Pagina 831 – Calcio News 24

Calciomercato Bologna, i consigli di Arrigoni: «Prenderei il primo aereo per portare Dzeko a Casteldebole»

Calciomercato Bologna, i consigli di Arrigoni: «Prenderei il primo aereo per portare Dzeko a Casteldebole»

Daniele Arrigoni, ex allenatore tra le tante del Bologna e oggi coordinatore delle Nazionali di San Marino, ha concesso una lunga intervista al Corriere dello Sport, nella quale si è espresso in merito alla crescita della sua ex squadra.

Tra le altre affermazioni, il tecnico ha anche consigliato ai rossoblù un acquisto sul mercato, reduce dalla sfida del San Marino contro la nazionale bosniaca persa per la rete di Edin Dzeko.

DICHIARAZIONI – «Ho letto che lo vuole il Bologna, giusto. Sapete cosa penso dopo averlo visto ieri (sabato, ndr)? Che se fossi il Bologna prenderei il primo aereo e lo porterei a Casteldebole. Che abbia 39 anni è un particolare che conta zero, non è assolutamente una figurina, se lo guardi giocare non glieli dai, è impressionante. Poteva restarsene in panchina visto che non stava bene.

Nel caso in cui Dzeko accettasse di fare nel Bologna quello che faceva Altafini nella Juventus diventerebbe un valore aggiunto straordinario per Italiano. E consentirebbe sia a Castro che a Dallinga, che sono due giovani attaccanti molto bravi, di crescere, perché quanto ti alleni tutti i giorni con uno come Dzeko migliori per forza, anche se non sei una grande spugna».

Kazakistan-Macedonia del Nord: dove vederla, orario e probabili formazioni

All’Astana Arena andrà in scena la sfida tra Kazakistan-Macedonia del Nord: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

All’Astana Arena di Astana si giocherà la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali tra Kazakistan-Macedonia del Nord. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

Kazakistan (4-2-3-1): Pokatilov; Astanov, Marochkin, Alip, Bystrov; Tagybergen, Tapalov; Chesnokov, Zhagorov, Samorodov; Aymbetov. Ct: Aliyev.

Macedonia del Nord (3-4-1-2): Dimitrievski; Zajkov, Serafimov, Musliu; Ilievski, Alimi, Kostadinov, Alioski; Bardhi; Miovski, Elmas. Ct: Milevski.

Orario e dove vederla in tv

Kazakistan-Macedonia del Nord si gioca alle ore 16:00 di lunedì 9 giugno per la sfida di qualificazione ai prossimi Mondiali. Verrà trasmessa in diretta su SKY SPORT CALCIO e in streaming su SKY GO e NOW.

Calciomercato Inter, nome nuovo per la difesa: i nerazzurri irrompono nella corsa per Mosquera!

Calciomercato Inter, nome nuovo per la difesa: i nerazzurri irrompono nella corsa per Mosquera!

Per il prossimo calciomercato Inter sono al lavoro in dirigenza per puntellare la difesa del prossimo anno. Oltre al nome di Giovanni Leoni, che è il più caldo in questi ultimi giorni, Sky Sport annuncia l’inserimento dei nerazzurri nella corsa per Cristhian Mosquera.

Il calciatore spagnolo classe 2004, di proprietà del Valencia, già in passato era stato accostato sia ai nerazzurri che ad altri club italiani come Milan, Napoli e Juventus (la forza fisica è una delle sue qualità principali, essendo alto 1,91 m).

Adesso i nerazzurri tornano a pensare seriamente al suo acquisto, in attesa di capire le condizioni e la fattibilità dell’operazione.

Mastantuono al Real Madrid? Il presidente del River Plate rallenta: «Devono pagare la clausola fino all’ultimo centesimo»

Mastantuono al Real Madrid? Il presidente del River Plate rallenta: «Devono pagare la clausola fino all’ultimo centesimo»

Jorge Brito, presidente del River Plate, affronta le voci di mercato che vogliono Mastantuono, giovane talento argentino, lontano dal Monumental in questa estate accostandolo al Real Madrid.

Il Presidente, intervistato da ESPN Argentina, ha dichiarato che seppur sia stato trovato l’accordo e il talento argentino firmerà con i Blancos, il club spagnolo dovrà pagare interamente la clausola per permettere il trasferimento.

DICHIARAZIONI – «Se il giocatore vuole andarsene, se ne andrà. Pagata la clausola, non c’è molto da fare. La clausola, all’interno del contratto, dà al giocatore il diritto di andarsene altrove. Il club non può gestirla: se il giocatore decide di andarsene, fa valere la clausola».

Franco Mastantuono ha un contratto con il River Plate fino al 2026, ma solo qualche mese fa i Millonarios hanno aumentato il suo stipendio e la clausola proprio per evitare che 15 milioni di euro fossero un regalo per i grandi club europei, arrivando ad una più alta richiesta, pari a 45 milioni.

ALTRE DICHIARAZIONI – «Spesso si chiede perché non abbiano aumentato la sua clausola di molto. Non è che non ci abbia pensato. I rappresentanti ci hanno chiesto che non fosse una somma esorbitante; è pensata per far sì che i giocatori possano andarsene a un prezzo che sia comunque redditizio per il club. Mastantuono è uno dei talenti più importanti nel Paese negli ultimi 20 o 30 anni. Dobbiamo rispettare il contratto che abbiamo, difendere gli interessi del club fino all’ultimo centesimo e cercare di trattenere il giocatore il più a lungo possibile».

Calciomercato Fiorentina, rifiutata un’offerta dall’Arabia per Comuzzo! La clamorosoa indiscrezione riguardante il difensore

Calciomercato Fiorentina, rifiutata un’offerta dall’Arabia per Comuzzo! La clamorosoa indiscrezione riguardante il difensore

Non solo Osimhen o Theo Hernandez, l’Al Hilal del nuovo allenatore Simone Inzaghi, sta guardando alla Serie A per rafforzarsi e come riferisce il portale specializzato FirenzeViola.it, avrebbe provato a soffiare via alla Fioretina il talendo di Pietro Comuzzo.

Il difensore classe 2005, sarebbe infatti stato contattato per trasferirsi in Arabia, dopo i tentativi effettuati dal Napoli a gennaio, con l’entourage del giocatore e la dirigenza saudita a contatto subito dopo la chiusura del campionato.

La trattativa, però, non è mai iniziata, con il giocatore che non ha neanche preso in considerazione la proposta, senza badare alle cifre, gesto ben apprezzato dalle parti di Firenze.

Ai margini dell’operazione la Fiorentina che pur informata non ha mai ricevuto un’offerta ufficiale e che conta in Comuzzo come pilastro per i prossimi anni, soprattutto dopo il rinnovo fino al 2029 – e opzione 2030.

Calciomercato Napoli, UFFICIALE un addio! Il Real Betis riscatta Natan. Il comunicato del club azzurro e le cifre

Calciomercato Napoli, UFFICIALE un addio! Il Real Betis riscatta Natan. Il comunicato del club azzurro e le cifre

Natan Bernardo de Souza, conosciuto semplicemente come Natan, lascia a titolo definitivo il Napoli e diventa a tutti gli effetti un nuovo giocatore del Real Betis.

Il club spagnolo lo aveva prelevato in prestito la scorssa estate con un comunicato emesso dalla società partenopea nella giornata di oggi, è stata annunciata l’esercitazione dell’opzione di riscatto del giocatore.

IL COMUNICATO DEL NAPOLI – «La SSC Napoli comunica che il Real Betis Balompié ha esercitato il diritto di opzione per l’acquisizione a titolo definitivo alle prestazioni sportive del calciatore Natan Bernardo de Souza.

A Natan va il più sentito in bocca al lupo per il prosieguo della sua carriera sportiva».

Con l’ufficialità del riscatto il giocatore resterà dunque biancoverde a titolo definitivo con un contratto fino al 2030. Secondo Sky, al Napoli vanno 10 milioni di euro.

Calciomercato Roma, l’Al Hilal valuta l’alternativa a Theo Hernandez e punta Angelino! Ecco la proposta

Calciomercato Roma, l’Al Hilal valuta l’alternativa a Theo Hernandez e punta Angelino! Ecco la proposta

L’Al Hilal continua a muoversi con decisione nel mercato estivo per costruire una rosa all’altezza delle ambizioni del club, ora guidato dal nuovo tecnico Simone Inzaghi.

Dopo i tentativi – al momento non andati a buon fine – per strappare Victor Osimhen al Napoli e Theo Hernandez al Milan, il club saudita ha messo nel mirino un altro protagonista della Serie A: Angelino, terzino sinistro attualmente in forza alla Roma.

Secondo quanto riportato nelle ultime ore da Fabrizio Romano, sempre molto affidabile sul fronte calciomercato, l’Al Hilal avrebbe presentato una prima offerta di circa 22 milioni di dollari, a cui si aggiungerebbero bonus legati alle prestazioni del giocatore e agli eventuali successi della squadra. Una proposta concreta che dimostra il forte interesse del club saudita per il giocatore spagnolo, reduce da una buona stagione in giallorosso.

Le trattative tra Roma e Al Hilal sono attualmente in corso, e non si esclude che nei prossimi giorni possano arrivare ulteriori sviluppi. La Roma valuta con attenzione l’offerta, considerata interessante anche dal punto di vista economico, ma al momento non ha ancora dato una risposta definitiva.

Angelino, arrivato nella Capitale a gennaio, ha rapidamente conquistato spazio grazie alla sua affidabilità difensiva e alla sua capacità di spinta sulla fascia sinistra. Il classe 1997 ha già maturato esperienze importanti in Bundesliga, Premier League e Liga, e il suo profilo rispecchia perfettamente le esigenze dell’Al Hilal, che cerca giocatori pronti per essere subito competitivi.

Il club saudita, già protagonista nelle scorse sessioni di mercato, continua così a puntare su nomi noti del calcio europeo per consolidare la propria posizione tra le squadre più ambiziose del panorama asiatico.

Martusciello Inter, ancora in stand-by la figura del vice di Chivu: ecco il perché e cosa sta succedendo!

Martusciello Inter, ancora in stand-by la figura del vice di Chivu: ecco il perché e cosa sta succedendo!

Giovanni Martusciello sembrava destinato a tornare all’Inter e a ricoprire il ruolo di vice allenatore di Cristian Chivu. La notizia era stata lanciata ieri dalla Gazzetta dello Sport, trovando via via sempre più conferme. Tuttavia sembra che la trattativa burocratica per liberarlo dal contratto che lo lega alla Salernitana come allenatore della prima squadra abbia trovato qualche complicazione imprevista. Per questo motivo la figura del vice allenatore di Chivu resta in stand-by, e non è escluso che alla fine i nerazzurri non decidano di affidare l’incarico a qualche altro elemento che entrerà così a completare lo staff dell’ex Parma. A riferirlo è Sky Sport.

MARTUSCIELLO INTER – «Al momento Martusciello non è il secondo. La figura è in standby, bisogna capire se riesce a liberarsi per poter iniziare l’avventura con Chivu».

Calciomercato estero, Manchester City Cherki ci siamo! Tutti i dettagli della trattativa sul centrocampista ex Lione

Calciomercato estero, Manchester City Cherki ci siamo! Tutti i dettagli della trattativa sul centrocampista ex Lione

Il Manchester City è pronto ad accogliere un nuovo talento tra le proprie fila. Rayan Cherki, trequartista classe 2003 attualmente in forza all’Olympique Lione, è vicinissimo al trasferimento al club inglese. Secondo quanto riportato da Alfredo Pedullà, l’accordo tra le due società è stato praticamente definito.

L’operazione complessiva si aggira attorno ai 35 milioni di euro, cifra che potrebbe salire fino a 40 milioni grazie ai bonus legati a obiettivi personali e di squadra. Cherki, uno dei talenti più brillanti del calcio francese, firmerà un contratto con i Citizens fino al 2030, confermando così la volontà del Manchester City di investire su giovani di prospettiva per il futuro.

Il giocatore è atteso a Manchester nelle prossime ore per sostenere le consuete visite mediche di rito. In caso di esito positivo, arriverà l’annuncio ufficiale del club e la successiva presentazione alla stampa.

Con questo acquisto, il Manchester City si assicura un calciatore dalle grandi qualità tecniche e con un enorme margine di crescita. Rayan Cherki ha già collezionato numerose presenze in Ligue 1, mostrando grande versatilità nel reparto offensivo: può giocare come trequartista, esterno d’attacco o anche mezzala offensiva. La sua abilità nel dribbling, la visione di gioco e la capacità di creare occasioni lo rendono un profilo ideale per il sistema di gioco di Pep Guardiola.

L’affare rappresenta anche un’importante plusvalenza per il Lione, che ha cresciuto Cherki nel proprio settore giovanile. Per il City, invece, si tratta di un investimento strategico in linea con la politica del club, orientata all’acquisto di giovani talenti dal potenziale internazionaleL’operazione complessiva si aggira attorno ai 35 milioni di euro, cifra che potrebbe salire fino a 40 milioni grazie ai bonus legati a obiettivi personali e di squadra. Cherki, uno dei talenti più brillanti del calcio francese, firmerà un contratto con i Citizens fino al 2030, confermando così la volontà del Manchester City di investire su giovani di prospettiva per il futuro.

Il giocatore è atteso a Manchester nelle prossime ore per sostenere le consuete visite mediche di rito. In caso di esito positivo, arriverà l’annuncio ufficiale del club e la successiva presentazione alla stampa.

Con questo acquisto, il Manchester City si assicura un calciatore dalle grandi qualità tecniche e con un enorme margine di crescita. Rayan Cherki ha già collezionato numerose presenze in Ligue 1, mostrando grande versatilità nel reparto offensivo: può giocare come trequartista, esterno d’attacco o anche mezzala offensiva. La sua abilità nel dribbling, la visione di gioco e la capacità di creare occasioni lo rendono un profilo ideale per il sistema di gioco di Pep Guardiola.

L’affare rappresenta anche un’importante plusvalenza per il Lione, che ha cresciuto Cherki nel proprio settore giovanile. Per il City, invece, si tratta di un investimento strategico in linea con la politica del club, orientata all’acquisto di giovani talenti dal potenziale internazionale.

Calciomercato Genoa, per il centrocampo si cerca il possibile erede di Badelj. Occhi puntati su Duda

Calciomercato Genoa, per il centrocampo si cerca il possibile erede di Badelj. Occhi puntati su Duda

Come riportato da Secolo XIX a cercando dal mercato degli svincolati un nuovo nome per rafforzare il proprio centrocampo il www.calcionews24.com/genoache si è soffermata con forte interesse sul nome di Ondrej Duda.

Lo slovacco, trentenne e reduce da due stagioni al Verona, si è affermato come centrocampista centrale arretrato dopo anni iniziati da trequartista e la sua versatilità lo ha reso appettibile ai lucani che cercano un potenziale erede per Badelj.

Il Grifone non è però la sola squadra in corsa per il giocatore con il Torino, che con l‘ufficialità di Baroni, ex tecnico di Duda in gialloblù, è fortemente interessato al giocatore.

Tra Hellas Verona e Torino è quindi in atto un’asta per catturare l’interesse del giocatore con i veneti che per trattenere il centrocampista hanno puntato ad un biennale da 800 mila euro netti a stagione, ma il Torino ha rilanciato con un triennale e un ritocco sull’ingaggio.

Ora la palla passa al Genoa che dovrà decidere se rilanciare per aggiudicarsi le prestazioni di Duda, che nei prossimi giorni farà sapere la suadecisione definitiva che potrebbe chiudere una delle prime trattative chiave del mercato rossoblù.

Ma attenzione, l’ipotesi Serie A non è la sola ad attirare il centrocampista che come si legge su Calciohellas.it attira interesse anche in Turchia, con delle fonti locali che metterebbero il Trabzonspor, ex squadra di Hamsik, in pole per l’ingaggio del giocatore, con l’ex Napoli a facilitare i contatti tra le parti.

Calciomercato estero, Manchester City: è UFFICIALE! Dopo De Bruyne, Pep Guardiola perde un altro giocatore a parametro zero

Calciomercato estero, Manchester City: è UFFICIALE! Dopo De Bruyne, Pep Guardiola perde un altro giocatore a parametro zero

Dopo 6 anni di militanza in Premier League come giocatore del Manchester City, Scott Carson, portiere della formazione allenata da Pep Guardiola, è pronto a lasciare i Citizen.

A comunicarlo proprio la squadra azzurra di Manchester che con un comunicato ufficiale ha ringraziato il portiere 39enne dell’operato, apprestandosi a perdere, dunque, seppur meno rilevante rispetto a quello di Kevin De Bruyne, un altro giocatore a parametro zero.

COMUNICATO – «Scott Carson lascerà il Manchester City alla scadenza del suo contratto, prevista per quest’estate. Il 39enne è al Club dal 2019, ricoprendo un ruolo prezioso nel reparto portieri.

Arrivò inizialmente in prestito, per poi completare il trasferimento a parametro zero nell’estate del 2021. L’esordio dell’esperto portiere con il City è avvenuto nella vittoria del maggio 2021 contro il Newcastle United, prima di una seconda presenza nel ritorno degli ottavi di finale di Champions League con lo Sporting CP nella stagione 2021/22. Dopo aver esordito con la nazionale maggiore del Leeds United nel gennaio 2004, Carson ha ormai trascorso ben 21 anni da professionista.

Durante la sua permanenza al City, Carson è stato elogiato dall’allenatore dei portieri Xabi Mancisidor e dai colleghi Ederson e Stefan Ortega Moreno per la sua etica del lavoro e l’impatto positivo del suo atteggiamento sul gruppo. Ha fatto parte di una squadra che ha conquistato 12 importanti riconoscimenti nelle ultime sei stagioni, in quello che è stato un periodo storico di successi per la squadra di Pep Guardiola. Tutti al Manchester City desiderano ringraziare Scott per il suo duro lavoro e la sua dedizione e gli augurano la migliore fortuna per il futuro».

Crisi Italia, Capello infuriato: «Che rabbia! Non c’è più l’amore per maglia azzurra. Ranieri? Ecco cosa penso»

Crisi Italia, Capello infuriato. Le dichiarazioni dell’ex tecnico di Milan e Real Madrid sulla situazione della Nazionale

Intervenuto ai microfroni di Radio Rai, Fabio Capello ha detto la sua sul caos che si è scatenato intorno alla Nazionale italiana, con l’esonero di Luciano Spalletti annunciato nella giornata di ieri.

DICHIARAZIONI – «Sicuramente le cose non andavano bene, soprattutto il fatto che molti giocatori non volevano andare in Nazionale. Questa è una cosa molto brutta, non avrei mai pensato potesse succedere. Giocatori come Calafiori, che dicono che devono andare a curarsi e la settimana prima aveva giocato. Buongiorno la stessa cosa. Poi il caso Acerbi: non vengo perché l’allenatore mi dice che sono vecchio. Quando sento che non c’è amore per la maglia azzurra, mi viene un magone e una rabbia che spaccherei tutto».

ALTRE PAROLE SULLA SITUAZIONE – «La squadra non aveva un gioco. Spalletti voleva giocare in un certo, i giocatori invece non hanno assorbito gli schemi che lui voleva vedere in campo. Ho seguito gli Europei in Germania, è stata una cosa penosa, mi sono anche vergognato in certi momenti nel vedere una pochezza in campo di questo tipo. L’abbiamo rivista, c’è qualcosa che non funziona, qualcosa che Spalletti non è riuscito a dare alla squadra. Quando c’è questo contrasto, è difficile andare avanti. In questo momento i responsabili numeri uno sono i giocatori. La passività dell’altra sera è stata una cosa bruttissima. Ora non ci sono scusanti. Vogliamo rivedere nei giocatori corsa, gioco, aiuto al compagno di squadra».

RANIERI – «Ranieri è il nome giusto. Ha preso la Roma che non stava andando bene e ha fatto un miracolo. Ranieri è un uomo d’esperienza, che conosce tutti i giocatori della Nazionale ed è capace di entrare nella testa dei giocatori. Credo sia il più adatto a gestire la Nazionale, per esperienza e carisma».

Nations League, tragedia sugli spalti durante Portogallo Spagna. La vittima è di nazionalità tedesca

Nations League, tragedia sugli spalti durante Portogallo Spagna. La vittima è di nazionalità tedesca

Stando a quanto riportato dal quotidiano tedesco Blind era tedesca la vittima che nel corso dei tempi supplementari tra Portogallo Spagna, finale di Nations League, giocata ieri sera all’Allianz Arena di Monaco di Baviera, e che «è caduta da un’altezza di circa otto metri, dal piano superiore alla tribuna stampa».

La polizia sta continuando a indagare sull’incidente che ha portato alla tragedia. L’uomo era residente a Garmisch-Partenkirchen; il rapido intervento della protezione civile, dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine, oltre che i tentativi di rianimazione in ambulanza, non sono serviti a rianimarlo.

Al termine della partita, Luis de la Fuente e Roberto Martínez, allenatori rispettivamente di Spagna e Portogallo, hanno espresso le loro più sentite condoglianze.

Torino, al via la campagna abbonamenti 2025-2026: prezzi e info – VIDEO 

Il Torino Fc dà ufficialmente il via alla campagna abbonamenti per la stagione 2025-2026, ecco i prezzi e tutte le informazioni necessarie 

‘Sei Tutto per me’: è questo lo slogan scelto dal Torino Fc per denominare e promuovere la nuovissima campagna abbonamenti. Già, nemmeno il tempo di metabolizzare il campionato appena concluso che la società calcistica piemontese – muovendosi con un discreto anticipo – ha già diramato le informazioni necessarie per le sottoscrizioni delle tessere valide per la stagione targata 2025-2026. 

Dopo i sorprendenti risultati inanellati nella passata stagione (oltre 460.000 fan hanno gremito le tribune del Grande Torino malgrado un percorso sportivo tutt’altro che eccellente terminato con un anonimo undicesimo posto in Serie A), il club di Via Viotti punta a superarsi ancora. Ecco dunque tutte le informazioni come costi e fasi di vendita riportate nel comunicato ufficiale apparso sui portali della compagine granata questa mattina. Lo riportiamo per intero qui, con tanto di video promozionale apparso invece sulle piattaforme online. 

COMUNICATO UFFICIALE TORINO CAMPAGNA ABBONAMENTI STAGIONE 2025-2026 – «Lo avete cantato per un’intera stagione, lo avete scritto negli occhi, nei cori, negli abbracci. Toro: sei TUTTO per me. Una frase semplice, ma piena di significato, che vale in ogni angolo d’Italia e del mondo, che tu sia allo stadio o davanti a uno schermo, in curva o a chilometri di distanza. Più di 460.000 cuori granata hanno colorato lo Stadio Olimpico Grande Torino nella stagione appena conclusa. Ora è tempo di ripartire insieme, con lo stesso orgoglio, con la stessa passione. Oggi lunedì 9 giugno inizia la campagna abbonamenti 2025/26, con tante novità e prezzi sempre accessibili a tutti. 

ABBONATI 2024/25    


Rinnova entro giovedì 10 luglio: miglior posto, miglior prezzo, benefit e una sorpresa imperdibile. Chi sceglie subito di vivere una stagione granata, viene premiato.  Rinnovando l’abbonamento entro la mezzanotte di giovedì 10 luglio – scadenza della prelazione – otterrai infatti:


• Uno sconto rispetto ai prezzi che scatteranno dall’11 luglio
 • Sia il primo sia l’eventuale secondo turno di Coppa Italia a solo 1 euro. • Una sorpresa speciale, riservata solo a chi c’è sempre e senza indugi. • E per chi si abbona il primo giorno…
 

A chi di fronte a “Toro Sei Tutto Per Me” dice “ma quella o quello sono io!”. Sarà proprio grazie agli abbonati che il Grande Torino sarà ancora più incredibilmente granata. Non possiamo svelarla adesso, ma diciamo solo questo: chi resta fuori, si mangerà le mani!  Inoltre, per chi si abbona online e per chi rinnova online nella prima fase – entro il 10 luglio – sarà possibile ottenere un codice Gazzetta G+, l’accesso a Corriere.it direttamente dalla propria area personale.

NUOVI ABBONATI    

La vendita ai nuovi abbonati sarà suddivisa invece in due fasi. La prima scatterà già venerdì 13 giugno e permetterà ai nuovi abbonati di accedere al listino prevendita scontato e ai vantaggi elencati in precedenza. La seconda fase di vendita partirà venerdì 11 luglio, con un listino prezzi dedicato che assicurerà comunque un risparmio fino al 50% rispetto all’acquisto dei singoli biglietti. Nella seconda fase non saranno però disponibili le tariffe ridotte Under18 e Donna.  


AGEVOLAZIONE ONLINE SU TORINOFC.IT


É confermata la politica introdotta la scorsa stagione per cui sono stati eliminati tutti i costi extra per l’acquisto online: il sito ufficiale diventa sempre più centrale e il canale da preferire per acquistare. La sezione dedicata agli abbonamenti, sviluppata ulteriormente in collaborazione con il partner tecnologico Vivaticket, si presenta con una evoluzione dell’interfaccia grafica, semplice e intuitiva e con vista 3D dello stadio da tutti i settori. Si potrà confermare il proprio posto o scegliere in autonomia di cambiarlo al miglior prezzo e senza sorprese né code. Il pagamento potrà avvenire con carta di credito Visa, Mastercard, Amex oppure Satispay. 

TESSERA CUORE GRANATA


Per abbonarsi è necessario come sempre avere la tessera Cuore Granata, che si può sottoscrivere online a soli 15 euro spedizione inclusa oppure presso lo sportello Biglietteria dello Stadio, allo stesso prezzo. Vale per dieci anni e dà accesso a numerose agevolazioni come la possibilità di assistere alle trasferte dal settore ospiti e di accedere alle promozioni riservate ai titolari.

PROMOZIONI


Dopo il successo ottenuto nella scorsa stagione, vengono confermate le promozioni dedicate per i settori Distinti Family e per i pacchetti a 14 partite in Curva Primavera. È confermata la politica di prezzi accessibili e super sconti per i giovanissimi, gli studenti e i nuclei familiari.  

DISTINTI FAMILY  

Nei Distinti Laterali – verso la Curva Maratona – è confermata l’area Family, dedicata alle famiglie e ai più piccoli, con iniziative di intrattenimento dedicato. Si tratta dei settori 117-118-223 al quale viene aggiunto anche il settore 224.  In quest’area l’abbonamento Adulto potrà essere acquistato solo insieme ad un Under16 e a prezzi davvero vantaggiosi: Under16 a soli 155 euro – circa 8 euro a partita – Adulto accompagnatore a 265 euro – ovvero il solo valore dei biglietti di circa 6 big match. Anche per questo settore sarà attivato l’abbonamento a 14 match con Under 16 a 50 euro se acquistato insieme ad un abbonamento Adulto a 150 euro.  

CURVA MARATONA  


Forte della sua Storia e dei Soldout in tutti i match, anche della stagione 2024/25, la Curva Maratona è sempre il cuore pulsante del tifo Granata. Abbonarsi è la scelta migliore non solo per riuscire ad assicurarsi un posto, soprattutto nei big match, ma per risparmiare fino al 50% rispetto ai singoli biglietti. Anche nella stagione 2025/26 non saranno previsti biglietti singoli a tariffa ridotta in Maratona: sarà pertanto ancora più conveniente abbonarsi per i minori di 18 anni e per le donne, che potranno approfittare di una tariffa ancora più conveniente.

CURVA PRIMAVERA  


Anche in questa stagione è continuato il percorso per rendere la Curva Primavera esclusivamente granata, anche nei big match. L’obbligo di Cuore Granata e le restrizioni per i tifosi avversari hanno permesso a tanti giovanissimi di popolare la Curva Primavera tingendola di Granata. Sarà confermata la divisione del settore in due categorie: i posti del lato Tribuna e quelli verso il Settore Ospiti. Sarà il lato Ovest ad essere in vendita in abbonamento, in modo da non disperdere gli abbonati e creare aree occupate interamente da loro. 

ABBONAMENTI A 14 MATCH PER STUDENTI E PICCOLI TIFOSI IN PRIMAVERA


Riconfermati anche gli abbonamenti a 14 match, ad un prezzo che vuole rappresentare la porta di accesso al mondo granata per i giovani e giovanissimi. L’abbonamento a 14 match è rinnovabile online. Solo 99 euro per gli Studenti Universitari Under30, esibendo il tesserino universitario.  Solo 50 euro per i minori di 16 anni, acquistando contestualmente anche un abbonamento Intero Adulto da 100 euro. Sarà sempre possibile acquistare in un secondo momento, a condizioni agevolate, il biglietto per i 5 match non inclusi ossia Inter, Juventus, Milan, Napoli e Roma.

DISTINTI E TRIBUNA SI FANNO IN TRE  


Confermato anche il frazionamento dei settori Distinti e Tribuna in modo da differenziare i posti centralissimi da quelli più distanti dalla linea di metà campo. Per questo troverete i settori “Centrale”, con un prezzo invece scontato per i posti dei settori a fianco.  Dalla stagione 2025/26 il frazionamento prosegue con la creazione di nuovi settori nel terzo anello. 

TARIFFA DONNE E UNDER18


La tariffa legata al sesso sarà disponibile solo per i rinnovi, quindi fino al 10 luglio compreso. Si ricorda che un abbonamento Donna potrà essere ceduto solo ad altre tifose e per questo si potrà comunque valutare di acquistare un abbonamento a tariffa Intero, in modo da poterlo cedere anche ad un granata di sesso maschile. Stessa politica per l’abbonamento Under18, che sarà sottoscrivibile solo fino al 10 luglio.

UN TEAM A DISPOSIZIONE DEI TIFOSI  
Per qualsiasi dubbio, chiarimento o assistenza il Team della Biglietteria del Toro è a vostra disposizione. Potete scriverci compilando il modulo di contatti oppure venire a trovarci allo sportello Biglietteria dello stadio che sarà aperto con Orario continuato dalle ore 10.00 alle ore 18.00».

Calciomercato Verona, l’esordio in Nazionale lancia Coppola! Addio all’Hellas, giocherà in Premier League

Calciomercato Verona, l’esordio in Nazionale lancia Coppola! Addio all’Hellas, accordo raggiunto per il passaggio al Brighton

Diego Coppola è pronto a iniziare una nuova avventura in Premier League. Dopo il debutto con la Nazionale maggiore italiana nella sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, il giovane difensore dell’Hellas Verona compie un passo importante nella sua carriera, trasferendosi al Brighton.

Classe 2003, Coppola è considerato uno dei talenti più promettenti del calcio italiano. Cresciuto nel settore giovanile del Verona, si è affermato in Serie A per le sue doti difensive, la solidità fisica e la capacità di leggere il gioco con maturità nonostante la giovane età. Le sue prestazioni hanno attirato l’interesse di diversi club italiani, ma è stato il Brighton a muoversi con decisione per assicurarsi il cartellino del giocatore.

Secondo quanto riportato da Fabrizio Romano, noto esperto di calciomercato, l’accordo tra il club inglese e l’Hellas Verona è stato raggiunto sulla base di circa 10 milioni di euro. Un investimento importante per i “Seagulls”, che puntano su Coppola per rinforzare la propria difesa con un profilo giovane e in crescita.

Il trasferimento di Coppola rappresenta una perdita per la Serie A, che continua a vedere emigrare i suoi giovani talenti verso i campionati esteri. Allo stesso tempo, è un’opportunità preziosa per il difensore, che avrà modo di confrontarsi con un campionato competitivo come la Premier League e di continuare il suo percorso di crescita in un contesto stimolante.

L’operazione sarà ufficializzata nei prossimi giorni, con Coppola atteso in Inghilterra per sostenere le visite mediche e firmare il contratto. Il Brighton, noto per valorizzare giovani promesse, potrebbe rappresentare il contesto ideale per il definitivo salto di qualità del difensore italiano.

Chivu Parma, è finita! UFFICIALE la risoluzione del contratto: attesa per il passaggio all’Inter. Il comunicato del club

Chivu Parma, è finita! UFFICIALE la risoluzione del contratto: attesa per il passaggio all’Inter. Il comunicato del club gialloblù

L’avventura di Cristian Chivu sulla panchina del Parma è ufficialmente finita. Dopo aver portato la squadra alla salvezza in appena 13 partite disputate in questa stagione in Serie A, il tecnico saluta il club ed è pronto a legarsi all’Inter. Nei giorni scorsi il Parma era al lavoro per il rinnovo del suo contratto: tutto si è bloccato quando sono intervenuti i nerazzurri per proporgli la panchina rimasta libera dopo l’addio di Simone Inzaghi. Da qui la decisione di separarsi col club gialloblù, per poter tornare in nerazzurro (club in cui ha giocato e ha anche allenato la Primavera). Di seguito il comunicato ufficiale del Parma, che comunica la risoluzione contrattuale.

IL COMUNICATO – «Parma, 9 giugno 2025 – Parma Calcio comunica di aver raggiunto l’accordo, in forma consensuale, con Cristian Chivu per la risoluzione del contratto. 

Il Club ringrazia Cristian per il lavoro svolto e per il raggiungimento dell’obiettivo sportivo, augurandogli le migliori fortune professionali per il prosieguo della carriera». 

Italia-Moldova, serve una goleada. Spalletti non l’ha mai fatta, Mancini sì. Ma gli azzurri sono in grado di vincere segnando tanto? Ecco i precedenti

Italia, contro la Moldova servirà una goleada, qualcosa che difficilmente è nelle corde degli Azzurri: l’ultima fu con Mancini

Stasera, contro la Moldova, per l’Italia non sarà una partita come le altre. La vittoria, di per sé, potrebbe non bastare. La calcolatrice è diventata tanto importante quanto il pallone dopo il risultato della Norvegia, nostra diretta concorrente, che ha travolto la stessa Moldova per 5-0 in trasferta, portando il proprio vantaggio nella differenza reti a un solido +10. Questo significa che per gli Azzurri di Luciano Spalletti non c’è alternativa: serve una “goleada”, una vittoria larghissima per colmare il divario e non compromettere il cammino di qualificazione. La domanda che tutti i tifosi si pongono è tanto semplice quanto complessa: questa Italia è capace di segnare a valanga?

L’avventura di Luciano Spalletti sulla panchina azzurra era iniziata tra grandi speranze, ma la realtà si è rivelata molto più amara. Il fallimento all’ultimo Europeo è stato solo l’apice di un percorso tortuoso, caratterizzato da un’identità di gioco mai veramente trovata e da una preoccupante discontinuità che sta minando anche l’attuale cammino di qualificazione. Il problema principale è un attacco spesso anemico, incapace di tradurre in gol una manovra a tratti involuta e prevedibile. Anche le vittorie ottenute sono state spesso sofferte, di misura, frutto di episodi più che di un dominio schiacciante. L’idea stessa di una “goleada” appare quasi come un miraggio per una squadra che fatica a creare e, soprattutto, a finalizzare. Per questo, la sfida contro la Moldova non è solo una questione di differenza reti, ma un esame di coscienza per ritrovare fiducia, gol e un briciolo di quella spavalderia che sembra completamente smarrita, a maggior ragione dopo la disfatta di tre giorni fa a Oslo.

Per trovare l’ultima epoca d’oro delle goleade azzurre, la memoria deve tornare indietro, alla prima parte della gestione di Roberto Mancini. Quella Nazionale, che avrebbe poi trionfato a Wembley, aveva fatto della prolificità contro le piccole una vera e propria arma. I tifosi ricordano ancora con gioia il clamoroso 9-1 rifilato all’Armenia nel novembre 2019, una serata in cui tutto sembrava riuscire. Ma non fu un caso isolato. In quel periodo arrivarono anche un 6-0 contro il Liechtenstein e, più avanti nel 2021, un 5-0 alla Lituania. L’Italia di Mancini aveva un’allegria e una spietatezza che le permettevano di trasformare le partite contro avversari modesti in autentici festival del gol, accumulando un tesoretto nella differenza reti che si rivelò fondamentale.

Andando ancora più a ritroso, il quadro si fa più complesso. L’Italia di Antonio Conte, per esempio, era un blocco di granito, una squadra di guerrieri che vinceva spesso 1-0 o 2-0, basando tutto su organizzazione e intensità, ma raramente dilagava. Persino nella gestione più sofferta di Giampiero Ventura, si ricorda un 5-0 contro il Liechtenstein, a dimostrazione che contro certe nazionali il risultato rotondo è nelle corde degli Azzurri, quasi a prescindere dal momento di forma.

Stasera, dunque, l’Italia di Spalletti è chiamata a un esame di maturità diverso dal solito. Non basterà la tattica, non basterà il controllo. Servirà ritrovare quella fame di gol, quella cattiveria sotto porta che ha caratterizzato l’era Mancini. Bisognerà sbloccare la partita in fretta e, soprattutto, non accontentarsi mai, giocando ogni pallone come se il risultato fosse ancora in bilico. Il cammino verso il prossimo grande torneo passa anche, e forse soprattutto, da quanti gol riusciremo a segnare contro la Moldova. La pressione è tutta sull’attacco azzurro.

Udinese, Gerolin: «Dura sostituire i Pozzo: il timore principale è l’incompetenza, che manchi il know how»

Le parole di Manuel Gerolin, direttore sportivo dell’Udinese sulla cessione del club da parte della famiglia Pozzo

Manuel Gerolin, ex ds dell’Udinese, ha parlato del futuro dei friulani con l’imminente cambio di proprietà e la cessione della famiglia Pozzo del club. Di seguito le sue parole.

MODELLO POZZO – «Dura sostituire i Pozzo, ma sarei meno preoccupato se si arrivasse a una gestione “modello Atalanta”, in cui prevalga ancora la competenza».

IL TIMORE – «L’incompetenza. C’è poca gente che sa fare realmente calcio e si sta perdendo l’artigianato, ovvero quel know how che i Pozzo hanno evidenziato dotando il club di strutture, tecnologie, dando una solida amministrazione e giocatori di prospettiva. Lo hanno fatto per anni individuando un target commerciale preciso, perché hanno capito come nessun altro il potenziale della legge Bosman, portando parametri zero anche dall’estero».

GLI AMERICANI – «Parliamone e prima vediamo chi sono, quali sono le loro ambizioni e intenzioni, e poi vediamo anche se questa trattativa, confermata dal paròn, andrà in porto. Aspettiamo anche, perché non è facile trattare con i Pozzo».

LA SPERANZA – «Allora sarebbe auspicabile che alle grandi possibili grandi risorse economiche corrisponda la competenza che finora ha portato l’Udinese ai vertici, facendone un esempio d’imprenditorialità a livelli mondiali. Replicare o integrare il loro modello è difficile, anche se può succedere di tutto. Tuttavia, sarei meno preoccupato se si arrivasse a un modello Atalanta, facendo quindi alzare l’asticella dalla famiglia stessa, anche se purtroppo lo dubito».

L’INTUIZIONE DI POZZO – «E ha ragione, perché per molte società oggi conta avere solo un buon segretario o una buona amministrazione, senza curarsi troppo dello scouting che si affida agli algoritmi o a persone senza capacità ed esperienza. Invece, chi ha conservato il sapere è ancora avanti, come il Napoli, il Bologna, l’Inter e l’Atalanta».

ZICO, IL PUNTO DI PARTENZA – «Ricordi stupendi sul piano personale. Lui era un campione vero. La foto di Zico e Pozzo insieme allo stadio riassume tutto, ovvero l’inizio della grande avventura bianconera e la sua prosecuzione, perché l’Udinese moderna è partita proprio da Zico che ha fatto da apripista mondiale al brand esportato in tutto il mondo. Noi siamo stati a giocare in Australia, in Brasile, a New York contro i Cosmos e quella Udinese ha superato i confini gettando le basi a quella dei Pozzo che subentrarono avendo capito che si poteva fare calcio a buoni livelli anche a Udine, dopo l’inizio della grande avventura firmata da Zico, da Causio, da Mauro».

IL MERCATO – «State tranquilli che si lavora già in prospettiva, con o senza americani. L’Udinese è sempre stata brava a ripartire».

Fiorentina, Pioli rimane la priorità per la panchina, ma molto dipende anche dalla nazionale

Fiorentina, Pioli rimane la prima scelta dei viola dopo le dimissioni di Palladino: c’è da battere la concorrenza della nazionale, ma il tecnico è pronto

Secondo la Gazzetta dello Sport Stefano Pioli resta il primo obiettivo della Fiorentina per la panchina dopo le improvvise dimissioni di Raffaele Palladino. L’ex tecnico del Milan, con un passato già importante a Firenze sia da calciatore (1989-1995) che da allenatore (2017-2019), è pronto a fare ritorno, riducendosi sensibilmente l’ingaggio rispetto all’attuale contratto con l’Al Nassr. Pioli rappresenta una figura esperta, capace nella gestione dello spogliatoio e amante del gioco tecnico e del talento individuale. A Milano ha spesso schierato un 4-2-3-1 o un 4-3-3, moduli che potrebbero essere riproposti a Firenze dopo l’esperienza tattica più prudente con Palladino. L’accoglienza dei tifosi non è entusiasta – c’è chi sognava Spalletti – ma l’ambiente riconosce le sue qualità.

Dal punto di vista tecnico, Pioli ripartirebbe da alcune certezze: il portiere de Gea, l’esterno Gosens e il centrocampista Fagioli, oltre a una difesa solida con Pongracic, Ranieri, Marì e il giovane Comuzzo. Potrebbe essere l’uomo giusto per rilanciare Albert Gudmundsson, che nella sua prima stagione in viola ha deluso le aspettative. Tuttavia, sarà necessario intervenire sul mercato: servono rinforzi a centrocampo e soprattutto un altro attaccante, dato il probabile addio di Moise Kean. Le prossime mosse, però, dipendono anche da cosa accadrà in ambito Nazionale: eventuali sviluppi legati alla panchina azzurra potrebbero cambiare le carte in tavola, obbligando la dirigenza viola a considerare un piano B. Chi sarà, nel caso, l’alternativa a Pioli resta per ora un punto interrogativo.

Lazio, se parte Castellanos serve una nuova punta: attaccante classico o falso nove? Le scelte dei biancocelesti

Lazio, addio di Castellanos? Se arriva l’offerta giusta… intanto i biancocelesti ragionano sul sostituto: 9 classico o ‘falso’?

La Lazio ha ricevuto le prime offerte per giocatori come Gila, Tavares e soprattutto Castellanos, ma le ha inizialmente respinte. Tuttavia, la dirigenza sa bene che esistono proposte irrinunciabili, soprattutto per l’attaccante argentino, valutato almeno 40 milioni dopo una stagione da 14 gol. Castellanos ha mostrato qualità da centravanti di manovra e buoni margini di crescita, ma non ha ancora garantito la continuità realizzativa necessaria. In caso di cessione, i biancocelesti dovranno muoversi con attenzione per trovare un sostituto all’altezza, e Dia, più classico come punta, rappresenterebbe un’opzione interna da rivalutare. Il dilemma tra bomber fisico o falso nove alla Mertens è concreto e come riportato dal Corriere dello Sport verrà sciolto solo se l’argentino partirà davvero.

In attesa del ritorno di Sarri a Formello, previsto per fine giugno, la società monitora diversi profili. Ioannidis (Panathinaikos), centravanti classico alto 1,87, potrebbe partire per 15 milioni più bonus. Durosinmi (Plzen) e Pio Esposito (Spezia), giovane in rampa di lancio di proprietà dell’Inter, sono altri nomi sul taccuino. L’alternativa più fantasiosa è Kvistgaarden, attaccante danese del Brøndby, fisicamente simile a Mertens ma autore di una stagione super con 23 gol e 7 assist. Pinamonti, di ritorno al Sassuolo, è un’opzione concreta. Il mercato della Lazio dipenderà dalle cessioni, ma Lotito ha promesso a Sarri l’ultima parola su ogni scelta per evitare malintesi sul profilo tecnico dei nuovi acquisti.

Spalletti, le lacrime e gli addii dei Ct azzurri: da Zoff a Lippi, tra rabbia e silenzi, ecco come si dimette (o viene esonerato) chi va via dalla Nazionale

Spalletti, il suo addio commosso è l’ultimo di una serie diversa di saluti dalla nazionale: ecco come sono andati gli altri ct negli ultimi 25 anni

Le lacrime di Luciano Spalletti, ieri, durante la conferenza d’addio alla Nazionale, sono solo l’ultimo capitolo di una storia lunga e tormentata. Quella degli addii dei commissari tecnici azzurri è una galleria di emozioni umane e professionali che racconta il peso, l’onore e la condanna di sedere sulla panchina più prestigiosa e logorante d’Italia. Ogni addio ha avuto un sapore diverso: rabbia, orgoglio, delusione, vergogna o, come nel caso di Spalletti, un’inconsolabile commozione. Ripercorrere questi momenti significa rivivere le tappe cruciali del nostro calcio.

Il viaggio può iniziare nel 2000 con l’addio più furente e dignitoso di tutti: quello di Dino Zoff. Dopo un Europeo perso al golden gol, fu bersaglio di una critica feroce da parte di Silvio Berlusconi. La sua risposta fu una conferenza stampa memorabile, non di pianto ma di orgoglio ferito: «Non mi faccio processare da nessuno. Vi do una notizia, me ne vado». Un gesto di un’integrità d’altri tempi. Più sommesso fu l’addio di Giovanni Trapattoni nel 2004, dopo il “biscotto” danese-svedese agli Europei. Il suo fu un commiato amaro, quello di un tecnico che sentiva di aver lavorato bene ma che non era riuscito a superare un destino beffardo, lasciando senza il consueto clamore.

La storia degli addii non può prescindere dalle due facce di Marcello Lippi. Nel 2006, da Campione del Mondo, il suo fu un addio sereno, quasi filosofico. Lasciò da vincitore assoluto, al culmine della gloria, affermando di aver esaurito il proprio ciclo. Quattro anni dopo, in Sudafrica, la scena fu opposta: dopo una disfatta storica, si presentò davanti alle telecamere per un atto di totale e pubblica contrizione. «Mi assumo tutte le responsabilità», disse con la voce rotta, incarnando la sconfitta di un’intera nazione. In mezzo, l’addio composto di Roberto Donadoni (2008), silurato per un rigore sbagliato e per far posto proprio al ritorno di Lippi.

Se c’è un addio che simboleggia la responsabilità istantanea è quello di Cesare Prandelli nel 2014. Dopo l’eliminazione dal Mondiale in Brasile, si dimise lì, nella pancia dello stadio di Natal, in diretta mondiale. Un gesto netto, irrevocabile, dettato dal fallimento di un progetto tecnico in cui credeva profondamente. All’estremo opposto si colloca il non-addio di Giampiero Ventura nel 2017. Dopo la catastrofe contro la Svezia, non ci fu una vera conferenza, ma un’intervista surreale in mixed zone, senza dimissioni immediate, prima di un esonero inevitabile. Fu l’addio del silenzio, della fuga dalla responsabilità, una ferita ancora aperta.

Gli ultimi anni hanno visto divorzi moderni. Quello di Roberto Mancini nel 2023 non è avvenuto in una conferenza, ma tramite una fredda PEC, seguito da un botta e risposta velenoso a mezzo stampa con la Federazione. Un addio acrimonioso, figlio di incomprensioni e nuove opportunità. E così si arriva a ieri, alle lacrime di Luciano Spalletti. Le sue non sono state di rabbia come quelle di Zoff, né di sconfitta come quelle di Lippi. Sono apparse come il dolore sincero di un uomo passionale che ha sentito di non poter completare la sua missione, lasciando trasparire un amore profondo per quella maglia. Ogni addio, a suo modo, è lo specchio del suo tempo.

Silvio Baldini Pescara: «Genitori che pagano per far giocare i figli, solo scorciatoie e veline. Stiamo crescendo una gioventù malata? Ecco a chi dedico la nostra promozione»

Le parole di Silvio Baldini, allenatore del Pescara e fresco della promozione in Serie B con gli abruzzesi passando dai playoff

Silvio Baldini non è un semplice allenatore, ma uno degli ultimi, veri romantici del nostro calcio. Un personaggio viscerale, sanguigno, le cui scelte sono sempre dettate dal cuore e dai principi, prima che dalla tattica o dal contratto. La sua carriera è un romanzo costellato di grandi imprese e gesti plateali: dalla storica promozione in Serie A con il suo Empoli alla prima, indimenticabile, cavalcata a Palermo, fino al capolavoro del 2022, quando tornò in Sicilia per guidare i rosanero a un’incredibile promozione dalla Serie C. Quest’anno, a 66 anni, ha scritto un’altra pagina della sua carriera. Ha preso per mano un Pescara che non partiva con i favori del pronostico e, con la sua alchimia unica fatta di grinta, gioco e motivazioni profonde, lo ha trascinato in Serie B al termine di playoff memorabili. Un’altra missione impossibile compiuta, un’altra piazza portata in paradiso. Di questa ennesima, esaltante avventura, ne ha parlato oggi in un’intervista a La Gazzetta dello Sport.

L’AMICO SPALLETTI – «Puoi mettere chiunque a guidare la Nazionale, se perdi diventi carne da macello. Non c’è più senso di appartenenza, c’è chi rifiuta la convocazione… Molto triste. Ma il calcio è pieno di problemi, di piccole truffe, di bilanci truccati, un mondo in cui si è abituati a barare: come si fa a trasmettere il senso di appartenenza? Qui conta solo lucrare, non conta più nemmeno l’inno».

L’INNO DI MAMELI – «È solo uno slogan, chi lo canta non ne conosce il significato. È un inno per chi ci ha dato la libertà, cosa ne sanno i giocatori? Dicono che ho un linguaggio da cafone, ma questo mondo lo devi trattare così perché non c’è rispetto. Si vuole solo imbrogliare, ci si nasconde dietro alla forma. Ma non mi fregano. Un vecchio boscaiolo mi diceva che non si fidava dei preti che dicevano messa in latino perché non capiva nulla e potevano dire qualsiasi cosa. Nel calcio è così, si vende l’apparenza. Un vero dispiacere per la tradizione e la cultura italiana».

LA DEDICA PER LA PROMOZIONE – «Agli allenatori che non sono riusciti a finire il campionato. Noi siamo persone sole, dopo un esonero si resta feriti nell’anima, so cosa significa: vorrei che i colleghi gioissero con me, tra un vincitore e un vinto non c’è differenza. Se credi solo nel risultato sei condannato a perdere sempre».

IL CALCIO DI OGGI – «Ti prendono in giro… Tutte le ragazze vogliono fare le veline e i genitori pagano per far giocare i figli. Ma dove esiste una società che si basa su queste scorciatoie? Che gioventù si cresce?».

LE LACRIME DEI GIOCATORI – «Un regalo che non si può immaginare, ognuno mi ripeteva quello che avevo detto loro durante l’anno: credere nei valori. Prima dei playoff ho detto: si gioca ogni tre giorni, mandate a casa mogli e fidanzate, se volete vincere dimenticate la famiglia, solo così darete il 110%. L’hanno fatto e il destino ci ha aiutati. Adesso possono fare festa…».

Carnevali Sassuolo: «Il prossimo anno puntiamo a questo obiettivo. Orgogliosi di avere la Nazionale nel nostro stadio stasera. Il caso Acerbi? Ecco quel che penso…»

Le parole di Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo, sulla nazionale italiana, il modello dei neroverdi e il ritorno in Serie A

Giovanni Carnevali è l’architetto del “modello Sassuolo“, uno dei progetti calcistici più virtuosi e discussi d’Italia. Come Amministratore Delegato, ha trasformato una squadra di provincia in una solida realtà della Serie A, capace di raggiungere l’Europa e di lanciare innumerevoli talenti italiani. La sua visione, basata su sostenibilità e valorizzazione dei giovani, lo rende una delle voci manageriali più autorevoli del nostro calcio. Oggi parla su Tuttosport della Nazionale che giocherà proprio nello stadio del suo club, di passato e futuro.

COSA VIDE NEL 2006 – «Inizialmente rimasi abbastanza colpito dalla tranquillità che i giocatori avevano alla partenza dell’hotel dopo la fi nale. In aereo c’era una gioia composta perché probabilmente i ragazzi non si erano ancora resi conto di quello che avevano fatto: c’era qualche giocatore che addirittura si era addormentato, altri festeggiavano facendo su e giù con gli stereo portatili che pompavano musica ad alto volume e altri ancora si faceva no immortalare con la Coppa. All’arrivo, il pilota dell’aereo, che era l’amministratore delegato di Eurofly, tirò fuori la bandiera dal finestrino. Poi, per le vie di Roma, vedendo la gente, tutti capirono davvero cosa ave vano fatto…».

IL CASO ACERBI – «Sono sincero, non riesco a dare un giudizio su quanto è accaduto. Certo è che per far sì che Acerbi rinunci ad andare in Nazionale deve esserci stato qualcosa prima, però non ho idea quali retroscena possano esserci per spiegare quello che è successo».

L’ITALIA AL MAPEI STADIUM – «È un motivo in più per festeggiare ancora dopo la promozio ne. In più è un evento importante per una città che merita di avere la Nazionale. Soprattutto però premia la qualità del nostro stadio: oggi si parla tanto di impianti di proprietà e il nostro fotografa la continuità del percorso che in questi anni ci ha portato a ospitare la Nazionale, l’Under 21, le gare in Europa League dell’Atalanta e una finale di Coppa Italia. Questo grazie a una struttura all’avanguardia per ospitare eventi internazionali».

IL SASSUOLO IL PROSSIMO ANNO – «Stiamo lavorando per tornare ai livelli a cui siamo stati abituati visto che il Sassuolo ha fatto undici anni consecutivi di Serie A. Siamo però consci che ci aspetta un campionato difficile quindi principalmente dovremo pensare alla salvezza».

Vazquez, il bivio del “Mudo”: l’ultima sfida in A con la Cremonese o il richiamo del cuore a Belgrano

Franco ‘El Mudo’ Vasquez ad un bivio romantico di carriera: un ultimo anno in Serie A con la Cremonese e o il ritorno a casa al Belgrano?

Mentre a Cremona l’eco dei festeggiamenti per la promozione in Serie A si sta lentamente attenuando, lasciano spazio alle riflessioni e alle strategie per il futuro. In un clima di incertezza che avvolge le figure chiave del club, dal tecnico Giovanni Stroppa al direttore sportivo Simone Giacchetta, un nome risuona con un’eco diversa, più intima e personale: quello di Franco Vázquez. A 36 anni, dopo una stagione da leader tecnico assoluto, “El Mudo” è arrivato al bivio più romantico e complesso della sua carriera. Da una parte, la tentazione di un ultimo, affascinante ballo in Serie A; dall’altra, il richiamo potente e viscerale di casa, di quel Belgrano da cui tutto è iniziato.

La promozione della Cremonese porta indelebile la sua firma. In una Serie B logorante e fisica, Vázquez è stato l’uomo capace di cambiare il ritmo, di accendere la luce con una giocata, di dettare i tempi con la sua classe superiore. Non è mai stato un giocatore da statistiche di corsa, ma la sua influenza sul gioco grigiorosso è stata immensa. È stato il cervello della squadra, il punto di riferimento a cui affidare il pallone nei momenti di difficoltà, il fantasista in grado di trasformare una trama di gioco prevedibile in un’occasione da gol con una delle sue pennellate di sinistro. Giovanni Stroppa ha costruito su di lui il baricentro qualitativo della squadra, affidandogli le chiavi della trequarti e venendo ripagato con una stagione di pura maestria, fatta di assist, controllo del gioco e una leadership silenziosa ma pesante all’interno dello spogliatoio. La sua esperienza si è rivelata fondamentale, soprattutto nei playoff, dove la sua capacità di gestire la pressione ha fatto la differenza.

Ora, con la Serie A conquistata sul campo, si apre il primo scenario. La Cremonese vorrebbe trattenerlo, per fare di lui la pietra angolare di un progetto che, come dichiarato dalla società, dovrà essere più sostenibile e mirato rispetto all’ultima, sfortunata, apparizione nella massima serie. Per Vázquez sarebbe una sfida affascinante: tornare a calcare i palcoscenici più importanti d’Italia nove anni dopo la sua esperienza a Palermo, a un’età in cui molti hanno già appeso gli scarpini al chiodo. Sarebbe la chiusura perfetta di un cerchio italiano che lo ha visto protagonista anche a Parma, la dimostrazione di poter essere ancora decisivo al livello più alto. È l’opzione della ragione, dell’ambizione professionale, dell’orgoglio di un campione che non si sente ancora pronto per i titoli di coda.

Dall’altra parte dell’oceano, però, il cuore batte forte. L’alternativa non è semplicemente un generico “ritorno in Argentina“, ma un’unica, specifica destinazione: il Belgrano. Il club di Córdoba, “El Pirata“, è la sua culla calcistica, la squadra che lo ha lanciato e a cui è rimasto legato da un affetto indissolubile. Tornare a casa significherebbe chiudere la carriera dove tutto è cominciato, davanti alla sua gente, indossando la maglia del cuore. Sarebbe una scelta puramente sentimentale, dettata dal desiderio di riavvicinarsi alle proprie radici e di regalare l’ultimo capitolo della sua storia a chi lo ha visto crescere. Un campionato meno competitivo, forse, ma un carico emotivo impareggiabile.

La decisione finale spetta solo a lui. Cremona attende, sperando in un’altra stagione di magia per affrontare la Serie A con un faro di talento ed esperienza. Córdoba sogna, attendendo il ritorno del figliol prodigo. Testa o cuore, l’ultima sfida o il ritorno a casa: il futuro del “Mudo” è tutto in questo romantico dilemma.

Walter Sabatini, lezione al Toro: «L’Europa è un obbligo. Elmas andava tenuto, con lui non si deve fare una questione di soldi. Ricci da big. Bene Baroni, ma perché Vanoli via?»

Le parole di Walter Sabatini, ex direttore sportivo, sul Torino dopo il cambio in panchina e l’arrivo di Baroni in granata

Direttore sportivo tra i più brillanti anche sul piano comunicativo, Walter Sabatini analizza la situazione del Torino dalle colonne di Tuttosport. Di seguito le sue parole.

PARESCE CAPO SCOUTING – «È un ottimo osservatore, molto attento nel guardare ogni singolo aspetto quando valuta un calciatore. Paresce è anche un grandissimo lavoratore, anche di notte lo si può trovare ancora lì a guardare video, visionare giocatori».

UN AIUTO PER VAGNATI – «Chi prende Paresce fa un grande affare. Lo avevo portato alla Roma con me, lo avevo voluto io. Ora lo ha preso il Torino, quindi…».

IL RIENTRO DI SCHUURS – «Aveva fatto vedere ottime cose prima che si facesse male. Ora molto dipenderà dal suo carattere. Alla Roma abbiamo avuto un suo connazionale, Strootman, che ha subito più di un infortunio grave, ma è riuscito a tornare sui suoi livelli. Ma anche Florenzi è tornato quello di prima, può riuscirci quindi anche Schuurs».

COSA MANCA AL TORO PER ARRIVARE IN EUROPA – «Non lo so, ma è ora che il Torino dia segnali importanti al campionato. La storia e la tradizione glielo impongono. Il Toro tutte le stagioni deve pensare all’Europa. C’è da dire che nell’ultimo mercato la società aveva operato bene».

IL MANCATO RISCATTO DI ELMAS – «Elmas ha fatto molto bene, un giocatore come lui non si può lasciare andare via per una questione di soldi. Va trovato un accordo, io mi auspico che alla fine il macedone possa restare al Torino».

RICCI – «È in Nazionale, è uno dei pochi centrocampisti che sa interpretare il suo ruolo con autorevolezza. È normale che sia osservato dalle grandi squadre».

BARONI – «Baroni è un tecnico molto se rio, il Torino ha fatto un vero affare a prenderlo. Ma anche Vanoli ha fatto bene».

VANOLI – «Un allenatore non può esse re valutato solamente per gli ultimi due mesi, il Torino nel complesso ha fatto una buona stagione, va tenuto in considerazione tutto il percorso fatto, non solo un periodo. Anche Baroni, se guardiamo gli ultimi mesi, ha avuto una flessio ne. Poi non so perché Cairo abbia deciso di esonerare Vanoli».

Attaccante Juve, Serena: «Devono cercare una seconda punta che sappia giocare con Kolo Muani. Il francese è stato bocciato da Luis Enrique per questo motivo, ma in Italia…»

Attaccante Juve, le parole di Aldo Serena sul calciomercato dei bianconeri alla ricerca di un nuovo numero 9 per la prossima stagione

Centravanti potente e giramondo del gol, Aldo Serena ha vissuto alla Juventus una delle tappe più significative della sua carriera. Nel biennio 1985-87, sotto la guida di Trapattoni, fu protagonista assoluto con la conquista di uno Scudetto e di una Coppa Intercontinentale, imprimendo il suo marchio con gol pesanti e un iconico stacco di testa. Un’esperienza che ne ha certificato lo status di grande attaccante del nostro campionato. Oggi, da apprezzato opinionista, la sua analisi è sempre lucida e, sulle pagine di Tuttosport, ha parlato delle prospettive dell’attacco bianconero.

CI VUOLE UN ATTACCANTE CHE GIOCHI CON KOLO MUANI – «Assolutamente, anche perché il francese non ha le caratteristiche della classica boa a cui appoggiarsi. Non è un profilo che aiuta la squadra in fase di costruzione, ma un individualista speciale. Ha nelle corde dei colpi fuori dal comune, ma ha delle carenze sotto il profilo del gioco collettivo. Come dimostra, del resto, il fatto che Luis Enrique non abbia voluto contemplarlo nel suo progetto tecnico. Un calcio che coinvolge tutti e 10 i giocatori di movimento nella manovra. Se la Juve ha intenzione di fare all-in su di lui – scelta più che plausibile vista la sua eccellente vena realizzativa – dovrebbe affiancargli allora una seconda punta altruista, che possa aprirgli gli spazi e aiutare i compagni in fase di costruzione. A me piace tantissimo Julian Alvarez. In Italia farebbe benissimo».

I MESI DI KOLO IN ITALIA – «Mi ha sorpreso il modo in cui si è calato in un contesto complesso come la Serie A. Se ha fatto così bene è proprio in virtù di questa sua indipendenza di cui parlavamo prima. Per rendere non ha bisogno di stringere un legame con il resto degli interpreti: lui gioca una partita a sé. Deve semplicemente cercare di essere più continuo e sfruttare appieno questa sua esuberanza calcistica».

IDEA RETEGUI – «Mateo è un ottimo finalizzatore, abile di testa, soprattutto ne gli stacchi da fermo. Ma ha bi sogno che la squadra giochi per lui, e che gli fornisca diversi palloni in area di rigore».

Roma, Gasperini vuole rivoluzionare l’attacco: Dovbyk, Shomurodov e Abraham sotto esame, in entrata invece…

Roma, i piani di Gasperini in attacco: Dovbyk, Shomurodov e Abraham verrano valutati, ma servono comunque i rinforzi

Gian Piero Gasperini si prepara alla sua prima stagione sulla panchina della Roma, studiando a fondo la rosa giallorossa in vista del ritiro di luglio. Il tecnico ha ribadito la sua filosofia offensiva e aggressiva, lanciando un messaggio chiaro alla dirigenza: come riportato dal Corriere dello Sport serve più incisività in attacco. Nell’ultima stagione i centravanti della Roma hanno segnato solo 32 gol in tre competizioni, un bottino ritenuto insufficiente, soprattutto per un allenatore che rifugge il “corto muso“ e predilige squadre che segnano tanto. Gasp valuterà Dovbyk, Shomurodov e Abraham, quest’ultimo di ritorno dal prestito al Milan. L’ucraino è reduce da una stagione con 17 gol ma prestazioni altalenanti e problemi fisici. L’uzbeko resta un’alternativa, mentre per l’inglese ci sarà una nuova chance durante il ritiro.

Nel frattempo, il direttore sportivo Ghisolfi è al lavoro per rafforzare il reparto offensivo. I nomi più caldi sono Lorenzo Lucca (Udinese) e Nikola Krstovic (Lecce), entrambi in doppia cifra nell’ultima stagione e valutati circa 23-25 milioni. Per arrivare a uno dei due, la Roma dovrà però cedere almeno un attaccante. Intanto, resta sullo sfondo il nome di Gianluca Scamacca: il centravanti dell’Atalanta sta recuperando dall’ennesimo infortunio, ma sogna un ritorno nella Capitale. Un’eventuale chiamata della Roma potrebbe cambiare il suo destino estivo.

Arrigoni consiglia il Bologna: «Fossi in loro prenderei subito Dzeko; l’età non conta per uno come lui»

Le parole di Daniele Arrigoni, coordinatore di San Marino, su Edin Dzeko, obiettivo di mercato del Bologna per rinforzare l’attacco

Daniele Arrigoni, tecnico italiano dal 2000 coordinatore della nazionale di San Marino, ha parlato al Corriere dello Sport di Edin Dzeko, consigliando il Bologna a fare il passo decisivo per l’esperto attaccante della Bosnia, autore del gol vittoria dei bosniaci contro i Titani. Di seguito le sue parole.

SAN MARINO, DZEKO E IL BOLOGNA – «La gioia che ho provato alla fine delle due partite che abbiamo vinto con la nazionale di San Marino non si può raccontare. San Marino che vince per la prima volta nella sua storia due partite ufficiali è più del massimo che uno può chiedere alla vita».

CONTRO LA BOSNIA – «Sabato pomeriggio c’è mancato poco che facessimo risultato anche in Bosnia, prima in classifica, a mezzora dalla fine stavamo 0-0. Poi ho visto che Dzeko si è alzato, su per giù era il decimo minuto, e a quel punto sono diventato teso, come se me lo sentissi che ci avrebbe fatto male».

SU DZEKO – «Se fossi il Bologna prenderei il primo aereo e lo porterei a Casteldebole. Che abbia 39 anni è un particolare che conta zero, non è assolutamente una figurina. Dzeko ha un talento eccezionale, è il gioco del calcio, ce l’ha nella testa, per questo motivo non gli pesano gli anni che ha».

GOL E GIOCATA – «Prima di fare gol, e che gol, si è inventato uno stop di petto orientato che ha messo in crisi due nostri calciatori. Una roba da non credere. Come d’altra parte il gol che ha segnato. Un gol alla Dzeko».

L’IDEA PER IL BOLOGNA – «Nel caso in cui Dzeko accettasse di fare nel Bologna quello che faceva Altafini nella Juventus diventerebbe un valore aggiunto straordinario per Italiano. Consentirebbe a Castro e Dallinga di crescere, perché quanto ti alleni tutti i giorni con uno come Dzeko migliori per forza».

SU ITALIANO – «Da calciatore era un professore dentro il campo, ho fatto di tutto per averlo in una mia squadra. Non è bello e neanche aitante, mi permetto di fare questa battuta, ma è davvero un grandissimo. Fin qua non ha mai sbagliato un anno. Ha tutte le potenzialità per diventare un super allenatore».

SCEGLIERE BOLOGNA – «Doveva fare quello che sentiva dentro, evidentemente sentiva di dover restare a Bologna. Avrà tempo, gli faccio un applauso per la scelta. E poi è l’allenatore del Bologna, che è sempre più una grande squadra».

STRUTTURA VINCENTE – «I risultati non vengono mai per caso, datemi retta. L’importante è che all’allenatore vengano dati calciatori funzionali al suo gioco e che l’allenatore sappia gestirli e metterli bene sul campo».

SARTORI E SOGLIANO – «Il primo è Sartori, il secondo è Sogliano. Ma come fanno a trovare tutti questi calciatori sconosciuti che poi diventano importanti? I calciatori devi vederli dentro il campo e non attraverso i video e gli algoritmi. Non scherziamo».

BOLOGNA NEL CUORE – «Il Cesena, essendo cesenate, è la squadra del cuore, ma il Bologna viene subito dopo. La sera della festa del Centenario, quando i tifosi del Bologna mi fecero sentire importante come Roberto Baggio, non la dimenticherò mai».

Gravina Nazionale, la sentenza di Causio sulla FIGC: «Maldini è pronto, Del Piero no. Spalletti ha sbagliato, ma la squadra è questa. E sui giocatori italiani vi dico una cosa…»

Le parole di Franco Causio, ala destra campione del mondo nel 1982, sull’esonero di Spalletti dalla panchina azzurra

Con la maglia azzurra, Franco Causio è stato l’incarnazione dell’ala destra classica, unendo eleganza e concretezza. Soprannominato “Il Barone” per la sua classe innata, fu un pilastro insostituibile della Nazionale di Enzo Bearzot. La sua carriera in azzurro è culminata nella leggendaria vittoria del Mondiale 1982 in Spagna, dove i suoi dribbling e i suoi cross precisi furono un’arma fondamentale per la conquista del titolo, consacrandolo come eroe di un’intera generazione. Oggi su Tuttosport riflette sullo stato attuale dell’Italia dopo l’esonero del Ct Luciano Spalletti.

I GIOCATORI – «I giocatori devono dare comunque il massimo, senza pensare a Spalletti o a chi arriverà. Ma quello che è successo non esiste. E se io fossi stato Spalletti mi sarei comportato in un altro modo».

ITALIA-MOLDOVA – «Un allenatore pro tempore per questa partita lo trovavano. Il fatto è che non ha senso quello che è successo. Io l’avevo già detto dopo gli Europei dell’anno scorso: se si considerava negativo il cammino di Spalletti tanto valeva cambiarlo allora. Oppure se lui non sentiva più la fiducia doveva dimettersi. Altrimenti poi succedono queste cose».

GRAVINA – «Gravina è stato rieletto a gran de maggioranza, si vede che vogliono lui. Non credo comunque che la colpa sia solo di Spalletti. Qualcosa bisogna fare. Le nostre formazioni in Italia hanno tutti stranieri, io ormai faccio fatica anche solo a pronunciare i nomi. Il mio amico Fabio Capello ha detto una cosa giusta. Bisogna mettere un minimo di tre-quattro giocatori italiani per squadra sempre in campo. Dire adesso che Spalletti non ha dato un gioco ha poco senso. La squadra è quella lì. Farebbe fatica anche il miglior allenatore al mondo».

RANIERI O PIOLI – «Claudio ha sposato la Roma, non so se divorzia. Anche Pioli è sotto contratto».

MALDINI O DEL PIERO A CAPO DELLA FIGC – «Paolo ha maturato esperienza nel Milan e potrebbe andar bene. Alex questa esperienza non ce l’ha. Per ora sta facendo pubblicità e lavora come opinionista a Sky».

Maignan al Chelsea, il francese spinge per la chiusura: il Milan intanto cerca il sostituto

Mike Maignan vicino al Chelsea, si accorcia la distanza tra domanda e offerta; i rossoneri intanto aprono i casting per il sostituto

Mike Maignan è sempre più vicino al Chelsea. Il portiere francese, come riportato dal Corriere dello Sport, ha già trovato l’accordo con i Blues, mentre oggi è previsto il vertice decisivo tra le dirigenze per colmare la distanza tra offerta e richiesta. Il Milan ha rifiutato la prima proposta di poco superiore ai 15 milioni, giudicata insufficiente, ma è consapevole di dover vendere per evitare l’addio a parametro zero nel 2026, vista la rottura nelle trattative per il rinnovo. Maignan, attratto dalla Premier League e dalla possibilità di giocare in Champions League, ha già respinto il Manchester United e spinge per la cessione. Enzo Maresca lo considera una priorità assoluta per migliorare un reparto portieri che non lo convince, e vorrebbe chiudere entro il 10 giugno, anche in vista del Mondiale per Club. Il Milan chiede almeno 25 milioni tra parte fissa e bonus.

Parallelamente, il club rossonero ha iniziato la caccia al sostituto. Diversi i nomi sul taccuino: in cima c’è Mile Svilar della Roma, molto apprezzato nonostante il contratto fino al 2027. Piace anche Lucas Chevalier del Lille, già monitorato da tempo. In Italia, restano valide le piste Elia Caprile, riscattato dal Cagliari, e Mattia Perin, opzione d’esperienza e low cost dalla Juventus. Affascina anche Zion Suzuki, giovane promessa del Parma, mentre resta viva la possibilità Vanja Milinkovic-Savic: il portiere del Torino ha un’intesa informale con Igli Tare e rappresenta una soluzione di sicurezza in caso di mancato accordo con altri profili. La cessione di Maignan appare ormai inevitabile, e il Milan è già al lavoro per garantire continuità tra i pali.

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