Pagina 423 – Calcio News 24

Pagelle Como Udinese, TOP e FLOP del match di Serie A

Pagelle Como Udinese: i voti dei protagonisti della sfida del campionato di Serie A 2025/2026

Pagelle Como Udinese, match valido per la 18ª giornata di Serie A 2025/26. Ecco i Top e Flop della Sfida.

VOTI COMO UDINESE

Le Pagelle Como Udinese raccontano una sfida equilibrata, risolta da un episodio chiave e da qualche errore di troppo in casa friulana. Il Como sfrutta al meglio l’occasione concessa, mentre l’Udinese paga imprecisioni sotto porta e ingenuità difensive

VOTI COMO:
Butez 6; Van der Brempt 6 (89’ Smolcic sv), Kempf 6.5, Ramon 6.5, Moreno 6.5 (79’ Valle sv); Perrone 6, Da Cunha 7.5; Vojvoda 6 (89’ Posch sv), Caqueret 6 (69’ Nico Paz 6), Rodriguez 5.5 (79’ Kuhn sv); Douvikas 6.5.
All. Fabregas.

VOTI UDINESE:
Padelli 6; Kristensen 6, Kabasele 5.5 (75’ Solet 6), Bertola 6; Zanoli 5.5 (89’ Bravo sv), Piotrowski 5 (75’ Ehizibue 5.5), Karlstrom 5.5, Ekkelenkamp 5 (85’ Gueye sv), Kamara 5 (46’ Miller 6); Davis 5.5, Zaniolo 6.5.

Ex Serie A, Senderson sicuro: «Milan, farà bene quel giocatore nonostante l’infortunio. Ne sono convinto»

Senderos si esprime così sul Milan e sull’intero campionato di Serie A. La situazione attuale

Philippe Senderos, leggenda del calcio svizzero ed ex difensore di Arsenal e Milan, è intervenuto alla prima edizione del World Sports Summit a Dubai, dove segue progetti per la Fifa. A Tuttosport, ha analizzato il momento d’oro dei calciatori elvetici in Serie A, tessendo le lodi dei pilastri dell’Inter e chiedendo pazienza per i giovani talenti arrivati al Milan.

AKANJI «Akanji è il migliore difensore della Serie A. Non sono affatto stupito dal fatto che Manuel si sia imposto così velocemente come il leader difensivo dell’Inter. In fondo aveva fatto grandi cose anche al Manchester City e da anni è uno dei più bravi al mondo. Direi la grande mentalità: è un vincente. L’ha fatto in Germania e Inghilterra, ci riuscirà pure in Italia».

SOMMER «Un grandissimo. Yann è esplosivo tra i pali e trasmette sicurezza a tutti i compagni. È un vero leader, oltre a essere un portiere forte. Mi ricordo che anche in Nazionale si faceva sentire tanto con la difesa durante la partita: parla molto, dà indicazioni e aiuta tutti con le sue letture».

IL BOLOGNA É UN TRAMPOLINO DI LANCIO «Verissimo. Il Bologna ha fatto molto bene in questi anni, pescando da noi, vedi Ndoye. Adesso c’è Freuler che è una garanzia in mezzo al campo e da anni uno dei migliori del vostro campionato per rendimento. Bologna è la piazza giusta per crescere ed esplodere; infatti in questi anni tanti ragazzi ci sono riusciti. Anche quest’anno lotteranno per i posti principali della classifica».

JASHARI «È stato sfortunato per via dell’infortunio. Ma Ardon non si discute: è davvero forte e farà una grande carriera. La vicinanza di Modric lo aiuterà a crescere ulteriormente. Per me possono coesistere tranquillamente. Jashari è mancino e può fare molto bene la mezzala con Modric play: Ardian è giovane e ha corsa, però in futuro diventerà un grande regista».

ATHEKAME «È ancora molto giovane. Serve tempo per imparare tatticamente il calcio italiano, ma ha grande forza ed energia. È perfetto come laterale a tutta fascia nel 3-5-2, dove può dare grande spinta grazie alla sua abilità nelle percussioni. Nonostante abbia soltanto 20 anni è già nel giro della Nazionale: abbiate pazienza e sono convinto che tra un po’ anche lui diventerà protagonista in Serie A».

Fabregas, le dichiarazioni dopo quella che è stata Como Udinese

Como Udinese, ecco le dichiarazioni dell’allenatore Fabregas nel post gara a DAZN

Le dichiarazioni dell’allenatore Fabregas dopo quella che è stata la gara di Serie A Como Udinese

LE PAROLE «Il calcio di oggi si basa sui dettagli, tutti analizzano tutto. Un piccolo dettaglio può farti portare a casa la partita. Sono contento perché la squadra su questo sta maturando molto ed è bello vederla giocare come nel primo tempo. L’unico peccato è non aver fatto già 3-4 gol come potevamo, perché poi nel secondo tempo anche per merito loro hanno avuto delle occasioni e abbiamo sofferto per qualche minuto. Merito però alla squadra che ha saputo soffrire, perché l’anno scorso questa partita non l’avremmo mai vinta. Mercato? Noi cerchiamo giocatori il più completo possibile, non ci serve uno che sia solo fisico perché se poi non sa fare due passaggi è un problema. Sappiamo quello che vogliamo cercare, ci sono caratteristiche nella squadra che non abbiamo e proveremo a crescere ancora con quello che abbiamo. Nico Paz? È stato a letto due giorni senza allenarsi perché non stava bene, per questo ha giocato solo 20 minuti e non stava bene»

Como Udinese, Runjaic si esprime così nel post gara

Como Udinese, ecco le dichiarazioni dell’allenatore Runjaic nel post gara a DAZN

Le dichiarazioni dell’allenatore Runjaic dopo quella che è stata la gara di Serie A Como Udinese

LE PAROLE – «Primo tempo non approcciato bene, abbiamo tenuto poco palla e perso tanti palloni. Meglio nel secondo tempo, per quelle che sono le possibilità di gioco della squadra. Con un gol le cose potevano andare diversamente. Siamo passati con una linea a quattro in difesa cambiando le carte, ma non ha funzionato. Non è stato abbastanza, abbiamo perso e questo è”, ha aggiunto il tecnico dei friulani. “L’obiettivo del 2026? Abbiamo cambiato molto, è vero che abbiamo avuti molti alti e bassi. È una stagione difficile guardando la classifica, dobbiamo lottare per ogni punti e ogni gara. La prossima partita contro il Torino è molto importante, non è il momento di parlare di Europa con l’obiettivo di innalzare il livello della squadra»

Maxime Lopez sicuro: «Noi possiamo dire la nostra rispetto al PSG per quel motivo. Sulla Serie A…»

Maxime Lopez, capitano del Paris FC, ha voluto rilasciare qualche dichiarazione in merito

Maxime Lopez, capitano del Paris FC ed ex centrocampista di Sassuolo e Fiorentina, parla a La Gazzetta dello Sport in vista del derby contro il PSG.

IL DERBY CONTRO IL PSG «La verità è che oggi il Psg è la squadra più forte al mondo e noi una neopromossa. Si dà qualcosa in più. L’ho visto in quelli italiani. Non capita spesso di giocare contro il Pallone d’oro Dembélé o contro uno come Doué. Ma non c’è ancora vera rivalità. È più un derby per me che sono marsigliese. Spero che un giorno ci giocheremo il titolo, ma adesso l’importante è salvarci».

IL PROGETTO PARIS FC «C’è ancora una dimensione familiare. Giochiamo un buon calcio come nel mio Sassuolo dove c’erano ottimi giocatori come Raspadori, Scamacca, Berardi. Il Sassuolo è ricco, ma il Pfc di più e siamo a Parigi che attira di più i riflettori. Le cose qui sono destinate a cambiare».

LA SCELTA DELLA FRANCIA «Avevo bisogno di tornare in Francia e ritrovare il gusto di giocare. Ho vinto la mia scommessa. E in più qui gioco con mio fratello Julien: è stato un sogno giocare insieme al Velodrome a Marsiglia».

DE ZERBI «È uno dei migliori al mondo. Mi volle al Sassuolo, poi cercò di portarmi allo Shakhtar, al Brighton e pure al Marsiglia. Sta facendo un ottimo lavoro».

LA SERIE A «In Serie A ho vissuto quattro anni bellissimi. Il Sassuolo non mi stupisce. Grosso voleva rimanessi. Con Italiano ho giocato poco ma imparato molto. A Firenze forse hanno cambiato troppi giocatori. Mi piace il Como. Peccato non aver giocato in una top come Milan, Inter o Juventus».

IL GOL ALLA JUVE NEL 2021 «È il ricordo più bello della mia esperienza italiana. Festeggiai come CR7. E non dimentico i gol al Napoli, al Maradona».

LA CORSA SCUDETTO IN SERIE A «Bello vedere tanta rivalità, secondo me sarà un derby tra il Milan, che ha un Modric in più, e l’Inter che rimane una squadra molto forte».

Calciomercato Lecce, Corvino ha le idee molto chiare su quelle che saranno le prossime mosse

Calciomercato Lecce, la situazione non lascia alcun dubbio sulle situazioni di Corvino

Pantaleo Corvino apre la finestra di mercato invernale del Lecce con la consueta lucidità, tracciando un perimetro d’azione definito da realismo ed esperienza. Tuttosport scrive che il responsabile dell’area tecnica giallorossa parte da un’analisi schietta del contesto attuale: la Serie A, soprattutto per chi lotta per la salvezza, è una competizione sempre più ardua, dove mantenere la sostenibilità del club e contemporaneamente valorizzare il patrimonio tecnico diventa un’impresa complessa.

Corvino sottolinea come il mercato non sia una corsa solitaria, ma una sfida comparativa: gli sforzi del Lecce rischiano di sembrare minimi se confrontati con le potenze di fuoco economiche delle rivali. Di fronte a questo scenario, la strategia del club salentino non è cercare rivoluzioni, ma consolidare le “certezze” già acquisite nella prima parte di stagione.
Il direttore blinda la difesa, promossa per le sei gare concluse senza subire reti, e il centrocampo, che vanta tre nazionali di spessore come Ramadani, Coulibaly e Berisha.

Migliorare questi reparti, date le premesse, è definito “impossibile”. La filosofia è chiara: per una realtà come il Lecce ogni movimento è una scommessa. Pertanto, piuttosto che rischiare su elementi esterni da adattare, Corvino preferisce scommettere sulla crescita interna di chi è già in rosa, conosce le dinamiche di squadra e i meccanismi dell’allenatore, e ha ancora margini di miglioramento dopo sei mesi di lavoro.

La difesa del progetto passa anche dalla capacità di resistere alle sirene di mercato. Corvino conferma infatti di aver ricevuto offerte “importantissime”, sia dall’Italia che dall’estero, per il promettente difensore portoghese Tiago Gabriel. Proposte che sono state declinate nell’interesse del club e della crescita del ragazzo. Il Lecce, dunque, sceglie la via della continuità, proteggendo i suoi talenti e puntando sulla fiducia nel gruppo attuale.

Milan, Allegri tanto astuto quanto decisivo. Nel mezzo anche un grande fattore su cui contare

Milan, la scelta di Allegri e la vittoria contro il Cagliari dove ha inciso Leao centravanti. Ecco l’analisi

Il Milan supera il Cagliari e si prende momentaneamente la vetta della classifica, in attesa della risposta dell’Inter domenica sera. Sul Corriere dello Sport Alberto Polverosi analizza la vittoria rossonera, sottolineando il paradosso di una squadra prima senza punte di ruolo, la prestazione a due facce di Leao e la capacità di cambiare marcia nella ripresa, con Modric unico faro nel grigiore iniziale. E mentre Conte e Chivu schermagliano, Allegri si gode il primato.

IL SORPASSO «Il passettino in avanti che chiedeva Allegri c’è stato. Ieri sera il Milan ha vinto a Cagliari ed è andato in testa alla classifica. L’Inter potrà rispondere domani, ma se non batte il Bologna resta dietro e l’aspetto curioso è che una squadra senza un vero centravanti (per scelte ed emergenza) ne sorpasserà una che di centravanti ne ha quattro».

LEAO CENTRAVANTI «Certo, si può giocare anche senza un numero 9 di ruolo […] a patto però che nella posizione di primo attaccante ci sia un giocatore in buone condizioni. Al centro dell’attacco il Milan aveva Leao, che Allegri da tempo ha tolto dalla fascia e spostato in mezzo, però al rientro dopo quasi un mese di stop Rafa sembrava non fuori ruolo ma fuori condizione. Sembrava. Per 45 minuti non si è mai visto, poi ha colpito. Si è acceso d’improvviso a inizio ripresa […] Era anche il primo tiro nello specchio della porta di Caprile».

I DUE TEMPI «Il Milan ha vinto una partita con uno sviluppo che sta diventando una sua consuetudine: un tempo per il passeggio, un altro per il passaggio. In vantaggio. […] Nel primo tempo di Cagliari la vera difficoltà del Milan era la sua approssimazione sul piano tecnico. […] Tutti appannati tranne uno, manco a dirlo, Luka Modric. Era solo lì in mezzo, a dettare tempi e gioco a una squadra che non voleva saperne. […] Ma appena il Milan ha fatto il Milan, la scena è cambiata. I difetti dei rossoneri si sono trasformati in virtù […] e la squadra ha ritrovato misure, gioco e brillantezza».

IL TERZO INCOMODO «Conte dice che la favorita è l’Inter, Chivu indispettito non gli risponde, ma Napoli e Inter dovrebbero preoccuparsi anche del Milan. Perché sarà anche come dice Allegri, che l’obiettivo è riportarlo in Champions, ma intanto è lì che gode mentre gli altri litigano».

Gasperini e il ritorno all’Atalanta (da avversario). Che gara si aspetta l’attuale tecnico della Roma?

Gasperini e l’Atalanta: un ritorno con la Roma che fa ovviamente venire i brividi. La situazione attuale

Gasperini torna a casa, anche se quella panchina non è più la sua. Il suo ritorno a Bergamo da avversario è l’occasione per un editoriale carico di emozione e nostalgia firmato da Cristiano Gatti sul Corriere dello Sport.

Il faccione del “Gasp” che sovrasta la ferrovia, pur sbiadito dal tempo, è il simbolo indelebile di una favola sportiva che ha segnato un decennio.Gatti descrive questo ritorno come un evento che, inevitabilmente, scatenerà «fremiti e rossori, per i più morbidoni il ciglio umido», nonostante le premesse da battaglia sportiva (“ognuno per la sua strada, senza prigionieri”). Perché, scrive Gatti,«”anche nella stagione dell’intelligenza artificiale restiamo nonostante tutto uomini, con un residuo ancestrale di cuore e sentimenti».

aranno minuti intensi quelli prima del fischio d’inizio, in cui «scorreranno teneramente dieci anni di favola favolosa, talmente incredibile che già oggi sembra impossibile sia successa davvero». Una storia nata da una scommessa folle, quella di un allenatore «arrivato come ripiego» e subito a rischio esonero, capace di proporre al presidente «la scommessa del secolo: fuori i senatori mollaccioni con la panza piena, dentro i ragazzini del vivaio di Zingonia».

Da lì, l’inizio del “luna-park”, con una «squadretta di provincia» che si ritrova a «dettare legge in Italia e poi anche in Europa».Ma oltre ai risultati sportivi – le cinque qualificazioni in Champions, le finali di Coppa Italia, la vittoria dell’Europa League e le «plusvalenze da nababbi» – ciò che resterà scolpito nella storia è lo stile di gioco imposto dal «cocciuto idealista, dell’inguaribile piantagrane»: il pressing asfissiante, la voglia di «vincere giocando bene, segnare sempre un gol più degli altri, e soprattutto mai, mai, mai sentirsi piccoli, neanche davanti ai più grandi».

Un calcio che Guardiola definì “come andare dal dentista”.Stasera, vedendo Gasperini camminare «a passi lenti verso la panchina sbagliata», Bergamo «non resterà fredda». E anche se la vita continua e bisogna voltare pagina, quel «c’era una volta, a Bergamo, un mondo così» non sarà facile da dimenticare, perché “certe amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano”. E stasera, anche per pochi minuti, la meraviglia di quella favola tornerà a rivivere.

Allenatori in lotta Scudetto considerando anche la strategia comunicativa. La situazione non lascia dubbi

Gli allenatore e la strategia comunicativa considerando la lotta Scudetto. La situazione attuale

Con la ripresa del campionato, il calcio nostrano torna al suo “gioco di società” preferito durante le feste: non la tombola, ma «il gioco dello scarica-scudetto». Arianna Ravelli analizza la consueta strategia comunicativa degli allenatori di vertice, impegnati a nascondere le proprie ambizioni per allontanare la pressione.

I PROTAGONISTI DEL DEPISTAGGIO Tutto inizia con il tecnico campione in carica, Antonio Conte: «“Tutti gli altri sono più forti di noi”». Una mossa che ha generato un’inevitabile «coda di stucchevolezze» da parte dei rivali. Beppe Marotta ha replicato: «“No, lui è nettamente favorito”». Massimiliano Allegri si è accodato al coro del “non siamo noi”: «“Ma che dicono, sono entrambi favoriti, per noi arrivare quarti sarà difficilissimo”». Unica eccezione, «l’ironia stralunata di Luciano Spalletti» che ha commentato: «“Ha ragione Conte sulle strutture, qui alla Juve c’è la barriera mobile per battere le punizioni, al Napoli era fissa…”».

UNA DISCIPLINA TATTICA IPOCRITA È una tradizione rispettata tra «mind games, tratti caratteriali inscalfibili, strategie comunicative». Il ritornello “non siamo favoriti” è collaudato e «serve a proteggere il gruppo, a spostare la pressione, a costruire una trincea psicologica contro aspettative giudicate eccessive». Ormai, «l’arte del depistaggio è diventata quasi una disciplina tattica» dove vince «chi si tira più indietro, chi abbassa di più l’asticella». Ravelli nota però l’ipocrisia di fondo, specialmente per chi ha lo scudetto sul petto: «Ve lo immaginate Jannik Sinner che si presenta all’Australian Open da detentore del titolo e dice che i favoriti sono (tutti) gli altri big?».

L’ERRORE OPPOSTO E IL BISOGNO DI REALISMO C‘è però anche chi fa il contrario, lanciandosi in proclami che non si possono mantenere, come la Ferrari un anno fa, quando disse di puntare al titolo dimostrando «totale lontananza dalla realtà delle forze in campo». La soluzione, secondo l’editorialista, sarebbe un po’ di sano realismo: «Dire: “Siamo tra i favoriti, e va bene così”. Non è una colpa, è una responsabilità. Crescere e passare a un livello successivo significa questo: smettere di nascondersi dietro le parole e accettare che, a volte, il peso del pronostico è semplicemente il prezzo del talento».

Palermo, Palumbo uomo del momento! I numeri non mentono sul centrocampista rosanero

Palermo, Palumbo è il protagonista assoluto: numeri e prestazioni non lasciano dubbi. Tutti i dettagli

Antonio Palumbo si era presentato a Palermo con un biglietto da visita eloquente: 9 gol e 10 assist nella stagione precedente a Modena, numeri che lo avevano proiettato sul podio dei migliori rifinitori della Serie B. E in rosanero, il centrocampista napoletano sta confermando questa sua vocazione, diventando in breve tempo il miglior uomo-assist della squadra di Pippo Inzaghi.


Il Corriere dello Sport offre oggi un ritratto della sua ottima stagione. Attualmente a quota 5 passaggi vincenti (a tre lunghezze dal leader della specialità, Calò del Frosinone), Palumbo ha staccato i compagni Pohjanpalo e Pierozzi, prendendosi il primato solitario proprio nell’ultima gara del 2025 contro il Padova. Un match emblematico, che ha visto l’ennesimo assist per il bomber fiandese Pohjanpalo, destinatario già di tre delle sue invenzioni (le altre due sono state per Le Douaron).


La sua specialità sembra essere la ripartenza: per la terza volta in campionato, infatti, il suo assist decisivo è nato da un contropiede. E anche il suo unico gol in rosanero, realizzato di testa contro la Carrarese, è arrivato al termine di una rapida transizione offensiva. Palumbo è diventato un fattore determinante per il Palermo: tra gol e assist, ha messo lo zampino in almeno una rete in 5 delle ultime 6 partite.


Questi numeri giustificano l’investimento importante (circa 2,5 milioni di euro) fatto in estate dal club targato City Group. Superata la fase di rodaggio iniziale, il centrocampista campano sta esprimendo tutto il suo potenziale, portando quella qualità necessaria in una squadra costruita prevalentemente sulla fisicità. Palumbo è la “luce” che accende la manovra rosanero, fondamentale anche tatticamente nel 3-4-2-1 di Inzaghi, dove agisce sulla trequarti senza dare punti di riferimento, trasformando il modulo in un 3-5-2 quando arretra a fare la mezzala.
L’obiettivo per il 2026 è la continuità di rendimento, a partire dalla prossima sfida contro il Mantova. Un avversario che evoca dolci ricordi: l’anno scorso, con la maglia del Modena, Palumbo segnò un gol e fornì un assist nel 3-1 casalingo contro i virgiliani. Intanto, la squadra di Inzaghi si gode gli ultimi giorni di vacanza prima della ripresa degli allenamenti fissata per domani.

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Juve, la lista dei convocati per il Lecce: recuperati Conceicao, Pinsoglio e Cabal. Le ultime su Milik – FOTO

Convocati Juve per il Lecce: tornano Conceicao, Pinsoglio e Cabal. Spalletti scioglie il nodo Milik – FOTO

La Juventus si prepara alla sfida contro il Lecce all’Allianz Stadium con alcune novità importanti nella lista dei convocati diffusa da Luciano Spalletti. Il tecnico ritrova due elementi che erano mancati nelle ultime gare, ampliando le soluzioni sulle fasce in un momento chiave della stagione.

La notizia più attesa è il rientro di Francisco Conceição: l’esterno portoghese ha superato del tutto il problema fisico che lo aveva tenuto fuori nella trasferta di Pisa e torna a disposizione per garantire imprevedibilità e accelerazioni utili contro difese chiuse. Insieme a lui rientra anche Juan Cabal, assente più a lungo e costretto a saltare sia il match con la Roma sia quello in Toscana. Il colombiano ha ricevuto il via libera dello staff medico e si aggiunge ai recuperi di Pinsoglio, offrendo a Spalletti rotazioni più ampie in un periodo fitto di impegni. L’infermeria, però, non è ancora vuota.

In attacco arriva infatti un nuovo stop: Arkadiusz Milik non sarà convocato per un fastidio al polpaccio, un problema che impone cautela e complica ulteriormente un reparto già provato dall’assenza prolungata di Dusan Vlahovic. Anche in difesa la situazione resta critica: né Federico Gatti né Daniele Rugani sono riusciti a recuperare, costringendo Spalletti a confermare scelte quasi obbligate al centro della retroguardia.

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Calciomercato Cremonese, è Marianucci il rinforzo in difesa per Nicola. Il punto sui grigiorossi 

Calciomercato Cremonese, arriva Marianucci per la retroguardia di Nicola: il quadro completo sui grigiorossi

Il mercato della Cremonese entra subito nel vivo con un rinforzo per la difesa. La Gazzetta dello Sport scrive che è in dirittura d’arrivo l’accordo con il Napoli per il prestito secco del giovane difensore Luca Marianucci, classe 2004 e punto fermo della Nazionale Under 21. L’operazione, che ha visto i grigiorossi superare la concorrenza di altri club, risponde all’esigenza di mister Nicola di ampliare le rotazioni nel reparto arretrato, finora retto quasi esclusivamente dal trio Terracciano-Baschirotto-Bianchetti, con il rischio squalifiche ormai alle porte. Resta vivo, anche se più complesso, il sogno Sebastiano Luperto del Cagliari: il centrale 29enne è un pupillo di Nicola, che lo ha già allenato con profitto. Entrambe le piste confermano la volontà della società di puntare su profili italiani.


Per il centrocampo e l’attacco si valutano opportunità, ma senza fretta. In avanti, con Vardy, Bonazzoli e Sanabria, la coperta è buona, e si attende il pieno recupero del francese Moumbagnà per valutarne le condizioni fisiche.


Sul fronte cessioni, è fatta per Manuel De Luca al Modena. L’attaccante, finito fuori rosa dopo il gol all’esordio in A col Sassuolo, si trasferisce in prestito con diritto di riscatto, che diventa obbligo in caso di promozione dei “canarini”. Il Modena spinge anche per Sernicola, su cui però si è inserito lo Spezia, interessato pure a Valoti per la mediana. Per Okereke si riapre la pista turca, mentre Johnsen piace a Palermo e Venezia (dove ritroverebbe Stroppa). La Cremonese blinda invece il giovane terzino Barbieri, considerato incedibile.


Nonostante le voci di mercato, l’attenzione è tutta sulla difficile trasferta di Firenze. Nicola ha tenuto alta la tensione: salvo imprevisti dell’ultima ora, il tecnico avrà l’intera rosa a disposizione per la sfida contro la Fiorentina.

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Juventus, Vaciago analizza: «Tra la sessione di gennaio e quella estiva, i bianconeri devono innestare giocatori necessari e forti»

Juventus, Vaciago parla dei bianconeri: «Tra la sessione di gennaio e quella estiva, i bianconeri devono innestare giocatori forti»

L’anno nuovo in casa Juventus si apre con una notizia fondamentale: il vertice di mercato tra l’allenatore Luciano Spalletti e il nuovo direttore sportivo Marco Ottolini. Un incontro cruciale per definire le strategie, a partire dalla sessione invernale. Ne ha scritto Guido Vaciago su Tuttosport.


LA NOTIZIA «È la più importante perché – da fuori – non si era ancora avuta la percezione di una visione collettiva sulla campagna acquisti invernale», sottolinea Vaciago. Il coinvolgimento diretto del tecnico è un segnale positivo e necessario: «E il coinvolgimento di Spalletti è giusto e logico per una squadra che vuole provare a costruire qualcosa di duraturo (gli allenatori non devono fare il mercato, ma non possono esserne esclusi)».
SVOLTE Questa sinergia deve segnare una discontinuità rispetto al recente passato, caratterizzato da troppi errori: «Dovrebbe essere la prima di molte sul mercato, dove la Juventus ha l’obbligo di invertire l’infelice rotta intrapresa da due anni a questa parte, con una serie di flop, scialacquatori di risorse economiche». La strategia deve essere chiara: «Tra la sessione di gennaio e quella estiva, la Juve deve innestare sulla rosa giocatori necessari e forti, limitando l’azione all’essenziale concetto di “pochi ma… ottimi”, evitando quindi scommesse, esperimenti e affini».
OTTIMIZZARE LE RISORSE Con budget limitato e i vincoli del Fair Play Finanziario, l’imperativo è ottimizzare. La rosa attuale ha bisogno di un salto di qualità: «D’altronde, di “buoni giocatori” la Juve ne ha tanti e Spalletti in qualche modo con loro si sta arrangiando, di “campioni” ce ne sono pochi, di fenomeni ce n’è uno solo, Yildiz. Concentrarsi sull’aumento delle ultime due categorie è l’unica strada affinché la Juventus si riporti ai livelli che merita».
CONFERME SUL CAMPO Mentre si pianifica il futuro, il presente chiama: oggi c’è la sfida contro il Lecce. Sul campo, la squadra deve confermare i progressi mostrati nel finale del 2025: «Nel 2026 sul campo, ai bianconeri non servono svolte, ma le conferme di tutto quello che si è visto nel finale del 2025, soprattutto a livello caratteriale». Anche se il gioco non è ancora brillante, si intravede una struttura: «Non sono state belle partite, anzi a tratti perfino bruttine, ma si è vista una vera squadra, con la necessaria convinzione e un tot di idee, non ancora sufficienti a definire un “gioco”, ma abbastanza nitide per organizzare qualcosa di concreto in entrambe le fasi».
UN ANNO CRUCIALE Il 2026 «Dare continuità al processo innescato da Spalletti è l’altro inderogabile proposito che la Juve deve perseguire nel 2026, un anno cruciale, che lega il finale di questa stagione in cui gettare le fondamenta e l’inizio della prossima, nella quale la Juve deve tornare a vincere».

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Coppa d’Africa, oggi inizia la fase di eliminazione diretta del torneo: si apre oggi con Tunisia Mali

Coppa d’Africa, comincia la fase a eliminazione diretta: Tunisia‑Mali apre il programma. Tutti i dettagli

La Coppa d’Africa entra nella sua fase più calda in Marocco, dove oggi decolla l’eliminazione diretta. Finora i pronostici sono stati rispettati: nessuna grande esclusa in un torneo che vede molte nazionali, come Nigeria e Camerun, assetate di rivincita dopo aver mancato il Mondiale. I padroni di casa del Marocco, tra i favoriti assoluti per un titolo che manca da cinquant’anni, scenderanno in campo domani, così come il Camerun.


Il programma degli ottavi si apre oggi pomeriggio con Tunisia-Mali, ma i riflettori serali sono puntati su Casablanca per Senegal-Sudan. Il Senegal, campione due edizioni fa e vincitore del proprio girone, dovrà fare a meno del suo leader difensivo Koulibaly, squalificato dopo l’espulsione col Benin e fermo, per ora, a quota 100 presenze in nazionale. Di fronte troveranno un vero paradosso calcistico: il Sudan è approdato agli ottavi, come una delle migliori terze, senza aver segnato nemmeno un gol “vero”. L’unica rete a favore è stata un autogol (del granata Coco) e la squadra non segna su azione in Coppa d’Africa addirittura dal 2012.


Lunedì toccherà invece alla Nigeria, la nazionale più prolifica finora. A guidare l’attacco c’è Ademola Lookman: l’atalantino, rigenerato dalla cura Palladino a Bergamo, è il miglior marcatore del torneo tra i giocatori provenienti dall’Italia. Tra le stelle che stanno lasciando il segno spicca anche Momo Salah, che ha trascinato l’Egitto con due vittorie.


La colonia “italiana” in Marocco, partita con 26 elementi (assente Diao del Como per infortunio), conta ora 15 superstiti. La maggior parte milita in Serie A (Nigeria e Costa d’Avorio ne hanno tre a testa), ma c’è spazio anche per la B con Dorval del Bari e persino per la Serie D. La favola del torneo è quella di Faisal Bangal, attaccante del Mestre: lunedì, nel giorno del suo 31° compleanno, affronterà la corazzata Nigeria negli ottavi, sognando un’impresa storica dopo aver già trovato il gol nella fase a gironi.

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Lazio, l’ex Matuzalem racconta: «La Lazio un pezzo di vita. Lotito? Entrai alle 21 per firmare, uscii alle tre di notte. Si addormentava. Un grande»

Lazio, parla l’ex Matuzalem: «La Lazio un pezzo di vita. Lotito? Entrai alle 21 per firmare, uscii alle tre di notte…»

Francelino Matuzalem su La Gazzetta dello Sport si è raccontato in una lunga intervista a cuore aperto. Ecco le parole dell’ex centrocampista Lazio (e di molti altri club in Italia).


L’INFANZIA DIFFICILE «Fino ai 15 anni giocavo per strada in un quartiere povero, pieno di disoccupati e criminali. Alcuni hanno preso un’altra strada, altri due, quelli a cui ero legato, sono stati uccisi. Giri di droga. A volte stavo anche io in mezzo a loro. Grazie al Bahia. Senza, non sarei qui. Papà lavorava in un’impresa, mamma casalinga. Una volta scappai alle 5 di mattina per giocare un torneo. Quando mi trovarono mio padre voleva darmi tanti schiaffi, ma vinsi il premio di miglior giocatore. Fu la mia salvezza».
L’ARRIVO IN EUROPA «La prima tappa fu il Napoli, estate 1999. Filippo Fusco mi vide giocare al Mondiale U20 col Brasile. C’era anche Ronaldinho, che già palleggiava con le arance. Avevo 19 anni. Dopo un paio di partite chiesi quando avremmo giocato contro Juve e Milan. Mi risposero “beh, magari il prossimo anno…”. Eravamo in Serie B e neanche lo sapevo. Per un mese mangiai solo pizza e Coca Cola. Vivevo da solo, non sapevo né cucinare né fare una lavatrice senza distruggere tutto, ma avevo un angelo custode: Walter Novellino. Quando non mi svegliavo mi veniva a prendere a casa. “Brasiliano, c’è l’allenamento”. Ha visto in me il regista che avevo dentro. A Napoli sono stato da Dio: peccato per la retrocessione del secondo anno, dopo la promozione».
SIVIGLIIA HA DETTO CHE ERA UN PO’ PIRLO E UN PO? GATTUSO «Il capitano mi vuole bene, questi sono mostri sacri, ma tra vincere un contrasto e fare un assist le dico tutta la vita il primo. Oggi come me ce ne sono pochi. Non so quanto potrei valere, ma giocherei tutta la vita. Oggi i campioni veri non esistono? Haaland? Yamal? Non so se avrebbe giocato nella Spagna dei fenomeni».
LE ACCUSE DI “MACELLAIO” «Non sono mai entrato per far male, neanche a Brocchi e a Krsticic, le due scivolate più discusse. Con Cristian ci sentiamo e la gente non lo sa. Lo chiamai anche dopo quell’intervento in Genoa-Lazio del 2013. E lì qualcuno parlò a vanvera. (Baronio, ndr) Mava. Fu un fallo brutto, ma non intenzionale. La verità è un’altra: nel 2009-10, con Ballardini, Baronio giocava solo perché Ledesma era fuori rosa insieme a Pandev. Io e Lichtsteiner andammo dal mister a dirgli che avrebbe dovuto far rientrare Cristian. Baronio sapeva bene che se fosse tornato non avrebbe giocato più, e infatti così è stato. Era invidioso. La gente mi insultò per colpa sua, ma dopo quel fallo presi l’aereo… con la Lazio».
IL “PROFESSORE” «Merito di Reja, che stravedeva per me. Me lo disse dopo l’assist a Klose nel derby, all’ultimo minuto di un Lazio-Roma assurdo. Che campione, Miro: dopo gli allenamenti infilava i palloni nella sacca da solo, a Formello. Quando prese il numero 11, che prima era mio, si scusò».
BAGGIO «Ho avuto la fortuna di segnare due gol il giorno del suo addio al calcio a San Siro. Mi diceva che avevo un gran talento, ma che avrei dovuto comportarmi meglio. L’ho ascoltato troppo poco».
GUARDIOLA «Nel 2003 giocavamo insieme, ma lui era più contento di me: “Matu, è un piacere vederti giocare”. Amava il mio stile da strada. Una volta disse che mi avrebbe portato a Barcellona per fargli da guardia del corpo. Quel Brescia oggi giocherebbe in Champions. Mazzone è stato un padre».
LOTITO «Entrai alle 21 per firmare, uscii alle tre di notte. Si addormentava. Un grande. Quando mi mise fuori rosa fu colpa mia, ero rientrato tardi dalle vacanze. La Lazio è stata un pezzo di vita. E i tifosi mi ricordano ancora il gol decisivo in Supercoppa contro l’Inter, di naso, nel 2009. Il più brutto di tutti»
RETROSCENA DI MERCATO «Ho sfiorato Milan e soprattutto Roma. Incontrai Spalletti in hotel ai tempi dello Shakhtar. Lì ho avuto l’allenatore migliore: Lucescu».

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Formazioni ufficiali Como Udinese, le scelte dei due allenatori per la 18a giornata di Serie A

Formazioni ufficiali Como Udinese, le scelte dei due tecnici per la 18a giornata di Serie A. Calcio d’inizio alle 12:30 al Sinigaglia

Le formazioni ufficiali di Como Udinese, match delle 12:30 e valido per la diciottesima giornata di Serie A 2025/2026. Ecco le scelte di Fabregas e Runjaic:

FORMAZIONI UFFICIALI COMO UDIENSE

COMO (4-2-3-1): Butez; Van Der Brempt, Kempf, Ramon, Moreno; Perrone, Caqueret; Vojvoda, Da Cunha, Rodriguez; Douvikas. A disposizione: Vigorito, Cavlina, Valle, Dossena, Sergi Roberto, Paz, Kuhn, Baturina, Posch, Smolcic, Le Borgne, Cerri. All. Fabregas 

UDINESE (3-5-2): Padelli; Kristensen, Kabasele, Bertola; Zanoli, Piotrowski, Karlstrom, Ekkelenkamp, Kamara; Zaniolo, Davis. A disposizione: Nunziante, Okoye, Sava, Lovric, Zarraga, Gueye, Bravo, Ehizibue, Solet, Camara, Miller. All. Runjaic

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Espanyol Barcellona, Flick può sorridere: recuperati Olmo e Yamal! Ma l’attenzione sarà sul grande ex

Espanyol Barcellona, Olmo e Yamal recuperati: Flick sorride, ma l’attesa è tutta per il grande ex. Gli aggiornamenti

Il nuovo anno si apre ad alta intensità per il Barcellona capolista. Archiviata la sosta natalizia, i blaugrana si tuffano immediatamente in un gennaio incandescente: questa sera va in scena il sentito derby catalano contro l’Espanyol, antipasto della trasferta in Arabia Saudita dove, mercoledì prossimo, sfideranno l’Athletic Bilbao nella semifinale di Supercoppa di Spagna.
Alla vigilia della delicata visita al Cornellà-El Prat, il tecnico Hansi Flick può sorridere per l’infermeria che si svuota. Sono pienamente recuperati sia Dani Olmo, reduce da un problema alla spalla, sia Lamine Yamal, frenato a Capodanno da un’indisposizione. «Stanno bene, Lamine è di nuovo al meglio e Dani non ha mostrato timore nei contrasti in allenamento», ha assicurato il tecnico tedesco.


Tuttavia, l’attenzione mediatica e ambientale è catalizzata dal grande ex di turno: il nuovo portiere titolare blaugrana, Joan Garcia. Cresciuto nella cantera dell’Espanyol ed eroe della sofferta salvezza perica lo scorso anno, il suo passaggio ai rivali cittadini è stato vissuto come un autentico tradimento dalla tifoseria biancoblu. Si preannuncia un clima rovente: il club padrone di casa ha installato reti di protezione dietro le porte per prevenire il lancio di oggetti e ha vietato tassativamente l’ingresso di simboli del Barça sugli spalti. Flick difende il suo numero uno: «L’ho visto tranquillo e concentrato. Ha disputato una prima metà di stagione fantastica, confermando la bontà della decisione di acquistarlo». Servirà la massima concentrazione contro un Espanyol sorprendente, quinto in classifica e reduce da cinque vittorie consecutive sotto la guida di Manolo Gonzalez.


Il sabato di Liga vede in campo anche Villarreal e Athletic Bilbao (impegnato nel derby con l’Osasuna di Alessio Lisci), prima che l’attenzione si sposti sulla Final Four di Gedda. Lì convergeranno anche Atletico e Real Madrid, impegnate domani in campionato rispettivamente contro Real Sociedad e Betis. In casa blancos, però, regna l’apprensione per Kylian Mbappé: una distorsione al ginocchio sinistro lo terrà sicuramente fuori contro gli andalusi. Il francese tenta ora un recupero in extremis per la semifinale di Supercoppa contro i colchoneros.

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Atalanta Roma, Sofia Goggia racconta Gian Piero Gasperini: «Coltivo il senso di riconoscenza nei suoi confronti per quello che ha fatto per la nostra città»

Atalanta Roma, campionessa olimpica di sci Sofia Goggia racconta il tecnico giallorosso Gian Piero Gasperini: le sue parole

Sofia Goggia, campionessa olimpica di sci e tifosa dell’Atalanta, racconta alla Gazzetta dello Sport il suo rapporto speciale con Gian Piero Gasperini, ex allenatore della Dea e ora alla guida della Roma. Nonostante le diverse discipline sportive, i due condividono una visione comune e un profondo legame con Bergamo. Ecco l’intervista integrale.


I SENTIMENTI PER GASPERINI
«Coltivo il senso di riconoscenza nei suoi confronti per quello che ha fatto per la nostra città e per la magica vittoria in Europa League del 2024. Ha dato il suo contributo affinché questa città potesse gioire per la nostra Atalanta».


COSA HANNO IN COMUNE
«Abbiamo una visione sportiva molto simile. Tifo per l’Atalanta e per la mia città, ma quando vedo che la Roma va bene sorrido comunque perché c’è dietro la sua mano. Certo, a parte questa volta…».


BERGAMO «Gasperini è una persona a cui voglio bene, lo stimo. Non so come potrebbe essere accolto a Bergamo, noi atalantini sappiamo quello che ci ha dato. Spero che tutti si portino nel cuore questa consapevolezza»

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Serie A di nuovo in campo, e spunta il il gioco dello scarica-scudetto». L’analisi sul campionato italiano

Serie A al via e spunta il “gioco dello scarica‑scudetto”: l’approfondimento sul torneo italiano. I dettagli

Con la ripresa del campionato, il calcio nostrano torna al suo “gioco di società” preferito durante le feste: non la tombola, ma «il gioco dello scarica-scudetto». Arianna Ravelli analizza la consueta strategia comunicativa degli allenatori di vertice, impegnati a nascondere le proprie ambizioni per allontanare la pressione.


I PROTAGONISTI DEL DEPISTAGGIO Tutto inizia con il tecnico campione in carica, Antonio Conte: «“Tutti gli altri sono più forti di noi”». Una mossa che ha generato un’inevitabile «coda di stucchevolezze» da parte dei rivali. Beppe Marotta ha replicato: «“No, lui è nettamente favorito”». Massimiliano Allegri si è accodato al coro del “non siamo noi”: «“Ma che dicono, sono entrambi favoriti, per noi arrivare quarti sarà difficilissimo”». Unica eccezione, «l’ironia stralunata di Luciano Spalletti» che ha commentato: «“Ha ragione Conte sulle strutture, qui alla Juve c’è la barriera mobile per battere le punizioni, al Napoli era fissa…”».


UNA DISCIPLINA TATTICA IPOCRITA È una tradizione rispettata tra «mind games, tratti caratteriali inscalfibili, strategie comunicative». Il ritornello “non siamo favoriti” è collaudato e «serve a proteggere il gruppo, a spostare la pressione, a costruire una trincea psicologica contro aspettative giudicate eccessive». Ormai, «l’arte del depistaggio è diventata quasi una disciplina tattica» dove vince «chi si tira più indietro, chi abbassa di più l’asticella». Ravelli nota però l’ipocrisia di fondo, specialmente per chi ha lo scudetto sul petto: «Ve lo immaginate Jannik Sinner che si presenta all’Australian Open da detentore del titolo e dice che i favoriti sono (tutti) gli altri big?».


L’ERRORE OPPOSTO E IL BISOGNO DI REALISMO C’è però anche chi fa il contrario, lanciandosi in proclami che non si possono mantenere, come la Ferrari un anno fa, quando disse di puntare al titolo dimostrando «totale lontananza dalla realtà delle forze in campo». La soluzione, secondo l’editorialista, sarebbe un po’ di sano realismo: «Dire: “Siamo tra i favoriti, e va bene così”. Non è una colpa, è una responsabilità. Crescere e passare a un livello successivo significa questo: smettere di nascondersi dietro le parole e accettare che, a volte, il peso del pronostico è semplicemente il prezzo del talento».

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Calciomercato Napoli, Lucca può partire già a gennaio: spunta l’idea Dovbyk dalla Roma

Calciomercato Napoli, Lucca in uscita già a gennaio. Proposto Dovbyk della Roma. Le ultimissime

Il valzer dei centravanti è iniziato e Lorenzo Lucca è il principale indiziato a lasciare il Napoli, neanche sei mesi dopo il suo arrivo in estate. Un investimento importante, il secondo più oneroso della campagna acquisti dopo Hojlund (35 milioni complessivi tra prestito e obbligo di riscatto), che finora non ha portato i frutti sperati: appena 570 minuti giocati in 20 presenze totali e un solo gol all’attivo, contro il Pisa a settembre. La scintilla non è scoccata, neppure con lo spazio creatosi dopo l’infortunio di Lukaku, e la strada per la cessione a gennaio è ormai tracciata. Ecco cosa scrive oggi il Corriere dello Sport a proposito delle prospettive future.


BENFICA SULLE TRACCE, MA COSTA 30 MILIONI Il mercato inizia a muoversi attorno all’ex Pisa. Il Benfica di José Mourinho ha manifestato un interesse concreto, ma la richiesta del Napoli è ferma a 30 milioni di euro per rientrare dell’investimento. Una cifra difficile da spostare nel mercato invernale, rendendo più probabile la pista del prestito (secco o con diritto). Oltre ai portoghesi, si sono registrati sondaggi dalla Premier League (Nottingham Forest, dopo che il West Ham ha chiuso per Castellanos) e dalla Liga (Betis).


L’IPOTESI DOVBYK E IL VINCOLO DEL SALDO ZERO In Italia si era ipotizzato uno scambio Lucca-Dovbyk con la Roma, pista però complessa visto che i giallorossi puntano altri profili. Tuttavia, gli agenti dell’attaccante ucraino, in uscita dalla Capitale, lo hanno proposto singolarmente al Napoli: un’opzione da tenere in considerazione. Ogni movimento in entrata del club di De Laurentiis, comunque, è vincolato alle cessioni: la dirigenza è obbligata a chiudere il mercato con un saldo zero. Il ds Manna, intanto, monitora sempre la Premier in cerca di occasioni e guarda al futuro: nel mirino c’è il 17enne talento argentino del Boca Juniors, Milton Pereyra.

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Moviola Cagliari Milan, il punto su tutti gli episodi dubbi della sfida dell’Unipol Domus

Moviola Cagliari Milan, tra proteste e dubbi: la moviola della sfida all’Unipol Domus. Tutti gli aggiornamenti

Cagliari-Milan si chiude sullo 0-1, ma in casa rossoblù resta più di un dubbio per un episodio da moviola: il presunto tocco di mano in area di Samuele Ricci. Il centrocampista allenato da Massimiliano Allegri sembra infatti deviare con il braccio una rovesciata di Semih Kilicsoy, scatenando le proteste dei sardi.

A questo punto entra in gioco la moviola: ecco come La Gazzetta dello Sport e il Corriere dello Sport hanno valutato l’episodio.

LA GAZZETTA DELLO SPORT: “All’11’, trattenutina di Luperto a Leao: niente di irresistibile, giusto far proseguire. Al 16’, Zappa (fuori area) calcia il pallone sul suo braccio sinistro: autogiocata pura. Al 30’ Estupinan ostruisce la ripartenza di Palestra a palla lontana: dubbi. Al 45’, Abisso assegna un (giusto) rigore per atterramento di Loftus: tutto azzerato, Leao era in fuorigioco.

CORRIERE DELLO SPORT: “Gestione positiva per Abisso, merito anche del ritmo iniziale dettato dal Cagliari. Pochi falli fischiati, da regolamento i gialli per Saelemaekers e Palestra: il primo provoca, il secondo reagisce. Manca un’ammonizione per Estupiñan per fallo sullo stesso Palestra, ma nel complesso il metro è abbastanza coerente (nonostante un finale con qualche sbavatura).

NIENTE MANO – Al 17′ del primo tempo, nel tentativo di anticipare Rabiot al limite dell’area, Zappa rinvia col sinistro colpendo la propria mano destra. Il tocco non è punibile perché è un’autogiocata, il Var inoltre non sarebbe potuto intervenire perché fuori area.

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Vlahovic Juve, separazione a fine stagione: niente rinnovo per la Gazzetta! Spunta la prossima destinazione

Vlahovic Juve, addio a fine stagione per la Gazzetta: niente rinnovo. Si fa avanti la nuova destinazione, le ultimissime

La Juventus continua a inseguire i propri obiettivi stagionali, ma il destino del suo numero 9 sembra ormai tracciato lontano da Torino. Dusan Vlahovic si è fermato a fine novembre contro il Cagliari, a causa di una grave lesione all’adduttore che lo ha costretto a un intervento chirurgico a Londra e a uno stop fino a fine marzo o inizio aprile. Secondo La Gazzetta dello Sport, al suo rientro troverà un ambiente affettuoso ma già preparato all’addio: Luciano Spalletti lo riaccoglierà per il rush finale, prima della separazione prevista a giugno, quando scadrà naturalmente il contratto.

L’infortunio ha congelato ogni discorso di mercato invernale, ma dal 2 febbraio l’attaccante sarà libero di firmare con un nuovo club. In prima fila c’è il Barcellona, che lo considera l’erede ideale di Robert Lewandowski, ormai vicino ai 38 anni. I catalani cercano un centravanti di peso e avrebbero già avviato contatti positivi con l’entourage del serbo, pronti anche a pareggiare l’ingaggio attuale da circa 12 milioni di euro. Il Barça crede nel rilancio di Vlahovic e lo vede come il perno del proprio attacco del futuro.

La pista spagnola è la più calda, ma non l’unica. Sullo sfondo resta il Bayern Monaco, mentre il Milan osserva con interesse. I rossoneri potrebbero puntare sulla presenza di Massimiliano Allegri, l’allenatore che ha valorizzato Vlahovic alla Juventus e che ne conosce profondamente caratteristiche e limiti. L’idea di restare in Serie A potrebbe intrigare il giocatore, ma il richiamo della Liga e del progetto blaugrana appare oggi più forte. Intanto Vlahovic, leader silenzioso e sempre vicino ai compagni, vuole chiudere la sua avventura bianconera con professionalità, anche se il suo futuro sembra ormai colorarsi di blaugrana.

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Torino, Baroni in conferenza pre Verona: «Penso al Toro ogni secondo. Zapata? Lavoriamo per riaverlo al top, sul mercato vi dico la mia»

Baroni prepara Hellas Verona Torino nella conferenza stampa della vigilia, le dichiarazioni del tecnico in previsione della sfida di Serie A; l’intervento

Baroni vuole iniziare al meglio il 2026. Dopo le vittorie inanellate con Cremonese e Sassuolo il suo Torino ha chiuso l’anno con il ko casalingo maturato contro il Cagliari. Un risultato che ha fatto carambolare – nuovamente – i granata nel limbo delle incertezze e, manco a dirsi, (ri)alimentato il malcontento dei tifosi. Lo sguardo va però ora al Bentegodi di Verona, dove domani sera alle 18 Zapata e compagni scenderanno in campo per affrontare la squadra allenata da Paolo Zanetti. Sentiamo la conferenza stampa del mister alla vigilia del match di Serie A Hellas Verona Torino; alcuni estratti salienti del suo intervento: 

Baroni in conferenza stampa pre Hellas Verona Torino:

Buongiorno Baroni, tempo di bilanci. Ha pensato al Toro? Questa squadra ha margini di miglioramento?
«Guardi, ogni secondo penso al Toro. Io credo sempre nel miglioramento, nel lavoro e nel miglioramento quotidiano. Il nostro impegno tra staff, società e squadra è dedicato a questo. Io sono convinto che abbiamo ampi margini di miglioramento e lavoreremo per questo»

Mister Baroni, Coco è tornato dalla Coppa d’Africa, come sta?
«E’ rientrato il primo gennaio, noi gli abbiamo dato un giorno di recupero, visti i viaggi. Ieri ha partecipato all’allenamento e oggi faremo valutazioni. Sicuramente sarà della gara: devo capire se dall’inizio o a gara in corso»

Quanto tempo serve a Zapata per tornare a quello pre infortunio?
«Zapata sta bene, chiaro che ha pagato un po’ le gare giocate. Ha avuto un lungo stop, questi momenti di affaticamenti fanno parte del suo percorso. Lui sta bene, ma ci stiamo lavorando insieme»

Affronterete il Verona, che partita sarà?
«Li conosco, conosco il campo e la squadra: sarà una partita difficile. Giocano un calcio di ritmo e veemente, dovremo essere all’altezza sotto questo aspetto»

Buongiorno Baroni, come sta Casadei? 
«Guarda non c’è nessun problema con lui, c’è un confronto costante. Ha avuto un momento di appannamento che in un giovane ci sta, sta giocando da un anno. Devo dire anche Vlasic che in quella posizione ha trovato una collocazione importante. Stiamo lavorando da interno di sinistra. Il ragazzo (Casadei, ndr) conosce il percorso e lavora per tornare in campo. E’ un giocatore pronto per noi»

Lei pensa al Verona, nel frattempo la società le ha dato rassicurazioni su rinforzi in breve tempo?
«Non ho necessità di rassicurazioni, si lavora braccio-braccio, sempre insieme. Siamo al Filadelfia dalla mattina alla sera, con il direttore c’è un confronto costante. Chiaro che lo ripeto: il mercato è una finestra aperta molto lunga e questo rischia di portare via energie, non lo voglio fare io e non lo accetto nemmeno dai calciatori. Dobbiamo solo rimanere concentrati sul lavoro» 

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Calciomercato Inter, pronta la rivoluzione tra i pali: in arrivo un grande colpo per il dopo Sommer

Calciomercato Inter, estate decisiva per la porta: dopo Sommer si punta a un colpo importante, questi i principali obiettivi

L’Inter sta già programmando il futuro della propria porta e prepara un colpo importante per l’estate. Come riportato da Sky Sport, la dirigenza nerazzurra ha concentrato le proprie attenzioni su due profili italiani: Guglielmo Vicario, oggi al Tottenham, ed Elia Caprile, protagonista al Cagliari.

La società sta valutando con attenzione il dopo‑Sommer, con l’obiettivo di garantire continuità e solidità al reparto difensivo. Vicario, che si è imposto in Premier League, è un obiettivo seguito da tempo e l’Inter sembra pronta a intensificare i contatti. Caprile, cresciuto nel vivaio del Napoli e maturato a Cagliari, rappresenta invece un’opzione più giovane ma altrettanto intrigante, con margini di crescita importanti.

Al momento non ci sono trattative avanzate, ma Vicario e Caprile restano i due nomi in cima alla lista per la porta del futuro. L’Inter ha un piano chiaro per rinnovare il ruolo e punta a chiudere un grande colpo nella prossima finestra estiva.

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Il vocabolario del calciomercato: tutte le parole che tornano protagoniste a gennaio

Dalla “fumata bianca” al “prestito con riscatto”: guida semplice ai termini più usati del calciomercato invernale

Con l’apertura ufficiale della sessione invernale di calciomercato, tifosi e appassionati tornano a confrontarsi ogni giorno con trattative, indiscrezioni e formule contrattuali spesso complesse.
Gennaio è il mese delle corse contro il tempo, delle occasioni last minute e dei rinforzi mirati, ma anche di un linguaggio specifico che domina titoli, talk show e social.
Capire cosa significano davvero certe espressioni aiuta a leggere meglio notizie e strategie dei club.

Uno dei termini più ricorrenti è prestito, formula che consente a una società di acquisire temporaneamente un giocatore, spesso per sei mesi.
Quando al prestito si aggiunge il diritto di riscatto, il club può decidere a fine stagione se acquistare il calciatore a titolo definitivo.
Diverso è invece il prestito con obbligo di riscatto, che rende l’acquisto automatico al verificarsi di condizioni precise, come il numero di presenze o il raggiungimento di determinati obiettivi sportivi.
Sono soluzioni molto utilizzate a gennaio per limitare i rischi economici.

Nel vocabolario del mercato trovano spazio anche concetti legati agli aspetti finanziari.
Il cartellino indica il valore economico del giocatore, mentre l’ingaggio rappresenta lo stipendio percepito.
Spesso le trattative includono bonus legati a rendimento o risultati di squadra, oppure una percentuale sulla rivendita, che garantisce al club cedente un guadagno futuro.

Grande attenzione viene data anche alla clausola rescissoria, cifra che permette di liberare un giocatore senza trattativa diretta tra le società.

Non mancano poi i termini che descrivono le dinamiche e le strategie delle trattative.
Un blitz di mercato è un’operazione rapida pensata per anticipare la concorrenza, mentre l’inserimento avviene quando un club entra in una trattativa già avviata da altri.
Il cosiddetto sorpasso indica il momento in cui una società supera le rivali e si avvicina alla chiusura dell’affare, spesso accompagnata dalla classica fumata bianca, espressione che segnala l’accordo ormai raggiunto.

Infine, il linguaggio giornalistico completa il quadro del calciomercato invernale.
Le indiscrezioni anticipano notizie non ancora ufficiali, le piste indicano ipotesi ancora da verificare, mentre un nome caldo è un giocatore vicino al trasferimento o particolarmente richiesto.

Espressioni come trattativa in salita o affare complicato raccontano invece ostacoli economici o tecnici che possono rallentare o far saltare un’operazione.

Questo vocabolario torna ciclicamente protagonista ogni gennaio e agosto, accompagnando tifosi e addetti ai lavori nel periodo più intenso della stagione.
Conoscerne il significato permette di orientarsi meglio tra voci, notizie e annunci ufficiali, vivendo il calciomercato con maggiore consapevolezza.

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Atletico Madrid, comunicato a Raspadori il via libera alla Roma: raggiunta l’intesa tra i club, ora la decisione passa al giocatore

L’Atlético Madrid ufficializza a Raspadori l’intesa con la Roma: operazione definita, resta da capire la volontà del giocatore

Nel pomeriggio di venerdì 2 gennaio, l’Atlético Madrid ha comunicato a Giacomo Raspadori di aver trovato un accordo con la Roma per il suo trasferimento, definendo l’operazione come una concreta “opportunità di mercato”. L’attaccante si è preso alcuni giorni per riflettere e, prima di dare una risposta definitiva, intende confrontarsi direttamente con Diego Simeone per valutare ogni aspetto del suo futuro.

La decisione ora passa a Raspadori e al suo entourage. Il classe 2000 ha diverse proposte e vuole scegliere con calma la destinazione più adatta, valutando non solo il progetto tecnico ma anche la formula del trasferimento. L’idea di lasciare Madrid a titolo definitivo, e non in prestito, è una possibilità che il giocatore sta considerando con attenzione.

La Roma ha già un’intesa con l’Atlético per un prestito con obbligo di riscatto condizionato, mentre la Lazio — forte della cessione di Castellanos — potrebbe tentare l’acquisto a titolo definitivo. Dalla Turchia, intanto, anche il Galatasaray ha chiesto informazioni. Nessuna decisione arriverà prima di domenica, quando i Colchoneros affronteranno la Real Sociedad.

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Milan, Leao sicuro: «Entriamo in campo per vincere perché il Milan deve vincere cose importanti»

Milan, Leao non ha dubbi: «Entriamo in campo per vincere perché il Milan deve vincere cose importanti». Le parole

Rafael Leao, al termine di Cagliari‑Milan, ha parlato ai microfoni di Sky Sport commentando la prestazione rossonera. Al suo fianco anche Davide Bartesaghi. Queste le dichiarazioni del migliore in campo:

COMPLIMENTI PER LA SQUADRA E BARTESAGHI – «Partita da squadra, l’abbiamo preparata molto bene, il mister l’ha preparata bene. Davide ha giocato centrale ma con la mentalià giusta si può fare tutto. Faccio i complimenti a lui che ci tengo molto, faccio i complimenti a Nic».

OBIETTIVO CHIARO – «Abbiamo un obiettivo, ma è ancora lunga, tutti sanno qual è l’obiettivo, entriamo in campo per vincere perché il Milan deve vincere cose importanti».

GIOCO PER SEGNARE – «Io entro con la mentalità di fare 1/2 gol, il mister mi sta mettendo più vicino alla porta devo cominciare a sentire il gol».

SU BARTESAGHI – «Lui sa cosa penso non dobbiamo parlarne qua davanti la Tv è un ragazzo intelligente, secondo me alla fine della stagione arriveranno grandi cose per lui».

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Le prime pagine dei giornali – 3 gennaio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia

Mercato Sampdoria, giornata decisiva in arrivo: domani le visite di Esposito, Mitoglou e Brunori! Le ultime

Mercato Sampdoria: Esposito, Mitoglou e Brunori attesi domani per le visite mediche, ecco tutti i dettagli dell’operazione

Il calciomercato della Sampdoria si accende all’improvviso, regalando entusiasmo alla tifoseria blucerchiata. Come riportato da Sky Sport Italia, la dirigenza ha messo a segno una serie di operazioni decisive per potenziare la rosa di Angelo Gregucci, che nelle prossime ore potrà accogliere ben tre nuovi rinforzi.

Tre colpi in arrivo: Esposito, Mitoglou e Brunori

Domani sarà una giornata intensa per lo staff medico doriano: a Genova sono attesi Salvatore Esposito, centrocampista in arrivo dallo Spezia, e Gerasimos Mitoglou, difensore greco noto per fisicità e abilità nel gioco aereo, profilo ideale per irrobustire la retroguardia di Gregucci. A completare il trittico ci sarà Matteo Brunori, bomber italo-brasiliano reduce da stagioni di altissimo livello in Serie B, chiamato a garantire quel peso offensivo necessario per risalire la classifica.

Fasce rinforzate: Begic è già sbarcato

Nel frattempo, la Sampdoria ha già accolto un altro innesto: Tjaš Begic, talentuosa ala slovena arrivata in prestito dal Parma di Cuesta. Un profilo giovane ma già pronto, che testimonia la volontà del club di puntare su giocatori dinamici e di prospettiva.

Con questi quattro movimenti, la società manda un messaggio forte al campionato: la Samp vuole cambiare passo e allontanarsi dalle zone pericolose. La risalita, almeno nelle intenzioni, è appena cominciata.

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Cagliari Milan, Pisacane nel post partita: «C’è amarezza, ma non mi sento di recriminare oggi i ragazzi. Su Esposito…»

Cagliari Milan, il tecnico dei rossoblù Fabio Pisacane ha rilasciato alcune dichiarazioni nel post partita. Le parole

L’anticipo valido per la 18ª giornata di Serie A 2025/26,Cagliari Milan, è terminato 0-1. Ecco le dichiarazioni nel post partita del tecnico dei rossoblù Fabio Pisacane. Le sue parole a DAZN:

GARA – «E’ successo che è difficile pensare di fare 90 minuti sulla falsariga di quanto fatto all’inizio! E’ normale che abbiamo dovuto cambiare il piano gara per via del gol preso. C’è amarezza, ma non mi sento di recriminare oggi i miei ragazzi».

ASPETTI POSITIVI – «E’ normale che da allenatore non c’è una caratteristica più bella di quanto evidenziato. Al netto di quello che ci sta capitando di domenica in domenica, a me piace mettere l’accento sulle cose positive. Anche perdendo Deiola, la squadra ha risposto in modo egregio, come la prova anche di Mazzitelli che ha fatto una buona partita».

ESPOSITO – «Esposito è da valutare perché riferisce di aver avuto questo crampo, poi una volta uscito dal campo, il dolore si era assestato, ma poi è ritornato. Valuteremo e ci auguriamo che non sia nulla di grave».

MERCATO – «E’ normale che queste domande a caldo si facciano a chi di dovere. Angelozzi sicuramente saprà rispondere meglio di me!».

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