna ne ha commessi solo 8, l’Austria 15, quasi il doppio.

Occhio al futuro di Kean! Pista turca per l’attaccante della Fiorentina: ci pensa il Fenerbahçe e spunta la clausola

Occhio al futuro di Moise Kean! Pista turca per l’attaccante italiano della Fiorentina: ci pensa il Fenerbahçe e spunta la clausola da 62 milioni

Attenzione al futuro di Moise Kean, finito al centro di una nuova indiscrezione di mercato proveniente dalla Turchia. Secondo quanto riferito dal portale Fotomaç, l’attaccante della Fiorentina sarebbe stato offerto nelle ultime ore al Fenerbahçe, club che sta valutando diversi profili per rinforzare il proprio reparto offensivo.

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Il nome dell’ex Juventus rappresenta una pista di grande interesse, anche alla luce della situazione contrattuale del giocatore. Nel contratto di Kean con la Fiorentina, infatti, sarebbe presente una clausola rescissoria da 62 milioni di euro, valida fino a metà luglio. Una cifra importante, che definisce con chiarezza il prezzo dell’eventuale operazione.

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Kean Fenerbahçe, le parole di Zeki Unzundurukan

A riportare la notizia è stato anche Zeki Unzundurukan, direttore di Fotomaç, attraverso il proprio profilo X. Questo il messaggio pubblicato dal giornalista turco:

«Al Fenerbahçe è stato offerto Moise Kean della Fiorentina. È stato detto che nel contratto di Moise Kean c’è una clausola rescissoria di 62 milioni di euro».

Una dichiarazione che ha riacceso l’attenzione attorno al futuro dell’attaccante viola. Al momento, la pista turca resta da monitorare, ma l’interesse potenziale del Fenerbahçe conferma come il profilo di Kean continui ad avere mercato anche fuori dalla Serie A.

Kean Fenerbahçe, i numeri dell’ultima stagione

Nell’ultima stagione con la maglia della Fiorentina, Moise Kean ha raccolto 33 presenze, mettendo a segno 9 gol e servendo 4 assist. Un rendimento condizionato anche da alcuni problemi extra campo e da un infortunio alla tibia, che ne hanno limitato continuità e pieno impiego.

I minuti complessivi giocati dall’attaccante classe 2000 sono stati 2345, dato che testimonia comunque un utilizzo significativo all’interno della stagione viola. Dal suo arrivo alla Fiorentina, due estati fa, il bilancio complessivo di Kean parla di 77 presenze, 34 gol e 7 assist tra campionato e coppe.

Numeri che spiegano perché il suo nome possa attirare l’attenzione di club ambiziosi come il Fenerbahçe. Per la Fiorentina, però, la clausola da 62 milioni di euro resta il punto centrale attorno al quale potrebbe svilupparsi ogni eventuale discorso di mercato.

Puczka al Genoa, ufficiale il nuovo acquisto: le prime parole in rossoblù

David Puczka è ufficialmente un nuovo giocatore del Genoa, il Grifone annuncia il nuovo innesto dalla Juventus: le sue prime parole

Il Genoa ha ufficializzato l’arrivo di David Puczka, nuovo rinforzo per la rosa rossoblù. Il club ligure ha annunciato l’operazione attraverso i propri canali ufficiali, accogliendo il ragazzo in una piazza storica del calcio italiano e pronta a seguirne da vicino il percorso.

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Per Puczka si apre così una nuova fase della carriera, in un contesto ambizioso e caratterizzato da una forte identità. Il giocatore arriva al Genoa con l’obiettivo di inserirsi progressivamente nel gruppo e contribuire al cammino della squadra.

Puczka Genoa, le prime parole del nuovo acquisto

Sul sito ufficiale del Grifone sono state pubblicate anche le prime dichiarazioni di David Puczka da nuovo calciatore rossoblù. Queste le sue parole:

«Sono contento di trasferirmi in un club storico del calcio italiano come il Genoa che è seguito da una grande passione popolare. Arrivo con l’umiltà di mettermi in gioco, nella consapevolezza che il passato è il passato, con l’ambizione di dare un contributo significativo e concorrere al raggiungimento degli obiettivi di squadra. Invio un saluto ai sostenitori del Grifone».

Parole che confermano l’entusiasmo del nuovo acquisto e la volontà di iniziare con il giusto atteggiamento questa avventura al Genoa.

Pellegrini Roma, primo incontro per il rinnovo: avviati i dialoghi con l’entourage

Pellegrini Roma, si apre il tavolo per il futuro del centrocampista nonostante il suo contratto con i giallorossi sia scaduto il 30 giugno

La Roma comincia a muoversi in maniera concreta per definire il futuro di Lorenzo Pellegrini. Dopo aver chiarito gli scenari legati ai rinnovi di Zeki Celik e Paulo Dybala, il club giallorosso ha iniziato a concentrarsi anche sulla posizione del centrocampista romano, considerato uno dei temi più delicati all’interno della programmazione tecnica e societaria.

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Secondo quanto riferito da Sky Sport, nella giornata di oggi è andato in scena il primo vero incontro tra la dirigenza della Roma e il procuratore del calciatore. Un passaggio importante, perché rappresenta il primo contatto ufficiale tra le parti dopo la scadenza del contratto che legava Pellegrini al club giallorosso.

Pellegrini Roma, summit esplorativo con il procuratore

L’incontro tra la Roma e l’entourage di Lorenzo Pellegrini ha avuto un carattere esplorativo. Non si è trattato ancora di una trattativa entrata nella fase decisiva, ma di un primo confronto utile per capire margini, intenzioni e possibili condizioni di un nuovo accordo.

L’obiettivo del summit è stato quello di porre le basi per una negoziazione più strutturata. La società giallorossa vuole infatti valutare con attenzione ogni aspetto prima di arrivare a una proposta definitiva, considerando sia il peso tecnico del giocatore sia il suo valore simbolico all’interno dell’ambiente romanista.

Pellegrini Roma, rinnovo al centro delle valutazioni

Il futuro di Pellegrini resta quindi un dossier aperto, ma il primo incontro rappresenta un segnale chiaro della volontà della Roma di avviare un dialogo diretto. Dopo le situazioni legate a Celik e Dybala, il club ha scelto di affrontare anche il tema del centrocampista, con l’intenzione di verificare la possibilità di proseguire insieme.

Per Pellegrini, cresciuto nel settore giovanile giallorosso e diventato negli anni uno dei riferimenti della squadra, il rinnovo avrebbe un valore tecnico e identitario. La trattativa è soltanto all’inizio, ma il confronto odierno ha aperto ufficialmente una nuova fase: ora le parti dovranno lavorare per capire se ci saranno le condizioni per arrivare a un’intesa.

Beltrán al River Plate, addio Fiorentina ufficiale: l’attaccante torna in Argentina

Beltrán al River Plate, ufficiale il trasferimento a titolo definitivo: l’attaccante argentino classe 2001 lascia la Fiorentina e l’Italia

Lucas Beltrán lascia ufficialmente la Fiorentina e torna al River Plate. Il trasferimento dell’attaccante argentino è stato definito a titolo definitivo, chiudendo così la sua esperienza in maglia viola dopo 3 anni dal suo arrivo in Serie A. Per il classe 2001 si tratta di un ritorno particolarmente significativo, visto che proprio dal club di Buenos Aires era partito nell’estate del 2023 per iniziare la sua avventura nel calcio italiano.

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L’operazione consegna al River Plate un attaccante già conosciuto dall’ambiente, cresciuto nel club e poi diventato protagonista prima del salto in Europa. Per la Fiorentina, invece, si chiude una parentesi importante ma non sempre lineare, vissuta tra momenti positivi, aspettative elevate e una collocazione tattica che nel tempo non ha sempre favorito la piena continuità del giocatore.

Beltrán River Plate, il bilancio alla Fiorentina

Con la maglia della Fiorentina, Beltrán ha collezionato complessivamente 98 presenze, mettendo a segno 16 gol e servendo 9 assist. Numeri che raccontano un percorso significativo, anche se non sufficiente per consolidarlo definitivamente come punto fermo del progetto viola.

Arrivato in Italia con la fama di attaccante moderno, dinamico e capace di muoversi su tutto il fronte offensivo, l’argentino ha alternato buone prestazioni a periodi più complicati. La concorrenza, i cambiamenti tecnici e la necessità di adattarsi a un campionato molto diverso da quello argentino hanno inciso sul suo rendimento complessivo.

Beltrán River Plate, l’ultima stagione al Valencia

Nell’ultima stagione Lucas Beltrán ha giocato in prestito al Valencia, dove ha raccolto 30 presenze, segnando 3 gol e fornendo 2 assist. Un’esperienza utile per ritrovare minuti e continuità, ma che non ha modificato il suo destino alla Fiorentina.

Il ritorno al River Plate apre ora una nuova fase della sua carriera. Beltrán ritrova un ambiente che conosce bene e nel quale aveva già mostrato le sue qualità prima dell’approdo in Europa. Per il club argentino si tratta di un rinforzo di peso, mentre per la Fiorentina arriva la chiusura definitiva di un ciclo iniziato con grandi aspettative e terminato con una cessione a titolo definitivo.

Il Genoa su Aubameyang! Sondaggio per il grande colpo: perché l’arrivo dell’ex Arsenal sarebbe clamoroso

Il Genoa su Aubameyang! Sondaggio per il grande colpo: perché il suo arrivo sarebbe clamoroso e come sono andate le ultime stagioni al Marsiglia

Il Genoa valuta un nome di grande richiamo per il proprio attacco. Secondo quanto riferito da Matteo Moretto, il club rossoblù avrebbe effettuato un sondaggio per Pierre-Emerick Aubameyang, centravanti classe 1989 oggi legato all’Olympique Marsiglia. Un profilo che, per storia, esperienza e riconoscibilità internazionale, rappresenterebbe un’operazione di enorme impatto per il Grifone e per la Serie A.

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L’ex attaccante di Borussia Dortmund, Arsenal, Barcellona e Chelsea ha alle spalle una carriera vissuta stabilmente ad altissimi livelli. Proprio per questo, un suo eventuale arrivo al Genoa non sarebbe una semplice operazione di mercato, ma un colpo capace di accendere l’entusiasmo della piazza e attirare grande attenzione mediatica attorno al club rossoblù.

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Aubameyang Genoa, perché sarebbe un colpo clamoroso

Il nome di Aubameyang resta pesante non solo per il passato, ma anche per quanto mostrato nelle ultime stagioni. Nonostante l’età, il centravanti ha continuato a garantire numeri importanti in zona gol, dimostrando di poter incidere ancora sia in campionato sia nelle competizioni internazionali.

Per il Genoa, un profilo del genere significherebbe aggiungere esperienza, personalità e qualità realizzativa a un reparto offensivo che potrebbe beneficiare della presenza di un attaccante abituato a palcoscenici di primo piano. L’aspetto mediatico sarebbe inevitabile, ma quello tecnico non andrebbe sottovalutato: Aubameyang resta un giocatore capace di attaccare la profondità, leggere l’area e trasformare occasioni anche sporche in gol pesanti.

Aubameyang Genoa, le ultime stagioni tra Marsiglia e Al-Qadsiah

Nella stagione 2023/24, con la maglia del Marsiglia, Aubameyang ha vissuto un’annata di grande rendimento: 51 presenze, 30 gol e 11 assist in tutte le competizioni. Numeri che hanno confermato la sua capacità di restare competitivo anche dopo le esperienze nei principali campionati europei.

Nel 2024/25 è arrivata la parentesi all’Al-Qadsiah, in Arabia Saudita. Anche in quel contesto, il centravanti ha mantenuto una produzione offensiva significativa, chiudendo con 36 presenze e 21 gol complessivi. In campionato, il bilancio è stato di 32 presenze, 17 reti e 3 assist: dati che raccontano un attaccante ancora continuo e incisivo.

Il ritorno al Marsiglia, nella stagione 2025/26, ha confermato ulteriormente la sua affidabilità. In Ligue 1 ha raccolto 10 gol, 5 assist e oltre 2.000 minuti giocati, mentre in Champions League ha aggiunto 3 gol e 4 assist in 8 presenze. Un rendimento che spiega perché il suo nome resti spendibile anche per un club di Serie A.

Aubameyang Genoa, rendimento fisico e valutazioni finali

Sul piano fisico, nelle ultime stagioni non emergono lunghi stop tali da mettere in discussione la sua continuità. C’è stato un episodio legato a un problema alla coscia con il Gabon, ma senza conseguenze prolungate sul suo impiego con il Marsiglia.

L’operazione, naturalmente, andrebbe valutata con attenzione sotto il profilo economico. Aubameyang porterebbe al Genoa gol, carisma e visibilità internazionale, ma anche un’età avanzata e costi da gestire con equilibrio. La sensazione è che, a condizioni sostenibili, il suo eventuale arrivo rappresenterebbe uno dei colpi più sorprendenti del mercato rossoblù.

Di Gregorio chiarisce dopo lo sfogo dell’agente Belloni: «Prendo le distanze»

Il portiere della Juventus, Michele Di Gregorio, ha preso posizione dopo le dichiarazioni al veleno rilasciate dal proprio agente

Il caso legato a Michele Di Gregorio continua a far discutere in casa Juventus. Dopo le accuse rivolte al club bianconero dal suo agente Carlo Alberto Belloni, il portiere ha deciso di intervenire in prima persona per chiarire la propria posizione.

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L’ex Monza ha pubblicato una storia su Instagram nella quale, pur confermando il forte rapporto con il suo procuratore, ha preso le distanze da alcune parole pronunciate nei confronti dei suoi compagni di squadra. Un messaggio chiaro, arrivato in una fase delicata anche sul fronte calciomercato, con il futuro del portiere che resta tutto da definire.

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Di Gregorio Juventus, il messaggio social del portiere

Di Gregorio ha ribadito rispetto e stima per il gruppo bianconero, sottolineando la propria professionalità e la volontà di onorare la maglia finché resterà alla Juventus. Questo il suo messaggio:

LE PAROLE DI DI GREGORIO – «In seguito alle dichiarazioni fatte dal mio agente, ci tengo a fare una precisazione riguardo alla mia posizione. Anche se si tratta della mia agenzia e del mio procuratore, con cui ho un grandissimo rapporto e con cui collaboro sin dagli inizi della mia carriera, prendo le distanze per quanto riferito sui miei compagni, per cui ho grandissima stima e rispetto, come ho sempre dimostrato, in campo e fuori. Nonostante sia stata indubbiamente una stagione difficile per il clima che si è creato intorno a me, la mia professionalità non è in discussione. Finché sarò un giocatore della Juventus rispetterò i miei compagni e onorerò la maglia come ho sempre fatto finora».

Parole che segnano una linea netta rispetto allo sfogo del suo agente. Il portiere ha voluto proteggere il rapporto con lo spogliatoio e ribadire il proprio atteggiamento professionale, nonostante il clima complicato creatosi intorno alla sua figura.

Di Gregorio Juventus, lo sfogo dell’agente Belloni

La presa di posizione del portiere è arrivata dopo il lungo intervento social di Carlo Alberto Belloni, che aveva difeso il rendimento del suo assistito e criticato apertamente la gestione della Juventus. L’agente aveva scritto:

«20 giocatori nuovi in due stagioni

3 allenatori in 2 stagioni

3 dirigenze in 2 stagioni

Questi sono i numeri che fanno la vera differenza.

Di Gregorio chiude in classifica Sofascore quarto davanti a Milinkovic-Savic e Sommer. Vincitore del campionato e secondo classificato.

La dirigenza francese spende 130 milioni per 3 attaccanti, impresentabili. Per coprire la spesa folle scarica il fallimento stagionale tutto sul portiere comprato dalla dirigenza precedente in persona del direttore sportivo Cristiano Giuntoli come miglior portiere della Serie A a 26 anni.

Goal subiti Juventus 34 – Inter 35

Goal fatti Juventus 61 – Inter 82

Le chiacchiere stanno a zero.

Di Gregorio ha 3 anni di contratto con la Juventus, partirà in ritiro e durante il mercato capiremo eventuali opportunità. È nella short list di diversi club europei, non abbiamo fretta. Pretendiamo rispetto per chi ha sempre risposto presente anche quando sarebbe stato più facile stare in panchina seduto a chiacchierare…».

Di Gregorio Juventus, futuro ancora da chiarire

Il futuro di Michele Di Gregorio resta dunque uno dei temi da monitorare in casa Juventus. Il portiere ha ancora un contratto pluriennale con il club bianconero, ma le parole del suo agente hanno riacceso le valutazioni in ottica mercato.

La posizione del giocatore, però, è stata chiarita: finché sarà un tesserato della Juventus, continuerà a rispettare i compagni e a onorare la maglia. Una presa di responsabilità pubblica in un momento complesso, con il mercato sullo sfondo e il rapporto con l’ambiente bianconero da ricostruire.

Cavani dice addio al Boca Juniors: «Ringrazio tutti i tifosi del Boca, non smetterò mai di augurarvi il meglio»

Cavani saluta Boca Juniors: «Ringrazio tutti i tifosi del Boca, non smetterò mai di augurarvi il meglio». Le sue parole

Edinson Cavani saluta il Boca Juniors. L’attaccante uruguaiano ha annunciato l’addio agli Xeneizes attraverso un lungo video pubblicato su Instagram, chiudendo così la sua esperienza in Argentina con un messaggio diretto ai tifosi e al club.

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PAROLE – «Ciao a tutti, Bene, ora è arrivato il momento di potervi dire alcune cose.  Che durante il percorso di questi anni ho scoperto e sentito. La prima cosa di cui non Mi pentirò di aver preso la decisione di venire Quell’anno, il 2023, quando ho firmato per realizzare quel desiderio che avevo di giocare qui 


Poi, quando ho iniziato a conoscere questo mondo, il famoso mondo Boca, ho sentito che quello stile di vita mi dava ancora più motivi per prepararmi e dare il 100% in ogni partita“.

Il percorso inizia in modo magico, molte volte provando e vivendo momenti in cui si desidera che il tempo si fermi per continuare a goderne. Poi sono arrivati momenti difficili, quelli che non avrei mai immaginato di vivere e che mi allontanavano un po’ dal poter lasciare un segno in questo bellissimo e immenso club. Con quel desiderio a fior di pelle ogni giorno, oggi mi tocca affrontare una situazione che davvero pensavo non sarebbe stata così difficile come è stata, arrivando addirittura a non lasciarmi nemmeno la possibilità di competere con i miei compagni. 


Una delle più grandi tristezze che ho dovuto vivere nella mia carriera e che mi ha tenuto in disparte in quest’ultimo periodo. Ugualmente voglio anche che ricordiate che questo non rovinerà quello che io e la mia famiglia abbiamo passato in tutto questo tempo»

«Perché, come mi ha insegnato un allenatore che ho avuto, il percorso è la ricompensa e il percorso è stato bellissimo. Oggi quel famoso mondo Boca ha sei tifosi in più che augureranno sempre il meglio al Boca e, non posso fare a meno di ringraziare tutte le persone che mi hanno permesso di realizzare il desiderio che avevo di giocare qui. A tutta la Curva 12 e alle persone che ci spingono a dare sempre di più e a provare ciò che si prova all’interno di questo campo»

«E a tutti coloro che facevano parte della quotidianità all’interno della struttura. Le persone della lavanderia, tutte le persone della cucina e tutti coloro che hanno fatto la loro parte, affinché potessimo vivere e stare bene ogni giorno per poter dare il massimo. Quindi ringrazio tutti, tutti, tutti i tifosi del Boca e vi mando un abbraccio fortissimo. Non smetterò mai di augurarvi il meglio e di seguirvi ovunque io sia. Un bacio grandissimo».

Chi è Thierry Correia, il nuovo colpo di mercato per la difesa del Venezia

Venezia, colpo Correia: chi è il laterale ex Sporting e Valencia che rinforza la difesa della neopromossa

Thierry Correia, terzino destro classe 1999, è un prodotto del vivaio dello Sporting Lisbona, club con cui ha compiuto tutta la trafila giovanile fino a collezionare 7 presenze in prima squadra.

Nel 2019 il difensore portoghese — gestito da Jorge Mendes — è stato acquistato dal Valencia per 12 milioni di euro, iniziando un percorso di crescita costante nella Liga. Con il club spagnolo ha disputato 160 partite, mettendo a referto 2 gol e diventando un esterno affidabile per corsa, intensità e capacità di coprire tutta la fascia.

Thierry Correia entra nel mondo del calcio a soli cinque anni, nelle giovanili dell’Estrela Amadora, prima di vivere la svolta decisiva nel 2015 con il passaggio allo Sporting, nella celebre Academia Cristiano Ronaldo. Il debutto arriva il 29 novembre 2018 in Europa League contro il Qarabağ: una serata da ricordare, seguita da un’altra chance concessa da Marcel Keizer nella gara successiva contro il Vorskla Poltava, dopo il roboante 1-6 in Azerbaigian.

Il percorso in Nazionale è altrettanto ricco: esordisce nel 2016 con il Portogallo U16, poi subito la promozione nell’U17, con cui diventa Campione d’Europa per la prima volta. Nel 2018 arriva il bis con l’Europeo U19, aggiungendo un altro trofeo alla sua bacheca. Passa poi per U20 e U21, accumulando esperienza e presenze, mentre resta in attesa dell’ultimo step: l’esordio con la Nazionale maggiore.

Nel 2019/20 lascia lo Sporting dopo le prime apparizioni in Liga Portugal e approda al Valencia, dove inizialmente fatica a trovare spazio. La seconda stagione segna la svolta: 32 presenze, 2 gol e 1 assist, fino alla fiducia piena ricevuta anche da Gattuso nel 2022/23. “Il mio momento migliore è stato l’anno con Bordalás e poi con Gattuso, quando mi sono sentito molto bene e amato dai tifosi”, racconta a Flashscore. Il punto più duro arriva il 27 ottobre 2024, con la rottura del crociato contro il Getafe: 310 giorni ai box, 35 partite saltate. Poi la risalita, lenta ma determinata, fino a tornare protagonista nonostante le difficoltà vissute dal Valencia.

Correia arriva ora al Venezia come rinforzo di esperienza e dinamismo per le corsie laterali, pronto a portare qualità e ritmo alla neopromossa.

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COMUNICATO – “Il Venezia FC comunica il tesseramento del difensore Thierry Rendall Correia, che ha firmato un accordo con il club arancioneroverde fino al termine della stagione 26/27 con rinnovo automatico al verificarsi di determinate condizioni.

Nato ad Amadora, in Portogallo, il 9 marzo 1999, Correia è cresciuto nel settore giovanile dello Sporting Lisbona, completando il proprio percorso di formazione fino all’esordio in Prima Squadra nella stagione 2018/19. Con il club di Lisbona ha collezionato 7 presenze ufficiali, di cui 2 in UEFA Europa League, prima di trasferirsi al Valencia nell’estate del 2019.

Con la formazione spagnola ha disputato 160 gare ufficiali, realizzando 2 reti e fornendo 6 assist e facendo il proprio esordio in UEFA Champions League.

Nel corso della sua carriera internazionale, Correia ha vestito la maglia di tutte le selezioni giovanili del Portogallo, conquistando il titolo di Campione d’Europa sia con l’Under 17 sia con l’Under 19.

PAROLE “Ho scelto di venire al Venezia FC perché credo che il club abbia un ottimo progetto. Inoltre, l’ambiente e la città sono fantastici e rappresentano il contesto ideale per crescere, continuare il mio percorso e aiutare la squadra a raggiungere grandi obiettivi in questa stagione. Ai tifosi arancioneroverdi voglio dire che farò del mio meglio. Lavorerò duramente ogni giorno per aiutare la squadra e vincere il maggior numero possibile di partite durante la stagione in Serie A

Benvenuto, Thierry.”

Roma, nuova minaccia per Greenwood: l’Atletico irrompe nella corsa

Mason Greenwood, allarme Roma: l’Atletico Madrid irrompe con forza nella corsa al giocatore del Marsiglia

La Roma vede complicarsi la strada verso Mason Greenwood, obiettivo numero uno per rinforzare l’attacco. Oltre alle richieste elevate dell’Olympique Marsiglia e alla concorrenza del Fenerbahçe, nelle ultime ore è spuntato un terzo incomodo decisamente pericoloso: l’Atletico Madrid.

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L’inserimento dell’Atletico Madrid

Secondo quanto riportato dal portale turco SportsDigitale, molto vicino alle dinamiche di mercato che coinvolgono la Superlig, Diego Simeone avrebbe individuato Greenwood come possibile sostituto di Julián Álvarez. Il Barcellona, infatti, sta spingendo forte sull’argentino per rimpiazzare Lewandowski, e qualora l’offerta blaugrana dovesse avvicinarsi ai 130 milioni di euro, la resistenza dell’Atletico potrebbe crollare. In quel caso, con l’uscita di Álvarez e quella già prevista di Griezmann, i Colchoneros avrebbero la necessità di intervenire pesantemente sul reparto offensivo.

Le cifre: l’Atletico può accontentare tutti

L’Atletico Madrid avrebbe a disposizione un budget sufficiente per:

  • soddisfare le richieste d’ingaggio del giocatore (la Roma è arrivata a 4 milioni),
  • avvicinarsi ai 55 milioni di euro chiesti dal Marsiglia per liberare Greenwood e sistemare parte dei problemi finanziari del club francese.

Una potenza economica che rischia di mettere la Roma in seria difficoltà.

Roma, rischio beffa: serve rilanciare

La Roma, spinta anche da Gasperini, potrebbe essere costretta ad accelerare per evitare di perdere il giocatore. L’ultima proposta giallorossa — 40 milioni più bonus — non basta: per restare in corsa servirà avvicinarsi ai 50 milioni, soglia minima per convincere il Marsiglia.

Il possibile scenario

La corsa a Greenwood si infiamma: Marsiglia attende l’offerta giusta, Fenerbahçe insiste, e ora l’Atletico Madrid rischia di diventare la vera minaccia. La Roma dovrà decidere rapidamente se rilanciare o virare su altri obiettivi.

Manchester City, colpo storico: Elliot Anderson è ufficialmente un nuovo Citizen

Manchester City, investimento super da 116 milioni: Anderson apre la nuova era post‑Guardiola

Elliot Anderson è diventato a tutti gli effetti un giocatore del Manchester City, in un trasferimento che entra nella storia del calcio britannico. Il centrocampista arriva dal Nottingham Forest e, con un’operazione da 116 milioni di sterline (circa 135 milioni di euro), diventa il calciatore britannico più costoso di sempre .

Visite mediche negli Stati Uniti

Il 23enne, impegnato ai Mondiali con l’Inghilterra, ha svolto le visite mediche a Kansas, negli Stati Uniti, per accelerare i tempi del trasferimento durante la competizione iridata .

Un affare che riscrive i record

La squadra di Enzo Maresca, erede di Guardiola sulla panchina del City, ha investito una cifra senza precedenti per un giocatore britannico, superando il precedente primato stabilito con Jack Grealish. L’operazione è stata chiusa senza bonus, con una cifra fissa che ha convinto il Nottingham Forest a cedere il suo gioiello .

Dalle origini al boom in Premier League

Anderson è cresciuto nel Newcastle, club della sua città, con cui ha esordito nel 2021. Due anni dopo, il club è stato costretto a venderlo al Nottingham Forest per ragioni legate al Fair Play Finanziario. Al Forest, Anderson si è imposto come uno dei centrocampisti più completi della Premier League, attirando l’interesse dei top club europei

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COMUNICATO UFFICIALE – “Il Manchester City e il Nottingham Forest hanno raggiunto un accordo per il trasferimento di Elliot Anderson.

Anderson, 23 anni, è attualmente impegnato con la nazionale inglese ai Mondiali di calcio e ha completato le visite mediche in Kansas. Le formalità per il trasferimento saranno finalizzate al suo ritorno in Inghilterra. 

Nel frattempo, tutti al Manchester City augurano a Elliot e alla nazionale inglese buona fortuna per la loro avventura ai Mondiali e non vediamo l’ora di dargli il benvenuto a Manchester a tempo debito.

Torino, lavori in corso: Oristanio, Mascardi, Ebosse e il recupero di Aboukhlal

Mercato e infermeria: il Torino chiude per Oristanio, accoglie Mascardi, segue Ebosse e ritrova Aboukhlal

Il Torino continua a muoversi con decisione sul mercato per costruire la rosa della prossima stagione. La società granata ha chiuso l’operazione per Gaetano Oristanio, mentre prepara altri innesti e monitora diversi profili per rinforzare ogni reparto.

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Oristanio al Torino: accordo chiuso

Dopo una lunga trattativa, il Torino ha definito l’arrivo di Oristanio dal Venezia con la formula del prestito con diritto di riscatto. Il centrocampista offensivo, reduce dall’esperienza al Parma, sosterrà le visite mediche tra lunedì 6 e martedì 7 luglio. I granata erano fiduciosi di chiudere e la sensazione si è trasformata in realtà: Oristanio sarà una nuova pedina per Abate.

Mascardi in arrivo, Gill resta un’idea

Parallelamente, il Torino accoglierà anche Diego Mascardi, portiere classe 2006 dello Spezia. Il suo arrivo è indipendente dalla pista Orlando Gill, che rimane comunque un’opzione concreta per rinforzare la porta. La società sta valutando attentamente il profilo del paraguayano, protagonista al Mondiale e con un valore in crescita.

Difesa: si continua a seguire Ebosse

Sul fronte difensivo, il Torino mantiene viva la pista Enzo Ebosse. Il classe ’99, che ha giocato la seconda parte della scorsa stagione proprio in granata, è rientrato all’Udinese, ma resta un obiettivo per completare il reparto arretrato. La sua duttilità e la conoscenza dell’ambiente lo rendono un profilo gradito.

Aboukhlal torna in anticipo: parte il recupero

Buone notizie anche sul fronte interno: Zakaria Aboukhlal è tornato questa mattina al Filadelfia, in anticipo rispetto al resto del gruppo (atteso il 10 luglio). L’esterno marocchino aveva chiuso in anticipo la scorsa stagione per un problema al ginocchio, risolto con un intervento in artroscopia e un periodo di riabilitazione in Olanda. Era previsto un suo rientro anticipato e da oggi inizierà il percorso di recupero per tornare a disposizione di Abate il prima possibile.

Una stagione da rilanciare

La prima annata di Aboukhlal al Torino non è stata semplice:

  • difficoltà di adattamento alla Serie A,
  • poca continuità,
  • diversi stop fisici.

Dopo una stagione complicata, l’obiettivo è ripartire: una volta smaltito definitivamente l’infortunio, il Toro spera che il marocchino possa finalmente mostrare con continuità le qualità intraviste a Tolosa.

Una fase intensa, con la società determinata a consegnare ad Abate una rosa più profonda, giovane e competitiva.

Agostini in esclusiva a JuventusNews24: «Ekhator giocatore molto interessante. A mio avviso può diventare un grande campione»

Agostini ha rilasciato un’intervista esclusiva a JuventusNews24: «Ekhator? A mio avviso può diventare un grande campione»

La Juventus ha messo le mani su Ekhator, uno dei talenti italiani più promettenti della generazione 2006. Per approfondire il profilo del giovane attaccante, JuventusNews24 ha raccolto un’intervista esclusiva con Alessandro Agostini, ex tecnico della Primavera del Genoa, che lo ha seguito da vicino durante la stagione 2023/24.

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La prima domanda che ti faccio è quali sono i punti di forza dentro il campo di Ekhator, che tipo di giocatore è avendolo allenato nella Primavera del Genoa?
«Sì, guarda, per quello che riguarda i suoi punti di forza in campo ne ha veramente tanti perché è un ragazzo di estrema qualità, doti fisiche, tecniche. Io quando l’ho preso in Under 18 lo definivo un attaccante moderno perché comunque ha questa capacità sia di venire a riprendere il gioco che di attaccare la profondità. Ottimo uno contro uno, quindi è un giocatore molto interessante a mio avviso».

Invece fuori dal campo che tipo di ragazzo è? Hai qualche aneddoto da raccontare che ti ricordi risalente a quei tempi?
«È un ragazzo estremamente umile perché viene da una realtà all’epoca non facile. La famiglia stava facendo anche dei grossi sacrifici per permettergli di giocare a pallone perché comunque era la madre a lavorare e poi vederlo a certi livelli è una cosa bella e se lo meritano lui e la sua famiglia».

Per quanto riguarda la Juve, credi che Jeff sia già un giocatore pronto per questo salto? Non parlo solo a livello di caratteristiche ma proprio a livello di struttura del giocatore visto che è un classe 2006 o se invece tu gli consiglieresti magari di fare uno step intermedio invece di passare direttamente dal Genoa ai bianconeri?
«Ma questo è difficile da dire, dipende secondo me da quali sono le esigenze della Juve. È chiaro che quando arrivi alla Juve devi essere un giocatore pronto come dici tu e io credo che lui su questo debba ancora arrivarci, ma se gli viene data fiducia probabilmente ci arriverà molto presto perché credo abbia tutte le carte in regola. Quello dipende un po’ dai programmi della Juve, da quello che ho visto penso ci possa arrivare velocemente se sente fiducia. Quindi bisognerà vedere».

Secondo te può tranquillamente rientrare nella ricostruzione futura della nostra Nazionale visto che dovremo anche agire in quel senso visti gli ultimi risultati?
«Ti dico assolutamente sì. Bisogna sempre passare da quello step di cui abbiamo parlato perchè a mio avviso Ekhator può diventare un grande campione. E’ chiaro che adesso ancora non lo è ma è sulla buona strada e ha tutte le carte in regola. Bisogna avere pazienza e mettere questo giovane nelle condizioni di esprimersi al meglio ma questo poi starà a chi lo dovrà gestire».

LEGGI L’INTERVISTA ESCLUSIVA DI AGOSTINI SU JUVENTUSNEWS24

Roma Dybala, fiducia per il rinnovo: si lavora agli ultimi dettagli

Dybala‑Roma, trattativa in fiducia per i giallorossi: l’accordo è ora vicino, restano da limare ancora i piccoli dettagli

Prosegue con ottimismo il dialogo tra la Roma e Paulo Dybala per il rinnovo del contratto. Le parti restano fiduciose di poter chiudere l’accordo, limando gli ultimi dettagli ancora da definire. Nonostante la firma non sia stata apposta, il clima è positivo e la volontà comune è quella di proseguire insieme.

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Contratto scaduto, ma trattativa viva

Il precedente accordo della Joya, classe 1993, è scaduto il 30 giugno, ma i contatti non si sono mai interrotti. La Roma considera Dybala un punto centrale del progetto tecnico, mentre l’argentino ha più volte manifestato il desiderio di restare nella capitale, dove si è trovato bene fin dal suo arrivo nel 2022 dopo l’addio alla Juventus a parametro zero.

I numeri di Dybala in giallorosso

Da quando veste la maglia della Roma, Dybala ha collezionato:

  • 140 presenze,
  • 45 gol,
  • 30 assist.

Un impatto tecnico e carismatico che lo ha reso uno dei leader della squadra e uno dei giocatori più decisivi della Serie A.

Scenario

La trattativa procede spedita: serve ancora qualche aggiustamento, ma la volontà di entrambe le parti è chiara. La Roma vuole blindare il suo numero 21, e Dybala è pronto a continuare il suo percorso in giallorosso.

Il ‘Modello Como’ conquista tutti: da Cenerentola a nuova Big della Serie A

Non chiamatelo miracolo: il Como si prende la Serie A (e spaventa le big) non solo sul campo ma anche sul mercato

C’era una volta il Como delle scommesse romantiche e del ritorno nostalgico nel calcio che conta. Oggi, quel Como non esiste più. Al suo posto c’è una corazzata societaria ed economica che ha smesso di chiedere il permesso e ha iniziato a dettare le regole.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

La qualificazione alla prossima Champions League, arrivata al termine di una cavalcata straordinaria nell’ultimo campionato di Serie A, non è stata un miracolo isolato, ma il manifesto programmatico di un club che sta ridisegnando le gerarchie del calcio italiano. E se qualcuno pensava che l’approdo nell’Europa dei grandi fosse il punto d’arrivo, i primi giorni di questo mercato estivo stanno dimostrando l’esatto contrario: è solo l’inizio.

Il mercato dei campioni: Nico Paz e lo scippo di Liberali

A Rimini si scrive il calciomercato, ma a dettare il ritmo è il club lariano. Le ultime operazioni concluse dalla dirigenza guidata dal ds Carlalberto Ludi certificano un cambio di status epocale. Non si parla più di appeal provinciale; il Como oggi batte le storiche big d’Italia sul loro stesso terreno.

  • Il riscatto d’oro di Nico Paz: La trattativa per blindare il gioiello argentino è la dimostrazione di una forza economica devastante. Spendere una cifra vicina ai 60 milioni di euro per strapparlo in via definitiva al Real Madrid — allontanando l’ombra minacciosa dell’Inter — è un movimento da top club mondiale.
  • La beffa al Milan per Liberali: L’operazione Mattia Liberali è forse ancor più indicativa. Il trequartista classe 2007, reduce da una stagione magistrale a Catanzaro, sembrava destinato a tornare a Milano sponda rossonera. Il Milan ci ha provato fino all’ultimo, mettendo sul piatto un rilancio economico importante e l’intervento diretto della proprietà. Eppure, Liberali e il suo entourage hanno scelto Como. Una decisione basata su un progetto tecnico superiore e sulla garanzia di crescita che l’ambiente azzurro sa offrire.

Cesc Fàbregas: La guida spirituale oltre la panchina

Se la proprietà indonesiana (la famiglia Hartono) garantisce una solidità finanziaria strutturata e immune alle oscillazioni del Fair Play Finanziario — grazie a un modello di sponsorizzazioni e asset commerciali lungimirante —, l’anima sportiva ha un nome e un cognome: Cesc Fàbregas.

L’ex fuoriclasse di Arsenal e Barcellona ha smesso i panni del debuttante in panchina per diventare una vera e propria guida spirituale. Fàbregas è il fattore decisivo nelle videochiamate di mercato. Quando un giovane talento come Liberali o un campione affermato deve scegliere la prossima destinazione, la prospettiva di essere allenato e valorizzato da uno dei centrocampisti più cerebrali della storia del calcio sposta gli equilibri.

Una nuova era per la Serie A

Il Como 1907 non è una meteora. Il quarto posto in campionato è la solida base su cui poggia una società che unisce la competenza manageriale a un fascino internazionale senza eguali in Italia. Lago, glamour, finanze solide e una proposta di gioco moderna e coraggiosa.

Le storiche “sette sorelle” della Serie A sono avvisate: al tavolo delle grandi si è seduto un nuovo ospite, e ha tutta l’intenzione di prendersi il piatto forte. Il Como è diventato grande, e la Champions League è il palcoscenico perfetto per gridarlo al mondo.

Il Tottenham non si ferma: dopo Tonali altro colpo di mercato! Ufficiale Mateus Fernandes 

Spurs pigliatutto: ufficiale l’arrivo dell’ex West Ham Mateus Fernandes, è il secondo super colpo dopo Tonali

Il Tottenham, dopo l’ultima disastrosa stagione, ha deciso cambiare decisamente marcia e di rompere le regole del calciomercato. Dopo essersi assicurato l’ex Milan e Newcastle Sandro Tonali, oggi ha comunicato ufficialmente l’acquisto di Mateus Fernandes che arriva dal West Ham United.

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COMUNICATO – “Siamo lieti di annunciare l’ingaggio di Mateus Fernandes.

Il centrocampista portoghese di 21 anni arriva dal West Ham United.

Mateus ha dichiarato: “Sono molto entusiasta di questo prossimo passo. Il Tottenham è un club enorme e l’allenatore è stato un fattore chiave nella mia decisione di unirmi a loro.

“Quando abbiamo parlato, è stato davvero speciale. Abbiamo la stessa visione del calcio: scendere in campo come una squadra forte, con grinta ed energia, per cercare di vincere ogni partita. Non vedo l’ora di iniziare, di incontrare i tifosi, di conoscere tutti e di dare il massimo per il Club.”

Il direttore sportivo, Johan Lange, ha dichiarato: “Sono lieto di dare il benvenuto a Mateus nel club.

“È un giocatore dotato di eccezionali capacità tecniche, intelligenza e maturità, e pur essendo giovane ha dimostrato di poter offrire prestazioni costanti in contesti esigenti e ad alta pressione. Crediamo che questo sia il posto giusto per Mateus per compiere il passo successivo nella sua carriera, lavorando con il nostro eccellente staff tecnico e al fianco di un gruppo di giocatori ambiziosi e talentuosi.”

“So che i nostri tifosi si divertiranno a vederlo giocare, perché ha il talento, la mentalità e l’etica del lavoro per diventare un giocatore molto importante sia per il presente che per il futuro del Tottenham Hotspur.”

L’allenatore Roberto De Zerbi ha dichiarato: “Ammiro Mateus da molto tempo perché unisce la qualità nel possesso palla all’intensità e all’intelligenza che sono così importanti nel modo in cui vogliamo giocare.

“Nonostante la giovane età, ha già maturato una solida esperienza in Premier League, dimostrando qualità e costanza a questo livello. Mateus non teme la pressione, sa impostare l’azione, si impegna al massimo per la squadra e ha il coraggio di fare la differenza nei momenti difficili. Credo che questo sia l’ambiente ideale per la sua crescita e sono entusiasta di iniziare a lavorare con lui.”

Mateus, uno dei giovani giocatori più promettenti d’Europa, ha maturato una preziosa esperienza in Premier League nelle ultime due stagioni, dopo aver impressionato prima al Southampton e poi con il West Ham nella scorsa stagione.

Prodotto del prestigioso settore giovanile dello Sporting CP, si è trasferito lì dal club locale dell’Olhanense nel 2016 e ha scalato le gerarchie nel corso degli otto anni successivi con la squadra di Lisbona.

A soli 17 anni, nella stagione 2021/22, ha giocato regolarmente con la squadra B dello Sporting nella terza divisione, per poi debuttare in prima squadra nella Primeira Liga nell’ottobre del 2022 e, quattro giorni dopo, subentrare dalla panchina al Tottenham Hotspur Stadium per la sua prima apparizione in UEFA Champions League, nel pareggio per 1-1 della fase a gironi.

Concludendo la stagione con sette presenze in prima squadra in tutte le partite, inclusa una partita a eliminazione diretta di UEFA Europa League contro il Midtjylland, l’instancabile centrocampista è stato ceduto in prestito all’Estoril, squadra della massima serie portoghese, nella stagione 2023/24, disputando 28 partite in campionato e contribuendo al raggiungimento della prima finale di coppa in 80 anni.

Mateus, che ha lasciato lo Sporting per il Southampton all’età di 20 anni, si è classificato tra i primi 10 per duelli vinti (208) nelle sue 36 presenze in Premier League e ha contribuito a sei gol (due gol, quattro assist) – tra cui una rete nei minuti di recupero nella sconfitta per 3-1 a N17 – nella stagione 2024/25.

Presenza costante a centrocampo durante la sua prima stagione in Inghilterra, si è distinto aggiudicandosi il premio di miglior giocatore della stagione del Southampton prima di trasferirsi al West Ham alla fine di agosto 2025.

Mateus ha fatto il suo debutto con gli Hammers due giorni dopo la firma ed è stato una presenza costante in Premier League da quel momento in poi, aggiungendo altre 36 presenze al suo bottino.

Grazie alla sua solida propensione al lavoro difensivo e alla sua abilità nel portare palla, il centrocampista completo si è distinto in modo particolare, concludendo la scorsa stagione al quinto posto a pari merito per numero di contrasti (103) in campionato e contribuendo con tre gol e quattro assist. Ha inoltre vinto il premio di Gol della Stagione del West Ham per la sua superba conclusione dalla lunga distanza nella vittoria casalinga contro il Sunderland a gennaio.

Rappresentante del Portogallo in tutte le categorie giovanili, dall’Under 18 all’Under 21, le sue eccellenti prestazioni a livello di club gli sono valse la convocazione nella nazionale maggiore nel marzo 2026, dove ha collezionato la sua prima e unica presenza fino ad oggi, subentrando a partita inoltrata nella vittoria per 2-0 contro gli Stati Uniti il ​​1° aprile.

Benvenuto, Mateus!”

L’ultimo ballo del Mago col sorriso: Santi Cazorla dice addio al calcio

Addio al calcio giocato del Mago ambidestro: la favola di Santi Cazorla è arrivata all’ultimo capitolo

Se il calcio potesse essere riassunto in un’espressione del viso, quella di Santiago “Santi” Cazorla González sarebbe un sorriso stampato in mezzo al campo. Un sorriso genuino, contagioso, che non è svanito nemmeno quando il destino ha provato a strappargli i piedi, la carriera e persino la possibilità di camminare.

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Oggi, all’età di 41 anni, quel sorriso saluta il calcio professionistico. Cazorla ha annunciato il ritiro dopo aver completato l’ultimo, poetico cerchio della sua vita sportiva: una stagione romantica con la maglia del Real Oviedo, la squadra della sua città natale, riportata e difesa nel massimo campionato spagnolo. Se ne va uno degli ultimi poeti del centrocampo, un calciatore totale che ha ridefinito il concetto di “ambidestrismo” e che ci ha insegnato cosa significhi davvero amare un pallone.

Il viaggio del Mago: dall’Andalusia all’Isola che c’è

Cazorla non è mai stato il più alto o il più forte fisicamente, ma vedeva linee di passaggio invisibili agli umani. Cresciuto nell’Oviedo, esplode definitivamente nel Villarreal, diventando il perno del Sottomarino Giallo che incantò la Spagna e l’Europa a metà degli anni 2000. Dopo una parentesi scintillante al Malaga, nel 2012 arriva la chiamata dell’Arsenal.

A Londra, sponda Gunners, Santi diventa The Magician. Sotto la guida di Arsène Wenger, dipinge calcio in Premier League. Non importava se dovesse calciare una punizione o un calcio d’angolo: guardava la palla, decideva sul momento se usare il destro o il sinistro, e la metteva all’incrocio. In Inghilterra vince due FA Cup e due Community Shield, ma soprattutto conquista l’amore incondizionato di una tifoseria che, ancora oggi, canta il suo nome.

Il calvario e il miracolo della cancrena

Poi, il buio. Nel 2016 un gravissimo infortunio al tendine d’Achille si trasforma in un incubo medico. Un’infezione terribile dà il via a una cancrena che gli mangia ben otto centimetri di tendine. I medici in Inghilterra gli dissero una frase che avrebbe spezzato chiunque: “Se riuscirai a camminare di nuovo in giardino con tuo figlio, dovrai ritenerti soddisfatto”.

Santi subisce 11 operazioni chirurgiche. Per ricostruire la caviglia, i chirurghi gli trapiantano persino una porzione di pelle del braccio, proprio quella dove aveva tatuato il nome di sua figlia.

Ma il calcio aveva ancora un debito con lui. Nel 2018, dopo 668 giorni di calvario, Cazorla torna in campo con il Villarreal. Non solo cammina, non solo gioca: domina. Torna a segnare, a dispensare assist e guadagna persino una clamorosa convocazione nella nazionale spagnola (con cui aveva già vinto gli Europei del 2008 e del 2012). È la vittoria della volontà sulla medicina.

Il ritorno a casa: la chiusura del cerchio a Oviedo

Dopo una parentesi dorata in Qatar all’Al-Sadd, l’estate scorsa Santi ha ascoltato il cuore. È tornato al Real Oviedo accettando di giocare al minimo salariale, devolvendo una parte del suo stipendio al settore giovanile del club e rinunciando ai diritti d’immagine pur di non gravare sulle casse della società.

Ha giocato l’ultima stagione in prima divisione con la squadra che lo ha cresciuto, regalando sprazzi di pura classe a un pubblico che lo ha venerato come un dio protettore.

Oggi Santi Cazorla si toglie gli scarpini per l’ultima volta. Non vedremo più quel baricentro basso sgusciare tra i difensori, né quel modo unico di calciare con entrambi i piedi senza alcuna differenza. Ci resta il ricordo di un campione immenso e, soprattutto, la lezione più grande: finché c’è un sorriso da spendere, nessun traguardo è davvero impossibile. ¡Gracias por tutto, Mago!


Il Newcastle ‘dimentica’ Tonali: arriva Bazoumana Touré, affare da 50 milioni! Chi è il super colpo degli inglesi

Bazoumana Touré è il nuovo colpo del Newcastle dopo l’addio di Tonali. Cifre, dettagli e chi è il nuovo giocatore dei Magpies

Il Newcastle è pronto a formalizzare uno dei colpi più entusiasmanti e futuribili di questa sessione estiva di calciomercato. La compagine inglese ha praticamente definito in ogni dettaglio l’arrivo di Bazoumana Touré, promettente esterno offensivo destinato a infiammare i tifosi di St James’ Park. Secondo Fabrizio Romano, la trattativa ha subito un’accelerazione definitiva: Touré firmerà un contratto a lungo termine con il Newcastle questa settimana, legandosi al club bianconero per i prossimi anni. Tutti i passaggi burocratici sono stati risolti positivamente, poiché la concessione del permesso di viaggio è confermata e la visita medica prenotata presso le strutture del club per le prossime ore.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il retroscena: rifiutate offerte da Inghilterra e Germania

La fumata bianca per l’approdo del gioiello africano nel nord dell’Inghilterra non era affatto scontata, data la fortissima concorrenza internazionale che si era sviluppata attorno al suo cartellino. Touré ha preferito il progetto bianconero rispetto a due altri club interessati, i quali avevano effettuato importanti sondaggi e rilanci nelle ultime settimane; nello specifico, si trattava di uno in Germania e uno in Inghilterra.

A fare la differenza in favore dei Magpies è stata la determinazione della dirigenza e la prospettiva tecnica illustrata al calciatore, considerato un elemento chiave per il presente e il futuro della squadra. L’operazione si consumerà sulla base di 50 milioni di euro, una cifra importante che certifica lo status economico e le grandi ambizioni continentali del Newcastle.

Il tesoretto Tonali finanzia il mercato in entrata

Un investimento di tale portata è stato reso possibile dalle imponenti manovre condotte dal club sul fronte delle cessioni. La società inglese ha infatti capitalizzato al massimo la sessione estiva grazie a una clamorosa operazione in uscita: dopo l’addio di Tonali da oltre 100 milioni al Tottenham, che ha garantito una liquidità immediata e straordinaria alle casse del club, il Newcastle ha piazzato il colpo in entrata senza compromettere i rigidi parametri del Fair Play Finanziario.

I fondi incassati dalla cessione del centrocampista italiano agli Spurs sono stati parzialmente e prontamente reinvestiti per assicurarsi Touré. Con questo innesto di assoluto spessore, il Newcastle lancia un segnale chiarissimo alle dirette concorrenti della Premier League, assicurandosi un calciatore di grandissima prospettiva. L’annuncio ufficiale è atteso subito dopo il completamento dei test fisici di rito.

FIGC, spunta il retroscena: è successo prima del Consiglio: dalla vicepresidenza al piano stadi. Novità importanti!

FIGC, retroscena pre Consiglio Federale: dalla vicepresidenza al piano stadi. Cosa sta succedendo

Il nuovo corso del calcio italiano è ufficialmente iniziato, muovendosi sul sottile filo della diplomazia. Giovanni Malagò, da poco insediatosi al vertice della FIGC dopo le elezioni del 22 giugno, ha espresso grande soddisfazione per l’esito del primo consiglio federale. «C’è compattezza», ha dichiarato con orgoglio il neo presidente in conferenza stampa, rivendicando un equilibrio politico tutt’altro che scontato all’alba del suo mandato.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il compromesso politico: Simonelli vicario e la centralità della Serie A

Il debutto politico non è stato privo di ostacoli. Secondo il Corriere dello Sport, i piani iniziali di Malagò prevedevano la nomina di Umberto Calcagno (numero uno dell’Assocalciatori) come vicepresidente vicario. Tuttavia, la forte opposizione di Giancarlo Abete, leader dei Dilettanti, ha imposto un cambio di rotta improvviso: «Noi non lo votiamo», è stato il chiaro diktat emerso a pochi minuti dall’inizio dei lavori. Abete ha precisato la natura squisitamente politica dello scontro, evidenziando la necessità di tutelare la propria componente tecnica: «Non saremo all’opposizione, vogliamo dare un apporto costruttivo ma a tutela dei valori che rappresentiamo».

Per evitare pericolose spaccature istituzionali, Malagò ha optato per un piano B, che si è rivelato «passato all’unanimità» senza il bisogno di ricorrere a una formale votazione. Simonelli, presidente della Lega Serie A, è stato nominato vicepresidente vicario potendo contare sul supporto incondizionato di tutte e quattro le leghe calcistiche, mentre Calcagno ha assunto la carica di vice semplice. Alla massima serie viene così riconosciuto il ruolo di motore economico del sistema. A questo proposito, il consigliere federale e presidente dell’Inter Beppe Marotta ha confermato la disponibilità del massimo campionato a garantire una forma «di sostegno e di supporto» al bilancio della Federazione, rimasto orfano delle entrate del Mondiale.

Le urgenze in agenda: il vertice con Abodi e le riforme strutturali

Risolti gli equilibri interni, Malagò si proietta verso le scadenze istituzionali, a partire dall’imminente faccia a faccia con il ministro Andrea Abodi. «Le tempistiche sono strette per entrambi, sia per la scadenza della legislatura e che da parte nostra», ha ricordato il capo della FIGC, consapevole di avere un mandato di due anni e mezzo.

Tre sono i dossier prioritari sul tavolo delle riforme: il rifinanziamento dei vivai giovanili (dopo lo spostamento dell’1% di mutualità alla Serie A femminile), l’introduzione di tutele statali per i giovani calciatori e lo stanziamento di un budget strutturale per l’ammodernamento degli stadi italiani, al di là del lavoro del commissario straordinario.

Verifica dei conti e rapporto SIAE: il Foggia in Serie C

Sul fronte dell’iscrizione ai campionati professionistici, la FIGC incassa un importante successo. Tutte le squadre hanno superato i controlli della Covisoc, a eccezione della Ternana, esclusa per non aver presentato la documentazione; il suo posto sarà preso dal Foggia. «Per la prima volta dopo diversi anni non ci sono problemi», ha commentato sollevato Malagò.

A confermare la centralità assoluta del movimento è il recente rapporto SIAE, secondo cui il calcio genera l’82% degli eventi totali dello sport italiano, registrando il 75,1% degli spettatori e il 71,7% della spesa complessiva sul territorio nazionale.

Calciomercato Juve: Muharemovic è sempre più vicino! Cosa c’è dietro la strategia di Carnevali in vista dell’estate

Calciomercato Juve: Muharemovic si avvicina ai bianconeri. Svelato il piano di Carnevali per rafforzare la gioventù della Vecchia Signora

La Juventus inaugura il suo nuovo corso di mercato lanciando un segnale chiarissimo alle rivali: secondo la Gazzetta dello Sport, la priorità assoluta della Continassa è quella di abbassare vistosamente l’età media della rosa, puntando su profili giovani e di grandissima prospettiva internazionale. Sotto la sapiente regia del nuovo amministratore delegato e direttore generale bianconero, Giovanni Carnevali, il club ha impresso una forte accelerazione alle manovre. Al netto della imminente svolta strategica che porterà l’attaccante Kolo Muani a Torino, le attenzioni del club sono interamente rivolte al consolidamento di una vera e propria rivoluzione verde.

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Ufficiale Jeff Ekhator: cifre, contratto e le prime parole

Il primo tassello di questo nuovo corso è diventato realtà nel cuore della notte. Dopo aver svolto le visite mediche di rito al J-Medical, Jeff Ekhator ha formalizzato il suo passaggio in bianconero firmando un contratto a lungo termine valido fino al 2031. L’operazione complessiva conclusa con il Genoa si attesta su una base fissa di 16 milioni di euro, una cifra che potrà salire fino a 18 milioni al raggiungimento di determinati bonus.

L’attaccante ha subito manifestato il proprio entusiasmo per il trasferimento sotto la Mole, dichiarando: “Il mio primo pensiero? Appena ho saputo dell’interesse della Juve ho parlato con mio padre e la mia famiglia: è l’occasione della vita. Amo la profondità, ma sto imparando a giocare di squadra”. Il tecnico Luciano Spalletti è convinto di poter affinare rapidamente le doti da prima punta dell’ex rossoblù, apprezzandone la spiccata duttilità tattica che gli permette di agire all’occorrenza anche come esterno offensivo su entrambe le corsie laterali.

Trattativa Muharemovic: il grande ritorno a metà prezzo

Chiuso il fronte offensivo, l’attenzione della dirigenza si è immediatamente spostata sulla retroguardia, dove il candidato unico è Tarik Muharemovic di proprietà del Sassuolo. Il difensore mancino bosniaco, reduce dalla sfortunata eliminazione dal Mondiale, conosce già molto bene l’ambiente torinese, dove in passato ha stretto una profonda amicizia con Kenan Yildiz prima dell’addio forzato sancito dalla vecchia dirigenza.

Oggi la Juventus può sfruttare un canale preferenziale grazie a Carnevali e, soprattutto, a una saggia clausola ereditata dal passato: la Continassa ha infatti conservato il 50 per cento sulla futura rivendita del calciatore. Di conseguenza, i bianconeri pagheranno esattamente la metà del valore reale del cartellino del bosniaco, arrivando a un investimento finale di poco superiore ai 15 milioni di euro. Muharemovic rappresenta l’identikit ideale per l’idea di calcio di Spalletti, che esige difensori di piede mancino capaci di impostare la manovra fin dalle retrovie con leadership e personalità. La fumata bianca è attesa nelle prossime ore.

Como Inter, parte 2: dopo Nico Paz, si infuoca un altro duello tra i due club! Nel mirino due difensori, cosa sta succedendo

Como e Inter stanno per dare vita ad un altro duello di calciomercato dopo quello per Nico Paz. Cosa sta succedendo

Il calciomercato dell’Inter potrebbe presto sbloccarsi grazie a un inatteso e strategico assist proveniente dal Como. Il club lariano, il cui status sul mercato e sul campo è ormai cresciuto fino a raggiungere livelli da Champions League, ha effettuato le sue prime mosse concrete per Oumar Solet. Il difensore centrale dell’Udinese, che fino a qualche settimana fa sembrava a un passo dal vestire la maglia nerazzurra, era stato temporaneamente “congelato” dalla dirigenza milanese. Questo nuovo sondaggio dei lacustri potrebbe cambiare radicalmente gli equilibri, spingendo il Como a interrompere la caccia a Trevoh Chalobah e lasciando di fatto campo libero all’Inter per l’innesto del centrale inglese. Lo riferisce il Corriere dello Sport.

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La strategia per Chalobah: l’Inter stringe i tempi con il Chelsea

La trattativa per il difensore dei Blues ha vissuto ore di forte incertezza. Il Como, che riteneva di avere in pugno il giocatore, aveva presentato un’offerta ufficiale da 25 milioni di euro più 2 di bonus. Il Chelsea ha tuttavia respinto l’assalto, alzando l’asticella della richiesta a 30 milioni di euro con l’aggiunta di altri 5 milioni di premi.

I dirigenti di viale della Liberazione seguono Chalobah da ben tre anni e mantengono un canale di comunicazione privilegiato con i suoi agenti. Al momento l’Inter non ha ancora formalizzato una proposta economica scritta, ma la sensazione è che si tratti di una mossa studiata: se il Como deciderà di cambiare definitivamente obiettivo per dirottare il proprio budget su Solet, l’Inter avrà tutto il margine necessario per strappare ai londinesi condizioni economiche decisamente più favorevoli.

I dubbi fisici su Solet e il piano per la retroguardia

Dietro il rallentamento dell’Inter su Solet non vi sarebbero ragioni di natura tecnica o economica, bensì legate alla tenuta fisica del francese. Un vecchio infortunio al ginocchio che coinvolge la cartilagine ha sollevato forti perplessità sulla sua capacità di reggere un calendario fittissimo di impegni tra Serie A e Champions League, considerando che con l’Udinese ha giocato quasi esclusivamente in campionato senza lo stress delle coppe europee.

Il Como, d’altro canto, non sembra manifestare le stesse preoccupazioni e ha grandi chance di chiudere qualora decidesse di investire sul centrale dei friulani il pacchetto economico inizialmente destinato al Chelsea.

Doppio colpo in difesa: fari puntati su Gianluca Mancini

A prescindere dall’esito dell’affare Chalobah, le necessità dell’Inter nella retroguardia rimangono due. Se l’inglese dovesse varcare i cancelli della Pinetina, la dirigenza nerazzurra andrà comunque a caccia di un secondo difensore centrale da regalare a Cristian Chivu, sfruttando le occasioni dell’ultimo minuto. A questo proposito, gli occhi degli uomini di mercato interisti sono fissi sulle evoluzioni legate al rinnovo di contratto di Gianluca Mancini con la Roma, pronti a inserirsi in caso di rottura definitiva tra il calciatore azzurro e il club giallorosso.

Calciomercato Roma: costi troppo alti per Summerville, D’Amico cambia obiettivo! Il nuovo esterno per Gasperini può arrivare dalla Francia

Calciomercato Roma: niente Summerville per i giallorossi, il direttore sportivo Tony D’Amico cambia obiettivo e punta a questo giocatore dalla Francia

La Roma si prepara a ridisegnare le corsie esterne del proprio scacchiere offensivo in vista della prossima stagione europea. La richiesta avanzata dal tecnico Gian Piero Gasperini alla dirigenza è stata categorica: servono due esterni d’attacco di caratura internazionale per affrontare al meglio la Champions League. Questo tema sarà l’argomento centrale del prossimo summit di mercato che vedrà protagonisti l’allenatore, il direttore sportivo Tony D’Amico ed Ed Shipley, braccio destro della famiglia Friedkin. Lo riferisce La Gazzetta dello Sport.

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Destra bloccata su Greenwood, sfuma Summerville a sinistra

Se per la corsia di destra il candidato numero uno rimane saldamente Mason Greenwood, per la fascia sinistra la strategia giallorossa ha dovuto subire una brusca deviazione. Il primo obiettivo della lista era infatti l’olandese Summerville, di proprietà del West Ham. Tuttavia, lo straordinario exploit del giocatore al Mondiale ha attirato le attenzioni dei principali top club continentali, facendo lievitare il prezzo del cartellino a cifre esorbitanti, a cui si è aggiunta una pesante richiesta d’ingaggio da parte dell’entourage pari a 6 milioni di euro a stagione.

La sorpresa Martial Godo dallo Strasburgo

Frenata la pista olandese, la Roma ha virato con decisione su un nuovo profilo emergente della Ligue 1: si tratta di Martial Godo, esterno offensivo di proprietà dello Strasburgo. Il ventitreenne, che ha dovuto saltare la rassegna iridata a causa di un infortunio, ricorda per caratteristiche tecniche e progressione Bradley Barcola del PSG. Cresciuto nel vivaio del Fulham e in possesso del doppio passaporto inglese e ivoriano, Godo ha vissuto un’annata da assoluto protagonista in Francia, esplodendo nel momento in cui il club ha dovuto sopperire all’assenza di Panichelli.

Il suo score stagionale parla chiaro: 10 reti in 28 partite di campionato, a cui si sommano 4 gol in Conference League e 2 in Coppa di Lega. Le sue prestazioni hanno fatto schizzare la valutazione del cartellino intorno ai 30 milioni di euro. I contatti tra la Roma e lo Strasburgo sono nati durante i dialoghi per l’esterno basso Diego Moreira. Godo, compagno di nazionale di N’Dicka, si è fatto notare quest’anno anche per il forte temperamento, scatenando una maxi-rissa in Conference League contro il Mainz dopo un’esultanza provocatoria sotto la curva avversaria.

Gli altri profili monitorati da D’Amico

Il profilo dell’ivoriano non è comunque l’unico monitorato per colmare un vuoto tattico che la Roma si trascina dietro dopo i rendimenti poco felici di Bailey e Zaragoza. Sullo sfondo resistono i profili di Sauer del Feyenoord e del giovane Tel del Tottenham.

Risultano invece al momento fuori portata per ragioni di bilancio sia El Mala del Colonia che Ndoye del Nottingham Forest, entrambi valutati circa 50 milioni di euro. Infine, nelle ultime ore è stata scartata l’ipotesi legata ad Alejandro Garnacho: l’esterno si era offerto ai giallorossi con la formula del prestito, ma il suo profilo non convince pienamente la dirigenza capitolina.

Italiano fa un favore al Napoli? Può sbloccare il mercato grazie a questo acquisto per il Besiktas! Manna ha già fissato il prezzo

Italiano può dare una grossa mano al Napoli, sbloccando il fronte uscite grazie all’offerta per questo giocatore azzurro. Tutti i dettagli

Le strategie estive del Napoli entrano nel vivo, intrecciando i destini dei protagonisti del campo con quelli delle trattative internazionali. In questo scenario, una vecchia conoscenza del club azzurro potrebbe, per uno strano gioco del destino, favorire in modo indiretto i piani finanziari della società partenopea. Si tratta di Vincenzo Italiano, tecnico che per un breve periodo è stato considerato il principale candidato alla panchina del Napoli prima della scelta definitiva di Aurelio De Laurentiis di puntare su Massimiliano Allegri. Oggi, l’allenatore rischia di sbloccare una delle cessioni più importanti in casa azzurra.

Come riportato nell’edizione odierna del quotidiano Il Mattino, il Besiktas si è messo alla caccia di un nuovo portiere di caratura internazionale per rinforzare la propria rosa. Tra i profili maggiormente caldeggiati e valutati dalla dirigenza della compagine turca figura proprio Vanja Milinkovic-Savic.

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Un’opportunità per le uscite del Napoli

Questo forte interesse da parte del club di Istanbul potrebbe trasformarsi rapidamente in una grande opportunità per il Napoli. La società del presidente De Laurentiis è infatti fortemente impegnata a definire alcune delicate operazioni in uscita, con il chiaro obiettivo di alleggerire l’ampio organico e, soprattutto, di reperire risorse fresche da reinvestire tempestivamente durante questa sessione di calciomercato. I fondi raccolti da un’eventuale cessione dell’estremo difensore serbo verrebbero subito messi a disposizione per completare e puntellare la rosa a disposizione di Allegri.

La valutazione ufficiale: Manna non concede sconti

L’estremo difensore serbo, arrivato a Napoli dal Torino per una cifra vicina ai 21 milioni di euro, rimane un elemento apprezzato per doti fisiche e carisma, ma non è assolutamente considerato incedibile dalla nuova area tecnica. Le considerazioni di natura economica, d’altronde, favoriscono un addio senza traumi contabili. Dopo aver registrato il primo anno di ammortamento del costo del cartellino, il suo valore attuale a bilancio permette al club di evitare rischi di minusvalenza.

Per questa ragione, la dirigenza ha scelto di fissare una richiesta base attorno ai 15 milioni di euro, una cifra ritenuta congrua e non negoziabile. Il direttore sportivo Giovanni Manna ha già fatto sapere di non avere alcuna intenzione di concedere sconti e presenterà la medesima valutazione a tutti i club europei che busseranno alla porta per il portiere. Il Besiktas è avvisato: per assecondare i piani per la porta, servirà presentare un’offerta ufficiale in linea con le pretese partenopee.

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