Radunovic Spezia, il calciatore è praticamente un nuovo giocatore dei liguri. Battuta la concorrenza della Sampdoria. I dettagli dell’affare
Il mercato invernale entra nel vivo con un movimento importante tra i pali che coinvolge l’asse Sardegna-Liguria: lo Spezia si è assicurato Boris Radunovic , nuovo portiere pronto a guidare la difesa bianconera. L’estremo difensore serbo lascia il Cagliari per mettersi a disposizione di Roberto Donadoni, con l’obiettivo di dare maggiore solidità alla retroguardia e aiutare gli aquilotti nella delicata corsa salvezza.
Secondo quanto riportato dalle ultime indiscrezioni di Sky Sport Italia, l’operazione ha trovato un rapido accordo: Radunovic arriva come rinforzo di spessore, portando esperienza e affidabilità in un reparto che necessitava di leadership. Il classe 1996, dopo stagioni a fasi alterne con il Cagliari, cerca ora continuità e un ruolo centrale in un progetto tecnico chiaro, sotto la guida di Donadoni.
Il nuovo allenatore bianconero ha spinto con decisione per un portiere già abituato alle pressioni della Serie A e della Serie B. La scelta di puntare su Radunovic è motivata dalla necessità di avere un estremo difensore capace di guidare la difesa con autorità, coordinando la linea e garantendo sicurezza tra i pali. La società ligure spera che il serbo possa diventare un punto di riferimento per l’intero reparto difensivo, un leader carismatico in grado di trasmettere fiducia a tutta la squadra.
Un retroscena interessante riguarda la Sampdoria, inizialmente interessata a Radunovic. I blucerchiati, guidati da Angelo Gregucci, volevano inserire il portiere serbo come vice di Simone Ghidotti per creare una sana competizione interna. Tuttavia, lo scatto decisivo dello Spezia ha ribaltato la trattativa: la possibilità di avere una maglia da titolare e un ruolo centrale nel progetto di Donadoni ha convinto Radunovic a preferire la destinazione ligure, lasciando la Sampdoria a mani vuote.
Per il Cagliari, la cessione di Radunovic rappresenta la prima operazione in uscita del mercato invernale. La partenza del portiere serbo consente alla società isolana di snellire la rosa e ridurre il monte ingaggi, preparando il terreno per eventuali nuovi innesti mirati. Dall’altra parte, lo Spezia rafforza la propria porta con un profilo già pronto, capace di fare la differenza nelle prossime partite decisive per la salvezza.
In sintesi, l’arrivo di Radunovic segna un tassello fondamentale per Donadoni e per gli aquilotti: esperienza, leadership e sicurezza tra i pali saranno elementi chiave per affrontare la seconda parte della stagione e provare a centrare l’obiettivo salvezza.
Samardzic Fiorentina, il club toscano pensa al centrocampista per rinforzare la rosa. Sul giocatore c’è anche la Lazio
L’asse di mercato tra Bergamo e il resto della Serie A potrebbe riaccendersi nelle prossime settimane, con Samardzic che diventa una delle voci più interessanti in vista della prossima sessione. Lazar Samardzic, centrocampista serbo ex Udinese, non sta vivendo una stagione da protagonista all’Atalanta e il suo futuro è nuovamente in discussione. Dopo il trasferimento estivo, il classe 2002 ha faticato a ritagliarsi spazio, prima sotto la gestione di Juric e ora con Palladino, trovando continuità solo a sprazzi.
In questo scenario si inserisce la Lazio, che considera Samardzic uno degli obiettivi principali per rinforzare il centrocampo. Il club biancoceleste apprezza da tempo le qualità tecniche del giocatore e starebbe valutando una possibile operazione articolata con l’Atalanta, che potrebbe includere anche altri profili come Brescianini e Maldini. Tuttavia, la pista Samardzic Fiorentina sta prendendo sempre più quota e rischia di complicare i piani della società capitolina.
Secondo quanto riportato da Gianluca Di Marzio di Sky Sport, anche la Fiorentina ha messo gli occhi su Samardzic. Il club viola è alla ricerca di qualità e creatività sulla trequarti e vede nel centrocampista serbo un profilo ideale per alzare il livello tecnico della rosa. Samardzic rappresenterebbe un’operazione coerente con la linea del club, da sempre attento ai giovani talenti già pronti per incidere in Serie A.
Dal punto di vista statistico, Samardzic ha comunque lasciato il segno nonostante il minutaggio ridotto. In 19 presenze stagionali ha collezionato 3 gol e un assist, numeri che confermano la sua capacità di essere decisivo quando chiamato in causa. Alla Fiorentina potrebbe trovare un contesto tattico più adatto alle sue caratteristiche, con maggior libertà offensiva e un ruolo centrale nel progetto tecnico.
Non è la prima volta che il futuro del serbo viene messo in discussione. Già durante la scorsa estate Samardzic era stato vicino a lasciare Bergamo per trasferirsi al Marsiglia, con una trattativa che sembrava ben avviata prima di saltare nelle fasi finali. Un precedente che dimostra come il suo percorso all’Atalanta non sia mai stato del tutto lineare.
Ora la concorrenza aumenta e la pista Samardzic Fiorentina diventa sempre più concreta. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il centrocampista resterà a Bergamo o se sceglierà una nuova sfida per rilanciarsi definitivamente. Fiorentina e Lazio osservano, pronte a muoversi al momento giusto, mentre Samardzic riflette sulla soluzione migliore per il proprio futuro.
Calciomercato Torino, Aboukhlal è sempre più vicino a lasciare i granata. Per lui è ormai imminente un ritorno in Francia al Nantes
Il calciomercato del Torino potrebbe presto registrare un’altra uscita. Zakaria Aboukhlal è infatti sempre più vicino a un ritorno in Ligue 1, a distanza di pochi mesi dal suo approdo in Serie A. L’esterno offensivo marocchino, arrivato in estate con grandi aspettative, non è riuscito a ritagliarsi uno spazio significativo nello scacchiere granata e ora il suo futuro sembra lontano da Torino.
Secondo le ultime indiscrezioni, è in corso una trattativa tra il Torino e il Nantes per il trasferimento del classe 2000. L’operazione sarebbe impostata sulla base di un prestito con diritto di riscatto fissato intorno ai 6 milioni di euro, una cifra che permetterebbe al club granata di rientrare in buona parte dell’investimento fatto e, allo stesso tempo, di alleggerire la rosa in vista delle prossime mosse di mercato.
I numeri stagionali di Aboukhlal spiegano bene la situazione: appena 245 minuti complessivi in 9 presenze tra campionato e coppe, spesso entrando dalla panchina e senza riuscire a incidere in modo decisivo. Un bottino troppo magro per un giocatore che, ai tempi del Tolosa, aveva mostrato qualità interessanti in fase offensiva, soprattutto per velocità e capacità di saltare l’uomo.
Nel calciomercato del Torino, le valutazioni tecniche hanno un peso centrale, e l’attuale sistema di gioco di Marco Baroni non sembra favorire le caratteristiche dell’esterno marocchino. Il 3-5-2 adottato dal tecnico richiede profili molto specifici sugli esterni e davanti, e Aboukhlal non è stato ritenuto pienamente funzionale a questo assetto tattico. Per questo motivo, la dirigenza granata non si opporrebbe alla sua partenza, anzi è pronta a facilitarne l’uscita.
Resta ora da attendere l’ok definitivo del calciatore, che dovrà valutare con attenzione la possibilità di tornare in Francia. Per Aboukhlal si tratterebbe di un ritorno in un campionato già conosciuto, dove ha vissuto probabilmente i momenti migliori della sua carriera recente. Il Nantes, dal canto suo, è alla ricerca di rinforzi offensivi e vede nel marocchino un’opportunità interessante, soprattutto se inserito in una formula vantaggiosa.
Il calciomercato del Torino entra dunque nel vivo anche sul fronte delle uscite, con l’obiettivo di ridisegnare una rosa più adatta alle idee dell’allenatore e di creare spazio per eventuali nuovi innesti. La situazione Aboukhlal potrebbe sbloccarsi nelle prossime settimane, segnando un addio anticipato che sembrava difficile da immaginare solo qualche mese fa.
Palestra Inter, i nerazzurri sono pronti a prendere il giocatore a gennaio e lasciarlo a Cagliari fino a giugno. E Marotta segue sempre Ederson
Il futuro della fascia destra nerazzurra potrebbe parlare giovane e italiano. In casa Inter prende sempre più quota l’ipotesi Palestra, un’operazione che la dirigenza di Viale della Liberazione sta valutando con grande attenzione in vista delle prossime finestre di mercato. Marco Palestra, esterno classe 2005, è attualmente in prestito al Cagliari ma resta di proprietà dell’Atalanta, club che ne detiene il cartellino e osserva con interesse la sua crescita.
Il presidente Beppe Marotta vuole muoversi in anticipo per evitare la concorrenza dei principali club europei, già pronti a inserirsi nella corsa al talento lombardo. L’idea dell’Inter è chiara: bloccare Palestra già nella sessione invernale, lasciando poi il giocatore in Sardegna fino al termine della stagione per completare il suo percorso di maturazione con continuità e minuti nelle gambe. A giugno, invece, Palestra potrebbe diventare ufficialmente un nuovo rinforzo nerazzurro.
L’Atalanta, dal canto suo, non ha particolare fretta di cedere. La società bergamasca gode di una solida stabilità economica e può contare su corsie laterali ben presidiate da giocatori come Raoul Bellanova e Nicola Zalewski, arrivato proprio dall’Inter nell’ultima finestra estiva. Tuttavia, davanti a un’offerta ritenuta congrua, la famiglia Percassi potrebbe aprire alla cessione, soprattutto se l’operazione Palestra non andasse a indebolire l’ossatura della prima squadra.
La valutazione del cartellino si aggira attualmente intorno ai 30 milioni di euro, una cifra importante ma destinata potenzialmente a salire. Se Palestra dovesse continuare a offrire prestazioni convincenti nel girone di ritorno o attirare l’attenzione della Nazionale maggiore, il suo valore potrebbe crescere ulteriormente, rendendo strategica una mossa anticipata dell’Inter.
A favorire la trattativa Palestra Inter ci sono anche i rapporti storicamente ottimi tra Inter e Atalanta. Negli ultimi anni, diverse operazioni hanno rafforzato l’asse tra i due club, portando a Milano giocatori come Alessandro Bastoni, Roberto Gagliardini e Robin Gosens. Le tensioni emerse in estate per la mancata chiusura dell’affare Lookman sembrano ormai superate, lasciando spazio a nuove collaborazioni.
Questo canale privilegiato potrebbe aprire scenari più ampi. Oltre a Palestra, la dirigenza nerazzurra continua a monitorare Ederson, centrocampista brasiliano in scadenza nel 2027 e potenziale obiettivo estivo. In alternativa, qualora la pista Palestra dovesse complicarsi, resta viva anche l’opzione Bellanova, prodotto del vivaio interista e oggi protagonista con la maglia dell’Atalanta.
Frattesi Juventus, l’Inter è aperta alla cessione del centrocampista romano. Possibile una fumata bianca a gennaio. Le ultime
In casa Inter continua a tenere banco la questione legata al futuro di Davide Frattesi, un tema che potrebbe diventare centrale nel mercato di gennaio. Nonostante il clima disteso dopo la vittoria di Bergamo, la dirigenza nerazzurra sta valutando con attenzione le possibili uscite e il nome del centrocampista ex Sassuolo è tra i più discussi. Il dossier Frattesi Juventus è ormai aperto e potrebbe entrare presto nel vivo.
Frattesi, arrivato all’Inter con grandi aspettative, ha visto progressivamente ridursi il proprio spazio nelle rotazioni di Cristian Chivu. In una mediana ricca di soluzioni, il centrocampista della Nazionale è scivolato fino al ruolo di quinta o sesta alternativa, una situazione che non lo soddisfa. La sua esigenza è chiara: giocare con maggiore continuità per non perdere terreno anche in ottica azzurra. Un desiderio comprensibile, che però si scontra con la forte concorrenza interna.
La posizione dell’Inter è stata chiarita dal presidente Beppe Marotta, che ha ribadito come il club non abbia ricevuto richieste ufficiali di cessione, ma allo stesso tempo non voglia trattenere giocatori scontenti. In questo scenario si inserisce con decisione l’asse Frattesi Juventus, che da settimane anima i rumors di mercato. I bianconeri seguono il centrocampista da tempo e vedono in lui un rinforzo ideale per alzare qualità e intensità del reparto.
Luciano Spalletti, tecnico della Juventus, apprezza particolarmente le caratteristiche di Frattesi: inserimenti senza palla, dinamismo e capacità di incidere in zona gol. Tuttavia, l’Inter non ha intenzione di agevolare una diretta concorrente e la valutazione del cartellino resta superiore ai 30 milioni di euro. Una cifra considerata elevata dalla Juventus, che sta studiando soluzioni alternative per sbloccare la trattativa Frattesi Juventus.
Tra le ipotesi sul tavolo c’è un possibile incastro finanziario che coinvolge Tarik Muharemović, giovane difensore bosniaco attualmente al Sassuolo e profilo gradito a Marotta. La Juventus detiene il 50% sulla futura rivendita del giocatore e potrebbe rinunciare a questa percentuale per favorire il trasferimento all’Inter, ottenendo in cambio uno sconto su Frattesi.
Questa mossa, pur non coprendo interamente la valutazione richiesta dai nerazzurri, rappresenterebbe una base concreta per avvicinare le parti. La Juventus è al lavoro per trovare la formula giusta, consapevole che la volontà del giocatore potrebbe incidere. Il tema Frattesi Juventus resta caldo e le prossime settimane potrebbero essere decisive per definire il futuro del centrocampista.
Infortunio Leao, le condizioni del portoghese preoccupano in casa Milan. Difficile un recupero per la trasferta di Cagliari: le ultimissime
Il 2025 del Milan si chiude con una vittoria importante contro il Verona, ma non senza qualche pensiero di troppo legato all’infortunio di Leao. Il successo di San Siro ha regalato tre punti preziosi ai rossoneri, ma l’assenza dell’attaccante portoghese ha lasciato un velo di preoccupazione nell’ambiente. Rafael Leao ha infatti seguito la partita dalla tribuna, ancora alle prese con il fastidio all’adduttore destro accusato lo scorso 9 dicembre nel match contro il Torino.
L’infortunio di Leao continua a richiedere attenzione e prudenza. Gli esami strumentali effettuati nei giorni successivi allo stop hanno escluso lesioni muscolari serie, parlando soltanto di un risentimento accompagnato da un quadro infiammatorio. Nonostante ciò, il recupero procede più lentamente del previsto, spingendo lo staff medico e l’allenatore a non forzare i tempi.
Durante la rifinitura di sabato, infatti, Leao ha provato ad aumentare i carichi di lavoro, ma nelle fasi di accelerazione e negli scatti ha avvertito nuovamente dolore. A quel punto, di comune accordo con Massimiliano Allegri, si è deciso per il forfait contro il Verona. Il tecnico è stato chiaro: meglio evitare rischi inutili e possibili ricadute. L’infortunio di Leao, se gestito con superficialità, potrebbe infatti trasformarsi in un problema più serio nel medio periodo.
Ora l’attenzione è rivolta alla prossima sfida di campionato. La presenza del numero 10 per la trasferta di Cagliari, in programma venerdì 2 gennaio e valida come prima gara del 2026 rossonero, resta fortemente in dubbio. Lo staff sanitario del Milan ha impostato un programma improntato alla “massima cautela”, monitorando giorno dopo giorno le condizioni del giocatore. L’infortunio di Leao sarà valutato quotidianamente, senza forzature, con l’obiettivo di riaverlo al 100%.
Nel frattempo, l’assenza del portoghese ha aperto nuove soluzioni offensive. Contro il Verona si è messo in luce Christopher Nkunku, autore di una doppietta che ha dimostrato come il Milan possa essere pericoloso anche senza il suo uomo simbolo. Un segnale incoraggiante per Allegri, che può contare su alternative valide mentre l’infortunio di Leao continua a tenere banco.
Inoltre, l’imminente ufficialità di Füllkrug, attesa per il 2 gennaio, offrirà un’ulteriore opzione in attacco. In questo contesto, il Milan può permettersi di aspettare Leao senza affanni, scegliendo la strada della prudenza per evitare che l’infortunio di Leao comprometta una parte importante della stagione.
Mourinho non si smentisce. Il tecnico portoghese ha criticato in maniera molto dura le decisioni arbitrali contro il Braga. Le ultime
José Mourinho non si smentisce mai. Il tecnico portoghese, alla guida del Benfica, ha regalato un altro episodio destinato a far discutere dopo il pareggio per 2-2 contro il Braga. La partita, già carica di tensione, è esplosa nel finale quando un gol apparentemente regolare del Benfica è stato annullato, negando la vittoria alla squadra di Lisbona.
Lo Special One, fedele al suo stile provocatorio, non ha accettato la decisione arbitrale e ha trasformato le interviste post-gara in un palcoscenico per la sua protesta. Nonostante il risultato ufficiale fosse un pareggio, Mourinho ha continuato a ripetere ossessivamente: «Abbiamo vinto». Alle domande dei giornalisti che gli facevano notare il punteggio di 2-2, il tecnico ha risposto con un’ironia tagliente: «Penso che sia una grande vittoria. Nel secondo tempo c’è stato solo il Benfica, ribaltare il risultato e vincere qui 3-2 è un risultato fantastico per noi. I giocatori lo meritano per lo sforzo, con tutto il rispetto per il Braga che ci ha creato le difficoltà che noi aspettavamo».
La situazione è degenerata quando un cronista ha cercato di riportare Mourinho alla realtà dei fatti, sottolineando che la classifica avrebbe assegnato solo un punto al Benfica. A quel punto, l’allenatore ha perso la pazienza, abbandonando l’intervista e ripetendo per quattro volte la frase «abbiamo vinto» mentre si allontanava.
Successivamente, in conferenza stampa, Mourinho ha chiarito, seppur con il suo solito sarcasmo, la sua posizione: «È stato un ottimo secondo tempo e abbiamo vinto 3-2. Ovviamente sapete che sto parlando ironicamente. Se non lo facessi, sarei pesantemente sanzionato. Il club farà una dichiarazione? Non lo so. Io alleno e basta. Non faccio valutazioni. Per me è stata una partita molto positiva, ma spesso le partite e i punti vengono decisi da questo tipo di decisioni, ed è quello che è successo».
Ancora una volta, José Mourinho ha dimostrato di essere un maestro della comunicazione, capace di spostare l’attenzione dal campo alle polemiche arbitrali, utilizzando l’ironia come arma per esprimere il suo dissenso e proteggere la sua squadra. Il suo comportamento, seppur controverso, conferma il suo carattere unico e la sua capacità di catalizzare l’attenzione mediatica.
Cristiano Ronaldo continua a ‘brillare’ non solo in campo. A Dubai si è fatto notare con un orologio da circa 700mila euro. Ecco i dettagli
Abituato a brillare sui campi di calcio, Cristiano Ronaldo ha catturato l’attenzione anche ai Globe Soccer Awards di Dubai, questa volta per un dettaglio di lusso al suo polso. L’attaccante dell’Al Nassr ha sfoggiato un orologio da capogiro, un Patek Philippe Nautilus Chronograph Ref. 5980/1400G.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Marca, questo gioiello di alta orologeria è valutato circa 770.000 dollari, pari a oltre 700.000 euro. Realizzato in oro bianco 18 carati e impreziosito da diamanti incrustati, l’orologio è un pezzo unico, prodotto in edizione limitata e spesso solo su ordinazione.
Questo Patek Philippe si aggiunge alla già impressionante collezione di orologi di Ronaldo, che include pezzi dal valore inestimabile come un Girard-Perregaux Planetarium Tri-Axial (circa 1,56 milioni di euro), un Franck Muller Cintrée Curvex Tourbillon (1,38 milioni), un Jacob & Co. Bugatti Chiron Tourbillon CR7 Edition (920.000 euro), un Hublot Big Bang Integrated Tourbillon Sapphire Rainbow (885.000 euro) e un Rolex GMT-Master II “Ice” (740.000 euro).
Ancora una volta, Ronaldo dimostra il suo gusto per il lusso e l’esclusività, confermandosi un’icona di stile anche fuori dal campo.
Flamengo, la storia d’amore con Filipe Luis continuerà almeno per altri due anni. Il tecnico ha rinnovato il contratto fino al 2027
Il Flamengo annuncia di aver raggiunto un accordo per il rinnovo del contratto dell’allenatore Filipe Luís fino a dicembre 2027.
«L’esito positivo è stato possibile perché c’era, da entrambe le parti, il desiderio genuino di dare continuità al progetto, oltre alla disponibilità congiunta a far convergere gli interessi e costruire un accordo equilibrato e sostenibile, che soddisfacesse le aspettative del tecnico, ma anche le politiche di governance del club stabilite da Luiz Eduardo Baptista, presidente del Flamengo», ha commentato José Boto, direttore esecutivo del calcio del club.
Il rinnovo simboleggia la continuità di una lunga storia tra Filipe Luís e il Flamengo. Tifoso rossonero fin dall’infanzia, l’allenatore ha costruito un rapporto affettivo profondo con il club, rafforzatosi in campo quando ha indossato la maglia come giocatore e che prosegue ora a bordo campo, guidando la squadra durante uno dei periodi più vittoriosi della sua storia, come ha dimostrato l’ultima stagione con la doppia affermazione in campionato e in Copa Libertadores.
Con il rinnovo di Filipe Luís, il Flamengo ribadisce la sua convinzione nella continuità del lavoro svolto e si impegnerà affinché i prossimi anni siano segnati da ancora più successo, crescita professionale e conquiste.
Nizza, esonerato il tecnico Haise. Il club transalpino ha già individuato il sostituto: si tratta dell’esperto Claude Puel. Ecco tutti i dettagli
Terremoto tecnico in casa Nizza proprio a ridosso del Capodanno e in vista dei futuri impegni europei. Il club della Costa Azzurra ha ufficializzato la separazione consensuale dall’allenatore Franck Haise. La decisione arriva poche settimane prima della sfida di Europa League contro gli olandesi del Go Ahead Eagles, ma la dirigenza francese non si è fatta trovare impreparata, avendo già individuato il sostituto.
L’addio di Haise non giunge inaspettato, considerata la profonda crisi di risultati che ha investito la squadra. Approdato in rossonero un anno e mezzo fa dopo l’esperienza al Lens, il tecnico aveva guidato il Nizza a un ottimo quarto posto nella passata stagione. Quella brillantezza è però svanita: attualmente la squadra naviga in un deludente tredicesimo posto in Ligue 1 ed è reduce da una striscia negativa impressionante di nove sconfitte consecutive. La recente vittoria in Coppa di Francia contro il Saint-Étienne (squadra di Ligue 2) non è stata sufficiente a salvare la sua panchina.
Il clima attorno al club era diventato incandescente nelle ultime settimane, con la tifoseria che aveva manifestato più volte il proprio malcontento. Una situazione tesa che aveva già portato all’addio del presidente Fabrice Bocquet. Proprio a Bocquet, Haise aveva precedentemente offerto le proprie dimissioni, che erano state però respinte. I nuovi vertici societari, Jean-Pierre Rivère e Maurice Cohen, si sono dimostrati meno pazienti e hanno optato per il cambio definitivo.
Il successore designato è l’esperto Claude Puel. Il suo mandato sarà focalizzato principalmente sul raddrizzare la stagione in campionato e sul percorso in Coppa nazionale. L’avventura europea, infatti, è ormai compromessa: in Europa League il Nizza ha collezionato sei sconfitte in altrettante gare, vedendo svanire ogni possibilità di qualificazione al turno successivo.
Roma Genoa, Gasperini ha diramato la lista dei convocati per la sfida di questa sera. Presenti sia Dovbyk che Hermoso, out Baldanzi
Gian Piero Gasperini ha diramato l’elenco dei convocati per la sfida di questa sera della sua Roma contro il Genoa. Out Baldanzi, recupera Dovbyk dopo lo stop dovuto alla lesione muscolare. La lista completa:
Dai turni preliminari alla finale, il programma completo della competizione: tabellone Coppa Italia 2025/2026
La Coppa Italia 2025/2026 ha preso forma con il sorteggio della manifestazione giovedì 24 giugno 2025. Denominata per ragioni di sponsorizzazione Coppa Italia Frecciarossa, sarà la 79ª edizione del torneo. Tabellone Coppa Italia 2025/2026: le partite inizieranno sabato 9 agosto 2025 con il Turno preliminare e si concluderanno mercoledì 13 maggio 2026, data della finalissima.
La scorsa edizione ha visto il trionfo del Bologna di Vincenzo Italiano, che nella finale dello Stadio Olimpico di Roma ha sconfitto 1-0 il Milan di Sergio Conceição con una rete di Ndoye.
Turni e date tabellone Coppa Italia 2025/2026
Turni eliminatori
Turno preliminare: sabato 9-domenica 10 agosto 2025
Trentaduesimi di finale: venerdì 15, sabato 16, domenica 17, lunedì 18 agosto 2025
Sedicesimi di finale: mercoledì 24 settembre 2025
Fase finale
Ottavi di finale: 3-17 dicembre 2025
Quarti di finale: 4-11 febbraio 2026
Semifinali andata: mercoledì 4 marzo 2026
Semifinali ritorno: mercoledì 22 aprile 2026
Finale: mercoledì 13 maggio 2026
Tabellone Coppa Italia 2024/2025: la Formula
La formula della Coppa Italia 2025/2026 è la stessa attuata a partire dall’edizione 2024/2025. Sono 44 le squadre partecipanti: i 40 club di Serie A e Serie B e 4 club appartenenti alla Serie C: a seconda del campionato in cui militano nella stagione attuale, le squadre esordiscono nel torneo partendo da turni diversi.
Tabellone Coppa Italia 2025/2026: l’intera competizione si svolge con turni ad eliminazione diretta, dunque con partite secche in ogni turno ad eccezione delle semifinali, che si articoleranno su confronti di andata e ritorno. Dall’edizione 2024/2025 è stata introdotta una modifica al regolamento: in caso di parità allo scadere dei tempi regolamentari, fino ai quarti di finale la vincitrice sarà individuata direttamente attraverso i calci di rigore, senza giocare i supplementari. Questi ultimi si disputeranno invece dai quarti di finale in avanti.
Ad ogni squadra partecipante sono stati assegnati dei numeri di tabellone mediante criterio meritocratico: il numero 1 spetta alla detentrice del trofeo, mentre i numeri successivi (dal 2 al 44) sono assegnati seguendo le classifiche dei campionati di Serie A, B e C della stagione precedente.
Tabellone Coppa Italia 2024/2025: le squadre che hanno terminato il campionato di Serie A nelle prime otto posizioni, individuate come “teste di serie”, sono ammesse direttamente agli ottavi di finale.
Durante i turni eliminatori, ad usufruire del fattore campo è la squadra col numero di tabellone più basso; anche nella fase finale è applicata questa regola. Nelle semifinali, in particolare, serve a definire la squadra che giocherà in casa la partita di ritorno.
La finale si disputerà allo Stadio Olimpico di Roma.
Lazio, Sarri e quel retroscena dopo la partita contro l’Udinese: «È meglio che non parli più, altrimenti mi squalificano a vita»
Maurizio Sarri è esploso dopo il pareggio di Udine, una reazione inevitabile alla luce di quanto accaduto nel finale. Dallo spogliatoio sarebbero volate urla talmente forti da essere udite anche dall’arbitro Colombo e dal Var Gariglio. La miccia è stata la convalida del gol di Davis, arrivato nonostante un tocco di braccio evidente pochi istanti prima della conclusione.
Il tecnico biancoceleste, furibondo per l’episodio, si è lasciato andare a uno sfogo durissimo: «È meglio che non parli più, altrimenti mi squalificano a vita», ha riportato Il Messaggero. Parole che riprendono quanto già mormorato a bordocampo, ma con un peso ancora più forte. La pazienza è ormai al limite e, per questa volta, la scelta del silenzio stampa è stata condivisa con la società, stanca di una lunga sequenza di episodi controversi.
Nell’ambiente Lazio cresce la convinzione che questi errori arbitrali stiano compromettendo mesi di lavoro, già resi difficili dal blocco del mercato e da una lunga lista di infortuni. Per Sarri il ritorno in campo si sta trasformando in una salita ripida, una battaglia quotidiana contro ostacoli interni ed esterni. Ma il tecnico resta saldo, deciso a difendere la sua squadra fino in fondo.
Tutto sul massimo campionato di calcio spagnolo, con il programma delle partite e i risultati giornata per giornata. Calendario Liga 2025/2026
La Liga spagnola, denominata La Liga EA Sports per motivi di sponsorizzazione, giunta alla sua 95ª edizione, ha aperto ufficialmente i battenti il giorno di Ferragosto, come la Premier League, con gli anticipi della 1ª giornata del nuovo torneo, e si concluderà . Calendario Liga 2025/2026: nello scorso campionato il Barcellona di Hansi Flick ha strappato il titolo ai rivali del Real Madrid di Carlo Ancelotti, conquistando per la 28ª volta il titolo di Campione di Spagna, al termine di un lungo testa a testa.
I Blancos, rinforzati dall’arrivo della stella francese Kylian Mbappé, non hanno tenuto il ritmo dei catalani, trascinati dal giovane talento Yamal e dallo stagionato bomber Lewandowski. Chi succederà ai blaugrana nell’albo d’oro? Come sempre il Barcellona e il Real Madrid, passato sotto la conduzione tecnica di Xabi Alonso, sono le favorite per la vittoria finale.
Ma attenzione sempre all’Atletico Madrid di Diego Pablo Simeone, senza dimenticare le possibili outsiders. Fra queste l’Athletic Bilbao di Ernesto Valverde, forte della permanenza di Nico Williams, punta a confermarsi dopo il quarto posto dello scorso anno, ma anche Real Sociedad, Villarreal e Betis possono nutrire ambizioni nella lotta al vertice della classifica.
Le date
Quando inizia La Liga 2025/2026?
La Liga 2025/2026 è iniziata venerdì 15 agosto 2025 con gli anticipi della 1ª giornata del torneo, Girona-Rayo Vallecano e Villarreal-Oviedo.
Quando finisce La Liga 2025/2026?
Il massimo campionato spagnolo termina domenica 24 maggio 2026 con le partite della 38ª giornata, che si disputeranno in contemporanea.
Le soste
Nella Liga 2025/2026 sono previste soste per gli impegni delle Nazionali e per le festività natalizie.
Soste per le Nazionali
1-9 settembre 2025;
6-14 ottobre 2025;
10-18 novembre 2025;
23-31 marzo 2026.
Pausa natalizia
da lunedì 22 dicembre 2025 a giovedì 1 gennaio 2026.
I turni infrasettimanali
Il Calendario Liga 2025/2026 prevede 3 turni infrasettimanali:
24 settembre 2025;
22 aprile 2026;
13 maggio 2026.
Le squadre
Alla Liga 2025/2026 partecipano le 17 squadre che hanno mantenuto la categoria nella scorsa stagione e le 3 neopromosse dalla Segunda División:
ALAVÉS, Vitoria-Gasteiz – Stadio di Mendizorrotza (15° nella Liga 2024/2025);
ATHLETIC BILBAO, Bilbao – San Mamés Barria (4° nella Liga 2024/2025);
ATLETICO MADRID, Madrid – Civitas Metropolitano (3° nella Liga 2024/2025);
BARCELLONA, Barcellona – Camp Nou (1° nella Liga 2024/2025, campione di Spagna in carica);
BETIS, Siviglia – Stadio Benito Villamarín (6° nella Liga 2024/2025);
CELTA VIGO, Vigo – Balaídos (7° nella Liga 2024/2025);
ELCHE, Elche – Stadio Manuel Martínez Valero (2° nella Segunda División 2024/2025, promosso nella Liga);
ESPANYOL , Barcellona – RCDE Stadium (14° nella Liga 2024/2025);
GETAFE, Getafe – Coliseum Alfonso Pérez (13° nella Liga 2024/2025);
GIRONA, Girona – Stadio Montilivi (16° nella Liga 2023/2024);
LEVANTE, Valencia –Stadio Ciutat de Valencia (1° nella Segunda División 2024/2025, promosso nella Liga);
MAIORCA, Palma di Maiorca – Visit Mallorca Estadi (10° nella Liga 2024/2025);
OSASUNA, Pamplona – Estadio Reino de Navarra (9° nella Liga 2024/2025);
OVIEDO, Oviedo – Stadio Carlos Tartiere (3° nella Segunda División 2024/2025, promosso nella Liga attraverso i playoff);
RAYO VALLECANO, Madrid – Campo de Fútbol de Vallecas (8° nella Liga 2024/2025);
REAL MADRID, Madrid – Stadio Santiago Bernabéu (2° nella Liga 2024/2025);
REAL SOCIEDAD, San Sebastián – Reale Arena (11° nella Liga 2024/2025);
SIVIGLIA, Siviglia – Ramón Sánchez-Pizjuán (17° nella Liga 2024/2025);
VALENCIA, Valencia – Mestalla (12° nella Liga 2024/2025);
VILLARREAL, Villarreal – Estadio de la Ceramica (5° nella Liga 2024/2025).
Dove vedere La Liga 2025/2026 in tv e streaming
Il massimo campionato spagnolo è trasmesso in esclusiva in Italia da DAZN fino al 2029 ed è visibile in diretta streaming sia sulle smart tv di ultima generazione compatibili con l’applicazione, e sui televisori collegati ad una console PlayStation 4 o 5 o Xbox, ad un decoder Sky Q oppure a dispositivi come Amazon Fire TV e Google Chromecast.
La Liga EA Sport è visibile con DAZN anche su piattaforma TIM Vision e sui dispositivi mobili come tablet e smartphone.
Formula e regolamento
Come per la Premier League e la Serie A, il Calendario Liga 2025/2026 è asimmetrico, presenta cioè una sequenza di giornate differente fra girone di andata e girone di ritorno. La prima classificata conquista il titolo di campione di Spagna e si qualifica da testa di serie alla fase a gironi della Champions League. Alla massima competizione UEFA accedono anche la seconda, la terza e la quarta in classifica.
La quinta classificata, invece, si qualifica alla fase a gironi dell’Europa League insieme alla vincitrice della Coppa del Re. La sesta, infine, partecipa al playoff di Conference League. Se la vincitrice della Coppa del Re è fra le prime cinque classificate, va in Europa League la sesta in classifica e ai playoff di Conference accede la settima. Le ultime tre squadre classificate, infine, retrocedono in Segunda División.
Big match e derby Liga 2025/2026
Il primo Clasico fra Real Madrid e Barcellona nel calendario Liga 2025/2026 si gioca al Bernabeu alla 10ª giornata, nel weekend del26 ottobre.
Calendario Liga 2025/2026: il secondo confronto fra le due regine di Spagna si disputerà invece nella 35ª giornata, nel weekend del 10 maggio, con una duplice particolarità: sarà il primo Clasico nel nuovo ristrutturato Camp Nou, e potrebbe essere decisivo per le sorti del campionato spagnolo.
Per quanto riguarda i derby del calendario Liga 2025/2026, il primo derby di Madrid fra Atletico e Real è in programma nel weekend del 28settembre in occasione della 7ª giornata della Liga e si disputerà nello Stadio Civitas Metropolitano.
Nel girone di ritorno del calendario Liga 2025/2026 i due club capitolini si affronteranno invece nella 29ª giornata nel weekend del 22 marzo allo Stadio Santiago Bernabeu.
Per quanto riguarda gli altri due derby di Madrid, i Blancos affronteranno poi il Rayo Vallecano a Vallecas alla 12ª giornata (weekend del 9 novembre) e in casa alla 22ª (weekend del 1° febbraio), e il Getafe in trasferta alla 9ª giornata (weekend del 19 ottobre) e in casa alla 26ª giornata (weekend del 15 febbraio).
I Colchoneros, invece, sfideranno il Rayo Vallecano in casa alla 6ª giornata (fine settimana del 24 settembre) e in trasferta alla 24ª giornata (weekend del 15 febbraio), e il Getafefuoricasa alla 13ª (fine settimana del 23 novembre) e in casa alla 28ª (weekend del 15 marzo). Rayo Vallecano e Getafe invece si affronteranno alla 18ª giornata (fine settimana del 4 gennaio) a Vallecas e alla 34ª giornata al Coliseum Alfonso Pérez.
Per quanto riguarda i derby catalani, Barcellona ed Espanyol si sfideranno nella 18ª giornata (weekend del 4 gennaio) all’RCDE Stadium, e nella 31ª giornata (fine settimana del 12 aprile) nel nuovo Camp Nou. I blaugrana affronteranno poi il Girona alla 9ª giornata (weekend del 19 ottobre) al Camp Nou e alla 24ª (fine settimana del 15 febbraio) allo Stadio Montilivi, mentre l’Espanyol lo incrocerà fuoricasa alla 7ª (fine settimana del 28 settembre) e in casa alla 20ª (weekend del 18 gennaio).
L’andata del derby andaluso (“El Gran Derby”) fra Betis e Siviglia si disputerà alla 14ª giornata al Sanchez-Pizjuan (weekend 30 novembre), mentre il ritorno è previsto alla 26ª giornata al Benito Villamarín (fine settimana del 1° marzo).
Il derby di Valencia fra Valencia e Levante, che mancava dalla Liga dalla stagione 2021/2022, vedrà l’andata al Mestalla alla 13ª giornata (fine settimana del 23 novembre), e il ritorno allo Stadio Ciutat de Valencia alla 24ª giornata (weekend del 15 febbraio).
Il derby basco fra Athletic Bilbao e Real Sociedad vivrà la sfida di andata alla Reale Arena di San Sebastián nell’11ª giornata (fine settimana del 2 novembre), e quella di ritorno alSan Mamésdi Bilbao nella 34ª giornata (weekend del 3 maggio).
Sempre in ambito basco il derby fra Athletic Bilbao e Osasuna si giocherà alla 18ª giornata (fine settimana del 4 gennaio) allo Stadio Reino de Navarra di Pamplona e alla 33ª giornata al San Mamés (weekend del 22 aprile).
Il derby fra Athletic Bilbao e Alavés vedrà invece la sfida di andata al San Mamés alla 4ª giornata (fine settimana del 21 settembre) e il ritorno allo Stadio di Mendizorrotza di Vitoria- Gasteiz alla34ª (weekend del 3 maggio).
Le sfide fra Real Sociedad e Osasuna sono in programma alla 13ª giornata a Pamplona (fine settimana del 23 novembre) e alla 28ª (weekend del 15 marzo) a San Sebastián , quelle fra Real Sociedad e Alavés alla 15ª (fine settimana del 7 dicembre) a Vitoria-Gasteiz e alla 31ª (weekend del 12 aprile) a San Sebastián. Osasuna e Alavés, infine, si affronteranno alla17ª (fine settimana del 21 dicembre) a Pamplona e alla 30ª (weekend del 22 marzo) a Vitoria-Gasteiz.
Calendario Liga 2025/2026: le 38 giornate
Il calendario della Liga 2025/2026 è stato sorteggiato mercoledì 2 luglio 2025. Questo il programma delle 38 giornate del massimo campionato spagnolo:
1ª GIORNATA (15-20 agosto 2025)
DATA
ORARIO
PARTITA
RISULTATO
Venerdì 15 agosto
19.00
GIRONA-RAYO VALLECANO
1-3 [18′ De Frutos (R), 20′ Álvaro García (R), 45′ rig. Isi Palazón (R), 57′ Joel Roca (G)]
Kilicsoy Cagliari , parla il procuratore Pastorello: lunga intervista sull’attaccante dei rossoblù di Pisacane
Federico Pastorello, agente di Semih Kilicsoy, ha concesso una lunga intervista ai microfoni di gianlucadimarzio.com. Il procuratore ha fatto il punto sul futuro e sulla crescita del giovane attaccante del Cagliari. Ecco i passaggi più significativi delle sue dichiarazioni.
IL SUO GRANDE MOMENTO – «Sono la testimonianza del suo grande talento. Due anni fa in Turchia aveva segnato 12 gol a soli diciott’anni. Lo chiamavano il ‘nuovo Arda Guler’ perché sembrava il prossimo destinato a un club come il Real Madrid» .
PRESSIONE DA GESTIRE – «Ha dovuto affrontare con forza il peso delle aspettative già in giovane età. Il Beşiktas gli ha preferito giocatori esperti e lo scorso anno ha segnato poco».
CAGLIARI –«Ha intorno a sé un ambiente tranquillo e familiare, fatto di persone pronte ad aiutarlo. Ancora non è stato fatto nulla, ma stato bravo ad aspettare e sfruttare al meglio le opportunità».
DUE GOL IN DUE PARTITE – «Ma la cosa più difficile per un attaccante è riconfermarsi. Ha il DNA del campione, fa gol e non guarda al resto, si fa scivolare molto le cose addosso. In Serie A segnare non è facile: l’auspicio è che viva ogni partita al meglio. Day by day. Poi tireremo le somme» .
Calciomercato Inter, duello con la Juve per Muharemovic: Frattesi può essere la chiave. Premier pronta a inserirsi
Il calciomercato invernale è ormai alle porte e l’asse Milano‑Torino si prepara a diventare uno dei più caldi della sessione. In casa Inter la priorità è il rinnovamento della difesa: con Acerbi e De Vrij ormai oltre la soglia dei 30 anni, Beppe Marotta ha individuato in Tarik Muharemović il profilo ideale per il futuro. Il centrale bosniaco classe 2003, oggi al Sassuolo, ha impressionato per fisicità e margini di crescita, ma portarlo a Milano non sarà semplice.
L’insidia Bournemouth e la posizione del Sassuolo
La concorrenza più pericolosa arriva dalla Premier League, dove il Bournemouth è alla ricerca del sostituto di Senesi. Le “Cherries” possono contare su risorse economiche superiori e su un rapporto privilegiato tra il ds Tiago Pinto e l’ad neroverde Giovanni Carnevali. Un dettaglio che potrebbe pesare nella corsa al giovane difensore.
L’incastro con la Juventus e il nodo Frattesi
A complicare ulteriormente il quadro c’è la Juventus, che detiene il 50% sulla futura rivendita di Muharemović. I bianconeri potrebbero rinunciare a questa percentuale per ottenere uno sconto su Davide Frattesi, ormai terza scelta nelle gerarchie di Cristian Chivu e desideroso di cambiare aria. Il centrocampista guarda con interesse alla Juventus, dove ritroverebbe Luciano Spalletti, uno dei suoi principali estimatori.
La questione economica: il limite dei 16 milioni
L’operazione resta complessa anche dal punto di vista finanziario. L’Inter valuta Frattesi oltre 30 milioni, cifra necessaria per finanziare nuovi innesti. Secondo Calcio e Finanza, il valore netto del giocatore al 31 dicembre 2025 sarà di circa 16 milioni di euro: è questa la soglia sotto la quale il club non può scendere per evitare minusvalenze e mantenere un impatto positivo sul bilancio. Le parole di Carnevali:
FUTURO MUHAREMOVIC – «Ci stanno arrivando delle richieste, siamo ancora agli inizi e dobbiamo vedere. Muharemović sta dimostrando grandi cose ed è un giocatore di grandissima prospettiva. È inutile nascondersi, fa parte anche della nostra politica. Noi siamo sempre stati una società che cerca di valorizzare i giovani, farli crescere e dar loro la possibilità di andare in un grande club».
Simonelli rivela: «Supercoppa? Non abbiamo più il vincolo della doppia semifinale. Milan-Como si giocherà a San Siro»
L’intervento del presidente della Lega di Serie A, Ezio Maria Simonelli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Radio Anch’io lo Sport. Le parole:
SUPERCOPPA – «Non abbiamo più il vincolo della doppia semifinale. Il prossimo anno si giocherà la Coppa d’Asia a Riad e i sauditi, pur avendo ancora un’edizione contrattualizzata, hanno già detto che rinunceranno. Saremo liberi di scegliere luogo e formato. La mia idea è quella di tornare alla formula classica: finale unica tra vincitrice del campionato e vincitrice Coppa Italia. Se si andrà verso la finale unica, la data potrebbe anche essere all’inizio del campionato, come in passato. Ma sono scelte che riguardano il Consiglio di Lega, come del resto anche il luogo della finale».
POLEMICHE MILAN-COMO – «Non voglio entrare in polemica con il ministro dello sport Abodi. Parlare di superficialità quando da mesi i nostri uffici erano in continuo dialogo con i vertici del calcio europeo e mondiale mi sembra ingeneroso, è un po’ strumentalizzare l’accaduto per dire al pubblico quel che vuole sentirsi dire. Da tifoso posso capire che giocare una partita a 13mila km da noi sarebbe stato anomalo, penalizzante per i tifosi, ma era una scelta non della Lega ma dei club interessati. La Lega ha solo portato sul tavolo una serie di proposte e quella dell’Australia era di gran lunga la più vantaggiosa. Ma le condizioni poi si sono dimostrate impraticabili. Secondo me, era volontà fin dall’inizio da parte dell’AFC quella di non voler far giocare questa gara. Non si voleva che l’Italia fosse la prima a rompere questo tabù ed è stata sbarrata la porta. Dal punto di vista commerciale, questa è un’occasione persa. Invertire le 2 gare tra Milan e Como? Non è facile trovare questi incastri anche con le tv. Se non si è fatto quel cambio, è perché era oggettivamente difficile farlo. A questo punto la partita si farà a San Siro nella prima data utile. Dovremo aspettare il 31 gennaio, data in cui si decideranno i playoff di Champions League per stabilire quando San Siro sarà libero anche dall’Inter e uno di quei mercoledì sarà piazzata la gara, il prima possibile».
PLAYOFF MONDIALI – «Da parte di tutti i club, c’è la massima volontà di aiutare Gattuso. Spostare una giornata di campionato è molto difficile, il calendario è molto serrato. Sullo stage le società hanno dato la loro disponibilità. Da parte nostra cercheremo di fare il possibile per aiutare il ct, se lo merita. L’auspicio è che la Nazionale ci porti finalmente a rigiocare il Mondiale e che poi si possa fare un Mondiale degno della nostra tradizione». Simonelli ha ribadito la sua idea di anticipare le serali alle 20 («ma sul fatto che possa concretizzarsi presto ho qualche dubbio, ci sono delle forti resistenze. Sono le tv che devono convincersi»).
Intervallo infuocato a Pisa: Spalletti striglia la Juventus, «Svegliatevi!». Emerge il retroscena, tutti i dettagli
La vittoria della Juventus all’Arena Garibaldi contro il Pisa porta la firma di Luciano Spalletti, capace di imprimere una scossa emotiva e tattica durante l’intervallo. Come riportato da diversi quotidiani, il tecnico ha messo da parte i consueti toni pacati per un intervento durissimo, necessario per risvegliare una squadra apparsa in grande difficoltà nel primo tempo.
L’urlo nello spogliatoio
Secondo La Stampa, Spalletti avrebbe letteralmente “fatto tremare i muri” dello spogliatoio con un richiamo diretto e senza filtri: «Svegliatevi, non può essere questo il livello! Siete la Juve, fatelo vedere». Repubblica aggiunge che il tecnico ha insistito sul concetto di “livello”, diventato ormai un mantra della sua gestione, sottolineando come la squadra stesse rendendo al di sotto delle proprie possibilità. I giocatori, raccontano, sarebbero rimasti in silenzio ad ascoltare.
La svolta tattica
Alla scossa emotiva è seguita quella tecnica. Spalletti ha corretto un assetto iniziale troppo fragile, inserendo Zhegrova e David al posto di Locatelli e Openda, restituendo imprevedibilità e peso offensivo. Fondamentale anche l’inversione sulle fasce: McKennie è tornato a destra, risultando subito incisivo, mentre Cambiaso è stato spostato per ristabilire gli equilibri delle ultime settimane.
Nonostante un pizzico di fortuna — con il Pisa fermato dalla traversa di Moreo e dal palo di Tramoni — la Juventus ha ribaltato l’inerzia nella ripresa, ritrovando ritmo, identità e punti pesanti. Il successo consolida una media di 2,13 punti a partita e conferma il rapporto “paterno” ma esigente tra Spalletti e il gruppo, con Yildiz spronato per tutta la gara a prendersi maggiori responsabilità.
Lazio, verso la prima del 2026: Sarri ritrova Guendouzi e Basic e torna a sorridere. Tutte le ultimissime
La Lazio inaugura il 2026 con una doppia seduta dedicata alla preparazione del big match contro il Napoli. Come riportato dal Corriere dello Sport, Sarri concederà ai suoi una sola giornata di riposo, il 1° gennaio. La squadra torna oggi a Formello per una seduta di scarico alle 15, senza il tecnico, impegnato in un intervento programmato: il suo rientro è previsto per mercoledì pomeriggio. Domani, invece, si ripartirà con due allenamenti, alle 10.30 e alle 15, con pranzo al centro sportivo.
La sfida con il Napoli segnerà il ritorno di Guendouzi e Basic, assenze pesanti nell’ultima trasferta che avevano costretto Sarri a una mediana ridotta ai minimi termini. Con le squalifiche ormai alle spalle, tornerà il terzetto titolare visto da Genoa‑Lazio in poi: Cataldi in cabina di regia, Guendouzi e Basic mezzali. Vecino, nonostante il gol a Udine, dovrebbe partire dalla panchina per essere utilizzato a gara in corso.
Restano invece da sciogliere i nodi offensivi, che Sarri valuterà solo a ridosso del match. Isaksen prova a insidiare Cancellieri sulla destra, mentre Noslin spera nella conferma da centravanti. Zaccagni è l’unico certo del posto. Nessuna novità, infine, in difesa: confermati Marusic e Pellegrini sulle fasce, con Gila e Romagnoli al centro.
Inter, Lautaro Martinez devastante contro l’Atalanta: i dati confermano perché è l’incubo della Dea. I numeri
Secondo quanto evidenziato da La Gazzetta dello Sport, il feeling tra Lautaro Martinez e le sfide contro l’Atalanta è diventato un elemento chiave nei successi recenti dell’Inter. Il capitano nerazzurro, leader tecnico e realizzatore implacabile nello scacchiere di Cristian Chivu — l’ex difensore del Triplete oggi alla guida dei campioni d’Italia — ha infatti raggiunto quota otto gol complessivi contro la formazione bergamasca.
La sua striscia contro gli orobici è iniziata nel gennaio 2020 e da allora non si è più interrotta, con reti decisive sia a San Siro sia al Gewiss Stadium. Tra gli episodi più significativi spiccano il gol nel poker del 2024 e la marcatura pesantissima del marzo 2025.
L’ultimo sigillo, arrivato proprio nella gara di ieri, ha consolidato il primato in classifica dell’Inter, confermando ancora una volta come il numero 10 argentino sia un vero e proprio incubo ricorrente per la retroguardia atalantina.
Marianucci Cagliari, la Cremonese accelera e prova il sorpasso: passi avanti concreti per il difensore, tutti gli aggiornamenti
Il mercato di riparazione entra nel vivo e le strategie difensive dei club iniziano a incrociarsi in modo inatteso. La trattativa che avrebbe dovuto portare Luca Marianucci ai rossoblù si è improvvisamente complicata: il giovane centrale del Napoli sembra ora molto più vicino a un’altra destinazione.
L’inserimento della Cremonese: asse caldo Manna‑Giacchetta
Come riportato da Nicolò Schira sul proprio profilo X, nelle ultime ore la Cremonese ha effettuato un sorpasso deciso. Il club lombardo è alla ricerca di rinforzi per il reparto arretrato e sta provando a bruciare la concorrenza degli isolani.
Il punto chiave sarebbe il dialogo serrato tra Simone Giacchetta e Giovanni Manna: i due dirigenti avrebbero discusso i dettagli di un trasferimento in prestito semestrale, soluzione ideale per garantire a Marianucci continuità e minuti.
Trattativa avanzata: i rossoblù costretti a cambiare piani
Per la società sarda si tratta di un colpo di scena che obbliga a rivedere le strategie. Marianucci era stato individuato come il profilo giusto per dare nuova linfa alla difesa, ma la Cremonese sta accelerando con decisione verso la chiusura.
Le sensazioni filtrate parlano di una trattativa in stato molto avanzato: tra il club grigiorosso e il Napoli sarebbe già stata trovata un’intesa sia sul piano tecnico sia su quello economico.
Calciomercato Sampdoria: Esposito, affare fatto! Accordo chiuso e visite mediche fissate. Le ultimissime
La sessione invernale si apre con decisione in casa Sampdoria, pronta a intervenire sul centrocampo per dare slancio alla risalita in classifica. Il primo rinforzo è ormai ai dettagli: Salvatore Esposito, regista dello Spezia dotato di personalità e qualità, è a un passo dal vestire il blucerchiato.
I dettagli dell’accordo
Come riportato da Tuttosport, l’intesa tra i due club è stata definita in ogni aspetto. L’operazione si chiuderà con un prestito con obbligo di riscatto fissato a 2 milioni di euro. Per Esposito è pronto un contratto fino al 2030, a conferma della volontà della Samp di puntare su di lui come elemento centrale del nuovo progetto tecnico.
Sul piano economico è già tutto stabilito: il centrocampista percepirà circa 800 mila euro a stagione, cifra che lo collocherà tra i giocatori più rappresentativi della rosa.
Le visite mediche
Il percorso è tracciato: nei prossimi giorni Esposito sosterrà le visite mediche presso il centro specializzato indicato dal club. Superati i test, arriveranno la firma e l’annuncio ufficiale.
Mercato Milan, bomba dalla Turchia: contatto Nkunku‑Tedesco e prima offerta del Fenerbahce. Tutti i dettagli
Nonostante la doppietta liberatoria nel 3-0 contro l’Hellas Verona, il futuro di Christopher Nkunku al Milan torna improvvisamente in discussione. Secondo il portale turco Fotomac, nelle ultime ore ci sarebbe stato un contatto telefonico diretto tra l’attaccante francese e Domenico Tedesco, oggi alla guida del Fenerbahçe.
Calciomercato Milan, tentazione Fenerbahçe: il richiamo di Tedesco
Il rapporto tra Nkunku e Tedesco è profondo e risale ai tempi del Lipsia, dove il tecnico italo-tedesco lo aveva trasformato in uno dei giocatori più incisivi d’Europa. Proprio sotto la sua gestione, il francese raggiunse i picchi realizzativi che gli valsero prima il passaggio al Chelsea e poi l’arrivo al Milan per 40 milioni di euro.
Dalla Turchia filtrano indiscrezioni importanti: Nkunku avrebbe aperto alla possibilità di trasferirsi a Istanbul. Il Fenerbahçe, dal canto suo, starebbe preparando una proposta concreta già per gennaio:
Formula: prestito con diritto di riscatto fissato a 35 milioni di euro.
Volontà del giocatore: dopo mesi complicati tra infortuni e critiche, il ritorno sotto la guida del suo mentore potrebbe rappresentare l’occasione ideale per ritrovare continuità e fiducia.
La posizione del Milan: resistere o valutare?
La notizia ha colto di sorpresa l’ambiente rossonero, soprattutto dopo le recenti parole di Massimiliano Allegri che aveva elogiato la “sensibilità” del giocatore e la sua capacità di sbloccarsi.
La dirigenza non avrebbe intenzione di privarsi di Nkunku a stagione in corso, ma un’offerta vicina ai 40 milioni investiti in estate potrebbe indurre Igli Tare a una riflessione più profonda.
Yildiz Juve, scatta il piano blindatura: proposta record e rinnovo lunghissimo. A gennaio il faccia a faccia decisivo
Il rapporto tra la Juventus e Kenan Yildiz è pronto a vivere una fase di ulteriore consolidamento, alimentato da una fiducia reciproca che ha trasformato il giovane talento turco nel nuovo beniamino dell’Allianz Stadium. La dirigenza bianconera, con l’AD Damien Comolli in prima linea, considera il rinnovo del numero 10 una priorità assoluta e sta accelerando le trattative per respingere le avances sempre più insistenti dei top club europei.
L’effetto Spalletti e la consacrazione da leader
Con Luciano Spalletti in panchina, Yildiz ha compiuto il salto di qualità definitivo. Liberato dai compiti di fascia che ne limitavano la creatività sotto Thiago Motta — che talvolta lo lasciava fuori dall’undici titolare — e Igor Tudor, il classe 2005 ha trovato una collocazione più centrale e vicina alla porta, diventando il vero faro tecnico della squadra. I numeri parlano chiaro: in 7 presenze di campionato ha già realizzato 3 gol e servito un assist decisivo per Cabal nella vittoria contro il Bologna.
I dettagli del nuovo contratto
Per ottenere il via libera dell’entourage guidato dal padre Engin, la Juventus è pronta a un ulteriore investimento, come riportato da Tuttosport:
Ingaggio: proposta in rialzo da 4,5 a 6 milioni di euro più bonus, cifra che lo porterebbe al livello di Jonathan David come giocatore più pagato della rosa.
Durata: obiettivo estendere il contratto fino al 2031, aggiungendo un anno rispetto alla scadenza attuale.
Incontro decisivo: summit fissato per gennaio, con l’intenzione di chiudere definitivamente l’accordo.
Le big europee alla finestra
La fretta della Juventus è giustificata dal crescente interesse internazionale. In Premier League, Arsenal, Chelsea e Liverpool hanno inviato osservatori più volte negli ultimi mesi. Anche il Real Madrid segue con attenzione l’evoluzione del talento bianconero: Xabi Alonso, che lo apprezza sin dai tempi del Bayern Monaco, lo considera un profilo ideale per il futuro delle Merengues, soprattutto in caso di addio di uno tra Vinicius e Rodrygo.
Lazio, Sebastiano Siviglia non dimentica: «Gol più bello? Quello di tacco alla Fiorentina nel 2010. Vi racconto Lotito…»
La storia di Sebastiano Siviglia è un inno alla resilienza: un difensore capace di risorgere dopo ogni stop, diventando il simbolo di una Lazio “operaia” e coraggiosa. Dopo tre anni di silenzio seguiti all’esperienza di Potenza, ha risposto alla chiamata dell’amico di sempre, Simone Inzaghi, per raggiungerlo nello staff tecnico dell’Al-Hilal. Ecco il suo racconto a La Gazzetta dello Sport.
VITA IN ARABIA ««Viviamo in dei compound dove c’è tutto. Riad è un cantiere aperto dove si costruisce di continuo. Bisogna adattarsi alla loro cultura. Qui ci si allena di pomeriggio e non di mattina, la preghiera c’è cinque volte al giorno»». TRE ANNI DI STOP ««Dopo il Potenza ho avuto alcune offerte, ma niente di concreto. Quando Simone mi ha chiamato non ci ho pensato un attimo»». INZAGHI CAMBIATO ««Tanto. Alla Lazio era un continuo di scherzi e risate. Lui e Tare si stuzzicavano. Una volta Igli bevve due litri di tè in cinque minuti per una scommessa persa»». IL PASSAGGIO ALLA ROMA ««Mi volevano West Ham e Betis Siviglia, ma i giallorossi avevano vinto lo scudetto. Io avevo debuttato in Serie A contro la Fiorentina di Batistuta, finito poi alla Roma. Per me fu come chiudere un cerchio, ma giocai poco. A posteriori fu una scelta sbagliata. Scelsi di andare via io»». LECCE E IL SUD ««Lì ho incontrato la mia compagna e sono nate le mie figlie. Avevo bisogno del calore del sud. Ricordo Corvino, un burbero buono che quando si incazzava dovevi fuggire, e un girone di ritorno da più di 30 punti»». LA CHIAMATA DI LOTITO ««Tournée a Valencia col Parma. Notte inoltrata, tipo le due. Squilla il telefono. “Ao’, è Siviglia? Vieni a giocare con noi?”. Chiesi chi fosse. “Sono il presidente Lotito”. Sono stato uno dei suoi 9 acquisti in un giorno»». IL RICORDO PIÙ BELLO ««Il gol di tacco alla Fiorentina nel 2010, che io chiamo “il tacco di Dio”. L’ultima rete in A nell’ultimo anno da calciatore. Cancellai i fischi dell’anno prima, quando festeggiai un gol al Torino mettendo le mani alle orecchie»». IL GESTO VERSO LA CURVA ««Stavamo andando male, i tifosi erano incazzati. Volevo dire alla curva di starci vicino, ma lo stadio mi fischiò. Io ero a terra, deluso. Quel tacco alla Fiorentina ha rimesso a posto le cose. Ma se fosse stato per me avrei giocato un altro anno alla Lazio»». ANEDDOTO SU LOTITO ««La notte prima della finale di Coppa Italia del 2009 mi chiamò, di nuovo. “Sebastiano, dobbiamo vincere”. “Domani ad alzare il trofeo saremo noi”. Fu il primo della sua gestione, seguito dalla Supercoppa l’anno dopo a Pechino»». MATUZALEM ««Lo ringrazio perché mi ha fatto vincere un titolo segnando… di naso. Un fenomeno. Un gangster di tecnica e gara. Un po’ Pirlo e un po’ Gattuso, con le dovute proporzioni»». IL NUMERO 13 DI NESTA ««Un orgoglio, ma Sandro è Sandro. Io ero uno dei simboli di una Lazio operaia che in quel periodo faceva anche un po’ sognare. Nel 2007 giocammo in Champions contro il Real. Io, Mutarelli, Ballotta, Mudingayi. Dall’altra parte c’erano Raul, Sneijder, Van Nistelrooy. Ma finì 2-2»». DI CANIO «Prima del derby del 6 gennaio vinto 3-1, che io non giocai, portò la squadra a casa a vedere Braveheart per caricare tutti in vista della partita»».
Fiorentina, Galli in un’intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ si è soffermato sul momento della squadra di Vanoli analizzando i risultati
Giovanni Galli, per quasi un decennio baluardo della porta della Fiorentina (1977-1986), analizza con la consueta lucidità il momento drammatico dei viola. A 67 anni, l’ex campione del mondo mette in guardia l’ambiente dalle facili illusioni e indica la strada per la salvezza, accogliendo con favore l’arrivo di Fabio Paratici in dirigenza. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport:
IL MOMENTO VIOLA «C’è stata un’illusione collettiva per il 5-1 con l’Udinese ma io sinceramente non mi sono fatto abbindolare perché è stata una gara falsata, nel senso che la Fiorentina è stata brava a sfruttare al massimo ogni episodio. È un paradosso, ma ho notato cose migliori a Parma».
SEGNALI DAL TARDINI «L’ultima mezz’ora non è stata sbagliata perché tutti hanno cercato di dare il proprio contributo. Certo, se Kean e Piccoli sbagliano dei gol facili, ne paghi le conseguenze. Bisogna ripartire da ciò che di buono si è visto al Tardini e serve togliere un po’ di presunzione di dosso a qualcuno, oltre a far presente che si gioca di squadra».
L’INNESTO DI PARATICI «Sono contento dell’arrivo di un uomo di calcio e spero che entri già domani mattina nello spogliatoio perché il 4 gennaio è già fin troppo tardi: con la Cremonese sarà una gara difficile».
LA SFIDA DEL DIRIGENTE «In passato ha fatto scelte importanti e ha gestito sempre club importanti. Ora anche lui deve calarsi in una realtà diversa, dove l’obiettivo è non retrocedere. Qui non si lotta per la Champions ed è diverso. L’unico consiglio che mi posso permettere di dare è che prenda una strada e che vada dritto per quella. Avanti deciso, stando attento alle curve ma senza sbandare. Deve capire chi è disposto a fare tutto e chi invece ha già mezzo piede fuori dal pullman. E deve essere pure psicologo per individuare chi sta dicendo la verità, chi la sta mascherando e chi pensa al proprio ego».
SPERANZA SALVEZZA «Con i tre punti è ancora tutto aperto. Se fossimo al tempo dei due punti, forse sarebbe impossibile ma ora no».
Serie A, la lotta Scudetto continua ad infiammare molto il nostro campionato. Sembra una lotta a tre, ma Juve e Roma non mollano
Nell’editoriale di oggi su La Gazzetta dello Sport, Fabio Licari analizza un campionato che sta assumendo una fisionomia sempre più definita, dove le gerarchie di testa sembrano cristallizzarsi nonostante le fatiche della Supercoppa araba.
Lo strappo delle tre fuggitive Il turno di campionato conferma il trend delle grandi, portando Licari a osservare che siamo davanti a un: «Altro giro, stessa classifica: prima Inter, secondo Milan, terzo Napoli». Sebbene le distanze siano minime, il solco con le inseguitrici aumenta, tanto che: «sembra che il campionato cominci a spezzarsi in blocchi e che per i quattro posti Champions sia ormai una corsa a cinque».
Inter: Chivu e il fattore Lautaro Il successo dei nerazzurri contro l’Atalanta è considerato il più pesante della giornata. Licari sottolinea come il tecnico sia stato baciato dalla sorte e dall’intuito: «Che si tratti di intuizione o semplice buona sorte — propendiamo per una via di mezzo — Chivu è stato anche decisivo», specialmente nell’inserimento di Esposito, che ha propiziato il gol numero 166 di Lautaro Martinez.
Milan: la rinascita di Nkunku In casa rossonera, la scena è tutta per il francese, passato in novanta minuti da esubero a trascinatore. Licari scrive: «Nkunku è quello che non ti aspettavi. Il francese era in bilico… ecco i due gol al Verona da tempo non più fatale». Questi due centri non solo salvano l’investimento di Cardinale, ma dimostrano la forza dello spogliatoio gestito da Allegri: «c’è un gruppo, non un’ammucchiata di solisti, e alla lunga questo conta». Napoli: la “cura” Conte per gli scarti della Premier
Il Napoli di Conte continua a volare grazie agli ex Manchester United Il tecnico non ha perso l’occasione per lanciare una frecciata ai Red Devils: «Conte dopo Riad: “Hojlund e McTominay non giocavano allo United. Fatevi qualche domanda”». La capacità di Conte di rigenerare i centravanti ricorda l’impresa con Lukaku: «“datelo a me e gli faccio segnare trenta gol”», promessa che oggi sembra ripercuotersi su un Hojlund spietato.
Classifica reale vs Classifica ingannevole Con la classifica che recita 36-35-34, la lotta è apertissima, ma Licari avverte che: «le misure potrebbero essere ingannevoli». Con i turni da recuperare, Inter e Napoli hanno impegni casalinghi agevoli, mentre il Milan rischia molto nella trasferta di Como. Juventus e Roma restano in scia, ma senza aver ancora davvero agganciato il treno scudetto.
Juventus, la cura Spalletti inizia a dare i frutti sperati e i bianconeri sono pronti a tornare grandi. Lo Scudetto non è più una utopia
L’analisi di Andrea Masala su La Gazzetta dello Sport dipinge una Juventus in forte ascesa, capace di chiudere il 2025 con un’autorità che spaventa le concorrenti. La “cura” Spalletti sta portando i frutti sperati, trasformando una squadra irrequieta in una macchina da punti solida e concreta.
La Signora torna grande Il messaggio di Masala è chiaro: la Juventus ha smesso di nascondersi. «Attenti alla Signora, è di nuovo là nei quartieri alti. Non ha bisogno dei botti di fine anno per stupire, le bastano concretezza e risultati». Il quarto posto attuale è il punto di partenza per una missione che Luciano Spalletti sta conducendo con precisione chirurgica. La qualificazione in Champions non è solo un obiettivo sportivo, ma una necessità contrattuale per il tecnico, eppure il gruppo sembra voler puntare a qualcosa di più ambizioso.
La marcia di Spalletti I numeri sostengono l’entusiasmo: sette vittorie nelle ultime otto partite. Nonostante qualche sofferenza, come nell’ultima sfida contro il Pisa, la squadra ha imparato a vincere “da grande”. Secondo Masala, «la Juve non è un’imbucata nel treno di testa, anzi pare decisa a non essere scambiata per una occasionale guastafeste e a far sentire sempre di più la sua ingombrante presenza».
I singoli: tra conferme e scommesse Il tecnico toscano sta lavorando per recuperare tutto il potenziale offensivo. Se Yildiz rimane la luce, si attende ancora l’esplosione definitiva di Openda e soprattutto di Jonathan David. Sul canadese, Masala scrive che «rischia di essere ancora catalogato come gigantesco interrogativo», nonostante il pedigree costruito in Francia. Note liete arrivano da Zhegrova, pronto a dare qualità dopo il recupero fisico.
Il muro e il mercato La vera svolta, però, è arrivata in difesa. Il ritorno di Bremer ha blindato la retroguardia, portando tre clean sheet nelle ultime quattro gare. Masala nota che: «Appena il brasiliano si è ripreso il posto in pianta stabile, perforare la Juve è ridiventata un’impresa». Per il salto di qualità definitivo, Spalletti guarda ora al mercato di gennaio: la richiesta è un regista di ruolo per completare un reparto che oggi si affida al dinamismo di Thuram e McKennie ma manca di ordine geometrico.
Un gennaio per sognare Il calendario di inizio 2026 promette bene: Lecce, Sassuolo, Cremonese e Cagliari sono ostacoli alla portata. L’obiettivo è chiaro: «Spalletti cercherà di sfruttare lo slancio di dicembre per andare ancora più in alto. Dalle battistrada in giù, tutte sono avvisate».
Semplici ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ ha analizzato la Serie B dicendo la sua su una lotta promozione avvincente
Leonardo Semplici, l’architetto del “miracolo SPAL” e profondo conoscitore delle dinamiche della Serie B, analizza una stagione cadetta mai così incerta. Con sette squadre racchiuse in un fazzoletto di punti, il tecnico toscano mette in guardia sulle insidie di un campionato che non concede distrazioni, premiando la programmazione e la solidità dei progetti tecnici rispetto ai soli investimenti economici. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport:
COME SI SPIEGA UNA VOLATA COSÌ ALLARGATA «Per gli investimenti di tante società. Chi è sceso dalla A come Monza e Venezia ha mantenuto l’intelaiatura, o chi come il Palermo sta facendo un lungo percorso. E poi ci sono le sorprese. Resta il fatto che il campionato è avvincente e tutti possono perdere contro tutti, e può capitare che qualcun lasci punti per strada. È la bellezza di un campionato che in Europa ha pochi eguali».
LA SQUADRA OLTRE LE ATTESE E QUELLA CHE AVREBBE POTUTO FARE DI PIÙ «Il Frosinone è una sorpresa, visto quello che aveva fatto la stagione scorsa e con pochi cambi: vuol dire che c’è grande programmazione, e Alvini propone bel calcio. Il Palermo invece sembrava dovesse piazzarsi davanti a tutti, per gli investimenti e per Inzaghi, invece dovrà sudarsela. E comunque mi aspettavo che anche l’Empoli potesse lottare per il vertice».
COSA POTRÀ SCIOGLIERE QUESTO GROVIGLIO «Non credo il mercato, che è importante ma non è mai determinante. Direi che conterà soprattutto la continuità: chi sarà più regolare nei risultati andrà in Serie A. Ma nessuno si staccherà nettamente».