Pagina 425 – Calcio News 24

Sassuolo Parma, Grosso: «Loro hanno qualità. Mi aspetto una partita difficile. Noi stiamo bene, vogliamo vincere in casa»

Sassuolo Parma, Grosso in conferenza stampa ha presentato la delicata sfida contro i Ducali. Le parole del tecnico dei neroverdi

Giornata di vigilia in casa Sassuolo. Fabio Grosso in conferenza stampa ha presentato la sfida interna contro il Parma.

PARTITA – «Mi auguro che riusciamo a portare i tre punti a casa. Loro sono una squadra di qualità e che possono alternare anche diversi modulo. La base è preparare al meglio la sfida».

CONDIZIONE – «Non abbiamo fatto calcoli. Scende in campo chi sta bene. E’ importante non pensare alle altre partite, ma pensare esclusivamente al Parma per portare i punti e fare una grande prestazione».

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EUROPA – «Conosciamo la Serie A e sappiamo le difficoltà che ci sono. Dobbiamo avere equilibrio nei momenti negativi e positivi per raggiungere l’obiettivo che ci siamo messi in testa».

MERCATO – «Ne parlo con la società, ma è logico che in alcuni ruoli siamo davvero al limite. Ora pensiamo solamente alla partita, poi vedremo cosa succederà».

Dybala Roma, il giocatore apre alla permanenza in giallorosso: c’è solo una possibilità per rinnovare con il club capitolino

Dybala Roma, il rinnovo dell’argentino non è escluso. Ma serve una drastica riduzione dell’ingaggio per arrivare alla fumata bianca

La situazione contrattuale di Dybala resta uno dei temi centrali in casa giallorossa in vista delle prossime stagioni. Sono diversi i giocatori della rosa allenata da Gian Piero Gasperini che si avvicinano alla scadenza, ma il caso più delicato riguarda senza dubbio Paulo Dybala, attualmente il calciatore con l’ingaggio più elevato del club. La Joya percepisce oltre otto milioni di euro netti a stagione, una cifra che pesa in modo significativo sul bilancio della società e che rende complessa qualsiasi ipotesi di rinnovo alle condizioni attuali.

Al momento non sono emerse novità ufficiali su un prolungamento del contratto, ma la volontà del giocatore appare chiara. Dybala Roma è un binomio che l’argentino vorrebbe continuare a rappresentare: il numero 21 ha espresso più volte il desiderio di restare nella Capitale e si è detto disposto anche a rivedere al ribasso il proprio stipendio pur di continuare l’avventura in giallorosso. Un primo incontro formale tra l’agente Carlos Novel e la dirigenza romanista è previsto al termine del mercato invernale, quando il club avrà un quadro più definito anche sulle strategie future.

Nel frattempo, Dybala sta lavorando duramente sul campo per convincere società e staff tecnico. La priorità è migliorare la tenuta fisica, uno degli aspetti che negli ultimi mesi ha alimentato dubbi sulla sua affidabilità. Le risposte arrivate dal campo sono però incoraggianti: nella sfida contro il Genoa, la Joya è stato protagonista, restando in campo per tutti i novanta minuti e mostrando brillantezza e qualità. Un segnale importante, soprattutto dopo un periodo complicato dal punto di vista fisico.

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Nel nuovo assetto tattico disegnato da Gasperini, più lontano dal centro dell’attacco, Dybala ha ritrovato spazio per esprimere fantasia, visione di gioco e capacità di incidere tra le linee. La società è consapevole che trovare un sostituto con le sue caratteristiche non sarebbe semplice, ma la linea è chiara: per restare servirà una riduzione significativa dell’ingaggio, con l’obiettivo di scendere intorno ai 3 milioni di euro annui.

Come sottolineato da La Repubblica, le prossime nove partite tra campionato e coppe saranno decisive per il futuro di Dybala e per la stagione della Roma. Il rinnovo rappresenterebbe un’eccezione nel nuovo progetto tecnico, mentre eventuali arrivi sul mercato, come Raspadori o Zirkzee, potrebbero cambiare gli equilibri e influenzare le scelte finali del club.

Grosso: «Sono convinto che l’Italia andrà ai Mondiali. Il rigore del 2006? Ho sperato una cosa»

Grosso in una lunga intervista con Paolo Condò ha ripercorso il Mondiale del 2006 e si è soffermato anche sul calcio moderno

Il 9 luglio del 2026 l’Italia forse starà partecipando al Mondiale. In ogni caso, si guarderà indietro di 20 anni ricordando il trionfo di Berlino 2006. Su 7, Paolo Condò ha intervistato Fabio Grosso per rievocare quei giorni e parlare anche dell’oggi.

FOLLIA «Erano giorni in cui una sana follia si era impadronita di noi. Ho rivisto di recente le partite del 2006 con i miei figli, non l’avevo mai fatto, tutte intere intendo: si rende conto che nel primo tempo con la Germania io faccio due tunnel? Li provo e mi riescono entrambi. In una semifinale mondiale! Non c’è spiegazione possibile diversa dalla follia».

VOLEVA IL GOL DI SAGNOL «In quel momento mi sentivo predestinato. La gloria era lì, potevo quasi toccarla, ma se il francese avesse sbagliato la partita sarebbe finita e l’ultimo capitolo non avrebbe recato la mia firma. Invece Sagnol segna, e io comincio allora a dirigermi verso il dischetto. Da vent’anni tutti mi chiedono se dentro di me ci fosse l’inferno, in quei 30/40 passi. No, nessun inferno. Sentivo che quel cammino era il preambolo a una cosa molto bella, e anche questa sicurezza flirtava con l’incoscienza. Con la follia».

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I SUOI GIOCATORI GLI CHIEDONO DEL MONDIALE «Succede, sì. E glielo faccio dimenticare subito quel che ho fatto da giocatore, perché sono due mestieri completamente diversi e preferisco evitare di rispolverare le glorie passate. Ci si concentra meglio sul presente».

BATTUTE – «Può capitare qualche sera, a livello di battuta magari. Ma succede di rado. Nei ritiri non ci si parla più come una volta, i motivi li sapete, inutile ripetere la solita solfa dei cellulari e così via».

IL FIGLIO FILIPPO NELLA JUVE – «Non ci lamentiamo, come del resto di Giacomo, pure lui ex Juve, che a 16 anni è andato a giocare tra i dilettanti in una squadra di Torino, in cerca della sua opportunità. Filippo è più grande, ne ha 19».

LA NAZIONALE FUORI DAI MONDIALI «Sono cambiate molte cose in questi vent’anni, ma noi italiani restiamo grandi specialisti nel deprezzarci. Non sono il tipo che nasconde la polvere sotto il tappeto, il nostro calcio ha molti problemi e contraddizioni da risolvere. Ciò non toglie che le risorse necessarie per battere le avversarie designate ci siano, e in abbondanza. Alle grandi rivali storiche penseremo poi, adesso qualifichiamoci».

HA PARLATO CON GATTUSO «No, in realtà ci siamo scambiati qualche pensiero soltanto il giorno in cui è venuto a trovarci nel corso del suo giro dei club. Ci siamo fatti gli auguri per i rispettivi obiettivi, e sono convinto che entrambi li centreremo. Lui ha gli uomini per andare ai Mondiali, io quelli per mantenere il Sassuolo in Serie A. Anzi, spero di raggiungere in fretta la quota necessaria per vedere se poi si riesce a fare di più».

FARE GIOCARE DI PIU’ GLI ITALIANI «È un discorso complesso, ma di primo acchito la risposta è no. Faccio giocare chi sa giocare, a prescindere dalla nazionalità. Il calcio prevede l’uso di un attrezzo, la palla, e bisogna saperlo trattare. Una volta era una specialità dei calciatori italiani, parlo della tecnica. Ora non lo è più. Il recupero delle antiche posizioni deve cominciare da lì».

Sporting Lisbona scatenato sul mercato! Dopo l’arrivo di Luis Guilherme e l’interesse per Yeremay, ecco il prossimo obiettivo

Sporting Lisbona, mercato senza freni: chiuso il colpo Luis Guilherme e avviati i contatti per Yeremay, ora spunta l’idea…

Il mercato dello Sporting Lisbona non si ferma. Nonostante l’arrivo di Luis Guilherme e l’interesse concreto per Yeremay, il club portoghese continua la ricerca di rinforzi per le fasce offensive e ha messo nel mirino Souleymane Faye. Secondo quanto riportato dal quotidiano sportivo spagnolo Marca e confermato da Record, i Leoni hanno già presentato una prima offerta ufficiale al Granada per l’esterno senegalese classe 2002.


Faye, 22 anni, si sta mettendo in luce nella seconda divisione spagnola con la maglia del Granada, dove finora ha collezionato 2 gol e 6 assist in 18 presenze. Le sue prestazioni non sono passate inosservate alla dirigenza dello Sporting, che lo ha inserito nella lista dei potenziali obiettivi per questa finestra di mercato. Record conferma che i contatti tra i due club sono già stati avviati e che il profilo del giocatore gode di un consenso unanime all’interno della struttura tecnica e dirigenziale leonina.


Destro naturale, Faye è un esterno offensivo che predilige agire sulla fascia destra, ma è in grado di adattarsi anche sulla corsia opposta. Giocatore abile nell’uno contro uno, dotato di buona tecnica e capacità di saltare l’uomo, corrisponde perfettamente alle caratteristiche richieste dall’allenatore Rui Borges per ampliare le opzioni offensive della squadra. La concorrenza per il giocatore, al momento, sembra concentrarsi principalmente in Spagna.
Cresciuto calcisticamente nell’accademia Galaxy Foot in Senegal, Faye è approdato in Europa nel 2021, in prestito al Granada. Successivamente ha vestito le maglie di Talavera e Betis Deportivo (la squadra B del Betis Siviglia), dove nella stagione 2024/25 si è messo in evidenza con 9 gol e 2 assist in 36 partite.

Queste prestazioni hanno convinto il Granada a investire 500.000 euro per acquistarlo a titolo definitivo, facendogli firmare un contratto fino al 2029. Sebbene il portale Transfermarkt gli attribuisca un valore di mercato di 1,5 milioni di euro (aggiornamento del 31 dicembre), la cifra reale per il suo trasferimento potrebbe essere superiore. Lo Sporting, comunque, sembra determinato a portare il talento senegalese a Lisbona.

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Calciomercato Lazio, Sarri ha individuato il profilo giusto per rinforzare la rosa e guarda in casa Milan! Tutti i dettagli

Calciomercato Lazio, Sarri rompe gli indugi: individuato il rinforzo ideale. Occhi in casa Milan e punta un nome pesante: i dettagli

Dopo un’estate segnata da un mercato praticamente paralizzato, la Lazio si prepara a vivere una sessione invernale da protagonista. Maurizio Sarri ha già individuato il rinforzo ideale per il suo centrocampo: Ruben Loftus-Cheek, una vecchia conoscenza del tecnico toscano. Come riportato da Alfredo Pedullà, il centrocampista del Milan è balzato in cima alle preferenze biancocelesti, superando anche il profilo di Lazar Samardzic.

Il “sì” di Loftus-Cheek e il legame con Sarri

La trattativa poggia su fondamenta solide, grazie al rapporto speciale che lega il giocatore al “Comandante”.

  • Feeling storico: Loftus-Cheek ha vissuto una delle sue stagioni migliori al Chelsea proprio sotto la guida di Sarri, chiudendo il 2018/19 con 10 gol e un ruolo centrale nel sistema di gioco. Non sorprende quindi che l’inglese abbia già dato piena disponibilità al trasferimento, attratto dalla possibilità di ritrovare continuità e un contesto tattico che valorizzi le sue qualità da incursore.
  • La posizione del Milan: In via Aldo Rossi il centrocampista non è più considerato incedibile. Pur godendo della stima di Massimiliano Allegri, il club rossonero è pronto a valutare la cessione per alleggerire il monte ingaggi — Loftus-Cheek percepisce circa 4 milioni — e finanziare gli interventi in difesa, dove il sogno resta Kim.

I nodi della trattativa: ingaggio e il “fattore Tare”

Nonostante la reciproca apertura, restano alcuni ostacoli da superare per arrivare alla fumata bianca entro gennaio.

  • Sostenibilità economica: L’ingaggio dell’inglese è elevato per gli standard della Lazio. La formula più probabile è un prestito con diritto di riscatto, con Loftus-Cheek disposto a spalmare lo stipendio su più anni in caso di trasferimento definitivo.
  • L’incrocio con Tare: A rendere il tutto ancora più interessante c’è la presenza di Igli Tare, oggi direttore sportivo del Milan, che si ritrova a trattare la cessione di un suo giocatore proprio con la società che ha guidato per anni. Un intreccio che coinvolge anche il futuro di Mario Gila e aggiunge un ulteriore livello di complessità alla negoziazione

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Yildiz Juve, accelerata dei bianconeri: accordo vicino grazie a due garanzie chiave. Gli aggiornamenti

Yildiz Juve, i bianconeri accelerano : firma sempre più vicina. Due promesse decisive convincono il talento turco a dire sì

L’alba del 2026 si apre con una notizia che profuma di consacrazione definitiva per il progetto bianconero. Come riportato con grande enfasi dalla Gazzetta dello Sport, in casa Juventus si registra una svolta significativa sul tema più caldo del momento: il rinnovo di Kenan Yildiz. Il nuovo anno porta infatti un’accelerazione improvvisa e decisa da parte della dirigenza, determinata a chiudere il dossier nel più breve tempo possibile per scongiurare qualsiasi imprevisto.

La sensazione, ora, è che la firma possa arrivare davvero a strettissimo giro, mettendo fine alle speculazioni che hanno accompagnato gli ultimi mesi. Il talento turco, grazie alle sue giocate di altissimo livello, ha attirato l’attenzione dei principali club europei: Arsenal, Liverpool e Bayern Monaco hanno già effettuato i primi sondaggi, affascinati dalla qualità cristallina del numero 10 e dalla sua situazione contrattuale. Ma la Juventus, guidata dalla visione strategica del responsabile del mercato Damien Comolli, non ha alcuna intenzione di rinunciare al suo gioiello più prezioso.

Per blindarlo, però, serviva un intervento deciso su due fronti. Da un lato, l’entourage del giocatore chiedeva un adeguamento economico all’altezza delle sue prestazioni da top player e, dall’altro, la garanzia di un ruolo centrale in un progetto tecnico ambizioso e vincente.

La risposta del club è stata netta e all’altezza delle aspettative: la Juventus è pronta a offrirgli un ingaggio quadruplicato, riconoscendogli lo status di stella assoluta della squadra. Ma la mossa più significativa riguarda la panchina. Per dare un segnale forte sulla solidità del progetto, la dirigenza ha deciso di legare il futuro di Yildiz a quello del suo mentore, proponendo contestualmente il rinnovo di Spalletti fino al 2028. Una doppia operazione strategica che, se andasse in porto, consoliderebbe l’ossatura tecnica bianconera per i prossimi anni.

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Vives, ex Toro, si racconta: «Petrachi la scelta giusta! Baroni è un allenatore importante e l’ha dimostrato. Su Cairo e i tifosi…»

Vives parla a Tuttosport: «Petrachi la scelta giusta! Baroni è un allenatore importante e l’ha dimostrato. Su Cairo e i tifosi…»

Giuseppe Vives, ex centrocampista e capitano del Torino che sotto la gestione sportiva di Gianluca Petrachi conquistò l’Europa League, commenta a Tuttosport il ritorno del direttore sportivo in granata e la situazione attuale della squadra.


PETRACHI SCELTA GIUSTA «Sì assolutamente! Il direttore è stato parecchi anni al Torino e conosce bene l’ambiente, il presidente Cairo e il suo modo di fare. Assieme a Petrachi abbiamo passato anni bellissimi e ottenuto grandi risultati. Sicuramente è la persona giusta per far ripartire il Torino e riportarlo dove merita».
I RICORDI DEGLI ANNI D’ORO «Per me quegli anni sono stati stupendi da ogni punto di vista. Siamo stati bravi a vincere subito il campionato di Serie B e il primo anno in A è stato un po’ di assestamento. Poi, però, abbiamo avuto una crescita molto importante che è culminata col raggiungimento di un posto in Europa League. Certo, per me è facile raccontare del mio rapporto con il direttore perché abbiamo avuto la fortuna, in quegli anni, di vivere uno dei migliori momenti della storia recente del Toro. Il problema nasce quando ci sono stagioni come le ultime, ma sono sicuro che Petrachi potrà aiutare tantissimo questa squadra, come fece con noi».
LA STRATEGIA SUL MERCATO INVERNALE «Io penso che sia sempre difficile intervenire durante il mercato invernale per cercare di invertire la rotta. Per me quello di gennaio è un tipo di mercato che non ti permette di acquistare quei giocatori che possono davvero farti svoltare, piuttosto quelli che sono scontenti da altre parti. Per questo motivo non credo che il direttore farà tante operazioni per adesso. Nel mercato estivo, invece, da Petrachi ci possiamo aspettare colpi interessanti e che potranno sorprendere».
VLASIC LEADER, ATTESA PER ZAPATA «Vlasic sta dimostrando che, se sta bene, può davvero fare la differenza. Lo vedo come leader tecnico e comportamentale. Poi mi auguro che Zapata possa tornare al top perché un giocatore come lui è mancato tanto al Toro».
BARONI «È un allenatore importante e l’ha dimostrato nelle squadre in cui è stato. Non è semplice essere il tecnico del Toro, soprattutto in annate come queste in cui i risultati stanno mancando e i tifosi chiedono di più. Nonostante questo, con le sue doti e con, adesso, l’aiuto di Petrachi, penso possa dare tanto ai granata».
I TIFOSI E CAIRO «Da una parte i tifosi, giustamente, pretendono di più e se lo meritano per tutto il supporto che danno ogni weekend. Dall’altra, conosco personalmente il presidente Cairo e posso assicurare che lui è il primo ad essere un tifoso del Torino. Spero che il Toro possa tornare a lottare per una qualificazione in Europa in un periodo non lontano»
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Siviglia, stop alla vendita? Clamoroso scenario e Sergio Ramos è pronto a tornare ma con un ruolo diverso!

Colpo di scena a Siviglia: la vendita si blocca e Sergio Ramos valuta un rientro da protagonista diverso, le ultimissime

Altra corsa, altro giro sulla giostra della cessione del Siviglia. Un film già visto, con la vendita data per imminente e poi puntualmente sfumata. Questa volta, scrive Muchodeporte, il copione sembra ripetersi con un gruppo di investitori americani. L’offerta iniziale, superiore ai 3.400 euro per azione, aveva garantito loro un’esclusiva de facto e l’avvio della due diligence. Ma proprio l’analisi dei conti ha gelato l’entusiasmo: la realtà contabile del club ha deluso le aspettative, portando a un brusco stop.


Le conseguenze sono immediate: il prezzo è crollato. Si parla di cifre inferiori ai 2.700 euro per azione, con alcune fonti che ipotizzano addirittura un ritiro definitivo degli americani dalla trattativa. Se questo scenario dovesse concretizzarsi nei prossimi giorni, si riaprirebbe il ventaglio delle possibilità.
E qui tornerebbe prepotentemente in gioco la cosiddetta “Terza Via”, il gruppo locale guidato da Antonio Lappí e Fede Quintero. Mai usciti realmente di scena, attendevano il momento propizio, che ora potrebbe essere arrivato: ai nuovi prezzi (intorno ai 2.800 euro), avrebbero margine di manovra. Resta da capire se tale opzione sia gradita agli attuali venditori, che pur preferendo idealmente una soluzione sivigliana, non vorrebbero trovarsi costretti a vendere al prezzo dettato da un unico acquirente.


In questo scenario di incertezza, inizia a farsi strada un nome suggestivo: Sergio Ramos. L’ex capitano, rientrato dal Messico e in cerca di una nuova sfida professionale, si starebbe muovendo dietro le quinte. Contatti preliminari e telefonate esplorative per valutare un possibile ingresso come investitore. Nulla di formale, ma l’interesse sembra serio e non va derubricato a semplice rumor.


In conclusione, la vendita del Siviglia, annunciata innumerevoli volte e mai concretizzata, sembra ancora lontana. Il club torna quasi alla casella di partenza, ma con una nuova consapevolezza: il mercato ha fissato un prezzo, e potrebbe non essere quello sperato da chi vuole vendere. Lo spettro del blocco e del limbo, tanto familiare a Nervión, torna ad aleggiare. La storia si ripete, almeno per ora.

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Lecce, Sticchi Damiani: «È stato un 2025 straordinario. Vi racconto il ‘Modello Lecce’. Tiago Gabriel? Non è il momento giusto per cederlo. Sulla Juve…»

Sticchi Damiani si racconta: «Vi racconto il ‘Modello Lecce’. Tiago Gabriel? Non è il momento giusto per cederlo. Sulla sfida con la Juve…»

Saverio Sticchi Damiani, presidente del Lecce dal 2017, guida una società che rappresenta un unicum nel calcio italiano. Alla vigilia della sfida contro la Juventus, il numero uno giallorosso traccia un bilancio del 2025 da record e guarda al futuro tra mercato e infrastrutture in questa intervista a Tuttosport.


IL 2025 «È stato un 2025 straordinario: non è mai successo che il Lecce si sia salvato per tre stagioni di fila in Serie A. E poi abbiamo appena chiuso il miglior bilancio della nostra storia, con un utile di oltre 20 milioni. A questo si aggiunge il record di abbonati: non posso non essere felicissimo».
IL “MODELLO LECCE” «Ci sono club che spendono risorse che non hanno. Il modello Lecce invece è un abito su misura: qui abbiamo una proprietà salentina e una dirigenza salentina, cerchiamo di esaltare la nostra salentinità senza però cadere nel provincialismo. Siamo aperti alla crescita: avremo presto uno stadio ristrutturato e abbiamo finalmente un centro sportivo. Sul mercato giocatori, invece, siamo attentissimi alle opportunità estere. Il nostro dna resta legato al territorio: siamo diversi da tutti».
LA SALVEZZA PIÙ BELLA «Sono legato a tutte e tre, ma l’ultima è forse la più bella. Per come abbiamo vinto a Roma, per quello che ci ha lasciato la morte di Graziano Fiorita. In pochi credevano alla nostra permanenza in Serie A: sembrava tutto compromesso, ma ce l’abbiamo fatta».
I GIOIELLI CEDUTI «Sono legato a tutti, in ugual modo. Bello vedere Dorgu fare gol a Old Trafford, per noi che l’abbiamo visto giocare con la nostra Primavera. Già da lì si vedeva un valore importantissimo. Lui catturava l’attenzione, così come Gonzalez che purtroppo ha dovuto smettere di giocare e Berisha, che oggi è un perno del Lecce».
IL DOLORE PER LA CESSIONE DI DORGU «Mi ha fatto male perché mi sono dovuto contraddire. Pensavo realmente che a gennaio non avrei ceduto nessuno, ma non ci aspettavamo quel rialzo da parte dello United. Siamo rimasti spiazzati anche dalla assoluta indisponibilità del club inglese a differire l’operazione nel giugno successivo. In Italia si erano spinti fino a 20 milioni (il Napoli, ndr), soldi a cui noi avevamo detto no. Mi brucia ancora perché i fatti hanno contraddetto le parole mie e di Corvino, sebbene fossimo in totale buona fede. Tecnicamente eravamo tranquilli: avevamo Pierotti che era pronto. In quel momento storico Dorgu era paradossalmente un giocatore sostituibile, nonostante il suo grande valore, perché impiegato sistematicamente a destra, da esterno a piede invertito. Ruolo nel quale perdeva molte delle sue potenzialità. Sono contento che a Manchester sia tornato a giocare nel suo ruolo naturale dove è devastante».
POSSIBILI PARTENZE A GENNAIO «Non mi sento di dire che rimarranno tutti a gennaio, sebbene questa sia la mia volontà».
TIAGO GABRIEL «Tiago Gabriel è un fine 2004: sta facendo benissimo. Riteniamo sia fortissimo. Abbiamo bisogno di lui, ma lui ha bisogno di noi. Questo non è il momento giusto per cederlo».
LA SFIDA ALLA JUVENTUS «Quando affrontiamo la Juve è sempre una festa. Abbiamo giocato e talvolta perso contro piccole piazze della serie C, per cui questa partita mi fa assaporare il percorso fatto in questi anni».
HJULMAND «Hjulmand è un’intuizione di Corvino. Solo un visionario come lui poteva intravedere certe qualità: in Austria non giocava. Da noi faceva il capitano a 21 anni: ha un’intelligenza non comune, lo trovi ovunque, lo consiglierei a tutti i club».
IL METODO CORVINO «Il direttore guarda filmati a raffica. Poi trova dei profili con qualità che altri non vedono, altrimenti non si prende Hjulmand a 150 mila euro. Lui vede dove gli altri non vedono».
GLI ALLENATORI DEL CUORE «Da un punto di vista tecnico dico Liverani per l’impronta che ci ha dato nel passaggio dalla Serie C alla Serie A. Poi Giampaolo, un uomo limpido e onesto come pochi. E ora Di Francesco: condivide i miei stessi valori, ci sta dando tantissimo».
LA SCELTA DI DI FRANCESCO «Le due retrocessioni, in realtà, ci hanno la forza per prenderlo. Meritava di salvarsi, ma il lavoro che ha espresso ci ha convinto del tutto. E ha fame, tipica di chi ha subito due ingiustizie consecutive».
LE PROSSIME SCOMMESSE «Mi sento di scommettere su Siebert e Veiga. Berisha non lo nomino perché lo considero già sbocciato».
OBIETTIVO STADIO «Nel 2026 voglio uno stadio ristrutturato e coperto. Da vivere in Serie A».
IL SOGNO «Non possiamo parlare di Europa, non abbiamo la forza per questo tipo di step. Non voglio vendere fumo, fare calcio nella nostra dimensione è durissima. Quindi non fantastichiamo: pensiamo solo alla Serie A, anche se il tifoso deve essere sempre libero di sognare».

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Mario Beretta sicuro: «Calcio Italiano? A me sembra tutt’altro che da buttare. Italiano è molto bravo, come Farioli, De Zerbi, De Rossi. Sul nuovo ruolo…»

Mario Beretta: «Calcio Italiano? A me sembra tutt’altro che da buttare. Italiano è molto bravo, come Farioli, De Zerbi, De Rossi»

Mario Beretta, neopresidente del Settore Tecnico della Figc, si racconta a La Gazzetta dello Sport. Dalla gioventù nella Milano degli anni Settanta all’impegno politico, dalla carriera da insegnante di educazione fisica a quella di allenatore girovago, fino al nuovo ruolo istituzionale e alla passione per i viaggi.


GLI ANNI SETTANTA «Diverso da come sono ora, come il mondo. Si viveva in strada, qualcuno andava al bar, noi ci trovavamo ai giardini del quartiere, nella zona di via Padova a Milano. Erano gli Anni 70: ricordo qualche ragazzo del quartiere morto di droga. Il calcio però mi ha aiutato a stare lontano dai guai. Al liceo eravamo una classe turbolenta ma il lunedì si andava a giocare a pallone con Ramoscelli, il prof di filosofia. Vengo da una famiglia socialista. Non sono mai stato militante, ma andavo alle manifestazioni. L’episodio più forte, nella memoria, è l’omicidio di Fausto e Iaio (due diciottenni della sinistra milanese, ndr), uccisi nel 1978 a due passi da casa mia».
CHE GIOCATORE ERA «Un centrocampista mediocre con un senso della squadra forte: se un avversario trattava male un compagno, intervenivo. A Rovellasca, mi sospesero per indisciplina. Al fischio finale, però, finiva tutto. Mio papà mi disse: “Fai quello che vuoi, l’importante è che tu vada a lavorare con entusiasmo, mai con noia”. Intelligente: bisogna che i ragazzi scoprano qual è il loro talento. Scelsi l’Isef e tra i miei compagni c’era Raul Cremona. Ho insegnato per 13 anni a scuola. Ho avuto come alunno Daniele Interrante, poi rivisto in tv come tronista. Anche da allenatore di A in attesa di chiamata, insegnai alla scuola di mio figlio come volontario».
IL NUOVO RUOLO
«Fare attività di formazione per migliorare il gioco a tutti i livelli. Dare impulsi, trovare idee, seguire i corsi allenatori, tenere i contatti con la Uefa… Tutto assieme a Renzo Ulivieri, direttore della Scuola Allenatori. Riscoprire i fondamentali tecnici, focalizzare l’attenzione sull’attività di base, dare valore agli istruttori. E depenalizzare l’errore: diamo a tutti la possibilità di sbagliare, senza drammi. Nella mia testa, è molto logico puntare sui settori giovanili, eppure pochi lo fanno».
IL CALCIO ITALIANO «A me sembra tutt’altro che da buttare. Gli italiani sono un popolo di catastrofisti che però, se qualcosa va bene, si esaltano. Da giovane ero più ribelle, ora meno. Io insegno ai ragazzi dei corsi allenatori e vedo che hanno conoscenza, voglia. Anche i bambini giocano, sta a noi farli riappassionare».
GIOVANI E TECNICI EMERGENTI «Calafiori è già affermato, Pio Esposito ha grande qualità, Bartesaghi sta facendo benissimo ma non ha molto senso fare dei nomi. Ci sono giocatori anche in B: sabato ho visto bene Dagasso del Pescara. Italiano è molto bravo, come Farioli, De Zerbi, De Rossi. Anche qui, non voglio fare classifiche, ci sono giovani bravi in B e in C, come Andreoletti del Padova o Tabbiani del Trento».
QUEL “BARNETTA” DI MOURINHO «Sì, ma nessuna polemica. Mou mi invitò per una giornata ad Appiano Gentile e non lo aveva fatto con nessuno».
LA SCELTA PIU’ DIFFICILE «Andare in Grecia, al Paok. Io però sono molto decisionista, ci ho pensato solo un’ora e ho preso la mia decisione. Più pensi, più hai dubbi. Il problema è che venivo dopo Fernando Santos, molto più rigido di me. Alla società non piaceva che io parlassi con i giocatori.

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Candela non ha dubbi: «Un po’ mi rivedo in Dimarco. Roma? L’obiettivo è il quarto posto e conquistare il ritorno in Champions League anche se…»

Candela si racconta: «Roma? L’obiettivo è il quarto posto e conquistare il ritorno in Champions League anche se…». Le parole

Vincent Candela, campione del mondo con la Francia nel 1998 e colonna della Roma dello Scudetto del 2001, è tra i protagonisti a Dubai del World Sports Summit. L’ex terzino giallorosso ha analizzato il momento della Roma in un’intervista a Tuttosport.


WESLEY «Su questo vado controcorrente: per me Wesley è meglio a sinistra che a destra. Io insisterei col brasiliano sulla corsia mancina, tanto a destra comunque ci sono Celik e Rensch che finora hanno fatto bene. Wesley invece sulla fascia sinistra fa la differenza».
L’EREDE IN SERIE A «Quello che mi piace di più e ha maggior qualità è Dimarco dell’Inter. Un po’ mi rivedo in Federico per tecnica e stile di gioco».
SI ASPETTAVA L’IMPATTO DI GASP «Certamente. Già questa estate dicevo a tutti che il grande colpo della Roma era lui. Gasperini è in assoluto uno dei tecnici migliori in circolazione e ha fatto cose straordinarie con l’Atalanta. Non sono affatto sorpreso che stia andando benissimo, anzi me lo aspettavo proprio».
I NOMI PER L’ATTACCO «Sento e leggo di Raspadori e Zirkzee. Sono entrambi attaccanti di talento e con buone qualità: potrebbero far molto bene con Gasp. Servono dei gol a questa squadra e loro due possono portarli».
I PILASTRI DELLA SQUADRA «Ce ne sono 3-4 davvero molto importanti e decisivi come Svilar, Koné e Soulé che spostano tanto con le loro prestazioni. Mile è una sicurezza tra i pali; mentre in mezzo al campo Manu sa essere ovunque grazie alla sua corsa e forza strepitosa. Mati invece ha grandi colpi e un talento che in pochi possono vantare. Però la sorprendo e dico un altro nome: quello di Cristante. Bryan detta i tempi e dà equilibrio a tutta la squadra col suo lavoro in fase di non possesso: se ne parla poco, ma è una garanzia per i giallorossi».
SOGNO SCUDETTO «Sulla carta ci sono 2-3 squadre più forti e attrezzate come il Napoli e le milanesi; perciò direi di no. L’obiettivo è il quarto posto e conquistare il ritorno in Champions League dopo quasi dieci anni d’assenza. Sarebbe già un bel traguardo; perciò non aggiungerei ulteriore pressione ai calciatori, anche se poi sognare non è vietato e bisogna sempre tentare di puntare al massimo».

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Bologna, Dallinga si racconta: «Qui sto bene, c’è una bella squadra con la quale stare e con cui poter realizzare altri bei sogni. Su Italiano…»

Bologna, parla Dallinga: «Qui sto bene, c’è una bella squadra con la quale stare e con cui poter realizzare altri bei sogni»

Thijs Dallinga, attaccante olandese del Bologna, si racconta a La Gazzetta dello Sport. Appassionato di finanza e mercati, il “Re di Coppe” rossoblù (6 gol tra Champions, Europa League e Coppa Italia nel 2025, contro i 4 in A) stila un bilancio del suo anno.


IL GOL PIÙ BELLO DEL 2025 «Il secondo dei tre fatti all’Empoli nella doppia semifinale di Coppa Italia. Poi quello al Napoli è stato fantastico ma la rete al Dortmund è indimenticabile: ogni bambino sogna di giocare e segnare in Champions League e quella gioia della gente attorno a noi oltre a quella che fu la nostra prima vittoria hanno esaltato l’importanza di quella rete».
L’ESULTANZA A TESTA ALTA «Significa che bisogna sempre stare, e affrontare tutto, a testa alta».
BILANCIO PERSONALE «Sapevo che non è facile segnare gol in Italia ma è esattamente il motivo per cui sono venuto qui, perché in realtà ho messo alla prova me stesso, andare verso i miei limiti è sempre stato un obiettivo. Le critiche? Non leggo giornali o social ma posso immaginare cosa venga scritto, se segni o no: certe cose fanno sorridere ma fa parte di questo mondo. Semmai il primo ad essere deluso sono io se succede che non riesca a segnare per la squadra e i tifosi».
HA PENSATO AD ANDARE VIA «No, perché non c’è mai stato motivo di pensare ad un altro campionato. Sono al Bologna solo da una stagione e mezza, quando si aprirà la finestra di mercato ci saranno molti rumors, lo so… Ma qui sto bene, c’è una bella squadra con la quale stare e con cui poter realizzare altri bei sogni. Lo abbiamo fatto nel 2025 e voglio continuare a farlo qui».
LA SFIDA CON L’INTER «Abbiamo già dimostrato di poter competere con tutte le grandi squadre in Italia. Contro l’Inter sarà una gara importante soprattutto per un aspetto: vogliamo tornare più in alto in classifica».
LE ORIGINI DA NUMERO 10 «Da piccolo giocavo anche a tennis: attorno ai 10 anni ho dovuto scegliere e ho puntato sul calcio. Da piccolo? Ero un portiere…». Pausa. «Scherzo: ero un numero dieci e siccome poi segnavo…».
IL RAPPORTO CON IMMOBILE «Solo guardare giocare Immobile è un insegnamento. Noi tre (con Castro, ndr) conviviamo dandoci una mano e sa una cosa: alla fine di ogni allenamento, Ciro si ferma e ci dà consigli. È un’attenzione non solo formativa ma carina, non so se capita in ogni squadra».
ITALIANO IN UNA PAROLA «Un vero appassionato di calcio. Vuole il massimo offrendolo a sua volta: lo chiede a tutti, dal campo alla… cucina. Aiuta a spingerci al limite, non si deve rallentare: l’anno scorso abbiamo fatto davvero belle cose anche perché tutti credono nel modo in cui lavoriamo. E questa è la cosa più importante».

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Maresca Juventus, spunta il retroscena dopo l’addio al Chelsea: ecco cosa è emerso dall’Inghilterra

Retroscena Maresca Juventus dopo l’addio al Chelsea: dall’Inghilterra arriva la rivelazione, le ultimissime

Il 2026 calcistico si apre con un vero scossone in Premier League: il Chelsea ed Enzo Maresca hanno annunciato la fine del loro rapporto. L’avventura dell’allenatore italiano a Stamford Bridge si chiude appena sei mesi dopo il trionfo nel Mondiale per Club, al termine di un periodo caratterizzato da tensioni interne e culminato nel deludente 2-2 contro il Bournemouth.

Le ragioni della rottura Secondo quanto riportato dalla BBC e da altre testate britanniche, il legame tra Maresca e l’ambiente Blues si era ormai deteriorato. Il tecnico avrebbe mal digerito le continue interferenze della dirigenza nelle scelte tecniche, con indicazioni non richieste su formazione e cambi. A pesare ulteriormente è stato il crescente isolamento percepito di fronte alle critiche dei tifosi, mai del tutto convinti della sua proposta di gioco. La frattura definitiva sarebbe arrivata dopo la vittoria contro l’Everton a dicembre, quando Maresca aveva parlato pubblicamente delle “peggiori 48 ore” della sua carriera, lamentando la mancanza di sostegno da parte di alcune figure interne al club.

Il retroscena Juventus Nonostante il clima teso, Maresca aveva mantenuto un atteggiamento professionale, informando il Chelsea degli interessamenti ricevuti, tra cui quelli del Manchester City — che lo considerava un possibile successore di Guardiola — e della Juventus. I bianconeri avevano sondato il terreno già lo scorso ottobre, quando la posizione di Igor Tudor sembrava in bilico. L’ipotesi Maresca era stata valutata con attenzione, salvo poi lasciare spazio alla scelta definitiva di puntare su Luciano Spalletti, oggi saldo sulla panchina juventina.

Chi sarà il nuovo allenatore del Chelsea Con l’addio di Maresca, il club londinese ha già avviato la ricerca del nuovo tecnico. Il favorito è Liam Rosenior, attualmente allo Strasburgo, avvantaggiato dal fatto che il club francese appartiene alla stessa proprietà del Chelsea, la BlueCo. Tra i profili monitorati figurano anche Cesc Fabregas e Francesco Farioli, sebbene un loro trasferimento a stagione in corso appaia complicato. Nessun segnale, invece, su un possibile arrivo di Thiago Motta, ancora in attesa della prossima opportunità dopo la fine della sua esperienza alla Juventus.

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Lazio, caccia al dopo Castellanos: ecco tutti i profili nel mirino dei biancocelesti e le ultime novità di mercato

Lazio già al lavoro per il sostituto di Taty Castellanos: ecco tutte le opzioni valutate e gli ultimi aggiornamenti

Dopo la cessione di Castellanos, la Lazio di Maurizio Sarri è pronta a intervenire immediatamente sul mercato per individuare il nuovo centravanti. In cima alla lista dei desideri, secondo quanto riportato dalla Gazzetta dello Sport, c’è Lorenzo Lucca del Napoli, sempre più vicino a lasciare i campioni d’Italia dopo un rapporto mai decollato con Antonio Conte. L’ex Pisa è ritenuto il profilo ideale per raccogliere l’eredità dell’attaccante argentino.

La partenza di Castellanos offre alla dirigenza biancoceleste margini economici più ampi per rinforzare la rosa. Oltre a un nuovo numero nove, Sarri ha chiesto anche una mezzala destra: come riferito da Calciomercato.com, i nomi più caldi sono quelli di Ruben Loftus-Cheek del Milan e di Lazar Samardzic, operazioni però complesse sia sul piano economico sia su quello tecnico. L’obiettivo è aggiungere qualità, fisicità e alternative a un reparto che necessita di nuove soluzioni.

Per l’attacco restano vive anche altre piste: tra queste, quella che porta a Lorenzo Insigne, attualmente svincolato dopo l’esperienza al Toronto FC, e quella di Daniel Maldini. La Lazio sta valutando più opzioni e si prepara a un mercato di gennaio che potrebbe ridisegnare in modo significativo la squadra, con possibili movimenti in uscita di rilievo.

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Calciomercato Fiorentina, colpo a sorpresa per gennaio! Ecco il rinforzo per Vanoli, oggi sarà in città per le visite

Calciomercato Fiorentina, arriva il colpo a sorpresa di gennaio: il rinforzo per Vanoli atteso oggi in città per le visite

Manor Solomon è ormai a un passo dalla Fiorentina. Come riportato da Gianluca Di Marzio nella giornata di ieri, l’esterno offensivo israeliano è destinato a diventare un nuovo giocatore viola. Il suo arrivo a Firenze è previsto per la tarda mattinata di domani, venerdì 2 gennaio, quando sosterrà le visite mediche di rito prima di apporre la firma sul contratto.

Il trasferimento avverrà con la formula del prestito con opzione di riscatto, soluzione scelta dalla Fiorentina per inserirlo gradualmente nel progetto tecnico. Una volta completati gli esami e la parte burocratica, l’operazione potrà essere ufficializzata dal club.

Solomon, portato a Londra nel 2023 da Fabio Paratici – che a sua volta è atteso a Firenze – ha trascorso la prima parte della stagione al Villarreal, sempre in prestito. L’accordo con il club spagnolo verrà risolto anticipatamente, permettendo così all’esterno classe 1999 di iniziare la sua nuova avventura in maglia viola.

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Le prime pagine dei giornali – 2 gennaio 2026

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Calciomercato Roma, Raspadori è vicinissimo! Trattativa ai dettagli. Ecco gli aggiornamenti

Calciomercato Roma, Raspadori a un passo: trattativa ormai già ai dettagli e ultime novità sul ritorno in Italia

Giacomo Raspadori è sempre più vicino a fare ritorno in Serie A. Dopo il passaggio estivo dal Napoli all’Atletico Madrid, l’attaccante potrebbe ora approdare alla Roma. Come riportato da Matteo Moretto su X, nelle ultime ore i contatti tra il club giallorosso e quello spagnolo si sono intensificati, avvicinando ulteriormente le parti.

La trattativa viaggia spedita verso la definizione: l’accordo prevede un prestito oneroso con diritto di riscatto, senza alcun obbligo. Per chiudere definitivamente manca soltanto l’intesa con il giocatore, con cui la Roma avvierà a breve i colloqui finali per completare l’operazione.

Raspadori era stato seguito anche dalla Lazio, su richiesta di Maurizio Sarri, che lo riteneva il profilo ideale per rinforzare l’attacco dopo la cessione imminente di Castellanos al West Ham. Il sorpasso della Roma, però, sembra ormai decisivo: il classe 2000 è sempre più vicino a vestire la maglia giallorossa.

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Convocati Cagliari: Luvumbo e Liteta di nuovo a disposizione. Le scelte di Pisacane verso il Milan

Convocati Cagliari, la lista scelta da Pisacane: rientrano Luvumbo e Liteta. Tutti i dettagli verso la sfida contro il Milan

Riflettori accesi sull’Unipol Domus: domani, 2 gennaio, è il momento della verità. Cagliari e Milan si affronteranno alle 20:45 nel match valido per la 18ª giornata della Serie A 2025/26. In vista della sfida, il tecnico rossoblù Fabio Pisacane ha definito l’elenco dei convocati, che riportiamo di seguito.

 
 
 
 
 
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Juventus Museum: un 2025 da primato e un 2026 che si apre all’insegna delle novità. La nota ufficiale

Juventus Museum, un 2025 da record: numeri in crescita e un 2026 che parte col botto. Il comunicato ufficiale

Il 2025 si chiude con un bilancio più che positivo per lo Juventus Museum, che conferma ancora una volta l’intenso legame tra il popolo bianconero e la propria storia. Il “tempio” della memoria juventina entra nel 2026 con entusiasmo rinnovato, forte di numeri che parlano da soli: negli ultimi dodici mesi i visitatori sono stati 140.712. Un risultato notevole, reso ancor più significativo da un dato che racconta la voglia dei tifosi di vivere l’esperienza bianconera in modo completo: 101.223 persone – il 72% del totale – hanno scelto di affiancare alla visita del museo anche lo Stadium Tour. La Juventus, ancora una volta, si conferma non solo una squadra, ma un vero polo culturale e turistico tra i più apprezzati di Torino.

Hall of Fame e il mito del 1985

Tra i motori di questo successo spicca il completamento della Hall of Fame ufficiale, ora arricchita da una sala dedicata che trasuda storia e leggenda. L’ultimo ingresso celebrato è quello della squadra che nel 1985 conquistò la Coppa Intercontinentale: la formazione di Giovanni Trapattoni, guidata dal talento di Michel Platini, capace di trionfare a Tokyo e salire sul tetto del mondo. Per onorare quell’impresa è nata la Trophy Experience, un’iniziativa che permette ai tifosi di ammirare da vicino – e quasi “toccare” – il trofeo vinto quarant’anni fa, un’emozione che ha già conquistato centinaia di appassionati.

Il 2026 parte subito con un evento speciale: dal 1° gennaio (apertura alle 14:00) il museo ospita la mostra “The Art of a Legend: Alessandro Del Piero Through the Eyes of Creativity”, visitabile fino al 12 gennaio. Un omaggio artistico ad Alessandro Del Piero, pensato per far riscoprire la magia di “Pinturicchio” attraverso nuove prospettive creative.

Futuro e formazione

Lo Juventus Museum non guarda solo al passato, ma investe anche nel futuro. In collaborazione con WeSchool, da febbraio prenderà il via un nuovo programma didattico dedicato alle scuole di ogni ordine e grado, con laboratori pensati per avvicinare i più giovani alla storia, ai valori e alla cultura sportiva.

Tradizione, innovazione e spirito educativo: il 2026 del Juventus Museum è appena cominciato, e promette di essere un anno ricco di iniziative e nuove emozioni.

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Mercato Lazio, accordo raggiunto per la cessione di Castellanos: il West Ham è pronto ad accoglierlo! I dettagli

Mercato Lazio, Castellanos lascia la Lazio: intesa totale con il West Ham, ecco tutti gli ultimi dettagli in arrivo

La trattativa tra Lazio e West Ham per Valentín Castellanos è ormai alle battute finali. Le due società hanno raggiunto un accordo e sono in corso gli ultimi scambi di documenti necessari per formalizzare l’operazione. Il trasferimento avverrà a titolo definitivo per una cifra di 30 milioni di euro, con l’attaccante argentino atteso in Inghilterra nei prossimi giorni per sostenere le visite mediche.

Lazio e West Ham stanno definendo gli ultimi dettagli burocratici, mentre il club biancoceleste dovrà riconoscere al New York FC il 15% della futura rivendita, come previsto dagli accordi presi al momento dell’acquisto del giocatore. Castellanos, dal canto suo, ha già trovato l’intesa con gli Hammers, preferendo la Premier League alle proposte arrivate da Flamengo e River Plate, che nelle scorse settimane avevano tentato l’affondo per il numero undici.

L’ufficialità potrebbe arrivare a breve, sancendo così il passaggio di Taty Castellanos al West Ham e l’inizio di una nuova avventura nel campionato inglese.

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Calciomercato Fiorentina, Mandragora lascerà? Quell’esperto di mercato non ha alcun dubbio

Calciomercato Fiorentina, Mandragora lascerà la squadra viola? La situazione attuale dei viola. Il punto

Il Calciomercato Fiorentina registra aggiornamenti importanti sul fronte centrocampo, con Rolando Mandragora al centro delle voci ma senza segnali concreti di partenza. Come riportato dal giornalista Alfredo Pedullà, il centrocampista viola, rinnovato da poco, rimane uno dei pilastri della squadra e non ha mai manifestato la volontà di lasciare Firenze. Al momento, dunque, qualsiasi decisione sul suo futuro sarà esclusivamente nelle mani della società gigliata.

Nelle scorse settimane, tra le ipotesi emerse c’era anche quella di uno scambio con il Torino che avrebbe coinvolto Cesare Casadei. Tuttavia, secondo Pedullà, questa operazione ha rapidamente perso quota. Lo scambio Mandragora-Casadei non è praticabile: da una parte perché la Fiorentina considera Mandragora un elemento chiave per il proprio centrocampo, dall’altra perché Casadei, pur finito nel mirino dei viola, ha ricevuto solo sondaggi che non si sono mai concretizzati in proposte convincenti. Con circa un mese di mercato ancora davanti, il tempo per trovare soluzioni alternative non manca, ma al momento non ci sono segnali concreti di cambiamento.

Il ruolo di Mandragora nel Calciomercato Fiorentina resta quindi centrale: il giocatore garantisce esperienza, qualità tecnica e una capacità di inserimento preziosa per il centrocampo di Italiano. Il club, forte della fiducia nei confronti del centrocampista, non sembra disposto a lasciarlo partire, almeno in questa finestra invernale.

Per quanto riguarda Cesare Casadei, il futuro resta aperto a diverse possibilità, ma al momento nessuna pista sembra convincente abbastanza da spingere a una chiusura rapida dell’affare. Una cosa appare certa: Mandragora non sarà trasferito al Torino e la Fiorentina conferma l’intenzione di mantenere il centrocampista nel progetto tecnico, rafforzando così il reparto nevralgico della squadra.

Il Calciomercato Fiorentina prosegue quindi tra conferme e monitoraggi, con la dirigenza pronta a valutare eventuali opportunità, ma senza indebolire elementi fondamentali come Mandragora.

Calciomercato Inter, il piano di Marotta è abbastanza chiaro alla squadra nerazzurra

Porta, difesa e centrocampo: il Calciomercato Inter pianifica il futuro tra giovani talenti e possibili rivoluzioni

Il Calciomercato Inter tra gennaio e giugno si preannuncia strategico e ricco di scenari interessanti, con la dirigenza nerazzurra pronta a pianificare il futuro senza perdere di vista l’equilibrio della rosa attuale. Sotto la guida di Giuseppe Marotta, il club osserva ogni reparto con attenzione, pronto a intervenire solo di fronte a opportunità concrete di crescita tecnica.

Uno dei temi principali riguarda il ruolo di portiere. Yann Sommer, estremo difensore svizzero classe 1988, è in scadenza al 30 giugno 2026, e l’Inter sogna di assicurarsi Guglielmo Vicario, portiere della Nazionale italiana attualmente al Tottenham. I primi contatti sono stati avviati, ma la trattativa è complessa e richiede tempo. Più defilata al momento la pista che porta a Mike Maignan del Milan. Parallelamente, lo staff tecnico monitora la crescita di Josep Martínez, valutandone affidabilità e prospettiva futura.

Anche la difesa potrebbe subire cambiamenti importanti nel corso del Calciomercato Inter. Stefan De Vrij, centrale olandese, è in scadenza e potrebbe partire già a gennaio. Situazione simile per Francesco Acerbi e Matteo Darmian, entrambi in scadenza: una vera rivoluzione in reparto non è esclusa. Tra i profili monitorati spiccano Mario Gila della Lazio, Tarik Muharemovic del Sassuolo e Oumar Solet dell’Udinese, tutti considerati potenziali rinforzi per rinvigorire il pacchetto arretrato.

A centrocampo, l’obiettivo resta Manu Koné della Roma, mediano francese apprezzato per dinamismo e intensità. Sulle fasce, l’Inter valuta il futuro di Denzel Dumfries e segue con attenzione Marco Palestra, esterno classe 2005 di proprietà dell’Atalanta e attualmente in prestito al Cagliari.

In attacco, invece, non ci sono urgenze: gli interventi saranno valutati solo in caso di opportunità realmente migliorative. Il Calciomercato Inter dunque si muove tra visione strategica e ricerca di giovani talenti, con l’obiettivo di costruire una rosa competitiva e solida anche per le stagioni future.

Calciomercato Juve, Tonali arriverà a giugno? Nel frattempo i bianconeri sono decisi a trattare quel giocatore

Calciomercato Juve, Tonali potrebbe arrivare? Nel frattempo c’è anche una trattativa

Il Calciomercato Juve si sta muovendo su due binari distinti, con la dirigenza bianconera pronta a operare con pragmatismo per l’inverno e ambizione per l’estate. Manuele Baiocchini, giornalista di Sky Sport, ha fatto il punto sulla strategia del club, svelando le mosse che Andrea Commisso sta preparando per rinforzare la squadra e dare a Luciano Spalletti i giusti strumenti per affrontare la seconda parte della stagione e costruire una squadra competitiva per il futuro.

Gennaio: necessità di Guido Rodriguez

Per quanto riguarda il mercato invernale, la Juventus ha individuato una priorità: rinforzare il centrocampo. In particolare, il profilo che risponde a questa esigenza è quello di Guido Rodriguez, centrocampista argentino classe 1994 attualmente al West Ham. Baiocchini ha rivelato che il giocatore, esperto e di buon livello, rappresenta una “necessità immediata” per il club bianconero. Rodriguez, che potrebbe arrivare a costi relativamente contenuti, porterebbe quella giusta esperienza internazionale per affrontare i mesi intensi che attendono la squadra, dando equilibrio alla mediana senza gravare troppo sul bilancio.

Giugno: il sogno è Tonali

Ma la vera novità riguarda il Calciomercato Juve per la prossima estate. Sandro Tonali, centrocampista del Newcastle e della Nazionale italiana, è diventato l’obiettivo “monstre” per la Juve, con l’intenzione di costruire una squadra che possa competere ad altissimi livelli nelle stagioni future. Baiocchini ha confermato che, sebbene Tonali non possa essere preso a gennaio, la Juventus sta già lavorando su una trattativa che potrebbe culminare in un colpo da novanta a giugno. Secondo il giornalista, si parla più di un “corteggiamento” che di una vera e propria trattativa, ma l’interesse da parte dei bianconeri è forte e concreto. Spalletti, che conosce bene Tonali e lo considera un giocatore ideale per il suo sistema di gioco, potrebbe finalmente riunirsi con il giovane centrocampista, con la Juve pronta a fare un’offerta per riportarlo in Italia.

Genoa, quel giocatore potrebbe lasciare la squadra rossoblu. Il punto sul gruppo di De Rossi

Prestito in bilico per il talento dell’Inter: i rossoblù pronti a salutare Carboni mentre prende quota l’ipotesi Racing Club

Il Calciomercato Genoa entra in una fase delicata e uno dei temi più caldi riguarda il futuro di Valentin Carboni. Il trequartista argentino classe 2005, di proprietà dell’Inter, è sempre più vicino all’addio anticipato al club rossoblù. Manca soltanto l’ufficialità, ma l’interruzione del prestito appare ormai una scelta condivisa, maturata dopo una prima parte di stagione povera di occasioni per mettersi in mostra.

Arrivato in estate con l’obiettivo di trovare continuità e crescere in Serie A, Carboni non è riuscito a ritagliarsi lo spazio sperato. Né con Daniele De Rossi, che aveva avviato il progetto tecnico, né con Patrick Vieira, subentrato in corsa, il giovane fantasista ha trovato il minutaggio necessario per esprimere il suo talento. Le esigenze tattiche del Genoa e la forte concorrenza nel reparto offensivo hanno finito per penalizzarlo, spingendo società e entourage a valutare una soluzione alternativa già a gennaio.

Nel panorama del Calciomercato Genoa, la situazione di Carboni si intreccia anche con le strategie dell’Inter, che continua a credere fortemente nel potenziale del ragazzo. L’obiettivo dei nerazzurri è garantire al classe 2005 un contesto in cui possa giocare con maggiore continuità, accumulare esperienza e crescere senza eccessive pressioni.

A fare il punto sul futuro del giocatore è stato il giornalista Matteo Moretto, intervenuto sul canale YouTube di Fabrizio Romano. Secondo le ultime indiscrezioni, sta prendendo sempre più corpo l’ipotesi di un ritorno in Argentina, con un prestito al Racing Club, società molto interessata al profilo di Carboni. Esistono anche altre piste in Italia, come quella che porta al Cagliari, ma il desiderio del calciatore sembra orientato verso un’esperienza nel suo Paese d’origine.

Un trasferimento in Argentina potrebbe rappresentare la scelta ideale per rilanciare il talento di Carboni, permettendogli di ritrovare fiducia e centralità tecnica. Intanto, il Calciomercato Genoa si prepara a voltare pagina, ridefinendo le proprie strategie per la seconda parte della stagione.

Rinnovo Maignan: il Milan accelera per blindare il “muro” francese fino a quella stagione. Il punto

Tra scadenze eccellenti e priorità tecniche, il futuro della porta rossonera passa per la firma di Magic Mike.

In una Serie A che si avvia verso una fase di profonda trasformazione, il tema delle scadenze contrattuali domina le agende dei grandi club. Se a livello internazionale spiccano casi illustri come quello di Luka Modric, in casa Milan l’attenzione è totalmente catalizzata dal Rinnovo Maignan. Il portiere francese, il cui attuale vincolo scade nel giugno 2026, rappresenta oggi il caso più delicato e rumoroso dell’intera rosa rossonera, essendo considerato da critica e tifosi uno dei pochi elementi davvero insostituibili.

Una proposta da top player

La dirigenza rossonera è consapevole che per trattenere un profilo del calibro di Mike non bastano le promesse tecniche, ma serve un adeguamento economico all’altezza dei migliori interpreti del ruolo nel mondo. Per questo motivo, le ultime indiscrezioni indicano un rilancio significativo: sul tavolo c’è un contratto quinquennale con una base fissa di 5,5 milioni di euro, che grazie a una serie di bonus facilmente raggiungibili potrebbe sfiorare i 7 milioni. Blindare il Rinnovo Maignan significherebbe non solo proteggere il valore del parco giocatori, ma anche dare continuità al carisma che il francese esercita quotidianamente a Milanello.

L’importanza tattica e il fattore Allegri

A spingere con forza per la risoluzione positiva della vicenda è anche Massimiliano Allegri. Il tecnico vede in Maignan non solo un eccellente paratutto, ma un vero e proprio “regista aggiunto”, fondamentale per far ripartire l’azione con precisione chirurgica. Sebbene le sirene della Premier League e del Bayern Monaco continuino a suonare, la volontà del giocatore sembra pendere verso la permanenza in Italia, a patto che il progetto sportivo resti ambizioso. Le prossime settimane saranno decisive: la firma sul Rinnovo Maignan sarebbe il primo, grande colpo del mercato 2026, mettendo fine a mesi di speculazioni e garantendo al Milan la necessaria serenità difensiva per gli anni a venire.

Calciomercato Bologna, molti dubbi a centrocampo e guardare anche in vista del futuro

Il Bologna pianifica il domani: tra il nodo Freuler e i talenti classe 2005 osservati in Europa e Sud America

Non è forse la prima urgenza sulla scrivania della dirigenza, dove il tema principale resta quello del difensore centrale, ma a Casteldebole il reparto di centrocampo viene monitorato con grande attenzione. L’idea del Bologna è chiara: programmare il futuro senza farsi trovare impreparati, guardando non solo alla prossima stagione ma anche a quelle successive.

Da una parte c’è la questione legata a Remo Freuler, il cui contratto scadrà a giugno e per il quale sono in corso le valutazioni sul possibile rinnovo. Dall’altra, però, la società si muove con anticipo sul mercato alla ricerca di giovani mediani di prospettiva, capaci di crescere gradualmente all’interno del progetto rossoblù. Giovanni Sartori e Marco Di Vaio stanno osservando diversi profili provenienti dai principali campionati europei, con particolare attenzione ai talenti emergenti.

Tra i nomi già emersi nelle scorse settimane c’è quello di Hakim Sahabo, centrocampista classe 2005 dello Standard Liegi, assistito dalla stessa agenzia di Jhon Lucumí. Un profilo giovane ma già strutturato, che piace per dinamismo e margini di miglioramento. Negli ultimi giorni, però, la lista degli osservati speciali si è allungata.

Uno dei nomi più interessanti è Jens Hjerto Dahl, classe 2005 del Tromsø. Nonostante la giovane età, è già un punto fermo della sua squadra: 87 presenze in prima squadra e 12 gol realizzati testimoniano una maturità fuori dal comune. Le sue prestazioni hanno attirato l’attenzione di diversi club inglesi come Leeds, Brighton e Sunderland, oltre all’Eintracht Francoforte in Germania. La sua valutazione si aggira già intorno ai 10 milioni di euro.

Infine, il Bologna segue anche Amorim, centrocampista brasiliano classe 2005 dell’Alverca, in Portogallo, cresciuto nel vivaio del Fortaleza. Un altro tassello che conferma la strategia rossoblù: investire sui giovani per costruire basi solide e durature per il futuro.

Chiesa Juve, ritorno in bilico? Quella rivale vuole beffare a tutti i costi la squadra bianconera

Intrigo Chiesa-Juve: l’Inter studia lo sgarbo e la scommessa tattica. La situazione attuale

Mentre le cronache sportive si concentravano sul possibile ritorno di Joao Cancelo, il mercato dell’Inter si prepara a un colpo di scena clamoroso, capace di riaccendere il derby d’Italia. Secondo un’indiscrezione lanciata da Libero, i radar nerazzurri si sono spostati con decisione su Federico Chiesa. L’esterno della Nazionale, il cui addio forzato aveva chiuso il capitolo Chiesa-Juve la scorsa estate, sta vivendo un vero incubo sportivo al Liverpool sotto la guida di Arne Slot.

Un ritorno in Italia per ritrovare la Nazionale

I numeri dell’ex bianconero in Premier League sono impietosi: appena 392 minuti giocati e una sola presenza da titolare. Questa situazione sta alimentando le voci di un “trasloco di massa” per i talenti italiani all’estero, desiderosi di ritrovare spazio per convincere il C.T. Rino Gattuso. In questo contesto, l’ombra del binomio Chiesa-Juve torna a farsi sentire: se da un lato si ipotizza un clamoroso ritorno a Torino come “cavallo di ritorno”, l’Inter sta studiando il piano per la beffa perfetta.

La mossa dell’Inter: il nuovo ruolo

La strategia della “Beneamata” non è solo un’operazione di disturbo contro i rivali storici. L’idea di Marotta e Ausilio è una scommessa tattica precisa: trasformare il classe ’97 in un “quinto” a tutta fascia nel 3-5-2. Questa metamorfosi permetterebbe all’Inter di bruciare la concorrenza legata alla nostalgia Chiesa-Juve, offrendo al calciatore una nuova vita calcistica in un ruolo inedito ma potenzialmente devastante.

Se l’affare dovesse concretizzarsi, l’Inter non solo si assicurerebbe un top player in cerca di riscatto, ma firmerebbe uno degli sgarbi più rumorosi della storia recente del calciomercato, chiudendo definitivamente ogni porta a un possibile riavvicinamento nel tormentato rapporto Chiesa-Juve.

Calciomercato Sassuolo, Muharemovic potrebbe essere ceduto? La situazione attuale

Calciomercato Sassuolo: l’Inter punta Muharemović per la difesa. La situazione attuale

La sessione invernale non servirà solo a tappare le falle immediate, ma a gettare le basi per la difesa del futuro. In questo scenario, il calciomercato Sassuolo diventa lo snodo cruciale per le strategie dell’Inter: l’obiettivo della dirigenza è regalare un centrale di prospettiva capace di integrarsi gradualmente nelle rotazioni, per poi esplodere definitivamente nella prossima stagione.

L’identikit del rinforzo ideale

Secondo quanto riportato da Calciomercato.com, il profilo ricercato è chiaro: un giovane, preferibilmente di piede mancino, che possa agire come vice-Bastoni e accumulare il giusto rodaggio da qui a giugno. Il nome in cima alla lista dei desideri è quello di Tarik Muharemović, talentuoso classe 2003 attualmente in forza ai neroverdi. Gli scout vedono in lui mezzi fisici e tecnici di assoluto valore, rendendolo l’obiettivo numero uno delle trattative legate al calciomercato Sassuolo.

L’intreccio con Juventus e Frattesi

Tuttavia, l’operazione si preannuncia complessa a causa di un fitto intreccio burocratico. La Juventus, infatti, vanta una percentuale del 50% sulla futura rivendita del centrale bosniaco. Questo dettaglio trasforma la trattativa in una vera partita a scacchi, poiché si inserisce nel più ampio discorso legato a Davide Frattesi, altro obiettivo sensibile dei bianconeri.

Sebbene sia difficile che gli emiliani scelgano di privarsi del proprio gioiello a metà stagione, le evoluzioni del calciomercato Sassuolo restano sotto la lente d’ingrandimento dell’Inter. I nerazzurri continuano a sondare il terreno, consapevoli che il club neroverde rappresenta, ancora una volta, una bottega pregiata ma molto cara per rinforzare i reparti chiave della squadra.

Calciomercato Udinese, Solet rischia ancora di lasciare i bianconeri. La situazione non lascia alcun dubbio

Calciomercato Udinese: l’Inter osserva il jolly Oumar Solet. La situazione attuale non lascia dubbi

La strategia dell’Inter per la sessione invernale non si limita alla ricerca di un vice-Bastoni, ma punta a monitorare profili versatili che possano garantire solidità e qualità nel lungo periodo. In quest’ottica, le antenne dei dirigenti nerazzurri sono rivolte con attenzione verso il calciomercato Udinese, dove spicca un nome che da tempo orbita nel radar della “Beneamata”: Oumar Solet.

Un profilo polivalente per la difesa

Il possente jolly difensivo classe 2000 è considerato un elemento di assoluto interesse per la sua capacità di disimpegnarsi con naturalezza sia come centrale puro che come braccetto, sia a destra che a sinistra. Proprio questa duttilità tattica rende ogni possibile movimento legato al calciomercato Udinese un tema caldo per i top club. L’Inter lo aveva già seguito con estrema attenzione durante la scorsa estate, ma il trasferimento fu frenato da questioni extra-campo relative a un’indagine in corso, che portarono la dirigenza a una temporanea prudenza.

Prospettive per gennaio e giugno

Sebbene sia complesso ipotizzare un addio immediato ai colori bianconeri nel mese di gennaio, Solet rimane una “alternativa di lusso” che i nerazzurri continuano a monitorare costantemente. Il calciomercato Udinese è storicamente una bottega capace di lanciare talenti pronti per il grande salto, e il centrale francese non fa eccezione.

Qualora dovesse presentarsi un’apertura inaspettata o un mutamento nelle condizioni dell’indagine, l’Inter sarebbe pronta a inserirsi. Al momento, il club friulano non sembra intenzionato a privarsi del suo pilastro a metà stagione, ma le dinamiche del calciomercato Udinese restano imprevedibili, rendendo Solet un nome da tenere d’occhio per completare un reparto che necessita di freschezza e muscoli.

Mercato Milan, idea Darwin Nunez per il 2026: il Diavolo annusa l’occasione proibita in arrivo dall’Arabia Saudita

Mercato Milan, ritorna la pista Darwin Nunez: il Diavolo studia l’affondo per un colpo ai limiti dell’impossibile

Il mercato rossonero del 2026 potrebbe arricchirsi di un capitolo sorprendente. Come riportato da Marco Guidi su La Gazzetta dello Sport, per il Milan si starebbe riaprendo una pista che sembrava ormai tramontata: quella che porta a Darwin Núñez, oggi all’Al-Hilal di Simone Inzaghi.

Calciomercato Milan: tra nostalgia europea e un feeling mai sbocciato con Riad

Nonostante il trasferimento faraonico della scorsa estate, l’esperienza araba dell’attaccante uruguaiano non sta decollando.

  • Ruolo marginale: sotto la guida di Inzaghi, Núñez non è riuscito a imporsi come riferimento offensivo, faticando a trovare spazio, continuità e centralità nel progetto dell’Al-Hilal.
  • Un vecchio desiderio rossonero: come ricorda Guidi, il Milan aveva già provato a prenderlo ai tempi dell’addio al Liverpool. La nuova dirigenza, con Igli Tare in cabina di regia, continua a monitorare la situazione con l’atteggiamento di chi attende il momento giusto per affondare il colpo.

L’ostacolo economico: uno stipendio fuori portata

Sul piano tecnico, un profilo come quello di Núñez — fisico, profondo, ideale per il gioco verticale di Massimiliano Allegri — sarebbe perfetto. Ma il nodo resta quello economico.

  • Ingaggio proibitivo: a Riad l’uruguaiano percepisce uno stipendio altissimo, completamente fuori dai parametri del Milan e, più in generale, della Serie A.
  • La possibile formula: l’unica strada percorribile sarebbe un prestito oneroso con una forte partecipazione dell’Al-Hilal al pagamento dell’ingaggio. Uno scenario che potrebbe concretizzarsi solo se il club saudita decidesse di alleggerirsi di un giocatore considerato, al momento, un investimento poco soddisfacente.

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