Pagina 393 – Calcio News 24

Mateta Juve, summit con gli agenti: l’esito e primi dettagli sulla possibile offerta bianconera

Mateta Juve, meeting con gli agenti: prende forma la strategia d’ingaggio dei bianconeri. Le ultimissime

Il mercato invernale della Juventus entra nel vivo e nelle ultime ore è emerso un nome nuovo che sta rapidamente conquistando spazio nelle valutazioni della dirigenza bianconera. Il club ha infatti rivolto lo sguardo verso la Premier League, puntando con decisione sul Crystal Palace. L’obiettivo è chiaro: aggiungere al reparto offensivo un centravanti fisico, d’area di rigore, capace di dare profondità e presenza in zona gol.

La trattativa ha subito una forte accelerazione. Come riportato da Romano, la Juventus ha incontrato in serata gli agenti di Jean‑Philippe Mateta, registrando sensazioni molto positive anche sul piano personale. L’attaccante francese avrebbe già espresso il proprio gradimento per il trasferimento a Torino, attratto dal progetto tecnico e dalla possibilità di misurarsi con la Serie A e con il palcoscenico europeo. Il primo contatto tra le parti è stato incoraggiante e ha gettato le basi per un dialogo più approfondito.

Restano però diversi ostacoli da superare. Le ottime prestazioni di Mateta nell’ultimo anno hanno attirato l’attenzione di vari club inglesi, pronti a inserirsi qualora si aprissero spiragli per un trasferimento immediato o in vista dell’estate. La Juventus prova a muoversi d’anticipo, forte della volontà del giocatore, ma il nodo principale resta la posizione del Crystal Palace. Le “Eagles” non intendono privarsi del loro numero 14 senza aver individuato un sostituto adeguato e senza una proposta economica convincente. Per i bianconeri, inoltre, i margini finanziari di questa sessione impongono una formula precisa: prestito con obbligo di riscatto. Una soluzione che consentirebbe di accogliere subito il giocatore rinviando l’impatto a bilancio alla prossima stagione, condizione indispensabile per rispettare i parametri economici attuali del club.

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Pagelle Pisa Atalanta, non basta la rete di Krstovic, Durosinmi subito in gol!

Pagelle Pisa Atalanta, i voti della Cetilar Arena: analisi dei protagonisti della 21a giornata di Serie A! Ecco i top e i flop

Si chiude Pisa Atalanta, con il pareggio nella sfida valida per la 21a giornata di Serie A. Di seguito le nostre pagelle dedicate ai protagonisti scesi in campo alla Cetilar Arena.

I VOTI

PISA Scuffet 7.5; Calabresi 6 (90′ Bozhinov s.v.), Canestrelli 6, Coppola 6.5; Touré 6.5, Marin 6 (68′ Leris 6.5), Aebischer 6.5, Angori 5; Tramoni 6.5 (68′ Piccinini 6.5), Moreo 6; Meister 5 (68′ Durosinmi 7.5).

ATALANTA Carnesecchi 7; Scalvini 6 (70′ Krstovic 6), Hien 6.5, Ahanor 5; Musah 5 (56′ Zappacosta 6), de Roon 6.5, Pasalic 5 (56′ Ederson 6.5), Bernasconi 5; De Ketelaere 5, Zalewski 6 (81′ Sulemana s.v.); Scamacca 5 (56′ Raspadori 5). 

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Pisa Atalanta, esordio da sogno per il neo acquisto Durosinmi: gol nel finale contro la Dea decisivo!

Pisa Atalanta, debutto da favola per Durosinmi: il nuovo bomber segna nel finale e firma il gol decisivo contro la Dea

Il Pisa ritrova il gol davanti al proprio pubblico e lo fa grazie a Rafiu Durosinmi, il colpo più costoso della storia del club. Alla Cetilar Arena, dove i nerazzurri non segnavano dal 7 novembre nella sfida vinta contro la Cremonese, è stato proprio il nuovo attaccante nigeriano a firmare il secondo gol stagionale in casa, rendendo memorabile il suo esordio.

Entrato al 65’ al posto di Meister, il classe 2003 ha impiegato pochi minuti per lasciare il segno: perfetto l’inserimento sul cross di Leris dalla sinistra e altrettanto precisa la sua incornata che ha battuto Carnesecchi, ristabilendo la parità dopo il vantaggio firmato da Krstovic. Un debutto subito decisivo per Durosinmi, arrivato dal Viktoria Plzen per 9 milioni di euro più bonus, cifra che lo rende l’acquisto più oneroso nella storia del Pisa.

Il suo arrivo in Italia era avvenuto alla vigilia della gara persa contro il Como il 6 gennaio, ma problemi legati al transfer internazionale ne avevano ritardato l’esordio. Dopo appena due allenamenti con il gruppo, Gilardino ha scelto comunque di lanciarlo nella ripresa, una decisione ripagata immediatamente dal gol che ha acceso la Cetilar Arena.

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Calciomercato Bologna, è ufficiale Eivind Helland! Il comunicato ufficiale dei felsinei

Calciomercato Bologna, arriva l’ufficialità: Eivind Helland è un nuovo giocatore rossoblù. Ecco il comunicato del club

Il Bologna FC 1909 ha ufficializzato l’acquisto a titolo definitivo di Eivind Helland. Il difensore norvegese arriva dallo SK Brann, club con cui ha completato il proprio percorso di crescita prima del salto in Serie A. Con questa operazione, i rossoblù aggiungono un nuovo rinforzo al reparto arretrato in vista della seconda parte di stagione. La nota del club:

COMUNICATO – !Il Bologna FC 1909 comunica di aver acquisito a titolo definitivo dal SK Brann il diritto alle prestazioni sportive del difensore Eivind Helland.

Secondo norvegese nella storia del club, Helland è un difensore centrale moderno di imponente struttura fisica, abile nell’impostazione dal basso e nella gestione del possesso. Nato nel 2005, Eivind muove i primi passi nel settore giovanile del Sædalen, prima di trasferirsi al Fyllingsdalen, dove debutta in Prima squadra nel 2021.

Il passaggio al Brann segna una tappa decisiva del suo percorso: nel 2023 arriva l’esordio in Eliteserien, seguito nel 2024 dalle prime presenze nelle competizioni UEFA. Nell’ottobre scorso è giunta anche la prima convocazione con la Nazionale maggiore norvegese, ulteriore conferma di una crescita costante e di un talento in piena ascesa“.

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Roma, si avvicina la fine del rapporto con Bove: iter di risoluzione in via di definizione. Lo attende il Watford

Bove Roma, separazione imminente: l’iter per la risoluzione è alle battute conclusive. Lo aspetta il Watford in Championship

Nelle prossime ore dovrebbe arrivare la definitiva risoluzione del contratto tra Edoardo Bove e la Roma. L’iter formale si concluderà nella giornata di domani mettendo fine al legame tra il centrocampista e il club giallorosso dopo mesi complessi. Lo riporta Di Marzio.

Una volta chiuso il capitolo Roma, per Bove si aprirà una nuova avventura all’estero: ad attenderlo c’è il Watford, pronto ad accoglierlo in Championship. Dopo il grave spavento della scorsa stagione, il classe 2002 è determinato a tornare in campo e a rilanciarsi in un contesto competitivo ma meno vincolato dalle normative italiane.

Proprio il regolamento nazionale, infatti, impedisce al giocatore di scendere in campo in Serie A o B a causa del defibrillatore sottocutaneo installato dopo il malore. In Inghilterra, invece, potrà riprendere l’attività agonistica: la Championship diventerà così il nuovo palcoscenico da cui ripartire dopo un anno di stop forzato.

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Serie A, boom di spettatori su DAZN: girone d’andata da record e crescita a doppia cifra. Ecco il podio delle squadre più seguite

Serie A, tutti i numeri di Dazn non lasciano dubbi: dati record nella prima metà di stagione. I nerazzurri confermano il podio

Con il recupero della 16ª giornata, rinviata a gennaio per la Supercoppa, si è chiuso ufficialmente il girone d’andata della Serie A. Il bilancio sul fronte degli ascolti premia la Serie A Enilive su DAZN, che registra numeri in forte crescita rispetto alle stagioni precedenti, segnando una tendenza decisamente positiva per l’intero prodotto televisivo del campionato.

Le prime 19 giornate hanno totalizzato 112.261.756 spettatori complessivi, pari a un incremento del 18% rispetto allo scorso anno. Anche la media per turno conferma il trend: dopo le prime due giornate, l’audience si è stabilizzata attorno ai 6,1 milioni di spettatori a giornata. Analizzando i dati club per club, la Juventus risulta la squadra più seguita del girone d’andata con oltre 22,3 milioni di contatti, seguita da Milan (21,2 milioni), Inter (20,7 milioni), Napoli (18,6 milioni), Roma (14,5 milioni) e Lazio (10,5 milioni).

A trainare gli ascolti restano i big match. La partita più vista su DAZN nella prima metà di stagione è stata Milan-Roma, che ha raccolto 2.396.708 spettatori. Subito dietro il derby Inter-Milan, seguito da 2.136.298 utenti, mentre al terzo posto si colloca Juventus-Milan, terminata 0-0 ma capace comunque di attirare quasi 1,92 milioni di spettatori.

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Mercato Pisa, Corrado fa il punto: «Lucca? Oggi è fantacalcio. Joao Pedro ha scelto un’altra strada. Sui nuovi acquisti…»

Mercato Pisa, l’ad Giovanni Corrado svela: «Lucca? Oggi è fantacalcio. Joao Pedro ha scelto un’altra strada». Le parole

L’amministratore delegato dei toscani Giovanni Corrado è intervenuto ai microfoni di Sky Sport. Il dirigente ha fatto il punto sulle ultime dinamiche di mercato, soffermandosi sia sul mancato approdo di Joao Pedro sia sulla possibilità legata a Lorenzo Lucca, attualmente in uscita dal Napoli.

PAROLE «Joao Pedro ha scelto un’altra strada, sebbene avesse inizialmente deciso di intraprendere quest’idea con noi. Chiusa una porta, si apre un portone»

LUCCA «Oggi è fantacalcio. A Lorenzo vogliamo bene, è un giocatore importante oltre che un ottimo ragazzo. Probabilmente gli portiamo anche fortuna, dal momento che in Serie A ha segnato soltanto contro di noi. Ci sentiamo spesso e gli diciamo che deve mostrare le sue qualità al Napoli. Poi per il resto si vedrà»

NUOVI ACQUISTI – «Bozhinov è un ragazzo del 2005, molto talentuoso e pronto per giocare. Idem per Durosnimi, sono giocatori da Pisa»

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Calciomercato: niente Lazio per Toth, è fatta per il suo arrivo al Bournemouth: tutti i dettagli

Calciomercato, Toth sfuma per la Lazio: il talento ungherese vola al Bournemouth. Accordo chiuso, ecco tutti i dettagli

L’arrivo di Alex Toth al Bournemouth è ormai definito. Il club inglese, è riuscito a superare la concorrenza della Lazio e ha chiuso l’operazione per assicurarsi uno dei giovani più promettenti del panorama ungherese. Lo riporta Di Marzio.

L’accordo per il classe 2005 prevede una base fissa di 12 milioni di euro, a cui si aggiungono 3 milioni di bonus legati a obiettivi e rendimento. Una trattativa rapida e convincente, che ha permesso alle Cherries di bruciare le rivali e portare a termine un investimento importante in prospettiva futura.

Il Bournemouth si prepara dunque ad accogliere il centrocampista del Ferencvaros, protagonista di una prima parte di stagione molto positiva: 25 presenze complessive, 2 gol e 5 assist. Numeri che hanno attirato l’attenzione degli scout inglesi e che hanno accelerato la chiusura dell’affare.

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Vazquez Cremonese, il trequartista saluta l’Italia: è fatto per il ritorno al Belgrano, i dettagli

Vazquez Cremonese, capitolo finale: il trequartista argentino lascia la Serie A e torna al Belgrano. Operazione chiusa

L’avventura di Franco Vazquez alla Cremonese sembra ormai prossima alla conclusione. Secondo quanto riportato da Olé, il futuro del “Mudo” sarebbe già tracciato: il trequartista è pronto a fare ritorno al Belgrano, il club argentino in cui aveva mosso i primi passi quattordici anni fa prima del suo approdo in Europa con la maglia del Palermo.

L’operazione dovrebbe andare in porto tramite una risoluzione consensuale del contratto con la Cremonese, permettendo così al giocatore di rientrare in patria da svincolato. Una scelta che chiuderebbe definitivamente la sua parentesi in grigiorosso, arrivata dopo una stagione da protagonista in Serie B.

Un ritorno alle origini che segna una nuova fase della sua carriera, pronta a ripartire proprio da dove tutto era iniziato.

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Lazio, Lotito durissimo: «La squadra la fa la società, l’allenatore dà indicazioni tecniche. A casa mia comando io!»

Lazio, Lotito non usa mezzi termini: «La squadra la fa la società, l’allenatore dà indicazioni tecniche. A casa mia comando io!»

Claudio Lotito, come riportato da SportMediaset, è intervenuto oggi affrontando diversi temi di attualità biancoceleste. Il presidente della Lazio, presente alla conferenza stampa di presentazione di Kenneth Taylor e Petar Ratkov, ha colto l’occasione per esprimersi su vari argomenti legati al club. Di seguito le sue dichiarazioni.

CALCIOMERCATO – «Il mercato per noi è aperto ma non dobbiamo per forza comprare come se andassimo al supermercato. Lavoriamo per riportare la Lazio dove è stata per tantissimi anni. Stiamo allestendo una squadra competitiva – ha aggiunto – ma facciamo la collezione delle figurine. Ho un elenco di cose per cui dovrei fare ricorso, spero che anche la giustizia sportiva venga estrapolata dalla Federazione, penso sia una cosa giusta. L’autoreferenzialità non funziona».

POLEMICA CON SARRI – «La squadra la fa la società, l’allenatore dà indicazioni tecniche. A casa mia comando io, gli altri sono dipendenti. A me delle considerazioni e delle battute non interessa, Sarri non è uno sprovveduto e non posso pensare non conosca un calciatore. L’allenatore sapeva quale fosse la rosa. Abbiamo contattato i giocatori e se ci rifiutano io non prego nessuno, non sto qui per fare opere pie».

RIFIUTARSI DI GIOCARE LA CONFERENCE LEAGUE, ACADEMY E STADIO – «Perché fasciarsi la testa prima di rompersela? Sarri non gradisce la Conference League e posso condividere, credo che crei solo danni a un club strutturato. Noi non aspiriamo ad andare in Conference League. La Lazio sa quello che fa, ha un percorso ben programmato e non si vive alla giornata come da altre parti. Noi siamo concentrati sull’Academy e sullo stadio, oltre alla quotazione al Nasdaq che è stata molto apprezzata nell’ambiente americano e questo può far fare un ulteriore salto mondiale al club»

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Chiesa Juventus, il ritorno si complica? Muro del Liverpool e cresce la pista alternativa per i bianconeri

Chiesa Juventus, le richieste del Liverpool frenano tutto, avanza la seconda opzione. Ecco tutti gli aggiornamenti

La Juventus sta ridefinendo in modo significativo la propria strategia per completare il reparto offensivo a disposizione di Luciano Spalletti. L’obiettivo del mercato di gennaio resta quello di individuare un profilo di qualità che possa agire da vice Kenan Yildiz, ma le opzioni sul tavolo stanno prendendo direzioni molto diverse. Come riportato da Matteo Moretto, la pista che porta al possibile ritorno di Federico Chiesa si è complicata al punto da diventare quasi impraticabile. Il Liverpool, infatti, non apre a formule creative: chiede circa 15 milioni di euro e accetta soltanto una cessione a titolo definitivo.

Non sorprende, dunque, che dopo i primi contatti con l’entourage del giocatore e con i Reds, la trattativa si sia arenata fino a interrompersi del tutto negli ultimi giorni. Parallelamente, nel ventaglio delle possibilità bianconere sta emergendo con forza il nome di Daniel Maldini. Il fantasista dell’Atalanta non è più una semplice idea, ma una pista concreta che sta guadagnando terreno nelle ultime ore.

Sul fronte Maldini, infatti, si registrano nuovi contatti tra la Juventus e il club bergamasco per valutare nel dettaglio la fattibilità dell’operazione. Le parti hanno iniziato a discutere costi, formule e il ruolo tecnico che il giocatore potrebbe ricoprire nel progetto bianconero, delineando uno scenario che potrebbe diventare uno dei temi caldi del finale di sessione.

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PAROLE – «Si dovrà scaldare il vice Kenan Yildiz, perché la Juventus è alla ricerca di questo profilo. E vi do due aggiornamenti. Il primo riguarda Federico Chiesa. Vi ribadisco, il Liverpool mi dicono che chieda circa 15 milioni di euro per il trasferimento a titolo definitivo e il titolo definitivo è l’unica soluzione, l’unica via per la Juventus in questo momento per arrivare a Chiesa, perché il Liverpool lo lascia partire solo a titolo definitivo. In secondo luogo, comunque lo stipendio di Chiesa a Liverpool è elevato e i costi dell’operazione rendono questa operazione, questo ritorno di Federico Chiesa complicato, molto complicato. Tant’è che negli ultimi giorni la Juventus non ha più avuto contatti su questo fronte, nonostante si fosse mossa qualche giorno fa, avesse avuto dei primi sondaggi sia con il Liverpool sia con l’entourage del calciatore. Invece vi tengo caldo, vi tengo in lista, vi tengo come opportunità degli ultimi giorni, delle ultime settimane, il nome di Daniel Maldini, perché Daniel Maldini insomma ci sono ci sono stati nuovi contatti per provare a capire se questa situazione può andare avanti tra Atalanta e Juventus, la formula, i costi, il tipo di progetto da costruire intorno a Daniel Maldini, quindi vi tengo Daniel Maldini nel nostro borsino chiaramente prende leggermente quota, scende Federico Chiesa ad oggi».

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Ibrahimovic si racconta: «Futuro da allenatore? No. Se sei stato un giocatore di alto livello, non è la stessa cosa»

Ibrahimovic svela a sorpresa: «Futuro da allenatore? No. Se sei stato un giocatore di alto livello, non è la stessa cosa». Le parole

Zlatan Ibrahimovic continua a far parlare di sé anche lontano dal campo. In un’intervista concessa a (Ne)uspjeh prvaka, il consulente strategico di RedBird ha voluto chiarire la natura del suo ruolo e la filosofia che sta cercando di trasmettere nel nuovo progetto rossonero. Con la consueta schiettezza, lo svedese ha sottolineato come la sua posizione sia direttamente collegata alla proprietà di Gerry Cardinale, più che all’organigramma tradizionale del club. Di seguito, tutte le sue dichiarazioni.

Su come si sente oggi«Tutto quello che ho vissuto da giocatore mi ha formato anche come uomo. Tutto ciò che ho imparato, che avevo intorno a me, la mentalità, le persone che mi circondavano, mi hanno reso quello che sono oggi. Vado avanti con quella mentalità, con quella disciplina. Tutto è il risultato di quello che ero da giocatori e degli obiettivi che ho sempre avuto, ho sempre cercato una mentalità vincente. Non è che non so perdere, ho perso e perderò ancora, ma non è nella mia natura. Devo vincere, voglio vincere e so come vincere. Questo sono io. Non posso fare le cose come una persona normale, cerco di essere sempre al top, non mi accontento di meno, non ce l’ho dentro, voglio essere diverso dagli altri e allora sono il migliore. La vedo così. Questo vale in tutto».

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Sull’Ibrahimovic calciatore e l’Ibrahimovic dirigente«Sono lo stesso, solo che ora guardo il calcio da un’altra prospettiva. Non avevo risposte prima, ora capisco perché non si poteva fare certe cose. Bisogna guardare tutto al completo, siamo un’azienda. Per portare i giocatori serve equilibrio, sponsor, televisioni, tifosi, vendere i diritti… Tutto questo lo sto imparando ora e sono più umile. Non sono offensivo, osservo. Poi, quando si parla di calcio, sono più diretto, capisco di cosa parlo, sono due mondi differenti».

Se lo vedremo mai a fare l’allenatore«No. Se sei stato un giocatore di alto livello, non è la stessa cosa… Allenare è un altro mondo, ti aiuta un po’, ma molti sbagliano. Pensano che siccome sono stati grandi giocatori allora saranno grandi allenatori. Io soffro perché non posso più giocare, aiutare i miei compagni, incidere, giocare e vincere. Mi sentivo vivo, entravo in campo e uno doveva vincere. Per me perdere era difficile, ma non siamo supereroi. Se non vincevo era come se non fossi vivo. La parte più difficile del mio lavoro è non poter aiutare giocatori, allenatori, tifosi, club. Sto imparando a farlo in un altro modo, ma è difficile perché ho vissuto quell’adrenalina per 25 anni. Sto migliorando, ma se un giocatore vuole allenare deve imparare e partire da zero. Il problema però è che non possono farlo, portano l’ego e iniziano già dal massimo livello. È l’errore più grande che si possa fare. Se inizi dal basso non ci sono le stesse conseguenze che iniziando dall’alto. Chi ti cercherà dopo guarderà i tuoi risultati. Dagli errori si impara, bisogna sbagliare. Io inizierei con i bambini. Se hai un nome ti scelgono i professionisti, ma poi sbagli e da lì tutti diventa difficile. Oggi nei grandi club non serve fare molto, tanti vedono il calcio come una scienza, ma basta mettere undici uomini, entrare nelle loro teste, motivarli. In quelli più piccoli è più necessario lavorare, ma troppi oggi cercano di cambiare il calcio, essere protagonisti. Gli attori principali sono i giocatori, alcuni tecnici pensano troppo, come se tutto fosse programmato. Il tecnico migliora con l’esperienza, la sua carriera non è come quella di un giocatore, c’è stress, momenti di catastrofe, ma è il risultato dell’esperienza che dimostra come sei intelligente e quanto lo sei. Tutti vogliono inventare il calcio».

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Douglas Costa Chievo Verona, è fatta! L’ex Juve ha firmato. Intesa definita con contratto fino a giugno

Douglas Costa Chievo Verona, ora è ufficiale: accordo raggiunto e contratto valido fino a giugno. I dettagli

Uno dei colpi più sorprendenti del calcio dilettantistico è diventato realtà: Douglas Costa ha firmato con il Chievo. L’ex attaccante della Juventus, oggi 35enne, ha accettato un contratto di sei mesi con il club veneto. L’accordo verbale era stato raggiunto nella giornata di giovedì 15 gennaio e mancavano soltanto le firme per rendere ufficiale l’operazione. Lo riporta Di Marzio.

La sottoscrizione del contratto è arrivata direttamente dal Brasile. L’intesa prevede un accordo fino a giugno 2026, dopodiché il brasiliano si trasferirà all’Al-Ittifaq, dove ritroverà Mario Balotelli per i due anni successivi. Nel frattempo, il Chievo sta lavorando per portarlo in Italia il prima possibile: si è tentato di averlo già per il match del weekend contro il Milan Futuro, ma i tempi risultano molto stretti. Più realistico un arrivo tra giovedì e venerdì della prossima settimana.

Quel che è certo è che l’operazione è autentica e ormai definitiva. Il Chievo ha concretizzato un colpo che fino a poco tempo fa sembrava pura fantasia, frutto di una pianificazione iniziata dal proprietario Pietro Laterza e portata avanti fino alla firma da Andrea Fulco. Ora non ci sono più dubbi: Douglas Costa vestirà la maglia del Chievo e giocherà in Serie D.

COMUNICATO – “La società A.C. CHIEVOVERONA comunica di aver definito
l’accordo con il giocatore Douglas Costa fino al termine della stagione.

Svincolato, dopo l’ultima esperienza con l’FC Sydney, l’atleta ha sottoscritto un contratto con
il ChievoVerona che lo legherà al club gialloblù, entrando così a far parte della famiglia
clivense.

Il calciatore brasiliano classe ’90 è un esterno offensivo di grande esperienza
internazionale, noto per velocità, tecnica e capacità di incidere nell’uno contro uno.

Nel corso della carriera Douglas Costa ha maturato un solido bagaglio di esperienze
internazionali, affermandosi allo Shakhtar Donetsk e vestendo successivamente le maglie di
Bayern Monaco e Juventus, con cui ha disputato campionati di vertice e la Champions
League. Ha inoltre rappresentato la Seleção, la Nazionale brasiliana, partecipando a
competizioni mondiali e costruendo un palmarès che attesta la sua attitudine a competere in
contesti vincenti.

L’esterno d’attacco porta al Chievo esperienza, qualità e mentalità maturate ai massimi livelli,
rappresentando un valore tecnico aggiunto per la squadra.

Questo acquisto dimostra la volontà del club di continuare a costruire con ambizione e serietà – afferma il presidente Pietro Laterza – Siamo convinti che la presenza di un profilo come Douglas Costa possa dare prestigio al Chievo e all’intero campionato di Serie D ”.

Il ChievoVerona accoglie Douglas Costa nella famiglia gialloblù, certi che la sua esperienza,
il suo talento e la sua personalità sapranno lasciare il segno dentro e fuori dal campo.”.

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Formazioni ufficiali Pisa Atalanta, le scelte di Gilardino e Palladino per la sfida di Serie A

Formazioni ufficiali Pisa Atalanta, gli schieramenti scelti da Gilardino e Palladino per la partita valida per la 21esima giornata

Le formazioni ufficiali di Pisa Atalanta, match delle 20:45 e valido per la 21esima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le scelte di Gilardino e Palladino:

FORMAZIONI UFFICIALI PISA ATALANTA

PISA (3-4-2-1): Scuffet; Calabresi, Canestrelli, Caracciolo; Touré, Aebischer, Marin, Angori; Moreo, Tramoni; Meister. Allenatore: Alberto Gilardino

ATALANTA (3-4-2-1): Carnesecchi; Scalvini, Hien, Ahanor; Musah, De Roon, Pasalic, Bernasconi; De Ketelaere, Zalewski; Scamacca. Allenatore: Raffaele Palladino

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Calciomercato Genoa, vicinissimo l’arrivo di Dagasso dal Pescara! Battuta la concorrenza, ecco cosa manca

Calciomercato Genoa, Dagasso a un passo: rossoblù in vantaggio sulla concorrenza, ultimi dettagli per la chiusura

Il Genoa è ormai vicinissimo a chiudere per Matteo Dagasso, centrocampista classe 2004 che si è messo in grande evidenza nella prima parte di stagione con il Pescara. Il club ligure ha presentato una nuova offerta e il trasferimento in rossoblù sembra a un passo, in attesa soltanto dell’ultimo via libera da parte della dirigenza. Lo riporta Di Marzio.

Nonostante il pressing del Venezia, intenzionato a restare in corsa fino all’ultimo per il giovane talento, il Genoa appare ora in netto vantaggio. Dagasso, protagonista anche con la Nazionale U21 — con cui ha già collezionato due gol in sei presenze — è considerato uno dei profili più interessanti del panorama italiano e il club ligure sembra aver preso il controllo della trattativa.

Il centrocampista, autore di un gol e quattro assist in 17 partite di Serie B, ha già avuto un primo contatto con Daniele De Rossi e attende soltanto la definizione degli ultimi dettagli per completare il trasferimento. L’affare è ormai alle battute finali e il Genoa si prepara ad accogliere uno dei giovani più promettenti del campionato cadetto.

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Udinese, parla Runjaic: «L’Inter è la squadra migliore d’Italia oggi. Dobbiamo funzionare molto bene come squadra. Su Zaniolo…»

Udinese, Runjaic in conferenza stampa svela: «L’Inter è la squadra migliore d’Italia oggi. Noi dobbiamo funzionare bene»

Il tecnico dell’Udinese, Kosta Runjaic è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia della sfida contro l’Inter, affrontando i temi principali legati al match. Ecco le sue dichiarazioni.

La sfida contro l’Inter, già battuta all’andata
“L’Inter è la squadra migliore d’Italia attualmente, tutti conoscono i loro giocatori e i loro punti di forza. Dobbiamo funzionare molto bene come squadra, loro hanno grande qualità e sono in salute. Si può sorprendere una seconda volta, non ci diamo per sconfitti ma sappiamo che non bisognerà commettere errori se vogliamo avere una possibilità di vittoria. Servirà disciplina e ordine tattico, ma anche coraggio. Se non saremo disposti a prenderci dei rischi in entrambe le fasi è chiaro che diventa complicato fare punti. Forse conoscete il film di Woody Allen “Play it again, Sam” (“Provaci ancora, Sam”, ndr): vogliamo riprovarci. Contro il Pisa non ci è mai mancata l’energia e con il giusto contributo di tutti, anche dei subentranti, faremo bene. Domani ci saranno tanti tifosi dell’Inter nel nostro stadio, può essere uno svantaggio, ma il sostegno che ci fornisce la Curva Nord è importante, ci spingeranno”.

L’assenza di Zaniolo
“Abbiamo già giocato senza Zaniolo contro l’Inter. Il suo acquisto ci ha aiutato tanto, ma contro le grandi squadre l’elemento più importante è la squadra, che deve funzionare nel suo insieme. Nicolò ci mancherà, ma abbiamo altri giocatori e potremo dire comunque la nostra. Saremo motivati e concentrati al massimo, cercheremo di vincere anche se sappiamo che è difficile. L’Inter non è invincibile, ma tante cose devono funzionare per poter fare tre punti. Dobbiamo fare la giusta pressione, saper soffrire ed essere migliori delle loro individualità”.

I prestiti di Palma e Bravo
“Quando si acquistano dei giovani di prospettiva si mette in contro di poterli prestare per farli crescere. Abbiamo preso questa decisione su Palma e Bravo perché devono giocare di più, si sono integrati in squadra, hanno accumulato esperienza in allenamento e sono migliorati. Qua c’è grande concorrenza, quindi abbiamo pensato al futuro e la strada migliore per loro sul breve termine è il prestito. Avranno la loro chance per giocare di più e fare il salto di qualità”.

Il reparto offensivo
“A livello numerico davanti ci manca qualcuno, ma può capitare. Può essere che Atta faccia il trequartista, ma sappiamo che è rientrato da poco e ha bisogno di recuperare la miglior forma. In ogni caso schiereremo una squadra pronta, abbiamo diverse idee e tra oggi e domani prenderemo le decisioni definitive”.

Kristensen
“Si è allenato in gruppo ed è a disposizione. Lo vedrete tra i convocati e, perché no, anche in campo”.

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Infortunio Camarda, il Milan valuta lo stop al prestito: il Lecce si oppone! Cosa sta succedendo

Infortunio Camarda, il Milan spinge per il rientro anticipato ma il Lecce non apre: tensione sul prestito. Le ultimissime

L’infortunio alla spalla riportato da Francesco Camarda si è rivelato più serio del previsto, costringendo Milan e Lecce a valutare con attenzione il percorso riabilitativo più adatto per il giovane attaccante. La situazione ha aperto un confronto tra i due club, chiamati a trovare una soluzione condivisa per gestire al meglio il recupero del classe 2008.

Il Milan, proprietario del cartellino, vorrebbe seguire direttamente la riabilitazione del giocatore, ma per farlo è necessario ottenere il via libera dal Lecce. La società salentina, però, non sembra intenzionata a concedere un rientro anticipato a Milano, preferendo mantenere il controllo sul percorso del calciatore almeno fino a quando non verrà chiarita la reale entità dell’infortunio.

Camarda è infatti tesserato con il Lecce fino a giugno, con un diritto di riscatto fissato a 3 milioni e la possibilità per il Milan di esercitare il controriscatto. Prima di prendere decisioni definitive, i due club dovranno valutare con precisione la situazione clinica del ragazzo. Nel frattempo, lo staff medico ha consigliato un periodo di riposo di circa quindici giorni, utile per monitorare l’evoluzione del problema. Lo riporta Di Marzio.

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Lazio, Fabiani non ci sta: «Fatti molto strani sulla trattativa Taylor, denuncerò a Procura e FIGC!»

Lazio, il ds biancoceleste Fabiani durissimo: «Fatti molto strani sulla trattativa Taylor, denuncerò a Procura e FIGC!»

Si è tenuta oggi la conferenza stampa di presentazione dei nuovi acquisti della Lazio, Kenneth Taylor e Petar Ratkov. Nel corso dell’incontro con i media, il direttore sportivo biancoceleste è intervenuto affrontando diversi temi legati al mercato e alla programmazione del club, come riportato da Calcio e Finanza. Queste le sue dichiarazioni:

DENUNCIA – «A breve presenterò una denuncia per fatti molto strani accaduti nella trattativa per Taylor, siccome lavoro per il bene della società interverrò e denuncerò personalmente alla Procura della Repubblica e alla Federazione».

SPIEGAZIONE – «Deve finire l’ingresso di persone per trarre vantaggi, io non sono ricattabile e lo dice la mia storia, andrò avanti per la mia strada. Fino a quando avrò la fiducia della società e della famiglia Lotito, la Lazio non si farà prendere in giro. Questi signori qui alla Lazio non passano. Alla firma di Taylor mi sono sentito orgoglioso di rappresentare la famiglia Lazio».

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TAYLOR – «Ha caratteristiche che rispondono a quello che chiede il tecnico, si farà apprezzare per le sue qualità. Qualche volta si fa finta di non conoscere dei giocatori perché ultimamente ci sono dei gruppetti che ne approfittano per inserirsi, non possono saltare operazioni perché si inseriscono persone, abbiamo avuto la fortuna di lavorare in estremo silenzio su questi due giocatori. È un calciatore conosciuto da Sarri, parliamo di due società come Salisburgo e Ajax che sono di primaria importanza nel panorama calcistico, figuriamoci se Sarri non conosce giocatori di squadre così importanti».

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Mercato Cagliari, si scalda l’asse con il Parma: lo scambio Cutrone Luvumbo prende quota? Le ultime

Mercato Cagliari, dialoghi intensi con il Parma: possibile scambio Cutrone Luvumbo, le ultime indiscrezioni

Il calciomercato del Cagliari entra in una fase sempre più intensa e ricca di sviluppi inattesi, con movimenti che potrebbero modificare profondamente la fisionomia del reparto offensivo rossoblù. Nelle ultime ore è infatti emersa una novità di rilievo: come riportato da Alfredo Pedullà su X, sarebbe in valutazione uno scambio tra Cagliari e Parma che coinvolgerebbe Patrick Cutrone e Zito Luvumbo. I contatti tra i due club sarebbero già stati avviati, segnale che l’operazione non è affatto un’ipotesi remota.

Calciomercato Cagliari, perché l’operazione può decollare L’idea dello scambio nasce da esigenze tecniche complementari. Il Cagliari guarda con interesse a Patrick Cutrone, attaccante italiano con esperienza in Serie A, abile nel gioco d’area e dotato di fisicità e senso del gol. Un profilo che potrebbe aggiungere struttura e alternative concrete alla manovra offensiva.

Sul fronte opposto, Zito Luvumbo rappresenta un esterno rapido, esplosivo e imprevedibile: caratteristiche che il Parma considera ideali per aumentare profondità e velocità nel proprio attacco. Restano da definire valutazioni economiche e formule dell’eventuale scambio, aspetti tutt’altro che secondari.

Tempi e scenari: trattativa in movimento I “lavori avviati” indicano che la trattativa è già entrata in una fase operativa. Qualora le parti trovassero un accordo, lo scambio Cutrone–Luvumbo potrebbe concretizzarsi in tempi brevi, regalando al Cagliari un nuovo asset offensivo per la seconda metà di stagione. Il mercato rossoblù, dunque, resta in pieno fermento, pronto a cogliere opportunità capaci di incidere immediatamente sul rendimento della squadra.

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Calhanoglu Inter, il punto sul rinnovo: aggiornamenti importanti e le prospettive future del centrocampista

Calhanoglu Inter, il dossier rinnovo entra nel vivo: gli ultimi aggiornamenti e le prospettive future del faro della mediana nerazzurra

L’Inter si trova a gestire un dossier cruciale per il proprio equilibrio tecnico: il futuro di Hakan Calhanoglu. Il regista turco, autentico faro della mediana grazie alla sua qualità nei passaggi, alla visione di gioco e alla capacità di scandire i ritmi della manovra, è attualmente fermo ai box per un infortunio. Il rientro è previsto per l’inizio di febbraio, ma la sua assenza non ha affatto raffreddato l’interesse attorno al suo nome, che continua a occupare le prime pagine del mercato.

Nelle ultime ore, alcune indiscrezioni hanno confermato la presenza a Milano di emissari del Galatasaray. Il club di Istanbul, deciso a rinforzare il proprio centrocampo con un colpo di grande impatto, avrebbe individuato proprio nel numero 20 nerazzurro il profilo ideale. La risposta dell’Inter, però, è stata immediata e categorica: nessuna apertura, nessun incontro programmato, nessuna intenzione di sedersi a un tavolo per trattare.

Come riportato dalla Gazzetta dello Sport, la posizione della dirigenza è netta. Calhanoglu è considerato un pilastro del progetto tecnico e non esistono margini per una cessione nel breve periodo. Il contratto del giocatore scade nel 2027, ma il club ha già definito la strategia per blindarlo: la questione rinnovo verrà affrontata in primavera, quando società e entourage si incontreranno per discutere un prolungamento che metta al riparo da qualsiasi rischio futuro.

La volontà di trattenere il centrocampista è condivisa pienamente da Cristian Chivu. Il tecnico rumeno, subentrato con successo sulla panchina dei Campioni d’Italia, considera Calhanoglu un elemento imprescindibile per il suo calcio propositivo, esattamente come lo era stato per Simone Inzaghi. Per l’Inter, perdere a parametro zero un giocatore di tale valore sarebbe impensabile: l’obiettivo è blindare il proprio “direttore d’orchestra” e continuare a costruire attorno a lui il cuore pulsante della squadra.

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Manchester City, pronto un grande colpo di mercato! Arriva Guehi dal Crystal Palace: i dettagli

Manchester City accelera sul mercato: Marcus Guehi a un passo dal trasferimento dal Crystal Palace, operazione ai dettagli

Secondo The Sun il Manchester City è pronto a piazzare un colpo magistrale sul mercato invernale, assicurandosi Marc Guehi dal Crystal Palace. Un’operazione che non solo rinforza la difesa di Pep Guardiola in vista della corsa al titolo, ma garantisce anche un inaspettato “tesoretto” al Chelsea, grazie a una lungimirante mossa di mercato risalente al 2021.


L’affare: cifre e dettagli
I “Citizens” hanno trovato l’accordo con le Eagles per una cifra vicina ai 20 milioni di sterline. Si tratta di un prezzo di favore, motivato dalla situazione contrattuale del centrale inglese classe 2000: Guehi, 25 anni, sarebbe infatti diventato un parametro zero la prossima estate. Guardiola lo ha indicato come priorità assoluta per gennaio, deciso a battere la concorrenza sul tempo piuttosto che attendere la scadenza naturale del contratto.


La clausola “geniale” del Chelsea
A sorridere, oltre al City, è soprattutto il Chelsea. All’epoca della cessione del difensore al Crystal Palace per circa 18 milioni, i Blues inserirono nell’accordo una clausola sulla futura rivendita pari al 20%.
Incasso per il Chelsea: Grazie a questa mossa, il club di West London incasserà circa 4 milioni di sterline senza dover muovere un dito.
Il tecnico: Queste risorse extra faranno comodo a Liam Rosenior, attuale manager dei Blues (succeduto a Enzo Maresca e blindato da un contratto fino al 2032), per finanziare le proprie manovre di mercato.


Il Crystal Palace perde il capitano
Oliver Glasner, tecnico del Palace, ha confermato che l’addio è ormai imminente. Il difensore, cresciuto proprio nell’Academy del Chelsea prima di diventare un pilastro a Selhurst Park, non scenderà in campo nel prossimo match.
«Le mie informazioni sono che l’affare per Marc è alle fasi finali. Non giocherà domani. Tutti vorrebbero che Marc restasse qui per sempre, è il nostro capitano, ma la realtà è diversa. Quando un giocatore vuole andarsene e il prezzo è giusto, l’affare si fa»
L’arrivo di Guehi all’Etihad Stadium garantisce a Guardiola un centrale affidabile e strutturato, colmando un vuoto nel reparto arretrato con un investimento contenuto rispetto ai parametri standard della Premier League.

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Calciomercato Juventus: tanti ostacoli per Chiesa. Comolli ha già pronta l’alternativa in casa di fumata nera! Chi è l’obiettivo

Calciomercato Juventus: il Liverpool non si smuove per Chiesa. Comolli ha già l’alternativa per rinforzare l’attacco bianconero

Giorni di fuoco alla Continassa. Il calciomercato di gennaio della Juventus entra nel vivo con una suggestione che sta rapidamente trasformandosi in una trattativa concreta: il grande ritorno di Federico Chiesa. Secondo quanto rilanciato con forza da La Gazzetta dello Sport, la volontà del giocatore è ferrea e potrebbe fare la differenza. L’esterno offensivo classe 1997 ha deciso di chiudere la sua parentesi in Inghilterra. Dopo l’addio consumatosi nell’estate 2024, Chiesa sente che il suo tempo al Liverpool è finito e spinge per riabbracciare i colori bianconeri, convinto che Torino sia l’ambiente ideale per rilanciarsi definitivamente.

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La trattativa: il nodo della formula

Se il cuore del ragazzo dice “Juve”, la ragione di stato impone cautela sui conti. Il tavolo con i Reds è aperto, ma la strada è in salita. La dirigenza bianconera, guidata da Damien Comolli, sta lavorando per definire un affare sostenibile: la proposta sul piatto è quella di un prestito con obbligo di riscatto, che scatterebbe però solo al verificarsi di determinate condizioni. Il Liverpool, dal canto suo, fa resistenza. Il club di Anfield non intende svendere e cerca garanzie economiche più solide per lasciar partire il giocatore a metà stagione. Si cerca la quadra, ma il braccio di ferro è in atto.

Il piano B: occhi su Daniel Maldini

La Juventus, però, non vuole farsi trovare impreparata in caso di fumata nera. Per questo motivo, il club tiene in caldo un’alternativa di lusso: Daniel Maldini. Il trequartista figlio d’arte, attualmente all’Atalanta, è il profilo individuato come “Piano B”. Luciano Spalletti ha già dato il suo benestare all’eventuale operazione. La priorità resta Chiesa, ma se i tempi dovessero dilatarsi, la virata su Maldini sarebbe immediata.

Di Natale si racconta: «Ho sposato l’Udinese per 12 anni, fosse rimasto Sanchez potevamo vincere lo Scudetto. Il no alla Juve e c’era un giocatore che mi assomigliava…»

Di Natale, bandiera dell’Udinese, si è raccontato in questa intervista a Sportitalia. Le sue dichiarazioni tra presente e passato

Intervistato da Sportitalia, Totò Di Natale ha ripercorso così la sua lunga carriera, con la maglia dell’Udinese tatuata sulla sua pelle.

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RIMPIANTI «Ho sposato il progetto Udinese per 12 anni. Orgoglioso di quello che ho fatto: vinto due volte la classifica cannonieri, poi un Mondiale e un Europeo. Tutto il resta è noia. Ho un bel rapporto con la famiglia Pozzo: sono contento così. Il presidente mi chiamava tutte le sere. Con Guidolin mi divertivo: un grande allenatore, il mister è stato per noi un riferimento».

SCUDETTO CON L’UDINESE«Se fosse rimasto Sanchez (al Barcellona, ndr.) ci potevamo giocare le chance di vincerlo. Eravamo troppo forti».

NO ALLA JUVE – «Avevo comprato una scuola calcio a Udine. La parola vale di più dei soldi, ho fatto una scelta di vita. Stavo bene a Udine. Avevo 32 anni, mi avevano venduto a 7-8 milioni, alla Juve mi avrebbero fatto 4 anni».

UN DI NATALE NEL CALCIO MODERNO «Insigne mi assomigliava, le caratteristiche simili alle mie. Negli ultimi anni non c’è, facciamo fatica».

CHI VINCE LO SCUDETTO«Te lo dico a marzo, a oggi l’Inter. Ma occhio alla Juve. Spalletti? Sta facendo vedere il valore che ha, ha dimostrato di essere un fenomeno! Il Napoli di Conte fa fatica? Hanno tanto infortunati, poi fino alla fine se la può giocare».

Calciomercato Torino: il Maiorca bussa alla porta! Interesse per questo giocatore, può lasciare i granata nei prossimi giorni

Calciomercato Torino: il Maiorca ha acceso i riflettori in casa granata! Interesse per questo giocatore che potrebbe partire a gennaio

Il calciomercato del Torino si accende improvvisamente sull’asse che collega il Piemonte alle Isole Baleari. Nelle ultime ore, infatti, è stato registrato un movimento concreto in uscita che potrebbe ridisegnare il reparto offensivo a disposizione dei granata. Il Real Maiorca ha effettuato un sondaggio ufficiale per Cyril Ngonge.

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Il contatto: il Maiorca bussa a Petrachi

Secondo le ultime indiscrezioni di Matteo Moretto, la dirigenza spagnola ha contattato i vertici del club per chiedere informazioni sulla disponibilità del giocatore e sui costi dell’operazione. Al momento si tratta di una “richiesta di informazioni” esplorativa, utile a capire i margini di manovra per intavolare una trattativa vera e propria. Petrachi, Direttore Sportivo del Torino, non ha chiuso la porta a priori, ma ha fatto capire che il giocatore non partirà in saldo.

Il profilo: Ngonge piace per l’imprevedibilità

Ma perché gli spagnoli hanno messo nel mirino proprio il granata? Cyril Ngonge, esterno offensivo belga classe 2000, è un giocatore che fa della rapidità e del dribbling le sue armi migliori. Mancino naturale che ama partire da destra per rientrare e calciare, possiede quel mix di tecnica e anarchia tattica che in Spagna è molto apprezzato per scardinare le difese avversarie. Il Maiorca, alla ricerca di un elemento capace di creare superiorità numerica e portare gol pesanti (dote che Ngonge ha dimostrato di avere nel suo repertorio, pur con qualche pausa di rendimento), lo ha individuato come il rinforzo ideale per il mercato di gennaio.

Resta ora da capire la formula. I tifosi granata attendono sviluppi: la partenza di Ngonge libererebbe uno slot importante in attacco, costringendo poi la società a tornare sul mercato per regalare un sostituto all’allenatore. La palla passa ora agli spagnoli: il Torino è in attesa.

Malen si presenta alla Roma: «Ecco perché ho scelto di venire qui. Su Gasperini e il mio ruolo voglio dire questo»

Malen, nuovo esterno della Roma, si è presentato ai canali ufficiali giallorossi. Queste le sue dichiarazioni

Donyell Malen, nuovo acquisto della Roma, ha parlato ai canali ufficiali giallorossi. Questa la sua presentazione.

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SENSAZIONI – «Mi sento bene, sono felicissimo di essere qui. Sono state delle giornate lunghe, ma sono entusiasta».

SI ALLA ROMA «Direi la passione dei tifosi, l’ambizione della proprietà e gli obiettivi che si è prefissato il club. Penso che questo sia un grandissimo club e sono felicissimo».

GASPERINI – «Penso che lui sia molto importante per questo club. Ha fatto buone cose in passato con altre società e le sue squadre hanno sempre giocato un bel calcio, così come i suoi attaccanti. Non vedo l’ora di lavorare con lui».

RUOLO «Preferisco giocare al centro, penso di poter essere più pericoloso giocando da attaccante puro, di poter creare occasioni per la squadra e segnare. Per cui mi piace quella posizione».

SERIE A – «Conosco molto bene questo campionato, ho visto molte partite quest’anno e anche in passato. La Serie A mi è sempre interessata, sono felicissimo di essere qui e giocare in questo campionato. Lo conosco molto bene, da quando avevo 9 anni».

MESSAGGIO AI TIFOSI «Sono felice di essere qui e lotterò per questo club. Cercherò di dare il massimo, segnare gol e servire assist. Sono molto entusiasta. Forza Roma!».

Spalletti alla vigilia di Cagliari Juve: «Domani è la partita di Champions. Adzic non si tocca, sul riposo di Bremer e Yildiz…» – VIDEO

Spalletti, allenatore della Juve, ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match contro il Cagliari. Queste le sue dichiarazioni

In conferenza stampa alla vigilia di Cagliari Juve, Luciano Spalletti ha rilasciato queste dichiarazioni.

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BREMER E ADZIC – «Sono molto contento di come è tornato e di quello che sta migliorando di partita in partita. Quei tipi di infortuni ti lasciano perplessità e invece lui ha fatto una pulizia totale dentro la testa. Viaggia sempre un po’ con il dosatore, se quello davanti ha forza 3 lui mette 5, se ha forza 7 metti 10, se ha 9 mette 10 e lode. È stata solo una precauzione perché in questi casi è l’addizione delle partite, degli sforzi che può andare incontro a qualcosa di differente. Un po’ di ragionamenti futuri si possono fare in tutte queste partite. Se ci fosse la possibilità di gestire nelle prossime partite…Per il momento è dentro, poi si ragionerà di volta in volta perché sono le sensazioni e tutti i controlli che facciamo dal punto di vista di macchinari. C’è la possibilità di sapere quanti metri ha fatto, la partita che è stata. Come già sapete è fortissimo in tutte le espressioni. Deve migliorare quando palla sui piedi, quando decide di inserirsi ti affetta in un attimo. Adzic da un punto di vista mio è facile: ha capacità straordinarie, di quelle che hanno calciatori top e mi piacerebbe che riuscisse a prendere quelle due/tre conoscenze, che facesse ordine in ciò che deve lasciare e ciò che deve imporsi, sfruttare il più possibile. Tira delle bastonate, ha un tiro da fuori incredibile, ha un motore incredibile…Poi ogni tanto si perde perché non fa la cosa facile due volte ma vuole subito andare a trovare la cosa particolarmente sensazionale, vuole andare a trovare la giocata che non ha nessuno. Per me Adzic non si tocca, è un calciatore da cui mi aspetto grandi cose. C’è la possibilità di trovare un tesoro nascosto».

COMO MILAN – «Non l’ho solo vista, l’ho anche rivista, un paio di volte. Ci sono delle cose che si imparano vedendo altre partite. Si impara dal Como e dal Milan. Sarebbe bello ragionare e approfondire codesti temi. Giochisti o risultatisti? Perché al giochista piace divertirsi? C’è quello che ti piace di più, quello che ami fare perché ti dà soddisfazione, ma senza risultato è difficile. Il Como attraverso questo comportamento pensa ci siano più possibilità di vincere la partita. Fino a un certo punto la pensava in maniera corretta. Quando vai a giocare contro squadre che amano giocare col blocco squadra basso, diventa rischioso. Poi se hanno la potenzialità di ribaltarti il tavolino o il campo in poco tempo, è chiaro che bisogna essere bravi. Si può vincere in più modi e fa un po’ parte di questo discorso del calcio moderno. Ho la mia identità e la so cambiare, perché mi dà più possibilità di essere differente. Ma non la snaturo nel cambiare atteggiamento la mia identità, la mantengo nel tempo. Bisogna sempre avere un equilibrio difensivo e quei calciatori che ti creano prevenzione nel recupero palla. Bisogna sempre tu sia sopra il livello massimale quando giochi anche contro squadre più normali, non solo col Milan. Sanno creare condizioni difficili da recuperare a campo aperto, ma a me piacciono tutte e due. Bisogna essere aperti alle teorie, alle strategie. Quella di stare più bassi e ripartire è anche un rischio in questo calcio attuale. Decidere di andare a pressare tutte le volte, giocare a campo aperto, quando fare fuorigioco o no, diventa stimolante e anche più bello, internazionale. Quando si gioca contro squadre forti forti ce ne sono molte che ti vengono a prendere per la gola e ti starnazzano per i minuti della partita. Dentro la divisa di quello che viene preso, che deve rincorrere quella divisa o l’altra, non mi ci sento molto a mio agio. Ma c’è qualche volta da cambiare la strategia di gioco. Ci sono temi vasti da approfondire ma da tutte le parti si possono approfondire cose per non essere monotoni nelle cose. Le cose nuove non affaticano la testa e i muscoli».

LOCATELLI – «Secondo me ci sono dei dati che parlano per Locatelli. Dopo Modric è uno dei passaggi chiave più riusciti in Serie A. Le statistiche servono fino a un certo punto ma per certi versi mettono conoscenza. Da un punto di vista mio, siccome vorremo andare a proporre gioco e a me piace così venire fuori e fare risultati, si va di lì. Ci sono quelli più addetti a creare opportunità perché si va da là, e quelli più addetti a creare equilibrio. Mentre va in atto questa ricerca di sostituzione di ruoli, di ricerca di spazi, c’è chi dà equilibrio per non prendere ripartenze. Lui è perfetto, non c’è giocatore più forte nel fare questo doppio ruolo. Mi piacerebbe che conoscesse più a fondo questo ruolo, perché molto spesso sono missioni per il bene della squadra. Lo vedo in crescita continua. La palla ora la prende dal centrale e mette in condizione di giocare la punta esterna o il trequartista, il centrocampista avanzato, con un tocco solo. Per me è un buon capitano».

DAVID E OPENDA – «David è cresciuto insieme alla crescita di tutta la squadra. Openda ha caratteristiche diverse ma David in un tipo di squadra attuale si relaziona meglio, le intenzioni sono quelle di andare a gestire questa fase di possesso nella metà campo avversaria e la prima punta deve essere brava a venir lì, a darti la possibilità di darti superiorità. Lui ha questa capacità. I gol che ha fatto sono la conseguenza di questo. David ha bisogno della squadra in questo momento qui e la squadra ha bisogno di uno che abbia questo comportamento. Siamo a braccetto nella maniera più bella e totale che ci possa essere di ruoli e squadra».

YILDIZ – «Gestirlo? Sì, noi si andava a cercare un sostituto per questi spazi qui. Di solito un calciatore top è perchè sta dentro la squadra e le partite totalmente o perché ha la giocata del campione. Lui le ha tutte e due. In questo calcio attuale non esiste io faccio questo o quello. Spesso si parla di centrocampista box to box, ma oggi si parla di attaccante box to box e difensore box to box. Perché i difensori devono andare a segnare e gli attaccanti devono venire a recuperare palla, come fatto da Yildiz. È così, per noi è un giocatore importante, vogliamo anche tentare di tutelarlo un pochino. Ma ha fisico motore, di partite gliene vogliamo far giocare tante. Ci darà diverse soluzioni. Pensando a domani, c’è Conceicao che già deve rientrare, non ha tutta la partita, va addizionata ad altri ragionamenti che può essere gestito dopo la partita cominciata Yildiz. Può essere fatto partire, ora sento Domenichini, è lui che mi dà la possibilità di scegliere anche l’ultima notte. Si possono far giocare prima uno e poi l’altro o viceversa. Yildiz ha saltato un allenamento perché aveva un po’ di mal di gola, non perché aveva una febbre alta. Stamattina si è allenato benissimo, andava fortissimo e ha fatto cose che ci garbano parecchio».

LA CONFERENZA STAMPA COMPLETA DI SPALLETTI PRE CAGLIARI JUVE

Manchester United, rebus per il futuro di Casemiro: spunta una clausola a sorpresa. Di cosa si tratta

Manchester United, novità per il futuro di Casemiro: c’è una clausola a sorpresa nel contratto del brasiliano. Di cosa si tratta

Il futuro di Casemiro al Manchester United si tinge di giallo e si intreccia con la matematica. Il centrocampista brasiliano, pilastro della mediana dei Red Devils ed ex leggenda del Real Madrid con cui ha sollevato ben cinque Champions League, si trova di fronte a un ostacolo contrattuale che potrebbe segnare la fine della sua avventura inglese o, quantomeno, ridiscuterne i termini. Secondo un’approfondita analisi pubblicata dall’autorevole testata The Athletic, nel contratto del giocatore esiste una clausola per l’attivazione di un anno extra (estensione fino al 2027), ma le condizioni per farla scattare appaiono oggi proibitive.

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La clausola: servono 35 partenze da titolare

Il nodo cruciale risiede nel numero di partite da disputare dal primo minuto. L’opzione di rinnovo automatico si attiva solo se Casemiro raggiunge una determinata soglia di presenze nell’undici iniziale in questa stagione. La cifra “magica”, secondo le fonti inglesi, è fissata a quota 35 partite da titolare. Facendo i conti con il calendario e le gare già disputate, la situazione appare disperata: per raggiungere questo obiettivo, il classe ’92 dovrebbe scendere in campo titolare in tutte le gare rimanenti da qui alla fine della stagione, senza saltarne nemmeno una per turnover, squalifica o infortunio.

Missione “altamente improbabile”

Nonostante Casemiro sia stato un giocatore fisso nelle rotazioni della Premier League quando disponibile, The Athletic definisce il raggiungimento di tale traguardo “altamente improbabile”. Le incognite fisiche legate a un giocatore ultra-trentenne e le logiche di gestione della rosa rendono quasi utopico pensare che possa completare un en plein di titolarità da metà gennaio fino a maggio. Se la clausola non dovesse scattare, il Manchester United si troverebbe a un bivio in estate: perdere il giocatore a parametro zero o sedersi al tavolo per negoziare un rinnovo a cifre diverse, slegate dagli automatismi attuali. Una situazione che le big d’Europa e i club sauditi osservano con estrema attenzione.

Calciomercato Lecce: Camarda subito via a gennaio? Si sta andando in questa clamorosa direzione per il futuro del 2008. Retroscena

Calciomercato Lecce: Camarda parte a gennaio? Quale sarà il futuro dell’attaccante classe 2008 in prestito dal Milan

Il futuro del Milan passa (di nuovo) da casa base. Il calciomercato rossonero registra una mossa a sorpresa, ma dal forte sapore strategico e identitario: Francesco Camarda potrebbe tornare a Milano. L’esperienza in prestito al Lecce potrebbe concludersi con sei mesi di anticipo rispetto ai piani iniziali. La notizia, lanciata dall’esperto di mercato Nicolò Schira, confermerebbe la volontà della società di via Aldo Rossi di puntare immediatamente sul suo gioiello più cristallino per affrontare la seconda, decisiva parte di stagione.

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Destinazione Prima Squadra: il piano di Allegri

Il dettaglio più rilevante dell’operazione riguarda la collocazione del ragazzo. Camarda non farà tappa nel “Milan Futuro” (la seconda squadra rossonera), ma verrà aggregato stabilmente alla Prima Squadra. Massimiliano Allegri ha dato il via libera al rientro. L’allenatore considera il giovane attaccante una risorsa preziosa per allungare le rotazioni offensive e dare respiro ai titolari nella volata finale per lo Scudetto.

Infortunio e numeri: il bagaglio del Salento

Il rientro a Milanello avviene però in un momento delicato dal punto di vista fisico. Camarda è attualmente ai box per un trauma contusivo alla spalla destra, infortunio che paradossalmente gli impedirà di scendere in campo proprio nella sfida di domenica contro il “suo” Milan. I tempi di recupero sono stimati in circa 15 giorni, dopodiché sarà a completa disposizione. L’esperienza al Lecce, seppur breve, è stata formativa: in Salento il bomber ha collezionato 16 presenze e ha trovato il suo primo storico gol in Serie A contro il Bologna, dimostrando di poter reggere l’urto con il calcio dei grandi nonostante i 18 anni ancora da compiere.

La strategia di Tare: attacco atomico

Dietro questa operazione c’è la regia di Igli Tare. Il Direttore Sportivo rossonero avrebbe deciso di richiamare Camarda (blindato con un contratto fino al 2028) per rispondere alle esigenze numeriche del reparto. Il classe 2008 andrà a completare un pacchetto offensivo di altissimo livello, affiancando Rafael Leao e Christopher Nkunku. Il Milan si copre e guarda al futuro: Camarda è pronto.

IFAB, svolta per le palle inattive. Ci sarà…un conto alla rovescia! Cosa potrebbe cambiare nel calcio dal prossimo martedì

IFAB, novità per le palle inattive. Ci sarà un conto alla rovescia per limitare le perdite di tempo! Cosa potrebbe cambiare nel calcio da martedì

Il calcio potrebbe essere alla vigilia di una svolta epocale. Martedì prossimo a Londra, l’IFAB (International Football Association Board), l’organo internazionale custode delle regole del gioco, si riunirà per la sua assemblea annuale. L’obiettivo è chiaro: dichiarare guerra alle perdite di tempo e aumentare il minutaggio effettivo delle partite. Secondo quanto riportato dal The Times, sul tavolo dei legislatori del pallone c’è una proposta che cambierebbe radicalmente la gestione delle palle inattive: l’introduzione di un conto alla rovescia gestito dall’arbitro.

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Il modello “8 secondi” esteso

L’idea nasce dall’esperimento introdotto in questa stagione per i portieri, che ora hanno un limite di 8 secondi (e non più 6) per rinviare con le mani, pena un calcio d’angolo avversario. L’IFAB valuta di estendere un meccanismo simile a rimesse laterali e rinvii dal fondo. Il direttore di gara scandirebbe il tempo (partendo da 5 secondi) alzando il braccio: se il giocatore non rimette in gioco la sfera entro il limite, scatterebbe la sanzione (calcio d’angolo o cambio rimessa). Una misura drastica per evitare le lunghe attese nei finali di gara.

Infortuni: la regola dei 2 minuti

Altro punto caldo è la gestione degli infortuni “tattici”. Sulla scorta dei dati positivi raccolti durante la FIFA Arab Cup, si spinge per una regola che obblighi il giocatore soccorso in campo a restare fuori per almeno due minuti, a meno che l’intervento non sia stato causato da un fallo da ammonizione o espulsione. Resta da chiarire come applicare la norma nel caso in cui a farsi male sia il portiere.

Tecnologia e il nodo fuorigioco

Spazio anche all’hi-tech. Si discute l’uso del VAR e di microchip nel pallone per assegnare oggettivamente i calci d’angolo, evitando quelli che Pierluigi Collina, Presidente della Commissione Arbitrale FIFA, definisce “errori onesti” che possono però decidere un Mondiale. Infine, l’eterna querelle sul fuorigioco. La FIFA vorrebbe reintrodurre il concetto di “luce” tra i corpi per eliminare gli offside millimetrici (come quello visto recentemente in Napoli-Parma), ma UEFA e federazioni britanniche frenano, temendo che ciò favorisca le difese basse a discapito dello spettacolo. Servirà un compromesso, ma il calcio del futuro è già in discussione.

Benfica, Gonçalo Oliveira perde la testa: denunciato dopo il match col Porto! La ricostruzione di quanto successo

Benfica, Gonçalo Oliveira ha perso la testa dopo il match col Porto: denunciato e sanzionato! La ricostruzione dell’episodio

Il “Clássico” del calcio portoghese lascia strascichi velenosi che vanno ben oltre il risultato del campo. Al centro delle polemiche non c’è una decisione arbitrale o un gol contestato, ma il comportamento antisportivo di una giovane promessa delle Águias. Gonçalo Oliveira, promettente difensore centrale classe 2006 del Benfica, è finito nell’occhio del ciclone per un atto di vandalismo compiuto all’interno dello stadio do Dragão.

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I fatti: tre sedolini distrutti e le telecamere

L’episodio è avvenuto durante l’ultimo, vibrante match di Coppa di Portogallo contro il Porto. Oliveira si è reso protagonista di un gesto inqualificabile. Secondo la denuncia presentata dai padroni di casa, il giocatore ha danneggiato tre sedute della panchina riservata agli ospiti. L’atto non è passato inosservato: le telecamere di sicurezza a circuito chiuso, puntate proprio sulla zona tecnica, hanno immortalato il difensore mentre tagliava i rivestimenti degli stalli. Prove inconfutabili che hanno spinto i “Dragões” a non lasciar correre e a presentare un immediato esposto al Consiglio di Disciplina della Federazione calcistica portoghese.

Il “Mea Culpa” su Instagram

Di fronte all’evidenza dei fatti e alla bufera mediatica scoppiata in patria, Oliveira ha scelto la via dei social network per fare pubblica ammenda. In un post pubblicato sul suo profilo ufficiale, il ragazzo ha tentato di arginare le critiche: “Mi rammarico per l’atto irriflessivo che mi ha portato a danneggiare la panchina durante il Clássico contro il Porto”, ha scritto il difensore. “Non mi riconosco in questo tipo di comportamento, né sono questi i valori che mi vengono trasmessi dal Benfica”.

Le conseguenze

Le scuse, seppur dovute, potrebbero non bastare. Oltre alla probabile sanzione federale in arrivo dopo la denuncia del Porto, resta da capire come reagirà il club di Lisbona e, soprattutto, José Mourinho. Lo Special One ha sempre preteso rispetto e integrità dai suoi giocatori: per Oliveira, questo “atto irriflessivo” potrebbe costare caro in termini di convocazioni future.

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