Pagina 859 – Calcio News 24

Calciomercato Lecce, Krstovic e quello che sarà il suo futuro all’interno del contesto estivo. Quelle big spingono

Calciomercato Lecce, la situazione intorno a Krstovic: centravanti che ad oggi è corteggiato da molte big italiane ed estere

La situazione del calciomercato Lecce si è conclusa nel migliore dei modi, con la squadra che ha raggiunto i suoi obiettivi e consolidato la propria presenza in Serie A. Nel mezzo le prime indiscrezioni di calciomercato, e tra i protagonisti più chiacchierati in casa giallorossa spicca senza dubbio il nome di Nikola Krstovic.

L’attaccante montenegrino è stato uno dei pilastri dell’attacco salentino durante l’intera stagione. Con 11 gol e 5 assist messi a referto, Krstovic ha dimostrato di essere un giocatore completo, capace non solo di finalizzare ma anche di contribuire alla manovra offensiva della squadra. La sua presenza in campo ha rappresentato una risorsa fondamentale per l’equilibrio tattico del Lecce, rendendolo uno degli elementi più preziosi della rosa.

Le sue prestazioni non sono passate inosservate. Già nella sessione invernale di mercato, il nome di Krstovic era finito sul taccuino di diversi club europei. In particolare, il Milan e il Betis Siviglia avevano avanzato offerte concrete per assicurarsi il suo cartellino. Proposte importanti, sia dal punto di vista economico che progettuale, che il Lecce però ha deciso di respingere, ritenendo fondamentale la permanenza del giocatore per il prosieguo della stagione.

Con il campionato ormai alle spalle, le voci di un possibile addio si fanno nuovamente insistenti. Krstovic rappresenta un profilo molto ambito, non solo per le sue doti tecniche ma anche per la giovane età e i margini di crescita ancora inespressi. Il club salentino, dal canto suo, sa di avere tra le mani un potenziale tesoro: cederlo significherebbe rinunciare a uno dei protagonisti assoluti dell’annata, ma potrebbe anche rappresentare un’importante opportunità economica in ottica futura.

La dirigenza dovrà valutare con attenzione ogni proposta che arriverà nei prossimi mesi, cercando di conciliare le esigenze finanziarie con quelle tecniche. Non sarà semplice trattenere Krstovic in caso di offerte irrinunciabili, ma il Lecce è intenzionato a muoversi con razionalità e senza farsi prendere dalla fretta.

Il futuro del bomber montenegrino resta dunque un punto interrogativo, ma una cosa è certa: qualunque sarà la sua prossima destinazione, Krstovic ha già lasciato un segno importante nel cuore dei tifosi giallorossi e nella storia recente del club.

Nuovo allenatore Fiorentina, Baroni in pole? La situazione dopo le dimissioni di Palladino questo pomeriggio

Nuovo allenatore Fiorentina, la situazione intorno sia a Raffaele Palladino che ovviamente a Marco Baroni. Il punto

Il recente terremoto scoppiato in casa Fiorentina, con le inaspettate dimissioni di Raffaele Palladino, ha stravolto i piani della dirigenza e aperto un nuovo, delicato capitolo nella programmazione della prossima stagione. L’addio del tecnico campano, che sembrava destinato a guidare il nuovo corso viola dopo l’era Italiano, ha colto tutti di sorpresa e costretto la società a rimettere mano al progetto tecnico, accelerando la ricerca di un nuovo allenatore.

Secondo quanto riportato da Labaroviola.it, il primo nome sulla listaper il nuovo allenatore della Fiorentina sarebbe quello di Marco Baroni. L’attuale tecnico della Lazio, nonostante sia ancora legato formalmente al club biancoceleste, sarebbe ormai vicino all’addio. La separazione tra le parti, secondo fonti vicine alla società romana, dovrebbe avvenire nel giro di poche ore, aprendo così la strada a nuovi scenari per l’allenatore fiorentino.

Baroni è considerato uno dei profili più affidabili e pragmatici del panorama italiano. Dopo le esperienze positive a Lecce e Verona, e la stagione non semplice alla guida della Lazio, il tecnico ha acquisito un bagaglio di esperienza importante, dimostrando capacità nella gestione del gruppo e nell’adattarsi a contesti differenti. Caratteristiche che sembrano incontrare i criteri ricercati dalla Fiorentina in questo momento di transizione.

Tuttavia, la concorrenza per Baroni è tutt’altro che assente. Il Torino, infatti, si è già mosso per cercare il successore di Paolo Vanoli, da poco separatosi dal club granata. Anche il club piemontese avrebbe individuato in Baroni un profilo ideale per aprire un nuovo ciclo tecnico. Questo complica i piani della Fiorentina, che dovrà agire con rapidità per evitare di farsi sfuggire un candidato che potrebbe garantire stabilità e continuità, dopo l’improvviso stop al progetto Palladino.

Nel frattempo, all’interno della società viola si respira un clima di incertezza, ma anche di determinazione. La priorità è quella di chiudere al più presto con un nuovo allenatore, per poi concentrarsi sulle strategie di mercato e sulla costruzione della squadra per la prossima stagione. Il tempo stringe, e ogni giorno che passa rende più urgente una decisione chiara e definitiva.

In attesa di sviluppi, il nome di Marco Baroni resta quello più caldo per la panchina della Fiorentina. La scelta del tecnico sarà fondamentale per rilanciare le ambizioni della squadra e ridare stabilità a un ambiente scosso da una partenza tanto improvvisa quanto destabilizzante.

Calciomercato Genoa, due giocatori potrebbero sconvolgere l’estate. L’indiscrezione rossoblu

Calciomercato Genoa, la situazione in vista dell’estate: quei due giocatori rossoblu potrebbe lasciare la baracca. Le ultime

Per il calciomercato Genoa non ci sono solo i movimenti in entrata a tenere banco in queste settimane di mercato, ma anche diverse situazioni delicate in uscita, in particolare quelle legate a giocatori attualmente in prestito. Tra i nomi più rilevanti ci sono quelli di Alessandro Vogliacco e Albert Gudmundsson, entrambi ceduti con la formula del prestito con diritto di riscatto, ma il cui futuro è ancora tutto da scrivere.

Partendo da Vogliacco, il difensore centrale pugliese è approdato al Parma nell’ultima sessione di mercato, con l’obiettivo di trovare continuità e minuti in campo. Tuttavia, il suo percorso in gialloblù non è andato esattamente secondo i piani. Con l’arrivo di Cristian Chivu sulla panchina dei ducali, subentrato a Fabio Pecchia, il minutaggio di Vogliacco è calato drasticamente, mettendo in discussione l’idea di una conferma da parte del club emiliano. Nonostante ciò, il Parma starebbe valutando comunque l’opportunità di prolungare l’accordo con il Genoa, magari rinegoziando i termini economici del riscatto o ipotizzando un nuovo prestito.

Diversa, ma altrettanto incerta, è la situazione di Albert Gudmundsson. L’attaccante islandese è passato alla Fiorentina con la formula del prestito oneroso, una mossa che ha attirato l’attenzione per il valore tecnico del giocatore e per le potenzialità inespresse che avrebbe potuto mostrare in un contesto competitivo come quello viola. Tuttavia, la Fiorentina non ha ancora preso una decisione definitiva sul suo futuro. Le prestazioni offerte dal giocatore non sembrano aver convinto del tutto lo staff tecnico, e la dirigenza viola è attualmente chiamata a scegliere se esercitare o meno il diritto di riscatto previsto nell’accordo.

Per il Genoa, queste due situazioni rappresentano snodi cruciali nella costruzione della rosa per la prossima stagione. La possibile cessione definitiva di Gudmundsson potrebbe garantire una cifra importante da reinvestire sul mercato, mentre la gestione del caso Vogliacco richiede una riflessione attenta per evitare di perdere un giocatore ancora giovane e con margini di crescita, senza ottenere un adeguato ritorno economico o tecnico.

Con il mercato che entra nel vivo, il club rossoblù attende risposte dalle società coinvolte, consapevole che le decisioni su questi due giocatori incideranno non solo sulla pianificazione sportiva, ma anche sulla gestione finanziaria delle prossime operazioni.

Calciomercato Bologna, quale sarà il futuro sui rinnovi? I rossoblu agiranno in questa maniera

Calciomercato Bologna, quale sarà il futuro sui rinnovi contrattuali in casa rossoblu? La situazione attuale

Il calciomercato Bologna si trova a dover prendere decisioni importanti sul futuro di tre giocatori in scadenza di contratto. Come riportato dal Resto del Carlino, i nomi sul tavolo sono quelli di Lorenzo De Silvestri, Charalampos Lykogiannis e Davide Calabria (ex Milan). Le loro situazioni sono differenti, ma tutte richiedono una valutazione attenta da parte della dirigenza rossoblù.

Per quanto riguarda De Silvestri, il difensore e capitano del Bologna ha espresso la volontà di proseguire la sua avventura sotto le Due Torri. Si trova bene in città, ha un buon rapporto con lo spogliatoio e, nonostante l’età, ritiene di poter ancora offrire un contributo importante alla causa. Anche il club sembra apprezzare la sua esperienza e il suo ruolo da leader, quindi un rinnovo appare plausibile, anche se probabilmente a cifre inferiori rispetto al passato.

Situazione simile per Charalampos Lykogiannis. Il terzino greco, utilizzato con regolarità durante la stagione, ha già ricevuto offerte interessanti dall’estero, in particolare da AEK Atene e Olympiacos. Nonostante ciò, il giocatore ha manifestato il desiderio di restare a Bologna, dove si sente valorizzato e parte integrante del progetto tecnico. La sua permanenza dipenderà dalle condizioni economiche del rinnovo e dalla volontà della società di puntare ancora su di lui.

Diverso è invece il caso di Davide Calabria. Il terzino destro, arrivato a Bologna in prestito con un ingaggio importante da 1,5 milioni di euro, rappresenta un nodo complesso. La cifra elevata del suo stipendio è considerata pesante per i parametri economici del club, e la Roma avrebbe già mostrato un concreto interesse nei suoi confronti. Il Bologna, quindi, potrebbe decidere di non affondare per una permanenza definitiva del giocatore, liberando risorse utili per altri innesti.

Oltre alle scadenze imminenti, la società dovrà affrontare anche la questione legata ai contratti in scadenza nel 2026 di due figure chiave dello spogliatoio: il portiere Lukasz Skorupski e il centrocampista Remo Freuler. Entrambi sono considerati importanti per il progetto tecnico e hanno garantito rendimento e affidabilità. Tuttavia, per evitare rischi futuri, il Bologna dovrà iniziare a programmare i colloqui per un eventuale rinnovo già nelle prossime settimane.

Le prossime mosse della dirigenza saranno decisive per dare continuità al progetto e mantenere un equilibrio tra esperienza, qualità e sostenibilità economica.

Conte Juve, Sorrentino sicuro: «I risultati parlano per lui. Minestra riscaldata? Penso che…»

L’ex calciatore Sorrentino ha voluto rilasciare qualche dichiarazione su quello che sarà il ritorno di Antonio Conte alla Juve

A JuventusNews24, Sorrentino ha voluto rilasciare qualche dichiarazione sul ritorno Conte Juve. Le parole.

Il possibile ritorno di Conte è una pista che ti scalda?
«I risultati parlano per lui. Conte ha disputato sei campionati in Serie A e ne ha vinti cinque con tre club diverse. Quando ci sono delle situazioni complicate lui viene sempre chiamato: io sono comunque un po’ restio in merito ai cavalli di ritorno e alle minestre riscaldate. Soprattutto per lui che ha vinto tanto da calciatore e allenatore ci si aspetta sempre qualcosa in più».

LEGGI QUI L’INTERVISTA COMPLETA DI SORRENTINO A JUVENTUSNEWS24

Nico Paz, nuovi contatti tra Como e Real Madrid: ecco la posizione dei lariani

Como, nuovi contatti con il Real Madrid per Nico Paz: le Merengues vorrebbero portarlo al mondiale per club, i lariani vogliono trattenerlo

Il Como punta a trattenere Nico Paz dopo la sua stagione di grande crescita sotto la guida di Cesc Fabregas. Il giovane centrocampista argentino, classe 2004, si è distinto come uno dei protagonisti del club lombardo e la società vuole confermarlo anche per la prossima stagione in Serie A.

Secondo Sky Sport, sono in programma nuovi contatti tra il Como e il Real Madrid, proprietario del cartellino del giocatore, per definirne il futuro. Finora non è stato trovato un accordo definitivo e non sono arrivate comunicazioni ufficiali né dalla Spagna né dall’entourage del calciatore. Il Como, però, mantiene una posizione ferma, desideroso di proseguire le trattative e provare a trattenere il talento argentino anche oltre il Mondiale per Club, evento in cui il Real sarà impegnato tra giugno e luglio. Sull’argentino non solo il Real, ma che l’interesse dell’Inter.

Balotelli a Belve: «Mai pensato di essere un fenomeno; esultanza con la Germania? Una tamarrata; io e Mourinho due teste di cavolo, ora l’America»

Le parole di Mario Balotelli, ospite al programma Belve di Rai 2: tra razzismo, vicende di campo e vita privata, si racconta a 360°

Mario Balotelli ospite di Belve si racconta a 360°, parlando di infanzia, razzismo, carriera, le sue famose “balotellate”, la vita privata e il suo futuro. Di seguito le parole dell’ex Inter e Milan.

CHI È MARIO BALOTELLI – «Un uomo. Perché? Perché è la belva più furba. Sono sempre stato Mario. Potevo fare anche di più ma non ho nostalgia. Sono felice di quello che ho fatto. Troppo esaltato e troppo criticato, non c’è stato mai equilibrio con me. Vulnerabile in qualche modo sì, insicuro no. Non è vero che rido poco, in privato rido sempre. Ho paura degli spiriti, mi è capitato di avvertirli… una volta per questo ho cambiato casa. Succedevano fatti strani, si accendevano le luci da sole quando ero solo in casa. Piango poco, l’ho fatto quando se n’è andato mio padre, l’unica persona che riporterei in vita e alla quale chiederei un consiglio. Vorrei piangere di più ma questo sentimento si trasforma troppo velocemente in rabbia. Ne ho avuta troppa e non è mai stata necessaria. Oggi se mi arrabbio faccio una passeggiata. Timido o bad boy? Tutte e due. Sono difficile, buono, sensibile, protettivo, incazzoso. Un pregio? Empatico».

INFANZIA E RAZZISMO – «Ho dovuto aspettare i 18 anni per la cittadinanza italiana. Non penso sia la normalità. Dai 16 ai 18 anni il Ghana insisteva. Se fossi nato lì ci avrei pensato ma sono cresciuto qui e me l’hanno data solo a 18, un po’ l’ho sofferto. L’affido l’ho vissuto come un abbandono. Il razzismo? Quell’episodio della banana a Ponte Milvio non lo rifanno più. Da bambino chiedevo alla maestra se fosse nero anche il mio cuore».

LA CARRIERA E LA DEPRESSIONE – «Mai pensato di essere un fenomeno. Magari potevo diventarlo ma non me lo sono mai detto. Ho fatto qualcosa sopra le righe, sì, ma non mi sono mai sentito onnipotente, nemmeno al City. La mia famiglia non me l’avrebbe mai concesso. L’esultanza contro la Germania? Tamarrata, ride. A volte avrei voluto sentire più pressione, la sento di più ora che allora. Ai Mondiali del 2014 io capro espiatorio? Si gioca in undici, ci vuole chi si prende le responsabilità, alcuni grandi si nascondono. Sono più professionista oggi che prima. Poca tenuta psicologica? No. La depressione a Marsiglia è stato un baratro, volevo stare a casa, mi sono isolato e mi sono fatto seguire in terapia che ho finito l’anno scorso. Ho capito che dovevo farla prima. Avevo traumi del passato che mi davano tristezza in più, ma non voglio approfondire».

IL CALCIO E I RAPPORTI – «Il calcio per come vivo la vita è finto. Perché non sono come Cristiano Ronaldo? Lui è stato professionista dall’inizio alla fine e si massacra di allenamenti, io no. Talento sprecato? Esagerato, peccato per la costanza. Non faccio spogliatoio? Assolutamente falso. Con Mancini ho un rapporto di benevolenza, penso anche lui. Mourinho? Eravamo due teste di cavolo, lui peggio di me. Amici in campo? Boateng, Neymar, Materazzi (che non mi ha mai picchiato, è una ca…). Con Rodgers non vado d’accordo, non lo saluto neanche. Peggior fallo subito? Totti. Sono un provocatore in campo ma ormai non si può più fare niente».

LE BALOTELLATE – «Mi pento del rosso in Champions con l’Inter, sono stato un po’ pollo, ma Mourinho non dice mai che segnai e feci assist al ritorno. Un amico che si buttò in acqua col motorino? Non l’ho pagato e nessuno mi denunciò, tirammo fuori il motorino subito. I fuochi d’artificio a Manchester che provocarono un incendio? Non ero io. Il battibecco con i poliziotti inglesi? Risposi ‘Perché ho tutti questi soldi? Perché sono ricco’. Ho buttato a terra la maglia dopo i fischi nella semifinale Inter-Barcellona, me ne pento».

VITA PRIVATA E FAMIGLIA – «Adesso sono innamorato, abbastanza. Non è un momento semplice ma spero si risolva presto. Ho più amato di quanto sono stato amato. La storia con Raffaella Fico? Tanto gossip, non per colpa mia. Traditore? No. Qualche volta ho bevuto, fatto tardi, con più donne, mai con un uomo. Droghe? Mai, sono contro. Padre? Paziente, moderno, gelosino. Mi do un sette e mezzo, non otto per situazioni con le madri, ma non ho rimorsi perché non è stata colpa mia. Sul test di paternità chiesto a Fico per Pia? Lo rifarei. L’ho amata tantissimo, le voglio bene ma ha sbagliato tanto. L’ho scoperto prima degli Europei, mio fratello mi girò una foto di lei con la pancia, volevamo essere sicuri. Mi dispiace solo per mia figlia».

IL FUTURO – «Il meglio è alle spalle, quest’anno è stata una sfiga dopo l’altra. L’unica scelta mia è stata andare lì, altro sbaglio. Dispiace per i tifosi che mi vogliono bene, non per la società che non mi ha saputo trattare. Sarà difficile tornare a grandi livelli, devi stare nei grandi campionati. Forse altri due o tre anni, smettere sarà un trauma senza allenamenti, partita, gruppo. Tutto il resto non mi mancherà mai. Mi sono divertito ma non c’entro con questo mondo. Fisicamente sto bene e ho voglia ma è difficile restare in Italia o Europa. Guardo all’America adesso».

Mondiale per Club: ecco gli orari in cui giocheranno Inter e Juve, tre partite alle 3 di notte

Mondiale per Club: ecco gli orari delle partite di Inter e Juve: i bianconeri in campo una volta alle 3 di notte, nerazzurri due volte

Il Mondiale per Club 2025 si terrà negli Stati Uniti tra metà giugno e fine giugno, con un formato ampliato a 32 squadre e un montepremi di circa un miliardo di euro. Questo torneo rappresenta una sorta di “Super Lega” voluta dalla FIFA e un’anticipazione del Mondiale per nazioni 2026, che vedrà la partecipazione di 36 squadre. Le partite si svolgeranno in diverse città americane come Miami, New York, Atlanta e Orlando, con orari americani pomeridiani e serali che in Italia si traducono in finestre di gioco molto tarde. I tifosi italiani che vorranno seguire Inter e Juve e le altre partite dovranno quindi spesso prepararsi a fare le ore piccole, con partite visibili in diretta tv e streaming anche in chiaro.

L’Inter è nel girone E insieme a Monterrey, River Plate e Urawa Reds. Le sue partite sono programmate per il 18 giugno contro Monterrey alle 3:00 di notte, il 21 giugno contro Urawa Reds alle 21:00 e il 26 giugno contro River Plate nuovamente alle 3:00.

La Juventus, inserita nel girone G con Manchester City, Al-Ain e Wydad Casablanca, giocherà il 19 giugno contro Al-Ain alle 3:00 di notte, il 22 giugno contro Wydad alle 18:00 e il 26 giugno contro Manchester City alle 21:00. Questi orari italiani, spesso molto tardi, richiederanno ai tifosi grande attenzione per non perdere neanche un momento del torneo.

McTominay, a Napoli è McFratm mania! De Laurentiis registra il marchio: sarà il nuovo leader degli azzurri

Scott McTominay è stato il leader del Napoli campione d’Italia: il club registra il marchio “McFratm”, soprannome dello scozzese

Scott McTominay è diventato in pochi mesi l’eroe inatteso del quarto scudetto del Napoli. Arrivato dal Manchester United, il centrocampista scozzese ha messo a segno 12 gol decisivi e si è guadagnato il titolo di MVP della stagione, conquistando cuore e affetto dei tifosi partenopei. La sua grinta, la presenza costante in campo e la capacità di incidere nei momenti chiave lo hanno reso rapidamente un simbolo della cavalcata azzurra verso il tricolore. Ma oltre alle prestazioni sportive, McTominay è diventato anche un’icona culturale a Napoli grazie a un soprannome che ormai ha fatto il giro della città: “McFratm”. Il nomignolo, che unisce le iniziali anglofone del suo cognome con il termine napoletano “fratm” (fratello), è nato quasi per gioco nello spogliatoio, grazie al compagno di squadra Pasquale Mazzocchi, e si è trasformato in un fenomeno virale tra i tifosi.

Come riportato dall’agenzia Adnkronos, il Napoli ha deciso di cogliere l’occasione e lo scorso 16 maggio ha presentato domanda per registrare ufficialmente il marchio “McFratm”. Una mossa che conferma la volontà del club di Aurelio De Laurentiis di valorizzare anche sul piano commerciale il legame sempre più forte tra il calciatore e la piazza partenopea. Il soprannome è ormai ovunque: cori allo stadio, striscioni, meme sui social e gadget non ufficiali che circolano in città. Ora, con la registrazione del marchio, il club punta a rendere “McFratm” un brand riconoscibile, legato a prodotti ufficiali e iniziative promozionali, consolidando ancora di più l’immagine di McTominay come nuovo volto del Napoli vincente. Un’operazione che intreccia sport e marketing, passione e identità locale, e che mostra come il calcio moderno sia capace di trasformare una storia spontanea da spogliatoio in un potente strumento di comunicazione e appartenenza.

Ferrero show a Belve: «Io il più odiato dai tifosi della Samp: non accettavano una cosa, ma ora mi rimpiangono»

Le parole di Massimo Ferrero, ex presidente della Sampdoria: «I tifosi non hanno mai accettato questo aspetto di me»

Massimo Ferrero è stato protagonista nel programma di Francesca Fagnani Belve. ‘Er Viperetta‘ ha parlato anche della sua esperienza nel calcio, tra il suo tifo per la Roma e la presidenza della Sampdoria. Di seguito le sue parole.

SOGNO – «Il mio sogno era compramme la Roma»

IL PRESIDENTE PIU’ ODIATO DAI TIFOSI DELLA SAMPDORIA – «Non hanno mai accettato la mia romanità. Me ne sono andato dicendo ‘me rimpiangerete’, e adesso mi rimpiangono sul serio. I tifosi non sono i padroni delle squadre».

INNO DELLA SAMP – «Beh, due palle… Devi partire alla riscossa in campo, e con quella noia? Ma come fai! Vuoi mettere quello della Roma? Potevo essere più diplomatico».

ARRESTO NEL 2021 – «Hanno voluto fermarmi. Ero circondato da ladroni. Non ci credevo, mi è crollato il mondo addosso. Ai miei figli ho detto che era tutto un film».

IL CONSIGLIO A MORATTI DI CACCIARE QUEL ‘FILIPPINO’ DI THOIR – «Perché ce l’avevo dentro casa un filippino! Questo è un paraculo vero, ha preso i soldi, 150 milioni e se ne è andato. Volevo farlo anche io? Magari ci cascavano! »

GIAMPAOLO LO HA DEFINITO UN ‘RANCOROSO COME IL DIO DEL VECCHO TESTAMENTO – «Magari! Se ero Dio, non stavo qua. Quella frase l’ha letta da qualche parte, perché mica ce l’ha tutta ‘sta intelligenza!»

INVIDIATO – «So’ un riccio, si me dai fastidio te puncico, ma c’ho un cuore morbido che goccia per te. So’ invidiatissimo dal popolo, a 70 anni vado ancora de moda».

TRASGRESSIONI – «Tutte. Voi sape’ se me so’ drogato? 50 anni fa, me so’ fatto un tè con dentro un’erbetta. Ho riso e camminato pe’ tutta la notte».

CITAZIONE A LOTITO – «Lotito dice sempre: ci sono gli imprenditori e i prenditori».

Conference League, finale tutta da seguire: Chelsea Real Betis in palio più di un trofeo, 3 cose da tenere d’occhio

Conference League, tre aspetti chiave sulla sfida Chelsea Real Betis di questa sera che si affrontano nella finale della terza coppa europea

Dopo la vittoria del Tottenham in Europa League, un’altra inglese si prepara a giocarsi una finale europea: il Chelsea affronta il Real Betis nella sfida conclusiva della Conference League. Una partita che promette spettacolo, intrecci tecnici e narrativi, e un trofeo che per entrambi i club avrebbe un significato storico. Ecco tre elementi chiave da tenere d’occhio.

La rinascita di Antony

Tra i protagonisti inattesi di questa edizione della Conference League c’è Antony, ex Manchester United, rilanciato con forza da Manuel Pellegrini. Arrivato a Siviglia accolto dallo scetticismo, l’esterno brasiliano si è guadagnato spazio e fiducia grazie a prestazioni esplosive sulla fascia destra. Pellegrini lo ha messo al centro del progetto offensivo e lui ha risposto con velocità, dribbling e incisività nell’ultimo passaggio. Il gol e l’assist decisivi in semifinale contro la Fiorentina hanno confermato il suo peso specifico nell’attacco del Betis. Un’altra grande prestazione nella finale potrebbe segnare la svolta definitiva della sua carriera.

L’impronta di Maresca

Al suo primo anno alla guida del Chelsea, Enzo Maresca ha plasmato una squadra dalla forte identità. Ispirandosi ai principi appresi con Guardiola, ha costruito un gioco basato su possesso controllato, costruzione paziente e occupazione intelligente degli spazi. La capacità di far salire il baricentro con Cucurella e Reece James, unita alla regia di Enzo Fernández e alla classe di Cole Palmer, ha permesso ai Blues di imporsi contro avversari anche più esperti. Contro il Betis, squadra votata alla transizione rapida, Maresca dovrà dimostrare che il suo approccio può reggere anche nelle partite a eliminazione diretta.

Il peso della storia

La finale non è solo una questione di gioco: c’è in palio molto anche dal punto di vista simbolico. Per il Betis si tratta di un’occasione storica: vincere la prima coppa europea della propria storia e coronare il percorso voluto dal presidente Ángel Haro, che punta a rendere il club competitivo anche fuori dai confini spagnoli. Per il Chelsea, invece, c’è la possibilità di completare un prestigioso grande slam europeo: dopo Champions, Europa League e Coppa delle Coppe, la Conference sarebbe il quarto trofeo UEFA nella bacheca del club. Un traguardo che solo i Blues potrebbero vantare.

Genoa, il mix di giovani ed esperienza funziona: 8 under 20 hanno fatto il loro esordio in stagione, nessun’altra società come il Grifone

Genoa, il progetto dei rossoblù di mischiare con sapienza giovani e giocatori esperti ha funzionato: 8 under 20 in campo, nessuno come loro in A

Il Genoa ha concluso la stagione con la salvezza raggiunta con largo anticipo, dimostrando di saper valorizzare un gruppo di giovani di grande talento e potenziale. Come riportato dal Secolo XIX, i rossoblù si sono distinti in Serie A per aver fatto scendere in campo più Under 20 di qualsiasi altra squadra, ben otto in totale. Tra questi spiccano diversi prospetti interessanti, come Lorenzo Venturino, classe 2006, autore di una doppietta nell’ultima vittoria contro il Bologna, e Brooke Norton-Cuffy, esterno inglese U21 arrivato dall’Arsenal, che ha giocato da titolare nelle ultime sei partite dimostrando sicurezza e crescita. Sebastian Otoa, difensore danese classe 2004, è un altro giovane su cui il club punta molto: arrivato a gennaio, ha superato un inizio complicato e ha messo in mostra solidità. Anche l’uruguaiano Alan Matturro, l’ala Honest Ahanor e l’attaccante Ekhator si stanno affermando come elementi importanti nel progetto tecnico di Vieira, che punta a un equilibrio tra entusiasmo giovanile ed esperienza.

Patrick Vieira ha più volte sottolineato l’importanza di far crescere questi ragazzi con pazienza, accompagnandoli con giocatori più esperti come Badelj, Leali, Bani e Vasquez, fondamentali per mantenere equilibrio in campo e nello spogliatoio. Il tecnico vuole evitare gli errori fatti da squadre come Empoli, Monza e Venezia, retrocesse nonostante l’ampio utilizzo di giovani. Il modello del Genoa è invece quello di un mix calibrato tra talento emergente e solidità, per permettere ai giovani di svilupparsi senza pressioni eccessive. L’obiettivo è costruire una squadra competitiva e al tempo stesso una fucina di talenti, come dimostra il percorso di Patrizio Masini, ex giovane rossoblù diventato una colonna della squadra. Questo progetto rappresenta un investimento sul futuro del club, che punta a consolidare la sua identità e a crescere attraverso una rosa che unisce entusiasmo e esperienza.

Platini alla difesa di Mbappé: «É un fenomeno! Non fate paragoni e non chiedetegli di giocare come Messi: il suo ruolo è un altro»

Le parole di Michel Platini su Kylian Mbappé: l’ex stella della Francia e della Juve lo difende da critiche e accuse dopo la prima stagione al Real

Michel Platini ha difeso Kylian Mbappé dalle critiche ricevute nella sua prima stagione al Real Madrid, definendolo un «fenomeno» e invitando a non pretendere che giochi come Lionel Messi. Dopo un avvio incerto, l’attaccante francese ha chiuso l’anno con 43 gol complessivi, diventando capocannoniere della Liga (31 reti) e vincendo la Scarpa d’Oro. Ora punta a confermarsi con la Francia nella Nations League, dove affronterà la Spagna in semifinale il 5 giugno. Per l’ex numero 10 della Juve, Mbappé deve solo essere sé stesso: il suo talento basta e avanza per brillare senza paragoni ingombranti. Di Seguito le sue parole, riportate dall’emittente francese RMC Sport.

QUALITÁ – «Mbappé è un ragazzo fenomenale. Ha segnato 42 gol in Spagna. Ha vinto la Scarpa d’Oro, è il capocannoniere d’Europa. Significa che è stato bravo. Gioca in una squadra che non ha avuto un anno eccezionale. Anche il Real Madrid sta invecchiando un po’. Carlo Ancelotti ha finito il suo ciclo. L’ex giocatore del Nancy e della Juventus ha illustrato la sua tesi con la sua esperienza personale, ricordando che anche lui era stato il capocannoniere della stagione senza però riuscire ad aiutare la sua squadra a vincere».

RUOLO E PARAGONI – «Mbappé è un fenomeno. È un attaccante che segna. Non chiedetegli di giocare come Messi, Modric, Platini o Zidane. È un attaccante. Un centravanti, non un centravanti, non capisco cosa ne pensino i nuovi allenatori. È un attaccante che segna. Questa è la cosa più importante. Poi, devi sapere una cosa: o gli costruisci una squadra che giochi per lui, o gli costruisci una squadra che giochi bene. Questa è la difficoltà».

Clamoroso Fiorentina: Palladino si dimette? Le ultime

Clamoroso a Firenze: Raffaele Palladino si sarebbe dimesso dalla panchina della Fiorentina, l’indiscrezione di Di Marzio

Clamoroso a Firenze: secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio, Raffaele Palladino si sarebbe dimesso da allenatore della Fiorentina, a meno di un mese dal suo annuncio ufficiale. Una scelta che ha colto di sorpresa l’intero ambiente viola, soprattutto perché non sembrano esserci state frizioni pubbliche né segnali evidenti di malessere nei giorni scorsi. La società, che aveva puntato con decisione sull’ex tecnico del Monza per aprire un nuovo ciclo dopo l’era Italiano, starebbe tentando in ogni modo di ricucire lo strappo, cercando di convincere Palladino a fare marcia indietro. Ma da quanto filtra, la decisione del tecnico appare al momento irreversibile.

Le motivazioni dietro questo improvviso passo indietro non sono ancora state chiarite, ma potrebbero emergere nelle prossime ore con una presa di posizione diretta da parte dello stesso Palladino. Possibili divergenze sul mercato o sull’organizzazione tecnica potrebbero aver giocato un ruolo determinante, anche se al momento si tratta solo di ipotesi. Quel che è certo è che, nel pieno del calciomercato estivo e con il ritiro alle porte, la Fiorentina si trova di nuovo in una situazione di incertezza, costretta a valutare scenari alternativi a tempo di record. Se le dimissioni verranno confermate, per la dirigenza viola sarà necessario rimettersi subito al lavoro per trovare un sostituto all’altezza e garantire continuità a un progetto tecnico che rischia di naufragare prima ancora di iniziare.

Juve, Elkann ridisegna la Juve: Chiellini sul ponte di comando, Comolli e Tognossi per l’area sportiva, Giuntoli sotto osservazione

Juve, John Elkann prepara una rivoluzione nella dirigenza con Giorgio Chiellini sempre più centrale, mentre Giuntoli è sotto osservazione

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, la Juve si prepara a una profonda ristrutturazione societaria dopo aver centrato il ritorno in Champions League. John Elkann, sempre più coinvolto nelle decisioni strategiche del club, intende costruire una nuova struttura dirigenziale ispirata a quella dei tempi d’oro targati Andrea Agnelli. Al centro del progetto c’è Giorgio Chiellini, ex capitano bianconero e oggi figura chiave del riassetto: dopo un anno nel ruolo di responsabile delle relazioni internazionali, Chiellini è destinato a entrare nel CDA e a giocare un ruolo di raccordo tra la sfera sportiva e quella manageriale, con una prospettiva futura da presidente. Accanto a lui potrebbe arrivare Damien Comolli, attuale presidente del Tolosa con un passato da osservatore e direttore sportivo, individuato come possibile amministratore delegato “di campo” per affiancare l’attuale AD Maurizio Scanavino, figura più legata alla gestione finanziaria.

A completare il nuovo assetto potrebbe rientrare Matteo Tognozzi, oggi al Granada ma per anni scout e dirigente juventino, scopritore di talenti come Huijsen, Soulé e Yildiz. Il suo ritorno rafforzerebbe l’area tecnica e darebbe ulteriore supporto a Cristiano Giuntoli, la cui posizione resta sotto osservazione nonostante il raggiungimento del quarto posto e la riduzione dei costi. L’esonero di Thiago Motta, costato 15 milioni di euro, ha infatti generato perplessità nei vertici del club. Non è escluso che Giuntoli possa restare, ma all’interno di una struttura più ampia e definita, concentrandosi soprattutto sul mercato. Intanto, a Torino si lavora anche sul fronte panchina: Elkann sogna il ritorno di Antonio Conte per rilanciare la Juve non solo in Serie A, ma anche in Europa, ricreando un’organizzazione ambiziosa e vincente come quella che dominava il calcio italiano nella seconda metà degli anni Duemila.

Pavard: «All’Inter abbiamo un gioco ibrido, a volte cambio ruolo così. La finale per me sarà più speciale per due motivi»

Le parole di Benjamin Pavard, difensore centrale dell’Inter, in vista della finale di Champions League contro il PSG. I dettagli

Benjamin Pavard, difensore centrale dell’Inter, ha parlato a L’Equipe in vista della finale di Champions League contro il PSG.

CHE SQUADRA E’ L’INTER – «Non siamo una squadra di stelle, sappiamo fare tutto insieme, sappiamo soffrire insieme, non c’è un giocatore più forte dell’altro».

LA VOSTRA TATTICA – «È un gioco ibrido. A volte mi ritrovo a fare il terzino destro o addirittura l’esterno. I centrocampisti possono diventare difensori centrali. L’allenatore non ci chiede mai di stare fermi. Ad esempio, posso prendere la palla e andare dentro, fare un passaggio e seguire l’azione. Abbiamo molta libertà, ma la cosa più importante è mantenere l’equilibrio difensivo. Questo è ciò su cui insiste l’allenatore. Possiamo prenderci delle libertà, ma dietro a queste c’è chi deve nasconderle. Quando salgo, è Barella che viene a coprirmi. In Italia tatticamente tutto è curato al millimetro. Sappiamo cosa dobbiamo fare in ogni fase del gioco, aggiungendo un tocco di libertà».

L’INTERVISTA INTEGRALE A PAVARD SU INTER NEWS 24

Mourinho a sorpresa: «Non volevo che l’Inter vincesse il triplete, è solo mio! Finale? Sarei felice per il PSG»

Le parole di José Mourinho, ex allenatore dell’Inter, in vista della finale di Champions League contro il PSG. Tutti i dettagli

José Mourinho ha parlato a Sky Sports in vista della finale di Champions League tra PSG-Inter.

LE PAROLE– «Sarò un po’ cattivo, ma molto onesto. Temevo davvero che l’Inter potesse vincere il triplete e non volevo che lo vincessero. Il triplete è mio. Ma adesso che hanno perso sia il campionato che la Coppa Italia, devo dire che mi piacerebbe vederli vincere la Champions League. Detto questo, Luis Enrique sta facendo un lavoro eccezionale a Parigi. Ha trasformato completamente la squadra. Hanno perso, diciamo, il loro giocatore numero uno, ma sono riusciti a ricostruire tutto in modo straordinario. Quindi, se dovesse vincere Luis, sarei felice anche per lui”

Salah svela: «Posso giocare fino a 40 anni, ecco la verità sull’Arabia Saudita. Restare al Liverpool? Ho già deciso quando ci sarà l’addio»

Le parole di Mohamed Salah, attaccante egiziano del Liverpool, sul suo futuro con la maglia dei Reds. Tutti i dettagli in merito

Mohamed Salah, attaccante del Liverpool, ha parlato a ON Sports del suo futuro con la maglia dei Reds dopo una stagione che lo ha visto ancora protagonista.

RITIRO – «Smetterò di giocare quando avrò quella sensazione che mi farà capire di dover fare un passo indietro. Ma se mi chiedete la mia opinione, penso che potrei giocare fino a 39 o 40 anni. Poi se prima sentissi di voler smettere, smetterei. Ho raggiunto molti traguardi».

OFFERTE DALL’ARABIA SAUDITA – «Era una buona opportunità per me, se non avessi rinnovato con il Liverpool sarebbe successo. I miei rapporti con i dirigenti della Saudi Pro League sono molto buoni, abbiamo parlato molto, e le trattative sono state serie”. Infine sul futuro: “Non so cosa succederà, ma sono felice qui a Liverpool e resterò qui per i prossimi due anni. Poi vedrò cosa farò».

Calciomercato Napoli, aumenta l’interesse per Osimhen: dall’Arabia pronti a fare sul serio e la verità sulla Juve

Le ultime sulle mosse di calciomercato del Napoli, con l’interesse in aumento per la cessione di Victor Osimhen. I dettagli

Fabrizio Romano, attraverso il suo canale Youtube, ha fornito importanti aggiornamenti sul futuro di Victor Osimhen con la cessione da parte del Napoli.

OSIMHEN TRA L’ARABIA E LA JUVE – «Per l’Al Hilal è un giocatore che resta in lista per l’attacco. Per il Napoli l’ideale sarebbe venderlo in Arabia per tanti soldi e non avere il problema di darlo ad una diretta concorrente. Ma in Italia resta e va considerata assolutamente la Juventus, che sa che si troverebbe davanti il muro del Napoli. Però vuole provarci fino in fondo. Osimhen è molto gradito, ma De Laurentiis manterrà la sua posizione con il prezzo di 75 milioni di euro. E l’Al Hilal, in attesa di capire chi sarà l’allenatore, lo tiene nella sua lista».

Boninsegna su PSG-Inter: «Inzaghi deve rifarsi dalla beffa di Istanbul. Le sensazioni sono le stesse del 2010, vi racconto le mie finali»

Le parole di erto Boninsegna, ex attaccante dell’Inter, in vista della finale di Champions League contro il PSG. Tutti i dettagli

Roberto Boninsegna, ex attaccante dell’Inter, ha parlato a La Gazzetta dello Sport in vista della finale di Champions League contro il PSG.

LE SUE FINALI – «La mia bella carriera mi ha regalato la possibilità di giocare fino in fondo per le coppe più prestigiose del calcio: la Coppa dei Campioni e il Mondiale. Da entrambe le finali non è scaturita gloria, ma delle due delusioni quella che mi ha fatto più male è stata Ajax-Inter. Un 2-0 secco, netto, con l’astro nascente Cruijff mattatore».

SCONFITTE – «Sì, chiaro, fu amarissima pure la sconfitta col Brasile nell’ultimo atto di Messico ‘70, ma la Nazionale è un mondo a parte. Per un ragazzino che all’oratorio metteva la maglietta nerazzurra sotto quella della squadretta del campanile di casa capirete come giocare la finale della Coppa dei Campioni con il club che ama rappresenti il massimo traguardo raggiungibile. E quella sera non riuscimmo a tagliarlo. Sono macigni che non vanno mai giù. Ma se penso che l’unico trofeo internazionale che ho vinto, la Coppa Uefa, me lo ha dato la Juve, la principale rivale della mia Inter, mi sembra di essere su Scherzi a Parte…».

PSG-INTER – «Comunque spero che Simone Inzaghi riesca a rifarsi della beffa di Istanbul, dove avremmo meritato…Insomma vorrei, da tifoso, riprovare l’entusiasmo di Madrid 2010: quando l’Inter ha conquistato il trofeo ho gioito come se fossi in campo».

Palmeiras-Sporting Cristal: dove vederla, orario e probabili formazioni

Al Maracanã va in scena la sfida di Copa Libertadores Palmeiras-Sporting Cristal: le ultime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Al Maracanã di Rio de Janeiro si giocherà la gara valevole per la 6° giornata di Copa Libertadores tra Palmeiras-Sporting Cristal. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

PALMEIRAS (4-2-3-1): Weverton; Rocha, Fuchs, Cerqueira, Piquerez; Rios, Martinez; Estevao, Mauricio, Luighi; Roque. Allenatore: Abel Ferreira.

SPORTING CRISTAL (4-3-3): Enriquez; Lora, Romero, Lutiger, Pasquini; Pretell, Tavara, Saggezza; Gonzales, Cauteruccio, Pacheco. Allenatore: Paulo Autuori.

Orario e dove vederla in tv

Palmeiras-Sporting Cristal si gioca alle ore 02:30 di giovedì 29 maggio per la sesta giornata di Copa Libertadores. Verrà trasmessa in esclusiva su APPLE TV. Per vedere la partita in streaming, APPLE permette la visione anche sul proprio sito ufficiale o sull’app scaricabile su Pc, tablet e smartphone.

Bologna, c’è l’accordo per il rinnovo di Italiano: respinto l’interesse di Milan ed Inter

Le ultime sul futuro di Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, dopo l’interesse da parte di Milan ed Inter. Tutti i dettagli

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio di Sky Sport, si è svolto l’incontro decisivo tra il Bologna e Vincenzo Italiano. Le parti sono arrivate ad un accordo per il rinnovo di contratto fino al 2027 con opzione per il 2028.

Respinto così l’assalto del Milan, che ora punterà forte su Allegri, e dell’Inter che si sarebbe potuta fare avanti dopo la finale di Champions League.

Morata racconta la depressione: «Ero nel baratro, non capivo il perché. Sono stato fortunato a trovare questo allenatore…»

Le parole di Alvaro Morata, attaccante spagnolo del Galatasaray, sul periodo di depressione che ha affrontato. I dettagli

Alvaro Morata, attaccante del Galatasaray ed ex Milan, ha parlato a Movistar del periodo di depressione che ha affrontato.

LA DEPRESSIONE – «Come sapete, insieme a Movistar Plus+ , pubblicheremo il documentario che racconta un po’ quello che ho vissuto per molto tempo, fino a quando non ce l’ho più fatta e ho preso il telefono e l’ho detto a mia moglie, ai miei amici e familiari, ai miei allenatori e compagni di squadra. Ho detto a tutti loro che non stavo bene, che avevo un problema molto serio e che non ero in grado di continuare».

L’OBIETTIVO – «Spero che possa aiutare tutte le persone che potrebbero attraversare momenti come questo. C’è una parte della nostra vita che non vediamo, ci sono problemi nella vita di tutti, a volte non sappiamo nemmeno perché. Possiamo avere tutte le cose belle del mondo, ma c’è una parte della nostra testa che non controlliamo. Spero che possa aiutare le persone a parlare dei loro problemi e a non avere paura di affrontarli. Forse sarò criticata di più per aver parlato di questo argomento o per aver detto che voglio suscitare compassione. Ma voglio dire che, con l’aiuto di professionisti, si può fare».

CHI L’HA AIUTATO – «Sono molto fortunato ad aver aperto la porta dell’ufficio del Cholo e ad aver trovato qualcuno a cui non importava del momento, della situazione o di qualsiasi altra cosa, che si limitava ad aiutarmi. Lo stesso con De la Fuente. Sono stato fortunato a chiamare Iniesta e Bojan, che si sono preoccupati per me ogni giorno durante questo periodo. Non capivo il motivo delle cose che provavo. Sono passato dall’essere nel baratro più buio che si potesse immaginare alla vittoria dell’Europeo. Grazie alla mia famiglia, a mia moglie, ai miei compagni di squadra e all’aiuto dei professionisti. Mi sento più forte parlando di questo problema e penso che possiamo essere d’aiuto. Rodri non sapeva nulla e nel momento in cui ha capito che non ero io, mi ha aiutato. Lo stesso con Carvajal».

Tare: «Il Milan è un sogno per me, qui si deve vincere. Progetto? Prima di accettare ho parlato con Ibra e Furlani, vi svelo le nostre idee»

Le parole di Igli Tare, nuovo direttore sportivo del Milan, sulla sua avventura in rossonero che si appresta ad iniziare. I dettagli

Igli Tare ha parlato ai canali ufficiali del Milan della sua nuova avventura in rossonero.

MILAN – «Il Milan ha una storia gloriosa. L’ho seguita fin da bambino, mi ricordo i tempi di Wilkins e Hateley. La mia famiglia, tutti i miei zii erano milanisti: è stato sempre un legame forte e non l’ho nascosto anche quando sono diventato giocatore o dirigente. Tutti noi abbiamo tifato per un club, per me essere qui oggi e paralre per quel club che ho tifato da bambino vuol dire tanto. Il mio esordio in Serie A è un Brescia-Milan, il mio primo figlio è nato durante un Milan-Bologna il 13 settembre 2003. È un legame molto affettivo, poi i grandi giocatori, i grandi campioni, una società guidata con classe ed eleganza ha fatto sì che questo è uno dei club, insieme al Real Madrid, più gloriosi del mondo. Vuol dire tanto per me».

OBIETTIVI – «Cercherò di dare tutto me stesso per far sì che questa storia si avveri anche nel futuro. È un club che ha una storia importante, dobbiamo essere bravi a trasmettere fin da subito questo progetto a tutti quanti: ai nostri tifosi in primis perché si aspettano una reazione forte ed è questo che vogliamo fare anche noi. Ho avuto modo di parlare a lungo con Giorgio Furlani e con Zlatan, ci siamo confrontati parecchio su tutte le dinamiche che riguardano questo club e questa situazione. Penso di avere idee chiare e dobbiamo essere pronti per realizzarle».

L’INTERVISTA INTEGRALE A TARE SU MILAN NEWS 24

Udinese, Runjaic: «Futuro? Il contratto è chiaro, ma una cosa mi ha infastidito. Sanchez? Le aspettative erano sbagliate…»

Le parole di Kosta Runjaic, allenatore dell’Udinese, sul suo futuro con il club bianconero in Serie A. Tutti i dettagli in merito

Kosta Runjaic ha parlato a La Gazzetta dello Sport della stagione e del suo futuro con l’Udinese.

FUTURO – «Ho ancora un anno di contratto e non ho intenzione di andare via».

STAGIONE – «Essersi salvati già a marzo è stato positivo, ma siamo tutti infastiditi per non aver tenuto lo stesso livello nelle ultime dieci partite. Diverse cose si sono combinate: infortuni agli attaccanti di punta, risultati anomali come lo 0-1 con il Verona, la spinta negativa che si crea quando una squadra inizia a perdere. Sono allenatore da 20 anni e non mi era mai successo di perdere cinque partite di fila».

THAUVIN – «Prima della stagione ho deciso di nominarlo capitano. Sapevo che avrebbe potuto fare la differenza. Florian è un calciatore meraviglioso, tecnicamente abile sia nei passaggi che nei dribbling, sa come agire in ogni situazione. Nelle ultime settimane, non solo siamo stati senza Thauvin, ma anche Davis e, a volte, Lucca, il che ci ha privato delle opzioni offensive più importanti. Quindi non c’è da stupirsi che abbiamo faticato a segnare».

PROBLEMI CON SANCHEZ – «Le aspettative dei tifosi erano molto alte, perché tutti avevano in mente il giovane Alexis Sanchez, che 15 anni fa è diventato un giocatore di livello mondiale. Ma queste aspettative erano realistiche? Lui si trova in una fase diversa della sua carriera e un infortunio precoce ha reso la stagione estremamente difficile. Quindi purtroppo quest’anno non è stato in grado di giocare da protagonista. Sul prossimo anno ancora non possiamo dire niente. Credo che lui debba prima capire quale ruolo vede per sé».

Bologna, oggi l’incontro decisivo con Italiano: Milan ed Inter alla finestra, gli scenari

Le ultime sul futuro di Vincenzo Italiano, allenatore del Bologna, dopo l’interesse da parte di Milan ed Inter. Tutti i dettagli

Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio di Sky Sport, oggi ci sarà l’incontro decisivo tra il Bologna e Vincenzo Italiano. I rossoblù sperano infatti di raggiungere un accordo per il rinnovo, blindando l’allenatore.

Intanto però il Milan continua a insistere per convincere l’ex Fiorentina, con Tare che si è già presentandogli un’offerta pari da 4 milioni di euro a stagione. Anche l’Inter osserva la situazione in caso di un eventuale addio di Inzaghi dopo la finale di Champions League.

Hamsik sicuro: «De Bruyne sarebbe un colpo eccezionale per il Napoli. McTominay come me? Mi piace un sacco, ma…»

Le parole di Marek Hamsik, ex centrocampista e capitano del Napoli, dopo la conquista dello scudetto da parte degli azzurri

Marek Hamsik ha parlato a La Gazzetta dello Sport della stagione del Napoli e del possibile colpo Kevin De Bruyne.

MCTOMINAY IL NUOVO HAMSIK? – «Mi piace un sacco ma siamo diversi. Lui segna anche di testa, che a me riusciva poco».

DE BRUYNE AVRA’ LA TUA 17? – «Intanto bisogna vedere se Olivera gliela lascia… Io amo i centrocampisti che vanno in porta e anche quelli che creano assist, adoro Pedri. Qualcuno mi ha avvicinato a De Bruyne ma io sto tre gradini. Sarebbe un colpo eccezionale. Porterebbe il suo straordinario talento, la sua esperienza. Strepitoso. Un fuoriclasse».

Napoli, c’è il rilancio di De Laurentiis per Conte: promesso un mercato top, la situazione con la Juve

Le ultime sul futuro di Antonio Conte al Napoli dopo l’incontro con Aurelio De Laurentiis e l’interesse della Juve. Tutti i dettagli

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, nell’incontro di ieri tra Aurelio De Laurentiis ed Antonio Conte il Napoli avrebbe rilanciato nella speranza di poter riaprire i giochi.

Il presidente azzurro ha infatti promesso un mercato da top club, ma chiede una risposta definitiva entro venerdì per non perdere Allegri. In tutto questo la Juve resta in attesa.

Real Betis Chelsea: dove vederla, orario e probabili formazioni

Allo Stadion Miejski la finale di Conference League Real Betis Chelsea: le ultimissime di formazioni con orario e dove vedere il match in tv

Allo Stadion Miejski di Breslavia si giocherà la gara valevole per la finale di Conference League tra Real Betis Chelsea. Andiamo a scoprire le ultimissime di formazione, l’orario e dove vedere la sfida.

Le probabili formazioni

REAL BETIS (4-2-3-1): Adrian; Sabaly, Bartra, Natan, RodrIguez; Cardoso, Fornals; Antony, Isco, Ezzalzouli; Bakambu. All. Pellegrini.

CHELSEA (4-2-3-1): Jorgensen; James, Adarabioyo, Badiashile, Cucurella; Caicedo, Dewsbury-Hall; Madueke, Palmer, Sancho; Jackson. All. Maresca.

Orario e dove vederla in tv

Real Betis Chelsea si gioca alle ore 21:00 di mercoledì 28 maggio per la finale di Conference League. Verrà trasmessa in diretta su SKY SPORT UNO, SKY SPORT 4K, SKY SPORT (canale 254) e in chiaro su TV8. In streaming sarà disponibile anche su Sky Go e Now Tv.

Milan, tutto su Allegri: è il primo obiettivo per la panchina: Tare prova ad anticipare il Napoli, la situazione

Le ultime sul possibile nuovo allenatore del Milan, con l’obiettivo di Igli Tare di arrivare ad un accordo con Massimiliano Allegri

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Massimiliano Allegri sarebbe balzato in testa alle preferenze come possibile nuovo allenatore del Milan. Il profilo del tecnico livornese sarebbe infatti considerato ideale dal club, disposto a fare uno sforzo economico per assicurarsi le sue prestazioni.

L’ex Juve sarebbe felice di tornare in rossonero, ma su di lui c’è anche l’interesse del Napoli che lo avrebbe bloccato in caso di addio di Conte. Per questo Igli Tare starebbe lavorando per anticipare proprio gli azzurri offrendo un contratto triennale.

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