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Serie A, lotta a tre per il titolo? L’analisi della Rosea è molto chiara. Le ultime sulla battaglia per il primo posto

Serie A, la lotta Scudetto continua ad infiammare molto il nostro campionato. Sembra una lotta a tre, ma Juve e Roma non mollano

Nell’editoriale di oggi su La Gazzetta dello Sport, Fabio Licari analizza un campionato che sta assumendo una fisionomia sempre più definita, dove le gerarchie di testa sembrano cristallizzarsi nonostante le fatiche della Supercoppa araba.

Lo strappo delle tre fuggitive
Il turno di campionato conferma il trend delle grandi, portando Licari a osservare che siamo davanti a un: «Altro giro, stessa classifica: prima Inter, secondo Milan, terzo Napoli». Sebbene le distanze siano minime, il solco con le inseguitrici aumenta, tanto che: «sembra che il campionato cominci a spezzarsi in blocchi e che per i quattro posti Champions sia ormai una corsa a cinque».

Inter: Chivu e il fattore Lautaro
Il successo dei nerazzurri contro l’Atalanta è considerato il più pesante della giornata. Licari sottolinea come il tecnico sia stato baciato dalla sorte e dall’intuito: «Che si tratti di intuizione o semplice buona sorte — propendiamo per una via di mezzo — Chivu è stato anche decisivo», specialmente nell’inserimento di Esposito, che ha propiziato il gol numero 166 di Lautaro Martinez.

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Milan: la rinascita di Nkunku
In casa rossonera, la scena è tutta per il francese, passato in novanta minuti da esubero a trascinatore. Licari scrive: «Nkunku è quello che non ti aspettavi. Il francese era in bilico… ecco i due gol al Verona da tempo non più fatale». Questi due centri non solo salvano l’investimento di Cardinale, ma dimostrano la forza dello spogliatoio gestito da Allegri: «c’è un gruppo, non un’ammucchiata di solisti, e alla lunga questo conta».
Napoli: la “cura” Conte per gli scarti della Premier

Il Napoli di Conte continua a volare grazie agli ex Manchester United
Il tecnico non ha perso l’occasione per lanciare una frecciata ai Red Devils: «Conte dopo Riad: “Hojlund e McTominay non giocavano allo United. Fatevi qualche domanda”». La capacità di Conte di rigenerare i centravanti ricorda l’impresa con Lukaku: «“datelo a me e gli faccio segnare trenta gol”», promessa che oggi sembra ripercuotersi su un Hojlund spietato.

Classifica reale vs Classifica ingannevole
Con la classifica che recita 36-35-34, la lotta è apertissima, ma Licari avverte che: «le misure potrebbero essere ingannevoli». Con i turni da recuperare, Inter e Napoli hanno impegni casalinghi agevoli, mentre il Milan rischia molto nella trasferta di Como. Juventus e Roma restano in scia, ma senza aver ancora davvero agganciato il treno scudetto.

Juventus, l’analisi de La Gazzetta dello Sport: la ‘cura’ Spalletti funziona. I bianconeri possono puntare allo Scudetto?

Juventus, la cura Spalletti inizia a dare i frutti sperati e i bianconeri sono pronti a tornare grandi. Lo Scudetto non è più una utopia

L’analisi di Andrea Masala su La Gazzetta dello Sport dipinge una Juventus in forte ascesa, capace di chiudere il 2025 con un’autorità che spaventa le concorrenti. La “cura” Spalletti sta portando i frutti sperati, trasformando una squadra irrequieta in una macchina da punti solida e concreta.

La Signora torna grande
Il messaggio di Masala è chiaro: la Juventus ha smesso di nascondersi. «Attenti alla Signora, è di nuovo là nei quartieri alti. Non ha bisogno dei botti di fine anno per stupire, le bastano concretezza e risultati». Il quarto posto attuale è il punto di partenza per una missione che Luciano Spalletti sta conducendo con precisione chirurgica. La qualificazione in Champions non è solo un obiettivo sportivo, ma una necessità contrattuale per il tecnico, eppure il gruppo sembra voler puntare a qualcosa di più ambizioso.

La marcia di Spalletti
I numeri sostengono l’entusiasmo: sette vittorie nelle ultime otto partite. Nonostante qualche sofferenza, come nell’ultima sfida contro il Pisa, la squadra ha imparato a vincere “da grande”. Secondo Masala, «la Juve non è un’imbucata nel treno di testa, anzi pare decisa a non essere scambiata per una occasionale guastafeste e a far sentire sempre di più la sua ingombrante presenza».

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I singoli: tra conferme e scommesse
Il tecnico toscano sta lavorando per recuperare tutto il potenziale offensivo. Se Yildiz rimane la luce, si attende ancora l’esplosione definitiva di Openda e soprattutto di Jonathan David. Sul canadese, Masala scrive che «rischia di essere ancora catalogato come gigantesco interrogativo», nonostante il pedigree costruito in Francia. Note liete arrivano da Zhegrova, pronto a dare qualità dopo il recupero fisico.

Il muro e il mercato
La vera svolta, però, è arrivata in difesa. Il ritorno di Bremer ha blindato la retroguardia, portando tre clean sheet nelle ultime quattro gare. Masala nota che: «Appena il brasiliano si è ripreso il posto in pianta stabile, perforare la Juve è ridiventata un’impresa». Per il salto di qualità definitivo, Spalletti guarda ora al mercato di gennaio: la richiesta è un regista di ruolo per completare un reparto che oggi si affida al dinamismo di Thuram e McKennie ma manca di ordine geometrico.

Un gennaio per sognare
Il calendario di inizio 2026 promette bene: Lecce, Sassuolo, Cremonese e Cagliari sono ostacoli alla portata. L’obiettivo è chiaro: «Spalletti cercherà di sfruttare lo slancio di dicembre per andare ancora più in alto. Dalle battistrada in giù, tutte sono avvisate».

Semplici: “Serie B avvincente. Lotta per la promozione apertissima. Secondo me sarà decisivo un fattore»

Semplici ai microfoni de ‘La Gazzetta dello Sport’ ha analizzato la Serie B dicendo la sua su una lotta promozione avvincente

Leonardo Semplici, l’architetto del “miracolo SPAL” e profondo conoscitore delle dinamiche della Serie B, analizza una stagione cadetta mai così incerta. Con sette squadre racchiuse in un fazzoletto di punti, il tecnico toscano mette in guardia sulle insidie di un campionato che non concede distrazioni, premiando la programmazione e la solidità dei progetti tecnici rispetto ai soli investimenti economici. Ecco le sue parole a La Gazzetta dello Sport:

COME SI SPIEGA UNA VOLATA COSÌ ALLARGATA «Per gli investimenti di tante società. Chi è sceso dalla A come Monza e Venezia ha mantenuto l’intelaiatura, o chi come il Palermo sta facendo un lungo percorso. E poi ci sono le sorprese. Resta il fatto che il campionato è avvincente e tutti possono perdere contro tutti, e può capitare che qualcun lasci punti per strada. È la bellezza di un campionato che in Europa ha pochi eguali».

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LA SQUADRA OLTRE LE ATTESE E QUELLA CHE AVREBBE POTUTO FARE DI PIÙ «Il Frosinone è una sorpresa, visto quello che aveva fatto la stagione scorsa e con pochi cambi: vuol dire che c’è grande programmazione, e Alvini propone bel calcio. Il Palermo invece sembrava dovesse piazzarsi davanti a tutti, per gli investimenti e per Inzaghi, invece dovrà sudarsela. E comunque mi aspettavo che anche l’Empoli potesse lottare per il vertice».

COSA POTRÀ SCIOGLIERE QUESTO GROVIGLIO «Non credo il mercato, che è importante ma non è mai determinante. Direi che conterà soprattutto la continuità: chi sarà più regolare nei risultati andrà in Serie A. Ma nessuno si staccherà nettamente».

Moviola Cremonese Napoli, i giornali promuovono Mariani: l’analisi della direzione di gara dell’arbitro

Moviola Cremonese Napoli, i quotidiani hanno promosso a pieni voti Mariani dopo il match di ieri. Ecco l’analisi della direzione di gara

La direzione di gara di Mariani in Cremonese-Napoli viene promossa a pieni voti sia da La Gazzetta dello Sport che dal Corriere dello Sport. Nonostante un coefficiente di difficoltà non proibitivo, l’arbitro internazionale — fresco della convocazione per i Mondiali 2026 — ha convinto per autorevolezza, posizionamento e, soprattutto, per una capacità comunicativa che il Corriere definisce da “maestro”.

Proprio sul piano della comunicazione emerge la discrepanza più interessante nei racconti delle due testate. Se la Gazzetta loda un Mariani “sempre vicino alle azioni” e capace di tenere la partita in pugno con fermezza, il Corriere dello Sport entra nel dettaglio dei dialoghi catturati dalle telecamere. Vengono citati gli scambi con Hojlund (“Ball, ball, ball”) per spiegare l’uscita pulita di Audero, e il monito imperioso a Zerbin dopo una caduta sospetta: «Non è mai rigore, ci si butta sopra». Un approccio empatico e sicuro confermato anche dal siparietto con Baschirotto al momento del passaggio della fascia di capitano.

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Sul piano degli episodi da moviola, regna la totale sintonia. Il contatto al 27’ tra Zerbin e Rrahmani non viene considerato da rigore da nessuno dei due quotidiani: entrambi sottolineano come sia l’attaccante grigiorosso ad allargare la gamba per cercare l’impatto con il difensore. Corrette anche le letture sui numerosi tocchi di braccio in area. Quello di Terracciano al 65’ è giudicato non punibile per la distanza ravvicinata e il precedente rimpallo sul fianco; stessa sorte per l’episodio finale che coinvolge Buongiorno (secondo la Gazzetta) o Baschirotto in marcatura su Moumbagna (secondo il Corriere), con il braccio considerato sempre “dentro la figura” o attaccato al corpo.

Infine, viene promosso il lavoro degli assistenti e del VAR. La rete di Hojlund è regolare (Baschirotto tiene tutti in gioco), mentre la spallata dello stesso difensore a Neres al 71’ viene rubricata dalla Gazzetta come un “normale contatto di gioco”. In sintesi, per Mariani è stata una prova di grande maturità, gestita con pochi fischi ma giusti, supportata da un VAR (Maggioni) che si è limitato a silenziosi ma efficaci controlli.

Lecce, testa alla Juventus con la voglia di riscatto: i pugliesi andranno a Torino con l’intenzione di fare il colpaccio. I dettagli

Lecce, la sconfitta contro il Como ‘brucia’ ancora per come è avvenuta. E i pugliesi si presenteranno a Torino con l’intenzione di riscattarsi

La Juventus è avvisata: il Lecce che si presenterà all’Allianz Stadium il prossimo 3 gennaio non sarà un avversario facile da gestire. Non c’è infatti insidia peggiore di una squadra che si sente vittima di un’ingiustizia e che arriva a Torino con il desiderio di trasformare la frustrazione in energia pura. Ecco l’analisi proposta da Tuttosport

Il “caso” Como: ferite aperte e panchina vuota
Il pesante 3-0 subito contro il Como nell’ultimo turno non racconta fedelmente l’andamento del match, ma ne ha segnato profondamente il morale. Il club salentino è ancora scosso per la direzione di gara, in particolare per la contestatissima azione del primo gol lariano: una sbracciata di Nico Paz su Ramadani giudicata regolare dalla squadra arbitrale, ma definita un vero “sgarbo” dai giallorossi.

Le proteste furiose seguite all’episodio sono costate carissime: Eusebio Di Francesco è stato espulso e, di conseguenza, non potrà guidare i suoi dalla panchina dello Stadium. L’obiettivo degli allenamenti a Martignano è ora uno solo: resettare la delusione e incanalare il nervosismo in una furia agonistica da sfogare sul campo della Vecchia Signora.

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Una classifica che respira, un attacco che soffoca
Nonostante il momento teso, la classifica offre ancora una relativa serenità:
Margine salvezza: +4 punti sulla zona calda occupata dal Verona.
Stato psicologico: Tranquillità operativa, ma divieto assoluto di distrazioni.
Il vero nodo da sciogliere per Di Francesco riguarda però la fase realizzativa. Il Lecce si presenta a Torino con la statistica più preoccupante del campionato: il peggior attacco della Serie A (solo 11 reti, al pari del Parma).

Il caso Stulic e le ombre del mercato
Sotto la lente della critica c’è soprattutto Nikola Stulic. Arrivato in estate per non far rimpiangere Krstovic, il giovane attaccante ha finora deluso le aspettative, mettendo a referto una sola marcatura. Se si aggiunge il singolo gol del giovanissimo Francesco Camarda, il bilancio delle punte centrali diventa deficitario.
Le difficoltà di finalizzazione sono talmente evidenti da aver riacceso prepotentemente le sirene del calciomercato. La società cerca rinforzi, ma difficilmente i nuovi innesti saranno pronti per la sfida del 3 gennaio. Contro la Juventus, servirà dunque un’impresa corale, guidata più dal cuore che dai numeri.

Moviola Atalanta Inter, La Penna promosso dai quotidiani sportivi: ecco l’analisi della direzione di gara del fischietto romano

Moviola Atalanta Inter, la direzione di La Penna è stata promossa dai quotidiani sportivi. L’arbitro non ha commesso alcun errore. I dettagli

In generale, la direzione di La Penna in Atalanta-Inter è stata promossa da tutti i quotidiani: una gara complessa, gestita con una soglia del fallo molto alta e risolta correttamente grazie alla precisione degli assistenti e del VAR sui numerosi episodi di fuorigioco.

  1. Episodi Chiave: Gol e Fuorigioco
    È stata una partita caratterizzata da ben tre gol annullati, tutti per posizione irregolare:
    Gol annullato a Thuram (Inter, 35’): Corretto l’intervento del VAR (overrule). L’assistman Lautaro Martinez era in fuorigioco (oltre Hien) prima di servire il compagno. Il Corriere dello Sport loda la chiarezza dell’annuncio vocale dell’arbitro allo stadio.
    Gol annullato a De Ketelaere (Atalanta, 54’): Decisione corretta. All’inizio dell’azione, Zalewski (servito da Ederson) era partito in posizione irregolare.
    Gol annullato a Scamacca (Atalanta): Fuorigioco netto dell’attaccante sul passaggio di De Ketelaere.
    Gol di Lautaro Martinez (Inter, 0-1): Regolare. Al momento dell’assist di Pio Esposito, il difensore atalantino Hien tiene in gioco il capitano nerazzurro. L’assistente Berti è stato molto bravo a valutare la posizione in campo.

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  1. Gestione Disciplinare e Area di Rigore
    I quotidiani concordano sulla linea “all’inglese” scelta dall’arbitro:
    Contatto De Roon-Zielinski: Per Calvarese su Tuttosport è giusto non fischiare il rigore: il contatto tra il braccio del difensore e l’interista è troppo lieve.
    Soglia del fallo: La Penna ha fischiato pochissimo (solo 7 falli nel primo tempo), mantenendo coerenza.
    Cartellini gialli: Tutti corretti quelli estratti per Kolasinac (fallo su Barella), Bastoni (su CDK) e Sulemana (su Bisseck).
    Tuttosport specifica che l’intervento di Sulemana non era da rosso perché tocca prima la palla e il piede resta basso.
    Il Corriere dello Sport nota invece una piccola macchia: mancherebbe un giallo a Lautaro per somma di falli.

Raspadori Roma, l’ex Napoli si avvicina sempre più ai giallorossi: spunta anche la data del suo possibile esordio

Raspadori Roma, i giallorossi continuano ad essere fiduciosi per il bomber dell’Atletico. Si punta a farlo esordire il prossimo 10 gennaio

Raspadori Roma prende sempre più forma e accende il mercato giallorosso. Il club capitolino è pronto a giocarsi una carta importante per rinforzare l’attacco e dare nuova qualità alla trequarti. Con la pista Zirkzee momentaneamente congelata, la dirigenza ha deciso di affondare il colpo su Giacomo Raspadori, profilo considerato ideale per caratteristiche tecniche, età ed esperienza internazionale.

La Roma vuole tirare fuori il “Jack” dalla manica e accelerare i tempi. I contatti con l’Atletico Madrid sono continui e nelle ultime ore si registrano passi avanti significativi. L’intesa economica è vicina: sul tavolo c’è un’operazione da circa 20 milioni complessivi, ma resta da definire la formula definitiva del trasferimento. La proposta giallorossa prevede un prestito oneroso da 2 milioni di euro con diritto di riscatto fissato a 18, mentre il club spagnolo spinge per inserire un obbligo, o quantomeno un diritto condizionato legato a parametri sportivi ben precisi.

Il dossier Raspadori Roma è diventato una priorità per Ricky Massara, deciso a regalare a Gian Piero Gasperini il primo rinforzo del mercato invernale. L’urgenza è aumentata dopo l’infortunio di Lorenzo Pellegrini, che ha ridotto le soluzioni offensive a disposizione dell’allenatore. Raspadori rappresenterebbe una risorsa immediata: può agire da seconda punta, trequartista o falso nove, offrendo imprevedibilità e qualità tra le linee.

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La giornata di oggi potrebbe essere decisiva. È infatti previsto un colloquio diretto tra Raspadori e Diego Simeone. L’attaccante italiano chiederà chiarezza sul suo futuro dopo mesi complicati, segnati da uno scarso minutaggio: appena 406 minuti complessivi in stagione. Una situazione che spinge il giocatore a valutare seriamente un cambio d’aria, con la Roma pronta ad accoglierlo come protagonista.

A Trigoria filtra ottimismo. L’obiettivo è avere Raspadori a disposizione già dalla prossima settimana, anche se i tempi restano stretti. Difficile immaginare un esordio immediato contro l’Atalanta, più complicata la sfida con il Lecce, mentre prende quota l’ipotesi debutto il 10 gennaio contro il Sassuolo, una gara dal forte valore simbolico per l’ex neroverde.

Raspadori per la Roma è molto più di una semplice trattativa: è un’idea tecnica precisa, un investimento sul talento italiano e un segnale chiaro al campionato. Ora la palla passa all’Atletico Madrid, ma la Roma è pronta a chiudere.

Le prime pagine dei giornali – 29 dicembre 2025

Le prime pagine dei quotidiani sportivi di oggi in edicola: Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport. I dettagli

Sono decine di migliaia le copie vendute tutte le mattine in edicola, ma un’anteprima dei principali contenuti può essere consultata già dalla sera precedente. Ecco, allora, le prime pagine dei Quotidiani Sportivi di oggi in edicola. Tuttosport, Corriere dello Sport e La Gazzetta dello Sport rappresentano i principali quotidiani sportivi in Italia.

Muharemovic Sassuolo, il difensore al centro degli intrecci di mercato: la Juve ha una clausola, ma pensa ad una mossa che potrebbe coinvolgere l’Inter!

Muharemovic Sassuolo, il difensore al centro degli intrecci di mercato: la clausola a favore della Juve potrebbe servire per arrivare a Frattesi

Il pareggio nel derby emiliano contro il Bologna ha acceso definitivamente i riflettori su Tarik Muharemović. Il difensore bosniaco classe 2003, autore del gol dell’1-1 al Dall’Ara e già decisivo contro la Fiorentina (con gol e assist), è diventato il nome più caldo in casa Sassuolo.

L’intuizione del direttore sportivo Francesco Palmieri, che lo ha prelevato dalla Juventus Next Gen scommettendo sulle sue doti di marcatore roccioso ma efficace anche in zona gol, sta pagando dividendi altissimi. E il mercato, come riportato da Gianluca Di Marzio, ha già iniziato a muoversi con decisione.

Sirene inglesi: il Bournemouth fa sul serio

Le prestazioni di Muharemović hanno varcato i confini nazionali, attirando l’attenzione della Premier League. In prima fila c’è il Bournemouth, che si sta muovendo concretamente in vista di giugno per sostituire Marcos Senesi, in scadenza e destinato a lasciare le Cherries a parametro zero.

A favorire l’operazione c’è un canale preferenziale: l’ottimo rapporto tra Tiago Pinto, attuale dirigente del Bournemouth, e Giovanni Carnevali, amministratore delegato del Sassuolo. Un feeling consolidato, nato ai tempi della Roma, che potrebbe agevolare la trattativa.

L’intrigo italiano: asse Inter-Juve e la carta Frattesi

La partita più affascinante, però, si gioca in Italia. Muharemović è finito nel mirino dell’Inter, che apprezza fisicità, aggressività e modernità del centrale bosniaco. Ma sullo sfondo c’è la Juventus, che vanta una clausola del 50% sulla futura rivendita del giocatore.

È qui che nasce l’intrigo di mercato svelato da Di Marzio: la Juventus, da tempo interessata a Davide Frattesi, potrebbe utilizzare il valore della clausola su Muharemović come contropartita parziale per abbassare le richieste dell’Inter e riportare Frattesi a Torino. Un’ipotesi che intreccia valutazioni tecniche ed economiche e che potrebbe incendiare la prossima estate.

Scenario aperto

Premier League o Serie A, cessione diretta o maxi-incastro tra big: il futuro di Muharemović Sassuolo è tutto da scrivere. Di certo, le sue prestazioni hanno già cambiato lo status del difensore bosniaco, passato in pochi mesi da scommessa di mercato a protagonista assoluto e pedina chiave delle strategie estive. Le prossime settimane serviranno a capire chi farà la prima mossa.

Palladino a Dazn dopo Atalanta Inter: «Piano gara diverso dagli ultimi anni, stando bassi. Djimsiti? L’ho abbracciato per questo motivo. Roma? Gasperini è stato un maestro per me»

Palladino a Dazn dopo Atalanta Inter: le parole del tecnico dei bergamaschi al termine del match perso 0-1 nella 17a giornata

Dopo il ko contro l’Inter, maturato al termine di una sfida intensa e combattuta, il tecnico dell’Atalanta Raffaele Palladino ha commentato la prestazione dei suoi ai microfoni di DAZN.

Un’analisi lucida, tra rammarico per l’episodio decisivo e consapevolezza di un percorso di crescita che prosegue.

IL PIANO GARA E LA SCONFITTA«Abbiamo fatto un piano gara diverso rispetto a quello degli ultimi anni, stando un po’ più bassi. Potevamo fare un po’ meglio la fase di non possesso e la gestione della palla. Nel primo tempo siamo stati un po’ sterili, molto meglio nel secondo. Il rammarico è per il gol preso quando i valori si stavano riequilibrando e che ci ha fatto male. Poi abbiamo cambiato anche sistema di gioco, c’è stata una grande occasione con Samardzic. Alla squadra ho detto che questa partita ci farà crescere, ce la siamo giocata con tutte le nostre armi. Dobbiamo accettare il risultato e svoltare subito, perché ci aspetta un’altra partita altrettanto difficile contro la Roma».

L’EPISODIO DI DJIMSITI«A fine partita mi sono sentito di abbracciarlo, perché di solito questi errori non li fa e non me la posso prendere con lui. Sono errori che capitano durante la stagione ed è accaduto stasera. Alla fine ho chiuso con quattro attaccanti per mettere ancora più pressione, ma contro queste grandi squadre devi essere perfetto perché non ti concedono tante occasioni. Ci è mancato questo, ma ce la siamo giocata fino alla fine».

LA SFIDA A GASPERINI«Non è una sfida mia contro il passato. Gian Piero Gasperini è stato un maestro per me e lo ringrazio per tutto quello che mi ha dato da calciatore. Abbiamo scalato delle posizioni, siamo molto soddisfatti di quello che stiamo facendo e contro la Roma cercheremo di fare risultato».

Chivu dopo Atalanta Inter a Dazn: «Contento di Marcus, Pio è entrato bene. Contento dell’atteggiamento, il risultato conta. Nel calcio niente è scontato. Su Conte dico questo»

Chivu, allenatore dell’Inter, ha commentato ai microfoni di DAZN la vittoria sul campo dell’Atalanta nella diciasettesima giornata di Serie A

Intervenuto nel postpartita di Atalanta Inter, gara valida per il 17° turno di Serie A 2025/26, il tecnico nerazzurro Cristian Chivu ha analizzato la prestazione della sua squadra a DAZN dopo un successo pesante, arrivato su un campo complicato.

Tra gestione dei cambi, crescita dei giovani e mentalità, Chivu ha ribadito l’importanza del lavoro quotidiano e della solidità del gruppo.

LA MATURAZIONE DI PIO, INTER USCITA DALLA ZONA DI CONFORT? – «Sono contento anche della prestazione di Marcus, di è dato da fare e ha impegnato la loro linea difensiva. Poi quando non ne aveva più abbiamo deciso di inserire Pio. E’ entrato bene, ha recuperato quella palla e ha mandato in porta Lautaro. Ma sono contento per l’atteggiamento, per tutto quello che la squadra ha fatto stasera. Nel primo tempo ha provato a giocare un po’ di più. Siamo contenti per il risultato, che come voi mi avete insegnato conta spesso e conta molto».

PIO ESPOSITO ENTRATO CON LA TESTA GIUSTA, L’IMPORTANZA PER LUI DI DUE ESEMPI COME LAUTARO E THURAM – «Ma dentro c’è anche Bonny, che non va dimenticato. Sono ragazzi che si sono inseriti alla grande, si danno da fare e si fanno ben volere dal gruppo. Hanno dato il loro contributo. Ci fa piacere avere 4 attaccanti di valore straordinario, ci fa piacere che si stanno divertendo e stanno segnando».

IL PRIMO POSTO DELL’INTER NEL 2025 ERA SCONTATO? – «Nel calcio niente è scontato. Per arrivare ad esser competitivi bisogna osare. Per ora il campo dice questo ma non basta. Siamo ancora a dicembre, la strada è lunga. Vogliamo essere competitivi, vogliamo lavorare. A volte dobbiamo combattere contro le ingiustizie e chi pensa che sia tutto scontato. Stiamo battendo colpo su colpo, la cosa più importante è che siamo sempre a testa alta. Siamo pronti a lottare e lavorare ancora di più».

LE PAROLE DI CONTE? – «A me quello che dice Conte non mi interessa».

PER IL 2026 – «C’è ancora da finire il 2025, mi mancano ancora 4 giorni. Poi magari alla prima partita del 2026 vi risponderò. Adesso faccio fatica a pensarci, mi gira la testa. Ci vediamo in Inter Bologna? Spero di esserci (ride, ndr). Ci aspetta un gennaio molto impegnativo».

Atalanta Inter: le tre cose che non hai notato del match di Serie A

Le tre curiosità sulla partita delle 20:45 Atalanta Inter: partita valida per la diciassettesima giornata di Serie A

E’ andata in scena a Bergamo la partita fra Atalanta e Inter, sfida valida per la diciassettesima giornata di Serie A. Ecco le tre cose che non sono state notate durante la partita.

L’Inter passa a Bergamo con autorevolezza in una gara spigolosa, decisa dalla stoccata di Lautaro. Al di là del gol vittoria, delle reti annullate e delle grandi occasioni fallite (come quella clamorosa di Samardzic nel finale), la partita ha offerto letture tattiche e psicologiche sotterranee che hanno indirizzato l’esito del match.

1. Il sacrificio di Calhanoglu e la valvola di sfogo. Palladinoaveva preparato una gabbia su misura per la fonte di gioco nerazzurra. La marcatura a uomo di Pasalic su Calhanoglu è stata asfissiante per lunghi tratti, costringendo il turco a giocare in una posizione di play bassissimo, spesso schiacciato sulla linea dei difensori per toccare il primo pallone in costruzione. Una situazione tattica frustrante per il numero 20, che al minuto 24 ha sentito il bisogno di trovare una valvola di sfogo: un diagonale rasoterra scagliato da lontano, finito fuori, quasi a voler scaricare la tensione accumulata per la mancanza di spazio e tempo per ragionare.

2. La sensazione visiva della superiorità nei duelli. Al netto delle statistiche e del possesso palla, c’è stato un momento nel primo tempo in cui la differenza di cilindrata è apparsa evidente a occhio nudo. Intorno al 22′, dopo un’azione elegante di Thuram, è emersa una sensazione netta: quando l’Inter aumentava i giri del motore, l’Atalanta faticava tremendamente a portare i raddoppi di marcatura. La superiorità interista negli uno contro uno (ribadita al 41′ quando un molle De Ketelaere si è fatto anticipare) dava la percezione tangibile che la squadra di Chivu potesse dare la spallata decisiva al match da un momento all’altro, grazie a una maggiore autorevolezza nei duelli individuali. Cosa poi avvenuta, anche se attraverso vie imprevedibili.

3. L’ansia difensiva della Dea in un gesto. L’Atalanta ha difeso con le unghie e con i denti (imperioso Kolasinac di testa al 41′ su un gran cross di Dimarco), ma la pressione costante dell’Inter ha generato una sorta di ansia performativa nella retroguardia di casa. L’episodio emblematico arriva al 47′, in avvio di ripresa: su una punizione tagliata di Dimarco sul primo palo, il pallone sembra destinato a uscire sul fondo senza creare pericoli. Eppure, Ederson si produce in un tuffo di testa quasi disperato per mettere in corner. Un gesto istintivo, forse inutile tecnicamente, ma perfetto per dimostrare il livello di preoccupazione e tensione che serpeggiava nella difesa di Palladino di fronte alla mole di gioco ospite. Si pone perciò la domanda: da quale sentimento è uscito l’errore di Djimsiti che ha propiziato la vittoria dell’Inter? Al diretto interessato la non facile risposta (se ce l’ha).

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Pagelle Atalanta Inter, i TOP e FLOP del match di Serie A

Pagelle Atalanta Inter: i voti dei protagonisti della sfida. La squadra di Palladino ha affrontato quella di Chivu

Atalanta-Inter, match valido per la 17ª giornata di Serie A 2025/26, è terminato 0-1. Ecco i Top e Flop della Sfida di Serie A.

L’Inter espugna Bergamo grazie a un gol del solito Lautaro Martinez al 66′, al termine di una partita intensa e combattuta. I nerazzurri di Chivu hanno legittimato il successo con una prestazione solida, soprattutto nel primo tempo, dove hanno creato diverse occasioni e si sono visti annullare un gol a Thuram per fuorigioco. L’Atalanta ha provato a reagire nella ripresa, trascinata dai cambi di Palladino, ma ha sbattuto contro un muro difensivo nerazzurro quasi invalicabile e ha sprecato troppo sotto porta, con Scamacca e Samardzic protagonisti in negativo.

I TOP

Lautaro Martinez (Inter): È l’uomo della provvidenza, il capitano che decide le sorti del match. Dopo un primo tempo in cui impegna Carnesecchi, al 66′ è letale nel sfruttare l’errore di Djimsiti e l’assist di Esposito per sbloccare la gara. Un gol pesante che vale tre punti d’oro. Leader tecnico e carismatico, la sua presenza è imprescindibile per questa Inter. Sempre più capocannoniere del torneo, sempre più decisivo per mantenere in vetta i nerazzurri.

Akanji (Inter): Un gigante in difesa. Monumentale nel primo tempo, quando al 45′ con una scivolata provvidenziale intercetta un filtrante velenoso di Zalewski per De Ketelaere. Ingaggia un duello fisico rusticano con Scamacca e ne esce vincitore. Attento, puntuale e sempre al posto giusto, è il pilastro della retroguardia di Chivu. E dire che nella ripresa ha giocato accusando un dolore al costato.

Carnesecchi (Atalanta): Se l’Atalanta resta in partita fino all’ultimo, gran parte del merito è suo. Nel primo tempo si oppone con sicurezza a Thuram e Lautaro. Nella ripresa, al 56′, compie un vero e proprio miracolo in uscita su Luis Henrique, evitando il gol del possibile vantaggio. Incolpevole sul gol di Lautaro, per il resto è una saracinesca, il che non fa notizia.

I FLOP

Scamacca (Atalanta): La sua prestazione è l’emblema della serata storta dell’attacco atalantino. Nel primo tempo, al 41′, spreca una clamorosa occasione di testa su cross di Pasalic, spizzando il pallone sul fondo da ottima posizione. Nella ripresa si vede annullare un gol per fuorigioco netto e fatica tremendamente contro la marcatura asfissiante di Akanji. Troppo poco per il terminale offensivo della Dea.

Djimsiti (Atalanta): Macchia una prestazione fino a quel momento onesta con un errore decisivo al 66′. Il suo disimpegno errato regala palla a Esposito e spalanca la strada al gol di Lautaro Martinez, un cambio di gioco in orizzontale che porterebbe a durissime reprimende in qualsiasi scuola calcio. Rischia anche successivamente, ma stavolta Esposito lo grazia.

Zappacosta (Atalanta): La sua gara è specchio della difficoltà della Dea nel primo tempo. Al 33′, in una rara ripartenza, ignora i compagni a rimorchio e calcia malamente in curva. Poco incisivo in fase offensiva e spesso in affanno in quella difensiva. La sua partita dura solo un tempo: esce all’intervallo per un problema al flessore, lasciando il posto a Musah.

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Moviola Atalanta Inter, l’episodio chiave del match di Serie A

Moviola Atalanta Inter, l’episodio arbitrale chiave del match valido per la 17ª giornata del campionato di Serie A 2025/26

L’episodio chiave della moviola del match Atalanta Inter, valido per la17ª giornata della Serie A 2025/26. Dirige la sfida l’arbitro Federico La Penna della sezione di Roma 1.


LA MOVIOLA LIVE

PRIMO TEMPO

All’11 thuram è in offside, viene segnalato solo a sviluppo dell’azione terminato. La Penna catechizza Akanji per un fallo su Scamacca a metà campo. Proteste evidenti di Lautaro per un fallo su Ederson. Il primo giallo è per Kolasinac che interviene duro su Barella che con una ruleta lo manda a vuoto. Gara vivace, veloce e corretta nella prima mezzora. Gamba tesa di Bisseck su Carnesecchi uscito di piede fuori area. Al 35′ Inter avanti, ma sul gol di Thuram c’è Lautaro che lo serve in una posizione oltre la linea difensiva atalantina, pertanto la rete viene annullata. Scorrettezza di Lautaro su Zalewski, il pubblico mugugna perché voleva un cartellino. Un solo minuto di recupero a conferms della fluidità del match, testimoniato dai soli 7 falli fischiati (2 per i padroni di casa, 5 per l’Inter).

SECONDO TEMPO

Calhanoglu in ritardo, il fallo è netto nonostante le proteste, peraltro La Penna non è veloce nel fischiare. Al 55′ parti invertite: stavolta il gol annullato è dell’Atalanta, segna De Ketelaere ma in precedenza è oltre Zalewski. Poco dopo anche Scamacca va in gol, ma il fuorigioco è davvero nettissimo e infatti si lamenta con De Ketelaere chiedendo di essere servito prima, con il tempo giusto. A metà ripresa De Roon cintura Lautaro, cadendo i due si scontrano proprio con l’arbitro. Ammonito per Bastoni che spende il fallo su De Ketelaere che se n’era andato via. Giallo per Sulemana che si allunga il pallone e interviene pericolosamente su Bisseck in netto anticipo. Si chiude con 20 falli: 8 dell’Atalanta, 12 dell’Inter.

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Diretta Gol Serie A, Atalanta Inter 0-1: la decide Lautaro.

Diretta Gol Serie A, sfide valide per la 17esima giornata di campionato: sintesi, tabelline, risultate, moviola e cronaca LIVE

La cronaca, sintesi e diretta LIVE delle partite Milan Verona, Cremonese Napoli, Bologna Sassuolo e Atalanta Inter, valevoli per la 17esima giornata del campionato di Serie A Enilive 2024/2025.


LIVE ATALANTA INTER

SEGUI LA DIRETTA DI ATALANTA INTER SU INTERNEWS24

FORMAZIONI UFFICIALI

ATALANTA (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 19 Djimsiti, 4 Hien, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 13 Ederson, 59 Zalewski; 17 De Ketelaere, 8 Pasalic; 9 Scamacca. Allenatore: Raffaele Palladino.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 7 Zielinski, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro. Allenatore: Cristian Chivu.


LIVE BOLOGNA SASSUOLO

FINITA

83′ Muric respinge Immobile nell’uno contro uno.

77′ Occasione per Fadera, palla a lato.

62′ GOL SASSUOLO! Calcio d’angolo per i neroverdi battuto da Laurienté con palla messa al centro a cercare la testa di Muharemovic, che di testa anticipa la brutta uscita di Ravaglia e fa 1-1!

48′ GOL DEL BOLOGNA! Fabbian freddo dal limite dell’area sul cross rasoterra a rimorchio di Zortea per la rete dell’1-0!

INIZIA IL SECONDO TEMPO

42′ PARTITA BLOCCATA – Risultato ancora fermo sullo 0-0, squadre che non trovano spazi.

21′ Non può essere altro che un cartellino giallo. Cande viene ammonito dopo un fallo in mezzo al campo

15′ RITMI ALTI – Partita dai ritmi alti ma il risultato è ancora bloccato.

INIZIA LA SFIDA!

FORMAZIONI UFFICIALI

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia; Zortea, Vitik, Lucumì, Miranda; Moro, Pobega; Orsolini, Fabbian, Rowe; Dallinga. Allenatore: Italiano

SASSUOLO (4-3-3): Muric, Cande, Muharemovic, Idzes, Walukiewicz; Koné, Matic, Thorsvedt; Laurienté, Pinamonti, Volpato. Allenatore: Grosso


LIVE CREMONESE NAPOLI


SEGUI IL LIVE QUI

Fine partita!

86′ OCCASIONE NAPOLI – McTominay per poco non cambia il risultato della partita dopo la sua bella azione personale. Il pallone era indirizzato all’angolino basso di sinistra ma Audero mostra tutti i suoi riflessi e para

45’+3 – Fine primo tempo. Napoli in vantaggio 2-0.

45’+2 – AMMONITO MCTOMINAY! Brutto intervento dello scozzese e giallo per lui.

45′ – GOL DEL NAPOLI! Rete molto simile alla prima. Il cross di Politano viene deviato e Hojlund da due passi non sbaglia. Due minuti di recupero.

34′ – AMMONITO JUAN JESUS! Giallo per il difensore del Napoli per proteste.

24′ – OCCASIONE NAPOLI! Ancora una chance per i partenopei. Audero decisivo in uscita su Hojlund.

13′ – GOL DEL NAPOLI! Alla prima vera occasione i partenopei la sbloccano. Spinazzola calcia, il tiro deviato termina sui piedi di Hojlund, che davanti alla porta non può sbagliare.

7′ – CI PROVA TERRACCIANO! La prima occasione è per i padroni di casa con l’ex Milan, ma Milinkovic-Savic è attento.

1′ – Si parte


LE FORMAZIONI UFFICIALI

CREMONESE (3-5-2): Audero; Terracciano, Baschirotto, Bianchetti; Barbieri, Grassi, Payero, Zerbin, Pezzella, Vardy, Sanabria. All. Nicola

NAPOLI (3-4-2-1): Milinkovic-Savic, Di Lorenzo, Rrahmani, Juan Jesus; Politano, Lobotka, McTominay, Spinazzola: Neres, Elmas; Hojlund. All. Conte


LIVE MILAN VERONA

MILAN VERONA: SEGUI QUI LA CRONACA DEL MATCH


LE FORMAZIONI UFFICIALI

MILAN: Maignan; Tomori, De Winter, Pavlovic; Saelemaekers, Loftus-Cheek, Modric, Rabiot, Bartesaghi; Nkunku, Pulisic. All. Allegri

HELLAS VERONA: Montipò; Nunez, Nelsson, Bella-Kotchap; Oyegoke, Niasse, Al-Musrati, Bernede, Bradaric; Giovane, Mosquera. All. Zanetti

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Globe Soccer Awards 2025, premio anche per Pogba! L’ex Juve ringrazia: «Un onore essere qui. Non è stato facile, ma ho raggiunto il mio obiettivo»

Globe Soccer Awards 2025, premio anche per Pogba! L’ex Juve ringrazia per il riconoscimento per aver superato le avversità

A Dubai è andata in scena questo pomeriggio la sedicesima edizione dei Globe Soccer Awards 2025, evento che celebra i protagonisti del calcio mondiale. Tra i premiati figura anche Paul Pogba, che ha ricevuto un riconoscimento speciale per aver superato le avversità nel corso della propria carriera sportiva.

Un premio dal forte valore simbolico per il centrocampista francese, oggi al Monaco, tornato in campo lo scorso novembre dopo aver scontato una lunga squalifica per doping che lo ha tenuto lontano dal calcio giocato per 811 giorni. Un periodo complesso, che ha segnato profondamente il suo percorso umano e professionale.

Dal palco dei Globe Soccer Awards, Pogba ha voluto condividere le proprie emozioni davanti a una platea composta da dirigenti, allenatori ed ex campioni del calcio internazionale.

IL PREMIO E LA RINASCITA«È un onore essere qui, seduto tra leggende che sono una grande fonte di ispirazione per me. Non è stato affatto facile e alla fine ho raggiunto il mio obiettivo. Ci sono molte altre persone che hanno avuto momenti difficili ed è molto importante per me aver ricevuto tutto questo supporto».

Il premio consegnato a Pogba ai Globe Soccer Awards 2025 diventa così il simbolo di una seconda possibilità, di una carriera che prova a ripartire dopo le difficoltà, con l’obiettivo di ritrovare continuità e centralità anche sul campo.

Delusione Bari, i tifosi in protesta contro la squadra. Insulti schock sui social ai giocatori dei pugliesi. La moglie di Castrovilli: denunciati, interverrà la Polizia Postale

Delusione Bari, i tifosi in protesta contro la squadra. Insulti schock sui social ai giocatori dei pugliesi. La denuncia della mogli di Castrovilli

Un episodio gravissimo scuote l’ambiente del Bari. Dopo il pareggio casalingo contro l’Avellino, valido per il campionato, Rachele Risaliti, moglie di Gaetano Castrovilli, centrocampista biancorosso, è stata bersaglio di un messaggio d’odio di estrema violenza ricevuto sul proprio profilo Instagram.

Il testo, inviato da un sedicente tifoso della squadra pugliese, conteneva auguri di morte e riferimenti al cancro, in un’escalation verbale che va ben oltre ogni limite accettabile. Un fatto inquietante, maturato al termine della gara disputata dalla formazione allenata da Vincenzo Vivarini, e che riaccende il dibattito sull’uso distorto dei social nel mondo del calcio.

La denuncia del Bari e l’intervento delle autorità

L’episodio, purtroppo, non rappresenta un caso isolato. Negli ultimi mesi, familiari e calciatori del Bari sono stati più volte presi di mira da messaggi offensivi e minacciosi, complice una stagione sportivamente complicata. Questa volta, però, la linea è stata superata in modo evidente.

La società biancorossa ha formalmente denunciato l’accaduto alla Polizia Postale, avviando le procedure necessarie per individuare il responsabile. Anche Rachele Risaliti ha annunciato l’intenzione di intraprendere azioni legali, a tutela propria e della famiglia.

Lo sfogo di Rachele Risaliti

Attraverso i social, la moglie di Castrovilli ha espresso tutta la propria amarezza per quanto accaduto, denunciando un clima sempre più tossico attorno al calcio:

LO SFOGO«Sempre più spesso si leggono commenti e messaggi di questo spessore. Troppi ultimamente. Uno schifo, una vergogna. Il calcio dovrebbe essere un momento ludico e di divertimento, nonostante tutto. Sono veramente amareggiata, triste e schifata da tutto questo».

Parole dure, che fotografano il disagio di chi si ritrova coinvolto, suo malgrado, in dinamiche che nulla hanno a che fare con lo sport.

Un segnale preoccupante

L’episodio rappresenta un campanello d’allarme per tutto il sistema calcio. La critica sportiva, anche aspra, non può mai trasformarsi in violenza verbale, minacce o auguri di morte, tanto più verso familiari estranei al campo.

Il Bari ha scelto la via della fermezza e della legalità. Ora la palla passa alle autorità competenti, con l’auspicio che episodi di questo genere vengano perseguiti con decisione e che il calcio torni a essere, davvero, un luogo di passione e non di odio.

Serie A Women, annunciati date e orari delle prime tre giornate del 2026! Si riparte il 17 gennaio con la decima giornata: tutto il programma

Serie A Women, annunciati date e orari dei primi tre turni del 2026! Il programma di 10a, 11a e 12a giornata del massimo campionato femminile

La FIGC Femminile ha ufficializzato, attraverso un comunicato, date e orari delle prime tre giornate di Serie A Femminile 2026, definendo così il programma completo degli impegni tra metà gennaio e inizio febbraio. Il campionato entra nel vivo con sfide di grande interesse e numerose partite trasmesse in diretta su DAZN, con alcuni match selezionati anche su RaiSport e RaiPlay.

Di seguito il calendario completo delle prime tre giornate.


10ª giornata – Serie A Femminile 2026

Sabato 17 gennaio

  • Ore 12.30: Parma – Milan (DAZN)
  • Ore 15.00: Fiorentina – Genoa (DAZN)
  • Ore 18.00: Napoli Women – Como Women (DAZN)

Domenica 18 gennaio

  • Ore 12.30: Roma – Sassuolo (DAZN)
  • Ore 15.00: Ternana Women – Lazio (DAZN)
  • Ore 15.30: Inter – Juventus (DAZN, RaiSport, RaiPlay)

11ª giornata – Serie A Femminile 2026

Sabato 24 gennaio

  • Ore 15.00: Lazio – Fiorentina (DAZN)

Domenica 25 gennaio

  • Ore 12.30: Milan – Ternana Women (DAZN)
  • Ore 12.30: Genoa – Roma (DAZN)
  • Ore 15.00: Como Women – Inter (DAZN, RaiSport, RaiPlay)
  • Ore 15.00: Sassuolo – Napoli Women (DAZN)

Lunedì 26 gennaio

  • Ore 18.00: Juventus – Parma (DAZN)

12ª giornata – Serie A Femminile 2026

Domenica 1° febbraio

  • Ore 12.30: Lazio – Como Women (DAZN)
  • Ore 12.30: Milan – Genoa (DAZN, RaiSport, RaiPlay)
  • Ore 15.00: Ternana – Inter (DAZN)
  • Ore 15.00: Parma – Roma (DAZN)
  • Ore 18.00: Juventus – Sassuolo (DAZN)

Lunedì 2 febbraio

  • Ore 18.00: Fiorentina – Napoli Women (DAZN)

Un calendario fitto e ricco di appuntamenti chiave, che conferma la crescente attenzione mediatica sulla Serie A Femminile, con una copertura televisiva ampia e continuativa. Le prime tre giornate del 2026 offriranno subito incroci di alto livello, fondamentali per delineare equilibri e ambizioni delle protagoniste del campionato.

Premier League, il Tottenham ritrova Dragusin! L’ex Juventus, Genoa e Salernitana rientra dopo 11 mesi di infortunio nella vittoria contro il Crystal Palace

Premier League, il Tottenham ritrova Dragusin! Il difensore torna in campo dopo 11 mesi di infortunio nella vittoria contro il Crystal Palace

Tra i nomi più chiacchierati in vista del mercato in entrata di diversi club italiani – Napoli, Roma e Fiorentina su tutti – c’è quello di Radu Dragusin, difensore rumeno in forza al Tottenham. Il centrale classe 2002 è tornato finalmente in campo dopo undici mesi di stop, superando il grave infortunio al legamento crociato rimediato lo scorso 26 gennaio.

Il suo rientro è coinciso con la vittoria esterna degli Spurs per 0-1 contro il Crystal Palace, un contesto ideale per ritrovare fiducia e sensazioni positive. Al termine della gara, Dragusin ha raccontato le proprie emozioni ai microfoni ufficiali del club.

IL LUNGO RECUPERO«È stato un lungo viaggio di cambiamento nella mia vita, ma io sono sempre andato avanti. Mi sono stati vicino tante persone nel frattempo: i miei compagni, la mia famiglia e la mia ragazza. So la strada che ho fatto e adesso ho visto la luce alla fine di essa. Non posso descrivere la felicità che ho».

IL RITORNO IN CAMPO«Mi mancavano queste emozioni, mi mancava questa atmosfera, mi mancavano i tifosi, mi mancavano i miei compagni. Insomma, mi mancava il calcio. Per questo sono così felice oggi, soprattutto perché non potevo immaginare ritorno migliore che questo dove abbiamo anche vinto».

SGUARDO AL FUTURO«In questi undici mesi ho imparato ad avere pazienza e a credere in me stesso. Cosa spero per il 2026? Di ritornare in campo e di un campionato migliore per me e per il club rispetto a quella avuta nel 2025».

Conferenza stampa Italiano dopo Bologna Sassuolo: «Risultati? Mix tra assenze e livello delle prestazioni. Manca concretezza. Abbiamo concesso al Sassuolo, Ravaglia è stato bravo»

Conferenza stampa Italiano, allenatore del Bologna, ha analizzato in sala stampa il pareggio per 1-1 contro il Sassuolo. Le sue parole

Al termine dell’1-1 maturato allo stadio Renato Dall’Ara tra Bologna e Sassuolo, gara valida per la 17ª giornata della Serie A 2025/26 e decisa dai gol di Fabbian e Muharemovic, il tecnico rossoblù Vincenzo Italiano è intervenuto in conferenza stampa per commentare il momento della squadra, reduce da un periodo senza vittorie.

IL PERIODO SENZA SUCCESSI«È un mix tra giocatori importanti fuori come Skorupski, Heggem, Bernardeschi, Freuler, Cambiaghi. Siamo riusciti a vincere anche senza di loro, ma sono assenze che pesano. Dobbiamo innalzare il livello delle prestazioni perché a gennaio ci aspetta un mese di fuoco. Oggi non possiamo concedere occasioni così clamorose al Sassuolo. La cosa che mi soddisfa è che abbiamo tenuto il pallino del gioco per tutta la partita. Un mese fa facevamo gol, ora ci manca concretezza e lucidità sotto porta. Questa lucidità tornerà, ne sono convinto».

RAVAGLIA E L’EPISODIO DEL PAREGGIO«Siamo stati noi a concedere quelle occasioni al Sassuolo e Federico è stato bravo a metterci una pezza. Anche il corner lo abbiamo concesso ingenuamente. Pareggi come questo nell’arco del campionato vengono fuori, è normale. Tra infortuni e poca lucidità abbiamo perso punti e posizioni. Dobbiamo recuperare in fretta gli infortunati e giocarcela con tutti come oggi».

LE DIFFICOLTÀ IN ATTACCO«Orso non segna su azione da un po’. A volte manca Cambiaghi, ora anche Bernardeschi. Gli uno contro uno ci hanno portato soddisfazioni, anche se è un gioco dispendioso. Abbiamo vinto una Coppa Italia giocando così. I problemi sono soprattutto numerici. Dietro ci stiamo comportando bene, siamo tra le migliori squadre per compattezza. L’unica nota stonata è la concretezza davanti».

IL MERCATO DI GENNAIO«Numericamente la squadra è stata costruita per affrontare tre competizioni. Staremo alla finestra quando si aprirà il mercato. Vedremo cosa accadrà, sperando di recuperare presto gli infortunati e che questa malasorte finisca: due infortuni alla clavicola nella stessa stagione non li avevo mai visti».

Conferenza stampa Grosso post Bologna Sassuolo: «Prestazione di livello, usciamo con qualche rammarico. Ho cambiato i due esterni per dare vivacità, gli altri hanno fatto bene»

Conferenza stampa Grosso, allenatore del Sassuolo, ha commentato in sala stampa l’1-1 del Dall’Ara contro il Bologna. Le sue parole

Al termine del pareggio per 1-1 tra Bologna e Sassuolo, valido per la 17ª giornata della Serie A 2025/26 e deciso dalle reti di Fabbian e Muharemovic, il tecnico neroverde Fabio Grosso è intervenuto in conferenza stampa allo stadio Renato Dall’Ara. Un’analisi lucida, tra soddisfazione per la prestazione e qualche rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere.

IL GIUDIZIO SUL PAREGGIO«Ho fatto i complimenti ai ragazzi perché venire qui e fare la partita che abbiamo fatto non era semplice. Usciamo dal Dall’Ara con qualche rammarico, dunque il senso è che siamo stati bravi. Ad inizio ripresa abbiamo preso un contropiede che non dovevamo prendere, ma dopo il pareggio abbiamo avuto due occasioni importanti per dare una spallata alla partita. Peccato, ma siamo contenti di quello che abbiamo fatto. Piedi per terra e guardiamo avanti con grande attenzione e lucidità. Ci teniamo il punto, che è fondamentale per arrivare dove vogliamo arrivare».

I TRE CAMBI E LE SCELTE«Ho cambiato i due esterni per dare vivacità, poi per il resto gli altri stavano bene e ho preferito giocare così. Pinamonti ha fatto una grandissima partita, facendoci salire spesso e vincendo duelli con Lucumì».

L’INGRESSO DI FADERA«Se avesse segnato sarebbe stato il migliore in campo. La partita è stata a grandi ritmi e ne ha risentito un po’ la lucidità sotto porta. Sono contento che a fine partita Muharemovic lo abbia consolato, perché è quello su cui lavoriamo in settimana. L’ho visto vispo, la palla gol se l’è creata lui. È intelligente calcisticamente: con un pizzico di cattiveria in più sarebbe ancora più forte».

IL BILANCIO DEL 2025«Sono successe tante cose belle, ma non abbiamo tempo per spolverare i ricordi. Serviranno tanti punti per arrivare dove vogliamo e dobbiamo giocare sempre con la mentalità giusta. La modalità che stiamo mostrando mi piace, stiamo valorizzando molti giovani insieme a ragazzi più esperti».

IDZES E MUHAREMOVIC«L’asse centrale ha funzionato benissimo. Quando sei forte al centro riesci a spostare tutto il baricentro della squadra in avanti».

Cruijff Ajax, di padre in figlio: Jordi è il nuovo Direttore Tecnico del club olandese! La scelta del club tra simboli e strategia ricade sul figlio dell’ex leggenda

Cruijff Ajax, di padre in figlio: Jordi è il nuovo Direttore Tecnico del club olandese! La scelta del club tra simboli e strategia ricade

Ci sarà un nuovo Cruijff allo Stadio Johan Cruijff Arena. L’Ajax ha infatti scelto Jordi Cruijff, figlio della leggendaria icona del club Johan Cruijff, come nuovo Direttore Tecnico. Le parti hanno raggiunto un accordo fino al 2028, con Jordi che ha vinto il ballottaggio con un’altra bandiera ajacide come Maxwell, succedendo all’ex dt Alex Kroes.

Una decisione dal forte valore simbolico, ma anche profondamente strategica, che segna l’inizio di una nuova fase nella governance sportiva del club di Amsterdam.

Ruolo e poteri: Cruijff capo dell’area tecnica

Secondo quanto riportato dal quotidiano nazionale De Telegraaf, Jordi Cruijff diventerà ufficialmente il capo dell’area tecnica dell’Ajax a partire dalla sua nomina durante l’Assemblea Generale Straordinaria degli Azionisti (EGM). A differenza dell’attuale direttore sportivo Marijn Beuker, Cruijff assumerà il ruolo di amministratore statutario, con poteri di firma, al pari del direttore generale Menno Geelen e del direttore finanziario Shashi Baboerbam Panday.

Fino alla ratifica formale da parte dell’EGM, Jordi Cruijff ricoprirà inizialmente l’incarico di amministratore titolare, entrando comunque subito nel cuore delle decisioni strategiche del club.

Un ritorno alle origini

Per Jordi Cruijff si tratta di un ritorno a casa. Da calciatore, infatti, aveva militato nel settore giovanile dell’Ajax tra il 1981 e il 1988, prima di trasferirsi al Barcellona, in un’esperienza che non lasciò particolari tracce dal punto di vista sportivo. Oggi, però, il suo rientro avviene con un ruolo completamente diverso e con responsabilità di primo piano.

Esperienza dirigenziale internazionale

Quello all’Ajax è il secondo grande incarico dirigenziale nella carriera di Jordi Cruijff. Nel 2021 era stato nominato dal Barcellona direttore dell’area internazionale, per poi diventare direttore sportivo del club blaugrana l’anno successivo. Un percorso che gli ha permesso di maturare esperienza in un contesto di altissimo livello, affrontando tematiche legate a mercato, struttura tecnica e visione strategica.

Ora l’Ajax punta su di lui per ricostruire identità, competitività e continuità, affidandosi a un cognome che rappresenta molto più di una semplice eredità storica. Per Jordi Cruijff, la sfida è appena iniziata.

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Marotta a DAZN: «2025? Sono contento. Il Napoli è il favorito, non voglio entrare in polemica con Conte. Ce la giocheremo fino in fondo. Frattesi? Chiarisco questo»

Marotta, presidente dell’Inter, ha presentato Atalanta-Inter nel prepartita della 17ª giornata di Serie A 2025/26. Le sue parole a Dazn

Nel corso del prepartita di Atalanta Inter, gara valida per la 17ª giornata del campionato di Serie A 2025/26, il presidente nerazzurro Beppe Marotta è intervenuto ai microfoni di DAZN per fare il punto sul momento del club, sulle gerarchie scudetto e sulle strategie di mercato. Dichiarazioni lucide e misurate, che delineano l’approccio dell’Inter tra ambizione, realismo e programmazione.

2025 POSITIVO? – «Sono contento, è un atto di stima per il lavoro profuso dall’intera società. Attestazione di stima che ci lusinga tutti».

LE PAROLE DI CONTE SULLE FAVORITE SCUDETTO? – «Questa domanda mi stuzzica, ma siamo in un clima festivo come quello del natale. Non voglio entrare in polemica, dico che Conte è un bravo allenatore e anche un bravo comunicatore, sa distrarre l’attenzione e la tensione. Il favorito è nettamente il Napoli perché è campione uscente, ha confermato l’organico dell’anno scorso e messo degli innesti investendo soldi importanti, e soprattutto ha dalla sua la continuità tecnica. E’ l’unica squadra delle 4 ha lo stesso allenatore per 2 anni consecutivi. Noi abbiamo modificato un po’ il modello, abbiamo fatto investimenti sui giovani ma comunque ce la lotteremo tutti fino in fondo. Credo proprio che il Napoli, per motivi di merito, sia il serio candidato alla vittoria finale».

LE PAROLE DI CHIVU SU FRATTESI – «Vogliamo chiarire che il comportamento disciplinare di Frattesi è sempre stato esemplare in questi anni. Quello che diceva Chivu non era relativo a questo, ma ad una situazione in cui magari un giocatore che non gioca con continuità magari ha l’intenzione di pensare o immaginare alternative. Noi non vogliamo trattenere nessuno, non è il caso di Frattesi, perché non ha manifestato l’intensione di andar via, però siamo ancora ad inizio mercato. Avremo la possibilità di confrontarci con lui. Frattesi non è solo un professionista serio ma anche un buon giocatore».

SE INTERVERREMO SULLA FASCIA DESTRA A GENNAIO? – «E’ riduttivo immaginare che un giocatore possa condizionare l’esito finale di una stagione. Ciononostante è chiaro che noi non dobbiamo lasciare nulla di intentato. Guarderemo con Ausilio e Baccin quello che il mercato ha da offrire. Posso escludere in modo categorico che Palestra, pur essendo un gran calciatore, non è un nostro obiettivo. Non è nostro, è dell’Atalanta, per cui è inutile avventurarsi su obiettivi o strade che non portano a nulla. Guardiamo al mercato sapendo che è un mercato povero, dove non ci sono tante situazioni. L’Inter ha l’obbligo di verificare se si può aggiungere qualcosa alla rosa».

Percassi a DAZN: «Atalanta competitiva anche in Europa, quest’anno super protagonisti. Palestra non è un tema, al momento non c’è nulla»

Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, ha parlato ai microfoni di DAZN prima del big match contro l’Inter di questa sera

A pochi minuti dalla sfida di cartello contro l’Inter, l’amministratore delegato dell’Atalanta Luca Percassi è intervenuto ai microfoni di DAZN per fare il punto sul momento della squadra bergamasca. Dalle scelte in panchina alla stagione europea, fino ai temi di mercato, Percassi ha delineato con chiarezza la linea del club.

LE SCELTE IN PANCHINA«No, il calcio è fatto di scelte. C’è stato un momento della stagione con Juric nel quale serviva entusiasmo e Palladino l’ha portato. Siamo consapevoli che dobbiamo ancora migliorarci, lui ha la grande responsabilità di continuare a fare bene con la squadra».

LA DIMENSIONE DELL’ATALANTA«Questa è una stagione che ci vede super protagonisti in Champions, dove il cammino è eccezionale, mentre in campionato siamo stati altalenanti. Noi come società dobbiamo investire in giocatori e strutture: restare competitivi anche in Europa non è semplice, ma questa è una rosa con qualità importanti. Dobbiamo continuare su questa strada migliorando però il rendimento in campionato, al quale teniamo molto».

IL FUTURO DI PALESTRA«Non è un tema all’ordine del giorno. È un ragazzo che abbiamo visto crescere con noi ed è normale che sia appetito per età e prestazioni. Nel momento in cui ci fosse qualcosa di concreto lo valuteremo, ma al momento non c’è nulla. Siamo contenti che stia facendo bene: Marco è un esempio del lavoro del nostro settore giovanile».

Conti Sampdoria, si pensa al rinnovo! Il gol alla Reggiana apre a diversi nuovi possibili scenari per il futuro del giocatore: ecco cosa può succedere

Conti Sampdoria, si pensa al rinnovo! La prima rete tra i grandi e futuro da scrivere: il Ferraris ritrova entusiasmo e il giocatore può prolungare

In una serata tutt’altro che semplice, la Sampdoria ha trovato in Francesco Conti l’uomo capace di cambiare l’inerzia emotiva della partita. Il suo gol contro la Reggiana ha riportato equilibrio nel momento più delicato del match, firmando il temporaneo 1-1 e riaccendendo il Ferraris. Una rete pesantissima, non solo per l’economia del risultato, ma anche per il valore simbolico che porta con sé.

Il centrocampista classe 2004 ha vissuto una serata destinata a restare nella memoria: primo gol in prima squadra, arrivato con personalità e tempismo proprio quando la Sampdoria rischiava di smarrirsi. Un episodio che può rappresentare uno spartiacque nella stagione del giovane blucerchiato.

Sampdoria Conti, il gol che cambia la partita

La gara si era incanalata su binari complicati per i padroni di casa. La Reggiana aveva preso campo, spezzando il ritmo della Sampdoria e mettendo pressione in una fase psicologicamente delicata. In quel contesto è arrivata la giocata di Conti, bravo a inserirsi con i tempi giusti e a colpire con grande lucidità.

Il pareggio ha avuto l’effetto di una vera e propria scossa: la squadra ha ritrovato fiducia, il pubblico ha alzato il volume e l’inerzia del match è gradualmente passata dalla parte dei blucerchiati. Un momento chiave, che ha cambiato il volto della partita e l’umore dell’ambiente.

Sampdoria Conti, crescita mentale e risposta alla pressione

Per Francesco Conti, questo gol vale molto più di una semplice statistica. È la conferma di un percorso di crescita fatto di lavoro quotidiano, pazienza e fiducia nello staff tecnico. Il giovane centrocampista, cresciuto nel vivaio, ha dimostrato di saper reggere la pressione e di farsi trovare pronto quando chiamato in causa, mostrando maturità e personalità.

Sampdoria Conti, il tema rinnovo entra nel vivo

Ora l’attenzione si sposta inevitabilmente sul futuro. Il contratto di Conti è in scadenza a giugno 2026 e in casa Sampdoria il tema rinnovo è destinato a diventare centrale. La rete contro la Reggiana potrebbe accelerare le riflessioni della dirigenza, da sempre attenta alla valorizzazione dei giovani del settore giovanile.

Blindare Francesco Conti significherebbe investire su un profilo che conosce l’ambiente, ha margini di crescita importanti e incarna l’identità blucerchiata. In una fase di ricostruzione, il suo gol potrebbe non essere solo decisivo per una partita, ma il primo capitolo di una storia destinata a durare.

Bologna Sassuolo, ecco i TOP e FLOP del match della diciasettesima giornata di Serie A

Bologna Sassuolo, ecco i TOP e FLOP del derby emiliano al Dall’Ara delle 18 e valido per la diciasettesima giornata di Serie A

Termina in parità, 1-1, il derby emiliano tra Bologna e Sassuolo al Dall’Ara, valido per la 17a giornata di Serie A.

Dopo un avvio a ritmi alti, la partita si blocca verso la chiusura del primo tempo, ma già in avvio di ripresa la rete di Fabbian sigla l’1-0, rompendo il ghiaccio del match. La risposta del Sassuolo arriva con Muharemovic che, da corner, anticipa Ravaglia e firma l’1-1 con cui si chiude l’incontro, che torna ad abbassare i suoi ritmi nel finale di gara.

Queste le nostre pagelle ai protagonisti del match.

PAGELLE BOLOGNA SASSUOLO

BOLOGNA (4-2-3-1): Ravaglia 6; Zortea 6 (86′ Holm sv), Vitik 5.5, Lucumì 5, Miranda 5.5; Pobega 6, Moro 6; Rowe 5.5 (84′ Odgaard sv), Fabbian 6.5 (70′ Immobile 6), Orsolini 5 (70′ Dominguez 5.5); Dallinga 5.5 (70′ Castro 5.5).

SASSUOLO (4-3-3): Muric 5, Cande 6 (59′ Doig 6), Muharemovic 6.5, Idzes 5.5, Walukiewicz 5.5; Koné 6, Matic 5.5, Thorsvedt 5; Laurienté 6 (89′ Cheddira sv), Pinamonti 5.5, Volpato 5.5 (70′ Fadera 5).

Formazioni ufficiali Atalanta Inter, le scelte dei due tecnici per il match della 17a giornata di Serie A

Formazioni ufficiali Atalanta Inter, le scelte dei due tecnici per il match valido per la 17a giornata di Serie A della New Balance Arena

Alla New Balance Arena di Bergamo, alle 20.45, va in scena Atalanta Inter, match valido per la 17ª giornata di Serie A 2025/2026.

Sfida dal peso specifico elevato per entrambe le squadre. Da una parte l’Atalanta di Raffaele Palladino, chiamata a dare continuità ai segnali positivi mostrati nelle ultime uscite e a conquistare punti fondamentali per risalire una classifica che, al momento, non rispecchia appieno le ambizioni della Dea.

Dall’altra l’Inter di Cristian Chivu, impegnata a rispondere ai successi di Napoli e Milan per restare agganciata alla vetta e, allo stesso tempo, riallungare il margine sulla Juventus nella corsa Scudetto.

Di seguito le scelte ufficiali dei due allenatori per il big match di Bergamo.

FORMAZIONI UFFICIALI ATALANTA INTER

ATALANTA (3-4-2-1): 29 Carnesecchi; 19 Djimsiti, 4 Hien, 23 Kolasinac; 77 Zappacosta, 15 De Roon, 13 Ederson, 59 Zalewski; 17 De Ketelaere, 8 Pasalic; 9 Scamacca.
A disposizione: 31 Rossi, 57 Sportiello, 6 Musah, 7 Sulemana, 10 Samardzic, 42 Scalvini, 43 Comi, 44 Brescianini, 47 Bernasconi, 69 Ahanor, 70 Maldini, 90 Krstovic.
Allenatore: Raffaele Palladino.

INTER (3-5-2): 1 Sommer; 31 Bisseck, 25 Akanji, 95 Bastoni; 11 Luis Henrique, 23 Barella, 20 Calhanoglu, 7 Zielinski, 32 Dimarco; 9 Thuram, 10 Lautaro.
A disposizione: 13 J. Martinez, 60 Taho, 6 De Vrij, 8 Sucic, 16 Frattesi, 17 Diouf, 22 Mkhitaryan, 30 Carlos Augusto, 43 Cocchi, 47 Spinaccè, 50 Cinquegrano, 94 Esposito.
Allenatore: Cristian Chivu.

Calcio d’inizio fissato per le 20.45, con la Dea a caccia di conferme davanti al proprio pubblico e i nerazzurri determinati a non perdere terreno nella lotta per il titolo.

Tresoldi Milan, l’attaccante italo-tedesco a San Siro per vedere il match dei rossoneri contro il Verona! Si aprono le suggestioni di mercato: possibile trattativa?

Tresoldi Milan, il giocatore a San Siro per vedere il match contro il Verona! Si aprono le suggestioni di mercato: possibile trattativa?

Il legame tra il Milan e i suoi tifosi più “speciali” non conosce confini, nemmeno geografici. Durante il vittorioso lunch match contro l’Hellas Verona, una presenza in tribuna non è passata inosservata: Nicolò Tresoldi.

Come raccontato da Luca Bianchin su La Gazzetta dello Sport, l’attaccante italo-tedesco del Club Bruges ha voluto essere presente all’ultimo appuntamento casalingo del 2025 del suo amato Diavolo.

Un tifoso speciale al Meazza

Tresoldi non ha mai nascosto la propria fede rossonera e la sua visita a San Siro è stata immortalata da uno scatto diventato virale: la foto con il suo idolo Rafael Leão.

Nonostante l’assenza del portoghese dal campo per motivi precauzionali, l’incontro tra i due nel ventre del Meazza ha acceso la fantasia dei tifosi, testimoniando un legame che va oltre il semplice tifo.

Numeri che fanno rumore

Al di là dell’aspetto emotivo, Tresoldi è soprattutto un profilo tecnico di grande interesse. In questa stagione con il Bruges ha già collezionato 5 gol in campionato e 2 reti in Champions League, segnando in palcoscenici iconici come il Camp Nou di Barcellona e l’Allianz Arena di Monaco. Numeri che raccontano di un attaccante con istinto da killer e personalità internazionale.

Profilo da Milan del futuro

Classe 2004, nazionale Germania U21 ma in possesso di passaporto italiano, Tresoldi incarna perfettamente il mix di gioventù, prospettiva e respiro europeo che il Milan di Igli Tare guarda con attenzione in ottica 2026.

Per ora è solo una visita da tifoso, ma tra San Siro, Leão e i numeri messi insieme in Europa, la suggestione è destinata a rimanere viva: i tifosi rossoneri, intanto, lo porterebbero volentieri a Milanello già domani mattina.

Thiago Motta torna in panchina? Spunta una nuova ipotesi in Brasile, ma c’è un ex Juve che potrebbe bloccare la trattativa! Ecco di chi si tratta

Thiago Motta torna in panchina? Spunta una nuova ipotesi: indiscrezioni dal Brasile che attira l’ex Juve, ma c’è un nodo da sciogliere

Doveva essere il volto del nuovo corso bianconero, l’uomo chiamato a inaugurare una rinascita tattica a Torino, e invece l’avventura di Thiago Motta sulla panchina della Juventus si è chiusa bruscamente con il licenziamento dello scorso marzo. Da allora, l’allenatore italo-brasiliano è rimasto in attesa dell’occasione giusta per rilanciarsi. Secondo Globoesporte, quella chance potrebbe arrivare dal Brasile: il suo nome è infatti finito con insistenza nel casting del Flamengo.

Filipe Luís ai saluti: trattativa ferma sul rinnovo

La panchina del club rubro-negro rischia di liberarsi a breve. L’attuale allenatore Filipe Luís è reduce da una stagione straordinaria, impreziosita dalla vittoria del Brasileirão e della Copa Libertadores, con l’unica amarezza della finale Intercontinentale persa ai rigori contro il Paris Saint-Germain.

Nonostante i risultati, il rinnovo del contratto – in scadenza il 31 dicembre – è in stallo. Il nodo è economico: il Flamengo ha messo sul tavolo un’offerta da 4 milioni di euro, chiedendo però che la cifra comprenda anche gli stipendi dello staff tecnico. Una condizione ritenuta inaccettabile dall’allenatore. Con un ultimatum fissato per domani, 29 dicembre, la rottura appare sempre più probabile.

Il casting del Flamengo e la candidatura di Motta

In caso di addio di Filipe Luís, la dirigenza del Flamengo è pronta a valutare le alternative. Sul tavolo ci sono diversi profili: Artur Jorge, però, è blindato in Qatar da una clausola rescissoria, mentre Leonardo Jardim resta un’opzione più defilata. In questo scenario, le quotazioni di Thiago Motta sono in netta ascesa, anche per il suo background brasiliano e l’esperienza maturata in Europa.

L’ombra di Danilo: un ostacolo pesante

Sulla strada di Motta, tuttavia, si staglia un ostacolo tutt’altro che marginale: Danilo. Il difensore brasiliano è oggi una colonna del Flamengo, leader carismatico dello spogliatoio e idolo del Maracanã. È lo stesso giocatore che Thiago Motta aveva escluso dal progetto juventino nel gennaio 2025.

Le scorie di quell’addio non sembrano del tutto smaltite. Danilo lasciò Torino con amarezza, parlando di scelte subite dopo cinque anni in bianconero, mentre Motta liquidò la vicenda con toni freddi in conferenza stampa. Oggi i ruoli si sono ribaltati: il centrale è una figura chiave del Flamengo e la sua presenza potrebbe rappresentare un veto interno all’arrivo del suo ex allenatore.

Il futuro di Thiago Motta resta dunque appeso a un incastro delicato tra strategie dirigenziali, equilibri di spogliatoio e decisioni imminenti. Il Flamengo osserva, valuta e attende: il rilancio dell’ex tecnico della Juventus potrebbe passare dal Brasile, ma non senza ostacoli.

Mercato Lazio, nuova pista per l’attacco: spunta il nome di Lucca. Tutti i dettagli sulla possibile operazione

Mercato Lazio, si apre la pista Lucca per rinforzare il reparto offensivo: ecco cosa filtra sulla trattativa per gennaio

Il mercato della Lazio si avvicina a una fase di profondi cambiamenti, in particolare per quanto riguarda il reparto offensivo. Valentin Castellanos sembra ormai sempre più lontano da Roma: la panchina di Udine è stata un segnale eloquente e le indiscrezioni su un possibile trasferimento in Brasile si fanno di giorno in giorno più insistenti.

In vista di una sua probabile uscita, la dirigenza biancoceleste ha iniziato a valutare diversi profili per rinforzare l’attacco. Come riportato da Gianluca Di Marzio, l’ultima idea porta a Lorenzo Lucca, centravanti del Napoli che sta trovando sempre meno spazio. Con Hojlund in grande forma e il rientro imminente di Lukaku, Conte difficilmente punterà sull’ex Udinese, rendendolo così una potenziale occasione per la Lazio.

La trattativa, però, è tutt’altro che semplice. Per liberare Lucca, il Napoli dovrebbe riscattarlo con sei mesi di anticipo dall’Udinese prima di poterlo girare ai biancocelesti, un’operazione complicata anche alla luce della necessità del club partenopeo di mantenere un mercato a saldo zero. Un intreccio che rende il possibile affare ancora in una fase embrionale.

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