Pagina 70 – Calcio News 24

Il Paris FC di Immobile cambia allenatore: via Kombouaré e dentro Rosenior dopo il flop con il Chelsea

Il Paris FC ha scelto Liam Rosenior come nuovo allenatore al posto di Kombouaré dopo il flop con il Chelsea. Tutti i dettagli

Il Paris FC si appresta a vivere una vera e propria rivoluzione tecnica in vista della prossima stagione. Secondo quanto rivelato da RMC Sport, la dirigenza del club parigino ha avviato una fitta serie di colloqui conoscitivi con Liam Rosenior, ex tecnico di Chelsea e RC Strasburgo. L’allenatore inglese è balzato improvvisamente in cima alla lista dei desideri dei francesi per raccogliere la pesante eredità di Antoine Kombouaré, ormai destinato a separarsi definitivamente dalla panchina della compagine capitolina.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il bilancio di Kombouaré: una salvezza tranquilla

Come precedentemente anticipato in settimana dal quotidiano Le Parisien, l’avventura di Kombouaré alla guida del Paris FC è ormai giunta ai titoli di coda. L’ex manager di Paris Saint-Germain e Nantes era approdato sulla panchina del club a fine febbraio, chiamato d’urgenza per raddrizzare un’annata che si stava facendo pericolosamente complicata sul piano dei risultati.

Subentrato a Stéphane Gilli in un momento in cui la squadra si trovava pienamente invischiata nella drammatica lotta per non retrocedere, il tecnico francese è stato capace di stabilizzare l’ambiente e traghettare il gruppo verso acque decisamente più tranquille. Sotto la sua sapiente gestione, i parigini hanno chiuso il campionato all’11° posto in classifica, con un rassicurante vantaggio di 12 punti sopra la zona calda degli spareggi retrocessione. Nonostante l’ottimo lavoro svolto per mantenere stabile la nave, il futuro del mister non sarà all’ombra dello Stade Jean Bouin.

La tentazione Liam Rosenior per il nuovo ciclo

Con l’imminente inizio del raduno per la preparazione pre-campionato, la dirigenza ha accelerato le grandi manovre per l’ingaggio del successore. La scelta della proprietà sembra ricadere proprio sul profilo internazionale di Rosenior. All’inizio di questo mese, la testata L’Équipe aveva riferito che il tecnico inglese manifestasse la chiara intenzione di prendersi un periodo di pausa totale dal rettangolo verde, in seguito alla conclusione della sua avventura sportiva con il Chelsea avvenuta nel corso della primavera.

Tuttavia, le ultime verifiche di mercato tracciano uno scenario ben differente: i contatti tra l’allenatore e i vertici del Paris FC sono reali, avanzati e già in corso. L’ex tecnico dello Strasburgo si starebbe lasciando affascinare dall’ambizioso progetto della società, decisa a strutturare un organico competitivo. Le prossime ore saranno decisive per capire se questi colloqui preliminari si trasformeranno nella firma di un contratto ufficiale.

Calciomercato Torino: cosa sta succedendo per il rinnovo di Vlasic e c’è la clamorosa idea Acerbi in difesa a zero

Calciomercato Torino: novità importanti su Vlasic e Acerbi in chiave granata. Ecco gli ultimi sviluppi su queste trattative

Il Torino sta pianificando con estrema lungimiranza la fisionomia della rosa in vista della prossima stagione calcistica. Tra i protagonisti assoluti di questi giorni c’è senza dubbio Nikola Vlasic, autore di un Mondiale 2026 in costante crescita con la maglia della Croazia. Dopo un inizio comprensibilmente in sordina contro l’Inghilterra e la panchina contro il Panama, il numero 10 granata ha trovato la svolta firmando il gol decisivo nel successo per 2-1 contro il Ghana, regalando alla sua nazionale il pass per i sedicesimi di finale contro il Portogallo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Al rientro in Italia, per il trequartista è già previsto un summit cruciale con la dirigenza. Vlasic, reduce da un’ottima stagione da 9 gol e 5 assist complessivi tra Serie A e Coppa Italia, è il leader tecnico e carismatico a cui il nuovo allenatore Ignazio Abate intende consegnare le chiavi del centrocampo. Il Torino, che vanta già un’opzione di prolungamento fino al 2028, è intenzionato a sedersi al tavolo per blindarlo con un accordo ancora più a lungo termine.

Occasione in difesa: spunta il profilo di Francesco Acerbi

Parallelamente alle manovre sulla trequarti, i fari dei dirigenti si sono accesi sul reparto arretrato per garantire un innesto di spessore. Secondo quanto rivelato dalle colonne di Tuttosport, al club piemontese sarebbe stata prospettata la ghiotta opportunità di ingaggiare Francesco Acerbi. Il centrale classe ’88 si separerà ufficialmente dall’Inter alla scadenza del contratto, fissata proprio per domani, dopo cinque stagioni vissute da assoluto protagonista all’ombra di San Siro.

Nonostante l’età anagrafica, l’affidabilità del difensore rimane di altissimo livello, come testimoniato dalla storica rete contro il Barcellona nella semifinale di Champions League del maggio 2025. L’obiettivo del centrale è giocare per altre due stagioni prima di appendere gli scarpini al chiodo; resta da capire se la società granata deciderà di affondare il colpo.

L’ostacolo Arabia Saudita e la concorrenza in Serie A

La corsa alle prestazioni del difensore svincolato si preannuncia tuttavia competitiva. Sullo sfondo si registra il forte pressing di Simone Inzaghi, storico mentore del calciatore, che lo vorrebbe nuovamente con sé all’Al-Hilal in Arabia Saudita con un ricco contratto biennale. Le motivazioni puramente economiche potrebbero però passare in secondo piano: Acerbi e la sua famiglia manifestano infatti la chiara preferenza di rimanere in Italia.

In Serie A le alternative non mancano. Il Monza aveva avviato i primi corteggiamenti prima del cambio societario legato all’addio di Burdisso, mentre il Genoa ha effettuato un sondaggio precauzionale per tutelarsi in caso di cessione di uno tra Vasquez e Marcandalli. Il Torino osserva attentamente l’evoluzione dello scenario, pronto a far valere i propri argomenti tecnici.

Maresca è ufficialmente il nuovo allenatore del Manchester City! Le sue prime parole: «Opportunità brillante per me, voglio vincere»

Enzo Maresca è il nuovo allenatore del Manchester City! Il comunicato ufficiale e le sue prime parole

Il Manchester City ha annunciato ufficialmente la nomina di Enzo Maresca come nuovo allenatore della prima squadra. Il tecnico italiano ha sottoscritto un contratto triennale che lo legherà ai Citizens fino all’estate 2029. Per Maresca si tratta di un suggestivo ritorno all’interno di un ambiente che conosce alla perfezione: questa sarà infatti la sua terza esperienza nel club, dove fa ritorno forte di un importante bagaglio di successi ottenuti ai massimi livelli del calcio europeo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

L’entusiasmo di Maresca: «Un’opportunità brillante»

Il nuovo manager non ha nascosto la propria soddisfazione per questa nuova avventura a Manchester, sottolineando l’assoluto valore organizzativo della società inglese. Queste le sue prime dichiarazioni ufficiali rilasciate ai canali del club:

“Il Manchester City è un club che conosco molto bene e avere la possibilità di allenare questa squadra è un’opportunità brillante per me. Il City è un club incredibilmente ben gestito. Tutto ciò che fanno è innovativo, pianificato e con uno scopo. Per un manager, è una situazione da sogno. Mi dà la coerenza di cui ho bisogno per svolgere efficacemente il mio lavoro. Questo sarà il mio terzo periodo qui. Conosco questo Club, conosco le richieste e conosco le aspettative. La qualità delle persone che lavorano qui è ciò che lo rende così speciale, e voglio ringraziarli per aver dimostrato fiducia nelle mie capacità. Non vedo l’ora di iniziare ad allenare i giocatori. Voglio che vinciamo, giochiamo un buon calcio e ci godiamo la pressione di rappresentare il Manchester City.”

Il plauso della dirigenza: una scelta naturale

La nomina del tecnico italiano ha incassato l’entusiasta approvazione dei vertici societari. Il presidente del Manchester City, Khaldoon Al Mubarak, ha evidenziato come l’identità tattica e caratteriale del mister rispecchi fedelmente la filosofia aziendale:

“Enzo è qualcuno che ha sempre cercato opportunità per mettersi alla prova e avere successo nella sua carriera da allenatore. Porta una personalità, passione e intelligenza completamente allineate alle nostre esigenze. Sta tornando in un’organizzazione che è completamente in sintonia con la sua ambizione e la sua fame di successo e il suo ritorno al Manchester City è quindi un gradito passo naturale sia per lui che per il Club. Enzo eredita una rosa e un’organizzazione calcistica perfettamente adatte a riflettere ed evolvere il suo stile di calcio, e siamo tutti molto entusiasti di vedere l’impatto che potrà avere nel costruire ulteriormente sul successo del Club. Bentornato a casa, Enzo.”

A fargli eco sono state le parole dell’amministratore delegato Ferran Soriano, che ha ricordato il glorioso passato di Maresca all’interno dell’universo City e le sue recenti e vincenti tappe sulle panchine di Leicester e Chelsea:

“Enzo è stato il candidato più spiccato tra le nostre considerazioni. Conosciamo la sua personalità e la sua visione di come dovrebbe essere giocato il football. È un uomo con integrità, carisma e passione. Oltre ai suoi successi a Chelsea e Leicester, il suo curriculum con il City parla da sé. Ha gestito il nostro team EDS con distinzione ed è stato un contributore chiave alla storica stagione del Treble. Faremo in modo che riceva tutto ciò di cui ha bisogno per avere successo qui e siamo tutti molto entusiasti di vedere il suo impatto positivo sulla prossima fase dei progressi del Club.”

Mondiali 2026, il torneo rivoluzionario con 48 squadre: tutto quello che ho scoperto sulla nuova formula

25 giugno 2026  |  Calcio Estero  |  Mondiali 2026

Guardare i Mondiali 2026 è un’esperienza completamente diversa da tutto quello che ho vissuto come appassionato di calcio negli ultimi vent’anni. Lo ammetto senza riserve: quando la FIFA annunciò l’allargamento a 48 nazionali, ero tra i più scettici. Troppo grande, pensai. Troppi match, troppi giorni, il rischio concreto di perdere il senso autentico della competizione. Eppure, dopo le prime due giornate di questa edizione storica, ho dovuto ricredermi — e ve lo racconto con la stessa onestà con cui seguo questo sport da trent’anni.

Un formato che ha cambiato le regole del gioco

Per la prima volta nella storia della Coppa del Mondo, le nazionali partecipanti sono 48. Il sito ufficiale della FIFA descrive nel dettaglio come funziona la nuova struttura: 16 gironi da tre squadre ciascuno, con le prime classificate e le 8 migliori seconde che avanzano ai sedicesimi di finale — un turno inedito nella storia del torneo. Il risultato? Una fase a gironi in cui ogni punto conta, ogni pareggio può costare il passaggio del turno, e persino le grandi nazionali non possono permettersi un solo passo falso.

Ho visto lacrime di gioia in rappresentative che non avevo mai visto ai Mondiali, squadre che per la prima volta nella loro storia si sono qualificate e che hanno portato sulle spalline tutto il peso e tutto l’orgoglio della propria nazione. Questo aspetto, che magari a qualcuno sembrerà romantico, a me ha commosso davvero.

Il format ha le sue criticità, non lo nascondo. Tre squadre per girone significa che una sola partita può determinare tutto, con tutti i rischi di calcolo o di equilibrio sportivo che ne conseguono. Ma guardando le partite una dopo l’altra, devo dire che il livello competitivo è stato alto — forse più di quanto mi aspettassi.

Le grandi favorite che stanno rispettando le aspettative

Brasile, Francia, Argentina, Portogallo, Inghilterra. Queste sono le nazionali che ho monitorato con più attenzione fin dal giorno del sorteggio, e in larga parte stanno onorando i pronostici.

La Francia continua a sfoggiare una profondità di rosa invidiabile. Mbappé — nonostante le polemiche degli ultimi anni e i mille rumors di mercato — è in buona condizione fisica e la squadra di Deschamps, veterana di queste competizioni, si muove con la lucidità di chi sa esattamente quando accelerare e quando gestire il risultato.

Il Brasile ha già dimostrato di saper fare la differenza quando serve: la Seleção è già ai sedicesimi, come potete seguire in tempo reale sulla nostra pagina Risultati e classifica Mondiali 2026 LIVE, dove aggiorniamo ogni verdetto del torneo partita dopo partita.

L’Argentina di Scaloni, campione in carica, gioca con la sicurezza — e la pressione — di chi ha qualcosa da difendere. Messi alla sua sesta Coppa del Mondo è un fenomeno che nessun libro di storia ha ancora scritto per intero, e vederlo ancora su questo palcoscenico è un privilegio che noi appassionati dobbiamo goderci finché dura.

Le sorprese che non mi aspettavo — e che mi hanno fatto gioire

Se c’è una cosa che amo dei Mondiali è la loro capacità di sorprenderti sempre. Anche questa edizione non fa eccezione.

Il Marocco è già qualificato ai sedicesimi e ha dimostrato ancora una volta di essere una nazionale strutturata, con un’identità tattica precisa e calciatori di altissimo livello che militano stabilmente nei migliori club europei. Non è più una rivelazione: è una certezza. Seguire la loro crescita nel corso degli ultimi cicli — documentata anche dalle statistiche della UEFA sull’integrazione dei calciatori africani nel calcio europeo — è qualcosa che racconta una storia più grande del calcio stesso.

Il Messico, padrone di casa insieme a Stati Uniti e Canada, ha fatto leva sul fattore campo in modo spettacolare. L’atmosfera nelle città messicane è qualcosa che va oltre il calcio: è cultura, passione, identità nazionale. Seguirle in TV mi ha trasmesso un’energia che raramente percepisco durante una normale stagione di club.

Come seguire il torneo senza perdersi nulla

Con 48 squadre e un format inedito, orientarsi non è semplicissimo. Il mio consiglio — e quello che faccio personalmente — è di aggiornarsi con regolarità su una fonte affidabile e dedicata. Per i risultati, le classifiche e le analisi giornata per giornata, la nostra pagina live è il punto di riferimento che uso io stesso quotidianamente.

Tenere d’occhio le classifiche dei gironi è fondamentale in questa edizione, perché — come detto — anche le seconde classificate possono passare il turno, ma solo le migliori tra loro. Questo significa che la differenza reti, i gol segnati e persino i cartellini gialli possono diventare decisivi. Non è più calcio dove basta vincere il proprio girone: bisogna capire cosa succede negli altri 15 gruppi in parallelo.

Quote, pronostici e il termometro del mercato

Confesso che seguo i Mondiali anche attraverso l’evoluzione delle quote, non tanto per scommettere quanto per capire il sentiment degli analisti sui vari incontri. Piattaforme come Lottomatica — operatore regolamentato in Italia e tra i più utilizzati dagli appassionati nel nostro paese — offrono un termometro interessante su chi è favorito in ogni singola partita e chi, invece, sta sorprendendo i mercati.

Quello che ho notato in questi giorni è che le quote su alcune outsider si sono abbassate sensibilmente dopo le prime prestazioni, segno che chi studia il calcio in modo professionale ha dovuto rivedere le proprie stime. È un aspetto che trovo affascinante: il mercato dei pronostici cambia partita dopo partita, quasi come leggere un romanzo che si riscrive in tempo reale.

Il mio bilancio: questa edizione mi ha sorpreso

Devo essere sincero con voi: questa edizione dei Mondiali mi ha sorpreso in positivo. Il formato allargato, che temevo potesse diluire la qualità, ha invece portato in scena storie nuove, protagonisti inaspettati e momenti di calcio autentico che difficilmente dimenticherò. Certo, non tutte le partite hanno avuto lo stesso peso emotivo — alcuni incontri della fase a gironi sono stati meno intensi di quanto speravo — ma i lampi di grande calcio ci sono stati, eccome.

La Coppa del Mondo del 2026 è un torneo che rompe con la tradizione e prova a costruirne una nuova. Lo fa in modo imperfetto, come tutte le rivoluzioni. Ma lo fa con coraggio. E io, pur con le mie riserve iniziali, sono davvero contento di essere qui a raccontarvelo, partita dopo partita.

Clamoroso assalto del Barcellona a Harry Kane: è lui il nome grosso per il dopo Lewandowski. La strategia dei blaugrana, e il piano B…

Il Barcellona pensa a Harry Kane per sostituire Robert Lewandowski. Il piano dei blaugrana per arrivare all’attaccante inglese

Calciomercato news: il Barcellona è pronto a scuotere la sessione estiva con un obiettivo di primissimo livello planetario. I blaugrana, sotto la guida tecnica di Hansi Flick, si trovano alla disperata ricerca di un nuovo punto di riferimento offensivo dopo l’addio di Robert Lewandowski, il quale ha già raggiunto un accordo formale per trasferirsi in MLS e unirsi ai Chicago Fire. La dirigenza catalana ha individuato in Harry Kane il profilo ideale per ereditare la pesante eredità del polacco al centro dell’attacco.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Strategie finanziarie e la resistenza del Bayern Monaco

Secondo quanto rivelato dal Daily Mail, il Barcellona ha pianificato di approfondire concretamente la situazione non appena si sarà conclusa la partecipazione della nazionale inglese ai Mondiali 2026. Nonostante le ben note difficoltà di bilancio, il club spagnolo sta studiando formule creative per finanziare il trasferimento dell’attaccante trentaduenne, forte del fatto che il giocatore si trova a un solo anno dalla scadenza del suo contratto.

Dal canto suo, il Bayern Monaco rimane fiducioso di poter trattenere il proprio fuoriclasse, acquistato nel 2023 per circa 100 milioni di euro e reduce da una stagione mostruosa da 61 gol in 51 partite. I primi contatti con l’entourage del bomber hanno registrato una netta chiusura iniziale, con il giocatore che si professa felice in Germania, ma il Barcellona è determinato a fare di tutto qualora si aprissero spiragli dopo la rassegna in Nord America.

Testa ai Mondiali: Kane trascina l’Inghilterra di Tuchel

Al momento, qualsiasi decisione di club è rimandata. Il centravanti è interamente focalizzato sulla fase a eliminazione diretta della Coppa del Mondo sotto la gestione di Thomas Tuchel. Kane ha già segnato tre reti nei gironi, diventando il miglior marcatore all-time della nazionale inglese nella storia dei Mondiali a quota 11 gol complessivi.

In vista del match dei sedicesimi ad Atlanta contro la RD Congo, l’attaccante ha confessato a BBC Sport: La Coppa del Mondo è la competizione più grande che giochiamo come calciatori professionisti, quindi arrivare a 11 gol è una sensazione di orgoglio. Voglio solo godermi questo momento con la squadra. Non do mai per scontati questi momenti. Un altro buon traguardo da raggiungere, e spero che non sia l’ultimo in questo torneo.”

Il piano B porta a Julián Álvarez

Se la pista che porta al capitano inglese dovesse rivelarsi troppo complessa, il Barcellona tiene aperte altre prestigiose opzioni per l’impianto tattico di Flick. L’alternativa principale risponde al nome di Julián Álvarez, stella dell’Atlético Madrid. L’ottimismo attorno all’attaccante argentino è cresciuto in seguito ai recenti commenti del giocatore relativi alla volontà di lasciare i Colchoneros. Che si tratti di Kane o di Álvarez, la Catalogna si appresta a compiere un imponente sforzo economico.

Mercato Como, tutti pazzi per Baturina ma i lariani hanno preso questa decisione. Caccia al centrale da Champions, spunta Davinson Sánchez

Mercato Como, dalla decisione sul futuro di Baturina al colpo in difesa in vista della prossima Champions League. Focus sui movimenti dei lariani

Calciomercato Como news: la società lombarda si sta affermando come una delle realtà più solide, intriganti e ambiziose del panorama calcistico italiano ed europeo. Dopo una stagione esaltante, la dirigenza lariana si trova ora a dover gestire i primi, inevitabili assalti di mercato nei confronti dei propri gioielli più splendenti, pianificando contemporaneamente colpi di esperienza internazionale per presentarsi al meglio sul grande palcoscenico continentale.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

L’esplosione tattica con Cesc Fabregas e il tandem con Nico Paz

L’impatto dell’ex talento della Dinamo Zagabria, Martin Baturina, con la realtà della Serie A non è stato immediato. Inizialmente, il classe 2003 ha dovuto affrontare un fisiologico periodo di adattamento, faticando a trovare continuità nell’undici di partenza. Con il passare delle settimane, tuttavia, il centrocampista croato è riuscito a ritagliarsi un minutaggio più elevato, mettendo in mostra qualità balistiche e un’intelligenza tattica fuori dal comune.

Le sue prestazioni di assoluto spessore hanno letteralmente stregato l’allenatore Cesc Fabregas, che ha trovato la quadratura perfetta del reparto mediano schierandolo al fianco dell’altro gioiello di casa, Nico Paz. Il bilancio complessivo della sua straordinaria annata parla chiaro: il croato è sceso sul rettangolo verde in 34 occasioni, impreziosendo il suo score personale con la bellezza di 8 gol complessivi.

Il retroscena di mercato: l’assalto del Tottenham e la richiesta del Como

La vertiginosa crescita del ragazzo ha inevitabilmente attirato l’attenzione delle superpotenze europee. Secondo quanto riferito dall’esperto di calciomercato Matteo Moretto, oltre ai sondaggi effettuati da Aston Villa e Bayern Monaco, il club che si è mosso con maggiore decisione è stato il Tottenham, formazione guidata in panchina da Roberto De Zerbi.

Davanti alle insistenti avances britanniche, la società lariana ha alzato un vero e proprio muro invalicabile. Le proposte economiche giunte sulla scrivania della dirigenza hanno toccato la spaventosa cifra di 55 milioni di euro. Tuttavia, la risposta della proprietà è stata perentoria: il club vuole trattenere il croato e per un’eventuale cessione la richiesta base parte da 80 milioni di euro. Acquistato nell’estate del 2025 per 18 milioni, il suo valore è oggi più che quadruplicato, ma il suo futuro sarà ancora allo Stadio Sinigaglia.

Obiettivo difesa: i profili di Davinson Sánchez e Trevoh Chalobah

Parallelamente alle blindature a centrocampo, i fari della dirigenza sono accesi anche sul reparto arretrato per l’acquisto di un centrale da Champions League. In cima alla lista dei desideri sono finiti i nomi di Trevoh Chalobah e dell’esperto Davinson Sánchez, entrambi attualmente in corsa per una maglia da titolare al centro della retroguardia azzurra secondo Fabrizio Romano. Ad oggi, tuttavia, la pista che porta al difensore colombiano appare complessa: i costi per Sánchez, valutando l’esborso complessivo tra le richieste del cartellino e le pretese legate allo stipendio, rimangono decisamente elevati. La dirigenza valuta attentamente i margini di manovra, decisa a regalare a Fabregas un innesto di assoluto spessore internazionale.

Chi è Omar Traoré, prossimo acquisto dell’Udinese in difesa. Storia e caratteristiche tecniche del possibile innesto per Runjaic

Chi è Omar Traoré, la storia e le caratteristiche tecniche del futuro difensore dell’Udinese. Tutto quello che c’è da sapere

Calciomercato Udinese: i friulani accelerano sul fronte delle trattative estive per puntellare la propria linea difensiva. La dirigenza friulana è infatti in fase avanzata di negoziazione per assicurarsi le prestazioni di Omar Haktab Traoré, solidissimo terzino destro di proprietà dell’Heidenheim Secondo Fabrizio Romano, l’operazione sta procedendo spedita con l’obiettivo di consegnare nel minor tempo possibile al tecnico Kosta Runjaić un rinforzo di assoluto spessore fisico e atletico sulla corsia laterale, ideale per i ritmi e i meccanismi tattici che l’allenatore intende implementare a Udine.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Dalla gavetta alla Bundesliga: la storia di Traoré

Nato a Osnabrück il 4 febbraio 1998, Omar Traoré possiede la doppia cittadinanza tedesca e togolese. Cresciuto calcisticamente nei vivai della Bassa Sassonia, il difensore ha compiuto una lunga e formativa gavetta nelle serie minori tedesche prima di imporsi stabilmente ad alti livelli. Dopo le prime esperienze con le maglie di Rödinghausen e Uerdingen, la sua prima vera consacrazione è avvenuta con il ritorno al VfL Osnabrück, dove si è imposto come uno dei laterali più continui della categoria.

Il definitivo salto di carriera si è concretizzato nell’estate del 2023, anno del suo trasferimento all’Heidenheim, club con cui ha debuttato in Bundesliga. Traoré si è rivelato un elemento fondamentale per la clamorosa e storica favola dei tedeschi, capaci non solo di stabilizzarsi nella massima serie ma di conquistare una clamorosa qualificazione alle competizioni europee. Nelle ultime stagioni in Germania, il classe ’98 ha accumulato una preziosa esperienza, dimostrando affidabilità e grande tenuta mentale.

Identikit tecnico: dinamismo e fisicità per i friulani

Dal punto di vista tattico, Omar Traoré è un terzino destro naturale, dotato di una struttura fisica imponente e di una straordinaria resistenza atletica. Alto 1,87 metri, abbina alla solidità nei duelli individuali una spiccata capacità di spinta, corsa e progressione palla al piede lungo la fascia.

La sua spiccata duttilità rappresenta un fattore chiave per lo scacchiere dell’Udinese: pur nascendo come difensore in una linea a quattro, ha dimostrato di saper agire con ottimi risultati anche come esterno a tutta fascia in un centrocampo a cinque. Per Runjaić si tratterebbe del profilo ideale: un giocatore di passo, intenso e tatticamente disciplinato, pronto a dare nuova linfa alla corsia destra friulana.

Il PSG prenota Diomande: respinto l’assalto del Liverpool, l’ivoriano ha scelto Parigi. Ultimissimi sviluppi sul maxi-affare!

Diomande verso il Psg: preferito il club francese rispetto al Liverpool. Novità importanti sul classe 2006 ivoriano, cos’è successo

Calciomercato news: Diomande ha le idee chiare sul proprio futuro. Il diciannovenne esterno offensivo ivoriano, attualmente in forza al Lipsia, ha preso una decisione definitiva in vista del mercato estivo: in caso di partenza dalla Germania, la sua unica destinazione gradita è il Paris Saint-Germain. Nonostante le lusinghe insistenti della Premier League, il talento africano ha deciso di voltare le spalle al Liverpool, preferendo accasarsi alla corte dei bicampioni d’Europa.

Il giocatore è rimasto profondamente affascinato dal progetto tecnico e societario del PSG. La visione delineata dal presidente Nasser Al-Khelaifi e dal consigliere sportivo portoghese Luís Campos ha fatto breccia nelle ambizioni del ragazzo, entusiasta all’idea di poter lavorare sotto la rigida e vincente guida tattica di Luis Enrique. Nella mente di Diomande, il trasferimento nella capitale francese rappresenta la piattaforma perfetta per competere costantemente per i trofei più prestigiosi e, in prospettiva futura, cullare il sogno di vincere il Pallone d’Oro.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il fascino del club transalpino ha così superato la potenza economica del Liverpool. I Reds avevano manifestato l’intenzione di fare sul serio per assicurarsi uno dei prospetti più brillanti del panorama mondiale, arrivando a mettere sul piatto una cifra che si aggira intorno ai 100 milioni di euro. Un’offerta monstre che, tuttavia, si è scontrata con il muro eretto dal Lipsia. La dirigenza tedesca ha respinto l’assalto, fissando il prezzo del cartellino a non meno di 130 milioni di euro. Nel frattempo, il club della Red Bull sta persino tentando la difficile strada del rinnovo contrattuale, sebbene l’attuale accordo con il giocatore sia già blindato fino al giugno 2030.

Diomande si è imposto all’attenzione globale grazie a doti atletiche e tecniche fuori dal comune. Capace di agire su entrambe le corsie esterne, l’ivoriano fa di una velocità stordente la sua arma letale. Nella passata stagione in Bundesliga ha impressionato tutti collezionando 12 reti e 9 assist in 33 presenze, trascinando il Lipsia al terzo posto in classifica e garantendo alla squadra la fondamentale qualificazione alla prossima UEFA Champions League.

Brasile-Giappone 20 anni dopo: dal record di Ronaldo il Fenomeno alla trappola di oggi di Ueda e compagni

Nel 2006 la Seleção calò il poker ribaltando lo svantaggio iniziale. Oggi, i Samurai Blu sognano l’impresa in una sfida da dentro o fuori che non ammette errori.

Oggi, la delicata sfida dei sedicesimi di finale dei Mondiali 2026 tra Brasile e Giappone catalizza l’attenzione degli appassionati. Una gara secca, dove sbagliare significa tornare a casa, che inevitabilmente fa riavvolgere il nastro dei ricordi fino all’estate del 2006, quando le due nazionali si incrociarono nella fase a gironi del Mondiale in Germania. Quella partita, terminata 4-1 per i verdeoro, è entrata di diritto nella storia del calcio.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

L’illusione nipponica e la furia verdeoro

Il 22 giugno 2006, a Dortmund, la sfida aveva un sapore del tutto particolare. Sulla panchina giapponese sedeva infatti una divinità calcistica brasiliana, Zico, chiamato a tentare l’impresa proprio contro il suo Paese. Il miracolo sembrò prendere forma al 34′, quando Keiji Tamada trafisse Dida con un sinistro fulmineo, portando i Samurai Blu in un clamoroso e inaspettato vantaggio.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

L’illusione, però, si spezzò in fretta. Prima dell’intervallo il Brasile rialzò la testa, per poi scatenare tutto il suo strapotere tecnico nella ripresa:

  • L’aggancio: colpo di testa imperioso di Ronaldo al 45’+1′, su assist di Cicinho.
  • Il sorpasso: un missile terrificante da fuori area del maestro delle punizioni Juninho Pernambucano (53′). Una di quelle conclusioni dalle traiettorie difficilmente spiegabili dalle leggi della fisica.
  • Il tris: inserimento perfetto e diagonale mancino del terzino Gilberto (59′). Pochi lo ricordano perché in Italia è stato una comparsa all’Inter nel decennio precedente. Al momento del Mondiale giocava proprio in Germania, nell’Hertha Berlino.
  • L’appuntamento con la storia: all’81’, ancora Ronaldo siglò il definitivo 4-1 con un bellissimo destro a giro dal limite dell’area. Una rete pesantissima, con cui il Fenomeno eguagliò il record assoluto di 14 gol ai Mondiali, all’epoca detenuto dal tedesco Gerd Müller. Per il Fenomeno, all’epoca in forza al Real Madrid, fu questa l’ultima doppietta in carriera con la maglia verde-oro.

Dalla storia al presente: vietato abbassare la guardia

Giappone gruppo per calcio
Dalla storia al presente: vietato abbassare la guardia – CalcioNews24.com

A vent’anni di distanza da quella notte di Dortmund, il contesto è radicalmente mutato. Il 4-1 del 2006 era figlio di un calcio in cui il divario tecnico e di mentalità tra Sudamerica e Asia era ancora piuttosto marcato. Oggi, nel tabellone a eliminazione diretta di questo Mondiale 2026, il Brasile si ritrova di fronte un Giappone profondamente diverso.

I Samurai Blu non sono più la squadra volenterosa ma ingenua di un tempo: sono una realtà matura, tatticamente solida e letale nelle transizioni rapide, capaci di esaltarsi proprio contro le corazzate, piena di individualità spumeggianti (Nakamura, Maeda, Ueda: dateci un’occhiata oggi e dite se non farebbero bene nella nostra Serie A). Se nel 2006 la Seleção poté permettersi un avvio compassato, subendo lo schiaffo prima di reagire, oggi sa benissimo che ogni distrazione potrebbe essere fatale. Il Brasile parte inevitabilmente con i favori del pronostico, ma per conquistare gli ottavi di finale servirà quella concretezza che Ancelotti ha dovuto immettere subito nel corpo della squadra, andando a correggere immediatamente quei difetti emersi in maniera preoccupante nell’approccio della gara d’esordio con il Marocco.

Il flop Mondiale gela il mercato di Ché Adams: quale futuro per l’attaccante del Toro?

Il contratto in scadenza e il no ai 4 milioni del Venezia: la dirigenza granata cerca una soluzione per il futuro di Ché Adams

Toro news, direttamente dai Mondiali 2026: delusione è l’unica parola per descrivere lo stato d’animo di Ché Adams dopo l’eliminazione della sua Scozia dal Mondiale, anche se lui una parte l’ha avuta nel gol di McGinn che ha regalato l’unica vittoria contro Haiti. I britannici hanno sperato fino all’ultimo di rientrare tra le otto migliori terze, ma una differenza reti di -3 è risultata fatale. Dopo il 3-0 incassato dal Brasile, Adams e compagni hanno dovuto attendere giorni per il verdetto definitivo. Ora, smaltita l’amarezza e in vista delle vacanze, l’attaccante deve affrontare un nodo cruciale: il suo futuro. L’analisi odierna di Tuttosport.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Il nodo contratto e le sirene di mercato. L’avventura di Adams al Torino sembra arrivata al capolinea. Il suo contratto scadrà tra un anno e il presidente Urbano Cairo vuole evitare di perderlo a parametro zero. Nonostante le recenti dichiarazioni di facciata del patron granata (“Vogliamo tenere Adams, spero voglia restare“), le strade sono destinate a separarsi.

L’attaccante guarda volentieri a un ritorno in terra britannica, ma al momento latitano le offerte. Si registra solo un sondaggio del Wolverhampton, squadra però appena retrocessa in Championship. L’unica proposta ufficiale è arrivata dall’Italia: il Venezia ha messo sul piatto 4 milioni di euro, una cifra ritenuta troppo bassa e rispedita immediatamente al mittente da Cairo.

Un Mondiale opaco e un’eredità pesante. A complicare i piani di cessione ci si è messo un Mondiale decisamente sottotono. Titolare a secco contro Haiti e Marocco, lo scozzese ha giocato solo i minuti di recupero contro il Brasile, mancando la vetrina internazionale che avrebbe fatto lievitare il suo cartellino. Ora spetterà alla dirigenza granata e all’entourage del giocatore trovare una sistemazione adeguata.

Se l’addio dovesse concretizzarsi, il Torino dovrà sostituire un attaccante che ha comunque lasciato il segno. Nei suoi due anni in granata, Adams ha collezionato 10 reti totali nella prima stagione e 8 nella seconda. Gol spesso pesantissimi: dalle reti decisive contro Lecce e Pisa, fino all’indimenticabile zampata nell’ultimo derby contro la Juventus, fondamentale per completare la rimonta da 0-2 a 2-2.

Capo Verde, caso Ryan Mendes prima dell’Argentina: il capitano indagato in Nuova Zelanda per stupro

Capo Verde, caso Ryan Mendes prima dell’Argentina: il capitano indagato in Nuova Zelanda per stupro. La FIFA in contatto con le autorità

La favola di Capo Verde al Mondiale rischia di essere segnata da una vicenda extracampo molto delicata. A pochi giorni dalla sfida dei sedicesimi contro l’Argentina, la nazionale africana deve fare i conti con il caso che riguarda Ryan Mendes, capitano e leader tecnico della squadra.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Secondo quanto ricostruito da Globo Esporte, il 36enne sarebbe oggetto di un’indagine da parte della polizia della Nuova Zelanda in seguito alla denuncia presentata da una cittadina brasiliana. L’accusa è molto grave, ma l’inchiesta si trova ancora nella fase investigativa: al momento non è stata formulata alcuna imputazione ufficiale nei confronti del calciatore, che continua a prendere parte regolarmente al torneo.

Ryan Mendes Capo Verde, la ricostruzione della denuncia

La vicenda risalirebbe al 27 marzo, quando Capo Verde si trovava ad Auckland per disputare il torneo Fifa Series. La donna, brasiliana residente in Nuova Zelanda, era stata assunta come interprete e referente operativo della delegazione capoverdiana ed era ospitata nello stesso hotel della squadra.

Secondo la denuncia, dopo la sconfitta contro il Cile, la donna sarebbe stata invitata a una riunione pensando si trattasse di un impegno di lavoro. Accortasi che era invece un momento conviviale della squadra, sarebbe rientrata nella propria camera. Poco dopo, secondo il suo racconto, qualcuno avrebbe bussato alla porta e Mendes sarebbe entrato, aggredendola e violentandola.

Ryan Mendes Capo Verde, indagine ancora in corso

Gli elementi sono ancora tutti da verificare in sede investigativa. La donna avrebbe fotografato alcune lesioni e consegnato il materiale alla polizia. Si sarebbe inoltre rivolta a una clinica specializzata nell’assistenza alle vittime di violenza sessuale, dove sarebbe stata sottoposta a visita medica, esami forensi e supporto psicologico.

La polizia neozelandese ha confermato l’esistenza dell’indagine, senza indicare nomi per le norme sulla privacy del Paese. Sono state acquisite anche le immagini delle telecamere dell’hotel e si attendono gli esiti delle perizie prima di decidere se procedere con un’eventuale incriminazione.

Nel frattempo, la donna e il marito avrebbero inviato una segnalazione formale a FIFA e Federazione di Capo Verde, chiedendo che Mendes non partecipasse al Mondiale. Il capitano resta con la squadra, ma il caso ora pesa inevitabilmente sulla vigilia della sfida contro Messi e l’Argentina.

Ancora una volta negli Stati Uniti: 32 anni dopo è di nuovo Olanda-Marocco al Mondiale

Tra spensieratezza e tattica: il duello a centrocampo e l’ombra delle big europee. Il focus in vista di Olanda Marocco

La gioia di giocare a calcio e la leggerezza di chi non ha pressioni da favorita. Olanda-Marocco si preannuncia come la sfida potenzialmente più spettacolare dei sedicesimi di finale di questo Mondiale 2026. Entrambe le squadre esprimono un calcio offensivo e divertente, candidandosi al ruolo di vera e propria mina vagante del torneo: chi passerà il turno affronterà il Canada agli ottavi, prima di un possibile, titanico incrocio ai quarti contro la vincente di Germania-Francia.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Olanda Marocco tra spensieratezza e tattica: il duello a centrocampo e i giocatori che possono fare la differenza

L’Olanda si presenta a questa sfida con una statistica impressionante: non perde una partita ai Mondiali (nei tempi regolamentari o supplementari) dalla finale del 2010. Da allora, ha subito solo eliminazioni alla lotteria dei rigori. Giocare a fari spenti potrebbe essere l’arma segreta degli Oranje. Dall’altra parte, il Marocco affronta un lato del tabellone durissimo, zeppo di potenze del Vecchio Continente. Una sfida affascinante che rievoca un incredibile ricorso storico: esattamente 32 anni fa, il 29 giugno 1994, le due nazionali si sfidarono proprio al Mondiale americano di Orlando, con vittoria olandese per 2-1. In quel caso la sfida chiudeva un girone che avrebbe visto l’Olanda chiudere al primo posto e il Marocco restare a zero. Il mattatore di quella giornata fu Bergkamp: autore della prima rete (un cucchiaio a sfruttare un errore difensivo); suggeritore della seconda con un servizio per Roy. Gli africani pareggiarono momentaneamente con Nader, a finalizzare un’azione perfetta che lo portò a battere a rete praticamente a porta vuota.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Le chiavi tattiche. Il CT olandese Ronald Koeman dovrà limitare le amnesie difensive e punta tutto sulle ripartenze: le sortite di Dumfries, la velocità di Summerville e i tagli di Gakpo serviranno ad aprire il campo per Malen, chiamato ad agire a supporto di Brobbey. Dall’attaccante giallorosso ci si aspetta la scintilla decisiva in zona gol.

In casa Marocco, il CT Mohamed Ouahbi ha un imperativo: ritrovare il miglior Brahim Diaz. Finora, del quartetto offensivo titolare, ha segnato solo Saibari (che conosce bene i rivali, avendo militato nel PSV). Ai Leoni dell’Atlante serve maggiore qualità nel possesso per innescare transizioni letali.

Il cuore del match, però, batterà a centrocampo. Da una parte l’esperienza di Frenkie De Jong, dall’altra il talento del giovanissimo Ayyoub Bouaddi, che nonostante l’età gioca con la personalità di un veterano. Per lui può essere la notte della consacrazione; per Olanda e Marocco, quella della svolta definitiva.

Soulé chiude la porta all’Arabia Saudita: la Roma trema in vista della scadenza UEFA

Il fantasista argentino rifiuta le avance dei club sauditi. Rischio multa per i giallorossi, ecco le strategie per i prossimi giorni

Calciomercato Roma news: Matias Soulé non andrà in Arabia Saudita. Il talento argentino ha preso la sua decisione e l’ha comunicata a chiare lettere a Trigoria: nonostante il pressing asfissiante delle ultime settimane, il suo futuro calcistico sarà ancora in Europa. Una scelta di cuore e ambizione che rassicura i tifosi innamorati delle giocate del mancino, ma che fa suonare l’allarme rosso per i conti del club giallorosso.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

A pochissime ore dalla data spartiacque del 30 giugno, fondamentale per rientrare nei rigidi paletti del settlement agreement firmato con l’UEFA, la Roma vede sfumare la sua principale ancora di salvezza finanziaria.

Le sirene arabe e il “No” dell’argentino

Nelle scorse settimane, intermediari legati a club della Saudi Pro League (su tutti Al-Ahli e Al-Hilal) si erano fatti avanti con prepotenza. Le cifre sul tavolo erano faraoniche: un contratto da circa 10 milioni di euro a stagione per il giocatore e una somma vicina ai 35-40 milioni per le casse romaniste. Tuttavia, le avance arabe si sono schiantate contro il muro eretto dall’ex Juventus. Soulé ritiene del tutto prematuro un esilio dorato e vuole continuare a competere ai massimi livelli nel Vecchio Continente.

I nodi economici e l’ombra dell’UEFA

La mancata cessione di Soulé rappresenta un grattacapo enorme per la dirigenza. La Roma aveva individuato in lui il pezzo pregiato da sacrificare per generare la liquidità necessaria al bilancio. Vendere in Europa, però, si sta rivelando molto più complicato alle condizioni fissate dal club:

  • I club della Bundesliga interessati sono spaventati dalla richiesta di 40 milioni di euro.
  • Qualsiasi sconto sul cartellino è ostacolato dalle clausole pendenti: alla Juventus spetta il 10% del profitto realizzato dalla Roma, mentre un ulteriore 4% va garantito allo stesso giocatore.

Le prossime mosse di mercato

Cosa succede adesso in quel di Trigoria? La linea dettata dalla proprietà Friedkin sembra netta: i gioielli non verranno svenduti sotto costo. In assenza di rilanci europei irrinunciabili last-minute, la Roma sembra rassegnata ad andare incontro alle sanzioni UEFA. L’inadempienza si tradurrà molto probabilmente in una pesante multa economica o in una limitazione della lista dei giocatori utilizzabili nelle prossime coppe europee.

Nel frattempo, la dirigenza cercherà di correre ai ripari sondando il mercato in uscita per altre pedine (Ndicka o Koné rimangono tra i candidati), per poi potersi finalmente concentrare sui rinnovi di pilastri come Paulo Dybala e sui rinforzi in entrata.

L’Inter fa sul serio per Khalaili, l’israeliano avanza per la fascia destra: i nerazzurri sfidano il Napoli

L’Inter fa sul serio per Khalaili, l’israeliano avanza per la fascia destra: i nerazzurri sfidano il Napoli e possono approfittarne. Il punto

Calciomercato Inter news: i nerazzurri accelerano nella ricerca del nuovo padrone della corsia destra. Dopo l’addio di Denzel Dumfries e il mancato arrivo di Marco Palestra, finito al Chelsea, il club nerazzurro ha iniziato a valutare con decisione le alternative. Tra i nomi più caldi c’è quello di Anan Khalaili, esterno classe 2004 dell’Union Saint-Gilloise, già seguito prima che si aprisse la pista per il talento dell’Atalanta.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il profilo dell’israeliano è tornato d’attualità nei ragionamenti della dirigenza interista. Per Cristian Chivu, la fascia destra resta un ruolo centrale nel suo 3-5-2 e l’Inter non vuole arrivare al ritiro senza una soluzione chiara.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Khalaili Inter, numeri e caratteristiche dell’esterno

Khalaili nasce come attaccante esterno, ma nella sua evoluzione tattica ha arretrato il raggio d’azione fino a diventare anche un quinto di centrocampo. Nell’ultima stagione con l’Union Saint-Gilloise ha collezionato 52 presenze in tutte le competizioni, con 6 gol e 6 assist. In Champions League è stato sempre presente, trovando anche una rete contro l’Atalanta.

Le sue caratteristiche rispondono bene alle esigenze nerazzurre: spinta offensiva, capacità di attaccare la profondità, inserimenti e disponibilità al sacrificio. Per l’Inter, che a sinistra ha un riferimento come Federico Dimarco, avere a destra un esterno capace di incidere anche negli ultimi metri sarebbe un valore aggiunto.

Khalaili Inter, derby di mercato col Napoli

Sul giocatore resta forte anche l’interesse del Napoli. Il club azzurro si è mosso verso il Belgio e ha manifestato un interesse concreto, aprendo la possibilità di un vero derby italiano di mercato. La valutazione dell’Union Saint-Gilloise si aggira intorno ai 20 milioni di euro, bonus compresi.

Una cifra sostenibile per l’Inter, soprattutto se confrontata con l’investimento previsto per Palestra. Per Beppe Marotta e Piero Ausilio, l’eventuale operazione Khalaili permetterebbe anche di distribuire il budget su altri reparti: portiere, difesa e centrocampo restano dossier ancora aperti.

Walter Sabatini: «Malagò deve creare una Nazionale come se fosse un club, così si rinasce»

Il Mondiale, l’Argentina, l’Italia, la Juve di Comolli e Gattuso: le idee del vulcanico ds Walter Sabatini. Le sue parole

Direttore sportivo tra i più attenti del calcio italiano, persona che non regala mai opinioni scontate, Walter Sabatini racconta al Corriere dello Sport le sue impressioni sul Mondiale in corso.

NOTTI MONDIALI E SIGARETTE – «Sigarette elettroniche. Buone. Non sono Marlboro, ma non posso farne a meno».

L’ARGENTINA – «Da quando sono stato male, non ci sono più andato e ora devo fare in modo di abbandonarla. Non mi posso permettere viaggi che superino le 3-4 ore».

SCALONI – «Lionel è molto affettuoso, ha fatto una carriera eccezionale, diventando un semidio come succede a chi allena l’Argentina. Ha restituito dignità e risultati alla Selección. Ha personalità, scaltrezza, sa vivere, sa capire e gestire i rapporti di forza. Le doti indispensabili per allenare una Nazionale».

L’HYDRATION BREAK «È una sorta di time out per bere e ascoltare l’allenatore. Non cambia il senso di una partita. Noi siamo portati alla distruzione di qualsiasi cosa. Ho trovato corretto snellire il gioco, ridurre i tempi concessi al portiere. Ho visto arbitraggi più coraggiosi, si tollera il contatto, le partite hanno un bel ritmo».

GIUSTO CHE LA NAZIONALE SIA FUORI – «No, una iattura. L’assenza dell’Italia è un default per tutti. Almeno trasformiamo l’eliminazione in un’avvertenza. Non vorrei sprofondare nella retorica, ma ci deve essere più amore verso la Nazionale. La trattiamo con troppa sufficienza».

LA LEGA DI SERIE A POCO ATTENTA – «Sono stato uomo di società, non cambio adesso casacca, bastano tre o quattro infortuni per modificare il valore di una stagione sportiva e ridurre le possibilità di profitto. Lo so benissimo, ma ora vanno accantonati interessi e corporativismo. Bisogna tutelare la Nazionale».

MALAGO’ RIUSCIRA’ NELL’IMPRESA – «Penso di sì. Ha già riscosso consensi, derivati dai risultati dello sport italiano alle Olimpiadi, sa quali sono le alchimie per formare un gruppo forte di lavoro e vincere. L’Italia non deve solo partecipare. Io mi lamento di non vincerli i Mondiali. Dopo l’Uruguay, siamo stati i primi negli anni Trenta. La storia non bisogna metterla da parte».

COSA SI DEVE FARE – «Il mio è un pensiero in libertà. L’Italia dovrebbe essere un club e funzionare come un club, previo consenso delle società. Basta con le convocazioni estemporanee. Mi piacerebbe si formasse un gruppo come se fosse la Roma, l’Inter o il Milan. Immagino un roster di 22-23 giocatori integrabile per necessità e merito. Così li vai a controllare, li intrattieni, li responsabilizzi. Bisogna creare un rapporto solido con gli allenatori. I giocatori devono sentirsi parte di una squadra vera, non transitoria».

BUFFON E GATTUSO – «Ci hanno provato, sono stati sfortunati, ma questo modo di affrontare la Nazionale non è stato enfatizzato. Ora dovrebbe diventare un’emanazione del presidente. Quasi un diktat. Si fa e si deve fare».

L’IDEA E’ REALIZZABILE – «Sì, se viene ipotizzata dall’alto e attraverso un tavolo con i club di Serie A. La Figc traccia il programma, occorre un accordo preventivo, nessun presidente si deve tirare fuori. Non so come si comporteranno i fondi stranieri, non penso non possano tenere presente un dovere. Il senso d’orgoglio nazionale lo devono rappresentare tutti, non solo i tifosi. Il ct avrà un compito preciso: ricostruire lo spirito, la forza, l’adesione alla Nazionale. Mi rendo conto delle remore, ma abbiamo bisogno di qualcosa di immediato e soprattutto di efficace. Non possiamo parlare solo dei giovani e del numero eccessivo degli stranieri. Gli stranieri sviliscono il calcio italiano quando sono scarsi».

BALDINI HA FATTO ACCUSE GRAVI – «La sua è stata un’analisi imbarazzante per quanto vera. Il gioco di mantenimento e di possesso, con passaggi orizzontali, prevede corse più brevi e sotto ritmo. Comodo per squadre con l’età media di 28-29 anni, interessate a non correre tanto. Incide, devo dire, anche la paura degli infortuni. Quest’anno non sono riuscito a vedere una partita di Serie A senza una sostituzione per motivi muscolari».

LA NAZIONALE FOOTBALL CLUB – «La sostanza è questa. Ci vuole un presidente illuminato. Mi fido molto di Giovanni, servono decisioni forti, immagino a fari spenti abbia già cominciato».

LA JUVE – «La Juve era l’unico club che gli potesse permettere di accantonare il dolore maturato in Nazionale. C’è un solo metodo nel calcio. Guardare. Quando sento parlare di “metodo Comolli” mi sbudello dal ridere. Ho fatto calcio senza metodo per trent’anni. Guardo la Costa d’Avorio o altre nazionali africane con la curiosità e la speranza di essere abbagliato da un giocatore».

SI ASPETTAVA LA JUVE DIETRO LA ROMA – «No, ma ha fatto una prodezza la Roma e sono stati commessi degli errori dalle concorrenti. La Roma senza Champions non può stare, non può esistere, lo dico con orgoglio, nei miei sei anni a Trigoria ci siamo sempre andati. Bravi Gasperini e i suoi giocatori. Hanno lavorato con una fede incrollabile».

GATTUSO A PERUGIA – «Era in età Allievi e arrivò per un provino insieme ad altri ragazzi. Dopo 10 minuti decisi di sostituirlo, ma lo avevo già scelto. Rino uscì dal campo incazzato come una iena, giocava un calcio robusto, era un ’78 e stava affrontando ragazzi più grandi. Temevo si potesse fare male. Urlava: “Sono venuto dalla Calabria!”. Gli risposi: “Vai a fare la doccia”. Era incazzatissimo, come è stato incazzato per tutta la sua vita di calciatore, una fortuna. Gli auguro una grande stagione con la Lazio, spero sistemi la squadra per le sue esigenze. Consiglio a Lotito di adottare il metodo Baldini. La paura non aiuta dirigenti e allenatori. Serve coraggio. I calciatori si distinguono tra forti e deboli, non giovani o vecchi».

UN COLPO DI MERCATO DAL MONDIALE – «No, niente mercato, sarebbe una specie di aggiotaggio. Dico solo una cosa. Ho visto un paio di centrocampisti forti e bassi di statura, quindi non saranno presi in considerazione. Applicando lo stesso principio, Messi e Verratti non avrebbero giocato a calcio».

Juve, Spalletti rientra alla Continassa in anticipo dalle vacanze: il mercato e gli altri dossier aperti sul tavolo

Juve, Spalletti rientra alla Continassa in anticipo dalle vacanze: il mercato e gli altri dossier aperti sul tavolo. Si programma il futuro

Le ferie di Luciano Spalletti sono già finite. Dopo la festa nella tenuta di famiglia La Rimessa, tra amici e ospiti speciali come Gigi Buffon, Ilaria D’Amico e Marco Masini, il tecnico della Juventus è pronto a rientrare alla Continassa per affrontare i primi dossier decisivi del mercato bianconero.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Come riportato da La Gazzetta dello Sport, nelle prossime ore Spalletti avrà un confronto diretto con l’amministratore delegato e direttore generale Giovanni Carnevali. Il rapporto tra i due viene descritto come solido, anche dopo il divorzio da Comolli, e il tecnico toscano riparte con fiducia nei confronti del nuovo vertice societario.

Juve, Kolo Muani resta il primo obiettivo per l’attacco

Il dossier più caldo riguarda Randal Kolo Muani. L’attaccante francese ha già trovato un’intesa con la Juventus per un contratto di cinque anni da circa 5 milioni di euro a stagione. Ora resta da convincere il Paris Saint-Germain, che valuta l’operazione intorno ai 35 milioni di euro.

Il vertice tra i club potrebbe rappresentare una tappa decisiva per arrivare alla fumata bianca. Spalletti è stato rassicurato sul nome del francese, considerato un rinforzo centrale per il nuovo progetto offensivo bianconero.

Juve, nodo portiere: Spalletti spinge per Dibu Martinez

Un altro tema riguarda la porta. Dopo la bocciatura di Di Gregorio, il profilo preferito da Spalletti è Emiliano “Dibu” Martinez, campione del mondo con l’Argentina. L’Aston Villa avrebbe abbassato le richieste da 10 a 7 milioni, ma la Juventus spera in un ulteriore margine.

Le alternative restano Vicario, Milinkovic-Savic e Oblak, profili valutati nel caso in cui la pista argentina non dovesse concretizzarsi.

Juve, centrocampo e difesa da ridisegnare

A centrocampo il sogno resta Stanislav Lobotka, già allenato da Spalletti al Napoli dello scudetto. La valutazione di 30 milioni fissata da Aurelio De Laurentiis rende però l’operazione complessa.

In difesa, invece, sono attese novità: Gatti, Cabal e Cambiaso restano sotto osservazione, mentre Lucumi e Muharemovic sono i profili individuati per avviare la rivoluzione della retroguardia.

Muslera, Mondiale da incubo con l’Uruguay: errori e addio amaro alla Coppa del Mondo

Muslera, Mondiale da incubo con l’Uruguay: errori e addio amaro alla Coppa del Mondo. Cinque Mondiali e nove papere per il portiere

Cinque Mondiali disputati, tante parate importanti, ma anche diversi errori pesanti. L’ultima immagine di Fernando Muslera con l’Uruguay nella Coppa del Mondo americana è probabilmente la più dolorosa: il portiere, 40 anni, si è auto-sostituito all’intervallo della sfida contro la Spagna, partita che ha sancito l’eliminazione anticipata della Celeste.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

A pesare sul cammino dell’Uruguay è stato anche l’errore dell’ex portiere della Lazio su un tiro non irresistibile di Alex Baena. Un episodio decisivo in una gara che ha chiuso nel modo peggiore il Mondiale della nazionale sudamericana, attesa da molti a un possibile incrocio con l’Argentina nei sedicesimi.

Muslera Uruguay, una lunga storia tra parate ed errori

Per Muslera si trattava della presenza numero 137 con la maglia della nazionale, a quasi 17 anni dal debutto nell’ottobre del 2009, e della partita numero 21 in un Mondiale. La sua prima Coppa del Mondo, in Sudafrica nel 2010, resta la più importante: l’Uruguay arrivò fino alle semifinali e il portiere fu protagonista nei quarti contro il Ghana, parando due rigori.

Anche in quel torneo, però, non mancarono alcune incertezze: dalla gara contro la Corea del Sud alla sfida con le Black Stars, fino alla finale per il terzo posto persa contro la Germania, con responsabilità sui gol di Muller e Jansen.

Muslera Uruguay, dalla Francia al nuovo flop mondiale

Nel 2014, in Brasile, l’Uruguay uscì agli ottavi contro la Colombia, senza particolari colpe del portiere. L’incubo tornò invece nel 2018, nei quarti contro la Francia, quando un tiro centrale di Griezmann si trasformò in un errore clamoroso.

In Qatar, quattro anni fa, il ct Diego Alonso gli preferì Sergio Rochet. A questo Mondiale, invece, Marcelo Bielsa ha scelto di puntare ancora su di lui: «Ha fatto una grande stagione – ha detto Bielsa – Muslera ci garantisce sicurezza e personalità, la mia decisione è stata molto pensata».

Muslera Uruguay, finale amarissimo contro la Spagna

La fiducia non è stata ripagata. Dopo l’errore contro l’Arabia Saudita e l’indecisione contro Capo Verde, è arrivato l’ultimo episodio negativo con la Spagna. Un finale triste per una carriera lunga, importante e ricca di momenti simbolici.

Chi è Franz-Ethan Meichtry? Il Genoa ha chiuso per il gioiello del Thun: ruolo e caratteristiche

Chi è Franz-Ethan Meichtry? Il Genoa ha chiuso per il gioiello del Thun: ruolo, caratteristiche e carriera. Tutto ciò che c’è da sapere su di lui

Il Genoa è pronto ad accogliere Franz-Ethan Meichtry, centrocampista classe 2005 in arrivo dal Thun per una cifra vicina ai 3,4 milioni di euro. Un investimento importante su un profilo giovane, moderno e già abituato a prendersi responsabilità in un contesto competitivo. Il club rossoblù ha deciso di puntare su un calciatore in forte crescita, capace di unire fisicità, qualità tecnica e duttilità tattica.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Spesso indicato anche come Ethan Meichtry, il nuovo acquisto del Genoa è nato l’8 luglio 2005 e possiede doppia nazionalità svizzera e camerunese. Alto circa 1,86 metri, destro naturale, è un centrocampista dalla struttura importante ma con caratteristiche dinamiche, più orientato alla progressione e all’inserimento che alla semplice gestione del pallone.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Franz-Ethan Meichtry Genoa, carriera e crescita nel Thun

Meichtry è cresciuto calcisticamente tra FC Rot-Schwarz, FC Thun e FC Dürrenast, prima di rientrare stabilmente nel percorso del Thun. Nel luglio 2024 ha firmato il suo primo contratto professionistico, poi prolungato fino al 2030, a conferma della fiducia del club svizzero nelle sue qualità.

La sua esplosione è arrivata nella stagione 2024/25, quando ha contribuito alla promozione del Thun in Swiss Super League. In particolare, ha segnato il gol decisivo nella vittoria contro l’Aarau, risultato che ha certificato il ritorno del club nella massima serie svizzera dopo cinque anni. Nel 2025/26 ha poi fatto parte del gruppo protagonista dello storico titolo nazionale conquistato dal Thun, il primo nella storia della società.

Franz-Ethan Meichtry Genoa, ruolo e numeri dell’ultima stagione

Il ruolo naturale di Franz-Ethan Meichtry è quello di centrocampista centrale, ma il suo profilo è particolarmente flessibile. Può agire da mezzala, da centrocampista offensivo laterale o anche da esterno con compiti di inserimento. In alcune interpretazioni tattiche può essere utilizzato pure più largo, soprattutto a destra, sfruttando corsa, progressione e capacità di attaccare gli spazi.

Nella stagione 2025/26 ha messo insieme 35 presenze, 8 gol e 3 assist, con 23 gare da titolare nel massimo campionato svizzero. Numeri significativi per un classe 2005, che confermano la sua capacità di incidere anche in zona offensiva.

Franz-Ethan Meichtry Genoa, caratteristiche tecniche e fisiche

Fisicamente Meichtry è un centrocampista moderno: alto, longilineo, resistente e dotato di buona gamba. Non è un mediano statico, ma un giocatore di movimento, capace di accompagnare l’azione, aggredire gli spazi e arrivare alla conclusione.

Tecnicamente si distingue per “dinamismo, tiro e dribbling”. Ama ricevere tra le linee, portare palla e verticalizzare il gioco con strappi palla al piede. Non è un regista puro, né un centrocampista esclusivamente difensivo: il suo valore sta nella capacità di unire fisicità, progressione, inserimento e presenza negli ultimi metri. Per il Genoa rappresenta un investimento di prospettiva, con margini importanti per crescere in Serie A.

Le prime pagine dei quotidiani sportivi – 29 giugno 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Image
Image
Image

Berardi, bel gesto in vacanza a Forte dei Marmi: soccorre un giovane ferito in strada

Berardi, bel gesto in vacanza a Forte dei Marmi: soccorre un giovane ferito in strada sul litorale. L’attaccante del Sassuolo eroe anche fuori dal campo

Bel gesto di Domenico Berardi durante le vacanze a Forte dei Marmi. Il capitano del Sassuolo è finito al centro delle cronache per essere intervenuto in soccorso di un giovane rimasto ferito lungo la pista ciclabile del lungomare della nota località turistica.

Ultime Notizie Serie A: tutte le novità del giorno sul massimo campionato italiano

Il ragazzo, sanguinante dopo una caduta in bicicletta, aveva riportato una ferita alla spalla e cercava aiuto dai passanti. Secondo quanto raccontato da Elisa Coppedé, contitolare di un bar della zona, intervistata da Il Tirreno, diverse persone sarebbero passate senza fermarsi. Il primo a prestare soccorso è stato proprio Berardi, che si trovava poco distante in bicicletta.

Berardi Sassuolo, il racconto della testimone

La donna ha ricostruito così l’episodio: «Erano circa le 14:30. Da lontano vedevo una bicicletta a terra e le persone che passavano accanto senza fermarsi. Pensavo fosse stata semplicemente abbandonata. Berardi era poco più avanti di me, in bicicletta. Si è fermato immediatamente e con uno sguardo mi ha fatto capire che c’era una persona da aiutare».

Berardi ed Elisa Coppedé hanno quindi chiamato il 118, assistito il giovane e lo hanno riparato dal sole con un ombrellone. Successivamente è intervenuta la Croce Verde, che ha trasportato il ferito d’urgenza in ospedale.

Pagelle Sudafrica Canada: Eustaquio eroe, Mokoena colpevole! I TOP e i FLOP

Pagelle Sudafrica Canada, i Top e i Flop tra i protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Pagelle Sudafrica Canada, i Top e i Flop dei protagonisti del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026 e vinto dalla squadra di Jonathan David per 1-0 grazie al gol di Eustaquio nei minuti di recupero.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

I Top

  • Stephen Eustaquio (Canada). È l’eroe assoluto della serata di Los Angeles. In una partita bloccata, tattica e avara di grandissime emozioni, ha il merito di farsi trovare pronto al momento giusto. Al 90’+2′ si avventa su una palla vagante al limite dell’area e fa partire un destro a incrociare chirurgico che non lascia scampo al portiere. Rete dal peso storico, il Canada va oltre i sedicesimi in territori mai conosciuti prima.
  • Ronwen Williams (Sudafrica). Se il Sudafrica accarezza il sogno dei tempi supplementari fino al recupero, grandissimo parte del merito è del suo estremo difensore. Si supera al 45′ disinnescando Buchanan a botta sicura in una mischia furibonda, ed è bravissimo anche al 65′ in uscita su Oluwaseyi. Incolpevole sul gol finale.
  • Khuliso Mudau (Sudafrica). Prestazione difensiva sontuosa. Nel primo tempo salva letteralmente un gol fatto murando il tiro al volo di Cornelius (44′) e sventa un contropiede pericolosissimo di Millar (14′). Dalle sue parti non si passa, costringendo anche Saliba al fallo da ammonizione.

I Flop

  • Tani Oluwaseyi (Canada). Nel ruolo di terminale offensivo del Canada, risulta il più impreciso. Fallisce l’aggancio su un ottimo suggerimento di Johnston al 12′, non incide di testa al 51′ e, soprattutto, si divora una gigantesca palla gol in contropiede al 65′, facendosi ipnotizzare da Williams. Sostituito meritatamente da Promise David al 70′.
  • Teboho Mokoena (Sudafrica). La sua partita era iniziata con buoni propositi (suo il primo vero tiro in porta al 6′ parato da Crepeau), ma macchia irrimediabilmente la sua prestazione proprio sul fischio d’arrivo. Al 90’+2′ è in colpevole ritardo nella chiusura al limite dell’area su Eustaquio, concedendogli il tempo e lo spazio per scoccare il tiro della vittoria. Un calo di concentrazione letale.
  • Nathan Saliba (Canada). Un match opaco e di grande sofferenza per il centrocampista canadese. Finisce presto nella morsa della fisicità sudafricana, va in tilt contro le sovrapposizioni di Mudau (che è costretto ad atterrare prendendosi il giallo al 54′) e il CT Marsch decide di toglierlo dal campo prima dell’ora di gioco per inserire Sigur.

Sudafrica Canada, la partita di Maseko: il focus sulla prestazione dell’attaccante

Sudafrica Canada, la partita di Maseko: ecco l’analisi completa della prestazione dell’attaccante ai sedicesimi di finale del Mondiale

Uno dei protagonisti annunciati di Sudafrica Canada, la gara valida per i sedicesimi di finale del Mondiale 2026, è senza dubbio Thapelo Maseko, attaccante della selezione africana che ha già realizzato un gol in questa competizione.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

La partita di Maseko

PRIMO TEMPO

Il suo sinistro ha permesso al Sudafrica di battere la Corea del Sud nell’ultima giornata del girone e di raggiungere la storica meta delle gare a eliminazione diretta. Ecco la prestazione odierna del giocatore dell’Ael Limassol, club cipriota, eroe nazionale da qualche giorno a questa parte. Hugo Broos lo impiega come esterno alto di destra nel 4-2-3-1. Nelle prime battute lo si vede impegnato soprattutto in fase di ripiegamento sulle avanzate di Millar. Al 9’ ottima chiusura in spaccata sul cross in velocità di Laryea, deviazione in angolo ad annullare un’azione in velocità del Canada. Al 10’ riceve palla in avanti, ma è un po’ troppo isolato e si limita a semplice tocco all’indietro. Al 12’ prova azione sull’esterno ma cade; pochi secondi dopo spalle alla porta in aiuto ai compagni subisce un fallo. Buon ripiegamento al 18’ e pulizia nel palleggio con i compagni. Al 21’ prova un controllo di suola per andarsene, viene fermato implacabilmente. Al 22’ viene lanciato, entra in area e di fronte al raddoppio è costretto a servire all’indietro Mokoena, la promettente opportunità sfuma. Al 29′ è elegante a centrocampo nel controllare un pallone vagante e nel servire un compagno. Al 35′ nuovamente un’imbucata lo mette in condizioni di esprimere velocità, in area viene triplicato e riesce a conquistare un corner. La mappa di calore dei suoi primi 45 minuti evidenzia come Maseko abbia toccato più palloni nella propria metà campo.

SECONDO TEMPO

Il primo pallone significativo che tocca nella ripresa lo fa in posizione più interna in un’azione che non riesce a svilupparsi come avrebbe voluto. Anche nella ripresa Laryea commette fallo quando Maseko protegge palla spalle rivolte alla porta. Al 56′ riceve da Appollis, lo scarica velocemente, ma il Sudafrica non approfitta degli spazi che ci sono. Contrasto con Eustaquio poco dopo: involontariamente Maseko lo colpisce col piede destro alla nuca quando il canadese è in caduta. Al 72′ va a battagliare per recuperare un pallone e costringe Laryea a portarsi la palla fuori. Due minuti dopo appoggio all’indietro per una conclusione di Mudau infelice. Molto bravo al 76′ a pulire un pallone nella propria metà campo con una rapida sterzata. Con l’ingresso di Davies sulla sua fascia, Maseko è costretto ad abbassare il suo raggio d’azione. All’83 disegna un triangolo con Makgopa, riceve palla leggermente indietro e si incarta da solo, non approfittando dell’ampio spazio che ha davanti. A 4 minuti dal termine finisce la gara di Maseko, sostituito da Moremi, l’uomo che gli ha fornito l’assist per il gol alla Corea del Sud. La sua partita è stata fatta di 42 palloni giocati, rilevanti i 10 duelli vinti in quella che è stata una prestazione di sacrificio.

Corea del Sud, Hong Myung-bo si dimette dopo il flop al Mondiale 2026

Corea del Sud, Hong Myung-bo si dimette dopo il flop al Mondiale 2026: l’annuncio del ct in conferenza stampa e le pressioni politiche

L’eliminazione della Corea del Sud dalla fase a gironi del Mondiale 2026 ha portato alle dimissioni del commissario tecnico Hong Myung-bo. Il 57enne ha annunciato il proprio addio durante una conferenza stampa nel centro di allenamento della nazionale a Zapopan, in Messico, assumendosi la piena responsabilità del fallimento sportivo.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Il percorso della selezione asiatica si è chiuso con un bilancio di una vittoria e due sconfitte, insufficiente anche per rientrare tra le migliori terze classificate e accedere alla fase a eliminazione diretta. Un risultato che ha generato forte delusione tra tifosi, stampa e istituzioni.

Corea del Sud, le parole di Hong Myung-bo

Leggendo un comunicato preparato per l’occasione, Hong Myung-bo ha salutato squadra e sostenitori con parole chiare: «Lascio l’incarico di commissario tecnico della nazionale di calcio maschile della Corea del Sud. Vorrei scusarmi con tutti i tifosi che amano il calcio coreano e sostengono la nostra nazionale. Non abbiamo ottenuto i risultati che si aspettavano e la responsabilità ricade interamente su di me».

LEGGI ANCHE: Corea del Sud, l’eliminazione Mondiale diventa caso politico: Lee Jae Myung ordina un’indagine

Per il tecnico si trattava della seconda esperienza alla guida della Corea del Sud, ma l’avventura si è chiusa nel modo più amaro, dopo un Mondiale segnato da tensioni interne e polemiche.

Corea del Sud, il duro intervento di Lee Jae Myung

Il passo indietro dell’allenatore è arrivato poche ore dopo le dichiarazioni del presidente della Repubblica Lee Jae Myung, che aveva definito “sconcertante” l’eliminazione e chiesto l’apertura di un’indagine sulla gestione della Federcalcio sudcoreana.

Il capo dello Stato aveva puntato il dito contro i criteri utilizzati nelle scelte tecniche e dirigenziali: «Quando la faziosità viene anteposta alla competenza e persone impreparate vengono scelte per ricoprire ruoli di leadership, il risultato è inevitabile. Offro le mie più sincere scuse ai tifosi per questa inaccettabile delusione. Ci impegneremo a riformare rapidamente l’amministrazione sportiva affinché una situazione simile non si ripeta».

Corea del Sud, tensioni anche sul tema servizio militare

L’esperienza mondiale era partita in un clima già complicato, con rapporti tesi tra squadra e stampa. Al centro delle polemiche anche il tema del servizio militare, obbligatorio in Corea del Sud per i cittadini maschi, ma con esenzioni e percorsi ridotti per alcuni sportivi.

Un privilegio contestato da parte dell’opinione pubblica, soprattutto se confrontato con altri casi simbolici come quello dei BTS, costretti a sospendere la carriera per completare il periodo di leva.

Chi è Antonio Silva? Il primo obiettivo del Milan per la difesa: i rossoneri accelerano col Benfica

Chi è Antonio Silva? Il primo obiettivo del Milan per la difesa: i rossoneri accelerano nella trattativa col Benfica. Tutto su di lui

Il mercato del Milan non si ferma dopo il grande colpo in attacco. Risolta la questione centravanti con l’arrivo di Gonçalo Ramos dal Paris Saint-Germain, il club rossonero ha spostato il focus sulla difesa. Il nome in cima alla lista è quello di Antonio Silva, centrale portoghese classe 2003 di proprietà del Benfica.

Ascolta le nostre notizie!

Non hai tempo di leggere? Scopri la nuova sezione Podcast di Calcio News 24 e ascolta i nostri approfondimenti audio.

Secondo quanto evidenziato da La Gazzetta dello Sport, nelle ultime ore il Milan avrebbe accelerato per il difensore, con le prossime ore che potrebbero diventare decisive. Il nuovo allenatore Ruben Amorim vuole un centrale in grado di guidare la retroguardia, con caratteristiche diverse rispetto ai profili attualmente presenti in rosa. Un concetto ribadito anche a Gerry Cardinale nell’ultimo vertice a Lisbona.

Antonio Silva Milan, il ruolo di Jorge Mendes e la situazione col Benfica

Antonio Silva è assistito da Jorge Mendes, lo stesso agente di Gonçalo Ramos, elemento che può favorire i dialoghi tra le parti. Il difensore ha un contratto in scadenza nel 2027 con il Benfica e i tentativi di rinnovo delle Aguias non hanno ancora portato alla fumata bianca.

Il club portoghese, guidato dal presidente Manuel Rui Costa, ha inserito pubblicamente Silva tra i giocatori per la prossima stagione, ma la situazione contrattuale rende la cessione uno scenario possibile. Senza rinnovo, infatti, il rischio sarebbe quello di perdere valore nei

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giornoprossimi mesi.

Il Milan potrebbe mettere sul tavolo una cifra tra i 20 e i 25 milioni di euro per provare a convincere il Benfica a lasciarlo partire subito. L’arrivo in Portogallo di un centrale più esperto come Clément Lenglet potrebbe inoltre agevolare l’uscita del classe 2003.

Antonio Silva Milan, carriera e traguardi raggiunti

Antonio Silva, nato a Viseu, è cresciuto nel settore giovanile del Benfica dopo le prime esperienze con CF Os Repesenses e Viseu United. Il salto di qualità è arrivato nella stagione 2021/22, quando è stato tra i protagonisti della squadra Under 19 vincitrice della UEFA Youth League.

Nel 2022 è stato promosso in prima squadra, imponendosi rapidamente come uno dei difensori portoghesi più interessanti della sua generazione. Nel suo palmarès figurano la Liga Portugal 2022/23, la Coppa di Lega portoghese 2024/25, la Supercoppa portoghese, la UEFA Youth League e la Nations League con il Portogallo.

Antonio Silva Milan, caratteristiche tecniche e fisiche

Alto 1,87 metri, destro naturale, Antonio Silva è un centrale moderno: fisico, aggressivo nei duelli e pulito nella costruzione dal basso. Può giocare in una difesa a quattro, ma anche adattarsi a una linea a tre come braccetto di destra.

Il suo profilo unisce anticipo, senso della posizione, qualità nel primo passaggio e personalità. Per Amorim, rappresenterebbe un rinforzo ideale per alzare il livello tecnico e strutturale della difesa del Milan.

Moviola Sudafrica Canada, tutti gli episodi dubbi del match diretto da João Pinheiro

Moviola Sudafrica Canada: gli episodi dubbi del match, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026

Moviola Sudafrica Canada: gli episodi dubbi del match diretto da João Pinheiro, valido per i sedicesimi di finale dei Mondiali 2026.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

PRIMO TEMPO

Fischi all’Haydration break: fino a questo momento gara fluida, senza cattiveria e con contrasti sui quali l’arbitro sta usando un metro di misura coerente e giudizioso, le interruzioni al gioco ci sono solo quando è necessario. Al 28′ scontro fortuito tra Appollis e Johnston, nessuna particolare conseguenza per entrambi. Al 37′ il Var corregge un angolo inizialmente assegnato alla formazione africana. Al 39′ rischia Sithole per un’aggressione alle spalle di Saliba, Pinheiro si limita a una sgridata. Al 45′ tutto il Canada chiede il rigore per un incrocio tra Laryea e Mudau: il direttore di gara ritiene che sia tutto regolare, il giocatore del Sudafrica ha messo la gamba davanti e quello del Canada è andato all’impatto. Extra-time limitato ai canonici 3 minuti della pausa. Si va al riposo con un bilancio di 11 falli complessivi.

SECONDO TEMPO

A inizio ripresa segnalazione in ritardo su un cross di Johnston con la palla già uscita a fondo campo. Si arrabbia molto David per un pressing che il direttore di gara ritiene scorretto. Primo cartellino al 55′, lo prende Saliba che interrompe un’azione con tunnel di Mudau. Al 57′ Contrasto tra Maseko ed Eustaquio, involontariamente il sudafricano colpisce col piede destro alla nuca il canadese quando è in caduta. All’ora di gioco il Sudafrica spazza l’area e il pallone va a colpire l’arbitro. Ammonito Sigur pochi secondi prima dell’Hydration break, il neo-entrato del Canada è colpevole di un classico fallo tattico. All’85 Mudau vola a terra, Pinheiro gli fa capire che non c’è assolutamente contatto. Extra-time di 5 minuti prolungato di 60 secondi per i festeggiamenti dell’1-0 di Eustaquio. Bilancio finale: 26 falli, 10 da parte del Sudafrica, 16 quelli commessi dal Canada e suoi sono gli unici due cartellini sfoderati da Pinheiro nell’incontro.

Corea del Sud, l’eliminazione Mondiale diventa caso politico: Lee Jae Myung ordina un’indagine

Corea del Sud, eliminazione Mondiale diventa caso politico: Lee Jae Myung ordina un’indagine. Anche il ct Hong Myung-bo nel mirino

L’eliminazione della Corea del Sud dal Mondiale 2026 non resta soltanto una delusione sportiva, ma si trasforma in un vero caso politico. Il presidente della Repubblica Lee Jae Myung ha definito “totalmente sconcertante” il fallimento della nazionale e ha incaricato il ministro dello Sport di avviare un’indagine sulla gestione della squadra.

Al centro della vicenda ci sarebbero presunti favoritismi nelle nomine e nelle convocazioni, oltre a una conduzione tecnica finita sotto accusa dopo il deludente cammino nella competizione. Il principale bersaglio delle critiche è il commissario tecnico Hong Myung-bo, scelto nel 2024 dopo l’esonero di Jurgen Klinsmann.

Corea del Sud Mondiale, girone chiuso al terzo posto

La Corea del Sud ha terminato il Gruppo A al terzo posto, alle spalle dei padroni di casa del Messico e del sorprendente Sudafrica. Un risultato particolarmente amaro, considerando che il gir Sudafrica. Un risultato particolarmente amaro, considerando che il girone, completato dalla Repubblica Ceca, era stato giudicato alla portata dalla stampa e dai tifosi.

Il mancato accesso ai sedicesimi di finale ha interrotto il percorso iniziato dopo il Mondiale in Qatar e ha provocato una forte contestazione. A finire nel mirino non sono stati solo i risultati, ma anche l’atteggiamento mostrato dalla squadra durante la competizione.

Corea del Sud Mondiale, accuse sulla gestione di Hong Myung-bo

Il presidente Lee Jae Myung ha collegato il fallimento anche alle tensioni interne al gruppo, lanciando una dura critica alla gestione tecnica. Le sue parole hanno fatto molto discutere: «Quando il ‘noi contro loro’ prende il sopravvento sulla competenza e una persona incompetente viene scelta come leader, il risultato è molto chiaro.».

Alle accuse del governo si sono aggiunte quelle della stampa sudcoreana, che ha contestato a Hong Myung-bo la gestione dello spogliatoio e la scarsa trasparenza nelle scelte relative alle convocazioni. L’indagine richiesta dal presidente servirà ora a chiarire responsabilità, dinamiche interne e possibili errori nella gestione della nazionale.

Manchester United in ansia, grave infortunio al ginocchio per Ugarte: stagione a rischio per l’uruguaiano, cosa cambia nel mercato

Manchester United in ansia, grave infortunio al ginocchio per Ugarte: stagione a rischio per l’uruguaiano, cosa cambia nel mercato dei Red Devils

Brutte notizie per il Manchester United e per l’Uruguay. Manuel Ugarte ha riportato un grave infortunio al ginocchio durante la sfida dei Mondiali contro la Spagna, persa dalla nazionale guidata da Marcelo Bielsa. Il centrocampista classe 2001 si era fermato nel corso della partita e le prime sensazioni erano apparse subito negative.

Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondo

Dopo le anticipazioni arrivate dalla stampa uruguaiana, è arrivata anche la comunicazione ufficiale del Manchester United, che ha confermato la lesione ai legamenti del ginocchio.

IL COMUNICATO – “Il Manchester United conferma che Manuel Ugarte ha riportato una lesione ai legamenti del ginocchio durante la partita di venerdì contro la Spagna, valida per la fase a gironi dei Mondiali, disputata con la nazionale uruguaiana.
La valutazione dell’infortunio è tuttora in corso per determinare il miglior percorso terapeutico e i tempi di riabilitazione.
Auguriamo a Manuel una pronta guarigione e lo sosterremo in ogni fase del percorso
”.

Ugarte Manchester United, tempi lunghi e rischio stop di un anno

Ugarte farà ora ritorno in Inghilterra, dove sarà rivalutato dallo staff medico del Manchester United. Gli esami serviranno a definire con precisione il percorso terapeutico e i tempi di recupero, ma lo scenario si presenta già molto complesso.

Il centrocampista dovrebbe restare fuori almeno fino alla fine del 2026, ma secondo le ricostruzioni provenienti da Uruguay e Inghilterra lo stop potrebbe essere anche più lungo, arrivando fino a circa un anno. Un’assenza pesantissima per i Red Devils, che avevano già programmato importanti movimenti a centrocampo.

Ugarte Manchester United, possibile risarcimento FIFA

Il club inglese potrà accedere al risarcimento previsto dal Programma di Tutela dei Club della FIFA, che copre la retribuzione giornaliera dei calciatori costretti a restare fuori per infortunio oltre i 28 giorni.

Se lo stop di Ugarte dovesse davvero prolungarsi per dodici mesi, il Manchester United potrebbe incassare circa 7 milioni di euro dall’organismo mondiale. Una compensazione economica importante, ma comunque lontana dal valore tecnico e strategico del giocatore.

Ugarte Manchester United, il mercato dei Red Devils cambia

L’infortunio dell’uruguaiano obbliga il Manchester United a rivedere i piani. I Red Devils avevano in programma una rivoluzione in mediana, con l’addio a parametro zero di Casemiro e la possibile cessione proprio di Ugarte per finanziare altre operazioni dopo l’arrivo di Ederson dall’Atalanta.

Ora serviranno nuovi innesti. Restano monitorati Mateus Fernandes del West Ham e Felix Nmecha del Borussia Dortmund, ma la lista potrebbe allargarsi anche a occasioni di mercato come Aurelien Tchouaméni, Eduardo Camavinga, Manu Koné e Khéphren Thuram.

Gonçalo Ramos al Milan, il segnale di svolta di Cardinale ai tifosi: ora occorre dare continuità – VIDEO di Alberto Petrosilli

Gonçalo Ramos al Milan, il segnale di svolta di Cardinale ai tifosi col colpo più oneroso della storia del club: ora serve dare continuità

Il Milan ha ufficializzato l’arrivo di Gonçalo Ramos, operazione da circa 70 milioni di euro che diventa il trasferimento più costoso nella storia del club rossonero. Un investimento pesante, destinato a segnare un punto di svolta nella gestione RedBird e a cambiare la percezione del mercato milanista agli occhi dei tifosi e delle rivali.

L’arrivo dell’attaccante portoghese rappresenta un segnale forte. Dopo stagioni caratterizzate da una linea chiara, fatta di giovani prospetti, sostenibilità e investimenti mirati, il club ha deciso di spingersi oltre i propri limiti abituali. Con Ramos, il Milan punta su un giocatore di livello internazionale, chiamato a dare peso, gol e personalità al reparto offensivo.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Gonçalo Ramos Milan, un messaggio forte al campionato

Il colpo Ramos cambia inevitabilmente il tono del mercato rossonero. Gerry Cardinale ha sorpreso in positivo una piazza reduce da anni di contestazione e da settimane di forti critiche. La cifra investita conferma la volontà di intervenire in modo deciso su un reparto che aveva bisogno di un riferimento centrale di alto profilo.

Per il Milan, si tratta di un messaggio chiaro al campionato: la società vuole tornare a competere con ambizione e non esclude investimenti record quando ritiene di avere individuato il profilo giusto. L’entusiasmo dei tifosi è stato riacceso, ma ora arriva la fase più delicata.

Gonçalo Ramos Milan, Cardinale chiamato alla continuità

Un solo colpo, anche se storico, non può bastare per cancellare tre anni di tensioni e contestazioni. L’acquisto di Gonçalo Ramos è un punto di partenza, non un traguardo definitivo. Ora Cardinale dovrà dimostrare che questa operazione non è stata un episodio isolato o un semplice colpo di teatro.

Il vero passaggio decisivo sarà trasformare questo investimento in una nuova normalità: rafforzare la squadra con continuità, costruire un progetto tecnico credibile e restituire fiducia al popolo rossonero. Solo così il Milan potrà davvero riavvicinarsi ai suoi tifosi e consolidare il percorso di rilancio aperto con l’arrivo del nuovo numero 9.

Mercato Roma: decisione presa su Wesley! Svelato il futuro dell’esterno brasiliano, ecco dove giocherà nella prossima stagione

Mercato Roma: i giallorossi hanno preso questa decisione per il futuro di Wesley. Ecco dove giocherà il brasiliano nella prossima stagione

Le indiscrezioni delle ultime ore riguardanti un forte e rinnovato interessamento dell’Inter per Wesley hanno scosso le dinamiche del calciomercato italiano, accendendo i desideri dei sostenitori nerazzurri. Tuttavia, le insistenti voci di un imminente trasferimento a Milano del laterale destro brasiliano non trovano al momento alcun tipo di riscontro concreto, spegnendosi sul nascere davanti alla linea di assoluta fermezza adottata dalla dirigenza capitolina. Esiste un motivo ben preciso, tanto semplice quanto insindacabile, dietro a questo blocco nelle trattative: per la Roma, l’esterno rappresenta un pilastro inamovibile del presente e del futuro. Lo riferisce Fabrizio Romano.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

Muro giallorosso: la risposta definitiva a tutti i club

La posizione della dirigenza sportiva giallorossa è a dir poco granitica e non ammette repliche. Nel corso degli ultimi mesi, le ottime prestazioni offerte dal classe 2003 sul binario laterale hanno inevitabilmente attirato l’attenzione delle principali superpotenze del calcio europeo. Non si è trattato, infatti, soltanto di semplici sondaggi esplorativi da parte delle big della nostra Serie A.

Circa dieci giorni fa, anche il Chelsea ha provato a farsi avanti in modo ufficiale per saggiare la disponibilità della società a trattare il cartellino del calciatore ex Flamengo. La Roma ha però scelto di rispondere a tutti i club interessati allo stesso identico modo, senza concedere alcuno spazio a eventuali margini di negoziazione: il calciatore non è in vendita. Questa dichiarazione perentoria certifica la volontà societaria di non privarsi di uno degli elementi più promettenti dell’organico, rispedendo al mittente qualsiasi tipologia di offerta economica, a prescindere dal blasone o dalle risorse finanziarie messe sul piatto.

La centralità nel gioco di Gasperini e i piani futuri

La decisione di dichiarare l’esterno totalmente incedibile è strettamente legata alle specifiche richieste tattiche di Gian Piero Gasperini. Il tecnico della Roma considera infatti Wesley un elemento imprescindibile per lo sviluppo delle sue caratteristiche trame di gioco, basate sul dinamismo, sulla spinta costante e sulla fisicità dei laterali di fascia.

L’Inter, che si trova alla costante ricerca di rinforzi di spessore in grado di garantire gamba e qualità sulla corsia esterna, dovrà necessariamente virare i propri obiettivi su altri profili. La Roma ha voluto lanciare un segnale forte e chiaro a tutto il campionato e alle concorrenti internazionali: la linea intrapresa dal club non prevede il sacrificio dei propri pezzi pregiati. Wesley resterà saldamente nella Capitale, pronto a essere ancora protagonista nel prossimo campionato.

Chi è Kornel Lisman, nuovo acquisto del Venezia. La sua storia e il suo identikit tecnico

Chi è Kornel Lisman, la storia e l’identikit tecnico del nuovo acquisto del Venezia. Tutto quello che c’è da sapere

Il Venezia si conferma una delle società più attive e lungimiranti in questa sessione estiva di calciomercato. Il club arancioneroverde, neopromosso in Serie A, ha ufficializzato l’ingaggio a titolo definitivo di Kornel Lisman, promettente esterno offensivo proveniente dal Lech Poznań. Il direttore sportivo Filippo Antonelli ha anticipato la concorrenza internazionale assicurandosi il classe 2006 per una cifra vicina ai 2 milioni di euro. Il giovane talento ha sottoscritto un contratto a lungo termine valido fino al 30 giugno 2030, con opzione di prolungamento a favore della società per la stagione successiva.

Ultime notizie Calciomercato LIVE: tutte le novità del giorno

La storia e la carriera: dai successi in Polonia all’esperienza europea

Nato a Stettino il 20 febbraio 2006, Kornel Lisman ha mosso i primi passi calcistici nel settore giovanile della propria città natia con il Pogoń Szczecin e la FASE Szczecin, prima di essere intercettato nel 2022 dal prestigioso vivaio del Lech Poznań. All’interno del club della Slesia ha completato l’intera trafila formativa, mettendosi in luce con la formazione B fino a guadagnarsi il definitivo salto in prima squadra, avvenuto nel settembre del 2024.

Nonostante la giovanissima età, Lisman vanta già un bagaglio di esperienze di ottimo livello nel calcio professionistico. Con il Lech Poznań ha collezionato complessivamente 65 presenze (suddivise tra prima squadra e compagine riserve), mettendo a referto 8 reti e 4 assist. Nel corso dell’ultimo biennio ha respirato l’atmosfera di uno spogliatoio vincente, contribuendo alla conquista di due campionati polacchi consecutivi nelle stagioni 2024/25 e 2025/26. Inoltre, l’esterno ha già assaporato i palcoscenici continentali disputando tre gare in Conference League e prendendo parte ai turni preliminari di Champions ed Europa League, competizione in cui ha trovato anche la via del gol. Il suo profilo è stabilmente nel giro delle selezioni nazionali, avendo vestito le maglie della Polonia Under 18 e Under 20.

Caratteristiche tecniche: fisicità e duttilità nel tridente di Stroppa

Dal punto di vista tattico e atletico, Kornel Lisman rappresenta il perfetto prototipo dell’esterno moderno. Dotato di una struttura fisica importante e slanciata grazie ai suoi 1,86 metri di altezza, il ventenne polacco unisce la potenza fisica a una notevole velocità palla al piede e a un’eccellente tecnica di base nello stretto.

La sua dote principale risiede nella spiccata duttilità offensiva: Lisman è un destro naturale in grado di agire indifferentemente sia sulla corsia destra che su quella sinistra all’interno di un tridente d’attacco. Questa versatilità lo rende una pedina ideale per gli schemi tattici dell’allenatore Giovanni Stroppa, che potrà sfruttarne l’abilità nell’uno contro uno, la capacità di puntare il fondo per il cross o di accentrarsi per tentare la conclusione a rete. Un innesto di pura prospettiva, ma con una maturità strutturale già pronta per confrontarsi con i palcoscenici della massima serie italiana.

×